Newsletter n.52 / 2006

I cinque migliori ed i cinque peggiori elementi dell’economia romena nel 2006, secondo il settimanale Capital
Gli elementi migliori
Europei – La conferma dell’adesione della Romania all’UE apre alle compagnie romene un mercato di 485 milioni di consumatori, incentiva l’arrivo di investimenti stranieri diretti ancora piu’ consistenti ed impone all’ambiente di affari regole chiare.
Strategie – Alcune compagnie romene hanno avuto il coraggio di diventare operatori europei anche prima dell’adesione all’UE. Rompetrol e, piu’ recentemente, Cuprom hanno acquistato compagnie straniere. Softwin, TotalSoft e Dacia hanno dimostrato che il „made in Romania“ puo’ diventare una garanzia addirittura sui mercati americano, europeo e asiatico.
Costruzioni – L’evoluzione del mercato immobiliare ha attratto investimenti stranieri diretti nello sviluppo e valorizzazione di progetti importanti, che, a loro volta hanno determinato la crescita del 30%, fino a quasi 8 miliardi di euro, del giro di affari nel settore delle costruzioni e della produzione di materiali di costruzione. Due fondi di investimenti immobiliari presenti sul mercato romeno, Fabian ed Equest, sono stati quotati in borsa a Londra, il che e’ un segnale positivo per la dinamica del settore.
Capitali – Senza avvenimenti sensazionali, la Borsa ha continuato la sua evoluzione positiva, registrando crescite sia dal punto di vista dei valori transazionati, che della capitalizzazione dei prezzi. Sono avvenute due quotazioni importanti, quella della Transelectrica e l’emissione di obbligazioni in lei della Banca Mondiale.
Crescita – L’economia romena e’ cresciuta oltre le aspettative del 6% e si avvicina all’8% per l’intero 2006. Uno degli effetti e’ stato l’aumento dei redditi al bilancio dello stato del 20% rispetto al 2005.
Gli elementi peggiori
Bluff – Il Fondo Proprietatea si e’ dimostrato una bolla di sapone. A partire da novembre 2006, la Romania e’ stata condannata piu’ volte dalla CEDO per errori nel campo della restituzione delle proprieta’ nazionalizzate, attraverso la concessione di partecipazioni al Fondo Proprietatea – partecipazioni non negoziabili (cioe’ non vendibili) a breve .
Energia – Lo scandalo delle privatizzazioni nel campo energetico e’ culminato con la messa sotto accusa di un ministro e ha determinato il posticipo delle privatizzazioni in un settore nel quale lo stato non dispone di risorse manageriali per assicurare la competitivita’ delle compagnie fornitrici di utilita’.
Politica – La stessa coalizione che rimarra’ nella storia come autrice dell’adesione all’UE, indubbiamente la piu’ importante realizzazione nel 2006, ha avuto comportamenti strani, commenta il mondo degli affari, esemplificati dalla proroga dell’interinato della presidenza della CNVM o lo smantellamento dell’Autorita’ di regolamentazione nelle comunicazioni.
Risorse umane – Sempre piu’ operatori in tutti i settori del mercato, competizione sempre piu’ acerba, pero’ sempre meno manodopera qualificata. Dai costruttori o meccanici auto, fino ai bancari o ai manager, la scuola romena non e’ in grado di fornire il volume di specialisti richiesti dal mercato.
Sconfitte – La sconfitta del retail autoctono, rappresentata dal fallimento di Univers’All e degli affari del gruppo Tofan sono i primi segni che la competizione con gli operatori stranieri nel proprio paese puo’ essere, a volte, dolorosa. A partire dal 2007, gli operatori romeni si confronteranno, sul mercato romeno, con competitori degli altri 26 paesi dell’UE allargata.

Anche il quotidiano Ziarul financiar ha elaborato un ”Top 10” dei principali avvenimenti economici del 2006 in Romania

  1. La penuria di manodopera
    Il 2006 e’ stato l’anno in cui la manodopera e’ cominciata a mancare e tra le compagnie si sono registrati trasferimenti di squadre intere. Nell’immobiliare, nelle costruzioni, nell’industria, nel banking e nell’IT&C la “fame” di manodopera e’ stata percepita in maniera forte. Secondo le stime, attualmente sul mercato esiste un deficit di personale di circa 2 milioni di persone qualificate o specializzate. Lo squilibrio tra richiesta ed offerta ha determinato aumenti spettacolari degli stipendi; alcune delle compagnie, recentemente entrate sul mercato, hanno offerto pacchetti salariali del 30-50% superiori a quelli gia’ esistenti.
  2. Il “boom” delle costruzioni
    Le costruzioni hanno registrato il piu’ alto ritmo di crescita tra tutti i settori dell’economia (+30%, il migliore a partire dal 1989), e si avvicinano a 7,8 miliardi di euro. I piu’ attivi investitori sono stati i britannici, entrati in forza nell’immobiliare, acquistando edifici per uffici, grandi spazi commerciali (mall) ma anche appartamenti, in previsione dell’aumento dei prezzi dopo l’adesione della Romania all’UE. Nel 2006, le transazioni dei grandi spazi commerciali (mall) hanno variato tra 100 milioni di euro fino a 210 milioni di euro (la vendita del mall Polus Center Cluj da parte dell’ungherese TriGranit all’austriaca Immofinanz), superando le tradizionali “vedette” del mercato, gli immobili per uso ufficio.
  3. Il fallimento dell’esperienza Univers’all
    La catena di supermercati Univers’all, controllata da Razvan Petrovici, e’ stata eliminata dal mercato dai retailer internazionali, diventando la prima sconfitta di un operatore con capitale romeno, nonostante la forte crescita del mercato di retail nel suo insieme. In meno di 2 mesi, Petrovici ha venduto gli attivi detenuti a Iasi, Targu-Mures, Suceava, Sibiu e Tarnaveni a retailer stranieri come Profi (Germania), G’market (Turchia) o Intermarche (Francia), e negozia la vendita di quelli che possiede ancora. L’unico negozio al quale Petrovici non rinuncia e’ quello vicino a Unirea Shopping Center di Bucarest).
  4. La diminuzione dell’euro nei confronti della moneta nazionale romena
    Per la prima volta sul mercato valutario della Romania, il leu ha continuato ad apprezzarsi nei confronti dell’euro e del dollaro anche nel tardo autunno. Abitualmente, negli ultimi 3-4 mesi dell’anno il leu registrava un deprezzamento piu’ o meno consistente nei confronti delle valute internazionali, a causa delle importazioni energetiche e delle conseguenti uscite massicce di valuta dal paese. Fino a pochi giorni dalla fine del 2006, il leu aveva guadagnato quasi l’8% nei confronti dell’euro, rispetto all’inizio dello stesso anno. L’apprezzamento della moneta nazionale ha contribuito anche alla deflazione, che a suo turno ha superato le stime. Il tasso dell’inflazione sembra assestarsi nel 2006 al di sotto del 5%, affermano gli analisti, rispetto all’8,6% del 2005 e al 6,7%, previsione BNR all’inizio dell’anno per il 2006.
  5. La popolazione romena e’ debitrice netta nei confronti delle banche
    Per la prima volta negli ultimi 17 anni, la popolazione risulta debitrice netta nei confronti del sistema bancario. Alla fine dei primi 10 mesi del 2006, il saldo dei crediti contrattati dalla popolazione presso gli istituti di credito superava 10,6 miliardi de euro, di piu’ di 1 miliardo di euro superiore all’ammontare totale dei depositi bancari delle persone fisiche. Qualche anno fa’, soltanto il 5% dei depositi della popolazione nelle banche tornava alla popolazione sotto forma di crediti. Su un mercato dei servizi finanziari cosi’ interessante, GE ha acquistato per 140 milioni di euro un pacchetto di compagnie di leasing, consumer finance e credito ipotecario da RAEF.
  6. Quotazione in borsa della Transelectrica
    Transelectrica e’ la prima di una serie di compagnie statali che devono essere quotate in borsa. Delle 3 offerte primarie di vendita di azioni svolte nel 2006 (le altre sono state Alumil e Blue Telecom), quella di Transelectrica e’ stata la sola conclusasi senza problemi. La vendita per 34 milioni di euro di un pacchetto di azioni nuove rappresentando il 10% del capitale sociale della compagnia ha attratto dagli investitori ordini per circa 200 milioni di euro, annullando le voci che in borsa gli investitori non dispongano di denaro. Il profitto di chi ha sottoscritto e’ stato del 100%, poiche’ le quotazioni in borsa sono salite, ulteriormente, al doppio del prezzo dell’offerta.
  7. Ranbaxy – Terapia, la transazione dell’anno
    La transazione attraverso la quale la compagnia farmaceutica indiana Ranbaxy ha prelevato il produttore Terapia dal fondo di investimenti Advent International ha rappresentato il piu’ importante deal sul mercato romeno nel 2006, stabilendo anche un record nell’industria farmaceutica – 270 milioni di euro. Questo e’ stato il secondo exit, per dimensioni, realizzato da un fondo di investimenti nell’Europa Centrale ed Orientale nel 2006, secondo uno studio della compagnia di consulenza Deloitte. Ranbaxy ha prelevato il 96,7% dei titoli Terapia nella primavera 2006. Il 2006 e’ stato molto “effervescente” sul mercato farmaceutico, con un valore totale delle transazioni di circa 500 milioni di euro.
  8. Crescita economica oltre le aspettative
    Il 2006 ha portato la prima Finanziaria della storia con redditi che i governanti non sono riusciti a spendere integralmente. Dopo i primi 10 mesi, il bilancio amministrato dal ministro delle finanze Sebastian Vladescu, registrava un saldo positivo di 2 miliardi di euro, il piu’ alto mai registrato. I redditi al bilancio dello stato sono aumentati di oltre il 20% rispetto al 2005, di molto superiori alle aspettative delle Finanze, che hanno necessitato 4 rettifiche di bilancio per trasferire fondi tra i diversi dicasteri. La maggior parte degli introiti sono stati determinati dalla crescita economica oltre le aspettative.
  9. Scandalo nel settore energetico
    La pubblicazione del contratto di privatizzazione della piu’ grande compagnia romena, concluso nel 2004 dallo stato con il gruppo austriaco OMV, e’ stato uno degli avvenimenti piu’ attesi, nel secondo semestre, dall’opinione pubblica. L’annullamento del carattere segreto delle privatizzazioni di Petrom, Distrigaz Sud, Distrigaz Nord, Electrica Banat, Dobrogea, Oltenia e Moldova e’ stato richiesto dal Consiglio Supremo di Difesa del Paese ed ha ricevuto l’accordo degli investitori strategici. Sempre in collegamento con le privatizzazioni nel campo dell’energia, sono stati messi sotto accusa di spionaggio, tradimento e infrazioni contro la sicurezza energetica del paese degli alti dignitari insieme a consulenti internazionali.
  10. Abbattimento dei prezzi nell’agricoltura
    L’allargamento delle catene di retail e’ anno agricolo buono hanno determinato l’abbassamento drastico dei prezzi dei prodotti agricoli nel 2006. I prezzi dei legumi sono scesi del 12% nei primi 11 mesi e probabilmente concluderanno l’anno con una diminuzione generale del 10% (rispetto alle crescite tra il 15% ed il 30% nel periodo 1999-2005, ad eccezione del 2004, quando la crescita e’ stata limitata al 5%). La diminuzione dei prezzi significa la riduzione dei redditi dei piccoli produttori, che verranno eliminati dal mercato dalle grandi unita’ agricole, che vendono i propri prodotti alle catene di retail in continua espansione. Tale evoluzione determinera’ una ristrutturazione severa nell’agricoltura, che utilizza ancora la maggior parte della manodopera disponibile.

Anche dopo l’adesione all’UE la Romania verra’ trattata come stato candidato
La Romania e la Bulgaria continueranno ad essere trattate dall’Unione Europea, in certi capitoli, come stati candidati, anche dopo l’adesione, commenta EUobserver. La Commissione Europea ha gia’ attribuito alla Bulgaria uno statuto di “stato terzo” per il settore della sicurezza aerea, ricorda la fonte citata. La clausola di salvaguardia che sara’ applicata alla Bulgaria nel campo dell’aviazione significa che le societa’ aeronautiche bulgare non saranno considerate compagnie UE ma avranno statuto di operatore di un terzo paese.
La celebrazione dell’integrazione nell’UE dei due paesi a partire dal 1 gennaio 2007 viene messa in ombra dalla prospettiva di continuazione della tutela di Brusselles – anche dopo l’integrazione – nei settori in cui la Romania e Bulgaria non sono arrivate al livello degli standard europei, sottolinea EUobserver. Il regime al quale sono sottoposti i due nuovi stati membri e’ molto piu’ severo di quello applicato ai 10 stati aderenti all’UE nel 2004. Pero’, nonostante le misure che rischiano di conferire alla Romania e Bulgaria l’etichetta di paesi di “seconda mano”, il portavoce del presidente della Commissione Europea ha descritto tale trattamento come “usuale”. “Non si tratta di alcuna sorpresa. Questo e’ il risultato dei meccanismi di adesione. La Commissione, la Romania, la Bulgaria e tutti gli stati membri sono stati d’accordo con queste misure” ha spiegato l’ufficiale europeo.
Gli ufficiali della Commissione continueranno a monitorare i progressi della Romania e Bulgaria, specialmente nel campo della corruzione e della sicurezza alimentare. Come se l’adesione non fosse avvenuta, Sofia e Bucarest si confronteranno con gli stessi “strumenti” di monitoraggio applicati negli ultimi anni, come le ispezioni da parte degli ufficiali europei e l’obbligo di redigere costantemente rapporti sui progressi registrati.
Gli ufficiali di Bucarest e Sofia riceveranno numerose missioni di verifica, prevalentemente nel campo della giustizia e degli affari interni. Il mancato raggiungimento degli obiettivi stabiliti puo’ determinare l’attivazione delle clausole di salvaguardia, che permettono all’Unione Europea di non riconoscere le sentenze emesse dai tribunali della Romania e Bulgaria sul territorio UE.

Energia elettrica, benzina e gas naturale piu’ cari dal 1 gennaio 2007
I prezzi dell’energia elettrica, benzina con piombo, morchia e gas naturale utilizzati come combustibili per motori aumentano dal 1 gennaio 2007, quando entrano in vigore le nuove accise.
Le accise per l’energia elettrica aumentano di oltre il 30%, e quelle per la benzina con piombo del 6,6%, secondo le disposizioni del nuovo Codice Fiscale sulle accise armonizzate. Per l’energia elettrica utilizzata a scopi commerciali, l’accisa sale da 0,19 euro/MWh, a 0,26 euro/MWh (+36,8%), e la tassa per l’energia elettrica destinata al settore non commerciale, compresa la popolazione, sale del 33,3%, da 0,39 euro/MWh, a 0,52 euro/MWh. Per la benzina con piombo, le accise aumenteranno da 513 euro/tonnellata a 547 euro/tonnellata, livello valido fino nel 2010.
L’accisa per la morchia sale da 9,5 euro/1.000 kg a 13 euro/1.000 kg.
Per la benzina senza piombo e per il gasolio, le accise rimangono immutate, a 327,29 euro/1.000 litri e rispettivamente 259,91 euro/1.000 litri.
Dal 1 gennaio 2007 sono sottoposte ad accise anche il gas naturale utilizzato come combustibile per riscaldamento (0,17 euro/gigajoule) nonche’ il carbone ed il coke. Il carbone ed il coke utilizzati a scopi commerciali saranno sottoposti ad un’accisa di 0,15 euro/gigajoule, e ad un livello doppio (0,30 euro/gigajoule) in caso di utilizzo a scopi non commerciali. Per il gas naturale utilizzato come combustibile per motori, l’accisa aumenta da 2 euro/gigajoule a 2,6 euro/gigajoule. L’accisa diventa esigibile nel momento della consegna del gas naturale ai consumatori finali.
Le modifiche apportate al Codice Fiscale, applicabili dal 1 gennaio 2007, prevedono che il ministro delle Finanze Pubbliche stabilira’, semestralmente, il livello dell’accisa minima per le sigarette.

Entrano in vigore gli schemi dei pagamenti diretti nel agricoltura, concessi dai fondi comunitari
L’esecutivo romeno ha approvato con un’Ordinanza di urgenza, il quadro generale di concessione dei pagamenti diretti nell’agricoltura, attraverso meccanismi di pagamento conformi con la Politica Agricola Comune. Il quantum dei pagamenti sara’ stabilito con Decisione Governativa, su proposta del Ministero dell’Agricoltura, nei limiti delle somme concesse dal bilancio dello stato e dei plafond massimi approvati per la Romania dalla Commissione Europea.

  • Schema 1 – pagamento unico per superficie – funzionera’ dal 2007, come meccanismo di sostegno ai produttori agricoli, ed e’ un pagamento unico, pro ettaro, pagabile annualmente. La fonte di finanziamento e’ il Fondo Europeo per Garanzia nell’Agricoltura, e le superfici eleggibili sono i terreni arabili, i pascoli permanenti, i vitigni, le coltivazioni permanenti (frutteti vivai etc.) e gli orti famigliari (prodotti agricoli per il consumo proprio). Beneficeranno le persone fisiche e giuridiche che sfruttano terreni agricoli di almeno 1 ettaro in lotti di almeno 0,3 ettari, rispettivamente 0,1 ettaro per le coltivazioni permanenti) iscritti nel Registro delle unita’ agricole. Le richieste di pagamento devono essere presentate entro il 15 maggio di ogni anno.
  • Schema 2 – settore vegetale – pagamenti nazionali diretti complementari nel settore vegetale (somme supplementari, in funzione delle superfici, per le coltivazioni previste per legge). I fondi sono concessi dal bilancio dello stato e dal Fondo Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale. Beneficiari e condizioni di eleggibilita’ identici a quelli dello schema 1.
  • Schema 3 – settore zootecnico – pagamenti nazionali diretti complementari nel settore zootecnico, nei limiti delle risorse finanziarie rilasciate dal bilancio dello stato. Beneficiari sono i produttori agricoli che possiedono, allevano e sfruttano animali di produzione, identificati e registrati nel sistema nazionale.
  • Schema 4 – coltivazioni energetiche – concessione di una somma unitaria per superficie, a partire dal 2007, per le coltivazioni destinate alla produzione di biocombustibili – colza, girasole, soia e mais. I fondi provengono dal Fondo Europeo per Garanzia nell’Agricoltura. I beneficiari di tale pagamento non hanno piu’ diritto a pagamenti nazionali diretti o complementari nel settore vegetale, per le stesse superfici.
  • Schema 5 – zucchero – concessione di una somma unitaria per superficie a partire dal 2007 per la coltivazione di barbabietola destinata alla produzione di zucchero. La fonte di finanziamento e’ sempre il Fondo Europeo per Garanzia nell’Agricoltura.
    Appoggio consistente anche dal bilancio dello stato
    Con un’altra Ordinanza di urgenza, l’esecutivo ha approvato finanziamenti dal bilancio dello stato per i produttori agricoli del settore vegetale, zootecnico, dei miglioramenti forestali e dell’organizzazione/sistemazione del territorio. Gli aiuti vanno concessi soltanto alle attivita’ che non sono finanziate dal Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo Rurale, Fondo Europeo Ittico, fondi strutturali e di coesione.

Il ministro dell’agricoltura Motreanu deciso a trasformare le unita’ agricole romene in fattorie modello
Per riuscire tale trasformazione, il ministro intende incentivare gli investimenti, concedere sovvenzioni e riduzioni al rimborso dei crediti per lo sviluppo, tutto nelle condizioni e limiti stabiliti dal Ministero dell’Agricoltura.
Nonostante il premier Tăriceanu si sia assunto la responsabilita’ nel parlamento per la Legge nr. 247/2005 sulla riforma nel campo della proprieta’ e della giustizia, questa e’ passata con dei punti “dolenti”. La norma non definisce sufficientemente quali terreni agricoli possono essere estraniati o dati in affitto, e quindi e’ stata necessaria un’Ordinanza Governativa per spiegare il significato della nozione di “terreno extravillano”. Vengono definiti terreni piazzati nell’extravillano le superfici arabili, i vitigni, i frutteti ed i terreni coperti da vegetazione forestale nonche’ i pascoli rimboschiti che non fanno parte di zone forestali. Nonostante i proprietari abbiano ricevuto avviso favorevole per l’incasso delle rendite, i governanti hanno scoperto che gli uffici regionali per le rendite vitalizie non possono effettuare pagamenti perche’ non hanno personalita’ giuridica, e quindi e’ stato deciso che i pagamenti agli ex proprietari siano effettuati tramite vaglia postale e trasferimento bancario.
Per l’assorbimento del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEADR) e del Fondo Europeo per la Pesca (FEP), saranno disponibili le stesse facilitazioni in materia di crediti che sono state utilizzate per i progetti SAPARD, attraverso il Programma Fermierul. Il Ministero dell’Agricoltura, Acque, Foreste e Sviluppo Rurale (MAPDR) elaborera’ il quadro di eleggibilita’ e stabilira’ il quantum dei finanziamenti che potranno essere concessi anche per lo sviluppo o la riabilitazione delle infrastrutture rurali dei progetti di organizzazione del territorio. Tra le condizioni imposte c’e’ anche quella di non aver gia’ beneficiato di finanziamenti attraverso i programmi nazionali o europei. Inoltre, le rispettive proprieta’ devono essere gia’ state iscritte nel Registro Agricolo o nel Registro delle Unita’ Agricole.
A partire dal 2007, si modifica anche il modello secondo il quale vengono concessi i pagamenti ai produttori agricoli. Dal Fondo Europeo per Garanzie nell’Agricoltura verranno effettuati pagamenti annuali uniformi pro ettaro per i terreni arabili, i pascoli permanenti, i vitigni, le coltivazioni permanenti e gli orti famigliari.
Dal bilancio dello stato e dal FEADR verranno concessi pagamenti supplementari in funzione delle superfici coltivate, diretti complementari nel settore vegetale e zootecnico. Sempre dal FEADR saranno erogati pagamenti per chi crea coltivazioni energetiche destinate alla produzione di biocombustibile (colza, girasole, soia e mais). Gli agricoltori che richiedono tale pagamento non hanno piu’ il diritto di beneficiare dei pagamenti nazionali diretti o complementari per le stesse superfici di terreni. Le coltivazioni di barbabietola saranno sovvenzionate annualmente in funzione delle dimensioni delle superfici.
Le disposizioni della Legge n.231 sull’incentivazione degli investimenti nell’agricoltura sono state estese anche ai beneficiari del FEADR e FEP per i progetti realizzati dopo il 1 gennaio 2007. Verra’ esonerato dal pagamento di una parte dell’ammontare da rimborsare, calcolata come percentuale dal volume del credito, chi rispetta il piano di sviluppo dell’affare e ha contrattato crediti per investimenti nell’agricoltura e nell’industria alimentare, pero’ i cui progetti non sono eleggibili per l’ottenimento di finanziamenti a fondo perduto dai fondi comunitari.

I primi pagamenti nell’agricoltura cominciano a novembre 2007
Le due agenzie di pagamenti per l’agricoltura – l’Agenzia di Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e la Pesca (APDRP) e l’Agenzia di Pagamenti ed Interventi per l’Agricoltura (APIA) – sono state accreditate provvisoriamente, attraverso decisione del Ministro dell’Agricoltura, Dan Motreanu. E’ stato accreditato anche l’Organo Coordinatore delle due agenzie.
I meccanismi per l’accesso ai fondi
L’accreditamento delle due agenzie di pagamenti e dell’Organo Coordinatore e’ una condizione obbligatoria perche’ la Romania possa cominciare la procedura di utilizzo dei fondi UE per l’agricoltura e lo sviluppo rurale.
Tale procedura e’ valida per tutti gli stati membri dell’Unione Europea ed e’ stata approvata dalla Commissione Europea per garantire la distribuzione corretta dei fondi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (che per la Romania, soltanto per il 2007, ammontano a 1,2 miliardi di euro).
Sin dai primi giorni del 2007, l’APDRP e l’APIA possono applicare i meccanismi europei e possono lanciare la procedura di utilizzo dei fondi europei per l’agricoltura. Le due agenzie di pagamenti possiedono gia’ manuali di procedure, sedi, dotazioni logistiche, personale.
L’accreditamento provvisorio e’ una procedura riconosciuta dalla Commissione Europea ed indica il fatto che APDRP e APIA devono ancora eliminare determinate insufficienze, che, pero’, non annullano la loro capacita’ di implementare i meccanismi europei.
A partire da marzo 2007 vengono accolte le richieste di sovvenzioni da parte degli agricoltori romeni ed a novembre 2007 verranno effettuati i primi pagamenti diretti.

I piccoli contribuenti ancora esclusi dal sistema e-guvernare.ro
Pochi sanno che la firma elettronica non e’ proprio un’opzione. Il quadro legale che regolamenta la firma elettronica esiste sin dal 2001, pero’ cio’ non significa che le persone fisiche o giuridiche si siano affrettate a richiederla.
Il mercato doveva essere “educato” e l’emissione di norme che impongano l’utilizzo della firma elettronica era la soluzione. Nonostante cio’ le cose non sono andate come si aspettavano i fornitori di firma elettronica. Attualmente, i principali clienti di firma elettronica sono le istituzioni pubbliche, poiche’ obbligate per legge (per es. l’obbligo di utilizzare la firma elettronica nel sistema sanitario o nel caso degli acquisti pubblici elettronici). Secondo la Decisione Governativa n.1.085/2003 per l’applicazione delle disposizioni della Legge n.161/2003 sulle misure per assicurare la trasparenza nell’esercizio delle funzioni pubbliche e nell’ambiente di affari, la prevenzione e sanzione della corruzione, riguardo all’implementazione del Sistema Elettronico Nazionale, le istituzioni pubbliche sono tenute a registrarsi nel SEN (Sistema Elettronico Nazionale).
Si possono registrare nel SEN anche le persone fisiche e giuridiche (altre che le autorita’ dell’amministrazione pubblica), e riceveranno un conto ed una password. Non e’, pero’, chiaro se per l’utilizzo delle facilitazioni offerte dal SEN, queste persone sono tenute a richiedere anche la firma elettronica. Soltanto chi accede alla pagina web https://formularunic.e-guvernare.ro viene informato che la registrazione nel SEN presuppone l’ottenimento di un certificato digitale dal IGCTI (Ispettorato Generale per Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione). Se si accede, poi, al sito www.igcti.ro, oltre alla presentazione generica del sistema e-guvernare non c’e’ altro, cioe’ non si arriva a sapere come poter entrare in possesso di un certificato digitale. E allora, cos’e’ il sistema e-guvernare? Soltanto una componente del SEN, insieme al sistema e-administraţie (controllato dal Ministero dell’Amministrazione Pubblica) ed al sistema informatico integrato (controllato dal CSAT – Consiglio Supremo di Difesa del Paese).
Al piccolo contribuente poco importa ancora dell’„e-guvernare“ o „e-administraţie“. Le persone giuridiche che possono utilizzare il sistema e-guvernare sono i grandi contribuenti, cosi’ come vengono definiti dalla legislazione fiscale. Cioe’ soltanto questi hanno ricevuto ed utilizzano una firma elettronica per dichiarare i propri obblighi fiscali e per trasmettere le dichiarazioni nominali per i sistemi di assicurazioni sociali.
Sempre piu’ normative includono disposizioni collegate alla possibilita’ di trasmettere o archiviare in via elettronica vari documenti – sia nei rapporti con l’amministrazione sia nei rapporti con i terzi. Ogni tale disposizione e’ accompagnata dal riferimento all’obbligo di autenticare i documenti tramite firma elettronica. E’ il caso, per esempio, del registro di evidenza dei salariati e, piu’ recentemente, del registro di evidenza fiscale. E si puo’ aggiungere anche la fattura elettronica, della quale il Codice fiscale parla poco (le sue nuove norme di applicazione parlano un po’ di piu’).
Con riferimento al registro di evidenza fiscale, l’OMF nr.1.857/2006 prevede la possibilita’ di tenere il registro in forma elettronica, a condizione di rispettare le condizioni indicate dall’OMF nr.1.850/2004 sui registri e formulari finanziari/contabili. Secondo quest’ultimo ordine, „i registri, i giornali ed altri documenti finanziari-contabili, che vanno archiviati su supporto WORM (Write Once Read Many), devono essere firmati dalla persona che li ha elaborati, in conformita’ con le disposizioni della Legge n.455/2001 sulla firma elettronica“.
Per esempio, il registro-giornale ed il libro grande – registri obbligatori secondo la legge sulla contabilita’ – vengono archiviati, di regola, in forma elettronica, poiche’ la loro stampa sarebbe difficile ed inefficace a causa del grande volume di dati in essi contenuti. Inoltre, questi vengono generati automaticamente dai software di contabilita’ utilizzati dai contribuenti. E sempre piu’ aziende preferiscono scannerizzare i documenti contabili ed archiviarli in formato elettronico, per ridurre lo spazio necessario alla loro archiviazione. In tali condizioni, pero’, la firma elettronica diventa obbligatoria.
Per quanto riguarda la fattura elettronica, le ultime modifiche delle norme di applicazione del Codice fiscale prevedono che la sua trasmissione e’ possibile con l’adempimento di determinate condizioni, differenziate în funzione della natura dell’operazione.
Quindi, se si tratta di operazioni effettuate in Romania, incluse le consegne intracomunitarie, e’ necessario:
1 – che ci sia un accordo tra le parti sull’utilizzo della fattura elettronica;
2 – che il fornitore e/o l’acquirente notifichi all’organo fiscale, con lettera raccomandata, l’intenzione di utilizzare tale modo di fatturazione, almeno un mese prima, ed alleghi alla notifica l’accordo indicato al punto 1;
3 – che venga garantita l’autenticita’ e l’integrita’ di questa, tramite una firma elettronica o un altro mezzo elettronico autorizzato dal Ministero delle Finanze anche attraverso il sistema elettronico di dati EDI (vedere il Regolamento nr.1.994/820/EC sullo scambio elettronico di dati);
4 – che ci sia un documento centralizzatore con l’evidenza delle fatture trasmesse mensilmente attraverso il sistema EDI.
Se la procedura di trasmissione elettronica delle fatture non attirera’ molti interessati a causa delle condizioni che essi dovrebbero rispettare, e’ probabile che il loro numero diventi molto piu’ consistente se il sistema e-guvernare permettera’ l’accesso anche ai piccoli contribuenti, oltre ai grandi. Soltanto allora si potra’ parlare di un vero sistema di e-governing e si giustificherebbero i fondi sostanziosi spesi fino adesso a tale scopo.

Il Codice Fiscale, modificato quasi di nascosto
Undici giorni prima dell’entrata in vigore delle nuove tasse ed imposte, l’esecutivo ha modificato „quasi di nascosto” le disposizioni del Codice Fiscale per il 2007.
Il Ministero delle Finanze Pubbliche ha proposto la modifica delle disposizioni fiscali sulla tassazione dei redditi delle microimprese, sulla tassa speciale di immatricolazione degli automezzi, sulle transazioni e sui redditi ai bilanci locali.
Il Ministro delle Finanze, Sebastian Vladescu, ha motivato la decisione frettolosa con l’esistenza di „segnalazioni da parte dell’ambiente di affari”. Il progetto di Ordinanza governativa di Urgenza non e’ stato sottoposto ad un dibattito pubblico ne’ messo a disposizione degli interessati sul sito del Ministero delle Finanze Pubbliche.
Non e’ per la prima volta che l’esecutivo trasgredisce alle proprie raccomandazioni, secondo le quali il Codice Fiscale doveva essere adottato almeno 6 mesi prima della sua entrata in vigore e attraverso un disegno di legge – approvato ulteriormente dal parlamento – non attraverso Ordinanza governativa.
Secondo le modifiche dell’ultima ora, le microimprese pagheranno imposta sul profitto se superano, durante l’anno, la soglia dei 100.000 euro di giro di affari. La stessa misura andra’ applicata anche alle microimprese che realizzano oltre il 50% degli introiti da attivita’ di consulenza e management.
Secondo gli analisti economici, la misura sara’ difficilmente applicabile poiche’ dovranno essere analizzati gli introiti per ogni contratto separatamente. Secondo fonti citate da Mediafax, sono state apportate modifiche anche per l’imposta sulle transazioni immobiliari e per la tassa di immatricolazione delle autovetture nuove.

Aumenta il deficit di conto corrente che, pero’, rimane coperto integralmente dagli investimenti stranieri
Il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato, dopo i primi 10 mesi del 2006, un deficit di 7,74 miliardi di euro, in aumento del 48,3% rispetto al saldo negativo del periodo simile del 2005, a causa di un deficit commerciale di 8,7 miliardi di euro, secondo i dati rilasciati dalla banca centrale (BNR).
La differenza tra le esportazioni e le importazioni romene e’ aumentata, nei primi 10 mesi del 2006, del 52% ed i trasferimenti correnti, la fonte principale di equilibrio negli anni precedenti, hanno registrato un eccedente di soli 3,1 miliardi di euro, del 12,4% superiore al livello di ottobre 2005.
La bilancia dei servizi conserva un leggero surplus, di 370 milioni di euro, nonostante i trasporti abbiano registrato un saldo negativo di 232 milioni de euro, ed il turismo registri valori quasi uguali per entrate ed uscite.
Il deficit di conto corrente e’ stato coperto integralmente dagli investimenti stranieri diretti, che sono ammontati, nei primi 10 mesi, a 7,9 miliardi di euro (rispetto ai 4,2 miliardi di euro nel periodo simile del 2005). Due terzi degli investimenti diretti sono stati partecipazioni al capitale e profitti reinvestiti, ed un terzo crediti intra-gruppo.
Il debito estero a medio e lungo termine ammontava, al 31 ottobre 2006, a 26,77 miliardi di euro, in aumento dell’8,8% rispetto alla fine del 2005.
Il tasso del servizio del debito estero a medio e lungo termine (rapporto tra servizio del debito ed esportazioni) e’ stato, nei primi 10 mesi, del 16,8%, rispetto al 20,1% nel 2005. Il grado di copertura (riserva internazionale della BNR rispetto alle importazioni medie) e’ stato di 6,6 mesi di importazioni, rispetto a 6,3 mesi di importazioni a dicembre 2005.
Secondo le stime della Commissione Nazionale di Previsioni, il deficit di conto corrente della Romania arrivera’ alla fine del 2006 a 8,25 miliardi di euro, ed il suo peso specifico nel Prodotto Interno Lordo all’8,7%, allo stesso livello che nel 2005. Per il 2007, la CNP stima che il peso specifico del deficit di conto corrente nel PIL salira’ all’8,6%.
Il Fondo Monetario Internazionale stima che nel 2006 il peso specifico del deficit di conto corrente non superera’ il 10,5% del PIL, pero’ nel 2007 salira’ al 13% del PIL.

L’Ordinanza Governativa di Urgenza sul passaggio di 41 societa’ dall’OPSPI all’AVAS e’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial)
L’Ordinanza di Urgenza che prevede il passaggio di 41 societa’ dal portafoglio dell’Ufficio delle Partecipazioni dello Stato e della Privatizzazione nell’Industria (OPSPI), subordinato al Ministero dell’Economia e Commercio, nel portafoglio dell’Autorita’ per la Vendita degli Attivi dello Stato (AVAS) e’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial).
Le 41 societa’ prelevate dall’OPSPI-MEC sono Petrom, Oil Terminal, Conpet, Petrotrans, Foradex, Distrigaz Sud, E.ON Gaz Romania, CE Rovinari, CE Turceni, CE Craiova, Uzina Termoelectrica Midia, Electrica, Radioactiv Mineral Magurele, Societa’ Nazionale del Sale Salrom, Societa’ Nazionale delle Acque Minerali, Uzina de Agent Termic si alimentare cu Apa Motru, Institutul de Cercetare Stiintifica si Inginerie Tehnologica, Proiectare Mine pe Lignit, Romarm, Uzina Mecanica Orastie, Santierul Naval Mangalia, Avioane Craiova, IAR Brasov, Constructii Aeronautice, Top Therm, IOR, Romaero, Melana IV, Oltchim, Zirom Giurgiu, Romplumb, Automobile Craiova, il Cantiere Navale 2 Mai, Plafar, IPIU Consulting Engineering, ICPE, Institutul de Proiectari Chimice Iprochim, Simtex, Eurotest, ICEM, ISCIR – CERT e BRML-CERT.
Le restanti compagnie del portafoglio OPSPI, che non sono privatizzabili, poiche’ considerate di interesse strategico oppure gia’ incluse in vari programmi di ristrutturazione approvati con norme speciali, rimangono nell’amministrazione del MEC.
L’AVAS esplettera’ tutte le attivita’ collegate all’esercizio della qualita’ di azionista dello stato nelle 41 societa’ e compagnie nazionali e nelle altre societa’ trasferite dal MEC, nonche’ nelle loro filiali del portafoglio MEC.
Rimangono nel portafoglio MEC le compagnie che fanno parte del sistema energetico nazionale.
Il trasferimento delle 41 entita’ dall’OPSPI all’AVAS e’ spiegato dalla necessita’ di creare una struttura professionista che gestisca in maniera unitaria, trasparente ed efficace il processo di privatizzazione.

L’esecutivo ha deciso di posticipare di almeno 2 anni la privatizzazione della Cassa di Risparmio CEC
L’esecutivo ha deciso di non proseguire il processo di privatizzazione della Cassa di Risparmio (CEC) pero’ di aumentare il capitale sociale della stessa di 150 milioni di euro.
Secondo il ministro delle Finanze, Sebastian Vladescu, il principale contendente, NBG avrebbe offerto per il 69,9% delle azioni CEC circa 560 milioni di euro e per l’intero pacchetto azionario 800 milioni di euro, ammontare inferiore alle aspettative delle autorita’ romene. “Come ho gia’ dichiarato, probabilmente un’offerta per la CEC di almeno 1 miliardo di euro avrebbe determinato la vendita del pacchetto azionario del 69,9%” ha affermato Vladescu.
Il Ministro delle Finanze anticipa che le decisioni sulla futura soluzione di sviluppo della Cassa di Risparmio verranno adottate nei primi due mesi del 2007, in modo che fino alla fine del primo semestre del 2007 CEC abbia una nuova dirigenza manageriale ed un piano di ristrutturazione.
Il processo di privatizzazione della CEC non sara’ ripreso nei prossimi 2 anni.

Fitch Ratings constata tendenze positive nel sistema bancario romeno
Le tendenze nel sistema bancario romeno continuano ad essere positive, nonostante i bassi margini di profitto, indica un rapporto dell’agenzia di valutazione finanziaria Fitch Ratings.
Lo stesso rapporto indica che i principali rischi del sistema bancario sono determinati dall’avanzata rapida dei crediti e dall’alto peso specifico dei crediti in valuta.
Le tendenze positive sono determinate dal miglioramento dell’ambiente operazionale, dalla crescita economica accelerata e dalla ristrutturazione degli istituti di credito per volonta’ degli azionisti stranieri.
Nel contempo, lo studio evidenzia che il livello di qualita’ del portafoglio di crediti rappresenta una possibile debolezza del sistema, a causa dell’alto peso specifico dei crediti a rischio, in un clima economico permissivo e su un mercato non assestato.

SanPaolo IMI porta in Romania ulteriori 10 milioni di euro di capitale
SanPaolo IMI Bank Romania ha aumentato il proprio capitale sociale di 36 milioni di lei (10,6 milioni di euro). Il capitale sociale della banca e’ aumentato a 140 milioni di lei (41,5 milioni di euro). Gli attivi della banca totalizzavano a settembre 2006 circa 258 milioni di euro, il che rappresentava una quota di mercato dello 0,6%.
Nei primi 9 mesi del 2006, la banca ha registrato un profitto di 4,97 milioni di euro.
A gennaio 2007 la dirigenza della banca passa a Nicola Calabro’, che negli ultimi 3 anni e’ stato membro del Consiglio d’Amministrazione.

Finansbank cambia nome, nel 2007, in Credit Europe Bank Romania
Gli azionisti della Finansbank hanno approvato nell’ultima Assemblea Generale il cambio della ragione sociale della banca in Credit Europe Bank Romania. La modifica potrebbe diventare effettiva a marzo 2007, dopo che la Banca Centrale l’avra’ autorizzata.
Finansbank Romania ha concluso il 2005 con attivi totali di 1,25 miliardi di lei (circa 340 milioni di euro), in aumento del 58%, in lei, rispetto al 2004. Per il 2006, la banca mira ad una quota di mercato dell’1,4%, per il valore degli attivi, rispetto all’1,2% a giugno 2006.
Parte di FIBA Group, la sussidiaria in Romania della Finansbank ha cominciato ad operare a febbraio 2000, quando Finansbank AS Turchia ha acquistato il pacchetto azionario di maggioranza della Banca di Credito Industriale e Commerciale, istituto di credito con capitale misto romeno-americano costituito nel 1993.

La Banca del Cipro, comincia ad operare a marzo 2007 sul mercato romeno
La Banca del Cipro (Bank of Cyprus) ha ricevuto da parte della Banca Centrale (BNR), l’autorizzazione ad operare sul mercato romeno. La banca diventera’ operativa a marzo 2007 con sede centrale a Bucarest in Calea Dorobantilor.
La Banca del Cipro offrira’ prodotti e servizi sia ai clienti corporate, che al settore di retail. Il portafoglio di servizi sara’ completato dalla compagnia di leasing della banca, che diventera’ operativa prima della fine dell’anno. Direttore esecutivo della Banca del Cipro in Romania sara’ Vassilis Papaioannou, che opera da oltre 18 anni nel campo bancario, di cui 12 anni presso la Banca del Cipro a Salonicco (Grecia). Attualmente sono in corso di ultimazione due succursali della banca a Bucarest, e a breve verra’ individuata una terza locazione.

Lo stipendio minimo a livello nazionale aumenta di 60 lei
Lo stipendio di base minimo lordo, obbligatorio a livello nazionale sara’, dal 1 gennaio 2007, di 390 lei mensili, prevede una recente Decisione Governativa.
L’aumento, rispetto all’attuale livello di 330 lei, e’ di 18,2%. Per 170 ore, mediamente, di lavoro al mese, nel 2007, il livello di 390 lei mensili rappresenta 2,294 lei/ora.

Teoricamente la Romania potrebbe diventare il secondo produttore di biodiesel in Europa. Praticamente i romeni si muovono lentamente
La febbre dei carburanti verdi si e’ installata anche in Romania, e se nel 2007 le installazioni progettate produrranno a piena capacita’, cioe’ 110.000 tonnellate di biodiesel, la Romania si piazzerebbe al quarto posto tra i produttori di biodiesel nell’UE dopo la Germania, Francia ed Italia. Per il funzionamento di queste capacita’ necessiterebbe, pero’, di un massimo di 314.285 tonnellate di semi di colza e di un minimo di 188.571 tonnellate. Le 340.000 tonnellate prodotte nell’autunno 2006 sarebbero sufficienti, pero’ una gran parte di questo raccolto verra’ utilizzato anche in altri scopi (esportazione o consumo).
Fino alla fine del 2007 la Romania dovrebbe poter produrre 391.000 tonnellate di biodiesel, piazzandosi subito dopo la Germania e superando quattro volte la norma assunta nei confronti dell’UE, con il 10% del quantitativo totale di biocarburanti dell’attuale mercato europeo. Per questo necessiterebbe, pero’ da un minimo di 600.000 tonnellate di semi di colza fino ad 1 milione di tonnellate.
Nelle statistiche del Ministero dell’Agricoltura risultano 2 milioni di ettari di terreni agricoli non utilizzati, che potrebbero essere tolti dal circuito agricolo per essere rimboschiti in alternativa con la coltivazione di colza. Se venissero coltivati con colza potrebbero rendere un raccolto minimo di 3,4 milioni di tonnellate, cioe’ meta’ del quantitativo di colza utilizzato nei paesi UE per la produzione del biodiesel.
Il biodiesel prodotto nel 2006 e’ stato utilizzato dagli stessi produttori. “Fino al momento attuale, il biodiosel prodotto dai due maggiori produttori e’ stato utilizzato da loro stessi. Autoelite per il suo parco di 60 tassi, e Ultex per i suoi automezzi che trasportano semi e olio. Una piccola parte e’ stata venduta direttamente ad utilizzatori (aziende di trasporti), pero’ non ai distributori poiche’ non previsto dal Codice Fiscale. Nel 2006 i biocombustibili sono esonerati da accise; pero’ se vengono mescolati con il gasolio classico (indifferentemente dalle proporzioni) vengono applicate accise sull’intero quantitativo come se fosse gasolio classico. Dal 2007 tale aspetto cambiera’” sottolinea Boris Gaivoronski, direttore Bioterpena, l’azienda che ha assicurato il montaggio delle installazioni di Ultex ed Autoelite.

www.denaro.it informa: Casartigiani – A marzo compratori romeni a Napoli
Cinque mesi fa la missione in Romania di una delegazione di PMI campane promossa da Casartigiani Napoli. Poco dopo nasce un portale internet dedicato: www.campaniainromania.eu, grazie al quale si infittiscono contatti e rapporti commerciali tra imprese della regione e aziende romene. Risultato: a marzo 2007 un manipolo di imprenditori romeni sarà a Napoli per un’operazione di incoming nel corso della quale saranno verificate nuove opportunità di collaborazione.
A cinque mesi dalla missione in Romania il progetto di Casartigiani Napoli “L’Europa Balcanica: opportunità di sviluppo e di crescita — Paese obiettivo Romania”, cofinanziato dalla Regione Campania con fondi del Por, continua a mietere risultati.
Le aziende partecipanti al progetto continuano infatti ad avere commesse e contatti interessanti, grazie al prezioso supporto messo in campo dal progetto di un portale web multilingua (www.campaniainromania.eu). Relazioni che poi si svilupperanno e consolideranno ulteriormente nella fase di incoming delle imprese romene a Napoli, che è prevista per marzo 2007. Massimo Montanino della Montex Srl, che ha partecipato alla delegazione dichiara: “a distanza di cinque mesi dalla missione a Bucarest continuiamo ad avere richieste da parte di imprese romene interessate ai nostri prodotti. Inoltre – prosegue – abbiamo mantenuto i contatti e stretto ordini commerciali con le aziende che abbiamo incontrato durante i workshop organizzati da Casartigiani in Romania, che auspichiamo possano essere anche ripetuti nella fase dell’incoming a Napoli. Ci hanno contattato – aggiunge Montanino – anche aziende di produzione che hanno catene di negozi in loco, come nel caso di Mircea Vasiu, il brand manager della Mondostar Spa, che possiede il marchio di negozi Boulevard Fashion, che dispiaciuto per non aver partecipato agli incontri commerciali di giugno, si è detto interessatissimo ad instaurare con la nostra azienda rapporti di natura commerciale, inoltre si è detto disponibile ed entusiasta di partecipare alla incoming di marzo promosso da Casartigiani. Con altrettanto entusiasmo – racconta Montanino – ci faranno visita Danut Branza responsabile Centro Cop, una cooperativa di acquisto interessata alla camiceria classica e per cerimonia, e il rappresentate di tre negozi del distretto industriale di Timisoara. Continua pertanto il trend positivo innescato dal progetto e dalla missione commerciale estera, verificabile anche grazie ai numerosi contatti dalla Romania registrati sul nostro sito Internet, e che prima di giugno non c’erano. Evidentemente ha funzionato molto bene anche il passaparola tra le aziende e la distribuzione del catalogo fotografico e multimediale realizzato e distribuito da Casartigiani in Romania”.
Per Ciro di Lillo della Mapel, la partecipazione alla missione in Romania e al progetto nel suo insieme ha portato finora a diversi ordini dalla Romania e ne ha potuto constatare i benefici anche in occasione della “Fiera di Milano” dove ha trovato alcuni clienti romeni interessati alla sua attività, proprio in virtù del passaparola sviluppatosi con la distribuzione dei cataloghi realizzati nell’ambito del progetto.
Ora tra le aziende c’è grande attesa per l’incoming di marzo 2007. Difatti, in molti puntano proprio sull’evento che in primavera porterà gli imprenditori romeni a Napoli per visitare i laboratori artigiani delle aziende partecipanti al progetto. Come la Mary Srl, di Pasquale Tremonte. “L’esperienza della missione in Romania – afferma Tremonte – è senz’altro stata positiva per i primi contatti, ma richiede del tempo per dare i suoi frutti appieno. Per ottenere ordini importanti attendiamo pertanto la fase dell’incoming prevista a marzo e siamo sicuri di concludere buoni affari perché quello romeno è senz’altro un mercato per noi interessante”.

REDAZIONALE DELLO SPONSOR

Anamaria Cristine Stancu, Consulente di Management Aziendale di Archimedes Group ci da informazioni sul
PIANO FINANZIARIO

  1. Finanziamento totale Fondi Strutturali e di Coesione per la Romania nel periodo 2007-2013: 19,667 miliardi Euro
    – per L’Obbiettivo Convergenza in Romania:
    19,213 miliardi Euro (FEDR, FSE, FC)
    – per l’Obbiettivo Cooperazione Territoriale in Romania:
    454 miliardi Euro (FEDR)
  2. Finanziamento per la Romania del Fondo Europeo per l’ Agricoltura e lo Sviluppo Rurale (FEADR): 7,1 miliardi Euro
  3. Finanziamento per la Romania del Fondo Europeo per la Pesca (FEP): 0,2 miliardi Euro
    Il Piano Nazionale per lo Sviluppo 2007-2013- Quadro strategico Nazionale di Riferimento
    Programmi Operativi
  4. La Crescita della Competitività Economica (13,3%)
  • Autorità di Gestione : Ministero dell’ Economia e del Commercio
  • Organi Intermediari :ANIMMC, MEDC, MCTI, MEC- Dipartimento Energia, ANT
  • Livello Nazionale
  1. Le Infrastrutture di Trasporto (23,8%)
  • Autorità di Gestione : Ministero del Trasporto
  • Livello Nazionale
  1. Le Infrastrutture dell’ Ambiente (23,5%)
  • Autorità di Gestione: Ministero dell’Ambiente
  • Organi Intermediari: ARPM- Le Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente
  • Autorita’ e livello Regionale
  1. Sviluppo delle Risorse Umane (18,1%):
  • Autorità di Gestione: Ministero del Lavoro
  • Organi Intermediari: ANOFM, MEDC
  • Autorita’ a livello Nazionale
  1. Sviluppo Regionale (19,4%)
  • Autorità di Gestione: Ministero dell’Integrazione Europea
  • Organi Intermediari: le 8 ADR
  • Autorita’ a livello Regionale
  1. Capacità amministrativa (1,1%)
  • Autorità di Gestione: Ministero dell’amministrazione e degli Affari Interni
  • Autorita’ a livello Nazionale
  1. Assistenza tecnica (0,9 %)
  • Autorità di Gestione: Ministero delle Finanze Pubbliche
  • Autorita’ a livello Nazionale

Finanziamento totale Fondi strutturali e di Coesione 2007-2013 per l’obbiettivo Convergenza in Romania: 19,213 miliardi Euro.

  1. PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE 2007 – 2013
     Il Programma Operaţivo Regionale 2007 – 2013 rappresenta uno dei sette programmi operativi
     Autorità di Management: Il Ministero dell’ Integrazione Europea
     Organismi Intermediari: Le otto Agenzie per lo Sviluppo Regionale
     Per il finanziamento POR 2007-2013 sono stati assegnati 3,72 miliardi EURO dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR) (a rappresentare il 19,4% del totale dei Fondi Strutturali e di Coesione assegnati per il finanziamento dell’Obbiettivo Convergenza in Romania)
    Priorità 1. Miglioramento delle infrastrutture di trasporto regionale e locale
    Settori d’intervento :
    1.1. La riabilitazione e l’ammodernamento delle infrastrutture distrettuali e locali di trasporto
    Attività eligibili ed operazioni:
     Strade distrettuali/provinciali
     Strade locali dell’ambito urbano
     Raccordi anulari (considerati strade distrettuali)
     Aeroporti d’interesse regionale / locale
     Porti d’interesse regionale/locale
    Richiedenti:
     Autorità dell’amministrazione pubblica locale (salvo quelle dell’ambito rurale)
    Entita’ dei finanziamenti:
     Costo totale minimo di un progetto: 1.000.000 Euro
     Costo totale massimo di un progetto: 25.000.000 Euro Priorità 2. Miglioramento delle infrastrutture sociali regionali e locali
    Settori d’intervento:
    2.1. La riabilitazione/l’ammodernamento /l’allestimento delle infrastrutture dei servizi sanitari
    Attività eligibili ed operazioni:
     La riabilitazione, l’ammodernamento e l’allestimento degli ambulatori speciali e degli ambulatori degli ospedali
     L’ammodernamento e l’allestimento dei reparti emergenza al interno degli ospedali regionali
    – Fabbricati
    – Utilità generali e specifiche
    – Equipaggiamenti
    – Facilità d’accesso per le persone con disabilita fisiche
    Richiedenti:
     Autorità dell’amministrazione pubblica locale
    L’entita’ dei finanziamenti:
     Costo totale minimo di un progetto: 200.000 Euro
     Costo totale massimo di un progetto:
    – Per ambulatori – 1.000.000 Euro
    – per i reparti emergenza degli ospedali regionali- 25.000.000 Euro

2.2. La riabilitazione/l’ammodernamento/ l’allestimento dell’infrastruttura dei servizi sociali
Attività eligibile ed operazioni:
 La riabilitazione/l’ammodernamento/l’allestimento dei centri sociali e residenziali
– Fabbricati (riabilitazione/ ammodernamento)
– Utilità
– Equipaggiamenti
– Facilità d’accesso per persone diversamente abili
Richiedenti:
 Autorità dell’amministrazione pubblica locale in partenariato con i fornitori di servizi sociali
 Fornitori di servizi sociali
L’entita’ dei finanziamenti:
 Costo totale minimo di un progetto: 200.000 Euro
 Costo totale massimo di un progetto: 1.000.000 Euro

2.3. L’allestimento di unita’ operative per interventi in situazioni di emergenza
Attività eligibile ed operazioni
 L’allestimento di 8 unita’ operative regionali per interventi in situazioni di emergenza;
 L’allestimento di unita’ operative distrettuali per interventi in situazioni di emergenza.
Richiedenti:
 I consigli distrettuali/ delle provincie
La dimensione degli assegni finanziari:
 Costo totale minimo di un progetto: 3.000.000 Euro;
 Costo totale massimo di un progetto: 15.000.000 Euro.

2.4. La riabilitazione/ l’ammodernamento/ lo sviluppo delle infrastrutture dell’insegnamento
Attività eligibile ed operazioni:
 La riabilitazione/ l’ammodernamento/ l’allestimento delle infrastrutture dell’insegnamento pre-universitario.
 La riabilitazione/ l’ammodernamento/ l’allestimento di campus per l’insegnamento pre-universitario
 fabbricati (costruzione/ ristrutturazione, ampiamento e/o consolidazione)
 Utilità
 Equipaggiamenti
* Gli interventi dei POR si concentrano sull’insegnamento preuniversitario (compreso quello della scuola materna)
Richiedenti:
 Autorità dell’amministrazione pubblica locale:
L’entita’ dei finanziamenti:
 Costo totale minimo di un progetto:
– Per l’insegnamento in scuola materna: 50.000 Euro
– Per l’insegnamento preuniversitario: 150.000 Euro
– Per i campus preuniversitari: 300.000 Euro
 Costo totale massimo di un progetto: 20.000.000 Euro.

 Priorità 3. Sostegno dello sviluppo dell’ambito d’affari regionale e locale

Settori/Ambiti d’intervento:
3.1. Lo sviluppo delle strutture di sostegno degli affari
Attività eligibili ed operazioni:
 La creazione e/o l’incremento dei tipi di strutture regionali di sostegno degli affari: parchi industriali, scientifici, tecnologici, di affari a piattaforme logistiche (tutti i tipi di strutture salvo i “business incubators”)
– Fabbricati
– Il sistema di strade dal interno delle strutture di affari e le strade di accesso.
– Le infrastrutture delle utilità pubbliche
– Demolizione/ dismissione dell’edificio
– Attività di promozione
Richiedenti:
Autorità dell’amministrazione pubblica locale
• Società commerciali (pubbliche e/o private).
La dimensione degli assegni finanziari:
• Costo totale minimo di un progetto : 200.000 Euro;
• Costo totale massimo di un progetto: 25.000.000 Euro.

3.2. La riabilitazione dei siti industriali:
Attività eligibili ed operazioni:
 L’allontanamento dei rifiuti/ rifiuti industriali;
 La demolizione degli edifici e spaianamento del terreno;
 La riabilitazione/ il completamento delle infrastrutture di utilità pubbliche.
Richiedenti:
• Autorità dell’amministrazione pubblica locale;
Entita’ dei finanziamenti:
• Costo totale minimo di un progetto : 500.000 Euro;
• Costo totale massimo di un progetto: 25.000.000 Euro.

3.3. Il sostegno delle iniziative imprenditoriali regionali/locali per la costituzione e lo sviluppo delle piccole imprese
Tramite i POR sono finanziate le piccole imprese d’interesse locale/regionale.
Attività eligibili ed operazioni:
 L’acquisto degli equipaggiamenti e di tecnologie moderne;
 L’acquisto di sistemi IT (equipaggiamenti e soft);
 Il collocamento delle piccole imprese all’interno delle strutture d’affari;
 L’allargamento/ la riabilitazione/ la sistemazione degli spazzi di produzione delle piccole imprese.
Richiedenti:
• Piccole imprese con attività di produzione/servizi/costruzioni.

La dimensione degli assegni finanziari:
• Il costo minimo totale di un progetto: 20.000 Euro;
• Il costo massimo totale di un progetto: 500.000 Euro.
Il contributo del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale per le piccole imprese : massimo 70%
L’apporto personale : minimo il 30%

Priorità 4. Lo sviluppo del turismo regionale e locale

Settori d’intervento:

4.1 La ristrutturazione e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale, cosi’ come la creazione o l’ammodernamento delle infrastrutture connesse.
Sono eligibili per il finanziamento dell’attività riguardante i siti con potenziale turistico, facenti parte del patrimonio UNESCO, patrimonio culturale nazionale, patrimonio culturale locale dell’ambito urbane.
Attività eligibili ed operazioni:
 edifici del patrimonio
 pittured’interni,affreschi, murae esterne;
 vie d’accesso (marciapiedi e carrozzabili) verso i siti riabilitati;
 illuminazione interna ed esterna, di sicurezza e decorativa;
 facciate;
 sistemazioni di paesaggio
 dotazioni interiori
 utilità annesse (parcheggio, bagni, pubblicità e cartelli indicatori, ecc.)
Richiedenti:
 Autorità dell’amministrazione pubblica locale e centrale;
 Società commerciali;
 Persone giuridiche (che non siano agenti economici).
Entita’ dei finanziamenti:
 Il costo totale minimo di un progetto: 500.000 Euro;
 Il costo totale massimo di un progetto: 25.000.000 Euro.

4.2. La creazione/ lo sviluppo/ l’ammodernamento delle infrastrutture specifiche per la valorizzazione durevole delle risorse naturali con potenziale turistico
Attività eligibili ed operazioni:
 Reti per la ricerca e/ o il trasporto delle fonti minerali e saline con potenziale terapeutico
 La sistemazione, l’ammodernamento, la dotazione (comprese le utilità) delle basi di trattamento/cura medica delle stazioni balneare
 La sistemazione dei siti turistici naturali per attività turistiche (formazioni geologiche, cave, saline, miniere, vulcani fangosi, laghi)
 Piattaforme per campeggio
 Rifugi montani
 Percorsi montani
 Punti SALVAMONT
 Parchi balneari, parchi-giardino
 Vie di accesso ai principali siti turistici naturali
 Torri/ Padiglioni per osservazione/ video/ foto; ecc
Richiedenti:
 Autorità dell’amministrazione pubblica;
 Società commerciali
Entita’ dei finanziamenti:
 Costo totale minimo di un progetto: 200.000 Euro
 Costo totale massimo di un progetto: 25.000.000 Euro

4.3 La riabilitazione/ l’estensione/l’ammodernamento/la dotazione delle strutture ricettive con le relative utilità, cosi come delle strutture ricreative;
Attività eligibili ed operazioni:
 La riabilitazione/ l’ammodernamento/ l’estensione delle strutture ricettive e ricreative con le relative utilita’, compreso il training per l’utilizzo dell’equipaggiamento
 La creazione/ l’estensione/ la riabilitazione delle strutture di divertimento turistico con le utilità connesse compreso il training per l’utilizzo dell’equipaggiamento.
• piscine, campi di mini-golf, tennis, paint-ball, equitazione, trasporto ferroviario d’interesse turistico, porti turistici, imbarcaderi, piste per il cicloturismo, sentieri per sci, impianti di trasporto funicolare, equipaggiamenti per la produzione della neve artificiale, equipaggiamenti per l’illuminazione notturna dei sentieri per sci, sistemazioni specifiche per gli sport d’acqua, le strutture per la pratica della pesca sportiva, etc…
Richiedenti:
 Le autorità dell’amministrazione pubblica locale;
 Imprese private, con attività nel settore turistico, escluse le piccole imprese dell’ambito rurale
Entita’ dei finanziamenti:
 Riabilitazioni/ ammodernamenti/ dotazioni/ strutture ricettive
– Costo totale minimo di un progetto: 200.000 Euro
– Costo totale massimo di un progetto: 5 000.000 Euro
 La creazione/ l’estensione/ la riabilitazione delle strutture di divertimento turistico
– Costo totale minimo di un progetto: 200.000 Euro
– Costo totale massimo di un progetto: 20.000.000 Euro

    Priorità 5. Sviluppo urbano durevole

 Per quanto riguarda la suddetta priorità saranno finanziati soltanto i progetti integrati di riabilitazione urbana, delle zone urbane con problemi (“zone di azione urbana”), chiaramente delimitati all’interno della città (città piccole e medie cosi come i quartieri con problemi dei grandi centri urbani) in zone urbane con una popolazione di almeno 20.000 abitanti.
 Questo tipo di progetti integrati comprenderà progetti individuali relativi ad almeno due settori d’intervento;
 riabilitazione dell’infrastruttura e miglioramento dei servizi urbani (componente obbligatoria);
 sviluppo dell’ambito degli affari;
 riabilitazione delle infrastrutture e miglioramento dei servizi sociali.
Richiedenti:
 Le autorità dell’amministrazione pubblica locale
Entita’ dei finanziamenti:
1) Progetto integrato
 Costo totale minimo: 10.000.000 Euro
 Costo totale massimo: 50.000.000 Euro
2) Progetto individuale
 Costo totale minimo: 500.000 Euro
 Costo totale massimo: 25.000.000 Euro

Il finanziamento dei progetti
 Società commerciali – Grandi imprese
– Contributo del Fondo Europeo dello Sviluppo Rurale: massimo 50%
– Contributo personale: minimo 50%
 Società Commerciali – Medie Imprese
– Contributo del Fondo Europeo dello Sviluppo Rurale: massimo 60%
– Contributo personale: minimo 40%
 Società Commerciali – Piccole e medie imprese
– Contributo del Fondo Europeo dello Sviluppo Rurale: massimo 70%
– Contributo personale: minimo 30%

Newsletter n.51 / 2006

Vista ufficiale in Romania del ministro Giuliano Amato
Nei giorni 18–19 dicembre 2006, il ministro dell’interno Giuliano Amato ha effettuato una visita ufficiale in Romania, su invito del suo omologo romeno, Vasile Blaga. La visita e’ iniziata con la partecipazione dei due ministri alla conferenza inaugurale dell’Istituto Aspen Romania.
I colloqui tra i due ministri dell’interno sono stati concentrati sulla cooperazione bilaterale nel campo degli affari interni, componente essenziale dell’ampio processo di consolidamento del partenariato strategico tra l’Italia e la Romania.
I due ministri hanno firmato un Protocollo di cooperazione che regolamenta l’allargamento delle misure specifiche per rinforzare la sorveglianza ed il controllo delle frontiere, nella luce dell’adesione della Romania all’UE, dal 1 gennaio 2007.
Inoltre, i dirigenti delle due polizie di frontiera hanno firmato un’Intesa per l’applicazione del Protocollo di Cooperazione, destinata a completare il quadro bilaterale per la realizzazione di azioni comuni, attraverso la costituzione di pattuglie miste delle due Polizie di Frontiera.
Il ministro Amato e’ stato ricevuto dal presidente della Romania Traian Basescu.

La Romania preleva la gestione dei programmi PHARE ed ISPA
La Romania ha ottenuto l’approvazione della Commissione Europea per passare al Sistema Esteso di Implementazione Decentralizzata (EDIS) nell’attivita’ di gestione dei fondi PHARE, informa il Ministero delle Finanze Pubbliche (MFP). Tale decisione completa quella emessa dalla Commissione Europea per il programma ISPA.
Secondo il MFP, la Romania e’ il primo paese candidato che ottiene l’accreditamento EDIS per i programmi ISPA e PHARE, prima dell’adesione alle strutture UE, a dimostrazione della fiducia della Commissione Europea nei sistemi e nelle procedure elaborate dalle autorita’ romene e nella loro capacita’ di gestire in maniera indipendente i finanziamenti a fondo perduto concessi al paese.
L’EDIS rappresenta, essenzialmente, il trasferimento della funzione di controllo, esercitata prima nella selezione dei progetti, nelle gare e nella contrattazione, dalla Commissione Europea agli stati candidati. Con l’applicazione del nuovo sistema, le autorita’ romene potranno registrare un aumento del ritmo di contrattazione dei fondi ISPA e PHARE.

La Legge Finanziaria 2007 e’ stata adottata dal Parlamento
Il 19 dicembre 2006, il Parlamento ha adottato la Legge Finanziaria 2007, con 187 voti a favore e 139 voti contrari. E’ stato adottato, anche il bilancio per le assicurazioni sociali di stato per il 2007. Hanno votato a favore della finanziaria 2007 i parlamentari PNL, PD, PC e UDMR e contro quelli PRM e PSD.
Secondo la prima Finanziaria “europea” del paese, nel 2007 la Romania avra’ una crescita economica del 6,4%, un’inflazione del 4,5% ed un deficit di bilancio del 2,8% del PIL.
Lo stipendio medio lordo aumentera’ del 12,4%, e la pensione media del 21% nonostante i precedenti avvertimenti del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea.

I servizi e le costruzioni rimangono i motori della crescita economica
La crescita economica dell’8% nel 2006 e l’avvicinamento all’integrazione nell’UE hanno trasformato la Romania in un polo attrattivo per gli operatori stranieri, che hanno investito in maniera massiccia, specialmente nel campo immobiliare. Alcuni analisti avvertono che si constata, anche, una crescita reale della competitivita’, tanto necessaria per l’aumento delle esportazioni.
Il 2006 si avvicina alla fine in un atmosfera di ottimismo per l’economia romena. Il Prodotto interno lordo (PIL) e’ aumentato nei primi 9 mesi del 7,8%, e si stima che nell’ultimo trimestre dell’anno l’evoluzione sara’ uguale, determinando una crescita annuale di quasi l’8% (rispetto alle previsioni delle autorita’ romene e degli enti internazionali del 6%). Si conclude, cosi’ uno degli anni migliori del periodo “post rivoluzionario” (secondo le stime del Consiglio Europeo, tra il 1992 ed il 2002, la crescita economica media annuale in Romania e’ stata di soli 0,7%).
Il 2006 risulta speciale anche per il fatto che tutti i settori economici hanno avuto un contributo positivo alla crescita del PIL. I servizi, che hanno il maggior peso specifico nell’economia, sono aumentati nei primi 9 mesi di quasi l’8%, e l’espansione nel campo delle costruzioni e’ stata di quasi il 18%. Nel contempo, nell’industria e’ cominciata la ripresa, con una crescita di oltre il 7%, e nell’agricoltura la crescita e’ stata del 3,5% (dopo l’effetto negativo nel PIL dell’anno precedente, causato dalle inondazioni).
Un fattore che ha accelerato sia la crescita dell’economica che l’aumento delle importazioni e stato l’aumento del 12% del consumo domestico, dimostrato dall’aumento del 22,7% del volume delle merci vendute nel commercio al dettaglio.
Nonostante tali risultati significhino, anche, l’aumento rapido del deficit estero, permane l’ottimismo per quanto riguarda il futuro. „La crescita economica in Romania e’ sostenibile, poiche’ e’ risultato della sempre migliore funzionalita’ e competitivita’ dell’economia romena“, afferma Ion Ghizdeanu, presidente della Commissione Nazionale di Previsioni. Ghizdeanu sottolinea che, nel 2006, lo sviluppo economico fondato sull’ammodernamento tecnologico attraverso investimenti ha portato all’aumento del deficit estero, pero’ l’aumento piu’ consistente e’ stato registrato dalle importazioni di beni di capitale (+30,7 % nei primi 9 mesi, rispetto a +19,3% per le importazioni di beni di consumo).
Gli analisti avvertono che, oltre agli aspetti positivi della crescita del PIL esistono anche altri meno favorevoli che dovrebbero essere presi in considerazione. „L’aumento viene dagli investimenti stranieri, collocati prevalentemente nel campo immobiliare ed in quello dei servizi finanziari, settori con alta profittabilita’ e bassa percentuale di occupazione della manodopera“ sottolinea l’analista economico Ilie Şerbănescu. Secondo lo stesso, nella competizione con gli investimenti stranieri, il capitale romeno viene investito solo nelle nicchie ancora disponibili, nei settori meno redditizi.
La ripartizione del PIL
L’aumento del consumo finale individuale domestico si mantiene ad oltre il 10% ed e’ alimentato, prevalentemente, dai crediti e dai trasferimenti effettuati dai romeni che lavorano all’estero. L’alto livello di questo indice puo’ portare al surriscaldamento dell’economia.
L’aumento del consumo finale collettivo delle amministrazioni pubbliche e’ di soli 2,6% e dimostra che le autorita’ non realizzano ancora un programma sostenuto di investimenti nelle infrastrutture. Man mano che l’esecutivo aumentera’ gli investimenti pubblici nei prossimi anni, tale componente di utilizzazione del PIL diventera’ un vero motore di espansione economica.
L’aumento della formazione lorda di capitale fisso si e’ conservato alto nei primi 9 mesi del 2006 rispetto al periodo simile del 2005 (13,7%). Tale indice dimostra che gli investimenti nell’economia seguono un trend ascendente. L’alto livello degli investimenti contribuira’ al sostegno dell’espansione economica anche nei prossimi anni.
L’esportazione netta di beni e servizi e’ l’unico indice che influisce negativamente sul prodotto interno lordo. Nei primi 10 mesi del 2006, il deficit commerciale e’ aumentato di oltre il 45%. La differenza sempre piu’ consistente tra importazioni ed esportazioni diminuisce il potenziale di sviluppo economico del paese.
Il settore delle costruzioni ha registrato la piu’ alta crescita, nei primi 9 mesi del 2006 rispetto al periodo simile del 2005 (+17,7%). Il settore dei servizi e’ aumentato del 7,8% (nel terzo trimestre addirittura +8,5%). L’industria ha registrato una crescita del 7,1%, risultato tanto piu’ lodevole se si pensa che alcuni settori tradizionalmente esportatori (tessili, capi di abbigliamento) hanno registrato un declino. L’agricoltura con una crescita del 3,5% ha contribuito positivamente all’aumento del PIL.

Il mercato romeno delle costruzioni potrebbe arrivare, nel 2010, a 10 miliardi di euro
Il mercato romeno delle costruzioni potrebbe arrivare, nel 2010, a 10 miliardi di euro, ed il numero delle persone attive in questo settore potrebbe salire a 450.000-500.000, indica uno studio sul mercato romeno delle costruzioni, elaborato da Deloitte.
Secondo lo studio, fino nel 2010 verranno realizzati oltre 1.000 km di autostrade e 500.000 mq di spazi commerciali e grandi negozi.
Nel 2005, il mercato romeno delle costruzioni ha registrato un giro di affari di oltre 7,3 miliardi di euro, e si prevede una crescita annuale totale di oltre il 9,8%.
Deloitte sottolinea che lo sviluppo del mercato delle costruzioni e’ stato determinato dall’aumento della richiesta da parte dei consumatori di nuove abitazioni, nel contesto dello sviluppo degli strumenti ipotecari, dalla costruzione di grandi spazi commerciali e dagli investimenti consistenti per le infrastrutture.
Il settore dell’ingegneria civile potrebbe superare i settori residenziale e non-residenziale, contribuendo in maniera significativa all’aumento generale del mercato delle costruzioni, indica lo studio. Lo stesso prevede, anche, che nei prossimi 10 anni, le spese governative per progetti di costruzioni di grandi dimensioni, mirati a migliorare le infrastrutture e le strutture turistiche, potrebbero superare 3 miliardi di euro all’anno.

La Romania adegua la propria politica commerciale alle norme UE
A partire dal 1 gennaio 2007, la Romania si ritira da tutti gli accordi bilaterali in cui e’ parte, ad eccezione degli accordi con l’UE, ed applica il quadro giuridico comunitario dei rapporti commerciali esteri dell’UE. L’aspetto piu’ evidente e’ l’applicazione della tariffa doganale comune. Il livello dei dazi doganali sara’, nell’insieme, piu’ basso dell’attuale livello dei dazi doganali applicati dalla Romania (quasi il 70% delle importazioni ed esportazioni della Romania si realizzano con gli stati membri UE).
L’Unione Europea e’ il piu’ importante operatore commerciale a livello globale, con circa il 20% delle esportazioni ed importazioni mondiali.
Al momento dell’adesione, quindi, la Romania si ritira dall’Accordo Europeo, dall’Accordo Central Europeo di Libero Commercio (CEFTA), dagli accordi di libero commercio firmati con la Repubblica Moldova, Turchia, Israele, Serbia – Montenegro, Albania, Bosnia e Erzegovina, e dall’AELS (Associazione Europea di Libero Scambio). Perdono validita’ anche gli accordi commerciali non preferenziali e gli accordi di cooperazione economica e commerciale. Attualmente l’interscambio commerciale della Romania si realizza in gran parte nel quadro degli Accordi di libero commercio (circa l’83,91% delle esportazioni ed il 70,56% delle importazioni).
Nell’interscambio commerciale della Romania, nell’intervallo gennaio-ottobre 2006, L’UE si e’ piazzata al primo posto come destinatario del 67,8% delle esportazioni romene e fornitore del 74,6% delle importazioni romene.
Tra gli accordi di libero commercio conclusi dall’Unione Europea, che la Romania dovra’ applicare come stato membro, si annoverano gli accordi con i paesi mediterranei, con il Messico, Cile, Africa del Sud, gli Accordi di Stabilizzazione ed Associazione con gli stati della zona dei Balcani Occidentali, gli accordi commerciali non preferenziali con terzi paesi ed altri accordi nel campo della cooperazione economica e commerciale. Dal 2007 la Romania applichera’ la politica commerciale comune dell’UE, cioe’: la tariffa doganale comune, lo schema di preferenze generalizzate (SGP) dell’UE, le misure di difesa commerciale, gli accordi preferenziali commerciali e di cooperazione conclusi con terzi paesi, gli impegni commerciali assunti nel quadro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

Anche le politiche doganali si adeguano alle norme UE
La Romania beneficiera’ in maniera scaglionata di una riduzione progressiva dei dazi doganali in funzione degli accordi con gli stati membri.
Dal punto di vista procedurale, una delle piu’ importanti novita’ e’ che la dogana preleva dal Ministero delle Finanze Pubbliche la sorveglianza fiscale sui prodotti sottoposti ad accise, come primo passo dell’amministrazione delle accise, per una migliore raccolta delle stesse.
Il controllo in frontiera verra’ sostituito, in alcuni casi, dal controllo ulteriore presso la sede dell’importatore.
La comunita’ europea e’, per eccellenza, una comunita’ doganale e percio’ le formalita’ doganali vanno espletate soltanto all’entrata nello spazio comunitario e soltanto in casi speciali anche nel traffico. Le dogane romene potranno ridurre il controllo fisico in frontiera – per fluidificare il traffico – attraverso un’attivita’ piu’ intensa di controllo ulteriore presso le sedi degli operatori economici, dopo la registrazione delle merci nelle evidenze contabili.
Le procedure semplificate, modalita’ di sdoganamento presso le sedi di alcuni operatori economici, verranno applicate soltanto agli operatori con uno statuto fiscale attivo, senza precedenti incidenti doganali, senza debiti nei confronti del bilancio dello stato.
L’IVA non sara’ piu’ pagata in dogana
L’IVA continuera’ ad essere evidenziata nella dichiarazione doganale e gli operatori economici sono tenuti a registrarsi come soggetti al pagamento dell’IVA, pero’ questa imposta non sara’ piu’ pagata in dogana.

Il primo passo nella decentralizzazione
L’Agenzia per lo Sviluppo Regionale Ovest (ADR Vest) ha ricevuto, ufficialmente, indipendenza nello sviluppo regionale, nel rispetto delle norme nazionali ed europee. ADR Vest ha ottenuto la funzione di Organo Intermediario (OI) per il Programma Operazionale Regionale 2007-2013 nella Regione Ovest, essenziale nel processo di gestione dei Fondi Strutturali e di Coesione. In tale veste, ADR Vest ha firmato – a Timisoara – un Accordo Quadro attraverso il quale ha ricevuto attribuzioni nella gestione dei fondi, da parte del Ministero dell’Integrazione Europea (MIE), l’Autorita’ di Management per il Programma Operazionale Regionale. L’accordo e’ stato concluso per un periodo di 10 anni (di cui 7 anni per il periodo di svolgimento del programma ed ulteriori 3 anni fino all’implementazione di tutti i progetti). Il passaggio delle attribuzioni a livello regionale ha un impatto maggiore sull’assorbimento dei Fondi Strutturali nelle regioni di sviluppo in cui e’ diviso il territorio nazionale. Tra le attribuzioni principali si annoverano: l’informazione, la pubblicita’ ed il help-desk; il monitoraggio, l’implementazione ed il controllo dei progetti finanziati attraverso il Programma Operazionale Regionale 2007-2013.

L’anno dell’adesione all’UE potrebbe portare il deprezzamento della moneta nazionale romena. Lo squilibrio tra la richiesta e l’offerta di prodotti romeni potrebbe influire sul tasso di cambio
Per intuire l’evoluzione dell’economia romena, alcuni analisti finanziari hanno stimato per il quotidiano Adevărul, i principali indici macroeconomici e, quasi in unanimita’ hanno indicato come principale rischio per il prossimo anno il deprezzamento del leu.
La crescita economica rapida, del 7,8% nei primi 9 mesi del 2006, insieme all’abbassamento del tasso annuo dell’inflazione al minimo storico del 4,67% registrato nel mese di novembre, in concomitanza con l’aumento del deficit di conto corrente ad oltre il 10% del prodotto interno lordo, possono essere considerati i principali elementi macroeconomici del 2006. Il motore della crescita del PIL continua ad essere il consumo della popolazione, arrivato al livello massimo di crescita registrato dal 1990. Nel contempo, la richiesta ha incentivato ancora di piu’ le importazioni di beni (negli ultimi 10 mesi del 2006 – secondo l’Istituto Nazionale di Statistica – il valore dei beni di consumo importati in Romania si e’ avvicinato a 4 miliardi di euro). Nel contempo, la differenza tra importazioni ed esportazioni e’ salita ad oltre 8,7 miliardi di euro alla fine dei primi 10 mesi del 2006. Rispetto al periodo simile del 2005, il deficit commerciale e’ aumentato di circa 3 miliardi di euro. Piu’ aumenta lo squilibrio estero, piu’ cresce la richiesta di valuta, necessaria per pagare le importazioni. Percio’, l’aumento del deficit commerciale ed, implicitamente, del deficit di conto corrente rappresentano le premesse per il deprezzamento della moneta nazionale. Attualmente, il necessario di valuta e’ stato coperto, da una parte dai trasferimenti effettuati dai romeni che lavorano all’estero, e dall’altra dal ricavato dalle privatizzazioni. Pero’, siccome lo stato si avvicina all’esaurimento delle aziende da privatizzare, nel 2007 si abbassera’ il grado di finanziamento del deficit di conto corrente da tale fonte. Il che significa che aumentera’ il debito estero del paese, generando ulteriori rischi di deprezzamento del leu.

La BERS calcola che la Romania ha attratto investimenti stranieri diretti di 9 miliardi di dollari
Secondo il Rapporto della Transizione per il 2006 della Banca Europea per lo Sviluppo e la Ricostruzione (BERS), l’economia romena avra’ registrato alla fine del 2006 una crescita del 7%, del 3% superiore a quella registrata nel 2005. Secondo il senior economist BERS, Francesca Pissarides, la Romania ha fatto progressi nella privatizzazione dell’infrastruttura energetica e nella liberalizzazione dei mercati di combustibili ed energia elettrica. Pissarides ha constatato anche un miglioramento dell’ambiente di affari. La maggior parte delle riforme si e’ concentrata nel settore finanziario, delle infrastrutture, delle riforme strutturali, del governo corporatista.
Nel 2006 la Romania ha attratto investimenti stranieri diretti, specialmente del tipo greenfield, per circa 9 miliardi di dollari. Ed il processo di privatizzazione si avvicina al completamento, stimano gli specialisti BERS.
Secondo il Rapporto BERS, la Romania ha registrato nel 2006 crescite importanti nel settore delle telecomunicazioni, in quello dei servizi ed in quello bancario. Sono diminuite l’instabilita’ macroeconomica e la frequenza dei cambiamenti nel campo fiscale. Il Rapporto segnala che i settori finanziari sono migliorati ma rimangono ancora insufficientemente sviluppati, e la Romania continua ad avere bisogno di riforme istituzionali. L’arrivo delle banche straniere ha avuto un impatto positivo sul sistema bancario, pero’ l’accesso ai finanziamenti bancari rimane basso. La BERS stima che il settore finanziario non bancario registrera’ crescite consistenti nei prossimi anni. La capitalizzazione del mercato di capitale e’ stata nel 2006 di oltre il 20% del PIL, rispetto ai soli 3% nel 2000.
Gli stati che hanno aderito all’UE nell’ultima ondata hanno registrato negli ultimi 2 anni crescite economiche importanti, specialmente grazie all’aumento della richiesta interna. Sono stati, pero’, registrati anche aumenti del deficit pubblico, specialmente in Ungheria, dove questo e’ salito a circa il 9%. Cinque dei dieci paesi hanno superato il livello dell’inflazione previsto nei criteri del Trattato di Maastricht, ed il piu’ alto tasso di inflazione e’ stato registrato dalla Lituania, con circa il 6%.

La partecipazione straniera al capitale sociale delle societa’ registrate in Romania e’ sceso a 1,8 miliardi di Euro
Il valore degli investimenti stranieri come contributo al capitale sociale delle aziende neo costituite in Romania ammontava, alla fine dei primi 10 mesi del 2006, a 1,8 miliardi di euro, in diminuzione del 7% fata rispetto al livello registrato al 30 ottobre 2005, indicano i dati rilasciati dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC). Alla fine di ottobre 2005, la partecipazione straniera al capitale sociale delle aziende costituite in Romania ammontava a 1,93 miliardi di euro.
Il numero delle societa’ neo costituite con partecipazione straniera al capitale sociale, e’ aumentato, pero’ alla fine dei primi 10 mesi del 2006 a quasi 10.200 rispetto alle quasi 9.700 costituite nel periodo simile del 2005.
10.199 societa’ con partecipazione straniera al capitale sociale sono state costituite in Romania nei primi 10 mesi del 2006, con un valore totale del capitale sottoscritto di 4,338 miliardi di lei (2,293 miliardi di dollari rispettivamente 1,8 miliardi di euro), indicano anche i dati centralizzati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Nel mese di ottobre 2006, sono state costituite 1.167 societa’ con partecipazione straniera al capitale, con un valore totale del capitale sociale sottoscritto di 20,658 milioni di lei (7,1 milioni di dollari o 5,57 milioni di euro).
Le piu’ numerose societa’ con partecipazione straniera al capitale sono state registrate a Bucarest (478 ditte con un capitale totale di 15,636 milioni di lei), nella regione Timis (69 societa’ con un capitale di 1,037 milioni di lei), Brasov (59 societa’ con un capitale di 125.800 lei), Cluj (51 societa’ con un capitale di 368.700 lei), Bihor (46 societa’ con un capitale di 74.300 lei) ed Ilfov (46 societa’ con un capitale sociale di 282.500 lei).
I piu’ numerosi investitori stranieri sono provenuti nel mese di ottobre 2006, dall’Italia (245), Germania (112), Ungheria (83), Cipro (74), Austria (73), Israele (65), Francia (61) e Regno Unito del Gran Bretagna ed Irlanda del Nord (57).

Le societa’ che non hanno presentato bilanci per il 2005 al Registro del Commercio verranno liquidate
Dal 2007, le societa’ che non hanno presentato i bilanci finanziari per il 2005 all’Amministrazione Finanziaria e al Registro del Commercio entreranno in liquidazione, secondo il nuovo Codice Fiscale
Il Codice Fiscale che entra in vigore dall’inizio del 2007 comprende una serie di modifiche importanti che pero’ non sono state sufficientemente mediatizzate.
Si prevede che le societa’ che non hanno presentato i bilanci finanziari per il 2005, anche al Registro del Commercio, devono essere liquidate.
Dal 2009, le societa’ sono autorizzate a funzionare soltanto se si avvalgono della collaborazione di un esperta contabile laureato.
Un’altra modifica e’ che dal 2007 gli appositi moduli per fatture fiscali saranno sostituiti da un software installabile sul computer dell’amministratore della societa’.
Insieme ai bilanci annuali, le societa’ dovranno presentare note esplicative che indicheranno gli impegni e le garanzie che la rispettiva azienda vanta nei confronti di altre societa’ o di persone fisiche, conformemente all’Ordine N.200/22 novembre 2006 del ministro delle finanze pubbliche.
A partire dal 2009, i bilanci finanziari annuali non dovranno piu’ essere presentati all’Amministrazione Finanziaria, ma soltanto al Registro del Commercio.

Alla vigilia dell’adesione all’UE, il sistema finanziario romeno non presenta rischi
Il livello di capitalizzazione del sistema bancario romeno permette la continuazione della crescita, su basi sane, del credito non governativo e del grado di intermediazione finanziaria. Non si anticipano effetti avversi che potrebbero minacciare in maniera significativa il grado di capitalizzazione degli istituti di credito e, conseguentemente, la stabilita’ finanziaria. La qualita’ del portafoglio di crediti e’ buona e non si intravedono, a breve termine, fattori avversi che possano peggiorarla. L’evoluzione del credito e’ attentamente monitorata e, di conseguenza, il rischio di un’esplosione del credito e’ moderato. Esiste, pero’, una tendenza di crescita del rischio di credito, che si conservera’ a causa della continuazione sostenuta della concessione di crediti indica il piu’ recente rapporto sulla stabilita’ finanziaria elaborato dalla banca centrale della Romania.
L’espansione del credito non governativo, negli ultimi 3 anni, specialmente del credito in valuta ed i crediti concessi alla popolazione, ha rappresentato uno dei fenomeni specifici del sistema bancario romeno che ha necessitato un attento monitoraggio da parte della banca centrale. Nel 2005, le misure di politica monetaria e di prudenza bancaria adottate dalla BNR hanno determinato il contenimento della crescita del credito non governativo nel suo insieme, nonche’ della sua componente in valuta.
L’espansione della concessione di crediti nei bilanci delle banche persone giuridiche romene e delle succursali delle banche straniere non ha portato al deterioramento della qualita’ del portafoglio dei crediti, poiche’ le banche hanno applicato pratiche prudenti in materia di crediti.
Il credito interno ha registrato una crescita consistente negli ultimi 6 anni, esclusivamente sulla base del credito non governativo. Il credito governativo, che rappresentava il 33,5% del credito interno nel 2000, ha registrato un trend discendente nel periodo successivo, fino ad una crescita negativa a partire dal 2003.
Negli ultimi 5 anni, il grado di intermediazione finanziaria ha registrato un miglioramento significativo in Romania. Alla fine del 2005, il peso specifico degli attivi bancari nel PIL si avvicinava al 45%, ed il peso specifico del credito non governativo nel PIL e’ raddoppiato nel periodo 2001-marzo 2006, salendo al 21%.
Le restrizioni imposte dalla BNR per limitare il credito in valuta hanno prodotto effetti a breve termine con la diminuzione dello stesso nel totale del credito non governativo di oltre il 6%, rispetto all’anno precedente (alla fine del 2005, il credito in valuta rappresentava il 54% del totale). Tali effetti sono continuati anche nel primo trimestre del 2006, quando il peso specifico dei crediti in valuta e’ diminuito fino al 49,7% del credito non governativo totale, ed il credito in lei e’ diventato maggioritario per la prima volta negli ultimi 10 anni. Si deve aggiungere che tale evoluzione e’ stata incoraggiata anche dalla riduzione significativa delle differenze tra i tassi di interesse dei crediti in moneta nazionale e quelli dei crediti in valuta. L’esperienza internazionale dimostra, pero’, che l’efficacia delle misure di natura prudenziale della banca centrale puo’ diminuire nel tempo, il che rende necessaria l’adozione di altre soluzioni che assicurino la salute e l’efficacia del sistema bancario.
Rischi associati
Una modifica significativa e’ stata registrata dalla struttura per scadenze del credito non governativo, in primo luogo a causa della consistente richiesta di finanziamenti a piu’ lungo termine. Rispetto al 2001, quando oltre il 70% dei crediti erano concessi a breve termine e soltanto l’8% di questi erano contrattati a termini piu’ lunghi di 5 anni, a partire dal 2005, la struttura del credito non governativo e’ arrivata ad un qualche equilibrio. Il peso specifico dei crediti a breve termine e’ diminuito a circa il 37% del totale, mentre i crediti a termini piu’ lunghi di 5 anni sono saliti ad oltre il 25% alla fine del 2005 e a circa il 29% al 31 marzo 2006.
Nonostante la maggior parte del credito non governativo sia ancora rappresentata dai crediti concessi alle compagnie, il credito concesso alla popolazione ha registrato un ritmo di crescita piu’ alto, il che ha modificato significativamente la struttura del credito non governativo negli ultimi 5 anni. Cio’ e’ dovuto non solo alla richiesta consistente di tali crediti ma anche al livello iniziale estremamente ridotto (soltanto 800 milioni di RON nel 2001).

Banche straniere in arrivo in Romania: Gli ex competitori per la privatizzazione della BCR, BNP Paribas, KBC e Fortis entrano sul mercato finanziario-bancario attraverso il prelievo di IFN romeni
Una serie di banche non ancora presenti in Romania si preparano a sfruttare il potenziale, considerato interessante, del mercato romeno subito dopo l’adesione del paese all’UE. L’adesione portera’ fusioni, acquisti strategici di banche piccole con capitale privato, ma anche lo sviluppo degli istituti finanziari non bancari (IFN).
BNP Paribas ha prelevato Credisson
Le reti di distribuzione sviluppate dagli istituti finanziari non bancari vengono prelevate dalle banche straniere interessate ad entrare sul mercato romeno. Gli investitori che hanno sviluppato degli IFN negli anni del boom del retail romeno guadagnano attualmente decine di milioni di euro. Acquirenti sono – per adesso – gruppi finanziari-bancari che hanno partecipato alla gara per la privatizzazione della BCR. BNP Paribas ha fatto il primo passo. Credisson International, societa’ specializzata nell’intermediazione e concessione di crediti al consumo, e’ stata prelevata integralmente da Cetelem, divisione del gruppo finanziario francese BNP Paribas e leader sul mercato dei crediti al consumo in Europa. Il valore della transazione e’ di circa 40 milioni di euro.
Romstal acquistata da KBC
La belga KBC ha pagato 70 milioni di euro alla compagnia Romstal Imex per il pacchetto azionario di maggioranza detenuto nella Romstal Leasing, la piu’ grande compagnia di leasing indipendente della Romania. Alla fine del 2005, Romstal Leasing vantava una quota del 3,25% del mercato romeno di leasing e si piazzava al 13-o posto per il volume dei contratti conclusi.
Fortis ha prelevato Global Finance&Leasing
Il gruppo finanziario belga-olandese Fortis ha acquistato la societa’ romena Global Finance&Leasing, costituita nel 2003 con capitale privato romeno. Il direttore generale di Fortis Lease Group, Philippe Delva, dichiarava in un comunicato che la Romania era da tempo nell’attenzione del gruppo, perche’ il suo mercato del leasing, anche se ancora di dimensioni ridotte, ha un potenziale di crescita molto importante: „L’acquisto della Global ci assicura un avamposto immediato sul mercato del leasing in Romania e rappresenta la piattaforma ideale per lo sviluppo dei nostri piani strategici per la nostra rete europea di leasing e per il modello Vendor Leasing, beneficiando nel contempo anche della crescita attesa per il futuro in Romania. Oltre a cio’, i nostri futuri clienti avranno accesso diretto alla nostra rete europea di 121 centri di affari in Europa ed Asia“. La compagnia offre leasing finanziario, prevalentemente per autoveicoli ed attrezzature.

Il governatore della banca Centrale, Mugur Isarescu, prevede l’adozione della moneta europea non piu’ tardi del 2014
La Banca Nazionale della Romania (BNR) prepara le tappe per l’adozione della moneta unica europea, che verra’ realizzata in Romania non piu’ tardi del 2014, ha annunciato il governatore della banca centrale, Mugur Isarescu, in occasione del seminario di inaugurazione dell’Istituto Aspen in Romania. Il passaggio dal leu all’euro avverra’ in 3 tappe (2007-2010, 2010-1012 si 2012-2014), attraverso le quali si mira al consolidamento dell’inflazione, alla stabilizzazione del mercato autoctono a lungo termine e alla stabilizzazione della moneta nazionale senza coinvolgimento della Banca Centrale sul mercato. “Crediamo che l’inflazione possa ancora diminuire nel prossimo futuro, perche’ esistono settori dell’economia romena in cui si puo’ agire in tal senso” ha sottolineato Mugur Isarescu.

I redditi ed il potere di acquisto dei romeni aumentano, il tasso della disoccupazione diminuisce
Nel 2006 lo stipendio medio lordo in Romania rappresenta oltre il 12% della media europea (UE – 25), mentre nel 2004 rappresentava l’8,1%, indica uno studio della Commissione Nazionale di Previsioni (CNP). Negli ultimi 2 anni la convergenza dell’economia romena ha registrato un miglioramento del 4%, informa il bollettino informativo EU-Ro Newsletter.
Uno degli obiettivi importanti per la Romania, come per tutti gli altri stati che hanno aderito recentemente all’UE, e’ l’avvicinamento al livello medio dell’Unione Europea. Le piu’ recenti stime della Commissione per i 10 paesi che hanno aderito nel 2004 indicano che gli stessi hanno registrato crescite economiche consistenti, che hanno portato alla riduzione delle differenze. Nell’insieme dei 10 nuovi membri UE, il Prodotto Interno Lordo pro capite supera il 50% del livello dell’UE-15.
Tasso di disoccupazione inferiore alla media europea
Lo studio CNP indica che il miglioramento della convergenza dell’economia romena e’ dovuto sia alla crescita del grado di occupazione che alla crescita reale dei redditi salariali. Tra il 2004 ed il momento attuale ha trovato lavoro circa 1 milione di romeni, superando le previsioni del programma di occupazione svolto nel rispettivo periodo. Il 40% delle persone assunte provenivano dall’ambiente rurale.
Nel mese di ottobre 2006, il numero dei salariati era di 205.000 unita’ superiore a quello di dicembre 2004. Il numero medio di salariati e’ aumentato annualmente del 2,1%, il che significa circa 100.000 salariati in piu’ all’anno. Tale evoluzione e’ contraria al trend dei 12 anni precedenti, quando il numero medio di salariati ha registrato una riduzione costante, fino a 4.469.000 unita’ nel 2004 rispetto alle 6.438.000 unita’ nel 1994.
Il numero di disoccupati registrati dell’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza di lavoro si e’ ridotto di 34.900 persone (da 557.900 alla fine del 2004 a 523.000 alla fine del 2005) ed di ulteriori 69.500 persone (da 523.000 alla fine del 2005 a 453.500 alla fine di ottobre 2006).
Di conseguenza, il tasso di disoccupazione registrato e’ diminuito dal 6,3% alla fine del 2004 al 5,9% alla fine del 2005 ed al 5,1% alla fine di ottobre 2006. La Romania ha, quindi, un tasso di disoccupazione inferiore alla media dei 25 stati membri UE, che a giugno 2006 ammontava al 7,8%.
Il potere di acquisto e’ aumentato del 26%
Il miglioramento del grado di occupazione si e’ riflettuto nell’aumento dei redditi salariali. Nei primi 10 mesi del 2006, il guadagno salariale medio lordo e’ aumentato del 17,4% rispetto al 2005, fino a 1111 lei. Nel 2005, il guadagno salariale medio lordo e’ stato di 968 lei (+18,3% rispetto al 2004).
La CNP stima che grazie agli aumenti salariali che saranno determinati nei prossimi mesi dall’aumento del volume di attivita’ nel settore privato o dal 13-o stipendio nell’amministrazione, il guadagno salariale netto superera’ 1000 lei alla fine del 2006.
Come media annuale, il guadagno salariale medio netto e’ nel 2006 del 43,2% superiore a quello del 2004 (858 lei rispetto a 599 lei).
Lo studio elaborato dalla CNP evidenzia l’aumento reale del potere d’acquisto grazie al fatto che i salari sono aumentati e’ l’inflazione si e’ ridotta. Lo stipendio reale e’ aumentato nel 2005 del 14,3% e nel 2006 di circa il 10%, il che significa, per il biennio, un aumento del potere di acquisto di quasi il 26%.
La CNP indica che nel 2005 il peso specifico dei nuclei famigliari che riuscivano a coprire la proprie spese dai propri redditi era di circa il 76% rispetto a circa il 73% nel 2004.
Meno dipendenti pagati con lo stipendio minimo a livello nazionale
Le inchieste statistiche realizzate ad ottobre 2004 ed ottobre 2005 rilevano il fatto che la percentuale degli salariati che ottengono redditi al livello dello stipendio minimo si e’ ridotta del 2,2%, dal 12,6% nel 2004 al 10,4% nel 2005.
Si e’ ridotto anche il peso specifico di quelli che ottenevano redditi compresi tra lo stipendio minimo ed il guadagno salariale medio lordo a livello nazionale dal 54,9% ad ottobre 2004 al 34,0% ad ottobre 2005. Il peso specifico dei salariati con guadagni salariali superiori allo stipendio medio lordo a livello nazionale e’ aumentato, arrivando ad ottobre 2005 al 55,6% rispetto al 32,5% ad ottobre 2004. Se nel 2004 soltanto il 17,1% dei salariati ottenevano redditi tra 10 ei 20 milioni di lei, la percentuale e’ salita al 21,7% ad ottobre 2005, e superera’, probabilmente, il 30% alla fine del 2006.

L’adesione della Romania e Bulgaria aumenta del 50% in numero delle unita’ agricole nell’UE
Il numero di unita’ agricole nell’UE aumentera’ del 50% con l’adesione della Romania e Bulgaria, indica uno studio dell’Istituto Nazionale di Statistica, presentato nell’Eu-Ro Newsletter. Con il precedente allargamento dell’UE a 10 nuovi stati membri, il numero di unita’ agricole era aumentato di circa il 70%.
Nell’UE la tendenza e’ quella di raggiungere i criteri di performance ed efficacia attraverso la diminuzione del numero di unita’ agricole e l’aumento delle superfici detenute da ogni unita’. Secondo l’INS tale tendenza comincia ad essere percepita anche in Romania: alla fine del 2005 il numero di unita’ agricole era diminuito del 5,1% rispetto al 2002 pero’ soltanto il 29% delle unita’ agricole adempiono ai criteri di dimensione europea (potenziale economico di 1200 euro).

26 milioni di euro nel 2007 per 3 centri destinati ad uffici di classe A a Cluj Napoca
26 milioni di euro saranno investiti nel 2007 per la costruzione di 3 nuovi edifici (con complessivi 23.000 mq) per uffici di classe A. Si stima che il mercato romeno degli uffici di prima categoria raddoppiera’ nel 2007.
Un primo edificio e’ Cluj City Center, in Calea Dorobantilor nr. 14-16, con un’area di 13.000 mq su 11 livelli per uffici, spazi commerciali e residenziale. L’investimento e’ stimato a 10,7 milioni di euro.
Un secondo investimento, di circa 8 milioni di euro, appartiene alla compagnia Akros, che realizza in b-dul 21 Decembrie due edifici con un’area totale di 8.000 mq: uno per uso ufficio e spazi commerciali, il secondo con 20 appartamenti.
La compagnia ENG International investe 8 milioni di euro per la ristrutturazione dello stabilimento Napochim, dove allestira’ 12.000 mq, di cui 3.000 mq spazi per uffici e la restante area per abitazioni, negozi, sala fitness e piscina.
14 milioni di euro investiti nel 2006
Il piu’ alto edificio per uffici, inaugurato a marzo 2006, e’ Maestro Business Center, gia’ occupato per oltre il 90%.
Altri due immobili destinati ad uffici classe A, Olimpia Business Center e City Business Center, hanno un grado di occupazione di oltre il 70%.
Gli investimenti, stimati dagli specialisti immobiliari per la costruzione e l’allestimento dei 3 centri aperti nel 2006, superano 14 milioni di euro.

Dichiarazione della settimana
Numerosi investitori italiani non trovano piu’ manodopera i loro stabilimenti in Romania dichiara Mario Moretti Polegato e pensano a delocalizzare
Una parte dei 10.000 operatori italiani che hanno investito nell’industria di trasformazione e nell’industria del legno in Romania potrebbero delocalizzare, nel prossimo futuro, in Ucraina e Repubblica Moldova, a causa della mancanza di manodopera locale in alcune regioni romene, dichiara il console onorifico della Romania per l’Italia del Nord-Est, Mario Moretti Polegato. Il grande numero di romeni emigrati negli ultimi anni ha ridotto la manodopera locale disponibile, e quindi molti investitori italiani non trovano piu’ operai per le loro aziende in Romania. Tale situazione si registra nelle regioni Timis, Arad e Cluj, dove risulta estremamente difficile trovare personale per le attivita’ produttive. In piu’, tale tendenza porta all’aumento dei costi per la manodopera; quindi per molti investitori stranieri non e’ piu’ conveniente venire in Romania ma recarsi in Ucraina o Repubblica Moldova.
I settori nei quali si registra tale fenomeno sono l’industria di trasformazione e l’industria del legno, nei quali opera circa il 50% dei quasi 20.000 investitori italiani in Romania. “Gli operatori hanno problemi con la manodopera e con l’aumento dei costi. Quando non potranno piu’ controllare i costi delocalizzeranno in altri paesi” mette in guardia Polegato. “Gli investitori italiani continueranno a venire in Romania, pero’ non piu’ nel settore della produzione industriale ma nell’agricoltura o nei servizi. Le autorita’ romene dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo del campo della tecnologia, dell’agricoltura e del turismo” consiglia Polegato.

REDAZIONALE DELLO SPONSOR

Anamaria Cristine Stancu, consulente in finanziamenti e contributi a fondo perduto, da parte del Gruppo Archimedes, informa:

Fondo Sociale Europeo (FSE) – eil fondo strutturale destinato alla politica sociale dellUnione Europea a sostegno delle misure occupazionali della forza lavoro e di sviluppo delle risorse umane.

Contribuisce a:
 promuovere le opportunitanellimpiego della forza di lavoro – disoccupati e gruppi sfavoriti, attraverso la crescita della loro mobilitae la facilitazione atta a renderli adattabili ai cambiamenti industriali;  implementazione della Strategia Europea per lOccupazione della Forza di Lavoro

Fondi Strutturali: Campi d`intervento per categorie e sottocategorie

    Risorse umane

21 Politica del mercato del lavoro
22 Integrazione sociale
23 Sviluppo della formazione educazionale e professionale (persone e società)
24 Flessibilitadella forza di lavoro, attivita imprenditoriali, tecnologie innovative, informazione e comunicazione (persone e società)
25 Azioni sul mercato del lavoro a vantaggio delle donne

Varie

41 Assistenza tecnica e azioni innovative (FEDR, FSE, FEOGA, IFOP)
411 Preparazione, implementazione, monitoraggio, publicita`
412 Valutazione
413 Studi
414 Azioni innovative
415 Informazione del pubblico

  • continua –

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Newsletter n.50 / 2006

Il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio si e’ recato a Bucarest per la firma di un protocollo di intesa
Il ministro dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio si e’ recato a Bucarest l’11 dicembre 2006, per firmare un protocollo d’intesa italo-romeno con il suo omologo, Sulfina Barbu. Il protocollo, il primo dopo Nairobi per il rilancio delle iniziative internazionali per il contrasto dei gas nocivi, entrera’ in vigore subito dopo l’adesione della Romania all’Unione Europea e sara’ valido per una collaborazione di sette anni, scaduti i quali, potra’ essere rinnovato.
La Romania, che si accinge all’ingresso nell’Unione Europea, ha scelto l’Italia come partner privilegiato per adeguarsi al protocollo di Kyoto. I Ministeri dell’ Ambiente italiano e romeno, con la firma di un memorandum d’intesa, si impegnano per i prossimi 7 anni a cooperare nella realizzazione di progetti che vedono coinvolte anche aziende italiane. “L’accordo con la Romania e’ un significativo riconoscimento dell’impegno italiano nella politica ambientale – ha dichiarato il ministro Pecoraro Scanio – In particolare su un terreno, quello del contrasto ai cambiamenti climatici, di enorme attualita’ e urgenza per la salvaguardia del pianeta”. L’accordo rafforza la collaborazione gia’ avviata tra i ministeri dell’ Ambiente italiano e romeno. Tra i due Paesi, sono attivi dieci progetti che vanno dalla lotta all’inquinamento del bacino del Danubio alla gestione dei rifiuti solidi urbani.

Conferenza stampa a Roma: “1 Gennaio 2007 – La Romania e la Bulgaria nell’ Unione Europea”
L’11 dicembre 2006, a Roma, presso la sede dell’Associazione Stampa Estera si e’ svolta la Conferenza stampa “1 Gennaio 2007: La Romania e la Bulgaria nell’ Unione Europea”, organizzata dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, dall’Ambasciata di Romania ed Ambasciata di Bulgaria in Italia. Si e’ parlato dell’adesione della Romania e della Bulgaria all’UE, sfide e vantaggi politici, economici e sociali, il ruolo dell’Italia nel processo dell’allargamento dell’Unione Europea, le future direzioni della cooperazione tra la Romania, la Bulgaria e l’Italia in ambito europeo.

La Banca Mondiale mette in guardia: l’economia romena cresce troppo rapidamente e rischia di “surriscaldarsi”
La Romania si annovera tra gli stati europei in pericolo di surriscaldamento economico, indica un recente rapporto della Banca Mondiale sulle prospettive di sviluppo economico mondiale nel 2007. La BM mette in guardia contro il pericolo di surriscaldamento spiegato dalla stima, per il 2006, di una crescita economica del 5,8%, e per i prossimi 2 anni del 6,2% rispettivamente 6,3%.
Gli altri paesi, oltre la Romania, nell’Europa ed Asia Centrale per i quali sussiste il rischio di surriscaldamento economico, sono Azerbaidjan, gli stati baltici, Belarus, Bulgaria, Russia, Slovacchia, Turchia ed Ucraina.
“Il ritmo accelerato di crescita della richiesta in piu’ stati della regione continua a superare l’aumento dell’offerta e, di conseguenza, il deficit di conto corrente nei 13 stati della zona arriva ad oltre il 5% del PIL, e l’inflazione segue un trend ascendente in 12 paesi” indica il rapporto.
Gli analisti internazionali sottolineano che i flussi di capitale, prevalentemente sotto forma di investimenti stranieri diretti, insieme allo sviluppo rapido dei crediti, rappresentano i fattori che determinano l’eccesso di richiesta in piu’ stati, come la Bulgaria, Ungheria, Romania, Serbia, Turchia.
“I paesi con un alto deficit di conto corrente sono i piu’ vulnerabili, specialmente quelli con tassi di cambio tenuti sotto controllo (Ungheria, Lettonia) o quelli che si trovano in consiglio monetario (Bulgaria, Estonia, Lituania), poiche’ la riduzione brusca delle entrate di capitale potrebbe necessitare aggiustamenti importanti” indica il rapporto.
Per la Romania, nel 2006, la Banca Mondiale anticipa un deficit di conto corrente dell’11,4% del prodotto interno lordo, superiore alle stime delle autorita’ romene, e gli analisti internazionali considerano che il deficit continuera’ ad aumentare nei prossimi due anni al 12,9% del PIL, rispettivamente al 13,6% del PIL.
Per l’Europa e l’Asia Centrale si anticipa una crescita economica del 6,4% nel 2006, rispetto al 6% nel 2005. Crescite piu’ consistenti sono previste per l’Azerbaidjan (22,7%), Lettonia (9,8%) ed Armenia (9,5%)
Secondo il rapporto citato, l’economia della Romania si piazzava, nel 2005, al 51-o posto nel mondo, rispetto al 37-o posto occupato nel 1980.

L’economia romena e’ cresciuta del 7,8% nei primi 9 mesi del 2006. Il PIL e’ aumentato di oltre l’8% nel terzo trimestre, grazie all’andamento delle costruzioni e dell’industria
L’Istituto Nazionale di Statistica ha pubblicato i dati sulla crescita economica nei primi 9 mesi del 2006, stimata al 7,8%. L’economia ha “accelerato” di oltre l’8% nel terzo trimestre, l’aumento del Prodotto Interno Lordo nel periodo luglio – settembre e’ stimato all’8,2% – 8,5%, uno dei piu’ alti ritmi di crescita degli ultimi anni.
La crescita economica e’ stata del 6,9% nei primi 3 mesi, del 7,4% nei primi 6 mesi, ed e’ arrivata al 7,8% nei primi 9 mesi del 2006.
Le costruzioni sono state il piu’ dinamico settore dell’economia nell’ultimo anno e mezzo. Il mercato delle costruzioni ha registrato nei primi 9 mesi del 2006 una crescita stimata al 17%, in termini reali. Le costruzioni sono aumentate di oltre il 10% nel terzo trimestre del 2005, quando sono cominciati i lavori di ricostruzione dopo le inondazioni che hanno distrutto infrastrutture (strade, ponti) ed abitazioni.
Nel settore delle costruzioni, la dinamica piu’ sostenuta e’ registrata dalla costruzione di spazi industriali, compresi i lavori di infrastrutture, che hanno registrato nei primi 9 mesi del 2006 una crescita del 22,5% in termini reali. Il 2006 si preannuncia come l’anno migliore dopo il 1989, per le costruzioni, che registreranno una crescita stimata al 15%-16%.
Il PIL ammontava nel 2005 a 79,3 miliardi di euro ed arrivera’ nel 2006 a quasi 95,5 miliardi di euro, nelle condizioni di una crescita economica prevista ufficialmente del 7%.
In altre parole, una crescita economica dell’1% significa nel 2006 circa 2,3 miliardi di euro, e lo 0,1% di crescita porta oltre 230 milioni di euro.
Sempre nei primi 9 mesi del 2006, gli investimenti nell’economia (formazione lorda di capitale fisso) sono aumentati del 14%, il ritmo piu’ sostenuto degli ultimi anni, rispetto al 13% nel 2005 e 10,8% nel 2004. Gli investimenti sono cominciati, negli ultimi 2 anni, a crescere piu’ rapidamente della richiesta di consumo. Nonostante cio’, il consumo rimane uno dei principali motori dell’economia per la parte di richiesta, grazie al suo consistente peso specifico nel PIL, agli aumenti salariali e alla continuazione delle forte crescita del credito non governativo.
Un’altra novita’ del 2006 e’ costituita dal ritorno dell’industria tra i motori dell’economia. La produzione industriale e’ aumentata del 7,2% nei primi 9 mesi, rispetto al 6,7% nel primo semestre e 4,5% nel primo trimestre dell’anno.

Il tasso dell’inflazione a novembre e’ salito all’1,09%
Il tasso dell’inflazione e’ stato, a novembre, dell’1,09% rispetto al mese precedente e del 4,1% rispetto alla fine del 2005, a causa, prevalentemente, del rincaro dei generi alimentari e dell’energia, indicano i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Nel gruppo dei generi alimentati sono stati registrati rincari piu’ consistenti per le uova (+23,5%), legumi e conserve di legumi (+2,8%), frutta fresca (+2,0%), pane e prodotti di panetteria (+1,7%), latte e derivati del latte (+0,9%). Sono, invece, diminuiti i prezzi dello zucchero (-2,1%), agrumi e frutta meridionale (-1,3%).
L’aumento generale dell’1,2% dei prezzi dei generi non alimentari e’ dovuto, principalmente, all’aumento dei prezzi dell’energia termica (+17,5%) e del gas naturale (+5,7%). Nel gruppo dei generi non alimentari si e’ registrata, invece, la diminuzione dei prezzi dei combustibili (-1,3%).
L’evoluzione delle tariffe per i servizi (+0,3%) e’ stata determinata dall’aumento delle tariffe per il trasporto ferroviario (+7,8%), dell’acqua, canalizzazione, nettezza urbana (+2,6%) nonche’ per igiene e cosmesi (+0,5%). Sono, invece, diminuite le tariffe telefoniche (-1,4%) e quelle alberghiere (-0,1%).
La Banca Nazionale della Romania ha stimato per il 2006 un’inflazione di circa il 4,7%.

Le norme Eurostat indicano, invece, un’inflazione di oltre il 7%
Il Presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica, Vergil Voineagu, specifica che, secondo le norme Eurostat armonizzate, l’inflazione in Romania, nei primi 10 mesi del 2006, ammonta al 7,02%. L’ufficiale INS ha spiegato che la differenza e’ determinata dalla metodologia di calcolo: “Esistono elementi che vengono utilizzati nel calcolo degli indici armonizzati, senza pero’ essere presi in considerazione nell’indice calcolato secondo la metodologia attuale”.

Secondo International Herald Tribune, l’evoluzione della moneta nazionale romena nel 2006 e’ stata spettacolare
Il Leu romeno risulta leader delle valute a livello mondiale dopo aver registrato nel 2006 il piu’ alto livello di apprezzamento rispetto al dollaro, indica un’analisi pubblicata da International Herald Tribune.
Anche le previsioni per la moneta romena sono molto buone, poiche’ l’adesione all’UE rinforzera’ la sua posizione, attraverso il flusso di investimenti stranieri prevedibile, nota IHT.
Nel 2006, il leu si e’ apprezzato del 20% nei confronti del dollaro, il piu’ alto livello negli ultimi 6 anni, grazie anche ai pagamenti nelle casse dello stato, da parte di Erste Bank, del prezzo pagato per la privatizzazione della BCR.
La Romania stima che le entrate di capitale straniero nel 2006 arriveranno al livello record di 8 miliardi di euro rispetto ai 5,2 miliardi nel 2005.
Gli investimenti stranieri diretti sono ammontati a 4,9 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2007, rispetto ai 3,7 miliardi nel periodo simile del 2005.
Il Leu ha registrato la piu’ alta quota degli ultimi 6 anni dopo la ratifica da parte della Germania del trattato di adesione della Romania all’UE.
L’articolo pubblicato da IHT sottolinea, inoltre, che la Romania ha rinunciato alla vendita di titoli di stato diventata inutile in seguito all’aumento dei redditi al bilancio dello stato.

Commento del Sole24Ore dell’11 dicembre 2006: “Miracolo” economico a Bucarest. Per la moneta romena è boom”
“Il Leu guida la ripresa economica della Romania: a poco meno di un mese dall’ingresso di Bucarest nell’Unione Europea, il paese balcanico continua a mandare segnali positivi di crescita, tanto che il Leu, la moneta nazionale, è diventata la valuta con la migliore performance mondiale nel 2006. Nell’anno corrente ha guadagnato il 20% sul dollaro, grazie anche a investimenti stranieri sempre più consistenti, arrivati oggi a 8 miliardi di euro contro i 5,2 del 2005. Ma gli economisti si attendono un vero e proprio boom di capitali stranieri nel Paese a partire dal 2007, quando l’adesione all’UE diventerà operativa. Il dato è confermato dalle cifre fornite dal ministero dell’Economia romeno: nel 2007 gli investimenti dall’estero dovrebbero crescere di circa 10 miliardi di euro, mentre il PIL continuerà ad aumentare ai ritmi attuali (+7,8%). L’insieme di questi fattori dovrebbe continuare a favorire l’apprezzamento del Leu, che secondo alcune previsioni, potrebbe guadagnare un altro 4% nel corso del prossimo anno sulla valuta americana. Alcune importanti imprese europee non hanno però atteso l’anno nuovo per investire in Romania: la Erste Bank, la seconda banca austriaca, ha acquistato in ottobre la Banca Comerciala Romana per la cifra record di 3,75 miliardi di euro, e ha dichiarato di aspettarsi una crescita del 50% dei prestiti al minuto nei prossimi tre anni. Anche la francese Renault ha già deciso di aumentare i propri investimenti di 100 milioni di euro, mentre tra le multinazionali più attive nel paese balcanico ci sono l’americana General Electric e la compagnia petrolifera austriaca OMV AG. Anche le imprese italiane si sono però date da fare: pochi giorni fa Alenia Aeronautica, una controllata di Finmeccanica, ha chiuso un accordo dal valore di 220 milioni di euro con il ministero della Difesa di Bucarest per la fornitura di sette velivoli C-27J. Nonostante gli investimenti e i segnali positivi, l’economia romena si trova però ancora a che fare con importanti problemi strutturali: la Romania ha infatti il deficit più consistente tra i Paesi dell’area (10% del PIL nel 2006), fattore che potrebbe scoraggiare alcuni investitori. L’inflazione nel Paese dovrebbe raggiungere quest’anno il 4,5% e molti analisti temono che con l’ingresso nell’UE la situazione sia destinata a peggiorare. Timori non certo infondati dal momento che il ministro del Lavoro, Gheorghe Barbu, ha promesso per l’anno nuovo aumenti del 18% delle pensioni e considerato che le autorità hanno previsto che nello stesso lasso temporale lo stipendio medio a disposizione dei romeni aumenterà del 12 per cento (362 euro circa)”.

Il nuovo ministro dell’economia e commercio e’ Varujan Vosganian
Il Parlamento ha approvato la nomina di Varujan Vosganian nell’incarico di ministro dell’Economia e Commercio con 289 voti a favore e 66 voti contrari.
Si e’ trattato, anche, di un voto di fiducia concesso all’attuale Gabinetto Tariceanu, diventato di minoranza dopo il ritiro dei conservatori dal governo. Si stima che il Premier abbia rischiato, nominando Vosganian, la cui candidatura a commissario europeo ha dovuto essere ritirata alcune settimane fa’.

L’esecutivo trasforma il Ministero dell’Integrazione in Dipartimento per Affari Europei
Il Premier Tariceanu ha annunciato che dopo il 1 gennaio 2007, un nuovo dipartimento prelevera’ le attribuzioni dell’attuale Ministero dell’Integrazione Europea. Sara’ denominato Dipartimento per Affari Europei (DAE) e sara’ subordinato direttamente al premier.
Il ministero dell’Integrazione verra’ ristrutturato e si concentrera’ sullo sviluppo regionale, guidato sempre dall’attuale ministro Anca Boagiu.

Il Governo ha adottato l’Ordinanza Governativa sull’Ufficio delle Partecipazioni statali e Privatizzazione nell’Industria (OPSPI) trasferendo all’AVAS soltanto 41 di societa’ industriali da privatizzare delle 60 inizialmente previste
L’esecutivo ha adottato l’ultima variante dell’Ordinanza Governativa di Urgenza sulla riorganizzazione dell’AVAS con assorbimento dell’OPSPI, che riduce da 60 a 41 il numero di societa’ trasferite all’AVAS. La prima variante di OUG conteneva una lista di 60 compagnie che avrebbero dovuto passare all’AVAS. L’ultima variante lascia le compagnie “energetiche” nel subordine del Ministero dell’Economia e Commercio (MEC). Con l’entrata in vigore dell’OUG, L’AVAS preleva tutte le attivita’ collegate all’esercizio della qualita’ di azionista dello stato nelle societa’ e compagnie nazionali che vengono trasferite dal portafoglio del Ministero dell’Economia e Commercio. Alcune misure di monitoraggio di determinate compagnie privatizzate non saranno applicate ai contratti firmati dall’OPSPI prima del prelievo.
Secondo l’esecutivo, l’adozione urgente di tale norma e’ determinata dalla necessita’ di una legislazione unitaria per le privatizzazioni future, poiche’ la Commissione Europea prelevera’ dal 1 gennaio 2007, il monitoraggio di tutte le attivita’, in Romania, collegate alla concorrenza ed autorizzera’ e controllera’ gli aiuti di stato concessi nel processo di privatizzazione. Con l’entrata in vigore dell’OUG, l’AVAS prelevera’ tutte le attivita’ collegate all’esercizio della qualita’ di azionista dello stato nelle societa’ e compagnie nazionali trasferite dal portafoglio MEC.
Tra le societa’ rimaste nel portafoglio MEC si annoverano Romgaz (lo stato detiene il 100% delle azioni), Transgaz (sistema nazionale di trasporto del gas naturale), Termoelectrica (situazione simile alla Romgaz), Hidroelectrica, Nuclearelectrica e Transelectrica Bucuresti.

Gli operatori economici imparano come accedere ai Fondi Strutturali concessi alla Romania
I ministeri e le agenzie statali (come l’Agenzia Nazionale per le Piccole e Medie imprese) hanno gia’ pubblicato sui propri siti internet, programmi operazionali settoriali o, secondo i casi, programmi operazionali regionali, denominati genericamente “Programma complemento”. Ogni programma comprende i criteri di eleggibilita’ per ogni settore maggiore nel quadro del quale possono essere elaborati progetti finanziabili dai fondi strutturali.
Inoltre, presso ogni ministero funziona un’”Autorita’ di management”, subordinata all’Autorita’ di Management per il Quadro di Appoggio Comunitario (AMCSC), del Ministero delle Finanze, coordinatore nazionale per l’assistenza finanziaria a fondo perduto.
L’AMCSC ha attribuzioni e responsabilita’ nella preparazione del meccanismo di accesso ai Fondi Strutturali dell’UE dopo l’adesione. L”Autorita’ di management” del ministero stabilisce le richieste specifiche nel momento in cui lancia “richieste di progetti” per l’ottenimento dei finanziamenti dai fondi strutturali.
In concomitanza, e’ stata pubblicata anche la “Guida ai richiedenti”, uno strumento per le richieste di offerte di progetti finanziati dai fondi strutturali.
Beneficiario eleggibile
Il potenziale beneficiario dei fondi strutturali diventa eleggibile se adempie ai criteri di eleggibilita’ stabiliti nel “Programma complemento”, se rispetta le esigenze specifiche stabilite dall’”Autorita’ di management” al momento del lancio della “richiesta di progetti”, nonche’ quelle specificate nella “Guida del richiedente”, se e’ registrato in Romania in una forma di organizzazione conforme alla legislazione romena.
Per essere eleggibile, un progetto deve:

  • Essere sviluppato ed implementato sul territorio della Romania.
  • Ritrovarsi nella lista delle operazioni eleggibili presentate nel “Programma complemento” per ogni settore maggiore di intervento.
  • Essere dedicato ad una zona o a un gruppo-target (se e’ il caso), cosi’ come indicato nel “Programma complemento” o nella “Guida del richiedente”.
  • Avere durata e valore del finanziamento richiesto che rientrino nei limiti stabiliti nella “richiesta di progetti”.
  • Rispettare le politiche e norme comunitarie e nazionali per quanto riguarda gli aiuti di stato, gli acquisti pubblici, l’uguaglianza di chances e lo sviluppo durevole.
    Ottenimento del finanziamento
    Esiste un modello unico di richiesta di finanziamento per i 3 strumenti strutturali, con allegati differenziati per ogni fondo di finanziamento separatamente.
    I passi da seguire sono:
    1: il beneficiario eleggibile completa la richiesta di finanziamento e gli allegati richiesti dall’”Autorita’ di management”.
    2: invia la richiesta di finanziamento all’Organo intermediario/”Autorita’ di management”.
    3: verifica della conformita’ amministrativa della richiesta di finanziamento secondo le procedure interne di ogni “Autorita’ di management”.
    4: verifica dell’eleggibilita’ del progetto. I criteri di eleggibilita’ dei progetti sono presentati nel “Programma Complemento” e devono essere approvati dal “Comitato di monitoraggio”.
    5: valutazione tecnica e finanziaria del progetto.
    6: selezione del progetto conformemente ai criteri approvati dal “Comitato di monitoraggio”.
    7: approvazione del progetto e firma del contratto di finanziamento.
    Cofinanziamento
    Dal costo totale del progetto, il beneficiario deve sostenere le spese non eleggibili nonche’ il cofinanziamento.
    Cofinanziamento viene considerato anche il contributo in natura del beneficiario, cosi’ come indicato nel “Manuale sull’eleggibilita’ delle spese” e nella “Guida del richiedente”. Inoltre, le spese eleggibili per ogni progetto, separatamente, verranno stabilite dalle “Autorita’ di management” conformemente alle regole nazionali di eleggibilita’. Quindi, al momento del lancio di una “richiesta di progetti”, l’Autorita’ di management rendera’ pubblica anche la lista delle spese eleggibili per i rispettivi progetti.

Nuove dichiarazioni statistiche per i rapporti commerciali con l’UE
Le aziende romene che realizzano operazioni di commercio estero con i paesi UE, oltre determinati valori, presenteranno dopo il 1 gennaio 2007 dichiarazioni statistiche semplificate, tipo Intrastat, spiega Cristian Stănică, vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Statistica.
Presenteranno tale dichiarazione le societa’ che importano beni e servizi per oltre 300.000 lei (circa 85.000 euro), e quelle che esportano per oltre 900.000 lei (250.000 euro).
“Il numero di operatori economici che dovranno dichiarare dati Intrastat a partire da gennaio 2007 e’ di circa 15.000, da un totale di 49.500. Questi coprono il 97,5% del commercio con i paesi UE” ha sottolineato Stănică.
La dichiarazione deve essere inoltrata in non piu’ di 15 giorni dalla fine del mese di riferimento. L’inoltro avviene in forma elettronica via internet, ed e’ esclusa la presentazione in forma di CD o dischetto.

Gli Uffici Doganali delle frontiere con Ungheria e Bulgaria vengono chiusi
14 uffici doganali della frontiera con l’Ungheria (Petea, Urziceni, Carei, Valea lui Mihai, Sacuieni, Episcopia Bihorului, Bors, Salonta, Salonta CFR, Varsand, Curtici, Nadlac, Turnu e Cenad) e 5 della frontiera con la Bulgaria (Oltenita, Calarasi, Ostrov, Negru Voda si Vama Veche) vengono chiusi dal 1 gennaio 2007, per adeguamento alle norme e pratiche comunitarie nel campo doganale, per eliminare il controllo doganale alle frontiere romene con l’Ungheria e Bulgaria.

L’ammontare totale dei depositi bancari romeni ha superato le riserve della banca centrale (BNR)
Attualmente, i romeni, persone fisiche e giuridiche insieme, possiedono depositi bancari di 24 miliardi di euro, valore superiore alla riserva della stessa Banca Nazionale della Romania.
I deposti della popolazione rappresentano quasi la meta’ del totale ed aumentano in maniera accelerata.
I depositi bancari delle aziende, invece, hanno rallentato lentamente il ritmo di crescita.
I depositi bancari delle persone fisiche sono arrivati a 11 miliardi di euro. Un aumento del 26% rispetto al 2005, che ha portato il peso specifico dei depositi delle persone fisiche al 46% del totale.
Le compagnie detengono il 54% dei depositi bancari totali e si e’ registrato un aumento di soli 19% nello stesso periodo. Alla fine di ottobre 2006, i depositi bancari delle compagnie in Romania ammontavano a 13,24 miliardi di euro, di cui quasi il 70% erano depositi costituiti in moneta nazionale.

Il patrimonio medio pro capite, in Romania e’ di 15.000 dollari
I romeni vantano un patrimonio medio pro capite di 14.827 dollari (capitale finanziario, immobili ed altre proprieta’), risulta da uno studio elaborato dall’istituto WIDER (World Institute for Development Economic Research) dell’ONU.
Rispetto agli abitanti di Hong Kong, che risultano i piu’ ricchi al mondo, i romeni hanno un patrimonio 14 volte inferiore.
Lo studio “La distribuzione mondiale dei patrimoni personali” ha incluso la Romania nella categoria inferiore dei paesi, per il patrimonio medio, insieme alla Colombia, Cuba, o Macedonia, dove il patrimonio medio e’ di 4.821 dollari pro capite.
Lo studio e’ la prima ricerca del genere che comprende tutti gli stati e tutte le componenti dei patrimoni individuali, compresi gli attivi personali, i debiti e le proprieta’.
Secondo il documento, gli abitanti di Hong Kong hanno un patrimonio medio che supera 202.000 dollari, seguiti dai cittadini di Lussemburgo con 182.567 dollari, dagli svizzeri con 145.000 dollari e gli americani con 143.727 dollari.

Una radiografie dell’agricoltura romena indica che la Politica Agricola Comunitaria sara’ difficilmente applicabile in Romania
La prima Inchiesta Strutturale nell’Agricoltura realizzata dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS) tenta di scoprire con quale “dote” si avvicina la Romania all’agricoltura europea e quali sono le esigenze alle quali gli agricoltori romeni dovranno adeguarsi su un mercato concorrenziale estremamente dinamico e severo. Non e’ un tentativo di fornire risposte ma una semplice radiografia.
Il numero delle unita’ agricole diminuisce
Nella Romania del 2005, indica l’inchiesta, esistevano 4.256.152 unita’ agricole, in diminuzione del 5,1% rispetto al 2002, quando erano 4.484.893.
Le unita’ agricole individuali, 4.237.889, hanno registrato una diminuzione del 5,0% rispetto al 2002, e le unita’ con statuto di persone giuridiche, con attivita’ agricola, una diminuzione del 19,4%, da 22.672 nel 2002, a 18.263 nel 2005.
La superficie agricola utilizzata mediamente da un’unita’ agricola individuale, e’ aumentata nel 2005 rispetto al 2002, a 2,15 ettari da 1,73 ettari.
Nel contempo, la superficie agricola utilizzata mediamente dalle unita’ aventi personalita’ giuridica e’ diminuita di oltre 10 ettari, da 274,4 ettari a 263,1 ettari. Tale diminuzione e’ spiegata dalla riduzione di attivita’ e addirittura smantellamento delle unita’ agricole con personalita’ giuridica, i terreni agricoli essendo prelevati dalle unita’ agricole individuali.
La superficie agricola utilizzata e’ stata quasi uguale nei due anni agricoli di riferimento: 13.907.000 ettari utilizzati nell’anno agricolo 2004 – 2005, rispetto ai 13.931.000 ettari utilizzati nell’anno agricolo 2001 – 2002.
Da sottolineare che dalla superficie agricola utilizzata nell’anno agricolo 2004-2005, il 65,5% e’ spettato alle unita’ agricole individuali, in aumento di oltre il 10% rispetto all’anno agricolo 2001-2002 (55,3%).
Anche se il numero di unita’ agricole individuali di piccole dimensioni, che hanno utilizzato una superficie agricola di fino a 2 ettari, e’ diminuito rispetto al 2002 di circa 344.000 unita’ (11,2%), queste continuano a rappresentate il maggior peso specifico (circa il 66%). La superficie agricola utilizzata mediamente da un’unita’ agricola di piccole dimensioni e’ aumentata da 0,66 ha a 0,71 ha.
Quasi il 40% degli agricoltori romeni ha oltre 65 anni, mentre meno del 9% e’ in eta’ inferiore ai 35 anni.
Sempre piu’ terreni in affitto
Dal punto di vista della forma di possesso delle superfici agricole utilizzate, nell’anno agricolo 2004 – 2005, il 74,5% erano di proprieta’ delle unita’ agricole utilizzatrici ed il 14,0% era preso in affitto, rispetto all’anno agricolo 2001 – 2002, quando il 63,9% era di proprieta’ delle unita’ agricole utilizzatrici e soltanto il 5,4% era in affitto. Il resto erano superfici utilizzate in concessione, oppure prese a titolo gratuito o in altre forme.
Per categorie di unita’ agricole, nell’anno agricolo 2004 – 2005, le aree di proprieta’ delle unita’ agricole individuali rappresentavano l’86,3% dell’area totale utilizzata da queste, mentre nel caso delle unita’ agricole con personalita’ giuridica il 52,3% delle aree utilizzate era di loro proprieta’.
Nell’anno agricolo 2004 – 2005, le unita’ agricole individuali hanno utilizzato 152.000 trattori, 63.000 seminatrici con trazione meccanica, 21.000 mietitrebbiatrici per la raccolta dei cereali e foraggi, in aumento rispetto all’anno agricolo 2001 – 2002, del 4,0% per i trattori, del 26,0% per le seminatrici e del 30,7% per le mietitrebbiatrici.
Il numero delle unita’ agricole pro trattore e’ diminuito da 31 a 28, pro seminatrice da 90 a 68 e pro mietitrebbiatrice da 281 a 204.
Pero’, tale evoluzione positiva non ha determinato la diminuzione dell’area media pro trattore, poiche’ la superficie di terreno arabile e’ aumentata di 848.000 ettari rispetto al 2002. Quindi, la superficie arabile media pro trattore e’ salita da 37,3 ettari nel 2002 a 41,5 ettari nel 2005.
Punta qualcuno sugli ovini?
Alla fine del 2005, nell’insieme delle unita’ agricole erano registrati 2.766.000 bovini, 4.936.00 suini, 8.385.000 ovini e caprini, 81.701.000 volatili da cortile, 949.000 sciami di api.
Nel 2005, in ogni 100 unita’ agricole esistevano mediamente, 65 bovini, 116 suini, 197 ovini e caprini e 1.920 volatili da cortile, e per ogni 100 ettari di terreno si registravano mediamente, 21 bovini, 63 ovini e caprini (riportati alla superficie di terreno arabile e dei pascoli naturali) e 56 porcine (riportati al solo terreno arabile).
Nel 2005, il volume di lavoro effettuato dai membri della famiglia dell’agricoltore nelle unita’ agricole individuali, espresso in unita’ di lavoro annuale (AWU), e’ stato di 2.353.000, del 5% inferiore a quello registrato in occasione del Censimento Generale Agricolo 2002.
L’Inchiesta Strutturale nell’Agricoltura – 2005 e’ una ricerca statistica selettiva, fondata su un campione rappresentativo, composto da circa 361.000 unita’ agricole, cioe’ l’8% del numero totale di unita’ agricole registrate in occasione del Censimento Generale Agricolo 2002.
Poche unita’ agricole corrispondenti agli standard UE
Delle 4.256.152 unita’ agricole della Romania, soltanto 1.246.159 raggiungono la soglia di unita’economica di dimensioni europee (ESU), che rappresenta l’equivalente di 1.200 euro. Ecco il peso specifico ESU in alcuni paesi UE:
• Romania – 29,3%
• Ungheria – 21,7%
• Repubblica Ceca – 62,4%
• Slovenia – 78,9%
• Polonia – 43,7%
Quindi, in Romania solo un’unita’ agricola su quattro adempie, in grandi linee, sotto aspetto dimensionale, agli standard UE. Se a tale fatto si associa anche quello che, per quanto riguarda i prodotti agro alimentari, le importazioni hanno superato di oltre 1 miliardo di euro le esportazioni, diventa ovvio che l’agricoltura romena e’ stata, e sara’, per un altro periodo prevedibile, uno dei piu’ vulnerabili settori economici e – in un piano piu’ largo – della societa’ romena nel suo insieme.
E’ necessario fare la distinzione tra politica agraria e politica agricola. La politica agraria riguarda, specialmente, la proprieta’ fondiaria, e la politica agricola riguarda la produzione, la commercializzazione, i rapporti sul mercato in ultima istanza, poiche’ la produzione deve essere dimensionata ed orientata secondo la legge della richiesta ed offerta.
La ricostituzione della proprieta’ fondiaria, non ha determinato l’aumento dei rendimenti e neppure quello delle dimensioni delle unita’ agricole. Con un ritmo di diminuzione del numero delle unita’ agricole, tra il 2002 ed il 2005, del …5% (da 4.484.893 a 4.256.151), la Romania rischia di arrivare alle dimensioni compatibili agli standard UE tra 30-40 anni. Che tipo di agricoltura moderna si potrebbe sviluppare su una superficie media per unita’ agricola di 2,15 ettari? Poiche’ solo i risultati contano, si puo’ considerare che ne’ la ricostituzione del diritto di proprieta’ (con le numerosissime illegalita’ che l’hanno accompagnata) ne’ le cosiddette misure di incentivazione del concentramento delle unita’ agricole (compreso i vitalizi per gli agricoltori anziani in cambio della cessione dei loro terreni) hanno dato i risultati sperati. La politica agraria non e’ stata “abbinata” sufficientemente alla politica agricola, e’ non e’ risultato il necessario insieme coerente.

L’UE impone restrizioni alle importazioni di generi alimentari dalla Romania e Bulgaria
I produttori di generi alimentari della Romania e Bulgaria, autorizzati ad esportare nell’Unione Europea, non potranno piu’ lavorare, a partire dal 1 gennaio 2007, prodotti di origine animale non conformi agli standard europei, importati da paesi terzi prima dell’adesione, ha deciso la Commissione Europea.
La proposta formulata dalla CE e’ stata approvata dal Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali
Il Comitato aveva approvato, a fine novembre, un’altra misura di transizione per la Romania e Bulgaria, secondo la quale i prodotti di origine animale non conformi alle norme europee, importati da stati terzi prima della data dell’adesione, possono essere commercializzati soltanto sul mercato nazionale.
Entrambe le misure di transizione saranno applicate fino al 31 dicembre 2007.

Nove aziende romene di costruzioni si riuniscono in un consorzio per poter partecipare piu’ consistentemente alle gare pubbliche
Nove aziende romene di costruzioni hanno concluso i negoziati per la costituzione di un consorzio che partecipera’ alle gare pubbliche per grandi progetti di infrastrutture, ha annunciato il presidente ad interim dell’Associazione romena degli Imprenditori Edili (ARACO), Laurentiu Plosceanu. Le nove compagnie sono: Aedificia Carpati, Baduc, Constructii Hidrotehnice Iasi, INSPET, Metroul SA, SCIT Impex, STIZO, TIAB e Tungal Metrou. “Nel quadro di tale cluster, le aziende riuniranno le loro capacita’ tecniche, umane e finanziarie per poter partecipare, a partire dal 2007, alle gare pubbliche che si svolgeranno in Romania” ha spiegato Plosceanu
Inizialmente, nel consorzio doveva entrare anche Hidroconstructia, la piu’ importante compagnia di costruzioni della Romania, che, pero’ ha deciso in seguito di formare un consorzio proprio, per partecipare a progetti per infrastrutture idriche e per l’ambiente.

L’adesione all’UE lascera’ senza posto di lavoro circa 120.000 operai del settore di perfezionamento attivo (lohn)
L’integrazione nell’UE mettera’ in difficolta’ l’attivita’ di perfezionamento attivo in Romania. Nei prossimi 3 anni, a partire da gennaio 2007, un terzo delle compagnie specializzate in tale tipo di attivita’, prevalentemente nella produzione di capi di abbigliamento, chiuderanno o falliranno, generando circa 120.000 disoccupati.
Gli aumenti salariali, anche minimi, dopo il 2007, avra’ effetti disastrosi per numerosi produttori di capi di abibgliamento in perfezionamento attivo ( con componenti importati e manodopera romena). Secondo le stime della compagnia di consulenza Avanz Management Consulting, nel prossimo futuro almeno un terzo delle 1.200 societa’ impegnate in perfezionamento attivo falliranno. „Quando il costo della manodopera aumenta da 100-150 euro ad oltre 200 euro, come e’ successo in tutti i paesi che hanno aderito all’UE, i costi della compagnia triplicano. Per le compagnie di perfezionamento attiv, circa il 70-75% dei costi e’ collegato alla manodopera“ afferma Dietmar Carl Stiel, direttore generale Avanz. Secondo lo stesso, il profitto di una compagnia di perfezionamento attivo varia mediamente tra il 7% ed il 15%. Con un profitto cosi’ contenuto, l’aumento degli stipendi porta inevitabilmente al fallimento.
120.000 disoccupati
lla fine di ottobre 2006, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, nell’industria tessile e dei prodotti tessili lavoravano 356.700 persone, cioe’ il 24% del numero totale di salariati dell’industria di trasformazione. Sempre secondo i dati statistici, questi percepiscono uno stipendio medio netto di 5,4 milioni di lei, tra i piu’ bassi a livello nazionale. Se un terzo delle aziende dovra’ chiudere o fallire, circa 120.000 operai del settore dovranno cercarsi un altro lavoro o diventeranno disoccupati. Per resistere sul mercato, gli imprenditori hanno gia’ cominciato ad „importare“ operai cinesi. La societa’ Sonoma SA Bacau, ha gia’ ottenuto dallo stato romeno 1.000 permessi di lavoro per altrettanto operaie cinesi.

Top della settimana
I migliori siti bancari
TreeWorks ha analizzato i siti delle piu’ importanti 15 banche secondo il giro di affari dichiarato alla Banca centrale peri primi 3 trimestri del 2006. Lo studio ha analizzato la presenza online degli istituti bancari operanti di Romania, cioe’ le modalita’ di utilizzo dell’Internet per la promozione della banca e per la comunicazione con i potenziali oppure attuali clienti.
L’analisi ha seguito 45 criteri, raggruppati in 4 grandi categorie: contenuto, promozione, facilitazioni, utilizzabilita’ ed accessibilita’. Per il contenuto sono stati analizzati l’offerta di prodotti e servizi disponibili sul sito, documenti/moduli, frequenza degli aggiornamenti, eventuali newsletter. La promozione significa aspetto estetico, studio di copertura nelle pubblicazioni specializzate, risultati nella ricerca organica, promozione incrociata. Le facilitazioni analizzate sono state: i servizi di e-banking, mobile-banking, e-commerce, RSS Feed, tutorials informativi, FAQ. Per utilizzabilita’ ed accessibilita’ sono state analizzate la facilita’ di trovare le informazioni sul sito, l’accessibilita’ per le persone con disabilita’, le facilitazioni di navigazione offerte.
Ecco la graduatoria risultata:

Nr. crt Banca Contenuto Promozione Facilitazioni Utilizzabilita’ Punteggio finale

  1. BRD 28.5 23 20 13
    84.5
  2. BancPost 23.5 15 21 20 79.5
  3. BCR 25 13 20 19.5 77.5
  4. OTP Bank 20.5 14 18 23 75.5
  5. Banca Romaneasca 16 21 14 22 73
  6. Finansbank 21.5 18 15 17 71.5
  7. Raiffeisen 21.5 19 18 9 67.5
  8. HVB- Tiriac 19.5 16 18 13 66.5
  9. Alpha Bank 24.5 15 12 14 65.5
  10. Unicredit 13.5 17 19 16 65.5
  11. Banca Transilvania 21 17 12 15 65
  12. ABN Amro 11 15 14 14 54
  13. CEC 17.5 7 9 16 49.5
  14. Volksbank 8.5 7 7 18 40.5
  15. ING Bank 10.5 11 7 7 35.5

Notizia dell’ultima ora
L’ENAC ha invitato le compagnie aeree attive sulle tratte fino ad oggi servite da Club Air ad agevolare i passeggeri con biglietti per le destinazioni non più servite da tale compagnia.
Myair mette a disposizione dei possessori di biglietti Club Air per i voli ITALIA ROMANIA e viceversa un numero limitato di biglietti ad una tariffa speciale di Euro 75,00/ segmento, tasse e supplementi inclusi.
Contatto per ulteriori informazioni: Tel/fax:(+40 21)315.39.21; (+40 21) 313.38.20, e-mail: office@myair.ro ; Web: www.myair.com

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Anamaria Cristine Stancu, consulente in finanziamenti e contributi a fondo perduto, da parte del Gruppo Archimedes, informa:

Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FEDR) – eil fondo strutturale destinato a sostenere le regioni meno sviluppate, attraverso finanziamenti per gli investimenti nel settore produttivo, per linfrastruttura, per listruzione, per la sanita, per lo sviluppo locale e per le piccole medie imprese, cosi come per la conversione economica e sociale delle zone che hanno riscontrato delle difficoltàstrutturali. Misure eleggibili  Investimenti produttivi che permettino di creare o di mantenere posti di lavoro permanenti;  Investimenti nellinfrastruttura, con diversi scopi, in funzione dellobiettivo dellintervento;
 Sviluppi autoctoni: sviluppo locale e delle PMI.

Fondi strutturali: campi dintervento per categorie e sotto categorie Il settore produttivo 15 A sostegno dei grandi investimenti 151 Investimenti in capitale fisico (macchinari ed equipaggiamenti, cofinanziamenti per le sovvenzioni dello stato) 152 Tecnologie non inquinanti ne aggressive, tecnologie pulite ed economiche in campo energetico
153 Servizi di consulenza per gli affari (compresa linternazionalizzazione, lexport e la gestione dei problemi ambientali, lacquisto di tecnologie) 154 Servizi per i fattori interessati / implicati (nella sanita e nella sicurezza, garanti della cura delle persone non autonome)
155 Ingineria della finanza
16 Sostegno sei settori delle PMI e artigianali
161 Investimenti in capitale fisico (macchinari ed equipaggiamenti, cofinanziamenti per le sovvenzioni dello stato)
162 Tecnologie non inquinanti e non aggressive, tecnologie pulite ed economiche in campo energetico
163 Servizi di consulenza per gli affari (informazioni, pianificazione degli affari, export, gestione dei problemi ambientali, acquisto di tecnologie)
164 Servizi per la partecipazione agli affari (spazi destinati allo svolgimento degli affari, “business incubators”, servizi per la simulazione, promozione e creazione delle reti di comunicazione, conferenze, fiere)
165 Ingineria della finanza
166 Servizi a sostegno delleconomia sociale (garanti della cura delle persone non autonome, servizi per la sanita e sicurezza, attivitaculturali) 167 Formazione professionale 17 Turismo 171 Investimenti fisici (centri dinformazione, per gli alloggi, prestazioni servizi, facilita) 172 Investimenti vari, diversi da quelli fisici (sviluppo e offerta di servizi turistici, attivita sportive, culturali e per il tempo libero, tradizione)
173 Servizi destinati al settore turistico (comprese le attivitapromozionali, preparazione di reti di comunicazione/contatti, conferenze, fiere) 174 Formazione professionale 18 Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione 181 Progetti di ricerca effettuati nelle università e negli istituti di ricerca
182 Trasferimenti d’innovazioni e tecnologie, creazione di reti di comunicazione/contatti e parteneriato tra compagnie e/o istituti di ricerca
183 Infrastruttura per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e linnovazione Linfrastruttura di Base
Linfrastruttura di trasporto 311 Le ferrovie 312 Le strade 313 Le autostrade 314 Gli aeroporti 315 I porti 316 I canali navigabili 317 Il trasporto urbano 318 Il trasporto multimodale 319 Sistemi intelligenti di trasporto Infrastruttura per le telecomunicazioni e la società informazionale
320 LInfrastruttura di base 321 Tecnologia dellInformazione e della Comunicazione (comprese le misure di sicurezza e di trasmissione sicura)
322 Servizi e applicazioni per i cittadini (sanita, amministrazione, educazione) 323 Servizi e applicazioni per le PMI (commercio e transazioni elettroniche, istruzione e formazione, creazione di reti di comunicazione/ contatti) Infrastruttura nel settore energetico (produzione, distribuzione) 331 Elletricita, gas naturali, petrolio, carburante solido
332 Fonti rigenerabili d’energia (energia solare, energia eolica, hido-elettricita, biomassa) 34 Infrastruttura dellambiente (compresa lacqua) 341 Area 342 Rumore 343 Rifiuti urbani ed industriali (compresi i rifiuti urbani sanitari e pericolosi) 344 Acqua potabile (raccolta, stoccaggio, trattamento e distribuzione) 345 Canalizzazione e purificazione 35 Pianificazione e riabilitazione 351 Ammodernamento e riabilitazione dei siti industriali e militari 352 Riabilitazione delle zone urbane 353 Protezione, miglioramento e rigenerazione dell’ambiente 354 Conservazione e restauro del patrimonio culturale 36 Infrastruttura sociale e pubblica sanita

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Newsletter n.49 / 2006

Voto finale e missione conclusa per Moscovici prima dell’adesione della Romania all’UE
Dibattuto nel Parlamento Europeo l’ultimo rapporto sulla Romania prima di aderire all’UE, elaborato dal relatore Pierre Moscovici, presenta due conclusioni principali: la conferma del 1 gennaio 2007 come data dell’adesione ed il fatto che il governo romeno deve essere consapevole della necessità di impiegare in maniera efficace li tempo rimasto per il consolidamento dei progressi raggiunti. “Nel 2004 la Romania non era preparata ad aderire insieme ai 10. Ora sara’ benvenuta. Considero che la Romania ha lavorato tanto per far parte dell’UE. E’ notevole il cambiamento nei settori economico, culturale, socio-politico, il che dimostra i grossi sforzi compiuti” ha sottolineato Moscovici.
Gli europarlamentari hanno valutato il rapporto come positivo, equilibrato e obiettivo. Sono stati notati i progressi nei settori in cui erano necessarie azioni immediate (riforma nella giustizia e lotta alla corruzione, la gestione dei fondi comunitari e la sicurezza alimentare). Le riforme devono continuare ancora piu’ intensamente nei prossimi mesi, anche dopo il 1 gennaio. Gli emendamenti presentati dagli europarlamentari hanno valore di raccomandazione e mirano la legge delle minoranze, la restituzione delle proprietà ecclesiastiche confiscate dal regime comunista, il consolidamento delle riforme per la tutela dell’infanzia e il miglioramento dell’accesso all’educazione delle minoranze rrom e ungherese. Un’europarlamentare ben conosciuta a Bucarest, l’on. Emma Nicholson, ha chiesto agli stati membri di accogliere i romeni che vogliono lavorare legalmente nei paesi dell’UE. Inoltre al governo di Bucarest viene chiesto di applicare le leggi sulla tutela ambientale e di comprovare trasparenza nell’impiego dei fondi comunitari.
A favore del rapporto Moscovici hanno votato 542 europarlamentari, 41 hanno votato contro e 37 si sono astenuti.
Dopo quest’ultimo rapporto elaborato dall’UE sara’ compito delle autorita’ romene a valutare. I progressi e le riforme devono essere registrati e presentati alla Commissione Europea dalla parte romena, in due rapporti attesi per marzo e giugno 2007.

Leonard Orban, rappresentante della Romania nel Governo UE e’ ottimista: “Non si registrera’ un numero significativo di fallimenti di aziende romene dopo l’adesione all’UE”
Leonard Orban, commissario nominato dalla Romania nel Governo UE, stima che il consolidamento della classe media romena durera’ 7-10 anni. “Nella competizione con le societa’ operanti nell’UE, le compagnie romene saranno costrette a ristrutturarsi per diventare piu’ competitive ed investire nella ricerca, in nuovi prodotti, nella qualita’. Non credo che ci sara’ un numero significativo di fallimenti, ma al contrario, verranno costituite altre societa’ nuove. Gli investimenti stranieri aumenteranno, invece, in maniera significativa e creeranno nuovi posto di lavoro” ha dichiarato Orban, in un’intervista concessa alla pubblicazione EU-RO.
Un effetto meno positivo della libera circolazione delle persone, dopo l’integrazione della Romania nell’UE, sara’, pero’, l’aumento del deficit di manodopera in determinati settori “Mi auguro che, con l’aumento degli stipendi ed il miglioramento del tenore di vita in Romania, tale processo cessi e che i romeni cominciano a tornare in patria, come e’ successo con i portoghesi e gli spagnoli, dopo alcuni anni dall’adesione all’Unione europea” ha aggiunto Orban.

Dan Motreanu e’ il nuovo ministro dell’agricoltura
A due settimane dalla revoca di Gheorghe Flutur, il capo dello stato ha firmato il decreto di nomina del liberale Dan Motreanu nella funzione di ministro dell’Agricoltura.
Dan Motreanu e’ laureato in letteratura, filosofia e storia ed ha seguito tra il 1998 ed il 1999, corsi di formazione sull’utilizzo dei fondi europei, organizzati dalla Commissione Europea. Dal 2004 e’ membro del Parlamento.

Previsioni macroeconomiche: deficit di conto corrente – quasi 11 miliardi di dollari
Consensus Economics, organizzazione che raccoglie e sintetizza le previsioni macroeconomiche di banche ed istituti internazionali, ha migliorato nuovamente le stime sulla crescita economica della Romania nel 2006, pero’ le previsioni sul deficit di conto corrente continuano a peggiorare.
Consensus Economics, fondato nel 1989, e’ il piu’ importante istituto di sondaggi economici a livello mondiale. Mensilmente, Consensus analizza le previsioni di oltre 700 economisti. Nel piu’ recente rapporto, Consensus ha raggruppato le stime di 9 banche ed istituti internazionalI – Economist Intelligence Unit (EIU), Global Insight, Raiffeisen Zentralbank, ABN Amro Romania, ING Financial Markets, DIW Berlin, Goldman Sachs, EFG Eurobank ed UniCredit Markets & Investment Banking .

  • La crescita economica – la media delle stime delle 9 banche ed istituti internazionali sulla crescita economica in Romania e’ del 6,8%, superiore al livello anticipato due mesi fa’, del 6,4%. La stima piu’ ottimistica, care indica una crescita del 7,8%, appartiene alla UniCredit, e al polo opposto si piazza Goldman Sachs, con il 5,5%. Per il 2007, l’aumento del Prodotto Interno Lordo viene stimato al 5,9%, rispetto alla stima precedente del 5,4%. Nelle previsioni dell’autunno 2006, la Commissione Nazionale di Previsioni (CNP) stimava una crescita economica del 7%, dell’1% superiore al livello previsto nella primavera 2006.
  • l’inflazione – le stime sul livello medio dell’inflazione sono simili a quelle presentate da Consensus due mesi fa’: 6,7% per il 2006, inferiore al livello anticipato dalla CNP, del 6,8%. Per il 2007, il tasso medio dell’inflazione annunciato da Consensus e’ dello 0,5% superiore alla stima della CNP, del 5%.
  • il deficit di conto corrente – Consensus ha rivisto in senso negativo le stime, indicando per il 2006 un deficit di 10,9 miliardi di dollari, di 0,2 miliardi di dollari oltre il livello annunciato due mesi fa’. Nel 2007, il deficit aumentera’ fino a 12,6 miliardi di dollari.
  • La bilancia commerciale – la valutazione Consensus modifica anche le previsioni sulla bilancia commerciale per il 2006 e 2007. Il deficit commerciale (calcolato come differenza tra le importazioni e le esportazioni FOB) arrivera’ a 11,6 miliardi di dollari, rispetto ai 12,8 miliardi di dollari preannunciati due mesi fa’.
  • La produzione industriale – nell’opinione degli analisti internazionali, la produzione industriale registrera’ una crescita del 5,9% nel 2006, inferiore al livello anticipato due mesi fa’, del 6,1% e a quello annunciato dalla CNP, del 6,3%.
  • Le riserve valutarie – le previsioni sulle riserve valutarie sono state riviste in senso positivo, da 23,8 miliardi di dollari nel mese di settembre, a 25,2 miliardi di dollari per la fine del 2006. Per il 2007, gli analisti prevedono riserve di 27 miliardi di dollari.

Eccedente di bilancio di 2 miliardi di euro nei primi 10 mesi del 2006 (2% del PIL)
Il bilancio pubblico ha registrato nei primi 10 mesi del 2006, il piu’ alto eccedente della storia: oltre il 2% del PIL, cioe’ quasi 2 miliardi di euro.
Il bilancio generale consolidato ha registrato, nei primi 10 mesi del 2006, un eccedente di 6,86 miliardi di lei, che rappresenta il 2,04% del PIL, equivalente a 1,95 miliardi di euro.
Il surplus di bilancio risulta da redditi di 87,33 miliardi di lei e spese di 80,46 miliardi di lei, informa il Ministero delle Finanze Pubbliche (MFP).
Alla fine di settembre, il bilancio pubblico registrava un eccedente dell’1,7% del PIL, rispettivamente 5,67 miliardi di lei, a conferma della tendenza in ascesa degli ultimi mesi. D’altronde il bilancio generale consolidato ha avuto saldi positivi durante l’intero arco del 2006.
I piu’ alti fondi non utilizzati si ritrovano nei bilanci locali. A livello dei comuni, il ritmo di crescita dei redditi ha superato quello delle spese, e l’eccedente ha superato 2 miliardi di lei. Tale situazione e’ generata sia del ritardo nella pubblicazione delle norme metodologiche della nuova Legge degli acquisti pubblici, che dalla raccolta di somme piu’ alte di quelle previste per il 2006 dall’imposta sul reddito. Cio’ e stato possibile grazie alla crescita economica, nonche’ all’aumento degli stipendi degli impiegati statali. “L’Ordinanza governativa N.34 sugli acquisti pubblici e’ stata adottata nel mese di maggio 2006 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial) a giugno, pero’ le norme di applicazione sono state rese pubbliche soltanto a settembre. Di conseguenza, gli investimenti per i quali dovevano essere organizzate gare pubbliche sono stati ritardati” spiega Tudor Pendiuc, sindaco di Piteşti. Secondo lo stesso, il 22% del bilancio totale e’ stato destinato agli investimenti e quindi e’ rimasto bloccato.
La raccolta di fondi piu’ consistenti dall’imposta sul reddito e’ anche la causa dell’eccedente registrato dal bilancio generale consolidato di Mediaş. “Abbiamo incassato 20 miliardi di lei vecchi in piu’, dall’imposta sul reddito, rispetto agli 85 miliardi previsti, e sappiamo come utilizzarli” dichiara Daniel Thellmann, sindaco di Mediaş.
L’IVA ha portato al bilancio dello stato 22,51 miliardi di lei, e l’incasso dalle accise altri 8,6 miliardi di lei, mentre l’imposta sul profitto e l’imposta sul reddito e sugli stipendi hanno portato 7,45 miliardi di lei rispettivamente 7,54 miliardi di lei.

Gli investimenti greenfield, in aumento del 40%
La Romania e’ stata nel 2005 leader regionale per quanto riguarda gli investimenti greenfield attratti, superando la Rep.Ceca, Polonia, Ungheria e Bulgaria. La Romania ha attratto, nel 2005, 235 progetti di investimenti greenfield, con un valore di quasi il 40% superiore a quello registrato nel 2004, indica uno studio della Conferenza ONU per il Commercio e Sviluppo. Grazie a questi risultati, la Romania e’ salita di 7 posizioni nella graduatoria degli stati con i migliori risultati per quanto riguarda gli investimenti stranieri attratti.
Lo studio ha preso in calcolo gli investimenti stranieri attratti nel 2005 e nel primo semestre del 2006. Nonostante la Romania vanti, nel periodo citato, investimenti record, gli investitori stranieri sul mercato locale si dichiarano ancora insoddisfatti da alcune delle condizioni offerte dalla Romania. La legislazione fiscale cambia ancora troppo frequentemente per i piani di affari elaborati per 3-5 anni, i contributi sociali sono ancora troppo alti e – aspetto nuovo – comincia a scarseggiare la manodopera con media ed alta qualifica.
Il 2005 e’ stato l’anno degli investimenti greenfield in Romania, mentre i grandi investimenti del 2004 erano stati determinati, principalmente, dalle grandi privatizzazioni (Petrom e parzialmente BCR). Nel 2005, le uniche grandi privatizzazioni si sono registrate nel campo della distribuzione del gas naturale (concordate con Gaz de France e Ruhrgas) e dell’energia elettrica (concordate con Cez ed E.ON). Nel campo delle fusioni ed acquisti, nel 2005 si e’ registrata la vendita di 43 compagnie romene, acquistate da investitori strategici stranieri.
La classifica della Romania al 24-o posto nella graduatoria degli stati con i migliori risultati per quanto riguarda gli investimenti stranieri attratti, significa la migliore posizione mai occupata da quando UNCTAD pubblica questo studio, cioe’ da 15 anni.

Fondi per lo sviluppo rurale e la pesca, ridistribuiti
L’Agenzia di Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e per la Pesca non accoglie piu’ progetti nel quadro del programma SAPARD, e ridistribuira’ verso altre misure i fondi non utilizzati, attinenti alle due misure, per le quali erano state organizzate delle gare nel mese di novembre scorso.
Il 20 luglio, l’APDRP annunciava di dover cessare, a partire dal 1 agosto, l’accoglimento delle richieste di finanziamento per i progetti SAPARD, poiche’ i fondi concessi alla Romania attraverso questo programma erano stati esauriti. Le richieste di finanziamenti ammontavano allora a 1,63 miliardi di euro, rispetto ai fondi di 1,5 miliardi di euro concessi per il SAPARD.
Il mese scorso sono stati concessi fondi SAPARD soltanto per due misure; l’ammontare disponibile per queste e’ di quasi 19 milioni di euro.
Il numero di progetti presentati nel 2006 per cofinanziamento SAPARD e’ aumentato del 56,3% rispetto a quelli presentati nel periodo 2000-2005. Nel 2006, sono stati presentati 3.985 progetti per un valore di 1,09 miliardi di euro, mentre dall’inizio del programma SAPARD e fino alla fine del 2005 erano stati presentati 2.570 progetti.
Nel contempo, l’APDRP annunciava che, impossibilitata a finalizzare i pagamenti attinenti al 2004, aveva richiesto alla Commissione Europea la proroga di due anni della scadenza per l’effettuazione dei pagamenti.
Per il programma SAPARD la Romania ha ricevuto 1,5 miliardi di euro, di cui e’ riuscita ad utilizzare soli 655,6 milioni di euro. La differenza deve essere utilizzata fino nel 2008, quando di conclude il programma SAPARD.
Secondo le regole del programma SAPARD, i pagamenti devono essere effettuati in non piu’ di 2 anni dalla contrattazione, quindi fino alla fine del 2006 l’Agenzia deve effettuare i pagamenti per l’Accordo di Finanziamento Annuale 2004.

L’incasso dell’IVA in Romania sara’ monitorato elettronicamente dall’Unione Europea
Dal 1 gennaio 2007, i soggetti al pagamento dell’IVA in Romania saranno registrati nella banca dati online del sistema informatico VIES (Information Exchange System), nel quale figurano tutti i soggetti al pagamento dell’IVA degli stati membri dell’Unione Europea. Il sistema assicura lo scambio di informazioni tra gli stati membri dell’Unione Europea sull’imposta sul valore aggiunto e crea una Banca Dati per la quantifica dei contributi degli stati membri, compresa la Romania, al bilancio comunitario.
Anche per i soggetti al pagamento delle accise degli stati membri esiste una Banca Dati attraverso il sistema informatico SEED (System of Exchange of Excise Data), che assicura lo scambio di informazioni sulle accise. La Banca Dati creata dal SEED offre informazioni su tutti i detentori autorizzati di magazzini, rispettivamente su tutti gli operatori economici autorizzati a svolgere attivita’ di produzione, di trasformazione, possesso e spedizione di merci. Oltre al ruolo puramente fiscale della Banca dati SEED, quello di registrare le accise pagate, la stessa offre all’Unione Europea informazioni sull’attivita’ delle persone fisiche e giuridiche soggette al pagamento di accise nonche’ la possibilita’ di controllare il tragitto delle merci prodotte.

Eliminazione delle formalita’ doganali per le merci trasportate oltre il Danubio
Le formalita’ doganali saranno eliminate a partire dal 1 gennaio 2007 per le merci trasportate oltre il Danubio, in conformita’ con il recente accordo concluso tra le dogane romene e bulgare, informa l’Autorita’ Nazionale delle Dogane.
La decisione riguarda le procedure doganali da espletare per l’applicazione uniforme della legislazione doganale comunitaria dopo l’adesione all’UE dei due stati. Il documento indica le principali responsabilita’ degli 11 uffici doganali ubicati sulla riva romena del Danubio e degli 8 uffici sulla riva bulgara. In questi uffici, le merci trasportate tra la Romania e la Bulgaria dimostreranno il proprio statuto comunitario con un documento elaborato in conformita’ con il Regolamento doganale Comunitario, vistato dall’ufficio doganale del porto di partenza.
Per le merci trasportate sul Danubio da un altro stato membro in Romania o Bulgaria in regime di transito comunitario interno non sara’ necessario alcun documento specifico sullo statuto comunitario.
Gli uffici doganali ubicati sul lato romeno del Danubio sono: Calafat, Bechet, Corabia, Turnu Măgurele, Zimnicea, Giurgiu, Giurgiu Zona Franca, Brăila, Galaţi e Tulcea e sul lato bulgaro: Vidin, Lom, Orjahovo, Somovit, Svistov, Russe, Tutrakan e Silistra.

La riserva valutaria della Banca Centrale (BNR) e’ salita a 21,22 miliardi di euro
Le riserve valutarie della Banca Nazionale della Romania (BNR) ammontavano, a fine novembre 2006, a 21,22 miliardi di euro, in aumento di 74,3 milioni di euro rispetto al mese precedente. Secondo i dati BNR, l’aumento e’ determinato da entrate di 445,4 milioni di euro ed uscite di 371,1 milioni di euro.
La riserva di oro della BNR si e’ conservata a 104,7 tone ed in funzione dell’evoluzione dei prezzi internazionali, il suo valore e’ aumentato a 1,62 miliardi di euro.
Quindi le riserve internazionali della banca centrale (valute piu’ oro) ammontavano ad oltre 22,85 miliardi di euro.
Il grado di copertura delle importazioni attraverso le riserve internazionali era a fine settembre 2006 mesi, rispetto a 6,3 mesi, alla fine del 2005. Il livello rimane oltre il valore considerato confortevole a livello internazionale (4-5 mesi). Gli ufficiali della banca centrale affermano, pero’, che altri indici, come il grado di copertura del debito estero a breve termine, indicano la necessita’ di aumentare le riserve.
Fino alla fine del 2006, i pagamenti scadenti per conto del debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero delle Finanze Pubbliche ammontano a 69 milioni di euro.

Due norme per il settore finanziario-bancario, adottate con Ordinanza Governativa di Urgenza
L’esecutivo ha deciso che due disegni di legge riguardanti gli istituti di credito, che dovrebbero entrare in vigore a partire dal 1 gennaio 2007, pero’ sono ancora in corso di dibattito nel Parlamento, saranno promossi con Ordinanze Governative di Urgenza, come proposto dal ministro delle Finanze Pubbliche.
Il primo disegno di legge trasformato in Ordinanza di Urgenza contiene regole di sorveglianza supplementare degli istituti di credito, delle societa’ di assicurazioni e/o riassicurazioni, delle societa’ di servizi e di investimenti finanziari, nonche’ delle societa’ di amministrazione degli investimenti.
Il secondo disegno di legge riguarda gli istituti di credito e l’adeguamento del loro capitale.
Le due Ordinanze di Urgenza sono gia’ state approvate dall’Esecutivo.

Nei primi 10 mesi del 2006, due terzi delle esportazioni romene si sono dirette verso i paesi UE. Il deficit commerciale e’ arrivato a 11,25 miliardi di euro
Secondo i dati comunicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS), il deficit commerciale e’ arrivato, nei primi 10 mesi del 2006, a circa 11,25 miliardi di euro in prezzi FOB/CIF, equivalenti a circa 8,73 miliardi di euro in prezzi FOB/FOB. Rispetto al periodo simile del 2005, il deficit e’ piu’ alto di 3,5 miliardi di euro in prezzi FOB/CIF, equivalenti a circa 3 miliardi di euro in prezzi FOB/FOB.
Inoltre, il debito estero della Romania ha toccato il record storico di 26 miliardi di euro.
Anche nel mese di ottobre 2006 le importazioni romene sono aumentate piu’ rapidamente delle esportazioni. Le importazioni sono aumentate del 14,7% rispetto a settembre, fino a 3,88 miliardi di euro (in prezzi CIF), mentre le esportazioni (in prezzi FOB) sono salite a 2,25 miliardi di euro, in aumento di soli 1,9% rispetto al mese precedente. Rispetto ad ottobre 2005, le esportazioni sono aumentate del 15,8% e le importazioni del 26%. Si prevede l’accelerazione del ritmo di crescita delle importazioni rispetto a quello delle esportazioni, nei primi anni di integrazione europea, specialmente nei rapporti con l’UE, come registrato in tutti gli altri paesi integrati nella precedente ondata di adesione.
Aumento del 16%
Il valore globale delle esportazioni romene nel periodo gennaio – ottobre, in prezzi FOB, si avvicina a 21,4 miliardi di euro, del 16% superiore a quello registrato nel periodo simile del 2005. Pero’, la struttura merceologica delle esportazioni ha registrato cambiamenti interessanti, nel senso che le esportazioni di macchinari e dispositivi meccanici, macchine, apparecchi ed equipaggiamenti elettrici ed elettronici, con il 20,2% del totale, hanno superato le esportazioni di capi di abbigliamento, scese al 16,4% del totale esportato. Nell’insieme, 6 gruppi merceologici, dei 22 compresi nel nomenclatore combinato, rappresentano insieme il 77,3% del totale esportato.
Il valore delle esportazioni verso i paesi UE e’ aumentato del 16,1% rispetto al periodo simile del 2005, e ha rappresentato il 68% del totale esportato. Il 41,4% delle esportazioni romene nei primi 10 mesi del 2006 e’ andato in Italia (18,3% del totale), Germania e Francia.
Il 78% del totale importato sono importazioni definitive
Le importazioni, in prezzi CIF, nei primi 10 mesi del 2006, sono ammontate a 32,6 miliardi di euro (circa 30 miliardi di euro in prezzi FOB), del 24,7% piu’ alte rispetto a quelle del periodo simile del 2005. Sempre 6 dei 22 gruppi merceologici hanno rappresentato il 76,1% del totale importato. La struttura merceologica si e’ conservata, nonostante le importazioni di capi di abbigliamento in tessuti e maglia, e le materie tessili sono diminuite come peso specifico. Al primo posto si sono piazzate, con il 23,9% del totale, le importazioni di macchine e dispositivi meccanici, elettrici ed elettronici, seguite dalle importazioni di prodotti minerali, con il 15,5%.
Le importazioni provenienti dai paesi UE, nei primi 10 mesi del 2006 sono state del 24,6% superiori a quelle registrate nel periodo simile del 2005, ed il peso specifico delle importazioni dall’UE ha rappresentato il 62,5% del totale importato. Le importazioni dall’Italia, Germania e Francia hanno rappresentato il 36,3% del totale importato, mentre le importazioni dalla Russia (prevalentemente gas naturale e prodotti minerali) hanno rappresentato l’8,5% del totale.
Secondo i regimi doganali, il 77,9% del totale sono state importazioni definitive, il 20,8% importazioni temporanee, e l’1,3% importazioni di merci risultate dal perfezionamento passivo, all’estero, di merci in temporanea esportazione nonche’ importazioni di merci in regime di leasing finanziario.

I romeni consumano sempre di piu’
La Romania si piazza al primo posto in una classifica dei paesi europei per quanto riguarda l’aumento delle vendite di beni di consumo, secondo un rapporto elaborato dall’istituto di statistica dell’Unione Europea, Eurostat. Nel mese di settembre 2006 si e’ registrato un aumento del 29,7% rispetto al periodo simile del 2005.
Al secondo posto si e’ piazzata la Lettonia con il 19,8% seguita dall’Estonia con il 16,9%. Tra i paesi che hanno registrato crescite consistenti si annoverano la Svezia (+9,3%), Polonia (+9,1%), Slovacchia (+8%), Lituania (+5,5%), Finlandia (+4,4%), Gran Bretagna (+3,7%), Spagna (+3,0%), Francia (+2,9%), Slovenia (+1,5%), Danimarca (+0,8%), Lussemburgo (+0,5%) ed Austria (+0,4%).
Agli ultimi posti si sono piazzati il Belgio (-1,6%), Germania (-0,7%) e Portogallo (-0,2%).
La media generale dell’aumento delle vendite dei beni di consumo nel mese di settembre 2006 e’ stata dell’1,1%, e nella Comunita’ Europea del 2,1%.
La statistica elaborata da Eurostat ha preso in calcolo tutte la forme di commercializzazione dei beni di consumo, dai negozi specializzati e non specializzati fino a quelli virtuali.

Gli stipendi romeni aumentano lentamente
Lo stipendio medio nominale lordo e’ ammontato a 1.155 lei, nel mese di ottobre 2006, dello 0,6% superiore a quello del mese precedente, e quello netto e’ ammontato a 866 lei (246,5 euro), dello 0,7% superiore a quello del mese precedente, informa l’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
I piu’ alti stipendi sono stati registrati nel campo delle intermediazioni finanziarie (2.262 lei), della produzione dei derivati del tabacco (2.114 lei ), nei trasporti aerei (1.830 lei), nell’estrazione degli idrocarburi (1.576 lei) e nelle assicurazioni (1.536 lei) ad eccezione del sistema pubblico di assicurazioni sociali. I piu’ bassi stipendi sono stati percepiti nei settori della produzione dei capi di abbigliamento (536 lei), lavorazione del legno e prodotti in legno e sughero ad eccezione dei mobili (538 lei), concia e rifinitura delle pelli (541 lei), alberghi e ristoranti (565 lei), produzione dei mobili (590 lei), produzione di calzature (536 lei).
L’indice di aumento dello stipendio reale, calcolato come rapporto tra l’indice del guadagno salariale nominale netto e l’indice dei prezzi al consumo, e’ stato dello 0,5%. Rispetto ad ottobre 2005, lo stipendio medio nominale netto e’ aumentato del 16,7%.
L’indice del guadagno salariale reale rispetto allo stesso periodo del 2005 ha registrato un aumento dell’11,4%.

Novita’ riguardo alla costituzione delle societa’ per azioni
Le societa’ per azioni (SA) possono essere costituite da soli 2 azionisti, rispetto ai 5 imposti dalla precedente normativa, ed il capitale sociale minimo ammonta all’equivalente di 25.000 de euro, secondo la norma che modifica la legge delle societa’ commerciali, entrata in vigore dal 1 dicembre 2006. Il capitale sociale di una societa’ per azioni o in accomandita per azioni e’, al momento, di almeno 90.000 lei. Il governo puo’ modificare, non piu’ spesso di una volta ogni 2 anni, il valore minimo del capitale espresso in moneta nazionale, in funzione del tasso di cambio di quest’ultima in euro, in modo che il quantum si riavvicini all’equivalente in lei di 25.000 euro.

La stessa norma limita il funzionamento di piu’ ditte presso la stessa sede
Presso la stessa sede potranno funzionare piu’ societa’ soltanto se l’immobile permette un formale funzionamento delle stesse in spazi diversi, se almeno uno dei soci di ogni ditta e’ proprietario dell’edificio oppure almeno una persona risulta socio comune delle rispettive compagnie. La disposizione e’ compresa nella norma che modifica la Legge N.31/1990 sulle societa’ commerciali, entrata in vigore il 1 dicembre 2006 e sancisce l’obbligo di adempiere almeno ad una delle 3 condizioni. La precedente norma imponeva soltanto la condizione del socio comune per tutte le societa’.

Un nuovo Codice delle Costruzioni
L’Ispezione dello Stato nelle Costruzioni ha elaborato un progetto di quadro legale unitario nel campo delle costruzioni, che dovrebbe essere approvato nel primo trimestre del 2007. Con tale codice, la Romania adeguera’ le sue norme a quelle dell’Unione Europea nel campo delle costruzioni ed eliminera’ l’attuale moltitudine di leggi, decisioni ed ordinanze governative che regolamentano la materia.
Oltre all’unificazione dell’attuale legislazione il nuovo codice introduce alcune novita’, tra cui la costituzione di entita’ fisiche o giuridiche autorizzate all’emissione dei certificati di urbanismo, procedure fino adesso di competenza dei comuni. Il progetto di codice prevede, inoltre, l’obbligo di assicurare gli edifici durante la loro costruzione nonche’ durante la loro esistenza.
Gli standard UE mettono i costruttori romeni tra fallimento e fondi strutturali
L’integrazione della Romania significa per i costruttori romeni l’obbligo di rispettare gli standard imposti dall’UE ma anche l’opportunita’ di beneficiare dei fondi strutturali.
Il Ministero dei Trasporti, Costruzioni e Turismo (MTCT) e’ in pieno processo di prelievo degli standard applicati nei paesi UE. L’applicazione del marchio CE certifichera’ che vengono rispettate le esigenze di qualita’: resistenza e stabilita’, sicurezza contro gli incendi, efficacia energetica, protezione dell’ambiente ed i prodotti saranno monitorati da organi certificati, composti da specialisti, esperti in costruzioni, che confermano l’idoneita’ dei prodotti secondo gli standard UE.
Nella legislazione nazionale sono stati prelevati 313 standard europei e le condizioni tecniche per i materiali da costruzione, documenti approvati con l’Ordine del ministro dei trasporti, costruzioni e turismo N.729/2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial).
Oltre al pacchetto di standard, la Commissione Europea ha lanciato il Programma di unificazione dei metodi di progettazione delle strutture per costruzioni in una serie di standard europei denominati genericamente Eurocodici. La scadenza per la finalizzazione del pacchetto di Eurocodici e’ dicembre 2007. La CE raccomanda che, entro marzo 2010, ogni stato membro elabori la versione nazionale degli Eurocodici. Ogni versione dovra’ contenere gli aspetti caratteristici del paese (per la Romania: rischio sismico, regime climatico).
L’adesione della Romania all’UE si costituisce in un’opportunita’ anche per il mercato delle costruzioni, poiche’ oltre ai fondi dal bilancio dello stato saranno disponibili anche importanti fondi strutturali, sottolinea Gheorghe Polizu, presidente del Patronato delle Societa’ di Costruzioni.
Gheorghe Polizu considera che, attualmente, il mercato romeno delle costruzioni si confronta con la mancanza di manodopera qualificata, ragione per cui alcune aziende esitano di impegnarsi in determinati lavori. Esistono anche, preoccupazioni per le possibilita’ di cofinanziamento del progetti realizzabili con l’aiuto dei fondi europei. Per i lavori piu’ ampi di costruzioni una soluzione sarebbe la costituzione dei cluster sul mercato delle costruzioni, crede il presidente del Patronato delle Societa’ di Costruzioni.

I produttori romeni di mobili esportano due terzi dei loro prodotti
La Romania esporta quasi due terzi della produzione locale di mobili. Il peso specifico delle esportazioni di mobili nel volume della produzione romena e’ stato, nei primi 9 mesi del 2006, del 60%, per un valore di 708,4 milioni di euro (nel 2005 era stato del 58,55%, per un valore totale di 895 milioni di euro).
I mobili romeni vengono esportati prevalentemente verso i paesi dell’UE: nel periodo 2000-2005 essi hanno assorbito l’82-85% del volume totale di mobili romeni esportati (in Germania oltre il 16%, in Francia oltre il 18%, in Italia oltre il 13%, in Olanda quasi l’8%, in Austria e Gran Bretagna oltre il 7%).
I mobili romeni rappresentano il 70% delle vendite sul mercato locale
Le vendite di mobili sul mercato romeno nei primi 9 mesi del 2006 sono ammontate a 664 milioni di euro, di cui 467 milioni di euro sono state vendite di mobili romeni (nell’intero 2005 le vendite totali sono ammontate a circa 865 milioni di euro).
La produzione autoctona di mobili e’ ammontata nei primi 3 trimestri del 2006 a 1.180 milioni di euro rispetto ai 1.530 milioni di euro nell’inero 2005.
Nel 2005, le importazioni di mobili sono ammontate a 229,4 milioni di euro.

Finmeccanica: negoziati esclusivi con la Romania per sette aerei C-27J
Negoziati in esclusiva fra la Romena Romaereo ed Alenia Aeronautica (controllata di Finmeccanica) per la trattativa finale – che si dovrebbe concludere entro fine 2006 – per una fornitura di sette C27J per un valore di circa 220 milioni di euro. Lo rende noto la Finmeccanica, spiegando che il ministero della Difesa romeno intende rinnovare l’attuale flotta di aerei da trasporto tattico. Il C-27J e’ in grado di effettuare molteplici missioni, tra le quali il trasporto di truppe, il trasporto merci e sanitario, il lancio di materiali e di paracadutisti, l’antincendio ed il supporto alle operazioni di protezione civile.
Conformemente al Memorandum di collaborazione firmato a luglio 2006, Alenia Aeronautica e Romaero hanno già avviato una collaborazione industriale per il programma ATR42/72, in base alla quale in Romania viene fabbricata la sezione 13 della fusoliera degli aerei regionali e si realizzano le relative attività di ingegneria.
“Il rafforzamento del partenariato con la Romaero dimostra la volontà della Alenia Aeronautica di sviluppare una strategia comune di crescita insieme ad una compagnia che vanta una lunga tradizione aeronautica. Vista la prossima adesione della Romania all’Unione Europea, riteniamo che esistono enormi potenzialità per uno sviluppo di questo partenariato”. ha dichiarato Giovanni Bertolone, CEO della Alenia Aeronautica.
Il Ministero romeno della Difesa ha annunciato ufficialmente l’esito della gara per l’acquisto delle sette aeronavi, alla quale hanno partecipato Alenia Aeronautica, parte del gruppo Finmeccanica e la spagnola EADS-Casa.
Secondo fonti ufficiose, EADS-Casa, contestera’, presso le autorita’ romene, la correttezza del risultato della gara, considerando che l’offerta presentata da EADS per il modello CASA C-295 sarebbe la migliore, di 12 milioni di euro piu’ bassa di quella di Alenia Aeronautica.

Pirelli Ambiente costruira’ in Romania una fabbrica di filtri antismog
Pirelli Ambiente realizzera’ nella regione Gorj il primo stabilimento per la produzione di filtri antiparticolato. E’ gia’ stato firmato con le autorita’ locali il contratto di locazione del terreno su cui e’ prevista la realizzazione dell’impianto che diventera’ operante nella seconda meta’ del 2008. La nuova fabbrica potra’ produrre annualmente oltre 1.300 tonnellate di filtri in carburo di silicio per il primo equipaggiamento dei motori diesel ed utilizzera’ circa 400 dipendenti.
I filtri per particolato, sono sistemi di trattamento dei gas di scarico in grado di ridurre di oltre il 90% le emissioni di particolato dei motori diesel. I filtri sono realizzati in carburo di silicio poroso, un materiale che offre caratteristiche di resistenza al calore e agli sbalzi termici, e possono essere montati in primo equipaggiamento o in retrofit sulle motorizzazioni a gasolio.
L’investimento ammontera’, in una prima fase, 25 milioni di euro, sara’ ubicato nel parco industriale Sadu Bumbesti-Jiu ed i lavori cominceranno a gennaio 2007. L’investimento potrebbe aumentare fino a 70 milioni di euro.

Immobiliare
Nuovo edificio multipiano nella zona Piata Victoriei di Bucarest
Piata Victoriei si arricchira’ di un nuovo edificio ubicato all’incrocio tra Strada Iacob Felix e Strada Nicolae Titulescu.
L’immobile, denominato Premium Plaza, sara’ strutturato su 3 livelli sotterranei, pianoterra e 18 piani, con un’area utile totale di oltre 8.600 mq.
L’investitore austriaco, Premiumred Real Estate Development, sottolinea che l’edificio e’ costruito in calcestruzzo antisismico e sara’ ultimato entro la fine del 2007.

Informazione dell’ultima ora
Swissinfo informa: In Romania inchiesta su due ministri, toccato Credit Suisse
La procura pubblica della Romania ha chiesto ad una commissione presidenziale l’autorizzazione per potere perseguire in giudizio due ministri, sospettati di essere implicati in privatizzazioni controverse. Si tratta di Zsolt Nagy, ministro delle telecomunicazioni, e di Codrut Seres, ex ministro dell’economia, dimessosi dopo la decisione del partito conservatore, di cui fa parte, di lasciare la coalizione al governo.
Sui due dirigenti grava il sospetto di avere trasmesso documenti confidenziali a dipendenti del Credit Suisse, banca designata come consulente nelle privatizzazioni di diversi gruppi elettrici e per l’introduzione in borsa del 46% delle azioni di Romtelecom.
Seres respinge le accuse e si dice vittima di una “campagna denigratoria” motivata dagli “enormi interessi legati al settore energetico”. L’ex ministro in particolare è sospettato di avere favorito l’Enel nella vendita di giugno della società di distribuzione di energia elettrica Electrica Muntenia Sud (EMS). “Non ho trasmesso informazioni segrete al gruppo italiano, che in ogni caso non aveva bisogno del mio aiuto poiche’ aveva presentato l’offerta migliore per l’acquisto di EMS”, ha dichiarato Seres nel corso di una conferenza stampa.
Il ministro delle telecomunicazioni si è detto dal canto suo “sorpreso” del passo della magistratura nei suoi confronti e assicurato di non avere commesso “nulla di illegale”.
Vadim Benyatov, direttore generale del Credit Suisse per l’Europa centrale ed orientale, e il bulgaro Stamen Stantchev, consulente presso la banca, sono stati arrestati e dovranno rimanere in detenzione per 20 giorni nell’ambito dell’inchiesta. Quattro altre persone sono accusate formalmente di tradimento e spionaggio.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Anamaria Cristine Stancu, consulente in finanziamenti e contributi a fondo perduto, da parte del Gruppo Archimedes, informa:

Lo Strumento finanziario per l’orientamento ittico (IFOP) – è un fondo strutturale nell’ambito della politica comunitaria nella pescicoltura che finanzia misure per l’aumento della competitività nel settore ittico, mantenendo un equilibrio duraturo tra le risorse disponibili e la capacità di sfruttamento.

Contribuisce all’adattamento e all’ammodernamento della pesca nelle regioni Obiettivo 1 ed in altre regioni, attraverso:

 la creazione di un equilibrio duraturo tra le risorse marine ed il loro utilizzo/ sfruttamento
 la crescita del livello di competitività delle compagnie
 il miglioramento della fornitura e dello sviluppo dei prodotti di pesca ed di colture acquatiche
Il sostenimento della riabilitazione delle zone dipendenti della pesca

Misure eleggibili

 aggiustamenti degli impegni nel settore della pesca
 ammodernamento della flotta
 sviluppo degli impianti di pesca
 protezione delle zone marittime
 facilitazioni nei porti ove si pesca
 lavorazione e marketing dei prodotti di pesce
 promozione dei prodotti

Fondi strutturali: Ambiti d’intervento a categorie e sotto categorie
Settore produttivo

14 Pesca
141 ristrutturazione dell’attività di pesca
142 rinnovamento ed ammodernamento della flotta di pesca
143 lavorazione, marketing e promozione dei prodotti relativi alla piscicoltura
144 colture acquatiche
145 allestimento dei porti per la pesca e per la protezione delle zone marittime della costa
146 misure socio-economiche (compresi gli aiuti per l’interruzione temporanea e compensi per restrizioni tecniche)
147 azioni dei pescatori professionisti (compresa la formazione professionale, la pesca costiera, ridotta)

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Newsletter n.48 / 2006

Visita ufficiale in Romania del Ministro della Difesa Parisi
Il Ministro della Difesa, On. Prof. Arturo Parisi ha effettuato, nel periodo 22-23 novembre 2006 una visita ufficiale in Romania. A Bucarest, il Ministro Parisi ha avuto un colloquio con il suo omologo Sorin Frunzăverde, ha incontrato il Presidente ed i membri della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, ha visitato l’Università Nazionale della Difesa e ha reso omaggio ai caduti militari nella prima guerra mondiale .
I colloqui italo-romeni hanno esaminato i principali temi dell’attualità internazionale, con particolare riferimento all’area balcanica, regione di primario interesse strategico per entrambi i Paesi, ed un approfondimento sullo stato della cooperazione bilaterale fra le rispettive forze armate e le prospettive di collaborazione nell’industria della Difesa.
Circa i Balcani, in particolare, Italia e Romania partecipano alla SEDM (Southeastern Europe Defense Ministerial), iniziativa tendente a favorire l’integrazione nel campo della sicurezza e della difesa tra i Paesi aderenti. In tale quadro è stata costituita la MPFSEE (Multinational Peace Force South Eastern Europe), che recentemente è stata impegnata in ISAF in Afghanistan. Sempre in ambito SEDM, sono state realizzate iniziative riguardanti la protezione ambientale, i disastri naturali, la sanità militare, la contro-proliferazione di armi di distruzione di massa, la cooperazione nel settore dell’industria per la difesa. Le Forze Armate di Italia e Romania, collaborano, inoltre, nel quadro di un Accordo di cooperazione siglato nel 1997, nei settori della formazione e dell’addestramento, mentre un contingente romeno e’ impegnato in Kosovo nella task force italiana di KFOR.

Si e’ concluso il processo di ratifica dell’allargamento dell’Unione Europea alla Romania e Bulgaria
Il processo di ratifica dell’adesione all’UE, dal 1 gennaio 2007, della Bulgaria e Romania ha completato il suo iter istituzionale. Con il voto del Bundesrat, la camera alta tedesca, i parlamenti di tutti i 25 stati membri UE e di quelli di Sofia e Bucarest hanno fornito il loro consenso.

In Romania, con i fondi europei possono essere finanziate aziende operanti in 14 campi di attivita’
L’Associazione per Iniziative Civiche ha identificato 14 settori di attivita’ nei quali operano aziende ed organizzazioni in Romania che possono essere eleggibili per accedere ai fondi comunitari. Su iniziativa dell’Associazione e’ stata organizzata, recentemente, a Bucarest, una riunione dei rappresentanti di banche commerciali, organizzazioni di affari e ministeri economici, per analizzare le opportunita’ offerte dai fondi comunitari post adesione, che verranno concessi alla Romania nel periodo 2007-2013. I rappresentanti dei ministeri dell’Integrazione, Economia e Commercio, Finanze hanno preannunciato, per il 2007, delle campagne di informazione “aggressive” sulla possibilita’ di accedere ai fondi europei ed una guida pratica in materia, nel primo semestre del 2007 (anche perche’, materialmente, i fondi saranno disponibili soltanto dopo la prima meta’ del 2007).
Capacita’ di assorbimento ridotta dei nuovi stati membri UE
Dai dati presentati dall’Associazione per Iniziative Civiche risulta che nei paesi che hanno aderito all’UE nel 2004, la capacita’ di assorbimento dei fondi comunitari non ha superato il 30%. La Polonia ha assorbito soltanto il 26% dei fondi concessi, l’Ungheria il 28%, la Rep. Ceca il 23,7% e la Slovacchia il 28,2%.
L’ammontare totale destinato alla Romania dai fondi comunitari post adesione, per il periodo 2007-2013, e’ di 17,2 miliardi di euro.
I settori finanziabili da fonti comunitarie sono:
• Ricerca e sviluppo tecnologico;
• Informatizzazione e sviluppo della societa’;
• Agricoltura;
• Trasporti;
• Energia;
• Turismo;
• Cultura;
• Rigenerazione urbana e rurale;
• Appoggio alle compagnie ed agli imprenditori;
• Accesso a posti di lavoro stabili;
• Inclusione sociale per le persone sfavorite;
• Sviluppo del capitale umano;
• Investimenti nelle infrastrutture sociali;
• Promozione dello sviluppo di partenariati.
Le priorita’ nei programmi di crediti, nel periodo 2007-2013, saranno:
• La convergenza – per incentivare la crescita economica e l’occupazione della forza di lavoro nelle regioni meno sviluppate;
• La competitivita’ – con una componente regionale ed un’altra nazionale. Lo stato puo’ decidere quali tra le 8 euroregioni beneficera’ dei finanziamenti;
• La cooperazione.

L’agricoltura romena dovrebbe assorbire mezzo miliardo di euro nel 2007
Gli agricoltori romeni dovrebbero utilizzare nel 2007 quasi mezzo miliardo di euro, attraverso l’implementazione dei progetti SAPARD, altrimenti i fondi saranno persi. Fino al momento attuale, il programma SAPARD ha assorbito circa 700 milioni di euro, fondi distribuiti attraverso l’Agenzia dei Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e la Pesca (APDRP).
I pagamenti totali effettuati fino al momento attuale dall’APDRP ammontano a 688,83 milioni di euro, utilizzati per progetti di cofinanziamento attraverso il programma SAPARD, dichiara Lazslo Klarik, direttore generale dell’APDRP.
Il programma SAPARD e’ stato lanciato nel 2000, pero’ i primi progetti con richieste di finanziamenti sono stati presentati soltanto 2 anni piu’ tardi, nel 2002. In tali condizioni, dai fondi concessi per l’intervallo 2001-2002, e per il 20% di quelli attinenti al 2003, sono stati effettuati pagamenti per quasi 700 milioni de euro.
Pagamenti dal bilancio dello stato
Laszlo Klarik stima che, fino alla fine del 2006, l’APDRP effettuera’ ulteriori pagamenti che rappresenteranno il 20% dei fondi attinenti al 2003. Il valore dei fondi che verranno assorbiti nel 2007 ammontera’ a 300-350 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno circa 100 milioni di euro, pagamenti per i progetti finanziati attraverso il “SAPARD romeno”, secondo Laszlo Klarick.
Se questi fondi non verranno utilizzati in conformita’ con gli accordi firmati con l’Unione Europea, la Romania perdera’ i fondi destinati ai progetti SAPARD, ed i pagamenti dovranno essere effettuati dal bilancio dello stato. Quindi, nel 2007, l’APDRP dovra’ distribuire le somme rimanenti dal bilancio concesso al programma SAPARD nel 2003, nonche’ la somma integrale concessa per il 2004, cioe’ 211,57 milioni di euro. Inizialmente, l’accordo annuale di finanziamento AFA (Anual Financing Agreement) prevedeva che le somme attinenti al 2003 siano spese integralmente nel corrente anno, pero’ l’Unione Europea ha accettato la proroga della scadenza fino alla fine del prossimo anno. Inoltre, nel 2008, l’APDRP deve utilizzare integralmente la somma di 1,5 miliardi di euro, fondi rimanenti da tutti gli anni nei quali si e’ svolto il programma, di cui 216,31 milioni di euro per il 2005 e 256,5 milioni di euro per il 2006. Altrimenti i fondi sono persi.
L’ultima occasione Sapard
Gli agricoltori che hanno “perso il treno del SAPARD romeno” potranno presentare richieste di cofinanziamento a partire da marzo 2007, per progetti
riguardanti 27 misure, di cui 5 rappresenteranno la continuazione delle misure piu’ richieste dei precedenti programmi. Pero’, le procedure, la negoziazione e la determinazione della metodologia dureranno altri 6 mesi, e quindi soltanto a meta’ 2007 potra’ essere approvato il Piano Nazionale di Sviluppo Rurale, attraverso il quale si realizzera’ il programma di cofinanziamento attraverso il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEADR), che ammonta a 500 milioni di euro.
Decentramento
Per poter gestire in maniera efficace tutti i fondi destinati allo sviluppo dell’agricoltura, il ministero dell’Agricoltura (MAPDR) ha iniziato il decentramento degli enti subordinati, compresa l’APDRP, dichiara il segretario di stato Dinu Apetrei, in modo che le filiali locali possano accogliere, valutare ed addirittura contrattare progetti, fino ad un determinato valore. Il decentramento sara’ ultimato in 6-7 mesi.

Finanziamenti a fondo perduto per i gruppi di produttori agricoli
Nel quadro del Programma SAPARD esiste una componente speciale attraverso la quale vengono sostenute finanziariamente, a fondo perduto, per il 100%, le iniziative di costituzione di gruppi di produttori operanti nell’agricoltura, campo forestale o piscicoltura.
Nella categoria dei beneficiari eleggibili rientrano le seguenti persone giuridiche, costituite in base alla Legge nr.277/2004: gruppi di produttori agricoli, legalmente costituiti e riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura dopo il 1 gennaio 2004; gruppi di produttori forestali e gruppi di produttori ittici – nelle stesse condizioni di legalita’ e di riconoscimento.
Il sostegno offerto a questi gruppi verra’ concesso per spese di costituzione e funzionamento dei gruppi di produttori, proporzionalmente al valore della produzione annua commercializzata.
Le condizioni di finanziamento riguardano, in primo luogo, l’adempimento ai criteri di riconoscimento dei gruppi da parte del Ministero dell’Agricoltura: costituzione in base alla libera iniziativa dei produttori interessati in un’attivita’ commerciale comune; personalita’ giuridica e statuto proprio, adottato in unanimita’ dai membri del gruppo; adeguamento della produzione e del output dei membri del gruppo alle esigenze di quantita’, qualita’, presentazione e prezzo del mercato, in base a delle regole comuni di informazione sulla produzione, livello degli stock ed evoluzione del mercato; rispetto delle regole comuni per la realizzazione della produzione, con riferimento alle pratiche di ottenimento di questa, attraverso le quali assicurare, oltre al dovuto livello di qualita’, anche la protezione dell’ambiente; rispetto delle regole comuni di marketing e di gestione interna della produzione destinata alla commercializzazione da parte del gruppo di produttori.
Il numero di produttori agricoli privati, persone fisiche e/o giuridiche, comprese in un gruppo di produttori deve essere di almeno 30 membri per i prodotti agricoli e forestali e di almeno 7 membri per i prodotti ittici. Inoltre, i gruppi beneficiari devono realizzare un giro di affari annuo di almeno 150.000 euro oppure detenere, in proprieta’ o in amministrazione privata dei membri del gruppo una base di produzione o, secondo i casi, realizzare una produzione merci annuale uguale almeno al livello degli standard SAPARD.
Un gruppo di produttori e’ eleggibile per la concessione dell’aiuto se e’ in grado di presentare un programma di commercializzazione comune dei prodotti per un periodo di 5 anni, fondamentato da un piano di produzione dei membri. Il responsabile del gruppo di produttori deve avere una formazione professionale specializzata, dimostrata da una laurea o un diploma.
L’aiuto finanziario viene concesso in funzione dei costi di costituzione e di funzionamento del gruppo. Il valore totale dell’appoggio verra’ determinato, annualmente, per ogni gruppo di produttori in base alla produzione annua commercializzata.
Le richieste di finanziamento vengono accolte in sessioni mensili, tra il primo e l’ultimo giorno lavorativo del mese.

Finanziamenti a fondo perduto di 17,4 milioni di dollari per la protezione dell’ambiente
Il Fondo Globale di Ambiente (GEF) concedera’ alla Romania nei prossimi 4 anni finanziamenti a fondo perduto di 17,4 milioni di dollari, destinati ai progetti nel campo della conservazione della biodiversita’ e della riduzione degli effetti delle modifiche del clima, ha annunciato Sulfina Barbu, ministro dell’Ambiente e Gestione delle Acque, in occasione della conferenza „Risorse per l’ambiente e le comunita’”.
Secondo il ministro, 3,5 milioni di dollari verranno utilizzati per progetti mirati alla conservazione della biodiversita’ e 13,9 milioni di dollari per ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici.
La strategia del Fondo Globale di Ambiente si concentrera’ sulle misure riguardanti l’adozione delle tecnologie fondate sui principi dell’efficacia energetica e sulla riduzione dei costi dell’applicazione di determinate tecnologie non inquinanti.

Fondi UE di 336 milioni di euro per progetti IT&C fino nel 2013
La Romania potra’ accedere, fino alla fine del 2013, a fondi europei di 336 milioni di euro per il finanziamento dei progetti IT&C, dichiara il ministro delle comunicazioni e tecnologia dell’informazione, Zsolt Nagy. “I fondi per il finanziamento dei progetti in questo campo esistono, pero’ riscontriamo difficolta’ per quanto riguarda le mentalita’. La Romania non “ricevera’” fondi, ma dovra’ accederci ed assorbirli, quindi deve elaborare progetti validi per dimostrare l’utilizzo dei fondi” sottolinea Nagy ed aggiunge che il Ministero delle Comunicazioni e della Tecnologia dell’Informazione ha stabilito 3 settori prioritari per la concessione dei fondi. Quasi il 30% dei fondi concessi finanzieranno progetti del settore delle comunicazioni (es. Fornitura di servizi di accesso a Internet nelle zone sfavorite). Per lo sviluppo e l’aumento dell’efficacia dei servizi elettronici, nonche’ per le applicazioni del tipo e-governo, e-learning ed e-health, verra’ concesso circa il 40% dei fondi. Le applicazioni del tipo e-business beneficeranno del 30% del totale concesso dall’Unione Europea.

Il contributo della Romania rappresentera’ lo 0,37% del bilancio UE nel periodo 2007-2013
Il contributo della Romania rappresentera’ lo 0,37% del bilancio dell’Unione Europea di 864 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, ha sottolineato il vice capo della Delegazione della Commissione Europea a Bucarest, Onno Simons.
I contributi maggiori al bilancio sono quelli della Germania (20%), Francia (20%), Gran Bretagna (15%), Italia (13%), mentre la Bulgaria contribuira’ con lo 0,14%, Polonia con l’1,3%, l’Ungheria con lo 0,55% e la Rep.Ceca con lo 0,51% ha dichiarato l’ufficiale europeo in occasione di una conferenza sul finanziamento dello sviluppo regionale.
Onno Simons ha sottolineato che tale bilancio di solidarieta’ per lo sviluppo economico e sociale sara’ utilizzato, principalmente, per la politica agricola e lo sviluppo rurale (45%) e per il fondo sociale, il fondo di sviluppo regionale e fondi di coesione (35%).
Secondo Simons, l’UE ha concesso alla Romania, dal 1998 fino al momento attuale oltre 1 miliardo di euro per le infrastrutture locali e regionali, lo sviluppo delle Piccole e Medie Imprese, delle risorse umane, training e sviluppo dei servizi pubblici.

Il Governo modifichera’ di nuovo il Codice fiscale
Quando tutti speravano che l’odissea del Codice fiscale era conclusa, sembra si debba ricominciare. Ogni giorno, con ogni approfondimento dei programmi necessari per l’integrazione, vengono scoperte altre mancanze nella norma che regolamenta la fiscalita’ in Romania. Appena il parlamento e’ riuscito ad eliminare un’anomalia contenuta nel Codice fiscale (le disposizioni sulla tassazione delle microimprese, pubblicate in una forma diversa da quella votata) che i rappresentanti delle autorita’ si sono accorti che, nella forma attuale, il codice mette in difficolta’ i bilanci locali, non garantendo la disponibilita’ dei finanziamenti per i progetti locali che beneficeranno di fondi comunitari. Quindi la “bibbia fiscale” sara’, probabilmente modificata per quanto riguarda gli esoneri dal pagamento delle tasse locali. Verranno eliminati gli esoneri dal pagamento delle tasse locali per determinati operatori economici o per determinati progetti per aumentare le entrate, dichiara Mircea Toader, segretario di stato nel Ministero dell’Amministrazione ed Interni (MAI).

Rilassamento fiscale per le microimprese: l’imposta sul giro di affari diminuisce, nel 2007, dal 3% al 2%.
Il regime fiscale delle microimprese si rilassera’ nel 2007, poiche’ l’imposta sul giro di affari diminuira’ dal 3% al 2%, secondo la Legge di modifica del Codice Fiscale approvata dal parlamento. Del rilassamento approfitteranno oltre 400.000 societa’, registrate come microimprese.
Piu’ della meta’ di queste hanno un unico dipendente, anche perche’ molti professionisti con redditi piuttosto consistenti, per pagare meno imposte si registrano come persone fisiche autorizzate ed incassano un reddito attraverso la microimpresa costituita, esonerati dal pagamento dei contributi per le assicurazioni sociali e dell’imposta sullo stipendio del 16%.
Sono state gia’ eliminate dall’elenco delle microimprese, le societa’ che, anche se corrispondono a tale categoria per le dimensioni del giro di affari, ottengono da consulenza e management oltre il 50% dei loro redditi, e quindi pagheranno, dal 2008, un imposta sul profitto del 16%. Tale disposizione e’ inserita nelle norme metodologiche di applicazione del Codice Fiscale, ancora in fase di dibattito pubblico.

Fiscalita’ – Le norme UE metteranno in difficolta’ le piccole imprese romene
Le aziende dovranno presentare delle note esplicative insieme ai loro bilanci contabili, a partire dal 1 gennaio 2007, conformemente all’Ordine del ministro delle Finanze Pubbliche n.200/22 novembre 2006. “Non si modifica il contenuto dei bilanci, pero’ vengono aggiunte le note esplicative allegate alle situazioni finanziarie, per avere informazioni trasparenti, conforme alle nuove norme introdotte quest’estate dal Parlamento UE”, ha spiegato Georgeta Petre, direttore generale della Direzione di Regolamentazioni Contabili del Ministero delle Finanze, in occasione del Seminario Nazionale di Fiscalita’ 2006, organizzato dal gruppo Rentrop&Straton, aggiungendo che nelle note esplicative devono essere indicati gli impegni e le garanzie che la rispettiva societa’ vanta nei confronti di altre imprese o persone fisiche.
Microimprese
Un’altra modifica imposta dalla legislazione comunitaria e’ che le situazioni finanziarie delle microimprese (societa’ con giri di affari inferiori ai 50.000 euro) devono, obbligatoriamente, essere elaborate e vistate da un esperta contabile o da una societa’ autorizzata. Al momento attuale, le microimprese possono presentare bilanci sulla responsabilita’ del proprio amministratore. In piu’, per tenere la contabilita’ di una societa’ sara’ necessaria una laurea economica. L’amministratore e’ responsabile per la tenuta della contabilita’ ed il direttore contabile o l’esperta contabile per la correttezza dei bilanci.
Un’ulteriore modifica, applicabile a tutte le societa’, e’ che le situazioni finanziarie annuali non saranno piu’ presentate all’Amministrazione Finanziaria ma al Registro del Commercio.
Tali modifiche entreranno in vigore a partire dal 1 gennaio 2009.

Dopo i primi 9 mesi del 2006, il deficit di conto corrente della Romania e’ arrivato a 6,69 miliardi di euro
Il conto corrente della bilancia dei pagamenti della Romania ha registrato nei primi 9 mesi del 2006 un deficit di 6,69 miliardi di euro, del 46,6% superiore al deficit registrato nel periodo simile del 2005, principalmente a causa dell’aumento del deficit della bilancia commerciale, annuncia la Banca Nazionale della Romania.
Il deficit della bilancia commerciale ha rappresentato nei primi 9 mesi del 2006, 7,4 miliardi di euro, del 53,4% superiore a quello registrato nel periodo simile del 2005, a causa dell’aumento delle importazioni piu’ rapido di quello delle esportazioni.
Bilancia positiva soltanto per i servizi
Soltanto il capitolo servizi ha registrato un saldo positivo di 324 milioni di euro, risultato dei saldi positivi del capitolo Altri servizi, di 514 milioni di euro, e del Turismo, di 6 milioni di euro. Sfortunatamente i servizi di trasporti hanno avuto un saldo negativo, di -196 milioni di euro.
Il debito estero a medio e lungo termine ammontava a fine settembre 2006 a 25,99 miliardi di euro, in aumento del 5,9% rispetto alla fine del 2005.
Secondo la BNR, il deficit di conto corrente di 6,69 miliardi di euro e’ stato coperto per il 72,5% dagli investimenti stranieri diretti che, nel periodo gennaio – settembre, sono ammontati a 4,9 miliardi di euro (rispetto ai 3,7 miliardi di euro del periodo simile del 2005) di cui soltanto il 54,3% erano partecipazioni di capitale e profitti reinvestiti; la parte restante era composta da crediti intra-gruppo, cioe’ prestiti concessi dalle compagnie straniere alle societa’ residenti in Romania, controllate da loro, quindi fondi che possono essere ritirati in ogni momento.
I dati forniti dalla BNR indicano, comunque, che il debito pubblico estero, composto dai prestiti contrattati o garantiti dal Ministero delle Finanze Pubbliche, ha registrato una leggera diminuzione alla fine di settembre 2006 rispetto a settembre 2005, fino a 6,884 miliardi di euro, rispetto 6,939 miliardi di euro. Mentre il debito estero non garantito pubblicamente e’ aumentato di 1,889 miliardi di euro, fino a 14,197 miliardi di euro, rispetto a settembre 2005.
Altrimenti detto, il debito estero a medio e lungo termine e’ aumentato del 5,9% soltanto nei primi 9 mesi del 2006, mentre quello pubblico e pubblicamente garantito ha registrato al 30 settembre 2006 un saldo di 10,853 miliardi di euro e rappresentava in quel momento il 41,8% del debito estero a medio e lungo termine, rispetto al 46% al 31 dicembre 2005. Il debito estero non garantito pubblicamente e’ aumentato consistentemente, del 15,3%, in soli 9 mesi.
Grado di copertura di soli 6 mesi
Un indice significativo utilizzato in tale contesto e’ il grado di copertura da parte della riserva in mesi di importazione, calcolato come rapporto tra la riserva ufficiale della BNR (riserva valutaria piu’ oro), alla fine del periodo, e l’importazione media mensile di beni e servizi nel rispettivo periodo. Il grado di copertura della riserva e’ stato, al 30 settembre 2006, di 6 mesi di importazioni, rispetto a 6,3 mesi di importazioni al 31 dicembre 2005. Lo stesso indice era di 6,1 mesi di importazioni al 30 giugno e di 6,6 mesi al 31 marzo. In questo contesto, si deve specificare che al 31 marzo il saldo del debito a medio e lungo termine era di 24,7 miliardi di euro, mentre il saldo del servizio del debito estero era di soli 1,24 miliardi di euro. Alla fine del primo semestre, il debito a medio e lungo termine era salito a 25,226 miliardi di euro, mentre il servizio del debito estero arrivava a 2,559 miliardi di euro, e alla fine del mese di settembre 2006 quest’ultimo indice saliva a 4,1 miliardi di euro. Praticamente, in soli 3 mesi estivi, luglio-settembre, il deficit tra le esportazioni FOB e le importazioni FOB di merci e’ aumentato di 3 miliardi di euro, salendo a 7,4 miliardi di euro (da 4,385 miliardi di euro al 30 giugno 2006).
Secondo le stime della Commissione Nazionale delle Previsioni, il deficit di conto corrente della Romania arrivera’ nel 2006 a 8,25 miliardi di euro, con un peso specifico nel Prodotto Interno Lordo dell’8,7%, simile a quello del 2005. Per il 2007, la commissione stima un peso specifico del deficit di conto corrente nel PIL dell’8,6%.
Il Fondo Monetario Internazionale stima per il 2006 che il peso specifico del deficit di conto corrente non superera’ il 10,5% del PIL, pero’ per il 2007 prevede una percentuale del 13% del PIL.

Investimenti stranieri diretti di circa 5 miliardi di euro, dopo i primi 9 mesi del 2006
Il valore degli investimenti stranieri diretti e’ aumentato nei primi 9 mesi del 2006 di circa il 30% rispetto al periodo simile del 2005, fino a 4,9 miliardi di euro. Secondo i dati pubblicati dalla Banca Centrale (BNR), nel periodo gennaio-settembre del 2005, gli investimenti stranieri diretti sono ammontati a 3,7 miliardi di euro. I prestiti concessi dalle compagnie straniere alle loro sussidiarie in Romania hanno rappresentato nel periodo gennaio-settembre 2006 circa il 45,7% del totale, mentre il 54,3% e’ stato realizzato sotto forma di partecipazioni al capitale e profitto reinvestito.
Gli investimenti stranieri diretti hanno coperto il 72,5% del deficit di conto corrente, nei primi 9 mesi del 2006, ammontato a 6,7 miliardi di euro, secondo la BNR.
Nel mese di settembre, gli investimenti stranieri diretti sono ammontati a circa 900 milioni di euro, rispetto a 826 milioni di euro nel mese di settembre 2005.
Anteriormente, l’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri avevano previsto per il 2006 investimenti stranieri diretti di 6,2 miliardi di euro (ammontare che non comprende le privatizzazioni della Banca Commerciale Romena BCR e della Cassa di Risparmio CEC). Lo stato romeno ha incassato per la per la BCR 2,2 miliardi di euro. I dati rivisti, della BNR, per il 2005 hanno indicato investimenti stranieri diretti di 5,23 miliardi di euro.

I contratti di privatizzazione del settore energetico resi pubblici sul sito del Ministero dell’Economia e Commercio
Dopo lo scandalo generato dalla privatizzazione della SNP Petrom, il Ministero dell’Economia e Commercio (MEC) ha reso pubblici, sul proprio sito, tutti i contratti di privatizzazione del settore energetico, con l’accordo delle aziende che hanno acquistato pacchetti azionari di maggioranza nel processo di privatizzazione delle societa’ del settore energetico.
Le sei compagnie straniere acquirenti che hanno fornito l’assenso alla pubblicazione dei contratti sono OMV (Austria), E.ON Ruhrgas (Germania), E.ON Energie (Germania), CEZ (Rep.Ceca), Enel e Gaz de France.
Lo stato romeno ha privatizzato negli ultimi 3 anni tre quarti delle compagnie operanti nel campo petrolifero, della distribuzione del gas naturale e dell’energia elettrica.
Sono state prelevate: la SNP Petrom dal gruppo austriaco OMV, Electrica Banat, Electrica Dobrogea ed Electrica Muntenia Sud dal gruppo ENEL, Electrica Oltenia dalla ceca CEZ, Electrica Moldova dal gruppo tedesco E.On Ruhrgas, Distrigaz Sud dalla Gaz de France, e Distrigaz Nord dalla societa’ di gas naturale del gruppo tedesco E.On Ruhrgas.
Ad eccezione di Electrica Muntenia Sud, il cui contratto di privatizzazione e’ in corso di approvazione nel parlamento, nelle altre societa’ gli investitori stranieri stanno gia’ operando. Nel portafoglio dello stato romeno sono rimaste ancora le societa’ Electrica Muntenia Nord, Electrica Transilvania Sud e Nord e Romgaz.

La Banca centrale ha presentato all’esecutivo il programma per l’adozione dell’euro. La Banca Nazionale della Romania ha proposto al governo un piano di convergenza che raccomanda la conclusione della ristrutturazione nell’economia e nell’amministrazione nei prossimi 3-4 anni, periodo in cui verra’ consolidato anche il processo di deflazione, dichiara il governatore BNR, Mugur Isarescu.
Il documento presentato all’esecutivo conferma l’entrata nel meccanismo dei tassi di cambio nel periodo 2010-2012 e l’adesione alla zona euro tra il 2012 ed il 2014. L’esecutivo valutera’ la fattibilita’ del programma. “Il Programma di convergenza sara’ anche il programma economico della Romania nei prossimi 7 anni” sottolinea Isarescu, spiegando che la ristrutturazione significa, oltre all’aggiustamento dei prezzi amministrati, anche la riforma dell’amministrazione pubblica, del sistema delle pensioni e di quello dell’assistenza sociale.
Condizioni per l’adozione dell’euro
Nel Trattato di Maastricht sono stabiliti i criteri che devono adempiere i paesi membri UE per poter adottare l’euro: deficit di bilancio non superiore al 3%, debito pubblico inferiore al 60% del PIL, inflazione e interessi a lungo termine non molto superiori alla media registrata nei piu’ sviluppati 3 stati che utilizzano l’euro. I paesi intenti ad adottare l’euro devono rimanere 2 anni nel meccanismo dei tassi di cambio, nei quali la variazione del tasso di cambio rispetto all’euro deve rimanere in un intervallo di +/-15%.
Dei 15 stati vecchi membri UE, soltanto 3 non hanno adottato la moneta unica. Dei 10 nuovi membri UE, soltanto la Slovenia ha adempiuto i criteri per l’adozione dell’euro e rinuncera’ alla propria moneta nazionale all’inizio del 2007.

I banchieri romeni ammettono che i lcrediti da loro erogati sono piu’ cari di quelli praticati nei paesi UE
I banchieri romeni ammettono che i tassi di interesse per i crediti concessi in Romania sono superiori alla media europea, e credono che la colpa e’ della Banca Nazionale della Romania e dei “costi nascosti.”
“I tassi di interesse e le commissioni sono in Romania molto piu’ alti della media europea. A causa dell’inflazione, ma anche dei costi imposti dalla BNR – le riserve minime obbligatorie – e dei costi interni delle banche. E’ incredibile quanto spende una banca per conservare gli archivi dei crediti” afferma Mihai Bogza, presidente Bancpost ed aggiunge che un’ulteriore causa e’, anche l’insufficiente competitivita’ delle aziende romene.

Istituto specializzato per la soluzione dei reclami dei clienti insoddisfatti dai servizi erogati dalle banche
Attualmente, i clienti insoddisfatti dai rapporti con le banche, si possono rivolgere soltanto all’Autorita’ per la Protezione del Consumatore (ANPC).
Fra un anno, gli stessi clienti insoddisfatti dai servizi erogati dalle banche romene potrebbero rivolgersi ad un istituto destinato a risolvere eventuali conflitti senza ricorso alle istanze giudiziarie. Praticamente, tale organismo potra’ mediare le divergenze riguardanti i servizi e le offerte finanziarie delle banche.
L’Associazione Romena delle Banche (ARB) che ha elaborato un progetto in materia, intende realizzarlo entro giugno 2007. “E’ un ente che da dato buoni risultati in numerosi paesi europei (Grecia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Norvegia ed Irlanda). In Grecia, per esempio, tale organismo, che funziona presso l’Associazione delle Banche, risolve circa 7.000-8.000 conflitti all’anno”, dichiara Radu Gheţea, presidente ARB.

Il 73% degli azionisti del sistema bancario romeno sono stranieri
Il primo vicegovernatore BNR, Florin Georgescu, dichiara che attualmente, gli attivi bancari ammontano a 43 miliardi di euro, in possesso di 37 banche, di cui 6 sono succursali di banche straniere.
Per quanto riguarda gli azionisti delle banche della Romania, il 73% sono stranieri, mentre il 27% e’ capitale autoctono, di cui il 17% privato ed il 10% statale. Nel top dei paesi stranieri presenti sul mercato bancario romeno, leader e’ l’Austria, seguita dalla Grecia, Olanda, Italia e Francia.

Nuove banche straniere interessate alla Romania: 5 importanti banche dal Belgio, Cipro ed Italia entreranno sul mercato bancario romeno dopo l’adesione mentre quelle gia’ presenti estenderanno le proprie reti di sportelli
KBC e Fortis dal Belgio, Millenium dal Portogallo, Bank of Cyprus e la Banca Nazionale del Lavoro dall’Italia sbarcheranno in Romania a partire dal 2007, attraverso acquisti o con progetti greenfield, ha dichiarato il presidente esecutivo della Banca Commerciale Romena, Nicolae Danila, in occasione del recente Forum Bancario Romeno. „Praticamente, dal 2007 entreremo in una competizione internazionalizzata, poiche’ con il passaporto bancario europeo ogni banca UE potra’ entrare sul mercato romeno con una semplice notifica, senza l’obbligo di avere un capitale minimo in dotazione“ afferma il presidente esecutivo della BCR. „L’adesione determinera’ anche fusioni ed acquisti strategici di banche piccole con capitale privato, ma anche lo sviluppo degli istituti finanziari non bancari, che entreranno in nuovi settori come il credito ipotecario ma anche il credito al consumo“ prevede Danila.
Il presidente BCR prevede che dopo il 2007 tutti gli istituti finanziari svilupperanno le proprie reti di sportelli sia nell’ambiente rurale che nelle citta’ con oltre 250.000 abitanti. Attualmente le localita’ con meno di 20.000 abitanti possiedono il 27% della rete bancaria totale (di cui il 70% appartiene alla Cassa di Risparmio CEC) mentre Bucarest detiene il 15% del numero totale di sportelli.
Dopo l’adesione all’UE si stima che le Piccole e Medie imprese e le municipalita’ diventeranno i piu’ importati consumatori di fondi. Inoltre, dopo l’adesione si svilupperanno i settori del factoring e dei finanziamenti immobiliari, ed i fondi di investimenti arriveranno a circa 2 miliardi di euro nel 2010.
Intermediazione finanziaria bassa
L’ufficiale BCR ha sottolineato, inoltre, che il 2007 trova il sistema bancario romeno con un basso grado di intermediazione finanziaria rispetto alla media UE, poiche’ soltanto l’8% delle compagnie romene hanno contratto crediti bancari.

La Banca Italo Romena intende raddoppiare il numero di sportelli in Romania
La Banca Italo Romena intende raddoppiare, entro il 2008, il numero di sportelli sul territorio romeno, dai 9 attuali a 20. “Nel periodo giugno 2005- giugno 2006, il numero di clienti della banca Italo Romena e’ aumentato del 47,3%, il prodotto bancario lordo del 38,9% ed i crediti concessi del 50,2%” dichiara Franco Antiga, presidente della Banca Italo Romena.
Il 23 novembre 2006 l’Università di Oradea ha insignito il dottor Franco Antiga, presidente di Banca Italo Romena, della Laurea Honoris Causa in economia.

Il Giornale.it informa: Banca Italease, Faenza guarda alla Romania
Espandere Banca Italease nell’Est Europa, Romania in testa, e sul fronte italiano continuare a proporla come il catalizzatore delle attività di leasing dei propri azionisti: l’amministratore delegato Massimo Faenza detta le linee strategiche del gruppo milanese. «Stiamo guardando con insistenza a una società nell’Est Europa. Abbiamo già superato la prima selezione e speriamo di passare anche l’ultima», ha detto Faenza dicendosi interessato alla romena Romstal Leasing (la quarta realtà di leasing del Paese).

Il numero delle franchigie in Romania e’ aumentato del 50% nell’ultimo anno
Nel 2006, il numero delle franchigie presenti sul mercato romeno e’ aumentato del 50%. Attualmente, circa 300 marchi di retail e servizi sono presenti in Romania sotto forma di franchigia e gli specialisti stimano che il loro numero aumentera’ consistentemente dopo il 1 gennaio 2007.
I costi necessari per l’avviamento di un’attivita’ in franchising variano tra 10.000 euro e oltre 3 milioni di dollari (costo della franchigia per l’albergo Marriott in Romania). Le franchigie meno care si riscontrano nell’industria dei generi alimentari e nell’immobiliare. Al polo opposto di piazzano le catene di farmacie, gli alberghi ed il retail.
Le piu’ numerose franchigie presenti in Romania provengono dal continente americano ma anche dall’Europa. Nike, McDonald’s, Timberland, Mariott, Fornetti e Triumph sono le piu’ diffuse.
Esistono anche franchigie romene: Tina R, Smart Three, Turabo Caffe, Rompetrol, Ziua, La Mama o Bella Italia che si sono dimostrate ricette di successo anche se non sono ancora conosciute all’estero.
Golden Tulip e’ una franchigia alberghiera operante attraverso due marchi, creati per implementare standard internazionali, conservando anche le caratteristiche locali: Golden Tulip – per gli alberghi di 4 stelle del tipo business e resort, e Tulip Inn – per la categoria 3 stelle con servizi di base. Creata nel 1962, detiene 253 alberghi in 37 paesi.
Fornetti Romania commercializza prodotti di pasticceria controllando permanentemente la qualita’ imposta dal sistema. La joint venture romeno-ungherese, con sede a Timisoara, e’ stata costituita nel 2001 come partner del titolare della licenza FORNETTI Kft. con sede in Ungheria. E’ diventata master – franchisor Fornetti per la Romania.
Il Gruppo Elvila, che opera dal 1990, ed e’ attualmente il piu’ grande produttore di mobili in Romania, si sviluppa attraverso il sistema di franchising. Il contratto di franchigia viene firmato per 1 anno senza tassa di entrata o royalty.
La legislazione sul franchising in Romania
Il mercato romeno del franchising e’ regolamentato dall’Ordinanza Governativa N.52/1997 e dalla Legge N.79/1998. Se la Legge sulla Concorrenza prevede che nessun operatore economico puo’ imporre restrizioni di prezzo, cio’ e’ permesso in caso di franchigia. Pero’, il Consiglio della Concorrenza puo’ essere attivato se una franchigia supera il 10% del mercato e, cumulativamente, un plafond di 300.000.000.000 lei.
Organizzazione del mercato del franchising in Romania
• L’Associazione Romena del Franchising e’ un’organizzazione non governativa, apolitica e senza scopo di lucro, costituita all’inizio del 2006, su iniziativa di operatori americani e romeni attivi nel campo del franchising in Romania e SUA, in veste di franchisor, franchisee o consulenti
• L’ARF e’ l’unica associazione professionale con un codice etico per il franchising ed una commissione de mediazione per la soluzione dei conflitti tra franchisor e franchisee.

La Romania importa l’85% dello zucchero che consuma. A causa delle quote UE, dopo l’adesione la situazione peggiorera’ ancora
A partire dal 2007, la Romania dipendera’ dalle importazioni di zucchero dall’Unione Europea. La Commissione per l’Agricoltura di Brusselles ha regolamentato la produzione di zucchero attraverso quote precise. Per la Romania l’UE ha stabilito quote di produzione di 110.000 tonnellate di zucchero da barbabietola e 329.000 tonnellate di zucchero dalla raffinazione dello zucchero grezzo d’importazione, nonostante un consumo nazionale attuale di circa 550.000 tonnellate di zucchero.
Poiche’ si prevede un ulteriore aumento del consumo nazionale di zucchero, nei negozi romeni verra’ smerciato sempre piu’ zucchero prodotto ed imballato all’estero.
Con l’allineamento agli standard europei, la Romania dovra’ rispettare anche le regolamentazioni imposte nel settore della produzione dello zucchero (quote, prezzi della materia prima, prezzo di riferimento)
Il 20 febbraio 2006 venivano firmati i documenti che regolamentano l’intera politica europea dello zucchero, una “piccola rivoluzione” che riduce le quote di produzione ma anche il prezzo della barbabietola da zucchero del 36%, da 46 euro/tonnellata a 26,3 euro/tonnellata. L’UE concedera’, pero’, una sovvenzione di circa 9 -11 euro/tonnellata che compensera’ il 60% della perdita. Quindi, l’agricoltore ricevera’, dall’azienda di lavorazione 26,3 euro/tonnellata, piu’ la sovvenzione europea, arrivando alla fine ad un prezzo della barbabietola di soli 35 -37 euro/tonnellata rispetto ai 46 euro/tonnellata, prezzo valido fino alla fine del 2006.
Soltanto il 15% di zucchero prodotto dalla barbabietola romena
Piu’ di tre quarti dello zucchero venduto sul mercato romeno proviene dalla raffinazione dello zucchero grezzo importato, secondo i dati forniti dal Patronato dello Zucchero. Dalle circa 550.000 tonnellate di zucchero commercializzate annualmente in Romania, l’85% e’, attualmente, zucchero bianco provenuto dalla raffinazione dello zucchero grezzo d’importazione ed il 15% e’ zucchero bianco proveniente dalla lavorazione della barbabietola autoctona.
La produzione di zucchero bianco dalla barbabietola e’ aumentata da 49.000 tonnellate nel 2004 a 110.000 tonnellate nel 2006, esattamente la quota imposta dalle norme comunitarie.
Dal consumo totale di 550.000 tonnellate, il 75-80% e’ consumo nell’industria alimentare e farmaceutica, ed il restante 20-25% e’ consumo domestico.
Il consumo romeno pro capite ammonta a soli 22 kg, rispetto ai 30-35 kg/capite nei paesi UE.
L’attuale Governo romeno in partenariato con il Patronato dello Zucchero e l’Associazione dei Coltivatori di Barbabietola intendono rinegoziare le quote con l’Unione Europea, in modo che la Romania possa produrre piu’ zucchero da barbabietola autoctona, oltre alle attuali 110.000 tonnellate.

La Capitale romena al 68-o posto tra le citta’ piu’ care in materia di spazi per uffici di classe A
Bucarest e’ scesa di 5 posizioni, al 68-o posto, nel top delle citta’ piu’ care in funzione dei costi per l’utilizzo degli spazi per uffici di classe A, realizzato dalla compagnia CB Richard Ellis (CBRE). Gli affitti per gli spazi per uffici di classe A di Bucarest si sono conservati nell’ultimo anno a 18,5 euro/mq mensili, ed il costo totale di occupazione e’ rimasto constante a 293 euro all’anno.
Lo studio riguarda l’evoluzione degli affitti e dei costi di occupazione degli spazi per uffici su 173 mercati a livello mondiale. I primi 10 posti nella classifica CBRE sono occupati da Londra, con 1.801 euro/mq all’anno in West End, Tokyo con 1.238 euro/mq all’anno nella zona Inner Central, London City con 1.230 euro/mq, Tokyo con 1.135 euro/mq in Outer Central, Hong Kong con 988 euro, Mosca con 929 euro, Mumbai con 901 euro, Parigi con 897 euro, Dublino con 786 euro e Dubai con 740 euro.

A Bucarest, 11 nuovi progetti residenziali nei primi 6 mesi del 2006
Il mercato immobiliare della capitale si e’ arricchito, nel primo semestre del 2006, di 11 nuovi progetti immobiliari residenziali con circa 8.800 unita’ abitative, ad un prezzo medio di 950-1.600 euro/mq senza IVA, indica un rapporto elaborato dalla Colliers International.
Se all’inizio dell’anno erano in vendita soli 3 progetti di grandi dimensioni, a fine giugno l’offerta era salita a 11 complessi residenziali:
• Central Park – 454 unita’ abitative,
• Quadra Place – 343,
• Green Dream – 225,
• Greenfield – 1.000,
• Edema – 790,
• Noor Residence – 200,
• Baneasa – 3.000,
• Orhideea Gardens – 400,
• Planorama – 1.104,
• Asmita Gardens – 802,
• West Park – 488 unita’ arbitrative.
La maggior parte dei progetti, ubicati a pochi minuti dal centro della citta’, comprende anche parcheggi auto.

Guida della settimana
Gli acquisti pubblici, quadro legale aggiornato
La casa editrice della Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial R.A.) ha pubblicato, nella Collana di legislazione tematica la Guida “Gli acquisti pubblici, contratti, norme di applicazione e guida di attribuzione”, contenente le 6 normative in materia, aggiornate con ulteriori modifiche e completamenti.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Sotto le Ali del Leone
“Sotto le Ali del Leone”
COMUNICATO STAMPA
(Bucarest, li20.11.2006) A nove mesi dallingresso sul mercato romeno „Generali Asigurari” mantiene il proprio trend ascendente

I risultati finanziari rapportati da Generali Asigurari per il periodo gennaio – settembre 2006 mostrano una crescente evoluzione della Compagnia. Nei primi nove mesi dellanno in corso, la Compagnia Generali Asigurari ha sottoscritto premi lordi per un volume totale di 210.882 migliaia RON (59,8 migliaia EURO), pari ad un aumento del 137,75% rispetto al valore registrato per lo stesso periodo dellanno scorso (88.701 migliaia RON).

Sul segmento delle assicurazioni generali sono stati sottoscritti premi per un valore di 183.947 migliaia RON (52,2 migliaia EURO), pari ad un aumento in RON del 147,2% rispetto al valore registrato per lo stesso periodo del 2005, e, i premi sottoscritti per le assicurazioni sulla vita, dal valore di 26.935 migliaia RON (7,6 migliaia EURO) hanno rappresentato un aumento in RON del 88,2%.

Per quanto riguarda il volume totale dei premi incassati, questi ammontano a 172.684 migliaia RON, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2005, di cui, le assicurazioni generali rappresentano 150.509 migliaia RON e le assicurazioni sulla vita 22.175 migliaia RON.

Nel periodo menzionato, Generali Asigurari ha pagato 63.371 miglaia RON per il ramo danni, che rappresenta un aumento del 30% rispetto al periodo gennaio – settembre 2005.

Nel terzo trimestre del 2006, Generali Asigurari e` entrato sul mercato delle assicurazioni sulla vita di tipo unit – linked, lanciando il prodotto Genius – GENerali Investment Unit Solution, un nuovo tipo d’assicurazione sulla vita, basato sugli investimenti. Con questo prodotto, Generali Asigurari ha completato la sua offerta d’assicurazioni sulla vita.

Generali Asigurari unitamente all’ING Bank ha lanciato nel mese d’ottobre due prodotti assicurativi – ING Assicurazione per la Casa e ING Casco – che si rivolgono ai clienti ING Bank.
In questo modo, i clienti che possiedono un conto corrente di tipo Cont`ROL abbinato alla carta di credito ING, possono assicurarsi i beni con una sola visita alla filiale ING.

Questanno, nellottica della politica d’espansione sul territorio, sono state aperte in tutta la Romania e a Bucarest, 17 unitaterritoriali di cui 10 agenzie e 7 punti di lavoro. Generali Asigurari ha inaugurato alla fine del mese di ottobre un nuovo punto di lavoro a Odorheiu Secuiesc che, essendo la piu industriale zona del distretto di Harghita ha un potenziale notevole dal punto di vista delle assicurazioni.
Con lapertura di questultimo punto di lavoro la rete territoriale di Generali Asigurari ha raggiunto le 70 locazioni in tutto il Paese.

Generali Asigurari ha attualmente un capitale sociale di 30.000.000 RON e conta 310 dipendenti e 2.389 agenti – che rappresentano un aumento del 130% rispetto il mese di dicembre del 2005, l`azionista di maggioranza essendo la Generali Holding Vienna con il 83,44%.

Generali Asigurari eparte del gruppo internazionale Generali, uno dei piu vecchi gruppi assicurativi del mondo. Con uninterruzzine durante il periodo comunista, la compagnia e presente sul mercato romeno dal 1835. La rete territoriale di Generali Asigurari ecomposta da 69 agenzie e punti di lavoro e il portafoglio della compagnia vanta oggi tutti i tipi di assicurazioni. Nel 2005, Generali Asigurari ha rapportato una cifra daffari di 108.5 milioni RON.

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Newsletter n.47 / 2006

La Romania rischia di perdere una parte delle quote agro alimentari concesse dall’Unione Europea
Man mano che si avvicina il momento dell’entrata della Romania nell’Unione Europea, i problemi con i quali si confrontano l’agricoltura e l’industria alimentare romena sembrano aumentare. Nonostante sia riuscita ad ottenere, nelle negoziazioni, delle quote di prodotti soddisfacenti, per la maggior parte superiori alle produzioni ottenute negli anni agricoli buoni, la Romania rischia di non raggiungere, nel prossimo futuro, tali quote per piu’ anni di seguito, determinando l’UE a procedere alla ridistribuzione, verso altri stati, dei quantitativi che la Romania non riesce a produrre. Mentre il deficit commerciale nel campo agro alimentare continua ad aumentare anno dopo anno, le eventuali perdite di quote aggraveranno ancora di piu’ la situazione.
Anno dopo anno, la Romania passa dallo statuto di fornitore agricolo dell’Europa a quello di mercato di sbocco dei prodotti agro alimentari della comunita’ europea. L’agricoltura di sussistenza puo’ avere conseguenze molto gravi sull’economia romena, fatto sottolineato dai numerosi “cartellini gialli e rossi” ricevuti dai rapporti europei. Lo sbriciolamento delle proprieta’ impedisce l’accesso ai fondi comunitari. La forza lavoro invecchiata e la dotazione rudimentale ereditata dagli anni ´60-70 sono altri ostacoli nell’ottenimento di produzioni agricole al livello delle quote stipulate nel protocollo di adesione negoziato. Inoltre, le autorita’ romene, ministero dell’agricoltura per primo, non offrono alcuna strategia in grado di risolvere almeno una parte dei problemi.
Con l’adesione all’UE, l’agricoltura romena sara’ tenuta a rispettare nuove norme, sia per i quantitativi prodotti che per la loro qualita’. Nonostante le quote ottenute, la Romania dovra’ importare numerosi prodotti di base, poiche’ la produzione nazionale e’ lontana dal soddisfare la richiesta locale.
La politica agricola comune presuppone una produzione controllata in grado di mantenere gli aiuti concessi dall’Unione ad un livello quanto piu’ basso possibile. Per numerosi settori agricoli, e’ meno caro importare dagli SUA o dagli stati sud americani che sostenere la produzione interna. Gli stati che superano le quote concesse pagano multe consistenti. Recentemente l’UE ha applicato multe di 377,1 milioni di euro, per il superamento delle quote di latte, ad alcuni stati membri.
1,3 milioni di tonnelatte conformi
La quota totale di latte concessa agli stati membri ammonta a 135,5 milioni di tonnellate, di cui alla Romania spettano 3,057 milioni di tonnellate, tra cui: consegne per la trasformazione (1,093 milioni di tonnellate) e vendite dirette (1,964 milioni di tonnellate). Pero’, in Romania vengono, attualmente, lavorati soltanto 1,3 milioni di litri di latte conformemente agli standard europei. Secondo i dati rilasciati dall’Autorita’ Nazionale Sanitaria-Veterinaria, delle 553 unita’ di lavorazione del latte, soltanto 33 corrispondono alle esigenze UE. Inoltre, nonostante gli agricoltori abbiano la possibilita’ di commercializzare il latte e derivati del latte soltanto in base alla quota ottenuta, questi non si sono affrettati ad ottenere le dovute autorizzazioni.
Le aziende di produzione dello zucchero, in via di sparizione
Il prezzo dello zucchero e’ nell’UE tre volte superiore a quello del mercato mondiale. In seguito alle negoziazioni, la Romania ha ricevuto una quota di 109.000 tonnellate di zucchero risultato dalla lavorazione della barbabietola e 329.000 tonnellate dalla lavorazione dello zucchero grezzo. La quota per l’isoglucosio e’ di 9.900 tonnellate. Il Ministero dell’agricoltura non ha ancora distribuito le quote e, di conseguenza, i produttori e processatori non possono accedere ai fondi europei ne’ elaborare piani di sviluppo. In piu’, le aziende di trasformazione devono anch’esse concedere ai coltivatori una parte della quota. La capacita’ di lavorazione delle 9 aziende di lavorazione dello zucchero, operanti attualmente in Romania, supera la produzione di zucchero da barbabietola che la Romania ha diritto di produrre, quindi alcune tra esse rischiano di dover chiudere, ragione per cui e’ stata richiesta la rinegoziazione delle quote. La legislazione in vigore permette ad un’azienda – se produce una quantita’ di zucchero piu’ alta di quella concessa – di acquistare la quota di zucchero di un’altro produttore. Inoltre, e’ stato introdotto un risarcimento per la ristrutturazione, di circa 700 euro per ogni tonnellata di zucchero raffinato fabbricato. Pero’ lo stato membro perde il 90% della quota di zucchero ristrutturata, ed il restante 10% viene ripartito alle altre aziende che funzionano sul territorio nazionale.
Il consumo annuo di zucchero in Romania ammonta a circa 550.000 tonnellate, provenienti dalla produzione nazionale e dall’importazione. Lo zucchero grezzo importato per lavorazione copre l’85% del consumo locale.
Alta quota, basso rendimento
In Romania i raccolti all’ettaro sono inferiori alla media UE. Se nel 2005, in Romania, il rendimento delle coltivazioni di barbabietola e’ ammontato a 33 tonnellate all’ettaro, nell’UE, la media era di 50 tonnellate, grazie alle specie piu’ produttive ma anche alla meccanizzazione. L’aiuto finanziario concesso dall’UE diminuira’ dagli attuali 47 euro a 26,3 euro nel 2009. La differenza, risultata dalla riduzione delle sovvenzioni, verra’ compensata per il 60% attraverso il pagamento diretto per ogni ettaro coltivato. Per non fallire, gli agricoltori dovranno abbassare i costi di produzione.
Comunque, i coltivatori degli altri stati membri riceveranno aiuti superiori: gli ungheresi una sovvenzione di 630 euro all’ettaro, i portoghesi 900 euro all’ettaro ed i romeni soltanto circa 400 euro all’ettaro.
Per quanto riguarda i cereali, la Romania ha ricevuto una quota totale di 7 milioni di tonnellate l’anno. La quantita’ di riferimento negoziata per le coltivazioni di frumento e’ di 2,6 tonnellate all’ettaro mentre la produzione media nella pianura del Bărăgan e’ di 5-7 tonnellate.
La quota richiesta per il tabacco era di 21.700 tonnellate, e quella ricevuta di 12.312 tonnellate. I produttori romeni di tabacco sono sovvenzionati nel 2006 con 250 miliardi di lei vecchi. Se il raccolto del 2007 sara’ al livello della quota concessa, per quantita’ e qualita’, gli aiuti ammonteranno a 30 milioni di euro. Come negli altri settori, la concessione delle sovvenzioni e’ condizionata dalla riduzione dei costi di produzione attraverso l’associazione in gruppi di agricoltori. Dal 2006, i produttori di tabacco beneficiano di un premio di produzione che dipende anche dalle specie di tabacco coltivate.
Un rapporto del Ministero dell’Agricoltura indica che soltanto il 20% dei frutteti romeni produce frutta esportabile verso i mercati europei. Nel 2006 sono state raccolte 15.000 tonnellate di pesche su 2.528 ettari.
Nei primi 8 mesi del 2006, la produzione nazionale non ha potuto coprire la richiesta di suini vivi e carne suina, fiori, legumi e frutta fresca e conservata, zucchero e tabacco. Nonostante cio’, le aree coltivate con numerosi tra i prodotti che hanno un alto peso specifico nella bilancia commerciale verranno ridotte nel 2007, come conseguenza delle quote negoziate con l’UE. Gia’ in molti casi, le superfici coltivate sono diminuite considerevolmente nel 2006 rispetto al 2005, il che ha determinato la riduzione delle produzioni nazionali.

Corsi gratuiti di formazione per l’accesso ai fondi strutturali
I rappresentanti delle entita’ pubbliche, private o non governative interessate ad accedere ai fondi europei nel periodo 2007-2013, nonche’ i funzionari pubblici delle autorita’ locali possono partecipare al Corso di formazione per l’accesso ai fondi europei “Progettazione per lo sviluppo sociale” che iniziera’ il 18 gennaio 2007.
Le 240 ore del corso, finanziato dal Ministero degli Esteri Italiano, sono divise in 112 ore nelle aule (tra il 18 gennaio ed il 16 marzo, a Bucarest) e 128 ore di formazione a distanza.
Il corso sara’ diviso in 3 parti: concetto del progetto, proposta di progetto e formalizzazione del progetto, con accento sulle tecniche di sviluppo di partenariati tra vari enti oppure tra l’amministrazione pubblica e la societa’ civile.
La partecipazione al corso e’ gratuita pero’ i partecipanti si prendono a carico il proprio vitto, alloggio ed eventualmente il trasporto verso Bucarest. I candidati devono presentare una documentazione in base alla quale si svolgera’ un intervista di selezione, a Bucarest, nei giorni 14 e 15 dicembre 2006. Ulteriori informazioni possono essere raccolte presso il Centro Regionale di Formazione Continua per l’Amministrazione Pubblica Locale Bucarest.

209 milioni di euro per lo sviluppo della pesca in Romania e per raggiungere il consumo medio di pesce dei paesi UE
Nel periodo 2007-2013, la Romania ricevera’ dall’Unione Europea 209 milioni di euro per lo sviluppo della pesca. Per ammontare dei fondi concessi, la Romania si piazza al terzo posto in Europa, dopo la Spagna e la Polonia.
Tra gli obiettivi maggiori per i quali saranno utilizzati i fondi concessi si annovera l’aumento del consumo di pesce (che e’ diminuito drasticamente fino a 3-4 chilogrammi pro capite all’anno, mentre la media europea e’ di circa 22 kg, la Spagna raggiunge quasi 40 kg. ed Islanda 90 kg.).
I fondi comunitari saranno gestiti dall’Agenzia Nazionale per la Pesca e l’Acquicoltura (ANPA), in base al piano nazionale strategico per il periodo 2007-2013.
Oltre all’aumento del consumo di pesce, si mira allo sviluppo dell’acquicoltura, al coinvolgimento dei pescatori nelle sfruttamento durevole delle risorse acquatiche, all’armonizzazione della politica di sviluppo del settore con la politica di protezione dell’ambiente e di garanzia di un tenore di vita decente di chi opera nel campo della pesca. Concretamente, i proprietari di navi ed imbarcazioni da pesca riceveranno aiuti per l’ammodernamento di queste ultime. Verranno effettuati investimenti per la costituzione di unita’ di acquicoltura o per l’ammodernamento di quelle esistenti.
Dal 1 gennaio 2006 il Governo romeno ha stabilito una sovvenzione di 1 RON/kg. per la carpa indigena (di almeno 2 kg) ed il luccio (di almeno 1 kg), di 1,2 RON/kg. per il siluro, di 4 RON/kg. per il sterletto e lo storione. Le sovvenzioni vengono pagate esclusivamente ai produttori che consegnano alle unita’ di commercializzazione autorizzate almeno 100 kg. di ogni specie.
Gli esperti europei considerano che la Romania ha troppe organizzazioni di pescatori (oltre 70) mentre nell’intera Unione Europea sono riconosciute soltanto 170 tali organizzazioni. Oltre a ridurre il numero di organizzazioni di pescatori si rende necessaria anche la costituzione di una Borsa del Pesce a Tulcea.

L’agricoltura romena non proprio preparata per entrare nell’UE
L’agricoltura romena entra nell’UE ancora impreparata aumentando il rischio di non poter assorbire i fondi concessi dall’Unione Europea, fatto confermato anche dalle statistiche sul commercio del paese con prodotti agro alimentari.
Il deficit nell’interscambio di prodotti agro alimentari della Romania e’ aumentato del 25,8% nei primi 9 mesi del 2006, fino a 1,15 miliardi di euro, risultato dell’aumento delle importazioni del 22,4% e delle esportazioni di soli 16%.
Nei primi 3 trimestri del 2006, le importazioni di prodotti agro alimentari hanno totalizzato 1,7 miliardi di euro, e le esportazioni sono ammontate a circa 550 milioni di euro.
I dati statistici indicano aumenti delle importazioni da 210,9 milioni di euro a 230,4 milioni di euro per la carne suina e da 180,6 milioni di euro a 190 milioni di euro per il tabacco e le sigarette. I due gruppi merceologici rappresentano circa un quarto delle importazioni totali di agro alimentari. Aumenti delle importazioni, rispetto ai primi 9 mesi del 2005, si sono registrati anche per quanto riguarda lo zucchero, i preparati alimentari, gli agrumi e le banane, il caffe’ (ogni gruppo merceologico rappresenta importazioni comprese tra 50 e 105 milioni di euro).
Nel campo delle esportazioni sono aumentate le consegne di animali vivi da 91,4 milioni di euro a 109,5 milioni di euro (19,9% del totale esportato).
Aumenti consistenti hanno registrato anche le esportazioni di semi di girasole, che sono ammontate a 82,9 milioni di euro (rispetto a 19,4 milioni di euro nel periodo simile del 2005) e le esportazioni di frumento, ammontate a 59,3 milioni di euro (rispetto a 23 milioni di euro nei primi 9 mesi del 2005).
Le esportazioni di frumento rappresentano il 10,8% delle esportazioni totali di prodotti agro alimentari, seguite dalle esportazioni di semi di girasole, con il 9,6% e di colza, con il 5,7%. Le esportazioni di vino sono diminuite da 13,6 milioni di euro a 11,5 milioni di euro.

Le Associazioni del produttori romeni dell’agro alimentare rischiano di rimanere fuori dall’Unione Europea a causa del mancato coinvolgimento del Ministero dell’Agricoltura nel loro accreditamento
Nonostante il Comitato delle Organizzazioni Professionali Europee (COPA) abbia inviato le dovute richieste, sin dal 2005, le associazioni romene del settore agro alimentare non si sono affrettate ad affiliarsi, ne’ il Ministero dell’Agricoltura si e’ fatto coinvolgere nel processo, e quindi le voci dei produttori romeni saranno piu’ difficilmente sentite dalla Commissione Europea.
La Romania e’ l’unico paese dei 12 nuovi stati membri o in corso di adesione che non ha associazioni dei produttori del settore agro alimentare affiliate al COPA o alla Confederazione Generale della Cooperazione Agricola (COGECA). Sin dal 2005, le organizzazioni citate hanno lanciato invitati agli organismi romeni. Nel 2005, in occasione di un incontro a Brusselles, tra il ministro romeno dell’agricoltura Gheorghe Flutur ed il segretario generale del COPA, Franz Josef Feiter, l’ultimo ha richiesto che il ministero romeno intervenga in prima mano per la conclusione di partenariati nel campo, il che non e’ successo.
La mancanza di interesse da parte romena per l’affiliazione alle due organizzazioni determinera’ una scarsa rappresentazione degli interessi dei produttori romeni a livello UE, poiche’ COPA e COGECA sono coinvolte nell’elaborazione dei disegni di norme da parte della Commissione Europea.

I romeni consumeranno generi alimentari “di transizione” fino nel 2009. Dal 2007, soltanto il 20% delle aziende di lavorazione del latte e circa il 50% delle aziende di trasformazione della carne potranno esportare verso l’UE.
Secondo l’Autorita’ Nazionale Sanitaria Veterinaria e per la Sicurezza degli Alimenti, le aziende dell’industria della carne e del latte che non corrispondono agli standard UE beneficeranno di un periodo di transizione (fino al 31 dicembre 2009) per adeguarsi ad essi. La lista comprende 246 aziende di lavorazione della carne e 141 di lavorazione del latte.
Situazione attuale
In Romania funzionano 805 aziende di lavorazione della carne e del latte, di cui:

  • 395 aziende di lavorazione della carne rossa;
  • 53 aziende di lavorazione della carne di pollo;
  • 329 aziende di lavorazione del latte e derivati del latte;
  • 28 aziende di lavorazione del pesce e prodotti della pesca.
    Dopo l’adesione
    Dal 1 gennaio 2007, soltanto 301 aziende di lavorazione della carne e del latte potranno esportare i loro prodotti verso il mercato UE, di cui:
  • 172 aziende di lavorazione della carne rossa;
  • 36 aziende di lavorazione della carne di pollo;
  • 73 aziende di lavorazione del latte e derivati del latte;
  • 20 aziende di lavorazione del pesce e prodotti della pesca.
    I prodotti risultati dalle aziende conformi alle norme UE avranno un marchio di sanita’ (timbro) ovale, e quelli provenienti dalle aziende in fase di transizione un timbro rotondo (gli ultimi potranno essere commercializzati soltanto sul mercato romeno).

Ancora 795 milioni di lei per le aziende che investiranno nelle zone sfavorite in Romania nel 2007
Gli operatori economici che continueranno ad investire, anche dopo il 2007, nelle zone sfavorite beneficeranno di aiuti di stato di circa 795 milioni di lei, informa il Consiglio della Concorrenza.
Nel periodo agosto-ottobre 2006, l’autorita’ di regolamentazione nel campo della concorrenza ha monitorato gli aiuti di stato concessi agli operatori economici in possesso di certificati permanenti di investitori nelle zone sfavorite, ottenuti prima del 1 luglio 2003, verificando 1393 societa’ delle 28 zone sfavorite esistenti attualmente.
Il controllo si e’ concentrato sugli aiuti di stato ricevuti a partire dal 2 gennaio 2003 e sui costi eleggibili attinenti agli investimenti realizzati.
Il valore totale degli investimenti realizzati fino al 15 settembre 2006 nelle zone sfavorite e’ di 1,8 miliardi di lei, per acquisti di terreni, costruzione di edifici, capannoni industriali, equipaggiamenti, attrezzature e macchinari necessari per lo svolgimento dell’attivita’ nelle rispettive zone.
Le compagnie hanno beneficiato, nel periodo 2003 – giugno 2006 di aiuti di stato sotto forma di esonero dall’imposta sul profitto di 208,8 milioni di lei, e di aiuti sotto forma di prestiti a fondo perduto di 4,4 milioni di lei.
Gli aiuti per la creazione di posti di lavoro sono ammontati a 1,9 milioni di lei ed insieme agli aiuti per investimenti hanno determinato la creazione di circa 51.500 nuovi posti di lavoro.
Dai 1393 operatori economici controllati, continueranno a beneficiare di aiuti di stato soltanto 1318, poiche’ gli altri hanno raggiunto il limite massimo ammesso di aiuti di stato oppure non adempiono piu’ le condizioni, sono in fallimento oppure non operano piu’ nelle zone sfavorite.

Nel 2010, in Romania spariranno le ultime zone sfavorite
La Romania avra’, dopo l’adesione all’UE, soltanto 28 zone sfavorite, che spariranno in maniera scaglionata fino nel 2010. Il periodo di transizione, e’ stato negoziato con l’Unione Europea, per ognuna delle 28 zone.
Tre di queste – Brad, Valea Jiului, Balan – spariranno a partire dal 31 dicembre 2008. Altre 22 zone sfavorite, tra cui Comanesti, Baia Mare, Rodna, Anina, Baraolt, Motru Rovinari, spariranno alla fine del 2009.
Le ultime localita’ con statuto di zone sfavorite, Cugir, Zimnicea, Copsa Mica, funzioneranno fino al 31 dicembre 2010.

Il Governo ha approvato la quarta rettifica di bilancio, conservando il deficit di bilancio al 2,5% del PIL
La quarta rettifica di bilancio e’ stata approvata attraverso un’Ordinanza di Urgenza che prevede l’aumento consistente dei fondi destinati ai Trasporti, Costruzioni e Turismo, al Lavoro, all’Amministrazione ed Interni e all’Economia.
La nuova rettifica, che conserva il deficit di bilancio al 2,5% del PIL, e’ stata resa possibile dall’aumento stimato del Prodotto Interno Lordo (+5,6 miliardi di lei rispetto alle stime precedenti).

Chi sono i principali contribuenti regionali al bilancio delle stato in Romania
Bucarest ha contribuito al bilancio dello stato quanto le regioni Arad, Bihor, Cluj, Costanza, Prahova e Timis prese insieme, secondo i dati rilasciati dall’Agenzia Fiscale (ANAF).
La Capitale e’ leader incontestato in materia di pagamento delle tasse al bilancio generale consolidato, con un totale di oltre 14,8 miliardi di RON (4,22 miliardi di euro) pagati nei primi 10 mesi del 2006.
Soltanto al bilancio dello stato (imposte sul profitto, sul reddito, IVA), Bucarest ha pagato nei primi 10 mesi del 2006 circa 10,54 miliardi di Ron (oltre 3 miliardi di euro), cioe’ oltre il 20% di quanto raccolto a livello nazionale, ammontare approssimativamente uguale ai pagamenti effettuati, insieme, dalle regioni Arad, Bihor, Cluj, Costanza, Prahova e Timis (le uniche regioni che hanno superato la soglia di 1 miliardo di Ron, ognuna, pagati al bilancio dello stato, nel periodo citato, ad eccezione della regione Ilfov).
Al secondo posto, per il contributo al bilancio dello stato, si piazza Costanza, con 3,1 miliardi di Ron (885 milioni di euro), seguita da Prahova, con 2,37 miliardi di Ron.
La rilevanza di tali cifre e’ tanto piu’ grande, in quanto le regioni, ma anche la Capitale, sono state „derubate“ dall’apporto dei grandi contribuenti, che sono contabilizzati separatamente dall’ANAF. Grandi contribuenti sono considerate le oltre 1.500 aziende che registrano giri di affari di oltre 50 milioni di Ron, che per la maggior parte sono registrate a Bucarest.
I grandi contribuenti hanno pagato nei primi 10 mesi del 2006, al bilancio dello stato, 16,87 miliardi di Ron, e globalmente al bilancio consolidato, non meno di 25,32 miliardi di Ron (7,23 miliardi di euro).
Le regioni piu’ povere
Le regioni con i minori contributi al bilancio dello stato sono state: Teleorman con 119 milioni di Ron nei primi 10 mesi del 2006, seguita da Caras-Severin, Botosani, Vaslui, Mehedinti, Covasna, Vrancea, Ialomita e Bistrita-Nasaud.
Primi per gli investimenti attratti
La regione che ha attratto i piu’ numerosi progetti di investimenti e’ Bucarest-Ilfov, con 288 progetti, per un valore impegnato di oltre 3,7 miliardi di dollari (quasi il 57,8% del totale nazionale) secondo il rapporto dell’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS) per il periodo 2001 – 2006. Le regioni Alba, Brasov, Covasna, Harghita, Mures, Sibiu, prese insieme, cioe’ la Regione di Sviluppo Centro hanno attratto 81 progetti di investimenti con un valore impegnato di 1,465 miliardi di dollari.

Le banche romene operano anche attraverso Istituti Finanziari Non-bancari (IFN): 13 delle 37 banche operanti in Romania amministrano un IFN e detengono, insieme, quasi il 50% degli attivi del settore IFN. Oltre il 55% dei crediti IFN sono concessi attraverso le sussidiarie delle banche
Le banche della Romania hanno sfruttato l’opportunita’ di costituire dei propri Istituti Finanziari Non-bancari, dichiarava il primo vicegovernatore della Banca centrale (BNR), Florin Georgescu, in occasione del seminario EU-Cofile di Sinaia. Piu’ del 55% dei crediti concessi dagli IFN appartengono alle sussidiarie degli istituti di credito bancari. Per quanto riguarda gli attivi degli IFN, le banche detengono quasi la meta’ del totale. La percentuale media dell’azionariato bancario era, nel 2005, dell’87,7%.
Rispetto al 2004, nel 2005 e’ aumentata l’esposizione delle IFN rispetto alle fonti estere. “Le banche hanno creato i propri Istituti Finanziari Non-bancari con fondi dai gruppi-madre” ha spiegato l’ufficiale BNR. Secondo lo stesso, gli istituti di credito stranieri hanno capito che possono guadagnare di piu’ Romania grazie ai margini piu’ ampi rispetto ai propri paesi d’origine. Delle 37 banche operanti in Romania, 13 hanno gia’ costituito un IFN, in veste di sussidiaria.
30 IFN, iscritti nei registri della banca centrale
Dei 221 Istituti Finanziari Non-bancari notificati, 30 sono stati iscritti nei registri BNR entro meta’ settembre 2006. Secondo le nuove norme, la Banca Centrale registra gli IFN in piu’ tipi di registri. Nel registro speciale vengono iscritte le grandi compagnie, nel registro generale le piccole e medie compagnie e nel registro di evidenza le case di pegno e le case di aiuto reciproco. Le compagnie iscritte nel registro speciale sono sottoposte ad una sorveglianza attenta ed ispezioni dettagliate, mentre gli IFN iscritti nel registro generale sono soltanto monitorati.
Nel registro BNR sono iscritte 3.306 case di pegno e 1.164 case di aiuto reciproco.
Il leasing, in crescita
Dominato dal settore auto, il mercato del leasing in Romania ha registrato nel primo semestre del 2006 un valore totale di 1,37 miliardi di euro.
Secondo le stime, fino alla fine del 2006, il mercato potrebbe arrivare a 2,5 miliardi di euro (+300 milioni di euro rispetto al 2005).
Il settore auto rappresenta il 75,9% dell’intero mercato del leasing, seguito da quello delle attrezzature industriali con il 19,4% e dell’immobiliare con il 4,7%.
Nel campo del leasing auto, le autovetture rappresentano il 56%, i veicoli commerciali pesanti il 30%, i veicoli commerciali leggeri il 12%, e gli altri tipi di veicoli il 2%.

Dal 1 gennaio 2007, le banche romene funzioneranno secondo le norme stabilite dalla Commissione Europea
I primi due anni dopo l’adesione della Romania all’UE, cioe’ 2007-2008, saranno difficili per il paese, compreso per il settore bancario, crede Adrian Vasilescu, consigliere del governatore della Banca Centrale.
La Norma 20 della BNR, si piazza al di fuori del sistema europeo
Riguardo alla Norma 20/2006 sui crediti, Adrian Vasilescu considera che essa potrebbe essere annullata prima di quanto stimava la Banca Centrale. „La BNR, quando ha emesso le prime norme per moderare i crediti, ha sottolineato il loro carattere temporaneo e che la banca centrale rinuncera’ ad esse al piu’ presto, appena possibile. Pero’, finche’ il gap tra richiesta ed offerta rimane maggiore, le norme rimarranno prudenziali“.
Vasilescu sottolinea che nell’UE non esistono norme bancarie. La Banca Centrale Europea non emette norme ma consuetudini che comprendono condizioni espresse in analisi ed indici stabiliti dalla societa’ civile. Praticamente la Banca centrale romena, con la Norma 20, si piazza al di fuori del sistema europeo.
Dal 1 gennaio 2007, l’adesione all’UE impone alle banche romene nuove regole
Dal 1 gennaio 2007, la Commissione Europea impone alle banche commerciali romene nuove regole, che, pero’ non impongono restrizioni ai crediti. Le nuove norme UE non si riferiscono anche agli istituti finanziari non bancari. La Commissione Europea conosce i rischi assunti dalle banche, incluse quelle romene, e attraverso le nuove norme tenta di attenuarli.

La Banca Centrale annullera’ le restrizioni in materia di crediti
La Banca Nazionale della Romania (BNR) intende rinunciare, in maniera scaglionata, alle restrizioni amministrative della politica monetaria, a partire da gennaio 2007, conservando come strumenti di controllo le operazioni di sterilizzazione sul mercato, le riserve minime obbligatorie ed i tassi di interesse di riferimento, dichiara Napoleon Pop, membro nel Consiglio di Amministrazione della BNR.
Secondo l’ufficiale BNR, le restrizioni imposte al sistema bancario hanno determinato l’aumento della competitivita’, senza influire negativamente sulla crescita economica. Pop ha aggiunto che dopo l’integrazione il principale obiettivo della BNR sara’ quello che l’inflazione “non esca dai binari prefissati”.
Per quanto riguarda le restrizioni ai crediti in valuta, il Consiglio di Amministrazione della BNR ha deciso di dare “onda verde” a tali prestiti a partire dalla data dell’adesione all’UE della Romania.

Tanti soldi nel sistema bancario romeno
Le banche romene sono sovra-capitalizzate, crede Florin Georgescu, primo vicegovernatore BNR, ricordando che nel 2005 l’indice di solvibilita’ delle banche era del 18%, del 6% superiore al limite minimo imposto dalla banca centrale. Dopo l’applicazione delle norme europee, la Banca Nazionale abbassera’ il limite fino all’8%. Il grado di solvibilita’ viene calcolato come rapporto tra i crediti concessi ed il capitale proprio dell’istituto di credito. Poiche’ in Romania, la media di tale indice e’ due volte superiore alla media europea, la conclusione e’ che le banche romene sono sovra-capitalizzate.
Circa il 73% del sistema bancario romeno e detenuto da gruppi stranieri, lo stato detiene il 10% e le persone giuridiche private romene circa il 17%.

Sorveglianza speciale sul mercato romeno delle assicurazioni
Asirom, ARDAF e Asiban sono le tre compagnie di assicurazioni con capitale autoctono attualmente sotto sorveglianza speciale. Il prezzo del loro salvataggio ammonterebbe a 50 milioni di euro.
Dopo ARDAF e Asiban, recentemente un’altra compagnia di assicurazioni e’ in difficolta’ in materia di liquidita’. Si tratta di Asirom, entrata in procedura di ripresa finanziaria da parte della Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni (CSA). La decisione CSA e’ stata presa il 6 novembre, pero’ e’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial) soltanto il 17 novembre 2006.
Asirom e Asiban, invece, lasciano il periodo di “ripresa” finanziaria
Il Consiglio della Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni ha deciso la chiusura delle procedure di “ripresa” finanziaria iniziate presso Asirom e Asiban, come conseguenze dei piani di ripresa proposti dagli azionisti delle due compagnie.

Il mercato romeno del factoring superera’ 700 milioni di euro nel 2006
Il mercato romeno del factoring e’ stimato, per il 2006, a 710 milioni di euro. Mihaela Dimitriu, direttore di factoring della BRD Groupe SG, ha dichiarato che la BRD detiene una quota di mercato di circa il 42%, che intende conservare nei prossimi 5 anni. Attualmente il dipartimento factoring della BRD ha un portafoglio di oltre 385 clienti e 800 debitori, operando circa 87.000 fatture.
Il mercato romeno e’ ancora agli inizi, rispetto al resto dell’Europa. A livello europeo, il mercato del factoring supera 400 miliardi di euro, e rappresenta circa il 70% del volume mondiale. E dei 400 miliardi di euro, soltanto il 10% e’ factoring da operazioni di import-export, principalmente con i paesi dell’Asia. La bassa percentuale e’ determinata dal fatto che gli scambi commerciali tra gli stati membri UE non sono considerate operazioni di commercio estero.
Il factoring in Romania, 400 volte inferiore al livello UE
“Soltanto alcune centinaia di piccole e medie imprese ricorrono a finanziamenti attraverso factoring e percio’ il mercato romeno del factoring e’ 400 inferiore al livello UE” afferma Mihaela Dimitriu.
Concretamente, l’operatore di factoring compra le fatture che una compagnia deve incassare, pagando a quest’ultima l’80% del valore lordo delle fatture. Il restante 20% verra’ pagato al momento del recupero del credito dal debitore.
Nel contratto di factoring, i clienti si prendono a carico due costi: il tasso di interesse (applicato alla parte finanziata della fattura, dell’80%), simile a quello praticato dalle banche commerciali (BUBOR o EURIBOR, piu’ un margine), mentre la commissione di factoring si applica al valore totale della fattura ed e’ negoziabile.
Attualmente, i principali operatori romeni sul mercato del factoring sono: BRD, BCR, Raiffeisen Bank, ING Bank, Compania de Factoring e Unicredit.

Condizioni piu’ severe per gli investitori interessati a beneficiare di facilitazioni in Romania
Il governo romeno intende modificare la legge degli investimenti per adeguarla agli impegni assunti nei confronti degli organismi internazionali (ridurre la burocrazia e combattere la corruzione).
La piu’ spettacolare modifica e’ la strutturazione degli investimenti in 3 categorie (con soglia minima, per un investimento eleggibile, di 1 milione di euro, in un determinato intervallo di tempo, e con possibilita’ di scegliere il tipo di facilitazione.
Il disegno di legge, disponibile sul sito del governo, indica le condizioni necessarie per rientrare nella categoria degli investitori eleggibili.
Durata minima 5 anni
La prima categoria, “investimento categoria 1”, comprende gli investimenti di almeno 75 milioni di euro. Per beneficiare di facilitazioni, l’investimento deve generare un attivita’ funzionante per almeno 15 anni dall’entrata in funzione. Le facilitazioni vengono concesse per un massimo di 60 mesi, se accordate in maniera scaglionata.
Gli “Investimenti categoria 2”, compresi tra 25 e 75 milioni di euro, beneficiano di facilitazioni se l’attivita’ continua per almeno 10 anni dall’entrata in funzione, e le facilitazioni possono essere concesse per un massimo di 48 mesi, se accordate in maniera scaglionata.
Gli “investimenti categoria 3”, compresi tra 1 e 25 milioni di euro, beneficiano di facilitazioni se l’attivita’ continua per almeno 5 anni dall’entrata in funzione, e le facilitazioni possono essere concesse per un massimo di 20 mesi, se accordate in maniera scaglionata.
Connessioni gratuite alle reti di utilita’
Oltre alle facilitazioni previste nella legislazione fiscale valida al momento della loro concessione, la legge indica altre 5 categorie: concessione di prestiti a tassi agevolati, garanzie per fino all’80% del valore dei prestiti a medio e lungo termine, assicurazione dei collegamenti gratuiti alle reti di utilita’, concessione del diritto di utilizzo su determinati immobili del demanio privato dello stato o delle autorita’ locali e concessione di sovvenzioni per l’acquisto di attivi.

L’annuncio sulla privatizzazione della Societa’ Nazionale di Radiocomunicazioni verra’ pubblicato nella prima meta’ del 2007
L’annuncio sulla privatizzazione della Societa’ Nazionale di Radiocomunicazioni (SNR) verra’ pubblicato nella prima meta’ del 2007, dichiara Zsolt Nagy, ministro delle comunicazioni e tecnologia dell’informazione, che ha firmato un contratto di consulenza con il consorzio composto da CA~IB Corporate Finance Beratungs e Musat & Asociatii SCA per la fornitura di servizi di consulenza finanziaria per la privatizzazione della SNR.
Dopo la valutazione della compagnia, il consulente proporra’ la strategia di privatizzazione che verra’ approvata dal Governo.
La SNR e’ l’unico operatore nazionale di interesse pubblico nel campo delle radiocomunicazioni, che assicura, principalmente, la diffusione dei programmi radio e TV pubblici nel paese e all’estero.
Il giro di affari della Societa’ Nazionale di Radiocomunicazioni nel 2005 e’ ammontato a 245 milioni di lei, e nel 2006 si stima un giro di affari di 260 milioni di lei.

Il tasso di disoccupazione della Romania e’ piu’ basso della media UE
Uno studio realizzato da Eurostat, Ufficio di statistica dell’Unione Europea, indica che in Romania il tasso della disoccupazione nel 2005 era del 7,2% mentre nell’UE arrivava al 9%.
Il livello della disoccupazione in Romania continuera’ a diminuire nei prossimi anni, al 5,8% nel 2007, al 5,6 nel 2008 ed al 5,5% nel 2009.
Secondo gli specialisti romeni, si registra gia’ un deficit di manodopera sul mercato locale, prevalentemente nel settore bancario ed in quello delle costruzioni. Cio’ si spiega con l’emigrazione dei romeni, sia laureati che non, in cerca di trattamenti economici migliori.
Per quanto riguarda il tasso della disoccupazione per regioni, il valore piu’ alto (9,2%) si registrava nella zona del sud. Al polo opposto si piazzava la regione nord-est, con il 5,7%. Un livello vicino alla media si registrava a Bucarest, dove il tasso della disoccupazione e’ diminuito dal 7,6% nel 2004, al 6,9% nel 2005. Nelle altre regioni il tasso della disoccupazione e’ stato dell’8,4% nel centro, del 7,9% nel sud-est, del 6,7% nel ovest, del 6,6% nel sud-ovest e del 5,9% nel nord-ovest.

Chi lavora ancora in Romania?
Nel 2050, la Romania avra’ soltanto 16 milioni di abitanti – indicano recenti previsioni ONU. Operai dal Medio ed Estremo Oriente verranno a lavorare in Romania, e sembra che tale futuro sia gia’ cominciato. Gli investitori stranieri intenti ad aprire attivita’ produttive – prevalentemente per il perfezionamento attivo – lamentano difficolta’ nel reperire manodopera romena. In Moldavia, nell’agricoltura lavorano gia’ braccianti venuti da oltre Prut. E la primavera scorsa si e’ registrata una notizia piuttosto “esotica”: un’azienda di Bacau ha “importato” 150 operaie cinesi perche’ nella regione non trovava personale preparato per la produzione dei capi di abbigliamento.
“E’ sorto un problema inedito per l’economia romena: comincia a mancare la manodopera” ammette Victor Paul Dobre, segretario di stato nel Ministero dell’Amministrazione ed Interni. Anche il presidente Traian Basescu asserisce: “La Romania e’ alle soglie di una crisi della manodopera”.
Meno crisi nelle statistiche che nella realta’
A prima vista le statistiche non risultano “preoccupanti”. “Soltanto il 6% delle aziende romene ha avuto nel 2005 posti di lavoro non occupati per piu’ di 3 mesi, specialmente nel campo delle confezioni, saldatura, consulenza finanziaria, immobiliare, carpenteria metallica, muratori, carpenteria in legno. Il 4% delle aziende romene ha avuto posti di lavoro non occupati dal 2005 anche nel 2006” asserisce Ciprian Florescu, consigliere del ministro del Lavoro.
Brevemente, le statistiche indicano:
• 4% delle aziende romene hanno avuto posti di lavoro non occupati nel 2005 e 2006.
• 2887 aziende romene risultavano avere dipendenti stranieri
• 6468 permessi di lavoro sono stati emessi per operai stranieri dall’inizio del 2006 fino alla fine di ottobre (dal contingente di 10.000 fissati dal Governo), di cui 2250 erano permessi di lavoro rinnovati. Oltre meta’ dei permessi sono del tipo A, che da diritto al titolare ad un contratto di lavoro per 12 mesi prorogabili di successivi periodi di 12 mesi. Nel 2005 erano stati rilasciati 2716 permessi e nel 2004 1819 permessi.
• Il 43% dei permessi emessi dall’inizio del 2006 erano destinati ai dipendenti di aziende produttive, il 23% ai dipendenti di aziende operanti nel commercio, il 13% a quelli operanti nei servizi, l’8% a quelli operanti nell’edilizia ed il 4% per dipendenti del settore dei giochi d’azzardo.
• Il 25% dei dipendenti stranieri provenivano dalla Turchia, il 20% dalla Rep.Moldavia, il 20% dalla Cina, il 7% dalla Francia, il 7% dalla Germania, il 4% dall’Italia ed il 2% dall’Ucraina.
• Il 45% dei dipendenti stranieri erano diplomati, il 30% laureati, il 20% con studi elementari o inferiori
• Il 76% dei dipendenti stranieri avevano funzioni esecutive ed il 24% funzioni dirigenziali.

La Romania rimane nel top delle preferenze degli espatriati
La durata di occupazione di una funzione dirigenziale in una compagnia multinazionale in Romania da parte di un espatriato e’ di 1 anno superiore alla media di 1-1,5 anni di lavoro per un espatriato in altri pesi, affermava Panos Manolopoulos, managing partner in StatonChase International in occasione di un convegno sullo sviluppo dei manager romeni nella prospettiva dell’adesione all’Unione Europea.
L’adesione della Romania all’UE facilitera’ uno “scambio di manager”, cioe’ il trasferimento all’estero di sempre piu’ numerosi romeni in funzioni dirigenziali nelle compagnie multinazionali, e l’arrivo di sempre piu’ espatriati in Romania.

Le aziende di costruzioni pagheranno una tassa tra 1000 e 2.000 euro per essere accreditate
Il Ministero dei Trasporti, Costruzioni e Turismo (MTCT) elaborera’ una norma sulla certificazione professionale degli operatori nel campo delle costruzioni, annuncia il dirigente del Patronato delle Societa’ di Costruzioni, Adriana Iftimie. Per l’ottenimento del certificato, valido fino a 5 anni, le aziende pagheranno una tassa tra 1.000 e 2.000 euro e verranno iscritte in un registro speciale, classificate per specializzazioni, volume di affari e dimensioni. Le societa’ verranno monitorate e valutate periodicamente per conservare il certificato. „La nuova legislazione mira ad eliminare le aziende costituite e poi sparite da un giorno all’altro, solo per poter partecipare a determinate gare d’appalto“ considera Iftimie.
Gli ufficiali MTCT hanno annunciato che il disegno di legge sara’ ultimato a breve e verra’ sottoposto ad un dibattito pubblico sul sito del ministero.

La produttivita’ della Romania arrivera’ nel 2015 al 55% di quella dell’UE
Il Governo romeno prevede una crescita media annua del Prodotto Interno Lordo del 5,5% per poter arrivare al 55% della produttivita’ dell’UE nel 2015 e ridurre le differenze rispetto alla produttivita’ media della comunita’ europea. A tale scopo e’ stato elaborato il Programma operazionale settoriale “Aumento della competitivita’ economica (POS CCE)”.
POS CCE e’ uno dei 7 programmi operazionali attraverso i quali, dopo l’adesione, la Romania implementera’ le priorita’ identificate nel Quadro Nazionale Strategico di Referenza (CNSR) e nel Piano Nazionale di Sviluppo (PND) 2007-2013. Questi documenti strategici a livello nazionale hanno lo scopo di consolidare ed applicare in Romania la politica europea di coesione sociale ed economica. POS CCE risponde a due priorita’ CNSR: “Aumento della competitivita’ economica e Sviluppo dell’economia fondata sulla conoscenza” e “Aumento della competitivita’ economica a lungo termine”.
Ogni asse prioritaria di intervento del POS CCE contiene campi maggiori di intervento, che a loro turno sono fondati su tipi di operazioni che permettono l’adempimento degli obiettivi della rispettiva asse prioritaria. Il programma beneficera’ di 2,55 miliardi di euro dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, piu’ il cofinanziamento nazionale, per l’intero periodo di programmazione, 2007-2013.
Tra gli obiettivi specifici del POS CCE si annovera il consolidamento e lo sviluppo del settore produttivo in Romania, la creazione di un ambiente favorevole allo sviluppo delle aziende attraverso l’accesso facilitato ai finanziamenti, la fornitura di strumenti finanziari innovativi, l’accesso a infrastrutture e servizi di affari – per creare nuove aziende e sviluppare quelle esistente.
La realizzazione di questi due obiettivi puo’ essere quantificata attraverso l’aumento del contributo delle PMI al PIL del 20% nel 2015.

L’Autostrada Transilvania ed il Corridoio IV, pronti nel 2013
La costruzione dell’autostrada Transilvania e del Corridoio IV pan-europeo sara’ ultimata nel 2013, dichiara il ministro delegato per i lavori pubblici ed allestimento del territorio, Laszlo Borbely, specificando che tale decisione e’ stata adottata nella recente riunione comune dei governi romeno ed ungherese. Borbely ha aggiunto che lo sforzo finanziario richiesto dai due progetti ammonta a 9 miliardi di euro, provenienti dal bilancio dello stato, da crediti esteri e dai fondi di coesione. „E’ un impegno apprezzato dalla parte ungherese, poiche’ entro il 2011 verra’ realizzata la connessione fino a Bors – Artand, ed entro il 2010, l’autostrada tra Szeged e Nadlac“ ha concluso il ministro.

Seminario Internazionale “Informazione, Consultazione nei processi di ristrutturazione e delocalizzazione del T.A.C. in Italia, Romania, Bulgaria e Turchia” organizzato dall’Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo ISCOS
Nel periodo 16 – 18 novembre 2006 si e’ svolto a Bucarest il Seminario Internazionale “Informazione, Consultazione nei processi di ristrutturazione e delocalizzazione del T.A.C. in Italia, Romania, Bulgaria e Turchia”
I dibattiti si sono concentrati sui seguenti aspetti: “Le azioni per consolidare e rafforzare il ruolo delle organizzazioni sindacali attraverso la cooperazione tra i diversi Paesi” (l’impatto degli investimenti diretti esteri nei diversi settori economici e territori, le Esperienze realizzate sui temi del dialogo sociale e dei Codici di Condotta nei processi di delocalizzazione, la situazione del sindacato Tessile Abbigliamento in Romania, problemi e prospettive, la situazione del sindacato Calzature e Pelli e Cuoio in Romania, problemi e prospettive, la situazione del sindacato TAC in Bulgaria, problemi e prospettive), “Le prospettive produttive e occupazionali del settore Tessile Abbigliamento Calzature nei diversi Paesi” (“L’integrazione economico-produttiva tra Unione Europea e Paesi dell’Europa sud-orientale e mediterranea: principali tendenze e prospettive, “L’evoluzione produttiva e occupazionale nel TAC in Europa, l’azione sindacale transnazionale oggi e domani, Quale futuro per il TAC in Romania e Bulgaria dopo l’adesione all’Unione Europea), “Lo sviluppo delle relazioni tra le Federazioni sindacali dei diversi Paesi” (Le azioni svolte e i nuovi bisogni per consolidare le Organizzazioni Sindacali nel settore).

Angelo Lonati, direttore amministrativo di Riso Scotti parla dell’attivita’ in Romania
Angelo Lonati, direttore amministrativo della Riso Scotti, dichiara che nel 2007 l’attivita’ sul mercato romeno si concentrera’ sull’apertura di nuovi stabilimenti di produzione e sull’acquisto di terreni agricoli.
Nel 2006, Riso Scotti ha finalizzato un investimento di 3 milioni di euro nello stabilimento di lavorazione del riso a Vladeni, regione Ialomita, con una capacita’ annua di produzione di 60.000 tonnellate di riso. E’ programmata l’apertura di un nuovo stabilimento per la lavorazione del riso nella regione Olt dove verranno, anche, coltivati terreni agricoli per ottimizzare i costi.
In Romania, Riso Scotti possiede, attualmente, 7.000 ettari di terreno agricolo ed intende acquistare, nel 2007, ulteriori 3.000 ettari. Ha raggiunto una quota di mercato del 4%, e mira al 7% nel 2007 ed 13% negli ulteriori 3 anni.
Nei primi 9 mesi del 2006, Risso Scotti ha registrato attraverso le sue 4 unita’ in Romania, Riso, Riso Milling, Enal e Riso Scotti Romania, un giro di affari di 2 milioni di euro (+30% rispetto al 2005) e prevede di aumentare di ulteriori 30% il proprio giro di affari in Romania nel 2007.
I concorrenti di Risso Scotti sul mercato romeno sono Atifco, Deroni, Sunshine, Mullers Mulle ed Uncle Ben’s.

300.000 euro, l’investimento nel primo negozio Versace in Romania
Il primo negozio Versace in Romania, Versace Jeans Couture, e’ stato inaugurato a Bucarest, in Calea Victoriei. Insieme a quello aperto in Bulgaria, il primo negozio Versace Jeans Couture in Romania e’ parte della strategia di sviluppo del marchio Versace nell’Europa Sud-Orientale.

Notizia dell’ultima ora
La Romania, senza ministro dell’Agricoltura
Il presidente Traian Basescu ha firmato il Decreto di revoca del ministro liberale dell’Agricoltura, Gheorghe Flutur, su proposta del Premier Calin Popescu Tariceanu. Il capo dello stato si e’ dichiarato insoddisfatto perche’ il premier Tariceanu (attuale presidente del Partito Liberale) non ha presentato, in concomitanza con la richiesta di revoca, anche una proposta di sostituzione ed ha sottolineato che e’ non accettera’ piu’ alcuna revoca di un ministro se non accomapgnatada una proposta concreta di sostituzione, da parte del capo dell’esecutivo.
Il presidente Basescu afferma di aver firmato la revoca dell’attuale ministro liberale dell’agricoltura per evitare il rischio che l’Amministrazione Presidenziale possa essere considerata colpevole per i problemi interni del Partito Liberale.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Anamaria Cristine Stancu, Consulente di Management Aziendale di Archimedes Group fornisce informazioni sul Fondo Europeo per lOrientamento e per la Garanzia in Agricoltura (FEOGA) – sezione “Orientamento” che e il fondo strutturale destinato alla politica agricola dellUE, che sostiene le misure per lammodernamento dellagricoltura e per lo sviluppo rurale. La sezione “Orientamento” contribuisce al sostentamento delle regioni meno sviluppate, attraverso il miglioramento dellefficienza delle strutture per la produzione, per la lavorazione e la gestione dei prodotti agricoli e forestali cosi come lo sviluppo del potenziale locale nelle zone rurali.
La sezione “Garanzie” di questo fondo, che non edi tipo strutturale, contribuisce allo sviluppo rurale nellambito della comune Politica Agricola nelle zone con difficoltà strutturali.
Misure ellegibili
• Investimenti in Consorzi agricoli;
• Sostegno iniziale per i piccoli coltivatori;
• Istruzione professionale;
• Sostegno per le modalità di pensionamento anticipato;
• Sussidi compensatori per le zone sfavorite;
• Misure ambientali per lagricoltura; • La lavorazione e la gestione dei prodotti agricoli; • Sviluppo e promozione ramano forestale; • Misure per ladeguamento e lo sviluppo delle zone rurali.
Campi dintervento dei fondi strutturali Lelenco delle categorie dei campi dintervento dei Fondi Strutturali si basa sullArt. 36 del Regolamento n. 1260/1999 del Consiglio UE ed edestinato a supportare i servizi della Commissione Europea a sostegno dellobbligo di redigere rapportari in riferimento alle attivitafinanziate dai Fondi Strutturali. Allo stesso tempo, la classifica facilita landamento e il monitoraggio delle attivita, offrendo una base solida utile allargomentazione delle valutazioni. Nellelaborare le misure nellambito dei programmi finanziati attraverso i Fondi Strutturali, gli Stati Membri possono usare la piu attinente classifica alla loro situazione nazionale e regionale, classifica che, se desiderato, sì puobasare sulla classifica della Commissione. Fondi Strutturali: i domini dintervento nellAgricoltura, divisi per categorie e sotto categorie 11 Agricoltura 111 Investimenti in loti agricoli 112 Promozione dellattivitadei giovani coltivatori 113 Formazione professionale 114 Miglioramento della lavorazione e della gestione dei prodotti agricoli 12 Silvicoltura 121 Investimento nelle foreste 122 Miglioramento della raccolta/abbattimento e della gestione dei prodotti forestali 123 Sviluppo nuove modalità di utilizzo e di gestione dei prodotti forestali 124 Costituzione di associazioni di proprietari forestali 125 Riassetto del potenziale di produzione forestale perso in seguito a disastri naturali e incendi e lintroduzione di strumenti adatti di prevenzione
126 Rimboschimento dei terreni non agricoli
127 Miglioramento/conservazione della stabilitaecologica delle foreste con ruolo di protezione 128 Formazione professionale 13 Promozione delladeguamento e dello sviluppo delle zone rurali
1301 I miglioramenti fondiari
1302 La rilottizzazione
1303 Listituzione dei servizi di sostenimento e di gestione delle aziende agricole 1304 La gestione dei prodotti agricoli di qualità 1305 I servizi di base per leconomia e per la popolazione rurale
1306 Il rinnovamento e lo sviluppo dei villaggi, la protezione e la conservazione delleredita rurale
1307 La diversificazione dellattivita agricola e di quelle connesse allagricoltura, necessarie ad assicurare attivita multiple o portatrici di redditi alternativi
1308 Lamministrazione delle risorse dacqua per lagricoltura 1309 Sviluppo e miglioramento dellinfrastruttura associata allo sviluppo dellagricoltura 1310 Sviluppo attivita turistiche
1311 Incoraggiamento delle attivitaprofessionali 1312 Conservazione 1313 La ricostituzione del potenziale della produzione agricola persa come conseguenza dei disastri naturali e lintroduzione di alcuni adeguati strumenti preventivi
1314 Ingieneria finanziaria

Nella prossima News Letter verra’ presentato lo Strumento Finanziario per l`Orientamento Piscicolo (IFOP)

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Newsletter n.46 / 2006

L’Unione Europea finanzia il trasporto merci ferroviario, marittimo e fluviale
L’Unione Europea finanzia, attraverso il programma Marco Polo, progetti riguardanti il trasferimento dei servizi di trasporto merci dalle strade alle ferrovie o vie marittime e fluviali. Nel periodo 2007- 2013 il programma europeo Marco Polo concede fondi di 400 milioni di euro. I trasportatori possono beneficiare di finanziamenti di fino al 35% del valore dei progetti di trasferimento dal trasporto merci via strada a quello ferroviario, marittimo e fluviale.
La Romania ha partecipato a questo programma anche nel 2005, con una serie di progetti che, pero’ non sono stati selezionati, poiche’ la Commissione Europea non gli ha considerati validi e sostenibili per l’appoggio europeo.

Avvertimenti da Brusselles per la Romania
Il Commissario europeo per la politica regionale, Danuta Hubner, ha avvertito i governi di alcuni stati membri UE o futuri membri UE, tra cui anche Romania e Bulgaria, che non hanno ancora presentato alla Commissione Europea i loro piani di sviluppo regionale, informa il sito Novinite.com. I paesi sono tenuti a presentare alla Commissione il modo in cui intendono utilizzare i fondi comunitari, per incentivare la crescita economica e creare nuovi posti di lavoro. Austria e Lettonia sono gli unici paesi ad aver gia’ presentato tali programmi.
I fondi per lo sviluppo regionale a disposizione degli attuali stati membri UE piu’ Romania e Bulgaria ammontano ad oltre 350 miliardi di euro, per il periodo 2007-2013, il che rappresenta il 35% del bilancio UE per il rispettivo intervallo. Tra i progetti presentati, la Commissione Europea decide quali sono eleggibili e quindi finanziabili.

Le aziende con capitale proveniente dai Paesi UE non pagheranno piu’ l’imposta sui dividendi in Romania a partire dal 2007
Dal 1 gennaio 2007, dopo l’adesione all’UE, le societa’ registrate in Romania con capitale dagli stati UE saranno esonerate dal pagamento dell’imposta sui dividendi. Tale disposizione e’ prevista nel nuovo Codice Fiscale, e traspone la Direttiva 90/435/CEE sul sistema comune di tassazione applicabile alle societa’ madri e alle loro filiali negli altri stati membri UE. Secondo queste disposizioni, i dividendi percepiti da una persona giuridica romena da una sua filiale nell’UE, nonche’ i dividendi pagati da una compagnia romena ad una compagnia di un altro paese UE non sono tassabili localmente se il beneficiario dei dividendi detiene almeno il 15% delle azioni, e a partire dal 2009, almeno il 10% delle azioni dell’entita’ che paga i dividendi. L’esonero dall’imposta si applica soltanto se alla data del pagamento dei dividendi le azioni sono gia’ detenute da almeno 2 anni. Le disposizioni non sono applicabili ai redditi da liquidazioni, poiche’ la legge romena non li considera dividendi.

L’Unione Europea impone restrizioni ai prodotti agro alimentari provenienti dalla Romania e Bulgaria
L’Unione Europea ha deciso di vietare le importazioni di determinati prodotti agro alimentari dalla Romania e Bulgaria dopo il 1 gennaio 2007, quando i due paesi diventeranno membri UE, informa la Commissione Europea.
Gli esperti veterinari dei 25 attuali stati membri UE hanno approvato una raccomandazione della Commissione che prevede misure restrittive transitorie per determinati prodotti di origine animale. La Romania si Bulgaria non potranno piu’ esportare nell’UE prodotti di origine animale fabbricati prima del 1 gennaio 2007, poiche’, secondo gli esperti, questi non rispettano le condizioni sanitarie-veterinarie imposte nell’Unione Europea. Tali prodotti potranno essere commercializzati soltanto sui mercati nazionali e soltanto fino alla fine del 2007, dopo di che saranno ritirati dal commercio.
Ulteriori restrizioni vengono applicate alla sola Romania: 387 unita’ di lavorazione della carne, pesce e latte non potranno esportare verso l’UE fino nel 2009. Oltre la meta’ dei produttori di latte non potranno esportare nell’UE fino a meta’ del 2008 ed i loro prodotti potranno essere commercializzati soltanto sul mercato nazionale e con un’etichetta speciale.
Una risoluzione addizionale prevede la concessione di 11,5 milioni di euro per combattere le malattie animali in Romania e Bulgaria nel 2007.

Dopo il 1 gennaio 2007, soltanto 301 aziende romene potranno esportare generi alimentari di origine animale verso l’Unione Europea
Soltanto 301 aziende, che rispettano le norme europee potranno esportare prodotti alimentari di origine animale verso il mercato comunitario, dopo il 1 gennaio 2007, informa l’Autorita’ Nazionale Sanitaria-Veterinaria e per la Sicurezza degli Alimenti (ANSVSA). Il Comitato Veterinario Permanente della Commissione Europea ha votato in unanimita’ il progetto riguardante le aziende dell’industria alimentare che potranno esportare dopo il 1 gennaio 2007 rispettivamente le aziende beneficiarie di un periodo di transizione per l’ammodernamento.
396 aziende del settore della carne e del latte beneficeranno di un periodo di transizione, fino nel 2009, per l’allineamento alle nuove norme di sicurezza alimentare. I prodotti lavorati nelle aziende autorizzate all’interscambio intra-comunitario avranno un marchio di sanita’ di forma ovale, e quelli realizzati nelle aziende sottoposte al periodo di transizione avranno un marchio di sanita’ di forma circolare.

Nuova Guida per l’accesso ai fondi europei
Il Programma SAPARD, dopo la sua conclusione, viene sostituito, dopo l’adesione della Romania all’UE dai fondi strutturali, riuniti nel Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FADR). L’Agenzia di Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e Pesca, ente costituito per l’assorbimento dei fondi strutturali europei concessi all’ambiente rurale, ha pubblicato un manuale quadro di implementazione e controllo dei progetti di investimenti che saranno finanziati attraverso il FADR. Sulla pagina web dell’Agenzia e’ stato aperto anche un forum sulle regole di implementazione dei fondi strutturali

Schemi per gli aiuti a fondo perduto destinati agli imprenditori romeni
Il Ministero delle Finanze ha finalizzato 4 schemi di aiuto di stato, utilizzabili dopo l’adesione della Romania all’UE. Gli schemi sono stati approvati dal Governo, attraverso un memorandum, e sono destinati ad incoraggiare gli investimenti e ridurre sia le differenze tra le varie regioni del paese che quelle tra la Romania e gli altri stati europei. Le autorita’ romene informeranno la Commissione Europea sulla concessione di tali fondi.
• Schema 1 – Si applica agli operatori economici che adempiono ad una delle seguenti condizioni: realizzano investimenti di oltre 1 milione di euro; creano almeno 50 nuovi posti di lavoro, in una zona dove il tasso della disoccupazione e’ superiore alla media nazionale calcolata per gli ultimi 12 mesi. Gli investimenti o i nuovi posti di lavoro possono essere realizzati in ogni campo di attivita’ ad eccezione della pesca, industria carbonifera, siderurgia, trasporti, costruzione di navi marittime. Tale schema di aiuto di stato non si applica agli operatori economici che si trovano in una delle seguenti situazioni: vengono considerati “aziende in difficolta’”; sono aziende contro le quali e’ stata emessa una decisione per il recupero di un aiuto di stato (se la decisione di recupero non e’ gia’ stata eseguita). Inoltre, gli operatori economici non possono beneficiare di aiuti a favore delle attivita’ collegate all’esportazione, di aiuti che facilitano l’utilizzo dei prodotti nazionali a sfavore dei prodotti di importazione ne’ di aiuti per le piccole aziende neo costituite.
• Schema 2 – si applica agli operatori economici che adempiono ad una delle seguenti condizioni: realizzano investimenti di oltre 50 milioni di euro in una delle regioni Nord-Est, Sud-Est, Sud-Muntenia si Sud-Ovest-Oltenia e 100 milioni di euro in una delle regioni Ovest, Centro, Nord-Ovest e Bucarest-Ilfov; l’investimento iniziale crea almeno 100 nuovi posti di lavoro in una zona dove il tasso della disoccupazione ha superato la media nazionale della disoccupazione negli ultimi 12 mesi. Gli aiuti di stato che superano l’equivalente di 30 milioni di euro concessi nella regione Bucarest-Ilfov e 37,5 milioni di euro nelle altre regioni vanno notificate alla Commissione Europea, caso per caso.
• Schema 3 – si applica agli operatori economici di qualsiasi campo di attivita’ ad eccezione del trasporto stradale, pesca ed acquicoltura, produzione primaria dei prodotti agricoli, esportazione di carbone, siderurgia. Gli operatori economici che beneficiano dell’aiuto non devono aver ricevuto, nei precedenti 3 anni fiscali, aiuti superiori a 200.000 euro. Gli aiuti non sono sottoposti alla procedura di notifica alla Commissione Europea.
• Schema 4 – si applica alle piccole e medie imprese, ad eccezione del settore minerario, siderurgia, produzione di fibre sintetiche, trasporti, costruzioni navali e pesca.

La Banca Centrale (BNR) rinuncia alle restrizioni imposte ai crediti in valuta
L’avvicinamento dell’adesione della Romania all’UE ha determinato la Banca Nazionale della Romania ad eliminare una delle piu’ restrittive regolamentazioni imposte ai crediti, quella sul volume dei prestiti concessi in valuta. Quindi, dal 1 gennaio 2007, le banche non saranno piu’ tenute a rispettare il limite del 300% dei fondi propri per il volume dei crediti in valuta concessi. La decisione adottata recentemente dal Consiglio di Amministrazione della BNR, e’ risultato delle critiche espresse dai banchieri, che hanno avvertito sulla pressione concorrenziale che sorgera’ sul mercato romeno dopo il 1 gennaio 2007.
Conseguentemente alla rinuncia a tale limitazione dovrebbe aumentare il volume dei prestiti in valuta, nonche’ la diminuzione dei tassi di interesse e delle tasse attinenti a questi, in modo che le banche romene possano fronteggiare la concorrenza da parte delle banche europee. Tutto cio’ perche’ dal 1 gennaio 2007, queste ultime potranno operare in Romania senza l’autorizzazione della BNR, e la loro attivita’ non sara’ sottoposta alle restrizioni imposte alle banche romene.

Le banche operanti in Romania registrano profitti di miliardi
Le banche fanno i conti sul loro operato nei primi 3 trimestri del 2006. anche se alcune banche hanno problemi nel conto di profitti e perdite, nel suo insieme, il sistema bancario romeno si e’ dimostrato, anche nel 2006, estremamente profittevole.
Se nel caso della BCR si e’ gia’ abituati a profitti di mezzo miliardo, a questa si avvicinano rapidamente altri operatori.
BRD – Groupe Societe Generale ha registrato, nei primi 9 mesi del 2006, una crescita consistente della propria attivita’. Il volume totale dei crediti concessi ha superato 16,3 miliardi di lei (4,6 miliardi di euro), in aumento dell’84% rispetto al periodo simile del 2005. Il reddito netto bancario e’ aumentato del 20%, fino a 1.180 milioni. Tenendo presente l’alto livello delle spese generali collegate agli investimenti e reclutamento del personale, il risultato lordo dell’attivita’ ammontava a 592 milioni di lei (167 milioni di euro), in aumento del 6%.
Alpha Bank, la seconda banca con capitale greco, dichiara un aumento del 31,4% del profitto netto realizzato nei primi 9 mesi del 2006, di 473,4 milioni di euro, grazie all’aumento dei crediti ipotecari e di consumo. Il risultato conseguito da Alpha Bank si piazza al limite superiore dell’intervallo anticipato dagli analisti, che stimavano, mediamente, un guadagno netto di 466 milioni di euro. Il reddito netto dagli interessi e’ aumentato del 18%, a 1,059 miliardi di euro, ed il margine di profitto dagli interessi si e’ piazzato al 3,1%, stesso livello che all’inizio del 2006. I crediti ipotecari sono aumentati del 27,6% in termini annui, nel periodo gennaio-settembre, ed i crediti al consumo sono aumentati del 23%.
Banca Transilvania, una sorpresa piacevole
Gli attivi di bilancio della Banca Transilvania sono aumentati da 4,93 a 6,81 miliardi di lei (+38%). Il profitto lordo e’ aumentato del 15% rispetto al periodo simile del 2005, fino a 92,99 milioni, ed il profitto netto alla fine dei primi 3 trimestri era di 84,39 milioni di lei (+15%). L’aumento del profitto e’ dovuto allo sviluppo accelerato della rete territoriale e ad investimenti consistenti nell’IT e marketing. Nei primi 9 mesi del 2006, BT ha aperto 95 nuovi sportelli.
Banca HVB – Ţiriac ha registrato, nei primi 3 trimestri del 2006, un profitto lordo di 190 milioni di lei (equivalente a 53,6 milioni di euro), mentre gli attivi della banca sono scesi, rispetto alla fine del 2005, del 10%, fino a 8,6 miliardi di lei (2,43 miliardi di euro). Secondo i dati pubblicati da Bank Austria Creditanstalt, il volume del saldo dei crediti non governativi della HVB – Ţiriac ammontavano, a fine settembre 2006, a 4,86 miliardi di lei, equivalenti a 1,37 miliardi di euro. Gli investimenti realizzati dalla banca, nei primi 9 mesi del 2006, sono ammontati a 186 milioni di lei.
La sussidiaria romena dell’austriaca Raiffeisen ha registrato un aumento dei suoi attivi del 17,9%, fino a 3,57 miliardi di euro, nei primi 9 mesi del 2006, secondo il rapporto trimestrale pubblicato da Raiffeisen International. Il profitto lordo ottenuto da Raiffeisen International nell’Europa Sud-Orientale e’ aumentato del 47,2% nei primi 9 mesi del 2006 fino a 205,4 milioni di euro. Gli attivi nella regione hanno registrato un aumento di quasi il 30%, fino a 16,56 miliardi di euro.
Bancpost non si e’ mossa
Bancpost ha registrato nei primi 3 trimestri del 2006 un profitto netto di 2,7 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 3,3 milioni di euro registrati nel primo semestre dell’anno. Gli ufficiali della banca spiegano il basso livello del profitto attraverso gli investimenti consistenti realizzati nel 2005 ma anche nel 2006, che devono essere ammortizzati. Il saldo dei crediti concessi dalla Bancpost e’ arrivato a 1,41 miliardi di euro a fine settembre 2006, in aumento del 74% rispetto al periodo simile del 2005.
ABN Amro ha registrato, nel terzo trimestre, un profitto netto di 1,14 miliardi di euro, (-5,6% rispetto al periodo simile del 2005 pero’ superiore alle stime degli specialisti).
Finansbank ha ottenuto nei primi 9 mesi del 2006 un profitto netto di 10,8 milioni di lei (equivalente a circa 3 milioni di euro), doppio a quello registrato nel periodo simile del 2005. Gli attivi della banca ammontavano, a fine settembre, a 1,92 miliardi di lei (544 milioni di euro), in aumento dell’80% rispetto a settembre 2005.

Ogni banca e’ sottoposta a 22 rischi
In occasione della quarta edizione del forum Risk Management, svoltosi a Bucarest nel periodo 14-17 novembre 2006, e’ stata sottolineata l’esistenza di 4 grandi categorie di rischi bancari: finanziari, operazionali, di “business” e congiunturali, tra cui soltanto quelli finanziari possono essere quantificati e gestiti contabilmente.
Secondo i modelli della Banca Mondiale, risulta l’esistenza di 22 rischi bancari importanti, ai quali si aggiungono altri meno rilevanti.
I rischi di credito hanno il peso specifico piu’ alto
Nella prima categoria, quella dei rischi finanziari, rientrano i rischi che accompagnano gli attivi e gli altri componenti del capitale bancario. Tra questi, il rischio di credito rappresenta il 53%, quello attinente ai piazzamenti interbancari il 35%, quello collegato ai mezzi fissi l’8%. Nella categoria dei rischi finanziari rientrano anche quelli collegati alla struttura del bilancio, alla struttura dei redditi, di credito, di liquidita’, del tasso di interesse, di mercato e quello valutario.
I rischi operazionali non possono essere quantificati
La seconda categoria, i rischi operazionali, comprende i rischi collegati al funzionamento dei sistemi interni delle banche ai quali si aggiungono vari altri rischi come quello tecnologico, quello di management inefficace, di frode o di mancato rispetto alle procedure e norme interne della banca, a livello del personale. I rischi operazionali non possono esere quantificati, pero’ vanno evitati con metodi specifici. I sistemi informatici delle banche, relativamente esposti a tali rischi, sono i piu’ degni di attenzione.
Le altre due categorie di rischi – congiunturali e “di affari” – hanno in comune gli eventuali danni provocati da fenomeni indipendenti dall’organizzazione interna della banca, a differenza di quelli finanziari ed operazionali. Nella categoria rischi “di affari” rientrano quelli collegati al livello di sviluppo macroeconomico, di politica monetaria, di fattori legislativi, di regolamentazione, di infrastrutture e quelli sistemici. Infine, nella categoria dei rischi congiuncturali rientrano il rischio politico, quello “di contaminazione” e quello di crisi bancaria. Pero’ il piu’ importante, secondo gli esperti, e’ il rischio di immagine, rispettivamento il danno alla reputazione di cui gode la banca tra i suoi clienti.
Sorveglianza differenziata per le banche
L’applicazione del regolamento bancario Basel II sara’ un processo unico per ogni banca e necessitera’ da parte della Banca Nazionale della Romania una sorveglianza differenziata. La maggior parte della banche operanti in Romania hanno scelto di conservare anche nel 2007 l’attuale quadro di regolamentazione.

Lo “Sportello virtuale di pagamenti” attende candidati
Le compagnie interessate ad assicurare i servizi di pagamenti on-line con card per il sistema “Sportello virtuale di pagamenti” possono presentare le proprie offerte nel periodo 15 novembre – 1 dicembre 2006, presso il Ministero delle Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione (MCTI). L’aumento del numero di utilizzatori di card impone lo sviluppo di progetti del tipo “Sportello virtuale dei pagamenti” per rendere piu’ semplice il rapporto dei cittadini romeni con gli strumenti di pagamento elettronico.

Guida legislativa elaborata da Musat&Asociatii
Lo studio di avvocati Musat&Asociatii ha pubblicato la guida legislativa “Doing Business in Romania 2006”, destinata a facilitare l’attivita’ degli operatori economici interessati al mercato romeno, nella prospettiva dell’adesione della Romania all’UE.
Il lancio della Guida avviene in occasione dell’anniversario di 15 anni di attivita’ dello studio di avvocati, che vanta uno staff di oltre 70 avvocati specializzati in vari campi della consulenza legale e clienti come General Motors, Citigroup, Electrolux, Unilever

La produzione industriale e’ aumentata del 6,7% nel mese di settembre 2006 e concludera’ l’anno con una crescita di oltre il 6%
L’industria ha ridotto leggermente il suo ritmo di crescita rispetto ai mesi estivi, pero’ si e’ stabilizzata ad un ritmo di crescita che non era riuscita a raggiungere negli ultimi 4-5 anni.
La produzione industriale attraversa, attualmente, un periodo di stabilizzazione del ritmo di crescita, aumentandolo al 6,7% nel mese di settembre e al 7,2% nei e primi 9 mesi del 2006, conformemente ai dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica.
L’aumento della produzione e’ accompagnato da un piu’ di produttivita’, collegato al fatto che nell’industria continuano i licenziamenti nonostante l’alto ritmo di crescita. La produttivita’ del lavoro nell’industria e’ aumentato nel mese di settembre del 10,2% e nei primi 9 mesi dell’anno dell’11%.
La riduzione del personale dell’industria e’ un segno che la ristrutturazione non si e’ ancora conclusa. Nell’ultimo anno (settembre 2005 – settembre 2006), nell’industria sono state licenziate 61.000 persone, cioe’ il 3,6% del personale attivo nel settore.
“E’ evidente che si tratta di una stabilizzazione del ritmo di crescita dell’industria. Dopo le crescite estive, di oltre il 10%, molti sono stati tentati di credere che il ritmo si sarebbe conservato” dichiara Ion Ghizdeanu, presidente della Commissione Nazionale di Previsioni e sottolinea che l’industria conservera’ l’attuale ritmo di crescita fino alla fine del 2006.
La CNP indica, attualmente, una crescita del 6,3% della produzione industriale per il 2006, il che significherebbe un leggero rilento nell’ultimo trimestre. Anche cosi’, il valore stimato attualmente e’ piu’ che doppio rispetto al ritmo del 3% previsto all’inizio dell’anno. Ghizdeanu ha specificato che l’industria conserva un altro ritmo di crescita, con un contributo importante alla crescita economica generale. Le previsioni sull’aumento del PIL sono state recentemente riviste, in aumento, dalla Commissione, dal 6,7% al 7%.
Nel mese di settembre 2006, le piu’ alte crescite produttive sono state realizzate nelle industrie gia’ nel top in 2006. al primo posto si piazza l’industria dei mobili, con un aumento di oltre il 34% della produzione rispetto a settembre 2005, seguita dall’industria automotiva, dove la produzione del modello Dacia Logan e delle fabbriche di componenti auto della parte occidentale del paese e’ aumentata di oltre il 30%. Segue il settore dei materiali di costruzioni con un aumento di quasi il 28%, appoggiata dalla richiesta in aumento.
Al polo opposto si piazza l’estrazione dei minerali metalliferi, con una riduzione di oltre il 27% del livello della produzione nel mese di settembre 2006 rispetto a settembre 2005 e l’industria dei beni di consumo, a causa della riduzione delle operazioni di perfezionamento attivo.
L’industria dei tessili ha ridotto la sua produzione nel mese di settembre del 22%, e quella delle confezioni del 13%. In questo contesto e’ sorprendente la ripresa dell’industria della pelletteria e delle calzature che si e’ confrontata con gli stessi problemi che l’industria dei tessili e delle confezioni. Nonostante il rincaro delle utilita’, l’apprezzamento del leu e la riduzione del perfezionamento attivo, l’industria della pelletteria e’ tornata a crescere, registrando a settembre un aumento del 6%.
Il commercio al dettaglio (retail) si e’ dimostrato, di nuovo, piu’ dinamico della produzione industriale. Il retail e’ aumentato del 22% a settembre 2006 rispetto a settembre 2005 e di quasi il 25% nei rimi 9 mesi del 2006 rispetto al periodo simile del 2005, pronto a concludere il 2006 con la piu’ consistente crescita registrata dal 1990 fino al momento attuale. Il commercio al dettaglio riflette da vicino l’evoluzione del consumo, che rimane consistente. Nonostante le restrizioni imposte ai crediti, gli aumenti salariali hanno permesso nell’ultimo anno la continuazione dell’aumento del consumo. A settembre 2006, lo stipendio medio netto a livello nazionale era di quasi il 17% superiore a quello di settembre 2005.

Nel mese di ottobre 2006, il tasso annuo dell’inflazione e’ diminuito al 4,8%
L’aumento dell’indice dei prezzi al consumo nel mese di ottobre 2006 e’ stato determinato, principalmente, dall’aumento delle tariffe dei servizi, poiche’ i prezzi delle altre due categorie prese in calcolo nel paniere di consumo, i generi alimentari e quelli non alimentari, hanno registrato aumenti modestissimi.
I prezzi al consumo sono aumentati nel mese di ottobre 2006 rispetto al mese precedente dello 0,21% arrivando allo 0,92%, come conseguenza del rincaro dei servizi, mentre i generi non alimentari sono rincarati dello 0,02% ed i prezzi dei generi alimentari sono aumentati dello 0,03%.
Le tariffe dei servizi sono aumentate dello 0,16% e gli aumenti piu’ significativi sono stati registrati dai : biglietti per cinema, teatro, musei, spese per l’educazione e turismo (+2,91%), altri servizi (+2,86%), affitti (+1,98%), ristoranti, caffe’, mense (+1,45%), acqua, canalizzazione, nettezza urbana (+0,99%) e trasporto urbano (+0,79%).
Gli aumenti dei prezzi per uova (+11%), fagioli ed altri legumi (+2,9%), agrumi ed altra frutta meridionale (+2,8%), latte e derivati del latte (+0,9%), carne e conserve di carne (+0,6%) sono stati controbilanciati dalle diminuzioni dei prezzi delle patate (-12,5%), zucchero (-2,1%), frutta fresca (-0.9%) e oli commestibili (-0,6%).
Nel gruppo dei prodotti non alimentari sono aumentati i prezzi delle sigarette e tabacco (+0,7%), calzature (+0,6%), abbigliamento, merceria (+0,4%), e sono diminuiti quelli dei combustibili (-0,8%), lavatrici (-0,2%), frigoriferi e congelatori (-0,2%).
Il tasso annuale dell’inflazione e’ diminuito ad ottobre al 4,80%, rispetto allo 5,48% di settembre.

Dal 1 dicembre 2006, la BNR immette sul mercato la banconota da 200 lei
All’inizio di dicembre 2006, la Banca Nazionale della Romania immette in circolazione la banconota da 200 lei, che avra’ sull’avverso, l’immagine del poeta Lucian Blaga, e sul riverso la statua del “Pensatore di Hamangia”.
Dal 1 gennaio 2007, le vecchie banconote e monete saranno ritirate dal mercato e rimarranno in circolazione soltanto quelle espresse in lei nuovi e loro suddivisioni.

Il mercato romeno del factoring arrivera’ a 600 milioni di euro nel 2006
Il numero delle compagnie che offrono servizi di factoring e’ in continuo aumento. Si stima che il mercato romeno del factoring arrivera’ nel 2006 a circa 600 milioni di euro, quasi lo 0,65% del Prodotto Interno Lordo. Negli altri paesi dell’Europa Centrale il livello e’, pero’, 2-3 volte piu’ alto. In Polonia, il mercato del factoring rappresentava, nel 2005, l’1,5% del PIL, in Ungheria quasi il 2,1% del PIL e nella Rep. Ceca circa il 2,9% del PIL. Negli stati sviluppati, il livello e’ molto piu’ alto (in Italia rappresenta oltre il 10% del PIL).
Un mese fa’ Banca Transilvania lanciava “Compania de factoring IFN SA” ed alcuni giorni fa’ veniva inaugurata “ING Commercial Finance România” specializzata in servizi di factoring.

La Banca Nazionale della Romania ha rivisto il livello degli investimenti stranieri effettuati nel 2005
La Banca Centrale ha rivisto, in aumento, il livello degli investimenti stranieri diretti realizzati nel 2005, a 5,213 miliardi di euro (+16 milioni di euro rispetto al risultato iniziale, annunciato all’inizio del 2006).
I dati rivisti per il 2004 ed il 2005 indicano investimenti annuali stranieri diretti di circa 5,2 miliardi di euro. La BNR ha rivisto le entrate di capitale straniero, insieme all’Istituto Nazionale di Statistica, in base al saldo esistente all’inizio del 2005 e dei flussi nel corso dell’esercizio finanziario 2005, nelle aziende residenti con partecipazione straniera al capitale. La ricerca statistica, realizzata in base ad un campione di 6.576 societa’ con capitale straniero, comprende anche una componente riguardante i redditi realizzati da investimenti stranieri diretti. Nel 2005, i redditi realizzati da investimenti stranieri diretti sotto forma dei dividendi ed interessi percepiti dagli investitori sono ammontati a 2,352 miliardi di euro. Di questi, il peso specifico piu’ consistente, il 96,3%, e’ spettato ai redditi da partecipazioni al capitale, strutturati in dividendi distribuiti e profitti reinvestiti nell’esercizio finanziario 2005.
Alla fine del 2005, il saldo degli investimenti stranieri diretti risultato dall’aggiunta al saldo iniziale del flusso netto degli investimenti stranieri diretti, delle differenze di valori provenienti dalle rivalutazioni determinate dalla modifica del tasso di cambio valutario e dei prezzi, nonche’ dal cambio contabile del valore di alcuni saldi, e’ arrivato a 21,9 miliardi di euro.
Dal punto di vista della struttura degli investimenti per settori economici, alla fine del 2005, l’industria di trasformazione aveva concentrato il 37,3% del totale, seguita dal commercio al dettaglio e all’ingrosso (15%), dall’attivita’ bancaria e di assicurazioni (14,5%) e dalle telecomunicazioni (10,9%).
Gli investimenti greenfield hanno rappresentato il 42,2% del saldo degli investimenti stranieri diretti al 31 dicembre 2005, rispettivamente 9,2 miliardi di euro, e la differenza era rappresentata dai prelievi di societa’ esistenti. Per il 2006, le autorita’ romene prevedono investimenti stranieri diretti di oltre 8 miliardi di euro.
Olanda, Austria e Germania nel top
Gli investitori olandesi, austriaci e tedeschi hanno contribuito con il 42,2% al saldo totale degli investimenti stranieri diretti attratti in Romania fino alla fine del 2005, di 21,9 miliardi di euro. La graduatoria e’ stata realizzata in base ad una ricerca statistica elaborata insieme all’Istituto Nazionale di Statistica, in funzione del paese di residenza degli investitori. Sono stati presi in considerazione soltanto gli investitori che detengono, direttamente, almeno il 10% del capitale sociale di aziende con partecipazione straniera al capitale.
Il saldo degli investimenti delle societa’ con partecipazione olandese al capitale alla fine del 2005 era di 4,3 miliardi di euro, equivalente al 19,5% del totale, mentre gli investimenti austriaci ammontavano a 3,4 miliardi di euro (15,4%). Il valore totale del capitale tedesco investito era di 2,3 miliardi di euro (10,7%). Ai posti successivi sii piazzavano la Grecia, Francia, Svizzera, Italia, Cipro e SUA. Inoltre, fino alla fine del 2005, la BERS aveva investito in Romania 161 milioni di euro, e l’IFC 121 milioni di euro.

Gli investitori stranieri hanno guadagnato, nel 2005, in Romania, 2,3 miliardi di euro
Gli operatori stranieri hanno investito, nel 2005, in Romania 5213 milioni di euro e hanno ricavato redditi di 2.352 milioni di euro, risulta dal recente rapporto sugli Investimenti Stranieri Diretti (IDE) pubblicato dalla BNR. Il 96,3% dei redditi e’ risultato dalle partecipazioni al capitale, di cui profitti reinvestiti di 1164 milioni di euro (49,5% del totale) e dividendi distribuiti di 1101 milioni di euro (46,8% dei redditi totali). Dal punto di vista territoriale si constata l’orientamento preferenziale degli investimenti verso Bucarest-Ilfov (60,6%), e verso la regione Sud-Est (8,4%), regione Centro (7,4%) e regione Ovest (6,8%).
Gli investimenti stranieri diretti in Romania al 31 dicembre 2005 ammontavano a 21,8 miliardi di euro. Olanda era il piu’ importante paese investitore in Romania, con 4.266 milioni di euro, seguita dall’Austria con 3.379 milioni di euro e Germania con 2.339 milioni di euro.
La struttura degli investimenti:
• Le partecipazioni degli investitori stranieri diretti al capitale sociale delle aziende investimento diretto in Romania di 2688 milioni di euro (51,6% del flusso netto di IDE). Da questo ammontare, 13 milioni di euro costituiscono contributo in
natură (0,2% del flusso netto totale);
• Il profitto netto reinvestito di 1164 milioni di euro (22,3% del flusso netti). Nel calcolo e’ stata presa in considerazione anche la perdita netta di 1169 milioni di euro, registrata dalle aziende investimento diretto che hanno concluso l’esercizio finanziario 2005 con perdite, ammontare dedotto dal profitto netto realizzato dalle aziende investimento diretto, redditizie e di conseguenza anche il profitto reinvestito da queste;
• Il credito netto ricevuto dalle aziende investimento diretto dagli investitori
stranieri diretţi compreso quelli facenti parte del gruppo, di 1361 milioni di euro (26,1% del flusso netto di IDE).
Il saldo degli IDE alla fine del 2005, risultato dalla somma tra il saldo iniziale del flusso netto di IDE, le differenze di valori provenienti dalle rivalutazioni dovute alla modifica del tasso di cambio valutario e dei prezzi, nonche’ le modifiche contabili dei valori di alcuni saldi, e’ ammontato a 21.885 milioni di euro.
Le partecipazioni al capitale sociale ed i profitti reinvestiti dalle aziende investimento diretto ammontavano alla fine del 2005 a 17.490 milioni di euro (80% del saldo
finale degli IDE), ed il credito netto totale ricevuto da queste dagli investitori stranieri
diretti, compresi nel quadro del gruppo, ammontavano a 4.395 milioni di euro (20%
del saldo finale degli IDE). Il credito netto comprende sia i creditele e medio e lungo termine che quelli a breve termine concessi dagli investitori stranieri alle loro aziende
in Romania, sia direttamente che attraverso altre aziende non residenti membri del
gruppo.
Dal punto di vista dell’orientamento degli investitori stranieri verso i settori economici
(secondo i codici CAEN Rev.1), gli IDE sono localizzati prevalentemente nell’industria di trasformazione (37,3% del totale), di cui nella metallurgia (8,2%), l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (6,5%) e nell’industria dei mezzi di trasporto (5,1%). Altre attivita’ che hanno attratto consistenti IDE sono il commercio al dettaglio e all’ingrosso (15,0% del totale), le intermediazioni finanziarie e le assicurazioni, inclusa l’attivita’ bancaria (14,5%E e le telecomunicazioni (10,9%). Si constata un peso specifico piu’ basso rispetto al potenziale in settori come l’industria tessile, delle confezioni e della pelletteria (2,6%), nonche’ nel settore alberghiero e della ristorazione (0,2% del totale degli IDE).
Dal punto di vista del tipo di IDE, gli investimenti greenfield hanno rappresentato il 42,2% del saldo degli IDE al 31 dicembre 2005, cioe’ 9.237 milioni di euro.
I redditi risultati dagli IDE
Nel 2005 i rediti ricavati dagli IDE sono ammontati a 2.352 milioni di euro, di cui 2.265 milioni di euro rispettivamente il 96,3% del totale sono stati redditi dal partecipazioni al capitale, strutturati in dividendi ripartiti e profitti reinvestiti nell’esercizio
finanziario 2005.
I profitti reinvestiti, di 1.164 milioni di euro, rappresentano il 49,5% del totale redditi, ed i dividendi distribuiti, di 1.101 milioni di euro rappresentano il 46,8% del totale redditi.
I redditi netti dagli interessi percepiti dagli investitori stranieri diretti per i crediti concessi alle loro aziende in Romania ammontano a soli 87 milioni di euro (3,7% dei redditi totali).
La ricerca statistica e’ stata realizzata su un campione di 6.576 aziende investimento diretto, di cui 3.243 aziende con piu’ di 50 dipendenti e 3.333 aziende con meno di 50 dipendenti) scelte in modo aleatorio tra circa 35.700 aziende investimento straniero diretto. I risultati finali della ricerca statistica sugli IDE hanno un grado di errore del ±3%.

Gli investimenti diretti con impatto significativo nell’economia sono aumentati del 22% nei primi 10 mesi del 2006
Gli investimenti diretti con impatto significativo nell’economia, il cui valore supera 1 milione di dollari, sono ammontati a 1,22 miliardi di dollari (985 milioni di euro) nei primi 10 mesi del 2006, in aumento del 22% rispetto al livello registrato nel periodo simile del 2005, secondo i dati forniti dall’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS).
I settori principali verso i quali si sono orientati gli investimenti diretti nei primi 10 mesi del 2006 sono stati: l’industria dei componenti auto, l’industria dei materiali di costruzioni, l’energia non convenzionale (biodiesel, energia eolica) e l’IT.
Nel mese di ottobre 2006, gli investimenti diretti superiori ad 1 milione di dollari hanno totalizzato 265,7 milioni di dollari (213,3 milioni di euro).
Secondo l’ARIS, nel periodo ottobre 2001 (entrata in vigore della legge sugli investimenti diretti con impatto significativo nell’economia) – ottobre 2006, sono stati registrati 520 progetti di investimenti del genere, il cui valore impegnato ammonta a 6,4 miliardi di dollari. Gli investimenti diretti realizzati da compagnie straniere rappresentano quasi il 74% del totale, cioe’ 4,6 miliardi di dollari.
Fino alla fine di ottobre, sono stati finalizzati 326 progetti di investimenti, per oltre 2,767 miliardi di dollari.
I principali settori di destinazione degli investimenti sono stati: le telecomunicazioni (58 progetti, con un valore impegnato di 1,3 miliardi di dollari, cioe’ il 19,45% del totale investimenti), la meccanica strumentale (41 progetti, con un valore impegnato di 1,161 miliardi di dollari, cioe’ il 16,89% del totale), i servizi (66 progetti, con un valore di 811 milioni di. dollari, cioe’ l’11,8% del totale) ed il commercio (96 progetti, con un valore di 735 milioni di dollari, cioe’ circa il 10,7% del totale), l’industria del legno, cellulosa e carta, l’industria energetica, l’industria delle costruzioni e dei materiali di costruzione.
La regione che ha attratto i piu’ numerosi progetti di investimenti risulta Bucarest-Ilfov, con 288 progetti, il cui valore impegnato ammonta ad oltre 3,7 miliardi di dollari.
Le regioni Alba, Brasov, Covasna, Harghita, Mures, Sibiu, rispettivamente la Regione di Sviluppo Centro ha attratto 81 progetti di investimenti con un valore impegnato di 1,465 miliardi di dollari.
Tra gli investitori stranieri che hanno presentato progetti di investimenti con valore di oltre 1 milione di dollari, gli investitori olandesi si piazzano al primo posto, con investimenti di 1,36 miliardi di dollari (22,20% del totale) seguiti dagli austriaci (722 milioni di dollari), francesi (504 milioni di dollari) e tedeschi (444 milioni di dollari).
L’ARIS registra gli investimenti diretti superiori ad 1 milione di dollari, effettuati in tutti i campi di attivita’ ad eccezione del settore finanziario-bancario, di assicurazioni-riassicurazioni e quelli regolamentati da leggi speciali. Dall’entrata in vigore della normativa su tali investimenti, soltanto 6 progetti del genere hanno superato la soglia dei 100 milioni di dollari, tra cui INA Schaeffler, Renault, Egger, Calsonic e Real International Holding, creando circa 4.500 nuovi posti di lavoro.

Il Top degli investitori stranieri in Romania secondo il Registro del Commercio
Secondo i dati forniti dal Registro del Commercio, i primi 10 investitori stranieri in Romania sono: OMV, Renault, Mittal Steel, Siemens, Rompetrol, Rompetrol Rafinare, A&D Pharma, Zapp, Cosmote, Mobifon, Carrefour.
Dal settore energetico, nel Top 30 risultano anche Lukoil, MOL, Enel.
Il settore bancario e’ rappresentato da Raiffeisen Group, Unicredit, ABN AMRO, CITIBank, Finansbank, Piraeus, AVIVA, Egnatia Bank, Alpha Bank, BRD o Erste.

Top della settimana
I piu’ abbienti 300 romeni concentrano il 18,3% del PIL
La quinta edizione del “Top’ dei 300 romeni piu’ ricchi” elaborato dal settimanale economico Capital sottolinea che il patrimonio dei piu’ ricchi 300 imprenditori romeni ammontava nel 2005 a 22 miliardi di dollari, equivalente al 18,3% del Prodotto Interno Lordo della Romania, in aumento del 37% rispetto ai 16 miliardi nel 2004. Secondo l’agenzia Mediafax, il settore immobiliare rappresenta il principale motore di crescita dei patrimoni (un terzo dei 300 operano anche nel settore immobiliare).
Al primo posto si piazza Iosif Constantin Dragan, con un patrimonio valutato tra 1,3 e 1,6 miliardi di dollari ed attivita’ nella distribuzione di prodotti petroliferi, case editrici, immobiliari e trasporti. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Dragan si e’ stabilito in Italia, costituendo la societa’ Butangas.
Al secondo posto si colloca l’ex tennista Ion Tiriac, attualmente imprenditore, con un patrimonio tra 1,2 e 1,5 miliardi di dollari investiti in assicurazioni, commercio, sport, mercato finanziario.
Al terzo posto, con 950 milioni di dollari (investimenti immobiliari, industria, sport), si ritrova Gigi Becali, proprietario della squadra di calcio Steaua di Bucarest e presidente del piccolissimo partito La Nuova Generazione.
Tra i 300 risultano anche: la famiglia di Dan Voiculescu, presidente del Partito Conservatore, con 500 milioni di dollari, e il magnate del petrolio, Dinu Patriciu con 550-600 milioni di dollari.
Per la classifica sono stati utilizzati i dati del 2005.

Sito della settimana
www.desprefirme.com – il recentissimo sito vanta oltre 8.800 utilizzatori registrati (circa 1.200 nuovi conti al giorno), 1.200 aziende registrate nel sito (numero in aumento continuo), 35.000-45.000 visitatori al giorno (il 40% dei visitatori giornalieri sono nuovi utilizzatori) dalla Romania e dall’estero.

REDAZIONALI DEGLI SPONSOR

Da novembre, i passeggeri Carpatair provenienti dall’Italia diranno “Adio!” ai biglietti cartacei!

Con grande piacere la Carpatair annuncia che a partire dal 25 ottobre, abbia dato lavvio all’emissione dei suoi biglietti elettronici, ben 431 giorni prima della scadenza fissata dalla IATA per l’implementazione di tale servizio. La Carpatair è la prima linea aerea romena ad aver raggiunto con successo tale traguardo. Il sistema dellE-Ticket è stato acquistato nel 2005 insieme a un pacchetto di 3 prodotti IT sviluppati dalla SITA. All’inizio, l’uso dellE-Ticket è stato ristretto alle 10 tratte nazionali (Cluj-Napoca, Sibiu, Oradea, Satu-Mare, Tirgu-Mures, Iasi, Bacau, Suceava, Costanza e Bucarest) collegate a Timisoara, oltre che ai collegamenti internazionali da Timisoara per Chisinau, Leopoli e Parigi. Da novembre l’uso dellE-Ticket è stato gradualmente esteso su tutte le rotte per l’Italia (Roma, Bologna, Milano, Torino, Firenze, Ancona, Venezia, Verona). Entro la fine di dicembre 2006, seguiranno la Germania e l’Ungheria ottemperando in un brevissimo tempo alle raccomandazioni della IATA, descritte nel progetto “Simplifying the Business”.
Un altro traguardo, che sarà raggiunto a breve, è l’emissione dell`E-Ticket da novembre da parte degli agenti BSP romeni.
Per quanto riguarda gli accordi interline relativi all’emissione di biglietteria elettronica, la Carpatair ha già iniziato una piena collaborazione con il suo partner, la Malev.

La “Business Class” Carpatair – una scelta per gli imprenditori italiani
Nella Classe Business di Carpatair il passeggero potrà dormire, rilassarsi nelle poltrone con rivestimenti di pelle, lavorare o anche assaggiare la cucina internazionale preparata con grand’attenzione. Business Class Carpatair offre condizioni speciali nell’organizzare il viaggio del passeggero a partire dal momento dell’imbarco, i servizi durante il volo, l’assistenza in arrivo ecc.
Durante il volo, oltre il servizio d`accoglienza, il passeggero Carpatair troverà sempre un “welcome drink” e avrà a disposizione una grande scelta, sia per quanto riguarda le bibite e le bevande fini, sia per quanto riguarda i menù raffinati – antipasti, primi e secondi piatti, dolci. I passeggeri che salgono sulle aeronavi Carpatair possono apprezzare fin dal primo istante l’atmosfera intima dei suoi voli.

Indipendentemente dal punto di partenza dalla Romania verso lItalia, da Bucarest, Costanza, Bacau, Iasi, Suceava, Cluj, Sibiu, Oradea, Satu Mare, o da Tirgu Mures, Carpatair offre un servizio completo. I passeggeri per l’Italia si fermeranno per uno stop di durata ragionevole a Timisoara da dove proseguiranno con l’imbarco per le destinazioni in Italia: Torino, Milano, Venezia, Verona, Bologna, Firenze, Ancona, Roma. Durante il transito, i passeggeri della Business Class hanno libero accesso nel VIP Lounge di Timisoara dove potranno godere della famosa ospitalità romena. Presente sul mercato romeno fin dal 1999, la Carpatair è la prima compagnia aerea regionale che opera voli regolari verso l’Italia, la Germania (Monaco, Stoccarda, Dusseldorf, Francoforte) verso la Francia (Parigi), lUkraina (Leopoli) e la Repubblica Moldova (Chisinau).
Il suo obiettivo è di rendere ogni volo un vero piacere per i suoi passeggeri.
Contatti Carpatair – Carpatair Call Center Romania
Numero verde: 08 008 300 900 (valido solo in Romania)
Tel.: +40 256 300 900, +40 725 300 900; Fax: +40 256 300 999
Carpatair Italia – Tel: +39 0236 006 676
E-mail: reservations@carpatair.com; www.carpatair.com

Anamaria Cristine Stancu, Consulente di Management Aziendale di Archimedes Group, comunica che nel periodo 2007 – 2013 la Romania beneficierada parte dellUE di fondi strutturali per un valore di circa 28 – 30 miliardi di euro e, a partire dal 1 gennaio 2007 dovraspendere giornalmente, compreso il sabato e la domenica, 8,5 milioni di euro. I fondi strutturali dellUE sono gestionati dalla Commissione Europeea e hanno come destinazione il finanziamento delle misure daiuto strutturale a livello comunitario, atte a promuovere le regioni che hanno subito dei ritardi nello sviluppo, a riconvertire le zone affette da declino industriale, a combattere la disoccupazione a lungo termine, allinserimento professionale dei giovani o alla promozione dello sviluppo rurale.
Il fresco di nomina commissario europeo Leonard Orban ha dichiarato che i primi soldi per la Romania arriveranno il piuprobabilmente nel secondo semestre del 2007 e per quanto riguarda le misure procedurali generali, queste saranno disponibili alla fine di questanno, affinchepossano essere negoziati, nel primo semestre dellanno prossimo, i programmi operativi per ogni settore e tutte le misure e finanziamenti per i rispettivi programmi. I programmi operativi vengono negoziati con la Commissione Europea e alla fine devono essere ammessi dalla stessa.
Purtroppo, a livello dellUnione si e arrivati molto tardi ad una decisione sul pacchetto finanziario per il periodo 2007 – 2013. Soltanto a maggio di questanno e stato firmato laccordo inter istituzionale e, per questo motivo, esistono alcuni ritardi nella negoziazione di questi programmi operativi. I fondi strutturali sono formati da: • Il Fondo Europeo per lOrientamento e per la Garanzia Agricola (FEOGA) – la componente “Orientamento”;
• Il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FEDER);
• Il Fondo Sociale Europeo (FSE);
• Lo strumento finanziario di orientamento per la pesca (IFOP)
Il Budget Totale assegnato alla Romania per il periodo 2007 – 2013 e` di oltre 28 miliardi di euro, come segue:
• Agicoltura e Sviluppo Rurale – oltre 11 miliardi di euro;
• Strumenti Strutturali – oltre 17 miliardi di euro.
Nelle prossime Newsletter saranno forniti i dettagli riguardanti ciascun tipo di fondo e il suo campo di applicazione.

Newsletter n.45 / 2006

Missione a Bucarest del ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni
Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha effettuato una visita ufficiale a Bucarest, insieme ad una delegazione di aziende italiane, su invito del Ministro romeno delle Comunicazioni, Zsolt Nagy.
Scopo della visita, la prima di un Ministro del Governo Prodi, in Romania – che a gennaio 2007 diverrà il 26-o stato membro UE – è stato quello di rafforzare la collaborazione bilaterale tra Italia e Romania, con particolare riguardo alle prospettive che si aprono per il processo di conversione TV dall’analogico al digitale terrestre, alle possibilità di collaborazione con l’Italia in materia di sviluppo della banda larga, ai progetti di investimenti nell’ambito della privatizzazione di Radiocom – Compagnia Nazionale di Radiocomunicazioni, il cui bando di gara verra’ pubblicato a gennaio 2007.
Oltre ai temi della strategia di broadband e del passaggio dalla TV analogica a quella digitale (di interesse di Rai-Way), la missione del ministro Gentiloni ha approfondito anche le opportunità di cooperazione economica bilaterale nel settore delle comunicazioni, di particolare interesse per Telespazio e Selex Communications (Gruppo Finmeccanica), molto attive in Romania nelle infrastrutture di TLC e satellitari, sia per impieghi civili che militari, con obiettivi di acquisire posizioni strategiche sul mercato romeno. Inoltre sono stati esaminati i possibili contributi italiani nei settori dell’e-Government e della modernizzazione e privatizzazione dei servizi postali della Romania.
L’Italia e’ il primo partner della Romania in Europa, come testimonia anche la visita in Romania del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, programmata per gennaio 2007, primo leader europeo a recarsi a Bucarest dopo l’ingresso formale nell’UE, nonche’ una fitta rete di contatti e visite a livello politico, tra cui la recente visita a Bucarest del Vice Presidente del Consiglio, Francesco Rutelli.
“L’incontro – ha dichiarato al termine degli incontri il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni – ha costituito un’occasione per confermare e rafforzare le strettissime relazioni tra Italia e Romania, arricchendole di una componente specifica nel settore delle comunicazioni, con la concretezza che la significativa ed articolata delegazione di operatori testimonia. In tal senso il collega Nagy ed io abbiamo concordato che la realtà dell’ICT costituisca uno degli elementi qualificanti del “Documento di partnership strategica Italia – Romania” che i due paesi stanno mettendo a punto e che sarà firmato nei primi mesi del 2007”. “L’Italia – ha proseguito Gentiloni – manifesta vivo interesse ed auspicio che le opportunita’ che si vanno profilando nel settore della televisione digitale e delle infrastrutture di telecomunicazioni possano rappresentare delle occasioni per consolidare ulteriormente lo stretto sodalizio tra imprese ed operatori Italiani e Rumeni, in settori a crescente valore aggiunto”.
Il Ministro Gentiloni ha altresì assicurato all’omologo romeno il pieno sostegno ed appoggio dell’Italia agli ulteriori passi resi necessari dall’integrazione europea, esprimendo a nome del Governo italiano al Ministro delle Comunicazioni romeno le congratulazioni per i risultati raggiunti dal Paese.

VIII-a riunione del Gruppo di Lavoro intergovernativo italo-romeno
Il 7 novembre 2006, si sono conclusi i lavori della riunione annuale del Gruppo di Lavoro Intergovernativo italo-romeno per l’interscambio commerciale e la cooperazione economica ed industriale.
I presidenti delle due parti, Iuliu Winkler, ministro delegato per il commercio nel Ministero dell’Economia e Commercio e Milos Budin, sottosegretario di stato nel Ministero del Commercio hanno firmato il Documento Finale della VIII-a riunione del Gruppo di Lavoro che prevede, principalmente:
• la volonta’ dei due paesi di continuare ed intensificare l’interscambio commerciale bilaterale (l’Italia e’ dal 1997 il primo partner commerciale della Romania) e la cooperazione economica in vari settori, nella prospettiva dell’adesione della Romania all’Unione Europea al 1 gennaio 2007;
• lo sviluppo degli investimenti italiani in Romania, poiche’ sono sempre piu’ numerosi i gruppi e le compagnie italiane interessati al mercato romeno;
• un’attenzione speciale alla cooperazione nel campo energetico: grandi compagnie italiane hanno espresso l’interesse a partecipare alla realizzazione delle unita’ n.3 e 4 della Centrale Nucleare Elettrica Cernavoda. Inoltre, le parti italiana e romena hanno concordato che la realizzazione dell’Oleodotto Paneuropeo Costanza-Trieste e’ una priorita’ sia per i paesi coinvolti che per l’Unione Europea;
• la cooperazione nel campo della protezione dell’ambiente;
• l’assistenza da parte italiana nel campo della gestione dei fondi strutturali europei;
A partire dal 1 gennaio 2007, il gruppo di lavoro italo-romeno, come strumento di collaborazione a livello istituzionale, sara’ sostituito da consultazioni annuali.

L’UE concedera’ alla Romania 8 miliardi di euro per lo sviluppo rurale
L’agricoltura romena ricevera’ dal 2007 da parte dell’Unione Europea, circa 12,5 miliardi di euro, per un periodo di 7 anni (2007-2013), di cui circa 8 miliardi di euro saranno destinati allo sviluppo rurale. 4,5 miliardi di euro proveranno dal Fondo Europeo di Garanzia Agricola (FEA). I fondi europei per lo sviluppo rurale concessi dall’UE sono aumentati da 7,1 miliardi di euro, annunciati inizialmente, a 8 miliardi di euro per il periodo di 7 anni, citato, di cui circa 500 milioni di euro saranno destinati ai pagamenti complementari diretti (top-up) per un periodo di 3 anni (2007-2009).
I fondi totali per lo sviluppo rurale sono divisi in 4 “assi”: la parte piu’ consistente – oltre 3,3 miliardi di euro (45% del totale) – e’ destinata a migliorare la competitivita’ nel campo agricolo e forestale, il 25% (1,8 miliardi di euro) e’ destinato al management dei terreni agricoli e alla protezione dell’ambiente, il 27,5% – cioe’ oltre 2 miliardi di euro – sara’ destinato alla diversificazione delle attivita’ economiche.

L’acquis comunitario di ambiente costera’ alla Romania 30 miliardi di euro
I costi totali stimati per l’implementazione dell’acquis comunitario di ambiente, nel periodo 2004-2018, e’ di circa 29,3 miliardi di euro, di cui circa 4 – 4,5 miliardi di euro saranno necessari per gli investimenti nel campo del management dei rifiuti.
Secondo le statistiche ufficiali, negli ultimi 2 anni, in Romania sono state generate quasi 364 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui il 99,4% rappresenta rifiuti non pericolosi e soltanto lo 0,6% rifiuti pericolosi. La maggior parte dei rifiuti provengono dall’industria estrattiva (94,4%). La quantita’ di rifiuti municipali pro capite, generata in Romania era nel 2004 di circa 380 kg, e secondo il Piano Nazionale di Gestione dei Rifiuti si stima un tasso medio di crescita del quantitativo dei rifiuti municipali di circa lo 0,8% entro il 2013. “Rispetto ai paesi UE, la quantita’ di rifiuti pro capite in Romania e’ abbastanza alta, principalmente a causa del basso grado di valorizzazione dei prodotti. In Romania, si produce ancora una grande quantita’ di rifiuti biodegradabili. Negli stati UE si consumano molto di piu’ i prodotti semipreparati, il che avverra’ anche in Romania fra qualche anno. L’implementazione del sistema di raccolta selettiva risolvera’ una gran parte dei problemi. Dalle statistiche risulta che la media dei rifiuti pro capite nei paesi UE e’ inferiore a 300 kg” dichiara il ministro dell’Ambiente e Gestione delle Acque, Sulfina Barbu.

Il deficit commerciale della Romania nel mese di settembre 2006 e’ aumentato di oltre il 50% rispetto a settembre 2005
Settembre e’ stato il terzo mese consecutivo nel quale il deficit commerciale e’ aumentato di oltre il 50%, superando di nuovo 1 miliardo di euro.
Il deficit commerciale del mese di settembre e’ ammontato a 1,18 miliardi di euro, del 52% superiore a quello registrato nel mese di settembre 2005, indicano i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS). Nel mese di settembre 2006, le esportazioni sono ammontate a 2,2 miliardi di euro (+6% rispetto a settembre 2005), e le importazioni a 3,38 miliardi di euro (+19%).
Nei primi 9 mesi del 2006, il deficit commerciale ha rappresentato 9,61 miliardi di euro, in aumento del 46% rispetto al periodo simile del 2005. Lo squilibrio commerciale ha accelerato la sua crescita negli ultimi 3 mesi (luglio-settembre).
Il forte aumento del deficit commerciale a settembre e’ stato generato dalle importazioni massicce di tecnologie ed attrezzature che hanno totalizzato 872 milioni di euro (+25% rispetto a settembre 2005) e dalle importazioni energetiche, di 440 milioni di euro.
Come ogni anno, il deficit commerciale accelerera’ la sua crescita nell’ultimo trimestre del 2006. Tradizionalmente, questo periodo registra importazioni energetiche consistenti (petrolio e gas naturale), per le riserve di combustibili necessarie al riscaldamento invernale.
Secondo le stime ufficiali, nel 2006 le importazioni supereranno le esportazioni di 13,27 miliardi di euro, portando ad un nuovo record negativo. In altre parole, il deficit commerciale superera’ 1,1 miliardi di euro in ognuno degli ultimi 3 mesi del 2006.
Nel 2005, il deficit commerciale e’ ammontato a 10,3 miliardi di euro.
L’aumento delle importazioni crea problemi in primo luogo al deficit di conto corrente, che misura le uscite nette di valuta dal paese. Nei mesi di luglio ed agosto, quando il deficit commerciale e’ aumentato di oltre il 60%, il deficit del conto corrente e’ triplicato.
Nei primi 9 mesi del 2006, le piu’ consistenti importazioni sono state quelle tecnologiche (macchinari ed equipaggiamenti per 6,8 miliardi di euro), i prodotti minerali, compresi quelli energetici (4,5 miliardi di euro) ed i mezzi di trasporto (3,1 miliardi di. euro).
All’esportazione, le categorie piu’ importanti sono state i macchinari ed equipaggiamenti (3,8 miliardi di euro), ed i tessili e confezioni (3,1 miliardi di euro).
Oltre il 67% delle importazioni romene provengono da soli 10 paesi, per la maggior parte membri UE.
Al primo posto tra i fornitori si e’ piazzata la Germania (con il 15% del totale, equivalente a 4,3 miliardi di euro), seguita dall’Italia, con 4,25 miliardi di euro e Russia (fornitore della maggior parte delle risorse energetiche)
Secondo il regime doganale, soltanto il 77,8% del totale importato nei primi 9 mesi del 2006, erano importazioni definitive, mentre il 21,1% sono state importazioni temporanee di merci per il perfezionamento attivo e l’1,1% importazioni di merci risultate dal perfezionamento passivo all’estero ed importazioni di beni in leasing.
Il 67,6% delle esportazioni romene e’ stato destinato ai paesi UE
L’Unione Europea e’ rimasta la principale destinazione delle esportazioni romene (il 67,6% del totale (+15,8% rispetto al periodo simile del 2005). Le principali destinazioni dei prodotti romeni sono state: Italia, Germania, Francia, Ungheria e Gran Bretagna.

Secondo gli ufficiali romeni, il PIL aumenta del 7% e l’inflazione non supera il 5,5% nel 2006
Gli ultimi dati rilasciati dalla Commissione Nazionale di Previsioni indicano una crescita economica oltre le attese ed un tasso dell’inflazione nei limiti prefissati dalla banca centrale. La CNP stima per il 2006 una crescita economica del 7%, previsione autunnale dell’1% superiore a quella primaverile, ed un aumento del PIL nel 2007 del 6,5%.
Il tasso dell’inflazione per il 2006 e’ stimato al 5,5% (la BNR ha previsto un target del 5% +/-1%) e per il 2007 al 4%.
I dati della CNP indicano per il 2006 un PIL di 337,9 miliardi di lei (circa 95,18 miliardi di euro), rispetto ai 330 miliardi di lei indicati nelle stime di maggio scorso.
Nel 2005, il PIL e’ ammontato a 287,2 miliardi di lei (79,25 miliardi di euro), e per il 2007 si stima un livello di 384,6 miliardi di lei (108,95 miliardi di euro). Per i settori delle costruzioni e servizi, la CNP prevede crescite del 15,2% e rispettivamente 6,8%, e per la produzione industriale una crescita del 6,4%.
Nel primo semestre del 2006, il prodotto interno lordo e’ aumentato del 7,4% in termini reali, grazie alla crescita dell’attivita’ nell’industria e costruzioni.
Per il futuro, la CNP stima una dinamica piu’ lenta di questo indice: 7,6% nel 2007, 6,9% nel 2008, 6,4% nel 2009 e 6% nel 2010. Espresso in euro, il PIL dovrebbe arrivare a 147,5 miliardi di euro nel 2010, del 55% superiore al valore stimato per il 2006. Gli esperti CNP anticipano che l’inflazione scendera’ nei prossimi 2 anni dell’1% annualmente, al 4,5% nel 2007 e 3,5% nel 2008; nel 2009 e 2010 scendera’ ancora fino al 3% e rispettivamente 2,5%.

La Romania nel 2007, vista dall’UE
Secondo le stime della Commissione Europea, nel 2007 il deficit di conto corrente della Romania arrivera’ al 12%, pero’ il deficit di bilancio scendera’, grazie alla crescita economica.
Il deficit di conto corrente, indice piu’ temuto dalle autorita’ romene, arrivera’ alla fine del 2006 al 10,3% del prodotto interno lordo, e nel 2007 all’11,8%, indicano le previsioni autunnali recentemente pubblicate dalla Commissione Europea (CE).
Il deficit di conto corrente rappresenta la differenza negativa tra le entrate e le uscite di capitale, che nel caso di una ditta si tradurrebbero in spese piu’ alte degli incassi. Il peggioramento dello squilibrio estero continuera’ anche nel 2008, quando salira’ al 13,3%, secondo gli analisti europei.
Secondo la CE, il deficit commerciale aumentera’ al 14% del PIL alla fine del 2008, pero’ i fondi europei ed i trasferimenti dei romeni che lavorano all’estero attenueranno l’impatto sul deficit di conto corrente.
La Commissione Europea ha rivisto, invece, in senso positivo le stime sul deficit di bilancio della Romania nel 2006, dal 2,3 all’1,4% del PIL. Per il 2007, la CE stima un deficit del 2,6% del PIL, e per il 2008 un livello simile. Nelle stime primaverili, gli analisti CE anticipavano per il 2007 un deficit di bilancio del 5,4%, a causa dei risarcimenti attraverso il Fondo Proprietatea e degli incassi fiscali bassi determinati dall’introduzione della quota unica di tassazione. Secondo gli analisti europei, gli investimenti pubblici aumenteranno piu’ rapidamente del prodotto interno lordo grazie all’appoggio europeo, pero’ il programma governativo troppo ambizioso non potra’ essere implementato in totalita’. Il governo romeno si era’ proposto per il 2006 un deficit di bilancio del 2,5% del PIL, pero’ il ministro delle Finanze, Sebastian Vladescu, ha annunciato che in occasione della rettifica di bilancio di novembre il livello verra’ abbassato. Per il 2007, il governo ha calcolato un deficit di bilancio del 2,8% del PIL.
La CE stima che l’economia della Romania crescera’ del 7,2%, grazie al rinvigorimento dei settori delle costruzioni, agricoltura e produzione industriale (rispetto alla stima primaverile del 5,5% nel 2007). Nei successivi 2 anni, la crescita del PIL rimarra’ consistente, del 5,8% e 5,6%, nonostante l’’industria si confrontera’ con trasformazioni strutturali, prezzi alti per l’energia e riorientamento delle risorse verso settori con un piu’ alto valore aggiunto. L’espansione delle costruzioni continuera’ grazie all’alta richiesta di complessi residenziali e spazi per uffici. Secondo la CE, in base alle previsioni meteorologiche, l’agricoltura aumentera’ del 4,5%, e poi manterra’ a lungo termine un tasso di crescita del 3%. La richiesta interna continuera’ ad essere consistente e la formazione lorda di capitale (gli investimenti) aumentera’ del 10%, grazie agli investimenti stranieri diretti, alle riparazioni necessarie dopo le inondazioni e ai progetti di investimenti pubblici.

Alcune decine di migliaia di aziende operanti in Romania non dovranno piu’ compilare dichiarazioni doganali pero’ si confronteranno con l’Intrastat
Alla viglia dell’adesione all’UE, decine di migliaia di aziende dovranno cambiare le procedure per i rapporti statistici per il commercio estero pero’ i ritardi legislativi impediscono loro di prendere conoscenza della struttura del modulo che dovranno compilare mensilmente d’ora in poi. Le aziende che commerciano con partner UE, che non saranno piu’ tenute a redigere dichiarazioni doganali, dovranno, invece compilare moduli statistici secondo gli standard UE.
Con lo smantellamento delle dogane, a partire dal 1 gennaio 2007, tra la Romania e l’UE, le merci circoleranno liberamente, senza dogane e dazi. L’esportazione verso ogni stato UE diventera’ “consegna intra-comunitaria” ed ogni importazione da uno stato UE sara’ “acquisto intra-comunitario”. Inoltre, le aziende, al posto delle dichiarazioni doganali elaboreranno Moduli Intrastat (di commercio intra-comunitario) e conteggi IVA per le operazioni commerciali con l’UE.
Il modulo Intrastat verra’ compilato mensilmente e presentato entro 15 giorni dalla fine del rispettivo mese. La legge sull’applicazione dell’Intrastat e’ stata inviata dal parlamento alla Presidenza pero’ verra’ ritrasmessa al Parlamento per 2 correzioni (modo di presentazione del modulo e ammontare delle multe per ritardi nella presentazione) e quindi la sua adozione potrebbe essere ritardata.
Circa il 65% dell’interscambio commerciale della Romania si svolge con gli stati membri UE.

Lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ aumentato, nel mese di settembre 2006, del 2,3%, fino a 860 lei
Lo stipendio medio netto a settembre e’ stato di 860 lei, in aumento rispetto ad agosto di 19 lei (+2,3%), informa l’Istituto Nazionale di Statistica.
Lo stipendio medio piu’ alto e’ stato registrato nel settore delle intermediazioni finanziarie (2297 lei), e quello piu’ basso nel settore della lavorazione del legno e prodotti in legno, ad eccezione dei mobili (523 lei).
Nell’industria mineraria lo stipendio medio netto e’ diminuito, nel mese di settembre, del 2%, e nelle assicurazioni del 15,3%.

Imposta sul ricavato del 2% per tutte le microimprese nel 2007
Dal 2007, indifferentemente del campo di attivita’, le microimprese non pagheranno piu’ l’imposta sul giro di affari, attualmente del 3% secondo il Codice Fiscale, ma un imposta preferenziale del 2% sul reddito.
Il nuovo Codice Fiscale porta’ un ulteriore novita’ nel regime di tassazione delle microimprese. Se nell’arco dell’anno il plafond dei redditi di 100.000 euro viene superato, le imprese non sono piu’ considerate microimprese e dovranno pagare l’imposta sul profitto. Il calcolo ed il pagamento dell’imposta sul profitto saranno effettuati a partire dal trimestre in cui e’ stato superato il limite succitato.
In Romania, l’83% delle aziende sono microimprese. Queste pagheranno, nel 2008, un’imposta sul reddito del 2,5% e nel 2009 del 3%. In occasione del dibattito nel Parlamento, l’estate scorsa, sul nuovo Codice Fiscale Sebastian Vladescu, ministro delle finanze, aveva espresso il suo accordo per la tassazione sul reddito delle microimprese, nel rispetto di 4 principi: limitazione del giro di affari a 100.000 euro, limitazione dei campi di attivita’ ai quali va applicata, un periodo massimo per la tassazione sul reddito ed una quota di tassazione di almeno il 2%.

Gli operatori stranieri investono nelle loro sussidiarie romene
Le aziende straniere hanno concesso alle loro sussidiarie in Romania prestiti per 1,975 miliardi di euro nei primi 8 mesi del 2006, il che rappresenta il 45,6% del volume degli investimenti stranieri diretti attratti nel periodo gennaio-agosto, di 4,33 miliardi di euro.
Il livello degli investimenti stranieri diretti e’ aumentato nei primi 8 mesi del 2006 del 57,74% rispetto al periodo simile del 2005, quando si era registrato un flusso di capitale straniero di 2,745 milioni di euro, secondo i dati rilasciati dall’ARIS.
Il valore del profitto reinvestito dalle compagnie straniere e’ ammontato a 1,304 miliardi di euro (30,1% del volume totale di investimenti stranieri diretti del periodo gennaio-agosto 2006), mentre le partecipazioni al capitale sono ammontate a 1,051 miliardi di euro, rispettivamente il 24,3% del totale.
Per quanto riguarda le partecipazioni al capitale, il numero di aziende neo costituite con partecipazione straniera al capitale e’ aumentato nei primi 8 mesi del 2006 di soli 4,3%, a 8.125, rispetto a 7.791 nel periodo simile del 2005.
Il capitale sociale sottoscritto nelle societa’ nuove con partecipazione straniera e’ aumentato del 270,4% nel periodo gennaio-agosto 2006, rispetto al periodo simile del 2005, fino a 180 milioni di dollari.
La struttura degli investimenti stranieri sotto forma di partecipazione al capitale per settori di attivita’, in funzione del valore del capitale sociale sottoscritto, nel periodo 1991 – agosto 2006, piazza l’industria al primo posto, con il 52,2% del totale, seguita dai servizi professionali con il 20,2%, il commercio con il 14,1%, i trasporti con il 7,2%, il turismo con l’1,7%, le costruzioni con l’1,7% e l’agricoltura con l’1%.
Per il 2006, le autorita’ romene stimano investimenti stranieri diretti di 8 miliardi di euro.

Le multinazionali dominano il “Top 100 Romania 2005”
Nel “Top 100 Romania 2005”, elaborato da Finmedia, dominano le compagnie multinazionali con il 58,28% del giro di affari totale e 49 filiali, a dimostrazione che l’economia romena si e’ globalizzata.
Al primo posto nel “Top 100” si piazza Petrom SA, seguita da Mittal Steel Galati SA, conservando entrambe i primi due posti dell’anno precedente. Al terzo posto si trova Rompetrol Rafinare SA Costanza, seguita da Metro Cash&Cary Romania SRL Otopeni, Automobile Dacia SA Mioveni, Petrotel Lukoil SA Ploiesti, RomTelecom SA Bucarest, Electrica SA Bucarest, Orange Romania SA Bucarest, Lukoil Romania SA Bucarest e Vodafone Romania SA Bucarest.

I settori IT&C ed il commercio hanno attratto i piu’ consistenti investimenti in Romania. Bucarest detiene un terzo del volume nazionale degli attivi immobilizzati
Il Patronato degli Imprenditori di Bucarest-Ilfov ha reso pubblica una statistica dalla quale risulta che nella regione citata si ritrova il 35% del volume degli attivi immobilizzati a livello nazionale.
Nella graduatoria dei settori nei quali sono stati realizzati investimenti nella Zona Metropolitana Bucarest, il commercio e’ al primo posto, seguito dall’edilizia, l’IT e le industrie di trasformazione. La stessa configurazione si ritrova anche nella classifica per numero di aziende neo costituite. Nella categoria degli attivi immobilizzati rientrano gli edifici, i terreni ed i macchinari ma anche i titoli di partecipazione o i crediti detenuti, ad un certo momento, dalle compagnie.
Giro di affari doppio rispetto ad altre regioni
Le statistiche della Federazione Padronale delle PMI della regione Bucarest-Ilfov (FPIMM-B) indica che il giro di affari medio pro microimpresa e’ di oltre 265.000 RON, quasi 2 volte superiore a quello delle regioni Sud-Ovest (121.000 RON/impresa), Sud-Est (139.000 RON/impresa) o Nord-Ovest (143.000 RON/impresa). Con un giro di affari totale di 25,9 milioni di RON, le microimprese della regione Bucarest hanno un peso specifico del 33,16% del totale registrato a livello nazionale.
Nella categoria piccole imprese, le proporzioni sono le stesse, ma il giro di affari medio e’ di 4,2 milioni di RON/impresa, mentre le medie imprese di Bucarest realizzano, mediamente, giri di affari di oltre 20.000 RON/impresa. Il giro di affari totale realizzato dalle PMI di Bucarest e’ di 92,7 miliardi di RON, cioe’ il 35,8% dell’ammontare totale realizzato a livello nazionale, di 258,6 miliardi di RON.
La zona registra, pero’, anche il maggior livello di debiti
Il totale dei debiti a livello nazionale del settore delle Piccole e Medie imprese ammonta secondo la FPIMMB, a 132,2 miliardi di RON. Di questi, il 35,9% si registra nella regione Bucarest-Ilfov, seguita dalla regione Centro (con il 14,2%), Nord-Ovest (10,9%) ed Ovest (9,5%); all’ultimo posto, per i debiti, si piazza la regione Sud-Ovest, con il 5,5% del totale dei debiti delle PMI. Il grado di copertura dei debiti attraverso il proprio capitale e’, nel caso delle imprese di Bucarest, di soli 24% (equivalente alla media nazionale), mentre nella regione Nord-Est e’ di quasi il 29%, e nella regione Nord-Ovest di quasi il 28%.
Ecco le caratteristiche finanziarie delle PMI della regione Bucarest-Ilfov:
Numero di societa’ 106.795
Giro di affari totale 92,7 miliardi di RON
Capitale proprio 11,5 miliardi di RON
Debiti totali 475.200 RON
Numero dipendenti 481.459
Profitto 95.130 RON
Tasso di redditivita’ commerciale 7,07%
Tasso di redditivita’ finanziaria 56,78%
Grado di copertura dei debiti 24,3%
Produttivita’ del lavoro 192.604 RON/salariato
Tasso delle spese per il personale 58,3%
Tasso di rotazione del capitale proprio 802,8%
Fonte: FPIMM-B

Bucarest, nel “top 60” delle crescite economiche europee
Jones Lang LaSalle, una tra le piu’ grandi compagnie de management e consulenza immobiliare a livello mondiale, ha elaborato recentemente uno studio sulle prospettive di crescita economica delle capitali europee nel periodo 2006-2010. Secondo la stessa, Bucarest si piazza al 58-o posto tra le citta’ europee, in funzione dell’ascensione economica, il patrimonio degli abitanti e l’evoluzione dell’ambiente di affari.
Bucarest viene inclusa per la prima volta in tale studio che indica, a medio termine, per la capitale romena, la piu’ importante crescita economica mai registrata nel modello European Regional Growth Index (E-REGI), in base al quale e’ stata realizzata la graduatoria. Lo studio sottolinea che le performances della capitale romena hanno sofferto a causa dei rating ridotti ottenuti per il capitolo ambiente di affari e del basso livello degli indici riguardanti il patrimonio. I rating migliori sono stati registrati dai criteri riguardanti il livello dei rischi, seguiti dalla crescita economica.
Sofia, capitale della Bulgaria si e’ piazzata all’80-o posto nella graduatoria Jones Land LaSalle. Bucarest e Sofia sono state incluse nello studio in previsione dell’adesione dei due paesi all’UE dal 1 gennaio 2007.
Il modello European Regional Growth Index (E-REGI) permette la classifica delle citta’ in funzione della media ponderata di 14 variabili. E-REGI copre 278 regioni europee in 27 paesi, ed il recente studio si e’ concentrato su 91 citta’, capitale e localita’ con oltre 500.000 abitanti.
Nel 2006, Londra occupa il primo posto, superando Parigi, leader nel 2005, seguita dalla capitale irlandese Dublino, Madrid, Stockholma, Barcelona, Monaco di Baviera, Helsinki, Zurigo e Lussemburgo. Il gruppo delle prime 20 citta’ europee non include alcuna localita’ dell’Europa Centrale. Gli ultimi posti nella classifica (90 e 91) sono occupati da Palermo e Genova.

Le prime 3 banche cumulano quasi meta’ degli attivi del sistema bancario romeno
Il rapporto trimestrale sul sistema bancario romeno, pubblicato recentemente, evidenzia il consolidamento delle posizioni delle prime 3 banche, BCR, BRD, Raiffeisen. Secondo i dati BNR, gli attivi del mercato bancario romeno, alla fine di settembre 2006, ammontavano a 42,9 miliardi di euro, in aumento del 23,2% rispetto al 2005. Il valore dei crediti esportati e’ stimato a circa 3 miliardi di euro.
Nonostante la sua quota di mercato sia aumentata di soli 0,3%, la BCR domina chiaramente il settore bancario romeno, con il 25,6% ed attivi di oltre 11 miliardi di euro.
Il principale contendente, BRD-GSG accelera fortemente, e riesce, praticamente, il piu’ alto aumento percentuale (+1,2%): la sua quota di mercato e’ salita al 16,7%, ed i suoi attivi a 7,17 miliardi di euro.
Raiffeisen e’ uscita dal momento delicato attraversato e riesce un spettacolare aumento della sua quota di mercato, dal 7,9% a giugno all’8,3% a fine settembre. I suoi attivi ammontano a 3,56 miliardi di euro.
Previdibilmente, la pressione della neo costituita HVB Ţiriac comincia ad essere percettibile: la sua quota di mercato arriva al 5,7%, ed i suoi attivi a 2,4 miliardi di euro. Le sue prospettive sono ancora migliori, se si tiene conto del fatto che alla banca si aggiungera’ Unicredit, con una quota di mercato attuale (a settembre) dell’1,7% e con attivi di quasi 714 milioni di euro. Cio’ annuncia un confronto acceso per il terzo posto nella graduatoria.
Il quinto posto spetta alla Banca Transilvania, che occupa tale posizione dalla fine del primo semestre 2006. A fine settembre, la sua quota di mercato era arrivata al 4,5% e gli attivi superavano leggermente 1,9 miliardi di euro.
Segue Alpha Bank, con il 4,4% quota di mercato ed attivi di 1,89 miliardi di euro.
A poca distanza si piazza Banc Post, rimasta recentemente senza direttore generale, che ha preferito dedicarsi agli affari propri. La sua quota di mercato alla fine del terzo trimestre era arrivata al 4,3%, e gli attivi a 1,86 miliardi di euro.
Cassa di risparmio CEC e ING in discesa
CEC, l’ultima banca commerciale di proprieta’ dello stato continua il suo declino: la sua quota di mercato e’ scesa al 4% (a marzo era riuscita a salire al 4,5%). Nonostante abbia la piu’ vasta rete di sportelli, CEC ha aumentato i suoi attivi di soli 30 milioni di euro in 3 mesi (+1,7%, mentre il mercato e’ aumentato del 6,2%), e quindi e’ scesa dal sesto all’ottavo posto.
ING Bank, invece, registra il piu’ consistente regresso dell’ultimo trimestre: dal quarto al nono posto, con una diminuzione degli attivi di oltre il 70% rispetto a giugno. ING Bank, ha perso in 6 mesi 2,5% della quota di mercato detenuta a marzo, quando era salita al 6,3%, con attivi di 2,36 miliardi di euro. ING ha dichiarato alla BNR, al 30 settembre 2006, attivi di 1,63 miliardi di euro.
Segue l’altra “olandese”: ABN Amro continua la discesa lenta, perdendo 0,7% della sua quota di mercato nei primi 9 mesi del 2006, fino al 3,1%. Rispetto all’inizio del 2006, gli attivi della banca hanno registrato a settembre una crescita di soli 2,2%, fino a 1,34 miliardi di euro, nonostante le campagne di marketing concentrate prevalentemente sull’ambiente elettronico di informazione, ma anche sulle promozioni attraverso punti volanti di vendita.
Volksbank e’ cresciuta in 3 mesi dello 0,6%, salendo dal 15-o all’11-o posto nella graduatoria degli attivi. Volksbank ha raddoppiato i propri attivi in 9 mesi, salendo a piu’ di 1 miliardo di euro ed una quota di mercato del 2,4%.
Anche OTP ha guadagnato 0,3% di quota di mercato salendo dal 22-o al 16-o posto.
Banca Romanească, controllata dalla National Bank of Greece cresce da un trimestre all’altro, fino ad una quota di mercato del 2,1% ed attivi di 882 milioni di euro (+43% rispetto al livello della fine dello 2005).
Citibank conserva la sua specializzazione sui clienti persone giuridiche, e scende al 13-o posto nella graduatoria degli attivi, con 719 milioni di euro ed una quota di mercato dell’1,7%.
La quota di mercato della Finansbank e’ aumentata dall’1,2% all’1,3% (+0,3% rispetto a quella della fine del 2005).
Piraeus Bank tende a raggiungere la soglia dell’1%, con lo 0,9% registrato a fine settembre. Dall’inizio del 2006, i suoi attivi sono aumentati del 29%.

Le banche europee avranno il diritto di funzionare in Romania
Le banche europee avranno il diritto di stabilirsi ed erogare liberamente servizi sul territorio della Romania dopo l’adesione della stessa all’UE. Tale diritto e’ iscritto nel disegno di Legge sugli istituti di credito e sull’adeguamento del capitale, approvato dal Governo e trasmesso al Parlamento per dibattito ed adozione.
La legge, che introduce nella legislazione romena le piu’ recenti direttive UE nel campo bancario, regolamenta: le condizioni di accesso all’attivita’ bancaria e di svolgimento della stessa sul territorio della Romania, la sorveglianza prudenziale degli istituti di credito e dei servizi di investimenti finanziari e la sorveglianza dei sistemi di pagamenti e delle operazioni con strumenti finanziari. La legge verra’ applicata: agli istituti di credito, persone giuridiche romene (comprese le succursali all’estero di queste), agli istituti di credito degli altri stati membri, rispettivamente stati terzi (per quanto riguarda la loro attivita’ in Romania), alle societa’ di servizi di investimenti finanziari e alle societa’ di amministrazione dei portafogli individuali di investimenti.
“Passaporto unico” per la concessione di crediti
Il disegno di legge evidenzia una differenza di trattamento tra gli istituti di credito dello spazio europeo, che beneficiano del diritto di stabilirsi ed erogare liberamente dei servizi sul territorio romeno e le succursali degli istituti di credito di altri stati, che sono sottoposti alle esigenze di natura prudenziale previste dalla legge e dalle regolamentazioni emesse dalla Banca Nazionale della Romania nelle stesse condizioni che gli istituti di credito autoctoni.
La regolamentazione del regime degli istituti di credito degli stati membri UE riflette il prelievo del principio del “passaporto unico” per lo svolgimento di attivita’ attraverso una succursale o in maniera diretta, nonche’ del principio della sorveglianza prudenziale da parte dell’autorita’ competente dello stato membro di origine. Agli istituti finanziari degli stati membri UE viene applicato il principio del “passaporto unico” per le attivita’ permesse agli istituti di credito, ad eccezione della costituzione di depositi.
Per gli istituti di credito persone giuridiche romene, il disegno di legge prevede, con deroga dalla legge delle societa’ commerciali, il divieto di costituirsi attraverso sottoscrizione pubblica.

La ristrutturazione del Ministero dell’Agricoltura comincia con la costituzione delle Camere Agricole
Il Ministero dell’Agricoltura, con i suoi 11.000 dipendenti, entra in ristrutturazione e dovra’ rinunciare alle attivita’ di consulenza ed implementazione dei programmi, per dedicarsi all’elaborazione delle politiche agricole, all’effettuazione dei pagamenti agli agricoltori e alle ispezioni. Le altre attribuzioni saranno prelevate sia dall’ambiente privato che dalle autorita’ locali.
Il Ministro dell’Agricoltura, Gheorghe Flutur, spiega che la ristrutturazione del suo ministero presuppone la costituzione delle Camere Agricole, che funzioneranno presso le autorita’ locali. Queste preleveranno le attribuzioni di consulenza ed implementazione dei programmi governativi che erano gestiti finora dalle direzioni agricole del Ministero. Queste ultime si concentreranno, invece, delle ispezioni. “I controlli ed ispezioni nei settori del latte, legumi, vino, devono essere effettuati dallo stato” spiega Flutur.
Il finanziamento delle Camere Agricole sara’ a carico dei comuni, pero’ non e’ stato ancora chiarito se – con le nuove responsabilita’ – saranno concessi anche fondi supplementari dal bilancio dello stato. Secondo il ministro Flutur, le Camere Agricole saranno organizzate a livello comunale, ed in ogni regione verra’ costituita anche una Cassa delle Camere Agricole. Piu’ della meta’ dei membri di una Camera sara’ composta dai rappresentanti delle associazioni locali dei produttori, ai quali si aggiungeranno specialisti e rappresentanti del Consiglio Locale.
L’Agenzia Nazionale di Consulenza Agricola (ANCA) sara’ privatizzata gradualmente. “Non possiamo smantellare totalmente l’ANCA, non possiamo abbandonare completamente la consulenza perche’ dobbiamo assicurare l’assorbimento di 2 miliardi di euro” spiega Flutur. Pero’, nel momento in cui saranno costituite e funzioneranno delle strutture di consulenza consolidate, compreso a livello delle Camere Agricole, lo stato rinuncera’ a finanziare questo settore.
L’Agenzia del Demanio dello Stato rimane nel subordine del ministero, pero’ la retrocessione di oltre 250.000 ha dei 500.000 ha che essa gestisce, nonche’ la finalizzazione delle privatizzazioni imporra’ la ridistribuzione del personale verso il programma dei vitalizi agricoli.
Dopo essere stata esaminata dal Governo, la strategia di ristrutturazione del Ministero dell’Agricoltura e’ sottoposta all’analisi da parte di una commissione interministeriale.

Entro il 2010, le coltivazioni di colza arriveranno ad 1 milione di ettari
La produzione di colza in Romania verra’ incentivata dall’aumento dell’interesse delle compagnie per la fabbricazione dei biocombustibili.
“Attualmente, in Romania si coltivano meno di 200.000 ettari di colza, pero’ fino nel 2010 si arrivera’ ad 1 milione di ettari” ha dichiarato, in occasione della conferenza stampa per il lancio dell’INDAGRA 2006, Adrian Tibu, portavoce del Ministero dell’Agricoltura. Secondo lo stesso, nel 2007 sei compagnie cominceranno la produzione di biocombustibili.
Tibu ha specificato, inoltre, che i fondi concessi dall’UE nel periodo 2007-2013 per l’agricoltura romena ammontano a 12 miliardi di euro e rappresentano circa il 40% dei fondi totali destinati alla Romania.
Con l’occasione, il direttore generale dell’Agenzia Nazionale di Consulenza Agricola, Viorel Morarescu, ha ricordato che l’Unione Europea concedera’ alla Romania nel periodo 2007-2013 fondi di 7,5 miliardi di euro per lo sviluppo rurale (circa 1,07 miliardi di euro all’anno) e che nel 2007 vengono, ancora, accolte richieste di finanziamenti attraverso il Programma SAPARD per 17 misure.

Le tariffe per l’energia elettrica potrebbero aumentare, dal 1 dicembre 2006, di fino al 5%
Il prezzo dell’energia elettrica aumentera’, probabilmente dal 1 dicembre 2006, di fino al 5% a causa del rincaro del gas naturale, utilizzato nella maggior parte delle centrali, dichiarano gli ufficiali dell’Autorita’ di Regolamentazione nel campo dell’Energia (ANRE).
A fine giugno 2006, la stessa ANRE annunciava che nel periodo luglio-dicembre 2006 le tariffe per l’energia elettrica non sarebbero piu’ state modificate e che il prossimo aggiustamento dei prezzi era programmato per il 1 gennaio 2007. Il precedente rincaro dell’energia elettrica era avvenuto il 1 gennaio 2006 (+1,85%).

Inaugurata la mostra internazionale IndAgra 2006 nel recinto fieristico di Romexpo
L’undicesima edizione della mostra internazionale di attrezzature e prodotti dell’agricoltura, zootecnia ed alimentazione si svolge nel periodo 8-12 novembre 2006) nel recinto fieristico Romexpo a Bucarest.
IndAgra 2006 e’ strutturata sulle seguenti tematiche:
• Industria alimentare (lavorazione della carne, panificazione, paste, pasticceria, dolciumi, lavorazione del latte, legumi e frutta; conserve; oli e grassi vegetali; condimenti, aromi, essenze, coloranti; additivi per l’industria della carne, installazioni e vetrine frigorifiche, prodotti ecologici, raggruppati nel Salone ECO AGRICULTURA,
• Agricoltura (macchinari, attrezzature ed utensili agricoli, tecnologie, materiali ed attrezzature per irrigazioni, semi e sementi; fertilizzanti e pesticidi),
• Zootecnia (macchinari ed attrezzature per mattatoi, mangimi e foraggi complessi, animali,
• Salone delle tecnologie per l’avicoltura – ROMAVICOLA
• Salone degli allevamenti suinicoli – EXPO SUINICOLA).
Secondo il catalogo provvisorio, hanno preannunciato la partecipazione ad IndAgra 2006 le seguenti aziende italiane: FRAUTECH SRL, TREESSE PROGETTI SRL, ALPI TRADING SRL, AVE INDUSTRIES SPA, CANTINA DI SANTADI, LATTERIA SOCIALE DI SANTADI, OLEA SARDEGNA, IRRITEC SRL, OFFICINE MINUTE SAS, STEFANO DONNA, VIVAI PIANTE CONTARIN SERGIO, PANINI SRL, TMCI PADOVAN S.p.A., BULGARELLI EQUIPMENT SRL, CLEAN SRL, DALMON S.N.C., ITALIA PEGASUS INSTITUTE SPA, MEAT , GONG SPA, LUCA E LUCIA RAGGI SRL , MIGLIORANZA SRL SPEROTTO SPA, MP INOX, ROTA GUIDO SRL, ZOOTECNICA BALLAN, VCR VIVAI COOPERATIVI RAUSCEDO, UNI.MAC SRL, CONSORZIO PROMOEXPORT, MA/AG MACCHINE AGRICOLE, OLEO-MAC, ROTERI ITALIA SRL

Il rapporto Transparency International sottolinea che la Romania sara’, dopo il 1 gennaio 2007 il piu’ corrotto paese membro UE
La Romania si piazza all’84-o posto tra 163 paesi compresi nella graduatoria del 2006 sulla percezione del fenomeno della corruzione nel settore pubblico, realizzata da Transparency International (TI).
La Romania ha ottenuto 3,1 punti, su 10 possibili, allo stesso livello dell’Algeria, Madagascar, Mauritania, Panama e Sri Lanka e si annovera tra i piu’ corrotti paesi dell’Europa Orientale. La supera soltanto l’Albania (111-o posto).
L’Ungheria si piazza al 41-o posto, Bulgaria al 57-o e la Repubblica Moldova al 79-o.

Immobiliare
Decine di milioni di euro di investimenti stranieri nel campo immobiliare in Romania
L’interesse degli investitori stranieri per il settore immobiliare in Romania e’ aumentato consistentemente e rapidamente negli ultimi 3 anni. Quando nel 2003, il gruppo Europolis ha acquistato il palazzo Europe House, nella zona Piaţa Victoriei, per 30 milioni di dollari, tale transazione, unica in quel momento, ha rappresentato un messaggio positivo per altri investitori e ha svegliato l’interesse dei fondi di investimenti orientati verso la Romania.
Il gruppo austriaco Europolis e’ stato, anche, il protagonista della piu’ consistente transazione sul mercato immobiliare romeno, conclusa ad ottobre 2006, quando ha acquistato due edifici allestiti per uffici, di Sema Parc, per 90 milioni di euro.
La corsa agli investimenti nell’immobiliare romeno e’ guidata, attualmente dai fondi austriaci, seguiti dagli investitori britannici. Gli specialisti immobiliari prevedono l’arrivo dei fondi di investimenti orientati verso l’immobiliare romeno, dalla Germania e dagli Stati Uniti.

Le compagnie romene preferiscono affittare spazi per uffici piu’ che acquistare, a causa dei costi sempre piu’ alti delle costruzioni
Sempre piu’ compagnie affittano spazi per i loro uffici e sempre meno scelgono di costruire o acquistare una sede propria.
Sedi in affitto scelgono non solo le compagnie multinazionali ma anche gli operatori economici entrati recentemente sul mercato oppure in procinto di aprire filiali in altre citta’.
Gli spazi per uffici stanno diventando investimenti a lungo termine, nel contesto attuale del mercato. Pero’ sono poche le societa’ in grado di permettersi sedi proprie, come quella della Holcim in zona Primaverii della Capitale, dove il solo terreno supera 2.500 euro al mq. „Le compagnie con un piu’ alto grado di certezza riguardo al numero dei dipendenti e al giro di affari dovrebbero costruire sedi proprie. E gli eventuali spazi eccedenti – in un primo tempo – potrebbero essere affittati a terzi” raccomanda Alexandru Petrescu, manager della compagnia immobiliare Esop di Bucarest. Costruire sedi piu’ ampie delle necessita’ della propria compagnia, per affittare gli spazi eccedenti e’ una pratica frequente a Costanza, osserva Paul Dogaru, della societa’ Coriax.
A Timisoara l’affitto di spazi per uffici e’ molto diffuso, addirittura predominante. Gli spazi medii hanno 80-120 mq. Sarebbe difficile acquistare terreno e costruire sedi cosi’ modeste, nelle zone centrali” osserva Doru Bodea, di Casadomi. I piu’ ambiti spazi per uffici sono gli appartamenti nei palazzi della zona storica ultracentrale, per la maggior parte acquistati e ristrutturati da investitori italiani.
Gli affitti variano tra 16 e 20 euro/mq a Bucarest e tra 7 e 20 euro/mq, nelle altre citta’. I costi di costruzione superano, invece, 500-600 euro/mq per l’area costruita, ai quali si aggiunge il prezzo del terreno.
Argomenti a favore della costruzione di una sede propria:
• Adeguamento dell’edificio alle caratteristiche dell’azienda.
• Possibilita’ di allargamento nel tempo: all’inizio lo spazio eccedente viene affittato a terzi in attesa che l’azienda si sviluppi
• Accesso facilitato a crediti, poiche’ si puo’ garantire con l’immobile esistente, specialmente per le societa’ di servizi (software, per esempio), dove le piu’ importante risorse sono gli specialisti non i mezzi fissi, e quindi sono necessarie tali garanzie per i crediti bancari contratti per sviluppare l’attivita’.
• Scelta della locazione in funzione delle caratteristiche dell’attivita’
• un buon investimento: in 7-10 anni, con la spesa per l’affitto si potrebbe avere una sede propria
Argomenti a favore dell’affitto
• Piu’ flessibilita’: lo spazio puo’ essere facilmente cambiato per uno piu’ ampio o piu’ ridotto, oppure l’attivita’ puo’ essere chiusa rapidamente (le multinazionali fanno tali ragionamenti e hanno movimenti bruschi di personale)
• spostamenti rapidi, da spazi in appartamenti o villette in centri di affari classe B ed ulteriormente in centri di affari classe A, man mano che la compagnia cresce
• cambio di sede in funzione del numero dei clienti; si puo’ scegliere la locazione adatta in funzione delle varie tappe di sviluppo della compagnia
• Lo sforzo finanziario viene scaglionato nel tempo, per ragioni contabili – l’ammortamento di una costruzione avviene in un lungo periodo di tempo, mentre il pagamento dell’affitto e’ deducibile, fiscalmente integralmente (ci sarebbero argomenti a favore della costruzione se cio’ avviene tramite una banca o in leasing immobiliare, pero’ rimane il problema dell’anticipo del 15-25%, che entra pero’ in un periodo di ammortamento piu’ lungo).

Il quotidiano EVZ titola: la citta’ di Ploiesti diventa piu’ cara di Roma. Gli specialisti affermano che il fenomeno e’ dovuto alla sopravalutazione delle offerte immobiliari, favorite da un forte deficit di abitazioni
“Vendo villa, ad un piano, rifiniture di lusso, con piscina e box auto sotterraneo, 1 milione di euro, negoziabile”. Non e’ un annuncio immobiliare di una capitale occidentale ma un inserzione in un quotidiano di Ploiesti, citta’ dove i prezzi delle proprieta’ immobiliari sono letteralmente esplosi.
I terreni nel centro di Ploiesti costano gia’ 700 euro al metro quadro, e gli immobili tra 100.000 euro ed 1 milione di euro, in funzione di dimensioni e rifiniture. Gli esperti spiegano l’ascesa dei prezzi con il deficit di abitazioni sul mercato. “In Romania, i prezzi sono dettati sul mercato immobiliare dal rapporto tra richiesta ed offerta. Attualmente e probabilmente per ulteriori 5-10 anni, tale rapporto registra un forte squilibrio con richieste molto piu’ numerose delle offerte. Il risultato e’ un’evidente sopravalutazione delle offerte da parte dei proprietari, senza giustificazioni materiali. Percio’ si arriva a richiedere di piu’ per una villa a Ploiesti che per una casa in Italia o Spagna” dichiara Cristian Mitris, direttore esecutivo dell’Associazione Romena delle Agenzie Immobiliari (ARAI).
Uno dei piu’ cari immobili di Ploiesti, una casa nazionalizzata che ospita al momento l’Ufficio dello Stato Civile (sotto il nome della “Casa dei Matrimoni”), uno degli edifici simbolici della citta’ e’ in vendita, con diritto di prelazione da parte della Municipalita’, a 900.000 euro. Il Consiglio locale ha considerato eccessivo il prezzo e di conseguenza l’immobile sara’ venduto a terzi, forse ad un prezzo ancora piu’ alto.
Le ville piu’ care sono state costruite nel quartiere Albert, all’uscita di Ploiesti verso Brasov, sulla Strada Nazionale DN 1 ed i prezzi variano tra 200.000 ed 1 milione di euro.
Con meno soldi, un investitore puo’ acquistare una casa con area e rifiniture simili: secondo il sito www.overseasrealestate.co.uk, una casa a Roma, recentemente costruita, con una superficie utile di 250 mq, 6 stanze da letto, 4 bagni, soggiorno, cucina, terrazzo, piscina coperta, rifiniture moderne ed aria condizionata e’ disponibile anche a 550.000 euro. Una casa con una descrizione simile viene offerta nel quartiere Albert di Ploiesti ad oltre 700.000 euro.
Gli analisti immobiliari affermano che l’integrazione della Romania nell’UE determinera’ un nuovo rincaro delle proprieta’. “In funzione del livello delle rifiniture e della zona nella quale e’ ubicata, il prezzo di una casa aumentera’ tra il 10% ed il 50% dopo il 1 gennaio 2007” crede Dragos Stoica, agente immobiliare a Ploiesti.

WTCB costruisce un ulteriore albergo nel nord della Capitale
Nel 2007, World Trade Center Bucuresti (WTCB) investira’ circa 14 milioni di euro per la costruzione di un albergo di 2 stelle, con piscina nella zona nord della Capitale, nei pressi del complesso fieristico Romexpo, annuncia il presidente WTCB, Mircea Ursache.
Il nuovo albergo sara’ destinato, prevalentemente, agli espositori partecipanti alle mostre e fiere organizzate nel recinto fieristico Romexpo, con stanze che costeranno circa 60 euro/notte, di circa 100 euro meno care rispetto ai prezzi praticati dagli altri alberghi ubicati nella stessa zona.

Newsletter n.44 / 2006

E’ stato nominato Il Commissario romeno per l’UE: Leonard Orban coordinera’ il multilinguismo europeo
Dopo giorni di tensione, Bruxelles e Bucarest hanno trovato un accordo sulla nomina del commissario romeno: Leonard Orban, che diventa responsabile al multilinguismo in un’Unione Europea che vanta piu’ di 200 idiomi. Leonard Orban, 45 anni, laureato in economia ed ingegneria meccanica, capisce l’italiano, parla bene l’inglese e un po’ meno il francese.
La nomina e’ stata annunciata dal presidente della Commissione, Jose’ Manuel Durao Barroso, che ha indicato anche la competenza assegnata a Orban. La nomina di Orban e’ arrivata dopo il ritiro della candidatura del senatore liberale Varujan Vosganian, a causa di accuse, da lui respinte, di essere stato informatore della “securitate” comunista e di aver ricevuto finanziamenti dal controverso uomo d’affari Sorin Ovidiu Vantu.
Barroso ha ottenuto per il commissario romeno la “cessione” del multilinguismo dal commissario slovacco Jan Figel, che rimane responsabile per l’educazione, la formazione e la cultura. Come ricordato dallo stesso Figel, il panorama linguistico dell’Europa e’ molto variegato: ”in Europa ci sono 200 lingue, europee e non” e con l’ingresso della Romania e Bulgaria ”le lingue ufficiali dell’UE diventano 23”.
A differenza di Vosganian, che alla Commissione UE era poco conosciuto, Orban e’ molto noto a Bruxelles, poiche’ per anni si e’ occupato delle trattative tra la Romania e l’UE. Il nuovo commissario dovra’ gestire un portafoglio consistente, composto da tre direzioni generali (traduzione, interpretariato, pubblicazioni). Orban dovra’ affrontare competenze delicate, nell’ambito delle quali lavorano ben 3.400 dipendenti, circa il 15% del personale totale della Commissione UE. Quello delle lingue e’ un settore particolarmente sensibile, che negli ultimi tempi e’ stato al centro di numerose polemiche. Qualche mese fa ha per esempio fatto molto scalpore il caso dell’esclusione dell’italiano e lo spagnolo durante molti incontri con la stampa. E d’altra parte, i documenti di lavoro di Bruxelles sono di fatto limitati solo a due lingue, inglese e francese. Orban dovra’, inoltre, garantire la traduzione della legislazione comunitaria in tutte le 23 lingue ufficiali UE.

Delegazione della Commissione per le politiche dell’UE del senato italiano in visita a Bucarest
Una delegazione della Commissione per le politiche dell’Unione europea del Senato ha visitato Bucarest per un giro di incontri ad alto livello alla vigilia dell’ingresso della Romania nell’UE. La delegazione e’ stata ricevuta dal presidente Traian Basescu, dal vice premier Marco Bela, dal ministro dell’integrazione europea Anca Boagiu e dal presidente del senato Nicolae Vacaroiu.
Il senatore Andrea Manzella, che ha diretto la delegazione, ha dichiarato ad ANSA di essere molto soddisfatto dei colloqui. Il senatore ha sottolineato il ruolo chiave della Romania con la sua lunga frontiera ad est e i problemi della regione del Mar Nero, incrocio di traffici di ogni genere. Bucarest “si aspetta un aiuto europeo e in particolare dell’Italia dato che anche noi abbiamo una lunga frontiera sul Mediterraneo”.
Nei colloqui sono stati inoltre discussi i rapporti commerciali con l’Italia, caratterizzati da una forte presenza delle aziende italiane in Romania e di cittadini romeni in Italia.

Il quotidiano Gandul preannuncia la visita del Presidente Prodi a Bucarest, subito dopo l’adesione della Romania all’UE
Secondo il quotidiano Gandul, che cita ANSA, il presidente del Consiglio di Ministri, Romano Prodi, effettuera’, a gennaio 2007, una visita in Romania. Sara’ il primo leader europeo a recarsi a Bucarest dopo l’adesione ufficiale del paese all’Unione Europea, a conferma del fatto che l’Italia rimane il principale partner commerciale della Romania.

Un italiano sostituisce Jonathan Scheele
E’ arrivato in Romania Donato Chiarini che sostituisce Jonathan Scheele, dal 1 novembre 2006 e la Delegazione della Commissione Europea in Romania si trasformera’, all’inizio del 2007, in rappresentanza.
Chiarini, nato nel 1942, ha lavorato ultimamente nel Direttorato per l’Albania, Bosnia-Herzegovina, Montenegro, Serbia e Kosovo, parte del Direttorato Generale per l’allargamento. E’ stato capo della Delegazione della Commissione Europea in Macedonia, tra settembre 2002 ed ottobre 2005 e precedentemente capo della Delegazione in Cipro ed in Bosnia-Hertegovina.
Chiarini avra’ la funzione di capo della Delegazione fino all’entrata della Romania nell’Unione Europea.
Dopo l’integrazione della Romania nell’Unione Europea, la Delegazione della Commissione Europea a Bucarest si trasformera’ in rappresentanza, come negli altri stati membri UE. Cambiera’ anche la missione della Delegazione: fino adesso aveva lo scopo principale di monitorare le evoluzioni politiche, economiche, sociali e legislative, con impatto sul processo di adesione e l’implementazione dei programmi di preadesione. La rappresentanza avra’, invece, la missione principale di assicurare l’efficacia del flusso di informazioni tra la Commissione e la Romania, attraverso politiche di informazione sulle attivita’ della Commissione e le politiche UE. Inoltre, la rappresentanza continuera’ ad essere un’importante fonte di informazione per la Commissione, sulla realta’ romena.

La Romania ricevera’ 17 miliardi di euro, fondi strutturali
Nel periodo 2007-2013, l’UE concedera’ alla Romania fondi strutturali per un valore di 16,9 miliardi di euro. L’ammontare e’ 3,7 volte superiore ai fondi di 4,5 miliardi di euro, ricevuti nel periodo 2000-2006. Secondo il responsabile per il coordinamento dei fondi strutturali per la Romania, David Sweet, da questo ammontare, 6,755 miliardi di euro saranno fondi Phare e 11,15 miliardi di euro fondi ISPA. Pero’ tali fondi verranno erogati soltanto in base a criteri molto severi. L’ufficiale europeo ha sottolineato che la strategia ed i programmi dovranno essere presentati dal Governo della Romania subito dopo l’adesione.
Le priorita’ dei fondi strutturali saranno: lo sviluppo delle infrastrutture a standard europei, l’aumento a lungo termine della competitivita’ economica, lo sviluppo del capitale umano e l’utilizzo dello stesso in maniera efficace, l’aumento della capacita’ amministrativa. Secondo l’ufficiale europeo “si devono sviluppare le infrastrutture vicine al Danubio, quella portuale e quella marittima. E si devono sviluppare anche le infrastrutture per i trasporti, perche’ un paese non puo’ andare avanti senza una rete stradale”. Deve essere sviluppato anche il capitale umano, la manodopera qualificata, poiche’ “inutile avere tecnologie avanzatissime se si devono importare tecnici ed esperti” ha aggiunto Sweet.
Nel periodo 2007 – 2013, la Romania ricevera’ dall’UE 32 miliardi di euro, di fondi strutturali e di coesione e contribuira’ al bilancio dell’Unione con 1,1 miliardi di euro all’anno.

La Romania deve assorbire almeno il 55% dei fondi UE per il 2007
La Romania deve assorbire, nel 2007, almeno il 55% dei fondi strutturali concessi, per non diventare solo contribuente al bilancio UE, dichiara il senatore Varujan Vosganian. Secondo il senatore PNL, c’e’ il rischio che i fondi diminuiscano se non vengono assorbiti in maniera soddisfacente. Nell’agricoltura questi potrebbero ridursi del 25%, in caso di insufficiente capacita’ istituzionale dell’amministrazione. “Tutti i paesi recentemente diventati membri UE hanno registrato nei primi anni percentuali di assorbimento abbastanza contenute. Se la Romania non assorbe nel 2007, il 55% dei fondi concessi, diventa “sponsor” dell’UE, perche’ dovra’ pagare, comunque, nel 2007 1 miliardo di euro di contributi mentre dovrebbe ricevere 2 miliardi. Se riuscira’ ad assorbirli sara’ un record” conclude Vosganian.
“La Romania e Bulgaria, sono sia dal punto di vista istituzionale che da quello dell’acquis comunitario, meglio preparate all’adesione all’UE di quanto erano i paesi che hanno aderito nel 2004, quelli che hanno aderito negli anni ’90, o quelli che hanno aderito negli anni ‘80 (Spagna, Portogallo e Grecia). Man mano che il tempo passa, le procedure diventano piu’ complicate e le cautele maggiori per quanto riguarda i nuovi aderenti” ha sottolineato Vosganian.

Marketing agricolo, con fondi dall’Unione Europea
Attraverso la Misura 1.1. del Programma SAPARD, l’Unione Europea concede finanziamenti agli imprenditori della Romania intenti a migliorare le proprie strategie di vendita dei prodotti agricoli.
Sono eleggibili i costi collegati al miglioramento del marketing e della trasformazione di determinati prodotti agricoli ed ittici, tra cui: carne e derivati della carne, latte e derivati del latte, cereali, oleaginosi, prodotti della vinificazione, frutta, legumi e patate, pesce e zucchero.
Dal totale dei costi per un progetto, fino al 50% puo’ essere coperto dai grant (finanziamenti a fondo perduto) dal SAPARD, ed i restanti costi devono essere sostenuti da fonti proprie del beneficiario, compreso da crediti bancari (fino al 35% del valore del progetto).
Possono accedere al programma le Piccole e Medie Imprese, organizzate in conformita’ con la legislazione in vigore per tale categoria di aziende (fino a 249 dipendenti ed un giro di affari annuo di fino a 8 milioni di euro; non sono ammesse filiali di aziende con oltre 249 dipendenti).

Fondi BERS per consulenza
La BERS concedera’ alle Piccole e Medie Imprese romene dei finanziamenti a fondo perduto di fino a 10.000 de euro, per assicurare le risorse finanziarie destinate allo svolgimento dei progetti di consulenza. Il Programma denominato Business Advisory Services (BAS) finanziera’ soltanto le PMI private, con capitale maggioritario romeno, attive da almeno 2 anni. Non saranno considerate eleggibili le imprese del settore bancario, militare, dei giochi d’azzardo e del tabacco. Il finanziamento copre vari progetti, dall’implementazione dei sistemi di management della qualita’ o studi e ricerche di marketing fino a consulenze tecniche. I progetti BAS durano, mediamente, 4 mesi.
Il Programma funziona gia’ in 17 stati, tramite 27 uffici locali. Il valore totale del BAS e’ di 2,2 milioni di euro e rappresenta donazioni del Ministero Federale di Finanze dell’Austria.
Dall’ammontare totale, 1,6 milioni di euro e’ il valore dei grant, ed il resto e’ destinato al funzionamento dell’Ufficio BAS in Romania. Nel 2006, l’attivita’ dell’ufficio si svolge soltanto a Bucarest, pero’ dal 2007, si estendera’ anche a Braşov, Costanza, Piteşti, Timiş, Cluj e nelle regioni della Moldavia.

18 miliardi di euro per le infrastrutture di ambiente
La Romania dovra’ investire 18 miliardi di euro nelle infrastrutture di ambiente nel periodo 2007 – 2013. Da questo ammontare, soltanto 4,5 miliardi di euro proverranno dall’Unione Europea sottolinea Sulfina Barbu, ministro dell’Ambiente ed Amministrazione delle Acque.
Il Ministro dell’Ambiente sottolinea, anche, la necessita’ di identificare fonti alternative di finanziamenti, come il bilancio dello stato ed i bilanci locali, ma anche crediti interni ed esterni. Le dichiarazioni sono state rilasciate in occasione della firma della convenzione per il primo progetto con effetti sull’ambiente, finanziato da fonti governative e locali.
“Il valore totale del programma e’ di 323 milioni di euro e comprende, tra l’altro 3 sottoprogrammi importanti:
• programma di riabilitazione delle zone Zlatna e Copsa Mica, che beneficiera’ di circa il 22% dell’ammontare totale,
• l’ammodernamento delle infrastrutture di acqua ed acque usate nel bacino Cris, nella regione Vaslui
• un programma nel municipio Ploiesti.
Oltre a questi progetti che saranno destinatari del 59% dei fondi dedicati a tali programmi, si evidenzia un progetto per la gestione dei rifiuti nel municipio Iasi, una delle grandi citta’ romene”, ha sottolineato Sulfina Barbu.

Meta’ del capitale straniero investito in Romania e’ stato destinato all’industria
Dall’ammontare totale di 14,4 miliardi di euro del capitale sociale investito da entita’ straniere in Romania, oltre la meta’ e’ stata sottoscritta in aziende industriali. La partecipazione del capitale straniero in tali societa’ ammonta a 7,5 miliardi di euro.
Secondo i dati centralizzati dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC), nel top dei paesi di provenienza del capitale straniero investito in Romania, il primo posto continua ad essere occupato dall’Olanda, con un quantum totale di oltre 3 miliardi di euro, seguita dall’Austria con 1,9 miliardi di euro, la Francia con 1,5 miliardi di euro, la Germania con 1,3 miliardi di euro e l’Italia con 787 milioni di euro.
I dati pubblicati dall’ONRC riguardano i saldi al 31 agosto 2006, cumulati dal 1990.
Dal punto di vista del numero di societa’ con capitale straniero costituite in Romania, i dati indicano che le compagnie con attivita’ principale nel campo del commercio (al dettaglio e all’ingrosso) rappresentano meta’ del totale di 127.245 societa’, seguite dalle societa’ di servizi professionali (22,9%, cioe’ 29.139 societa’), dalle societa’ industriali (18,1%, cioe’ 33.031 societa’), dalle societa’ di turismo e di costruzioni (7.250 compagnie per ognuno dei due settori).
La differenza tra il saldo al 31 agosto 2006 e quello di dicembre 2005 rileva che nelle societa’ con capitale estero della Romania e’ stato sottoscritto un capitale sociale di 1,6 miliardi di euro. Nello stesso periodo sono state costituite 8.125 societa’ con partecipazione straniera al capitale sociale.

Il deficit estero puo’ diventare un problema a partire dal 2007
Il deficit di conto corrente superera’ il 10% del PIL nel 2006, livello sostenibile per il momento, che pero’ potrebbe diventare un problema a partire dal 2007, dichiara l’economista capo della Banca Nazionale della Romania, Valentin Lazea. L’ufficiale della banca centrale spiega che, nelle condizioni della liberalizzazione del conto di capitale, le leve della politica monetaria sono meno efficaci, e le politiche salariali e fiscali dovrebbero agire piu’ intensamente per limitare le pressioni inflazionistiche. “Se queste politiche non contribuiscono alla deflazione, allora la politica monetaria e’ costretta a ricorrere a costrizioni oltre i limiti normali. Quindi, un forte apprezzamento del leu puo’ contribuire alla deflazione, pero’ crea problemi a livello del conto corrente” conclude Lazea. Il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato, nei primi 8 mesi del 2006, un deficit di quasi 6 miliardi di euro, in aumento del 51% rispetto al periodo simile del 2005.

Il ricavato dalla vendita della Banca Commerciale Romena ha portato la riserva valutaria della Banca Centrale a 21 miliardi di euro
Nel mese di ottobre 2006, la riserva valutaria della Banca Nazionale della Romania (BNR) e’ aumentata di circa 2,416 miliardi di euro, fino a 21,151 miliardi di euro. L’aumento e’ dovuto in primo luogo all’incasso di 2,21 miliardi di euro dalla privatizzazione della Banca Commerciale Romena
Le entrate in valuta nel mese di ottobre sono ammontate a 2,64 miliardi di euro e le uscite a 2,28 miliardi di euro.
La riserva di oro si e’ conservata a 104,7 tonnellate, valutata a circa 1,59 miliardi di euro, in leggera diminuzione rispetto al mese precedente.
Le riserve internazionali della BNR (valute piu’ oro) sono ammontate ad oltre 22,74 miliardi di euro.
Fino alla fine del 2006, i pagamenti scadenti per conto del debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero delle Finanze Pubbliche ammonta a 130 milioni di euro.

La Romania elimina le facilitazioni fiscali in frontiera
Dal 1 gennaio 2007, gli importatori romeni di prodotti software, installazioni ed equipaggiamenti sportivi pagheranno dazi doganali, come nell’UE.
Per allinearsi alle norme dell’Unione Europea, la Romania eliminera’ tutti gli esoneri dal pagamento dei dazi doganali per le attrezzature tecnologiche, installazioni, equipaggiamenti, apparecchi di misura e controllo, automazioni e prodotti software secondo una recente Decisione governativa.

Verra’ creata l’Agenzia per l’ambiente d’affari
La nuova autorita’, dedicata agli investitori in Romania sara’ strutturata in 3 dipartimentI: per le Piccole e Medie Imprese, per investimenti e per la promozione delle opportunita’ di investimenti, dichiara il ministro di stato Bogdan Pascu.
“L’Agenzia inglobera’, in una nuova configurazione, l’Agenzia per le Piccole e Medie imprese, l’Agenzia per gli Investimenti Stranieri e la Direzione dell’Ambiente d’Affari della Segreteria Generale del Governo.
La costituzione dell’Agenzia per l’ambiente d’affari precedera’ l’elaborazione delle norme di applicazione della Legge sugli investimenti” ha spiegato Pascu

Brasov Industrial Park – progetto greenfield a Brasov
Un nuovo progetto di Parco Industriale tipo greenfield sara’ allestito a Brasov.
Il Parco Industriale Brasov (www.parc-industrial.ro) si sviluppera’ su 34 ettari, nell’immediata vicinanza del futuro Aeroporto Internazionale, e dedichera’ alla produzione un’area di 160.000 mq, 12 capannoni e 20.000 mq spazi per uffici in 3 edifici, il tutto da affittare a lungo termine.
I clienti del parco beneficeranno di accesso a servizi centralizzati: vigilanza perimetrale, illuminazione esterna, servizi bancari, negozi non-stop, servizi medici, due alberghi da 2 e 4 stelle, servizi doganali, sale di conferenze, ristoranti e mense.
I lavori inizieranno a marzo 2007 ed i primi clienti potranno traslocare nel parco nell’autunno 2007.

Razvan Orasanu e’ stato sostituito da Teodor Atanasiu nella funzione di presidente dell’AVAS
Teodor Atanasiu e’ stato nominato dal premier Tariceanu nella funzione di presidente dell’Autorita’ Nazionale per la Vendita degli Attivi dello Stato in sostituzione di Razvan Orasanu.
Teodor Atanasiu e’ membro del Partito Nazional Liberale (PNL) ed e’ stato ministro della difesa da dicembre 2004 fino a pochi giorni fa’ quando e’ stato sostituito dal democrata Sorin Frunzaverde.
Atanasiu e’ stato, in precedenza, amministratore della compagnia Palplast Sibiu, parte del gruppo Rompetrol e della B&M Direct Consulting nonche’ vice direttore generale di Uzina Mecanica Cugir e membro del Consiglio di Amministrazione del Fondo Proprieta’ di Stato (attuale AVAS) nel periodo 1997-2000.

In soli 2 anni, il numero di tasse ed imposte pagate dalle aziende operanti in Romania e’ raddoppiato
All’inizio del 2006, il Ministero delle Finanze aveva inventariato 420 tasse ed imposte applicate agli operatori economici in Romania, pero’ il loro numero aumenta mese dopo mese. “Credo che deteniamo il record europeo e forse anche quello mondiale per il numero di tasse pagate dagli operatori economici. Se all’inizio del 2006 il ministero delle Finanze ha contato 420 tasse ed imposte, al momento attuale queste sono molte di piu’. Il guaio e’ che si sono moltiplicate le tasse che definiscono la parafiscalita’ (tasse non contenute nel bilancio dello stato)” dichiara Mihai Ionescu, presidente dell’Associazione Nazionale degli Esportatori ed Importatori della Romania (ANEIR).
Secondo i dati forniti dall’Unione Generale degli Industriali della Romania (UGIR- 1903), nel 2004 un operatore economico pagava circa 200 oneri fiscali. Nel 2005, questi erano saliti a 300, e all’inizio del 2006 erano diventati 420. Le conseguenze sono la diminuzione della competivita’ delle esportazioni romene e la riduzione dell’entusiasmo degli investitori stranieri ad iniziare un’attivita’ in Romania.

Cosa succedera’ con le piccole banche dopo l’integrazione della Romania nell’UE
Gli analisti finanziari asseriscono che l’integrazione nell’UE potrebbe portare ad un’ulteriore ristrutturazione del sistema bancario romeno. Nella variante estrema, l’attuale numero delle banche dimezzerebbe, mentre in quella media la specializzazione settoriale o regionale sarebbe una soluzione di sopravivenza anche per le banche piu’ piccole.
“Le banche con un basso rating dimostrano di avere poca forza finanziaria, e nel futuro dovranno ricorrere a fusioni oppure essere prelevate”, affermava a fine giugno il governatore BNR Mugur Isarescu in occasione del seminario “Grecia, Bulgaria e Romania Business & Investment Summit”. Le 22 banche con quote di mercato inferiori all’1% rappresentavano, insieme, a fine agosto 2006, il 7,7% del mercato bancario. La differenza del 92,3% apparteneva alle altre 27 banche del sistema.
L’acquisto, negli ultimi 9 mesi, dei pacchetti azionari di maggioranza delle banche Eurom, Daewoo, Mindbank e Romexterra dai gruppi Leumi Bank, C.R.Firenze, Banca Agricola della Grecia e MKB sono conferme della necessita di consolidamento delle posizioni.
Attualmente, il sistema bancario della Romania e’ dominato da istituti finanziari con azionisti stranieri, che detengono insieme (compresa la Banca Commerciale Romena) circa l’88% degli attivi bancari totali, che ammontavano nel 2005 a 34,85 miliardi di euro. Gli analisti NBG Bank stimano che, dopo la privatizzazione della Cassa di Risparmio CEC, la percentuale salira’ al 92%.
Praticamente, ad eccezione della Banca Commerciale Carpatica, della Libra Bank, della Banca Transilvania – che non rientra nella categoria delle piccole banche, e della Cassa di Risparmio CEC – per ancora poco tempo – tutte le altre banche sono detenute per la maggior parte da gruppi bancari internazionali importanti. Poiche’ si avvicina la vendita della CEC a OTP Bank o NBG Bank, non e’ difficile anticipare che le tre piccole banche potrebbero diventare target degli ulteriori acquisti.
Nel frattempo altri operatori stranieri si preparano a sbarcare sul mercato bancario romeno: la portoghese Millennium, che prepara un investimento greenfield con l’apertura di 100 succursali, la belga KBC e la cipriota Bank of Cyprus.
Il gruppo belga KBC non esclude l’acquisto di una banca gia’ operante sul mercato romeno.
Anche GE Money intende estendere la propria attivita’ in Romania nel campo del retail banking per consolidare la propria posizione sul mercato dei servizi finanziari, attraverso una crescita organica oppure attraverso acquisti.
Diventa sempre piu’ necessaria la concentrazione dell’attivita’ sui settori di nicchia e sul mercato bancario della Romania opera gia’ una serie di banche con attivita’ di nicchia, come le banche di credito alle PMI – ProCredit Bank, Mindbank -, le banche di credito locativo – HVB Banca pentru Locuinte, Raiffeisen BL –, le banche di credito per determinati professionisti – Libra Bank.

I romeni tornano a risparmiare in valuta
I depositi in lei sono stati spodestati da quelli in valuta nelle preferenze dei romeni. Il valore dei depositi nuovi, in valute straniere costituiti da persone fisiche nell’intervallo settembre 2005 – settembre 2006 ha superato quello dei risparmi in moneta nazionale.
Nell’intervallo citato, i depositi in valuta delle persone fisiche sono aumentati del 35%, e quelli in lei di soli 16,2%, secondo i dati forniti dalla Banca Centrale.
Le compagnie, invece, hanno puntato sui depositi in lei, considerando piu’ attraenti i tassi di interesse offerti per questi ultimi. A differenza della popolazione, le compagnie hanno ridotto i loro piazzamenti in valuta del 2,8% nell’ultimo anno, e aumentato i loro depositi in lei del 23%.

In Romania si paga lo stipendio minimo con il minor potere di acquisto in Europa
Il piu’ basso stipendio in Lussemburgo e’ di 1.500 euro mensili. Nel top degli stipendi minimi nell’UE seguono l’Irlanda, Olanda, Gran Bretagna, Belgio, Francia – con stipendi minimi tra 1.300 e 1.200 de euro, Spagna, Malta, Slovacchia, Portogallo – con stipendi minimi tra 630 e 430 euro. Nei nuovi stati membri UE, lo stipendio minimo parte da 129 euro (Lituania) ed arriva a 261 euro (Rep. Ceca). La Romania si piazza al penultimo posto con 90 euro mensili seguita dalla Bulgaria, con 82 euro mensili.
Nonostante lo stipendio minimo sia piu’ basso in Bulgaria rispetto alla Romania, il piu’ povero operaio bulgaro puo’ acquisire piu’ merci di quello romeno pagato con lo stipendio minimo . In una graduatoria del rapporto tra lo stipendio minimo ed il potere di acquisto dei cittadini dei paesi membri e candidati all’UE, la Romania occupa l’ultimo posto, e la differenza rispetto al primo posto, occupato dal Lussemburgo e di quasi 1:10. In Romania sono registrati circa 1 milione di operai pagati con lo stipendio minimo a livello nazionale.

Stipendio medio lordo di 1270 RON, e stipendio minimo a livello nazionale di 390 RON
Secondo il progetto di Legge Finanziaria per il 2007, il prossimo anno, lo stipendio medio lordo in Romania ammontera’ a 1270 RON e lo stipendio minimo a 390 RON. I sindacati considerano, pero’, il limite minimo troppo basso e di conseguenza, il presidente del Blocco Nazionale Sindacale, Dumitru Costin, ha annunciato che, per la terza volta di seguito, nel 2007 esisteranno due stipendi minimi a livello nazionale – uno stabilito attraverso Decisione Governativa e l’altro attraverso il contratto collettivo di lavoro a livello nazionale.
Piu’ radicale, il vicepresidente del Cartel Alfa, Petru Dandea, ha annunciato la ripresa delle dimostrazioni stradali, se il Parlamento accettera’ la proposta del governo. Cartel Alfa chiede uno stipendio minimo oltre i 390 RON, livello respinto dal ministero delle Finanze.

Le societa’ romene di costruzioni strade rimarranno subappaltatori delle aziende straniere
In Romania non esiste alcuna societa’ autoctona del settore costruzioni autostrade, discariche ecologiche e stazioni di depurazione, sufficientemente grande da poter vincere da sola – in veste di appaltatore generale – un contratto piu’ consistente.
I criteri severi imposti alle aziende per il conferimento dei contratti, come anche il deficit grave di manodopera, “condanna” i costruttori romeni a rimanere, per ancora molto tempo, subappaltatori.
Per poter partecipare alla gara per un progetto di grandi dimensioni, le compagnie autoctone possono scegliere tra due soluzioni: l’associazione di piu’ aziende o il subappalto del lavoro da un appaltatore straniero, per una parte del progetto.
Solo per i progetti del settore dei trasporti e delle infrastrutture e’ previsto il 23,8% (4,68 miliardi di euro) dei fondi strutturali e di coesione concessi alla Romania fino nel 2013, per un valore totale di 19,7 miliardi di euro.

Piata Victoriei, il City di Bucarest
Un decimo degli uffici di alta qualita’ della Capitale sara’ ubicato nella zona Piata Victoriei a partire dal 2007, e ospitera’ piu’ di 11.000 dipendenti dei piu’ importanti operatori economici, con affari di miliardi di euro.
Gli affitti pagati da compagnie come Orange o Rompetrol per gli attuali oltre 100.000 mq di uffici della zona si avvicinano a 30 milioni di euro all’anno. Orange e Rompetrol vantano insieme un giro di affari di oltre 6 miliardi di euro all’anno.

L’AVAS diventa il centro dei piu’ importanti affari immobiliari del momento
Lo stato diventa il piu’ importante agente immobiliare sul mercato. L’Autorita’ per la Vendita degli Attivi dello Stato (AVAS) sta diventando il partner di affari sognato da ogni imprenditore interessato nel campo immobiliare.
Gli imprenditori che sanno come ricavare le dovute informazioni dall’AVAS, possono acquistare vaste aree di terreni ubicati in zone “strategiche”, ad un terzo del prezzo di mercato. E poiche’, stranamente, la pubblicita’ manca, nonostante i prezzi siano modesti, spesso i terreni messi all’asta si vendono al prezzo di partenza, per mancanza di contendenti.
Uno dei clienti fortunati dell’AVAS e’ l’imprenditore Nicolae Ratiu, che ha acquistato (il 24 ottobre 2006, attraverso la sua societa’ Universal Property) dall’AVAS un terreno di circa 30.000 mq, ubicato nella zona dell’Autostrada Bucarest-Pitesti, con 593.000 dollari. L’AVAS ha messo all’asta e venduto al prezzo di partenza della gara (593.000 dollari), un terreno della ditta Alex Vasilescu Trans International, per il recupero parziale di un credito di 1,1 milioni di dollari.
All’attuale prezzo di mercato, il terreno vale circa 1,5 milioni di dollari, stimano gli specialisti del settore immobiliare.
Ratiu ha pagato un prezzo di quasi 20 dollari/mq, senza IVA, per il terreno acquistato nella zona del km 23 dell’Autostrada Bucaresti-Pitesti, dove la terra costa, in funzione delle utilita’ e della posizione rispetto alle vie di accesso, tra 30 e 40 euro/mq, equivalente a 38-50 dollari/mq, secondo le informazioni della compagnia immobiliare Eurisko. Quindi il terreno comprato da Ratiu, di 29.800 mq, avrebbe un valore di mercato tra 1,13 milioni di dollari e 1,5 milioni di dollari.
Nella zona dell’Autostrada Bucarest-Pitesti, Ratiu deteneva 160-170 ettari di terreno e ha venduto, nel 2005, alle compagnie ProLogis si Rynart, alcune decine di ettari per oltre 15 milioni di euro. I terreni della zona Autostrada Bucarest-Pitesti sono richiesti per lo sviluppo degli spazi industriali e di logistica.
L’Autorita’ per la Vendita degli Attivi dello Stato (AVAS) vende terreni in zone di interesse, appartenenti ad aziende debitrici nei confronti dello stato. Le vendite all’asta pubblica, partono da prezzi che non superano, in genere, la meta’ del livello minimo del valore di mercato, informa Mediafax.
Un altro terreno ubicato nella localita’ turistica Breaza (regione Prahova), di 11.000 mq, con via di accesso e ubicato nei pressi della strada statale e stato venduto all’asta pubblica al prezzo di partenza di 75.796 dollari esclusa l’IVA, cioe’ a circa 7 dollari/mq. Per un terreno del genere, gli esperti immobiliari richiedono, di regola, tra 20 e 65 dollari/mq, in funzione delle utilita’ esistenti.
L’AVAS si difende: I prezzi vengono stabiliti in base a dei rapporti di valutazione
I rappresentanti AVAS dichiarano che i prezzi di partenza dei terreni messi all’asta vengono stabiliti in base a rapporti di valutazione, elaborati da esperti autorizzati dall’Associazione Nazionale dei Periti della Romania. Ed i prezzi di partenza diminuiscono se l’asta deve essere posticipata per mancanza di acquirenti.
A breve, l’AVAS vendera’ all’asta pubblica un terreno di 5.320 mq appartenente alla SC Baneasa, ubicato in una zona residenziale del comune Voluntari, ad un prezzo di partenza di 180 dollari/mq. Secondo il direttore generale dell’agenzia immobiliare Intermedias, Ion Radu Zilisteanu, il prezzo minimo di acquisto di un terreno in questa zona e’, attualmente, di 500 dollari/mq.

Il completamento del catasto dei terreni agricoli ha superato la scadenza concordata con l’UE
La Romania ha digitalizzato i terreni agricoli in oltre l’88% dei comuni e villeggi e ha concluso l’identificazione in circa il 50% degli stessi. La Romania si era impegnata nei confronti dell’UE di concludere entro il 31 ottobre 2006 il processo di identificazione dei lotti agricoli in tutte le unita’ amministrative territoriali.
L’identificazione dei lotti e’ obbligatoria, poiche’ in base agli ortofotopiani potranno essere concesse le sovvenzioni comunitarie, a partire dal 2007.

Pirelli costruira’ un nuovo stabilimento di 70 milioni di euro a Sadu
Guglielmo Fiocchi, country manager Pirelli Romania preannuncia un ulteriore investimento di circa 70 milioni di euro, programmato per il 2007, nella costruzione di uno stabilimento per la produzione di filtri per motori diesel, ubicato nel parco industriale Sadu (regione Gorj), che dovrebbe cominciare a produrre nel 2008.
Il gruppo Pirelli ha già investito 170 milioni di euro nella realizzazione di un’unita’ che produce gomme ad alta performance nella zona Slatina (regione Olt) nei pressi della fabbrica di cavi metallici inaugurata nel 2005 insieme al gruppo tedesco Continental.
Oltre alla produzione, a Sadu Pirelli svilupperà una piattaforma di servizi logistici, informatici e commerciali, e collaborera’ con l’Università di Craiova nell’organizzazione di corsi post-universitari in settori di ricerca di interesse bilaterale.

Investitori italiani interessati ad operare nel Parco Industriale Hemeius (regione Bacau)
Un gruppo italiano di Perugia negozia con i dirigenti del Parco Industriale Hemeius (HIT), il primo parco industriale della Romania dedicato esclusivamente all’IT&C, la possibilita’ di affittare circa 300 mq per uso uffici ed un capannone per uso produttivo, di circa 700 mq per la fabbricazione di apparecchiature per comunicazioni.
Attualmente nel Parco Industriale Hemeius operano dieci aziende di cui 7 microimprese del settore IT.

Gli investitori italiani comprano terreni agricoli in Dobrogea
Migliaia di ettari di terreni agricoli nella regione Costanza sono stati acquistati da societa’ con capitale straniero, prevalentemente italiano, informa il quotidiano Evenimentul Zilei. Il fenomeno si e’ sviluppato negli ultimi due anni, da quando si ha la certezza che la Romania diventera’ membro UE.
I contadini romeni, per la maggior parte troppo vecchi e poveri per poter provvedere alla lavorazione della terra, vendono i loro terreni agricoli, mediamente a 15 – 20 milioni di lei vecchi all’ettaro, contenti di ricevere, in piu’, un vitalizio di 100 euro all’anno, e senza sapere che i nuovi proprietari verranno appoggiati dall’Unione Europea e dallo stato romeno a coltivare i terreni ed a vendere i raccolti.
SC Valea Verde Constanta, societa’ costituita nel 2005, e amministrata da Stefano Bargagni ha acquistato a Dunarea, nei pressi di Seimeni, 900 ettari di terreno agricolo, oltre a quelli gia’ acquisiti a Tichilesti, Horia, Stupina, Crucea, e predispone progetti per accedere ai fondi UE
Lucian Blaj, sindaco di Seimeni, dichiara che nel suo comune gli “italiani” hanno gia’ comprato 1.000 ettari di terreni agricoli. A Dobromir gli spagnoli hanno acquistato quasi 5.000 ettari, afferma il capo della Direzione Agricola Costanza, Gheorghe Albu. Anche a Silistea gli investitori stranieri hanno acquistato oltre 1.000 ettari, come pure a Vulturu, Adamclisi, Crucea, 23 August.
Le autorita’ locali considerano che i prezzi di vendita sono troppo bassi e preferirebbero che le vendite venissero posticipate per dopo l’adesione all’UE.

Il Bulevard Magheru, tra le piu’ care vie commerciali del mondo
Bulevard Magheru di Bucarest figura nel top delle piu’ care vie commerciali del mondo per quanto riguarda gli affitti per negozi. La zona Magheru figura al 30-o posto nella classifica elaborata da una grande compagnia immobiliare di New York.
Secondo lo stesso documento, il bulevard Magheru ha registrato una delle piu’ consistenti crescite, salendo di 6 posizioni rispetto alla precedente classifica, grazie all’avvicinamento dell’integrazione della Romania nell’Unione Europea.
L’affitto medio annuo arriva a 1.500 euro al mq, e nonostante l’alto prezzo, le grandi compagnie sono a caccia di spazi commerciali in questa zona.
Un mq in Bulevard Magheru si affitta facilmente a 100 – 130 euro mensili, e in funzione di superficie e dotazioni, chi affitta un negozio di 100 mq paga mediamente 12.000 euro mensili, quasi 150.000 euro all’anno.
In Calea Victoriei, seconda via commerciale della capitale, gli affitti variano tra 65 e 80 euro al mq mensili.
Secondo la ricerca realizzata dalla compagnia Cushman & Wakefield, la piu’ grande societa’ privata di servizi immobiliari, la piu’ cara via commerciale rimane 5th Avenue di New York, dove si paga circa 11.000 euro/mq.

Sito della settimana:
www.e-Firme.ro – nuovo portale delle aziende romene
Lanciato dalla compagnia iStorm, specializzata in applicazioni software e realizzazione di pagine web, il portale e’ uno spazio virtuale di incontro per la aziende della Romania, in base a ricerche per ragione sociale, per prodotti o per servizi offerti.
Le societa’ iscritte possono beneficiare del vantaggio della costruzione di un sito proprio nel quadro del portale, gratuitamente o a costi ridotti.

Studio della settimana
Soltanto 19 citta’ romene offrono condizioni di vita accettabili, indica una recente indagine realizzata dal settimanale economico Capital
Una recente analisi delle condizioni di vita in Romania ha rilevato la constatazione poco piacevole che le citta’ romene nella quali si vive “bene” sono poche.
Il “Top delle 50 citta’ nelle quali abitare”, elaborato dal settimanale Capital, ha preso in considerazione i seguenti criteri di selezione: accesso ad un aeroporto, ad un’autostrada, ad una strada europea riabilitata, ad una ferrovia principale; l’esistenza di centri commerciali moderni (ipermercato, cash&carry, mall), l’accesso ad educazione, teatro, opera, filarmonica, cinema; la situazione economica (stipendio medio, tasso di disoccupazione, investimenti stranieri), i prezzi nel campo immobiliare, grado di inquinamento dell’aria, acqua e suolo; vicinanza al mare o alla montagna, l’accesso a manifestazioni sportive, l’esistenza di un giardino zoologico; il tasso della criminalita’, la distanza fino alla piu’ vicina frontiera con l’UE.
Solo 2 citta’ hanno accumulato un punteggio superiore al 7 su 10 possibili (Timisoara e Costanza), altre 7 hanno ricevuto punteggi tra 6 e 7 (Sibiu, Brasov, Cluj Napoca ecc) e 11 punteggi tra 5 e 6 (Pitesti, Targu Mures, Satu Mare etc). Numerose sono le citta notate con 4 e 5 (Bacau, Ramnicu Valcea, Alba Iulia ecc), e 5 centri urbani hanno ricevuto punteggi tra 3 e 3,95 (Onesti, Vaslui, Barlad ecc).
La media generale delle 50 citta’ analizzate e’ 4,98.
Il vero tenore di vita
Secondo uno studio realizzato dalla compagnia Mercer e citato dal settimanale Capital, la svizzera Zurigo e’ al primo posto nel mondo per la qualita’ della vita in una grande citta’, seguita da Ginevra, Vancouver (Canada), Vienna (Austria) e Auckland (Nuova Zelanda).
Secondo un’altra classifica, realizzata da Economist Intelligence Unit, che prende in calcolo la qualita’ della vita nei paesi del mondo, Irlanda si piazza al primo posto con 8,33 punti, seguita dalla Svizzera (8,06), Norvegia (8,05), Lussemburgo (8,01), Svezia (7,93), Australia, Italia e Spagna. Gli Stati Uniti d’America occupano il 13-o posto, la Francia il 25-o, la Germania il 26-o, la Gran Bretagna il 29-o. In questa classifica la Romania si piazza al 58-o posto, con 6,10 punti, dopo la Bulgaria che ha ottenuto 6,16 punti.
Bucarest, tra piu’ e meno
Anche se non compresa nella classifica – a causa della sua posizione speciale, territoriale, sociale ed economica – Bucarest ha ottenuto 7,60 punti, grazie ai vantaggi (accesso alle infrastrutture di trasporti, commercio, educazione e cultura, situazione economica) e nonostante il grado di inquinamento, la lontananza rispetto alla frontiera occidentale, la lontananza dalla montagna e mare, gli altissimi costi immobiliari.
Ecco i punteggi delle citta’ romene analizzate:

  1. Timisoara – 7,25
  2. Costanza – 7,10
  3. Sibiu – 6,65
  4. Brasov – 6,58
  5. Oradea – 6,50
    6-7. Arad e Cluj Napoca – 6,25
  6. Turda – 6,05
  7. Ploiesti – 6,03
    1. Pitesti – 5,95
    2. Lugoj – 5,87
  8. Targu Mures – 5,80
  9. Satu Mare – 5,59
  10. Bistrita – 5,43
  11. Galati – 5,28
  12. Iasi – 5,25
  13. Craiova – 5,10
  14. Medias – 5,08
  15. Bacau – 5,00
    Le 26 citta’ che hanno ottenuto punteggi tra 4 e 4,95 sono: Medgidia, Zalau, Ramnicu Valcea, Alba Iulia, Resita, Giurgiu, Slatina, Piatra Neamt, Suceava, Petrosani, Alexandria, Pascani, Targoviste, Braila, Baia Mare, Calarasi, Tecuci, Drobeta Turnu Severin, Botosani, Sfantu Gheorghe, Tulcea, Hunedoara, Roman, Buzau, Deva si Targu Jiu.
    Le ultime 5 citta’ sono:
  16. Focsani – 3,90
  17. Slobozia – 3,80
  18. Onesti – 3,75
  19. Vaslui – 3,25
  20. Barlad – 3,15

Statistiche sui romeni in Italia
I romeni sono al primo posto tra gli immigranti in possesso di regolari permessi di soggiorno, e costituiscono il “gruppo extracomunitario piu’ numeroso in cifre assolute”, indica il piu’ recente rapporto Caritas sugli immigranti, reso pubblico a fine ottobre 2006.
I romeni “regolari” in Italia sono 270.845 e costituiscono la comunita’ straniera piu’ numerosa (11,9% del totale stranieri) delle 150 comunita’ straniere presenti in Italia.
La maggior parte dei romeni – oltre il 50 % – sono entrati illegalmente in Italia. Dopo un periodo di clandestinita’ hanno ottenuto uno statuto legale (grazie alle sanatorie).
I romeni si piazzano al primo posto per numero di permessi di lavoro: 191.033, cioe’ il 13,4 % del totale dei permessi di lavoro concessi.
Dei 55.000 bambini stranieri nati in Italia nell’ultimo anno, quasi 6.000 sono romeni.

Newsletter n.43 / 2006

Nel 2007 la Romania potrebbe pagare al bilancio comunitario piu’ di quanto ricevera’ dall’Unione Europea
Nel 2007, la Romania paghera’ 1,1 miliardi di euro al bilancio comunitario, e nel contempo, si stima che riuscira’ ad utilizzare soltanto il 55% del „premio“ di adesione di circa 1,9 miliardi di euro.
La Romania potrebbe beneficiare, nei prossimi anni, di fondi europei fino a 3 volte superiori, ogni anno, rispetto alle somme pagate come contributo al bilancio comunitario. Lo stato dell’economia no permettera’, pero’, alla Romania di consumare piu’ del 55% dei fondi concessi dall’Unione Europea, secondo le stime del presidente della Commissione Bilancio-Finanze del Senato (e candidato a commissario europeo da parte della Romania), Varujan Vosganian.
Quale sara’ il contributo della Romania
L’esecutivo romeno stima che, nel 2007, il contributo al bilancio comunitario ed il cofinanziamento dei fondi europei ammontera’ a quasi 6 miliardi di lei (1,69 miliardi di euro). Nella finanziaria approvata dall’esecutivo per il primo anno dopo l’adesione, 2007, sono previsti 1,1 miliardi di euro per il contributo al bilancio dell’Unione Europea ed altri 563 milioni di euro per il cofinanziamento dei fondi di preadesione PHARE, ISPA e SAPARD.
Nei prossimi 4 anni, il contributo della Romania al bilancio UE sara’ di circa l’1% del PIL, cioe’ 1,1-1,3 miliardi di euro. Oltre la meta’ del contributo proverra’ dal Reddito Nazionale Lordo (circa 700 milioni di euro), ed altre somme consistenti saranno assicurate dai dazi doganali (oltre 140 milioni di euro) ed IVA (128 milioni di euro).
Quanto ricevera’ la Romania
Nel periodo 2007-2009, la Romania continuera’ a ricevere fondi di preadesione, ma comincera’ a beneficiare anche dei fondi di post adesione.
Le due categorie di fondi comunitari arriveranno insieme, nel 2007, a 1,9 miliardi di euro, di cui oltre 1,3 miliardi di euro saranno finanziamenti post adesione. Globalmente, fino nel 2013, attraverso i programmi finanziati dai fondi di post adesione, in Romania arriveranno 19,66 miliardi di euro.
I fondi nel periodo di post adesione seguiranno due destinazioni principali: la politica agricola comune e la politica di coesione sociale ed economica. Nel 2007, per la politica agricola comune saranno spesi oltre 884 milioni di euro e per la politica di coesione oltre 1,33 miliardi di euro.
L’obiettivo di „convergenza“ riguarda la competitivita’ economica, l’ambiente, i trasporti, l’eliminazione delle disparita’ tra regioni per quanto riguarda il livello di sviluppo, l’aumento della capacita’ di amministrazione delle istituzioni.
L’altro obiettivo strategico – la „cooperazione territoriale“ – sara’ concentrato sulla cooperazione a livello nazionale, regionale, europeo, specialmente per la prevenzione dei disastri naturali.
I fondi strutturali sono programmati dalla Commissione Europea per un periodo di 7 anni e hanno lo scopo principale di eliminare le differenze di sviluppo tra le regioni dell’Europa, essendo destinati alle zone con un PIL pro capite inferiore al 75% della media UE. La Romania, con le sue 8 regioni di sviluppo, ha un PIL medio pro capite inferiore al 30% del PIL pro capite nell’UE.

560 milioni di euro per il settore energetico
L’Unione Europea potrebbe concedere alla Romania fondi strutturali di 560 milioni di euro per investimenti nel campo energetico, dichiara Ioana Michiu, euro-consigliere presso l’Organismo Intermedio per l’Energia (OIE). L’UE finanziera’ progetti per il miglioramento dell’assistenza energetica con 252 milioni di euro, la valorizzazione delle fonti rigenerabili di energia con 112 milioni di euro e la riduzione dell’impatto del sistema energetico sull’ambiente con 196 milioni di euro.
I progetti saranno cofinanziati dai beneficiari.
I fondi strutturali devono essere utilizzati in 2 anni dalla concessione.

Le aziende con capitale straniero avranno un accesso piu’ facile ai fondi europei
Le procedure per l’accesso ai fondi europei sono burocratiche e le compagnie con capitale ed azionisti esteri, che hanno gia’ beneficiato dell’assistenza PHARE e hanno avuto accesso ad iniziative informative, organizzate dalle autorita’, saranno meglio preparate ad accedere ai finanziamenti concessi dall’UE rispetto agli imprenditori romeni, sottolineano i rappresentanti del Gruppo di Economia Applicata (GEA). “Queste aziende, che hanno gia’ accumulato esperienza nel campo dei fondi strutturali, sono vantaggiate nell’ottenimento dei finanziamenti UE” spiega il direttore esecutivo GEA, Dragos Pislaru.
Lo stesso afferma che GEA prepara 7 progetti per accedere ai fondi destinati alle compagnie dei settori auto, carpenteria metallica e materiali di costruzione, anche se i fondi non saranno disponibili immediatamente dopo il 1 gennaio 2007.
Secondo il Piano Nazionale di Sviluppo, elaborato per il periodo 2007-2013, il finanziamento totale arrivera’ a 58,7 miliardi di euro, principalmente per lo sviluppo rurale e per le infrastrutture.
GEA costituira’ una societa’ di consulenza, GEA Strategy & Consulting, operativa dall’inizio di novembre 2006.

La Banca centrale informa che il deficit di conto corrente e’ aumentato del 51%, fino a 5,92 miliardi di euro
Il conto corrente della bilancia di pagamenti ha registrato, nei primi 8 mesi del 2006, un deficit di 5,924 miliardi di euro, in aumento del 51% rispetto al periodo simile del 2005, principalmente a causa dell’aumento del deficit della bilancia commerciale, informa la Banca Nazionale della Romania (BNR).
Il conto corrente registra dei deficit in aumento nel capitolo redditi, dove tra le uscite sono compresi, gia’ da 2 anni, anche i profitti reinvestiti dai non residenti. Il saldo negativo e’ aumentato nel periodo analizzato del 20,6%, fino a 2,029 miliardi di euro.
Il valore del deficit di conto corrente anticipato per il 2006 e’ stato rivisto in aumento, da 7,95 miliardi di euro a 8,25 miliardi di euro.
Nel contempo, il debito estero a medio e lungo termine della Romania e’ ammontato, dopo i primi 8 mesi del 2006, a 25,837 miliardi di euro, in aumento del 5,1% rispetto al 31 dicembre 2005.
Il debito estero pubblico e pubblicamente garantito ha registrato al 31 agosto un saldo di 10,923 miliardi di euro, che rappresenta il 42,3% del debito estero a medio e lungo termine, rispetto al 45,9% al 31 dicembre 2005.
Il debito estero non garantito pubblicamente, cioe’ il totale dei prestiti contratti dalle compagnie private, ammontava alla fine dei primi 8 mesi del 2006, a 14,07 miliardi di euro, in aumento del 13,9% rispetto al livello del 31 dicembre 2005.
Il grado di copertura era al 31 agosto 2006 di 6 mesi di importazioni, rispetto a 6,4 mesi di importazioni al 31 dicembre 2005. Tale indice (grado di copertura della riserva in mesi di importazioni) viene calcolato come rapporto tra la riserva ufficiale della BNR (valuta e oro) alla fine del periodo e l’importazione media mensile di beni e servizi nel rispettivo periodo.

Le compagnie con capitale estero aumentano le esportazioni romene
Fino nel 2009, il deficit commerciale continuera’ ad aumentare, e nel contempo la maggior parte delle esportazioni romene sara’ generata dalle societa’ con partecipazione, parziale o integrale, del capitale estero – queste sono le stime degli ufficiali romeni sul commercio estero della Romania. Secondo il ministro delegato per il commercio, Iuliu Winkler, circa il 40% delle esportazioni romene, che stanno comunque diminuendo, viene realizzato dalle societa’ con capitale straniero, operanti in Romania. Lo stesso stima, inoltre, che fino nel 2009 il deficit commerciale della Romania continuera’ ad aumentare, ed in seguito il rapporto tra importazioni ed esportazioni si stabilizzera’. „Il deficit commerciale della Romania nel 2006 sara’ di molto superiore a quello del 2005 e nel 2007 questo trend continuera’“ dichiara Winkler, spiegando che le previsioni per il 2009 sono fondate sull’esperienza degli stati che hanno aderito all’UE nel 2004 e sul fatto che, come stato membro, la Romania godera’ di una maggiore fiducia da parte degli altri paesi europei e non solo.
Deficit di 15 miliardi di euro
L’Associazione Nazionale degli Esportatori ed Importatori della Romania (ANEIR) considera che alla fine del 2006, il valore delle importazioni superera’ quello delle esportazioni di circa 15 miliardi di euro, cioe’ di circa il 50% in piu’ rispetto al 2005, mentre nel 2007 il deficit aumentera’ del 20% rispetto al 2006, fino a 18 miliardi di euro. „Se l’inverno sara’ rigido e si dovranno importare quantitativi piu’ alti di combustibili, il deficit potrebbe salire oltre i 15 miliardi di euro“ crede Mihai Ionescu, presidente ANEIR.

Nel 2006 sono state costituite oltre 80.000 nuove societa’, di cui piu’ di un terzo dichiara attivita’ di commercio ed intermediazioni finanziarie
Secondo le statistiche dell’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC), nei primi 8 mesi del 2006, sono state registrate 80.400 nuove societa’ commerciali, per la maggior parte dedicate al commercio ed intermediazioni finanziarie.
All’inizio del 2006, all’ONRC risultavano registrate 1,42 milioni di societa’ ed alla fine di agosto 2006, circa 1,5 milioni. Tra le societa’ neo costituite, 26.330 dichiarano attivita’ di commercio all’ingrosso e al dettaglio e 3.735 intermediazioni finanziarie, cioe’ assicurazioni, leasing, crediti, transazioni immobiliari ecc.
Dal totale delle societa’ iscritte all’ONRC nel periodo dicembre 1990 – agosto 2006, quasi la meta’ (49%) hanno dichiarato come principale attivita’ il commercio all’ingrosso e al dettaglio (741.000 societa’) seguite dall’industria (14,9% del totale), erogazione di servizi (8,45%), trasporti (6,3%) e costruzioni (5,7%).
Dal punto di vista della forma giuridica, le societa’ a responsabilita’ limitata (SRL) sono le piu’ numerose (oltre 1 milione, quasi il 70%), seguite dalle societa’ per azioni (SA) che ammontano a 31.439.
Dal totale delle iscrizioni al Registro del Commercio, 387.000 sono liberi professionisti registrati come persone fisiche (PF) o associazioni famigliari (AF).

Gli investimenti stranieri lasciano il mercato di capitale romeno
La Commissione Nazionale dei Valori Mobiliari (CNVM) ha presentato un rapporto nel quale si specifica che gli investimenti stranieri sul mercato del capitale in Romania hanno registrato, nel mese di settembre 2006, un saldo negativo di 414 milioni di lei, poiche’ le uscite di capitale hanno superato le entrate, per la prima volta nel 2006.
Le somme ritirate dal mercato hanno totalizzato 661,8 milioni di lei, e le entrate di capitale straniero hanno rappresentato 247,8 milioni di lei.
Nei primi 9 del 2006, le uscite sono arrivate a 2,16 miliardi di lei, superando, per la prima volta nel 2006, le entrate che sono ammontate, nel periodo gennaio-settembre, a 1,76 miliardi di lei.
I non residenti hanno acquistato, nel mese di settembre, azioni per un valore totale di 235 milioni di lei. Gli investitori americani e britannici si piazzano nel top degli acquirenti di azioni nel mese di settembre, con 38,6 milioni di lei rispettivamente 37,3 milioni di lei, seguiti dagli investitori austriaci, con 32,3 milioni di lei.
Sul mercato delle obbligazioni, gli acquisti sono ammontati a 122 milioni di lei; la maggior parte (84,53%) sono stati investimenti olandesi, seguiti dagli investimenti dal Cipro (4,57 milioni lei, cioe’ l’11,90%). Gli americani sono stati gli unici venditori di obbligazioni nel mese di settembre, con 526 milioni di lei. Le vendite del mese di settembre, che hanno totalizzato 724 milioni di lei, hanno superato gli acquisti di 367 milioni di lei.

Il Ministero delle Finanze ha elaborato le norme di applicazione del Codice Fiscale
Il Ministero delle Finanze ha finalizzato le norme di applicazione del Codice Fiscale e le ha pubblicate sul proprio sito, per un dibattito pubblico, seguito dall’approvazione da parte del governo e dell’entrata in vigore a partire dal 1 gennaio 2007.

E’ scaduto il termine per l’aumento del capitale sociale delle societa’ per azioni e quelle inadempienti rischiano la radiazione dal Registro del Commercio
Il 27 ottobre 2006 e’ scaduto il termine legale per l’aumento del capitale sociale delle societa’ per azioni ad almeno 25.000 euro equivalente attuale di 87.500 RON (875 milioni di lei vecchi).
Tra dicembre 1990 e fine agosto 2006, presso l’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC) sono state iscritte 31.439 societa’ per azioni.

Le persone fisiche che svolgono attivita’ indipendenti riceveranno un codice di registrazione fiscale
Le persone fisiche che svolgono attivita’ economiche indipendenti o esercitano professioni liberali devono registrarsi come contribuenti presso l’Agenzia Nazionale di Amministrazione Fiscale (ANAF), e ricevono un codice di registrazione fiscale utilizzabile nei rapporti con i partner d’affari e con l’autorita’ fiscale a partire dal 1 gennaio 2007, secondo l’Ordinanza Governativa N.35/2006 per la modifica e completamento del Codice di procedura fiscale.

Nonostante gli avvertimenti UE sul problema OMG, nessuno controlla gli alimenti modificati geneticamente in Romania
Nessuno e’ in grado di dire quanti sono in Romania gli alimenti a base di soia presenti nei negozi, contenenti organismi modificati geneticamente (OMG). Nemmeno le autorita’, e cio’ e’ uno dei punti sensibili dell’ultimo rapporto di monitoraggio della Commissione Europea.
Nonostante il 2006 sia l’ultimo anno in cui sono state ammesse le coltivazioni di piante modificate geneticamente, sembra che la Romania non abbia nemmeno un laboratorio certificato a livello UE per individuare gli alimenti che contengono OMG, poiche’ le autorita’ forniscono risposte contraddittorie su questo argomento.
L’ultimo rapporto di monitoraggio della Commissione Europea attirava l’attenzione alla Romania sul modo di gestire gli organismi modificati geneticamente (OMG): „L’implementazione del quadro legislativo necessita miglioramenti consistenti. Devono essere intensificati i preparativi per la realizzazione di un sistema definito in maniera chiara, che garantisca che l’intero raccolto di soia modificata geneticamente, del 2006, sara’ registrato, inviato agli stabilimenti di trasformazione, etichettato e monitorato secondo le esigenze del Consiglio Europeo”. Inoltre, nel documento si afferma che „i laboratori per la verifica della qualita’ degli alimenti, foraggi e semi non sono ancora completamente funzionanti”.
In Romania, la legislazione ha permesso la coltivazione della soia modificata geneticamente negli ultimi 8 anni e sono state sperimentate anche coltivazioni di patate modificate geneticamente. Dal 2007 tali coltivazioni sono vietate in Romania.
Un problema rimane la soia modificata geneticamente, coltivata nel 2006 su 130.000 ettari, secondo il Ministero dell’Agricoltura, con un raccolto di circa 300.000 tonnellate, che non si sa’ dove sia finito. Gli alimenti suscettibili di contenere soia oppure olio di soia modificata geneticamente sono la maionese, gli insaccati a base di soia, il pate’ vegetale ecc.

Con un sostegno finanziario consistente, in Romania si potrebbe registrare un boom delle coltivazioni bioenergetiche
Nell’Unione Europea, nel 2010, il 5,75% dei carburanti dovra’ provenire dalle coltivazioni bioenergetiche, settore che e’ regolamentato sin dal 2003. Vengono concesse sovvenzioni specifiche per le coltivazioni bioenergetiche e vengono fissati target per l’utilizzo dei biocarburanti per la propulsione degli autoveicoli. Alla data dell’adesione all’Unione Europea, il 2% dei carburanti utilizzati in Romania devono essere “bio”, e fino nel 2010 la percentuale deve salire, gradualmente, fino al 5,75%.
In Romania, 6 aziende di produzione di biocarburanti entreranno in funzione nel 2007, per la maggior parte nel sud della Romania. Si tratta di reparti speciali di produzione del biodiesel creati presso le aziende di produzione degli oli alimentari e nelle raffinerie petrolifere. La produzione romena di biodiesel ammontera’ nel 2008 a circa 400.000 tonnellate, ottenute prevalentemente dal girasole ma anche dal colza. La capacita’ cumulata di produzione degli impianti nei quali si investe attualmente e’ di 400.000 tonnellate all’anno di biodiesel e 50.000 tonnellate all’anno di bioetanolo (ottenuto dal mais e dalla barbabietola).
Sovvenzioni per le coltivazioni bioenergetiche
La Romania puo’ fornire annualmente 500.000-550.000 tonnellate di olio da girasole, soia e colza, il che significa lo stesso quantitativo di biodiesel all’anno. Dal 2007, sara’ applicato un sistema piu’ ampio di sostegno finanziario delle coltivazioni bioenergetiche – sia attraverso l’aiuto europeo di 50 euro/ettaro, che attraverso la sovvenzione specifica per le coltivazioni di colza e girasole. L’olio di colza e’ il miglior biocarburante.
La sovvenzione per il gasolio, prevista per l’autunno 2006, di 1 ron/litro, si applica anche al biodiesel utilizzato nell’agricoltura. Sono state, inoltre, concesse sovvenzioni di 500 Ron all’ettaro per le coltivazioni di soia tradizionale e di 800 Ron all’ettaro per la soia ed il girasole ecologici.
Se nel 2005 le superfici coltivate con colza erano di 88.000 ha, nel 2006 sono salite a 180.000 ha, e le stime per i prossimi anni sono di 500.000 ha. Dalla produzione stimata per il 2006 piu’ della meta’ sara’ esportata, perche’ non esistono sufficienti capacita’ autoctone di lavorazione. Per i prossimi anni, gli specialisti stimano produzioni romene di fino ad 1 milione di tonnellate. I produttori di oli considerano la produzione di biodiesel una possibilita’ di diversificazione ed un’alternativa per controbilanciare la sovraproduzione di olio.
Dal punto di vista delle compagnie operanti nell’UE, la Romania e’ interessante per la realizzazione di investimenti nel campo dei biocombustibi poiche’:

  • L’adesione all’UE facilitera’ l’accesso dei produttori romeni sul mercato occidentale;
  • esiste un eccedente di materia prima a prezzi vantaggiosi ed un potenziale di produzione consistente (terreni, manodopera a costi contenuti e di qualita’);
  • gli stabilimenti per la produzione di bio-massa possono essere abbinati ai silos per cereali;
  • Il Danubio facilita la connessione alla rete europea, a costi minimi;
  • Le dimensioni del mercato romeno ed il suo potenziale di sviluppo offrono interessanti opportunita’ per gli affari nel campo agro alimentare;
  • Esistono il programma SAPARD ed i fondi comunitari post adesione.

Per gli investitori stranieri che hanno acquistato terreni agricoli ma non li coltivano, le autorita’ romene preparano delle multe
Per tutte le superfici agricole della regione Tulcea acquistate da aziende con partecipazione di capitale straniero, verranno effettuate delle verifiche, informa Rompres. La decisione e’ stata presa dalla Collegio della Prefettura, su raccomandazione del prefetto Chirica Lefter, dopo che il direttore della Direzione Generale per l’Agricoltura e Sviluppo Rurale (DGADR), Vasile Gudu, ha sottolineato che numerose superfici di terreni agricoli, acquistate o affittate da societa’ con azionisti di maggioranza stranieri, non vengono coltivate. La situazione segnalata nella regione Tulcea si ripete anche nel Delta del Danubio sulle superfici concessionate dal Consiglio Regionale.
Secondo la Legge n.18/1991 sul fondo fondiario, con ulteriori modifiche e completamenti, “i detentori di terreni agricoli sono tenuti ad assicurare la loro coltivazione e la protezione del suolo”. I proprietari che non adempiono a questi obblighi saranno informati per iscritto dai rispettivi Comuni e se non si adegueranno nel termine stabilito dallo stesso Comune, saranno penalizzati, annualmente, in funzione dell’area e della categoria di utilizzo del terreno.

Il Ministro dell’Agricoltura Flutur parla delle difficolta’ dell’agricoltura romena alla vigilia dell’adesione all’UE
I piu’ importanti problemi dopo l’integrazione nell’UE saranno la disciplina della sicurezza alimentare, il raggruppamento delle terre e la mancanza di professionisti, ha dichiarato a Oradea, il ministro dell’Agricoltura Gheorghe Flutur, informa Rompres.
“L’entrata nell’Unione Europea significa ricevere 2 miliardi di euro dall’UE, ma anche l’obbligo di rispettare severamente determinate regole di sicurezza alimentare” ha messo in guardia Flutur.
Per quanto riguarda il raggruppamento delle terre, poiche’ le sovvenzioni UE saranno concesse a partire del 2007 solo a chi possiede non meno di 1 ettaro, i proprietari sono incoraggiati a mettere insieme le loro terre per essere redditizi o trovare altre soluzioni. “Esiste ancora resistenza contro l’associazione e dovremo convincere i contadini” riconosce Flutur aggiungendo che “il mercato dimostrera’ che abbiamo ragione e le associazioni saranno l’unica via da seguire. Non c’e’ tempo da perdere”.
Il terzo problema maggiore dell’agricoltura e’ la mancanza di personale preparato: tecnologi, meccanizzatori, macellai, lavoratori nell’industria del latte etc. In tal senso, e’ stato richiesto al Ministero dell’Educazione di creare corsi di specializzazione di breve durata nelle scuole di mestieri, per provvedere a colmare il deficit di manodopera qualificata.

Otto miliardi di euro, investimenti stranieri diretti in Romania nel 2006
Gli investimenti stranieri diretti in Romania ammonteranno nel 2006 al livello record di 8 miliardi di euro e continueranno ad aumentare, dichiara il vice premier Bogdan Pascu.
Nei primi 7 mesi del 2006, il valore degli investimenti stranieri diretti e’ aumentato del 48% rispetto al periodo simile del 2005, fino a 4 miliardi di euro, secondo i dati forniti dalla Banca Nazionale della Romania (BNR).
Anteriormente, l’Agenzia Romena per Investimenti Stranieri (ARIS) aveva previsto per il 2006 un livello di investimenti stranieri diretti di 6,2 miliardi di euro, ammontare che non comprende le privatizzazioni della Banca Commerciale Romena e della Cassa di Risparmio CEC.
I dati provvisori della BNR per il 2005 indicavano investimenti stranieri diretti di 5,2 miliardi di euro. L’ARIS stima che il livello rivisto superera’ 6 miliardi di euro.

Le banche romene si affrettano ad adottare gli standard europei
Il sistema bancario romeno si deve allineare completamente a quello europeo, al piu’ tardi l’1 gennaio 2008. Le modalita’ di calcolo degli attivi, del capitale adeguato, degli indici di prudenzialita’ o di redditivita’ devono garantire la compatibilita’ e comparabilita’ con quelli dell’Unione Europea.
Il processo e’ conosciuto piuttosto come uno di adeguamento ai principi enunciati nel trattato Basel II. L’entrata delle grandi banche europee sul mercato romeno, attraverso l’acquisto di banche locali, facilita molto tale processo. Quindi, non e’ sorprendente che gia’ dal 1 gennaio 2007 ci saranno istituti finanziari romeni allineati al Basel II.
Pero’ gli europei esaminano l’insieme non le sue parti. Nel sistema esistono ancora molti problemi, a partire dal rapporto tra crediti ipotecari e crediti di consumo, dove la Romania ha un indice contrario a quello dell’UE. Con le nuove norme di limitazione dei crediti, la tendenza cambiera’ radicalmente, poiche’ un credito immobiliare verra’ concesso piu’ difficilmente di uno di consumo, nonostante per il primo esistano garanzie certe e per il secondo nella maggior parte dei casi non c’e’ tale garanzia.
Quattro banche della Romania applicheranno i principi Basel II sin dall’inizio del 2007, e 28 dei 39 istituti di credito hanno annunciato che preferiscono la variante standard per il calcolo dell’adeguamento dei capitali, dichiara Florian Neagu, capo Ufficio nella Direzione Stabilita’ Finanziaria della Banca Centrale
Le banche romene possono posticipare di 1 anno, fino al 1 gennaio 2008, l’applicazione delle norme Basel II, ha spiegato Neagu, durante la Conferenza Nazionale dell’Associazione del Leasing Bancario.
“Basel II influira’, a breve termine, di meno sugli istituti finanziari non bancari, poiche’ delle 4 banche che applicheranno il programma dall’inizio del 2007, soltanto 2 possiedono istituti finanziari non bancari (IFN)” ha aggiunto Neagu.
Attualmente, 13 banche controllano degli istituti finanziari non bancari sul mercato romeno.
Le norme Basel II introducono nuovi criteri di identificazione del rischio e di calcolo del capitale minimo necessario per la copertura dei rischi generati dall’attivita’ svolta da una banca. Le regole si applicano alle societa’ di credito e alle societa’ di servizi di investimenti finanziari, pero’ influiscono indirettamente anche sugli IFN. Questi saranno sottoposti alle esigenze supplementari, se la compagnia-madre decide di applicare le norme Basel II.
Il volume dei crediti concessi dagli IFN nel 2005 e’ aumentato del 52,7% rispetto al 2004, a 9,3 miliardi di lei, ed il totale dei loro attivi e’ aumentato del 50,5%, a 12,1 miliardi di lei.
“L’aumento dei crediti concessi dagli IFN e’ stato, addirittura, superiore a quello registrato dal settore dei crediti bancari” ha sottolineato il rappresentante della BNR.
Nel contempo, sono aumentati anche i rischi, poiche’ il livello di capitalizzazione e’ aumentato di soli 10%.
Il finanziamento degli IFN da fonti esterne ha rappresentato 1,15 miliardi di euro nel primo semestre del 2006, rispetto a 573 milioni di euro nel periodo simile del 2005, e quindi il peso specifico nel totale delle fonti di finanziamento e’ aumentato dell’11,2%, fino al 47,9%.

Nel 2007 la Romania si integra nell’UE con la produttivita’ del lavoro del 2002
Nonostante negli ultimi 2 anni, l’Esecutivo Tariceanu abbia ripetuto che l’economia romena va avanti a gonfie vele, un rapporto della Commissione Nazionale di Previsioni rileva che la produttivita’ del lavoro a livello nazionale ha raggiunto il livello del 2002. E cio’ a soli due mesi prima dell’integrazione della Romania nell’Unione Europea.
La produttivita’ del lavoro in Romania e’ tornata ai valori raggiunti nel 2002, indica un documento della Commissione Nazionale di Previsioni (CNP). A livello nazionale, in base al rapporto PIL pro salariato, la produttivita’ del lavoro e’ aumentata del 6,1% nel primo semestre. „Per settori economici, i piu’ consistenti aumenti di produttivita’ si registrano nelle costruzioni e nell’agricoltura, del 18,2% e rispettivamente 16,4%. Pero’, queste attivita’ hanno, insieme, un peso specifico di soli 9% nel Prodotto Interno Lordo. Se viene collegato l’aumento della produttivita’ con il contributo dei settori alla creazione del PIL, si puo’ affermare che i risultati economici del primo semestre sono per la maggior parte risultato della crescita dell’11% della produttivita’ del lavoro nell’industria (che ha un peso specifico del 27% del PIL)“, indica il documento CNP. Secondo la Commissione, i risultati potevano essere migliori se anche nel settore dei servizi (con un peso specifico del 51% del PIL) ci fosse la stessa preoccupazione per aumentare la produttivita’ del lavoro. Nel primo semestre del 2006, praticamente, l’intero aumento di PIL dei servizi e’ stato realizzato nelle stesse condizioni di produttivita’.
„La produttivita’ del lavoro in Romania ha registrato un trend ascendente nel periodo 2002-2004. Poi nel 2005 si e’ registrato un declino“ osserva l’ex ministro delle Finanze, Mihai Tanasescu, “e neanche il 2006 promette di essere alla fine un anno migliore. „Anche il 2007 sara’ un anno difficile, perche’ la Romania sara’ piuttosto contribuente al bilancio dell’Unione Europea. Paghera’ 1,1 miliardi di euro e ricevera’ circa 2 miliardi di euro, pero’ soltanto verso agosto. E non credo che nei 3-4 mesi rimanenti fino alla fine dell’anno, la Romania sara’ in grado di consumare, attraverso progetti validi, tutti questi fondi“ conclude Mihai Tanasescu.
Il documento CNP indica, che „l’industria diventa un ramo sempre piu’ competitivo nel quale, grazie alla crescita della produzione industriale e alla diminuzione del numero medio di salariati si e’ registrato un aumento della produttivita’ del lavoro nel primo semestre del 2006 del 10,7%“. Questa crescita rimane ancora … negativa, se si e’ arrivati soltanto al livello del 2002.
La dinamica della produttivita’ in tutti i settori di attivita’ industriale e’ positiva, specialmente grazie all’infusione di capitale: industria estrattiva (27,9%), industria della trasformazione (10,2%) ed il settore dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua (4,1%). Cio’ e’ interessante, se si pensa che fino a 2-3 anni fa’, l’industria era il ramo piu’ criticato dell’economia romena.

Aumentano le esportazioni romene con un alto grado di lavorazione
“La crescita economica sostenuta che la Romania registrata negli ultimi anni e le evoluzioni strutturali positive della produzione destinata all’esportazione avranno un contributo significativo nel bilancio nel 2007” dichiara il ministro delegato per il commercio, Iuliu Winkler. “Per la prima volta, nel mese di giugno 2006, nella struttura delle esportazioni romene, i prodotti con un grado medio ed alto di lavorazione hanno superato il 50% del totale esportato, il che significa un miglioramento delle tecnologie” sottolinea Winkler.

Il tasso della disoccupazione e’ sceso al 5%
Alla fine di settembre 2006, il tasso della disoccupazione a livello nazionale era del 5%, ed il numero totale dei disoccupati registrati era di 440.172, informa l’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza Lavoro.
Il piu’ alto tasso di disoccupazione continua ad essere registrato nella regione Vaslui (9,8%), seguita da Gorj (8,8%), Mehedinti (8,7%) e Ialomita (8,6%) ed il tasso piu’ basso nella regione Timis con il 2% ha specificato ANOFM.

Settore farmaceutico: i romeni comprano farmaci per 1,2 miliardi di euro all’anno
In 2 anni, il mercato dei farmaci in Romania e’ aumentato di quasi il 70%.
Tra il 2003 ed il 2005, il mercato dei medicinali in Romania e’ aumentato del 66,3%, da 0,720 miliardi di euro a 1,2 miliardi di euro, man mano che nuovi medicinali penetrano nel paese.
Nel 2005, il 30% del mercato dei medicinali era rappresentato dalle vendite di polveri iniettabili, seguite dalle sostanze attive, con il 24,8% del mercato e dalle capsule, con circa il 17%.
Le spese per la salute (in % del PIL) sono aumentate, dal 6% nel 2004 al 6,5% nel 2006, e le stime indicano la crescita fino al 7,1% nel 2009, secondo uno studio EIU.
In cifre, le spese per la salute sono aumentate, globalmente, da 3,5 miliardi di euro nel 2004 a 5,3 miliardi di euro nel 2006, con prospettive di arrivare a circa 7 miliardi di euro nel 2009.
La spesa pro capite per medicinali era nel 2004 di 162 euro, e sale nel 2006 a 244 euro, con previsioni di arrivare a 323 euro fino nel 2009.

Il lavoro di perfezionamento attivo (lohn) e’ in via di sparizione: la riduzione dei dazi doganali mettera’ in crisi il settore con i piu’ bassi stipendi
E’ noto che l’industria delle confezioni a base di perfezionamento attivo offre i piu’ bassi stipendi in Romania. Nonostante cio’, la Romania e’ il paese europeo con il piu’ alto volume delle esportazioni di capi di abbigliamento in tessili verso l’Unione Europea. In una classifica globale, il paese si piazza al terzo posto, con una quota di mercato del 9%, dopo la Cina e Hong Kong, con quote di mercato del 12%, e Turchia con il 10,5%. Seguono la Tunisia con il 6% e l’India con il 5,5%.
“Il mercato europeo delle confezioni e’ il piu’ grande del mondo, 20 volte piu’ voluminoso di quello degli SUA” considera Dietmar C. Stiel, direttore generale del Avanz, consulente specializzato nelle confezioni e pelletteria. Nel 2005 Cina e Hong Kong hanno esportato nell’UE prodotti per 10,9 miliardi di euro, la Romania insieme alla Bulgaria e Repubblica Moldavia hanno venduto nell’UE confezioni per 3,5 miliardi di euro e la Turchia per 3,1 miliardi di euro.
Il valore dei soli prodotti esportati dalla Romania e’ stato di 2,7 miliardi di euro, il che piazza il paese al quarto posto. Seguono la Tunisia con 1,8 miliardi di euro ed il Marocco con 1,6 miliardi di euro.
Il mercato delle confezioni
Dal punto di vista del livello della produzione e delle esportazioni, l’industria romena delle confezioni e’ al primo posto in Europa. Delle oltre 5.000 compagnie che producono confezioni, 3.500 sono romene, 1.500 bulgare e 300 moldave. La Romania occupa il primo posto anche per quanto riguarda le importazioni di accessori per tessuti e confezioni (il 98% di queste sono d’importazione) .
La riduzione dei dazi doganali dal 18% al 6% dopo l’adesione del paese all’UE cambiera’ la configurazione del mercato romeno delle confezioni ed il perfezionamento attivo diminuira’ continuamente.
Segnali in tal senso esistono gia’: negli ultimi anni, il perfezionamento attivo si e’ ridotto dall’80% al 60%, e nel 2007 il trend rimane discendente. Nonostante uno studio Eurostat indichi che la Romania ha un grande potenziale per gli affari nel campo delle confezioni, dopo l’adesione, le prospettive dei produttori romeni sono poco rosee.
L’aumento dello stipendio minimo a livello nazionale determinera’ anche l’aumento dei costi di produzione. Attualmente, il 75% delle spese sono costi di produzione, compresi gli salari, l’8-10% sono costi di gestione ed ammortamenti, ed il profitto varia tra il 7 ed il 15%.
Prospettive
Il 75% dei produttori romeni di confezioni non sono soddisfatti della qualita’ dei tessuti nazionali e di conseguenza non rinunceranno alle importazioni e conseguentemente anche al perfezionamento attivo. Il 65% dei produttori autoctoni intendono aumentare a breve la produttivita’ delle loro unita’ di produzione di confezioni e ridurre i costi di fabbricazione. Nonostante cio’, soltanto meta’ di loro (34% del totale) sono d’accordo ad investire in attrezzature, macchinari e tecnologie moderne. Da qui risulta la conclusione che il profitto risultato dalla riduzione dei dazi doganali non sara’ riflettuto immediatamente negli aumenti salariale, nonostante questi siano obbligatori, ne’ in nuove attrezzature. Lo conferma anche lo studio Eurostat che afferma che il 31% dei produttori indigeni di confezioni non intende cambiare niente nell’affare che dirige, ed il 44% intende redirezionare le vendite verso il mercato locale. Le opinioni dei confezionisti romeni sono confermate anche dalle statistiche. Dopo l’adesione, un terzo delle 1.200 compagnie impegnate in attivita’ di perfezionamento attivo spariranno dal mercato, attraverso fallimenti, abbandono dell’attivita’ o altri motivi.

I romeni acquistano una tonnellata di gioielli al mese
Tre quarti del mercato romeno dei gioielli/oreficeria opera a livello “sotterraneo”, evitando il pagamento di tasse ed imposte per circa 1 milione di euro.
La produzione autoctona di gioielli rappresenta, mensilmente, circa mezza tonnellata, di cui meta’ in oro e meta’ in argento; le importazioni rappresentano un’altra mezza tonnellata.
„Le quantita’ continuano ad aumentare, pero’ i romeni sono molto indietro rispetto ad altri europei, i tedeschi per esempio, per l’acquisto di gioielli“ afferma Karl Heinz, presidente del Patronato dei Gioiellieri della Romania.
Lo sviluppo spettacolare del mercato nero nel campo della gioielleria e’ determinato dall’alto livello della fiscalita’, crede Heinz. Attualmente, lo stato romeno incassa accise per 30.000 euro al mese, dai 3.500 operatori del campo della gioielleria.
Il 75% e’ mercato nero
Il mercato nero rappresenta circa il 75% dei 1.000 chilogrammi di gioielli venduti mensilmente. La percentuale e’ alimentata dal Codice fiscale del 2004, che ha eliminato le accise al pegno, il che ha permesso l’apertura del mercato sotterraneo.
„Per i quantitativi commercializzati “al nero” una stima modesta o molto modesta indicherebbe accise per piu’ di 1 milione di euro da versare alle casse dello stato, mensilmente“ aggiunge Heinz. „Per sviluppare il mercato normale dovrebbe essere modificata la legislazione fiscale che non permette all’industria uno sviluppo normale“ aggiunge lo stesso. Nel campo dell’argento le accise mancano e di conseguenza il mercato nero si manifesta soltanto per quanto riguarda l’oro.
„Sul mercato dei gioielli dell’Europa Orientale cambiera’ la struttura della distribuzione. Esistono grandi differenze tra i negozi di lusso e quelli tradizionali, ma anche spese piu’ contenute per orologi e gioielli rispetto a quelli dell’Europa Occidentale. Inoltre, questo campo si confronta con una pressione dei prezzi determinata dagli alti dazi doganali“, afferma Stefan Hencke, CEO di Convenis Group, specialista in management dei marchi e dei beni di lusso.

Caffe’ Costa anche in Romania
La catena dei caffe’ Costa sbarchera’ anche sul mercato romeno entro la fine del 2006: le prime unita’ saranno aperte a dicembre, in base a contratti di franchising con partner romeni. Nell’Europa Orientale, oltre alla Romania, Costa aprira’ dei caffe’ anche in Polonia e Bulgaria, fino ad arrivare ad un totale di 300 unita’ nei 3 paesi.
Il marchio Costa e’ stato lanciato in Italia, nel 1971, e fa parte del gruppo britannico Whitbread, una delle piu’ importanti compagnie dell’industria dell’ospitalita’.
Il caffe’ sara’ portato da Londra, e nei negozi saranno disponibili anche altri prodotti alimentari specifici al menu Costa.

Notizia dell’ultima ora:
Pirelli informa: Pirelli Tyre comincia la produzione nel nuovo stabilimento in Romania
Pirelli Tyre ha cominciato ufficialmente la produzione di pneumatici in Romania nel nuovo stabilimento di Slatina. L’impianto è destinato alla produzione di pneumatici alto di gamma per vettura e Suv (Sport Utility Vehicle) e si trova nelle vicinanze dello stabilimento steel-cord (cordicella metallica) inaugurato nel 2005. La nuova fabbrica di Slatina, una delle più moderne al mondo per la produzione di pneumatici, utilizza le migliori tecnologie produttive non robotizzate per la produzione di pneumatici ad alte prestazioni, di cui Pirelli Tyre è leader, comprendendo la gamma Winter, High-Performance, Ultra-High-Performance e Suv. Il complesso industriale, steel-cord compreso, si estende su un’area di 500.000 mq e alla fine del 2006 avra’ circa 770 dipendenti, di cui circa 450 negli pneumatici. Il 2006 si chiuderà con una produzione di 300.000 pneumatici che saliranno a 2.000.000 nel 2007. A pieno regime, la nuova fabbrica produrra’ 4,5 milioni di pneumatici ad alte prestazioni l’anno, con circa 1.000 dipendenti. L’investimento ammonta a circa 170 milioni di euro. Per il Gruppo Pirelli, Slatina, rappresenta un polo industriale fondamentale. La nuova fabbrica per pneumatici vettura e lo stabilimento per la cordicella metallica costituiscono nella strategia industriale di Pirelli un punto di forza di rilevanza mondiale. L’insediamento di Slatina, destinato nel tempo a diventare uno dei più grandi stabilimenti per pneumatici vettura al mondo, consente a Pirelli di aumentare la propria capacita’ produttiva secondo la richiesta del mercato nei segmenti alto di gamma, che crescono a ritmi elevati sia in Europa sia nel resto del mondo.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Sotto le Ali del Leone
“Sotto le Ali del Leone”
COMUNICATO STAMPA
(Bucarest, li26.10.2006) „Generali Asigurari” promuove lassicurazione sulla vita di tipo unit – linked

La Compagnia Generali Asigurari sta promovendo in questo mese lassicurazione GENerali Investment Unit Solution, un nuovo tipo dassicurazione sulla vita, basato sugli investimenti. I clienti Generali hanno a disposizione una gamma di strumenti dinvestimento, strutturati in tre fondi, differenziati a secondo il grado di rischio: Confident, Armonie e Activ. I prodotti unit linked si differenziano dalle assicurazioni tradizionali essenzialmente attraverso il modo di gestire il rischio dinvestimento. Questi prodotti si rivolgono alle persone che desiderano assumersi il rischio dellinvestimento e le quali iniziano ad orientarsi verso strumenti di risparmio piu complessi rispetto a quelli tradizionali (ad esempio, deposti bancari o titoli di stato).
GENerali Investment Unit Solution rappresenta un autentico piano dinvestimento personale che garantisce pero anche la protezione del cliente e della sua famiglia, nel caso in cui si verifichino avvenimenti imprevisti.
La polizza di tipo unit – linked – GENerali Investment Unit Solution – offre ai propri clienti lopportunita di una scelta nel variare la strategia dinvestimento o nelleffettuare dei pagamenti aggiuntivi, indipendentemente da quelli scaglionati, previsti nel contratto d’assicurazione.
In funzione dellopzione del cliente la cui eta non deve superare i 75 anni, entro la fine del contratto assicurativo, la durata del contratto varia da 5 a 30 anni.
Nel momento in cui la polizza assicurativa di tipo GENerali Investment Unit Solution giunge a termine, il capitale puoessere ricevuto dal cliente integralmente o sotto forma di pensione, in funzione delle preferenze di questo. Si puo optare per un vitalizio garantito temporaneo o per un vitalizio diviso proporzionalmente fra i coniugi.
Generali Asigurari offre ai propri clienti, attraverso i tre fondi, la possibilitadinvestire i soldi sia a breve che a lungo termine, il guadagno variando in funzione del grado di rischio e del profitto desiderato.
In questo senso, GENerali Investment Union Solution – Confident si rivolge a quelle persone che non amano rischiare e che desiderano un guadagno sicuro. GENerali Investment Unit Solution – Armonie eadatto alle persone che abbinano al rischio il rendimento, mentre GENerali Investment Unit Solution – Activ si rivolge a coloro che desiderano un guadagno elevato e che sono disposti a rischiare per ottenerlo. Nel mese di settembre sono stati lanciati i fondi dinvestimento Confident e Armonie, entrambi in RON. Il primo ha nella composizione il 75% di strumenti del mercato monetario e il 25% di strumenti a reddito fisso e, il secondo ecostituito in proporzione del 75% da strumenti a reddito fisso e dal 25% di azioni. “Entro la fine di questanno, quando stimiamo che concluderemmo circa 1.000 contratti di assicurazione unit linked, aggiungeremmo un altro fondo in RON, con, principalmente investimenti in azioni” ha dichiarato il direttore generale della Compagnia Generali Asigurari, il Sig. Tudor Moldovan. “Inoltre, nella prima metta dellanno 2007, la Compagnia, promuovvera altri tre fondi in moneta europea. “I programmi dinvestimento”, ha ancora aggiunto il direttore generale, “saranno pubblicati sia sul sito della compagnia, www.generali.ro, sia settimanalmente su un quotidiano ad alto tiraggio” Lassicurazione unit – linked GENerali Investment Unit Solution puoessere completata da unassicurazione aggiuntiva, di tipo: per decesso come conseguenza di unincidente, per linvaliditatotale o permanente derivante da unincidente, per lindennità giornaliera destinata alla degenza in seguito ad un incidente, per lindennitagiornaliera in seguito allimobilizazzione temporaria dovuta alla gessatura, per lindennità ottenuta in seguito ad interventi chirurgici dovuti ad incidenti, per lindennità per malattie gravi. In aggiunta, le assicurazioni per incidenti sono valide anche durante il periodo di rilascio del pagamento dei premi.

Coloro che desiderano stipulare una polizza GENerali Investment Unit Solution, lo possono fare rivolgendosi ad un agente assicurativo delle oltre 69 agenzie e punti di lavoro della nostra compagnia.
Generali Asigurari eparte del gruppo internazionale Generali, uno dei piu vecchi gruppi assicurativi del mondo. Con uninterruzzine durante il periodo comunista, la compagnia e presente sul mercato romeno dal 1835. La rete territoriale di Generali Asigurari ecomposta da 69 agenzie e punti di lavoro e il portafoglio della compagnia vanta oggi tutti i tipi di assicurazioni. Nel 2005, Generali Asigurari ha rapportato una cifra daffari di 108.5 milioni RON.

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