Newsletter n.50 / 2007

In questo numero:
Economia & Finanze pag. 3
Investimenti stranieri nel 2007: stime per 7 miliardi di Euro.
La crescita economica della Romania è stata frenata dalla mancanza di investimenti in agricoltura.
Nuove facilitazioni per le Piccole e Medie Imprese
Continua la crescita del deficit commerciale
Indicatori finanziari
Politica & Istituzioni pag. 5
Dimissioni del Ministro della Giustizia
Mega partito presidenziale
La Commissione Europea raccomanda alla Romania un’accelerazione delle riforme della Pubblica Amministrazione e delle Finanze Pubbliche.
Banche & Assicurazioni pag. 6
Banca Italo Romena ha aperto la prima agenzia a Iasi
BNR: il volume dei crediti insoluti è aumentato del 24% nei primi 9 mesi del 2007
Aziende pag. 7
Accordo per il sostegno delle aziende dell’IT&C
Le aziende Italiane sono interessate al comparto energetico Romeno
Sistec-Sbsol investe 1 milione di Euro in soluzioni Data Center
Bacau: aperto l’Arena Mall
Anchor Group investe 50 milioni di Euro nel primo mall della Repubblica di Moldavia
Mercato Immobiliare pag. 9
AFI Europe ha in progetto la costruzione di quasi 10.000 abitazioni in Romania.
Cinque complessi residenziali nuovi alla fiera immobiliare Timon
Terreni in Cluji-Napoca: rialzo del 25%
Bucarest: complesso residenziale da dieci milioni di Euro in zona Obor
Moritz Group investe 120 milioni di Euro in un complesso di uffici con eliporto
Agricoltura pag. 10
Risarcimento per 1,3 milioni di ettari di colture distrutte dalla siccità
Mercati agricoli
Fondi Strutturali Europei & Appalti pag. 12
CNI: gare d’appalto per palestre e condotte urbane in località fino a 50.000 abitanti
Sociale pag. 12

Economia & Finanze
Investimenti stranieri nel 2007: stime per 7 miliardi di Euro.
L’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS – www.arisinvest.ro) ha monitorato progetti di investimenti stranieri per 3 miliardi di Euro nel corso del 2007, stimando in almeno 7 miliardi di Euro il valore totale di tali investimenti su tutto il territorio Romeno.
Circa l’80% degli investimenti stranieri arrivano dalle altre nazioni europee, ma l’ARIS lavora molto anche per attrarre investitori da paesi quali India, Cina, Giappone, Corea, Turchia ed Israele.
Mentre infatti alcune zone della Romania non destano più l’interesse dei grandi investitori, in quanto sono considerate sviluppate (Satu Mare, Arad, Cugir, Baia Mare ed in generale la parte occidentale del paese), altre non offrono infrastrutture ed organizzazione delle autorità locali tali da creare le basi per gli investimenti, in questa condizione si trovano, per esempio, Harghita, Covasna ed il sud-ovest in generale.
Non sta meglio la parte orientale della Romania: nel 2007 si è lavorato per la promozione di Iasi e Botosani, ma molto è ancora da fare.
In questo momento l’interesse dell’ARIS, come quella dei grandi investitori stranieri, si concentra soprattutto sui distretti di Alba Iulia, Sibiu ed Hunedoara.
Presto l’ARIS renderà disponibile agli investitori stranieri una base dati contenente le caratteristiche ed informazioni, oltre ad organizzare incontri con le autorità locali.
La crescita economica della Romania è stata frenata dalla mancanza di investimenti in agricoltura.
La produzione agricola è scesa del 14% nei primi nove mesi del 2007, determinando un rallentamento della crescita economica della Romania del 1,2%
Mentre da una parte il Governo (sia attraverso l’Istituto di Statistica, sia attraverso il Ministero dell’Agricoltura – ) accusa principalmente eventi accidentali, quali la siccità, la peste suina e l’influenza aviaria, i produttori puntano il dito sia sulla mancanza di una politica coerente dei finanziamenti all’agricoltura (programmazione e accordi con le banche), sia sulla mancanza di protezione del prodotto locale, soprattutto sul fronte pubblicitario.
Difficile pensare, in un paese dove il 56% dell’agricoltura è di tipo rurale, in condizioni di sussistenza, che i solo Fondi Strutturali Europei possano essere la panacea per ogni problema. Servono politiche coerenti ed interventi a 360 gradi, che spazino dall’insegnamento delle tecniche di coltivazione ed allevamento, alla creazione dei Mercati all’Ingrosso, il cui progetto di legge giace da anni in Parlamento.
Fonte: Ministero dell’Agricoltura Romeno – www.maap.ro
Nuove facilitazioni per le Piccole e Medie Imprese
Il Fondo Nazionale di Garanzia dei Crediti per le Piccole e Medie Imprese (FNGCIMM – www.fngcimm.ro), ha annunciato, venerdì 7 dicembre, di avere stabilito una commissione dell’1% per la garanzia alle PMI che accedano ai Fondi Strutturali Europei.
Questo, principalmente, per il rischio ridotto, dovuto al doppio controllo da parte dell’Autorità di Management e del finanziatore, sui progetti.
In Romania il 90% delle imprese sono PMI, ma solo il 24% dei progetti presentati sono finanziabili dalle banche e solo il 14% ha effettivamente ottenuto finanziamenti dal sistema creditizio.
I dirigenti del FNGCIMM considerano che le banche dovrebbero avere un’attenzione maggiore nei confronti delle PMI, cui spesso vengono negati finanziamenti potenzialmente molto redditizi solo per mancanza di garanzie.
Il tasso attuale delle garanzie bancarie, a seconda della valuta e della durata del credito, varia tra l’1,5 ed il 2%.
Per abbattere le barriere con cui si confrontano le PMI in Romania, il Fondo di Garanzia è intenzionato a garantire fino all’80% del credito richiesto dalle stesse, anche se di recente costituzione.
Continua la crescita del deficit commerciale
L’Istituto Nazionale di Statistica (www.insse.ro) annuncia la crescita del deficit commerciale Romeno, arrivato a 17,2 miliardi di Euro con un aumento di più di 2 miliardi di Euro tra Gennaio ed Ottobre 2007, crescita dovuta principalmente all’aumento dell’import nazionale.
In questo modo, la Romania si piazza al quinto posto in Europa per dimensioni del deficit commerciale, dopo Gran Bretagna, Spagna, Francia e Grecia.
Secondo l’Associazione degli Esportatori della Romania, alla fine di quest’anno il deficit potrebbe aggravarsi a 22 miliardi di Euro.
Quasi paradossalmente, tale aumento del deficit è stato generato dalla scarsa produzione interna, soprattutto nei beni di consumo e nell’alimentare, ma anche dal continuo rafforzarsi della moneta Romena, il Leu, che ha caratterizzato l’annata.
Quindi, mentre gli specialisti finanziari vedono una soluzione a breve termine nel deprezzamento del Leu nei confronti della Moneta Europea, si avrà una stabilizzazione del deficit commerciale solo incrementando la produzione interna di beni di consumo. Tale incremento di produzione potrà assorbire i miglioramenti dello stile di vita dei Romeni, oggi costretti a rivolgersi all’estero per molti dei loro acquisti.
L’influenza maggiore sul deficit, infatti, viene dall’importazione di automobili dalla Germania e di gas naturale dalla Russia.
L’inflazione su base mensile, nel mese di Novembre, è stata dello 0,97%, a causa soprattutto degli aumenti nel settore agro-alimentare (+1,3%).
Indicatori finanziari
Corso valutario Ron (Leu nuovo)

Valuta Simbolo 07.12.2007 10.12.2007 11.12.2007 12.12.2007 13.12.2007
Euro EUR 3,5121 3,5150 3,5163 3,5260 3,5233
Dollaro USA USD 2,3996 2,3954 2,3939 2,3994 2,3985
Oro (gr.) XAU 61,7008 61,6487 61,0818 61,2601 62,3703

Mercato monetario
Tassi d’interesse di riferimento
Mese (2007) Tasso di riferimento
Dicembre 7,50
Novembre 7,00
Ottobre 6,87
Settembre 6,48
Agosto 6,10
Luglio 7,25
Giugno 7,25
Maggio 7,50
Aprile 8,00
Marzo 8,08
Febbraio 8,75
Gennaio 8,75

Fonte: Banca Nazionale Romena: www.bnr.ro
Politica & Istituzioni
Dimissioni del Ministro della Giustizia
Tudor Chiuariu, Ministro della Giustizia del Governo Romeno, ha annunciato, attraverso un comunicato stampa, la decisione di dimettersi dalla carica.
Chiuariu lascia, convinto di non avere sbagliato, con la promessa di tornare nella sua funzione una volta che l’agitazione causata dallo scacco personale del Presidente Basescu si sia placata. Chiuariu infatti accusa apertamente il Presidente della Romania di avere inscenato l’attacco contro il Ministero della Giustizia e quello del Lavoro al solo scopo di recuperare prestigio e mostrare i muscoli.
Ricordiamo che, la settimana precedente le dimissioni, il Presidente Basescu ha chiesto pubblicamente al Primo Ministro Tariceanu, di sostituire il Ministro della Giustizia, a seguito della messa in stato d’accusa penale di quest’ultimo.
Mega partito presidenziale
Una volta lasciatasi rapidamente alle spalle sia il referendum per il voto uninominale sia le elezioni Europee, la politica Romena è stata caratterizzata, negli ultimi giorni, da due avvenimenti firmati, se non come autore almeno da protagonista, dal Presidente Traian Basescu: la frettolosa unione tra PD e PLD e le dimissioni del Ministro della Giustizia, Tudor Chiuariu.
Sicuramente i modesti risultati elettorali, sia al referendum che alle Europee, hanno influito pesantemente sia sui tempi della fusione, sia sulla “docilità”con cui il partito presidenziale (PD) si è lasciato assorbire dal PLD.
Per il bene stesso della Romania, tutti si augurano che questa fusione sia un passo in avanti per la creazione di partiti coerenti ed organizzati, in grado di governare con costanza e stabilità.
La Commissione Europea raccomanda alla Romania un’accelerazione delle riforme della Pubblica Amministrazione e delle Finanze Pubbliche.
La Romania deve adottare politiche più ambiziose nei settori critici, quali ad esempio il rafforzamento delle capacità amministrative ed il miglioramento dell’ambiente del business, raccomanda la Commissione Europea in un rapporto sull’applicazione della Strategia di Lisbona per la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.
Il rapporto della Commissione analizza il Programma Nazionale di Riforma della Romania (PNR) che indica appunto le riforme che la Romania intende introdurre per raggiungere i suddetti obiettivi.
Secondo il comunicato della Commissione, l’esecutivo giudica positivi molti elementi quali lo sviluppo di un piano a termine medio per il budget di stato, la riduzione dei costi extra salariali e la riforma delle politiche di ricerca.
Tuttavia, la Commissione individua anche i punti deboli del PNR, quali: capacità amministrativa, rischio di surriscaldamento dell’economia, pianificazione del budget e qualità delle spese effettuate, eccessiva burocrazia e preparazione della forza lavoro.
In seguito a tali considerazioni, la Commissione Europea raccomanda alla Romania di consolidare urgentemente le capacità amministrative sia a livello locale che centrale, di evitare la crescita del deficit di conto corrente e dell’inflazione e di garantire la crescita dei salari di pari passo con quella della produttività.
Allo stesso modo la Commissione raccomanda alla Romania di migliorare la pianificazione e l’uso del budget di stato, come pure la qualità delle finanze pubbliche, riducendo e reindirizzando allo stesso tempo l’aiuto di stato verso obiettivi orizzontali.
Altre raccomandazioni riguardano poi la necessità di adottare misure urgenti per ridurre sostanzialmente le procedure amministrative ed i ritardi nella concessione delle autorizzazioni, nel quadro di una politica di regolamentazione più coerente per il miglioramento dell’ambiente del business.
Secondo il comunicato, dal punto di vista della Commissione, è molto importante che la Romania si concentri su misure che assicurino la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, soprattutto riguardo la sostenibilità e la consistenza delle pensioni, come pure l’intensificazione della lotta al lavoro nero.
Il rapporto sarà presentato ai leader dell’Unione Europea al Consiglio Europeo di primavera, nel mese di marzo 2008.
Banche & Assicurazioni
Banca Italo Romena ha aperto la prima agenzia a Iasi
La Banca Italo Romena (BIR – Gruppo Veneto Banca) ha inaugurato, con la presenza del proprio Presidente, Franco Antiga e del direttore generale, Antonio Bianchin e delle autorità locali, la prima agenzia a Iasi.
Al taglio del nastro inaugurale della sede di strada Stihi (zona Targu Cucu) era presente anche il sindaco di Iasi, Gheorghe Nichita, il quale ha indicato nell’apertura di Banca Italo Romena “un momento importante nello sviluppo della città”.
La decisione della banca di aprire a Iasi è conseguenza della presenza nella regione di una significativa comunità di uomini d’affari Italiani. I prodotti ed i servizi di Banca Italo Romena si indirizzano sia verso le aziende Italiane che quelle Romene, oltre che alla popolazione.
L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare il bilancio del primo semestre 2007 della banca. Bilancio che, a fronte dello stesso periodo 2006, ha segnato una crescita del profitto netto del 60,2%, da 3 a 4,9 milioni di Euro.
Il prodotto bancario lordo è cresciuto allo stesso mdo, arrivando a 724,6 milioni di Euro.
Banca Italo Romena: www.italo-romena.ro
BNR: il volume dei crediti insoluti è aumentato del 24% nei primi 9 mesi del 2007
Secondo la Banca Nazionale Romena, il volume dei crediti insoluti nel sistema bancario, nei primi nove mesi del 2007, è arrivato a 2,065 miliardi di Lei (circa 580 milioni di Euro) segnando una crescita del 23,8% rispetto alla fine del 2006, quando era di 1,668 miliardi di Lei.
In questo modo il totale dei crediti insoluti rappresenta l’1,6% di tutto il credito non governativo.
Allo stesso tempo, la solvibilità del sistema bancario è scesa al 14% a settembre, a fronte di un 18,12% alla fine del 2006.
Banca Nazionale Romena: www.bnr.ro
Aziende
Accordo per il sostegno delle aziende dell’IT&C
Alla fine della scorsa settimana, è stato siglato un accordo tra Eximbank (www.eximbank.ro) ed il Ministero delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione (www.mcti.ro) volto a sostenere l’accesso, da parte delle aziende operanti nell’Information Tecnology, ai quasi 400 milioni di Euro allocati dall’Unione Europea, attraverso i Fondi Strutturali , per progetti che riguardino lo sviluppo di tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni.
Dopo questo accordo, le aziende in possesso di progetti ammissibili, potranno richiedere ad Eximbank finanziamenti per il contributo proprio agli stessi progetti, oppure una garanzia per crediti da contrarre presso qualsiasi banca commerciale.
Le aziende Italiane sono interessate al comparto energetico Romeno
Le aziende Italiane desiderano investire in tecnologie innovative per la produzione di energia in Romania e nelle relative infrastrutture, ha dichiarato alla stampa il Ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Comunitarie Italiano (www.mincomes.it), Emma Bonino.
Oltre ad ENEL (www.enel.ro) ed Ansaldo (www.ansaldoenergia.it), tradizionalmente presenti in Romania, altre aziende desiderano entrare nel mercato Romeno, in testa a tutte Terna.
Il comparto energetico Romeno presenta molti sbocchi per le aziende Italiane: da una parte la costruzione dei reattori 3 e 4 della centrale nucleare di Cernavoda, dall’altra la realizzazione di centrali idroelettriche ed eoliche. Non bisogna infatti dimenticare che, secondo le normative Europee, il 20% dell’energia totale prodotta dovrà provenire da fonti rinnovabili.
Il 10 Dicembre 2007, il Ministro Romeno per le PMI, il Commercio, il Turismo e le Professioni (www.mturism.ro), Ovidiu Silaghi ed il Ministro Bonino hanno siglato un accordo di collaborazione per il commercio, fondi strutturali e cooperazione tra Italia e Romania.
Gli scambi commerciali tra i due paesi arriveranno a 12 miliardi di Euro alla fine del 2007, contro i 4 miliardi tra Italia e India e 1,2 miliardi tra Italia e Spagna.
Sistec-Sbsol investe 1 milione di Euro in soluzioni Data Center
L’integratore di soluzioni IT, Sistec-Sbsol (www.sistec-sbsol.ro)ha cominciato in Dicembre un investimento di un milione di Euro per il perfezionamento del sistema di Business Continuity & Disaster Recovery . L’investimento servirà principalmente allo sviluppo di tre server (due a Bucarest ed uno a Cluji-Napoca) collegati per il backup continuo dei dati.
Bacau: aperto l’Arena Mall
Il primo mall di Bacau, con una superficie di 19.500 mq., ha aperto le porte questa settimana.
Già affittato per intero da Eurisko Consulting (www.eurisko.ro), il complesso comprende 15 ristoranti, negozi, cinema multisala con 1.700 posti, 10 piste di bowling, 15 tavoli da biliardo ed un casino elettronico.
Per il 2010 si prevede l’estensione del mall a 30.000 metri quadri.
Anchor Group investe 50 milioni di Euro nel primo mall della Repubblica di Moldavia
Il Gruppo Anchor (www.anchorgroup.ro), che a Bucarest ha sviluppato il Bucuresti Mall e Plaza Romania, ha annunciato l’intenzione di costruire il primo mall di Chisibau e della Moldavia.
Lo “Shopping Malldova” si svilupperà su quattro livelli per una superficie di 25.000 metri quadri, con più di 100 negozi, cinema multisala ed un supermercato di una catena internazionale.

Mercato Immobiliare
AFI Europe ha in progetto la costruzione di quasi 10.000 abitazioni in Romania.
AFI Europe (www.afi-europe.eu), una divisione del gruppo d’investimenti Africa-Israel (www.africa-israel.com), progetta di costruire 9.650 appartamenti in tutta la Romania, 4.400 in Polonia, 3.300 nella Repubblica Ceca e 2.900 in Lettonia.
AFI Europe detiene un portafoglio commerciale di oltre 1 milione di metri quadri di superficie affittabile e 28.980 appartamenti in costruzione in Germania e nell’Est Europeo.
L’azienda, che pianifica progetti residenziali per 500 milioni di Euro in Bucarest nei prossimi tre anni, ha appena investito 77,5 milioni di Euro per l’acquisto di un terreno di 155.000 dell’ex fabbrica Laromet, su cui costruirà circa 5.000 appartamenti.
Altri investimenti verranno fatti in centro, vicino al Parlamento, su di un terreno di 17.000 mq e nel comuni di Butimanu (260.000 mq)
Cinque complessi residenziali nuovi alla fiera immobiliare Timon
In questi giorni (12-16 dicembre 2007) si tiene, presso il World Trade Center di Bucarest, l’Expo immobliare “Timon” (www.timon.ro).
Nell’ambito di tale esposizione, sono stati presentati agli operatori cinque nuovi progetti immobiliari, per un totale di 350 abitazioni:
• “La Rivierre” vicino all’autostrada per Pitesti.
• “IOR Residence” in zona Titan.
• “Mayer Residence”, Bucarest. Sorgerà in strada Odei, con due palazzi di 64 appartamenti. Prezzi tra i 1.050 ed i 1.150 Euro/mq. L’investitore, Valentin Construct Imob assicura che saranno terminati entro il 2008.
• “Elite Residence” 20 grandi appartamenti su tre scale, prezzi da 1.300 Euro/mq, finanziatore: Piraeus Bank; anche questo complesso sarà terminato entro il 2008.
• La società Teia, Sibiu, costruisce un complesso di ville in Sura Mica, a 8 chilometri dalla città.
Ma il più importante complesso residenziale presentato al “Timon” è senza dubbio il “Confort City”, situato nella zona dello Splaiul Unirii, con 1.700 appartamenti, di cui 900 già in vendita; prezzi tra i 49.000 ed i 116.000 Euro.
Secondo gli organizzatori, il prezzo minimo di un appartamento, tra quelli presentati all’expo, è di 27.500 Euro, (un monolocale del “Sea View Residence”, Costinesti) mentre il più caro è un attico dell’Elite Residence: 725.000 Euro.
Terreni in Cluji-Napoca: rialzo del 25%
Negli ultimi due anni si è registrata una crescita generalizzata del prezzo dei terreni, specialmente nella parte meridionale della città, soprattutto perchè in tutta la periferia si stanno sviluppando progetti per abitazioni ed uffici.
Mentre nel centro (piazza Mihai Viteazu e piazza Unirii) un metro quadro di terreno si vende a 1.000-1.500 Euro, nei quartieri di Andrei Muresanu, Gheorgheni e Grigorescu il prezzo medio è di 400-600 Euro.
Il top si registra in zona Zorilor, dove un metro quadro può arrivare a 1.800 Euro, mentre in periferia si va dai 40 ai 150 Euro/mq..
Da registrare la crescita continua della richiesta di appartamenti di lusso e ville.
Bucarest: complesso residenziale da dieci milioni di Euro in zona Obor
Prima della fine di Dicembre, nella zona di Obor (str. Avrig nr.10) si darà il via alla costruzione del centro residenziale “Obor Towers”.
Il progetto prevede la costruzione di 125 appartamenti (60 monolocali, 61 a due camere, 40 a tre camere e 4 appartamenti a 4 camere) tra i 44 ed i 147 mq. I prezzi partiranno da 1.400 Euro/mq in crescendo di 50 Euro/mq per piano.
Moritz Group investe 120 milioni di Euro in un complesso di uffici con eliporto
Il gruppo immobiliare Irlandese Moritz Group (www.moritz.ie) ha annunciato lo start di un progetto immobiliare, il Felix Plaza: un complesso di uffici con eliporto a pochi minuti dalla Piazza Victoriei.
L’edificio comprenderà circa 35.000 mq di uffici, distribuiti su 24 piani e sarà pronto nel 2010, dopo un investimento di almeno 120 milioni di Euro, cui se ne aggiungeranno altri 60 milioni per lo sviluppo della “fase 2” che prevede la costruzione di altri 15.000 mq., sempre di uffici.
Piazza Victoriei ha attratto, negli ultimi anni, grandi investimenti immobiliari in uffici e si appresta a divenire la “City” di Bucarest.
Agricoltura
Risarcimento per 1,3 milioni di ettari di colture distrutte dalla siccità
Il Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale (MADR – www.maap.ro ) ha concesso indennizzi pari a 499,6 milioni di Lei per risarcire i danni della siccità della scorsa estate, che ha distrutto 1,3 milioni di ettari di colture.
Quasi tutti gli indennizzi sono già stati liquidati. In particolare 182,8 milioni di Lei sono andati ai coltivatori di grano.
Mercati agricoli
La forte offerta di patate dalla provincia di Suceava ha fatto scendere il prezzo all’ingrosso.
Le condizioni climatiche favorevoli, hanno determinato una crescita dell’offerta che ha fatto scendere i prezzi.
In queste settimane il prezzo medio all’ingrosso è stato di 0,45-0,5 Lei/Kg, mentre quello al dettaglio si è mantenuto sui 0,7 Lei/Kg, con una diminuzione complessiva del 25% rispetto ad un anno fa.
Il prezzo del latte crescerà nel breve termine
Nella prima settimana di Dicembre, i produttori hanno venduto il latte sul mercato a 1,5-2 Lei/Kg ed alle centrali a 1 Leu/Kg (+IVA).
Tale prezzo, in crescita rispetto alla settimana precedente e manterrà tale tendenza, sia a causa della stagione invernale, sia per la crescita dei costi dovuta all’adeguamento alle norme Europee ed al rincaro delle materie prime (soprattutto le crusche).
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, in Ottobre il consumo di latte è cresciuto del 8,5% rispetto al mese precedente.
Stabili i prezzi dei cereali.
Durante le ultime due settimane il prezzo del grano si è stabilizzato, mantenendo un prezzo di 0,9 Lei/Kg per il grano e 0,85 Lei/Kg per il foraggio.
Le previsioni a breve sono per una diminuzione, che porterebbe maggiori guadagni per l’industria della trasformazione, restia a ritoccare i prezzi al ribasso allo scadere delle materie prime.
Produzione di carni in crescita ad Ottobre.
La produzione di carni è cresciuta nel mese di Ottobre 2007, rispetto al mese precedente, sia negli allevamenti ad uso personale sia nei centri dell’industria del settore.
La crescita maggiore si è avuta nella carne ovina (+44,5%), con l’abbattimento di 399.000 capi, seguita da quella bovina (89.000 capi per 14.871 tonnellate, +42,5%). Suini e pollame sono cresciuti rispettivamente del 16% ed 8,9% .
Raddoppiato il prezzo dei pomodori a novembre
In tutta la Romania il prezzo dei pomodori è cresciuto considerevolmente in Novembre, registrando addirittura un +100% nella provincia di Dambovita rispetto ad Ottobre, passando da 2,5 a 5 Lei/Kg.

Fondi Strutturali Europei & Appalti
CNI: gare d’appalto per palestre e condotte urbane in località fino a 50.000 abitanti
La Compagnia Nazionale di Investimenti (CNI – www.cni.com.ro ), ha indetto le gare d’appalto per la costruzione di 10 palestre scolastiche dotate di spazio per le competizioni locali, terreno per l’handball e posti a sedere per 150 spettatori.
Le palestre dovranno essere realizzate in 12 mesi dall’autorizzazione.
Queste le località dove si costruirà:
• Navodari (Constanta)
• Negru Voda (Constanta)
• Otelu Rosu (Caras-Severin)
• Sendreni (Galati)
• Munteni (Galati)
• Urlati (Prahova)
• Videle (Teleorman)
• Paltinoasa (Suceava)
• Dolhasca (Suceava)
• Cehu Silvaniei (Salaj)
Le gare per i primi 5 appalti avranno luogo il 14 gennaio 2008, le altre 5 il 15 gennaio.
CNI continua anche il proprio programma di installazione e riabilitazione di condotte e canalizzazioni urbane, stazioni di trattamento delle acque potabili e depuratori, nelle località fino a 50.000 abitanti.
In questi giorni CNI ha aperto le gare d’appalto per tre appalti:
• Lehliu Gara (Calarasi)
• Murgeni (Vaslui)
• Gaesti (Dambovita)
Le gare si terranno il 9 gennaio 2008.
Sociale
La promozione dello sviluppo economico con la filosofia delle agricolture sociali.
Promuovere lo sviluppo economico con la filosofia delle agricolture sociali, significa operare nell’ambito delle risorse umane, per aiutarle ad acquisire e migliorare le loro abilità e capacità.
Le strutture socio-agricole, dette anche Fattorie Sociali, si inseriscono in sistemi di welfare legati alle comunità locali che prendono in carico i bisogni sociali di un territorio.
Iniziative di questo tipo, hanno avuto buoni risultati e profitti soddisfacenti anche in Romania. A confermarlo, l’Associazione Enzo B, che opera in questo senso già dal 2005. La sua fattoria conosciuta come “Ferma Izvoare” (Fattorie delle Sorgenti) data la sua vicinanza dalle sorgenti naturali, ha risollevato una situazione economico-finanziaria di un’azienda agricola di circa 15 ettari coltivabili, presso il Comune di Rachiteni (Judet di Iasi).
L’obiettivo è diventato, quindi, quello di unire l’attività produttiva con la creazione di esperienze in cui l’attività agricola rimanga al centro di processi socio-educativi rivolti a minori e giovani adulti in condizioni di disagio ed esclusione sociale.
Gli investimenti degli ultimi mesi in queste iniziative confermano l’efficacia di tali tecniche e dimostrano l’importanza del sociale, anche nello sviluppo economico.

Per contatti ed info: Biagio Scorfani tel. 040 727 497338 040 727 914045
Sito Internet: www.enzob.org – e-mail: enzob_romania@easynet.ro

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Newsletter n.49 / 2007

In questo numero:
Economia & Finanze pag. 1
ZEN ed ERSTE: previsioni pessimistiche per la Romania
Produzione industriale in crescita
Industria delle costruzioni e dei prefabbricati
GEA: La competitività della Romania è messa in pericolo dalla gestione deficitaria dei Fondi Europei
9,7 miliardi di minuti
Politica & Istituzioni pag. 5
Tariceanu ha rifiutato la richiesta di Basescu
Il dibattito sulla tassa di prima immatricolazione
Banche & Assicurazioni pag. 6
Accordo di collaborazione tra Eximbank e NRW Bank
Le banche romene quest’anno danno meno profitti
BNR annuncia un tasso di riferimento del 7,5%
Solamente il 14% delle PMI si finanzia attraverso crediti contratti con le banche commerciali
Aziende pag. 7
ENEL e E.ON con Termoelectrica a Braila
FCC si aggiudica contratti per 64 milioni di Euro
Mercato Immobiliare pag. 8
Quartiere residenziale da 45 milioni di Euro a Brasov
Nasce il nuovo palazzo Italia a Bucarest
Fondi Strutturali Europei pag. 9
Le prime Guide del Richiedente per le PMI
Investimenti per oltre 47 milioni di Lei per le strade provinciali di Arad.
Sociale pag. 12
Sibiu: l’arte e il sociale si incontrano fino al 16 dicembre

Economia & Finanze
ZEN ed ERSTE: previsioni pessimistiche per la Romania
La maggioranza degli esperti prevede uno sviluppo economico della Romania, ma, allo stesso tempo, un rischio inflazione, condiviso con Croazia ed Ungheria. Allo stesso modo ci si aspetta una crescita dei tassi d’interesse mentre più pessimistiche sono le previsioni circa il mercato dei capitali Romeno, (indice BET) ed il corso del Leu.
L’Europa Centrale ed Orientale (CEE – Central and Eastern Europe) è caratterizzata in modo particolare da economie di transizione, impegnate in un processo di recupero e di rincorsa verso le condizioni economiche delle regioni occidentali. Secondo la teoria economica, questo processo si basa su iniezioni di capitali e di tecnologie, elementi in cui tali regioni sono maggiormente deficitarie nei confronti degli Stati Uniti e dei paesi dell’Europa Occidentale.
Secondo l’opinione degli specialisti interpellati, l’attrattiva dei paesi CEE è rappresentata, nell’ordine, da: capitale umano, produttività ed infrastrutture, per cui non si sa fino a che punto essi potranno attrarre investimenti delle multinazionali per i costi ridotti, nell’immediato futuro, quando paesi come Brasile, Russia, India e Cina sono considerate sempre più attraenti. Molti esperti considerano che il vantaggio comparativo della Romania sia ridotto rispetto agli altri paesi CEE.
Resta da vedere come questi due rapporti, pur provenienti da fonti autorevoli, possano influenzare le agenzie di rating, che probabilmente aspetteranno i dati sull’inflazione di primavera e i rapporti sull’utilizzo del budget di stato, prima di esprimersi.
Produzione industriale in crescita
L’Istituto Nazionale di Statistica informa che la produzione industriale in Romania è cresciuta, in Ottobre, del 6,3% rispetto a Settembre.
La crescita è stata sostenuta da tutti e tre i settori industriali: estrazione (+2%), lavorazione (+6,3%) ed energia elettrica e termica (+13,3%).
Questi i tassi di crescita dei grandi gruppi industriali:
• Beni di uso prolungato +15%
• Prodotti finanziari +15,2%
• Beni intermedi +9,0%
• Energia +4,7%
Solo l’industria dei beni di consumo ha conosciuto un deprezzamento del 2,5%
Rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, invece, la crescita è stata del 5,9% (+7,4% trasformazione) nonostante la battuta d’arresto di estrazione –3,5% energia, gas e acqua –3,9%.
La crescita nei primi dieci mesi del 2007 è stata del 5,8% rispetto allo stesso periodo 2006 (+6,8% trasformazione, +0,2% estrazione, -1,3% energia).
Industria delle costruzioni e dei prefabbricati
Il valore degli investimenti nell’economia romena è cresciuto del 32% nel terzo trimestre di quest’anno, rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, secondo un comunicato stampa dell’Istituto Nazionale di Statistica.
Nei primi nove mesi di quest’anno sono stati fatti il 29% in più di investimenti rispetto al periodo gennaio – settembre 2006. Allo stesso modo, i costi delle imprese per la costruzione di abitazioni nuove hanno raggiunto i 9 miliardi di Lei, crescendo del 39% rispetto allo stesso periodo, il terzo trimestre 2006.
La crescita più evidente, sempre per quanto riguarda gli investimenti, si è avuta nel settore industriale, seguito da quello delle costruzioni; quest’ultimo ha conosciuto una crescita significativa, a causa della nascita di nuovi centri commerciali, di quartieri residenziali e di parchi logistici, la cui cotruzione ha stimolato anche la crescita dell’industria dei materiali da costruzione.
GEA: La competitività della Romania è messa in pericolo dalla gestione deficitaria dei Fondi Europei
L’introduzione di alcuni criteri minimi per la gestione dei Fondi Europei è considerata come la principale soluzione ai problemi di corruzione e di gestione dei fondi, secondo la GEA (Gruppo di Economia Applicata).
La prima condizione proposta è che tutti i dipendenti delle varie Autorità di Management, degli Organismi Intermediari e dei Comitati Regionali di Valutazione, includendo i loro parenti fino al secondo grado, non siano membri di partito. La seconda condizione è che gli stessi non siano soci di compagnie di consulenza.
Anche se si mantiene sotto la media europea, il costo della manodopera ha subito, tra gennaio 2005 e giugno 2007 un aumento, in termini reali, di circa il 60%, cosa che influenza la competitività dei produttori romeni.
In Romania si registra uno dei più bassi tassi di educazione e formazione permanente (percentuale della popolazione adulta che partecipa a diverse forme di educazione e training), il che porta alla mancanza di preparazione e di risorse per l’innovazione.
In Romania si stanziano fondi per la ricerca e lo sviluppo ridotti rispetto a Bulgaria e Slovacchia. Di conseguenza, sempre secondo GEA, l’aumento dei costi pubblici è causato dalle istituzioni di ricerca pubblica inefficienti.
Le varie regioni della Romania sono, in generale, poco competitive. Unica eccezione, la regione di Bucarest – Ilfov, regione che dà risultati positivi, sia sul fronte del Prodotto Interno Lordo, sia su quello degli investimenti per la ricerca e lo sviluppo.
Tra il 2007 ed il 2005, la Romania potrà accedere a Fondi Europei per un totale di 21 miliardi di Euro per investimenti a livello regionale e ci si auspica che, con quest’iniezione di capitali, si vengano a creare altri 6/8 punti di sviluppo economico a livello nazionale che affianchino Bucarest e Timisoara.
9,7 miliardi di minuti
9,7 miliardi di minuti iniziati sulle reti di telefonia mobile in Romania nella prima metà dell’anno 2007.
Il traffico voce, partito dalle reti di telefonia mobile mantiene un trend in crescita, registrando un aumento del 24% sul semestre precedente, afferma il Rapporto finale dei dati statistici per il settore delle comunicazioni elettroniche per il periodo 1° gennaio – 30 giugno 2007, pubblicato dall’ANRCTI.
Durante il primo semestre del 2007, il traffico totale realizzato sulle reti mobili di telefonia (escluso il roaming) ha raggiunto il valore di 9,7 miliardi di minuti, la maggior parte all’interno delle varie reti (79,3%). Lo stesso traffico all’interno delle varie reti, ha registrato una crescita del 25,8% rispetto al periodo precedente. Il traffico verso altre reti rappresenta invece il 15,5% del totale mentre rimangono in coda quello verso reti fisse (2%) e quello verso operatori di altre nazioni (2%), pur registrando entrambi crescite equivalenti.
Sul fronte della telefonia fissa, il traffico totale voce realizzato dagli utilizzatori dei fornitori di telefonia fissa in Romania (sia con reti proprie sia con reti di terzi) è stato di 3,9 miliardi di minuti, con una diminuzione di circa l’8% rispetto alla fine dell’anno scorso.
Il volume totale del traffico realizzato attraverso i 70 fornitori alternativi di servi voce fissi (incluso VoIP), sia con reti proprie sia con reti di terzi, arriva a 1,23 miliardi di minuti, con una crescita del 5,3% rispetto al periodo precedente, rappresentando il 31,5% del traffico totale voce fisso.
Nello stesso periodo, in Romania, più di 1.300 fornitori offrivano servizi di accesso ad Internet, per un numero totale di connessioni di 4,5 milioni (comprese le connessioni mobili attraverso protocolli HSCSD, GPRS, CDMA, 3G e connessioni dial-up da rete fissa) delle quali più di 2 milioni a pagamento.

Politica & Istituzioni
Tariceanu ha rifiutato la richiesta di Basescu
Il primo ministro Calin Popescu Tariceanu ha rifiutato la richiesta del Presidente Traian Basescu di un rimpasto nei ministeri della Giustizia e del Lavoro, i cui rispettivi ministri, i liberali Tudor Chiuariu e Paul Pacuraru, risultano recentemente inquisiti.
Il Primo Ministro, nella lettera con cui rifiuta il rimpasto, ha affermato che, il Presidente Basescu “ha a propria disposizione i necessari attributi costituzionali per prendere una decisione in una situazione simile”.
Il dibattito sulla tassa di prima immatricolazione riprenderà la settimana prossima
Il Governo Romeno presenterà, in forma di Ordinanza d’Urgenza, la settimana prossima, un progetto per rendere l’applicazione della “tassa di prima immatricolazione” compatibile sia con gli obiettivi di protezione dell’ambiente, quanto con le direttive della Commissione Europea in materia di tasse ed imposte. Sostanzialmente sarà rapportato con più attenzione il livello della tassa con il valore dell’automobile.
Banche & Assicurazioni
Accordo di collaborazione tra Eximbank e NRW Bank
La Banca Romena per l’Import e l’Export (Eximbank) e la Banca per lo Sviluppo del Land Renania del Nord-Westfalia (NRW Bank), hanno sottoscritto un accordo di cooperazione, allo scopo di sostenere ed incoraggiare il commercio, l’export e gli investimenti tra il Land Renania e la Romania, annuncia un comunicato Eximbank.
“La Germania è uno dei partner commerciali della Romania. Con questo accordo di collaborazione vogliamo facilitare l’accesso delle compagnie Romene al mercato tedesco ed incoraggiare le compagnie del Land Renania del Nord-Westfalia ad investire in Romania”, ha dichiarato Carmen Radu, presidente e direttore generale di Eximbank Romania.
Le due istituzioni finanziarie si forniranno reciprocamente, secondo l’accordo, dati riguardanti prodotti e servizi dei rispettivi portafogli, programmi di sviluppo, azioni di stimolo agli investimenti e, in particolare, informazioni sull’utilizzo dei Fondi Strutturali.
Eximbank e NRW Bank forniranno consigli ed aiuto alle compagnie intenzionate ad utilizzare i programmi e gli strumenti di entrambe le banche, per estendere i propri affari nella Renania del Nord-Westfalia ed in Romania.
Una componente essenziale di questo accordo, riguarda lo sviluppo delle risorse umane, attraverso l’accesso a programmi di formazione e training, svolti dalle rispettive banche.
Le banche romene danno meno profitti, quest’anno.
La profittabilità delle banche romene è scesa, durante l’anno in corso, anche se i dati statistici indicano un potente incremento del livello di crediti concessi. Anche se il sistema bancario romeno ha visto un incremento dei propri attivi del 32% nei primi nove mesi di quest’anno, i guadagni derivanti dagli interessi non coprono i costi delle banche. La concorrenza, nel sistema bancario romeno, è divenuta, nell’ultimo anno, sempre più agguerrita, spingendo le banche a ridurre i tassi dei crediti concessi e ad aumentare il numero delle filiali, per resistere sul mercato.
Causa principale della crescita dei costi bancari si riscontra nell’aumento del numero dei dipendenti delle banche stesse.
Nei primi nove mesi dell’anno, la redditività finanziaria del sistema bancario romeno, calcolata come rapporto tra profitto netto e capitali propri, è scesa fino al 10,3%, di 1,5 punti rispetto allo stesso periodo del 2006. Allo stesso tempo, la redditività economica, cioè il rapporto tra profitto netto ed attivi, è scesa dal canto proprio allo 1,18% (era all’1,53% al 30 settembre 2006). Tutto questo anche se, nello stesso periodo, i crediti concessi sono triplicati in volume.
La riserva minima obbligatoria perde efficienza.
Dal punto di vista macroeconomico, è razionale che una banca eviti i costi di un alto livello delle riserve minime obbligatorie mentre da quello microeconomico, questa cessione di crediti verso l’estero ha determinato una crescita dell’indebitamento privato fino al livello di 20 miliardi di Ron (quasi 7 milioni di Euro).
Autorevoli analisti economici romeni sostengono che le banche preferiscano conservare i crediti a lungo termine in portafoglio, poiché li considerano più redditizi. Non è escluso, comunque, che esistano protocolli d’intesa tra banche straniere e sussidiarie romene per la ripartizione dei guadagni derivanti dai crediti.
BNR annuncia un tasso di riferimento del 7,5%
La Banca Nazionale Romena (BNR) ha annunciato, attraverso il proprio sito internet l’aumento del tasso d’interesse di riferimento, dal 7 al 7,5%.
Durante quest’anno, il tasso è stato sempre in calo, fino a questa battuta d’arresto, da un iniziale 8,75%.
Solamente il 14% delle PMI si finanzia attraverso crediti contratti con le banche commerciali
Florin Georgescu, primo vice governatore della Banca Centrale Romena, ha dichiarato che solamente il 14% delle PMI si finanzia attraverso crediti contratti con le banche commerciali. Sempre secondo Georgescu, il 63% dei crediti accordati dalle banche alle compagnie rappresenta prestiti a PMI. Secondo BNR (la Banca Nazionale Romena), il 49% dei crediti contratti dalle PMI sono stati richiesti per liquidità, mentre il 31% è stato destinato alle attività correnti.
Cristian Pavan, vicepresidente dell’Associazione Uomini d’Affari della Romania, crede che le PMI non ricorrano ai crediti bancari per i progetti d’investimento, sia perché costosi, sia perché le banche li accordano solo ad aziende con un determinato giro d’affari. Così le PMI spesso ricorrono a mezzi alternativi, quale l’acquisto in leasing, l’aumento di capitale e l’autofinanziamento.
I banchieri Romeni tuttavia sostengono che il portafoglio di prestiti alle PMI si sia sviluppato in modo significativo.
Aziende
ENEL, E.ON e Termoelectrica si potrebbero associare per costruire un nuovo gruppo energetico a Braila.
“ENEL, E.ON e Termoelectrica si potrebbero associare per costruire un nuovo gruppo di produzione di energia nell’ambito della centrale termica di Braila”, ha dichiarato il direttore generale della Termoelectrica, Ioan Ungureanu a NewsIn “È possibile che l’investimento, nell’ordine dei 2-3 miliardi di Euro, venga realizzato da entrambi i partner, assieme a Termoelectrica” ha poi proseguito il manager affermando che probabilmente le tre aziende prenderanno una decisione nel giro di un paio di settimane.
Alla fine di Ottobre, il produttore di energia deciderà entro Dicembre se sarà ripreso il processo di selezione degli investitori per la costruzione di un nuovo gruppo di produzione di energia nella centrale termica di Braila.
Termoelectrica è intenzionata a creare una società mista, assieme ad un investitore privato che entri con un apporto di capitali (valutati in almeno un miliardo di Euro, secondo il precedente Direttore Generale di Termoelectrica, Viorel Marian), mentre Termoelectrica contribuirà con gli attivi esistenti, cioè con il terreno e le attrezzature, dopo opportuna perizia. ENEL e E.ON hanno già manifestato il loro interesse.
FCC si aggiudica contratti per 64 milioni di Euro
La compagnia austriaca Alpine Bau Gmbh, una divisione del gruppo spagnolo di costruzioni Fomento de Construcciones y Contratas SA (FCC) ha annunciato di avere vinto due appalti di costruzione in Bucarest, per un valore totale di 64 milioni di Euro, informa Thomson Financial.
Alpine informa che si occuperà della riparazione e dell’ampliamento della circonvallazione esterna di Bucarest (soseaua de centura), oltre che della costruzione di un nuovo ponte, lungo 240 metri, secondo un primo contratto di 30,8 milioni di Euro.
In più, la compagnia austriaca si è aggiudicata un ulteriore contratto, del valore di 33,5 milioni di Euro, per la modernizzazione di un segmento di 5,3 chilometri di Boulevardul Ghencea.
Mercato Immobiliare
Quartiere residenziale da 45 milioni di Euro a Brasov
La società Adama ha annunciato ieri, a Brasov, l’avvio dei lavori di costruzione del complesso residenziale “Evocasa Viva”, nel quartiere Noua.
Gli investimenti arrivano a circa 45 milioni di Euro, per la costruzione di otto condomini per un totale di 536 appartamenti.
Il costo degli appartamenti varierà tra i 49.700 Euro dei monolocali ed i 221.700 Euro degli appartamenti duplex con terrazza.
Il quartiere residenziale è situato nelle immediate vicinanze del Giardino Zoologico di Brasov. Lo stesso terreno su cui sorgerà “Evocasa Viva” è stato acquistato dai precedenti proprietari dello Zoo di Brasov, cui era stato dato dal Comune di Brasov in permuta con lo zoo stesso, che così è stato salvato.
Sempre nella stessa zona si costruirà, presto, anche un parco acquatico, mentre sono già presenti: scuola, lago, un complesso sportivo, ipermercati e supermercati.
I rappresentanti della Adama annunciano anche che, l’anno prossimo, verranno sviluppati altri due progetti residenziali in Brasov: uno nel quartiere di Racadau e l’altro nel quartiere di Bartolomeu, per un ulteriore investimento di almeno 100 milioni di Euro.
L’azionariato della compagnia Adama comprende il fondo d’investimenti Tiger Global Management, Immoest, il trust d’investimento privato American RomRe, Lehman Brothers. A tutt’oggi la società è impegnata nello sviluppo di progetti per un investimento totale di 1,5 miliardi di Euro, comprendendo 12.000 abitazioni nuove e 75.000 mq di spazi commerciali ed uffici, in diversi stadi di sviluppo.
Nasce il nuovo palazzo Italia a Bucarest: ad aprile saranno presentate tutte le proposte.
Il Ministero degli Affari Esteri, la Direzione Generale per gli Affari Amministrativi di Bilancio e Patrimonio intendono realizzare il nuovo Palazza Italia in Bucarest.
L’edificazione del nuovo palazzo mira a collocare tutti gli enti istituzionali attualmente presenti nella città, con particolare attenzione all’Ambasciata d’Italia in Romania ed alla relativa Sezione Consolare. La maestosa opera che verrà realizzata presso il terreno Ion Mincu, n. 12 in Bucarest (sito che attualmente ospita la Sezione Consolare ) avrà un costo d’intervento pari a 7.300.000 Euro. L’ obiettivo sarà quello di realizzare un unico polo delle attività istituzionali dell’ambasciata ove insediare anche le attività italiane a carattere culturale e di promozione economico commerciale.
Tutte le proposte di project financing dovranno essere presentate a pena di esclusione entro il 30 aprile 2008 presso il Ministero degli Affari degli Esteri . I plichi contenenti le proposte dovranno essere idoneamente sigillati, mediante timbro del proponente e firma del titolare su tutti i lembi di chiusura.
Gli interessati a presentare le proposte possono prendere visione della documentazione predisposta, previo appuntamento con il Responsabile del procedimento nei giorni lunedì e martedì. Per informazioni e chiarimenti : telefono 00390636913027, fax 00390636913592, mail christian.savarese@esteri.it .
L’avviso completo è pubblicato su www.esteri.it, sulla gazzetta della comunità europea, sulla G.U. della replubbica italiana nella sezione relativa ai contratti pubblici e sul sito www.serviziocontrattipubblici.it
Fondi Strutturali Europei
Anamaria Cristine Stancu, Consulente in Management di Archimedes Group, informa:
Le prime Guide del Richiedente per le PMI nel quadro del POS Crescita della Competitività Economica
Sono state rese disponibili per la consultazione le Guide del Richiedente per il Programma Operativo Settoriale “Crescita della Competitività Economica”, Asse prioritario 1 “Un sistema innovativo ed eco-efficiente di produzione” (Guida Grandi Investimenti per le PMI; Guida Piccoli lnvestimenti per le PMI)
Questi documenti rappresentano una versione intermedia delle Guide del Richiedente, La pubblicazione in questa variante ha come scopo unicamente quello di informare e far familiarizzare I potenziali richiedenti appartenenti alla categoria delle PMI, con le condizioni di accesso al finanziamento nel quadro di questo asse prioritario del POS-CCE.
Inoltre, sono state pubblicate le seguenti Guide del Richiedente per l’Asse prioritario 3 “Tecnologia dell’informazione e delle comunicazioni per i settori pubblico e privato”:
Guida per il Sostegno dell’utilizzo della tecnoloqia dell’informazione (operazione 3.1.1 — Sostegno per il collegamento ad Internet, acquisto di hardware e software, acquisto di licenze, realizzazione di website);
Guida per lo Sviluppo delI’e-economy (operazione 3.3.1 — “Sostegno per l’implementazione dei sistemi informatici integrati e di altre applicazioni elettroniche per il management degli affari” e 3.3.2 — “Sostegno per lo sviluppo dei sistemi di commercio elettronico e di altre soluzioni elettroniche per gli affari”).
La variante finale delle Guide del Richiedente a favore delle PMI sarà pubblicata ufficialmente entro la fine di 2007, mentre l’apertura dei bandi si prevede nei primi mesi dell anno prossimo.
Approvazione degli ultimi due Programmi Operativi Settoriali.
A seguito dei negoziati intervenuti tra le Autorità romene e quelle europee, il penultimo dei Programmi Operativi Settoriali, il POS “Sviluppo delle Risorse Umane” sarà approvato da parte della Commissione Europea nel corso del mese di dicembre 2007, mentre l’approvazione del POS “Sviluppo della Capacità Amministrativa” e previsto per l’inizio dell’anno prossimo.
L’Autorità di Management del POS Ambiente ha lanciato la tappa della preselezione dei progetti nel quadro dell’Asse Prioritario 3 del POS Ambiente.
L’Autorità di Management per il Programma Operativo Settoriale dell’Ambiente ha annunciato il lancio della tappa della preselezione dei progetti nel quadro dell’Asse Prioritario 3 del POS Ambiente ( “Riduzione dell’inquinamento e diminuzione degli effetti del cambi climatici attraverso Ia ristrutturazione e la riabilitazione del sistemi di riscaldamento urbano nelle località piü inquinate”).
L’allocazione finanziaria prevista per questo asse e di circa 460 milioni di Euro (Fondo di Coesione + co-finanziamento nazionale).
Battuta di arresto per il Piano Nazionale di Sviluppo Rurale
Dopo i negoziati tra le Autorità romene e quelle europee, II Ministero dell’Agricoltura prevede di pubblicare a partire dall’inizio del prossimo anno, le prime guide al Programma Nazionale di Sviluppo Rurale (PNSR) – “Sistemazioni e sviluppo dei comuni”; “Crescita del valore aggiunta dei prodotti agricoli e forestali”; “Ammodernamento delle coltivazioni agricole”.
Bandi disponibili
Programma Operazionale Regionale – Asse prioritario 3 “Miglioramento delle infrastrutture sociali”, Dominio maggiore di intervento 3.3:”Miglioramento delle dotazioni in attrezzature delle basi operative per l’intervento in situazioni d’urgenza”
A far data dal primo Ottobre, è stato aperto il bando di gara d’appalto di tipo aperto, per il Dominio maggiore di intervento:”Miglioramento delle dotazioni in attrezzature delle basi operative per l’intervento in situazioni d’urgenza” nell’ambito dell’ Asse prioritario 3 “Miglioramento delle infrastrutture sociali” del Programma Operativo Regionale (POR) 2007 – 2013.
La Guida del Richiedente puo’ essere scaricata in formato PDF (in lingua romena) alla pagina: http://www.mie.ro/_documente/POR/ghid_solicitant.htm
Programma Operativo Settoriale dell’Ambiente – Asse Prioritario 4 “Implementazione di sistemi di gestione per la protezione della Natura”
Il Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Durevole (MMDD) ha cominciato la prima sessione di selezioni nel dominio della protezione della Natura, allo scopo di concedere assistenza finanziaria a fondo perduto nell’ambito del Programma Operativo Settoriale dell’Ambiente, programma nazionale di riferimento per il finanziamento da fondi Europei per progetti ambientali nel periodo 2007 – 2013.
I progetti devono essere elaborati secondo gli obiettivi e la strategia di finanziamento dell’Asse Prioritario 4 “Implementazione dei Sistemi di Gestione per la protezione della Natura” del Programma Settoriale dell’Ambiente.
Programma Operativo regionale – Asse Prioritario 2 “Miglioramento delle infrastrutture di trasporto regionale e locale”, Dominio Maggiore di Intervento:”Riabilitazione e modernizzazione della rete di strade regionali e urbane”.
A partire dal 10 Settembre, ognuna delle 8 Agenzie per lo sviluppo Regionale può ricevere richieste di finanziamento nell’ambito delle richieste aperte per progetti per l’Asse 2 del Programma Operativo Regionale, Dominio di Intervento “Riabilitazione e modernizzazione della rete di strade regionali e urbane, incluso l’ammodernamento o la costruzione di circonvallazioni”.
La Guida del Richiedente può essere scaricata in formato PDF (in lingua romena) alla pagina: http://www.mie.ro/_documente/POR/ghid_solicitant.htm
Phare CES “Sviluppo delle risorse umane – Sono stati aperti i bandi Phare 2006/018-147.04.02 — Coesione Economics e Sociale “Misure attive per l’occupazione della manodopera” e “Promozione della formazione permanente per la qualificazione e la riqualificazione della forza di lavoro”.
Il finanziamento consiste nella concessione di contributi a fondo perduto, fino ad un importo massimo di 150.000 Euro per i costi dei Vostri tecnici, italiani e non, che verranno impegnati nelle attività di formazione.
Per informazioni:
Anamaria Cristine Stancu – dip. Fondi Strutturali
Archimedes Srl – B-dul Revolutiei, nr.21 – Timisoara (Romania)
Email: cristine.stancu@archimedes.ro – Sito internet: www.archimedes.ro
Investimenti per oltre 47 milioni di Lei per le strade provinciali di Arad.
Una serie di strade, per un totale di 170 chilometri, verranno ristrutturate con i Fondi Strutturali.
Il Consiglio Provinciale di Arad ha investito, quest’anno, più di 47 milioni di Lei (circa 12 milioni di Euro)per la riabilitazione e l’ammodernamento delle strade provinciali (judetene). Secondo il Presidente del Consiglio Provinciale di Arad, Josif Matula, tale somma è circa doppia rispetto a quanto stanziato negli anni 2005-2006.
Attualmente sono stati preparati studi di fattibilità per una serie di strade, con uno sviluppo complessivo di 170 chilometri, in attesa di finanziamento con Fondi Strutturali. Tra queste, le più importanti sono:
• Arad – Sanmartin – Pilu (41 km)
• Arad – Felnac – limite del judet di Timis (30 km)
• Barsa – Moneasa (25 km)
• Petris – confine con il judet di Hunedoara (22 km)
Sociale
Sibiu: l’arte e il sociale si incontrano fino al 16 dicembre.
Sabato scorso presso la sala d’ingresso del Municipio di Sibiu nel cuore della Capitale della Cultura Europea
2007, l’arte incontra il sociale.Promotori dell’evento, il Museo Internazionale di Arte Naif MIDAN e Startialia Consulting (www.startitalia.eu) che in collaborazione con l’Associazione Sibiu 2007, GMP ( www.gmp.ro) e la Croce Rossa di Romania (www.crucerosie.ro) hanno permesso un’esposizione di arte naif (1-16 dicembre) a scopo benefico.
L’organizzazione dell’evento che punta ad essere interamente finanziata da sponsor, partner, donatori e collezionisti ha visto la partecipazione insieme, al Museo MIDAN, che ha messo a disposizione circa 110 quadri, di affermati esponenti di arte naif, italiani e romeni tutti di rinomata fama internazionale.
La mostra consta di circa 140 quadri, i quali sono tutti in vendita. Il vernissage di sabato sera, che ha riscosso un ottimo successo visto il flusso numeroso di migliaia di famiglie e di giovani e la presenza dei turisti venuti a Sibiu in occasione della festa nazionale di Romania, è stato solo l’apripista di un’evento che siamo sicuri avrà un grande seguito.
Diversi inoltre i manager di aziende, artisti, critici, intellettuali e rappresentanti della comunità italiana. Va fatta menzione di una sezione di quadri provenienti dall’America Latina, dalla Francia, dal Sudafrica e dall’Est Europa. Obiettivo di questo evento culturale è quello di promuovere l’arte naif internazionale e aiutare dei bambini con problemi particolari, selezionati e seguiti dalla Croce Rossa. Gli artisti e il museo MIDAN andranno a donare una percentuale dei profitti dei quadri venduti come finanziamento all’azione di beneficenza.
Per informazioni:
http://www.sibiu2007.ro/ro3/detaliu_eveniment.php?ideveniment=2646, www.startitalia.eu
Tommaso Busini – Managing Partner
Splaiul Unirii nr.4, bl.B3, et.5, un.5.3, Sector 4, Bucuresti (SITRACO CENTER-Aripa Noua) Tel: +40 21 31 71 817; Fax: +40 21 31 44 047
Mob Rom: +40 746 776 319; Mob Ita: +39 346 666 35 19
Skype ID: tommaso.busini; Website: www.startitalia.eu

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Astron: Un sistema per costruire edifici industriali in acciaio
Astron: il settore “Building Systems” del gruppo Lindab
Lindab, con il marchio Astron, è il leader europeo della costruzione di edifici industriali in acciaio, in grado di soddisfare le necessità di società nazionali ed internazionali che progettano nuovi siti di produzione in Europa.
Astron opera in vari settori, dall’industria al commercio fino allo sport, con edifici destinati a fabbriche, depositi, garage, piattaforme logistiche, depositi e supermercati, centri sportivi, edifici polivalenti, hangar per l’aeronautica, ecc….
Astron si basa su un concetto semplice: Semplificare il modo di costruire!
C’è una domanda crescente di metodi costruttivi per costruzioni efficaci, ecologiche, a basso consumo energetico, affidabili, durature e con un buon rapporto qualità/prezzo. Questa domanda è importante sia per gli edifici industriali che per quelli residenziali. La risposta di Astron è : semplificare il modo di costruire proponendo un metodo pre-studiato per edifici industriali in acciaio.
Astron significa un metodo di costruzione semplice, rapido, economico, facile da mettere in opera e proficuo, che si conforma alle norme di costruzione ed alle necessità del cliente finale.
La gamma Astron:
• Edifici industriali su misura con luci libere che vanno fino a 100m.
• Edifici Multipiano.
I principali vantaggi di Astron:
• Certezza di un singolo interlocutore per l’intera commessa dell’edificio.
• Ottimizzazione dello spazio disponibile, con o senza colonne intermedie.
• Realizzazione chiavi in mano.
• Progetti ricercati esteticamente e rapidità d’esecuzione.
• Durabilità nel tempo dei lavori, la cui qualità è certificata ISO 9001:2000
• Isolamento termico efficiente.
• Garanzia di un grande gruppo Europeo che ha già consegnato più di 40.000 edifici.
• Oltre 40 anni d’esperienza.
• Presenza in 36 paesi d’Europa.

Produzione e rappresentanze:
Tre stabilimenti produttivi ed uffici di progettazione e di vendita in Europa:
a Diekirch, Lussemburgo, (28.000 m²), a Prerov, Repubblica Ceca (18.000 m²) e Nyiregyhaza, Ungheria (9.900 m²).
Inoltre, una quarta fabbrica verrà realizzata a breve a Tutaev, località situata a 300 km a Nord-Est di Mosca (Russia) e sarà operativa nella primavera 2008.
Astron è anche presente con uffici tecnici e di vendita in Germania, Francia, Polonia e Regno Unito oltre che con uffici di rappresentanza in Croazia, Spagna, Italia e Romania.
Per informazioni: Sig. Mauro Picco (Vendite Internazionali) +352 80291
E-mail: m.picco@astron.biz
Sito Internet: www.astron.biz

Gli sponsor tecnici che aiutano l’Associazione e la Newsletter AIIR:
Speedsoft Company
PLOIESTI,str. Zimbrului, nr. 16A, bl. 141, sc D, ap. 9, cod postal 100453, jud. Prahova
Tel.: 0730.494.699 – 0766.303.202 – Fax.: 0344.814830
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Newsletter n.48 / 2007

Niente quorum al referendum, promosso dal Presidente Traian Basescu, sull’introduzione del voto uninominale maggioritario in Romania
Quorum non raggiunto al referendum sull’introduzione del voto uninominale maggioritario poiche’ ha votato solo poco piu’ del 26,51% degli elettori romeni (circa 4.851.470 persone).
Per la convalida del referendum era necessaria la presenza alle urne del 50% piu’ uno dei circa 18 milioni di romeni aventi diritto di voto.
L’81,36% dei romeni che si sono recati alle urne il 25 novembre 2007 ha votato a favore del voto uninominale ed il 16,17% contro.
Il voto uninominale avrebbe sostituito le attuali liste di partito a partire dalle prossime elezioni nel 2008.
Il parlamento ha, comunque, votato recentemente, la legge sul voto uninominale proposta dal governo Tariceanu, ma non ancora promulgata dal presidente Basescu.
Il modello proposto dal presidente era il sistema maggioritario a doppio turno in collegi uninominali. Il premier, invece, ha proposto al Parlamento un modello misto che combina il sistema uninominale con le liste dei partiti.

Si sono concluse le prime elezioni europee in Romania
Le prime elezioni europee in Romania svolte il 25 novembre 2007 – le prime dopo l’adesione del paese all’UE all’inizio dell’anno – confermano l’esistenza di un conflitto istituzionale tra presidente e premier: le urne hanno indicato una “vittoria” del Partito Democratico, attualmente all’opposizione, vicino al presidente Traian Basescu, e quindi una “sconfitta” del partito liberale del premier Calin Popescu Tariceanu, rendendo ancora più debole l’attuale governo di minoranza fra il PNL e l’Unione Democratica dei Magiari (UDMR).
L’affluenza alle urne e’ stata, comunque, scarsa (29,46%).
Dopo lo spoglio delle schede, il PD ha ottenuto il 28,82% dei voti, il PSD 23,11%, il PNL il 13,44%, il PLD il 7,78% e l’UDMR il 5,52%.
Sotto la soglia elettorale del 5% si sono piazzati il PNG con il 4,85%, il PRM con il 4,15%, il PC con il 2,93% ed il PIN con il 2,43%

Chi sono gli europarlamentari romeni, risultati dalle elezioni del 25 novembre 2007
35 europarlamentari romeni andranno nel Parlamento Europeo, di cui 13 PD, 10 PSD, 6 PNL, 3 PLD, 2 UDMR ed un indipendente (Laszlo Tokes).
Le caratteristiche dell’europarlamentare romeno: maschio, ingegnere, 42 anni
Ingegnere, economista, giurista o professore sono le professioni principali dei 35 europarlamentari romeni risultati dalle elezioni del 25 novembre 2007.
23 dei 35 sono uomini.
Il Partito Democratico manda 13 rappresentanti nel Parlamento Europeo, di cui 10 uomini. Il primo della lista, Sorin Frunzaverde, vicepresidente PD, ingegnere, ha negoziato l’entrata del PD nel Partito Popolare Europeo. Nel governo CDR, e’ stato ministro dell’Ambiente e ministro del Turismo e nel Gabinetto Tariceanu ministro della Difesa fino ad aprile 2007 dopo le dimissioni del liberale Teodor Atanasiu. Parla inglese e tedesco. Osservatore e deputato nel PE, Roberta Anastase, seconda sulla lista PD, ha 31 anni e dieci anni di esperienza politica. Seguono l’attuale sindaco di Oradea, Petru Filip, vicepresidente PD, Monica Iacob Ridzi, membro nel gruppo di lavoro dei popolari europei nel PE, l’ex prefetto di Dolj Jean Marin Marinescu, che rimane nel PE, dove e’ anche vicepresidente del PPE, Maria Petre, in politica sin da dicembre 1989, Rares Niculescu, ex consigliere del ministro degli interni Vasile Blaga, Marian Zlotea, consigliere del sindaco di Bucarest Adriean Videanu, Dragos David, segretario esecutivo della filiale PD Brasov, Mihaela Popa professoresa, Constantin Dumitriu, Nicodim Bulzesc, Sebastian Bodu e Calin Rus.
Il Partito Social Democratico apre la lista con Titus Corlatean, segretario generale del partito e rappresentante della nuova generazione, con 7 anni di attivita’ diplomatica e 2 anni nel PE. Il secondo, Adrian Severin, laureato in legge ha un background diplomatico accumulato nel periodo in cui e’ stato ministro degli Esteri ed e’ stato molto attivo nel PE, ragione per cui e’ stato proposto nel 2007 dalla pubblicazione „European Voice” per il Premio Parlamentare Europeo dell’Anno. Seguono Rovana Plumb, presidente dell’organizzazione delle donne PSD, ex dirigente dall’Autorita’ Nazionale per la Protezione dei Consumatori, Daciana Sarbu, attuale europarlamentare e rappresentante della gioventu’ PSD, Adriana Ticau, attuale europarlamentare, Catalin Nechifor, leader della gioventu’ del PSD Suceava, l’ex ministro della Difesa Ioan Mircea Pascu, Corina Cretu e Gabriela Cretu.
Il Partito Nazionale Liberale avra’ 6 rappresentanti nel PE. I primi due sulla lista, Renate Weber e Daniel Daianu, si sono iscritti nel PNL solo due mesi prima delle elezioni. Weber, laureata in legge e’ stata consigliere del presidente Basescu. Seguono Adina Valean, Cristian Busoi, Ramona Manescu, Mogor Csibi.
Il Partito Liberale Democratico manda il proprio presidente, Theodor Stolojan, Dumitru Oprea rettore dell’Universita’ “Al. I. Cuza” di Iasi e Nicolae Vlad Popa.
Nel frattempo, il PLD, con l’appoggio del PD, raccoglie firme per la presentazione di una mozione di censura in parlamento contro l’attuale governo.
Anche l’Unione Democratica dei Magiari (UDMR) manda due rappresentanti nel PE : Frunda Gyorgy, il senatore che ha indicato nel proprio CV la lingua romena come lingua straniera e Sogor Csaba, il cui obiettivo principale nel PE e’ fare in modo che l’ungherese diventi la seconda lingua ufficiale della Romania.
L’unico candidato indipendente che va a Bruxelles e’ Laszlo Tökes, presidente del Consiglio Nazionale dei Magiari della Transilvania, in disputa con l’UDMR.
Chi ha guadagnato e chi ha perso
La grande sorpresa delle elezioni e’ stata la sconfitta dei partiti considerati estremisti, PRM e PNG, che nono hanno raggiunto la soglia elettorale.
Il PSD ha ottenuto il 50% voti in meno rispetto alle precedenti elezioni.
I risultati del PNL, piazzato al terzo posto, trasformerebbero l’attuale partito al governo in un futuro partito di opposizione.
I risultati delle elezioni europarlamentari potrebbero essere la premessa per un rimpasto governativo.

La Commissione Europea da via libera a progetti romeni di 4,2 miliardi di euro per le risorse umane
La Commissione Europea ha approvato, il 22 novembre 2007, il Programma Operazionale Settoriale Sviluppo delle Risorse Umane (POS DRU) 2007 – 2013, indica un comunicato del Ministero del Lavoro (MMFES). Attraverso il programma, i futuri beneficiari potranno accedere a 4,25 miliardi di euro per progetti che riguardano, tra l’altro, l’ammodernamento dei sistemi di educazione e formazione professionale, l’adattabilita’ dei lavoratori e delle imprese, l’ammodernamento del servizio pubblico di occupazione, la promozione delle misure attive di occupazione ed inclusione sociale per i gruppi vulnerabili.
Secondo il POS DRU, dei circa 4,25 miliardi di euro disponibili, 3,47 miliardi di euro sono il contributo del Fondo Sociale Europeo, 613 milioni di euro sono il contributo nazionale dal bilancio dello stato e 164 milioni di euro contributi da fonti private.
La versione integrale del documento in romeno ed inglese, nella forma approvata dalla Commissione Europea, e’ disponibile sul sito dell’Autorita’ di management (http://www.fseromania.ro).

Per il 2008, il ministro dell’Economia e Finanze attende 3 miliardi di euro dall’Unione Europea
Il Ministro dell’Economia e Finanze, Varujan Vosganian, stima che la Romania assorbira’ nel 2008 tra 2,5 e 3 miliardi di euro dai fondi UE, rispetto agli 1,5 miliardi di euro nel 2007. “Ho incluso nel bilancio per il 2008 tra 2,5 e 3 miliardi di euro di fondi comunitari da assorbire. Istituzionalmente, abbiano preparato tutto” ha dichiarato Vosganian in una recente conferenza stampa a Cluj Napoca.
Il ministro ha gia’ firmato le prime richieste di programmi pubblici dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dei Lavori Pubblici, con un valore totale di oltre 1 miliardo di euro.
Inoltre, Vosganian ha specificato che, nonostante le accuse che la Romania non abbia utilizzato fondi europei, in realta’ la somma “entrata” e’ di circa 1,5 miliardi di euro.
“Nel 2007, la Romania beneficia di oltre 1,5 miliardi di euro. Contribuisce con 1,1 miliardi di euro e riceve almeno 1,5 miliardi, di cui quasi 500 milioni di euro dai fondi strutturali, circa 800-900 milioni dai fondi di pre adesione e la differenza dalla facilita’ Schengen” ha spiegato il ministro dell’Economia e Finanze.

Bucarest, al 57-o posto nel Top delle citta’ piu’ care in Europa per i dipendenti delle multinazionali
Bucarest occupa il 57-o posto nella graduatoria delle piu’ care citta’ dell’Europa per i rappresentanti delle compagnie multinazionali che lavorano in Romania, secondo uno studio elaborato dalla compagnia britannica di risorse umane ECA International.
Bucarest ha registrato, inoltre, la piu’ spettacolare ascesa negli ultimi 12 mesi, salendo di 43 posizioni nella classifica.
Luanda, capitale dell’Angola, risulta la citta’ piu’ cara del mondo per i dipendenti stranieri, mentre Maseru, capitale dello stato africano Lesotho, continua ad essere la locazione meno cara.
Oslo e’ la citta’ piu’ cara dell’Europa per i rappresentanti delle compagnie multinazionali. La capitale norvegese e’ seguita da Mosca, Stavanger (Norvegia), Copenhaga, Ginevra, Londra, St Petersburg, Zurigo, Helsinki e Basilea. La capitale della Rep.Moldova, Chişinău, rimane la citta’ europea meno cara per i dipendenti stranieri.
ECA International realizza la graduatoria in base ai prezzi di 128 beni e servizi acquistati usualmente dai dipendenti stranieri in oltre 300 citta’ nel mondo, tra cui generi alimentari, bevande, tabacco, capi di abbigliamento, elettrodomestici, servizi vari, ecc.

Meta’ del capitale delle banche registrate in Romania proviene dall’Austria e Grecia
Il capitale austriaco rappresentava, a fine settembre 2007, il 29,3% del totale degli investimenti stranieri nel sistema bancario romeno, rispettivamente il 22,3% dell’intero capitale delle banche operanti sul mercato romeno, seguito dal capitale greco con pesi specifici del 22,3%, rispettivamente il 22,1%.
Secondo i dati rilasciati dalla banca centrale, gli investitori austriaci e greci controllano quasi il 45% del capitale investito nelle banche della Romania.
Gli investitori austriaci sono azionisti di maggioranza in 4 banche del “top 10”: BCR, Raiffeisen, UniCredit Tiriac e Volksbank.
Gli investitori greci occupano posti piu’ modesti nella graduatoria degli attivi pero’ controllano piu’ banche: Alpha, Bancpost, Banca Romaneasca, Piraeus, Egnatia, ATE, Emporiki (le ultime 3 con quote di mercato inferiori all’1%).

La banca Centrale avverte che le compagnie e la popolazione diventano sempre piu’ indebitate nei confronti delle banche
Nel mese di ottobre 2007, il crediti concessi alle societa’ e alla popolazione erano del 51% superiori a quelli dell’anno scorso, ed ammontavano a circa 113,3 miliardi di lei. I dati forniti recentemente dalla Banca Nazionale indicano che la massa monetaria e’ aumentata rispetto al mese precedente, tendenza registrata anche dai depositi della popolazione in lei o valuta.
I dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania (BNR) indicano che la massa monetaria in senso lato era, alla fine di ottobre, di 128,87 miliardi di lei. Rispetto a settembre era dell’1,7% (0,8% in termini reali) superiore, e rispetto ad ottobre 2006 era del 28,8% (20,6% in termini reali) piu’ alta.
Anche i crediti concessi alle societa’ ed alla popolazione sono aumentati nel mese di ottobre, del 51,4% rispetto al periodo simile del 2006, fino a 133,31 miliardi di lei.
In termini reali, l’aumento del credito non governativo e’ stato del 41,7%.
Secondo i dati BNR, sia il credito in lei che quello valuta, espresso in lei, ha registrato una crescita del 3,3% in ottobre rispetto a settembre. Espresso in euro, l’aumento dei crediti in valuta e’ stato del 4%.
Il credito governativo (dell’amministrazione centrale, delle amministrazioni locali, delle amministrazioni dei sistemi di assicurazioni sociali) e’ aumentato nel mese di ottobre del 2,7%, a 8,87 miliardi di lei. Rispetto ad ottobre 2006, il credito governativo e’ aumentato del 227,1% (206,2% in termini reali).
I depositi dei residenti, clienti non governativi, e’ aumentato nel mese di ottobre del 2,5% rispetto al mese di settembre, a 112,38 miliardi di lei. I depositi in lei della popolazione sono aumentati dell’1,9%, a 38,45 miliardi di lei.
Rispetto ad ottobre 2006, i depositi in lei della popolazione sono aumentati del 52,7% (42,9% in termini reali). I depositi in lei delle persone giuridiche (societa’ non finanziarie ed istituti finanziari non monetari) sono aumentati dell’1,1%, a 37,9 miliardi di lei. Ad ottobre 2007, rispetto al periodo simile del 2006, i depositi in lei delle persone giuridiche sono aumentati del 20,2% (12,5% in termini reali).
I depositi in valuta della popolazione e delle persone giuridiche (societa’ non finanziarie ed istituti finanziari non monetari), espressi in lei, sono aumentati del 4,6%, a 36,03 miliardi di lei. Espressi in euro, i depositi in valuta sono aumentati del 5,2%, a 10,8 miliardi di euro. Rispetto al periodo simile del 2006, i depositi in valuta dei residenti espressi in euro hanno registrato una crescita del 27,6%, i depositi in valuta della popolazione sono aumentati del 50,9%, ed i depositi in valuta delle persone giuridiche sono aumentati del 4,5%.

Il debito pro capite, nei confronti delle banche, del salariato romeno medio, e’ di 4.200 euro
La somma e’ risultata dal rapporto tra il valore dei crediti contratti dai romeni ed il numero totale dei salariati ed e’ equivalente allo stipendio medio netto incassato per 14 mesi, cioe’ a 4.200 euro (+80% rispetto ad un anno prima) alla fine di ottobre 2007.
Secondo i dati della Banca Nazionale della Romania, il valore totale dei crediti contratti dalla popolazione rappresentava quasi il 47% dei redditi netti disponibili delle persone fisiche a meta’ 2007. Un anno prima, a giugno 2006, rappresentava circa il 33% dei redditi netti disponibili della popolazione.
Crediti di 900 di euro pro capite
Alla fine di ottobre 2007, ogni romeno era, mediamente, in debito con le banche di circa 900 euro, rispetto a circa 500 euro, un anno prima, secondo calcoli effettuati dal quotidiano EVZ. L’ammontare risulta dalla somma dei crediti contratti dalla popolazione presso le banche, al momento indicato, divisa al numero di abitanti della Romania.
I calcoli non comprendono i prestiti concessi dagli istituti finanziari non bancari.
Secondo UniCredit Group, alla fine del 2006, l’indebitamento finanziario dei romeni era di 567 euro pro capite. UniCredit Group ha preso in calcolo sia i crediti contratti dai romeni che anche i contratti di leasing conclusi dalle persone fisiche. Negli anni passati, i finanziamenti in leasing rappresentavano la maggior parte dei prestiti concessi dagli istituti finanziari non bancari.
Alla fine del 2005, l’indebitamento finanziario pro capite era di 277 euro, sempre secondo studi UniCredit. Questi stimavano un livello di indebitamento finanziario dei romeni di 546 euro pro capite nel 2008.

L’ambiente rurale, l’”ultima frontiera” per il sistema bancario romeno: negli ultimi 12 mesi le banche operanti in Romania hanno aperto soltanto 28 sportelli nell’ambiente rurale
L’ambiente rurale rappresenta un potenziale importante di crescita per il sistema bancario romeno, pero’ le banche continuano a sviluppare le proprie reti di sportelli soltanto nelle grandi citta’, dichiara il primo vicegovernatore della Banca centrale Florin Georgescu.
L’ufficiale BNR sottolinea che negli ultimi 12 mesi le banche hanno aperto nell’ambiente rurale soltanto 28 sportelli (il 3% delle succursali ed agenzie aperte in questo intervallo) e 954 nell’ambiente urbano.
La Cassa di risparmio CEC rimane la banca “numero uno” nell’ambiente rurale romeno
Georgescu dichiara che 14 istituti di credito hanno sportelli bancari nell’ambiente rurale pero’ soltanto la Cassa di Risparmio CEC ha una larga rappresentativita’ in questa zona.
Per la dinamica d’espansione delle proprie unita’ bancarie nello spazio rurale, l’ufficiale BNR ha elogiato BRD-Groupe Societe Generale. BRD-Groupe Societe Generale ha deciso alla fine del 2006 di entrare sul mercato bancario dell’ambiente rurale con un tipo di sportelli di dimensioni ridotte, che possono essere spostati facilmente.
La Cassa di risparmio CEC ha adottato per il periodo 2007-2011 una strategia rivolta alle piccole e medie imprese delle citta’ con meno di 50.000 abitanti ed intende lanciare un nuovo prodotto denominato « Rural” poiche’ nell’UE le citta’ con meno di 50.000 abitanti sono considerate rientranti nella zona rurale. CEC dispone di circa 1.400 sportelli a livello nazionale, di cui 878 nell’ambiente rurale (coprendo un terzo del numero totale dei comuni romeni).
La necessita’ di poter accedere ai fondi europei aumentera’ la richiesta
Il primo vicegovernatore BNR prevede l’aumento delle richieste in questo settore di mercato, specialmente dal 2008, quando saranno numerose le entita’ dell’ambiente rurale che accederanno ai fondi europei.
Attualmente, i crediti all’agricoltura e all’ambiente rurale sono destinati principalmente all’acquisto di attrezzature.
I risparmi dell’ambiente rurale potrebbero coprire il necessario di risorse a medio termine
L’economista capo della BNR, Valentin Lazea, afferma che le banche commerciali dovrebbero coprire meglio la zona rurale, tenendo presente il suo potenziale di risparmio, necessario a breve e medio termine per assicurare le risorse, specialmente se le linee di credito delle banche-madri dovessero ridursi.
A livello macroeconomico, Lazea ha usato come spiegazione per la sotto-bancarizzazione dell’ambiente rurale il basso tasso di risparmio, di soli 14% del prodotto interno lordo della Romania, rispetto alla media di oltre il 20% negli stati della regione. “Non si potra’ fare banking in Romania soltanto con risorse esterne. Dovra’ essere incentivato anche il risparmio, che al momento e’ molto basso” ha sottolineato Lazea.
Lo stesso ha affermato, anche, che oltre un terzo dei romeni che lavorano all’estero provengono dall’ambiente rurale, ed i trasferimenti in patria effettuati da questi rappresentano miliardi di euro. “Dei 6 miliardi di euro di rimesse annuali, circa 3 miliardi di euro si dirigono verso l’ambiente rurale” crede Lazea.

I romeni spendono di piu’ per il cibo che per i servizi
Il peso specifico delle spese per i generi alimentari nel totale dei redditi dei romeni rimane alto. Nonostante sia sceso dal 60% nel 200 al 38% nel 2005, rimane lontano dalla media UE.
Nel contempo, i romeni spendono per i servizi soltanto il 17% dei loro redditi.
“Il livello delle spese per i generi alimentari e’ molto alto, ed una definizione americana della poverta’ indica che una famiglia e’ povera se spende piu’ di un terzo dei propri redditi per l’alimentazione” commenta il consigliere del governatore della Banca Centrale, Adrian Vasilescu.

Lo stipendio medio a livello nazionale aumentera’ dell’8,3% nel 2008
Nel 2008, lo stipendio medio in Romania aumentera’ dell’8,3% (3,3% in termini reali) secondo uno studio realizzato dalla societa’ britannica di consulenza Mercer. Gli autori hanno preso in calcolo, per il 2008 un tasso annuo dell’inflazione del 5% in Romania.
La Commissione Nazionale di Previsioni (CNP) stima che lo stipendio medio netto aumentera’ del 13%, nel 2008, a 1.160 lei, ed il tasso annuo dell’inflazione e’ anticipato al 4,5%. Il tasso dell’inflazione stimato dalla BNR per il 2008 e’ del 4,3%.
Secondo Mercer nell’Europa Orientale, il tasso di aumento degli stipendi sara’ tra i piu’ alti nel mondo, con una media del 6,9%, pero’ anche l’inflazione rimarra’ alta, con una media annua del 4,6%.

I banchieri romeni avvertono sulle difficolta’ delle Piccole e Medie Imprese nell’adeguarsi alle norme UE
I criteri UE potrebbero dimostrarsi troppo severi per alcune centinaia di migliaia di piccole imprese che non dispongono delle risorse finanziarie necessarie all’allineamento alle regole UE. Nonostante le statistiche indichino un rinvigorimento del settore delle PMI nei primi sei mesi dopo l’adesione della Romania all’UE, i banchieri romeni prevedono una “selezione naturale” tra le piccole aziende.
Queste andranno incontro a difficolta’ finanziarie perche’ dovranno allinearsi a delle esigenze riguardanti la qualita’, l’ambiente e la sicurezza sanitaria dei prodotti.
Il presidente dell’Associazione Romena delle Banche (ARB), Radu Gratian Ghetea afferma che “dopo l’adesione all’UE, assistiamo gia’ ad una selezione naturale delle PMI e dalle attuali 700.000 imprese rimarra’ in attivita’, probabilmente, la meta’”.
Le difficolta’ incontrate dalle PMI possono, pero’, rappresentare altrettanto opportunita’ per i finanziatori: “Con l’entrata della Romania nell’Unione Europea, le banche dirigeranno la loro attenzione verso il settore delle PMI per il cofinanziamento dei progetti con fondi strutturali” sottolinea Ghetea.
Dopo il retail seguono le Piccole e Medie Imprese
“Quando il mercato del retail per le persone fisiche sara’ saturo, seguira’ il momento delle PMI” aggiunge il presidente ARB, parlando delle opportunita’ di allargamento dell’attivita’ bancaria. Gli istituti di credito concentreranno la loro attivita’ sempre di piu’ sul finanziamento delle piccole e medie imprese, poiche’ “la richiesta equivale l’offerta e le banche cercano nuove nicchie” ha spiegato Ghetea, in occasione della conferenza “Comunicazione-Soldi-Sviluppo, organizzata dall’Associazione Romena dei Professionisti in Relazioni Pubbliche.
Il leader ARB crede che, dopo i crediti per il retail e per le PMI, le banche si orienteranno verso l’agricoltura.

Romania all’ultimo posto in Europa per il numero di ATM nel 2005
La Romania, insieme alla Polonia, si piazzava nel 2005 all’ultimo posto in Europa per il numero di ATM (Automatic Teller Machines), secondo i dati rilasciati dall’ufficio europeo de statistica, Eurostat. In Romania e Polonia esistevano soltanto 20 ATM per ogni 100.000 abitanti, mentre in Spagna il numero era di 125.
Dopo la Spagna, nel top dei paesi con il piu’ alto numero di ATM per ogni cento mila abitanti, seguono il Portogallo (107) e la Slovenia (74), mentre la Rep.Ceca (23) completa il gruppo dei paesi con il piu’ basso numero di tali apparecchi.
Secondo Eurostat, nell’UE-25 circa meta’ dei cittadini pagavano in contanti per gli acquisti superiori ai 100 euro, mentre il 36% preferiva pagare con carta da credito. Pochi (meno del 10%) usanvao l’assegno bancario o il trasferimento bancario.
I greci (95%), i polacchi (75%) ed i ciprioti (70%) preferivano i pagamenti in contanti, mentre il pagamento con carta da credito era usata in grande misura dagli svedesi (62%), olandesi (61%) e lussemburghesi (59%).
Soltanto Francia (35%), Malta (13%), Gran Bretagna (13%) ed Irlanda (11%) oltre il 10% della popolazione preferiva pagare con assegno. Percentuali relativamente alte di persone che usavano il trasferimento bancario si registravano in Austria (29%) ed Olanda (23%).

L’investimento immobiliare e’ considerato dai romeni la forma piu’ sicura per l’utilizzo dei risparmi
La piu’ sicura forma di risparmio e’ l’investimento immobiliare, dichiara un terzo dei rispondenti ad un sondaggio ordinato dal Fondo di Garanzia dei Depositi nel Sistema Bancario, e al polo opposto si piazza il prestito con interessi, preferito dal 3% dei partecipanti allo studio. Dopo gli investimenti nell’immobiliare, sono preferiti, in proporzioni uguali, del 22%, i depositi nelle banche e gli investimenti in oro ed altri metalli preziosi, ha dichiarato in una recente conferenza stampa, il direttore del Fondo di Garanzia dei Depositi, Alexandru Matei, citando i risultati dello studio di mercato sul comportamento, fattori d’influenza, l’evoluzione e le prospettive del risparmio. Lo studio e’ stato realizzato a luglio 2007 da Metro Media Transilvania, su un campione di 2.023 persone in eta’ superiore ai 18 anni, dall’ambiente rurale ed urbano, con un margine di errore del +/- 2,2%.

Per il periodo delle Feste Natalizie e del Capodanno la Banca Nazionale della Romania prevede un afflusso straordinario di rimesse di circa 1,2 miliardi di euro provenienti dai romeni che lavorano negli altri paesi membri dell’Unione Europea.
I flussi, provenienti specialmente dall’Italia e dalla Spagna, insieme agli altri trasferimenti effettuati durante il 2007, porteranno l’ammontare totale delle entrate, nel 2007, da tale fonte, a circa 6,3 miliardi di euro.
Il consigliere del governatore della Banca centrale, Adrian Vasilescu, spiega che le rimesse sono effettuate prevalentemente in tre periodi: prima di Pasqua, prima delle ferie estive e prima di Natale e Capodanno, soprattutto dall’Italia e dalla Spagna, paesi dove attualmente vivono e lavorano le maggiori comunita’ romene all’estero.

31 dicembre 2007 potrebbe diventare giorno “chiuso” per le operazioni bancarie in Romania
Con un memorandum firmato dal Governatore della Banca Nazionale Mugur Isarescu e dal presidente dell’Associazione Romena delle Banche Radu Ghetea, sara’ proposto al Governo che il giorno lunedi’ 31 dicembre 2007, sia dichiarato giorno “non bancario”.
Anche il mercato di capitale avra’ una pausa di fine anno. La Borsa Valori Bucarest ha annunciato che le transazioni saranno sospese nell’intervallo 22 dicembre 2007- 2 gennaio 2008.

Il primo tratto dell’autostrada Cernavoda- Costanza avra’ 2 passaggi sospesi e 12 viadotti ed il secondo tratto 4 passaggi, un nodo stradale 2 viadotti e 2 ponti
Il Ministero dei Trasporti ha invitato le compagnie interessate a partecipare alla progettazione e costruzione del tratto autostradale Cernavoda – Costanza a presentare i documenti di prequalifica entro il 4 gennaio 2008. Il tratto avra’ circa 52 km e sara’ diviso in due settori, Cernavoda – Mangalia (19 km) e Medgidia – Costanza (32 km), ed il valore del progetto e’ stimato a 400 milioni di euro.
Secondo un recente annuncio comune del Ministero e della Compagnia Nazionale di Autostrade e Strade Nazionali della Romania (CNADNR), il primo tratto avra’ due passaggi sopra l’autostrada e 12 viadotti, ed il secondo 4 passaggi, un nodo stradale, 2 viadotti e 2 ponti.
Il contratto di progettazione ed esecuzione dovrebbe essere firmato entro la fine di febbraio 2008, ed il periodo di esecuzione, di 24 mesi, comincera’ a marzo 2008.
Finanziatori sono BEI, BERS ed il bilancio dello stato romeno
L’ammontare necessario per la finalizzazione del progetto sara’ assicurato dal bilancio dello stato romeno e da un prestito della Banca Europea di Investimenti (BEI). Nell’annuncio di prequalifica, la CNADNR non ha imposto alcuna condizione tecnica alle societa’ interessate dal progetto specificando soltanto che le procedure si svolgeranno in conformita’ con la Guida di acquisti della BEI.
Il Programma nazionale di costruzione di autostrade, approvato a febbraio 2007 dal Governo, per il periodo 2007-2013, prevede la realizzazione di 1.800 km di autostrade ed un necessario finanziario di 13 miliardi di euro. I progetti saranno sostenuti dai fondi strutturali, da fondi ISPA, da prestiti dalla BEI e BERS e dal bilancio dello stato romeno.
Dalla rete totale di strade della Romania di circa 80.000 km, l’1,4% sono autostrade e circa il 20% strade nazionali; le altre sono strade regionali e locali. Rispetto alla superficie nazionale, la Romania ha la piu’ bassa densita’ stradale tra tutti gli stati membri UE, cioe’ 33,5 km per ogni 100 km quadrati.
Il 25 ottobre 2007, il ministro dei Trasporti, Ludovic Orban, annunciava che la circonvallazione di Costanza ed il tratto Cernavoda – Costanza dell’Autostrada del Sole saranno ultimate entro la fine del 2010.
Ludovic Orban stimava che per l’allestimento dell’autostrada Cernavoda – Costanza e’ necessario un investimento di 397 milioni di euro.
Il bilancio per il finanziamento dei progetti di costruzione delle autostrade per il 2008 ammonta a 364 milioni di lei, cioe’ il 14% della somma richiesta dalla Compagnia di Autostrade, rispettivamente 2,5 miliardi di lei.

Parco eolico nella regione Cluj
Il piu’ “alto” parco eolico in Europa, ubicato ad un’altitudine di 1.230 metri su un area di 100 ettari, dovrebbe essere realizzato nel comune Marisel, nella regione Cluj, con un investimento di 64 milioni di euro. Il Consiglio Locale Marisel ha gia’ firmato il contratto di associazione per 49 anni con la societa’ Ramina Eol di Cluj Napoca, che prevede la costruzione, su un ex pascolo, di 18 torri eoliche che dovrebbero entrare in funzione nel 2010. La capacita’ totale delle torri eoliche sara’ di 45 MW. Secondo l’amministratore Ramina Eol, Toader Gherman, la societa’ si impegna per contratto a pagare al Consiglio Locale Marisel una quota di associazione dell’11%, ma non meno di 200.000 di euro l’anno.
Attualmente, il piu’ “alto” parco eolico in Europa funziona in Francia, ad un’altitudine di circa 1.000 metri.

Statistica della settimana
Il settimanale economico Capital ha elaborato il „Top 2007 dei 300 romeni piu’ ricchi”
Nell’edizione 2007, Dinu Patriciu e’ salito al primo posto nel „Top 300 Capital dei romeni piu’ ricchi”, con un patrimonio stimato a 3,1 – 3,3 miliardi di dollari, spodestando Iosif Constantin Dragan, che ha detenuto per 2 anni di seguito il titolo del romeno piu’ ricco.
Gigi Becali e Ion Tiriac occupano il secondo e terzo posto, mentre Dragan e’ sceso al settimo posto.
Dall’ottavo posto nel 2006 (con un patrimonio stimato a 500-600 milioni di dollari), Patriciu e’ salito al primo posto grazie alla transazione dell’anno: la vendita del pacchetto azionario di maggioranza detenuto nella societa’ Rompetrol.
Ion Tiriac (secondo posto nel 2006) e’ stato spodestato, nel Top 300, da Gigi Becali, che vanta un patrimonio stimato a 2,8-3 miliardi di dollari.
Tiriac occupa il tezo posto con circa 2,2-2,4 miliardi di dollari.
Ha conservato il quarto posto del 2006, anche nel 2007, Sorin Ovidiu Vantu, con un patrimonio stimato a 2,1-2,3 miliardi di dollari.
Al quinto posto si piazzano i fratelli Micula (1,9-2,1 miliardi di dollari) e al sesto (in discesa di una posizione) la famiglia Paunescu (1,6-1,8 miliardi di dollari).
Iosif Constantin Dragan, e’ sceso dal primo al settimo posto con 1,5-1,6 miliardi di dollari.

Notizia dell’ultima ora
Nel sud-est della Romania 15 volatili sono stati abbattuti per possibile contagio con il virus aviario HN5
Le autorita romene confermano l’individuazione di un caso di influenza aviaria, il cui virus ha contagiato galline ed anatre nella localita’ Murighiol, nel delta del Danubio, dopo che 15 volatili sono deceduti in un piccolo allevamento.
Novanta volatili sono stati abbattuti dopo la conferma del contagio con un virus del ceppo H5N (non letale per l’uomo), hanno annunciato le autorità.
Saranno introdotte delle restrizioni per la caccia nelle vicinanze del focolaio a causa del rischio di contagio, pero’ la delimitazione delle zone dove la caccia sara’ vietata verra’ decisa dopo il completamento di un’analisi di rischio, ha annunciato Nicolae Lazar, direttore nell’Autorita’ Sanitaria Veterinaria e della Sicurezza degli Alimenti.

I mass media italiani parlano della Romania
www.sviluppo.lazio.it: Lazio, cooperazione con la Romania
La Regione Lazio affianchera’ in qualita’ di tutor la Romania nell’ambito del progetto dell’UE “Twinning” che punta a favorire lo sviluppo e l’assistenza nella gestione dei fondi strutturali europei. Lo ha annunciato il 23 novembre l’assessore regionale a PMI, commercio e artigianato Francesco De Angelis in occasione della visita di una delegazione romena nella sede della Provincia di Frosinone. All’incontro erano presenti anche il presidente della Provincia di Frosinone Francesco Scalia, il direttore generale di Sviluppo Lazio Gianluca Lo Presti e il capo della delegazione romena Ica Voina.
Nell’occasione e’ stato anche presentato un progetto di gemellaggio del Lazio con l’Oltenia, regione del Sud Est della Romania. Secondo De Angelis, “e’ stata aperta la strada a un importante rapporto di collaborazione che auspichiamo sia lungo e fruttuoso per i nostri popoli e per l’economia dei nostri sistemi produttivi”.

www.formiche.net: Piemonte – Una delegazione regionale in Romania per verificare le opportunità di collaborazione
Al via la missione economico-istituzionale di una delegazione della Regione Piemonte in Romania. Un’occasione per verificare “sul posto” e nelle regioni piú interessanti sotto il profilo dello sviluppo economico i settori e le opportunità di collaborazione e di investimento per le imprese piemontesi. L’obiettivo è dare un segnale di interesse e di apertura in vista del rafforzamento dei rapporti bilaterali, attraverso la valorizzazione delle opportunità di cooperazione e collaborazione economica tra le diverse realtà territoriali e regionali. Alla guida della delegazione, composta da un gruppo di operatori economici e rappresentanti di enti e associazioni imprenditoriali, l’assessore all’Internazionalizzazione della Regione Piemonte, Andrea Bairati.
Nel corso della missione, in raccordo con le rappresentanze diplomatiche italiane in Romania, sono previsti incontri a Bucarest e a Timisoara, con esponenti del mondo economico e istituzionale locale, con rappresentanti della comunità d’affari italiana e in particolare con i numerosi imprenditori piemontesi che operano in loco.”Il nostro sistema produttivo – ha dichiarato l’assessore regionale all’Internazionalizzazione, Andrea Bairati – ha
rapporti commerciali intensi da molti anni con i Paesi dell’Est, in particolare con la Romania. La Regione Piemonte ha finanziato in passato e potrà finanziare in futuro specifici progetti provenienti da enti, associazioni, consorzi export che promuovano gli scambi con questo Paese considerato strategicamente prioritario e in crescita. L’approccio si è articolato nel tempo in interventi che spaziano dalla solidarietà sociale all’emergenza, a quelli piú sistematici di parternariato economico-commerciale e di assistenza tecnica nei settori agricolo e della formazione.”In Romania hanno già sede tre Desk attivati grazie all’intervento della Regione Piemonte: quello della Camera di Commercio di Torino, presso la Camera di Commercio di Bucarest, quello di API Novara VCO a Deva, e infine quello di API Cuneo, a Brasov-Timisoara. “Una rete che copre l’intero territorio romeno – ha concluso Bairati – offrendo ai nostri imprenditori la possibilità di contattare tutto il sistema produttivo del Paese, favorendo gli scambi imprenditoriali sotto l’egida di una regia regionale piú ampia”.

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Newsletter n.47 / 2007

Posticipata la visita del Ministro degli Esteri Massimo d’Alema in Romania programmata per fine novembre 2007
Il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, sara’ i primi giorni della prossima settimana ad Annapolis per l’incontro sul Medio Oriente e quindi, la sua visita a Bucarest, programmata per fine novembre e’ stata rinviata. Lo ha annunciato lo stesso titolare della Farnesina in un breve incontro con la stampa italiana e romena. Insieme al suo omologo romeno, Adrian Cioroianu, D’Alema ha spiegato che, “per evitare malintesi”, e’ stato deciso di spiegare alla stampa che il rinvio della visita a Bucarest e’ dovuto a sopraggiunti impegni di lavoro.
La visita sara’ spostata, probabilmente, per gennaio 2008.

Emma Bonino, Ministro per il Commercio Internazionale e per le politiche Europee, che effettuera’ nel periodo 9-10 dicembre 2007, una visita ufficiale in Romania, annuncia: “Vogliamo restare primo paese partner”
“Con la Romania da oltre 15 anni abbiamo un rapporto economico rilevantissimo e abbiamo tutto l’interesse a che le relazioni economiche bilaterali ritornino sul binario della normalità: per le imprese italiane che operano in Romania come per quelle romene che lavorano nel nostro paese. Siamo d’accordo sul principio che bisogna contrastare l’illegalità, evitando tuttavia che sui temi della sicurezza prevalgano toni demagogici” ha dichiarato Emma Bonino, Ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee dopo l’incontro svolto a Roma con il Ministro romeno per le PMI ed il Commercio, Ovidiu Silaghi. “Ora bisogna abbassare la tensione e continuare a lavorare in modo proficuo per entrambi”, ha aggiunto Bonino annunciando all’omologo romeno l’intenzione di effettuare il 9 e 10 dicembre 2007 una visita ufficiale a Bucarest. “I rapporti socio economici con la Romania si sono intensificati dagli inizi degli anni novanta ed oggi sono oltre 23.500 le imprese italiane attive sul territorio romeno. I nostri imprenditori si sono indirizzati, per motivi di contiguità geografica, storica e culturale soprattutto verso Timisoara e il suo “hinterland”. Il capitale italiano investito ammonta ad oltre 850 milioni di euro, otto banche con capitale italiano operano nel paese. 325 sono i collegamenti aerei settimanali tra i due paesi. Centinaia gli autobus che collegano la Romania con decine e decine di città italiane ogni settimana. Sono circa 17.000 le imprese e le attività commerciali avviate in Italia da cittadini romeni. Siamo il primo partner commerciale della Romania e siamo determinati a restare tali” ha rilevato Bonino. “Nel 2006 l’interscambio ha raggiunto, per la prima volta, la cifra record di 10,6 miliardi di euro. Ci sono ancora spazi per migliorare la nostra presenza nel campo delle infrastrutture, della logistica, nel settore energetico così come in quello dell’agroindustria e del tessile” ha concluso il ministro italiano

Il vice ministro agli Affari Esteri Franco Danieli ed il sottosegretario di Stato degli Affari Esteri romeno, Mihai Gheorghiu dichiarano eccellenti le relazioni politico-diplomatiche tra l’Italia e la Romania
“Il rapporto bilaterale tra Italia e Romania ha raggiunto una lunga consuetudine di approcci positivi e costruttivi. Eccellenti sono le relazioni politico-diplomatiche; basti ricordare che l’Italia e’ stato il primo Paese fondatore dell’Unione Europea a ratificare il Trattato di adesione della Romania e che il Primo Ministro Prodi, sotto la cui guida la Commissione Europea varo’ il programma di allargamento tra Romania e Bulgaria, e’ stato il primo leader europeo a visitare Bucarest all’indomani dell’ingresso nell’UE” e’ la dichiarazione congiunta del vice ministro agli Affari Esteri Franco Danieli e del sottosegretario di Stato degli Affari Esteri romeno, Mihai Gheorghiu, con delega per la comunita’ romena in Italia, rilasciata dopo l’incontro del 19 novembre 2007 alla Farnesina.
“I vincoli economico-commerciali sono unici; quest’anno saranno superati i 12 miliardi di euro di interscambio, oltre 20.000 imprenditori italiani operano in Romania generandovi circa 800.000 posti di lavoro, mentre centinaia di migliaia di romeni costituiscono ormai da anni la più numerosa comunità straniera in Italia – sottolinea la stessa dichiarazione. All’interno di un rapporto tanto ricco e variegato possono nascere delle criticità. Anche in questo momento, le Istituzioni dei nostri due Paesi stanno lavorando insieme per ottenere in breve tempo un loro superamento. In questa direzione si colloca anche il pacchetto di specifiche iniziative adottato dal Governo romeno. Siamo certi che il nostro tradizionale rapporto ne uscira’ rafforzato e, se possibile, ancora piu’ maturo. Siamo impegnati, in entrambi i nostri Paesi, per concordare le linee di fondo delle nostre politiche, sulla base del comune quadro di riferimento rappresentato dall’Unione Europea”.
“Per gestire i problemi bisogna anzitutto riconoscerli – si ribadisce – il bisogno di sicurezza e’ avvertito ed e’ oggi collegato soprattutto al fenomeno dell’immigrazione. I nostri Governi intendono affrontare questa complessa problematica nello spirito di amicizia e fratellanza tra italiani e romeni che e’ andato consolidandosi in tutti questi anni e che portera’ presto alla firma di un nuovo documento di Partenariato Strategico da parte dei due Ministri degli Esteri. Non dobbiamo permettere che un’esigua minoranza pregiudichi l’immagine positiva che i romeni in Italia hanno saputo conquistarsi con il loro lavoro ed il loro prezioso contributo all’economia e alla societa’ italiana. Le Autorita’ italiane hanno condannato con chiarezza gli isolati atti di delinquenza e violazione della legge italiana ed intendono assolutamente evitare che questi generino risposte sconsiderate da parte di alcuni elementi della stessa societa’ italiana”. “Occorre dunque lavorare insieme per favorire integrazione, convivenza, riconoscimento reciproco – si conclude la dichiarazione congiunta – tenendo pero’ chiaro e fermo il rispetto delle leggi e sempre condannando gli atti contrari alla legalita’. Si e’ pertanto concordato di istituire un Gruppo di lavoro congiunto tra i responsabili governativi delle comunita’ italiana e romena presenti nei rispettivi paesi”.

Il deficit di conto corrente e’ arrivato a quasi 12 miliardi di euro
Il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato, nei primi 9 mesi del 2007, un deficit di 11,8 miliardi di euro, in aumento del 76,5% rispetto al periodo simile del 2007, principalmente a causa del deficit della bilancia commerciale, risulta dai dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania (BNR).
Lo squilibrio della bilancia commerciale e’ aumentato del 67% rispetto al periodo gennaio-settembre 2006, fino a 12,26 miliardi di euro.
Sia la bilancia dell’interscambio di beni e servizi che quella dei redditi hanno registrato deficit di 12,07 miliardi di euro rispettivamente 3,66 miliardi di euro, mentre la bilancia dei trasferimenti correnti (il contributo maggiore e’ rappresentato dai trasferimenti effettuati dai romeni che lavorano all’estero) ha registrato un eccedente di oltre 3,93 miliardi di euro.
Secondo i dati BNR, il deficit di conto corrente e’ stato coperto per il 42,5% dagli investimenti stranieri diretti, ammontati a 5,01 miliardi di euro, di cui le partecipazioni al capitale ed il profitto reinvestito hanno rappresentato il 50%.
Alla fine di settembre 2007, il debito estero a medio e lungo termine ammontava a 33,85 miliardi di euro, in aumento del 18,9% rispetto a quello di fine 2006.
L’aumento del deficit si e’ temperato, dopo che nella prima parte del 2007 il suo valore aveva registrato un ritmo di crescita di oltre il 100%.
Dopo i primi 8 mesi del 2007, il deficit di conto corrente ammontava a 10,2 miliardi di euro (+87% rispetto a quello del periodo simile del 2006) mentre a 7 mesi il livello del deficit era stato di 8,96 miliardi di euro (+98%).
Per il 2007, secondo le stime autunnali preliminari, la Commissione Nazionale di Previsioni si attende ad un deficit di conto corrente di 15,8 miliardi di euro, equivalente al 13,4% del Prodotto Interno Lordo (PIB), e per il 2008 di 18,35 miliardi di euro, equivalente al 13,3% del PIL.
Nel 2006, il valore del deficit di conto corrente ha rappresentato il 10,3% del PIL.

Investimenti stranieri diretti di quasi 1 miliardo di euro nel mese di settembre 2007 e di oltre 5 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2007 (+3% rispetto al periodo simile del 2006)
La Romania ha attratto, nei primi 9 mesi del 2007, investimenti stranieri diretti di oltre 5 miliardi di euro, secondo i dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania. Gli investimenti stranieri hanno registrato, per la prima volta una crescita rispetto a quelli del 2006, grazie ad entrate di investimenti di quasi 1 miliardo di euro nel mese di settembre 2007, uno dei piu’ alti livelli mensili tra il 1990 ed il 2007.
Per l’intero 2007, le stime ufficiali indicano investimenti stranieri di 7 miliardi di euro (rispetto a 9,1 miliardi di euro nel 2006 (i quali, pero’, inglobano anche il ricavato dalla privatizzazione della BCR; senza l’ammontare risultato dalla vendita della BCR essi rappresentano soltanto IDE di 6,9 miliardi di euro). Secondo la BNR, meta’ degli IDE di 5 miliardi di euro attratti nei primi 9 mesi del 2007 rappresenta partecipazioni al capitale e profitto reinvestito, e l’altra’ meta’ rappresenta crediti intra-gruppo.
L’aumento del deficit di conto corrente del 77% nei primi 9 mesi, in concomitanza con un aumento degli investimenti stranieri (che finanziano il deficit) di soli 3%, hanno determinato l’abbassamento del grado di copertura del deficit attraverso entrate da investimenti al 42% (nei primi 9 mesi del 2007) rispetto al 91% (nell’intero 2006). Quindi gli investimenti stranieri hanno perso la principale posizione nella “compensazione” del deficit estero, cedendo il posto alla copertura dello stesso attraverso finanziamenti che aumentano l’indebitamento estero, specialmente a breve termine. Conseguentemente, il debito estero a medio e lungo termine e’ salito a 33,85 miliardi di euro dopo i primi 9 mesi del 2007, in aumento di quasi il 20% rispetto alla fine del 2006.
I finanziamenti a breve termine aumentano il proprio peso specifico nel totale del debito estero, e hanno rappresentato circa 14,5 miliardi di euro (30% del totale) a meta’ del 2007.
I crediti a breve termine sono contratti principalmente dalle compagnie (7,6 miliardi di euro) e dalle banche (6,5 miliardi di euro), ed il resto appartiene allo stato ed alla banca centrale.

La Romania registra, con il maggior numero di tasse ed imposte pagate dalle societa’, la piu’ alta fiscalita’ tra i paesi dell’Unione Europea
La Romania si piazza al quarto posto nel mondo ed al primo posto nell’Unione Europea per il numero delle tasse ed imposte che una compagnia deve pagare in un anno, con 96 pagamenti di imposte, il doppio rispetto ad altri stati europei, come la Polonia o la Slovacchia, secondo il rapporto “Paying Taxes 2008”, elaborato dalla societa’ di consulenza ed audit PricewaterhouseCoopers (PwC) e la Banca Mondiale, che analizza 178 paesi.
La Romania e’ salita di una posizione nella graduatoria rispetto all’edizione 2006, quando il numero di tasse identificate dagli autori dello studio era di 89. Quest’anno, ai primi tre posti nel mondo, per il numero di tasse pagate da una compagnia, annualmente, si piazza il Belarus (124 tasse), l’Uzbekistan (118) e l’Ucraina (99), indica il rapporto “Paying Taxes 2008”
Gli autori dello studio sottolineano che, nonostante in Romania ed Ucraina sia stata introdotta l’imposta unica sui redditi, il gran numero delle altre tasse percepite diminuisce i benefici di tale sistema di tassazione. Per stabilire il numero di tasse pagate da una compagnia, in un anno, gli autori dello studio hanno calcolato la periodicita’ con la quale sono pagate le tasse dirette ed indirette (12 volte, 4 volte o una sola volta l’anno). Per esempio, nel caso dei contributi sociali e della tassa sul valore aggiunto, il numero dei pagamenti effettuati in un anno e’ di 12, mentre per tasse come l’imposta sui terreni, sugli edifici e sul profitto la frequenza e di 4 volte l’anno.

Il giro di affari delle Piccole e Medie Imprese romene e’ aumentato del 15% nel primo semestre del 2007
Il volume di affari delle Piccole e Medie Imprese romene e’ aumentato mediamente del 10-15% nel primo semestre del 2006 rispetto al periodo simile del 2006, mentre il profitto ha registrato una crescita di fino al 10%, secondo uno studio realizzato dal Consiglio Nazionale delle Piccole e Medie Imprese della Romania (CNIPMMR).
Il numero delle PMI che hanno ottenuto profitto e’ aumentato del 5% nel primo semestre del 2007, rispetto al periodo simile del 2006, mentre il numero delle PMI che hanno registrato perdite e’ diminuito di circa il 4%.
Inoltre, le PMI hanno realizzato investimenti di circa l’8% superiori rispetto al primo semestre del 2006, mentre il volume totale delle loro esportazioni e’ aumentato del 12-15%.
Il numero delle societa’ costituite e’ aumentato, nel primo semestre del 2007, del 9,15% rispetto al primo semestre del 2006, mentre il numero delle societa’ radiate o liquidate e’ diminuito del 74,18%.
Il numero totale dei salariati ha registrato un aumento di quasi il 5%.

I fondi SAPARD per il 2007, sono stati utilizzati integralmente
L’Agenzia di Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e Pesca (APDRP) ha gia’ effettuato gli ultimi pagamenti dei fondi SAPARD disponibili per il 2007, informa un comunicato APDRP. Nel 2007, sono stati effettuati pagamenti di 302,97 milioni di euro, quindi i fondi attinenti al 2007 sono stati integralmente assorbiti.
L’APDRP continuera’ ad effettuare pagamenti dai fondi concessi per il 2005. Inoltre, entro dicembre 2008, la scadenza per la finalizzazione del programma SAPARD, l’APDRP effettuera’ pagamenti per conto dei fondi attinenti agli anni 2005 e 2006, per 474 milioni di euro.
Attraverso il programma SAPARD sono stati approvati e contrattati 4.713 progetti, per 1,49 miliardi di euro.

Le banche commerciali operanti sul mercato romeno hanno ottenuto, nei primi 9 mesi del 2007, un profitto netto cumulato di 1,88 miliardi di lei (+8,3% rispetto al periodo simile del 2006) ha dichiarato Florin Georgescu, primo vicegovernatore della banca centrale, in occasione del seminario EU-COFILE, organizzato dalla Banca Nazionale della Romania, l’Associazione Romena delle Banche ed Alpha Bank
Alla fine dei primi 9 mesi del 2006, gli istituti di credito operanti in Romania avevano registrato un profitto netto cumulato di 1,74 miliardi di lei, e nell’intero 2006 di 2,20 miliardi di lei.
Georgescu afferma che l’avanzata del profitto delle banche commerciali nel 2007 ha registrato un appiattimento, a causa dell’abbassamento dei tassi di interesse nella prima parte dell’anno. Inoltre, la profittabilita’ delle banche si e’ temperata anche a causa del processo di “estensione” che attraversa la maggior parte delle banche: l’assunzione di ulteriore personale riduce i margini di guadagno. Il numero dei dipendenti del sistema bancario e’ aumentato da 56.799 a fine settembre 2006 a 63.487 alla fine dei primi 9 mesi del 2007.
La redditivita’ dei capitali e degli attivi bancari comincia a ridursi
I dati rilasciati dalla banca centrale indicano che, alla fine del terzo trimestre del 2007, l’aumento dei crediti, ma anche degli attivi bancari ha superato quella dei capitali propri e ha determinato la diminuzione della solvibilita’ dal 17,9% dopo i primi 9 mesi del 2006, al 14% alla fine di settembre 2007. Nonostante l’indice di stabilita’ si sia ridotto di quasi il 4%, Georgescu lo considera “confortevole” e crede che potrebbe diventare allarmante solo se si avvicinasse al limite dell’8% imposto da Basel I e Basel II. Per quanto riguarda la redditivita’ degli attivi del sistema bancario romeno, questo si e’ ridotto nei primi 9 mesi del 2007 all’1,18%, e la redditivita’ dei capitali e’ scesa, anch’essa, dall’11,8% al 10,3%.
Il deterioramento della profittabilita’ delle banche ha determinato la “discesa” di numerose banche nella II-a categoria delle 5 categorie di rating. Il peso specifico degli istituti di credito raggruppati nella II-a categoria e’ salito al 64,5% a settembre 2007 rispetto al 51,6% alla fine di settembre 2006.
L’intermediazione finanziaria salira’ al 37% del PIL nel 2007
Georgescu ha dichiarato che la banca centrale ha rettificato, in aumento, il grado di intermediazione finanziaria previsto per la fine del 2007, grazie alla dinamica registrata dai crediti. Il grado di intermediazione finanziaria per il 2007 e’ stimato al 37% del Prodotto Interno Lordo (+3% rispetto alle stime precedenti della banca centrale), grazie all’aumento del credito non governativo (del 59% ai crediti per la popolazione e del 33% ai finanziamenti per le compagnie). Nel 2000 l’indice rappresentava il 10% del PIL e nel 2006 il 27% del PIL.
A fine settembre 2007, sul mercato romeno erano registrati 41 istituti di credito (+3 rispetto a settembre 2006). In questo intervallo sono state autorizzate Bank of Cyprus (dicembre 2006), Millennium Bank, lanciata nel terzo trimestre del 2007 e le succursale delle banche La Caixa e Fortis Bank. Nel contempo, dai calcoli e’ uscita HVB Ţiriac, grazie alla fusione attraverso assorbimento con UniCredit România. Nell’intervallo settembre 2006 – settembre 2007, la rete territoriale delle banche e’ aumentata di 1.000 unita’, a 5.175 agenzie e succursali.

ABN Romania si trasforma in succursale
Il presidente ABN AMRO România, Peter Weiss, ha dichiarato che dal 2008, ABN AMRO România sara’ registrata come succursale della banca-madre (modificando l’attuale statuto di istituto bancario registrato in Romania).
La ragione sociale e’ gia’ stata cambiata in ABN AMRO Bank NV – Succursale Romania, nel registro delle banche, dal 16 novembre 2007.
Il gruppo olandese ABN AMRO e’ stato prelevato da un consorzio composto da Royal Bank of Scotland (RBS), il gruppo belga-olandese Fortis e la banca spagnola Santander. Le operazioni in Romania entrano nel portafoglio RBS.

Nove mesi difficili per le compagnie romene di assicurazioni che, per la maggior parte, hanno registrato perdite o abbassamenti dei profitti, nei primi 3 trimestri del 2007, a causa dell’aumento dei danni
I primi 9 mesi del 2007 sono stati difficili per le piu’ grandi societa’ di assicurazioni attive sul mercato romeno: la maggior parte ha registrato perdite consistenti o abbassamenti dei profitti rispetto a quelli del periodo simile del 2006. Le perdite sono state determinate, principalmente, dall’aumento del tasso dei danni nel campo delle assicurazioni auto, ma anche da avvenimenti che hanno imposto risarcimenti di milioni di euro.
Asirom ed Astra-Uniqa hanno registrato perdite mentre Allianz-Tiriac ha avuto profitti piu’ bassi dalle assicurazioni generali.
ARDAF, l’assicuratore con le maggiori perdite nel 2006, e’ riuscito a ridurre le perdite che sono rimaste, pero’, consistenti.
Asirom, una delle piu’ grandi compagnie di assicurazioni del mercato romeno, il cui controllo e’ stato prelevato recentemente dal gruppo Vienna Insurance, ha registrato perdite nei primi 9 mesi del 2007 (-1,6 milioni di euro cioe’ 5,3 milioni di lei). Nel primo semestre del 2007 la compagnia ha registrato profitti, pero’ due incidenti importanti nell’assicurata Oltchim (di oltre 8 milioni di euro) hanno determinato una perdita di 2,2 milioni di euro nel terzo trimestre. Asirom ha ceduto in riassicurazione, nei primi 9 mesi del 2007, premi lordi sottoscritti di 37,5 milioni di lei (11,4 milioni di euro). I premi lordi sottoscritti da Asirom nei primi 9 mesi del 2007 sono aumentati di soli 0,33% rispetto al periodo simile del 2006, a 475,6 milioni di lei (144,1 milioni di euro). Circa l’86% degli affari della compagnia provengono dalle assicurazioni generali. Asirom ha continuato il trend del 2006, quando gli affari dei primi 9 mesi erano aumentati di meno dell’1% rispetto al periodo simile dell’anno precedente.
Anche Astra-Uniqa, assicuratore controllato dal gruppo austriaco Uniqa e l’imprenditore Dan Adamescu, ha registrato perdite nei primi 3 trimestri del 2007 di 4,2 milioni di euro (13,6 milioni di lei), mentre nel periodo simile del 2006 registrava un profitto marginale di 0,3 milioni di euro (circa 1 milione di lei). Quasi l’intera perdita proviene dalle assicurazioni generali, attivita’ di base della compagnia. Nel terzo trimestre, Astra-Uniqa ha perso 0,3 milioni di euro, mentre nel periodo simile del 2006 registrava un profitto dello 0,8 milioni di euro. I premi lordi sottoscritti dalla compagnia sono arrivati a 281,8 milioni di lei (85,4 milioni di euro) alla fine di settembre (+13% rispetto ai primi 9 mesi del 2006). L’aumento degli affari e’, pero’, troppo modesto rispetto a quello degli indennizzi pagati, che sono aumentati del 33%, a 114,1 milioni di lei (34,6 milioni di euro).
I rappresentanti delle compagnie di assicurazioni affermano che la principale causa delle perdite registrate dalle grandi compagnie di assicurazioni operanti in Romania sono gli indennizzi pagati per gli incidenti auto.
Il piu’ grande assicuratore del mercato, Allianz-Tiriac, ha dimezzato, nel terzo trimestre, il proprio profitto, da 6 milioni di euro nel 2006 a 3 milioni di euro nel 2007. Nei primi 9 mesi del 2007, il profitto operazionale dalle assicurazioni generali e’ diminuito del 30%, a 7 milioni di euro. Il direttore generale Cristian Constantinescu si e’ dichiarato, ripetutamente, preoccupato dall’evoluzione dei danni negli ultimi anni, e nel 2006 la compagnia ha rivisto la strategia per il Casco, per aumentare la profittabilita’.
Per ridurre le perdite nelle assicurazioni auto, numerosi assicuratori, tra cui Asirom, Generali o Asitrans, hanno introdotto franchigie per le assicurazioni Casco. La franchigia e’ la parte di danno sopportata dall’assicurato e con l’applicazione di questa il premio di assicurazione si riduce, pero’ diminuiscono anche i risarcimenti pagati dall’assicuratore. “Meglio avere un portafoglio di clienti con pochi danni e premi contenuti che clienti con molti danni che pagano un premio alto” crede Tudor Moldovan, direttore generale di Generali Asigurari.
Un assicuratore che ha registrato problemi con le assicurazioni auto e’ Carpatica Asig. La Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni le ha vietato di vendere polizze RCA per 30 giorni, poiche’ si e’ constatato che l’assicuratore non ha pagato i dovuti risarcimenti ad alcuni clienti.
L’unica compagnia di assicurazioni generali, tra quelle che hanno pubblicato i loro risultati nei primi 9 mesi del 2007, che ha registrato una crescita del profitto e’ Omniasig, membro del gruppo austriaco Vienna Insurance. Il profitto Omniasig e’ aumentato del 20% nei primi 9 mesi, a 5,6 milioni di euro, dopo il raddoppio registrato a meta’ anno, con 3,9 milioni di euro. Nel terzo trimestre, Omniasig, compagnia la cui attivita’ e principalmente concentrata sulle assicurazioni auto, ha guadagnato 1,7 milioni di euro.

Il top delle piu’ profittevoli compagnie romene nel 2006
Petrom, Orange e Mobifon sono state le compagnie private con i piu’ alti profitti lordi nel 2006, secondo una graduatoria realizzata dal Consiglio Nazionale per le Piccole e Medie Imprese della Romania (CNIPMMR).
Secondo il “top”, nella categoria grandi compagnie ai primi tre posti si sono piazzate Petrom con un profitto lordo di 2.546.166.973 lei, Orange Romania SA con 1.639.439.792 lei e Mobifon con 1.340.295.418 lei.
Nella categoria Medie Imprese, i primi tre posti sono stati occupati da Anchor Grup (70.788.768 lei), Accor Services (69.458.851 lei) e Sodexho Pass (47.640.551 lei).
Tra le Piccole Imprese, le prime tre piazzate sono state Moldova Universal SA (65.894.550 lei), Premium Lubricants SRL (30.011.024 lei) e Simex SA (29.348.446).
Nella categoria Microimprese, le prime tre sono risultate Winmarkt Alfa (66.955.186 lei), Inter Ro (34.554.103 lei) ed Emmeti Di Fredi (31.601.421 lei).
“Nel 2006, le imprese romene hanno creato circa 160.000 posti di lavoro, di cui 60.000 creati dalle grandi compagnie. Pero’, c’e’ ancora molto da fare per raggiungere la media europea” crede il presidente CNIPMMR, Ovidiu Nicolescu. Secondo lo stesso, in Romania, per ogni 1000 abitanti ci sono 25 PMI mentre la media europea e’ di 64 PMI per 1000 abitanti.

Romania – tra gli ultimi paesi europei nel “Top del benessere”
La Romania e’ scesa di due posizioni, al 32-o posto, in una graduatoria dei 40 stati europei, in funzione della capacita’ di acquisto della popolazione, secondo uno studio realizzato dalla GfK. La capacita’ di acquisto annua pro capite in Romania e’ di 3.036 euro.
Al primo posto nella graduatoria si piazzano Svizzera e Liechtenstein, con 27.521 euro, seguite da Lussemburgo, Norvegia, Irlanda, Danimarca ed Islanda, con una capacita’ di acquisto tra 27.395 e 20.511 euro.
Tra gli stati est europei, la Romania e’ superata dalla Slovenia (20-o posto) con 8.851 euro pro capite e Rep.Ceca (22-o posto) con 5.625 euro. Le posizioni 23-31 sono occupate, in ordine, dall’Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Polonia, Croazia, Serbia e Turchia, dove la capacita’ di acquisto varia tra 5.611 e 3.182 euro.
L’Estonia e’ salita di una posizione rispetto l’anno scorso, la Lettonia di quattro e la Lituania di due.
La capacita’ di acquisto in Ungheria e’ di 5.462 euro (in discesa di una posizione rispetto al 2006) e in Polonia di 4.808 euro (in discesa di due posizioni).
La Romania supera la Bulgaria, la cui capacita’ di acquisto di 2.453 euro, e’ rimasta immutata rispetto al 2006.
Nell’ultima parte della graduatoria si piazzano Belarus, Albania, Ucraina e, all’ultimo posto, Repubblica Moldova, con 685 euro pro capite.

Il 2008 sara’, in Romania, l’anno delle privatizzazioni nel campo energetico. Il Ministro dell’economia e finanze, Varujan Vosganian, dichiara che, senza un programma coerente di investimenti, le centrali termiche rischiano di dover essere chiuse entro il 2010.
L’entrata in funzione del reattore 2 di Cernavodă fara’ uscire dal circuito energetico la Termoelectrica, se tale societa’ non beneficiera’ al piu’ presto di investimenti. In una situazione ugualmente difficile per quanto riguarda gli ammodernamenti si trovano anche le centrali termiche locali ammette il ministro dell’economia e finanze Varujan Vosganian.
La ristrutturazione e l’aumento dell’efficacia nel funzionamento sono possibili soltanto con il contributo di capitali privati, e conseguentemente il 2008 sara’ l’anno delle privatizzazioni nel settore termoenergetico, annuncia lo stesso.
„Se il 2007 e’ stato l’anno dell’energia dal punto di vista dell’elaborazione della strategia, il 2008 deve essere l’anno dell’energia dal punto di vista delle privatizzazioni e dell’ammodernamento, senza i quali saremo costretti a chiudere alcune tra le unita’ entro il 2010-2012. Il 2008 deve essere l’anno della privatizzazione prevalentemente nel campo dell’energia termica” sostiene Varujan Vosganian.
Piu’ energia a basso costo da Cernavodă
I piu’ interessanti produttori per gli investitori stranieri sono, evidentemente, i complessi energetici del bacino della Oltenia. „Dei tre complessi, conserveremo uno per la futura compagnia energetica nazionale, e gli altri due saranno probabilmente inclusi nella lista di privatizzazioni, Craiova ed uno degli altri due, Turceni o Rovinari” dichiara l’ufficiale MEF.
Per quanto riguarda Termoelectrica, l’obiettivo del Ministero delle Finanze e’ la privatizzazione urgente di alcune unita’, rispettivamente Brăila, Doiceşti e Borzeşti. Per queste il metodo scelto e’ la costituzione di joint ventures, nelle quali Termoelectrica contribuisce con gli attivi esistenti e gli investitori stranieri, che deterranno la partecipazione maggioritaria, con capitali.
„Abbiamo realizzato un’analisi, in prospettiva, del sistema energetico, dopo l’entrata in funzione dell’unita’ 2 di Cernavoda. Il flusso di energia meno cara nel sistema, elimina praticamente dal mercato Termoelectrica, la quale dovra’ essere rapidamente ristrutturata. E la ristrutturazione avverra’ in un unico modo, con una componente privata” spiega Vosganian. Secondo lo stesso, finche’ Mintia e Paroşeni rimangono ancora collegate ai giacimenti di carbone di Petroşani, non si procede alla loro privatizzazione, azione imminente invece a Doiceşti e Borzeşti.
Il ministro ha aggiunto che a Brăila le procedure sono avanzate e l’unita’ entrera’ rapidamente in un circuito di ammodernamento. Per quanto riguarda le centrali termiche, il ministro delle finanze ha nominato una commissione che, entro la fine del 2007, deve elaborare e presentare la strategia sulla cogenerazione.

Lo stipendio minimo a livello nazionale sara’ rinegoziato
Il Ministero del Lavoro ricomincia – secondo voci ufficiose – la settimana prossima, nuove negoziazioni con i sindacati e patronati per stabilire lo stipendio minimo a livello nazionale per il 2008.
Il Governo aveva proposto, il 12 novembre, uno stipendio minimo a livello nazionale, per il 2008, di 500 lei. I sindacati non accettano meno di 540 lei e minacciano con scioperi generali.

Con 1,5 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2007, il valore delle transazioni immobiliari concluse in Romania e’ raddoppiato
Le transazioni immobiliari concluse in Romania sono ammontate a 1,5 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2007, quasi il doppio del volume registrato nel periodo simile del 2006, secondo i dati raccolti dalla compagnia di consulenza immobiliare DTZ Echinox.
I piu’ importanti investimenti nella Capitale sono stati quelli negli spazi per uffici, mentre nelle citta’ di provincia si sono concentrati nel settore dei centri commerciali.
Nel campo dei centri commerciali la piu’ consistente transazione e’ stata conclusa dal fondo austriaco di investimenti Immoeast, che ha acquistato il centro commerciale Polus di Cluj Napoca da TriGranit, per 185 milioni di euro.
Nel campo degli spazi per uffici, la transazione del 2007 rimane la vendita dell’edificio America House, dall’israeliana GTC al gruppo francese di investimenti Natixis, per 120,3 milioni di euro seguita dall’acquisto da parte di Immoeast, per 101,5 milioni di euro dell’edificio S-Parc, sempre a Bucarest.
Nel campo industriale, le piu’ importanti transazioni sono state realizzate nel secondo trimestre del 2007 da GE Real Estate, che ha acquistato, per 175 milioni di euro, spazi industriali in 7 citta’.
DTZ e’ una compagnia internazionale di servizi e consulenza immobiliare con una rete di circa 200 uffici in 163 de paesi. Da novembre 2002, DTZ Echinox e’ la rappresentante locale in Romania della DTZ.

Gli investimenti in terreni rendono al massimo in Romania
Gli imprenditori operanti in Romania orientano sempre di piu’ i loro profitti verso l’acquisto di terreni. E’ la nuova forma prediletta dagli investitori, piu’ forte dell’acquisto d’oro e diamanti o delle speculazioni in borsa.
I prezzi dei terreni agricoli in Romania sono ancora di molto inferiori a quello di altri paesi dell’Unione Europea, dove un ettaro arriva fino a 10.000 euro, con valori superiori in Olanda (31.000 euro) o Francia (34.000 de euro).
I terreni nelle localita’ romene, invece, hanno raggiunto prezzi consistenti. A Bucarest, nelle zone centrali sono state concluse transazioni – poche per la verita’ – di addirittura 5.000 euro/ mq.
Con l’abbassamento dell’interesse degli investitori per il mercato residenziale secondario, quasi meta’ delle agenzie immobiliari della capitale si riorientano verso le transazioni con terreni. „Oltre il 46% della societa’ attive sul mercato delle intermediazioni immobiliari si concentreranno sulle transazioni con terreni, mentre soltanto il 17% si concentreranno sui progetti residenziali nuovi, il 9,8% su progetti industriali, il 7,3% su progetti commerciali e soltanto il 4,9% rimarranno fedeli al settore delle abitazioni esistenti“ crede Gabriel Alexandru, vicepresidente Century 21, compagnia che ha realizzato un sondaggio tra le agenzie immobiliari.
La tendenza evidente delle agenzie immobiliari non e’ casuale. Il giro di affari con terreni, ubicati sia nella periferia delle grandi citta’ che nelle vicinanza delle attuali o future autostrade e strade nazionali, e’ aumentato considerevolmente, ed i terreni sono l’unico tipo di proprieta’ creditato unanimemente, da tutti gli operatori ed analisti, come portatore di crescite garantite dei prezzi.
Chi sono gli investitori
La maggior parte degli acquirenti di terreni nella provincia sono persone con eta’ tra 30 e 50 anni, per la piu’ gran parte titolari di ditte o manager di compagnie, sostiene il direttore generale della compagnia Neoland Invest, Costin Lazar.
Circa l’80% dei terreni transazionati intorno alla Capitale sono arabili, e l’unico seguito immediato all’investimento sarebbe lo sfruttamento agricolo. Per poter edificare su un tale terreno, il proprietario ha bisogno di almeno un anno (per le procedure di estrapolazione dal circuito agricolo ed introduzione nella zona cittadina).
Sul mercato occupato dagli investitori non professionisti nel campo immobiliare si pratica frequentemente il “metodo 50%-50%“: si acquista un’area piu’ ampia, da 5 a 10 ettari; su una parte si parte con un investimento immobiliare, l’altra parte viene lottizzata e venduta ad un prezzo superiore a quello di acquisto; la differenza ottenuta e’ utilizzata per finanziare l’investimento.
La maggior parte degli operatori immobiliari prevedono guadagni consistenti, nei prossimi anni, dalle speculazioni con terreni. „Nei prossimi 5 anni, il prezzo della terra nei comuni ubicati nei pressi della Capitale, su un raggio fino a 20 km (Dascalu, Frumusani, Moara Vlasiei, Gradiste), raddoppiera’“ prevede il direttore Neoland.
I pressi lievitano anche in funzione dei progetti in corso di sviluppo nelle rispettive zone. Per esempio il lancio del complesso Cosmopolis in Stefanestii de Jos ha scatenato la corsa ai prezzi alti: se nell’„era pre-Cosmopolis“ un metro quadrato in zona costava 15-20 euro, adesso si vende a 30-50 euro/mq.

Notizia della settimana
La Romania avra’ una Borsa del pesce a partire dal 2008
L’Agenzia Nazionale per la Pesca ed Acquacoltura, subordinata al Ministero dell’Agricoltura, comincia nel 2008 le operazioni di costituzione della piattaforma borsistica di transazioni con prodotti ittici a Tulcea. L’investimento ammontera’ a 5 milioni di euro, e sara’ finanziato da fondi UE e dal bilancio dello stato romeno.
Le transazioni si svolgeranno sotto forma di aste elettroniche, on-line.

I mass media italiani parlano della Romania
Cominciaitalia.net: Parlano gli imprenditori italiani in Romania
All’ inizio della settimana gli “italiani-romeni” della Transilvania, che contribuiscono allo sviluppo economico e sociale insieme con i romeni che fanno la stessa cosa, si sono riuniti per esprimere il loro impegno e le loro soluzioni sulla “crisi romena” . La conclusione è stata questa: “La Romania è un mercato importante. Per noi e per loro. Lasciate fare in pace. Lavoriamo!”. Ed è così. Negli ultimi anni italiani e romeni insieme hanno trasformato il volto dell’economia del nostro paese. Se solo due o tre anni fa gli investitori più numerosi in Romania erano tedeschi, austriaci, ungheresi e olandesi, in questo momento gli investitori più numerosi sono italiani. Come dimostrano i dati sulla presenza delle Aziende Italiane, elaborati da associazioni, secondo cui solo a Cluj il 25,15% delle aziende della regione appartengono ad italiani e ci sono più di 4500 compagnie straniere in questa città che ha circa 500.000 abitanti. Se pensiamo che in Romania, alla fine del 2006 esistevano più di 130.000 aziende con partecipazione straniera, il fatto che più di 21.000 (16,26%) appartengano ad investitori italiani dimostra che questa è una delle regioni più importanti per lo sviluppo italo-romeno. Integrati nella vita sociale romena, gli investitori italiani sono già parte attiva di questa comunità e con il loro impegno contribuiscono a cambiare il destino dell’economia offrendo opportunità agli italiani venuti qui. I romeni come anche gli italiani sono latini e sono intelligenti, questo pensano i manager italiani. “I contatti produttivi qui o in Italia non sono diminuiti in queste ultime settimane”, dichiara Peppino Fischetti, che rappresenta in Romania gli artigiani italiani della sua provincia. “Rappresentiamo interessi importanti come comunità di business e pensiamo che nel futuro le relazioni economiche tra Romania ed Italia saranno anche più strette – dice Camillo Torta, rappresentate della comunità italiana in questa regione – Per questo le tensioni di questi giorni devono fermarsi. La Romania è un mercato troppo importante”, conclude

www.aziende-oggi.it: Italia-Romania, API Torino, al via collaborazione tra PMI
Al via un progetto di collaborazione con la Romania per quanto riguarda le piccole e medie imprese. L’iniziativa e’ della presidente dell’Api torinese Claudia Porchietto che ha incontrato Ovidiu Silaghi, Ministro delle Piccole e Medie Imprese. “Le opportunita’ offerte dalla Romania per le Piccole e Medie Imprese italiane e torinesi in particolare sono serie e consistenti. Per questo, – ha spiegato Claudia Porchietto – API Torino intende avviare una collaborazione organica con il Governo romeno. L’obiettivo e’ consolidare le realta’ imprenditoriali gia’ presenti e aprire nuovi spazi per quelle che vogliono dare vita ad attivita’ produttive nel Paese”. “La Romania – ha spiegato ancora – ha da sempre rappresentato un importante mercato per le nostre aziende. Ma dall’entrata nell’UE di questo Paese le possibilita’ si sono moltiplicate soprattutto per quanto concerne l’uso dei Fondi Strutturali. Abbiamo verificato che la volonta’ dal Governo romeno e’ quella di riportare in Patria il 50% circa della manodopera attualmente fuori dal Paese. Un obiettivo che potrebbe essere raggiunto anche attraverso la presenza di imprese italiane che scelgono di produrre in Romania”. Tra i settori di collaborazione individuati, nel corso dell’incontro, l’alimentare, l’edilizia, i servizi alle imprese e la metalmeccanica gli ambiti piu’ interessanti per la collaborazione reciproca. Il ministro Ioan Ovidiu Silaghi ha, inoltre, partecipato ad un incontro con diverse realta’ torinesi, organizzato dalla Camera di Commercio. A Torino si concentra il 76% degli imprenditori romeni che operano in Piemonte ed il 13% di quelli che lavorano sull’intero territorio nazionale. Gli imprenditori romeni a Torino sono 4.456, con una forte specializzazione nel settore delle costruzioni (oltre il 70%). Con la nazionalita’ marocchina i romeni rappresentano il gruppo di maggior peso nello sviluppo dell’economia locale. Quelle romene sono soprattutto imprese individuali (82%), cui seguono a distanza le societa’ di persone (15%). Il 67,8% di imprenditori romeni ha un’eta’ compresa fra i 30 ed i 50 anni, e piu’ di un quarto ha meno di 30 anni.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Astron: Un sistema per costruire edifici industriali in acciaio
Astron: il settore “Building Systems” del gruppo Lindab
Lindab, con il marchio Astron, è il leader europeo della costruzione di edifici industriali in acciaio, in grado di soddisfare le necessità di società nazionali ed internazionali che progettano nuovi siti di produzione in Europa.
Astron opera in vari settori, dall’industria al commercio fino allo sport, con edifici destinati a fabbriche, depositi, garage, piattaforme logistiche, depositi e supermercati, centri sportivi, edifici polivalenti, hangar per l’aeronautica, ecc….
Astron si basa su un concetto semplice: Semplificare il modo di costruire!
C’è una domanda crescente di metodi costruttivi per costruzioni efficaci, ecologiche, a basso consumo energetico, affidabili, durature e con un buon rapporto qualità/prezzo. Questa domanda è importante sia per gli edifici industriali che per quelli residenziali. La risposta di Astron è : semplificare il modo di costruire proponendo un metodo pre-studiato per edifici industriali in acciaio.
Astron significa un metodo di costruzione semplice, rapido, economico, facile da mettere in opera e proficuo, che si conforma alle norme di costruzione ed alle necessità del cliente finale.
La gamma Astron:
• Edifici industriali su misura con luci libere che vanno fino a 100m.
• Edifici Multipiano.
I principali vantaggi di Astron:
• Certezza di un singolo interlocutore per l’intera commessa dell’edificio.
• Ottimizzazione dello spazio disponibile, con o senza colonne intermedie.
• Realizzazione chiavi in mano.
• Progetti ricercati esteticamente e rapidità d’esecuzione.
• Durabilità nel tempo dei lavori, la cui qualità è certificata ISO 9001:2000
• Isolamento termico efficiente.
• Garanzia di un grande gruppo Europeo che ha già consegnato più di 40.000 edifici.
• Oltre 40 anni d’esperienza.
• Presenza in 36 paesi d’Europa.

Produzione e rappresentanze:
Tre stabilimenti produttivi ed uffici di progettazione e di vendita in Europa:
a Diekirch, Lussemburgo, (28.000 m²), a Prerov, Repubblica Ceca (18.000 m²) e Nyiregyhaza, Ungheria (9.900 m²).
Inoltre, una quarta fabbrica verrà realizzata a breve a Tutaev, località situata a 300 km a Nord-Est di Mosca (Russia) e sarà operativa nella primavera 2008.
Astron è anche presente con uffici tecnici e di vendita in Germania, Francia, Polonia e Regno Unito oltre che con uffici di rappresentanza in Croazia, Spagna, Italia e Romania.
Per informazioni: Sig. Mauro Picco (Vendite Internazionali) +352 80291
E-mail: m.picco@astron.biz
Sito Internet: www.astron.biz

Gli sponsor tecnici che aiutano l’Associazione Imprenditori Italiani in Romania
Speedsoft Company
PLOIESTI,str. Zimbrului, nr. 16A, bl. 141, sc D, ap. 9, cod postal 100453, jud. Prahova
Tel.: 0730.494.699 – 0766.303.202 – Fax.: 0344.814830
E-mail: office@speedsoft.ro – contact@speedsoft.ro – www.speedsoft.ro
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Newsletter n.46 / 2007

La Commissione Europea ha posticipato per il 20 dicembre 2007 la data della decisione sull’eventuale attivazione della clausola di salvaguardia per l’agricoltura romena
La Commissione Europea decidera’ il 20 dicembre 2007 l’eventuale attivazione della clausola di salvaguardia per l’agricoltura, se la Romania non avra’ risolto – entro il 16 dicembre – tutti i problemi per l’accreditamento completo dell’agenzia di pagamenti APIA, informa un comunicato CE.
Bruxelles saluta i progressi registrati dalla Romania per l’implementazione dei sistemi di pagamenti nell’agricoltura, pero’ ha chiesto alle autorita’ romene di continuare gli sforzi per migliorare il sistema IT, per evitare la riduzione del 25% dei fondi per i pagamenti a favore dell’agricoltura.
“La societa’ d’audit scelta ha costatato difetti maggiori nel software destinato ad assicurare la correttezza dei pagamenti. Percio’ e’ stata decisa la continuazione della procedura per l’applicazione del “meccanismo di salvaguardia”, che sarebbe introdotto attraverso la decisione della Commissione Europea del 20 dicembre. Entro il 15 dicembre, le autorita’ romene devono assicurare l’accreditamento completo dell’agenzia di pagamenti APIA. (…) Se le autorita’ romene potranno dimostrare entro il 16 dicembre, in base ad un rapporto di un perito indipendente, che i problemi identificati sono stati eliminati, la procedura che porta all’attivazione del meccanismo di salvaguardia sara’ fermata” indica il comunicato CE.
Secondo l’avvertimento lanciato ad ottobre scorso dalla Commissione Europea, per evitare l’attivazione della clausola di salvaguardia, la Romania deve dotarsi di un Sistema Integrato d’Amministrazione e Controllo (IACS) funzionale e non effettuare pagamenti prima di portare a termine i controlli sul posto. La CE aveva, inizialmente, fissato un periodo di grazia fino al 9 novembre 2007, ulteriormente prorogato per dicembre.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, la Romania si piazza al quarto posto per quanto riguarda la convergenza all’Unione Europea
La Romania si piazza al quarto posto nella graduatoria degli stati europei che hanno registrato il piu’ rapido ritmo di convergenza all’UE nel periodo 2000-2006, dopo i paesi Baltici e prima della Bulgaria, Ungheria e Polonia, indica un rapporto del Fondo Monetario Internazionale.
La velocita’ media de convergenza registrata dalla Romania nel periodo analizzato, e’ valutata a 6 punti, rispetto ai 5 punti registrati dalla Bulgaria, meno di 3 punti dell’Ungheria e meno di 2 punti della Polonia, risulta dal rapporto „Regional Economic Outlook”.
Per la Romania, il FMI stima per il 2008 un deficit di conto corrente del 13,2% del PIL, rispetto al 13,8% del PIL nel 2007.
„La convergenza nelle economie emergenti e’ stata incentivata dai flussi massicci di capitale. Negli ultimi 20 anni e’ diventato evidente che il potenziale di crescita di queste economie e’ molto alto. Man mano che il grado d’apertura delle economie cresce, i sistemi finanziari raggiungono un livello medio di sviluppo e gli investitori hanno iniettato capitale, accelerando il processo di convergenza. Il livello dei redditi e’ aumentato rapidamente, con i progressi accelerati registrati negli stati baltici, Bulgaria e Romania, paesi che sono partiti da un livello modesto”, indica il rapporto. Gli analisti sottolineano, pero’, che i paesi citati hanno registrato, anche, deficit di conto corrente tra i piu’ alti nella regione.

Meta’ degli investimenti stranieri nell’economia romena sono orientati verso la costituzione di nuove compagnie. Per cominciare un’attivita’ “dal nulla” gli investitori prediligono l’industria ed il commercio. Le statistiche confermano che gli investimenti stranieri sono il motore della crescita economica, pero’ nel contempo sono responsabili anche per l’aumento degli squilibri esteri
La Banca Nazionale e l’Istituto di Statistica hanno calcolato che, nel 2006, circa 7,5 miliardi di euro sono entrati in Romania sotto forma di „investimenti in societa’ neo costituite e sviluppate da o insieme con investitori stranieri, rivestendo la forma d’investimenti partiti da zero, cioe’ greenfield”.
Tali investimenti ammontavano alla fine del 2006 a 16,7 miliardi di euro, il 48,5% degli investimenti totali diretti registrati fino quel momento. Alla fine del 2005, gli investimenti greenfield rappresentavano soltanto il 42,2% del totale.
La crescita era attendibile, poiche’ l’epoca delle privatizzazioni e’ quasi conclusa, e rimane poco da vendere dall’”eredita’” dello stato socialista. Praticamente, quasi tutti gli investimenti in arrivo rappresentano “scommesse” su nuove attivita’ ed affari.
Come coprire i deficit?
Nel loro insieme, gli investimenti stranieri diretti sono quelli che mettono in moto l’economia. Il volume d’affari delle societa’ costituite come investimenti stranieri diretti, di 74,3 miliardi di euro, rappresenta il 43% del volume di affari totale delle aziende operanti in Romania.
Sempre nel suo insieme, l’attivita’ delle imprese con investimenti stranieri diretti ha un impatto positivo sulla bilancia commerciale della Romania, con un contributo alle esportazioni di 18,7 miliardi di euro (il 72,5% del totale), e nelle importazioni di 23,8 miliardi di euro (il 58,6% del totale). Nel 2006, sono stati piu’ evidenti gli effetti degli investimenti nell’industria di trasformazione: le imprese con investimenti stranieri diretti hanno coperto il 76% delle esportazioni del settore.
Nonostante gli aumenti constatati, le statistiche sugli investimenti non riescono ad eliminare le preoccupazioni per il grado di copertura dei deficit esteri, uno dei principali temi macroeconomici del momento. „Tenendo presente il rallentamento del processo di privatizzazione, la copertura del deficit di conto corrente attraverso investimenti stranieri diretti si ridurra’ dal 90% nel 2006, al 50% nel 2007″ sottolinea la Commissione Europea nella piu’ recente analisi sull’economia della Romania.
Alto grado di volatilita’
Praticamente, gli investimenti aumentano, pero’ non sufficientemente per coprire le uscite di capitale dall’economia, principalmente attraverso importazioni. Pero’ le uscite rivestono anche la forma di rimpatrio dei profitti. Le statistiche INS indicano che, nel 2006, circa 2,6 miliardi di euro di profitti netti sono stati reinvestiti, mentre le statistiche BNR indicano che un ammontare simile e’ stato trasferito all’estero come profitti rimpatriati.
Inoltre, 2,2 miliardi di euro sono entrati in Romania sotto forma di „crediti netti ricevuti dall’investitore straniero” (prestito dalla societa’ madre alla sua filiale in Romania), in altre parole fondi che ritorneranno all’investitore, non tassabili, secondo Liviu Voinea, direttore di ricerca del Gruppo di Economia Applicata. E se dagli investimenti stranieri registrati nel 2006 si deduce l’investimento consistente nell’acquisto della BCR (circa 2 miliardi di euro) risulta che, in realta’, il credito dall’investitore ha un peso specifico ancora piu’ consistente nel totale degli investimenti stranieri. L’analisi strutturale dimostra, quindi, l’aumento della volatilita’ degli investimenti ed, implicitamente, della fragilita’ del finanziamento dagli investimenti, conclude l’analista Liviu Voinea.
5 miliardi di euro, piazzati nell’industria
Fino al momento attuale, gli investimenti greenfield sono stati orientati principalmente verso l’industria di trasformazione (13,4% del totale degli investimenti) di cui, verso l’industria dei generi alimentari, bevande e tabacco il 3,3%, verso la produzione dei tessili, confezioni e pelletteria l’1,8%, verso i mezzi di trasporto l’1,6%. Altri settori nei quali gli investimenti greenfield hanno un peso specifico consistente sono il commercio (11%), le intermediazioni finanziarie e le assicurazioni (8,5%), l’edilizia e le transazioni immobiliari (4,6%).
Il saldo degli investimenti stranieri diretti e’ arrivato nel 2006 a 34,5 miliardi di euro, equivalente ad un terzo del Prodotto Interno Lordo.
Gli investimenti stranieri diretti – totali – in Romania sono aumentati del 58% nel 2006 rispetto al 2005, fino a 34,512 miliardi di euro, alimentati prevalentemente dalle partecipazioni al capitale sociale delle compagnie, che sono aumentate del 78%, a 27,016 miliardi di euro, annuncia la Banca Nazionale della Romania. Il saldo rappresenta circa un terzo del PIL romeno, e gli investimenti sono orientati prevalentemente verso l’industria di trasformazione (34,2% del totale), le intermediazioni finanziarie ed assicurazioni (22,2%).
I crediti netti concessi dagli investitori stranieri sono aumentati del 22% nel 2006, fino a 7,496 miliardi di euro.
Come flusso netto, gli investimenti esteri diretti (IDE) sono aumentati del 74% nel 2006 rispetto al 2005, fino a 9,059 miliardi di euro, ed il contributo piu’ significativo e’ stato quello delle partecipazioni al capitale, in aumento del 46%, fino a 4,159 miliardi di euro.
Nell’industria, il 44% degli IDE
A livello dell’industria, il peso specifico nel saldo IDE e’ stato del 44%, rispettivamente 15,15 miliardi di euro. L’industria di trasformazione ha attratto 11,78 miliardi di euro, quella estrattiva 2,1 miliardi di euro, e l’energia elettrica, termica, gas naturale ed acqua 1,26 miliardi di euro. Gli investimenti stranieri diretti in attivita’ di intermediazioni finanziarie ed assicurazioni ammontavano alla fine del 2006 a 7,67 miliardi di euro e quelli nel campo del commercio all’ingrosso ed al dettaglio a 4,2 miliardi di euro. Il saldo degli investimenti nel campo delle poste e telecomunicazioni era di 2,83 miliardi di euro, mentre nelle costruzioni e transazioni immobiliari era di 2,2 miliardi di euro.
Origini e destinazioni degli investimenti stranieri in Romania
Nella graduatoria degli investimenti esteri, per paesi di origine, l’Austria occupava il primo posto, con il 23% del totale, seguita da Olanda (17,1%), Germania (10,1%), Francia (8%) e Grecia (7,8%).
Dal punto di vista territoriale, si osserva l’orientamento degli IDE prevalentemente verso la regione Bucarest-Ilfov (64,3%), la regione Sud-Est (7,7%), il Centro (7,4%), il Sud (6,5%) e l’Ovest (5,6%).
La Commissione Europea stima, per la Romania, un aumento degli investimenti, nel 2007, del 18,5% (+4% rispetto alle previsioni primaverili), grazie specialmente agli investimenti nell’edilizia (+30%).

Gli investitori stranieri hanno portato in Romania 7,7 miliardi di euro per le banche e le societa’ di assicurazioni
Gli investitori stranieri hanno portato quasi 7,7 miliardi di euro al capitale delle banche e societa’ di assicurazioni romene negli ultimi 17 anni.
Il settore bancario e delle assicurazioni ha attratto, quindi, oltre il 22% del volume totale di 34,5 miliardi di euro di investimenti stranieri diretti, secondo settore dopo l’industria, risulta dallo studio pubblicato dalla BNR.

Il “top 10” delle banche operanti in Romania, elaborato da DailyBusiness, dopo i primi 3 trimestri del 2007, ha registrato modifiche rispetto al top del 2006
BCR, BRD e Raiffeisen rimangono leader incontestati nel top delle piu’ importanti banche della Romania.
Al primo posto nella graduatoria delle banche si piazza la Banca Commerciale Romena, con un utile netto di 220 milioni di euro (+21,2% rispetto al periodo simile del 2006) ed attivi di 14,02 miliardi di euro (+16,4% rispetto allo stesso periodo del 2006).
La BRD, piazzata al secondo posto, annuncia un profitto netto di 207 milioni di euro (+43% rispetto ai primi tre trimestri del 2006).
La Raiffeisen Bank ha conservato il terzo posto, con attivi di 5,097 miliardi di euro (+9,8% rispetto allo stesso periodo del 2006).
Cambiamenti
UniCredit Tiriac Bank, anche se non ha ancora annunciato i risultati dei primi 9 mesi, dovrebbe aver conservato il quarto posto, tenendo presenti i dati registrati alla fine del primo semestre (attivi di 3,6 miliardi di euro), e che la banca necessitava un aumento dell’11% degli attivi nel terzo trimestre, che si presuppone abbia realizzato.
Bancpost e’ salita di una posizione, al 5-o posto, con attivi di 4 miliardi di euro.
Alpha Bank e’ salita di due posizioni, dall’8-o posto alla fine del 2006 al 6-o, registrando una crescita consistente degli attivi a 3,7 miliardi di euro.
Banca Transilvania e’ scesa dal 5-o posto occupato nel 2006, al 7-o, con attivi di 3,4 miliardi di euro.
Classifica provvisoria
In assenza di un rapporto finanziario ufficiale della ING, solo in base alle informazioni fornite dagli ufficiali dell’istituto, DailyBusiness ha elaborato una classifica provvisoria delle ultime banche del top 10.
La piu’ consistente crescita nei primi 9 mesi del 2007 e’ stata registrata da Volksbank, i cui attivi sono aumentati del 166%, a 2,72 miliardi di euro. I risultati piazzano la banca all’8-o posto.
Gli ufficiali della ING Bank indicano attivi di circa 2,68 miliardi di euro dopo i primi 3 trimestri del 2007, il che le conferisce il 9-o posto, in diminuzione di due posti rispetto alla posizione occupata nel 2006.
Con attivi di 2,65 miliardi di euro, la Cassa di Risparmio CEC si piazza al 10-o posto, in discesa di una posizione rispetto al 9-o posto occupato nel 2006.

I risparmi conservati nelle banche romene sono aumentati di oltre il 50% rispetto al 2006
Il valore dei depositi nel sistema bancario romeno era, a fine settembre 2007, di 184,72 miliardi di lei, in aumento del 51,5% rispetto ai 121,89 miliardi di lei registrati alla fine del 2006, secondo i dati rilasciati dal Fondo di Garanzia dei Depositi nel Sistema Bancario (FGDB).
Nello stesso periodo, i depositi totali negli istituti di credito partecipanti al Fondo ammontavano a 176,64 miliardi di lei, del 55,1% piu’ alti rispetto a quelli registrati alla fine del 2006.
Secondo il rapporto FGDB, il ritmo annuo di crescita dei depositi in valuta e’ stato piu’ rapido di quello dei depositi in lei (+120,2% ai depositi in valuta, rispetto a +51,6% ai depositi in lei). Nei primi 9 mesi del 2007, i depositi in valuta sono aumentati del 57,6% e quelli in lei del 52,7%.
Per categorie di deponenti, l’aumento dei depositi delle persone giuridiche ha superato quello dei depositi delle persone fisiche sia nel primo semestre del 2007 (+49,7% rispetto al +16,8%), che nel terzo trimestre (+14,8% rispetto al +9,9%).
Alla fine di settembre 2007, esistevano 17,41 milioni di titolari di depositi, in diminuzione rispetto alla fine del 2006 quando risultavano 18,34 milioni di titolari di depositi. Il numero dei titolari dei depositi negli istituti di credito partecipanti al Fondo di Garanzia dei Depositi nel Sistema Bancario era di 17,06 milioni, di 1 milione inferiore a quello della fine del 2006.
La piu’ accentuata diminuzione e’ stata registrata dal numero dei deponenti persone giuridiche (-10,3%), mentre il numero dei deponenti persone fisiche e’ diminuito leggermente, di soltanto 0,6%.
Al 30 settembre 2007, 33 istituti di credito partecipavano al Fondo.

Quasi meta’ dei romeni non ha mai avuto un conto in banca
Quasi meta’ dei romeni (47%) non hanno mai aperto un conto bancario o un deposito bancario, mentre soltanto un terzo sa’ che i risparmi depositati in banca sono garantiti entro certi limiti (dal 1 gennaio 2007, fino a 20.000 euro per ogni deponente), e’ quanto risulta da uno studio ordinato dal Fondo di Garanzia dei Depositi nel Sistema Bancario (FGDSB).
Questo e’ stato realizzato su un campione di 2.023 persone e ha un margine di errore del 2,2%.
Il 14% degli intervistati continua ad avere fiducia nei depositi bancari.
Pero’, la piu’ sicura forma di risparmio e’ considerata l’investimento immobiliare, afferma il 30% dei rispondenti, seguito dagli investimenti nell’oro ed altri metalli preziosi. I risparmi in valuta (euro o dollari) non sono piu’ considerati una buona soluzione, risulta dal sondaggio. Soltanto il 7% degli intervistati sceglie di risparmiare in dollari, e l’8%, in euro.
Cosa succede con i risparmi? Piu’ della meta’ del 6% dei clienti bancari che hanno liquidato nel 2007 un conto o un deposito, ha speso in acquisti di beni o servizi e soltanto il 23% ha utilizzato le somme in altre forme di risparmio o ha fatto investimenti.
Nel top delle ragioni per le quali risparmiano i romeni si annoverano: aiutare i figli o altri parenti per acquistare beni (19%), acquistare un’abitazione (7%), assicurarsi una riserva per la vecchiaia (5%), permettersi ferie o viaggi di lusso (7%), investimenti (6%).
La somma media pro capite che i romeni riescono a risparmiare varia tra 50 lei mensili (26% degli intervistati) e 100 lei mensili (22%). Soltanto il 2% dei rispondenti riesce a risparmiare oltre 1.000 lei mensili.

Per acquistare o costruire una casa, i romeni prediligono i crediti in euro
La maggior parte dei romeni sceglie di contrarre crediti in euro per l’acquisto o la costruzione della casa. Secondo gli ufficiali della Banca Commerciale Romena (BCR), circa il 95% dei crediti immobiliari ed ipotecari concessi dalle banche in Romania sono espressi nella moneta europea.

Caja Madrid interessata a prelevare la Banca Transilvania o la Cassa di Risparmio CEC
La quarta banca spagnola per importanza ha contattato, qualche mese fa’, per negoziazioni, gli azionisti dei due istituti bancari romeni. I fondi che i romeni che lavorano in Spagna trasferiscono regolarmente in patria, determinano l’interesse della banca spagnola ad entrare sul mercato romeno, prelevando una banca locale.
Caja Madrid, ha gia’ tentato due volte a negoziare con la Banca Europea di Ricostruzione e Sviluppo (BERS) l’acquisto del pacchetto azionario, di circa il 15%, che la stessa detiene nella Banca Transilvania, pero’ la BERS non ha deciso nulla in merito ad una possibile vendita.
Un prelievo aggressivo della banca, attraverso l’acquisto di azioni sul mercato di capitale, non e’ possibile, poiche’ lo statuto della BT non premette che un piccolo azionista detenga piu’ del 5% delle azioni della banca. I piccoli azionisti della Banca Transilvania, compreso Horia Ciorcilă, presidente della BT, non intendono vendere le azioni detenute, nonostante la banca spagnola sia disposta ad utilizzare lo stesso moltiplicatore di profitto che e’ stato usato nel caso della transazione Erste – BCR. Gli azionisti non sembrano avere problemi di liquidita’ anche perche’ a dicembre, il piu’ tardi, incasseranno gli 82 milioni di euro ottenuti dalla vendita della BT Asigurări a Groupama e continuano le procedure per la vendita dell’intera partecipazione detenuta nella societa’ di assicurazioni ASIBAN. In piu’, gli azionisti hanno una serie di investimenti immobiliari a Cluj Napoca, e la banca e’ in attesa dell’apertura di una linea di finanziamento di circa 20 milioni di euro dalla BERS.
I rapporti tra la banca spagnola e la Banca Transilvania sono iniziati ad agosto 2007, quando Banca Transilvania ha ottenuto un prestito sindacalizzato di 15 milioni di euro. Dall’ammontare totale, 6 milioni di euro provenivano da fondi BERS, ed il resto dal Governo romeno, dalla Commissione Europea e dal gruppo finanziario spagnolo Caja Madrid.
In assenza della certezza di poter acquistare il pacchetto azionario del 15% detenuto dalla BERS nella Banca Transilvania, Caja Madrid sta studiando anche la possibilita’ di acquisire la Cassa di Risparmio CEC, che, per decisione del governo romeno rimane proprieta’ di stato per almeno un altro anno ancora.
Competizione per un mercato di 500.000 clienti
Caja Madrid, costituita oltre 300 anni fa’, e’ il quarto gruppo bancario spagnolo per importanza. La cassa di risparmio spagnola ha 7 milioni di clienti e 2.000 sportelli in Spagna. All’estero, dispone di tre succursali operative, a Miami, Lisbona e Dublino. Sul mercato romeno e’ entrato all’inizio del 2007, attraverso la firma dell’accordo con GED Capital, per la costituzione del veicolo di investimenti immobiliari Ged Real Estate Eastern Investments (GED REEI).
L’interesse di Caja Madrid per l’acquisto di una banca con una rete sviluppata di sportelli e’ spiegato dai numerosi romeni che lavorano in Spagna e ricorrono ai servizi finanziari della Caja Madrid per trasferimenti verso la Romania. Alla fine del 2006, in Spagna lavoravano legalmente 524.995 romeni (circa il 10% degli stranieri che lavorano in Spagna).
Per acquisire una banca romena, Caja Madrid dovra’ competere con La Caixa, la terza banca spagnola per dimensioni, che ha gia’ aperto una rappresentanza in Romania e ha annunciato, anch’essa, di voler acquistare una banca media sul mercato locale.

Nei primi 9 mesi del 2007, il deficit commerciale della Romania e’ salito a 15 miliardi di euro
Il deficit commerciale della Romania e’ salito nei primi 9 mesi del 2007 a 15 miliardi di euro, di 5,51 miliardi di euro superiore a quello del periodo simile del 2006, come conseguenza dell’aumento del 27% delle importazioni e di soli 11,7% delle esportazioni, secondo i dati rilasciati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Le esportazioni realizzate nel periodo gennaio – settembre 2007 hanno rappresentato 21,40 miliardi di euro, e le importazioni 36,48 miliardi di euro.
La crescita piu’ accentuata delle importazioni di merci rispetto alle esportazioni, rispetto al periodo simile del 2006, e’ stata determinata, principalmente, nel caso delle esportazioni, dalla continuazione del trend discendente delle consegne di prodotti petroliferi ai mercati esteri (-30% rispetto al periodo simile del 2006), e del trend discendente delle operazioni di perfezionamento attivo (per conto terzi), specialmente nel campo tessile.
Per quanto riguarda le importazioni, l’evoluzione e’ stata determinata dalla conclusione, nel 2007, dei regimi doganali cominciati prima dell’adesione all’UE, attraverso l’Autorita’ Nazionale delle Dogane, principalmente per i beni introdotti temporaneamente nei magazzini doganali e nelle zone franche, come mezzi di trasporto, apparecchi ed equipaggiamenti elettrici, e dall’influenza dell’introduzione del sistema di commercio generale per l’interscambio intracomunitario (Intrastat). Attraverso questo sistema, le merci sono registrate in totalita’ al passaggio della frontiera nazionale e non all’immissione in libera circolazione, secondo le procedure precedenti, che continuano ad essere applicate nel commercio Extrastat (sistema speciale di commercio).

Nel mese di ottobre 2007, in Romania, il tasso annuo dell’inflazione ha quasi raggiunto la soglia del 7%
Il tasso annuo dell’inflazione e’ salito, nel mese di ottobre 2007, al 6,84% (mentre nel mese precedente aveva superato il 6%), secondo i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Rispetto al mese precedente, ad ottobre i prezzi dei generi alimentari sono aumentati dell’1,3%, quelli dei generi non alimentari dello 0,7%, e le tariffe dei servizi dell’1,0%.
Nei primi 10 mesi del 2007, il tasso medio mensile dell’inflazione e’ stato dello 0,5% (rispetto alla media mensile dello 0,3% nel periodo simile del 2006).

Il “deragliamento” del tasso dell’inflazione nel 2007, confermato dalla Commissione Nazionale di Previsioni (CNP)
La CNP ha rivisto in aumento – nelle stime autunnali – , in aumento dell’1,5% il tasso di inflazione annuo alla fine del 2007 e dello 0,7% il tasso per il 2008, al 6% rispettivamente 4,5%.
Secondo le stesse stime autunnali, la CNP ha rivalutato, in aumento, il tasso annuo dell’inflazione per il 2009 e 2010, al 3,6% rispettivamente 3%. Per il 2011 ha conservato il tasso stimato precedentemente, al 2,6%, per il 2012 al 2,4%, e per il 2013 al 2,3%.

La Commissione Europea ha rivisto in aumento, le previsioni sull’inflazione e sul deficit di conto corrente della Romania
La Commissione Europea ha rivisto in aumento le stime sul deficit di conto corrente della Romania, al 13,7% del Prodotto Interno Lordo per il 2007, dopo averlo stimato, nelle valutazioni primaverili, al 12,1% del PIL. Nelle previsioni autunnali, gli specialisti hanno rivisto anche il deficit di conto corrente per il 2008, dal 12,3%, al 15,5%.
Per il 2009, gli analisti della Commissione Europea stimano un deficit di conto corrente del 16,2%. Per quanto riguarda il deficit commerciale, gli esperti dell’esecutivo europeo stimano che salira’ al 18% del PIL nel 2008 e 19,3% nel 2009, rispetto alle previsioni del 15,5% del PIL nel 2007.
La CE ha rivisto in aumento anche il tasso medio dell’inflazione
Secondo il rapporto, il tasso medio dell’inflazione sara’ del 4,7% nel 2007 ed arrivera’ al 5,6% nel 2008. Le stime sul tasso medio dell’inflazione per il 2007 e 2008 e’ aumentato rispetto alle stime precedenti (4,6% nel 2007 e 4,5 nel 2008) in condizioni di politiche monetarie restrittive. “Nel 2008, si stima che l’inflazione media in Romania arrivera’ al 5,6%, principalmente come risultato delle influenze negative del deficit agricolo manifestato nel 2007 e prendendo in calcolo la possibile crescita dei prezzi internazionali dei combustibili ed altre merci” indica il rapporto CE. Dopo la crescita dei prezzi del 2008, gli analisti valutano che l’inflazione tornera’ intorno al 4,5% nel 2009. “Nel periodo analizzato, l’aumento degli incentivi fiscali, l’evoluzione ascendente del credito e la crescita consistente dei redditi metteranno – con l’aumento della richiesta – una pressione sempre piu’ forte sull’inflazione” indicano le previsioni CE.
Il deficit di bilancio sara’ inferiore alle previsioni primaverili
La Commissione Europea prevede che la Romania avra’ nel 2007 un deficit di bilancio del 2,7% del Prodotto Interno Lordo, in diminuzione rispetto alle previsioni precedenti del 3,2%, mentre nel 2006 aveva rappresentato l’1,6% del PIL. Secondo le previsioni autunnali dell’Esecutivo europeo, il deficit di bilancio aumentera’ nel 2008 al 3,2%, e al 3,9% del PIL nel 2009.

Il tasso della disoccupazione continua a scendere
Il tasso della disoccupazione, nel mese di ottobre 2007, e’ ammontato al 4,1%, dell’1% inferiore a quello di ottobre 2006. Pero’, rispetto a settembre 2007, il numero dei disoccupati era piu’ alto di 20.000, informa l’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza Lavoro.
Dei 367.375 disoccupati registrati, 111.981 percepivano indennita’ per la disoccupazione (-68% rispetto al mese precedente) e 255.394 non beneficiavano piu’ di tale indennita’.
Ad ottobre 2007, rispetto al mese precedente, sia il tasso di disoccupazione maschile che quello femminile erano aumentati delle 0,2%, a 4,2% rispettivamente 4%.
A livello territoriale, il numero dei disoccupati e’ aumentato in 30 regioni. Le piu’ consistenti crescite si registravano nelle regioni Costanza (+3.106 persone), Prahova (+1.858), Caraş Severin (+1.639) e Mureş (1.608 persone), mentre le piu’ importanti diminuzioni del numero dei disoccupati si registravano nelle regioni Bucarest, Giurgiu e Bacău.
Il piu’ alto tasso della disoccupazione si registrava nelle regioni Vaslui (9,7%), Mehedinţi (8,6%), Caraş-Severin (7,2%), Teleorman (7,0%), Covasna (6,1%), Gorj (5,9%), Galaţi e Hunedoara (5,7%).

La Romania ha un deficit di manodopera di 500.000 persone
Il Ministro dell’Economia e Finanze, Varujan Vosganian, dichiara che la Romania ha un deficit di manodopera quantificato a quasi 500.000 salariati, prevalentemente nelle costruzioni, industria pesante, industria meccanica e auto.
Ad agosto 2007, il numero dei salariati era diminuito di 3.100 unita’, a 4,746 milioni, rispetto a luglio, mentre il numero dei disoccupati era diminuito di 96.100 unita’, a 350.400 persone. Nel secondo trimestre del 2007, il tasso di occupazione della popolazione con eta’ tra 15 e 64 anni ammontava al 59,6%. Nel contempo la popolazione attiva rappresentava il 63,9%, rispettivamente 10,1 milioni di persone, di cui 9,4 milioni occupate e 660.000 disoccupate. La popolazione attiva rappresenta le persone che potrebbero svolgere attivita’ economiche ed include sia la popolazione occupata che i disoccupati.

Lo stipendio minimo a livello nazionale fissato dal governo a 500 RON per il 2008
Il ministro del lavoro, Paul Pacuraru ha annunciato che lo stipendio minimo a livello nazionale e’ stato fissato, per il 2008, a 500 lei. I patronati sarebbero d’accordo con il livello stabilito, e sembra che anche i sindacati abbiano votato a favore a condizione che in occasione delle rettifiche di bilancio nel 2008 tale livello sia rivalutato (se l’andamento dell’economia lo permettera’).
Inizialmente, il governo aveva proposto 480 lei ed i sindacati avevano chiesto 540 lei.

Nuclearelectrica ha selezionato gli investitori per le unita’ 3 e 4 della centrale nucleare di Cernavoda
Le 6 societa’ che hanno presentato offerte impegnative per la costruzione dei reattori 3 e 4 di Cernavodă sono state selezionate: RWE Power (Germania), ENEL (Italia), Iberdola (Spagna), CEZ (Rep.Ceca), Electrabel (Belgio) ed Arcelor Mittal (Romania).
La negoziazione delle condizioni di associazione nella futura societa’ (“compagnia di progetto) si svolgera’ a fine novembre.
Se sara’ rispettato il grafico stabilito nella Decisione Governativa n.643/2007, i lavori di costruzione inizieranno nel 2008 e la l’entrata in funzione delle Unita’ 3 e 4 avverra’ nel 2014, rispettivamente 2015.
Dopo l’ultimazione dei due reattori, la centrale di Cernavodă assicurera’ il 25-28% della capacita’ del sistema energetico nazionale.

I nuovi investitori scelgono di operare a Bucarest grazie ai costi contenuti
Sul mercato degli spazi per uffici e’ importante l’immagine di cui gode una citta’ per attrarre nuovi investitori, compagnie che apriranno nuove sedi o filiali. In una classifica internazionale delle citta’ migliori per aprire un’attivita’, realizzata da Cushman & Wakefield, Bucarest si piazza al 28-o posto (tra 33 citta’). Rispetto al 2006, la capitale romena ha migliorato la sua posizione nella classifica grazie ai costi piu’ contenuti per il personale rispetto agli altri competitori est europei – Varsavia, Budapest, Praga o Mosca – e agli affitti piu’ bassi degli spazi per uffici.
Gli autori dello studio hanno voluto accertare quali sono i posti prediletti per aprire nuove attivita’ e quali sono i criteri che determinano la scelta di una locazione. Le compagnie considerano elementi-chiave nella scelta di una citta’ (nell’ordine dell’importanza): l’esistenza di personale qualificato per il team manageriale; l’accesso facile ai mercati, clienti e fornitori; la qualita’ delle infrastrutture di telecomunicazioni ed i collegamento di trasporti nazionali ed internazionali. L’esistenza di almeno tre dei quattro fattori-chiave e’ essenziale per la decisione favorevole.
Londra e Parigi rimangono nel top delle citta’ migliori per aprire una nuova attivita’.
Nell’Europa Orientale, Mosca e’ considerata la piu’ importante dopo Bucarest ed Istanbul. Pero’ Bucarest e’ ancora poco conosciuta dalle compagnie europee. Soltanto il 20% dei rispondenti Cushman & Wakefield hanno dichiarato di conoscere Bucarest come destinazione d’affari, mentre Budapest, Varsavia e Mosca sono conosciute dal 29-31% dei partecipanti al sondaggio.
Cushman & Wakefield realizza questo studio dal 1990, in base a questionari inviati a circa 500 compagnie europee.
I vantaggi della capitale romena:
i costi contenuti per lo staff: 1-o posto su 33 citta’, in salita dal 2-o posto
l’ambiente d’affari creato dal Governo: 10-o posto su 33, in discesa dal 7-o posto
il rapporto prezzo-qualita’ per gli spazi per uffici: 2-o posto su 33, stazionario
il numero di spazi disponibili per uffici: 10-o posto su 33, in discesa dal 9-o posto
Gli svantaggi della capitale romena
Accesso ai mercati: 32-o posto su 33 citta’
Qualita’ del personale direzionale: 28-o posto su 33
Accesso ai trasporti nazionali ed internazionali: 31-o posto su 33, in discesa dal 30-o posto
Qualita’ delle infrastrutture di telecomunicazioni: 32-o posto su 33, stazionario
Numero di persone che parlano lingue straniere: 25-o posto su 33, in discesa dal 22-o posto
Qualita’ del trasporto interno: 30-o posto su 33, in salita dal 32-o posto
Qualita’ della vita per i dipendenti: 33-o posto su 33, in discesa dal 31-o posto
Inquinamento: 32-o posto su 33, stazionario.

Statistica della settimana
Oltre 340.000 romeni residenti in Italia
Oltre 340.000 romeni sono residenti in Italia, secondo un rilevamento ISTAT realizzato ad ottobre 2007.
Al 1 gennaio 2007 si registravano 2.938.922 stranieri (5% della popolazione totale) di cui 342.200 romeni (162.154 uomini e 180.046 donne).
Le regioni con una presenza consistente di romeni risultavano Lazio (22,2%), Piemonte (17,4%), Lombardia (16,5%), Veneto (14,1%).
Le citta’ con una presenza consistente di romeni risultavano Roma (31.362), Torino (25.600), Milano (5.948), Padova (4.221), Verona (3.542).

I mass media italiani parlano della Romania
www.formiche.it : Friuli Venezia Giulia – Vrancea (Romania) Regione piú aperta ai giovani
A consegnare il primo premio per la Regione che ha favorito la maggiore partecipazione dei giovani nella propria comunità è stato il presidente della Regione e presidente dell’Are, Riccardo Illy. La contea di Vrancea (Romania) è la Regione piú aperta ai giovani secondo l’Assemblea delle Regioni d’Europa. A consegnare il primo premio per la Regione che ha favorito la maggiore partecipazione dei giovani nella propria comunità è stato il presidente della Regione e presidente dell’Are, Riccardo Illy, che ha ricordato come il premio, istituito quattro anni fa, fosse stata un’iniziativa che dimostrava la creatività e la lungimiranza della compianta presidente dell’ARE, Liese Prokop. Marian Oprisan, presidente della Contea romena di Vrancea, ricevendo il premio – a cui hanno partecipato 34 Regioni di 16 Paesi – ha ricordato come “grazie alla formazione di reti di collaborazione tra i dipartimenti del Consiglio di Contea, le organizzazioni giovanili e le organizzazioni non governative, i giovani della nostra regione possono ora usufruire di un migliore sistema scolastico, di migliori formazioni professionali e di numerose attività di tempo libero”. Uno sguardo positivo, dunque, sul futuro sociale di questo Paese.

www.newsfood.com: Sintesi dell’intervento del Direttore Generale di Confagricoltura Vito Bianco “La filiera agroalimentare nello sviluppo dell’agricoltura in Romania”
“Il rapporto tra l’Italia e la Romania nel settore agricolo è un dato di fatto, gli ultimi episodi di carattere sociale non hanno affatto turbato quanto è stato costruito in questi anni ed i progetti futuri di collaborazione, e ci auguriamo che ciò non avvenga in alcun modo. Anzi, i segnali che arrivano dalla bilancia commerciale ci convincono sempre più dell’opportunità di consolidare la nostra presenza in Romania e di incrementare l’attività rivolta alla internazionalizzazione delle imprese”. Lo ha detto il direttore generale di Confagricoltura, Vito Bianco, a conclusione del convegno “La filiera agroalimentare nello sviluppo dell’agricoltura in Romania”, organizzato alla fiera Indagra, a Bucarest. “Il Paese ha enormi potenzialità agricole – ha detto Bianco – in cui noi per primi crediamo. Non a caso già operano in Romania, con successo, tanti imprenditori italiani che hanno saputo trasferire e mettere a frutto il know how, le capacità tecniche ed organizzative che caratterizzano le nostre aziende e le nostre produzioni. Il direttore generale della Confagricoltura si è soffermato sul ruolo dell’agricoltura, che in Romania conta per ben l’8% del Pil. “C’è bisogno di un salto di qualità – ha detto – che il Paese agricolo può e deve fare, anche con il contributo positivo dell’Europa e della Pac, che deve rimanere forte, non fosse altro che per venire incontro agli evidenti bisogni dei nuovi Paesi aderenti”.
Segnali ci sono già. La struttura aziendale cresce e si dimensiona su livelli competitivi e la Pac, da quest’anno, fornirà il suo supporto che, da qui al 2013, significherà 8 miliardi di euro per lo sviluppo rurale (una cifra praticamente analoga a quella a disposizione dell’Italia; cui si affiancano altri 3 miliardi circa di cofinanziamento nazionale) e 4,3 miliardi di euro per i pagamenti diretti (disponibili solo gradatamente con il phasing in stabilito in sede di adesione). “Sono risorse importanti – ha detto Bianco – che è essenziale utilizzare bene. Soprattutto per quell’obiettivo di ammodernamento delle filiere che costituisce poi la vera chiave di volta dell’economia agricola del Paese”.
Questo quadro di riassetto e di rilancio dell’agricoltura romena non può che interessare l’Italia e la classe imprenditoriale agricola affacciatasi, non a caso, su questa realtà da alcuni anni. Confagricoltura, con l’aiuto del ministero del Commercio Internazionale, con cui ha siglato il primo accordo di settore, ha già sviluppato iniziative concrete in Romania, dove è presente con 100 imprese importanti che investono in 100.000 ettari. Confagricoltura è fiera di questo processo, che ha permesso di esportare il modello agricolo ed organizzativo italiano e sta pensando a tre ulteriori iniziative, da realizzare nei prossimi due anni (uno sportello informativo per le imprese che serva ad orientare nelle attività di internazionalizzazione; missioni imprenditoriali di settore; eventi promozionali del Made in Italy agroalimentare).
Per ciò che riguarda l’interscambio commerciale, il “made in Italy” gode in Romania di un’immagine di altissima qualità. Il mercato dei beni di consumo, dove la presenza italiana è notevole, in particolare per quanto riguarda i prodotti agroalimentari, assumerà un maggiore interesse nel breve-medio termine. Recenti dati ISTAT segnalano, nel 2006, un saldo import-export tra Italia e Romania di +18.445.246 euro e nei primi sette mesi del 2007, si conferma questa tendenza, anche se in maniera più contenuta.

www.agenziaradicale.it: “In Romania, Adelindo Falaschi “dallo zero assoluto”
Infallibile carabina, già campione del mondo di tiro al piattello, ultrasettantenne vive con la moglie in Romania dove ha messo su un’impresa, non tanto piccola (120 lavoranti) che produce cestini per funghi e fragole, intrecciati di lamine di pioppo: ne parla Repubblica del 9 novembre. Nulla di strano? Sono tanti i piccoli imprenditori italiani che emigrano all’est per lavorare in condizioni favorevoli…già, ma il vero fatto si è che i centoventi lavoranti sono tutti rom. Così, dice Falaschi, sono partito dallo zero assoluto, con il sogno anche umano di dare una chance, senza fondi strutturali, senza progetti di integrazione, senza governi, senza ong. Riprendo sempre da Repubblica: si è dovuto insegnare tutto, il rapporto con il denaro, che non finisse tutto in sbornie, con gli orari di lavoro, con quelli che venivano a lavorare alle tre del pomeriggio, con le piccole somme date alle ragazze di nascosto perché la paga la riscuotevano i suoceri, regalando la legna per difendersi dal freddo, insegnando il risparmio per comprare l’albero di Natale e i regalini: ci sono voluti anni, ma oggi sono integrati..la paga è di 280 euro al mese, che diventano 350 con gli straordinari…sul posto significa essere coperti, e non male. La rivoluzione? Chi scrive pensa che la rivoluzione sia questa: per prima cosa andare là noi, quelli che capiscono, e non far venire qua, dove tutto è più difficile, tutto è più svedese, tutto è terribilmente complicato, tutto sembra fatto apposta per scoraggiare in nome delle migliori intenzioni, tutto costa dieci volte tanto, tutte le migliori iniziative vengono regolarmente decapitate perché quello che si spende viene incanalato in modo che passi attraverso ben studiate e finalizzate forche caudine…Falaschi non ha nessun master e probabilmente la sua fabbrica qui da noi verrebbe immediatamente chiusa perché lavorandoci 120 persone il capannone è tre centimetri più basso del consentito e mancano le docce.

www.avanti.it: Boom di imprese romene in Italia – lo rivela una ricerca della Camera di Commercio di Milano : +42% in un anno
Boom di imprese con titolare romeno: in un anno più 30% a Milano, più 42% in Italia. Lo si ricava da una ricerca della Camera di commercio meneghina, in cui il capoluogo lombardo compare al terzo posto nella classifica nazionale nel secondo trimestre del 2007. Rispetto al 2006, Torino con 3.455 ditte balza avanti a Roma, che ne conta 3.355.
A Milano, però, i romeni sono più intraprendenti: un residente su 14 crea un’impresa, contro una media italiana di uno su 20. Ma qual è l’identikit del romeno imprenditore? Giovane, di età compresa tra i 30 e i 49 anni, in 9 casi su 10 è maschio e per circa l’80% lavora nel settore delle costruzioni.
Proprio recentemente, il ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani si è recato a Bucarest. Una visita già programmata per fare il punto sui rapporti economici e commerciali tra i due Paesi. Tra gli incontri avuti c’è stato anche un colloquio diretto con il premier Calin Popescu Tariceanu, nel corso del quale sono stati affrontati tra gli altri anche i temi della sicurezza e dei flussi migratori. Con il collega dell’Economia, Varujan Vosganian, Bersani si è invece soffermato sulla collaborazione intergovernativa in materia di fondi strutturali e gemellaggi istituzionali nel più ampio quadro degli stretti rapporti economici tra i due Stati. Sono, infatti, più di 22.000 le imprese italiane registrate in Romania dal 1990 ad oggi, di cui 12.000 attive con 800.000 dipendenti romeni e sono oltre 325 i voli aerei settimanali tra gli scali dei due Paesi: numeri che valgono per il Sistema Italia ben 12 miliardi di euro, più di quanto realizzato con il Giappone e più del doppio dell’India. Un partneriato che, fino al 2006, ha conferito all’Italia il ruolo di primo partner commerciale della Romania. La presenza di gruppi di grandi dimensioni come Pirelli, Enel, Finmeccanica, Ansaldo e di aziende quali Geox, Natuzzi, Zoppas e Parmalat colloca, inoltre, l’Italia al quinto posto tra gli investitori stranieri in Romania Per accompagnare l’azione delle aziende italiane sul territorio romeno, anche le banche italiane negli ultimi tre anni hanno mostrato non a caso un crescente interesse per il mercato dell’area balcanica. Non manca per contro una dinamica di reciprocità: la presenza imprenditoriale romena da noi è – come detto – in forte espansione. E ad oggi sono circa 17.000 le imprese e le attività commerciali avviate sul territorio nazionale.

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Newsletter n.45 / 2007

Il faccia a faccia tra le autorità romene e italiane sul tema della sicurezza si e’ aperto il 6 novembre, in occasione della visita del ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani a Bucarest – prima missione italiana dopo la tragedia di Giovanna Reggiani, con un pesante carico di tensioni sulla sicurezza e l’immigrazione romena in Italia. Ed e’ continuata, il 7 novembre, con la visita del premier Calin Popescu Tariceanu a Roma per incontrare il presidente del consiglio Romano Prodi
Pier Luigi Bersani si e’ recato, per un giorno, a Bucarest per fare il punto sui rapporti economici e commerciali tra Italia e Romania ma anche per parlare della sicurezza, della lotta alla criminalità organizzata e della gestione dell’immigrazione, argomenti ripresi il giorno successivo dal premier romeno Tariceanu a Roma con il presidente del Consiglio Romano Prodi.
Il 6 novembre Bersani ha avuto, a Bucarest, un colloquio con il premier Calin Popescu Tariceanu con il quale ha affrontato i temi della sicurezza e dei flussi migratori ma anche di rapporti economici bilaterali e della firma di un accordo sui Fondi strutturali tra Romania e Italia. Con il ministro dell’Economia, Varujan Vosganian, Bersani si e’ soffermato sulla collaborazione intergovernativa in materia di Fondi strutturali e gemellaggi istituzionali nel piu’ ampio quadro dei rapporti economici tra i due paesi. Il partenariato ha conferito all’Italia il ruolo di primo partner commerciale della Romania. La presenza di gruppi di grandi dimensioni come Pirelli, Enel, Finmeccanica, Ansaldo e di aziende quali Geox, Natuzzi, Zoppas e Parmalat hanno collocato l’Italia al 5-o posto tra gli investitori stranieri in Romania.
La cooperazione economica tra Romania e Italia è prospera e potrà continuare a crescere perché i rapporti tra i due Paesi sono favorevoli, ha dichiarato Pier Luigi Bersani. “I nostri due Paesi sono amici e hanno un quadro di collaborazione economica straordinaria, che può crescere ulteriormente con un’utilità reciproca”, ha aggiunto il ministro, ricordando che se in Romania esistono circa 22.000 imprese con capitale italiano che impiegano 800.000 romeni, in Italia aumenta sempre di più la presenza di imprese e attività romene, arrivate a circa 17.000.
“In particolare nei progetti comuni che implicano la presenza italiana nel settore energetico romeno, nei progetti di difesa e nelle dotazioni all’esercito – ha confermato il ministro romeno dell’economia Varujan Vosganian – l’Italia si conferma il partner numero uno per la Romania e vi sono favorevoli auspici per uno sviluppo ulteriore” .
La Romania si è dimostrata disponibile a collaborare per risolvere congiuntamente il problema della sicurezza e dell’immigrazione e la volontà di cooperare a livello operativo è emersa dall’incontro tra il ministro per lo Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, e il premier romeno Calin Popescu Tariceanu, alla vigilia della visita del primo ministro di Bucarest a Roma, per approfondire con il presidente del Consiglio Romano Prodi i problemi di sicurezza legati ai flussi migratori dalla Romania.
Il ministro italiano dello Sviluppo economico ha poi ricordato che è stata avviata “una collaborazione operativa delle forze dell’ordine, dell’intelligence e del settore amministrativo nel campo della sicurezza e della giustizia. Ed è importante una più ampia collaborazione sul piano sociale, visto che essere entrambi membri dell’Unione europea ce ne dà l’opportunità”.
Durante l’incontro con l’omologo romeno, a Roma, il 7 novembre, Romano Prodi ha sottolineato l’unità di intenti con il governo romeno. “Oggi sono scaturite indicazioni importanti su come fare fronte insieme ai problemi di questi giorni e ripeto insieme”. E all’Unione Europea viene chiesto di fare di più. ” Io e Tariceanu – ha continuato Prodi – abbiamo scritto una lettera comune al presidente della Commissione UE per chiedere misure aggiuntive per i disagiati, in particolare i rom, utilizzando i fondi strutturali”. Oltre a iniziative comuni verso la Commissione Europea per regolare i flussi migratori intracomunitari, Prodi ha preannunciato la firma, entro novembre a Bucarest, di un accordo di partenariato strategico e che verranno in Italia più agenti di polizia romena. Saranno previste poi nuove forme di cooperazioni tra le polizie di frontiera dei due Paesi e iniziative per favorire l’inclusione sociale e culturale. Anche per il premier Tariceanu l’incontro è stato “utile e fruttuoso”, tanto da auspicarsi che i rapporti tra i due paesi possano nel futuro migliorare. Il primo ministro romeno ha poi aggiunto che i messaggi del governo italiano sono chiari e “creano un terreno fertile per trovare soluzione” ai problemi della sicurezza e dell’immigrazione. “La nostra missione – ha concluso – è quella di dare uno sbocco a questi problemi”. Il faccia a faccia tra i due premier ha segnato, dunque, anche da un punto formale una normalizzazione dei rapporti tra i due paesi, dopo le tensioni dei giorni scorsi.
Secondo www.ansa.it la conclusione e’ “Pace fatta ma UE intervenga”:
I rapporti politici tra Italia e Romania sono stati rimessi sulla giusta carreggiata: pace fatta tra Roma e Bucarest dopo gli sbandamenti degli ultimi giorni. Tanta voglia di continuare a lavorare insieme, diverse misure concrete decise, compresa l’istituzione di una task force di polizia congiunta, via libera di Bucarest al decreto legge sulla sicurezza ed una richiesta forte all’Europa: si attivi subito perche’ l’emergenza e’ tale che solo Bruxelles ha la competenza di intervenire sulla libera circolazione delle persone ed i soldi per aiutare le popolazioni rom. Ecco la sintesi della giornata del premier romeno, Calin Popescu Tariceanu, a Roma per un atteso colloquio con Romano Prodi. Un incontro che palazzo Chigi aveva preparato con estrema attenzione e cura per i dettagli, facendo in modo – spiegano le fonti – di evitare sorprese dell’ultima ora attraverso una serie di dichiarazioni concordate e di misure gia’ approvate tra Roma e Bucarest lungo il filo del telefono. Come, ad esempio, quella di maggiore impatto: una lettera congiunta al presidente della Commissione europea Jose’ Manuel Durao Barroso con la quale in un colpo solo si investono i 27 di diversi temi sensibili: quello di una riflessione sulla libera circolazione delle persone nell’Unione; quello, forse ancor piu’ esplosivo, di porre il problema delle popolazioni rom da sempre sottovalutato in Europa; fino all’esplicita richiesta di aiutare i rom dal punto di vista finanziario attraverso la predisposizione di appositi fondi strutturali. Il tutto condito dalla richiesta di pensare ad adeguate politiche sociali di inclusione. La Commissione ha subito fatto sapere che la lettera sara’ valutata ”con molta attenzione ed in dettaglio”.

Il Ministero romeno dell’Agricoltura ha inviato alla Commissione Europea, la lettera per annunciare la soluzione dei malfunzionamenti nell’attivita’ dell’Agenzia di Pagamenti ed Interventi nell’Agricoltura (APIA)
L’APIA e’ l’ente che gestisce i fondi concessi dalla Commissione Europea per gli investimenti nell’agricoltura romena, ed i malfunzionamenti del soft che registra i rispettivi pagamenti hanno determinato avvertimenti da parte degli ufficiali europei sulla possibile applicazione della clausola di salvaguardia con conseguente riduzione del 25% dei fondi concessi dall’UE per le sovvenzioni agricole di quest’anno.
Il Ministero dell’Agricoltura ha trasmesso alla Commissione Europea una lettera con la conferma che i problemi dell’APIA sono stati risolti. Se il sistema elettronico/informatico funziona, gli agenti APIA devono ancora ultimare le verifiche dei terreni per poter dare via libera ai pagamenti, probabilmente nella prima parte del 2008. La scadenza imposta dalla CE per la comunicazione e’ il 9 novembre 2007.

Miliardi di euro disponibili per la formazione professionale in Romania
Pochi sono i romeni, anche manager di compagnie, che sanno di avere a disposizione oltre 4 miliardi di euro, fondi UE per il settore „risorse umane“.
Nei prossimi anni (2007-2013) i romeni potranno migliorare la propria preparazione professionale con fondi UE. Il Ministero del Lavoro ha lanciato il Programma Operazionale Settoriale (POS) di Sviluppo delle Risorse Umane, attraverso il quale, circa 4,1 miliardi di euro (per la maggior parte dal Fondo Sociale Europeo, e 650 milioni di euro dal bilancio dello stato romeno) potranno essere contratti attraverso progetti riguardanti le risorse umane.
La Romania potrebbe seguire l’esempio di paesi come la Spagna, l’Olanda o il Portogallo il al cui successo hanno contribuito programmi simili di sviluppo delle risorse umane. Inoltre, cio’ potrebbe contribuire alla riduzione dell’emigrazione, anche se non molto consistentemente all’inizio.
Il Ministero del Lavoro stima che il POS contribuira’, nei prossimi 7 anni, alla formazione ed integrazione sul mercato del lavoro di circa 850.000 persone. In piu’, i progetti accettati per essere finanziati dal Fondo Sociale Europeo (FSE) determinerebbero un aumento del 9% del numero di imprese che assicureranno ai propri dipendenti la formazione professionale durante l’intero periodo di attivita’.
Direzioni di finanziamento
Il POS sara’ implementato attraverso 7 „Assi prioritari di intervento“, ognuno con obiettivi specifici:
Asse 1 – „educazione e formazione professionale per la crescita economica e lo sviluppo della societa’ fondato sulla conoscenza“ (accesso facilitato all’educazione e formazione professionale iniziale di qualita’)
Asse 2 – „connessione dell’insegnamento, durante l’intera vita, al mercato del lavoro (prevenzione dell’abbandono della scuola, accesso e partecipazione alla formazione professionale continua)
Asse 3 – „un migliore adattamento della forza lavoro e delle imprese“ (promozione della cultura imprenditoriale, formazione professionale per le compagnie e dipendenti per promuovere l’adattamento, lo sviluppo di partenariati e l’incoraggiamento delle iniziative per i partner sociali e la societa’ civile).
Asse 4 – „ammodernamento del servizio pubblico di occupazione della forza lavoro“ (miglioramento della capacita’ di fornire servizi di occupazione, formazione del personale ANOFM – Agenzia Nazionale di Occupazione della Forza Lavoro)
Asse 5 – „promozione delle misure attive di occupazione“ (promozione della sostenibilita’ dello sviluppo delle risorse umane dell’ambiente rurale, per i giovani disoccupati e per i disoccupati di lunga durata)
Asse 6 – „promozione dell’inclusione sociale“ (miglioramento dell’accesso e partecipazione dei gruppi vulnerabili sul mercato del lavoro, iniziative transnazionali su un mercato inclusivo del lavoro)
Asse 7 – „assistenza tecnica“ (appoggio nell’implementazione, management generale e valutazione del POS).
Ottenimento dei fondi
Per l’ottenimento dei finanziamenti dal Fondo Sociale Europeo, i beneficiari devono compilare una richiesta e gli allegati della Guida dell’Applicante (vedere sito www.fseromania.ro). Le proposte di progetto sono oggetto di una prima verifica per la conformita’ amministrativa (rispetto della durata massima dell’implementazione e del valore eleggibile del progetto, rilevanza del progetto rispetto all’asse prioritaria o il campo di intervento per il quale e’ lanciato l’appello di progetti. Vengono, inoltre valutati il grado in cui il progetto contribuisce al raggiungimento degli obiettivi specifici, la conformita’ con la legislazione nazionale e comunitaria per la contrattazione, acquisti pubblici ed aiuti di stato.
Segue, poi, la valutazione del progetto dal punto di vista tecnico, della capacita’ finanziaria e operazionale di implementare il progetto rispetto agli obiettivi e priorita’ dell’appello di progetti, della metodologia, sostenabilita’ nonche’ del bilancio proposto e del rapporto costi-benefici.
Gli appelli di proposte ed i tipi di finanziamenti vengono lanciati annualmente.
Possono accedere ai finanziamenti POS:
• Le scuole, universita’ centri di ricerca
• Le strutture del Ministero dell’Educazione e Ricerca
• I fornitori accreditati di formazione professionale
• Le organizzazioni professionali
• Le Camere di Commercio ed Industria
• Le Associazioni sindacali e patronali
• Il Consiglio Nazionale di Formazione Professionale degli Adulti CNFPA
• ANOFM e le agenzie di occupazione regionali e locali
• Le autorita’ pubbliche locali
• Le Piccole e Medie imprese
• Le Organizzazioni non governative , le associazioni e le fondazioni
• Gli organismi attivi nel campo dell’economia sociale (cooperative sociali, associazioni di aiuto reciproco, organizzazioni di volontariato).

La Romania ricevera’ 25 milioni di euro dall’Unione Europea per la ristrutturazione dei vigneti nel 2008
La Commissione Europea ha approvato il bilancio destinato alle coltivazioni di vigneti degli stati membri UE, che ammonta a poco piu’ di mezzo miliardo di euro.
I fondi sono stati concessi in funzione della superficie coltivata con vigneti (circa 3.000 ettari) e del valore delle richieste di finanziamenti, presentate dai produttori romeni di vino al Ministero dell’Agricoltura. „Nei negoziati con gli ufficiali europei abbiamo richiesto finanziamenti di 40 milioni di euro, ammontare calcolato in base alle richieste dei produttori” afferma Ovidiu Gheorghe, presidente del Patronato Nazionale della Vigna e del Vino.
L’ammontare concesso alla Romania e’ quinto per dimensioni tra gli stati UE. Nell’esercizio finanziario 2006-2007, la Romania ha ricevuto soltanto 8 milioni di euro (poiche’ e’ diventata membro UE dal 2007), e l’80% dell’ammontare e’ gia’ stato speso per migliorare la qualita’ dei vigneti. Il settore vigna-vino e’ il primo a beneficiare dei fondi europei, nell’ambito dei ritardi registrati nel Programma Nazionale di Sviluppo Rurale.
Tra tutti gli stati membri UE, la Spagna ha il piu’ consistente finanziamento, con 162 milioni di euro. „Il miglioramento della qualita’ del vino che produciamo rappresenta una priorita’ se vogliamo fronteggiare la sfida da parte dei nuovi produttori mondiali di vino” dichiara il commissario per l’agricoltura, Mariann Fischer Boel. I vini del “Nuovo mondo” – Argentina, Africa del Sud, Cile ed Australia – sono penetrati sempre piu’ fortemente sul mercato europeo, negli ultimi anni.

112 milioni di lei per la protezione dell’ambiente in Romania
Il Ministero dell’Ambiente trasferira’ alle autorita’ locali, nel 2008, quasi 112 milioni di lei per investimenti nel campo della protezione dell’ambiente. Altri investimenti significativi programmati per il 2008 sono quelli per la gestione delle acque (752 milioni di lei) e consolidamento delle strade costiere (600 milioni di lei).
Il bilancio proposto per il Ministero dell’Ambiente per il 2008 ammonta a 1,82 miliardi di lei (+17,66% rispetto a quello del 2007) dichiara il ministro per l’ambiente Attila Korodi.
Secondo lo stesso, 1,23 miliardi di lei dal bilancio del Ministero dell’Ambiente e Sviluppo Durevole (MMDD) provengono da bilancio dello stato, 253,6 milioni di lei da crediti esteri e 342,5 milioni da finanziamenti a fondo perduto.
“Il capitolo con la piu’ consistente crescita e’ quello dei trasferimenti tra unita’ dell’amministrazione pubblica, il che significa che nel 2008, il Ministero dell’Ambiente mettera’ a disposizione delle autorita’ pubbliche locali circa 112 milioni di lei per investimenti a livello territoriale per la protezione dell’ambiente, ammontare del 78% superiore a quello del 2007. I fondi permetteranno l’inizio o la continuazione, da parte delle autorita’ locali di 133 obiettivi di investimenti nelle infrastrutture di ambiente, che si aggiungono ai 25 obiettivi gia’ esistenti” ha spiegato il ministro Korodi, sottolineando che la somma di 112 milioni di lei non include i fondi europei che saranno disponibili nel 2008.
Secondo il ministro, l’aumento in questo capitolo mira a finanziamenti di progetti di infrastrutture per l’acqua e le acque usate. “Nella Romania del 2007, nell’ambiente rurale, soltanto 1 cittadino su 7 beneficia di acqua corrente e nell’ambiente urbano il 13% dei cittadini non sono collegati ai servizi pubblici di alimentazione con acqua” ha aggiunto Korodi.
Il ministro ha sottolineato che crescite importanti registreranno anche le spese di capitale (803 milioni di lei). “La maggior parte dell’ammontare andra’ agli investimenti nel settore delle acque, cioe’ 752 milioni di lei, destinati a 286 punti di investimenti” ha spiegato Attila Korodi. I fondi concessi per il settore delle acque saranno utilizzati per la regolarizzazione dei corsi delle acque (210 km), costruzioni di dighe (84 km), allestimenti di letti fluviali (124 km), difese e consolidamenti di rive (170 km), aumento della capacita’ di accumulazione di quasi 5 milioni di metri cubi. I piani in questo campo continuano con investimenti di oltre 600 milioni di lei per il consolidamento delle zone costiere, la difesa contro le inondazioni, il sistema informatico per il management integrato delle acque e la diminuzione dei rischi in caso di calamita’ naturali. Altri piani di investimenti per il 2008 riguardano progetti di “renaturazione” del Delta del Danubio, ricerche sui fenomeni atmosferici e miglioramento delle previsioni.

I manager considerano che la Romania ha il piu’ alto potenziale di fusioni ed acquisti dell’Europa Centrale ed Orientale
Il mercato romeno delle fusioni ed acquisti ha il piu’ alto potenziale dell’Europa Centrale ed Orientale, indica uno studio realizzato dalle compagnie KBC, CMS e Penta Investments, nel quale sono analizzate le opinioni di 100 manager di compagnie operanti nella regione.
Secondo il sondaggio, il 53% degli rispondenti considerano che il piu’ alto livello di fusioni ed acquisti sara’ registrato, nel 2008, in Romania, seguita dalla Bulgaria, con il 51%. Il “Top 5” e’ completato da Polonia (42%), Rep.Ceca (31%) ed Ungheria (29%), mentre al polo opposto si piazzano la Macedonia, la Rep.Moldova e l’Albania, con non piu’ del 5% ognuna.
La Romania e la Bulgaria si piazzano nel top anche per i target degli acquisti dei fondi di private equity, seguite da Polonia, Ucraina e Rep.Ceca.
“Il Sud-est europeo e’, attualmente, un punto bollente e continuera’ ad esserlo nel breve futuro. In Romania e Bulgaria stimiamo che l’attivita’ nel campo delle transazioni sara’ sostenuta, incentivata in grande misura dall’adesione di questi paesi all’Unione Europea” afferma Todd Robinson, managing partner dell’ufficio di Bucarest della societa’ di avvocati CMS Cameron McKenna.
L’analisi e’ stata realizzata in base alle considerazioni dei manager di 40 compagnie polacche, 20 compagnie della Rep.Ceca, 20 dell’Ungheria 10 della Slovacchia e 10 della Slovenia, ognuna con un giro di affari annuo di oltre 50 milioni di euro.
Il 72% dei rispondenti considera che l’attivita’ nel campo delle fusioni ed acquisti aumentera’ nei prossimi 12 mesi, mentre un solo manager prevede un declino. Inoltre, il 43% dei manager stima che realizzera’ un acquisto nei prossimi 12 mesi; i piu’ ottimisti sono i polacchi con il 51%.
KBC Securities e’ la divisione di brokeraggio della belga KBC, uno dei piu’ grandi gruppi finanziari dell’Europa, con affari in Gran Bretagna ed Europa Centrale ed Orientale. Penta e’ un gruppo di private equity della Rep.Ceca e Slovacchia, e CMS una societa’ di avvocati con 50 uffici in citta’ come Londra, New York, Parigi e Bucarest.

La partecipazione straniera al capitale sociale delle societa’ registrate in Romania e’ aumentata del 67,4%
Il valore degli investimenti stranieri sotto forma di contributo al capitale sociale delle compagnie registrate in Romania e’ aumentato nei primi 9 mesi del 2007, del 67,4% rispetto a quello del periodo simile del 2006, a oltre 1,7 miliardi di euro, secondo i dati rilasciati dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC).
Nel periodo gennaio-settembre 2006, tale tipo di investimenti aveva totalizzato 1,027 miliardi di euro.
Gli investimenti stranieri sotto forma di contributo al capitale delle societa’ costituite in Romania sono ammontati nel mese di settembre 2007 a 229,9 milioni di euro, 2,65 volte piu’ alti rispetto a quelli registrati a settembre 2006.

Le compagnie straniere investono 500 milioni di euro in Romania, nel settore dei componenti auto
Le grandi compagnie interessate a produrre in Romania, nel campo dell’industria IT&C o di quella auto, hanno portato con se anche i fornitori di pezzi e parti componenti nonche’ sotto assemblaggi. Presso l’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS) sono registrati 75 progetti per un valore di 3,5 miliardi di euro, di cui 500 milioni di euro sono investimenti di 10 societa’ operanti nel campo auto, dichiara il direttore ARIS, Sorin Vasilescu. Secondo lo stesso, le 10 societa’ dell’industria auto intendono finalizzare i loro progetti alla fine del 2008.

Secondo un sondaggio ordinato da Reuters, per gli investitori stranieri l’attrattiva della Romania e’ diminuita considerevolmente
Secondo un sondaggio sull’ambiente d’affari nell’Europa Centrale ed Orientale, ordinato da Reuters, nel terzo trimestre del 2007, l’attrattiva della Romania per gli investitori stranieri e’ diminuita in maniera consistente, riflettendo la preoccupazione degli analisti sui rischi generati dall’aumento del deficit di conto corrente.
L’indice riguardante l’ambiente d’affari, calcolato dalla compagnia austriaca di servizi finanziari Oesterreichische Kontrollbank (OeKB), su ordinazione di Reuters, ha registrato, nel caso della Romania, un declino importante, da 75 a 59 punti. Dopo i primi 8 mesi del 2007, gli investimenti stranieri diretti in Romania ammontavano a 4,059 miliardi di euro, in diminuzione del 6,3% rispetto al periodo simile del 2006. L’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri stima per il 2007 investimenti di 7 miliardi di euro (rispetto al livello record di circa 9 miliardi di euro nel 2006, grazie alla privatizzazione della BCR).
Inoltre, il clima d’affari nell’Europa Centrale ed Orientale ha continuato a deteriorarsi, e gli investitori stranieri sono stati meno interessati dalle prospettive di sviluppo economico della regione. L’indice riguardante l’ambiente di affari della regione e’ diminuito da 60 punti, di due mesi fa’, a 55 punti, ed e’ stato calcolato in base al sondaggio realizzato tra 400 gruppi internazionali, che operano attraverso 1.400 compagnie in 19 stati. Il migliore clima d’affari e’ stato registrato in Russia e Slovacchia, entrambe con 63 punti. Pero’, l’indice della Russia e’ sceso da 78 punti, mentre quello della Slovacchia e’ salito da 62 punti. La Bulgaria, che ha aderito all’Unione Europea all’inizio del 2007, insieme alla Romania, ha registrato, un forte declino dell’attrattiva in materia di investimenti. L’Ungheria e’ rimasta all’ultimo posto in materia di attrattiva per gli investimenti, con un indice di soli 17 punti, in diminuzione rispetto ai precedenti due sondaggi. Il declino e’ giustificato dal programma di austerita’ di bilancio applicato dal governo, che porta imposte piu’ alte per le compagnie, mentre lo stallo del consumo privato determinera’ la riduzione dei profitti.
I settori piu’ attrattivi rimangono i servizi finanziari, seguiti dai trasporti e dal mercato immobiliare. Un declino significativo dell’attrattiva si e’ registrato nel campo dell’energia e delle utilita’, come conseguenza dell’aumento del protezionismo.
L’indice di fiducia per l’insieme della regione valutato a 60 punti, mostra che i dirigenti delle compagnie rimangono, pero’, ottimisti per quanto riguarda lo sviluppo, nonostante il declino imponga una valutazione piu’ prudente delle prospettive. Il sondaggio ha portato alla conclusione che gli affari nell’Europa Centrale ed Orientale hanno una buona evoluzione, pero’ non si e’ conservato il livello dell’indice dell’inizio dell’anno.
Il Fondo Monetario Internazionale ha annunciato, meno di un mese fa’, di aver abbassato leggermente le stime sullo sviluppo della regione, indicando che le esportazioni rallenteranno, a causa della domanda piu’ ridotta dall’Europa Occidentale, come conseguenza delle difficolta’ sul mercato dei crediti.
Il sondaggio OeKB e’ stato realizzato nel mese di settembre 2007 e le prossime edizioni verranno pubblicate ad aprile ed agosto (dal 2008, il sondaggio sara’ realizzato trimestralmente).

S&P ha rivisto in senso negativo le prospettive del rating della Romania, da “stabile” a “negativo”
Standard & Poor’s ha rivisto in senso negativo la prospettiva del rating della Romania da “stabile” a “negativo” a causa dell’accentuazione degli squilibri esteri.
La revisione della prospettiva riflette la risposta limitata delle politiche governative agli squilibri esteri in aumento, della Romania, corroborati alle condizioni difficili a livello internazionale.
Nel contempo, l’agenzia ha riconfermato i rating per i debiti in valuta a lungo termine a “BBB-“, ad “A-3” per quelli a breve termine, e per quelli in moneta nazionale a “BBB” e rispettivamente “A-3”.
“Le politiche fiscali e quelle dei redditi del governo sono considerate dagli analisti Standard & Poor’s come espansionistiche, e l’avvicinamento delle elezioni potrebbe incentivare le spese correnti, rischia di determinare la diminuzione della qualita’ dell’atto di governo ed intensificare le pressioni inflazionistiche. Cio’ continuera’ ad influire sulla capacita’ del Governo di reagire agli squilibri esterni in aumento e ridurra’ l’abilita’ di beneficiare pienamente dell’integrazione nell’Unione Europea” dichiara Marko Mrsnik, analista di Sandard & Poor’s. Secondo lo stesso, a medio e lungo termine, la politica fiscale pro-ciclica della Romania induce preoccupazione, perche’ consolida l’avanzata della richiesta interna.
“La crescita dei redditi proviene principalmente da incassi supplementari temporanei e nascondono la posizione fiscale di base. Se la crescita economica continuera’ a temperarsi anche nel futuro, la posizione fiscale potrebbe peggiorare in maniera significativa” aggiunge Mrsnik.
Come elemento positivo, Standard & Poor’s indica il debito pubblico basso, al di sotto del livello medio dei paesi con rating “BBB”.
“Abbiamo rivisto la prospettiva della Romania in negativo per riflettere il fatto che vengono applicate politiche inadeguate per gli squilibri crescenti. Cio’ e’ determinato dal peggioramento dell’ambiente politico” afferma Mrsnik.
La prospettiva negativa indica la possibilita’ di una revisione in senso negativo del rating paese, se il Governo non aggiusta le politiche fiscale e di bilancio, combattendo gli squilibri esterni e la dipendenza crescente del settore privato dai finanziamenti esteri, indica il comunicato S&P.
Il rating paese potrebbe essere abbassato nei prossimi 18-24 mesi se gli squilibri continuano ad aumentare, la Romania continua ad applicare politiche fiscali pro-cicliche, ed il settore privato continuera’ a contribuire al deterioramento delle prospettive economiche.
Inoltre, gli analisti dell’agenzia hanno sottolineato che, se la Romania acquistera’ la sua stabilita’ politica che appoggi il riorientamento delle politiche fiscali e di bilancio verso un approccio prudente, che contribuisca alla stabilita’ macroeconomica, corroborata a prove evidenti sulla riduzione degli squilibri esterni e dei rischi macroeconomici associati, S&P prendera’ in calcolo il miglioramento della prospettiva a “stabile”.

Dieci settori economici hanno registrato, dopo l’adesione della Romania all’UE, crescite tra l’80% ed il 200%, mentre l’agricoltura e’ in difficolta’ a causa della siccita’ dell’estate 2007
Nell’estate 2006, in Romania erano registrati quasi 15 milioni di utilizzatori di telefonia mobile (o, piu’ esattamente, quasi 15 milioni di sim attivi). Nell’estate 2007 il loro numero superava gia’ 19,5 milioni, il che significa un aumento del 37%. La tendenza e’ simile anche per quanto riguarda il numero di connessioni internet o degli abbonati alla televisione via cavo o DTH.
Anche i trasporti stradali sono “esplosi”: il giro di affari del settore e’ raddoppiato nei primi 8 mesi del 2007 rispetto al periodo simile del 2006, da 7,3 miliardi di lei a 13,8 miliardi di lei.
Un aumento fondato sulle importazioni
Evidentemente, il commercio si e’ sviluppato intensamente dopo lo sbarco sul mercato romeno dei grandi retailer. Sono aumentate, per esempio, del 32%, per valore, le vendite nei negozi specializzati nella vendita di generi alimentari, bevande e tabacco, del 35% le vendite di mobili, articoli di illuminazione, articoli elettrici e vernici, dell’89% le vendite di tessili, capi di abbigliamento, calzature e pelletteria. Le cifre sono riferite al periodo gennaio-agosto 2007 rispetto al periodo simile del 2006.
Anche i servizi di progettazione e consulenza nel campo delle costruzioni hanno registrato crescite consistenti. Le societa’ di architettura ed ingegneria delle costruzioni hanno incassato ad agosto 2007, 602 milioni di lei, rispetto ai soli 229 milioni di lei nel mese di agosto 2006 (+163%).
Anche le societa’ di avvocati, contabilita’ e consulenza negli affari hanno incassato 3,8 miliardi di lei (giro di affari) nel periodo gennaio-agosto 2007, rispetto ai 1,9 miliardi nel periodo simile del 2006 (+100%).
Evoluzioni simili anche per le transazioni immobiliari, pero’ in questo caso, l’aumento e’ strettamente collegato agli aumenti dei prezzi sul mercato immobiliare romeno ed implicitamente delle commissioni incassate.
Boom nell’IT romeno
A 6,2 miliardi di lei e’ ammontato, nei primi 8 mesi del 2007, il giro di affari nell’IT romeno, il che significa un aumento di due volte rispetto a quello del periodo simile del 2006 (3,3 miliardi di lei).

La Romania ha perso la scommessa con l’inflazione. Le nuove stime della Banca Centrale indicano il 5,7% per il 2007
La Banca Nazionale della Romania ha rivisto, in rialzo, le stime sull’inflazione alla fine del 2007, dal 3,9% stimato ad agosto, al 5,7%, ha comunicato il governatore BNR, Mugur Isarescu. La nuova stima supera dello 0,7% il limite superiore dell’intervallo +/-1% rispetto al target dell’inflazione del 4% stabilito per il 2007.
Il governatore BNR ha sottolineato che il tasso annuo dell’inflazione era salito al 6,03% a settembre 2007 e tale tendenza continuera’ per qualche mese a causa delle dimensioni dei rincari registrati ad agosto e settembre. “Da una situazione estremamente favorevole alla fine di maggio-giugno, quando l’indice dei prezzi al consumo si avvicinava al limite inferiore, in meno di due mesi i prezzi hanno superato il margine superiore ed e’ probabile che rimangano a questo livello per qualche mese, a causa dell’ampiezza dei rincari nei mesi agosto e settembre” ha dichiarato Mugur Isarescu
Isarescu ha menzionato che, nel terzo trimestre del 2007, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari e’ stato incentivato anche dal deprezzamento del tasso di cambio del leu, che ha rincarato le importazioni.
L’apprezzamento del leu ha “tenuto” bassa l’inflazione fino nel mese di luglio, a meno del 4%, pero’ dopo l’inizio delle turbolenze sui mercati internazionali, che hanno determinato anche il deprezzamento del leu, il tasso annuo dell’inflazione ha superato il 4,96% nel mese di agosto ed il 6,03% a settembre, costituendo il motivo principale dell’aumento del tasso di interesse di politica monetaria dal 7% al 7,50%, deciso recentemente dal board della banca centrale.
Per il 2007, la BNR aveva stabilito un target di inflazione del 4% +/-1%. Nel piu’ recente rapporto sull’inflazione, nel mese di agosto, la BNR aveva rivisto, in aumento, la stima dell’inflazione per il 2007 dal 3,7% al 3,9%.

Le riserve valutarie della BNR sono ammontate, alla fine di ottobre 2007, a 25,21 miliardi di euro
Le riserve valutarie della Banca Nazionale della Romania (BNR) ammontavano, alla fine di ottobre 2007, a 25,21 miliardi di euro (+ 4,1 milioni di euro rispetto il mese precedente). L’aumento era dovuto ad entrate di 532,1 milioni di euro ed uscite di 528 milioni di euro.
Nel mese di ottobre e’ stata ridefinita la riserva d’oro, in conformita’ con le norme internazionali. La riserva fisica d’oro e’ diminuita da 104,7 tonnellate a 103,7 tonnellate, pero’ secondo l’evoluzione dei prezzi internazionali, il suo valore e’ aumentato a 1,80 miliardi di euro.
Conseguentemente, le riserve internazionali della BNR, valute piu’ oro, ammontavano, a fine ottobre 2007, a 27 miliardi di euro.
Fino alla fine del 2007, i pagamenti scadenti per conto del debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero dell’Economia e Finanze ammontano a 186 milioni di euro.

Il quotidiano Ziarul Financiar annuncia che ABN Amro România si trasforma in succursale della Royal Bank of Scotland
“ABN Amro România ha iniziato le procedure per la modifica del proprio statuto giuridico, da istituto bancario registrato in Romania in succursale della RBS, ed il processo continuera’ anche dopo il prelievo del gruppo olandese ABN Amro dal consorzio diretto da Royal Bank of Scotland” dichiara il presidente della banca romena, Peter Weiss.
“La banca romena sara’ prelevata da Royal Bank of Scotland, come tutte le operazioni ABN Amro in Europa, ad eccezione dell’Olanda ed dell’Italia. Poiche’ sono necessarie una serie di autorizzazioni da parte dell’Unione Europea e della banca centrale dell’Olanda, l’integrazione effettiva della banca iniziera’ nel secondo semestre del 2008”, spiega Hanne Wolf, direttore di comunicazione ABN per l’Europa. Wolf considera che l’operazione sara’ relativamente facile in Romania, dove la RBS non e’ presente e quindi non potranno sorgere problemi collegati ad una possibile concentrazione economica. “La transazione di prelievo del gruppo ABN Amro crea delle opzioni molto interessanti per l’aumento delle nostre operazioni di retail su nuovi mercati dell’Europa ed Asia”, aggiunge Carolyn McAdam, capo dipartimento di comunicazione della RBS. Il Gruppo Royal Bank of Scotland, fondato nel 1727, aveva alla fine del primo semestre del 2007 attivi totali di 1.011,3 miliardi di lire sterline (1.459 miliardi di euro).

Diminuisce il numero delle Piccole e Medie Imprese romene
L’integrazione della Romania nell’Unione Europea ha portato al fallimento, nel 2006 circa 50.000 piccole e medie imprese che non sono state capaci di adeguarsi agli standard comunitari. Sempre nel 2006 sono state costituite soltanto 33.000 imprese.
I rappresentanti delle PMI stimano che nei prossimi anni, il numero delle imprese fallimentari aumentera’ di almeno il 10%. Gli specialisti considerano che la maggior probabilita’ di fallimentare e’ registrata dalle societa’ che non sono capaci di promuovere i propri prodotti o quelle che non sono in grado di investire nell’ammodernamento delle proprie attrezzature.

La 1 dicembre 2007, le societa’ neo costituite potranno essere registrate on-line al Registro del Commercio
La registrazione delle societa’ all’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC) potra’ essere effettuata on-line a partire dal 1 dicembre 2007, annuncia il direttore generale dell’ONRC, Eugen Ghiulea.
Per la registrazione elettronica, anche il pagamento verra’ effettuato on-line, con trasferimento bancario, senza costi supplementari.

Il Top delle piu’ profittevoli compagnie romene nel 2006
Petrom, Orange e Mobifon sono state le compagnie private che hanno realizzato i piu’ alti profitti lordi nel 2006, secondo un Top realizzato dal Consiglio Nazionale per le Piccole e Medie Imprese della Romania (CNIPMMR).
Nella categoria Grandi Compagnie, ai primi tre posti si sono piazzate Petrom con un profitto lordo di 2.546.166.973 lei, Orange Romania SA con 1.639.439.792 lei e Mobifon con 1.340.295.418 lei.
Nella categoria Medie Imprese, i primi tre posti sono stati occupati da Anchor Grup (70.788.768 lei), Accor Services (69.458.851 lei) e Sodexho Pass (47.640.551 lei).
Tra le Piccole Imprese, le prime tre piazzate sono state Moldova Universal SA (65.894.550 lei), Premium Lubricants SRL (30.011.024 lei) e Simex SA (29.348.446).
Le prime tre microimprese sono state Winmarkt Alfa (66.955.186 lei), Inter Ro (34.554.103 lei) ed Emmeti Di Fredi (31.601.421 lei).
“Nel 2006, le imprese della Romania hanno creato circa 160.000 posti di lavoro di cui 60.000 nelle grandi compagnie.
Secondo il presidente della CNIPMMR, Ovidiu Nicolescu, per ogni 1000 abitanti in Romania esistono 25 PMI, rispetto alla media europea di 64 PMI per 1000 abitanti.

Lo stipendio medio netto e’ aumentato del 20% negli ultimi 12 mesi
Nel mese di settembre 2007, lo stipendio medio nominale lordo ha rappresentato 1.411 lei (+1,1% rispetto a quello del mese precedente), informa l’Istituto Nazionale di Statistica (INS). Lo stipendio medio netto e’ ammontato a 1.040 lei, in aumento di 10 lei rispetto al mese precedente (+1%).
I piu’ alti valori degli stipendi medi nominali netti sono stati registrati nel settore delle intermediazioni finanziarie (3.186 lei), e quelli piu’ bassi nell’industria della lavorazione del legno e dei derivati del legno, ad eccezione dei mobili (603 lei).
Rispetto a settembre 2006, lo stipendio medio nominale netto a settembre 2007 e’ aumentato del 20,9%.

Notizia dell’ultima ora
Investitori italiani rischiano di perdere la concessione dell’ippodromo di Ploiesti
A causa dei ritardi nei lavori di ristrutturazione, l’unico ippodromo di trotto della Romania rischia di essere trasformato in quartiere residenziale. Pochi giorni fa’, i consiglieri municipali, riunitisi in seduta straordinaria hanno incaricato il sindaco Emil Calota di annullare in contratto di concessione dell’ippodromo. Il documento era stato concluso tra la municipalita’ di Ploiesti e l’italiana Ippodromi&Citta SPA a settembre 2005 e prevedeva investimenti di quasi 4,5 milioni di euro entro il 2009. “Fino al momento attuale, la societa’ italiana ha investito quasi 1,3 milioni di euro nell’ippodromo. Sin dall’inizio, le autorita’ locali ci hanno creato difficolta’, chiedendoci autorizzazioni anche quando la legge non le prevedeva. La causa legale durera’ almeno due anni e mezza” minaccia l’avvocato della Ippodromi&Citta SPA, Tanase Plaiasu.
Il complesso “Hipodrom” e’ ubicato nella zona sud di Ploiesti, a 3 km dalla Strada Nazionale 1, su un’area di 21 ettari.

I mass media italiani parlano della Romania
www.ansa.it: Sicurezza – Imprese italiane in Romania, tensioni non allarmano. Aziende made in Italy sono il 16,51% delle straniere
La tensione nei rapporti tra Italia e Romania per via dei reati commessi da immigrati non sembra preoccupare il mondo economico. Secondo la Camera di Commercio di Arad sono presenti 23.521 aziende italiane, di cui il 60% del Nordest. La presenza italiana rappresenta il 16,51% delle societa’ straniere, la prima per numero di investitori. L’Italia ha contribuito lo scorso anno a fare della Romania il Paese con il piu’ alto tasso di crescita del Pil (7,7%) d’Europa.

www.liberta.it: Nessun governo ha la bacchetta magica e si deve evitare ogni speculazione
Non si devono confondere i rom con i romeni (anche se molti rom sono romeni, ma costituiscono solo il 2,5% della popolazione. Il significato della parola rom e’ “persona” (i romeni sono, invece, i cittadini della Romania). Va anche detto che fra romeni e rom non e’ mai corso buon sangue. I rom provengono da numerosi Paesi (non solo europei) e rappresentano una sorta di nazione senza Stato. In Italia ci sono circa 160.000 rom un terzo dei quali sono da tempo cittadini italiani e alcuni anche famosi (basti pensare ai Togni e agli Orfei del circo). La comunita’ romena in Italia supera invece le 500.000 unita’ (piu’ del doppio secondo altre fonti).
L’ingresso recente della Romania nell’Unione Europea ha sicuramente creato problemi per quanto attiene alla sicurezza, problemi legati alla libera circolazione che consente a molti espulsi di rientrare piu’ facilmente nel nostro Paese. A cio’ si aggiunge il fatto che la legislazione contro la criminalita’ e’ molto severa e rapida in Romania e non esistono scarcerazioni prima che le pene siano interamente scontate, il che legittima la presunzione che il fior fiore della delinquenza sia emigrata dalle nostre parti. Lo confermerebbe il fatto che negli ultimi tre anni la criminalita’ piu’ grave e’ drasticamente calata in Romania

Comunicato stampa del Presidente dell’Associazione Imprenditori Italiani in Romania, dott. Enrico Maria Pollo

A seguito di quanto emerso recentemente nei rapporti tra Italia e Romania, il Presidente dell’Associazione Imprenditori Italiani in Romania, dott. Enrico Maria Pollo, ribadisce l’importanza strategica delle imprese Italiane che operano in questo Paese.
In particolare, il dott. Pollo tiene a sottolineare il fatto che, il maggior danno derivante da un’eventuale incomprensione tra le parti, sarebbe penalizzante, non solo per i Romeni che vivono e lavorano in Italia, ma, in particolare, anche per le aziende Italiane presenti in Romania.
Il Presidente si augura che le autorità competenti sappiano prendere adeguate misure, con la dovuta cautela, a tutela degli imprenditori e degli investitori Italiani in Romania.
A nome dell’Associazione Imprenditori Italiani in Romania – AIIR, il dott. Pollo, sottolineando l’ultraventennale rapporto di amicizia tra Italia e Romania, si augura che la stretta interazione commerciale ed industriale, da sempre esistente tra i due Paesi, prosiegua nel segno della reciproca stima.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Astron: Un sistema per costruire edifici industriali in acciaio
Astron: il settore “Building Systems” del gruppo Lindab
Lindab, con il marchio Astron, è il leader europeo della costruzione di edifici industriali in acciaio, in grado di soddisfare le necessità di società nazionali ed internazionali che progettano nuovi siti di produzione in Europa.
Astron opera in vari settori, dall’industria al commercio fino allo sport, con edifici destinati a fabbriche, depositi, garage, piattaforme logistiche, depositi e supermercati, centri sportivi, edifici polivalenti, hangar per l’aeronautica, ecc….
Astron si basa su un concetto semplice: Semplificare il modo di costruire!
C’è una domanda crescente di metodi costruttivi per costruzioni efficaci, ecologiche, a basso consumo energetico, affidabili, durature e con un buon rapporto qualità/prezzo. Questa domanda è importante sia per gli edifici industriali che per quelli residenziali. La risposta di Astron è : semplificare il modo di costruire proponendo un metodo pre-studiato per edifici industriali in acciaio.
Astron significa un metodo di costruzione semplice, rapido, economico, facile da mettere in opera e proficuo, che si conforma alle norme di costruzione ed alle necessità del cliente finale.
La gamma Astron:
• Edifici industriali su misura con luci libere che vanno fino a 100m.
• Edifici Multipiano.
I principali vantaggi di Astron:
• Certezza di un singolo interlocutore per l’intera commessa dell’edificio.
• Ottimizzazione dello spazio disponibile, con o senza colonne intermedie.
• Realizzazione chiavi in mano.
• Progetti ricercati esteticamente e rapidità d’esecuzione.
• Durabilità nel tempo dei lavori, la cui qualità è certificata ISO 9001:2000
• Isolamento termico efficiente.
• Garanzia di un grande gruppo Europeo che ha già consegnato più di 40.000 edifici.
• Oltre 40 anni d’esperienza.
• Presenza in 36 paesi d’Europa.

Produzione e rappresentanze:
Tre stabilimenti produttivi ed uffici di progettazione e di vendita in Europa:
a Diekirch, Lussemburgo, (28.000 m²), a Prerov, Repubblica Ceca (18.000 m²) e Nyiregyhaza, Ungheria (9.900 m²).
Inoltre, una quarta fabbrica verrà realizzata a breve a Tutaev, località situata a 300 km a Nord-Est di Mosca (Russia) e sarà operativa nella primavera 2008.
Astron è anche presente con uffici tecnici e di vendita in Germania, Francia, Polonia e Regno Unito oltre che con uffici di rappresentanza in Croazia, Spagna, Italia e Romania.
Per informazioni: Sig. Mauro Picco (Vendite Internazionali) +352 80291
E-mail: m.picco@astron.biz
Sito Internet: www.astron.biz

Gli sponsor tecnici che aiutano l’Associazione Imprenditori Italiani in Romania
Speedsoft Company
PLOIESTI,str. Zimbrului, nr. 16A, bl. 141, sc D, ap. 9, cod postal 100453, jud. Prahova
Tel.: 0730.494.699 – 0766.303.202 – Fax.: 0344.814830
E-mail: office@speedsoft.ro – contact@speedsoft.ro – www.speedsoft.ro
Fornisce il software di fatturazione Eurofacturi, visibile sul sito. Software potente ma allo stesso tempo economico, per emettere fatture, proforma e quietanze conformi alla legge.

Newsletter n.44 / 2007

Al penultimo posto per la competitivita’, nell’Unione Europea, la Romania occupa il 74-o posto tra 131 paesi, nella piu’ recente edizione del Top dei piu’ competitivi stati del mondo, secondo il Rapporto della Competitivita’ Globale 2007-2008, pubblicato dal Forum Economico Mondiale (FEM)
Nel 2006, la Romania ha occupato il 73-o posto nel mondo ed il 26-o posto tra i 27 attuali membri dell’Unione Europea, superando soltanto la Bulgaria. Tenendo presente che l’edizione precedente includeva soltanto 122 paesi e che il punteggio ottenuto dalla Romania e’ rimasto immutato (4 punti su una scala da 1 a 7), risulta che la Romania non ha registrato alcun progresso.
I principali svantaggi competitivi della Romania sono considerati la poca trasparenza delle decisioni governative e la qualita’ delle infrastrutture stradali. Secondo il Gruppo di Economia Applicata (GEA), partner FEM in Romania, il paese ha registrato, comunque, leggeri progressi in materia di efficacia del mercato del lavoro (da 4,0 a 4,1) e grado di sofisticazione del mercato finanziario (da 3,9 a 4,0).
I principali svantaggi competitivi della Romania risultano essere :

  1. La poca trasparenza delle decisioni governative (126-o posto);
  2. La bassa qualita’ delle strade (123- posto);
  3. Gli sprechi nelle spese pubbliche (116-o posto);
  4. Gli oneri fiscali (108-o posto);
  5. La protezione dei diritti degli azionisti minoritari (107-o posto);
  6. Il comportamento etico delle aziende (103-o posto);
  7. Il tasso del risparmio (101-o posto);
  8. L’esistenza delle tecnologie di ultima generazione (93-o posto);
  9. Il livello di collaborazione tra l’ambiente universitario e l’ambiente di affari (90-o posto);
  10. Le spese private per la ricerca-sviluppo (89-o posto).
    I piu’ importanti problemi con i quali si confronta l’ambiente di affari della Romania sono il livello della fiscalita’ e la legislazione fiscale. Anche la corruzione, le infrastrutture sottosviluppate e l’instabilita’ politica sono considerati ostacoli importanti, mentre l’inflazione non risulta piu’ tra i problemi prioritari.
    Il rapporto FEM riconferma al primo posto gli SUA seguiti dalla Svizzera e dalla Danimarca.
    Tra i primi 10 paesi figurano 5 paesi europei (Svezia, Germania, Finlandia, Gran Bretagna, Olanda) e 2 paesi asiatici (Giappone e Singapore).

La Commissione europea prendera’ il 27 novembre 2007 la decisione finale sull’attivazione o meno della clausola di salvaguardia nei confronti della Romania, per l’agricoltura
La decisione della Commissione Europea sara’ fondata al 100% sulla realta’ costata sul posto. Le autorita’ romene invieranno il loro rapporto il 9 novembre e la Commissione Europea analizzera’ i dati e deliberera’ fino alla fine di novembre, probabilmente fino al 27 novembre. Comunque, l’effettuazione dei pagamenti diretti comincera’ probabilmente a gennaio 2008 e durera’ qualche mese.
Per quanto riguarda lo stadio dei “preparativi” della Romania per il rapporto del 9 novembre, Dacian Ciolos, il Ministro dell’Agricoltura spiega che il modulo di calcolo del sistema informatico per i pagamenti diretti e’ in fase di finalizzazione, con la messa a posto degli ultimi problemi esistenti.
Per ultimare le conclusioni sui progressi registrati dalla Romania, la Commissione Europea utilizzera’ anche i documenti forniti dalla compagnia de audit che analizza l’attivita’ dell’Agenzia di Pagamenti.

L’Unione Europea esporta in Romania il partenariato pubblico-privato
La Romania necessita una formula di partenariato pubblico-privato (PPP) per sperare nell’assorbimento integrale dei fondi che l’Unione Europea concedera’ nei prossimi anni ai nuovi stati membri, ma anche per assicurare, in una maniera trasparente ed equilibrata, la soddisfazione delle necessita’ pubbliche di grandi dimensioni e l’interesse degli investitori per lo sviluppo di progetti complessi di infrastrutture – questa e’ la conclusione del recente seminario organizzato dalla casa di avvocati Nestor Nestor Diculescu Kingston Petersen (NNDKP) insieme ad AON Romania a Bucarest.
I partecipanti – rappresentanti dell’ambiente di affari ma anche delle istituzioni pubbliche – hanno sottolineato che i PPP riescono, in maniera ottima, a mettere a disposizione delle autorita’ le risorse del settore privato, sotto forma di esperienza manageriale ed operazionale o di risorse finanziarie. Dalla posizione di potenziale finanziatore, Han Claessens, direttore del dipartimento Finanziamenti Strutturati della ING Bank, ha sottolineato che le Romania e’ diventata molto interessante per i developer europei di progetti nel sistema dei partenariati pubblico-privato.
Le autorita’ romene hanno stabilito 6 direzioni che saranno sviluppate in maniera prioritaria: appoggio allo sviluppo delle citta’ – poli di crescita; miglioramento delle infrastrutture dei trasporti regionali e locali; sviluppo ed ammodernamento delle infrastrutture sociali; appoggio e sviluppo dell’ambiente di affari, locale e regionale; sviluppo durevole delle infrastrutture di turismo; promozione del turismo romeno all’estero.

La Romania annuncia la conclusione delle negoziazioni con l’UE per gli ultimi POS
“La Romania ha finalizzato le negoziazioni con l’Unione Europea per gli ultimi due Programmi Operazionali Settoriali (POS)”, ha dichiarato a Mediafax, l’ex segretario di stato nel Ministero dell’Economia e Finanze, Sebastian Vlădescu, il quale spera ancora che la Commissione Europea approvi i progetti, entro fine ottobre. ”Sono state concluse le negoziazioni con gli esperti della Commissione ed esiste un’approvazione di principio in tal senso. Dal nostro punto di vista, non c’e’ piu’ altro che si possa fare” dichiarava Vlădescu. La Romania ha ottenuto all’inizio di luglio scorso l’approvazione della Commissione Europea per 5 dei 7 programmi operazionali: il Programma Operazionale Assistenza Tecnica, il Programma Operazionale Regionale, il Programma Operazionale Settoriale Crescita della Competivita’ Economica, il Programma Operazionale Settoriale Trasporto ed il Programma Operazionale Settoriale Ambiente. I Programmi cumulano concessioni di fondi dall’Unione Europea di quasi 16 miliardi di euro, dei 19,3 miliardi di euro di fondi totali che la Romania potra’ assorbire dai fondi strutturali e di coesione.
La Commissione Europea contraddice Vladescu
I rappresentanti della Commissione Europea hanno dichiarato per “euROfonduri” che i programmi operazionali “Sviluppo delle Risorse Umane” e “Sviluppo della Capacita’ Amministrativa” saranno approvati a novembre e non entro fine ottobre, come asserito da Sebastian Vladescu. Katharina von Schnurbein, portavoce per l’occupazione della forza lavoro e affari sociali della Commissione Europea ha spiegato per “euROfonduri” che non esisteva il tempo materiale per emettere una decisione finale sui due Programmi entro fine ottobre.
Per il Programma Operazionale Settoriale „Sviluppo delle Risorse Umane” sono concessi oltre 4 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, e per quello dedicato allo „Sviluppo della Capacita’ Amministrativa” circa 200 milioni di euro.

600 milioni di euro per le Piccole e Medie Imprese dell’Europa Orientale
Il Fondo Europeo per l’Europa del Sud-Est, che dispone di 600 milioni di euro ed e’ specializzato nella concessione di prestiti agli istituti bancari dei paesi sud-est europei, verra’ lanciato anche sul mercato romeno. Il fondo, amministrato dalla tedesca Kreditanstalt für Wiederaufbau, concede crediti alle microimprese e piccole imprese della Romania, Bosnia Erzegovina, Macedonia, Serbia, Bulgaria, Montenegro ed Albania, attraverso intermediari finanziari qualificati. L’obiettivo del fondo e’ quello di fornire le risorse necessarie di finanziamento per lo sviluppo del sud-est europeo, attraverso il settore finanziario locale, concentrandosi sulle necessita’ delle microimprese e piccole imprese. Tra gli investitori del fondo si annoverano la Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo, International Finance Corporation – divisione di investimenti della Banca Mondiale, European Investment Fund, L’Agenzia Svizzera per lo Sviluppo e Cooperazione, nonche’ investitori privati. Gli strumenti usati per appoggiare le piccole imprese e le microimprese sono i crediti a medio e lungo termine, depositi a termine, emissioni di obbligazioni, partecipazioni al capitale ecc.

La Romania prima nella regione per il deficit di conto corrente e sesta tra i 27 stati membri dell’Unione Europea per il deficit estero, secondo i dati Eurostat.
Il deficit di conto corrente della Romania ha superato 7,8 miliardi di euro nella prima meta’ del 2007, secondo i dati Eurostat, divisione statistica dell’Unione Europea mentre la Polonia registrava un deficit estero di 5,7 miliardi di euro, l’Ungheria 2,9 miliardi di euro, la Bulgaria 2,8 miliardi di euro e la Rep. Ceca 1,1 miliardi di euro.
Praticamente, in questo capitolo la Romania supera tutti gli stati della regione ad eccezione della Grecia. La Romania e’ superata, nella graduatoria, soltanto da Spagna, Gran Bretagna, Italia, Grecia e Francia.
Secondo un’analisi realizzata dalla Central Inteligence Agency (CIA) degli Stati Uniti, nel 2006, la Romania si e’ piazzata al 12-o posto a livello mondiale, tra gli stati con i piu’ alti deficit esteri. Lo squilibrio estero rappresenta il principale problema dell’economia romena, secondo le dichiarazioni ufficiali. Nell’ultimo mese, il governatore della Banca Nazionale, Mugur Isarescu ha avvertito pubblicamente ameno tre volte sull’ingente deficit estero e sul ritmo rapido di crescita dello stesso. Il deficit di conto corrente ha continuato ad aumentare rapidamente, arrivando, dopo i primi 10 mesi del 2007, a quasi 10,3 miliardi di euro, secondo i dati della BNR.
La crescita, nei primi 8 mesi dell’anno, ha rappresentato l’87%, mentre le previsioni ufficiali (corrette piu’ volte, in rialzo) indicano una crescita del 59% per l’intero 2007. Quindi il deficit potrebbe arrivare nel 2007 al 13,4% del Prodotto Interno Lordo, rispetto al 10,3% del PIL nell’anno precedente, registrando un nuovo livello record per il quinto anno consecutivo.
Lo squilibrio estero e’ generato prevalentemente dallo squilibrio degli scambi commerciali (export-import), poiche’ la Romania registra in questo momento un leggero eccedente nella bilancia dei servizi.
Oltre il deficit non piu’ controllato, un altro problema e’ la diminuzione degli investimenti stranieri diretti. Nei primi 8 mesi del 2007, il volume degli investimenti stranieri ha totalizzato 4,06 miliardi di euro, del 13% inferiore (-583 milioni di euro) rispetto ai primi 8 mesi del 2006.
Quindi il grado di finanziamento del deficit attraverso gli investimenti esteri e’ stato nei primi 8 mesi del 2007 inferiore al 40%. A livello dell’intero 2006, il grado di copertura era stato del 91%, mentre nel 2007 il finanziamento del deficit di conto corrente avviene prevalentemente dai prestiti contratti sui mercati esteri. Cio’ rende la moneta nazionale romena vulnerabile alle turbolenze finanziarie internazionali, come segnalava recentemente l’agenzia di rating dei crediti Coface.

Le politiche economiche del governo romeno sono sottoposte a ripetute critiche da parte della Banca Nazionale
L’aumento delle spese dal bilancio e l’orientamento sbagliato degli aiuti sociali sono i principali pericoli per la dinamica dell’economia romena.
Analizzando i fenomeni registrati ultimamente, il governatore della BNR ha identificato una serie di fattori – alcuni gia’ esistenti da piu’ tempo, altri nuovi, che possono frenare la crescita economica. La maggior parte sono collegati alle politiche e misure governative, che hanno gia portato all’aumento dei deficit.
Oltre ai problemi determinati dalle evoluzioni del tasso di cambio valutario (specialmente l’apprezzamento del leu) o i rincari che portano all’aumento dell’inflazione, Mugur Isărescu ha segnalato anche gli errori della politica fiscale e dei redditi del governo.
Isărescu sottolinea la necessita’ di politiche di redditi “molto piu’ severe” ma anche di ristrutturazioni sul mercato della manodopera.
Attenzione all’apprezzamento della moneta nazionale!
“Il messaggio della BNR e’ chiaro. Non si possono registrare progressi solo con il controllo del tasso dell’inflazione” ammonisce il governatore BNR accusando il governo di “non aver fatto sufficienti sforzi nel campo della ristrutturazione del mercato della manodopera”, ed aver distribuito aiuti sociali che “incentivano la popolazione a non lavorare”. Inoltre, “le riforme strutturali devono essere rinforzate per non influire sulla crescita economica e sull’inflazione”.
Nel contempo, il deficit di conto corrente e’ diventato preoccupante, e quindi “la Romania deve guardare con piu’ attenzione alla competitivita’”. Il rinforzo della politica monetaria, con la conseguenza di un nuovo apprezzamento del leu, “potrebbe risultare dannosa per il processo di deflazione” avverte Isarescu, aggiungendo che esiste il rischio di un’eventuale correzione del tasso di cambio.
Aumenta il grado di intermediazione finanziaria
Il grado di intermediazione finanziaria arrivera’ a circa il 37% del PIL nel 2007, stima il governatore BNR. Secondo EIU, alla fine del 2006, in Romania l’intermediazione finanziaria (crediti concessi al settore privato nel totale del Prodotto Interno Lordo) ammontava al 25% del PIL, rispetto alla media di oltre il 40% degli stati che hanno aderito all’UE a maggio 2004.
I generi alimentari d’importazione aumentano il tasso dell’inflazione
“L’impatto della siccita’ del 2007 sull’inflazione ritardera’ per almeno un altro mese” stima Isărescu spiegando che uno dei motivi dell’aumento dell’inflazione e’ il prezzo piu’ alto dei generi alimentari d’importazione. “Constatiamo un aumento dei prezzi dei generi alimentari a livello mondiale ed in Romania, il prezzo dei generi alimentari contribuisce con circa il 40% alla formazione dell’indice dei prezzi al consumo. In altri paesi europei, questo contribuisce con soli 10-15%”.
Ecco gli avvertimenti e le raccomandazioni del Governatore della Banca Centrale:
• Evitare la distribuzione di aiuti sociali che incentivino la popolazione a non lavorare
• Non accelerare il ritmo delle spese dal bilancio dello stato, nonostante il clima elettorale installatosi nel paese
• Essere consci che la crescita del deficit di conto corrente non puo’ continuare allo stesso ritmo
• L’apprezzamento del leu potrebbe determinare l’aumento dell’inflazione
• Analizzare le possibilita’ di temperare gli aumenti salariali
• Le turbolenze estere possono influire negativamente sull’economia romena
• Gli effetti della siccita’, sul tasso dell’inflazione, diventeranno visibili tra circa un mese
• La politica fiscale dovrebbe diventare piu’ severa
• Il mercato della manodopera dovrebbe essere ristrutturato
• La politica della raccolta dei redditi dovrebbe diventare piu’ “stretta”
• Le riforme strutturali dovrebbero essere “rinforzate”
• La Romania dovrebbe essere piu’ preoccupata per la propria competitivita’
• Si dovra’ assicurare “l’alleggerimento” della politica monetaria
Negli ultimi tempi, la posizione economica della Romania e’ peggiorata sensibilmente: il target dell’inflazione del 4% non potra’ essere rispettato (poiche’ nei primi 9 mesi del 2007 ha superato il 6%), il deficit estero e’ aumentato dell’87% dopo i primi 8 mesi (superando gia’ il livello dei 10 miliardi di euro del 2006), gli investimenti stranieri sono in fase di “stagno” rispetto al 2006 e la crescita economica rallenta (dal 7,7% nel 2006 al 5,8% nel primo semestre del 2007). Anche la produttivita’ e la produzione industriale danno segni di rallentamento mentre i salari sono in forte ascesa (e recentemente anche l’ex segretario di stato delle Finanze, Sebastian Vladescu dichiarava che l’aumento delle pensioni nell’anno elettorale 2008 alimentera’ ulteriormente l’inflazione ed il deficit di bilancio).
La politica fiscale deve aumentare il sostegno alla deflazione ma anche alla riduzione del deficit di conto corrente, che superara, secondo le stime ufficiali, il 13,4% del PIL nel 2007, rispetto al 10,3% del PIL nel 2006.
Nel 2007 la crescita economica sara’ del 5,5-6% ed il grado di intermediazione finanziaria al 37% del PIL
Nel 2010-2012 la Romania intende entrare nell’ERM, e nel 2012-2014 adottare l’euro.

Nel periodo 2008-2012 in Romania si svolgera’ un programma nazionale per l’educazione dei consumatori di servizi finanziari
Un progetto finanziato dalla Banca Mondiale provedera’ ad informare gli utilizzatori di servizi bancari sui rischi attinenti i prodotti finanziari ed insegnera’ come utilizzarli in maniera efficace. Il programma si svolgera’ a livello nazionale e coinvolgera’ oltre le banche anche istituzioni pubbliche.
Il grado di penetrazione dei servizi finanziari e’ ancora modesto in Romania rispetto ad altri paesi UE, pero’ il settore bancario si sviluppa rapidamente. In piu’, le prospettive a breve sono piu’ che ottimistiche, tenendo presente la tendenza di riduzione dei tassi di interesse, l’ancora alto ritmo di crescita economica e la forte concorrenza tra le banche, nonche’ gli aumenti salariali che portera’ la convergenza all’UE, indica un rapporto elaborato dal gruppo di lavoro nel quadro del Programma di ammodernamento del settore finanziario (Special Projects Initiative – SPI). Il progetto e’ appoggiato dalla Banca Mondiale, nel quadro di un partenariato pubblico-privato di cui fanno parte BNR, l’Associazione Romena delle Banche (ARB), il Ministero dell’Economia e Finanze e l’Autorita’ Nazionale per la Protezione dei Consumatori (ANPC).
Uno degli obiettivi del gruppo SPI e’ quello di promuovere l’educazione finanziaria della popolazione perche’, con l’espansione del settore bancario, aumenta il rischio che la dinamica rapida dei crediti porti a situazioni di superindebitamento oppure utilizzo irresponsabile dei prestiti. Tale rischio e’ accentuato anche dal fatto che il lungo periodo di transizione ha creato un forte appetito al consumo da parte della clientela, che lascia poco spazio per la pianificazione finanziaria sana del bilancio famigliare.
In piu’, man mano che gli istituti finanziari estendono la propria presenza in Romania, cominciano ad offrire prodotti e servizi con un alto grado di sofisticazione, che il pubblico conosce poco. Per esempio, le banche offrono crediti in valuta a larga scala, addirittura in monete esotiche, nonostante soltanto poche persone conoscano i rischi valutari associati. Un alto caso e’ quello della proliferazione dei crediti immobiliari con tassi di interesse bassi nel primo anno, senza che il meccanismo di aggiustamento dei tassi di interesse sia sufficientemente presentato al pubblico.
Non solo i clienti delle banche sono danneggiati dalla mancanza di conoscenze finanziarie, ma anche le persone che investono nei fondi mutui, e che non sempre conoscono i rischi ai quali sono esposti. Inoltre, con l’apparizione del sistema delle pensioni private obbligatorie, una campagna di educazione dei consumatori diventa sempre piu’ necessaria.
Il piano strategico elaborato dal Gruppo di lavoro del SPI, che verra’ implementato in cooperazione con la BNR, ANPC, ARB e MEF, nel periodo 2008-2012, coinvolgera’ anche delle associazioni non governative di consumatori, associazioni padronali del settore finanziario-bancario, societa’ di assicurazioni e di leasing, ma anche istituzioni come la Commissione Nazionale dei Valori Mobiliari, la Commissione di Sorveglianza del Sistema di Pensioni Private o il Ministero dell’Educazione.
A lungo termine, la strategia mira ad aumentare la capacita’ della popolazione di prendere decisioni finanziarie fondamentate, per ridurre il grado di sovraindebitamento ed aumentare il livello generale di utilizzo dei servizi finanziari in condizioni di rischio ridotto. La maggior parte delle misure riguarda la grande massa dei clienti, esistenti o potenziali, degli istituti finanziari, pero’ esisteranno anche programmi specifici dedicati ai debitori in difficolta’ finanziarie, ai giovani, ai clienti che acquistano la prima casa, agli utilizzatori di card o alle persone con redditi modesti.
La strategia avra’ 3 componenti: di istruzione, di informazione e di consiglio.

La banca spagnola La Caixa ha aperto la prima succursale in Romania
La Caixa, leader nel retail banking in Spagna, ha aperto la prima succursale in Romania ed e’ interessata nell’acquisto di una banca romena, informa NewsIn.
I rappresentanti La Caixa hanno annunciato, in una conferenza stampa che la banca appoggera’, inoltre, gli imprenditori spagnoli interessati e costituire societa’ in Romania.
La Caixa e’ la piu’ grande banca di risparmio in Europa ed il terzo gruppo finanziario della Spagna, vanta attivi di 239 miliardi di euro, 10,4 milioni di clienti, quasi 5.300 succursali e oltre 26.000 dipendenti.
Il portafoglio di clienti di La Caixa comprende gia’ oltre 640.000 clienti romeni che effettuano mensilmente oltre 2.500 trasferimenti in Romania attraverso il servizio CaixaGiros, con la cooperazione di Raiffeisen, BCR e BRD SocGen. La Caixa ha intermediato, nei primi 9 mesi del 2007 circa 31.180 transazioni bilaterali Spagna-Romania, per 175,8 milioni di euro, secondo il presidente della banca, Juan Maria Nin.
Il presidente della banca, Juan Maria Nin, ha, inoltre, confermato l’interesse per l’acquisto di una banca di retail della Romania nonche’ per l’estensione nell’intera Europa Centrale e Sud-Orientale. La rispettiva banca dovrebbe avere una quota di mercato di almeno 3-4% degli attivi del sistema bancario romeno nel campo del retail. La Caixa e’ disponibile anche all’acquisto di una banca piu’ piccola da sviluppare ulteriormente ed e’ disposta ad investire 500-700 milioni di euro, che potrebbero salire a 1 miliardo di euro nel caso di una banca regionale.

Le banche romene aumentano i profitti delle finanziarie europee
Il 2007 si dimostra un anno redditizio per le banche della Romania, ed i profitti risultati nei primi 9 mesi lo confermano.
Nel caso delle banche romene membri di gruppi finanziari europei, i risultati ottenuti sono abbastanza consistenti da influire sui profitti delle banche-madri.
La Banca Commerciale Romena e Bancpost sono due esempi evidenti.
L’azionista di maggioranza della BCR, Erste Bank, ha pubblicato i risultati finanziari del gruppo, nei quali ha indicato per la BCR un profitto lordo di 296 milioni di euro ed un profitto netto dopo il pagamento degli interessi minoritari di 166,4 milioni di euro. Nei primi 9 mesi del 2007, Erste ha registrato un profitto netto del 27,9% superiore rispetto a quello del periodo simile del 2006. Il reddito netto dai tassi di interesse e’ aumentato del 25,8%, a 2,884 miliardi di euro. Anche escludendo il contributo BCR, l’aumento del 7,5% del reddito netto dichiarato dal gruppo austriaco e’ soddisfacente, indica un comunicato della Erste Bank. La crescita e’ dovuta per il 18,3% ai risultati ottenuti dalla BCR. I redditi netti dalle provvigioni sono aumentati, nei primi 9 mesi, del 30,7%, a 1,35 miliardi di euro, la crescita essendo sostenuta dalla BCR in proporzione del 17,4%.
Anche il profitto della Bancpost e’ aumentato. Secondo il rapporto finanziario della EFG Eurobank, che detiene il controllo dell’istituto di credito, il profitto operazionale e’ aumentato, nei primi 9 mesi, del 60%, a 172 milioni di euro, mentre il portafoglio di crediti e’ salito del 101%, a 2,8 miliardi di euro. Viene specificato che i risultati positivi conseguiti in Romania sono dovuti anche all’attivita’ dei fondi mutui e alla divisione di broker.

Gli investimenti stranieri evitano le zone povere della Romania
La colpa dei bassi livelli dei capitali stranieri nelle zone povere della Romania e’ da attribuire allo stato delle infrastrutture e alla mancanza di manodopera. Gli investimenti nuovi continuano a dirigersi, anche nel 2007, verso le zone sviluppate.
Bucarest e le zone adiacenti sono ai primi posti per il volume degli investimenti stranieri attratti nel 2007, come anche le regioni della parte occidentale del paese. I servizi ed il commercio al dettaglio continuano ad essere i principali campi di attivita’ preferiti dagli investitori stranieri assistiti nel 2007 dall’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS).
Continuano ad essere iniziati o continuati investimenti fondati su progetti con un alto valore aggiunto, come quello di Microsoft Emea, che dedica 13,1 milioni di euro ad un centro amministrativo, che genera 750 nuovi posti di lavoro oppure di Infineon Germania, che continua i progetti nella Capitale, con investimenti di 3,1 milioni di euro, che creeranno 200 nuovi posti di lavoro. Anche gli svedesi di Ericsson sono attratti dalle opportunita’ del mercato della capitale, dove – senza rendere pubblico il volume degli investimenti – creeranno 500 nuovi posti di lavoro, secondo l’ARIS. Il commercio al dettaglio costituisce un polo di attrazione non solo nella Capitale, ma anche nelle altre grandi citta’, ed in questo capitolo l’ARIS assiste investimenti di 420 milioni di euro. Bearbull SA (Francia), compagnia che detiene Hiproma (Carrefour), continua a rimanere nel top in questo campo, con investimenti di 50 milioni di euro nel 2007, come anche Anchor Mall Group, con 15 milioni di euro. Selgros continua i progetti di sviluppo per i quali investira’ 250 milioni di euro, seguita da Real International Holding, con investimenti totali di 105 milioni di euro.
Nella zona occidentale e centrale del paese continuano gli investimenti di 300 milioni di dollari nel parco industriale di Prejmer Brasov degli spagnoli di Graells&Llonch, che hanno gia’ annunciato la continuazione degli investimenti in Romania, in altri due parchi industriali, ubicati in zone sfavorite.
Al progetto della finlandese Nokia di 60 milioni di euro si aggiunge quello 15 milioni di euro dei loro connazionali di Karelia Corp, in uno stabilimento per la produzione di parquet.
Nel capitolo investimenti finalizzati, si annoverano la giapponese Calsonic Kansei (120 milioni di euro), con lo stabilimento per la produzione di radiatori, condensatori e sistemi di aria condizionata di Ploiesti e la cinese Sinoroma Industry con lo stabilimento per la produzione di sigarette di Buzau (36 milioni di euro).
La Dobrogea manca sulla piantina dell’ARIS
Costanza e Tulcea, sono regioni dove nel 2007 non sono iniziati progetti consistenti, come anche la maggior parte delle regioni della Moldavia, la zona piu’ povera del paese ed anche dell’UE.
Gli unici investimenti significativi in Moldavia sono l’investimento di 1 milione di euro della cinese Domart in uno stabilimento per costruzioni metalliche a Focsani (150 nuovi posti di lavoro) e quelli di Suceava delle austriache Egger e Holzindustrie Schweighofer nel campo del legno (entro il 2008, investimenti di 210 rispettivamente 170 milioni di euro a Radauti, regione Suceava) nonche’ l’investimento di 100 milioni di euro nei prossimi 5 anni dell’americana Delphi Diesel, per la produzione di componenti per motori diesel, a Iasi.
La poverta’ ha cacciato la manodopera
“Le regioni piu’ ricche attirano piu’ investitori perche’ il potere d’acquisto e’ piu’ consistente, c’e’ piu’ disponibilita’ di manodopera (anche se non molto conveniente come prezzo) e le infrastrutture sono piu’ sviluppate rispetto alle zone povere. Inoltre, nelle zone povere la manodopera e’ – paradossalmente – piu’ cara perche’ una gran parte e’ gia’ migrata all’estero” spiega Liviu Voinea, direttore di ricerca del Gruppo di Economia Applicata (GEA).

L’attivita’ svolta nella Capitale genera il 14% del Prodotto Interno lordo
A Bucarest sono registrate oltre il 60% delle societa’ con capitale straniero operanti in Romania.
Le societa’ con sede nella Capitale realizzano oltre il 40% del volume delle importazioni ed il 35% del volume delle esportazioni nazionali.
Il PIL pro capite ammonta a Bucarest a 11.290,5 euro.
Nel 2008, la crescita reale del PIL sara’ del 6,6%, nel 2009 del 6% e nel 2010 del 5,9%.
Il PIL pro capite nella Capitale sara’ nel 2008 di 13.086,1 euro, nel 2009 di 14.725,2 e nel 2010 di 16.529,7 euro.
A livello nazionale, la Commissione Nazionale di Previsioni stima una crescita economica del 6,1% ed un PIL totale di 389,8 miliardi di lei.

Le richieste per la protezione dei prodotti tradizionali romeni nell’UE, accolte dal 15 novembre 2007
Dal 15 novembre, i produttori romeni possono richiedere, finalmente, la protezione a livello nazionale ed europeo della denominazione di origine e dell’indicazione geografica per i generi alimentari ed i prodotti agricoli.
Nelle evidenze del Ministero dell’Agricoltura (MAPDR) figurano oltre 1.600 prodotti alimentari attestati come tradizionali. Dalle salsicce di Pleşcoi, a vari tipi di pane, formaggi, dolci. Pero’, la semplice attestazione come prodotto tradizionale non conferisce protezione.
Dal 15 novembre, i produttori romeni possono cominciare le pratiche necessarie per l’ottenimento della protezione nazionale ed europea della denominazione di origine o dell’indicazione geografica dei loro prodotti. Tale protezione puo’ essere richiesta soltanto da gruppi di produttori ¬ in ogni forma o struttura di associazione.

I profitti delle Piccole e Medie Imprese romene sono aumentati del 30% nel 2006
Il numero delle piccole e medie imprese romene e’ aumentato in un anno di oltre il 6%, fino a quasi 560.000, secondo i dati rilasciati dal Consiglio Nazionale delle Piccole e Medie Imprese della Romania. I loro profitti cumulati sono aumentati di quasi il 30%, ed il loro giro di affari del 20%.
Ovidiu Silaghi, il ministro per le PMI, commercio, turismo e professioni liberali, considera che la modifica della legislazione e, specialmente, l’introduzione della quota unica di tassazione ha permesso a numerosi ex dipendenti dello stato di iniziare un’attivita’ privata. Questi hanno costituito delle piccole ditte, in alcuni casi continuando a fornire lo stesso tipo di servizi all’impresa che avevano lasciato. La tendenza delle grandi compagnie, private o statali, di esternalizzare i servizi crea delle opportunita’ che colgono queste piccole ditte. Queste si possono sviluppare anche grazie all’„accesso facile alle tecnologie di medio ed alto livello”, sostiene Cristian Parvan, segretario generale dell’Associazione degli Imprenditori della Romania (AOAR).
Nonostante l’aumento del numero delle grandi compagnie, il numero dei loro dipendenti e’ diminuito. Il rappresentante AOAR spiega che le grandi societa’ „utilizzano tecnologie di top che necessitano un personale ridotto”, mentre le piccole e medie imprese sono piu’ flessibili e creano piu’ posti di lavoro.
Attualmente, la Romania vanta 26 PMI per 1.000 abitanti, due volte meno della media degli stati UE. Secondo Silaghi la Romania raggiungera’ la media UE nel 2009-2010.

Soltanto 6 societa’ hanno presentato offerte per i reattori 3 e 4 della centrale nucleare di Cernavoda
Delle 37 societa’ romene e straniere che hanno acquistato il Quaderno di Incarichi per partecipare alla gara per la costruzione dei reattori 3 e 4 di Cernavodă, soltanto 6 hanno presentato offerte entro la scadenza stabilita : RWE Power (Germania), ENEL (Italia), Iberdola (Spagna), CEZ (Rep.Ceca), CEZ (Belgio) e Mittal Steel (Romania).
I lavori di costruzione cominceranno nel 2008, l’entrata in funzione delle Unita’ 3 e 4 e’ prevista per il 2014 rispettivamente 2015. All’inizio di ottobre, il ministro dell’Economia e Finanze, Varujan Vosganian, annunciava, pero’, che l’entrata simultanea in funzione delle due unita’ sarebbe piu’ opportuna perche’ si risparmierebbero 200 – 300 milioni di euro. Dopo la finalizzazione della costruzione dei due reattori che necessitano investimenti di 2,2 miliardi di euro, la centrale di Cernavodă assicurera’ il 25-28% della capacita’ del sistema energetico nazionale.

Un consorzio coordinato da ENEL costruira’ in Romania una centrale termica di 2 miliardi di euro
ENEL insieme a Global International 2000 e Romelectro costruiranno a Galati una centrale termica con una capacita’ di fino a 2.000 MW, con un investimento stimato a 2 miliardi di euro, ha dichiarato a Business Standard Boris Golovin, presidente della Global International 2000.
I rappresentanti delle tre compagnie hanno gia’ firmato i documenti per la costituzione della joint venture che sviluppera’ il progetto, e la partecipazione al finanziamento dell’investimento sara’ proporzionale alle quote societarie.
Secondo i documenti costitutivi firmati, ENEL, il principale distributore privato di energia elettrica in Romania deterra’ l’85%, Global International 2000 il 10%, e Romelectro il 5%. Secondo Golovin, la termocentrale funzionera’ con carbone d’importazione.
A breve, la neo costituita compagnia studiera’ se il terreno recentemente concessionato a Galati permette la costruzione di una capacita’ di produzione dell’energia elettrica di fino a 2.000 MW e se la zona permette l’“evacuazione” in condizioni di sicurezza dell’energia prodotta nella nuova centrale termica.
“L’ottenimento delle autorizzazioni di costruzione della centrale durera’ 1-1,5 anni e la costruzione della futura centrale altri 3-5 anni” ha aggiunto il presidente della Global International 2000.
Se il terreno permettera’ la costruzione della capacita’ di 2.000 MW, l’unita’ di Galati potrebbe diventare la piu’ grande centrale termica a carbone dell’Europa Sud-Orientale.
L’annuncio sulla possibilita’ di costruire a Galati una centrale termica con la partecipazione ENEL e’ stata confermata dal direttore generale dell’Amministrazione della Zona Franca (AZL) Galati, Angela Ivan, che ha annunciato la concessione a Global International 2000 di Bucarest di 36,5 ettari di terreno per la costruzione della centrale termica a carbone.

La Commissione Europea ha fissato la quota di inquinamento della Romania
La Commissione Europea ha approvato per la Romania una quota di 75,9 milioni di tonnellate di biossido di carbonio per il 2007 e per il periodo 2008 – 2012 (-20,7% rispetto alla proposta iniziale) in occasione della definizione dei piani nazionali di distribuzione delle emissioni di biossido di carbonio, informa il sito The European Ombudsman, citato da Rompres.
La proposta iniziale riguardava una quota di 95,7 milioni di tonnellate di biossido di carbonio, e la cifra concessa rappresenta il 79,3% di quella iniziale.
L’Ungheria ha una quota di 26,9 milioni di tonnellate di biossido di carbonio per il 2007 e per il periodo 2008 – 2012 (rispetto ai 30,7 milioni di tonnellate della proposta iniziale la riduzione e’ del 12,4%). La Rep.Ceca ha 86,8 milioni di tonnellate (rispetto ai 101,9 milioni di tonnellate della proposta iniziale la riduzione e’ del 14,8%). La Polonia ha 208,5 milioni di tonnellate (-26,7% rispetto ai 284,6 milioni di tonnellate della proposta iniziale), la Slovacchia 30,9 milioni di tonnellate (-25,2% rispetto alla proposta iniziale, la Slovenia 8,3 milioni di tonnellate (al livello della proposta iniziale).
La piu’ alta quota e’ quella della Germania, con 453,1 milioni di tonnellate (-6% rispetto ai 482 milioni di tonnellate della proposta iniziale).

Nel 2008 verranno concessionate le prime strade ed autostrade romene
Quasi 1.400 km di strade ed autostrade saranno inclusi nei progetti di concessione. Sia la costruzione di future autostrade che la manutenzione delle attuali strade europee saranno realizzate in base a contratti di concessione, annuncia la direzione della CNADNR.
Le gare per la concessione verranno organizzate nel 2008, ed i lavori per i primi due tratti di autostrada che saranno realizzati in questa maniera inizieranno nel secondo semestre del 2008. Si tratta dei lavori per il tratto Comarnic-Brasov e per la grande circonvallazione della Capitale, dichiara Mihai Grecu, direttore generale della Compagnia Nazionale di Autostrade e Strade Nazionali della Romania (CNADNR). “Abbiamo realizzato uno studio di fondamentazione delle concessioni ed abbiamo scelto la variante del dialogo competitivo. Verranno selezionati 3 offerenti, e tra di loro sceglieremo la miglior compagnia o consorzio. La Romania non ha mai concessionato autostrade ancora” ha aggiunto Mihai Grecu.
Pedaggio per la circolazione sulla circonvallazione di Bucarest
Per l’utilizzo delle futura autostrada e della grande circonvallazione di Bucarest, i trasportatori pagheranno un pedaggio.
Le compagnie vincitrici delle gare per la concessione di questi tratti progetteranno, finanzieranno e realizzeranno le due autostrade, e poi saranno rimborsate dai pedaggi raccolti. I contratti di concessione saranno conclusi per almeno 20-25 anni.
I servizi di manutenzione per le due autostrade esistenti (Buca¬rest-Pitesti e Bucarest-Costanza) saranno concessionati, a marzo 2008, per un periodo di 4 anni. Ulteriormente, circa 1.390 km di strade nazionali ed europee verranno incluse nei progetti di concessione, ed i lavori di costruzione dovranno essere finalizzati nel 2013.

Il piu’ grande albergo dell’Europa apre le porte a Bucarest, nella zona Vitan
Rin Grand Hotel, di proprieta’ della compagnia Proconfort, entrera’ a breve sul mercato della capitale, con la piu’ vasta offerta alberghiera, il piu’ capiente centro conferenze ed un eliporto.
Le prime 300 stanze hanno gia’ ospitato visitatori, pero’ l’allestimento completo sara’ ultimato ad aprile 2008. Rin Grand Hotel, quotato a 4 stelle, avra’, nella forma finale, 1.459 camere ed il piu’ ampio centro conferenze della Romania, con 36 sale, di cui una con 1.000 posti.
Per numero di camere, Rin Grand Hotel superera’ Estrel di Berlino (1.162 camere), Concorde La Fayette di Parigi (1.000 camere), Hilton di Londra (1.052 camere), Auditorium Madrid Hotel (894 camere) e Royal National London (800 camere).
Fino a meta’ 2008, l’albergo pratica prezzi promozionali (pernottamento in una camera standard, cu colazione, a 108 euro, rispetto ai 200 euro in alberghi simili)
Ecco i principali dati su Rin Grand Hotel : investimento totale di 60 milioni di euro (di cui il 60% dai fondi propri della compagnia Proconfort), 800 dipendenti dopo l’inaugurazione, 15 piani e 1.459 camere in forma finale (630 camere e 23 appartamenti pronti entro la fine del 2007), 115.000 mq area totale, 1.000 posti auto nel parcheggio sotterraneo, Centro conferenze con 36 sale, ristoranti, bar, eliporto.

I mass media italiani parlano della Romania
http://finanza.repubblica.it: Enel acquista Blue Line e avvia sviluppo progetti energia rinnovabile in Romania
Enel, si legge in una nota, ha finalizzata lo scorso 24 ottobre, tramite la controllata Enel Investment Holding, l’acquisizione del 100% di Blue Line SRL. Blue Line è una società romena che possiede i diritti per lo sviluppo di progetti eolici nella regione di Dobrogea, con una capacità produttiva futura pari a circa 200 MW. I progetti sono in via di sviluppo e si prevede che diventino operativi a partire dal 2010. Con questa operazione, dice la nota, Enel fa un importante passo avanti nel settore dell’energia rinnovabile in Romania, in linea con la strategia aziendale di acquisire un mix bilanciato di combustibili in cui le rinnovabili hanno un ruolo di rilievo. Enel mira a sviluppare ulteriori progetti nel settore dell’energia rinnovabile nei prossimi anni, qualora dovessero presentarsi altre opportunità. Blue Line SRL è una società con sede a Bistrita. I precedenti azionisti continueranno a sviluppare progetti di energia rinnovabile, sia in maniera autonoma che in collaborazione con Enel. Enel è uno dei leader mondiali nell’energia rinnovabile, con più di 19.000 MW di capacità installata (impianti idroelettrici, eolici, geotermici, solari e combustione da biomassa). Enel ha lanciato un programma per l’innovazione e l’ambiente che prevede un investimento totale di 4,1 miliardi di euro entro il 2011, con l’obiettivo di sviluppare la ricerca e l’innovazione nel settore delle fonti di energia rinnovabile e l’applicazione di tecnologie all’avanguardia. Un piano per combattere il cambiamento climatico con ben pochi paragoni al mondo per dimensioni e qualità. Attualmente Enel vanta una importante presenza in Romania, con Enel Energie, fornitore di energia per la Romania, e con Enel Distributie Banat e Enel Distributie Dobrogea che gestiscono la rete di distribuzione nelle regioni di Banat e Dobrogea. In seguito alla finalizzazione dell’acquisizione di Electrica Muntenia Sud, Enel raddoppierà la propria presenza nella distribuzione in Romania, con circa 2,5 milioni di clienti, 124.000 km di rete e 5.700 dipendenti. Enel ha anche allo studio altri progetti riguardanti impianti di generazione termoelettrica e nucleare che potrebbero rendersi disponibili nell’ambito del processo di privatizzazione del governo romeno.

www.panorama.it: Dossier immigrazione
Secondo il dossier Caritas-Migrantes sull’immigrazione gli immigrati con cittadinanza straniera sono circa 28 milioni, ma salgono a 50 se si considerano anche quelli che nel frattempo hanno acquistato la cittadinanza. In Italia i dati sono sorprendenti: con 3,690 milioni di stranieri regolari siamo secondo Paese di immigrazione, nella UE, dopo la Germania e “pari merito” con la Spagna. Gli extracomunitari sono la metà: su 10 immigrati 5 sono europei (in particolare più di mezzo milione proviene dalla Romania e quasi 100.000 dalla Polonia), 4 sono suddivisi tra africani e asiatici e 1 è americano (sudamericano, con più probabilità). Negli ultimi due anni la crescita in Italia è stata davvero corposa, dovuta alla domanda di manodopera delle industrie e delle famiglie (540.000 domande), i ricongiungimenti familiari (quasi 100.000) e le nuove nascite tra gli immigrati (60.000).
Mentre l’Europa è caratterizzata da una concentrazione dell’immigrazione in alcune regioni o città, ad esempio Parigi accoglie il 40% di tutti gli stranieri in Francia, e Londra un terzo di quelli presenti in Gran Bretagna, in Italia gli stranieri si distribuiscono molto di più: un quinto degli immigrati vive tra Roma e Milano, 6 su 10 sono al nord, ma anche il sud tende ad aumentare la sua quota.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Gli sponsor tecnici che aiutano l’Associazione Imprenditori Italiani in Romania
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Newsletter n.43 / 2007

La Romania ha gia’ contribuito al bilancio UE con circa 912,788 milioni di euro
La Romania ha pagato nei primi 10 mesi del 2007, al bilancio dell’Unione Europea, circa 912,788 milioni di euro (3,063 miliardi di lei), che rappresentano quasi l’80% del contributo dovuto per l’intero anno, secondo i dati rilasciati dal Ministero dell’Economia e Finanze (MEF).
Secondo la Finanziaria 2007, la Romania paghera’ nel 2007, al bilancio UE, circa 1,1 miliardi di euro, somma calcolata, principalmente, in base ai redditi ricavati dall’imposta sul valore aggiunto (IVA) raccolta al bilancio nazionale nel 2006.
Nel contempo, l’ammontare destinato alla Romania per il 2007 dal bilancio UE e’ di 1,335 miliardi di euro, attraverso fondi strutturali (disponibili fino alla fine del 2010).
Nel periodo 2007-2013, La Commissione Europea concede alla Romania 19,67 miliardi di euro dai fondi strutturali e di coesione. Da questo totale, 12,661 miliardi di euro saranno destinati all’obiettivo “Convergenza”, 6,552 miliardi di euro sono concessi attraverso il Fondo di Coesione, e 45,5 milioni di euro per la “Cooperazione territoriale europea”.
Il cofinanziamento nazionale e’ stimato a circa 5,53 miliardi di euro ed e’ costituito sia da fonti pubbliche (per il 77% del totale), che da fonti private (23%).
I contributi al bilancio UE provengono dai dazi doganali, da una parte degli incassi dall’IVA degli stati membri e dai contributi degli stati membri calcolati in funzione del Prodotto Interno Lordo, secondo la definizione armonizzata a livello europeo. Il bilancio dell’Unione Europea non puo’ registrare deficit.
Il bilancio comunitario finanzia tutte le politiche europee e le spese delle istituzioni UE. I redditi e le spese dell’Unione Europea sono previste nel bilancio della comunita’ in base a stime annuali.
Per il 2007, il bilancio UE ammonta a 126,8 miliardi di euro. Una quota del 43% del bilancio UE, proposto per il 2007, e’ dedicata alla competitivita’ e coesione. Per l’agricoltura, la Commissione ha destinato il 35% delle spese e per lo sviluppo rurale il 10%. Lo schema di bilancio UE per il 2007 prevede anche il pagamento di compensazioni per la Romania e Bulgaria, dello 0,4% del totale del bilancio.

Il Ministro dello Sviluppo sociale spera che la Romania assorba, nel 2007, fondi europei di 1,7 miliardi di euro
La Romania assorbira’, nel 2007, fondi europei di 1,7 miliardi di euro, di cui oltre 600 milioni di euro dai fondi strutturali, annuncia il ministro dello Sviluppo, Lavori Pubblici ed Abitazioni, Laszlo Borbely.
“In tutto assorbiremo 1,7 miliardi di euro di fondi europei, di cui 1,1 miliardi di euro dai fondi pre-adesione, e la differenza dai fondi strutturali” spiega il ministro.
I fondi strutturali che saranno assorbiti nel 2007 rappresentano l’anticipo per i progetti del Programma Operazionale Regionale, per un valore di 320 milioni di euro, ai quali si aggiungono 300 milioni di euro, anticipo per altri progetti.
Grazie ai fondi europei, il bilancio del Ministero dello Sviluppo aumentera’ del 29% nel 2008.

Coface ha diminuito il rating paese della Romania
La compagnia di valutazione finanziaria Coface ha diminuito il rating concesso alla Romania da “A4” a “A4-”, dopo aver confermato nel 2006 gli sforzi ed i risultati economici significativi della Romania attraverso l’introduzione del paese nella classe di rischio A, insieme ai paesi dell’Unione Europea.
L’aumento del deficit di conto corrente, il deprezzamento del leu, il rallentamento della crescita economica e delle riforme a causa dell’instabilita’ politica sono le principali preoccupazioni segnalate da Coface.
Questa e’ la prima diminuzione di rating applicata negli ultimi anni.
I rating paese Coface (Compagnia Francese di Assicurazione per il Commercio Estero) illustrano il rischio di credito e di mancato pagamento da parte delle compagnie (credit risk) e non il rischio paese (sovereign), come i rating di altre agenzie (Standard & Poor’s, Moody’s, Fitch).

Dopo le sovvenzioni per l’agricoltura, la Romania rischia di perdere altri 20 milioni di euro attinenti al programma SAPARD
La Romania rischia di perdere, nel 2007, fondi di 20 milioni di euro ricevuti attraverso il programma SAPARD – secondo il direttore dell’Agenzia di Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e Pesca (APDRP), Laszlo Klarik – a causa della rescissione dei contratti da parte di alcuni beneficiari.
“Stimo che perderemo nel 2007 fondi di circa 20 milioni di euro, principalmente a causa della rescissione dei contratti da parte di alcuni beneficiari che cambiano intenzioni. I soldi vengono persi perche’ il programma SAPARD e’ concluso, ed i fondi non possono piu’ essere ridistribuiti” spiega Klarik
Negli ultimi 7 anni, attraverso il programma SAPARD, sono stati concessi fondi per quasi 1 miliardo di euro. Nel 2007 sono gia’ stati concessi finanziamenti di oltre 250 milioni di euro, ed entro la fine dell’anno dovrebbero essere pagati ulteriori 120 milioni di euro, se non verranno annullati dei contratti. “La media mensile, negli ultimi tre mesi e’ stata di 40 milioni di euro di pagamenti ed il ritmo dovrebbe aumentare fino alla fine dell’anno” aggiunge Klarik.
450 milioni di euro nel 2008
Per il 2008, l’APDRP deve effettuare pagamenti per circa 450 milioni di euro, ed esiste il rischio che il 4% dei fondi vada perso.
L’ex direttore generale dell’agenzia SAPARD, Gheorghiţă Corbu, dichiarava recentemente che la Romania rischia di perdere fondi di 80-100 milioni di euro dal programma SAPARD, ammontare simile a quello che andrebbe perso se l’Agenzia per Pagamenti ed Interventi nell’Agricoltura (APIA) non diventa funzionale entro un mese.
L’APDRP e’ responsabile per lo svolgimento della distribuzione dei fondi europei attraverso il programma SAPARD e si occupera’ anche dei fondi che saranno distribuiti agli agricoltori attraverso il Programma Nazionale di Sviluppo Rurale, provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Rurale (FEADR).
Il programma SAPARD si svolge sul principio “n+2”, quindi i fondi concessi nel 2006 devono essere spesi entro il 2008. I beneficiari dei progetti accettati per il finanziamento realizzano l’investimento con fondi propri, ed ulteriormente le spese sono rimborsate dai fondi UE, man mano che il progetto viene realizzato. A partire da dicembre 2006, non sono piu’ state accettate richieste di finanziamenti attraverso il programma SAPARD, conseguentemente all’esaurimento dei fondi destinati alla Romania nel periodo 2000-2006. L’APDRP ha approvato 4.765 progetti, per un valore totale di 1,51 miliardi di euro

L’agricoltura romena non e’ piu’ una fonte di crescita economica
La Romania insieme alla Cina, India, Indonesia o Marocco e’ sulla lista dei paesi „in via di trasformazione“, dove l’agricoltura non e’ piu’ una fonte maggiore di crescita economica, secondo il rapporto „L’agricoltura per lo sviluppo“ pubblicato dalla Banca Mondiale.
I paesi di questo gruppo totalizzano 2,2 miliardi di abitanti nella zona rurale. I dati statistici del rapporto citato indicano che, in Romania, il 46,1% della popolazione viveva, nel periodo 2003-2005 nell’ambiente rurale (10 milioni di abitanti).
„L’agricoltura non e’ piu’ una fonte maggiore di crescita economica, contribuendo, mediamente, con soli 7% alla formazione del PIL, pero’ la poverta’ nel gruppo dei paesi in trasformazione rimane prevalentemente rurale; la popolazione povera dell’ambiente rurale rappresenta l’82% della popolazione povera totale“ sostengono gli esperti della Banca Mondiale.
Nel 2006, il contributo dell’agricoltura alla formazione del prodotto interno lordo (PIL) della Romania e’ stato dell’8%, di molto superiore alla media dei 15 stati vecchi membri dell’Unione Europea. Gli specialisti stimano che, a causa della siccita’, il contributo nel 2007 sara’ ancora piu’ basso.
Le piccole unita’ agricole della Romania devono operare cambiamenti fondamentali
Le attivita’ agricole generano meno del 40% dei redditi degli abitanti delle zone rurali della Romania, indica il “Rapporto Mondiale sullo Sviluppo 2008: Agricoltura per lo Sviluppo” della Banca Mondiale.
Secondo un comunicato stampa su questo tema, l’impiego nell’agricoltura si mantiene ad un livello piu’ alto (32%) in Romania, rispetto agli altri stati nuovi membri dell’Unione Europea, dove, mediamente, il totale della manodopera impiegata nell’agricoltura e’ sceso al di sotto del 20% della popolazione.
Il Rapporto della Banca Mondiale indica che, mentre in paesi industrializzati come la Francia “le unita agricole famigliari predominano, e le organizzazioni dei produttori hanno avuto un ruolo essenziale per il loro successo”, in Romania persiste la struttura agricola bipolare. Se in Francia 9 su 10 produttori appartengono ad almeno una cooperativa, con quote di mercato del 60% per la fornitura, il 57% per i prodotti ed il 35% per la trasformazione, in Romania le grandi unita’, competitive, coesistono con le piccole unita’ al limite della sussistenza. Secondo il rapporto BM, le piccole unita’ potrebbero diventare, parzialmente, attivita’ di successo, attraverso l’adesione ad un’organizzazione di produttori. Pero’, numerose altre piccole unita’ della Romania “dovranno operare cambiamenti fondamentali nell’orientamento occupazionale o nel modo di trasferire la proprieta’” indica la BM.
Il settore agricolo e quello rurale, a livello mondiale, hanno sofferto negli ultimi due decenni per la mancanza di investimenti e di interesse per questo campo economico. “Mentre il 75% della popolazione povera del mondo vive nelle zone rurali, soltanto il 4% dell’assistenza governativa per lo sviluppo si dirige verso l’agricoltura nei paesi in via di sviluppo” sottolinea la BM.

Aiuti di 400 milioni di euro, autorizzati dall’Unione Europea, per l’agricoltura romena
I ministri europei dell’Agricoltura hanno autorizzato il governo romeno a concedere aiuti di stato di circa 400 milioni di euro, agli agricoltori afflitti dalla siccita’ del 2007, ha annunciato la presidenza portoghese dell’UE.
“L’aiuto e’ stato approvato all’unanimita’ dai membri del Consiglio, che hanno dimostrato la loro solidarieta’ con gli agricoltori romeni” ha dichiarato il ministro portoghese dell’Agricoltura, Jaime Silva, alla fine della riunione con i suoi omologhi europei, a Lussemburgo.
Si vedra’, adesso, in che misura sara’ capace, il governo di Bucarest a direzionare gli aiuti verso chi ha il maggior bisogno di appoggio, specialmente verso chi ha superfici agricole ridotte e che rappresenta la stragrande maggioranza degli oltre 1,3 milioni di agricoltori della Romania. Molto importante e’ che per spendere questi soldi non e’ piu’ necessario elaborare dei programmi che debbano essere ulteriormente approvati dalla Commissione Europea a Bruxelles, ma la loro gestione e’ esclusivamente di competenza nazionale. Quindi il ministero dell’Agricoltura non potra’ piu’ invocare ostacoli da parte della “burocrazia di Bruxelles” ma sara’ completamente responsabile per le sue decisioni finanziarie.

Quasi 3 milioni di romeni lavorano nell’agricoltura
Nel secondo trimestre del 2007, il tasso di occupazione della popolazione in eta’ lavorativa (15-64 anni) e’ stato del 59,6%, livello simile a quello registrato nel secondo trimestre del 2006 (59,7%), mentre il tasso della disoccupazione e’ ammontato a 6,5%, informa l’Istituto Nazionale di Statistica (INS). La popolazione attiva della Romania era di 10,1 milioni di persone, di cui 9,44 milioni di persone occupate e 660.000 disoccupati.
Il livello piu’ alto del tasso di occupazione per le persone in eta’ lavorativa e’ stato registrato dai laureati (85,8%).
I salariati hanno rappresentato la maggior parte (65,8%) della popolazione occupata; i lavoratori autonomi ed i collaboratori famigliari non remunerati hanno rappresentato il 32,6% della popolazione occupata.
Nel settore agricolo era concentrato il 30,1% delle persone occupate, e nelle attivita’ non agricole 6,59 milioni di persone, di cui nell’industria di trasformazione il 31,0%, nel commercio il 16,8% e nelle costruzioni il (10,5%).
Rispetto al secondo trimestre del 2006, si e’ registrata una leggera diminuzione del numero di persone occupate nell’industria estrattiva (16,8%) e nell’amministrazione pubblica (12%); le crescite piu’ accentuate sono state registrate dalla categoria di personale occupato nelle costruzioni (24,1%) e nelle transazioni immobiliari (14,4%).
Il tasso della disoccupazione e’ stato del 6,5% (-0,5% rispetto al trimestre precedente),
Il tasso della disoccupazione di lunga durata (disoccupati per piu’ di un anno) e’ stato del 3,3%. Per i giovani (15-24 ani), il tasso della disoccupazione di lunga durata (disoccupati per piu’ di 6 mesi) e’ stato del 13,9%.

Il 50% dei trasferimenti provenienti dai romeni che lavorano all’estero si dirigono verso l’ambiente rurale
Secondo i dati rilasciati dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo, le somme trasferite in patria dai romeni che lavorano all’estero sono ammontate a 4,7-4,8 miliardi di dollari nel 2006 ed hanno rappresentato il 3,9% del Prodotto Interno Lordo. Nel 2008, il valore dei trasferimenti in patria dei romeni che lavorano all’estero arrivera’ a 6 miliardi di euro, secondo le stime degli analisti della Banca Commerciale Romena.
Oltre il 50% dei trasferimenti effettuati dai romeni che lavorano all’estero sono destinati all’ambiente rurale. Non solo in Romania, ma anche in Albania e Repubblica Moldova il peso specifico dei trasferimenti dall’estero verso le regioni rurali e’ altrettanto alto, secondo un recente studio elaborato dal Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, in collaborazione con la Banca Inter-Americana per lo Sviluppo, intitolato “Sending money home: Worldwide remittance flows to developing countries”.
I cittadini degli stati europei emergenti che lavorano all’estero hanno trasferito nel 2006 nei paesi di origine oltre 50 miliardi di dollari. Tra i principali destinatari dei fondi provenienti dai cittadini che lavorano all’estero si annoverano, oltre alla Federazione Russa e la Romania, anche la Repubblica Moldova, la Polonia e l’Ucraina, dove queste somme rappresentano quasi il 20% del reddito pro capite.
A livello europeo, le somme trasferite dall’estero rappresentano l’11% del reddito pro capite, il 2% del PIL ed il 3% del valore delle esportazioni .

Sorpresa nel sistema bancario: Nicolae Danila ha lasciato la direzione della Banca Commerciale Romena (BCR)
Manfred Wimmer e’ stato nominato CEO ad interim della BCR, dopo l’annuncio delle dimissioni di Nicolae Danila dalla posizione di CEO della Banca Commerciale Romena (BCR), sussidiaria in Romania del Gruppo Erste.
Wimmer, vicepresidente e membro del Comitato Esecutivo della BCR, responsabile per l’integrazione nel quadro di Erste Group, prendera’ il nuovo incarico a partire dal 1 dicembre 2007.
Il quotidiano Ziarul Financiar asserisce che, secondo fonti bancarie ufficiose, Danila lascia la direzione della BCR in cambio di un pacchetto compensatore sostanzioso, “intorno ai 3-4 milioni di euro”. Nicolae Danila aveva ricevuto, inoltre, nel momento della privatizzazione della banca, un pacchetto dello 0,1% delle azioni, stimato a quasi 10 milioni di euro.
Nicolae Danila era stato nominato CEO della BCR nel 2000 ed ha conservato tale posizione anche dopo la privatizzazione della banca, nel 2005.
Manfred Wimmer ha diretto il team responsabile per l’acquisto della Banca Commerciale Romena da parte di Erste Group.
Manfred Wimmer occupa temporaneamente la posizione di CEO. Le sue priorita’ saranno la finalizzazione del Programma di Integrazione e Sviluppo, miglioramento del sistema di management e dei modelli di performance nella BCR, nonche’ il rinforzo della posizione di leader di mercato della BCR.
Dopo la finalizzazione del processo di integrazione, verra’ nominato un nuovo CEO, che si dedichera’ alla clientela della banca e allo sviluppo della posizione di mercato della BCR. Meta’ degli attivi del sistema bancario romeno e’ nelle mani di CEO stranieri
I primi tre istituti di credito (per dimensioni) operanti in Romania – BCR, BRD-Societe Generale e Raiffeisen Bank – che controllano quasi meta’ degli attivi del sistema bancario romeno sono, attualmente, diretti da banchieri stranieri. A febbraio 2002, l’olandese Steven van Groningen diventava presidente della Raiffeisen Bank Romania, ad ottobre 2004, il francese Patrick Gelin era nominato presidente della BRD Groupe Societe Generale e dal 1 dicembre 2007 Manfred Wimmer sara’ CEO della BCR.

Il peso specifico dei crediti nella costituzione del PIL rimane modesto in Romania
Uno studio elaborato dal gruppo Unicredit evidenzia che il contributo dei crediti alla creazione del prodotto interno lordo aumenta in Romania, pero’ la percentuale rimane bassa rispetto alla media europea. Secondo i banchieri, i crediti concessi alle persone fisiche arriveranno al 15,6% del PIL fino alla fine del 2007 mentre quelli del settore corporate saliranno al 16,9% del PIL. Anche i crediti concessi dagli istituti finanziari non bancari aumenteranno il proprio peso specifico nella costituzione del PIL.
Secondo lo studio Unicredit, i crediti di consumo arriveranno al 12,8% del prodotto interno lordo entro la fine del 2007, percentuale considerevolmente piu’ alta di quella registrata dai crediti immobiliare di soli 2,8% del PIL, pero’ altre fonti del sistema bancario sostengono che, in realta’, molti dei crediti per necessita’ personali e di consumo sono, di fatto, utilizzati per transazioni immobiliari, per evitare l’obbligo di anticipi piu’ consistenti e di garanzie materiali.

Il credito non governativo e’ aumentato del 5,7% a settembre 2007
I crediti concessi alle societa’ e alla popolazione e’ aumentato nel mese di settembre 2007 del 5,7%, a 129 miliardi di lei, in base all’aumento del 4% dei finanziamenti nella moneta nazionale e del 7,4% dei prestiti in valuta espressi in lei, informa la Banca Nazionale della Romania (BNR). Rispetto a settembre 2006, il credito non governativo ha registrato un aumento del 52,9% (44,2% in termini reali), come conseguenza dell’aumento del 40,9% della componente in lei (32,9% in termini reali) e del 66,2 % della componente in valuta espressa in lei. Espresso in euro, l’aumento dei crediti in valuta e’ stato del 75%. I finanziamenti in valuta per la popolazione hanno raddoppiato il saldo negli ultimi 12 mesi, salendo a quasi 30 miliardi di lei, mentre i crediti in lei contratti dalle persone fisiche sono aumentati del 44,6%, a 31 miliardi di lei.
Per quanto riguarda le persone giuridiche, nel mese di settembre 2007, i crediti contratti in lei sono aumentati del 4,7% rispetto ad agosto 2007 e del 37,5% rispetto a settembre 2006, a 31,64 miliardi di lei. I crediti contratti in valuta sono aumentati del 6,0% rispetto ad agosto 2007 e del 44,3% rispetto a fine settembre 2006, a 36,94 miliardi di lei.
A settembre 2007, i romeni hanno risparmiato l’1,5% in piu’ rispetto ad agosto
I depositi dei residenti clienti non governativi sono aumentati nel mese di settembre dell’1,5% rispetto ad agosto 2007, a 109,65 miliardi di lei.
I depositi in lei della popolazione sono aumentati dello 0,7%, a 37,72 miliardi di lei. A fine settembre 2007, i depositi in lei della popolazione erano del 52,0% piu’ alti di quelli di fine settembre 2006.
I depositi in lei delle compagnie sono diminuiti dello 0,3% rispetto il mese precedente, a 37,48 miliardi de lei , pero’ sono aumentati del 20% rispetto a settembre 2006.
I depositi in valuta dei residenti, persone fisiche e giuridiche, espressi in lei, sono aumentati del 4,5%, a 34,45 miliardi di lei. Espressi in euro, i depositi in valuta sono aumentati dell’1,9%, 10,26 milioni di euro. Rispetto a settembre 2006, i depositi in valuta dei residenti espressi in euro sono aumentati del 26,3% (+51,9% per i depositi in valuta della popolazione e +0,5% per i depositi in valuta delle persone giuridiche).

Blom Bank apre una nuova sussidiaria in Romania
Blom Bank aprira’, a dicembre 2007, una nuova succursale in Romania. La banca libanese opera gia’ sul mercato romeno attraverso una succursale della sua filiale in Egitto.
Blom Bank France Paris succursale Romania e’ gia stata iscritta nel registro degli istituti di credito della Banca Centrale (BNR) e comincera’ l’attivita’ prima di fine anno
Blom Bank France e’ detenuta per oltre il 99% dalla Blom Bank, con sede a Beirut ed e’ specializzata in servizi bancari personalizzati.

La Romania, paese campione per quanto riguarda l’economia “nera”
Gli stati dell’UE con la piu’ “fiorente” economia sotterranea sono quelli dell’Europa Sud Orientale, dichiara il commissario europeo per il lavoro, Vladimir Spidla, indicando in tal senso la Romania, la Bulgaria e l’Italia.
I piu’ diffusi beni commercializzati sul mercato nero sono, secondo i sondaggi, i DVD, i computer, l’abbigliamento ed i mobili. Seguono i servizi per la cura dei bambini ed il giardinaggio, le costruzioni e le riparazioni.
Il lavoro nero rappresenta il 21% del Prodotto Interno lordo
L’ufficio per sondaggi dell’Unione Europea, Eurobarometro, ha reso pubblico uno studio sul lavoro nero nell’UE, realizzato tra maggio e giugno 2007, intervistando 26.755 cittadini dei 27 paesi UE. Gli autori del rapporto avvertono, pero’ che “tenendo presente la natura sensibile dell’argomento dell’inchiesta ed il numero ridotto delle persone intervistate che hanno riconosciuto di aver lavorato in nero, i risultati devono essere interpretati con molta cautela”. Si e’ accertato che i paesi con il maggior tasso del lavoro nero sono quelli dell’Europa Orientale e del bacino Mediterraneo. In Romania, il lavoro nero rappresenta circa il 16-21% del PIL, quasi come in Grecia, Ungheria, Italia, Spagna, Slovenia, Lettonia a Lituania. Il caso estremo e’ la Bulgaria, dove il lavoro nero arriva al 35% del PIL. Una conclusione interessante del rapporto e’ che, a livello europeo chi ricorre piu’ frequentemente al lavoro nero sono le persone con redditi e studi superiori alla media nazionale. Dappertutto in Europa, il lavoro nero si concentra prevalentemente nell’edilizia e nei servizi domestici.
Il rapporto Eurobarometro raccomanda agli stati UE di adottare una politica del lavoro piu’ flessibile, alleggerendo il peso delle tasse e contributi sociali, seguendo l’esempio di paesi come il Belgio, l’Austria e la Spagna, che hanno introdotto un sistema di voucher attraverso il quale i disoccupati possono essere assunti temporaneamente per lavori domestici.

Sono cominciate le iscrizioni nel website Firme.ro
Il 19 ottobre 2007, e’ stato lanciato il website Firme.ro, che si propone di diventare il piu’ completo catalogo online delle societa’ operanti in Romania.
Il sito e’ dedicato sia alle societa’ interessate a presentarsi a potenziali clienti o partner di affari che a persone fisiche o giuridiche che cercano determinati prodotti o servizi.
Le societa’ si possono iscrivere, gratuitamente, con informazioni sui propri prodotti o servizi, certificazioni di qualita’, offerte, cataloghi ed ogni altra informazione considerata utile.
Per l’inserzione sul sito, le societa’ devono indicare obbligatoriamente il proprio codice unico di registrazione ed il numero di iscrizione al Registro del Commercio per certificare l’esistenza della compagnia.

Il Top delle piu’ dinamiche citta’ della Romania
Un top realizzato dal settimanale Capital in base alla valutazione dello sviluppo economico, nell’ultimo anno, delle principali 15 citta’ importanti della Romania piazza ai primi tre posti Bucarest, Cluj-Napoca e Sibiu.
Nell’ultimo anno, a Cluj-Napoca sono stati aperti 3 ipermercati (Cora, Kaufland e Carrefour) ed un centro per il fai-da-te’ (Baumax), mentre a Ploieşti o Oradea non e’ apparso alcun nuovo grande centro commerciale. Nel contempo, Automobile Craiova ha attratto uno dei giganti dell’industria auto mondiale e, con questo, piani di investimenti per tre quarti di miliardo di euro. Tractorul di Braşov e’ stato venduto per 77 milioni di euro, a differenza di Galaţi o Brăila, dove non si e’ registrata alcuna transazione di dimensioni piu’ consistenti. I progetti immobiliari lanciati nell’ultimo anno a Costanza, Braşov o Cluj-Napoca si avvicinano ad un totale di 2 miliardi di euro, mentre a Galaţi, l’Agenzia Nazionale per le Abitazioni rimane l’unico grande investitore. Differenze sempre piu’ consistenti si costatano tra citta’ con popolazione quasi uguale, ma con variazioni nelle dimensioni dei bilanci locali, nello stato dell’industria e dei servizi, nei livelli di vita culturale.
Il settimanale Capital ha analizzato la dinamica, prevalentemente dal punto di vista economico, delle 15 piu’ grandi citta’ della Romania (con piu’ di 150.000 abitanti) nel periodo ottobre 2006 – settembre 2007. Sono stati analizzati indici come gli investimenti significativi nel commercio, industria, immobiliare, turismo e trasporto, evoluzione del bilancio dell’amministrazione pubblica locale rispetto all’anno precedente, bilancio locale pro capite di abitante, spese pro capite effettuate dalle autorita’ pubbliche per i trasporti, ambiente, cultura e svago, ma anche il numero di avvenimenti culturali importanti, ed ultimo ma non meno importante, i progetti significativi di investimenti lanciati o in fase di esecuzione nel rispettivo periodo.
Nel Top delle piu’ “dinamiche” grandi citta’ romene, Bucarest si piazza al primo posto seguita da Cluj Napoca (con alti punteggi per gli investimenti nell’immobiliare, industria, turismo, ma anche per il bilancio pro capite di abitante e tasso di crescita del bilancio locale). Il terzo posto e’ spettato a Sibiu, Capitale Culturale Europea in questo periodo (secondo il sindaco Klaus Johannis nei primi 8 mesi del 2007 la citta’ era gia’ stata visitata da circa 600.000 turisti, e quindi per l’intero 2007 si stimano 1 milione di turisti, rispetto a 300.000 nel 2005). Nel 2007, Sibiu ha registrato uno dei piu’ alti tassi di crescita del bilancio locale (+82%) ed il secondo bilancio pro capite, dopo Bucarest.
Gli investimenti pubblici attirano fondi privati
Arad occupa il quarto posto nella graduatoria, grazie ai progetti immobiliari lanciati o sviluppati nell’ultimo anno (centro commerciale Armonia, parco industriale ed il mall annunciati da Delta, parco industriale UTA, parco logistico CEFIN, albergo Continental Vest), ma anche ai risultati conseguiti dall’amministrazione della citta’ sul Mureş, con uno tra i piu’ alti bilanci rispetto al numero di abitanti (quasi doppio rispetto all’anno precedente). Una parte dei fondi sara’ investita nelle infrastrutture di trasporti. „Il 2007 e’, indubbiamente, un periodo di massima trasformazione per il municipio Arad. Abbiamo iniziato lavori maggiori di infrastrutture, per circa 100 milioni di euro. E questi nostri investimenti generano ulteriore sviluppo. Quest’anno abbiamo percepito, piu’ che mai, l’interesse dei grandi investitori immobiliari“ dichiara il sindaco Gheorghe Falcă.
Seguono, al 5-o e 6-o posto, le citta’ di Costanza e Braşov, aiutate dalla loro posizione geografica favorevole.
A prima vista sembra strano che Iaşi (7-o posto) e Bacău (8-o posto) si siano piazzate prima di Timişoara (9-o posto). Se nella citta’ su Bega sono stati registrati investimenti privati di oltre 250 milioni di euro, sono stati inaugurati due ipermercati ed il bilancio locale pro capite di abitante e’ tra i piu’ alti, l’assenza di investimenti significativi nel campo immobiliare e turistico, la crescita modesta del bilancio locale, ma anche la mancanza di investimenti per la protezione dell’ambiente, hanno influito negativamente sulla valutazione.
All’altro capo del paese, in Moldavia, le autorita’ sembrano essersi mosse meglio per attirare fondi. Inoltre, gli investimenti in centri commerciali ed il boom dei trasporti aerei (dal 2007, Bacau e’ collegato da voli diretti con Roma, Parigi e Torino, per esempio) sono argomenti validi. E non si deve dimenticare che i due centri urbani dell’est stanno attraversando una tappa di sviluppo che la capitale del Banat ha superato, in gran parte, alcuni anni fa’.
Craiova si prepara per il boom
Le ultime posizioni del top sono occupate, ad un’unica eccezione, dalle grandi citta’ ubicate fuori dall’arco carpatico: Piteşti, Brăila, Galaţi, Craiova, Ploieşti ed Oradea.
L’ultimo anno non sembra essere stato molto buono per la citta’ sul Criş: un bilancio locale del 5% inferiore a quello del 2006, quindi spese piu’ contenute; neanche un nuovo centro commerciale o albergo; nessun investimento straniero significativo. Anzi, lo stabilimento per la produzione di olio di Bunge e’ stato chiuso e la produzione trasferita in Ungheria.
Assolutamente diversa la situazione di Craiova. „Lo sbarco della Ford cambiera’ radicalmente le cose. Un tale investimento ha un forte effetto di attivazione che verra’ percepito nell’intera regione. Praticamente, verra’ demolito il cliche’ secondo il quale, ad eccezione di Bucarest e di Prahova, nel sud del paese non si fa’ altro che agricoltura“ crede l’analista economico Daniel Dăianu. E, comunque, Craiova ha gia’ una serie di premesse favorevoli: centro universitario sviluppato, infrastrutture industriali buone, posizione favorevole tra Bucarest e la frontiera occidentale.
Anche a Brasov si prepara un boom, immobiliare
A 700 milioni di euro ammontano gli investimenti in complessi residenziali, parchi industriali e logistici o centri commerciali preannunciati nell’ultimo anno a Braşov o nelle sue immediate vicinanze.

Martifer allestisce il primo grande parco eolico in Romania, su 260 ettari, a Babadag
Eviva Nalbant, sussidiaria del gruppo portoghese Martifer, ha concessionato a Babadag, nella regione Tulcea, un terreno di 260 ettari, per sviluppare un parco eolico di 48 MW, che rappresenta la prima tappa di un progetto sulla costruzione di centrale eoliche per un totale di 400 MW, entro il 2012.
L’obiettivo del gruppo portoghese di creare in Romania, entro il 2012, unita’ eoliche con una capacita’ totale installata di 400 MW (equivalente ad oltre la meta’ del potere di un reattore nucleare di Cernavoda) necessitera’ investimenti di oltre 500 milioni di euro. Eviva intende allestire, nel 2008, alcune centrali eoliche in Dobrogea e Moldavia. Inoltre, Martifer in consorzio con altre due societa’ portoghesi ha acquistato nel 2006 alcune microidrocentrali dal produttore di energia Hidroelectrica. Martifer e’ presente in Romania anche nel campo dei biocombustibili con uno stabilimento per la produzione di carburanti biodiesel a Lehliu, ed opera anche nel campo dell’edilizia e nell’immobiliare.

Inaugurazione della settimana
Inaugurato, a Bucarest, “real”, il primo ipermercato non stop in Romania
37.000 generi alimentari e non alimentari a prezzi competitivi, presentati su un’area di vendita di oltre 7.700 mq e’ l’offerta del primo ipermercato non stop (24 ore su 24, 7 giorni a settimana) “real”, inaugurato a Bucarest, annuncia Tjeerd Jegen, direttore generale di “real” Romania. Verra’ assicurato, inoltre, il trasporto a domicilio del cliente di ogni spesa di almeno 500 Ron, l’aggiustamento dei capi di abbigliamento acquistati e l’assaggio dei vini prima dell’acquisto. L’unita’ inaugurata a Bucarest possiede anche una “galeriareal” su 4.100 mq (pianoterra e primo piano) che riunira’ 14 negozi.
Entro la fine del 2008, la divisione “real, – Hypermarket” intende arrivare a 21 unita’ di cui 4 a Bucarest. Fino al momento attuale, il retailer ha investito oltre 200 milioni di euro nelle prime 10 unita’ aperte in Romania (Timisoara, Costanza, Oradea, Sibiu, Craiova, Satu Mare, Brasov, Targu Mures, Baia Mare e Bucarest) e fino alla fine del 2007 aprira’ altri centri a Galati, Timisoara, Cluj, Bucarest (Berceni) e Deva.
La divisione “real, – Hypermarket” e’ parte del gruppo tedesco METRO. La rete “real” ha, attualmente 78 centri commerciali in Polonia, Turchia, Russia e Romania.

Statistica della settimana
8 su 10 romeni sono abbonati ai servizi di telefonia mobile
Nel 2006, rispetto all’anno precedente, il numero dei beni durevoli acquistati dalla popolazione romena e’ aumentato per tutte le categorie di prodotti, informa l’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Un aumento consistente ha registrato il numero degli abbonamenti alla telefonia mobile per 1.000 abitanti (+30,7% nel 2006 rispetto al 2005, da 618,0 a 807,8 per le persone fisiche e +30,3% per i nuclei famigliari, da 181,1 abbonamenti a 236).
E’ migliorata anche la dotazione della popolazione con cucine a gas (+11,3%), frigoriferi e congelatori (+8,5%), apparecchiature audio (+8,4%), lavatrici elettriche (+8,1%) ed apparecchi TV (+8,1%).
La dotazione della popolazione con autovetture, nel 2006 rispetto al 2005, e’ aumentata del 7,7% per 1.000 abitanti (da 126,7 a 136,5 unita’) e del 7,5% per ogni 100 nuclei famigliari (da 37,1 a 39,9 unita’).

I mass media italiani parlano della Romania
www.polimerica.it: Gerosa fa shopping in Romania – Acquisita la quota di maggioranza della società romena Artema Plast
Il gruppo Gerosa, dopo aver acquisito tre anni fa la spagnola Rieusset, ha rilevato in estate la maggioranza della società romena Artema Plast con sede nella regione di Prahova, a pochi chilometri da Bucarest. L’operazione è stata portata a termine da Cellografica Gerosa.
Artema Plast, specializzata nella produzione di imballaggi flessibili con tecnologia flessografica, ha un giro d’affari di circa 3 milioni di euro e 65 addetti. Lo stabilimento romeno si estende su una superficie di 11.000 metri quadrati di cui 2.000 coperti.

www.trasporti-oggi.it: Protocollo di amicizia Torino Bacau
Sottoscritto, il 20 ottobre 2007 oggi, a Bacau, in Romania, un “Protocollo di amicizia” tra Torino e la citta’ romena. Il documento stabilisce e definisce forme di collaborazione operativa nella gestione dei servizi pubblici e sociali delle due citta’. I cittadini romeni a Torino che provengono dalla zona di Bacau sono circa 23.000 e la citta’, dopo la crisi industriale che l’ha colpita anni fa, ha avuto un tasso altissimo di emigrazione verso altri paesi europei: i suoi abitanti sono infatti scesi da 230.000 a circa 175.000. L’intesa si e’ anche concretizzata nella costituzione e nell’attivita’ di quattro gruppi di lavoro congiunti. Il primo gruppo si e’ occupato delle questioni sociali ed ha esaminato, in particolare, i problemi e le difficolta’ legati ai minori non accompagnati ed ai romeni di etnia rom presenti a Torino; il secondo ha approfondito l’utilizzo delle risorse idriche, il terzo la gestione e lo smaltimento dei rifiuti ed il quarto i trasporti e la mobilita’. In occasione degli incontri di questi giorni Bacau e’ anche entrata a far parte della rete europea di citta’ “Quartiers en Crise” e questo ingresso, secondo Ilda Curti che ne e’ presidente, “rappresentera’ una concreta possibilita’ di accedere ai fondi europei destinati a progetti di sviluppo sociale”. “Bacau”, ha poi sottolineato l’Assessore, “e’ la prima citta’ di uno dei 12 paesi recentemente giunti a far parte dell’Unione Europea ad entrare in questa rete”. Nel corso del conferenza stampa che ha chiuso i lavori, il sindaco Chiamparino, parlando del tema della sicurezza ha osservato: “gli accordi tra la nostra citta’ ed il Governo prevedono di intervenire con decisione nei confronti di coloro, anche rumeni, che delinquono o svolgono attivita’ illecite. Le nostre forze dell’ordine e la polizia romena”, ha concluso Chiamparino, “collaboreranno a questo fine, anche per evitare che il cattivo comportamento di una minoranza possa creare difficolta’ e mettere in cattiva luce tutti i cittadini rumeni che vivono e lavorano rispettando le regole di convivenza nella nostra citta’

http://finanza.repubblica.it: Gas Plus si aggiudica due nuove licenze di esplorazione in Romania
Gas Plus S.p.A., quarto produttore italiano di gas [GSP.MI], ha raggiunto un accordo con Sterling Resources Ltd, società operante nel settore upstream e quotata all’AIM di Londra per il farm-in del 15% in due nuove licenze esplorative nell’ offshore romeno, denominate Midia e Pelican.
La partecipazione, che avrà effetto a partire dal 2008 a seguito dell’approvazione delle autorità locali, sarà detenuta da Gas Plus International BV, società olandese che gestisce tutte le attività internazionali del gruppo. Gas Plus pagherà un premio di ingresso e un “carry” sui costi relativi al pozzo Media.
Gas Plus rafforzerà così la propria presenza internazionale che si sviluppa nella partecipazione in 14 licenze esplorative, 10 in UK e quattro nell’Est Europa (dove alle due nuove licenze di recente aggiudicazione in Polonia si aggiungono i due asset romeni).

www.spoletonline.it: Spoleto-Bucarest – Il sindaco Brunini discute di collaborazioni economiche in Romania
Nuove possibilità di collaborazioni economiche tra aziende del territorio di Spoleto e quelle della Romania. Durante la sua permanenza a Bucarest, invitato dell’Ambasciatore di Italia in Romania Daniele Mancini nell’ambito della tournée in Romania del Teatro Lirico Sperimentale, il Sindaco Massimo Brunini, oltre a partecipare agli incontri che hanno visto TLS, la Provincia di Perugia, e Ministero della Cultura confrontarsi su progetti di collaborazione artistico-culturale, ha effettuato varie riunioni con il vice presidente della camera di commercio della città di Bucarest e della Camera di Commercio della Romania. Nel corso del colloqui con i rappresentanti della camera di commercio sono state avviate proposte di collaborazione a livello commerciale ed economico tra aziende umbre e soggetti economici della Romania. Brunini ha ricordato che diverse aziende spoletine operano da anni nel contesto romeno. L’ambasciatore Mancini ha chiesto al sindaco l’elenco delle imprese spoletine presenti in territorio romeno, delegando Siro Peppoloni, addetto commerciale dell’Ambasciata Italiana Bucarest, di mantenere relazioni e curare i contatti tra le realtà economiche della Romania e di Spoleto. Agli incontri ufficiali presso la Camera di Commercio di Bucarest era presente, per un altro progetto di cooperazione tra Italia e Romania, una rappresentanza della camera di commercio di Torino, di cui faceva parte anche il sindaco Sergio Chiamparino. La tournee del TLS fa parte della visita ufficiale in Romania della Provincia di Perugia, rappresentata dall’Assessore Daniela Frullani, dal Vicepresidente della Provincia Giampiero Panfili, dal Presidente del Consiglio Annina Botta nell’ambito dei rapporti di gemellaggio tra le due province europee.

www.immigrazioneoggi.it: Visita di stato in Romania del sottosegretario agli esteri Crucianelli – in agenda l’immigrazione.
Il Sottosegretario agli Esteri Famiano Crucianelli è dal 22 ottobre a Bucarest per una missione di due giorni, nel corso della quale incontra, tra gli altri, il Ministro degli interni David ed il Vice Ministro degli esteri Vierita. L’agenda dei colloqui prevede, in particolare, la questione dell’immigrazione romena in Italia. Da parte italiana vi è l’aspettativa di rafforzare la collaborazione con Bucarest sia sul versante delle misure di gestione dei fenomeni migratori sia sulla possibilità di coordinare la rispettive politiche di integrazione sociale utilizzando, ove possibile, anche i fondi dell’Unione Europea.

www.dedalonews.it: Eurofighter per la Romania, Avioane Craiova per la Finmeccanica?
Se la Romania scegliesse l’Eurofighter Finmeccanica sarebbe disposta a rilevare Avioane Craiova, l’industria aeronautica statale la cui privatizzazione è stata lanciata nella scorsa primavera L’offerta è stata comunicata ufficialmente al governo romeno ed annunciata pubblicamente a Bucarest nell’ambito del salone Expomil 2007 dal direttore del programma per la Romania Giuseppe Paoletti. Il consorzio europeo – in gara contro il Saab Gripen per sostituire i MiG-21 Lancer romeni – potrebbe fornire alla Romania un primo reparto operativo già nel 2010, completando l’intera fornitura di 24 esemplari entro quattro anni. Avioane Craiova verrebbe coinvolta nel supporto tecnico e nella manutenzione degli Eurofighter romeni, ma potrebbe forse giungere ad assemblarli sul luogo. La proposta industriale italiana potrebbe compensare in parte il maggior prezzo dell’Eurofighter rispetto al caccia svedese, che nell’ex blocco orientale si è già aggiudicato ordini – sia pure tramite il leasing di macchine usate – in Repubblica Ceca ed Ungheria.
Nel 2006 Avioane Craiova ha registrato perdite di circa 340.000 euro su un fatturato di circa 6,8 mln. La società, creata a Ghergesti per produrre il bireattore da attacco jugoslavo-romeno Orao/IAR-93, è controllata all’81% dallo stato attraverso l’Agenzia per la Valorizzazione delle Partecipazioni Statali e festeggia quest’anno il 35° anniversario. Il suo prodotto di punta è l’addestratore avanzato IAR-99, la cui versione Soim, munita di avionica Elbit israeliana, è stata sinora ordinata in 12 esemplari ottenuti aggiornando parte della flotta esistente. In più Avioane Craiova realizza parti strutturali per Fokker Aerospace (Gulfstream G.IV), SABCA (Airbus A330/340) e Reims Aviation (F406) ed effettua revisioni e manutenzioni di aerei fino alla classe MD80 che possono atterrare sul vicino aeroporto e giungere in ditta percorrendo una via di rullaggio di 1,3 km. Queste capacità potrebbero essere utilizzate – non solo come compensazioni industriali – nell’ambito del C-27J. Secondo quanto riferito a Dedalonews da fonti industriali, il solo programma del bimotore tattico di Alenia Aeronautica – di cui la Romania sta finalizzando il contratto per sette esemplari – non sarebbe però sufficiente a giustificare l’acquisto di Avioane Craiova. Di qui la proposta di collegarlo al più vasto e costoso rinnovo della linea caccia romena.

www.straineriinitalia.it: Italia e Romania d’accordo sulle espulsioni veloci. Incontro al Viminale tra Amato e il suo omologo romeno David. “Rafforzare la distinzione tra onesti e criminali”
Bucarest è pronta a collaborare per rendere veloci ed efficaci le espulsioni dall’Italia dei cittadini romeni che rappresentano un rischio per la sicurezza pubblica e, più in generale, a proseguire l’azione comune di contrasto della criminalità.
In attesa che il pacchetto sicurezza (l’approvazione è stata rinviata dall’ultimo Consiglio dei Ministri) dia più potere ai prefetti per l’allontanamento dei comunitari, il ministro dell’Interno Giuliano Amato ha incontrato a Roma il suo omologo romeno Cristian David per definire bilateralmente l’attuazione delle nuove regole. “Questa collaborazione – ha detto Amato – nasce dal fatto che esiste una consistente comunità italiana in Romania e una ancora più numerosa comunità romena in Italia. Il nostro scopo comune è quello di favorire la maggiore integrazione tra i due paesi per combattere la criminalità e rafforzare la distinzione fondamentale tra cittadini onesti dell’altro paese venuto a lavorare e i criminali”. Secondo David “il desiderio comune è quello di contrastare con efficacia la criminalità romena e per questo bisogna isolare quegli elementi che creano pregiudizi a danno di quella comunità che è ben inserita in Italia e che concorrono allo sviluppo economico del Paese”. La collaborazione tra polizie di Italia e Romania tra l’altro è già in corso, ha ricordato il ministro romeno, e ha portato all’arresto di 255 cittadini romeni e alla denuncia di altri 200. Al Viminale si è parlato anche di programmi per il rimpatrio volontario dei Rom e di altri misure per non farli partire dalla Romania. Su questo tema ha spiegato Amato “l’Italia dovrà attuare la legge per il riconoscimento dei diritti delle minoranze rom. Tutto questo vorrei discuterlo in una conferenza sui Rom da fare nel gennaio 2008 al quale è invitato il ministro David”.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Astron: Un sistema per costruire edifici industriali in acciaio
Astron: il settore “Building Systems” del gruppo Lindab
Lindab, con il marchio Astron, è il leader europeo della costruzione di edifici industriali in acciaio, in grado di soddisfare le necessità di società nazionali ed internazionali che progettano nuovi siti di produzione in Europa.
Astron opera in vari settori, dall’industria al commercio fino allo sport, con edifici destinati a fabbriche, depositi, garage, piattaforme logistiche, depositi e supermercati, centri sportivi, edifici polivalenti, hangar per l’aeronautica, ecc….
Astron si basa su un concetto semplice: Semplificare il modo di costruire!
C’è una domanda crescente di metodi costruttivi per costruzioni efficaci, ecologiche, a basso consumo energetico, affidabili, durature e con un buon rapporto qualità/prezzo. Questa domanda è importante sia per gli edifici industriali che per quelli residenziali. La risposta di Astron è : semplificare il modo di costruire proponendo un metodo pre-studiato per edifici industriali in acciaio.
Astron significa un metodo di costruzione semplice, rapido, economico, facile da mettere in opera e proficuo, che si conforma alle norme di costruzione ed alle necessità del cliente finale.
La gamma Astron:
• Edifici industriali su misura con luci libere che vanno fino a 100m.
• Edifici Multipiano.
I principali vantaggi di Astron:
• Certezza di un singolo interlocutore per l’intera commessa dell’edificio.
• Ottimizzazione dello spazio disponibile, con o senza colonne intermedie.
• Realizzazione chiavi in mano.
• Progetti ricercati esteticamente e rapidità d’esecuzione.
• Durabilità nel tempo dei lavori, la cui qualità è certificata ISO 9001:2000
• Isolamento termico efficiente.
• Garanzia di un grande gruppo Europeo che ha già consegnato più di 40.000 edifici.
• Oltre 40 anni d’esperienza.
• Presenza in 36 paesi d’Europa.

Produzione e rappresentanze:
Tre stabilimenti produttivi ed uffici di progettazione e di vendita in Europa:
a Diekirch, Lussemburgo, (28.000 m²), a Prerov, Repubblica Ceca (18.000 m²) e Nyiregyhaza, Ungheria (9.900 m²).
Inoltre, una quarta fabbrica verrà realizzata a breve a Tutaev, località situata a 300 km a Nord-Est di Mosca (Russia) e sarà operativa nella primavera 2008.
Astron è anche presente con uffici tecnici e di vendita in Germania, Francia, Polonia e Regno Unito oltre che con uffici di rappresentanza in Croazia, Spagna, Italia e Romania.
Per informazioni: Sig. Mauro Picco (Vendite Internazionali) +352 80291
E-mail: m.picco@astron.biz
Sito Internet: www.astron.biz

Gli sponsor tecnici che aiutano l’Associazione Imprenditori Italiani in Romania
Speedsoft Company
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Tel.: 0730.494.699 – 0766.303.202 – Fax.: 0344.814830
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Newsletter n.43 / 2007

Per mancata applicazione delle norme nel campo degli autotrasporti, l’UE minaccia con la Corte di Giustizia otto paesi tra cui Italia e Romania
La Commissione Europea ha inviato ad 8 stati membri un parere motivato, ultima fase della procedura d’infrazione prima del deferimento alla Corte di giustizia, per non aver notificato a Bruxelles il recepimento della direttiva sull’attuazione delle nuove norme sui tempi di guida e di riposo, nonché l’introduzione del tachigrafo digitale, per i camionisti e gli altri conducenti professionisti.
Non avendo recepito questa direttiva, indica una nota dell’esecutivo UE, gli Stati membri “non dispongono degli strumenti giuridici necessari per promuovere una equa concorrenza all’interno del settore e migliorare la sicurezza stradale”. La normativa stabilisce regole per controllare il numero delle ore di lavoro dei conducenti professionisti e prevede di triplicare gradualmente i controlli.
Gli altri paesi “minacciati” sono Grecia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Regno Unito.

Altro avvertimento dall’UE: Mancato adempimento da parte della Romania a disposizioni del trattato d’adesione, nel campo della protezione dell’ambiente
La Commissione Europea ha avvertito la Romania sul mancato adempimento ad una serie di disposizioni del Trattato di adesione nel campo della protezione dell’ambiente, e ha fatto scattare la cosiddetta procedura di “infringement”. Se Bucarest non riuscira’ a convincere Bruxelles della sua buona fede, la Romania sara’ multata per mancato rispetto alla legislazione comunitaria nel campo della biodiversita’. Secondo un comunicato stampa dell’esecutivo di Bruxelles, la Romania non e’ riuscita a stabilire delle zone protette speciali per i volatili migratori o in pericolo, a dispetto della direttiva UE sulla protezione delle specie di uccelli selvatici.

Il Presidente Traian Basescu ha assicurato il nuovo ministro dell’Agricoltura del suo appoggio, nonostante sia evidente che non potra’ essere recuperato in 30 giorni quello che non e’ stato fatto in quasi un anno, dopo l’adesione della Romania all’UE
Il Presidente Traian Băsescu ha chiesto al nuovo ministro dell’agricoltura, Dacian Cioloş, di fare in modo che il settore che esso coordina registri progressi, anche se non sara’ possibile recuperare il tempo perso dall’inizio del 2007. “Vorrei che partisse da premesse realistiche, e anch’io parto da tali premesse, che non sara’ possibile recuperare in 30 giorni quello che non e’ stato fatto in un anno”, ha sottolineato il presidente. “Sono conscio che non potra’ far funzionare l’Agenzia dei pagamenti con tutte le sue strutture a parametri normali entro il 9 novembre 2007, la scadenza stabilita dall’UE” ha aggiunto lo stesso. “Quello che le chiedo, in qualita’ di capo dello stato, e’ di registrare progressi, il che sara’ importantissimo per la Commissione Europea” ha concluso il capo dello stato, ricordando che dal 1 gennaio 2007, il governo romeno aveva il compito di far funzionare l’APIA ,”il che non e’ successo”. Basescu ha assicurato pubblicamente il nuovo ministro del suo appoggio politico “perche’ la Romania non deve avere la sfortuna di essere un caso unico nell’UE”, con una clausola di salvaguardia dopo l’adesione, che secondo il presidente “sarebbe una vergogna”.
Il premier Tariceanu ha assicurato che non sara’ necessario un intervento da parte del capo dello stato.

FMI prevede una crescita del 6,3% dell’economia romena nel 2007
Il Fondo Monetario Internazionale prevede che la Romania registrera’ nel 2007 una crescita economica del 6,3%, il deficit di conto corrente arrivera’ al 13,8% del PIL per scendere, poi, al 13,2% del PIL nel 2008, indica una variante preliminare del rapporto “World Economic Outlook”, pubblicato da Reuters.

Il disegno di Legge finanziaria per il 2008, elaborato dal governo Tariceanu, e’ considerato “fantasioso” dagli analisti economici
Redditi pubblici del 39,6% del prodotto interno lordo, crescita economica del 6,5%, inflazione del 3,8%, tasso di cambio euro/leu del 3,18. Queste sono le cifre in base alle quali il governo Tariceanu, ispirato dal ministro di finanze Varujan Vosganian, ha costruito il “fantasioso” disegno di Legge Finanziaria per il 2008, un’anticipazione piu’ che ottimistica della vita e della fiscalita’ in Romania nel prossimo anno.
Il 2007 si conclude con risultati meno “rosei” del previsto: i redditi al bilancio dello stato ammonteranno a circa il 33% del PIL, la crescita economica e’ rallentata (l’ultima stima della Commissione di Previsioni indica un 6,1%) l’inflazione continua a salire (e potrebbe arrivare al 6%). Pero’ il ministro dell’economia e finanze scommette, per il 2008, su un buon anno agricolo, che risolva tutte le difficolta’ circostanziali che rovinano l’immagine della Romania nella visione degli investitori.
Bilancio social-liberale
„Nei dialoghi avuti con i sindacati e patronati, i primi mi hanno rinfacciato che il disegno di legge finanziaria e’ troppo liberale, e gli ultimi che e’ troppo sociale. Tutti hanno ragione“ commenta scherzosamente il ministro Vosganian l’esito delle consultazioni con i partner sociali. Una cosa e’ certa, pero’: il disegno di legge finanziaria per il 2008 e’ uno elettorale. Il 6% del PIL e’ destinato all’educazione, il 4,5% alla sanita’ e non meno dell’11,9% alla protezione sociale. I trasporti beneficiano del 4% del PIL e l’agricoltura del 2,7% del PIL.
Un PIL pro capite di 7.000 euro
Secondo il disegno di Legge Finanziaria per il 2008, il PIL arrivera’ a 440 miliardi di lei (138 miliardi di euro), grazie ad una crescita economica del 6,5%. I redditi al bilancio consolidato ammonteranno a 174,2 miliardi di lei (39,6% del PIL), mentre le spese saranno di 186,2 miliardi di lei (42,3% del PIL). Il deficit del bilancio consolidato sara’ del 2,7% del PIL. „Il prodotto interno lordo, che nel 2004 era di 58 miliardi di euro, salira’ nel 2008 a 138 miliardi di euro. Cio’ significa che il PIL pro capite arrivera’ a quasi 7.000 euro“ calcola il premier Tariceanu. Pero’, poiche’ lo stato si prende “la parte del leone”, circa il 40% del PIL, pro capite di romeno rimarranno soltanto 4.200 euro.
Redditi dai tasti della calcolatrice
Come assicurera’ l’esecutivo romeno redditi al bilancio per il 39,6% del PIL? „Non e’ previsto alcun aumento di tasse o imposte. Non saranno introdotte nuove imposte. E partiamo dalla premessa che la conservazione dell’attuale politica fiscale e’ a favore della crescita economica accelerata che la Romania registra negli ultimi anni. Di conseguenza, questa decisione mantiene la stabilita’ fiscale introdotta dal 1 gennaio 2005“ assicura il premier Tariceanu. Ed il ministro dell’economia e finanze aggiunge che nel 2007 i redditi dal bilancio consolidato rappresenteranno il 33-34% del PIL. Il capo delle finanze romene dovrebbe, forse, essere piu’ cauto con tali percentuali, dal momento che ha gia’ programmato un deficit di bilancio del 2,7% del PIL. Per il 2008, soltanto dai fondi europei verra’ in modo supplementare un 3% del PIL, sostiene Vosganian. L’eliminazione delle misure di semplificazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) per i lavori di costruzioni-montaggio e consegna di edifici, parti di edifici e terreni, ma anche la proroga del periodo di applicazione dell’IVA in dogana porteranno altri 4,3 miliardi di lei al bilancio, circa l’1% del PIL. In piu’ – sostiene il ministro – anche gli incassi al bilancio delle assicurazioni sociali aumenteranno dell’1,5% del PIL.
Diminuiscono i contributi, aumentano gli incassi
L’aumento dei redditi, come percentuale del PIL, al bilancio delle assicurazioni sociali e’ alquanto sorprendente. Dal 2008, il Governo ha deciso la riduzione dei contributi del 6%, in 3 tappe (del 2,2% a gennaio e del 2,3% a dicembre per i datori di lavoro a cui si aggiunge una riduzione dell’1,5% a luglio per i dipendenti). Per i datori di lavoro verra’ applicata una riduzione dell’1,5% ai contributi per le assicurazioni sociali di stato (a dicembre 2008), dell’1% (a gennaio) ed altri 0,5% (a dicembre) per le assicurazioni per la disoccupazione e dello 0,7% (a gennaio) ai contributi per gli incidenti sul lavoro. I datori di lavoro beneficeranno anche di una riduzione in 2 tappe, dello 0,5% (a gennaio) e dello 0,3% (a dicembre) per le assicurazioni di sanita’, conformemente al disegno di legge finanziaria per il 2008, approvato dal Governo. Per i dipendenti verra’ applicata, da luglio 2008, una riduzione dell’1,5%, di cui l’1% per le assicurazioni di salute e lo 0,5% per le assicurazioni di disoccupazione. A tali riduzioni si aggiunge il trasferimento del 2% al pilone II delle pensioni. Nonostante tutto cio’, sostiene il Governo, gli incassi al bilancio delle assicurazioni aumenteranno non solo in termini nominali, ma anche come percentuale del PIL. La spiegazione offerta e’ che aumentera’ la base di tassazione! Attraverso l’eliminazione del plafond dei 5 stipendi medi lordi al pagamento dei contributi per le pensioni, correlato all’eliminazione del plafond della pensione, l’uniformizzazione della base di tassazione per le pensioni e la disoccupazione e l’inclusione di tutti i redditi nella base di calcolo per i contributi sociali.
Tasso di cambio del 3,18 per lo stato e del 3,35 per i privati
Un’altra fonte di redditi per il Governo e’ rappresentata dalla differenza di tassi di cambio presi in calcolo per le spese, da una parte, e per i redditi da un’altra. Se nel caso delle spese governative si prende in calcolo un tasso di cambio euro/leu di 3,18, all’incasso delle accise per l’intero anno si prendera’ in calcolo il tasso del 1 ottobre precedente (2007), cioe’ 3,35 lei/euro. In alte parole, lo stato guadagna 0,17 lei per ogni euro, pagato dai soggetti ad accise ed alla tassa per la prima immatricolazione di un’autovettura.
L’inflazione
Il piu’ discusso indice preso in calcolo per il 2008 rimane l’inflazione: 3,8%. E cio’ mentre l’inflazione del periodo settembre 2006-settembre 2007 ha superato il 6%. Il premier non ha spiegato come riusciranno l’esecutivo e la banca centrale a ridurre tanti drasticamente l’inflazione, nelle condizioni di un bilancio cosi’ generoso. Quali sono le ragioni per tale scatto inflazionistico? Tutti nominano la siccita’ del 2007. Governanti, analisti e produttori. Si dimenticano, pero’ che la Romania ha registrato altri anni di siccita’ senza tale regresso nella deflazione. Un indice potrebbe essere fornito dall’elenco dei prodotti che hanno registrato rincari: i trasporti (+2,53%) a causa dell’aumento dei prezzi dei combustibili a livello internazionale, ma anche le telecomunicazioni (+3,33%) a causa del deprezzamento del leu. Non per ultimo sono rincarati anche i generi alimentari (+1,94%) e cio’ potrebbe essere solo l’inizio. Quando e’ stato deciso l’aumento delle pensioni, dal punto di vista macroeconomico, il governatore della banca centrale, Isarescu, dichiarava che „finche’ il bilancio delle assicurazioni sociali avra’ un surplus oppure un deficit contenuto non ci sono problemi“. Pero’ dal punto di vista microeconomico le cose stanno differentemente. Il prezzo di equilibrio, aggregato, degli econometristi della banca centrale non combacia con quello del mercato perche’ in realta’ questo e’ determinato dall’anticipazione da parte degli imprenditori dell’evoluzione della richiesta ed offerta futura. In condizioni di siccita’ e di deprezzamento del leu, l’offerta nel campo alimentare non puo’ aumentare ne’ dalla produzione nazionale ne’ dall’importazione, in un ritmo considerevole. In cambio, l’aumento delle pensioni (doppiato da quello degli stipendi compresi, pero’, nelle anticipazioni degli imprenditori, che non rappresentano una sorpresa) mettono sotto pressione, direttamente, i prezzi dei generi alimentari, categoria piu’ acquistata dai pensionati insieme all’energia (che rincarera’ anch’essa, d’altronde). Con l’intenzione, logica, di massimizzare il proprio profitto e anticipando un aumento della richiesta in seguito all’aumento delle pensioni da settembre 2007, i commercianti di generi alimentari hanno gia’ aumentato i prezzi. Questi potrebbero essere validati o invalidati dai consumatori, in funzione dell’elasticita’ della richiesta. Pero’, secondo il laureato del premio Nobel per l’economia, George Stigler, la maggior parte delle curve della richiesta ma anche dell’offerta non sono elastiche. In altre parole, molto probabilmente il prezzo sara’ validato. Seguira’ un nuovo aumento delle pensioni a novembre e poi un altro a gennaio 2008, doppiati, molto probabilmente, da nuovi rincari dei generi alimentari. Per non parlare dell’ultima tappa di aumento del punto della pensione dal 1 gennaio 2009. In assenza di un aumento del tasso di interesse di politica monetaria della BNR (con effetti avversi sulla crescita economica), esiste il rischio di entrare in una spirale inflazionistica, in base alle anticipazioni sia degli imprenditori che della popolazione, che vorra’ essere protetta attraverso stipendi piu’ alti. Stipendi piu’ alti significa anche pensioni piu’ alte, e quindi un successivo aumento della richiesta. L’uscita dal vicolo cieco puo’ allontanarsi. Un altra possibile ragione per cui l’inflazione e’ ripresa negli ultimi mesi potrebbe essere l’aumento dei costi operazionali a livello delle compagnie in seguito alla reintroduzione dell’IVA in dogana ma anche, nel caso dei generi alimentari, delle nuove regolamentazioni europee sulla qualita’ dei prodotti, le condizioni della distribuzione, ecc. Perche’, come osservava Stigler, „la panoplia delle regolamentazioni puo’ essere utilizzata a scopi redistributivi, e questa redistribuzione dei redditi non risulta in maniera esplicita nel bilancio. La frequente esclusione dei neo-arrivati sul mercato, per esempio, porta ad una produzione piu’ ridotta a prezzi piu’ alti e profitti piu’ consistenti per gli imprenditori protetti dalla legislazione“.
Il progetto di Legge finanziaria per il 2008 sara’ esaminato dal parlamento dopo le “euroelezioni” del 27 novembre 2007
Il disegno di legge Finanziaria per il 2008 ed il bilancio delle assicurazioni sociali saranno esaminati e votati dal parlamento romeno dopo le elezioni del 27 novembre per il Parlamento Europeo, ha annunciato il segretario della Camera dei Deputati, Ioan Munteanu. Secondo Munteanu, i gruppi parlamentari hanno proposto di posticipare la votazione del bilancio per evitare che la campagna elettorale per le elezioni al PE interferisca con altri argomenti.

Soltanto il deficit estero cresce ancora in ritmo sostento in Romania
Sono bastate alcune ondate provenienti dall’ambiente internazionale – non si trattava di vere turbolenze – e le opinioni sull’economia romena che “sale alle stelle” sono cominciate a cambiare. Sono stati confermati, anche prima di quanto fosse attendibile, gli avvertimenti di alcuni analisti – non molti – che tutto sarebbe andato a gonfie vele soltanto finche’ a livello europeo ed internazionale tutto sarebbe stato perfetto. Ecco che l’inflazione minaccia di nuovo ed il leu perde colpi. Gli analisti – tutti – si sono subito ricordati che la Romania ha gravi deficit esterni, difficilmente sostenibili, che il leu e’ sopravalutato e quindi puo’ subire delle correzioni, che l’inflazione era diminuita grazie all’apprezzamento della moneta nazionale e quindi rischia di riaccendersi nella misura in cui non e’ generata organicamente dalla competitivita’ acquisita nel campo reale dell’economia. Gli stessi analisti – romeni e stranieri – si accorgono, adesso, che il deficit estero e’ cosi’ alto che il paese e’ in pericolo ad ogni crisi di liquidita’ nel sistema, indifferentemente dalle cause (movimenti avversi dei capitali speculativi, riduzione dei trasferimenti da parte dei romeni che lavorano all’estero o addirittura soltanto temporeggiamenti degli investimenti stranieri ecc).
Dal punto di vista macroeconomico, la piu’ importante vulnerabilita’ e’ rappresentata dal deficit enorme nell’interscambio commerciale ed implicitamente del conto corrente estero. Non si puo’ vivere in eterno esportando per 30 miliardi di euro ed importando per 50 miliardi di euro l’anno ad un PIL di 100-120 miliardi di euro. Un’esplosione – alcuni piu’ gentili la chiamano correzione – del tasso di cambio, dell’inflazione o di entrambe sembra inevitabile. E’ un semplice calcolo aritmetico: mancano 20 miliardi di euro l’anno, che altri devono apportare per coprire lo squilibrio. Circa 5 miliardi di euro arrivano dai romeni che lavorano all’estero (per quanto tempo arriveranno ancora?). E gli investimenti stranieri diretti, nuovi, non possono coprire la differenza. L’ultima fonte e’ l’indebitamento estero, che nel ritmo in cui e’ reso necessario, diventera’ “incendiario” in qualche anno. Forse neanche si arrivera’ al boom del debito estero, se nel frattempo veri sismi verranno provocati dalla semplice riduzione delle entrate dai trasferimenti dei romeni attivi all’estero o dagli investimenti diretti stranieri. Per non parlare del fatto che gli investitori stranieri, dopo non molto tempo, specialmente ai tassi di reddititivita’ della Romania, cominciano ad esportare, sotto forma di rimpatrio dei profitti, degli ammontari che difficilmente potranno essere compensati dalle entrate per nuovi piazzamenti. La crescita economica fondata sul consumo di beni importati e’ malsana ed insostenibile. E se si aggiungono anche i capitali speculativi che spingono, artificiosamente, la moneta nazionale verso l’alto, e’ facile intravedere un esito ancora piu’ esplosivo in caso di turbolenze internazionali che determinerebbero il ritiro di questi capitali. E non sarebbe per colpa degli stessi movimenti di capitali speculativi ma a causa del terreno insicuro sul quale si producono e che amplifica i risultati.

Il deficit di conto corrente ha superato 10,2 miliardi di euro
Il deficit di conto corrente ha superato, dopo i primi 8 mesi del 2007, il valore di 10,2 miliardi di euro (+87% rispetto a quello de periodo simile del 2006), prevalentemente a causa del dell’aumento del deficit commerciale (+69% rispetto a quello del periodo simile del 2006), secondo i dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania.
La crescita del deficit e’, pero’, piu temperata, dopo l’aumento del 100% registrato nella prima meta’ dell’anno.
Nei primi 8 mesi del 2007, gli investimenti stranieri diretti hanno coperto il 40% del deficit di conto corrente, poiche’ sono ammontati a 4,05 miliardi di euro, di cui le partecipazioni al capitale ed il profitto reinvestito hanno rappresentato il 48,7%, ed i crediti intra-gruppo il 51,3%.
A fine agosto 2007, il debito estero a medio e lungo termine della Romania ha superato 33,8 miliardi di euro (+19,1% rispetto al valore registrato alla fine del 2006.
Dopo i primi 7 mesi del 2007, il deficit di conto corrente ammontava a 8,96 miliardi di euro (+98% rispetto al periodo simile del 2006).
La crescita del deficit di conto corrente e’ cominciata a rallentare dopo il primo semestre del 2007, quando il conto corrente della bilancia dei pagamenti registrava un deficit di oltre 7,8 miliardi di euro (+108% rispetto al periodo simile del 2006).
Per il 2007, secondo le previsioni autunnali della Commissione Nazionale di Previsioni si stima un deficit di conto corrente di 15,8 miliardi di euro, equivalente al 13,4% del Prodotto Interno Lordo, e per il 2008 di 18,35 miliardi di euro, rispettivamente il 13,3% del PIL. Nel 2006, il deficit di conto corrente ha rappresentato il 10,3% del PIL.

Il Governatore della Banca Nazionale della Romania avverte che la politica fiscale non deve rilassarsi “in alcun modo” nel 2007 e 2008. Pero’ la continuazione degli aumenti salariali e’ considerata inevitabile in un anno elettorale
La politica fiscale deve rimanere “stretta”, poiche’ le altre componenti del mix di politiche sono difficilmente controllabili in un anno elettorale, dichiarava il governatore della Banca Centrale, Mugur Isarescu, in occasione del seminario Mediafax Talks about Corporate Loans: “La politica fiscale non deve rilassarsi in alcuna forma, ne’ entro la fine del 2007 ne’ nel 2008. E sono d’accordo anche il premier ed il ministro delle Finanze”.
Isarescu ha aggiunto che la politica fiscale e’ il mezzo per ottimizzare il mix, poiche’ non si puo’ attendere una limitazione degli aumenti salariali e perche’ la politica monetaria, negli ultimi 2 anni, attraverso il tasso di cambio, ha determinato per la maggior parte la deflazione. Il Governatore BNR ha sottolineato che il mercato non deve attendersi a misure brusche da parte della banca centrale a breve, nonostante la BNR abbia gia’ reagito per controbilanciare la crisi inflazionistica degli ultimi due mesi. I prezzi al consumo sono aumentati nel mese di settembre dell’1,08%, rispetto allo 0,86% del mese precedente, ed il tasso annuo dell’inflazione, negli ultimi 12 mesi, ha superato la soglia del 6%.
Riforme strutturali all’orizzonte
Il tasso annuo dell’inflazione potrebbe ritornare verso il 5% negli ultimi 2 mesi del 2007, con l’eliminazione dell’influenza del mese di novembre 2006 (quando l’indice dei prezzi al consumo era aumentato di oltre l’1%) ha aggiunto Isarescu. Lo stesso ha spiegato che gli “scenari” della banca centrale non mirano obbligatoriamente a raggiungere l’obiettivo a breve termine di rientrare nel target dell’inflazione del 2007, ma a conservare la tendenza di deflazione durevole, a medio e lungo termine. Il Governatore BNR ha aggiunto che in Romania sono ancora necessarie riforme strutturali, pero’ sara’ difficile che le autorita’ riescano ad applicarle e breve termine. “In concomitanza con gli aumenti salariali, dovrebbero essere intraprese anche misure per quanto riguarda le politiche strutturali. Il tasso della disoccupazione e’ arrivato al 4%, cioe’ il livello della disoccupazione naturale. E’ vero che non e’ facile realizzare riforme strutturali in un anno elettorale, pero’ la banca centrale deve farlo presente” ha dichiarato Isarescu.
Per quanto riguarda il tasso di cambio leu/euro, Isarescu ha dichiarato che questo registrera’ aumenti e diminuzioni, movimenti naturali, che saranno registrati, inoltre, dall’intera economia nel suo insieme.

Altri fondi persi per l’agricoltura romena: La Romania ha assorbito zero euro dai fondi europei del PNDR per il 2007
740 milioni di euro perde la Romania nel 2007 per aver inviato in ritardo il Programma Nazionale di Sviluppo Rurale (PNDR) alla Commissione Europea. I fondi erano destinati ai comuni per lo sviluppo dei villaggi, la costruzione di strade nuove, reti di acqua e gas naturale.
L’ex ministro dell’agricoltura, Remes, prometteva a luglio che i progetti sarebbero stati presentati «oggi stesso», ed i contratti di finanziamento firmati subito dopo l’approvazione del programma alla CE. Nel frattempo, pero’, il Ministero dell’Agricoltura ha cambiato idea: i progetti saranno accolti soltanto dopo l’approvazione del programma da parte della Commissione Europea, cioe’ probabilmente all’inizio del 2008.
“Al piu’ presto a marzo potranno essere presentati questi progetti di finanziamenti, perche’ il ministero ha ritardato, in modo inammissibile, l’invio del Piano per approvazione. I fondi saranno riportati per l’anno prossimo, pero’ sara’ difficile assorbire il doppio dei fondi, specialmente perche’ nel 2007 non e’ stato utilizzato nemmeno un euro da tale fondo” crede Ilie Sarbu, ministro dell’agricoltura nel periodo 2000-2004. “Praticamente, in questo momento, la Romania paga la sua quota all’UE – 1,2 milioni di euro l’anno, e non e’ capace di prendere niente” conclude Sarbu.
„Sarebbe rischioso accogliere dei progetti, mentre le misure del PNDR sono ancora negoziate a Bruxelles. Per eliminare il rischio di accettare progetti per misure che teoricamente possono subire modifiche, abbiamo scelto di aspettare l’approvazione” spiega Viviana Vasile, direttore generale per lo sviluppo rurale del ministero. “Possiamo accogliere soltanto proposte di progetti. Ogni potenziale beneficiario puo’ completare un apposito modulo e presentare un riassunto del progetto che intende realizzare“ conclude Vasile.
Il portavoce del commissario europeo per l’agricoltura Mariann Fischer Boel sostiene, invece, che ogni stato membro puo’ autorizzare l’effettuazione dei pagamenti prima dell’approvazione del PNDR dalla Commissione Europea, pero’ su propria responsabilita’, ed ogni spesa non eleggibile sara’ recuperata ulteriormente dai beneficiari. Attraverso il PNDR saranno concessi, entro il 2013, fondi europei di oltre 8 miliardi di euro, fondi provenienti dal Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale.

A piu’ di un anno dall’elaborazione del disegno di legge per gli incentivi ai grandi investitori, romeni e stranieri, il governo ripromette di sottoporlo ad un dibattito parlamentare nel mese di novembre prossimo.
Iniziato dall’ex vice premier George Copos, prelevato da Bogdan Pascu, poi da Iuliu Winkler ed attualmente da Varujan Vosganian ed Ovidiu Silaghi, ministri dell’economia e delle PMI, il disegno di legge non varia di molto rispetto alla forma iniziale. Anche se doveva entrare in vigore dal 1 gennaio 2007 quando – con l’adesione all’UE – scadeva l’effetto della precedente normativa sugli investimenti, la legge sugli investimenti in Romania rimane in fase di intenzione.
Se la nuova legge sugli investimenti verra’ adottata, il governo romeno potra’ concedere facilitazioni di 2 miliardi di euro nel 2008, oltre a facilitare i collegamenti alle infrastrutture di acqua, energia elettrica, gas naturale e comunicazioni o a vendere terreni a prezzi accessibili.
„Le facilitazioni possono essere del 20% del valore degli investimenti, pero’ possono arrivare fino al 50% in condizioni eccezionali” spiega Varujan Vosganian. Anche compagnie come Ford o Renault possono ricevere facilitazioni „se investiranno almeno 50 milioni di euro” aggiunge Ovidiu Silaghi.
Le compagnie possono ricevere tra 250 e 2.000 euro per ogni nuovo posto di lavoro creato, in funzione della zona dove realizza un investimento di almeno 1 milione di euro.
Il ministro per le PMI, Commercio, Turismo e Professioni Liberali, Ovidiu Silaghi, sottolinea che la Legge sugli investimenti deve essere adottata al piu’ presto per conservare il grado di interesse degli investitori stranieri per la Romania.
Secondo il disegno di legge, beneficeranno di aiuti da parte dello stato le societa’ che investono nella ricerca-sviluppo, protezione dell’ambiente, energia rigenerabile, infrastrutture, realizzazione di prodotti alimentari ecologici, produzione di mezzi e componenti auto e le societa’ operanti nell’industria di trasformazione. Avranno diritto a facilitazioni le societa’ che investono oltre 1 milione di euro, in un periodo determinato in funzione del valore dell’investimento.
La legge sara’ indirizzata, in maniera non discriminatoria ai capitali ed investimenti di ogni origine e mirera’ ad eliminare le differenze nello sviluppo tra le regioni della Romania.
Agenzia Romena per gli Investimenti
Il ministro Varujan Vosganian ha ribadito che per il 2008 sono previsti circa 2 miliardi di euro, cioe’ l’1% del PIL, per sostegno agli investimenti – nel rispetto delle norme europee sugli aiuti di stato – e che la concessione delle facilitazioni e’ condizionata dall’esistenza dei rispettivi investimenti per almeno 10 anni.
L’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS) si trasformera’ in Agenzia Romena per gli Investimenti. Secondo i rappresentanti ARIS, con la nuova legge sugli investimenti e dei parchi industriali, la Romania potrebbe attrarre, nei prossimi anni, investimenti stranieri diretti simili a quelli dell’anno record 2006, di 9,1 miliardi di euro. Sorin Vasilescu, direttore ARIS, sottolinea la necessita’ di costituire nuovi parchi industriali poiche’ quelli esistenti sono gia’ occupati.

Ad agosto 2007, i crediti bancari contratti dai romeni avevano superato l’ammontare del disponibile nei depositi e conti correnti bancari
I debiti dei romeni nei confronti delle banche sono aumentati piu’ rapidamente degli ammontari che le persone fisiche depositano in banca. Per la prima volta, alla fine di agosto, i debiti hanno superato il totale dei depositi bancari e delle some dei conti correnti.
Le somme che i romeni si sono impegnati a pagare, in base ai crediti contrattati, sono aumentate del 41% nei primi 8 mesi del 2007, mentre l’ammontare dei depositi e conti correnti e’ cresciuto di soli 21%, rilevano le statistiche della Banca Centrale (BNR). Il totale dei debiti contratti dai romeni e’ aumentato di oltre 17 miliardi di lei nei primi 8 mesi del 2007, mentre le somme che questi possiedono nelle banche sono aumentate di meno di 10 miliardi di lei.
Piu’ indebitati che mai
Ad agosto 2007, i debiti dei romeni nei confronti delle banche hanno superato i loro risparmi. I debiti delle persone fisiche nei confronti delle banche erano arrivati ad agosto a 57,02 miliardi di lei, mentre le somme da esse detenute nelle banche ammontavano a 56,88 miliardi di lei.
Nelle statistiche BNR, le cifre sono pubblicate in moneta nazionale; gli ammontari presi in prestito o depositati in valuta sono trasformati in lei al tasso di cambio comunicato dalla banca centrale per l’ultimo giorno del mese al quale si riferisce il calcolo.
Percio’, l’aumento dei debiti contratti dai romeni nei confronti delle banche puo’ essere dovuto anche al deprezzamento del leu nei confronti dell’euro. Nei mesi precedenti, le somme detenute dai romeni nei conti correnti e depositi superavano i prestiti contratti (a luglio, per esempio, i depositi superavano di 2,7 miliardi i prestiti).
Preferiti i crediti in valuta straniera
I crediti contratti in franchi svizzeri, dollari americani e yen giapponesi sono aumentati quasi 3 volte nei primi 8 mesi del 2007. Al secondo posto per il tasso di crescita si sono piazzati i crediti in euro, aumentati di oltre il 50%. I romeni prediligono i crediti in valuta (perche’ costano meno) ed i risparmi in lei (perche’ hanno rendimenti migliori).

Il credito bancario e’ ancora poco utilizzato dalle societa’ romene
Il credito bancario ha un peso specifico ancora modesto nell’attivita’ delle compagnie operanti in Romania, rispetto alla situazione registrata in altri paesi, specialmente nell’Europa occidentale.
La maggior parte delle aziende romene non ha contratto alcun credito, e l’86% non si finanzia da fonti bancarie, dichiarava in occasione di un recente seminario economico, Jean Andronie, vicepresidente esecutivo Corporate Banking della BCR.
L’agricoltura e’ poco attiva per quanto riguarda la contrattazione di crediti
In Romania, gli operatori commerciali dell’agricoltura che hanno ricorso negli anni precedenti a crediti da fonti bancarie rappresentavano l’8,4% del volume totale di crediti contratti ; mentre in Francia, gli agricoltori che hanno ricorso a prestiti bancari rappresentano il 20,4% del totale dei crediti concessi, in Spagna il 23%, in Italia il 22% ed in Austria il 15,5%.
Le societa’ operanti nel campo industriale che hanno ricorso a prestiti bancari rappresentavano il 7,9% del volume totale di crediti concessi. In Francia la percentuale e’ del 6,6%, in Spagna del 10,8%, in Italia del 18,2%, in Austria del 10,5%, ed in Germania del 10,1%.

I non residenti dispongono di 3 miliardi di euro nelle banche operanti in Romania
I depositi a medio e lungo termine dei non residenti (persone fisiche e societa’ straniere) nelle banche romene, sono aumentati 4 volte in un solo anno e rappresentavano l’equivalente ad oltre 3 miliardi di euro a fine agosto 2007, secondo i dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania (BNR).
L’ammontare, costituito per la maggior parte da risparmi in lei, e’ tre volte superiore a quello registrato alla fine del 2006 e quattro volte superiore a quello del 31 agosto 2006 (884 milioni de euro in depositi). La spiegazione e’ l’apprezzamento “aggressivo” del leu e le differenze ancora consistenti tra i tassi di interesse per i piazzamenti in lei e quelli per altre monete.
I 3,1 miliardi di euro possono essere considerati un’importante fonte di finanziamento per le banche, poiche’ a partire da luglio 2007, i crediti contrattati dalla popolazione hanno superato i depositi. La velocita’ della crescita dei depositi costituiti dai non residenti supera di molto quella dei risparmi in banca delle persone fisiche o giuridiche romene.
A fine agosto 2007, i depositi in lei della popolazione erano aumentati di soli 52,1% rispetto al 2006, e quelli in valuta del 39,9%, mentre le societa’ hanno risparmiato del 23% in piu’ in lei e dell’11% in meno in valuta.

Gli investimenti delle compagnie straniere sul mercato romeno diventano piu’ contenuti
Circa il 60% delle compagnie straniere operanti sul mercato romeno stimano che nell’ultimo trimestre del 2007, registreranno un miglioramento sia della situazione finanziaria che dell’attivita’ economica, pero’ prevedono la diminuzione del volume dei loro investimenti, risulta da un “barometro” realizzato dalla societa’ di consulenza KPMG.
I risultati dello studio confermano i dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania, che indicano che, nei primi 8 mesi del 2007, il livello degli investimenti stranieri diretti e’ diminuito (-6%) rispetto al periodo simile del 2006.
KPMG intervista trimestralmente 100 compagnie internazionali, operanti in Romania, per la maggior parte clienti KPMG Romania. Il “barometro” segue le opinioni degli investitori sul clima investizionale, sui vantaggi e svantaggi degli affari in Romania ed il livello dell’ottimismo sul futuro dei propri affari in Romania.
Gli investitori lamentano l’aumento rapido degli stipendi ed i prezzi alti dei terreni
La mancanza di manodopera, l’aumento ingiustificato degli stipendi ed il rincaro delle proprieta’ immobiliari sono – secondo gli investitori stranieri – i problemi che portano alla modifica dei loro piani di affari in Romania.
Il problema del personale e’ considerato il piu’ grave, e tende ad accentuarsi poiche’ non si trovano soluzioni alla situazione in cui sul mercato c’e’ un eccedente di capitale ed un deficit di manodopera, specialmente nelle categorie che vanno dagli operai al middle management. Cio’ genera l’aumento degli stipendi oltre la crescita della produttivita’ ed una fluttuazione esagerata del personale.
Si stima che il livello degli investimenti stranieri nel 2007 sara’ di 7 miliardi di euro, in diminuzione di circa 2 miliardi di euro rispetto al 2006 (anno della privatizzazione della BCR).
Attualmente, secondo Monica Bărbuleţiu, vicepresidente dell’Agenzia di Investimenti Stranieri (ARIS), sono in corso di realizzazione 72 progetti, con un valore di 3 miliardi di euro, che creeranno 30.000 nuovi posti di lavoro. L’ufficiale ARIS sottolinea che il futuro appartiene in Romania ai progetti greenfield, poiche’ il tempo delle grandi privatizzazioni e’ finito.
Secondo il Rapporto Mondiale degli investimenti 2007 di UNCTAD, la Romania si e’ piazzata nel 2006 al secondo posto nell’Europa Centrale ed Orientale piu’ CIS per gli investimenti esteri diretti (IDE), dopo la Russia. Si anticipano anche per il futuro IDE significativi in Romania e Bulgaria, grazie all’„interesse in aumento da parte delle compagnie straniere per l’accesso alle risorse naturali, anche in condizioni piu’ severe e di forte crescita economica”.
La Romania si piazza al 7-o posto in una classifica della qualita’ del capitale umano, elaborata dall’istituto di ricerche Consiglio Lisbona, tra i 10 stati che hanno aderito all’Unione Europea nel 2004 e 2007, piu’ i candidati Croazia e Turchia. Per realizzare la graduatoria, il Consiglio Lisbona ha calcolato un indice che prende in considerazione la capacita’ di uno stato di sviluppare e sostenere il capitale umano, in funzione di 4 fattori (qualita’ del fattore umano, utilizzo del capitale umano, produttivita’ del capitale umano e prospettive demografiche).

La Capitale romena, meno attraente per gli imprenditori?
Bucarest si e’ piazzata al 28-o posto tra 33 grandi citta’ europee dove e’ opportuno aprire un’attivita’, secondo uno studio annuale elaborato da European Cities Monitor.
Al primo posto si e’ piazzata Londra, seguita da Parigi, Francoforte e Barcellona. Praga figura al 13-o posto, Varsavia al 19-o, Budapest al 23-o, Vienna al 24-o, Roma al 27-o, Mosca al 31-o ed Atene all’ultimo posto.
La graduatoria e’ realizzata in funzione di determinati criteri, tra cui il costo della manodopera, la facilita’ nel reperire personale qualificato, l’accesso al mercato, il clima economico assicurato dal Governo, la qualita’ del sistema di telecomunicazioni, i collegamenti di trasporti con l’estero, gli spazi per uffici disponibili e gli affitti, la qualita’ della vita, il livello di inquinamento ed i costi operazionali.
Bucarest si e’ piazzata al primo posto per i costi contenuti, ancora, della manodopera.

La popolazione della Romania diminuira’ di oltre il 20% entro il 2050
La popolazione della Romania diminuira’ di oltre il 20% fino nel 2050, ed una diminuzione simile registrera’ l’intera Europa Orientale, risulta da uno studio elaborato dall’Ufficio di Statistica della Popolazione (PRB).
Secondo i dati presentati, la popolazione della Romania diminuira’ da 21,6 milioni di abitanti, attualmente, a 17,1 milioni nel 2050. Il numero di abitanti dell’Europa Orientale diminuira’ dagli attuali 295 milioni a 229 milioni nel 2050.
A livello mondiale, la popolazione aumentera’ da 6.62 miliardi, attualmente, a 9.29 miliardi nel 2050.
Secondo PRB, fino nel 2050, l’India superera’ la Cina per il numero di abitanti. Dagli attuali 1,13 miliardi di abitanti l’India arrivera’ a 1,47 miliardi nel 2050, mentre in Cina la popolazione aumentera’ da 1,38 miliardi a 1,43 miliardi.
PRB e’ un organizzazione non-governativa fondata negli SUA nel 1929 che fornisce informazioni demografiche. Il suo studio annuale “World Population Data Sheet” e’ considerato una delle piu’ importanti fonti di informazioni sulla popolazione mondiale.

Esami per i cittadini UE intenti a lavorare in Romania
I cittadini degli stati membri UE che intendono esercitare in Romania una serie di professioni, tra cui avvocato, professore, psicologo, traduttore, perito contabile o biochimico, saranno esaminati e, secondo i casi, sosterranno esami di differenza, per il riconoscimento dei loro diplomi.
Il governo romeno ha modificato recentemente, con un’Ordinanza di Urgenza, la Legge sul riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche professionali per le professioni regolamentate in Romania. La norma comprende nuove disposizioni sul riconoscimento professionale delle qualifiche dei cittadini degli stati membri dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo e della Confederazione Svizzera che intendono esercitare professioni di esperto in insolvenze, avvocato, restauratore, traduttore/interprete autorizzato, psicologo, biochimico, biologo e chimico nel sistema sanitario, perito contabile, contabile autorizzato, professore ecc.
Il riconoscimento professionale viene effettuato dal Corpo dei Periti Contabili e Contabili Autorizzati, per la professione di perito contabile, dal Ministero della Giustizia per quella di traduttore/interprete autorizzato, consigliere giuridico, perito criminalista, perito tecnico giudiziario, dall’Ufficio Nazionale dei Monumenti Storici per quella di restauratore e dal Ministero dell’Educazione per i professori.
I cittadini stranieri interessati ad ottenere il riconoscimento professionale devono effettuare uno stage di adeguamento di fino a 3 mesi o sostenere un esame di differenza, se sono specializzati in campi teorici o pratici sostanzialmente differenti rispetto a quanto richiesto in Romania. Tali esigenze possono essere sostituite dall’adozione di piattaforme comuni elaborate per le professioni che non sono regolamentate a livello europeo e che rappresentano un insieme di criteri di qualifiche professionali in grado di compensare le differenze significative costatate tra le esigenze di formazione dei diversi stati membri per una determinata professione.
Inoltre, per l’ottenimento del riconoscimento della qualifica professionale, i cittadini stranieri devono ottenere un certificato linguistico che dimostri la conoscenza della lingua romena.

Statistica della settimana
Se il terreno sottostante la Capitale romena venisse venduto al metro quadrato, Bucarest “costruita” costerebbe oltre 400 miliardi di euro. I 1.700 ettari di verde rimasti, valgono dal punto di vista immobiliare circa 7 miliardi di euro. Il prezzo medio al mq e’ arrivato a 1800 euro
Bucarest vanta una superficie di 228 chilometri quadrati, cioe’ 228 milioni di metri quadrati (quasi 1/100 del territorio della Romania). Secondo i dati forniti dalla Municipalita’ di Bucarest, il 70% della superficie della citta’ e’ costruita. Attualmente, un metro quadrato si vende mediamente a 1.800 euro, il che significa che il valore immobiliare della superficie costruita di Bucarest ammonterebbe a 410,4 miliardi di euro (superiore al prodotto annuo interno lordo del Belgio, per esempio), senza prendere in calcolo gli immobili soprastanti.
Dei 30% di superficie non costruita, meno di un terzo (circa 1.700 ettari) e’ ancora “verde” – occupato da alberi ed altre piante. Altri 350 ettari sono specchi d’acqua ed il resto e’ coperto da infrastrutture (strade, ponti). I terreni ancora edificabili sono pochi e di piccole dimensioni.
Pro capite di abitante risultano meno di 8 mq di spazio verde. Tra il 1989 ed il 2007 gli spazi verdi della capitale sono dimezzati e continuano a diminuire rapidamente nonostante i segnali dei mass-media ed i protesti della societa’ civile. Pero’ i “contro argomenti” finanziari sono enormi. Anche ad un prezzo di 3.000 euro/mq di terreno, rimane un buon margine di profitto per i developer immobiliari, nelle zone piu’ ambite, come il nord della citta’, dove il metro quadrato arriva anche a 3.500-6.000 euro/mq. In altre parole e’ necessario un milione di euro, per comprare un terreno di meno di 300 mq.

Notizia dell’ultima ora
Candidature di nuovi ambasciatori romeni
Il 18 ottobre 2007, le Commissioni riunite di politica estera del Parlamento romeno hanno esaminato i candidati nominati per le funzioni di ambasciatori della Romania negli Stati Uniti d’America (Adrian Cosmin Vierita), Italia (Rasvan Rusu), Bosnia ed Erzegovina (Daniel Banu) e Kazakstan (Emil Rapcea) e hanno fornito un parere favorevole.
Rasvan Rusu e’ originario da Bacau, ha 35 anni ed e’ stato direttore generale della Direzione Europa allargata nel Ministero degli Esteri. Nel periodo 1999-2003 ha lavorato a New York presso la missione permanente della Romania all’ONU.
Le proposte per la nomina degli ambasciatori sono fatte dal Ministero degli Esteri ed il parere dei parlamentari e’ consultativo poiche’ la decisione finale appartiene al presidente Traian Basescu.

I mass media italiani parlano della Romania
www.ilgiornale.it: La «Polizzia» deve buttare le divise fatte in Romania
Sapete come si scrive Polizia in romeno? Se non lo sapete, poco importa chiedete ad un agente della Stradale di girarsi e lo potrete leggere tranquillamente senza l’ausilio di lenti correttive sulla sua schiena: «Polizzia». Il correttore di bozze è cortesemente pregato, per una volta, di non correggere. Sarebbe uno sforzo vano, una battaglia persa in partenza. Perché, per sistemare migliaia di giacconi in Goretex, appena arrivati da Bucarest e destinati alla nostra Polizia (quella vera, quella con una zeta sola) più che un correttore ci vorrebbero ettolitri di «bianchetto» e centinaia di omini volenterosi. Quindi. «Quindi adesso ce li teniamo, anzi li buttiamo così come sono arrivati», ammette, confida e denuncia Filippo Saltamartini segretario del Sap, il Sindacato autonomo di polizia.

www.newgol.com: Norcia nuovamente a Bucarest
L’autunno romeno, quest’anno particolarmente ricco di eventi soprattutto di carattere culturale che vedono accesi i riflettori sulla città di Sibiu, proclamata appunto “capitale europea della cultura 2007”, riserva spazi di grande visibilità anche a molte città italiane, invitate ad animare il clima generale dei festeggiamenti con il meglio delle loro offerte turistiche. Questi giorni anche la città di Norcia è a Bucarest, quale ospite d’onore dell’ambasciata italiana. A rappresentare la città sono lo stesso sindaco Nicola Alemanno e l’assessore al turismo Pietro Luigi Altavilla. Il loro viaggio istituzionale nella capitale della Romania è stato sollecitato dall’ambasciatore italiano a Bucarest Daniele Mancini, giunto a Norcia lo scorso agosto per intavolare con la città di San Benedetto periodici scambi di natura non solo culturale ma anche sportiva, commerciale e gastronomica. “I contatti con la Romania – spiega l’assessore Altavilla – sono divenuti molto proficui per la nostra città. Sono iniziati lo scorso mese di giugno con il viaggio della fiaccola benedettina e si sono fatti via via più frequenti soprattutto in seguito alla visita dell’ambasciatore Mancini a Norcia”.

www.liberta.it: Gemellaggio con la Romania per difendere il territorio – Protezione civile, gruppo Omega di Monticelli e assessore Bruschini in visita nella regione di Brasov
Un protocollo di cooperazione internazionale e’ stato siglato tra la Regione Emilia Romagna, la Regione romena di Brasov e la relativa prefettura. L’accordo, focalizzato sul tema della protezione civile, e’ stato formalizzato al termine del viaggio intrapreso da una delegazione emiliano romagnola guidata dall’assessore alla protezione civile Marioluigi Bruschini e composta, tra gli altri, dal geologo del servizio protezione civile della Provincia di Piacenza, Fabrizio Marchi, e Daniele Migliorati, presidente del gruppo Omega di Monticelli.
Proprio il gruppo monticellese (e con esso i colleghi di Villanova) ha avuto un ruolo importante nell’approfondimento della relazione con la Romania: l’intesa con lo stato estero fonda le sue radici su una relazione intrapresa dalla Regione Emilia-Romagna due anni fa, e consolidata lo scorso settembre durante la seconda edizione di Rotta Omega, il viaggio lungo l’asta del Po ideato dall’associazione omonima, che ha entusiasmato gli osservatori romeni presenti, tanto da spingerli a ricambiare l’ospitalitŕ invitando i colleghi italiani alla loro esercitazione sul rischio sismico. Il protocollo di cooperazione per la difesa e la sicurezza del suolo coinvolge le due Regioni e la prefettura di Brasov, ma si estende anche alla facoltŕ d’ingegneria dell’universita’ di Bologna e all’omologa di Brasov. «Si tratta di una collaborazione a livello tecnico-scientifico, che prevede scambi di dottorandi tra le due universita’ e gruppi di lavoro comuni che coinvolgeranno tecnici italiani e romeni», commenta Bruschini. «I nostri colleghi romeni presenteranno le loro richieste di collaborazione per particolari problemi e noi, che siamo piu’ avanti sotto l’aspetto di sviluppo tecnico-scientifico e di realtŕ di volontariato, cercheremo di aiutarli a risolverli». La relazione non sara’ solo a senso unico: «I nostri partner hanno anche punte di eccellenza – precisa l’assessore – sono esperti nel settore sismico e hanno una facoltŕ d’ingegneria all’avanguardia». A Bruschini, che durante il viaggio ha incontrato anche esponenti del ministero degli esteri romeno, e’ stato infine affidato l’importante ruolo di imbastire una relazione diretta tra la Romania e il dipartimento nazionale di protezione civile. L’esperienza e’ stata positiva per piacentini: «Abbiamo assistito ad una delle esercitazioni meglio organizzate tra quelle viste finora, con simulazioni molto realistiche sul rischio sismico – racconta Marchi – Ci sono molti punti in comune su cui poter lavorare: per esempio il rischio idraulico. La loro struttura e’ simile alla nostra, ma molto piu’ gerarchizzata. Le nostre attrezzature sono piu’ moderne, la nostra pianificazione, dalla cartografia in poi, e’ piu’ dettagliata».

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Newsletter n.41 / 2007

La Commissione Europea ha concesso alla Romania un mese per risolvere i problemi nell’agricoltura
Il 10 ottobre 2007, la Commissione Europea ha concesso alla Romania un mese di tempo per risolvere i problemi registrati nel sistema dei pagamenti nell’agricoltura, per evitare l’attivazione della clausola di salvaguardia e la diminuzione delle sovvenzioni concesse dall’UE.
La Commissione Europea ha informato la Romania che rischia la riduzione del 25% dei pagamenti per l’agricoltura se non sara’ in grado di risolvere una serie di gravi inadempienze nel suo sistema d’amministrazione e controllo finanziario.
La Romania aveva appena chiesto il “permesso” per effettuare una nuova valutazione del sistema dei pagamenti diretti nell’agricoltura ed eliminare gli errori
L’Agenzia dei Pagamenti ed Interventi nell’Agricoltura (APIA) investira’ fino a 4,8 milioni di euro per il rifacimento di alcuni piani riguardanti i terreni agricoli, utilizzati nel sistema di concessione delle sovvenzioni agli agricoltori. Le missioni di audit della Commissione Europea avevano costatato errori in questi piani (denominati ortofotopiani), spiegava il direttore generale dell’APIA, Dan Gherghelas. I lavori, che saranno attribuiti attraverso gara pubblica, devono essere finalizzati in 150 giorni dalla firma del contratto. Inoltre, il Ministero dell’Agricoltura aveva annunciato, che la divisione di audit di Deloitte Romania realizzera’ un audit delle due agenzie dei pagamenti nel campo dell’agricoltura e sviluppo rurale, in vista dell’accreditamento finale.
Per evitare di perdere circa 110 milioni di euro a causa dell’Agenzia dei Pagamenti ed Interventi nell’Agricoltura (APIA), il Ministero dell’Agricoltura si impegnava, con un documento inviato alla Commissione Europea, di rendere funzionale il sistema dei pagamenti agli agricoltori entro il 30 novembre 2007
In nuovo direttore dell’APIA, Dan Gherghelas, ha dichiarato a The Money Channel che il Ministero dell’Agricoltura ha presentato a Bruxelles i progetti realizzati fino al momento attuale e ha proposto un nuovo calendario nel quale l’APIA si impegnava di rendere funzionante entro il 30 novembre 2007 il sistema dei pagamenti diretti per ettaro. Secondo quanto dichiarato recentemente dal ministro dell’agricoltura Decebal Traian Remes il piu’ grave problema e’ rappresentato dalle applicazioni software. Il Sistema Integrato di Amministrazione e Controllo (IACS) e’ composto da piu’ moduli che hanno il compito di identificare i lotti agricoli e generare un programma per il controllo dei proprietari agricoli. Alcuni componenti del programma non hanno retto lo svolgimento delle operazioni ed il modulo che genera il grafico di controllo sul posto non ha fornito risultati corretti, impedendo il controllo di 4.500 agricoltori.

Cambio di ministri all’Agricoltura
Il Segretario di stato nel Ministero dell’Agricoltura, Dacian Ciolos, ha accettato la proposta di premier Tariceanu di sostituire il dimissionario Decebal Traian Remes.

Nella graduatoria delle piu’ attrattive citta’ per gli affari, realizzata dalla societa’ di consulenza Cushman & Wakefield, Bucarest si piazza al 28-o posto, dopo Budapest, Praga o Varsavia. Il punto forte della capitale romena e’ rappresentato dai costi ancora contenuti per la manodopera
Svantaggiato dalle infrastrutture e dalla qualita’ della vita, Bucarest riesce, comunque, a salire di una posizione rispetto al 2006.
Praga e’ la meglio piazzata citta’ dell’Europa Centrale ed Orientale (14-o posto nella classifica europea), seguita da Varsavia (18-o posto) nonostante entrambe scendano di una posizione.
Secondo Cushman & Wakefield, Bucarest, insieme ad Istanbul e Mosca, rappresentano le piu’ importanti opportunita’ di sviluppo degli affari nella zona europea emergente. „Bucarest cresce dal punto di vista della capacita’ di ospitare gli affari in stretto collegamento con lo sviluppo economico e regionale. Inoltre, l’entrata della Romania nell’UE rappresenta una garanzia per molti degli aspetti presi in considerazione dalle compagnie nel momento in cui decidono la localizzazione dei loro affari“, dichiara Răzvan Gheorghe, general manager della Cushman & Wakefield Activ Consulting.
La capitale della Romania, insieme a Ginevra (12-o posto, in salita di 8 posizioni), Lione (17-o posto) o Manchester (18), ha registrato una delle piu’ importanti evoluzioni. Germania, la piu’ grande economia europea, ha le piu’ numerose citta’ rappresentate nel top: Francoforte (3-o posto), Berlino (8-o posto), Monaco di Baviera (9-o posto), Düsseldorf (16-o posto) ed Amburgo (20-o posto). Una sorpresa e’ rappresentata dalla Spagna, le cui principali citta’, Madrid e Barcellona, si piazzano al 7-o rispettivamente 4-o posto, confermando, quindi, lo sviluppo del paese negli ultimi tempi.
I fattori decisivi presi in considerazione nell’elaborazione della graduatoria sono stati: il costo e la preparazione della manodopera, il clima politico e fiscale, la facilita’ dell’accesso sul mercato, le infrastrutture e le comunicazioni, la qualita’ della vita ed i piani di sviluppo delle citta’.
Delle 500 compagnie intervistate da Cushman & Wakefield, piu’ di un quinto (22%) hanno relocato le proprie attivita’ negli ultimi 12 mesi, e tra queste, piu’ della meta’ ha scelto paesi dell’Europa Centrale ed Orientale, recentemente entrati nell’UE; soltanto il 35% delle relocazioni sono state dirette verso i paesi occidentali.
Mosca e’ stata indicata come futura locazione da 63 delle 500 societa’ intervistate mentre Bucarest e’ stata scelta da 35 compagnie.
Quali sono stati i criteri che hanno portato Bucarest al 28-o posto?
Secondo Cushman & Wakefield, i costi ancora contenuti per il personale (ad eccezione delle posizioni di top) raccomandano Bucarest come destinazione di affari in Europa , insieme alla quota unica di tassazione dei redditi e profitti (10-o posto per la fiscalita’ in Europa e primo posto nell’Europa Orientale) nonche’ la disponibilita’ di spazi per uffici con affitti relativamente contenuti .
Le infrastrutture e le comunicazioni obsolete e la mancanza di specialisti sono i punti negativi
Per la qualita’ della vita, Bucarest si piazza ad uno degli ultimi posti. Le infrastrutture sia nel campo delle comunicazioni che nei trasporti, creano problemi, ed i progetti maggiori, come l’autostrada Bucarest-Braşov o l’autostrada Bechtel, avanzano lentamente.

Il Governo ha approvato il disegno di Legge Finanziaria per il 2008
Il governo romeno ha approvato il disegno di Legge Finanziaria per il 2008. Secondo il progetto di bilancio per il 2008, i redditi al bilancio generale consolidato ammonteranno a 174,2 miliardi di lei (39,6% del Prodotto Interno Lordo), e le spese a 186,2 miliardi di lei (42,3% del PIL). Conseguentemente, il deficit del bilancio consolidato rappresentera’ il 2,7% del PIL. Il Prodotto Interno Lordo salira’ ad oltre 438,6 miliardi di lei, nel 2008, grazie ad una crescita economica del 6,5%, mentre il tasso annuo dell’inflazione dovrebbe essere del 3,8%, ed il deficit di conto corrente il 13,3%.
Le spese del bilancio dello stato supereranno 80 miliardi di lei, mentre quelle del bilancio delle assicurazioni sociali supereranno 32 miliardi di lei. Le spese del fondo unico della sanita’ ammonteranno a 16,7 miliardi di lei. Conformemente al progetto di bilancio delle assicurazioni sociali, i contributi per la sanita’, pensioni e disoccupazione diminuiranno nel 2008 dell’1,5% per i dipendenti e del 4,3% per i datori di lavoro, in 3 tappe.

La produzione industriale della Romania e’ aumentata, nei primi 8 mesi del 2007, del 6%
La produzione industriale e’ aumentata nei primi 8 mesi del 2007 del 6% rispetto al periodo simile del 2006, pero’ ad agosto, ha registrato una diminuzione del 3% rispetto a luglio, secondo i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Rispetto ad agosto 2006, la produzione industriale di agosto 2007 e’ aumentata del 4,5%.
Nei primi 8 mesi del 2007, l’aumento della produzione industriale e’ stato sostenuto dall’industria di trasformazione aumentata del 7,1% e dall’industria di estrazione aumentata dello 0,9%.
Il settore dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua e’ diminuito dell’1,1%.
Per grandi gruppi industriali sono state registrate crescite nei settori dei beni intermedi (+8,9%), dei beni di uso corrente (+7,8%), dei beni di capitale (+7,4%), e dei beni di utilizzo duraturo (+2,2%). Nel contempo, l’industria energetica e’ diminuita del 2,5%.
Rispetto a luglio 2007, ad agosto la produzione industriale e’ diminuita a causa delle diminuzioni nell’industria di trasformazione (-4,0%) e nell’energia elettrica e termica (-7,9%). Nel contempo, l’industria estrattiva e’ aumentata del 10%.
Nel mese di agosto 2007, sono state registrate diminuzioni nell’industria dei beni di capitale (-20,2%) e nell’industria dei beni intermedi (-5,4%). Nel contempo, sono stati registrati aumenti nell’industria dei beni duraturi (+23,9%), nell’industria energetica (+4,1%) e nell’industria dei beni di uso corrente (+0,3%).
Rispetto ad agosto 2006, la crescita della produzione industriale e’ stata determinata dall’industria estrattiva (+7,7%) e dall’industria di trasformazione (+4,6%). L’industria dell’energia elettrica e termica, del gas naturale ed acqua ha registrato una diminuzione del 2,3%.
Per grandi gruppi industriali sono state registrate crescite nell’industria dei beni di uso corrente (+10,4%), nell’industria dei beni di uso duraturo (+4%), nell’industria energetica (+3,9%) e nell’industria dei beni intermedi (+1,5%). L’industria dei beni di capitale e’ diminuita dello 0,1%.
Nei primi 8 mesi del 2007, il giro di affari totale nell’industria (mercato nazionale e mercato estero) e’ aumentato del 12,8%, pero’, a livello del mese di agosto ha registrato una diminuzione del 6,5% rispetto al periodo simile del 2006. Il giro di affari totale e’ aumentato nel mese di agosto 2007 del 3,7% rispetto ad agosto 2006.
Nei primi 8 mesi del 2007, la crescita e’ stata sostenuta dall’industria di trasformazione (+15,8%) e dall’industria estrattiva (+1%), mentre l’industria dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua ha registrato una diminuzione del 4,2%.
Tra i grandi gruppi industriali, le piu’ importanti crescite sono state registrate nell’industria dei beni di capitale (+25,4%), l’industria dei beni di uso duraturo (+21,6%) e nell’industria dei beni intermedi (+19,1%), mentre l’industria energetica ha registrato una diminuzione del 9,5%.
Rispetto a luglio 2007, nel mese di agosto, il giro di affari e’ diminuito nell’industria estrattiva (-9,4%) e nell’industria di trasformazione (7,1%), mentre nell’industria dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua si e’ registrata una leggera crescita (+0,1%).
Per grandi gruppi industriali, diminuzioni del volume di affari sono state registrate nell’industria dei beni di capitale (-26,4%), nell’industria energetica (-3,9%) e nell’industria dei beni intermedi (-2,8%). L’industria dei beni di uso duraturo e l’industria dei beni di uso corrente hanno registrato crescite del 4,6%, rispettivamente 2,5%.
La crescita di agosto 2007 rispetto ad agosto 2006, e’ stata generata dall’aumento nell’industria di trasformazione (+4,1%) e nell’industria dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua (+7,5%). L’industria estrattiva ha registrato una diminuzione del 14%. La piu’ importante crescita e’ stata registrata nell’industria dei beni di capitale (+9,2%), nell’industria dei beni intermedi (+8,5%) e nell’industria dei beni di uso duraturo (+5,9%), mentre l’industria energetica ha avuto una diminuzione del 9,3%.

Il deficit commerciale della Romania e’ aumentato del 58,33%, a 13,3 miliardi di euro nei primi 8 mesi del 2007 a causa di un aumento delle importazioni del 15,7% superiore all’aumento delle esportazioni
Il deficit commerciale e’ aumentato, nei primi 8 mesi del 2007, a 13,3 miliardi di euro (+4,9 miliardi di euro rispetto al periodo simile del 2006), come conseguenza dell’aumento delle importazioni del 27,5% e delle esportazioni di soli 11,8%, annuncia l’Istituto Nazionale di Statistica.
Le esportazioni romene realizzate nei primi 8 mesi del 2007 sono ammontate a 18,9 miliardi di euro, mentre le importazioni sono salite a 32,3 miliardi di euro.
Nel mese di agosto 2007, secondo le stime preliminari dell’INS, le esportazioni hanno rappresentato 2,21 miliardi di euro e le importazioni quasi 4 miliardi di euro. Rispetto ad agosto 2006, le esportazioni e le importazioni sono aumentate del 7,6%, rispettivamente 18,6%. Rispetto a luglio 2007, nel mese di agosto 2007, le esportazioni della Romania hanno registrato una diminuzione del 15,7% e le importazioni del 10,1%.
Il valore dell’interscambio intracomunitario di beni nel periodo gennaio-agosto 2007 e’ stato di 13,6 miliardi di euro per le consegne e 22,9 miliardi di euro per gli acquisti e hanno rappresentato il 72% del totale esportato ed il 71% del totale importato.
Il tasso di cambio leu-euro ha modificato la dinamica dei valori
Il deficit commerciale nel periodo 1 gennaio – 31 agosto 2007 e’ ammontato a 43,9 miliardi di lei (13,3 miliardi di euro), di 14,2 miliardi di lei (4,9 miliardi di euro) superiore a quello del periodo simile del 2006.
La differenza tra la dinamica determinata in base ai valori espressi in lei e quella determinata dai valori espressi in euro e’ conseguenza dell’apprezzamento della moneta nazionale nel periodo 1 gennaio – 31 agosto 2007, con valori piazzati nell’intervallo 3,9% – 12,3% rispetto al periodo simile del 2006.

Gli stipendi salgono piu’ rapidamente dell’economia romena
Ad eccezione dell’indice salariale, i principali indici congiunturali hanno registrato nei primi 8 mesi del 2007 crescite inferiori rispetto a quelle del periodo simile del 2006.
Tutti gli indici di congiuntura economica hanno registrato crescite significative nei primi 8 mesi del 2007 rispetto al periodo simile del 2006, annuncia con tono trionfale l’Istituto Nazionale di Statistica, senza pero’ aggiungere che le crescite sono inferiori a quelle registrate nel periodo agosto 2005-agosto 2006, il che significa un rallentamento della crescita economica (che si piazzava, comunque, nel primo semestre del 2007, dell’1% al di sotto delle previsioni ufficiali).
Nell’intervallo gennaio-agosto 2007, la produzione industriale e’ aumentata del 6% rispetto al periodo simile del 2006, mentre lo stesso indice era aumentato del 7,2% nei primi 8 mesi del 2006. Rispetto ad agosto 2006, la crescita industriale e’ stata, nel mese di agosto del 2007 del 4,5% (+6,7% ad agosto 2006 rispetto ad agosto 2005).
La produzione di energia elettrica e’ diminuita rispetto al periodo gennaio-agosto 2006, ed il consumo di energia, un indice importante dello sviluppo e’ rimasto quasi alle stesso livello di crescita rispetto al periodo agosto 2005-agosto 2006. In piu’, il consumo di energia per l’illuminazione pubblica e’ aumentato del 4,7% (rispetto al +7,1% nel periodo agosto 2005-agosto 2006), mentre il consumo della popolazione e’ aumentato del 6% (+6,4% nell’intervallo agosto 2005-agosto 2006).
Per quanto riguarda il giro di affari delle aziende impegnate nel commercio al dettaglio (ad eccezione del commercio con autoveicoli e motociclette), l’aumento nei primi 8 mesi del 2007 e’ stato del 15,2%, grazie all’aumento delle vendite di generi alimentari del 20,7% e di generi non alimentari del 9,8% (nel periodo simile 2006-2005 la crescita totale era stata del 22,7%, di cui oltre il 25% per le vendite dei generi alimentari). L’attivita’ dei servizi di mercato erogati alla popolazione ha registrato nel mese di agosto 2007 un aumento del 22,3% rispetto ad agosto 2006. Rispetto ai primi 8 mesi del 2006, nel periodo simile del 2007 il volume di affari in questo settore e’ aumentato del 3,9%.
Soltanto gli stipendi ed il settore dell’edilizia hanno registrato nell’intervallo 2006-2007 ritmi di crescita superiori a quelli del periodo 2005-2006. Nel settore dell’edilizia, gli 8 mesi del 2007 hanno portato una crescita del 33% (rispetto al +20% nei primi 8 mesi del 2006). Gli stipendi sono aumentati ad agosto 2007 del 16,7% rispetto ad agosto 2006 (mentre la crescita ad agosto 2006 rispetto ad agosto 2005 era stata di soli 8,1%)
Il governatore della Banca Nazionale della Romania, Mugur Isarescu, ha avvertito ripetutamente che un aumento degli stipendi superiore all’aumento della produttivita’ crea importanti pressioni inflazionistiche. L’aumento della produttivita’ nel periodo analizzato e’ stato inferiore al 10%.

Sale il tasso dell’inflazione
I prezzi al consumo sono aumentati nel mese di settembre 2007 dell’1,08% (rispetto al +0,86% ad agosto 2007) a causa del rincaro dei generi alimentari, delle tariffe di trasporto e telefonia. Il tasso dell’inflazione cumulato degli ultimi 12 mesi ha superato la soglia del 6%, per la prima volta dopo agosto 2006, secondo i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica, ed ha rappresentato il 6,03%.
I prezzi dei generi alimentari sono aumentati a settembre 2007 rispetto ad agosto 2007 dell’1,94%, quelli dei generi non alimentari dello 0,19% e le tariffe dei servizi dell’1,42%.
Il tasso medio mensile per i primi 9 mesi del 2007 e’ stato dello 0,4%, rispetto alla media mensile dello 0,3% nel periodo simile del 2006.

Aumenta anche la disoccupazione
Il tasso della disoccupazione registrato ad agosto 2007 era del 3,9% della popolazione attiva civile totale, in aumento rispetto a luglio 2007 quando ammontava al 3,8%, secondo i dati rilasciati dall’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza Lavoro.
Alla fine di agosto 2007 erano registrati 350.400 disoccupati (+2,1% rispetto ai 343.200 disoccupati registrati alla fine di luglio 2007).
Rispetto ad agosto 2006, il tasso della disoccupazione era dell’1,1% inferiore ed il numero dei disoccupati registrati di 96.100 unita’ piu’ basso.
Dal numero totale dei disoccupati registrati a fine agosto 2007, le donne rappresentavano il 45,2%.
Il numero totale dei salariati era, nel mese di agosto 2007, di 3.100 unita’ inferiore a quello di luglio 2007.
Tassi di disoccupazione oltre la media si registravano, ad agosto 2007, nelle regioni Vaslui (9,4%), Mehedinti (8,4%), Teleorman (6,6%), Galati, Giurgiu e Gorj (5,7%). I piu’ bassi tassi della disoccupazione si registravano nelle regioni Timis (1,5%), Ilfov (1,7%), Bihor (1,9%) e Costanza (2,0%).

Dichiarazioni fiscali online in 10 regioni
I contribuenti persone giuridiche con domicilio fiscale nelle regioni Bacau, Bihor, Brasov, Braila, Cluj, Iasi, Olt, Sibiu, Timis, Valcea, possono, da ottobre 2007, presentare le proprie dichiarazioni fiscali online.
Per poter utilizzare tale servizio, i contribuenti devono richiedere un certificato digitale, che viene rilasciato gratuitamente dall’ANAF ed e’ valido 2 anni.

L’esecutivo romeno cerca la migliore ubicazione per una nuova centrale nucleare
Il Ministero dell’Economia e Finanze stabilira’, a breve, la migliore ubicazione per la costruzione di una nuova centrale nucleare, per assicurare risorse energetiche buon mercato, ha annunciato, in visita a Cernavoda, il premier Calin Popescu Tariceanu.
“Esistono studi sulla costruzione di una nuova centrale nucleare, studi nei quali sono state valutate alcune locazioni. Dopo l’ultimazione dei reattori 3 e 4 di Cernavoda, dovremo continuare lo sviluppo del settore nucleare per assicurare alla Romania, a lungo termine, risorse energetiche a basso costo” ha dichiarato il primo ministro, citato da NewsIn.
Calin Popescu Tariceanu ha specificato di aver incaricato il Ministero dell’Economia e Finanze a trovare l’ubicazione ottima per la nuova centrale nucleare.
Inoltre, il premier ha annunciato che si prevede anche la costruzione di una nuova idrocentrale sul Danubio, pero’ dovranno essere analizzati attentamente i costi di una tale progetto, collegati agli vantaggi risultanti. L’idrocentrale potrebbe essere realizzata in partenariato con la Bulgaria ed una delle possibili in locazioni sarebbe Turnu Magurele.

La tassazione del 2% dei redditi agricoli sara’ posticipata per il 2009
L’esecutivo romeno ha deciso di posticipare di un anno dell’applicazione dell’imposta del 2% sui redditi risultati dalla vendita dei prodotti agricoli ai centri specializzati, a causa dei fenomeni meteorologici estremi registrati nel 2007, prevalentemente la siccita’, che ha provocato perdite di 388 milioni di euro, equivalente allo 0,4% del Prodotto Interno Lordo.
Conformemente ai dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica, la superficie agricola afflitta dalla siccita’ nel 2007 e’ di 4 milioni di ettari, di cui 1 milione di ettari hanno perso il raccolto al 100%. La produzione vegetale e’ diminuita del 18,5% (prevalentemente le coltivazioni di piselli, patate e frutta), mentre la produzione di carne e’ aumentata a causa di tagli obbligati di bovini ed ovini rimasti senza foraggi.
Recentemente, il ministro delle Finanze, Varujan Vosganian, ha dichiarato che la siccita’ del 2007 non modifichera’ i target macroeconomici stabiliti per quest’anno. Vosganian ha specificato che il livello della crescita economica rimane al 6 – 6,5%, l’inflazione a circa il 4% ed il deficit di bilancio al 2%.

Contributi sociali di oltre il 5% piu’ bassi
I contributi al fondo delle assicurazioni sociali di stato (pensioni) pagati dal datore di lavoro diminuiranno, a partire da dicembre 2008, dal 29% al 27,5% dello stipendio lordo, mentre la quota pagata dal dipendente rimarra’ del 9,5%.
La diminuzione fa’ parte della serie di misure per la riduzione, nell’arco del 2008, del 6%, dei contributi pagati dai dipendenti e dai datori di lavoro ai bilanci delle assicurazioni sociali.
Secondo il disegno di Legge Finanziaria per il 2008, dal 1 gennaio 2008 sono programmate due modifiche, cioe’ la riduzione dello 0,5% del contributo di assicurazioni di sanita’ e dell’1% delle assicurazioni di disoccupazione, entrambe operate per conto degli obblighi spettanti ai datori di lavoro.
La diminuzione totale sara’ del 5,3%, di cui 1,5% per le assicurazioni sociali di stato (pensioni), 2% per le assicurazioni per la disoccupazione e l’1,8% per la assicurazioni sociali di sanita’.

I dieci piu’ grandi datori di lavoro della Romania avevano, nel 2006, circa 196.000 salariati (-24.000 rispetto al 2005)
Il “Top 10” dei piu’ grandi datori di lavoro nell’economia romena e’ ancora dominato dalle compagnie statali, a causa dei ritardi nella loro ristrutturazione.
I primi 10 datori di lavoro avevano nel 2006 oltre il 4,1% del numero totale di salariati attivi nell’economia romena (dei circa 4,67 milioni di salariati registrati nel 2006), risulta da un’analisi effettuata dal quotidiano Ziarul Financiar, in base ai dati rilasciati dal Ministero dell’Economia e Finanze.
Sei dei dieci sono compagnie con partecipazione maggioritaria o totale dello stato, e soltanto quattro sono controllati dal capitale privato.
I piu’ grandi dieci datori di lavoro hanno licenziato nell’arco del 2006 quasi 24.000 dipendenti, nonostante il numero totale dei dipendenti nell’economia romena sia aumentato di quasi 110.000 unita’ nello stesso periodo.
I licenziamenti sono stati, comunque, distribuiti in maniera diversa tra le compagnie private e quelle statali: le 6 compagnie statali del “top10 dei datori di lavoro” hanno licenziato meno di 4.000 persone, mentre le 4 compagnie private del top hanno licenziato 20.000 dipendenti.
Mentre tutte le compagnie private si sono ristrutturate tramite licenziamenti, tra quelle statali due hanno aumentato addirittura il numero dei propri dipendenti.
In altre parole, le societa’ statali rimangono nel top a causa dei ritardi nella propria ristrutturazione. Nel contempo, le compagnie private si ristrutturano in maniera significativa e lasciano il top. Un anno fa’, BCR e Distrigaz Sud rientravano nel “Top 10 dei grandi datori di lavoro” , mentre attualmente non ne fanno piu’ parte, dopo aver cancellato, insieme, oltre 3.000 posti di lavoro.
La piu’ grande compagnia romena, Petrom, e’ prima sia per il numero dei dipendenti, che per il numero dei salariati disponibilizzati nel 2006. Il numero dei dipendenti della Petrom e’ diminuito nel 2006 di quasi 11.000 unita’, fino a 37.600. Negli ultimi due anni, cioe’ dopo l’acquisto da parte dell’austriaca OMV, Petrom ha licenziato 15.000 persone.
Una situazione simile registrano anche altre due compagnie private del top – il complesso siderurgico di Galati (ArcelorMittal, ex Mittal Steel) e Romtelecom. Dopo la privatizzazione, le due hanno ridotto quasi continuamente il numero del personale, tendenza registrata anche nel 2006, quando, insieme, hanno ridotto 4.000 posti di lavoro. Petromservice, l’ultima delle 4 compagnie private del top, ha disponibilizzato nel 2006 oltre 5.000 dipendenti.
Dall’altra parte, le Poste Romene sono il piu’ grande datore di lavoro controllato ancora dallo stato, con oltre 34.000 dipendenti. Le Poste romene hanno aumentato nel 2006 il numero dei propri dipendenti di 361 unita’. Al secondo posto tra i grandi datori di lavoro statali si e’ piazzato l’Ente Nazionale delle Foreste Romsilva, con quasi 24.000 dipendenti, pero’ ha dovuto effettuare dei licenziamenti a causa delle retrocessione delle foreste nazionalizzate. RATB (l’Ente Autonomo dei Trasporti di Bucarest) e la Compagnia Nazionale del Carbone Petrosani sono altre due compagnie statali che hanno effettuato riduzioni di personale, per un totale cumulato, di oltre 3.000 posti di lavoro. Nel contempo, Electrica Serv, filiale di Electrica S.A., ha aumentato leggermente il numero dei propri dipendenti.

Da un recente studio realizzato dal settimanale Capital, KPMG risulta essere il migliore datore di lavoro per i romeni: i benefici materiali perdono terreno davanti allo sviluppo personale
La compagnia di audit e consulenza finanziaria KPMG România e’ la migliore societa’ per la quale i romeni ambiscono lavorare, risulta da un recente studio realizzato dal settimanale Capital. La pubblicazione ha elaborato un “Top dei migliori datori di lavoro sul mercato romeno”, utilizzando 4 criteri: le condizioni di lavoro, la qualita’ della collaborazione nella compagnia, il pacchetto salariale ed i vantaggi salariali, le condizioni di sviluppo professionale.
Oltre KPMG, ai primi posti si sono piazzati : la compagnia di trasporti Dumagas Transport Craiova ed il holding PIC. Nel “Top 10” rientrano anche Transavia, Extenso, Leo Burnett, ING Bank, McDonald’s, La Mama e Popeci Utilaj Greu.
Come anche le precedenti edizioni, lo studio del 2007 ha rilevato che piu’ importanti degli stipendi e benefici materiali si dimostrano – secondo i dipendenti – le condizioni di sviluppo personale che il datore di lavoro offre ai propri salariati.
A differenza delle edizioni precedenti, nel 2007 e’ aumentato il numero delle societa’ con capitale romeno piazzate ai primi posti.
Lo studio e’ stato concentrato sulle compagnie con almeno 100 dipendenti, con almeno 20 dipendenti in posizioni medie di direzione (middle-management) e che sono considerate operatori maggiori nel proprio campo di attivita’.
Da sottolineare, pero’, il basso numero di compagnie partecipanti a questo Top, il che mette in dubbio la rilevanza della graduatoria: nonostante siano state invitate 360 compagnie che corrispondevano ai criteri del settimanale Capital, soltanto 150 hanno accettato di partecipare.

Il prezzo dei terreni agricoli in Romania triplichera’ entro il 2012, sotto la pressione degli investitori stranieri. La crescita del prezzo dei prodotti agricoli a livello mondiale e’ una chance per i produttori romeni.
Un ettaro di terreno agricolo potrebbe valere nei prossimi 5 anni fino a 6.000 euro, valore che si avvicina alla media europea, mentre attualmente i prezzi dei terreni agricoli arrivano a 1.500-2.000 euro all’ettaro.
Secondo gli specialisti, sempre piu’ investitori stranieri, specialmente italiani e tedeschi cominciano a sviluppare attivita’ agricole in Romania. “Le compagnie straniere sono sempre piu’ attratte dalle condizioni offerte dalla Romania. Ci piazziamo al secondo posto in Europa, dopo la Francia, per la superficie agricola, ed il microclima favorevole ci piazza ai primi tre posti per il potenziale agricolo” sottolinea Viorel Matei, presidente della Federazione Nazionale degli Agricoltori della Romania.
La Romania ha 9,7 milioni di ettari di terreni agricoli, di cui, fino al momento attuale, soltanto un terzo e’ stato sfruttato a capacita’ massima. “I contadini non hanno i mezzi per curare i loro terreni, percio’ ampie superfici non sono state coltivate. Vengono lavorati soltanto tre milioni di ettari. Tra 5-6 anni ogni pezzo di terreno agricolo della Romania sara’ sfruttato in condizioni europee” crede Adrian Porumboiu, titolare del gruppo Racova Agro Pan Grup di Vaslui.
A causa della siccita’, nel 2007 e’ stato percepito a livello internazionale un aumento dei prezzi dei generi alimentari, in concomitanza con una crescita delle quotazioni dei prodotti agricoli nelle principali borse. Queste sono alcune tra le ragioni per cui molte societa’ straniere hanno scelto di impiantare in Romania delle attivita’ nel campo agricolo.
Un esempio e’ la compagnia danese FirstFarms, che ha acquistato circa 3.000 ettari in Romania, per cominciare, a partire dal 2008, attivita’ nel campo della produzione agricola e zootecnica. “Qui esistono opportunita’ molto consistenti per lo sviluppo della produzione agricola ad ampia scala, ma’ anche importazioni consistenti di prodotti agricoli, percio’ vogliamo produrre” dichiarava Frank Lorentsen, country manager per la Romania della compagnia FirstFarms. Anche Riso Scotti Danubio, filiale romena del piu’ grande produttore europeo di riso, detiene 7.200 ha di terreni agricoli coltivati a risaie nelle regioni Braila, Ialomita, Dolj ed Olt. Riso Scotti intende acquistare ulteriori terreni agricoli nel 2007, per raggiungere l’obiettivo dei 10.000 ha in Romania. Inoltre, gli investitori stranieri scelgono la Romania perche’ i prezzi sono tre, quattro, addirittura cinque volte inferiori a quelli degli altri paesi europei” afferma Mihai Anghel, direttore generale della compagnia Cerealcom Dolj.

Aumenta l’interesse degli agricoltori romeni per l’associazione in cooperative
Gli agricoltori romeni sono sempre piu’ attratti dalle opportunita’ offerte dall’associazione in cooperative. In Romania funzionano gia’ alcune decine di cooperative agricole, con un campo di attivita’ molto diversificato, dalle coltivazioni di cereali, verdure e legumi e loro commercializzazione, all’apicoltura e fino all’acquisto e commercializzazione della carne suina, lavorazione del pollame o commercializzazione delle uova, piscicoltura e vendita dei prodotti ittici o allevamenti zootecnici.
Nel campo apicolo funzionano, secondo i dati rilasciati dal Ministero dell’Agricoltura e Sviluppo Rurale, 18 associazioni e all’inizio del 2007, alcune cooperative si sono raggruppate nell’Unione delle Cooperative Agricole Apicole.
Nella regione Buzau, 20 membri fondatori hanno costituito una “cooperativa generale” che, secondo loro, e’ una novita’ in Romania. Poco dopo, altri 200 agricoltori hanno confermato l’interesse ad aderire a questa forma di associazione. “Questa e’ la prima cooperativa agricola della Romania che non e’ settoriale. Si iscrivono non soltanto agricoltori che coltivano frutta e verdura o allevano animali, ma anche agricoltori attivi in altri campi, poiche’ si tratta di una cooperativa generale” spiega Joaquim Gonzalez, uno dei membri fondatori, citato da Mediafax. Di origini spagnole, Gonzalez e’ arrivato in Romania nel 2004, interessato a costituire un’associazione per l’allevamento dei caprini e nonostante lo scetticismo delle autorita’ ha creato 12 tali associazioni. Gonzales afferma che i romeni sono molto aperti all’idea di associazionismo e che nella regione circa 200 agricoltori hanno confermato di volersi iscrivere nella “cooperativa generale”. Hanno capito che acquistando in quantitativi piu’ grandi, la cooperativa compra concimi ed altri prodotti necessari a prezzi piu’ contenuti. “Intendiamo sviluppare un sistema integrato, dalla produzione alla vendita sul mercato locale ma anche all’esportazione” afferma Gonzalez. Il primo investimento dell’associazione verra’ effettuato in un’unita’ vinicola della zona Pietroasele, che avra’ una capacita’ di lavorazione di fino a 3 milioni di litri di vino, in funzione del numero finale dei membri della cooperativa e delle aree coltivate con vitigni dagli agricoltori locali.
Un’altra cooperativa, Muntenia, che vanta 320 membri che allevano suini, intende investire in allevamenti e mattatoi. La procedura e’ la seguente: l’agricoltore realizza l’investimento aiutato dalla cooperativa con un progetto standard, servizi di consulenza, appoggio per l’ottenimento del credito bancario e garanzia dell’investimento. Dopo la finalizzazione della fattoria, l’investitore e’ proprietario unico, e la cooperativa offre servizi di assistenza tecnica e veterinaria, di fornitura di materie prime e di vendita dei prodotti in cambio di provvigioni, spiega il presidente della cooperativa Muntenia, Mihai Lungu.

Parco industriale di 20.000 mq in Bragadiru, nei pressi della Capitale
La compagnia di consulenza immobiliare Regatta annuncia il lancio dei lavori di allestimento di un parco industriale di 20.000 mq nel comune Bragadiru, progetto con un valore di mercato stimato a 20 milioni di euro, per la fine del 2008, quando sara’ ultimato il integralmente il complesso.
Il Parco industriale e’ ubicato in un’area totale di 100.000 mq, e gli affitti varieranno tra 4,5 e 5,5 euro/mq/mese, secondo la stessa fonte.
Il progetto e’ composto da 5 moduli di 20.853 mq e l’investimento e’ finanziato da un credito concesso dalla BRD.

La “piccola Vienna” e’ diventata la “piccola Italia” sostiene il quotidiano “Gardianul”
Le statistiche ufficiali indicano che nella regione Timis si concentra la piu’ importante comunita’ degli imprenditori italiani in Romania, con circa 20.000 membri. Anche i piu’ importanti investimenti a Timisoara appartengono agli imprenditori italiani: “Oltre il 30% degli immobili del centro di Timisoara sono stati acquistati dagli italiani” afferma Nicoleta Pop, titolare di un’agenzia immobiliare della citta’.
Secondo i dati dell’Ufficio del Registro del Commercio Timis, sul mercato locale operano quasi 2.000 societa’ con partecipazione italiana, con un capitale investito di oltre 90 milioni di euro. Nel top degli investimenti stranieri nella regione Timis, gli imprenditori italiani competono per il primo posto con quelli tedeschi, che hanno costituito, pero’, meno societa’ (quasi 1500), ma con un capitale sottoscritto superiore (125 milioni di euro).
Investimenti italiani nella regione Timis sin dal 1990
Il Municipio Timisoara ha ufficializzato i suoi rapporti commerciali con gli investitori dal nord dell’Italia (Verona, Trieste, Padova) sin dal 1990. Gli operatori del Veneto sono considerati “campioni” degli investimenti italiani nella regione Timis (300 tra le ditte costituite in questa regione sono dirette da imprenditori veneti).
L’interesse degli investitori italiani per la regione Timis e’ piu’ che visibile sul mercato immobiliare, specialmente nel campo dei terreni agricoli. Secondo le statistiche della Direzione Agricola Timis, dei 500.000 ettari di terreni agricoli della regione, il 20% e’ gia’ stato acquistato da investitori italiani. Tra il 2003 ed il 2007, gli imprenditori italiani hanno acquistato nella regione Timis circa 100.000 ettari di terreni. Esiste anche una categoria speciale di acquirenti di terreni, gli investitori italiani che acquistano terreni soltanto per ulteriore rivendita a prezzi piu’ consistenti, pero’ il loro interesse si concentra soltanto su lotti ubicati fino a 100 km intorno a Timisoara. Il piu’ importante proprietario di terreni in zona e’ la compagnia Emiliana West, appartenente all’imprenditore Stefano Orlandi, che detiene circa 10.000 ettari sui quali sviluppa attivita’ agricole.

Con l’appoggio dell’Italia, la Valle del Jiu si trasformera’ in Geoparco
Una delegazione della Sardegna consiglia l’amministrazione locale di Valea Jiului nella realizzazione di un geoparco minerale nella zona delle miniere, secondo il modello esistente nella zona mineraria della Sardegna.
La delegazione italiana che consigliera’ l’amministrazione pubblica di Petrosani, nel processo di riconversione industriale, ha un’esperienza di circa 40 anni, poiche’ in Italia, la riconversione del settore minerario e’ iniziata nel 1960 e la Sardegna vanta l’unico geoparco minerale incluso nella lista dei monumenti UNESCO. Il processo di trasformazione e’ durato oltre 30 anni, pero’ la Sardegna e’ diventata un vero paradiso turistico europeo.

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I mass media italiani parlano della Romania
www.corriere.com: Nucleare, joint venture Canada Italia – Inaugurata la collaborazione con la costruzione di un reattore in Romania
I manager della ligure Ansaldo Nucleare, società di Finmeccanica controllata da Ansaldo Energia, non nascondono l’orgoglio per la bandiera italiana che sventola sulla centrale di Cernavoda, due reattori nucleari, sulle rive del Danubio, in Romania a 160 chilometri da Bucarest. Con il primo ministro Calin Popescu-Tariceanu ed il ministro dell’Economia Varujan Vosganian si festeggia l’inaugurazione del secondo reattore, altri 700 MW di potenza che raddoppiano la quota di elettronucleare in Romania portandola al 20% della produzione di energia nel Paese. Il progetto è frutto di un accordo tra Italia e Canada. La joint venture tra Ansaldo Nucleare e Atomic Energy of Canada Limited, che aveva già realizzato la prima unità della centrale inaugurata nel 1996, è al suo secondo importante traguardo in Romania, e guarda ora con fiducia alla gara per il raddoppio della centrale con la costruzione delle unità per un terzo ed un quarto reattore. Un progetto che vale oltre 2 miliardi di euro.
Il nuovo obiettivo in Romania, dove gli italiani lavorano nel settore da 30 anni, spiega l’ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, è acquisire «una quota significativa» della commessa riproponendo l’alleanza con i canadesi: «La nostra vera forza – sottolinea – è quella di poter replicare un progetto già realizzato due volte con successo». La realizzazione dei due nuovi impianti, per aumentare di altri 1.400 MW la produzione elettronucleare, è un progetto del «valore stimato tra 2,2 e 2,5 miliardi di euro». Per il secondo reattore inaugurato ieri, su una commessa del valore di 900 milioni di euro, la joint venture italocanadese, capofila del progetto, si è aggiudicata lavori per 375 milioni.
La società pubblica romena Nuclearelectrica, che gestisce la centrale, in vista della costruzione delle due nuove unità ha per la prima volta offerto a partner privati una partecipazione agli investimenti ed alla futura gestione.
Una manifestazione di interesse è stata presentata anche da Enel, che in Romania è il primo operatore nella distribuzione con 3 reti e 2,5 milioni di clienti.

www.osservatoriosuibalcani.org: Romania: lusso e povertà
In Romania l’industria del lusso è in espansione. In testa auto, design d’interni e gioielli. In un paese dove, nonostante la crescita, lo stipendio medio netto è di 300 euro e il livello di vita al 36% della media UE. In un paese dove lo stipendio medio è nettamente al di sotto della media dell’Unione Europea potrebbe sembrare difficile trovare il lusso e la sua industria. Non tanto perché non sia diffuso il desiderio di possedere prodotti di fascia alta quanto piuttosto per la difficoltà di poterseli permettere. Invece, nella società romena, oltre ad una crescita economica continua (che non riesce però ancora a migliorare significativamente il tenore di vita della maggior parte dei cittadini) si sta sempre più espandendo l’industria del lusso. Stando alle conclusioni di un rapporto redatto dall’agenzia di consulenza per il settore del lusso, CPP Management, la Romania resta uno dei mercati più attraenti dell’Est. Per i brand e per i servizi di tipo “luxury” il paese si posiziona al secondo posto dopo l’Ucraina. Seguono Bulgaria, Serbia e Croazia. Altri studi mostrano invece una continua gara per primeggiare nella classifica tra Romania e Bulgaria, con quest’ultima che ultimamente la supera per numero di franchising e negozi. Le vendite sono comunque colpite in modo rilevante dalla disponibilità di prodotti contraffatti. Il mercato del lusso – stimato ad un valore di 10 milioni di euro (nel 2005) – è trainato dal settore auto, dal design di interni e dai gioielli mentre non registrano grandi passi avanti i settori della moda e degli accessori, per i quali i romeni benestanti preferiscono fare i loro acquisti durante i viaggi all’estero. Continuano a restare scoperti alcuni segmenti di mercato come i beauty centres, i centri di rilassamento (centri benessere) e gli alberghi di lusso. Secondo Oliver Petcu, rappresentante dell’agenzia CPP Management, l’appartenenza all’Unione Europea non è una garanzia sufficiente a rendere la Romania un mercato attraente per i prodotti e servizi di lusso. Il miglior esempio in questo senso sarebbero l’Ungheria e la Repubblica Ceca, tra i primi paesi dell’est Europa ad aderire all’Ue. Petcu spiega che in questi due paesi è diffusa una filosofia diversa per quanto riguarda l’acquisto di prodotti e servizi di lusso, un atteggiamento di tipo anglo-sassone di preferenza per i prodotti non di lusso, con i consumatori che privilegiano come criteri principali di scelta negli acquisti la qualità e il prezzo rispetto al design e al brand. Gli esperti ritengono che, in un certo senso, ormai la Bulgaria e la Romania possano essere paragonate ad i mercati di lusso della Russia e dell’Ucraina. In tutti questi paesi l’attrazione per i prodotti di lusso registra il livello più elevato della regione dell’Est europeo e coinvolge non solo clienti ricchi ma anche molti appartenenti alle classi medio-alte della società. In Romania la maggior parte dei marchi di lusso si concentrano nelle vie centrali delle principali città e soprattutto nella capitale Bucarest dove comunque si registrano ancora un livello di vendite inferiori rispetto ad altri centri europei. Tra le cause che determinano una tale situazione c’è la considerazione che i grandi negozi di Bucarest promuovono una strategia di brand di nicchia oppure perché c’è un’educazione relativamente ridotta nell’ambito dei prodotti di lusso. Da qui anche un indice basso dei profitti condizionato sempre più dal livello degli affitti retail che a Bucarest, sono in continuo aumento. Nella capitale non esiste ancora una strategia di tipo ”luxury street” dove possono essere concentrati più marchi di lusso, precisano i rappresentanti della CPP. Un settore importante del mercato del lusso lo rappresentano i centri commerciali e in questo senso si muove il progetto Cocor – uno degli ex grandi magazzini popolare dall’austera architettura comunista nel centro di Bucarest – che si propone di ristrutturazioni nel 2008 (con un investimento previsto di 18 milioni di euro) per ospitare negozi di grande marchio. Come anche in altri paesi i prodotti contraffatti rappresentano un problema serio per la penetrazione dei brand di lusso sul mercato locale. ”Quasi il 60% della contraffazione riguarda capi di abbigliamento, il 25% profumi e cosmetici mentre il 10% colpisce telefoni cellulari e pezzi di ricambio per automobili”, spiega Laura Pascu dall’associazione per la protezione dei consumatori. Ma la Romania ormai ha i suoi ”creatori” di marchi di lusso come pure i suoi ricchi miliardari e milionari in euro. Ogni anno la rivista economica Capital stila la sua Top 300 in cui inserisce i più ricchi imprenditori del paese. Nel 2005 le fortune dei 300 romeni più ricchi hanno superato la somma di 22 miliardi di dollari, il 18,3% del prodotto interno lordo del paese. Di loro almeno tre hanno superato la soglia di un miliardo di dollari. Secondo la classifica realizzata da Capital la maggior parte dei romeni ricchi abita nella capitale Bucarest e possiede oltre 10 miliardi di dollari. Quest’anno l’uomo più ricco della Romania è Dinu Patriciu che ha incassato due miliardi di euro dalla vendita dell’industria petrolifera Rompetrol. Nella classifica precedente, quella dell’anno scorso, la seconda posizione era stata occupata da Iosif Constantin Dragan – affari nella distribuzione di prodotti petroliferi, case editrici, agenzie immobiliari (1,3 -1,6 miliardi di euro) e da Ion Tiriac – affari nello sport, nel settore finanziario, nelle assicurazioni, (1,2-1,5 miliardi di euro). La Romania è un paese di quasi 22 milioni di abitanti che nella stragrande maggioranza non pensano di certo al lusso. Secondo l’Ufficio europeo di statistica, nel 2006 il ritmo di crescita del PIL è stato di 6,25%, al sesto posto dopo Lettonia, Estonia, Slovacchia, Lituania e Polonia. Lo stipendio medio netto a giugno era di circa 300 euro. La Commissione nazionale di previsioni ha recentemente reso noto che il livello di vita in Romania è al 36% della media Ue, il che fa sperare che nei prossimi sette anni potrebbe raggiungere il 50% della stessa media. Il potere di acquisto è quindi, secondo Eurostat, al di sotto del 40% della media registrata nell’Ue. Mentre più di un quarto della popolazione continua a vivere in povertà.

www.ildenaro.it: Manager napoletani in Romania: Nasce a Brasov il Casinò Vesuvius
Nasce Casinò Vesuvius il primo grande casinò creato per i campani, da un’idea imprenditoriale di uno staff tutto campano, anzi napoletano. La presentazione ieri a Palazzo Alabardieri curata da Ermanno Corsi con la presenza di Mario Maglione, testimonial della nostra tradizione musicale con concerto, che si terrà al Casinò Vesuvius per il week-end di Ognissanti. Il casinò è rappresentato in Italia tre professionisti napoletani: Ugo Sebastiano, avvocato, Alessandro Ferrari, consulente del lavoro ed AndreaFanuzzi, commercialista che hanno come unico obiettivo quello di promuovere il nostro territorio e la nostra immagine all’estero a Brasov in Romania, territorio in crescente sviluppo economico. La Romania – spiega Fanuzzi da quando è entrata nell’unione europea è diventata un area “obiettivo” a cui sono destinati i fondi europei – quindi non possiamo parlare di aree depresse ma possiamo e dobbiamo considerarli come paesi in via di alliniamento. Nasceranno a breve – prosegue Andrea Fanuzzi- molte infrastrutture importanti quali un aeroporto, un’autostrada, proprio grazie ai finanziamenti che l’Unione europea ha destinato ai nuovi paesi che sono entrati nel 2007. “Cercheremo di promuovere – spiega Alessandro Ferrari una serie di eventi, che vedranno di volta coinvolti artisti locali, ma organizzeremo anche serate di gala con prodotti tipici del territorio e molte altre manifestazioni dove coinvolgeremo imprenditori locali, proprio per poter dar vita anche ad uno scambio di culture”.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Astron: Un sistema per costruire edifici industriali in acciaio
Astron: il settore “Building Systems” del gruppo Lindab
Lindab, con il marchio Astron, è il leader europeo della costruzione di edifici industriali in acciaio, in grado di soddisfare le necessità di società nazionali ed internazionali che progettano nuovi siti di produzione in Europa.
Astron opera in vari settori, dall’industria al commercio fino allo sport, con edifici destinati a fabbriche, depositi, garage, piattaforme logistiche, depositi e supermercati, centri sportivi, edifici polivalenti, hangar per l’aeronautica, ecc….
Astron si basa su un concetto semplice: Semplificare il modo di costruire!
C’è una domanda crescente di metodi costruttivi per costruzioni efficaci, ecologiche, a basso consumo energetico, affidabili, durature e con un buon rapporto qualità/prezzo. Questa domanda è importante sia per gli edifici industriali che per quelli residenziali. La risposta di Astron è : semplificare il modo di costruire proponendo un metodo pre-studiato per edifici industriali in acciaio.
Astron significa un metodo di costruzione semplice, rapido, economico, facile da mettere in opera e proficuo, che si conforma alle norme di costruzione ed alle necessità del cliente finale.
La gamma Astron:
• Edifici industriali su misura con luci libere che vanno fino a 100m.
• Edifici Multipiano.
I principali vantaggi di Astron:
• Certezza di un singolo interlocutore per l’intera commessa dell’edificio.
• Ottimizzazione dello spazio disponibile, con o senza colonne intermedie.
• Realizzazione chiavi in mano.
• Progetti ricercati esteticamente e rapidità d’esecuzione.
• Durabilità nel tempo dei lavori, la cui qualità è certificata ISO 9001:2000
• Isolamento termico efficiente.
• Garanzia di un grande gruppo Europeo che ha già consegnato più di 40.000 edifici.
• Oltre 40 anni d’esperienza.
• Presenza in 36 paesi d’Europa.

Produzione e rappresentanze:
Tre stabilimenti produttivi ed uffici di progettazione e di vendita in Europa:
a Diekirch, Lussemburgo, (28.000 m²), a Prerov, Repubblica Ceca (18.000 m²) e Nyiregyhaza, Ungheria (9.900 m²).
Inoltre, una quarta fabbrica verrà realizzata a breve a Tutaev, località situata a 300 km a Nord-Est di Mosca (Russia) e sarà operativa nella primavera 2008.
Astron è anche presente con uffici tecnici e di vendita in Germania, Francia, Polonia e Regno Unito oltre che con uffici di rappresentanza in Croazia, Spagna, Italia e Romania.
Per informazioni: Sig. Mauro Picco (Vendite Internazionali) +352 80291
E-mail: m.picco@astron.biz
Sito Internet: www.astron.biz

Gli sponsor tecnici che aiutano l’Associazione Imprenditori Italiani in Romania AIIR:
Speedsoft Company
PLOIESTI,str. Zimbrului, nr. 16A, bl. 141, sc D, ap. 9, cod postal 100453, jud. Prahova
Tel.: 0730.494.699 – 0766.303.202 – Fax.: 0344.814830
E-mail: office@speedsoft.ro – contact@speedsoft.ro – www.speedsoft.ro
Fornisce il software di fatturazione Eurofacturi, visibile sul sito. Software potente ma allo stesso tempo economico, per emettere fatture, proforma e quietanze conformi alla legge.