Newsletter n.52 / 2005

Dal 1 gennaio 2006, quasi tutte le tasse ed imposte vengono generalizzate al 16%
Nonostante la mancata finalizzazione del nuovo Codice Fiscale, l’esecutivo romeno ha modificato la configurazione della fiscalita’ a partire dal 1 gennaio 2006 attraverso un’Ordinanza Governativa di ultima ora. Le modifiche mirano, prevalentemente, a generalizzare l’applicazione della quota unica di tassazione del 16% anche alle transazioni immobiliari speculative, ai redditi risultati da interessi bancari, ai redditi risultati da transazioni con titoli di valore, nonche’ all’allineamento della tassazione dei non residenti a quella dei residenti e all’aumento delle tasse ed imposte locali con il tasso di inflazione annuo previsto.
Aumentano al 16% anche le imposte sui dividendi, sui redditi dalla compravendita di valute a termine, sui redditi risultati dalla liquidazione o dal scioglimento senza liquidazione delle societa’.
Tenendo presente che dal 1 gennaio 2006 aumenta anche l’imposta sui terreni agricoli, non si puo’ dire che il 2006 sara’ un anno di rilassamento fiscale in Romania

Retrospettiva 2005, tra minimi e massimi
Il 2005 e’ cominciato con la riforma fiscale, e’ continuato con l’entrata sul mercato del leu pesante (RON), con l’apprezzamento della moneta nazionale nei confronti delle grandi valute ed e’ finito, spettacolarmente, con la piu’ importante privatizzazione mai conclusa in Romania, la vendita della Banca Commerciale Romena.
La quota unica di tassazione dei redditi, l’introduzione del leu pesante, il suo apprezzamento e la privatizzazione della migliore banca romena sono i punti massimi per l’evoluzione dell’economia romena negli ultimi 16 anni. Il 2005 e’ il primo anno in cui in Romania ha funzionato un’economia di mercato, dimostrata dal volume degli investimenti stranieri ma anche delle proporzioni del consumo.
Il 2005 ha portato anche esitazioni sotto forma di vari progetti di Codice Fiscale, mettendo in difficolta’ il mondo degli affari che non sa ancora a che tasse ed imposte sara’ sottoposto nel 2006 e si deve accontentare dalla promessa che il futuro Codice Fiscale sara’ applicato solo a sei mesi dalla pubblicazione.
E’ stato sospeso l’accordo con il Fondo Monetario Internazionale.
Forse l’insuccesso principale del 2005 e’ stato l’alto tasso dell’inflazione, superiore alle stime delle autorita’. Inflazione alta significa prezzi alti, crediti cari e riduzione del potere d’acquisto.
Il successo dell’anno e’ indubbiamente la privatizzazione della BCR. Attraverso l’acquisto da parte di Erste Bank della prima banca romena, gli investimenti austriaci nel settore bancario romeno salgono al primo posto, tenendo presente che Raiffeisen detiene gia’ l’ex Banca Agricola. Sempre nel campo bancario, il 2005 ha portato il prelievo da parte di Bank Leumi (seconda banca in Israele), per 41,6 milioni di euro, della Eurom Bank e l’acquisto della Banca Tiriac da parte di HVB.
Nel campo petrolifero e’ aumentata la competizione tra Petrom e Rompetrol
L’austriaca OMV ha acquistato la Societa’ Nazionale del Petrolio Petrom pagando 1,5 miliardi di euro, di cui 669 milioni di euro per il 33% delle azioni SNP Petrom, arrivando al 51% delle azioni attraverso un aumento di capitale di 830 milioni di euro, prevedendo il recupero dell’investimento nell’arco di soli 4 anni.
La Rompetrol e’ entrata sul mercato occidentale attraverso l’acquisto dell’unica catena di stazioni di benzina della Francia, Dyneeff.
La quota unica di tassazione dei redditi, tra positivo e negativo
L’adozione della quota unica del 16% di tassazione dei redditi delle persone giuridiche e fisiche e’ stato l’avvenimento economico del 2005 in Romania. Dopo un anno dall’entrata in vigore le opinioni sul suo effetto sono divise.
L’esecutivo afferma di aver raccolto piu’ redditi al bilancio nel 2005, grazie alla quota unica. Nonostante il deficit commerciale abbia superato 5 miliardi di euro e la crescita economica sia stata rallentata dalle inondazioni, sembra che il deficit di bilancio rientri nel target previsto, del -1%. L’opposizione, invece, accusa che a causa della quota unica non sono stati rispettati i target prestabiliti per il tasso dell’inflazione e per la crescita economica. Rispetto al previsto 7%, il tasso dell’inflazione nel 2005 si avvicina al 9% (quasi quanto nel 2004) e rispetto ad un target di crescita economica del 5% (variante piu’ pessimistica), l’aumento del PIL non superera’ il 4%.
A causa della cattiva gestione della quota unica, nel 2005, la Romania ha sospeso l’accordo con il FMI, a fine ottobre, quando le parti non hanno trovato un’intesa sulle future politiche economiche del governo romeno, che il FMI accusa di incoraggiare un consumo eccessivo.
La denominazione del leu, un processo lungo 18 mesi
Un altro avvenimento importante del 2005 e’ stato la denominazione (taglio di 4 zeri), una tappa intermedia verso il passaggio all’euro.
Movimento nel retail, l’industria farmaceutica e l’energetica
Il consumo in aumento ha reso interessante, per gli investitori esteri, il settore del retail e, di conseguenza, sul mercato romeno sono sbarcate nel 2005 le catene di negozi Plus, Kaufand, Penny, miniMAX Discount. Le catene, gia’ esistenti, Cora, Selgros, Bricostore, Praktiker hanno continuato ad espandersi. Le catene di negozi Artima e La Fourmi sono state acquistate da fondi di investimenti stranieri.
L’olandese Zentiva ha acquistato la compagnia farmaceutica Sicomed, per oltre 100 milioni di dollari.
Nel 2005 e’ continuata la privatizzazione del sistema energetico romeno con le distribuzioni di energia elettrica Electrica Dobrogea, Banat, Moldova ed Oltenia, acquistate da ENEL, la tedesca E. ON e la ceca CEZ.
Anche le comunicazioni hanno attirato investitori stranieri
Nel capitolo investimenti stranieri in Romania, i piu’ spettacolari sono stati quelli realizzati nelle comunicazioni. Vodafone, il secondo operatore di telefonia mobile nel mondo, ha acquistato per 2,5 miliardi di dollari la compagnia Mobifon, proprietaria del marchio Connex. L’operatore di comunicazioni via cavo Astral Telecom e’ stato prelevato, per oltre 400 milioni di euro, dalla UPC Romania – filiale dell’americana Liberty Global. La greca Cosmote ha acquistato dalla Romtelecom, per 120 milioni di euro, il 70% della compagnia di telefonia mobile Cosmorom (ribattezzata recentemente Cosmote Romania).
Pure nell’IT sono stati registrati investimenti stranieri, anche se piu’ modesti che nelle comunicazioni. La Siemens Business Services, divisione di consulenza e IT del gigante tedesco, ha comprato Forte Company, e l’americana Ness Technologies ha prelevato la compagnia Radix. Entrambe le transazioni sono ammontate a circa 10 milioni di dollari. Circa il 30% della Siveco e’ stato comprato da due fondi di investimenti e l’80% della TotalSoft e stato acquistato dalla Global Finance.

Il top dei principali avvenimenti economici in Romania nel 2005 secondo il principale quotidiano economico, “Ziarul Financiar”
Il quotidiano ZF ha elaborato un top dei “business” avvenimenti nel 2005 in Romania:
Interessi bancari sotto il 10%. La discesa rapida degli interessi bancari per i crediti in lei ha sorpreso l’intero sistema bancario. La maggior parte delle banche offre sin da novembre crediti in lei a tassi di interesse inferiori al 10% all’anno, tasso inconcepibile all’inizio del 2005. E’ un vantaggio importante per l’economia romena che soffre da molti anni di un’acuta mancanza di finanziamenti. La Banca Centrale ha costretto le banche commerciali a ridurre drasticamente i tassi di interesse per i crediti in lei per scoraggiare le entrate di capitali speculativi dopo la liberalizzazione dell’accesso ai depositi in lei per i non residenti. Quindi esistono gia’ finanziamenti a basso costo, rimane da vedere se ci saranno anche progetti di investimenti validi.
Quota unica di 1 miliardo di euro. L’introduzione della quota unica di tassazione del 16% dei profitti e dei redditi salariali e’ stato il primo passo in una riforma fiscale di un’ampiezza inaspettata, che ha abbandonato il bilancio fondato sulle imposte indirette (tipo IVA) che tassano il consumo. L’imposta sul profitto e’ diminuita dal 25% al 16%. L’abbassamento delle tasse ha lasciato nell’economia circa 1 miliardo di euro, che, pero’, non si sono riflettuti nell’aumento degli investimenti e della produzione ma nel consumo.
Nel caso dell’imposta sul reddito, l’annullamento della quota massima di tassazione del 40% ha generato redditi netti piu’ alti per i contribuenti oltre la media con conseguente aumento delle importazioni di beni di lusso.
Nel 2006 la quota unica di tassazione del 16% diventa veramente “unica”, poiche’ applicata a tutte le fonti di redditi.
Ţarget macroeconomici mancati. La crescita economica prevista del 6% non sara’ raggiunta a causa delle inondazioni. Nei primi 9 mesi del 2005 la crescita’ economica e’ stata di soli 3,6%, rispetto all’8,3% nel 2004 e circa il 5% nel periodo 2001-2003. Le perdite globali causate dalle inondazioni sono stimate a quasi 2 miliardi di euro. Anche il target dell’inflazione e’ stato superato: oltre l’8,5% a fine anno rispetto al 6%, in base al quale era stata elaborata la Finanziaria 2005. A cio’ si e’ aggiunta l’esplosione dei deficit esterni, generati dalle importazioni e le politiche economiche considerate “imprudenti” dal FMI che ha sospeso l’accordo con la Romania.
La vendita della BCR. La privatizzazione della BCR ha portato allo stato romeno incassi oltre ogni aspettativa, ed e’ considerata “la miglior storia di successo”. L’intenzione della Erste Bank di pagare oltre 3,7 miliardi di euro per il controllo della piu’ grande banca romena, indica fiducia nel potenziale di sviluppo del mercato romeno. La privatizzazione della BCR chiude, inoltre, il triste capitolo del fallimento Bancorex, nel quale lo stato romeno ha perso oltre 2 miliardi di euro.
Le SIF (societa’ di investimenti finanziari) salgono alle stelle. Il rialzo del plafond percentuale di proprieta’ nelle SIF e la privatizzazione della BCR (di cui le SIF sono azioniste) ha determinato un aumento medio di quasi il 175%, nel 2005, delle quotazioni delle azioni SIF nella Borsa Valori. Alcune delle SIF hanno addirittura triplicato i fondi degli investitori.
Il successo del Logan. Il modello Logan ha attratto l’attenzione del mondo dell’auto sullo stabilimento Dacia di Piteşti, dopo il successo, oltre ogni aspettativa, registrato nei Paesi dove e’ stato lanciato. Nei paesi dell’Europa Orientale, dell’Asia o dell’Europa Occidentale gli stock programmati di Logan sono stati venduti immediatamente e le ordinazioni superano di gran lunga i piani iniziali della Renault. Parallelamente, il mercato auto romeno e’ esploso (+40%) grazie allo sviluppo dei sistemi di crediti e alla diminuzione generalizzata dei prezzi in seguito alla “guerra” tra gli importatori e produttori di automobili.
La firma del trattato con l’UE. La firma del trattato di adesione all’UE il 25 aprile 2005 ha aumentato la credibilita’ della Romania e dell’esecutivo diretto da Tăriceanu, dopo soli 5 mesi di mandato. Persistono, pero’ preoccupazioni sulla capacita’ della Romania di risolvere i problemi segnalati alla conclusione dei negoziati, alla fine del 2004, quando la Romania ha dovuto accettare le clausole di salvaguardia.
Il Leu “pesante” poco visibile . Il leu con 4 zeri in meno e’ stata la principale sfida per la Banca Centrale ed il sistema bancario nel 2005. Il Leu e’ tornato “pesante” dopo 15 anni di graduale “alleggerimento” macroeconomico. Il RON, equivalente a 10.000 lei vecchi, lanciato il 1 luglio 2005, rappresentava all’inizio di novembre 2005 soltanto un quarto dei contanti in circolazione.
L’anno degli acquisti. Il 2005 rimarra’ l’anno dei piu’ consistenti acquisti privati conclusi nell’economia romena. L’acquisto della Connex da parte di Vodafone per 2,5 miliardi di dollari, della Banca Ţiriac da parte di HVB, della Sicomed da parte della ceca Zentiva, della Omniasig da parte di WienerStaedtische o della Siveco da parte di Intel hanno rappresentato le principali transazioni.
Il caso Dinu Patriciu. L’imprenditore Dinu Patriciu, presidente del gruppo Rompetrol, e’ stato trattenuto dalla procura, a fine maggio 2005, nel dossier penale della privatizzazione di Petromidia, essendo poi liberato dopo 24 ore. Il fermo di uno dei piu’ importanti uomini di affari romeni ha sollevato un’ondata di reazioni da parte del mondo politico e degli affari. Patriciu e’ indagato nel dossier della privatizzazione Petromidia insieme ad altri manager del gruppo Rompetrol con l’accusa di riciclaggio di denaro e frode mentre il presidente del gruppo petrolifero reclama il trattamento abusivo al quale e’ sottoposto.

Le cifre della “Romania 2005”: 3,75 – 29,1 – 2013
3,75 – Dalla privatizzazione della Banca Commerciale Romena, verranno incassati piu’ fondi che da tutte le altre grandi privatizzazioni messe insieme (Sidex, Banca Agricola, BRD, Petrom, Dacia, Alro ecc): 3,75 miliardi di euro, per il 61% delle azioni BCR.
29,1 – Fino al 2013, la Romania dovrebbe ricevere dall’Unione Europea 29,1 miliardi di euro prevalentemente per lo sviluppo delle infrastrutture nazionali. Persistono difficolta’ nell’aumentare la capacita’ di assorbimento e nel migliorare la capacita’ di gestione da parte dell’amministrazione pubblica. L’ammontare citato e’ una conferma del fatto che l’UE sia disposta ad investire, insieme allo stato romeno ed agli imprenditori romeni, nella trasformazione della Romania, entro il 2013, in un Paese veramente europeo.
2013 – L’Organizzazione Mondiale del Commercio ha stabilito recentemente che le sovvenzioni concesse agli agricoltori, dei Paesi sviluppati, devono essere sensibilmente ridotte o annullate entro il 2013, come concessione fatta ai Paesi poveri, che non possono competere con i prodotti dei primi. La decisione di Hong Kong e’ un momento storico che sara’ seguito, indubbiamente, da protesti degli agricoltori dei paesi che praticano tali sovvenzioni (Romania compresa), pero’ la facilitazione dell’accesso dei prodotti a basso costo sui mercati dei Paesi ricchi, avra’ un effetto piu’ importante di ogni cancellazione dei debiti, praticata fin’ora dai Paesi sviluppati a favore di quelli poveri.

Lo sviluppo della Romania nel periodo 2007-2013 costera’ 58,7 miliardi di euro, di cui quasi la meta’ sara’ concessa dall’UE.
Il Piano Nazionale di Sviluppo (PND) per il periodo 2007-2013, recentemente approvato dall’Esecutivo romeno, stima a circa 58,7 miliardi di euro l’ammontare dei finanziamenti necessari alla sua realizzazione, di cui il 43% sara’ contributo dell’Unione Europea.
Il PND e’ un documento strategico multiannuale per l’orientamento dello sviluppo economico e sociale della Romania secondo i principi della politica comunitaria di coesione, per la riduzione delle arretratezze nei confronti dell’UE.
Per ridurre le differenze di sviluppo socio-economico, il Piano Nazionale di Sviluppo fissa 6 priorita’: aumento della competitivita’ economica e sviluppo dell’economia fondato, sviluppo ed ammodernamento delle infrastrutture nei trasporti, miglioramento delle infrastrutture di ambiente, sviluppo delle risorse umane, aumento del grado di occupazione e riduzione dell’escluzione sociale, sviluppo dell’economia rurale e della produttivita’ nel campo agricolo, assistenza tecnica ed appoggio alla partecipazione equilibrata di tutte le regioni della Romania al processo di sviluppo socio-economico.
In base al PND saranno elaborati, entro marzo 2006, i progetti di programmi operazionali di implementazione dei fondi strutturali e di coesione. “La Romania era, nel 2004, dal punto di vista del PIL pro capite, a circa il 31% della media UE-25. Si stima che, nel periodo 2007-2013, la Romania potra’ ricuperare il 10% del ritardo nello sviluppo attuale” indica il comunicato MFP.
La strategia PND sara’ finanziata da fonti pubbliche nazionali (bilancio dello stato, bilanci locali) ed estere: strumenti strutturali dell’UE, fondi UE di tipo strutturale per lo sviluppo rurale e pesca, crediti esterni ed altre fonti.

Quattro leggi mettono in pericolo l’integrazione della Romania nell’UE
Onno Simons, vicecapo della Delegazione della Commissione Europea (DCE) a Bucarest ha avvertito, recentemente, sulle 4 normative che potrebbero attivare la clausola di salvaguardia: e’ molto importante per il governo romeno risolvere i problemi esistenti invece di crearne altri”. Simons ha ricordato agli ufficiali romeni che manca poco fino alla presentazione del Rapporto Paese decisivo, a maggio 2006, ed ha sottolineato che “14 cartellini rossi e 45 cartellini gialli” del precedente Rapporto sono gia’ troppi.
Simons si riferiva alle modifiche successive del Codice fiscale che porterebbero all’esonero da imposte dei produttori locali di bevande alcooliche, nel momento in cui acquistano etichette fiscali, con conseguenze anticoncorrenziali per gli importatori, all’introduzione dei prezzi minimi per l’alcool e tabacco, all’incoraggiamento della produzione cinematografica locale a svantaggio di quella europea e alle restrizioni contenute nel progetto di modifica della Legge delle farmacie.

Che cosa portera’ il 2006 alla Romania nel suo camino verso l’UE?
Il 2006 e’ l’ultimo anno nel quale la Romania si puo’, almeno teoricamente, preparare per l’adesione all’Unione Europea. Cio’ rappresenta un complesso di misure: coinvolgimento reale da parte delle autorita’, azioni intraprese dai manager delle aziende statali e private, costituzione delle strutture ed infrastrutture necessarie all’adesione, recupero dei ritardi esistenti. Tutto su un fondo economico che provoca serie preoccupazioni (necessita’ di aumentare la produttivita’, potenziale aumento dei tassi di intresse bancari, evoluzione imprevedibile del tasso di cambio leu/valute pregiate), accompagnate, pero’, anche da previsioni ottimistiche (quotazione in borsa di alcune grandi compagnie di utilita’ e del Fondo Proprietatea, sviluppo del mercato IT e telecomunicazioni e finalizzazione delle privatizzazioni nel campo energetico).

Via libera, nel prossimo futuro, per l’attivita’ dei consulenti legali/giuridici, cittadini UE, in Romania
Secondo un progetto di completamento della Legge N.514/2003 sull’organizzazione ed esercitazione della professione di consulente legale/giuridico, recentemente adottato dall’Esecutivo romeno, i consulenti legali, cittadini dei Paesi membri UE, potranno esercitare la propria professione anche in Romania. Condizioni obbligatorie sono il possesso di una laurea in legge, almeno 3 anni di attivita’, e nessuna condanna definitiva.

Gara internazionale per la realizzazione delle future carte elettroniche di identita’ dei romeni
In base ad una recente decisione dell’esecutivo, l’Amministrazione del Patrimonio del Protocollo di Stato ed il Ministero dell’Amministrazione ed Interni organizzeranno, nel 2006, una gara internazionale per la selezione della compagnia che confezionera’ e distribuira’ le carte elettroniche di identita’, che entreranno in circolazione dal 1 gennaio 2009. “Il vincitore della gara anticipera’ i costi per l’emissione delle carte elettroniche di identita’, ricuperandoli in seguito dai beneficiari dei documenti” ha specificato il portavoce dell’esecutivo romeno, Oana Marinescu.

Il debito estero della Romania e’ salito a 23,7 miliardi di euro
Secondo i dati della Banca centrale, il debito estero a medio e lungo termine ammontava, al 31 ottobre 2005, a 23,71 miliardi di euro (+28,3% rispetto a quello della fine del 2004). Il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un deficit di 4,891 miliardi di euro nei primi 10 mesi del 2005 (+38,6% rispetto al periodo simile del 2004). Il deficit e’ stato alimentato, principalmente dallo squilibrio di 6 miliardi di euro proveniente dai trasferimenti di beni e servizi. Alla fine di ottobre 2005, il saldo negativo della bilancia commerciale era di 5,723 miliardi di euro, i servizi registravano un deficit di quasi 300 milioni di euro, e la differenza sfavorevole nel capitolo redditi totalizzava 1,776 miliardi di euro.

L’interscambio commerciale ha superato 50 miliardi di euro nel 2005. Nel 2006 la Romania si concentrera’ sulle esportazioni di vini, software, mobili, confezioni e tessili
Il ministro delegato per il Commercio Iuliu Winkler ha dichiarato che il valore dell’interscambio commerciale della Romania nel 2005 ha superato 50 miliardi di euro e per il 2006 si stima un valore di circa 70 miliardi di euro.
L’esecutivo ha stimato per il 2006 una crescita delle esportazioni del 15% rispetto al 2005 (le esportazioni nei primi 10 mesi del 2005 sono aumentate del 16,9% rispetto al periodo simile del 2004).
La dichiarazione di Winkler e’ stata rilasciata alla conclusione della riunione di governo che ha approvato la strategia nazionale di esportazione, secondo la quale la Romania si orientera’, nel prossimo futuro, verso l’esportazione di prodotti con un piu’ alto valore aggiunto, prevalentemente dei settori IT, enologia, mobili, tessili e confezioni.

Nel 2005, i successi delle banche potrebbero aver squilibrato l’economia reale
Nel 2005, secondo i dati preliminari della Banca Centrale, il grado di intermediazione finanziaria e’ aumentato dal 17% al 21% del PIL, mentre il rischio globale nel sistema bancario e’ rimasto molto basso. La crescita nel settore finanziario-bancario ha creato, pero’, determinate tensioni negli indici macroeconomici. Si tratta degli squilibri riguardanti il deficit di conto corrente ed il superamento significativo del target dell’inflazione, e che potrebbero aumentare le tensioni nel 2006, considerano gli analisti finanziari.
Gli specialisti credono, inoltre, che la politica del tasso di cambio e’ stata equilibrata, portando all’apprezzamento in termini nominali del leu e al contenimento dell’inflazione, con conseguenze sfavorevoli, pero’, per il deficit estero. Una caratteristica del 2005 e’ stata la crescita del consumo, incoraggiato da una ricca offerta di crediti di consumo e dai trasferimenti dei romeni che lavorano all’estero. Una misura discutibile e’ stata quella della Banca Centrale di limitare il credito in valuta, misura amministrativa con effetti a breve ma non a lungo termine. Anche la politica dei tassi di interesse della banca centrale e’ stata criticata dagli analisti finanziari. “La BNR ha contribuito alla caduta dei tassi di interesse, lasciando il mercato innondato dai lei” afferma Bogdan Baltazar, presidente della societa’ di consulenza Baltazar, Bloom&Parvulescu. I tassi di interesse molto bassi per i depositi hanno scoraggiato il processo di risparmio, remunerato con soli 4-4,5% all’anno, mente il tasso dell’inflazione e’ stato il doppio.

Sette banche di investimenti per la privatizzazione delle Societa’ Nazionale di Radiocomunicazioni SNR
Il Ministero delle Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione (MCTI) ha preselezionato 7 banche di investimenti tra le 10 che avevano inoltrato lettere di intenti per consulenza finanziaria nella privatizzazione della Societa’ Nazionale di Radiocomunicazioni (SNR) : Credit Suisse First Boston Europe Limited, CA-IB Corporate Finance Beratungs, Societe Generale Corporate Finance Advisory e Rothschild&CIE, nonche’ i consorzi HSBC Bank ed European Privatization and Investment Corporation, Raiffeisen Investment AG e Nestor Nestor Diculescu Kingston Petersen, ispettivamente BNP PARIBAS Corporate Finance e Central Europe Trust Company Ltd.
I candidati eliminati sono Goetzpartners Corporate Finance GmbH, PricewaterhouseCoopers, ed il consorzio Eurocorporatefinance e Detecontinternational GmbH.
Le banche di investimenti della shortlist saranno invitate ad entrare in posseso del quaderno di incarichi.
Costituita nel 1991, attraverso la riorganizzazione e divisione della Rom Post Telecom, la SNR e’ il principale fornitore di servzi di radiocomunicazioni in Romania. La compagnia assicura il supporto di trasmissioni per la telefonia pubblica, per le reti di telefonia mobile, per il trasferimento di dati ed Internet. Nel 2004, la SNR ha registrato un giro di affari di 212,3 milioni di lei ed un profitto lordo di 22,7 milioni di lei.

Avendo utilizzato completamente i fondi attinenti al 2001, l’Agenzia Sapard ha attratto progetti per un valore di 710 milioni di euro
Uno dei piu’ importanti risultati conseguiti dall’Agenzia SAPARD nel 2005 e’ l’assorbimento completo dei fondi concessi per il 2001, per un valore di 208,38 milioni di euro, con scadenza a fine 2005, dichiara il direttore generale dell’Agenzia SAPARD, Samoila Szabo.
A breve verranno finalizzate anche le procedure di accreditamento per 4 nuove misure di finanziamento del Programma SAPARD, per le quali i progetti verranno accolti a partire dal primo trimestre 2006.
I principali miglioramenti apportati nel 2005 sono stati la semplificazione delle procedure per la concessione dei fondi SAPARD ed introduzione di ulteriori facilitazioni per gli agricoltori. “Gli agricoltori con eta’ fino ai 40 anni beneficieranno di finanziamenti a fondo perduto fino al 65% del valore del progetto di investimenti in unita’ agricole, in funzione della zona dove verra’ realizzato il progetto” spiega Szabo. Attraverso la Misura 3.1 (Investimenti nelle unita’ agricole) del Programma SAPARD, gli agricoltori giovani beneficiano di un finanziamento massimo se realizzano investimenti nelle zone montane indicate nell’Ordine comune N.328/321/2004 del Ministero dell’Agricoltura e del Ministero dell’Amministrazione ed Interni. Per investimenti in altre zone che quelle montane, il cofinanziamento SAPARD e’ del 55% del valore dell’investimento realizzato dai giovani agricoltori.
Modifiche procedurali
Vengono accettate anche richieste di finanziamenti scritte a mano, non solo su supporto elettronico, ed e’ stato semplificato il modo di presentazione del bilancio estimativo nonche’ la procedura di pagamento per le spese effetuate.
Secondo i dati forniti dall’Agenzia SAPARD, fino alla fine del 2004, per le misure private sono stati presentati oltre 1.900 progetti di cui: per la Misura 1.1 sull’industria agroalimentare 229 progetti (per un valore di 143,31 milioni di euro, per la Misura 3.1 (Unita’ agricole) 593 progetti (56,57 milioni di euro) e per la Misura 3.4 (Diversificazione delle attivita’ economiche) 471 progetti (27,25 milioni di euro).
Per le Misure 3.1 e 3.4 sono stati effettuati pagamenti per 31,99 milioni di euro, per la Misura 1.1 – oltre 143 milioni di euro, e per la Misura 2.1 (Infrastruttura rurale) 335 milioni di euro.
Obiettivi 2006
Il primo obiettivo per il 2006 dell’Agenzia SAPARD e l’assorbimento integrale dei 640 milioni di euro concessi per il 2006. “Il 2006 significa il passaggio all’Agenzia di Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e Pesca, obiettivo molto importante” spiega il direttore generale dell’Agenzia SAPARD.
L’Agenzia SAPARD ha autorizzato gli ultimi pagamenti per il 2005, per 8,5 milioni di euro, cumulando nel mese di dicembre 2005 pagamenti autorizzati di 20 milioni di euro. Quindi, nel 2005 l’Agenzia SAPARD ha pagato 228 milioni di euro ai beneficiari (+ circa 25 milioni di euro rispetto al 2004). L’8 novembre 2005 l’Agenzia segnalava l’utilizzo integrale dei fondi concessi dall’UE e Guverno romeno per il 2005.
Da gennaio 2003, momento della firma dei primi contratti per il Programma SAPARD e fino a dicembre 2005, il valore dei finanziamenti a fondo perduto SAPARD attratti attraverso i progetti presentati e’ di 710 milioni di euro, cioe’ il 72% dei fondi totali SAPARD disponibili in questo momento.
In meno di 3 anni di implementazione del Programma SAPARD, sono stati effettuati pagamenti totali di 432 milioni di euro, fondi consumati nel 2004 (204 milioni di euro) e 2005 (228 milioni di euro).

Il Registro dei Salariati, richiesto in forma elettronica
Secondo un progetto di norma proposta dal Ministero del Lavoro, gli imprenditori dovranno elaborare e presentare mensilmente alle Camere di Lavoro, il Registro dei Salariati in forma elettronica.
Gli imprenditori sono contrari a tale proposta, poiche’ a dicembre 2005 soltanto il 7% delle 502.000 societa’ esistenti deteneva una firma elettronica (ed il 99% delle aziende sono PMI).
I costi per l’ottenimento della firma elettronica comprendono una tassa di 40 euro per la certificazione elettronica e 50-150 euro per l’acquisto di un dispositivo speciale.
Ana Bontea, capo Dipartimento giuridico del Consiglio Nazionale degli Imprenditori Privati Piccoli e Medi, afferma che il Registro dei Salariati e’ inutile, poiche’ le autorita’ possiedono gia’ tutti i dati sui salariati, e gli aggiornamenti vengono presentati mensilmente attraverso i rapporti sui contributi per la disoccupazione, assicurazioni sociali e sanitarie.
Introdotto nel 2003, il Registro dei Salariati doveva sostituire i libretti di lavoro, Pero’ l’esistenza degli ultimi e’ stata proprogata fino nel 2007.
Gli imprenditori hanno richiesto la semplificazione della burocrazia del Registro (che dovrebbe contenere solo i dati di identificazione dei salariati piu’ le date di inizio e fine dei contratti di lavoro, senza modifiche salariali intermedie) ma hanno ottenuto tutt’altro: l’informatizzazione forzata.
Gli imprenditori pagano, gia’, mensilmente, alle Camere di lavoro lo 0,75% del fondo salariale per l’evidenza e tenuta dei libretti di lavoro, un’evidenza che viene richiesta, poi, sempre a loro. Gli stessi invocano una direttiva UE che obbliga le autorita’ pubbliche a scambiare dati tra di loro, senza piu’ richederle ai contribuenti, per non creare ulteriori ostacoli nell’ambiente di affari.

Tre compagnie di assicurazioni non sono in grado di aumentare il proprio capitale sociale fino al minimo obbligatorio
La Commissone di Sorveglianza delle Assicurazioni (CSA) annuncia, in seguito ad una recente analisi dello stado dell’aumento del capitale sociale delle societa’ di assicurazioni, che 3 di loro non saranno in grado di raggiungere il nuovo livello minimo obbligatorio. Secondo CSA, altre 6 societa’ si preparano a versare il capitale supplementare necessario o a fusionare tra di loro.

L’Esecutivo ha modificato la Legge sulle assicurazioni
Una recente Ordiananza Governativa di Urgenza introduce la possibilita’ di concludere polizze di assicurazioni generali e di vita con lo stesso assicuratore, che deve tenere, pero’, evidenze contabili separate, per le due attivita’.
La nuova norma modifica e completa la Legge N.32/2000 sulle societa’ di assicurazioni e la sorveglianza delle assicurazioni, in conformita’ con le direttive UE.

Convenzioni CE-EFTA: La Romania aderisce dal 1 gennaio 2006
Dal 1 gennaio 2006, la Romania aderira’ alla Convenzione CE-EFTA sul Transito Comune ed alla Convenzione CE-EFTA sulla Semplificazione delle Formalità negli Scambi di Merci. L’adesione ha effetti immediati, non essendo previsti periodi transitori.
Al fine di agevolare l’attività degli operatori, in sede comunitaria è stato comunque convenuto l’uso temporaneo dei vecchi certificati di garanzia fino al 31 dicembre 2006. Tali certificati dovranno riportare l’indicazione “Romania”, con una attestazione ufficiale che ne confermi la validità. Resta ovviamente possibile l’utilizzo di certificati predisposti ”ex novo”. Il testo completo della Nota è disponibile sul sito internet www.agenziadogane.gov.it.

Secondo la Banca Centrale gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) in Romania, nei primi 10 mesi del 2005, sono diminuiti del 24% rispetto al periodo simile del 2004
La Banca Nazionale della Romania informa che gli investimenti esteri diretti registrati nei primi 10 mesi del 2005 hanno rappresentato 3,5 miliardi di euro (-24% rispetto agli oltre 4,3 miliardi di euro del periodo simile del 2004). Nel contempo, l’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC) registrava, nei primi 10 mesi del 2005, un aumento del capitale sociale delle aziende con partecipazione straniera del 46% rispetto al periodo simile del 2004, fino a 1,9 miliardi di euro.
I piu’ recenti dati statistici disponibili presso l’ONRC indicano, per i primi 11 mesi del 2005, sottoscrizioni di capitale sociale nelle societa’ con partecipazione straniera di poco piu’ di 2 miliardi di euro (+43% rispetto al periodo simile del 2004)
Il saldo totale del capitale sociale sottoscritto nelle aziende con partecipazione straniera, costituite in Romania, dal 1990 al 30 novembre 2005, era di oltre 12,5 miliardi di euro.

L’Austria e’ il piu’ importante investitore straniero din Romania
Secondo i dati dell’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS), dopo i primi 10 mesi del 2005, l’Austria era al primo posto tra gli investitori stranieri con 515,5 milioni di euro e 428 societa con partecipazione di capitale austriaco.
Seguivano la Grecia e la Germania, con 265 milioni di euro, rispettivamente 233,1 milioni di euro, Olanda, Italia, Ungheria, Gran Bretagna, Francia, Lussemburgo, Turchia, Cina, Svizzera, Cipro, SUA e le Antille Olandesi.

Lo stipendio minimo obbligatorio a livello nazionale aumenta di 20 RON a partire dal 1 gennaio 2006
Lo stipendio minimo garantito a livello nazionale aumenta dal 1 gennaio 2006, di 20 RON (200.000 lei vecchi), fino a 330 RON (3,3 milioni di lei vecchi), in base ad una recente Decisione Governativa. Tale indicizzazione e’ del 2% inferiore al tasso previsto di inflazione nel 2005 (8,5%).

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Newsletter n.51 / 2005

Piu’ fondi per la Romania dopo il recente summit di Brusselles
I leader europei hanno raggiunto un accordo sul bilancio comunitario per il 2007-2013, evitando, anche, le conseguenze negative sull’integrazione dei nuovi stati membri dell’Europa Orientale e sui due Paesi candidati all’adesione nel 2007. Per Romania e Bulgaria, l’elemento essenziale e’ stato quello che i negoziati di Brusselles sono partiti dalla premessa della loro adesione all’UE nel 2007.
L’accordo di bilancio e’ indubbiamente a vantaggio della Romania che beneficiera’ di fondi consistenti per ridurre la propria arretratezza nei confronti dei Paesi occidentali.
Oltre i 446 milioni di euro aggiunti ai fondi di coesione, il governo romeno ha ottenuto, da parte dell’UE 25, condizioni piu’ flessibili per la gestione di questi fondi. E’ aumentato il cofinanziamento all’85% (quindi lo stato romeno deve contribuire con soli 15% ai progetti realizzati con fondi europei), per la durata di finanziamento si applica la regola „N + 3” (aumento di 3 anni della durata di finanziamento di un progetto), e l’IVA non rimborsata e’ considerata spesa eleggibile.
Nel documento approvato nella riunione di Brusselles si specifica che la Romania ricevera’, nel periodo 2010-2013, 18,3 miliardi di euro dall’Unione Europea, ai quali si aggiungono i 10,8 miliardi di euro gia’ approvati per il periodo 2007-2009. I fondi specificati saranno, pero’, concessi soltanto in base a progetti validi di ammodernamento della societa’, e quindi la Romania dovra’ elaborare programmi attraverso i quali utilizzare annualmente 3,6 miliardi di euro, nel periodo 2007-2009, e quasi 4,6 miliardi di euro, nell’intervallo 2010-2013.
Differenza minima
A sei mesi dal dall’insuccesso di giugno, quando i britannici avevano rifiutato la proposta lussemburghese che prevedeva un bilancio di spese di 871 miliardi di euro, “i 25” si sono accordati su 862 miliardi di euro (l’1,045% del PIL dell’Unione). La differenza e’, quindi, minima.

Erste Bank, il nuovo proprietario della Banca Commerciale Romena annuncia gia’ la ristrutturazione della banca
L’austriaca Erste Bank A.G. sara’ il nuovo azionista di maggioranza della Banca Commerciale Romena (BCR), avendo offerto il miglior prezzo: 3,75 miliardi di euro per il 61,8% delle azioni della BCR.
Erste Bank ha gia’ specificato che lancera’ un programma di integrazione e ristrutturazione della BCR per l’aumento del profitto, il miglioramento della rete di sportelli ed il perfezionamento professionale del personale.
Il nuovo azionista di maggioranza della BCR preleva il pacchetto azionario del 36,8825% detenuto dallo stato romeno piu’ il 25% di proprieta’ della BERS e IFC.
Rimangono immutate le partecipazioni delle Societa’ di Investimenti Finanziari che detengono insieme il 30,12% delle azioni e l’8% detenuto dai dipendenti BCR.
Il pagamento delle azioni acquistate dovrebbe avvenire entro 90 giorni dalla firma del contratto, periodo in cui la parte romena deve adempiere ad una serie di impegni, tra cui anche l’approvazione da parte del Parlamento dell’Ordinanza Governativa sul contratto di privatizzazione.
L’acquirente della BCR ottiene una quota di mercato, nel settore bancario, di circa il 25%, pero’ dovra’ ammodernare, ristrutturare e diversificare l’attivita’ della banca. Il nuovo proprietario dovra’ risolvere l’integrazione dei sistemi IT utilizzati dalla banca ma anche il problema della ristrutturazione del personale(attualmente la BCR ha circa 11.000 dipendenti).
Da una quota di circa 1/3 del mercato nel 2000, la BCR e’ scesa, attualmente,ad 1/4, pero’ e’ rimasta al primo posto tra le banche operanti in Romania, ad una distanza considerevole dalla seconda, la BRD.

L’”integrazione” della Banca Commerciale Romena (BCR) costera’ 90 milioni di euro
Erste Bank preannuncia investimenti di 100 milioni di euro per i prossimi 3 anni, per il miglioramento della rete di retail, di quella informatica e per il programma di integrazione e ristrutturazione della banca. Secondo le stime della Erste il processo di integrazione della banca costera’, per il solo 2006, 90 milioni di euro.
Un comunicato stampa di Erste Bank preannuncia un aumento di capitale di 2,4 miliardi di euro, nel primo trimestre del 2006, per finanziare l’acquisto del pacchetto azionario di maggioranza della BCR. Erste mira ad un tasso di profittabilita’ dell’investimento nella Banca Commerciale Romena (BCR), di circa il 10% a partire dal 2009, esclusi i costi di finanziamento. Inoltre, la banca austriaca migliorera’ anche gli obiettivi riguardanti i risultati finanziari a medio termine, in seguito all’acquisto. Secondo il comunicato, il tasso medio di crescita del profitto del 15%, stabilito inizialmente per il periodo 2005-2008, aumentera’ ad oltre il 20% per il periodo 2005 – 2009. Secondo il comunicato citato, lo scopo del programma di ristrutturazione e’ quello di implementare determinate misure per l’aumento dei redditi, per la centralizzazione ed ottimizzazione delle funzioni di back-office ed ottimizzazione della rete di sportelli, e per migliorare la formazione professionale e le prestazioni del personale.
Il numero dei clienti della Erste dovra’ aumentare di circa il 22%, ed il numero di succursali del 14%, da 2369 a 2708. La base dei clienti potenziali dovrebbe aumentare da 46 milioni a 68 milioni.

La Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo (BERS) vendera’ la sua partecipazione alla BCR nel prossimo quadrimestre
La finalizzazione del processo di prelievo della Banca Commerciale Romena da parte del gruppo Erste Bank sara’ ultimata nel primo semestre del 2006, dichiara Kurt Geiger, rappresentante della Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo (BERS). Al momento rimangono da concordare i dettagli, comprese le autorizzazioni da parte degli organismi di sorveglianza nel campo della concorrenza, sia a livello nazionale che al livello dell’Unione Europea, afferma Geiger, il quale considera la privatizzazione della BCR come “la migliore privatizzazione mai vista” e che “trasmette un messaggio positivo sulla Romania nella Comunita’ europea”.
L’opinione e’ condivisa anche da Declan Duff, vicepresidente ad interim per operazioni della IFC – divisione della Banca Mondiale, il quale aggiunge che “la privatizzazione della BCR mostra quali risultati spettacolari puo’ portare con se un cambiamento nel quadro di un’ organizzazione”.
L’entrata tra gli azionisti della BCR e’ avvenuta al prezzo di mercato nel momento della transazione e, similmente, l’uscita’ avverra’ sempre al prezzo di mercato del momento della transazione, ha lasciato intendere il rappresentante IFC.
In seguito all’attuale transazione, BERS e IFC ottengono un guadagno di 1,3 miliardi di euro, sei volte piu’ alto rispetto al prezzo pagato dalle due entita’, due anni fa’, cioe’ 210 milioni di euro, per il pacchetto azionario del 25% del capitale sociale della BCR (piu’ 2 azioni). La transazione avveniva in base ad un accordo tra il Governo romeno ed il Fondo Monetario Internazionale ed e’ stata finalizzata nella primavera 2004.

Il mercato bancario della Romania, liberalizzato quasi integralmente
Dopo la privatizzazione della BCR, il 90% degli attivi bancari entrano sotto il controllo delle banche straniere.
Dopo la vendita della BCR, la piu’ importante privatizzazione realizzata in Romania, la Cassa di Risparmio CEC rimane l’ultima banca romena di proprieta’ dello stato. La Banca Agricola, la Banca Romena di Sviluppo e la Bancpost sono i tre istituti bancari importanti privatizzati prima della Banca Commerciale. Se fino alla privatizzazione della BCR, il 55% degli attivi bancari erano controllati da banche straniere, adesso la percentuale sale a quasi il 90%.
La privatizzazione della BCR genera commenti
Il primo istituto bancario della Romania privatizzato e’ stata la BRD. La francese Société Générale ha vinto a dicembre 1998 l’asta per l’acquisto del 51% delle azioni della Banca Romena di Sviluppo BRD. Il gruppo francese ha pagato allora 200 milioni di dollari. Da tale ammontare, circa 138 milioni di dollari sono stati pagati per l’acquisto del 42% delle azioni esistenti ed il resto ha rappresentato un aumento di capitale del 20%. Nicolae Danila, presidente della Banca Commerciale Romena considera che “le somme ottenute dalla privatizzazione delle altre banche romene sarebbero state piu’ alte se questi istituti fossero stati privatizzati piu’ tardi”. L’ex presidente BRD, Bogdan Baltazar, ha, invece, un’opinione completamente diversa: ”Il prezzo pagato dai francesi di Groupe Société Générale per il 41% delle azioni BRD e’ stato di 200 milioni di dollari, compreso l’aumento di capitale, operazione che ha confermato un valore di mercato della banca di 400 milioni di dollari. L’ammontare rappresentava, allora, dieci volte il profitto netto e 3,5 volte il valore degli attivi netti, nelle condizioni in cui, a quel momento, in Europa erano in vendita piu’ banche. Baltazar considera che la privatizzazione della BRD e’ stato un successo, poiche’ i criteri perseguiti erano diversi. In primo luogo, la banca doveva diventare parte di un grande gruppo finanziario, ed il prezzo non era l’elemento piu’ importante. Per la BCR, l’Autorita’ per la Vendita degli Attivi Statali ha deciso che il prezzo offerto sia il principale criterio per la scelta dell’acquirente.
La Raiffeisen ha “ricaricato” la Banca Agricola
L’Autorita’ per la Privatizzazione ed il consorzio composto dal Fondo Romeno-Americano di Investimenti e Raiffeisen Zentralbank dell’Austria hanno firmato, ad aprile 2001, il contratto di privatizzazione della Banca Agricola, per un valore di 52 milioni di dollari. Se fino al momento della privatizzazione i servizi offerti dalla Banca Agricola erano orientati prevalentemente verso l’ambiente rurale, dopo il suo prelievo dalla Raiffeisen la zona di interesse si e’ spostata quasi integralmente nell’ambiente urbano. La misura intrapresa dalla Raiffeisen e’ giustificata dal coefficiente piu’ alto di rischio che si e’ dovuta assumere. Dopo la privatizzazione, la Raiffeisen Bank ha effettuato cambiamenti radicali. Nel 2004 la banca ha ottenuto un profitto netto di 28,3 milioni di euro, sei volte piu’ alto che nel 2003 (4,6 milioni di euro). Gli attivi totali sono raddoppiati rispetto al 2003, superando i 2 miliardi di euro. Nel 2005, la banca ha continuato ad implementare un piano di investimenti consistente, destinato principalmente all’infrastruttura ed ai sistemi IT&C, all’ammodernamento della rete di sportelli e all’ulteriore sviluppo delle reti ATM e POS. La banca ha oltre 1,8 milioni di clienti.
Bancpost, leader sul mercato dei card VISA
“Vorrei che la Bancpost diventi un concorrente almeno al livello della Banca Commerciale Romena” dichiarava 3 anni fa’ l’allora presidente dell’APAPS in pieno processo di privatizzazione della banca delle Poste. Le sue attese si sono confermate soltanto parzialmente: Bancpost e’ diventata leader del mercato dei card VISA, con oltre 1.650.000 card emessi. Il primo passo nel processo di privatizzazione della Bancpost e’ avvenuto il 2 aprile 1999, quando General Electric Capital Corporation e Banco Portugues de Investimento hanno acquistato il 45% del pacchetto azionario della banca per 92,8 milioni di dollari. La banca EFG Eurobank Ergasias (Grecia) ha acquistato ripetutamente azioni dai due investitori, e nel 2002 ha ottenuto un ultimo pacchetto del 17% detenuto nella Bancpost dallo stato romeno, pagando 20,08 milioni di dollari. Poi la banca greca ha aumentato la sua partecipazione al capitale al 62,74%. Se nel 1992 (anno della costituzione) la Bancpost aveva 13.000 clienti, attualmente il numero e’ salito a 2,7 milioni. Se nel primo anno di attivita’ i clienti Bancpost avevano aperto circa 28.000 conti, attualmente la cifra e’ salita ad oltre 3 milioni.

Le piu’ importanti privatizzazioni hanno portato al bilancio dello stato, negli ultimi 15 anni, miliardi di dollari
BRD-SOCIETE GENERALE: la banca francese Societe Generale ha vinto a dicembre 1998 la gara per la privatizzazione della Banca Romena di Sviluppo BRD, pagando 200 milioni di dollari.
BANC POST: Il 2 aprile 1999, General Electric Capital Corporation e Banco Portugues de Investimento hanno acquistato il 45% delle azioni Banc Post per 92,8 milioni di dollari. La banca EFG Eurobank Ergasias (Grecia) ha comparato ripetutamente azioni dai due investitori, e nel 2002 il 17% delle azioni BancPost dallo stato romeno per 20,08 milioni di dollari.
BANCA AGRICOLA: L’Autorita’ per la Privatizzazione ed il consorzio composto dal Fondo Romeno-Americano di Investimenti e Raiffeisen Zentralbank (Austria) hanno concluso ad aprile 2001, il contratto di privatizzazione della Banca Agricola per 52 milioni di dollari.
ASTRA ASIGURARI: La compagnia di assicurazioni Astra e’ stata privatizzata a luglio 2002, attraverso la vendita al gruppo Nova Trade (con attivita’ nell’edilizia, commercio ed immobiliari) del 75,67% delle azioni della societa’ per 45,5 milioni di dollari.
ROMTELECOM: Il gruppo greco OTE-Hellenic Telecomunication Organization ha prelevato, nel 1998, il 35% delle azioni RomTelecom e ha ricevuto diritto di usufrutto su altri 16%, pagando un totale di 675 milioni di dollari.
RENAULT-DACIA: La Societa’ Automobile Dacia Pitesti e’ stata privatizzata a luglio 1997 ed il gruppo Renault ha prelevato il pacchetto azionario di maggioranza per 269,7 milioni di dollari, di cui 50 milioni di dollari hanno rappresentato il valore delle azioni acquistate.
COMPA SIBIU: L’azienda Compa Sibiu, produttrice di pezzi ed ingranaggi auto, e’ stata privatizzata nel 1999, quando l’Associazione dei Salariati ha acquistato il 50,64% delle azioni (arrivando attualmente al 51,19%).
PETROM: A luglio 2004 la Societa’ Nazionale del Petrolio Petrom e’ stata acquistata dal gruppo austriaco Osterreichische Mineralolverwaltung (OMV), che ha pagato 669 milioni di euro per l’acquisto diretto di un pacchetto azionario del 33,34%.
PETROMIDIA: Il contratto di compravendita del complesso petrolchimico Petromidia Navodari e’ stato firmato a novembre 2000 con Rompetrol Group BV Rotterdam, per 615 milioni di dollari.
OTELINOX: La compagnia Samsung Deutschland ha acquistato, nel 1997, per 100 milioni di dollari, il 51% delle azioni Otelinox Targoviste, societa’ specializzata nella produzione di laminati ed altri prodotti in acciaio inox.
Societa’ acquistate dalla ALLIED DEALS: La compagnia britannica Allied Deals ha acquistato il pacchetto azionario di maggioranza del 69,99% del Complesso di lavorazione dei metalli non ferrosi Phoenix di Baia Mare ad ottobre 1998. Il contratto, per un valore di 37 milioni di dollari, prevedeva investimenti per ammodernamento, protezione dell’ambiente, capitale di lavoro e prezzo del pacchetto di azioni acquistato. Tre mesi piu’ tardi, Allied Deals acquistava il 50,89% delle azioni della societa’ Elcond Zalau pagando 6,8 milioni di de dollari.
Societa’ acquistate dalla Conares Trading: La compagnia svizzera ha acquistato a marzo 2003, il 73,4% delle azioni del complesso Societatea Industria Sarmei Campia Turzii (attualmente Mechel Campia Turzii) pagando un totale 27,2 milioni di euro, di cui 2,5 milioni di euro per le azioni . Conares Trading AG ha prelevato, ad agosto 2002, Il Complesso di Acciai Speciali Targoviste (attualmente Mechel Targoviste), pagando un totale di circa 35 milioni di dollari per l’84% delle azioni.
ROMCIM: La francese Lafarge ha comprato, a settembre 1997, la societa’ Romcim SA per circa 400 milioni di dollari.
Societa’ acquistate dalla HEIDELBERGCEMENT: Il gruppo tedesco e’ entrato sul mercato romeno nel 1998, acquistando il pacchetto azionario di maggioranza della societa’ Moldocim Bicaz, e nel 2000 e’ diventato azionista di maggioranza anche della societa’ Casial Deva. Nel 2002, il gruppo HeidelbergCement ha acquistato il 78% della societa’ Romcif Fieni. L’ammontare pagato dal gruppo, che deteneva gia’ il 18,82% del capitale Romcif Fieni, e’ stato di circa 44,5 milioni di dollari.
Societa’ acquistate dalla LASSELSBERGER: Il gruppo austriaco Lasselsberger ha acquistato indirettamente, nel 2004, il pacchetto azionario di maggioranza della societa’ produttrice di lastre ceramiche ed oggetti sanitari Sanex Cluj, prelevando la societa’ Goodison Holdings BV Rotterdam Olanda, che deteneva il 67,4% del capitale sociale della compagnia romena. La transazione e’ costata circa 15 milioni di euro. Poi ha acquistato un pacchetto azionario di quasi il 30% dei titoli della compagnia ungherese Zalakeramia, che deteneva il 97,9% delle azioni della societa’ Cesarom.

Nel 2005, invece, le privatizzazioni hanno portato soltanto 86 milioni di euro
Nel 2005 l’attivita’ vera e propria di privatizzazione ha rappresentato soltanto 86 milioni di euro. Teoricamente, a cio’ si aggiungerebbero i 300 milioni di euro risultati dalle azioni di privatizzazione iniziate prima della fine del 2004, ed i oltre 3 miliardi di euro risultanti dalla privatizzazione della Banca Commerciale Romena BCR.
Le ultime privatizzazioni delle societa’ rimaste nel portafoglio dello stato si dividono tra l’Autorita’ per la Vendita degli Attivi dello Stato (AVAS) ed il Ministero dell’Economia (attraverso il suo Ufficio delle Partecipazioni Statali e Privatizzazioni nell’Industria – OPSPI). Se nel secondo caso qualche successo si registra, nel caso dell’AVAS i risultati sono minimi.
L’AVAS ha venduto, nel 2005, pacchetti azionari di maggioranza in sole 4 societa’ piccole e con impatto ridotto nell’economia romena (Senzorom Cluj, Moldoplast Iasi, Girobir Birlad e Haber Hateg). Gli acquirenti, persone fisiche o SRL, hanno pagato poco (4,9 milioni di euro in tutto).
La maggior parte delle restanti societa’ del portafoglio AVAS sono considerate invendibili, quindi non privatizzabili.
L’AVAS ha avuto piu’ successo con l’esecuzione coattiva dei debitori, attivita’ dalla quale ha incassato, nei primi 8 mesi del 2005, 71 milioni di euro.
Sole due transazioni
Il Ministero dell’Economia attraverso l’OPSPI ha firmato, nel 2005, il contratto di privatizzazione di due societa’ di distribuzione dell’energia elettrica, Electrica Moldova e Oltenia. L’azione di privatizzazione era stata iniziata dal precedente governo, pero’ il contratto e la finalizzazione della transazione (cioe’ il trasferimento delle azioni acquistate ed il pagamento del prezzo) sono state realizzate nel 2005. I pacchetti azionari di maggioranza delle due societa’ sono entrati in possesso della tedesca E.On Energie e della ceca CEZ. Il valore totale delle transazioni e’ ammontato a 203,6 milioni di euro (prezzo di un pacchetto azionario minoritario ed aumento di capitale necessario per raggiungere il 51%). Pero’ lo stato ha incassato, da questa transazione, soltanto 81,3 milioni di euro.
Successi del passato
Le privatizzazioni realizzate dal Ministero dell’Economia hanno portato piu’ soldi, anche se si tratta di transazioni convenute nel 2004, perche’ la privatizzazione nel settore energetico ha una particolarita’: una transazione viene finalizzata a distanza di alcuni mesi dopo la firma del contratto.
Quindi, anche se i contratti di privatizzazione delle due societa’ di distribuzione del gas naturale (Distrigaz Sud e Distrigaz Nord) e delle prime due succursali della Electrica (Banat e Dobrogea) sono stati firmati nel 2004, la finalizzazione delle transazioni ed il trasferimento delle azioni sono avvenute nel 2005.
Il valore totale delle transazioni attraverso le quali Gaz de France e E.On Ruhrgas hanno prelevato le due Distrigaz ammonta a 614 milioni di euro, pero’ l’ammontare pagato per le azioni vendute dallo stato e’ di 253 milioni di euro. Il Gruppo Enel ha pagato per le due Electrica, allo stato romeno 35,1 milioni di euro, mentre il valore totale della transazione e’ stato di 111,8 milioni.di euro.
Ritardi
La privatizzazione del settore energetico si e’ avverata un successo soltanto a livello delle societa’ di distribuzione. Tutte le capacita’ di produzione sono ancora nelle mani dello stato e ci sono solo intenti dichiarativi di privatizzazione. Fino al momento attuale, nessuna centrale termica e’ passata in proprieta’ privata, nonostante il fatto che per alcune (es.Doicesti o i complessi energetici dell’Oltenia) si sia parlato di investitori occidentali.
Il segretario di Stato del Ministero dell’Economia, Ionel Mantog, dichiara che i due complessi di Rovinari e Turceni saranno venduti insieme e l’annuncio di privatizzazione sara’ pubblicato a gennaio 2006. Insieme, diventeranno il piu’ grande produttore di energia della Romania.
Per un unico produttore e’ gia’ stato firmato il contratto di privatizzazione: CET Midia, centrale comprata dal gruppo Rompetrol, pero’ la finalizzazione della privatizzazione ritarda perche’ la transazione non e’ ancora stata approvata dal governo.

Anche se ogni semestre tornano in proprieta’ dello stato 50-60 aziende, l’attivita’ di privatizzazione dell’AVAS dovrebbe essere finalizzata nel primo trimestre del 2007
L’attivita’ di privatizzazione dell’Autorita’ per la Vendita degli Attivi Statali (AVAS) si avvicina alla fine nonostante abbia ancora nel proprio portafoglio circa 100 societa’ nelle quali detiene il pacchetto azionario di maggioranza. Secondo il vicepresidente Laszlo Gyerko, le grandi privatizzazioni saranno finalizzate nel primo semestre del 2006, e l’intero processo di privatizzazione sara’ completato entro la fine del 2006 o nel primo semestre del 2007. “E’ difficile indicare una data esatta per la finalizzazione della privatizzazione, perche’ ogni semestre tornano nel nostro portafoglio circa 50-60 aziende. Nel 2005 sono tornate all’AVAS addirittura 150 societa’” dichiara Gyerko. Attualmente il peso specifico di queste societa’ e’ del 30% del portafoglio esistente. Per le societa’ senza alcuna prospettiva di privatizzazione si procedera’ alla liquidazione.
Attualmente l’AVAS si concentra sulla privatizzazione delle societa’ Tractorul, Electroputere Craiova e Rulmentul Brasov che, secondo gli impegni presi nei confronti del Fondo Monetario Internazionale, dovevano essere vendute entro la fine del 2005.

Nei primi 10 mesi del 2005, in Romania sono state costituite 9.617 societa’ con partecipazione di capitale straniero
Il numero di societa’ costituite con partecipazione estera al capitale, nei primi 10 mesi del 2005, e’ di 9.617, secondo i dati centralizzati dall’Istituto Nazionale di Statistica.
Nel mese di ottobre 2005, sono state costituite 897 societa’ con partecipazione di capitale straniero, con un valore totale del capitale sociale sottoscritto di 15,568 milioni di RON (5,026 milioni di dollari o 4,178 milioni di euro).
Le piu’ numerose societa’ con partecipazione straniera al capitale sono state costituite a Bucarest (347 ditte con un capitale totale di 9,876 milioni di RON), nella regione Timis (76 societa’ con un capitale di 405.000 RON), nella regione Cluj (46 societa’ con un capitale di 282.000 RON), nella regione Bihor (38 societa’ con 42.500 RON), nella regione Brasov (34 societa’, con 125.000 RON), regione Sibiu (29 societa’ con 1,565 milioni RON, nella regione Arad (25 societa’ con 46.100 RON), nella regione Costanza (25 societa’ con 7.300 RON) e nella regione Mures (25 societa’ con 16.900 RON).
I piu’ numerosi investitori stranieri, nel mese di ottobre 2005, provenivano dall’Italia (202 investitori), Germania (110), Ungheria (68), Turchia (43), Francia (39), Austria (38), SUA (37), Israele (37), Repubblica Moldova (35), Spagna (34), Cipro (33), Cina (33) e Grecia (31).

Secondo la Banca Centrale, nel 2004 gli investimenti stranieri in Romania sono stati di 1 miliardo di euro superiori ai livelli comunicati in precedenza
Gli Investimenti Esteri Diretti (IDE) sono ammontati nel 2004 a circa 5,2 miliardi di euro (quindi sono stati di oltre 1 miliardo di euro superiori al livello provvisorio, comunicato all’inizio del 2005), indicano i dati rivisti dalla Banca Nazionale della Romania (BNR). Nella primavera 2005, la BNR annunciava che il valore degli IDE nel 2004 era stato di circa 4,1 miliardi di euro, in aumento del 160% rispetto all’anno precedente.
I dati rivisti della banca centrale riflettono una modifica metodologica, attraverso la quale nel calcolo del volume degli investimenti esteri diretti vengono prese in considerazione piu’ categorie di entrate di capitale, tra cui anche il profitto reinvestito.
Nonostante cio’, le stime per il 2005 sono inferiori alle cifre del 2004.
Secondo l’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri, il livello stimato per il 2005, degli investimenti stranieri diretti, e’ compreso tra 3,2 e 3,8 miliardi di euro. Secondo i dati BNR, nei primi 9 mesi del 2005, il valore degli investimenti stranieri diretti e’ di oltre 2,7 miliardi di euro, in diminuzione del 29% rispetto al periodo simile del 2004.

Il progetto di Codice Fiscale sara’ approvato dall’Esecutivo dopo consultazioni con gli ufficiali UE
Il Progetto di modifica del Codice Fiscale sara’ approvato dal Governo dopo che il Ministro delle Finanze, Sebastian Vladescu, si sara’ consultato, nei prossimi giorni, con i commissari europei sulle tasse ed accise che dovrebbero essere introdotte per l’alcool ed il tabacco, ha dichiarato il premier Calin Popescu-Tariceanu, aggiungendo, pero’, che le consultazioni riguarderanno esclusivamente le tasse ed accise sull’alcool e tabacco, e non l’intero progetto di modifica del Codice Fiscale, il cui testo e’ strettamente di competenza del Governo romeno.
Insicurezza fiscale
La Romania non entra nel 2006 con un nuovo Codice fiscale, dichiara il premier Tariceanu. Oltre che a diminuire la credibilita’ dell’attuale esecutivo, le preannunciate riduzioni e gli aumenti di tasse ed imposte per il 2005 non possono essere applicate dal 1 gennaio 2006. Il contributo per le assicurazioni sociali (CAS) non diminuisce ancora del 2%, e se il Governo rispettera’ il principio secondo il quale una norma non viene applicata retroattivamente, le imposte sulle abitazioni ed autovetture verranno calcolate in due maniere diverse nel 2006, conformemente ai due Codici fiscali che verranno applicati nell’arco dell’anno.
Una cosa e’ sicura: la stabilita’ fiscale romena entra in una “nuova” era, quella in cui l’esistenza di una Finanziaria 2006 votata nel Parlamento, non viene accompagnata da un Codice Fiscale a sostenerla.

Le Finanze rinuncerebbero ai prezzi minimi per le sigarette e l’alcool
Il Governo adotterebbe la piu’ recente bozza del progetto di modifica del Codice Fiscale, ad eccezione delle disposizioni riguardanti l’introduzione del prezzo minimo di referenza per le sigarette e l’alcool, affermano fonti dall’interno del Ministero delle Finanze. “Il progetto di legge sara’ inoltrato, a breve, al Parlamento ed entrera’ in vigore sei mesi dopo l’approvazione dal parte del Parlamento” aggiungono le stesse fonti.
“A sei mesi dall’approvazione da parte del Parlamento, le modifiche all’attuale Codice Fiscale entreranno in vigore” ha dichiarato anche il premier Calin Popescu Tariceanu.
Pero’, secondo la legislazione fiscale in vigore, ogni modifica del Codice Fiscale entra in vigore a partire dal 1 gennaio dell’anno successivo a quello nel quale e’ stata adottata la legge. In altre parole, le modifiche approvate dopo il 1 gennaio 2006 sarebbero applicabili, legalmente, soltanto a partire dal 1 gennaio 2007.

Il saldo negativo della bilancia commerciale della Romania per il 2005 puo’ arrivare a 6,7 miliardi di euro
Il saldo negativo della bilancia commerciale della Romania, stimato per il 2005, e’ di circa 6,7 miliardi di euro, in aumento di circa il 20% rispetto al 2004.
Le esportazioni di beni registreranno a fine anno una crescita del 15,7% rispetto al 2004, fino ad un valore di 21,9 miliardi di euro, mentre le importazioni ammonteranno a 30,9 miliardi di euro, in aumento del 17% rispetto al 2004.

Piu’ cittadini stranieri interessati a lavorare in Romania
L’esecutivo romeno ha aumentato di 500 unita’ il numero dei permessi di lavoro per i cittadini stranieri interessati a lavorare in Romania, e quindi il numero dei permessi approvati per il 2005 e’ salito a 3.000.
La documentazione inoltrata dall’Ufficio per la Migrazione della Forza Lavoro, in base alla quale il Ministero del Lavoro ha proposto l’aumento del numero di permessi, indicava che, fino all’inizio di novembre, erano gia’ stati emessi 2.306 permessi di lavoro (con una media mensile di 219).

L’agricoltura ecologica potrebbe essere il biglietto vincente della Romania
Gli agricoltori romeni sarebbero indubbiamente vantaggiati se praticassero un’agricoltura ecologica. La politica agricola dell’UE prevede che, dopo l’adesione, le sovvenzioni per i produttori ecologici potrebbero salire con fino al 70%. „La profittabilita’ dell’agricoltura ecologica e’ due volte superiore a quella convenzionale, e l’investimento iniziale non e’ molto alto“ afferma Bogdan Paranici, amministratore della societa’ Landviser Consult & Trade. Il raccolto ottenuto e’ del 20-50% piu’ basso rispetto all’agricoltura tradizionale, pero’ i prezzi d’esportazione degli alimenti ecologici possono essere 2-3 volte superiori, affermano i produttori.
Le Romania potrebbe competere sui mercati internazionali sia perche’ ha un suolo piu’ “pulito” di quello dei paesi membri UE, che perche’ ha una manodopera molto meno cara nell’ambiente rurale. „La ragione per cui l’eco-agricoltura sarebbe facilmente applicabile in Romania e’ la poverta’ degli agricoltori, che non hanno la forza economica per acquistare pesticidi o concimi chimici“, considera Lucian Pavel, consulente della societa’ Expert Group.
Attualmente, oltre il 70% della produzione ecologica locale viene esportata, a causa della bassa richiesta sul mercato nazionale e dei prezzi migliori offerti dai mercati esteri. Inoltre, spiega Lucian Pavel, in Romania esistono ancora troppo pochi trasformatori delle materie prime ecologiche (frumento, latte ecc.). In Romania esistono circa 260 unita’ agricole, certificate, che praticano l’agricoltura ecologica. Nel 2004, la superficie coltivata in maniera ecologica era di 74.000 ettari. Secondo gli studi realizzati dall’Istituto di Ricerca e Sviluppo Agricolo Fundulea, la Romania potrebbe introdurre nel sistema di produzione agricola ecologica fino al 15% della superficie totale coltivabile, cioe’ circa 2 milioni di ettari.
Nell’Unione Europea, l’agricoltura ecologica si e’ sviluppata rapidamente, registrando una crescita del 30% all’anno, dopo il 1998. Dal totale dei prodotti alimentari consumati nell’UE, quelli ecologici hanno una quota di mercato dell’1,75 %, equivalente ad oltre 8 miliardi di euro.
In Romania, le principali regioni dove viene praticata l’agricoltura ecologica sono Arad, Timis, Calarasi, Braila, Galati e Costanza.
I principali paesi di destinazione delle esportazioni romene di prodotti ecologici sono l’Olanda e la Germania, dove vengono consegnati cereali, legumi, piante aromatiche, miele e frutta ecologica.
Le esportazioni sono ostacolate dalla mancanza di “certificatori” romeni riconosciuti a livello internazionale.

Il mercato romeno dei generi alimentari, al secondo posto nell’Europa Orientale
La Romania „controlla” il 15% del mercato est-europeo dei prodotti alimentari e delle bevande, piazzandosi al secondo posto dopo la Polonia, la cui quota di mercato e’ del 44%, secondo uno studio di mercato realizzato dalla societa’ di consulenza Food for Thought.
La Romania si piazzava all’ultimo posto, dopo la Polonia, Rep. Ceca, Ungheria, Slovacchia e Bulgaria, per quanto riguarda il tasso di crescita, al di sotto dell’1%, del mercato dei prodotti alimentari e bevande, nell’intervallo 1999 – 2004 (valutato a 109 miliardi di euro).
I primi tre paesi rappresentativi per il mercato dei prodotti alimentari e delle bevande, Polonia, Romania ed Ungheria, rappresentano il 73% del totale, anche perche’ hanno il 75% della popolazione est-europea. Esse sono seguite dalla Rep.Ceca con il 14%, Slovacchia con il 7% e Bulgaria con il 6%.
Dei 109 miliardi di euro, che rappresentano le vendite dei prodotti alimentari nel 2004, la quota piu’ alta e’ detenuta dalle bevande alcoliche (18%), seguite dalla frutta e verdura (12%), allo stesso livello con il consumo di carne fresca.
Per quanto riguarda lo sviluppo del mercato tra il 1999 ed il 2005, la migliore evoluzione, dal punto di vista del valore, e’ stata registrata dalla Polonia, con 3.200 milioni di euro, seguita dalla Rep. Ceca, con 1.090 milioni di euro e l’Ungheria con 1.032 milioni di euro.
Per quanto riguarda la crescita percentuale del mercato specifico di ogni paese, il mercato della Bulgaria dei prodotti alimentari e bevande ha registrato, negli ultimi anni, la crescita piu’ alta (4,5%), seguito dalla Rep. Ceca (4%) e dalla Polonia (2,5%).

Consci che Bucarest necessita ulteriori 40.000 unita’ abitative, gli investitori costruiscono due complessi residenziali nel centro della capitale, composti da palazzi di 10-15 piani
Sul mercato immobiliare, nel 2006, l’aumento degli acquisti residenziali continuera’, prevalentemente a Bucarest, dove la penuria di spazi abitativi viene percepita in maniera acuta, dichiara Eduard Uzunov, direttore generale della compagnia immobiliare Regatta.
“Bucarest ha bisogno, nel 2006, di circa 40.000 unita’ abitative nuove” aggiunge Uzunov. Secondo lo stesso, il settore delle vendite residenziali si trova sotto l’influenza diretta e consistente della crescita rapida del credito ipotecare, che ha incentivato la richiesta di abitazioni. Per quanto riguarda i prezzi, questi sono aumentati per ogni tipo di immobile, nel caso dei palazzi costruiti prima del 1989 addirittura del 100%.
Attualmente, si constata che il piu’ forte sviluppo immobiliare si e’ registrato nella zona nord e nei dintorni: Herastrau – Nordului, Baneasa – Iancu Nicolae, Ionescu Sisesti ed addirittura Snagov.
Nonostante cio’, esiste una forte richiesta anche per i progetti di condomini, del tipo palazzi con piu’ piani, pero’ con superfici piu’ generose di quelle dei palazzi costruiti prima del 1990 e che assicurino un altro tipo di confort.
Un mini-quartiere che offre appartamenti in palazzi multipiani e’ in corso di costruzione (Central Park) dietro lo stadio Dinamo, ed offrira’ abitazioni con aree tra 100 e 300 metri quadrati. Un secondo complesso abitativo, composto sempre la palazzi multipiani (Planorama), ubicato nel quartiere Colentina, offrira’ appartamenti piu’ modesti, con aree di fino a 100 mq.
Il Complesso residenziale Central Park disporra’ di 454 appartamenti moderni, collocati in tre palazzi (pianoterra+10 piani o P+11), con vista sul proprio parco privato di 14.000 mq, tra le vie Stefan cel Mare e Barbu Vacarescu. I prezzi (per 100 fino a 350 mq piu’ posto auto) variano tra 135.800 e 357.600 euro piu’ IVA e gli appartamenti saranno disponibili entro il 1 settembre 2007.
Dei 454 appartamenti sono gia’ stati venduti oltre 260. La compagnia di investimenti Central Park offre la possibilita’ di acquisto con pagamento dilazionato fino a 7 anni.
Il secondo quartiere residenziale, Planorama, ubicato all’incrocio delle vie Doamna Ghica e Heliade intre Vii sara’ composto da 4 palazzi di 15 piani di cui il primo sara’ ultimato entro circa 18 mesi.

Negli ultimi 16 anni, la popolazione della Romania e’ diminuita ed invecchiata
Da 16 anni, la popolazione della Romania diminuisce continuamente e non sembra esserci una soluzione per l’inversione della tendenza. La migrazione esterna negativa, la mortalita’ generale in aumento e la natalita’ in diminuzione costituiscono le principali cause che hanno portato alla riduzione ed invecchiamento della popolazione in Romania.
Gli specialisti affermano che non solo la Romania si confronta con tale situazione demografica e che tutti i paesi in transizione economica e sociale attraversano una tale crisi.
Diminuisce la popolazione giovane e aumenta quella anziana
All’inizio del 2005, la popolazione della Romania era di 21.658.500 abitanti, di cui 10.561.700 uomini (48,8%) e 11.096.800 donne (51,2%). Su 1.000 adulti, 211 avevano oltre 65 anni, rispetto a 166 nel 1992. L’invecchiamento demografico e’ piu’ visibile nell’ambiente rurale, dove quasi il 19% della popolazione rurale ha superato i 65 anni. Se la categoria “anziano” rappresenta nel 2005 il 14,7% del totale, rispetto all’11,0% nel 1992, ancora piu’ preoccupante e’ la riduzione della popolazione giovane tra 0-14 anni, dal 22,7% nel 1992, al 15,9% nel 2005..
Le previsioni degli specialisti non sono ottimistiche. Si prevede che il peso specifico della popolazione oltre i 65 anni continuera’ a crescere fino nel 2015, e in meno di due decenni, ogni quinto abitante della Romania rientrera’ nella categoria “anziani”.

Cinque Paesi costruiranno l’oleodotto Costanza-Trieste
Cinque Paesi dovrebbero firmare a gennaio 2006 un accordo sulla costruzione di un condotto petrolifero di 1500 km. tra il porto romeno Costanza e quello italiano Trieste, informa „Financial Times”. Si tratta di una nuova tappa nella lotta per il controllo del petrolio del Mar Caspio e dei benefici collegati.
Il progetto – scrive Financial Times – che include lavori di riabilitazione del porto Costanza, costerebbe almeno 2,4 miliardi di dollari, secondo uno studio di fattibilita’.
Due importanti compagnie petrolifere, un gruppo internazionale energetico ed una compagnia energetica statale avrebbero espresso l’interesse per questo oleodotto.
Henry Owen, uno dei consiglieri finanziari del progetto, ha dichiarato per „Financial Times” che l’oleodotto approvigionera’ raffinerie dell’Europa Sud-Orientale, Italia, Austria, e della Bavaria (sud della Germania) e trasportera’ il greggio verso le navi petrolifere attraverso il gia’ esistente oleodotto Trieste-Genova.
Financial Times rileva che l’oleodotto contribuirebbe alla riduzione della dipendenza dell’Europa dal greggio proveniente dal Medio Oriente, non sara’ sottoposto al controllo russo e contribuira’ a decongestionare il traffico attraverso gli stretti Bosfor e Dardanele.
Un ostacolo sarebbe il raggiungimento di un’intesa sulle tariffe praticate.
Gli analisti economici avvertono che il futuro oleodotto potrebbe confrontarsi con piu’ competitori ed, inoltre, l’accordo potrebbe essere abbandonato da uno dei cinque stati.
Due oleodotti che partono dal porto bulgaro Burgas competono col in cosiddetto Oleodotto Pan-Europeo Costanza-Trieste. Uno trasportera’ il greggio verso Alexandroupolis in Grecia, l’altro a Vlore, sulla costa albanese dell’Adriatico.
In tutto esistono oltre 10 progetti di oleodotti petroliferi per l’Europa Sud-Orientale, di cui il piu’ importante e’ l’oleodotto Baku-Ceyhan, che dovrebbe entrare in funzione nella primavera del 2006.

L’interscambio commerciale italo-romeno arrivera’ a 10 miliardi di euro alla fine del 2005
Si prevede che l’interscambio commerciale italo-romeno raggiungera’ il traguardo dei 10 miliardi di euro nel 2005.
Nei primi 10 mesi del 2005, il volume totale dell’interscambio commerciale italo-romeno e’arrivato a 7,7 miliardi di euro, di cui esportazioni per 3,6 miliardi di euro (+20%), ed importazioni per 4,09 miliardi di euro (+16%).
I principali prodotti esportati dalla Romania verso l’Italia sono prodotti alimentari, macchinari ed apparecchiature elettriche (12%), mentre le importazioni della Romania si sono concentrate sui materiali tessili per confezioni (27%), macchinari ed apparecchiature elettriche (20%), metalli comuni (11%), mobili e prodotti chimici.
I principali settori nei quali gli investitori italiani sono interessati in Romania sono il settore energetico (produzione e distribuzione dell’energia, nucleare), agricoltura, trasporti e settore bancario.

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Newsletter n.50 / 2005

Il Parlamento europeo ha adottato il rapporto Moscovici
Il Parlamento Europeo ha adottato il rapporto sullo stadio di preparazione della Romania per l’adesione all’Unione Europea. Gli europarlamentari hanno constatato, prima del voto, che la Romania e la Bulgaria hanno registrato progressi importanti, pero’ esistono ancora capitoli in difficolta’ – la riforma nella giustizia e la lotta contro la corrzione.
Secondo Euractiv, il ministro britannico per l’Europa, Douglas Alexander, parlando a nome della presidenza del Consiglio dei Ministri, ha riconosciuto i progressi registrati dalla Romania, pero’ ha aggiunto che il Paese deve continuare gli sforzi per risolvere anche i capitoli che preoccupano ancora.
Il ministro ha sottolineato che l’Unione Europea offrira’ appoggio alla Romania e Bulgaria nel loro sforzo finale per adempiere alle condizioni necessarie per l’adesione.
“Spero che la Romania a Bulgaria aderiscano nel 2007, e cio’ sara’ a vantaggio sia dei due Paesi che dell’Unione Europea nel suo insieme” ha affermato Douglas Alexander ed ha concluso con: “spero che l’anno prossimo in questo periodo la Romania e Bulgaria abbiano ancora sole due settimane fino alla loro adesione all’UE”.

La Romania ha superato l’ultimo test di vulnerabilita’ realizzato dal Fondo Monetario Internazionale
L’ultimo test di vulnerabilita’ realizzato dal Fondo Monetario Internazionale inquadra la Romania nella categoria di basso rischio, pero’ rimangono necessarie politiche prudenti e proattive per portare a compimento il periodo di transizione, ha dichiarato il rappresentante del FMI a Bucarest, Graeme Justice. “E’ vero che gli squilibri della Romania non sono molto diversi rispetto a quelli di altri stati in via di sviluppo. Pero’ si deve capire che la transizione e’ lunga e non si concludera’ a breve, e l’adesione all’UE non risolvera’ rapidamente i problemi attuali” ha aggiunto Justice, in occasione del seminario sul tema “Il deficit di conto corrente della bilancia dei pagamenti”, organizzato dalla Banca Centrale. “La Romania ha bisogno di politiche migliori per la gestione della transizione” ha concluso Justice.

Ente per la gestione dei fondi che l’UE concedera’ alla Romania dopo l’adesione
E’ stata costituita l’Autorita’ dei pagamenti per i fondi strutturali e di coesione che comincera’ a funzionare dal 1 gennaio 2006, ha dichiarato il segretario di stato nel Ministero delle Finanze Pubbliche, Nicolae Ivan, ed ha aggiunto: “Il 2006 sara’, pero’, un periodo di transizione. L’ente avra’ un ruolo effettivo di autorita’ dei pagamenti solo dopo l’integrazione della Romania nell’UE poiche’ e’ un organo creato per gestire i fondi strutturali e di coesione, post-adesione”.

E’ stata promulgata la Legge Finanziaria per il 2006
Il Presidente Basescu, ha firmato il 14 dicembre u.s., il decreto di promulgazione della Finanziaria 2006, in base alla risposta fornita dalla Corte Costituzionale che ha respinto le obiezioni formulate da 27 senatori PRM e PSD e ha dichiarato costituzionale la Legge sul bilancio dello stato per il 2006, definitiva ed obbligatoria appena pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial).

La crescita del Prodotto Interno Lordo rallenta. Il ritmo di crescita economica nei primi 9 mesi del 2005 e’ stata di soli 3,6% rispetto al periodo simile del 2004.
Il Governatore della BNR, Mugur Isarescu considera che la crescita economica totale nel 2005 sara’ inferiore al 5% rispetto al 5,5% previsto dal Governo e neanche il target dell’inflazione sara’ rispettato. Il tasso dell’inflazione per l’intero 2005 potrebbe superare l’8,5%, cioe’ il limite superiore dell’intervallo di variazione proposto. Secondo il governatore della Banca Nazionale della Romania, Mugur Isarescu, “il tasso dell’inflazione a novembre e’ stato dell’1,1% – 1,2%, esclusivamente dall’aggiustamento dei prezzi amministrati, specialmente per l’energia termica, ed a dicembre potrebbe aggiungersi una pressione supplementare da parte della richiesta di consumo, portando al superamento – anche se di poco – del livello dell’8,5%”, Inoltre, l’ufficiale della banca centrale stima che l’inflazione annuale media sara’ del 9,1%-9,2%, livello che conferma il consolidamento dell’inflazione ad una sola cifra. Nel 2004, l’inflazione media e’ ammontata all’11,9%. “Possiamo dire che il 2005 e’ l’anno del consolidamento dell’inflazione ad una sola cifra. Le statistiche mondiali lo registreranno, perche’ nelle analisi internazionali si registra l’inflazione media” ha aggiunto Isarescu.
Per il 2006, la BNR ha stabilito insieme al Governo un target dell’inflazione del 5%.
La Banca Centrale e’ preoccupata dei deficit
Riguardo alla crescita del PIL di solo 3,6% nei primi 9 mesi del 2005, il governatore della banca centrale afferma che tale cifra deve essere analizzata in profondita’ per accertare quanto sia crescita del consumo e quanto crescita della produzione. “La Banca Nazionale non e’ preoccupata dalle cifre, ma dagli squilibri” ha sottolineato Isarescu, specificando che una riduzione della produzione diventerebbe un problema.
La crescita economica globale nel 2005 potrebbe scendere al di sotto del 5%, a causa dell’evoluzione nei primi 3 trimestri, ha aggiunto Mugur Isarescu e ha ricordato che le proiezioni della banca centrale indicavano un livello di crescita economica di circa il 5%, inferiore rispetto alle previsioni del Governo.
L’Istituto Nazionale di Statistica ha informato che il ritmo di crescita economica e’ rallentato nei primi 9 mesi del 2005 al 3,6%, rispetto al 4,9% nel primo semestre. Tale cifra mette in pericolo il raggiungimento del target di crescita economica per il 2005, gia’ rivisto in senso negativo dalle autorita’, dal 6% al 5,5%. Isarescu si dichiara preoccupato dall’evoluzione della produzione industriale, inferiore rispetto all’aumento significativo della richiesta di consumo. L’ufficiale della BNR considera che questo squilibrio rappresenta la principale causa dell’alto deficit di conto corrente.
La banca centrale continuera’ a cercare strumenti per limitare la richiesta aggregata, riconoscendo l’insufficienza della misura di riduzione del deficit fiscale
Secondo l’INS il Prodotto interno lordo nei primi 9 mesi del 2005 e’ ammontato a 187,1 miliardi di RON. Le crescita del 3,6% rispetto al periodo simile del 2005 e’ stata determinata, prevalentemente, dall’aumento del volume di attivita’ e, di conseguenza, del valore aggiunto nei servizi (+7,9%) e costruzioni (+7,1%), il cui contributo al PIL e’ stato del 52,4%. Un impatto negativo sull’evoluzione del PIL ha avuto la diminuzione del 12,6% della produzione nell’agricoltura, silvicoltura ed economia forestale, conseguenza delle condizioni meteorologiche sfavorevoli registrate nel 2005, che hanno determinato la distruzione dei raccolti su ampie superfici agricole.

Il tasso dell’inflazione superera’ l’8,7% nel 2005
Il mese di novembre 2005 a portato un ulteriore aumento dei prezzi e delle tariffe, mediamente dell’1,2% (rispetto allo 0,9% nel mese di ottobre), sia dei generi alimentari che dei beni di consumo e dei servizi, indicano i dati comunicati dall’Istituto Nazionale di Statistica.
Il tasso dell’inflazione per gli ultimi 12 mesi e’ arrivato all’8,7% (+0,6% rispetto al tasso dell’inflazione annualizzato a fine ottobre 2005). „E’ stato un anno pieno di shock inflazionistici, che hanno portato ulteriori costi per le aziende. Il primo shock e’ stato rappresentato dalla riforma fiscale, poiche’ l’applicazione della quota unica di tassazione ha portato fondi in piu’ per il consumo, con effetto sull’aumento dei prezzi. Altri shock sono stati gli aumenti delle tariffe per l’energia elettrica ed il gas naturale ed il rincaro del petrolio. L’accesso facilitato ai crediti ha incentivato ulteriormente la richiesta ed i prezzi“ afferma l’analista Florin Catu.
Rispetto alla fine del 2004, i prezzi al consumo sono aumentati dell’8,1% (il target dell’inflazione annunciato dalla BNR e Governo per il 2005 era del 7,5% +/-1%).

La BNR ha rivisto il deficit di conto corrente dal 7,6% all’8,7%
La Banca Nazionale della Romania ha rivisto, in aumento, il deficit di conto corrente, registrato nel 2004, dal 7,6% all’8,7%, in seguito ad una ricerca statistica elaborata insieme all’Istituto Nazionale di Statistica.
In base alla ricerca, la Banca centrale ha incluso nella bilancia del conto di capitale i profitti reinvestiti, ma ha rivisto, anche, il volume dei trasferimenti privati. Marian Mustareata, direttore BNR, ha dichiarato che le Banca centrale ha dovuto aggiustare il volume dei trasferimenti privati dopo aver accertato che il 35% delle entrate in contanti in Romania avvengono su canali ufficiosi. L’ufficiale BNR ha aggiunto che le stime della Banca centrale sul deficit di conto corrente nel 2005 ammontano all’8,6%, livello approssimativamente uguale a quello registrato nel 2004.
L’analista economico Radu Craciun crede che, nonostante il fatto che un deficit di oltre l’8% e’ preoccupante, “non si puo’ affermare che esiste un rischio immediato“ e l’avvicinamento all’adesione della Romania all’UE e’ un’ancora sufficiente per la stabilizzazione della situazione macroeconomica.
Graeme Justice, rappresentante residente del Fondo Monetario Internazionale (FMI) in Romania, dichiara che il livello del deficit di conto corrente o la situazione a livello macroeconomico non sono cosi’ gravi quanto sarebbe vivere con delle convinzioni sbagliate. Justice ha spiegato che una convinzione del genere sarebbe quella che “l’adesione all’UE trasformera’ automaticamente le economie dei nuovi aderenti e che il processo dell’integrazione sara’ composto da soli successi“ senza dover riformare oppure che “si potra’ consumare di piu’ adesso, per pagare piu’ tardi quanto i redditi saranno piu’ alti“.

Nei primi 9 mesi del 2005 il profitto delle banche romene equivale a quello realizzato nell’intero 2004
I profitti netti registrati dalle banche commerciali romene nei primi 9 mesi del 2005 ammontano a 1,7 miliardi RON (oltre 470 milioni di euro), equivalente al profitto realizzato nell’intero 2004, secondo i dati comunicati alla Banca Centrale.
Oltre il 60% del profitto netto registrato nel sistema bancario nel periodo gennaio-settembre 2005 e’ stato realizzato dalla Banca Commerciale Romena (BCR) e BRD Groupe Societe Generale, i due piu’ grandi gruppi finanziari della Romania.
I crediti concessi dalle banche alle compagnie e alla popolazione sono aumentati nello stesso periodo del 24%, in termini reali (di cui +54% per i finanziamenti alle persone fisiche). Le fonti attratte dalla popolazione sono arrivate a quasi 32 miliardi di lei (quasi 10 miliardi di euro), con 5 miliardi di lei oltre il livello registrato all’inizio del 2005.
Nei primi 3 trimestri del 2005 il numero dei funzionari bancari e’ aumentato di 2.000 unita’ fino ad un totale di 51.586 (anche se a settembre, in seguito alla ristrutturazione della Cassa di Risparmio CEC erano state disponibilizzate alcune centinaia di persone).

Per implementare il sistema Basel ll, ogni banca sosterra’ costi supplementari di fino a 20-30 milioni di euro
I costi totali di implementazione del sistema BASEL II potrebbero arrivare fino a 30 milioni di euro per ogni banca. Il sistema Basel II richiede che il personale bancario abbia esperienza ed un alta qualifica, conservata attraverso una formazione professionale continua. Da questo punto di vista, il sistema bancario romeno soffre di mancanza di personale specializzato nell’analisi dei rischi di credito, afferma Petru Rares, presidente dell’Istituto Bancario Romeno Per quanto riguarda le tecnologie, e’ necessario sviluppare le infrastrutture di IT e le migliorare attuali Banche Dati, i cui costi rappresenteranno circa il 60% dei costi totali per l’implementazione del Basel II. Il sistema bancario sara’ focalizzato su approcci standardizzati, mentre le Banche Dati di ogni banca saranno strutturate per costituire serie di dati storici riguardanti i rischi, tra 3 e 5 anni.
I problemi dell’implementazione del sistema Basel II sono collegati ai costi specifici, molto alti per un sistema bancario di dimensioni relativamente ridotte, con un’infrastruttura IT insufficientemente adeguata, con Banche Dati incomplete e non sufficientemente strutturate, nonche’ al periodo breve (1 anno) di adeguamento.

Il nuovo proprietario della Banca Commerciale Romena (BCR) sara’ reso pubblico il 21 dicembre 2005
Il testo del contratto di vendita e’ approvato dal Governo attraverso un progetto di legge che viene inoltrato al Parlamento. Subito dopo la firma il contratto di privatizzazione sara’ presentato pubblicamente. La scadenza per la presentazione delle offerte finali migliorate da parte di Erste Bank e di Millennium – Banco Comercial Portugues per la privatizzazione della BCR rimane il 20 dicembre 2005, ha annunciato il ministro delle Finanze Pubbliche, Sebastian Vladescu.

Secondo un progetto di Decisione Governativa, lo stipendio minimo obbligatorio a livello nazionale nel 2006 salira’ a 330 RON
“A partire dal 1 gennaio 2006, lo stipendio minimo lordo a livello nazionale viene stabilito a 330 RON mensili” indica il progetto di Decisione Governativa reso pubblico sul sito internet del Ministero del Lavoro.
L’aumento rispetto all’attuale livello di 310 RON e’ del 6,5%.
Per il 2006, la durata media mensile dell’orario di lavoro, determinata secondo la Legge N.53/2003, e’ di 169,333 ore. Quindi, per un programma completo di lavoro di 169,333 ore, mediamente, al mese, lo stipendio minimo lordo di 330 lei rappresenta 1,92 lei/ora.

Dal 1 gennaio 2006, il prezzo del gas naturale aumenta, mediamente, del 17%
Le tariffe per il gas naturale praticate dalle 28 de societa’ di distribuzione della Romania aumenteranno, dal 1 gennaio 2006, del 17%, in funzione delle categorie di consumatori, informa un comunicato dell’Autorita’ Nazionale di Regolamentazione nel Campo del Gas Naturale (ANRGN).
Fonti governative dichiarano che nell’arco del 2006, il prezzo del gas naturale aumentera’ di circa il 35%. Oltre al rincaro del 17% all’inizio dell’anno, nel mese di aprile verra’ applicato un aumento dell’8-9% e nel mese di luglio un altro del 4-5%.

L’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri ARIS parla di investimenti significativi per l’economia di 1,5 miliardi di dollari
Gli investimenti diretti con impatto significativo sull’economia (il cui valore supera 1 milione di dollari) sono ammontati nei primi 11 mesi del 2005 a circa 1,5 miliardi di dollari, in aumento del 36% rispetto al periodo simile del 2004, informa l’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS). Nel periodo gennaio-novembre 2004, il valore degli investimenti con impatto significativo e’ stato di 1,1 miliardi di dollari.
Nel mese di novembre 2005, gli investimenti diretti superiori ad 1 milione di dollari sono stati 3 volte piu’ alti paragonati a quelli del mese di novembre 2004 (501,3 milioni di dollari).
Da ottobre 2001 (entrata in vigore della legge sugli investimenti diretti con impatto significativo) a novembre 2005, sono stati registrati 435 progetti di investimenti con valori superiori ad 1 milione di dollari, il cui valore impegnato e’ di 4,9 miliardi di dollari.

Entro la fine del 2005, gli investimenti stranieri diretti in Romania raggiungeranno il livello previsto
Gli investimenti stranieri diretti effettuati in Romania nel 2005 arriveranno a 3,2-3,8 miliardi di euro, livello previsto dalle autorita’, dichiara il presidente dell’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS), Ana Maria Cristina.
“Sapremo se il target e’ stato addirittura superato, dopo che l’Istituto Nazionale di Statistica insieme alla BNR avranno pubblicato i dati risultati dall’inventario degli investimenti stranieri diretti, risultati dai profitti reinvestiti, investimenti realizzati con fondi prestati dalle compagnie madri ed altre entrate di capitali”, afferma Ana Maria Cristina.
Il settore delle telecomunicazioni ha attratto, quest’anno, il 22,44% degli investimenti totali (48 progetti), seguito dai servizi (57 progetti per un valore di 623 milioni di dollari cioe’ 12,69% del totale) ed il commercio (72 progetti, per un valore di 493 milioni di dollari, 10% del totale).
Nelle preferenze degli investitori primeggiano anche l’industria energetica, la meccanica strumentale e l’industria del legno.
Dopo la regione Bucarest-Ilfov che ha assorbito i piu’ numerosi progetti di investimenti, le regioni del nord-ovest del Paese sono state preferite dagli investitori per i parchi logistici. Cio’ e’ dovuto sia all’avvicinamento dalla frontiera con l’Unione Europea, ma anche alle “buone pratiche” delle autorita’ locali, ha sottolineato il consigliere ARIS, Sorin Vasilescu.

La Romania richiede 3 miliardi di dollari alla Banca Mondiale per le zone povere
La Banca Mondiale concedera’ tra 2,5 e 3 miliardi di dollari, nei prossimi 2 anni, per il finanziamento dei progetti di investimenti locali di sviluppo regionale della Romania, per le zone meno sviluppate, specialmente la Moldova. „Il Governo comincera’ le negoziazioni con la Banca Mondiale nel 2006 per ottenere finanziamenti di 2,5-3 miliardi di dollari, da concedere a partire dal 2007, dichiara il senatore Varujan Vosganian, presidente della Commissione di bilancio, finanze e banche ed aggiunge che „i rappresentanti della Banca Mondiale sono preoccupati specialmente dai ritardi regionali della Romania nei confronti degli stati membri dell’Unione Europea, ed intendono finanziare progetti atti a ridurre queste differenze di sviluppo“.
La regione Iasi e’ tra le meno sviluppate economicamente. „Rispetto alla regione Timis lo stipendio medio nella zona Iasi e’ due volte inferiore, mentre gli investimenti sono dieci volte inferiori a quelli registrati nelle zone occidentali della Romania“ aggiunge Vosganian.
Fino al momento attuale, la Banca Mondiale ha concesso alla Romania finanziamenti per un valore totale di oltre 5 miliardi di dollari, sia per i settori vitali dell’economia che per la privatizzazione delle grandi compagnie statali e per creare nuovi posti di lavoro.

Bucarest e la parte occidentale del Paese sostengono l’economia romena
Anche se puo’ sembrare un indice economico teorico, il Prodotto Interno Lordo e’ illustrativo per la struttura e la produttivita’ dell’economia di un Paese.
Paragonato agli stati membri dell’Unione Europea, il tasso della disoccupazione nelle regioni della Romania e’ molto piu’ uniforme. Gli estremi (11,1% nella regione Ialomita rispetto al 2,3% nelle regioni Bihor e Timis) sono piu’ vicine rispetto a quelle registrate in Italia (2% in Bolzano ed oltre 25% in alcune province del sud), Spagna, Germania o Slovacchia (7% in Bratislava rispetto al 24% nella regione Vychodne Slovensko).
Invece, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (INS), il prodotto interno lordo (PIL) pro capite varia di molto da una zona ad altra. In altre parole, il valore della produzione economica di merci e servizi in una regione, divisa al numero di abitanti, e’ totalmente diversa tra le regioni romene. Se nella Capitale, per esempio, il PIL pro capite si avvicinava a 4.800 euro, nella regione Vaslui tale indice era di circa 5 volte inferiore (1.104 euro). Inoltre, la media nazionale del PIL pro capite, di 2.223 euro, e’ di oltre 2 volte inferiore al PIL pro capite a Bucarest. 31 regioni avevano in PIL pro capite inferiore alla media nazionale ed in sole 5 regioni (compresa la Capitale e la regione Ilfov) l’indice era di oltre il 30% superiore alla media nazionale.
I dati riguardano il 2002 e sono gli ultimi resi noti dall’INS.
Molte cose sono, pero’ cambiate nell’economia romena nei 2003, 2004 ed i primi 11 mesi del 2005. La ristrutturazione dell’industria ha influito negativamente su alcune zone, mentre gli investimenti stranieri hanno influito positivamente su altre. Prendendo in calcolo una serie di indici piu’ recenti (tasso di crescita del valore della produzione agricola nel 2003 e 2004, tasso di crescita del giro di affari nell’industria, costruzioni, commercio ed altri servizi, rispettivamente degli investimenti lordi nell’industria, costruzioni, commercio ed altri servizi oppure l’indice della produttivita’ industriale negli ultimi 3 anni), nonche’ un coefficiente variabile in funzione del numero di abitanti che lavorano all’estero, da ogni regione, il settimanale “Capital” ha tentato di approssimare l’evoluzione del prodotto interno lordo pro capite a livello regionale
Secondo tali stime, Bucarest e la regione Ilfov continuano ad essere nel top, pero’ la distanza rispetto alle restanti regioni si e’ ridotta. Sono salite di due posti le regioni Timis, Costanza e Cluj, mentre le regioni Brasov, Gorj o Sibiu, piu’ toccate dalla ristrutturazione dell’industria oppure semplicemente perche’ hanno raggiunto determinati limiti, sono scese nella graduatoria. All’altro capo della classifica le posizioni sono rimaste quasi le stesse, con la menzione che, sotto l’influenza del buon raccolto agricolo del 2004, Il PIL pro capite nelle regioni Giurgiu e Calarasi si e distanziato da quello delle regioni Botosani e Vaslui. Il buon raccolto agricolo 2004 ha determinato l’aumento significativo del PIL in quasi tutte le regioni del sud, dove la popolazione attiva in questo settore rappresenta tra il 40 ed il 60% del totale.
Si deve considerare, anche, che in molte regioni della Moldova occidentale e del nord dell’Ardeal il PIL pro capite potrebbe essere ben piu’ alto di quello stimato da “Capital” in base ai dati ufficiali, poiche’ si tratta di regioni da dove sono partiti per lavorare all’estero centinaia di migliaia se non oltre 1 milione di persone e di conseguenza la popolazione reale e’ inferiore a quella indicata dalle statistiche.
Quali sono le previsioni sul PIL per i prossimi anni:
• Secondo la Commissione Nazionale di Previsioni (CNP), nel 2006 la crescita economica sara’ di circa il 6,1%, nel 2007 del 6,3% e nel 2008 del 6,5%.
• Le costruzioni dovrebbero avere il maggior contributo all’evoluzione positiva del PIL (tra il 10,2% ed il 12,2% all’anno), seguite dai servizi (tra il 6,5% ed il 6,9% all’anno).
• secondo gli specialisti CNP, anche l‘industria crescera’, ma piu’ lentamente (del 5,5-5,6% all’anno).
• l’agricoltura crescera’ di soli 2,8-3,1% all’anno
Negli ultimi anni, i servizi e l’industria hanno dominato, con un peso specifico totale di circa il 72%, il processo di formazione del PIL. L’agricoltura ha rappresentato tra il 11,4% ed il 13% (in aumento nel 2004 grazie al buon raccolto), mentre le costruzioni si sono aggirate intorno al 6%. A prima vista si tratta di una struttura normale per un paese in via di sviluppo. Guardando pero’ la media UE, si osserva che, nel 2004, l’agricoltura ha rappresentato soltanto il 2,3% del PIL dell’Unione.
Ecco la graduatoria delle regioni in funzione del PIL pro capite, secondo le stime del settimanale”Capital” (in euro):

  1. Bucarest 4.873
  2. Ilfov 3.942
  3. Timis 3.246
  4. Brasov 3.160
  5. Costanza 3.074
  6. Cluj 2.917
  7. Sibiu 2.900
  8. Gorj 2.873
  9. Bihor 2.752
  10. Covasna 2.706
  11. Arad 2.664
  12. Arges 2.457
  13. Mures 2.419
  14. Hunedoara 2.368
  15. Bacau 2.257
  16. Prahova 2.244
  17. Harghita 2.230
  18. Caras-Severin 2.176
  19. Satu Mare 2.155
  20. Alba 2.140
  21. Galati 2.106
  22. Tulcea 1.969
  23. Ialomita 1.961
  24. Bistrita-Nasaud 1.955
  25. Iasi 1.926
  26. Braila 1.893
  27. Dolj 1.891
  28. Vrancea 1.848
  29. Suceava 1.840
  30. Salaj 1.790
  31. Maramures 1.787
  32. Dambovita 1.778
  33. Teleorman 1.714
  34. Buzau 1.696
  35. Mehedinti 1.689
  36. Valcea 1.680
  37. Neamt 1.673
  38. Olt 1.530
  39. Calarasi 1.456
  40. Giurgiu 1.414
  41. Botosani 1.316
  42. Vaslui 1.201

L’Organizzazione Mondiale del Commercio afferma che la legislazione della Romania nel campo economico e’ opprimente e cambia troppo frequentemente
Il piu’ recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale del Commercio sulla politica commerciale della Romania indica che lo stato romeno continua a sprecare fondi pubblici e ad esercitare un’influenza diretta sull’economia, poiche’ le compagnie statali verranno tenute artificiosamente in vita con risorse dal bilancio dello stato, informa l’agenzia stampa ACT Media, citata da EurActiv.ro.
L’Organizzazione Mondiale del Commercio consiglia le autorita’ romene di aumentare l’efficacia economica e correggere la ripartizione squilibrata delle risorse tramite accelerazione della privatizzazione delle grandi compagnie pubbliche del settore bancario, energetico, dei trasporti e delle telecomunicazioni.
Il rapporto aggiunge che il bilancio per il 2006 dispone di oltre 1 miliardo di euro e lo stato continua ad appoggiare l’industria attraverso imposte preferenziali e protezioniste, poiche’ un decimo del bilancio dello stato e’ rappresentato dalle perdite delle compagnie statali.
La tassa sul valore aggiunto per i prodotti importati dalla Romania e’ del 17,7%, pero’ per determinati prodotti la tassa arriva al 220%. Tale meccanismo di protezione viene applicato prevalentemente ai prodotti alimentari ed ai tessili.
Il rapporto dell’Organizzazione Mondiale del Commercio pubblica, inoltre, un elenco delle compagnie statali ancora nel portafoglio dell’Agenzia per la Vendita degli Attivi Statali (AVAS), dove ai giganti industriali Tractorul Brasov, Petromin Constanta, Rulmentul Brasov si aggiunge la Eximbank nella quale lo stato possiede l’87,4% del pacchetto azionario.
Il capitale delle 89 compagnie che l’AVAS deve ancora privatizzare ammonta ad oltre 167 milioni di euro.
La legislazione nel campo economico e’ opprimente e le regole del sistema fiscale cambiano troppo frequentemente come anche le regole e le procedure nel campo contabile, e percio’ gli investimenti stranieri rimangono al di sotto del potenziale reale della Romania.
Un quarto della popolazione romena vive in poverta’ e nonostante l’aumento significativo del Prodotto Interno lordo pro capite, che potrebbe arrivare nel 2005 a 3700 euro, questo rimane ancora 6 volte inferiore a quello dei Paesi UE (fonte: Reporter.gr).

In Romania da un totale di 600.000 societa’ iscritte al Registro del Commercio sono attive soltanto 80.000, cioe’ il 13%
Soltanto 80.000 societa’ sono attive, in realta’, in Romania, tra le 600.000 registrate al Registro del Commercio, afferma il vicepresidente dell’Unione Nazionale degli Specialisti in Riorganizzazione e Liquidazione (UNPRL), Gheorghe Piperea, citato da Rompres.
Di queste, tra 30.000 e 50.000 sono microimprese, rispettivamente hanno un giro di affari inferiore a 100.000 euro e non piu’ di 9 dipendenti, con un capitale sociale il cui minimo e’ fissato a 200 RON.
Le 600.000 societa’ sono state costituite negli ultimi 15 anni, secondo le statistiche del Registro del Commercio, all’inizio con un capitale sociale minimo di 100.000 lei vecchi, e a partire dal 1997 di 2 milioni di lei vecchi.
Secondo il vicepresidente UNPRL, 250.000 delle 600.000 societa’ registrate in Romania, saranno radiate in seguito all’applicazione della Legge N.359/2004 per non essere riuscite a regolarizzare la propria situazione precaria. Altre 150.000 societa’ sono microimprese fittizie, costituite all’unico scopo di evitare la sovratassazione del lavoro. Numerosi dipendenti con attivita’ importanti oppure manager sono remunerati attraverso queste microimprese, sotto forma di prestazioni di servizi, poiche’ il pagamento degli stipendi sarebbe troppo oneroso per i datori di lavoro. Altre circa 120.000 societa’ si trovano in varie fasi delle procedure di insolvenza e, prima o poi spariranno. “Contrariamente a chi sostiene che sia difficile in Romania creare un attivita’, io personalmente sostengo che sia infinitamente piu’ difficile cessare un’attivita’ in Romania. Lo scioglimento di un’attivita’ e’ diventato cosi’ farraginoso che la maggior parte dei titolari preferisce lasciare che la propria societa’ sia radiata d’ufficio. Ed i costi per la liquidazione di queste societa’ – tasse, onorari, crediti – sono a carico di tutti noi, contribuenti” sottolinea il vicepresidente UNPRL.

Aumenti di capitale sul mercato delle assicurazioni
Almeno due delle compagnie operanti sul mercato romeno delle assicurazioni hanno deciso di procedere all’aumento del proprio capitale sociale.
Gli azionisti della Omniasig Asigurari de Viata hanno deciso un aumento del capitale sociale di 1,2 milioni RON, fino a 8,1 milioni RON, attraverso un contributo in contanti da parte degli azionisti, inclusione del profitto non distribuito ed altre riserve degli anni precedenti. Inoltre, gli azionisti hanno approvato il trasferimento del portafoglio di assicurazioni di vita della Unita verso Omniasig Asigurari de Viata.
Anche gli azionisti della Certasig hanno deciso un aumento del capitale sociale di 7,61 milioni di RON (circa 2,1 milioni di euro), tramite contributo in contanti. L’operazione sara’ realizzata attraverso l’emissione di nuove azioni. Entro il 7 gennaio 2006, gli attuali azionisti possono esercitare il loro diritto di prelazione nell’acquisto di titoli. In seguito i titoli potranno essere acquistati anche da terzi. A novembre 2005, il pacchetto azionario di maggioranza della Certasig era stato prelevato da una persona fisica dalla Spagna, Abril Canadell Montserrat (per meno di 500.000 dollari, secondo fonti ufficiose). Certasig opera nel campo delle assicurazioni generali e di vita. Nei primi 9 mesi del 2005, l’ammontare dei premi sottoscritti dalla compagnia e’ stato di 449.820 RON, di cui assicurazioni generali per 371.320 RON.

Dopo le critiche per le disposizioni anticoncorrenziali delle prime quattro varianti del Codice Fiscale, il Ministero delle Finanze ne prepara la quinta
Il Ministero delle Finanze Pubbliche elabora una nuova versione – l’ultima – del Codice Fiscale, sul fondo delle numerose critiche ricevute sul precedente progetto sia da parte dell’ambiente d’affari locale che da parte degli ufficiali europei di Brusselles. A sole 2 settimane prima dell’inizio del 2006, gli operatori ed investitori sono disorientati, senza poter elaborare un business plan credibile, poiche’ nell’attuale sistema fiscale romeno la predictibilita’ e’ zero.
La nuova variante del Codice fiscale, appena ultimata sara’ sottoposta al dibattito pubblico sul sito del Ministero delle Finanze. In tali condizioni, la legge non potra’ essere applicata a partire dal 1 gennaio 2006, come previsto inizialmente, poiche’ manca il tempo necessario per percorrere tutte le tappe legali
Da ricordare che il 25 novembre scorso, la Commissione Europea ha inviato alle autorita’ romene una lettera con la quale ammoniva che alcune iniziative legislative contravvengano alla legislazione europea riguardo la concorrenza. Una di queste era addirittura la proposta di Codice fiscale che istituiva prezzi minimi al alcool e tabacco, rischiando di produrre comportamenti simili ai cartelli. Ulteriormente anche il commissario europeo per la programmazione finanziaria e di bilancio, Dalia Grybauskaite, si era dichiarata contraria all’introduzione dei prezzi minimi per le sigarette che sarebbero anticoncorrenziali e contravverrebbero alle pratiche europee.

La bilancia commerciale dei prodotti alimentari registra un deficit di oltre 1 miliardo di euro
Il deficit della Romania nel commercio con prodotti agroalimentari, nei primi 10 mesi del 2005, e’ ammontato a 1 miliardo euro (uguale a quello dell’intero 2004 e dello 0,6% superiore a quello del 2003). Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, il valore totale delle importazioni nei primi 10 mesi del 2005 e’ stato di circa 1,6 miliardi di euro (+14% rispetto all’anno precedente) mentre le esportazioni hanno rappresentato soltanto 548 milioni di euro.
Nelle importazioni al primo posto si e’ piazzata la carne suina, con 236 milioni di euro (+70% rispetto al periodo simile del 2004). Al secondo posto si piazzano le importazioni di sigarette e tabacco grezzo, con 193 milioni di euro (+20%) seguite dalle importazioni di zucchero (86 milioni di euro), agrumi e banane (66,8 milioni di euro), caffe’ (57,2 milioni di euro), pesce congelato (34,3 milioni di euro) e frumento (17,6 milioni di euro).
Nelle esportazioni al primo posto si piazzano gli oli ed i semi di girasole (76,1 milioni di euro) seguite dagli ovini vivi (57,1 milioni di euro), mentre le esportazioni di vini sono diminuite fino a 15 milioni di de euro.
In un paese dove oltre il 35% della popolazione lavora nell’agricoltura vengono importati prodotti agroalimentari per 1,6 miliardi di euro ed il deficit commerciale del settore cresce ogni anno a causa del consumo in aumento delle popolazione ma soprattutto a causa della produttivita’ sempre piu’ bassa nell’agricoltura romena.
Il deficit nel commercio con prodotti agroalimentari e’ stato di 1,055 miliardi di euro nel 2003, di 1,061 miliardi di euro nel 2004 e di 1,04 miliardi nei primi 10 mesi del 2005 (+12,4% rispetto ai 925 milioni di euro nei primi 10 mesi del 2004).
Un rapporto recente della Banca Mondiale indica che l’agricoltura della Romania potrebbe produrre cibo sufficiente per nutrire 80 milioni di persone. Pero’ un’agricoltura avanzata puo’ essere realizzata soltanto su aree estese e in Romania esistono ancora 4,5 milioni di unita’ che sono appena autosufficienti. Percio’ i 22 milioni di consumatori romeni acquistano pomodori ed aglio dalla Turchia, pollame dagli SUA, paste dall’Italia.

Inchiesta strutturale nell’agricoltura
A partire da gennaio 2006, sull’intero territorio della Romania, sara’ realizzata un’Inchiesta Strutturale nell’Agricoltura (ASA), stabilisce un progetto di legge adottato dall’Esecutivo.
Lo scopo della ricerca e’ quello di elaborare dati statistici conformi con l’acquis statistico comunitario, riguardo all’utilizzo dei terreni e mezzi di produzione agricoli nonche’ al numero di animali. La realizzazione dell’ASA e’ l’adempimento di un impegno assunto dalla Romania nei negoziati di adesione all’UE.
L’Inchiesta Strutturale nell’Agricoltura mira a raccogliere informazioni sulle unita’ agricole e le loro caratteristiche: statuto giuridico, tipo di proprieta’ ed utilizzo dei terreni e forme di amministrazione, superfici coltivate, piantagioni viticole e frutticole, concimazioni ed irrigazioni, numero di animali, attrezzature e macchine agricole, costruzioni e attivo nell’agricoltura e tipo di lavoro svolto, tipo di svolto nelle unita’, agricoltura ecologica, sviluppo rurale.
I dati risultati dall’Inchiesta Strutturale nell’Agricoltura verranno utilizzati per l’elaborazione del Programma SAPARD, per il Piano Nazionale di Sviluppo e per altri programmi che riguardano lo sviluppo rurale.
Secondo le norme europee e l’esperienza degli stati membri UE, l’Inchiesta Strutturale nell’Agricoltura si realizza su un campione rappresentativo del 10% delle unita’ agricole individuali e con personalita’ giuridica, registrate in occasione del Censimento Generale Agricolo effettuato nel 2002.

30 milioni di euro dal programma SAPARD per il turismo rurale
I finanziamenti a fondo perduto SAPARD, disponibili in questo momento per il turismo rurale (Misura 3.4, sottomisura „turismo rurale”) ammontano a 1,5 milioni di euro, sufficienti per soli circa 20 progetti. Quindi, il grado di utilizzo dei fondi disponibili nel quadro di questa sottomisura e’ del 93% dell’ammontare totale disponibile, per 255 progetti contrattati. Per chi intende investire nel turismo rurale esiste un’ulteriore possibilita’ di accedere ai fondi SAPARD. Nella sottomisura „Altri tipi di turismo rurale” della stessa Misura, sono disponibili ulteriori 30 milioni di euro. Con questi fondi possono essere finanziati oltre 350 progetti SAPARD. Il turismo equestre, cinegetico, ittico, montano, l’eco-turismo o il cicloturismo sono attivita’ per le quali i potenziali beneficiari possono ottenere fondi SAPARD attraverso la sottomisura „altri tipi di turismo rurale”. Sempre attraverso il Programma SAPARD possono essere costruiti ed ammodernati: capanne turistiche, capanne per caccia e pesca, rifugi turistici, cantoni pastorali, villaggi di vacanza campeggi. Inoltre, per il turismo ittico possono essere acquistate navi fluviali per il trasporto dei turisti o per alloggiare i turisti.
Dal valore totale eleggibile di ogni progetto, il 50% e’ contributo del beneficiario e 50% contributo pubblico. Il valore minimo del contributo finanziario SAPARD e’ di 2.500 euro e quello massimo 100.000 euro (per un valore totale dell’investimento tra 5.000 e 200.000 euro.
Nel Programma SAPARD, il cofinanziamento pubblico proviene per il 75% dall’UE e per il 25% dal Governo romeno.

Grandi progetti immobiliari per i capoluoghi regionali
Dopo aver “assediato” la Capitale, progetti immobiliari consistenti cominciano a migrare verso i capoluoghi regionali. Investimenti di oltre cento milioni di euro sono programmati per il prossimo futuro a Costanza, Timisoara o Brasov.
Immobili per uffici, palazzi per abitazioni, complessi residenziali e complessi commerciali, nuovi, sono gia’ presenti in tutte le zone di Bucarest. Nella zona Piata Victoriei, in un perimetro di alcune centinaia di metri quadrati esistono almeno 5-6 business center, e di progetti preannunciati per la stessa zona continuano. Il boom registrato dal mercato immobiliare della Capitale’ ha attratto l’attenzione dei grandi fondi di investimenti, che si contendono gli edifici costruiti nel centro. Oltre Bucarest anche i capoluoghi regionali stano diventando target per tali investimenti.
Nel centri di Timisoara sara’ edificato il primo complesso di immobili per uffici di classe A della citta’, con un investimento di oltre 50 milioni di euro. L’area totale del complesso sara’ di 35.000 metri quadrati ed il primo edificio dei 5 progettati sara’ finalizzato nel 2007. Il developer del progetto e’ ModaTim SA, societa’ operante nel campo tessile. Con l’aggiunta del complesso di 5 edifici, la “Piata 700” diventera’ il vero centro di affari della citta’ sul Bega.
Un altro progetto immobiliare importante e’ in preparazione a Costanza, nella zona del porto: un insieme di spazi commerciali e per uffici, Harbourside, con una superficie totale di 30.000 metri quadrati (21.000 mq di spazi commerciali e 9.000 mq di spazi per uffici). Il fondo austriaco di investimenti Immoeast ha gia’ acquistato il 75% di questo progetto attraverso una joint venture. Fonti immobiliari affermano che i lavori di costruzione costeranno tra 20 e 30 milioni di euro, in funzione delle dotazioni e rifiniture. Sempre a Costanza, nelle vicinanze dell’ipermercato Carrefour, un gruppo di compagnie romene, Skaf&Adiancu, investira’ circa 40 milioni di euro per la costruzione di un complesso residenziale, Tomis Plus, su 120.000 metri quadrati. Il progetto comprende 100 case famigliari e 2 palazzi con 150 appartamenti. Inoltre, il titolare del progetto vende ulteriori 136 lotti di terreno per chi intende costruirsi una casa in proprio, pero’ secondo il Piano Urbanistico di Dettaglio gia’ approvato dal comune.
Oltre 9 milioni di euro investira’ anche la societa’ mista italo-romena Alcor Mercan nella costruzione di due palazzi con 80 appartamenti, sempre a Costanza. Gli appartamenti dotati di sistemi ultramoderni, smart house, per il controllo totale delle utilita’ (energia elettrica, gas, riscaldamento ecc.) via internet o telefono mobili saranno pronti a marzo 2006 e saranno venduti con prezzi che partono da 1.200 euro al mq, secondo la ditta di consulenza per il progetto, NAI Property Partners.
Lo sviluppo immobiliare di Brasov, invece, comprendera’, oltre alla costruzione di oltre 200 villette, raggruppate in 6 complessi residenziali, anche due centri commerciali e di affari, da ultimare nel 2006 (MacroMall realizzato da Zoltim Trading e Office Park realizzato da Real Estate Development attraverso l’investimento della belga Fivanco Grup, entrambi in Calea Bucuresti, una zona in pieno sviluppo, con un investimento complessivo di oltre 15 milioni di euro).

Aiuto antimafia dall’Italia
Il Ministero Romeno dell’Amministrazione ed Interni cooperera’ con la Guardia di Finanza italiana nella lotta contro le infrazioni macro-economiche che coinvolgono la criminalita’ economica in base, ad un Protocollo di cooperazione firmato recentemente.
“L’importanza dell’unione degli sforzi italo-romeni per il rafforzamento e l’allargamento delle misure per combattere con sempre piu’ efficacia la criminalita’ economico-finanziaria costituisce un argomento valido per lo sviluppo di rapporti privilegiati di partenariato con la Guardia di Finanza, principale struttura per la lotta in Italia contro tale forma di criminalita’” informa un comunicato del MAI romeno.

Sito della settimana
www.carpatair.com e’ il sito dell’omonima compagnia aerea che assicura collegamenti tra Bucarest,Timisoara ed 11 destinazioni in Italia e Germania, utilizzando 17 aeronavi (3 Fokker 100, 11 Saab 2000 e 3 Saab 340) I biglietti prenotati telefonicamente al numero verde indicato sul sito Carpatair possono essere pagati direttamente agli sportelli Unicredit Romania, Raiffeisen Bank e Banca Tiriac.

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Newsletter n.49 / 2005

Fabrizio Barbaso, direttore generale per l’allargamento dell’UE, accusa la Romania di elaborare normative non compatibili con l’acquis comunitario
La Commissione Europea critica i progetti del Codice Fiscale e della Legge delle farmacie che le autorita’ romene intendono adottare. In una lettera del direttore generale per l’allargamento UE, Fabrizio Barbaso, a Leonard Orban, segretario di stato nel Ministero dell’Integrazione Europea, si sottolinea che esiste una serie di “disposizioni incompatibili con l’acquis comunitario o con gli impegni assunti dalla Romania nei confronti dell’UE”. Secondo la lettera, datata 25 novembre 2005, la Commissione Europea non e’ d’accordo con l’introduzione del prezzo minimo per le sigarette e l’alcool, misura prevista nel progetto di Codice Fiscale. “La Commissione nutre seri dubbi sulla compatibilita’ di questa misura con l’acquis” afferma Barbaso, richiedendo un ulteriore analisi di tale iniziativa legislativa. Sempre in merito al Codice Fiscale, Fabrizio Barbaso afferma che esistono disposizioni che svantaggiano gli importatori di alcool rispetto ai produttori nazionali. Barbaso critica anche la Legge delle farmacie affermando che essa contiene restrizioni anticoncorrenziali e non conformi alle esigenze della Commissione Europea (introduzione di criteri limitativi di ordine demografico e di distanza).
Leonard Orban afferma che l’Esecutivo dovra’ tenere conto, all’adozione del nuovo Codice Fiscale, delle osservazioni fatte dalla Commissione Europea. Per quanto riguarda l’introduzione del prezzo minimo per le sigarette e l’alcool, Orban afferma che esistono alcuni Paesi UE che hanno adottato tale misura. “Pero’, attualmente nell’UE esiste la tendenza ad eliminare tali barriere e percio’ lo si chiede anche a noi” specifica Leonard Orban.

Nei primi 9 mesi del 2005, gli investimenti esteri diretti (IDE) sono diminuiti di quasi il 30%
Il valore degli investimenti esteri diretti nei primi 9 mesi del 2005 e’ ammontato ad oltre 2,7 miliardi di euro, in diminuzione del 29% rispetto al periodo simile del 2004, secondo i dati forniti dalla Banca Nazionale della Romania (BNR). Secondo i dati, rivisti, della BNR, nei primi 9 mesi del 2004, gli investimenti esteri diretti ammontavano a quasi 3,9 miliardi di euro.
L’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC) ha comunicato che il capitale sociale delle societa’ con partecipazionee straniera e’ aumentato del 31% rispetto al periodo simile del 2004, fino ad oltre 1,7 miliardi di euro. Per il mese di settembre 2005, l’ONRC ha indicato un valore del capitale sociale sottoscritto nelle societa’ con partecipazione estera di oltre 2 volte superiore rispetto a settembre 2004, di 136 milioni di euro. L’ONRC calcola gli investimenti stranieri in funzione del capitale sociale sottoscritto nelle societa’ con partecipazione straniera al capitale.
L’Agenzia Romena per Investimenti Stranieri ARIS ha previsto per il 2005 un livello degli investimenti stranieri diretti di 3,2-3,8 miliardi di euro.

Il capitale straniero sottoscritto nelle societa’ con partecipazione straniera al capitale, in aumento del 46% nei primi 10 mesi del 2005 rispetto al periodo simile del 2004
Gli investitori stranieri hanno sottoscritto, nei primi 10 mesi del 2005, un capitale superiore del 46% rispetto al periodo simile del 2004. Secondo l’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC) il valore totale e’ ammontato a 1,9 miliardi di euro (rispetto ad oltre 1,3 miliardi di euro nei primi 10 mesi del 2004).
Nel solo mese di ottobre 2005 il valore del capitale sottoscritto e’ stato del 22% piu’ basso rispetto al capitale sociale sottoscritto nel mese di ottobre 2004
Gli aumenti di capitale hanno superato di molto gli investimenti in nuove compagnie
Secondo l’ONRC, la maggior parte del capitale sociale sottoscritto nel mese di ottobre 2005, circa 218 milioni di euro, e’ risultato degli aumenti di capitale, mentre gli investimenti nella costituzione di nuove societa’ ha superato di poco 4 milioni di euro. La piu’ consistente sottoscrizione di capitale nel mese di ottobre 2005 e’ stata realizzata dalla societa’ di distribuzione e fornitura dell’energia elettrica E.ON Moldova (investitore maggioritario dalla Germania) con un capitale di oltre 77 milioni di euro.
Altre societa’ con partecipazione straniera al capitale che hanno sottoscritto somme consistenti nel mese di ottobre 2005 sono state Zaharul Oradea (investitore maggioritario dalla Francia) con circa 37,7 milioni di euro, Petromservice (investitore maggioritario dal Cipro) con quasi 13 milioni di euro e Rulmenti SA (investitore dalla Turchia) con oltre 6,7 milioni di euro.
Inoltre, nel mese di ottobre 2005, sono state registrate cessioni e radiazioni di societa’ per un valore che supera 31 milioni di euro.
Nello stesso periodo sono state costituite 897 societa’ con partecipazione straniera al capitale, nelle quali gli investitori esteri hanno sottoscritto oltre 4 milioni di euro. Le piu’ importanti sottoscrizioni sono state realizzate nelle societa’ con partecipazione olandese (1,4 milioni di euro), americana (oltre 509.000 euro) e slovena (oltre 304.000 euro).

L’odissea del Codice Fiscale, l’incubo degli operatori economici
La modifica del Codice Fiscale diventa un esercizio di pazienza per il Ministero delle Finanze, che nell’ultimo anno ha elaborato ben 4 progetti di modifica.
I frequenti cambiamenti della “costituzione fiscale“ rappresentano il piu’ grande incubo del mondo degli affari romeno. Forse perche’, paradossalmente, qualche governante romeno crede ancora che la pianificazione sia un concetto comunista e non capisce che l’elaborazione di un piano di affari significhi tempo, ed implicitamente, soldi.
La prima modifica del Codice Fiscale e’ avvenuta alla fine del 2004, con l’introduzione della quota unica di tassazione del 16%. Il 1 giugno 2005, i governanti hanno adottato una seconda variante, con la „promessa“ che l’anno prossimo verrebbe pubblicato in una nuova forma. Pero’ il Ministero delle Finanze continua a modificare le… modifiche.
La piu’ recente modifica colpisce l’agricoltura, attraverso l’eliminazione dell’esonero dall’IVA per i produttori agricoli, in concomitanza con l’introduzione di un regime speciale.
L’imposta sui dividendi aumenta dal 10% al 16%, anche se poco tempo fa’ si considerava che il 10% era una tassazione ragionevole. Secondo il piu’ recente progetto di modifica, i guadagni ottenuti dalle operazioni in borsa saranno calcolati come differenza tra il prezzo al quale sono vendute le azioni e l’ultimo prezzo registrato sul mercato alla fine del 2005. I guadagni degli ultimi anni saranno, pero’ tassati dell’1%. Gli analisti considerano che tali modifiche, ripetute, possano influire negativamente sul mercato di capitale.
Per quanto riguarda l’imposta del 2% sul valore di vendita delle proprieta’ immobiliari, il MFP ha deciso di conservare tale quota, senza tassare i redditi ottenuti dalla vendita delle proprieta’ detenute per piu’ di 3 anni.

Dal 1 gennaio 2006, cinque societa’ di assicurazioni rischiano di venire eliminate dal mercato
Dal 1 gennaio 2006, cinque societa’ di assicurazioni rischiano di uscire dal mercato: ABC Asigurari, Nationala, Euroasig, Petroas e Medas, societa’ che hanno costituito recentemente l’Associazione dei Piccoli e Medi Assicuratori della Romania (ARMMA). L’Associazione ha presentato una notifica alla Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni (CSA) con la quale richiede che l’obbligo dell’aumento del capitale sociale a 2 milioni di euro, previsto per il 31 dicembre 2005, sia posticipato, informa Laurentiu Plosceanu, presidente ARMMA.
Plosceanu afferma che, se la CSA non approvera’ tale posticipo, “le nostre strategie future saranno danneggiate, perche’ non potremo piu’ esistere sul mercato“. Nicolae Crisan, presidente della CSA, dichiara, invece, che “le compagnie di assicurazioni che non dispongono attualmente dei fondi necessari per l’aumento del loro capitale sociale non avranno questi fondi ne’ tra 6 mesi, ne’ piu’ tardi.“ Crisan ha aggiunto che “le societa’ di nicchia“ dovranno lasciare il mercato poiche’ non sono state capaci di trovare degli investitori. Il dirigente della CSA ha spiegato, inoltre, che la Romania si e’ impegnata, nei confronti dell’UE, a realizzare tali aumenti di capitale, e deve rispettare gli impegni.
Secondo Crisan, esistono negoziazioni per acquisti sul mercato delle assicurazioni, pero’ queste riguardano principalmente le societa’ posizionate tra le prime dieci.
L’ufficiale CSA ricorda che alla data dell’integrazione nell’Unione Europea, la Romania avra’ circa 20-25 societa’ di assicurazioni rispetto alle attuali 43.
Il presidente ARMMA ha specificato che “esistono investitori interessati, pero’ questi impongono condizioni inaccettabili conoscendo la difficolta’ del momento“ e ha affermato che l’ARMMA ha bisogno di tempo “per trovare soluzioni ragionevoli per gli aumenti di capitale“.

Da gennaio 2006, le aziende romene applicheranno le regolamentazioni contabili dell’Unione Europea
Le compagnie romene applicheranno, dal 2006, regolamentazioni contabili che prelevano integralmente le direttive dell’Unione Europea, mentre la legislazione in vigore nel campo non e’ ancora integralmente armonizzata. Il Ministero delle Finanze ha elaborato un Ordine per l’approvazione delle regolamentazioni contabili conforme alle direttive UE, che entrera’ in vigore dal 1 gennaio 2006. “Queste regolamentazioni non producono una rivoluzione nella contabilita’. Se nella forma precedente della legislazione romena le direttive europee sono state armonizzate, essendo prelevate in proporzione dell’80-90%, attraverso quest’Ordine, le regolamentazioni contabili diventano conforme alle direttive IV e VII dell’UE. Alla data dell’adesione deve esistere una piena conformita’ della legislazione” sottolineano i rappresentanti delle finanze.
Le disposizioni devono essere applicate dalle compagnie che superano, alla data del bilancio, i valori-limite per almeno 2 indici: il giro di affari ed il numero medio di dipendenti. Il Ministero ha stabilito il limite di 3,65 milioni di euro per gli attivi totali, 7,3 milioni di euro per il giro di affari netto ed un numero medio di 50 dipendenti. Le situazioni finanziarie annuali devono includere il bilancio, il conto di profitto e perdite, la situazione delle modifiche del capitale proprio, la situazione dei flussi
I gruppi di societa’ potranno essere esonerati, dal 2006, dall’obbligo di elaborare situazioni finanziarie consolidate, se hanno un giro di affari cumulato inferiore a 35 milioni di euro e meno di 250 dipendenti. L’Ordine prevede che la societa’ madre del gruppo di aziende sara’ esonerata, dal 2006, dall’obbligo di elaborare situazioni finanziarie annuali consolidate, se le aziende del gruppo non superano insieme, alla data del bilancio, i valori limite per almeno 2 dei seguenti indici: attivi (17,52 milioni di euro), giro di affari (35,04 milioni di euro) e numero di dipendenti (250).
Gli esoneri citati non sono applicabili se i valori mobiliari di una filiale che deve essere consolidata sono ammessi ad essere transazionati su un mercato regolamentato.

Fino al 1 gennaio 2007, le finanze avranno una Banca Dati elettronica sui gestori dei depositi di merci e magazzini
Il Ministero delle Finanze Pubbliche deve, entro al piu’ tardi il 1 gennaio 2007, organizzare una Banca di Dati elettronica con la lista delle persone autorizzate a funzionare come gestori di depositi e magazzini o operatori registrati per accise. Secondo il progetto di Codice fiscale per il 2006, sara’ realizzata, inoltre, una lista dei posti autorizzati come depositi/magazzini fiscali. Tali dati saranno comunicati alle autorita’ competenti di ogni stato membro UE, pero’ potranno essere utilizzati soltanto per accertare se una persona o un posto e’ autorizzato o registrato.
Secondo il progetto di Codice fiscale, a partire dal 2006, le condizioni di autorizzazione dei depositi fiscali verranno modificate. Quindi, non potranno piu’ essere autorizzate le persone giuridiche che hanno debiti al bilancio dello stato o le persone fisiche che hanno sofferto condanne definitive negli ultimi 5 anni per determinate infrazioni (abuso di fiducia, falso, uso di falso, frode/truffa o altre infrazioni previste nel Codice fiscale, Codice di procedura fiscale, Legge della contabilita’ ecc).

Dal 2006, in Romania arrivano le “tariffe europee”
Il 2006 portera’ in Romania un ulteriore ondata di aumenti di prezzi, la piu’ consistente prima dell’adesione all’Unione Europea. La Romania si e’ impegnata di avvicinare, entro il 2007, le proprie tariffe per l’energia elettrica, gas naturale ed energia termica a quelle dell’UE. Parte degli aumenti dei prezzi verranno applicati addirittura dal 1 gennaio 2006. e saranno accompagnati da imposte nuove o aumentate.
Gas naturale
Dal 1 gennaio 2006, il prezzo del gas naturale d’importazione aumentera’ da 250 dollari/1.000 mc a 280 dollari/1.000 mc (+12%).
Per quanto riguarda il gas naturale di produzione nazionale, il prezzo dovrebbe aumentare di circa 25 dollari (+25%). Il Ministro dell’Economia, Ioan Codrut Seres, ha dichiarato, pero’, che la percentuale applicata dal 1 gennaio 2006 sara’ comunicata soltanto dopo il 15 dicembre 2005. Secondo le negoziazioni con l’UE, il prezzo dovrebbe salire dagli attuali 110 dollari/1.000 mc al livello dei prezzi del gas d’importazione. Tutto cio’ avverra’ se la Romania non otterra’ un posticipo di almeno 2 anni per il termine di allineamento del prezzo del gas naturale nazionale a quello di importazione.
L’energia elettrica
Anche il prezzo dell’energia elettrica dovrebbe aumentare, a gennaio 2006, di almeno il 2%. Pero’, Codrut Seres, ministro dell’Economia, afferma che il rincaro non ci sara’ poiche’ avverranno delle regolarizzazioni che terranno conto del contributo dell’energia idroelettrica (la meno cara).
Le imposte agricole aumentano
Sulla vendita dei prodotti vegetali ed animali a unita’ specializzate, di raccolta, trasformazione e distribuzione, dal 1 gennaio 2006 si paghera’ un’imposta del 2%.
Per la vendita degli stessi nei mercati o in posti “non convenzionali” – secondo la piu’ recente variante del Codice Fiscale – si paghera’ il 16% sul reddito.
Il colpo piu’ pesante, per gli agricoltori romeni, sara’ pero’, l’aumento nel 2006 dell’imposta sui terreni agricoli o forestali (dagli attuali 1,1 RON/ettaro di terreno agricolo fino a 60 RON/ettaro, in funzione della qualita’ del suolo e dell’ubicazione. I terreni forestali saranno tassati con 35 RON/ettaro.

Oltre 1.000 esportatori romeni sono falliti
Il 2005 e’ stato un anno difficile per il commercio estero della Romania ed ha segnato il piu’ alto deficit della bilancia commerciale, cioe’ il 16%, dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale degli Esportatori ed Importatori dalla Romania (ANEIR), Mihai Ionescu. Tra le cause dell’aumento delle importazioni, Ionescu elenca il “ritiro” dalla BNR dal mercato valutario, la politica dei prezzi amministrati dallo stato, nonche’ la disattivazione degli strumenti di appoggio agli esportatori da parte delle autorita’ a partire dall’estate 2005. “Oltre mille societa’ esportatrici sono fallite nel 2005, generando oltre 100.000 disoccupati” ha affermato Ionescu. A partire dal 2002, sono stati previsti fondi per l’appoggio degli esportatori. Nel 2005 il loro valore ammonta a 4.400 miliardi di lei vecchi, e nel 2006 diminuira’ del 10%, sottolinea il segretario generale ANEIR. Ionescu raccomanda agli operatori coinvolti in attivita’ di commercio estero di applicare le disposizioni dell’Ordinanza Governativa N.146/2005, in base alle quali possono realizzare dei programmi di crescita della competitivita’ e possono implementare attestati di qualita’, certificazioni ecc.

Le sovvenzioni agricole che l’UE concedera’ alla Romania e Bulgaria rischiano di ridursi
Secondo il quotidiano The Independent, le sovvenzioni agricole previste dall’UE per la Romania e Bulgaria, nel periodo 2007-2013, potrebbero essere ridotte di 2 miliardi di euro (da 8 a 6 miliardi), se le proposte del premier britannico, Tony Blair, di sbloccare la politica UE sulle sovvenzioni, verranno accettate.
I britannici propongono una riduzione dei fondi UE dall’1,06% del Prodotto Nazionale Lordo, proposto a giugno dalla presidenza lussemburghese dell’UE, a 1,03%, cioe’ una riduzione delle sovvenzioni di 20-25 miliardi di euro dall’ammontare totale di 871 miliardi di euro proposto a giugno dalla precedente presidenza UE e bloccato da Blair.
La proposta britannica di riduzione delle sovvenzioni UE agli stati est-europei e’ argomentata dall’asserzione che questi non saranno, comunque, capaci di assorbire la somma prevista dall’UE per il periodo 2007-2013.
In cambio della riduzione delle sovvenzioni, Blair ha proposto la riduzione delle partecipazioni di alcuni Paesi al bilancio UE, da circa il 20% a circa il 15%, a vantaggio dei Paesi ex-comunisti, recenti membri UE.
Le negoziazioni finali si svolgeranno in occasione del Summit UE di Brusselles, il 15 e 16 dicembre.

L’agricoltura romena sempre piu’ attraente per gli investitori stranieri
Gli investitori stranieri sono sempre piu’ interessati nell’agricoltura romena dichiara Catalin Pauna, economista-capo della missione della Banca Mondiale (BM) in Romania. Secondo Pauna, la Romania potrebbe diventare nei prossimi anni uno dei principali produttori ed esportatori di prodotti agricoli dell’Europa. In occasione del recente seminario “Opportunita’ di affari nell’Agricoltura ed Industria Alimentare” Pauna ha sottolineato che in Romania l’ambiente di affari e’ migliorato in maniera significativa, conclusione risultata da uno studio realizzato in cento Paesi sulla qualita’ dell’ambiente di affari.
La Banca Mondiale svolge attualmente due programmi nel campo dell’agricoltura. Il primo riguarda il finanziamento ai piccoli agricoltori (Rural Finance), ed il secondo il trasferimento di conoscenze agli agricoltori (MAKIS).
Catalin Pauna ha aggiunto che e’ in preparazione un progetto di consolidamento istituzionale e di riforma nell’agricoltura e nell’agroindustria. Il progetto si materializzera’ a meta’ 2006.

4,3 milioni di euro dall’UE per l’agricoltura romena
L’agricoltura romena beneficiera’ di 4,35 milioni di euro, fondi europei, che finanziano 3 progetti per l’allineamento dell’agricoltura romena agli standard europei.
Il primo progetto, con 1,45 milioni euro, creera’ la “Rete di Informazioni Contabili per l’Agricoltura”, sistema che verra’ interconnesso con il sistema europeo simile.
Il “Sistema di classifica delle carcasse”, un progetto di 1,55 milioni di euro, allinera’ il mercato nazionale della carne agli standard europei di qualita’.
L’”Autorita’ di Management per lo sviluppo rurale e piscicoltura”, con 1,35 milioni di euro, deve consolidare l’Autorita’ di Management nel quadro del Ministero dell’Agricoltura competente per l’applicazione in Romania della politica europea nel campo.

Nuovo sistema di gestione dei fondi UE
Il Governo intende creare un nuovo sistema di gestione dei fondi europei, per un miglior assorbimento degli stessi, attraverso l’organizzazione di Unita’ di management del progetto (UMP), dichiara il premier Calin Popescu Tariceanu, citato da Mediafax. Le autorita’ analizzano due varianti: costituzione di una UMP presso ogni ministero oppure creazione di una struttura unica, per la gestione dei progetti di tutti i ministeri.

Nel 2006, la Romania ricevera’ 1,4 miliardi di euro per le infrastrutture dei trasporti
Il Ministero dei Trasporti, Costruzioni e Turismo ricevera’ circa 1,4 miliardi di euro, nel 2006 dagli istituti finanziari – Banca Europea di Investimenti, Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo, fondi ISPA (Strumenti Strutturali di Pre-Adesione) – fondi destinati allo sviluppo delle infrastrutture di tutte le categorie di trasporti, informa il ministro dei Trasporti, Costruzioni e Turismo, Gheorghe Dobre. “I circa 1,4 miliardi di euro nel 2006 si aggiungeranno al miliardo ricevuto nel 2005” ha specificato lo stesso.
Sara’ firmato, a breve un accordo di credito con la Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo (BERS) per il finanziamento dei lavori per la circonvallazione del municipio Costanza, per un valore d 145 milioni di euro, ed un contratto di finanziamento di 250 milioni di euro per la finalizzazione del tratto Cernavoda – Costanza, dell’Autostrada del sole con la Banca Europea di Investimenti (BEI). Si negozia con la BEI un credito di 300 milioni di euro per il tratto Pitesti – Sibiu, del Corridoio IV (Nadlac – Sibiu – Bucarest – Costanza). Per la finalizzazione dei lavori, che costeranno circa 1,1 miliardi di euro, il ministro Dobre afferma che la Romania ricorrera’ dopo l’adesione ai fondi di coesione. La BEI potrebbe, inoltre, finanziare nel 2006 la riabilitazione di circa 800 chilometri di strade nazionali, ma anche il tratto Lugoj – Timisoara del Corridoio IV, lavori che costeranno circa 120 milioni di euro. La BEI potrebbe finanziare anche la costruzione di circonvallazioni per circa 20 localita’ romene ed il relativo contratto dovrebbe essere firmato nel 2006. Il ministro Dobre ha dichiarato, inoltre, che nel 2007 dovrebbero cominciare i lavori per il tratto Comarnic-Brasov, dell’autostrada Ploiesti – Brasov.

Anche le dogane passano a pratiche europee
Entro il 1 gennaio 2007, il 60% delle operazioni doganali dovranno essere svolte attraverso una delle procedure semplificate introdotte dall’Autorita’ Nazionale delle Dogane. I principali vantaggi di tali procedure sono una migliore fluidizzazione del traffico attraverso l’eliminazione dei tempi di attesa, la deburocratizzazione delle formalita’ di sdoganamento e controllo, nonche’ la diminuzione delle possibilita’ di corruzione attraverso l’eliminazione del contatto diretto tra gli operatori economici ed i commissionari in dogana, da un lato, e gli operatori doganali da un altro canto.
Fino allora, dalle 702 grandi societa’ con le quali la dirigenza dell’ANV ha avuto colloqui per l’introduzione delle procedure semplificate, sono gia’ state autorizzate 593 aziende – informa EURO transport news.
Questo e’ solo l’inizio, poiche’ il settore doganale dovra’ conformarsi alle esigenze dell’Unione Europea, esigenze che implicano modifiche successive. Il Commissario europeo per le tasse, Laszlo Kovacs, ha dichiarato che le procedure doganali devono essere modificate anche come conseguenza dall’aumento dell’interscambio commerciale, poiche’ le compagnie necessitano un sistema piu’ rapido e meno caro per il controlli in frontiera.
Kovacs ha proposto due set di misure che dovrebbero entrare in vigore entro il 2012, che permetteranno alle compagnie di ridurre le spese attraverso l’effettuazione in concomitanza di tutte le procedure doganali, da parte della polizia di frontiera, delle autorita’ veterinarie e di ambiente. Se le misure saranno approvate dagli stati membri e dal Parlamento Europeo, una compagnia francese, per esempio, potra’ importare merci dalla Lituania, pagando tutte le tasse, dalla Francia, attraverso il sistema elettronico. Le merci potranno, poi, essere consegnate in ogni stato dell’Unione, senza dover essere di nuovo presentate alle autorita’ doganali francesi, il che determinera’ un risparmio di tempo e soldi, ha spiegato Kovacs.
“L’attivita’ delle compagnie e delle autorita’ pubbliche si svolgera’ piu’ rapidamente, in maniera piu’ efficace e meno cara” sottolinea l’ufficiale della Commissione, aggiungendo che tali misure sarebbero atte ad incentivare il commercio internazionale con 50 miliardi di euro all’anno, poiche’ sarebbero a vantaggio delle Piccole e Medie Imprese.

Dal 2007, la Capitale avra’ soli due punti doganali, al posto degli attuali 25
Il 2006 sara’ l’anno dei cambiamenti anche nel sistema doganale. L’allineamento alle norme europee impone modifiche importanti nella struttura del sistema.
I 25 punti doganali, attuali, di Bucarest saranno smantellati e al loro posto verranno costituiti soli 2 grandi punti doganali a Voluntari e Domnesti. Secondo quanto dichiarato dal direttore generale dell’ANV, Gelu Stefan Diaconu, „i due nuovi punti doganali saranno costruiti su due terreni che l’ANV detiene (20.000 mq nella zona Voluntari e 75.000 mq a Domnesti). Tutte le operazioni doganali per le merci esportate/importate con partenza/destinazione Bucarest saranno espletate nei 2 punti doganali nuovi, da ultimare entro la fine del 2007, con un costo stimato a 5-6 milioni di euro.

La Legge delle societa’ commerciali verra’ modificata
Il Ministero delle Giustizia sottopone ad un dibattito pubblico il nuovo progetto di legge che prevede modifiche importanti alla legge delle societa’ commerciali. Il progetto, nel suo insieme, persegue due grandi obiettivi: l’armonizzazione della legislazione romena con le disposizioni della legislazione europea, nonche’ l’integrazione dei principi dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica e Sviluppo (OSCE) sulla direzione corporativa. Secondo il grafico presentato sul sito del Ministero della Giustizia, il progetto dovrebbe essere ultimato entro la fine di gennaio 2006.
Le modifiche ed i completamenti proposti possono essere consultati sul sito del Ministero della Giustizia, e sono sottoposti ad un dibattito pubblico.

Posticipo per i certificati di import-export
Il Governo ha posticipato per il 1 marzo 2006 il termine di entrata in vigore della Legge n.299/2005 sull’istituzione del sistema di garanzie per l’importazione ed esportazione dei prodotti agricoli e della Legge n.300/2005 che introduce l’obbligo per gli operatori economici di effettuare le operazioni di import ed export di prodotti agroalimentari in base a certificati di import o di export, emessi dall’autorita’ competente. Secondo le disposizioni iniziali, le due leggi dovevano entrare in vigore il 26 novembre 2006.

La Banca Commerciale Romena ha ottenuto un prestito di 75 milioni di euro dall’IFC
Il 5 dicembre 2005, la BCR e l’International Finance Corporation (IFC), Divisione di Investimenti della Banca Mondiale, hanno concluso un Accordo di prestito di 75 milioni di euro, per crediti a sostegno delle Piccole e Media Imprese e per lo sviluppo dei crediti per la popolazione.
E’ il secondo accordo del genere tra BCR e IFC, dopo quello delle fine del 2002 sempre per 75 milioni di euro.
Nei primi 10 mesi del 2005, la BCR ha registrato un aumento di circa il 30% dei crediti concessi alle PMI. Il volume totale dei crediti concessi alle PMI rappresentava, alla fine di ottobre 2005, oltre il 40% del portafoglio dei crediti corporate, mentre il numero dei clienti della categoria PMI e’ di quasi 270.000, cioe’ circa l’85% dei clienti corporate della BCR.

La privatizzazione della BCR rallentata dalla burocrazia internazionale
Se nel caso della Cassa di Risparmio CEC la situazione della privatizzazione e’ chiara e la scadenza per la presentazione delle offerte finali sara’ probabilmente fine gennaio 2006, l’esecutivo non sa’ ancora se la BCR sara’ venduta entro la fine del 2005.
La Banca Commerciale Romena deve aspettare ancora per conoscere il suo nuovo padrone perche’ la Banca Europea di Sviluppo e Ricostruzione insieme alla IFC (divisione di investimenti della Banca Mondiale) – coproprietari della BCR – non hanno fornito ancora l’accordo sulla privatizzazione della stessa.
Sebastian Vladescu, ministro delle finanze, crede che il processo si concludera’ entro la fine del 2005. Nonostante cio’ e’ possibile che la firma del contratto sia posticipata per gennaio 2006, se BERS ed IFC non forniscono l’accordo per questo processo. Gli eventuali ritardi vengono addebitati dall’ufficiale romeno alle procedure burocratiche di approvazione all’interno dei due organismi internazionali.
La privatizzazione della BCR portera’ un elemento inedito per la Romania: per la prima volta, il contratto di privatizzazione sara’ reso pubblico immediatamente dopo la firma, ed ogni entita’ interessata avra’ accesso libero ai dati e clausole contenute nel dossier.

L’evoluzione del Franchising in Romania
Nel 2004, il giro di affari generato dal sistema di franchising in Romania e’ stimato a circa 730 milioni di euro, ed il numero di unita’ aperte ad oltre 1.000. Tra queste, Fornetti ha la rete piu’ sviluppata (oltre 300 unita’). Sono dati contenuti nello studio “Il Franchising in Romania”, elaborato dalla CHR Consulting nel quadro del progetto PHARE “Sviluppo delle abilita’ imprenditoriali e manageriali nel campo del franchising”. Lo studio analizza il quadro legale e la storia del franchising in Romania, i costi del franchising, il numero delle reti di franchising attive in Romania, la distribuzione dei franchisor, il campo di attivita’, la distribuzione geografica delle reti di franchising presenti, l’origine dei marchi rappresentati in Romania, l’impatto economico degli affari in franchising, il numero de dipendenti generato dal franchising, le tendenze del franchising sul mercato romeno. Secondo i dati forniti dalla CHR Consulting in collaborazione con l’Associazione delle Reti di Franchising in Romania (ARFR), il numero di marchi presenti in Romania in base ad un contratto di franchising (franchising semplice, master franchising, franchisor) e’ arrivato a 171 di cui 35 di origine autoctona e 43 dagli USA.
Ci sono 78 franchigie per servizi (45,6% del totale).
La maggior parte delle attivita’ in franchising sono concentrate a Bucarest. In proporzione del 94%, le reti di franchising sono sbarcate in Romania prima sul mercato della Capitale, allargandosi poi nel territorio nazionale
Dalle circa 1.100 unita’ aperte sotto l’incidenza di un contratto di franchising, Fornetti ha la rete piu’ estesa (300 unita’) seguita da Allois Da-llmayr Kaffe (117 partner) e Germanos (75 unita’).
Il giro di affari nel 2004, generato dal sistema di franchising in Romania e’ stimato dalla CHR Consulting, a circa 730 milioni di euro. Il piu’ consistente giro di affari si registra nel settore industriale, con 318 milioni di euro, cioe’ il 43,6% del giro totale di affari generato dal franchising. Sempre nelle reti di franchising del settore industriale hanno generato il maggior numero di dipendenti (4.364) da un totale di 11.400 nel franchising in Romania.
Vantaggi e ostacoli per il franchising
Per quanto riguarda le ragioni per le quali hanno scelto un’attivita’ in franchising, da 63 franchisee o masterfranchisee romeni intervistati, il 39,7% ha indicato una piu’ facile entrata sul mercato e una miglior visibilita’ rispetto alla concorrenza grazie al know-how e all’assistenza offerta dal franchisor. Il 33,3% e’ stato incoraggiato dal fatto che non esiste un’esperienza precedente in tal campo, ed il 27% ha indicato la fiducia nel rispettivo marchio.
Per quanto riguarda gli ostacoli, il 58,7% ha indicato il capitale iniziale abbastanza consistente da investire in tale attivita’. Il 20,6% degli intervistati ha indicato l’ubicazione della franchigia, ed il 17,5% accusa le differenze culturali tra il mercato esterno ed il mercato romeno. L’investimento totale in un attivita’ di franchising include il livello della tassa di avviamento, dell’allestimento dello spazio dove l’affare operera’, le spese per la formazione professionale ed eventualmente lo stock iniziale di merce. La tassa di avviamento, pagata alla firma del contratto, rappresenta il corrispettivo del know-how ricevuto e l’assistenza per l’inizio dell’attivita’. Nel 2004, in Romania la tassa di entrata ha variato da 500 euro per una franchigia nei servizi, fino pana la 250.000 euro per marchi conosciuti sui mercati internazionali.

Le riserve internazionali della Banca Centrale (BNR) hanno superato 18 miliardi di euro
Secondo i dati forniti dalla Banca Nazionale della Romania, le riserve internazionali della stessa (valute piu’ oro) ammontavano alla fine di novembre 2005, ad oltre 18,15 miliardi di euro.
Alla fine di novembre, le riserve valutarie della Banca Centrale ammontavano ad oltre 16,732 miliardi di euro. L’aumento di 35,8 milioni di euro registrato nel mese di novembre e’ risultato delle entrate di 653,1 milioni di euro, provenienti da redditi dall’amministrazione della riserva internazionale, dalla modifica delle riserve minime in valuta costituite dalle banche commerciali, da cessioni di valuta alla riserva dello stato ed altro.
La Banca Centrale ha restituito, nel mese di novembre, l’equivalente di 20 chilogrammi d’oro puro (24 k), alle persone e chiese che ne erano state spossessate nel regime comunista. A novembre 2005, la riserva d’oro della Banca Centrale e’ diminuita di un totale di 24 chilogrammi, la differenza di 4 chilogrammi risultando dalle regolarizzazioni dei depositi” ha dichiarato il portavoce della BNR, Mugur Stet.
La riserva d’oro si e’ ridotta, nel periodo menzionato, a 104,9 tonnellate, pero’, grazie alle evoluzioni dei prezzi internazionali, il suo valore e’ aumentato a 1,418 miliardi di euro.
Quindi le riserve internazionali della BNR (valute piu’ oro) sono salite ad oltre 18,15 miliardi di euro. Fino alla fine del 2005, i pagamenti scadenti nel conto del debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero delle Finanze Pubbliche ammontano a 94 milioni di euro.

Nel mese di ottobre 2005 lo stipendio medio a livello nazionale e’ aumentato meno dell’inflazione
Lo stipendio medio netto e’ aumentato nel mese di ottobre 2005 dello 0,8% rispetto al mese precedente, fino a 742 RON (7,42 milioni di lei vecchi). Il ritmo di crescita e’ stato inferiore al tasso mensile dell’inflazione. Secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS), gli stipendi nell’amministrazione pubblica, educazione, sanita’ ed assistenza sociale sono aumentati dell’11,5%, 7,2% e rispettivamente 9,6%.
Il settore con gli stipendi medi piu’ alti – servizi finanziari – ha registrato nuovi aumenti salariali, fino ad oltre 2.000 RON (20 milioni di lei vecchi).
Rispetto ad ottobre 2004, lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ aumentato del 22,2%, mentre lo stipendio medio lordo e’ aumentato del 16%, fino a 974 RON.

L’Ungheria non accetta CEMT supplementari per la Romania
La recente riunione tra i rappresentanti dell’Unione Internazionale degli Autotrasportatori (IRU) ed il Ministero ungherese dell’Economia e Trasporti a Budapest, non ha portato a risultati positivi per l’acceso nel 2006 sul territorio ungherese dei TIR romeni titolari di autorizzazioni CEMT (autorizzazioni gratuite per autotrasporti di merci in Europa). La riunione bilaterale rispondeva all’invito rivolto all’IRU dalla parte ungherese per discutere la situazione creata dall’Ungheria che ha manifestato riserve riguardo ad un supplemento di autorizzazioni CEMT che 7 Paesi europei, tra cui anche la Romania, riceveranno nel 2006.

Il dominio „.eu”, disponibile dal 7 dicembre 2007
Le compagnie, gli enti pubblici ed i proprietari di marchi registrate possono prenotare, a partire dal 7 dicembre, domini Internet con l’estensione „eu”, informa il Ministero delle Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione (MCTI). Il periodo dedicato alla prenotazione dei domini si concludera’ tra due mesi.
Dal 2 gennaio 2006, si potranno registrare anche i cognomi, e dal 7 aprile 2006 comincia la registrazione generale (la concessione dei domini si svolgera’ secondo il principio “il primo arrivato, il primo servito)
Il dominio „.eu” sara’ amministrato da EURid, un’organizzazione senza scopo di lucro, europea, che vendera’ i domini attraverso 750 distributori autorizzati.

I premi RON per il mondo bancario, economico e politico
Il settimanale “Saptamana financiara” ha concesso i premi “Mr.RON” ai migliori operatori ed ai piu’ conosciuti banchieri e politici.
Il “RON d’oro” e’ stato concesso al governatore della Banca Nazionale della Romania per la preparazione del processo di denominazione del leu.
Il “RON d’argento” e’ stato concesso a Jonathan Scheele, capo della Delegazione della Commissione Europea a Bucarest, per il suo coinvolgimento nella preparazione della Romania all’adesione all’UE.
Il “RON di bronzo” e’ spettato a Gabriel Zbarcea, ex presidente dell’AVAS, per la preparazione del processo di privatizzazione della BCR.
Il “RON della popolarita’” e’ stato ricevuto da Sebastian Bodu, presidente dell’ANAF, per il coraggio di tentare di recuperare debiti in settori considerati sensibili.
Per il sistema bancario i premi sono stati concessi a: BCR (Banca dell’Anno); Mihai Sorin Popa, direttore generale della BRD Societe Generale (Banchiere dell’Anno); la fusione Unicredit-HVB-Banca Tiriac (la piu’ spettacolare mossa sul mercato bancario); il credito immobiliare HVB ed il credito Raiffeisen per le PMI (i prodotti bancari dell’anno).
Altri premi concessi: Assicuratore dell’anno a Tudor Moldovan, direttore della Generali Asigurari, Manager dell’anno a Nicolas Ianculescu di Renault, Investimento dell’anno al prelievo di Connex da parte della Vodafone, Premio per l’internazionalizzazione di un business romeno a Siveco.

Immobiliare
Nella zona nord della Capitale sono previsti investimenti per 21 milioni di euro in due immobili per uffici
La societa’ Creativ Invest Grup costruira’ due immobili per uffici nella zona nord della Capitale, sulla strada Pipera-Tunari, ed il valore dell’investimento e’ stimato a circa 21 milioni di euro. “Il complesso North Gate Business Center sara’ composto da due edifici con un’area totale costruita di circa 32.000 metri quadrati ed un’area utile di circa 20.000 metri quadrati” dichiara Marius Ivan, amministratore di Creativ Invest Grup. Il progetto sara’ sviluppato su un terreno di 12.000 metri quadrati. Il primo edificio avra’ 5 livelli piu’ pianoterra e sottosuolo, ed una superficie utile di 15.500 metri quadrati. Il secondo edificio, con un’area utile di oltre 4.400 metri quadrati avra’ 4 livelli piu’ pianoterra e sottosuolo. Inoltre, saranno allestiti 550 posti auto.

Il piu’ grande albergo dell’Europa orientale verra’ costruito a Bucarest
Il gruppo di compagnie Pro Confort, intende costruire il piu’ grande albergo dell’Europa Orientale, su un terreno di 31.000 mq, nella zona Vitan di Bucarest. L’albergo sara’ ultimato nel mese di marzo 2007 e costera’ circa 30 milioni di euro (ai quali si aggiunge il valore del terreno, stimato a 3 milioni di euro).
In Europa esistono, attualmente, soltanto 4 alberghi con una capacita’ superiore a 1.000 camere. Con 2.467, Hotel Rossia di Mosca e’ il piu’ grande ma anche il piu’ vecchio e poiche’ la ristrutturazione costerebbe troppo, si parla di demolizione e ricostruzione. Al secondo posto si piazza Hotel Estrel di Berlino, con 1.152 camere, seguito dal Hilton di Londra, con 1.052 camere, e Hotel Ukraina di Mosca, con 1.017 camere.
Il futuro albergo di Pro Confort e’ progettato su 11 piani con camere di 3, 4 e 5 stelle, ristoranti, sale di conferenze (per oltre 1.000 persone), spazi per uffici, piscina, centro fitness.

Aumenta la costruzione di depositi e spazi produttivi
La mancanza di spazi da affittare, disponibili per depositi e per attivita’ produttive, nelle vicinanze delle grandi citta’, determina le compagnie a procedere alla costruzione dei propri centri logistici e spazi produttivi.
A Bucarest si prevede, per il 2006, la costruzione di oltre 300.000 metri quadrati di spazi per depositi. La Capitale dispone, attualmente, di soli 150.000 mq di depositi moderni, a standard occidentali (Budapest ha 650.000 mq, Varsavia 836.000 mq e Praga 870.000 mq). Nel 2006, a Bucarest in seguito all’entrata sul mercato di nuove compagnie straniere specializzate nei settori auto, trasporti, commercio all’ingrosso e materiali di costruzione, che necessitano spazi a standard occidentali, verranno costruiti ulteriori 300.000 mq per la maggior parte in 6 grandi progetti di parchi industriali: Bucharest Industrial Park, Bucharest West, Cefin Industrial Park, Atlas, Apollo Center, Key Logistic.
Lo sbarco in Romania di nuove compagnie di retail impone la costruzione di nuovi centri logistici da dove distribuire le merci verso i grandi magazzini. Le societa’ di trasporti e distribuzione, le grandi catene di negozi e le compagnie di logistica richiedono spazi di almeno 2.000 mq, per depositare i propri prodotti.
Sull’autostrada Bucarest-Pitesti, su entrambi i lati, sui primi 20 km sorgono gia’ capannoni e depositi e gli investitori continuano a costruire. Per esempio il gruppo Rynart, compagnia olandese nel top dei servizi logistici nell’Europa Centrale ed Orientale costruisce, al km.23, quello che sara’ il piu’ grande deposito della Romania (20.000 mq di depositi a temperatura controllata).
Apollo Center, il primo progetto nell’Est della capitale, prevede la costruzione di 4.000 mq di magazzini, con spazi refrigerati, e 220 mq di uffici
Su Market, il primo centro logistico di vendita per legumi e frutta a standard occidentali verra’ aperto a giugno 2006, sulla strada nazionale Bucarest-Urziceni; sara’ ubicato su un terreno di 7,5 ettari e disporra’ di 11 moduli per deposito e 125 stand, dotati con uffici e camere di refrigerazione, un parcheggio per 250 TIR, punto doganale, punto di controllo fito-sanitario, 3 filiali di banche, centro di cambio valutario, fast-food e supermercato.

Sito della settimana
www.clc.ro e’ il sito della compagnia „Case lemn constructii“ di Sfantu Gheorghe, regione Covasna. Dalla costituzione (1990) e fino al 2005 l’azienda ha costruito oltre 800 case in legno in Romania, Grecia, Ungheria, Austria, Germania, Italia, Belgio, Olanda, Spagna, Cipro e Croazia. Il sito contiene dettagli tecnici ed altre informazioni sul montaggio delle decine di modelli di case in legno che l’azienda produce e monta.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

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Newsletter n.48 / 2005

La rettifica della Finanziaria 2005: Eccedente di bilancio dello 0,4% del PIL
La crescita economica del 6% nel 2005 rispetto al 5,3% previsto inizialmente, l’apprezzamento della moneta nazionale in una proporzione piu’ consistente delle stime utilizzate per l’elaborazione della Finanziaria 2005, l’entrata in vigore di Ordinanze e Leggi che hanno contribuito – tra l’altro – all’aumento o diminuzione dei redditi al bilancio dello stato, la necessita’ di fondi per eliminare gli effetti della calamita’ naturali, e per settori in difficolta’ che potrebbero determinare l’attivazione della clausola di salvaguardia, hanno reso necessaria una rettifica di bilancio per il 2005.
L’esecutivo l’ha operata ed applicata attraverso un’Ordinanza di Urgenza, che il parlamento ha adottato senza modifiche.
Trend ascendente nella crescita economica
Si e’ constatato che, rispetto a 2003 e 2004, nel 2005 la crescita economica ha superato le previsioni come conseguenza dell’aumento del volume di attivita’ nell’industria (+5,7%) e nelle costruzioni (+10,2%), due settori che contribuiscono al PIL con il 34,0%. Dall’analisi e’ risultato che, fino alla fine del 2005, si puo’ prevedere una crescita del consumo finale totale del 7,0%, rispetto alla stima iniziale del 4,4%. La formazione lorda di capitale fisso per il 2005 ammonta all’11,4%, rispetto al 10,5% stimato inizialmente.
E’ aumentato il numero del personale assunto dell’1,4%
Inoltre, anche lo stipendio medio lordo – stimato a 9.473.000 lei vecchi rispetto a 9.211.000 previsti inizialmente – registrera’ una crescita del 15,8% rispetto al 2004 (la stima iniziale indicava +14,4%). Il numero medio del personale con regolare contratto di lavoro, stimato a 4.704.000 persone, rispetto alla stima iniziale di 4.655.000, rappresenta un aumento dell’1,4% rispetto al 2004.
I redditi del bilancio generale consolidato
I redditi raccolti al bilancio generale consolidato nei primi 5 mesi del 2005 hanno aumentato il proprio peso specifico nel PIL dello 0,2% ed hanno rappresentato il 42,0%, rispetto al periodo simile del 2004.
Per quanto riguarda l’imposta sul profitto, risulta che gli incassi sono stati favoriti dalla crescita economica, ed hanno superato le aspettative del 54,7%.
Gli incassi dall’imposta sul reddito sono ammontati a 739,9 miliardi di lei, piu’ bassi rispetto al periodo gennaio-maggio 2004.
I contributi alle assicurazioni sociali hanno registrato una crescita nominale del 24,3%, e sono rimasti la piu’ importante fonte di redditi al bilancio dello stato, contribuendo alla formazione dei redditi totali con il 32,4%, che significa +1,3% rispetto al periodo simile del 2004.
L’Imposta sul Valore Aggiunto ha registrato un aumento degli incassi del 25,8%, riflettuto nel totale dei redditi al bilancio con l’1,3%.
I redditi dalle accise hanno totalizzato 32.532,3 miliardi di lei (+13,7% rispetto al periodo simile del 2004). Tale crescita e’ dovuta, tra l’altro – anche all’aumento delle accise a partire dal 1 luglio 2004 per gli oli minerali, sigarette, alcool etilico e bevande alcoliche, che hanno compensato l’effetto negativo determinato dalla diminuzione del tasso medio di cambio leu/euro.
I dazi doganali incassati nei primi 5 mesi del 2005 rappresentano il 2,2% dei redditi totali, e’ sono stati del 22,9% piu’ alti rispetto a quelli del 2004.
A fine maggio 2005, l’eccedente del bilancio generale consolidato era di 10.326,2 miliardi di lei e rappresentava lo 0,4% del PIL, mentre il bilancio dello stato registrava un saldo negativo di 2.351,7 miliardi di lei. L’eccedente e’ dovuto, specialmente, ai bilanci locali, con un saldo positivo di 7.523,7 miliardi di lei, nonche’ al bilancio delle assicurazioni sociali e al bilancio delle assicurazioni per la disoccupazione, con saldi positivi di 1.357,2 miliardi di lei e rispettivamente 2.120,1 miliardi di lei.

PEP pessimistico: La piu’ recente versione del Programma Economico di Preadesione preannuncia per i prossimi 3 anni, la crescita del deficit commerciale, la riduzione del peso specifico dei redditi di bilancio nel PIL e la diminuzione piu’ lenta dell’inflazione. Aumentera’ la base di tassazione e spariranno le facilitazioni fiscali
Il deficit commerciale aumentera’, nei prossimi 3 anni, di 3,5 miliardi di euro, superando 11 miliardi di euro, conseguenza di un ritmo piu’ accelerato delle importazioni rispetto alle esportazioni, secondo il progetto del Programma Economico di Preadesione (PEP) – edizione 2005. Per i prossimi anni, il documento prevede una crescita delle esportazioni di beni di 10,7 miliardi di euro, da 21,9 miliardi di euro, stimati per il 2005, a 32,6 miliardi di euro nel 2008. La tendenza di crescita del volume delle importazioni e’ stimata, pero’, ad un ritmo ancora piu’ accelerato, con un aumento nel periodo citato di 14,2 miliardi di euro, da 29,7 miliardi di euro nel 2005 a 43,9 miliardi di euro nel 2008. In tali condizioni, il deficit commerciale FOB-FOB aumentera’ da 7,8 miliardi di euro nel 2005 a 11,3 miliardi di euro nel 2008. Il deficit di conto corrente, come percentuale nel prodotto interno lordo, dovrebbe ridursi dall’8,1% nel 2005 al 5,1% nel 2008. Il miglioramento del deficit di conto corrente, nelle condizioni dei deficit commerciali consistenti, sara’ assicurato attraverso l’aumento dei trasferimenti correnti netti da circa 3,4 miliardi di euro, stimati per il 2005, a 4,3 miliardi di euro e rispettivamente 5,4 miliardi di euro nel 2006 e 2007. Tale crescita sara’ sostenuta principalmente dai trasferimenti effettuati dai romeni che lavorano all’estero. Nel periodo 2006-2008, si prevede che gli investimenti stranieri diretti arrivino a circa 3,8 miliardi di euro all’anno.
Il bilancio sara’ fondato, sempre di piu’, sulle imposte indirette
Per quanto riguarda il bilancio per i prossimi anni, si prevede che il peso specifico degli incassi nel prodotto interno lordo (PIL) diminuira’ dal 33,5% del PIL nel 2005 al 31,9% nel 2008. Nel contempo, i redditi fiscali diminuiranno la loro quota dello 0,3%, al 28,1% del PIL nel 2008, rispetto al 28,5% alla fine del 2005. L’evoluzione dei redditi comprende anche i fondi esteri che si prevede vadano concessi dall’Unione Europea. Nella struttura dei redditi fiscali continuera’ il riassestamento delle quote a favore delle imposte indirette. Quindi, entro il 2008, il peso specifico nel PIL degli incassi da imposte sul reddito, profitto e guadagni di capitale scendera’ dal 15,5% al 14,8%, ed i redditi da imposte e tasse su beni e servizi saliranno al 13,3% del PIL, rispetto al 13% attualmente.
Per il 2006, le misure fiscali annunciate nel PEP indicano l’allargamento della base di tassazione, attraverso la riduzione delle categorie di riserve deducibili nel calcolo del profitto tassabile per le societa’ bancarie, di credito ipotecari o di assicurazioni, nonche’ attraverso l’eliminazione di alcune facilitazioni fiscali. Verranno annullate le facilitazioni collegate all’esonero dal pagamento dei dazi doganali per le importazioni di attrezzature sportive e materiali sportivi, nonche’ per le installazioni ed apparecchiature specifiche, necessarie per le attivita’ di preparazione, rappresentazione e partecipazione degli sportivi a competizioni sportive. L’Esecutivo annullera’, inoltre, anche le facilitazioni collegate all’esonero dal pagamento dei dazi doganali per le attrezzature ed equipaggiamenti importati, come risultato di investimenti diretti con impatto significativo nell’economia con in valore superiore ad 1 milione di dollari. Per il 2006 e 2007, le stime ufficiali sull’evoluzione dei prezzi piazza il tasso dell’inflazione al 6% nel 2006 e 4,5% nel 2007. Per il 2005, il tasso dell’inflazione non dovrebbe superare l’8,3%. Le previsioni attuali sull’inflazione sono meno ottimistiche rispetto a quelle dell’edizione di febbraio 2005 del documento, che anticipavano aumenti dei prezzi del 5% per il 2006 rispettivamente 4% nel 2007.
Il Programma Economico di Preadesione all’ Unione Europea e’ disponibile sul sito http://www.cnp.ro/PEP.html, strutturato in: Evoluzioni macroeconomiche recenti; Quadro macroeconomico della politica economica; Finanze pubbliche; Obiettivi delle riforme strutturali; Allegati. I principali obiettivi a medio termine sono la conclusione delle privatizzazioni (privatizzazione della maggior parte delle 142 società, ancora nel portafoglio del Ministero Economia e del Commercio, con un capitale sociale di circa 5,8 miliardi di euro), riforma della legislazione fiscale, diminuzione dei contributi alle assicurazioni sociali ed aumento di tutte le altre imposte fino al livello della quota unica del 16% applicata ai redditi delle persone fisiche e giuridiche.

Le tasse e le imposte per il 2006 – cioe’ il progetto del Codice Fiscale – cambiano da una settimana all’altra
Tra un mese inizia il 2006, ed i contribuenti romeni, persone fisiche o giuridiche, non sanno ancora a quali tasse ed imposte saranno sottoposti l’anno prossimo. Il Ministero delle Finanze Pubbliche ha gia’ presentato fin’ora 4 varianti del Codice fiscale, di cui le ultime due – considerevolmente diverse tra di loro – in una sola settimana, pero’ neanche una e’ stata analizzata dall’Esecutivo. Cio’ preoccupa l’ambiente di affari mettendolo in impossibilita’ di elaborare piani di affari coerenti per il 2006.
La Legge potrebbe portare sorprese poco piacevoli
“Si lavorera’ di fretta e verra’ approvato un Codice fiscale contenente elementi contraddittori” crede il presidente dell’Associazione degli Uomini di Affari della Romania (AOAR), Florin Pogonaru. Sarebbe possibile, anche, cominciare il 2006 senza un Codice Fiscale, una situazione indubbiamente contraddittoria. Secondo l’Ufficiale AOAR, esistono determinate disposizioni positive dell’attuale Codice fiscale, come l’esonero da imposte sui redditi dei programmatori, per la conservazione delle quali i governanti non hanno insistito. “La Polonia ha negoziato con l’UE la conservazione di tale esonero” ricorda Pogonaru. “Le autorita’ romene, invece, sembrano propense a rinunciare, accettando che venisse considerato aiuto di stato, quindi non concorrenziale”.
Il progetto di Codice Fiscale favorisce, apertamente, determinate compagnie
La quarta versione del progetto di modifica del Codice fiscale, comprende due disposizioni con visibile effetto anticoncorrenziale. “L’accisa minima 100% ed il prezzo minimo (valore di referenza), del 90% della categoria di prezzo delle sigarette piu’ vendute, penalizza a partire dal 1 gennaio 2006 soltanto la parte “bassa” del mercato, cioe’ i consumatori meno abbienti e soltanto alcune compagnie. Tutti i marchi di sigarette, attualmente al di sotto del prezzo delle L&M dovranno costare almeno il 90% delle L&M, cioe’ 31.500 lei. Di conseguenza, cio’ non influira’ significativamente sulle compagnie Philip Morris e BAT ma totalmente su Galaxy e Gallaher ed in proporzione di circa il 60% sulla compagnia JTI”, spiega Gilda Lazar, direttore Corporate Affairs JTI Romania. Quindi, mentre i prezzi delle L&M, Kent, Marlboro, Camel o Parliament non vengono toccati dalle disposizioni della norma che dovrebbe entrare in vigore per il 2006, il prezzo delle Carpati, per esempio, aumenterebbe di 10.000 de lei (+50% rispetto al prezzo attuale) e le Winchester di 4.000 lei. “Se il Ministero delle Finanze intende ridurre il numero dei fumatori, allora dovrebbe sapere che la riduzione del mercato legale sara’ compensato dall’aumento del mercato illegale. Di conseguenza, diminuiranno i redditi al bilancio e sara’ incoraggiata la costituzione dei monopoli privati” aggiunge il rappresentante JTI.

La fiscalita’ per i prossimi 3 anni sara’ conosciuta a febbraio 2006
Il Ministro delle Finanze, Sebastian Vladescu, promette ai contribuenti, compresi gli operatori economici, che entro la fine di febbraio 2006 saranno resi pubblici gli scenari riguardanti l’evoluzione della fiscalita’ nei prossimi 3 anni, espressi in un “Libro Bianco” delle politiche macroeconomiche.
Vladescu ha affermato, inoltre, che l’esecuzione del bilancio 2005 condurra’ ad un deficit del bilancio consolidato inferiore all’1% del PIL e che i fondi risultati dalla privatizzazione della BCR non saranno destinati al capitolo Stipendi.
Per il 2006, Vladescu mantiene il target dello 0,5% del PIL per il deficit del bilancio consolidato.
Secondo lo stesso, la strategia non necessita uno scenario alternativo, poiche’ il progetto per il 2006 e’ ben strutturato ed i redditi stimati raggiungeranno il livello desiderato. Nell’ipotesi di un grado di raccolta molto migliore, l’attuale livello di tassazione potrebbe portare i redditi fiscali ad un massimo del 30-31% del PIL, afferma Vladescu. Inoltre, il ministro dichiara che la Romania ha elaborato una strategia di collaborazione con la Banca Mondiale per il periodo 2006-2007, che prevede i progetti ai quali l’istituto finanziario portera’ il suo contributo e le somme necessarie
Il Codice Fiscale viene, quindi, ultimato dopo la Finanziaria 2006, che e’ gia’ stata approvata dal Parlamento. Vladescu sostiene che il principale obiettivo della modifica del Codice Fiscale, non sia l’aumento dei redditi al bilancio dello stato ma piu’ chiarezza ed una migliore regolamentazione dei vari campi secondari della tassazione. “Le principali tasse in Romania sono l’IVA, la quota unica di tassazione dei redditi ed i contributi alle assicurazioni sociali. Sono gia’ state definite e non cambiano. Gli altri sistemi di tasse locali, sulle autovetture, sulle imbarcazioni di lusso oppure la tassazione sull’alcool e sul tabacco sono secondari” sottolinea il capo delle Finanze.

Il tasso dell’inflazione viene anticipato all’8,3% per il 2005
Il tasso annuale dell’inflazione per il 2005 e’ stimato all’8,3% rispetto a dicembre 2004. Nell’intervallo gennaio-ottobre 2005, i prezzi al consumo sono aumentati del 6,8% rispetto a dicembre 2005 (-1,1% rispetto al livello del periodo simile del 2004).
Il target iniziale dell’inflazione per il 2005 era del 7,5% +/-1% cioe’ 6,5% – 8,5%. Il Governatore della Banca Centrale, Mugur Isarescu, ha annunciato recentemente che si arrivera’ all’8,1% – 8,3%, anticipando una leggera ascensione dei prezzi nel mese di novembre, come risultato delle registrazioni statistiche per gli aggiustamenti dei prezzi amministrati, ed un ritorno ad un tasso in ribasso nel mese di dicembre.
Per il 2006, la Banca Centrale preannuncia un target del 5% +/-1%.

Nel 2008 in Romania lo stipendio medio lordo arrivera’ a 18 milioni di lei (1800 RON)
Nel 2008, i romeni avranno uno stipendio medio lordo equivalente a circa 18 milioni di lei vecchi. Nella piu’ recente variante del Programma Economico di Preadesione (PEP), si prevede un aumento dello stipendio medio lordo a livello nazionale del 60% nel periodo 2005-2008.
Il tasso della disoccupazione in Romania dovrebbe ridursi fino al 7,4% nel 2008 rispetto all’attuale 7,9%.

A partire dal 1 gennaio 2006, le imposte sui terreni agricoli aumentano fino a 40 volte
L’imposta applicata ai terreni ubicati fuori localita’ sara’, dal 2006, 40 volte maggiore rispetto a quella pagata nel 2005. Se attualmente un ettaro di terreno fuori localita’ e’ tassato con 1,1 RON, dal 1 gennaio 2006 sara’ tassato con 9 fino a 40 RON, in funzione delle categorie di utilizzo dei terreni e delle classe di qualita’ degli stessi.
Nonostante il Codice fiscale per il 2006 non sia ancora varato, tali disposizioni entreranno in vigore nel 2006 e sono incluse nel Programma Economico di Preadesione, documento che sara’ trasmesso entro la fine del 2005 agli ufficiali dell’UE.
“Con la Legge n.247/2005, sulla riforma della proprieta’ e della giustizia, nonche’ con misure adiacenti e’ stata modificata la Legge n.571/2003 sul Codice fiscale, nel senso dell’aumento, a partire dal 1 gennaio 2006, degli attuali livelli di tassazione dei terreni ubicati fuori localita’” specifica il PEP.
Gli investitori stranieri hanno gia’ acquistato il 15% dei terreni agricoli
I prezzi contenuti dei terreni agricoli in Romania hanno attratto investitori stranieri. Tra il 1996 e la fine del 2004, secondo le statistiche disponibili, il 15% dei terreni agricoli sono stati acquistati dagli stessi. Il 15% di tali terreni sono stati comprati da investitori italiani (la superficie agricola della Romania e’ di 10 milioni di ettari rispetto ai 2,5 milioni di ettari della Penisola). Questi hanno comprato lotti di terreni agricoli tra 500 e 2.000 ettari e hanno la possibilita’ di accedere a finanziamenti SAPARD (con il 50% fondo perduto per l’acquisto delle attrezzature agricole necessarie). Gli investimenti italiani sono concentrati, al momento, in 4 regioni, tutte occidentali, Timis, Arad, Bihor e Cluj. Nella regione Timis, per esempio, il 70% dei terreni agricoli appartengono ad investitori italiani.

Il Governatore della Banca Centrale, Mugur Isarescu, rimane ottimista: “La bilancia dei pagamenti non rappresenta piu’ un problema estremamente preoccupante”
Secondo i risultati del 2004 e le stime per il 2005, la bilancia dei pagamenti non rappresenta piu’ un problema estremamente serio, ha dichiarato, in occasione del Forum Interbalcanico delle Associazioni Bancarie, il governatore della Banca Nazionale della Romania (BNR), Mugur Isarescu, che ha spiegato che: “questi dati indicano che, nel 2005, non si e’ prodotto alcun deterioramento del deficit di conto corrente. Il deficit stimato era del 7,4%-7,5%, corretto con quello che si registrera’ a partire da quest’anno, cioe’ l’aggiunta del profitto reinvestito, si arriva verso l’8,5%-8,6%”.
Il Governatore BNR ha dichiarato, inoltre, che il Prodotto Interno Lordo (PIL) potrebbe arrivare, nel 2005 a 72 miliardi di euro, rispetto a 59 miliardi di euro nel 2004. Inoltre, fonti bancarie sostengono che la riserva valutaria della BNR potrebbe diminuire di circa 400 milioni di euro, poiche’ la banca centrale non ha piu’ acquistato valuta per coprire un prestito della municipalita’ per un valore di 400 milioni di euro. Secondo la BNR, il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato nel mese di settembre 2005 un deficit di 3.987 milioni di euro (+28,24% rispetto a quello del periodo simile del 2004). Il ritmo di crescita del debito (+22,70%) e’ stato superiore a quello del credito (+21,79%).
Per quanto riguarda il sistema bancario della Romania, il governatore della banca centrale ha sottolineato che questo e’ estremamente solido, con un alto livello di solvibilita’. Isarescu ha spiegato che a partire dal 2006, la Romania avra’ un Rapporto di stabilita’ finanziaria che conterra’ tutti gli scenari di rischio riguardo al mercato monetario.
Il deficit del conto corrente ha rallentato il ritmo di crescita; l’aumento del saldo negativo e’ stato alimentato dell’aumento del deficit commerciale. Dopo i primi 9 mesi del 2006, il conto corrente aveva un deficit di quasi 4 miliardi di euro, mentre dal solo interscambio commerciale risultava un saldo negativo di 5 miliardi di euro.
Il debito estero e’ in aumento
Il debito estero e medio e lungo termine registrava al 30 settembre 2005 un livello di 22.982 milioni di euro (+26% rispetto al 31 dicembre 2004). Il debito estero pubblico e pubblicamente garantito registrava al 30 settembre 2005 un saldo di 11.510 milioni di euro e rappresentava il 50,1% del debito estero a medio e lungo termine (rispetto al 55,1% al 31 dicembre 2004). Il debito estero non garantito pubblicamente ammontava a 10.525 milioni di euro alla fine di settembre 2005 (+34,6% rispetto a quello della fine del 2004). Il tasso del servizio del debito estero a medio e lungo termine, calcolato come rapporto tra il servizio del debito estero a medio e lungo termine e le esportazioni di merci e servizi, era nel mese di settembre 2005 del 15,5%, rispetto al 18,4% nel 2004. Il grado di copertura da parte della riserva della BNR in mesi di importazioni era alla fine di settembre 2005 di 6,6 mesi di importazioni, rispetto a 5,2 mesi di importazioni al 31 dicembre 2004. Il grado di copertura e’ stato calcolato come rapporto tra la riserva ufficiale della BNR (in valuta e oro) alla fine del periodo e le importazioni medie mensili di merci e servizi nel rispettivo periodo.

L’acquirente della Banca Commerciale Romena (BCR) sara’ annunciato a meta’ dicembre 2005 per poter, poi, lasciare via libera alla privatizzazione della Cassa di Risparmio CEC
La scadenza per la presentazione delle offerte finali impegnative per l’acquisto della Cassa di Risparmio (CEC) e’ stata posticipata (dal 20 novembre u.s.) e verra’ fissata, probabilmente, per meta’ gennaio 2006, indica un comunicato del Ministero delle Finanze. Sette investitori hanno presentato offerte non impegnative.
Secondo fonti governative citate de Reuters, il posticipo delle tappa successiva della vendita CEC e’ collegata allo stadio di privatizzazione della piu’ grande banca romena (BCR). Secondo tale fonte, la CEC e’ valutata a circa 650 milioni di euro, e la privatizzazione si dovrebbe concludere nel 2006. Pero’, le autorita’ di Bucarest intendono conoscere, prima, l’acquirente della BCR dove competono la banca austriaca Erste e la portoghese Millennium bcp. Erste Bank e’, inoltre, anche uno dei competitori per la privatizzazione della CEC, insieme alla National Bank of Greece e EFG Eurobank (Grecia), Monte dei Paschi di Siena SpA (Italia), Dexia Bank (gruppo franco-belga), OTP Bank (Ungheria) ed il consorzio composto da Raiffeisen International Bank, Raiffeisen Zentralbank, Oesterreich Aktiengesellschaft (Austria).
L’investitore strategico che acquista la CEC avra’ la possibilita’ di prelevare fino al 75% del pacchetto azionario ma non meno del 50% piu’ un’azione della banca, secondo la strategia di privatizzazione.
Per la vendita della BCR, la scadenza per la presentazione delle offerte migliorate rispetto ai primi prezzi avanzati, sara’ stabilita verso meta’ dicembre, ha dichiarato per Mediafax, Sebastian Vladescu, ministro delle Finanze e capo della commissione di privatizzazione della BCR.

Nel programma di preadesione dell’attuale esecutivo si fa riferimento a 4 istituti finanziari autoctoni che sarebbero in difficolta’ se la moneta nazionale si apprezzera’ ancora. Quali sono?
Quattro banche autoctone non adempirebbero piu’ alle norme della banca centrale sulla solvibilita’ se il tasso di cambio si apprezzasse in maniera significativa e gli interessi bancari registrassero una diminuzione importante, secondo uno scenario realizzato dalla Direzione di Stabilita’ Finanziaria della Banca Nazionale della Romania (BNR), stipulato nel Programma Economico di Preadesione (PEP). Le norme bancarie impongono un livello di solvibilita’ di almeno il 12% a livello di ogni banca.
Alla fine dei primi 9 mesi del 2005, l’indice di solvibilita’ registrato nel sistema bancario romeno era dt oltre il 19%, secondo quanto dichiarato dal primo vicegovernatore della BNR, Florin Georgescu.
In condizioni di shock, 4 banche in pericolo
Dai 39 istituti bancari operanti sul mercato romeno, 4 registrerebbero indici di solvibilita’ tra 10,88% ed 11,95%, secondo lo studio elaborato dalla direzione specializzata della BNR, citato nel PEP. i 4 istituti bancari non vengono nominati, per ragioni di stabilita’ finanziaria. L’unica menzione sull’identita’ delle banche che sarebbero in difficolta’ nelle condizioni menzionate e’ che queste sono “entita’ tra quelle piu’ coinvolte nell’attivita’ di credito”.
Il consigliere del governatore BNR, Adrian Vasilescu, afferma che le simulazioni effettuate “spingono verso le situazioni piu’ rischiose. La strategia deve tenere presenti le situazioni estreme per essere preparati a tali evenienze”.
Nelle condizioni dello scenario citato, la solvibilita’ del sistema bancario registrerebbe un lieve regresso, fino a circa il 18%. Inoltre, si specifica che “i risultati dell’analisi rileva un rischio sistemico molto basso, il settore bancario romeno essendo, in genere, ben capitalizzato e con una liquidita’ consistente”, rispettivamente che nelle condizioni definite dallo scenario di crisi, alcun istituto di credito non entrerebbe in fallimento.
Il FMI ricevera’ rapporti su ogni banca
La Banca Centrale trasmettera’ al Fondo Monetario Internazionale un resoconto sugli indici di stabilita’ finanziaria richiesti dal FMI per tutte le banche romene, entro la fine di giugno 2006, secondo il PEP.
Inoltre, la BNR elaborera’ e rendera’ pubblico, semestralmente, un rapporto sulla stabilita’ finanziaria del sistema bancario romeno. Questo riferira’ sulle principali evoluzioni sul mercato bancario, sulle tendenze previste per il periodo successivo e, non per ultimo, sugli eventuali rischi che possono sorgere. Il primo rapporto di questo genere sara’ pubblicato dalla BNR nel mese di maggio 2006.

Nei primi 10 mesi del 2005, il deficit commerciale e’ arrivato ad oltre 7,7 miliardi di euro
Nel periodo 1 gennaio – 31 ottobre 2005, il deficit commerciale FOB/CIF della Romania e’ salito a 7,734 miliardi di euro, e nel solo mese di ottobre e’ ammontato a 1,138 miliardi di euro. Nello stesso tempo, sempre in prezzi FOB/FOB, il deficit e’ ammontato a 5,723 miliardi di euro rispettivamente 902 milioni di euro nel mese di ottobre 2005, secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Secondo l’INS, le esportazioni FOB nei primi 10 mesi del 2005 hanno totalizzato 18,392 miliardi di euro (+16,9% rispetto al periodo simile del 2004).
Nel mese di ottobre 2005, le esportazioni FOB sono ammontate a 1,928 miliardi di euro (+10,8% rispetto al periodo simile del 2004).
Nella struttura merceologica delle esportazioni, 6 delle 22 sezioni del Nomenclatore Combinato rappresentano insieme il 76,3% del totale esportato.
Al primo posto si sono piazzati i capi di abbigliamento ed materiali tessili (3,537 miliardi di euro) seguiti dai macchinari e dispositivi meccanici, apparecchi ed equipaggiamenti elettrici, apparecchi per la registrazione e riproduzione di suoni ed immagini (3,19 miliardi di euro), i prodotti minerali (2,1 miliardi di euro).
Nei primi 10 mesi del 2005, i principali Paesi di destinazione delle esportazioni romene sono stati: Italia (19,6% del totale esportato), Germania (14,0%), Turchia (7,9%), Francia (7,4%), Gran Bretagna (5,5%), S.U.A. (4,2%), Ungheria (4,1%), Austria (3,1%), Olanda (2,7%), Bulgaria (2,6%), Spagna (2,5%) e Grecia (2,2%).
Il valore delle esportazioni verso i Paesi dell’Unione Europea (UE-25) e’ aumentato dell’8,2% rispetto al periodo simile del 2004 ed ha rappresentato il 67,8% del totale esportato.
Le importazioni CIF, nei primi 10 mesi del 2005, hanno sommato 26,126 miliardi di euro (24,115 miliardi di euro in prezzi FOB), del 24,1% superiori a quelle del periodo simile del 2004. Nel mese di ottobre 2005, le importazioni CIF sono ammontate a 3,066 miliardi di euro (283 miliardi di euro in prezzi FOB), del 26,9% superiori a quelle di ottobre 2004.
Nella struttura merceologica delle importazioni, 6 delle 22 sezioni del Nomenclatore Combinato rappresentano insieme il 75,6% del totale importato.
10 miliardi di euro sono stati destinati alle importazioni di macchinari, equipaggiamenti elettrici, dispositivi meccanici apparecchi per la registrazione e riproduzione di suoni ed immagini (5,996 miliardi di euro) e di prodotti minerali (4,03 miliardi di euro). Al terzo posto si sono piazzati i capi di abbigliamento (2,75 miliardi di euro) seguiti dai mezzi e materiali di trasporto (2,7 miliardi di euro).
Nei primi 10 mesi del 2005 i principali Paesi fornitori (che hanno fornito il 72,5% delle importazioni romene totali) sono stati: (15,7% del totale importato), Germania (14%), Federazione Russa (8,3%), Francia (6,8%), Turchia (4,9%), Cina (3,9%), Austria (3,7%), Ungheria (3,3%), Kazakstan (3,3%), Polonia (3%), Gran Bretagna (2,9%) e SUA (2,7%).
Il valore delle importazioni provenienti dai Paesi dell’Unione Europea (UE-25) nel periodo 1 gennaio – 31 ottobre 2005, e’ aumentato del 19,3% rispetto al periodo simile del 2004. Le importazioni dai Paesi dell’Unione Europea hanno rappresentato il 62,5% dal totale importato.
Alcuni analisti valutano, in base alla media degli ultimi mesi, che il deficit commerciale si potrebbe, avvicinarsi, alla fine del 2005, alla cifra record di 10 miliardi di euro, anche perche’ il 75,5% del totale importato nei primi 10 mesi rappresenta importazioni definitive ed inoltre, il periodo natalizio aumentera’ ancora le importazioni di beni di consumo.

Le societa’ per azioni devono aumentare il proprio capitale sociale fino ad almeno 25.000 euro
Il capitale sociale delle societa’ per azioni e delle societa’ in accomandita per azioni non puo’ essere inferiore a 25.000 euro, equivalente in lei, al tasso di cambio indicato dalla Banca Centrale alla data della sottoscrizione” prevede la Legge N.302 per la modifica ed il completamento della Legge N.31 sulle societa’ commerciali, adottata recentemente dal parlamento.
Le societa’, il cui capitale sociale e’ inferiore al valore suindicato, sono tenute, entro 1 anno dall’entrata in vigore della legge, rispettivamente il 30 ottobre 2006, di aumentare il proprio capitale sociale ad almeno 25.000 euro, equivalente in lei.
A partire dal 30 ottobre 2006, L’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio richiedera’ ai tribunali lo scioglimento delle societa’ per azioni e societa’ in accomandita per azioni che non hanno raggiunto il capitale sociale minimo previsto per legge.

Le nuove misure SAPARD sono in ritardo
Quattro nuove misure SAPARD, per le quali vengono concessi fondi per 220 milioni di euro, potrebbero essere accreditate dalla Commissione Europea entro la fine del 2005 o a gennaio 2006, dichiara il direttore generale dell’Agenzia SAPARD, Samoila Szabo.
Il rappresentante SAPARD ha specificato, inoltre, che l’accreditamento delle nuove misure e’ in ritardo di qualche mese, a causa di vari problemi, tra cui anche le modifiche apportate alla legislazione sulla costituzione dei gruppi di produttori.
Le 4 misure riguardano il miglioramento delle strutture per il controllo di qualita’ veterinario e fitosanitario, la costituzione dei raggruppamenti di produttori, l’agricoltura ecologica e la silvicoltura.
Per quanto riguarda il programma di management delle risorse d’acqua (20 milioni di euro), la procedura di accreditamento non verra’ attivata ed i fondi saranno riorientati verso lavori di protezione contro le inondazioni.
La Commissione Europea potrebbe approvare, sempre entro la fine del 2005, il riorientamento di circa 169 milioni di euro, dalle sottomisure per le quali le richieste sono basse, verso progetti di infrastrutture rurali danneggiate dalle inondazioni. A tale scopo l’Esecutivo deve pubblicare la lista ufficiale delle localita’ danneggiate.
La Romania potrebbe ricevere, fino al 2007, attraverso il Programma SAPARD, oltre 1,4 miliardi di euro.

Certificati di import-export per i prodotti agricoli
Una recente Decisione Governativa, introduce l’obbligo dei certificati di import-export per determinati prodotti agricoli.
Il certificato di importazione o esportazione, viene emesso dall’Agenzia di Pagamenti ed Intervento, con la costituzione di una garanzia, in conformita’ con le disposizioni della Legge n.299/2005.
La validita’ del certificato di importazione e’ di 60 giorni e quella del certificato di esportazione di 90 giorni.

“Oscar” per i vini romeni
L’industria vitivinicola della Romania ha connesso i propri premi in occasione della prima edizione del “Gala del Vino Romeno”.
I produttori di Murfatlar e Cotnari hanno vinto i piu’ numerosi premi: “Specialista dell’anno” (Nicolae Itu – Murfatlar), “Miglior campagna di promozione di un prodotto” (Sec de Murfatlar), “Il piu’ premiato vino ai concorsi internazionali” (3Ha – Chardonnay Murfatlar), “Il piu’ venduto vino imbottigliato” (Grasa de Cotnari), “La migliore partecipazione al Festivinum” (Cotnari).
Altri premiati: Angelli (“Il vino spumante piu’ venduto”), Cramele Recas (“L’etichetta piu’ estetica”), Carl Reh (“La compagnia piu’ comunicativa”), Vincon (“Il miglior spot TV”). I premi sono stati concessi dal Patronato Nazionale della Vigna e del Vino, l’Associazione degli Assaggiatori Autorizzati dalla Romania e l’Associazione “Il Club Stampa del Vino”.

Il 30% dei prodotti ecologici vengono smerciati sul mercato nazionale
Da uno studio elaborato da Expert Group, pubblicato sul sito agricultura-ecologica.ro, risulta che soltanto il 30% della produzione agricola ecologica viene venduto sul mercato nazionale ed il restante 70% va all’esportazione. I principali prodotti ecologici venduti nelle reti commerciali organizzate sono le uova ed i prodotti lattiero caseari.
La commercializzazione avviene sia attraverso le reti dei negozi all’ingrosso Metro, Selgros che attraverso le reti dei dettaglianti Carrefour, Cora, Gima, La Fourmi, Mega Image, Nic, Primavera, OK.
Lo studio e’ stato realizzato nel quadro del progetto ExtEco – “Extensie pentru Eco-Profit”, finanziato dalla Banca Mondiale ed il Ministero dell’Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale attraverso il programma ASSP.
Per quanto riguarda il miele ecologico e la frutta ecologica, il 90% della produzione viene esportato (prevalentemente verso l’Europa Occidentale e con qualche tentativo riuscito negli Stati Uniti), poiche’ i romeni, non molto informati sull’argomento, sono poco disponibili a pagare prezzi piu’ alti del solito.
La frutta di bosco, certificata ecologicamente, e’ stata esportata, nel 2004, per un volume di 800 tonnellate in Germania ed Italia.

Conservando il divieto per l’importazione di volatili vivi, l’UE ha eliminato le restrizioni alle importazioni di carne di volatili dalla Romania
L’Unione Europea conserva il divieto nei confronti delle importazioni di volatili vivi dalla Romania, permettendo, pero’, un approccio regionale per quanto riguarda la carne ed i preparati a base di carne di volatili dalla Romania, informa un comunicato della Delegazione della Commissione Europea a Bucarest.
L’UE aveva sospeso, a meta’ ottobre, le importazioni di prodotti avicoli dalla Romania, dopo la costatazione di alcuni casi di volatili ammalati di influenza aviaria.
Nel 2004, la Romania ha esportato circa 4.000 tonnellate di carne di volatili e circa 5.000 tonnellate di preparati di carne di volatili (secondo l’Unione degli Allevatori di Volatili della Romania – UCPR), principalmente verso l’Olanda, Gran Bretagna e Germania.

Il Parco Industriale di Braila non e’ riuscito a “decollare”
A Braila e’ andato perso un progetto con finanziamento europeo. Il Parco Industriale Braila aveva come beneficiario diretto l’Ente Autonomo “Administratia Zonei Libere” (Amministrazione della Zona Franca), e secondo il progetto disponeva di un finanziamento di circa 7 milioni di euro, di cui fondi PHARE per 4,5 milioni di euro ed un cofinanziamento del governo di 1,5 milioni di euro (6 milioni di euro di spese eleggibili, di cui 4 milioni erogati e 2 milioni di euro non spesi). Nel parco dovevano essere costruiti: un edificio amministrativo di 1.900 mq, un padiglione espositivo di 1.100 mq ed altri 3 edifici (di 10.000 mq ognuno) per le “incubatrici” di produzione, facilita’ di stoccaggio, un centro logistico e sale di riunioni. Il termine iniziale di finalizzazione del progetto, 15 febbraio 2005, e’ stato posticipato per l’estate. Ed ecco che a dicembre 2005 il parco e’ ultimato soltanto per meta’.

La regione Alba, tra investimenti di centinaia di milioni di euro e zone fallimentari
Il declino industriale degli ultimi 15 anni ha toccato anche la regione Alba. Molte societa’ sono state chiuse oppure sono fallite, altre sopravvivono con difficolta’ nell’attuale ambiente economico. In una certa misura, i fallimenti delle fabbriche costruite prima del 1990 sono stati compensati dai nuovi investimenti, realizzati, per la maggior parte da operatori stranieri. Pero’ questi nuovi investimenti si sono concentrati soltanto in alcune zone della regione, il che danneggia lo sviluppo unitario amministrativo-territoriale.
Concentramento di investitori
La zone piu’ sviluppata dal punto di vista industriale e’ il municipio Sebes. L’investimento del Gruppo Frati in due unita’ di produzione di pannelli PFL e PAL, per un valore di quasi 200 milioni di euro, acquistate nel 2004 da Kronospan, ha attratto anche altri investimenti importanti. Si tratta, in primo luogo, dello stabilimento per la lavorazione primaria del legno costruito dall’austriaca “Holtzindustrie Schweighofer” con un investimento totale di quasi 100 milioni di euro. Nelle immediate vicinanze un’altra compagnia italiana, la Ciatti SpA ha aperto una fabbrica di mobili per apparecchiature elettroniche. Nella stessa zona e’ stato realizzato un altro investimento italiano importante, quello della Savini in una fabbrica di mobili per bagno. Gli ultimi due investimenti ammontano a circa 10 milioni di euro.
L’arrivo degli investitori e’ stato determinato dalla posizione geografica del municipio Sebes (crocevia di due importanti strade nazionali – DN 1 e DN 7 – classificate come strade europee).
Pero’, si tratta di societa’ che realizzano importazioni massicce di materie utilizzate nel processo produttivo, rispettivamente esportazioni dei prodotti finiti, ragione per cui, in alcuni casi, il beneficio finanziario per il bilancio dello stato e’ nullo.
Situazione valida nel caso della Kronospan, poiche’ gli esoneri dei quali beneficiano le due societa’ operanti sulla piattaforma Kronospan, con attivita’ di export ed import, fanno si’ che i rimborsi finanziari da parte dello stato siano maggiori rispetto alle tasse ed imposte pagate allo stesso dagli investitori. Rimane, pero’, il vantaggio del contributo di queste aziende al bilancio locale e la diminuzione drastica del tasso di disoccupazione a Sebes e nelle localita’ adiacenti.
Ad Alba Iulia mancano i terreni disponibili
Alba Iulia non ha registrato negli ultimi 15 anni investimenti significativi, probabilmente a causa della mancanza dei terreni disponibili per nuove attivita’. Il municipio continua a rappresentare il centro della produzione di porcellana con alcune decine di produttori, di cui “Apulum” SA e “IPEC” SA sono i piu’ rappresentativi. Operano anche due stabilimenti di perfezionamento attivo per conto terzi: “Record” SA per la produzione di calzature e “Fair Play” SRL per il confezionamento di jeans. Nel 2004 e’ stato inaugurato lo stabilimento “SEWS-R”, per la produzione di cavi per autovetture. Il settore dei servizi e’ presente attraverso due importanti investitori stranieri: “Profi” e “Kaufland” hanno aperto dei centri commerciali.
Meno investimenti nelle piccole localita’
Nelle altre localita’ della regione gli investimenti importanti sono poco numerosi. A Cugir, per esempio, il declino delle due aziende operanti sulla piattaforma industriale del complesso meccanico e’ compensato, in una certa misura, dall’inaugurazione di uno stabilimento produttore di ruote dentate per le autovetture Mercedes, “Star Transmission” e dalla creazione di un parco industriale.
Un altro investimento importante per la regione verra’ realizzato nel municipio Blaj dal gruppo Bosch che costruira’ una fabbrica di componenti per tecnologie lineari, per un valore di 10 milioni di euro. La societa’ “Stratusmob” della stessa localita’, produttrice ed esportatrice di mobili, ha registrato, a causa dell’apprezzamento della moneta nazionale nel 2005, perdite consistenti, seguite da licenziamenti e vendite di attivi.
Nel municipio Aiud, l’attivita’ industriale e’ quasi fallimentare e l’azienda “Metalurgica” SA cerca investitori per poter sopravivere.

A febbraio 2006, a Bucarest si svolgera’ la 2-a edizione del Salone Internazionale del franchising – ROFRANCIZE
Il 2° Salone Internazionale del franchising – ROFRANCIZE Bucarest, si svolgera’ a Bucarest dal 24 al 26 febbraio 2006. Seguendo l’iniziativa di altri paesi est-europei (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia ecc), ROFRANCIZE si propone di riunire i marchi più noti e gli imprenditori che cercano nuove opportunità di investimento in franchising.
http://www.rofrancize.ro/eng/index.html

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Archimedes Professional, Bucarest

Nuove regole per le istituzioni finanziarie nonbancarie romene

E’ noto che in Romania gli istituti di credito funzionano sotto l’autorità della Banca Centrale (BNR), conformemente a regolamenti specifici. Tuttavia esistono casi speciali, come per esempio le istituzioni finanziarie nonbancarie/parabancarie (di seguito denominate IFN), che comportano enti con funzioni fuori dalla sfera di autorità della BNR come le società di leasing (regolate dal Decreto Legislativo n. 51/1997 convertito in Legge 90/1998 e modificato dalla Legge 99/1999).
In tale contesto è apparsa la proposta del Ministero delle Finanze di un progetto di legge specifico per le IFN, il quale prevede l’obbligatività di avere un capitale sociale minimo di 200.000 Euro da versare integralmente. Queste potranno costituirsi soltanto come società per azioni – solamente nominative – e non potranno emettere obbligazioni, attrarre depositi o altri fondi rimborsabili dal pubblico. Spetta al Parlamento decidere se le istituzioni finanziarie nonbancarie dovranno essere monitorate dalla Banca Centrale oppure da altre autorità costituite a tale proposito.

“Il progetto nasce – in modo naturale – dall’esigenza della Banca Centrale che intende regolamentare in maniera più severa il settore creditizio, soprattutto in valuta, per evitare l’instabilità finanziaria”, ha dichiarato il direttore esecutivo di Archimedes Professional, Bucarest, Adriana Zecchetto. “Visto che soltanto le istituzioni bancarie sono sottoposte alle condizioni dalla BNR, era logico che la stessa cerchi un modo per compiere il suo ruolo di monitoraggio dell’intero campo. Le IFN dovranno dunque emettere regole interne per la realizzazione dell’oggetto di attività e fare riferimento almeno alle referenze o al profilo del beneficiario dei finanziamenti, ai criteri e alle condizioni di finanziamento. Allo stesso tempo, dovranno costituire accantonamenti per rischi, deducibili integralmente dall’imposta sull’utile, e nominare auditori finanziari. Inoltre, le loro operazioni avverranno tramite conti bancari aperti presso le banche operanti in Romania”, ha spiegato l’esperta in consulenza.

La Banca Centrale oppure l’autorità di sorveglianza dovrà stabilire le regole per la registrazione ed il funzionamento delle IFN in ciò che riguarda il fatturato, il volume dei crediti, il grado di indebitamento, il totale degli attivi e dei fondi propri, tutto da presentare presso i due Registri aperti a tale scopo: uno generale e l’altro speciale. La registrazione presso il Registro speciale presuppone il rispetto di più condizioni da parte delle società partecipanti, come le richieste di sicurezza e prudenzialità (fondi propri, organizzazione ed controllo interno, esposizione davanti ad un debitore, esposizione aggregata).
Le istituzioni di credito, costituite e funzionanti come banche ed istituzioni di emissioni di moneta elettronica, sono autorizzate dalla Banca Centrale in base alla Legge 58/1998. Esse devono rispettare certe condizioni riguardanti il capitale sociale iniziale minimo (pari a Euro 5.000.000 da versare integralmente), la qualifica e l’esperienza professionale del management, lo studio di fattibilità, gli azionisti ed i fondatori, le sedi, l’auditor finanziario, ecc.
Altre istituzioni finanziarie regolamentate distintamente da quelle bancarie sono: società di leasing (in base al Decreto Governativo 51/1997 con le varie modifiche, prevedono come unica condizione un capitale sociale minimo – per il momento – pari a RON 50.000, equivalente di Euro 13.888), società di microfinanziamenti (regolamentate dalla Legge 240/2005, prevedono un capitale minimo pari a Euro 200.000), organizzazioni cooperative di credito (regolamentate dalla Legge 200/2002), casse di risparmio.

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Newsletter n.47 / 2005

I fondi europei verranno concessi alla Romania, nel 2006, prevalentemente per investimenti privati
Il capo della Delegazione della Commissione Europea in Romania, Jonathan Scheele, dichiara che, nel 2006, i fondi europei per la Romania saranno concessi ‘’prevalentemente’’ per progetti di investimenti privati.
Scheele ha specificato che ‘’la strategia dell’Unione Europea consiste nell’incentivare le iniziative private che permettano nel futuro, anche alle amministrazioni locali, di accedere ai fondi necessari per i loro progetti destinati allo sviluppo delle rispettive zone, fondi provenienti dalle imposte e tasse ottenibili dall’incentivazione degli investimenti privati che utilizzano fondi europei. Vogliamo incoraggiare l’iniziativa, lo spirito imprenditoriale privato che puo’ dinamizzare lo sviluppo rapido di una localita’, di una regione, di una zona’’ aggiunge Jonathan Scheele. La dichiarazione e’ stata rilasciata in occasione dell’inaugurazione, nella regione Bacau, del primo parco produttivo dedicato esclusivamente all’industria IT&C (alta tecnologia e comunicazioni) in Romania. L’investimento promosso dal Consiglio Regionale Bacau attraverso il programma PHARE 2000 ha un valore totale di 7,3 milioni di euro, di cui 4,6 milioni di euro finanziati dall’Unione Europea, 1,5 milioni di euro dai fondi speciali concessi dalle autorita’ centrali romene e 1,2 milioni di euro messi a disposizione dal beneficiario locale. Jonathan Scheele afferma che il parco IT&C “determinera’, sul principio della palla di neve, l’arrivo di importanti aziende del settore, ma anche di altri investitori’’. Utilizzando finanziamenti ottenuti attraverso altri programmi europei, la regione Bacau ha cominciato la realizzazione di un altro progetto, per migliorare la quantita’ e qualita’ dell’acqua potabile fornita al municipio Bacau e ad alcuni comuni della regione, prepara la realizzazione di una discarica ecologica e ha presentato un progetto per la costruzione di un centro di affari e fieristico.

Le previsioni del Governo contraddette dall’UE
Nonostante la conservazione di un ritmo veloce della crescita economica, la Romania potrebbe concludere il 2005 con un’inflazione dell’11,9% ed un deficit di conto corrente dell’8,1% del prodotto interno lordo (PIL), stima un recente rapporto della Commissione Europea. Anche la previsione sulla crescita economica della Romania per il 2006, del 5,2-5,3%, e’ inferiore alle stime del Governo romeno (6%) .
Il deficit di conto corrente stimato dall’Esecutivo al 6,9%, secondo il progetto di Finanziaria per il 2006, e’ visto dalla CE al 9,9%.
Nella visione CE, l’inflazione nel 2006 sara’ del 7,4%, e nel 2007 del 6%, mentre il consumo della popolazione rallentera’ la sua crescita. „Conservare un’inflazione troppo alta nel 2007, allontana il momento dell’adozione della moneta unica“ afferma l’analista Gabriel Biris. All’inflazione sono collegati i tassi degli interessi bancari, specialmente quelli per i depositi e quindi non si intravede la possibilita’ di rendere meno cari i crediti.
Le previsioni CE che prendono in calcolo anche gli effetti delle recenti inondazioni, che aumenteranno le spese governative, tengono conto degli effetti delle misure di limitazione dei crediti, che ostacoleranno il consumo, pero’ avvertono che le esportazioni, ostacolate da un Leu forte, rallenteranno la loro crescita. Le inondazioni contribuiranno alla crescita economica, pero’ non si tratta di un aumento del capitale investito, perche’ non si fa’ altro che riparare quello che e’ stato distrutto nel 2005, questo e’ quanto segnalato dall’analisi effettuata dalla Commissione Europea.
La CE stima un deficit fiscale nel 2005 dello 0,9% del PIL. Nel 2006 le spese pubbliche aumenteranno, a causa degli aumenti salariali nel settore pubblico e della ricostruzione delle zone danneggiate dalle inondazioni. „Ci attendiamo che il deficit del bilancio dello stato aumenti all’1,4% del PIL nel 2006 e al 2,2% del PIL nel 2007“ asserisce l’analisi CE. La richiesta interna, ancora alta, sosterra’ la crescita delle importazioni. Paradossalmente, l’analisi CE vede una moderazione del consumo in concomitanza con una crescita “brutale” del deficit di conto corrente. La spiegazione della CE differisce profondamente dalle preoccupazioni delle autorita’ romene. Mentre i governanti sostengono che l’aumento del deficit di conto corrente puo’ essere attribuito al consumo, che hanno cercato di soffocare attraverso la limitazione dei crediti, l’analisi CE vede nel apprezzamento del leu la chiave di tale squilibrio, tra il volume di valuta che entra nel Paese e quello che lascia il Paese. L’aumento delle esportazioni sara’ piu’ lento e, il risultato sara’ l’aumento del deficit commerciale. Il Leu continuera’ ad apprezzarsi, il che mettera’ in difficolta’ gli esportatori, asserisce la CE. L’impatto dell’aumento del deficit di conto corrente sara’ attenuato dalle entrate di valuta provenienti dai romeni che lavorano all’estero e dai fondi europei. I flussi di investimenti stranieri in aumento, l’accesso migliorato ai mercati finanziari e le riserve internazionali consistenti facilitano, pero’, il finanziamento di questo deficit di conto corrente, sottolinea l’analisi CE. Il consumo della popolazione aumentera’ moderatamente nei prossimi 2 anni, come conseguenza dell’aumento temperato degli stipendi e dall’annullamento dell’effetto positivo che la riduzione della fiscalita’ ha avuto sui redditi dei romeni

La CE ammette, pero’, che la crescita economica della Romania, sara’ doppia rispetto alla media UE, nel 2005-2007
La crescita economica della Romania nell’intervallo 2005-2007 sara’ due volte piu’ alta della media dell’Unione Europea, inferiore, pero’, alla crescita che registrera’ la Bulgaria, indica un rapporto della Commissione Europea. “Il Prodotto Interno Lordo (PIL) della Romania aumentera’ del 5,2% nel 2005, del 5,3% nel 2006, e nel 2007 il ritmo rallentera’ al 5%”, indica il rapporto citato da Mediafax. L’aumento del PIL negli stati membri UE sara’ dell’1,5% nel 2005, del 2,1% nel 2006 e del 2,4% nel 2007. La CE prevede che la crescita della Bulgaria sara’ del 6% nel 2005, e nei successivi 3 anni del 5,5%.
Una crescita di oltre il 5% e’ stimata nei 3 anni anche per la Turchia, mentre il progresso della Croazia sara’ del 3,6% nel 2005 e arrivera’ al 4,4% nel 2007.
Oltre la crescita economica, la Romania registrera’ anche la migliore situazione nel capitolo disoccupazione. Nell’intervallo 2005-2007, il tasso della disoccupazione sara’ in ribasso dal 6,5%, livello stimato per il 2005, al 6,1% nel 2006 e 5,9% nel 2007.
Al polo opposto si piazza la Croazia, dove la media scendera’ dal 13,3% nel 2005 al 12,1% nel 2007. In Bulgaria ed in Turchia, il tasso della disoccupazione superera’ ancora il 9% nel 2007, in diminuzione, pero’ rispetto al 10,7%, rispettivamente il 10% nel 2005. Secondo le stime CE, il tasso di disoccupazione nell’UE rimarra’ nei prossimi 3 anni superiore all’8%, con punte, in Polonia e Slovacchia, di oltre il 15%.
Per quanto riguarda l’inflazione, il livello per la Romania stimato dalla CE per il 2005 al 9,1%, sara’ il piu’ alto del gruppo degli stati candidati all’UE, con prospettiva di diminuzione nel 2006 al 7,4% e nel 2007 al 6%. Anche se nel 2007 il tasso dell’inflazione si avvicinera’ a quello della Turchia, rimarra’ comunque molto piu’ alto di quello della Bulgaria, Croazia ed UE (3,5%, 3,2%, rispettivamente 1,9%). L’Esecutivo europeo stima, inoltre, che i crediti governativi netti rappresenteranno, quest’anno, lo 0,9% del PIL, e nei 2 anni successivi aumenteranno all’1,4%, rispettivamente 2,2%. Del gruppo degli stati candidati, la Bulgaria sara’ l’unico Paese che avra’ nel 2006 e 2007 un grado di indebitamento governativo zero, dopo che nel 2005 la CE ha stimato un deficit dell’1%.

Il Fondo Monetario Internazionale ritorna in Romania a gennaio 2006
I rappresentanti del FMI si recheranno a Bucarest a gennaio 2006, per la valutazione annuale dell’economia romena, ha dichiarato Jeroen Kremers, direttore esecutivo FMI per la Romania.
Kremens ha incontrato il premier Tariceanu per assicurarsi che l’Esecutivo collaborera’ con la Banca Centrale nel conservare gli equilibri macroeconomici. “La politica salariale sara’ estremamente prudente e riflettera’ l’aumento della produttivita’. Siamo sulla linea giusta, di crescita economica, di diminuzione dell’inflazione e tale tendenza deve essere conservata” ha dichiarato il premier Tariceanu.
A fine ottobre 2005, le negoziazioni per la continuazione dell’accordo con il FMI erano fallite a causa dei disaccordi sulle proiezioni macroeconomiche.

La Romania rischia di dover posticipare l’adozione dell’euro
“La Romania rischia di dover posticipare il passaggio all’euro, programmato inizialmente per il 2014, se non sara’ sufficientemente preparata” avverte il governatore della Banca Centrale, Mugur Isarescu, citato dall’Agenzia ACT Media.
Inoltre, il Governatore avverte che l’adozione dell’euro avra’ un impatto maggiore, non sempre positivo, producendo, tra l’altro, aumenti dei prezzi.
“L’adozione dell’euro necessita, anche, lo sviluppo delle zone rurali, ma il piu’ importante elemento per la data dell’adozione della moneta europea e’ legato alla deflazione, che deve raggiungere il livello prestabilito” spiega Isarescu.
Altri effetti riguardano il fatto che la Romania perdera’ l’indipendenza delle politiche monetarie, ed il mercato del lavoro e gli stipendi diventeranno meno flessibili, poiche’ si dovranno allineare ai livelli europei.
Un altro effetto maggiore sara’ la concorrenza UE alla quale il mercato bancario romeno sara’ sottoposto.
Il vicegovernatore della Banca Centrale, Cristian Popa, sottolinea che l’adozione dell’euro provochera’ una catena di fusioni che concentreranno il mercato bancario locale.
Pero’ l’adozione dell’euro avra’ anche conseguenze positive: la riduzione del rischio macroeconomico, la riduzione dei costi, l’eliminazione del rischio monetario ed implicitamente l’abbassamento dei tassi di interesse bancari e l’incentivazione degli investimenti.
Per adottare l’euro, la Romania deve ridurre l’inflazione al 5% nel 2006 e continuare su tale strada. Nell’intervallo 2007-2009, la Romania deve rafforzare la propria strategia antiinflazionistica (l’inflazione non deve superare piu’ dell’1,5% la media dei primi tre Paesi UE nel capitolo) ed il mercato autoctono di capitale (i tassi degli interessi a lungo termine non devono superare di piu’ del 2% la media dei primi 3 membri UE per i migliori risultati economici).
L’ultimo passo per l’introduzione dell’euro sarebbe la partecipazione obbligatoria, tra il 2010 ed il 2012, all’Exchange Rate Mechanism II, secondo il trattato di Maastricht. Tale meccanismo stabilisce per ogni moneta nazionale partecipante una parita’, con l’impegno di conservare una fluttuazione non superiore al 15%. Ogni stato che adotta l’euro deve partecipare al meccanismo almeno 2 anni prima dell’adozione della moneta unica.
La Romania dovrebbe adottare l’euro nell’intervallo 2010-2014, tre anni dopo l’Ungheria (2011), e molto dopo la Slovacchia (2009).

L’Agenzia Fitch conserva il rating della Romania, nonostante le critiche del FMI
Nonostante l’accordo con il FMI sia sospeso, l’Agenzia Fitch ha riconfermato il rating investizionale concesso alla Romania, „BBB minus”. Tuttavia, il direttore Nick Eisinger avverte che l’economia romena da segnali di surriscaldamento (accentuazione del deficit di conto corrente e liquidita’ eccessive).
„Fitch ha prelevato gli ammonimenti del FMI sul surriscaldamento dell’economia. L’equilibrio macroeconomico e’ fragile. La Romania si trova in un momento cruciale e potrebbe slittare verso una delle due estremita’: se adotta politiche rilassate slitta verso l’inflazione, se adotta una politica restrittiva, slitta verso la recessione” crede Florin Citu, direttore esecutivo della BAC Investment Bank.
Fitch considera che, nonostante l’aumento del deficit di conto corrente dovra’ essere attentamente monitorato, cio’ non e una ragione per preoccuparsi. La Commissione Europea spiegava, recentemente, l’aumento del deficit di conto come una conseguenza piuttosto dell’apprezzamento della moneta nazionale che dell’aumento del consumo.

Il terzo progetto di Codice Fiscale. L’agricoltura di sussistenza e la borsa saranno sovratassate
Il Ministero delle Finanze ha lanciato recentemente la terza variante del Codice Fiscale edizione 2006.
I principali campi che hanno subito modifiche sono il mercato di capitale, il settore immobiliare e quello bancario, ma specialmente l’agricoltura. Quindi, si assiste alla seconda maggiorazione dell’imposta sui dividendi (dopo l’aumento nel 2005 dall’1%, al 10%), dal 1 gennaio 2006, al 16%. Nel contempo si conserva la possibilita’ di non pagare l’imposta sui guadagni dalle transazioni immobiliari e quella di utilizzare il regime privilegiato di tassazione al 3% sul giro di affari delle microimprese. Attraverso le “scorciatoie” lasciate, piu’ o meno intenzionalmente, l’Esecutivo incoraggia i contribuenti a cercare le modalita’ legali di „evasione fiscale“. Il fatto che l’imposta maggiorata applicata alle costruzioni con destinazione commerciale non si applica a quelle detenute da persone fisiche porta alla situazione paradossale in cui una societa’ paghi per una costruzione identica un’imposta di fino al 150 volte superiore a quella pagata da una persona fisica. In piu’, anche se non e’ compresa nell’ultima variante del progetto di modifica del Codice Fiscale, l’imposta del 16% sugli ipotetici redditi dalle attivita’ agricole influira’ considerevolmente sul livello di vita dei contadini.
Le piu’ importanti novita’ sorgono nel campo della tassazione dei redditi. Dal 2006, saranno tassati del 16% tutti i redditi da investimenti. Dal 1 gennaio 2006, tutti i guadagni dalle transazioni con azioni saranno tassati del 16% indifferentemente dalla data di ottenimento e dal periodo in cui le azioni sono state detenute. Inoltre, saranno tassati del 16% anche i redditi dai tassi di interesse bancari attinenti ai depositi a vista e ai conti correnti.
L’aumento della tassazione sul mercato di capitale e’ criticato da numerosi analisti. „Il mercato borsistico romeno e’ sottosviluppato rispetto ai mercati simili degli stati vicini. L’aumento dell’imposta al 16% potrebbe avere effetto negativo. La migliore soluzione sarebbe stata una tassazione in graduale aumento. Inoltre, a causa del basso livello di sviluppo di questo mercato, il contributo supplementare al bilancio sara’ anch’esso molto basso“ afferma Florin Citu.
Un’altra zona “toccata” dalla nuova variante del Codice Fiscale sara’ l’agricoltura, specialmente quella di sussistenza. Paradossalmente, sono disponibili, nel contempo, due progetti normativi: quello di modifica del Codice Fiscale e quello riguardante la tassazione dei redditi dalle attivita’ agricole.
Nel primo vengono tassati alla fonte, del 2%, soltanto i redditi ottenuti dalla vendita della produzione ad unita’ specializzate nella raccolta, unita’ di trasformazione industriale o ad altre unita’ che la utilizzano come tale. Il secondo progetto contempla la tassazione dei redditi ipotetici stimati dall’Erario locale, ottenuti dalla produzione, indifferentemente se questa viene venduta o utilizzata per autoconsumo. Inoltre, e’ stata eliminata l’esenzione dall’IVA per i produttori agricoli, in concomitanza con l’introduzione di un regime speciale per gli stessi.
La tanto criticata imposta del 2% sul valore di vendita delle proprieta’ immobiliari si e’ conservata nella terza variante del Codice Fiscale. Rimangono esenti da imposta i redditi ottenuti dalla vendita delle costruzioni detenute per piu’ di 3 anni.
Diventano, invece, tassabili i redditi ottenuti dalla vendita dei beni sui quali e’ stato ricostituito il diritto di proprieta’, dei beni ereditati e delle donazioni ottenute da un parente di primo grado.
Per quanto riguarda le accise, l’unica novita’ e l’aumento del valore minimo delle stesse per le sigarette, dal 90% al 100% dall’accisa pagata per gli assortimenti piu’ venduti sul mercato.
Le imposte locali progressive sulle abitazioni verranno applicate soltanto a partire dai 150 metri quadrati. Il valore tassabile delle costruzioni con superfici superiori ai 150 mq aumenteranno del 10% per ogni 150 mq o frazione di questa superficie.
Inoltre, sono state eliminate alcune esenzioni dal pagamento dell’IVA : l’esonero dell’IVA per le operazioni finanziate a fondo perduto, l’esonero dall’IVA per le borse di merci, per le cure mediche veterinarie, per il trasporto fluviale degli abitanti del Delta del Danubio, per la costruzione di chiese e per l’attivita’ di ricerca-sviluppo ed innovazione.

L’ultima ondata SAPARD porta alla Romania 270 milioni di euro
Globalmente, 270 milioni di euro sono disponibili per i beneficiari privati e per le autorita’ locali dell’ambiente rurale. Il settore privato ha le piu’ numerose opportunita’ di finanziamenti e la maggior parte dei fondi dovrebbero arrivare agli agricoltori. In cambio, le autorita’ locali (per i progetti di strade forestali) ed i laboratori sanitari-veterinari sono privilegiati dal punto di vista delle condizioni offerte: finanziamenti a fondo perduto al 100%, cioe’ senza alcun contributo da parte del bilancio proprio per la realizzazione del progetto.
Anche se le linee di finanziamenti non sono state ancora lanciate ufficialmente, le documentazioni sono disponibili presso gli uffici dell’Agenzia SAPARD.
I rappresentanti dell’Agenzia SAPARD considerano che la “Silvicoltura” e’ la piu’ importante tra le misure che verranno lanciate. L’ammontare totale disponibile e’ di 180 milioni di euro, da dividere tra progetti riguardanti vivai, strade forestali, rimboschimenti ed investimenti per migliorare la lavorazione del legno. Per ogni tipo di progetto si possono ottenere tra 10.000 e 500.000 euro, ad eccezione delle strade forestali, per le quali il plafond e’ di 1 milione di euro.
Per i rimboschimenti sono eleggibili le spese per l’acquisto degli arboscelli per vivai, per l’allestimento delle vie tecnologiche di accesso ai cantieri di rimboschimento, il trasporto dei materiali e della manodopera verso il cantiere.
Nelle documentazioni elaborate dall’Agenzia SAPARD si specifica che saranno sottoposti a rimboschimento circa 40.000 ettari e verranno realizzati 450 chilometri di strade forestali con l’aiuto dei finanziamenti SAPARD.
Per quanto riguarda l’agricoltura ecologica e la protezione dell’ambiente, il meccanismo differisce per alcuni elementi da una scheda SAPARD classica. I richiedenti che hanno realizzato progetti verranno selezionati per partecipare volontariamente a determinati programmi pilota di protezione dell’ambiente, ricevendo, in cambio, rate di pagamenti, per 5 anni, per gli investimenti realizzati nel quadro di tali azioni, sui terreni propri. Queste rate variano tra 95 euro pro ettaro all’anno, per la conservazione dei pascoli alpini e 329 euro all’ettaro, annualmente, per la conversione delle coltivazioni di legumi all’agricoltura ecologica.
Prima del lancio ufficiale del programma devono essere ancora risolti alcuni problemi legislativi, spiega Dan Gherghelas, vice direttore generale dell’Agenzia SAPARD. Per esempio i consigli locali sono potenziali beneficiari dei finanziamenti a fondo perduto per le strade forestali, pero’ le foreste sono ancora gestite dall’ente nazionale Romsilva. E per quanto riguarda i gruppi di produttori non esistono ancora norme metodologiche che regolamentino la costituzione degli stessi. “Percio’ attualmente non esiste alcun gruppo di produttori gia’ costituito” dichiarano i rappresentanti dell’Agenzia SAPARD. In entrambe le situazioni e’ necessario un intervento ufficiale da parte del Ministero dell’Agricoltura.
La Misura “Costituzione di gruppi di produttori” ha lo scopo di incentivare il raggruppamento di produttori tramite aiuti finanziari. I finanziamenti vengono concessi in rate fisse, in funzione dei costi di costituzione e funzionamento del gruppo. Ogni gruppo deve avere un programma di commercializzazione in comune dei prodotti per un periodo di 5 anni, fondato su un piano di produzione dei membri del gruppo di produttori che conferisca la certezza della realizzazione di un giro di affari annuale di almeno 150.000 euro.
La Misura “Silvicoltura” ha 5 componenti: rimboschimenti, vivai, strade forestali, investimenti per il miglioramento della lavorazione del legno, gestione delle foreste. Per le “strade forestali” beneficiari sono i consigli locali, finanziati al 100% a fondo perduto. Per rimboschimenti, vivai ed investimenti per migliorare la lavorazione del legno, il plafond massimo di finanziamento e’ di 500.000 euro, per le strade forestali di 1 milione di euro e per la gestione delle foreste di 800.000 euro.
La Misura “Agricoltura ecologica” ha 3 componenti, che rappresentano “attivita’ pilota” nelle quali i richiedenti possono scegliere di farsi coinvolgere: conservazione del suolo e protezione contro l’erosione, conservazione della biodiversita’ attraverso pratiche agricole tradizionali, agricoltura ecologica. In funzione dell’ubicazione geografica delle sottomisure, gli agricoltori possono partecipare in concomitanza ad una o a tutte le sottomisure pilota e alle attivita’ citate. Il finanziamento viene concesso sotto forma di rate da pagare all’ettaro (95-329 euro all’anno in funzione del programma scelto).

Le autorita’ sanitarie veterinarie romene hanno sollecitato all’Unione Europea l’annullamento del divieto generale imposto alle esportazioni di volatili dalla Romania
L’Autorità Nazionale Sanitaria Veterinaria e della Sicurezza Alimentare (ANSVSA) ha sollecitato all’UE di poter ripristinare le esportazioni romene di carne di volatili provenienti dalle zone dove il virus dell’ influenza aviaria non è stato segnalato.
Le Autorità romene propongono la divisione del territorio nazionale in 4 zone di monitoraggio per poter autorizzare esportazioni di carne avicola dalle regioni nelle quali non sono stati segnalati casi di influenza aviaria.

Da novembre 2005, in Romania funziona il mercato dell’energia eolica e solare
L’Operatore del Mercato di Energia Elettrica della Romania (OPCOM) ha lanciato, a meta’ novembre, le prime transazioni di certificati verdi. Cio’ significa che la Romania ha un mercato dell’energia prodotta da fonti rigenerabili, come l’energia eolica e l’energia solare. I certificati verdi vengono emessi dalla Transelectrica ed ognuno di essi corrisponde ad una quantita’ di energia elettrica prodotta da fonti rigenerabili di 1 MWh. Il valore minimo di un certificato e’ di 24 euro, e quello massimo di 42 euro. Tutti i fornitori saranno tenuti ad acquistare certificati verdi, pena penalizzazione, dichiara il direttore generale OPCOM, Victor Ionescu. Per il mancato acquisto di un certificato la penalita’ e’ di 63 euro, nel periodo 2005-2007 e di 84 euro dopo il 1 gennaio 2008. L’introduzione sul mercato di tali tipi di energia influira’ sul prezzo al consumatore finale.
L’energia elettrica prodotta da fonti rigenerabili e’ molto piu’ cara di quella classica. Nicolae Opris, presidente dell’Autorita’ Nazionale di Regolamentazione, sostiene che nel primo anno l’influenza non sara’ superiore all’1% nel prezzo dell’energia elettrica, pero’ nel 2010 arrivera’ a 2 euro/MWh. Il livello delle quote annuali riguardo al peso specifico di questa energia nelle installazioni deve essere dello 0,7% nel 2005 ed arrivera’, gradualmente, all’8,3% nel 2010. Inoltre, il peso specifico nel consumo nazionale lordo arrivera’ nel 2010 al 33%.

L’inflazione nel 2005 superera’ il target prefissato dalla Banca Centrale
Il tasso annuale dell’inflazione salira’ a fine 2005 a 8,1-8,3%, dichiara il governatore della Banca Centrale, Mugur Isarescu. Lo stesso avverte che gli eventuali aumenti salariali rappresentano una minaccia per la stabilita’ dei prezzi. Il superamento dell’intervallo previsto, del 7,5-8%, sara’ dovuto, secondo Isarescu all’aumento dei prezzi del greggio e dei generi alimentari, nonche’ all’evoluzione del tasso di cambio della moneta nazionale. “Rispetto all’intervallo dicembre 2004 – dicembre 2005, la deflazione a dicembre 2005 sara’ dell’8,5%. Siamo sulla via della deflazione e ci sono delle possibilita’ per raggiungere gli obiettivi prefissati” sottolinea il governatore BNR. Nel 2004, la media della deflazione e’ stata dell’11,5%, e nel 2005 sara’ di poco superiore al 9%. La deflazione continuera’ nel corso del 2006, principalmente grazie alla riduzione graduale dell’eccesso di richiesta e alla continuazione dell’impatto favorevole dell’evoluzione del tasso di cambio del leu sui prezzi delle importazioni. Alla fine del 2006, il tasso dell’inflazione non superera’ le previsioni, afferma la dirigenza della banca centrale.
Pero’, secondo Mugur Isarescu persistano alcuni rischi maggiori per il 2006. “L’eccesso di richiesta non diminuira’ nel futuro e cio’ si percepira’ nel deficit di conto corrente e nelle pressioni inflazionistiche”. Le cause sono da ricercare nelle pressioni salariali degli ultimi tempi, nell’aumento del grado di indebitamento del settore privato (che e’ aumentato negli ultimi 12 mesi di alcuni miliardi di euro), nella forte espansione del credito in valuta.
La Banca Centrale conservera’ il livello di 7,5% per il tasso di interesse della politica monetaria ed aumentera’ il volume di liquidita’ sterilizzato attraverso le operazioni di mercato.

In Romania l’inflazione rimane un’equazione con 4 sconosciute
L’intera societa’, l’esecutivo, i sindacati, non soltanto la Banca Centrale, devono appoggiare la continuazione del processo di deflazione, dichiara l’economista capo della BNR, Valentin Lazea. Il processo di deflazione viene paragonato dall’ufficiale BNR al tentativo di controllare il livello una vasca alimentata da quattro rubinetti. L’economista capo della banca centrale parla dei 4 „fattori di inflazione“: i prezzi amministrati, la politica salariale, la politica di bilancio e la politica monetaria. Dei quattro fattori, la BNR puo’ influire soltanto sull’evoluzione dell’ultimo. Se per quanto riguarda l’evoluzione dei prezzi amministrati non c’e’ molto da fare, poiche’ essa e’ negoziata con l’UE, riguardo alle altre variabili, l’Esecutivo, la BNR ed i sindacati dovrebbero essere moderati se si desidera continuare il processo di deflazione, sostiene Lazea. Lazea accetta le osservazioni degli esperti FMI, che hanno rilevato che nel periodo ottobre 2004 – ottobre 2005 gli stipendi nel settore pubblico della Romania sono aumentati del 50% in termini nominali. Rispetto agli aumenti salariali registrati nella regione negli ultimi 4 anni, lo stipendio medio lordo in Romania e’ aumentato spettacolarmente, di almeno il 22,5% all’anno. I redditi salariali medi sono aumentati del 48,9% nel 2001, del 27% nel 2002 e del 24% nel 2005 mentre nei Paesi della regione si sono registrati aumenti salariali inferiori all’10% all’anno con una media, nel 2004, del 2% – 7%, molto al di sotto della media della Romania.
Per quanto riguarda la politica di bilancio, Lazea sostiene che negli ultimi 3 anni, questa e’ stata prudente, con deficit ridotti.

Nuove regole per la privatizzazione della Electrica Muntenia Sud
Il numero degli offerenti che saranno ammessi alle negoziazioni nel processo di privatizzazione della societa’ Electrica Muntenia Sud e’ aumentato su decisione del Ministero dell’Economia e Commercio.
Tutti gli investitori interessati a prelevare la distribuzione di energia elettrica hanno gia’ presentato i documenti di posizione richiesti dalle autorita’ attraverso i quali presentano in grandi linee i loro piani di affari per lo sviluppo della compagnia. I prezzi di prelievo saranno espressi soltanto al momento della presentazione delle offerte finali impegnative, al piu’ tardi il 31 gennaio 2006.
Sul elenco degli interessati ad acquistare Electrica Muntenia Sud ci sono 10 grandi compagnie: AES Corporation (SUA), CEZ (Rep. Ceca), Enel, EnBW Energie (Germania), E.ON Energie (Germania), EVN (Austria), Gaz de France, Iberdrola (Spagna), RWE Energy (Germania) e Union Fenosa International (Spagna).
Nel processo di privatizzazione si vende direttamente il 50% del capitale sociale esistente e, attraverso un aumento di capitale, l’investitore prescelto arriva al 67,5% del pacchetto azionario. Electrica Muntenia Sud ha un capitale sociale di 191,3 milioni di RON ed oltre 1 milione di utenti nelle regioni Ilfov, Giurgiu e nel Municipio Bucarest. Nel 2004 ha registrato un giro di affari di 1,11 miliardi di RON, secondo le situazioni finanziarie auditate elaborate secondo gli standard romeni di contabilita’.

I romeni che lavorano all’estero trasferiscono in Romania, nel 2005, circa 3,5 miliardi di euro
Potrebbero arrivare ad oltre 3,5 miliardi di euro i fondi trasferiti in Romania, nel 2005, dai romeni che lavorano all’estero. Secondo la Banca Nazionale della Romania, il valore e’ di circa il 15% maggiore rispetto al 2004 e rappresenta il 4,5% dell’intero Prodotto Interno Lordo del Paese. I principali paesi di provenienza dei trasferimenti sono: Germania, Italia, Spagna e Israele.
Secondo la BNR, nel 2002 il valore e’ ammontato a 1,1 miliardi di euro, nel 2003 a 1,5 miliardi di euro e nel 2004 a quasi 3 miliardi di euro.
Secondo il Ministero del Lavoro, circa 700.000 romeni lavorano legalmente all’estero, prevalentemente nell’Europa occidentale. Secondo altre fonti, il numero totale dei romeni che lavorano all’estero – legalmente o non – potrebbe superare 2 milioni.

Il tasso dell’inflazione e’ aumentato lievemente nel mese di ottobre 2005
Il tasso dell’inflazione nel mese di ottobre 2005 e’ ammontato allo 0,9%, con un aumento dei prezzi dei generi alimentari dell’1,2% e dei prezzi dei servizi del 2,2%, informa l’Istituto Nazionale di Statistica. Nel mese di settembre 2005, il tasso dell’inflazione era stato dello 0,6%.
Rispetto a dicembre 2004, l’indice dei prezzi al consumo nel mese di ottobre 2005 e’ stato del 6,8%, e rispetto ad ottobre 2004 dell’8,1%.
Il tasso medio mensile dell’inflazione nei primi 10 mesi del 2005 e’ stato dello 0,7%, rispetto allo 0,8% dello stesso periodo del 2004.
Ad ottobre 2005, i principali rincari sono stati registrati dalla frutta (+8,5%), legumi e conserve di legumi (+5,3%) ed uova (5,5%). Nella categoria dei servizi, aumenti significativi hanno registrato i biglietti per cinema, teatro e musei (+5%) e le tariffe telefoniche (+2,9%).

Il tasso della disoccupazione e’ sceso al 5,6% alla fine di ottobre 2005
Alla fine di ottobre 2005, il tasso della disoccupazione registrato a livello nazionale era del 5,6% (-0,5% rispetto ad ottobre 2004 e -0,1% rispetto a settembre 2005), informa l’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza Lavoro (ANOFM). Il numero totale dei disoccupati registrati, 499.684 persone, e’ aumentato di 5.914 unita’ rispetto a settembre 2005.
La regione Ialomita ha registrato nel mese di ottobre 2005 il piu’ alto tasso della disoccupazione (11,1%), seguita da Hunedoara e Mehedinti (9,6% e rispettivamente 9%). Il livello minimo del tasso di disoccupazione si registrava nelle regioni Bihor e Timis (2,3 %), nella regione Ilfov (2,6%) ed a Bucarest (2,7%).

Tre sotto un “ombrello” di 3 miliardi di euro: UniCredit, HVB e la Banca Tiriac
Il prelievo del gruppo tedesco HVB da parte di UniCredit ha avuto effetto anche a Bucarest: HVB Bank Romania e la Banca Tiriac, in pieno processo di fusione, sono gia’ entrate sotto l’”ombrello” UniCredit Group, ed integreranno le loro operazioni con la filiale locale della banca italiana, la UniCredit Romania.
Secondo un comunicato comune dei tre istituti bancari, la HVB e la Banca Tiriac continuano ad essere sussidiarie della Bank Austria Creditanstalt (BA-CA), con sede a Vienna, che e’ diventata membro del UniCredit Group.
Il nuovo gruppo bancario europeo, con attivi totali di 770 miliardi di euro a meta’ 2005 ed una capitalizzazione di mercato di 54 miliardi di euro, controllera’ in Romania un istituto che aspira al terzo posto nel sistema bancario locale.
Secondo i dati al 30 giugno 2005, UniCredit/HVB/Tiriac cumulavano attivi per quasi 3 miliardi di euro, mentre alla stessa data, l’attuale detentore del terzo posto, la Raiffeisen Bank, vantava attivi di poco superiori a 2,5 miliardi di euro.
In tale contesto, la concorrenza sara’ forte, pero’ l’integrazione delle tre entita’ necessitera’ tempo e sforzi logistici. La HVB porta il suo portafoglio di clienti corporate, la Banca Tiriac il retail ed UniCredit una combinazione di corporate e segmento superiore della clientela de retail.

Le succursali bancarie occupano sempre piu’ spazi commerciali nelle grandi citta’. L’offensiva bancaria elimina i negozi poco profittevoli
L’ex birreria „Turist“ di Piata Romana, si sta trasformando nel „Caffe’“ della Banca Commerciale Romena. Sorgono sempre piu’ uffici bancari al pianoterra dei palazzi: all’incrocio dei bulevard Grigorescu e Pallady, per esempio, un anno fa’ e’ stata aperta un’agenzia della Daewoo Bank, un mese fa’ un’agenzia della Banca Tiriac e, attualmente e’ in corso di allestimento un ING SelfBank.
La maggior parte delle banche si concentra sulle grandi citta’ e l’orario di apertura al pubblico delle loro agenzie comincia ad includere anche i sabati.
Alpha Bank intende triplicare nel 2006 il numero di succursali rispetto a quello attuale e la strategia della banca e’ concentrata, prevalentemente, su Bucarest. „Alla fine del 2005 avremo 30 succursali, entro la fine del 2006 ne avremo 80 e fino alla fine del 2008 opereremo attraverso 150 unita’“ dichiara il vicepresidente Alpha Bank, Radu Gratian Ghetea. „Le nuove succursali saranno aperte, prevalentemente a Bucarest, che concentra oltre il 10% della popolazione ed una percentuale maggiore dell’economia romena“ spiega Ghetea, che e’ anche presidente dell’Associazione delle Banche romene (ARB).
L’investimento medio in una succursale oscilla tra i 100.000 ed i 300.000 euro, in funzione dell’affitto/acquisto di uno spazio commerciale, afferma un banchiere.
La BRD Societe Generale ha, attualmente, 278 succursali e la BCR circa 356, di cui 55 a Bucarest. La Raiffeisen Bank ha aperto tra gennaio e novembre 2005, 18 nuove succursali, arrivando ad un totale di 213, e ne dovrebbe aprire entro la fine del 2005 altre 6, permettendo anche lo sviluppo della Raiffeisen Banca pentru Locuinte (RBL). La RBL ha annunciato l’intenzione di aprire 50 nuovi uffici entro la fine del 2005, oltre i 100 gia’ operanti nelle agenzie Raiffeisen Bank.
„Il 1 dicembre 2005 apriremo la 200-a succursale“ dichiara il presidente della Banca Transilvania (BT), Robert Rekkers. Meta’ delle succursali BT operano nella zona Ardeal e 22 a Bucarest. La BancaTransilvania ha introdotto in Romania il concetto di „caffe’ bancario“, seguita poi dalla BCR. „Se nel 2003 sono state aperte quasi 10 nuove unita’, e nel 2004 circa 30, quest’anno la BCR ha inaugurato 38 unita’ alle quali si aggiungeranno fino alla fine del 2005 ulteriori 22 unita’. Da un totale di 356 succursali attive, 55 operano a Bucarest, dove verranno allestite fino alla fine del 2005 ulteriori 3 unita’ tra cui anche il primo „Caffe’ Bank“, a Piata Romana“ dichiarano gli ufficiali BCR. La Banca Tiriac ha aperto, nel 2005, 5 nuove succursali a Bucarest (Dorobanti, Unirii, Grigorescu, Orizont e Mihalache) ed altre 3 unita’ a Timisoara, Arad e Alba Iulia, arrivando cosi’ ad un totale di 67 succursali.
La ABN Amro Romania, che si e’ lanciata di recente nei servizi di retail, ha 16 succursali in 15 citta’ (di cui 2 a Bucarest).
„Nel 2006 raddoppieremo il numero di succursali, con un investimento che potrebbe arrivare a 10 milioni di euro. Quindi, avremo oltre 35 succursali nelle grandi citta’“ prevede Michael Kowalski, direttore generale della ProCredit.
La Cassa di Risparmio CEC rimane, pero’, „campione delle succursali“ con le sue 1.400 unita’.

Il mercato romeno dei medicinali e’ arrivato a 1,1 miliardi di RON
Secondo uno studio della compagnia Cegedim Romania, il mercato romeno dei medicinali e’ arrivato, nel terzo trimestre del 2005, ad oltre 1,1 miliardi di RON.
Il “Top 20” delle compagnie farmaceutiche, secondo il livello di vendite nel terzo trimestre del 2005, indica:

  1. GlaxoSmithKline (GSK) – oltre 92 milioni di RON
  2. Hoffman la Roche – quasi 80 milioni di RON
  3. Novartis – quasi 70 milioni di RON
  4. Sanofi-Aventis – oltre 68 milioni di RON
  5. Pfizer – oltre 65 milioni di RON
  6. Sicomed – quasi 55 milioni di RON
  7. Servier – oltre 53 milioni di RON
  8. Terapia – quasi 39 milioni di RON
  9. Antibiotice – oltre 36 milioni di RON
  10. Schering Plough – oltre 26 milioni di RON
  11. Eli Lilly – 24 milioni di RON
  12. Gedeon Richter – 23 milioni di RON
  13. Krkka D.D – 23 milioni di RON
  14. Sindan Pharma – 23 milioni di RON
  15. Menarini – 22 milioni di RON
  16. Novo Nordisk – 21 milioni di RON
  17. Lab. Ozone – 20 milioni di RON
  18. Labormed – oltre 18 milioni di RON
  19. Merck & CO – 18 milioni di RON
  20. Johnson & Johnson – oltre 15 milioni di RON

L’Ente Autonomo “Monitorul Oficial” ha lanciato il volume: “Le Societa’ commerciali, riorganizzazione giudiziaria ed il fallimento”
Il volume contiene la legislazione in materia, con completamenti ed aggiornamenti alla norma di base: Legge n.31/1990 sulle societa’ commerciali, Ordine del Ministro delle Finanze Pubbliche n.1376/2004 per l’approvazione delle norme metodologiche sulla registrazione nella contabilita’ delle principali operazioni di fusione, divisione, scioglimento e liquidazione delle societa’ commerciali, e ritiro o esclusione di soci dalle societa’ commerciali e sul trattamento fiscale applicato agli stessi, Legge n.64/1995 sulla procedura di riorganizzazione giudiziaria e del fallimento; Ordine del Ministro della Giustizia n.2881/C/2.657/5/1999 per l’approvazione delle Norme metodologiche per l’applicazione dell’art. 4 della Legge n.64/1995 sulla procedura di riorganizzazione giudiziaria e del fallimento, ripubblicata; Legge n.503/2004 sulla ripresa finanziaria ed il fallimento delle societa’ di assicurazioni; Ordine del Ministro della Giustizia n.1.187/C/2005 sull’approvazione della Procedura di comunicazione degli atti di procedura, dei documenti che li accompagnano e delle informazioni in essi contenuti tra le istanze giudiziarie, giudici-sindaci, amministratori e liquidatori nominati per la riorganizzazione giudiziaria ed il fallimento, Decisione Governativa nr.460/2005 sul Bollettino delle procedure di riorganizzazione giudiziaria ed il fallimento; Ordinanza Governativa n.79/1999 sull’organizzazione dell’attivita’ dei professionisti in riorganizzazioni e liquidazioni; Legge n.637/2002 sulla regolamentazione dei rapporti di diritto internazionale privato nel campo dell’insolvenza.

Timisoara 29 – 31 gennaio 2006 – Incontri d’affari in Romania
Dal 29 al 31 gennaio il Centro Estero Lombardia realizza una missione a Timisoara a favore delle aziende artigiane dei settori manifatturiero, legno-arredo, agroalimentare e agroindustriale, tessile, servizi alle imprese e alle persone. Ai partecipanti viene offerta l’opportunita’ di incontrare importatori, buyer e distributori appositamente selezionati.
L’iniziativa conclude il progetto “Incontri d’affari nella nuova Europa” finanziato da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia nell’ambito della Convenzione Artigianato 2004.
Il Programma prevede: 29/01 Partenza da Bergamo e arrivo a Timisoara, 30/01 Incontri d’affari bilaterali, 31/01 Rientro in Italia
Costi: E’ richiesto un contributo pari a Euro 1.000 + IVA. Tale quota comprende: partecipazione agli incontri e servizio di interpretariato, volo A/R Bergamo/Timisoara/Bergamo e soggiorno in hotel, assistenza del personale del Centro Estero Lombardia, spedizione dei cataloghi aziendali.
Per partecipare di deve inviare, entro il 15 dicembre 2005, la scheda di adesione (disponibile sul sito http://www.mglobale.it/FilePub/552170691Romania_adesione.pdf), un company profile (ita/ingl), 15 cataloghi aziendali per l’organizzazione degli incontri bilaterali.
Per ulteriori informazioni contattare: Centro Estero Lombardia, Michele Canovi, Tel. 02 607990321, e-mail canovi@centroesterolomb.com

Immobiliare:
La Romania possiede 8 alberghi di 5 stelle
Gli 8 alberghi di lusso (di cui 2 nuovi) cumulano circa 1.000 camere ed appartamenti che costano tra 125 e 1.200 euro a notte.
GRAND HOTEL JW MARRIOTT – www.marriotthotels.com
HOTEL CROWNE PLAZA BUCHAREST – www.bucharest.crowneplaza.com
HOTEL HILTON – ATHÉNÉE PALACE – www.hilton.com
HOTEL HOWARD JOHNSON GRAND PLAZA – www.hojoplaza.ro
HOTEL INTERCONTINENTAL – www.intercontinental.com
HOTEL SOFITEL – www.sofitel.com
HOTEL CAPSA – www.capsa.ro
HOTEL PERSEPOLIS – www.bucharestpersepolis.ro

Pubblicazione della settimana
La Camera di Commercio ed Industria di Bucarest ha lanciato una nuova pubblicazione consultabile on line sul sito http://www.ccib.ro/afacerea .

Siti della settimana
www.agricultura-ecologica.ro, lanciato in occasione della IndAgra 2005, contiene offerte di prodotti ecologici di aziende romene e straniere.
www.panoramax.ro/bucuresti (Bucarest virtuale) offre panoramiche virtuali dei piu’ conosciuti posti della capitale romena: Parcul Cişmigiu, Ateneul Român, Piaţa Revoluţiei, Palatul Parlamentului e Piaţa Constituţiei.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

SEDE CENTRALE DI ARAD
Marco Capellini – Direttore Generale
Tel.+40 257308212
marco.capellini@sanpaoloimi.ro
SEDE REGIONALE DI BUCAREST
Marco Maria Lucini – Direttore Filiale
Tel.+40 213117711
marco.lucini@sanpaoloimi.ro
ITALIAN DESK
Nicoletta Pavaleanu – Italian Desk Arad
Tel. +40 257308281
Oana Topor – Italian Desk Bucarest
Tel. +40 213117713
i-desk@sanpaoloimi.ro

Sanpaolo IMI Bank Romania S.A. è un istituto di credito fondato nel 1996, con sede ad Arad nella parte nord-ovest del Paese, dove maggiore è la presenza degli imprenditori italiani e con una qualificata presenza nella capitale Bucarest.
Sanpaolo IMI Bank Romania S.A., tramite una rete commerciale di 25 filiali, si propone quale punto di riferimento bancario per la clientela italiana in Romania. La banca romena, al fine di sviluppare sinergie con la clientela italiana del Gruppo Sanpaolo, ha inoltre attivato nelle principali città un network di Italian Desk, strutture specialistiche che hanno l’obiettivo di promuovere prodotti e servizi alle imprese operanti in Romania. Il Gruppo Sanpaolo Imi ha una partecipazione pari al 98,65% del capitale della banca romena (un ulteriore 1,35% è detenuto da SIMEST).
Alle imprese Sanpaolo IMI Bank Romania è in grado di offrire l’intera gamma dei servizi bancari ed in particolare:
 servizi di banca commerciale: tra cui, conti correnti in divisa locale e in valuta estera, operazioni di money transfer in Romania, operazioni di import, export e trade finance, prodotti di copertura del rischio di cambio e di tasso, internet banking e carte elettroniche (sanpaolocard, una carta di debito aderente al circuito Maestro che consente di prelevare contanti ed effettuare pagamenti in Romania e all’estero);
 servizi di banca elettronica: Sanpaolo B@nk Internet Banking un servizio di Banking on-line con una vasta gamma di servizi (operativi e/o informativi) con supporto multilingua;
 servizi di consulenza e assistenza sia in proprio che attraverso la segnalazione di professionisti e studi di consulenza specializzati (per la costituzione di società, la ricerca di partner locali, l’impostazione di operazioni di finanza straordinaria, etc.);
 consulenza per l’accesso alle agevolazioni comunitarie e locali per progetti di investimento;
 servizi di credito in divisa locale, in Euro o altre divise e crediti di firma;
 finanziamenti con fondi BEI (Banca Europea degli Investimenti).
PER APPROFONDIMENTI: www.sanpaoloimi.ro

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Newsletter n.46 / 2005

Jonathan Scheele, capo Delegazione della CE in Romania, afferma che per il Paese vigono ancora i “cartellini rossi” ma che la mancanza di un accordo con il FMI non preoccupa l’UE
A dicembre, a Bucarest arrivano ulteriori esperti UE per spiegare, tecnicamente, all’Esecutivo quali sono le aspettative dell’UE ed i criteri di performances ai quali la Romania deve corrispondere per potersi integrare. “A fine marzo 2006 si terra’ una riunione generale, che precedera’ il rapporto di monitoraggio che verra’ elaborato a fine aprile – inizio maggio” spiega, Jonathan Scheele, capo Delegazione della Commissione Europea a Bucarest. “Non ci preoccupa l’esistenza o meno di un accordo con il FMI ma la capacita’ della Romania di continuare la deflazione l’equilibrio macroeconomico e di avere un bilancio conforme alla qualita’ di futuro membro UE” aggiunge Scheele.
I campi in cui la Romania ha registrato progressi e nei quali non ci sono piu’ problemi rappresentano oltre la meta’ del totale, considera Scheele. Per un altro terzo si registrano ancora certi problemi, ed in 10 campi la Romania ha ancora “cartellini rossi” e percio’ i progressi devono essere rapidi a breve termine. Deve continuare la riforma della Giustizia, l’implementazione corretta dell’aquis, l’intensificazione della lotta contro la corruzione, migliorare la situazione dei portatori di handicap. Nel campo economico la Commissione Europea attende progressi nel campo degli acquisti pubblici, della proprieta’ intellettuale, della gestione dei fondi strutturali, specialmente nel campo dell’agricoltura, del controllo sanitario-veterinario.

La Commissione Europea non e’ meno severa del FMI nel monitorare la politica economica della Romania
Anche se si e’ liberato dai limiti imposti dal Fondo Monetario Internazionale, l’esecutivo non ha molta liberta per quanto riguarda il bilancio. La Commissione Europea (CE) monitorera’ il settore economico anche se in una luce diversa dal FMI ed esige un’economia competitiva nel momento dell’adesione all’UE.
La posizione CE e’ riflettuta dai rapporti di monitoraggio che registrano sia i progressi ottenuti dalla Romania nel campo economico, che le raccomandazioni di adeguare la politica economica alle esigenze del Trattato di Maastricht.
Il Capo della Delegazione CE a Bucarest crede che la Romania necessita un bilancio piu’ consistente. „La risposta del Fondo e’ diversa dai nostri commenti sull’economia. Noi siamo piu’ preoccupati dal futuro e consideriamo che al momento attuale la Romania necessita un bilancio nazionale piu’ consistente. La Romania ha un bilancio di circa il 29% del PIL e necessiterebbe un bilancio piu’ alto, di quasi il 35%” dichiara Jonathan Scheele, motivando che il Paese necessita ulteriori fondi per gli investimenti. Il rappresentante CE ha rifiutato, invece, di pronunciarsi sull’intento dell’esecutivo di Bucarest di conservare un deficit piu’ alto.
La principale ragione della „separazione” tra l’attuale governo ed il FMI sono stati i disaccordi sulle dimensioni del deficit di bilancio. Il premier Tariceanu aveva espresso l’intenzione di destinare i fondi provenienti dalle privatizzazioni per il rifacimento delle infrastrutture invece della riduzione del deficit e ha affermato che in qualita’ di futuro membro, la Romania deve dimostrare all’UE di essere in grado di gestire da sola i propri problemi economici.

Secondo Fitch Ratings la riduzione dell’inflazione, l’aumento dei redditi al bilancio dello stato e la diminuzione del deficit esterno sono precondizioni per migliorare il rating e si parla di incertezze sulla capacita’ della Romania di aderire all’UE nel 2007
La Romania deve registrare piu’ progressi nell’abbassamento dell’inflazione, nell’aumento dei redditi fiscali e nella diminuzione del deficit di conto corrente, per beneficiare di un miglioramento del rating dei crediti da parte di Fitch Ratings, informa Mediafax.
Fitch e’ stata la prima agenzia di valutazione finanziaria che ha migliorato, un anno fa’, il rating concesso alla Romania a “BBB minus”, il che significa un minor rischio per gli investimenti. Nick Eisinger, analista Fitch per la Romania, ha dichiarato in un intervista concessa a Reuters, citata da Mediafax, che il rating della Romania corrisponde alla situazione attuale ed ha aggiunto che condivide alcune delle preoccupazioni del Fondo Monetario Internazionale riguardo alle strategie dell’Esecutivo e della Banca Centrale della Romania. Secondo Eisinger, un miglior approccio alla politica di riduzione dell’inflazione, il miglioramento della base di tassazione e la riduzione del deficit di conto corrente sono precondizioni per migliorare il rating. L’analista Fitch considera che esistono incertezze riguardo alla capacita’ della Romania di aderire all’UE nel 2007, come previsto, anche se un ritardo di un anno non avrebbe un impatto negativo sul rating.
L’inflazione preoccupa
Eisinger ha specificato che Fitch ha determinate preoccupazioni sulla capacita’ della Banca Centrale di rispettare il target di contenimento dell’inflazione tra il 4% ed il 6%, nel 2006. L’inflazione annuale in Romania e’ diminuita ad ottobre all’8,1% (il piu’ basso livello degli ultimi 15 anni, rispetto al 9,3% registrato alla fine del 2004.
L’analista Fitch sostiene anche i commenti FMI, secondo i quali l’Esecutivo dovrebbe aumentare i redditi ottenuti dalla raccolta delle tasse ed imposte, considerati ancora troppo bassi nella prospettiva dell’adesione all’UE, a causa dell’adozione della quota unica di tassazione del 16%. E suggerisce l’aumento dell’IVA.
Secondo Fitch, l’aumento del deficit di conto corrente non e’ molto preoccupante, se si prendono in calcolo anche i fondi risultati dalle privatizzazioni e le entrate di capitale da investimenti, pero’ Eisinger specifica che la riduzione del deficit sarebbe di buon augurio. Il deficit di conto corrente si e’ accentuato oltre il previsto nel 2005, forzando la Banca Centrale ad aumentare le previsioni per il 2005 all’8%-9% del PIL, rispetto al 7,75% convenuto con il Fondo Monetario Internazionale.
Recentemente, l’agenzia Standard & Poor’s ha seguito l’esempio della Fitch, concedendo alla Romania il rating “BBB minus”. Moody’s ha informato, recentemente, che il rating della Romania, collocato ancora nella categoria di investimenti speculativi, e’ considerato adatto, ma potrebbe essere migliorato se verranno eliminati gli squilibri economici.

La BERS avverte che la crescita economica della Romania e’ dovuta all’aumento del consumo
La Romania continuera’ a registrare progressi grazie alla prospettiva dell’adesione all’UE, pero’ il principale motore dello sviluppo rimane l’aumento del consumo privato e non gli investimenti, indica il rapporto annuale della Banca Europea per la Ricostruzione e Sviluppo (BERS), sugli stati in transizione. Secondo lo stesso, l’accelerazione del consumo privato in Romania ha contribuito all’aumento consistente delle importazioni, che portera’ all’aumento del deficit commerciale nel 2005 fino a circa 9,5 miliardi di dollari ed il deficit di conto corrente a 8,9 miliardi di dollari. La BERS avverte la Romania che, in tali circostanze, deve aumentare la propria competitivita’ ed attuare ulteriori investimenti esteri diretti (IDE).
“Il Governo dovra’ riformare il mercato del lavoro attraverso modifiche al Codice del Lavoro, destinate a facilitare l’attivita’ delle aziende, e attraverso la riduzione dei contributi sociali, il cui livello e’ ancora alto rispetto agli stati vicini”, sottolinea, inoltre, il rapporto annuale della BERS. La BERS sottolinea, anche, che la Romania deve continuare la lotta alla corruzione e rendere piu’ efficace la giustizia. Le autorita’ devono elaborare misure per la regolamentazione e sorveglianza delle attivita’ di leasing, per ridurre il ritmo accelerato di crescita dei crediti contratti dalla popolazione.
Secondo il rapporto, la crescita economica nell’Europa Sud-Orientale nel 2004 arrivera’ al 4,8%. L’ambiente di affari in questa zona ha registrato miglioramenti significativi anche se il ritmo delle riforme e’ in leggero rallentamento, compreso negli stati candidati all’UE.
Secondo la BERS, la crescita economica negli stati in via di sviluppo sara’ nel 2005 del 5,3%, dell’1,3% inferiore alla crescita registrata nel 2004. Una delle principali cause e’ la riduzione del ritmo di crescita economica a livello mondiale.
Il rapporto annuale della BERS sottolinea, inoltre, che l’economia della Romania continuera’ a registrare ritmi alti di crescita anche grazie alle prospettive di adesione all’Unione Europea.

I redditi al bilancio dello stato devono aumentare del 10% del PIL
La Romania deve trovare le risorse di bilancio supplementari, per un valore del 10% del PIL, necessarie per la realizzazione delle riforme strutturali essenziali per l’ammodernamento nei prossimi due decenni, indica uno studio della Banca Centrale (BNR). Attualmente, la sanita’, il sistema delle pensioni, l’educazione e le infrastrutture sono insufficientemente finanziate per poter riuscire, nei prossimi 20 anni, ad arrivare a livelli europei.
Il principale problema dei governi romeni e l’impossibilita’ di trovare le risorse necessarie per far aumentare il peso specifico dei redditi al bilancio nel Prodotto Interno Lordo (PIL), che sembra bloccato intorno al 30%, secondo le stime del Ministero delle Finanze. Ne’ il sistema di tassazione progressivo, ne’ quello proporzionale, sono riusciti ad alimentare il bilancio dello stato con i fondi necessari. Le soluzioni che i governanti, indifferentemente dal loro colore politico, hanno trovato, e che si sono dimostrate quasi sempre controproduttive a lungo termine, riguardano l’aumento delle tasse ed imposte o l’introduzione di altre nuove, come quelle nell’agricoltura. “I governanti dovrebbero ritornare alla filosofia che li ha portati all’introduzione della quota unica: ottimizzazione della raccolta e non tassazione per l’amore di tassare” afferma l’analista Florin Citu, direttore di BAC Investment Bank. I redditi individuali e quelli delle compagnie sono ancora troppo ridotti per poter sopportare un fardello fiscale supplementare. Il risultato e la corsa all’identificazione di vie legali per evadere la fiscalita’ ed il rinforzo del mercato “grigio” che non paga tasse. Il rilassamento fiscale del 2005 non ha portato i risultati desiderati, a causa – prevalentemente – della tassazione eccessiva del lavoro, primo indice preso in calcolo dagli investitori. “Questo e’ un errore caratteristico di tutti gli stati in via di sviluppo, dove le imposte sono piu’ alte che nei Paesi sviluppati. Per aumentare gli incassi al bilancio dello stato si e’ deciso di tassare di piu’ chi non puo’ nascondere i propri redditi” aggiunge Citu. La soluzione per maggiori fondi al bilancio e’ una migliore raccolta, di cui si parla soltanto senza far vedere risultati concreti, crede l’analista.
L’economista capo della banca centrale, Valentin Lazea, crede che le soluzioni per avere redditi supplementari al bilancio sono l’aumento della base di tassazione, la tassazione dei redditi dall’agricoltura, la tassazione dei terreni e l’individuazione di almeno una parte dell’economia sotterranea.
L’agricoltura, attualmente, non viene tassata, nonostante il suo peso specifico sia molto alto nel PIL romeno, del 12-13% superiore alla media degli stati europei. Per il 2006, l’Esecutivo intende modificare il Codice Fiscale introducendo la tassazione pro ettaro di terreno agricolo con una cifra compresa tra 9 e 40 lei/ettaro in funzione della categoria di utilizzo dei terreni e della loro classe di qualita’, con il trasferimento di tale imposta dai bilanci locali al bilancio dello stato per assicurare i fondi necessari per il pagamento dei vitalizi per chi cede i propri terreni agricoli.
Nel 2005, l’imposta e’ stata di solo 1,1 lei/ettaro indifferentemente dalla destinazione ed utilizzo del terreno.
“Non deve essere tassata l’agricoltura, che e’ in uno stato disastroso, prima di essere riformata. Non capisco come potranno raccogliere queste imposte” afferma Citu.
Secondo uno studio della Banca Centrale, per l’ammodernamento della Romania serve la concessione supplementare dal bilancio del 2,5% dal PIL per l’Educazione, dell’1,8% del PIL per la Ricerca, del 2% del PIL per la Sanita’ e del 3,7% del PIL al sistema pensionistico. Globalmente, un “supplemento” del 10% dal PIL, il che porterebbe i redditi al bilancio fino al 38% del PIL. Per il 2006, l’attuale Governo prevede incassi al bilancio del 31,3% del PIL, e questa cifra comprende anche i finanziamenti esteri a fondo perduto concessi dall’UE. In piu’, il Governatore della BNR, Isarescu, afferma che per l’ammodernamento delle infrastruttura sono necessari 76 miliardi di euro, rappresentando uno sforzo di bilancio medio annuale del 2,8% del PIL, di cui 1,7% del PIL verra’ annualmente dall’UE.

I principali indici economici, nei primi 9 mesi del 2005, mostrano crescite significative
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, gli indici economici registrati nei primi 9 mesi del 2005 indicano una crescita economica significativa.
L’indice lordo della produzione industriale ha registrato una crescita dell’1,5% rispetto al periodo simile del 2004, e nell’industria di trasformazione l’indice lordo e’ stato del 102,6%. Nel mese di settembre 2005, rispetto a settembre 2004, l’indice lordo della produzione industriale e’ aumentato del 2,2%. La produttivita’ del lavoro nell’industria e’ aumentata del 4,0% nei primi 9 mesi del 2005, rispetto al periodo simile del 2004.
Il giro di affari totale delle aziende con attivita’ prevalentemente industriale ha registrato, in termini reali, un aumento del 3,4% rispetto al periodo simile del 2004.
Nel mese di settembre 2005, rispetto a settembre 2004, il giro di affari totale e’ aumentato del 4,5%.
Le principali risorse di energia primaria, hanno totalizzato, nei primi 9 mesi del 2005, 30.855.000 tonnellate equivalente greggio, di cui 18.249.100 tonnellate equivalente greggio di produzione nazionale.
Il valore dei lavori di costruzioni nel mese di settembre 2005 e’ aumentato dell’11,4% rispetto a settembre 2004. Nel mese di settembre 2005 sono state emesse 4648 autorizzazioni per edifici residenziali.
Il giro di affari delle aziende con attivita’ prevalente nel commercio al dettaglio (ad eccezione del commercio con autoveicoli e motociclette) e’ aumentato del 17,4% rispetto al periodo simile del 2004; crescite consistenti si sono registrate sia nelle vendite di generi alimentari, bevande e tabacco (+18,7%), che nelle vendite di generi non alimentari (+16,4%). Nel mese di settembre 2005, rispetto a settembre 2004, il giro di affari realizzato nel commercio al dettaglio e’ stato del 10,9% superiore a settembre 2004 (+14,1% per i generi alimentari, bevande e tabacco e +9,0% per i generi non alimentari).
Il giro di affari delle aziende con attivita’ prevalente nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, manutenzione e riparazione degli autoveicoli e delle motociclette, di commercio al dettaglio con carburanti per autoveicoli registrato nei primi 9 mesi del 2005 e’ stato del 28,6% superiore a quello del periodo simile del 2004, sostenuto dalla crescita sia del giro di affari nel commercio e manutenzione degli autoveicoli (+40,0%), che nel commercio al dettaglio con carburanti per autoveicoli (+18,3%).
Rispetto a settembre 2004, il giro di affari in questi campi di attivita’ nel mese di settembre 2005 e’ stato del 24,4% superiore a quello di settembre 2004, grazie alla crescita del giro di affari sia nel commercio e manutenzione di autoveicoli, che nel commercio al dettaglio con carburanti per autoveicoli (+32,3% rispettivamente +18,2%).

Investimenti per 3,5 miliardi di euro in Romania nel 2005
La Romania e’ il Paese sud-est europeo che, nel 2004, ha assorbito il piu’ alto volume di investimenti e nel 2005 attirera’ investimenti per circa 3,5 miliardi di euro, secondo un rapporto presentato dalla delegazione dell’Organizzazione Europea per la Cooperazione e lo Sviluppo. Secondo lo stesso, la Romania sara’ seguita dalla Bulgaria con 1,8 miliardi di euro, Croazia con 1 miliardo di euro e Serbia e Montenegro con 800 milioni di euro.
Nel 2004, oltre l’80% degli investimenti effettuati nell’Europa Sud-Orientale sono stati attratti dalla Romania (4,098 miliardi di euro), Bulgaria (2,114 miliardi di euro) e Croazia (921 milioni di euro).

Soltanto 27 compagnie romene hanno registrato marchi comunitari
Soltanto 27 societa’ romene hanno registrato marchi comunitari, cioe’ hanno ottenuto per i propri marchi la protezione in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Le 27 compagnie hanno richiesto protezione per 61 marchi commerciali comunitari (CTM – The Community Trade Mark).
Secondo Nicolas Vigneron, responsabile per i Rapporti Esteri dell’Ufficio per l’Armonizzazione sul Mercato Interno (Alicante, Spagna), il numero e’ troppo basso. “Non posso credere che esistono soltanto 61 prodotti che la Romania esporta nell’Unione Europea”. Pero’ ammette che la situazione assomiglia a quella degli stati che hanno aderito all’UE nel 2004. “Per esempio, dalla Polonia prima dell’adesione erano pervenute 60 richieste ma dopo l’adesione c’e’ stato un “boom” : nel 2004 circa 400 richieste e nel 2005 oltre 500″.
La registrazione di un marchio comunitario costa attualmente 1.750 euro (una tassa pagabile alla presentazione della richiesta, di 900 de euro piu’ ulteriori 850 euro al rilascio del certificato di registrazione). E le statistiche indicano che il 95% delle richieste di ottenimento di marchi comunitari vengono accettate, ed il tempo necessario all’ottenimento della protezione e’ di circa 30 mesi. Se il marchio viene contestato (succede per il 25% dei marchi pubblicati), i due contendenti – richiedente della protezione e l’opponente – hanno a disposizione 2 anni per mettersi d’accordo sull’utilizzo del marchio.
Tra le compagnie romene che hanno protetto i diritti a livello comunitario si annoverano Jolidon Import Export, Softwin, Diana Forest, Media Pro International, Oltchim, Gerovital Cosmetics, Romaqua Group, Intermark e European Drinks.

Il tasso della disoccupazione e’ arrivato, a settembre 2005, al 5,5%
Secondo i dati forniti dall’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza Lavoro e sintetizzati dall’Istituto Nazionale di Statistica, il numero dei disoccupati registrati alla fine di settembre 2005 era di 493.800.
Il tasso della disoccupazione registrato nel mese di settembre 2005 e’ stato del 5,5% della popolazione attiva civile totale (rispetto al 6,1% nel mese di settembre 2004).
Rispetto a settembre 2004, il numero dei disoccupati registrati presso le agenzie per l’occupazione della forza lavoro e’ stato inferiore di 54.000 unita’.
Dal numero totale di disoccupati registrati, le donne rappresentavano il 43,0 %.
I tassi piu’ alti di disoccupazione si registravano nelle regioni: Hunedoara (9,6%), Mehedinti (9,4%), Ialomita (9,2%), Galati (8,6%), Calarasi (8,3%) e Brasov (8,2 %). I tassi piu’ bassi di disoccupazione si registravano nelle regioni: Bihor (2,2%), Timis (2,3%), Satu Mare (2,5%), Ilfov (2,8%), Arad (3,1%) e nel Municipio Bucarest (2,8%).

Dopo la privatizzazione della Banca Commerciale Romena BCR e della Cassa di Risparmio CEC, il capitale estero rappresentera’ oltre il 93% del mercato bancario romeno
Il paradosso del sistema bancario romeno e’ che, nonostante abbia il piu’ alto numero di potenziali clienti bancari dell’Europa Sud-Orientale, il grado di bancarizzazione continua ad essere tra i piu’ bassi. Le cause sono molteplici. Le banche commerciali romene hanno preferito, frequentemente, solo assicurarsi profitti consistenti, senza essere orientate con priorita’ verso i clienti. Inoltre, la politica della Banca Centrale non e’ sempre stata chiara, consequente ed efficace nell’”aggiustare” il comportamento degli operatori del sistema. E non per ultimo, la popolazione non ha dimostrato un grado di cultura bancaria che costringa i banchieri a reagire adeguatamente.
La competizione per il secondo posto sara’ acerba
„Il sistema bancario cambiera fisionomia dopo la finalizzazione della privatizzazione della BCR e CEC” dichiara Nicolae Dănilă, presidente esecutivo della Banca Commerciale Romena (BCR).
Dopo il prelievo della BCR e CEC, il peso specifico del capitale estero nel totale degli attivi bancari aumentera’ ad oltre il 93%.
Nelle previsioni sull’evoluzione nel 2006, gli analisti sono unanimi nel considerare che l’anno prossimo il grado di concentramento bancario si accentuera’. „Probabilmente assisteremo anche alla modifica della graduatoria delle prime 5 banche del sistema” ha aggiunto Dănilă. Attualmente, le prime tre banche (BCR, BRD e Raiffeisen) detengono insieme quasi la meta degli attivi del sistema bancario. Non meno di 26 banche detengono una quota di mercato inferiore al 2%, ed altre 15 banche l’1% degli attivi totali. Il grande numero di banche portera’, evidentemente, ad una concorrenza acerba. Se il primo posto e’ aggiudicato confortevolmente dalla BCR, per le posizioni successive la lotta sara’ dura. „La concorrenza si amplifichera’ specialmente per il secondo posto nel sistema” sottolinea il presidentee BCR.
Sul mercato bancario romeno cinque operatori importanti continueranno, comunque, a dominare (BCR, BRD, Raiffeisen Bank, CEC e ABN AMRO) poiche’ concentrano il 45% degli attivi bancari totali.
Dănilă ammette che, attualmente, le banche aspettano di vedere „le intenzioni” della Banca Centrale per ridefinire le proprie strategie. „Il sistema bancario continuera’ a confrontarsi con determinate limitazioni e percio’ le stesse rimangono in aspettativa. Mi riferisco alla partecipazione al fondo di garanzia dei depositi, alla riserva minima obbligatoria – 16% per i lei e 30% per la valuta – e ai tassi di interesse praticati dalla Banca Centrale. Nel 2006 si dovrebbe arrivare ad un volume degli attivi del 50% del PIL ed un volume dei crediti del 27% del PIL, ed i crediti dovrebbero essere destinati principalmente alla produzione. Il Leu dovra’ continuare ad essere la principale moneta nella quale concedere i crediti”, considera il presidente esecutivo della BCR.
„Lifting” bancario, alle poarte dell’UE
Gli analisti sono dell’opinione che le principali sfide nel 2006, per le banche commerciali operanti in Romania, sono collegate all’assicurazione di strutture di finanziamenti stabili, all’aumento del credito e al miglioramento del profilo di rischio, alla diversificazione dei piazzamenti, all’intensificazione della competizione e alla gestione adeguata dei costi. Per quanto riguarda il grado di bancarizzazione, la Romania e’ carente. „Abbiamo un rapporto tra attivi e PIL del 38%, rispetto alla media europea del 202%. Abbiamo un rapporto tra crediti e PIL del 18% rispetto al 130% nei Paesi UE. Se nel 2006 questi indici non aumentano, non si potra’ piu’ parlare del ruolo importante che dovremo avere nella regione. Ruolo che, secondo le dimensioni della popolazione (40% della popolazione dell’Europa sud-orientale) e delle risorse, ci spetta” aggiunge il dirigente della BCR.
Dănilă ha aggiunto che la Romania occupa il 7-o posto per gli attivi bancari ripportati al PIL ed il 5-o posto per il peso specifico dei crediti nel PIL. Gli attivi del sistema bancario romeno rappresentavano soltanto il 38% del PIL al 30 settembre 2005, ed il credito di retail soltanto il 5% del PIL.
I romeni hanno mediamente depositi bancari di 415 euro e crediti per 135 euro, rispetto alla media europea che, per i depositi e’ di 13.556 euro, e per i crediti di 12.398 euro.

La Romania ha il piu’ basso livello di accumulazione lorda di capitale
Uno studio elaborato dal Gruppo UniCredit sui risparmi, investimenti e comportamento finanziario della popolazione in 8 stati della zona “Nuova Europa” (paesi recentemente diventati membri UE o in corso di adesione all’UE) rileva che la Romania ha un livello ridotto di accumulazione lorda di capitale rispetto alla media regionale. L’accumulazione finanziaria della popolazione ha registrato nel periodo 2000-2004 un trend ascendente, sia per valore lordo che netto (differenza tra l’accumulazione lorda ed il livello di indebitamento). Nel 2004, il capitale lordo pro capite in Romania (il 44% del capitale accumulato da un cittadino bulgaro) era di 466 euro cioe’ circa il 20% della media pro capite nella ‘’Nuova Europa’’ e soltanto l’1% della media UE-15.
Lo studio e’ stato realizzato in collaborazione con la compagnia di investimenti Pioneer Investments ed i dipartimenti di ricerca delle banche del gruppo UniCredit nei Paesi della zona “Nuova Europa”. La ricerca comprende anche un rapporto contenente informazioni e dati sulla Romania ed altri 7 stati (Bulgaria, Rep. Ceca, Croazia, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Turchia).

I romeni non diversificano le loro modalita’ di risparmio
I romeni hanno un grado molto ridotto di diversificazione del portafoglio di risparmio, il che puo’ determinare una vulnerabilita’ maggiore alle variazioni dei prezzi degli attivi finanziari, crede Misu Negritoiu, vicepresidente della ING Romania.
Quindi, oltre l’85% degli attivi finanziari della popolazione sono diretti verso i depositi bancari. I titoli finanziari detengono un peso specifico di soli 11% (di cui il 30% nella zona euro), le polizze di assicurazioni il 2%, ed i fondi di investimenti l’1%. Anche se, ultimamente, i risparmi sono migrati anche verso altri strumenti finanziari che i depositi bancari, a causa degli attuali tassi di interesse reali negativi, si constata una certa reticenza nei confronti dei fondi di investimenti. Misu Negritoiu spiega che la reticenza e’ determinata dai fallimenti scandalosi di alcuni fondi di investimenti negli anni ’90 (SAFI, FNI).
Il Vicegovernatore BNR Eugen Dijmarescu si dichiara, invece, ottimista riguardo alla capacita’ di risparmiare della popolazione e sottolinea che il peso specifico dei risparmi della popolazione nei redditi disponibili e’ aumentato dal 24,8% nel 2000 a quasi il 30% nel 2005. I risparmi rappresentano attualmente il 10% del PIL, mentre i crediti hanno un peso specifico del 7%, molto lontano dalla media europea.
L’analista ABN Amro, Radu Craciun, sottolinea, pero’, che i risparmi depositati nelle banche comprendono anche i risparmi dei romeni che lavorano all’estero, mentre nel calcolo dei redditi medi disponibili tali redditi non vengono presi in calcolo.
Nel contempo, i rappresentanti delle banche commerciali considerano che la pratica dei tassi di interesse ai depositi inferiori al tasso dell’inflazione determinera’ un redirezionamento delle disponibilita’ verso il consumo, il che, in fin dei conti, generera’ l’inflazione.

Dieci lettere di interesse per la privatizzazione della Societa’ Nazionale Radiocomunicatii
Dieci lettere di interesse sono state presentate per l’offerta di consulenza finanziaria nel processo di privatizzazione della Societa’ Nazionale Radiocomunicatii, da parte di Goetzpartners Corporate Finance GmbH, CSFB, HSBC Bank ed European Privatization and Investment Corporation (EPIC), PricewaterhouseCoopers, Raiffeisen Investment AG e Nestor Nestor Diculescu Kingston Petersen, BNP Paribas e CET, CA~IB Corporate Finance Beratungs Ges.m.b.H, SG Corporate Finance Advisory, Rothschild, Eurocorporatefinance e Deteconinternational GmbH.
Le Lettere di Interesse saranno valutate dalle commissioni MCTI e le entita’ qualificate sulla Lista breve entreranno in possesso della Richiesta di Offerta che descrive l’intero processo di selezione ed assunzione dei servizi di consulenza per la privatizzazione della SN Radiocomunicatii SA.

I fondi SAPARD sono stati utilizzati prevalentemente dalle aziende di trasformazione
Tra i 72 milioni di euro concessi alle aziende di trasformazione della carne ed i 6 milioni di euro ottenuti dalle unita’ zootecniche c’e una bella differenza. Come anche tra i 329 progetti presentati per la categoria “coltivazioni in campo aperto” e zero progetti per i settori dello zucchero e delle piante tessili.
Per le sottomisure “carne” e “coltivazioni in campo aperto”, il grado di assorbimento dei fondi SAPARD e’ di oltre il 100%, fino al 2004, mentre per determinate categorie di progetti del settore della produzione vegetale e della zootecnia sono stati concessi fondi modesti.
Le cause sono molteplici. L’ammontare del “cofinanziamento” privato e solo uno dei motivi. Le circa 80 aziende di trasformazione della carne, che hanno attratto i piu’ consistenti fondi SAPARD sono compagnie con una situazione finanziaria buona e quindi hanno superato facilmente tale condizione
I rappresentanti dell’Agenzia SAPARD hanno anche un altra spiegazione per il successo della misura dedicata alle aziende di trasformazione della carne: la loro “migliore distribuzione nel territorio” rispetto alle aziende di altri settori. Nonostante le aziende di trasformazione della carne siano nel top dell’assorbimento dei fondi europei, le unita’ zootecniche che le riforniscono di materie prime si trovano al polo opposto delle performances. “Nel capitolo mattatoi, la Romania ha un deficit importante, ed, in piu’, le importazioni non sono care” spiega Dan Gherghelas, vicedirettore generale dell’Agenzia SAPARD. La parte debole nella catena dei finanziamenti SAPARD – il settore zootecnico – determina, inoltre, un altro fenomeno: la sovraproduzione di cereali.
Una situazione quasi disastrosa si registra anche nelle coltivazioni di piante tessili e nella produzione di zucchero. “I produttori di questi settori si confrontano con la necessita’ di investimenti tecnologici costosi. E l’interesse manca, inoltre, anche perche’ i finanziamenti a fondo perduto per queste categorie rappresentano soltanto il 30% del valore totale dei progetti” aggiunge Dan Gherghelas.
Un altro settore – al secondo posto dopo la trasformazione della carne – che ha registrato un reale successo nell’assorbimento dei fondi SAPARD, e’ quello del vino: 13 milioni di euro e 21 progetti contrattati fino al momento attuale. Anche l’agriturismo e’ nel top, con 250 progetti contrattati.

La Romania rischia di diventare nel 2008 un mercato di sbocco dei vini d’importazione
La Romania e’ un Paese viticolo che occupa il quinto posto in Europa per la superficie coltivata con vitigni. Il vino e’ stato, anche nel periodo di transizione dall’economia centralizzata a quella di mercato, uno dei pochissimi prodotti romeni che hanno registrato un saldo commerciale positivo, poiche’ le importazioni hanno rappresentato meno del 15% del valore delle esportazioni.
Il valore delle importazioni e’ raddoppiato
Il Ministero dell’Agricoltura informa che nei primi 9 mesi del 2005, la Romania ha esportato 55.000 ettolitri in meno rispetto al periodo simile del 2004 (le esportazioni sono diminuite da 264.863 ettolitri a 209.399 ettolitri cioe’ del 21%), incassando 13,56 milioni di euro (-10,5% rispetto al 2004). Nello stesso periodo, le quantita’ di vini importate sono aumentate di oltre il 122% ed il loro valore e’ raddoppiato. Se nei primi 9 mesi del 2004 la Romania aveva importato 6.633 ettolitri di vino, nei primi 9 mesi del 2005 le quantita’ importate sono aumentate a 14.738 ettolitri, provenienti prevalentemente dalla Repubblica Moldova, ma anche dalla Francia, Italia ed Ungheria.
La diminuzione delle esportazioni e’ piu’ accentuata
Se l’attuale ritmo di evoluzione delle esportazioni ed importazioni si mantiene, nel primo semestre del 2008 la Romania si trasformera’ da Paese nettamente esportatore di vini, in un mercato di sbocco non soltanto per i vini europei ma anche di quelli della Repubblica Moldova. Per evitare tale situazione, il settore vitivinicolo romeno dovrebbe essere sostenuto di piu’.
Nella strategia di esportazione della Romania, il settore dei vini e prodotti derivati dal vino e’ stato dichiarato settore strategico. Uno degli effetti immediati e’ l’iniziativa del Dipartimento di Commercio Estero, che ha proposto un programma complesso di branding settoriale, per il posizionamento corretto dei vini romeni sui mercati esteri, prevalentemente nella Federazione Russa, Gran Bretagna, SUA, Germania, Giappone, Cina.

Nuove normative sull’ambiente e penalizzazioni piu’ consistenti per gli inquinatori industriali
L’Esecutivo ha approvato l’Ordinanza di urgenza sulla prevenzione e controllo integrato dell’inquinamento (IPPC), attraverso la quale si assorbe integralmente la legislazione europea nel campo. Le penalita’ previste dall’OUG variano tra 50.000 e 100.000 RON e si applicano per mancato rispetto delle disposizioni sull’obbligo di ottenere l’autorizzazione di ambiente, sull’obbligo di informare le autorita’ riguardo alle modifiche nell’attivita’ industriale e sull’obbligo di comunicare i monitoraggi delle emissioni provenienti dalle installazioni.
La nuova norma crea le premesse per accelerare il processo di autorizzazione integrata delle installazioni IPPC in modo che quelle che non godono di un periodo di transizione ricevano l’autorizzazione integrata entro il 31.12.2006, e quelle che hanno ricevuto un tale periodo siano autorizzate entro il 30.10.2007.
In Romania esistono, attualmente, 716 tali installazioni operanti nell’industria energetica, chimica o dei minerali, nella produzione e lavorazione dei metalli, gestione dei rifiuti ecc – di cui soltanto 195 hanno ottenuto un periodo di transizione. L’Ordinanza prevede, inoltre, che ogni installazione nuova possa essere messa in funzione solo dopo l’ottenimento dell’autorizzazione integrata di ambiente, che indica i valori-limite di emissione di inquinanti nonche’ il potenziale di trasferimento dell’inquinamento da un ambiente ad un altro (acqua, aria, suolo).

La battaglia dei combustibili ecologici
Il girasole e la colza potrebbero diventare i combustibili del futuro prossimo: in Romania sono iniziati due investimenti consistenti nel campo della produzione del carburante tipo biodiesel, una sfida al classico greggio.
Il Gruppo Rompetrol annuncia un investimento di 16 milioni di euro in una raffineria di biodiesel, a soli due mesi dopo che, allo stesso scopo, il Gruppo Martifer, dal Portogallo, ha cominciato in Romania un investimento di 47 milioni di euro, di cui 16 milioni per una raffineria ed il resto per un complesso progetto agricolo. Le due capacita’ produttive dovrebbero assicurare piu’ della meta del necessario di biodiesel della Romania. Anche un’azienda olandese prospetta il mercato per un’eventuale investimento di 70 milioni di euro sempre nella produzione di biodiesel.
“Entro marzo 2007, una capacita’ di produzione annua di 60.000 tonnellate entrera’ in funzione a Petromidia, ed in due anni questa raddoppiera’” dichiara Dumitru Manoiu, vicepresidente della divisione Sviluppo e Prodotti Nuovi del gruppo Rompetrol. Anche i portoghesi della Martifer finalizzeranno in 2 anni, a Lehliu Gara, la costruzione di una capacita’ produttiva di 100.000 tonnellate all’anno. Rompetrol ha iniziato le negoziazioni con 3 compagnie produttrici di colza e girasole, mentre la Martifer ha acquistato 10 ettari di terreni ed intende acquistare ulteriori 40 ettari.
Martifer preferisce la colza ed il girasole.
“La tecnologia che utilizzeremo e’ flessibile, e puo’ lavorare una mistura di soia, colza e girasole. Anche i grassi animali e gli oli alimentari usati sono benvenuti” spiega il vicepresidente Rompetrol, aggiungendo, pero’ che la colza e’ la piu’ valorosa.
Nel 2006 si potrebbe decidere sull’obbligo di raggiungere, entro il 2010, una proporzione del 5,75% di biocarburanti (incluso l’etanolo e determinati suoi composti) nel volume totale di carburanti utilizzati per i trasporti. Per il momento si tratta solo di un target indicativo.
La proporzione deve, comunque, salire dal 2%, al 31 dicembre 2005, di circa 0,7%, con il beneficio di determinate facilitazioni fiscali. In Romania, al momento, e’ in vigore l’esenzione diretta da accise per il biodiesel prodotto nel Paese (non applicabile, pero’, anche al gasolio con aggiunta di biodiesel venduto nelle stazioni di servizio. Le compagnie petrolifere sperano che i negoziati tra il Ministero delle Finanze e del Ministero dell’Economia e Commercio possano portare alla correzione di questa situazione).
In Romania, circa 2 milioni di ettari, che dovrebbero essere esclusi dal circuito agricolo dopo l’adesione all’UE potrebbero essere coltivati con colza. In piu’, il mercato dell’olio di girasole potrebbe aumentare sostanziosamente in base a tale nuova richiesta.
L’Unione Europea, intensamente dipendente dalle risorse energetiche estere, incentiva in tutti i modi la produzione del nuovo carburante.
“Il biodiesel e’ un combustibile ultrapulito, non contiene zolfo ne’ prodotti aromatici e determina una riduzione del 78,5% delle emissioni di biossido di carbonio. E’ quattro volte piu’ biodegradabile del combustibile diesel petrolifero” secondo la monografia “Biocarburanti in Romania” edita da Chiminform Data ed elaborata da specialisti che sono, per la maggior parte membri dell’Associazione “Biocombustibili in Romania”.
I motori europei hanno utilizzato 245.000 tonnellate di biodiesel nel 2000, e nel 2004 la produzione europea e’ ammontata a 2 milioni di tonnellate, distribuite attraverso migliaia di stazioni di servizio, nonostante le performances dei motori non siano uguali a quelle dei motori alimentati con il combustibile diesel classico.

Mostra internazionale per attrezzature stomatologiche
Nel periodo 16-19 novembre 2005, nel recinto fieristico Romexpo di Bucarest si svolge la XI-a edizione autunnale delle mostra internazionale per attrezzature, strumenti, accessori, materiali e prodotti chimico-farmaceutici per stomatologia, Denta.
Su 8.000 mq espongono 120 operatori di cui 113 romeni e 7 stranieri (dal Belgio, Svizzera, Israele, Italia, Gran Bretagna, Repubblica Moldova ed Ungheria).

Donazione italiana
Lo stato romeno ha accettato una donazione del Comune di Milano, composta da 55 autobus IVECO corredati da pezzi di ricambio.

Sbarca a Bucarest il marchio di abbigliamento femminile Melo e Grano
Il marchio Melo e Grano del retailer toscano Vimatex, ha deciso di espandere la sua presenza a Bucarest, in franchising, con l’esonero dal pagamento della tassa di franchising e con un investimento iniziale totale di circa 50.000 euro. La compagnia scegliera’ un Master Franchisor per la Romania.

Sito della settimana
www.erent.ro e’ il primo sito dedicato all’affitto di beni immobiliari.
Il portale www.erent.ro e’ diviso in quattro sezioni:

  • lungo termine – per le proprieta’ destinate ad essere affittate a lungo termine;
  • regime alberghiero – per le proprieta’ affittabili per brevi periodi;
  • spazi per uffici e spazi commerciali ;
  • case di vacanza , ville, pensioni agrituristiche.

Notizia dell’ultima ora
Ci e’ stato segnalato da piu’ operatori italiani che ricevono la Newsletter AIIR che sul sito http://www.pc.camcom.it/ccomm/romania/doc/2005/NewsletterIP_nr5.pdf c’e il bollettino di Italypoint di Timisoara N. 5/11.03.2005 che copia fedelmente le informazioni contenute nella Newsletter AIIR N.10 dell’11 marzo 2005 (avendo eliminato soltanto “l’Agenda del Presidente AIIR”) e sul sito http://www.pc.camcom.it/ccomm/romania/doc/2005/NewsletterIP_nr29.pdf c’e il Bolletino di Italypoint di Timisoara N. 29/02.09.2005 che copia fedelmente le informazioni contenute nella Newsletter AIIR N.35 del 2 settembre 2005.
Esiste la possibilita’ che anche altri bolletini Italypoint (n.1-32 del 2005) pubblicati sul sito www.pc.camcom.it siano stati “elaborati” nella stessa maniera.
Italy Point è il prodotto di un progetto cofinanziato dal Ministero degli Affari Esteri italiano promosso da Ifoa – Centro di formazione e servizi delle Camere di Commercio (RE, Italia) – in collaborazione con l’Università Politecnica di Timisoara e sponsorizzato dall’Associazione Industriali di Reggio Emilia (RE, Italia) e da Fundatia Sistema Italia-Romania (TV, Italia).

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Archimedes Professional, Bucarest

Nuove norme a sostegno dei diritti dei salariati
Il Governo romeno ha approvato un progetto di legge in base al quale sono state stabilite nuove regole per la protezione dei diritti dei salariati in caso di trasferimento, misura inclusa nel Programma legislativo prioritario per l’adesione all’Unione Europea.
“Sono misure importanti nel settore lavorativo in un paese che si sta preparando per entrare nelle strutture dell’UE”, considera Adriana Zecchetto, direttore esecutivo di Archimedes Professional, Bucarest. “Come consulente non posso fare altro che apprezzare i nuovi termini della legislazione, conoscendo molto bene le condizioni di lavoro esistenti in Romania.
Una misura importante è rappresentata dal fatto che la cessione di un’impresa o di un ramo di azienda, indipendentemente dalla natura del capitale sociale, non può costituire ragione di licenziamento individuale o collettivo dei salariati. Inoltre i diritti e gli obblighi del cedente (che perde la qualità di datore di lavoro verso i dipendenti dell’impresa), che derivano dai contratti – individuali o collettivi – di lavoro applicabili esistenti alla data del trasferimento, verranno trasferiti integralmente al cessionario. E questo ha l’obbligo di rispettare quanto previsto da contratto fino alla data dell’annullamento o della scadenza di essi, clausole da rinegoziare non prima di un anno dal trasferimento.
Era l’ora di fare chiarezza in un campo lasciato un po’ in sospeso dal nuovo Codice del lavoro romeno”, ha concluso l’esperta in consulenza.
I provvedimenti dell’atto normativo non vengono applicati nel caso di un licenziamento determinato dall’annullamento dei posti di lavoro come conseguenza delle difficoltà economiche, delle trasformazioni tecnologiche o della riorganizzazione dell’attività. Inoltre, le nuove norme verranno applicate dalla data dell’adesione della Romania all’Unione Europea.

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Newsletter n.45 / 2005

Per mancanza di progetti validi, la Romania ha assorbito soltanto il 40% dei fondi europei
Leonard Orban, segretario di stato nel Ministero dell’Integrazione Europea, ha sottolineato alcuni aspetti riguardanti le difficolta’ incontrate nei negoziati con l’UE nel Capitolo 7 – Agricoltura. Molto difficile e’ stata la maggior parte delle negoziazioni in questo campo, prevalentemente nei settori Zucchero, Cereali, Latte, Carne e Sanitario – Veterinario.
Politiche agricole errate, negli ultimi 15 anni, hanno influito negativamente non solo sul tenore di vita della popolazione, ma anche sulle negoziazioni con l’UE in vista dell’adesione. Un caso particolare e’ quello dell’industria dello zucchero. Secondo Orban, la quota di zucchero per ognuno dei Paesi candidati all’adesione si calcola come media per un intervallo di tempo di 5 anni, collocato, in genere, dopo il 1995. Cinque delle sei compagnie romene produttrici di zucchero avrebbero dovuto essere chiuse, Orban sottolinea che alla Romania, secondo i calcoli sulla produzione nazionale, sarebbe spettata una quota di 110.000 tonnellate, nonostante fossero in funzione 6 compagnie rimodernate per le quali i negoziatori romeni avevano richiesto una quota di 500.000 tonnellate. Se si accettava il punto di vista della commissione europea, praticamente 5 delle 6 compagnie dovevano essere chiuse. I negoziatori romeni sono riusciti ad ottenere una quota di 470.000 tonnellate di zucchero, anche se la maggior parte, cioe’ 329.000 tonnellate, rappresenta la raffinazione dello zucchero grezzo, importato da altri Paesi comunitari, con le logiche conseguenze negative per i produttori di barbabietola da zucchero.
2,3 miliardi di euro per l’ambiente rurale
Oltre alla soluzione delle difficolta’ che si registrano nell’industria della carne e del latte, nella viticoltura e nella coltivazione dei cereali, il principale obiettivo di negoziazione e’ quello del miglioramento del livello economico e del tenore di vita dell’ambiente rurale, piu’ arretrato in Romania rispetto ad altri Paesi europei.
Per migliorare il tenore di vita in tale ambiente, nel periodo 2007-2009, l’UE concede alla Romania oltre 2,3 miliardi di euro dei quasi 6 miliardi di euro destinati all’Agricoltura, pero’ tali fondi potranno essere spesi soltanto per progetti specifici per tale ambiente, che dovranno, obbligatoriamente, rispettare i standard di qualita’ dell’UE. L’incapacita’ di farlo ha gia’ limitato negli ultimi anni, l’assorbimento da parte della Romania a soli circa il 40%, mediamente, dei fondi concessi da diversi organismi europei, compreso SAPARD, in assenza di progetti eleggibili.
Periodi di transizione per l’industria agroalimentare
I negoziatori romeni hanno ottenuto periodi di transizione per alcuni settori, che rischiavano di rimanere fuori dall’economia del mercato unico. Tre anni sono stati ottenuti per l’ammodernamento e ritecnologizzazione dei mattatoi e per 28 unita’ di lavorazione del latte, per la conformita’ delle unita’ per l’allevamento delle mucche e per la conformita’ delle vigne alla norme UE. In questo ultimo caso, si e’ ottenuto addirittura un periodo record, di 8 anni, per lo smantellamento di 30.000 ettari di vigne piantate con specie ibride, vietate, e per la sostituzione con la specie Vitis vinifera.

La Romania potrebbe ritardare di ulteriori 2 anni l’adozione della moneta unica europea
L’inflazione e’ il principale problema con il quale si confrontano i 10 nuovi membri UE nel loro camino verso la zona euro. L’Ungheria e la Lettonia si avvicinano addirittura al tasso dell’inflazione della Romania (stimato per il 2005 all’8,5%, del 6,3% superiore ai limiti imposti dalla Commissione Europea).
I nuovi stati membri UE che sperano di adottare la moneta unica nei prossimi anni devono intensificare i loro sforzi, ha avvertito recentemente la Commissione Europea. L’avvertimento di Brusselles, anche se non riguarda direttamente la Romania, rappresenta un segnale anche per le autorita’ di Bucarest. Il Governatore della banca centrale, Mugur Isarescu, ha anticipato l’intervallo 2012-2014, per il momento in cui il mercato finanziario potrebbe corrispondere ai criteri che permettono l’adozione dell’euro.
Il Commissario europeo per affari economici e monetari, Joaquin Almunia, ha messo in guardia sui ritardi constatati nei tentativi dei mercati finanziari dei 10 nuovi membri UE di convergere verso quelli occidentali.
Per diventare membri della zona euro, si devono adempiere i criteri di Maastricht per la stabilita’ fiscale, con un’inflazione non superiore al 2,3% ed un deficit di bilancio non superiore al 3% del PIL, con fluttuazioni del tasso di cambio della moneta nazionale non superiori al 15% nei confronti dell’euro. Inoltre, la banca centrale deve essere indipendente (statuto che la Banca Nazionale della Romania BNR possiede dal 2004).
Nonostante il governatore Isarescu anticipi che la Romania potra’ adottare la moneta europea comune nel periodo 2012-2014, e’ probabile un posticipo di almeno altri 2 anni.
La riduzione dell’inflazione dall’8,3% nel 2004 a poco piu’ del 2%, quanto indica il criterio di adozione dell’euro, e’ un processo difficile, e tale livello potrebbe essere raggiunto soltanto nel 2009 – 2010, dichiara un ufficiale della Banca Centrale.
Tra i 10 nuovi membri UE, Estonia, Lituania e Slovenia intendono adottare l’euro dal 1 gennaio 2007, e Cipro, Lettonia e Malta, dal 1 gennaio 2008.
Secondo l’Agenzia Fitch, Estonia, Lituania e Slovenia potrebbero adempiere nel 2006 i criteri di Maastricht e, di conseguenza, sarebbero pronte ad adottare la moneta unica europea a gennaio 2007, seguite da vicino dal Cipro, e poi da Lettonia e Malta.
Questi nuovi membri dell’UE hanno aderito al Meccanismo Europeo del Tasso di Cambio (ERM II) ad aprile 2005, e quindi il target del 2008 e’ considerato da Fitch come probabile.
Nonostante l’ottimismo dell’agenzia di rating, la Commissione Europea ha avvertito Estonia e Lituania di intensificare gli sforzi e ha stimato che i preparativi per l’adozione dell’euro in Cipro, Lituania e Malta sono ancora in uno stadio preliminare. Un’analisi della Commissione per rivalutare la data in cui i nuovi membri UE potranno adottare l’euro e analizzare il grado di preparazione degli stessi verra’ effettuata nel 2006.
Se Fitch considera che la Slovacchia e Polonia entreranno nella zona euro nel 2009, la Rep. Ceca nel 2010, e l’Ungheria nel 2011, Erste Bank e’ molto piu’ scettica. Secondo gli specialisti di Erste, la Slovacchia potra’ adottare l’euro nel 2009, la Polonia nel 2012, e la Rep. Ceca e l’Ungheria nel 2013.
Il principale problema nell’adozione della moneta unica, specialmente per i 4 stati piu’ grandi, Slovacchia, Polonia, Rep. Ceca e Ungheria, sono gli alti deficit di bilancio, l’inflazione ancora relativamente alta e lo scetticismo dei propri cittadini e politici. Nella situazione piu’ difficile si trova l’Ungheria, con un deficit del 5,8% del PIL ad un’inflazione del 5%, seguita dalla Polonia, con un deficit del 6,8% ed un’inflazione del 3,8%. Mentre la Rep. Ceca sta meglio, al limite, con un’inflazione del 2,1% (inferiore quindi al 2,3% imposto dall’UE) ed un deficit del 3%, uguale al limite massimo accettato da Brusselles.

L’indice UNCTAD di commercio e sviluppo piazza la Romania dietro la Bulgaria
Secondo il nuovo rapporto, “Developing Countries in International Trade 2005”, realizzato dalla Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e Sviluppo (UNCTAD), la Romania occupa la 55-a posizione nell’indice di commercio e sviluppo. Il rapporto analizza in maniera innovativa i fattori che influiscono sul commercio estero e lo sviluppo umano.
In una classifica che raggruppa 110 Paesi, il primo posto e’ occupato dalla Danimarca, seguita dagli SUA, Gran Bretagna, Svezia, Norvegia, Giappone e Svizzera. Germania e Francia si sono piazzate all’8-o e rispettivamente 11-o posto.
Tra i 10 nuovi membri dell’UE, il Cipro occupa la piu’ alta posizione (21-o posto), seguito da Malta (22-o) e Slovenia. La Romania occupa una posizione media, dopo la Bulgaria, piazzata al 42-o posto. Cina ed India si sono piazzate in basso, al 51-o rispettivamente 90-o posto.
Il Rapporto indica, inoltre, che i Paesi in via di sviluppo occupano posizioni molto vicine a quelle dei 10 Paesi che hanno aderito all’UE nel 2004. Quindi, Singapore si piazza al 15-o posto, Corea del Sud al 25-o, Malayesia al 28-o ed Uruguay al 33-o posto.
La ricerca ha preso in calcolo una serie di fattori istituzionali e strutturali (capitale umano, infrastrutture e qualita’ dell’amministrazione pubblica), processi e politiche commerciali (apertura per il commercio, accesso ai mercati stranieri) nonche’ il livello di sviluppo (economico, sociale ecc).

KPMG considera che un posticipo dell’adesione all’UE potrebbe avverarsi un’opportunita’ per la Romania
Il posticipo dell’adesione all’Unione Europea potrebbe essere un’opportunita’ per la Romania, che avrebbe piu’ tempo per preparasi al mercato unico, e la cessazione dell’accordo con il Fondo Monetario Internazionale (FMI) non mettera’ in difficolta’ il processo di integrazione, affermano i rappresentanti della compagnia di consulenza ed audit KPMG.
“Se l’adesione della Romania sara’ ritardata, le compagnie romene avranno piu’ tempo per meglio prepararsi a tale processo ed imparare da altri” dichiara l’audit partner della KPMG, Bill Brown. Secondo lui, ogni ritardo nell’adesione e’ tempo guadagnato per la Romania. “L’integrazione nell’Unione Europea portera’ cambiamenti maggiori, con impatto sugli affari, specialmente per la aziende che operano nel campo dell’import-export da e verso l’UE. Ci saranno altre regole da adottare, per le quali le ditte romene devono essere ben preparate” aggiunge Brown.
Victor Kevehazi, senior partner nella KPMG, considera che gli investitori stranieri non sono interessati alla data dell’entrata della Romania nell’UE. “Gli investitori sanno che cio’ averra’ e non e’ molto importante quando. Gli investitori stranieri desiderano soltanto stabilita’ legislativa per realizzare affari profittevoli” specifica ed aggiunge che la Romania diventa un Paese sempre piu’ interessante per gli investitori stranieri, grazie alla crescita economica ed agli altri indici macroeconomici.
Per quanto riguarda la decisione della Romania di rinunciare all’accordo stand-by con il FMI, l’ufficiale KPMG afferma che si dovrebbe ” vedere il lato positivo” di tale misura ma e’ riservato sui rischi che cio’ implica. “Nessuno dei Paesi che hanno aderito nel 2004 all‘UE ha avuto un contratto con il FMI al momento dell’integrazione. Non e’ obbligatorio avere un accordo con il Fondo per integrarsi nell’UE. Quando c’e’ un ambiente di affari sano non s’e’ bisogno di altre spinte” aggiunge Kevehazi e sottolinea che l’Esecutivo deve essere in grado di assumersi la responsabilita’ della gestione del bilancio di stato in modo da eliminare gli squilibri macroeconomici. “La parte positiva della rinuncia all’accordo con il FMI e’ che il Paese sta sui propri piedi e guarda direttamente all’UE. Pero’ l’esecutivo e’ tenuto a risolvere gli squilibri prima dell’integrazione, perche’ dopo il 2007 sara’ l’unico responsabile davanti all’UE” ha concluso Kevehazi.

La Romania non si puo’ permettere deficit superiore al 3% del PIL
La Romania non si puo’ permettere dei deficit di bilancio superiori al 3% del PIL, perche’ un tale deficit avrebbe un forte impatto sull’inflazione e sul deficit estero, dichiara l’economista capo della BNR, Valentin Lazea. Lo stesso spiega che la riduzione del deficit di bilancio non presuppone obbligatoriamente anche l’attenuazione dello squilibrio esterno, mentre l’aumento del deficit di bilancio e’ seguito dall’amplificazione di quello della bilancia estera.
Sviluppare le infrastrutture
Daniel Daianu, ex ministro delle Finanze, afferma che la Romania si confrontera’ nei prossimi anni con il problema della gestione di un bilancio molto piu’ consistente. “Ci saranno due problemi: l’impatto macroeconomico di un bilancio molto piu’ consistente che potrebbe portare ad un’inflazione piu’ alta e la maniera di utilizzare questo bilancio. I bilanci piu’ consistenti determineranno l’accelerazione della crescita economica. Se il bilancio non sara’ calibrato in modo efficace, l’effetto potrebbe essere antidisinflazionista, ed i deficit esterni potrebbero accentuarsi” sottolinea Daianu.

La Banca Centrale (BNR) invochera’, in base a 5 clausole, l’esonero della responsabilita’ per un’eventuale “boom” dell’inflazione
La riduzione del tasso dell’inflazione dal 9,3% – valore registrato alla fine del 2004 – fino ad un valore inferiore al 2% sara’ piu’ difficile della riduzione di questo indice da oltre il 100% fino al 10%, affermano gli esperti bancari. Se fino al momento attuale si stimava che in Romania era possibile registrare un tasso dell’inflazione inferiore al 2% nel 2008 o 2009, attualmente si stima che tale valore potrebbe essere registrato solo nel 2010.
La Banca Nazionale della Romania (BNR) ha formulato 5 clausole di “esonero” dal raggiungimento del target dell’inflazione. Annunciando ed ulteriormente invocando una o piu’ clausole, la BNR declinerebbe la sua responsabilita’ se l’inflazione superera’ i limiti preannunciati, conservando la propria credibilita’.
La prima delle 5 clausole riguarda la modifica, da parte del Governo, del programma di aumento dei prezzi amministrati.
Un’altra clausola riguarda la modifica della politica fiscale da parte dell’Esecutivo.
Le altre clausole riguardano la crescita consistente – a livello estero – dei prezzi per le materie prime (greggio, ecc.), le calamita’ naturali e, non per ultimo, fluttuazioni ampie del tasso di cambio del leu determinate da cause esterne alla politica monetaria.
Poiche’ l’Esecutivo ha confermato l’imminenza dell’aumento delle tariffe praticate per il gas naturale, la modifica del target dell’inflazione per il 2006 diventa una certezza.
“La maggior vulnerabilita’ dipende dalla chiarezza del calendario di aggiustamento dei prezzi amministrati. Se si prevede un’inflazione annua del 5%, il raddoppio delle tariffe per il gas naturale, da 150 euro a 260 euro sui mercati internazionali, modifica dal 2% al 3% il contributo ai prezzi di consumo in questo campo” spiega il Governatore della BNR, Mugur Isarescu. Se i prezzi amministrati genereranno un’inflazione di circa il 3%, gli altri prezzi registreranno crescite di circa il 2% e l’inflazione alla fine del 2006 arrivera’ al 5-6%, cioe’ il valore previsto dalla banca centrale. Per raggiungere tale risultato sarebbe necessaria la stabilita’ se non addirittura una riduzione dei prezzi.”
Oltre all’aumento delle tariffe per il gas naturale, il 2006 potrebbe portare anche il rincaro del pane, che rappresenta circa il 10% del paniere di prodotti in base al quale viene calcolato l’Indice dei Prezzi di Consumo. In rincaro del pane sara’ determinato dall’obbligo di commercializzalo imballato.
Un eventuale annuncio di aumento del target dell’inflazione per il 2006 non sara’ effettuato prima che la BNR disponga dei dati completi almeno sull’evoluzione dei prezzi amministrati nel 2006. Queste informazioni saranno disponibili nel mese di dicembre, dopo la pubblicazione del Programma Economico di Preadesione.
Un’altra sconosciuta rimane anche l’evoluzione dei prezzi energetici sui mercati internazionali. Se questi aumenteranno significativamente, il tasso dell’inflazione in Romania aumentera’ di piu’ che in altri Paesi. L’impatto sara’ simile anche in caso di diminuzione di questi prezzi, determinando l’abbassamento dell’inflazione.
Interventi record sul mercato valutario
Gli acquisti della banca centrale sul mercato valutario interbancario nel periodo gennaio – ottobre 2005 sono ammontati a 3,8 miliardi di euro, rispetto ai circa 3,1 miliardi di euro nel 2004, secondo i dati della BNR. Gli acquisti piu’ consistenti sono stati effettuati nel mese di agosto 2005. Riguardo agli strumenti utilizzati nel processo di riduzione dell’inflazione, Isarescu afferma che l’apprezzamento del tasso di cambio della moneta nazionale oltre un determinato livello non e’ piu’ utile. “Se i modelli econometrici mi indicano che un tasso di cambio “apprezzato” mi e’ d’aiuto, lo lascio apprezzarsi. Pero’ se cresce troppo ed i calcoli mi indicano un rischio contrario per un intervallo di tempo, allora intervengo, perche’ gli effetti di un deprezzamento sono molto asimmetrici rispetto all’apprezzamento. L’apprezzamento porta un po’ di disinflazione, e poi gli effetti diminuiscono e spariscono addirittura” ha spiegato il governatore. Secondo altre teorie economiche, un apprezzamento del tasso di cambio puo’ essere seguito da un deprezzamento uguale come dimensioni.

Nel mese di ottobre 2005, i prezzi dei servizi e dei generi alimentari hanno determinato un tasso dell’inflazione dello 0,9%
L’aumento dei prezzi al consumo e’ accelerato di nuovo nel mese di ottobre, determinando un tasso mensile dell’inflazione dello 0,9%, prevalentamente a causa del rincaro dei prezzi dei servizi e dei generi alimentari.
Nel campo dei servizi l’aumento dei prezzi e’ stato, secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, del 2,2% (telefonia +2,9%, acqua, canalizzazione e nettezza urbana +1,8%, affitti +1,7% e transporto urbano +0,5%). Per quanto riguarda i generi alimentari, i maggiori rincari si sono registrati per la frutta fresca (+8,5%), legumi e conserve di legumi (+5,3%) e uova (+5,5%).
Il tasso dell’inflazione cumulato per i primi 10 mesi del 2005 e’ stato del 6,8% con una media mensile dello 0,7% (rispetto allo 0,8% nel 2004).
Il tasso annualizzato dell’inflazione (ottobre 2004 – ottobre 2005) e’ stato dell’8,1% (rispetto all’8,5% a fine settembre 2005).
La BNR aveva previsto per il 2005 un target dell’inflazione del 7,5% (rivisto dall’iniziale 7%) +/-1%. Ulteriormente, il premier Tariceanu ha parlato di un 8% ed il governatore della banca centrale addirittura dell’8-8,3% a causa dell’ulteriore aumento dei prezi al consumo a novembre in seguito alla maggiorazione dei prezzi amministrati.

Perdite di 500 milioni di euro
La stampa romena ricorda che, a partire dal 2001, la Banca Nazionale della Romania ha cominciato a registrare perdite, constatate anche dagli specialisti del FMI e della Banca Mondiale.
Indubbiamente, la Romania ha necessitato una politica monetaria coerente, prudente e restrittiva, orientata verso la riduzione del tasso dell’inflazione ed il raggiungimento di determinati equilibri macroeconomici necessari per una crescita economica sana. La Banca Nazionale della Romania, principale entita’ preposta all’elaborazione ed applicazione della politica monetaria, ha registrato negli ultimi anni successi indiscutibili nella stabilizzazione del tasso di cambio del leu, e nel controllo della massa monetarie e nella riduzione dell’inflazione.
Non si e’ parlato molto, invece, dei costi della politica monetaria della BNR e dei rischi e possibili conseguenze per il futuro della politica della banca centrale. A partire dal 2001, la Banca Centrale ha registrato perdite operazionali, in aumento da un anno all’altro, che sono arrivate nel 2004, all’equivalente di quasi 500 milioni di euro (oltre 20.000 miliardi di lei vecchi). Dopo la pubblicazione del rapporto annuale della BNR per il 2001, nel 2002, la perdita riflettuta allora dal conto di profitto e perdite (di circa 147 milioni di euro) e’ stata seguita dall’affermazione degli ufficiali della BNR che questa non sarebbe stata coperta dal bilancio dello stato.
E’ stato utilizzato il conto speciale di rivalutazione
La soluzione tecnica trovata e’ stata quella di approvare, con atti normativi speciali, la copertura delle perdite operazionali della Banca Centrale attraverso l’utilizzo del saldo del conto speciale di rivalutazione, un artificio contabile, non molto gradito ai specialisti del FMI e della Banca Mondiale. In un rapporto sulla stabilita’ del sistema finanziario-bancario della Romania, essi scrivevano che “la politica di sterilizzazione condotta dalla BNR, anche se ha risultati positivi, porta alla registrazione di perdite che vengono coperte da un artificio permesso dalla contabilita’ romena” pero’, con il passaggio agli standard contabili internazionali, tale perdite della BNR non potranno piu’ essere “nascoste” e dovranno essere coperte dal bilancio dello stato. In tale contesto, gli specialisti FMI esprimevano preoccupazioni riguardo alla posibilita’ della banca centrale di continuare una politica monetaria indipendente.
Il Presidente della Commissione bilancio-finanze della Camera dei Deputati, Mihai Tanasescu, conferma le perdite registrate dalla BNR a partire dal 2001. Tanasescu sostiene che nel 2005 le perdite della Banca Centrale supereranno 3,2 miliardi di lei (quasi 1 miliardo di euro). Le cause rimangono le stesse: sforzi per ridurre l’inflazione attraverso la sterilizzazione di un eccedente sempre piu’ consistente di liquidita’ ed il fatto che la BNR paga interessi piu’ alti di quanto incassa dai piazzamenti.
Tanasescu sottolinea, inoltre, che nei negoziati con il FMI, il “buco” di quasi 1 miliardo di euro della BNR e’ stato uno dei motivi del „divorzio“, poiche’ gli specialisti del Fondo hanno considerato che le perdite della Banca Centrale dovrebbero essere coperte dal Ministero delle Finanze.
Secondo Tanasescu, per capitalizzare la BNR, una parte di fondi ottenuti dalle privatizzazioni dovrebbero dirigersi verso la Banca Centrale „per permettere a questa di combattere l’inflazione, senza immistioni nella politica di bilancio“.

A partire dal 2006 anche i non residenti potranno acquistare titoli di stato
Gli investitori non residenti potranno acquistare, a partire dal 1 gennaio 2006, titoli di stato sul mercato primario, tramite dealer primari. L’esecutivo ha deciso di eliminare le restrizioni riguardanti l’accesso degli investitori non residenti ai titoli di stato, nel rispetto dell’impegno assunto dalle autorita’ romene nelle negoziazioni di adesione all’Unione Europea nel capitolo “Libera circolazione dei capitali”.
In tal senso, il Governo ha modificato, attraverso un progetto di Legge, l’Ordinanza N.66/1997, sul regime degli investimenti stranieri in Romania, realizzati attraverso l’acquisto di titoli di stato.
Nel contempo, il progetto di legge elimina la disposizione della legislazione attuale, secondo la quale la partecipazione degli investitori non residenti sul mercato dei titoli di stato e’ autorizzata attraverso il prospetto di emissione. Inoltre, viene eliminata anche la disposizione secondo la quale le Finanze indicano, attraverso Ordine del ministro, le serie dei titoli di stato aperte alla partecipazione degli investitori non residenti. Secondo le nuove regolamentazioni, le transazioni con titoli di stato sul mercato secondario possono essere effettuate dai non residenti in Romania attraverso gli intermediari del mercato secondario dei titoli di stato. Il progetto di legge sara’ sottoposto, a breve, al dibattito del parlamento per poter entrare in vigore dal 1 gennaio 2006.

Dal 1 aprile 2005 capitali speculativi per un ammontare di 0,5 miliardi di euro hanno lasciato la Romania
Dopo la liberalizzazione dell’accesso dei non residenti ai depositi in lei, al 1 aprile 2005, in Romania sono entrati capitali speculativi per circa 2 miliardi di euro, stimano specialisti dell’ambiente bancario locale. Gli stessi valutano che un quarto di tale ammontare, cioe’ 0,5 miliardi di euro, hanno gia’ lasciato il Paese.
Alla fine del 2004, i rappresentanti delle autorita’ stimavano il livello dei capitali speculativi che sarebbero entrati nel Paese a circa 5 miliardi di euro. Alcuni di questi rappresentanti affermavano, allora, che con l’entrata di un tale volume di capitali speculativi, la quotazione dell’euro sarebbe scesa a 26.000 lei.

Il giro di affari delle banche commerciali aumentera’ del 25% nel 2006
Il grado di estensione bancaria, cioe’ il volume dei fondi che passano attraverso le banche, sotto forma di depositi, risparmi e crediti, aumentera’ del 25-30% all’anno in Romania, nei prossimi 3 anni, indicano le analisi di mercato.
„Nei paesi recentemente diventati membri UE il ritmo di crescita del grado di penetrazione bancaria e’ molto piu’ alto di quanto lo e’ stato, per esempio, in Grecia o in Portogallo, al momento dell’adesione” afferma il direttore generale della societa’ di consulenza Roland Berger, Codrut Pascu.
Pascu sostiene, citando in uno studio recente della sua societa’, che le banche tenteranno di ridurre sempre di piu’ i costi, utilizzando nuovi “pacchetti” di prodotti bancari. Le banche esterneranno parzialmente alcune attivita’, tipo centro di rapporti con i clienti e recupero dei debiti, verso societa’ specializzate.
In piu’, il grado di complessita’, cioe’ il numero di concessioni e servizi offerti al cliente per un unico prodotto bancario, rimane molto basso in Romania. „Non esistono ancora prodotti che possano soddisfare tutte le categorie di eta’, o che attirino i membri di un’intera famiglia, come succede in Occidente” sottolinea Pascu.
Inoltre, i banchieri criticano i costi supplementari che devono accollarsi sia le banche, attraverso l’abbassamento del tasso del profitto che i clienti, attraverso l’aumento di alcune commissioni „Se le misure BNR di limitazione dei crediti si conserverebbero anche dopo l’adesione, sorgerebbero costi molto alti che svantaggerebbero le banche romene” sostiene Petre Tulin, presidente della HVB Banca pentru Locuinte (HVB BPL).
Con l’entrata nell’UE, il mercato romeno dei servizi finanziari-bancari sara’ liberalizzato e le banche occidentali, non sottoposte alle norme BNR, saranno vantaggiate rispetto a quelle romene – sottolinea Tulin – se la banca centrale non annulla in tempo le restrizioni.
Inoltre, le banche romene sostengono costi supplementari, collegati allo sviluppo delle infrastrutture (sistemi informatici necessari ai nuovi programmi di pagamenti elettronici), e per l’implementazione degli standard internazionali contabili (IFRS).
L’integrazione nell’UE portera’, anche aumenti salariali, e con cio’ anche aumenti dei depositi e risparmi nelle banche (attualmente valutati circa 9 miliardi di euro), anche se al momento questi sono in diminuzione a causa dei bassi tassi di interesse concessi dalle banche.
Il presidente della HVB BPL considera che il settore bancario che si sviluppera’ meglio nei prossimi anni sara’ quello del credito ipotecario ed immobiliare, che in Romania rappresenta attualmente soltanto l’1,5-1,6% del PIL, mentre nell’UE supera in alcuni stati la media di oltre il 50% del PIL. Inoltre, Tulin reclama i ritardi nell’elaborazione delle norme legali sui crediti ipotecari.

Lo stipendio medio netto a settembre 2005, e’ aumentato, in termini nominali, del 24% rispetto a settembre 2004, fino a 736 RON
Rispetto ad agosto 2005, a settembre lo stipendio medio netto e’ aumentato dello 0,3%, fino a 736 RON, secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica INS. Lo stipendio medio lordo, invece, e’ aumentato dello 0,2%, fino a 965 RON (+17,5% rispetto a settembre 2004).
In termini reali, lo stipendio medio netto e’ aumentato del 14,2% rispetto a settembre 2004, e lo stipendio medio lordo dell’8,3%.
I servizi di intermediazioni finanziarie rimangono nel top, con uno stipendio medio netto di 1.992 RON, anche se nel mese di settembre 2005 questo era diminuito del 6,4%. I piu’ bassi stipendi medi si sono registrati nell’industria del legno, con 458 lei, e nel settore alberghiero e della ristorazione (468 lei), pelletteria e produzione di capi di abbigliamento (478-484 lei).

L’Agenzia Sapard ha utilizzato integralmente i fondi europei concessi per il 2005
I fondi concessi attraverso il Programma Sapard per il 2005, rispettivamente 208 milioni di euro, sono stati assorbiti integralmente. Secondo i dati forniti dall’Agenzia Sapard, si stima che entro la fine del 2005 saranno effettuati pagamenti per ulteriori 30 milioni di euro.
Globalmente, dal 2003 e fino al momento attuale, attraverso il Programma Sapard sono stati concessi finanziamenti a fondo perduto per 412 milioni di euro ai beneficiari pubblici (consigli locali) e privati (persone fisiche autorizzate, societa’ commerciali, associazioni ecc.) in Romania.
Secondo l’Agenzia Sapard, esistono ancora fondi disponibili per il pagamento dei progetti contrattati, provenienti dagli accordi finanziari attinenti agli anni successivi. Fino al momento attuale, sono stati concessi fondi Sapard di 700 milioni di euro per 1.829 beneficiari privati e pubblici.
La maggior parte dei fondi e’ stata destinata all’industria agroalimentare. Circa 135 milioni di euro finanziamenti a fondo perduto sono stati concessi per 219 progetti Sapard, di cui 81 sono gia’ finalizzati.
La maggior parte e’ stata spesa per l’acquisto di attrezzature agricole
Il maggior numero di progetti concordati dall’Agenzia Sapard con beneficiari privati, riguarda investimenti nelle unita’ vegetali o zootecniche, in serre e per l’acquisto di attrezzature agricole, (“Investimenti in unita’ agricole” – Misura 3.1). Si tratta di 549 progetti per i quali il valore del contributo pubblico ammonta a 53 milioni di euro. I progetti finalizzati nel quadro di questa misura sono 109.
Inoltre, sono stati contrattati 436 progetti Sapard per la piscicoltura, apicoltura, coltivazione di funghi, elicicoltura, turismo rurale, che rientrano nella Misura 3.4, “Sviluppo e diversificazione delle attivita’ economiche che generano attivita’ molteplici e redditi alternativi”. I progetti contrattati in questa Misura hanno un valore del contributo pubblico di 26 milioni di euro. Di questi progetti, 41 sono gia’ stati finalizzati.

Nell’industria tessile, il deficit commerciale e’ doppio rispetto al 2004
I risultati economici nell’industria tessile, nei primi 9 mesi del 2005, indicano un deficit commerciale di 6,59 miliardi di euro, doppio rispetto al periodo simile del 2004, piu’ alto del deficit previsto per l’intero 2005.
Il settore si e’ confrontato con un’involuzione del 6,4% nell’industria dei prodotti tessili, del 18,2% nell’industria delle confezioni (la piu’ grave) e del 12,6% nell’industria della pelletteria e delle calzature. Le cause sono molteplici: le contraffazioni, il contrabbando in dogana, le importazioni dalla Cina, l’assenza dell’industria primaria.

Le esportazioni romene di beni aumenteranno di circa il 40% nel periodo 2005-2009
Secondo uno studio realizzato dalla Commissione Nazionale di Previsione, le esportazioni romene di beni aumenteranno nel periodo 2005 – 2009, di circa il 40%, fino a 36,7 miliardi di euro.
Secondo le stime, nell’intero 2005 le esportazioni romene ammonteranno a 21,9 miliardi di euro (nei primi 7 mesi del 2007 erano aumentate del 15,2% rispetto al periodo simile del 2004, fino a 12,52 miliardi di euro).
Nel mese di luglio 2005, le esportazioni hanno registrato il piu’ alto valore mensile dal 1990, arrivando a 1,993 miliardi di euro.
La richiesta estera di determinati prodotti, come quelli chimici o metallurgici, si e’ ridotta. I prezzi esteri hanno sofferto grandi variazioni ed il prezzo del greggio di riferimento americano e’ aumentato del 34,5%, fino a 58,33 dollari al barile.
La crescita piu’ consistente e’ stata registrata dai combustibili minerali ed oli che sono arrivati ad oltre 539 milioni di euro (+67% rispetto al periodo simile del 2004). Le esportazioni di prodotti della meccanica strumentale sono aumentate del 15,8%.
I primi beneficiari delle esportazioni della Romania continuano ad essere: Italia (con il 20,6% del totale esportato), Germania (14%), Turchia (7,9%), Francia (7,4%), Gran Bretagna (5,5%), Ungheria (4%), SUA (3,8%), Austria (3%), Olanda (2,7%), Spania e Bulgaria (2,3%, rispettivamente 2,2%) e Grecia (2%).

L’85% delle aziende di trasformazione della carne verranno chiuse
Le statistiche indicano che il 36% della popolazione della Romania lavora nell’agricoltura e che l’89% della superficie del paese e’ zona rurale. Nonostante cio’, il settore continua ad essere deficitario, una considerevole difficolta’ per il Paese nella prospettiva dell’adesione all’UE. Nel recente Rapporto Paese, il capitolo agricoltura contiene le piu’ numerose critiche.
Agricoltura “moderna” con unita’ che possiedono 1 ettaro di terreno ognuna
In un recente rapporto pubblicato dal Ministero dell’Agricoltura si afferma che il 76,3% dei nuclei agrari praticano l’agricoltura di sussistenza su terreni di fino a 1,17 ettari, mentre soltanto lo 0,5% opera come societa’ per azioni con terreni di oltre 100 ettari. Si impone, quindi, l’elaborazione di un programma per la trasformazione scaglionata dei nuclei di sussistenza in mini unita’ ed in seguito in unita’ piu’ grandi.
Gli ufficiali romeni hanno messo in piedi un programma intitolato “Fermierul” con il quale sperano di poter realizzare tali trasformazioni. Il programma ha 6 tappe pero’ e difficile credere che riuscira’ presto a convincere il contadino a lasciare il proprio villaggio per andare a “discutere con il SAPARD” e per “concludere il contratto con la banca”.
L’ammodernamento dell’industria della carne non e’ cominciato
L’UE insiste sulla ritecnologizzazione dei mattatoi, sulla loro igienizzazione, mentre il ministero competente raccoglie dichiarazioni su propria responsabilita’ secondo le quali i procesatori di carne acconsentono di accollarsi le conseguenze se non intraprenderanno le dovute misure. E quali saranno queste conseguenze? Che l’85% delle aziende del settore potrebbero essere chiuse, perche’ dai 373 mattatoi e aziende di preparazione dei derivati della carne soltanto 56 hanno ottenuto dall’UE un periodo di transizione di 3 anni.

Nove banche di investimenti offrono la loro consulenza finanziaria per la privatizzazione della Romtelecom
Fino alla scadenze legale (2 novembre 2005), 9 grandi banche di investimenti delle 11 preselezionate per la consulenza finanziaria nella privatizzazione della Romtelecom, hanno presentato offerte, informa il Ministero delle Comunicazioni.
Le offerte sono state presentate dal consorzio composto da CA~IB, Goldman Sachs, ABN-AMRO e Rotschild; dal consorzio composto da Citibank, EFG Eurobank e Ergasias S.A.; dal consorzio composto da CSBF e IEBA Trust; dal consorzio composto da Deutsche Bank, BRD Securities ed Alpha Finance; dal consorzio composto da HSBC, BCR Securities e Dresdener Kleinwort Wasserstein; dal consorzio composto da JP Morgan, RAEF, Intercapital Invest e Linklaters; dal consorzio composto da Merrill Lynch e BT Securities; dal consorzio composto da Morgan Stanley e Raiffesen Bank e dal consorzio composto da UBS, ING Securities e CET.
La privatizzazione sara’ effettuata attraverso un’Offerta Pubblica Iniziale (“IPO”).

Il Consiglio Nazionale delle Piccole e Medie Imprese Private della Romania (CNIPMMR) ha premiato le aziende con i migliori risultati nel 2004
Il “Top Nazionale delle Aziende Private in Romania”, alla sua XIII-a edizione, ha premiato le PMI che hanno registrato i migliori risultati nel 2004.
Le classifiche sono state elaborate in funzione del profitto lordo, numero dei dipendenti e settore di attivita’, in quattro categorie di dimensioni: micro imprese, aziende piccole, medie e grandi. Inoltre, hanno offerto premi anche l’Associazione Mondiale per le PMI (WASME), e l’Unione Europea dell’Artigianato e delle PMI (UEPME).
I premi WASME sono stati concessi alle societa’ Omnis SA Bucuresti, URBAN SA Râmnicu-Vâlcea (regione Vâlcea), European Food SA – Stei (regione Bihor), Buculei SNC Radauti (regione Suceava) e Cargo Trans SA Bucuresti.
I premi UEAPME sono andati a Niotech SRL Bucuresti, Grupul Feroviar Român Bucuresti, European Drinks SA (regione Bihor), Delphi Packard România SA – Sânnicolau Mare (regione Timis) e Mineral Kuantum SRL Sâncraieni (regione Harghita).
Nel Top Nazionale delle aziende per il 2004, in funzione del profitto lordo, si sono piazzate:

  • per la categoria micro imprese: Vest Trade si Consulting SRL Bucuresti (profitto di 235 miliardi di lei), TFM SA Bucuresti (profitto di 234 miliardi di lei) e Flancredit SRL Bucuresti (profitto di oltre 200 miliardi di lei):
  • per la categoria piccole imprese: Fortum Engineering Romania SRL Bucuresti, (profitto di 187 miliardi di lei), Metal SA Galati (profitto di 182 miliardi di lei), Winmarkt SA Bucuresti (profitto di oltre 157 miliardi di lei);
  • per la categoria delle Medie Imprese: Leasing SA Bucuresti (profitto di 211 miliardi di lei), Datatim SA Timisoara (profitto di 201 miliardi di lei), Hungastro SA Sfântul Gheorghe Covasna (Profitto lordo di circa 178,5 miliardi di lei);
  • per la categoria Grandi Imprese : Ispat Sidex SA Galati (profitto di 13.700 miliardi di lei), Orange România SA Bucuresti (quasi 10.000 miliardi di lei), Mobifon SA Bucuresti (circa 8.000 miliardi di lei).

Electrica Muntenia Sud sara’ privatizzata nel 2006
La Societa’ di Fornitura e Distribuzione dell’Energia Elettrica – Electrica Muntenia Sud sara’ privatizzata nella prima meta’ del 2006, dichiara il ministro dell’Economia e Commercio, Ioan Codrut Seres.
Le 10 compagnie interessate nella privatizzazione della Electrica Muntenia Sud possono presentare le offerte finanziarie e tecniche entro il 15 dicembre 2005. In seguito saranno selezionate 5 compagnie, che presenteranno in seguito delle offerte finanziarie migliorate e dopo la loro analisi sara’ scelto il vincitore.
I dieci investitori interessati nella privatizzazione della Electrica Muntenia Sud sono: AES Corporation (SUA), CEZ (Repbublica Ceca), EnBW Energie AG (Germania), ENEL SpA (Italia), E.ON Energie AG (Germania), EVN AG (Austria), Gaz de France (Francia), Iberdrola (Spagna), RWE Energy AG (Germania) e Union Fenosa International (Spagna).
Electrica Muntenia Sud h un capitale sociale (al 28 luglio 2005) di 191,309 milioni di RON, un giro di affari di 1,118 miliardi di lei ed oltre 1 milione di consumatori

Immobiliare: “Feeria” di Bucarest sara’ il piu’ grande centro commerciale dell’Europa Orientale
Carrefour, insieme alla sua filiale romena, Hiproma (100% Gruppo Hyparlo) annuncia l’apertura nella primavera 2006 del piu’ grande centro commerciale dell’Europa Orientale su 32.600 mq. Il Centro Commerciale Feeria, che sara’ sviluppato nel quadro del progetto immobiliare Baneasa, rappresenta un investimento totale di 40 milioni di euro e sara’ realizzato dalla compagnia di costruzioni Soconac, filiale del gruppo francese Vinci.
Nella prima fase il complesso Feeria avra’ un ipermercato Carrefour (con oltre 60.000 prodotti offerti al pubblico), una galleria commerciale con 80 negozi, un “fai da te’” ed un centro mobili ed allestimenti di interni. Ubicato sulla strada che collega il centro della Capitale all’aeroporto internazionale Otopeni, il complesso Feeria sara’ strutturato per circa 700.000 potenziali clienti. I rappresentanti Carrefour stimano per l’ipermercato un numero giornaliero di visitatori tra 10.000 e 20.000. La galleria di negozi sara’ la piu’ grande tra quelle allestite dal retailer francese in Romania. „E’ per la prima volta che gli spazi commerciali in galleria sono affittati al 100%, sei mesi prima dell’apertura” dichiara Frederik Roman, direttore di sviluppo della Vinci.
Il parco commerciale di cui fa parte il centro Feeria conterra’, inoltre un negozio Bricostore, un centro Mobexpert (Domus Mex – mobili ad allestimenti di interni) ed un negozio Media Galaxy.
Saranno presenti:

  • per il settore abbigliamento-calzature: Marks & Spencer, Nike, Terranova, Kenvelo, Jolidon, Women Secret, Musette, Levis, Agnes Toma, Lee Cooper, La Femme, Bata
  • per il settore IT & C: Germanos, Internity, Ultra Pro Electronice,
  • per gli elettrodomestici e allestimenti di interni: Mega Galaxy, Bamboo, Sarra Blu, Unique Art
  • per la salute, cosmesi, estetica: Sephora, Sensi Blu, Opti Blu, Sabon
  • per il settore della ristorazione: City Grill, KFC, La Mama, Happy Food, Pizza Hut, McDonald,s, Zvon Cafe, Casa di Luigi, Gloria Jeans
  • per il settore dei servizi: BRD, Aqua, Yam-Yam, Gall Print
    Il nuovo complesso e’ parte del piu’ grande progetto immobiliare romeno, Baneasa, che rappresenta un investimento totale di circa 1,2 miliardi di euro.

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Newsletter n.44 / 2005

Sta per concludersi un rapporto “agitato”, durato 15 anni, tra la Romania ed il Fondo Monetario Internazionale
Le autorita’ romene hanno comunicato la cessazione dell’Accordo tra il Fondo Monetario Internazionale e la Romania, dopo mesi di dissensioni tra le parti, nonostante gli avvertimenti da parte degli ufficiali europei per quanto riguarda le conseguenze di tale decisione. Il Comunicato del FMI e’ molto duro e critica sia la mancanza di coerenza delle politiche macroeconomiche del Governo Tariceanu, che le politiche a medio termine, che sembrano non avere obiettivi centrali sui quali focalizzare le risorse. L’aumento degli stipendi nel settore pubblico, del 50% rispetto alla fine del 2004, non tiene conto dell’aumento della produttivita’ del lavoro e porta all’aumento dell’inflazione, sottolinea il comunicato del FMI.
“La missione FMI condivide l’opinione della Commissione Europea secondo la quale e’ necessario un punto focale chiaro a medio termine per conciliare le politiche pubbliche con le esigenze di un’economia moderna, con un’inflazione ridotta. Con l’attuale posizione in materia di politiche, la Romania rischia di entrare nell’UE con una competitivita’ indebolita, con squilibri macroeconomici in aumento, con servizi di sanita’ ed educazione che si stanno deteriorando e con importanti ritardi nelle infrastrutture materiali”, indica il comunicato FMI. Praticamente, si rimprovera alle autorita’ romene di “riconoscere” questi problemi, ma di non fare niente per risolverli.
E l’elenco dei problemi segnalati dal FMI sembra non finire: gli squilibri economici sono aumentati nel 2005, ed il ritmo di crescita economica e della produttivita’ e’ rallentato. “Nonostante un apprezzamento considerevole della moneta nazionale, l’inflazione rimane alta, determinando un’accentuata diminuzione della competitivita’” segnala il FMI, che ricorda anche i ritardi nella riabilitazione del settore del riscaldamento centralizzato e nell’aumento delle tariffe per il gas naturale. Inoltre, le modifiche apportate al Codice del Lavoro non sono in grado di portare alla creazione di un mercato del lavoro flessibile e competitivo, e quindi “le aziende romene saranno impreparate a fronteggiare la dura concorrenza sul mercato UE”. Non vengono dimenticati neanche i risultati insoddisfacenti nell’applicazione delle misure di lotta contro la corruzione e per migliorare il sistema di direzione ed amministrazione pubblica previste nell’Accordo.
Una Finanziaria 2006 che manca di realismo
La Finanziaria per il 2006 e’ catalogata non realistica, e gli analisti FMI anticipano che il deficit effettivo superera’ di molto il target dello 0,5% del PIL.
Neanche il concetto e’ esonerato da critiche, poiche’ gli analisti FMI considerano che la struttura del bilancio contribuisce “in bassa misura alla soluzione dei mancati introiti nel 2005, dovuti all’introduzione della quota unica di tassazione e stimati a circa l’1,5% del PIL (oltre 1 miliardo di euro). E’ la causa risiede nel fatto che le frequenti modifiche del Codice Fiscale, rispettivamente i vari aumenti delle tasse ed imposte “hanno fatto troppo poco per compensare questa perdita, pero’ hanno aumentato l’insicurezza dell’ambiente di affari” secondo il FMI. E lo stesso sottolinea che la politica fiscale deve essere “urgentemente” assestata su una base durevole a medio termine. “Un’inflazione espressa in un’unica cifra non puo’ essere compatibile con gli frequenti aumenti salariali nel settore pubblico (non meno di 4 negli ultimi 12 mesi), che hanno fatto salire gli stipendi di fino al 50% rispetto alla fine del 2004”
EIU: «La disdetta dell’accordo crea preoccupazioni riguardo all’adesione della Romania all’UE»
“Il tono del comunicato FMI sul «deragliamento» dell’accordo e molto duro. Il Fondo e’ estremamente critico riguardo alla direzione presa dalla politica economica, con un forte impatto sulla percezione esterna sulla Romania. Le preoccupazioni esistenti sulle misure governative sono accentuate da questa valutazione ed alimentate anche dai dissensi sempre piu’ evidenti tra i partiti di maggioranza della coalizione governativa riguardo alle misure economiche” dichiara all’Agenzia Mediafax Joan Hoey, analista dell’Economist Intelligence Unit (EIU). E sottolinea che l’altra “ancora esterna” della politica economica della Romania, l’UE, ha incluso, nel recente rapporto, delle critiche sul mix di politiche ed ha chiesto al Governo di adottare un’atteggiamento piu’ prudente. Secondo Hoey, il programma con il FMI e’ stato interrotto perche’ le autorita’ romene non sono riuscite a stabilire un pacchetto coerente di azioni e sembrano decise ad applicare le misure programmate nel campo fiscale indifferentemente dalle conseguenze. “Probabilmente che l’interruzione dell’accordo con il FMI accentuera’ le preoccupazioni sull’incapacita’ della Romania di prepararsi per l’integrazione nell’UE” conclude l’analista EIU.
Fitch: «La rottura dell’accordo con il FMI non avra’ un’importanza cruciale per la Romania»
L’interruzione dell’accordo con il FMI provoca alcune preoccupazioni ma non ha un’importanza cruciale per la Romania, come le riforme necessarie all’integrazione, dichiara l’analista principale per la Romania dell’agenzia di valutazione finanziaria Fitch Ratings, Nick Eisinger. “La Romania non attrae fondi attraverso questo accordo e non ne ha bisogno, attualmente, di tali finanziamenti. Consideriamo che, in tale contesto, sono piu’ importanti le misure per l’integrazione nell’UE”, aggiunge Eisinger, citato da Mediafax. Secondo lo stesso, la Romania si confrontera’, nel futuro, con spese in aumento per le assicurazioni sociali, pensioni, infrastrutture. “L’UE non puo’ contribuire che parzialmente a tali costi, poiche’ i finanziamenti comunitari devono essere completati dal bilancio pubblico, e si creeranno nuove pressioni” afferma l’analista. Nick Eisinger considera che la cessazione dell’accordo non avra’ un effetto significativo sulle politiche governative, poiche’ e’ sempre stato caratterizzato da divergenze di opinioni tra le autorita’ romene ed i rappresentanti FMI.
Moody’s dichiara: „Le misure del FMI sembrano la miglior soluzione”. Le politiche economiche applicate dalle autorita’ di Bucarest non sono, probabilmente, le piu’ „prudenti”, mentre, in questo momento, le misure consigliate dal FMI sembrano la migliore soluzione, dichiara l’analista dell’agenzia di valutazione Moody’s, Pierre Cailleteau, citato da Mediafax. Moody’s e’ la prima agenzia di rating che esprime una posizione prevalentemente critica riguardo alla rottura dell’accordo con il FMI.
CE: Ufficialmente, non esiste un collegamento tra l’Accordo con il FMI e l’adesione
Secondo la delegazione della Commissione Europea a Bucarest, “non esiste e non puo’ esistere alcun collegamento ufficiale tra gli accordi della Romania con il FMI e l’adesione del Paese all’Unione Europea”. “Nonostante cio’, un quadro macroeconomico stabile e’ un indice ufficiale del grado di preparazione del Paese per la qualita’ di membro UE, e lo stadio degli accordi della Romania con il FMI puo’ offrire informazioni importanti in merito”.
La rappresentanza FMI a Bucarest: L’accordo non e’ stato annullato
C’e’ stata una serie di confusioni nei media riguardo allo stadio dell’accordo stand-by. Secondo la Missione FMI l’accordo e’ „off-track“. Cio’ significa che le politiche applicate dal Governo non sono conforme agli obiettivi dell’accordo stand-by di ridurre l’inflazione, di limitare gli squilibri esterni e di promuovere la crescita economica.
La seconda e terza analisi nel quadro dell’accordo non possono essere finalizzate in questo momento, ma cio’ non significa che l’accordo sia stato annullato. L’attuale accordo rimane in vigore fino a luglio 2006. Lo staff del FMI mantiene la propria disponibilita’ per consultazioni se il governo romeno decide di modificare l’attuale pacchetto di politiche fiscali e monetarie che, dal punto di vista del FMI, incoraggia un consumo eccessivo, deteriora gli equilibri esterni e danneggia la competitivita’, sostituendolo con uno che possa promuovere la macrostabilita’ economica ed incoraggiare la crescita.
Il governatore BNR, Mugur Isărescu: „Il target dell’inflazione calcolato dal FMI non e’ realistico, anche se gli obiettivi nostri e quelli del FMI sono quasi identici. Differiscono soltanto le politiche che desideriamo applicare. Non dobbiamo avere un comportamento fatalista riguardo all’abbandono dell’accordo con il FMI. C’e’ bisogno, pero’, di una piu’ grande responsabilita’ nelle politiche fiscali e monetarie che vogliamo applicare. Il deficit di conto corrente costituisce un vero problema, ma non cosi’ grave e che, in ogni modo, non e’ risolvibile soltanto attraverso politiche fiscali”.
Cosa guadagnerebbe la Romania dall’annullamento dell’accordo:

  • non dovra’ aumentare l’IVA
  • potra’ investire di piu’ nella costruzione di infrastrutture stradali in minor tempo
  • potra’ spendere di piu’ per l’educazione, ricerca, sanita’ ed infrastrutture
  • posticipera’ l’aumento delle tariffe per il gas naturale
  • avra’ piu’ valuta a disposizione nel paese, dalle privatizzazioni
    Cosa rischia la Romania:
  • una valutazione negativa dell’economia romena nel rapporto decisivo della Commissione Europea nella primavera 2006
  • l’aumento dei tassi di interesse per i crediti esteri che contrattera’
  • l’aumento dei prezzi
  • scoraggiare parte degli operatori intenti ad investire in Romania
  • spese irrazionali da fondi pubblici per misure populiste (aumenti di stipendi e pensioni).

Fondi europei per 6 miliardi di euro in 3 anni
I fondi europei che la Romania dovrebbe assorbire nei primi 3 anni dopo l’adesione ammontano a circa 6 miliardi di euro. Dal totale dei finanziamenti a fondo perduto, i progetti di infrastrutture regionali e locali rappresentano il 55% e sono destinati esclusivamente alle autorita’ locali. “La Romania beneficera’ di fondi consistenti da parte dell’UE anche nel periodo 2007-2009. Avremmo a disposizione non meno di 6 miliardi di euro che, pero’ dovranno materializzarsi in progetti reali, in tempo reale, per fruttificare al massimo tali opportunita’. Non utilizzare questi fondi sarebbe un errore immenso” sottolinea il premier Tariceanu.

Assistenza europea
La Banca Europea di Investimenti e la BERS lanceranno, su iniziativa della Commissione Europea, due programmi di assistenza: uno per l’aumento della capacita’ di assorbimento dei fondi comunitari nell’Europa meridionale e l’altro per l’aumento della capacita’ delle Piccole e Medie Imprese di utilizzare i fondi europei di coesione. Il ministro dell’Integrazione Europa, Anca Boagiu ha annunciato: “Beneficeremo di assistenza da parte di 50 esperti BEI e BERS perche’ la Romania possa assorbire tra il 2007 ed il 2009, i 6 miliardi di euro concessi, in investimenti diretti. Questo programma dimostra che la Commissione Europea ci tratta gia’ come uno stato membro”.

Ripresa nell’assorbimento dei fondi SAPARD
Il Programma SAPARD e’ stato creato per appoggiare gli sforzi di adesione all’Unione Europea dei Paesi candidati dell’Europa Centrale ed Orientale. Per la Romania, tale programma comunitario significa che tra il 2003 (quando sono stati conclusi i primi contratti) ed il 2007 (quando si presuppone che la Romania diventera’ membro UE), nell’agricoltura saranno realizzati investimenti per circa 2.292 milioni di euro. A questa somma l’Unione Europea contribuira’ con 1.134,4 milioni di euro, ed il Governo romeno con 365,92 milioni di euro. Inoltre, l’investimento dell’UE e del Governo romeno attireranno ulteriori 812,72 milioni di euro che rappresentano il contributo dei beneficiari dei progetti SAPARD. Il grado di utilizzo dei fondi nell’intervallo 2000-2004 per le 6 misure accreditate e’ stato del 69,47%. E quindi rispetto ai 986,45 milioni di euro di fondi cumulati, il valore dei progetti contrattati e’ stato di soli 685,27 milioni di euro.
Il 2005 ha portato, pero’, una ripesa nell’assorbimento di questi finanziamenti a fondo perduto. L’Agenzia SAPARD ha consumato fino ad ottobre 2005 oltre il 90% dei fondi concessi per quest’anno. Da un totale di 208 milioni di euro concessi per il 2005, la Romania ha assorbito gia’ 190 milioni di euro, e dovra’ utilizzare ulteriori 18 milioni di euro in circa 2 mesi.
Globalmente, dalla conclusione dei primi contratti nel quadro del programma SAPARD, rispettivamente febbraio 2003, l’agenzia ha effettuato pagamenti per 391 milioni di euro. I piu’ numerosi pagamenti sono stati effettuati per i progetti di ammodernamento delle infrastrutture rurali, rispettivamente 310 milioni di euro, ma anche per investimenti privati nel campo dell’industria agroalimentare, per circa 56 milioni di euro. Per i progetti di costituzione o ammodernamento delle unita’ agricole sono stati effettuati pagamenti per 21 milioni di euro, e per la diversificazione delle attivita’ nell’ambiente rurale, i beneficiari del programma SAPARD hanno ricevuto finanziamenti a fondo perduto per 4 milioni di euro. Globalmente, dal programma comunitario hanno ricevuto fondi 1.785 persone fisiche e giuridiche, ed il valore totale dei progetti e’ ammontato a circa 1 miliardo di euro, somma che comprende il contributo UE, del Governo ed il cofinanziamento dei beneficiari.
Se nel 2005 l’UE ha messo a disposizione della Romania finanziamenti a fondo perduto attraverso il programma SAPARD per 208 milioni di euro, nel 2006 il valore di questi fondi aumentera’ a 460 milioni di euro. Tali fondi potranno essere investiti in progetti dichiarati eleggibili dall’Agenzia SAPARD.

Il programma Phare in Romania registra un grado di assorbimento del 98%. Per il PHARE 2006 sono previsti 439 milioni di euro
Il Programma PHARE e’ uno strumento di preadesione concepito inizialmente per appoggiare la Polonia e l’Ungheria nel passaggio all’economia di mercato; ulteriormente, questo strumento ha aiutato anche gli altri Paesi. PHARE e’ stato elaborato nel 1998 e lanciato nel 1990. Nel 1996, il programma era diventato il principale strumento di assistenza finanziaria e tecnica per 13 Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale, aiutati ad allineare le loro attivita’ industriali ed infrastrutture di base agli standard UE. La Romania beneficia dell’assistenza PHARE dal 1991 e ha ricevuto fino al momento attuale 1,2 miliardi di euro di finanziamenti a fondo perduto.
Il Comitato di Gestione PHARE della Commissione Europea ha approvato a Brusselles, il 14 ottobre 2005, i progetti PHARE proposti dal Ministero delle Finanze Pubbliche per il programma PHARE 2005, attraverso il quale vengono concessi alla Romania 396,9 milioni di euro di assistenza finanziaria a fondo perduto.
La Commissione Europea ha approvato, inoltre, un supplemento di 24,6 milioni di euro per appoggiare delle misure specifiche di riabilitazione delle infrastrutture danneggiate dalle inondazioni prodotte in Romania nell’estate 2005 e per la prevenzione degli effetti di avvenimenti simili. La proposta finanziaria PHARE 2005 e’ stata elaborata dalla Commissione Europea in collaborazione con il Ministero delle Finanze Pubbliche (Coordinatore Nazionale dell’Assistenza Finanziaria a Fondo Perduto), in base alla documentazione tecnica presentata dalla parte romena. La proposta finanziaria specifica, inoltre, il bilancio indicativo previsto per l’ultimo esercizio di programmazione PHARE 2006, che e’ di circa 439 milioni di euro.
Attraverso il programma PHARE 2005 continua il sostegno finanziario alle strategie per gli 8 settori compresi nell’approccio multiannuale 2004-2006 (riforma dell’amministrazione pubblica, riforma del sistema giudiziario, i problemi delle minoranze, l’agricoltura, la protezione dell’ambiente, il management delle frontiere, le finanze pubbliche e la coesione economica e sociale).
Il Memorandum di finanziamento PHARE National 2005 sara’ firmato a breve dal Governo della Romania e dalla Commissione Europea.
Essendo il piu’ vecchio programma di assistenza europea in Romania, PHARE e’ il meglio conosciuto e di conseguenza anche l’assorbimento dei fondi concessi attraverso questo programma e’ il migliore. Secondo il direttore di ricerca Sorin Ionita, della Societa’ Accademica Romena, il grado di assorbimento dei fondi PHARE e’ del quasi 98%.

E’ stato speso soltanto il 19% dei fondi ISPA
Il Programma ISPA (Strumento per politiche strutturali di preadesione) e’ (insieme a PHARE e SAPARD) uno dei tre strumenti finanziari a fondo perduto che offre assistenza ai Paesi candidati nella preparazione all’adesione all’UE. ISPA finanzia nel periodo 2000-2006, progetti di infrastrutture nel campo dei trasporti e dell’ambiente. Il Programma si svolge in 10 paesi dell’Europa Centrale ed Orientale ed e’ iniziato il 1 gennaio 2000. La Commissione Europea ha proposto una distribuzione indicativa delle risorse ISPA per ogni Paese beneficiario. La Romania ricevera’ tra il 20% ed il 26% del bilancio totale di 1.040 milioni di euro all’anno, disponibile per la Facilita’ ISPA nel periodo 2000-2006. Quindi, la Romania riceve tra 208 e 270 milioni di euro all’anno, e si prevede che il valore medio arrivera’ a 239 milioni di euro, diviso equamente tra i progetti di infrastrutture di ambiente e quelle dei trasporti. Gli obbiettivi riguardano l’appoggio alla Romania in vista dell’allineamento agli standard dell’Unione Europea nel campo della protezione dell’ambiente; estensione e connessione dei sistemi propri di trasporto alle reti di trasporto transeuropeo; approfondimento delle politiche e procedure dei Fondi Strutturali e di Coesione dell’Unione Europea.
Difficolta’
All’inizio del 2005 l’assorbimento dei fondi ISPA era in difficolta’. Gli ufficiali del Ministero dell’Integrazione Europea (MIE) affermavano che era stato speso soltanto il 19% delle somme concesse. In piu’, anche se era stato contrattato il 25-30% dei fondi disponibili, i pagamenti erano sempre al 19%, cioe’ i progetti venivano realizzati molto difficilmente e le cause erano molteplici: incapacita’ dei beneficiari locali di assicurare l’assorbimento dei fondi e la percentuale di cofinanziamento attinente ad ogni progetto; le difficolta’ incontrate dai beneficiari locali nell’ottenimento delle approvazioni necessarie; mancanza di chiarezza nel regime di proprieta’ dei terreni; insufficienza dei crediti di cui possono beneficiare le autorita’ locali (per assicurare i cofinanziamenti). E il Governo vorrebbe aumentare il plafond dei crediti.
Per aumentare il grado di assorbimento dei fondi europei e’ stata creata una miriade di scuole di progetti e ditte di consulenza. Recentemente, il Gruppo di Economia Applicata, diagnosticando la bassa capacita’ amministrativa delle localita’, ha proposto la creazione delle Compagnia di Sviluppo delle Infrastrutture, per la gestione dei progetti riguardanti la costruzione di autostrade, strade, ponti, telecomunicazioni, energia ed ambiente. “Tale veicolo istituzionale realizzera’ l’elaborazione dei progetti di maggior importanza, l’analisi economica di fondamentazione per l’ottenimento dei costi piu’ contenuti, il monitoraggio dell’applicazione dei progetti ed il ricorso a risorse private. Non per ultimo, si ricorrera’ a partenariati del tipo pubblico-privato” spiega uno dei promotori del progetto, l’analista Daniel Daianu.

La Romania investira’ circa 6 miliardi di euro, entro il 2015, nella gestione dei rifiuti
Gli investimenti necessari alla Romania per implementare progetti per la gestione dei rifiuti sono stimati a circa 6 miliardi di euro, asseriscono i rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Gestione delle Acque (MMGA).
“Fino al momento attuale, da fondi ISPA sono stati finanziati progetti per oltre 400 milioni di euro per la gestione dei rifiuti, ed altri 6 miliardi dovranno essere assorbiti dalla Romania entro il 2015” sottolinea il segretario di stato nel MMGA, Atilla Korodi. La maggior parte dell’ammontare verra’ da fondi ISPA, Phare e Sapard, ma anche da fondi strutturali. Secondo le statistiche, la Romania ricevera’ annualmente, entro il 2007, circa 700 milioni di euro attraverso questi programmi, di cui 250 milioni annualmente rappresentano fondi Phare, 270 milioni fondi ISPA e 150 milioni di euro, fondi Sapard. La Romania ha bisogno, entro la fine del 2007, di circa 50 discariche di rifiuti non pericolosi (con una capacita’ di 100.000 tonnellate ed una superficie di 10 ettari), e fino al momento attuale sono state allestite 18 discariche. Attraverso progetti ISPA sono stati finanziati 35 progetti per la protezione dell’ambiente, per un valore totale di 1,2 miliardi di euro, e fino a dicembre 2006 verranno ultimati altri 15 progetti, di cui 5 per la gestione dei rifiuti. “Fino al momento attuale sono diventati operazionali dei progetti per la raccolta selezionata dei rifiuti in piu’ regioni del Paese, come Mures, Neamt. In Romania sono necessari investimenti anche nel campo dei materiali riciclabili” specifica Korody.

“L’inflazione sara’ del 2% superiore al target prestabilito” dichiara il Governatore della Banca Centrale
Il Governatore della Banca Nazionale della Romania, Mugur Isarescu, ha dichiarato che, nonostante l’inflazione nel 2005 sara’ espressa “in una sola cifra”, essa sara’ “del 2% superiore al target prefissato” poiche’ e’ gia arrivata all’8%.
Emmanuel van der Mensbrugge, capo della missione FMI per la Romania, aveva anticipato, poco tempo fa’, la cifra dell’8,5%.
Parlando della possibile evoluzione del tasso dell’inflazione nel 2006, il Governatore BNR, ha indicato un 6,5%, aggiungendo che tale limite potrebbe essere superato, come conseguenza dell’aumento delle tariffe per il gas naturale ed il pane.
Se una nuova rettifica di bilancio condurra’ ad un’accelerazione delle spese negli ultimi 2 mesi del 2005, l’inflazione potrebbe avvicinarsi all’8,5% o addirittura al 9%.

Nel mese di ottobre 2005, la crescita della riserva valutaria dell Banca Centrale e’ rallentata
La crescita della riserva valutaria della Banca Nazionale della Romania (BNR) e’ rallentata nel mese di ottobre 2005 ed ha rappresentato 49,6 milioni di euro, quattro volte inferiore a quella del mese precedente, a causa delle entrate piu’ basse, come risulta dai dati della banca centrale. Secondo un comunicato della BNR, la riserva valutaria ammontava a 16,69 miliardi di euro a fine ottobre 2005.
Le entrate provenienti da acquisti della banca centrale sul mercato valutario, privatizzazioni ed amministrazione della riserva esistente sono diminuite a 627,9 milioni di euro, rispetto ai 948,8 milioni di euro nel mese di settembre 2005. Anche le uscite sono diminuite da 734,1 milioni di euro a 578,3 milioni di euro.
La riserva di oro si e’ conservata a 105 tonnellate, ed il suo valore e’ leggermente diminuito, a 1,32 miliardi di euro, portando il livello delle riserve internazionali della BNR (valute piu’ oro) a 18,01 miliardi di euro.
Fino alla fine del 2005, i pagamenti scadenti per conto del debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero delle Finanze Pubbliche ammontano a 497 milioni di euro. Il 10 novembre arriva a scadenza un’emissione di obbligazioni romene per un valore di 300 milioni di euro.

La crescita della produzione industriale e’ rallentata fino a soli 1,4%
Nei primi 8 mesi del 2005, l’indice lordo della produzione industriale ha registrato una crescita dell’1,4% rispetto al periodo simile del 2004, un ritmo due volte piu’ basso rispetto a quello registrato nel primo semestre del 2005, secondo i dato forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica.
Nel mese di agosto 2005, l’indice lordo della produzione industriale e’ aumentato dell’1,5% rispetto ad agosto 2004.
Nell’industria della trasformazione, l’indice lordo e’ aumentato, nei primi 8 mesi del 2005, del 2,4% e la produttivita’ del lavoro nell’industria e’ stata del 3,7% piu’ alta rispetto al periodo simile del 2004.
Inoltre, il giro di affari totale delle aziende con attivita’ prevalentemente industriale ha registrato nei primi 8 mesi del 2005, in termini reali, un aumento del 3,1%, rispetto al periodo simile del 2004 e nel solo mese di agosto un aumento del 4,7% rispetto ad agosto 2004.

Nei primi 9 mesi del 2005, il deficit commerciale della Romania ha superato 6,5 miliardi di euro
Nei primi 3 trimestri del 2005, il deficit commerciale della Romania e’ ammontato a 6,595 miliardi di euro, e nel solo mese di settembre 2005 a 776,5 milioni di euro, secondo i dati forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica. Il valore delle esportazioni nei primi 9 mesi e’ stato di 16,463 miliardi di euro, e quello delle importazioni di 23,058 miliardi di euro.
Secondo l’INS, le esportazioni nei primi 9 mesi del 2005 sono aumentate del 17,6% rispetto al periodo simile del 2004. Nel mese di settembre 2005, le esportazioni sono ammontate a 2,06 miliardi di euro, in aumento del 21,6% rispetto a settembre 2004.
Il valore delle esportazioni verso i Paesi dell’Unione Europea (UE25), nei primi 9 mesi del 2005, e’ aumentato dell’8,8% rispetto al periodo simile del 2004. Il 67,7% delle esportazioni e’ stato destinato all’Unione Europea.
Le importazioni effettuate nei primi 9 mesi del 2005 sono ammontate a 23,058 miliardi di euro, in aumento del 23,7% rispetto al periodo simile del 2004. Il valore delle importazioni effettuate nel mese di settembre 2005 e’ ammontato a 2,8 miliardi di euro, del 26,2% superiore a quello di settembre 2004.
Il valore delle importazioni provenienti dall’UE, nei primi 9 mesi del 2005 e’ aumentato del 18,9% rispetto al periodo simile del 2004. Il 62,3% delle importazioni totali provenivano dai Paesi dell’Unione Europea.

La Romania attrae sempre piu’ investimenti stranieri diretti
Il miglioramento dell’ambiente di affari, gli effetti dell’introduzione della quota unica di tassazione ed il conseguente atteggiamento positivo dei partner stranieri nei confronti della Romania hanno portato all’aumento del flusso di investimenti del 21,9% nei primi 7 mesi del 2005, rispetto al periodo simile del 2004, dichiara Florin Ioan Rosu, consigliere del ministro di stato George Copos.
In Romania sono entrati nei primi 7 mesi del 2005 investimenti stranieri diretti per un valore di 1,8 miliardi di euro, indica Rosu. Tale valore e’ di oltre 320 milioni di euro superiore rispetto agli investimenti di 1,4 miliardi di euro, realizzati nel periodo simile del 2004. Florin Rosu sottolinea che nel 2004, meta’ del volume degli investimenti stranieri diretti nel sud-est dell’Europa, e’ stata realizzata in Romania. La struttura per settori di attivita’ del valore del capitale sottoscritto nelle societa’ commerciali con partecipazione straniera al capitale, continua ad illustrare le preferenze degli investitori stranieri per l’industria (54,5%), servizi professionali (19,7%), commercio all’ingrosso (7,4%), commercio al dettaglio (7,2%), trasporti (7%), turismo (1,7%), costruzioni (1,6%) ed agricoltura (0,9%). L’Austria e’ il Paese con i piu’ consistenti investimenti in Romania, secondo le statistiche ufficiali, seguita dall’Olanda, Francia, Germania ed Italia. Cosi’ come risulta dalla struttura per settori di attivita’ degli investimenti diretti con impatto significativo nell’economia, predominano i settori con un alto valore aggiunto: telecomunicazioni (1,012 miliardi di dollari, 24,96% del totale degli investimenti), i servizi (537 milioni di dollari, 13,25%), il commercio (470 milioni di dollari, 11,6%), l’industria energetica (431 milioni di dollari, 10,63%).

Nei primi 8 mesi del 2005 gli investimenti stranieri diretti sono stati del 16% superiori rispetto al periodo simile del 2004
Secondo le statistiche della Banca Centrale, nei primi 8 mesi del 2005, il volume degli investimenti stranieri diretti e’ aumentato del 16% rispetto al periodo simile del 2004, ed e’ ammontato a 1,9 miliardi di euro.
Le entrate di capitale straniero sul mercato romeno, nel mese di agosto, sono state del 18% superiori a quelle del periodo simile del 2004 e hanno superato 214 milioni di euro (rispetto ai 180 milioni nel 2004).
Anche l’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC) indica un aumento del capitale sociale delle aziende con partecipazione straniera di circa il 38% nei primi 8 mesi del 2005, fino a 1,58 miliardi di euro. Per il mese di agosto 2005, l’ONRC indica un valore del capitale sociale sottoscritto nelle societa’ con partecipazione straniera di oltre 33 milioni di euro. Secondo l’ONRC, la maggior parte del capitale sociale sottoscritto nel mese di agosto 2005 ha rappresentato aumenti di capitale (81 milioni di euro), mentre gli investimenti in societa’ neo costituite sono ammontati a soli 3,7 milioni di euro. Nel mese di agosto 2005 sono state registrate 105 societa’ nuove con partecipazione straniera al capitale, con un capitale sottoscritto di 3,7 milioni di euro, di cui 22 con soci italiani e 13 con soci turchi. L’ONRC calcola gli investimenti stranieri in funzione del capitale sociale sottoscritto nelle aziende con partecipazione straniera al capitale.

I migliori investitori in Romania, premiati dalla Camera di Commercio ed Industria (CCIR)
La Camera di Commercio ed Industria della Romania ha premiato i migliori investitori del 2004. La selezione e’ stata realizzata su due grandi gruppi: investimenti di capitale straniero ed investimenti di capitale romeno.
Per la categoria Investimenti Greenfield, il premio e’ spettato alla societa’ Saint Gobain Glass Romania, mentre per Investimenti nella Privatizzazione il premio e’ stato aggiudicato dalla SC Distrigaz Sud (societa’ con capitale maggiormente straniero) e SC Griro SA (societa’ con capitale romeno maggiormente privato).
Per la categoria Investimenti per lo Sviluppo, i premi sono stati ottenuti da SC Automobile Dacia SA (capitale maggiormente straniero), Grupul SCR – Serviciile Comerciale Române (capitale romeno maggiormente privato) e SN Nuclearelectrica SA (capitale di stato).
SC Romania Cable Systems SA ha ricevuto il premio per l’Investimento che ha generato il maggior numero di posti di lavoro, nella categoria delle societa’ con capitale maggiormente straniero. Premi di eccellenza per investimenti nell’Europa Sud-Orientale sono stati concessi a SNP Petrom e Kaufland Romania SCS.

La banca israeliana Leumi ha acquistato Eurom Bank
Il nuovo proprietario della Eurom Bank e’ la banca israeliana Leumi che ha acquistato il pacchetto azionario dell’89%, detenuto da Freddi Robinson, per 42 milioni di dollari, informa la pubblicazione israeliana Globes. Gli investitori israeliani sono interessati all’acquisto delle restanti azioni (gli azionisti minoritari detengono il 6% ed il Blocco Nazionale Sindacale (BNS) il 5% delle azioni).
Nel 2004, la Eurom Bank ha registrato perdite nette di 2,4 milioni di dollari ed un profitto operazionale di 370.000 dollari.

L’esecutivo modifichera’ la Legge sulle societa’ commerciali
Entro la fine di gennaio 2006, esistera’ un nuovo set di leggi per le societa’ commerciali che regolamentera’ anche la costituzione dei holding, ha annunciato il ministro di stato Gheorghe Copos, dopo essersi consultato su tale argomento con gli esperti della Banca Mondiale e del Ministero delle Giustizia. In tale nuovo set di leggi rientrera’ anche la “vecchia” Legge N.31/1990, aggiornata attraverso l’introduzione dei principi del governo corporativo.
La legge delle societa’ commerciali N.31/1990 e’ considerata superata dai rappresentanti dell’Esecutivo. “L’attuale legge delle societa’ commerciali in Romania e’ stata adottata 15 anni fa’, in un periodo in cui lo stato tentava di liberarsi rapidamente dal peso delle societa’ statali. E’ stata una legge adeguata per il rispettivo periodo. Pero’ attualmente l’economia e’ dominata dalle aziende private e di conseguenza la legge delle societa’ commerciali dovra’ essere adeguata alle esigenze della realta’ attuale” ha dichiarato Copos.
I principali emendamenti da apportare alla normativa sulle societa’ commerciali riguardano l’implementazione dei principi della direzione corporativa (per aumentare la responsabilita’ dei manager, la protezione degli investitori ed azionisti), in conformita’ con le esigenze europee ed internazionali nel campo. Piu’ precisamente sara’ implementato un set di principi che sono rivolti alla direzione delle societa’ commerciali per azioni, delle compagnie nazionali e societa’ nazionali e che riguardano la pianificazione strategica e l’adozione trasparente delle decisioni, per armonizzare e proteggere gli interessi degli azionisti, creditori, clienti, datori di lavoro e dipendenti e di altre parti interessate nell’attivita’ della societa’ commerciale. Quindi, gli azionisti avranno piu’ diritti rispetto a quelli attuali, compreso il diritto di trasferire liberamente le azioni, il diritto di ottenere rapidamente informazioni rilevanti sulla corporazione, il diritto di partecipare in maniera significativa alle assemblee generali degli azionisti ed il diritto di partecipare alla divisione del profitto della corporazione.
“L’azione nel suo insieme e’ complessa, e riguarda nel contempo anche la legislazione sul mercato di capitale e le transazioni di valori mobiliari. Inoltre sara’ varata una nuova legge che regolamentera’ il quadro legale per l’attivita’ di holding. Entro la fine di gennaio 2006 sara’ elaborato un progetto finale per tale legge” ha specificato il ministro di stato. Copos ha sottolineato che per ogni emendamento introdotto esistera’ un periodo di dibattiti con gli interessati, che saranno informati in tempo.

Nonostante il settore delle Piccole e Medie Imprese gestisca meno di un quarto del patrimonio nazionale, esso produce il 70,5% del PIL e realizza un terzo delle esportazioni della Romania
Le Piccole e Medie Imprese hanno prodotto piu’ di due terzi del Prodotto Interno Lordo (PIL) della Romania nel 2003 e hanno realizzato il 35,4% delle esportazioni totali effettuate nel 2003, afferma Ovidiu Nicolaescu, presidente del Consiglio Nazionale delle Piccole e Medie Imprese della Romania (CNIPMMR). Quindi, nonostante il settore delle PMI gestisca meno di un quarto del patrimonio nazionale, produce il 70,5% del PIL.
“In Romania, il costo dei crediti – interessi piu’ garanzie – e’ 2-3 volte piu’ alto rispetto a quello degli stati membri UE. Un altro problema e’ la burocrazia e la corruzione e si deve trovare un altro modo per assorbire i fondi strutturali europei. I nostri studi indicano che a livello nazionale esiste tale capacita’” afferma il presidente CNIPMMR. Le PMI romene devono avere la forza reale per resistere nelle condizioni di concorrenza e qualita’ dei prodotti e servizi esistenti sul mercato europeo. Cio’ si realizzera’ soltanto con azioni efficaci di informazione, consulenza, assistenza e preparazione. E necessaria, inoltre, una fiscalita’ piu’ ridotta per la manodopera. La riduzione del 2% per il 2006 e’ troppo bassa, e noi consideriamo che dovrebbe arrivare al 10%, ha aggiunto Ovidiu Nicolaescu.

Consulenza per la Societa’ Nazionale Radiocomunicazioni
Il Ministero delle Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione (MCTI) ha richiesto servizi di consulenza da parte di banche di investimenti per la privatizzazione della Societa’ Nazionale Radiocomunicazioni. Le banche di investimenti interessate devono presentare documenti che confermino la loro esperienza nel campo della consulenza nella privatizzazione delle compagnie statali del settore delle telecomunicazioni e broadcasting, con un giro di affari di almeno 100 milioni di dollari. Un altro criterio e’ l’esperienza degli istituti bancari nella concessione di consulenza finanziaria per fusioni ed acquisti nel campo, in Europa e specialmente nell’Europa Centrale ed Orientale. Le banche possono comunicare la propria disponibilita’ di partecipare alla gara inviando al MCTI una lettera di interesse, entro il 9 novembre 2005. I documenti saranno valutati dalle commissioni MCTI, e le parti interessate saranno notificate sul risultato del processo di prequalifica.
Non e’ esclusa la possibilita’ di associazioni tra consulenti.
Costituita nel 1991, attraverso la riorganizzazione e divisione della Rom Post Telecom, la SNR e’ il principale fornitore di servizi di radiocomunicazioni della Romania. La compagnia assicura supporto di trasmissioni per la telefonia pubblica, per le reti di telefonia mobile, trasferimento di dati ed Internet. La Societa’ Nazionale Radiocomunicazioni ha registrato nel 2004 un giro di affari di 212,3 milioni di RON con un profitto netto di 22,7 milioni di RON.

Il „Paniere giornaliero” di bibite del romeno medio contiene: 45 ml di superalcolici, 130 ml di vino e 200 ml di birra
„Il romeno medio spende annualmente circa 50 euro per superalcolici, birra o vino” dichiara Romulus Dascălu, presidente del patronato Garant. Il consumo medio giornaliero pro capite e’ di 45 ml di superalcolici, 130 ml di vino e 200 de ml di birra. Per il consumo medio pro capite, la Romania si piazza al 12-15-o posto tra i Paesi europei.
Per il 2005 In Romania si stima una produzione di vino di 3,085 milioni di ettolitri, di cui il 10% verra’ esportata.
Per quanto riguarda la birra, le vendite hanno gia’ superato 600 milioni di euro, per 14 milioni di ettolitri. Secondo le statistiche, leader e’ Brau Union, con circa il 30% del mercato, seguito da Interbrew România (filiale del leader mondiale InBev), Compania de Bere România (filiale della sud-africana SAB Miller), European Drinks e United Romanian Breweries Bereprod (URBB), imbottigliatore dei marchi Tuborg e Carlsberg.
Se in Romania il consumo di birra pro capite e’ di circa 70 litri all’anno, in Polonia e’ di 73 litri all’anno, in Austria di 108 litri all’anno, in Ungheria di 76 liltri all’anno, in Croazia di 82 litri all’anno ed in Rep. Ceca di 163 litri all’anno.

Notizia della settimana
Nuovo ambasciatore d’Italia in Romania
Il nuovo ambasciatore d’Italia in Romania, Daniele Mancini, nato a Roma il 22 dicembre 1952, laureato in scienze politiche, e’ entrato in carriera diplomatica nel 1978. Tra i primi incarichi, dopo essere stato assegnato alla direzione generale affari politici, nel 1981 e’ stato a Baghdad, dal 1983 al 1987 a Parigi, quindi ad Islamabad. Rientrato a Roma nel 1988, ha prestato servizio presso il gabinetto del ministro. Nel 1993 e’ stato primo consigliere a Washington e nel 1998 primo consigliere alla rappresentanza permanente d’Italia presso la NATO a Bruxelles. Tornato a Roma nel 2000 quale capo dell’ufficio NATO presso la direzione generale degli affari politici multilaterali, dal 2001 al 2003 ha prestato servizio presso l’ufficio degli affari diplomatici della presidenza della Repubblica. Nel 2002 e’ stato nominato ministro plenipotenziario e l’anno successivo e’ stato alla segreteria generale della Farnesina. Dal 2004 e’ stato vice direttore generale per i Paesi dell’Europa.
La consorte dell’Ambasciatore, Anna Rita De Luca Mancini, laureata in biologia, specializzata in micologia, ha trascorso lunghi anni all’estero come consorte di diplomatico, a Washington, Bruxelles, Baghdad, Parigi, Islamabad. Esperta in comunicazioni mediatiche è membro del “Capital Speaker’s Club” di Washington D.C.. Giornalista pubblicista è stata direttore della rivista internazionale “Diplomatic News” ed è fondatrice e direttore della rivista “Diplomatic Magazine”. E’ Addetto Stampa dell’Accademia Angelica Costantiniana.
In occasione di un recente incontro con l’ambasciatore della Romania in Italia, Cristian Colteanu ed il console onorario della Romania Mario Moretti Polegato, il nuovo ambasciatore d’Italia in Romania, Daniele Mancini, pur rilevando che l’Italia sta attraversando un periodo di crisi, ha sottolineato che puo’ avere, pero’, delle chances se si ”riesce fare squadra, fare sistema. La Romania per il nostro Paese e’ un laboratorio, non dobbiamo pero’ dormire sugli allori. Ci sono settori che possono avere spazi di crescita”. Le piccole medie imprese, definite da Mancini ”multinazionali tascabili”, hanno un ”effetto traino e possono aprire la strada alle grandi imprese. In questa fase di stanca, la nuova carica verra’ da paesi dell’est Europa come la Romania”.

Firmato a Roma l’Accordo Tra l’Italia e la Romania in materia di regolamentazione e gestione dei flussi migratori per motivi di lavoro.
L’Accordo firmato dai ministri del Lavoro Roberto Maroni e Gheorghe Barbu, nel mese di ottobre 2005, e’ il primo documento di questo tipo stipulato tra i due Paesi. La conclusione dell’Accordo riveste una particolare importanza nella prospettiva della gestione controllata ed efficace dei flussi di lavoratori tra i due Paesi e del contrasto all’immigrazione clandestina.
Tramite l’accordo autorita’ dei due Paesi si impegnano a:

  • realizzare scambi di informazioni riguardanti la disponibilita’ di manodopera nel Paese d’origine, le offerte di posti di lavoro nell’altro Paese, i profili professionali richiesti sui rispettivi mercati del lavoro;
  • collaborare per facilitare l’incontro tra richiesta e offerta di lavoro e per scambi di esperienza tra gli organismi competenti;
  • favorire la partecipazione a corsi di formazione professionale e di lingua per i potenziali candidati in vista dell’acceso sul mercato nazionale del lavoro.
    Secondo quanto stipulato, i cittadini dei due Paesi che esercitano un’attivita’ lucrativa nell’altro Paese godono degli stessi diritti e delle stesse tutele di cui godono i lavoratori del Paese d’accoglienza per quanto riguarda le condizioni di lavoro, i salari, la protezione sociale e i diritti fondamentali dei lavoratori, secondo la legge del Paese d’accoglienza; possono trasferire i loro guadagni nel Paese d’origine, secondo la legge del Paese d’accoglienza.

Statistica della settimana :
Presentato a Roma il Dossier statistico 2005 sull’immigrazione.
Si stima che gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia sono 2.800.000, all’incirca lo stesso numero di Spagna e Gran Bretagna. Nell’UE l’Italia viene subito dopo la Germania (7,3 milioni) e la Francia (3,5 milioni), mentre insieme alla Spagna è lo Stato membro caratterizzato da ritmi d’aumento più consistenti. Un nuovo raddoppio è atteso fra 10 anni quando, quindi, la popolazione straniera prevista sarà di circa 5 milioni e mezzo.
Il ritmo di crescita – fra arrivi, ricongiungimenti e nascite -continua ad essere accelerato e non sembra destinato a diminuire nel prossimo futuro, con un potenziale flusso di ingresso di circa 300.000 persone l’anno.
Il 2004 è stato un anno di afflusso medio, con 131.000 ingressi stabili. Protagonisti nell’accesso al lavoro sono la Romania (40% dei visti), quindi Albania, Marocco e Polonia, con quote tra il 15% e il 10%.
La presenza di immigrati è più concentrata a Nord (59%), mediamente al Centro (27%) e si riduce nel Mezzogiorno (14%). La capitale dell’ immigrazione è Roma che raggiunge i 340.000 stranieri regolari, seguita da Milano con 300.000, mentre fanalino di coda sono Isernia, Enna e Oristano con circa 1.000 soggiornanti.
Circa la metà degli immigrati sono cristiani (20,3% ortodossi e 22,6% cattolici). I musulmani sono il 33% e gli ebrei lo 0,3%.
Per quanto riguarda la scuola, gli studenti stranieri sono 361.576, con un aumento annuo del 205 e un’incidenza sull’intera popolazione scolastica del 4,2%.
La stima dei lavoratori stranieri è di 2.160.000 presenze, ossia il 9% delle forze lavoro e che il tasso medio di disoccupazione sia vicino all’8% registrato per gli italiani. Prevalgono i contratti a termine e quelli a tempo parziale mentre sono ridotti gli impieghi ad alta qualifica (solo 1 su 10, tre volte meno degli italiani). Un dato ingiustificato, poiché – come riporta il rapporto – gli immigrati sono mediamente più istruiti degli italiani. I residenti stranieri laureati sono infatti il 12,1% mentre tra gli italiani sono solo il 7,5%. Primato che vale anche per gli altri titoli di studio. I diplomati stranieri sono il 27,8% contro il 25,9% di quelli italiani e i possessori di licenzia media stranieri il 32,9% contro il 30,1%.
Quasi la metà degli immigrati sono impiegati nei servizi, il 39,5% nell’industria, il 13 % nell’agricoltura. Prevalgono i contratti di lavoro a termine e quelli a tempo parziale, mentre sono ridotti gli impieghi ad alta qualifica (solo 1 su 10, tre volte meno degli italiani). I reparti che spiccano maggiormente sono le costruzioni, ogni 10 assunzioni una avviene in questo settore, quello alberghiero e della ristorazione, l’agricoltura, il servizio operativo alle imprese, il commercio e il lavoro domestico e di assistenza alle persone, con un grande protagonismo delle piccole aziende. Per il 2004 sono state autorizzate le quote di 70.000 stagionali e 29.500 lavoratori non stagionali. La retribuzione pro capite annua per settori vede in testa quella della metallurgia e meccanica, 13.541 euro per 139.205 totale di addetti, seguono i lavoratori autonomi, con 12.238 euro e 38.945 presenze, i commercianti, che sono 14.448 e hanno una retribuzione di 12.771 euro e gli artigiani, 23.602, che hanno una retribuzione di 12.137. I lavoratori impiegati in edilizia, che sono 174.532, percepiscono una retribuzione annua di 7.958 euro.
Mezzo milione di donne straniere lavora nelle case italiane come collaboratrici domestiche a fronte delle 100.000 italiane.

“A partire dal 2002, i romeni sono diventati la piu’ numerosa comunita’ straniera sul territorio dell’Italia” dichiara Daniela Andreescu, segretario di stato nel Ministero romeno del Lavoro, capo del Dipartimento per il Lavoro all’Estero.
L’Annuario statistico specifica che nel 2004 in Italia hanno ottenuto permessi per lavoro subordinato 26.839 cittadini romeni (il 39,9% del numero totale di permessi di lavoro subordinato emessi per gli estracomunitari), 55 cittadini romeni hanno ottenuto permessi per lavoro autonomo (l’1,2% del totale), e 8.335 romeni hanno ottenuto permessi per il ricongiungimento delle famiglie (il 9,6% del totale concesso).
Inoltre, il 30 giugno 2005 operavano in Italia 7. 631 imprenditori romeni.

Informazioni di ultima ora
La Procura della Repubblica indaga sui conti bancari di alcune delle personalita’ romene, compreso il premier Tariceanu, che respinge ogni addebito, e il magnate del petrolio romeno, Dinu Patriciu. Secondo fonti giudiziarie citate dal quotidiano romeno ”Adevarul”, si tratta di presunto coinvolgimento in transazioni illegali in borsa con azioni della maggiore compagnia petrolifera romena, Rompetrol. Anche se il Procuratore della Repubblica mantiene il silenzio invocando la segretezza dell inchiesta, la verifica dei conti e’ stata confermata dallo stesso premier Tariceanu e da altre personalita’ in causa. Si tratta, tra l’altro, del vice-presidente del PNL, ex ministro degli Esteri Theodor Melescanu, dell’ex capo dei Servizi per l’estero, Catalin Harnagea, del presidente del PC Dan Voiculescu e di importanti giornalisti e proprietari di gruppi editoriali. Oltre 50 persone sono coinvolte nelle indagini della Procura della Repubblica, la quale ipotizza il reato di insider trading: i sospetti avrebbero manipolato il mercato con l’acquisto e la vendita di azioni Rompetrol, abusando di informazioni interne.

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Newsletter n.43 / 2005

Il primo rapporto tecnico della Commissione Europea di monitoraggio della Romania non toglie il pericolo del posticipo dell’adesione all’UE
Quattordici mesi prima del momento, sperato, dell’adesione – 1 gennaio 2007 – la Romania e’ beneficiaria di un primo rapporto tecnico (completo) della Commissione Europea. Colorato in rosso, giallo e verde, il rapporto non elimina il rischio del posticipo – di un anno – dell’adesione all’UE della Romania, a causa dei ritardi registrati in molti campi.
Gli esperti della Commissione Europea hanno messo in risalto i settori nei quali la Romania registra i piu’ grandi ritardi, che preoccupano gli ufficiali di Brusselles: i settori agricolo e veterinario – prevalentemente la sicurezza alimentare, le strutture ed i meccanismi necessari per partecipare ai fondi strutturali dell’UE, l’inquinamento industriale e la protezione dell’ambiente, l’eliminazione della corruzione.
Valutate in maniera positiva le politiche nel campo della concorrenza, nell’insieme, con la menzione che le autorita’ di Bucarest devono continuare a monitorare la maniera in cui vengono concessi gli aiuti di stato.
Il Commissario europeo per l’allargamento, Olli Rehn, ha concluso la presentazione del rapporto di monitoraggio sottolineando che la conclusione finale arrivera’ ad aprile-maggio 2006. Ed il coordinatore per la Romania, Pierre Moscovici, ha aggiunto che: “Il Parlamento europeo intende essere totalmente coinvolto nell’adozione di questa decisione finale. Non e’ una decisione che viene presa per la Romania, per la Bulgaria o per l’Unione Europea, ma una decisione da prendere insieme. Tutti desideriamo che la Romania e Bulgaria si integrino a gennaio 2007. Indubbiamente questo desiderio esiste, e cio’ e’ percettibile nei due rapporti, pero’ la chiave dell’adesione e’ nelle mani della Romania e Bulgaria. Non cambieremmo atteggiamento: amicizia, fiducia ma anche esigenza”.
Le autorita’ di Bucarest hanno accolto molto ottimisticamente i “rimproveri” della CE, dimenticando che i “cartellini gialli” possono diventare in ogni momento rossi, e piu’ difficilmente verdi.
La Corruzione era il capitolo di cui la Romania temeva di piu’ prima della presentazione del Rapporto Paese. Pero’ le zone con i “cartellini rossi – cioe’ quelle per le quali gli ufficiali di Brusselles sono piu’ preoccupati – sono state strutturate diversamente. Il settore agricolo e veterinario e’ capo lista tra i campi nei quali la CE ha serie preoccupazioni, attirando l’attenzione sul fatto che i prodotti alimentari devono rispettare in totalita’ le esigenze UE. Al secondo posto c’e’ l’assorbimento dei fondi comunitari; al terzo l’inquinamento industriale e la protezione dell’ambiente. E per ultimo ma non meno importante la corruzione, riguardo alla quale il commissario europeo per l’adesione ha avvertito: non sono ancora stati risolti i casi veramente seri.
Il rapporto parla di progressi significativi ma non sufficienti per adempiere alle condizioni di adesione all’UE e della necessita’ di continuare le riforme, con applicazione effettiva delle leggi votate.
Il rapporto non fornisce alcun verdetto sul posticipo o meno dell’adesione all’UE. Gli ufficiali di Brusselles continueranno a monitorare i progressi, ed il Rapporto della primavera prossima decidera’ sulla necessita’ o meno di attivare la clausola di salvaguardia. Il documento sara’ reso pubblico probabilmente a marzo o aprile 2006. La CE continuera’ a concedere appoggio finanziario per la preparazione, per 1.155 milioni di euro alla Romania e per 545 milioni di euro alla Bulgaria.
L’attuale Rapporto sulla Romania e’ la migliore tra le valutazioni fatte dalla Commissione Europea, sottolinea il recupero di molti handicap nella preparazione all’integrazione, pero’ sottolinea anche la validita’ del pericolo del posticipo dell’adesione.
Continua ad esistere il pericolo dell’attivazione della clausola di salvaguardia nella primavera 2006, poiche’ delle 11 cause iniziali per tale attivazione, sono rimaste ancora valide 3, due riguardanti le frontiere ed una sulla grande corruzione.
Il Rapporto per il 2005 contiene 7 cosiddetti “cartellini rossi” – campi nei quali la Romania e’ sensibilmente vulnerabile. Al primo posto di piazza la securizzazione delle frontiere, poiche’ il Paese diventera’ frontiera dell’UE e dovra’ assicurare gli altri Paesi membri che persone e merci sospette non entrino nello spazio Schengen. Saranno, quindi necessari personale specializzato ed infrastrutture, efficaci, atti a garantire la sicurezza interna dell’Unione.
Ecco, in riassunto i settori valutati positivamente con “cartellini verdi”:

  • La riforma del sistema giuridico
  • La concorrenza
  • La liberta’ della stampa
  • La restituzione delle proprieta’
  • La situazione macroeconomica
  • La libera circolazione del capitale
  • La libera circolazione dei servizi
  • Il capitolo energia
  • La protezione del consumatore
  • Le telecomunicazioni
  • I trasporti
  • Le politiche industriali
    I settori nei quali c’e’ ancora da fare, valutati con “cartellini gialli”:
  • La lotta contro il riciclaggio dei fondi neri
  • La liberalizzazione del mercato del lavoro e miglioramento del dialogo sociale
  • La lotta contro il contrabbando con droghe e persone
  • Il settore audiovisivo
  • La lotta contro il crimine organizzato
  • L’adozione dell’aquis comunitario nel campo doganale
  • Il rafforzamento della capacita’ amministrativa
  • La riduzione della percentuale di autovetture non assicurate
  • Il recupero degli aiuti di stato concessi illegalmente
    I settori che destano serie preoccupazioni, valutati con “cartellini rossi”:
  • La securizzazione delle frontiere
  • La lotta contro la corruzione e contro le frodi
  • Il sistema sanitario-veterinario
  • L’Agenzia di pagamenti diretti nell’agricoltura
  • L’assorbimento dei fondi europei ed il controllo delle spese comunitarie
  • Gli acquisti pubblici
  • La lotta contro la pirateria e le contraffazioni
  • L’informatizzazione del sistema di raccolta dell’IVA
  • La gestione degli strumenti strutturali
  • La protezione dell’ambiente

Il Fondo Monetario Internazionale e’ l’autore del capitolo sulla macroeconomia del Rapporto della CE sulla Romania
La Romania deve risolvere i suoi problemi collegati agli squilibri macroeconomici, raccomanda il rapporto della Commissione Europea, braccio esecutivo dell’UE, conclusione prelevata dal discorso del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Nonostante la politica fiscale sia un attributo nazionale e non uno comunitario, la Commissione Europea ha voluto raccomandare alla Romania, su suggerimento del FMI, una politica economica prudente che assicuri stabilita’ macroeconomica. Gli ufficiali romeni hanno affermato ripetutamente che l’accordo con il FMI non e’ piu’ necessario pero’ viene richiesto ancora dall’Unione Europea, che non avrebbe la capacita’ di perizia macroeconomica necessaria per il monitoraggio della Romania.
„La Romania e’ riuscita, nell’insieme, a mantenere la sua stabilita’ macroeconomica, nonostante le politiche economiche si siano dimostrate meno prudenti e abbiano generato una serie di preoccupazioni sulla durabilita’ della stabilita’ registrata negli ultimi tempi“ e’ la conclusione della Commissione Europea
Dopo la valanga di modifiche apportate quest’anno al Codice Fiscale, il rapporto presentato da Olli Rehn raccomanda alla Romania di concedere un’attenzione prioritaria alla predicibilita’ delle politiche fiscali. Per quanto riguarda gli indici macroeconomici, il rapporto constata che il ritmo della disinflazione e’ diminuito, che il deficit estero e’ aumentato e che il ritmo della crescita economica registra un’instabilita’ in aumento, causata dalla crescita del consumo interno e dalla diminuzione delle esportazioni.
Inoltre, la Commissione Europea avverte sulla base ridotta di tassazione e raccomanda l’adozione di misure necessarie al suo allargamento.
Dopo che l’attuale Governo abbia aumentato gli stipendi dei funzionari del settore pubblico, nonostante le precedenti dichiarazioni sul congelamento degli stessi, la Commissione ha raccomandato all’esecutivo una politica salariale prudente nel settore pubblico, nel quadro di una strategia chiara sulle spese a medio termine, destinata a consolidare il potenziale di crescita economica e la preparazione per l’adesione all’Unione Europea.
Per la creazione di un quadro favorevole di affari e per la „liberazione“ dell’economia romena dal peso delle risorse concesse in maniera insufficiente, la Romania deve continuare il programma di privatizzazione, ristrutturazione o chiusura delle aziende non redditizie e proseguire gli sforzi per il rafforzamento della disciplina finanziaria e per registrare progressi consistenti nel funzionamento del sistema giudiziario.
La riforma delle spese pubbliche in Romania non ha registrato, fino al momento attuale, successi notevoli, avverte la Commissione. Nonostante gli investimenti pubblici siano aumentati fino al 3,5% del PIL nel 2004, essi sono stati limitati nel 2005 nel tentativo di controbilanciare l’impatto negativo sul bilancio determinato dagli squilibri nella politica salariale del settore pubblico, afferma il rapporto.

La Romania deve assorbire 1 miliardo di euro nel 2006
L’UE offre alla Romania assistenza finanziaria nel 2006 per 1.155 milioni di euro. Pero, la Commissione Europea ha identificato ritardi e ha avvertito che c’e’ il rischio di non poter beneficiare pienamente dei fondi UE disponibili, fino all’adesione, nel 2007. La corruzione mette in pericolo anche l’applicazione corretta delle politiche e dei programmi finanziati dall’UE. La Romania deve intensificare gli sforzi per creare istituzioni capaci ad amministrare ed applicare schemi di aiuto diretto, ed assicurare, agli agricoltori, la concessione degli aiuti in funzione del mercato e dell’assorbimento dei fondi di sviluppo rurale previsti nella Politica Agricola Comune. Il mancato adempimento agli impegni assunti puo’ portare automaticamente all’applicazione di penalita’. La Commissione non eroghera’ piu’ ulteriori fondi dal bilancio UE se il nuovo stato membro non offre garanzie sufficienti nella maniera di spendere i fondi. Sono necessarie delle azioni per rinforzare la capacita’ amministrativa nei ministeri ed altre organizzazioni centrali, locali e regionali, inclusivamente per quanto riguarda il Fondo Sociale Europeo e per il management del futuro programma „La Competitivita’“. Il Piano Unico di Azione sul miglioramento del management dei fondi UE deve essere messo rapidamente in applicazione. I meccanismi di co-finanziamento, specialmente a livello locale, devono essere chiariti e garantiti.
La Romania ha difficolta’ per quanto riguarda la capacita’ amministrativa, il management ed il controllo dell’applicazione dei programmi tipo Fondi Strutturali e le misure per i Fondi di Coesione. Deve essere rispettato il calendario per l’accreditamento EDIS conformemente ai criteri di convergenza entro la fine del mese di dicembre 2005, per permettere ai servizi specializzati della Commissione di realizzare l’audit di verifica nel primo semestre del 2006. Il rispetto delle scadenze permettera’ alla Romania di ottenere l’accreditamento per il programma PHARE fino nel terzo trimestre del 2006. Importanti punti deboli continuano ad essere identificati nel controllo finanziario, che puo’ diminuire l’efficacia dello svolgimento dei programmi finanziari dall’UE. La cooperazione con l’OLAF e’ buona, devono essere, pero’, applicati la strategia nazionale anti-frode ed il piano di azione per la protezione degli interessi finanziari dell’UE. Si deve concedere maggiore attenzione alla lotta contro il riciclaggio dei fondi neri e le frodi collegate a fondi UE. Per i programmi PHARE, SAPARD ed ISPA devono essere migliorati gli schemi di audit interno, dopo che la Corte dei Conti e’ stata nominata per effettuare un audit esterno. Le regolamentazioni sui fondi strutturali verranno riviste entro la fine del 2006.

Accordo con il Fondo Monetario Internazionale oppure fondi per le infrastrutture?
L’insistenza del FMI per un bilancio perfettamente equilibrato, se non addirittura eccedente, piu’ il rifiuto di accettare ogni altro utilizzo dei fondi risultati dalle privatizzazioni per altri scopi che la riduzione del debito pubblico, potrebbero essere le cause di un eventuale fallimento del nuovo round di negoziazioni con il FMI, seguito dall’abbandono definitivo di tale tipo di monitoraggio delle politiche macroeconomiche del governo romeno. Le restrizioni sulle quali insistono gli esperti del Fondo diventano sempre piu’ difficili da accettare, a causa delle numerose necessita’ di finanziamenti pubblici e dell’efficacia ridotta della leva rappresentata dal bilancio nel controllo del deficit esterno.
Negli ultimi 6 anni, il peso specifico del debito pubblico della Romania nel Prodotto Interno Lordo e’ continuato a diminuire, avvicinandosi al 20% (mentre il plafond valido nei Paesi UE e’ del 60% del PIL).
Lo stock del debito pubblico interno non supera 3,9 miliardi di euro e le spese per i tassi di interesse sono stimati a circa 320 milioni di euro per il 2005. Nel contempo, il debito estero pubblico e pubblicamente garantito rappresentava a fine agosto 2005 circa 11,3 miliardi di euro, mentre il debito estero non garantito pubblicamente ammontava a 10 miliardi di euro.
Anche se nelle previsioni del Ministero delle Finanze il debito pubblico interno aumentera’ fino a 7,6 miliardi di euro nel 2009, il peso specifico nel PIL delle spese per i tassi di interesse dovrebbe diminuire leggermente, dall’attuale 0,4% allo 0,32% nel 2009.
Nonostante cio’, il FMI non si lascia convincere dal progetto delle Finanze di considerare “deficit di bilancio sano” l’utilizzo dei fondi dalle privatizzazioni per investimenti nelle infrastrutture o per la riforma del sistema delle pensioni. Con gli incassi dalle privatizzazioni, di alcuni miliardi di euro previsti per il 2005 e 2006, la Romania dovrebbe – secondo il FMI – ridurre in maniera drastica il debito pubblico.
Secondo l’attuale progetto di legge Finanziaria per il 2006, gli incassi dalle privatizzazioni non saranno utilizzati per il finanziamento diretto del deficit di bilancio, e le destinazioni saranno stabilite attraverso Decisioni Governative. Le probabili destinazioni sarebbero il finanziamento dei progetti di infrastruttura e del deficit di bilancio creato dall’introduzione del “pilone II” del sistema delle pensioni private e – soltanto in terzo luogo – per il finanziamento del processo di ristrutturazione del debito pubblico estero. Tale progetto di Finanziaria 2006 e’ gia’ stato presentato agli esperti FMI, che lo studiano, prima si iniziare le negoziazioni dirette.
Per quanto riguarda l’esigenza del Fondo sulla riduzione continua del deficit di bilancio, per compensare il “boom” del deficit estero, l’esperienza degli ultimi 2 anni ha dimostrato che il rapporto tra i due elementi e’ sempre piu’ debole poiche’ le importazioni ed i prestiti esteri sono determinati maggiormente dal settore privato. Rilevante da questo punto di vista e’ l’esempio della Bulgaria, che anche se ha registrato eccedenti di bilancio, ha un deficit di conto corrente che tende verso il 13% del PIL.
“La capacita’ del Governo di aumentare i redditi al bilancio dello stato rimane essenziale, e da tal punto di vista la posizione del FMI e’ giustificate. Pero’, la Romania ha il piu’ basso tasso delle spese di bilancio nel PIL dell’intera Europa, il che non e’ normale se si analizzano le necessita di investimenti nelle infrastrutture” commenta Radu Crăciun, analista capo della ABN Amro, aggiungendo che le misure di aumento dei redditi, proposte, fino adesso, dal Ministero delle Finanze non sono sufficientemente convincenti.
Quindi, la Romania potrebbe arrivare alla rottura definitiva dell’accordo con il FMI, ed il ministro delle finanze, Sebastian Vlădescu, sostiene che il Governo e’ preparato ad elaborare le proprie politiche macroeconomiche ed a sostenerle a Brusselles.
Negli ultimi anni, l’Unione Europea ha apprezzato il monitoraggio da parte del FMI dal punto di vista economico ed ha insistito per la negoziazione di un nuovo accordo nell’estate del 2004. Quindi, un’eventuale rottura dell’accordo dovrebbe avvenire soltanto con il previo accordo dell’UE.
Il Governo Tăriceanu ha avuto un rapporto teso con il FMI sin dall’introduzione della quota unica di tassazione dei redditi senza previe consultazioni, che e’ continuato intorno alla proposta del FMI di aumentare ’IVA per aumentare i redditi al bilancio e per temperare l’aumento del consumo.

Deficit di conto corrente di oltre il 4% del PIL nei primi 8 mesi del 2005
Il deficit di conto corrente e’ aumentato nel mese di agosto di oltre 300 milioni di euro, fino a 3,24 miliardi di euro (+48,6% rispetto al periodo simile del 2004), secondo i dati della Banca Nazionale della Romania (BNR). Il livello del deficit e’ arrivato al 4,1% del PIL stimato per il 2005 dalla Commissione Nazionale di Previsioni (78 miliardi di euro). Nei primi otto mesi del 2005, il valore dei beni e servizi importati ha superato di 4,4 miliardi di euro gli incassi dalle esportazioni, ed il saldo negativo e’ aumentato del 54% rispetto a quello del periodo simile del 2004 (in prezzi FOB). Il deficit commerciale e’ aumentato nel solo mese di agosto 2005 di 600 de milioni di euro. Nello stesso mese, i trasferimenti correnti hanno rappresentato 400 milioni di euro, ed il valore totale nei primi 8 mesi del 2005 e’ arrivato a 2,3 miliardi di euro. Il Governatore BNR, Mugur Isarescu, dichiarava recentemente che i trasferimenti dai romeni che lavorano all’estero potrebbero ammontare nel 2005 a 3,5 miliardi di euro. Il debito esterno a medio e lungo termine registrava al 31 agosto 2005 circa 22,3 miliardi di euro (+22,7% rispetto a dicembre 2004, di cui 11,3 miliardi di euro rappresentano debito pubblico e pubblicamente garantito. Alla fine di agosto 2005, i depositi a medio e lungo termine dei non residenti ammontavano a 900 milioni di euro.

Crescita economica del 4,7% nel 2005
Il ritmo di crescita dell’economia romena continuera’ a diminuire anche nel terzo trimestre del 2005, fino al 4,7% alla fine del 2005, evoluzione determinata dai danni provocati dalle inondazioni degli ultimi mesi, sostiene un rapporto della Bank Austria Creditanstalt (BA-CA). L’economia romena ha perso lo slancio del primo trimestre del 2005, quando dopo una crescita del 5,9%, e’ diminuita a poco piu’ del 4% nel secondo trimestre, commentano gli analisti della banca austriaca. Il ritmo di crescita economica e’ arrivato al 4,9% nel primo semestre del 2005, rispetto all’8,3% nel primo semestre del 2004. Il rapporto della BA-CA spiega questa evoluzione attraverso il declino importante dell’agricoltura, generato dalle condizioni meteo sfavorevoli e dalle inondazioni della primavera 2005. Per il 2006, le stime BA-CA indicano una crescita economica del 6,3%, un deficit di conto corrente del 9,4% del PIL, un livello medio dell’inflazione del 7% ed un deficit di bilancio dell’1% del PIL.

Erste Bank e BCP Millennium continuano la corsa per la privatizazione della Banca Commerciale Romena (BCR)
Erste Bank e BCP Millennium hanno fatto le migliori offerte per l’acquisto del pacchetto azionario del 61,88% della BCR. Le due finaliste dovranno inoltrare ulteriori offerte finanziarie migliorate, superiori a quelle iniziali.
Vincera’ l’offerente disponibile a pagare il prezzo piu’ alto. La banca di investimenti Keefe, Bruyette and Woods (KBW) ha valutato la BCR a 5,5 miliardi di euro, ed il pacchetto azionario messo in vendita a 3,4 miliardi di euro. Un’altra valutazione, realizzata da Goldman Sachs, indica il valore della BCR a 3,8-5,8 miliardi di euro.
Erste Bank compete anche per la privatizzazione della Cassa di Risparmio CEC.
La sorpresa e’ l’eliminazione della Deutsche Bank, piazzata dagli analisti tra i favoriti.
L’acquirente della BCR, ottiene implicitamente i pacchetti azionari di maggioranza di alcune compagnie (nelle quali la BCR e’ azionista di maggioranza): BCR Leasing, BCR Securities, BCR Asigurari, BCR Asset Management, Anglo-Romanian Bank e BCR Chisinau.

La Societe Generale non e’ piu’ interessata all’acquisto della Cassa di Risparmio CEC
Soltanto 7 delle 8 banche preselezionate per partecipare alla privatizzazione della Cassa di Risparmio (CEC) hanno presentato offerte di acquisto entro la scadenza fissata. Societe Generale si e’ ritirata informa un comunicato del Ministero delle Finanze.
Le Banche rimaste in lizza per il prelievo della CEC sono Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A.; EFG Eurobank; National Bank of Greece; OTP Bank, Raiffeisen Zentralbank Oesterreich Aktiengesellschaft in consorzio con Raiffeisen International Bank – Holding A.G; Dexia ed Erste Bank.
Il Ministero delle Finanze Pubbliche ha confermato l’apertura delle offerte, ed iniziera’ le negoziazioni ed una nuova tappa di valutazione a partire dal 24 ottobre 2005.
Da fonti bancarie risulta che il prezzo offerto rappresentera’ il 70% – 90% del punteggio per la selezione degli investitori. Se tra il punteggio dei primi due contendenti la differenza sara’ inferiore al 10%, la commissione di privatizzazione richiedera’ ad entrambi di migliorare le proprie offerte. La CEC occupa la sesta posizione nel sistema bancario romeno, per il valore degli attivi e detiene la piu’ estesa rete territoriale, di circa 1.400 unita’. La banca ha concluso i primi 9 mesi del 2005 con un profitto netto di 3 milioni di RON (870.000 euro).

Nel mese di settembre 2005, gli olandesi si sono piazzati nel top degli investitori in Borsa
I non residenti hanno piazzato, nel mese di settembre, nella Borsa romena, 318,31 milioni di RON, mentre nel mese di agosto 2005, le entrate erano state di 251,28 milioni di RON. Secondo i dati forniti dalla Commissione Nazionale dei Valori Mobiliari (CNVM), il valore del capitale entrato sul mercato romeno, dall’inizio del 2005, e’ arrivato a 1,31 miliardi di RON, ed il totale delle somme che hanno lasciato il mercato e’ ammontato a 1,09 miliardi di RON.
Sul mercato di capitale sono entrati, nel mese di settembre 2005, 64 nuovi investitori, mentre si sono ritirati 29. Il volume totale degli acquisti, nel mese di settembre 2005 e’ ammontato a 362,15 milioni di RON (103,1 milioni di euro), piu’ alto rispetto al volume delle vendite quantificato a 260,47 milioni di RON (74,2 milioni di euro). Dall’inizio del 2005, i piu’ importanti trasferimenti sono stati quelli di azioni: gli acquisti hanno sommato 1,86 miliardi di RON (523,3 milioni di euro), e le vendite 1,49 miliardi di RON (420,2 milioni di euro).
I piu’ attraenti, per gli investitori stranieri sono rimasti, anche nel periodo analizzato, i settori petrolifero e finanziario.
Nella classifica mensile degli investimenti stranieri in Borsa, l’Olanda ha occupato il primo posto, con acquisti per 132,15 milioni di RON (37,6 milioni di euro), seguita dall’Austria con 56,6 milioni di RON (16,1 milioni di euro), SUA con 52,04 milioni di RON (14,8 milioni di euro) e Gran Bretagna con 21,03 milioni di RON (5,9 milioni di euro). Nel mese di agosto 2005, gli investitori austriaci occupavano il primo posto assoluto, con piazzamenti per un valore di 49,50 milioni di RON.

11 parchi industriali in corso di costituzione
La Direzione per le Zone Assistite ed Aiuti di Stato del Ministero dell’Amministrazione ed Interni (MAI) implementa due tipi di politiche, destinate ad aumentare il numero dei posti di lavoro a livello nazionale e lo sviluppo economico del Paese attirando investimenti diretti, compresi quelli stranieri: le Zone Sfavorite ed i Parchi Industriali. L’Ordinanza Governativa N.65/2001 sulla costituzione e funzionamento dei parchi industriali, approvata con modifiche attraverso la Legge N.490/2002, stabilisce il quadro legale per la concessione delle facilitazioni ed i criteri per i beneficiari.
Fino al 20 ottobre 2005 erano stati concessi dal MAI 27 titoli di parco industriale per diverse locazioni e dal Governo altri 6 titoli.
Inoltre, sono state analizzati e proposti per finanziamento altri 7 parchi, e 4 richieste sono ancora in corso di analisi presso la Commissione di valutazione. L’aiuto di stato, regionale, offerto ai parchi industriali, per i quali il MAI e’ iniziatore o fornitore, consta, in funzione delle situazioni, di esoneri o riduzioni di tasse ed imposte.
I principali parchi industriali di successo, al momento attuale, (Ploiesti, Moreni, Valenii de Munte, Carfil, Metrom) sono costituiti su iniziativa delle autorita’ locali, dichiara il segretario di stato del MAI, Mircea Nicu Toader, responsabile per le comunita’ locali. Lo stesso sottolinea che il grande numero di parchi industriali nelle Regioni di Sviluppo Sud e Centro e’ dovuto all’esistenza delle piattaforme industriali delle unita’ della difesa, che sono state riabilitate per riorientamento industriale ed implicitamente per la creazione di nuovi posti di lavoro.

Gli stipendi hanno registrato in Romania il piu’ consistente aumento dell’intera regione
Secondo uno studio elaborato da PriceWaterhouse Coopers, gli stipendi registrano in Romania la piu’ consistente crescita dell’intera regione. Sempre in Romania si registrano anche i piu’ grandi divari tra gli stipendi pagati.
Gli specialisti PWC hanno analizzato i reddito di 100.000 dipendenti di oltre 100 compagnie operanti in Romania, per la maggior parte con giri di affari compresi tra 10 e 100 milioni di euro all’anno.
Nell’ultimo anno, in Romania si e’ registrato il piu’ consistente aumento salariale rispetto all’inflazione, paragonato alla Rep. Ceca, Slovacchia ed Ungheria, Paesi con un piu’ alto tenore di vita.
Anche se in Romania si registra il piu’ alto tasso dell’inflazione, questo e’ di soli 2% superiore a quello dell’Ungheria e Slovacchia, mentre l’aumento salariale e’ percettibilmente piu’ alto.
In cambio, la Romania non vanta una buona situazione per quanto riguarda i benefici concessi ai dipendenti: offre le piu’ basse pensioni private, meno buoni pasto, le piu’ basse sovvenzioni per il trasporto e le piu’ scarse opportunita’ di praticare sport.
Lo studio presenta anche le tendenze nelle politiche salariali in Romania. Nel 1997-1999 si e’ partito da una situazione in cui la maggior parte dei benefici erano orientati verso i manager, e nei successivi 2 anni questi si sono diversificati ed orientati verso tutti i dipendenti.
Nel 2003 si 2004, la maggior parte delle compagnie offriva pacchetti differenziati secondo le categorie di salariati, e nel 2005 si e’ arrivato che il dipendente possa scegliere da solo il proprio pacchetto di benefici.
Anche i benefici sono differenti in funzione del tipo di compagnia. Le banche concedono crediti preferenziali ai propri dipendenti, le compagnie del settore finanziari offrono beni, gratuitamente o a prezzi scontati, quelle del settore IT offrono abbonamenti telefonici.
Un’altra tendenza rilevata dallo studio e’ la negoziazione dello stipendio in lei o in valuta.
Se nel 1997, il 60 % dei dipendenti negoziava il proprio stipendio in valuta, negli ultimi anni i romeni hanno puntato sul leu, e quindi nel 2005 il rapporto e’ inverso: il 40% ha negoziato lo stipendio in valuta, ed il 60% in lei.

Lo stipendio medio nel 2006 ammontera’ a 10,7 milioni di lei
Lo stipendio medio lordo aumentera’ dai 9.580.000 lei nel 2005 a 10.770.000 nel 2006, secondo il progetto di Legge Finanziaria per il 2006.
Il Governo stima un tasso dell’inflazione nel 2006 del 5,5% e si impegna di ridurre, i contributi alle assicurazioni sociali di 1,5% ed il contributo per le assicurazioni sanitarie dello 0,5%.

Il consumo alimentare medio giornaliero pro capite i Romania e’ di 1 grammo di burro, 300 grammi di carne, 70 grammi di zucchero
I romeni mangiano meno e sempre piu’ prodotti importati. Secondo di dati forniti dal Ministero dell’Agricoltura, ad eccezione della carne, del latte e delle uova, i romeni hanno consumato meno generi alimentari nel primo semestre del 2005 rispetto al periodo simile del 2004.
Il consumo medio pro capite nel primo semestre del 2005 e’ ammontato a 24,1 kg carne (di cui 9,3 kg carne suina, 9,2 kg pollame, 4,2 kg carne bovina ed 1,4 kg carne ovina), 157,5 uova e 117,3 litri latte (+ 2 kg de carne, +10 uova e + 2 litri di latte rispetto al primo semestre del 2004). Quindi un consumo giornaliero di 300 grammi di carne, quasi un uovo e 0,65 litri latte.
Per quanto riguarda gli altri generi alimentari, nel primo semestre del 2005 il consumo medio pro capite e’ diminuito: 1,7 kg di margarina (9 grammi/giorno), 12,9 kg di zucchero (70 grammi/giorno), 47 kg farina (0,2 kg/giorno), 0,2 kg burro (1 grammo/giorno), 1,4 kg riso (7 grammi/giorno), 5,4 litri olio e 1,8 kg farina di mais (10 grammi/giorno).
Anche il consumo di conserve di legumi e frutta e’ diminuito nel primo semestre del 2005 fino a: 1,1 kg fagioli, piselli o cetrioli conservati e 0,3 kg di confettura e composte pro capite. La maggior parte di questi prodotti proviene dall’importazione (un terzo della carne, il 23% dello zucchero, oltre il 40% del burro, il 67% delle conserve di legumi e quasi il 100% del riso).

A Bucarest gli spazi commerciali moderni scarseggiano ancora
Bucarest ha un mercato sottodimensionato per quanto riguarda gli spazi commerciali moderni, di soli 235.200 mq (rispetto ai circa 750.000 mq di Varsavia o 400.000 mq di Vienna), anche se supera i 200.000 mq di Mosca o i 150.000 mq di Sofia.
Si prevede, pero’, un vero boom nell’allestimento di nuovi spazi commerciali che portera’, alla fine del 2007, ulteriori 750.000 mq di spazi commerciali moderni alla capitale romena.
Attualmente a Bucarest esistono 3 complessi funzionanti, del tipo “mall” ed alcuni altri in fase di progetto, indica uno studio dell’agenzia di consulenza immobiliare DTZ Echinox.
Paradossalmente, nella zona nord di Bucarest dove risiede la maggior parte della popolazione benestante, non esiste ancora alcun grande centro commerciale. La spiegazione potrebbe essere la mancanza di terreni disponibili.
Inoltre, lo studio della DTZ Echinox sottolinea che a Bucarest manca una via principale destinata al commercio di retail. I piu’ importanti spazi di retail sono ubicati sui bulevard Magheru e Balcescu, Calea Victoriei e Calea Mosilor.
Un altro studio della compagnia di consulenza immobiliare CB Richard Ellis afferma che l’estensione dell’attivita’ delle banche, dei supermercati, delle farmacie e dei negozi di elettrodomestici ha portato alla mancanza di spazi commerciali disponibili.
Le locazioni stradali centrali sono affittate a lungo termine, senza clausole di rescissione, e gli spazi nei mall e nelle gallerie commerciali dei supermercati vengono affittati per il 90% anche prima dell’inaugurazione dei rispettivi edifici.
Attualmente, secondo lo studio CB Richard Ellis, la richiesta non coperta da disponibilita’ ammonta a circa 25.000-30.000 mq, di cui il 70% sono richieste per locazioni stradali.
Di conseguenza il livello degli affitti e’ aumentato del 25% nel primo trimestre del 2005. Gli affitti per gli spazi ultracentrali sono saliti fino a 90-110 euro/mq mensili, in funzione delle dimensioni e dell’ubicazione. Gli affitti per le locazioni secondarie sono saliti a 25-40 euro/mq mensili e per le zone periferiche a 10-15 euro/mq mensili.
Le banche affittano in genere spazi di 100 – 200 mq ed i negozi di elettrodomestici 200 – 500 mq.
Un nuovo City Mall, nel settore 4 della capitale, per 700.000 clienti
Il City Mall, recentemente inaugurato nel settore 4 di Bucarest, ha 38.000 metri quadrati, di cui 24.735 mq affittabili (hanno gia’ affittato spazi oltre 110 compagnie, tra cui Altex, KFC, Diverta, Connex, Orange, Zapp, Cosmorom, Kenvelo, Sony, Lotto, Optinova ecc.), un parcheggio sotterraneo con 300 posti auto, ristoranti, casino’ cinema multiplex. City Mall appartiene alla compagnia Jaguar Development che ha investito 35 de milioni di euro nella costruzione, ed il finanziatore principale e’ la Banc Post.

Le attivita’ piu’ redditizie sono concentrate a Bucarest afferma il “Libro Bianco delle PMI 2005”
Si afferma sempre piu’ spesso che gli affari piu’ redditizi si svolgono a Bucarest, ragione per cui la Capitale e’ il piu’ grande contribuente al bilancio dello stato. Al polo opposto si piazza la Regione Sud-Ovest Oltenia, diventata la zona piu’ sfavorita del Paese. Tali asserzioni vengono confermate dal “Libro Bianco delle PMI 2005”, realizzato in partenariato dal Consiglio Nazionale delle Piccole e Medie Imprese della Romania e l’Agenzia Nazionale per le Piccole e Medie Imprese e la Cooperazione.
Nella classifica regionale delle piu’ attive microimprese (ditte con fino a 9 dipendenti), il primo posto e’ occupato da Bucarest. Qui operano le piu’ numerose microimprese (86.260), ed il giro di affari medio e’ il piu’ alto del Paese (2,31 miliardi di lei). La Regione Ovest e’ la terza nel top per numero di ditte (36.733), ma il giro medio di affari, di 1,337 miliardi di lei, supera il giro di affari delle microimprese, piu’ numerose, delle regioni Centro e Nord-Ovest, di 1,32 miliardi di lei e rispettivamente 1,277 miliardi di lei. Le meno numerose microimprese operano nella Regione Nord-Est, pero’ il loro giro di affari medio, di 1,2 miliardi di lei, e’ superiore a quello delle microimprese della Regione Sud-Ovest, che registra 1,04 miliardi di lei.
Bucarest detiene il primo posto anche nella categoria Piccole imprese (con 10-49 dipendenti). Nella Capitale si concentra la maggior parte di tali aziende, con un giro di affari medio di 31,5 miliardi di lei, valore quasi doppio rispetto a quello delle Piccole imprese della Regione Nord-Est (giro di affari medio di 16 miliardi di lei) o della Regione Sud-Ovest (giro di affari medio di 15,7 miliardi di lei).
Lo stesso vale anche per il settore delle Medie imprese, che a Bucarest registrano un giro di affari medio di 125,223 miliardi di lei, rispetto ai 60,5 miliardi di lei nella regione Nord-Est e 61,74 miliardi di lei nella Regione Sud-Ovest.
Nell’insieme, la Regione Sud-Ovest (Oltenia) e’ diventata la regione piu’ sfavorita del Paese ed il minor contribuente al bilancio dello stato (negli anni precedenti la regione piu’ povera era stata la Moldova). Gli autori del Libro Bianco delle PMI 2005 sottolineano che “Il peso specifico piu’ ridotto del giro di affari (del settore delle PMI) e’ detenuto dalla Regione Sud-Ovest, con il 6,2% per le Microimprese, il 5% per le Piccole imprese ed il 5% per le Medie imprese”.
Per chi e’ stato favorevole il 2005?
Nel 2005, il giro medio di affari di una microimpresa e’ ammontato a 1,471 miliardi di lei. Valori oltre la media hanno registrato le ditte dell’industria petrolifera, dell’industria metallurgica e del commercio all’ingrosso. Valori inferiori alla media hanno registrato le microimprese del settore dell’estrazione del carbone, del trattamento e distribuzione dell’acqua, della lavorazione del tabacco.
Gli autori del Libro Bianco hanno constatato una diversificazione dell’oggetto di attivita’ delle microimprese e la riduzione del peso specifico delle ditte che hanno come attivita’ principale il commercio, a favore di altre attivita’ (costruzioni, trasporti, industria alimentare, servizi erogati ad altre PMI).
Tra le piccole imprese, quelle attive nel campo del commercio al dettaglio (5.506 ditte) hanno guadagnato meno di quelle attive nel commercio all’ingrosso (4.801 ditte). Mentre le prime hanno contribuito con soli 13,5% al giro totale di affari delle Piccole imprese, le altre hanno avuto un contributo del 37%. Le piu’ attive Piccole imprese, tenendo presente il giro di affari, sono state quelle operanti nei settori del commercio, costruzioni, industria alimentare e delle bevande, servizi per le PMI, trasporti terrestri e trasporti via condotti, turismo. Giri di affari modesti hanno registrato le Piccole imprese dei settori dell’itticoltura, estrazione dei minerali metalliferi, estrazione e preparazione del carbone.
Il recupero dei rifiuti, nel in top
Anche tra le Medie imprese, nel top si piazzano sempre quelle attive nel campo del commercio all’ingrosso; seguono – in base alle dimensioni del giro di affari, le imprese che commercializzano combustibili, le imprese di recupero dei rifiuti, le imprese di costruzioni, quelle dell’industria alimentare e delle bevande, le imprese di trasporti, quelle che fabbricano prodotti in legno (ad eccezione dei mobili). I piu’ bassi giri di affari sono stati registrati dalle Medie imprese operanti nell’amministrazione, educazione, piscicoltura, nel campo dell’autonoleggio, della trasformazione del greggio, nonche’ nell’estrazione (del carbone e dei minerali metallifere).

Otto societa’ controllano il mercato dei buoni pasto
Il Ministero delle Finanze ha deciso di non modificare, per il momento, la deducibilita’ concessa alle aziende e l’esonero da imposta sul reddito dei dipendenti per i buoni pasto. Nonostante cio’, le societa’ che emettono buoni pasto trovano difficilmente nuovi clienti, ragione per cui il mercato e’ in pieno processo di fusioni ed acquisti. Dei 4,6 milioni di salariati ufficiali, circa 2 milioni beneficiano di buoni pasto. Nel 2005, IFS e’ stato acquistato da Cheque Dejeuner e Hungastro potrebbe essere acquistato da Accor Services, transazioni che dimostrano la tendenza di consolidamento del mercato.
Gli utili dei 9 emittenti arrivano a circa 50-70 milioni di euro all’anno. Attualmente un buono pasto ha un valore di 7 RON (70.000 lei vecchi).

Secondo uno studio realizzato da PricewaterhouseCoopers, la Romania offre maggiori opportunita’ alle compagnie di retail
La Romania, insieme alla Cina, Turchia, Vietnam, Russia, Bulgaria ed India, offre le migliori opportunita’ di investimenti per le compagnie di retail e per i produttori di beni di consumo, secondo uno studio realizzato dalla societa’ di consulenza PricewaterhouseCoopers (PwC). Secondo il rapporto citato, la Russia, Romania e Bulgaria si ritrovano per la prima volta sull’elenco dei Paesi che offrono le migliori opportunita’ in questo settore.
I piu’ importanti operatori presenti sul mercato sono Carrefour (4 ipermercati e vendite nette nel 2004 di 222 milioni di euro), Rewe (15 supermercati Billa e 4 negozi XXL Mega Discount), Metro (21 unita’ cash and carry e vendite nette nel 2004 di 1,039 miliardi di euro). Inoltre, Metro detiene altri 7 negozi per il “Fai da te’” Praktiker, che hanno registrato nel 2004 un giro di affari di 62 milioni di euro. Altri retailer importanti sono il gruppo Altex (110 negozi di prodotti elettrici ed elettrodomestici) e Nova Group (complesso commerciale Unirea).
Anche il settore dei produttori di generi alimentari e’ ben rappresentato, ed alcuni sottosettori sono dominati da investitori stranieri: nel settore delle bevande dagli investitori greci ed austriaci, quello del latte dai danesi, e nell’agricoltura dagli italiani ed americani. Tra i principali operatori si annoverano Covalact-Campina, Danone, Dorna, Friesland, Hochland, Prodlacta (derivati del latte), Argus, Interoil (Bunge), Muntenia, Unirea, Olpo Ulei (oli).
Nell’industria della trasformazione della carne i principali operatori sono Agricola International, Aldis, Angst, Avicola Bacau, Cristim, Caroli e Tabco Campofrio, e nel settore delle bevande Brau Union, Coca-Cola, Ursus Romania, European Drinks, Interbrew, Quadrant Amroq.
Chipita Romania, Excelent, Kraft, Nestle, Orkla Foods, Star Foods e Supreme Chocolat dominano il settore dei dolciumi e degli snacks. Nel settore dei generi non alimentari lo studio elenca: Braiconf, Beiersdorf, Arctic, British American Tobacco, Electrolux, Jolidon, Colgate Palmolive ecc.

Tra il 2 ed il 6 novembre 2005 a Bucarest si svolge la mostra internazionale Indagra
La decima edizione della mostra internazionale Indagra, specializata in attrezzature e prodotti dell’agricoltura, zootecnia ed industria alimentare, si svolgera’ a Bucarest, nel recinto fieristico Romexpo e riunira’ 550 aziende, di cui 202 espositori esteri provenienti da 27 Paesi. Gli espositori occupano un’area di 26.500 mq, del 36% superiore a quella dell’edizione precedente.
INDAGRA e’ strutturata nei seguenti saloni tematici: salone dell’industria alimentare, salone dell’agricoltura, salone dei prodotti ecologici ECO AGRICULTURA, e saloni della zootecnia, ROMAVICOLA salone internazionale dell’avicoltura, EXPO SUINICOLA salone internazionale dell’allevamento dei suini, salone della piscicoltura e salone del giardinaggio.
In concomitanza con Indagra si svolgono altre due moste specializzate: Expo Drink (bevande) e All Pack (imballagi).

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