Newsletter n.42 / 2006

La diplomazia UE ha autorizzato l’allargamento alla Romania e Bulgaria
Il Consiglio dei ministri degli esteri dei paesi UE ha formalmente adottato la raccomandazione sul ingresso nell’UE della Romania e Bulgaria dal 1 gennaio 2007. ”Il Consiglio attende con favore di dare il benvenuto alla Bulgaria e alla Romania come membri dell’Unione Europea il primo gennaio 2007”, affermano i ministri nella dichiarazione congiunta. Il Consiglio chiede ai due paesi di proseguire il cammino delle riforme intraprese e appoggia la proposta della Commissione Europea di verificare i progressi compiuti nella riforma della giustizia, nella lotta al crimine organizzato e alla corruzione e di trattenere parte dei fondi europei destinati, se ritenuto necessario.

Gemellaggio tra i Ministeri delle Finanze italiano e romeno
Il sottosegretario all’Economia e Finanze Paolo Cento ha partecipato al lancio, presso il ministero delle Finanze romeno, di un gemellaggio sul rafforzamento delle capacita’ per la presentazione e la stesura del bilancio dello stato. Il progetto, il secondo del genere fra i due Ministeri, mirato a migliorare l’organizzazione del sistema di contabilita’ pubblica, sviluppera’ una metodologia comune per i rapporti finanziari consolidati e l’esecuzione del bilancio, in modo tutte le pubbliche amministrazioni romene possano presentare documenti consolidati in una forma adeguata alle norme europee.
Il nuovo progetto per sviluppare e implementare i bilanci sugli standard europei riveste particolare importanza alla luce dell’ingresso il primo gennaio 2007 della Romania nell’UE.
Per l’Italia, ha rilevato Cento, e’ importante rafforzare i rapporti sia bilaterali con la Romania sia a livello UE. La sua visita, e altre di rappresentanti italiani che seguiranno a breve, sottolineano ”l’attenzione strategica fra Italia e Romania” che si poggia su un ”asse fondato sulla latinita”’.

La Romania deve ancora adottare 34 leggi e 7 ordinanze per l’adeguamento alle norme UE
34 leggi e 7 ordinanze governative devono ancora essere adottate per rispettare gli impegni europei assunti dalla Romania, risulta dai dati forniti dal portavoce del Governo, Oana Marinescu, citato da Euractiv.
Il ministro dell’Integrazione Europea, Anca Boagiu, ha presentato all’esecutivo una nota sulla situazione dei progetti di legge prioritari per l’integrazione della Romania nell’UE. 27 progetti di leggi prioritarie sono in procedura parlamentare e devono essere finalizzati entro la fine del 2006. Tra questi si annovera il progetto di legge sull’Agenzia Nazionale di Integrita’, il progetto di legge sulla Corte di Conti, quello per la modifica ed il completamento della Legge Nr.64/1991 sui brevetti di invenzioni e quello per definire il quadro generale di consultazione ed informazione dei salariati. Inoltre, sono stati presentati nel Parlamento, nel secondo semestre, e sono in procedura parlamentare 7 leggi, 2 ordinanze governative di urgenza e 5 ordinanze governative, tra cui i progetti di legge sull’elezione dei rappresentanti della Romania nel Parlamento Europeo e sulla remunerazione dei funzionari del sistema penitenziario.

Altre due leggi importanti saranno modificate
Le disposizioni legislative sugli investimenti e sulla privatizzazione dovrebbero essere modificate, a breve, per permettere la concessione di aiuti si stato secondo la legislazione europea, annuncia il segretario di stato nel Ministero dell’Integrazione, Leonard Orban. „La legge sugli investimenti dovra’ creare il quadro, per gli investitori stranieri e romeni, per la concessione di incentivi in conformita’ con l’acquis comunitario. Anche la Legge sulla privatizzazione deve essere modificata, per assicurare la privatizzazione delle ultime compagnie ancora statali secondo le norme UE“ spiega Orban.
La strategia post adesione – annuncia Orban – sara’ sottoposta ad un dibattito pubblico a fine ottobre o inizio novembre 2006, e avra’ come priorita’ le infrastrutture e le risorse umane.

La Legge Finanziaria della Romania per l’anno dell’integrazione nell’Unione Europea
Il progetto di legge sul bilancio generale consolidato per il 2007 e’ stato approvato dal Governo, e sara’ inviato al Parlamento. Il progetto di Finanziaria e’ fondato su un deficit di bilancio del 2,8% del PIL, una crescita economica del 6,4%, un tasso dell’inflazione del 4,5%, una crescita del 12,4% dello stipendio medio lordo a livello nazionale ed un livello del debito pubblico inferiore al 60% del PIL. Il tasso di cambio preso in calcolo e’ di 3,53 lei per 1 euro.
Aumenti per tutti i settori
Per l’Educazione e Ricerca sara’ dedicato il 5,2% del PIL, rispettivamente 19.767,7 milioni di lei (+132,1% rispetto ai fondi concessi nel 2006). Alla Sanita’ andra’ il 4,12% del PIL, (+3.041,5 milioni di lei rispetto al 2006) e per il Ministero dei Trasporti 10.849 milioni di lei. Il Ministero dell’Agricoltura ricevera’ nel 2007 circa 7.634,53 milioni di lei (+33,9% rispetto al 2006). Il Ministero del Lavoro ricevera’ 33 miliardi di lei, cioe’ l’8,8% del PIL (+6,2 miliardi di lei rispetto al 2006). Il Ministero dell’ambiente avra’ nel 2007 un bilancio di 1.646 milioni di lei (+391,2 milioni di lei rispetto al 2006). Il Ministero della Difesa beneficiera’ nel 2007 di 6.797 milioni di lei, cioe’ l’1,78% del PIL (+148,8 milioni di lei rispetto al 2006). Il Ministero dell’Amministrazione ed Interni ricevera’ 7.555 milioni di lei (+19% rispetto al 2006). Al Ministero delle Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione spetteranno 87,830 milioni di lei (rispetto ai 27,498 milioni di lei nel 2006). Il Ministero della Cultura e Culti avra’ 722,64 milioni di lei, il Ministero degli Affari Esteri 498,9 milioni di lei (+118% rispetto al 2006), il Ministero dell’Integrazione Europea 960,42 milioni di lei (+18,1% rispetto al 2006), il Ministero della Giustizia 1.685 milioni di lei (+11,1% rispetto al 2006) ed il Ministero dell’Economia e Commercio 1.334,47 milioni di lei.

Il FMI critica il progetto di Finanziaria approvato dal Governo romeno per il 2007
Il progetto di Finanziaria approvato dal Governo per il 2007 rischia di accentuare gli squilibri macroeconomici della Romania, considera il Fondo Monetario Internazionale. „Prendendo il calcolo la crescita economica oltre il potenziale, un deficit del 2,5% del Prodotto Interno Lordo implica un rilassamento significativo della politica fiscale. Questa mancanza di coordinamento con la politica monetaria non puo’, in maniera credibile, ridurre i tassi dell’inflazione e degli interessi“ indica un rapporto del FMI.
Il progetto di Finanziaria per il 2007 e’ costruito per un deficit di bilancio del 2,8% del PIL, di cui lo 0,4% rappresenta cofinanziamento dei progetti europei. Gli economisti FMI criticano anche le spese salariali che, secondo loro sono state nuovamente sottostimate, poiche’ il bilancio non comprende concessioni di fondi per gli aumenti salariali attinenti al 2007. „Per il 2007, sono programmati due aumenti salariali, nonostante un target dell’inflazione inferiore al 10%“ indica il rapporto. Tenendo presente l’aumento delle spese dello 0,25% nel 2006 e 2007, esiste il rischio del deterioramento della qualita’ ed efficacia delle spese pubbliche, sottolinea il FMI. „Il Fondo nutre dei dubbi sulla possibilita’ del Governo romeno di spendere le somme previste (6,6% del PIL, rispetto al 2,6% nel 2005 ed il livello anticipato del 4,1% nel 2006)“ indica il documento FMI. Il progetto di bilancio approvato dal Governo fissa al 6,6% del PIL il livello delle spese previste per investimenti. Gli analisti sottolineano che nel 2007 i fondi non utilizzati per investimenti potrebbero essere orientati verso spese correnti.

La Romania sale al 24-o posto nella graduatoria dell’attrattiva per gli investimenti stranieri
Gli investimenti stranieri diretti a livello mondiale sono aumentati nel 2005 del 29% fino ad un totale di 916 miliardi di dollari. Gran Bretagna, Stati Uniti e Cina sono i paesi che hanno attratto gli investimenti esteri piu’ consistenti. Rispetto al 2004, la Romania e’ salita, nel 2005 si 7 posti, fino al 24-o posto tra gli 141 stati presi in considerazione nel Rapporto Mondiale degli Investimenti (WIR), pubblicato dalla Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD).
Secondo il rapporto, che misura l’indice di performances degli investimenti stranieri diretti, gli investimenti stranieri diretti nei paesi dell’Europa Sud-Orientale e nei paesi della Comunita’ degli Stati Indipendenti hanno conservato il ritmo accelerato di crescita anche nel 2005, raggiungendo il livello di 40 miliardi di dollari.
La Romania, la Federazione Russa e l’Ucraina hanno accaparrato quasi tre quarti delle entrate totali di capitali stranieri nella regione. Nei tre paesi, il livello degli investimenti stranieri ha superato 5 miliardi di dollari (in Russia ha superato 10 miliardi di dollari).
Secondo il rapporto, nel 2005 la Romania ha attratto investimenti stranieri diretti di circa 6,4 miliardi di dollari.
Gli esperti UNCTAD considerano che l’alto livello dei capitali stranieri attirati nel 2005 dalla Romania e’ dovuto alla privatizzazione della Banca Commerciale Romena (BCR) e delle compagnie di distribuzione del gas naturale. L’introduzione della quota unica di tassazione, del 16%, e’ considerata un fattore determinante per tali risultati positivi.
Inoltre, lo studio sottolinea che le autorita’ romene hanno annunciato di voler semplificare le procedure di acquisto di proprieta’ immobiliari da parte dei residenti UE, dopo l’adesione, conservando, pero’, determinate restrizioni nell’acquisto di terreni agricoli e foreste.
Il rapporto considera che l’adesione all’Unione Europea della Romania e Bulgaria avra’ un impatto positivo sugli investimenti effettuati all’interno dell’Unione.
Il numero di investimenti greenfield attratti dalla Romania nel 2005 e’ arrivato a 235 progetti, rispetto a 171 nel 2004. Secondo il Rapporto Mondiale degli Investimenti, nel 2005, lo stock di investimenti stranieri diretti in Romania ha superato 23,81 miliardi di dollari.

Le importazioni di generi alimentari hanno superato di 1,5 miliardi di euro le esportazioni, nei primi 8 mesi del 2006
Il deficit commerciale dell’interscambio commerciale con prodotti agro alimentari, in aumento del 30,6% nel 2006, fino ad oltre 1 miliardo di euro, e’ risultato da importazioni del 23,9% superiori a quelle de 2005 ed esportazioni del 9,9% superiori. Le importazioni sono ammontate, nei primi 8 mesi del 2006, a 1,517 miliardi di euro, superando di 1,078 miliardi di euro le esportazioni ammontate a 438,2 milioni di euro.
I rappresentanti dell’Associazione Nazionale degli Esportatori ed Importatori della Romania (ANEIR) considera che negli ultimi mesi dell’anno le importazioni agro alimentari saranno massicce ed il deficit commerciale rischia di raddoppiare.
Da un altro canto, agli operatori economici romeni e’ vietato di accumulare degli stock consistenti di generi alimentari per il 2007, poiche’ l’UE ha richiesto che alla fine del 2006 gli stock di prodotti prodotti agro alimentari non superino quelli registrati alla fine del 2005.
La carne suina e lo zucchero sono i principali prodotti importati
Il principale prodotto importato e’ stata la carne suina (12,6% del valore totale delle importazioni agro alimentari): per 121.700 tonnellate sono stati pagati 191,2 milioni di euro (in leggera diminuzione rispetto a 115.800 tonnellate e 177,8 milioni di euro nel periodo simile del 2005).
Inoltre, la Romania ha importato 297.200 tonnellate di zucchero (rispetto a circa 300.000 tonnellate nel periodo simile del 2005) per un valore di 93,4 milioni di euro (6,2% del totale importato nella categoria agro alimentari).
La Romania ha importato, anche, pesce e conserve di pesce, cioccolato e prodotti dolciari, prodotti di pasticceria e frutta fresca per 205,4 milioni di euro.
Esportazioni 4 volte inferiori alle importazioni
Nonostante l’aumento delle esportazioni romene di prodotti alimentari, nei primi 8 mesi del 2006, del 9,9% rispetto al periodo simile del 2005, il valore e’ ammontato a soli 438,2 milioni di euro. Le esportazioni di animali vivi hanno rappresentato il 21% del totale, il frumento il 10,5%, i semi di girasole l’8,9%, il mais il 5,2% ed i prodotti di panetteria il 3,8 %.
L’Unione Europea continua ad essere il principale partner nel commercio con prodotti agro alimentari della Romania. Nella prima parte del 2006, le esportazioni di prodotti agro alimentari verso l’UE hanno rappresentato il 62% del totale, e le importazioni dai paesi membri UE il 55% del totale.

Statistica della settimana
Il top degli esportatori romeni di vini nel primo semestre del 2006
Esportatore Quantita’ (hl) Valore (dollari)
VINIA IASI 34.700 2.200.000
CRAMELE HALEWOOD 17.600 2.300.000
VINTERRA INT’L 12.599 966.489
PROVINUM 11.996 1.195.038
CARL REH WINERY 11.423 891.908
CRAMELE RECAS 5.715 1.036.800
VINCON VRANCEA 1.170 966.489
MURFATLAR ROMANIA 1.134 281.223
AGRICOLA STIRBEY 28 13.000
(fonte: APEV)

Prospettive dei prezzi romeni dopo l’adesione all’UE
Il gas naturale e l’energia elettrica – campioni dei rincari
Una valanga di opinioni, da parte di esperti ed analisti economici, si riversa sui cittadini romeni in risposta alle loro domande legittime sull’evoluzione dei prezzi e delle tariffe dopo l’adesione all’UE. In realta’ non si dovrebbe parlare di rincari o di diminuzioni dei prezzi, ma di allineamento dei prezzi delle varie categorie di merci e servizi ai prezzi praticati nei paesi sviluppati dell’UE. E tale allineamento si e’ gia’ prodotto per alcune categorie di merci. Il bilancio generale indichera’, comunque, un aumento dei prezzi nel loro insieme. Poiche’ non si trattera’ di un aumento lineare, l’effetto sara’ diverso per i vari ceti della popolazione, e verra’ percepito in maniera piu’ forte nell’ambiente urbano.
Il primo elemento da prendere in considerazione e’ la crescita “esplosiva”, senza alcuna esagerazione, delle tariffe per le utilita’ pubbliche, specialmente per il gas naturale, riscaldamento ed energia elettrica, ma anche per l’acqua e canalizzazione.
Per il gas naturale, le tariffe al consumatore dipendono prevalentemente dal prezzo del gas naturale d’importazione, imposto dal fornitore russo insieme ai suoi intermediari in Romania (ditte tedesco-russe). Dopo la cessione all’austriaca OMV, attraverso la privatizzazione della Petrom, dello sfruttamento di meta’ delle risorse romene di gas naturale, le autorita’ romene non possono piu’ influire sul prezzo di questa risorsa. D’altronde, l’Unione Europea ha imposto, nelle negoziazioni con la Romania, che il gas naturale romeno sia fornito al mercato a “parita’” di prezzo con il gas d’importazione, un incredibile “regalo” alle compagnie straniere di produzione (OMV) e distribuzione (Ruhrgas, acquirente di Distrigaz Nord e Gaz de France, acquirente di Distrigaz Sud).
Anche i consumatori domestici di energia elettrica si confronteranno con rincari. L’Unione Europea ha imposto l’adozione del principio della copertura dei costi attraverso le tariffe, aspetto completamente corretto. Pero’, e’ gia stata istituita – e verra’ generalizzata – la cosiddetta “liberalizzazione del mercato”, in virtu’ della quale i consumatori possono scegliere liberamente i fornitori. In pratica si constata un’anomalia: grandi quantita’ di energia a buon mercato, da fonti idroenergetiche, vengono esportate o fornite in modo privilegiato a delle aziende autoctone, mentre i consumatori domestici devono acquistare l’energia prodotta, a costi piu’ alti, dalle centrali termiche. Il sistema della cosiddetta “liberalizzazione” funziona come un circolo vizioso: piu’ si esporta, liberamente, dell’energia a buon mercato, piu’ aumentano i costi nel circuito nazionale (poiche’ questo viene alimentato ancora di piu’ con energia “cara” prodotta nelle centrali termiche), e quindi le tariffe ai consumatori domestici devono aumentare per coprire i rispettivi costi… invece di alimentare il sistema nazionale con l’energia prodotta a basso costo dalle idrocentrali, riducendo i costi, nell’insieme.
L’inevitabile rincaro delle tariffe dei servizi
Se ci saranno delle diminuzioni di prezzi – non certe, pero’ possibili – esse riguarderanno i prodotti industriali, perche’ l’allineamento dei prezzi di questi prodotti ai prezzi praticati nei paesi sviluppati dell’UE e’ gia’ avvenuto, negli ultimi anni, grazie alle importazioni massicce di tali beni.
Mentre per quanto riguarda i prodotti agro alimentari, il processo di allineamento e’ cominciato pero’ e lontano dall’essersi concluso, nonostante le importazioni consistenti di tali prodotti dall’UE con conseguente trasformazione, nell’ultimo decennio, della Romania in importatore netto di prodotti agro alimentari. Quindi, anche per questi prodotti e’ realistico prevedere alcuni rincari.
La via principale dell’allineamento e’ l’adozione delle norme europee di ambiente, di qualita’, di igiene fito sanitaria e sanitaria-veterinaria, nonche’ di protezione dei consumatori. In tutti questi campi si tratta di investimenti massicci da parte dei processatori per poter ottenere le dovute autorizzazioni per la commercializzazione dei prodotti. Le spese per i rispettivi investimenti – che in genere non sono mai stati effettuati prima di adesso – saranno trasferiti sui consumatori. L’altra via di allineamento sara’ quella delle importazioni di prodotti agro alimentari dall’Unione Europea, portatori di prezzi occidentali, anche a causa dei ritardi dei processatori romeni nel loro adeguamento alle norme europee.
A cio’ si aggiungera’ l’aumento dei prezzi nel campo dei servizi. Tali crescite succederanno durante un lungo arco di tempo, pero’ influiranno consistentemente sull’indice generale dei prezzi, trattandosi di tranches di crescita relativamente importanti, che colmeranno le attuali differenze accentuate rispetto ai paesi occidentali membri UE.
Si deve sottolineare che le rispettive crescite dei prezzi nei servizi non sono obbligatoriamente collegate all’appartenenza all’UE. L’allineamento dei prezzi dei servizi a quelli dei paesi sviluppati e’ un fenomeno che accompagna il processo di sviluppo ed e’ stato denominato “effetto Balasa-Samuelson” (nomi degli economisti americani che lo hanno studiato ed argomentato).
Le differenze di prezzi si conservano finche’ i servizi conservano un pronunciato carattere locale e si “internazionalizzano” con difficolta’, pero’ l’allineamento si produce, prima o poi, grazie all’entrata di alcuni servizi nel circuito economico interstatale e della libera circolazione delle persone su un mercato globalizzato.

Il mercato romeno del franchising potrebbe arrivare a 3 miliardi di euro.
Il mercato romeno del franchising, stimato per il 2006 a circa 1 miliardo di euro, potrebbe salire in maniera rapida, poiche’ numerose compagnie straniere attendono l’adesione all’UE per sbarcare in Romania, dichiara l’Associazione Romena di Franchising,. “in Romania, fino al momento attuale, si sono sviluppate prevalentemente le franchigie del settore fast-food e ristorazione, pero’ esistono segnali che i campi di interesse si diversificheranno nel 2007” afferma il presidente dell’Associazione, Costin Anton. In Romania, esistono 210 franchigie, di cui 40 romene. Tra quelle straniere, il 60% provengono dagli SUA e Canada, e poche dall’Europa.

Le differenze regionali – una battaglia, al momento, persa in Romania
Gli squilibri tra le regioni che compongono la Romania sono sempre stati considerati un problema risolvibile soltanto attraverso l’uniformizzazione.
In pratica, si e’ dimostrato che un paese si sviluppa rapidamente grazie agli agglomerati urbani.
Le statistiche indicano che la Romania ha registrato nei primi 7 mesi del 2006 un deficit commerciale di 7 miliardi di euro. La verita’ e’ che Bucarest ha registrato un deficit di 5 miliardi di euro ed il resto del paese soltanto 2 miliardi. Le stesse statistiche indicano che la Romania ha avuto nel 2005 un PIL pro capite di 3.664 euro. In realta’, Bucarest ha avuto un PIL pro capite di 7.500 euro – piu’ della Polonia e Slovacchia – mentre gli abitanti delle regioni Vaslui, Botosani, Suceava, Iasi, Neamt e Bacau (Regione Nord-Est) sono arrivati a soli 2.527 euro pro capite, come nel Belarus.
Non ha senso entrare in dettagli come il fatto che numerose aziende presentano a Bucarest i loro bilanci che comprendono anche affari realizzati nei punti di lavoro sparsi per il paese, oppure che la fattura energetica viene centralizzata sempre a Bucarest
Ha senso, invece, sottolineare – come lo ha fatto la Commissione Nazionale di Previsioni – che la Romania e’ entrata, nel 1990, nel processo di transizione con un livello relativamente basso di disparita’ regionali, e al momento attuale le differenze tra la capitale ed il resto del paese diventano sempre piu’ forti. Come anche tra gli stipendi medi di 11 milioni di lei vecchi a Bucarest ed i 7 milioni nella zona di Moldavia.
L’unica soluzione rimane il mercato
Se nella Regione Nord-Est (Vaslui, Botosani, Suceava, Iasi, Neamt, Bacau) soltanto il 25% della popolazione attiva lavora nell’industria ed il 42% e’ occupata nell’agricoltura, mentre nella Regione Centro (Brasov, Sibiu, Mures, Alba, Harghita, Covasna) ed Ovest (Timisoara, Arad, Hunedoara, Caras-Severin) le proporzioni sono inverse (26% nell’agricoltura ed il 35% nell’ industrie), la soluzione ideale sembrerebbe quella di dirigere, forzatamente, gli investimenti, quelli stranieri compresi, verso le zone povere per sviluppare le produzioni con alto valore aggiunto. Pero’ neanche tale artificio potrebbe durare a lungo, fatto dimostrato dall’industrializzazione forzata di determinate zone ai tempi di Ceausescu, che dopo la chiusura delle fabbriche erette ai tempi del comunismo, sono tornate all’agricoltura. Al posto dell’intervento dello stato, delle facilitazioni fiscali, meglio lasciare al mercato il compito di risolvere la situazione. Se per esempio, a Bucarest e Timisoara la concorrenza diventerebbe sempre piu’ spietata, gli imprenditori sarebbero propensi ad investire anche in altre zone del paese oppure, perche’ no, „importerebbero” manodopera dalle zone sfavorite, pagando stipendi a livello delle zone con un PIL di 7.500 euro pro capite. Solo che, per il momento, gli imprenditori romeni hanno cominciato ad “importare” manodopera cinese, sottopagata – con conseguente concorrenza sleale – e gli operai della Moldavia migrano verso Barcellona e Milano, invece di Bucarest e Timisoara.

I manager piu’ potenti nella Romania del 2006
I “personaggi-chiave” della Romania sono cambiati negli ultimi 10 anni. Tutti lavorano nell’ambiente privato, alcuni sono cittadini stranieri, e per la maggior parte non sono molto noti dall’opinione pubblica. Concentrano, invece, nelle loro mani, il potere economico della Romania.
Dieci ani fa’, questo potere era concentrato, ancora, nelle mani dei membri del governo e dei dirigenti delle aziende di stato; nel campo privato dominavano gli “investitori” che potevano vantare collegamenti con il mondo politico e la riuscita negli affari dipendeva piu’ dalle influenze politiche che dalla professionalita’. Una successione di avvenimenti importanti hanno cambiato la “bilancia” del potere.
Uno di questi e’ stato la privatizzazione “di massa”. Nonostante alcuni trasferimenti di proprieta’ dubbiosi, la maggior parte dell’economia e’ passata nelle mani di compagnie occidentali, come nel caso di Petrom e Dacia i cui manager decidono, adesso, sulla sorte degli automezzi e dei combustibili di produzione romena.
La “normalizzazione” dell’economia ha attratto gli investimenti stranieri. Le banche e la borsa sono diventati strumenti “adeguati” di finanziamento o risparmio, il che ha aumentato il ruolo dei decidenti, cioe’ dei manager di grandi banche e dei fondi di investimenti.
Chi sono i piu’ importanti manager in Romania nel 2006?
Wolfgang Ruttenstorfer di OMV decide i prezzi dei carburanti
Wolfgang Ruttenstorfer e’ presidente del consiglio di amministrazione della OMV, compagnia che detiene il pacchetto azionario di maggioranza della piu’ importante societa’ petrolifera della Romania, Petrom, che e’, inoltre, la piu’ grande azienda romena. Dall’acquisto della Petrom, nel 2004, l’austriaco di 56 anni e’ la piu’ importante figura dirigenziale della piu’ grande compagnia petrolifera dell’Europa Centrale ed Orientale. Ruttenstorfer lavora dal 1976 nella OMV, ad eccezione del periodo 1997-2000, quando ha detenuto il portafoglio del ministro austriaco delle Finanze. Petrom domina un mercato solo apparentemente concorrenziale, poiche’ quando la compagnia detenuta dalla OMV modifica i prezzi dei carburanti, gli altri concorrenti si affrettano ad imitarla. Quindi Ruttenstorfer puo’ decidere i prezzi in tutte le stazioni di servizio della Romania. Ruttenstorfer puo’ fare cio’ senza l’approvazione di alcuna entita’ romena (OMV informa, soltanto, il Governo prima di ogni rincaro), ed una modifica dei prezzi dei combustibili, si riflette, logicamente, nei prezzi di tutti gli altri prodotti commercializzati in Romania.
Nicolae Danila controlla 9 miliardi di euro e 5 milioni di clienti
Il presidente esecutivo della Banca Commerciale Romena’ e’ quello che coordina un quarto degli attivi bancari della Romania, circa 39 miliardi di lei nuovi ovvero oltre 9 miliardi di euro. La BCR continua ad essere il principale operatore sul mercato bancario e le sue quote di mercato – il 25,4% per gli attivi, il 26,4% per i crediti non governativi ed il 28,6% dei depositi degli oltre 5 milioni di clienti – confermano la sua posizione di leader.
Phillippe Questiaux da il tono nel campo delle costruzioni
Phillippe Questiaux e’ da quattro anni presidente direttore generale della Lafarge Ciment, il piu’ grande produttore di cemento e leader sul mercato romeno dei materiali di costruzioni, con una quota di mercato stimata al 32,5-33%. Nonostante parli solo francese e spagnolo, il mercato romeno lo capisce, poiche’ il cemento rappresenta il 10% del costo totale di un edificio. D’abitudine le sue decisioni sono seguite molto attentamente dalla concorrenza, fatto sospettato anche dal Consiglio della Concorrenza, che ha sollevato il problema dell’esistenza di un “cartello” nell’industria romena del cemento. Piu’ concretamente, se Questiaux decide di rincarare il cemento del 10%, allora il prezzo di una casa di dimensioni medie, costruita per conto proprio, puo’ aumentare di circa l’1%.
L’uomo con le azioni
Petre Pavel Szel, 61 de anni, e’ presidente-direttore generale della SAI Muntenia Invest, societa’ che amministra gli attivi della SIF Muntenia. Ogni sua parola viene attentamente analizzata dai broker ed investitori in borsa. Le sue decisioni influiscono sulle azioni delle compagnie listate nella Borsa Valori Bucarest (BVB). “Vantiamo 8 milioni di piccoli azionisti, altri 200.000 che detengono circa 1.000 azioni ognuno e 100-200 grandi azionisti” spiega Petre Pavel Szel.
L’acciaio di Hans Ludwig Rosenstock
In mancanza di un direttore generale di Mittal Steel Galati (l’ultimo e’ andato in pensione), il direttore di operazioni tedesco, di 45 anni, coordina l’attivita’ del piu’ grande produttore di acciaio della Romania. Da lui dipendono gli stipendi di 14.000 salariati che vivono in una zona che dipende quasi esclusivamente dal complesso siderurgico e, inoltre, gli alti forni di Galati assicurano il 70% del necessario di acciaio della Romania.
Ilie Carabulea, “trasportatore” favorito dei romeni che lavorano all’estero e dei loro soldi
Ilie Carabulea, 57 de ani, e’ titolare di Atlassib, leader dei trasportatori di manodopera romena all’estero. Nei suoi pullman, Carabulea “porta in giro” annualmente circa 12.000 romeni che lavorano all’estero e insieme a loro anche i loro guadagni, con impatto diretto nell’economia romena. Attualmente, circa 2 milioni di romeni lavorano all’estero e mandano in patria, annualmente, 4 miliardi di euro. Ex capo reparto di una societa’ di trasporti (Autobaza Sibiu), il titolare del holding Atlassib rientra nel Top 300 dei piu’ ricchi romeni (secondo il settimanale Capital), con un patrimonio di 45 milioni di dollari ed oltre 25 aziende in Romania e all’estero. Secondo i dati del Ministero delle Finanze, nel 2005, Atlassib ha registrato un giro di affari di oltre 190 milioni di lei.
Il Presidente Paunescu, leader regionale dei fondi di investimenti
Presidente di un fondo di investimenti che comincia appena a funzionare – il Fondo Proprietatea – Alexandru Paunescu, 29 anni, dirige una squadra che gestisce un patrimonio di 4 miliardi di euro. Fino nel maggio 2006 – quando e’ stato nominato nell’attuale carica, Paunescu era consigliere-ispettore giuridico nella Direzione di Sorveglianza della Banca Centrale (BNR). Adesso le sue decisioni sono percepite nei Consigli di Amministrazione delle 114 compagnie nelle quali il FP e’ azionista.
4 miliardi di euro non sono pochi, se si pensa che dopo la sua quotazione nella Borsa Valori, il FP potrebbe detenere circa il 20% della capitalizzazione di questa, cifrata a 21 miliardi di euro. La difficolta’ che Paunescu deve fronteggiare e’ la doppia natura del FP. Centinaia di piccoli azionisti contro dei magnati con titoli di centinaia di milioni di euro, un calendario sociale dei risarcimenti contro una razionalita’ economica delle strategie investizionali. Quantificata in moneta, l’influenza del fondo diretto da Paunescu sara’ di almeno 400 milioni di euro, cioe’ il valore delle azioni emesse fino al momento attuale. Nei prossimi anni, questo potrebbe crescere, teoricamente, a 4 miliardi di euro, quando tutte le azioni del portafoglio FP saranno quotate in borsa.
Un francese che vale l’1,5% del PIL della Romania
Che significa Logan per la Romania? Investimenti stranieri diretti di 650 milioni di euro, dal prelievo di Automobile Dacia da parte della Renault e fino nel 2005. Piani investizionali fino ad un totale di 1 miliardo di euro entro il 2010. Continuazione dell’attivita’ di 188 fornitori per il Logan, di cui 134 fornitori esteri e 54 romeni. Vendita sul mercato romeno di 158.352 autovetture nel periodo settembre 2004 – giugno 2006 ed esportazioni di 96.405 autovetture in oltre 40 paesi. Logan e Dacia, in genere, significano l’1,5% del PIL della Romania. Automobile Dacia ha registrato nel 2005 un giro di affari di 1,2 miliardi di euro, equivalente all’1,5% del PIL della Romania. Se, per assurdo, l’attuale direttore generale, Francois Fourmont, 57 anni, con l’approvazione del Consiglio d’Amministrazione della Dacia e del proprietario Renault, decidesse di cessare la produzione di Logan, il mercato romeno auto dimezzerebbe, poiche’ Dacia con l’aiuto del Logan e’ salita ad una quota di mercato del 38,9% nel primo semestre del 2006. Oltre 12.500 dipendenti della Automobile Dacia perderebbero i posti di lavoro ed il numero dei disoccupati, compresi i dipendenti dei fornitori, potrebbe arrivare a 100.000.
Gli investimenti di Siminel Andrei
L’ancora giovane Andrei Siminel e’ direttore generale del NCH Advisors, amministratore del fondo di investimenti Broadhurst. Tale posizione lo piazza tra i piu’ importanti operatori sul mercato di capitale della Romania: il fondo da lui diretto ha investito, sin dal 1997, circa 300 milioni di dollari. NCH ha partecipazioni in New Century Holdings attraverso il fondo Broadhurst, il piu’ importante proprietario di spazi commerciali in Romania. Il fondo detiene, tra l’altro, le compagnie Romarta, Winmarkt, Winmarkt Beta e Valmetex ed e’ azionista di minoranza dei negozi Unirea Shopping Center e Cocor di Bucarest. Non per ultimo, vanta partecipazioni in Vel Pitar, Electroaparataj, Electrotehnica, Otelinox, Asirom, UMED e Imsat. Quindi Andrei Siminel e’ l’uomo-chiave che puo’ influire sulla vita di un gran numero di dipendenti, ma anche sulle azioni di numerose compagnie. Adesso si e’ orientato anche verso il mercato immobiliare, e ha pianificato la costruzione di un mall e dei palazzi residenziali. Sono stati annunciati investimenti di 300 milioni di euro. Sin dal 2002, Andrei e’ stato il “cervello” delle prime strategie di sviluppo del mercato romeno di capitale e fattore determinante nell’eliminazione delle rivalita’ tra Rasdaq e la Borsa Valori Bucarest.

Le compagnie di Bucarest – i motori dell’economia romena
Bucarest realizza circa il 35% delle esportazioni romene ed oltre il 40% delle importazioni del paese. Circa l’11% degli investimenti stranieri diretti vengono effettuati a Bucarest, l’80% degli affari immobiliari vengono realizzati nella Capitale ed il 25% della rete commerciale di retail e’ concentrata nella piu’ grande citta’ romena. Pero’, soltanto 11.644 compagnie di Bucarest non hanno debiti nei confronti dello stato, tra le 110.445 aziende della capitale che hanno presentato bilanci contabili per il 2005.

Investimenti immobiliari di oltre 300 milioni di euro a Bucarest
L’israeliana Plaza Centers, che ha acquistato, insieme a Elbit Medical Imaging, il 75% del Dâmboviţa Center, realizzatore del progetto Casa Radio, la lanciato nella borsa di Londra azioni per un valore massimo di 261 milioni di euro, per il finanziamento degli investimenti immobiliari. Le 85,7 milioni di azioni sono in vendita, ad un prezzo unitario di 155-205 pence, agli investitori istituzionali dal Gran Bretagna e da altri stati, specifica un comunicato Plaza Centers.
Elbit Medical Imaging aveva annunciato, la settimana scorsa, di aver prelevato insieme a Plaza Centers, che controlla, il 75% delle azioni Dâmboviţa Center, societa’ che costruira’ il complesso Casa Radio di Bucarest. Lo stato romeno deterra’ il 15% del progetto, in cambio della cessione per 49 anni del diritto di utilizzo del terreno, delle costruzioni esistenti e di quelle che verranno realizzate.
Il progetto avra’ un’area costruita di 360.000 mq e verra’ realizzato in 3 tappe, nei prossimi 5-6 anni. Comprendera’ una zona commerciale, zone per svago, un albergo da 5 stelle con 300 camere, spazi per uffici e residenziali. Per la realizzazione dell’investimento, la Compagnia Nazionale di Investimenti (CNI), rappresentante dello stato romeno nel progetto, e le aziende Mimel Imsat (Turcia) e ORB Estates (Gran Bretagna) avevano costituito nel 2003 la societa’ Dâmboviţa Center.
Rotary Construcţii realizzera’ nel quartiere Pipera di Bucarest un complesso residenziale composto da 4 condomini, un centro affari, parcheggi, farmacia, piscina e scuola, progetto valutato a circa 60 milioni di euro. I quattro condomini del progetto Belvedere Residence avranno un piano interrato, piano terra e 12 piani. Il complesso avra’ un totale di 600 appartamenti (2-3-4 locali, con superfici tra 70 e 150 mq) e duplex di 150-250 mq. I prezzi di vendita degli appartamenti sono di 1.500 euro/mq costruito piu’ 750 euro/mq per i terrazzi e 15.000 euro per ogni box auto. Il complesso sara’ ultimato a dicembre 2009.

Erste Bank ha acquistato Novotel di Bucarest, con 29,5 milioni di euro
Sparkassen Immobilien ha pagato al gruppo alberghiero francese Accor 29,5 milioni di euro per l’albergo Novotel di Bucaresti, ha dichiarato Holger Schmidtmayr, membro nel consiglio direttore della divisione di investimenti immobiliari della Erste Bank. L’albergo e’ la prima struttura Novotel in Romania. Ubicato in Calea Victoriei, al posto del vecchio Teatro Nazionale, Novotel Bucarest City Centre e’ anche il primo investimento diretto della compagnia francese sul mercato romeno, e l’ammontare totale dedicato a questo progetto e’ di 40 milioni di euro. L’albergo e’ stato inaugurato a fine agosto 2006 e ha 258 stanze, un appartamento presidenziale e 6 appartamenti nonche’ varie sale di conferenze, un ristorante, un bar, una piscina coperta, un centro fitness ed una zona commerciale.
Sparkassen Immobilien annuncia, inoltre, un investimento di 150 milioni di euro, realizzato in partenariato con Euro Mediterranee Consulting (EMCT), che si concretizza nella costruzione di un centro commerciale di oltre 200.000 mq nel sud della capitale. Sparkassen Immobilien e’ interessata, anche, nell’acquisto di una parte delle sedi della Banca Commerciale Romena. L’ammontare totale degli investimenti programmati da Sparkassen Immobilien in Romania e’ di circa 500 milioni di euro.

Il mercato dei mobili di lusso per uffici e’ dominato dalle importazioni
Il mercato dei mobili di lusso per uffici ammonta, nel 2006, a quasi 5 milioni di euro, e rappresenta meno del 10% del mercato totale dei mobili per uffici, stimato a circa 50 milioni di euro, dichiara Bogdan Staicu, direttore della Mobexpert. Il settore e’ dominato dalle importazioni, poiche’ tale tipo di mobili incorpora molto design, e quindi il 100% dell’offerta disponibile in Romania, attualmente, e’ prodotta all’estero. L’adesione all’UE accelerera’ la crescita del mercato dei mobili per ufficio, crede il rappresentante Mobexpert. “Per il 2007 anticipiamo una crescita esplosiva del mercato dei mobili per ufficio in Romania, grazie allo sviluppo degli spazi per uffici di classe A. Nel 2007 verranno ultimati 200.000 – 250.000 mq di uffici di classe A, il che rappresenta circa il 60% degli spazi attualmente disponibili” afferma Staicu.
Alcuni giorni fa’ e’ stato inaugurato a Bucarest il primo negozio di mobili di lusso per uffici, Premio, con un investimento di 200.000 di euro del Gruppo Mobexpert. Il marchio Premio e’ stato creato sviluppando un ramo dell’offerta Mobexpert Office, di mobili high-end per uffici, come concetto integrato. Il show-room Premio, e’ ubicato su 400 mq in America House di Piata Victoriei e presenta linee complete importate da produttori consacrati nel campo, Vitra, Haworth e I4Mariani.

Gli investitori stranieri acquistano la maggior parte delle abitazioni dei nuovi complessi residenziali di Bucarest
La maggior parte delle abitazioni realizzate nei nuovi complessi residenziali viene acquistata da investitori stranieri, sin dalla fase di progettazione, per essere affittati oppure per rivendita dopo la finalizzazione del progetto, asseriscono le principali agenzie immobiliari.
“Circa il 65-70% degli 802 appartamenti del complesso residenziale Asmita Gardens e’ stato acquistato da investitori stranieri, per rivenderli o affittarli dopo l’ultimazione dei lavoro” dichiara Atena Tiplic, residential sales della compagnia immobiliare Colliers, promotore del progetto. Lo stesso vale anche per il progetto Central Park, sviluppato nella zona Stefan cel Mare-Barbu Vacarescu della Capitale, promosso sempre da Colliers.
Un altro complesso residenziale che gode dell’attenzione degli investitori stranieri e’ West Park (490 abitazioni) costruito nella zona Militari da Rom Canada. “Dal lancio del progetto, in aprile 2006, abbiamo gia’ venduto 160 appartamenti, di cui la meta’ sono stati acquistati da investitori stranieri. E ci sono altri 3 gruppi di investitori britannici interessati ad acquistarne altri in questo progetto” dichiara Camelia Bracea, broker della compagnia immobiliare Regatta, promotore del progetto. I prezzi delle abitazioni nel complesso West Park partono da 67.000 euro senza IVA per un bilocale di 70-80 mq fino a 234.000 euro per un penthouse con 249 mq.
Adrian Preda, residential negoziatore della compagnia immobiliare CB Richard Ellis, promotore del progetto Liziera Residence, lanciato recentemente da Ferco Investments, dichiara che i primi 15 appartamenti venduti sono stati, tutti, acquistati da investitori stranieri. “Nella prima settimana di vendite, abbiamo venduto 15 bilocali e trilocali, comprati da investitori intenzionati a rivendere dopo l’ultimazione dei lavori” afferma Preda. Il complesso e’ composto da 176 appartamenti, con prezzi da 163.000 euro per i bilocali, a 223.000 euro per trilocali, quasi 300.000 euro per i quadrilocali e 535.000 euro senza IVA per un penthouse di 257 mq.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

       La “Business Class” Carpatair – una scelta per gli imprenditori italiani

A partire da quest’anno, la compagnia aerea Carpatair ha introdotto la Classe Business su tutte le sue destinazioni interne e internazionali, corto o medio raggio, nella quale il passeggero potrà dormire, rilassarsi nelle poltrone con rivestimenti in pelle, lavorare anche o assaggiare la cucina internazionale preparata con grande attenzione. Business Class Carpatair propone condizioni speciali per organizzare il viaggio del passeggero, dal momento dell’imbarco, servizi durante il volo, l’asistenza all’arrivo ecc.
Durante il volo, oltre al servizio accogliente, il passeggero Carpatair troverà sempre un “wellcome drink” e avrà una grande scelta per quanto riguarda le bibite, le bevande fini, i menù raffinati (gli antipasti, pasti principali e dolci). Il cibo e le bevande sono serviti in piatti specifici di porcellana fina, le posate sono in acciaio e ci sarrà sempre pronto un bellissimo servizio per il caffè, tè e digestivi, in altre parole, un servizio nato per rendere il viaggio del passeggero un’esperienza rilassante, confortevole. I passeggeri che salgono sulle aeronavi Carpatair possono apprezzare fin dal primo istante l’atmosfera intima dei nostri voli.
Indipendentemente dal punto di partenza dalla Romania verso L`Italia, da Bucarest, Costanza, Bacau, Iasi, Suceava, Cluj, Sibiu, Oradea, Satu Mare, o da Tirgu Mures, Carpatair offre un servizio completo, i passeggeri per l’Italia si fermano per uno stop di durata ragionevole a Timisoara ove proseguiranno con l’imbarco verso qualunque destinazione d’Italia: Torino, Milano, Venezia, Verona, Bologna, Firenze, Ancona, Roma. Durante il transito, i passeggeri della Business Class hanno libero acceso nel VIP Lounge di Timisoara per un assaggio della famosa ospitalità rumena.
Presente sul mercato romeno fin dal 1999, Carpatair è la prima compagnia aerea regionale che opera voli regolari per i passeggeri verso l’Italia, Germania (Monaco, Stoccarda, Dusseldorf, Francoforte), Francia (Parigi), Ukraina (Leopoli) e Repubblica Moldova (Chisinau).
Il nostro obiettivo è quello di rendere ogni volo un vero piacere per i nostri passeggeri.
Contatti Carpatair – Carpatair Call Center
Romania
Numero verde: 08 008 300 900 (valido solo in Romania)
Tel.: +40 256 300 900, +40 725 300 900; Fax: +40 256 300 999
Italia
Tel: +39 0236 006 676
E-mail: reservations@carpatair.com; www.carpatair.com

Newsletter n.41 / 2006

Incontro preparatorio per il Gruppo di lavoro misto italo-romeno in programma il 6-7 novembre 2006 a Bucarest
Il giorno 3 ottobre si e svolto a Roma l’incontro preparatorio per la riunione del gruppo misto di lavoro italo romeno in programma il 6-7 novembre a Bucarest, presieduto da parte italiana dal sottosegretario di stato per gli Affari Europei Milos Budin e da parte romena dal sottosegretario di stato Iuliu Winkler.
L’Associazione Imprenditori Italiani in Romania – unica associazione presente – e’ stata rappresentata, per il tredicesimo anno consecutivo, all’incontro preparatorio del gruppo misto italo romeno.
L’incontro e’ stato presieduto dal dott. Loffredo il quale ha analizzato l’evoluzione dei rapporti economici tra i due paesi dall’ultimo incontro del gruppo misto, nella luce della prossima integrazione della Romania nell’UE.
Si e’ parlato dei nuovi strumenti di finanziamenti per le imprese, dei fondi strutturali (per i quali l’AIIR sta predisponendo un apposito responsabile), delle nuove normative nel campo agricolo per le nuove forme di finanziamenti, dalla necessita’ di aggregazione delle imprese italiane operanti in Romania per poter assicurare le dovute sinergie e creare sistemi consolidati.
Con l’occasione si e’ fatto presente che il trattato di adesione della Romania all’UE deve essere ancora ratificato da pochi paesi ed e’ stata sottolineata la volonta’ da parte del governo italiano di aprire una sede diplomatica ufficiale nella Repubblica Moldavia. Si e’ parlato, inoltre, della volonta’ di rivedere l’Accordo tra l’Italia e la Romania per l’esonero della doppia tassazione dei redditi.
Con l’occasione e’ stata ricordata – dalla dott.sa Gaeta (attuale capo gabinetto del sottosegretario Budin e al tempo coordinatore della relativa delegazione italiana) – la prima visita in Romania dopo gli avvenimenti del 1989, di un ministro italiano (on.Vitalone nel 1993 a Timisoara), che, nell’occasione, ha presieduto la firma del documento di costituzione dell’Associazione Imprenditori Italiani in Romania.
L’AIIR – attraverso il suo presidente Enrico Maria Pollo – ha sollecitato che il gruppo misto di lavoro italo romeno si dedichi in maniera piu’ approfondita alla tutela delle imprese italiane operanti in Romania nei seguenti campi:
• armonizzazione della legislazione romena in adeguamento alle normative comunitarie, per evitare l’eccessiva burocratizzazione delle imprese in particolare in materia di ambiente, dove le autorita’ romene applicano procedure molto lunghe e farraginose
• situazione dei fondi strutturali e facilitazione di accesso per le aziende italiane operanti in Romania
• agricoltura (nella luce, anche, del protocollo della precedente riunione, che rilevava l’importante lavoro svolto dall’AIIR in tale campo, compreso il gruppo misto di lavoro tra AIIR ed il ministero romeno dell’agricoltura nonche’ una serie di progetti importanti, tra cui quello sui Consorzi agrari, iniziativa nata e sviluppata a Timisoara tra l’AIIR, un gruppo di imprenditori agricoli, un gruppo di investitori italiani e di consorzi agrari italiani, progetto elaborato e coordinato da Enrico Maria Pollo e Andrea Chiarabrando insieme al ministero romeno dell’agricoltura e alle istituzioni italiane che hanno promosso il convegno del 2005)
• approfondimento delle nuove normative emanate dal governo romeno sulla tassazione in caso di mancata coltivazione dei terreni agricoli (secondo AIIR incostituzionale)
• approfondimento dei metodi di erogazione delle sovvenzioni dirette e indirette e dei criteri utilizzati, sia per l’applicazione della Politica Agricola Comune che per allevamenti e coltivazioni
• interventi per le zone rurali, destinati a colmare le differenze tra ambiente urbano e rurale per evitare lo spopolamento delle zone rurali attraverso la migrazione dei giovani.
• Possibilita’ di rinnovo di alcuni accordi bilaterali italo romeni, in particolare in materia fiscale.

Il mondo nel 2025: 10 sfide mondiali
Uno studio elaborato su ordinazione dell’Agenzia di difesa europea identifica le principali tendenze a livello mondiale, nei prossimi 20 anni. Il rapporto “Una visione a lungo termine delle necessita’ e capacita’ di difesa europea” e’ stato presentato, recentemente, ai ministri della difesa dei paesi UE, riuniti in Finlandia.
Per valutare come sara’ il mondo nel 2025, l’Istituto di studi di sicurezza dell’UE ha analizzato oltre 700 rapporti elaborati da agenzie specializzate, centri di ricerca e organismi internazionali e ha riassunto le 10 grandi sfide mondiali.
• Invecchiamento delle popolazione mondiale
L’invecchiamento delle popolazione si registra non soltanto nei paesi avanzati ma anche in paesi come la Cina, che si confrontera’ con seri problemi sociali e con il rallentamento dello sviluppo economico. India raggiungera’ la Cina come numero di abitanti, pero’ avra’ una popolazione piu’ giovane. In Russia, la popolazione potrebbe diminuire del 10% nei prossimi 20 anni. La popolazione attiva diminuira’ considerevolmente, e le pressioni sul sistema delle pensioni continueranno ad aumentare. Anche l’attuale Unione Europea si confrontera’ con tale processo, mentre gli Stati Uniti saranno l’unico paese altamente industrializzato che evitera’ questa tendenza, principalmente grazie all’immigrazione. Non solo la popolazione americana aumentera’, ma anche la sua struttura attiva, tra 24 e 60 anni, cambiera’ molto poco. L’Africa ed il Medio Oriente registreranno dei boom demografici. La popolazione aumentera’ del 43-48% in Africa sub sahariana e del 38% nell’Africa del Nord e nel Medio Oriente, mentre il livello di sviluppo rimarra’ molto basso.
• Aumento della delocalizzazione
La delocalizzazione delle produzione o dei servizi che richiedono molta manodopera continuera’ ad aumentare. Questa tendenza, valutata nel 2002 ad 1 miliardo di dollari, registrera’ un valore 20 volte superiore a partire dal 2007. Sotto forma di apertura di filiali all’estero o affidando la produzione a dei partner stranieri, le compagnie dei paesi sviluppati ricorreranno sempre di piu’ alla delocalizzazione, facilitate dal progresso tecnologico, specialmente nel campo della tecnologia dell’informazione e delle comunicazioni. Il rapporto avverte che cio’ alimentera’ le tensioni sociali e le tendenze protezionistiche. Nel contempo, i tre grandi poteri economici, SUA, UE e Giappone, conserveranno all’interno delle loro frontiere i settori collegati alla ricerca e sviluppo. L’Europa rimarra’ competitiva nei settori industriali chiave, come le telecomunicazioni, industria automobilistica ed aeronautica. Non e’ da escludere che la Cina ricuperi i ritardi nel campo dell’IT, biotecnologia ed aeronautica, campi di ricerca prioritari per questo paese. Nel 2025, i piu’ grandi 5 poteri economici del pianeta saranno gli SUA, Cina, Giappone, India e Germania.
• Il greggio ed il carbone, indispensabili
Nel 2025, le pressioni sulle risorse di energia saranno ancora piu’ forti di adesso. La richiesta a livello mondiale sara’ del 50% superiore, ed i paesi in via di sviluppo determineranno due terzi di questa crescita. Il greggio rimarra’ la risorsa energetica piu’ richiesta e rappresentera’, come al giorno d’oggi, la maggior parte del consumo totale di energia. Il consumo di carbone aumentera’ in tutti i paesi emergenti, come la Cina o India, che lo utilizzano per produrre energia elettrica. L’energia nucleare entrera’ in declino in Europa, come scelta politica, pero’ si sviluppera’ in Asia. Tali evoluzioni determineranno l’aumento delle emissioni inquinanti nell’atmosfera. L’impatto sui cambiamenti climatici sara’ percepito piu’ fortemente dopo il 2030. L’aumento delle temperature e la diminuzione delle precipitazioni riguardera’, prevalentemente le regioni aride e semi aride, come il Medio Oriente, l’Africa, il nord-ovest della Cina e l’Asia Centrale. Secondo il rapporto, le risorse energetiche saranno “molto probabilmente sufficienti”, e grazie all’importanza delle sue riserve, il Medio Oriente continuera’ a giocare un ruolo centrale in materia di idrocarburi, nonostante il petrolio del Mar Caspio o del Golfo della Guinea.
• Un mondo piu’ interdipendente
Nel 2025, il mondo sara’ piu’ interdipendente ed interconnesso, pero’ nel contempo anche piu’ diverso ed inusuale, quindi piu’ instabile e conflittuale. In assenza di un sistema politico internazionale chiaro, come il confronto tra Est-Ovest durante la Guerra Fredda, la mondializzazione continuera’ ad essere un fattore dominante. In assenza di un potere egemonico, nessun stato sara’ in grado di stabilire da solo le regole del gioco. La capacita’ del mondo occidentale di decidere negli affari internazionali sara’ messa in dubbio, poiche’ il suo peso specifico, dal punto di vista demografico ed economico si ridurra’ a livello mondiale. L’Occidente definira’ sempre piu’ difficilmente il calendario internazionale, ragione per cui sara’ necessario trovare nuove forme di cooperazione internazionale. Un sistema multipolare potrebbe facilitare la cooperazione multilaterale e la competizione tra i grandi poteri per accedere alle risorse energetiche, ai mercati e alle sfere d’influenza.
• Gli Stati Uniti, potenza contestata
Gli SUA conserveranno il loro statuto di superpotere, senza, probabilmente, riuscire a mantenere anche la posizione egemonica detenuta dopo la Guerra Fredda. Unica eccezione nel mondo sviluppato, la popolazione americana aumentera’, sotto l’effetto dell’immigrazione ispanica. Nel 2025, gli SUA avranno una popolazione prevalentemente ispanica, una societa’ praticamente bilingue. La necessita’ di un ruolo piu’ importante dello stato potrebbe aumentare, a causa del terrorismo o dell’immigrazione illegale. Gli squilibri nella distribuzione della ricchezza continueranno ad aumentare. Nel futuro, l’esperienza dell’Iraq dovrebbe mettere in guardia gli SUA sui propri limiti, in materia di mezzi ed influenza. L’opinione pubblica americana rimarra’ in contrasto con l’opinione mondiale su determinati argomenti chiave, come il Protocollo di Kyoto, le guerra preventiva, il ruolo dell’ONU e gli aiuti sociali. L’evoluzione dei rapporti tra SUA-Cina, tra rivalita’ ed interdipendenza, sara’ uno dei parametri-chiave del futuro ordine mondiale. La sicurezza dell’approvvigionamento energetico continuera’ a strutturare la strategia americana, che concedera’ piu’ importanza all’Africa ed America Latina, a sfavore del Medio Oriente.
• Nuove malattie
L’esplosione demografica ed urbana, associata al degrado dell’ambiente ed al riscaldamento globale potrebbe portare allo sviluppo delle “nuove malattie”, provocate da nuovi ceppi virali. Inoltre, il rapporto avverte sul rischio di riattivazione delle malattie attualmente sradicate o di larga diffusione di malattie regionali. La diffusione delle malattie ed il loro impatto sullo sviluppo economico potranno essere fermati soltanto attraverso nuovi vaccini e cure preventive. Ogni anno, gli esperti segnalano nuovi agenti patogeni, come l’influenza aviaria o SARS.
• Africa e Medio Oriente, in discesa
Le due regioni conserveranno la loro instabilita’ cronica, con rischio di esacerbazione delle evoluzioni demografiche, climatiche ed economiche. In determinati casi, interverranno due fattori di aggravio: la polarizzazione dell’economia sulle materie prime e la persistenza dei conflitti. Sono prevedibili aumenti consistenti della produzione di greggio nell’Africa sub sahariana, specialmente in Angola e Nigeria, ma anche nel mondo arabo, dove l’estrazione del petrolio aumentera’ del 74% e la produzione di gas naturale triplichera’ entro il 2030. L’assenza di una rivoluzione “verde” nell’Africa sub sahariana determinera’ una dipendenza sempre maggiore rispetto all’estero. Piu’ che mai, il conflitto israelo-palestiniano servira’ da catalizzatore e moltiplicatore delle tensioni regionali, nel contesto del dilemma sempre maggiore tra democratizzazione ed islamizzazione.
• Quattro nuovi paesi al tavolo dei “grandi”
Il Prodotto Interno Lordo della Cina triplichera’ entro il 2025 e la sua economia diventera’ seconda nel mondo dopo gli SUA. Pero’, per beneficiare di una crescita durevole, la Cina dovra’ confrontarsi con i problemi dell’ambiente. 800 milioni di cinesi vivranno nelle citta’, la Cina produrra’ il 19% delle emissioni di biossido di carbonio e tre quarti delle sue acque saranno inquinate. A livello politico pochi cambiamenti sono prevedibili: la Cina si dirigera’ verso un “regime autoritario soft”. L’India diventera’, nel 2025, il quarto potere economico mondiale e continuera’ la sua politica di “discriminazione positiva” per promuovere le caste inferiori. A livello internazionale, l’India punta sugli Stati Uniti, per controbilanciare l’evoluzione della Cina ed il fondamentalismo musulmano. Nell’America Latina si imporra’ il Messico, sostenuto dagli SUA, ed il Brasile.
• La Russia, piu’ ricca ma anche piu’ debole
In 20 anni, vasti territori dell’Eurasia si affermeranno come sottoinsiemi regionali. L’intera Asia Centrale guardera’ di piu’ verso Beijing e meno verso Mosca, mentre Moldavia, Ucraina e Belarus, come anche l’intero sud del Caucaso saranno attratte dall’UE e NATO. La Russia ridiventera’ un paese ricco, grazie alle sue risorse di greggio e gas naturale. Tra 20 ani, il suo Prodotto Interno Lordo sara’ uguale a quello della Francia ed Italia prese insieme, mentre attualmente e’ inferiore al PIL della sola Francia. Pero’, la Russia si confronta con problemi essenziali. La diminuzione della popolazione, a causa della mortalita’ in aumento e della natalita’ modesta, sara’ accelerata. Aumenteranno le differenze tra le regioni ricche e quelle arretrate. Le ultime si confronteranno con i problemi specifici del terzo mondo, abbandonate dalla popolazione in cerca di lavoro. Sara’ rafforzato l’attuale regime di “democrazia autoritaria”.
• L’Europa, sottoposta alla concorrenza
L’Europa sara’ sottoposta, sempre piu’ fortemente, agli effetti della globalizzazione economica. La sua base industriale si ridurra’, il che aumentera’ la disoccupazione in determinati settori. Essa conservera’, pero’ una posizione forte in settori importanti come la chimica, la produzione farmaceutica, le telecomunicazioni, le tecnologie energetiche da fonti rigenerabili, se riuscira’ a conservare le sue performances nell’innovazione tecnologica. Nel campo della biotecnologia e nanotecnologia la concorrenza da parte degli SUA e Cina si annuncia molto forte. Tali cambiamenti interverranno sul fondo dell’invecchiamento della popolazione attiva, il che necessitera’ riforme radicali nei sistemi di assicurazioni sociali, mercati di lavoro e sistemi educazionali. La popolazione totale dei paesi dell’attuale UE 25 aumentera’ a 470 milioni di abitanti nel 2025, pero’ quella della Germania, Italia e Spagna diminuira’. L’immigrazione continuera’ in un ritmo di 600.000-1.000.000 persone all’anno. L’Europa continuera’ ad essere una delle regioni piu’ sicure e ricche, pero’ nelle vicinanze la situazione sara’ tesa. Le violenze politiche, religiose ed etniche del Medio Oriente potrebbero portare al fallimento dei regimi pro-occidentali; la poverta’ dell’Africa conservera’ la pressione immigrazionistica.

Moody’s concede un rating migliore alle banche romene
Moody’s Investors Service ha migliorato il rating concesso alle banche romene BCR, BRD – Groupe Société Générale e Raiffeisen Bank per i depositi in valute straniere a breve e lungo termine, a “Baa3”, rispettivamente “P-3”, con prospettive stabili.
I rating per i depositi valutari concessi alle tre banche dipendono dall’appoggio di cui gli istituti di credit potrebbero beneficiare da parte delle compagnie-madri e dal rating paese della Romania, concesso per il plafond per i depositi bancari in valuta. Se quest’ultimo migliora, vengono modificati anche i rating delle banche.
La decisione di Moody’s Investors Service di migliorare i rating per i prestiti a lungo e breve termine, in valuta ed in moneta locale della Romania, a “Baa3/P-3”, con prospettiva stabile, e’ stata determinata, anche, dal miglioramento della situazione istituzionale e dalla riduzione del debito governativo.
Gli esperti dell’agenzia di rating considerano che l’adesione all’Unione Europea a gennaio 2007 dovrebbe consolidare questi progressi ed incentivare la continuazione delle riforme.

L’Agenzia mette, pero’ in guardia contro il fatto che nel 2006 le spese governative sono triplicate, contribuendo all’aumento del consumo gia’ in ascesa. Nonostante cio’, il saldo della bilancia dello stato ha un saldo ragionevole e Moody’s considera che le spese potranno essere contenute nei limiti previsti.
Un altro aspetto preoccupante evidenziato da Moody’s e’ l’avanzata dei crediti, controbilanciata, pero’, da un peso specifico ridotto dei crediti nel Prodotto Interno Lordo e da un sistema bancario sano.

Nonostante sia diminuita nel mese di agosto 2006, nei primi 8 mesi del 2006 la produzione industriale e’ aumentata del 7,2%
Il valore della produzione industriale e’ diminuita nel mese di agosto, rispetto a luglio, dello 0,7%, prevalentemente a causa delle ferie, informa l’Istituto Nazionale di Statistica. Nonostante cio’, nei primi 8 mesi del 2006, la produzione industriale e’ aumentata del 7,2% rispetto al periodo simile del 2005.
Nel mese di agosto 2006 il numero di persone con regolare contratto di lavoro e’ stato di 4.615.300, di 2.100 inferiore rispetto a luglio 2006. Il numero dei disoccupati, registrati agli uffici di collocamento era a fine agosto di 446.500, di 52.500 inferiore a luglio. Il tasso della disoccupazione e’ stato di soli 5,1% rispetto al 5,7% ad agosto 2005.

Secondo uno studio elaborato da Consensus Economics, il deficit di conto corrente controbilancia la crescita del Prodotto Interno lordo
Il Prodotto Interno Lordo registrera’ una crescita di circa il 6,4% nel 2006 e di soli 5,4% nel 2007, secondo uno studio elaborato da Consensus Economics. Se le previsioni per il tasso dell’inflazione sono ottimistiche, le stime sul deficit di conto corrente sono negative.
Lo studio elaborato da Consensus Economics raggruppa le previsioni macroeconomiche elaborate da alcune banche ed istituti internazionali, calcolando una media. I risultati concreti superano le stime elaborate a giugno 2006, quando Consensus annunciava una crescita del 5,5%. Nel 2006, rispetto al 2005, il PIL dovrebbe aumentare del 6,4%. I piu’ ottimisti per quanto riguarda la crescita del PIL sono gli analisti economici dell’EIU, con il 6,7%, ed i piu’ pessimisti quelli di Alpha Finance România ed EFG Eurobank, con il 6%. Con variazioni del 5-5,7%, la media di crescita del PIL nel 2007 indica il 5,4%.
Le stime sul PIL sono state riviste in senso positivo, da 330 miliardi di lei (stime del mese di maggio 2006) a 335,9 miliardi di lei. Inoltre, gli analisti si attendono che il tasso dell’inflazione scenda rispetto alle stime estive, dal 7,5% al 6,7%. Di nuovo, le cifre presentate dallo studio elaborato da Consensus differiscono da quelle della Commissione Nazionale di Previsioni e della Banca Centrale. La commissione stima che il livello medio dell’inflazione sara’ del 6,8%, mentre i rappresentanti della Banca Centrale affermano che l’inflazione si assestera’ al 5%+/-1%. Tutte le previsioni sono fondate sulla prospettiva dell’aumento dei prezzi a fine 2006, pero’ ogni analisi indica aumenti diversi (CNP +5%, Census +5,6%).
Secondo gli analisti internazionali, il deficit di conto corrente salira’ a 10,7 miliardi di dollari, e nel 2007 arrivera’ a 12,7 miliardi, mentre la CNP stima per il 2006 e 2007 un deficit di 10,3 miliardi di dollari, rispettivamente 11,6 miliardi di dollari. Nei primi 7 mesi del 2006, il deficit di conto corrente e’ salito a 6,09 miliardi di dollari (+43% rispetto al periodo simile del 2005) secondo la Banca Nazionale della Romania.

Il Fondo Monetario Internazionale preoccupato dal deficit di conto corrente della Romania
Il FMI e’ preoccupato dalla crescita rapida del deficit di conto corrente, arrivato a luglio 2006 a 4,8 miliardi di euro. Il deficit di conto corrente e’ il principale problema attuale della Romania, secondo gli esperti FMI. Dopo i primi 7 mesi del 2006, il deficit era del 43% superiore a quello del periodo simile del 2005. Per l’intero 2006 si prevede che il deficit superi il 10% del PIL.
“Il deficit di bilancio per il 2007 sara’ del 2,5% del PIL, rientrando nei parametri del Trattato di Maastricht. Entro meta’ ottobre l’esecutivo adottera’ il progetto di Finanziaria 2007 che inviera’ al piu’ presto al Parlamento” dichiara il ministro delle finanze Sebastian Vladescu.
Il Trattato di Maastricht prevede l’adempimento di una serie di criteri di convergenza perche’ uno stato possa aderire alla moneta unica. Uno dei criteri e’ che il deficit di bilancio non superi il 3% del PIL.
Per il 2007, il PIL e’ stimato a circa 108 miliardi di euro, e quindi il deficit di bilancio arriverebbe a 2,7 miliardi di euro. Nel 2006, il deficit di bilancio dovrebbe arrivare a 2,3-2,4 miliardi di euro. Nella vecchia formula, che prevedeva un deficit del 2% del PIL per il 2007, le spese di bilancio erano progettate al 35,5% del PIL.
Emmanuel van der Mensbrugghe, capo della missione FMI in visita in Romania, afferma che la politica fiscale dell’Esecutivo romeno, la crescita ridotta dei prezzi amministrati e la politica salariale cauta hanno determinato un’evoluzione economica eccellente nel 2006 e ha raccomandato la continuazione della stessa politica anche nel 2007 con il mantenimento del deficit di bilancio e della politica salariale nei limiti che incoraggino una crescita economica sana.

Le stime FMI per il 2006: Inflazione del 5.7% e deficit di conto corrente del 10,5% del PIL
La delegazione FMI presente a Bucarest ha reso note le sue stime per la Romania nel 2006 : inflazione del 5,7% e deficit di conto corrente del 10,5% del PIL.
La delegazione FMI ha sottolineato che se nel 2006 il finanziamento del deficit di conto corrente non ha sollevato problemi, grazie alle entrate di capitale dagli investimenti stranieri diretti e dalle privatizzazioni, nel futuro e’ possibile l’insorgere di difficolta’ in tal senso.
L’inflazione prevista dal FMI per il 2006 rientra nei limiti fissati dalla Banca Centrale 5% +/-1%. Il target della BNR per il 2007 e’ del 4%.

Se le crescite salariali supereranno quelle del 2006 ed il deficit di bilancio superera’ il 2%, la delegazione FMI stima per il 2007 un’inflazione del 6,5%-7%.
Per quanto riguarda il deficit di conto corrente la delegazione FMI calcola che nel 2006 non superera’ il 10,5% del PIL, pero’ nel 2007 salira’ al 13% del PIL.
“Sarebbe imprudente con un surplus di bilancio dell’1,6% nel mese di settembre, che si arrivi a fine anno ad un deficit di bilancio del 2,5%” afferma il capo della delegazione FMI.
Per il 2006, la crescita economica stimata dal FMI ammonta a circa il 7,1%.
Van der Mensbrugghe ha apprezzato i risultati conseguiti dalla Banca Centrale nella lotta contro l’inflazione pero’ ha sottolineato che anche la politica fiscale del Governo deve seguire la stessa direzione.
I rappresentanti del FMI attirano l’attenzione che dopo l’adesione della Romania all’UE, l’esecutivo dovra’ continuare le riforme iniziate, in modo che l’inflazione e la bilancia dei pagamenti rimangano a livelli normali.
Per quanto riguarda gli investimenti diretti, la delegazione FMi stima che il livello e’ alto, pero’ sottolinea che la maggior parte dei fondi e’ risultata dalle privatizzazioni.
Van der Mensbrugghe raccomanda all’esecutivo romeno di identificare urgentemente dei progetti eleggibili per i fondi europei, altrimenti la Romania diventera’ un semplice contribuente al bilancio Europeo senza poterne beneficiare.

Il tasso annuale dell’inflazione e’ sceso al di sotto del 6%
Il tasso annuale dell’inflazione e’ sceso, nel mese di settembre 2006, al di sotto del 6%, fino al 5,48%, grazie alla diminuzione dei prezzi dei generi alimentari che ha controbilanciato l’aumento dei prezzi dei generi non alimentari (+0,11%) e dei servizi (+0,2%), informa l’Istituto Nazionale di Statistica.
Nel mese di settembre, il tasso dell’inflazione e’ stato dello 0,05%, rispetto allo 0,07% del mese precedente.

Nel mese di aprile 2006, il tasso annuale dell’inflazione era sceso, per la prima volta dopo il 1990, al di sotto del 7%, e nel mese di agosto era arrivato al 6,21%.

Le riserve internazionali della Banca Nazionale della Romania sono arrivate a 20 miliardi di euro
Alla fine di settembre 2006, le riserve valutarie della Banca Nazionale della Romania superavano 18,73 miliardi di euro.
L’aumento di 207,6 milioni di euro registrato nel mese di settembre 2006 e’ risultato da entrate di 409,1 milioni di euro (redditi dall’amministrazione della riserva internazionale, modifica delle riserve minime in valuta costituite dalle banche commerciali, cessioni di valuta alla riserva dello stato) ed uscite di 201,5 milioni di euro (pagamento rate e tassi di interesse scadenti al debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero delle Finanze Pubbliche, modifica delle riserve minime in valuta costituite dalle banche commerciali, commissioni bancarie ed altro).
La riserva di oro si e’ conservata a 104,7 tonnellate e, secondo l’evoluzione dei prezzi internazionali, il suo valore e’ diminuito a 1,598 miliardi di euro.
Quindi, le riserve internazionali della Banca Nazionale della Romania (valute piu’ oro) ammontavano a fine settembre 2006 ad oltre 20,33 miliardi di euro.
Fino alla fine del 2006, i pagamenti scadenti per conto del debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero delle Finanze Pubbliche ammontavano a 191 milioni di euro.

Lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ diminuito nel mese di agosto 2006 dello 0,1%
Lo stipendio medio netto ha registrato nel mese di agosto 2006 una lieve diminuzione rispetto al mese precedente (-0,1%) e ha rappresentato 841 lei, informa l’Istituto Nazionale di Statistica (INS). Le cause della diminuzione risiedono sia nella diminuzione della produzione ad agosto rispetto a luglio che nella concessione di premi, in vista delle ferie, nel mese di luglio.
Gli stipendi medi netti piu’ alti sono stati registrati nel campo delle intermediazioni finanziarie, con 2.326 lei ed i piu’ bassi nel campo della lavorazione del legno e dei prodotti in legno (ad eccezione dei mobili) con 509 lei.

1.300 euro, lo stipendio medio lordo dei cittadini stranieri che lavorano in Romania
Le statistiche indicano che un cittadino straniero che lavora legalmente in Romania percepisce uno stipendio medio lordo 4 volte superiore a quello di un romeno.
Nei primi 8 mesi del 2006, le persone fisiche non residenti (stranieri che lavorano legalmente in Romania) hanno pagato imposte sui redditi per oltre 31,3 milioni di lei, secondo i dati forniti dall’Agenzia Nazionale di Amministrazione Fiscale (ANAF).
Attualmente sono registrati oltre 5.000 cittadini stranieri con regolare permesso di lavoro e partendo dall’ammontare delle imposte (anche i non residenti pagano il 16% di imposta sul reddito) risulta che essi abbiano guadagnato, nei primi 8 mesi del 2006, circa 195,7 milioni di lei. Dividendo l’ammontare per il numero dei non residenti in Romania, che secondo l’Ufficio per la Migrazione della Forza Lavoro (OMFM), era di 5.302 persone, risulta che, mediamente, un cittadino straniero che lavora in Romania ha percepito mensilmente, nei primi 8 mesi del 2006, un reddito medio lordo di circa 1.307 euro.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, nel mese di agosto 2006, lo stipendio medio lordo in Romania ammontava a 1.122 lei, equivalenti a circa 320 euro, cioe’ 4 volte inferiore al guadagno medio di un cittadino straniero.
I manager aumentano la media
Tenendo presente che la piu’ gran parte dei non residenti che lavorano in Romania occupano posizioni di middle e, prevalentemente, top management nelle compagnie multinazionali, l’ammontare sembra troppo basso. Pero’, la maggior parte dei non residenti – specialmente quelli extra europei – lavorano come operai o in posizioni relativamente basse.
I turchi sono i piu’ numerosi
Secondo i dati OMFM, la maggior parte degli stranieri che lavorano con regolare permesso di lavoro in Romania sono turchi: 1.400 persone, cioe’ il 26% del totale.
Ben rappresentata e’ anche la comunita’ cinese, con circa 800 persone. Seguono i moldavi (770) i francesi, tedeschi, italiani e greci. Sono numerosi anche i lavoratori provenienti dal Libano, Israele, Gran Bretagna, India e Russia.
Nelle comunicazioni sono stati assunti dirigenti romeni
Lo sviluppo delle grandi catene di retail originarie dalla Francia e Germania hanno determinato l’aumento del numero di espatriati da questi paesi. Le statistiche indicano che circa 2 su 5 non residenti lavorano nel campo commerciale. Anche la produzione ed i servizi hanno attratto degli espatriati: 3 su 10 lavorano in questi settori.
Al polo opposto si piazzano l’industria delle telecomunicazioni ed i giochi d’azzardo, dove le compagnie hanno scelto di assumere romeni. In questi settori lavora soltanto 1 non residente su 66.
Il numero degli espatriati e’ raddoppiato nel 2006
Secondo i dati dell’Ufficio per la Migrazione della Forza Lavoro, nei primi 8 mesi del 2006, il numero degli stranieri che hanno ottenuto permessi di lavoro in Romania e’ raddoppiato rispetto al periodo simile del 2005. Un anno fa’ erano soltanto 2.050. Per il 2006 lo stato romeno ha fissato a 10.000 il numero massimo di permessi di lavoro per i cittadini stranieri.
Le zone industrializzate hanno attratto il piu’ alto numero di non residenti. Dai dati dell’Ufficio per la Migrazione della Forza Lavoro, oltre il 45% dei non residenti in possesso di permessi di lavoro, operano nella regione Bucuresti-Ilfov, seguita da Timis e Bacau.
Per i romeni, 360 euro nel 2010
Lo stipendio medio lordo dei dipendenti delle grandi compagnie operanti a Bucarest e’ salito a 2.632 de lei.
L’aumento reale dello stipendio medio nel 2006 sara’ del 6,4%, fino a 848 lei netti. Il ritmo di crescita degli stipendi salira’ al 6,5% nel 2007 e 7,9% nel 2008, per poi rallentare al 5,5% nel 2009 e 5,3% nel 2010, secondo la Commissione Nazionale di Previsioni.
Il valore per il 2006 supera leggermente il livello stimato in primavera, quando la CNP anticipava uno stipendio di 817 lei. Lo stipendio medio netto era stato a luglio di 842 lei, di 7 lei, rispettivamente dello 0,2% superiore al mese precedente. La CNP prevede uno stipendio medio netto mensile di 948 lei nel 2007, in aumento fino nel 2010, a 1.260 lei (360 euro). Nel 2008 e 2009, secondo la CNP lo stipendio medio arrivera’ a 1.064 lei, rispettivamente 1.162 lei.
A Bucarest 750 euro
Lo stipendio medio lordo dei dipendenti delle grandi compagnie operanti a Bucarest e’ di 2.632 lei, mentre la media nazionale (ad eccezione della Capitale) e’ di 1.674 lei, secondo uno studio sui guadagni nel 2006 elaborato da PricewaterhouseCoopers, su 140 compagnie con un totale di 150.000 salariati.

Gli investimenti stranieri nel campo immobiliare sono raddoppiati
I fondi di investimenti entrati nel 2006 sul mercato romeno hanno raddoppiato il loro numero, e provengono per la maggior parte dall’Austria, Gran Bretagna, Germania, Grecia e Stati Uniti. I loro investimenti variano tra 30 milioni di euro e 2 miliardi di euro.
Nel contempo i fondi hanno diversificato anche i prodotti, le locazioni e le loro capitalizzazioni (in genere oltre 100 milioni di euro). Gli investitori si concentrano sugli immobili con spazi per uffici (affittati gia’ prima dell’ultimazione), spazi di retail, logistica ed industriali, prevalentemente progetti per i quali la richiesta e’ alta.
Nei primi 7 mesi del 2006, secondo le stime degli analisti immobiliari, il valore totale delle transazioni con spazi per uffici ha superato 200 milioni di euro.

Il settimanale Capital ha lanciato il „Top 100 delle migliori compagnie nelle quali lavorare”
Promossa con il motto „I dipendenti hanno deciso”, la graduatoria e’ stata realizzata in collaborazione con l’istituto di ricerche di mercato GfK Romania, e mira a rilevare il grado di soddisfazione dei dipendenti in posizioni medie di dirigenza rispetto alle compagnie nelle quali lavorano.
Lo studio e’ risultato da 3.700 interviste con i dipendenti aventi responsabilita’ dirigenziali. Il questionario rivolto ai dipendenti partecipanti allo studio era composto da 37 criteri di valutazione, raggruppati in 4 grandi categorie: condizioni di lavoro, qualita’ della collaborazione nella compagnia, pacchetto salariale ed altri vantaggi salariali e le condizioni di sviluppo professionale.
Per la realizzazione della graduatoria, GfK Romania ha effettuato 2 valutazioni: misurazione della percezione del dipendente sull’importanza di ognuno dei 37 criteri e la soddisfazione del dipendente rispetto alla proporzione in cui ogni criterio e adempiuto dalla compagnia in cui lavora.
Una delle conclusioni principali dell’edizione 2006 conferma i risultati raggiunti nel 2005 – cioe’ che il pacchetto salariale ed i vantaggi salariali non sono i piu’ importanti per il dipendente, ma le condizioni di sviluppo personale e la qualita’ della collaborazione nel quadro della compagnia (rispetto, possibilita’ di sviluppo della specializzazione, riconoscimento dei meriti).
Ecco il “Top 10” nel 2006, in Romania, in materia di datori di lavoro:

  1. Energi-co Holding
  2. Totalsoft
  3. Romcar
  4. La Mama
  5. Dumagas Transport
  6. KPMG Romania
  7. Atlassib
  8. Dedeman
  9. Ogilvy Group Romania
  10. Martelli Europe

Bucarest, al 29-o posto nel Top delle migliori citta’ per affari
Uno studio elaborato dall’agenzia di consulenza ed investimenti finanziari Cushman&Wakefield, intitolato European Cities Monitor 2006, considera Londra la migliore citta’ per investimenti, con il punteggio massimo (5) tra le 12 categorie di valutazione.
I punti forti della capitale britannica sono, secondo il rapporto, l’accesso al mercato, i collegamenti esterni in materia di trasporti, la qualita’ delle telecomunicazioni, il numero di lingue straniere parlato. Londra beneficia, al momento attuale di investimenti stranieri diretti di 38 miliardi di lire sterline. Il punteggio finale raggiunto e’ stato di 0,87, rispetto alla seconda citta’ classificata, Parigi con 0,6.
Le altre categorie di valutazione sono state: gli stipendi dei manager, il clima di affari, le dimensioni degli affitti per gli uffici, la facilita’ di inizio degli affari, i trasporti nazionali, la qualita’ della vita dei dipendenti, le norme anti inquinamento.
Lo studio ha utilizzato le interviste realizzate in 507 compagnie multinazionali, attive nella maggior parte degli stati europei, e ha rivestito la forma di un “Top 33”.
Tra le citta’ che occupano i primi 16 posti ci sono 5 citta’ tedesche, tra cui Amburgo ha il tasso di crescita piu’ alto.
Bucarest, piazzata al 29-o posto, e’ entrata nella graduatoria per la prima volta quest’anno, insieme a Birmingham e Leeds. La Capitale romena e’ considerata la terza citta’ dal punto di vista delle grandi opportunita’ di affari fuori dall’UE, dopo Mosca ed Istambul.
Ecco il top delle prime 10 citta’:
Citta’ Posizione nel 2006 Posizione nel 2005
Londra 1 1
Parigi 2 2
Francoforte 3 3
Barcelona 4 5
Brusselles 5 4
Amsterdam 6 6
Madrid 7 7
Berlino 8 8
Monaco di Bav. 9 9
Zurigo 10 10

Statistica della settimana
Parchi industriali in Romania
In Romania esistono, attualmente, 37 parchi industriali, nei quali operano 426 societa’, con oltre 10.000 salariati, di cui 23 operano a pieno regime e gli altri sono in varie fase di inizio.
A 3 parchi e’ gia’ stata tolta l’autorizzazione di funzionamento (il Parco turistico Snagov su 460 ha, il Proroman Brasov su 104 ha ed il parco industriale Sebes Alba su 74 ha) per mancata realizzazione degli investimenti programmati.
L’area totale occupata dai parchi industriali e’ di 1.321 ha, di cui gran parte ha un valore immobiliare considerevole.

Foruminvest ha programmato la quarta edizione della conferenza Foruminvest intitolata “FINANZIAMENTO E SVILUPPO DEGLI AFFARI EUROPEI” a Roma, Saint Regis Grand Hotel, nel periodo 30-31 ottobre 2006
I lavori saranno dedicati ai seguenti temi: Alle soglie dell’adesione, UE 2007- 2013: 30 miliardi di euro per gli investimenti, Sviluppo dei progetti bilaterali con fondi europei, Le priorità del Governo romeno nell’ambito della politica strutturale e della coesione europea 2007-2013, Strategie per una crescita economica sostenibile, Creazione di un ambiente trasparente, I principali settori economici per lo sviluppo bilaterale: infrastrutture, trasporti, energia, esperienze delle società italiane di costruzioni ed ingegneria adeguate alle necessita’ romene, L’efficacia energetica in Europa: distribuzione e trasporto, Finanziando i progetti – nuovi approcci e servizi da parte delle banche italiane, Romania destinazione per l’internazionalizzazione e l’esportazione di capitale in Europa: grandi opportunità per le PMI nei settori industriali ed agricoli, Principali priorità per la prossima decade: dalla riduzione dei costi per la manodopera all’aumento della produttività, Regioni con progetti di successo per l’agricoltura: Dolj, Teleorman, Calarasi, Giurgiu, Industrie di interesse – la proprietà immobiliare – la corsa all’oro o investimenti a lungo termine, Nuovi settori di interesse per le società della Regione Lazio – chimico e farmaceutico.
Per informazioni e/o partecipazione contattare: Diana Demian, coordinatore conferenza, tel.: 0040.21.3115610, fax: 004021.3115611, cell. 0040723.654461, e-mail: diana.demian@foruminvest.ro

“ROMANIAN FABRIC DAYS 2006” (Bucarest, 19-21 ottobre 2006) ospita una collettiva italiana
L’edizione 2006 della ROMANIAN FABRIC DAYS programmata a Bucarest, presso il Centro Espositivo del Palazzo del Parlamento nel periodo 19-21 ottobre 2006, ospita, per la prima volta, una partecipazione ufficiale italiana: saranno presenti 8 aziende italiane produttrici di tessuti, materie prime ed accessori per l’industria tessile e dell’abbigliamento.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

APERTURA DI NUOVI PUNTI OPERATIVI A ORASTIE E PLOIESTI
Con l’apertura nel mese di ottobre di una nuova agenzia a Orastie e di una nuova succursale a Ploiesti, la rete commerciale di Sanpaolo IMI Bank Romania sale a SANPAOLO IMI Bank Romania 34 punti operativi (23 succursali, 10 agenzie ed un punto di cambio).
Sono inoltre in corso di apertura altri punti operativi. Per vedere la rete commerciale aggiornata di Sanpaolo IMI Bank Romania cliccare qui: RETE COMMERCIALE

Newsletter n.40 / 2006

L’assorbimento dei fondi concessi alla Romania, dall’Unione Europea, sara’ appoggiato dalla Banca Mondiale
La Banca Mondiale appoggera’ l’assorbimento dei fondi concessi dall’Unione Europea, attraverso il programma di aggiustamento strutturale post adesione, elaborato ed assunto dal Governo della Romania. Il ministro delegato per il controllo dell’implementazione dei programmi con finanziamento internazionale e per il controllo dell’applicazione dell’acquis comunitario, Cristian David, ha incontrato a Washington l’economista-capo per l’Europa ed Asia Centrale della Banca Mondiale, Pradeep Mitra, al quale ha presentato gli obiettivi del nuovo programma.
Secondo il ministro David, il programma di aggiustamento strutturale post adesione mira al consolidamento e miglioramento dei risultati economici positive gia’ conseguiti, e alla finalizzazione completa della riforma strutturale in Romania, conformemente alle esigenze immediate decorrenti dallo statuto di stato membro UE. I settori proposti per essere finanziati sono: il settore energetico, quello minerario, il mercato del lavoro, il mercato di capitale, la privatizzazione e l’ambiente di affari.
Tra la Romania e la Banca Mondiale esiste un partenariato strategico paese, in base al quale il Governo romeno identifica determinati progetti prioritari, che l’istituto internazionale finanzia. L’obiettivo del partenariato e’ che la Romania possa beneficiare dei vantaggi della qualita’ di membro UE, attraverso l’assorbimento efficace dei 30 miliardi di euro concessi sotto forma di fondi strutturali.

La produttivita’ e’ il principale ostacolo per la Romania nell’avvicinamento all’Unione europea. In alcuni settori, l’indice e’ 13 volte inferiore alla media europea
Dal 1 gennaio 2007, la Romania diventa membro UE. Un’analisi comparativa realizzata da Interbiz Group indica che, da molti punti di vista, il paese rimarra’ al penultimo posto, tra i paesi UE, per almeno 5 anni. La Romania penetra in un ambiente economico estremamente competitivo, come effetto inevitabile della globalizzazione, nel quale vige il sintagma “think global, act local”. Sia le aziende che i cittadini romeni avranno difficolta’ nell’adeguamento alle “esigenze” imposte da questo sistema. Non si deve, pero’ tralasciare il fatto che nel periodo 2007-2010, la Romania disporra’ di quasi 30 miliardi di euro di fondi per lo sviluppo.
Nel 2005, il Prodotto Interno Lordo pro capite nell’UE 25 e’ ammontato a 23.500 PPS (Purchasing Power Standard – una moneta teorica, che prende in calcolo le differenze di prezzi tra i paesi), mentre in Romania era di 8.100 PPS, cioe’ il 35% della media europea. “Nel primo anno dopo l’adesione, nel 2007, la percentuale aumentera’ al 37%, pero’ non superera’ la soglia dei 10.000 PPS” crede Adrian Iordache, business manager InterBiz Group.
La produttivita’ – 5 volte inferiore alla media europea
I produttori romeni devono trovare soluzioni di sopravivenza e sbocchi in altre zone, altrimenti spariranno dal mercato o saranno “inghiottiti”. “A partire dal 2007, la competitivita’ delle aziende romene sara’ uno dei principali criteri di sopravivenza sul mercato. La Romania sara’ piu’ esposta e piu’ vulnerabile degli altri paesi entrati nell’UE a maggio 2004, specialmente a causa del grande numero di abitanti e quindi di un mercato di sbocco piu’ vasto”, afferma Adrian Iordache. Molte aziende importanti dall’UE saranno tentate di penetrare sul mercato romeno, dopo l’abolizione dei dazi doganali. “Queste, a differenza dei romeni, hanno gia’ l’esperienza del mercato unico. Indubbiamente si trattera’ di molti prodotti a prezzi piu’ bassi di quelli romeni”, considera il business manager InterBiz Group.
Un indice importante della competitivita’ e’ la produttivita’ del lavoro in funzione del giro di affari e del numero di dipendenti. Prendendo in calcolo tale indice, nell’insieme dell’industria di trasformazione, la Romania ha una produttivita’ del lavoro 8,7 volte inferiore alla media UE 25 (174.000 euro nell’UE 25 rispetto a 20.100 euro in Romania).
Le conseguenze dell’adesione
Macroeconomia
Nei prossimi 5-7 anni e’ prevedibile una crescita economica e della produzione piu’ rapida rispetto a quella dei vecchi membri UE, indica lo studio InterBiz. Subito dopo il momento dell’integrazione, i prezzi, gli stipendi ed il tasso dell’inflazione potrebbero registrare aumenti, che verranno calmati a breve. I servizi ed il sistema della sanita’ miglioreranno. “I settori nei quali si percepiranno modifiche piu’ consistenti saranno il leasing, le Piccole e Medie Imprese, la telefonia, l’Internet, l’industria hardware e l’industria software. Fino nel 2010, ci saranno delle modifiche nel mercato di capitale, nell’industria bancaria, nel turismo e nelle risorse umane. Tra i settori che devono modificare drasticamente le loro strategie si annoverano l’industria tessile, la lavorazione del legno e la produzione di mobili” aggiunge Adrian Iordache. I trasporti ed il turismo saranno vantaggiati dall’integrazione. Nel campo dei FMCG (fast moving consumer goods) e’ prevedibile l’intensificazione della competizione, con conseguente consolidamento dei mercati, investimenti massicci nei marchi locali, canali alternativi di comunicazione. Dopo il momento dell’integrazione, circa il 60% delle Piccole e Medie Imprese potrebbero fallire. La competitivita’ di questa categoria e’, attualmente, 19 volte inferiore alla media UE. A breve e’ prevedibile anche l’aumento del costo della manodopera nonche’ la migrazione dei lavoratori romeni verso l’Olanda o Finlandia.
Prezzi.
Gli studi elaborati dalla societa’ di ricerche di mercato GFK indicano che, dopo l’integrazione, le catene di supermercati porteranno una nuova struttura al commercio romeno, con conseguente diminuzione dei prezzi nel settore dei FMCG. Nel 2010, il commercio moderno deterra’ circa il 50% del mercato rispetto agli attuali 29%. Nella lotta per il mercato, i prezzi dei generi alimentari potrebbero abbassarsi del 10-15% rispetto al livello attuale.
I dazi doganali ed i prezzi si “sposteranno” dai produttori (multinazionali) ai retailer (grandi reti di negozi). Gli ipermercati, che acquisteranno grandi quantitativi a prezzi contenuti, vinceranno nella competizione per il mercato.
Dopo il 1 gennaio 2007, aumenteranno i prezzi dei generi alimentari di lusso in concomitanza con l’abbassamento di quelli dei generi alimentari di base
Gli accordi preferenziali di scambi commerciali bilaterali della Romania con Moldova, Turchia, Israele, Bulgaria e Croazia non avranno piu’ effetto dopo l’adesione.
Libera circolazione della manodopera
Dopo il 1 gennaio 2007, i romeni che lavorano legalmente in altri stati UE avranno diritto di percepire una pensione anche per i periodi lavorati in questi paesi.
Attualmente circa 2 milioni di romeni lavorano nei paesi UE.
Mercato unico
Dopo l’integrazione le sovvenzioni e gli aiuti di stato verranno concessi in condizioni ben determinate, in base ad un quadro normativo comune. I prezzi di mercato saranno determinanti. La Romania dovra’ essere in grado di sviluppare progetti finanziabili per poter assorbire i fondi UE.
Fondi strutturali
I fondi strutturali concessi alla Romania per il periodo 2007-2013 ammontano a 28 miliardi di euro, di cui 11 miliardi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. Cio’ significa un valore giornaliero di progetti finanziati di 8,5 milioni di euro. Per poter utilizzare i fondi concessi, la Romania ha bisogno di 10.000 trainer specializzati per fondi europei. Attualmente, soltanto 1.000 romeni sono preparati ad elaborare progetti per finanziamenti eleggibili. Il mercato del training per fondi UE ammontera’ a 9 milioni di euro. I costi per la preparazione di un trainer ammontano a 160-700 euro. In questo momento, soltanto il 25% delle aziende e’ preparato ad espletare le formalita’ per l’ottenimento di fondi europei.
Ambiente
Per la protezione dell’ambiente sarebbero necessari fondi di 29,3 miliardi di euro. Le aziende che non saranno in grado di rispettare le condizioni di ambiente imposte dall’UE sono condannate a sparire. Problemi speciali avranno le aziende che utilizzano inceneritori di grandi dimensioni. Per questo settore esiste l’aiuto a fondo perduto dell’ISPA, pero’ i risultati sono, al momento, scarsi. Non si tratta di mancanza di progetti ma dalla loro implementazione. Fino al momento attuale, la Romania non ha speso nemmeno il 20% dei fondi ISPA disponibili per l’ambiente e per i trasporti.
Carburanti.
Dal 2006, il gasolio commercializzato in Romania deve contenere almeno il 2% di gasolio ecologico (biodiesel), e dal 2010 la percentuale aumenta al 5,17%. Poiche’ non hanno ancora cominciato a produrre biodiesel – anche se tenute a farlo dalle norme UE -alcune raffinerie della Romania aggiungono nel gasolio il 5% di alcol etilico, ed altre dell’urea al posto del gasolio ecologico. Il biodiesel viene prodotto a base di colza, girasole, soia e grassi animali residui, costa 0,4-0,5 euro/litro ed e’ esonerato da accise.
La Romania potrebbe coltivare colza sulle grandi superfici attualmente non utilizzate.
Marchi.
A partire dal 2007, circa 700.000 marchi registrati nell’UE saranno riconosciuti anche in Romania. I marchi romeni diventeranno comunitari soltanto dopo la loro registrazione sul mercato unico (in Romania sono registrati circa 200.000 marchi). I marchi romeni e quelli comunitari coesisteranno nel rispetto della proprieta’ intellettuale. La registrazione di un marchio romeno sui mercati esteri parte da 1.200 euro, in funzione della sua complessita’.
Il mercato immobiliare
I prezzi degli immobili diminuiranno di circa il 10%. Secondo Eurisko, i prezzi attuali nel settore residenziale sono esagerati. Crescite verranno registrate soltanto per determinati prodotti di nicchia.
Finanze e banche
Gli istituti di credito dovranno avere un capitale minimo di 5 milioni di euro. Le banche inadempienti potranno essere multate con l’1% del capitale sociale. Gli istituti di credito potranno essere costituiti esclusivamente come persone giuridiche romene e funzionare in una delle seguenti categorie: banche, organizzazioni cooperativistiche di credito, banche di risparmio e credito nel campo locativo, banche di credito ipotecare ed istituti emittenti di moneta elettronica. I fondi propri devono superare meta’ del livello minimo delle esigenze di capitale. Gli istituti di credito, le societa’ di assicurazioni, quelle di servizi di investimenti finanziari e di amministrazione degli investimenti che sono parte di un conglomerato finanziario saranno sottoposte a delle procedure supplementari di sorveglianza da parte della Banca Centrale.
L’industria alimentare.
Il settore industriale con la piu’ bassa competitivita’ e’ il lattiero caseario, la cui produttivita’ e’ quasi 15 volte inferiore alla media UE 25. In questo settore, ci sono soltanto 2 multinazionali che producono in Romania: Danone e Friesland Foods; inoltre, Campina ha un partenariato con la societa’ Covalact. E’ prevedibile l’arrivo di altre multinazionali come Lactalis, Meggle o Yoplait.

Il deficit di conto corrente, coperto per l’82% dagli investimenti stranieri
La Banca Centrale annuncia che dall’analisi dell’evoluzione degli indici macroeconomici risulta la continuazione del processo di deflazione (il tasso annuo dell’inflazione e’ sceso al 6% nel mese di agosto 2006 rispetto al periodo simile del 2005), nonostante la tendenza di aumento del deficit di conto corrente (finanziato di circa l’82% dagli investimenti stranieri nel periodo gennaio-luglio 2006, rispetto al 77,3% nello stesso periodo del 2005).

Il deficit commerciale della Romania si avvicina lentamente ma sicuramente ad un nuovo record
Nei primi 8 mesi del 2006, il deficit commerciale della Romania e’ salito a 8,43 miliardi di euro, di 2,6 miliardi di euro superiore al valore registrato nel periodo simile del 2005, informa l’Istituto Nazionale di Statistica.
Nel 2005, il deficit commerciale della Romania ha toccato il livello record di 10 miliardi di euro.
Secondo il Ministero dell’Economia e Commercio, l’aumento delle importazioni e’ stato determinato dalla crescita della produzione industriale, degli investimenti e del consumo. Nei primi 8 mesi del 2006, le esportazioni sono ammontate a 16,8 miliardi di euro, in aumento del 17,3% rispetto al periodo simile del 2005. Nel mese di agosto 2006, le esportazioni hanno superato 2 miliardi di euro (+7,4% rispetto ad agosto 2005).
Il 78,57% delle esportazioni romene sono state destinate ai paesi sviluppati. I principali paesi destinatari delle esportazioni (71,2% del totale esportato) sono stati: Italia (18,1%), Germania (15,1%), Turchia (7,8%), Francia (7,4%), Ungheria (4,9%) e Gran Bretagna (4,6%). Il valore delle esportazioni verso i paesi membri UE e’ aumentato del 16,4% rispetto al periodo simile del 2005.
Nei primi 8 mesi del 2006, il valore delle importazioni ha superato 25,3 miliardi di euro, in aumento del 25,2% rispetto al periodo simile del 2005. Nel mese di agosto, le importazioni sono ammontate a 3,3 miliardi di euro (+24% rispetto ad agosto 2005).
I principali paesi fornitori sono stati: Italia (15,0% del totale importato), Germania (14,7%), Federazione Russa (9,0%), Francia (6,6%) e Turchia (4,7%).
Il valore delle importazioni provenienti dai paesi UE e’ aumentato del 24,7% rispetto al periodo simile del 2005 e ha rappresentato il 62,1% del totale.

Meta’ delle esportazioni effettuate dalle Piccole e Medie Imprese rappresenta perfezionamento attivo (lohn)
Meta’ delle esportazioni realizzate dalle PMI viene realizzata nel sistema di perfezionamento attivo, risulta dai dati forniti dall’Agenzia per le PMI e la Cooperazione (ANIMMC). Cio’ indica che le PMI sono fortemente dipendenti dai partner stranieri per quanto riguarda le esportazioni, sottolinea un rapporto sull’attivita’ di esportazione delle PMI romene nel periodo 2002-2005, elaborato dall’ANIMMC. Le esportazioni delle PMI del settore tessile sono quasi esclusivamente risultate dall’attivita’ di perfezionamento attivo.
Anche l’industria meccanica ha registrato un alto livello di esportazioni risultate dall’attivita’ di perfezionamento attivo.
Nel 2005, il valore delle esportazioni realizzate dalle PMI e’ stato di 7,3 miliardi di euro, mentre le loro importazioni sono ammontate a quasi 16 miliardi di euro. Rispetto al 2004, cio’ significa un aumento del 9% delle esportazioni e del 21,1% delle importazioni.

Il Top degli investitori nel 2005
Il “Gala dell’Investitore” in Romania, edizione 2005, organizzato dalla Camera di Commercio ed Industria della Romania ha nominato i vincitori, in occasione della sesta edizione del Forum Internazionale di Investimenti (FII 2006), con la concessione del:
A. Trofeo di eccellenza per investimenti nell’Europa Sud-Orientale e Diploma di eccellenza in affari a:
• BCR, indicata dalla OCSE come maggior privatizzazione nell’Europa Sud-Orientale;
• Siveco, per investimenti innovative;
• Saint Gobain Glass, societa’ indicata dalla OCSE come Investitore Nazionale del 2005 in Romania ;
B. Trofeo dell’Investitore del 2005:
• Plus Discount Romania – per la categoria Investimenti Greenfield, sezione societa’ commerciali con capitale maggiormente straniero;
• Electrica Oltenia – per la categoria Investimenti nella privatizzazione/settore industriale, sezione societa’ commerciali con capitale maggiormente straniero.
• Orange – per la categoria Investimenti per lo sviluppo, sezione Societa’ commerciali con capitale maggiormente straniero;
• Hidroelectrica – per la categoria Investimenti per lo sviluppo, sezione societa’ commerciali con capitale di stato;
• Vodafone – per la categoria Investimenti fusioni ed acquisti;
• Kaufland – per la categoria Investimenti che hanno generato i piu’ numerosi posti di lavoro.

Secondo l’ARIS, gli investimenti stranieri in Romania supereranno, nel 2006, la soglia dei 6 miliardi di lei
Gli investimenti diretti con impatto significativo nell’economia, registrati nei primi 7 mesi del 2006, sono ammontati a 4 miliardi di dollari (+48% rispetto al periodo simile del 2005) secondo i dati forniti dall’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS).
Le stime ARIS per il totale degli investimenti nel 2006 e’ di 6,2 miliardi di dollari, rispetto ai 5,2 miliardi di dollari nel 2005.
L’ARIS e’ stata costituita in base ad un rapporto della Banca Mondiale, nel quale la Romania era severamente criticata per la moltitudine di piccoli enti che gli investitori dovevano contattare per poter impostare una loro attivita’ in Romania, e la BM suggeriva la creazione di un unico ente per il loro appoggio.
I principali settori nei quali sono stati registrati investimenti nel 2006 sono: le telecomunicazioni, servizi, commercio, la lavorazione del legno, cellulosa e carta, l’industria energetica, la meccanica strumentale, l’edilizia ed i materiali di costruzione, l‘elettronica ed elettrotecnica, l’industria metallurgica.
La maggior parte degli investimenti sono concentrati nella parte occidentale del paese, e sono per la maggior parte greenfield, mentre a Bucarest e’ concentrata la maggior parte dei progetti finanziari nel campo dei servizi.
Vengono considerate veri “aspiratori” degli investimenti le citta’ di Timisoara, Sibiu, Arad, Brasov, Satu Mare, Cluj, preferite dagli operatori che delocalizzano le loro attivita’ dall’Europa Occidentale. Il ritmo di crescita dei prezzi in Romania continua ad essere lento rispetto a quelli degli altri paesi della regione (un livello piu’ basso si registra soltanto in Bulgaria).
Tra gli investitori stranieri che hanno presentato progetti di investimenti con valori superiori a 1 milione di dollari, gli olandesi si piazzano al primo posto, con investimenti di 1.357 milioni di dollari (22,23% del totale) seguiti dagli austriaci, con 722 milioni di dollari (11,82% del totale), francesi con 504 milioni di dollari (11,82% del totale) e tedeschi con 437 milioni di dollari (7,16 % del totale).

Avvenimento sul mercato del factoring
Comincia l’attivita’ della prima societa’ di factoring, indipendente, della Romania.
La Compagnia di Factoring, prima societa’ indipendente e membro del FCI, che ha come oggetto di attivita’ il finanziamento delle fatture con scadenza a termine ha iniziato ad operare il 4 ottobre 2006.
Il mercato di factoring della Romania era composto, finora, dalle divisioni degli istituti bancari. BCR, BRD e Unicredit hanno dipartimenti specializzati per tale tipo di finanziamento, membri del Factors Chain International, la piu’ importante organizzazione europea del settore. Senza essere affiliate al FCI, anche Raiffeisen, ABN Amro e Romexterra offrono servizi di factoring.
Oltre alla Compagnia di Factoring, sul mercato romeno sara’ lanciata, sempre nel 2006, anche ING Commercial Finance.
I prodotti della Compagnia di Factoring sono dedicati sia al mercato romeno che a quello estero. La societa’ assicurera’ il pagamento delle fatture in lei per le compagnie operanti sul mercato romeno e finanziamenti in euro per gli esportatori.
La Compagnia di Factoring IFN SA e’ una societa’ mista, creata dalla Banca Transilvania e Intermarket Bank Vienna.
Mercato in espansione
“Siamo convinti che la crescita del mercato di factoring in Romania continuera’ in un ritmo sostenuto nei prossimi anni” crede Valentin Chirca, direttore generale della Compagnia di Factoring. La Compagnia di Factoring spera di registrare, fino alla fine del 2006, un giro di affari di 35 milioni di euro, secondo Valentin Chirca. Tradotto in quota di mercato, cio’ significa circa il 4-5% del giro totale di affari, in Romania, nel campo del factoring.
Nel 2005 il mercato di factoring aveva registrato una crescita del 31%, fino a 550 milioni di euro. Nel 2006, il valore totale del mercato di factoring potrebbe superare 700 milioni di euro. Secondo Factors Chain International, il mercato arrivera’ a 1 miliardo di euro nel 2007 e 1,3 miliardi di euro nel 2008.
La Compagnia di Factoring intende arrivare ad una quota di mercato del 10-15% nel 2007.
Target Piccole e Medie Imprese
Il factoring, finanziamento delle fatture con scadenza a termine e’ un prodotto di finanziamento molto importante, prevalentemente per le PMI. In Romania, le scadenze medie di pagamento delle fatture attinenti alle consegne effettuate o ai servizi erogati variano tra 30 e 60 giorni. Nella maggior parte dei casi, i termini di pagamento determinano una mancanza di liquidita’ per i fornitori di beni o servizi. “Il factoring e’ una soluzione di finanziamento per le scadenze di pagamento piu’ lunghe e creano alle compagnie un vantaggio in materia di competitivita’. Attraverso il finanziamento immediato delle fatture con pagamento a scadenza, le liquidita’ della ditta migliorano e si crea la possibilita’ di aumentare il giro di affari o la realizzazione di investimenti” sottolinea Valentin Chirca, direttore generale della Compagnia di Factoring IFN SA.
Inoltre, il factoring sviluppa la flessbilita’ dell’azienda nell’assumersi dei termini di pagamento differenziati. A volte e un vantaggio offrire ai clienti dei termini di pagamento migliori invece di prezzi un po’ piu’ bassi.
Differenze consistenti rispetto ai prodotti bancari
I prodotti offerti dalle compagnie specializzate in factoring differiscono significativamente dai prodotti bancari:

  • Factoring senza ricorso anche nel caso del factoring in lei, sul mercato locale;
  • Prodotti di factoring personalizzati, in funzione delle necessita’ di ogni cliente;
  • Finanziamento rapido delle fatture;
  • Senza condizioni determinate dal volume del giro di affari;
  • Vengono accettati in factoring i debitori indifferentemente dalla banca con la quale essi lavorano.

La Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo sempre piu’ presente in Romania
La BERS ha cominciato ad investire in Romania, molto prima che il paese si avvicini all’adesione all’Unione Europea. La politica BERS comprende investimenti in partecipazioni, in fondi di investimenti, la concessione di prestiti per lo sviluppo del settore privato. Il totale degli investimenti BERS, tra il 1991 ed il 2005, in Romania, ammonta a 3,2 miliardi di euro. Il totale investito in partecipazioni (azioni in societa’), nello stesso periodo, e’ ammontato a 536 milioni di euro. Un primo esempio e’ l’investimento nella partecipazione del 12,5% nella Banca Commerciale Romena, che ha reso un guadagno 7 volte superiore all’ammontare investito.
E non e’ stata l’unica operazione redditizia dalla BERS in Romania. Il produttore di medicinali Terapia Cluj Napoca e’ un altro esempio di successo. In base ad un investimento di 4,41 milioni di euro, la BERS ha acquistato un pacchetto azionario del 16% di Terapia, la cui ulteriore vendita ha reso circa 44 milioni di euro, piu’ di 10 volte superiore all’investimento iniziale.
Un’analisi sommaria di alcune compagnie nelle quali la BERS ha detenuto pacchetti azionari, indica che i circa 200 milioni di euro investiti nel tempo hanno riportato guadagni di oltre 800 milioni di euro.
Affari Classe Lusso
In Domenia Credit, la BERS ha investito 1,23 milioni di euro, e la vendita del pacchetto azionario del 20% (ricevuto per l’investimento effettuato) ha riportato 42 milioni di euro.
Anche in Lafarge Romania, con un investimento iniziale di 69,9 milioni di euro, la BERS ha acquistato un pacchetto azionario del 36%, che ha riportato nel momento della vendita 144 milioni di euro.
Con tali benefici, si puo’ dire che dal punto di vista della collaborazione con la BERS, la Romania e’ gia’ integrata nell’UE.
Portafoglio d’oro
Nel suo portafoglio in Romania, la BERS ha ancora investimenti da vendere.
In base ad un prestito concesso alla compagnia Petrom, di 55,05 milioni di euro, la BERS ha chiesto due anni fa’, al momento della privatizzazione della societa’, che il prestito sia rimborsato in azioni. E ha ricevuto il 2,03% della azioni della compagnia Petrom. Se volesse vendere, attualmente, la BERS ricaverebbe per tale pacchetto azionario oltre 170 milioni di euro.
Un altro investimento in rialzo e’ quello collegato alla Banca Transilvania. Per 10,31 milioni di euro, la BERS ha ricevuto il 15% della azioni BT. Attualmente, il pacchetto azionario in possesso della BERS nella Banca Transilvania vale oltre 90 milioni di euro.
La BERS possiede, inoltre, anche il 4,99% del capitale della BRD Societe Generale, il 35% del capitale della Danone, il 16,5% della Procredit ed il 20% della compagnia di assicurazioni Interamerican. Tutte entita’ di valore nel settore economico e finanziario della Romania.
BERS potrebbe acquistare una partecipazione della E.ON
La BERS potrebbe acquistare, a breve, indirettamente, dei pacchetti azionari di minoranza nella distribuzione di energia elettrica E.ON Moldova e nel fornitore di gas naturale E.ON Gaz Romania, entrambe controllate dal gruppo tedesco di utilita’ E.ON. La BERS collaborera’ con E.ON Ruhrgas Group ed E.ON Energie Group. Le due controllano indirettamente partecipazioni del 51% delle azioni E.ON Gaz Romania, e rispettivamente E.ON Moldova, attraverso le societa’ di un holding in cui detengono il pacchetto azionario integrale. Tale misura mira ad appoggiare le compagnie E.ON Ruhrgas Group e E.ON Energie Group, proprietari delle societa’ romene, nei loro investimenti in Romania. E.On Ruhrgas controlla il 51% delle azioni E.ON Gaz Romania. E.ON Ruhrgas ha prelevato il 51% della azioni Distrigaz Nord a giugno 2005. E.ON Moldova ha 1,3 milioni di utenti nel nord-est del paese e E.ON Gaz Romania rifornisce 1,2 milioni di utenti nel nord del paese.

Le riserve valutarie della Banca Centrale si avvicinano a 19 miliardi di euro
Le riserve valutarie della Banca Nazionale della Romania hanno continuato la loro crescita contenuta, per il terzo mese consecutivo, e sono ammontate a fine agosto 2006 a 18,73 miliardi di euro. L’aumento rispetto a luglio era di quasi 208 milioni di euro.
Dopo un anno nel quale la BNR sostiene di non aver effettuato acquisti sul mercato valutario, la riserva registra un aumento di 1,87 miliardi di euro.
Per le entrate, nel mese di agosto 2006, di poco piu’ di 409 milioni di euro, la Banca centrale indica le seguenti fonti: redditi dall’amministrazione della riserva internazionale, modifica delle riserve minime in valuta costituite dalle banche commerciali e cessioni di valuta alla riserva dello stato.
Le uscite di valuta hanno totalizzato 201,5 milioni di euro nel mese di settembre, per il pagamento delle commissioni bancarie e tassi di interesse attinenti al debito estero diretto e garantito dal Ministero delle Finanze, la modifica delle riserve minime in valuta ed “altro”.
Fino alla fine del 2006, la BNR deve ancora pagare per conto del debito pubblico diretto e garantito dalle Finanze altri 191 milioni di euro.
Le riserve internazionali della BNR (valuta piu’ oro) sono aumentate a 20,33 miliardi di euro, nonostante il valore della riserva di oro sia scesa a 1,59 miliardi di euro, a causa della diminuzione dei prezzi internazionali.
Il grado di copertura delle riserve internazionali in mesi di importazioni e’ sceso a 6 mesi, rispetto a 6,4 mesi a dicembre 2005. La diminuzione e’ dovuta all’accelerazione delle importazioni, prevalentemente a luglio, piu’ rapida dell’aumento delle riserve della BNR. Comunque, l’indice rimane superiore all’intervallo considerato ottimo (4-5 mesi). Tenendo presente che negli ultimi mesi dell’anno si registrano aumenti sensibili delle importazioni, e’ prevedibile che il grado di copertura scenda ancora.

In Romania, ABN AMRO rimane una banca di nicchia
ABN AMRO România intende rimanere una banca di nicchia, concentrandosi sul settore delle Piccole e Medie Imprese e costituira’ una casa do brokeraggio ed intermediazione di nuove emissioni di obbligazioni. ABN AMRO allarghera’ la sua attivita’ nel campo dei servizi alle PMI fino al 10% dell’attivita’ totale, nei prossimi anni. La banca negozia con una serie di enti l’intermediazione di emissioni di obbligazioni, dopo la recente intermediazione dell’emissione di obbligazioni della Banca Mondiale sul mercato romeno, per 525 milioni di lei. Inoltre, intende creare un ufficio dedicato agli operatori italiani operanti nel ovest della Romania eventualmente trasferendo personale dalle succursali italiane, dopo il prelievo della Antoveneta.

Banque Accord sbarca in Romania
Il gruppo finanziario Banque Accord ha costituito una o sussidiaria in Romania, informa Wall Street. La filiale romena del gruppo francese sara’ denominata Accord Intermed Consumer Finance, e si concentera’ sull’intermediazione di crediti. La neo costituita struttura ha un capitale sociale di 177.500 lei.
Il gruppo francese vanta, per il 2005, un profitto netto di 34 milioni di euro ed attivi totali di 2,06 miliardi di euro. Banque Accord ha circa 1.000 dipendenti operanti in 8 paesi, tra cui Francia, Italia, Spagna, Polonia e Cina. Il gruppo ha 4,3 milioni di clienti, e transazioni per un valore totale di circa 9 miliardi di euro. Standard& Poor’s ha concesso al gruppo francese il rating A1 per i crediti a breve termine e A per quelli a lungo termine.

Le compagnie di assicurazioni operanti in Romania registrano perdite
Nel primo semestre del 2006, la maggior parte delle compagnie di assicurazioni operanti in Romania hanno registrato perdite. La principale causa delle perdite e’ stato l’aumento del tasso dei danni nel caso delle assicurazioni auto, che sono una parte importante del portafoglio, dichiara il presidente ASIBAN Romania, Mugurel Ceraceanu, il quale avverte che il mercato romeno delle assicurazioni si confrontera’ con una situazione estremamente difficile nei prossimi anni a causa dell’aumento dei danni auto nonche’ a causa delle modifiche legislative che entreranno in vigore a gennaio 2007. “Si trattera’ di modifiche delle strutture azionarie nelle compagnie di assicurazioni, di modifiche di capitale e di modifiche nelle strutture organizzative” ha aggiunto Mugurel Ceraceanu.
Si prevede che entro la fine del 2006, il mercato romeno delle assicurazioni arrivi ad un volume totale di premi lordi sottoscritti di 1,5 miliardi di euro. Nei primi 6 mesi del 2006, questi hanno totalizzato 807 milioni di euro, secondo la Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni. Nel 2005, il volume dei premi lordi sottoscritti e’ ammontato a 1,2 miliardi di euro.

FATA Assicurazioni ha ricevuto l’autorizzazione di funzionamento sul mercato romeno
FATA Asigurari Agricole S.A., societa’ di assicurazioni per il settore agricolo, ha ricevuto l’autorizzazione di funzionamento in Romania da parte della Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni.
Azionista di maggioranza della FATA Asigurari Agricole S.A. e’ FATA Assicurazioni S.p.A., societa’ membro del gruppo finanziario Generali.
Entro la fine del 2006, la societa’ disporra’ di una rete territoriale composta da 8 succursali e 33 agenzie oltre alla sede centrale FATA a Bucarest. Dal 2 ottobre 2006, gli agricoltori possono concludere polizze di assicurazione FATA.
Il Consiglio di Amministrazione della FATA Asigurari Agricole S.A. e’ composto da Giuseppe Perissinotto, presidente, Giuseppe Vecchione, amministratore Delegato della FATA Assicurazioni S.p.A. e Riccardo Montanari, direttore responsabile per i servizi all’estero della FATA Assicurazioni S.p.A. Direttore generale per la Romania e’ stato nominato Anghel Burghila.

E’ stata stabilita la modalita’ di privatizzazione per le ultime 3 filiali Electrica
Il processo di privatizzazione di Electrica Transilvania Nord, Electrica Transilvania Sud ed Electrica Muntenia Nord si svolgera’ separatamente per ognuna delle filiali, con la vendita di un pacchetto azionario del 42% ad un investitore strategico. In concomitanza, quest’ultimo effettuera’ un aumento del capitale sociale – con contributo in contanti – fino al raggiungimento di una quota del 51% del capitale sociale.

Un nuovo parco industriale sara’ costituito nella regione Mehedinti
Le autorita’ amministrative della regione Mehedinti hanno cominciato l’espletamento delle formalita’ per la costituzione di un parco industriale, sulla piattaforma del Complesso chimico per Acqua Pesante – Romag Prod, informa Rompres.
“Tale iniziativa offrira’, agli investitori romeni e stranieri, la possibilita’ di impiantare attivita’ nella regione e di utilizzare la manodopera disponibile in esubero” dichiara il vice prefetto di Mehedinti, Constantin Saceanu.
Oltre 20 operatori hanno gia’ confermato l’interesse ad iniziare attivita’ nel futuro parco industriale, che assicurera’ servizi di fornitura di energia termica, energia elettrica, acqua, accesso stradale e ferroviario. Le autorita’ investiranno nel progetto circa 100 milioni di euro.

Lo stipendio minimo obbligatorio a livello nazionale salira’ a 120 euro nel 2007
Lo stipendio minimo obbligatorio a livello nazionale in Romania non potra’ superare, nel 2007, l’equivalente di 120 euro. L’aumento terra’ conto del tasso dell’inflazione, della crescita economica e del miglioramento della produttivita’ del lavoro.
“Sarebbe difficile accettare la richiesta dei sindacati di aumentare lo stipendio minimo a 130-150 euro. Realmente, uno stipendio minimo di piu’ di 120 euro non e’ sostenibile” dichiara Varujan Vosganian, presidente della Commissione bilancio-finanze del Senato. “Per rispettare il target dell’inflazione, l’aumento degli stipendi non deve superare il tasso dell’inflazione piu’ la crescita economica. Quindi, nel 2007, potremo aumentare lo stipendio minimo obbligatorio a livello nazionale del 10-12%” calcola Vosganian.
Dal 1 gennaio 2006, lo stipendio minimo obbligatorio a livello nazionale ammonta a 330 RON mensili per una media di 169,333 ore lavorate al mese. Anche se salira’ a 120 euro nel 2007, lo stipendio minimo in Romania rimane tra i piu’ bassi nei paesi UE.

Paradosso sul mercato del lavoro: Gli stipendi dei farmacisti hanno superato quelli dei bancari
Il mercato degli stipendi in Romania ha registrato un paradosso nel 2006, gli stipendi dei dipendenti delle compagnie farmaceutiche hanno superato sia quelli dei bancari che quelli degli specialisti IT, indica uno studio elaborato da PricewaterhouseCoopers (PwC).
Nel campo farmaceutico, lo stipendio medio lordo e’ salito nel 2006 a 2.902 lei mensili, mentre nel settore bancario lo stipendio medio lordo e’ ammontato a 2.664 lei mensili e nell’IT a 2.648 lei mensili. I piu’ bassi stipendi rimangono quelli del settore del retail.
Secondo lo studio PwC, Bucarest rimane leader nel campo dei guadagni salariali, per regioni geografiche, con una media di 2.600 lei, mentre la media salariale nazionale (esclusa Bucarest) e’ di 1.674 lei.
La classifica degli stipendi per dipartimenti delle compagnie indica che i guadagni maggiori spettano ai dipendenti dei dipartimenti di marketing, con una media salariale di 5.470 lei. Nei dipartimenti giuridico e risorse umane, la media lorda mensile e’ di 4.640 lei e rispettivamente 3.880 lei, mentre nei reparti produttivi si registrano i piu’ bassi guadagni salariali, di 1.090 lei.

L’agricoltura, il settore piu’ “toccato” dall’adesione all’UE.
La crescita economica della Romania rallentera’ nel primo anno dopo l’adesione all’UE al 5-5,5%, dal 6,5% previsto per il 2006, crede Radu Craciun, analista ABN Amro România. Craciun prevede che dopo l’adesione all’UE, oltre all’agricoltura, l’industria alimentare, quella tessile ed il settore farmaceutico “soffriranno” di piu’, mentre le infrastrutture e le telecomunicazioni avranno i maggiori benefici. “L’Industria alimentare sara’ “toccata” delle norme sanitarie imposte, quella tessile dalla delocalizzazione della produzione verso i paesi asiatici, e quella farmaceutica dalle norme e dalla concorrenza nel campo specifico” spiega Craciun.
Per quanto riguarda gli investimenti stranieri diretti che la Romania sapra’ convogliare verso di se nel 2007, l’analista ABN AMRO considera che essi ammonteranno a circa 8 miliardi di dollari (rispetto alle stime di circa 10 miliardi di dollari per il 2006).

La “febbre” dei trasferimenti delle compagnie negli spazi per uffici, nuovi, aumenta il giro di affari dei commercianti di mobili per ufficio
Il trasferimenti delle grandi compagnie operanti in Romania nei nuovi spazi per uffici, offerti al mercato immobiliare, potrebbe determinare l’aumento del 20% delle vendite di mobili per uffici nel 2006 rispetto al 2005.
Con un giro di affari di 50 milioni di euro nel 2005, il settore dei mobili per uffici rappresenta una delle piu’ dinamiche nicchie del mercato romeno dei mobili.

Nel primo semestre del 2006, il giro di affari di Italsofa Romania e’ aumentato del 39,1% rispetto al periodo simile del 2005
Italsofa Romania, appartenente al Gruppo Natuzzi, ha registrato nel primo semestre del 2006, un giro di affari di 39 milioni di euro (+39,1% rispetto ai 28 milioni di euro del primo semestre 2005).
Nel 2005 Italsofa Romania ha registrato un fatturato di 64 milioni di euro (+20% rispetto all’anno precedente), accompagnato, pero’, da una diminuzione degli utili dell’1,7%. Nel 2006, Italsofa finalizza i lavori per l’allargamento della propria capacità produttiva di Baia Mare,con un investimento di circa 5 milioni di euro iniziato nel 2005.
Italsofa Romania esporta il 99% della produzione ed ha, al momento, un unico cliente locale.

Alberghi in vendita, in riva al Mar Nero
La Societa’ Turism Hoteluri Restaurante Marea Neagra di Eforie Nord vendera, attraverso gara pubblica, 5 alberghi in riva al Mar Nero, con i terreni sottostanti, piu’ ristoranti, bar ed altri attivi adiacenti, ad un prezzo di partenza di circa 15 milioni di euro. Secondo Mediafax, saranno venduti gli alberghi Alfa, Beta e Gama di Saturn, con un prezzo di partenza di 5,9 milioni di euro, piu’ 3 ristoranti nella stessa localita’. In Eforie Nord, THR Marea Neagra vende attraverso gara pubblica aperta i mini alberghi Dunarea, ad un prezzo di partenza di 780.000 euro, una villa, una villetta, una caffetteria mentre in Eforie Sud sono in vendita gli alberghi Magura e Suceava, i cui prezzi, sommati, ammontano a 3,6 milioni di euro. Inoltre, e’ stata approvata la vendita attraverso negoziazione diretta dei terreni attinenti ad attivi gia’ venduti. Gli alberghi Azur e Lira di Eforie Nord saranno venduti attraverso leasing immobiliare (il loro valore e’ stato stimato a 343.000 euro senza IVA, rispettivamente 785.000 euro senza IVA).

Newsletter n.39 / 2006

Onda verde dal Parlamento Europeo all’adesione della Romania all’Unione Europea
La Commissione Europea ha dato via libera all’ingresso nell’Unione Europea della Romania e Bulgaria a partire dal 1 gennaio 2007, ponendo però rigide condizioni per l’allargamento ai due nuovi membri.
Nel rapporto presentato dalla Commissione si sottolinea che la Romania ha registrato progressi nel campo delle politiche economiche, pero’ esistono settori nei quali la situazione deve ancora migliorare, specialmente nell’agricoltura. Inoltre, si richiede la continuazione delle riforme nella giustizia e della lotta alla corruzione.
Il commissario UE all’allargamento Olli Rehn ha spiegato che la Commissione ha adottato un regolamento speciale per i fondi agricoli e che si atterra’ alle norme in vigore per quelli strutturali. Rimane valida anche la possibilita’ di sospendere il pagamento dei fondi, se venissero riscontrate ”irregolarita’ endemiche”. Nella raccomandazione, la Commissione indica che potrebbero rimanere in vigore le restrizioni all’export, a causa della febbre suina presente nei due paesi e della mancata piena attuazione delle norme europee sulla mucca pazza.
La Commissione Europea implementera’ un meccanismo di controllo dei progressi registrati ed il meccanismo di monitoraggio seguira’ le riforme nella giustizia e la lotta contro la corruzione ed il crimine organizzato. Le norme UE prevedono un set di misure complesse che permetteranno la valutazione dei rischi.
Inoltre, il trattato di adesione – identicamente a quanto applicato ai 10 paesi entrati nell’UE a maggio 2004 – prevede la possibilita’ per l’UE di adottare, nei primi 3 anni dall’adesione, clausole di salvaguardia per garantire il corretto funzionamento dell’UE. Il trattato di adesione, inoltre, consente, per 7 anni, ai paesi membri di imporre restrizioni all’ingresso dei lavoratori dai nuovi paesi aderenti.
Fra i settori giudicati delicati, si annovera quello della gestione dei soldi dei contribuenti UE, cioe’ dei fondi agricoli e strutturali. La preoccupazione e’ che Romania e Bulgaria non siano ancora in grado di gestire in maniera efficiente e trasparente tali fondi che verranno messi a disposizione subito dopo l’adesione. La Romania e Bulgaria dovranno presentare rapporti semestrali sui progressi registrati, e se tali progressi non vengono realizzati, la Commissione Europea puo’ richiedere la diminuzione dei fondi concessi.

Dall’UE 25 all’UE 27
L’adesione della Romania e Bulgaria all’UE cioe’ il passaggio dall’UE-25 all’UE-27 prevede una serie di procedure dopo il via libera annunciato dalla Commissione Europea. Il rapporto contiene una raccomandazione che sara’ ratificata dai 25 paesi UE, prima che Sofia e Bucarest possano nominare i loro candidati commissari, che saranno ascoltati dal Parlamento Europeo. Le audizioni davanti agli europarlamentari riguarderanno anche i commissari, i cui portafogli saranno modificati per consentire l’attribuzione di competenze ai nuovi arrivati. A conclusione delle audizioni, il Parlamento europeo votera’ la fiducia al collegio europeo nel suo complesso entro la fine del 2006, per consentire alla nuova Commissione di poter operare dal 1 gennaio 2007. Inoltre, dal 1 gennaio 2007, 35 osservatori romeni e 18 bulgari diventeranno eurodeputati a pieno diritto e l’euroassemblea aumentera’ da 732 a 785 eurodeputati. Il Parlamento europeo avra’ tale struttura fino alle elezioni europee del 2009 quando il numero dei deputati si ridurra’ a 736 (gli italiani scenderanno da 78 a 72 eurodeputati). Un’ulteriore procedura riguarda la ratifica da parte dei 25 membri UE del trattato di adesione (lo hanno gia’ fatto 21 paesi e lo devono ancora fare la Francia, Germania, Belgio e Danimarca).

L’Unione Europea regala alla Romania il monitoraggio
Il Rapporto Paese conferma, per la Romania, che la data dell’adesione all’UE e’ il 1 gennaio 2007. L’euforia delle autorita’ di Bucarest – logica fino ad un certo punto – potrebbe, pero’, avere conseguenze negative per il paese
L’Europa accetta la Romania e Bulgaria con difficolta’ ed in un certo senso contro la volonta’ dei popoli che la compongono. Con difficolta’, perche’ i Rapporti paese, elaborati dopo che la Romania abbia concluso le negoziazioni di adesione, a dicembre 2004, sono sempre stati critici e pieni di dubbi sulla capacita’ del paese di fronteggiare le esigenze dell’UE. Contro la volonta’ degli europei, perche’ l’Eurobarometro indica che la maggioranza dei cittadini UE e’ contraria all’adesione della Romania e Bulgaria. La fortuna di queste ultime e che nessuno lo ha domandato ai cittadini UE… Fortunatamente la loro adesione e’ stata una decisione a livello politico. Cosi’ come, tanto tempo fa’ Mitterrand e Kohl avevano pensato agli Stati Uniti d’Europa, al giorno d’oggi, Chirac o Blair hanno intravisto la Romania cosi’ come sara’ nel futuro e non com’e’ oggi, uno stato del terzo mondo, geograficamente piazzato in Europa.
Comunque, l’adesione della Romania e Bulgaria conclude un’unica ondata di allargamento che ha compreso 12 stati ammessi in 3 anni e per la quale gli europei non sono stati consultati attraverso referendum. In seguito, la Turchia o Croazia, o chi candidera’ ancora, dovra’ seguire la procedura dei referendum e di conseguenza una nuova ondata di allargamento dell’UE non e’ piu’ prevedibile a breve.
In fondo, quali argomenti hanno determinato l’Europa a dire di “si” alla Romania?
Forse il processo amministrativo burocratico lanciato a Lussemburgo nel 1997, continuato a Helsinki nel 1999 e concluso a Brusselles nel 2004, che impegnava l’Europa, firmataria di un contratto con la Romania? Puo’ essere, pero’, il mondo e’ cambiato tanto in questi 10 anni, che anche i trattati e le intese avrebbero potuto essere modificati.
Saranno stati gli sviluppi politici registrati a Bucarest? In questo periodo, la Romania ha cambiato governi, e’ entrata praticamente, nel 1999, in incapacita’ di pagamento, ne e’ uscita, pero’ e’ rimasta un paese pacifico, senza i movimenti stradali dell’inizio degli anni ’90 (che si ripetono attualmente a Budapest) nonostante tre alternanze politiche al potere in 8 anni. La classe politica romena e’ ancora rudimentale, con molti personaggi incompetenti e corrotti, pero’ tale malattia e’ presente anche in paesi della vecchia Europa e pure in America.
Sara’ stato l’aspetto economico? In grande misura si. Gli investimenti stranieri in Romania registrano crescite consistenti. Gli investimenti stranieri in Romania nel solo 2006 sono paragonabili a quelli realizzati nei precedenti 15 anni, presi insieme. A giusta ragione, a questo livello anche il nuovo mercato di sbocco di 30 milioni di abitanti della Romania e Bulgaria e’ interessante per l’UE.
Oppure anche l’elemento geostrategico, il fatto che l’Unione Europea guadagna uno sbocco anche al Mar Nero? Ognuno di questi elementi ha contribuito alla decisione finale, l’unica che interessa: che la Romania entra nell’UE.
Se per i responsabili europei, le cose sono chiare, c’e’ da temere che non lo siano ancora completamente per gli ufficiali di Bucarest. L’adesione all’UE non significa che, a partire dal 1 gennaio 2007, l’Europa risolvera’ i problemi della Romania. I problemi etnici sollevati dall’UDMR, la poverta’, la burocrazia, l’incompetenza – mali constatati ma non eliminati negli ultimi 16 anni – non saranno risolti dall’Europa, ma, tutt’al piu’ insieme all’Europa.
Oltre alla decisione di ammettere il paese nell’UE, la Commissione Europea fa’ a Bucarest un regalo prezioso: si impegna di continuare il monitoraggio del paese. Dal 1999 fino al momento attuale, Brusselles ha tracciato una strada alla Romania e l’ha riportata sulla strada giusta ogni volta che Bucarest usciva dalla carreggiata. Dove sarebbe la Romania se i governi degli ultimi 7 anni non avrebbero dovuto, incessantemente, rispettare, volens nolens, determinate regole? Per un paragone, si puo’ guardare quello che e’ successo alla Romania nel periodo 1990-1996, quando tali regole erano facoltative, e quanto tempo, misurato in poverta’ ed arretratezza, ha perso il paese allora. Nel 2000, quando la Romania ha cominciato, praticamente, le negoziazioni di adesione all’UE, l’immagine piu’ frequente associata alla Romania era quella di un malato portato, fortunatamente, nel ospedale adatto, con la condizione di non togliersi da solo la maschera di ossigeno… E cosi’ la Romania ha fatto grandi progressi in numerosi campi, sorprendendo, a volte, anche i piu’ scettici tra gli europei.
E’ probabile che la miglior soluzione per la Romania post adesione, nei suoi sforzi di integrazione europea, sia quella di astenersi da ogni “contributo originale” in tale processo, del tipo che Iliescu intendeva imporre alla democrazia romena nel 1990.

La crescita del 60% del deficit commerciale ha aumentato considerevolmente il deficit di conto corrente nel mese di luglio 2006
Il deficit di conto corrente ammontava, nel mese di luglio 2006, a 708 milioni di euro, di molto superiore a quello registrato a luglio 2005. Nel primo semestre del 2006 la crescita era stata del 40%.
Le cause dell’aumento del deficit di conto corrente sono la crescita del deficit commerciale e la diminuzione dei trasferimenti correnti da parte dei romeni che lavorano all’estero, indicano i dati presentati dalla Banca Centrale.
Nei primi 7 mesi del 2006, il deficit di conto corrente ha rappresentato 4,87 miliardi di euro, in aumento del 43% rispetto al periodo simile del 2005. A causa dell’aumento rapido del mese di luglio, il ritmo di crescita del deficit estero e’ aumentato dal 40% nei primi 6 mesi al 43% nei primi 7 mesi del 2007.
Nel contempo, gli investimenti stranieri diretti sono ammontati a circa 4 miliardi di euro nei primi 7 mesi, in aumento del 48% rispetto al periodo simile del 2005. Nel solo mese di luglio 2006, gli investimenti stranieri diretti attratti dalla Romania sono ammontati a circa 800 milioni di euro, di un terzo superiori a quelli di luglio 2005. Per l’intero 2006, gli investimenti stranieri sono stimati ad un valore record, tra 6,5 e 10 miliardi di euro.
Il deterioramento del conto corrente a luglio 2006 era prevedibile dopo l’annuncio del deficit commerciale da parte dell’Istituto Nazionale di Statistica. Il deficit commerciale e’ aumentato nel mese di luglio di circa il 60%, il piu’ alto ritmo mensile di crescita negli ultimi anni. Lo squilibrio commerciale e’ la principale causa del deficit di conto corrente, poiche’ determina quasi il 100% dello stesso.
Alla compensazione del deficit hanno contribuito i servizi, la cui bilancia di pagamenti ha registrato un leggero eccedente, di 264 milioni di euro nei primi 7 mesi del 2006. Il merito e’, principalmente, dei servizi di telecomunicazioni, mentre i servizi di trasporti hanno registrato un deficit di 137 milioni di euro nei primi 7 mesi del 2006.
L’eccedente registrato nei redditi del turismo e’ ammontato a soli 9 milioni di euro. Nel solo mese di luglio 2006, i romeni hanno speso per turismo all’estero 100 milioni di euro.
All’aumento del deficit estero hanno contribuito le uscite di capitale registrate dal capitolo redditi, dove la maggior parte sono rimpatri di profitti e di altri fondi delle compagnie straniere operanti in Romania.
Le stime ufficiali, per l’intero 2006, sul deficit di conto corrente indicano un massimo del 9%. Il deficit estero e’ stato di circa il 10,8% del PIL nel primo semestre del 2006. La Commissione Nazionale di Previsioni indicava un deficit di circa l’8,7% del PIL alla fine del 2006, allo stesso livello del 2005.
Pero’, le prospettive del deficit di conto corrente sono peggiorate durante l’anno, e le stime sono state rivalutate da 7,9 miliardi di euro in primavera a 8,25 miliardi di euro in autunno.
Nel mese di luglio 2006, il debito estero e’ aumentato di circa mezzo miliardo di euro, fino a 25,7 miliardi di euro. La crescita e’ stata generata dai crediti privati; il debito pubblico estero e’ diminuito a luglio di circa 53 milioni di euro
Il debito estero a medio e lungo termine era, al 31 luglio 2006, di 25,7 milioni di euro, in aumento del 4,6% rispetto al 31 dicembre 2005. Il debito estero pubblico e pubblicamente garantito registrava al 31 luglio 2006 un saldo di 10,9 miliardi di euro e rappresentava il 42,6% del debito estero a medio e lungo termine. Il debito estero non garantito pubblicamente e’ ammontato a 13,9 miliardi di euro al 31 luglio 2006, del 12,6% superiore a quello del 31 dicembre 2005.

Importazioni record di 20 miliardi di euro
Le importazioni di merci effettuate dalla Romania nei primi 7 mesi del 2006 rappresentano 20,2 miliardi di euro, di oltre il 25% (4,1 miliardi di euro) superiori a quelle del periodo simile del 2005.
Le esportazioni effettuate nello stesso periodo sono ammontate a soli 14,8 miliardi di euro, di quasi il 18% (2,3 miliardi di euro) superiori a quelle del periodo simile del 2005.
Di conseguenza il saldo negative della bilancia commerciale ha superato 5,3 miliardi di euro.

Gli investimenti stranieri diretti registrati in Romania nei primi 7 mesi del 2006, hanno rappresentato 4 miliardi di euro
Il valore degli investimenti stranieri diretti e aumentato, nei primi 7 mesi del 2006, del 48% rispetto al periodo simile del 2005 (2,7 miliardi di euro), fino a 4 miliardi di euro, secondo i dati resi pubblici dalla Banca Nazionale della Romania (BNR).
Gli investimenti stranieri diretti hanno coperto l’82,2% del deficit di conto corrente dei primi 7 mesi del 2006, secondo la BNR.
Nel mese di luglio 2006, gli investimenti stranieri diretti sono stati di circa 900 milioni di euro, rispetto ai 350 milioni di euro registrati nel mese di giugno 2006.
Recentemente, il ministro di stato Bogdan Pascu stimava che gli investimenti stranieri diretti potrebbero arrivare a 7 miliardi di euro nel 2006. Anteriormente, l’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS) aveva previsto per il 2006 un livello degli investimenti stranieri diretti di 6,2 miliardi di euro, ammontare che non comprende le privatizzazioni della Banca Commerciale Romena (BCR) e della Cassa di risparmio CEC.
Con gli incassi dalle 2 privatizzazioni (BCR e CEC) il valore totale degli investimenti stranieri diretti in Romania, nel 2006, potrebbe superare 9 miliardi di euro.
La piu’ importante componente degli investimenti stranieri diretti rientra nella categoria “altri capitali” – prestiti concessi della compagnie-madri alle loro affiliate operanti in Romania – per un valore di 1,8 miliardi di euro, cioe’ il 44,5% del totale.
Segue la componente “profitti reinvestiti”, di 1,25 miliardi di euro, che rappresenta il 31% del volume totale.
Al terzo posto si e’ piazzata la componente “partecipazioni al capitale”, con un valore di circa 1 miliardo di euro, cioe’ il 24,5% del volume totale degli investimenti stranieri diretti.
Per quanto riguarda le compagnie neo costituite con partecipazione di capitale straniero, il loro numero e’ aumentato nei primi 7 mesi del 2006 soltanto del 4,5% rispetto al periodo simile del 2005, cioe’ a 7.103 rispetto a 6.797. Il capitale sociale sottoscritto nelle nuove societa’ commerciali con partecipazione straniera e’ aumentato del 207,4% nei primi 7 mesi del 2006 (165,9 milioni di dollari) rispetto al periodo simile del 2005.
L’industria rimane il principale target degli investitori
La struttura degli investimenti stranieri diretti per settori di attivita’ per quanto riguarda il valore del capitale sociale sottoscritto nel periodo 1991-luglio 2006, piazza l’industria al primo posto nelle preferenze degli investitori, con il 52,2% del totale, seguita dai servizi professionali con il 22,2%, commercio con il 14,1%, trasporti con il 7,2%, turismo con l’1,7%, costruzioni con l’1,7% e l’agricoltura con l’1,0%.
Tra i piu’ importanti aumenti di capitale effettuati dagli investitori stranieri nel periodo gennaio-luglio 2006 si annoverano: Agri Concept (agricoltura) con 45 milioni di euro, Renault Mecanique Roumanie (industria auto) con 35 milioni di euro e Distrigaz Sud (distribuzione del gas naturale) con 35 milioni di euro.

I governanti romeni accettano di rinegoziare lo stipendio minimo a livello nazionale
In seguito al dialogo avuto con i rappresentanti del governo, i sindacati hanno deciso di sospendere le proteste. Per quanto riguarda lo stipendio minimo a livello nazionale, in seguito al miglioramento degli indici macroeconomici nella prima parte del 2006, l’esecutivo si e’ dichiarato disponibile ad esaminare una nuova proposta per il 2007, oltre il livello di 390 RON proposto inizialmente. I leader del Cartel ALFA avevano richiesto l’aumento dello stipendio minimo a livello nazionale a 450 lei dal 1 marzo 2007 ed a 550 lei dal 1 gennaio 2008.

La Banca Centrale (BNR) cessera’ di applicare le misure di salvaguardia su richiesta della Commissione Europea
La Commissione Europea puo’ richiedere alla Banca Nazionale della Romania di cessare l’applicazione di misure di salvaguardia riguardo alle operazioni valutarie. Attualmente la Banca centrale puo’ adottare misure di salvaguardia riguardanti le operazioni valutarie di capitale, se determinati forti flussi di capitale a breve termine esercitano pressioni sul mercato valutario e provocano gravi perturbazioni nell’applicazione della politica monetaria e del tasso di cambio, determinando, specialmente, variazioni significative della liquidita’ interna e squilibri importanti nella bilancia dei pagamenti.
La durata massima di applicazione delle 8 possibili misure di salvaguardia e’, di regola, di 6 mesi, secondo il nuovo regolamento (N.5/2006) della BNR.

Firenze, Leumi, HVB Tiriac hanno iniziato la stagione di rebranding sul mercato bancario della Romania
Tre nuovi nomi sono apparsi sul mercato bancario romeno dalle “ceneri” di altri quattro: Banca Daewoo e’ diventata CR Firenze Romania, Eurom Bank si e’ trasformata in Bank Leumi Romania, e HVB Bank e Banca Tiriac si sono fuse in HVB Tiriac Bank. I tre rebranding sono successi tra giugno e settembre 2006.
I primi due riguardano piccole banche ed il rebranding e’ totale (vengono introdotti nuovi nomi, elementi di branding sconosciuti nel passato al pubblico romeno), mentre HVB Tiriac Bank usa i nomi delle ex banche HVB Bank e Banca Tiriac, illustrando la genesi del brand.
Interessante e’ la maniera di comunicazione dei nuovi brand: CR Firenze ha realizzato il rebranding abbastanza lentamente, e la comunicazione del nuovo nome attraverso una campagna pubblicitaria sostenuta si lascia ancora attendere. Leumi Bank Romania, invece, e’ entrata sin dal lancio ufficiale in un processo di rebranding, visibile, outdoor – con l’eliminazione del vecchio logo dalle sedi della banca nonche’ dalla pubblicita’ stradale. E’ importante sottolineare che Eurom Bank e Daewoo Bank non avevano un brand recognition molto forte, essendo poco disponibili alla promozione; le piu’ notabili esperienze promozionali della Eurom Bank riguardano l’outdoor, print e sponsorizzazione di un’emissione TV, alcuni anni fa’ su Tele7abc, e nel caso della Daewoo Bank la promozione si e’ concentrata piuttosto sul print e outdoor, compresa una campagna di prodotto realizzata nelle fermate della metropolitana di Bucarest.
HVB Bank si era pubblicizzata abbastanza nel passato e Banca Tiriac aveva gia’ un brand conosciuto grazie al marketing generale realizzato per tutti gli affari collegati al nome di Tiriac. Quindi, HVB Tiriac Bank non sembra essere un rebranding difficile; il consumatore deve soltanto abituarsi all’abbinamento. Le sedi HVB Bank e Banca Tiriac sottolineano ancora poco il rebranding e sembra che il posizionamento del nuovo logo in tutte le succursali durera’ ancora un po’.

L’innovazione nell’ambiente bancario – le banche e le idee che rivoluzionano il mercato bancario
Decine di banche su un solo mercato; poche idee rivoluzionarie ed una tendenza a moltiplicare rapidamente i prodotti appena lanciati da altri; profitti molto alti ma anche innovazione nell’operato di determinati giocatori; cosi’ si presenta il mercato bancario della Romania. SMARTbank.ro ha tentato di selezionare alcuni tra i piu’ importanti movimenti degli ultimi anni, in materia di “idee & innovazione”.
Uno dei piu’ importanti movimenti e’ stato quello della ING Bank Romania, con lo sbarco nel campo del retail tramite un concetto rivoluzionario per il mercato romeno: Self Bank – ING Office. Il concetto ha confermato la sua validita’, la rete ING Bank Romania si e’ sviluppata fortemente nelle grandi citta’, e l’offerta dei card messi a disposizione si e’ diversificata.
In materia di innovazione non puo’ mancare il nome della Banca Transilvania di Cluj-Napoca. Una piccola banca romena e’ riuscita a creare una delle piu’ vaste reti nazionali di sportelli ed uno dei piu’ profittevoli affari al 100% romeni nel campo finanziario. Non a caso l’ascesa e’ stata maggiore anche alla Borsa Valori Bucarest: il management della Banca Transilvania ha analizzato profondamente il mercato e si e’ adeguato continuamente alle particolarita’ della Romania. La Banca Transilvania si e’ evidenziata attraverso i nuovi prodotti lanciati per le Piccole e Medie Imprese, annunciando l’intenzione di concentrarsi sul settore delle PMI, strada adottata, in seguito, da numerose altre banche. La Banca Transilvania ha scelto una campagna promozionale non convenzionale per l’offerta dedicata alle PMI, concentrata su un personaggio caricaturale, una “fata maschile, cioe’ un fato” che realizza i desideri dei piccoli imprenditori – un bancario in abito scuro con, sopra, un gonnellino da fata ed una bacchetta magica. Inoltre, nel quadro della stessa campagna, Banca Transilvania ha lanciato un website corporate non convenzionale e le ancora meno convenzionali vetrine di alcune delle sue agenzie.
L’entrata della OTP Bank sul mercato romeno, attraverso l’acquisto della RoBank e’ stata seguita da una campagna attraverso la quale la “CEC dell’Ungheria” ha promosso un prodotto inusuale in quel momento in Romania – il credito in franchi svizzeri. Attualmente, il mercato ha recepito il successo del prodotto e piu’ banche offrono tale forma di credito.
Nel capitolo “prodotti e pacchetti di prodotti”, campione rimane la BCR, con una gamma larga di promozioni quasi settimanali per prodotti bancari mirati a fidelizzare i consumatori. Inoltre, BCR promuove, insieme ai prodotti usuali anche il suo “fratello” BCR Asigurari.
Un’altra banca promotrice di novita’ e’ BRD – GSG, con le sue piccole agenzie ”BRD Express”, che promuovono la rapidita’. BRD Express e’ la “banca di prossimita’”, ricetta con la quale BRD – GSG e’ salita al secondo posto in Romania per numero di filiali, dopo la CEC, ma prima della BCR.
BRD – GSG ha “mosso” il mercato con il lancio della campagna per i card edizione limitata, personalizzati con immagini dei tre grandi sportivi romeni – Nadia Comaneci, Ilie Nastase e Gheorghe Hagi. In breve tempo, BRD – GSG ha emesso un numero record di card. BRD – GSG ha, inoltre, il piu’ coerente programma di fidelizzazione dei clienti, simile a quelli della telefonia mobile (Zapp Compliment, Orange Thank You).
ProCredit Bank Romania ha inventato i crediti offerti all’ambiente rurale attraverso l’agenzia mobile, e recentemente ha lanciato una campagna di trasparenza per informare il pubblico, tramite depliant, sulle nozioni e “segreti” bancari; in altre parole, educazione bancaria gratuita.
Raiffeisen Bank ha individuato una nicchia da sfruttare, lanciando la prima agenzia bancaria dedicata ai crediti per le abitazioni – Raiffeisen Bank Casa Ta. Inoltre, Raiffeisen ha prestato il suo brand anche alla prima banca romena di risparmio-credito, Raiffeisen Banca pentru Locuinte, esempio seguito dalla HVB Banca pentru Locuinte.
Nel campo del franchising, Volksbank ha adottato una strategia che ha portato all’allargamento della propria rete. Anche ING Bank, attraverso ING Office – Self Bank, ha usato un principio di franchising, pero’ uno diverso da quello classico.

Fortis e Millennium arrivano a Bucarest
Il gruppo belga Fortis e la banca portoghese Millennium BCP, due ex contendenti della BCR, si preparano all’entrata sul mercato romeno: i portoghesi finalizzano le procedure legali e la costituzione del team, mentre Fortis sembra essere ancora in fase di head hunting, affermano fonti bancarie.
Una variante possibile sarebbe quella che Fortis operasse addirittura attraverso la sussidiaria che deve aprire la banca portoghese, grazie al partenariato esistente tra i due gruppi finanziari. Fortis detiene direttamente un pacchetto del 4,99% delle azioni Millennium. Un esempio di questo partenariato e’ il joint-venture costituito nel 2005 sul mercato delle assicurazioni in Portogallo, in cui Fortis detiene il 51% e che si e’ sviluppato rapidamente utilizzando la capacita’ di distribuzione della piu’ grande banca portoghese.

La greca ATE Bank cerca banchieri per dirigere Mindbank. Anthony Van der Heijden, ex presidente di ING Bank Romania e Banca Tiriac e Salvatore Candido sono i primi contattati
ATE Bank ha acquistato pochi mesi fa’ il pacchetto azionario di maggioranza della Mindbank, banca con una quota di mercato dello 0,27%, che intende capitalizzare ed orientare verso le operazioni di nicchia rappresentate dal mercato dei finanziamenti per gli agricoltori e l’ambiente rurale.
E’ in preparazione il primo aumento di capitale di 20 milioni di euro, e sono iniziate le procedure per la selezione del top management. Per l’incarico di CEO della Mindbank si cercano dei “bank builders” (professionisti che hanno gia’ creato delle banche) con esperienza sul mercato romeno. L’attivita’ di ricerca dei top manager e’ coordinata da Michael Hadjipavlou, CEO Deloitte Grecia, consulente della ATE Bank, e a livello locale dalla casa di investimenti Capital Partners.
L’olandese Anthony Van der Heijden, ex presidente ING Bank Romania e Banca Tiriac, l’italiano Salvatore Candido, ex capo della rappresentanza di Bucarest della Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo ed un dirigente della Raiffeisen sarebbero gia’ stati contattati con offerte.
Salvatore Candido ha confermato per il quotidiano Ziarul Financiar di essere stato contattato da intermediari per conto di ATE Bank: “Posso dirvi che sto per lasciare le strutture BERS. Il banking e’ il mio business e la Romania e’ un mercato che conosco bene. Sono aperto a negoziare”.
Van der Heijden, 62 anni, e’, attualmente, direttore della societa’ di consulenza XYZ Partners. 12 anni fa’ costituiva ING Bank in Romania, che ha diretto fino nel 1999. Tra il 1999 ed il 2003 ha diretto Banca Tiriac.
Mindbank e’ tra le prime banche con capitale privato costituite in Romania dopo il 1990. Mindbank ha registrato nel 2005 un profitto netto inferiore a 2 milioni di euro e vanta attivi di 79,2 milioni di euro.

Gianluca Caccialupi dichiara che l’Enel e’ interessato, in Romania, in qualsiasi tipo di produzione di energia, a base di carbone, centrali eoliche o nucleari
L’Enel, recente acquirente di Electrica Muntenia Sud, la piu’ importante distribuzione di energia elettrica della Romania, intende prelevare delle capacita’ di produzione per creare un proprio portafoglio integrato sul mercato dell’energia.
L’Enel ha gia’ fatto due “mosse” sul mercato romeno dell’energia, con l’acquisto delle distribuzioni di energia elettrica Electrica Banat e Electrica Dobrogea, seguito dall’acquisto di Electrica Muntenia Sud, diventando il piu’ importante investitore sui mercati dell’energia, con investimenti di quasi 1 miliardo di euro.
Gianluca Caccialupi, direttore generale delle operazioni Enel in Romania spiega la necessita’ di ulteriori passi: “E’ molto importante avere anche capacita’ di produzione. Per essere un operatore capace, si deve essere integrati nell’intera catena di produzione – distribuzione – fornitura”. Oltre alla partecipazione al progetto dei reattori nucleari 3 e 4 della centrale di Cernavoda, Enel e’ interessato nell’intera catena di produzione di energia, a base di carbone, dai complessi energetici ma anche da fonti eoliche.
Enel investira’ 24 milioni di euro nella produzione di energia eolica in Romania
Enel intende sviluppare, nei prossimi 3 anni, un progetto di produzione di energia eolica nella regione Tulcea, con un investimento di 24 milioni di euro. La compagnia che amministrera’ la produzione di energia sara’ denominata Enel Wind. “In pochi anni diventeremo il piu’ importante produttore di energia eolica in Romania” dichiara Brunello Botte, presidente Enel Banat ed Enel Dobrogea, citato da Mediafax.
Attualmente, in Romania operano 5 produttori di energia da fonti rigenerabili, di cui tre utilizzano l’energia eolica: Ecoprod Energy Ploieşti, Ileximp Bistriţa e Pentium Satu-Mare.
Oltre a Enel, anche General Electric ed Iberdrola hanno espresso l’intenzione di investire in Romania in capacita’ di sfruttamento delle fonti non convenzionali.

2,3 miliardi di euro per bevande alcoliche
Calcolando il consumo di birra, vini ed alcolici forti, si stima che il mercato romeno delle bevande alcoliche arrivera’ nel 2006 a 2,3 miliardi di euro.
Leader per l’aumento ma anche per il consumo totale e’ la birra seguita dai vini e dagli alcolici forti.
74 litri di birra pro capite
L’Associazione dei Birrai della Romania, stima che nel 2006 il consumo aumentera’ di 16 milioni di ettolitri rispetto al 2005 ed il consumo pro capite arrivera’ a 74 litri. Nel primo semestre del 2006 il consumo e’ arrivato a 7,8 milioni di ettolitri (del 16% superiore a quello del periodo simile del 2005). Quindi, nel 2006, i romeni spenderanno circa 700.000 euro per la birra.
Vino per 400 milioni di euro
Rispetto al consumo di vino pro capite in Francia o Italia (mediamente 60 litri all’anno) i romeni bevono soltanto 27 litri all’anno, un valore medio tra i consumatori europei di vino.
I produttori stimano un consumo pro capite, all’anno, di circa 3 bottiglie da 0,75 litri e altrettante bottiglie da 2 litri. Si consumano circa 65 milioni di bottiglie da 0,75 litri e 80 milioni di bottiglie da 2 litri, informa il Patronato Nazionale del Vino e della Vite (PNVV), che ha preso in calcolo soltanto il vino imbottigliato e ha utilizzato un prezzo medio di 12 lei per la bottiglia da 0,75 liti e di 8 lei per quella da 2 litri.
Alcolici forti per 1,2 miliardi
Il patronato dei produttori romeni di alcolici GARANT stima che i romeni spenderanno nel 2006 circa 700 milioni di euro per alcolici forti. Sommato alla produzione e consumo di grappa nei nuclei famigliari rurali (circa 100-120 milioni di litri) , il valore totale supera 1 miliardo di euro.

Il 38% delle proprieta’ e l’83% dei terreni confiscati o nazionalizzati dal regime comunista sono stati restituiti
Fino al momento attuale, e’ stato risolto il 38% delle richieste di restituzione delle proprieta’ abusivamente confiscate, secondo i dati forniti dall’Autorita’ Nazionale per la Restituzione delle Proprieta’ (ANRP).
Per quanto riguarda il fondo fondiario, e’ gia stato risolto circa l’83% delle richieste di restituzione di terreni (510.000 richieste da un totale di 620.000 richieste inoltrate).

Il mercato delle costruzioni in Romania potrebbe arrivare a 10 miliardi di euro
Il mercato romeno delle costruzioni potrebbe arrivare a 10 miliardi di euro nel 2010 se continuera’ ad essere incentivato dall’aumento degli investimenti ma anche dall’aumento dei prezzi dei materiali di costruzioni, sostiene il rapporto Romanian Business Digest per settembre 2006, elaborato dall’Economist Intelligence Unit (EIU).
Secondo la stessa fonte, il mercato delle costruzioni in Romania era arrivato, nel 2005, ad un valore di circa 7,31 milioni di euro.
Rispetto al livello medio dei paesi UE, il consumo di cemento pro capite rimane basso in Romania: secondo il rapporto Economist Intelligence Unit, ammonta a soli 230 kg (in Grecia arriva a 1.019 kg, in Slovenia a 580 kg, e la media UE e’ di 1.124 kg pro capite).
Tra i piu’ importanti operatori sul mercato romeno dei materiali di costruzioni si annoverano, attualmente, la sussidiaria Lafarge, Holcim e Heidelberg Cement.
Per il periodo 2005-2008 la divisione di informazioni della pubblicazione The Economist stima una crescita del mercato romeno dei materiali di costruzioni di almeno il 5% all’anno.

Immobiliare
Il mercato dei terreni cambia direzione a Bucarest
Gli ultimi 2 anni hanno rappresentato una trasformazione fondamentale del mercato dei terreni, con il passaggio dalle transazioni speculative a quelle destinate a progetti immobiliari.
Secondo il direttore di Asco Properties, Vlad Sabaus, le soluzioni di sviluppo nella Capitale romena rimangono gli spazi disponibili dopo la chiusura dei complessi industriali fallimentari, i terreni attinenti ad edifici vecchi demolibili ed i partenariati pubblico-privato.
I prezzi dei terreni continueranno ad aumentare nei prossimi 12-18 mesi pero’ in un ritmo piu’ contenuto di quello registrato nel 2005, a causa della redditivita’ sempre piu’ bassa delle costruzioni rispetto ai prezzi alti dei terreni.
L’immobiliare romeno non segue i modelli europei
Il mercato residenziale, implicitamente i terreni, rimangono sotto l’effetto delle azioni del regime comunista di demolizione di numerosi quartieri di costruzioni interbelliche.
Nonostante le offerte consistenti, i quartieri agglomerati all’interno della citta’ non rappresentano un’alternativa valida ai complessi residenziali, i cui standard sono assolutamente superiori a quelli degli appartamenti vecchi.
Un’altra conseguenza del regime comunista e l’esistenza degli stabilimenti industriali sparpagliati all’interno della citta’, che stanno diventando un’alternativa di sviluppo.
Pero’, la piu’ percettibile caratteristica del fondo immobiliare romeno rimane la moltitudine di progetti non ultimati, rimasti in varie fasi di costruzione dopo il 1989.
Ed un fattore che si e’ sviluppato sempre di piu’ negli ultimi anni nell’immobiliare romeno e’ definito dalle retrocessioni, le cui conseguenze hanno portato allo spezzettamento del fondo agricolo.
Gli spazi industriali, principali soluzioni per lo sviluppo della Capitale romena
Tra le possibili soluzioni per lo sviluppo della Capitale, valorizzazione degli spazi industriali non piu’ utilizzati, demolizione degli edifici vecchi e partenariato pubblico-privato, l’ultimo e’ ancora poco sfruttato, poiche’ l’unico programma implementato con successo e’ stato quello di trasformare gli ex mercati agroalimentari in centri commerciali tipo mall.
L’offerta di terreni all’interno della citta’ e’ dominate, attualmente, dai lotti individuali, di dimensioni modeste (inferiori a 1.000 mq) che presentano, frequentemente lo svantaggio dei costi necessitate dalla demolizione degli edifici vecchi che sorgono su tali terreni.

La fiera Tecnica Internazionale di Bucarest, TIB 2006, aprira’ le porte il 3 ottobre a Romexpo
La 32-a edizione della fiera Tecnica Internazionale di Bucarest (TIB 2006) si svolgera nel periodo 3 – 7 ottombre, a Romexpo e riunira’ oltre 950 espositori, di cui 330 stranieri, da 25 paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Canada, Rep.Ceca, Svizzera, Federazione Russa, Franta, Germania, Israel, Italia, Giappone, Lussemburgo, Gran Bretagna, Repubblica Moldova, Montenegro, Olanda, Polonia, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Stati Uniti, Turchia, Ucraina ed Ungheria) su un’area complessiva di 47.000 mq (di cui 35.000 mq coperti e 12.000 mq all’esterno).
TIB 2006 ha una strutturazione settoriale: Energetica’ Ingegneria Elettrica, Automazioni, Comunicazioni e IT; Industriale, Ingegneria Auto; Servizi, Pubblicazioni, Media, Metallurgia e Saldature, Salone della Ricerca ”Inventika”, Pompe, Compressori, Armature, Pneumatica ed Idraulica, Chimica e Petrolchimica, Ingegneria Meccanica, Trasporti e Magazzinaggio, Ingranaggi e Trasmissioni meccaniche.
Nei giorni 3 e 4 ottobre, la TIB 2006 ospitera’ la sesta edizione del Forum Internazionale degli Investimenti “L’adesione all’Unione Europea – opportunita’ o costrizioni per gli investimenti diretti?” organizzato dalla Camera di Commercio ed Industria della Romania e Romexpo.
Da parte italiana il catalogo provvisorio della fiera annuncia la partecipazione di: CAMSER, ELI MACCHINE, ELIGRAF 81 SAS, SUFFRITI GIANNI SNC, TELCOMEC SRL, TELECON-FRENI SRL, BIV IMPIANTI SRL, CRIFI SRL, LOVATO ELECTRIC SPA, ASEA SRL, SEL, STEEL & GRAPHICS SRL, ARTEL, COMAP SRL, POLI SRL, RUBINETTERIA PARMESE DI SANTINI SERGIO E C., SALVATORE ROBUSCHI SRL, CHEMICAL MACHINING SPA, IMEAS SPA, B.GIOVANNINI SAS, TERMOVENTILTECNICA, TECNOMAGNETE SPA, SAF ITALIA, DONATI SOLLEVAMENTI SRL.

Informazioni di interesse pubblico ottenibili via e-mail
La Direzione Generale delle Finanze Pubbliche del Municipio Bucarest mette a disposizione del pubblico un indirizzo e-mail attraverso il quale gli interessati possono inviare una richiesta, completata sul modulo predisposto (allegato 1 della Norma Metodologica di applicazione della Legge n.544/2001), di richiesta di informazioni di interesse pubblico. L’indirizzo di e-mail e’ relatii.publice.Mb@mfinante.ro

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

le Ali del Leone

Carpatair – una scelta per gli imprenditori italiani

Il potenziale del mercato interno rumeno, ma anche del mercato italiano rappresenta uno dei fattori incoraggianti per la nostra compagnia aerea per lo sviluppo dei voli Italia-Romania e viceversa. Tenuto conto della frequenza delle corse, dellampia gamma di offerte per la destinazione Italia e, dellelevata qualità dei servizi Carpatair, siamo sicuri che i nostri voli saranno sempre più richiesti dagli imprenditori italiani presenti in Romania. In più, la nostra Call Center mette a vostra disposizione pacchetti speciali, corporativi, con le migliori offerte di prezzi e servizi aggiuntivi.
Nell’ambito della nostra strategia, Carpatair vola giornalmente verso 8 destinazioni italiane: Torino, Milano, Venezia, Verona, Bologna, Firenze, Ancona, Roma.
Indipendentemente dal punto di partenza dalla Romania verso lItalia, da Bucarest, Costanza, Bacau, Iasi, Suceava, Cluj, Sibiu, Oradea, Satu Mare, o da Tirgu Mures, Carpatair offre un servizio completo, i passeggeri per l’Italia si fermano per uno stop di durata ragionevole a Timisoara ove proseguiranno con l’imbarco per l’Italia. Durante il transito, i passeggeri della Business Class hanno libero acceso nel VIP Lounge di Timisoara. Presente sul mercato romeno fin dal 1999, Carpatair è la prima compagnia aerea regionale che opera corse regolari per i passeggeri verso l’Italia, Germania (Monaco, Stoccarda, Dusseldorf, Francoforte), Francia (Parigi), Ukraina (Leopoli) e Repubblica Moldova (Chisinau), secondo il principio HUB/SPOKE. Inoltre, la Carpatair opera voli giornalieri sulla tratta Cluj-Napoca – Budapest, con connessioni verso qualsiasi destinazione in Europa in collaborazione con la Malev Hungarian Airlines, La decisione della Carpatair di dotarsi nel 2005 di aerei da 105 posti e stato un conseguente naturale passo avanti della compagnia, che si doveva compiere come conseguenza dell’intenso sviluppo delle destinazioni aeree raggiunte e dell`ampliamento della flotta. Attualmente, la nostra compagnia possiede 17 aeronavi di cui: 3 Fokker 100, con una capacità di 105 posti, 11 Saab 2000 con una capacità di 50 posti e 2 Saab 340 con una capacità di 33 posti.
I passeggeri che salgono sulle aeronavi Carpatair possono apprezzare fin dal primo istante l’atmosfera intima dei nostri voli. Il nostro obiettivo è quello di rendere ogni volo un vero piacere per i nostri passeggeri.

Contatti Carpatair
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Newsletter n.38 / 2006

Possibile adesione della Romania all’UE senza clausole di salvaguardia. L’UE concedera’ alla Romania una tregua di 3 mesi
I fondi europei per l’agricoltura romena rischiano di essere dimezzati di un terzo al 1 aprile 2007, se la Romania non rispettera’ gli impegni assunti durante il processo di negoziazione dell’adesione all’UE. Per la prima volta, la Commissione Europea valutera’ la situazione della Romania in base ad un audit esterno. Nel Rapporto del 26 settembre, la Commissione insistera’ sulla finalizzazione del sistema di monitoraggio dei pagamenti per l’agricoltura
Nonostante la riduzione dei fondi per la Romania possa essere realizzata subito dopo il 1 gennaio 2007, quando le clausole di salvaguardia post adesione entrano in vigore, un documento citato da BBC indica che la Romania usufruira’ di una tregua di 3 mesi prima di essere sottoposta a tagli finanziari da parte dell’UE.
Rischio di riduzione di un terzo dei fondi per l’agricoltura
La principale zona sensibile per la Romania rimane l’agricoltura; la Commissione Europea richiede insistentemente la finalizzazione del sistema di monitoraggio dei pagamenti per l’agricoltura. I Commissari europei sono preoccupati perche’, se la Romania e Bulgaria non finalizzeranno i sistemi di monitoraggio dei pagamenti, l’aiuto finanziario dall’UE potrebbe essere pagato anche a produttori agricoli che non adempiono le condizioni per usufruire.
Poiche’ si tratta di fondi di centinaia di milioni di euro, il funzionamento del mercato interno dell’UE potrebbe essere danneggiato, il che giustifica, per la Commissione, l’introduzione di misure per la protezione del mercato interno. Nel periodo 2007-2009, la Romania dovrebbe ricevere 4,721 miliardi di euro, di cui 3,921 miliardi per i meccanismi della Politica Agricola Comune e lo sviluppo rurale e 0,8 miliardi di euro per progetti finanziati dai fondi strutturali. Secondo il Trattato di adesione, se i nuovi stati aderenti non si sottopongono alle norme europee, La Commissione puo’ ridurre i pagamenti di un quarto per un primo anno, con possibilita’ di estensione del periodo se i problemi non vengono risolti.
Altri campi nei quali la Commissione puo’ raccomandare l’applicazione di “misure adeguate”
La riduzione del 25% dei pagamenti e’ soltanto una delle “misure adeguate” che la Commissione raccomandera’ se la Romania non si adegua alle esigenze dell’UE.
Oltre l’agricoltura, la Romania sara’ monitorata, dopo l’adesione, anche per le riforme nella giustizia e la lotta contro la criminalita’ ad alto livello. In questi campi, se le riforme non avvengono in tempo, l’articolo 38 del Trattato di adesione prevede tra le probabili “misure adeguate” il mancato riconoscimento delle decisioni giudiziarie della Romania e Bulgaria negli altri paesi UE.
Il commissario UE per l’allargamento Olli Rehn insieme a quello per la giustizia, Franco Frattini, finalizzeranno anche il meccanismo di monitoraggio per le riforme in giustizia e lotta alla corruzione.
Il numero dei criteri chiari (“benchmarks”) ai quali la Romania e Bulgaria dovranno adempiere dopo l’adesione, per evitare le “misure adeguate”, verra’ pubblicato nella seconda meta’ di dicembre prossimo, secondo la dichiarazione di un alto ufficiale UE.

Avvertimenti da parte del FMI: il deficit di conto corrente potrebbe salire all’11% nel 2007
La Romania registrera’ una crescita economica del 5,5% nel 2006 e nel 2007, grazie all’alta richiesta interna, accompagnata pero’, da un aumento del deficit di conto corrente ad oltre l’11% del PIL, stima il Fondo Monetario Internazionale nel rapporto semestrale sulle prospettive dell’economia mondiale.
Il fattore principale che determina la forte crescita economica in Romania ma anche negli altri paesi in corso di sviluppo dell’Europa e’ la forte richiesta locale. Il FMI prevede che il deficit di conto corrente della Romania continuera’ il suo trend ascendente, dall’8,5% del Prodotto Interno Lordo nel 2004 al 10,9% del PIL nel 2006 e all’11,1% del PIL nel 2007. Il deficit di conto corrente della Romania aveva registrato il livello piu’ basso nel 2002, con il 3,3% del PIL.
Le autorita’ romene hanno programmato per il 2006 un deficit di conto corrente di circa il 9% del PIL. Dopo il primo semestre, il deficit di conto corrente era di 4,17 miliardi di euro, in aumento del 40,1% rispetto al saldo negativo del primo semestre 2005, ed il principale fattore di squilibrio rimane la bilancia commerciale.
Anche i crediti hanno un contributo
Gli alti deficit di conto corrente registrati dagli stati emergenti dell’Europa, inclusa la Romania, sono associati all’aumento rapido dei crediti e del consumo, alla crescita dei prezzi e, in alcuni casi, al forte apprezzamento del tasso di cambio delle monete nazionali in termini reali, frequentemente collegato alla flessibilita’ ridotta del tasso di cambio, considera il FMI.
Per quanto riguarda l’evoluzione del PIL, l’Istituto Nazionale di Statistica ha annunciate che la crescita economica nel secondo trimestre del 2006 e’ salita a 7,8%, rispetto a 6,9% nel primo trimestre, e quindi il ritmo di crescita del PIL nel primo semestre del 2006 e’ stata del 7,4%.
Le autorita’ romene avevano previsto inizialmente, per l’intero 2006, una crescita economica del 6%, rispetto al 4,1% nel 2005. La Commissione Nazionale di Previsioni ha annunciato recentemente che le stime potrebbero essere corrette al 6,7%, grazie all’andamento positivo nel primo semestre. Il premier Tăriceanu ed il presidente Băsescu hanno affermato ulteriormente che l’economia potrebbe crescere addirittura del 7% nel 2006. Nel 2004, la Romania aveva registrato una crescita dell’8,4% del PIL, che e’ rallentata al 4,1% nel 2005.
Il FMI anticipa che il tasso medio annuo dell’inflazione sara’ del 7,8% nel 2006 e scendera’ nel 2007 al 5,7% (dopo l’11,9% nel 2004 ed il 9% nel 2005). L’inflazione e’ scesa considerevolmente rispetto ai tassi registrati negli ultimi 18 anni. Nell’intervallo 1988-1997, l’aumento dei prezzi e’ stato, mediamente del 94%.
La forte richiesta locale negli stati in via di sviluppo e’ stata sostenuta, nel tempo, secondo il FMI, dal flusso netto sempre piu’ intenso dei capitali stranieri e dalla crescita rapida dei crediti.
L’Europa Orientale, vulnerabile
Il FMI considera che la regione degli stati emergenti dell’Europa e’ vulnerabile ai cambiamenti che si possono registrare sui mercati finanziari internazionali, perche’ conta molto sui depositi attratti dai non residenti. In questa zona, i flussi netti di capitale sono rappresentati sempre piu’ frequentemente da altre forme che gli investimenti stranieri diretti, come i prestiti concessi da banche degli stati sviluppati alle loro sussidiarie in questi paesi o dai crediti a breve termine. I paesi emergenti dell’Europa hanno attratto nel 2005 il piu’ alto volume di investimenti stranieri diretti netti, tra tutti gli stati in via di sviluppo del mondo.
La crescita del PIL in termini reali e’ stata di circa il 5% nell’intervallo 2001-2003. Ulteriormente, negli anni 2004-2005, la crescita economica media e’ stata di circa il 6,5%.

Il progetto di nuova legge sugli investimenti e’ sottoposto al dibattito pubblico per poter essere completato, inoltrato al Parlamento, promulgato ed applicato dal 1 gennaio 2007
Secondo il progetto, gli investitori avranno, dal 1 gennaio 200,7 una nuova normativa sugli investimenti in Romania, che sostituira’ la Legge N.332 del 2001 e sara’ conforme alla legislazione UE.
Il progetto legislativo offre trattamento uguale per tutti gli investimenti, stranieri e romeni e gli divide in 3 categorie :
• investimenti superiori ai 75 milioni di euro,
• investimenti tra 25 e 75 milioni di euro,
• investimenti tra 1 e 25 milioni di euro.
La legge prevede, inoltre, un periodo di transizione di 6 mesi per gli investitori che hanno iniziato la loro attivita’ durante il periodo di validita’ della precedente legge sugli investimenti.
Verra’, inoltre, messo a punto un sistema molto preciso di monitoraggio degli investimenti con rendicontazioni semestrali.
Entro 30 giorni la variante finale del progetto sara’ trasmessa ai ministeri ed al Consiglio della Concorrenza.
Secondo la nuova norma sugli investimenti, i progetti importanti riceveranno terreni da parte dello stato
Crediti a tassi di interesse agevolati, eventualmente garantiti dallo stato, collegamenti gratuiti alle utilita’, sovvenzioni di fino al 100% o cessione temporanea di proprieta’ immobiliari agli investitori, queste sono le principali facilitazioni previste dalla nuova legge degli investimenti, destinata ad incentivare sia i capitali stranieri che quelli locali.
Il progetto di normativa, consultabile sul sito del governo, prevede, anche, la sostituzione dell’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS) con una nuova entita’ che applichi trattamenti uguali agli investitori, indifferentemente dalle loro origini.
Dopo la loro finalizzazione, i progetti di investimenti dovranno funzionare per un periodo tra 5 e 15 anni per godere delle facilitazioni concesse dallo stato.

Gli investimenti stranieri diretti in Romania potrebbero arrivare a 10 miliardi di euro nel 2007
Gli investimenti straneri diretti potrebbero aumentare nel 2007 a 10 miliardi di euro, rispetto a 7 miliardi di euro nel 2006, dichiara Bogdan Pascu, ministro di stato per il coordinamento delle attivita’ nel campo dell’ambiente di affari e piccole e medie imprese. Secondo Pascu, gli investimenti stranieri diretti arriveranno a 7 miliardi di euro nel 2006, rispetto ai 5,2 miliardi di euro nel 2005.
Nel primo semestre del 2006, gli investimenti stranieri diretti sono ammontati, secondo i dati della Banca Nazionale della Romania, a 3,2 miliardi di euro, del 52% piu’ alti di quelli del primo semestre del 2005.

La compagnia che costruira’ i reattori 3 e 4 della Centrale nucleare di Cernavoda non avra’ alcun azionista di maggioranza
La compagnia che costruira’ i reattori 3 e 4 della centrale nucleare di Cernavoda avra’ un azionariato molteplice, senza alcun azionista di maggioranza, annuncia il Ministero dell’Economia e Commercio (MEC).
Il Governo ha approvato il memorandum proposto dal MEC per la struttura della compagnia. Per la realizzazione delle due unita’ si negoziera’ con i potenziali investitori la creazione di una societa’ commerciale, con piu’ azionisti, che funzionera’ come produttore indipendente di energia.
La messa in funzione dei reattori 3 e 4 permettera’ la produzione di 10,478 TWh all’anno. Il costo stimato dell’investimento e’ di 2,2 miliardi di euro. La durata di realizzazione e’ di 64 mesi per ogni reattore, e la durata di vita di un’unita’ e’ di 30 anni, con possibilita’ di proroga fino a 40 anni, secondo il MEC.
Sulla lista breve degli investitori rimarranno 4-5 compagnie
L’energia elettrica prodotta dai 2 reattori sara’ venduta a prezzi compresi tra 28,2 euro MWh e 32,5 euro MWh.
Il tasso di redditivita’ dell’investimento sara’ compreso tra il 9% e l’11%.
Il potere totale installato dei reattori 3 e 4 sara’ di 1.440 MW.
Lo stato romeno, tramite la Societa’ Nazionale Nuclearelectrica, amministratore dei reattori, contribuira’ al capitale sociale della nuova azienda con gli attivi esistenti ed assicurera’ i servizi di sfruttamento e manutenzione dei 2 reattori.
L’acqua pesante ed il combustibile nucleare saranno forniti da fonti locali.
Secondo rappresentanti Nuclearelectrica, la lista breve degli investitori che costituiranno la compagnia di progetto conterrebbe 4-5 grandi compagnie.
Per la tappa delle negoziazioni si erano qualificati: AES Corporation SUA, Alro Slatina, il consorzio TESS Conex-ASAM-Iasi, il consorzio Ansaldo Italia – AECL Canada, il consorzio Unit Investments Lussemburgo – Dogan Enerji Yatirimlari/Dogus Holding Turchia, Electrabel Belgio, Electrica Bucuresti, ENEL Italia, E.ON Energie Germania, Gabriel Resources Canada, Iberdrola Spagna, KHNP Repubblica Corea del Sud e RWE Power Germania.
La compagnia di progetto avra’ un capitale sociale iniziale di circa 650 milioni di euro, che rappresenta il 30% del valore totale stimato dell’investimento, di 2,2 miliardi di euro.
Gli investitori contribuiranno, ognuno, con almeno 50 milioni di euro, al capitale della compagnia di progetto. Il restante finanziamento sara’ coperto attraverso crediti, e quindi, una delle condizioni di eleggibilita’ e’ che i potenziali investitori siano quotati dalle agenzie di rating Moody’s, Standard & Poor’s o Fitch.
Gli investitori ricupereranno gli investimenti apportati nel progetto attraverso l’acquisto di energia elettrica ai costi di produzione.
La centrale di Cernavoda e’ stata progettata per 5 reattori con tecnologia canadese, del tipo CANDU, con potere installato do circa 700 MW ognuno.
Attualmente, la centrale funziona con un solo reattore, con un potere installato di circa 700 MW, che assicura il 10% del consumo nazionale di energia elettrica.
Il secondo reattore entrera’ in funzione a luglio 2007. Dopo la messa in funzione dell’unita’ N.2, la centrale di Cernavoda fornira’ circa il 18% della produzione nazionale di energia elettrica.

Comincia la corsa all’acquisto delle microidrocentrali
24 compagnie, tra cui E.ON Moldova, Romenergo e Luxten Lighting, sono interessate all’acquisto di alcune tra le 20 microidrocentrali messe in vendita da Hidroelectrica. Tra le aziende che hanno acquistato i quaderni di incarichi per la privatizzazione si annoverano, anche, Electromagnetica, Hidroconstructia, Sinus (Ungheria), Hydropol (Rep.Ceca), Technor Energy (Norvegia), Electrogrup Cluj, DMSA (Italia), FEN Energia (Italia), EGL Power Romania, Faur si Romair Consult.
Hidroelectrica intende vendere un gruppo di 20 microidrocentrali, di cui 10 sul fiume Suceava, 5 sul fiume Casin (regione Bacau), 3 sul fiume Iod (regione Mures) e 2 sul fiume Iuhod (regione Mures). I potenziali investitori devono aver operato nel campo energetico almeno 3 anni e vantare un giro di affari nel 2005, di almeno 5 milioni di euro.
La scadenza per la presentazione delle offerte e’ stata prorogate fino al 4 ottobre 2006, su richiesta delle compagnie interessate a partecipare alla gara.

Lo stipendio medio aumenta del 6,4% nel 2006
L’aumento reale dello stipendio medio sara’, nel 2006, del 6,4%, corrispondente ad uno stipendio mensile di 848 lei, ritmo che salira’ al 6,5% nel 2007 e al 7,9% nel 2008, per poi rallentare al 5,5% nel 2009 e 5,3% nel 2010, secondo le previsioni autunnali sulla proiezione dei principali indici macroeconomici nel periodo 2006-2010.
Il valore per il 2006 e’ leggermente superiore al livello stimato in primavera, quando la Commissione Nazionale di Previsioni (CNP) ha anticipato uno stipendio di 817 lei.
Lo stipendio medio netto e’ ammontato, nel mese di luglio 2006, a 842 lei, di 7 lei, rispettivamente dello 0,2%, piu’ alto di quello del mese precedente. Per il 2007, la CNP stima uno stipendio medio netto mensile di 948 lei, per il 2008 di 1.064 lei, per il 2009 di 1.162 lei e per il 2010 di 1.260 lei.

Nel 2005, il sistema bancario romeno e’ cresciuto del 54%
Nel 2005, il bilancio del sistema bancario romeno ha registrato una crescita del 54%. Nello stesso periodo, anche gli altri mercati bancari dell’Europa Centrale ed Orientale hanno registrato crescite record, indica un rapporto finanziario elaborato da Raiffeisen International. A differenza della Romania (+54%), l’Ungheria ha registrato il piu’ contenuto aumento della regione (+15%). Il bilancio totale delle banche dell’Europa Centrale ed Orientale e’ aumentato di circa un terzo.
Per la prima volta, il Rapporto per il settore bancario dell’Europa Centrale ed Orientale include previsioni a lungo termine sullo sviluppo del mercato bancario. Gli analisti prevedono un raddoppio degli attivi entro il 2009, da 846 miliardi di euro attualmente, ad oltre 1.700 miliardi di euro. Inoltre, per il 2014, gli analisti prevedono un volume totale del mercato di circa 3.700 miliardi di euro (corrispondente ad un tasso di crescita annuo medio di circa il 18%). Tale modello di previsione e’ fondato sul rapporto tra il PIL pro capite ed il grado di intermediazione finanziaria, misurato come percentuale degli attivi bancari nel PIL. Nel 2004, la forte crescita dei mercati bancari dell’Europa Centrale ed Orientale (+15%, fino a 645 miliardi di euro) e’ continuata, accelerandosi nel 2005. Il bilancio totale dell’”industria” bancaria e’ aumentato di circa il 31%, a 846 miliardi di euro nel 2005.
L’attivita’ di retail ha rappresentato, nel 2005, il motore della crescita del valore sul mercato bancario. I crediti concessi alle persone fisiche sono aumentati consistentemente, in determinati casi addirittura del 175% all’anno, come nel caso dell’Ucraina. Insieme all’Ucraina, la Russia ha registrato una crescita rapida (+111%) come anche il Belarus (+97%). Gli specialisti parlano di uno “slancio” dei paesi della CSI per quanto riguarda l’evoluzione del mercato bancario, piu’ importante di quello registrato nei paesi dell’Unione Europea. Gli analisti si attendono che il totale degli attivi bancari nella CSI superi quello dell’Europa Centrale nel corso del 2008.
Paragonando il livello dei crediti concessi alle persone fisiche con il PIL, nella zona euro questo rapporto e’ del 53%; nell’Europa Centrale e’ del 14,4%, nell’Europa Sud-Orientale e’ del 15% e scende a soli 5,7% nella Comunita’ degli Stati Indipendenti.
Anche i depositi delle persone fisiche hanno registrato aumenti: in Ucraina, i depositi sono aumentati del 113%, in Belarus del 64% ed in Russia cu 52%. Nell’Europa Centrale ed Orientale si intravede una nuova modalita’ di risparmio: i fondi di investimenti. Il totale dei fondi rispetto al PIL e’ aumentato dal 4,1% al 6,2% in Polonia e dal 5,3% al 8,4% in Slovacchia.
UniCredit rimane il piu’ grande gruppo bancario della regione, con attivi nell’Europa Centrale ed Orientale di 72,4 miliardi di euro, seguito dall’austriaca Erste Bank (48,7 miliardi di euro) e Raiffeisen International (41,7 miliardi di euro). Se si prendono in calcolo anche le banche locali, la banca russa Sberbank e’ leader della regione, con attivi totali di 73,8 miliardi di euro.
La rete di sportelli piu’ estesa (2.629 unita’) appartiene a Raiffeisen International, seguita da UniCredit, con 2.373 unita’ ed Erste Bank, con 1.668.

L’ARB calcola quanto spendono le banche a causa delle varie norme introdotte dalla BNR e del Ministero delle Finanze
L’Associazione Romena delle Banche (ARB) prepara uno studio sui costi dell’attivita’ bancaria sul mercato romeno nelle condizioni delle norme vigenti al momento attuale, nel quadro di un programma appoggiato dalla Banca Mondiale, ha dichiarato al quotidiano Ziarul Financiar Radu Ghetea, presidente ARB.
“Avremo una valutazione, argomentata, dei costi risultanti dall’applicazione delle numerose norme e leggi che impongono alle banche una serie di procedure non collegate direttamente all’attivita’ bancaria” ha spiegato Ghetea. L’ARB considera che tali studi permetteranno di meglio argomentare i punti di vista delle banche nel dialogo con la Banca Centrale ed il Ministero delle Finanze.
Poiche’ realizzano investimenti consistenti per l’allargamento ed ammodernamento delle proprie reti di sportelli, amplificati dai costi in aumento per la forza di lavoro, le banche percepiscono in maniera sempre piu’ pesante i costi amministrativi imposti specialmente dalla BNR.

Senza 5 milioni di euro non si potra’ piu’ creare una banca in Romania
La Banca Nazionale della Romania concedera’ l’autorizzazione per la costituzione di una nuova banca soltanto se l’istituto finanziario disporra’ di fondi propri o di un capitale sociale di almeno l’equivalente di 5 milioni di euro, prevede un progetto di legge sugli istituti di credito e l’adeguamento del capitale.
Il capitale sociale, compreso in caso di aumento dello stesso, dovra’ essere versato, integralmente ed in forma monetaria, al momento della sottoscrizione; non sono ammessi contributi in natura.
Lo stesso progetto di legge prevede che le azioni/quote sociali di un istituto di credito potranno essere soltanto nominative e daranno diritto ad un solo voto, e la direzione operativa dell’attivita’ sara’ assicurata da almeno due dirigenti. Secondo lo stesso disegno di legge, gli istituti di credito potranno essere costituiti esclusivamente sotto forma di persone giuridiche romene e potranno funzionare in una delle seguenti categorie: banche, organizzazioni cooperativistiche di credito, banche di risparmio e di crediti immobiliari, banche di crediti ipotecari ed istituti emittenti di moneta elettronica.
Il progetto di legge vieta a tutte le entita’ che non sono istituti di credito di svolgere attivita’ di accoglimento di depositi o altri fondi rimborsabili, attivita’ di emissione di moneta elettronica o attivita’ di gestione dei fondi provenienti dai contributi dei membri di gruppi di persone costituiti per accumulare fondi collettivi e concedere crediti/prestiti dai fondi accumulati per l’acquisto di beni e/o servizi dai loro membri.
Le disposizioni della norma verranno applicate agli istituti di credito, persone giuridiche romene, comprese le loro succursali all’estero nonche’ agli istituti di credito stranieri per la loro attivita’ svolta in Romania. La norma verra’, inoltre, applicata alle societa’ di servizi di investimenti finanziari e alle societa’ di amministrazione degli investimenti che amministrano portafogli individuali di investimenti. Secondo il documento, la Banca Nazionale della Romania e’ l’autorita’ competente per la regolamentazione, autorizzazione e sorveglianza prudenziale degli istituti di credito.

La Banca del Cipro sbarca in Romania
La Banca del Cipro entrera’ sul mercato della Romania entro la fine del 2006, informa Forbes. Secondo le informazioni fornite dai rappresentanti della Banca del Cipro, i servizi dell’istituto saranno orientati, prevalentemente, verso le piccole e medie imprese.

Aumento degli stipendi nel campo bancario nel 2006
Secondo i dati statistici pubblicati, dall’inizio del 2006, il personale bancario percepisce uno stipendio medio netto di 618 euro, due volte superiore allo stipendio medio netto a livello nazionale (240 euro).
Secondo i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica, nel mese di luglio 2006 la media degli stipendi netti nel settore bancario e’ stata di 691 euro, di quasi il 15% superiore alla media del mese di luglio 2005.
Nel settore bancario lavorano circa 61.000 dipendenti; il numero e’ aumentato di 5.500 nell’ultimo anno.

La Banca Italo-Romena mira all’aumento del 48% dei propri attivi. Nel primo semestre del 2006, la Banca Italo Romena ha concesso crediti per oltre 300 milioni di euro
Nei primi 6 mesi del 2006, il valore dei crediti concessi dalla Banca Italo Romena e’ aumentato di oltre il 50,2% rispetto al periodo simile del 2005, e ha rappresentato 308 milioni di euro. Anche i fondi diretti attratti dalla banca nel primo semestre del 2006 sono stati di circa il 24,5% superiori a quelli del primo semestre del 2005, e hanno rappresentato 198,7 milioni di euro.
Il profitto della banca e’ aumentato del 10,4%, fino a 3,1 milioni di euro (rispetto ai 2,8 milioni di euro alla fine di giugno 2005).
Dal 2005 opera anche la societa’ Italo Romena Leasing, specializzata in leasing immobiliare e strumentale.
La Banca Italo Romena ha, attualmente, 9 filiali in Romania, ed aprira’, a breve, altre 3 a Iasi, Alba Iulia e Bucarest.
La Banca Italo-Romena ha previsto, per la fine del 2006, un volume totale degli attivi di 550 milioni di euro (in aumento di circa il 48% rispetto al valore registrato alla fine del 2005), ed un profitto netto di 7 milioni di euro (rispetto a 6 milioni nel 2005).
Alla fine del primo semestre, la banca vantava attivi di 470 milioni di euro, in aumento del 23,5%.

Il settimanale economico Capital ha pubblicato l’elenco delle banche con quote di mercato inferiori all’1% alla fine del primo semestre del 2006
• OTP Bank – attivi di 1.390 milioni di lei (+585,6 milioni di lei rispetto alla fine del 2005); quota di mercato dello 0,96%
• Banca Italo-Romena – attivi di 1.380 milioni di lei (+86 milioni di lei); quota di mercato dello 0,95%
• Piraeus Bank – attivi di 1.190 milioni di lei (+62,5 milioni di lei); quota di mercato dello 0,82%
• Banca Carpatica – attivi di 1.170 milioni di lei (+245,3 milioni di lei); quota di mercato dello 0,81%
• Romexterra Bank – attivi di 1.090 milioni di lei (+36 milioni di lei): quota di mercato dello 0,75%
• Sanpaolo IMI – attivi di 885 milioni di lei (+143 milioni di lei); quota di mercato dello 0,61%
• ProCredit Bank – attivi di 630,4 milioni di lei (+150 milioni di lei); quota di mercato dello 0,43%
• Garanti Bank – attivi di 613 milioni di lei (+90 milioni di lei); quota di mercato dello 0,42%
• Anglo Romanian Bank – attivi di 557,8 milioni di lei (+94,4 milioni di lei); quota di mercato dello 0,38%
• Egnatia Bank – attivi di 486,1 milioni di lei (+104,5 milioni di lei); quota di mercato dello 0,33%
• Leumi Bank – attivi di 449,7 milioni di lei (-7,2 milioni di lei); quota di mercato dello 0,31%
• Emporiki Bank – attivi di 402,2 milioni di lei (+18,2 milioni di lei); quota di mercato dello 0,28%
• Libra Bank – attivi di 392,6 milioni di lei (+21 milioni di lei); quota di mercato dello 0,27%
• CR Firenze – Attivi di 291,9 milioni di lei (+81,4 milioni di lei); quota di mercato dello 0,20%
• Mindbank: attivi di 284,6 milioni di lei (-8,23 milioni di lei); quota di mercato dello 0,19%
• RIB – attivi di 248 milioni di lei (+28,7 milioni di lei); quota di mercato dello 0,17%
• Bloom Bank – attivi di 221,2 milioni di lei (+34,7 milioni di lei); quota di mercato dello 0,15%
• RBL – attivi di 214 milioni di lei (+174 milioni di lei); quota di mercato dello 0,14%
• Porsche Bank – attivi di 150,5 milioni di lei (+31,6 milioni di lei); quota di mercato dello 0,1%
• Banca di Roma – attivi di 142,4 milioni di lei (-22,9 milioni di lei)
• HVBL – attivi di 10,7 milioni di lei (al 31 marzo 2006)
• Nova Bank – attivi di 29 milioni di lei

Il nuovo Codice Fiscale avvicinera’ la Romania all’UE per quanto riguarda le tasse ed accise, pero’ abbassera’ il tenore di vita dei romeni
La nuova legislazione fiscale entrera’ in vigore dal 1 gennaio 2007. Anche le norme di applicazione del Codice Fiscale saranno finalizzate a meta’ ottobre per entrare in vigore dal 1 gennaio 2007.
Le principali modifiche riguardano l’IVA e le accise.
La nuova Legge del Codice Fiscale prevede l’implementazione di 15 direttive dell’UE, di cui due riguardano l’IVA.
Per quanto riguarda le accise, le piu’ importanti novita’ saranno le accise armonizzate per le sigarette, l’alcol e prodotti petroliferi.
Per la benzina, gasolio, energia e greggio, la Romania ha ottenuto una deroga dall’UE per raggiungere il livello minimo di accise nel 2010-2011.
Per l’alcol, il livello minimo stabilito dall’UE e’ di 550 euro/ettolitro, livello di molto inferiore a quello degli altri stati europei (es. Svezia con un livello 10 volte superiore).
Per le sigarette, il livello minimo stabilito dall’UE e’ di 64 euro per 1.000 sigarette e la Romania lo dovra’ raggiungere nel 2011, partendo dall’attuale livello di 34 euro.
Nel 2010, l’accisa per l’energia elettrica a scopo industriale arrivera’ a 1 euro/megawatt, mentre attualmente e’ di 39 eurocent.

La Compagnia Aeroporturi Bucuresti sara’ privatizzata
Gli aeroporti internazionali “Henri Coanda” e Baneasa di Bucarest si riuniranno in una compagnia denominata “Aeroporturi Bucuresti” che potra’ essere privatizzata.
La partecipazione di maggioranza nella futura societa’ verra’ conservata dallo stato, prevede un progetto di Decisione Governativa, elaborato dal Ministero dei Trasporti, Costruzioni e Turismo (MTCT).
Persone fisiche e giuridiche, romene e straniere, potranno diventare azionisti della Compagnia Nazionale Aeroporturi Bucuresti.
I due aeroporti che costituiranno la CNAB sono subordinati al MTCT, che detiene l’80% delle loro azioni, il restante 20% essendo controllato dal Fondo Proprietatea. Il processo di fusione e’ determinato dall’aumento del numero dei passeggeri e dalla necessita’ di introdurre determinate restrizioni di traffico per la protezione delle ambiente poiche’ l’Aeroporto di Baneasa e’ ubicato nei pressi di zone residenziali.

Anche la Compagnia Tarom potra’ essere acquistata da investitori stranieri
La compagnia Tarom potra’ essere acquistata e controllata anche da investitori stranieri, poiche’ secondo le modifiche apportate dal Governo al progetto di legge sull’argomento, le restrizioni applicate alle persone di cittadinanza straniera, nel processo di privatizzazione della compagnia aerea di bandiera sono state eliminate.
Il documento approvato dall’;esecutivo sara’ inviato al Parlamento.
L’esecutivo romeno non ha ancora deciso, quale sara’ la strategia di privatizzazione della TAROM e quando iniziera’ il processo.

Nuovo direttore dell’Agenzia di pagamenti per lo Sviluppo Rurale e Pesca (ex Sapard)
Laszlo Klarik Attila e’ il nuovo direttore generale dell’Agenzia di Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e Pesca (ex Sapard). Ha 38 anni ed e’ residente a Sfantu Gheorghe.
E’ stato direttore generale della Direzione Generale per lo Sviluppo della Capacita’ Amministrativa nel Ministero dell’Amministrazione ed Interni, specializzato nei meccanismi di funzionamento dei fondi europei. E’ laureato in geologia e specializzato in studi europei e di management dei progetti. Ha lavorato nell’amministrazione pubblica locale del Consiglio Regionale Covasna, e’ docente presso la Facolta’ di Scienze Politiche dell’Universita’ Babes-Bolyai, il Collegio di Amministrazione Pubblica Sf. Gheorghe e membro del team di progetto „L’europenizzazione delle strutture regionali dell’Europa Centrale ed Orientale. Ricerca comparativa sull’Ungheria, Polonia e Romania”. Dal 2000 e’ membro dell’Iniziativa Central-Europea, e dal 2004 e’ docente per il campo dell’amministrazione locale e politiche regionali nel programma Team Europe, della Delegazione della Commissione Europea in Romania.

Ambiente
Si chiede il blocco dell’apertura della miniera d’oro di Rosia Montana
L’eurodeputato socialista ungherese Gyula Hegyi ed i rappresentanti Greenpeace, hanno lanciato, durante una conferenza stampa al Parlamento europeo, un appello per il divieto di apertura della piu’ grande miniera d’oro a cielo aperto in Europa, a Rosia Montana. Il progetto della societa’ canadese, Gabriel Resources, utilizzera’ il cianuro per la separazione dell’oro dalle rocce grezze, distruggendo un ambiente unico, di grande valore ambientale e culturale (la zona conserva, infatti, uno dei piu’ antichi insediamenti umani della regione).
I numerosi oppositori locali al progetto delle miniere d’oro si sono ripetutamente rivolti all’Europa negli ultimi anni. Nello studio di impatto ambientale degli investitori non si esclude che grandi quantita’ di cianuro di potassio penetrino nel terreno, contaminando le acque, violando la direttiva UE sulle falde freatiche.

Cooperazione.agi.it informa:Cooperazione tra la Romania e la Regione Sicilia
Il 18 settembre 2006, il presidente della Regione Sicilia, Salvatore Cuffaro, ha ricevuto il principe Radu di Hohenzollern, rappresentante speciale del governo della Romania per la Cooperazione, l’integrazione e lo sviluppo sostenibile.
Gia’ da qualche anno Sicilia e Romania hanno avviato una serie di progetti di cooperazione decentrata e di gemellaggio istituzionale, finanziati dall’Unione europea. In particolare, la missione del principe Radu ha l’obiettivo di approfondire le relazioni ed i contatti tra le amministrazioni pubbliche e gli enti locali siciliani e romeni in campo culturale, accademico e della cooperazione economica.

Immobiliare
Baneasa Investments – Parco di affari di 160.000 mq
La societa’ Baneasa Investments annuncia l’inizio dei lavori del piu’ grande parco di affari non solo di Bucarest ma dell’intera Romania. Baneasa Business & Technology Park sara’ composto da 11 edifici con un’area totale di 160.000 mq di classe A+. I primi due edifici saranno ultimati e consegnati a settembre 2007. L’intero parco sara’ ultimato in cinque anni. “Stiamo gia’ negoziando l’affitto dei 14.000 mq dei primi due edifici e valutiamo che entro la fine dei lavori avremo gia’ affittato l’intera superficie disponibile. L’affitto medio e’ di 17 euro/mq” dichiara Nicoleta Radu, office leasing manager del BB&TP. Il parco tecnologico e di affari Baneasa e’ parte del piu’ ampio progetto romeno e sara’ realizzato nel nord della capitale su un terreno di 221 ettari. Nel quadro del progetto sono gia.’ In fase di costruzione 3.000 unita’ abitative (appartamenti, villette mono o plurifamigliari) un complesso commerciale, e sono gia’ aperti 200.000 mq di spazi commerciali.

Gli alberghi di 5 stelle operanti in Romania sono, attualmente:
Athenée Palace Hilton – Bucarest – (azionista di maggioranza George Copos)
Crowne Plaza Hotel – Bucarest – (azionista di maggioranza George Copos)
JW Marriott Grand Hotel – Bucarest – (azionisti Strabag, ONT Carpati, Fathi Taher)
InterContinental – Bucarest – (azionista di maggioranza Viorel Paunescu)
Howard Johnson Grand Plaza – Bucarest – (azionisti Gabriel Popoviciu e Radu Dimofte)
Casa Capsa – Bucarest – (proprietario Marian Bucur)
Persepolis Hotel (20 camere)
Rex – Mamaia – (proprietario Carmen Adamescu)
Palm Beach – Mamaia – (proprietario Chardel Maroun)
Hotel Mamaia – Mamaia – (azionista Minstero dei Trasporti)
Aro Palace – Brasov – (azionista SIF Transilvania)
Predeal Confort Suites (Predeal)
Opera Plaza – Cluj Napoca – (proprietario Calin Buzoianu)

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Sotto le Ali del Leone
“Sotto le Ali del Leone”

„Generali Asigurari” lancia l`assicurazione sulla vita di tipo unit – linked

Questo mese, la compagnia Generali Asigurari lancia un nuovo tipo d’assicurazione sulla vita basato sugli investimenti, lassicurazione GENerali Investment Unit Solution. I clienti Generali hanno a disposizione una paletta di strumenti dinvestimento, strutturata in tre fondi, con diversi grado di rischio, Confident, Armonie e Activ.

La differenza essenziale, fra i prodotti unit linked e le assicurazioni tradizionali, deriva dal modo in cui egestito il rischio dellinvestimento. Questi prodotti sono destinati a coloro che amano assumersi il rischio dellinvestimento e che cominciano ad orientarsi verso strumenti di risparmio piu sofisticati rispetto a quelli tradizionali (ad esempio, depositi bancari o titoli di stato).

GENerali Investment Unit Solution rappresenta unautentico piano dinvestimento personale che garantisce peroanche la protezione del cliente e della sua famiglia, nel caso in cui si producono avvenimenti imprevisti. La polizza di tipo unit – linked - GENerali Investment Unit Solution – offre ai propri clienti la possibilita di optare per il cambiamento della strategia dellinvestimento o di effettuare dei pagamenti aggiuntivi, indipendentemente da quelli scaglionati, previsti dal contratto d’assicurazione. In funzione dellopzione del cliente, la cui etanon deve superare i 75 anni compiuti entro la fine del contratto dassicurazione, la durata del contratto puovariare da cinque a trentanni.
Nel momento in cui la polizza assicurativa di tipo GENerali Investment Unit Solution volge alla fine, in funzione della sua scelta, al cliente viene versato il capitale maturato integralmente o sotto forma di pensione.
Sì puo` optare per un vitalizio temporario, garantito, o per un vitalizio suddiviso fra due coniugi.

Attraverso i tre fondi dinvestimento, la Generali Asigurari, offre ai propri clienti la possibilita dinvestire, il denaro sia a breve sia a lungo termine, il guadagno variando in funzione del grado di rischio e del rendimento desiderato. In tal modo, GENerali Investment Unit Solution – Confident si rivolge alle persone che non amano rischiare ma che desiderano un guadagno sicuro. GENerali Investment Unit Solution – Armonie e adatto alle persone che al rischio abbinano il rendimento, mentre GENerali Investment Unit Solution – Activ si rivolge a coloro che desiderano un alto guadagno e che sono disposti a rischiare, per ottenerlo.

A settembre di questanno sono stati lanciati i fondi dinvestimento Confident e Armonie, in RON.
Il primo e` composto in proporzione del 75%, da prodotti del mercato monetario e, del 25% da prodotti a reddito fisso, il secondo essendo costituito dal 75% di prodotti a reddito fisso e dal 25% d’azioni.

“Entro la fine di questanno, quando stimiamo che saranno conclusi ca. 1.000 contratti dassicurazioni unit linked, aggiungeremmo un altro fondo in RON, con investimenti con preponderanza in azioni”, ha dichiarato il Direttore Generale della Generali Asiguari, il Sig. Tudor Moldovan.
“Inoltre, la compagnia lanceraaltri tre fondi in moneta europea, nella prima parte dellanno 2007. I programmi d`investimento saranno pubblicati sia sul sito della compagnia, www.generali.ro, sia settimanalmente, su un quotidiano ad alto tiraggio” ha ancora dichiarato il Direttore Generale.

Lassicurazione unit – linked GENerali Investment Unit Solution puo essere completata da unassicurazione aggiuntiva per caso di morte provocata da un incidente, invalidita totale o permanente procurata in seguito ad un incidente, indennizzo giornaliero per ricovero in seguito ad un incidente, indennizzo giornaliero per immobilità temporaria a causa d’ingessatura, indennizzo per interventi chirurgici praticati in seguito ad un incidente, indennizzi per malattie gravi.
Coloro che desiderano chiudere una polizza GENerali Investment Unit Solution, lo possono fare rivolgendosi ad un agente assicurativo di una delle sessantanove, fra agenzie e punti di lavoro della nostra compagnia.

Generali Asigurari eparte del gruppo internazionale Generali, uno dei piu vecchi gruppi assicurativi del mondo. Con uninterruzzine durante il periodo comunista, la compagnia e presente sul mercato romeno dal 1835. Nel 2005, Generali Asigurari ha rapportato una cifra d`affari di 108.5 milioni RON.

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011062 Bucarest
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Newsletter n.37 / 2006

Il Fondo Monetario Internazionale avverte sull’aumento della vulnerabilita’ estera della Romania
Il Fondo Monetario Internazionale ha preparato, per l’incontro dei ministri delle finanze del G7 a Singapore, un rapporto che avverte sull’aumento della vulnerabilita’ estera della Romania, Bulgaria ed Ungheria, informa Financial Times.
FMI asserisce che l’assenza di disciplina fiscale, nel caso dell’Ungheria e l’aumento rapido dei crediti per il settore privato, nel caso della Romania e Bulgaria hanno generato l’aumento dei deficit di conto corrente e dei debiti esteri dei tre paesi.
Secondo Financial Times, il rapporto sulla vulnerabilita’ dei tre paesi illustra le preoccupazioni globali per il deterioramento dei deficit di conto corrente.
Ad aprile 2006, il Fondo Monetario Internazionale aveva aumentato significativamente le stime per il 2006 sul deficit di conto corrente per ognuno dei 3 paesi. Il FMI stima che nel 2006 il deficit di conto corrente dell’Ungheria sara’ del 9,1% del Prodotto Interno Lordo, quello della Bulgaria del 12,4% del PIL e quello della Romania del 10,9% del PIL.
Le autorita’ romene stimano per il 2006 un deficit di conto corrente di circa il 9% del PIL.
Secondo i dati resi pubblici dalla Banca Centrale, nel 2005 il deficit di conto corrente della Romania ha superato 6,8 miliardi di euro, in aumento del 35,1% rispetto al 2004. Nel primo semestre del 2006, il deficit di conto corrente e’ salito a 4,170 miliardi di euro, piu’ alto del 40,2% rispetto al primo semestre del 2005, principalmente a causa dell’aumento del deficit della bilancia commerciale.

Nuovi rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale in Romania
Il Fondo Monetario Internazionale ha nominato Juan Jose Fernandez-Ansola, di cittadinanza argentina, il 4 settembre 2006, come rappresentante residente a Bucarest, con funzioni, anche, di coordinatore dell’attivita’ dell’ufficio FMI di Sofia. Fernandez-Ansola lavora al FMI dal 1991 ed e’ stato, nel periodo 1999-2006, capo della missione FMI in Bosnia-Herzegovina, Rep.Ceca, Slovacchia e Slovenia.
I rapporti tra la Romania ed il FMI si svolgono, attualmente, in base a consultazioni, dopo che l’ultimo accordo stand-by e’ scaduto formalmente nel mese di luglio 2006. Precedentemente il FMI aveva criticato la politica di bilancio delle autorita’ romene ed aveva richiesto misure per l’aumento degli introiti e diminuzione delle spese per ridurre il deficit di bilancio.
Anche l’Ufficio della Banca Mondiale in Romania ha un nuovo dirigente, dopo la conclusione del mandato di Owaise Saadat il 30 giugno 2006. Al suo posto e’ stato nominato il francese Benoit Blarel. Seth ha partecipato a Bucarest, insieme a Blarel, alla presentazione del rapporto della Banca Mondiale sull’ambiente di affari “Doing Business 2007”. Blarel prelevera’ il suo mandato in Romania fra circa un mese. Attualmente lavora presso la sede BM di Washington, dove dirige un dipartimento per i progetti di ambiente, sviluppo sociale ed agricoltura.

Le stime Economist Intelligence Unit sulla Romania indicano investimenti record nel 2006 ed una crescita economica del 5,2%
Secondo EIU, il volume record di investimenti stranieri attratti nel periodo 2004-2006 ha piazzato la Romania tra i primi 25 stati del mondo. Per il solo 2006, le stime indicano che la Romania si piazzera’ tra i primi 23 stati nel mondo con maggiori investimenti esteri.
Gli investimenti stranieri diretti (IDE) in Romania registreranno un valore record di circa 8,9 miliardi di dollari nel 2006, pero’ diminuiranno in maniera scaglionata a meno della meta’ entro la fine del decennio, indica un rapporto pubblicato da Economist Intelligence Unit.
EIU stima, inoltre, per il 2006, una crescita economica del 5,2% ed un valore nominale del Prodotto Interno Lordo di 113,5 miliardi di dollari, che arrivera’ a 165,2 miliardi di dollari nel 2010.
Gli analisti Economist Intelligence Unit stimano che nel 2006 gli investimenti stranieri saranno del 12,6% superiori a quelli del 2005, ma scenderanno a 8 miliardi di dollari nel 2007, 5 miliardi nel 2008, 4,5 miliardi nel 2009 e 4,3 miliardi nel 2010.
Tale tendenza si iscrive nel trend constatato in tutti i paesi dell’Europa orientale che si sono integrati nell’Unione Europea registrando una diminuzione degli investimenti stranieri diretti, compensata dall’aumento della competitivita’, dalla stabilita’ del mercato interno e dal miglioramento dell’immagine esterna, indica lo studio.
Il peso specifico degli investimenti stranieri nel Prodotto Interno Lordo (PIL) sara’ del 7,8% nel 2006 e scendera’ gradualmente fino al 2,6% nel 2010. Nel periodo 2006-2010, la Romania attirera’ annualmente, un flusso medio di IDE di 6,1 miliardi di dollari, equivalente allo 0,48% del totale a livello mondiale, piazzandosi al 30-o posto tra gli 82 paesi analizzati, nel top mondiale degli investimenti stranieri.
Sempre nell’intervallo 2006-2010, gli IDE pro capite piazzeranno la Romania al 38-o posto in una classifica globale (con 285 dollari), mentre per il peso specifico degli investimenti nel PIL, la Romania occupera’ il 17-o posto, con il 4,75%.
Il PIL pro capite, a parita’ di potere di acquisto, sara’ nel 2006 di 9.254 dollari, dell’8,6% superiore al livello registrato nel 2005. Il valore del PIL pro capite salira’ a 10.094 dollari nel 2007 e 12.494 nel 2010.
Tutte le stime EIU sono, in genere, piu’ pessimistiche di quelle delle autorita’ romene.
Per quanto riguarda gli indici di attrattiva’ dell’ambiente di affari, nell’intervallo 2006-2010 rispetto al 2001-2005, la Romania occupa il 47-o posto, rispetto al 52-o nel periodo precedente. Il punteggio della Romania, di 6,58 punti, e’ inferiore alla media degli 82 stati inclusi nello studio (6,79 punti).
A livello globale, EIU stima che il volume degli Investimenti Diretti Stranieri sara’ nel 2006 di circa 1.200 miliardi di dollari, del 22% superiore al livello del 2005. Nei prossimi 4 anni, la tendenza sara’ di un aumento moderato, fino a 1.407,3 miliardi di dollari nel 2010.
Nell’Europa Sud-Orientale, gli investimenti arriveranno nel 2006 a 77,6 miliardi di dollari, rispetto ai 74,3 miliardi di dollari nel 2004; la crescita sara’ dovuta, in gran parte agli investimenti effettuati in Romania e Serbia. Per quanto riguarda gli stati che hanno aderito all’UE nel 2004, gli investimenti registreranno un aumento significativo nel 2007, quando sara’ finalizzata una serie di privatizzazioni importanti, mentre nell’intervallo 2008-2010 si ridurranno a circa 23 miliardi di dollari all’anno.
Secondo le stime EIU, gli Stati Uniti continueranno ad essere il principale target per gli IDE, attirando nell’intervallo 2006-2010 circa un quarto del totale degli investimenti stranieri diretti a livello mondiale.
Anche gli altri paesi sviluppati avranno una consistente “fetta” di IDE, e a loro si aggiungeranno gli stati emergenti in continua espansione (Cina, Brasile, Messico, Russia ed India).
L’Unione Europea rimarra’ il piu’ importante investitore diretto.
EIU emette, inoltre, previsioni negative sull’evoluzione della popolazione della Romania, che scendera’ da 21,6 milioni di abitanti nel 2006 a 21,5 milioni entro la fine del decennio.

Coface migliora il rating della Romania
L’agenzia francese di rating Coface ha migliorato il rating paese concesso alla Romania, da B a A4, ha annunciate il direttore generale Jerome Cazes: „La Romania ha registrato progressi dal punto di vista degli investimenti stranieri, e Coface potrebbe concedere al paese, fra qualche mese, il rating A3“.
Varujan Vosganian, presidente della Commissione Bilancio, Finanze e Banche del Senato, considera che „la Romania avrebbe gia’ dovuto ricevere il rating A3, se si prendono in considerazione gli ostacoli che il paese ha superato negli ultimi anni“ e sottolinea che l’obiettivo dell’attuale governo e’ stato quello di diminuire i rischi attraverso la crescita economica, con i limiti imposti dalla necessita di rispettare il target dell’inflazione prestabilito. Vosganian riconosce, pero’, che „continuano ad esistere delle vulnerabilita’ di natura fiscale, collegate all’agricoltura, al sistema di assicurazioni sociali e alla competitivita’ esterna“.

Deflazione dello 0,07% nel mese di agosto 2006. Tasso medio mensile dell’inflazione dello 0,3% nei primi 8 mesi del 2006
Secondo un comunicato dell’Istituto Nazionale di Statistica, il tasso medio mensile dell’inflazione nei primi 8 mesi del 2006 e’ stato dello 0,3%, rispetto allo 0,6% nel periodo simile del 2005.
Nel mese di agosto 2006 i prezzi al consumo sono diminuiti rispetto a luglio dello 0,07%. A tale diminuzione hanno contribuito i generi alimentari dello -0,33%. Sono aumentati i prezzi delle uova e delle grappe e sono diminuiti i prezzi della frutta fresca (-14,7%), legumi e conserve di legumi (-11,4%) e zucchero (-1,4%). Sono aumentati i prezzi dei generi non alimentari dello 0,3%, di cui per il tabacco e sigarette dell’1,2% e per i combustibili dello 0,7%. Sono diminuiti leggermente i prezzi delle autovetture, pezzi di ricambio auto, frigoriferi/congelatori e medicinali. Le tariffe per i servizi sono aumentate dello 0,7%, di cui le tariffe telefoniche dell’1,8%, gli affitti dell’1,3%, le tariffe per acqua, canalizzazione e nettezza urbana dello cu 0,9%.
E’ per la prima volta negli ultimi 16 anni che si registra un tasso negativo dell’inflazione.
Il tasso dell’inflazione per i primi 8 mesi del 2006 e’ del 2,71%, molto vicino al target preannunciato dalla Banca Centrale e dal Governo (4-5%).

Il Prodotto Interno Lordo della Romania e’ aumentato nel secondo trimestre del 2006 del 7,8%
L’economia romena e’ cresciuta nel primo semestre del 2006 del 7,4% rispetto al periodo simile del 2005, informa l’Istituto Nazionale di Statistica. Il valore stimato del PIL per i primi 6 mesi del 2006 e’ stato di 136,908 miliardi di lei. Nel secondo trimestre, il valore del PIL e’ aumentato del 7,8%.
L’evoluzione dell’economia e’ stata sostenuta principalmente dall’aumento dell’attivita’ nell’industria, nelle costruzioni e nei servizi. L’agricoltura ha avuto un contributo ridotto alla formazione del PIL, registrando una diminuzione dello 0,4%.
La produzione industriale e’ aumentata, nei primi 7 mesi del 2006, del 7,1%, registrando nel mese di luglio una crescita del 9,8%. Per l’intero 2006, gli ufficiali INS stimano una crescita del PIL di circa il 7%, di un percento superiore alle stime iniziali delle autorita’ romene.
I servizi, meta’ del PIL
L’aumento del PIL e’ stato determinato, in maniera significativa, dall’aumento del volume di attivita’ e, di conseguenza, del valore aggiunto lordo nell’industria (+6,5%), nelle costruzioni (+16,5%) e nei servizi (+7,2%), il cui contributo al prodotto interno lordo e’ stato dell’83,4%, secondo l’INS. Il peso specifico dei servizi e’ arrivato a circa il 51,3%, e quello dell’industria a circa il 27%. L’agricoltura ha avuto un peso specifico del 3,8% nel PIL.
Il valore aggiunto lordo e’ aumentato del 7,1%, a 119,296 miliardi di lei, e le imposte nette sul prodotto sono aumentate del 9,6%, a 17,612 miliardi di lei. Le imposte nette rappresentano la differenza tra le imposte sul prodotto, incassate (sotto forma di IVA, accise, altre imposte sul prodotto) e le sovvenzioni sul prodotto pagate dal bilancio consolidato.
Pericolo per la deflazione
In funzione delle categorie di utilizzo del PIL, si osserva la conservazione di un aumento significativo del consumo della popolazione. Il consumo finale dei nuclei famigliari e’ aumentato dell’11,8% nel periodo gennaio-giugno 2006, con un aumento del 21,5% del volume di vendite al dettaglio mentre il consumo dell’amministrazione pubblica e’ aumentato del 2,4%.
Nel rapporto trimestrale sull’inflazione, la Banca Centrale fa riferimento all’aumento del consumo come fonte di inflazione. Se la crescita economica avviene in base all’aumento del consumo della popolazione, cio’ puo’ minacciare il target stabilito per il tasso dell’inflazione.
La produzione industriale ha accelerato il suo ritmo di crescita
La produzione industriale e’ aumentata del 9,7% nel mese di luglio, rispetto alla diminuzione di oltre il 7% nel mese di luglio 2005. L’evoluzione della produzione industriale e’ migliorata significativamente dopo i ritmi bassi della prima parte del 2006. Nel mese di aprile 2006, la crescita della produzione industriale e’ rallentata allo 0,5%, rispetto al 7,8% nell’aprile 2005, e la crescita per il primo quadrimestre era diminuita dal 5,9% al 3,5%. Nel periodo gennaio-luglio 2006, il giro di affari totale della aziende con attivita’ prevalentemente industriale e’ aumentato in termini reali del 5,6%. Nel mese di luglio 2006, rispetto a luglio 2005, il giro di affari totale e’ aumentato del 5,3%.
Previsioni ottimistiche
Dopo le stime ufficiali per il 2006 di una crescita economica del 6%, l’evoluzione positiva del PIL nel primo semestre ha determinato delle modifiche. “La crescita economica nel 2006 potrebbe superare il 7%, se continua la tendenza del primo semestre”, crede il presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica, Vergil Voineagu.

I prestiti concessi dalla Banca Mondiale alla Romania superano 5 miliardi di dollari
Tra il 1990 ed il momento attuale, la Banca Mondiale ha concesso alla Romania prestiti per oltre 5 miliardi di dollari.
Il Consiglio dei Direttori Esecutivi della Banca Mondiale ha approvato per la Romania un nuovo prestito di 29,6 milioni di euro (37,7 milioni di dollari) per il progetto riguardante il Controllo dell’influenza aviaria e la capacita’ di preparazione e reazione ad un eventuale pandemia umana. Il progetto proposto e’ stato elaborato nel quadro del Programma globale sul controllo dell’influenza aviaria e della capacita’ di preparazione e di reazione alla pandemia umana (GPAI), approvato dal Consiglio dei Direttori Esecutivi il 12 gennaio 2006, per prestiti a favore dei programmi nazionali.

Dopo l’adesione all’Unione Europea, la Romania ricevera’ 4,9 miliardi di euro per l’allestimento delle strade
La Romania ricevera’, dopo l’integrazione nell’UE, 4,9 miliardi di euro per investimenti nelle infrastrutture dei trasporti, ammontare che rappresenta il 18,5% dei fondi concessi alla Romania dall’UE nel periodo 2007–2013. A tale ammontare, la Romania stessa contribuira’ con 0,9 miliardi di euro, di cofinanziamenti da parte dello stato romeno. I fondi concessi dall’UE coprono sia il finanziamento dei progetti di investimenti nel periodo 2007-2013, che anche il finanziamento della preparazione dei progetti che verranno realizzati nel periodo 2014-2020. I fondi saranno gestiti dal Ministero dei Trasporti, che e’ l’Autorita’ di Management per il Programma Operativo Settoriale dei Trasporti, per le autostrade, strade europee e nazionali, aeroporti, ferrovie, porti nazionali e regionali facenti parte dalla rete trans-europea di trasporti.

7,1 miliardi di euro per le zone rurali
L’adesione significa per la Romania, oltre agli obblighi di rispettare ed implementare norme e regolamentazioni europee, anche un’infusione di capitale europeo. Circa 7,1 miliardi di euro del Fondo Europeo per lo Sviluppo Rurale verranno investiti nei primi 7 anni dopo l’adesione della Romania all’UE nello sviluppo del suo ambiente rurale.
Il ministro dell’Agricoltura, Gheorghe Flutur, spiega che i fondi europei saranno investiti in 4 direzioni di sviluppo, e l’ammontare attinente al primo anno dopo l’adesione e’ di circa 698 milioni di euro. Nel 2007, entreranno in funzione 17 misure di sviluppo rurale, alcune simili a quelle finanziate attraverso il programma SAPARD, ed altre nuove.
Una linea di finanziamento sara’ dedicata all’ASSE 1 di sviluppo, concentrata sulla creazione ed ammodernamento di unita’ agricole, lavorazione dei prodotti agricoli, appoggio ai gruppi di produttori, infrastrutture rurali, assistenza agli agricoltori. Per tutto cio’ verra’ destinato circa il 50% dei fondi totali per il periodo 2007-2013.
Circa il 25% dei fondi per 2007-2013 verranno destinati all’ASSE 2 di sviluppo, cioe’ la protezione dell’ambiente. Verranno finanziati progetti collegati all’agricoltura ecologica, all’appoggio alle unita’ agricole delle zone con handicap naturali (zone montane), ma anche a progetti di rimboschimento dei terreni agricoli e dei terreni degradati.
L’ASSE 3 di sviluppo, per la quale verra’ destinato circa il 22,5% dei fondi, riguarda lo sviluppo rurale, attraverso la creazione di microimprese nell’ambiente rurale (circa 30.000, secondo le stime, nei primi 7 anni dopo l’adesione). Verranno, inoltre, finanziate le attivita’ di promozione dell’agriturismo e dell’artigianato, la ristrutturazione dei villaggi e la protezione del patrimonio culturale dell’ambiente rurale romeno.
Infine, all’ASSE 4 di sviluppo sara’ dedicato circa il 2,5% dei fondi per il 2007-2013 per finanziare gli investimenti nelle risorse umane nell’ambiente rurale.

Nei primi 8 mesi del 2006, sono stati registrati 956 milioni di dollari di investimenti con impatto significativo nell’economia romena
Gli investimenti diretti con valori di oltre 1 milione di dollari sono aumentati del 25% nei primi 8 mesi del 2006, rispetto al periodo simile dell’anno precedente, ed hanno rappresentato 956 milioni di dollari, secondo i dati rilasciati dall’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri.
Nel mese di agosto 2006, gli investimenti sono ammontati a 150 milioni di dollari, 11 volte superiori a quelli di agosto 2005. I progetti del tipo greenfield hanno avuto il peso specifico piu’ importante, nel mese di agosto 2006, con oltre 104 milioni di dollari. Vodafone ha annunciate investimenti di 30 milioni di dollari per il miglioramento della capacita’ di trasmissione voce e dati. La compagnia spagnola Bamesa ha annunciato investimenti di 19 milioni di dollari in uno stabilimento per la produzione di metalli ferrosi, e la societa’ cinese F&J l’inizio della costruzione di uno stabilimento per la produzione di sigarette a Buzau, con investimenti di circa 15 milioni di dollari.
6,1 miliardi di dollari in 5 anni
Il numero totale di progetti di investimenti diretti con impatto significativo nell’economia nel periodo ottobre 2001 – agosto 2006 e’ di 516, con un valore di 6,1 miliardi di dollari. Gli investimenti diretti realizzati da compagnie straniere rappresenta quasi il 70% del totale (4,3 miliardi di dollari). Entro la fine di agosto 2006 sono stati finalizzati 313 progetti di investimenti delle compagnie straniere con un valore totale di oltre 2,5 miliardi di dollari.

Il capitale sociale nelle societa’ con partecipazione straniera, 2,5 volte inferiore
Il valore degli investimenti stranieri come contributo al capitale sociale delle aziende registrate in Romania ammontava alla fine dei primi 7 mesi del 2006 a 691,8 milioni di euro, livello quasi 2,5 volte inferiore a quello registrato nel periodo simile del 2005, di 1,7 miliardi di euro, secondo i dati del Registro del Commercio. Il numero di societa’ neo costituite con partecipazione straniera di capitale e’ stato, nei primi 7 mesi del 2006, di 1025 rispetto a 997 nel periodo simile del 2005 secondo l’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC).
Nel mese di luglio 2006, il valore degli investimenti stranieri registrati e’ stato di 79 milioni di euro, livello nettamente inferiore a quello registrato nel periodo simile del 2005, di 817 milioni di euro.

Il governatore della Banca Centrale Mugur Isarescu sottolinea che “gli investimenti italiani in Romania sono al primo posto per il volume”
Mugur Isarescu, governatore della Banca Nazionale della Romania (BNR) ha dichiarato che gli investimenti italiani in Romania si piazzano al primo posto per il volume, e nel settore bancario occupano un posto di prim’ordine dal punto di vista della qualita’. ”Gli investitori italiani sono stati i primi occidentali che hanno manifestato interesse per la Romania. Negli ultimi anni, gli investimenti italiani nel paese sono saliti al primo posto per il volume. Anche se arrivati piu’ tardi, gli investimenti italiani nel settore bancario registrano una dinamica sostenuta e si piazzano ad uno dei primi posti, specialmente sotto l’aspetto della qualita’” ha specificato Mugur Isarescu.
Secondo la classifica per nazioni degli investimenti stranieri registrati fino alla fine di giugno 2006, l’Italia e’ il paese con il piu’ grande numero di societa’ con partecipazione di capitale, operanti in Romania (20.128, di cui per la maggior parte piccole e medie imprese). Nel contempo, con investimenti di 779.492.400 euro, l’Italia si piazza al quinto posto tra i paesi investitori in Romania.

La Romania piazzata al 95-o posto nel mondo per la liberta’ economica
La Romania si piazzava nel 2004 al 95-o posto nel mondo per quanto riguarda la liberta’ economica (dopo la Bulgaria piazzata al 68-o posto), secondo il rapporto Economic Freedom of the World (EFW) per il 2006, elaborato dall’istituto canadese di ricerche economiche Fraser Institute.
Tra i paesi est europei, i meglio piazzati sono: Estonia (12-o posto) ed Ungheria (20-o posto).
Il rapporto, che ha analizzato 130 stati non fornisce dati per il 2005 e 2006.
Secondo il rapporto, la Romania e’ salita di un posto rispetto all’anno precedente, per quanto riguarda la liberta’ economica, mentre nel 1995 occupava il 118-o posto nel mondo in tale capitolo.
I primi posti nel 2004 erano occupati da Hong Kong e Singapore, e gli ultimi da Zimbabwe, Congo e Guinea-Bissau.
Per l’elaborazione della graduatoria sono stati analizzati fattori come la dimensione dell’esecutivo (il consumo governativo, trasferimenti e sovvenzioni, aziende di stato e sovvenzioni, imposte), struttura legale e sicurezza dei diritti di proprieta’, l’accesso a capitali stabili, la liberta di interscambio con l’estero, la regolamentazione dei crediti, il mercato del lavoro e l’ambiente di affari.
Alla realizzazione della graduatoria, Fraser Institute ha collaborato con istituti locali, di cui in Romania con Think Tank, istituto indipendente di ricerche creato nel 2003.

La Romania tra gli ultimi paesi della regione in funzione del Prodotto Interno Lordo pro capite
La Romania si piazzera’, nel 2006, al 12-o posto tra i 16 stati dell’Europa Orientale per il valore del Prodotto Interno Lordo pro capite, calcolato a parita’ di potere di acquisto, dopo la Bulgaria, secondo uno studio elaborato da Economist Intelligence Unit (EIU), divisione del gruppo The Economist.
Il PIL pro capite, a parita’ di potere di acquisto, sara’, nel 2006, in Romania, di 9.254 dollari (7.216 euro), dell’8,6% oltre il livello registrato nel 2005.
Il valore del PIL pro capite continuera’ ad aumentare, salendo a 10.094 dollari nel 2007 e 12.494 dollari nel 2010.

L’evoluzione dell’industria romena di perfezionamento attivo (Lohn): da “sarti dell’Europa” a produttori di pezzi per automezzi
Il peso specifico del perfezionamento attivo del settore dei capi di abbigliamento e dei mobili, nelle esportazioni totali della Romania, diminuisce continuamente. Questi settori vengono sostituiti dall’esportazione di navi, autoveicoli e pezzi auto, ma anche da macchinari ed apparecchi e loro parti.
I dati forniti dal Dipartimento di Commercio Estero indicano che le esportazioni di navi sono aumentate nei primi 7 mesi del 2006 di oltre l’80% rispetto al periodo simile del 2005, e le esportazioni di autoveicoli e pezzi auto di quasi il 70% (in valori netti, circa 373 milioni di euro).
In quasi tutte le citta’ della parte occidentale del paese sono apparsi piccoli stabilimenti, con investimenti contenuti o attraverso la conversione delle capacita’ produttive gia’ esistenti, che fabbricano parti per l’industria auto, per un gran numero di marchi conosciuti del settore.

HVB Tiriac Bank e’ la quarta banca in Romania
In seguito alla fusione tra HVB Bank e Banca Tiriac, HVB Tiriac Bank e’ diventata la quarta banca in Romania, con una quota di mercato del 6,4%. Si prepara la fusione della HVB Tiriac Bank con UniCredit, che fara’ salire la banca risultante al terzo posto nel sistema bancario romeno, con una quota dell’8%. Attualmente, il terzo posto e’ occupato da Raiffeisen, il secondo da BRD e leader rimane BCR, prelevata recentemente da Erste Bank.
La nuova banca ha 550.000 de clienti, di cui oltre 500.000 sono persone fisiche. Il numero dei dipendenti e’ 1680, di cui 500 provenienti da HVB.

La fusione tra UniCredit Romania e HVB Tiriac Bank entro meta’ del 2007
Il mese prossimo comincia la fusione tra UniCredit Romania e HVB Tirac Bank, che verra’ finalizzata entro la prima meta’ del 2007.
Dan Pascariu, attualmente presidente HVB Tiriac Bank, diventera’ presidente del consiglio d’amministrazione della nuova banca, e Rasvan Radu, attualmente presidente esecutivo UniCredit Romania, diventera’ presidente esecutivo della nuova banca.
Dalla fusione risultera’ la terza grande banca della Romania con attivi di oltre 3,3 miliardi di euro, con una quota di mercato di circa l’8%, con 132 sportelli ed oltre 600.000 clienti.

“Sul mercato bancario romeno rimarranno soltanto 5-7 banche universali”
“Nei prossimi anni, il mercato finanziario bancario in Romania sara’ concentrato in non piu’ di 7 banche universali” stima Patrick Gelin, presidente BRD – Groupe Societe Generale. “Le altre banche saranno presenti soltanto con prodotti di nicchia. La durata del processo di selezione dipendera’ dalla misura in cui le banche accetteranno di avere una quota di mercato ridotta, pero’ sara’ comunque inferiore ai 10 anni” afferma Gelin sottolineando che prospettive reali di sviluppo hanno le banche con attuali quote di mercato di oltre il 5%.
Attualmente sul mercato bancario romeno operano 38 istituti di credito e Gelin crede che gli istituti stranieri che hanno acquistato piccole banche in Romania sceglieranno di concentrarsi su settori di nicchia.

Il verdetto dell’audit KPMG sulla Cassa di Risparmio CEC: utili piu’ bassi, provvigioni piu’ alte di quanto calcolato dalla stessa CEC
Si e’ consumata un’ulteriore tappa nel processo di privatizzazione della Cassa di Risparmio CEC. KPMG ha finalizzato l’audit limitato sui risultati finanziari del primo semestre del 2006 della CEC, documento approvato dal Consiglio d’Amministrazione della banca e consegnato alla commissione di privatizzazione.
Secondo i criteri degli standard internazionali di analisi finanziaria (IFRS), il livello delle provvigioni e’ di 60.000 RON superiore ai calcoli della stessa CEC e gli utili di 20 milioni piu’ bassi, ha ammesso il presidente CEC, Eugen Radulescu.
National Bank of Greece e OTP presenteranno delle offerte finanziarie migliorate entro il 10 ottobre 2006, nuova scadenza stabilita dalla commissione di privatizzazione della CEC.

Oltre 8 milioni di card bancari
Nel mese di luglio 2006, i card bancari, validi, in circolazione in Romania erano 8.346.688, in aumento del 28% rispetto a giugno 2005. Nell’ultimo anno, l’aumento medio mensile del numero dei card e’ stato di circa 154.000 unita’, del 45.000 superiore alla crescita media mensile nel periodo luglio 2004 – 2005.

Dal 2007 saranno applicate imposte drastiche per i terreni agricoli non sfruttati
I proprietari che non sfruttano i terreni agricoli pagheranno, a partire dal 2007, un imposta „consistente“, il cui valore aumentera’ progressivamente ogni anno, annuncia il ministro dell’agricoltura, Gheorghe Flutur.
Il ministro spiega che l’introduzione di tale imposta era necessaria perche’ in Romania esistono zone vaste di terreni che non vengono lavorati.
Flutur ha aggiunto che e’ stato elaborato il progetto di Legge per il credito di investimenti nell’agricoltura a lungo termine (fino a 10 anni), prevalentemente per la zootecnia. Un grant sara’ concesso per un periodo di 10 anni, la durata del finanziamento da parte del Governo, e gli agricoltori ricupereranno i fondi in funzione degli investimenti effettuati nel campo della zootecnia.

Importazioni di prodotti agro alimentati per 1,3 miliardi di euro
Le importazioni romene di prodotti agro alimentari hanno superato, alla fine di luglio 2006, 1,341 miliardi di euro, di oltre 27,3% superiori al volume registrato nel periodo simile del 2005. Nel contempo, le esportazioni romene di prodotti agro alimentari hanno registrato una crescita di circa il 16,1% rispetto ai primi 7 mesi del 2005, con un valore di soli 352,8 milioni di euro.
Il principale prodotto importato rimane la carne suina, (107.400 tonnellate, per un valore di 167,1 milioni di euro), seguita dalle importazioni di sigarette e tabacco, zucchero, agrumi e banane.
L’Unione Europea si e’ riconfermata, nei primi 7 mesi del 2006, come principale partner nell’interscambio commerciale con prodotti agro alimentari della Romania. Le esportazioni romene di prodotti agro alimentari verso i paesi UE hanno rappresentato il 60% del totale esportato (212,4 milioni di euro).
17,9 milioni di euro, esportazioni di bevande e tabacco
Le esportazioni romene di bevande alcoliche, non alcoliche e tabacco grezzo e lavorato sono aumentate nel primo semestre del 2006, del 17,8% rispetto al periodo simile del 2005 e hanno rappresentato 17,9 milioni di euro, secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica.
Le esportazioni di bevande hanno rappresentato 14,1 milioni di euro nel periodo gennaio-giugno 2006, dello 0,5% superiori al periodo simile del 2005. Le esportazioni di bevande verso i paesi UE sono ammontate a 6,9 milioni di euro.
Le esportazioni di tabacco sono aumentate del 221,4%, fino a 3,8 milioni di euro, di cui verso l’UE per 1,5 milioni di euro.
Nel contempo la Romania ha importato bevande e tabacco per 182,6 milioni di euro nel primo semestre del 2006, in aumento del 31,5% rispetto al periodo simile del 2005.

L’agricoltura rischia di perdere lo start dell’adesione
Le autorita’ romene responsabili per il settore dell’Agricoltura negano la possibilita’ che l’UE attivi clausole di salvaguardia per tale campo dopo l’adesione, il che escluderebbe la Romania da determinate politiche UE. Nel contempo, alcune dichiarazioni dei rappresentanti della Commissione Europea, asseriscono che tale rischio e’ reale e si potrebbe tradurre nella perdita del 20% dei fondi concessi per l’agricoltura ed in limitazioni significative all’esportazione romena di prodotti agro alimentari. Giorgio Ficcarelli, capo dipartimento di coordinamento dell’assistenza di preadesione della Delegazione della Commissione Europea a Bucarest, dichiarava che l’eventuale perdita del 20% dei fondi dipendera’ dal Rapporto paese del 26 settembre 2006. In tale documento gli ufficiali europei possono raccomandare l’adesione della Romania nel 2007, secondo il calendario previsto, con attivazione di alcune clausole settoriali in alternativa con il posticipo dell’adesione di 1 anno.

Lo stock degli spazi per uffici a Bucarest supera 1 milione di mq
La superficie totale degli immobili per uffici a Bucarest ha superato 1 milione di mq, dopo l’ultimazione di una serie di progetti nel primo semestre del 2006, asserisce uno studio elaborato dalla compagnia immobiliare CB Richard Ellis (CBRE).
Lo stock e’ aumentato di 207.000 mq, di cui un terzo sono spazi per uffici di classe A. La superficie destinata agli uffici consegnata nel primo semestre del 2006 e’ stata del 41% superiore a quella finalizzata nel 2005 (146.000 mq). La piu’ attiva zona e’ stata quella del nord della capitale (circa 85.000 mq). Si tratta di 36 immobili, di cui i piu’ importanti sono America House, Bucharest Corporate Center, Construdava Business Center e Buzesti Office Building. I quattro immobili, con un’area totale di 67.000 mq, rappresentano il 44% dello stock di nuovi uffici di 151.000 mq.
Anche la richiesta di spazi per uffici e’ aumentata nel primo semestre del 2006. Il totale degli spazi acquistati ammonta a 183.000 mq, di cui 83.000 mq spazi pre-affittati, programmati ad essere occupati fino all’inizio del 2007.
Il livello medio degli affitti non ha registrato modifiche significative negli ultimi 6 mesi, specifica CBRE. Gli affitti per gli uffici di classe A si sono conservati a 18,5-19 euro/mq mensili ed in alcuni casi sono arrivati a 20-21 euro/mq mensili.

Aumento degli affitti per gli spazi commerciali a Bucarest
Il mercato degli spazi commerciali di Bucarest e’ aumentato nel primo semestre del 2006 di circa 55.000 mq, arrivando a quasi 580.000 mq, e gli affitti sono aumentati mediamente del 20%, indica lo studio della compagnia immobiliare CBRE.
Gli affitti piu’ alti sono stati registrati per gli spazi commerciali stradali (tra 90 e 130 euro/ mq mensili) mentre gli affitti negli spazi dei grandi centri commerciali (mal)l sono rimasti a 60-80 euro/mq mensili, arrivando pero’ anche a 120 euro/mq mensili per gli spazi inferiori ai 50 mq.
L’interesse in aumento manifestato dalle banche e dagli operatori di telefonia mobile per le zone secondarie e periferiche ha generato una crescita rapida degli affitti, del 25-30%, per gli spazi ubicati nelle zone ad alta densita’.
Nel contempo, nelle zone ultracentrali, i prezzi arrivano ai livelli delle capitali occidentali e la mancanza acuta di spazi in queste zone accentua la tendenza di crescita, anche perche’ fino alla fine del 2006 gli specialisti CBRE anticipano che non saranno ultimati piu’ di 45.000 mq di spazi commerciali nella capitale.

A Bucarest nell’ultimo anno i prezzi dei terreni sono aumentati del 50%
Anche i prezzi dei terreni a Bucarest sono aumentati del 50% nell’ultimo anno, come conseguenza della richiesta in aumento in concomitanza con la diminuzione del numero di aree disponibili. Si osserva, inoltre, che la richiesta di terreni ha registrato una trasformazione importante, passando dalle transazioni speculative a quelle destinate ai progetti immobiliari.
Nonostante la disponibilita’ di aree consistenti, come conseguenza della trasformazione delle ex zone industriali in terreni edificabili, la richiesta supera ancora di molto l’offerta.
I prezzi nelle zone centrali e nel nord della Capitale, sono aumentati del 25-75% e anche di piu’ negli ultimi 12 mesi, arrivando addirittura a 2.500-3.000 euro/mq, in determinate zone.
Inoltre, i prezzi dei terreni adatti a progetti commerciali all’interno della citta’ sono arrivati attualmente a 250-600 euro/mq. Per le ex piattaforme industriali all’interno di Bucarest, i prezzi sono saliti fino a 200-600 euro/mq, e per le abitazioni di lusso si arriva a prezzi di 1.500-2.500 euro/mq costruito, nelle zone centrali e nel nord della capitale.

Nel periodo 21-24 settembre 2006, 190 aziende partecipano alle mostre internazionali Modexpo 2006 e Cosmetic Beauty Hair 2006 a Bucarest
90 espositori dei settori tessile, capi di abbigliamento e pelletteria partecipano alla decima edizione della Mostra Internazionale Modexpo, nel recinto Romexpo di Bucarest, nel periodo 21-24 settembre su circa 8.000 mq. Dei 90 partecipanti, 72 sono romeni e 18 sono espositori dall’Austria, Bulgaria, India, Italia e Gran Bretagna.
Nello stesso periodo, si svolge, sempre a Romexpo, la dodicesima edizione della Mostra Internazionale di Prodotti Cosmetici Cosmetic Beauty Hair, con la partecipazione di 100 espositori di cui 91 romeni.

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Guida della settimana
House of Guides la lanciato l’edizione 2006 della Guida finanziaria bancaria della Romania
La casa editrice House of Guides ha lanciato l’edizione 2006 della Guida finanziaria bancaria della Romania. La Guida e’ disponibile nelle librerie al prezzo di 15.50 RON oppure puo’ essere ordinata a House of Guides, CP 123, OP 33, tel 317.91.31. Su internet, e’ disponibile nella libreria virtuale www.Libraria-Noi.ro, nella categoria “libro della settimana”.

Newsletter n.36 / 2006

L’UE accetta la Romania con tutti i suoi “difetti” attuali
Un ufficiale della Commissione Europea ha dichiarato al quotidiano Financial Times che la Romania e Bulgaria aderiranno all’UE il 1 gennaio 2007, pero’ saranno sottoposte a delle clausole di omento attuale, di cui la maggior parte materializzate nella perdita di finanziamenti salvaguardia post adesione piu’ severe di quelle invocate dalla Commissione fino al meuropei.
La Commissione Europea raccomandera’, nel Rapporto sulla Romania e Bulgaria che rendera’ pubblico il 26 settembre 2006, che i due paesi aderiscano all’UE all’inizio del 2007.
L’ufficiale europeo ha spiegato che le riforme nei due stati potranno essere meglio sorvegliate se gli stessi faranno parte delle strutture europee. Un posticipo potrebbe scoraggiare le autorita’ dei due paesi a continuare le riforme: “Crediamo che la via migliore sia quella di lavorare con i due paesi sotto la pressione delle clausole post adesione. Questa e’ una strategia migliore del posticipo dell’adesione”.
In ogni modo, un posticipo potrebbe essere deciso soltanto per il 2008, ed in 1 anno per la Romania e Bulgaria sarebbe piu’ difficile raggiungere, fuori dall’Unione, gli standard necessari all’integrazione. Inoltre, il posticipo dell’adesione creerebbe complicazioni procedurali difficilmente sostenibili per le istituzioni europee che si sono preparate, dal punto di vista istituzionale e legislative, per l’assimilazione dei due stati a partire dal 1 gennaio 2007.
Clausole di salvaguardia post adesione
Non si tratta di un’innovazione ad hoc della Commissione, poiche’ esse sono presenti in tutti i Trattati di adesione dei nuovi membri, come una delle tre modalita’ attraverso le quali le istituzioni europee possono controllare le riforme nei paesi in processo di adesione.
Le tre vie di controllo previste dai Trattati di adesione sono: il posticipo dell’adesione, l’applicazione di clausole di salvaguardia post adesione e monitoraggio permanente, post adesione, dell’applicazione della legislazione comunitaria. Le clausole di salvaguardia post adesione avrebbero potuto, quindi, essere applicate anche ai 10 stati che hanno aderito all’UE nell’ondata precedente, pero’ l’allargamento massiccio di allora non ha permesso invocare tali clausole. Nel caso della Romania e Bulgaria, l’ulteriore allargamento si produce su un fondo di “affaticamento” a livello delle istituzioni europee e degli stati membri rispetto all’assimilazione di nuovi membri, il che rende necessaria una piu’ alta severita’.
Tre tipi di clausole di salvaguardia post adesione
Le clausole di salvaguardia post adesione possono essere invocate per 3 anni dopo l’adesione e sono divise in 3 campi: economia, mercato interno e giustizia-sicurezza-liberta’.
Riguardo all’economia, le clausole prevedono le modalita’ in cui gli stati gia’ membri possono proteggere le proprie economie contro la propagazione degli squilibri dei nuovi aderenti. Un esempio semplice e’ il blocco delle importazioni di determinati tipi di prodotti di provenienza est-europea. Tale tipo di clausole hanno la minor probabilita’ di essere invocate.
Le clausole riguardanti il mercato interno possono variare da forme blande (pressioni esercitate attraverso la pubblicazione dei risultati ottenuti nelle attivita’ sul mercato interno) fino a forme piu’ dure (convocazione dello stato davanti alla Corte Europea di Giustizia o blocco dei fondi ed altri tipi di penalita’).
Clausole che possono essere applicate alla Romania e Bulgaria
Secondo il Rapporto della Commissione Europea di maggio 2006, ognuno dei due stati doveva ancora finalizzare le riforme in alcuni settori chiave, segnati con “cartellini rossi.”
Per la Romania, si trattava di settori-chiave: accreditamento di alcune agenzie di pagamenti, in fase operative, per l’amministrazione dei pagamenti diretti agli agricoltori, organizzazione di un sistema di amministrazione e controllo integrato nell’agricoltura, organizzazione di un sistema facilitato di raccolta e trattamento dei rifiuti di origine animale secondo l’acquis comunitario, creazione di sistemi IT di amministrazione delle tasse, atti ad inter-operare con quelli del resto dell’UE, per la raccolta corretta dell’IVA sul mercato.
Quindi, per la Romania potrebbero essere applicate clausole post adesione riguardo all’economia e al mercato interno. Per esempio, se non vengono create le strutture necessarie all’assimilazione corretta dei fondi europei, la Commissione puo’ richiedere l’interruzione dell’erogazione dei fondi per l’agricoltura, dei fondi strutturali o di coesione.
Se non vengono create le facilitazioni necessarie a conservare l’igiene nell’agricoltura, l’accesso dei prodotti romeni sul mercato potrebbe essere bloccato.
Infine, se non vengono creati sistemi idonei di raccolta delle tasse, la Commissione potrebbe imporre la conservazione dei controlli finanziari alla frontiera tra la Romania e gli altri stati UE.
Un ulteriore strumento di controllo post adesione
Le clausole di salvaguardia post adesione possono essere considerate un’ultima soluzione per la Commissione nell’esercitazione del controllo sui nuovi membri, pero’ esiste un’ulteriore misura, che puo’ diventare – associata alle clausole di salvaguardia – uno strumento coercitivo molto efficace. Si tratta delle disposizioni del Trattato dell’Unione Europea che stabiliscono sanzioni per gli stati membri che non rispettano le norme europee. Gli articoli 6 e 7 del Trattato UE prevedono metodi attraverso i quali la Commissione puo’ imporre sanzioni e penalita’, fino alla sospensione dei diritti di voto nel Consiglio.

Il Rapporto della Banca Mondiale 2007 piazza la Romania al secondo posto per quanto riguarda le misure intraprese a favore dell’ambiente di affari
Il rapporto „Doing Business 2007- How to Reform”, della Banca Mondiale, piazza la Romania al secondo posto, dopo la Georgia, tra i paesi che hanno adottato i piu’ numerosi cambiamenti destinati a facilitare lo svolgimento degli affari.
Il rapporto analizza soltanto le economie che hanno modificato radicalmente il quadro dell’ambiente di affari e, quindi, paesi che si sono qualificati tra i “riformatori” (23 paesi).
I primi 10 paesi riformatori sono, in ordine, Georgia, Romania, Messico, Cina, Peru’, Francia, Croazia, Guatemala, Ghana e Tanzania.
Rispetto al precedente monitoraggio (2004), quando si piazzava al 71-o posto, la Romania era gia’ salita nella valutazione 2005-2006 al 49-o posto per le facilitazioni nell’iniziare o svolgere affari.
Secondo il rapporto „Doing Business 2007- How to Reform” della Banca Mondiale ed International Finance Corporation, i punti positivi della Romania sono:
• La modifica della legislazione sul fallimento per accelerare il processo ed aumentare il potere dei creditori
• La riduzione del numero dei documenti richiesti per l’inizio di un’attivita’ e la semplificazione della loro presentazione, con la creazione dell’Ufficio unico, abbreviando anche i tempi;
• accesso elettronico, per i notai, alla verifica del regime della proprieta’, abbreviando i tempi;
• piu’ informazioni riguardo ai crediti ed ai pagamenti effettuati alle regolari scadenze.
• misure destinate a ridurre la corruzione nel regime delle tasse. Riduzione del numero delle tasse ed eliminazione delle eccezioni.
• Semplificazione delle procedure per l’ottenimento delle autorizzazioni di costruzione.
• Introduzione di nuove procedure doganali, rendendo fluido il traffico di merci e contribuendo allo sviluppo del commercio.
• La riforma della legislazione sulla forza di lavoro, incoraggiando l’assunzione dei giovani al primo impiego.
Secondo lo stesso Rapporto, i punti deboli della Romania rimangono ancora:

  • Il grande numero dei contributi dovuti ed il fatto che si devono pagare separatamente.
  • L’esecuzione in giustizia dei contratti commerciali con procedure farraginose e che impiegano molto tempo.

Economist intelligence Unit: Gli investimenti stranieri in Romania dimezzeranno entro il 2010
Nonostante gli investimenti stranieri diretti (IDE) in Romania registreranno un valore record nel 2006, nei prossimi 4 anni diminuiranno a meno della meta’ del livello di quest’anno, secondo un rapporto pubblicato dall’Economist Intelligence Unit (EIU). Gli analisti britannici stimano per il 2006 investimenti stranieri in Romania di 8,9 miliardi di dollari, del 12,6% superiori al livello del 2005.
Investimenti consistenti nel 2006 grazie alla privatizzazione della BCR e della Cassa di risparmio CEC
Nel 2007, gli investimenti stranieri diminuiranno a 8 miliardi di dollari e nel 2008 a 5 miliardi di dollari. La tendenza decrescente continuera’ e gli IDE ammonteranno a 4,5 miliardi di dollari nel 2009 e 4,3 miliardi di dollari nel 2010, indica lo studio.
Le autorita’ romene hanno previsto per il 2006 investimenti stranieri diretti di 6,2 miliardi di euro, ammontare che non comprende le privatizzazioni BCR e CEC. Per la partecipazione detenuta nella BCR lo stato incassera’ 2,2 miliardi di euro, e la finalizzazione della transazione e’ prevista per il 21 settembre. Fonti bancarie, citate da Mediafax, hanno dichiarato che, nella tappa delle offerte impegnative per CEC, NBG avrebbe offerto oltre 500 milioni di euro e OTP oltre 450 milioni di euro.
Gli analisti EIU avvertono, nello stesso studio, che se nel 2006 il peso specifico degli IDE nel Prodotto Interno Lordo sara’ del 7,8%, nel 2010 diminuira’ al 2,6%. Nel periodo 2006-2010, la Romania attirera’ annualmente, un flusso medio di IDE di 6,1 miliardi di dollari, equivalente allo 0,48% del totale mondiale, piazzandosi al 30-o posto tra 82 paesi nel top mondiale degli investimenti attratti. Il valore degli investimenti attratti dalla Romania e’ simile a quello del Sud Africa. Nell’Europa Centrale ed Orientale, la Romania occupera’ nell’intervallo menzionato il 3-o posto, dopo la Russia e Polonia.
Le autorita’ romene sono troppo ottimiste
L’EIU stima per la Romania, nel 2006, una crescita economica del 5,2%, oltre il livello del 4,5% annunciato nel mese di marzo, ed un valore nominale del PIL di 113,5 miliardi di dollari, che salira’ a 165,2 miliardi di dollari nel 2010.
Nel contempo, la Commissione Nazionale di Previsioni sostiene che la crescita economica nel 2006 potrebbe arrivare al 6,5-6,7%, mentre il presidente Traian Basescu ed il premier Calin Popescu Tariceanu anticipano che il PIL aumentera’ addirittura del 7% nel 2006.
I romeni investiranno di piu’ all’estero
Gli investimenti dei romeni all’estero saranno di 100 milioni di dollari nel 2006, ammontare simile a quello del 2005 e 2004. Secondo EIU gli investimenti romeni all’estero raddoppieranno nel 2007 e saliranno a 300 milioni di dollari nel 2010. Per quanto riguarda gli indici di attrattiva dell’ambiente di affari, nell’intervallo 2006-2010 rispetto a 2001-2005, la Romania si piazza al 47-o posto, rispetto al 52-o nel periodo anteriore. Il punteggio accordato alla Romania, e’ di 6,58 punti, inferiore alla media degli 82 stati compresi nello studio (6,79 punti).

Possibili dazi doganali per le importazioni di tecnologie anche per gli investimenti superiori a 1 milione di dollari
Un progetto di ordinanza governativa, elaborato dal Ministero delle Finanze prevede che le aziende che effettuano importazioni di tecnologie superiori ad 1 milione di dollari non beneficeranno piu’ dell’esonero dal pagamento dei dazi doganali dopo l’adesione della Romania all’UE.
Secondo il Ministero delle Finanze, gli esoneri creerebbero distorsioni concorrenziali, svantaggiando le piccolo e medie aziende, che non hanno la capacita’ di effettuare investimenti di tali dimensioni. Le facilitazioni menzionate sono concesse, attualmente, dalla Legge N.332/2001 per la promozione degli investimenti con impatto significativo nell’economia (superiori ad 1 milione di dollari).
Dal momento dell’integrazione nell’UE, la Romania potra’ concedere esclusivamente facilitazioni fiscali permesse dalle norme comunitarie. Le regolamentazioni europee permettono allo stato di aiutare le aziende in difficolta’, che necessitano fondi per realizzare un processo di ristrutturazione oppure le aziende intenzionate ad investire nella protezione dell’ambiente, nella formazione professionale dei dipendenti o in varie attivita’ di ricerca-sviluppo.

ARIS riorganizzata dopo che la Legge sugli investimenti verra’ modificata
L’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS) verra’ riorganizzata a partire dal 2007, dopo la modifica della normativa sugli investimenti, che assicurera’ un trattamento uguale per gli investitori romeni e stranieri e la concessione di aiuti di stato per le compagnie private, dichiara il vice premier Bogdan Pascu. “A breve, il progetto di legge sara’ pubblicato, per consultazione pubblica, sul sito del Governo, e la normative dovra’ essere adottata dal Parlamento in modo che possa entrare in vigore a gennaio 2007” spiega il vice premier.
La nuova legge offrira’ un periodo di transizione per gli investitori che entrano sotto l’incidenza della Legge N.322/2001 per gli investimenti con impatto nell’economia.

Nei primi 7 mesi del 2006, il deficit commerciale della Romania ha superato 7 miliardi di euro
Il deficit commerciale FOB/CIF della Romania e’ ammontato, nei primi 7 mesi del 2006, ad oltre 7 miliardi di euro. Tale valore significa un aumento del 41% rispetto al periodo simile del 2005, quando il deficit FOB/CIF e’ ammontato a 4,99 miliardi di euro, secondo i dati comunicati dall’Istituto Nazionale di Statistica.
Il deficit commerciale in prezzi FOB/FOB, per lo stesso periodo, e’ ammontato a circa 5,35 miliardi di euro, rispetto a 3,64 miliardi di euro nel periodo simile del 2005, generando un aumento del 46%.
Esportazioni FOB per oltre 14 miliardi di euro
Nei primi 7 mesi del 2006, le esportazioni FOB hanno totalizzato 14,88 miliardi di euro, in aumento di circa il 18% rispetto al livello registrato nel periodo simile del 2005.
Nel solo mese di luglio 2006, le esportazioni sono ammontate a 2,21 miliardi di euro, in aumento di circa il 10% rispetto al mese di luglio 2005. I gruppi merceologici con il maggior peso specifico nelle esportazioni sono stati: macchine e dispositivi meccanici, macchine, apparecchi ed equipaggiamenti elettrici, apparecchi per la registrazione o riproduzione di suoni ed immagini (circa il 19%), capi di abbigliamento e materie tessili, prodotti metallurgici, prodotti minerali (greggio, prodotti petroliferi, minerali, carbone, cemento, sale), mezzi e materiali di trasporto, calzature ed articoli simili.
Rispetto allo stesso periodo del 2005, il valore delle esportazioni verso i paesi dell’Unione Europea (UE-25) e’ aumentato di circa il 16%, ed ha rappresentato circa il 67% del totale esportato. Nello stesso tempo, i principali paesi destinatari delle esportazioni romene sono stati: Italia, Germania, Turchia, Francia, Ungheria, Gran Bretagna, Austria, Bulgaria, SUA, Spagna ed Olanda.
Le importazioni sono ammontate ad oltre 21 miliardi di euro
Nel periodo gennaio-luglio 2006, le importazioni CIF sono ammontate ad oltre 21 miliardi di euro, in amento di circa il 25% rispetto al periodo simile del 2005.
Le importazioni registrate nel mese di luglio 2006 hanno rappresentato 3,44 miliardi di euro, in aumento rispetto a luglio 2005 di circa il 23%.
Nella struttura delle importazioni, il peso specifico maggiore e’ stato registrato dai gruppi merceologici: macchine e dispositivi meccanici, macchine, apparecchi ed equipaggiamenti elettrici, apparecchi per la registrazione o riproduzione di suoni ed immagini (oltre il 23%), prodotti minerali (minerali, greggio, prodotti petroliferi, carbone, cemento, sale), mezzi e materiali di trasporto, capi di abbigliamento e materie tessili, prodotti metallurgici e prodotti chimici e connessi.
Il valore delle importazioni provenienti dai paesi dell’Unione Europea (UE-25) e’ aumentato di circa il 24%, rispetto al 2005, ed ha rappresentato circa il 62% delle importazioni totali. Al primo posto tra i paesi fornitori si e’ riconfermata l’Italia, seguita dalla Germania, Federazione Russa, Francia, Turchia, Cina si Austria, Kazakstan, Ungheria, Polonia, Gran Bretagna, Rep.Ceca e SUA.
Per l’intero 2006, le stime ufficiali indicano un deficit commerciale di 13,12 miliardi di euro, in aumento del 27% rispetto al 2005. Per rispettare tale target, il deficit commerciale dovrebbe rallentare il ritmo di crescita negli ultimi 5 mesi del 2006.

Lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ aumentato del 15% nell’ultimo anno
Lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ salito nel mese di luglio 2006 a 236 euro (842 lei), in aumento di meno dell’1% rispetto al mese precedente, pero’ di oltre il 15% rispetto a luglio 2005.
I piu’ consistenti aumenti salariali, nel mese di luglio 2006, sono stati registrati nell’industria del tabacco (+13,5%, fino a 559 euro), nell’industria delle apparecchiature di precisione (+18,6%, fino a 255 euro) e nelle assicurazioni (+quasi il 13%, fino a 481 euro).

La riserva valutaria della Banca Centrale ha raggiunto un nuovo massimo storico
La Banca Nazionale della Romania ha aggiunto alla sua riserva valutaria ulteriori 246 milioni di euro nel mese di agosto, consolidando ulteriormente la crescita iniziata a luglio e compensando le diminuzioni registrate in primavera.
Quindi, la riserva valutaria della BNR ha raggiunto un nuovo massimo storico, di quasi 18,53 miliardi di euro (il precedente massimo, 18,29 miliardi di euro era stato registrato ad aprile 2006).
Nel mese di agosto, alla riserva sono state registrate entrate totali di quasi 491 milioni di euro, rappresentando redditi dall’amministrazione delle riserve internazionali, modifiche delle riserve minime costituite dalle banche commerciali e cessioni di valuta alla riserva dello stato. Le uscite dalla riserva sono ammontate a meno di 245 milioni di euro, rappresentando pagamenti di rate e tassi di interesse scadenti al debito pubblico estero, commissioni e modifiche delle riserve minime costituite dalle banche commerciali.
Fino alla fine del 2006, i pagamenti scadenti per conto del debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero delle Finanze ammontano a 271 milioni di euro.
Rispetto ad agosto 2005, la BNR ha aumentato le proprie riserve di oltre 2 miliardi di euro. La piu’ importante parte di tale aumento e’ stata accumulata dall’inizio del 2006 (i primi 8 mesi hanno portato 1,7 miliardi di euro alla riserva).
Con riserve internazionali che superano 20 miliardi di euro (riserve valutarie ed oro per circa 1,6 miliardi di euro), la BNR accoglie rilassata la liberalizzazione completa del conto di capitale, potendo fronteggiare eventuali movimenti “aggressivi” di capitali. Comunque, il leu si e’ dimostrato abbastanza stabile davanti ai movimenti di capitali a livello mondiale di maggio e giugno, risentiti anche sul mercato locale, registrando fluttuazioni inferiori rispetto alle altre monete della regione e rimanendo al di sotto del livello registrato all’inizio del 2006. Da un altro canto, una parte dei giocatori speculativi hanno chiuso le loro posizioni sul mercato locale nell’autunno 2005, quando la BNR ha forzato la riduzione dei tassi di interesse, per scoraggiare le speculazioni sulla moneta romena. Da allora, il leu e’ rimasto abbastanza stabile, riducendo la possibilita’ di speculazioni e l’interesse dei speculatori per il mercato locale.
In concomitanza, il grado di copertura delle importazioni dalle riserve internazionali era a giugno di 6,1 mesi, in diminuzione rispetto ai mesi precedenti, pero’ superiore al limite considerato ottimo. Con l’aumento delle riserve nei mesi di luglio ed agosto, si potrebbero registrare nuovi aumenti del grado di copertura.

La febbre degli acquisti bancari
Il sistema bancario continua a rimanere nel top dei settori piu’ dinamici dell’economia romena. Caratterizzato da un grado di “bancarizzazione” ancora basso, il mercato romeno presenta un alto potenziale per gli eventuali acquirenti.
Uno studio realizzato da Erste Bank evidenzia che, oltre all’immenso potenziale di sviluppo, la Romania beneficia di un altro vantaggio rispetto a paesi come la Russia o Ucraina: un ottimo rapporto tra il grado di rischio ed il potenziale di mercato.
Se per la Banca Centrale la crescita accelerata dei crediti e’ una ragione di preoccupazione, per i gruppi bancari stranieri tale dinamica e’ un punto positivo.
Dopo un periodo di relativa calma, seguito alla privatizzazione della BCR, il fronte degli acquisti bancari di Romania ricomincia a “bollire”. “Chi ha provato, insieme ad Erste a comprare la BCR, non ha lasciato ancora la Romania”, dichiara Petru Rares, presidente dell’Istituto Bancario Romeno. Anche il governatore BNR, Mugur Isarescu, affermava, recentemente, in occasione di un forum bancario organizzato ad Atene che il settore bancario romeno sara’ caratterizzato da acquisti e fusioni.
Dopo che Mindbank, Romexterra ed Eurombank sono state acquistate da gruppi stranieri, la belga KBC include nel suo programma strategico un’eventuale entrata sul mercato romeno per consolidare la sua rete nell’Europa Centrale ed Orientale. Lo sbarco in Romania potrebbe avvenire attraverso l’acquisto di una banca gia’ operante sul mercato, indica un rapporto finanziario della KBC.
Alcune settimane fa’, Investkredit, parte del gruppo Volksbank, ha annunciato la sua entrata sul mercato romeno negoziando finanziamenti immobiliari di 120 milioni di euro.
Gli acquisti e le fusioni – uniche soluzioni per le piccole banche
Alla fine del 2005, nessuna banca operante in Romania si qualificava nella migliore categoria di rating, pero’ la maggior parte delle banche, rappresentando il 78,2% degli attivi totali, erano quotate con un rating 2. Nella classifica BNR, una parte importante (21,4% degli attivi), si ritrovano tra banche quotate con un rating 3, mentre il penultimo rating copriva soltanto lo 0,4% del sistema. A partire dal 2002, nessuna banca della Romania rientra nell’ultima categoria (rating 5).
Le prime 5 banche cumulavano, alla fine di marzo 2006, quasi il 58% degli attivi bancari ed il 60,5% dei crediti.
Gli investimenti austriaci al primo posto
Il governatore della Banca Centrale sottolinea che i maggiori investimenti sono stati realizzati dagli istituti di credito dall’Austria, che detengono oltre il 20% del capitale del sistema bancario romeno. Al secondo posto si piazza la Grecia, con il 14,7%, seguita dall’Olanda con il 7,9% e l’Italia con il 5,9%.
Il Governatore BNR crede che il sistema bancario romeno e’ completamente armonizzato con le pratiche dell’Unione Europea e preparato per operare in maniera efficace in un ambiente concorrenziale. Lo stesso afferma che c’e’ posto per ulteriori investimenti, poiche’ la rete di unita’ bancarie non ha una copertura a livello europeo. In Romania esistono 164 unita’ bancarie per ogni milione di abitanti, rapporto 3,6 volte inferiore alla media europea. Per quanto riguarda il grado di bancarizzazione, la Romania occupa uno degli ultimi posti in Europa.
Entrata energica
Neo arrivata sul mercato bancario romeno, Investkredit Bank e’ gia’ passata ai fatti. Sta negoziano la concessione di crediti immobiliari di 120 milioni di euro. “Il bilancio iniziale della rappresentanza in Romania per il 2006 era di 30-40 milioni di euro, pero’ ci troviamo in vari stadi di negoziazione per crediti con un valore tre volte superiore. Il mercato immobiliare in Romania ha un potenziale importante” dichiara Claudius Ferentz, capo della rappresentanza Investkredit in Romania. Ferentz ha specificato, anche, che Investkredit finanziera’ lo sviluppo di una rete di ipermercati nelle citta’ di provincia. I progetti che potrebbero essere finanziati da Investkredit riguardano sia l’acquisto di immobili che lo sviluppo di proprieta’ nuove. “Lo stock di proprieta’ immobiliari, specialmente di spazi per uffici, logistica e di retail, e’ ancora molto basso in Romania, rispetto agli altri paesi dell’Europa Centrale ed Orientale” afferma Ferentz.
Prelievo e sviluppo della Mindbank
Agricultural Bank of Greece ha ricevuto l’autorizzazione delle banche centrali della Romania e Grecia per l’acquisto del pacchetto azionario di maggioranza della Mindbank, ed intende acquistare ulteriori azioni ancora in possesso degli azionisti di minoranza nonche’ triplicare la presenza della Mindbank sul mercato romeno nei prossimi 3 anni.
A fine giugno 2006, Mindbank aveva attivi di 284,6 milioni di lei (79,7 milioni di euro), una quota di mercato dello 0,20% ed occupava il 32-o posto, per volume di attivi, tra le 39 banche del sistema romeno.
Attivi Eurombank in aumento
Eurom Bank, prelevata recentemente da Bank Leumi Romania, aveva a fine giugno 2006 attivi di 160 milioni di dollari, in leggero aumento rispetto a 147,04 milioni di dollari a dicembre 2005. Il portafoglio di crediti non governativi e’ aumentato da 66,5 milioni di dollari (206,17 milioni di lei) alla fine del 2005, a 72 milioni di dollari, indica un rapporto finanziario della Bank Leumi, azionista di maggioranza. Anche il portafoglio di depositi e’ aumentato a 136 milioni di dollari. Bank Leumi Romania ha una rete di 32 unita’ e 500 dipendenti. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione della banca, Zalman Segal, dichiara che Bank Leumi Romania intende raggiungere una quota di mercato di circa il 2% entro la fine del 2009, rispetto allo 0,35% alla fine del 2005.

Credit Agricole ha ricevuto onda verde dal Consiglio della Concorrenza per il prelievo della Emporiki Bank Romania
Credit Agricole ha ricevuto onde verde da parte del Consiglio della Concorrenza per il prelievo della Emporiki Bank Romania, nel quadro di una transazione piu’ ampia, per l’acquisto del pacchetto azionario di maggioranza del gruppo greco Emporiki.
Emporiki Bank e’ entrata sul mercato romeno nel 1999, costituendo una filiale locale. Soltanto nel 2005, Emporiki Bank Romania ha cominciato a sviluppare la propria rete territoriale, che dovrebbe arrivare entro la fine del 2006 a 10 unita’ nella Capitale, ed altre 20 nei capoluoghi regionali.

Le banche hanno “spostato” all’estero crediti concessi per 3 miliardi di euro
I banchieri eludono le restrizioni della Banca Centrale e continuano a concedere crediti in valuta alle compagnie, trasferendo le loro esposizioni nei bilanci delle banche-madri.
Il volume dei crediti “esportati” dalle banche locali nei bilanci delle banche-madri o sorelle dei gruppi di cui fanno parte ammonta a circa 3 miliardi di euro, stima Dan Pascariu, presidente HVB-Tiriac.
“Il rallentamento della concessione di crediti in valuta e’ solo una favola. Abbiamo trovato la soluzione dell’”esportazione” di crediti per controbilanciare i plafond imposti dalla BNR al saldo dei finanziamenti in valuta concedibili da una banca, ma anche l’aumento delle riserve minime obbligatorie” dichiarava Dan Pascariu al quotidiano Ziarul Financiar. Lo stesso specifica che HVB ha gia’ “esportato” crediti per un valore di oltre 700 milioni di euro.
“Attraverso le restrizioni imposte ai crediti in valuta, la BNR ha determinato lo spostamento del fenomeno monitorato in una zona non controllabile, perdendo lo strumento statistico di evidenza dei finanziamenti in valuta estera. Risulta difficile stimare l’ammontare totale dei crediti esternalizzati” afferma Mihai Bogza, presidente Bancpost, confermando che anche Bancpost ricorre all’esternalizzazione dei crediti per continuare a soddisfare le richieste dei clienti senza dover imporre a questi l’aumento dei costi determinati dalle misure amministrative della BNR.
Anche Steven van Groningen, presidente Raiffeisen Bank conferma che la sua banca ha trasferito a Vienna una parte del portafoglio dei crediti corporate, specialmente nell’ultima parte del 2005.
Dal punto di vista statistico, i rispettivi finanziamenti si riflettono nel saldo del debito estero privato. Le prime “esportazioni” si sono prodotte nel periodo ottobre-novembre 2005, quando alcune banche erano impossibilitate a concedere ulteriori crediti in valuta, avendo gia’ superato il plafond stabilito dalla BNR (tre volte il valore dei fondi propri).
Poiche’ un aumento di capitale richiedeva tempo, la soluzione piu’ rapida e’ stata quella di spostare i crediti nei bilanci delle banche-madri. Nell’intervallo settembre-dicembre 2005, il saldo del debito estero privato a lungo termine e’ aumentato di 1,5 miliardi di euro, mentre la crescita registrata nel periodo luglio 2006-luglio 2005 e’ di 3,7 miliardi di euro. Per quanto riguarda il debito estero privato a breve termine, un vero salto e’ stato registrato nel periodo marzo-giugno 2006, quando il saldo e’ salito di quasi 1,4 miliardi di euro.
Il meccanismo dell’esportazione e’ semplice: la banca prepara la pratica per il credito e se la richiesta viene approvata, il credito ed il rispettivo cliente vengono prelevati da una banca straniera facente parte dello stesso gruppo. In cambio, la banca locale concede alla banca estera garanzie che coprono integralmente il valore del credito e degli interessi ed, evidentemente, la banca straniera utilizza la garanzia in caso di mancato pagamento.
Mentre le banche locali “arricchiscono” i bilanci delle banche-madri, la BNR annuncia che il peso specifico dei crediti in valuta nel volume totale dei crediti non governativi e’ diminuito continuamente, dal 60,5% a marzo 2005 al 47,6% a giugno 2006 ” senza alcun accenno ai crediti esternalizzati.
Comunque, anche nel 2006, il mercato ha superato le previsioni BNR sull’evoluzione dei crediti nell’insieme. Ad aprile, per esempio, il primo vice governatore Florin Georgescu prevedeva una crescita del credito non governativo del 30% per il 2006, in termini nominali. A luglio, il ritmo annuo di crescita aveva gia’ superato il 57%, rispetto al 37,6% a luglio 2005 rispetto a luglio 2004.
Oltre all’immagine illusoria della riduzione dei crediti in valuta, l’esportazione dei crediti praticata dalle banche “falsifica” sostanziosamente il quadro degli attivi di bilancio monitorati dalla BNR ed implicitamente le dimensioni delle quote di mercato ed il livello dell’intermediazione finanziaria fornito dalla quota degli attivi bancari nel PIL.
“Esistono gia’ delle distorsioni consistenti nella classifica secondo gli attivi. Nelle condizioni delle attuali restrizioni, la quota di mercato non e’ piu’ una priorita’ per noi. Importanti sono gli utili” afferma Dan Pascariu.
Nella prima meta’ del 2006, banche come Raiffeisen, HVB, ING o Bancpost hanno comunicato alla BNR addirittura delle diminuzioni nominali degli attivi ed implicitamente delle quote di mercato.
“Hanno guadagnato, artificiosamente, quota di mercato le banche con capitale maggiormente romeno, che non possono esternalizzare crediti. L’immagine non e’ ancora distorta nel campo del retail, perche’ per tale tipo di crediti non si e’ arrivati ancora all’esportazione” aggiunge Mihai Bogza. Lo stesso crede che l’aumento dei crediti e’ naturale e benefico perche’ accelera il recupero dei ritardi che separano il mercato romeno di quelli vicini, ed ogni tentativo di frenare la tendenza conduce a comportamenti del tipo “esportazione di crediti”.
Oltre a questa variante, le banche hanno fatto ricorso, sempre di piu’, ai crediti subordinati dalle stesse banche-madri per continuare a concedere finanziamenti in valuta a costi competitivi. Nel contempo, l’esternalizzazione di alcuni crediti ha permesso loro di evitare aumenti di capitale fatti allo scopo unico di continuare o riprendere la concessione di crediti in valuta.
Praticamente, ad eccezione di BCR e Banca Transilvania, tutte le altre banche grandi con un peso specifico significativo sul mercato dei crediti sono parte di gruppi internazionali importanti.
Nello stesso tempo, anche prima dell’adesione all’UE, alcune compagnie romene fanno ricorso direttamente a banche che non operano sul mercato romeno, pero’ sono disposte a concedere loro finanziamenti valuta. Per esempio la societa’ operante nel campo dei fertilizzanti Interagro, intende contrattare un prestito di 3,5 milioni di euro da Rabobank (Olanda). E, probabilmente, il fenomeno si allarghera’ dopo l’adesione all’UE, quando le banche dei paesi membri non incontreranno piu’ alcun ostacolo per effettuare operazioni in Romania

Il credito non governativo rappresenta quasi il 25% del Prodotto Interno Lordo
In un solo mese, il credito non governativo (CNG) e’ aumentato di ulteriori 3,9%, cioe’ di circa 3.096,64 milioni RON (30.966,4 miliardi di lei vecchi), equivalente a 884,75 milioni di euro, il che rappresenta quasi l’1% del PIL del 2005. Praticamente, il CNG nell’ultimo anno (luglio 2005 – luglio 2006) e’ aumentato del 57,1%, arrivando a quasi 80.000 milioni RON, equivalente a 22,85 miliardi di euro (un quarto del PIL).
Il credito governativo netto, invece, registrava a fine luglio 2006 un saldo creditore di 11.270 milioni RON rispetto a 9.113 milioni RON a fine giugno, cioe’ superiore di 2.157 milioni RON, come conseguenza dell’aumento delle disponibilita’ nel Conto Generale del Tesoro dello Stato.
Rispetto a giugno 2006, a fine luglio 2006, i depositi bancari in lei delle persone giuridiche erano diminuiti del 5,1%, mentre i depositi in valuta erano aumentati del 2,2%.
Il valore dello stock di oro e’ aumentato
La massa monetaria in senso largo ammontava alla fine di luglio 2006 a 95.888 milioni RON, in aumento rispetto a giugno 2006 dello 0,9%, cioe’ dello 0,8% in termini reali. Rispetto a luglio 2005, la massa monetaria e’ aumentata del 29,4%, cioe’ di circa il 21,9% in termini reali.
Gli attivi esterni netti sono aumentati dell’1,6%, arrivando a 44.401 milioni RON, grazie all’aumento dell’1,1% della componente “Valute convertibili” e dell’aumento dello 5,0% della componente “Oro”, in base alla rivalutazione dello stock di oro.
Pero’, gli attivi interni netti sono aumentati di soli 0,2%, fino a 51.487 milioni RON, mentre il credito interno, calcolato come somma tra il CNG ed il credito governativo e’ aumentato dell’1,2%, a 68.131 milioni RON.
I contanti in circolazione sono aumentati del 2,7%
Anche la massa monetaria in senso ristretto e’ aumentata del 4,1%, fino a 28.930 milioni RON, come conseguenza della crescita’ del 5,5% delle disponibilita’ nei conti a vista e dell’aumento del 2,7% dei contanti in circolazione.

In attesa del Rapporto CE del 26 settembre 2006, il ministro dell’agricoltura conta i “cartellini rossi”.
Il Ministro dell’Agricoltura, Gheorghe Flutur, ha presentato in una conferenza stampa, la situazione attuale nei principali settori dell’agricoltura che avevano ricevuto “cartellini rossi” nell’ultimo rapporto paese:
• i punti di ispezione in frontiera: Flutur afferma che tutti saranno finalizzati entro il 15 settembre, ed entro il 1 ottobre saranno dotati con le dovute attrezzature, per poter essere omologati, il 15 ottobre, da una commissione europea. La scadenza iniziale per la finalizzazione dei suddetti punti era il 30 giugno 2006.
• Il funzionamento delle Agenzie di Pagamenti e l’implementazione del Sistema Integrato di Amministrazione e Controllo (IACS), la dotazione con PC delle istituzioni ed il loro accreditamento: L’Agenzia di Pagamenti per Intervento nell’Agricoltura (APIA) dovrebbe funzionare, alla fine del 2006, con 5.000 dipendenti, di cui 500 a livello centrale e 4.500 nelle succursali territoriali, mentre l’Agenzia di Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e Pesca (APDRP) deve avere, alla fine dle 2006, 1.262 dipendenti. Flutur afferma che nell’APIA sono stati occupati il 90% dei posti e che “l’agenzia funziona molto bene, perche’ al momento, il personale assunto basta”.
• Registrazione delle unita’ agricole e delle superfici agricole per la concessione delle sovvenzioni dall’UE: Flutur sostiene che il programma di identificazione dei lotti e’ stato finalizzato nel 60% dei comuni, ed in oltre il 30% dei comuni e’ stata finalizzata anche la digitalizzazione delle superfici.
Flutur ha aggiunto che il ministero ha identificato e registrato i 130.000 ettari coltivati con soia modificata geneticamente, compresi i 3.900 ettari coltivati senza autorizzazione e che sorveglia il raccolto e deposito dei prodotti risultati. A partire dal 2007, viene vietata la coltivazione in Romania della soia modificata geneticamente.

Parco industriale di 10 milioni di euro a Buzau
Il gruppo di aziende Constam comincia, a Buzau, l’allestimento di un parco industriale di 12,4 ettari, che necessita investimenti di 10 milioni di euro, dichiara il direttore generale del gruppo, Florentin Manescu. Il gruppo realizza piu’ progetti immobiliari a Buzau, tra cui la costruzione di un insieme residenziale di 54 abitazioni con un investimento di 5 milioni di euro ed un complesso di 10 condomini con 120 appartamenti, per ulteriori 5 milioni di euro. Inoltre, Constam realizza 16 appartamenti nel quartiere Dorobanti II ed un edificio per uso ufficio nella zona Episcopiei, progetti che necessitano investimenti di 650.000 euro e rispettivamente 1 milione di euro.

Bucarest offre spazi per uffici di 800.000 mq
Il mercato degli spazi per uffici in Romania continua a svilupparsi perche’ la richiesta supera l’offerta. Bucarest, con 800.000 mq, si piazza molto al di sotto di altre capitale dell’Europa Orientale (Praga, Budapest, Varsavia), secondo la pubblicazione Esop Realtor. Circa 350.000 mq sono spazi di classe A, e 450.000 mq di classe B. A cio’ si aggiungono circa 2.000-5.000 mq di spazzi di classe C (in villette e palazzi condominiali)
Gli spazi di classe B e C sono in genere occupati da entita’ romene e quelli di classe A o I parchi di affari dagli investitori istituzionali.
Gli affitti si sono stabilizzati intorno a 16-18 euro/mq per la classe A, 12-15 euro/mq per la classe B e 8-11 euro/mq per le villette e gli spazi di classe C. Per gli spazi di classe A, i costi di manutenzione ed amministrazione si aggirano intorno a 3-3,5 euro/mq ai quali si aggiunge il costo del consumo di energia elettrica. Per la classe B, i costi di manutenzione ed amministrazione ammontano a 1-2,5 euro/mq.
Nel 2006 verranno occupati 90.000 mq di nuovi spazi per uffici
Gli specialisti stimano che nel 2006, verranno occupati circa 90.000 mq di nuovi spazi per uffici, di cui piu’ del 50% in base a contratti di affitto. La maggior parte dei richiedenti sono istituti bancari e societa’ di telecomunicazioni. Vengono predilette le zone del nord della Capitale, ma anche le zone centrali e semi-centrali con accesso alla metropolitana.

www.toscanatv.com informa: La Regione Toscana chiedera’ un incontro con con i vertici aziendali Pirelli riguardo alle notizie su una possibile delocalizzazione in Romania.
Lo ha dichiarato l’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini a conclusione di un incontro, svoltosi il 5 settembre 2006 in Regione, e al quale hanno partecipato anche il sindaco di Figline Valdarno e le organizzazioni sindacali aziendali, provinciali e di categoria. Nel corso dell’incontro i rappresentanti sindacali hanno dato voce ai timori degli oltre 500 lavoratori, preoccupati per l’annunciato trasferimento in Romania di alcuni macchinari utilizzati per la produzione principale dell’azienda, le cordicelle metalliche per le gomme auto. La regione chiedera’ ai vertici aziendali di confermare la volonta’ di mantenere a Figline la produzione.

Newsletter n.35 / 2006

La concessione dei fondi strutturali, condizionata dall’esistenza di istituzioni in grado di gestire questi fondi
La Romania potra’ beneficiare dei fondi concessi dall’UE dopo l’adesione se entro la fine del 2006 riuscira’ a creare istituzioni in grado di gestire adeguatamente i fondi comunitari.
A tale scopo, il Ministero delle Finanze Pubbliche e le Autorita’ di Management concluderanno partenariati con le banche, in modo che la Romania possa disporre dei fondi necessari per il cofinanziamento dei progetti.
Inoltre, le Autorita’ di Management lanceranno delle campagne di informazione sulla possibilita’ di accedere e sulla gestione dei fondi europei.

Nel periodo 2007–2013, la Romania ricevera’ fondi comunitari di 30 miliardi di euro
L’Esecutivo ha approvato, recentemente, il Piano di Azione per il secondo semestre del 2006 per il rafforzamento della capacita’ amministrativa di assorbimento dei fondi strutturali e di coesione. L’utilizzo efficace di questi fondi e’ vitale. Dopo l’adesione all’UE la Romania puo’ beneficiare, nel periodo 2007–2013, di fondi comunitari per un valore di 30 miliardi di euro, di cui oltre 17 miliardi sono fondi strutturali e di coesione.
Per assicurare un alto tasso di assorbimento dei fondi europei il Governo prepara un portafoglio di progetti, che sara’ presentato per finanziamento, non appena le procedure europee lo permetteranno e si concentra, inoltre, sulla preparazione dell’amministrazione pubblica centrale e locale.
A dicembre 2005, l’esecutivo aveva gia’ approvato il Piano Nazionale di Sviluppo (PND) 2007-2013, documento di pianificazione strategica e programmazione finanziaria multiannuale, in conformita’ con i principi della Politica di Coesione per la riduzione rapida delle disparita’ di sviluppo socio-economico rispetto agli stati membri UE.
La Programmazione strategica dei Fondi Strutturali e di Coesione (FSC) e’ fondata sulle priorita’ strategiche stabilite nel PND ed e’ realizzata dal Quadro Strategico Nazionale di Referenza (CSNR). Gli obiettivi CSNR sono la riduzione delle disparita’ sociali e di sviluppo economico tra la Romania e gli stati membri UE e la riduzione delle disparita’ nei confronti dell’UE attraverso una crescita supplementare del 10% del PIL fino nel 2015. La Strategia CSNR e’ fondata su 4 priorita’ tematiche: sviluppo delle infrastrutture a standard europei, miglioramento della competitivita’ a lungo termine dell’economia romena, sviluppo ed utilizzo piu’ efficace del capitale umano e creazione di una capacita’ amministrativa efficace. Sono state, inoltre, elaborate le priorita’ territoriali elencate nel documento „La promozione dello sviluppo territoriale equilibrato”.
L’implementazione della strategia CSNR si realizzera’ attraverso i programmi operativi, allegati a questo documento di programmazione. Sia i programmi operativi che il CSNR saranno negoziati ufficialmente con la Commissione Europea, dopo che la Romania sara’ diventata stato membro UE.
La Romania adempie i criteri di finanziamento dei FEDR, FSE si FC
La Politica di Coesione Economica e Sociale dell’Unione Europea mira a ridurre le disparita’ di sviluppo tra le varie regioni, nonche’ fermare il declino economico delle regioni sfavorite, comprese le zone rurali. Gli strumenti di finanziamento di questa politica sono denominati genericamente Fondi Strutturali e di Coesione (FSC). Per il periodo di programmazione 2007-2013, a livello europeo sono stati stabiliti tre obiettivi: “Convergenza”, “Competitivita’ regionale ed occupazione della forza di lavoro” e “Cooperazione territoriale”. L’intero territorio della Romania e’ eleggibile per l’obiettivo „Convergenza” e adempie, secondo i regolamenti UE, i criteri di finanziamento del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FEDR), Fondo Sociale Europeo (FSE) e Fondo di Coesione (FC).
Per il periodo di programmazione 2007-2013, la Romania elabora 7 Programmi Operativi (PO) nel quadro dell’Obiettivo „Convergenza” e collabora con i paesi vicini ed altri stati membri UE all’elaborazione di altri 7 Programmi Operativi nel quadro dell’Obiettivo „Cooperazione territoriale europea”.
I PO sono elaborati dalle Autorita’ di Management e stabiliscono i settori maggiori di intervento del FSC, conformemente ai regolamenti europei. La loro elaborazione viene coordinata dal Ministero delle Finanze Pubbliche (MFP). Il finanziamento delle azioni indicative dei Programmi Operativi e’ realizzato da fondi europei e nazionali (bilancio dello stato, bilanci locali, altre fonti pubbliche, fonti private).
Il primo dei 7 progetti e’ il PO Settoriale Crescita della competitivita’ economica e ha come autorita’ di management (AM) il Ministero dell’Economia e Commercio, con finanziamento da parte del FEDR. Gli altri progetti sono:

  • PO Settoriale Trasporto, AM Ministero dei Trasporti, Costruzioni e Turismo, finanziamento FEDR + FC,
  • PO Settoriale Ambiente, AM Ministero dell’Ambiente e Gestione delle Acque, finanziamento FEDR + FC,
  • PO Regionale, AM Ministero dell’Integrazione Europea, finanziamento FEDR,
  • PO Settoriale Sviluppo delle risorse umane, AM Ministero del Lavoro, Solidarieta’ Sociale e Famiglia, finanziamento FSE,
  • PO Sviluppo della capacita’ amministrativa, AM Ministero dell’Amministrazione ed Interni, finanziamento FSE,
  • PO Assistenza tecnica, AM Ministero delle Finanze Pubbliche, finanziamento FEDR.
    Inoltre, la Romania ricevera’ finanziamenti dal FEDR anche per l’obiettivo „Cooperazione Territoriale Europea”, per azioni di cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale.

Il Ministero dei Trasporti ha preparato 60 progetti, con un valore di oltre 10 miliardi di euro, che potrebbero essere finanziati dall’Unione Europea a partire dal 2007.
I progetti che verranno considerati eleggibili saranno finanziati per l’80% dall’UE, con il 20% di confinanziamento da parte del bilancio dello stato romeno. L’accesso ai fondi avviene nel periodo 2007-2013, con possibilita’ di proroga della scadenza di ulteriori 2 anni, fino nel 2015.
Fondi per due autostrade
I principali progetti presentati per finanziamento sono la realizzazione dell’autostrada che fa parte del Corridoio IV di trasporto paneuropeo Nadlac-Arad-Lugoj-Deva-Sibiu-Pitesti-Costanza, con un valore stimato a 3 miliardi di euro, la costruzione dell’autostrada Marasesti-Albita-Iasi-Sculeni del Corridoio IX, con un valore stimato di 2,5 miliardi di euro, un collegamento ferroviario tra Bucarest e l’Aeroporto ,,Henri Coanda’’, con un valore stimato di 700 milioni di euro. Sempre con fondi UE potrebbero essere effettuate le riparazioni del tratto ferroviario Predeal-Brasov-Sighisoara-Simeria-Radna, nonche’ di altri tratti ferroviari.

Fitch Ratings ha migliorato i rating concessi alla Romania
Fitch Ratings ha migliorato il rating concesso alla Romania per i crediti a lungo termine in valuta, da “BBB-” a “BBB”, in base ai buoni risultati economici ed alla situazione favorevole delle finanze pubbliche. Ha, inoltre, migliorato il rating per i debiti in moneta nazionale, da “BBB” a “BBB+” e ha riconfermato i rating a breve termine a “F3”.
Il plafond del rating sovrano e’ stato migliorato da “BBB+” a “A-“.
Il comunicato dell’agenzia Fitch ratings indica che la prospettiva dei rating e’ stabile.
Fitch aggiunge che il processo di convergenza dell’economia romena verso il livello degli stati europei piu’ ricchi e’ stato determinato da una crescita economica consistente, con una media annuale del 5,7% nel periodo 2001-2005, intervallo nel quale gli investimenti stranieri diretti hanno rappresentato il 4,7% del PIL all’anno.

Secondo la Commissione Nazionale di Previsioni, la forte crescita economica ha superato il ritmo di crescita del Prodotto Interno Lordo
La Commissione Nazionale di Previsioni ha annunciato una crescita economica superiore per il secondo trimestre del 2006, che supererebbe il ritmo di crescita del 6,9% registrato dal Prodotto Interno Lordo nel primo trimestre dell’anno, informa il bollettino di integrazione europea elaborato dal Governo della Romania. I principali settori che hanno contribuito all’accelerazione della crescita economica sono l’industria ed il commercio.
La produzione industriale e’ aumentata nei primi 6 mesi del 2006, secondo il bollettino di integrazione europea, del 6,7% rispetto al periodo simile del 2005. Nello stesso periodo, il giro di affari delle aziende con attivita’ principale nel campo commerciale, e’ aumentato del 16,5% rispetto al livello registrato nel periodo simile del 2005. Una crescita simile, del 16,4% nel primo semestre del 2006 rispetto al primo semestre 2005 ha registrato anche il volume dei lavori nel settore delle costruzioni.
Il tasso dell’inflazione annuo ha raggiunto, a luglio 2006, un minimo storico (dopo il 1990) del 6,2%
I fattori che hanno influito sul tasso dell’inflazione sono stati la diminuzione dei prezzi dei generi alimentari grazie ad un anno agricolo senza avvenimenti negativi, l’effetto dell’implementazione della “tassa sul vizio” (inferiore a quello previsto) ed iI fatto che i prezzi amministrati hanno registrato crescite inferiori a quelle degli anni precedenti.
Il tasso della disoccupazione ha continuato la discesa fino al 5,1% alla fine di luglio, dopo un altro minimo storico registrato a maggio (5,5%). Si prevede la continuazione della tendenza decrescente grazie all’effetto stagionale dell’attivita’ turistica e alla crescita sostenuta dell’attivita’ nel settore delle costruzioni.
Lo stipendio medio netto a livello nazionale, nel primo semestre del 2006, e’ aumentato in termini reali del 7,5% rispetto al periodo simile del 2005. Tale aumento e’ stato sostenuto anche dall’aumento della produttivita’ del lavoro nell’industria del 10,7%, rispetto all’anno precedente, mentre nel 2005 la produttivita’ del lavoro era aumentata mediamente di circa il 5% rispetto al 2004. Anche il livello degli investimenti stranieri e’ aumentato nel primo semestre del 2006, del 50% rispetto al periodo simile del 2005.
Oltre il 50% degli investimenti si dirige verso l’industria
Per quanto riguarda la distribuzione degli investimenti per settori di attivita’, l’industria continua ad essere la principale destinazione degli investimenti (52%), seguita dai servizi professionali (22%), commercio (8%,) trasporti (7%), turismo e costruzioni (1,7% ognuno) ed agricoltura (1%).
Nello stesso periodo il valore cumulato delle esportazioni e’ aumentato, di oltre il 20%. Tale crescita e’ stata accompagnata dal miglioramento della struttura a favore dei prodotti con un piu’ alto grado di complessita’.
Per quanto riguarda l’evoluzione comparativa della struttura delle esportazioni ed importazioni, l’aumento delle esportazioni dei beni di capital, di combustibili e lubrificanti e’ stato superiore rispetto a quello delle importazioni delle stesse categorie merceologiche; soltanto per la categoria dei beni di consumo le importazioni sono state piu’ dinamiche delle esportazioni. In tali condizioni, il deficit commerciale risultato nel primo semestre del 2006 e’ stato di 313 milioni di euro inferiore a quello previsto per questo periodo.
Il valore del deficit di conto corrente registrato nei primi 6 mesi del 2006 e’ stato coperto per il 77% dagli investimenti stranieri diretti, nonostante sia stato del 40% superiore a quello registrato nel periodo simile del 2005.

Eccedente di bilancio dell’1,69% del Prodotto Interno Lordo
Il bilancio generale consolidato ha registrato, nei primi 7 mesi del 2006, un eccedente di 5,5 miliardi di lei, equivalente all’1,69% del PIL, grazie a redditi di 59,9 miliardi di lei e spese di 54,4 miliardi di lei. Il peso specifico dei redditi nel PIL e’ stato del 18,2%, mentre le spese hanno rappresentato il 16,5% del PIL.
Alla fine del primo semestre, l’eccedente era ammontato a 3,6 miliardi di lei, equivalente all’1,12% del PIL. Le risorse raccolte dall’imposta sul profitto hanno totalizzato, nell’intervallo gennaio-luglio 2006, circa 5,2 miliardi di lei, livello simile a quello degli incassi dall’imposta sui redditi e stipendi, di 5,1 miliardi di lei.

Il deficit di bilancio rimane al 2,5% del PIL, grazie alla revisione del PIL: la piu’ recente rettifica di bilancio non modifica il deficit programmato precedentemente
L’esecutivo ha approvato la terza rettifica di bilancio per il 2006, pero’ il deficit di bilancio rimane al 2,5% del Prodotto Interno Lordo, dichiara il ministro delle Finanze Pubbliche, Sebastian Vladescu. La rettifica di bilancio prevede l’aumento delle spese di 2,176 miliardi di lei, equivalente allo 0,66% del PIL, e l’aumento dei redditi stimati di 1,747 miliardi di lei, equivalente allo 0,53% del PIL.
Dal totale delle spese supplementari, 503 milioni di lei saranno destinati alle spese per il personale, 102,9 milioni di lei per beni e servizi, 43,8 milioni di lei per tassi di interesse, 130 milioni di lei per sovvenzioni, 405,5 milioni di lei per trasferimenti e 791,3 milioni di lei per spese di capitale. A cio’ si aggiungono 200 milioni di lei per il Fondo di riserva del bilancio, a disposizione del Governo.

Le costruzioni ed il consumo rimangono i motori della crescita economica in Romania
La crescita del PIL alla fine del 2006 rispetto al 2005 sara’ di circa il 6%, stima la Commissione Nazionale di Previsioni. Il settore delle costruzioni e quello dei servizi continueranno ad essere i principali generatori di crescita economica. Il valore aggiunto lordo del settore delle costruzioni aumentera’, secondo le stime, del 12% mentre nei servizi si registrera’ una crescita annua del 6,6%. Per quanto riguarda le esportazioni, il contributo alla crescita reale del Prodotto Interno Lordo registrera’ un valore negativo di circa il 3,8%, secondo la CNP. Per quanto riguarda l’evoluzione del tasso di cambio, la Commissione anticipa una parita’ media annuale di 3,55 lei per 1 euro rispetto a 3,62 lei alla fine del 2005. L’aumento del consumo continuera’ ad avere un contributo consistente all’aumento del PIL.
Contributo negativo da parte delle esportazioni
Alla fine del 2006, la bilancia commerciale (esportazioni FOB-importazioni CIF) registrera’ un saldo negativo di 13,12 miliardi di euro, prevede la CNP. Rispetto alla fine del 2005, il deficit della bilancia commerciale registrera’ un aumento di circa 3 miliardi di euro (da 10,3 miliardi di euro). Dal punto di vista del contributo alla formazione del PIL, le esportazioni registreranno un -3,8%.
Nel primo semestre del 2006, il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un deficit di 4,17 miliardi di euro, del 40,2% superiore a quello del periodo simile del 2005, indica un comunicato della Banca Centrale. L’aumento del deficit e’ dovuto, prevalentemente, all’aumento del deficit commerciale. La differenza tra importazioni ed esportazioni e’ salita nel primo semestre a 4,3 miliardi di euro. Il capitolo trasferimenti correnti ha registrato un eccedente di 1,5 miliardi di euro, in leggera diminuzione rispetto al primo semestre del 2005.
Crescita consistente nel settore delle costruzioni
L’attivita’ di costruzioni ha registrato un aumento consistente nel primo semestre del 2006, determinando l’aumento del 20,4% del valore aggiunto lordo, grazie in primo luogo ai lavori per costruzioni nuove, che sono aumentati del 23,3%, indica la CNP. Tale evoluzione e’ tanto piu’ significativa in quanto e’ stata registrata in un periodo con condizioni climatiche meno propizie per l’attivita’ edilizia. Per la fine del 2006, la Commissione stima una crescita del valore aggiunto lordo, rispetto al 2005, di circa il 12%. Secondo la CNP, le costruzioni sono diventate il settore piu’ dinamico; l’aumento del volume di lavori di costruzioni, per 5 mesi, e’ stato del 15,8%, rispetto ai soli 2,2% nei primi 5 mesi del 2005. I lavori di costruzioni nuove ed i lavori di manutenzione e riparazioni correnti sono stati del 17,2% rispettivamente 19,1% superiori a quelli del periodo simile del 2005.
Anche il “Consumo individuale effettivo della popolazione” e’ cresciuto del 10,9%, con una tendenza al rallentamento della crescita (12,2% nel primo trimestre del 2004 e 12,5% nel primo trimestre del 2005). L’aumento e’ dovuto, in gran parte, all’aumento del volume degli acquisti di merci, del 20,4%. Il contributo del consumo individuale della popolazione alla crescita reale del PIL si e’ ridotto dell’1% (9,2% rispetto a 10,3% nel primo trimestre del 2005). Per la fine del 2006, la Commissione stima una crescita media del consumo di circa il 7,2%.
Non si rispetta la “tabella di marcia”
Anand Seth, direttore della Banca Mondiale per l’Europa Centrale, considera che soltanto una crescita economica annua di oltre l’8% porterebbe la Romania al livello UE tra 10-15 anni ed attira l’attenzione che la crescita del Prodotto Interno Lordo deve avvenire nel contesto di una stabilita’ macroeconomica. “Il livello della poverta’ in Romania e’ ancora alto. Senza una crescita economica adeguata, il livello della poverta’ continuera’ a rimanere alto” afferma Seth. L’ufficiale della Banca Mondiale considera che il settore privato avra’ un contributo significativo all’accelerazione dello sviluppo, e la flessibilita’ del mercato del lavoro ed il processo di riduzione dell’inflazione sono alcune tra le leve fondamentali che contribuiranno alla crescita economica, essenziale per la riduzione della poverta’.

Il registro elettronico dei salariati, obbligatorio dal 2007
L’esecutivo ha prorogato di 4 mesi la scadenza per la presentazione obbligatoria del Registro di evidenza dei salariati in forma elettronica, fino al 31 dicembre 2006.
IniziaImente, la misura doveva entrare in vigore il 1 settembre 2006, pero’ gli investimenti che devono effettuare i datori di lavoro per acquistare tecnica di calcolo hanno determinato le autorita’ a prorogare tale scadenza
I registri di evidenza dei salariati verranno presentati agli ispettorati territoriali di lavoro.

Alti profitti bancari nel primo semestre del 2006
Nel primo semestre del 2006, 8 banche dei 38 istituti bancari operanti in Romania hanno registrato profitti netti di quasi 300 milioni di euro.
BCR e BRD si piazzano ai primi posti per i profitti registrati nel primo semestre del 2006, con un totale di 216 milioni di euro.
Secondo bankingnews.ro, BCR e BRD, hanno dichiarato profitti di 127 milioni di euro rispettivamente 89 milioni di euro.
In percentuali, le crescite registrate, rispetto al periodo simile del 2005, sono state del 5% per BCR, 4% per BRD e 7% per HVB.
I valori assoluti dei profitti dichiarati, per i primi 6 mesi del 2006, indicano:

  1. BCR – 127 milioni di euro
  2. BRD – 89 milioni di euro
  3. HVB Bank – 20,6 milioni di euro
  4. Raiffeisen Bank – 17,5 milioni di euro
  5. Banca Transilvania – 16,58 milioni di euro
  6. Alpha Bank – 15,1 milioni di euro
  7. CEC – 5 milioni di euro
  8. Bancpost – 3,3 milioni di euro

Standard&Poor´s considera che la Romania e l’Ungheria hanno i piu’ “rischiosi” sistemi bancari dell’Europa Centrale ed Orientale
Secondo un recente rapporto di valutazione finanziaria elaborato da Standard&Poor´s (S&P), le banche romene sono le piu’ esposte ai rischi valutari. Insieme a quelli ungheresi, gli istituti bancari sono esposti ad alti rischi, per quanto riguarda i crediti concessi in valute estere.
Le banche della Croazia e Polonia presentano rischi medi per tale tipo di crediti come anche quelle della Slovacchia, Bulgaria, Rep.Ceca e Slovenia.
Quale e’ il “pericolo” per le banche romene? Secondo il rapporto Standard&Poor´s, il livello dei crediti in valute estere e’ ancora il piu’ alto dell’Europa Centrale ed Orientale (56%, dopo una riduzione di circa l’8% in seguito all’intervento e alle regolamentazioni della banca centrale, alla fine del 2005). Tale appetito per i crediti da parte dei romeni rappresenta il principale fattore della vulnerabilita’ del settore bancario. “I romeni contrattano in maniera “aggressiva” crediti in valuta. Nel contempo, la moneta nazionale della Romania e’ una tra le piu’ vulnerabili ai rischi, nonostante il fatto che la banca centrale controlla il tasso di cambio” specifica il rapporto S&P.
La valutazione del settore bancario dei paesi dell’Europa centrale ed orientale non influira’ direttamente sugli attuali rating concessi alle banche pero’ potrebbe contare nel futuro, nel quadro di ulteriori rivalutazioni dei rating.

Ancora troppo poche banche grandi in Romania
Erste Bank, Societe Generale, Raiffeisen, ING Bank, Unicredit, ABN Amro. Nomi di istituti di credito di fama internazionale, che sono anche i principali operatori sul mercato bancario romeno. Non fanno parte, pero’, delle prime 10 banche in Europa per il valore degli attivi, secondo un “top” realizzato dalla pubblicazione The Banker, nel 2005, banche presenti, invece in paesi come Polonia, Armenia, Ungheria, Croazia o Rep.Ceca.
Ci sono stati tentativi da parte di queste grandi banche di entrare anche sul mercato romeno, come nel caso della privatizzazione della Banca Commerciale Romena (BCR). Il prezzo richiesto e’ stato, pero’, decisivo; gli investitori stranieri interessati lo hanno considerato inadeguato per un mercato emergente.
Nel top delle prime 25 societa’ bancarie del mondo, per il valore degli attivi, realizzato da The Banker, si ritrovano soltanto 4 banche operanti anche in Romania. Queste, pero’, occupano posizioni di mezzo nella graduatoria romena.
ABN Amro e’ l’istituto finanziario meglio piazzato tra quelli operanti in Romania (13-o posto, con un valore totale degli attivi, alla fine del 2005, di 1.039 miliardi di dollari). ABN Amro e’ presente sul mercato romeno dal 1995, registrando, a meta’ 2006, una quota del 3,5%, per il valore degli attivi, piazzandosi al 10-o posto nel sistema bancario romeno.
Societe Generale si e’ piazzata, nel 2005, al 15-o posto nel mondo, con un valore totale degli attivi di circa 1.000 miliardi di dollari. Societe Generale detiene, dal 1999, Banca Româna pentru Dezvoltare (BRD), il secondo operatore del sistema bancario romeno con una quota di mercato del 15,2%.
Il valore degli attivi ING Bank era, alla fine del 2005, di oltre 983 miliardi di dollari, piazzandosi al 16-o posto nel mondo. ING Bank, la quinta banca sul mercato romeno, con una quota di mercato del 6,3% a meta’ 2006, e’ presente in Romania dal 1994.
Unicredit si e’ piazzata nel top The Banker, al 20-o posto, con attivi di 928 miliardi di dollari. Dopo l’acquisto di HVB Bank e Banca IonTiriac, Unicredit si piazza in Romania al 4-o posto, con una quota di mercato di oltre il 10%.
La piu’ grande banca del mondo, secondo la classifica The Banker, e’ la britannica Barclays Bank, con un valore totale degli attivi di oltre 1.591 miliardi di dollari. Attualmente, Barclays Bank non sembra interessata in un allargamento sul mercato dell’Europa Centrale ed Orientale.
Al secondo posto, con attivi di 1.567 miliardi di dollari, si piazza la svizzera UBS. Non e’ presente in Romania ma opera in Polonia, Russia, Turchia e Rep.Ceca. L’unico collegamento della UBS con la Romania e’ stata la perdita della gara per consulenza nella finalizzazione della privatizzazione della Romtelecom.

ATE autorizzata al prelievo della Mindbank
Agricultural Bank of Greece (ATE) ha annunciato di aver finalizzato l’acquisto del 55,83% delle azioni Mindbank, di aver concordato il prelievo, a breve, di ulteriori 0,76% delle azioni, e di aver ricevuto l’autorizzazione delle banche centrali della Grecia e Romania per l’acquisto della banca romena.
“ATE Bank intende aumentare rapidamente il capitale della Mindbank, riorganizzarla, introdurre sistemi avanzati per lo sviluppo delle attivita’ e tecnologie (state-of-the art systems) ed allargare la rete territoriale a 12 agenzie, per triplicare la sua presenza sul mercato romeno nei prossimi 3 anni” indica un comunicato ATE.
Anche UCECOM ha fatto ha accettato l’offerta ATE
UCECOM, il secondo azionista per importanza della Mindbank, ha accettato l’offerta ATE Bank, e vendera’ il 5% della sua partecipazione nella Mindbank, allo stesso prezzo di quello pagato per il prelievo del pacchetto azionario di maggioranza. UCECOM detiene il 25% della Mindbank.
Inoltre, ATE Bank e’ disponibile a prelevare un ulteriore pacchetto dell’8% delle azioni, appartenente ad azionisti individuali e cooperative, che hanno incaricato il presidente UCECOM di vendere le loro azioni.

Da ottobre senza Lei vecchi
Dal 1 ottobre 2006, la Banca Centrale alimentera’ le banche esclusivamente con monete e banconote espresse in lei nuovi.
Nel mese di settembre, la Banca Centrale utilizza ancora nei pagamenti verso le banche commerciali le banconote da 1.000.000 di lei delle vecchie emissioni, pero’ in proporzione ridotta.

La Banca Centrale posticipa per dopo il 1 ottobre 2006 l’emissione delle nuove norme per l’attivita’ degli istituti finanziari non bancari (IFN)
La Banca Centrale dichiara che le norme legislative per gli istituti finanziari non bancari (IFN) non saranno pronte a settembre. Nel corso dell’autunno, la Banca Nazionale della Romania prendera’ una serie di decisioni che verranno pubblicate nella Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial), attraverso le quali estendera’ le regolamentazioni applicate alle banche a tutti i concedenti di crediti, quindi anche agli IFN.
Di conseguenza, i clienti, intenti ad acquistare vari beni con pagamento rateale, dovranno pagare un anticipo del 25% o presentare determinate garanzie. Nel calcolo dei redditi mensili si terra’ conto di eventuali alti crediti gia’ contratti, delle spese pagate per il consumo di energia elettrica, delle spese di condominio, bollette telefoniche, ecc. Secondo le nuove norme, la rata per un credito di consumo non potra’ superare il 30% del reddito rimasto dopo il pagamento delle spese correnti.
Gli IFN troveranno, indubbiamente, altre modalita’ per attrarre clienti, del tipo bussines-card o prestiti per necessita’ personali.

Il mercato dei generi alimentari, controllato dalle multinazionali, si allarga
Gli affari dei produttori di burro ammontano a circa 8 milioni di euro mentre la margarina riporta oltre 40 milioni di euro ai produttori. Nel 2005, 3 nomi controllavano questo mercato, per oltre il 90%.
I marchi di Orkla Foods România (OFR) e Unilever si avvicinano al 90% del mercato del burro. Anche la margarina “si stende su sole 4 fette”: i marchi Linco, Holland (Royal), Wiesana (OFR) e Rama (Unilever) detengono il 76,62% del mercato ed il 78,02% del valore totale delle vendite.
Nei mesi aprile-maggio, i marchi detenuti da Unilever sul mercato della margarina, Rama e Delma, hanno raggiunto una quota di mercato del 50%, secondo la compagnia de audit ACNielsen. Con un peso specifico del 27,7%, Delma e’ leader del mercato, seguita da Rama, con una quota del 22%. Le stime della compagnia indicano, per il 2005, un consumo medio di circa 5 kg/famiglia, il che significa 10 confezioni da 500 grammi all’anno.
Orkla controlla Royal Brinkers România per 2,1 milioni di euro, avendo acquistato il 51% del capitale sociale della societa’. Le vendite ORF hanno registrato un trend ascendente nel 2006 rispetto al 2005, sostenute dalla campagna promozionale pasquale per Fruhstuck e dalla promozione Wiesana, che hanno aumentato le vendite del 15%.
Sempre piu’ senape
25 produttori controllano l’80% del mercato della senape, dove nel 2005 si e’ registrata una crescita del 13,6% rispetto al 2004, per valore e volume, tendenza proseguita anche nel primo semestre del 2006.
Unilever e’ leader sul mercato della senape con il marchio Knorr, secondo ACNielsen, con circa un quarto del valore del mercato, nei mesi di aprile-maggio 2006. Secondo il Senior Brand Manager Knorr, Andreea Popa, le abitudini di consumo dei romeni sono simili a quelle dei francesi, pero’ differiscono per le quantita’, con un consumo medio di 1,28 chilogrammi per famiglia all’anno.
Ancora pochi consumatori per la maionese
Il mercato della maionese “dal negozio” e’ aumentato per valore e volume, del 33% nel 2005 rispetto al 2004 e si prevede lo stesso trend ascendente anche nel 2006. Soltanto un quarto dei nuclei famigliari della Romania consuma maionese acquistata come tale; i produttori sperano che la diminuzione del tempo dedicato alla preparazione dei pasti e della disponibilita’ a cucinare, collegata al prezzo conveniente del prodotto, portera’ all’aumento delle vendite.
Secondo le stime ACNielsen, nei mesi di aprile-maggio 2006, la quota della maionese commercializzata sotto il marchio Knorr era dell’11%.
Olio controllato
Stimato a circa 200 milioni di euro, cioe’ 220 milioni di litri all’anno, il mercato dell’olio e’ dominato dalle multinazionali. Per il 2006, il peso specifico dell’olio nel paniere dei generi alimentari consumati e’ diminuito all’1,48% con conseguenze sulle vendite.
Con una quota di circa il 35%, l’americana Bunge detiene il primo posto nelle vendite, ammontate nel 2005 a 145 milioni di euro, Unirea essendo il marchio locale piu’ venduto. La compagnia dispone ancora di 2 stabilimenti produttivi, dopo la chiusura di Muntenia Bucureşti.
La compagnia Expur, il piu’ grande processatore di semi di soia, e’ entrato sul mercato romeno dell’olio attraverso l’acquisto dello stabilimento di Slobozia ed il rilancio di uno dei marchi tradizionali, Ulcom. Il giro di affari di Expur nel 2005 e’ ammontato a 66,1 milioni di euro e la compagnia ha registrato perdite di 5,7 milioni di euro.
Leader mondiale nel commercio con prodotti agricoli, Cargill, ha acquistato il produttore Olpo ed il marchio Bunica, detentore nel 2005 del secondo posto per il volume delle vendite, secondo uno studio MEMBR.
In funzione dell’auditor, i marchi Agricover hanno registrato una quota di mercato del 14,5-17,4%.
Argus Constanţa intende investire 15 milioni di euro nella produzione di olio, dopo aver concluso il 2005 con un giro di affair di 39,7 milioni di euro.

L’agricoltura romena ancora in difficolta’
Le prospettive dell’agricoltura romena non sono diventate piu’ “rosee”. L’opposizione accusa il potere di „fallimentare” il settore, i liberali si difendono sostenendo che la colpa appartiene all’ex governo PSD. L’ex ministro dell’agricoltura, Ilie Sârbu, sostiene che c’e’ il rischio che i produttori agricoli romeni falliscano dopo l’adesione, perche’ non potranno beneficiare delle sovvenzioni dall’UE. E cio’ perche’ non e’ stata calcolata la dimensione delle superfici improprie per attivita’ agricole, perche’ le agenzie di pagamenti non sono funzionali, e le informazioni catastale e le piantine digitali mancano completamente.
L’attuale ministro dell’agricoltura, Gheorghe Flutur, rimbalza la colpa all’ex partito di governo: „Le opinioni espresse dal senatore Sarbu riflettono, in realta’, molto fedelmente, la situazione in cui ha lasciato il ministero. Inoltre, i problemi sollevati indicano chiaramente che Ilie Sârbu non conosce le nozioni tecniche con le quali ha lavorato, o piuttosto, avrebbe dovuto lavorare”.
La verita’ e’ che, negli ultimi 16 anni, l’agricoltura e’ stata vista dal Palazzo Victoria come un’attivita’ economica obsoleta, senza importanza, e gli agricoltori considerati “vestigi del feudalesimo”. Dei tentativi di „riforma” hanno beneficiate soltanto i grandi latifondisti, i cosiddetti „baroni” locali e cio’ nonostante il fatto che i nuclei agricoli individuali, per la maggior parte di sussistenza, occupano piu’ della meta’ (54%) della superficie agricola della Romania ed altri 23% dei terreni sono sotto la responsabilita’ dell’amministrazione pubblica.
Anche i fondi europei concessi attraverso il programma SAPARD arrivano raramente ai nuclei agricoli individuali, che potrebbero con tale aiuto, trasformarsi in unita’ agricole, ma quasi sempre agli stessi „baroni”. Ecco la dimostrazione: nella corsa contro cronometro per dimostrare che la Romania puo’ assorbire i fondi SAPARD, l’Agenzia di Pagamenti ha ricevuto nel mese di luglio 2006 un numero-record di 1.685 progetti il cui valore totale ammonta a 727,5 milioni di euro. Un semplice calcolo indica che, mediamente, ogni richiedente ha presentato un progetto di 431.000 euro. Chi richiede tale ammontare deve restituirne la meta’, senza contare anche le provvigioni che possono arrivare, a volte, al valore del cofinanziamento UE, per non parlare del fatto che le banche sono molto caute quando offrono tali ammontari. E’ ovvio che un nucleo agricolo individuale difficilmente arriva a godere dei fondi europei poiche’ un prestito di 200.000 euro supera le proprie possibilita’ di rimborso.
Le piante agricole, piene di “buchi neri”
L’attuale Governo invoca, a difesa dei propri metodi di sostegno alle grandi unita’ agricole, il fatto che un’agricoltura competitiva non puo’ essere fatta su piccole proprieta’. Pero’, ne’ l’attuale governo ne’ i precedenti, negli ultimi 16 anni hanno manifestato alcun interesse riguardo alla struttura dei diritti di proprieta’. L’Ufficio del Catasto rimane un ente che gestisce piante fittizie, e l’Agenzia del Demanio dello Stato (ADS), che secondo la legge di costituzione del 2000, doveva iscrivere al catasto i suoi terreni entro 60 giorni dalla sua costituzione, non lo ha ancora fatto. Attualmente, la pianta agricola della Romania, destinata a confermare I diritti di proprieta’ sui terreni, e’ piena di “buchi neri”.
Il mercato dei terreni – inesistente
Nell’agricoltura, la terra e la manodopera sono i principali fattori di produzione. Pero’, in assenza di diritti di proprieta’ ben definiti sul primo, non esiste alcun mercato dei terreni, per permettere il concentramento delle superfici. A dimostrazione che il mercato dei terreni agricoli e’ sottosviluppato, mentre in prezzo dell’ettaro nelle localita’ e’ aumentato da 58 milioni di ROL nel 1999 a quasi 150 milioni nel 2004, nelle zone fuori localita’, il prezzo e’ aumentato soltanto da 6 milioni di ROL/ha (nel 1999) a 10 milioni di ROL/ha (nel 2004).
In assenza della certezza della proprieta’ privata non c’e’ interesse per investire. Quello che i governi degli ultimi 16 anni hanno ignorato e’ il fatto che lo stato possiede ancora 4 milioni di ettari di terreni, un quarto dei 15 milioni di ettari di terreni agricoli della Romania, che avrebbero potuto essere venduti a degli investitori.
Il Ministero dell’Agricoltura sostiene che attualmente ha le mani legate, perche’ la maggior parte delle unita’ agricole del portafoglio ADS hanno problemi in giustizia. L’ex governo PSD ha privatizzato soltanto 281 delle 739 unita’ agricole dell’ADS, attraverso contratti conclusi a sfavore dell’Agenzia, che in numerosi casi non ha incassato nulla dagli “acquirenti”.

La fiera internazionale BIFE TIMB 2006 nel recinto fieristico Romexpo
La 15-a edizione della Fiera internazionale dei mobili, allestimenti di interni, attrezzature per lavori forestali e per l’industria della lavorazione del legno si svolgera’ nel periodo 6-10 settembre 2006 nel recinto fieristico Romexpo di Bucarest.
I mobili presentati saranno disposti in saloni, secondo il modello delle fiere di Milano, Parigi, Cologna o Valencia: Classico&Tradizionale, Moderno&Funzionale, Lusso&Avanguardia, Sit&Relax, allestimenti di interni e piccolo mobilio
All’edizione 2006 partecipano oltre 500 espositori da 17 paesi.
Dall’Italia hanno annunciato la partecipazione: ACIMALL CEPRA SPA, ARMETAL SRL, ATTIPLAST SRL, BASCHILD INTERNAT.SRL, BREMAC SPA, CL LEGNO-CARPENTERIA LEVATI SNC, CONCERIA ZB, CONSORZIO ESTE, CONSORZIO FIPEX, COSTA LEVIGATRICI, DE NARDI SRL CAMPOLONGO, EURO DESIGN SRL, FANTACCI INDUSTRIE SRL, ITALPRESSE SPA, LA METEORA SRL, MAIULLARI DIVANI SRL, MILLER SRL SAN GIORGIO, PROMO TRADE SRL, SAREGO PELLI SRL, SECAL SRL, TEMAR SRL.

Sito della settimana:
www.targurisiexpozitii.ro – contiene informazioni sulle mostre e fiere organizzate in 15 citta’ della Romania, ed informazioni utili sui servizi disponibili (stand, oggetti promozionali, affitto di personale, enti fieristici organizzatori, possibilita di prenotazioni alberghiere per gli espositori, ecc).

Un nuovo albergo a Bucarest
Il 14 settembre 2006 sara’ inaugurato Novotel, un albergo di 4 stelle appartenente al gruppo francese ACCOR, ubicato in Calea Victoriei al posto dell’ex Teatro Nazionale della capitale.

Notizia dell’ultima ora
www.atac-online.ro informa sulla presunta esistenza di documenti compromettenti che accuserebbero il Governatore della Banca Centrale di azioni illegali:

  • Favoreggiamento della societa’ del proprio padre, SC HCS SRL, in un contratto di trasporto bancario specializzato per la banca centrale, ed affidamento alla stessa societa’ delle importazioni di materiali per la conia rispettivamente stampa di monete e banconote nel periodo 1991-1992 (un contratto di circa 31,1 milioni di marchi e 10 milioni di franchi svizzeri);
  • Iscrizione nel bilancio della Banca centrale della somma di 523 milioni di dollari, senza documenti contabili, come pagamenti esteri autorizzati da Dan Pascariu, ex presidente Bancorex;
  • Utilizzo illegale di fondi, nel 1991: si tratterebbe di 652,2 milioni di dollari concessi dal FMI e trasferiti alla BRCEx, ad un tasso di cambio di 60 lei/dollaro, mentre il vero tasso di cambio valutario era di 300 lei/dollaro;
  • Indebitamento dello stato con la somma di 3.000 miliardi di lei, per la stampa di moneta senza supporto reale.

Newsletter n.34 / 2006

La Romania tra gli ultimi paesi europei, con un PIL pro capite di circa il 40% della media UE
In Romania, il Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite rappresenta meno del 40% della media dei Paesi UE 25. Peggio stanno soltanto la Bulgaria con il 32%, la Turchia con il 31%, e la Macedonia, con il 26%. Per una popolazione di circa 22 milioni di abitanti, il PIL della Romania ammonta ad oltre 79 miliardi di euro mentre in Ungheria, paese che conta poco piu’ di 10 milioni di abitanti, il PIL e’ di 87,8 miliardi di euro.
Il PIL pro capite ammonta a circa 3.660 euro in Romania e circa 8.700 euro in Ungheria, il che dimostra che un ungherese produce 2,4 volte di piu’ di un romeno.
Le differenze tra i paesi europei sono significative, e l’indice principale per l’analisi e’ il PIL pro capite corretto con il Potere Standard di Acquisto.
Studi recenti dimostrano che la Romania, anche nel 2015, registrera’ un valore del PIL pro capite di soltanto il 40% della media registrata nell’UE. La media del PIL nominale pro capite nei 25 paesi dell’Unione Europea era, a meta’ 2005, di 30.473 dollari.
Un paese grande con difficolta’ altrettanto grandi
In una presentazione dedicata alla Romania del 2006, la Banca Mondiale asserisce che il paese ha un reddito medio. Nonostante negli ultimi 5 anni la Romania abbia registrato una crescita economica consistente, esistono ancora difficolta’ maggiori. Con 21,63 milioni di abitanti, la Romania e’ il secondo paese, per dimensioni, dell’Europa Centrale ed Orientale e piu’ grande di 19 dei 25 paesi membri attuali dell’UE. La Banca Mondiale sottolinea la necessita’ di continuare le riforme economiche, per poter fronteggiare l’integrazione nell’UE e per ridurre la poverta’. “La poverta’ si conserva, il 15,1% della popolazione vive al di sotto del livello di sussistenza. Il 60% della popolazione povera della Romania vive nelle zone rurali, nonostante l’alto potenziale del paese per quanto riguarda l’agricoltura, le foreste e la pesca” indica lo studio BM.
La crescita economica eliminera’ la poverta’
I poli della poverta’ in Romania sono ubicati nelle regioni Nord-Est e Sud-Ovest. Le piantine della poverta’ nazionale, elaborate periodicamente dalle autorita’, per dimensionare gli aiuti sociali, indicano che la poverta’ severa continua ad essere concentrata in Moldavia, specialmente nelle regioni Botosani e Vaslui, e nel sud della Oltenia, dove la gente e’ costretta a vivere con meno di 2 dollari al giorno. I piu’ benestanti risultano gli abitanti della capitale.
Secondo lo studio della Banca Mondiale, la Romania dovrebbe registrare un ritmo annuo di crescita economica dell’8% per eliminare la poverta’ assoluta entro il 2015.
La graduatoria dei paesi europei in funzione del PIL pro capite, nel 2005 rispetto alla media UE indica: Lussemburgo 248%, Norvegia 165%, Irlanda 137%, Svizzera 128%, Islanda 126%, Danimarca 124%, Olanda 123%, Austria 123%, Belgio 118%, Gran Bretagna 115%, Svezia 115%, Finlanda 112%, Germania 110%, Francia 109%, Italia 103%, Spagna 99%, Cipro 83%, Grecia 82%, Slovenia 80%, Rep.Ceca 73%, Portogallo 71%, Malta 69%, Ungheria 61%, Estonia 57%, Slovacchia 55%, Lituania 52%, Polonia 50%, Lettonia 47%, Croazia 47%, Romania 35%, Bulgaria 32%, Turchia 31%, Macedonia 26%.

Il 2007, l’anno dell’integrazione della poverta’ romena nell’UE
A soli 4 mesi dalla sperata data di integrazione nell’Unione Europea, i dati statistici contraddicono le speranze delle autorita’. Le misure economiche intraprese negli ultimi 2 anni non hanno avuto i risultati previsti. In materia di stipendi il paese sara’ sul penultimo posto nell’UE perche’ quasi 3 milioni di romani sopravvivono con 40 euro al mese.
Secondo uno studio realizzato da Vienna Institute, in Austria lo stipendio medio mensile e’ di circa 2.000 euro, in Rep.Ceca ed Ungheria arriva a circa 600 euro, in Romania, a 260 euro ed in Bulgaria a 160 euro. Nonostante i nuovi stati membri dell’Unione Europea registrino attualmente ritmi di crescita superiori a quelli dei vecchi membri, le differenze salariali non saranno superate a breve; gli esperti austriaci stimano che il livello dei redditi in Rep.Ceca ed Ungheria arrivera’ alla media dell’Unione Europea soltanto fra 10-15 anni. Per la Romania e Bulgaria, il periodo sara’ ancora piu’ lungo, di oltre 20 anni. E gli autori dello studio di Vienna Institute stimano che dopo l’adesione dei due paesi all’UE, circa 150.000 persone migreranno verso gli altri paesi UE, a causa delle differenze tra i redditi.
Bilancio alimentare di 290 euro
Lo stipendio medio mensile di 260 euro non bastera’ ai romeni, per vivere decentemente nell’UE, e – come in tutti i paesi meno sviluppati – la maggior parte dei redditi sara’ destinata alle spese alimentari. L’analisi dei prezzi di 39 prodotti alimentari dell’Unione Europea indica che il valore medio mensile del bilancio destinato ai generi alimentari e’ di 479 dollari, mentre a Bucarest il paniere delle spese mensili per generi alimentari e’ di 290 dollari. In altre parole, il reddito medio dei romeni non ha alcun collegamento con quello europeo. Le famiglie sostenute da redditi salariali hanno avuto, mediamente, 518 lei mensili per persona. Anche tra le regioni geografiche della Romania esistono differenze consistenti. A Bucarest e nella regione Ilfov, il reddito medio mensile pro persona e’ del 40% superiore alla media nazionale e di circa il 60% superiore alla media della Moldavia. E’ pure vero che un nucleo famigliare della Capitale ha pagato tasse ed imposte piu’ alte, 2,5 volte superiori a quelle pagate in Moldavia. In piu’, dai dati ufficiali risulta che la categoria piu’ povera della Romania ha un reddito medio pro persona di soli 148 lei mensili, cioe’ 40 euro. Sono 2,9 milioni i romeni che rientrano nella categoria piu’ povera. L’Istituto Nazionale di Statistica informa che nel mese di giugno 2006, il coefficiente di crescita dei guadagni salariali medi netti a livello nazionale, rispetto a gennaio 1990, e’ stato di 2.828,59 volte, e rispetto a febbraio 1992 di 656,60 volte. Nel contempo, i prezzi dei generi alimentari sono aumentati 4.700 volte. In altre parole, rispetto al 1990 la capacita’ di acquisto e di circa il 60% mentre i prezzi sono diventati “europei”.
La banca svizzera UBS ha calcolato che una famiglia di Bucarest necessita 1.300 dollari per poter acquistare un paniere di 122 prodotti e servizi necessari per una vita decente. Nel paniere sono comprese le spese per i generi alimentari, abbigliamento, elettrodomestici, trasporto ecc. La principale conclusione dello studio e’ che, per il potere di acquisto, Bucarest si piazza al 59-o posto nel mondo. Da questo punto di vista, piu’ poveri dei romeni – a soli 4 mesi prima dell’integrazione del paese nell’Unione Europea –
rimangono soltanto alcuni paesi dell’Asia ed Africa.

L’agricoltura romena ha ancora tranto da fare prima dell’integrazione nell’UE
Il Capitolo Agricoltura mette in difficolta’ gli ufficiali romeni e rischia di costituire un ostacolo per l’integrazione nell’UE. Il ministro dell’agricoltura, Gheorghe Flutur, spera ancora che “La Romania ricuperera’ il tempo perso e corrispondera’ alle esigenze UE”.
Nell’ultimo Rapporto Paese della primavera 2006, il Capitolo 7 – Agricoltura e Sanitario-Veterinario aveva ancora 3 “cartellini rossi, dei 6 concessi nell’autunno 2005.
Si lavora intensamente al catasto: identificazione dei lotti e collegamento tra la dichiarazione del proprietario agricolo e le fotografie aeree realizzate. Si spera di ultimare l’operazione entro la fine del 2006. Un terzo del lavoro e’ gia’ stato effettuato ed attualmente sono in azione 3.000 addetti ai lavori.
Per quanto riguarda la raccolta degli scarti di origine animale, degli animali morti, dei rifiuti risultati dai mattatoi, allevamenti ed unita di trasformazione, si lavora in due direzioni: l’ammodernamento delle unita’ esistenti, inadeguate dal punto di vista veterinario e l’allestimento di nuove unita’ per il trattamento dei rifiuti e la produzione di farine animali.
L’agricoltura rappresenta oltre il 60% del volume dell’acquis comunitario.

Il deficit di conto corrente continua ad aumentare
Nel primo semestre del 2006, il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un deficit di 4,17 miliardi di euro, piu’ alto del 40,2% di quello del periodo simile del 2005, indica un comunicato della Banca Centrale.
L’aumento del deficit e’ dovuto, principalmente, al aumento del deficit commerciale. La differenza tra importazioni ed esportazioni e’ salita, nel primo semestre a 4,3 miliardi di lei.
Il capitolo trasferimenti correnti ha registrato un eccedente di 1,5 miliardi di euro, in leggera diminuzione rispetto al primo semestre del 2005.
Il deficit di conto corrente e’ stato coperto per il 77,8% dagli investimenti stranieri diretti (3,2 miliardi di euro nel primo semestre del 2006, rispetto a 2,1 miliardi di euro nel primo semestre del 2005).
Il debito estero a medio e lungo termine ha registrato una crescita del 2,7% rispetto a dicembre 2005, fino a 25,2 miliardi di euro.
Il debito estero pubblico e pubblicamente garantito ha registrato al 30 giugno 2006 un saldo di 11 miliardi di euro e ha rappresentato il 43,7% del debito estero a medio e lungo termine (rispetto al 45,9% al 31 dicembre 2005).
Il debito estero non garantito pubblicamente e’ ammontato a 13,3 miliardi di euro al 30 giugno 2006, dell’8,3% superiore al livello registrato il 31 dicembre 2005.

Le importazioni romene di generi alimentari hanno superato di quasi 1 miliardo di euro le esportazioni nel primo semestre del 2006
Le importazioni romene di prodotti agro alimentari hanno superato di 869,3 milioni di euro le esportazioni nel primo semestre del 2006, informa il Ministero dell’Agricoltura (MAPDR). Mentre le esportazioni hanno rappresentato 286,2 milioni di euro, le importazioni sono salite a 1,15 miliardi di euro (rispetto a 906,7 milioni di euro nel periodo simile del 2005).
Le esportazioni di animali vivi hanno rappresentato il 21,4% del totale esportato, seguite dalle esportazioni di girasole (10,7% del totale), frumento (10,3%), mais (6,4%), olio di girasole e soia (10,7%) e prodotti di panificazione (4,4%).
L’Unione Europea e’ il principale partner della Romania nell’interscambio con prodotti agricoli. Il 60% delle esportazioni romene nel primo semestre del 2006 sono state destinate ai Paesi UE, il 10% alla Turchia ed il 3% alla Rep. Moldavia.
Le esportazioni di vini, sempre piu’ basse, hanno rappresentato soltanto l’1% del totale esportato.
La Romania ha importato quantita’ consistenti di cipolle, cavoli, mele e carne suina.
Ha importato 39.4000 tonnellate di cipolle, per 7 milioni di euro e ha esportato 6,4 tonnellate per 6.800 euro; ha importato 48.200 tonnellate di mele per 8,9 milioni di euro e ha esportato 27 tonnellate per 77.000 euro.
A causa dell’influenza aviaria, la Romania non ha esportato carne di pollo pero’ ne ha importato 989 tonnellate per 6,244 milioni di euro. Le esportazioni di carne suina sono state quasi inesistenti (190 tonnellate) pero’ ne ha importato 89.800 tonnellate per 13,934 milioni di euro.

Gli investimenti stranieri sono diminuiti di circa il 40% nel mese di giugno 2006
Il volume degli investimenti stranieri diretti attratti dalla Romania e’ stato di circa 341 milioni di euro nel mese di giugno 2006, del 40% piu’ basso di quello registrato a giugno 2005 (circa 550 milioni di euro), indicano i dati rilasciati dalla Banca Centrale.
Gli investimenti stranieri nel primo semestre del 2006 sono ammontati a 3,2 miliardi di euro, in aumento del 52% rispetto al primo semestre del 2005. Praticamente, la diminuzione degli investimenti attratti nel mese di giugno ha abbassato il ritmo di crescita degli investimenti stranieri dal 93% nei primi 5 mesi dell’anno al 52% a meta’ anno.

Tre scenari per Cernavoda
Il Ministero dell’Economia e Commercio presentera’, a breve, all’esecutivo, 3 possibili scenari per la costruzione dei reattori nucleari N.3 e 4 di Cernavoda, annuncia il ministro Codrut Seres. “Abbiamo concluso i dialoghi con gli investitori. Sono state elaborate 3 varianti. La prima prevede azionari di maggioranza privati, la seconda il 51% partecipazione dello stato romeno ed il restante 49% degli investitori privati, e la terza prevede che lo stato romeno detenga il 100% della compagnia di progetto” spiega Seres.
Secondo lo stesso, se l’Esecutivo sceglie la prima variante (fondata su un modello finlandese), la societa’ Electrica potrebbe detenere il 20-30% della compagnia di progetto e gli altri investitori la differenza fino al 51% (non piu’ di 10-15% per ognuno). In tal caso, il recupero degli investimenti avverrebbe attraverso la fornitura, agli investitori, di energia elettrica al costo di produzione.
Nella seconda variante, il recupero degli investimenti avverrebbe attraverso la vendita dell’energia prodotta dai due reattori, con una redditivita’ assicurata del 7-8%.
Electrica possiede sufficienti fondi ottenuti dalla privatizzazione delle distribuzioni di energia elettrica per ottenere il 20-30% della compagnia di progetto, e questa sarebbe un’opportunita’ interessante per investire detti fondi.
Per la costruzione dei 2 reattori, sulla lista breve sono rimaste 13 compagnie e consorzi: AES Corporation (SUA), Alro Slatina, TESS Conex- ASAM-Iasi, Ansaldo (Italia) e AECL (Canada), Unit Investments (Lussemburgo) – Dogan Enerji (Turchia), Electrabel (Belgio), Electrica, ENEL (Italia), E.On Energie (Germania), Gabriel Resources (Canada), Iberdrola (Spagna), KHNP (Corea del Sud) e RWE Power.
Le prime stime indicano che l’investimento totale ammontera’ a 2,2 miliardi di euro. L’energia elettrica sara’ prodotta a costi compresi tra 30 e 35 euro/MWh, inferiori a quelli di altre centrali romene. La costruzione dei 2 reattori durera’ circa 6,5 anni dal momento della costituzione della compagnia di progetto.

L’erario romeno impone il cambiamento del codice di registrazione per le entita’ soggette al pagamento dell’IVA
Entro la fine del 2006, tutte le persone giuridiche registrate come soggette al pagamento dell’IVA dovranno cambiare il proprio codice di registrazione di soggetto ad IVA annuncia l’Agenzia Nazionale di Amministrazione Fiscale (ANAF). Tale misura assicura la trasposizione nella legislazione nazionale delle norme europee in materia. Il codice di registrazione a scopi di IVA, attribuito alle persone giuridiche tassabili, conterra’ il prefisso “RO”, seguito dal codice di identificazione fiscale. I contribuenti persone giuridiche saranno registrati, d’ufficio, dall’organo fiscale competente, nelle evidenze delle persone giuridiche tassabili, registrate a scopi di IVA. L’organo fiscale competente emettera’ anche il certificato di registrazione per l’IVA, che verra’ recapitato, via posta, al domicilio fiscale. Dal 1 gennaio 2007, alle persone giuridiche iscritte nelle evidenze speciali perche’ non hanno chiarificato il loro statuto fiscale, e a quelle che risultano sulla lista dei contribuenti inattivi verra’ annullata la registrazione a scopo di IVA, d’ufficio, da parte dell’organo fiscale competente.

Diminuiranno i contributi per le assicurazioni sociali
I contributi da parte delle aziende e dei dipendenti al bilancio delle assicurazioni sociali si ridurranno del 2% a partire dal 2007, dichiara il ministro delle Finanze Sebastian Vladescu citato da Mediafax.
“Le quote per le assicurazioni sociali saranno abbassate del 2% rispetto al 47,5% attuale. Dobbiamo ancora decidere, insieme al Ministero del Lavoro, quale sara’ la riduzione per il datore di lavoro e quale per il salariato”, aggiunge Vladescu. Attualmente, i datori di lavoro pagano per le assicurazioni sociali il 30,5% del fondo lordo degli stipendi, di cui il 20,5% per le pensioni. La differenza fino al 47,5% e’ pagata dai dipendenti.
Le quote cumulate per datore di lavoro e dipendente sono state ridotte del 2%, al 47,5%, all’inizio del 2006.

Diminuisce il numero medio dei salariati nell’industria romena
Alla fine del terzo trimestre del 2006, il numero medio dei salariati sara’ di 1,646 milioni, in diminuzione dello 0,9% rispetto al trimestre anteriore, secondo Rompres. Quindi a livello dei primi 9 mesi del 2006 il numero medio dei salariati nell’industria diminuira’ del 3,7% rispetto al periodo simile del 2005.
Nel secondo trimestre del 2006, e’ continuato il trend discendente del numero dei salariati nell’industria (fermatosi nel primo trimestre dell’anno grazie alle assunzioni massicce avvenute a gennaio) ed alla fine di giugno 2006 il numero dei salariati era simile a quello di dicembre 2005.
Secondo i dati statistici, nella maggior parte dei settori industriali sono stati registrati licenziamenti che totalizzavano circa 25.000 persone a fine giugno 2006 (rispetto a marzo 2006).
Il costo unitario reale della forza di lavoro si e’ ridotto nel primo semestre del 2006 del 6,3%, livello simile a quello anticipato dalle autorita’ (6%), perche’ la dinamica dello stipendio lordo reale e’ stata inferiore a quella della produttivita’ del lavoro in questo periodo, riflettendo la crescita della competitivita’.
Un’evoluzione simile e’ prevista anche per il terzo trimestre del 2006, in modo che a livello dei primi 9 mesi sia possibile una riduzione del costo unitario reale della forza di lavoro di circa il 7%.

Il bilancio delle privatizzazioni romene nel primo semestre del 2006: esitazioni e fumo
La piu’ importante privatizzazione del „primo semestre” si e’ conclusa in realta’ nel mese di luglio, ad un prezzo 3 volte inferiore al valore di una transazione equivalente su Rasdaq.
Le polemiche intorno all’AVAS, dopo la nomina del suo nuovo, giovanissimo, dirigente non sono rimaste senza conseguenze. Nonostante Tractorul, Rulmentul, Electroputere ed altre societa’ importante sono rimaste di proprieta’ dello stato e saranno smembrate e vendute parzialmente, il presidente AVAS annuncia trionfalmente che l’Autorita’ ha avuto, nel primo semestre 2006, risultati migliori rispetto al periodo simile del 2005: 7 delle 53 societa’ importanti che devono essere privatizzate nel 2006 sono gia’ state vendute. Rimarrebbero da privatizzare soltanto 46 fino a Natale prossimo.
La realta’ dei primi 6 mesi del 2006 non assomiglia per’ niente a quanto asserito da Razvan Orasanu. Secondo i dati reali, AVAS si e’ proposta di privatizzare, nel 2006, 120 aziende nelle quali possiede pacchetti azionari di maggioranza (53 societa’) o di minoranza (67 societa’). Nel primo semestre del 2006, AVAS ha privatizzato soltanto 5 societa’ (nelle quali il pacchetto azionario di maggioranza apparteneva allo stato) e altre 9 societa’ erano in corso di privatizzazione alla fine del primo semestre 2006.
Quali importanti aziende statali sarebbero state privatizzate nel primo semestre 2006 dall’AVAS diretto da Razvan Orasanu? Constructii Feroviare Moldova Iasi e 3 istituti di ricerche (Straero SA, SIAT SA e Ceprom SA Satu-Mare). La presentazione caotica dei risultati delle privatizzazioni mescola i tempi, nel tentativo di „abbellire” le cifre modeste dell’attivita’ nella prima meta’ del 2006.
La tanto vantata vendita del primo semestre, di Laminorul Braila e’ avvenuta, in realta’, il 14 luglio 2006. E non e’ l’unico errore della presentazione che ometteva i tentativi “falliti” (assolutamente tutte le societa’ importanti, rimaste nel portafoglio AVAS: Tractorul Brasov, Nitramonia Fagaras, Electroputere Craiova, Aversa, Rulmentul Brasov e molte altre).
Come comprare a basso prezzo da AVAS
Si deve ricordare che Laminorul Braila e’ gia’ stato privatizzato una volta senza successo. L’azienda e’ stata comprata nel 2004 dal gruppo internazionale Tenaris, in “un pacchetto” che comprendeva anche Silcotub Zalau e Tubinox Bucuresti). Tenaris ha prelevato la societa’ Tubman International, che deteneva partecipazioni maggioritarie nelle tre compagnie. Ulteriormente, Tenaris ha trasferito Laminorul Braila, a titolo gratuito, nel portafoglio AVAS.
AVAS ha messo in vendita il 68,80% delle azioni Laminorul a febbraio 2006. Nel secondo semestre 2006 (14 luglio 2006), AVAS ha firmato con Donau Commodities SRL Bucarest il contratto di privatizzazione della societa’ (Donau Commodities e’ una societa’ a responsabilita’ limitata, con socio unico Donau Commodities Handels GmbH, persona giuridica austriaca specializzata nel commercio all’ingrosso con metalli e minerali metallici). Quanto ha incassato lo stato romeno per il 68,8% delle azioni? “Circa 300.000 euro, dichiarava il presidente Orasanu in una recente conferenza stampa. Disinformato o mal intenzionato? Secondo i dati rilasciati dal Governo il prezzo del pacchetto azionario venduto a luglio era di 221.374,37 euro, cioe’ del 25% inferiore al valore indicato da Orasanu. In altre parole per il terreno, gli attivi ed il portafoglio di affari in corso di Laminorul, lo stato romeno ha incassato l’equivalente di 3 autovetture BMW.
Tante promesse, poco denaro
Secondo i dati forniti dalla Commissione Nazionale dei Valori Mobiliari, il numero totale di azioni emesse dalla societa’ Laminorul Braila e’ di 14.133.282, ad un valore nominale di 2,08 RON. Le azioni sono transazionabili, nel tempo il valore oscillando tra lo 0,2 e 0,35 RON. Il numero di azioni vendute dall’AVAS e’ stato di 9.693.147, per le quali ha incassato 221.000 euro. Se avesse potuto vendere al valore nominale, lo stato avrebbe incassato quasi 5,5 milioni di euro. Pero’ il valore di un’azienda e’ dettata dal mercato. Le azioni Laminorul vengono transazionate liberamente su Rasdaq, ed i calcoli indicano che nelle due settimane precedenti alla privatizzazione – quando la quotazione media e’ stata dello 0,31 RON/azione – lo stato avrebbe ottenuto 858.000 euro per le azioni detenute a Laminorul Braila, se AVAS avesse utilizzato il mercato di capitale per la privatizzazione. Donau Commodities SRL Bucuresti ha negoziato bene e ha ottenuto un prezzo almeno 3 volte inferiore di quello pagato se avesse acquistato lo stesso pacchetto azionario su Rasdaq.
Si deve, pero’, aggiungere che l’acquirente si e’ impegnato ad apportare, oltre al pagamento delle azioni, ulteriori circa 10 milioni di euro investimenti per lo sviluppo, 6,5 milioni di euro capitale di lavoro e 785.624 euro investimenti per l’ambiente, nonche’ a rimborsare all’AVAS l’aiuto di stato concesso alla societa’, in quantum di 95 miliardi di ROL. Tutte promesse gia’ ricevute dall’AVAS migliaia di volte dall’inizio delle privatizzazioni. Con certezza si puo’ affermare che, per adesso, lo stato ha incassato per Laminorul Braila 221.000 euro.
Geometria variabile
Sulle altre “realizzazioni” in materia di privatizzazione nel primo semestre 2006, non c’e’ molto da aggiungere. Le statistiche AVAS sembrano avere una “geometria variabile”. Secondo i documenti rilasciati in occasione della conferenza stampa sui risultati del primo semestre 2006, l’obiettivo del 2006 e’ la privatizzazione di 120 societa’ di cui 50 con capitale maggiormente statale e 70 con capitale statale minoritario. L’attivita’ sembra superare gli obiettivi: nel primo semestre 2006 sono state concluse 41 privatizzazioni, sono iniziate 31 privatizzazioni comprese nel piano 2006 e devono ancora cominciare altre 53 privatizzazioni dello stesso pian annuale. Totale? 125 privatizzazioni, di 5 superiori al piano 2006. E non e’ ancora tutto. Vengono indicate 7 privatizzazioni (ulteriormente diventate 8) concluse per pacchetti maggioritari e 34 per pacchetti minoritari. Le prime 7 sono state in realta’ solo 5.

La privatizzazione della Cassa di Risparmio CEC potrebbe protrarsi fino nel 2007. Il presidente CEC, Eugen Radulescu, crede che il prelievo della banca sara’ finalizzato a marzo 2007 e che il ritardo e’ determinato dalla richiesta dei contendenti di avere un ulteriore audit della banca
Il prelievo della Cassa di risparmio CEC sara’ finalizzato, probabilmente, a marzo 2006, ha dichiarato per TV Money Channel, il presidente CEC, Eugen Radulescu, specificando che per finalizzazione intende “il momento in cui il Registro del Commercio registrera’ il nuovo proprietario della CEC”.
“Il ritardo nella privatizzazione della CEC potrebbe essere determinato dalla rigorosita’ che i contendenti (OTP Bank e National Bank of Greece) richiedono riguardo ai dati utilizzati”, afferma Radulescu.
Anche il Ministro delle Finanze, Sebastian Vladescu, capo della commissione di privatizzazione della CEC, annuncia che la scadenza dei negoziati (31 agosto 2006) potrebbe essere prorogata perche’ le 2 banche rimaste in lizza hanno chiesto un audit sui risultati finanziari della CEC nel primo semestre 2006.
Eugen Radulescu aggiunge che i risultati finanziari della CEC sono stati calcolati secondo gli standard romeni di contabilita’, ed I due competitori hanno richiesto l’audit secondo gli standard internazionali di contabilita’.

Un nuovo operatore sbarca ufficialmente sul mercato bancario romeno: Investkredit AG
La rappresentanza in Romania di Investkredit Bank AG ha iniziato ufficialmente la sua attivita’ indica un comunicato stampa dell’istituto bancario specializzato appartenente al gruppo Volksbank.
Investkredit ha concesso un finanziamento di 19 milioni di euro al fondo di investimenti immobiliari Fabian Romania Property Fund Ltd. Il prestito assicurera’ il rifinanziamento dei primi due investimenti del Fondo Fabian sul mercato degli edifici per uso ufficio in Romania – Il Centro Cascade ed il Centro di Affari Floreasca, due costruzioni per uffici di classe A a Bucarest, con un’area di circa 4.500 metri quadrati ognuna.
Investkredit Bank e’ una banca specializzata che segue delle opportunita’ di affari segmenti di nicchia del mercato immobiliare e corporativo sui mercati dell’Europa Centrale (Austria, Germania, Svizzera, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca, Ungheria, Romania).

La banca israeliana Leumi Bank decisa a salire, in Romania, ad una quota di mercato del 2% nei prossimi 3 anni
Bank Leumi, che ha acquistato quest’estate il 99,27% della Eurom Bank (ex Dacia Felix), intende sviluppare l’attivita’ della filiale romena prevalentemente per i clienti corporativi e le piccole e medie aziende nonche’ per persone fisiche con redditi oltre la media.
“In una prima fase, aumenteremo (a settembre 2006) il capitale sociale di 50 de milioni di lei ed effettueremo ulteriori aumenti in funzione dei risultati della banca” dichiara Zalman Segal, presidente del Consiglio di Amministrazione della Bank Leumi Romania, aggiungendo che si prevede di arrivare ad una quota di mercato del 2% degli attivi del sistema bancario romeno entro il 2009
Eurom Bank aveva, alla fine del primo semestre del 2006, attivi di 449,7 milioni di lei (126 milioni di euro), in diminuzione dell’1,6% rispetto al 31 dicembre 2005, e deteneva lo 0,31% del totale degli attivi bancari, piazzandosi al 28-o posto nel sistema bancario romeno, secondo i dati della Banca Centrale.

Il Top delle banche romene potrebbe modificarsi consistentemente entro alla fine del 2006
La privatizzazione della Cassa di Risparmio CEC e la fusione HVB-Tiriac-Unicredit – entrambe programmate per l’autunno 2006 – modificheranno considerevolmente la “geografia” del sistema bancario romeno. Se a livello dell’Europa Orientale il piu’ forte gruppo bancario per gli attivi bancari e’ Unicredito (86,2 miliardi di euro), seguito da Erste Bank (48,7 miliardi di euro), in Romania la situazione e’ diversa.
Il Top bancario romeno e’ dominato da Erste Bank, che attraverso il prelievo della BCR, si e’ assicurata una quota di mercato di circa il 25,6 %. Con attivi di oltre 9 miliardi di euro (dal totale di 37 miliardi, detenuti dall’intero settore bancario), BCR- Erste e’ l’incontestato leader delle banche romene.
Seguono, pero’ non da vicino, i francesi della Banca Romana de Dezvoltare – Groupe Societe Generale, con attivi di oltre 5 miliardi di euro, cioe’ circa il 15% degli attivi bancari totali.
Raiffeisen continua ad occupare il terzo posto, con attivi di 3,2 miliardi di euro, e al quarto posto si piazza l’olandese ING Bank, con attivi di 2,27 miliardi di euro.
La Banca Transilvania e’ salita al quinto posto, seguita da vicino da Cassa di Risparmio CEC, Alpha Bank, Bancpost e HVB.
Nel caso HVB – Tiriac – Unicredit, e’ molto probabile che, dopo la conclusione del processo di fusione, l’entita’ risultata salga al terzo o quarto posto. Da novembre 2005, HVB e Banca Tiriac fanno parte, insieme a UniCredit Romania, della rete centrale di UniCredit Group. Le tre banche hanno, insieme, attivi di quasi 3 miliardi di euro.
Nelle zone di nicchia cominciano i prelievi ma anche i fallimenti
Sul mercato bancario romeno, per il 5% delle quote combattono circa 30 banche. Volksbank, Blom Bank Egypt, Eximbank, Garanti Bank International, ProCredit Bank, Egnatia Bank sono soltanto alcune di esse. Ad altre, come Nova Bank, la banca Centrale ha gia’ ritirato l’autorizzazione a funzionare. Altre banche preparano, invece, il consolidamento della propria posizione.
Eurom Bank (ex Dacia Felix) e’ stata prelevata dalla israeliana Leumi Bank, e l’italiana CR Firenze ha acquistato Daewoo Bank.
Si prepara per la vendita Banca Comerciala Carpatica (attivi di oltre 280 milioni di euro ed una quota di mercato dello 0,82%) e, se ci sara’ un’offerta molto interessante, anche Banca Transilvania. Gli analisti affermano che in caso di acquisto da parte di entita’ non UE, si mira all’ottenimento alla licenza di funzionare e non ad una determinata quota di mercato, come nel caso di Blom Bank (Libano) e Bank Leumi (Israele), che hanno comprato MISR, rispettivamente Eurom Bank. Dopo l’adesione, per gli investitori dei paesi non UE sara’ piu’ difficile ottenere una licenza di operare su un mercato UE
Cosa potrebbe ancora succedere nel 2006
In funzione del vincitore della gara per la privatizzazione della Casa di risparmio CEC, i greci della National Bank of Greece o gli ungheresi della OTP guadagneranno il 4,5% di quota di mercato ed attivi di oltre 1,7 miliardi di euro.
Se la Cassa di Risparmio CEC viene aggiudicata da NBG (banca che detiene gia’ una partecipazione di maggioranza nella Banca Romaneasca), l’ultima salira ‘al 4-o posto, prima della ING. Se OTP Bank compra CEC, sale al quinto posto, con una quota di mercato del 5,2%.
Il costo della “pulizia” del sistema bancario romeno: il 10 % del PIL
Sei mesi prima dell’integrazione nell’UE, la Banca Centrale sembra essere riuscita a “ripulire” il sistema bancario romeno dei problemi con i quali si confrontava. “E’ stata eliminata dal sistema la piu’ grande banca statale – Bancorex – e sono fallite 8 banche private. E’ aumentata la sicurezza dei depositi nel sistema bancario. I costi finanziari della ristrutturazione del settore bancario pagati dallo stato hanno rappresentato, nel periodo 1990 – 2003, il 10 % del PIL”, indica uno studio della BNR.
La lista delle banche “uscite dal paesaggio” comprende: Banca Columna, Bancorex, Bankcoop, Euro-Expres Bank, Banca Albina, Credit Bank, Banca Internationala a Religiilor, Banca de Investitii si Dezvoltare, Banca Romana de Scont, Chemical Bank, Banca Turco-Romana, Banca Fortuna e Nova Bank.

La banche ammortizzano le nuove sedi in non piu’ di 1 anno
Il sistema bancario della Romania si sviluppa in ritmo rapido: a livello nazionale ogni giorno viene aperta una nuova unita’ bancaria. Lo sviluppo della rete di sportelli e’ sostenuto dagli alti profitti dell’attivita’ bancaria in Romania, ma anche dal breve tempo, circa un anno, per il recupero dell’investimento, che parte da 150.000 euro per unita’. Anche il numero dei dipendenti nel settore bancario e’ aumentato nell’ultimo anno del 10%, superando 200.000 persone
I sindacati del settore prevedono, pero’, che tra circa 2 anni il mercato diventera’ saturo, il che potrebbe determinare ristrutturazioni consistenti.
Le strategie di sviluppo delle banche, per il consolidamento della presenza territoriale sono fondate sul potenziale di crescita in tutte le zone, dai grandi centri urbani fino alle piccolo localita’ compreso l’ambiente rurale, tenendo presente l’attuale basso grado di intermediazione finanziaria in Romania.
Le statistiche hanno indicato, in maniera sorprendente, una diminuzione di oltre il 18% del guadagno salariale medio nel sistema bancario, nel mese di giugno 2006 rispetto al mese precedente. Non si tratta, pero’, di una diminuzione effettiva dei salari nel settore, spiega Constantin Paraschiv, leader della federazione sindacale delle banche ed assicurazioni, ma dall’aumento del numero dei dipendenti pagati con stipendi di 600-700 RON mensili, neo-assunti in seguito allo sviluppo della rete di sportelli bancari.
Il reddito medio della popolazione, principale criterio per l’ubicazione degli sportelli bancari
“Il costo medio per l’apertura di una nuova unita’ e di 300.000-500.000 RON, secondo le dimensioni della stessa, e l’area media di una nuova unita’ bancaria e’ di circa 150 mq”, spiega Cornel Cojocaru, direttore di comunicazione della BCR ed aggiunge che i principali criteri per la scelta di una locazione sono: il potenziale economico della rispettiva zona e le sue prospettive di sviluppo, il reddito medio della popolazione, il tasso di disoccupazione, il numero di persone fisiche – potenziali clienti bancari, il grado di sviluppo delle infrastrutture in zona ma anche la presenza della concorrenza bancaria.
Le unita’ corporate banking diventano profittevoli piu’ rapidamente
“CitiFinancial si e’ orientata, generalmente, verso le grandi citta’, pero’ cio’ non significa che non siamo interessati anche in altre localita’. Fino alla fine del 2006 apriremo ulteriori 15 succursali” dichiara Shahmir Khaliq, Citigroup Country Officer e spiega che per l’apertura di una nuova unita’ CitiFinancial, sono necessari investimenti di 150.000-300.000 euro. Si stima che, mediamente, un’agenzia diventa profittevole in un anno. Per le unita’ di corporate banking si raggiunge la soglia della profittabilita’ dopo 7-9 mesi dall’apertura, in funzione del tipo di succursale, aggiunge l’ufficiale Citigroup.

La Romania, in crisi di personale bancario specializzato: le succursali bancarie attuali non bastano, pero’ non si trova personale preparato per altre nuove.
Le file agli sportelli bancari diventano sempre piu’ lunghe. Le banche sono in competizione per allargare le proprie reti di sportelli. Risulta, pero’, difficile trovare personale bancario sufficientemente preparato, a di conseguenza le banche arrivano a “rubarsi” a vicenda i banchieri pagandoli molto consistentemente.
Le agenzie bancarie sorgono come funghi dopo la pioggia. Le prime dieci banche della Romania vantavano circa 2.800 agenzie alla fine del 2006 e sono arrivate a quasi 3.200 attualmente.
BCR, per esempio, intende aprire altre 50 unita’ entro la fine del 2006, dopo aver gia’ inaugurato 68 dall’inizio dell’anno (attualmente vanta 443 unita’).
BRD-GSG ha aperto nel 2006 105 agenzie, arrivando ad un totale di 441.
Banca Comerciala Carpatica aveva, alla fine del primo semestre 2006 170 unita’ ed intende arrivare ad oltre 200 entro la fine dell’anno.
Le banche necessiterebbero fino alla fine del 2006 ulteriori 4.000-5.000 funzionari bancari per le nuove unita’ territoriali (circa 800-900 nuove unita’ nel 2006).
Statistica sul numero di succursali bancarie per 1 milione di abitanti
Media UE 590
Slovenia 354
Ungheria 296
Romania 164
Estonia 149
Bulgaria 88
Numero di succursali delle principali banche operanti in Romania
2005 attualmente
BCR 372 443
BRD-GSG 326 441
Raiffeisen Bank 217 233
ING Bank 90 122
Banca Transilvania 207 297
CEC 1.406 1.391
Alpha Bank 30 49
Bancpost 150 166
HVB Bank 14 14

Un SAPARD romeno” di 500 milioni di euro: il Ministro dell’Agricoltura annuncia che lo stato romeno cofinanziera’ i 1.700 progetti eleggibili che non potranno piu’ essere finanziati dai fondi UE
Secondo il Ministro dell’Agricoltura, continuera’ il finanziamento dei 1.700 progetti dichiarati eleggibili nel programma SAPARD, che, pero’, non potranno essere sostenuti da fondi europei.
La presentazione dei progetti per il programma SAPARD si e’ conclusa all’inizio di agosto 2006, pero’ sono rimasti “in attesa” 1.700 progetti. Il ministro Gheorghe Flutur ha annunciato che per continuare il finanziamento di questi progetti il bilancio dello stato coprira’ il 50% del valore di ogni progetto. Si tratta di progetti per un valore totale di 500 milioni di euro, per l’allestimento di unita’ agricole, pensioni agrituristiche, unita’ per la lavorazione dei prodotti agricoli.
“Sono stati presentati 830 progetti per la costituzione di unita’ agricole per la coltivazione di vegetali”
Gheorghe Flutur ha specificato che l’assorbimento dei fondi SAPARD e’ accelerato negli ultimi tempi grazie al Programma Fermierul. Attualmente, da circa 1.900 progetti nel quadro del programma Fermierul, quasi 1.300 sono stati inoltrati alle banche, ed i calcoli indicano che i fondi SAPARD saranno completamente assorbiti. Quindi, la Romania ha presentato progetti per l’intero ammontare dei fondi SAPARD disponibili per il periodo 2000-2006, di oltre 1,4 miliardi di euro. Se fino nel 2004 erano stati presentati 1.348 progetti, negli ultimi 18 mesi sono stati inoltrati 2.952 progetti, ed il tasso di presentazione e’ salito da 46 a 167 progetti al mese con un aumento del valore mensile dei progetti presentati da 19 milioni di euro a 47 milioni di euro.

La dinamica degli investimenti immobiliari incentiva il mercato romeno delle vernici.
Lo shock economico dell’inizio degli anni ‘90, che ha messo in difficolta’ l’intera produzione industriale della Romania, ha modificato implicitamente anche la produzione di lacche e vernici in Romania. Nel 1989, la produzione nel settore ammontava a circa 120.000 tonnellate, mentre nel 2000 era scesa a 45.000 tonnellate, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INS). Gli specialisti nel campo, pensano, pero’, che la produzione nazionale di lacche e vernici, dopo il 2000, e’ di circa 100.000 tonnellate all’anno, cifra piu’ vicina alla realta’ delle statistiche ufficiali. Gli stessi stimano che, attualmente, il mercato romeno delle lacche e vernici supera 130 milioni di euro.
La crisi dell’industria romena all’inizio degli anni ‘90 ha portato implicitamente anche alla modifica della strutta della produzione di vernici.
Solo dopo il 2000, l’industria delle vernici ha registrato una ripresa, registrando, per la prima volta negli ultimi 10 anni, una crescita di circa il 5-10% della produzione nazionale di vernici, crescita dovuta principalmente al rinvigorimento del settore edilizio. Il trend di crescita di circa il 10% si e’ conservato anche negli anni successivi.
In Romania si stima che, attualmente, i prodotti decorativi detengono una quota di circa il 65% del totale prodotto. Il gruppo dei prodotti decorative comprende sia prodotti a base d’acqua che prodotti a base di solventi. Il peso specifico maggiore (55% del valore pero’ 70% del volume) e’ detenuto dai prodotti emulsionati a base d’acqua (lavabili), seguiti dagli smalti (a base di olio o solventi) e dalle lacche (per legno, per parquet, ecc), stima Florina Necula, direttore di marketing di Atlas Corporation.
Nel settore dei prodotti industriali la quota piu’ alta (8%) e detenuta dai prodotti per legno e metallo. I prodotti per il settore auto (sia OEM che per rifiniture) occupano il 6-7% della produzione.
La produzione viene incentivata dall’aumento degli investimenti immobiliari
La dinamica del mercato delle vernici segue il trend ascendente, abbastanza sostenuto del mercato edilizio. Lo sviluppo dei crediti ipotecari o per necessita’ personali hanno incentivato l’aumento degli investimenti privati nelle costruzioni, con conseguente aumento del consumo di lacche e vernici. E’ aumentato anche il numero delle costruzioni per uso commerciale (uffici, magazzini, centri commerciali, ecc).
Il ritmo annuo di crescita del mercato delle lacche e vernici ha superato le stime iniziali degli specialisti, salendo a circa il 20%.
Trend ascendente degli utili per i principali produttori
Nel primo semestre del 2006 I principali produttori (Policolor, Fabryo, Atlas, Kober e Dufa) hanno annunciato aumenti significativi dei propri giri di affari.
Fabryo ha registrato, nel primo semestre 2006, un aumento del 23% del proprio giro di affair rispetto al periodo simile del 2005. Per Kober SRL le vendite sono aumentate del 33,4%. Atlas annuncia un aumento del giro di affair da 18 milioni di euro nel 2004 a 25 milioni di euro nel 2005 e prevede 34 milioni di euro per il 2006. La stessa tendenza viene registrata anche da Policolor, grazie alle vendite del marchio DEKO Professional.

La guerra per i grandi spazi commerciali tra i principali investitori stranieri in Romania
I francesi di Carrefour, Cora, Louis Delhaize e Auchan annunciano investimenti massicci nei prossimi anni. Inoltre, sta per arrivare un nuovo operatore: E.Leclerc. Oltre 1 miliardo di euro investiranno nei prossimi 5 anni le compagnie francesi di retail per consolidarsi sul mercato romeno, indica uno studio realizzato da Euromonitor.
„Il retail e’ uno dei settori nei quali, almeno fino al momento attuale gli investitori francesi sono al primo posto, i primi sbarcati su un mercato considerato allora come rischioso“ si specifica nell’analisi Euromonitor.
Arriva E.Leclerc in Romania
Il 2006 e’ un anno molto dinamico per il settore, con numerose aperture di nuovi spazi da parte dei retailer gia’ presenti sul mercato e con l’annuncio dell’arrivo di un nuovo competitore: E.Leclerc. La compagnia ha gia’ 391 ipermercati, 131 de supermercati e 39 negozi specializzati in Francia ed opera gia’ sia in altri stati ex comunisti (Polonia e Slovenia) che in Italia, Portogallo e Spagna.
Un’altra compagnia originaria dalla Francia, Auchan, aprira’ un primo negozio nel quartiere Titan di Bucarest.
Comunque, il piu’ grande nome francese nel retail romeno rimane, al momento, Carrefour, detenuto da Hyparlo, intento ad accelerare il ritmo dell’espansione, con l’apertura, a partire dal 2007, di almeno 3 centri all’anno, in citta’ con oltre 150.000 abitanti.
Anche Cora, appartenente al gruppo Louis Delhaize, investe nel 2006 circa 21 milioni di euro in un ipermercato a Cluj Napoca ed intende aprire, a breve, un quarto centro, senza specificare ancora dove. Inoltre, i francesi di Delhaize si concentreranno, secondo Euromonitor, anche sulla zona dei discounter, poiche’ la compagnia gestisce anche i negozi Profi.
Sempre nella nicchia dei negozi „buon mercato“, un operatore importante risulta Intermarche con i suoi supermercati Netto.
I negozi del “fai da te’” diventano sempre piu’ conosciuti e piu’ numerosi. Anche in questo settore, i francesi sono entrati per primi sul mercato romeno. Si tratta del gruppo Bresson, che gestisce la catena di negozi Bricostore.
„Quasi invisibili sul mercato, all’inizio, i discounter sono riusciti nel 2005 a diventare sempre piu’ importanti, man mano che investitori multinazionali, come Tengelmann, Kaufland e Rewe, hanno penetrato la rete commerciale di varie citta’, attirando numerosi consumatori“ indica lo studio Euromonitor.
Il numero dei negozi di discount e’ raddoppiato nel 2005, e lo sviluppo rapido continuera’ anche nei prossimi anni.

L’Italia si e’ riconfermata primo partner commerciale della Romania alla fine del primo semestre del 2006
Alla fine del primo semestre del 2006, l’Italia risultava al primo posto nell’interscambio commerciale della Romania, con 5,16 miliardi di euro (1-o posto nelle esportazioni con il 18,42% del totale, per 2,33 miliardi di e 1-o posto nelle importazioni con il 15,33% del totale e 2,83 miliardi di euro e conseguente saldo a favore dell’Italia di 55 milioni di euro).
Rispetto al primo semestre del 2005, le esportazioni romene verso l’Italia sono aumentate del 7,42% e le importazioni del 16,98%.
Alla fine del primo semestre 2006 in Romania risultavano registrate 20.128 societa’ con partecipazione di capitale italiano, piazzando l’Italia al primo posto tra i paesi investitori, per numero di societa’ costituite. Il capitale italiano totale, investito ammontava a 779,50 milioni di euro collocando l’Italia al quinto posto tra i Paesi investitori in Romania per l’ammontare.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Sotto le Ali del Leone
“Sotto le Ali del Leone”
COMUNICATO STAMPA
(Bucarest, li` 24.08.2006)
„Generali Asigurari” registra crescite spettacolari, nel primo semestre del 2006

Generali Asigurari ha concluso la prima metadellanno 2006 con notevoli risultati financiari. Nel primo semestre dellanno in corso la compagnia Generali Asigurari ha sottoscritto premi per un volume totale lordo di 133.718 mila RON, pari a 38,2 milioni Euro e che rappresenta piu del 251,4% del valore registrato nello stesso periodo dellanno precedente (53.181 RON). La crescita in RON e stata del 151,4%.
Sul segmento delle Assicurazioni generali, i premi sottoscritti sono stati in valore di 115.617 mila RON, pari a 33 milioni Euro, per una crescita in RON del 159% rispetto al primo semestre dellanno 2005, mentre per le Assicurazioni sulla vita sono stati sottoscritti premi per un valore di 18.101 mila RON (pari a 5,2 milioni Euro), con un aumento in RON del 110%. Per quanto riguarda il volume totale dei premi lordi incassati, questo e aumentato a 106.110 milla RON, il doppio, rispetto lo stesso periodo dellanno 2005, di cui 92.243 mila RON sono rappresentati dalle assicurazioni generali e 13.867 mila RON dalle assicurazioni sulla vita. Nel primo semestre, le assicurazioni meglio vendute, secondo la struttura del portafoglio, sono state quelle per i mezzi di trasporto terrestre (il 49.4% del totale dei premi lordi sottoscritti), seguite dalle per le assicurazioni contro lincendio e contro le calamitanaturali (il 13.8 %). In piu, la metadellanno ha portato nel portafoglio della compagnia una serie di nuovi prodotti. A partire da questanno, la Societa vende lassicurazione auto internazionale Carta Verde, e, a partire dal mese di luglio il prodotto di assistenza stradale Asist Plus Extra, unico in Romania. Questo, e un prodotto di assicurazione auto indipendente, non subordinato alla stipula delle polizze RCA o CASCO. Inoltre, dal mese di agosto, Generali entra anche sulla piazza delle assicurazioni di vita unit-linked.
In questo primo semestre il dipartimento IT ha introdotto un nuovo soft per la gestione delle assicurazioni non-vita. Il sistema si basa su un piano di sviluppo destinato ai prodotti elaborati da Generali Holding Vienna ed estato introdotto in tutte le agenzie Generali. Inoltre, in futuro, il sistema potra essere utilizzato anche dagli partners di Generali Asigurari (banche, societàdi leasing, società di brokeraggio), in coformitacon i principi e le strategie della compagnia. Attualmente, Generali Asigurari ha un capitale sociale di 30.000.000 RON, conta 310 impiegati e 2.389 rappresentanti (con piu del 130% rispetto al dicembre 2005) e, lazionario maggioritario (83,44%) e Generali Holding Vienna.
Generali Asigurari eparte del gruppo internazionale Generali, uno dei piu vecchi gruppi assicurativi del mondo. Con uninterruzzine durante il periodo comunista, la compagnia e presente sul mercato romeno dal 1835. La rete territoriale di Generali Asigurari ecomposta da 69 agenzie e punti di lavoro e il portafoglio della compagnia vanta oggi tutti i tipi di assicurazioni. Nel 2005, Generali Asigurari ha rapportato una cifra daffari di 108.5 milioni RON.

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Newsletter n.33 / 2006

Cambiera’ la legislazione sulla privatizzazione
L’Autorita’ per la Vendita degli Attivi dello Stato (AVAS) prepara un progetto di legge per accelerare il processo di privatizzazione, in sostituzione dell’intera legislazione vigente al momento attuale; le principali modifiche riguarderanno la semplificazione della vendita delle partecipazioni minoritarie.
Il progetto di legge sara’ presentato all’esecutivo a settembre, dopo consultazioni con vari enti e ministeri, compreso l’OPSPI, ed e’ destinato a regolamentare tutti gli aspetti riguardanti il processo di privatizzazione in Romania. Viene contemplata anche la possibilita’ di promulgare la nuova normativa come Ordinanza Governativa di Urgenza.
L’AVAS intende semplificare la vendita dei pacchetti azionari inferiori al 33% utilizzando le gare o il mercato di capitale, con la possibilita’ di frazionare i rispettivi pacchetti, in funzione dell’interesse degli investitori.
L’AVAS ha concluso, nel primo semestre del 2007, 41 contratti di privatizzazione, di cui 36 appartenenti al piano per il 2006 (comprese 7 societa’ nelle quali lo stato possiede pacchetti azionari di maggioranza, tra cui Laminorul Brăila, Construcţii Feroviare Moldova, Straero Bucureşti, Siat Bucureşti e Cerom Satu Mare).

Le facilitazioni fiscali per i parchi industriali saranno condizionate dalla realizzazione degli investimenti previsti
L’esecutivo intende promuovere una nuova legislazione sui parchi industriali, che conservera’ la maggior parte delle facilitazioni concesse, con la condizione che le aziende beneficiarie realizzino gli investimenti ai quali si sono impegnate, informa Mediafax.
Un parco industriale e’ un’area, delimitata, di almeno 10 ettari, con accesso ad una strada nazionale o europea e collegata alle reti di utilita’, amministrata da una societa’ e nel recinto della quale operano piu’ aziende, appoggiate finanziariamente dallo stato, attraverso facilitazioni fiscali.
Secondo la nuova normativa, che l’Esecutivo promuovera’ a breve, il titolo di parco industriale verra’ attribuito soltanto se la societa’ amministratrice dimostrera’ nello studio di fattibilita’ che nel rispettivo perimetro verranno realizzati investimenti nelle infrastrutture, utilita’ e costruzioni.
Verranno conservate le facilitazioni fiscali concesse alle aziende operanti nei parchi industriali (esonero dal pagamento di imposte sulle costruzioni e terreni nonche’ dal pagamento delle tasse percepite per la modifica della destinazione o per l’estromissione dal circuito agricolo del terreno attinente al parco industriale) pero’ verranno concesse soltanto in base al titolo di parco industriale.
Le aziende operanti nel campo dei trasporti, pesca ed acquicoltura o nella lavorazione primaria dei prodotti agricoli non beneficeranno piu’ di tali facilitazioni poiche’ considerate come non coinvolte direttamente in attivita’ produttive.

Il tasso annuo dell’inflazione e’ sceso ad un livello record
Dopo che nel mese di aprile 2006, il tasso annualizzato dell’inflazione e’ sceso, per la prima volta dopo il 1990, al di sotto del 7%, raggiungendo il livello del 6,92%, i dati presentati dall’Istituto Nazionale di Statistica indicano una diminuzione del livello annuo dell’inflazione ad un nuovo livello record, del 6,21%.
Il target dell’inflazione stabilito dalle autorita’ per il 2006 e’ del 5%, +/-1%, e per il 2007 del 4%, ed il governatore della Banca Centrale annuncia per il 2008 in target dell’inflazione del 3,8% +/-1%.
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, il tasso mensile dell’inflazione e’ stato, nel mese di luglio 2006, dello 0,11% superiore rispetto al mese precedente.
Alla crescita dello 0,11% del mese di luglio hanno contribuito i prezzi dei generi alimentari dello 0,50% e dei servizi dello 0,10 %. La diminuzione, nell’insieme, dei prezzi dei generi alimentari ha influito sul tasso dell’inflazione totale dello -0,49%.

Dopo il risultato positivo registrato nel mese di aprile, l’aumento delle accise sui prodotti contenenti tabacco e sull’alcol ha determinato un aumento del tasso dell’inflazione nei mesi di maggio e giugno. Nonostante nel mese di giugno il tasso dell’inflazione abbia avuto una crescita piu’ moderata di soli 0,15% rispetto allo 0,6% nel mese di maggio, il tasso annuo dell’inflazione non era diminuito al di sotto della soglia del 7% come in aprile.
Rispetto a dicembre 2005, il tasso dell’inflazione ammontava, dopo i primi 7 mesi dell’anno, al 2,78%, con una media mensile dello 0,4%.

Nonostante la crescita economica record, l’agricoltura continua ad influire negativamente sul Prodotto Interno Lordo
La crescita economica nel primo trimestre del 2006 e’ stata del 6,9% rispetto al primo trimestre del 2005, la piu’ alta negli ultimi anni in Romania, ma anche tra le piu’ alte nei nuovi membri e candidati UE (soltanto la Rep.Ceca, Lettonia e Lituania hanno registrato crescite superiori).
La formazione lorda di capitale fisso (FBCF) ha registrato un livello record di crescita trimestrale nel primo trimestre del 2006 (11,4%), grazie principalmente agli investimenti realizzati nel settore private, che ha aumentato del 21% il suo peso specifico nel totale degli investimenti. Il contributo della FBCF alla crescita reale del PIL e’ aumentato all’1,8% rispetto allo 0,8% nel primo trimestre del 2005.
Il consumo in rapida ascesa
Il consumo individuale effettivo della popolazione e’ aumentato del 10,9%, con una tendenza di rallentamento della crescita (12,2% nel primo trimestre 2004 e del 12,5% nel primo trimestre 2005). L’aumento e’ dovuto, in gran parte, alla crescita del volume degli acquisti di merci del 20,4%. Il contributo del consumo individuale della popolazione alla crescita reale del PIL si e’ ridotto dell’1% (9,2% rispetto al 10,3% nel primo trimestre 2005).
Le esportazioni nette hanno ridotto il loro contributo negativo alla crescita del PIL al 4,1% rispetto al 5,9% nel primo trimestre 2005.
L’edilizia ha registrato una crescita consistente, determinando un aumento del 20,4% del valore aggiunto lordo, dovuto in primo luogo ai lavori per costruzioni nuove che sono aumentati del 23,3%.
I servizi hanno continuato la crescita, del 6,8% nel primo trimestre del 2006.
L’industria con i motori accesi
Il rinvigorimento del settore industriale, visibile nel ultimo trimestre del 2005 si e’ amplificato, e di conseguenza la dinamica del valore aggiunto lordo nel primo trimestre 2006 e’ stata paragonabile a quella del primo trimestre del 2005 (4,8% rispetto al 5,2%). L’evoluzione della prima parte del 2006 conferma l’idea che la riduzione della crescita della produzione industriale nel secondo e terzo trimestre del 2005 e’ stata, principalmente, di natura congiunturale.
L’agricoltura, settore afflitto in questo periodo dall’influenza sfavorevole delle temperature basse e dell’influenza aviaria, ha registrato una riduzione del valore aggiunto lordo del 5,3% sul fondo di un consumo intermedio alto. L’effetto non e’ significativo poiche’ il peso specifico dell’agricoltura nel PIL nel primo trimestre dell’anno 2006 e’ basso. In tali condizioni, se si elimina questo settore dall’offerta interna, si costata che il prodotto interno lordo ha registrato una crescita del 7,4%.
I dati sono confermati anche dall’Istituto Nazionale di Statistica, che ha calcolato una crescita della produzione industriale del 10,6% nel mese di giugno 2006, rispetto ad una diminuzione nel mese simile del 2005, e la crescita nel primo semestre e’ stata del 6,7%, secondo i dati INS.

Le banche romene vantano oltre 18 milioni di clienti individuali
A meta’ 2006, le banche commerciali contabilizzavano 18,145 milioni di clienti persone fisiche, in aumento di 88.000 unita’ rispetto al mese precedente. Pero’, rispetto a meta’ 2005, il numero dei clienti ha registrato una diminuzione consistente, del 28%, da 25,349 milioni.
Anche dopo tale diminuzione, il numero dei clienti indicato dalle banche sembra troppo alto rispetto alla popolazione totale del paese. Cio’ e’ determinato dal fatto che in mancanza di sistemi informatici avanzati, le banche hanno contabilizzato piu’ volte lo stesso cliente, se questo aveva aperto piu’ conti e dal fatto che numerosi sono i clienti abituati a lavorate con piu’ banche in concomitanza.
Secondo le stime della Banca Centrale, le banche operanti in Romania avrebbero oltre 10.700 clienti tra le compagnie statali, e quasi 950.000 clienti tra le compagnie private.

Quasi 40 miliardi di lei di crediti concessi alla popolazione
I crediti in lei concessi dalle banche commerciali alla popolazione totalizzavano, alla fine di giugno 2006, 39,66 miliardi di lei, secondo i dati centralizzati dalla Banca Nazionale della Romania. I crediti in valuta hanno rappresentato l’equivalente di 36 miliardi di lei (10,2 miliardi di euro) e la maggior parte sono stati concessi a Bucarest (oltre 11 miliardi di lei), Cluj (1,4 miliardi di lei) e Costanza (oltre 1,45 miliardi di lei). Nel mese di giugno 2006, i crediti di consumo concessi alla popolazione sono ammontati a 23,4 miliardi di lei, mentre il valore dei crediti immobiliari ed ipotecari ha superato 6 miliardi di lei. I piu’ numerosi crediti di consumo sono stati concessi in lei, oltre 2,5 volte di piu’ di quelli in valuta.
Crescita di 12 miliardi di lei dei crediti in lei nei primi 6 mesi del 2006
Globalmente, i crediti in lei concessi alla popolazione ed agli operatori economici sono arrivati alla fine di giugno 2006 a 39,666 miliardi di lei rispetto a 27,571 miliardi alla fine del 2005.
Si costata una crescita significativa dei crediti a medio e lungo termine, di circa il 52%, fino a 23,7 miliardi di lei, rispetto a 15,5 miliardi alla fine del 2005. I crediti a breve termine hanno registrato una crescita piu’ modesta, di circa il 30%, fino a circa 16 miliardi di lei alla fine di giugno 2006, rispetto a 12,1 miliardi di lei alla fine del 2005.
Per quanto riguarda i crediti in valuta, nei primi 6 mesi del 2006, questi sono aumentati di soli 3,7 miliardi di lei, fino a 36,5 miliardi di lei a fine giugno.

Le banche romene passano da fallimenti a profitti ed espansione
L’ultimo anello debole del sistema bancario romeno, Nova Bank, e’ rimasto senza autorizzazione di funzionamento. I fallimenti bancari entrano nella storia, man mano che l’interesse dei romeni per i crediti fa esplodere la zona dei servizi finanziari.
La Banca Centrale ha ritirato la licenza di funzionamento a Nova Bank (ex Banca Unirea), dopo piu’ di un anno di attivita’ in regime di pagamenti speciali a causa della bassa liquidita’ dovuta a trasferimenti consistenti di fondi all’estero. La banca ha registrato nel 2005 perdite di 13,8 milioni di lei, due volte piu’ alte di quelle del 2004, e gli attivi erano arrivati a 29,1 milioni di lei, rispetto ai 44,6 milioni di lei a dicembre 2004.
Profitti della BRD
Al polo opposto delle performances finanziarie si piazza BRD – Groupe Societe Generale, seconda banca per dimensioni, che ha ottenuto nel primo semestre del 2006, un profitto netto di 315 milioni di lei (89 milioni di euro), in aumento del 4% (7% in euro) rispetto al primo semestre del 2005. Alla fine di giugno 2006, BRD amministrava una rete di 441 unita’ e vantava oltre 1,8 milioni di clienti attivi persone fisiche e giuridiche.
Perdite per OTP
Nella zona delle piccole banche ci sono anche bilanci che indicano perdite, generate pero’ dalla politica aggressiva di espansione.
Le perdite della OTP Bank Romania sono aumentate dell’86% nel secondo trimestre del 2006 rispetto al primo, a 1,08 miliardi di forint (4,01 milioni di euro), e gli attivi della banca sono aumentati del 65,8%, a 110,23 miliardi di forint (408 milioni di euro), secondo il rapporto semestrale dell’ungherese OTP Bank.
Secondo OTP Bank, la sussidiaria in Romania vanta 45 unita’, una quota di mercato dello 0,49% per la parte depositi e dello 0,89% per quella dei crediti.
Insieme alla National Bank of Greece, OTP Bank si e’ qualificata nella finale per la privatizzazione della Cassa di Risparmio CEC.
Raiffeisen si estende
Raiffeisen Bank ha programmato per il 2006 l’apertura di oltre 50 unita’, per superare un totale di 265 locazioni. Raiffeisen Bank ha oltre 2 milioni di clienti di retail (di cui circa 130.000 PMI) ed oltre 4.700 corporazioni medie e grandi.
Card con cip dalla Banca Italo-Romena
La Banca Italo-Romena prepara il lancio, a meta’ 2007, dei card con cip, ed ha aggiornato l’intera rete di bancomat per il loro utilizzo. La rete della Banca Italo romena accettera’, a breve, i card Visa con cip, informa Visa. Attualmente la banca ha 9 bancomat a Bucarest, Arad, Bacau, Brasov, Cluj-Napoca, Costanza, Oradea, Timisoara e Craiova. Tutti i nuovi bancomat installati ulteriormente comprenderanno la nuova tecnologia. La Banca Italo-Romena e’ stata acquistata nel 2000 dal gruppo Veneto Banca, che detiene il 92,3% del capitale sociale.
In Romania sono gia’ stati emessi oltre 20.000 card con cip, il che rappresenta meno dell’1% del numero totale di card Visa. Procredit Bank Romania e’ il primo emittente in Romania di card con cip, e la Banca Comerciala Romana e’ il primo istituto romeno di credito che ha accettato tali strumenti finanziari.
Fusione bancaria
Dal 4 settembre 2006, HVB Bank e Banca Tiriac funzioneranno sotto la ragione sociale HVB-Tiriac. La fusione delle due banche, cominciata nel 2005, e’ la prima del sistema bancario romeno. In seguito HVB-Tiriac iniziera’ il processo di fusione con UniCredit Romania.

I ritardi della Banca centrale nell’emissione delle metodologie per l’operato degli Istituti Finanziari Non Bancari (IFN) mettono in difficolta’ i banchieri
La Banca Centrale aveva “minacciato” gli istituti finanziari non bancari con norme severe, dopo l’entrata delle stesse “sotto lo stesso capello” che le banche commerciali. A circa un anno dall’avvertimento, le regolamentazioni della Banca Centrale che “colpiscano” le societa’ finanziarie non bancarie si fanno ancora attendere, e le ultime continuano indisturbate la loro attivita’.
I ritardi da parte della Banca Centrale riguardo all’applicazione delle misure preannunciate hanno determinato le proteste dei banchieri contro la concorrenza sleale da parte degli IFN nei confronti delle banche.
Grazie alla nicchia liberata dagli istituti bancari, in seguito all’inasprimento delle norme bancarie emesse dalla BNR, gli IFN approfittano ed aumentano le proprie quote di mercato.
“Vorrei attirare l’attenzione sul carattere discriminatorio nei confronti degli istituti bancari, delle norme imposte dalla BNR” dichiara Rasvan Radu, presidente UniCredit Romania. “Attualmente esistono numerosi IFN che operano indisturbati nel campo dei crediti, mentre i costi per le banche aumentano sempre di piu’. Questi IFN continuano a svilupparsi grazie ai ritardi nell’introduzione delle restrizioni preannunciate dalla Banca Centrale. Mi riferisco alle societa’ di crediti di consumo, alle societa’ di crediti ipotecari, alle societa’ di leasing, che rappresentano una concorrenza diretta per le banche. Queste svolgono effettivamente attivita’ bancarie di credito appunto grazie allo spazio lasciato non regolamentato dalle norme mancanti. Per gli IFN e’ da almeno un anno che si preparano determinate regole e nel frattempo queste guadagnano quote di mercato mentre le banche perdono in profittabilita”.
La Banca Centrale promette che le Norme per l’operato degli IFN, entreranno in vigore il 1 settembre 2006
Le Norme della Banca Nazionale sul funzionamento degli Istituti Finanziari Non Bancari entreranno in vigore dal 1 settembre 2006, promette in governatore BNR, Mugur Isarescu.

Le ultime societa’ Electrica verranno privatizzate nel 2007
Electrica Muntenia Nord, Transilvania Nord e Transilvania Sud verranno messe in vendita l’anno prossimo, dichiara il ministro dell’Economia e Commercio, Codrut Seres. “Per le 3 Electrica non ancora privatizzate attendiamo il rapporto del consulente Rothschild per decidere. Non abbiamo fretta ed inoltre, i competitori entrati sul mercato, ENEL, E.ON e CEZ devono ancora dimostrare che l’iniziativa privata gestisce meglio dello stato” aggiunge il ministro. Secondo lo stesso “Attenderemo il 2007 per lanciare le vendite poiche’, una volta diventati membri UE, le tre societa’ di distribuzione attireranno investitori disposti a pagare di piu’, cosi’ come e’ successo anche con Electrica Muntenia Sud”.
Le prime offerte impegnative per le 3 filiali di distribuzione non ancora privatizzate potrebbero essere presentate entro la fine del 2006. Le 3 compagnie potrebbero essere messe in vendita insieme, poiche’ la loro quota di mercato, cumulate, rappresenta al massimo il 33%. La finalizzazione dell’operazione di privatizzazione e’ programmata per il 2007.

Piani per la centrale nucleare di Cernavoda
Il Memorandum sul progetto di costruzione delle Unita’ N.3 e 4 della Centrale Nuclearo-Elettrica (CNE) di Cernavoda sara’ presentato all’Esecutivo all’inizio di settembre e conterra’ 2 varianti: una con dettagli sul risultato dei negoziati svolti con gli investitori privati, ed un’altra che presentera’ la possibilita’ che lo stato romeno controlli il 100% delle azioni della compagnia di progetto attraverso l’operatore della centrale, la Societa’ Nazionale Nuclearelectrica (SNN). In entrambe le varianti, l’operatore delle Unita’ N.3 e 4 sara’ la SNN, e l’acqua pesante e l’uranio utilizzato come combustibile saranno assicurati dalla produzione nazionale, ulteriormente sviluppata per poter rifornire i 4 reattori di Cernavoda.
Per la tappa di negoziati sulla compagnia di progetto che costruira’ le Unita’ N.3 e 4 nella variante privata si sono qualificati: AES Corporation SUA, Alro Slatina, il consorzio TESS Conex-ASAM-Iasi, il consorzio Ansaldo Italia – AECL Canada, il consorzio Unit Investments Lussemburgo – Dogan Enerji Yatirimlari/Dogus Holding Turchia, Electrabel Belgia, Electrica Bucuresti, ENEL Italia, E.ON Energie Germania, Gabriel Resources Canada, Iberdrola Spagna, KHNP Corea del Sud.

Lo sviluppo dell’edilizia ha determinato l’aumento del 30% delle importazioni di materiali di costruzioni
Secondo le statistiche ufficiali, nel primo trimestre del 2006, l’attivita’ nel settore delle costruzioni ha registrato un record, con una crescita, in termini reali, dei lavori del 20,7%, la piu’ alta negli ultimi 5 anni. Secondo uno studio della Commissione Nazionale di Previsioni, l’espansione nell’edilizia ha determinato modifiche importanti, positive, anche nell’industria orizzontale in Romania.
La crescita e’ ancora piu’ significativa in quanto si e’ trattato della stagione fredda. Nel mese di gennaio la crescita e’ stata del 20,5%, a febbraio del 19,6%, e nel mese di marzo del 21,6%. Una crescita del 29,3% si e’ registrata anche nel campo dei lavori di ingegneria e nel caso delle costruzioni nuove, dove i materiali di costruzioni di produzione autoctona hanno un alto peso specifico, il che giustificherebbe l’ipotesi che la dinamica delle costruzioni si riflette direttamente anche nell’industria dei materiali di costruzioni. Pero’, gli autori dello studio specificano che i dati ufficiali dell’Istituto Nazionale di Statistica “rilevano un’apparente contraddizione tra l’alta crescita del volume di costruzioni ed il declino dell’industria nazionale dei materiali di costruzioni che ha registrato una diminuzione del volume di attivita’ del 6,2% nel primo trimestre del 2006 rispetto ad una diminuzione di soltanto l’1,1% nel periodo simile del 2005.
Le importazioni di mattoni sono aumentate tre volte
Le preferenze dei costruttori romeni si orientano verso i prodotti d’importazione, asserzione confermata dal fatto che le importazioni di materiali di costruzioni sono aumentate del 29,3% nel primo trimestre del 2006.
Quindi, le importazioni di “elementi prefabbricati per edifici” sono aumentate 7,4 volte, quelle di “mattoni in blocchi, lastre ed altri prodotti ceramici” 15,7 volte, mentre le importazioni di “mattoni per costruzioni” sono aumentate 3 volte.
Nel contempo, la produzione nazionale di mattoni e’ diminuita di circa il 35%, e quella di materiali in muratura del 42,6%. Soltanto la produzione nazionale di vetro termopan e’ aumentata del 132,1%.

Meta’ delle aziende operanti nel settore tessile spariranno dopo l’adesione all’UE
L’industria tessile romena diminuira’ nel 2006 del 20%, e quasi meta’ delle Piccole e Medie Imprese e delle microaziende operanti in questo settore spariranno dopo l’adesione della Romania all’UE, stima il presidente della Federazione Padronale dell’Industria Leggera, Maria Grapini.
Secondo il presidente FEPAIUS, a partire dal 1989 l’industria tessile e’ regredita, sia per quanto riguarda la produzione, che per la qualita’ e competitivita’ dei prodotti.
Se nel 1989 la produzione romena di tessili ammontava a 16.677 milioni di dollari, nel 2005 era scesa a 5.512 milioni di dollari.
A cio’ ha contribuito anche il mancato appoggio da parte delle autorita’ nazionali. Sono stati chiusi i complessi di produzione di filati, le tessitorie, non esistono politiche investizionali a livello nazionale per la ristrutturazione delle industrie primarie.
Nel 2005, la produzione di tessili e capi di abbigliamento della Romania totalizzava 6,733 miliardi di euro, di cui oltre l’80% e’ stata esportata. Il principale mercato di sbocco dei prodotti romeni e’ l’Unione Europea, specialmente la Germania. Il maggior peso specifico e’ detenuto dai capi di abbigliamento (63%), seguiti dai prodotti tessili (22%) e dalle calzature e pelletteria (15%).
Attualmente, in Romania risultano registrate, nell’industria tessile, 5.743 microimprese e quasi 4.000 piccole e medie imprese.

Si cerca un investitore straniero per il Cantiere Navale Mangalia
Il Ministero della difesa ha elaborato un progetto di privatizzazione del Cantiere Navale Militare 2 Mai di Mangalia, con il contributo di investitori stranieri, dichiara il ministro Teodor Atanasiu citato da Rompres.
“Vogliamo trovare un investitore che produca qui le navi necessarie per la dotazione delle Forze Navali Romene e assicuri anche la loro manutenzione” afferma Atanasiu.
Secondo il ministro della difesa, la riuscita di un tale progetto significherebbe tecnologie moderne portate in Romania e nuovi posti di lavoro per gli abitanti di Mangalia.

Programma, sostenuto dalla Banca Mondiale, per l’informatizzazione dell’ambiente rurale entro il 2007
200 piccole localita’ dell’ambiente rurale ma anche urbano potranno beneficiare entro il 2007 di reti elettroniche informatizzate, annuncia il ministro delle Comunicazioni, Zsolt Nagy. A tale scopo, il Ministero delle Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione ha inviato delle notifiche ai comuni di oltre 3.000 localita’, per la partecipazione alla selezione nazionale del progetto l’Economia Fondata sulla Conoscenza.
Le localita’ interessate devono inviare al MCTI, entro il 23 agosto 2006, una lettera di intenti, per il processo di selezione. A selezione ultimata, verra’ organizzata una gara internazionale per la realizzazione delle reti e per l’acquisto delle applicazioni. Il costo delle applicazioni – soluzioni di e-learning, e-business ecc. – sara’ fisso, mentre quello per la realizzazione delle reti potra’ variare in funzione delle soluzioni tecniche che saranno utilizzate, principalmente per assicurare l’accesso a Internet in banda larga. In funzione del contenimento dei costi al di sotto di quelli stimati inizialmente, il numero delle localita’ incluse nel progetto potrebbe aumentare. Praticamente, circa il 10% dell’ambiente rurale romeno sara’ informatizzato.
Il progetto sara’ realizzato in 4 anni – un anno per l’implementazione e 3 anni nei quali sara’ assicurata la manutenzione delle reti, con un investimento totale di 70 milioni di dollari, di cui circa 60 milioni di dollari da un prestito concesso dalla Banca Mondiale.

Per poter continuare ad operare, i consulenti fiscali saranno “riesaminati”
L’Esecutivo ha approvato il Regolamento di organizzazione e funzionamento della Camera dei Consulenti Fiscali, struttura piazzata sotto la sorveglianza del Ministero delle Finanze Pubbliche, pero’ indipendente dal punto di vista professionale.
La norma prevede l’obbligo degli esperti fiscali di essere registrati presso la Camera dei Consulenti Fiscali e di superare un esame in base al quale viene rilasciato un attestato di idoneita’ da parte del Ministero delle Finanze. Tale certificato permette al titolare di erogare servizi di assistenza per la stesura delle dichiarazioni di tasse ed imposte, assistenza per questioni fiscali e crediti di bilancio (multe, penalita’), l’assistenza davanti agli organi fiscali o giudiziari per perizie fiscali e di elaborare perizie contabili, audit finanziari, corsi di formazione e perfezionamento nel campo fiscale.
La professione di consulente fiscale potra’ essere esercitata sia da persone fisiche indipendenti che da studi individuali.
La norma prevede, inoltre, l’obbligo della Camera di elaborare il Registro dei consulenti fiscali e delle societa’ di consulenza fiscale, strutturato per zone amministrative-territoriali.

Le richieste di finanziamenti, presentate entro la scadenza, superano del 30% i fondi SAPARD disponibili
I fondi offerti attraverso il Programma SAPARD sono stati superati dalle richieste presentate. Alla scadenza del periodo di accettazione delle richieste di finanziamenti per progetti SAPARD, 1 luglio 2006, il valore dei progetti presentati superava di alcune centinaia di milioni i fondi destinati a questo settore.
Dall’inizio del Programma SAPARD sono state presentate 6.519 richieste di finanziamenti, con un valore eleggibile di 1,97 miliardi di euro, di cui 4.073 sono state selezionate per essere finanziate. Inoltre, il valore delle richieste finanziarie attinenti al Programma SAPARD e’ di 1,51 miliardi di euro, superando del 30% le disponibilita’ di finanziamento delle richieste. Nel solo mese di luglio 2006, sono stati presentati 1.685 progetti il cui valore totale ammonta a 727,5 milioni di euro, informa l’Agenzia di Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e per la Pesca (APDRP).
La maggior parte dei fondi richiesti nel mese di luglio 2006 erano destinati ad investimenti in unita’ agricole (misura 3.1): 1.099 progetti per un valore totale di 354,3 milioni di euro. Le piu’ frequenti richieste riguardavano l’acquisto di attrezzature agricole, l’allestimento di pensioni agrituristiche, l’allestimento di allevamenti zootecnici, la lavorazione della carne e del latte o l’elicicoltura. L’ammontare eleggibile attraverso la misura 3.1, (misura destinata prevalentemente all’agricoltura) e’ di 190,31 milioni di euro. Il Programma SAPARD ha significato non solo un contributo importante per lo sviluppo di progetti di ammodernamento o acquisti, ma anche il quadro nel quale sono apparse in Romania nuove attivita’ come l’elicicoltura (attraverso il SAPARD sono stati finanziati circa 70 progetti per la creazione di allevamenti di lumache), allevamenti di struzzi, coltivazione di nuove specie di funghi.

Sovvenzioni in “anteprima” per il combustibile biodiesel
I produttori agricoli riceveranno una sovvenzione di 1 leu/litro per il gasolio o il combustibile biodiesel utilizzato per i lavori agricoli nell’autunno 2006.
L’aiuto finanziario che copre il 30% del prezzo del combustibile verra’ concesso per le coltivazioni di orzo, frumento e colza su 2,6 milioni di ettari.
Potranno beneficiare delle sovvenzioni, concesse secondo la metodologia utilizzata anche nella primavera 2006, i proprietari dei terreni, le societa’ agricole, le entita’ che hanno affittato terreni e le unita’ di ricerca.

Il Bulevard Magheru al 35-o posto tra le vie commerciali piu’ care nel mondo
Il Bulevard Magheru e’ entrato nel top delle vie commerciali piu’ care del mondo, (35-o posto) con un affitto medio mensile di 70 euro al metro quadrato.
L’affitto per un metro quadrato di spazio commerciale su Bulevard Magheru supera’ gia il prezzo praticato sulla via Nowy Arwiat di Varsavia (60 euro mensili).
E si stima che nel secondo semestre del 2006 gli affitti sulla piu’ cara via commerciale della capitale romena continueranno a lievitare di 10-20 euro.
Pero’ altre vie commerciali nelle capitali est europee, come Vaci Utca, Vitosha e Na Prikope sono ancora piu’ care di Magheru.
Se l’affitto per un metro quadrato in Vaci Utca a Budapest sale a 100 de euro, nel caso della via Vitosha a Sofia il prezzo sale a 125 euro e a Na Prikope di Praga a 160 euro mensili.
Il “top” del top e’ occupato dal bulevard 5 th Avenue di New York con quasi 1.000 euro seguito da Causeway Bay di Hong Kong con 800 euro, e Champs Elysees di Parigi con 550 euro mensili.

Il quotidiano “Gazeta de Sud” informa: Investitori italiani per Aninoasa
Il giornale locale informa che i rappresentanti di due aziende italiane hanno manifestato l’intenzione di aprire nella citta’ Aninoasa, nella Valle del Jiu, due stabilimenti produttivi, uno nel settore dell’elettronica ed elettrotecnica e l’altro nel campo agricolo.
Marcello Sebastiano Santagati, amministratore dell’azienda che produce apparecchi per il commando e la distribuzione dell’energia elettrica (quadri elettrici, gruppi anti-incendio, sistemi elettronici antifurto) intende affittare o acquistare un edificio nel quale organizzare la propria produzione, con – in un primo tempo – 26 dipendenti.
L’altra azienda italiana ha richiesto alle autorita’ locali un’area di almeno 5 ettari di terreno, da concesisonare, per creare un’azienda orticola.
Ilie Botgros, sindaco della citta’ Aninoasa ha confermato la disponibilita’ della autorita’ locali ad appoggiare gli imprenditori intenzionati a creare posti di lavoro nella zona dove recentemente sono state chiuse delle miniere.

Romania Libera riporta una notizia su investitori italiani interessati a produrre energia ecologica nella regione Timis
Il gruppo Energia&Servizi SRL specializzato in fonti alternative di energia elettrica, intende utilizzare tale risorsa nella parte occidentale della regione Timis e di conseguenza ha gia’ informato la Prefettura Timis che vorrebbe operare in 11 localita’: Dudestii Vechi, Cenad, Sannicolau Mare, Lenauheim, Sanpetru Mare, Varias, Teremia Mare, Tomnatic, Lovrin e Valcani.
Dal 2007, dopo l’adesione all’Unione Europea, la Romania dovra’ rispettate una quota del 15% di energia prodotta da fonti alternative nel totale della produzione di energia.

Notizie dell’ultima ora
Guerra tra i dirigenti dell’Agenzia Romena per gli Investimenti stranieri, a colpi di accuse gravi
Il Vicepresidente dell’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS), Gabriela Vasile, e’ stata accusata dal presidente ARIS, Ana Maria Cristina, di aver chiesto e ricevuto da un investitore straniero benefici non meritati. In occasione di un incontro con un investitore straniero, il 7 luglio 2006, il vicepresidente Gabriela Vasile ha chiesto a questo alcuni prodotti fabbricati dalla compagnia da lui rappresentata. Il capo ARIS ha specificato che in seguito all’investigazione realizzata all’interno dell’Agenzia, Gabriela Vasile ha riconosciuto, per iscritto, di aver ricevuto benefici non meritati dall’investitore straniero.
Gabriela Vasile e’ diventata vicepresidente ARIS a giugno 2006; precedentemente era stata vicepresidente dell’Agenzia Nazionale per le Piccole e Medie Imprese (ANIMMC). A poco tempo dopo la nomina a vicepresidente ARIS, Gabriela Vasile aveva inviato alla Cancelleria del primo ministro un rapporto sugli “affari poco puliti” nei quali sarebbe stato coinvolto il presidente ARIS, Ana Maria Cristina.

Sito della settimana
www.plandeafacere.ro – rappresenta una guida on line per gli imprenditori, contenente 14 capitoli di informazioni utili ed esempi concreti per iniziare un’attivita’ in Romania (idee di affari, piani di affari, finanziamenti, marketing ecc).