Newsletter n.40 / 2007

Il Governo Tariceanu resta in carica dopo la bocciatura nel parlamento romeno, il 3 ottobre 2007, della mozione di sfiducia
Resta in carica il governo di minoranza di centro-destra di Bucarest, guidato dal liberale Calin Popescu Tariceanu, dopo che la mozione di sfiducia, inoltrata dall’opposizione social democratica, e’ stata respinta dal Parlamento. Hanno votato a favore della mozione 220 senatori e deputati, 12 in meno rispetto al numero necessario per l’approvazione.
L’iniziativa social democratica e’ stata sostenuta dal Partito Democratico e da quello Liberale Democratico, entrambi vicini al capo dello stato Traian Basescu, da tempo in rotta di collisione col premier Tariceanu. Anche se i tre partiti avevano i numeri per l’approvazione, la sfiducia e’ stata respinta perche’ alcuni parlamentari socialdemocratici hanno votato contro, come hanno dichiarato per il sito www.hotnews.ro fonti del Partito Social Democratico.
Il partito nazionalista Grande Romania, il Partito Conservatore e i rappresentanti delle minoranze nazionali si sono astenuti.
Intitolato “Mille giorni di caos – la fine del governo di destra”, il documento criticava i due governi succedutisi dopo le elezioni politiche del 2004.

Fondi dall’UE per la riparazione delle infrastrutture romene dei trasporti
L’Unione Europea appoggia la Romania, in maniera prioritaria per quanto riguarda i progetti di infrastrutture stradali e di altre vie di comunicazione. La Romania ricevera’ nei prossimi 6 anni dall’UE oltre 4,6 miliardi di euro per il rifacimento delle strade nazionali ed altre vie di comunicazione. Si tratta, prevalentemente, dell’autostrada Bucarest-Costanza, del tratto ferroviario Curtici-Costanza, del porto Costanza e del progetto di navigazione sul Danubio, ha dichiarato Zoltan Kazatsay, direttore nel quadro della Commissione Europea. I quattro progetti di infrastrutture sono prioritari, ha sottolineato l’ufficiale europeo, aggiungendo che la loro implementazione migliorera’ i collegamenti europei con la Grecia e la Turchia.
Secondo Kazatsay, il primo progetto fa parte dell’autostrada che collega Atene-Sofia-Budapest, ed in Romania collega Bucarest a Costanza. Il secondo progetto, il tratto ferroviario Curtici-Costanza assicurera’ il collegamento al tratto Atene-Sofia-Vienna-Praga-Norimberga. Il terzo progetto riguarda i lavori per il miglioramento della navigazione sul Danubio, e l’ultimo progetto e’ concentrato sullo sviluppo del porto Costanza, al quale spetta un ruolo importante nel progetto europeo di rotte marittime.

L’agenzia di valutazione finanziaria Fitch ha confermato i rating della Romania
L’Agenzia di valutazione finanziaria Fitch ha confermato i rating concessi alla Romania: per i crediti a lungo termine in valuta a “BBB”, per i crediti a breve termine in lei a “BBB+” e per il plafond paese a “A-“, pero’ ha avvertito che la situazione politica e’ in difficolta’, ha annunciato Fitch Ratings. Fitch ha attribuito ai rating della Romania prospettive stabili. “I rating della Romania sono appoggiati dalla crescita sostenuta del prodotto intero lordo, dalle finanze pubbliche solide e dalle riforme strutturali ed istituzionali effettuate per assicurare l’adesione del paese all’Unione Europea”, ha spiegato Andrew Colquhoun, direttore del gruppo Fitch per rating sovrani.
Inoltre, l’agenzia di rating Fitch stima che la Romania adottera’ la moneta unica europea nel 2015, due anni dopo l’entrata della Bulgaria nella zona euro nel 2013.
I due stati hanno ancora una lunga strada da percorrere fino alla convergenza reale, danno segni di surriscaldamento e avranno ancora difficolta’ per alcuni anni nell’adempimento dei criteri collegati all’inflazione” indica un rapporto Fitch.
L’entrata nella zona euro puo’ portare ad un miglioramento del rating paese di 1 o 2 punti, considerano gli analisti Fitch.
Secondo la banca centrale, la Romania intende adottare la moneta euro nell’intervallo 2012-2014. A novembre 2006, la BNR ha proposto all’esecutivo un piano di convergenza attraverso il quale raccomandava che il processo di ristrutturazione dell’economia ed amministrazione sia concluso nei prossimi 3-4 anni.

La Banca Mondiale avverte che gli stati europei poveri si confrontano con la penuria di manodopera
Gli stati membri UE dell’Europa Centrale ed Orientale si confrontano con una penuria di manodopera, mentre migliaia dei loro operai sono assunti nei paesi occidentali piu’ ricchi, indica un rapporto elaborato dalla Banca Mondiale.
Secondo lo stesso rapporto, l’attuale mancanza di manodopera qualificata e non qualificata puo’ diventare un “impedimento” per lo sviluppo economico futuro, e la creazione di nuovi posti di lavoro, mentre il tasso della disoccupazione e’ diminuito “sostanziosamente” negli 8 stati post-comunisti che hanno aderito all’Unione Europea nel 2004.
Gli esperti della Banca Mondiale suggeriscono tre tappe concrete per coprire la mancanza di manodopera e nel contempo diminuire il tasso di disoccupazione in determinati gruppi demografici. Secondo loro, i governi dei paesi dell’Europa Centrale ed Orientale dovrebbero riformare il loro sistema sociale, riformare il sistema educazionale, aumentare la mobilita’ interna ed importare manodopera qualificata nei settori con le piu’ alte necessita’, aprendo il mercato agli operai stranieri.

La Banca Europea per la Ricostruzione e Sviluppo (BERS) avverte che la Romania, la Lettonia, l’Ungheria, la Bulgaria e la Serbia sono vulnerabili agli shock della crisi globale
L’agitazione sui mercati finanziari internazionali colpira’ anche l’Europa Orientale, mettendo in difficolta’ le economie piu’ vulnerabili e rallentando la crescita economica in Romania ed in altri stati della regione, afferma l’economista-capo della Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo (BERS), citato dal quotidiano britannico Financial Times.
La Romania fa parte di un gruppo di 5 stati che sono i piu’ vulnerabili agli shock determinati dalla crisi globale, afferma Erik Berglof, economista capo della BERS. Gli altri stati della regione, possibili vittime dei problemi finanziari, sono la Lettonia, l’Ungheria, la Bulgaria e la Serbia. “Siamo certi che questa crisi dell’Occidente e’ seria e durera’ qualche tempo, e cio’ significa che avra’ certamente un impatto anche sui paesi dell’Est. Si tratta di due tipi di effetti: a breve termine sorgeranno problemi di liquidita’ e a lungo termine interverranno aumenti del costo del credito” ha dichiarato Berglof. Il risultato sara’ un rallentamento della crescita economica nell’Est, afferma il rappresentante BERS, poiche’ il rischio aumentera’ il costo del credito e ridurra’ il livello della richiesta nell’economia.
Le sue dichiarazioni sono state rilasciate una settimana dopo la presentazione del piu’ recente rapporto della Banca Mondiale, che avverte sui rischi finanziari per la Romania e gli altri stati della zona.
L’economista capo del BERS aggiunge che questi stati devono essere consci dei rischi e rallentare leggermente la crescita fondata sul credito. “Un leggero rallentamento potrebbe essere addirittura benefico per questi paesi. Le loro economie, specialmente il settore dell’edilizia e del real estate, sono cresciuti rapidamente, forse troppo rapidamente, raggiungendo a volte costi difficilmente sostenibili” sostiene l’ufficiale BERS.
La Romania sembra direttamente toccata da tale asserzione, poiche’ il mercato delle costruzioni e’ aumentato nei primi 7 mesi del 2007 del 30% in termini reali, il piu’ alto ritmo dell’intera Unione Europea. Prendendo in calcolo anche il tasso dell’inflazione nelle costruzioni ma anche l’apprezzamento del leu nei confronti dall’euro nell’ultimo anno, il mercato delle costruzioni ha registrato nella prima meta’ del 2007 una crescita del 53% in euro.
Da un altro canto, Berglof ha aggiunto che la maggior parte degli stati dell’Europa Orientale “ha assorbito molto bene gli effetti della turbolenza internazionale sui mercati finanziari locali”. Gli effetti a breve termine sono stati, per il momento, superati dalle economie dell’Europa Orientale, afferma Berglof, pero’ cio’ non elimina la possibilita’ dell’apparizione di effetti a lungo termine.
Il recente rapporto della Banca Mondiale indicava che gli stati europei con la maggior esposizione teorica agli effetti della crisi mondiali sono quelli dell’Est, specialmente quelli che registrano alti livelli del deficit di conto corrente. La Romania si annovera tra gli stati a rischio, secondo la BM, poiche’ insieme alla Bulgaria ed ai paesi baltici ha uni dei piu’ alti livelli del deficit di conto corrente nell’Europa.
Nel primo semestre del 2007, il deficit estero della Romania ha rappresentato il 16,8% del PIL, e negli ultimi 4 trimestri, oltre il 13% del PIL.

20 grandi compagnie generano quasi due terzi del debito estero della Romania, mentre il debito estero a breve termine, del paese e’ arrivato a 80 miliardi di euro
Il rappresentante della Romania al Fondo Monetario Internazionale, ha annunciato a The Money Channel che il debito estero del paese, a breve termine e’ aumentato in maniera accelerata negli ultimi mesi, fino a circa 80 miliardi di euro e puo’ diventare un fattore di rischio sia per l’inflazione che anche per la stabilita’ del paese.
“20 compagnie detengono il 64% dei debiti esteri della Romania” dichiara Lucian Anghel, economista capo della Banca Commerciale Romena commentando il rapporto paese elaborato dalla BCR. Una quota consistente, se si tiene conto del fatto che soltanto il 25% del debito estero del paese e’ rappresentato dal settore statale.
Nel 2006, il debito estero della Romania era aumentato di oltre il 33%, fino a 43,4 miliardi de euro.
Gli indici riportati nello studio della Banca Commerciale Romena mostrano, nel contempo, che nel 2006 il debito estero a breve termine e’ raddoppiato, registrando una dinamica di molto superiore a quella delle esportazioni o delle riserve ufficiali. Il rapporto rileva, inoltre, che nel periodo 2004 – 2006 il tasso di crescita del debito estero a breve e medio termine e’ stato, mediamente, del 92%. La stessa fonte indica come principale fattore che ha portato a tale valore l’esportazione di crediti. Da tale punto di vista, Anghel raccomanda “un monitoraggio piu’ attento del debito estero a breve termine”. Nello stesso periodo, il debito estero a medio e lungo termine e’ aumentato in un ritmo piu’ contenuto.
“La Romania ha ancora un basso grado di indebitamento calcolato come peso specifico del debito estero nel PIL rispetto agli altri 4 paesi della regione (Ungheria, Slovacchia, Polonia e Rep.Ceca)” ha aggiunto il rappresentante BCR.

Il deficit di conto corrente della Romania e’ coperto, per un terzo, dai trasferimenti dei romeni che lavorano all’estero
I trasferimenti in patria effettuati dai romeni che lavorano all’estero potrebbero coprire un terzo del deficit di conto corrente, che secondo le stime arrivera’ a circa 16,2 miliardi di euro, crede l’economista capo della Banca Commerciale Romena (BCR), Lucian Anghel. I romeni che lavorano all’estero trasferiscono in Romania circa 5,5 miliardi di euro l’anno.
L’economista capo della BCR anticipa che il deficit di conto corrente si stabilizzera’ al 14% del Prodotto Interno lordo nei prossimi 2 anni, diminuendo dopo il 2009-2010, quando daranno frutti le importazioni di tecnologia, mentre le esportazioni potrebbero arrivare a 30 miliardi di euro alla fine del 2007. “Il deficit di conto corrente costituisce il piu’ serio problema macroeconomico della Romania e continuera’ ad aumentare fino al 13,7% del PIL nel 2007, rispettivamente 14,7% del PIL nel 2008, a causa delle differenze tra importazioni ed esportazioni” indica il rapporto paese della BCR.

Il peso specifico del debito governativo nel PIL e’ stato del 12,4% nel 2006
Nel 2006, il deficit (calcolato conformemente alla metodologia del Sistema Europeo dei Conti 1995) delle amministrazioni pubbliche e’ ammontato a 6.378,5 milioni di lei (1,9% del Prodotto Interno Lordo, informa un comunicato dell’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Per il 2007, il valore del necessario netto di finanziamenti e’ stimato a 11.218,5 milioni di lei, equivalente al 2,9% del Prodotto Interno Lordo.
Il peso specifico del debito lordo consolidato delle amministrazioni pubbliche nel Prodotto Interno Lordo e’ stato del 12,4% nel 2006, e per il 2007 e’ stimato al 12%.

Deficit di bilancio del 2,9% del PIL nel 2007, secondo la metodologia UE
Il deficit di bilancio della Romania potrebbe arrivare alla fine del 2007 al 2,9% del PIL, rispettivamente 11,21 miliardi di lei, secondo la metodologia europea (Sistema Europeo dei Conti 1995), indica l’Istituto Nazionale di Statistica.
Le autorita’ romene hanno stimato, secondo una metodologia diversa, un livello del deficit di bilancio alla fine del 2007 del 2,7% del PIL. Nel 2006, il necessario netto di finanziamenti (il deficit calcolato conformemente alla metodologia del Sistema Europeo dei Conti 1995) delle amministrazioni pubbliche e’ stato di 6,37 miliardi di lei, cioe’ l’1,9% del PIL.
I redditi totali previsti per il 2008 ammontano a 171,3 miliardi di lei, rispetto a 144,6 miliardi di lei, nel 2007, ed il livello stimato delle spese e’ di 183,2 miliardi di lei, rispetto ai 155,3 miliardi di lei nel 2007.

La crescita economica della Romania rallentera’ considerevolmente nel 2008
Il rappresentante della Romania al Fondo Monetario Internazionale, l’ex ministro delle finanze Mihai Tănăsescu, sottolinea che il debito estero e gli aumenti salariali potrebbero contribuire all’aumento dell’inflazione, la crisi finanziaria mondiale potrebbe avere effetti negativi anche sulla Romania, ragione per cui la crescita economica della Romania sara’ piu’ bassa nel 2008.
La crisi finanziaria bancaria mondiale potrebbe influire sull’economia romena, tenendo presente le sue vulnerabilita’, sostiene l’ex ministro delle finanze ed attuale rappresentante della Romania al Fondo Monetario Internazionale, Mihai Tănăsescu, in una trasmissione televisiva. „La crisi economica mondiale influira’ sulla crescita economica della Romania, che sara’ piu’ bassa nel 2008. Un 6,5% di crescita economica nel 2008 mi sembra troppo ottimistico; arrivera’ piuttosto al livello del 2007, cioe’ tra il 5% ed il 6%. (…). Dobbiamo essere preparati per gli eventuali rischi per evitare che l’economia ed, implicitamente, la popolazione soffrano troppo. La Romania deve avere alternative, “piani B” ha sottolineato Tănăsescu. Secondo lo stesso, la maggior vulnerabilita’ della Romania e’ il debito estero a breve termine, salito a 80 miliardi di euro. Per conservare la crescita economica, lo stato deve cominciare col mettere a punto una politica fiscale forte. „Una politica fiscale forte significa disciplina ed una maggior rigorosita’ nella raccolta delle imposte” ha spiegato Tănăsescu. Il rappresentante della Romania al FMI considera che la decisione di settembre della Banca Nazionale della Romania di conservare il tasso di interesse-chiave al 7% e’ stata corretta. „Conservare il tasso di interesse della BNR al 7% e’ una decisione corretta. Non credo che la BNR modifichera’ quest’anno il tasso di riferimento. C’e’ la possibilita’ che il tasso di inflazione rispetti il target stabilito dalla BNR per il 2007″ crede Mihai Tănăsescu. Dopo la mossa inflazionistica di agosto, a settembre c’e’ il rischio di una leggera accentuazione dell’inflazione, anticipa Tănăsescu, sottolineando, pero’, che a novembre e dicembre, l’aumento dei prezzi al consumo sara’ temperato. In tal senso, il tasso annuo dell’inflazione potrebbe scendere, a fine anno, al 4%, rispettando il target fissato dalla BNR all’inizio dell’anno.
Tănăsescu sostiene che un fattore di rischio per l’aumento dell’inflazione potrebbe essere l’aumento degli stipendi. “Il 2007 e’ il quarto anno consecutivo în cui gli stipendi sono aumentati mediamente del 20%. In tutto questo periodo, la produttivita’ del lavoro – e’ aumentata e cio’ e’ un fatto positivo – pero’ meno dell’aumento salariale (…)” crede Tanasescu.

Le riserve internazionali della Banca Centrale della Romania ammontano a quasi 27 miliardi di euro
Le riserve valutarie della Banca Nazionale della Romania ammontavano, alla fine di settembre 2007, a 25,206 miliardi di euro. Rispetto al mese precedente, le riserve erano aumentate di 510,4 milioni di euro, in seguito ad entrate di 733,9 milioni di euro (modifica delle riserve minime in valuta costituite dalle banche commerciali e redditi dall’amministrazione delle riserve internazionali) ed uscite di 223,5 milioni di euro (pagamenti di rate e tassi di interesse scadenti al debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero dell’Economia e Finanze e modifica delle riserve minime in valuta costituite da alcuni istituti di credito).
La riserva d’oro si e’ conservata a 104,7 tonnellate, pero’ secondo l’evoluzione dei prezzi internazionali, il suo valore e’ aumentato a 1,751 miliardi di euro.
Di conseguenza, le riserve internazionali della Banca Nazionale (valute piu’ oro) sono salite a 26,9 miliardi di euro.
Fino alla fine del 2007, i pagamenti scadenti per conto del debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero dell’Economia e Finanze ammontano a 245 milioni di euro.

L’intermediazione finanziaria e’ aumentata, in Romania, del 7,3%
Secondo il primo vicegovernatore BNR, Florin Georgescu, l’intermediazione finanziaria e’ aumentata in Romania del 7,3%, nell’ultimo anno, arrivando al 34,3%, a fine agosto 2007.
L’intermediazione finanziaria viene calcolata come rapporto tra il credito non governativo ed il Prodotto Interno Lordo. L’aumento stimato per il 2007, di circa il 7,5%, e’ il piu’ alto degli ultimi 4 anni. Nonostante cio’, la Romania continua ad occupare l’ultimo posto in Europa per quanto riguarda l’intermediazione finanziaria, superata anche dalla Bulgaria, dove il credito non governativo rappresenta circa il 42% del PIL.

La BNR ha stabilito il valore dell’euro al quale saranno calcolate le accise nel 2008
La Banca Nazionale della Romania ha stabilito il tasso di 3,3559 lei per un euro (fissato per il 1 ottobre 2007), al quale verra’ calcolato il valore delle accise per l’intero 2008.
Conformemente all’articolo 218 del nuovo Codice Fiscale, il valore in lei delle accise, della tassa speciale sulle autovetture e dell’imposta sul greggio di produzione nazionale, dovute al bilancio dello stato (…) viene calcolato attraverso la trasformazione degli ammontari espressi in equivalente euro al tasso di cambio valutario comunicato dalla BNR per il primo giorno lavorativo del mese di ottobre dell’anno precedente.
Quindi, a partire dal 2008, i prezzi dei prodotti sottoposti ad accise, come i combustibili, l’energia elettrica, i derivati dell’alcool e tabacco, aumenteranno una sola volta all’anno come conseguenza dell’aumento delle accise, non piu’ trimestralmente come fino al momento attuale.

Millennium Bank inizia ad operare sul mercato romeno l’11 ottobre 2007
La banca portoghese Millennium BCP lancia le sue operazioni sul mercato romeno l’11 ottobre 2007 e ha programmato l’apertura di 40 sportelli, secondo Forbes. La banca realizzera’ in Romania investimenti di 40 milioni di euro nel 2007, e fino nel 2011 un totale di 200-250 milioni di euro. Il target principale della banca e’ rappresentato delle persone fisiche con redditi oltre la media e le compagnie, pero’ effettuera’ anche operazioni di retail banking.
Millennium Bank spera di raggiungere entro il 2011 la soglia di redditivita’ e ha programmato perdite di 30 milioni di euro per il 2007.

Dal 1 gennaio 2008 lo stato comincia a tassare anche i premi e gli incentivi finanziari pagati ai dipendenti
I premi e gli incentivi finanziari saranno tassati a partire dal 1 gennaio 2008. L’esecutivo ha deciso, attraverso un’Ordinanza governativa d’Urgenza, l’allargamento della base di calcolo dei contributi sociali che devono essere pagati sia dal datore di lavoro che dal dipendente. Attualmente per il calcolo delle somme da versare allo stato per i contributi sociali vengono presi in considerazione soltanto lo stipendio lordo di base ed i supplementi permanenti.
I redditi provenienti dai diritti d’autore ed i diritti intellettuali non saranno toccati dalla nuova norma poiche’ considerati diritti di proprieta’, secondo quanto dichiarato dal ministro delle Finanze, Varujan Vosganian.

Il prefezionamento attivo per conto terzi in continua diminuzione in Romania: le consegne ai paesi UE si sono ridotte del 45%
Oltre il 10% della societa’ romene produttrici di capi di abbigliamento che effettuano operazioni di perfezionamento attivo per conto terzi hanno chiuso le porte tra il 1 gennaio ed il 1 ottobre 2007. Chi non „crea” marchi propri e’ destinato a cessare l’attivita’.
Liliana Ţuroiu Udrea, presidente dell’Associazione di Moda e Design della Romania (AMDR) spiega che si tratta di circa 1.000 aziende delle 9.800 operanti nel campo. “Ogni mese cessano di produrre decine di aziende che lavorano in regime di perfezionamento attivo per conto terzi” dichiara Udrea, aggiungendo che nonostante l’aumento del giro di affari delle ditte che operano per conto terzi del 15%-30% nel 2007, il loro profitto e’ diminuito di oltre il 30%, poiche’ sono state costrette a contrarre crediti.
Una ragione del disastro e’, inoltre, l’arrivo in Romania dei grandi marchi stranieri, con alta forza finanziaria, che promuovono aggressivamente i loro prodotti e “rubano” i clienti dei produttori autoctoni.
Da un altro canto, anche la manodopera diventa sempre piu’ cara dopo l’adesione del paese all’UE e una parte dei grandi produttori stranieri di capi di abbigliamento ha rinunciato ai servizi dei produttori romeni specializzati in perfezionamento attivo, orientandosi verso paesi come lndia o Pakistan, spiega Maria Grapini, presidente della Federazione Padronale dell’Industria dei Beni di Consumo (FEPAIUS).
La stessa aggiunge che un altra causa della chiusura di chi produce capi di abbigliamento per conto terzi e’ la “triplice evasione fiscale”. Per esempio, le statistiche cinesi indicano che il paese ha esportato in Romania nel 2006 merci per 4,2 miliardi di dollari, mentre le statistiche romene hanno registrato importazioni per soli 2,5 miliardi di dollari. E la “velocita’” di reazione delle istituzioni dello stato, nell’intraprendere misure legislative di appoggio alla produzione autoctona e’ di 3-5 anni, mettendo a rischio la sopravvivenza dei produttori romeni.
Liliana Ţuroiu Udrea intravede una possibile uscita dalla crisi nella creazione di marchi romeni nel campo del tessile e nell’apertura di negozi propri e fornisce l’esempio della compagnia Jolidon, che, oltre a produrre, si estende in altri paesi attraverso il sistema del franchising.
Il presidente AMDR ha sottolineato che si percepisce gia’ la tendenza di creare marchi romeni, e ha citato la partecipazione all’ultimo Salone di Moda di Parigi di 23 marchi romeni.
Si rischia di perdere i mercati di sbocco
Secondo Maria Grapini, nel 2005, la Romania occupava il terzo posto nella graduatoria degli esportatori di confezioni verso l’Unione Europea, dopo Cina e Turchia e nel 2007 e’ scesa al 7-o posto. Il settore delle confezioni della Romania ha perso quota di mercato (-45%) nel primo semestre del 2007 nelle esportazioni verso l’UE – intervallo in cui ha guadagnato soltano il 10% di quota sul mercato interno, dal 10%-13% al 23%. Il declino e’ confermato anche dalle statistiche del Ministero dell’Economia, secondo le quali la produzione fisica nell’industria tessile e della pelletteria, nel primo semestre del 2007, ha registrato perdite in tutti i scomparti rispetto al 2006. Nel campo dei filati (lana, cotone, lino, canapa) sono state prodotte 23.000 tonnellate di filati (-6,9% rispetto al primo semestre del 2006). Inoltre, sono stati prodotti 54,1 milioni di tonnellate di tessuti (rispetto a 65,5 milioni di tonnellate nel primo semestre del 2006). Anche la produzione di confezioni in pelle e’ diminuita dell’1%, e quella di confezioni in pellicce naturali e sintetiche del 54,9%.

Nuovo direttore per l’Agenzia di Pagamenti ed Interventi nell’Agricoltura
Dan Gherghelas, vice direttore dell’Agenzia SAPARD, ha vino la gara per il posto di dirigente dell’Agenzia di Pagamenti ed Interventi nell’Agricoltura, secondo fonti vicine alla commissione di gara. La nomina sara’ sancita attraverso un apposito Ordine del Ministro dell’Agricoltura.
Gherghelas e’ laureato della Facolta’ di Relazioni Economiche Internazionali dell’Accademia di Studi Economici di Bucarest e del Programma canadese MBA in Romania.

31 societa’ potenzialmente interessate a partecipare alla realizzazione delle unita’ 3 e 4 della Centrale nucleare di Cernavoda
Secondo gli ufficiali della Nuclearelectrica, citati dalle agenzie stampa, 31 societa’ hanno gia’ acquistato il Quaderno di incarichi, di cui 15 entita’ romene, 12 provenienti dall’Unione Europea, 3 dall’America del Nord ed 1 dall’Asia.
Per quanto riguarda il loro campo di attivita’, le stesse fonti indicano che 7 sono produttori di energia elettrica, 6 sono grandi consumatori di energia elettrica, 10 sono distributori o fornitori di energia elettrica, 5 sono potenziali fornitori di beni e servizi per la finalizzazione del progetto, 2 sono banche o istituti di finanziamento ed uno e’ un fondo nazionale di investimenti.
La scadenza per la presentazione delle offerte e’ il 25 ottobre 2007.
La realizzazione delle due unita’ necessita investimenti di oltre 2,2 miliardi di euro, ed ognuno dei due reattori avra’ un potere installato di 720 MW.
I 13 consorzi e compagnie gia’ selezionati nel 2006 erano: AES Corporation (SUA), Alro Slatina, il consorzio Ansaldo (Italia) – AECL (Canada), il consorzio Unit Investments (Lussemburgo) – Dogan Enerji Yatirimlari/Doguş Holding (Turchia), Group Suez/Electrabel (Belgio), Electrica Bucureşti, ENEL (Italia), E.ON Energie (Germania), Gabriel Resources (Canada), Iberdrola (Spagna), KHNP (Corea del Sud), RWE Power (Germania) ed il consorzio TESS Conex-ASAM Iaşi, che si e’ ulteriormente ritirato.

Nel primo semestre del 2007, i romeni hanno bevuto quasi 30 milioni di litri di vino d’importazione
Le importazioni si vino della Romania hanno totalizzato 28,9 milioni di litri nel primo semestre del 2007, quasi tre volte di piu’ rispetto alle esportazioni di vini romeni, ammontate a 11,2 milioni di litri, secondo i dati rilasciati dall’Associazione dei Produttori ed Esportatori di Vini (APEV). La bilancia e’ stata, comunque piu’ equilibrata di quella del primo semestre del 2006, quando le importazioni ammontavano a 39,4 milioni di litri e circa 17 milioni di dollari, superando di oltre quattro volte le esportazioni ammontate a 8,2 milioni di litri.
Rispetto al primo semestre del 2006, nei primi 6 mesi del 2007, le importazioni sono diminuite, per quanto riguarda i quantitativi, del 26,6%, mentre le esportazioni sono aumentate del 35,6%.
Le principali destinazioni delle esportazioni di vini nel primo semestre del 2007 sono state Germania e Russia, che hanno assorbito piu’ della meta’ del totale ed i principali paesi di provenienza delle importazioni sono stati Italia e Spagna.
I vini piu’ cari sono stati quelli importati dalla Svizzera con una media di 70 euro/litro.
La Romania ha importato vini ad un prezzo medio di 0,65 euro/litro ed ha esportato a 1,04 euro/litro.

La compagnia UTI dotera’ la Capitale romena di un sistema di fibra ottica di 200 milioni di euro
La compagnia UTI Systems, membro del gruppo UTI, e la municipalita’ di Bucarest firmeranno entro il 15 ottobre 2007 il contratto per la realizzazione della rete di fibra ottica sotterranea NetCity di Bucarest, progetto stimato dagli ufficiali della municipalita’ a circa 202 milioni di euro.
In occasione della gara indetta a maggio scorso, la municipalita’ ha ricevuto un’unica offerta per la rete NetCity, UTI Systems, insieme ai suoi subappaltatori tra cui Ericsson Romania, Alcatel Lucent e Neotel, essendo l’unico offerente. Nell’offerta presentata, UTI si impegnava ad ultimare i lavori in 36 mesi dalla firma del contratto, rispettivamente in 18 mesi per ogni tappa del progetto.
La compagnia paghera’ annualmente alla municipalita’ una royalty del 12% dei redditi risultati dallo sfruttamento della rete” ha spiegato Alexandru Radu, direttore coordinamento infrastrutture della municipalita’ di Bucarest. UTI Systems coprira’ da fonti proprie il 25% dei costi dei lavori mentre la differenza sara’ coperta da prestiti che la compagnia contrattera’.
La rete sara’ concessionata a UTI Systems per 49 anni, periodo in cui il reddito medio annuo dallo sfruttamento di NetCity ammontera’ a 35,49 milioni di euro. Nell’intervallo 2008-2009, il reddito medio annuo sara’ di 13,36 milioni di euro, e nei successivi due anni superera’ 26 milioni di euro.
Nei primi 2 anni dall’attribuzione del contratto, dovranno essere montate reti di telecomunicazioni sotterranee in 1.350 vie ed entro il 2011 il progetto sara’ ultimato in tutte le 5.000 vie della Capitale.

Gli affitti dei negozi ubicati in Bulevard Magheru a Bucarest sono simili a quelli di Rue Neuve di Bruxelles
Affitti mensili di fino a 150 euro/mq piazzano i negozi del centro di Bucarest tra i piu’ cari centri commerciali europei. Bulevard Magheru, Calea Victoriei e Calea Dorobanţi sono soltanto di poco meno cari delle piu’ “in” strade commerciali di Mosca o Bruxelles.
Secondo un rapporto sul mercato immobiliare di Bucarest, elaborato dalla compagnia americana Jones Lang LaSalle, i commercianti della Capitale romena pagano affitti tra i piu’ alti in Europa. Bucarest occupa il terzo posto nel “top” europeo delle citta’ con i piu’ cari negozi centrali, dopo la capitale della Russia e la capitale dell’Unione Europea. A Mosca, gli affitti superano 200 euro/mq e quelli di Bruxelles superano 150 euro/mq.
Nei grandi centri commerciali tipo mall gli affitti variano tra 30-70 euro/mq mensili.
“La densita’ degli spazi commerciali in Romania e’ di 25 mq/1.000 abitanti mentre la media europea arriva a 170 mq/1.000 abitanti. In tali condizioni, alla Romania manca un’offerta adeguata per il settore del retail. Bucarest, con una densita’ di 82 mq/1.000 abitanti si piazza dietro altre capitali dell’Europa Centrale ed Orientale come Varsavia (592 mq/1.000 abitanti), Praga (548 mq) e Budapest (461 mq)” ha dichiarato Troy Javaher, director of business development capital markets della compagnia Jones Lang LaSalle.

Investitori italiani partecipano ad un progetto immobiliare di 250 milioni di euro a Craiova
La compagnia italiana di sviluppo immobiliare Seconda Iniziativa, in partenariato con la societa’ locale Casa Noastra, controllata dall’imprenditore Stefan Cherciu, comincia la realizzazione di un progetto immobiliare a Craiova, con un investimento di 250 milioni di euro destinato all’allestimento di spazi commerciali, di un albergo e di un parco acquatico.
“Siamo gia’ in possesso del piano urbanistico zonale e del piano urbanistico di dettaglio ed a breve verra’ richiesta l’autorizzazione di costruzione per il progetto che necessitera’ 250-300 milioni di euro” ha dichiarato Anthony Vitali, project manager della Seconda Iniziativa.
Secondo il sito di Seconda Iniziativa, l’operazione OLTENIA MALL consiste nel lancio di un polo commerciale e d’intrattenimento di nuova concezione, un “Mix – Use Development” ovvero uno sviluppo immobiliare che si compone di vari e diversi elementi tra di loro integrati e sinergici. Il complesso avrà sede in un’area di 193.000 mq., alle porte di Craiova, all’interno della nascente area metropolitana, a pochi chilometri dall’aeroporto internazionale della citta’, sull’autostrada E70.

Collaborazione tra la Regione Lazio e la regione romena Dolj
Le aziende laziali collaboreranno con quelle romene nella realizzazione di progetti comuni e trasferimenti di tecnologie e competenze, per lo sviluppo di nuove imprese. In seguito alla visita in Romania di una delegazione della Regione Lazio guidata dall’Assessore alla piccola e media impresa, commercio e artigianato, Francesco De Angelis, sono stati attivati 8 progetti tra cui il finanziamento di uno studio di fattibilita’ per valutare l’attivazione dell’aeroporto di Craiova intorno ad un polo logistico funzionale. Secondo il presidente del Consiglio regionale Dolj, Ion Prioteasa, la parte italiana investira’ in tale finanziamento circa 70.000 euro.

Notizia dell’ultima ora
Vogue Italia porta “Cinquant’anni di stile italiano” a novembre a Bucarest
Una mostra fotografica organizzata dalla Vogue Italia in collaborazione con la Peroni Nastro Azzurro porterà in scena una retrospettiva sugli ultimi 50 anni della moda e dello stile italiano. L’evento, che si apre a Londra per poi proseguire verso Milano, Cape Town e New York, ed altre grandi citta’ mostrerà una serie di fotografie scattate da Maria Vittoria Corradi in collaborazione con la Royal Academy of Arts che ritraggono icone del Fashion a partire dagli anni ’60 fino ad oggi. Sarà una grande opportuità per poter apprezzare immagini di repertorio uniche dell’archivio di Vogue Italia, rivista nata nel 1966 nonche’ Casa Vogue e L’Uomo Vogue. Le creazioni immortalate appartengono a svariati stilisti tra cui David Bailey, Norman Parkinson, Gian Paolo Barbieri, Elisabetta Catalano, Patrick Demarchelier, Bruce Weber, Michel Comte, Peter Lindbergh e Steven Meisel.

I mass media italiani parlano della Romania
www.ilsecoloxix.it/genova: Un convegno sui romeni
Il “caso” Romania è stato al centro di un convegno che si è svolto a Genova, cui hanno partecipato autorità locali e una delegazione romena, guidata dal segretario di Stato, Mihai Gheorghiu. Secondo le ultime informazioni, in Liguria risiederebbero circa 20.000 cittadini romeni (5000 nella sola Genova), ma le cifre sono arrotondate per eccesso. I riflessi che la caduta delle frontiere ha prodotto sui flussi migratori e la distinzione fra rom e rumeni sono stati solo alcuni dei temi dibattuti; Gheorghiu ha assicurato che la Romania investirà risorse economiche per formare “mediatori culturali” che possano migliorare l’integrazione della popolazione presente in Italia. Inoltre, saranno velocizzate le operazioni burocratiche che permetteranno ai rom di dotarsi di passaporto.

www.aise.it: A Bucarest un convegno dell’EFASCE: l’emigrazione del FVG in Romania
“La Romania nella Comunità Europea. Storia, prospettive, aspettative”. Su questo tema si è svolto a Bucarest, il convegno organizzato dall’EFASCE, Ente Friulano Assistenza Sociale e Culturale Emigranti, di Pordenone, in collaborazione con l’Alef di Udine e altre associazioni di emigranti, al quale è intervenuto l’assessore ai problemi dei migranti del Friuli, Roberto Antonaz. Alla presenza di numerosi appartenenti alla comunità dei corregionali in Romania, di dirigenti dell’Efasce con il presidente Luigi Luchini, e delle altre associazioni, dell’ambasciatore d’Italia in Romania, Daniele Mancini, del presidente della Provincia di Pordenone, Elio De Anna, Antonaz ha innanzitutto portato il saluto della Regione Friuli Venezia Giulia, ricordando la visita compiuta due anni fa a varie comunità di friulani in Romania. “La vostra – ha detto – è un’emigrazione particolare, di origini antiche, giunta alla terza o quarta generazione, ma tenacemente attaccata alla lingua, alla cultura, alle tradizioni della terra d’origine dei padri”. L’assessore ha quindi messo in evidenza l’attualità del tema del convegno. “L’adesione della Romania all’Unione Europea rappresenta – secondo Antonaz – una grandissima opportunità per i nostri corregionali. Infatti, la realtà di nuovi e sempre più stretti legami con il Friuli Venezia Giulia e con l’Italia grazie a iniziative già realizzate o da realizzare, offrono alle nostre comunità in questo Paese e in particolare ai giovani, occasioni finora impensabili”. E riferendosi ancora ai giovani, Antonaz ha sottolineato come la conoscenza di una doppia lingua e di una doppia cultura “costituisca un beneficio che può dare vantaggi proprio nel momento in cui l’Europa si allarga ai nuovi Paesi, come la Romania appunto”.

www.rainews24.it: Gli stranieri in Italia sono 3 milioni – boom di arrivi dall’Europa dell’est
Al gennaio 2007 gli stranieri residenti in Italia erano 2.938.922 (1.473.073 maschi e 1.465.849 femmine), con un vistoso aumento del 10,1% rispetto ad un anno prima. Lo rende noto l’Istat, secondo cui risultano ancora “in forte crescita” i cittadini stranieri residenti provenienti dall’Europa centro-orientale: complessivamente l’incremento rispetto al 1.1.2004 e’ del 48,8%.
Rispetto all’anno precedente l’incremento è più contenuto anche a causa dell’uscita da questa area geografica di Romania (+92,5%) e Bulgaria (+73,8%). Se si considerassero ancora in questo gruppo Romania e Bulgaria, paesi neocomunitari, l’incremento sarebbe ancora maggiore, pari al 60,1%.
Alcune cittadinanze mostrano incrementi straordinari: gli ucraini sono passati in tre anni da meno di 58 mila unita’ a 120 mila, i romeni da 178 mila a 342 mila, i polacchi da 40 mila a 72 mila e gli albanesi da 270 mila a 376 mila. Anche i cittadini dell’Asia orientale continuano a far registrare aumenti consistenti, in particolare i cinesi, cresciuti da 87 mila a 145 mila unità.
Nel complesso l’aumento della popolazione straniera contribuisce alla crescita della popolazione residente in Italia – che nel corso del 2006 è passata da 58.751.711 a 59.131.287 unità – per circa il 70,7%. L’incidenza percentuale degli stranieri sulla popolazione complessiva, che all’inizio dell’anno 2006 era del 4,5%, raggiunge cosi’ alla fine dello stesso anno quota 5,0%.
L’insediamento della popolazione straniera nel nostro paese è conentrato prevalentemente nelle regioni del Centro-Nord; nel Mezzogiorno risiede soltanto l’11,6% della popolazione straniera, la parte restante è suddivisa fra il Nord-Ovest (36,3%), il Nord-Est (27,3%) e il Centro (24,8%). Un quarto degli stranieri residenti in Italia (il 24,8%) e’ in Lombardia e – in particolare – nella provincia di Milano dove si concentra il 10,8% del totale degli stranieri residenti in Italia.

www.statistiche-oggi.it: Immigrati – Gozi , rafforzare rapporti tra Italia e Romania
“E’ arrivato il momento di rafforzare il rapporto tra autorita’ italiane e romene in relazione alla presenza dei cittadini romeni in Italia”. Lo dichiara l’on. Sandro Gozi, presidente del comitato Schengen, Europol, Immigrazione. “Nel corso dei contatti che il comitato bilaterale Schengen Europol Immigrazione ha avuto con i parlamentari romeni negli scorsi mesi e’ emersa la consapevolezza che la presenza di cittadini romeni, che ricordiamolo sono comunitari, e’ di gran lunga superiore ai dati Istat resi noti oggi. Dati che si riferiscono al numero dei cittadini con il permesso di soggiorno. Accanto ad una collaborazione – prosegue Gozi – che auspichiamo sempre piu’ proficua tra Italia e Romania mi sento di condividere le dichiarazioni del ministro Amato e del sindaco di Roma Veltroni su una maggiore responsabilita’ dei prefetti nelle politiche d’immigrazione. Non si puo’ piu’ lavorare in maniera distinta: sia gli investimenti italiani in Romania sia il valore del lavoro dei cittadini Romeni in Italia rappresentano una spinta a politiche comuni e collaborazioni sempre piu’ strette tra Italia e Romania in ambito comunitario”.

www.repubblica.it: Prodi parla dei suoi primi 14 mesi – “Non siamo più il malato d’Europa”
“Sono convinto che il flusso di immigrati da Romania e Bulgaria avrà una tendenza all’assestamento e alla diminuzione molto rapida perché sta cambiando la struttura economica di quesi paesi”. Secondo il premier, invece, “non si assesterà rapidamente il problema dell’immigrazione totale verso l’Italia”. Comunque l’italia non cambierà la politica delle porte aperte: “Ho svolto la politica delle porte aperte in modo responsabile e non la cambio – ha detto Prodi – abbiamo cambiato invece il modo di reagire agli aspetti patologici di questa politica”.

www.lagazzettadelmezzogiorno.it: Prodi dichiara “Non siamo piu’ il malato d’Europa”
Romano Prodi si dice “convinto” che il flusso di immigrati dalla Bulgaria e dalla Romania avra’ “una tendenza all’assestamento e alla diminuzione”, perche’ in questi Paesi “sta cambiando la struttura economica”, anche grazie al fatto che molte imprese italiane vi si trasferiscono per il minor costo del lavoro. Invece, ha detto il premier, “non si assestera’ complessivamente il problema dell’immigrazione in Italia”. “Il dialogo e’ cominciato. Noi dobbiamo tenere le sanzioni sullo sfondo, ma inasprirle prima di sedersi al tavolo della trattativa non credo sia la scelta piu’ accurata”.

Newsletter n.39 / 2007

La Romania al primo posto nell’Unione Europea per la corruzione
La Romania rimane il paese piu’ corrotto dell’Unione Europea, nonostante l’adesione all’UE ed, implicitamente, la necessita’ di evitare le clausole di salvaguardia hanno determinato la percezione che il fenomeno stia diminuendo, indica un recente rapporto elaborato da Transparency International (TI).
Con un punteggio di 3,7, la Romania supera la Bulgaria ed anche la Turchia per la diffusione del fenomeno di corruzione. Al polo opposto si piazzano Danimarca e Finlandia, con 9,4 punti, grazie alla giustizia corretta ed alla trasparenza dell’utilizzo dei fondi pubblici.
TI sostiene nel rapporto che, mentre i paesi poveri dovrebbero combattere la corruzione interna, anche i paesi sviluppati sono responsabili, poiche’ in numerose situazioni essi sono fonte di tali problemi.
Tangenti pagate dalle multinazionali
„Le tangenti provengono in numerosi casi dalle compagnie multinazionali dei paesi ricchi. Non e’ accettabile che queste compagnie considerino le tangenti pagate sui mercati d’esportazione come una strategia d’affari legittima“, sostiene il rapporto. „La corruzione genera poverta’, violenza e destabilizza i paesi in maniera drammatica“ considera Akere Muna, vicepresidente TI.
La graduatoria e’ stata realizzata in funzione dell’indice di percezione della corruzione a livello dei funzionari pubblici e dei politici. I punteggi vanno da 1 a 10, dal piu’ alto al piu’ basso grado di corruzione.

Nel contempo la Romania ha occupato il 48-o posto tra 178 stati, compresi nella classifica sulle migliori condizioni offerte per lo sviluppo degli affari, del rapporto 2007 “Doing Business” della Banca Mondiale
La Romania ha occupato il 48-o posto, in una classifica di 178 stati, per le condizioni piu’ favorevoli offerte per lo sviluppo degli affari (in ascesa di 23 posizioni rispetto al 2006) elaborata dalla Banca Mondiale, pero’ non e’ piu’ inclusa nel “Top dei primi 10 paesi riformatori” come nel 2006.
La Romania si piazza dietro stati come l’Estonia (17-o posto), Lettonia (22-o posto), Lituania (26-o posto), Slovacchia (32-o posto), Ungheria (45-o posto) e Bulgaria (46-o posto) nella piu’ recente edizione del rapporto “Doing Business”, elaborato dalla Banca Mondiale.
Nell’edizione 2006 del rapporto Doing Business, la Romania occupava il secondo posto nel Top mondiale degli stati con i migliori risultati nel campo delle riforme economiche nell’intervallo 2005-2006, dopo la Georgia, ed il primo posto nella classifica regionale.

Fondi europei di 380 milioni di euro per il commercio elettronico ed il settore IT della Romania
Il Ministro delle Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione, Iuliu Winkler, annuncia che da novembre 2007 le societa’ romene possono presentare al ministero progetti per accedere a finanziamenti europei per attivita’ IT. Iuliu Winkler ha specificato che, dal 2007, oltre 380 milioni di euro, fondi europei per la crescita economica saranno dedicati ai progetti mirati allo sviluppo della societa’ informatica e all’aumento della competitivita’ delle compagnie del settore.
Dal 2008, i fondi saranno accessibili anche per le amministrazioni pubbliche locali.
Le societa’ potranno richiedere finanziamenti prevalentemente per l’informatizzazione e per lo sviluppo del commercio on-line. I fondi saranno disponibili nel periodo 2007-2013.

I primi progetti che riguardano le infrastrutture di ambiente in Romania, per un valore che supera 250 milioni di euro, sono stati inviati alla Commissione Europea
Il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Durevole ha trasmesso, il 21 settembre 2007, alla Commissione Europea, per approvazione, i primi progetti di infrastrutture di ambiente, destinati a beneficiare di finanziamenti europei attraverso il Programma Operazionale Settoriale di Ambiente, L’Asse Prioritaria 1 „Estensione ed ammodernamento dei sistemi per l’acqua e per le acque usate” indica un comunicato del ministero.
I progetti riguardano l’estensione e riabilitazione dei sistemi di approvvigionamento con acqua e delle acque usate nelle regioni Cluj-Salaj e Giurgiu, con un valore totale di oltre 250 milioni di euro.
Il valore dell’investimento nel progetto della zona Cluj-Salaj e’ di circa 197 milioni di euro ed assicurera’ per circa 525.000 abitanti delle localita’ Cluj Napoca, Dej, Gherla, Huedin, Zalau, Simleu Silvaniei, Jibou, Cehu Silvaniei il miglioramento dei servizi di acqua e fognature entro il 2013.
Il progetto di Giurgiu, ha un valore di 72 milioni di euro, ed e’ destinato a circa 87.000 abitanti delle localita’ Giurgiu, Bolintin Vale e Mihailesti a partire dal 2013.
Dai fondi europei destinati al POS Ambiente, il settore acqua/acque usate beneficera’ della maggior quota di finanziamento (60%). Gli investimenti sono destinati all’estensione/ammodernamento delle reti di acqua e canalizzazione, costruzione/ammodernamento delle stazioni per il trattamento dell’acqua potabile e delle stazioni di depurazione e l’aumento della qualita’ dei servizi pubblici di acqua e canalizzazione.
Per questo settore saranno finanziati grandi progetti di infrastrutture, che coprono piu’ localita’ a livello regionale.
Il POS Ambiente e’ uno dei piu’ importanti programmi operazionali dal punto di vista dell’ammontare finanziario (circa 5,4 miliardi di euro) e rappresenta la piu’ importante fonte di finanziamento per il settore dell’ambiente.
Il Programma e’ cofinanziato dall’Unione Europea, attraverso due fondi, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FEDR) ed il Fondo di Coesione (FC), per circa 4,5 miliardi di euro, ai quali si aggiunge il cofinanziamento nazionale di circa 1 miliardo di euro.

Il recente deprezzamento del leu e’ stato determinato dal ritiro degli investitori stranieri dalla Romania
Il recente deprezzamento del leu e’ stato determinato principalmente da fattori esterni e non interni, ha dichiarato Juan Jose Fernandez-Ansola, rappresentante del Fondo Monetario Internazionale (FMI) per la Romania e la Bulgaria, citato da Reuters. “Gli investitori stranieri hanno scelto di lasciare il mercato romeno dopo che piu’ osservatori internazionali hanno avvertito che la Romania potrebbe essere uno dei paesi piu’ afflitti dalla crisi globale dei crediti, come conseguenza del suo altissimo deficit estero”. “L’alta frequenza delle operazioni del tipo crediti in valute con bassi rendimenti per comprare valute con alti rendimenti avrebbe dovuto mantenere le tendenze di apprezzamento del leu, pero’ diventa evidente che cio’ non succedera’. Il contesto mondiale e’ cambiato. Le evoluzioni attuali sono determinate piuttosto da fattori esterni, che da quelli interni” ha spiegato il rappresentante FMI. La moneta romena, con un alto rendimento, ha perso in un solo giorno (20 settembre 2007), quasi il 2%, poiche’ dei fondi stranieri hanno lasciato il mercato romeno, preoccupati dalla sostenibilita’ dell’economia locale. Il leu ha, quindi, continuato il trend discendente delle ultime settimane. Inoltre, Fernandez-Ansola ha sottolineato che il deficit globale dei crediti ha aumentato la vulnerabilita’ economica della Romania, nel contesto del suo alto deficit estero.

Gli ufficiali europei avvertono che la Romania potrebbe andare incontro a difficolta’ se non controlla l’aumento degli stipendi
La Romania ha ricevuto, recentemente, un nuovo avvertimento da parte degli ufficiali del Parlamento Europeo. Stavolta per il ritmo dell’aumento degli stipendi. Secondo i parlamentari UE, lo stato romeno deve identificare rapidamente i metodi adatti per controllare l’aumento dei prezzi e degli stipendi. Pervenche Beres, presidente della Commissione per affari economici e monetari del Parlamento Europeo (PE), dichiarava che “ci si deve rendere conto cosa significherebbe un’inflazione alta. Devono esistere dei meccanismi per aggiustare i prezzi senza provocazioni“.
Presto detto, pero’ di difficile attuazione, poiche’ la Romania si confronta, nello stesso tempo, anche con una crisi della manodopera generata dalla migrazione massiccia delle persone attive. „Il deficit della manodopera e’ collegato all’aumento degli stipendi. Se gli stipendi e l’inflazione nono sono controllati, per il paese potrebbero sorgere problemi seri“ crede Beres. L’ufficiale UE non ha indicato possibili soluzioni anche perche’ non e’ suo compito farlo.
Nel contempo, i dipendenti, dello stato e del settore privato si domandano: „Fin dove possono ancora crescere gli stipendi in Romania?“
Quanto costa la manodopera in Romania?
La risposta a tale domanda ha due componenti. Una dipende dal datore di lavoro, l’altra dalla continuita’ della crescita economica. I costi orari per la manodopera (salari piu’ tasse ed imposte pagate dal datore di lavoro) sono aumentati nel secondo trimestre del 2007, in Romania, del 23,4%, un ritmo sette volte piu’ rapido della media dei 27 stati membri UE ed uno dei piu’ rapidi nell’Unione Europea, secondo i dati rilasciati dall’ufficio di statistica Eurostat. Inoltre, i costi generati dai salari sono aumentati del 23,4%, e gli altri, come quelli generati dalle imposte pagate dal datore di lavoro, del 23,6%.
La tendenza nell’Unione Europea e’ diversa – la crescita media e’ stata di soli 3,2%, ed un ritmo di crescita piu’ accelerato della Romania e’ stato registrato soltanto in Lettonia, con il 31,7%.
La crescita registrata dalla Romania nell’intervallo aprile-giugno 2007 e’ stata inferiore all’aumento del primo trimestre del 2007 (+25%) e dell’ultimo trimestre del 2006 (+29,9%).
Dalle cifre Eurostat si osserva chiaramente che un aumento consistente dei costi e’ stato registrato nell’edilizia (+26,2%), nei servizi (+24,2%) e nell’industria (+22%), cioe’ nei settori nei quali si registra il piu’ alto deficit di manodopera.
Per quanto riguarda la crescita economica, sempre piu’ voci affermano che la Romania da segni evidenti di „surriscaldamento“, mentre il deficit estero ha superato l’11% del PIL. Se nel 2006, il PIL della Romania e’ aumentato del 7,7%, sembra che alla fine del 2007, la crescita non superera’ il 6%.
Se a tutto cio’ si aggiungono anche le condizioni attuali del paesaggio politico autoctono – si avvicina l’„era“ elettorale, l’esecutivo e’ occupato, principalmente, con la gestione degli scandali politici – sembra che l’epoca degli aumenti dei redditi salariali si avvicini alla fine. Almeno per quanto riguarda i funzionari dello stato.
Promesse e statistiche
La Commissione Nazionale di Previsioni stima per il 2007 uno stipendio medio lordo di 1.380 lei, in aumento rispetto alla stima di 1.370 lei lanciata nella primavera scorsa.
Nel mese di luglio 2007, lo stipendio medio netto era aumentato del 23,5% rispetto a luglio 2006, a 1.040 lei (329 euro). In termini reali, tenendo conto dell’inflazione nell’intervallo analizzato, lo stipendio medio netto era aumentato a luglio 2007 del 18,8% rispetto a luglio 2006.
Per l’ultima parte del 2007, si stima uno stallo dello stipendio medio netto nell’intervallo agosto-ottobre (1.029 lei in agosto, 1.032 lei a settembre e 1.049 lei ad ottobre), ed un aumento a novembre fino a 1.095 lei. Per dicembre, mese “natalizio”, si prevede una remunerazione media netta di 1.221 lei (368 euro, al tasso di cambio medio stimato dalla CNP a 3,3183 lei/euro per dicembre). E lo stipendio medio lordo viene stimato a 1.654 lei (498 euro).
Quale e’ la posizione dei governati? Recentemente, visitando un liceo di Harsova, nella regione Costanza, il premier Tariceanu prometteva agli insegnanti che gli stipendi dei dipendenti dello stato aumenteranno di nuovo se in Romania la crescita economica continua. „La buona notizia che vi do e’ che finche’ l’economia va, aumenteranno anche gli stipendi dei dipendenti dello stato, pero’ gli aumenti verranno realizzati proporzionalmente all’aumento della produttivita’ e delle performances economiche“. In tali condizioni, credono gli analisti economici, si entra in un circolo vizioso: quanto tempo e con quali mezzi potra’ ancora essere sostenuta la crescita economica?
Conclusioni
Per il 2008, il Ministero delle Finanze stima una crescita del 25% dello stipendio medio lordo (l’aumento nel 2007 sara’ di circa il 21%). Per quanto riguarda lo stipendio netto, la CNP prevede per il 2008 una crescita dell’8,2% (rispetto al 14,6% nel 2007).
E per far capire che un’evoluzione spettacolare degli aumenti salariali non puo’ durare in eterno, uno studio della Fondazione Europea per il Miglioramento delle Condizioni di Lavoro e di Vita sottolinea che, almeno in determinati settori, il ritmo di crescita degli stipendi in Romania supera di gran lunga quello dei paesi vicini. Per esempio, i dipendenti del sistema bancario, i metallurgici ed i funzionari dell’amministrazione pubblica hanno beneficiato, nel 2005 e 2006, di aumenti salariali di 4 fino a 10 volte piu’ alti della media europea, piazzando la Romania al primo posto tra i paesi UE per le crescite salariali in questi settori. Nell’amministrazione locale gli stipendi sono aumentati del 21,9% nel 2005 rispetto al 2004 e del 40,5% nel 2006 rispetto al 2005. L’aumento medio in tutti i paesi membri UE e’ stato del 4% nel 2005 e del 5,4% nel 2006. Mentre nell’intera Unione Europea, i bancari hanno beneficiato di aumenti salariali dello 0,6% fino al 9,2%, i bancari romeni hanno registrato aumenti salariali del 52%.

Il Governo Tariceanu applichera’ la prima imposta sui redditi agricoli
I redditi ricavati dagli agricoltori romeni dalla vendita dei prodotti agricoli ad unita’ specializzate saranno tassati del 2%, a partire dal 1 gennaio 2008, propone il Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) in un progetto di Ordinanza Governativa di Urgenza per la modifica del Codice fiscale.
La disposizione era gia’ contenuta nell’attuale Codice Fiscale, pero’ l’imminenza della sua entrata in vigore ha determinato cosi’ tante reazioni negative che il ministro dell’Economia e delle Finanze, si e’ sentito in dovere di dichiarare che l’introduzione della tassazione dei redditi agricoli potrebbe essere rianalizzata. Anche il Ministero dell’Agricoltura si e’ dichiarato aperto a negoziazioni, su tale tema, con i sindacati dei produttori agricoli.
L’opinione generale e’ che, in ogni caso, sarebbe piu’ corretto tassare i profitti e non i redditi, dando la possibilita’ ai produttori agricoli di dedurre le proprie spese di produzione, anche perche’ si tratta della piu’ povera categoria socio-professionale, con proprieta’ di piccolissime dimensioni e rendimenti molto bassi.
Altre modifiche previste al Codice Fiscale riguardano l’eliminazione della “tassazione inversa” all’IVA nell’edilizia, la conservazione del pagamento dell’IVA in dogana per ulteriori 4 anni, il possibile pagamento dei dividenti nel corso dell’anno.

Gli ultimi arrivati nell’UE, in permanente competizione: l’economia della Bulgaria cresce piu’ rapidamente mentre la Romania ha una situazione migliore per quanto riguarda gli stipendi ed i deficit
La Bulgaria ha superato la Romania nel capitolo crescita economica nei primi mesi dopo l’adesione all’UE, mentre la Romania e’ meglio piazzata nel capitolo stipendi, inflazione e deficit.
La siccita’ del 2007 ha influito negativamente sull’evoluzione di entrambe le economie, pero’ la Bulgaria ha registrato un aumento del PIL del 6,4% nel primo semestre, mentre la crescita economica della Romania e’ stata di soli 5,8% nello stesso intervallo.
Anche se le previsioni iniziali indicavano evoluzioni favorevoli per le due economie nel primo anno post adesione, di molto superiori alla media UE, le stime degli analisti per la fine del 2007 sono diventate meno ottimistiche, almeno per quanto riguarda la Romania. La crescita economica della Romania presa in calcolo dagli analisti per l’intero 2007 e’ inferiore al 6%, quindi al di sotto di quella della Bulgaria. Nonostante la crescita economica dei due stati neo-aderenti sia doppia rispetto alla crescita degli stati UE piu’ sviluppati, Romania e Bulgaria sono agli ultimi posti per il PIL pro capite (34% della media UE). Nonostante entrambi i paesi abbiano beneficiato di un’attenzione speciale da parte degli investitori, sia nel campo del retail, che nel settore finanziario, la Bulgaria ha accumulato deficit amplificati. Le autorita’ bulgare speravano di poter adottare la moneta unica europea quattro anni prima della Romania, pero’ la situazione attuale qualifica la Romania per una convergenza piu’ rapida. L’adozione della moneta unica, secondo la banca centrale della Romania, potrebbe avvenire nel 2014, dopo l’adempimento di tutti i criteri di convergenza.
Dalle 5 condizioni per la zona euro, la Romania ne adempie 4, e l’inflazione non supera di molto il margine ammesso. Il deficit di bilancio e’ un criterio al limite. Nel contempo, la Bulgaria non adempie la condizione del tasso di interesse, di debito pubblico e di inflazione.
Un primo criterio di convergenza implica un livello sostenibile del tasso dell’inflazione, che non deve superare di piu’ dell’1,5% la media dei primi tre stati UE piu’ sviluppati economicamente. A luglio 2007, il tasso annuo dell’inflazione era in Romania del 5%, ed in Bulgaria del 12% (rispetto alla media accettata del 3,3%).
Un altro criterio, che e’ gia’ adempiuto dalla Romania e’ quello del debito pubblico. Mentre il criterio di convergenza stabilisce che non deve essere superato il 60% del PIL, in Romania il debito pubblico rappresenta il 13,7% del PIL pero’ in Bulgaria e’ arrivato all’80% del PIL.
La stabilita’ del tasso di cambio della moneta nazionale e’ un altro criterio di convergenza nominale. Se la volatilita’ del tasso di cambio e’, al momento, alta in Romania, la Bulgaria gode di una parita’ fissa leva-euro, pero’ mantenere un tasso di cambio fisso toglie la possibilita’ di evidenziare la competitivita’ del paese.
La moneta bulgara (leva) e’ fissata a 0,51 euro conformemente ad un sistema che aiuta a mantenere sotto controllo le spese governative. Come valore, il leva e’ quotato attualmente a circa 1,7 lei. Anche se varie entita’ internazionali hanno suggerito di abbandonare il sistema del tasso di cambio fisso, i rappresentanti del FMI hanno raccomandato alle autorita’ bulgare di conservare tale misura.
Se per i deficit di bilancio calcolati per il 2007, entrambi i paesi rientrano nei criteri di convergenza (sotto il 3%), l’amplificazione dei deficit di conto corrente rovinano l’equilibrio fragile degli stati aderenti all’UE nel 2007. A 7 mesi dall’adesione, la Bulgaria si confronta con un deficit della bilancia dei pagamenti di 3 miliardi di euro, rispetto ad un PIL stimato a 27 miliardi di euro per l’intero 2007, mentre in Romania il saldo negativo del conto corrente e’ di quasi 9 miliardi di euro, rispetto ad un PIL stimato a 115 miliardi di euro. Per la fine del 2007, gli analisti sono pessimistici e calcolano una crescita del deficit nel PIL al 14% per la Romania e al 18% per la Bulgaria.
La pressione maggiore sui bilanci dei pagamenti dei due paesi e’ stata esercitata dai deficit commerciali in continuo aumento. All’inizio del 2006, il peso specifico del deficit commerciale nel PIL era del 20% in Bulgaria e di circa il 15% per la Romania.
Il mercato del lavoro
Un indice significativo per lo sviluppo dell’economia e’ la percentuale del personale attivo nel settore dei servizi. Mentre la media UE e’ del 30,3%, la Romania ha soltanto il 16,5% della forza lavoro occupata nei servizi, mentre in Bulgaria il 23% lavora nei servizi
La Romania ha la piu’ alta percentuale di popolazione occupata nell’agricoltura dell’intera UE (32%) mentre la Bulgaria, con l’8%, si piazza di soli 2% oltre la media europea.
Inoltre, la Romania ha la piu’ bassa percentuale di dipendenti che non svolge un lavoro manuale dell’Europa Centrale ed Orientale (21,7%) mentre il Bulgaria la percentuale sale al 28% della popolazione attiva, a dimostrazione che l’ultima ha una forza lavoro meglio adeguata alle esigenze UE.
La disoccupazione
Nonostante sia in continua diminuzione, il tasso di disoccupazione in Bulgaria rimane superiore a quello della Romania. Ad agosto 2007, il tasso di disoccupazione era del 4% in Romania e del 7% in Bulgaria. Quindi la disponibilita’ della manodopera’ e’ superiore in Bulgaria e le compagnie straniere interessate ad entrare sul mercato della Bulgaria troveranno piu’ facilmente che in Romania il personale necessario, specialmente quello con bassa qualifica.
Gli stipendi
I costi per la manodopera delle compagnie operanti in Romania sono aumentati del 23,4% nel secondo trimestre dopo l’adesione all’UE, rispetto al periodo simile del 2006, secondo l’Istituto europeo di statistica Eurostat. La crescita e’ tra le piu’ altre dell’UE (soltanto Lettonia la supera) mentre in Bulgaria la crescita e’ stata inferiore (14,6%).
Nei primi 7 mesi dopo l’adesione all’UE, lo stipendio medio netto in Romania e’ aumentato di circa il 15% in euro, da 286 euro a gennaio, a circa 329 euro e luglio. Nello stesso tempo, lo stipendio medio netto in Bulgaria e’ aumentato in euro di circa il 10%.
Secondo uno studio salariale realizzato dalla compagnia Mercer nei due paesi, i piu’ consistenti aumenti salariali in Bulgaria nell’ultimo anno sono stati registrati dal top management e specialisti, mentre in Romania, la piu’ spettacolare evoluzione degli stipendi e stata registrata dalla categoria “non-sales”, rispettivamente finanziario-contabile, amministrativo, HR, IT.
La Bulgaria e la Romania si dividono gli ultimi due posti nell’UE per il livello dello stipendio minimo e per il potere di acquisto. Nonostante lo stipendio minimo sia piu’ alto in Romania che in Bulgaria, per il potere d’acquisto, i bulgari superano i romeni.
Nella prima meta’ del 2007, in Romania circa 4.500 posti di lavoro sono stati ristrutturati in seguito a chiusure di aziende, fusioni o acquisti, mentre in Bulgaria non e’ stato ristrutturato alcun posto di lavoro, secondo l’istituto di statistica Eurofound.

Il credito non governativo e’ aumentato nell’ultimo anno del 50,2%
Il credito non governativo era aumentato ad agosto 2007 del 50,2% rispetto ad agosto 2006, fino a 122,09 miliardi di lei, con una crescita piu’ alta della componente in valuta, annuncia la Banca Nazionale della Romania. In termini reali, l’aumento e’ stato del 43,1%, rispetto ad agosto 2006.
Rispetto a luglio 2007, ad agosto il credito non governativo era aumentato del 6,5% (5,6% in termini reali); il credito in lei e’ aumentato del 2,4% (1,6% in termini reali), mentre il credito in valuta espresso in lei e’ aumentato del 10,7%. Espresso in euro, il credito in valuta e’ aumentato del 6,9%. Rispetto al periodo simile del 2006, il credito in lei e’ aumentato del 41% (34,3% in termini reali) e del 60,5% la componente in valuta espressa in lei. L’aumento del credito in valuta espresso in euro e’ stato del 73,2%.
Il credito governativo (dell’amministrazione centrale, delle amministrazioni locali, delle amministrazioni dei sistemi di assicurazioni sociali) e’ aumentato nel mese di agosto 2007 del 3,8%, fino a 8,38 miliardi di lei. Al 31 agosto 2007, il credito governativo aveva registrato un aumento del 250,6% (234,1% in termini reali) rispetto al 31 agosto 2006.

Il credito in valuta supera di nuovo il credito in lei
I tassi di interesse piu’ attraenti ma anche l’evoluzione del tasso di cambio valutario hanno aumentato l’attrattiva della componente in valuta del credito non governativo per i clienti e quindi anche il suo volume.
E’ per la prima volta, dopo il momento marzo 2006, quando la banca centrale costata che la moneta nazionale e’ diventata meno richiesta nell’insieme del credito. A marzo 2006, il valore dei crediti in valuta, espressi in lei, era di 32,64 miliardi di lei, mentre i crediti in lei totalizzavano 32,18 miliardi di lei.
Nel mese di agosto 2007, il credito non governativo in lei, di 60,25 miliardi di lei, e’ stato superato da quello in valuta, arrivato a 61,84 miliardi di lei.
La moneta nazionale si e’ deprezzata nell’intervallo luglio-agosto 2007 (il 2 luglio 2007, il tasso di cambio abbia toccato il minimo dell’anno, con 3,1112 lei/euro). Alla fine di agosto, il tasso di cambio era di 3,2719 lei/euro.

Il sistema bancario romeno ha “prospettive stellari” secondo Investment Bank of Greece
Il settore bancario della Romania ha “prospettive stellari” di sviluppo, nonostante il grado attuale di penetrazione continui ad essere basso, affermano gli analisti di Investment Bank of Greece, divisione del gruppo finanziario Marfin.
Il grado di penetrazione e’ ancora ridotto perche’ lo sviluppo del mercato bancario e’ cominciato soltanto negli ultimi anni, e la popolazione e le compagnie romene non sono ancora sufficientemente abituate ai prodotti bancari.
Il grado di intermediazione finanziario e’ molto basso rispetto alla media UE
Il rapporto tra il volume di crediti ed il PIL e’ in Romania del 27%, rispetto alla media del 50% nell’Europa Centrale ed Orientale e del 107% nell’Unione Europea. “Consideriamo che la situazione migliorera’ nei prossimi anni” affermano gli analisti Marfin.
Marfin ha lanciato un programma di valutazione delle azioni degli istituti di credito della Romania.

BCR licenziera’ 2.400 dipendenti
Per aumentare il grado di efficacia, la Banca Commerciale Romena licenziera’ 2.400 dipendenti entro la fine del 2008, prevalentemente tra il personale con funzioni di back-office e supporto.
Quindi, BCR ridurra’ il numero dei propri dipendenti dagli attuali 10.600 a 8.200 entro la fine del prossimo anno ed esternalizzera’ una parte delle attivita’.
BCR, e’ controllata dal gruppo finanziario austriaco Erste, ed e’ la piu’ grande banca registrata in Romania, con attivi di oltre 16 miliardi di euro.

Petrom costituisce una nuova compagnia per la distribuzione del gas naturale
Petrom costituira’ una nuova societa’, Petrom Distributie Gaze, che iniziera’ l’attivita’ ad ottobre 2007, ed amministrera’ la rete di distribuzione del gas naturale della compagnia petrolifera. Secondo un comunicato Petrom, la riorganizzazione dell’attivita’ e’ fondata sulle Direttive UE e la legislazione romena che impongono la separazione della distribuzione del gas naturale da altre attivita’, per garantire la competizione sul mercato e la trasparenza.
Petrom opera una rete di distribuzione del gas naturale di circa 950 km, che rifornisce oltre 14.000 utenti commerciali e domestici.
Petrom ha registrato nel 2006 un giro di affari di 3,7 miliardi di euro ed un profitto netto di 647 milioni di euro, ha prodotto 4,78 milioni di tonnellate di greggio e condensato e 5,92 miliardi di mc di gas naturale.
Azionista di maggioranza della compagnia e’ il gruppo austriaco OMV (51,011%). Altri azionisti di Petrom sono lo Stato Romeno (30,862%), Fondul Proprietatea (9,887%), Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo (2,026%) ed altri piccolo azionisti (6,214%).

Il gruppo di societa’ Target costituira’ il primo fondo immobiliare romeno
Il Gruppo di societa’ Target di Cluj-Napoca intende costituire il primo fondo immobiliare della Romania, con un capitale di partenza di 25 milioni di euro.
Nel nuovo fondo (Target Real Estate Developer) potranno essere accettati anche investitori qualificati stranieri nonche’ fondi di investimenti immobiliari dall’estero.
La documentazione per la costituzione del fondo verra’ inoltrata alla Commissione Nazionale dei Valori Mobiliari entro il 1 febbraio 2008.

Il Parco industriale Timiş ha attratto investimenti di 28 milioni di euro
Le autorita’ della regione Timiş hanno annunciato ufficialmente che l’area del Parco Industriale e Tecnologico Timişoara (PITT) e’ occupata integralmente, a 3 anni dall’inaugurazione. Secondo il presidente del Consiglio Regionale Timiş, Constantin Ostaficiuc, il valore degli investimenti impegnati dalle societa’ e’ di circa 28 milioni di euro. Gli investitori piu’ importanti nel PITT sono Willy Kreutz, con circa 8 milioni di euro, Iorom Industry, con oltre 5 milioni di euro e West Tipo International e Transatlantica, con investimenti di oltre 2 milioni di euro.
Le ultime aree disponibili sono state prelevate dal produttore svizzero di nastri trasportatori Frei Fordertechnik, dalla tipografia con capitale romeno West Tipo e dalla societa’ Ena Group, specializzata nella lavorazione del vetro
I campi di attivita’ delle societa’ operanti nel PITT vanno dalla produzione di pezzi auto fino alla produzione di dolciumi, e le dimensioni da grandi aziende fino a PMI.
La prima condizione e’ quella che le attivita’ non siano inquinanti.
Le societa’ che hanno affittato aree nel PITT potranno, dopo 12 anni di attivita’, negoziare con il Consiglio Regionale Timis l’acquisto dei terreni da loro occupati.
Nel 2006, il Consiglio Regionale Timiş ha approvato un pacchetto di facilitazioni per gli investitori, prevalentemente per lo sviluppo delle PMI, tra cui l’esonero dal pagamento dell’affitto per un periodo di fino a 12 mesi (fino all’inizio dell’attivita’).
PITT, di proprieta’ del Consiglio Regionale Timiş ha un’area di circa 18,37 ha, del tipo „greenfield”, completamente attrezzata con facilitazioni di infrastrutture industriali, per le quali sono stati investiti 3,7 milioni di euro, da fondi PHARE, da fondi locali e dal Fondo Nazionale per lo Sviluppo Regionale.

La produzione romena dei cereali nel 2007 rappresenta soltanto la meta’ di quella del 2006
La produzione di cereali in Romania nel 2007 sara’ quasi due volte inferiore a quella ottenuta nel 2006, e la piu’ bassa degli ultimi 7 anni, risulta dai dati rilasciati dal Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale.
Se nel 2006 in Romania sono stati raccolti 15,63 milioni di tonnellate di cereali (frumento, orzo, avena, segale, mais, riso), per il 2007 le stime del MADR indicano meno di 8 milioni di tonnellate.
Il 2004 e’ stato l’anno migliore, per l’agricoltura quando la produzione totale di cereali si e’ avvicinata a 25 milioni di tonnellate.
Secondo i dati MADR, la produzione di frumento nel 2007 sara’ di soltanto 3 milioni di tonnellate (-2,56 milioni di tonnellate rispetto al raccolto del 2006), da un’area seminata di 1,9 milioni di ettari. La produzione di mais sara’ di soli 3,68 milioni di tonnellate da un’area seminata di 2,1 milioni di ettari (1.740 kg/ha mediamente). Nel 2006 la produzione di mais superava 8,9 milioni di tonnellate.

Statistica della settimana
Quasi il 10% dei romeni ha scelto di lavorare all’estero
Il Rapporto Nazionale dello Sviluppo Umano elaborato nel 2007 dall’Istituto Nazionale di Ricerca nel campo del Lavoro e della Protezione Sociale e dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo indica che quasi il 10% della popolazione della Romania ha scelto di lavorare all’estero, il che ha generato una crisi nazionale di manodopera in alcuni settori, la cui soluzione potrebbe essere l’impiego di operai dalla Repubblica Moldova, dall’Ucraina o dalla Serbia.
Degli oltre 2 milioni di romeni che lavorano all’estero, il 40% ha scelto l’Italia, il 18% la Spagna, il 6% l’Israele ed il 5% la Germania.
Il Rapporto Nazionale dello Sviluppo Umano indica che negli ultimi anni, piu’ di un quarto dei romeni che hanno scelto di lavorare e stabilirsi all’estero sono laureati ed il 58% ha un diploma liceale.

Offerta della settimana
In vendita, per circa 8 milioni di euro, Predeal Comfort Suites, l’unico albergo da 5 stelle operante nelle montagne romene
A causa delle difficolta’ nel reperimento di personale qualificato, il proprietario dell’unico albergo di 5 stelle operante nelle montagne della Romania, a Predeal, Hussein Awdi, ha messo in vendita l’albergo costruito due anni fa’, composto da 20 camere (tra cui 4 appartamenti matrimoniali di 125 mq) due sale di conferenze (da 100 rispettivamente 20 posti) ed un ristorante. L’area costruita e’ di circa 3.200 mq ed il terreno adiacente ha circa 2.800 mq.
In Romania, attualmente, operano soltanto 14 alberghi di 5 stelle, di cui a Bucarest 7 (Marriott Grand Hotel, Athenee Palace Hilton, InterContinental, Crowne Plaza, Howard Johnson Grand Plaza, Casa Capşa e Carol Parc Hotel), in riva al Mar Nero 4 (Rex, Mamaia, Palm Beach e Saturn), a Cluj Napoca uno (Opera Plaza) a Brasov uno (Aro Palace) ed in montagna uno (Predeal Comfort Suites).

Notizia dell’ultima ora
L’ex ambasciatore della Romania in Italia diventa direttore esecutivo nel team di General Electric
L’ex ambasciatore della Romania in Italia nel periodo 2003-2007, Cristian Colteanu, ha sostituito Dan Ionescu nella funzione di direttore esecutivo della compagnia General Electric (GE) per la Romania, la Bulgaria e la Repubblica Moldova.
GE e’ presente in Romania dal 1984.
Gli investimenti GE in Romania e Bulgaria, insieme ai suoi partner, ammontano a circa 650 milioni di dollari.
GE offre prodotti e servizi nel campo dell’aviazione, generatori di energia, tecnologie per il trattamento dell’acqua, apparecchiature mediche, servizi finanziari, produzione media.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Astron: Un sistema per costruire edifici industriali in acciaio
Astron: il settore “Building Systems” del gruppo Lindab
Lindab, con il marchio Astron, è il leader europeo della costruzione di edifici industriali in acciaio, in grado di soddisfare le necessità di società nazionali ed internazionali che progettano nuovi siti di produzione in Europa.
Astron opera in vari settori, dall’industria al commercio fino allo sport, con edifici destinati a fabbriche, depositi, garage, piattaforme logistiche, depositi e supermercati, centri sportivi, edifici polivalenti, hangar per l’aeronautica, ecc….
Astron si basa su un concetto semplice: Semplificare il modo di costruire!
C’è una domanda crescente di metodi costruttivi per costruzioni efficaci, ecologiche, a basso consumo energetico, affidabili, durature e con un buon rapporto qualità/prezzo. Questa domanda è importante sia per gli edifici industriali che per quelli residenziali. La risposta di Astron è : semplificare il modo di costruire proponendo un metodo pre-studiato per edifici industriali in acciaio.
Astron significa un metodo di costruzione semplice, rapido, economico, facile da mettere in opera e proficuo, che si conforma alle norme di costruzione ed alle necessità del cliente finale.
La gamma Astron:
• Edifici industriali su misura con luci libere che vanno fino a 100m.
• Edifici Multipiano.
I principali vantaggi di Astron:
• Certezza di un singolo interlocutore per l’intera commessa dell’edificio.
• Ottimizzazione dello spazio disponibile, con o senza colonne intermedie.
• Realizzazione chiavi in mano.
• Progetti ricercati esteticamente e rapidità d’esecuzione.
• Durabilità nel tempo dei lavori, la cui qualità è certificata ISO 9001:2000
• Isolamento termico efficiente.
• Garanzia di un grande gruppo Europeo che ha già consegnato più di 40.000 edifici.
• Oltre 40 anni d’esperienza.
• Presenza in 36 paesi d’Europa.

Produzione e rappresentanze:
Tre stabilimenti produttivi ed uffici di progettazione e di vendita in Europa:
a Diekirch, Lussemburgo, (28.000 m²), a Prerov, Repubblica Ceca (18.000 m²) e Nyiregyhaza, Ungheria (9.900 m²).
Inoltre, una quarta fabbrica verrà realizzata a breve a Tutaev, località situata a 300 km a Nord-Est di Mosca (Russia) e sarà operativa nella primavera 2008.
Astron è anche presente con uffici tecnici e di vendita in Germania, Francia, Polonia e Regno Unito oltre che con uffici di rappresentanza in Croazia, Spagna, Italia e Romania.
Per informazioni: Sig. Mauro Picco (Vendite Internazionali) +352 80291
E-mail: m.picco@astron.biz ; Sito Internet: www.astron.biz

Gli sponsor tecnici che aiutano l’Associazione e la Newsletter AIIR:
Speedsoft Company , 100453 PLOIESTI, str. Zimbrului, nr. 16A, bl. 141, sc D, ap. 9, jud. Prahova, Tel.: 0730.494.699 – 0766.303.202 – Fax.: 0344.814830 ; E-mail: office@speedsoft.ro – contact@speedsoft.ro – www.speedsoft.ro
Fornisce il software di fatturazione Eurofacturi, visibile sul sito. Software potente ma allo stesso tempo economico, per emettere fatture, proforma e quietanze conformi alla legge.

Newsletter n.38 / 2007

La Romania, possibile distributore energetico per l’Unione Europea
Il presidente Traian Basescu ha espresso la speranza che la Romania possa diventare un distributore del greggio e del gas naturale provenienti dalla zona del Mar Caspio. Cio’ avviene in seguito alle tensioni a livello politico tra l’Unione Europea e Russia e tra Belarus e Russia.
All’inizio di settembre, in occasione della Riunione annuale della diplomazia romena, il presidente Basescu ha specificato, riferendosi ai problemi energetici, che l’allargamento ed il consolidamento dei rapporti con i paesi orientali, specialmente con l’Azerbaidjan e Kazakstan, sono una priorita’ per la Romania. Le risorse di questi paesi potrebbero costituire un’alternativa concorrenziale per l’attuale sistema d’approvvigionamento dell’Unione Europea.
Se la maggior parte degli analisti energetici ha considerato il prelievo del 75% delle azioni Rompetrol come lo sbarco del “cavallo troiano” in Europa attraverso KazMunaiGaz, le autorita’ romene, invece, lo considerano una possibilita’ che la Romania possa giocare, nel futuro, il ruolo di distributore di risorse energetiche per l’intera Europa. Basescu ha annunciato gia’ che il presidente del Kazakstan, Nursultan Nazarbaiev, effettuera’ una visita ufficiale a Bucarest nel mese di novembre prossimo, e l’agenda del dialogo prevede l’analisi delle possibili varianti d’approvvigionamento con energia della Romania e degli altri stati dell’UE. Il presidente Basescu vede nel progetto che Oil Terminal (controllato dallo stato romeno) realizzera’ con SOCAR (compagnia azera di stato operante nel campo del petrolio) la possibilita’ di collaborare anche con KazMunaiGaz (compagnia petrolifera di stato del Kazakstan), poiche’ questa intende operare in Europa, attraverso Rompetrol. Basescu ha aggiunto che si dialoghera’ anche sulla “realizzazione del terminal della Georgia come alternativa a quello di Novorosiisk per il trasporto del greggio verso il Mar Nero”.
Il terminal della Georgia e’ la parte principale del progetto dell’oleodotto Costanza-Trieste, ed il terminal di Costanza ne e’ una parte componente. Recentemente, il direttore generale di Oil Terminal, Mihai Lupu, dichiarava di aver ricevuto piu’ offerte, da compagnie romene e straniere, d’associazione in partenariato, per la costruzione di serbatoi petroliferi a Costanza. Tra le compagnie interessate in partenariati con Oil Terminal si annovera anche la compagnia di stato azera di petrolio e gas naturale, SOCAR.
Secondo Lupu, un’associazione del genere sarebbe a vantaggio di Oil Terminal, perche’ tra 10-30 anni i depositi costruiti con gli azeri a Costanza entrerebbero in completa proprieta’ della compagnia romena.
SOCAR occupa il 68-o posto nel mondo per le dimensioni e ha gia’ fatto passi importanti nella costruzione di un terminal in Georgia. La sua sussidiaria georgiana, SOCAR Georgia, ha acquistato quasi 100 ettari di terreni nel terminal Kulevi, in riva al Mar Nero, ed il governo georgiano ha concesso altri 200 ettari per il progetto, dove sara’ costruita una raffineria con una capacita’ di 10 milioni di tonnellate l’anno. La costruzione di Kulevi ha determinato, pero’, polemiche per i possibili danni all’ambiente. Il piccolo stato del Caucaso aveva gia’ ricevuto fondi dalla Banca Mondiale per il progetto di management della zona costiera georgiana. Nella zona esiste, pero’, il Parco Nazionale Kolkheti, e la costruzione del terminal Kulevi toccherebbe una parte del parco. Le organizzazioni non governative hanno informato la Banca Mondiale la quale ha chiesto il fermo dei lavori, i quali non sono, pero’, cessati che ad esaurimento dei fondi, nel 2002. Nel 2004, l’imprenditore georgiano Badri Patarkastshvilli ha assicurato i finanziamenti per la ripresa dei lavori ed, ulteriormente, SOCAR Georgia ha acquistato da lui il terminal. A completamento dei lavori, Kulevi Oil Terminal avra’ 16 serbatoi da 22.000 mc ognuno, con accesso ferroviario. Il terminal assicurera’ il trasporto di 35 milioni di tonnellate di greggio l’anno, con navi di 100.000-150.000 tonnellate, che attraverseranno il Mar Nero fino a Costanza.
Da Costanza, il greggio proseguira’ verso l’Italia, per Trieste, in un oleodotto lungo 1.400 km la cui costruzione e’ gia accettata dall’UE, attraverso il commissario per l’energia, Andris Piebalgs. Nel progetto sono coinvolti 5 stati, tra cui anche la Romania, e l’investimento totale e’ stimato a 2-3,5 miliardi di euro. La capacita’ annua del oleodotto sara’ di 60-90 milioni di tonnellate di greggio (1,2-1,8 milioni di barili al giorno), e la finalizzazione e’ programmata per il 2012.
Indipendenza energetica
Anche Nabucco e’, secondo il presidente Basescu, una priorita’ per la Romania. Nabucco e’ mirato ad assicurare la connessione e valorizzazione delle riserve di gas naturale della zona del Mar Caspio. Ha il punto di partenza alla frontiera tra la Turchia e la Georgia e come punto finale il nodo tecnologico Baumgarten in Austria, che appartiene alla OMV, compagnia che detiene Petrom. Il gasdotto sara’ lungo 3.282 km, di cui 457 km in Romania, dovrebbe essere ultimato nel 2011, anno in cui trasportera’ 8 miliardi di mc. Il transito di gas naturale dovrebbe arrivare nel 2030 a 25,5 miliardi di mc. Il ministro portoghese degli esteri, Luis Amado, dichiarava, alla riunione annuale dei diplomati, che la Romania e’ riuscita ad attirare l’attenzione sulla cooperazione nella zona del Mar Nero, cioe’ sul progetto di approvvigionare l’UE con risorse energetiche evitando la Russia. Il Portogallo detiene, attualmente la presidenza dell’UE.
In occasione della recente Conferenza Internazionale “150 anni di petrolio in Romania”, i rappresentanti sia di Petrom, che di Rompetrol hanno dichiarato che le loro compagnie si estenderanno nella zona. Rompetrol finalizzera’, nel 2008 un terminal con una capacita’ di stoccaggio di 12 milioni di tonnellate nei pressi di Petromidia.
UE preferirebbe evitare Gazprom
Attualmente, il rifornimento energetico dell’UE avviene attraverso il condotto Drujba, che attraversa Belarus ed Ucraina, ed attraverso il terminal petrolifero di Novorosiisk. Con la realizzazione dei nuovi progetti, gli europei eviterebbero, almeno temporaneamente, la dipendenza da Gazprom ed anche le frizioni esistenti tra Belarus e Russia. Recentemente, lo stato diretto da Lukashenko ha richiesto l’aumento della tassa di transito per il gas naturale, e ulteriormente Gazprom ha richiesto a Belarus il pagamento integrale del debito di 500 milioni di dollari, per le consegne effettuate nel primo trimestre del 2007.

Missione del Fondo Monetario Internazionale a Bucarest
Una missione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) si rechera’ in Romania, nel periodo 26 settembre – 2 ottobre 2007, per consultazioni con le autorita’ romene. I rappresentanti FMI valuteranno l’evoluzione macroeconomica della Romania ed analizzeranno il disegno di Legge finanziaria per il 2008.
La precedente visita in Romania degli esperti FMI e’ avvenuta nel periodo 21 febbraio – 7 marzo 2007. L’accordo stand-by e’ cessato, formalmente, il 7 luglio 2006, ed i rapporti della Romania con il FMI continuano attraverso collaborazioni correnti con gli esperti dell’istituto.
In un intervista rilasciata a BBC, il rappresentante FMI per la Romania e Bulgaria ha parlato dei principali pericoli che minacciano l’economia romena
In un’intervista rilasciata a BBC, il rappresentante FMI in Romania, Juan Jose Fernandez-Ansola ha parlato dei pregi ma anche dei pericoli che minacciano l’economia romena. Senza voler arrivare a conclusioni anticipate, Ansola stima che la politica della Banca centrale e‘ stata corretta, poiche’ l’inflazione, nonostante sia aumentata, non ha superato di molto le previsioni.
Secondo il piu’ recente rapporto della BNR, le stime sull’inflazione nel 2007 sono aumentate a 3,9% (+0,2%), conseguentemente agli aumenti del prezzi delle utilita’ e servizi ma specialmente dei generi alimentari. Quest’ultima categoria di prezzi, aumentati anche a causa della siccita’, rischia di alimentare ulteriormente l’inflazione – crede il rappresentante FMI, che intravede anche altri potenziali pericoli.
Juan Jose Fernandez-Ansola afferma che la politica salariale continua ad essere un problema, che il tasso di cambio deve essere attentamente sorvegliato dalla banca centrale ed avverte – una volta di piu’ – sull’aumento dell’inflazione a causa di ulteriori maggiorazioni dei prezzi dei generi alimentari.
Il rappresentante FMI in Romania aggiunge che la differenza tra importazioni ed esportazioni e’ salita oltre le previsioni iniziali, e rischia di aumentare le vulnerabilita’ della Romania.
Il FMI potrebbe rivedere le sue stime sulla crescita economica, che e’ stata inferiore alle aspettative dell’esecutivo romeno. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, la crescita economica registrata nel primo semestre del 2007 e’ stata del 5,8%, mentre il governo l’aveva stimata ad oltre il 6%, ha specificato il rappresentante FMI nella sua intervista rilasciata a BBC.

Il deficit di conto corrente e’ aumentato del 98,31% nei primi 7 mesi del 2007
Il conto corrente della bilancia dei pagamenti della Romania ha registrato, nei primi 7 mesi del 2007, un deficit di 8,96 miliardi di euro, in aumento del 98,31% rispetto al periodo simile del 2006, principalmente a causa del deficit della bilancia commerciale, risulta dai dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania (BNR).
Lo squilibrio della bilancia commerciale e’ aumentato del 73,7% rispetto al periodo gennaio-luglio 2006, fino a 9,35 miliardi di euro.
Sia la bilancia dell’interscambio con beni e servizi che quella dei redditi hanno registrato deficit di 9,21 miliardi di euro rispettivamente 2,74 miliardi di euro, mentre la bilancia dei trasferimenti correnti (il contributo maggiore appartiene ai trasferimenti effettuati dai romeni che lavorano all’estero) ha registrato un eccedente di oltre 2,99 miliardi di euro.
Secondo i dati BNR, il deficit di conto corrente e’ stato coperto per il 38,7% dagli investimenti stranieri diretti, che sono ammontati a 3473 milioni di euro, di cui le partecipazioni al capitale ed il profitto reinvestito hanno rappresentato il 50,2%.
A fine luglio 2007, il debito estero a medio e lungo termine ammontava a 32,74 miliardi di euro, in aumento del 15,3% rispetto alla fine del 2006.

Gli investimenti stranieri in Romania sono ammontati a 1,3 miliardi di euro nei primi 7 mesi del 2007
Il valore degli investimenti stranieri sotto forma di contributo al capitale sociale delle societa’ registrate in Romania e’ aumentato nei primi 7 mesi del 2007 di oltre il 90%, rispetto al periodo simile del 2006, a 1,32 miliardi di euro, secondo i dati rilasciati dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC).
Nel periodo gennaio-luglio 2006, tale tipo di investimenti era ammontato a 691,9 milioni di euro.
Gli investimenti stranieri sotto forma di contributo al capitale delle societa’ registrate in Romania sono ammontati nel mese di luglio 2007 a 185,4 milioni di euro, in aumento di 2,35 volte rispetto al valore registrato nel mese di luglio 2006.
La Compagnia Renault Technologie Roumanie, con azionista di maggioranza francese ha effettuato il piu’ consistente aumento di capitale registrato nel mese di luglio 2007, di 27,3 milioni di euro. Renault ha effettuato, nello stesso mese, un’altra sottoscrizione di capitale di 19,3 milioni di euro.
Altre sottoscrizioni di capitale piuttosto consistenti hanno effettuato Egger Romania (investitori austriaci) di 25,7 milioni di euro, e Rotunda (sempre azionisti austriaci) con 24,4 milioni di euro.
Vinci Energies, controllata da azionisti francesi, ha beneficiato di una sottoscrizione di capitale di 12 milioni di euro, la societa’ Brown Buffalo Bucuresti ha attratto 10,2 milioni di euro dall’azionista di maggioranza lussemburghese, e Supremo Media, 8,8 milioni di euro dagli investitori americani.
Le sottoscrizioni di capitale nelle societa’ con partecipazione straniera sono una componente importante degli investimenti stranieri diretti e comprendono anche i prestiti concessi dalle societa’ straniere alle loro sussidiarie romene nonche’ il profitto reinvestito dalle compagnie con partecipazione straniera al capitale.
Gli investimenti stranieri diretti in Romania sono ammontati, nel primo semestre del 2007, a circa 3 miliardi di euro, in diminuzione di circa l’8% rispetto al periodo simile del 2006, quando erano ammontati a 3,2 miliardi di euro.
L’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri stima che gli investimenti stranieri diretti ammonteranno, nel 2007, a 7 miliardi di euro rispetto ai 9,1 miliardi di euro nel 2006 (grazie alla privatizzazione della piu’ grande banca romena, Banca Comerciala Romana).
Lo stock degli investimenti stranieri diretti ammontava alla fine del 2006 a 30,89 miliardi di euro. Gli investimenti stranieri sono aumentati nel 2006 del 41,2%, e del 33,8% nel 2005, secondo dati recenti rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica.
Secondo uno studio elaborato da Economist Intelligence Unit, la Romania potrebbe attrarre, mediamente, nell’intervallo 2007-2011, investimenti stranieri diretti di 7,7 miliardi di dollari l’anno, piazzandosi al 30-o posto tra gli 82 stati compresi nella graduatoria che EIU realizza in collaborazione con Columbia Program of International Investment.

Nel primo semestre dopo l’adesione all’UE, il numero dei fallimenti delle aziende romene e’ aumentato del 50%
Il numero dei fallimenti di ditte romene e’ aumentato del 50% nel primo semestre del 2007, un ritmo di crescita paragonabile a quello degli anni precedenti, sottolinea Cristian Ionescu, managing director Coface Romania. Ionescu ha indicato che piu’ del 95% delle societa’ operanti in Romania si confrontano con ritardi nei pagamenti scadenti, da parte dei clienti. Inoltre, le societa’ assicurano i propri attivi tangibili, come le proprieta’ immobiliari e le attrezzature, pero’ non procedono similmente anche con gli attivi piu’ volatili, cioe’ i crediti da recuperare dai clienti, che rappresentano, mediamente, il 40% del totale degli attivi correnti. Circa meta’ del totale dei fallimenti e’ determinata da altri fallimenti, quelli dei partner di affari, calcola Ionescu.
Nel 2006 sono state registrate 10.431 societa’ in fallimento. Il commercio e’ il piu’ rischioso settore di attivita’, con il 37% del totale, secondo uno studio elaborato dalla compagnia Coface Romania nel mese di marzo 2007.
A luglio, Coface stimava che nel 2007, in Romania si registreranno circa 15.600 fallimenti (+50% rispetto al 2006).

La Romania manda a Brusselles informazioni sui terreni agricoli sui quali, in realta’, sorgono quartieri residenziali, e rischia sanzioni di 100 milioni di euro
Il Governo Tariceanu rischia di dover sborsare, nel 2008, ulteriori 100 milioni di euro dal bilancio dello stato se l’Unione Europea decidera’ di ridurre del 25% i pagamenti per il settore agricolo romeno. Un ufficiale della Commissione Europea ha dichiarato per Euractiv che l’applicazione della clausola di salvaguardia significherebbe una perdita per l’esecutivo romeno e non per gli agricoltori.
Michael Mann, portavoce per l’agricoltura e lo sviluppo rurale della Commissione Europea, ha dichiarato per EurActiv che la riduzione del 25% dei pagamenti per la Romania non significa che gli agricoltori saranno privati delle sovvenzioni ma che sara’ compito dell’esecutivo romeno di pagare tale differenza dal bilancio dello stato.
Un audit realizzato nell’estate 2007 dalla Commissione Europea evidenziava problemi consistenti: alcune superfici di terreni agricoli esistenti sulla pianta digitale superano le frontiere del paese oppure, semplicemente, non sono piu’ attuali, poiche’ al posto delle coltivazioni agricole sorgono gia’ quartieri residenziali per i quali l’UE, di sicuro non concedera’ sovvenzioni.
Ulteriore pressione sul bilancio del 2008
Un calcolo estimativo indica che si tratta di oltre 100 milioni di euro, un quarto degli oltre 400 milioni di euro, destinati alla Romania sotto forma di pagamenti diretti pro ettaro, per il 2007 e che saranno pagati dal bilancio per il 2008.
Teoricamente, i finanziamenti dovrebbero essere previsti nel bilancio dello stato per il 2008, ancora in fase di disegno di legge.
“E’ un valore abbastanza contenuto, praticamente inferiore allo 0,1% del Prodotto Interno Lordo della Romania”, considera l’analista economico Liviu Voinea, il quale aggiunge che una delle fonti per coprire le spese dei pagamenti diretti potrebbero essere addirittura le imposte ricavate dagli stessi agricoltori. “Nel 2008 dovrebbe entrare in vigore l’imposta applicata agli agricoltori, misura posticipata dal 2007” spiega Voinea.
Se per le finanze pubbliche la somma non e’ eccessiva, per gli agricoltori che contano sulle sovvenzioni da Bruxelles, le somme sono importanti. Una riduzione del 25% nel caso di un’unita’ agricola di qualche ettaro puo’ addirittura portare al fallimento.
I risultati finali dell’audit effettuato a settembre dagli esperti del Direttorio per l’Agricoltura della Commissione Europea rimane decisivo per la riduzione o meno dei pagamenti.
L’audit UE di giugno-luglio aveva evidenziato che, al posto di coltivazioni, su alcuni terreni agricoli sorgevano costruzioni
L’audit precedente, realizzato nell’estate 2007 dagli esperti CE avevano evidenziato problemi vari collegati al sistema di amministrazione e controllo: errori nella localizzazione dei lotti dichiarati dagli agricoltori, l’inquadramento dei terreni nelle condizioni imposte dai regolamenti, le modalita’ di controllare le dichiarazioni, ecc.
Per esempio, gli esperti europei hanno costatato che numerose superfici dichiarate, cosi’ come risultano sulla pianta elettronica, superano le frontiere nazionali e quindi “Alle autorita’ romene e’ stato richiesto di rivedere la digitazione delle frontiere del paese (…)ed assicurarsi che nessun pagamento verra’ effettuato per superfici localizzate in altri Stati Membri”, indica il documento.
Un altra categoria di inadempienze riguarda l’utilizzo di informazioni scadute sui terreni dichiarati dagli agricoltori. “Anche se la fonte di materiale utilizzata per la creazione del LPIS-GIS (Sistema di Identificazione dei Lotti Agricoli ed il Sistema di Informazioni Geografiche) non e’ considerata “superata” (5 anni sono in genere accettabili) nel caso della Romania, sono stati identificati cambiamenti importanti nel paesaggio agricolo. Piu’ precisamente sono state costruite nuove abitazioni sulle superfici identificate come agricole nel LPIS e gli alberi sono stati abbattuti. Di conseguenza l’Agenzia dei Pagamenti deve aggiornare la fonte di materiali ogni 3 anni a partire dal 2007“ specificava il documento citato.
Per esempio, riferendosi ad un lotto controllato, il rapporto indicava che “questo e’ stato registrato con 3,24 ha di terreno arabile. Pero’ soltanto una parte risulta utilizzata conformemente alla registrazione, mentre circa ¼ della superficie e’ dedicata a costruzioni (una casa edificata recentemente ed un terreno preparato per un’ulteriore costruzione). E dall’ispezione effettuata risulta evidente che a breve verra’ costruita una fila di villette. Si richiede di confermare tale prospettiva ed inoltre chiarire l’esistenza di una procedura in base alla quale l’Agenzia dei Pagamenti venga informata dagli organi competenti su eventuali lavori importanti di infrastrutture”.

Altri parlamentari UE, analizzano l’utilizzo dei fondi destinati alla Romania
La Romania deve adottare una strategia “piu’ chiara” per l’utilizzo dei fondi strutturali, ha dichiarato, in visita a Bucarest, il presidente della Commissione di Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo, Pervenche Beres.
“Dobbiamo assicurarci che i soldi saranno utilizzati in maniera efficace” ha sottolineato Beres, poiche’ per il Parlamento Europeo, l’utilizzo dei fondi strutturali rappresenta lo strumento principale per la riduzione delle differenze tra la Romania e gli altri paesi UE.
Il Parlamentare europeo ha insistito sulla necessita’ di organizzare un dibattito pubblico sul tema dell’utilizzo dei fondi strutturali, per fare in modo che questi possano coprire investimenti economici di cui possa beneficiare la maggior parte della popolazione.
Zsolt Laszlo Becsey, membro delle Commissione di Affari Economici e Monetari del PE, ha espresso il “disappunto” perche’ la Romania attende l’adozione del quadro di riferimento a Bruxelles, e ha invitato le autorita’ romene ad utilizzare i fondi nei settori di prima necessita’, come le autostrade che collegheranno la Romania ai paesi vicini dall’Unione Europea.
“Capisco che nessuno si aspetta che la Romania adotti la moneta euro l’anno prossimo, pero’ esamineremo piu’ attentamente la situazione. Una volta entrati nell’UE non potete piu’ rilassarvi. Percio’ ho insistito sull’utilizzo dei fondi strutturali” ha aggiunto il presidente della Commissione di Affari economici.
“L’adesione alla zona euro deve avvenire, ed e’ importante che non perdiate il treno, che non aumentino l’inflazione ed i deficit. La Romania ha una posizione migliore rispetto ai paesi del gruppo Visegrad (Ungheria, Polonia, Rep.Ceca e Slovacchia) ed e’ essenziale che non lasciate scappare la situazione dal vostro controllo” ha spiegato Becsey.
Inoltre, il parlamentare europeo ha attirato l’attenzione sulla “situazione politica negativa” che potrebbe crearsi se, dopo l’adesione ed il periodo di crescita economica, la Romania entrerebbe in un deficit eccessivo nel 2008-2009.
La delegazione della Commissione per Affari Economici e Monetari del Parlamento Europeo ha incontrato, durante la visita di lavoro in Romania, nel periodo 13-14 settembre 2007, deputati e senatori delle Commissioni parlamentari di bilancio e finanze, rappresentanti della Banca Nazionale della Romania (BNR), del Ministero delle Finanze e di alcune organizzazioni sindacali.

Secondo un rapporto Raiffeisen, il ritmo di crescita del sistema bancario romeno nel 2006 e’ stato secondo per dimensioni nell’Europa Centrale ed Orientale
Il ritmo di crescita registrato dal settore bancario romeno nel 2006, del 47%, ha superato la media degli stati central ed est-europei, del 28%, e si e’ piazzato al secondo posto, dopo la Serbia, indica un rapporto di Raiffeisen Research, parte del gruppo austriaco Raiffeisen.
Il ritmo medio di crescita nell’Europa Centrale ed Orientale, calcolato in euro, e’ stato nel 2006, del 28%, indica il rapporto Raiffeisen. “Dopo il record del 2005, questa e’ la seconda grande crescita annua per l’Europa Centrale ed Orientale. In questo momento, non abbiamo segnali su un rallentamento significativo della crescita a lungo termine” ha dichiarato Walter Demel, analista Raiffeisen Zentralbank Österreich e coautore dello studio.
I principali mercati in crescita nel 2006 sono stati la Comunita’ degli Stati Indipendenti e l’Europa Sud-Orientale. Alti ritmi di crescita sono stati registrati in Ucraina e Russia (+42%). La Slovacchia ha avuto la crescita piu’ modesta (+10%). Il piu’ importante motore della crescita dei settori bancari e’ rappresentato dal retail, che continua a crescere in maniera sostenuta. Man mano che i redditi della popolazione dei paesi analizzati continuano ad aumentare, la richiesta di prodotti bancari avra’ un’evoluzione simile, sia nel campo del credito che in quello del risparmio, indica il rapporto citato.
La Romania ha occupato, nel 2006, uno dei primi posti nel Top della crescita dei prestiti di retail, dopo l’Ucraina. “Constatiamo che la richiesta piu’ consistente risulta quella per finanziamenti ipotecari, per autovetture e beni di uso duraturo” ha sottolineato Demel.

Gli stipendi raddoppieranno nel settore romeno dell’edilizia
A causa della crisi di manodopera, salita a quote allarmanti, le societa’ romene operanti nel campo delle costruzioni intendono aumentare gli stipendi degli operai qualificati fino a 600-700 euro mensili, nel 2008.
Il direttore generale dell’Associazione Romena degli Imprenditori nelle Costruzioni (ARACO), Marin Cristea, ha dichiarato alla pubblicazione DailyBusiness che il nuovo contratto collettivo di lavoro a livello nazionale, per il 2008, prevede un forte aumento degli stipendi, come unico metodo efficace per far rimanere in Romania gli operati qualificati.
I carpentieri, i muratori ed i ceramisti sono tra gli operai piu’ ricercati
La Romania registra, attualmente, la piu’ rapida dinamica di sviluppo dell’edilizia a livello europeo, con una crescita del 30% nel primo semestre del 2007, rispetto al periodo simile del 2006. I progetti di investimenti nel campo dell’edilizia sono stimati a piu’ miliardi di euro, fino nel 2010, e l’unico problema e’ la penuria di manodopera. Secondo il ministro per lo Sviluppo, Lavori Pubblici ed Abitazioni, Laszlo Borbely, il mercato romeno delle costruzioni necessita ulteriori 200.000-300.000 operai qualificati e tra i piu’ ricercati sono i carpentieri, muratori e ceramisti.
Attualmente, nel campo dell’edilizia in Romania lavorano 380.000 operati rispetto agli 800.000, registrati negli anni ’90. All’estero lavorano ufficialmente 100.000 costruttori romeni qualificati, per la maggior parte in Israele, Germania, Spagna ed Italia, per stipendi di circa 800-1.000 euro mensili. A questi si aggiungono altre centinaia di migliaia di operai romeni, partiti per conto proprio per lavorare in Europa, legalmente o meno.
Soluzioni possibili
Oltre ad aumentare gli stipendi, le societa’ di costruzioni cercano altre soluzioni per risolvere la penuria di manodopera qualificata. Il direttore generale ARACO afferma che gli imprenditori si sono orientati verso le scuole. Insieme al Ministero dell’Educazione hanno iniziato un programma comune per la qualifica della manodopera. Attraverso tale programma si organizzano corsi speciali, per l’ottenimento delle qualifiche piu’ richieste dal mercato, che offrono migliori guadagni rispetto ad altri settori. Un’altra soluzione studiata e’ quella di offrire contratti pluriennali, in base ai quali, in cambio di incentivi supplementari come i buoni mensa, i premi per le feste, piu’ giorni liberi ed aumenti salariali periodici, in funzione dei risultati ottenuti, i dipendenti si impegnano a non lasciare il posto di lavoro per un determinato periodo.
La concorrenza delle offerte di lavoro all’estero
Le offerte di lavoro all’estero per gli operai romeni del settore dell’edilizia diventano sempre piu’ numerose e gli stipendi variano in funzione del paese di destinazione. Sul portale Eures, Gran Bretagna offre 43 posti di lavoro per saldatori, carpentieri e verniciatori, a stipendi di 1.000-2.000 lire sterline/mese. La Rep.Ceca cerca 200 muratori, saldatori, tornitori e verniciatori romeni, per stipendi tra 600 e 1.200 euro mensili, mentre l’Ungheria necessita 45 tornitori e saldatori, per stipendi tra 600 e 1.100 euro mensili. La Slovacchia cerca 150 tornitori, saldatori, verniciatori romeni, pero’ a stipendi piu’ modesti, tra 500 e 900 euro mensili.

Lo stipendio medio a livello nazionale aumentera’ in Romania fino a 368 euro a dicembre 2007
La Commissione Nazionale di Previsioni preannuncia uno stipendio medio netto di 368 euro per il mese di dicembre 2007. La rapida crescita degli stipendi nei primi 7 mesi del 2007 ha determinato la CNP a rivedere in aumento le stime sullo stipendio medio netto per il 2007, da 1.019 lei, nelle previsioni primaverili, a 1.026 lei, nelle prime stime autunnali.
Lo stipendio medio lordo per il 2007 e’ stimato attualmente dalla CNP a 1.380 lei, in aumento rispetto ai 1.370 lei delle stime primaverili.
Nel mese di luglio 2007 (ultimo mese per il quale sono disponibili statistiche ufficiali), lo stipendio medio netto e’ aumentato del 23,5% rispetto a luglio 2006, fino a 1.040 lei (329 euro). In termini reali, prendendo in calcolo il tasso d’inflazione dell’intervallo analizzato, lo stipendio medio netto e’ aumentato nel mese di luglio 2007 del 18,8% rispetto a luglio 2006.
Per gli ultimi mesi del 2007, la CNP stima un ristagno dello stipendio medio netto nell’intervallo agosto – ottobre (1.029 lei in agosto, 1.032 lei in settembre e 1.049 lei in ottobre), seguito di un aumento fino a 1.095 lei a novembre e 1.221 lei a dicembre (368 euro, al tasso di cambio medio stimato da CNP a 3,3183 lei/euro per dicembre). Per dicembre, lo stipendio medio lordo e’ stimato da CNP a 1.654 lei (498 euro).

Oltre il 36% delle societa’ registrate in Romania non hanno presentato i bilanci finanziari per il 2006
Oltre 235.000 societa’, che rappresentano il 36% delle societa’ registrate in Romania nel 2006, non hanno ancora presentato il proprio bilancio sull’attivita’ svolta nel 2006, al Registro del Commercio, come previsto per legge.
Secondo un comunicato dell’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC), a livello nazionale, il piu’ alto peso specifico delle societa’ inadempienti e’ detenuto dalle ditte registrate nella regione Ilfov (di oltre 12.200 societa’ hanno presentato bilanci soltanto 5.900). Al polo opposto si e’ piazzata la regione Covasna (soltanto il 15% delle ditte non ha presentato i bilanci per il 2006). Delle 150.000 societa’ registrate a Bucarest, soltanto 76.000, cioe’ il 50,7% ha presentato il bilancio per il 2006 al Registro del Commercio.
Le scadenze per la presentazione dei bilanci, stabilite nella Legge della contabilita’, erano il 28 febbraio, il 30 aprile ed il 30 maggio.

125 euro per ogni dipendente e’ l’ammontare medio dedicato alla formazione del personale in Romania
Circa il 70% delle societa’ operanti in Romania dedica fondi alla formazione del personale, risulta da uno studio elaborato nel periodo maggio – agosto 2007, da Business-Edu con la societa’ di consulenza Corporate Dynamics. I dati indicano che le societa’ che decidono di preparare il proprio personale dedicano, mediamente, 125 euro per ogni dipendente. Il valore corrisponde ad un corso di formazione con trainer esteri di fino a 2 giorni, calcolato in funzione dei prezzi attuali praticati sul mercato.
Secondo lo studio, calcolato al numero totale di societa’ della Romania, l’ammontare medio per dipendente e’ di 87 euro. “E’ una situazione complessa nella quale si deve tenere conto delle disponibilta’ relativamente ridotte, della capacita’ di decisione limitata di alcuni direttori di risorse umane, dell’abitudine di partecipare a training, ma anche dell’offerta limitata di corsi di perfezionamento sul mercato romeno specializzato” indica lo studio.
Il 48% dei direttori di risorse umane considera la qualifica al posto di lavoro come il piu’ efficace metodo di formazione.
Per quanto riguarda il top-management, l’ammontare medio dedicato al training e’ di 247 euro, pero’ tenendo presente che il 30% delle aziende dichiarano di non aver previsto nulla in tal senso, il valore supera’ in realta 350 euro per manager. Lo studio rileva, inoltre, che i top-manager partecipano a quasi tre volte meno training del resto dei dipendenti. „Cio’ puo’ essere spiegato dal poco tempo disponibile, dalla percezione che il training non e’ una priorita’ per alcuni top-manager oppure dalla poca fiducia nei programmi disponibili in Romania“ asserisce lo studio citato.

Si cerca consulente e costruttore per i reattori 3 e 4 di Cernavoda
Nuclearelectrica contrattera’ servizi di consulenza per la valutazione del valore di mercato delle Unita’ n.3 e 4 della centrale nucleare di Cernavoda, contratto stimato a 500.000 euro, senza IVA. La scadenza per la presentazione delle offerte e’ il 26 ottobre 2007.
Gli offerenti devono adempiere determinate condizioni per poter partecipare alla gara di selezione, tra cui un giro medio di affari di 1,5 milioni di euro ed esperienza nel campo, secondo il bando di gara diramato da Nuclearelectrica.
Il contratto verra’ attribuito all’autore dell’offerta piu’ vantaggiosa dal punto di vista economico, (il prezzo rappresentera’ il 70% del punteggio e l’esperienza nella valutazione degli attivi ed il termine di consegna del lavoro 15% ognuno).
Inoltre, l’operatore della centrale nuclearelettrica di Cernavoda accoglie offerte per la selezione degli investitori intenti a partecipare alla costruzione dei reattori 3 e 4, fino al 25 ottobre 2007.
Le unita’ 3 e 4 saranno realizzate con capitale privato delle grandi compagnie disposte ad associarsi con Nuclearelectrica.
Le fonti di finanziamento saranno assicurate dagli azionisti, sotto forma di pagamento delle azioni, emissioni di bond o crediti.
Le procedure si concluderanno all’inizio del 2008, in modo che i lavori possano cominciare nello stesso anno. L’entrata in funzione dei reattori 3 e 4 e’ prevista per il 2014 rispettivamente 2015, e la costruzione delle due unita’ costera’ circa 2,2 miliardi di euro.

La Romania ha aderito al Partenariato globale per l’energia nucleare
Undici stati, tra cui anche la Romania, hanno firmato a Vienna, il Partenariato globale per l’energia nucleare (GNEP), di cui fanno gia’ parte gli Stati Uniti, la Cina, la Francia, il Giappone e la Russia.
Gli 11 stati, tra cui anche Australia, Bulgaria, Ungheria, Kazakstan, hanno firmato una dichiarazione di principio. Il GNEP promuove l’utilizzo dell’energia atomica in scopi pacifici. L’energia nucleare e’ considerata sempre di piu’ una tecnologia-chiave, poiche’ produce energia elettrica senza contribuire all’effetto di serra, considerato responsabile per il riscaldamento globale. Il partenariato e’ stato lanciato a febbraio 2006 dagli Stati Uniti.

SOS Bucarest : negli ultimi 17 anni, la capitale romena ha perso meta’ del suo spazio verde
Al posto dei parchi, palazzi, sedi di banche e centri commerciali. Al posto dell’erba ed alberi, calcestruzzo, metallo e vetro. Negli ultimi 17 anni, meta’ degli spazi verdi di Bucarest sono stati distrutti con autorizzazione del comune.
Secondo le stime dei giornalisti del quotidiano “Jurnalul Naţional”, negli ultimi 17 anni, a Bucarest sono stati tagliati – con il benestare del comune – oltre un milione di alberi ed il 50% delle zone verdi della Capitale si e’ trasformato in complessi residenziali, sedi di banche, ristoranti, centri commerciali.
Nel 1989 la Capitale romena vantava 34,7 milioni di mq di spazi verdi ridotti attualmente – secondo gli esperti in problemi di ambiente – a meta’.

I mass media italiani parlano della Romania
www.barilive.it: L’economia pugliese si apre ad Est. Accordi della Provincia di Bari per incentivare gli investimenti in Romania
“L’Europa dell’Est, che in punta di piedi sta entrando nell’Unione Europea, rappresenta uno straordinario terreno di cooperazione per favorire lo sviluppo locale e permettere al nostro sistema economico di uscire dalla stagnazione attuale”. Così Vincenzo Caldarone, Assessore provinciale alle Politiche Comunitarie, spiega l’importanza degli accordi stipulati dalla Provincia di Bari con i paesi dell’Est, la Romania in particolare, nell’ambito delle politiche di internazionalizzazione delle filiere messe in atto dalla Provincia stessa.
“Dobbiamo scommettere sulla voglia di crescere e svilupparsi di questi paesi”, continua Caldarone, “cercando di creare un canale reale di scambio di idee, risorse, imprese. Non è casuale la scelta della Romania come principale interlocutore, nazione a noi affine per cultura, e dotata di un grande potenziale di sviluppo”.
Gli accordi, differenziati a seconda delle offerte e potenzialità dei territori interessati, prevedono progetti di ristrutturazione urbana, collaborazioni per la produzione di energia alternativa, investimenti nel campo sanitario e nella formazione giovanile. Molte imprese pugliesi hanno già incominciato ad investire e cercare partnership in Romania.
“L’ingresso della Romania nell’Unione Europea”, spiega Sergiu Balasa, Direttore dell’Agenzia di Sviluppo della città di Timisoara, “costituisce una garanzia in più dell’affidabilità e della sicurezza degli investimenti sul territorio, e testimonia la volontà forte di collaborare, soprattutto sul piano economico, con i paesi europei”.
Una strategia di rapporti internazionali, quella attuata dalla Provincia, che mira ad ampliare le opportunità delle imprese pugliesi, mettendole in contatto con lo sterminato campo di investimenti offerto dall’Europa dell’Est.
Le opportunità di investimenti in Romania saranno al centro, questo pomeriggio, di un ulteriore incontro fra il rappresentante romeno Sergio Balasa, il mondo imprenditoriale pugliese ed i rappresentanti delle associazioni di categoria, incontro cui prenderanno parte gli Assessori provinciali alle Politiche Comunitarie e alle Attività Produttive, rispettivamente Vincenzo Caldarone e Gianna Mastrini.

www.greenreport.it: Bulgaria e Romania in UE, serve una correzione al Reach
La Commissione europea ha presentato una proposta di modifica della disciplina sui Reach a seguito dell’adesione della Bulgaria e della Romania alla Comunità europea.
Il provvedimento in itinere prevede la riformulazione delle caratteristiche delle sostanze soggette a regime transitorio così come definito dal regolamento 1907/2006.
Tale regolamento concerne la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche: a partire dal 1 giugno 2008 le sostanze chimiche prodotte o importate in quantità superiore ad una tonnellata all’anno per produttore o importatore dovranno essere registrate in una banca dati centrale gestita dall’UE.
Il regolamento è stato adottato però, il 18 dicembre 2006 ossia prima dell’adesione della Bulgaria e della Romania. Dunque, la commissione riformula la definizione di tali sostanze al fine di sottoporre quelle fabbricate o commercializzate nei due paesi prima dell’adesione alle stesse condizioni delle sostanze fabbricate o commercializzate negli stati membri.
Il regolamento europeo sui Reach cerca di assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell’ambiente ma, anche la libera circolazione delle sostanze in quanto tali o come componenti di preparati e articoli. E il funzionamento efficace del mercato interno delle sostanze può essere ottenuto soltanto se le prescrizioni a esse applicabili non differiscono in modo rilevante da uno Stato all’altro.

Newsletter n.36 / 2007

Il 6 settembre 2007, il presidente della Commissione Europea, Jose Manuel Durao Barroso, ha effettuato una visita ufficiale in Romania
Il presidente della Commissione europea Jose Manuel Durao Barroso ha effettuato, il 6 settembre 2007, una visita ufficiale a Bucarest. Barroso ha parlato davanti al Parlamento romeno riunito in sessione plenaria ed ha incontrato i presidenti di Camera e Senato. Alla sessione plenaria del Parlamento hanno partecipato anche gli ambasciatori dei Paesi UE in Romania, i membri della Commissione e del Parlamento europeo di stanza nel Paese, i rappresentanti del governo e della magistratura.

La Romania si e’ piazzata all’82-o posto nel mondo, nel 2005, per la liberta’ economica
La Romania si e’ piazzata all’82-o posto nel mondo, nel 2005, nel top della liberta’ economica realizzato dall’istituto canadese Fraser Institute ed intitolato “Economic Freedom of the World (EFW)”. Con 6,4 punti su 10 possibili, la Romania e’ salita di 13 posizioni, rispetto al 95-o posto occupato nel 2004 con 5,7 punti.
Per il 2005, la Romania ha ottenuto 5,5 punti (88-o posto nel mondo) per le dimensioni dell’esecutivo, 5,7 punti (69-o posto) per la struttura legale e l’assicurazione dei diritti di proprieta’, 8,1 punti (78-o posto) per l’accesso al capitale stabile. La Romania ha ottenuto il punteggio massimo (10 su 10) per il livello dell’imposta sul reddito, la liberta’ di possedere valute straniere e per la lotta delle autorita’ contro il mercato nero. Ha ottenuto punteggi alti per la facilita’ di cominciare un’attivita’ (9,6 punti), per il livello delle tasse in percentuale sulle esportazioni ed importazioni (9,4 punti) e per l’accesso del settore privato ai crediti (9,1 punti).

La Romania, a “due passi” dai criteri per il passaggio all’euro
Secondo i dati statistici calcolati dalla banca centrale, il paese e’ a “due passi” dall’adempimento dei criteri UE per l’adozione della moneta comunitaria.
Recentemente, il vicegovernatore BNR, Eugen Dijmărescu ha presentato un’informazione sullo stadio dell’adempimento dei criteri di Maastricht, che aprono la via per il passaggio all’euro. I due criteri non ancora adempiuti riguardano l’inflazione ed i tassi di interesse a lungo termine.
L’inflazione non dovra’ superare di piu’ dell’1,5% la media dei piu’ progrediti 3 membri UE (2,8% in questo momento). Nel 2006 l’inflazione in Romania e’ stata del 6,56% e dopo il primo semestre del 2007 e’ scesa intorno al 4%. Il secondo criterio e’ quello dei tassi di interesse: non devono superare di piu’ del 2% la media dei piu’ progrediti membri UE (6,2% in questo momento). Secondo i piu’ recenti dati, tale indice e’ sceso in Romania al 6,73%.
Per il tasso di cambio non dovrebbero esserci difficolta’: l’apprezzamento e rispettivamente il deprezzamento massimo rispetto alla media su 2 anni sono inferiori alla soglia del 15% prevista dal trattato (+10/-6,7). Anche il debito pubblico (12,6%) e’ lontano dalla soglia ammessa (60%).
Un problema sensibile e’ quello collegato alla metodologia di calcolo del deficit di bilancio: se il metodo FMI fa rientrare la Romania negli schemi (2,8%), la Commissione Europea ha avvertito che, secondo le sue stime, la Romania esce dallo schema (3,2%).
Dalla presentazione citata si osserva, pero’, che tra la struttura del PIL della Romania e quella dei paesi vicini aspiranti all’euro, risultano differenze: i servizi portano soltanto il 49,7% del valore aggiunto lordo rispetto al 64,4% nell’UE-15 ed il 56% nell’Ungheria.

Gli esperti della Commissione Europea hanno cominciato i controlli nell’agricoltura romena
I rappresentanti della Commissione Europea hanno cominciato, il 3 settembre 2007, l’audit per il sistema dei pagamenti diretti, informa Doru Nechiti, direttore generale dell’Agenzia di Pagamenti ed Interventi nell’Agricoltura. Gli esperti verificano „sul posto” nelle regioni Mures e Cluj, ed in seguito decideranno se ridurre o meno del 25%, nel 2007, le somme concesse alla Romania per i pagamenti diretti all’ettaro.
Per il 2007, l’UE ha concesso alla Romania 440 milioni di euro per pagamenti diretti. Gli 1,5 milioni di agricoltori registrati nel Registro delle unita’ agricole beneficeranno dei fondi destinati a circa 9 milioni di ettari. I pagamenti attinenti alle richieste inoltrate saranno effettuati a dicembre 2007; entro tale data l’APIA, deve verificare se i dati dichiarati dagli agricoltori sono conformi alla realta’.
Gli esperti europei verificano se l’APIA ha adempiuto i propri doveri e se il Sistema Integrato di Amministrazione e Controllo (IACS) funziona nella dovuta maniera. Il ministro dell’agricoltura Remeş ha avvertito che la decisione di ridurre del 25% i fondi concessi ai pagamenti diretti dipende dal controllo, pero’ Doru Nechiti considera che l’audit non e’ decisivo. Durante il precedente controllo, gli esperti europei avevano costatato numerose inadempienze, dalla mancanza del personale e dello spazio necessari per lo svolgimento dell’attivita’ in condizioni normali fino alla realizzazione di una banca dati supplementare.

Le prime vittime post integrazione nell’industria alimentare romena
A causa degli investimenti consistenti necessari e dei costi di produzione molto alti, due stabilimenti del settore alimentare hanno chiuso battenti in un mese.
Sono i primi segni meno ottimistici degli effetti dell’integrazione della Romania nell’UE. L’industria alimentare sembra essere uno dei principali settori che si confronta con maggiori difficolta’ collegate all’allineamento agli standard europei.
Gli alti costi di produzione e gli investimenti di ambiente che i produttori sono tenuti a realizzare sono soltanto due delle ragioni per le quali in un solo mese due unita’ produttive hanno chiuso battenti. Bunge Romania, produt¬tore dell’olio Floriol, e Friesland Food Romania, produttore di derivati del latte e azionista di maggioranza nella compagnia Napolact di Cluj-Napoca, hanno annunciato di voler chiudere le unita’ di produzione di Oradea, rispettivamente Deta nella regione Timis.
Il produttore di derivati del latte Friesland Foods Romania, chiudera’ lo stabilimento di Deta nella regione Timis, perche’ l’unita’ necessita investimenti di ambiente e costi di produzione troppo alti e le attivita’ verranno ridistribuite verso altre unita’ produttive. “Friesland Foods si trova in un momento di crescita accentuata sul mercato dei derivati del latte in Romania. Per tenere il passo con la richiesta di prodotti freschi risulta necessario aumentare la capacita’ produttiva. A causa della capacita’ relativamente ridotta dello stabilimento di Deta, e degli alti costi necessari per l’allineamento agli standard di ambiente e di produzione abbiamo deciso di non estendere la capacita’ produttiva di quest’unita’ ma di trasferire la produzione in altri stabilimenti in Romania” indica un comunicato della Friesland. Il processo di relocazione comincia nel corso di settembre.
Bunge Romania, produttore dell’olio Floriol, ha rinunciato allo stabilimento produttivo Interoil di Oradea per le stesse ragioni di Friesland. La produzione per la parte occidentale del paese sara’ assicurata da altri stabilimenti del portafoglio Bunge (Unirea di Iasi e l’ungherese Martfu).

Prefinanziamenti per gli agricoltori romeni
Gli agricoltori romeni che accederanno ai fondi UE attraverso il Programma Nazionale di Sviluppo Rurale (PNDR) riceveranno un prefinanziamento del 20% del valore dell’investimento, annuncia il ministro dell’agricoltura, Decebal Traian Remes.
“Potranno entrare in possesso degli anticipi dopo la conclusione del contratto e delle procedure di acquisti. L’anticipo non e’ portatore di costi, come i crediti/prestiti, ma viene regolato alla fine del progetto” ha spiegato Remes, in occasione di una presentazione del PNDR.
Per i progetti finanziati dai fondi UE attraverso il programma SAPARD non sono stati concessi prefinanziamenti, il che ha rappresentato una delle difficolta’ con le quali si sono confrontati gli agricoltori nell’accesso ai fondi.

Il Ministero per le Piccole e Medie Imprese collaborera’ con 9 banche per il finanziamento delle societa’
Si tratta di Banca Comerciala Carpatica, Banca Comerciala Romana, BRD Group Societe Generale, Casa de Economii si Consemnatiuni (CEC), Credit Europe Bank Romania, Eximbank Romania, Libra Bank, MKB Romexterra Bank e Banca Transilvania che concederanno ai beneficiari eleggibili del programma, crediti di finanziamento, rappresentando almeno il 25% del valore del progetto di investimenti, crediti concessi in condizioni di mercato e non garantiti dallo stato.
Il contributo del beneficiario eleggibile deve essere di almeno il 15% del valore del progetto di investimenti, in contanti.
L’aiuto finanziario a fondo perduto concesso alle societa’ non puo’ superare l’equivalente di 10.000 euro per le imprese neo costituite e microimprese e l’equivalente di 50.000 euro per le piccole e medie imprese.
Il finanziamento non puo’ coprire piu’ del 60% del valore del progetto di investimenti.
Il Ministero per le PMI sostiene gli imprenditori con 40 milioni di lei attraverso il Programma di investimenti per il 2007, destinato a sostenere prevalentemente gli investimenti nell’ammodernamento e ritecnologizzazione delle piccole e medie imprese.

Quasi raddoppiato il deficit nell’interscambio commerciale della Romania con i paesi membri UE
Il primo semestre del 2007 si e’ concluso per la Romania con un deficit commerciale di circa 7 miliardi di euro, in aumento di 3,3 miliardi di euro (+86%) rispetto al periodo simile del 2006.
Il deficit dell’interscambio commerciale extracomunitario, di 2,6 miliardi di euro e’ aumentato soltanto di 624 milioni di euro (+26%).
Il deficit dell’interscambio commerciale della Romania con l’UE rappresenta il 72% del deficit commerciale totale. Nel primo semestre del 2006, il peso specifico era di soli 52%. Supponendo che il peso specifico rimanga allo stesso livello, circa 2 miliardi di euro possono essere messi a carico degli effetti dell’adesione all’UE. L’adesione della Romania all’UE con conseguente abolizione degli ostacoli doganali ha aumentato la dipendenza della Romania dal commercio con i paesi UE. Se nel 2006 le importazioni dall’UE rappresentavano il 62% del totale, nel 2007, la percentuale sale al 72%. Per quanto riguarda le esportazioni il peso specifico e’ salito dal 67% al 72%.
Tali modifiche sono normali e secondo uno studio della Commissione Nazionale di Previsioni sono state registrate anche negli 8 paesi dell’Europa orientale che hanno aderito all’UE nel 2004. Ad eccezione della Lituania ed Ungheria, in tutti gli altri, il peso specifico delle importazioni intra-UE supera il 73% delle importazioni totali.

Gli investimenti stranieri in Romania non hanno registrato aumenti spettacolari
Il primo semestre del 2007 ha portato in Romania investimenti stranieri diretti di 2,965 miliardi di euro, di cui, secondo i dati rilasciati dalla Banca Centrale, le partecipazioni al capitale ed il profitto reinvestito hanno rappresentato il 52%, ed il restante 48% crediti intra gruppo (dalla societa’ madre alla filiale romena). Il livello e’ simile a quello registrato nel primo semestre del 2006 (3,2 miliardi di euro, compreso l’ammontare di oltre 2 miliardi di euro contabilizzati dalla vendita della BCR).
Secondo i dati rilasciati dal Registro del Commercio, nel primo semestre del 2007 sono state costituite 7.989 nuove societa’ con partecipazione straniera al capitale, in aumento del 31% rispetto al primo semestre del 2006 (+5% a meta’ 2006/2005). Il capitale sociale sottoscritto e’ ammontato a 241,2 milioni di dollari, in aumento del 55% rispetto al primo semestre del 2006 (+257% a meta’ 2006/2005).
“Abitualmente, nel secondo semestre dell’anno, il livello degli investimenti stranieri supera quello del primo semestre, e quindi il nostro target di 7 miliardi di euro, rimane in piedi” dichiara il ministro dell’economia e finanze Varujan Vosganian.

Le banche hanno attratto quasi un quinto degli investimenti stranieri di capitale nel primo semestre
Le banche commerciali hanno attratto quasi un quinto degli investimenti stranieri diretti di capitale nei primi 6 mesi del 2007, cumulando oltre 220 milioni di euro, grazie all’entrata sul mercato di una nuova banca, Millenium BCP e ad aumenti di capitale conseguenti a dei prelievi, indicano i dati rilasciati dal Registro del Commercio.
Le banche romene che hanno beneficiato di infusioni di capitale straniero sono: Banca Comerciala Romana (115,43 milioni di euro), ATE Bank Romania (31,49 milioni di euro), MKB Romexterra Bank (8,79 milioni di euro), Banca Millenium (39,99 milioni di euro), Romexterra Bank (21,38 milioni di euro), Banca Comerciala Carpatica (707.700 euro).

Un altro consolidamento bancario: IntesaSanpaolo preleva CR Firenze Romania
IntesaSanpaolo ha notificato al Consiglio della Concorrenza l’entrata nell’azionariato della banca CR Firenze Romania, in seguito al prelievo del gruppo CR Firenze.
Dopo la finalizzazione dell’operazione, IntesaSanpaolo deterra’ 2 banche sul mercato romeno: Sanpaolo IMI Bank Romania e Banca CR Firenze Romania, entrambe di dimensioni ridotte.
Dopo l’avviso del Consiglio della Concorrenza, IntesaSanpaolo potrebbe decidere di fondere le due filiali locali, come ha proceduto l’anno scorso UniCredit con UniCredit Romania e HVB –Tiriac dopo aver assorbito il gruppo tedesco HVB Bank nel 2005.
Sanpaolo IMI Romania ha una rete di 25 succursali, 17 agenzie, attivi di 328 milioni di euro (dic. 2006), una quota di mercato dello 0,7%
La Banca CR Firenze Romania ha una rete di 17 unita’, attivi di 75,4 milioni di euro (dic. 2006), una quota di mercato dello 0,1%

Le riserve valutarie della Banca Nazionale della Romania sono salite, nel mese di agosto 2007, a 24,69 miliardi di euro
Le riserve valutarie della Banca Nazionale della Romania ammontavano, a fine agosto 2007, 24,697 miliardi di euro, in aumento del 10,07% rispetto il mese precedente, indica un comunicato della banca centrale.
Le riserve valutarie hanno registrato un nuovo record (dopo i 22,43 miliardi di euro di luglio), in aumento di 437,2 milioni di euro, grazie, prevalentemente, alle entrate di fondi europei e all’aumento del valore delle obbligazioni detenute nel portafoglio della banca centrale.
Le riserve d’oro si sono conservate a 104,7 tonellate, e grazie all’evoluzione dei prezzi internazionali, il loro valore e’ salito a 1,64 miliardi di euro.
Conseguentemente, le riserve internazionali della BNR (valute piu’ oro) hanno superato 26,3 miliardi di euro.
Fino alla fine del 2007, i pagamenti scadenti per conto del debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ammontano a 325 milioni di euro (rispetto ai 386 milioni di euro del mese precedente).

Secondo l’agenzia di rating Standard & Poor’s, la Romania e’ tra gli stati vulnerabili in caso di una nuova crisi di liquidita’
La Romania e la Bulgaria si annoverano tra gli stati europei piu’ vulnerabili ad una crisi globale di liquidita’, come quella del mese precedente, affermano gli specialisti dell’agenzia di rating Standard & Poor’s (S&P).
Se a livello mondiale si registra una riduzione di liquidita’, e gli investitori diventano piu’ cauti, essi si ritireranno piuttosto dagli stati con una posizione estera vulnerabile, come la Romania, asseriscono gli specialisti S&P.
“Fino al momento attuale nessun paese ha subito un abbassamento del rating o della prospettiva di rating a causa della crisi di liquidita’ a livello mondiale” afferma Moritz Kraemer, analista di rischio paese presso Standard & Poor’s. In cambio, continua lo stesso, piu’ stati hanno subito un peggioramento del rating o della prospettiva di rating, a causa del peggioramento di alcuni indici di vulnerabilita’ estera.

Dopo aver quasi finito le privatizzazioni, la Romania ha l’intenzione di creare un nuovo ente statale di grandi dimensioni
Il governo romeno intende creare una compagnia energetica integrata, che possa competere con i gruppi CEZ o Enel. Secondo fonti citate da Mediafax, nella componenza della stessa entraranno il complesso energetico Craiova, le 3 filiali di distribuzione dell’Electrica non ancora privatizzate, i reattori 1 e 2 di Cernavodă ed una parte delle grandi idrocentrali come quella di Porţile de Fier. Lo scopo della costituzione di tale compagnia integrata e’ quello di disporre di un operatore regionale, che investa sia in Romania che all’estero.
“La societa’ sara’ integrata verticalmente nel campo dell’energia, sotto forma di holding, in grado di competere con altri operatori europei” hanno sottolineato le fonti citate.
Electrica detiene ancora 3 filiali di distribuzione (Muntenia Nord, Transilvania Sud e Transilvania Nord) e si e’ mostrata interessata ad investire nella produzione di energia elettrica, attraverso partecipazione alla realizzazione dei reattori 3 e 4 di Cernavoda ma anche nell’energia eolica, microidrocentrali e biomassa.
I reattori 1 e 2 appartengono a Nuclearelectrica, anch’essa compagnia statale e le idrocentrali di Porţile de Fier entrano nella struttura di Hidroelectrica.
A giugno 2007, il premier Călin Popescu Tăriceanu dichiarava che Romgaz e le compagnie del settore energetico, non ancora privatizzate si estenderanno negli altri stati della regione, per aumentare il proprio valore prima della loro vendita.
E Varujan Vosganian, ministro dell’Economia e Finanze, dichiarava recentemente che lo stato potrebbe rinunciare alla privatizzazione delle ultime 3 filiali della Electrica.

Approvata la Strategia nazionale per il settore energetico
Il 6 settembre 2007, il Governo ha approvato la strategia nazionale nel settore energetico per il periodo 2007-2020, che prevede investimenti di circa 31 miliardi di euro nell’ammodernamento delle unita’ energetiche e programmi di protezione dell’ambiente, dichiarano fonti ministeriali, citate da Mediafax. Secondo il documento, il settore che necessita maggiori investimenti e’ quello dell’energia elettrica (circa 17 miliardi di euro). Gli investimenti stimati per il settore del gas naturale ammontano a 1,527 miliardi di euro, e per il settore petrolifero, la strategia indica un necessario di investimenti di 3,18 miliardi di euro. Il settore minerario necessita investimenti di 2,2 miliardi di euro per la chiusura di alcune miniere, per l’ammodernamento di altre e per nuovi sfruttamenti.

La crescita dell’economia romena rallenta, il deficit aumenta ed il leu scivola verso il basso
La crescita economica nel secondo trimestre del 2007 e’ stata di soli 5,6% (nel primo semestre del 5,8%) inferiore alle aspettative degli analisti. Quindici analisti ed ufficiali consultati dal quotidiano Ziarul Financiar si aspettavano ad una crescita economica del 6,1% nel secondo trimestre.
La tendenza di rallentamento e’ evidente: dall’8,3% nel terzo trimestre del 2006 al 7,7% nel quarto trimestre, al 6% nel primo trimestre del 2007 ed al 5,6% nel secondo trimestre del corrente anno.
Nonostante cio’, gli investimenti nell’economia rimangono alti e nuove compagnie annunciano quotidianamente di assumere personale.
L’economia (il PIL) perde velocita’ sia a causa del rallentamento della produzione che a causa delle siccita’ che ha colpito l’agricoltura romena nel 2007.
I dati rilasciati sul Prodotto Interno Lordo dall’Istituto Nazionale di Statistica hanno permesso anche nuovi calcoli sul deficit di conto corrente, l’indice piu’ “problematico” dell’economia romena. Il deficit di conto corrente era arrivato nel primo semestre del 2007 al record storico assoluto del 16,8% del PIL, rispetto al 10,3% alla fine del 2006. Calcolato per gli ultimi 4 trimestri, il deficit estero arriva al 13% del PIL.
Il rallentamento della crescita economica e le stime sul deficit estero hanno preoccupato anche gli investitori sul mercato valutario. Il leu ha perso terreno nei confronti dell’euro, in maniera significativa (il tasso leu/euro e’ diminuito in un solo giorno – 4 settembre 2007 – da 3,25 a 3,3 lei per un euro). La discesa del leu era iniziata sin dal giorno precedente, quando l’agenzia di rating Standard&Poor’s aveva dichiarato che la Romania (insieme a Bulgaria, Turchia ed Islanda) sono i paesi europei piu’ a rischio nel caso di una nuova crisi di liquidita’ globale. Il deprezzamento del leu ha confermato anche l’attualita’ di uno studio della banca svizzera UBS. Secondo questo, un deprezzamento significativo del leu e’ inevitabile nei prossimi 18 mesi. E le stime degli svizzeri pendono gia’ forma: il leu ha perso il 6,5% nei confronti dell’euro negli ultimi 2 mesi. Inoltre, gli svizzeri mettono in dubbio la capacita’ di finanziare il deficit di conto corrente. Se nel 2007 gli investimenti stranieri ed i finanziamenti esteri attratti dalle banche potrebbero coprire il deficit di conto corrente, nel 2008 e’ “improbabile” che la situazione si possa ripetere.
Un’altra cattiva notizia arriva dal sistema bancario. Dopo una crescita di quasi il 14% alla fine del primo semestre del 2007, la dinamica del profitto netto del sistema bancario e’ rallentata bruscamente, registrando alla fine di luglio una diminuzione del 2,5% rispetto ai primi 7 mesi del 2006. Il periodo di ferie ha diminuito, probabilmente le vendite di crediti delle banche, nonostante l’appetito creato dalle aspettative riguardanti l’introduzione delle nuove norme di concessione dei crediti. Un altro fattore che ha contribuito al rallentamento dei profitti bancari puo’ essere la crescita dei costi per l’apertura di nuovi sportelli e per la manodopera.
Le 38 banche operanti sul mercato romeno hanno ottenuto nei primi 7 mesi del 2007 un profitto netto di circa 463 milioni di euro (1,48 miliardi di lei), del 2,5% inferiore, in lei, rispetto al periodo simile del 2006, mentre le loro reti territoriali sono aumentate di 1.063 sportelli ed il numero dei salariati di 5.856 unita’. Il profitto netto per salariato e’ diminuito da 27.000 lei a luglio 2006 a 24.000 lei a luglio 2007. Nel contempo, gli attivi bancari hanno conservato un ritmo solido di crescita: dopo sette mesi ha superato la soglia dei 60 miliardi di euro.
Il deficit di conto corrente, che indica le uscite nette di valuta dal pese, e’ esploso nel primo semestre del 2007, arrivando al record storico del 16,8% del PIL (nel 2006, il deficit di conto corrente era ammontato al 10,8% del PIL nel primo semestre e 10,3% per l’intero anno). Il deficit estero del 16,8% del PIL piazza la Romania tra gli stati con il maggior squilibrio estero nell’UE, insieme alla Bulgaria ed ai paesi baltici.

Il debito estero della Romania e’ “esploso”, aumentando di 4,6 miliardi di euro nel secondo trimestre del 2007
Il debito estero e’ aumentato nel secondo trimestre del 2007 di 4,57 miliardi di euro, fino a 48,2 miliardi di euro, alimentato dalle linee di finanziamento utilizzate dalle banche commerciali e dai crediti intra-gruppo contrattati dalle compagnie locali, secondo i dati rilasciati dalla banca centrale.
“Il debito estero e’ aumentato considerevolmente ed e’ arrivato, praticamente, al 45% del PIL” afferma Ionut Dumitru, capo dipartimento di analisi della Raiffeisen Bank. Per l’intero 2007, il PIL e’ stimato dalla Commissione Nazionale di Previsioni a 118 miliardi di euro.
Nel primo trimestre, il debito estero era aumentato in maniera piu’ contenuta, di “soli” 2,1 miliardi di euro. Anche allora la crescita era stata determinata dai crediti/prestiti contratti dalle banche e compagnie.
Supponendo che anche negli ultimi due trimestri il debito estero crescera’ nello stesso ritmo, alla fine dell’anno il saldo supererebbe 53 miliardi di euro.
La Banca centrale non ha pubblicato ancora, in maniera dettagliata, la struttura del debito estero totale per scadenze e non ha presentato dettagli sul servizio del debito.
Se nel secondo trimestre le banche e le compagnie private hanno continuato a contrarre, in maniera aggressiva, crediti dall’estero, il debito estero pubblico, e’ sceso, invece, tra marzo e giugno 2007, di oltre 200 milioni di euro, a 9,79 miliardi di euro, poiche’ lo stato non ha ricorso nemmeno nel secondo trimestre ad emissioni di bond sui mercati esteri. Secondo il piano annunciato all’inizio del 2007, il Tesoro potrebbe emettere obbligazioni sui mercati esteri di 500 milioni di euro.
L’immagine dell’esposizione estera e’ completata dall’evoluzione del deficit di conto corrente, salito a 7,8 miliardi di euro a giugno 2007, piu’ del doppio rispetto al primo semestre del 2006. Ed inoltre, il suo finanziamento attraverso gli investimenti stranieri diretti e’ sceso a soli 39%. Nel 2006, gli investimenti stranieri diretti hanno coperto oltre il 90% del deficit di conto corrente. In queste condizioni, la copertura del deficit dipende sempre di piu’ dalla possibilita’ di contrarre finanziamenti che aumentano il debito estero.
“Non e’ un’immagine piacevole” commenta Dumitru, aggiungendo che i primi effetti del deterioramento degli indici di vulnerabilita’ estera sono gia’ visibili: l’appetito degli investitori stranieri per gli attivi in lei diminuiscono. Se le monete della regione registrano apprezzamenti nei confronti dell’euro con il ritorno della calma sui mercati internazionali, il tasso di cambio leu/euro rimane a livelli relativamente alti, “aiutato” pero’ anche da probabili interventi della BNR. Le recenti analisi di Raiffeisen Austria non indicano opportunita’ di speculazioni sul tasso di cambio leu/euro, considerando che le premesse economiche non sostengono un apprezzamento significativo del leu.
Sole le banche commerciali hanno maggiorato i loro passivi esterni di 2,2 miliardi di euro nel secondo trimestre, specialmente sullo sfondo della crescita dei depositi a breve termine. Globalmente, i debiti a breve termine delle banche ammontavano a giugno 2007 a quasi 6,5 miliardi di euro, rispetto a 4,88 miliardi di euro a marzo.
Oltre ai finanziamenti contratti dalle banche commerciali, i crediti intra-gruppo contratti dalle divisioni locali di alcune compagnie multinazionali hanno un contributo importante all’aumento del debito estero. Secondo i dati rilasciati dalla banca centrale, i finanziamenti diretti intra-gruppo sono aumentati di 1,12 miliardi di euro tra marzo e luglio, arrivando a 9,37 miliardi di euro.
Nel quadro del debito estero totale, il debito estero a breve termine (generalmente i prestiti contratti per periodi inferiori ad 1 anno) totalizzavano a fine giugno 2007 circa 14,5 miliardi di euro, senza prendere in calcolo anche i crediti intra-gruppo delle compagnie per i quali BNR non presenta dettagli sulle scadenze.

Altre 10 regioni nelle quali le dichiarazioni fiscali possono essere presentate on-line
L’Agenzia Nazionale di Amministrazione Fiscale (ANAF) estende il sistema di presentazione delle dichiarazioni fiscali on-line, applicato attualmente soltanto a Bucarest e nella regione Ilfov, ad altre 10 regioni: Bacau, Bihor, Brasov, Braila,Cluj, Iasi, Olt, Sibiu, Timis e Valcea, secondo il disegno di Ordine del ministro dell’economia e finanze.
Per poter dichiarare on-line gli obblighi fiscali, le societa’ devono ottenere un certificato digitale di identificazione fiscale per l’accesso al sistema elettronico. Il certificate viene concesso gratuitamente e puo’ essere utilizzato soltanto per la presentazione delle dichiarazioni; le regolamentazioni sono simili a quelle per la firma elettronica.
Le dichiarazioni che possono essere presentate on-line riguardano gli obblighi nei confronti del bilancio generale consolidato, l’imposta sul profitto, l’IVA e le accise.

In Romania, lo stipendio medio netto, a luglio 2007, e’ ammontato a 1040 lei
Lo stipendio mensile medio netto e’ stato, nel mese di luglio 2007, di 1040 lei, in aumento dell’1,7% (17 lei) rispetto al mese precedente e del 23,5% rispetto a luglio 2006, informa l’Istituto Nazionale di Statistica.
Nonostante siano stati inferiori del 15,6% rispetto a quelli del mese precedente, i maggiori guadagni salariali sono rimasti quelli del settore delle intermediazioni finanziarie (2963 lei). Al polo opposto, gli stipendi piu’ bassi si registrano nell’industria della lavorazione del legno e dei prodotti in legno e sughero, ad eccezione dei mobili (608 lei).
Il guadagno salariale reale (calcolato come rapporto tra l’indice del guadagno salariale nominale netto e l’indice dei prezzi al consumo) e’ aumentato nel mese di luglio 2007 dell’1,4% rispetto al mese precedente e del 18,8% rispetto a luglio 2006.
Nel mese di luglio 2007, lo stipendio medio nominale lordo e’ ammontato a 1402 lei, dell’1,8% superiore a quello del mese precedente.

Il tasso della disoccupazione in Romania e’ vicino alla media europea
Il tasso della disoccupazione in Romania e’ ammontato, nel mese di luglio 2007, a 6,9%, in diminuzione rispetto al mese precedente (7,2%), secondo i dati rilasciati dall’Ufficio Europeo di Statistica, Eurostat. La disoccupazione e’ diminuita ancora di piu’ rispetto a luglio 2006 quando ammontava al 7,5%.
A livello UE, il tasso della disoccupazione e’ ammontato, a luglio 2007, al 6,8%, rispetto al 6,9% a giugno, e nella zona euro il tasso della disoccupazione e’ stato del 6,9% (identico al mese precedente).
Nel mese di luglio 2007, il piu’ basso tasso della disoccupazione si registrava in Danimarca (3,2%), Olanda (3,4%), Cipro (4,1%) ed Austria (4,3%), ed il piu’ alto in Slovacchia (10,6%) e Polonia (9,7%).
Eurostat stima che nell’Unione Europea esistevano, nel mese di luglio 2007, circa 16 milioni di disoccupati rispetto a 18,3 milioni nel mese di luglio 2006.
Metodi diversi di calcolo della disoccupazione per Eurostat ed INS
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (INS), il tasso della disoccupazione a gennaio 2007 ammontava al 4%, rispetto alla popolazione attiva, pero’ le due entita’ calcolano tali indici in maniera diversa.
L’INS calcola la disoccupazione in due modi. Nel primo modo, che si calcola mensilmente, risultano i disoccupati registrati presso l’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza di Lavoro rispetto al totale della popolazione attiva. Nel secondo modo, che si calcola trimestralmente, si applica un modello dell’Ufficio Internazionale del Lavoro (BIM). La disoccupazione nel senso BIM e’ fondata sulla ricerca statistica e viene calcolata in base ad un sondaggio effettuato a domicilio che valuta il numero dei disoccupati rispetto alla popolazione attiva.
Eurostat invece, calcola il tasso della disoccupazione utilizzando un metodo che ingloba le due modalita’ usate dall’INS, pero’ il risultato viene presentato mensilmente.

Ploiesti Industrial Parc comincia gli “acquisti”. La citta’ Urlati e’ il primo target per l’allargamento e lo sviluppo del PIP
Nel parco industriale del municipio Ploiesti non e’ piu’ disponibile alcun metro di terreno. La richiesta sempre piu’ alta di spazi logistici ed industriali ha determinato la societa’ che gestisce il complesso ad orientarsi verso altre localita’ della regione Prahova, nelle quali possono essere create strutture del tipo mini parco industriale. Il primo target per tale acquisto e’ la citta’ Urlati, dove sono disponibili 36 ettari di terreni.
Gli azionisti del Ploiesti Industrial Parc (PIP) SA hanno deciso di sfruttare le sempre piu’ numerose richieste degli investitori attratti dalle opportunita’ offerte dalla zona – infrastrutture ammodernate, vicinanza rispetto a Bucarest, manodopera a prezzi ancora contenuti, pero’ ben qualificata – e cercare nuove modalita’ per sviluppare gli affari del parco. PIP SA partecipera’ alle gare indette dai consigli locali della regione Prahova per l’acquisto dei terreni disponibili.
Gli 166 ettari del recinto PIP sono gia’ stati completamente concessionati a prezzi compresi tre 0,14 e 2 euro/mq e per le richieste supplementari si ricorrera’ ai terreni ubicati a Urlati, Mizil, Ciorani ed altre localita’ per allestire dei mini parchi industriali, dichiara Marin Toader, capo Ufficio Investimenti di PIP SA.
Tutti i parchi si estendono
I profitti risultati dall’attivita’ dei 4 parchi industriali della regione Prahova – ubicati a Brazi, Plopeni, Valenii de Munte e Ploiesti – ha determinato il Consiglio regionale a decidere la loro estensione. Il piu’ grande parco industriale, Ploiesti Industrial Parc SA, di 166 ettari ha registrato nel 2006 un profitto di oltre 8 milioni di lei. Quasi 152 ettari sono coperti da investimenti greenfield e 14 da investimenti brownfield. Nel PIP operano oltre 20 societa’ che hanno creato circa 4.000 posti di lavoro. Tra le societa’ operanti nel PIP si annoverano la giapponese YAZAKI Romania (cablaggi auto), l’americana Johnson Controls Romania (interni auto), la giapponese Calsonic Kansei (radiatori, condensatori e sistemi di aria condizionata).
Esiste, inoltre, l’intenzione di estendere il Parco Industriale Brazi riunendolo con il Parco Industriale Ploiesti, con investimenti di quasi 300 milioni di euro, da realizzare nel 2007-2008.

Gara della settimana
Il quotidiano Ziarul Financiar preannuncia la gara per la costruzione di un aeroporto a Braila, con un investimento di 300 milioni di euro
Il Consiglio Regionale Braila dara’ in concessione, per un periodo di fino a 49 anni, un terreno di 1.275 ettari per la costruzione e gestione di un aeroporto nella localita’ Vadeni, con un investimento di circa 300 milioni di euro, annuncia il vicepresidente del consiglio Niculina Moisescu.
Le societa’ interessate a partecipare alla gara devono presentare le loro offerte entro il 26 ottobre 2007; il vincitore della gara verra’ annunciato entro la fine del 2007, ha aggiunto Moisescu.
“Potranno partecipare alla gara associazioni o consorzi composti da investitore, costruttore, operatore-gestore ed un’azienda di turismo” ha specificato Moisescu.

La Romania, nel top 20 degli esportatori mondiali di frutta e verdura ecologica
Il Ministero per le Piccole e Medie Imprese, Commercio, Turismo e Professioni Liberali (MIMMCTPL) informa che, nel 2006, la Romania si e’ piazzata tra i primi 20 esportatori mondiali di frutta e verdura ecologica con circa 75 milioni di euro.
I dati del Ministero dell’Agricoltura indicano che, nel 2006, i circa 3.000 produttori di frutta e verdura ecologica, registrati, hanno realizzato una produzione di 166.000 tonnellate di prodotti ecologici, di cui oltre 11,2 milioni di litri di latte, 8.700 tonnellate di legumi e 1.243 tonnellate di miele.
La regione Tulcea si piazza al primo posto per la superficie coltivata con metodi ecologici : 15.000 ettari, cioe’ oltre il 10% del totale coltivato (143.000 ettari).
Le principali destinazioni per la frutta e verdura ecologica coltivata in Romania sono stati la Germania, la Svizzera, l’Olanda e l’Italia.

I mass media italiano parlano della Romania
www.regione.vda.it: Viticoltura – in Romania AREV discute su futuro settore
L’adozione di una risoluzione in merito alla proposta di riforma dell’organizzazione comune dei mercati (Ocm) del settore vitivinicolo, presentata dalla Commissione Europea il 4 luglio scorso, è l’argomento centrale del 22-o Consiglio Internazionale dell’Arev (Assemblea delle regioni europee viticole), in corso ad Alba Iulia in Romania.
All’assise – oltre al Presidente dell’Arev, Luis Durnwalder (presidente della Provincia Autonoma di Bolzano e vicepresidente della Regione Trentino-Alto Adige), al Ministro dell’Agricoltura della Romania, Decebal Traian Remes – partecipa anche una delegazione valdostana guidata dall’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Isabellon. Durante i lavori sono previsti, inoltre, un dibattito in materia di organismi geneticamente modificati e la visita ad alcuni importanti siti della zona, tra cui il vigneto di Tarnave, il centro vitivinicolo di ricerca di Blaj ed il centro viticolo di Jidvei.

www.provincia.bz.it: Riforma del mercato vinicolo: Durnwalder in Romania in difesa di Regioni e piccoli produttori
Rispetto dei metodi tradizionali di produzione, no all’estesa liberalizzazione voluta dall’UE che penalizzerebbe le piccole aziende, coinvolgimento delle Regioni nei controlli, tutela dei vini di qualità: sono alcuni punti sui quali il presidente della Provincia Luis Durnwalder ha insistito partecipando in Romania al Consiglio internazionale dell’AREV, l’associazione delle Regioni europee vinicole di cui è presidente in carica. Le proposte sono confluite in una risoluzione che verrà inviata a Bruxelles in vista della riforma UE dell’ordinamento del mercato del vino.
“Gli orientamenti della riforma dell’ordinamento annunciata per i prossimi mesi dall’UE – ha detto Durnwalder durante l’assise europea in Romania – pregiudicheranno dal 2013, se confermati, l’attività di parte del milione e mezzo di produttori coinvolti. Dobbiamo tutelare le Regioni e le piccole aziende da un’eccessiva liberalizzazione del settore vitivinicolo e dalla conseguente elevata concorrenza.” L’AREV ha quindi raccolto in una risoluzione le proposte delle Regioni a vocazione vinicola e le ha indirizzate alle competenti sedi europee. “Sono proposte per riequilibrare il rapporto tra produzione e consumo di vino, oggi sbilanciato con 190 milioni di ettolitri contro 130 milioni, per incentivare l’export fermo a 13 milioni di ettolitri contro i circa 25 importati in Europa, per aumentare il peso delle Regioni nel processo decisionale e nei controlli”, ha chiarito Durnwalder.
L’AREV chiede il rispetto della pluralità regionale della qualità, dei vitigni e dei metodi tradizionali di produzione e tra l’altro, per gestire meglio le eccedenze, di riformare le misure di distillazione e di mantenerle solo in casi speciali. “Chiediamo inoltre l’attivazione di un Osservatorio europeo che aiuti la Commissione ad aumentare la conoscenza della produzione e dei mercati, grazie anche alla messa in rete degli organismi regionali”, ha aggiunto Durnwalder. Le Regioni sostengono la necessità di gestire direttamente l’estripazione volontaria, per evitare “buchi” nei vigneti, considerando che con la riforma mancheranno le somme finora erogate quale indennizzo di estirpazione. “Un altro aspetto cruciale è quello della promozione del prodotto vino – ha dichiarato all’assemblea Luis Durnwalder – e all’UE chiediamo azioni di promozione e campagne di informazione sul vino e sul corretto consumo sia sul mercato interno che nei Paesi terzi.” Un no deciso è stato pronunciato dalle Regioni alla liberalizzazione dei diritti di impianto, “che rischierebbe di eliminare dal mercato le piccole e medie aziende”, ha ricordato Durnwalder.
Tutte le osservazioni approvate in Romania giungeranno sui tavoli dei responsabili in sede europea, “accompagnate dalla richiesta che le competenze sul settore restino in capo al Consiglio europeo e non vengano trasferite alla Commissione”, ha concluso Durnwalder.

www.helpconsumatori.it: OGM – Greenpeace in azione contro coltivazioni di soia in Romania
In Romania, gli attivisti di Greenpeace hanno messo in quarantena l’isola di Braila, sul Danubio, dopo che investigazioni sul campo hanno rivelato che sul posto si sta coltivando soia OGM illegale, e hanno costruito una “stazione di decontaminazione” per tutti i veicoli che lasciano l’isola. L’associazione chiede al Governo romeno e alla Commissione Europea di agire immediatamente per individuare ed eliminare tutta la soia OGM coltivata illegalmente.

www.borsaitaliana.it: Enel ed Edison in shortlist per centrale in Romania
Il produttore nazionale romeno di energia Termoelectrica ha inserito 6 societa’ nella shortlist della gara per la privatizzazione della centrale di Galati. Lo scrive Czech Business Weekly, spiegando che si tratta di Cez, Electrabel, Gaz De France, Aes Corporation e delle italiane Enel ed Edison. La scadenza per la presentazione delle offerte vincolanti verra’ fissata non oltre il mese di dicembre. Il vincitore della gara sara’ annunciato alla fine di gennaio 2008.

Newsletter n.35 / 2007

Nonostante abbia superato, per la prima volta, la soglia dei 20 miliardi di euro, in percentuali del Prodotto Interno Lordo il debito pubblico totale dello stato romeno ha toccato il piu’ basso livello degli ultimi anni (16,4% del PIL)
Il debito pubblico totale della Romania e’ aumentato nel primo semestre del 2007 di 2,2 miliardi di euro, secondo i dati pubblicati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Il debito pubblico include sia il debito estero dello stato (diretto e garantito), che i prestiti effettuati in varie forme sul mercato nazionale.
Il debito pubblico e’ aumentato continuamente negli ultimi 4 anni, dopo una leggera riduzione nel 2003. Rispetto alla fine del 2003, il debito pubblico totale della Romania e’ aumentato di 8,1 miliardi di euro, cioe’ del 65%.
La soglia attuale del debito, del 16,4% del PIL, piazza, pero’, la Romania tra gli stati con il piu’ basso livello di indebitamento pubblico nell’Unione Europea.
Secondo Eurostat, ufficio statistico dell’UE, nel 2006 soltanto gli stati baltici e Lussemburgo avevano livelli piu’ bassi dell’indebitamento pubblico rispetto alla Romania. Nell’UE, la media dell’indebitamento pubblico e’ del 60%-62%.
Per adottare l’euro, la Romania (come tutti gli altri stati candidati alla zona euro) deve avere un indebitamento pubblico inferiore al 60% del PIL, criterio gia’ adempiuto.

Il Capo del Dipartimento d’Affari Europei, Adrian Ciocănea, ha presentato le misure a carattere economico che saranno intraprese in Romania nell’ambito della strategia Lisbona, d’aumento della competitivita’
In primo luogo sara’ elaborata una nuova legge degli inves¬timenti e modificata l’attuale legge degli acquisti pubblici. Le misure saranno monitorate da Bruxelles, e, a settembre, un team d’esperti europei si rechera’ a Bucarest per una prima analisi.
La legge degli investimenti non apportera’, praticamente, novita’ sulle facilitazioni concesse. “Queste rientreranno nei limiti europei, stabiliti dalla legge sull’aiuto di stato, in vigore attualmente”, ha spiegato Ciocanea.
Corpo tecnico per garantire gli investimenti
La legge che “non concede facilitazioni”, spieghera’, invece, la procedura attraverso la quale l’investitore arriva a concludere un contratto con le autorita’ pubbliche. “La legge presenta un contratto chiaro tra l’investitore e l’autorita’ pubblica locale in caso di investimenti superiori ad 1 milione di euro. Il contratto sara’ garantito dallo stato attraverso un corpo tecnico che assistera’ le due parti. Il corpo sara’ una componente di un gruppo interministeriale, che decidera’ la concessione di facilitazioni all’investitore nei limiti della legge sull’aiuto di stato, e quindi l’investitore avra’ la garanzia che nel contratto non esistono elementi che possano essere interpretati in maniera errata” spiega Ciocănea.
Attualmente l’ARIS (Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri) gioca il ruolo di tale corpo tecnico, pero’ nel futuro non esisteranno piu’ differenze tra investitori stranieri e romeni. Il disegno della nuova legge sugli investimenti non e’ ancora stato reso pubblico, nonostante le promesse fatte a giugno dal ministro dell’economia e finanze, Varujan Vosganian, di pubblicarlo sul sito del ministero per un dibattito pubblico.
Tra le facilitazioni che potrebbero essere concesse agli investitori si annoverano l’esonero da tasse ed imposte per un periodo di 5 anni, l’assicurazione delle utilita’ necessarie all’attivita’ e la concessione di terreni per la realizzazione degli investimenti. Il disegno di legge arrivera’ sul tavolo dell’esecutivo soltanto a novembre. Un tentativo simile e’ fallito nel 2006, ma la prima iniziativa in tal senso era gia’ stata presentata al governo nel 2005.
Procedure di acquisti pubblici, dai 75.000 euro in su’
Il secondo pacchetto di misure ricordato da Adrian Ciocănea riguarda la modifica dell’attuale Legge degli acquisti pubblici, tanto criticata dalle compagnie che lavorano con lo stato. Le principale modifiche sono gia’ state inviate a Bruxelles per approvazione e prevedono il rialzo della soglia di applicazione delle procedure di richiesta ed offerta da 40.000 euro a 75.000 euro. “I limiti concordano con le norme europee, che stabiliscono un plafond di 172.000 euro per la fornitura di beni e servizi e 249.000 euro per i lavori” indica Ciocanea.
Altre modifiche della legge riguardano la semplificazione del sistema di presentazione e soluzione delle contestazioni. I contestatari dovranno presentare una copia della contestazione presso le autorita’ pubbliche, per evitare il rischio che queste non siano informate. L’autorita’ pubblica sara’ tenuta ad inviare, entro 5 giorni, al Consiglio Nazionale di Soluzione delle Contestazioni (CNSC) tutti i documenti rilevanti per la soluzione.
Se la gara e’ stata organizzata per lotti, le procedure non saranno bloccate per l’intera gara nel caso la contestazione riguardi l’attribuzione di un unico lotto.
Si annuncia, quindi, un autunno carico di norme da discutere ed approvare.

Progetti per l’ambiente di un miliardo di euro, finanziati dall’UE
Un miliardo di euro e’ il valore totale dei progetti di ambiente per i quali la Romania attende l’assenso della Commissione Europea entro la fine del 2007, ha dichiarato Ciocanea. Si tratta di 15 progetti maggiori nel campo dell’ambiente, 10 per il settore delle acque e 5 per il campo dei rifiuti. Altri 54 progetti per il miglioramento dell’ambiente e delle zone rurali, per un valore di 740 milioni di euro, sono in corso di elaborazione. Da parte dell’ambiente di affari regionale e locale sono stati inviati a Bruxelles 14 progetti, con un valore totale di 116 milioni di euro. Per lo sviluppo durevole e per il turismo sono stati richiesti fondi di 248 milioni di euro attraverso 29 progetti.

Soltanto una Piccola e Media Impresa romena su 1.750 ricevera’ aiuti da parte dello stato per investimenti
Soltanto una PMI su 232 ha presentato richiesta, a livello nazionale, di un finanziamento per investimenti, ammodernamento o ritecnologizzazione, da parte dello stato. Da un totale di 526.000 PMI registrate in Romania, soltanto 2.271 si sono iscritte nel Programma di investimenti sostenuto dal Ministero per le Piccole e Medie Imprese, Commercio, Turismo e Professioni Liberali (MIMMCTPL).
Tra queste, 460 societa’ sono gia’ state eliminate (nella prima fase di selezione) poiche’ le attivita’ che svolgono non rientrano nell’elenco dei criteri di eleggibilita’.
Potranno ottenere finanziamenti non piu’ di 300 imprese, il che significa che attraverso il programma citato, lo stato romeno appoggia nel 2007 una su 1.750 aziende della categoria piccole e medie. L’ammontare destinato al Programma per il 2007 e’ di 40 milioni di lei, pero’ le necessita’ di investimenti delle societa’ iscritte e’ 4,5 volte superiore.
„Nei 5 giorni di iscrizioni on-line, sono stati registrati 2271 richiedenti. Per il limite minimo di fino a 10.000 euro di Aiuto Finanziario a fondo Perduto (AFN) esistono 897 richieste, e per il limite massimo di 50.000 euro AFN sono state registrate 914 richieste” informa il Ministero per le PMI. Le prime 3 regioni per il numero di richieste sono Nord-Ovest (453 societa’ iscritte nel Programma, Centro (443), e Nord-Est (316). Nonostante l’ultima sia composta da 6 sottoregioni, piu’ di un terzo delle societa’ richiedenti proviene da Iaşi (120 richieste). Il peso specifico delle 3 regioni (Nord-Ovest, Centro e Nord-Est) nel numero totale dei richiedenti supera il 53%.
Per quanto riguarda la regione Bucarest-Ilfov, nonostante concentri il 22% delle PMI registrate in Romania, ha presentato soltanto poco piu’ dell’11% delle richieste registrate per il Programma di Investimenti.
Nelle regioni con un PIL pro capite vicino alla media o sotto la media, la percentuale delle societa’ interessate ai finanziamenti per l’ammodernamento o ritecnologizzazione e’ molto piu’ alto, mentre le PMI delle regioni piu’ ricche non si sono affrettate a beneficiare di tale opportunita’.

I romeni risparmiano in lei e prendono prestiti in valuta. Per la prima volta dall’inizio del boom dei crediti al consumo, i depositi della popolazione hanno superato i crediti contratti
La febbre dei crediti per l’acquisto di mobili o elettrodomestici nuovi sembra essersi calmata. Nell’insieme, i redditi dei romeni sono aumentati un po’ e quindi il risparmio diventa possibile. Questa nuova appetenza per il risparmio potrebbe essere collegata anche all’aumento dei prestiti a lungo termine, specialmente in valuta: i romeni risparmiano per poter fronteggiare un futuro credito immobiliare.
I dati presentati recentemente dalla Banca Nazionale della Romania indicano che i depositi in lei (indifferentemente dalle scadenze) della popolazione ammontavano, al 31 luglio 2007, a 37,1 miliardi di lei (+51,2% rispetto ad un anno fa’). Il ritmo e’ di molto superiore a quello registrato nel passato. Al 31 luglio 2006, i risparmi in lei della popolazione erano aumentati di soli 18,7% rispetto all’anno precedente. La crescita del 51% e’ rilevante anche perche’ ha superato il ritmo di crescita dei crediti in lei contratti dalla popolazione (arrivati a fine luglio 2007, a 28,9 miliardi di lei, in aumento del 48,4% negli ultimi 12 mesi).
Tale rovescio della situazione si registra per la prima volta dopo il 2004, anno considerato il boom del credito al consumo (cominciando con il famoso „credito in base alla sola carta d’identita’”).
E’ vero, anche, che nell’ultimo anno, il credito alla popolazione, in lei e’ aumentato dell’87% (fino all’equivalente di 23,6 miliardi di lei), due volte piu’ rapidamente dei risparmi in valuta.
E l’aumento consistente dei risparmi in lei ha determinato il ritorno ad un altra situazione mai registrata negli ultimi anni: il totale dei depositi della popolazione (equivalente a 55,23 miliardi di lei) ha superato il totale dei crediti (equivalente a 52,5 miliardi di lei).
Mentre i tassi di interesse pagati ai depositi diventano, anno dopo anno, meno tentanti ed i tassi di interesse percepiti per i prestiti cominciano a diminuire, seppur lentamente, (conseguenza della competizione nel sistema bancario), tale appetenza brusca della popolazione per il risparmio puo’ sembrare paradossale.
„L’aumento del risparmio in concomitanza con l’aumento dei redditi puo’ essere considerato un segno di miglioramento del tenore di vita” afferma Liviu Voinea, direttore di ricerca del Gruppo di Economia Applicata. Pero’ lo stesso sottolinea che l’attuale aumento del risparmio puo’ essere influenzato anche dai crediti contratti o che la popolazione si prepara a contrarre – per esempio per il pagamento delle assicurazioni collegate ai crediti o per la costituzione di un anticipo consistente per crediti piu’ alti.
Da sottolineare, anche, la propensione della popolazione per i crediti in valuta, che sono concessi, in genere, in ammontari piu’ consistenti e per periodi lunghi (specialmente per l’acquisto di abitazioni). Dai dati BNR risulta anche che la popolazione richieda sempre meno crediti per periodi inferiori a 5 anni, come conseguenza dell’aumento del grado di indebitamento ma anche a causa delle restrizioni imposte ai crediti al consumo.
Il ritorno ai depositi bancari potrebbe essere la „chance” del deficit di conto corrente della Romania
Se nel prossimo futuro si riconfermera’ il ritorno dei romeni alla tendenza al risparmio, diventa possibile che i deficit sempre piu’ alti dell’economia nazionale tornino ad un livello accettabile di copertura. Altrimenti, il futuro (almeno a medio termine) sara’ difficile.
L’ultimo record del deficit di conto corrente (differenza tra entrate ed uscite di capitale) stimato per il 2007, e’ dell’11,5% del PIL secondo la Commissione Nazionale di Previsioni (stima primaverile), rispettivamente di quasi il 14% secondo entita’ indipendenti (per esempio, l’ultimo rapporto Rai¬ffeisen).
“Il deficit di conto corrente sara’, probabilmente, l’unico indice sul quale opereremo una modifica nelle previsioni autunnali” afferma il presidente della Commissione Nazionale di Previsioni, Ion Ghizdeanu ed aggiunge che la modifica non sara’ sostanziosa e non arrivera’ al 13%, perche’ si prevedono delle evoluzioni che temperino la crescita del deficit commerciale, principale responsabile per il deficit di conto corrente.
Anche se, secondo esperienze precedenti, nella seconda parte dell’anno, le importazioni aumentano piu’ rapidamente (importazioni energetiche, ma anche importazioni per gli investimenti che vengono finalizzati nell’ultima parte dell’anno), questa volta si intravede una crescita piu’ accentuata delle esportazioni. “Dobbiamo tenere presente che il leu, dopo la forte crescita della prima parte del 2007, comincia a deprezzarsi, il che aiutera’ gli esportatori. In piu’, questi sono vantaggiati anche dalla congiuntura internazionale” crede il presidente CNP.
Per esempio, nel primo trimestre del 2007, nonostante il volume delle esportazioni sia cresciuto di poco (2,6%), l’aumento del valore e’ stato piu’ sostanzioso, grazie ad una crescita media dei prezzi esteri dell’11%.
Le esportazioni non raggiungeranno le importazioni
La “ripresa” delle esportazioni non significa che riusciranno ad aumentare piu’ rapidamente delle importazioni. Le previsioni indicano che soltanto nel 2010 si potrebbe arrivare a tale situazione; fino allora l’economia necessita importazioni per lo sviluppo. I dati ufficiali indicano che, nel 2007 (primi 5 mesi), il peso specifico delle importazioni di beni di capitale (per investimenti) e’ arrivato al 18,8%, superando le importazioni di beni di consumo (15,9%).
Anche se importiamo tecnologie, cio’ non si riflette ancora in esportazioni con un alto valore aggiunto – afferma l’analista Liviu Voinea. “Nel ‘95, secondo Eurostat, il 3% delle esportazioni romene erano «intensive nella tecnologia». Dopo 10 anni, la proporzione e’ la stessa”. L’analista crede che, cosi’ come sono messe le cose attualmente, la soluzione per ridurre il deficit e quella di riorientare le esportazioni verso stati non UE, specialmente quelli vicini.
50%, copertura da fonti autonome
Fino ad allora, il problema fondamentale e’ chi finanzia il deficit. Fino al 2006, la risposta “confortevole” erano gli investimenti stranieri diretti, perche’ coprivano l’80% del deficit di conto corrente. Alla fine del primo semestre del 2007, gli investimenti (di cui meta’ erano crediti da parte delle societa’ madri alle loro filiali in Romania) coprivano meno del 40% del deficit di 7,8 miliardi di euro.
“Sicuramente, non avremo piu’ dei boom investizionali, pero’ possiamo contare su fonti autonome di finanziamento, come i trasferimenti dall’estero, gli investimenti di portafoglio ed i finanziamenti europei a fondo perduto. Tutto sommato, avremo una copertura di oltre il 50%, il che, per 3-4 anni e’ un livello accettabile” afferma Ion Ghizdeanu.
Liviu Voinea crede che, oltre agli investimenti stranieri diretti, una fonte principale di finanziamenti che puo’ essere presa in considerazione per la copertura del deficit e’ il debito estero che, pero’, cresce in un ritmo preoccupante, che non potra’ essere sostenuto a lungo dall’economia romena.
L’unico respiro potrebbe essere determinato dalla modifica di tendenza nel comportamento finanziario: aumento piu’ rapido del risparmio rispetto al credito, che in ultima istanza alimenta il consumo.

In Romania, il grado di intermediazione finanziaria dovrebbe raddoppiare
Il Governatore della Banca Centrale, Mugur Isarescu, ha dichiarato recentemente che il grado di intermediazione finanziaria (rapporto tra il valore del credito non governativo ed il PIL) dovrebbe raddoppiare entro il 2014 per arrivare al 50% – media degli stati della zona – il che presuppone un ritmo medio annuo di crescita del 13,5% in termini reali.
Alla fine del 2006, il grado di intermediazione finanziaria in Romania era del 27,2% e per per il 2007 si prevede un livello del 33,4%. Nel mese di luglio 2007, il peso specifico del credito non governativo nel PIL stimato per quest’anno era del 29,36%.
Per quanto riguarda l’evoluzione futura del credito, Isarescu stima che la conservazione del trend ascendente dei redditi della popolazione e le aspettative ottimistiche sulla situazione finanziaria futura creano, a breve termine, potenzialita’ per il credito al consumo, e a lungo termine per quello ipotecario.
Inoltre, il basso grado di finanziamento bancario offre potenzialita’ di sviluppo per il credito alle compagnie, e l’esistenza di un gran numero di compagnie ancora senza crediti bancari e con alta profittabilita’ potrebbe portare all’aumento del volume e miglioramento della qualita’ del portafoglio di crediti.
Il saldo del credito non governativo ammontava a 114,66 miliardi di lei a fine luglio 2007, del 46% superiore a quello del 31 luglio 2006; i prestiti in valuta hanno avuto un ritmo di crescita del 49,7%, piu’ alto di quello dei finanziamenti in lei (42,8%).
In termini reali, il ritmo di crescita del credito non governativo e’ stato del 40,4%.

Movimenti spettacolari sul mercato romeno delle assicurazioni
Tre compagnie operanti nel campo delle assicurazioni generali hanno registrato giri di affari di oltre 100 milioni di euro nel primo semestre del 2007 (Allianz-Tiriac, Omniasig e BCR Asigurari), mentre nel periodo simile del 2006 soltanto il leader del mercato superava tale soglia.
Anche nel primo semestre del 2007, gli assicuratori hanno continuato la competizione per le quote di mercato in un’industria stimata a 2 miliardi di euro nel 2007. A differenza degli anni passati, nei primi 6 mesi del 2007, la “caccia ai clienti” non ha fatto vittime: nonostante piu’ compagnie abbiano registrato perdite, nessuna si e’ confrontata con problemi gravi come l’abbassamento degli indici di liquidita’ o solvibilita’.
Allianz-Tiriac si e’ piazzata al primo posto, con un volume di affari di 173 milioni di euro dalle assicurazioni generali nei primi 6 mesi del 2006. Rispetto al periodo simile del 2006, ha registrato una crescita del 25% dei premi lordi sottoscritti. Il guadagno operazionale ottenuto da Allianz-Tiriac da questa attivita’ e’ rimasto al livello del primo semestre del 2006 (4 milioni di euro).
Al secondo posto nelle assicurazioni generali si e’ piazzata Omniasig. Con un giro di affari di 106 milioni di euro, Omniasig e’ salita nel top. Rispetto al primo semestre del 2006, le sottoscrizioni Omniasig sono aumentate del 66%. Un’evoluzione piu’ rapida ha registrato il profitto della compagnia, che e’ raddoppiato nei primi 6 mesi del 2007, a 3,9 milioni di euro, grazie alla riduzione dei danni pagati nel campo delle assicurazioni auto.
La piu’ rapida ascesa e’ stata registrata da BCR Asigurari. Dal sesto posto nel primo semestre del 2006, la compagnia e’ salita la terzo posto sul mercato delle assicurazioni generali. Gli affari della BCR Asigurari, sostenuti anche dall’azionista principale, BCR, sono raddoppiati nel primo semestre del 2007, a circa 103 milioni di euro.
Asirom, la successiva compagnia in classifica, ha perso quota di mercato anche nel primo semestre del 2007. Nel primo semestre del 2006, Asirom era al secondo posto nelle assicurazioni generali, pero’ non e’ riuscita ad aumentare il giro di affari che del 7%, a circa 87 milioni di euro.
E’ scesa nel top anche Asiban, compagnia di proprieta’ di 4 banche: BCR, BRD-societe generale, Banca Transilvania e CEC, pero’ le prime 3 hanno annunciato l’intenzione di vendere i loro pacchetti azionari. L’assicuratore non ha reso pubblici i risultati del primo semestre del 2007, pero’ secondo le stime del quotidiano ZF, calcolate in base ai premi lordi sottoscritti nei primi 5 mesi dell’anno, questi ammontano a 85 milioni di euro.
Un’altra compagnia del “top 10” che ha raddoppiato il volume di affari nel primo semestre del 2007, oltre BCR Asigurari, e’ Unita. I premi lordi sottoscritti dalla societa’ erano arrivati a 71 milioni di euro a fine giugno 2007.
Nel caso di Unita, ma anche di Omniasig, societa’ che sono parte dello stesso gruppo austriaco, Vienna Insurance, interessante e’ l’evoluzione dei danni, rispetto al primo semestre del 2006, le crescite registrate sono state espresse in una sola cifra, e la principale causa sono stati gli indennizzi piu’ bassi per le polizze auto, in seguito all’introduzione del nuovo Codice stradale, che ha determinato i conducenti a guidare piu’ prudentemente.
La settima compagnia nella classifica e’ stata Astra-Uniqa, societa’ che e’ scesa di due posizioni nel top del primo semestre del 2007. L’assicuratore ha sottoscritto in questo periodo premi lordi di 56,4 milioni di euro dalle assicurazioni generali, in leggero aumento rispetto al periodo simile del 2006.
E’ scesa nel top 10 anche Generali Asigurari, all’ottavo posto (di una posizione piu’ in basso rispetto al primo semestre del 2006). La crescita registrata dalla compagnia alla fine di giugno 2007 era del 28%, ed i premi lordi sottoscritti ammontavano a oltre 48 milioni di euro.
BT Asigurari ha continuato la sua ascensione, salendo al nono posto, con un giro di affari di circa 38 milioni di euro.
L’ultima compagnia nel top 10 e’ stata ARDAF, l’unico operatore di assicurazioni generali che abbia registrato una diminuzione significativa dei premi rispetto al primo semestre del 2006 (-30%), fino a 23,7 milioni di euro.

Le zone Muntenia e Moldavia concentrano oltre il 50% del retail romeno
Nel 2006, il volume di affari nel campo del commercio al dettaglio ha superato di poco 5 miliardi di euro. Il commercio romeno e’ entrato nella tappa dello sviluppo aggressivo.
Piu’ negozi quindi piu’ incassi e’ l’obiettivo dichiarato dei principali competitori del settore ed i risultati non mancano. Moldavia e Muntenia generano una parte consistente del giro di affari registrato nel campo del retail.
65% dei negozi sono aperti nell’ambiente urbano
Nonostante il ritmo di sviluppo degli ipermercati e supermercati sia sempre piu’ accelerato, i discounter diventano addirittura aggressivi nella competizione per la “copertura” regionale. Il target del 2007 sono, per le grandi catene del retail tipo Carrefour e Cora le grandi citta’, mentre i discounter Penny Market e Plus si concentrano sulle piccole citta’ di 100.000 abitanti.
Secondo un recente studio elaborato dalla compagnia di audit e ricerca di mercato, Nielsen, il retail romeno e’ aumentato del 3%, arrivando a 88.972 negozi (compresi gli ipermercati, supermercati, i piccoli negozi alimentari, le farmacie, i negozi di cosmetici, i distributori di benzina, i negozi specializzati nella vendita della carne).
Secondo il censimento dei negozi, realizzato da Nilesen nel periodo settembre 2006 – marzo 2007, il 65% del numero totale di negozi di retail della Romania funzionava nell’ambiente urbano, ed il restante 35% nell’ambiente rurale.
L’attenzione degli investitori nel retail si e’ spostata da Bucarest verso le citta’ della Moldavia, Muntenia e Transilvania, zone che hanno registrato, ultimamente, un aumento sensibile dei redditi famigliari.
Dal punto di vista del numero dei negozi esistenti, primeggiano le citta’ della Moldavia. “I dati disponibili a marzo 2007 dimostrano che il 32% del numero totale di negozi esistenti funzionavano nelle citta’ della Moldavia,mentre al secondo posto si piazzava la Muntenia con il 31,5%” indica lo studio Nielsen.
Per quanto riguarda il contributo al giro di affari totale, Muntenia spodesta la Moldavia con il 26,5% nel mese di marzo 2007, mentre la Moldavia vanta soltanto il 25,9% (in aumento di quasi l’1% rispetto a settembre 2006). Con un giro di affari che rappresenta il 18,1% del totale, Bucarest viene superata dalle citta’ della Transilvania, le cui vendite hanno rappresentato il 19,3% del totale. Il retail della Capitale e’ aumentato nel 2006 del 2%, grazie prevalentemente ai negozi con aree di vendita tra 21 e 40 mq.
La piu’ consistente crescita, del 6%, e’ stata registrata nelle citta’ con oltre 200.000 abitanti, mentre nelle citta’ con meno di 200.000 abitanti la crescita e’ stata del 4%. Nelle citta’ con 5.000 – 20.000 abitanti, la crescita del retail e’ stata del 5%.
I discounter preparano altre aperture in ritmo accelerato
Lo sviluppo del retail continuera’ ad essere accelerato, poiche’ gli specialisti nel campo prevedono che arrivera’ al 40% del prodotto interno lordo rispetto all’attuale 25%.
La piu’ aggressiva sembra la strategia di espansione dei negozi del tipo discounter.
“Entro la fine del 2007, la compagnia aprira’ circa 26 nuovi negozi, per la maggior parte in citta’ “nuove” per noi, e l’obiettivo per il 2010 e’ di arrivare a 175 centri commerciali” dichiara Uwe Klostermann, direttore generale di Plus Discount, rete che conta, attualmente, 38 negozi. Il suo principale concorrente, Penny Market ha pianificato di aprire 150 nuovi negozi entro il 2010. Per il 2007 si concentra su Bucarest, Galati, Buftea, Mioveni ecc.
Anche i grandi retailer accelerano il ritmo di apertura di nuovi centri commerciali. Dopo l’apertura del negozio Carrefour di Unirii a Bucarest, la compagnia ha pianificato per il 2007 altre 3 inaugurazioni: una a Cluj Napoca e due a Iasi. Nel 2008, Carrefour si concentrera’ sulle apertura a Oradea, Arad, Pitesti e Suceava. Auchan, e’ presente attualmente soltanto a Bucarest con un unico negozio, ma aprira’ altre unita’ entro la fine del 2007 a Cluj Napoca, Targu Mures e Pitesti.
I negozi medi e piccoli continuano a perdere terreno
Per quanto riguarda il peso specifico del valore delle vendite, per tipi di negozi, nel settore dei generi alimentari si osserva una crescita sostenuta del concentramento delle vendite negli iper e supermercati, arrivati al 22,5% del totale all’inizio del 2007 rispetto al 18,4% all’inizio del 2006.
Nel contempo, la tendenza di riorientamento degli acquirenti verso le grandi catene di retail viene percepita sempre piu’ fortemente dai negozi piccoli e medi che continuano a perdere terreno. Se all’inizio del 2006, le vendite realizzate attraverso questo tipo di negozi rappresentava circa il 33% del totale, all’inizio del 2007 la percentuale era scesa al 30%.
Lo stesso fenomeno si registra anche a livello de negozi non alimentari, dove i supermercati ed ipermercati sono al primo posto. “Dal punto di vista del valore delle vendite in questo settore, si osserva la crescita sostenuta del concentramento di vendite nel settore moderno del mercato, fino al 51,8%, all’inizio del 2007 rispetto al 41,7% all’inizio del 2006” indicano i dati raccolti da Nielsen.
Il peso specifico del valore delle vendite nei negozi medi e piccoli (con aree fino a 40 mq) nel totale, e’ diminuito al 15,8% rispettivamente 10,8% all’inizio del 2007, rispetto al 22,1% rispettivamente 14% all’inizio del 2006.

11 produttori de energia eolica per la produzione prioritaria di energia elettrica
11 produttori di energia eolica si sono qualificati per la produzione prioritaria di energia elettrica per il 2007, indica un documento pubblicato sul sito dell’Autorita’ Nazionale di Regolamentazione nel campo dell’Energia.
Gli 11 produttori sono: Ileximp SRL, Ecoprod Energy SRL, Pentium SRL, Blue Line Impex SRL, Electrogrup SRL, Electro Margo Line SRL, E Market SRL, Electric Prod SA, Servoplant Eco Energie SRL, Green Energy Grup e Hydro Wind Power SRL.
L’elenco pubblicato dall’ANRE comprende 33 produttori di energia elettrica da fonti rigenerabili, ed altri 22 che utilizzano l’idroenergia (tra cui Energy Holding SRL, Complexul Energetic Turceni, Hidroelectrica SA, Electromagnetica SA, Hidroconstructia SA, Administratia Nationala Apele Române, Luxten Lighting Company, Romelectro SA, Rafinaria Steaua Romana).
La Commissione Europea presentera’, entro la fine del 2007, i target che dovra’ raggiungere ogni stato membro UE per contribuire all’obiettivo che stabilisce che il 20% del consumo di energia nell’UE, nel 2020, deve essere assicurato da fonti rigenerabili.
In Romania, uno dei primi paesi candidati all’UE che ha trasposto nella legislazione nazionale le disposizioni delle Direttiva 2001/77/CE, il peso specifico dell’energia elettrica prodotta da fonti rigenerabili di energia nel consumo nazionale lordo di energia elettrica dovra’ arrivare al 11% nel 2010.
Secondo il presidente dell’Agenzia Romena per la Conservazione dell’Energia, Silviu Lefter, il potenziale di efficacia energetica della Romania e’ del 35-45%, pero’ viene poco utilizzato attualmente. Secondo lo stesso, entro la fine del 2007, verra’ elaborata una norma che regolamentera’ l’incentivazione degli investimenti in questo campo. Il presidente ARCE ha dichiarato, anche, che nel 2007, una serie di societa’ hanno cominciato ad elaborare degli studi per impiantare delle centrali eoliche in varie zone del paese.

Gli operatori italiani, leader degli investimenti stranieri nella regione Vrancea
Attualmente, nella regione Vrancea operano 447 societa’ con partecipazione straniera al capitale, di cui meta’ (223) con capitale e soci italiani. Il numero della societa’ con capitale italiano e’ in aumento: nel 2004 esistevano soltanto 139 nella regione Vrancea.
Gli investitori italiani operano in vari campi, dall’agricoltura alle confezioni, materiali di costruzioni, industria e trasporti.
Al secondo posto si sono piazzati gli investitori turchi con 38 societa’ seguiti dagli imprenditori della Repubblica Moldova, con 34 societa’ e gli investitori della Germania, con 23 imprese (in diminuzione rispetto al 2004, quando funzionavano 27 societa’ con capitale tedesco). La lista degli investitori stranieri continua con i francesi (14 ditte), britannici e gli americani (12 ditte), gli svedesi (8 ditte), gli israeliani ed i cinesi (6 ditte).
Le piu’ numerose ditte con capitale straniero hanno dichiarato come principale oggetto di attivita’ il commercio all’ingrosso, ma anche attivita’ industriali, servizi, agricoltura, costruzioni e trasporti.

Transazione record nel campo degli spazi per uffici in Romania: America House venduta per 120 milioni di euro al gruppo finanziario francese Nataxis, attraverso la sua sussidiaria Ixis.
L’edificio per uso ufficio America House, ubicato in Piata Victoriei a Bucarest, verra’ prelevato da Ixis Corporate & Investment Bank, sussidiaria del gruppo finanziario francese Natixis (quotato nella borsa di Parigi), attraverso una transazione record per il mercato romeno di circa 120 milioni di euro.
Natixis deteneva alla fine del 2006 attivi totali di 458,6 miliardi di euro (circa 8 volte superiori agli attivi totali del settore bancario romeno, secondo il sito del gruppo) e ha registrato, nello stesso anno un profitto netto di 2,15 miliardi di euro. Ha uffici in 68 paesi e 23.000 dipendenti.
Si tratta del primo investimento Natixis sul mercato romeno. La transazione verra’ finalizzata in circa 2 mesi. Il principale vantaggio dell’edificio America House e’ l’ubicazione nel centro della capitale (Piata Victoriei e’ considerata il Central Business District di Bucarest). In Piata Victoriei sono ubicati edifici per uso ufficio con un’area totale di oltre 100.000 mq.

Transazione dell’anno in Romania
L’imprenditore Dinu Patriciu ha venduto il 75% di Rompetrol Group NV
Rompetrol Holding Olanda ha venduto il 75% delle azioni di Romeptrol Group NV alla compagnia KazMunaiGaz del Kazakstan, per un valore di mercato di 2,7 miliardi di dollari, ha annunciato il presidente del gruppo Rompetrol, Dinu Patriciu.
Patriciu rimane presidente e direttore generale e dichiara che la transazione ha mirato ad “assicurare la competitivita’ futura della compagnia e l’accesso ad investimenti”.
Rompetrol avra’ accesso a risorse energetiche sicure nonche’ indipendenza rispetto all’approvvigionamento dalla Russia.
Patriciu aveva gia’ dichiarato all’inizio del 2007 che Rompetrol ha ricevuto piu’ offerte di vendere un pacchetto azionario, senza indicare chi fossero gli investitori interessati o le dimensioni della partecipazione richiesta.
Il Gruppo Rompetrol e’ composto da 40 compagnie che operano in 13 paesi, tra cui Rompetrol Rafinare (Petromidia), Rompetrol Petrochemicals, Vega Ploiesti, Rompetrol Downstream, Rompetrol Albania, Rompetrol Bulgaria, Dyneff Francia, Rompetrol Moldova, Rompetrol Georgia, Rompetrol Ucraina, Rompetrol Upstream, Rompetrol Well Services, Ecomaster, Rominserv.
Rompetrol N.V. (TRG) e’ una delle prime 25 compagnie multinazionali petrolifere dell’UE per ammontare dei redditi, ha registrato nel primo semestre del 2007 un profitto netto di 21 milioni di dollari (+35% rispetto al semestre precedente) ed un giro di affari di 2,79 miliardi di dollari (+3% rispetto al primo semestre del 2006).
Rompetrol Group NV detiene il pacchetto azionario di maggioranza di Rompetrol Rafinare Costanza. Rompetrol Rafinare stima per il 2007 un profitto netto di 6,57 milioni di dollari (16,53 milioni di lei). La compagnia stima per il 2007 un giro di affari di 1,98 miliardi di dollari, in diminuzione del 10% rispetto al 2006, quando il volume di affari era ammontato a 2,20 miliardi di dollari (5,39 miliardi di lei).
L’annuncio di Patriciu ha determinato il rialzo brusco delle quotazioni delle azioni Rompetrol Rafinare Costanza (RRC) del 14,29%. Lo stesso trend hanno avuto anche le altre compagnie Rompetrol : le azioni Rompetrol Well Services (PTR) sono aumentate del 31,1% e i titoli di Rompetrol SA Bucuresti (VEGA) del 22%.
La vendita di Rompetrol Group – un ponte energetico
Patriciu ha motivato la vendita del 75% delle azioni The Rompetrol Group (TRG) a KazMunaiGaz, con il fatto che la transazione assicura un “ponte energetico”, offrendo alla compagnia indipendenza rispetto alla Russia.
Il partenariato, firmato ad Alma-Ata, crea secondo il presidente TRG “un Nabucco del petrolio”. “Creare un ponte energetico e’ stato uno degli scopi della Rompetrol”. Inoltre, Patriciu ha sottolineato che la compagnia beneficera’ di investimenti e ulteriore sviluppo: “Il 25% di un’anguria e’ molto di piu’ del 100% di una mela” ed ha aggiunto che nella scelta della compagnia alla quale vendere ha primeggiato il fatto che la strategia di sviluppo coincide e riguarda lo sviluppo nel bacino del Mar Negro, del Mar Mediterraneo e nei Balcani.
In realta’, Rompetrol- KazMunayGaz non puo’ essere, ancora, “un Nabucco al petrolio” oppure un’alternativa alla Russia, come dichiara Dinu Patriciu, poiche’ mancano gli appositi oleodotti. Le zone petrolifere kazake di Tengiz e Kashagan dipendono, attualmente, dal oleodotto che attraversa la Russia fino al porto Novorossisk del Mar Nero.
Il Kazakstan ha, comunque, ambizioni “globali”: oltre alla transazione Rompetrol-KazMunayGaz, il governo kazako ha annunciato anche la firma di un accordo per la costruzione di un oleodotto che colleghera’ la Cina al Mar Caspio.
Il profitto operazionale del gruppo Rompetrol ammontera’ nel 2007 a 270 milioni di dollari, secondo le stime di Patriciu. La compagnia KazMunaiGaz si e’ impegnata di assicurare al gruppo l’accesso alle risorse di petrolio del Kazakstan e a finanziamenti.

L’Autorita’ Nazionale delle Dogane ha un nuovo sito
L’Autorita’ Nazionale delle Dogane ha cambiato sito in www.customs.ro.
Sul nuovo sito sono disponibili informazioni sull’applicazione delle norme doganali comunitarie e nazionali, quote tariffarie, accise, sdoganamento merci o diritti ed obblighi dei viaggiatori che passano la frontiera. Inoltre il sito contiene informazioni sulle attribuzioni del personale doganale, orari di lavoro delle 8 direzioni regionali doganali ed annunci sui concorsi di assunzione di personale doganale.

Sito della settimana
Portale dei Programmi di Cooperazione Territoriale Europea
Dal 27 agosto 2007, sul sito del Ministero dello Sviluppo, Lavori Pubblici ed Abitazioni e’ possibile l’accesso al Portale di Appoggio dei Beneficiari PSB (http://www.mdlpl.ro/_documente/coop_teritoriala/PSB.htm), dedicato ai potenziali beneficiari della Romania dei programmi di cooperazione territoriale interessati ad identificare sia il programma nel quadro del quale sono eleggibili, che anche partners per i progetti per i quali intendono ottenere finanziamenti.
Tale banca dati mira a facilitare i rapporti tra i potenziali beneficiari dei programmi, rende possibile la ricerca di partner nonche’ la propria registrazione nella Banca dati per essere contattati dalle entita’ interessate in un partenariato su un tema di interesse comune.
Tale applicazione attiva assicura i seguenti benefici per l’implementazione dei programmi di cooperazione territoriale alle frontiere interne ed esterne dell’Unione Europea:
• Appoggio ai potenziali beneficiari della Romania per l’identificazione dei programmi di cooperazione territoriale attraverso i quali possono ottenere finanziamenti, tappa dopo tappa, attraverso:
• La scelta del campo idoneo (es. trasporti, ambiente, sviluppo economico e sociale ecc.),
• Identificazione delle assi prioritarie e programmi attinenti,
• Selezione dei campi maggiori di intervento, di interesse;
• Possibilita’ di identificazione di partner romeni da parte di partner da alti stati per formare partenariati in vista della richiesta di finanziamento nel quadro dei programmi di cooperazione territoriale per i quali MDLPL e’ Autorita’ Nazionale;
• Raccolta di idee di progetti dei potenziali beneficiari dalla Romania a livello dell’Autorita’ di Management/Autorita’ Nazionale
I Programmi di Cooperazione Territoriale disponibili nel portale sono:
• Programma di cooperazione transfrontaliera Romania – Bulgaria 2007-2013
• Programma Romania – Serbia IPA CBC 2007-2013
• Programma Romania – Ucraina – Moldova ENPI CBC 2007-2013
• Programma Mar Nero ENPI CBC 2007-2013
• Programma di cooperazione transfrontaliera Ungheria – Romania 2007-2013
• Programma Ungheria – Slovacchia – Romania – Ucraina ENPI CBC 2007-2013
• Programma Transnazionale di Cooperazione nell’Europa Sud Orientale
• Programma di cooperazione interregionale INTERREG IV C
• Programma di cooperazione interregionale URBACT II
• Programma di cooperazione interregionale ESPON 2013
Poiche’ la lingua ufficiale dei programmi di cooperazione territoriale europea e’ l’inglese, anche la Banca dati e’ disponibile in inglese. L’applicazione interattiva e’ accessibile ai potenziali beneficiari di tutti gli stati coinvolti nei programmi di cooperazione territoriale.

Si avvicina la fiera internazionale del mobile BIFE-TIMB 2007
Alla Fiera internazionale del mobile BIFE-TIMB 2007, organizzata dall’ente Fiere Romexpo tra il 5 ed il 9 settembre, parteciperanno 550 espositori (+21% rispetto all’edizione 2006), di cui il 25% stranieri (da 16 paesi: Austria, Bulgaria, Danimarca, Federazione Russa, Francia, Germania, Grecia, Italia, Repubblica Moldova, Polonia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia, Ungheria). L’area occupata da BIFE-TIMB 2007 e’ di 55.000 mq (+10% rispetto all’edizione 2006).

I mass media italiani parlano della Romania
www.newgol.com: Rapporti sempre piu’ stretti con la Romania
La Romania è entrata a far parte dell’Unione Europea a gennaio 2007 ed i suoi rapporti con la città che ha dato i natali al patrono principale dell’Europa sono ormai strettissimi. Iniziati nei primi mesi di quest’anno grazie a incontri promozionali del territorio della Valnerina avuti a Bucarest dall’assessore comunale al turismo Pietro Luigi Altavilla, questi rapporti sono stati definitivamente suggellati dal viaggio a Bucarest della Fiaccola Benedettina. La “luce di San Benedetto” è stata accesa presso il patriarcato ortodosso della capitale rumena lo scorso 30 giugno e la delegazione al suo seguito è stata ricevuta presso la sede del Parlamento rumeno, l’ambasciata italiana, l’istituto di cultura “Vito Grasso” e, sempre nel corso dello stesso viaggio, ha partecipato ad incontri promozionali del territorio alla presenza di manager di importanti società sportive, titolari di aziende italiane, tour operator e giornalisti. Questi contatti si sono stretti ancor più lo scorso week-end, a seguito della visita a Norcia dello stesso ambasciatore italiano a Bucarest Daniele Mancini. “L’ambasciatore – commenta il sindaco di Norcia Nicola Alemanno – ha voluto ricambiare la nostra visita a Bucarest e soprattutto ha mostrato interesse a proseguire un percorso di promozione della nostra città, in particolare delle nostre eccellenze gastronomiche, già avviato con successo a fine giugno”. Per tramite del sindaco Alemanno, presidente dell’associazione nazionale “Città dei sapori”, l’ambasciatore ha infatti candidato la città di Bucarest ad ospitare, entro la prossima primavera, la “Mostra dell’identità locale”, la rassegna espositiva dei prodotti tipici e del turismo culturale delle città aderenti all’associazione, che sarà allestita in uno spazio espositivo di oltre 300 mq, con alcuni padiglioni a tema: “Cibo nei secoli”, “Sua maestà il vino”, “Usi e costumi popolari”, “Emozioni Unesco” e “Turismo culturale-Workshop”. “Un altro evento al quale stiamo lavorando – ha aggiunto l’assessore al turismo Pietro Luigi Altavilla – è quello del prossimo 2 giugno. In occasione della festa della Repubblica l’ambasciatore ci ha invitato presso la residenza dell’ambasciata italiana a Bucarest dove, insieme ad altre città umbre, ci presenteremo con il meglio delle nostre eccellenze”. “Un altro appuntamento che stiamo definendo – ha proseguito – è quello del 19 ottobre, sempre presso l’ambasciata di Bucarest, all’indomani del concerto dell’orchestra sperimentale di Spoleto a Sibiu”. Insomma, una serie di iniziative destinate a rilanciare Norcia e ad avvicinarla sempre più all’est europeo.

Newsletter n.34 / 2007

In Romania comincia la “grande” distribuzione dei fondi europei: 4,4 miliardi di euro per le 8 regioni di sviluppo, distribuiti secondo criteri ancora non completamente assimilati dai romeni
La recente riunione del Comitato di Monitoraggio per il Programma Operazionale ha approvato i criteri di selezione dei progetti finanziati attraverso POR (Asse 2 – miglioramento delle infrastrutture di trasporti regionali e locali ed Asse 3 – Miglioramento delle infrastrutture sociali), e la strategia di assistenza tecnica nonche’ la distribuzione dei finanziamenti per Regioni di Sviluppo.
La documentazione di argomentazione, molto vaga, ha presentato genericamente l’algoritmo di distribuzione: “La ripartizione per Regioni di Sviluppo e’ stata realizzata a sostegno dell’obiettivo del Programma Operazionale Regionale per l’appoggio dello sviluppo equilibrato di tutte le regioni della Romania, assicurando la priorita’ delle regioni e zone meno sviluppate, per impedire l’aumento delle disparita’ economiche e sociali tra regioni. In tal senso, la distribuzione dei fondi per Regioni avviene in funzione del grado di arretratezza, criterio che ha suscitato non poche perplessita’ tra i romeni abituati che gli incentivi vadano, quasi sempre, ai piu’ bravi. Per quantificare il grado di sviluppo delle regioni e’ stato utilizzato il Prodotto Interno Lordo pro capite, aggiustato con il coefficiente della densita’ della popolazione”. Secondo questo “algoritmo”, la Regione Nord-Est (la piu’ povera dell’UE) ricevera’ 724,09 milioni di euro, la Regione Sud-Est 587,88 milioni di euro, la Regione Sud 631,36 milioni di euro, la Regione Sud-Ovest 621,6 milioni di euro, la Regione Ovest 458,77 milioni di euro, la Regione Nord-Ovest 536,41 milioni di euro, la Regione Centro 483,62 milioni di euro, e Bucarest-Ilfov 393,10 milioni di euro. Il documento contiene anche un “margine di manovra”: “Tali ripartizioni finanziarie sono orientative, e durante l’implementazione del programma possono subire modifiche, in seguito alle valutazioni intermedie realizzate, se queste evidenziano la bassa capacita’ di alcune regioni di assorbire i fondi ricevuti per determinate assi e/o campi di intervento.
La prossima riunione del Comitato di Monitoraggio e’ programmata per il 18 settembre 2007, quando saranno sottoposti ad approvazione i criteri di eleggibilita’ per altri campi di intervento nell’ambito delle assi 1, 3, 4 e 5.
Oltre ai 4.436,83 milioni di euro, le 8 Regioni di Sviluppo beneficeranno anche dei fondi dall’Asse POR per l’Assistenza Tecnica, per 131,51 milioni di euro a livello dell’intero programma, per l’implementazione del POR (preparazione, selezione, monitoraggio, valutazione, controllo ed audit dei progetti), acquisto ed installazione degli equipaggiamenti IT e per uffici, spese salariali per il personale coinvolto nella preparazione, selezione, valutazione, monitoraggio e controllo del programma, organizzazione di seminari e corsi di formazione professionale del personale degli Organismi Intermedi.
Via libera per i progetti
Finanziamenti consistenti saranno concessi ai progetti di appoggio allo sviluppo urbano : 1,3 miliardi di euro. I progetti riguardanti il miglioramento delle infrastrutture di trasporto e l’appoggio all’ambiente di affari regionale e locale beneficeranno di 876,71 milioni di euro rispettivamente 795,65 milioni di euro.

Il presidente Traian Basescu considera che l’attuale divisione amministrativa della Romania non e’ efficace
Il presidente Traian Basescu ha dichiarato recentemente che l’attuale divisione amministrativa territoriale della Romania non e’ adatta per la realizzazione dei programmi regionali dell’Unione Europea e che il paese dovrebbe essere diviso in 9 fino a 12 regioni, informa Rompres. Presente all’apertura della seconda edizione della Scuola estiva per la gioventu’ “Comunita’ romene ed identita’ europea”, il capo dello stato ha criticato l’attuale divisione amministrativa in euro-regioni della Romania, accusando che i presidenti dei consigli regionali che fanno parte della direzione delle euro-regioni hanno, ognuno, interessi politici o elettorali, che impediscono un management efficace.

Gli agricoltori romeni non riceveranno, fino alla fine del 2007, alcun finanziamento per lo sviluppo rurale
Gli agricoltori romeni possono presentare progetti per i fondi europei destinati allo sviluppo rurale, pero’ non riceveranno alcun finanziamento fino alla fine del 2007, dichiarano fonti interne del Ministero dell’Agricoltura, citate da NewsIn. Secondo le stesse, i fondi saranno concessi soltanto dopo l’approvazione del Programma Nazionale di Sviluppo Rurale (PNDR), quindi probabilmente all’inizio del 2008.
„La Romania non puo’ effettuare pagamenti da fondi europei ai beneficiari, prima dell’approvazione del programma“ spiegano le fonti citate. Il documento e’ stato inviato, per approvazione, alla Commissione Europea a fine giugno 2007, e le autorita’ romene si aspettano che il programma sia approvato fino all’inizio del 2008.
Le autorita’ di Bucarest negoziano la possibilita’ di accogliere i progetti per determinate misure del PNDR, cioe’ investimenti in unita’ agricole, ammodernamento delle unita’ per la trasformazione o per lo sviluppo delle infrastrutture rurali, prima dell’approvazione del documento. In ogni modo, anche in caso di risposta positiva da parte della CE, sull’accoglimento dei progetti, gli agricoltori non beneficeranno dei finanziamenti entro la fine del 2007.
Attraverso il PNDR, fino al 2013, verranno concessi fondi europei di oltre 8 miliardi di euro, fondi provenienti dal Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale.

Lanciata anche la Guida del richiedente per l’Asse 3: Miglioramento delle infrastrutture sociali. Possono essere presentati progetti per le Assi 2 e 3 Regio.
I campi maggiori di intervento per i quali possono gia’ essere presentati i primi progetti sono:
• Per l’Asse 2 la riabilitazione ed ammodernamento della rete di strade regionali, strade urbane e
• Per l’Asse 3 il miglioramento della dotazione con attrezzature delle basi operazionali per interventi in situazioni di urgenza.
I criteri di eleggibilita’ e di selezione per i due campi di intervento delle assi 2 e 3 sono disponibili nelle Guida al richiedente, consultabile sul sito del Ministro dello Sviluppo (MDLPL) www.mdlpl.ro o sulla pagina web del POR www.inforegio.ro.

Dieci volte piu iscrizioni di Piccole e Medie Imprese, interessate ai finanziamenti a fondo perduto dallo stato, di quanto potranno essere accettate. Il bilancio totale ammonta a 12 milioni di euro, e l’ammontare massimo per ogni PMI e’ di 50.000 euro
Quasi 2.300 piccole e medie imprese, esistenti da piu’ tempo o neocostituite, “competono” per ottenere dallo stato un finanziamento a fondo perduto per investimenti, ammodernamento o ritecnologizzazione. Il numero e’ quasi tre volte piu’ alto di quello registrato nel 2006. Le iscrizioni sono state aperte per 5 giorni ed il modulo per la pre-selezione poteva essere compilato on-line.
Le prime 235 societa’ classificate potranno ricevere finanziamenti attraverso il „Programma di investimenti” del Ministero per le PMI (MIMMCTPL). Sulla lista di attesa verranno iscritte le successive 100 ditte che potranno accedere ai finanziamenti in funzione delle somme ancora disponibili dopo la ripartizione dei fondi per i progetti della prima categoria.
I rappresentanti del Ministero per le PMI sostengono che il vivo interesse per questi fondi e’ determinato, tra l’altro, dall’eliminazione del principio „il primo arrivato, il primo servito” ma anche dalla modifica di alcune condizioni di eleggibilita’. A breve, verra’ reso pubblico l’elenco dei richiedenti iscritti, nell’ordine decrescente dei punteggi ottenuti.
L’ultimo bilancio contabile, il conto di profitto e perdite al 31 dicembre 2005 e 2006 o l’ultima bilancia di verifica conclusa sono alcuni tra i documenti che verranno esaminati per stabilire i punteggi.
Le piccole e medie imprese dichiarate eleggibili, beneficeranno di finanziamenti fino a
• 10.000 euro per le ditte neocostituite e le microimprese
• 50.000 euro, per le PMI,
che non devono, pero’ superare il 60% del valore totale dell’investimento.
Il contributo dell’imprenditore deve essere di almeno il 15% del valore del progetto di investimenti, in contanti. Inoltre, i beneficiari eleggibili riceveranno dalle banche crediti di finanziamento di almeno il 25% del valore del progetto di investimenti, crediti concessi in condizioni di mercato e non garantiti dallo stato.

Gli analisti stranieri prevedono investimenti esteri in Romania di 7,2 miliardi di euro nel 2007
La Romania attirera’, nel 2007, investimenti stranieri diretti di circa 9,5 miliardi di dollari (7,2 miliardi di euro), considerano gli analisti di 12 istituti finanziari e di ricerche stranieri, riuniti in un sondaggio effettuato da Consensus Economics.
Gli investimenti di 7,2 miliardi di euro potrebbero rappresentare il secondo valore storico, dopo il record assoluto registrato nel 2006, con 9,1 miliardi di euro.
Gli analisti intervistati da Consensus Economics vedono la continuazione del trend ascendente degli investimenti stranieri in Romania con la stessa intensita’ anche nel 2008, quando prevedono entrate di capitale di 9,4 miliardi di dollari (7 miliardi di euro).
A meta’ del 2007, gli investimenti stranieri attratti in Romania ammontavano a 2,96 miliardi di euro, inferiori al livello registrato nel primo semestre del 2006.

L’indice di stabilita’ della Romania considerato “preoccupante”
L’indice per il 2007 degli stati considerati instabili, realizzato dalla rivista Foreign Policy e Fund for Peace, piazza la Romania al 126-o posto, tra 177 paesi nella categoria degli stati per i quali e’ necessario un livello di “avvertimento”, pero’ con un punteggio vicino a ai paesi con un grado moderato di stabilita’, informa Mediafax.
L’istituto di Washington realizza una classifica annuale sul grado di instabilita’, prendendo in calcolo indici sociali, economici e politici. Con un indice di 60,9 punti, la Romania si mantiene nella seconda categoria di paesi – “warning” – che include principalmente paesi dell’Africa, Medio Oriente ed Asia.
Peggio piazzata e’ la Romania per il criterio 5 – Sviluppo economico non equilibrato delle linee di gruppo, cioe’ differenze troppo consistenti tra ricchi e poveri e per il criterio 7 – Criminalizzazione e/o delegitimazione dello stato, in altre parole corruzione e stato mafioso.

Economist Intelligence Unit (EIU) avverte: “La politica salariale generosa del governo romeno mette in pericolo la stabilita’ macroeconomica
Un rapporto elaborato da Economist Intelligence Unit (EIU), citato dal portale ipcommunications.tmcnet.com sottolinea che la politica salariale generosa del governo romeno mette in pericolo la stabilita’ macroeconomica, aumentando gli squilibri macroeconomici e rallentando il processo di deflazione.
Il principale rischio immediato per la stabilita’ economica e’ l’aumento rapido della richiesta interna. La Banca Centrale mantiene una politica monetaria severa, pero’ il Governo non ha politiche fiscali e salariali sufficientemente prudenti, incoraggiando quindi il consumo eccessivo, lo squilibrio della bilancia dei pagamenti e danneggiando la competizione. Il governo ha rilassato in maniera significativa la politica fiscale e ha un target di deficit di bilancio del 2,8% del Prodotto Interno Lordo per il 2007 e del 2,7% per il 2008. Tali aspetti corroborati con la politica salariale generosa determineranno, probabilmente, il peggioramento degli squilibri macroeconomici e del processo di deflazione nel 2007.
I rischi operazionali diminuiscono pero’ rimangono superiori alla media europea. La capacita’ ridotta del governo di implementare le riforme economiche e’ determinata dalla burocrazia, dall’influenza dei titoli di proprieta’ e dalla corruzione generalizzata. Negli anni ‘90, la Romania ha registrato una serie di squilibri macroeconomici ripetuti, riflettendo il fallimento dell’approccio ai problemi strutturali. La stabilita’ economica e’ ancora fragile, illustrata dall’aumento accelerato dei deficit esteri nel periodo 2003-2006.
Nonostante i progressi registrati negli ultimi anni, la Romania e’ ancora in fase di tentativi di raggiungimento della stabilita’ macroeconomica, come conseguenza del fatto che l’inflazione rimane superiore alla media dei paesi in transizione, mentre il deficit di conto corrente e’ alto e persistente.
“L’aumento rapido dei crediti potrebbe moltiplicare i prestiti problematici
L’aumento rapido dei crediti in Romania potrebbe portare alla crescita del numero dei prestiti in difficolta’ di rimborso, aumentando il rischio di credito, nonostante il miglioramento della sorveglianza bancaria, indica lo stesso rapporto EIU. Nonostante il tasso di cambio sia stato volatile, per un periodo, e le pressioni di apprezzamento del leu siano state accompagnate dalla liberalizzazione del mercato di capitale nel periodo 2005-2007, il sistema finanziario e’ ancora sottosviluppato. Alla fine del 2006, l’intermediazione finanziaria (i crediti concessi al settore privato riportati al valore del Prodotto Interno Lordo) e’ ammontata al 25%, rispetto alla media del 40,4% negli stati che hanno aderito all’Unione Europea nel maggio del 2005.
Inoltre, e’ stato percepito un accentuato passaggio dai crediti a breve temine a quelli a medio e lungo termine, negli ultimi anni, fatto che riflette l’aumento del grado di fiducia dei creditori e dei debitori. La sorveglianza bancaria e’ migliorata, pero’ il management del rischio del credito rimane un problema perche’ l’accelerazione dell’aumento del credito potrebbe moltiplicare il numero dei prestiti in difficolta’ di rimborso.
Da un altra parte, per quanto riguarda il mercato del lavoro, la Romania ha la tradizione di un mercato agitato. Le unioni sindacali hanno da molto tempo collegamenti stretti con il Partito Social Democratico, pero’ il Governo e’ riuscito a concludere accordi annuali con i sindacati. Nel 2003, il mercato del lavoro e’ cambiato, secondo le richieste dei datori di lavoro, per diventare piu’ flessibile, pero’ persistono ancora rigidita’ significative.
Gli stipendi medi mensili rimangono ancora relativamente bassi (circa 350 dollari), pero’ sono aumentati rapidamente negli ultimi anni e quindi la Romania rischia di diventare meno attrattiva per gli investitori se gli stipendi continuano ad aumentare. La produttivita’ del lavoro e’ aumentata, negli ultimi anni, e si stima che continuera’ a crescere in seguito alle sostanziose ristrutturazioni industriali.

I costi dell’integrazione nell’UE sono riflettuti dal consistente deficit commerciale della Romania
Il 2007 non e’ molto favorevole per la Romania in materia di deficit commerciale. Era, d’altronde, prevedibile che i primi costi dell’integrazione nell’UE si ritrovino nelle differenze sempre piu’ consistenti tra le importazioni ed esportazioni romene. La Romania si piazza gia’ nel “Top 5” tra i paesi UE nel capitolo deficit commerciale.
Sfortunatamente, il primo anno dopo l’adesione portera’ benefici inferiori ai costi poiche’ la Romania si dimostra impreparata ad assorbire rapidamente i fondi comunitari.
Le piu’ recenti statistiche realizzate da Eurostat indicano chiaramente che dal punto di vista economico l’integrazione e’ “dolorosa” per la Romania. L’annullamento delle barriere doganali ha dato un forte impulso alle importazioni, mentre le esportazioni – minacciate dall’apprezzamento del leu – non sono in grado di equilibrare la bilancia commerciale.
Nel periodo gennaio-maggio 2007, le esportazioni della Romania sono ammontate a 11,6 miliardi di euro, piazzando il paese al 18-o posto tra gli stati UE. Leader in materia sono stati: Germania, con esportazioni di 354,2 miliardi di euro, seguita da Gran Bretagna e Francia con 162,9 rispettivamente 162,8 miliardi di euro.
Per quanto riguarda le importazioni, nel periodo citato, il valore e’ ammontato a 19,6 miliardi di euro, piazzando la Romania al 19-o posto. Leader UE erano Germania con 315,4 miliardi di euro, seguita da Gran Bretagna con 182,8 miliardi di euro e Francia con 178,2 miliardi di euro.
La Romania ha registrato nei primi 5 mesi del 2007 un deficit commerciale, calcolato secondo Eurostat, di 7,9 miliardi di euro, occupando il quinto posto tra gli stati UE. Al primo posto si piazzava la Gran Bretagna con 53,9 miliardi di euro, seguita dalla Spagna con 36,9 miliardi di euro, la Francia con 16,1 miliardi di euro e la Grecia con 15,8 miliardi di euro.
Il deficit commerciale rappresenta, nel caso della Romania, il principale fattore determinate per la crescita del deficit di conto corrente. Secondo la Commissione Nazionale di Previsioni, il deficit di conto corrente salira’ a 13,35 miliardi di euro, equivalente all’11,5% del PIL.

Nel top delle piu’ profittevoli societa’ nel 2006, lo stato romeno detiene soltanto tre compagnie
Le piu’ profittevoli 20 compagnie operanti in Romania hanno registrato nel 2006 profitti di oltre 2,9 miliardi di euro netti, di 1 miliardo di euro superiori a quelli del 2005, secondo un’analisi realizzata dal quotidiano ZF, in base ai dati resi pubblici dal Ministero delle Finanze.
L’80% dei profitti delle compagnie del “Top 20” sono concentrate, in realta’, a livello del “Top10”, che hanno realizzato oltre 2,3 miliardi di euro.
Per quanto riguarda il giro di affari, le compagnie del Top 20 hanno cumulato 15,7 miliardi di euro nel 2006 (+2,7 miliardi di euro rispetto al 2005). Praticamente, le prime 20 compagnie per l’ammontare del profitto hanno registrato nel 2006 incassi totali uguali al 16% del Prodotto Interno Lordo della Romania.
Secondo i bilanci contabili delle societa’, per il 2006, pubblicati recentemente dal Ministero delle Finanze, leader per il volume di affari rimane Petrom, con 3,71 miliardi di euro nel 2006 (+circa 20% rispetto al 2005).
Al secondo posto e’ rimasta Mittal Steel Galati, con un giro di affari di 1,72 miliardi di euro, calcolato al tasso medio di cambio dell’euro nel 2006, di 3,52 lei.
La raffineria Petromidia, e’ scesa al quinto posto, pero’ e’ rimasta ad un giro di affari consistente, di circa 1,53 miliardi di euro.
Il podio del 2005 e’ stato completato con Dacia. La fabbrica di Pitesti ha realizzato un giro di affari di 1,57 miliardi di euro, rispetto ai 1,2 miliardi nel 2005.
Le principali due compagnie di comunicazioni, Orange e Vodafone, hanno superato per la prima volta la soglia di 1 miliardo di euro di volume di affari. Orange ha realizzato 1,06 miliardi di euro e Vodafone 1,01 miliardi di euro.
La piu’ consistente “discesa” registrata da una societa’ componente del Top 2005 appartiene a Romtelecom, che, contrariamente all’evoluzione dei „colleghi del top”, non e’ riuscita nemmeno a rimanere al livello del giro di affari del 2005 (899 milioni di euro, ad un tasso medio dell’euro di 3,62 lei).
Le prime 10 compagnie private hanno avuto un volume di affari di 13,03 miliardi di euro nel 2005 e – nonostante il declino di Romtelecom – di 15,3 miliardi di euro nel 2006, il che significa un aumento del 17% (due volte superiore alla crescita economica della Romania nel periodo 2005-2006, di circa l’8%).
Quattro delle 10 compagnie sono riuscite a superare, tra il 2005 ed il 2006 la soglia di 1 miliardo di euro, di cui 2 del settore delle comunicazioni e 2 dell’industria petrolifera: Orange e Vodafone, Petrotel Lukoil e Lukoil Romania.

Il mercato romeno del leasing ha superato 1 miliardo di euro nel primo trimestre del 2007
Il valore dei beni acquisiti in leasing in Romania e’ ammontato, nel primo trimestre del 2007, a 1,038 miliardi di euro, in aumento del 72% rispetto al periodo simile del 2006, informa il segretario generale dell’Associazione di Leasing e Servizi Finanziari Non Bancari (ALB), Adriana Ahciarliu.
I finanziamenti per gli acquisti di veicoli hanno rappresentato il 70% del totale, il leasing di attrezzature ha avuto un peso specifico del 21%, e la parte restante rappresenta leasing immobiliare.
Le compagnie membre ALB hanno finanziato, nei primi 3 mesi del 2007, beni per 719,72 milioni di euro, oltre il doppio del valore registrato nel periodo simile del 2006, concentrando circa il 70% del mercato nazionale del leasing.
Il mercato romeno del leasing ha registrato nel 2006 un crescita di oltre il 60%, fino a 3,26 miliardi di euro e per il 2007 l’ALB stima un valore totale di 4,3 miliardi di euro.

Il numero dei salariati romeni diminuira’ nel terzo trimestre del 2007
Il numero medio dei salariati diminuira’ nel terzo trimestre del 2007, dell’1,1% rispetto al trimestre precedente, fino a 1,584 milioni di persone, a causa della continuazione del processo di ristrutturazione, secondo l’analisi congiunturale realizzata dalla Commissione Nazionale di Previsioni (CNP). Secondo la CNP, cio’ determinera’, nei primi 9 mesi del 2007, una diminuzione del numero medio dei salariati nell’industria del 3,8% rispetto al periodo simile del 2006.
Nel secondo trimestre del 2007, il numero dei salariati si e’ abbassato di 4.000 persone (0,3% rispetto alla media del primo trimestre del 2007), e nei primi 6 mesi la diminuzione e’ stata del 4% rispetto al periodo simile del 2006.
Le compagnie anticipano un aumento del giro di affari nell’industria del 2,6% nel terzo trimestre del 2007 e del 13,4% nei primi 9 mesi del 2007, rispetto ai periodi simili del 2006. Inoltre, le societa’ anticipano un aumento della produttivita’ del 10% nel terzo trimestre del 2007 e del 10,6% nei primi 9 mesi rispetto ai periodi simili del 2006.
Le analisi congiunturali sono realizzate dalla Commissione Nazionale di Previsioni su un campione di operatori economici rappresentativi di tutte le regioni del paese e di tutti i settori industriali.

Un quarto delle grandi fabbriche romene di tessili sono alle soglie del fallimento
Delle circa 2.500 fabbriche romene dell’industria tessile, oltre il 25% chiuderanno prima della fine del 2007, dichiara Mihai Pasculescu, primo vicepresidente della Federazione Patronale dell’Industria Leggera FEPAIUS.
Secondo lo stesso, l’apprezzamento della moneta romena e l’inflazione sono i principali problemi con i quali si confrontano la grandi unita’ tessili romene.
Braiconf, per esempio, nonostante continui a ricevere ordinazioni, attraversa difficolta’ e ha gia’ perso il 12-13% del profitto programmato per il 2007.
Il deprezzamento dell’euro nei confronti del leu ha influito prevalentemente sulle aziende coinvolte nelle attivita’ di perfezionamento attivo (lohn) che producono per marchi internazionali riconosciuti e sono costrette a mantenere gli stessi prezzi, nonostante i costi di produzione siano aumentati.
Secondo le stime di Pasculescu, il mercato romeno dei tessili, valutato nel 2006 a 9,5 miliardi di euro, produce per il 90% per l’esportazione. Degli oltre 7 miliardi di euro che spettano alle societa’ esportatrici, nel 2007 sono gia’ state registrate perdite nette di oltre 1,5 miliardi di euro. Numerose societa’ non potranno sostenere ancora per molto il deprezzamento dell’euro, l’aumento dei costi per le utilita’ e degli stipendi e nemmeno la concorrenza sempre piu’ agguerrita dei tessili cinesi.
Gli stipendi aumenteranno di ulteriori 15% da settembre 2007
“Gli stipendi nell’industria tessile sono gia’ aumentati del 20% dall’inizio dell’anno e aumenteranno ancora di almeno il 15% da settembre, a causa della mancanza di personale qualificato, prevede il presidente del patronato dell’industria tessile, Maria Grapini. Nel contempo, Grapini considera che gli stipendi sono ancora bassi, ragione per cui i dipendenti tendono a lasciare il settore tessile. “La mancanza di manodopera fara’ vittime tra i produttori autoctoni e la Romania ricorrera’ sempre piu’ frequentemente alle importazioni” stima Pasculescu. Secondo lo stesso, lo stipendio medio nell’industria tessile e’ di circa 800 lei.

L’Autorita’ per la Vendita degli Attivi dello Stato (AVAS), coinvolta in oltre 17.000 liti
Nelle istanze giudiziarie romene si trovano, attualmente, 17.300 processi/liti nelle quali e’ coinvolta l’AVAS. Poiche’ nel Rapporto di attivita’ per il 2006, l’AVAS indicava oltre 15.000 liti, risulta che il loro numero e’ aumentato di oltre il 10% nei primi 7 mesi del 2007.
Una parte di questi processi hanno come oggetto la riorganizzazione giudiziaria ed il fallimento dei debitori AVAS, altri sono collegati all’esecuzione coattiva effettuata dall’AVAS per il recupero di credito. Un gran numero e’ collegato alla procedura di privatizzazione delle societa’ commerciali.
In genere, l’Autorita’ difende e sostiene i propri interessi attraverso il suo Dipartimento Contenzioso, con i propri consiglieri giuridici, pero’ nei casi piu’ complessi ricorre agli studi di avvocati, i cui servizi significano onorari consistenti. Nel 2006, gli studi di avvocati che lavorano per l’AVAS hanno incassato per i servizi di consulenza giuridica erogati circa 1,3 milioni di lei e nell’intervallo gennaio-luglio 2007, altri 744.000 lei. Nel passato, l’AVAS ha pagato per servizi di consulenza giuridica somme ancora piu’ consistenti: circa 11 milioni di lei nel 2003 e 17 milioni di lei nel 2004. Conseguentemente, in quei 2 anni, quasi 9 milioni di euro sono stati versati nelle tasche degli avvocati perche’ l’AVAS venisse meglio rappresentata in giustizia.
L’AVAS ha, inoltre, 2 processi sul ruolo della Corte di Arbitraggio Commerciale Internazionale di Parigi. Si tratta del processo con Mytilineos Holding (Grecia) e Agrana Zucker (Austria).
In Romania, l’AVAS e’ coinvolta in piu’ processi, importanti come valori, in varie fasi di giudizio:
• davanti all’Alta Corte di Cassazione e Giustizia con Romcarton SA, con Vibro Prod SA, con Simco SA, con Romferchim SA e con Petroutilaj SA.
• Davanti alla Corte d’Appello con SIF Banat Crişana e con Nova Trade SA.
• Davanti al Tribunale di Bucarest con S & Oil Equipment and Machinery e con Bega Electro Motor SA.
In ognuno di questi processi le pretese superano 1 milione di dollari.

Parco industriale vicino a Bucarest
La compagnia austriaca di trasporti Gebrüder Weiss ha acquistato un terreno di 70.000 mq sull’autostrada Bucarest-Piteşti, dove intende investire, in una prima fase, 10 milioni di euro, per costruire 12.000 mq di spazi per deposito.
E’ la piu’ importante transazione con terreni per spazi industriali conclusa nel 2007. Il terreno e’ ubicato al km.23 dell’autostrada, zona che ha registrato uno sviluppo rapido negli ultimi anni nel campo degli spazi di logistica e produzione.
Gebrüder Weiss Holding AG ha la sede centrale in Austria ed e’ uno dei piu’ importanti fornitori di servizi di trasporto e logistica. La compagnia detiene 134 locazioni in 21 stati. In Romania e’ presente dal 2001.

I romeni cambiano le loro abitudini di consumo da un anno all’altro: il consumo di frutta esotica e’ aumentato del 5,5% negli ultimi 2 anni, e la birra, la grappa e gli altri liquori forti perdono terreno davanti al vino
I romeni cambiano gusti sempre piu’ frequentemente. Lo dimostrano i dati statistici che asseriscono che negli ultimi 2 anni, il peso specifico dei generi alimentari, quelli non alimentari e dei servizi si e’ modificato consistentemente nel consumo della popolazione romena.
Il coefficiente di ponderabilita’ utilizzato dall’Istituto Nazionale di Statistica nel calcolo dell’indice del prezzo al consumo (inflazione) per i servizi e’ aumentato del 6,3% nel mese di luglio 2007 rispetto al luglio 2005. Nello stesso intervallo, il peso specifico dei generi non alimentari e’ aumentato del 4,1%, fino a 43,5% nel totale del consumo, mentre i generi alimentari hanno perso il 6,6%, scendendo al 39% del totale.
Altrimenti detto, i romeni spendono meno per il cibo e spendono di piu’ per abbigliamento, calzature, detersivi, articoli di igiene, medicinali, energia, affitti, telefonia.
Nella categoria dei generi alimentari, ad eccezione della carne il cui peso specifico nel consumo e’ aumentato del 2-3%, tutti gli altri alimenti (pane, verdura, legumi, olio, latte, formaggi, uova) hanno registrato diminuzioni.
Se il peso specifico della frutta fresca e’ rimasto immutato negli ultimi 2 anni, un’importanza speciale viene data alla frutta esotica di cui i romeni consumano del 5,5% in piu’. Inoltre, hanno consumato un po’ meno birra, e liquori forti e piu’ vino.
Nel consumo totale, quello di articoli di igiene e di cosmetici e’ aumentato del 5%, e quello di medicinali di un quarto. Il peso specifico del consumo di gas naturale e’ aumentato del 16%, di energia elettrica del 4,7%, mentre quello di energia termica e’ diminuito del 36% a luglio 2007 rispetto a luglio 2005.
In 2 anni e’ aumentato del 15% il consumo di prodotti cultural-sportivi.
Il consumo di servizi di telefonia e’ aumentato del 15% rispetto a 2 anni fa’. Sono rimasti agli stessi livelli il consumo di servizi postali, i pernottamenti alberghieri, il trasporto aereo ed il consumo di miele.

Giro di affari di 4,28 miliardi di euro nel retail romeno
Gli affari delle principali compagnie di retail dei beni di consumo in Romania sono ammontati, nel 2006, ad oltre 4,28 miliardi di euro, in aumento di circa il 38% rispetto alle vendite registrate nel 2005, informa Mediafax.
Il volume di affari risulta dalla somma dei dati comunicati al Ministero dell’Economia e Finanze (MEF) per il 2006 dalle compagnie operanti nel commercio al dettaglio con beni di consumo Metro Cash&Carry, Selgros Cash&Carry, Carrefour, Billa, Romania Hypermarché (Cora), Kaufland, Rewe Romania (Penny Market), real’-Hypermarket, Artima, Plus Discount, Mega Image, CDE R Interex, Gimrom Holding (G’market), Profi Rom Food, MGV Distri-Hiper (Auchan), Spar, La Fourmi, miniMax Discount e Univers’all Trading (entrata in fallimento all’inizio del 2007).
Nel 2005, i principali retailer hanno registrato un volume di affari di circa 3,1 miliardi di euro.
I volumi di affari dei principali 3 operatori sul mercato romeno di retail, Metro, Selgros e Carrefour, hanno cumulato nel 2006 3,3 miliardi di euro.
Metro ha registrato nel 2006 un giro di affari di 1,53 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto al 2005.
Selgros ha avuto un volume di affari di 612 milioni di euro, in crescita del 30% rispetto al 2005 e Carrefour ha riportato un giro di affari di 561 milioni di euro, del 37% piu’ alto rispetto al 2005, secondo i dati MEF.
Giri di affari superiori ad 1 miliardo di lei hanno registrato Billa Romania (301 milioni di euro) e Romania Hypermarché- Cora (300 milioni di euro).
Kaufland ha registrato vendite di 232 milioni di euro nel 2006 e Rewe Romania, che gestisce la rete Penny Market, ha avuto vendite di 167 milioni di euro.
Tra gli operatori di retail che operavano gia nel 2005, il piu’ consistente aumento del giro di affari e’ stato registrato da Kaufland (aumento di 14 volte del volume delle vendite) e Plus Discount (aumento di 6,5 volte del volume di vendite, fino a 81 milioni di euro).
I profitti piu’ consistenti sono stati registrati, nel 2006, da Metro (66,2 milioni di euro), Selgros (28,6 milioni di euro) e Carrefour (21,7 milioni di euro).
Le compagnie Plus e Kaufland hanno registrato nel 2006 le perdite piu’ consistenti, conseguenza del ritmo accelerato di apertura di nuove unita’ commerciali.
I risultati espressi in euro sono stati calcolati al tasso di cambio medio annunciato dalla Banca Centrale per il 2006, di 3,524 lei/euro.

In Romania, nel 2007, la produzione di cereali rappresenta meta’ di quella del 2006
La produzione di cereali nel 2007 e’ molto bassa in Romania: 3,49 milioni di tonnellate di cereali graminacei (frumento, orzo, scandella primaverile ed autunnale), cioe il 55% del raccolto registrato nel 2006 (che superava 6,315 milioni di tonnellate secondo i dati MADR).
La superficie seminata nel 2007 con cereali graminacei e’ stata di 2,257 milioni di ettari, di 93.190 ettari inferiore a quella del 2006.
Secondo i dati del Ministero dell’Agricoltura, la superficie coltivata con frumento nel 2007 ha superato 1,9 milioni di ettari, in diminuzione di 121.000 ettari rispetto a quella del 2006. La produzione di frumento e’ diminuita consistentemente, nel 2007, a causa della siccita’, a soli 3 milioni di tonnellate, di 2,56 milioni di tonnellatte inferiore al raccolto del 2006.
La Commissione Europea ha stimato recentemente che il raccolto di cereali del 2007 sara’ dell’1,6% inferiore alla media degli ultimi 5 anni, a causa della siccita’ che ha colpito l’Europa Orientale e la regione del Mar Nero.

L’agricoltura ecologica romena impara l’alfabeto
I produttori romeni di verdura e legumi senza trattamenti chimici sono insoddisfatti dalle infrastrutture del commercio autoctono. Il poco sviluppato mercato romeno dei prodotti biologici determina gli agricoltori “verdi” ad esportare la maggior parte dei loro prodotti, nonostante gli alti costi di trasporto. Da Călăraşi, zona con la piu’ estesa superficie coltivata ecologicamente in Romania – oltre 8.000 ettari – partono verso l’Olanda, Germania, Francia, Grecia legumi romeni „saporiti”, venduti come „bio-cibo” nelle capitali europee.
L’agricoltura ecologica non e’ molto popolare tra i romeni, indicano statistiche recenti. La superficie di terreno coltivata in Romania con sistemi ecologici rappresenta meno dell’1% della superficie agricola totale di circa 14,82 milioni di ettari. A livello UE, la superficie dedicata all’agricoltura ecologica e’ di 6,11 milioni di ettari, cioe’ il 3,7% della superficie agricola totale di 162,3 milioni di ettari.
Nel top dei paesi con le piu’ estese superfici dedicate all’agricoltura biologica, si piazza l’Austria, con l’11% della superficie agricola, e tra gli ultimi la Francia, con meno del 2%.
I prodotti bio romeni cominciano ad essere richiesti in Germania, Svizzera, Italia, Grecia e Francia che importano formaggi, caciocavallo, miele, piante oleaginose e proteiche dalla Romania.
Agricoltura verde a Călăraşi
Aurel Petruş dirige un’unita’ agricola ecologica di oltre 1.000 ha a Călăraşi. Ha cominciato ad operare nel campo agricolo nel 1994 ed e’ passato alle coltivazioni ecologiche nel 2000. Ha visitato gli SUA, ha imparato, e ha messo su un tipo di agricoltura “verde”, che prova a sviluppare. Le coltivazioni ecologiche risultano del 30% piu’ care di quelle convenzionali, necessitano piu’ lavoro e sono piu’ rischiose, dal punto di vista finanziario, crede l’ingegnere Petruş. All’inizio e’ stato difficile perche’ una gran parte dei prodotti risultati venivano esportati in Olanda, ed i dazi doganali (alti per i prodotti non UE) ed i costi del trasporto portavano a prezzi molto alti.
Dopo l’adesione della Romania all’UE le cose stanno migliorando: vengono erogati sussidi per le coltivazioni ecologiche, le tasse per il trasporto sono piu’ contenute. Pero’, lo sbocco principale dei prodotti ecologici continua ad essere l’esportazione, perche’ il basso reddito dei romeni non permette la scelta dei prodotti bio, considerevolmente piu’ cari (+30%) di quelli convenzionali.
Secondo il MADR, per 2007 si stima un aumento della superficie coltivata con sistemi ecologici fino a 200.000 ettari (1,31% della superficie agricola totale) con prospettive di crescita a 754.000 ha nel 2013 (5% del totale coltivato).

Il giro di affari degli alberghi di 5 stelle di Bucarest si avvicina a 100 milioni di euro
I sei alberghi di 5 stelle che operavano nel 2006 a Bucarest hanno registrato un giro di affari totale di 335 milioni di lei (95 milioni di euro), in aumento di circa l’8% rispetto al 2005, secondo i risultati comunicati al Ministero dell’Economia e Finanze (MEF).
Nel 2005, gli alberghi JW Marriott, Athenee Palace Hilton, Howard Johnson Grand Plaza, Intercontinental, Crowne Plaza e Casa Capşa hanno comunicato un giro di affari di circa 313,2 milioni di lei.
Nel 2006, al primo posto e’ rimasto JW Marriott. Il proprietario dell’albergo, Societatea Companiilor Hoteliere Grand, ha registrato un volume di affari di 130,19 milioni di lei (37 milioni di euro), in aumento di quasi il 6% rispetto al 2005, ed un profitto netto di 51,76 milioni di lei (14,7 milioni di euro), in aumento dell’1%.
JW Marriott e’, al momento, il piu’ grande albergo di 5 stelle di Bucarest, con quasi 380 camere e 23 appartamenti, una galleria commerciale, spazi per conferenze e ristoranti.
Il secondo posto e’ spettato, secondo i dati del Ministero delle Finanze, ad Athenee Palace Hilton, seguito da Howard Johnson Grand Plaza, Intercontinental, Crowne Plaza e Casa Capşa.
Nel mese di maggio del 2007, e’ stato inaugurato a Bucarest il settimo albergo di 5 stelle, Carol Parc Hotel, ubicato sulla collina Dealul Filaret.

Newsletter n.33 / 2007

Sono arrivati dall’UE, in anticipo, 320 milioni di euro dai fondi strutturali
Oltre 320 milioni di euro, che rappresentano pagamenti, in anticipo, per i 5 programmi operazionali approvati da Bruxelles, si trovano gia’ nei conti del Ministero romeno dell’Economia e Finanze. Saranno messi a disposizione delle Autorita’ di Management nel momento in cui comincera’ la contrattazione effettiva dei progetti.
Si tratta del 2% delle somme previste per il 2007, per i 5 Programmi Operazionali approvati.
Il Ministro dello Sviluppo, Laszlo Borbely dichiara che i 27 progetti di infrastrutture regionali vengono finalizzati e lanciati subito dopo la riunione del Comitato di Monitoraggio del Programma Operazionale Regionale (POR), del 16 agosto.
Sempre per l’Asse 2 del POR sono gia’ elaborati 50 studi di fattibilita’.
Nell’ambito dell’Asse 4 „Appoggio allo sviluppo dell’ambiente di affari, regionale e locale” sono in fase di preparazione 14 progetti, per i quali sono gia’ stati elaborati 11 studi di fattibilita’. Il valore totale dei progetti ammonta a circa 115 milioni di euro.
Per l’Asse 5 „Lo sviluppo durevole e la promozione del turismo” sono gia’ elaborati 29 progetti, per i quali sono stati finalizzati 19 studi di fattibilita’ e 3 progetti tecnici. Il valore totale dei progetti, attualmente, ammonta ad oltre 248 milioni si euro.

Massimo interesse da parte delle microimprese per i finanziamenti a fondo perduto
Quasi 800 microimprenditori romeni hanno presentato richieste di finanziamenti a fondo perduto, lo stesso giorno in cui le autorita’ hanno lanciato il programma.
Circa 400 ditte beneficeranno nel 2007 di finanziamenti a fondo perduto, per un valore massimo unitario di 50.000 euro.
I fondi sono ad un “click” di distanza, poiche’ tutti i documenti possono essere completati on-line. Ogni richiedente viene valutato in base ad un punteggio che varia, per l’ammissione, tra un massimo di 25 ed un minimo di 12 punti.

La Romania continua a piazzarsi al polo della poverta’ nell’UE. Il potere d’acquisto dei romeni e del 40% inferiore alla media UE ed il PIL pro capite e’ 1/7 di quello registrato in Lussemburgo
Nonostante la crescita economica, la Romania continua a piazzarsi al polo della poverta’ nell’Unione Europea, come dimostrano i piu’ recenti dati forniti dall’istituto di statistica europeo Eurostat: il potere d’acquisto dei romeni e’ inferiore del 40% alla media dell’UE-27 e neanche l’indice del PIL pro capite e’ migliore.
I 27 stati membri UE continuano a registrare differenze significative per quanto riguarda il PIL pro capite, che variano tra il 37% ed il 280% rispetto alla media UE.
Per quanto riguarda il ritmo di crescita del PIL pro capite, la Romania ha registrato, nel 2006, un ritmo del 6,25%, piazzandosi al 6-o posto, dopo la Lettonia (12,5%), Estonia (11,6%), Slovacchia (9,7%), Lituania (7,41%) e Polonia (7,14%).
Il piu’ basso ritmo di crescita e’ stato registrato dal Portogallo (meno dell’1%), Italia (1,8%) e Cipro (1,52%).
Se la Romania registra il 38% del PIL pro capite medio nell’UE (e 1/7 del risultato migliore), la Bulgaria sta ancora peggio: 37% della media UE-27.
Al polo opposto si piazzava, nel 2006, il Lussemburgo con il piu’ alto PIL pro capite (280% rispetto alla media UE-27) seguito dall’Irlanda (144% rispetto alla media UE-27), Olanda (131%), Austria (129%) e Danimarca (127%).
Nel contempo, l’Istituto di studi economici comparati di Vienna sottolineava, recentemente, che la Romania, la Bulgaria ed i tre stati baltici, presentano segni certi di surriscaldamento dell’economia. Gli stipendi sono aumentati senza giustificazione, la competitivita’ ha un trend discendete, le esportazioni non tengono il passo con le importazioni, il consumo cresce piu’ di quanto permetterebbe l’economia e porta in alto anche i crediti. Aspetti positivi rimangono le crescite economiche stabili e costanti (3-5% all’anno non e’ per niente male), l’incentivazione degli investimenti e l’aumento della fiducia da parte degli investitori. Possibili pericoli rimangono la potenziale instabilita’ politica e gli errori nella politica delle spese pubbliche per ragioni strettamente elettorali (senza connessione con la competitivita’).

Sono diminuiti gli investimenti stranieri diretti
Gli investimenti stranieri diretti, registrati nel primo semestre del 2007, per un valore di 2,96 miliardi di euro, sono stati dell’8,7% inferiori a quelli del primo semestre del 2006.
Secondo i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica, lo “stock” degli investimenti stranieri diretti ammontava alla fine del 2006 a 30,89 miliardi di euro.

Il deficit di conto corrente e’ salito ad oltre 7,8 miliardi di euro nel primo semestre del 2007
Nei primi 6 mesi del 2007, il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un deficit di oltre 7,8 miliardi di euro, in aumento di oltre il 108% rispetto al periodo simile del 2006, principalmente a causa del deficit della bilancia commerciale, del 77,1% superiore a quello del primo semestre del 2006, annuncia la Banca Nazionale della Romania.
A fine giugno 2007, il debito estero a medio e lungo termine superava 31,5 miliardi di euro (+11,2% rispetto al primo semestre del 2006).
Nel primo semestre del 2007, il deficit di conto corrente e’ stato coperto per il 38% dagli investimenti stranieri diretti (2,96 miliardi di euro).
Sia nella bilancia dei beni e servizi che in quella dei redditi sono stati registrati dei deficit di 7,63 miliardi di euro rispettivamente 2,4 miliardi di euro, mentre la bilancia dei trasferimenti correnti (nei quali il contributo maggiore appartiene ai trasferimenti effettuati dai romeni che lavorano all’estero) ha registrato un eccedente di oltre 2,2 miliardi di euro.

I debiti delle compagnie romene nei confronti delle banche straniere sono saliti a 19 miliardi di euro
Le compagnie romene private hanno accumulato, alla fine del primo semestre del 2007 un debito estero a medio e lungo termine di 18,77 miliardi di euro (in aumento di oltre il 16% rispetto al livello registrato alla fine del 2006) per il quale hanno pagato interessi e rate per 2,6 miliardi di euro in sei mesi, secondo i dati rilasciati dalla Banca Centrale (BNR).
Nell’ultimo anno, il debito estero del settore privato a medio e lungo termine e’ aumentato di circa 6 miliardi di euro; tale crescita rapida riflette anche la pratica di numerose banche di registrare all’estero crediti concessi alle compagnie locali, a causa del costo delle riserve minime obbligatorie.
I 18,77 miliardi di euro rendono un’immagine piu’ realistica dell’indebitamento in valuta delle compagnie, rispetto alle statistiche BNR che calcolano un debito in moneta straniera di soli 9,8 miliardi di euro a meta’ anno, rispettivamente crediti corporate in valuta registrati nei bilanci delle banche locali.
In tali condizioni, risulta un debito totale in valuta di circa 28,5 miliardi di euro per conto delle compagnie private. Soltanto nel mese di giugno 2007, il saldo del debito privato estero e’ aumentato di oltre 1 miliardo di euro.
Ionut Dumitru, capo del Dipartimento di analisi di Raiffeisen Bank afferma che il debito estero continuera’ a crescere, mentre il deficit di conto corrente e’ molto alto e le entrate dagli investimenti stranieri diretti si sono abbassate. Gli indici collegati al debito estero sono gia’ arrivati a livelli preoccupanti e continueranno a peggiorare.
Nonostante cio’, il servizio del debito accumulato dalle compagnie private si e’ alleggerito nel primo semestre del 2007: i pagamenti scadenti hanno rappresentato il 13,8% del saldo, rispetto ad un tasso del 25% nel 2006. Per i debitori con redditi consistenti in lei, lo sforzo del rimborso dei crediti esteri e’ stato sensibilmente inferiore, a causa della tendenza di apprezzamento del leu, nonostante la tendenza di aumento del tasso di interesse di riferimento per l’euro. Da un altro canto, le attuali turbolenze sui mercati internazionali indicano le dimensioni dei rischi potenziali che implica l’indebitamento estero.
In questo contesto, alcuni banchieri parlano di crescite dell’85% del saldo dei crediti esternalizzati o addirittura di una prevalenza dei finanziamenti concessi direttamente dall’estero nella prima meta’ dell’anno. Inoltre, cominciano a diventare significativi i crediti concessi direttamente dall’estero da banche che non sono presenti o rappresentate a livello locale.
Il settore pubblico ha un debito estero a medio e lungo termine di 565 milioni di euro, in diminuzione di 14 milioni di euro rispetto al livello registrato alla fine del 2006.
Il debito estero privato si avvicina al 60% del debito estero totale della Romania, che ammontava a meta’ del 2007 ad oltre 31,5 miliardi di euro, in aumento dell’11,2% rispetto a dicembre 2006.
Un contributo percettibile all’aumento del debito estero totale hanno avuto, nel primo semestre del 2007, i depositi a medio e lungo termine costituiti dagli stranieri nelle banche romene. Il loro saldo e’ raddoppiato in 6 mesi, salendo a 1,92 miliardi di euro a giugno 2007, nonostante la tendenza di diminuzione dei tassi di interesse. Per conto di questi depositi, le banche locali hanno pagato interessi per circa 80 milioni di euro.

Nel secondo trimestre del 2007, la Romania si e’ piazzata nel top dei paesi UE che hanno creato i piu’ numerosi nuovi posti di lavoro
Nel secondo trimestre del 2007, nei paesi UE sono stati creati 95.588 nuovi posti di lavoro e cancellati altri 72.051 posti di lavoro informa la Fondazione Europea per il Miglioramento delle Condizioni di Lavoro e di Vita di Dublino, struttura finanziata dai fondi della Commissione Europea per elaborare studi sul mercato del lavoro e le condizioni di vita dei cittadini UE.
Dal totale dei posti di lavoro persi nel secondo trimestre del 2007, soltanto il 3,4% e’ dovuto alla delocalizzazione (trasferimento di attivita’ in paesi con costi piu’ bassi), mentre la maggior parte e’ determinata da ristrutturazioni e fallimenti di imprese
L’aumento, nell’insieme, del numero dei posti di lavoro nel secondo trimestre del 2007 conferma la tendenza registrata nel primo trimestre quando a livello UE sono stati creati 190.803 nuovi posti di lavoro ed annullati 113.478.
Nel secondo trimestre del 2007, le piu’ significative riduzioni di posti di lavoro si sono registrate in Gran Bretagna (16.607), (11.090), Italia (9.564), Olanda (7.303) e Germania (4.925). Il maggior numero di posti di lavoro creati sono stati registrati in Polonia (25.250), Slovacchia (14.230), Repubblica Ceca (12.502), Francia (8.717) e Romania (6.000).
Se si divide l’UE in paesi „vecchi” (i 15 che formavano l’UE prima del 2004) e „nuovi”, secondo la fondazione citata, il maggior numero di nuovi posti di lavoro si registra nei paesi “nuovi” (59,9%).
Dal punto di vista dei settori, il maggior numero di posti di lavoro viene creato nel commercio (14.316 nuovi posti di lavoro e soltanto 3.082 persi) ed i piu’ numerosi posti di lavoro si riducono nel settore delle „poste e telecomunicazioni”.
Secondo la fondazione, in Romania, nel secondo trimestre del 2007, si sono registrati 14 casi importanti di ristrutturazioni e 11 casi importanti di creazione di nuovi posti di lavoro. Il commercio ha registrato il maggior aumento dei posti di lavoro. Carrefour annunciava di assumere 2.000 nuovi dipendenti, seguita da Selgros România (350), Elmec România (100) e Praktiker (100). Nell’edilizia e l’industria del legno, Bechtel annunciava la creazione di 1.500 nuovi posti di lavoro entro la fine del 2007, come parte del progetto dell’autostrada Braşov – Borş mentre Connectronics intendeva assumere 1.000 persone per la produzione di cavi elettrici. L’aumento del numero dei posti di lavoro continua nella meccanica strumentale (Brandl-Ro 300 nuovi posti di lavoro), consulenza per gli affari (XL World România – 200 posti di lavoro), telecomunicazioni (Ericsson – 200 posti di lavoro), industria alimentare (Tnuava România – 150 posti di lavoro).
Al polo opposto si piazzano i licenziamenti nel campo dei trasporti e magazzinaggio. La fondazione rileva i licenziamenti preannunciati dall’Ente Autonomo di Distribuzione dell’Energia Termica di Bucarest (800 dipendenti), Rolast (760) e Terom (385), le ultime attive nell’industria chimica.
In tutto, nel secondo trimestre del 2007, in Romania, sono stati creati 6.000 nuovi posti di lavoro ne sono “spariti” 1.945.

La Romania ha registrato la piu’ consistente diminuzione della produzione industriale nell’UE
La diminuzione dell’entusiasmo post adesione dei romeni e l’apprezzamento della moneta nazionale sarebbero le principali ragioni per cui la Romania ha registrato, nel mese di giugno 2007, la piu’ consistente riduzione della produzione industriale dell’Unione Europea : – 2,1%, annuncia l‘ufficio di statistica dell’UE, Eurostat.
“Non sappiamo ancora se si tratta di una tendenza di durata oppure di indici congiunturali” dichiara Liviu Voinea, direttore del Gruppo di Economia Applicata (GEA).
Secondo Eurostat, il top della riduzione della produzione industriale nell’UE continua con l’Estonia (-1,2%) ed Irlanda (-0,7%), mentre la Bulgaria ha registrato una crescita del valore della produzione industriale di oltre il 4%.

Meta’ delle societa’ registrate, attualmente, in Romania sono inattive
Teoricamente – su carta – in Romania esistono oltre 1 milione di societa’. Pero’ soltanto la meta’ svolge, praticamente, un’attivita’ economica. “Esiste un gap immenso tra la strategia dello stato romeno di semplificare le registrazione di un’attivita’ imprenditoriale – i costi di costituzione di una ditta sono tra i piu’ bassi in Europa – e le formalita’ di cessazione legale dell’attivita’, che sono estremamente farraginose” sottolinea Gheorghe Piperea, avvocato specializzato nel campo commerciale. “Il fatto che sul mercato esistono numerosissime ditte inattive dimostra quanto difficile e’ chiudere un’attivita’ in Romania”. In genere, tale tipo di societa’ inattive sono presenti soltanto attraverso affari speculativi. Ne’ il Registro del Commercio, ne’ il Ministero per le Piccole e Medie Imprese tengono un’evidenza delle microimprese con un solo dipendente. Numerose sono le microimprese del genere che operano nel campo delle speculazioni con energia elettrica o nelle intermediazioni immobiliari. Ci sono stati dei casi in cui, una microimpresa con un solo dipendente ha registrato un utile annuo di 12 milioni di dollari. Per evitare pure di pagare le imposte sugli stipendi, sostituiscono i contratti di lavoro con contratti di prestazioni di servizi. Secondo l’analista economico ed ex ministro delle finanze, Daniel Daianu, “si dovrebbe accertare la differenza tra il numero di societa’ attive e quello delle societa’ inattive attualmente rispetto agli anni precedenti, altrimenti si rischia di entrare su una pista falsa. Se nel 2007 la situazione e’ molto diversa, allora esiste un problema, se non e’ cosi’, allora non c’e’ niente da fare. Forse si tratta soltanto di un deficit di trasparenza. A noi, in questo momento dovrebbe interessare soltanto la capacita’ manageriale di queste societa’. Si puo’ avere un gran numero di societa’ costituite ed accedere soltanto al 50% dei fondi strutturali disponibili dall’UE oppure accedere al 60% con un numero piu’ basso di ditte. Comunque, non dobbiamo illuderci, perche’ non saranno le ditte piccole che realizzeranno i grandi progetti che la Romania necessita”.
Secondo i dati rilasciati dal Registro del Commercio, soltanto 680.689 societa’ erano giuridicamente attive al 31 dicembre 2006, di cui 12.743 erano societa’ per azioni. Fino al 30 giugno 2007, soltanto 353.910 compagnie hanno presentato le situazioni finanziarie per il 2006 al Registro del Commercio, di cui 7.427 societa’ per azioni. La situazione e’ relativamente stabile rispetto al 2005, quando 342.000 societa’ avevano presentato i propri bilanci. La cifra di 680.689 societa’ non rappresenta, pero’, il numero totale di compagnie giuridicamente attive nel 2006, poiche’ le operazioni di registrazione dei bilanci sull’anno precedente vengono finalizzate, di regola, nei mesi di agosto e settembre dell’anno corrente.
Al 31 luglio 2007, oltre alle 680.689 compagnie, risultavano registrate anche 277.158 persone fisiche ed associazioni famigliari giuridicamente attive, le quali, pero’, non sono tenute a redigere e presentare bilanci contabili. Oltre a queste, esistono anche delle societa’ delle professioni liberali (avvocati, medici, notai, architetti, scrittori e tutti quelli che lavorano con diritto di autore), il cui numero non e’ quantificato, perche’ non sono tenuti a presentare bilanci contabili.
Secondo i dati rilasciati dal Registro del Commercio, la Romania ha registrato un aumento del numero dei fallimenti nel 2006, con 10.431 compagnie, rispetto a 6.770 nel 2005. Il piu’ “rischioso” settore di attivita’ e’ risultato, nel 2006, il commercio.
Al terzo posto in Europa
Secondo uno studio Coface, la Romania si piazzava al terzo posto nell’Europa Centrale ed Orientale, alla fine del 2005, per il numero di compagnie attive, con 525.000 societa’ operanti. Ai primi due posti si piazzavano la Polonia, con 3.300.000 societa’ attive (51% delle societa’ della regione) e la Rep. Ceca, con 700.000 compagnie attive (10% della societa’ della regione).

A causa dei rincari, il tasso dell’inflazione annua e’ arrivato al 4,4% nel mese di luglio 2007
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (INS), l’indice dei prezzi al consumo (IPC), e’ salito nel mese di luglio 2007 dello 0,29% rispetto a giugno.
I prezzi dei generi alimentari sono aumentati nel mese di luglio dello 0,56% rispetto al mese precedente (nel mese di giugno erano aumentati dello 0,32%), ed i prezzi dei generi non alimentari sono aumentati mediamente dello 0,44%. Nel contempo, le tariffe dei servizi sono diminuite dello 0,67% rispetto a giugno.
Il piu’ consistente aumento dei prezzi si e’ registrato, a luglio, per la frutta, verdura e sigarette.
Per la categoria merceologica “altre verdure e conserve di verdure” i prezzi sono aumentati, a luglio, del 7,78% rispetto a giugno, ed i prezzi dei fagioli ed altri legumi sono aumentati del 2,78%, determinando un aumento dei prezzi per i legumi e conserve di legumi del 2,59%.
I prezzi della frutta fresca sono aumentati mediamente del 3,20% a luglio rispetto al mese precedente, ed i prezzi degli agrumi e della frutta meridionale sono aumentati di oltre l’1%.
Nella categoria dei generi non alimentari, un aumento significativo dei prezzi hanno registrato soltanto le sigarette (+4,24% rispetto al mese precedente) a causa della maggiorazione delle accise.
La diminuzione dei prezzi dei servizi, nel mese di luglio, e’ stata determinata prevalentemente dalla diminuzione dei prezzi per i servizi di telefonia (-3,38%) e per il trasporto aereo (-2,9%). Lievi riduzioni sono state registrate, a luglio, anche per gli affitti (-0,01%) e per i biglietti d’ingresso ai cinema, teatri, musei e per le spese collegate all’educazione e al turismo (-0,03%), mentre rincari di circa lo 0,7% rispetto al mese precedente hanno registrato i servizi di acqua, canalizzazione, nettezza urbana, riparazioni auto, elettronici e lavori foto nonche’ le cure mediche.

La popolazione occupata nell’agricoltura romena sara’, nel 2009 del 5,8% inferiore a quella attuale
L’esecutivo stima che, nel 2009, la popolazione romena occupata nell’agricoltura scendera’ di oltre il 5%, mentre aumentera’ la popolazione totale occupata. I dati sono contenuti nel Programma di convergenza 2006-2009.
Secondo il Programma, dopo il 1990, la popolazione occupata della Romania si e’ ridotta permanentemente. I tassi di attivita’ e di occupazione per la popolazione in eta’ lavorativa hanno registrato tendenze sinuose raggiungendo nel 2005 un tasso di attivita’ del 62,4% ed un tasso di occupazione del 57,7%, inferiori alla media dell’UE-25 del 9,2% rispettivamente 7,7%.
Il processo di ristrutturazione e privatizzazione ha determinato una migrazione della popolazione urbana, disponibilizzata dai settori ristrutturati, verso le zone rurali, per un’agricoltura di sussistenza indica il Programma. L’agricoltura e’ diventata datore di lavoro di ultima istanza, il che ha determinato un tasso di occupazione piu’ alto nell’ambiente rurale rispetto a quello urbano.
E’ prevedibile che, nelle condizioni del consolidamento dei risultati economici dei settori della produzione e dei servizi, la categoria della popolazione occupata nell’agricoltura di sussistenza sia attratta verso il campo delle attivita’ non agricole.
Quindi, si stima che nel 2009, in concomitanza con l’aumento della popolazione occupata, totale, la popolazione occupata nell’agricoltura si ridurra’, come peso specifico, al 26,3%, del 5,8% in meno rispetto al 2005.

L’avvocatura di business in Romania, valutata a 200 milioni di euro
Il mercato dell’avvocatura di business in Romania aumentera’ del 15-20% nel 2007.
L’avvocatura di affari sara’ caratterizzata nel primo anno dopo l’adesione all’Unione Europea dall’intensificazione della competizione attraverso l’arrivo di societa’ internazionali in Romania e dall’aumento del numero di transazioni, affermano voci del settore.
“Credo che il mercato continuera’ il ritmo rapido di sviluppo, con un 15-20% nel 2007, grazie alla crescita del grado di complessita’ dei progetti e delle transazioni, anche perche’ il mercato delle fusioni ed acquisti superera’, secondo gli analisti, 2,5 miliardi di euro. Le transazioni immobiliari ed i finanziamenti contribuiranno in maniera significativa a tale crescita“ dichiara Ion Nestor, partner coordinatore della Casa di avvocati Nestor Nestor Diculescu Kingston Petersen (NNDKP). Ed aggiunge che il mercato romeno dell’avvocatura era stimato nel 2006 a 130-150 milioni di euro, mentre il livello anticipato per il 2007 e’ di 150-170 milioni di euro.
Florian Nitu, avvocato associato coordinatore della Casa di avvocati Popovici&Asociatii, stima il mercato ad oltre 200 milioni di euro l’anno, senza prendere in calcolo le attivita’ di riorganizzazione o di liquidazione e l’audit finanziario-contabile.
Stefan Damian, deputy managing partner della Casa di avvocati Tuca, Zbarcea&Asociatii, e’ d’accordo che l’avvocatura di business superera’ in Romania, nel 2007, la soglia dei 200 milioni di euro.
I settori piu’ dinamici per l’avvocatura di business continueranno ad essere le transazioni immobiliari, le fusioni e gli acquisti, gli affari bancari ed il finanziamento dei progetti. „Stimiamo che i prossimi 2-3 anni continueranno ad essere proficui nel campo delle fusioni-acquisti, e le transazioni immobiliari diventeranno piu’ sofisticate“ sostiene Alexandru Retevoescu, partner nella compagnia Radu Taracila Padurari Retevoescu. A questi settori si aggiungono l’assistenza nelle liti ed arbitraggi commerciali, i partenariati pubblico-privato e le infrastrutture. Inoltre, le transazioni sul mercato di capitale diventeranno sempre piu’ complesse, e la consulenza giuridica si orientera’ anche verso altri beneficiari, come i fondi di pensioni o assicurazioni. „La competizione sul mercato dell’avvocatura si intensifichera’ in due direzioni: per attrarre clienti importanti, di grandi dimensioni e per attrarre e conservare i buoni avvocati“ credono i rappresentanti della casa di avvocati Badea Clifford Chance.
Le principali case di avvocati internazionali non sono ancora sufficientemente interessate dal mercato romeno e scelgono, frequentemente di concludere partenariati con avvocati romeni, in determinati progetti. „Il mercato avvocaziale dovrebbe arrivare ad almeno 300-400 milioni di euro l’anno per giustificare il loro sbarco in Romania. Non e’, pero, da escludere, dal punto di vista della strategia di aumento del numero dei clienti globali che operano su piu’ mercati o di loro fidelizzazione, che dei grandi nomi decidano di essere presenti a Bucarest, anche se i guadagni saranno bassi“ valuta il rappresentante NNDKP.
Il 2006 ha portato sul mercato di avvocatura della Romania la piu’ grande compagnia del mondo, Clifford Chance. Sempre nel 2006 e’ stata registrata la prima uscita di una casa romena di avvocatura sui mercati esteri: Bostina si Asociatii hanno prelevato, a giugno 2006, una casa svizzera di consulenza giuridica in Svizzera.
Nel 2007, l’avvocatura di business in Romania rimane ancora dominata da compagnie locali, come Nestor Nestor Diculescu Kingston Petersen, Tuca-Zbarcea, Musat, Popovici o Bostina&Asociatii.

Il mercato romeno dei mobili sale a 700 milioni di euro, con l’arrivo di nuovi operatori internazionali nel retail, l’apertura del secondo centro della svedese IKEA e lo sviluppo della rete Mobexpert di ulteriori 25 negozi entro il 2011
I retailer nel campo dei mobili sono ottimisti sullo sviluppo del mercato romeno, sia per l’aumento delle vendite che per l’arrivo di nuovi operatori internazionali. Secondo gli stessi le vendite di mobili in Romania potrebbero aumentare nel 2007 del 12-16%, fino a circa 700 milioni di euro, come dichiarava Cornel Oprisan, retail manager IKEA, in occasione del lancio del catalogo IKEA 2008.
IKEA stima per il 2007 vendite superiori alle attese iniziali, di 40 milioni di euro e prevede per il 2008 l’apertura di un secondo centro in Romania
Spinti dall’aumento della competizione sul mercato romeno, alcuni retailer romeni di mobili si estendono sui mercati vicini. Mobexpert, che ha, attualmente 5 ipermercati in Romania, 1 in Bulgaria e 27 negozi sul territorio nazionale, intende aprire, entro il 2011, ulteriori 20 negozi in Romania e 5 all’estero, con investimenti di 48-50 milioni di euro. Dan Sucu, proprietario Mobexpert stima che il giro di affari aumentera’ nel 2007 del 15%, a 162-163 milioni di euro. Il gruppo Mobexpert ha circa 4.500 dipendenti, di cui oltre 3.500 negli stabilimenti produttivi e nelle 5 aziende di importazione e logistica. Recentemente, Mobexpert ha annunciato investimenti di 28 milioni di euro per trasferire i 4 stabilimenti produttivi di Targu Mures in un parco industriale fuori dalla citta’ e per l’ammodernamento degli stessi.

Le principali due transazioni immobiliari dell’estate 2007 a Bucarest
Rosebud Medical Ltd. ha concluso una transazione con la compagnia Grivita alla quale paga per ogni mq dei 6 ettari di terreni acquistati a Bucarest, un prezzo di 1.200 euro. Rosebud Medical Ltd. ha pagato 72,9 milioni di euro per i 6 ettari di terreno ubicato in via Clabucet, nei pressi del complesso fieristico Romexpo, ai quali si aggiungono 2,6 milioni di euro di costi attinenti alla transazione. Sul terreno acquistato verra’ realizzato un progetto immobiliare con un investimento di 320 milioni di euro, nota la pubblicazione israeliana Globes, citata da Mediafax.In 5-6 anni saranno costruiti 200.000 mq di spazi residenziali, uffici e spazi commerciali.
Due settimane prima, sempre a Bucarest, AFI Europe, divisione del gruppo immobiliare israeliano Africa Israel Investments, ha acquistato il terreno sul quale funziona ancora lo stabilimento industriale Laromet Bucuresti. La fabbrica verra’ trasferita in un parco industriale in un intervallo di 18 mesi. Per i 155.000 mq di terreno gli israeliani hanno pagato 77,5 milioni di euro. Con l’acquisto, il gruppo israeliano realizza la piu’ consistente transazione con terreni sul mercato romeno (superando il gruppo irlandese RI Investment che ha acquistato nella prima parte del 2007, il complesso sportivo Spartac, nel settore 3 della Capitale, con 52 milioni di euro). Sul terreno, AFI Europe costruira’ un complesso residenziale di lusso che comprendera’ circa 5.000 abitazioni, spazi commerciali e zone di svago, con una superficie costruita, totale, di 700.000 mq.

Il Parco tecnologico di Timişoara e’ stato concessionato in totalita’. La superficie di 10,78 ettari e’ stata allestita con un investimento del Consiglio regionale Timiş di 3,7 milioni di euro. Il maggiore investitore autoctono ha un progetto di 5 milioni di euro
Gli ultimi 2 ettari disponibili del Parco tecnologico di Timisoara sono stati occupati dal produttore svizzero di nastri trasportatori Frei Fordertechnik, dalla tipografia romena West Tipo e dalla societa’ di lavorazione del vetro piano Ena Group.
La societa’ svizzera ha prelevato un terreno di 8.420 mq per costruire nei prossimi 2 anni un o stabilimento produttivo, con un investimento iniziale di circa 2 milioni di euro. “Frei Fordertechnik ha un piano di sviluppo degli affari che va fino al 2038. Hanno gia’ firmato il contratto di concessione e sono in corso di ottenimento del certificato di urbanismo per la costruzione di uno stabilimento per la produzione di nastri trasportatori destinati sia al mercato romeno che all’esportazione” spiega il direttore esecutivo del parco industriale, Nicoleta Tisu.
West Tipo International investira’ inizialmente 2 milioni di euro in una tipografia, per la quale ha preso in concessione 6.600 mq.
Ena Group ha concessionato 3.000 mq, ed investira’, in una prima fase, oltre 500.000 euro in uno stabilimento produttivo.
“Il produttore austriaco di sottoassemblaggi auto HTP High Tech Plastics ha rinunciato ad un lotto di 6.000 mq, nonostante avesse espresso l’intenzione a partecipare alla gara di concessione” aggiunge Tisu.
Tra 4 e 5 euro/mq
Il Parco Tecnologico ed Industriale Timişoara e’ proprieta’ del Consiglio Regionale Timis ed ha un’area di circa 18,37 ettari, del tipo „greenfield”, completamente attrezzata con utilita’ di infrastrutture industriali che sono costate 3,7 milioni di euro, fondi provenienti in parte da fondi PHARE, nonche’ da fondi locali e dal Fondo Nazionale per lo Sviluppo Regionale. I prezzi delle concessioni concluse variano tra 4 e 5 euro/mq.
Il PITT ha concessionato 25 lotti con dimensioni comprese tra 950 e 8420 mq. La superficie utile totale (concessionabile) e’ di 10,78 ha. Il PITT comprende anche un padiglione amministrativo con 19 spazi affittabili, sale di conferenze, protocollo e seminari, nonche’ ulteriori 1500 mq non ancora allestiti.
Le societa’ che hanno affittato terreni nel PITT potranno negoziare il loro acquisto dal CJ Timiş dopo aver pagato l’affitto per un periodo di 13 anni.
Il Parco e’ destinato, principalmente, ai produttori dell’industria auto
Il piu’ consistente investimento, di 8 milioni di euro, e’ realizzato dalla compagnia tedesca Willy Kreutz, produttrice di lampade fluorescenti. Il piu’ importante investitore romeno e’ la compagnia Iorom, con un progetto di 5 milioni di euro. Altri lotti sono stati occupati dal produttore italiano di sottoassemblaggi auto Twin Motors, dalla compagnia farmaceutica Memofarm, dalla societa’ specializzata in logistica e produzione, per conto terzi, di centrale termiche Tecnoimp, dal costruttore di scale interne R&B, e da 2 societa’ del settore alimentare – il produttore di dolciumi Trimline e la panetteria Prospero. La maggior parte dell’area e’ destinata ai produttori dell’industria auto (40,9 ettari) e alle societa’ dell’industria elettronica (3,5 ettari).

Usi ed abitudini degli investitori stranieri sul mercato immobiliare romeno
A meta’ degli anni ‘90, la Romania non esisteva ancora sul mercato immobiliare dell’Europa. Con il passaggio verso l’economia di mercato, il paese ha cominciato ad attrarre investitori, compreso nel campo immobiliare, e questi si manifestano secondo le proprie abitudini e culture.
Gli austriaci sono arrivati per primi, orientandosi, in genere verso gli investimenti in spazi per uffici e centri commerciali. Hanno investito, fino al momento attuale oltre 3 miliardi di euro. Il gruppo Immoeast ha destinato quasi un terzo delle proprie risorse finanziarie per il 2007 alla sola Romania. In genere, gli investitori austriaci sono meticolosi e provvedono a calcoli laboriosi prima di prendere una decisione.
Gli investitori austriaci sono rappresentati, in genere, da grandi fondi di investimenti come Europolis o Immoeast. Immoeast ha realizzato la piu’ importante transazione registrata sul mercato immobiliare romeno: l’acquisto del centro commerciale Pollus Center per 110 milioni di euro.
Gli investitori israeliani sono sbarcati in Romania quasi in concomitanza con quelli austriaci, intuendo l’opportunita’ di rendimenti oltre la media. „Gli israeliani sono orientati soltanto verso il profitto. Vogliono avere la certezza di non perdere e speculano ogni momento favorevole del mercato“ afferma Simona Costache, general manager dell’agenzia immobiliare Perfect Casa. Ci sono stati dei casi in cui, per immobili ben piazzati, le vendite sono state posticipate, poiche’ i prezzi erano in rialzo ed i proprietari hanno guadagnato dal semplice ritardo del momento della vendita. In Romania operano, attualmente, developer israeliani conosciuti, come Neocity e GTC, con investimenti programmatici di circa 3 miliardi di euro.
GTC România, developer degli edifici America ed Europe House di Piaţa Victoriei, ha nuovi progetti che valgono oltre 500 milioni di euro.
Gli investitori turchi hanno – dopo piu’ secoli – di nuovo “invaso” la Romania, e dopo gli affari con dolciumi e gioielli sono entrati anche nell’immobiliare. Hanno assunto ruoli diversi: developper, appaltatori o investitori. Recentemente e’ stato annunciato, nelle vicinanze della capitale, un investimento immobiliare turco di circa 700 milioni di euro. Sono molto restii nel rendere pubblici i partenariati che concludono e sanno negoziare. L’investimento della compagnia Opus Project&Development, in Ştefăneştii de Jos, nei pressi di Bucarest, valutato a circa 700 milioni di euro si concretizzera’ in un progetto misto residenziale e commerciale, denominato Cosmopolis, che coprira’ un area di 1 milione di mq.
Gli investitori iberici sono entrati sul mercato immobiliare romeno nel 2004, quando i profitti nell’edilizia spagnola sono cominciati a diminuire e dovevano trovare nuovi sbocchi per la loro attivita’. In soli 2 anni sono arrivate almeno 20 compagnie immobiliari spagnole, tra cui Hercesa, Fadesa, Stedesa, Gran Via e Detea. I centri commerciali ed i complessi residenziali sono le loro mete preferite, e gli investimenti spagnoli annunciati si avvicinano a 5 miliardi di euro. Hanno implementato in Romania lo stile iberico, caratterizzato da superfici relativamente modeste delle unita’ abitative.
Hercesa, sviluppa, attualmente, progetti di circa 500 milioni di euro, tra cui anche la ristrutturazione del conosciuto Hotel Cişmigiu di Bucarest.
Negli ultimi 2 anni, si e’ accentuata la presenza in Romania dei fondi britannici di investimenti. Sono stati tra i primi a percepire il potenziale del mercato immobiliare della provincia. In genere i britannici investono in spazi per uffici, pero’, per il momento, in Romania sono presenti piuttosto attraverso fondi speculativi. Il piu’ importante investimento britannico e’ Colloseum Center in Chitila, un centro commerciale valutato a 450 milioni di euro.

Investimento di 4 milioni di euro in un albergo di 3 stelle a Bucarest, in Piata Victoriei
La compagnia Corvinus International inaugurera’ nella primavera del 2008, nei pressi di Piata Victoriei a Bucarest, un albergo di 3 stelle, ha annunciato Mugur Chifulescu, direttore generale Corvinus. La costruzione e’ iniziata nel 2006 e verra’ ultimata all’inizio del 2008, avra’ 6 piani, 100 camere, ristorante, negozi, sale di conferenze e zona fitness. Gli specialisti immobiliari valutano l’investimento a 4 milioni di euro.
L’albergo e’ destinato, principalmente agli uomini d’affari e ai turisti in transito nella capitale romena.
Il rappresentante di Corvinus International non esclude la possibilita’ di vendita dell’albergo dopo l’inaugurazione.
Secondo la compagnia di consulenza alberghiera Peacock Hotels, il mercato romeno e’ dominato da alberghi di 3 e 4 stelle, che rappresentano circa il 66% degli spazi alberghieri esistenti.
Il boom investizionale nel campo alberghiero raggiungera’ l’apice nei prossimi 5-6 anni, portando al raddoppio della capacita’ attualmente esistente a Bucarest e ad un aumento significativo di quella nazionale, prevede uno studio Peacock Hotels.

Sentenza della settimana
Il Ministro dei Trasporti e la compagnia Astaldi portati in Tribunale da un proprietario di terreni
Il Ministro dei Trasporti Ludovic Orban, insieme al direttore della Direzione Giuridica della Compagnia Nazionale di Autostrade e Strade Nazionali, Alin Goga ed il direttore della compagnia Astaldi, Canino Piero, sono stati chiamati in giustizia da un abitante di Pitesti, sulla cui proprieta’ dovrebbe passare la Circonvallazione che verra’ costruita intorno alla citta’. Mihai Petriea, proprietario di 2 ettari di terreni nei pressi del comune Bradu, ha accusato i tre di abuso in servizio, turbamento di possesso, associazione per commettere infrazioni, minacce, manomissione di sigilli e mancato rispetto alle decisioni giudiziarie. Il proprietario del terreno ha chiesto che CNADNR ed Astaldi interrompano i lavori all’autostrada che si svolgono sulla sua proprieta’. Ha vinto nella prima istanza pero’ il fermo dei lavori e’ stato contestato, e ha vinto di nuovo, questa volta con sentenza definitiva.

I mass media italiani parlano della Romania
www.iltempo.it: Valle Roveto, finanziato importante progetto. La Comunità montana ente capofila nell’ambito della cooperazione internazionale
Altro notevole risultato per la Comunità Montana Valle Roveto in campo di collaborazione internazionale. E’ stato cofinanziato dalla Regione Abruzzo il progetto «Donna: tra passato e futuro» sulla cooperazione internazionale che vede la Cm Valle Roveto come capofila, insieme a Gal Marsica e Riserva Naturale “Zompo Lo Schioppo” per l’Italia e la provincia di Suceava per la Romania. Il progetto prevede interventi per incentivare l’occupazione femminile con l’avviamento alla auto-imprenditoria attraverso il recupero di attività artigianali locali. L’idea-forza del progetto è quella di rivitalizzare il tessuto dell’artigianato con la creazione di un‘impresa sociale a partecipazione pubblica ed a maggioranza femminile. A tal proposito verranno realizzati una officina in Romania per la lavorazione artistico artigianale; una scuola di formazione per giovani donne degli antichi mestieri e due locande (una a Suceava, l’altra a Bucarest) per la degustazione di prodotti enogastronomici e la vendita degli oggetti. Motivo della massima importanza, nelle due locande saranno messi in vendita i migliori prodotti della Valle Roveto. Il progetto prevede, altresì, che la Comunità montana Valle Roveto e la Provincia di Suceava curino la realizzazione dei laboratori; e cureranno l’arredo delle due locande; il Gal Marsica, con propri tecnici, si occuperà del corso di formazione; la Riserva “Zompo Lo Schioppo” curerà il marketing per la commercializzazione dei prodotti. Soddisfazione enorme per il presidente Di Cesare e per il dirigente Di Rocco che ha curato tutto l’iter del progetto. «Qualora ce ne fosse bisogno, il finanziamento del progetto è una ulteriore prova della capacità di reperire fondi – afferma soddisfatto Marcello Di Ceare – . I nostri prodotti saranno presto apprezzati anche all’estero». Per Stefano Di Rocco si incominciano a raccogliere i primi frutti di un grande lavoro: «La nostra attività entra nel vivo – dice soddisfatto il dinamico dirigente – ; trasferiremo le esperienze di know how della Marsica in Romania in un settore importante come quello delle pari opportunita’”.

Newsletter n.37 / 2007

Gli investimenti stranieri diretti in Romania, nel primo semestre del 2007, sono ammontati a quasi 3 miliardi di euro
Il volume degli investimenti stranieri diretti (IDE) effettuati in Romania nel primo semestre del 2007 e’ ammontato a 2,98 miliardi euro, informa l’Istituto Nazionale di Statistica.
Al primo posto, per gli investimenti diretti effettuati, in Romania, nel primo semestre del 2007 si e’ piazzata l’Olanda con il 17,44% del totale, seguita dall’Austria con il 12,96%, la Francia con il 10,56% e la Germania con il 9,79%.
Il volume di IDE registrato nel 2006 e’ stato di 9,08 miliardi di euro, nel 2005 di 5,21 miliardi di euro, nel 2004 di 5,18 miliardi di euro e nel 2003 di 1,94 miliardi di euro.

Secondo uno studio elaborato da Economist Intelligence Unit (EIU) e l’Universita’ di Columbia, gli investimenti stranieri in Romania nel periodo 2007-2011 supereranno 28,5 miliardi di euro, con una media annua superiore a 5 miliardi di euro
La Romania si piazzera’ al 30-o posto tra 82 stati del mondo analizzati, per il volume di investimenti stranieri attratti nel periodo 2007-2001. La media annuale degli investimenti stranieri diretti attratti dalla Romania sara’ di 7,7 miliardi di dollari (circa 5,7 miliardi di euro) nel periodo indicato.
Secondo EIU l’economia in crescita rapida della Romania ha attratto nel 2006 investimenti stranieri di 9,1 miliardi di euro (11,4 miliardi di dollari). Nel 2006, la Romania ha attratto 362 progetti maggiori di investimenti (3% del totale dei grandi progetti di investimenti a livello globale), di 101 piu’ numerosi di quelli del 2005.
Lo “stock” totale di investimenti salira’ da 47,1 miliardi di dollari nel 2007 a 75,8 miliardi di dollari nel 2011.
Pero’ il valore degli investimenti pro capite scendera’ da 453 dollari nel 2007 a 333 dollari nel 2011. “Tra i vantaggi della Romania come locazione per investimenti si annoverano la popolazione di circa 22 milioni di consumatori ed il potenziale – dovuto parzialmente alla posizione geografica – di diventare un centro regionale. La Romania ha manodopera a prezzi contenuti e ben qualificata. Nel passato, la debole stabilita’ economica, l’insufficiente progresso delle riforme, gli alti rischi regionali ed i sistemi legislativi imprevedibili sono stati i principali ostacoli per gli investimenti stranieri diretti”, indica il rapporto citato.
Per il 2007, gli investimenti stranieri diretti sono stimati a circa 10 miliardi di dollari, fondi risultanti da privatizzazioni nel settore energetico, da investimenti del tipo greenfield e dal profitto reinvestito dalle compagnie straniere. Nel 2008, gli investimenti stranieri potrebbero ammontare a 7,2 miliardi di dollari, livello simile a quello del 2011. Nel 2009, gli investimenti stranieri aumenteranno a 7,3 miliardi di dollari mentre nel 2010 si abbasseranno a 7 miliardi di dollari. Il peso specifico degli investimenti stranieri diretti nel Prodotto Interno Lordo scendera’ dal 6,1% nel 2007 al 3% nel 2011.
Secondo il rapporto EIU, la Romania avra’ una posizione modesta nella graduatoria degli investitori mondiali, con un valore estremamente ridotto, di 0,1 miliardi di dollari nel 2007, per arrivare a 0,4 miliardi di dollari nel 2011. Nel 2007 la Romania occupera’ il penultimo posto nell’Europa Orientale per tale indice.
Secondo Economist Intelligence Unit e Columbia Program of International Investment, il Prodotto Interno Lordo pro capite, a parita’ di potere di acquisto , salira’ in Romania del 44% fino nel 2011, a 13.970 dollari, ed il ritmo di crescita economica rallentera’ fino a meno del 50% rispetto al 2006.
Le stime del PIL pro capite indicano, per il 2007, circa 10.540 dollari, in aumento rispetto al livello del 2006 (9.680 dollari). Nel 2007, la Romania occupera’ il 13-o posto nell’Europa Orientale per tale indice e scendera’ al 15-o posto nel 2011.
La crescita economica della Romania rallentera’ al 3,4% nel 2011, rispetto al 7,7% nel 2006. Per il 2007, gli analisti internazionali anticipavano un aumento del PIL del 6,4%. Nei primi 6 mesi, la crescita del PIL e’ stata del 5,8%, inferiore al livello anticipato dagli analisti, che rivedono le proprie stime a meno del 6%. In concomitanza, la Romania salira’, nei prossimi 4 anni, di 3 posizioni, al 48-o posto, nella graduatoria sulla qualita’ dell’ambiente di affari grazie, in gran parte, all’adesione all’UE.
Il piu’ basso punteggio ottenuto dalla Romania riguarda l’efficacia politica (indice che analizza il modo in cui vengono adempiuti gli obiettivi assunti): 4,5 punti, in leggero miglioramento rispetto all’intervallo 2002-2006. L’ambiente politico, nel suo insieme, ha ricevuto un basso punteggio: 5,5 punti (migliore, comunque, ai 5,2 punti del periodo precedente). Il miglior punteggio (8,2 punti) e’ stato ottenuto per le misure di controllo del commercio estero. Analizzando l’ambiente economico della Romania, gli analisti ricordano l’introduzione della quota unica di tassazione del 16%, pero’ considerano che l’esecutivo si confronti con pressioni collegate al possibile aumento della quota unica o dell’IVA. “Le autorita’ sono resistite fino adesso, pero’ una crescita consistente delle imposte potrebbe diventare inevitabile” indica il rapporto.

Nei primi 7 mesi del 2007, il deficit commerciale e’ aumentato di 4,4 miliardi di euro rispetto al periodo simile del 2006
Il deficit della bilancia commerciale e’ aumentato nei primi 7 mesi del 2007 di circa il 63%, fino ad oltre 38,1 miliardi di lei (11,5 miliardi di euro), con un leggero abbassamento rispetto al ritmo del 65,2% registrato nel primo semestre dell’anno corrente, secondo i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica.
Rispetto al periodo simile del 2006, il deficit commerciale e’ aumentato di ulteriori 4,4 miliardi di euro, perche’ le importazioni hanno continuato a registrare un ritmo di crescita doppio rispetto a quello delle esportazioni.
Nel periodo 1 gennaio – 31 luglio 2007, le esportazioni (FOB) hanno superato 55,4 miliardi di lei (16,7 miliardi di euro), in aumento del 5% nei valori espressi in lei (+12,4% nei valori espressi in euro) rispetto al periodo simile del 2006. Nel contempo, le importazioni sono aumentate fino ad oltre 93,5 miliardi di lei (28,2 miliardi di euro). Espresso in lei, il valore delle importazioni e’ aumentato del 19,7%, mentre espresso in euro il valore e’ aumentato del 28,6%.
Nei primi 7 mesi del 2007, il deficit commerciale FOB-CIF ha superato 38,1 miliardi di lei (11,5 miliardi di euro), di 13,1 miliardi di lei (4,45 miliardi di euro) superiore al deficit registrato nel periodo simile del 2006.
Nei primi 6 mesi, il deficit commerciale aveva superato 9,6 miliardi di euro (+65,2% rispetto al periodo simile del 2006).
Nei primi 7 mesi del 2007, il valore dell’interscambio intra comunitario di merci ha superato 39,9 miliardi di lei (12,09 miliardi di euro) di spedizioni e 66,7 miliardi di lei (20,2 miliardi di euro) di arrivi, rappresentando il 72% del totale esportato ed il 71% del totale importato.
Nel 2006, il deficit commerciale della Romania ha superato 14,89 miliardi di euro (+44,4% rispetto l’anno precedente quando ammontava a 10,31 miliardi di euro).

L’inflazione annua (agosto 2006/agosto 2007) e’ salita fino a quasi il 5%
L’indice dei prezzi al consumo (IPC), che misura l’inflazione, e’ stato, nel mese di agosto 2007, dello 0,86% rispetto il mese precedente, e l’inflazione annua (agosto 2006/agosto 2007) e’ arrivata al 4,96% (rispetto a poco meno del 4% nel mese di luglio 2007) secondo i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica.
Rispetto al mese precedente, ad agosto 2007 i maggiori rincari sono stati registrati dai generi alimentari (+1,7%) e dai servizi (+1,1%).
Nella categoria generi alimentari, i piu’ consistenti aumenti dei prezzi sono stati quelli delle uova (+13,55%), legumi e conserve di legumi (+3,83%), pane e prodotti di panificazione (3,44%).
Nella categoria servizi, le piu’ alte crescite di prezzi hanno riguardato i servizi postali (+23,26%), le tariffe telefoniche (+3,01%) ed il trasporto aereo (+2,85%).
I prezzi dei generi non alimentari sono aumentati di soltanto 0,1%, ed il livello piu’ alto e’ stato registrato dalle autovetture e loro pezzi di ricambio (+1,07%).
Nel mese di luglio 2007 il tasso annuo dell’inflazione era stato del 3,99%, dopo il 3,80% del mese di giugno 2007.
Secondo i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica, nei primi 8 mesi del 2007, il tasso medio mensile dell’inflazione e’ stato dello 0,3%, simile al livello registrato nel periodo simile del 2006.

Si prepara un’altra modifica del Codice Fiscale
Il Codice Fiscale verra’ modificato a breve e le modifiche riguarderanno l’imposta sul valore aggiunto (IVA), la tassazione dei redditi dei non residenti e dei dividendi. Non ci saranno aumenti delle imposte e tasse, ha assicurato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Varujan Vosganian.
Le principali modifiche proposte per completare l’attuale Codice Fiscale comprendono:
• L’eliminazione della tassazione inversa nell’edilizia
• La tassazione del profitto dei non residenti
• L’introduzione di una quota forfetaria nella panificazione
• La possibilita’ di incassare i dividendi trimestralmente

In Romania i costi per la manodopera sono aumentati 7 volte piu’ rapidamente di quelli dell’UE
I costi orari per la manodopera sono aumentati in Romania, nel secondo trimestre del 2007, del 23,4%, in un ritmo di oltre 7 volte superiore alla media registrata nei 27 stati membri dell’Unione Europea, informa l’ufficio di statistica Eurostat.
La crescita registrata dalla Romania nell’intervallo aprile-giugno e’ stata, comunque, inferiore all’aumento registrato nel primo trimestre del 2007 (+25%) e nell’ultimo trimestre del 2006 (+29,9%).
Nel secondo trimestre del 2007, la crescita media dei costi della manodopera nell’UE e’ stata del 3,2%.
Un ritmo piu’ alto della Romania, nella crescita dei costi della manodopera ha registrato soltanto la Lettonia, con il 31,7%.
I costi totali della manodopera comprendono sia gli salari, che le tasse ed imposte pagate dal datore di lavoro.
Deficit di costruttori in Romania
Le societa’ di costruzioni operanti in Romania trovano difficilmente manodopera qualificata, anche se pagano stipendi a livelli simili a quelli dei paesi UE. Le necessita’ attuali ammontano a 200.000-300.000 costruttori, stima il ministro per lo Sviluppo, Laszlo Borbely.
“Negli ultimi anni, il settore dell’edilizia e’ cresciuto intensamente: soltanto nel 2006 il mercato e’ aumentato del 17-18%, e nei primi 6-7 mesi del 2007 di ulteriori 30%. In queste condizioni sono sorti vari problemi con i quali le società dell’edilizia si confrontano, ed il piu’ acuto e’ la mancanza di manodopera qualificata”, spiega il ministro.
Le societa’ di costruzioni di Bucarest ed altre grandi citta’ lamentano le maggiori difficoltà nel reperimento di operai qualificati.

Poche societa’ romene nel “TOP 500” dell’Europa Centrale ed Orientale elaborato da Deloitte
Soltanto 32 societa’ romene figurano nel Top delle piu’ grandi 500 compagnie dell’Europa Centrale ed Orientale (CEE).
Il miglior posto e’ occupato da Petrom, piazzata al 12-o posto nella graduatoria realizzata in base ad uno studio elaborato da Deloitte Central Europe, insieme alla sua divisione romena.
Altre 6 societa’ romene figurano tra le prime 100 compagnie central ed est-europee, tra cui Mittal Steel Galati al 63-o posto, Electrica al 67-o, Dacia al 69-o.
Il Top e’ dominato dalle compagnie operanti nel campo dell’energia e risorse energetiche.
La classifica e’ stata elaborata in base al giro di affari negli ultimi 3 anni, numero di dipendenti, profitto.

Tre banche e cinque assicuratori romeni nei “top” finanziari regionali dei primi 50 operatori del settore, dell’Europa Centrale ed Orientale, elaborato dalla compagnia di consulenza ed audit Deloitte.
Nonostante il mercato romeno sia gia’ dominato dai gruppi stranieri, sia il sistema bancario che il mercato delle assicurazioni sono ancora indietro rispetto ai paesi vicini.
Le prime 3 banche romene occupano posizioni disparate nel top elaborato in base agli attivi detenuti alla fine del 2006.
Al primo posto nella graduatoria generale si e’ piazzata OTP Bank, il piu’ grande gruppo finanziario dell’Ungheria, con attivi consolidati (su tutti i mercati dove e’ presente) di 28,4 miliardi di euro (presente anche in Romania attraverso OTP Bank Romania, di dimensioni modeste). Dei primi 10 operatori del mercato bancario regionale, 3 sono dalla Rep.Ceca, 3 dalla Polonia, 1 dall’Estonia, 1 dalla Slovenia, 1 dalla Romania e 1 dall’Ungheria.
BCR, la piu’ grande banca in Romania, si e’ piazzata al decimo posto, con attivi di 14 miliardi di euro.
BRD-SocGen, la seconda banca del sistema bancario romeno si e’ piazzata al 18-o posto a livello regionale, con attivi, alla fine del 2006, di 8,28 miliardi di euro.
La terza banca, Raiffeisen Romania, si e’ piazzata al 43-o posto a livello regionale, con attivi di 4,1 miliardi di euro.
Alla fine del primo semestre del 2007, anche altre banche romene vantavano attivi superiori a 3 miliardi di euro: UniCredit Tiriac (3,6 miliardi di euro), Banca Transilvania (3,15 miliardi di euro) mentre Bancpost era arrivata al livello di 3 miliardi di euro ed Alpha Bank a 2,95 miliardi di euro.
Le banche romene sono penalizzate, in questa graduatoria, dalla tattica adottata negli ultimi due anni, di trasferire crediti agli azionisti esteri. L’”esportazione di crediti” e’ stata applicata prevalentemente per i finanziamenti concessi in valute straniere, per evitare gli alti costi imposti dalla banca Centrale per le riserve valutarie minime. Quindi, le banche locali hanno agito come semplici intermediari ed i crediti sono stati registrati effettivamente nel bilancio dei loro azionisti esteri.
Nella graduatoria dei primi 50 assicuratori dell’Europa Centrale ed Orientale, per il valore dei premi lordi sottoscritti, invece, sono presenti 5 compagnie romene
Nessuna compagnia di assicurazioni romena entra, pero’ nel “Top 10”, nel quale meta’ sono societa’ della Polonia (1-o, 6-o, 7-o, 8-o e 9-o posto) della Rep.Ceca (2-o e 3-o posto), della Slovenia (4-o posto) e dell’Ungheria (5-o e 10-o posto).
Il primo posto nella graduatoria degli assicuratori dell’Europa Centrale ed Orientale e’ occupato da PZU della Polonia (premi lordi sottoscritti nel 2006 di 3,92 miliardi di euro); 17 dei primi 50 assicuratori della regione sono polacchi.
Quasi tutti gli assicuratori della graduatoria hanno capitale privato: solo 2 sono controllati dallo stato (4-o e 29-o posto).
Allianz-Tiriac, leader del mercato romeno delle assicurazioni, occupa il 18-o posto nella classifica Deloitte, con un giro di affari di 316,6 milioni di euro nel 2006. Il gruppo tedesco Allianz e’ presente nella classifica con alte 4 compagnie, di cui 2 nel “Top 10’ (le sussidiarie dell’Ungheria e della Polonia) e altre 2 nel “Top 20” (quelle della Slovacchia e della Croazia). Allianz detiene il 51% delle azioni della sussidiaria romena e le restanti azioni appartengono all’imprenditore Ion Tiriac, attraverso la societa’ off-shore Vesanio Trading.
Nella seconda meta’ della graduatoria degli assicuratori della regione, al 33-o posto si piazza Omniasig, con premi lordi sottoscritti nel 2006 di 152 milioni di euro. La compagnia e’ parte del gruppo austriaco Vienna Insurance.
Al 35-o posto figura Asirom, compagnia nella quale Vienna Insurance detiene il 30% delle azioni. Nella classifica Deloitte, Asirom figura con un giro di affari di 144,6 milioni di euro nel 2006, mentre le informazioni presentate da Asirom alla Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni indicavano un volume dei premi lordi sottoscritti nel 2006 di 170,2 milioni di euro, superiore a quello registrato da Omniasig.
Al 44-o posto si e’ piazzata BCR Asigurari, con premi lordi sottoscritti di 120,3 milioni di euro nel 2006.
Il 47-o posto e’ stato occupato da Asiban (i cui azionisti sono 4 banche: BCR, BRD-SocGen, Banca Transilvania e CEC, ognuna con il 25%, che hanno gia’ messo in vendita le loro partecipazioni ed il processo di vendita potrebbe essere finalizzato entro la fine del 2007) con un giro di affari di 106,5 milioni di euro (diverso da quello contenuto nei rapporti della Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni, di 124 milioni di euro).
Nel top dei primi 50 assicuratori della regione, elaborato da Deloitte, manca ING Asigurari de Viata, che ha dichiarato per il 2006 un giro di affari di quasi 124 milioni di euro (mentre l’ultimo assicuratore della graduatoria Deloitte ha registrato nel 2006 premi lordi sottoscritti di 96,7 milioni di euro).

Le banche straniere continuano a moltiplicarsi in Romania perche’ l’alto potenziale di sviluppo del mercato attira nuovi investitori
Le banche, come gli immobili, diventano sempre piu’ care in Romania e, quindi, risulta piu’ economico iniziare un investimento da zero che acquistare una banca esistente. Lo dimostra il fatto che una serie di gruppi finanziari stranieri hanno gia’ scelto questa via.
Nonostante si dica che il mercato bancario romeno sia gia’ sovrappopolato, che troppe banche competono per una fetta troppo ristretta, che i principali operatori accaparreranno, alla fine, l’intero mercato, ed i restanti operatori si dovranno accontentare di poco, il numero delle banche che decidono di “sbarcare” in Romania continua ad aumentare. A giugno e’ arrivata Bank of Cyprus, e a breve aprono i primi sportelli della portoghese Millennium e della banca di risparmio spagnola La Caixa.
Uno dei fattori che attraggono in Romania i gruppi bancari internazionali e’ c’e’ ancora molto posto per la crescita del settore specifico. „Le statistiche indicano che la penetrazione bancaria in Romania e’ inferiore al 30% del PIL, mentre in Bulgaria e’ del 45%, ed in altri paesi vicini ancora di piu’, mentre in Grecia si avvicina la 100%, ed in Cipro ha superato il 100%“ afferma Eleftherios Ioannou, presidente Bank of Cyprus Group. E se si prende in calcolo il fatto che la Romania e’ diventata membro UE e che l’economia romena continua la sua crescita, e’ logico che aumenti il numero delle banche in arrivo.
Bank of Ciprus, banca urbana in Romania
Dopo aver operato per 8 anni attraverso una rappresentanza in Romania, Bank of Cyprus fa un passo avanti. La banca ha in Romania statuto di succursale, il che significa che non e’ sorvegliata dalla BNR, ma dalla banca centrale del Cipro. In tal modo, l’istituto evita una serie di costi, come quello per la riserva minima obbligatoria, molto alta nel caso delle risorse attratte in valuta. „Secondo il piano approvato, l’obiettivo in Romania e’ la creazione di una rete territoriale efficace, in grado di assistere le compagnie, ma anche le PMI e le persone fisiche : almeno 40 unita’ nei prossimi 4 anni, di cui 25 a Bucarest e vicinanze, e le altre nei grandi centri economici“ dichiara Vlad Selaru, vice direttore generale di Bank of Cyprus Romania. Entro la fine del 2007, opereranno 8-9 sportelli a Bucarest ed un’unita’ a Costanza.
Nuovi investimenti in preparazione
Anche la piu’ grande banca portoghese, BCP Millennium, si prepara ad operare in Romania. Inizialmente ha tentato di acquistare BCR, pero’ ha perso la gara nella competizione con Erste Bank. Crea, quindi, una banca partendo da zero. La programmazione iniziale prevedeva l’inizio dell’attivita’ alla fine del terzo trimestre del 2007. Operera’ sin dall’inizio con circa 40 sportelli.
Il piu’ recente annuncio di intenzioni di operare in Romania e’ stato fatto da La Caixa, principale banca di risparmio delle Spagna, con vasta esperienza nel campo del retail, pero’ con una presenza internazionale piuttosto timida (a luglio 2007 La Caixa ha aperto la sua prima succursale estera a Varsavia).

75 banche e 135 assicuratori europei hanno notificato l’intenzione di offrire servizi, direttamente sul mercato romeno
Dai dati rilasciati dalla banca centrale risulta che il numero delle banche straniere interessate ad offrire servizi in maniera diretta sul mercato romeno era salito a 75 a fine agosto 2007, mentre 135 assicuratori non residenti hanno mostrato interesse per il mercato romeno.
Ad agosto, 8 nuovi istituti di credito stranieri hanno notificato alla BNR l’offerta di servizi direttamente sul mercato romeno. Si tratta sia di banche ancora senza una presenza locale che di entita’ che operano gia’ attraverso loro sussidiarie. Per esempio, il secondo grande gruppo bancario israeliano – Leumi Bank – offrira’ servizi direttamente attraverso la sua sussidiaria londinese, nonostante abbia gia’ acquistato nel 2006 una banca sul mercato romeno.
Sulla lista delle notifiche di agosto figuravano grandi nomi del mercato londinese, come Barclays Bank o Abbey National Treasury Services.
Hanno presentato notifiche anche una sussidiaria dell’Austria del gruppo tedesco Allianz, l’italiana Micos Banca, la tedesca Aareal Bank e l’ungherese Ella Elso.
Nel campo delle assicurazioni, 135 compagnie dello Spazio Economico Europeo hanno annunciato dall’inizio del 2007, la Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni sull’intenzione di operare sul mercato romeno: dalla Gran Bretagna 43 compagnie, dall’Irlanda 12, dall’Austria 11, dalla Francia 11, dalla Germania 11, dall’Olanda 7, dall’Ungheria 6, dalla Svezia 5, dalla Spagna 5, dal Lussemburgo 5, dall’Italia 4, dal Belgio 2, dalla Danimarca 2, dal Liechtenstein 2, dalla Malta 2, dalla Polonia 2, dal Gibilterra 2, dalla Rep.Ceca 1, dalla Finlandia 1 e dalla Bulgaria 1.
Venderanno polizze in Romania sussidiarie di grandi compagnie internazionali, di cui alcune gia’ presenti sul mercato romeno, come il gruppo tedesco Allianz, l’austriaco Vienna Insurance Group, l’americana AIG, il gruppo francese AXA, l’australiana QBE oppure Swiss Reinsurance.

L’Unita’ n.2 della centrale nucleare di Cernavoda funziona al 100%
Unita’ n.2 della centrale nucleare di Cernavoda funziona gia’ al 100% della sua capacita’ effettiva di 700 MW, il che aumenta il peso specifico dell’energia atomica nel totale dell’energia prodotta a livello nazionale a circa il 18%-19% (i due reattori di Cernavoda hanno un potere cumulato di 1.400 MW).
“L’Unita’ n.2 della centrale nucleare Cernavoda ha ricevuto la licenza di funzionamento a capacita’ massima, e dopo l’effettuazione di nuovi test, il reattore ricevera’ l’avviso finale intorno al 20 settembre” ha dichiarato Vilmos Zsombori, presidente della Commissione Nazionale per il Controllo delle Attivita’ Nucleari (CNCAN), organo di sorveglianza e regolamentazione nel campo.

La circolazione del legno in Romania sara’ controllata, dal 1 gennaio 2008, attraverso un sistema informatico integrato
A partire dal 1 gennaio 2008, il Ministero dell’Agricoltura applichera’ un nuovo sistema di regole sulla circolazione del legno, per combattere i tagli illegali di alberi, per lo sviluppo di un sistema statistico nell’economia forestale, sul legno introdotto nel circuito economico e per controllare le sue destinazioni. Il nuovo progetto, che e’ parte del Programma di Sviluppo Forestale, prevede che le societa’ operanti nel campo dovranno utilizzare documenti speciali per il trasporto del legno ed un soft che assicuri la gestione, per tipi merceologici, del legno. Quindi il legno verra’ valutato in documenti accertanti il valore, registrati, approvati e numerati attraverso un sistema unico.
Durante il trasporto, il legno sara’ accompagnato dai documenti speciali le cui serie saranno registrate in un sistema informatico integrato, accessibile dai centri forestali, dal Ministero dell’Agricoltura e dalle ispezioni territoriali forestali.

Il quotidiano Adevarul informa che il piu’ grande aeroporto dell’Europa Centrale ed Orientale verra’ costruito a Braila
La maggior parte degli aeroporti delle grandi citta’ romene investono per aumentare la loro capacita’, con progetti fondati sia su investimenti privati che su fondi UE. Poiche’ le infrastrutture aeroportuali che non hanno tenuto il passo con lo sviluppo economico, le autorita’ sono costrette a finalizzare, al piu’ presto, i progetti di espansione dei principali aeroporti romeni.
In tale contesto, nella zona tra Braila e Galati e’ in programma la realizzazione di uno dei piu’ coraggiosi progetti privati del campo: l’allestimento del piu’ grande aeroporto dell’Europa Centrale ed Orientale.
In Romania esistono, attualmente 17 aeroporti. Soltanto quelli di Bucarest e di Cluj-Napoca, sono stati sottoposti ad ammodernamenti piu’ consistenti negli ultimi tempi.
Secondo i dati ufficiali del Ministero dei Trasporti, in Romania, nel 2006, sono state processate 21.165 tonnellate di merci attraverso i terminal degli 8 aeroporti che dispongono di attrezzature adatte a tali operazioni. Bucarest ha concentrato l’85% delle operazioni, perche’ gli aeroporti di Costanza, Sibiu, Timisoara, Cluj, Satu Mare ed Arad hanno capacita’ ridotte.
La situazione e’ identica anche per quanto riguarda il trasporto dei passeggeri. Nel 2006, per l’aeroporto Henri Coanda di Bucarest, sono transitati 3,5 milioni passeggeri, mentre soltanto 280.000 persone hanno utilizzato gli altri aeroporti romeni.
Per il 2008, le autorita’ aeronautiche si aspettano, nella Capitale, ad un aumento del traffico aereo di passeggeri, di oltre il 40%, il che superera’ i limiti massimi della capacita’ degli aeroporti Henri Coanda e Baneasa ed un aumento simile si registrera’ anche negli altri aeroporti romeni.
La capacita’ dell’aeroporto di Cluj-Napoca e’ messa in difficolta’ dal ritmo di crescita del traffico di passeggeri.
Anche il sud-est del paese e’ in difficolta’, poiche’ l’unico aeroporto della zona, Mihail Kogalniceanu, sara’ completamente dedicato alle operazioni militari NATO.
Lo sviluppo delle infrastrutture del trasporto aereo diventa inevitabile ed obbligatorio, poiche’ gli investimenti nell’economia vengono condizionati anche da tale aspetto.
L’Aeroporto “Danubio inferiore”, un progetto di 300 milioni di euro
Le Autorita’ di Braila parlano del progetto di costruire uno dei piu’ grandi aeroporti dell’Europa Centrale ed Orientale, per il quale sono disposte a dare in concessione, per 49 anni, circa 1.300 ettari recuperati dall’Amministrazione del Demanio dello Stato.
Il progetto, il cui livello iniziale di investimenti e’ calcolato a 300 milioni di euro, potrebbe beneficiare di finanziamenti integralmente privati ed essere ubicato nella zona della localita’ Vadeni, tra le citta’ di Braila e Galati.
“Abbiamo gia’ pubblicato il bando di gara, le offerte possono essere inoltrate fino al 26 ottobre, ed il vincitore sara’ deciso fino alla fine di novembre. Il futuro aeroporto sara’ internazionale e’ sara’ denominato “Danubio inferiore” ha dichiarato al quotidiano Adevarul il vicepresidente del Consiglio Regionale Braila, Niculina Moisescu.
Secondo il bando di gara, gli offerenti devono assicuarare il finanziamento e la costruzione ma anche lo svolgimento delle operazioni sull’aeroporto una volta ultimato, quindi costituirsi in consorzi o associazioni composti da investitori, costruttori, operatori aeroportuali.
I costruttori romeni non potranno partecipare al progetto perche’ le autorita’ di Braila hanno imposto delle condizioni di partecipazione superiori alle loro capacita’ (giro medio di affari negli ultimi 3 anni di almeno 200 milioni di euro, possesso di un deposito bancario di almeno 50 milioni di euro, accesso ad una linea di credito di almeno 200 milioni di euro).
Dal punto di vista dell’esperienza, i partecipanti devono dimostrare di aver svolto attivita’ aeroportuali per almeno 5 anni ed aver registrato negli ultimi 3 anni un livello di traffico di 1 milione di passeggeri, con non meno di 330.000 passeggeri all’anno.
“Le condizioni sono severe perche’ il progetto ha un’importanza speciale. In Romania sara’ difficile che si possa costituire, in breve tempo, un consorzio in grado di adempiere sia le condizioni finanziarie che quelle riguardanti l’esperienza nel campo dei trasporti aerei” ha specificato Niculina Moisescu.
Gli investitori italiani
Molto tempo prima della pubblicazione del bando di gara, le autorita’ di Braila hanno ricevuto un’offerta per la realizzazione di un aeroporto da parte della compagnia italiana Fin.Co.Ge.R.O. “Il dialogo con la parte italiana non e’ stato finalizzato. Essa garantiva finanziamenti con fondi europei, pero’ voleva la proprieta’ sul terreno da noi messo a disposizione, ad un prezzo di 2 euro/mq, ma il prezzo in zona aumenta significativamente da un anno all’altro ed e’ arrivato a 50 euro/mq” afferma Niculina Moisescu.
Nonostante le dichiarazioni delle autorita’ di Braila, che fino alla fine della settimana scorsa nessuno aveva ancora acquisito il Quaderno di Incarichi della gara, fonti interne al consiglio regionale sostengono che il progetto sembra interessare il gruppo che amministra l’aeroporto Malpensa di Milano.
Le autorita’ di Braila argomentano che il nuovo aeroporto garantira’ lo sblocco di determinati investimenti, e diventera’ un elemento di sostegno per le attivita’ produttive ed industriali della zona, ma anche per lo sviluppo del turismo.
Cluj-Napoca investe oltre 90 milioni di euro nel proprio aeroporto
A 100 milioni di euro sono valutate le necessita’ di investimenti nell’Aeroporto Internazio¬nale Cluj-Napoca, che registra uno dei ritmi piu’ alti di crescita del flusso di passeggeri. Per il 2008 si stima che il numero di passeggeri salira’ a 500.000 per arrivare ad 1 milione nel 2015. Gli edili locali stimano che dopo l’ultimazione dell’ammodernamento l’aeroporto potra’ “quasi” competere con quello della Capitale.
I tedeschi ammoderneranno l’Aeroporto di Suceava
La societa’ tedesca Kirchhoff si e’ dichiarata interessata nella realizzazione del progetto di sviluppo dell’Aeroporto di Suceava. Secondo le autorita’ moldave, la compagnia tedesca vanta 20 anni di esperienza nell’ammodernamento delle piste aeroportuali, e uno dei piu’ recenti contratti onorati e’ quello per l’Aeroporto Internazionale di Monaco di Baviera. Il progetto di Suceava prevede l’estensione della pista da 1.800 a 2.400 metri, l’ammodernamento dell’aerostazione e del sistema di segnalazione.
450 milioni di euro per l’ulteriore sviluppo dell’aeroporto Henri Coanda di Bucarest
La Compagnia Nazionale “Aeroporturi Bucuresti”, costituita come societa’ commerciale per azioni, avra’ secondo il progetto di fusione tra l’Aeroporto Internazionale “Henri Coanda” – Otopeni e l’Aeroporto Internazionale “Aurel Vlaicu” di Baneasa, una capacita’ di 20 milioni di passeggeri l’anno. Il nuovo sistema aeroportuale avra’ una superficie totale di 1.400 ha, superiore a quella degli aeroporti Heathrow di Londra o di Francoforte. Il programma di sviluppo delle infrastrutture dell’Aeroporto Internazionale “Henri Coanda” – Otopeni prevede investimenti di circa 450 milioni di euro per lo sviluppo di 2 nuovi terminal. La societa’ avra’ un capitale sociale iniziale di 143.772.150 lei (circa 41,5 milioni di euro), ed azionisti saranno lo stato romeno, attraverso il Ministero dei Trasporti (11.501.772 azioni, 80% del capitale sociale) ed il Fondo Proprietatea (le restanti azioni). In seguito alla fusione, i due aeroporti si trasformano in punti di lavoro della Compagnia Nazionale Aeroporti Bucarest (CNAB). L’aeroporto Internazionale Otopeni, nel 2020, avra’ 80 porte di imbarco, di cui 40 punti di imbarco-sbarco, vie di accesso, parcheggi a piu’ livelli con 20.000 posti, collegamenti diretti con la metropolitana, ferrovia e la future autostrada Bucarest-Brasov.
I canadesi costruiranno l’aeroporto di Brasov
Il consiglio regionale Brasov ha gia’ scelto il partner nel contratto di concessione per la progettazione, costruzione e gestione dell’Aeroporto Internazionale Brasov Ghimbav. La compagnia canadese IntelCan Technosystens iniziera’ i lavori entro la fine del 2007

Bucarest, al terzo posto nella regione per il grado di occupazione degli alberghi di 5 stelle
La capitale romena registra un tasso medio di occupazione degli alberghi di 5 stelle del 75%, tra i piu’ alti nell’Europa Centrale ed Orientale, dopo Mosca e Praga, indica uno studio di mercato elaborato dalla societa’ di consulenza CPP Management Consultants Ltd.
Il meno caro albergo di 5 stelle a Bucarest risulta essere Crowne Plaza, con una tariffa di circa 120 euro/giorno ed il piu’ caro Carol Parc, con 500 euro/giorno.
Il mercato locale degli alberghi di 5 stelle di Bucarest comprende gli alberghi JW Marriot, Athenee Palace Hilton, InterContinental, Crowne Plaza, Howard Johnson (e dall’inizio del 2008 anche Radisson SAS) e 2 “boutique hotels” di 5 stelle: Casa Capsa e l’appena aperto Carol Parc Hotel.
Gli analisti CPP Management Consultants Ltd sostengono che il target principale di questi alberghi e’ il corporate, e le loro tariffe sono superate soltanto dagli alberghi di Mosca, con una media di 300 euro/giorno.
Lo studio sottolinea che nonostante Athenee Palace Hilton e JW Marriot siano considerati rappresentativi per la categoria 5 stelle a Bucarest, questi alberghi non sono stati rammodernati da troppo tempo. Cio’ sara’ a vantaggio del Radisson SAS Hotel (ex Hotel Bucuresti), la cui apertura e’ programmata per la prima parte del 2008. Il nuovo proprietario, il gruppo israeliano Plaza Centers ha nominato general manager un ex sindaco di Stoccolma, riconosciuto specialista nel campo alberghiero.
Howard Johnson Grand Plaza (ex Hotel Dorobanti) rimane una delle piu’ profittevoli proprieta’ alberghiere di Bucarest.
InterContinental e’ il primo albergo di 5 stelle della citta’ e operava sotto la sigla InterContinental anche prima del 1989. La studio CPP sottolinea che dopo il 1990, l’albergo e’ stato acquisito dal gruppo Paunescu, e l’ammodernamento e’ stato molto lento e non e’ ancora ultimato. Nel 2006 e’ stato nominato, per la prima volta, un espatriato nella funzione di manager.
Voci del settore parlano del possibile prelievo del management dell’albergo Continental di Calea Victoriei dal gigante europeo Kempinski, gia’ presente in Ungheria e Bulgaria. Gli ufficiali della compagnia non hanno commentato l’informazione.
Anche Sheraton sembra interessato del futuro complesso che verra’ costruito in Calea Victoriei/Occidentului al posto dell’ex Ministero della Meccanica Strumentale, pero’ non esistono informazioni su dialoghi ufficiali.
Attraverso le sue analisi periodiche, CPP ha informato sull’evoluzione del mercato romeno anche altre entita’ interessate come Taj, Morgan’s o Dorchester Hotel Group, Mandarin Oriental (gia’ presente a Praga) e Four Seasons (presente a Praga e Budapest).
CPP Management Consultants ha preparato lo studio per la presentazione nel quadro del “Luxury day” del 14 settembre 2007 presso l’albergo Ramada Bucharest North. Lo studio contiene anche analisi sui settori moda, accessori, SPA, auto, tech, selective retailing, vini e bevande.

Privatizzazione del mese
Ford diventa, ufficialmente, proprietario di Automobile Craiova
L’esecutivo romeno ha approvato il contratto di privatizzazione, cioe’ la vendita delle azioni possedute dallo stato romeno nella societa’ costruttrice di autovetture di Craiova, con l’americana Ford.
Per 57 milioni di euro, Ford preleva il 72,4% del capitale del produttore auto. Il contratto di privatizzazione di Automobile Craiova e’ stato firmato nel quadro dell’Autosalone Internazionale di Francoforte in Germania.
L’esecutivo romeno ha approvato anche un disegno speciale di legge per Automobile Craiova, in modo che Ford non debba accollarsi i debiti di Automobile Craiova nei confronti dello stato romeno, poiche’ tali debiti erano esigibili soltanto se il precedente proprietario (il gruppo coreano Daewoo) non avrebbe garantito un grado di integrazione della produzione di almeno il 60%, impegno rispettato dai coreani.

Statistica della settimana
Secondo le statistiche romene, la spesa media annua pro capite per acquisti di capi di abbigliamento ammonta, in Romania, a soli 76 euro
La spesa del romeno medio, nel 2006, per l’abbigliamento, e’ ammontata a soli 76 euro (rispetto ai 95 euro in Bulgaria ed oltre 1.200 euro in Francia, Italia e Grecia). “Da questi dati si possono evidenziare sia il declino del settore che le dimensioni dell’evasione nel commercio con abbigliamento in Romania” afferma il presidente esecutivo della Federazione dei Patronati dell’Industria Leggera (FEPAIUS), Aurelientu Popescu. Il rappresentante FEPAIUS ha specificato che la produzione industriale di abbigliamento e calzature, in Romania, nel primo semestre del 2007, e’ diminuita dell’8,7%, rispetto al periodo simile del 2006, e del 35% rispetto a 2,5 anni fa’.

I mass media italiani parlano della Romania
www.euronews.it: Barroso – “piu’ impegno dalla Romania nella lotta alla corruzione”
Dura lotta alla corruzione e al crimine organizzato e accelleratore premuto verso le riforme, in particolare quella della giustizia. E’ quello di cui ha bisogno la Romania e a sollecitare l’impegno delle autorità romene è il presidente della Commissione europea in visita a Bucarest.
Nell’incontro con il presidente Basescu, Barroso ha sottolineato come il Paese, entrato nell’Unione nel gennaio 2007, stia facendo molti progressi per adeguarsi agli altri stati membri. Ma deve fare di piu’. Bruxelles, che a giugno aveva dichiarato insufficienti gli sforzi di Romania e Bulgaria nella lotta al crimine, continuerà a monitorare il loro processo di riforma per tutto l’anno prossimo. Barroso, inoltre, ha invitato la Romania a incrementare gli sforzi per integrare la sua comunità zingara che conta piu’ di due milioni di persone ed è la piu’ vasta d’Europa.

www.targatocn.it: A Cheese arrivano i formaggi nuova UE di Romania e Bulgaria
Saranno i formaggi della Romania e della Bulgaria, appena entrati nella Unione Europea le novità di Cheese (21-24 settembre) di quest’anno. Particolare attenzione per il Formaggio nel sacco della Bosnia Erzegovina, per la Branza de Burduf, formaggio simbolo della Romania, per il Motal prodotto ai 4.000 metri delle montagne armene, per il formaggio dolce caramellato dal fiordo norvegese di Sogne, ma anche per le confetture dei villaggi romeni della Transilvania.

www.sanpaolo.org: le caratteristiche e le novità dell’edizione di Cheese in programma dal 21 al 24 settembre 2007
Roberto Burdese(Slow Food Italia): «Cheese ha alcuni suoi capisaldi che verranno riproposti: riaffermare la cultura del formaggio di qualità; il valore dei formaggi a latte crudo; la valorizzazione dei piccoli produttori e dei pastori; il rapporto tra formaggio, razze autoctone e ambiente. Lungo queste direttrici si muoverà anche questa edizione, nella quale daremo particolare risalto alla produzione casearia di Romania e Bulgaria, porgendo così il benvenuto alle due nazioni che dal 1° gennaio sono parte integrante dell’Unione europea”.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Astron: Un sistema per costruire edifici industriali in acciaio
Astron: il settore “Building Systems” del gruppo Lindab
Lindab, con il marchio Astron, è il leader europeo della costruzione di edifici industriali in acciaio, in grado di soddisfare le necessità di società nazionali ed internazionali che progettano nuovi siti di produzione in Europa.
Astron opera in vari settori, dall’industria al commercio fino allo sport, con edifici destinati a fabbriche, depositi, garage, piattaforme logistiche, depositi e supermercati, centri sportivi, edifici polivalenti, hangar per l’aeronautica, ecc….
Astron si basa su un concetto semplice: Semplificare il modo di costruire!
C’è una domanda crescente di metodi costruttivi per costruzioni efficaci, ecologiche, a basso consumo energetico, affidabili, durature e con un buon rapporto qualità/prezzo. Questa domanda è importante sia per gli edifici industriali che per quelli residenziali. La risposta di Astron è : semplificare il modo di costruire proponendo un metodo pre-studiato per edifici industriali in acciaio.
Astron significa un metodo di costruzione semplice, rapido, economico, facile da mettere in opera e proficuo, che si conforma alle norme di costruzione ed alle necessità del cliente finale.
La gamma Astron:
• Edifici industriali su misura con luci libere che vanno fino a 100m.
• Edifici Multipiano.
I principali vantaggi di Astron:
• Certezza di un singolo interlocutore per l’intera commessa dell’edificio.
• Ottimizzazione dello spazio disponibile, con o senza colonne intermedie.
• Realizzazione chiavi in mano.
• Progetti ricercati esteticamente e rapidità d’esecuzione.
• Durabilità nel tempo dei lavori, la cui qualità è certificata ISO 9001:2000
• Isolamento termico efficiente.
• Garanzia di un grande gruppo Europeo che ha già consegnato più di 40.000 edifici.
• Oltre 40 anni d’esperienza.
• Presenza in 36 paesi d’Europa.

Produzione e rappresentanze:
Tre stabilimenti produttivi ed uffici di progettazione e di vendita in Europa:
a Diekirch, Lussemburgo, (28.000 m²), a Prerov, Repubblica Ceca (18.000 m²) e Nyiregyhaza, Ungheria (9.900 m²).
Inoltre, una quarta fabbrica verrà realizzata a breve a Tutaev, località situata a 300 km a Nord-Est di Mosca (Russia) e sarà operativa nella primavera 2008.
Astron è anche presente con uffici tecnici e di vendita in Germania, Francia, Polonia e Regno Unito oltre che con uffici di rappresentanza in Croazia, Spagna, Italia e Romania.
Per informazioni: Sig. Mauro Picco (Vendite Internazionali) +352 80291
E-mail: m.picco@astron.biz
Sito Internet: www.astron.biz

Gli sponsor tecnici che aiutano l’Associazione e la Newsletter AIIR:
Speedsoft Company
PLOIESTI,str. Zimbrului, nr. 16A, bl. 141, sc D, ap. 9, cod postal 100453, jud. Prahova
Tel.: 0730.494.699 – 0766.303.202 – Fax.: 0344.814830
E-mail: office@speedsoft.ro – contact@speedsoft.ro – www.speedsoft.ro
Fornisce il software di fatturazione Eurofacturi, visibile sul sito. Software potente ma allo stesso tempo economico, per emettere fatture, proforma e quietanze conformi alla legge.

Newsletter n.32 / 2007

La Romania riceve dalla Commissione Europea un milione di dosi di vaccino contro la peste suina
La Commissione Europea ha inviato alla Romania un milione di dosi di vaccino contro la peste suina classica per fronteggiare il focolaio della malattia che ha colpito un allevamento di suini nella regione Timis.
Gli esperti UE rimangono in contatto con quelli romeni per valutare l’efficacia delle misure intraprese.
Secondo le autorita’ romene, circa 20.000 animali saranno abbattuti a causa della malattia nell’allevamento di proprieta’ della societa’ americana Smithfield, nella regione Timis, ed un cordone sanitario e’ stato istituito attorno ai 24 altri allevamenti della societa’ nella regione per determinare l’origine della malattia ed impedirne la propagazione.
La Romania non esporta carne suina.
In linea con le richieste di Bruxelles, la Romania aveva avviato a fine 2006 una campagna di vaccinazione contro la peste suina, il cui programma, valutato a 45,3 milioni di euro, dovrebbe coprire 4 milioni di suini d’allevamento in 4 anni.

I 19 miliardi di euro dall’Unione Europea per la Romania sono accompagnati dalla necessita’ di un cambio di mentalita’
Il documento firmato recentemente dal premier romeno e dal Commissario Europeo Danuta Hubner, grazie al quale i fondi UE “cominciano ad arrivare” in Romania fa capire che i 19 miliardi di euro impegnano, anche, ad un cambio di mentalita’.
Il 60% dei fondi sono destinati alle infrastrutture, ed il collegamento tra crescita economica ed infrastrutture e’ piu’ che diretto. Anche l’ambiente e’ parte di questo capitolo, poiche’ le infrastrutture e l’ambiente sono considerati in maniera unitaria nell’Unione Europea. Il 5% dei fondi sono destinati al rafforzamento della capacita’ amministrativa, l’impreparazione della quale mette in difficolta’, frequentemente, la realizzazione a livello nazionale di molti progetti europei. Il resto dei fondi si divide tra il programma di sviluppo delle risorse umane (20%) ed il programma di competitivita’ economica (15%). Entrambi contano molto per il futuro della Romania.
La “Capacita’ ammministrativa” e’ quella, per esempio, che ha messo in difficolta’ la realizzazione del padiglione fieristico di Costanza. L’allora capo della delegazione UE a Bucarest, Jonathan Scheele, ha chiesto all’esecutivo romeno di rimborsare parte dei fondi europei ricevuti ed ha accusato il sindaco di Costanza, Radu Mazare, di ritardare i lavori. Dai finanziamenti a fondo perduto di 4 milioni di euro concessi dall’Unione Europea, Scheele aveva chiesto indietro 1,2 milioni di euro.
L’incentivazione della competitivita’ dell’economia romena (alla quale va il 15% dei 19 miliardi di euro) e’ l’unico modo in cui l’economia puo’ crescere mentre l’inflazione diminuisce. Il programma approvato prevede che nel 2015 si deve arrivare al 55% della competitivita’ dell’Unione Europea attraverso una serie di programmi di ritecnologizzazione. La chiave sara’ l’efficacia energetica, poiche’ l’energia e’ un costo essenziale in numerosi settori importanti dell’economia romena (meccanica strumentale, industria metallurgica o industria tessile). Gli investimenti effettuati nei progetti di ricerca nazionale contribuiranno all’aumento della competitivita’. Pero’, il miglioramento della competitivita’ continuera’, per ancora qualche anno, ad essere assicurato attraverso l’assorbimento di tecnologie estere – fenomeno percettibile nella bilancia commerciale dal peso specifico delle importazioni di macchinari ed attrezzature per la ritecnologizzazione.
Anche il campo delle risorse umane e’ diventato piu’ importante, specialmente sotto la pressione delle multinazionali sbarcate in Romania, che hanno scoperto nel paese manodopera di qualita’, competitiva a livello mondiale (basta pensare al campo dell’IT).
Il programma europeo firmato nel campo delle risorse umane e’ complesso. Il Ministero romeno del Lavoro paga gia’ da tempo, parzialmente, determinati corsi di formazione, con buoni risultati. Nel futuro, pero’, gli aiuti di stato per la qualifica e riqualifica saranno addirittura incoraggiati dalla legislazione europea. L’Unione Europea stessa mette a disposizione consistenti fondi a tale scopo. E l’idea di formazione continua cessera’ di essere un semplice neologismo da utilizzare in occasione di seminari. Per non parlare della necessita’ di cambiare radicalmente il sistema di formazione delle risorse umane dell’amministrazione pubblica.
La conclusione e’ evidente, la Romania puo’ accedere a 19 miliardi di euro da investire, ed il suo problema vitale e’ di natura amministrativa: investire questi fondi soltanto dove sono necessari e dove possono produrre risultati visibili, chiari, commensurabili, in concomitanza con gli investimenti in un secondo problema vitale, le risorse umane, che possano assicurare la realizzazione di tutto cio’.

La Romania dispone di fondi pero’ mancano gli specialisti in grado di realizzare progetti per lo sviluppo della rete di autostrade e strade moderne
La mancanza di risorse umane, l’esodo degli specialisti in cerca di un lavoro meglio pagato all’estero, nel campo dell’allestimento di strade e ponti, il ritardo nelle dovute espropriazioni di terreni, l’insufficiente manutenzione dell’attuale rete nazionale di strade ed il mancato interesse del mondo politico per questo settore sono i piu’ importanti problemi con i quali si confronta la Compagnia romena delle Strade, secondo il Rapporto settoriale per la politica dei trasporti in Romania, elaborato dalla Societa’ Accademica Romena (SAR). “Le risorse umane sono un problema dolente. Nonostante gli stipendi siano aumentati in questo settore, la manodopera invece di tornare continua ad andarsene. Non abbiano sufficienti specialisti” spiega Septimiu Buzaşu, segretario di Stato nel Ministero dei Trasporti. “I fondi non sono piu’ il principale problema della Romania nel campo delle infrastrutture; non abbiamo, invece, con chi lavorare. Gli specialisti nell’allestimento di strade e ponti continuano a partire all’estero, e non abbiamo piu’ tecnici in grado si realizzare progetti per poter assorbire i fondi europei” aggiunge Sorin Ioniţă, direttore di ricerca SAR.
E’ vero che l’Unione Europea incentiva il traffico ferroviario, considerato non inquinante, pero’ finanzia anche le infrastrutture stradali. Secondo il rapporto citato, si constata un trasferimento accelerato del traffico dalle ferrovie verso le strade. “Se l’attuale trend continua, l’attivita’ della societa’ di trasporto ferroviario di passeggeri, CFR Călători rimarra’ senza oggetto di attivita’ prima del 2020” spiega Sorin Ioniţă. In piu’, si e’ constatato che, a causa della geometria diffettosa di determinati tratti stradali , il rischio di morire in un incidente sulle strade romene e’ 40 volte superiore della media UE.
La strategia elaborata finora per il settore delle strade ed autostrade, per il periodo 2007-2013 e’ pura fantasia, accusa il rapporto. “La Romania non ha, attualmente, la capacita’ di assorbimento necessario per la realizzazione di questa strategia e non dispone neanche delle risorse umane necessarie. Negli ultimi anni il paese ha disposto di piu’ fondi di quanto ha potuto utilizzare. Per realizzare la strategia di sviluppo delle infrastrutture, la capacita’ di assorbimento attraverso investimenti deve aumentare 4-5 volte. Fino adesso la capacita’ di assorbimento non ha mai superato 500 milioni di euro l’anno ed e’ in diminuzione. La realizzazione della strategia presuppone una capacita’ di assorbimento di 2-3 miliardi di euro l’anno” calcola Sorin Ioniţă.
Costi alti
Le autostrade sono utili, pero’ non rappresentano una soluzione universale per tutti i problemi dei trasporti in genere, poiche’ i costi dell’allestimento di 1 chilometro di autostrada in Romania sono doppi rispetto a quelli di altri stati dell’Unione Europea. “I costi di un chilometro di autostrada non possono essere calcolati mediamente perche’ dipendono da numerosi fattori. Un chilometro di autostrada su un viadotto costa 25 milioni di euro, mentre in pianura scende a 5 milioni di euro. Il bitume utilizzato per l’allestimento delle strade in Romania e’ importato in totalita’, e nonostante il paese disponga di fabbriche di cemento, in Romania non vengono allestite strade in cemento” si lamenta Buzaşu.
Construttori incapaci
I realizzatori del tratto Moara Vlăsiei – Ploieşti dell’Autostrada Bucarest – Ploieşti, per esempio, non hanno sufficiente esperienza nel campo di tali progetti e sembrano incapaci di realizzare i dovuti lavori, continua Septimiu Buzaşu, segretario di stato nel Ministero dei Trasporti. “Il Ccnsorzio composto dalle tre societa’ romene (Euroconstruct, UMB Spedition, PA&CO International e Comaxa) non dispone di esperienza nel campo dei progetti simili, non ha mai realizzato un tratto di autostrada. Hanno un problema di management del progetto” crede Septimiu Buzaşu. Il consorzio ha vinto la gara indetta alla fine del 2006 per la costruzione del settore autostradale, con un’offerta di 200 milioni di euro per 42,5 km.

Il volume di affari nell’industria e’ aumentato del 14,8% nel primo semestre del 2007
Il volume di affari nell’industria e’ aumentato, nel primo semestre del 2007, del 14,8% rispetto al periodo simile del 2006, informa l’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Nell’industria di trasformazione la crescita e’ stata del 18,7%, nell’industria estrattiva del 4,1%, mentre nell’industria dell’energia elettrica e termica, del gas naturale e dell’acqua il giro di affari e’ diminuito del 7,1%.
Per gruppi industriali, sono state registrate crescite nell’industria dei beni di capitale (mezzi di produzione) del 27,4%, nell’industria dei beni durevoli del 26,3% e nell’industria dei beni intermedi del 22,6%, mentre l’industria energetica ha registrato una diminuzione del 10,6%.
Nel mese di giugno 2007, il volume d’affari dell’industria e’ diminuito rispetto a maggio 2007 dello 0,2%, pero’ e’ aumentato del 7,8% rispetto a giugno 2006. Nell’industria dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua e nell’industria di trasformazione il volume d’affari e’ diminuito dell’1,4% rispettivamente 0,1% mentre nell’industria estrattiva e’ aumentato dello 0,3%.

Aumentato di oltre il 31% il giro d’affari nell’edilizia, nel primo semestre del 2007
Il valore dei lavori di costruzioni e’ aumentato del 31,4% nel primo semestre del 2007 rispetto al periodo simile del 2006, crescita leggermente inferiore a quella del 31,8% registrata nei primi 5 mesi del 2007. La crescita e’ stata registrata sia per gli edifici non residenziali (+35,4%), che per quelli residenziali (+33,4%) e costruzioni di ingegneria (+29,2%), informa l’Istituto Nazionale di Statistica.
Per elementi di struttura, sono state registrate crescite in tutti i settori: lavori di manutenzione e riparazioni correnti (+31,8%), lavori di riparazioni capitali (+31,6%) e lavori di costruzioni nuove (+31,1%).
Nel mese di giugno 2007, i lavori edilizi sono aumentati del 19,2% rispetto a maggio 2007.

Il deficit della bilancia commerciale e’ salito a 9,66 miliardi di euro
Nel primo semestre del 2007, il deficit commerciale della Romania e’ salito a 9,66 miliardi di euro, di oltre 3,81 miliardi di euro superiore a quello del periodo simile del 2006. Le importazioni sono ammontate a 23,7 miliardi di euro (28,3% rispetto ai primi 6 mesi del 2006) e le esportazioni a 14,1 miliardi di euro (+4,9% rispetto al primo semestre del 2006).
L’aumento del deficit e’ dovuto, principalmente, alla riduzione delle esportazioni di prodotti petroliferi (a quasi meta’ del livello registrato nel periodo simile del 2006) e alla diminuzione del volume delle operazioni di perfezionamento attivo (lavoro per conto terzi) specialmente nel settore tessile.
Nell’interscambio commerciale intracomunitario il deficit commerciale e’ ammontato ad oltre 7,03 miliardi di euro.

Dal momento dell’adesione della Romania all’UE, gli stipendi sono aumentati di oltre l’11%. Lo stipendio medio netto e’ salito a giugno 2007, a 1.023 lei (equivalente a 317 euro, grazie all’evoluzione della moneta romena nei confronti dell’euro), e lo stipendio medio lordo a 1.377 lei
Lo stipendio medio netto ha continuato la sua ascensione lenta ma sicura anche nel mese di giugno 2007, salendo a 1.023 lei (+ 11,4% rispetto ai 918 lei di gennaio 2007 e +22,5% rispetto a giugno 2006).
Secondo i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica, lo stipendio medio lordo a livello nazionale ammontava a giugno 2007, a 1.377 lei, in aumento dell’11,7% rispetto a gennaio 2007, dell’1,2% rispetto a maggio 2007 e del 23,8% rispetto a giugno 2006.
I piu’ alti redditi salariali netti sono stati registrati nel campo delle intermediazioni finanziarie (3.509 lei), ed i piu’ bassi nell’industria della lavorazione del legno e derivati del legno, ad eccezione dei mobili (596 lei).
In termini reali, il guadagno salariale medio netto a livello nazionale e’ aumentato dell’1% rispetto a maggio 2007 e del 18% rispetto a giugno 2006.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, la maggior parte degli indici di congiuntura economica hanno registrato aumenti significativi negli ultimi 12 mesi
La maggior parte degli indici di congiuntura economica hanno registrato diminuzioni nel mese di giugno 2007 rispetto al mese precedente, pero’ sono in aumento consistente rispetto a giugno 2006, comunica l’Istituto Nazionale di Statistica.
La produzione industriale e’ stata nel mese di giugno 2007 del 4,6% superiore a quella di giugno 2006.
I lavori di costruzioni nel mese di giugno 2007 sono aumentati del 31,4% rispetto a quelli di giungo 2006.
Il giro di affari delle societa’ con attivita’ principale nel campo del commercio al dettaglio (ad eccezione del commercio con autoveicoli e motociclette) e’ stato, nel mese di giugno 2007, del 16% superiore a quello di giugno 2006.
Rispetto a giugno 2006, il giro di affari registrato a giugno 2007 dalle aziende con attivita’ principale nel campo del commercio all’ingrosso e dettaglio di autoveicoli motociclette, comprese la loro manutenzione e riparazione, e’ aumentato del 14,7%.
L’erogazione di servizi di mercato alla popolazione, nel mese di giugno 2007 ha registrato un giro di affari del 2,7% inferiore a quello di giugno 2006.
Il numero dei disoccupati registrati a giugno 2007 era di 354.700, di 111.200 persone inferiore a quello di giugno 2006.

I fondi di investimenti hanno portato sul mercato romeno oltre 2 miliardi di euro
Il portafoglio di acquisti in Romania dei principali fondi di investimenti in operazioni immobiliari e nel retail supera 2 miliardi di euro.
Il piu’ grande investitore straniero sul mercato immobiliare romeno e’ Immoeast, con progetti di oltre 1,4 miliardi di euro, seguito da Europolis, Fabian, Equest. Il fondo di investimenti austriaco Immoeast detiene in Romania 114 proprieta’ con un totale di 3,9 milioni di mq ed un valore di oltre 1,4 miliardi di euro. Immoeast ha annunciato che dispone, fino nel 2010, di oltre 700 milioni di euro per acquisti e sviluppi immobiliari sul mercato romeno, e di conseguenza il portafoglio detenuto in Romania aumentera’ nei prossimi 3 anni a 2,1 miliardi di euro. Tra i piu’ importanti progetti di Immoeast si annoverano il parco d’affari S-Park, acquistato nel mese di luglio per 101,5 milioni di euro ed Iride Business Park.
Europolis stima il raddoppio dei valori amministrati, fino nel 2009
Un altro operatore importante sul mercato romeno degli investimenti immobiliari e’ il fondo austriaco Europolis che ha acquistato, nel 2007, per 90 milioni di euro, i primi due edifici per uffici del Sema Park con una superficie di 43.000 mq. Europolis e’ entrato sul mercato romeno nel 2003, con l’acquisto dell’edificio per uffici Europehouse. Secondo gli studi elaborati dalla compagnia DTZ Echinox, il fondo Europolis si piazza tra i primi tre investitori in unita’ di distribuzione e magazzinaggio dell’Europa Centrale ed Orientale. I valori amministrati ammontavano a circa 1,6 miliardi di euro nel 2006 e dovrebbero raddoppiare fino nel 2009.
Il gruppo britannico di investimenti Equest Balkan Properties (EBP) detiene 8 proprieta’ immobiliari in Romania, ed il portafoglio del fondo e’ valutato a circa 160 milioni di euro. Nel 2007 ha acquistato Modul Shopping Center per 8 milioni di euro. Inoltre, EBP ha acquistato, sempre nel 2007, per 2,75 milioni di euro, il 75% delle azioni Trigon Proprities, societa’ che realizza il progetto Europark a Bucarest e promette investimenti di 16 milioni di euro.
I britannici di Dawnay Day porteranno 900 milioni di euro nei prossimi anni
Il fondo britannico di investimenti Fabian Romania Property Fund ha un portafoglio di 9 proprieta’ immobiliari sul mercato romeno, che totalizzano oltre 70.000 mq di spazi per uffici nella Capitale e 850 appartamenti a Bucarest e Timişoara. Gli investimenti Fabian in Romania ammontano a 70 milioni di euro. Fabian ha prelevato nel 2007, per 60 milioni di euro, l’edificio per uso ufficio di classe A Cubic Centre (44.000 mq) nel nord di Bucarest ed ha acquistato Băneasa Business Centre per 23,9 milioni di euro e l’edificio Evocenter per 4,9 milioni di euro. Fabian ha effettuato il suo primo acquisto a Bucarest a dicembre 2005, quando ha prelevato l’edificio Banu Antonache, per 12,3 milioni di euro. Un altro fondo che ha deciso di investire in Romania e’ il britannico Teesland IOG, che ha gia’ acquistato da Cefin Real Estate, per 70 milioni di euro, il parco industriale “A1”. Tra gli operatori di prim’ordine si annovera anche il gruppo britannico di investimenti e servizi finanziari Dawnay Day che intende investire sul mercato del real estate in Romania circa 900 milioni di euro nei prossimi anni. Fino al momento attuale, il gruppo ha annunciato investimenti di 250 milioni di euro in 4 centri commerciali a Cluj Napoca, Arad, Baia Mare e Satu Mare.

La Banca Centrale (BNR) ha aumentato le previsioni sul tasso annuo dell’inflazione nel 2007 fino a 3,9%
La Banca Centrale ha rivisto, in leggero aumento (+ 0,2%), al 3,9%, le previsioni sul tasso dell’inflazione nel 2007 (a maggio annunciava 3,7%).
Per il 2008, pero’, le previsioni BNR indicano un tasso di inflazione dello 0,5% inferiore rispetto alle precedenti previsioni: da 4,2% a 3,7%.
L’inflazione si e’accentuata, attualmente, come conseguenza dell’aumento dei prezzi amministrati in un ritmo superiore a quello previsto, principalmente a causa dell’aumento degli affitti fissati dall’amministrazione locale, dell’aumento dei prezzi di determinati generi alimentari (frutta e verdura) a causa della siccita’ e dell’aumento del prezzo internazionale del petrolio che ha generato un rincaro dei combustibili.
La riduzione delle previsioni sul tasso dell’inflazione nel 2008, fino a 3,7% e’ stata determinata, tra l’altro, dalla riduzione dell’ampiezza prevista degli aggiustamenti dei prezzi amministrati.
Rischi nel processo di deflazione
Secondo la banca centrale, tra i principali rischi riguardanti l’inflazione si annoverano gli aumenti salariali, il rilassamento della politica fiscale mentre si attende l’aumento delle pressioni sulle spese pubbliche, specifico per un periodo elettorale, l’aumento del deficit di conto corrente nonche’ l’aumento delle tensioni sul mercato agro alimentare a causa della lunga siccita’ nel 2007.
Nel capitolo delle incertezze sono menzionate le evoluzioni future del tasso di cambio della moneta nazionale, del prezzo dei combustibili e dei prezzi amministrati.
Per il 2009, il target dell’inflazione e’ stato stabilito al 3,5% +/- 1%.

Il contributo degli investitori esteri al capitale sociale delle compagnie registrate in Romania e’ aumentato dell’85%
Il valore degli investimenti stranieri sotto forma di contributo al capitale sociale delle ditte costituite in Romania e’ stato, nel primo semestre del 2007, di 1,14 miliardi di euro, in aumento dell’85% rispetto al periodo simile del 2006 (613,1 milioni di euro), secondo i dati rilasciati dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC).
Nel primo semestre del 2007 sono state costituite 7.989 societa’ con partecipazione straniera al capitale sociale, rispetto a 6.092 nel periodo gennaio-giugno 2006.
Alla fine di giugno 2007, in Romania erano registrate 139.932 societa’ con partecipazione straniera al capitale sociale.
Nei primi 6 mesi del 2007, la piu’ importante sottoscrizione di capitale straniero e’ stata quella effettuata dall’azionista austriaco nella Banca Comerciala Romana, di 115,4 milioni di euro, seguita dalle sottoscrizioni di E.ON Energie Romania, di 104,9 milioni di euro e CEZ Distributie, di 104,1 milioni di euro.
Anche la banca portoghese Millennium, Renault Mecanique Roumanie ed Enel Energie hanno effettuato sottoscrizioni significative al capitale sociale nel primo semestre del 2007, di 39,9 milioni di euro, 28,3 milioni di euro, rispettivamente 23 milioni di euro.
Nel solo mese di giugno 2007, gli investimenti stranieri sotto forma di contributo al capitale sociale delle ditte registrate in Romania sono ammontati a 250 milioni di euro, del 28% superiori a quelli registrati nel mese di giugno 2006 (195,2 milioni di euro).
Il piu’ consistente contributo al capitale sociale nel mese di giugno 2007, di 45,7 milioni di euro, e’ stato realizzato da Gran Via Ghencea, con azionista di maggioranza spagnolo.
Altre sottoscrizioni consistenti al capitale sociale hanno effettuato ATE Bank Romania (con investitori greci), di 23,1 milioni de euro, ed Energie, di 23 milioni di euro.
Egger Romania, controllata da azionisti britannici, ha beneficiato di una sottoscrizione di capitale di 17,7 milioni di euro, PVN Romania, di 10,3 milioni di euro, e Baumax Romania, di 10,25 milioni di euro.
Nel mese di giugno 2007 sono state costituite 1.406 societa’ con partecipazione straniera ed il contributo al capitale e’ ammontato a 71,1 milioni di dollari (oltre 51 milioni di euro).
Per paesi di provenienza degli investitori stranieri che hanno costituito il maggior numero di societa’ nel mese di giugno 2007, al primo posto si e’ piazzata l’Italia con 261 ditte seguita dall’Ungheria con 134 societa’.

75 banche europee all’assalto del mercato romeno
Dopo l’adesione del paese, dal 1 gennaio 2007, all’UE e la conseguente semplificazione delle modalita’ attraverso le quali le banche operanti nello spazio comunitario accedono ai clienti romeni, il paesaggio bancario romeno si e’ arricchito di nomi sonori.
Esonerate, quindi, dall’obbligo di presentare un dossier farraginoso alla banca centrale romena, con conseguente perdita di tempo e fondi, i nuovi arrivati sono tenuti soltanto ad inviare una semplice notifica alla Banca Nazionale della Romania per comunicare alcuni dati generali (indirizzo, dati di contatto, banca sorvegliante ecc) ed i settori bancari nei quali intendono operare.
La competizione nei primi 6 mesi del 2007 sembra vinta dagli operatori di origine anglosassone. Dai 75 nuovi istituti interessati ad offrire servizi bancari, 20 provengono dalla Gran Bretagna. Se si aggiungono anche gli 8 provenienti dall’Irlanda, la presenza anglosassone diventa consistente. Oltre a questi sono presenti anche 10 istituti dall’Austria, 5 dalla Francia, 4 dall’Olanda, 4 dalla Germania, 3 dal Lussemburgo, 2 dalla Danimarca e 2 dalla Gibilterra. La lista si conclude con 7 paesi rappresentato ognuno da una banca: Italia, Grecia, Belgio, Cipro, Malta, Spagna e Liechstenstein.
Tra i nomi che si ritrovano nell’elenco degli arrivi dopo il 1 gennaio 2007 ci sono, comunque, anche nomi gia’ presenti sul mercato bancario romeno, che si sono portati dei “rinforzi”, attraverso la notifica diretta della banca madre oppure attraverso la notifica di succursali regionali, tra cui ABN AMRO, Citibank, Erste Bank, Dexia, ING Bank, RZB Austria, Societe Generale e Volksbank.
Ecco la lista dei nuovi arrivati sul mercato bancario romeno, dopo il 1 gennaio 2007:
• Gran Bretagna: JP Morgan International Bank Limited, JP Morgan Europe Limited, Citibank International PLC, Royal Bank of Scotland, Rathbone Investment Management, Goldman Sachs International Bank, ICICI Bank UK PLC, VISA Service Kreditkarten AG, Credit Suisse International, Firepay UK Limited, UBS Limited, Newcastle Building Society, Google Payment Limited, Cit Bank Limited, Citadel Commerce UK Limited, Morgan Stanley Bank, Bank of London, Coutts & Company, FirePay UK Ltd, Medicapital Bank Plc
• Austria: Raiffeisen Zentralbank Osterreich AG, Hypo Alpe-Adria-Bank AG, Ecetra Central european eFinance AG, Volksbank international AG, Kommunalkredit Austria AG, Dexia Kommunalkredit Bank AG, Erste Bank Osterreichischen Sparkassen AG, Hypo Investmentbank AG, Investcredit Bank AG PLC, Raiffeisenlandesbank Oberosterreich Aktiengesellschaft
• Irlanda: HYPO Public Finance Bank, DEPFA ACS Bank; DEPFA Bank PLC; Merrill Lynch International Bank, Elavon Financiar Services, Anglo Irishbank AG, Rabobank Ireland Plc, The Bank and Company of Bank of Scotland
• Francia: Societe Generale, Compagnie Generale D´Affacturage, Calyon Credit Agricole, Euler Hermes SFAC Credit, BNP Paribas
• Ungheria: OTP Bank Nyrt, K&H Bank Nyrt, MKB Bank Nyrt, Palgari, Cib Leasing
• Germania: Landesbank Baden Wurttenberg AG, West LB AG , DEFPA Deutsche Pfandbriefbank AG, LRP Landesbank Rheinland-Pfalz AG
• Olanda: ABN Amro Bank N.V., ING Bank N.V., Fortis Bank Global Clearing N.V., GE Artesia Nederlanden
• Lussemburgo: Danske Bank International, Credit Suisse Luxemburg, PayPal SCA
• Danimarca: Danske Bank SE, Saxo Bank
• Gibilterra: IDT Financial Services, Limited
• Italia: Mediobanca
• Grecia: EFK Eurobank Ergasias SA
• Malta: CommBank Europe Limited
• Liechstenstein: LGT Bank in Liechtenstein AG
• Cipro: Kommunalkredit International Bank Ltd
• Belgio: KBC Bank
• Spagna: Caja Madrid

La proffitabilita’ delle banche romene ha raggiunto un livello record. C’e’ ancora posto per ulteriori crescite?
Indubbiamente, il 2007 e’ un anno favorevole per le banche operanti in Romania: i profitti registrati nel primo semestre hanno toccato livelli record.
BRD ha annunciato un profitto per il primo semestre di 133 milioni di euro, BCR di 129, Unicredit di 56 e pure la Cassa di Risparmio CEC ha registrato un utile – e’ vero, ancora modesto – di 17 milioni di euro.
Gli alti profitti, in continuo aumento, in un mercato teoricamente competitivo agisce come una calamita per altre banche interessate ad operare in Romania.
Cio’ sarebbe a vantaggio della Banca Transilvania – i cui azionisti hanno un momento favorevole per un eventuale exit, poiche’ numerosi istituti stranieri (tra cui anche HSBC) sono sempre piu’ interessati all’Europa Orientale.
Altre banche, come la portoghese Banca Millenium scelgono di partire da zero sul mercato romeno.
Anche la Cassa di Risparmio CEC potrebbe diventare piu’ aggressiva e “rubare” clienti nel retail – sua specializzazione – da altre banche. Attraverso l’eliminazione di determinate commissioni oppure concentrandosi sui finanziamenti all’agricoltura da fondi europei.
L’economia romena e’ in crescita ma ancora poco “bancarizzata”. Ci sono, quindi, tutte le premesse per che continui l’aumento dell’attivita’ e dei profitti delle banche. La competizione, pero’, limitera’ l’aumento del tasso di profittabilita’ delle stesse (ad eccezione, forse della Cassa di Risparmio CEC, che ha recentemente cambiato gestione e quindi ottica dell’operato).

UniCredit Tiriac Bank ha introdotto un nuovo modello di organizzazione della rete di sportelli
UniCredit Tiriac Bank ha introdotto un nuovo modello di strutturazione della propria rete di sportelli che implica la creazione di unita’ dedicate ai clienti persone fisiche e, separatamente, unita’ per i clienti persone giuridiche, a Bucarest e nelle grandi citta’, dal 1 agosto 2007.
L’obiettivo prefissato da UniCredit Tiriac Bank per la fine del 2007 e’ quello di disporre di 20 succursali dedicate ai clienti compagnie, di cui 6 a Bucarest. Tale processo di “divisionalizzazione” della rete rientra nel plano UniCredit Group di migliorare il flusso di lavoro degli sportelli e dei servizi per varie categorie di clienti.
“Il nostro nuovo modello di sportelli e’ fondato sulle differenze significative esistenti tra persone fisiche e compagnie per quanto riguarda le necessita’ e le richieste finanziarie”, spiega Antoaneta Curteanu, Direttore Corporate UniCredit Tiriac Bank. “L’impatto sui nostri clienti sara’ minimo dal punto di vista logistico, pero’ portera’ benefici evidenti dal punto di vista della migliore gestione del tempo dedicato alle operazioni bancarie e della qualita’ dei servizi bancari offerti” aggiunge Antoaneta Curteanu.
Le operazioni di conto corrente continueranno ad essere realizzate attraverso ogni cassa della banca, in ogni sportello, oppure in via elettronica attraverso i servizi Online B@nking o Multicash. Per consulenze o informazioni sui prodotti specifici, crediti e negoziati, i clienti saranno direzionati verso gli sportelli specializzati.

I risparmi della popolazione romena si avvicinano a 11 miliardi di euro
Il valore totale dei depositi bancari detenuti in Romania dalle persone fisiche e’ salito, nel mese di maggio 2007, a quasi 10,9 miliardi di euro, di circa 500 milioni di euro superiori al livello registrato nel mese di aprile 2007. Rispetto a maggio 2006, il saldo totale dei depositi e’ aumentato di circa 4 miliardi di euro. I risparmi dei romeni rimangono, comunque tra i piu’ ridotti in Europa.
I piu’ recenti dati pubblicati da Eurostat indicano che i risparmi dei romeni rappresentano soltanto l’1% del saldo registrato a livello dell’intera Unione Europea. Riportato al numero totale della popolazione della Romania, il valore medio di un deposito non supera 520 euro. In paesi come la Polonia, l’indice ha superato 1.300 euro, e nei paesi con economie sviluppate, il deposito bancario medio pro capite e almeno 3 volte superiore al livello registrato nell’Europa Centrale. Pero’, a differenza degli stati sviluppati, il peso specifico dei depositi bancari nel totale del patrimonio finanziario della popolazione e’ due volte superiore (circa il 55%).
I piu’ numerosi depositi sono costituiti nella capitale
Bucarest detiene circa il 38% dei depositi registrati a livello nazionale. In piu’, negli ultimi 12 mesi, il peso specifico dei risparmi di Bucarest e’ aumentato di circa il 2%. Si deve, pero’ sottolineare che alcune banche spostano i conti dei grandi clienti nella capitale, evitando di conservarli presso le succursali della provincia.
Al polo opposto, i volumi piu’ bassi di risparmi erano registrati nella regione Giurgiu (circa 48 milioni di euro), Mehedinţi (circa 57 milioni di euro) e Sălaj (circa 62 milioni di euro).

Il retail sara’ il maggior datore di lavoro in Romania, nell’autunno 2007
Il settore del commercio al dettaglio diventera’ nei prossimi mesi, il piu’ importante datore di lavoro in Romania, superando i settori della produzione, edilizia e outsourcing.
L’espansione accelerata, motivata dalla strategia di copertura di un sempre maggior numero di citta’, determinera’ un aumento del 30% della manodopera utilizzata nelle vendite al dettaglio, in soli 5 mesi.
I piu’ numerosi posti di lavoro saranno creati fuori dalla capitale, nelle altre grandi citta’ e la piu’ diffusa posizione, con il 65% del totale, e’ quella di operatore commerciale nei negozi che saranno aperti fino alla fine del 2007.
“Il retail si annuncia come il piu’ importante datore di lavoro, nell’autunno del 2007, seguito dal settore produttivo (fino a 5.000 nuovi posti di lavoro) ed al terzo posto si piazzera’ l’edilizia” crede Victorina Borlan, Recruitment Manager della societa’ di selezione del personale Lugera & Makler.
Anche le societa’ di assicurazioni nel campo delle pensioni private si annunciano degli operatori molto attivi in questo periodo: avranno bisogno di oltre 100.000 operatori di marketing. La differenza, pero’, risiede nel fatto che la maggior parte di essi lavoreranno come collaboratori non come dipendenti permanenti, sottolinea Gina Dobric, recruitment manager della societa’ Human Capital Solutions.
Attualmente la maggior parte degli operatori commerciali di un supermercato sono pagati 5-6 milioni di lei mensili, quindi meno di 200 euro. Nel middle management, si guadagnano mediamente 300-350 euro, ed un capo reparto arriva a 700 800 euro, secondo le principali agenzie di selezione del personale.
La fluttuazione di personale e’ molto alta in questo campo, circa il 50%, ed ogni dipendente dispone di almeno 3 offerte di impiego in ogni momento. Esistono differenze consistenti tra gli stipendi pagati nelle grandi citta’ e nel resto del paese – differenze che vanno fino al 30%.
“Vinceranno la competizione per il personale quelli che avranno la migliore offerta salariale accompagnata da determinati benefici, che al momento non esistono – come l’assicurazione medica. Mi aspetto che gli stipendi aumentino di almeno il 30% nel prossimo futuro, in questo settore” aggiunge il rappresentante di Lugera&Makler.
Nel top dei datori di lavoro nel retail si piazza la rete tedesca di ipermercati Real, parte di Metro Group, che nei prossimi 5 mesi creera’ oltre 2.700 posti di lavoro. E’ seguita da Auchan che, nei 3 nuovi ipermercati che aprira’ entro la fine del 2007, impieghera’ circa 1.300 dipendenti.
Carrefour assumera’ entro la fine dell’anno, altri 1.200 dipendenti necessari per i 3 progetti annunciati. Le reti Kaufland, Plus Discount, Trident, Billa, Penny Market, Spar, Profi, Mega Image, La Fourmi creeranno, insieme, oltre 2.800 posti di lavoro nel prossimo futuro.
Anche i principali retailer nel campo del “fai da te’” Praktiker, Bricostore, bauMax, Mr. Bricolage, creeranno insieme oltre 1.000 nuovi posti di lavoro entro dicembre prossimo.

Bucarest e la zona dell’Ardeal attirano investimenti di 1 miliardo di euro sul mercato della logistica
La forte penuria di spazi per magazzini ha trasformato il mercato romeno degli spazi logistici in un settore molto attraente per gli investitori, poiche’ i rischi di investimento sono bassi e gli utili risultati dalla vendita degli spazi costruiti e’ dell’8-9%.
Immoeast (Austria), Cefin (Italia), Portland Trust (capitale ceco-americano) e Graells & Llonch (Spagna) dominano il mercato degli spazi logistici, che totalizzano 410.000 mq (l’Ungheria vanta uno stock almeno doppio).
Bucarest monopolizza il 40% degli spazi logistici esistenti attualmente, che sono concentrati specialmente nei pressi delle due autostrade.
La piu’ importante transazione del 2006 e’ stato il pre-affitto da parte del gruppo olandese Frans Maas di 29.000 mq nel quadro del progetto Bucharest West.
Secondo il piu’ recente rapporto di mercato della compagnia di consulenza immobiliare Colliers International, globalmente, sul mercato romeno sono stati affittati, nel 2006, poco piu’ di 123.500 mq, il che significa una leggera crescita rispetto ai 110.000 mq affittati nel 2005.
“Per il 2007-2008, aspettiamo la finalizzazione dei progetti in corso. Parliamo dei grandi progetti di oltre 20.000 mq, come Prologis, Bucharest Industrial Park o Cefin. L’ultimo ha gia’ finalizzato una parte che ha gia’ affittato” dichiara il direttore del dipartimento Spazi Industriali e Commerciali della societa’ immobiliare Regatta, Costel Alecu.
Anche se le transazioni sul mercato industriale non sono cosi’ numerose come quelle del mercato degli spazi per uffici o dei centri commerciali, i principali parchi industriali costruiti negli ultimi due anni hanno attratto investimenti totali di oltre 1 miliardo di euro.
Secondo la compagnia di consulenza immobiliare Coldwell Banker Affiliates of Romania (CB), il rendimento nel caso di un investimento in un parco industriale e’ dell’8,5-9% per Bucarest e del 9% per citta’ come Brasov, Timisoara, Costanza, Oradea o Cluj-Napoca.
Il mercato romeno degli spazi logistici ha attratto investitori importanti del mercato immobiliare europeo. La divisione immobiliare di Cefin ha annunciato un investimento di 150 milioni di euro in un parco industriale ubicato sull’autostrada A1, di 300.000 mq, di cui 120.000 mq sono gia’ stati realizzati.
La compagnia con capitale ceco-americano Portland Trust, realizzatrice di Bucharest West, investira’ fino alla finalizzazione del parco circa 300 milioni di euro. Sul mercato di Brasov, gli spagnoli di Graells & Llonch investiranno circa 350 milioni di euro in un parco industriale di Prejmer, che avra’ una superficie di 850.000 mq.
Da ricordare anche il gigantesco parco logistico del Consiglio Regionale Cluj, Tetarom, che ha attratto la compagnia finlandese Nokia, con investimenti di 200 milioni di euro in uno stabilimento produttivo ad un centro di ricerche.
Il Fondo austriaco di investimenti Immoeast ha concluso un’accordo con i developer britannici European Future Group per un programma di investimenti di 300 milioni di euro.
Nei prossimi anni, Immoeast finanziera’ lo sviluppo di 8 fino a 10 parchi logistici. La superficie affittabile dei futuri centri industriali sara’ compresa tra 400.000 e 500.000 mq.
La richiesta e’ in permanente aumento, poiche’ numerose compagnie decidono di trasferirsi nei spazi realizzati ultimamente.
I magazzini piu’ ricercati sono quelli con superfici flessibili, facilmente divisibili, con altezze di almeno 9 metri, dotate con attrezzature idrauliche che abbreviano i tempi di carico e scarico e sistemi moderni di protezione ed anti incendio.
La necessita’ di estendersi registrata da numerose compagnie ha un ruolo importante nella sviluppo del mercato. Un esempio e’ rappresentato dalla compagnia Cefin Logistic Park. Un suo cliente, KLG, ha deciso di estendersi in un magazzino di 15.400 mq dopo il prelievo dell’attivita’ logistica di Domo, e dello spazio di 5.000 mq affittato da questo. Nel contempo, lo spazio liberato da KLG e’ stato prelevato dalla compagnia Centrum. Secondo Colliers, le compagnie logistiche hanno generato la maggior parte della richiesta, concludendo transazioni superiori a 10.000 mq, seguite a grande distanza dai retailer e dalle compagnie produttrici di beni di consumo (FMCG).
“La zona occidentale della Romania sara’ sempre piu’ ricercata per i parchi logistici. Gia’ gli investitori locali come Dumagas – compagnia operante nel campo dei trasporti e logistica – di Timisoara hanno annunciato lo sviluppo di parchi logistici. Un’altra zona che indica crescite in questo campo e’ Arad” aggiunge Costel Alecu.
Offerta
Con un’offerta nuova, che ha totalizzato 61.300 mq, lo stock totale di spazi nuovi per magazzini era arrivato ad un totale di circa 260.000 mq alla fine del 2006. Nonostante per la seconda meta’ dell’anno erano attesi piu’ di 120.000 mq, soltanto Cefin e Mercury Logistic Park hanno finalizzato due edifici di 24.000 mq rispettivamente 10.000 mq. Tutti gli spazi consegnati nel 2006 sono stati affittati prima di essere ultimati.
Affitti
I contratti per grandi superfici (oltre 10.000 mq) sono stati conclusi, generalmente, nell’intervallo 4-4,25 euro/mq, mentre gli affitti per spazi inferiori (meno di 3.000 mq) hanno oscillato tra 4,8 e 5 euro/mq, secondo la compagnia Colliers International. All’affitto si aggiunge la tassa di servizi, che varia in funzione del progetto tra 0,4 e 0,7 euro/mq e copre le spese per il management del parco. Secondo i dati ottenuti da Coldwell Banker, a Brasov ed Oradea, gli affitti per gli spazi per magazzini variano tra 3,5 e 4 euro/mq, a Timisoara e Cluj-Napoca tra 3,8 e 4 euro/mq e a Costanza tra 4 e 4,25 euro/mq.
Previsioni
“Lo stock di spazi industriali della provincia (Brasov, Costanza, Cluj-Napoca, Timisoara, Arad, Oradea) e Bucarest arrivera’, nei prossimi 2-3 anni a valori compresi tra 800.000 ed 1 milione di mq” stima Adrian Tibichi, research coordinator CB. I rappresentanti Colliers valutano che se i progetti cominciati verranno ultimati come previsto, lo stock di spazi moderni a Bucarest aumentera’ di 434.000 mq, cioe’ quasi il doppio dello stock di spazi esistenti alla fine del 2006.

Record di vendite ed acquisti di terreni e costruzioni nel 2007
Anche nel periodo delle ferie, l’attivita’ immobiliare continua in maniera sostenuta in Romania. Cio’ ha portato, nel 2007, alla conclusione di un numero record di transazioni. I dati rilasciati dall’Unione Nazionale dei Notai Pubblici (UNNP) indica che le transazioni immobiliari concluse nella prima parte dell’anno sono aumentate 5 volte rispetto al periodo simile del 2006. Gli specialisti valutano che la crescita e’ dovuta alle nuove norme sulla concessione dei crediti ma anche all’adesione del paese all’UE. Secondo i dati rilasciati dall’UNNP, da gennaio e fino a maggio 2007 sono state concluse quasi 140.000 transazioni immobiliari, a livello nazionale (rispetto a 27.000 transazioni concluse nel periodo simile del 2006). I notai pubblici affermano che nel 2007 sono venduti prevalentemente terreni all’interno delle localita’.
I piu’ numerosi acquirenti di beni immobiliari hanno preferito il pagamento con trasferimento bancario.

I mass media italiani parlano della Romania
www.stranieriinitalia.it: Romeni in Italia, quanti sono e dove vivono. Lazio, Piemonte e Veneto sono le regioni più scelte
Tra Spagna e Italia esiste la maggiore comunità romena all’estero di tutta l’Europa.
Secondo le stime (non ufficiali) la Spagna ospiterebbe almeno 2 milioni di cittadini romeni su tutto il territorio. Seconda, ma non molto distaccata, l’Italia che accoglie almeno 1-1,5 milioni di romeni.
Secondo le ultime statistiche diffuse dal Centro cittadinanza romena, l’Italia e la Spagna sono le mete favorite dai romeni tra i 23 e i 40 anni con un basso livello d’istruzione. La destinazione preferita dai laureati è invece la Gran Bretagna, secondo lo stesso studio.
Per la Penisola italiana gli ultimi dati mettono al primo posto per la presenza di romeni il Lazio, seguito dalla Lombardia e dal Piemonte. A livello dei singoli gruppi nazionali, infatti, gli immigrati romeni sono la prima comunità in tutti i comuni della Provincia di Roma, ad eccezione di Nettuno dove a prevalere sono i bulgari (20%). Nel Lazio, infatti, gli stranieri sono 418.823, il 12% sul totale nazionale e di questi, un quarto provengono solo dalla Romania.
Un esempio lampante è Civitavecchia dove sembra “essersi spostato un intero paese di Piatra Neamt grazie alle catene migratorie e alle reti familiari che si sono attivate a seguito dei racconti di due sacerdoti romeni che emigrarono per primi a Civitavecchia”, secondo il rapporto dell’Osservatorio romano. La comunità dovrebbe contare circa 900- 1000 residenti. Ma il primato della provincia va a Ladispoli, al secondo posto per la presenza degli stranieri residenti: 3.912 regolari, 1.911 romeni secondo il Comune.
Nel Lazio soggiorna circa un quarto dei romeni presenti in Italia, cioè quasi 90.000 secondo le stime Caritas nella regione. Molto probabilmente il numero dei romeni residenti all’inizio del 2007 è superiore a 100.000 presenze tenendo conto dei flussi del 2006 e la successiva entrata della Romania nell’UE che ha consentito ai romeni di evitare le lunghe procedure di visti.
A Roma, più di un immigrato su quattro è romeno, ma il primato spetta a Torino, dove la concentrazione è più alta (un immigrato su tre, cioè il 34,5 %, è romeno). Seguono, secondo l’ultima statistica dell’Istat, Milano (5.532), Padova (4.105) e Verona (3.040). A livello territoriale, solo il 33,6% vive nei grandi centri, il resto, il 66,4%, sceglie le piccole località vicino ai capoluoghi.

Newsletter n.31 / 2007

Si calcola che, alla fine del primo semestre dall’adesione all’UE, la Romania abbia pagato piu’ di quanto ha ricevuto
„Fino al momento attuale, la Romania ha versato al bilancio europeo 1.766 milioni di lei, di cui la tranche di luglio ammonta a 227 milioni di lei“ dichiara Stefan Ciobanu, direttore dell’Autorita’ per il Coordinamento degli Strumenti Strutturali nel Ministero dell’Economia e Finanze.
Se si parla dei fondi comunitari per il 2007, si calcola che la Romania sia riuscita ad assorbire solo un sesto dei fondi ai quali aveva accesso. Dei 1,9 miliardi di euro ai quali la Romania ha accesso nel primo anno dopo l’adesione, fino al momento attuale il paese ha assorbito soltanto 330 milioni di euro.
Si tratta di due categorie di fondi comunitari ai quali la Romania ha diritto: preadesione e postadesione. I fondi spesi dalla Romania fino al momento attuale provengono esclusivamente dai programmi di preadesione (PHARE, ISPA e SAPARD).
Secondo i dati rilasciati dal Ministero dell’Economia e Finanze, nel periodo 1 gennaio-30 giugno 2007, le Agenzie di Implementazione hanno pagato, dai finanziamenti europei a fondo perduto, circa 155,7 milioni di euro per il Programma PHARE, 73,7 milioni di euro per il Programma ISPA e 101 milioni di euro per i Progetti SAPARD.
Dai fondi strutturali ai quali avrebbe diritto per il 2007, cioe’ 1,2 miliardi di euro, la Romania non ricevera’ fino alla fine dell’anno quasi nulla. Al massimo riuscira’ ad impegnare una parte dei fondi, se le autorita’ romene riusciranno a finalizzare le procedure entro l’autunno, ed i potenziali beneficiari presenteranno dei progetti validi.
„Il periodo per la presentazione delle richieste comincera’ ad agosto-settembre. Le autorita’ analizzeranno i progetti presentati ed approveranno quelli eleggibili. L’analisi puo’ necessitare da uno a tre mesi. Quindi a dicembre verrebbero firmati i contratti e percio’ nel 2007 non si potra’ parlare di accesso ai fondi ma solo di impegnare fondi per i contratti firmati” spiega Ciobanu.
Lo stesso spiega che i fondi destinati alla Romania sono previsti nel bilancio della Commissione Europea ed il paese li puo’ utilizzare secondo la formula “n+3”, cioe’ fino nel 2010. „Quindi alla fine del 2010, la Romania dovra’ aver presentato alla CE richieste di pagamento per 1,2 miliardi di euro. Identicamente, per i 1,8 miliardi di euro destinati alla Romania nel 2008, il paese dovra’ presentare le fatture alla Commissione Europea entro la fine del 2011“ aggiunge Ciobanu.
Nonostante cio’, la Romania potra’ ricevere dei fondi dall’UE nel 2007, pero’ non dai fondi strutturali, ma da quelli resi disponibili in anticipo dalla Commissione per essere utilizzati alla preparazione dei progetti. „Potranno essere ricevuti, a partire da agosto-settembre 400 milioni di euro. Saranno considerati somme assorbite e verranno utilizzati come prefinanziamento per poter cominciare alcuni progetti delle autorita’ locali o delle ONG“ completa Ciobanu.
In tutto, nel 2007, la Romania potra’ accedere solo a fondi di preadesione, probabilmente di 700 milioni di euro, ma nemmeno ad un eurocent dai fondi strutturali. A questi si potrebbero aggiungere i 400 milioni di euro menzionati da Ciobanu. In tal modo, sarebbe possibile che la Romania arrivi, a fine 2007, ad avere accesso a somme paragonabili alla quota che versa al bilancio dell’UE, cioe’ 1,1 miliardi di euro. Senza parlare dei fondi che lo stato romeno ha previsto nel proprio bilancio per il 2007 per cofinanziamenti, cioe’ 563 milioni di euro.

L’agricoltura romena sosterra’, in autunno, un esame difficile.
A novembre, la Commissione Europea decidera’ se i fondi destinati ai pagamenti diretti per le superfici coltivate verranno diminuiti oppure conservati. La condizione e’ che le agenzie di pagamenti ed il sistema di amministrazione e controllo funzionino. Nel 2007, attraverso questo schema di pagamenti 1,5 milioni di agricoltori dovrebbero beneficiare di 450 milioni di euro dal bilancio UE.
Per poter utilizzare tali fondi, la Romania deve avere agenzie di pagamenti accreditate, in grado di assicurare una buona gestione ed un controllo severo delle spese agricole. Inoltre, il sistema integrato di amministrazione e controllo (IACS), in base al quale si effettuano i pagamenti diretti agli agricoltori, deve funzionare a pieno regime. Altrimenti la Commissione Europea puo’ decidere la diminuzione del 25% dei fondi concessi per i pagamenti diretti, il che significa la perdita di oltre 112 milioni di euro per lo stato.
Gli agricoltori beneficeranno, comunque, degli stessi ammontari poiche’ i 25% verrebbero pagati dal bilancio dello stato romeno.

Gli affari degli imprenditori stranieri “fioriscono” in Romania
Redditi ed investimenti in aumento, piu’ dipendenti, attivita’ in espansione. Queste sarebbero le caratteristiche dell’attivita’ svolta nel secondo trimestre del 2007, in Romania, dalla maggior parte delle compagnie internazionali, secondo un barometro realizzato dalla societa’ di consulenza ed audit KPMG.
Circa il 60% delle 100 compagnie straniere intervistate confermano che i loro redditi sono aumentati nel secondo trimestre del 2007, rispetto al 40% che confermavano tale andamento nei primi 3 mesi del 2007. Meno del 10% delle compagnie intervistate hanno lamentato redditi inferiori, mentre per oltre il 30% delle societa’ i redditi sono rimasti immutati.
Il sondaggio KPMG rileva, anche, che quasi il 60% delle compagnie straniere hanno investito di piu’ nel periodo aprile-giugno 2007, rispetto al trimestre precedente, quando soltanto il 40% delle societa’ vantavano investimenti in aumento.
Assunzioni nelle societa’ straniere
L’aumento degli investimenti e’ stato accompagnato dall’aumento del numero dei dipendenti. Piu’ compagnie intervistate per lo studio KPMG hanno assunto nuovi dipendenti nel secondo trimestre del 2007 rispetto a quello precedente.
Il sondaggio indica, nel contempo, che oltre il 10% delle compagnie intervistate hanno effettuato riduzioni di personale nel secondo trimestre del 2007.
Il 70% delle societa’ internazionali intervistate dichiarano di aver allargato le proprie attivita’ economiche nel secondo trimestre, pero’ la percentuale diminuira’ di oltre il 10% nel prossimo trimestre.

Nello stesso tempo, nella regione Botosani, il Registro del Commercio chiude 50 societa’ con partecipazione italiana al capitale
Nella regione Botosani, 93 societa’ con partecipazione straniera al capitale sociale saranno chiuse e radiate dal Registro del Commercio, di cui 50 con capitale italiano. Le societa’ attraversano una crisi, probabilmente irreversibile, generata dalla mancanza di manodopera, dalla concorrenza dei prodotti cinesi importati in quantita’ sempre maggiori, dal continuo apprezzamento della moneta romena nei confronti dell’euro e dalla diminuzione dei vantaggi competitivi della delocalizzazione dopo l’adesione della Romania all’UE.
Una parte degli imprenditori stranieri confrontatisi con queste difficolta’, hanno gia’ trasferito le proprie attività in Ucraina o nella Repubblica Moldova oppure hanno cessato l’attivita’.
Dal 1989 fino al momento attuale, nella regione Botosani erano state costituite 384 societa’ con una partecipazione straniera al capitale di circa 35 milioni di dollari, operanti prevalentemente nel campo dei capi di abbigliamento, dell’agricoltura e della lavorazione del legno.

I servizi finanziari ed il settore del real estate, sono nel top degli aumenti di capitale delle societa’ con partecipazione straniera, registrati nel mese di maggio 2007
I servizi finanziari ed il settore del real estate sono i principali campi nei quali le compagnie con partecipazione straniera hanno effettuato aumenti di capitale nel mese di maggio 2007, per un valore totale di oltre 37 milioni di euro, secondo i dati rilasciati dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC).
Gli aumenti di capitale superiori ad 1 milione di euro sono ammontati, nel mese di maggio 2007, a 67,5 milioni di euro, del 65% inferiori a quelli registrati nel mese di maggio 2006.
Dal totale degli aumenti di capitale superiori ad 1 milione di euro, piu’ della meta’ sono stati effettuati da banche o compagnie di assicurazioni e da societa’ che operano nel campo immobiliare.
Ai primi due posti, per le dimensioni dell’aumento di capitale operato nel mese di maggio 2007 si sono piazzate entita’ del settore finanziario – bancario.
Il piu’ consistente aumento di capitale e’ stato operato nella Romexterra Bank dove l’azionista di maggioranza – l’ungherese MKB – ha portato 8,7 milioni di euro al capitale della banca.
A 8 milioni di euro e’ ammontato l’aumento di capitale della BRD Finance, divisione di crediti al consumo della BRD Societe-Generale.
Nel campo delle assicurazioni, il piu’ consistente aumento da parte straniera del capitale, di 6,3 milioni di euro, e’ stato realizzato nel mese di maggio 2007 da ING Fond de Pensii – la compagnia di pensioni private obbligatorie del gruppo olandese ING.
Il secondo posto e’ spettato a Fiba Asigurari – compagnia di assicurazioni generali, parte del gruppo finanziario turco Fiba, recentemente autorizzata dall’autorita’ di sorveglianza del mercato – il cui capitale e’ stato aumentato di 3,4 milioni di euro.
Per quanto riguarda il settore del real estate, 3 compagnie con azionisti di maggioranza dalla Spagna ed Italia hanno effettuato aumenti di capitale di oltre 7 milioni di euro. La compagnia Eusma Rom Buildin, con azionista di maggioranza spagnolo, ha effettuato un aumento di capitale, da parte straniera, di 3,4 milioni di euro, Fonteroma Real Estate, con azionista di maggioranza italiano, ha operato un aumento di capitale di 2,5 milioni di euro, e Gran Via Renta, con capitale spagnolo, ha aumentato il proprio capitale di 1,3 milioni di euro.
Un consistente aumento di capitale ha effettuato anche la compagnia Carpatcement Holding, divisione locale nel campo del cemento del gruppo HeidelbergCement, con un contributo dell’azionista di maggioranza di 8,1 milioni di euro.
Rispetto al mese di maggio 2006, nel mese di maggio 2007 gli investimenti stranieri superiori ad 1 milione di euro sono stati del 65% inferiori (nel 2006 erano stati realizzati 4 aumenti di capitale di oltre 10 milioni di euro, di cui il piu’ importante era stato effettuato da Renault Mecanique, con 34,6 milioni di euro).
Gli aumenti di capitale nel campo dei componenti auto non sono mancati nel 2007. Nel mese di maggio e’ stato registrato il contributo di 1,4 milioni di euro da parte della compagnia Barum Automotive a Timisoara e quello di 1,05 milioni di euro da parte degli spagnoli di Mapsa, a Cluj.
Secondo i dati rilasciati dall’ONRC, il valore del capitale straniero sottoscritto nei primi 5 mesi del 2007 ha superato 890 milioni di euro, doppio rispetto al periodo simile del 2006 quando gli investimenti stranieri erano ammontati a 410 milioni di euro. Nel mese di maggio 2007, gli aumenti di capitale nelle societa’ con partecipazione straniera sono ammontati a 92 milioni di euro, del 16% inferiori rispetto a maggio 2006.
Le sottoscrizioni di capitale nelle ditte con partecipazione straniera rappresentano una componente degli investimenti stranieri diretti. Nel calcolo di questo indice rientrano anche i prestiti concessi della societa’ straniere alla loro sussidiarie locali nonche’ il profitto reinvestito dalle compagnie.

Nel 2008, la Romania si piazzera’ al terzo posto nell’Europa centrale ed Orientale per le dimensioni della quota unica di tassazione dei redditi
La Romania ha attualmente, nell’Europa Centrale ed Orientale, la piu’ generosa fiscalita’ (quota unica di tassazione) per le societa’, dopo la Serbia, pero’ scendera’ nel 2008, al terzo posto, dopo che l’Albania avra’ introdotto la quota unica del 10% per la tassazione sia dei redditi che dei profitti.
Per quanto riguarda la quota unica di tassazione dei redditi delle persone fisiche, la Romania si piazza agli ultimi posti, dietro la Georgia, la Russia, l’Ucraina, la Serbia, la Rep.Ceca e, fra poco anche dietro la Bulgaria.
La Serbia ha introdotto nel 2003 la quota unica del 14% per la tassazione dei redditi delle persone fisiche e dei profitti delle compagnie; la Romania ha adottato nel 2005 la quota unica de 16%. I primi stati della regione che hanno adottato la quota unica sono stati Estonia e Lituania, nel 1994, che tassano i profitti delle compagnie del 26% rispettivamente 29%, e Lettonia, nel 1997, con una quota unica del 25%. La Russia tassa i profitti delle compagnie del 24%, l’Ucraina del 25% (dal 2004), la Slovacchia del 19% (dal 2004) e la Georgia del 20% (dal 2005).
La Rep. Ceca intende adottare una quota unica del 19% per l’imposta sul profitto entro il 2010.
Per quanto riguarda la tassazione dei redditi delle persone fisiche, numerosi stati della regione si piazzano prima della Romania. La Georgia ha una quota unica del 12%, la Russia e l’Ucraina del 13%, la Serbia del 14%, la Rep.Ceca del 15%, mentre l’Albania e la Bulgaria introdurranno nel 2008 la quota unica del 10%. Gli stati baltici, che hanno adottato per primi la quota unica, hanno un livello piu’ alto di tassazione: Estonia del 26%, Lituania del 33%, Lettonia del 25%.
La Bulgaria introdurra’ nel 2008, una quota unica del 10% per la tassazione dei redditi delle persone fisiche.

EIU prevede un deficit del 3,1% del PIL per la Romania nel 2007
Il bilancio della Romania ha registrato un deficit ridotto nel primo semestre del 2007, pero’, molto probabilmente arrivera’ al livello della soglia europea del 3% del PIL per l’intero 2007, poiche’ il governo Tariceanu si impegna in un programma consistente di progetti sociali e di infrastrutture, commenta Economist Intelligence Unit in un ampia analisi citata da The Economist. Secondo EIU, l’ottimismo del target dei redditi al bilancio dello stato,per il 2007, non e’ fondamentato e di conseguenza EIU considera che il deficit fiscale per il 2007 arrivera’ al 3,1% del PIL.
EIU ricorda che nemmeno le autorita’ di Bruxelles sono molto convinte che l’esecutivo romeno manterra’ il deficit nei limiti del 3% del PIL (prevedono che salira’ al 3,2% nel 2007).
Economist Intelligence Unit considera che i piani di Tariceanu, di intraprendere un “grande salto” per raggiungere l’Europa Occidentale nel campo delle infrastrutture e dell’assistenza sociale, comportano una serie di rischi seri per la Romania.
In primo luogo minacciano di aumentare il deficit di conto corrente, che continua comunque la salita, mentre la capacita’ del paese di compensare attraverso investimenti stranieri diretti e’ diminuita.
In secondo luogo la Romania si allontana dai criteri del Trattato di Maastricht per l’adesione all’euro. “Alcuni nuovi stati membri si confrontano con i problemi fiscali ereditati dai precedenti governi; in Romania tutto dipende dalla prestazione dell’attuale esecutivo” nota EIU.
In terzo luogo, e probabilmente il piu’ importante, esiste un rischio maggiore di provocare un’accelerazione dell’inflazione. “Il progresso della Romania in questo campo, scrive EIU, e’ stato molto difficile. La forte richiesta sul mercato interno e le politiche fiscali che incentivano le importazioni potrebbero rilanciare l’inflazione” commenta la fonte citata.
Si prevede una crescita del PIL del 6,5% nel 2007 e del 5,5% nel 2008. Pero’ la continua crescita economica condurra’ ad uno squilibrio macroeconomico piu’ accentuato. Il deficit di conto corrente salira’ all’11,4% del PIL nel 2007 ed al 13,1% nel 2008 e non diminuira’ al di sotto del 12% prima del 2010.

Le riserve dalla Banca Centrale (BNR) sono arrivate a 24 miliardi di euro
Le riserve di oro e valute della Banca Nazionale della Romania ammontavano, a fine luglio 2007, a 24 miliardi di euro, di 450 de milioni di euro superiori al livello registrato alla fine del mese precedente.
L’aumento delle riserve valutarie di 437,2 milioni di euro registrato nel mese di luglio 2007 e’ risultato di entrate di 1,015 miliardi di euro ed uscite di 578,4 milioni di euro.
La riserva di oro si e’ conservata a 104,7 tonnellate, pero’ il suo valore e’ aumentato fino a 1,637 miliardi di euro grazie all’evoluzione delle quotazioni internazionali.

Il sistema bancario romeno ha registrato, nel primo semestre del 2007, un profitto netto di oltre 1,4 miliardi di lei
Nei primi 6 mesi del 2007, il profitto netto totale registrato nel sistema bancario e’ ammontato a 1,401 miliardi di lei, in aumento del 13,92% rispetto al periodo simile del 2006.
Nel periodo citato, gli attivi netti sono aumentati del 10,22%, a 190,49 miliardi di lei, secondo i dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania.
Il profitto medio, a livello di banca, nel sistema bancario romeno e’ stato di 37,882 milioni di lei (nel primo trimestre del 2007, sul mercato romeno operavano 37 istituti di credito).
Il profitto netto pro dipendente e’ stato, per il primo semestre del 2007, di circa 23.000 lei (rispetto a 38.000 lei nell’intero 2006).
Alla fine del 2006, il profitto nel sistema bancario romeno ammontava a 2,204 miliardi di lei (rispetto a 2,06 miliardi di lei alla fine del 2005). Gli attivi netti erano, a dicembre 2006, di 172,83 miliardi di lei.
Nel primo semestre del 2007, il maggior peso specifico negli attivi era detenuto dalle operazioni con la clientela, con un valore di 110,93 miliardi di lei.
Nello stesso periodo, il credito non governativo e’ aumentato del 44,3%, a quasi 110 miliardi di lei, di cui i finanziamenti concessi alla popolazione hanno rappresentato circa 50 miliardi di lei, in aumento del 62,5%. I crediti al consumo rimangono la principale componente dei finanziamenti alla popolazione con un saldo di 39,25 miliardi di lei ed una crescita del 64% rispetto a giugno 2006. I prestiti ipotecari ed immobiliari cumulano quasi 10 miliardi di lei (+59% rispetto al saldo di fine primo semestre 2006).
Rispetto alla fine del 2006, i crediti concessi alla popolazione sono aumentati del 24,8% (i crediti al consumo del 25,9%). Le fonti attratte dalla popolazione rimangono superiori al livello dei finanziamenti concessi alla popolazione, con saldo di 52,6 miliardi di lei, e con una crescita annuale del 40%.

La BERS sostiene la vendita della Banca Transilvania
La BERS ha stabilito un deadline di 3 anni per uscire dal gruppo di azionisti della Banca Transilvania, affermano fonti bancarie. La decisione e’ stata presa in occasione dell’ultima riunione del board della banca.
Della vendita della Banca Transilvania si parla da piu’ di 2 anni. Investitori grandi e piccoli si sono informati ed hanno constatato, invariabilmente, che la banca e’ troppo cara. E la pazienza della Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo (BERS) e’ diminuita. Il board della banca europea ha votato un nuovo aumento di capitale sociale per il mese di agosto e la necessita della vendita della BT per assicurare un exit profittevole, in concordanza con le strategie investizionali della banca.
La capitalizzazione di mercato della Banca Transilvania era di 1,121 miliardi di euro a fine luglio 2007, e le ultime voci sul mercato bancario indicavano una valutazione dell’istituto a 1,4 miliardi di euro per un’eventuale transazione.
Fonti bancarie e borsistiche sostengono che nel prelievo della Banca Transilvania sarebbero interessate Banca Milenium BCP (autorizzata dalla BNR su mercato romeno ed ex competitrice nella privatizzazione della BCR), OTP Bank (anch’essa presente in Romania attraverso l’acquisto della RoBank) e HSBC (una delle prime 5 banche a livello mondiale che ha tentato di entrare sul mercato romeno partecipando alla gara per l’acquisto dei pacchetti azionari detenuti dal Fondo Romeno Americano di Investimenti in Motoractive Leasing, Domenia Credit ed Estima Finance). L’entrata del colosso britannico sul mercato romeno sarebbe un’importante novita’ per il sistema bancario romeno. Si tratterebbe della prima banca di grande importanza che opererebbe direttamente sul mercato romeno. La maggior parte delle importazioni ed esportazioni di valuta del sistema bancario romeno si svolgono attraverso HSBC.
Le piu’ recenti informazioni indicano anche l’interesse da parte di ING Bank in un possibile prelievo della Banca Transilvania. L’ultima offerta rivolta alla Banca Transilvania non avrebbe, pero’, superato 900 milioni di euro. Rimane un differenza di circa mezzo miliardo di euro tra il prezzo richiesto dagli azionisti e l’offerta ING Bank.
Fonti bancarie e consulenti finanziari asseriscono che nessuna delle offerte avanzate dagli interessati abbia superato la soglia di 1 miliardo di euro.
Per quanto riguarda la decisione BERS di vendere entro 3 anni il pacchetto azionario in suo possesso, Horia Ciorcilă, presidente della banca e titolare di circa il 5% delle azioni BT afferma che non esistono pressioni da parte della BERS, pero’ „se intendera’ vendere, ci sono, in ogni momento, fondi di investimenti disposti a prelevare anche il pacchetto azionario del 15%, detenuto dalla BERS“.
Il valore della BT e’ aumentato 30 volte negli ultimi 6 anni
La politica BERS mira ad investimenti in partecipazioni, in fondi di investimenti o alla concessione di per lo sviluppo del settore privato. Dopo l’entrata della BERS tra gli azionisti della Banca Transilvania, lo sviluppo dell’istituto di credito e’ stato fulminante, sia dal punto di vista della capitalizzazione borsistica che anche dall’aumento della quota di mercato. Il valore in euro della banca e’ aumentato 30 volte da dicembre 2001, momento dell’entrata della BERS tra gli azionisti, e fino al momento attuale. Alla fine del 2006, la quota di mercato della Banca Transilvania era del 4,7%, facendola salire dal 7-o al 5-o posto nel top delle prime 10 banche del sistema romeno.
Nonostante cio’, la politica di investimenti della BERS e’ una a medio termine, il che presuppone un exit dall’affare in 3-5 anni, termine di gran lunga superato nel caso della Banca Transilvania.
Il biglietto da visita della Banca Transilvania indica: 394 succursali bancarie, 5.200 dipendenti, 2,38 miliardi di euro di attivi totali, 847-o posto nella classifica delle banche a livello mondiale, elaborata dalla pubblicazione The Banker.
Le “ultime chiamate” sul mercato finanziario romeno
Sul mercato bancario, tra le ultime transazioni ancora possibili, attualmente, si annoverano Banca Transilvania e Banca Carpatica, che godono entrambe dall’interesse dei potenziali investitori.
Sul mercato delle assicurazioni, dopo gli ultimi “deal” estivi, Asirom e Asitrans, BT Asigurări e Asiban sono in processo di valutazione in vista della vendita. Se nel caso della Asiban il gruppo Rotschild si occupa della vendita, per la BT Asigurări, la consulenza e’ offerta da Deloitte Touche.
Valutando secondo le recenti transazioni concluse nel campo delle assicurazioni, il valore totale della BT Asigurări si aggirerebbe intorno a 100 milioni di euro. E si deve vedere, inoltre, se Carpatica Asigurări verra’ venduta separatamente oppure insieme alla banca.

Il 35% delle acque minerali europee si trovano in Romania
In Romania si trova un terzo delle acque minerali dell’Europa (35%), circa 2500 fonti sorgive. Il principale produttore romeno di acque minerali e’ la Societa’ Nazionale delle Acque Minerali SA (SNAM). L’85% delle consegne al mercato romeno sono realizzate dalla SNAM, ed il restante 15% da 28 imbottigliatori indipendenti, la SNAM detiene il 90% delle pompe e delle fonti di acque minerali nazionali e fornisce acqua minerale frizzante a societa’ indipendenti. I 28 imbottigliatori indipendenti di acqua da tavola o da fonti sorgive, sono operatori in possesso di licenze di esplorazione e sfruttamento, pero’ detentori di giacimenti di piccola importanza che assicurano soltanto quantita’ modeste. I principali fornitori romeni di acqua minerale sono Romaqua Group, con una quota di mercato del 22% nel 2006, European Drinks, con il 17%, Dorna Apemin, con poco meno del 10% detenuta da Coca-Cola HBC, Perla Harghitei, con il 7-8%, Carpatina, Bibco Biborteni, Rio Bucovina.
Carpatina, l’acqua minerale venduta da Lipomin, ha registrato una crescita delle vendite del 20% nei mesi di maggio e giugno 2007. La stessa percentuale di crescita e’ stata dichiarata anche da European Drinks.
Per Perla Harghitei la richiesta e’ aumentata del 30% rispetto a giugno 2006, quando erano stati commercializzati 13,5 milioni di litri di acqua minerale. La compagnia ha realizzato un giro di affari di 11,5 milioni di euro nel 2006. Nel 2006 ha imbottigliato 75 milioni di litri ed ha inaugurato la 5-a linea di produzione dello stabilimento di Sancraieni, nella regione Harghita, destinata al settore watercooler (al dosatore). Il produttore ha lanciato anche l’acqua minerale imbottigliata in contenitori da 0,33 e 0,75 litri, destinata ai clienti di alberghi e ristoranti.
Biborteni stima una crescita delle vendite del 25-30% rispetto al 2006. La compagnia ha cominciato la commercializzazione di 3 nuovi tipi di acqua minerale con diversi gradi di carbonato, disponibili in contenitori da 0,5 e 1,5 litri. Biborteni detiene attualmente l’1% del mercato delle bevande frizzanti cui il 5% del mercato dell’acqua minerale, quota che intende conservare. La societa’ esporta acqua minerale negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone e ha ricevuto richieste dall’Ungheria, Germania e Russia.
A livello nazionale, il consumo annuo di acqua minerale frizzante e’ di 1 miliardo di litri, con un valore che supera, attualmente, 320 milioni di euro.
Anche il mercato dell’acqua “al dosatore” cresce
Cresce la concorrenza da parte delle compagnie che vendono acqua imbottigliata in watercooler (sistema per raffreddare o riscaldare l’acqua).
La Fantana, leader del mercato watercooler, con vendite stimate per il 2007 a 18 milioni di euro sul mercato romeno, prevede una crescita del consumo del 50%.
Cumpana indica, anch’essa, cifre simili e stima nel 2007 vendite di 5,5 milioni di euro, rispetto ad oltre 4 milioni di euro nel 2006.
Aqua Regis, divisione di distribuzione di acqua liscia, al dosatore, del gruppo RTC, stima un giro di affari di oltre 1 milione di euro, in aumento del 70% rispetto al 2006.
Non competitivi all’esportazione
Dalla produzione nazionale di acqua minerale di 850 milioni di litri all’anno, soltanto il 2% va all’esportazione. La Romania non puo’ competere perche’ i paesi europei praticano prezzi molto piu’ bassi.
Gli investimenti nell’estrazione sono assicurati dalla SNAM e dalle 5-6 societa’ commerciali in possesso di licenza di estrazione. “Si investono molti miliardi per le attrezzature di estrazione” dichiara il direttore generale della SNAM. Le societa’ di imbottigliamento acquistano l’acqua dalla SNAM a 7 lei/metro cubo, prezzo valido per l’intero territorio nazionale. Le societa’ pagano all’autorita’ nazionale che regolamenta il settore (ANRM), in base alle licenze ottenute prima del 2003, una royalty del 2% e secondo le licenze concluse in base alla legislazione vigente dal 2003, di 2 euro/1000 litri.

L’applicazione degli standard UE faranno fallire 6.000 agenzie immobiliari romene
Le regole dell’Unione Europea mettono in difficolta’ le agenzie immobiliari romene. Circa 6.000 agenzie immobiliari delle 10.000 esistenti attualmente in Romania cesseranno l’attivita’ in seguito all’adozione dello standard europeo sull’attivita’ delle agenzie immobiliari, calcola il rappresentante dell’Associazione Romena delle Agenzie Immobiliari, Radu Zilisteanu.
La Commissione Europea elaborera’ ed implementera’ nel 2007, insieme all’organizzazione delle agenzie immobiliari dei paesi UE, uno standard europeo attraverso il quale regolamentera’ lo svolgimento della professione di agente immobiliare in Europa. Il progetto, in fase di elaborazione, ha lo scopo di stabilire sia le condizioni in cui una persona puo’ praticare la professione di agente immobiliare, che le condizioni che le agenzie immobiliari devono rispettare nella loro attivita’. Secondo le stime dell’ARAI, con l’introduzione dell’obbligo di attestazione, il numero degli agenti immobiliari romeni insufficientemente preparati dal punto di vista professionale diminuira’ drasticamente. Dopo l’entrata in vigore della condizione dell’attestazione, un agente immobiliare romeno potra’ operare anche in altri paesi UE, poiche’ in possesso di un diploma riconosciuto.

Gli avvocati stranieri potranno esercitare la loro professione piu’ facilmente in Romania
Le modifiche dello statuto dell’avvocato, entrate in vigore all’inizio di luglio 2007, regolamentano l’esercizio in Romania della professione di avvocato da parte dei professionisti che hanno una qualifica’ professionale conseguita in uno stato membro dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo. Le persone fisiche straniere possono ottenere la qualita’ di membro di un collegio degli avvocati in Romania e, conseguentemente, possono esercitare la professione di avvocato in Romania, se detengono, nello stato di domicilio, il titolo professionale di avvocato, certificato da organi professionali riconosciuti o dalle autorita’ pubbliche, e nelle condizioni stabilite nell’accordo concluso con l’UE, conformemente alle disposizioni della Legge n.201/2004. Per gli avvocati degli stati membri dell’Unione Europea non e’ necessaria l’esistenza di convenzioni bilaterali.
La documentazione di valutazione per l’ottenimento delle qualita’ di membro di un collegio degli avvocati della Romania deve contenere: la richiesta di valutazione; un curriculum vitae e copia del passaporto; certificato (attestato) professionale, in copia legalizzata e traduzione autorizzata; laurea universitaria; certificato di onorabilita’; dichiarazione di compatibilita’; richiesta di staggio di adeguamento di 2 anni o di poter sostenere il test attitudinale.
Gli studi di avvocati stranieri (con statuto di societa’ civile professionale nel proprio paese) possono aprire in Romania sedi professionali secondarie ed iscriversi nelle liste dei collegi degli avvocati della Romania in modo che i loro membri possano esercitare, a nome del gruppo, la professione di avvocato in Romania.

La Romania cerca avvocati per i processi internazionali. Ad agosto 2007 comincia la selezione delle societa’ professionali civili di avvocati che rappresenteranno lo stato romeno
Il Ministero dell’Economia e Finanze ha modificato la procedura di selezione delle societa’ di avvocati specializzati in liti internazionali e concludera’ nuovi contratti di assistenza e rappresentanza giuridica della Romania davanti alla Corte Internazionale di Arbitraggio e al Centro Internazionale per la Regolamentazione delle Liti Riguardanti gli Investimenti (ICSID).
Il Ministero dell’Economia e Finanze concludera’ contratti con al massimo 6 societa’ di avvocati, per un periodo di 2 anni. La scadenza per la presentazione delle candidature e’ 22 agosto 2007. La procedura di selezione si svolgera’ in 2 tappe, ed il rapporto di valutazione puo’ essere contestato entro 5 giorni dalla comunicazione. I contratti-quadro di rappresentazione verranno conclusi in 30 giorni dall’annuncio degli offerenti scelti.
Secondo i criteri di selezione, le societa’ riceveranno 1 punto – per un totale di al massimo 5 punti – per ogni avvocato membro del team che vanta un’anzianita’ di almeno 5 anni nella specializzazione giuridica. Per ogni membro con esperienza in liti internazionali che necessitano l’applicazione della procedura di arbitraggio verranno concessi 10 punti, fino ad un plafond totale di 50 punti.
Se dal team fanno parte avvocati che hanno gia’ partecipato alle procedure della Corte di Arbitraggio Internazionale dell’ICSID presso la Banca Mondiale, per ognuno di loro vengono attribuiti 15 punti, fino ad un massimo di 60, e se hanno vinto delle liti a ICSID, per ogni processo vinto vengono concessi 20 punti, fino ad un massimo di 60.
Il punteggio dell’offerta tecnica si calcola sommando i punti ottenuti per i criteri citati, e rappresenta il risultato tecnico.
Al punteggio tecnico si aggiungera’ il punteggio per l’offerta finanziaria (l’offerta finanziaria comprende l’onorario espresso in lei, euro o dollari/ora/societa’, per tipo di attivita’).

Dal 2008, le societa’ romene potranno utilizzare fatture elettroniche
Le fatture, gli scontrini fiscali e le quietanze potranno essere emessi anche in forma elettronica, conformemente alla Legge n. 260/2007 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial) del 27 luglio 2007. La norma stabilisce le condizioni in cui puo’ essere realizzata la fatturazione elettronica: l’emittente di tale documento deve utilizzare un sistema informatico omologato dall’Autorita’ Nazionale per la regolamentazione nelle Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione, deve disporre di mezzi tecnici ed umani adatti per garantire la sicurezza, la fiabilita’ e la continuita’ dei servizi di lavorazione dei dati in forma elettronica e deve disporre di sistemi omologati per l’archiviazione delle fatture in forma elettronica, conformemente alle disposizioni della Legge n.135/2007 sull’archiviazione dei documenti in forma elettronica.
Tali disposizioni entrano in vigore del 1 gennaio 2008.

Statistica della settimana
Nel 2007, la pubblicita’ online in Romania aumenta del 52%
Media Fact Book, guida annuale di media in Romania, lanciata recentemente da Initiative România, stima per il 2006 un livello globale del mercato di pubblicita’ a 363 milioni di euro (in aumento del 33% rispetto al 2005), e prevede per il 2007 un volume di 485 milioni di euro netti. La crescita piu’ accelerata sara’ registrata per l’ambiente Internet e Cinema, dove Initiative prevede un aumento del 52% rispetto al 2006. I piu’ importanti bilanci di pubblicita’ online si piazzano nelle categorie telecomunicazioni, auto, banche, IT/elettroniche/comunicazioni.
Il peso specifico della pubblicita’ online e’ aumentato nel totale delle spese pubblicitarie negli ultimi anni. Nel 2005, i bilanci destinati alla pubblicita’ online in Romania hanno sommato 2.400.000 euro. Nel 2006, la cifra e’ salita a 5.400.000 euro, e per il 2007 si parla di 8,5 milioni di euro.
La penetrazione dell’Internet sul mercato romeno e’ in continuo progresso, e per il momento attuale e’ stimata al 23%. A causa della copertura limitata, l’Internet e’ ancora uno dei piu’ cari media di advertising, mentre la TV, con un’ampia copertura, e’ tra i meno cari. Sono ancora agli inizi le televisioni via Internet o la pubblicita’ sul cellulare, attraverso bluetooth, che dipendono sia dalla disponibilita’ del consumatore che dal suo statuto finanziario. Nell’ambito Internet, l’udienza maggiore viene registrata dai siti scaricabili, da quelli di informazioni e dai portali.

La citta’ di Iasi dispone di una nuova pianta turistica in formato digitale
Dopo Sibiu, Cluj, Arad e Baia Mare, anche Iasi dispone di una pianta turistica a standard europei. Realizzata sia su carta che in formato digitale da una societa’ austriaca, la pianta turistica di Iasi e’ stata stampata, in un primo tempo, in 20.000 copie e distribuita gratuitamente alle agenzie di turismo. La variante elettronica della stessa puo’ essere consultata sul sito della Municipalita’ di Iasi in quattro lingue (romeno, francese, tedesco ed inglese).

I mass media italiani parlano della Romania
www.newsitaliapress.it: Le grandi regioni italiane si pongono il problema di contare in Est Europa
Le grandi regioni italiane, quelle che per prime si sono poste per un verso il problema di avere una politica estera e per l’altro verso di avere una politica estera economica, si stanno contendendo l’Est Europa.
L’ultimo esempio, l’interrogazione del Consigliere Regionale di Alleanza Nazionale Luca Bartolini, dell’Emilia Romagna. Al centro dell’attenzione c’è la Romania.
La Regione Lombardia avrebbe da tempo allacciato rapporti di cooperazione e collaborazione con la Romania, entrata all’inizio del corrente anno a far parte dell’Unione Europea, afferma nell’interrogazione il consigliere regionale Luca Bartolini, evidenziando che la Romania è destinataria di fondi UE pari a circa 30 miliardi di euro, di cui 4,2 finalizzati alla formazione professionale di personale addetto alla gestione delle risorse umane ed all’amministrazione delle risorse del Fondo sociale europeo, con la collaborazione ed i supporti che la Regione Lombardia metterà a disposizione.
Gli interventi – specifica Bartolini – saranno finalizzati a porre rimedio ad “alcune performance negative di quel Paese, come l’elevata disoccupazione giovanile e la bassa scolarità ed inoltre serviranno al Governo romeno, che deve affrontare il problema della mancanza di manodopera specializzata, ad incentivare il rientro dei lavoratori emigrati”.
Considerando che, “prima della Lombardia, altri Paesi europei si sono attrezzati per fornire la propria collaborazione ed assistenza ai Paesi ex comunisti che gradualmente stanno entrando nella UE” e che “dovranno inevitabilmente recepire” quelle normative che i Paesi già membri “hanno attuato in particolare negli ultimi quindici anni”, Bartolini chiede alla Giunta regionale emiliana quale ruolo e quale peso economico eserciti la Regione in “simili contesti”, quali strumenti abbia predisposto e stia gestendo per consentire ai centri di formazione professionale regionali di mettere a disposizione dei nuovi Partner europei le proprie esperienze e la professionalità acquisita, quali strumenti e supporti abbia posto in essere, in collaborazione o meno con le Associazioni di categoria dell’artigianato, dell’industria e dei servizi, nonché con i sindacati, per incentivare e sviluppare joint-venture e “aprire così varchi di collaborazione” con queste nuove realtà ed a quanto ammonti l’interscambio commerciale, “a valore del primo semestre 2007 ed in proiezione per l’intero anno”, tra l’Emilia-Romagna ed ognuno dei Paesi entrati da gennaio nella UE.

www.repubblica.it: Euro 13 – Disoccupazione stabile a giugno al 6,9%
Disoccupazione stabile in giugno al 6,9% nell’area euro. Secondo i dati pubblicati oggi da Eurostat, l’insieme dell’Unione Europea registra invece un calo per arrivare allo stesso tasso dell’area euro. Un dato tuttavia ancora inferiore al 4,5% degli Stati Uniti ed al 3,8% del Giappone, i cui dati risalgono a maggio. In calo anche l’Italia che, in base agli ultimi dati del primo trimestre, non supera il 6,1%. Si assottiglia lo stesso differenziale tra il minimo registrato in Olanda con un 3,3% ed il massimo della Slovacchia con un 10,7%. La tendenza al ribasso e’ invece omogenea: ventidue paesi sono in calo rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, quattro sono in aumento, mentre in Romania il tasso e’ rimasto stabile.

www.infofranchising.it: Il Franchising in Romania – Aspetti e tenatiche sullo sviluppo del franchising
Il sistema del franchising in Romania è in piena espansione, il record è stato registrato nel 2004 quando sono entrati nel paese oltre 40 nuovi marchi, superando 700 milioni di euro del giro d’affari. Il sistema del franchising rappresenta soltanto il 7% del commercio totale con un fatturato intorno ai 730 milioni di euro. I primi franchisor apparvero negli anni ’70, aumentando la popolarità negli anni ’90. Ci sono vari fattori che hanno contribuito alla rapida espansione del sistema del franchising: la crescita dell’economia, l’aumento dell’investimento straniero, l’incremento del potere d’acquisto della popolazione, il miglioramento della qualità della vita, il cambiamento dei gusti dei consumatori. Grazie a tutti questi fattori, il franchising nel 2006 crebbe di circa il 50% con l’apertura di oltre 5.000 punti vendita, 5 volte più del 2005. Così al momento oltre 300 marchi rappresentano il settore, soprattutto di retail e servizi, circa il 60% sono di origine romena, il restante 40% provengono da Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna, Turchia e Germania. Il franchising in Romania può contare sull’appoggio dell’associazione di categoria (Asociatia Romana de Franciza) nata nel 2006, senza scopo di lucro. L’ARF ha l’incarico di potenziare il sistema del franchising, offrire informazioni a chi intende operare nel settore e far scoprire tutti i vantaggi che può offrire il franchising. Il Gruppo Infofranchise è presente in Romania con il portale www.infofranchise.ro. Annualmente, d’inverno si svolge a Bucarest la manifestazione fieristica ROFRANCIZE, che si propone di riunire i marchi più noti e gli imprenditori che cercano nuove opportunità di investimento in franchising.

www.azfranchising.it: E’ il momento di investire in Romania
La Romania è molto attrattiva per gli investitori stranieri, perché presenta una grande esplosione economica e di consumo e molte opportunità per l’Europa dell’est, grazie alla sua posizione geografica e alla sua capitale Bucarest, che, con i suoi 3,5 milioni di abitanti, è una delle maggiori agglomerazioni dell’est europeo. E ciò nonostante una certa instabilità politica, l’aumento dei prezzi dei terreni che negli ultimi 18 mesi siano raddoppiati e i problemi legali che per gli investitori che portano incertezze sui titoli di proprietà e creano interminabili litigi legali per i permessi di costruzione.
La crescita economica calcolata in PIL, infatti, nel 2006 è stata del 9% e si prevede che continuerà fino al 2010 con la media annuale dell’8,4%; tutto ciò grazie al consumo privato (aumentato del 25% nell’ultimo anno), al credito bancario (i tassi bancari, vista la corsa alla concorrenza, sono addirittura inferiori di quello della Banca nazionale) e la crescita dei salari reali. Si prevede che l’aumento dei prezzi al consumo si attesterà quest’anno sul 3,4%, con stabilità per quelli alimentari. Centri commerciali di qualità mancano ancora in Romania, ma si annuncia la costruzione di nuovi 751.800 metri quadri di qui alla fine del prossimo anno, realizzati da investitori stranieri.

www.ilmeridiano.info: L’ambasciatore della Romania lascia l’Italia – intervista di Alberto Fumi
Quattro anni sono lunghi da passare ma brevi se nel corso del tempo si sono verificati eventi storici per il Paese che si rappresenta. Cristian Colteanu, ambasciatore della Romania in Italia, rientra a Bucarest dopo aver retto la sede di Roma dal 2003. È commosso il diplomatico che accetta, in segno di grande amicizia e rispetto, di parlare in esclusiva della sua esperienza.
Dopo quattro anni intensi, di grandi soddisfazioni e trasformazioni, lascia l’Italia. Quali sono stati i fatti positivi che ricorda?
«In campo politico innanzitutto l’invito nel 2004, a sette Paesi dell’est Europa fra i quali la Romania a far parte della Nato. Un momento strategico importante con l’allargamento dell’area di sicurezza e di stabilità euroatlantica e poi l’adesione del mio Paese all’Unione Europea con l’ingresso ufficiale lo scorso primo gennaio. Inoltre, i rapporti bilaterali a livello economico, che al mio arrivo nel 2003 toccavano i sette miliardi di euro e hanno raggiunto quota dieci miliardi».
Il rapporto privilegiato fra l’Italia e la Romania secondo lei proseguirà?
«La dichiarazione congiunta del gennaio scorso, firmata dal Primo ministro Tariceanu e dal presidente del Consiglio Prodi, conferma che i due Paesi “intendono coordinarsi per perseguire propri comuni obiettivi e rafforzare ulteriormente la loro collaborazione di reciproco interesse ed il comune impegno a cooperare a livello regionale ed europeo, all’insegna delle comuni origini latine che uniscono i due popoli da quasi due millenni”. La Romania ha potenzialità di mercato particolarmente interessanti. Le risorse naturali presenti, un mercato di oltre 22 milioni di abitanti, la manodopera qualificata a costi competitivi, la facilità di un’estesa navigazione fluviale e marittima, una politica fiscale attraente (l’aliquota unica del 16%, sarà mantenuta anche nel prossimo futuro) possono contribuire alla crescita dell’interesse degli investitori italiani».
La sensazione che ha provato nell’assistere alla “invasione” delle imprese italiane in Romania…
«Una consapevolezza di beneficio. Nell’ambito della cooperazione italo-romena “il primo amore” della delocalizzazione rimane Timisoara, nota come “ottava provincia del Veneto”. Ai 750.000 abitanti locali, se ne sono aggiunti altri 10.000 italiani. Nella regione del Banat, si sono concentrate tantissime piccole e medie aziende del Nord-est italiano che hanno fatto da apripista per i grandi gruppi come Finmeccanica, Enel, Ansaldo, Tenaris, Pirelli e Natuzzi. La zona ormai è satura, ma in Romania si trovano altre zone dove imprenditori italiani si possono stabilire come per esempio nel Nord-est della Romania».