Newsletter n.52 / 2004

La Romania ha un nuovo Parlamento ed un nuovo Presidente
Il nuovo Parlamento si e’ insediato il 21 dicembre; i 137 senatori e 332 deputati eletti il 28 novembre hanno giurato – sulla Costituzione e Bibbia – di rispettare le leggi e mettersi al servizio del popolo romeno.
A capo della Camera dei deputati e’ stato eletto il socialdemocratico Adrian Nastase (il premier uscente) mentre al Senato e’ stato riconfermato Nicolae Vacaroiu.
Lo stesso giorno, Traian Basescu, finora sindaco di Bucarest, ha giurato come nuovo presidente della Romania per un mandato di 5 anni, davanti alle due Camere del Parlamento romeno appena insediate.
Il giuramento di Traian Basescu ha concluso il rinnovo delle massime cariche dello Stato dopo le elezioni del 28 novembre ed il ballottaggio del 12 dicembre, vinto dall’opposizione di centro-destra. Nel discorso di fronte alle due camere riunite del Parlamento, il nuovo capo di stato ha assicurato che durante il suo mandato la Romania diventera’ un Paese nuovo, senza corruzione e senza poverta’. ”Non possiamo aderire con dignita’ all’Unione Europea senza prima risolvere questi due problemi. La corruzione ad alto livello e’ diventata negli ultimi anni un pericolo per la sicurezza della Romania, mentre la poverta’ e’ stata spesso nascosta dietro alle statistiche. Questo non deve succedere piu”.
Basescu ha presentato al Parlamento i suoi consiglieri presidenziali, fra i quali ci sono Theodor Stolojan, ex presidente del Partito Liberale, consigliere per i problemi economici e sociali, Andrei Plesu, scrittore ed ex-ministro degli esteri, consigliere per la politica estera e Renate Weber, presidente dell’organizzazione per i diritti civili ”Fondazione per una societa’ aperta”, consigliere per i problemi giuridici.
Il presidente Traian Basescu ha nominato Calin Popescu Tariceanu come premier incaricato della formazione del nuovo governo che dovrebbe guidare la Romania nei prossimi 4 anni. Tariceanu (52 anni) e’ presidente del Partito Liberale (che insieme al Partito Democratico costituisce l’alleanza Giustizia e Verita’) ed e’ stato ministro dell’Industria e Commercio nel periodo 1996-1997.
Secondo la Costituzione romena, il presidente ha il diritto di sciogliere il Parlamento se il governo non ottiene la maggioranza necessaria e organizzare elezioni anticipate, possibilita’ che Basescu non esclude.
Fino all’insediamento ufficiale del nuovo governo l’incarico di premier ad interim e’ stato assunto da Eugen Bejinariu, ex-segretario generale nel gabinetto PSD di Nastase. Nastase si e’ dimesso dalla carica di premier dopo essere stato nominato presidente della Camera dei Deputati.
La prima misura del Governo Tăriceanu dovrebbe essere l’introduzione della quota unica di tassazione dei redditi, del 16%, applicabile dal 1 gennaio 2005, se il Governo verra’ accettato dal Parlamento prima di tale data.

La Romania e la Bulgaria firmeranno i trattati di adesione all’UE nel mese di aprile 2005
I capi di Stato e di governo dell’UE hanno stabilito che il Trattato di adesione all’UE della Bulgaria e della Romania sara’ firmato nel mese di aprile 2005, in vista dell’adesione dei due Paesi a gennaio 2007.

Quello che la Romania ha ottenuto nelle negoziazioni con l’Unione Europea
Nelle negoziazioni di adesione all’Unione Europea, la Romania ha ottenuto 50 periodi di transizione ed accordi transitori (rispetto ai 48 della Polonia, 35 dell’Ungheria, 47 di Malta), cioe’ il maggior numero di periodi di transizione tra tutti i Paesi dell’attuale ondata di allargamento (un periodo di transizione e’ l’intervallo tra la data dell’adesione all’UE ed il momento dell’adeguamento alla legislazione comunitaria in un determinato campo). Inoltre la Romania ha ottenuto per il periodo 2007-2009 un pacchetto finanziario di 11 miliardi di euro sotto forma di impegni, di cui pagamenti effettivi per circa 6 miliardi di euro, cioe’ 2 miliardi di euro all’anno.
Ecco le conclusioni finali delle negoziazioni di adesione:
Capitolo 4 – Libera circolazione dei capitali
Il trattato di costituzione della Comunita’ Europea vieta le restrizioni nella libera circolazione tra i Paesi membri e concede un’attenzione particolare alla lotta contro il lavaggio del denaro nero.
Il principale problema, nelle negoziazioni, e’ stato quello dell’acquisto di terreni da parte dei cittadini degli stati membri UE, per il quale sono stati ottenuti 2 periodi di transizione: 7 anni per l’acquisto di terreni agricoli, foreste e terreni forestali da parte dei cittadini UE e SEE (Spazio Economico Europeo) e 5 anni per il diritto di acquisto di terreni per residenze secondarie.
La Polonia aveva ottenuto un periodo di transizione di 12 anni per l’acquisto di terreni agricoli, foreste e terreni forestali da parte dei cittadini UE e SEE e 5 anni per l’acquisto dei terreni per residenze secondarie.
Capitolo 6 – Concorrenza
Il capitolo si riferisce all’eliminazione dei monopoli di stato, degli aiuti statali, e alla liberalizzazione del settore energetico, dei trasporti e telecomunicazioni. Lo scopo delle regolamentazioni e’ di assicurare che il rispettivo stato candidato sia in grado di fronteggiare il mercato concorrenziale all’interno dell’Unione Europea.
La Romania ha ottenuto un periodo di transizione per la ristrutturazione della siderurgia fino nel 2008 (con riduzione delle capacita’ di produzione per i prodotti lavorati di 2,05 milioni di tonnellate). Dal 2005 non si concedono piu’ aiuti statali per la ristrutturazione della siderurgia.
I due periodi di transizione per le zone sfavorite e zone franche permettono si conservare determinate facilitazioni fino nel 2010 per le zone sfavorite (momento della loro sparizione) e fino nel 2011 per le zone franche.
La Polonia aveva ottenuto: eliminazione degli aiuti statali per le piccolo imprese nel 2011, e per le medie imprese nel 2010. La ristrutturazione dell’industria siderurgica polacca si dovra’ concludere alla fine del 2006.
Capitolo 7 – Agricoltura
L’Agricoltura e’ stato il capitolo piu’ complesso e difficile di negoziazione per tutti gli stati candidati. Il principale problema e’ il prelievo della legislazione comunitaria nel settore agricolo.
La Romania si e’ orientata verso lo sviluppo rurale (per risolvere il problema della sovrapopolazione nell’agricoltura e delle unita’ agricole di sussistenza) e verso i settori con alto potenziale di sviluppo (zootecnia, cereali, vitigni, latte, zucchero); la Polonia si e’ orientata prevalentemente sui pagamenti diretti e la Bulgaria sui prodotti tradizionali, specialmente sui legumi.
La Romania ha ottenuto il maggior numero di periodi di transizione ed accordi transitori, tra tutti gli stati candidati (13, rispetto ai 12 della Polonia). La Romania ha ottenuto un periodo di transizione di 3 anni per l’ammodernamento delle unita’ di trasformazione del latte e della carne, con l’introduzione nel Trattato, di un meccanismo di aggiornamento fino alla data dell’adesione.
Ha ottenuto un periodo di transizione di 8 anni per l’eliminazione dei vitigni ibridi su un’area di 30.000 ettari (rispetto agli 130.000 ettari iniziali) e la sostituzione con la specie Vitis vinifera (nessun altro stato ha ottenuto un tale periodo di transizione).
La Romania ha ottenuto altri periodi di referenza per la negoziazione delle quote di produzione, il che ha permesso l’ottenimento di quote favorevoli, vicine al potenziale produttivo nazionale. Il problema e’ che, fino alla data dell’adesione dovranno essere realizzate produzioni ravvicinate alle quote, per evitare il rischio di diminuzione delle ultime.
La Romania ha ottenuto la possibilita’ di incrementare fino al 20% i pagamenti diretti dai fondi per lo sviluppo rurale. Per i cereali e’ stata ottenuta un’area di base per coltivazioni arabili (cereali, oleaginosi, proteaginosi, lino per olio, lino fibre, canapa fibre) di 7,01266 milioni di ettari per i quali la Romania ricevera’ sovvenzioni dall’Unione Europea. Per i restanti 2,4 milioni di ettari di terreni (coltivati con piante da foraggio, patate, bietola, legumi, tabacco, angurie, piante medicinali ecc.), le sovvenzioni saranno ricevute nel quantum previsto dall’acquis comunitario per le rispettive coltivazioni.
La Romania ha ottenuto una quota di zucchero che copre, praticamente, il consumo nazionale, composta dalla quota di zucchero da barbabietola (109.164 tonnellate), una quota di lavorazione dello zucchero da canna di 329.636 tonnellate ed un quota di isoglucosio (quasi 10.000 tonnellate). La Romania ha ottenuto la piu’ alta quota, tra i 12 candidati, rispetto alla richiesta iniziale (94,3%); la Polonia ha ottenuto l’89,5%.
Globalmente, la Romania ha ottenuto dall’Unione Europea fondi per un valore di 3,9 miliardi di euro nel capitolo Agricoltura (ai quali si aggiungono 800 milioni di euro, fondi strutturali); la Polonia ha ottenuto 4,6 miliardi di euro per l’agricoltura, e la Bulgaria 1,552 miliardi di euro.
Capitolo 9 – Trasporti
La legislazione europea sui trasporti e’ molto complessa, copre circa il 10% dell’intera legislazione comunitaria, e l’importanza del settore e’ enorme, trattandosi della connessione del Paese candidato alla rete di trasporti europei.
La Romania ha ottenuto due periodi di transizione per il settore stradale, e cioe’: fino nel 2013 per i pesi massimi degli automezzi e fino nel 2010 per la tassazione degli autoveicoli pesanti per trasporto merci, per l’utilizzo di determinate infrastrutture. Per quanto riguarda l’allineamento graduale al livello delle tasse dell’UE, l’effetto e’ quello di diminuire lo sforzo finanziario, a medio termine, dei trasportatori romeni per l’applicazione dell’acquis nel campo, ma anche l’ammodernamento dell’infrastruttura stradale.
Capitolo 10 – Tassazione
La legislazione comunitaria nel campo riguarda l’imposta sul valore aggiunto (IVA) e le accise per diversi prodotti. La Romania ha ottenuto 8 periodi di transizione e 3 deroghe in questo capitolo (seguita dalla Polonia, con 9 periodi di transizione).
Romania ha ottenuto una deroga dall’acquis per l’applicazione dell’esonero con diritto di deduzione del trasporto internazionale di persone.
Ha ottenuto un periodo di transizione di 3 anni per l’applicazione dell’accisa minima sulle sigarette. A cio’ si aggiunge una deroga per la concessione di un regime speciale per le accise sull’alcool distillato ottenuto nelle unita’ rurali famigliari e destinato all’autoconsumo.
Per quanto riguarda il nuovo acquis, la Romania ha ottenuto periodi di transizione per le accise sull’energia elettrica e sui prodotti energetici; le condizioni sono simili a quelle ottenute dagli altri candidati; sono stati ottenuti periodi di transizione con durata massima anche per la maggior parte dei prodotti sottoposti ad accise. Per le accise sull’energia elettrica, morchia per il riscaldamento, gasolio e benzina senza piombo, gas naturale utilizzati per scopi non commerciali, ha ottenuto il piu’ lungo periodo di transizione per l’adeguamento al livello di tassazione dell’UE. La Romania utilizzera’ tutte le possibilita’ permesse dall’acquis per esentare da accise determinate categorie di consumatori e di attivita’ (es. per il gas naturale – i consumatori domestici; per il gasolio – le attivita’ agricole, i lavori pubblici, ecc.)
Capitolo 14 – Energia
Questo e’ un settore chiave per l’Unione Europea, che e il piu’ grande importatore ed il secondo consumatore nel mondo. L’Unione Europea dipende dalle importazioni per meta’ del suo necessario, e tale dipendenza potrebbe aumentare fino nel 2030 ad oltre il 70%.
La Romania ha ottenuto un periodo di transizione per la costituzione dello stock minimo di petrolio fino alla fine del 2011 (per la Polonia tale scadenza e’ la fine del 2008).
Capitolo 21 – Politica regionale
Tale capitolo non riguarda la divisione dei Paesi membri in regioni ne’ la sostiene. Il Capitolo politica regionale riguarda la costituzione di strutture amministrative territoriali per l’amministrazione dei fondi comunitari concessi per lo sviluppo dei nuovi Paesi membri. In tal senso, la Romania ha ottenuto un quantum alto di fondi strutturali e di coesione.
L’ammontare totale impegnato per le azioni strutturali destinate alla Romania nel periodo 2007 – 2009 e’ di 5,974 miliardi di euro, di cui 1,399 miliardi di euro nel 2007, 1,972 miliardi di euro nel 2008, 2,603 miliardi di euro nel 2009 (la Polonia ha ottenuto, in tal campo, 11,3 miliardi di euro, e l’Ungheria, 2,8 miliardi nei primi 3 anni dopo l’adesione all’UE, 2004-2006; la Bulgaria ha ottenuto 2,3 miliardi di euro per il periodo 2007-2009).
Capitolo 22 – Ambiente
La Romania ha ottenuto per la direttiva riguardante gli imballaggi ed i rifiuti da imballaggi un periodo di transizione di 5 anni. Inoltre, la Romania e’ l’unico stato che ha ottenuto periodi di transizione per il deposito dei rifiuti elettronici (2 anni). Ed ha ottenuto il piu’ lungo periodo di transizione per lo scarico delle sostanze pericolose, cioe’ 3 anni.
Per quanto riguarda la direttiva sulla depurazione delle acque usate urbane, ha ottenuto un periodo di transizione di 12 anni, fino al 31 dicembre 2018.
Per il trasporto dei rifiuti ha ottenuto un periodo di transizione, di 9 anni.
Per la direttiva sul controllo integrato dell’inquinamento, ha ottenuto un periodo di 9 anni in cui gli operatori economici si potranno allineare agli standard UE di ambiente.
Capitolo 29 – Disposizioni finanziarie e di bilancio
Il capitolo riguarda le norme che regolamentano l’organizzazione e l’implementazione del bilancio dell’Unione Europea. In tal campo la Romania ha ottenuto circa 11 miliardi di euro in impegni per il periodo 2007-2009 (la Polonia ha ottenuto, sempre per i primi 3 anni dall’adesione 19,2 miliardi di euro e la Bulgaria ha ottenuto 4,8 miliardi di euro per il periodo 2007-2009).

2.634 milioni di euro il deficit di conto corrente
Nel periodo gennaio – ottobre 2004, il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un deficit di 2.634 milioni di euro (+22,3% rispetto al periodo simile del 2003), indica la Banca Nazionale della Romania. Il debito estero a medio e lungo termine rappresentava al 31 ottobre 2004 circa 17.516 milioni di euro (+11,7% rispetto al 31 dicembre 2003. Il debito estero pubblico e pubblicamente garantito ha registrato al 31 ottobre 2004 un saldo di 10.197 milioni di euro ed ha rappresentato il 58,2% del debito a medio e lungo termine (rispetto al 61,7% al 31 dicembre 2003). Il debito privato estero ammontava al 31 ottobre 2004 a 7.319 milioni di euro (+21,8 rispetto al 31 dicembre 2003). Il tasso del servizio del debito estero e’ stato nel periodo gennaio-ottobre 2004 del 19%, rispetto al 20,6% nel 2003.
Il grado di copertura era, al 31 ottobre 2004, di 5 mesi di importazioni, rispetto ai 4,1 mesi di importazioni al 31 dicembre 2003.
L’aumento del deficit di conto corrente e’ dovuto in gran parte al gap tra le importazioni e le esportazioni di merci, di 3,6 miliardi di euro. Anche nel campo dei servizi, le importazioni superavano ad ottobre le esportazioni di 127 milioni di euro.
A novembre e dicembre, il deficit potrebbe aumentare di altri 1,2-1,3 miliardi di euro.
Se nel 2005 verra’ introdotta la quota unica di tassazione del reddito globale del 16%, gli analisti economici avvertono che il deficit estero potrebbe diventare un problema serio per la Romania. I romeni potranno spendere di piu’, e le disponibilita’ supplementarie incentiverebbero le importazioni, anche perche’ i produttori nazionali non potrebbero aumentare bruscamente la produzione.

Dal 1 gennaio 2005 l’energia elettrica rincara del 4,6% ed il gas naturale del 5%
Il 2005 inizia con aumenti dei prezzi dell’energia elettrica, gas naturale e riscaldamento. I consumatori pagheranno 4,6% in piu’ per l’energia elettrica, 5% per il gas naturale, e presto sara’ comunicato anche il rincaro del riscaldamento.
Le decisioni di aumentare le tariffe per le utilita’ sono state prese per la copertura dei costi delle societa’ erogatrici, per rispettare gli impegni internazionali assunti dalla Romania e per il sostegno degli investimenti necessari nel settore.
L’ultimo aumento delle tariffe per l’energia elettrica e’ avvenuto a luglio 2004, quando il prezzo pagato dai consumatori finali e’ aumentato del 7,8%.
Per quanto riguarda le tariffe per il gas naturale, i consumatori residenziali connessi ai sistemi di distribuzione (istituzioni pubbliche e popolazione), pagheranno 5.187.450 lei per 1.000 metri cubi di gas naturale, cioe’ 247.021 lei in piu’ rispetto alla tariffa attuale.

Anche se nella Legge Finanziaria 2005 lo stipendio minimo a livello nazionale ammonta a 3,1 milioni di lei, i sindacati ed i patronati si sono accordati su un livello di 3,3 milioni di lei
Dal 1 gennaio 2005, lo stipendio minimo, cosi’ come previsto nel contratto collettivo di lavoro a livello nazionale firmato da tutte le confederazioni sindacali e patronali rappresentative della Romania sara’ di 3,3 milioni di lei.
L’accordo e’ valido per 2 anni. Se il nuovo governo apportera’ delle modifiche alla legislazione sulla forza lavoro – introduzione dei ticket per le vacanze, fiscalita’ degli stipendi, ecc – il contratto verra’ cambiato puntualmente attraverso atti addizionali. La Finanziaria 2005, gia’ adottata, prevede, invece, uno stipendio minimo obbligatorio a livello nazionale per il 2005, di 3.100.000 lei mensili. A livello nazionale, circa 1 milione di persone “beneficiano” dello stipendio minimo, di cui 100.000 dipendenti statali.
I leader delle confederazioni sindacali si attendono che il nuovo governo modifichi con un’Ordinanza di Urgenza lo stipendio minimo stabilito con la Finanziaria 2005.

Con un livello record degli investimenti stranieri attratti, la Romania rimane ancora ad uno degli ultimi posti
I dati ufficiali indicano un livello record degli investimenti stranieri diretti (IDE) per il 2004, stimato ad oltre 3,4 miliardi di euro, pero’ le autorita’ riconoscono che la Romania continua a piazzarsi dietro gli altri Paesi della regione, con un flusso di investimenti stranieri di soli 200 dollari (181 euro) pro capite.
“Se si registrera’ un flusso di investimenti stranieri di 200 dollari pro capite, doppio rispetto ai 100 dollari registrati negli anni passati, saremo ancora lontani dall’impatto economico offerto dalle entrate di capitale straniero in altri Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale con i quali dobbiamo paragonarci d’ora in poi. Per esempio, nel 2003, la Croazia ha attratto 444 dollari (393 euro) pro capite, la Rep.Ceca – 254 dollari (225 euro), l’Estonia 665 dollari (588 euro) e l’Ungheria 248 dollari (219 euro)”, affermano i rappresentanti dell’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS).

Nei prossimi 2 anni, gli investimenti stranieri diretti arriveranno a 875 milioni di euro
I progetti di investimenti sviluppati in Romania con l’assistenza dell’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS) arriveranno, nei prossimi 2 anni, a 875 milioni di euro e creeranno 8.925 nuovi posti di lavoro, indica un comunicato dell’agenzia. L’ARIS sottolinea che gli investitori stranieri in Romania si sono orientati, ultimamente, dai settori tradizionali, come la lavorazione per conto terzi (lohn), tessili ed altri settori con poco valore aggiunto, verso settori il cui sviluppo necessita l’utilizzo di tecnologie avanzate.
Nei primi 10 mesi del 2004, la Banca Nazionale della Romania ha registrato un flusso degli investimenti stranieri diretti di 1,88 miliardi di euro, (circa +45% rispetto al periodo simile del 2003). L’ARIS sostiene che a fine anno saranno superate le stime iniziali di 3,4 miliardi di euro, il che significa un volume di investimenti doppio rispetto al 2003 e del 70% superiore alle stime fatte all’inizio dell’anno.
Tale crescita e’ dovuta alla finalizzazione della privatizzazione della SNP Petrom, prelevata dalla OMV per 1,5 miliardi di euro, e all’aumento degli investimenti del tipo greenfield e brownfield.
Le privatizzazioni, concluse nel 2004, delle due societa’ Electrica – Dobrogea e Banat, e delle societa’ di distribuzione del gas naturale, Distrigaz Sud Bucuresti e Distrigaz Nord Targu Mures, contribuiranno con 700 milioni di euro al volume di investimenti stranieri diretti (IDE) del 2005.

Nell’Europa Centrale ed Orientale la Romania alza la media
Mentre negli otto Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale (ECE) che sono membri UE, l’aumento del Prodotto Interno lordo (PIL) si e’ ridotto al 4,5% nel terzo trimestre del 2004, rispetto al 5,3% del secondo trimestre, la media dell’aumento negli 11 Paesi ECE e’ stata del 5,4%, grazi “ai buoni risultati economici della Romania”, afferma uno studio del dipartimento macroeconomico della Bank Austria Creditanstalt (BA-CA).
Il PIL romeno era aumentato del 9,9% alla fine del terzo trimestre del 2004 rispetto al livello registrato alla fine del terzo trimestre del 2003.
Se prima il motore della crescita “degli 11” era stato il commercio estero, ulteriormente la richiesta interna, sempre piu’ alta, ha prelevato tale funzione. “L’aumento del consumo privato e’ robusto, e gli investimenti si sono molteplicati considerevolmente. Se la formazione del capitale fisso nella zona dell’euro e’ stata di soli 1,6%, gli investimenti nei Paesi ECE sono aumentati molto di piu’, ed il piu’ alto tasso di formazione del capitale fisso lordo si e’ registrato in Romania (+13,7%), in seguito ai progressi registrati nella ristrutturazione e privatizzazione”, continua lo studio BA-CA.
La Romania e’ seguita dall’Ungheria, dove la formazione del capitale fisso lordo e’ accelerata del 12,7%, e dalla Rep.Ceca con il 9,6%, in una classifica della capacita’ di attrarre fondi stranieri. La Polonia si piazza al quarto posto, pero’ con una crescita degli investimenti in attivi fissi del 4,1% in termini reali (7,8% in termini annualizzati), seguita dalla Slovacchia, con il 5,5%.
Gli analisti di BA-CA anticipano un aumento degli investimenti in attivi fissi dei nuovi stati membri dell’UE di oltre il 7% per l’intero 2004 e dell’8% nel 2005.
L’amento degli investimenti in attivi fissi e’ una conferma del fatto che i Paesi ECE rimangono attraenti”, conclude Marianne Kager, economista capo della banca. La regione e’ promettente anche per quanto riguarda la crescita del PIL: gli esperti BA – CA stimano una crescita del PIL “degli 11” di oltre il 4% nel 2005.

Gli effetti dell’integrazione saranno percettibili sin dal 2005
Il cambiamento del rapporto di forze sulla scena politica impone, tra l’altro, la revisione della Finanziaria per il 2005.
Si tratta nel primo luogo dell’introduzione della quota unica di tassazione dei redditi, del 16%, promessa dall’alleanza PNL-PD nella recente campagna elettorale
Ed in secondo luogo per eliminare le spese per i programmi sociali, oltre 230, istituiti dall’uscente PSD (di cui quelli collegati alla propaganda elettorale rappresentano circa il 30%), rispettivamente il 13% del PIL.
Non per ultimo, si tratta di una serie di finanziamenti in regime di partenariato pubblico-privato, come quelli collegati al contratto con EADS o lavori di infrastrutture, denunciati dall’Alleanza PML-PD come sospetti di corruzione.
Tutto cio’ porta, logicamente, alla revisione dei redditi e delle spese del bilancio 2005. „I target macroeconomici rimangono gli stessi, meno, probabilmente, il deficit di bilancio. Perche’ l’introduzione della quota unica portera’, almeno nei primi 3, 6, 9 mesi ad un “vuoto” di incassi. Il deficit di bilancio non superera’, in alcun caso, il 3% del PIL”, dichiara Ionut Popescu, analista economico e senatore dell’Alleanza D.A.
Le norme comunitarie cambiano le condizioni per le assicurazioni auto obbligatorie
Sul mercato delle assicurazioni, il 2005 sara’ l’anno dei cambiamenti, specialmente per quanto riguarda le assicurazioni auto obbligatorie (RCA).
Secondo le norme che la Romania si e’ impegnata, nei confronti dell’UE, di applicare, i limiti di responsabilita’ per la RCA dovranno crescere, gradualmente, fino nel 2007. Ed aumenteranno, conseguentemente, anche le tariffe.
Per il 2004, il limite di responsabilita’ e’ di 2 miliardi di lei per i danni materiali e di 3,5 miliardi di lei per danni corporali. Secondo le proposte della Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni, nel 2005, il limite di responsabilita’ per danni materiali aumenterebbe a 3 miliardi di lei e per danni corporali a 5 miliardi di lei.
Un altra modifica possibile nel 2005, con conseguenze sui costi delle societa’ di assicurazione ed implicitamente sulle tariffe praticate, sarebbe l’obbligo degli assicuratori di separare le attivita’ di assicurazioni vita dalle assicurazioni generali.
Liberalizzazione dei mercati energetici
Nel 2005, il grado di liberalizzazione dei mercati energetici dovra’ aumentare. Per il gas naturale, il mercato dovra’ essere aperto per il 50% dal 1 gennaio 2005 (rispetto al 40% attualmente), e per il mercato dell’energia elettrica la quota e’ del 55% (rispetto agli attuali 40%).
L’apertura del mercato rappresenta la percentuale del consumo nazionale che puo’ essere negoziata direttamente, tra i produttori di energia ed i consumatori, a prezzi convenuti tra di loro. Il resto spetta ai consumatori captivi, che pagano l’energia al prezzo dettato dalle due agenzie di regolamentazione nel campo.
La politica dell’UE mira ad un’apertura quanto piu’ grande possibile dei mercati; in Romania i due mercati saranno completamente liberalizzati alla data dell’adesione.
Sempre nel 2005, la capacita’ di immagazzinamento sotterraneo del gas naturale dovrebbe arrivare a 4 miliardi di metri cubi, dagli attuali 3 miliardi. Entrambi gli impegni sono stati assunti dalla Romania nel capitolo di negoziazione sull’energia.
Gli agricoltori saranno costretti ad investire
Nell’agricoltura e nell’industria alimentare e’ tutto chiarito. Nel 2005, il principale impegno delle piccole unita’ agricole e’ quello di investire. Il combattimento per la sopravivenza sara’ compito delle unita’ di trasformazione della carne e del latte.
“Qui c’e’ molto da fare. Soltanto 2-300 mattatoi corrispondono alle norme UE. Nel caso delle unita’ di trasformazione del latte, la qualita’ deve migliorare. Due anni dovrebbero bastare”, dichiara Valeriu Steriu, segretario di stato nel Ministero Agricoltura.
I produttori agricoli devono aumentare le produzioni vegetali.
Secondo le negoziazioni con l’UE, la produzione di zucchero da barbabietola deve aumentare a 500.000 tonnellate, rispetto alle attuali 110.000 tonnellate.
La produzione di latte destinata alla trasformazione dovra’ aumentare da 1,2 a 3,3 miliardi di litri.
La zootecnia, nel 2005 si concentrera’ sull’identificazione e registrazione degli animali. Nel 2005, il ministero Agricoltura dovra’ perfezionare l’attivita’ dell’Agenzia di Pagamenti ed del Sistema Integrato di Amministrazione e Controllo, lo strumento tecnico per l’applicazione degli schemi di appoggio diretto.
Le Piccole e Medie imprese saranno obbligate a documentarsi
Nel caso delle PMI, le norme UE si traducono, in primo luogo, nella raccolta di informazioni e nella realizzazione di investimenti.
„Il problema piu’ importante e’ la valutazione dell’impatto dell’adesione. Gli operatori economici devono informarsi su quello che devono fare ed in seguito implementare quello che hanno appreso”, considera Ovidiu Chirovici, presidente dell’Agenzia per le PMI.
Per la preparazione e formazione degli imprenditori, nel 2005 l’agenzia aprira’ 40 centri di informazione. Per il 2005, l’agenzia dispone, per i programmi di appoggio alle PMI, di fondi per 1.100 miliardi di lei.

Finanziamento PHARE per il management dei rifiuti
Il programma di coesione sociale ed economica, per il periodo 2004-2006, si concretizzera’ anche nella preparazione dei progetti per la creazione del quadro e dei schemi dei grant.
In tal senso e’ stato firmato, alla presenza del capo della Delegazione della Commissione Europea in Romania, Jonathan Scheele, il progetto di twinning tra il Ministero romeno dell’Ambiente ed il Ministero Federale dell’Ambiente della Germania, che appoggiera’ la creazione delle strutture necessarie per la gestione dei fondi futuri destinati al management dei rifiuti.
Finanziato attraverso il programma PHARE, con 1 milione di euro e dalla parte romena con 50.000 euro, il progetto e’ destinato alla preparazione dei fondi futuri concessi per il management dei rifiuti nelle citta’ con meno di 50.000 abitanti, ubicate nella Regione 7 Centrale.

10 milioni di euro per le Piccole e Medie Imprese
La Banca Transilvania ha firmato un accordo di finanziamento di 10 milioni di euro, con il Fondo Olandese di Finanziamento per lo Sviluppo (FMO); i fondi sono destinati al sostegno delle PMI dichiara il direttore generale della banca, Robert Rekkers. „La scadenza del prestito di 10 milioni di euro e’ di 7 anni. Indifferentemente dal tipo di attivita’, le PMI potranno accedere a crediti con un valore massimo di 750.000 euro per investimenti o capitale di lavoro. I crediti vengono concessi per un periodo di fino a 7 anni“ aggiunge Rekkers.

La Banca Transilvania ha ricevuto un credito di 22,5 milioni di euro, per le PMI, da parte della BERS
La Banca Transilvania ha ricevuto un credito di 22,5 milioni di euro da parte della Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo, destinato ai crediti per le Piccole e Medie Imprese, clienti corporate e persone fisiche.
Dall’ammontare totale, 15 milioni di euro rappresentano un credito sindacalizzato con un numero di banche commerciali internazionali; si tratta della prima sindacalizzazione per una banca della Romania, organizzata con la partecipazione diretta della BERS.
La Banca Transilvania utilizzera’ i fondi ottenuti per concedere crediti agli imprenditori e alle compagnie di vari settori economici che intendono sviluppare ed estendere le proprie attivita’.
La BERS e’ il piu’ grande investitore in Romania, ed ha impegnato oltre 2.5 miliardi di euro in oltre 125 progetti.

Altri fondi BERS per le Piccole e Medie Imprese
La Volksbank Romania ha firmato con la Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo (BERS) un accordo di finanziamento di 10 milioni di euro; i fondi sono destinati al sostegno delle PMI. Nel 2002, le due parti avevano firmato una convenzione per 10 milioni di dollari, destinati al sostegno dell’attivita’ delle PMI.
La Volksbank Romania e’ stata costituita nel 2000, come filiale del gruppo Osterreichische Volksbanken AG, e si concentrata sul settore delle PMI e delle persone fisiche, prevalentemente con concessione di crediti per il consumo.

Altre due banche straniere diventano azionisti della Volksbank Romania
Il 49% delle azioni detenute dalla Volksbank International AG Austria nella filiale in Romania sara’ venduto, a breve, a due banche dalla Germania e Francia, dichiara il presidente della Volksbank Romania, Laurentiu Mitrache. “Si tratta della tedesca DZ Bank e della Banca Centrale delle Banche Popolari della Francia.
L’operazione era stata preceduta, a giugno e luglio 2004, dall’entrata nella struttura azionistica della Volksbank Romania di due banche italiane, Emro Popolare e Banca Popolare di Vicenza.

La Unicredit inaugura il pagamento dei dazi doganali via internet
La Banca Unicredit ha inaugurato un nuovo servizio: il pagamento dei dazi doganali via Internet. Si tratta di un progetto realizzato in partenariato con la Direzione Generale delle Dogane romene, che permette alle compagnie che hanno conti aperti presso la Unicredit di pagare i dazi doganali, le accise e l’IVA per le importazioni via Internet, senza piu’ recarsi presso gli sportelli bancari e senza piu’ dover trasmettere conferme di pagamento agli uffici doganali.
In una prima fase, il nuovo servizio, denominato “I-Vama”, sara’ accessibile soltanto in 12 punti doganali e nel 2005 sara’ esteso a tutti i punti doganali delle frontiere romene.

Il consumo pro capite, per i principali prodotti alimentari, e’ aumentato rispetto al 2003
Il consumo pro capite, per i principali prodotti alimentari ha registrato, nei primi 10 mesi del 2004, un aumento rispetto al periodo simile del 2003, indicano i dati operativi centralizzati dal Ministero dell’Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale (MAPDR).
Per la carne e derivati della carne il consumo e’ aumentato del 9,6%, da 36,3 kg. pro capite a 39,8 kg. pro capite.
Per specie, per la carne bovina, il consumo e’ aumentato da 6,6 kg. pro capite a 7,1 kg pro capite (+7,6%), per la carne suina da 14,6 kg pro capite a 16 kg pro capite (+9,6%), per la carne di pollame da 13,7 kg pro capite a 15,3 kg pro capite (+11,7%).
E aumentato anche il consumo di latte e derivati del latte (in equivalente latte), da 193,7 kg pro capite a 199,7 kg pro capite (+3,1%), ed il consumo di uova da 252 pezzi pro capite a 260 pezzi pro capite (+3,2%).
Il consumo di zucchero e derivati dello zucchero e’ aumentato da 20,7 kg pro capite a 21,4 kg pro capite (+3,4%).
Per determinare il consumo sono state prese in considerazione la produzione nazionale, l’importazione e l’esportazione dei principali prodotti alimentari. I calcoli sono stati effettuati per una popolazione di 21,7 milioni di abitanti, di cui: 11,6 milioni di abitanti – popolazione urbana e 10,1 milioni di abitanti – popolazione rurale.
Per l’intero 2004, tenendo presente la tendenza permanente di aumento del numero degli animali e delle produzioni zootecniche, si prevede una crescita del consumo pro capite, per i principali prodotti alimentari, rispetto all’intero 2003, tra il 3,1 e l’11,7%.

Il Francising in permanente sviluppo
Apparsa timidamente nell’ultimo decennio nell’economia romena, la franchigia si e’ sviluppata oltre la media nel 2004, grazie allo sviluppo economico a all’approfondimento di tale metodo commerciale, ma anche grazie all’interesse dei francisor stranieri di penetrare anche sui mercati dell’Europa Orientale.
Il 2004 ha portato sul mercato romeno alcuni marchi di livello internazionale: Happy Food – Italia – fast food, Coka Club – Italia – prodotti per la cura della persona e per abbronzatura, Jeff de Bruges – Francia – cioccolato, Ticket Com – Francia – pubblicita’ non convenzionale, Intersport – Italia – prodotti per lo sport, Zara – Spagna – moda uomo e donna, Promod – Francia – moda donna, Golden Lady – Italia – calze donna, Mobil Affiche – Francia – pubblicita’ e Oxette – gioielleria. Tutte queste compagnie hanno utilizzato la franchigia per promuovere i propri prodotti, servizi e concetti sul mercato della Romania.
Nel corso deI 2004, la franchigia come strategia di sviluppo e’ stata adottata anche da compagnie romene come: Tina R – abbigliamento donna, Acces Press – distribuzione stampa, Rodipet – distribuzione stampa e libri.

2.500 nuovi permessi di lavoro per i cittadini stranieri
Il Governo ha stabilito a 2.500 il numero dei permessi di lavoro nuovi che saranno emessi nel 2005 ai cittadini stranieri che intendono lavorare in Romania. In tale numero sono inclusi anche i permessi di lavoro che saranno concessi ai cittadini degli stati membri dell’Unione Europea, degli stati firmatari dell’Accordo sullo Spazio Economico Europeo e ai loro famigliari, per i quali l’obbligo del permesso di lavoro si conserva fino al 1 gennaio 2007.
I permessi possono essere concessi, senza che sia necessario il visto per lungo soggiorno per assunzione al lavoro, ai cittadini stranieri che si trovano in una delle seguenti situazioni: provengono da stati con i quali la Romania ha concluso accordi, convenzioni o intese per l’annullamento dei visti o per i quali la Romania ha rinunciato unilateralmente all’obbligo dei visti; beneficiano del diritto di soggiorno temporaneo per ricongiungimento famigliare; beneficiano di diritto di soggiorno temporaneo per studi e richiedono l’impiego al lavoro in base a contratti individuali di lavoro a tempo parziale (al massimo 4 ore giornaliere); sono membri di famiglia – coniuge, figli – di cittadini romeni con domicilio nel Paese.
Se il numero di richieste di emissione di nuovi permessi di lavoro supera 2.500, questo potra’ essere aumentato attraverso Decisione Governativa.

Ferrara e Bologna dialogano con la Romania. Firmato protocollo di intesa
Il 16 dicembre 2004 la Provincia di Ferrara, la Provincia di Bologna e il Comune di Ferrara insieme alle regioni romene di Panciu, Giurgiu e Iasi hanno firmato un Protocollo d’Intesa con l’obiettivo di mettere in rete interventi di cooperazione finanziati e realizzati da organizzazioni non governative e associazioni dei propri territori.
In particolare il Protocollo prevede la programmazione e realizzazione dei seguenti progetti di sostegno:

  • alle forme organizzate della società civile che interagiscono con le istituzioni locali al fine di definire processi di sviluppo locale autosostenibili e concertati;
  • alla pubblica amministrazione locale romena nella definizione di un sistema di pianificazione territoriale partecipativo;
  • allo sviluppo di politiche socio-educative rivolte al sostegno dell’infanzia abbandonata, dei giovani a rischio di devianza sociale ed all’integrazione delle minoranze.
    Il primo atto del protocollo è stato vissuto con un seminario (16 e 17 dicembre 2004 a Ferrara), su temi come “Agenda 21 Locale e sviluppo sostenibile” e “Minori. De-istituzionalizzazione e diritti”, con partecipazione anche di esperti di finanziamenti europei.

Tassa sull’utilizzo delle strade pubbliche
I possessori di autoveicoli dovranno pagare, dal 1 gennaio 2005, una tassa annuale per l’utilizzo delle strade pubbliche, denominata rovignetta, differenziata in funzione della categoria del veicolo, della massa totale massima autorizzata e delle emissioni inquinanti. La rovignetta, con validita’ di 12 mesi, costera’ 24 euro per le autovetture non-Euro, 21 euro per le autovetture che rispettano le norme anti inquinamento Euro I, e 16,8 euro per Euro II. Per i pulmini si paghera’ 216 euro (non-Euro), 210 euro (Euro I) e 204 euro (Euro II). I pullman pagheranno 510 euro (non-Euro), 450 euro (Euro I) e 390 euro (Euro II). Per gli autoveicoli destinati al trasporto merci con peso totale massimo ammesso inferiore a 3,5 tonnellate si paghera’, in funzione delle emissioni inquinanti, 90 euro, 78 euro o 60 euro. Per gli automezzi con peso massimo ammesso tra 3,5 e 7 tonnellate si paghera’ tra 210 euro e 240 euro, mentre per i camion tra 7 e 12 tonnellate, il valore della rovignetta sara’ tra 420 e 540 euro, secondo il livello di emissioni inquinanti.
In funzione della massa totale massima autorizzata, del numero di assali e delle emissioni inquinanti, i camion pesanti pagheranno una tassa tra 450 e 576 euro (per i camion con non piu’ di 3 assali), rispettivamente tra 750 e 930 euro per i veicoli con almeno 4 assali.

Secondo le previsioni SGA Romania, i terreni agricoli rimangono nel top delle transazioni immobiliari anche nel 2005. Cio’ puo’ portare guadagni fino ad oltre il 100%
“L’affare dell’anno immobiliare 2005” rimarranno le transazioni con terreni agricoli, che potranno portare guadagni anche oltre il 100%, indica la Previsione sul mercato immobiliare nel 2005 realizzata da SGA Romania – Istituto di Consulenza Immobiliare. Secondo lo studio, l’anno immobiliare 2005 sara’ molto agitato, sotto l’influenza di fenomeni anteriori (intensificazione del finanziamento attraverso il credito ipotecario, apporti supplementari di capitali “emigranti”, speculatori stranieri), ma anche di quelli inevitabili nel periodo successivo (liberalizzazione del conto di capitale, l’introduzione del leu pesante). Quindi interverranno modifiche immediate ed imprevedibili nei prezzi. L’evoluzione sara’ diversa per ogni categoria immobiliare, ma, nell’insieme possono registrarsi aumenti dei prezzi di fino al 30-45%.
Le case preferite agli appartamenti nei condomini
Gli appartamenti nei condomini si venderanno nel 2005 a prezzi simili a quelli della fine del 2004, con fluttuazioni possibili – in piu’ ed in meno – dell’8-10%. Esistono, a Bucarest, due mercati distinti degli appartamenti: quello dei quartieri periferici, stabile, ma in “deprezzamento morale” lento e quello delle zone centrali (Centrul Civic, Stirbei Voda, Scoala Herastrau, Aviatiei, Baneasa), che registrano un lieve aumento, del 15-18%, prevalentemente nella zona Nord. Gli appartamenti perdono attrattiva a favore della case, richieste prevalentemente dalle famiglie giovani, con professioni liberali.
Anche i terreni in periferia cominceranno ad essere richiesti nel 2005
Gli investimenti piu’ redditizi saranno quelli in terreni per gli cosi’ detti “affari aziendali” (prevalentemente in zone come Militari o Otopeni), ma anche per magazzini e depositi. A Bucarest, il rincaro dei terreni nelle zone classiche (Quartiere Primaverii, Dorobanti, Kiseleff, Domenii, Cotroceni, Polona) indica in realta’ che l’offerta’ e’ ridottissima. Gli autori dello studio consigliano l’acquisto di terreni nella periferia delle citta’ “con dinamica economica” (Timisoara, Craiova, Costanza, Suceava).
Gli affitti aumenteranno soltanto nei quartieri residenziali
Gli affitti per la abitazioni medie rimangono stazionari nell’insieme, anche se, in genere, laddove si sviluppa il credito ipotecario, gli affitti si riducono. Sul mercato residenziale medio (appartamento in villa, palazzo nuovo), frequentato da cittadini stranieri, si potrebbero registrare nel 2005 aumenti del 10-12%. Una situazione speciale si registrera’ nella categoria residenziale autentica (villette nuove in Baneasa, Snagov), dove un affitto di 5.500-6.000 euro mensili sara’ considerato usuale. In tale contesto, il mercato alberghiero registrera’ un certo grado di saturazione e, secondo le stime, i nuovi investimenti nel campo potrebbero diventare rischiosi nei prossimi anni.

Newsletter n.51 / 2004

La Commissione Europea ha confermato la chiusura provvisoria delle negoziazioni di adesione della Romania all’UE
Il 14 dicembre la Commissione Europea ha confermato la chiusura provvisoria di tutti i 31 capitoli di negoziazione. La decisione politica di conclusione delle negoziazioni sara’ presa dai capi di stato e di governo dei Paesi membri dell’UE al Consiglio Europeo del 17 dicembre. In tale occasione dovrebbe essere riconfermato il calendario di adesione della Romania all’UE.
La Romania entrerebbe in una nuova tappa, quella della firma del Trattato di Adesione, nel primo trimestre del 2005.

Il Consiglio Europeo da il via all’adesione della Romania all’UE
Il Rapporto Moscovici, adottato con maggioranza di voti dai membri della commissione di politica estera del Parlamento Europeo, ha raccomandato l’adesione della Romania nel 2007, pero’ ha sottolineato il problema della corruzione ad alto livello, la necessita’ di portare a compimento le riforme nel campo della Giustizia, l’insufficiente capacita’ amministrativa e l’insufficiente protezione della liberta’ di espressione. Moscovici ha asserito che le recenti elezioni in Romania hanno dimostrato che il Paese e’ democratico. Ha sottolineato, pero’, che anche se la Romania ricevera’, a fine settimana, l’invito di aderire, “cio’ non significa che Traian Basescu ed il governo che esso formera’ avranno una vita facile”. La Romania sara’ sottoposta ad un monitoraggio severo tra il 2005 ed il 2007 e, se le riforme non saranno sufficienti, entrera’ in vigore il meccanismo della clausola di salvaguardia che permette di posticipare l’adesione di un anno. Tale meccanismo puo’ essere attivato piu’ facilmente nel caso della Romania poiche’ richiede una maggioranza qualificata dei voti (a differenza delle Bulgaria, per la quale la decisione di posticipo dell’adesione deve essere presa con unanimita’ di voti).
Moscovici ha sostenuto la firma del Trattato di adesione nella primavera del 2005, dopo la chiusura delle negoziazioni, in modo che la Romania sia pronta per l’adesione nel 2007.

Con il 51,23% dei voti espressi, Traian Basescu (alleanza PNL-PD) e’ il nuovo Presidente della Romania per i prossimi 5 anni
Nelle elezioni presidenziali, il candidato dell’opposizione di centrodestra ”Giustizia e Verita’”, Traian Basescu, ha ottenuto il 51,23% dei voti espressi (rispetto al 48,77%, di Adrian Nastase, premier socialdemocratico in carica).
In base alle prerogative di presidente, Basescu ha il diritto di nominare il prossimo primo ministro, che a sua volta nominera’ i ministri. Calin Popescu Tariceanu, presidente del Partito Liberale, e’ finora indicato come futuro premier. Il suo governo potrebbe reggersi su un accordo di collaborazione con il Partito Umanista (PUR, social-liberale) e l’Unione degli Ungheresi in Romania (UDMR), in grado di garantire la maggioranza nel Parlamento.
Traian Basescu ha dichiarato che l’adesione all’Unione Europea rimane un elemento principale della politica estera. ”La Romania si trova alla frontiera orientale della NATO e lo sara’ presto anche dell’Unione Europea. In base ai buoni rapporti sia con queste due istituzioni che con i paesi dell’ex Unione Sovietica, la Romania deve diventare un vero fattore di stabilità in questa parte dell’Unione Europea”, ha specificato. Sul piano interno, Basescu ha sottolineato di ritenere importante ”liberare le istituzioni dello Stato dalla dittatura del politico”.

Alla ricerca di una formula governativa
La Romania cerca la formula governativa in grado di assicurare la stabilita’ politica del paese nel periodo difficile prima dell’ingresso nell’Unione Europea, programmato per gennaio 2007; formula difficile da negoziare poiche’ l’alleanza Giustizia e Verita’ (liberali piu’ democratici) rifiuta ogni collaborazione politica con i socialdemocratici (PSD). ”Siamo contro la partecipazione del PSD nel futuro esecutivo. Lanciamo, invece, un appello a trattative con il Partito Umanista e l’Unione degli Ungheresi”, ha annunciato Calin Popescu Tariceanu, presidente del Partito Liberale, indicato come futuro premier romeno. Nel frattempo, il PSD tenta di trattenere l’alleato Partito Umanista (PUR) che puo’ avviare trattative politiche sia con il PSD che con l’alleanza Giustizia e Verita’. Il presidente degli umanisti, Dan Voiculescu, affermava di essere aperto a ”qualsiasi collaborazione che sia nell’interesse della Romania, l’alleanza Giustizia e Verita’ compresa”. ”Nel caso che il nuovo presidente eletto Basescu dimostra di essere in grado di formare un governo stabile, che non cambi ogni sei mesi, siamo disposti ad appoggiare il primo ministro che egli ci proporra”’, sottolineava Voiculescu. Anche l’Unione degli Ungheresi della Romania (UDMR) puo’ avviare negoziati con entrambe le parti, nonostante l’UDMR abbia appoggiato apertamente Adrian Nastase nel secondo turno delle presidenziali.
Secondo le norme romene, la nomina del primo ministro spetta al capo di stato, ma la decisione e’ difficile poiche’ il futuro premier e il suo gabinetto dovrebbero essere convalidati dalla maggioranza del Parlamento. Ed in base ai risultati delle elezioni, il PSD ha 160 seggi nelle due camere del Parlamento romeno, contro i 161 seggi dell’alleanza Giustizia e Verita’, i 29 del PUR e i 32 dell’UDMR. E’ entrato nel Parlamento anche il partito nazionalista di destra “Romania Grande” di Vadim Tudor con 69 seggi, ma gli ultranazionalisti sono stati esclusi sin dall’ inizio da qualsiasi alleanza. Ci sono anche i 18 seggi, riservati dalla Camera ai rappresentanti delle minoranze (compresa quella italiana).

Una volta concluse le negoziazioni tecniche della Romania con l’UE per gli ultimi capitoli, il Paese iniziera’ a percepire gli effetti
Nel campo del lavoro
• Gli stipendi aumenteranno, pero’ anche i prezzi seguiranno la stessa tendenza. In fin dei conti, il consumo potra’ aumentare soltanto nei limiti della crescita economica.
• Secondo le stime dell’Istituto Europeo, l’aumento dei redditi dovrebbe essere accompagnato anche da un aumento del volume delle imposte sugli stipendi.
• Il tasso della disoccupazione sara’ piu’ alto, grazie all’aumento dell’efficacia nell’operato delle imprese. La manodopera resa disponibile dovra’ riqualificarsi, per poter lavorare in settori con tecnologie piu’ avanzate. A lungo termine, il deficit di posti di lavoro sara’ colmato.
• I cittadini romeni potranno circolare e lavorare senza restrizioni in tutti gli stati dell’Unione Europea, pero’ in alcuni casi tali diritti non entreranno in vigore sin dal momento dell’adesione. Ognuno degli stati membri puo’ richiedere dei periodi di transizione tra 2 e 7 anni.
• I romeni che lavoreranno all’estero trasferiranno nel Paese circa 2 miliardi di euro, rispetto ad 1 miliardo di euro attualmente.
Denaro
• Tra il 2007 ed il 2009, la Romania ricevera’, dal bilancio UE, circa 8,9 miliardi di euro.
• E contribuira’ al bilancio comunitario con 5,6 miliardi di euro.
• I romeni potranno aprire liberamente conti all’estero.
• I depositi bancari saranno garantiti per un minimo di 20.000 euro (rispetto agli attuali 6000 euro).
• L’accisa sulla benzina arrivera’ a 36 eurocent al litro (rispetto agli attuali 26 eurocent), e sulla nafta a 33 eurocent al litro (rispetto agli attuali 19 eurocent).
• Le sigarette saranno piu’ care. L’accisa minima per 1000 sigarette sara’ di 64 euro.
• Verranno annullati i dazi doganali e le barriere commerciali per le merci prodotte all’interno dell’Unione Europea.
• Il livello generale dei dazi doganali scendera’ al 6,3% per i prodotti agricoli e al 3,6% per i prodotti industriali.
• L’inflazione annuale non dovra’ superare di piu’ dell’1,5% il livello registrato nel piu’ progredito stato dell’UE.
Rurale
• Si ridurra’ del 2,6%, entro il 2009, la superficie coltivata con cereali. Le riduzioni piu’ consistenti si registreranno nelle superfici coltivate con segale e frumento (da 2.309.800 ettari a 2.272.809 ettari), seguite da quelle coltivate con mais (da 2.894.500 ettari a 2.848.145 ettari) e girasole (da 906.200 ettari a 891.687 ettari).
• Da un totale di 188.629 ettari di vigneti, circa 30.000 ettari di vigneti di specie ibride dovranno essere ripiantati, nei prossimi 8 anni, con specie nobili.
• Nel settore zootecnico l’introduzione del nuovo sistema di sostegno finanziario della Politica Agricola Comunitaria avra’ un impatto significativo e determinera’ la diminuzione del numero dei bovini da 2.897.100 a 1.835.000, e degli ovini da 7.446.861 a 5.880.000.
• Come conseguenza della riduzione del numero di animali, i prezzi aumenteranno di oltre il 7,1% entro il 2009, e le esportazioni diminuiranno del 26% a causa dei prezzi alti e dell’offerta ridotta.
Industria
• Per il settore industriale e per le costruzioni si anticipa un’intensificazione dell’attivita’, come conseguenza delle necessita’ di ristrutturazione.
• L’infrastruttura stradale sara’ ammodernata con investimenti per oltre 18 miliardi di euro.
• Alcune grandi compagnie industriali dovranno ridurre le proprie attivita’.
• Le misure contro l’inquinamento determinato dalle piattaforme industriali costeranno tra 500 e 750 milioni di euro all’anno.
• La dipendenza energetica della Romania dalla Russia potrebbe essere ridotta, con la costruzione di un gasdotto transeuropeo.
• I prezzi dei servizi aumenteranno in ritmo piu’ accelerato, come conseguenza dell’influenza maggiore dei salari nei costi.
• i romeni potranno concludere polizze di assicurazione con compagnie ubicate all’estero.
• La maggior parte delle procedure che i cittadini devono risolvere nei confronti dell’amministrazione dello stato potranno essere espletate via Internet

Secondo il programma di adesione, le Zone sfavorite e le Zone franche cesseranno, gradualmente, di esistere
Le Zone monoindustriali saranno in difficolta’
La chiusura del capitolo “Concorrenza”, nelle negoziazioni con l’Unione Europea, comprende l’impegno della Romania di rinunciare, gradualmente, alle facilitazioni concesse negli ultimi anni alle Zone sfavorite nonche’ alle Zone Franche.
In Romania esistono, attualmente, oltre 30 Zone sfavorite, di cui 28 perderanno tale statuto legale dopo il 31 dicembre 2008. Inoltre, nelle Zone Franche le facilitazioni si ridurranno drasticamente, e alla fine del 2006 queste cesseranno di esistere.
Il periodo di transizione per le 28 Zone sfavorite, la cui esistenza superava la data dell’adesione, e’ stato negoziato per ognuna separatamente. Poiche’ la legge romena prevedeva che 3 tali zone – Brad, Valea Jiului, Balan – avrebbero concluso la loro esistenza il 31 dicembre 2008, si e’ ottenuto il mantenimento della scadenza. Altre 22 Zone sfavorite, che secondo le norme romene cessavano di esistere alla fine del 2009, saranno smantellate, conformemente alla scadenza fissata nel trattato di adesione, in tale data.
Le 22 Zone sfavorite che cesseranno di esistere nel 2009 sono: Comanesti, Bucovina, Altan Tepe, Filipesti, Ceptura, Albeni, Schela, Motru Rovinari, Rusca Montana, Bocsa, Moldova Noua-Anina, Baraolt, Apuseni, Stei-Nucet, Borod-Suncuius-Dobresti-Vadu Crisului, Popesti-Derna-Alesd, Ip, Hida-Surduc-Jibou-Balan, Sarmasag-Chiejd-Bobota, Baia Mare, Borsa-Viseu e Rodna.
Altre 3 Zone sfavorite – Cugir, Zimnicea, Copsa Mica – funzioneranno fino al 31 dicembre 2010.
Le altre Zone sfavorite – non elencate – non sono state negoziate, poiche’, comunque, cesseranno di esistere prima del 1 gennaio 2007. E’ facile intuire che dalla sparizione delle Zone sfavorite, soffriranno prevalentemente le localita’ monoindustriali, nelle quali non sono state create delle alternative per i posti di lavoro che si riducono.
Una gran parte degli operatori economici di queste zone sfavorite hanno posticipato, appositamente, nuovi investimenti in capacita’ di produzione che avrebbero creato nuovi posti di lavoro, limitandosi alla commercializzazione dei prodotti.
Che facilitazioni vengono annullate
Secondo l’Ordinanza Governativa N.24/1998, un’”area geografica strettamente delimitata territorialmente” veniva dichiarata “Zona sfavorita” se adempiva ad almeno una delle seguenti condizioni: se aveva struttura monoindustriale, che mobilitava piu’ del 50% della popolazione; se era zona mineraria, con personale gia’ disponibilizzato per oltre il 25 % attraverso licenziamenti collettivi; se in seguito a liquidazione, ristrutturazione o privatizzazione di operatori economici erano stati registrati licenziamenti di piu’ del 25% del numero dei dipendenti con domicilio stabile in zona; se il tasso di disoccupazione in zona superava del 30% il tasso di disoccupazione a livello nazionale; se erano zone isolate, senza mezzi di comunicazione e con infrastrutture poco sviluppate.
Le aziende che operano nelle zone sfavorite beneficiano per i loro investimenti di esenzioni di dazi doganali ed IVA, esenzione dell’imposta sul profitto, ecc.
Oltre alle zone sfavorite, continuano ad esistere, entro le scadenze previste dal programma di integrazione, anche le Zone Franche, istituite con la Legge N.84/1992. Queste sono state create, per la promozione del commercio estero e per attrarre capitali stranieri, nei porti marittimi e fluviali, lungo il Canale Danubio-Mar Nero ed altri canali navigabili e nei territori vicini ai punti di passaggio della frontiera.
Gli operatori economici che svolgono attivita’ nelle Zone Franche sono esentati dall’imposta sulla circolazione delle merci, da accise ed imposta sul profitto. Attualmente esistono 6 Zone Franche: Sulina, Giurgiu, Curtici, Arad, Costanza Sud e Braila.
Con l’entrata in vigore del Codice fiscale (Legge N.571/2003), sono state limitate fino al 31 dicembre 2004 tutte le facilitazioni fiscale alle societa’ che hanno realizzato investimenti consistenti (1 milione di dollari, investiti prima del 1 luglio 2002). Dal 1 gennaio 2005, tali facilitazioni saranno applicate limitatamente, soltanto fino al 31 dicembre 2006.
Quindi le Zone Franche, cosi’ come approvate dal Governo nel 1993, 1994, 1996 e 1998, cesseranno di esistere nel 2007. Mettendo in difficolta’ gli investitori che avevano pianificato di operare in queste Zone franche 9-10 anni fa’.

L’UE ha concesso alla Romania fondi Sapard supplementari
La Commissione Europea (CE) ha concesso all’Agenzia SAPARD Romania fondi supplementari per 54 milioni di euro, poiche’ le stime iniziali sui pagamenti nel quadro del programma sono state superate, dichiara Daniela Gheorghe, segretario di stato nel Ministero delle Finanze Pubbliche, citata da Mediafax.
La Romania ha assorbito completamente i fondi concessi dall’Unione Europea attraverso il programma di sviluppo rurale SAPARD per il 2000, per un valore di 153 milioni di euro, ed ha effettuato pagamenti per 71 milioni di euro dal bilancio attinente al secondo Accordo annuale di finanziamento. I fondi per il 2000 sono stati utilizzati per diversi progetti nell’ambiente rurale, tra cui la costruzione di tratti stradali per un totale di 1.109 chilometri e condotti per canalizzazione per 253 chilometri.

Finanziamenti ISPA
La Romania ha beneficiato, fino al momento attuale, attraverso il programma ISPA dell’Unione Europea, di finanziamenti per circa 2 miliardi di euro, il che rappresenta oltre l’80% dell’assistenza finanziaria concessa attraverso questo programma per il periodo 2000-2006, indica un comunicato del Ministero delle Finanze. Secondo lo stesso comunicato, la Romania ha concluso 48 memorandum di finanziamento ISPA, per un valore totale di 2,4 miliardi di euro, di cui circa 2 miliardi di euro sono contributi attraverso l’ISPA.

La struttura delle esportazioni e’ ancora rudimentale
I primi 10 mesi del 2004 si sono conclusi con un deficit commerciale record di 5,3 miliardi di euro, il che significa cha alla fine del 2004 il valore avra’ superato, comunque, 6 miliardi di euro. Il ribasso del tasso di cambio dell’euro nei confronti della moneta romena aiuta gli importatori, specialmente nel periodo degli acquisti natalizi. Il che avra’ un impatto maggiore sul saldo negativo della bilancia commerciale.
Anche se gli esportatori si dichiarano sempre piu’ svantaggiati dall’inattesa evoluzione del tasso di cambio dell’euro, l’ascesa delle importazioni potrebbe diventare, a medio termine, addirittura benefica per le esportazioni romene, poiche’ un tasso di cambio “amichevole” puo’ incentivare considerevolmente l’acquisto di attrezzature e macchinari nuovi, con tecnologie avanzate. Con tali tecnologie, l’industria nazionale potrebbe raggiungere il grado di ritecnologizzazione necessario per la fabbricazione di prodotti piu’ competitivi, con un maggiore valore aggiunto. Esattamente quello che serve al Paese.
Nel 2004 sono stati registrati due record storici del valore delle esportazioni romene dal 1990 fino al momento attuale: nel mese di luglio – 1,83 miliardi di euro e nel mese di ottobre – 1,73 miliardi di euro (ed un valore totale di oltre 15 miliardi di euro). Sfortunatamente la principale componente continua ad essere l’industria dei beni di consumo (tessili e calzature), con il 30% del valore totale, seguita dai prodotti metallurgici con il 15,2%. Questa tappa e’ stata superata, gia’ da tempo, dai Paesi recentemente entrati a far parte dall’Unione Europea, cioe’ sin dai tempi in cui erano candidati. I principali gruppi merceologici nelle loro esportazioni sono gli automezzi, i medicinali, le attrezzature per telecomunicazioni, il che dimostra che le loro economie si sono adeguate piu’ rapidamente alla richiesta dei mercati mondiali. Per esempio, il 41% delle esportazioni della Rep. Ceca sono rappresentate dai macchinari ed equipaggiamenti di trasporto ed il 27% – da beni manufatti. I piu’ consistenti incassi dalle esportazioni, per l’Ungheria, sono forniti dagli equipaggiamenti per telecomunicazioni, motori di vari tipi e computer. Per quanto riguarda la Polonia, in un rapporto presentato dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) si afferma che il Paese occupa il 12-o posto nel top degli esportatori sul mercato dell’Unione Europea, con una percentuale significativa, con esportazioni per 35,3 miliardi di dollari nel 2003. La Polonia ha registrato la piu’ consistente crescita delle esportazioni, tra tutti i Paesi UE, con il 26% nel 2003. Tale dinamica delle esportazioni polacche puo’ essere attribuita in gran parte agli investimenti stranieri diretti molto consistenti, che hanno trasformato l’economia e hanno trasferito la produzione da altri Paesi verso la Polonia, associato con lo sviluppo delle aziende autoctone. Nei prossimi 2 anni, la Polonia sara’ uno dei Paesi a rapido sviluppo nell’Unione Europea, prevede anche la Commissione Europea.
Certamente che l’avvicinamento graduale all’UE ha incentivato anche lo sviluppo dell’interscambio commerciale della Romania con i Paesi membri: le esportazioni verso i 25 stati UE rappresentano il 73,3% del totale esportato. Nonostante cio’, con una struttura delle esportazioni ancora rudimentale, l’interscambio con l’UE ammonta a soli circa 27 miliardi di euro.
L’avvicinamento al momento dell’adesione all’UE e gli investimenti piu’ importanti, i cui effetti cominciano ad essere percepiti, cambieranno anche la struttura delle esportazioni romene.
Il settore della meccanica strumentale registra gia’ uno sviluppo che l’industria tessile non potra’ registrare. C’e gia’ un aumento delle esportazioni del 28%, proveniente soltanto dalla meccanica strumentale e dall’elettrotecnica.
Ed il cambiamento sara’ ancora piu’ accentuato nei prossimi mesi, principalmente grazie alle esportazioni di autovetture Logan. L’investimento di Dacia comincia a dare frutti.
Un altro settore in progresso e’ quello delle costruzioni di navi, che continua ad interessare molti investitori stranieri. Ed anche l’industria aeronautica rientrera’ nel circuito mondiale con la produzione di componenti per il settore.

Importazioni di generi alimentari per 1,2 miliardi di euro
Il deficit dell’interscambio commerciale romeno con prodotti agroalimentari ha raggiunto 925 milioni di euro, nel periodo 1 gennaio – 31 ottobre 2004, in aumento del 6,5% (56,7 milioni di euro) rispetto al periodo simile del 2003.
Secondo dati forniti dal Ministero Agricoltura, le importazioni sono aumentate da 1,237 miliardi di euro, a fine ottobre 2003, a 1,392 miliardi di euro nel periodo simile del 2004 (+12,6%). Nel contempo, le esportazioni hanno registrato un aumento del 26,8% , da 369 milioni di euro a 467,8 milioni di euro, pero’ continuano ad essere inferiori alle importazioni. I principali prodotti importati sono stati le sigarette ed il tabacco (27.600 tonnellate), la carne suina (108.400 tonnellate), il frumento (773.900 tonnellate) e lo zucchero (502.900 tonnellate).

Il 2004 potrebbe essere il primo anno con un tasso di inflazione espresso con una sola cifra
Il tasso dell’inflazione e’ sceso nel mese di novembre 2004 a 0,6%, nel contesto della riduzione di determinate tariffe per i servizi, informa l’Istituto Nazionale di Statistica.
L’aumento dello 0,6% e’ inferiore alle previsioni della Banca Centrale (BNR), che anticipava un aumento dei prezzi al consumo dello 0,7 – 0,8%. In tali condizioni, il tasso dell’inflazione per i primi 11 mesi del 2004 ammonta all’8,6%.
L’inflazione calcolata su base annua e’ arrivata al 9,9%.
A novembre, le riduzioni dei prezzi dei servizi si sono registrate nelle tariffe del trasporto aereo, delle poste e telefonia. Secondo l’INS, a novembre i servizi telefonici sono stati del 4% meno cari, i servizi postali dello 0,1% ed il trasporto aereo del 3% meno caro di ottobre.
Invece si e’ pagato di piu’ per i combustibili (+2,2%) e l’energia termica (+4,5%), prodotti con un impatto significativo sulle spese domestiche, specialmente nell’ambiente urbano.
Anche se il 2004 e’ stato un buon anno agricolo ed il settore della lavorazione della carne ha abbassato i prezzi, il latte ed i legumi sono stati piu’ cari, in media, del 2,1%.
Un tasso dell’1,3% a dicembre assicurerebbe il raggiungimento del target previsto per il 2004.

Dal 1 gennaio 2005, lo stipendio minimo a livello nazionale sara’ di 3.100.000 lei
Secondo una recente Decisione Governativa, dal 1 gennaio 2005, lo stipendio minimo lordo a livello nazionale sara’ di 3,1 milioni di lei, in aumento di 300.000 lei rispetto al 2004. Il quantum e’ stato stabilito nelle negoziazioni con il Fondo Monetario Internazionale, che impone un collegamento tra gli aumenti salariali e la produttivita’ del lavoro.
Tale livello dello stipendio minimo, per un orario completo di lavoro (mediamente 171,3 ore mensili), significa una remunerazione di 18.093,40 lei/ora.
I rappresentanti del CNS “Cartel Alfa” accusano il Governo di aver ignorato le consultazioni con i partner sociali, poiche’ l’ammontare dello stipendio minimo non copre nemmeno il “paniere di consumo giornaliero” calcolato, a maggio 2004, a 4,3 milioni di lei mensili.
I sindacalisti richiedono il posticipo dell’applicazione della Decisione Governativa fino a dopo una consultazione reale con i partner sociali.

Le condizioni di vita e lavoro in Romania – monitorate dall’UE
L’Unione Europea intende conoscere il grado di soddisfazione dei suoi cittadini, attuali e futuri, e per saperlo paga annualmente 18 milioni di euro alla Fondazione Europea per il Miglioramento delle Condizioni di Vita e di Lavoro. Cioe’ per l’elaborazione di studi sulla qualita’ della vita, sullele condizioni di lavoro, sui rapporti industriali e per il monitoraggio dei cambiamenti.
Gli specialisti della fondazione tentano di anticipare l’evoluzione dell’industria nei prossimi 5-10 anni e l’effetto dei cambiamenti sulle condizioni di lavoro e sulla qualita’ della vita.
Secondo loro, l’allargamento dell’UE non e’ da considerare finalizzato finche’ non ci saranno condizioni uguali in tutti i Paesi membri, vecchi e nuovi. E poiche’ si prende in calcolo anche l’adesione di altri tre stati all’UE – Romania, Bulgaria e Turchia – gli studi della fondazione si sono estesi, nell’ultimo anno anche su questi.
Dai dati da loro forniti si arriva, a volte, a sapere di piu’ sulla Romania che dalle informazioni ufficiali fornite dal governo romeno.
Per esempio, il 74% dei romeni non si possono permettere una settimana di ferie all’anno, rispetto al 24% dei cittadini dei 15 Paesi “veterani” dell’UE (UE15); il 51% dei romeni non hanno abitazioni sufficientemente riscaldate, rispetto al 9% nell’UE; il 30% dei romeni hanno difficolta’ nel pagare le utilita’ rispetto al 7% nell’UE ecc.
Gli unici aspetti nei quali i romeni superano i cittadini UE e’ l’ottimismo riguardo al futuro – 29% rispetto al 19% – ed il possesso di abitazioni di proprieta’ personale – 85% rispetto al 38%.
Pero’, quest’ultima percentuale potrebbe cambiare nel futuro. Attualmente il costo di un’abitazione e’ diventato troppo alto per il reddito mensile di una famiglia romena media (la maggior parte delle vecchie abitazioni sono state acquisite prima del 1989 e percio’ la maggior parte dei figli – secondo gli studi della fondazione – vive ancora insieme ai genitori, anche dopo aver costituito una propria famiglia; inoltre, il grado di confort delle abitazioni e’, in Romania, inferiore rispetto a quelle dell’UE 15.
La differenza tra la qualita’ della vita nei Paesi candidati rispetto a quelli dell’UE 15 e’ piu’ che considerevole e gli specialisti della fondazione affermano che la stessa aumentera’ ancora dopo l’integrazione. L’UE finanziera’ in maniera massiccia soltanto l’integrazione dei gruppi sociali sfavoriti.
Dopo l’allineamento dei prezzi – poiche’ le previsioni sullo stipendio medio a livello nazionale indicano al massimo 400 euro nel 2007 – oltre l’80% della popolazione romena potra’ essere considerata sfavorita. Evidentemente, i soldi dell’UE non basteranno per tutti.

Cosa aumenta e cosa si riduce nel 2005
Dal 1 gennaio 2005 le quota dell’imposta sul profitto diminuisce del 6%, a 19%, rispetto ai precedenti 25%.
Il numero delle quote di imposta sul reddito diminuiscono dalle attuali 5 a sole 3. Per i redditi lordi mensili di fino a 2,7 milioni di lei, la quota di tassazione e’ del 14%. Tra 2,7 e 14,5 milioni di lei, si applica una quota del 26%, e per quello che supera i 14,5 milioni di lei la quota di tassazione e’ del 38%.
Aumenta, invece l’imposta sui dividendi dal 5 al 10%.
Il 2005 iniziera’ con aumenti dei prezzi per determinati prodotti energetici, secondo gli impegni assunti dalla Romania nei confronti del Fondo Monetario Internazionale.
Dal 1 gennaio aumenta il prezzo dell’energia elettrica, pero’ l’Autorita’ di regolamentazione nel campo (ANRE) sta ancora calcolando di quanto.
Sempre dal 1 gennaio aumenta il prezzo del gas naturale, con una percentuale ancora non comunicata. Secondo il calendario convenuto con il FMI, il prezzo del gas naturale di produzione nazionale deve aumentare da 60 a 85 dollari per 1.000 metri cubi, il che significa, per la popolazione, un aumento di circa 15 dollari per 1.000 metri cubi. Poiche’ l’attuale prezzo pagato dai consumatori domestici e’ di circa 150 dollari per 1.000 metri cubi, risulta che l’aumento sara’ del 10%.
L’aumento potrebbe essere ancora piu’ alto poiche’ l’Autorita’ di regolamentazione prendera’ in calcolo anche l’aumento del prezzo, nel 2004, del gas naturale importato.
L’assicurazione auto obbligatoria
L’assicurazione obbligatoria per le autovetture aumenta nel 2005 di circa il 35%. Le tariffe annunciate dalla Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni potranno essere ridotte o aumentate del 10% dalle compagnie operanti sul mercato. Le pressioni delle societa’ di assicurazioni hanno avuto successo: le assicurazioni obbligatorie auto con validita’ sul territorio nazionale – RCA – e quelle valide all’estero – Carta Verde – non si unificano nel 2005, tale misura essendo posticipata per il 2007.
Il prezzo della carne suina attende una Decisione governativa
Nell’industria alimentare, i cambiamenti dipendono dai nuovi dazi doganali. Almeno per quanto riguarda la carne suina. Secondo le norme in vigore, dal 1 gennaio 2005 i dazi doganali per l’importazione di suini interi dovrebbero tornare di nuovo al 20%. I rappresentanti dell’Associazione Romena della Carne (ARC) richiedono al Ministero dell’Agricoltura che le tasse di salvaguardia zero per le importazioni di suini interi vadano prorogate oltre il 1 gennaio 2005. Se la richiesta dell’ARC non sara’ presa in considerazione, le aziende di trasformazione della carne suina intendono aumentare il prezzo della stessa, dal 1 gennaio 2005, del 10-15%. Gli ufficiali MAPDR dichiarano che tutto dipende della decisione del Governo. Per gli altri generi alimentari non sono previsti aumenti dei prezzi fino a marzo 2005.

EM.RO Popolare (Modena) e Banca Popolare di Vicenza investono in Romania
Le banche italiane EM.RO Popolare (Modena) e Banca Popolare di Vicenza hanno acquistato, ciascuna, da Volksbank International AG Austria un pacchetto azionario del 3,3338% della Volksbank Romania informa l’agenzia stampa Mediafax.
”Le banche italiane sono partner strategici del nostro gruppo e la Romania rappresenta un mercato con moltissime possibilita’ per gli investitori italiani, realta’ confermata anche dal grande numero di aziende italiane che hanno avviato affari in questo Paese”, ha dichiarato a Mediafax il direttore di marketing della Volksbank Romania, Alin Merer. ”Con questa transazione, le due banche italiane hanno acquisito un partner solido in Romania che puo’ aiutare i loro clienti italiani intenti ad entrare sul mercato locale”, ha aggiunto Merer.
Volksbank International AG Austria controlla, attualmente, oltre il 93% delle azioni della sua succursale romena. Oltre alle due banche italiane, nella Volksbank Romania sono azionisti anche Unternehmensbeteiligungs GmbH, VB Unternehmensholding GmbH, VB Investmentbank AG e VB Factoring Bank AG con meno dello 0,01% delle azioni.
La Volksbank Romania e’ stata costituita nel 2000 e ha, attualmente, un capitale sociale di 380 miliardi di lei (circa 9,5 milioni di euro), 15 succursali nel territorio romeno e piu’ di 300 dipendenti.

Pirelli aumenta i suoi investimenti in Romania con ulteriori 110 milioni di euro
Appena cominciato l’investimento nella fabbrica di reti metalliche per copertoni di Slatina, per un valore di 40 milioni di euro, ed ecco che la Pirelli decide di impiantare in Romania un’altra capacita’ produttiva.
Il quotidiano Ziarul Financiar informa che, sempre a Slatina, Pirelli costruira’ un altro stabilimento per la produzione di copertoni di alta qualita’, con un investimento di 110 milioni di euro, da realizzare nei prossimi 3 anni.

L’albergo Athenee Palace Hilton di Bucarest e’ in vendita
Gli azionisti dell’albergo Athenee Palace Hilton mettono in vendita il piu’ vecchio grande albergo di Bucarest.
I 6 azionisti, romeni e francesi, intendono vendere l’albergo di 5 stelle per circa 17 milioni di dollari.
Per partecipare alla gara di vendita di un simbolo della Bucarest antebellica, l’albergo Athenee Palace Hilton, le compagnie interessate devono avere come oggetto di attivita’ il turismo (alberghi, ristoranti, bar, agenzie di viaggi), un giro di affari non inferiore a 40 milioni di dollari nel 2003, conti auditati e certificazione ISO 9001.
L’asta per la vendita si svolgera’ il 21 dicembre 2004, alle ore 11.00.
L’albergo e’ di proprieta’ della societa’ Athenee Phenix Group, costituita 10 anni fa’ attraverso l’associazione di un’azienda di stato (proprietaria dell’albergo), con un imprenditore romeno (Mihail Circiog) e 3 ditte francesi, divisioni del gruppo Vivendi. Gli azionisti della Athenee Phenix Group SA, proprietario dell’albergo sono 3 aziende romene: SC Athenee Palace SA, C.M.C. International, Hapcorp Romanian SA e 3 ditte francesi: Compagnie Immobiliere Phenix, Feal International ed Etudes Generales Constructions Internationales.
Nel 1996, prima del rilancio dell’albergo, con investimenti per 42 milioni di dollari, gli azionisti hanno firmato un contratto di management con la catena internazionale Hilton, per 20 anni.
L’edificio storico e’ diventato il primo albergo romeno gestito da una catena alberghiera internazionale, ed attualmente e’ il primo grande albergo messo in vendita in Romania.
Nel 2003, l’albergo ha registrato un giro di affari di oltre 527 miliardi di lei (circa 16 milioni di dollari) ed un profitto netto di 113 miliardi di lei (3,5 milioni di dollari).
Ubicato nel cuore della citta’, l’albergo Athenee Palace Hilton e’ stato costruito nel periodo 1912-1914 e restaurato nel periodo 1935-1938.
Una seconda ala dell’edificio, costruita nel 1965, ha aumentato la capacita’ a 300 stanze, pero’ i danni registrati durante gli avvenimenti di dicembre 1989 l’hanno ridotta a 125 stanze.
Nel 1996 l’albergo ristrutturato e’ rientrato sul mercato con 275 camere ed appartamenti, ristoranti, un centro di affari, sale di conferenze, un centro di fitness, zona shopping.

Immobiliari
Secondo un rapporto dell’Istituto di Consulenza Immobiliare i prezzi degli immobili ubicati nella Capitale si sono assestati nel 2004. La “Fabbrica di soldi” dell’anno e’ stato il palazzo nuovo costruito in una zona di lusso
Nel 2004, il mercato immobiliare di Bucarest si e’ stabilizzato. Almeno cosi’ risulta dal “Rapporto sul mercato immobiliare per il 2004”, elaborato dall’Istituto di Consulenza Immobiliare su richiesta della rivista “Casa Lux”. Nel 2003 si era registrata un’esplosione dei prezzi per appartamenti e case, grazie ai crediti ipotecari e al fatto che sempre piu’ romeni investono nell’immobiliare i soldi guadagnati all’estero. Gli specialisti sostengono che tale movimento ascendente dei prezzi e’ cessato nel 2004. Nel caso degli appartamenti in condomini c’e’ stata una polarizzazione: nei quartieri periferici Berceni, Militari, Pantelimon, i prezzi sono rimasti gli stessi o sono diminuiti. Nelle zone del Centro Civico e nella parte Nord, nei quartieri Baneasa o Aviatiei, il prezzo degli appartamenti e’ lievitato un po’, grazie alle vicinanze residenziali.
Per quanto riguarda i terreni, poiche’ sempre piu’ clienti desiderano acquistare delle case con giardino, e’ aumentato l’interesse per zone finora poco richieste, come Grivita, 1 Mai, Colentina o Lacul Tei. Gli specialisti affermano che, in questi quartieri, i prezzi sono aumentati nel 2004 del 30% senza, pero’, diventare eccessivi. Gli affari con terreni hanno portato alti profitti nel 2004, sottolinea il rapporto. Una dimostrazione in tal senso e’ che i prezzi dei terreni della zona Otopeni, utilizzati finora prevalentemente per la costruzione di depositi, sono raddoppiati negli ultimi 12 mesi.
Il mercato degli appartamenti in ville o palazzi costruiti nel periodo interbellico e’ rimasto stabile. Tale tipo di abitazione e’ scelto da chi ama gli spazi con personalita’ e che non possono piu’ essere costruiti al giorno d’oggi.
Una villa nuova, moderna, continua invece a costare tra 300.000 e 600.000 euro.
Un buon affare sono gli spazi per negozi nelle zone ultracentrali. Pero’, a causa degli affitti altissimi, questi cambiano frequentemente beneficiario. Piu’ costante risulta il reddito ricavato da uno spazio commerciale di piccole dimensioni in una zona molto frequentata.
Il Rapporto aggiunge che gli investitori si sono orientati nel 2004 anche sulla costruzione di condomini di lusso in zone residenziali come Dorobanti, Kiseleff, Aviatorilor, Cotroceni, Parcul Domenii ecc. Tali opportunita’ sono ricercate sia per la zona, che anche per la sicurezza garantita in caso di terremoti.
Nell’opinione degli specialisti, l’affare dell’anno 2004 rimane l’investimento nell’apertura di supermarket. Pero’ anche se molti investitori vorrebbero costruire grandi negozi in zone come Dorobanti, Domenii, Cotroceni, mancano i terreni adatti. La richiesta determina l’aumento eccessivo dei prezzi in queste zone.

Crisi di terreni per investimenti
I terreni continuano ad essere considerati investimenti redditizi. Pero’ soltanto quelli ubicati nelle vicinanze di grandi citta’ o nelle zone di grande sviluppo. L’affare piu’ redditizio rimane l’acquisto dei terreni fuori dalle zone urbane e l’ulteriore espletamento delle formalita’ necessarie per farli rientrare nelle zone urbane adiacenti.
Il prezzo dei terreni per costruzioni e’ aumentato, nel 2004, mediamente del 35%. Di piu’ nelle zone con forte sviluppo, nelle grandi citta’ e nelle localita’ montane e di meno nelle citta’ piu’ piccole e nei comuni in pianura, afferma Liviu Ureche, presidente dell’Associazione Romena delle Agenzie Immobiliari (ARAI).
Hanno raddoppiato il proprio valore i terreni di grandi dimensioni, ubicati a meno di 5 chilometri dalle entrate nel municipio di Bucarest ma si vendono bene anche i terreni ubicati a 5-25 chilometri dalla Capitale.
Il 2005 sara’ l’anno dei quartieri residenziali. “Conosco una serie di developer che hanno acquistato terreni nelle zone extraurbane, ma che saranno inglobati nelle aree urbane nel 2005. Hanno gia’ ordinato i piani urbanistici generali e urbanistici zonali, e questi terreni diventeranno facilmente edificabili”, afferma il presidente ARAI.
Nella Capitale mancano i terreni di grandi dimensioni, molto ricercati dagli investitori nei quartieri residenziali, dai developer di edifici per uso ufficio di classe A e da chi intende costruire supermarket, mall, centri commerciali. “Percio’ non potranno essere realizzati quartieri residenziali all’interno della Capitale”, dichiara Ureche.
Valea Oltului.
“Assisteremo ad un’esplosione di alberghi e ville, di investimenti immobiliari nella Valle dell’Olt nel 2005”, afferma Liviu Ureche. E sottolinea che negli ultimi tempi grandi investitori intendono acquistare terreni nelle localita’ della zona: Olanesti, Govora, Calimanesti-Caciulata, Cozia o Voineasa.
Per quanto riguarda i terreni agricoli, i piu’ consistenti aumenti dei prezzi sono stati registrati nella parte meridionale e nella parte occidentale del Paese. Nella Pianura del Danubio (Campia Dunarii) e nel Baragan un ettaro di terreno della classe B, che non garantisce alti rendimenti agricoli, costa a fine 2004, circa 500 euro. Nella parte occidentale i prezzi sono di nuovo esplosi. Qui gli investitori italiani hanno venduto a quelli tedeschi a 1.200 euro l’ettaro, pero’ terreni di classe A, cioe’ della miglior qualita’.
Piu’ della meta’ dei terreni vengono acquistati per essere rivenduti, ulteriormente, a prezzo doppio oppure addirittura triplo, indicano gli studi di alcune compagnie immobiliari.
Nel 2005, il mercato immobiliare della Romania sara’ caratterizzato da investimenti speculativi, sono unanimi gli analisti del mercato immobiliare. „Sara’ il piu’ forte intervento speculativo degli ultimi 15 anni“, dichiara Artur Silvestri, analista immobiliare.
L’acquisto di un immobile o di un terreno viene percepito dai romeni come un piazzamento sicuro. E l’aumento spettacolare dei prezzi negli ultimi anni nell’immobiliare da loro il sentimento che tali affari sono un guadagno sicuro. Anche i romeni che lavorano all’estero prediligono investire nell’immobiliare i propri guadagni.

Info utili
Presso l’Ufficio per la Migrazione della Forza Lavoro (Bucarest, piata Valter Maracineanu nr. 1-3, piano 2, stanza 185) funziona lo Scompartimento del Programma di assicurazione della trasparenza. Tale Programma e’ dedicato anche ai cittadini stranieri che sollecitano permessi di lavoro. Vengono fornite anche informazioni telefoniche al n. 0788.158.844 nell’orario 9,00-17,00

Newsletter n.50 / 2004

Convalidato dalla corte costituzionale il primo turno delle elezioni
La Corte costituzionale ha respinto la richiesta di annullamento del primo turno delle presidenziali, presentata dall’alleanza di opposizione DA (Giustizia e verita’) e dal partito di estrema destra Romania Mare PRM, ritenendo che le accuse di frode non siano state provate.
”L’annullamento delle elezioni era possibile soltanto se lo scrutinio fosse stato turbato da frodi suscettibili di invertire l’ordine dei candidati per il secondo turno delle elezioni del 12 dicembre”, indica un comunicato della Corte.
Tale decisione era stata preceduta dal parere simile gia’ fornito dalla commissione elettorale sulle elezioni legislative che si sono tenute contemporaneamente alle presidenziali.
Il candidato dell’opposizione Traian Basescu dichiarava che avrebbe accettato il parere delle Corte pur mantenendo le sue accuse di frodi.
Diverse organizzazioni, tra cui l’OSCE e la principale associazione di difesa dei diritti civili in Romania, Pro Democratia, hanno denunciato ”numerose irregolarita’ nel corso delle elezioni”.
Il 12 dicembre si affronteranno nel ballottaggio il premier uscente Adrian Nastase, che al primo turno ha ottenuto il 40,94 per cento dei voti, e Basescu, che ha avuto il 33,92%.

Risultati finali delle elezioni: maggioranza debole, opposizione forte
Dopo la redistribuzione delle percentuali dei partiti che non hanno superato la soglia del 5%, l’Unione PSD+ PUR ha ottenuto il 39,7% dei mandati per la Camera dei deputati ed il 41,6% di quelli del Senato, mentre l’Alleanza D.A. PNL-PD ha ottenuto il 33,7% alla Camera ed il 35,7% al Senato, secondo i dati forniti dall’Ufficio Elettorale Centrale.
Alla Camera dei Deputati, per i 314 mandati ed i 18 posti per altre minoranze nazionali che quella ungherese, la situazione e’ la seguente: PSD+ PUR – 132 mandati (39,7%), PNL-PD – 112 mandati (33,7%), PRM – 48 mandati (14,4%), UDMR – 22 mandati (6,7%). I posti riservati alle altre minoranze nazionali rappresentano il 5,4% del totale deputati.
Al Senato, dai 137 mandati, il PSD+PUR detiene 57 (41,6%), l’Alleanza D.A. – 49 mandati (35,7%), PRM – 21 mandati (15,3%), UDMR – 10 mandati (7,2%).
Alla Camera dei Deputati, l’Unione PSD+PUR avrebbe bisogno dei soli voti dei parlamentari UDMR e dei deputati delle altre minoranze nazionali per assicurarsi la maggioranza. Otterrebbe 172 voti da un totale di 332, cioe’ il 51,8% del totale.
Al Senato, pero’, il PSD insieme a PUR e UDMR non rappresentano che il 48,8% del numero di parlamentari, mentre l’Alleanza PNL-PD con PRM rappresentano il 51,2% dei mandati. Per avere la maggioranza anche nel Senato, il PSD necessita, oltre i voti dei rappresentanti UDMR e PUR, altri 2 voti (dal PRM o dall’Alleanza DA).
L’annuncio dei risultati finali delle elezioni parlamentari, con la distribuzione dei seggi della Camera e del Senato, ha rilanciato la campagna elettorale per il ballottaggio di domenica 12 dicembre tra il socialdemocratico Adrian Nastase, premier in carica, e il rappresentante dell’opposizione Traian Basescu.
Il 12 dicembre si scegliera’ il futuro presidente della Repubblica, il quale a sua volta nominera’ il capo del nuovo governo..

Dal punto di vista tecnico la Romania ha concluso le negoziazioni con l’UE
La Romania ha concluso dal punto di vista tecnico le negoziazioni di adesione con l’Unione Europea. Ultimata la parte tecnica delle trattative, spetta agli stati membri dell’Unioni di fornire il proprio accordo, all’inizio della prossima settimana.
Nei due capitoli chiusi per ultimi, “Concorrenza” e “Giustizia ed Affari Interni”, la Romania si e’ assunta 11 impegni supplementari che saranno severamente monitorati dalla Commissione Europea.
Nel capitolo “Giustizia ed Affari Interni”, gli impegni riguardano la lotta contro la corruzione, la riforma dell’amministrazione, la riforma della giustizia, la continuazione della riforma della Polizia, l’applicazione del piano Schengen, la lotta contro la criminalita’ organizzata.
Nel capitolo “Concorrenza” il principale problema riguarda il Consiglio della Concorrenza. Il secondo la siderurgia, settore nel quale, entro la fine del 2008, la capacita’ di produzione deve essere ridotta di 9,2 milioni di tonnellate per i prodotti finiti.
In questo capitolo si e’ aggiunta una clausola di salvaguardia, valida fino nel autunno del 2005, riguardo alla capacita’ del Consiglio della Concorrenza, che potrebbe portare al posticipo di un anno dell’integrazione nell’UE deciso su proposta della Commissione Europea e con il voto del Consiglio Europeo, con una maggioranza qualificata, non in unanimita’ come succedeva fino adesso.
Ecco gli impegni concreti riguardanti gli 11 punti essenziali – 4 per la Concorrenza e 7 per la Giustizia ed Affari Interni :
Secondo i documenti di posizione dell’Unione Europea citati dalla BBC, la Romania deve migliorare radicalmente l’operato del Consiglio della Concorrenza e presentare un nuovo piano di ristrutturazione dell’industria siderurgica.
Le sovvenzioni massime per il settore siderurgico non devono superare 51 miliardi di lei, e dalla fine del 2004 nello stesso settore non possono piu’ essere concesse sovvenzioni per la ristrutturazione. La produzione totale di acciaio si ridurra’ di 2 milioni di tonnellate all’anno, con la chiusura di determinate capacita’.
Nel campo siderurgico, la Romania dovra’ preparare dei rapporti semestrali per la Commissione Europea e, a partire dal 15 marzo 2005 e fino al 15 marzo 2009, sara’ anche sottoposta a valutazioni annuali indipendenti.
Ogni aiuto dello stato, concesso da settembre 2004, considerato illegale dall’Unione Europea, dovra’ essere rimborsato dopo l’adesione.
I vantaggi fiscali per le Zone Franche e per le Zone sfavorite potranno continuare in maniera scaglionata fino al piu’ tardi nel 2010 pero’, per determinate regioni, come Valea Jiului, per esempio, cesseranno gia’ dalla fine del 2008.
La Romania dovra’, inoltre, giustificare l’Ordinanza Governativa di novembre 2004 attraverso la quale o debiti di RAFO Oneşti e Carom sono stati prelevati dall’AVAS.
Nel capitolo Giustizia ed Affari interni la Romania si impegna di fornire informazioni complete sul contratto con EADS per la securizzazione delle frontiere, ma anche di accelerare il processo di ammodernamento delle stesse.
Fino alla fine del 2005, la Commissione Europea seguira’ attentamente il funzionamento della Procura Nazionale Anticorruzione e la revisione del Codice di Procedura Penale, per una piu’ rapida e trasparente soluzione dei dossier di corruzione e per ridurre il numero dei diversi organi preposti alla lotta contro la corruzione.
Sara’ monitorata anche la riforma della giustizia e le misure contro la criminalita’ organizzata.
La Romania e’ rimasta fino all’ultimo momento un caso singolare nel processo di allargamento e rimane da vedere se arrivera’ al traguardo entro il 1 gennaio 2007.
La settimana ventura, il 14 dicembre, in occasione della riunione dei ministri degli esteri dell’UE, sara’ annunciata anche la decisione politica, e questa sara’ confermata nella riunione del Consiglio Europeo, il 17 dicembre.

C’e’ pericolo di ritardo nell’adesione della Romania all’UE?
Non molto tempo fa’, l’allora commissario Verheugen sperava che la Romania avrebbe concluso le negoziazioni di adesione all’UE il 24 novembre 2004. Allora qualcuno aveva considerato che Verheugen interferiva e poteva influire sui risultati delle elezioni generali in Romania. E cosi’ la Romania non ha piu’ concluso niente il 24 novembre. Poteva essere un’enorme chance per Bucarest senza alcuna interferenza con il calendario elettorale.
La Commissione aveva fatto numerose osservazioni sull’operato dell’Ufficio della Concorrenza, accusato di incompetenza. Il Capitolo della Giustizia non poteva essere chiuso perche’ i progressi registrati negli ultimi 6 mesi non potevano compensare il caos degli ultimi 15 anni. Anche se la situazione sembrava disperata, in realta’ anche altri stati recentemente ammessi hanno attraversato problemi simili a quelli della Romania. Ogni volta, nel loro caso, quello che li ha salvati e’ stata la volonta’ politica dell’Europa di oltrepassare i criteri strettamente matematici. Per esempio, la Polonia, Paese paragonabile alla Romania per quanto riguarda i problemi economici o sociali, ha chiuso l’ultimo capitolo – quello dell’Agricoltura – addirittura durante il summit di Copenagen, a dicembre 2002. Si era negoziato fino a notte fonda, perturbando il programma dei capi di stato o di governo dell’Unione Europea. Si era considerato che la Polonia era, nonostante tutti i problemi, compatibile con l’Europa. Anche se, dopo il 1 maggio 2004, l’Europa, accertando le difficolta’ create, ha introdotto per la Romania e la Bulgaria la clausola di salvaguardia, cioe’ la possibilita’ di posticipare l’ammissione di un altr’anno.
L’unica possibilita’ della Romania di concludere le negoziazioni sono la volonta’ e la decisione politica dell’Europa. Sfortunatamente, le reazioni dopo il primo turno delle elezioni in Romania hanno periclitato, in qualche misura, questa volonta’ politica, come e’ risultato anche dal rapporto della Commissione Europea. L’Occidente ha perdonato alla Romania, varie volte, nel tempo, da dicembre ’89 fino al momento attuale, gli errori politici ed economici accertati. Pero’ lo stesso Occidente non puo’ rinunciare al concetto di elezioni libere e corrette e del rispetto del gioco politico, democratico, che ne risulta da queste. Per la democrazia dell’Occidente, le elezioni libere e corrette hanno lo stesso ruolo che ha la Borsa Valori per l’economia di mercato. Le elezioni rappresentano l’essenza del sistema di valori occidentale e la maniera naturale di regolamentazione delle tensioni politiche, sociali ed economiche.
La fortuna della Romania e’ che, da un lato, gli organismi internazionali ed i Paesi occidentali implicati nel monitoraggio hanno considerato le elezioni libere e corrette, anche se lontano da essere perfette. Da un altro lato, il presidente Chirac ed il cancelliere Schroeder hanno richiesto a Luebeck che le negoziazioni con Bucarest vengano dichiarate chiuse il 17 dicembre e che venga stabilita la data esatta dell’ammissione della Romania e Bulgaria nell’UE.

Le riserve internazionali della Banca Centrale (BNR) superano 11 miliardi di euro
Alla fine di novembre 2004, le riserve valutarie della Banca Nazionale della Romania ammontavano a 9,9 miliardi di euro, in diminuzione di 28,1 milioni di euro rispetto al mese precedente. La riserva di oro si e’ conservata a 105,1 tonnellate, e secondo l’evoluzione dei prezzi internazionali, il suo valore e’ aumentato a 1,15 miliardi di euro.
Di conseguenza, le riserve internazionali della Banca Nazionale della Romania (valute piu’ oro) ammontavano a fine novembre 2004 ad oltre 11,07 miliardi di euro.
Fino alla fine del 2004, i pagamenti scadenti nel conto del debito pubblico esterno diretto e garantito dal Ministero delle Finanze Pubbliche ammontano a 154 milioni di euro.

La produzione industriale e’ aumentata del 4,5%
La produzione industriale e’ aumentata del 4,5% nei primi 10 mesi del 2004 rispetto al periodo simile del 2003, informa un comunicato dell’Istituto Nazionale di Statistica. Nello stesso intervallo, la produzione dell’industria di trasformazione e’ aumentata del 5,5%. Il volume totale di affari delle societa’ operanti nel campo industriale e’ aumentato, nei primi 9 mesi del 2004, del 10,6%, in termini reali, rispetto al periodo simile del 2003, indica la fonte citata.

Investimenti nell’economia
Nei primi 9 mesi del 2004, nell’economia romena sono stati investiti oltre 183.431 miliardi di lei (+13,3% rispetto al periodo simile del 2003).
La maggior parte (49,7% del totale) e’ rappresentata dagli investimenti in attrezzature e mezzi di trasporto, 91.129,6 miliardi di lei (+27,7% rispetto al periodo simile del 2003).
Un altro campo prediletto dalle grandi compagnie internazionali, ma anche da quelle autoctone, e’ stato quello delle costruzioni; gli investimenti concretizzati in lavori di costruzioni nuove sono ammontati ad oltre 81.868 miliardi di lei. Il settore continua lo sviluppo accelerato e continuera’ ad assorbire ammontari consistenti, affermano fonti attendibili.
Il valore totale dei lavori di costruzioni realizzati nei primi 9 mesi dell’anno e’ di 141.941 miliardi di lei (+8,9% rispetto al 2003).
Per tipi di lavori, le costruzioni nuove realizzate in questo intervallo hanno rappresentato il 57,7% del valore totale dei lavori di costruzioni, le riparazioni capitali – il 18,6%, mentre il lavori di manutenzione e riparazioni correnti realizzati per edifici e costruzioni gia’ esistenti hanno rappresentato il 23,7%.
Per quanto riguarda il volume di affari delle aziende con attivita’ prevalentemente commerciale (ad eccezione del commercio con autoveicoli e motociclette), si e’ registrato un aumento del 12,5% rispetto ai primi 9 mesi del 2003; aumenti oltre la media hanno registrato tutte le vendite di generi non alimentari (+14,3%).
Anche le aziende specializzate nella vendita, manutenzione e riparazione degli autoveicoli e motociclette, nonche’ nella vendita di carburanti hanno registrato un aumento del volume degli affari tra l’8,2% ed il 14,6%.
Dalle attivita’ di servizi di mercato erogati alla popolazione nei primi 9 mesi del 2004 e’ risultato un volume di affari del 14,2% superiore a quello dei primi 9 mesi del 2003.

Oltre 550.000 disoccupati a livello nazionale
Le statistiche non sono altrettanto ottimiste quando si tratta della manodopera. Secondo i dati forniti dall’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza Lavoro (ANOFM), alla fine di ottobre 2004, in Romania erano registrati 550.700 disoccupati. Rispetto ad ottobre 2003. il numero e’ diminuito di 84.000 unita’.
Il tasso della disoccupazione, ad ottobre 2004, era del 6,1% della popolazione attiva, rispetto ai 7% di ottobre 2003.
Le piu’ alte medie si registrano nelle regioni Hunedoara (11,7%),Vaslui (11,4%) e Brasov (10,7%).
Secondo la Finanziaria per il 2005, i redditi al bilancio delle assicurazioni per la disoccupazione aumenteranno del 13,6% rispetto al 2004, cioe’ di 2.476,6 miliardi di lei, di cui l’aumento dei contributi per le assicurazioni per la disoccupazione sara’ del 13,5%.

Almeno sulla carta, in un solo mese, lo stipendio minimo e’ salito a 76 de euro. Mentre il prezzo della benzina si e’ avvicinato alla media europea
L’evoluzione della moneta romena nei confronti delle principali valute, oltre l’effetto diretto sull’ambiente economico, offre un inatteso aiuto alla realizzazione di una statistica favorevole sull’adempimento di alcuni impegni assunti dalla Romania nei confronti del Fondo Monetario Internazionale e dell’Unione Europea. Oltre all’inflazione, che sara’ ridotta, indubbiamente, ad una sola cifra entro la fine del 2004, alla crescita economica record dell’8%, ecco che, in euro, si e’ riuscito ad allineare il prezzo dei carburanti e dell’energia elettrica a quelli praticati sui mercati UE, come era stato richiesto, in maniera espressa, nel Rapporto Paese della Commissione Europea. Solamente grazie al tasso di cambio valutario si e’ arrivato che i circa 30.000 lei pagati per un litro di benzina valgano 80 eurocent, molto vicino alla media europea. In altre parole entro il 2007, la benzina dovra’ aumentare ancora di soli 20 eurocent. Un primo passo sara’ fatto il 1 luglio 2005 quando l’accisa aumentera’ di 6 euro per 1.000 litri di benzina. Lo stesso succede anche per il prezzo dell’energia elettrica. Secondo i dati forniti dall’Autorita’ Nazionale di Regolamentazione nel campo Energetico, la Romania ha adempiuto ad un altro impegno, cioe’ che i prezzi di consegna coprano i costi di produzione.
Statisticamente anche gli stipendi sono aumentati in Romania. Pero’ in euro, e non in lei. Calcolando in valuta si puo’ affermare che l’impegno del Governo nei confronti dei salariati, per il 2005, e’ stato rispettato gia’ dal 2004. Cioe’ l’aumento dello stipendio minimo a livello nazionale: si era stabilito che nel 2005 sarebbe aumentato da 69 euro a 75 euro. Secondo il tasso di cambio della Banca Centrale, lo stipendio minimo a livello nazionale e’ gia’ salito a 76 de euro, livello che, sfortunatamente, piazza ancora la Romania in coda della classifica degli stipendi degli attuali e prossimi membri UE.

Gli stipendi aumenteranno in Romania, nel 2005 dell’1,2% oltre il tasso dell’inflazione
I redditi salariali dei romeni registreranno nel 2005 un aumento dell’1,2% superiore al tasso dell’inflazione (aumento previsto degli stipendi del 10,4% e tasso dell’inflazione del 9,2%), indica uno studio elaborato dalla societa’ di consulenza Mercer Human Resourse Consulting.
Le autorita’ romene, invece, hanno stimato per il 2005 un tasso dell’inflazione del 7%, (dicembre 2005 rapportato a dicembre 2004).
Secondo lo studio Mercer, il livello degli stipendi aumentera’ significativamente nel 2005 in una gran parte degli stati dell’Europa Orientale, man mano che anche la competizione tra le compagnie multinazionali nell’assunzione di personale altamente qualificato aumenta.
“Nonostante gli aumenti salariali in questa regione, numerose aziende trasferiscono la loro produzione dall’occidente verso l’Est europeo per beneficiare dei costi ancora molto piu’ bassi. Percio’ crescera’ anche la pressione sugli stipendi”, considera Mark Sullivan, partner nella Mercer Consulting.
Nella classifica dei primi sei, dal punto di vista degli aumenti salariali reali rapportati all’inflazione, si ritrovano quattro Paesi dell’Europa Orientale: Lituania, con il 7,7%, Bulgaria e Lettonia, con il 5,6%, e la Serbia – Montenegro, con il 5%. A loro si aggiunge l’India, con una crescita prevista del 7,2% e la Turchia con il 4,7%.
Nel caso di questi Paesi, gli aumenti salariali relativamente alti, stimati al 9,1% -11%, sono correlati a tassi medi dell’inflazione compresi tra il 2,2 ed il 6%. L’unica eccezione e’ la Turchia, dove l’inflazione del 10,3% sara’ compensata da aumenti salariali del 15%.
Nel contempo i salariati dell’Ungheria e Rep.Ceca beneficeranno di aumenti salariali importanti, del 6,7%, rispettivamente 4,2%, ma si confronteranno con tassi dell’inflazione piu’ alti, del 5,4%, rispettivamente 3,2%.
Inoltre, Mercer Consulting stima che a livello dell’Unione Europea gli stipendi aumenteranno mediamente del 2,1% oltre il tasso dell’inflazione. Tra i Paesi membri UE, l’aumento piu’ consistente sarebbe quello della Grecia, del 5,2%, per un’inflazione del 2,4%. In Italia, Spagna e Portogallo si stimano aumenti del 4 – 4,3%, con tassi dell’inflazione simili.

L’Autorita’ per la Valorizzazione degli Attivi Statali deve ancora privatizzare 126 compagnie
All’inizio di dicembre 2004, l’AVAS deteneva ancora pacchetti azionari di maggioranza in 126 societa’. Tra queste, 27 sono grandi aziende, 32 aziende di medie dimensioni e 67 piccole imprese.
Dalle 126 societa’, 4 sono comprese nel programma di privatizzazione PSAL I, convenuto con la Banca Mondiale, altre 3 rientrano nel programma PSAL II, e le altre saranno privatizzate direttamente dall’AVAS.
A novembre 2004, l’AVAS ha concluso 7 contratti di compravendita di azioni per grandi aziende del suo portafoglio. Sono stati venduti 6 pacchetti azionari di maggioranza (Fortpres CUG Cluj-Napoca, Uztel Ploiesti, Aversa Bucuresti, FEPA Barlad, Metalurgica Vlahita, Soceram Bucuresti) ed un pacchetto di minoranza della Banca Romena per lo Sviluppo BRD. Lo stato ha incassato 45.660 milioni di lei e quasi 44 milioni di euro.
L’AVAS svolge attualmente le procedure di privatizzazione per 14 societa’ in cui e’ azionista di maggioranza. La loro privatizzazione dovrebbe concludersi entro la fine del 2004. Per la compagnia Griro Bucuresti – compresa nel programma PSAL I – l’AVAS negozia con il consorzio composto da Laminate SA, Relco SA, Dualman SRL e l’Associazione dei Salariati Griro. Nel quadro del programma PSAL II, l’AVAS negozia la privatizzazione di 2 societa’: con il consorzio Tehnosteel Bucuresti ed il consorzio Metal Inox Bucuresti, per la societa’ Grantmetal Bucuresti, e con il consorzio composto da PAS CNF Giurgiu Nav con PetromService, per la compagnia Giurgiu Nav SA.
Nel programma di privatizzazione proprio di AVAS, 3 societa’ sono in fase di presentazione delle offerte (ICPAO Medias, IMUT SA Moreni e STIPO Dorohoi). Inoltre, si svolgono negoziazioni per altre 8 societa’ statali: Petromin Constanta, Somvetra Gherla, CIPROM Ploiesti, Romatest Voluntari, ICE Felix Computer Bucuresti, Atelierele Centrale Criscior, GES Boldesti Scaieni e Sere Brasov SA.

Secondo il Registro del Commercio, nel mese di ottobre 2004 quasi 80 aziende straniere hanno lasciato la Romania
I piu’ recenti dati centralizzati dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC) evidenziano che, nel mese di ottobre 2004, hanno lasciato il mercato romeno (altre) 79 compagnie straniere, portando via un capitale sociale totale di 15,4 milioni di euro.
Nel contempo, il capitale sociale delle societa’ straniere neo costituite ad ottobre 2004 ammonta a quasi 2,3 milioni di euro.
Dalle 79 compagnie che hanno lasciato la Romania, 73 provengono dall’Unione Europea.

Secondo il presidente del Consiglio degli Investitori Stranieri CIS, Gilbert Wood, il regime fiscale incoerente, le pratiche anticoncorrenziali e la rigidita’ del mercato del lavoro scoraggiano gli investimenti stranieri
In un’intervista concessa al quotidiano Curentul, il presidente del Consiglio degli Investitori Stranieri in Romania (CIS), Gilbert Wood, ha identificato tre settori prioritari nei quali il nuovo governo dovrebbe apportare modifiche e miglioramenti. Dovrebbe, quindi, migliorare il regime fiscale ed assicurare un ambiente concorrenziale adeguato ad un’economia di mercato attraverso l’applicazione reale della legge in tale campo. A cio’ si aggiunge l’aumento della flessibilita’ del mercato della forza lavoro. “Mettendo in pratica le raccomandazioni formulate dal CIS per quanto riguarda l’ambiente di affari, la Romania diventerebbe una destinazione piu’ attraente per gli investitori, e cio’ si concretizzerebbe nell’aumento degli investimenti esteri diretti”, sottolinea Gilbert Wood.
Nell’attrarre investimenti esteri diretti, la Romania compete con altri stati est europei, e, in tale contesto, un ambiente fiscale stabile e prevedibile e’ una condizione essenziale. Anche se apprezza gli sforzi delle autorita’ di elaborare un nuovo Codice fiscale ed un Codice di procedura fiscale, il Consiglio degli Investitori Stranieri considera che ci si trova, ancora, in un punto di partenza, sottolineando che ci sono ancora questioni strategiche da migliorare nel campo. Tra queste ci sono: la deducibilita’ dei debiti “non performanti”, il rilassamento delle regole riguardanti il grado di indebitamento e la deducibilita’ degli interessi, l’applicabilita’ dei principi OCSE sui prezzi di trasferimento, l’implementazione degli standard internazionali per i report finanziari ed il raggruppamento delle ditte nel quadro dello stesso gruppo, in vista della tassazione.
I contributi sociali rimangono alti, paragonati ad altri Paesi della regione
Anche se la riduzione dell’imposta sul profitto, dal 25% al 19%, aumenta la competitivita’ della Romania rispetto ad altri Paesi della regione, i contributi sociali da parte del datore di lavoro e del dipendente sono ancora troppo alti e continuano a scoraggiare gli investimenti in Romania, sostengono i rappresentanti degli investitori stranieri. Per quanto riguarda l’ambiente concorrenziale, gli stessi considerano che per creare un ambiente economico favorevole a tutti i competitori presenti sul mercato devono esistere certezze che tutte le aziende avranno chances uguali di valorizzare le opportunita’ del mercato. Percio’, tutti gli operatori economici dovranno essere sottoposti agli stessi oneri nei confronti dello stato. Fino al momento attuale, a numerose compagnie e’ stato permesso di accumulare grossi debiti nei confronti del bilancio dello stato, essendo esonerate arbitrariamente dalle penalita’ e dagli interessi attinenti ai rispettivi debiti. La partecipazione delle autorita’ a tali pratiche e’ arrivata fino alla concessione di sovvenzioni ad un determinato numero di societa’, generando distorsioni sul mercato e generando perdita di importanti risorse finanziarie cosi’ necessarie al bilancio dello stato.
Un ambiente concorrenziale reale aiuterebbe gli investitori
Si deve, quindi, assicurare un ambiente di affari concorrenziale per tutti gli investitori, stranieri o autoctoni. L’applicazione universale delle leggi in vigore, con un accento speciale sulla raccolta severa e senza differenze delle imposte, contribuira’ all’aumento degli incassi al bilancio dello stato. Altrimenti la raccolta delle imposte continuera’ a rappresentare un problema, se il Governo della Romania si comportera’ come un creditore delle compagnie statali.
Ed in piu’, cio’ rappresenta ancora un’alternativa attraente perche’ alcune compagnie private non paghino le tasse in tempo, poiche’ le penalita’ per il mancato pagamento oppure per il pagamento in ritardo sono inferiori ai tassi di interesse praticati dalle banche per debiti simili.
Il Codice del lavoro ha delle clausole restrittive, non adeguate ad un’economia di mercato
Gli investitori stranieri sostengono che determinate clausole del Codice del lavoro, una normtiva complessa, con impatto significativo su tutte le aziende operanti in Romania, sono restrittive ed inadeguate per un’economia di mercato. Tale legge dovrebbe migliorare l’ambiente di affari a beneficio di tutte le parti coinvolte, compresi i dipendenti. Percio’, un Codice del lavoro inflessibile, che impedisce agli investitori di effettuare assunzioni, avra’ come risultato un circolo vizioso. Meno posti di lavoro significa implicitamente la diminuzione delle entrate dalle imposte pagate dai contribuenti, delle somme disponibili per il consumo, degli investimenti nell’economia e, alla fine, un tasso piu’ basso di sviluppo del Paese.
sure raccomandate dal CIS per un ambiente economico piu’ sano
Il Consiglio degli Investitori Stranieri sottolinea 6 problemi maggiori che dovrebbero essere affrontati in maniera prioritaria dal futuro governo: eliminazione del fondo separato per la garanzie dei crediti salariali; eliminazione della limitazione del tempo di lavoro settimanale a 48 ore, inclusivamente le ore supplementari, per permettere agli operai stagionali di lavorare di piu’, se lo vogliono, per esempio durante i lavori agricoli; eliminazione delle procedure burocratiche all’assunzione e al licenziamento dei salariati inadempienti dal punto di vista professionale; obbligatorieta’ della clausola di “non-concorrenza” senza una remunerazione supplementare per il dipendente; riduzione del ruolo dei sindacati nelle decisioni esclusivamente manageriali, come lo stabilire delle norme di lavoro; eliminazione dell’obbligo di assicurare corsi di formazione professionale, annualmente, per tutti i dipendenti.

Soltanto il 10% degli investimenti stranieri nella regione arrivano in Romania
La Romania attira soltanto il 10% degli investimenti stranieri effettuati nell’Europa Centrale ed Orientale, stimati per la fine del 2004 a 144 miliardi di euro. Nel contempo, il 30% del volume totale si avvia verso la Polonia, il 20% verso la Rep.Ceca ed il 15% verso l’Ungheria, secondo uno studio pubblicato a Brusselles e realizzato dal ministero francese delle Finanze. Per quanto riguarda il peso specifico nel PIL, i campioni dell’Europa Centrale ed Orientale sono l’Estonia e la Rep. Ceca, dove gli investimenti stranieri superano il 30% del PIL. Lo studio rileva che, nel periodo 2004-2006, il flusso di capitale straniero aumentera’ annualmente nella regione dell’8,5%, il che potrebbe garantire agli stati della zona una crescita economica di oltre il 4,5%.

La legislazione sul regime dei cittadini stranieri in Romania e’ stata modificata
La legislazione sul regime dei cittadini stranieri in Romania e’ stata sottoposta a modifiche. La nuova normativa introduce nuovi termini specializzati (residente o residente permanente) e ridefinisce, in pieno accordo con l’Acquis Schengen, i termini “visto”, “visto di transito”, “visto per soggiorno breve”.
La nuova legge introduce l’obbligo per i cittadini stranieri provenienti da stati con alto potenziale migratore di annunciarsi alla polizia territoriale competente, in 3 giorni dall’entrata in Romania.
Vengono ridefinite le categorie di persone per le quali i stranieri, titolari del diritto di soggiorno di almeno 1 anno, possono richiedere il ricongiungimento famigliare (es. i conviventi con cittadini romeni che hanno insieme almeno un figlio)
La nuova normativa ridefinisce anche le procedure e le condizioni da adempiere per l’ottenimento del diritto di soggiorno permanente.
Inoltre, la legge N.482/2004 introduce il principio di trattamento uguale tra gli stranieri titolari di un diritto di soggiorno permanente ed i cittadini romeni per quanto riguarda l’accesso al mercato del lavoro, l’accesso a tutte le forme di educazione, l’equivalenza degli studi ed il riconoscimento dei diplomi, l’assistenza sociale e sanitaria, le protezione sociale, le deduzioni dalle imposte, l’accesso ai beni e servizi pubblici, la liberta’ di associazione, l’appartenenza a organizzazioni sindacali o professionali.
La legge N.482/2004 introduce la possibilita’ di contestare in giustizia l’ingiunzione a lasciare il territorio delle Romania in 10 giorni dalla data della comunicazione.

Oltre il 70% delle macchine ed attrezzature agricole operanti in Romania sono obsolete
Il Parco macchine ed attrezzature agricole della Romania e’ obsolete, oltre il 70% ha superato il limite “di eta’” ha dichiarato Dorin Zaharescu, direttore della Direzione di meccanizzazione del Ministero Agricoltura in occasione di un recente incontro con i rappresentanti UNACOMA.
Attualmente, in Romania esistono circa 173.000 trattori e 25.000 attrezzature agricole combinate. E devono lavorare gli oltre 6,232 milioni di ettari raggruppati in numerosissime unita’ agricole.
Nel periodo 2001-2004, i produttori agricoli romeni hanno acquistato, con sovvenzioni dal Ministero Agricoltura, circa 11.000 trattori, 380 mieti trebbiatrici, 6.400 seminatrici, 6.300 installazioni per irrigazioni, circa 4.500 aratri; i fondi concessi dal bilancio per tali acquisti sono ammontati ad oltre 6.200 miliardi di lei.
Inoltre, i produttori agricoli possono acquistare anche nel quadro del Programma Sapard – Misura 3.1. (investimenti nelle unita’ agricole) – trattori e macchinari agricoli, installazioni ed equipaggiamenti per tutte le attivita’ specifiche alle unita’ zootecniche e vegetali.
Secondo le stime MAPDR, entro il 2006 potranno essere acquistati nel quadro del programma Sapard circa 8.000 trattori, 600 mieti trebbiatrici e 2.000 altre attrezzature agricole.
L’ammontare globale disponibile attraverso il Programma Sapard per investimenti nell’ agricoltura e’ di 452 milioni di euro, con un finanziamento possibile per ogni progetto tra i 10.000 ed i 250.000 euro.
Se nel 2001 ad ogni trattore spettava una superficie di 89,7 ettari, ad ottobre 2004 questa e’ diminuita a 50,8 ettari, secondo i dati forniti dal Ministero Agricoltura.

Dal 2005, una parte degli utenti romeni acquisteranno energia elettrica da aziende italiane, ceche e tedesche.* Entro il 2007, prezzi uniformi per l’energia elettrica a livello nazionale * Enel, CEZ e E.ON – interessati anche nell’acquisto della Electrica Muntenia Sud
Le filiali Electrica passeranno, a breve, in proprieta’ privata. Per primo, il gruppo Enel prelevera’ le Electrica Banat e Dobrogea, al piu’ tardi all’inizio di febbraio 2005. Poi la ceca CEZ prelevera’ la Electrica Oltenia ed il gruppo tedesco E.ON la Electrica Moldova. “Indubbiamente, la concorrenza sul mercato dell’energia elettrica sara’ percepita a meta’ del 2005. I nuovi proprietari delle filiali Electrica hanno accesso privilegiato a determinate fonti di finanziamento, e quindi possono sostenere investimenti consistenti per le filiali Electrica da loro acquistate”, affermano fonti autorizzate. Quindi, a partire dal 2005, a molti utenti locali l’energia elettrica sara’ fornita’ da societa’ private. “La competizione portera’ all’aumento della qualita’ dei servizi. Per un anno non ci saranno differenze di prezzo dell’energia elettrica tra le regioni, pero’, con la liberalizzazione totale del mercato dell’elettricita’, saranno necessari dei cambiamenti”, sostengono specialisti del settore.
L’attuale legge sull’energia elettrica prevede un prezzo uniforme per l’intero territorio nazionale fino nel 2007, spiegano i rappresentanti del Ministero Economia e Commercio (MEC).
A gennaio 2005, l’Enel paghera’ 112 milioni di euro per prelevare le filiali Electrica Banat e Dobrogea. La ceca CEZ e la tedesca E.ON Germania negoziano con i rappresentanti MEC la forma finale dei contratti di privatizzazione per la Electrica Oltenia e Moldova. Le tre compagnie sono interessate, anche, a partecipare alla privatizzazione della Electrica Muntenia Sud, dichiara Dorin Mucea, capo dell’Ufficio delle Partecipazioni Statali e Privatizzazione nell’Industria (OPSPI).
E poi saranno offerte per la privatizzazione le ultime filiali : Electrica Muntenia Nord, Electrica Transilvania Nord ed Electrica Transilvania Sud.

Tutte le privatizzazioni energetiche saranno fatturate nel 2005
Le privatizzazioni nel settore energetico porteranno nel 2005 investimenti stranieri per 700 milioni di euro.
Le leggi per la privatizzazione delle due societa’ Electrica Dobrogea e Banat nonche delle societa’ di distribuzione del gas naturale Distrigaz Sud e Nord saranno adottate all’inizio del 2005. La loro promulgazione significa che il valore del capitale straniero per il 2005 parte da un “piu’” di 700 milioni di euro.
Anche se il 2005 si preannuncia per la Romania un anno prolifico in investimenti stranieri a medio e lungo termine (nei successivi 2-3 anni) e’ necessario ripensare e rimodellare i metodi per incentivare l’arrivo del capitale straniero. Attualmente la maggior parte degli investimenti rivestono la forma di greenfield e brownfield, che hanno un impatto significativo nell’economia, pero’ non a breve termine.
Oltre i settori che registrano una crescita accelerata in tutta la regione Central ed Est-Europea, come l’industria dei componenti auto, l’energetica, lIT&C, gli investitori sono interessati nei settori industriali tradizionali in Romania, come l’industria delle attrezzature elettriche ed elettrodomestiche, della lavorazione del legno, nel retail o nei servizi finanziari-bancari, nel turismo, servizi immobiliari, ma anche nelle telecomunicazioni o componenti elettronici. “In genere, gli investitori hanno scoperto che possono fare affidamento su una manodopera ben qualificata, il che permette loro di realizzare in Romania progetti ad alti standard di qualita’”, afferma Alexandru Popa, presidente dell’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS).
Una pianta degli investimenti stranieri indica una Romania “a tre velocita’”. Bucarest-Ilfov e la parte occidentale del Paese, comprese alcune zone del centro della Transilvania, hanno registrato una partenza economica buona, con una crescita costante sin dagli anni ’90, attirando oltre il 50% del capitale sociale, straniero, totale investito. I posti dove la velocita’ degli investimenti e’ superiore alla media nazionale sono Bucarest e le regioni Timis, Arad, Bihor, Sibiu ecc. C’e’, poi, la zona composta dalle regioni sud-orientali ed il sud della Muntenia, dove la velocita’ degli investimenti e’ relativamente costante, pero’ il cui potenziale e’ ancora insufficientemente sfruttato. Sfortunatamente una terza velocita’ degli investimenti stranieri si registra nelle zone del nord-est del Paese ma anche del sud-ovest come l’Oltenia, dove il livello degli investimenti e’ appena percepito dall’economia delle rispettive zone, con pochi effetti sul livello di vita.
Una prima stima per il 2004 sul livello degli investimenti stranieri indica il raddoppio del flusso investizionale rispetto al 2003, fino ad un valore di oltre 3,3 miliardi di euro. “L’aumento e’ determinato anche dalla privatizzazione della SNP Petrom, poiche’ fino alla fine dell’anno arriveranno oltre 1,5 miliardi di euro” aggiunge Alexandru Popa.

Secondo il Registro del Commercio, gli investimenti stranieri nei primi 10 mesi del 2004 ammontano ad oltre peste 1,6 miliardi di dollari. Gli investitori stranieri prediligono l’industria ed il commercio
Gli investimenti stranieri (capitale sociale sottoscritto versato nelle societa’ con partecipazione straniera al capitale) sono ammontati nel mese di ottobre 2004 a 278 milioni di dollari. Quindi, secondo i dati dell’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio, nei primi 10 mesi del 2004, gli investitori stranieri hanno sottoscritto nelle societa’ commerciali con capitale straniero 1,617 miliardi di dollari (+64% rispetto al periodo simile del 2003)quando il valore e’ stato di 986,8 milioni di dollari).
Nel periodo gennaio-ottobre 2004, sono state costituite oltre 8.000 societa’ commerciali con partecipazione straniera al capitale, di cui 895 soltanto nel mese di ottobre. Dal punto di vista del paese di provenienza degli investitori stranieri che hanno sottoscritto i piu’ consistenti capitali nelle societa’ registrate in Romania, sul primo posto si colloca l’Ungheria, che ha sottoscritto 74,08 milioni di dollari e ha costituito 70 nuove societa’, seguita dalla Germania, con 54,86 milioni di dollari sottoscritti e 106 societa’ neocostituite e la Turchia, con 21,3 milioni di dollari investiti e 43 ditte costituite nel mese di ottobre. I settori verso i quali sono affluiti gli investimenti sono stati : l’industria (53,4% del capitale sociale totale sottoscritto), commercio e servizi professionali (16,9% ciascuno), ed i trasporti (8%).
Nella classifica delle prime 40 societa’ secondo la partecipazione straniera al capitale sociale totale sottoscritto, nel mese di ottobre, Telemobil SA (investitore dalle Isole Vergini) occupa il primo posto, con un capitale sociale sottoscritto di 277 milioni di dollari, seguita da Sews Romania (investitore dal Gran Bretagna), con 5,47 milioni di dollari, e Tripont Invest (investitore americano), con 3,9 milioni di dollari.
Nel top generale dei Paesi di origine degli investimenti nelle societa’ con partecipazione straniera al capitale, sul primo posto continua a collocarsi l’Olanda, con il 17,51% degli investimenti stranieri totali, seguita dalla Francia, con il 14,39% e la Germania, con il 7,77%.

Burocrazia: Gli investimenti nei grandi spazi commerciali dovranno essere approvati da commissioni speciali
La continuazione del ritmo esplosivo di sviluppo delle forme moderne di commercio degli ultimi anni e’ messa in pericolo da una Decisione Governativa sul retail che entra in vigore prima della fine del 2004 ed introduce una serie di restrizioni e formalita’.
Le strutture di vendita al dettaglio su grandi superfici, cioe’ con superfici dedicate alla vendita di oltre 1.000 metri quadrati, necessiteranno l’approvazione di una commissione speciale, indica la Decisione Governativa N.1454/2004. La Commissione non esiste ancora e, secondo la Decisione, necessitera’ almeno 3 mesi per diventare funzionale.

I prezzi delle abitazioni e dei terreni aumenteranno di almeno il 40% nel 2005
Gli operatori immobiliari stimano che il mercato continuera’ a registrare una forte tendenza di crescita anche nel 2005, poiche’ la richiesta seguira’, indubbiamente, la tendenza ascendente registrata negli ultimi anni. I prezzi degli appartamenti, case e ville, terreni continueranno ad aumentare anche nei prossimi 12 mesi, con valori compresi tra il 20 ed il 60%, parallelamente all’aumento della richiesta, sostenuta dalla diversificazione degli strumenti di credito offerti dalle banche.
“L’evoluzione del mercato immobiliare nel 2005 e’ collegata alla dinamica del credito ipotecario, alla politica delle banche commerciali riguardo al credito immobiliare e all’apparizione delle obbligazioni ipotecarie”, dichiara Liviu Ureche, presidente dell’Associazione Romena delle Agenzie Immobiliari (ARAI). L’ufficiale ARAI stima che le modifiche nella struttura della richiesta dipendono dall’aumento dei redditi della popolazione e quindi del tenore di vita di determinati ceti della popolazione. “Un mutamento della richiesta potrebbe accompagnare lo sviluppo della classe media, nel senso del trasferimento da appappartamenti nei palazzi verso case e villette”, conclude Ureche.

Notizie di ultima ora
ANSA informa: Missione del IX Municipio di Roma a Bucarest
Una missione di rappresentanti del IX Municipio di Roma (un’area storica della Capitale, che va da piazza Re di Roma, passando per viale Metronio, attraverso il parco della Caffarella, via Tuscolana e la trafficatissima via Appia fino ai confini tracciati dalla via Casilina) effettuano una visita ufficiale di quattro giorni nella capitale romena, che dovrebbe concludersi con un accordo di collaborazione tra il Comune del Settore 2 di Bucarest e il IX Municipio di Roma. Secondo quanto reso noto oggi dalle autorita’, la delegazione italiana intende identificare i settori migliori per una futura collaborazione, che potrebbe andare dall’ambiente alla sicurezza pubblica e all’insegnamento. Il primo accordo di collaborazione sara’ firmato dal sindaco del Settore 2 di Bucarest e da Maurizio Oliva presidente del IX Municipio di Roma.
Dopo il gemellaggio con New York, San Pietroburgo e Hai, in Tanzania, il Municipio IX di Roma intende concludere accordi con i settori di Bucarest e Kiev

SAN PAOLO IMI BANK ROMANIA SA – SERVIZIO DI INTERNET BANKING
Sanpaolo IMI Bank Romania SA ha attivato da alcuni mesi il servizio Sanpaolo B@nk Internet Banking per la propria clientela. Tale servizio di Banking on-line via internet, offre un elevato livello di sicurezza e molti vantaggi di tipo operativo che agevolano la clientela nella gestione del rapporto bancario. In particolare il servizio propone una vasta gamma di prodotti (operativi e/o informativi) con supporto multilingua e consente un facile utilizzo del servizio da parte della clientela con una notevole riduzione della necessità di recarsi allo sportello bancario.
La presenza di Sanpaolo IMI Bank Romania SA, con filiali e Italian Desk dedicati nelle principali città del territorio, consente agli imprenditori italiani di poter usufruire di un’assistenza qualificata e personalizzata nel rispetto delle locali normative vigenti.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

.

La banca degli imprenditori italiani in Romania

Sanpaolo IMI Bank Romania SA (Romania)
Costituita nel 1996, Sanpaolo IMI Bank Romania è oggi controllata al 97.85% dal Gruppo Sanpaolo IMI. Presente in qualità di banca universale, essa opera attraverso una rete di 24 sportelli, dislocati su tutto il territorio romeno, ma con una maggiore densità nella parte nord occidentale del paese, dove più consistente è la presenza di imprese italiane. Sanpaolo IMI Bank Romania sta oggi vivendo un momento di espansione e di consolidamento della propria attività, a seguito del processo di internazionalizzazione di molte aziende italiane in Romania, nonché del parallelo sviluppo del mercato retail romeno, formato in particolare da piccole-medie imprese e da privati.
Ampia è la gamma di prodotti e di servizi offerti da Sanpaolo IMI Bank Romania, che spaziano dai prodotti transazionali (conti correnti, gestione liquidità, gestione di pagamenti interni e internazionali), ai prodotti di copertura rischio di cambio e di tasso (cambi a pronti e a termine, futures, FRA/IRS), per arrivare alle diverse tipologie di prodotti di credito (linee di credito a supporto del circolante, operazioni a MLT a supporto di investimenti produttivi, garanzie, lettere di credito e servizi di leasing). I clienti della banca possono inoltre usufruire del sito Internet per connettersi e utilizzare i servizi di Sanpaolo IMI Bank Romania 24 ore su 24.
In merito alle problematiche fiscali, legali, contabili o di natura non espressamente legata all’operatività bancaria, Sanpaolo IMI Bank Romania, grazie alla profonda conoscenza del Paese e dei maggiori studi di professionisti, è in grado di garantire una copertura capillare del territorio in termini di assistenza globale.
La presenza di Italian Desk nelle principali città romene consente agli imprenditori italiani di poter usufruire di un’assistenza qualificata e personalizzata nel rispetto delle normative vigenti sul territorio romeno.
Attraverso il ventaglio di prodotti e di servizi disponibili a una clientela via via sempre più sofisticata e diversificata, Sanpaolo IMI Bank Romania si sta velocemente affermando quale punto di riferimento qualificato per l’operatore italiano in Romania.
Per eventuali informazioni:
• Sanpaolo IMI Bank Romania – Italian Desk Arad / e-mail: i-desk@sanpaoloimi.ro
• sito internet: www.sanpaoloimi.ro

Rimanda alla prima pagina

Newsletter n.49 / 2004

La BBC sottolinea che la Commissione Europea ha ammonito la Romania
La Romania ha difficolta’ nel concludere gli ultimi due capitoli di negoziazioni – Giustizia ed Affari interni e Concorrenza.
La Commissione Europea ha preso la decisone inconsueta di non raccomandare agli stati membri dell’Unione di concludere il capitolo concorrenza con la Romania, mentre alcuni governi comunitari nutrono serie preoccupazioni sullo stato di diritto.
Che prospettive ha la Romania di concludere le negoziazioni con l’Unione Europea nel mese di dicembre 2004?
Concorrenza – un capitolo difficile da chiudere
La Concorrenza e uno dei campi nei quali la Commissione Europea ha un ruolo centrale, per evitare la competizione sleale e le distorsioni del mercato unico.
E la Commissione non e’ soddisfatta dei progressi della Romania. Percio’ ha inoltrato agli stati membri un documento di posizione nel quale non raccomanda la conclusione delle negoziazioni in questo capitolo chiave.
La principale ragione non sono le sovvenzioni per la siderurgia, come si e’ creduto in un primo tempo, ma l’incapacita’ del Consiglio della Concorrenza della Romania di fare il proprio dovere. Ogni decisione del Consiglio della Concorrenza sugli aiuti dello stato e’ stata errata, dichiara una fonte comunitaria, quindi non esiste un track-record credibile in questo campo.
Se si fosse trattato di una o due decisioni, forse le cose si sarebbero aggiustate, aggiunge la stessa fonte, pero’ neanche una e’ stata corretta.
E’ una grande delusione che la legislazione europea non viene applicata, nella dovuta maniera, in Romania in un campo cosi’ sensibile, dichiara un’altra fonte.
La Francia o la Germania, che sostengono la conclusione rapida delle negoziazioni con la Romania, sono messe adesso in difficolta’ perche’ criticano aspramente le cosi dette delocalizzazioni, il trasferimento dei posti di lavoro dall’occidente verso l’Europa orientale a causa delle condizioni fiscali piu’ favorevoli.
Qualcuno gia’ si domanda cosa’ impedira’ la Romania di “regalare soldi a manca ed a destra” per attirare compagnie occidentali se questo Consiglio della Concorrenza non fa’ il proprio dovere.
Certamente, possiamo monitorare attentamente la situazione nei prossimi due anni, afferma un ufficiale, pero’ e’ molto difficile chiudere il capitolo senza partire da una base certa.
La Commissione Europea ha gia’ criticato il Consiglio della Concorrenza nel Rapporto 2004, richiedendo un miglioramento dell’attivita’ e l’applicazione corretta delle norme vigenti.
Anche la Siderurgia rimane un problema serio e costoso.
La Sidex, che produce attualmente quasi 5 milioni di tonnellate di acciaio all’anno, dovra’ probabilmente ridurre la sua produzione a 3 milioni di tonnellate all’anno.
E dal 1 gennaio 2005, non potra’ piu’ ricevere aiuti da parte dello stato per la ristrutturazione.
Nelle zone franche e nelle zone sfavorite, gli investitori perderanno le facilitazioni fiscali 2-3 anni dopo l’adesione della Romania, dopo aver ricevuto promesse piu’ che generose, per gli anni a venire.
Capitolo giustizia ed affari interni
Neanche in questo capitolo la Romania e’ in una posizione comoda. Gli ufficiali romeni sperano di chiuderlo l’8 dicembre 2004, pero’ alcune fonti europee pensano che verra’ posticipato per la riunione dei ministri degli esteri del 14 dicembre.
La Finlandia, specialmente, ha un lungo elenco di problemi: la mancanza di un numero sufficiente di magistrati qualificati in Romania, la corruzione ed il controllo delle frontiere.
Ma la Finlandia non blocchera’ da sola le negoziazioni con la Romania, e la Commissione Europea non si puo’ opporre alla chiusura del capitolo concorrenză se tutti i 25 governi dell’Unione si mettono d’accordo.
Se, in queste condizioni, la Romania concludera’ le negoziazioni fino al summit europeo del 17 dicembre, sara’ chiaro che la decisione viene presa sotto una grande pressione politica, e non perche’ c’e’ la convinzione che le autorita’ romene sono veramente preparate per l’adesione.
Il progetto di conclusioni per il summit menziona, infatti, che la Romania potra’ aderire nel 2007 soltanto se continua le riforme e rispetta gli impegni assunti, specialmente nel campo della giustizia ed affari interni ed in quello della concorrenza.
Per la Bulgaria, non viene menzionata alcuna condizione speciale.
Dall’inizio e fino alla fine delle negoziazioni, la Romania rimane quindi un’eccezione.

Il Parlamento Europeo raccomanda la conclusione delle negoziazioni con la Romania. Pierre Moscovici chiede che il problema delle elezioni in Romania sia trattato separatamente dal suo rapporto
La Commissione di Relazioni Esterne del Parlamento Europeo ha approvato un rapporto che raccomanda la conclusione delle negoziazioni con la Romania entro la fine del 2004, per permettere la firma del trattato di adesione nella prima parte del 2005, informa il corrispondente BBC a Brusselles. Il rapporto, elaborato dal socialista francese Pierre Moscovici, sottolinea anche gli aspetti negativi, come la corruzione, la poverta’, le pressioni dell’esecutivo sui magistrati, gli attacchi contro i giornalisti. Anche se gli euro-parlamentari hanno respinto gli ammendamenti piu’ duri che esigevano il posticipo della conclusione delle negoziazioni, tutti sono preoccupati per le recenti accuse di frode elettorale, informa BBC. Il Rapporto Moscovici e’ stato approvato con una maggioranza confortevole – 64 pro, 8 contro, 5 astensioni -, pero’ non cosi’ confortevole come quella per la Bulgaria. Comunque, l’atmosfera nel nuovo Parlamento Europeo, eletto a giugno, sembra molto piu’ favorevole alla Romania di quello dell’inizio del 2004, quando alcuni parlamentari, compreso il relatore di allora Emma Nicholson, auspicavano addirittura la sospensione delle negoziazioni con la Romania, commenta BBC. La Nicholson ha cambiato opinione nel frattempo, pero’ rimangono altre voci critiche. L’ecologista olandese Joost Lagendijk ha accusato Pierre Moscovici di presentare un’immagine troppo positiva della Romania. “Non fa’ onore al Parlamento aver cambiato completamente opinione nell’arco di sei-sette mesi, mentre in Romania la situazione non e’ cambiata veramente”, ha dichiarato Lagendijk, citato da BBC. Ed ha richiesto che il voto sia posticipato di qualche mese, fino a che il governo romeno avra’ fatto ulteriori sforzi per migliorare la situazione. Gli ammendamenti in tal senso sono stati respinti, come anche l’ammendamento che richiedeva che la Romania e la Bulgaria firmino trattati di adesione diversi, per disgiungere i due Paesi.
Sono state menzionate anche le accuse di frode elettorale sollevate dall’opposizione romena. Il presidente della Commissione di Relazioni Esterne, Elmar Brok, ha dichiarato che, se queste saranno dimostrate, sollevera’ la questione nel Parlamento Europeo, che dovra’ adottare il rapporto, posizione sostenuta anche dal relatore per la Romania, Pierre Moscovici. “In questo momento, dobbiamo essere cauti e chiedere tutti i chiarimenti necessari per, se necessario, poterci pronunciare in sessione plenaria”, ha affermato Moscovici. Pero’ ha chiesto che le elezioni siano trattate separatamente dal suo rapporto. “Dobbiamo trasmettere un segnale positivo alla Romania” ha ingiunto Moscovici, e la maggior parte dei suoi colleghi lo hanno seguito, conclude la BBC.

Per la continuazione delle riforme, l’Europa richiede la costituzione rapida del nuovo governo romeno
La Commissione Europea spera che il nuovo governo romeno potra’ essere costituito rapidamente, per poter continuare le riforme necessarie all’integrazione nell’Unione Europea, aggiungendo di aver preso atto delle accuse di frode formulate dal leader DA Traian Basescu, indica il sito della pubblicazione EUbusiness. “In questo momento, e’ troppo presto per presumere chi formera’ il governo, pero’ la Commissione spera che cio’ succedera’ a breve e che la Romania adempira’ in tempo ai criteri stabiliti per la candidatura all’UE”, ha dichiarato un portavoce della Commissione Europea. Per quanto riguarda le votazioni del 28 novembre scorso, l’ufficiale ha aggiunto “Sottolineiamo di aver preso nota di queste accuse e seguiremo la loro materializzazione, nella luce della valutazione continua dei criteri di adesione all’UE”.

La manodopera romena, la meno cara della regione
I costi salariali della Romania sono i piu’ bassi della regione, trasformando il Paese in una destinazione interessante per le compagnie straniere, indica uno studio elaborato da The Economist Intelligence Unit (EIU). Nel 2004, le compagnie operanti in Romania hanno speso, mediamente, 0,95 dollari per un’ora di lavoro effettuata da un dipendente, rispetto ai 7,71 dollari in Slovenia e 4,37 dollari in Ungheria.
Le stime EIU per il 2005 piazzano i costi salariali in Romania ad un livello leggermente superiore, di 1,08 dollari, pero’ ancora molto inferiore rispetto alla Slovenia (8,53 dollari), Ungheria (4,94 dollari) e Rep. Ceca (4,63 dollari), la prime tre in classifica.
Negli ultimi anni, i costi salariali della regione sono aumentati in ritmi diversi: la differenza tra il costo pagato per un ora di lavoro nel 1998, rispettivamente nel 2004 e’ di soli 0,30 dollari in Romania, rispetto ai 2,42 dollari in Slovenia, 1,40 dollari in Polonia e 2,34 in Ungheria.
Tale situazione mette in difficolta’ il potere di acquisto pero’ porta anche dei vantaggi alla Romania, indica lo studio EIU. Sempre piu’ compagnie europee prendono il calcolo il trasferimento della propria produzione in Romania, poiche’ gli stipendi negli stati diventati recentemente membri UE cominciano, gia’, ad avvicinarsi al livello occidentale.
E gli investimenti nei Paesi con manodopera a bassissimo costo, come la Cina, presentano lo svantaggio degli alti costi di trasporto dei prodotti finiti verso l’Europa, controbilanciando i risparmi risultati dal livello salariale.
Lo studio EIU, realizzato in base alle risposte di 98 direttori di grandi aziende operanti nella regione, di cui 44 svolgono attivita’ anche in Romania, aggiunge che un’altra ragione per la quale le compagnie occidentali investono nell’est e’ la conquista dell’accesso sul mercato locale.
A livello locale, le vendite delle compagnie sono, in qualche misura, protette, perche’ un’eventuale aumento degli stipendi e dei costi di produzione e’ associato anche all’aumento del consumo e quindi delle vendite. “La Romania, con i suoi quasi 23 milioni di consumatori e con costi salariali inferiori ad 1 dollaro all’ora, e’ un target molto attraente.
In piu’, a differenza dei suoi vicini, come l’Ucraina, in Romania l’implementazione della strategia di preadesione all’UE ha ridotto considerevolmente i rischi politici”, indica lo studio. Gli stati presi in calcolo dall’EIU nella realizzazione della graduatoria sono la Bulgaria, la Rep. Ceca, l’Estonia, la Polonia, la Romania, la Slovacchia, la Slovenia e l’Ungheria.
I 10 stati che hanno aderito nel 2004 all’Unione Europea hanno beneficiato considerevolmente, negli ultimi anni, di investimenti diretti esteri, e le compagnie costituite con tale capitale hanno fornito la maggior parte delle esportazioni effettuate da questi Paesi. Nel periodo 1989-2003, i flussi di investimenti diretti esteri verso l’Europa Centrale sono ammontati a 147,5 miliardi di euro, secondo la Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo.
Ma il ritmo di crescita dei nuovi investimenti e’ diminuito man mano che i salari ed i costi di produzione sono saliti.

Il PIL pro capite in Romania, meno del 40% della media UE nel 2015
Il Prodotto Interno Lordo pro capite in Romania, calcolato a parita’ di potere di acquisto, rappresentera’, nel 2015, meno del 40% della media registrata al livello dell’Unione Europea allargata, secondo le stime dell’Istituto di Studi Economici Internazionali di Vienna (WIIW). Il Rapporto sui Paesi in transizione include anche dati sulla Bulgaria, Croazia, Rep. Ceca, Ungheria, Macedonia, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Russia ed Ucraina. Le previsioni comprese nello studio sono fondate su una crescita economica nei Paesi in transizione del 2% superiore al ritmo registrato nell’Unione Europea allargata, nel periodo 2004-2015. Secondo le previsioni WIIW, il livello del PIL in Romania e Bulgaria crescera’ rispetto al livello attuale, che e’ di circa il 30% della media UE. Nonostante cio’, nel 2015, la Romania e la Bulgaria registreranno, insieme all’Ucraina, un valore del PIL pro capite inferiore al 40% della media UE. Il livello della Bulgaria, Romania e Macedonia si collochera’ nella parte superiore dell’intervallo 30-40%, mentre l’Ucraina avra’ un PIL pro capite di poco superiore al 30% della media comunitaria.

La Romania, sul quarto posto nel top della poverta’

La Romania e’ sul quarto posto tra 28 stati europei, in un top della poverta’, con circa il 40% dei romeni che difficilmente riescono a procurarsi il necessario.
Lo studio, sulla qualita’ della vita, e’ stato elaborato dalla Fondazione Europea per il Miglioramento delle Condizioni di Vita e Lavoro. Realizzato nel 2003 in 28 stati europei, lo studio prende in calcolo indici come il grado di assunzione, il reddito, l’educazione, la sanita’, l’abitazione, per offrire un’immagine sulla qualita’ della vita nell’Europa allargata.
Secondo lo studio, disponibile sul sito della fondazione, i 28 stati analizzati sono i vecchi membri UE, i 10 nuovi membri ed i 3 Paesi candidati – Romania, Bulgaria e Turchia. Secondo il rapporto, la Bulgaria e’ la piu’ povera, con circa il 60% della popolazione che vive in condizioni di poverta’.
Seguono la Turchia (oltre il 45%) e la Lettonia (circa il 45%) e la Romania sul quarto posto con il 40% della popolazione in poverta’. Al polo opposto della classifica si trovano il Lussemburgo, l’Austria e l’Irlanda, dove meno del 5% degli abitanti ha difficolta’ nell’assicurarsi una vita normale. Dallo studio risulta che negli stati membri tradizionali dell’UE i poveri rappresentano, mediamente, il 12% della popolazione.

Con oltre 5 miliardi di euro nei primi 10 mesi del 2004, il deficit commerciale ha raggiunto il piu’ alto livello registrato negli ultimi 15 anni
Il 2004 rappresenta, indubbiamente, un massimo storico, dal punto di vista delle esportazioni romene, che hanno raggiunto 15,708 miliardi di euro. Sfortunatamente, pero’, anche il livello delle importazioni ha raggiunto un limite storico confermando le previsioni degli specialisti. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, le importazioni della Romania sono salite a 21,021 miliardi di euro. Quindi il deficit commerciale supera le piu’ pessimistiche previsioni, raggiungendo 5,313 miliardi di euro.
Si continua a parlare del peso specifico troppo alto delle esportazioni di materie prime e dal mancato appoggio da parte dello stato per gli esportatori.
Secondo l’INS, il 2004 e’ un anno di record assoluto per quanto riguarda le esportazioni, dal 1990 e fino al momento attuale. Il valore delle esportazioni nel mese di ottobre e’ ammontato a 1.735,2 milioni di euro (+21,4% rispetto al periodo simile del 2003). In una graduatoria delle esportazioni negli ultimi 14 anni, elaborate dall’INS, ottobre 2004 occupa il secondo posto dopo luglio 2004, quando la Romania ha esportato merci per 1.837,8 milioni di euro. Con tali risultati, le esportazioni realizzate nei primi 10 mesi del 2004 hanno superato del 20,8% i risultati conseguiti nel 2003. Anche le importazioni sono aumentate del 21,4% rispetto al 2003.
Sul primo posto rimangono le esportazioni di capi di abbigliamento ed i materiali tessili, che hanno rappresentato, nei primi 10 mesi dell’anno il 22,6% del totale esportato, rispettivamente 3.546,2 milioni di euro. Sfortunatamente il sistema di lavoro per conto terzi (lohn) continua a funzionare a parametri alti nell’industria romena dei beni di consumo, senza contribuire ad una crescita reale dell’economia. Totalizzando 2.760,9 milioni di euro, le esportazioni di macchinari e dispositivi meccanici, macchine, apparecchi ed equipaggiamenti elettrici, apparecchi di registrazione o riproduzione dei suoni ed immagini sono aumentate del 33,6% rispetto al periodo simile del 2003. Nei primi 10 mesi del 2004, sono stati esportati prodotti metallurgici per 2.384,2 milioni di euro il che piazza tale categoria merceologica sul terzo posto nella struttura delle esportazioni, con un peso specifico del 15,2%.
Per quanto riguarda le importazioni, nei primi 10 mesi del 2004 sono stati acquistati mezzi di trasporto per 1.877,5 milioni di euro (+77,3% rispetto al periodo simile del 2003). Le importazioni di prodotti minerali – greggio, prodotti petroliferi, minerali, carbone, cemento, sale – sono aumentate del 30,2% rispetto al periodo simile del 2003.
I principali partner commerciali sono rimasti: Italia (21,4% delle esportazioni e 17,4% delle importazioni), Germania (15% delle esportazioni e 15% delle importazioni) e Francia (8,5% delle esportazioni e 7,2% delle importazioni). I Paesi dell’Unione Europea assorbono il 73,3% delle esportazioni romene e forniscono il 65,1% delle importazioni romene.
“Lo squilibrio tra esportazioni ed importazioni di 5.312,3 milioni di euro – circa il 10% del PIL – nei primi 10 mesi del 2004 e’ un livello record e probabilmente, entro la fine dell’anno il deficit commerciale salira’ a circa 6,5 miliardi di euro, avvicinandosi al 12% del PIL”, afferma l’ex ministro delle finanze Daianu.
Il forte apprezzamento della moneta romena nei confronti della moneta europea incentivera’ ancora le importazioni e svantaggera’ gli esportatori, che registrano perdite in aumento. Oltre alla politica della Banca Centrale (BNR), di non intervento sul mercato valutario, all’apprezzamento della moneta romena contribuiscono, con le grandi quantita’ di valuta entrata nel Paese, anche le privatizzazioni importanti – Petrom, Electrica o Distrigaz – concluse nell’ultima parte del 2004. “Pero’ le privatizzazioni di tali dimensioni non continueranno all’infinito. Quindi e’ importante sviluppare una politica di incentivazione degli investimenti produttivi, non speculativi. Le aziende romene necessitano nuove tecnologie, riduzioni dei costi, alleanze strategiche. La Romania deve sostenere al meglio le attivita’ industriali che hanno veramente delle chances nella prospettiva dell’integrazione nell’Unione Europea”, sottolinea Daniel Daianu.

La Romania ancora nel top delle eurofrodi
Sembra che la Romania sia sul primo posto, nel gruppo dei nuovi membri e stati candidati all’Unione Europea per quanto riguarda il numero dei casi sotto inchiesta da parte dell’Ufficio Europeo di Lotta Antifrode (OLAF). Con 33 casi in corso, la Romania si piazza davanti alla Polonia, dove sono sotto inchiesta 22 casi. Segue la Lituania, con 10 casi, e la Bulgaria, con 9. In Turchia e Slovenia sono sotto inchiesta 3 casi per ciascuna, ed in Malta 2. Gli altri stati del gruppo “vantano” ognuno tra 5 e 7 casi sotto inchiesta. Il numero delle inchieste su possibili frodi commesse in Romania e’ diminuito significativamente rispetto al 2003, quando sono state segnalate 49 tali situazioni. Nell’intero gruppo dei Paesi candidate/aderenti, il numero dei casi e’ diminuito del 25%. I dati sono riportati dal Rapporto annuale OLAF, che constata, pero’ l’aumento del 9% delle segnalazioni. La piu’ gran parte delle inchieste riguarda il settore agricolo, specifica OLAF. Tra i Paesi membri UE, sul primo posto si colloca l’Italia con 98 casi, seguita dalla Germania con 89 casi e Spagna con 48.

La Romania ha finalizzato altri due capitoli di negoziazione con l’UE
La Romania ha concluso altri due capitoli di negoziazione con l’Unione Europea, “Ambiente” e “Varie”, i cui principali punti sono i Fondi di preadesione, la Circolazione dei capitali e le Facilitazioni per lo spazio Schengen.
Il Capitolo “Varie” include le controverse clausole di salvaguardia, che la delegazione romena ha accettato, senza obiezioni, come la Bulgaria.
Rimangono ancora aperti gli ultimi due capitoli di negoziazione: “Giustizia ed Affari Interni” e “Concorrenza”, entrambi molto difficili.

Chiusura provvisoria del Capitolo 22, “Ambiente”
La Romania ha finalizzato, le negoziazioni per la seconda parte del capitolo “Ambiente”, ed ha chiuso provvisoriamente il capitolo aperto il 21 marzo 2002.
Sono stati ottenuti, in tutto, 11 periodi di transizione tra 1 e 12 anni per i campi: qualita’ dell’acqua, management dei rifiuti, controllo dell’inquinamento industriale, informa il Ministero dell’Integrazione Europea.
Nella prima tappa di negoziazioni (conclusa il 23 settembre 2004), la Romania otteneva 5 periodi di transizione, tra 1 e 5 anni, per quasi 2500 installazioni petrolifere, per l’incenerimento dei rifiuti ospedalieri, per la raccolta dei rifiuti da imballaggi e da equipaggiamenti elettrici ed elettronici, dell’industria che puo’ inquinare l’ambiente acquatico.
Nella seconda tappa di negoziazioni sono stati ottenuti altri 6 periodi di transizione tra 1 e 12 anni.
Per il management dei rifiuti sono stati concessi periodi di transizione tra 3 e 8 anni per il deposito dei rifiuti (il periodo e’ calcolato dalla scadenza del periodo di implementazione concesso dall’acquis agli stati membri, rispettivamente dal 16 luglio 2009) perche’ 129 depositi di rifiuti si conformino agli standard comunitari e periodi di 5 fino a 9 ani per il trasporto dei rifiuti.
Per quanto riguarda la depurazione delle acque reflue, sono stati ottenuti dei periodi di transizione di fino a 12 anni, cioe’ fino al 31 dicembre 2018, per la maggior parte delle localita’ urbane (2609 localita’).
Per la qualita’ dell’acqua potabile, il periodo di transizione per il raggiungimento degli standard comunitari varia, in funzione di determinati parametri di qualita’, tra 4 e 9 anni per le localita’ con una popolazione tra 10.000 e 100.000 abitanti.
Nel campo della prevenzione e del controllo integrato dell’inquinamento, sono stati ottenuti periodi di transizione compresi tra 2 e 9 anni per 195 installazioni; per la limitazione delle emissioni di determinati elementi inquinanti nell’atmosfera da 126 grandi installazioni per incenerimento sono stati ottenuti periodi di transizione tra 1 e 6 anni.

Con la chiusura del Capitolo Ambiente, la Romania si e’ impegnata a spendere 30 miliardi di euro per la protezione dell’ambiente
Con la chiusura del capitolo “Ambiente” la Romania si e’ impegnata a spendere, nei prossimi 20 anni, circa 30 miliardi di euro in investimenti per la riduzione dell’inquinamento e per l’allineamento agli standard europei di ambiente. Tali spese saranno sostenute sia dal bilancio dello stato che da fondi comunitari.
Tra il 2012 ed il 2017 saranno allestiti 129 depositi per rifiuti a standard europei. Entro il 2018, saranno ammodernate le stazioni di depurazione di oltre 2.500 localita’. 195 installazioni industriali saranno allineate agli standard europei anti-inquinamento.

L’UE concedera’ alla Romania crediti per 10 miliardi di euro per i programmi di ambiente
Il Capitolo ambiente – parte del processo dell’integrazione europea – portera’ una “bolletta” stimata dalla Banca Mondiale a circa 30 miliardi di euro, di cui 10 miliardi di euro saranno crediti concessi dall’UE. Tale ammontare sara’ speso in 12 anni, e, secondo il leader del Blocco Nazionale Sindacale, Minel Jurca, rappresenta “meta’ del valore attuale del PIL romeno”. La maggior parte dell’ammontare indicato sara’ pagato dalle compagnie romene, attraverso il loro contributo al Fondo di Ambiente.
L’onere finanziario a carico delle Piccole e Medie Imprese
I 30 miliardi di euro necessari al raggiungimento degli standard di ambiente imposti dall’integrazione nell’UE riguarda 5 capitolI : qualita’ dell’acqua, dell’aria, management dei rifiuti, inquinamento industriale, ed altre forme di protezione dell’ambiente.
Il 20% del totale sara’ a carico dei bilanci locali, il 35,7% a carico degli operatori economici autoctoni, il 15,7% verra’ da altre fonti finanziarie, e circa il 30%, cioe’ 10 miliardi di euro, dai fondi comunitari costituiti da crediti rimborsabili concessi, in base a dei progetti eleggibili, dalla Banca Mondiale e dalla Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo.
Sottolineando che, “una parte consistente delle PMI hanno problemi maggiori di ambiente”, Stefan Varfalvi, presidente dell’Unione degli Industriali UGIR, ha affermato che “esiste il rischio reale che dal 30% al 70% degli operatori economici, piccoli e medi, chiudano le loro attivita’ per mancato adempimento alle esigenze di ambiente”.
Riciclaggio degli imballaggi
” Non e’ normale che le attuali 12 aziende per il riciclaggio degli imballaggi in materie plastiche, che dispongono di capacita’ di lavorazione di 60 tonnellate, lavorino con capacita’ di sole 10 tonnellate”, afferma Cristian Parvan, rappresentante dell’Associazione degli Imprenditori.

L’UE concede 4 anni per l’allineamento delle accise sulla benzina
Nelle negoziazioni con l’UE la Romania ha ottenuto 6 periodi di transizione, tra 2 e 6 anni per la Direttiva di ristrutturazione del quadro comunitario per la tassazione dell’energia elettrica e dei prodotti energetici.
Attraverso questi periodi di transizione, l’allineamento al livello di accise stabilito dall’acquis comunitario avverra’ in 4 anni dalla data dell’adesione per la benzina senza piombo, 6 anni per la nafta usata come carburante per automezzi, 3 anni per il gas utilizzato a scopi non commerciali, 3, rispettivamente 2 anni per la morchia, in funzione dell’utilizzo (nel sistema di riscaldamento o per altri scopi) e 3 anni per l’energia elettrica.

La Romania ricevera’ dall’UE fondi supplementari
Oltre gli 11 miliardi di euro che saranno concessi alla Romania dal bilancio dell’Unione Europea, nel periodo 2007-2009, per il processo di integrazione europea, gli ufficiali UE hanno approvato un supplemento di 559,8 milioni di euro, destinato ad aumentare la sicurezza delle frontiere ed al consolidamento del bilancio nel periodo 2007-2009. La prima tranche dell’aiuto supplementare, per un valore di 297 milioni di euro, sara’ erogata nel 2007.
Il calendario dell’adesione prevede che la Romania deve ancora trovare un accordo con l’UE sui capitoli “Concorrenza”, “Giustizia ed Affari Interni”, che implicano, tra l’altro, aspetti riguardanti il controllo doganale e le politiche anti-corruzione.

Statistica bancaria – oltre 5,5 milioni di card emessi in Romania
Il numero dei card bancari, validi, emessi in Romania e’ arrivato a 5,5 milioni ad ottobre 2004, secondo le statistiche pubblicate dalla Banca Centrale (BNR). Oltre il 20% dei card sono stati emessi a Bucarest, il che significa che nella Capitale esistono tanti card quanti nelle regioni Cluj, Timis, Brasov, Iasi e Costanza prese insieme.
I card in valuta rappresentano l’1,6% del totale. I piu’ numerosi sono stati emessi a Bucarest (41%). Al polo opposto si piazza la regione Tulcea, dove esistono soltanto 275 card in valuta.

Bank Austria Creditanstalt asserisce che la Romania registrera’ una crescita economica del 6,3%
Gli specialisti Bank Austria Creditanstalt stimano una crescita economica del 6,3% dell’economia romena nel 2004, indica lo studio “Romania Flying high”, realizzato recentemente.
Nel primo semestre dell’anno la crescita e’ stata del 6,6% in termini reali. La dinamica della crescita e’ stata determinata dalla forte richiesta interna, specialmente nel settore del consumo privato, che e’ aumentato del 9% in termini reali, nella prima parte dell’anno. Cio’ ha stimolato il commercio al dettaglio, che ha registrato una crescita del 14,1% nel primo semestre. Le altre componenti della richiesta interna sono, anch’esse, vigorose, considerano gli specialisti della banca.
I progressi registrati nella ristrutturazione del settore corporatista ha aumentato il capitale lordo formato nel periodo analizzato del 10,4%, rispetto al periodo simile dell’anno precedente. Nel contempo, il consumo pubblico ha registrato una crescita importante del 6%, determinata dal periodo elettorale.
La richiesta interna consistente ha determinato l’aumento delle importazioni del 19,1%, cifra che ha superato l’aumento, anch’esso consistente, delle esportazioni del 17,1%. Di conseguenza il contributo del commercio estero al Prodotto Interno Lordo e’ stato negativo.
Le stime per il secondo semestre del 2004 indicano il consumo privato come principale pilone della crescita, a causa dell’aumento significativo dei crediti e degli stipendi reali. Gli investimenti sosterranno la crescita, tenendo presente il flusso record di investimenti diretti esteri e la conseguente realizzazione di investimenti in attrezzature e macchinari.

Le aziende romene di fronte ai tranelli del nuovo Codice Fiscale
Anche se le aziende attendono con impazienza l’entrata in vigore, dal 1 gennaio 2005, del nuovo Codice Fiscale, principalmente per beneficiare della riduzione del 6% dell’imposta sul profitto – dal 25 al 19% -, un’analisi piu’ attenta del Codice rileva dei veri tranelli per le stesse. Gli specialisti del consulente KPMG sottolineano le disposizioni controverse delle nuove norme fiscali.
La sorte delle microimprese viene decisa dal cambio valutario a fine anno
Si sa’ che la facilita’ fiscale che prevede che le microimprese possono scegliere la tassazione al 1,5% degli incassi, come alternativa alla tassazione del profitto applicata usualmente, si conserva anche per il 2005. Pero’ le microimprese – societa’ con meno di 10 dipendenti ed un giro di affari annuo inferiore a 100.000 euro – che scelgono la tassazione al 1,5% degli incassi si espongono ai rischi determinati da un’altra disposizione del Codice Fiscale. Si tratta della maniera in cui il giro di affari – nella maggior parte dei casi realizzato in lei – viene convertito in euro. Per verificare se un’impresa adempie alle condizioni sul volume di affari per beneficiare del regime speciale si utilizza il tasso di cambio della Banca Centrale (BNR) per l’ultimo giorno del 2004. Se negli anni passati, il tasso di cambio euro-leu era controllato dalla BNR, nel 2004, nell’ultimo giorno dell’anno, il tasso di cambio dell’euro puo’ variare anche di oltre 1.000 lei rispetto al giorno precedente. All’inizio di novembre si era gia’ creato un precedente per tali situazioni: Il tasso di cambio dell’euro ha perso in un solo giorno 800 unita’ rispetto al leu. Variazioni consistenti sono possibili poiche’ la Banca Centrale ha annunciate all’inizio di novembre che non interverra’ piu’ sul mercato valutario. Un’eventuale mossa degli speculatori sul mercato valutario di vendere o acquistare milioni di euro nell’ultimo giorno del 2004 puo’ influire drammaticamente sulle oltre 373.000 imprese romene con meno di 10 dipendenti e che potranno beneficiare o meno dalla tassazione ridotta nel 2005. Perche’ se una impresa con meno di 10 dipendenti avra’ un giro di affari intorno ai 4 miliardi di lei, la stessa non potra’ piu’ beneficiare della tassazione ridotta se, il 31 dicembre, il tasso di cambio dell’euro sara’ inferiore ai 39.900 lei. E allora, nel 2005, un’impresa in tale situazione dovra’ pagare, al posto di un’imposta di al massimo 1.500 euro cioe’ l’1,5% del giro di affari, un’imposta del 19% sulla differenza tra incassi e spese. Se si prende in calcolo il profitto medio di 420 milioni di lei preannunciato dal Consiglio Nazionale delle PMI per il 2004, risulta un’imposta di quasi 80 milioni di lei, del 33% piu’ alta rispetto alla situazione precedente. Pero’, il 31 dicembre, con una crescita significativa dell’euro, sempre piu’ imprese rientrerebbero nella categoria dei beneficiari dell’imposta ridotta dell’1,5% del giro di affari.
Imposte sugli immobili 10 volte piu’ alte per le aziende che non rivalutano i propri beni immobili
Un altro tranello del nuovo Codice Fiscale e’ la disposizione secondo la quale l’imposta sulle costruzioni dovuta dalle aziende sara’ fino a 10 volte superiore se le stesse non hanno rivalutato i propri immobili negli ultimi 3 anni. Quelle che non hanno rivalutato recentemente gli immobili pagheranno imposte equivalenti al 5 fino al 10% del valore dell’immobile rispetto alla percentuale usuale dello 0,5–1%. La soluzione e’ la rivalutazione urgente in modo che i risultati della rivalutazione siano compresi nel bilancio di fine anno. Gli specialisti KPMG sostengono che e’ un po’ tardi perche’ la rivalutazione di un immobile dura mediamente 3-4 mesi.
Le SRL con capitale sociale minimo e con debiti – costrette ad aumentare il proprio capitale sociale
“Le aziende che prevedono che il loro grado di indebitamento superera’ il livello normale devono considerare urgentemente la possibilita’ di un aumento di capitale prima della fine del 2004”, sostiene Niculae Done, Tax Partner a KPMG. La scelta dell’aumento di capitale deve essere analizzata poiche’ il nuovo Codice Fiscale prevede che le ditte che hanno debiti tre volte piu’ alte del proprio capitale sociale non possono piu’ dedurre dal profitto le perdite risultate dalle differenze sfavorevoli del tasso di cambio valutario ne’ gli interessi per i crediti contrattati da altri partner che gli istituti di credito e di leasing. Per i crediti dagli istituti specializzati, gli interessi sono deducibili senza alcuna limitazione. Pero’ per gli altri prestiti – come quelli concessi dai fornitori o soci, il Ministero delle Finanze ha stabilito “d’ufficio” il livello degli interessi che puo’ essere dedotto dal profitto al 17,75% per i crediti in lei – mentre le banche concedono prestiti con tassi degli interessi intorno ai 25% – e del 9% per i prestiti in valuta.

Lo stipendio medio netto e’ aumentato del 2% nel mese di ottobre 2004
Lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ aumentato nel mese di ottobre 2002 del 2,1% rispetto al mese precedente, ed e’ ammontato a 6,07 milioni di lei, come conseguenza degli aumenti salariali nel settore statale e della concessione di premi in altri settori, indica un comunicato dell’Istituto Nazionale di Statistica (INS). Nel contempo, lo stipendio medio lordo a livello nazionale e’ aumentato del 2,2%, fino a 8,39 milioni di lei.
Secondo i dati INS, gli aumenti piu’ consistenti sono stati registrati nel campo dell’educazione, dove la retribuzione media mensile e’ aumentata del 19,1%, fino a 6,64 milioni di lei. Nel settore della sanita’ ed assistenza sociale, lo stipendio medio netto e’ aumentato del 7,4%, fino a 5,19 milioni di lei, e nell’amministrazione pubblica l’aumento e’ stato del 5,8%, fino a 8,25 milioni di lei. Inoltre, gli stipendi sono aumentati del 14,7%, fino a 10,52 milioni di lei, nell’industria degli equipaggiamenti radio, televisione e comunicazioni, e del 10,8% nel campo delle intermediazioni finanziarie, fino a 16,86 milioni di lei.
In alcuni settori di attivita’ sono state registrate diminuzioni dello stipendio medio netto: del 27,2% nel settore dei mezzi di trasporto (fino a 6,76 milioni di lei, del 17,7% nel settore dell’estrazione degli idrocarburi (fino a 9,85 milioni di lei). L’INS afferma che le diminuzioni sono dovute ai premi piu’ bassi che nel mese precedente

Prestito BERS per la citta’ di Bacau per il trattamento delle acque
La Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo (BERS) ha concesso all’Ente Autonomo per la Gestione Comunale di Bacau un credito di 13 milioni di euro per l’ammodernamento delle stazioni per il trattamento delle acque usate. Il prestito e’ garantito dalla municipalita’ di Bacau e completa il grant di 39 milioni di euro concesso dall’UE attraverso il programma ISPA. Il valore totale del progetto di ammodernamento dei sistemi di alimentazione con acqua, raccolta e trattamento dell’acqua di Bacau e’ di 52 milioni di euro.

Dovrebbe cominciare l’espansione bancaria nell’ambiente rurale
L’economista capo della Banca Nazionale della Romania, Valentin Lazea, ha realizzato, insieme a Niculae Dumitrache di Banc Post uno studio sull’attivita’ bancaria nell’ambiente rurale, presentato al recente Forum Bancario Romeno organizzato da FinMedia.
In Romania, secondo il censimento del 2003, esistono 268 citta’ (compresi i 97 municipi) e 2686 comuni. Dai 2686 comuni, soltanto 1117 (circa il 41,6% del totale) dispongono di almeno un’unita’ bancaria. Nel contempo, da un totale di 3564 unita’ bancarie, soltanto 1561 unita’ operano nell’ambiente rurale. Tra queste, la maggior parte appartengono alla Cassa di Risparmio CEC (892 unita’) ed alla rete cooperativistica Creditcoop (628 unita’).
Le tre piu’ grandi banche (BCR, BRD e Raiffeisen) hanno, insieme, soltanto 33 unita’ bancarie nell’ambiente rurale. In 20 regioni non esiste alcuna unita’ bancaria nell’ambiente rurale, appartenente ad una di queste banche. Inoltre, esistono 10 comuni grandi (con oltre 10.000 abitanti) che non dispongono di alcuna unita’ bancaria.
Da un altro canto, nell’ambiente rurale esistono 2015 unita’ postali abilitate ad effettuare operazioni di deposito e/o (micro)crediti. Nel primo semestre del 2004 soltanto 80 agenzie postali hanno concesso crediti alla popolazione rurale, rispetto alle 190 nel 2003.
Le cause della debole presenza bancaria nell’ambiente rurale
La ragione principale dell’assenza del settore bancario nell’ambiente rurale e la mancanza di una infrastruttura di telecomunicazioni. Si dovra’ accertare se la telefonia mobile puo’ rappresentare una soluzione nel campo. La precarieta’ dell’infrastruttura stradale, la difficolta’/impossibilita’ della colateralizzazione con beni immobili e con mezzi fissi, ma anche l’intento delle banche di recuperare rapidamente gli investimenti sono altre cause importanti.
Si sa’, pero’, che oltre il 45% della popolazione della Romania vive nell’ambiente rurale, che diventa un grande mercato potenziale. Inoltre, l’80% degli emigranti temporanei romeni provengono dall’ambiente rurale. I fondi che questi riportano nel Paese non vengono investiti in attivi finanziari ma, quasi esclusivamente, in attivi fissi.
Molto importante e’ il fatto che i programmi UE e della Banca Mondiale cambieranno in meglio le infrastrutture nell’ambiente rurale ed il progresso della telefonia mobile e delle telecomunicazioni renderanno meno cari i contatti con le zone isolate.

La Cassa di Risparmio CEC si prepara alla privatizzazione, dopo 140 anni di esistenza statale
La Cassa di Risparmio (CEC) ha compiuto 140 di esistenza. CEC ha aperto le porte nel 1864 ed ha cumulato, nei primi 7 anni di attivita’, anche la funzione di Banca Centrale della Romania, oltre l’attivita’ di gestione dei piccoli risparmi della popolazione. CEC e’ stato l’unico istituto finanziario che, dopo la nazionalizzazione e fallimento del sistema bancario romeno dopo la seconda guerra mondiale, ha continuato a gestire i risparmi della popolazione romena.
Dopo 140 anni di attivita’ sotto il controllo dello stato, CEC si prepara ad essere privatizzata entro la fine del 2005. Nel prossimo futuro, il Ministero delle Finanze, proprietario della CEC dovrebbe annunciare la firma del contratto con il consulente nel processo di privatizzazione – JP Morgan.
Il Governatore della Banca Centrale (BNR) si dichiara fiducioso nel successo della privatizzazione della CEC. “Sono convinto che, il 1 gennaio 2007, quando per la Romania arrivera’ il momento della completa integrazione europea, la CEC sara’ preparata a fronteggiare le pressioni concorrenziali del grande mercato” ha dichiarato Isarescu.

Sostegno italiano all’ingresso della Romania nell’UE entro il 2007: “Ci sono questioni importanti su cui c’è ancora ritardo e si deve essere in grado di utilizzare in modo pieno, efficace e trasparente, i fondi che l’Unione ha assegnato per la preadesione”
Intervenendo alla riunione della Delegazione interparlamentare UE-Romania, Gianni Pittella ha espresso sostegno e incoraggiamento agli sforzi che sta compiendo la Romania per traguardare l’obiettivo dell’ingresso nella UE entro il 2007. Ma anche forte stimolo a fare di piú soprattutto sul piano dell’efficienza e dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione.
“Ci sono questioni importanti su cui c’è ancora ritardo e si deve essere in grado di utilizzare in modo pieno, efficace e trasparente, i fondi che l’Unione ha assegnato per la preadesione, e che anche nel Bilancio 2005 sono consistenti. C’è anche da prepararsi adeguatamente affinché dal 2007 la Romania sappia spendere i fondi della politica di coesione, per garantire condizioni socio-economiche di convergenza rispetto al resto dell’Unione”.

L’Aversa e’ stata acquistata dalla Termomeccanica
Il produttore di pompe Aversa di Bucarest e’ stata prelevata dalla Termomeccanica Pompe, che ha acquistato dallo stato romeno il 66,27% delle azioni.

L’albergo Athenee Palace Hilton, messo in vendita
Athenee Palace Hilton, il primo albergo privatizzato della Romania, e’ in vendita, hanno dichiarato a BUSINESS Magazin fonti ufficiose. Il prezzo richiesto dagli azionisti sarebbe di 17 milioni di dollari (13 milioni di euro).

La Romania ospitera’ nel 2005 la Convenzione mondiale delle Piccole e Medie Imprese
Nel 2005, Bucarest ospitera’ la Convenzione Mondiale delle PMI informa Ovidiu Nicolescu, presidente del Consiglio Nazionale delle Piccole e Medie Imprese Private della Romania (CNIPMMR).
La Convenzione Mondiale e’ strutturata su tre capitoli: Forum degli uomini d’affari; la Conferenza Mondiale; la presentazione di studi, analisi, relazioni.
L’edizione di Bucarest avra’, oltre la CNIPMMR altri due co-organizzatori: l’Unione europea delle PMI e l’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Hanno gia’ confermato la partecipazione delegazioni da 12 Paesi.

SAN PAOLO IMI BANK ROMANIA SA – APERTURA DI DUE NUOVE FILIALI
Da ottobre 2004 sono attive due nuove Filiali di Sanpaolo IMI Bank Romania SA nelle seguenti località:
Chisineu Cris – 50, Infratirii St. – 315100 Arad Country, tel. +40257.351.530
(e-mail: chisineu.cris@sanpaoloimi.ro);
Carei – Mihai Viteazu St., bl. MV 25 – 445100 Satu Mare Country, tel. +40261.863.200
(e-mail: carei@sanpaoloimi.ro).
Con l’apertura di questi due nuovi sportelli Sanpaolo IMI Bank Romania SA – banca del Gruppo Sanpaolo IMI – ha ora una rete commerciale di 24 Filiali e numerosi Italian Desk operanti su tutto il territorio romeno, in grado di offrire un’assistenza qualificata e personalizzata agli imprenditori italiani nel rispetto delle locali normative vigenti. Per maggiori informazioni può essere consultato il sito www.sanpaoloimi.ro.

Newsletter n.48 / 2004

Il Premier Adrian Nastase preannuncia una crescita economica record dell’8,1% nel 2004. Gli analisti economici sono, pero’, piu’ cauti: il record e’ soltanto statistico, la crescita non e’ sostenibile
Il premier Adrian Nastase annuncia che le piu’ recenti previsioni dell’Istituto Nazionale di Statistica prevedono una crescita economica per l’intero 2004 dell’8,1%. “Attendo, pero’, di vedere i risultati finali, poiche’ l’anno e’ cominciato con un’attesa di crescita economica del 5% che e’ salita al 6% e poi al 7%. Si parlava recentemente di una crescita del 7,6% ed ecco che arrivano le valutazioni per i primi 9 mesi e le previsioni per l’intero 2004, dalle quali risulta che la crescita economica sara’ dell’8,1%. E’ incredibile. Si tratta del contributo dell’agricoltura, ma in gran parte anche della crescita fantastica del settore delle costruzioni di quasi il 10%, del settore industriale del 6%, quindi risultati ottimi in tutte le attivita’ primarie, secondarie e terziarie”, aggiunge il premier
Gli analisti economici sono meno ottimistici, anche se l’effetto di tali statistiche sui potenziali investimenti esteri non deve essere ignorato. Essi considerano che una crescita economica fondata sul consumo e sui raccolti record nell’agricoltura non puo’ essere sostenuta dall’economia a lungo termine. Un’economia aiutata da un buon anno agricolo e dall’esplosione del consumo a base di crediti, consumo coperto in gran parte da importazioni, non rappresenta una base di calcolo ottimistica per gli economisti. “Si deve stare attenti al pericolo degli squilibri commerciali. Un altro pericolo e’ costituito dalla fluttuazione del tasso di cambio valutario: l’apprezzamento del leu non aiuta le esportazioni”, dichiara l’analista economico Matei Paun. Neanche l’ex ministro delle Finanze Daniel Daianu e’ impressionato dalla crescita dell’8,1%. “Se si elimina l’impatto del raccolto record dell’agricoltura, rimane una crescita economica di circa il 6%. Nel prossimo futuro si registreranno ritmi inferiori di crescita, del 5-6% piuttosto che del 7%. Perche’? In primo luogo, perche’ uno dei fattori che alimenta le crescita economica e’ rappresentato dalle spese di bilancio. Poi, perche’ i deficit esterni possono essere un problema, se non vengono finanziati da investimenti stranieri diretti. E, non per ultimo, perche’ non e’ detto che il raccolto agricolo record del 2004 si ripetera’ nei prossimi anni. E poi, nel campo degli aiuti statali, dal 2005 le cose cambieranno, perche’ la Romania si dovra’ adeguare agli impegni assunti nelle negoziazioni con l’Unione Europea. La situazione sara’ completamente diversa da quella del 2004, quando lo stato si e’ permesso di concedere sovvenzioni consistenti”, conclude Daniel Daianu.

Come spiegano le statistiche ufficiali la crescita dell’8,1% del PIL nei primi 3 trimestri del 2004
Il Prodotto Interno Lordo (PIL) stimato per il periodo 1 gennaio – 30 settembre 2004 e’ ammontato a 1.588.539,3 miliardi di lei in prezzi correnti, in crescita – in termini reali – dell’8,1% rispetto al periodo simile del 2003, secondo i dati INS.
La crescita e’ stata determinata, in maniera significativa, dall’aumento del volume di attivita’ e, di conseguenza, del valore aggiunto lordo dell’agricoltura, economia forestale ed piscicoltura (+19,7%), dell’industria (+6,2%) e delle costruzioni (+10,0%), il cui contributo al PIL e’ stato del 46,6%. Il consumo finale totale ha registrato una crescita del 9,4% nel periodo 1 gennaio-30 settembre 2004, rispetto al periodo simile dell’anno precedente.
La formazione lorda di capitale fisso ha registrato un aumento del 13,7%. Il tasso di investimento determinato dal confronto con il valore aggiunto lordo al livello dell’intera economia e’ stato, nei primi nove mesi del 2004, del 26,2% (rispetto al 24,7% nel periodo simile del 2003).

I prezzi “amministrati”, cioe’ controllati dallo stato, saranno la principale fonte di inflazione nel periodo 2005-2007
Piu’ della meta’ dell’aumento del livello generale dei prezzi (il tasso dell’inflazione) sara’ rappresentata, almeno nella prima parte dell’intervallo 2005-2007, dagli aumenti dei prezzi amministrati, secondo le stime presentate nel Programma Economico di Preadesione della Romania – 2004.
Nella categoria dei prezzi amministrati rientrano: il prezzo nazionale di referenza dell’energia termica al consumatore, il prezzo unificato del gas naturale al consumatore finale, il prezzo dell’energia elettrica al consumatore finale, le tariffe per il trasporto urbano di passeggeri, le tariffe per il trasporto ferroviario dei passeggeri, i servizi di telefonia di base, le spese postali, le tariffe per l’acqua e canalizzazione ed i prezzi dei medicinali ad uso umano.
Negli ultimi anni il contributo dell’aggiustamento dei prezzi amministrati alla crescita del livello generale dei prezzi e’ aumentato dal 25,8% nel 2002 al 26,9% nel 2003 ed al 35% nella prima parte del 2004. Nel 2004, la componente del gruppo di prezzi amministrati e’ rimasta invariata, pero’ il peso specifico degli stessi nel paniere di consumo e’ aumentato al 22,9%.
Un altro elemento identificato con potenziale inflazionistico e’ rappresentato dall’aumento dei prezzi nei settori energetici recentemente privatizzati o in corso di privatizzazione. Gli stessi effetti sono possibili anche su altri mercati che saranno liberalizzati entro il 2007.
Il Programma prevede che l’effetto inflazionistico dell’aggiustamento dei prezzi controllati si riduca sostanziosamente fino a sparire alla data dell’adesione.

Il deficit di conto corrente e’ arrivato a 2,28 miliardi di euro
Secondo un comunicato della Banca Nazionale della Romania (BNR), il deficit di conto corrente e’ aumentato, nel periodo gennaio – settembre 2004, del 38,1% rispetto al periodo simile del 2003, ed e’ arrivato a 2,28 miliardi di euro. Il deficit commerciale e’ salito, nei primi 9 mesi dell’anno, a 3,34 miliardi di euro, rispetto ai 2,35 miliardi di euro nel periodo gennaio-settembre 2003. I trasferimenti correnti sono aumentati da 1,2 miliardi di euro (settembre 2003) a 1,647 miliardi di euro. Il debito estero a medio e lungo termine era, alla fine di settembre, dell’11,8% piu’ alto rispetto alla fine del 2003, ed ammontava a 17,52 miliardi di euro. Il debito estero pubblico e pubblicamente garantito ha registrato al 30 settembre 2004 un saldo di 10,26 miliardi di euro ed ha rappresentato il 58,5% del debito a medio e lungo termine (rispetto al 61,7% al 31 dicembre 2003). Il debito estero privato ammontava al 30 settembre 2004 a 7,26 miliardi di euro.
La Romania si e’ impegnata, nelle negoziazioni con il Fondo Monetario Internazionale, di non superare, nel 2004, un deficit di conto corrente di 2,885 miliardi di euro, equivalente al 5,3% del PIL, in diminuzione rispetto al livello del 2003, del 5,9% del PIL.

Il deficit del bilancio consolidato rappresenta lo 0,3% del PIL dopo i primi 9 mesi del 2004
L’esecuzione del bilancio generale consolidato per i primi 9 mesi del 2004 si e’ conclusa con un deficit di 5.881,6 miliardi di lei, cioe’ lo 0,3% del Prodotto Interno Lordo, secondo i dati operativi comunicati dal Ministero delle Finanze Pubbliche.
Sono stati registrati saldi negativi per il bilancio delle assicurazioni sociali (3.712,8 miliardi di lei) e per il bilancio del fondo nazionale unico per la sanita’ (2.538,1 miliardi di lei).
In termini nominali, i redditi al bilancio sono aumentati, rispetto al periodo simile del 2003, del 25,7%, rispettivamente dello 0,8% del PIL.
Rispetto alle stime annuali, i redditi raccolti al bilancio generale consolidato nei primi 9 mesi del 2004 rappresentano il 74,5%. Nell’insieme, i redditi fiscali, composti da imposte dirette in proporzione del 57% ed imposte indirette per il 43%, sono aumentati dello 0,9% come peso specifico nel prodotto interno lordo.
Il volume degli incassi dall’imposta sul profitto, di 46.636 miliardi di lei, e’ aumentato, rispetto al periodo simile del 2003, in termini nominali, del 52,2%. L’aumento dei redditi e’ dovuto principalmente alla crescita economica nonche’ all’aumento della quota di tassazione attinente al profitto ottenuto da esportazioni dal 12,5% al 25%. L’imposta sul reddito ha aumentato il proprio contributo alla formazione dei redditi da imposte dirette dell’1% rispetto al periodo simile del 2003, come conseguenza degli aumenti salariali (del 23% dello stipendio medio lordo), ma anche del numero di salariati, dello 0,6% mediamente, rispetto ai primi 9 mesi del 2003.
I redditi dall’IVA sono ammontati a 120.322,9 miliardi di lei, in aumento del 24%. I redditi da accise hanno totalizzato 57.427 miliardi di lei, con una crescita, in termini nominali, del 36,7% rispetto al periodo simile del 2003. I dazi doganali incassati sono ammontati a 11.588,7 miliardi di lei, in aumento del 23,6%.
Secondo i dati operativi di esecuzione, le spese del bilancio generale consolidato sono ammontate nei primi 9 mesi del 2004 a 514.987,9 miliardi di lei, in aumento del 9,4% in termini reali rispetto al periodo simile del 2003.

Nel 2004 gli investimenti esteri potrebbero superare la soglia di 3 miliardi di euro
Secondo informazioni fornite dalla Banca Centrale (BNR), nei primi 9 mesi del 2004 il flusso degli investimenti diretti esteri (IDE) sono ammontati a 1.639 milioni di euro, (superando gia’ il volume degli investimenti registrati nell’intero 2003, di 1.627 milioni di euro). Si stima, quindi, che esistono le premesse per superare la soglia dei 3 miliardi di euro entro la fine del 2004, il che rappresenterebbe il raddoppio del volume investizionale rispetto all’anno precedente. Con cio’ la Romania sale su uno dei primi posti nel top dei Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale, per il volume degli investimenti stranieri diretti attratti. La revisione delle stime e’ dovuta alla prospettiva dell’entrata in Romania, nel piu’ breve tempo, di 1,5 miliardi di euro risultati dalla privatizzazione della SNP Petrom. I dati statistici forniti dalla Banca Nazionale della Romania rilevano, quindi, una crescita di circa il 40% del flusso di investimenti stranieri in Romania nei primi 9 mesi dell’ano rispetto al periodo simile del 2003. Tale evoluzione e’ dovuta anche alla privatizzazione della BCR ed agli aumenti di capitale di Automobile Dacia, Michelin, Carpatcement SA, Unilever, Santierul Naval Constanta, Industria Sarmei Campia Turzii, ISPAT-SIDEX, ARO SA o ai nuovi investimenti tipo “greenfield” di Holzindustrie Schweighofer, YKK SRL, Medisystem Hospital SA, Lek Farmatech, e ad importanti investimenti tipo “brownfield” di Anchor Mall Development, Roti Auto SA ecc. Secondo informazioni fornite dal Ministero Economia e Commercio, nell’ultimo trimestre del 2004 entreranno nel Paese (al bilancio dello stato piu’ aumento di capitale, fino a meta’ dicembre) 1,5 miliardi di euro secondo la Legge sulla privatizzazione della SNP Petrom, recentemente approvata dal Parlamento. Inoltre, il Parlamento ha approvato anche le leggi sulla privatizzazione delle due societa’ Electrica (Dobrogea e Banat) e delle societa’ di distribuzione del gas naturale Distrigaz Sud SA Bucuresti e Distrigaz Nord SA Targu-Mures, il che garantisce per il 2005 un’ulteriore tranche di investimenti esteri diretti per circa 700 milioni di euro.

La Romania ha richiesto all’UE la riapertura del capitolo Tassazione. Senza, pero’, ritardare la finalizzazione delle negoziazioni
La Romania ha sollecitato alla Commissione Europea la riapertura del capitolo di negoziazione “Tassazione” per ottenere 7 nuovi periodi di transizione per due direttive che sono state adottate nel 2003, indica un comunicato del Ministero dell’Integrazione Europea. Il Capitolo Tassazione e’ stato chiuso provvisoriamente nel mese di aprile 2003. “L’Acquis comunitario viene aggiornato ogni anno, e l’acquis adottato nel 2003 stabilisce delle accise per determinati prodotti petroliferi ed energetici nonche’ nuove normative nel campo della tassazione”, si specifica nel comunicato. Nel nuovo documento di posizione inviato a Brusselles all’inizio di ottobre, la Romania sollecita sei periodi di transizione, dei 6 ai 6 anni dalla data dell’adesione, per la Direttiva 96/2003/CE sulla ristrutturazione del quadro comunitario per la tassazione dell’energia elettrica e dei prodotti energetici. “La negoziazione di questi periodi di transizione mira a limitare quanto piu’ possibile l’influenza di tali accise sui prezzi della benzina senza piombo, gasolio/nafta, gas naturale, morchia ed energia elettrica nonche’ lo scaglionamento per alcuni anni, per non influire negativamente sul tenore di vita della popolazione”, spiega il MIE la riapertura delle negoziazioni nel capitolo Tassazione. Inoltre, la Romania ha sollecitato un periodo di transizione di 4 anni per la Direttiva 49/2003/CE sul sistema comune di tassazione dei pagamenti di interessi e royalties effettuati tra compagnie associate da vari stati membri.
Un capitolo di negoziazione puo’ essere riaperto su richiesta di ognuna delle parti, Romania o Unione Europea, con l’apparizione di nuovi elementi di negoziazione. Gli ufficiali MIE assicura che la riapertura del capitolo non ritardera’ in alcun modo il processo di negoziazione; l’apertura rispettivamente la chiusura del capitolo avvera’ nel quadro della stessa conferenza di adesione.

Secondo l’opinione del direttore generale della Banca Italo Romena,
la concorrenza tra le banche aumentera’ in modo esplosivo dopo l’integrazione della Romania nell’UE
“La concorrenza tra le banche aumentera’ in maniera esplosiva dopo l’integrazione della Romania nell’Unione Europea”, ha dichiarato Athos Varusio, direttore generale della banca Italo Romena, nella conferenza stampa organizzata in occasione del lancio dei card VISA emessi dalla Italo Romena. Varusio ha spiegato che in Romania esiste, attualmente, uno sportello bancario per ogni 20.000 persone, oppure per 10.000 se si prendono in calcolo anche le succursali della Cassa di Risparmio CEC, mentre in Italia uno sportello eroga servizi a sole 2.000 persone.

Le Zone sfavorite cominceranno a sparire dopo il 2008
La prime zone sfavorite costituite in base all’Ordinanza Governativa di Urgenza N.24/1998 cominceranno a sparire nel 2008 ed il processo continuera’ fino nel 2010. In questo campo tanto controverso sono subentrate delle nuove disposizioni.
Un’area geografica puo’ essere dichiarata zona sfavorita per un periodo di almeno 3 anni, pero’ non piu’ di 10 anni, senza possibilita’ di proroga, conformemente alla Legge N.507/2004, promulgata il 17 novembre 2004, sulla regolamentazione di determinate misure finanziarie.
Per quanto riguarda l’esonero dall’imposta sul profitto attinente ai nuovi investimenti, durante il periodo di esistenza della zona sfavorita, si applica soltanto alle persone giuridiche che hanno ottenuto prima del 1 luglio 2003 il certificato permanente di investitore nella zona sfavorita. Gli operatori economici che lavorano nelle zone sfavorite beneficiano delle facilitazioni fiscali previste per legge soltanto fino al raggiungimento del livello massimo ammesso per l’aiuto dello stato, conformemente al regolamento riguardante l’aiuto regionale dello stato, approvato dal Consiglio della Concorrenza. Nel calcolo del livello dell’aiuto dello stato si utilizzano i costi eleggibili attinenti al valore degli investimenti effettuati entro il 15 settembre 2004. Il livello dell’aiuto dello stato si determina prendendo in calcolo l’aiuto di stato ricevuto dagli operatori economici a partire dal 2 gennaio 2003.
La Romania intende richiedere, nel Capitolo Concorrenza due periodi di transizione per le zone franche e, rispettivamente, per le zone sfavorite. “Dobbiamo argomentare molto bene perche’ necessitiamo un periodo piu’ lungo per gli aiuti di stato nelle zone franche e sfavorite, che opportunita’ esso rappresenta per la Romania”, dichiarava recentemente Vasile Puscas, negoziatore capo con l’Unione Europea. “Inoltre, aggiunge, e’ necessario indicare il modo in cui gli aiuti offerti alle compagnie che operano in queste zone saranno compatibilizzati con l’acquis comunitario. Le negoziazioni non sono semplici. Dobbiamo mirare alla compatibilizzazione degli aiuti di stato, pero’ teniamo conto anche delle conseguenze degli investimenti in queste zone e, non per ultimo, dei rapporti contrattuali in corso di svolgimento. Ci rimane poco tempo”, aggiunge Puscas, e conclude: “Abbiamo bisogno del quadro legislativo, che sara’ finalizzato a breve. Dobbiamo elaborare documenti ed argomentazioni valide, da presentare alla Commissione Europea ed agli stati membri e che sostengano l’interesse nazionale senza danneggiare l’interesse comunitario o perturbare il mercato interno”.
Per le zone sfavorite la Romania intende richiedere un periodo di transizione per l’esonero dal pagamento dell’imposta sul profitto per tutta la durata dell’esistenza della zona sfavorita. Nel 2008, conformemente alle norme che hanno stabilito il modo di funzionare delle zone sfavorite, cesseranno di esistere 3 zone sfavorite, nel 2009, altre 22, e nel 2010 le ultime 3 zone sfavorite. E per queste l’aiuto di stato non puo’ superare il 50% per le grandi imprese ed il 65% per le Piccole e Medie Imprese, dei costi eleggibili con l’investimento realizzato.

La Banca Mondiale afferma che Bucarest e la capitale europea dei terremoti
Bucarest e’ la capitale europea la piu’ esposta a terremoti ed altri disastri naturali, dichiara Gabriel Ionita, rappresentante della Banca Mondiale in Romania.
“Inoltre, Bucarest e’ una delle prime dieci citta’ nel mondo le piu’ vulnerabili a terremoti, e la Romania e’ uno dei Paesi della regione piu’ esposto ad inondazioni”, afferma il rappresentante della Banca Mondiale.
Ed ha aggiunto che, in Romania, le perdite medie annuali determinate, cumulativamente, da tutti i disastri naturali ammontano a circa 150 milioni di dollari.
Percio’ il Governo della Romania ha richiesto l’appoggio della Banca Mondiale per il finanziamento del “Progetto per diminuire i rischi in caso di produzione dei disastri naturali e la preparazione per situazioni di urgenza”. Il costo totale del progetto e’ di 203,6 milioni di dollari e mira al consolidamento di 74 edifici pubblici (ospedali, stazioni ferroviarie, universita’ e sedi di comuni e municipi) nell’intero Paese.

Fitch Ratings ha migliorato i rating della Banca Commerciale Romena BCR, Banca Romena per lo Sviluppo BRD, UniCredit e BancPost
L’Agenzia di valutazione finanziaria Fitch Ratings ha rivisto, in senso positivo, le qualifiche a lungo termine delle banche BRD e UniCredit Romania a “BBB minus” da “BB” e quelli a breve termine a “F3” da “B”. Inoltre, i rating di appoggio delle due banche sono stati modificati a “2” da “3”, e la prospettiva e’, attualmente, stabile.
Fitch ha riconfermato a “D” il rating individuale della UniCredit.
Nel contempo, il rating a lungo termine della BCR e’ migliorato a “BB plus’” da “BB minus”. Gli altri rating della BCR sono stati riconfermati a “B” per i crediti a breve termine, “D” per la qualifica individuale e “3” per l’appoggio. La prospettiva per la BCR e’ rimasta stabile.
Secondo Fitch, le qualifiche BCR riflettono l’appoggio potenziale che la banca potrebbe ricevere, in caso di necessita’, dallo stato romeno, possessore del 38% dei titoli, tenendo conto della sua posizione nel sistema bancario romeno.
Il rating di appoggio della BancPost e’ cambiato a “2” da “3”, illustrando l’aiuto che potrebbe essere concesso dal suo azionario di maggioranza EFG Eurobank Ergasias, che e’ notata con “A minus”.
L’Agenzia specifica che la BRD e’ detenuta per il 51% dalla Societe Generale, con il rating a lungo termine “AA minus”, ed il 99,8% dei titoli della UniCredit Romania appartengono a Unicredito Italiano, con un rating simile.
Il miglioramento delle qualifiche segue la recente decisione della Fitch di rivedere il rating concesso alla Romania per i crediti in valuta a lungo termine, di due posizioni, da “BB” a “BBB minus”, livello che significa l’entrata nella categoria di “investment grade”, a basso rischio di investimenti.
Pero’, a causa dei potenziali rischi di trasferimento in Romania, che potrebbe limitare la capacita’ degli azionisti stranieri di sostenere le proprie filiali, i rating a lungo termine della BRD e UCR sono influenzati dalla qualifica Paese della Romania, “BBB minus”.

Piu’ contanti nelle casse delle aziende
Alla fine do ogni giornata, nelle casse degli operatori economici, ma anche in quelle delle banche, delle societa’ di assicurazioni e finanziarie possono essere conservate in contanti soltanto le somme previste nella normativa sul regime delle operazioni di incassi e pagamenti tra le persone giuridiche e fisiche.
Recentemente sono stati aumentati i plafond, con la modifica del plafond giornaliero dei pagamenti tra le persone giuridiche di 30 milioni di lei, ed il plafond di 20 milioni di lei per le somme che ogni operatore economico puo’ conservare in contanti nella propria cassa (plafond stabiliti dalla Legge N.88/1998.
D’ora in poi, ogni operatore economico puo’ effettuare pagamenti ad altre persone giuridiche nei limiti di un plafond giornalieri di 100 milioni di lei, ed i pagamenti ad una sola persona giuridica sono limitati ad un plafond giornaliero di 50 milioni di lei. Sono vietati i pagamenti frammentati in contanti ai fornitori di beni e servizi per le fatture il cui valore supera 50 milioni di lei. Sono ammessi pagamenti ad una sola persona giuridica fino ad un plafond giornaliero in contanti di 100 milioni di lei, per i pagamenti a favore delle reti di negozi Cash & Carry. Sono vietati i pagamenti frammentati in contanti a tali negozi per la fatture con valori superiori ai 100 milioni di lei.

Uno studio elaborato da Raiffeisen asserisce che, fino nel 2007, i romeni spenderanno 2,2 miliardi di dollari per la ristrutturazione delle abitazioni
Il valore del mercato delle ristrutturazioni ed ammodernamento delle abitazioni ammontera’ nel 2004 a 364 milioni di dollari, con oltre 70 milioni di dollari superiore al livello del 2003, quando le somme spese per tali scopi erano arrivate a circa 290 milioni di dollari, secondo gli studi della Raiffeisen – Banca per le Abitazioni (RBL). Negli anni a venire si stima che sempre piu’ abitazioni saranno sottoposte a lavori di ristrutturazione ed ammodernamento. Il valore di tali lavori arrivera’ a 475 milioni di dollari nel 2005 (+ quasi 110 milioni di dollari rispetto al 2004). Anche nel 2006 e 2007 si spendera’ ancora di piu’ per la ristrutturazione delle abitazioni, cioe’ 620 milioni rispettivamente 820 milioni di dollari, secondo i dati della RBL. Le spese totali per migliorare il confort delle abitazioni ammonteranno nel periodo 2004 – 2007 a circa 2,2 miliardi di dollari.

Pirelli ha acquistato un terreno di oltre 2 milioni di euro a Slatina
Il produttore italiano di copertoni ha acquistato un terreno di 50 ettari a Slatina, per oltre 2 milioni di euro. La compagnia italiana investe in una joint-venture con la Continental, per la costruzione di uno stabilimento di cord metallico (componente di base per copertoni), che necessita fondi per 40 milioni di euro.

Studio di fattibilita’ cofinanziato dall’Italia per la circonvallazione extra-urbana di Timisoara che colleghera’ la capitale del Banat alle reti europee di trasporto. Costo previsto per la costruzione : 22 milioni di euro
Anche se considerata una citta’ da “5 stelle”, Timisoara non ha ancora un raccordo stradale diretto con l’Europa ne’ una circonvallazione extra-urbana che possa evitare il transito dei mezzi pesanti attraverso la citta’. In piu’, l’assenza di tale circonvallazione aumenta pericolosamente l’inquinamento nella zona storica di Timisoara. Percio’ le autorita’ regionali hanno concluso, nel 2003, una convenzione di partenariato con il Comune di Timisoara per la costruzione di una circonvallazione intorno al Municipio. Recentemente si e’ raggiunto un accordo sullo studio di prefattibilita’ ed il progetto e’ stato approvato dal Consiglio Regionale Timis. Si tratta di una circonvallazione a due corsie, che interconnettera’ con piu’ assi principali di traffico stradale di Timisoara. Concretamente, la nuova strada colleghera’ i tratti Timisoara-Arad e Timisoara-Moravita, nel modo seguente: a nord-ovest, strada nazionale 6 Timisoara-Sannicolau Mare-PTF Cenad-Kiszombor; a ovest, strada nazionale 59A Timisoara-Jimbolia-Zrenianin; a sud-ovest, strada nazionale 59 Timisoara-Moravita-Serbia e Montenegro. Il valore totale della circonvallazione, di 14 km con 6 ponti e viadotti e con 4 rampe di raccordo, ammonta a 22,4 milioni di euro. Il valore dei lavori approvati attualmente (che comprendono un progetto preliminare, lo studio di fattibilita’, lo studio di impatto ed il progetto tecnico) e’ di 860.000 euro, di cui quasi la meta’ (oltre 412.000 euro) sara’ sostenuta dal governo italiano. La differenza sara’ sostenuta dal Comune di Timisoara e dal Consiglio Regionale Timis. Per quanto riguarda il finanziamento proprio e vero dei lavori di realizzazione della tangenziale, il presidente del Consiglio Regionale Timis,Constantin Ostaficiuc, afferma che una parte dei fondi sara’ ottenuta, con molta probabilita’, attraverso un programma Phare.

Presenza italiana a Tohan – Zarnesti, il terzo Parco Industriale della regione Brasov
Recentemente e’ stato inaugurato il terzo Parco Industriale della regione Brasov a Tohan-Zarnesti amministrato dalla joint venture italo-romena Brem Company. 18 societa’ di cui 13 dall’Italia, e 5 francesi ed olandesi impiantano a Tohan Zarnesti delle attivita’ produttive, informa Rompres.
Tre hanno gia’ cominciato la produzione di cablaggi per autoveicoli e motociclette, utilizzando 200 operai. L’investimento delle 13 societa’ italiane supera 6 milioni di euro, e l’ubicazione e’ stata scelta per la buona preparazione della manodopera disponibile risultata in zona dalla ristrutturazione della Compagnia Nazionale Romarm. Si prevede che nell’arco di 2 anni nel Parco Industriale Tohan-Zarnesti si arrivi a 1.000 posti di lavoro occupati. Il Parco Industriale Tohan-Zarnesti e’ il terzo della regione Brasov dopo quelli realizzati a Carfil e Metrom nel municipio Brasov.

Parco di divertimento in stile italiano a Cluj Napoca
Il gruppo italiano Zamperla ha proposto Consiglio Locale di Cluj Napoca ed al Consiglio Regionale Cluj un investimento di 10 milioni di euro per la realizzazione di un parco di divertimento. Si tratta di un gruppo fornitore della EuroDisneyland. “Sarà un Prater della Transilvania che attirerà anche turisti stranieri” dichiarava il rappresentante Zamperla in Romania. L’apertura del parco nella zona Colina, il più grande quartiere di Cluj Napoca, il Manastur, creerebbe 500 nuovi posti di lavoro.
Inoltre, il sindaco di Cluj Napoca, Emil Boc, ha dichiarato che un gruppo di imprenditori italiani sono intenzionati ad investire 15 milioni di euro in un parco industriale di 10 ettari, per attivita’ produttive, che creerebbero circa 1.500 nuovi posti di lavoro.

Partner italiani e francesi fanno ripartire l’industria a Calarasi
La joint venture italo romena Donasid ha effettuato le prove per la rimessa in funzione dell’acciaieria e del laminatoio per profili pesanti di Calarasi. La produzione dell’acciaieria e’ fissata dalle norme europee a 500.000 tonnellate all’anno. L’italiana Beltrame detiene il 73% delle azioni Donasid, il 20% appartiene a Siderca, il vecchio complesso di Calarasi, ed il 6,5% alla Societa’ Nazionale delle Ferrovie SNCFR. La Beltrame si e’ impegnata ad investire non meno di 20 milioni di euro nella Donasid, dove attualmente lavorano 350 dipendenti, prelevati dalla Siderca. In occasione delle prove per la ripresa dell’attivita’, il ministro dell’Economia e Commercio, Dan Ioan Popescu ha dichiarato: “Praticamente, comincia la reindustrializzazione della Romania. Facendo ripartire la Donasid, che rappresenta la parte viabile della Siderca, si salvano adesso 350 posti di lavoro e nel prossimo futuro, altri 500 posti di lavoro secondo le dichiarazioni degli investitori”.
Anche gli investitori francesi hanno inaugurato i lavori per la costruzione a Calarasi di una fabbrica di vetro. La Saint Gobain, investira’ 100 de milioni di euro e creera’ 1.500 posti di lavoro.

Investimenti italiani anche a Braila: Fincogero intende costruire un albergo
L’italiana Fincogero, impegnata nella fase preparatoria per la costruzione dell’ Aeroporto Internazionale Braila-Galati, ha manifestato l’intenzione di costruire un albergo a 4 stelle a Braila. Il sindaco della citta’ Constantin Cibu ha dichiarato di avere avuto contatti con i rappresentanti della societa’ italiana su questa ipotesi di progetto. Saranno prese in esame le condizioni per la concessione di 10.000 metri quadrati per l’eventuale sviluppo del progetto di un l’albergo di 14 piani costruito nell’osservanza dei più aggiornati standard internazionali. Nello stesso tempo la societa’ italiana ha intenzione di costruire a Braila anche uno sbarco per imbarcazioni da crociera sul Danubio. “E’ un investimento molto importante e percio’ concederemo tutte le necessarie facilitazioni”, ha dichiarato il sindaco.

Investimenti italiani anche nella regione Mehedinti
Tre aziende del Consorzio per l’Industria ed Investimenti Roma-Latina hanno avviato all’inizio di novembre dei progetti nella regione Mehedinti, dichiara il presidente del Consiglio Regionale Mehedinti Constantin Sarbulescu. Le tre ditte sono interessate alla riabilitazione di 200 ettari di vigneti nella zona Corcova e alla rivitalizzazione economica delle Piccole e Medie Imprese locali operanti nella produzione di materiali di costruzione. “Gli imprenditori italiani hanno gia aperto conti presso la succursale di Drobeta Turnu Severin della Banca San Paolo ed hanno trasferito circa 3,9 milioni di euro. Gli investimenti italiani creeranno, in una prima fase 100 posti di lavoro ed, ulteriormente, si potrebbe arrivare a 2000 posti di lavoro” ha dichiarato Sarbulescu, aggiungendo che il Consorzio per l’Industria ed Investimenti Roma-Latina sembra interessato anche ad un’area di circa 5000 ettari per lo sviluppo della frutticoltura in zona.

Partenariato di affari italo romeno
Dal 23 al 25 novembre la CCIAA Modena, in collaborazione con PROMEC Romania e la Camera di Commercio, Industria e Agricoltura di Bacau, hanno organizzato una missione economica italiana a Bacau. In tale occasione si e’ svolto un partenariato d’affari italo-romeno per contatti imprenditoriali.

Il quotidiano Adevarul informa: l’Italia ha regalato al governo romeno 50 autobus IVECO
La Cancelleria del primo ministro Adrian Nastase ha accettato una donazione da parte del Comune di Milano, che consiste in 50 autobus IVECO, con parti di ricambio, che saranno distribuiti ai consigli locali, municipali e cittadini.

A Bucarest si svolgono le ultime tre Fiere internazionali della Romania programmate per il 2004
Nel periodo 25-28 novembre 2004, nel recinto Romexpo si svolgono le ultime tre manifestazioni fieristiche dell’anno.
La 7-a edizione della Mostra internazionale dei tessili, confezioni, pelletteria, pellicceria, calzature ed accessori Modexpo occupa un area di 3.800 mq ed ospita 126 ditte di cui 39 straniere (da 14 Paesi, rispettivamente Austria, Bangladesh, Bulgaria, Egitto, Germania, India, Italia, Nepal, Pakistan, Polonia, Thailanda, Tunisia, Turchia ed Ungheria). Nel quadro della Modexpo si svolge anche il Congresso per l’industria tessile e di confezioni nel sud-est dell’Europa.
La mostra internazionale per prodotti ed attrezzature per cosmetica, parrucchieri e cura del corpo Cosmetics Beauty Hair e’ arrivata alla 10-a edizione ed ospita 79 ditte romene e 31 straniere su un’area di 5.700 mq (+31% rispetto al 2003.
La 9-a edizione della Mostra internazionale per regali e souvenir “Suveniruri 2004” ospita produttori di gioielli, articoli per l’infanzia, orologi, giocattoli, dolciumi e bevande, regali promozionale personalizzati, articoli in ceramica, vetro, mobili Partecipano 121 ditte di cui 13 straniere, su 4.500 mq (+53% rispetto all’edizione precedente).

Si cerca un amministratore per l’Autostrada del Sole
La Compagnia Nazionale delle Autostrade e strade Nazionali della Romania (CNADNR) cedera’ in amministrazione l’Autostrada Bucarest-Costanza, e a tale scopo attende offerte da parte dei potenziali investitori interessati.
“La documentazione puo’ essere presentata entro il 7 gennaio 2005. I servizi riguardano la manutenzione dell’autostrada durante l’intero arco dell’anno, del sistema informatico attinente al progetto, della segnaletica, della pulizia e della sorveglianza dell’autostrada. Il contratto, primo del genere in Romania, sara’ concluso per 7 anni”, dichiara Mircea Pop, direttore del dipartimento Autostrade del CNADNR, citato da Mediafax. E specifica che i servizi verranno concesso tramite gara aperta. “L’apertura delle buste con le offerte e’ programmata per il 7 gennaio 2005. Il termine potrebbe essere prorogato di 15 giorni, a causa delle feste natalizie e di fine anno. Il nuovo operatore dovrebbe prelevare le responsabilita’ nella primavera del 2004”.
L’Autostrada beneficiera’ di un sistema di comunicazioni e controllo del traffico, configurato in base ad una rete di fibra ottica. Il sistema prevede il montaggio di posti telefonici sul tragitto dell’autostrada, a determinate distanze, l’installazione di attrezzature per la fornitura di informazioni sulla circolazione stradale e sulle condizioni meteorologiche.
La misura e’ stata decisa prevalentemente a causa dei furti massicci di materiali dell’autostrada, che non possono essere controllati in altra maniera.

Cinque milioni di euro per la gestione dei rifiuti nella Regione di Sviluppo Centro
I Consigli locali, i comuni o i consigli regionali della Regione Centro possono beneficiare di fondi europei per la gestione dei rifiuti, per un valore totale di oltre 5 milioni di euro.
Il direttore dell’Agenzia di Sviluppo Regionale “ADR Centru”, Simion Cretu, sottolinea che i fondi concessi per la Regione Centro ammontano a 5,33 milioni di euro e rappresentano il contributo comune dell’Unione Europea e del Governo romeno.
La Regione di Sviluppo Centro e’ composta da 6 regioni amministrative: Alba, Brasov, Covasna, Harghita, Mures e Sibiu.

Investimenti immobiliari nel turismo montano. Il turismo di fine anno valorizza le proprieta’ ubicate nella Valle della Prahova
Dai terreni fino agli appartamenti di lusso e pensioni, le proprieta’ con potenziale turistico montano portano un profitto di almeno il 30% all’anno. A dicembre e gennaio, oltre il 60% dei romeni passano almeno un week-end in montagna. Di conseguenza, gli alberghi e le pensioni della zona prosperano. Non e’ da buttare neanche la variante dell’acquisto di una casa di vacanza, specialmente per le famiglie che sciano durante l’intera stagione invernale. Il bonus, secondo gli specialisti immobiliari, e’ che il valore di tali proprieta’ aumenta costantemente, e sembra che a lungo termine tale trend si conservi. Al momento, il tasso di profitto per una proprieta’ affittata in regime alberghiero e’ tra il 15 ed il 30%, e per gli acquisti di terreni, il mercato ha dimostrato che l’aumento del valore e’ stato anche del 50-60% all’anno, conseguenza della crescita costante dei prezzi dovuta all’estensione delle localita’ turistiche. Un appartamento nuovo si affitta a tariffe tra 150 e 220 euro/mese, ed i prezzi di vendita oscillano mediamente intorno ai 400 euro/mq.
Catalin Briscariu, esperta immobiliare specializzato in proprieta’ di Valea Prahovei, consiglia attenzione all’ubicazione e al tipo di immobile acquistato. Ogni zona e localita’ hanno un’attrattiva propria, pero’ e molto importante l’infrastruttura turistica, il paesaggio ed il tipo di case costruite in zona. “Tra le meglio quotate e’ la localita’ Sinaia con le zone Taverna Sarbului e Furnica, che dispongono di tutte le facilitazioni per i turisti: accesso auto e pedonale facile verso due attrazioni turistiche – il Castello Peles ed il Monastero Sinaia, ristoranti, discoteche, accesso al Complesso “Cota 1.400”, possibilita’ di organizzare conferenze, team-building, ecc. Dall’altra parte, nella zona Zamora, molto soleggiata, c’e’ una pittoresca prospettiva panoramica sul massiccio Bucegi ed una piacevole vicinanza, grazie alla diversita’ di villette di vacanza”, sottolinea Catalin Briscariu.
Anche la zona Cioplea di Predeal e’ vantaggiata dall’accesso facile, auto e pedonale, dai piacevoli ristoranti e bar, dalla strada verso l’ostello alpino Susai, dalla piacevole vicinanza delle case di vacanza, prevalentemente nuove.
E per quanto riguarda l’infrastruttura turistica delle localita’ di Valea Prahovei, Predeal ha l’offerta piu’ completa di servizi turistici. Azuga possiede soltanto una pista di sci, Sinaia offre le migliori condizioni per il turismo di affari, e la localita’ Busteni ha accesso diretto al massiccio Bucegi (telecabina e percorsi segnalati).
La scelta non e’ facile. Fortunatamente le distanze tra queste localita’ sono brevi, alcuni chilometri. Esistono, anche, nelle vicinanze, delle zone tranquille, con meno ristoranti e bar, pero’ con paesaggi riposanti e con proprieta’ che permettono la costruzione ed allestimento di centri di salute e riposo, privati. Le localita’ Cornu e Breaza sono raccomandate per tale tipo di affari, ed esistono ancora terreni con superfici a partire dai 1.500 mq in su, per i quali i prezzi sono saliti lentamente ma costantemente negli ultimi anni.
Tutto sommato la zona Valea Prahovei diventera’ veramente interessante dal punto di vista investizionale quando i progetti di infrastrutture, previsti, saranno finalizzati, e verra’ ultimato il collegamento tra le localita’ tramite piste da sci e trasporto via cavo.
Fino allora, il valore delle proprieta’ continuera’ a crescere pero’ in un ritmo lento.

Nuovi pedaggi per i veicoli pesanti
Dal 1.1.2005 la Romania aumenterà i pedaggi a carico dei veicoli pesanti per l’uso delle infrastrutture stradali; si rammenta che il sistema si basa sull’acquisto delle “rovignette” in vendita presso gli uffici dell’Amministrazione Stradale Nazionale ai valichi di frontiera, in tutti gli uffici postali e presso i distributori di carburante Petrom; per i trasgressori sono previste sanzioni da un minimo di 300 a un massimo di 1.700 euro.

Pedaggi in Romania dall'1.1.2005 in euro

Validità vignetta Veicoli 2-3 assi Veicoli 4 e più assi
Euro 0 Euro 1 Euro 2e + Euro 0 Euro 1 Euro 2 e +
7 gg 19 17 15 31 28 25
30gg 69 61 54 112 101 90
6 mesi 346 306 270 558 504 450
1 anno 576 510 450 930 840 750

Newsletter n.47 / 2004

Il Parlamento ha approvato la Legge Finanziaria per il 2005
Il Parlamento ha approvato il progetto di Legge finanziaria per il 2005 con 239 voti a favore e 48 voti contrari. Si prevede, per il bilancio dello stato nel 2005, una crescita economica del 5,3% ed un tasso dell’inflazione del 7%.
Una delle principali disposizioni della Finanziaria 2005 e’ la riduzione dell’imposta sul profitto dal 25% al 19%.
In piu’, la quota minima di tassazione dei redditi da stipendi sara’ ridotta dal 18% al 14%, mentre la quota massima scendera’ del 2%, fino al 38%.
I contributi alle assicurazioni sociali diminuiranno del 2% per i datori di lavoro, ed il deficit di bilancio e’ stato stabilito all’1,5% del Prodotto Interno lordo (PIL).
Il Parlamento ha approvato anche i bilanci dei principali ordinatori di crediti, accettando ammendamenti alla forma iniziata dal Governo sul progetto di Finanziaria.
Sono aumentate le spese destinate alle due Camere del Parlamento. Per la Camera dei Deputati e’ stato approvato l’aumento delle spese dai 1.499,8 miliardi di lei (proposti dal Governo) a 1.700,7 miliardi de lei e per il Senato da 649 miliardi di lei, a 818,3 miliardi di lei.

Fitch Ratings include la Romania nella categoria dei Paesi a basso rischio per gli investimenti
Fitch ha rivisto, in senso positivo, il rating concesso alla Romania per i crediti in valuta a lungo termine, di due “gradini”, da “BB” a “BBB minus”, livello che significa l’inclusione nella categoria di “investment-grade” a basso rischio per gli investimenti. Il miglioramento dei rating concessi alla Romania da Fitch Ratings ha tenuto conto della politica fiscale prudente del Paese, dei progressi nel processo di riforma e delle prospettive favorevoli di integrazione nell’UE, indica un comunicato dell’agenzia di valutazione finanziaria. I rating per i debiti a lungo termine, in moneta nazionale e’ salito da “BB piu’” a “BBB”.
Nel contempo, il rating a breve termine e’ migliorato da “B” a “F3”, cioe’ una probabilita’ relativamente bassa di mancati pagamenti, ed il plafond sovrano e’ avanzato da “BB” a “BBB minus”. La prospettiva dei rating e’ stabile.
Fitch Ratings e’ la prima agenzia internazionale di valutazione che ha incluso la Romania nella categoria dei Paesi a basso rischio per gli investimenti, con un rating dei debiti in valuta a lungo termine di almeno “BBB minus”.
Secondo il comunicato Fitch, la maggior parte degli indici sulla sostenibilita’ del debito pubblico della Romania si collocano a livelli favorevoli rispetto agli altri Paesi della stessa categoria di rating e ci sono prospettive di miglioramento nei prossimi 2-3 anni.

Altro rating migliorato
L’Agenzia di valutazione finanziaria Japan Credit Rating Agency (JCR) ha migliorato il rating concesso alla Romania per i crediti a lungo termine in valuta, a „BB plus“. Anche la qualifica concessa ai crediti a lungo termine in moneta nazionale e’ stata rivista in senso positivo, a „BBB minus“.
La prospettiva di entrambi i rating e’ positiva.
Il miglioramento del rating e’ fondato sugli indici macroeconomici favorevoli della Romania, le previsioni di accelerazione della crescita economica sulla base dei progressi nel processo di privatizzazione del settore energetico, nonche’ del rispetto della disciplina fiscale. Altri fattori favorevoli al miglioramento dei rating sono stati: il controllo adeguato del debito pubblico e l’aumento della probabilita’ di adesione all’Unione Europea. Da un altro canto, sui rating influiscono negativamente la vulnerabilita’ esterna accentuata, illustrata dall’alto livello del deficit di conto corrente nonche’ l’ancor alto grado di corruzione.

Secondo gli analisti economici l’inflazione arrivera’ al 10% alla fine del 2004. Dopo i primi 10 mesi dell’anno, il tasso dell’inflazione e’ salito al 7,9%
Il tasso dell’inflazione e’ ammontato nel mese di ottobre 2004 all’1,2% rispetto al mese precedente, ed il tasso cumulato dall’inizio del 2004 rappresenta il 7,9%, informa l’Istituto Nazionale di Statistica (INS). Il piu’ consistente rialzo dei prezzi, ad ottobre 2004, si e’ registrato per i generi non alimentari e per i servizi, dell’1,5% e rispettivamente 1,4%. I prezzi dei prodotti alimentari sono aumentati dello 0,9%. Sono aumentati oltre la media i prezzi al consumo per le uova, i formaggi, il latte di mucca, seguiti dalle conserve di legumi, frutta fresca e derivati della carne. Secondo l’INS, ad ottobre sono state registrate anche diminuzioni dei prezzi, per la farina di frumento e di mais, il pane, il miele e le patate
Il prezzo dell’energia elettrica e’ aumentato del 7,2%, del gas naturale del 5% e dei combustibili del 2,3%.
I libri e giornali sono stati piu’ cari dell’1% rispetto al mese precedente
Per quanto riguarda il settore dei servizi, il tasso dell’inflazione e’ lievitato a causa del rincaro delle tariffe per il trasporto ferroviario (+5,7%), trasporto urbano (+3,1%), per lo svago, educazione e turismo (+4,2%); sono state registrate, invece, riduzioni delle tariffe per i servizi postali e di telecomunicazioni.
Gli analisti economici sono dell’opinione che il Governo e la Banca Centrale (BNR) non riusciranno a rientrare nel target del 9% proposto per il 2004. “Penso che non sara’ possibile. Si arrivera’ ad un 9,5-10% alla fine dell’anno. Anche il 9,5% e’ una stima ottimistica, perche’ per tradizione, i mesi novembre e dicembre portano un’inflazione oltre la media mensile”, dichiara Daniel Daianu, ex ministro delle Finanze. E sottolinea che le pressioni inflazionistiche manifestate ultimamente indicano quanto difficile sara’ mantenersi al livello del 7% proposto per il 2005.
L’analista economico Matei Paun si attende ad un’inflazione del 9,5-10,5%. “Chiaramente il target del 9% non potra’ essere rispettato. Per rimanere ad un tasso espresso con una sola cifra, a novembre e dicembre il tasso mensile non dovrebbe superare l’1%” afferma Matei Paun. Ed aggiunge che sara’ impossibile, poiche’ oltre il rialzo dei costi dei combustibili ed energia, arrivano anche le elezioni di fine novembre (che presuppongono ulteriori spese ed un altro ritmo dell’attivita’ economica) ed aumenta la richiesta nel periodo prenatalizio.

Quali sono le prospettive delle Piccole e Medie Imprese romene dopo il 2007?
Falliranno? Si consolideranno nel contesto dell’applicazione delle norme UE? Saranno “inghiottite” dalla globalizzazione? Nessuno puo’ dire con certezza cosa succedera’. Si deve, pero’, tenere conto dell’esperienza dei Paesi vicini, gia’ integrati si delle condizioni economiche esistenti in Romania.
In nessun Paese dell’Europa Orientale le PMI hanno una vita facile, subito dopo l’integrazione. In Polonia, Ungheria, Rep.Ceca, il prezzo dell’integrazione e’ stato pagato caro dai piccoli imprenditori.
Tutti quelli che non hanno gia’ un’attivita’ di certe dimensioni, fondata su tecnologie moderne, con bassi consumi di energia, che rispetti le regole europee di protezione dell’ambiente e le norme di protezione del consumatore, avranno delle difficolta’, se non falliranno addirittura.
Gli analisti economici sottolineano che le PMI dovranno adeguare la propria offerta alle nuove condizioni di mercato, ritecnologizzare il proprio ciclo produttivo, diversificare l’offerta commerciale e praticare un marketing moderno. Teoreticamente tutto suona bene.
Pero’, chi conosce le problematiche “dall’interno” si rende conto che una piccola entita’ del tipo PMI romena, che a volte ha difficolta’ a sopravivere da un mese all’altro, difficilmente riesce a realizzare investimenti in tecnologie moderne, proporsi con offerte commerciali diversificate, avere un approccio al mercato cosi’ potente che possa assicurare un futuro sicuro.
I guadagni delle PMI romene sono bassi
In una PMI, il titolare o i titolari guadagnano in genere quanto un semplice dipendente di una compagnia transnazionale. Quindi, la cosi’ detta classe media, composta dai “piccoli padroni” delle PMI, e’ una categoria che riesce appena a tenere il passo con il potere di acquisto dei dipendenti delle compagnie internazionali di telecomunicazioni o di pubblicita’, entrate in Romania dopo dicembre 1989.
Dopo il 2007, “meta’ delle PMI spariranno”
Secondo recenti studi, attualmente, in Romania, soltanto il 49% delle PMI hanno cominciato ad adottare gli standard di qualita’, e soltanto poche tra esse sono interessate ad adottare alte tecnologie, specialmente a causa dell’accesso ridotto ai finanziamenti.
Gli stessi studi indicano che le PMI del settore costruzioni sono le piu’ preoccupate per l’adozione degli standard di qualita’, mentre quelle dell’agricoltura sono piu’ interessate nella ricerca-innovazione.
Alcuni analisti economici, come Ilie Serbanescu, considerano che “meta’ delle PMI spariranno a causa degli alti costi che l’integrazione presuppone. Costi riguardanti la qualita’, rispettivamente per l’accreditamento ed audit, costi per la protezione del consumatore, ai quali si aggiungono quelli amministrativi, peseranno sulle PMI dopo il 2007”, aggiunge Serbanescu.
“In Polonia, dopo l’integrazione, il 70% della PMI sono sparite, ed in Ungheria il 50%, e sono state sostituite per la maggior parte da ditte dall’UE”, sostiene lo stesso.
Oltre ogni teoria fatalista, sono numerosi quelli che attirano l’attenzione sull’evoluzione del mercato economico romeno e delle PMI dopo l’integrazione della Romania nell’Unione Europea. E che non esistono ricette sicure per un’evoluzione positiva di questo settore.
Esiste, pero’, la certezza che chi governera’ il Paese per i prossimi quattro anni dovra’ sostenere la Piccole e Medie Imprese con crediti a tassi bancari agevolati, con finanziamenti a fondo perduto per ritecnologizzazione ed investimenti destinati a diminuire l’impatto “2007” su questo settore economico.

In seguito alla modifica della Legge N. 51 del 1995, gli avvocati possono stabilire presso i loro studi professionali le sedi delle ditte neo costituite. Il periodo massimo di “ospitalita’” e’ di un anno
Le societa’ neo costituite potranno dichiarare le loro sedi sociali presso lo studio professionale di un avvocato, per un periodo limitato, per legge, ad un anno. La domiciliazione temporanea di societa’ commerciali interviene se l’avvocato offre al suo cliente servizi giuridici per la costituzione della rispettiva societa’, per facilitare l’adempimento delle formalita’ necessarie alla registrazione della stessa. Si tratta, in tal caso, della “dimostrazione della sede” prevista sia nelle procedure e modulistica del Registro del Commercio che nelle procedure e modulistica bancaria.
Gli avvocati potranno assicurare temporaneamente, presso il proprio studio professionale, la sede sociale di una compagnia neo costituita, fino a quando essa trova un’altra locazione. Lo studio professionale dell’avvocato puo’ rappresentare la sede sociale di una compagnia anche nel caso di spostamento della sede o di apertura di sedi secondarie della stessa.

Il tenore di vita in Romania e’ inferiore a quello della Bulgaria
La Romania occupa il 58-o posto tra 111 Paesi, per quanto riguarda il tenore di vita, in una classifica elaborata dalla rivista britannica “The Economist”.
Per “qualita’ della vita” si intende non soltanto il reddito medio pro capite, ed i realizzatori dello studio hanno preso in calcolo anche altri fattori come la sanita’, le liberta’ civili, la disoccupazione, il clima, la vita famigliare e comunitaria, la stabilita’ politica, la sicurezza della persona e l’uguaglianza tra i sessi.
“The Economist” considera che il Paese in cui si vivra’ al meglio nel 2005 e’ l’Irlanda,seguita dalla Svizzera. L’Italia e la Spagna sono sull’8-o rispettivamente il 10-o posto, mentre gli SUA occupano il 13-o posto, il Canada il 14-o, la Francia il 25-o, la Germania il 26-o, e la Gran Bretagna il 29-o. Sugli ultimi 3 posti della classifica figurano Botswana, Haiti e Zimbabwe.
La Romania si trova tra la Bulgaria (superiore) e Venezuela. Si direbbe che i romeni vivono meglio degli cinesi (60-o posto), serbi (84-o posto), ucraini (99-o posto), russi (105-o posto) o moldavi di oltre Prut (100-o posto). Pero’ peggio dei cechi (34-o posto), ungheresi (37-o posto), polacchi (48-o posto), turchi (50-o) ed anche colombiani (54-o posto).

Dal 2005, le imposte sui beni immobili saranno piu’ alte del 7%
Dal 2005, l’imposta sugli immobili sara’ piu’ alta del 7%. L’aumento del valore imponibile degli immobili, determinato dall’aggiornamento con il tasso dell’inflazione dell’anno precedente, determinera’ l’aumento dell’imposta del 7% nel 2005 rispetto al 2004.
Per esempio, per un appartamento di due camere, con una superficie costruita di 64 metri quadrati, in un palazzo nell’ambiente urbano (palazzo dotato con installazioni di acqua, canalizzazione, elettricita’ e riscaldamento), il valore imponibile sara’ di 404.032.000 lei; di conseguenza l’imposta ammontera’ a circa 808.000 lei.
Per un appartamento simile costruito nell’ambiente rurale, l’imposta si riduce a meta’. Conformemente al Codice Fiscale, anche nel 2005 saranno applicate delle riduzioni di imposta in funzione dell’anno di costruzione dell’immobile.
Quindi, per un immobile ultimato prima del 1 gennaio 1951, la riduzione e’ del 15%, mentre per una costruzione ultimata tra il 31 dicembre 1950 ed il 1 gennaio 1978 la riduzione e’ di soli 5%.
Conformemente allo stesso Codice Fiscale, anche l’imposta sui terreni aumentera’ del 7%. Come anche le imposte sulle autovetture.

Il Leu si prepara a cambiare nome da ROL a RON
La Banca Nazionale della Romania ha lanciato, ufficialmente, la campagna nazionale di informazione sull’introduzione del leu pesante a partire dal 1 luglio 2005. A partire dal 1 marzo 2005 i commercianti affiggeranno i prezzi sia in lei vecchi che in lei nuovi, anche se gli ultimi non saranno ancora entrati effettivamente in circolazione.
Dal 1 luglio 2005 la moneta nazionale sara’ denominata, quindi 10.000 lei vecchi saranno cambiati per 1 leu nuovo. I romeni dovranno riabituarsi all’utilizzo delle monete da 1, 5, 10 e 50 bani che, in un’altra forma, hanno circolato in Romania prima del 1989. Il Leu, che rimane l’unita’ monetaria, avra’ forma di banconota. Le nuove banconote ( da 1, 5, 10, 50, 100 si 500 lei) conserveranno il design di quelle circolanti attualmente (es. sulla banconota da 1.000.000 lei c’e’ il ritratto dello scrittore I.L. Caragiale e lo stesso si ritrovera’ sulla banconota nuova da 100 lei).
La contabilita’ delle aziende verra’ tenuta in entrambe le monete fino alla fine del 2005, e le situazioni finanziarie annuali per il 2005 saranno elaborate nella nuova moneta.
Per quanto riguarda la codifica della moneta nazionale, dall’attuale ROL (Romanian Leu), si passera’ al RON (Romanian New).

Gli investimenti stranieri nei primi 9 mesi del 2004 rappresentano 1,2 miliardi di Euro
Gli investimenti stranieri realizzati in Romania nel mese di settembre 2004 sono ammontati a 63 milioni di euro (+0,6% rispetto al mese precedente).
Con cio’, il valore totale degli investimenti stranieri diretti effettuati nel 2004 arrivano a quasi 1,2 miliardi di euro, secondo le statistiche dell’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC).

Quasi 600 progetti di sviluppo agricolo sono stati finanziati attraverso il FIDA
Attraverso il Fondo Internazionale di Sviluppo Agricolo (FIDA) sono stati finanziati 599 progetti in 15 regioni con zone montane; il valore dei crediti concessi ammonta a 7,649 milioni di dollari, informa un comunicato del Ministero Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale (MAPDR).
Inoltre, sono stati concessi crediti per il cofinanziamento del programma SAPARD per un valore di 623.739 dollari.
I settori finanziati nel quadro del progetto FIDA sono l’agricoltura (acquisti di animali, acquisti di attrezzature, costruzione di strutture per la zootecnia) – 475 progetti, l’industria alimentare (lavorazione del latte, lavorazione della carne, molitoria, panificazione) – 20 progetti, la piccola industria – 75 progetti e l’agriturismo – 29 progetti.
Tali investimenti hanno generato 929 nuovi posti di lavoro.

Un nuovo tipo di business in Romania : i call center
L’apertura di call-center in Romania sembra interessare molti investitori. Che si tratti di soli intermediari che offrono servizi ad altri clienti, o che si tratti di centri destinati a gestire i rapporti con i propri consumatori, le aziende straniere sembrano propense sempre di piu’ a trasferire tali attivita’ in Romania.
Cos’e’ un call-center? “Un posto che fa’ e riceve numerose chiamate”, spiega sommariamente Mihai Petroff, direttore Mailers. E’ un buon momento, perche’ c’e’ della manodopera a basso costo e relativamente ben qualificata, aspetti molto importanti per tale tipo di attivita’, poiche’ il 70-80% dei costi totali e’ rappresentato dalle spese salariali. Gli affitti sono, anch’essi molto inferiori ai livelli occidentali, e grazie all’ammodernamento delle telecomunicazioni questo settore non rappresenta piu’ un ostacolo.
In Romania, sono attive, attualmente, quasi 30 compagnie che erogano servizi di call-center.
Il fenomeno continuera’ ancora 4-5 anni, stima Marc Bonnesmains, presidente dell’ Associazione dei Centri di Contatto della Romania, organizzazione costituita ad aprile 2004 e che conta gia’ 10 membri, aziende dalla Romania e dal Canada. Pero’ il lavoro e’ ancora agli inizi. Se in Romania un tale centro di appello ha mediamente 50-100 dipendenti, nel mondo esistono gia’ ditte con 6.000 operatori.
L’apertura di un call-center costa dai 2-3.000 euro fino ai 5-6.000 euro per ogni posto di lavoro, afferma Bonnemains. L’ammortamento di un tale investimento puo’ essere realizzato anche in 3 anni.
Cosa’ succedera’ quando gli stipendi aumenteranno? Attraverso un processo simile e’ passata anche l’Irlanda, Paese che offriva riduzioni consistenti di tasse per tale tipo di attivita’. La riduzione delle tasse potrebbe essere una soluzione anche per la Romania per conservare gli investitori nel momento in cui il vantaggio della manodopera a basso costo non sara’ piu’ un argomento decisivo per gli imprenditori.
L’integrazione dei servizi di telefonia con i benefici del computer rendono possibili i servizi complessi. Praticamente, nel momento in cui un cliente chiama il call-center, davanti agli occhi dell’operatore risulta la sua cronistoria. Se la chiamata e’ fatta da un cliente importante, essa puo’ essere direzionata automaticamente verso un supervisore o addirittura verso il dirigente, spiega Petroff.

SanPaolo IMI Romania riceve un credito BEI di 25 milioni di euro
La SanPaolo IMI Romania ha annunciato l’apertura da parte della Banca Europea per Investimenti (BEI) di una linea di credito per 25 milioni di euro, come parte di un finanziamento di 150 milioni di euro concesso al gruppo italiano SanPaolo IMI. Secondo un comunicato della SanPaolo IMI Romania, il credito di 25 milioni di euro sara’ utilizzato per finanziamenti alle Piccole e Medie Imprese, nonche’ a progetti nel settore dell’ambiente, della infrastrutture e dell’energia. Il valore massimo per ogni progetto e’ di 4 milioni di euro, dei quali la SanPaolo IMI Romania ne finanziera’ la meta’.
SanPaolo IMI Romania ha un capitale sociale di oltre 857 miliardi di lei (oltre 21 milioni di euro) e una rete territoriale di 17 succursali e 7 agenzie.

Compagnie italiane in gara per l’Unita’ 3 di Cernavoda
Tra le 12 compagnie interessate a costruire in Romania in partenariato pubblico-privato l’unita’ numero 3 della centrale nucleare di Cernavoda ci sono anche aziende italiane. Lo ha affermato il ministro dell’ Economia e Commercio Dan Ioan Popescu. ”Abbiamo ricevuto offerte da parte di compagnie degli Stati Uniti, Corea del sud, Giappone, Italia e anche da parte di societa’ locali. Il nome di queste compagnie sara’ reso noto il 24 novembre”, annuncia il ministro, senza altri particolari.
Recentemente e’ stato inaugurato il centro principale di controllo dell’Unita’ 2 della centrale di Cernavoda. Questa unita’ e’ stata gia’ completata per il 75% e sono state l’Ansaldo Energia, la canadese Atomic Energy of Canada (AECL) e la romena Nuclearelectrica ad aver realizzato sia l’Unita’ 2 che la prima unita’ della centrale di Cernavoda.
La centrale nucleare di Cernavoda dispone di una capacita’ produttiva di 750 Megawatt ed e’ l’unica centrale dell’Europa Orientale a tecnologia occidentale di tipo Candu (CANadian Deuterium Uranium). A Cernavoda e’ finora in funzione soltanto il primo dei cinque reattori previsti dai piani di costruzione iniziali. Il cantiere per l’Unita’ 2, la cui costruzione era cominciata nel 1982 ma si e’ fermata dal 1990 al 1995 per mancanza di finanziamenti, e’ stato riaperto nel 2004 e la conclusione dei lavori e’ prevista per il 2007. Lo studio di fattibilita’ per l’Unita’ 3 e’ in corso e l’entrata in funzione e’ prevista per il 2010-2011. Entro il 2020 dovrebbero essere pronti anche i reattori 4 e 5.

www.agenziasviluppolazio.it informa: Tre protocolli d’intesa tra Lazio e Romania
Successo per la missione Lazio nella Regione Oltenia svoltasi tra il 20 e il 26 ottobre 2004, alla quale hanno partecipato Sviluppo Lazio, il Consorzio per lo Sviluppo industriale Roma Latina (rappresentato dal presidente Antonio Scarsella) e quindici imprenditori, con la collaborazione di Assindustria e della Camera di commercio di Latina.
La missione, che ha portato alla firma di tre protocolli d’intesa più specifici rispetto a quelli siglati in precedenza, ha toccato le regioni Ramnicu Valcea, Gorj, Mehedinti, dove la delegazione è stata accolta dalle autorità locali e dai rappresentanti delle categorie produttive. La Regione Lazio ha da tempo avviato contatti con l’Oltenia, area ricca di risorse naturali a circa 500 chilometri dalla capitale Bucarest, sotto l’egida dell’Unione europea.
I protocolli d’intesa, firmati dal Consorzio Roma Latina, da Sviluppo Lazio con i presidenti delle tre province romene, prevedono l’assistenza tecnica in progetti specifici mirati alla crescita dei territori e all’integrazione europea, attraverso l’utilizzo di risorse finanziarie comunitarie. Le imprese del Lazio potranno partecipare alla co-gestione di fondi comunitari e realizzare opere infrastrutturali.
Nelle sessioni di business matching sono stati organizzati incontri tra imprenditori italiani e romeni operanti nei settori agricoltura, alluminio, legno, marmo, agroalimentare, zootecnia.
E’ stata, inoltre, richiesta l’assistenza della Regione Lazio e dei suoi enti per la costruzione di un Parco industriale in un’area di 36 ettari a Targu Jiu, con un costo complessivo stimato a 5 milioni di euro, e per la valorizzazione dell’area archeologica romana di Drobeta-Turnu Severin nella regione Mehedinti. Il costo stimato per quest’ultimo progetto è di 7 milioni di euro per il recupero del teatro romano, lo svolgimento di ulteriori scavi archeologici, la ristrutturazione del museo ed altre attività.

Nel quadro del Programma Operativo regionale, POR Sicilia 2000/2006, sottomisura 6.06°, si prevede l’organizzazione di una missione siciliana in Romania, nel periodo 26-31 gennaio 2005.
L’elenco provvisorio dei partecipanti e’:

  1. PUMEX SPA, ACQUACALDA LIPARI, ME – edilizia
  2. CO.GE.TER. SRL, PALERMO PA – edilizia
  3. NOVATECH CONSULTING S.R.L, ACI SANT’ANTONIO CT – edilizia
  4. UNIPROFIL SRL, RAGUSA RG – edilizia
  5. COEXPORT, RAGUSA RG – edilizia
  6. FRAMA SRL, CHIARAMONTE GULFI RG – edilizia
  7. SICIL BLIND SNC, RAGUSA RG – edilizia
  8. BLD BUILDING AUTOMATION SRL, VALVERDE CT – edilizia
  9. INTONACI LI MANDRI SPA, ISOLA DELLE FEMMINE PA – edilizia
  10. EDILTEK SRL, TRAPANI TP – edilizia
  11. DE.MO.TER. SRL, MESSINA ME – edilizia
  12. DOLMEN SRL, CARINI PA – edilizia
  13. C.I.A.F., FLORIDIA SR – edilizia
  14. GREGORY CREAZIONI di S. Martorana srl, VALGUARNERA EN – tessile abbigliamento
  15. CALVARUSO ETTORE, PALERMO PA – tessile-abbigliamento

L’Autostrada del Sole e’ arrivata a circa 100 km
Altri 42 chilometri dell’Autostrada del Sole sono stati aperti alla circolazione, con la finalizzazione dei lavori per il terzo tratto, quello di Lehliu-Drajna.
L’autostrada Bucarest-Costanza e’, quindi, aperta per circa 100 de km.
Il terzo tratto e’ stato realizzato dalla francese Colas, ha un valore di 90 milioni di euro, una garanzia di 2 anni per il manto stradale e di 10 anni per gli elementi di infrastruttura.
I lavori per l’autostrada Bucarest-Costanza, con una lunghezza di oltre 200 km, erano cominciati negli anni ’90 e si erano fermati per mancanza di fondi. I primi due tratti sono stati inaugurati all’inizio di giugno 2004; l’investimento e’ ammontato a 121 milioni di euro.
Il primo tratto, Bucarest-Fundulea, ha 26,5 km. ed e’ stato realizzato da Italstrade con la Compania de Constructii Cai Ferate.
Il secondo tratto, Fundulea-Lehliu, ha 29,2 km ed e’ stato realizzato dalla turca Yuksel Makimsan Ener.
I fondi per la costruzione dell’autostrada Bucarest-Lehliu sono assicurati dalla Banca Europea di Investimenti (BEI) ed il Governo romeno ed ammontano a quasi 140 milioni di euro.
Attualmente si lavora al quarto tratto dell’autostrada, Drajna – Fetesti ed al quinto.
L’autostrada che colleghera’ la Capitale a Costanza sara’ ultimata nel 2006.

Si e’ concluso il processo di privatizzazione della Banca Romena di Sviluppo BRD
Il gruppo bancario francese Societe Generale, azionista di maggioranza della BRD, ha acquistato il pacchetto azionario del 7,32% della BRD in possesso dell’AVAS (Autorita’ per la Vendita degli Attivi dello Stato).
Il valore della transazione, che rappresenta la conclusione del processo di privatizzazione della BRD, e’ di 43 milioni di euro. In piu’ rispetto al prezzo convenuto della transazione, il Gruppo Societe Generale paghera’ l’equivalente dei dividendi attinenti al periodo del 2004 in cui l’AVAS e’ stato azionista della BRD – Groupe Societe Generale. Il quantum sara’ stabilito dopo che l’Assemblea Generale degli Azionisti avra’ deciso il valore del dividendo per il 2004.
Con l’acquisto del pacchetto del 7,32% della azioni BRD dall’AVAS, il peso specifico del Gruppo Societe Generale tra gli azionisti della BRD sale al 58,32%.
La francese Societe Generale aveva acquistato a dicembre 1998 un pacchetto azionario del 42,1679% del capitale sociale della BRD. Un altro pacchetto del 2,537% delle azioni e’ stato venduto in borsa data 10 settembre 1999.
In data 24 novembre 1999, il 4,99% delle azioni BRD e’ stato acquistato dalla Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo (BERS).
A giugno 2004, l’AVAS, attraverso la Commissione di privatizzazione della BRD – Gruppo Societe Generale, ha promosso l’azione di richiesta di offerte per la selezione di un’entita’ specializzata per l’elaborazione del rapporto di valutazione del pacchetto del 7,32% delle azioni ancora da vendere e della pratica di presentazione della transazione. E’ stata selezionata la DDP Consult Group
Ad agosto 2004, l’AVAS ha lanciato la privatizzazione attraverso negoziazione in base ad offerte finali, migliorate ed irrevocabili, di 102.060.436 azioni, il 7,32% del capitale sociale della BRD – Groupe Societe Generale.
Entro la scadenza del 3 settembre 2004, l’AVAS aveva ricevuto un’unica offerta, da parte del Gruppo Societe Generale.

Nel 2005, secondo gli operatori immobiliari, il prezzo dei terreni agricoli potrebbe raddoppiare. I terreni per investimenti saranno piu’ cari di circa il 50% * Per gli appartamenti ubicati a Bucarest si paghera’ almeno il 15% in piu’
Nel 2005 si assistera’ ad aumenti spettacolari dei prezzi per i terreni, sia per quelli agricoli che per quelli destinati ad investimenti, sostengono i rappresentanti di numerose agenzie immobiliari.
Se nel 2004 i prezzi sono aumentati in maniera significativa (del 60-70%), Liviu Ureche, presidente dell’Associazione Romena degli Agenti Immobiliari (ARAI), afferma che nel 2005 le crescite piu’ consistenti saranno registrate dai prezzi dei terreni agricoli, rispettivamente di fino al 100%, mentre i terreni per investimenti saranno piu’ cari di circa il 50%. “La Romania viene percepita dagli investitori stranieri del settore, che hanno constatato che rispetto all’anno scorso i prezzi sono raddoppiati, come un “paradiso immobiliare”. Quindi ci aspettiamo ad investimenti consistenti da parte di questi”, spiega Ureche. Di piu’, l’avvicinamento del momento dell’entrata nell’Unione Europea e’, nell’opinione dello stesso, un altre ragione per il continuo rincaro dei terreni. “Entreremo nell’UE non soltanto con il nome. Non si arrivera’ al livello dei prezzi dei terreni praticati a Parigi o Roma, pero’ la differenza si ridurra’ in maniera significativa”, crede il presidente ARAI. A Bucarest, i prezzi dei terreni variano attualmente dai 150 euro al metro quadrato in zone come Bucurestii Noi o Chitila a 1.000-1.500 euro per grandi superfici nelle zone ultracentrali. Nel 2004 hanno registrato un’evoluzione speciale i prezzi dei terreni di Mogosoaia, Bragadiru o Magurele, lievitati 2-3 volte rispetto al 2003.
Grande richiesta per gli appartamenti delle zone periferiche di Bucarest
Il prezzo degli appartamenti aumentera’ nel 2005 di circa il 15%, come nel 2004, afferma Liviu Ureche. “L’aumento dipendera’ dall’ubicazione. Per gli appartamenti in periferia l’aumento superera’ i 15%, mentre per quelli nelle zone centrali e semicentrali l’aumento sara’ inferiore ai 15%”, specifica Ureche ed aggiunge che “Nelle zone centrali i prezzi sono gia’ molto alti, il che ha determinato la diminuzione significativa della richiesta”.
Secondo l’opinione degli operatori immobiliari, nelle zone piu’ “pulite”, come Titan, Mosilor, Drumul Taberei o Unirii, Victoriei, Dorobanti l’evoluzione dei prezzi dipendera’ in modo significativo dalla qualita’ della ristrutturazione degli appartamenti offerti alla vendita.
Anche le case saranno piu’ care
La crescita spettacolare de prezzi dei terreni si e’ riflettuta immediatamente nell’aumento dei prezzi delle case. “I prezzi sono aumentati di circa il 20% non perche’ le case sono piu’ spaziose o piu’ moderne, ma perche’ il suolo sul quale sono costruite e’ piu’ caro”, affermano gli operatori immobiliari. Se nel 2003 una casa modesta nella zona Chitila o Bucurestii Noi si poteva acquistare per 30.000-35.000 euro, attualmente i prezzi hanno superato 45.000 euro. Per quanto riguarda le case in zone centrali e semicentrali, queste arrivano facilmente a 70.000-100.000 euro.

I terreni agricoli saranno 10 volte piu’ cari nel 2007
I prezzi dei terreni, in genere, e di quelli agricoli, in maniera speciale, registreranno, a partire dal 2005, un’aumento che variera’ dal 100% ad addirittura il 1000% fino nel 2007.
La spiegazione e’ l’avvicinamento del momento dell’adesione all’UE, rispettivamente il 1 gennaio 2007.
Quindi, i prezzi dei terreni agricoli poterebbero arrivare nel 2007 ad un valore medio di circa 2.500-3.000 euro/ettaro. Secondo un recente studio, realizzato dall’Accademia di Scienze Agricole e Forestali (ASAS), c’e’ una consistente differenza tra i prezzi dei terreni agricoli nei Paesi UE e quelli della Romania (dove il valore medio attuale e’ di circa 230 euro/ettaro). Anche se fra 2 anni si arrivera’ a circa 3.000 euro/ettaro, il prezzo dei terreni agricoli in Romania sara’ ancora di molto inferiore alla media UE, dove l’ettaro si vende a circa 14.000 euro.
In Romania i terreni meno cari sono, attualmente, quelli ubicati nella Pianura Romena (Campia Romana: Dolj, Teleorman, Ialomita, Calarasi ecc.), dove un ettaro si vende, mediamente, per soli 4,6 milioni di lei, e quelli piu’ cari sono localizzati nella zona collinare e premontana (Gorj, Valcea, Bistrita-Nasaud ecc.) che si vendono a 15,6 milioni di lei/ettaro, specialmente grazie all’alto potenziale agrituristico.
Un’eccezione e’ la regione Ilfov, dove l’ettaro si vende per circa 80 milioni di lei, il piu’ alto prezzo a livello nazionale. In questo caso, i terreni vengono acquistati per la costruzione di capannoni (depositi, negozi all’ingrosso delle grandi reti di distribuzione) il che spiega i prezzi alti. Nell’UE i prezzi piu’ alti per i terreni agricoli si registrano in Lussemburgo – 53.000 euro/ettaro, Francia – 34.000 euro/ettaro, Olanda – 31.000 euro/ettaro.
In Romania, le statistiche indicano tra i prezzi piu’ alti: la regione Ilfov – 78 milioni di lei/ettaro, Salaj – 36,5 milioni di lei/ettaro, Bacau – 34,7 milioni di lei/ettaro, Prahova – 30,2 milioni di lei/ettaro, mentre i terreni meno cari risultano offerti in vendita nelle regioni Teleorman – 2,4 milioni di lei/ettaro, Olt – 3,14 milioni di lei/ettaro, Dolj – 3,5 milioni di lei/ettaro, Calarasi – 4,10 milioni di lei/ettaro.

Il mercato degli spazi per uso ufficio raddoppiera’
Bucarest dispone di soltanto il 10% degli spazi per uso ufficio esistenti a Varsavia, il 35% di quelli esistenti a Budapest ed il 30% di quelli di Praga. Pero’, la Romania sembra essere diventata una calamita per gli investitori austriaci e tedeschi del settore.
Il mercato degli spazi per uso ufficio in Romania e’ in piena espansione. “Raddoppiera’ nei prossimi 2 anni e, probabilmente, nel 2007 arriverra’ a meta’ del mercato polacco ed a due terzi di quello della Rep.Ceca ed Ungheria”, stima Bogdan Georgescu, managing partner nella compagnia immobiliare Colliers International. Ed aggiunge che esistono richieste molto consistenti per terreni e per edifici per uso ufficio, ma gli investitori pensano bene prima di iniziare un progetto. “E’ una conseguenza di quello che e’ successo nella regione, dove 2-3 anni fa’ si e’ costruito in maniera speculativa, ed attualmente esistono costruzioni per uso ufficio che non trovano inquilini”, spiega il manager Colliers. E sottolinea che gli investitori della regione hanno imparato la lezione – investire soltanto in progetti che presentano garanzie da parte di consulenti locali, oppure che hanno gia’, addirittura, dei contratti di affitto firmati in anticipo.
La Germania e l’Austria sono i principali investitori nella regione, i piu’ importanti. A questi si aggiungono anche altri fondi di investimenti, dalla Francia, Gran Bretagna, America, Grecia, disponibili ad investire. Pero’, nell’Europa Centrale ed Orientale mancano, attualmente, dei progetti validi. L’avvicinamento della data di adesione della Romania all’UE aumenta l’attrattiva del Paese. “Settimanalmente incontro rappresentanti di almeno uno-due fondi nuovi che cercano progetti. Grandi banche, compagnie di assicurazioni, fondi di pensioni, entita’ che dispongono dai 500 milioni di euro in su’ desiderano investire nel mercato immobiliare degli spazi per uso ufficio”, afferma Bogdan Georgescu. E specifica che, pero’ a Bucarest esistono poche locazioni che permettano lo sviluppo di tali progetti maggiori ed afferma che sono state realizzate 6-7 transazioni con palazzi ultimati, affittati, che sono stati venduti ad investitori dall’Austria. “Gli austriaci investono quando il mercato e’ un po’ rischioso, pero’ non somme ingenti. Adesso e’ arrivata la seconda ondata, i tedeschi, che accettano solo rischi inferiori, pero’ operano con valori investizionali piu’ consistenti”, conclude Georgescu.
Tre nuovi edifici saranno finalizzati nel 2005. Si tratta di Bucharest Business Park, il piu’ grande progetto realizzato in Romania. Che portera’ sul mercato 18.000 mq di spazi per uffici classe A, della miglior qualita’. Altri 15.000 mq saranno finalizzati in Piazza Charles de Gaulle, in due edifici, Neocity Tower 3 e Dorobanti 239. Altri due immobili sono stati preannunciati, pero’ saranno posticipati per il 2006. Si tratta dell’America House (15.000 mq) e Floreasca Tower (7.600 mq).

Sito web della settimana
Dati statistici su ogni regione romena, disponibili sul web
Sono state inaugurate le pagine web delle Direzioni regionali di statistica, informa l’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Nelle stesse saranno pubblicate informazioni statistiche territoriali, con possibilita’ di connessione con altri siti delle autorita’ regionali, allargando considerevolmente l’area delle informazioni ottenibili.
Gli 41 indirizzi Internet, sono accessibili dal sito www.insse.ro, attivando la regione di interesse sulla mappa della Romania.

OLAF , linea verde anticorruzione anche in Romania
Anche dalla Romania, come dai Paesi nuovi membri UE, si possono, attualmente, segnalare i casi di frode contro gli interessi finanziari dell’Unione Europea, attraverso una linea telefonica gratuita. Al numero 021-801.01.33 (linea verde), si possono comunicare informazioni che verranno registrate e ritrasmesse all’Ufficio Europeo Anti-Frode (OLAF) di Brusselles. Secondo un comunicato OLAF, tali linee verdi sono disponibili in 26 stati europei.

Newsletter n.46 / 2004

La Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo afferma che “La Romania recupera i ritardi rispetto ai nuovi membri UE”
La Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo (BERS) ha comunicato che tra tutti gli stati ex comunisti, i nuovi membri UE sono i piu’ avanzati per quanto riguarda l’implementazione delle riforme, ma la Romania, Bulgaria e Croazia stano recuperando i ritardi, trasmette l’agenzia Reuters.
La BERS, la cui attivita’ si concentra sull’Europa Orientale e l’ex Unione Sovietica, indica in un rapporto che 13 Paesi della regione hanno registrato, nel 2004, miglioramenti dei sistemi di telecomunicazioni, energia, trasporti e fornitura dell’acqua potabile. Dall’inizio del 2004, la Romania, Bulgaria e Croazia, insieme a Kirghistan e Russia hanno registrato progressi nel ritmo piu’ rapido dell’intera regione, pero’ i nuovi membri UE dell’Europa Centrale sono i piu’ avanzati per quanto riguarda le riforme. La BERS ha sottolineato che, anche se gli stati della regione hanno ereditato dal periodo comunista delle reti di infrastruttura piu’ sviluppate che quelle di altri stati in via di sviluppo, non sono riusciti ad investire in maniera sufficiente nel loro ammodernamento.

La banca centrale non introdurra’ l’euro prima del 2014
La Romania non sara’ pronta ad adottare la moneta unica europea prima del 2014 dichiara il governatore della Banca Nazionale della Romania (BNR), Mugur Isarescu. Secondo la strategia di sviluppo del Paese, la Romania avviera’ il processo di preparazione per l’euro intorno al 2011 e ci vorranno almeno due anni prima di rinunciare definitivamente alla moneta nazionale, il leu. Secondo il governatore Isarescu, la Romania si prepara gia’ al passaggio all’euro, cercando di abbassare l’inflazione verso il 9% per l’intero 2004, ma anche con il taglio di quattro zeri dalla moneta nazionale a partire da meta’ del 2005.

Presto si sapra’ che aspetto ha il “leu pesante”
La Banca Nazionale della Romania mettera’ in circolazione il leu pesante a partire dal 1 luglio 2005, dichiara l’economista capo della BNR, Valentin Lazea, in occasione del seminario Eu-Cofile organizzato da Alpha Bank, BNR e l’Associazione Romena delle Banche. Il leu pesante avra’ 4 zeri in meno rispetto al leu attuale. “Il leu pesante circolera’ parallelamente alla vecchia moneta per un anno e mezzo, cioe’ fino alla fine del 2006. Poi le banconote vecchie saranno accettate soltanto dalla BNR, fino alla fine del 2009”, ha spiegato Lazea.
La banconota con il taglio maggiore sara’ quella da 500 lei.
L’introduzione del leu pesante portera’ anche alla modifica del “nome del leu” sui mercati internazionali : l’indicativo “RON”, da Romanian New, sostituira’ il vecchio ROL.
I commercianti saranno obbligati, a partire dal 1 marzo 2005, di affiggere i prezzi sia nella moneta attuale che in lei pesanti. La doppia affissione dei prezzi continuera’ fino al 30 giugno 2006. La popolazione potra’ pagare in entrambe le monete
La contabilita’ delle ditte sara’ tenuta esclusivamente in lei pesanti, pero’ i bilanci mensili saranno espressi in entrambe le monete. I commercianti dovranno sostenere le spese per la modifica dei registratori di cassa o per l’acquisto di altri nuovi
Le banche commerciali dovranno sostenere i costi per l’adeguamento dei programmi informatici e la modifica dei bancomat.

La registrazione di una ditta’ si potra’ effettuare anche on-line. Dall’11 novembre la costituzione di una ditta dovrebbe essere possibile in non piu’ di 3 giorni
L’ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC) dovrebbe essere in grado, a partire dall’11 novembre 2004, ad emettere il certificato di registrazione di una ditta in 3 giorni lavorativi, secondo l’’Ordinanza N.76/2004, dichiara Lucia Topor, vicedirettore dell’ONRC.
Tale misura, compresa nella riforma del Ministero della Giustizia, riduce, anche, del 60% i costi per la costituzione di una societa’, indifferentemente dal tipo del capitale.
„Per costituire una ditta sara’ sufficiente presentare una dichiarazione su propria responsabilita’, alla quale si aggiungera’, per gli investitori stranieri, un modulo che sara’ inoltrato all’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS)”, spiega Lucia Topor.
Inoltre, l’ONRC mette, gratuitamente, a disposizione di tutti gli operatori economici il servizio on line RECOM, che permette di accedere alla Banca dati del Registro del Commercio. In tal modo si possono raccogliere informazioni sulle sedi sociali delle ditte gia’ costituite, nonche’ su tutte le ragioni sociali gia’ registrate, per evitare la registrazione di una ragione sociale gia’ esistente.
Entro 24 ore, l’ONRC puo’ emettere agli interessati, al costo di 300.000 lei, l’estratto dal registro „Certificato di buona condotta nei confronti dei partner di affari”, valido 30 giorni.
Claudiu Seucan, segretario di stato nel Ministero della Giustizia spiega che se un operatore si siede lunedi’ davanti al computer e completa la dovuta modulistica e paga le dovute tasse on-line mercoledi’ puo’ recarsi al Registro del Commercio per prelevare l’autorizzazione al funzionamento.
Sul sito www.onrc.ro sono disponibili in forma elettronica, i moduli che devono essere compilati ed i documenti necessari per la registrazione e l’autorizzazione al funzionamento delle ditte.
Tale sistema di completamento on line e’ accessibile per le societa’ che acquistano i certificati digitali necessari per l’introduzione della firma elettronica nonche’ i pacchetti software necessari per la firma dei documenti

Secondo i dati forniti dal Registro del Commercio, per i primi 9 mesi del 2004, meta’ delle compagnie straniere sono venute in Romania per svolgere attivita’ commerciali
Le statistiche dell’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC) per i primi 3 trimestri del 2004, indicano che, dal totale di 104.588 compagnie con partecipazione straniera al capitale sociale, oltre il 50% hanno dichiarato come oggetto principale di attivita’ il commercio al dettaglio o all’ingrosso.
Quindi il capitale straniero investe in Romania nel campo commerciale non soltanto perche’ il Paese e’ considerato un mercato con oltre 22 milioni di potenziali clienti, ma anche perche’ la corruzione, la fiscalita’ opprimente, e le infrastrutture insufficientemente sviluppare scoraggiano ancora gli investimenti nel campo produttivo
Molte ditte poco capitale
Dal punto di vista del capitale sociale sottoscritto nelle societa’ con partecipazione straniera, i dati ONRC indicano che nelle ditte specializzate nel commercio all’ingrosso e’ stato investito meno del 17% del capitale sociale totale. Totale che, secondo l’ONRC, ammontava a 9,7 miliardi di euro al 30 settembre 2004. Il piu’ consistente volume di capitale sociale – il 55% del totale – si e’ concentrato nelle compagnie con oggetto di attivita’ principale l’industria, settore che riunisce soltanto il 18,4% del numero totale di ditte con capitale straniero. Il settore del commercio e’ seguito da quello dei servizi professionali, con il 16% del volume totale del capitale sociale ed il 12,8% del numero di compagnie. Gli altri settori sono – dal punto di vista del volume di capitale sociale – i trasporti – 7,4%, il turismo – 2,3%, le costruzioni – 2,2% e l’agricoltura – 0,9%.
Gli operatori stranieri investono di piu’ di quelli romeni
Il capitale straniero presente nell’industria romena supera di almeno il 20% il volume del capitale romeno investito dopo il 1991 in Romania. Per esempio, fino a luglio 2004, da un totale di 11.182 miliardi di dollari di capitale investito dalle compagnie straniere, nell’industria era stato utilizzato il 64,3%, cioe’ quasi 7,2 miliardi di dollari. Mentre, nello stesso periodo, il capitale romeno superava di poco l’equivalente di 9 miliardi di dollari.
Secondo l’ONRC, oltre il 64% del capitale straniero e piu’ del 36% delle compagnie con capitale estero e’ orientato verso l’industria, mentre meno del 12% degli investimenti romeni si sono diretti verso la produzione industriale.
Nei primi 3 trimestri del 2004, meno di 100 milioni di dollari
Le statistiche ONRC indicano che nei primi 9 mesi del 2004, il capitale sociale sottoscritto nelle compagnie con partecipazione straniera e’ ammontato a 78,5 milioni di dollari. Se ad aprile si e’ registrato il livello piu’ alto di investimenti stranieri con 18,6 milioni di dollari, agosto e’ stato il mese con il piu’ basso capitale sottoscritto, 3,3 milioni di dollari (79,5% del capitale sottoscritto ad agosto 2003)
Dal punto di vista del numero di compagnie con capitale straniero, i dati ONRC indicano che su un totale di 7.190 societa’ costituite nei primi 9 mesi del 2004, le piu’ numerose hanno iniziato l’attivita’ a marzo (918) e le meno numerose a gennaio (577).
I Paesi UE e gli SUA nel top degli investimenti stranieri
Secondo i dati ONRC, per Paesi di provenienza, gli investimenti stranieri esistenti al 30 settembre 2004 (equivalenti a 11,8 miliardi di dollari) confermano i Paesi UE e gli Stati Uniti d’America nel top degli investitori. Sul primo posto si colloca l’Olanda, con oltre 2 miliardi di dollari investiti attraverso 1931 societa’, seguita dalla Francia (1,5 miliardi di dollari in 3.515 societa’) e la Germania (1,01 miliardi di dollari in 11.820 societa’). Gli SUA (quarto posto) hanno investito in Romania un capitale sociale di 876,7 milioni di dollari, attraverso 4.087 societa’.

La produzione nell’industria della trasformazione ha registrato una crescita del 5,4% nei primi 9 mesi del 2004
La produzione dell’industria di trasformazione ha registrato un aumento del 5,4%, nel periodo 1 gennaio – 30 settembre 2004, rispetto al periodo simile del 2003, nell’insieme del settore, con un indice lordo del 104,4%, informa l’Istituto Nazionale di Statistica.
Nel mese di settembre 2004, rispetto a settembre 2003, l’indice della produzione industriale e’ aumentato del 5,5%.
Il volume totale di affari delle aziende con attivita’ prevalentemente industriale e’ stato, nei primi 8 mesi del 2004, piu’ alto in termini reali del 10,2% rispetto al periodo simile del 2003.
Le principali risorse di energia primaria, nel periodo analizzato, sono ammontate a 30,426 milioni di tonnellate equivalente greggio, di cui 18,56 milioni di tonnellate equivalente greggio dalla produzione nazionale.
Nel settore zootecnico erano registrati al 30 settembre 2004 3,159 milioni di bovini, 6,791 milioni di suini e 9,027 milioni di ovini e caprini.
Il volume del giro di affari delle aziende con attivita’ prevalentemente commerciale ( ad eccezione del commercio con autoveicoli e motociclette) e’ stato del 12,8% superiore al volume registrato nel periodo simile del 2003; gli aumenti piu’ consistenti sono stati registrati nel commercio con generi non alimentari (+14,8%).
Il numero dei disoccupati registrati a fine settembre 2004 era di 547.800 persone. Il tasso della disoccupazione a settembre 2004 e’ stato del 6,0% della popolazione attiva civile totale (6,1% ad agosto 2004 e 6,7% a settembre 2003). Tassi piu’ alti della media si sono registrati nelle regioni Hunedoara (11,7%), Vaslui (11,5%) e Brasov (10,8%) mentre i tassi piu’ bassi si sono registrati nelle regioni Satu Mare (1,5%), Bihor (1,7%), Timis (2,4%), e nel Municipio Bucarest (2,6%).

Il mercato dei crediti immobiliari si avvicina a 1 miliardo di euro
Il mercato romeno dei crediti immobiliari e’ molto dinamico e ha gia’ superato 920 milioni di euro, dichiara il vicepresidente esecutivo di Alpha Bank Romania, Sergiu Oprescu. Bucarest detiene la quota piu’ significativa nel totale dei crediti immobiliari, con il 33-35% del totale transazionato. Secondo Oprescu, nel primo semestre del 2004, il finanziamento immobiliare e’ arrivato al 3% del PIL (1,53 miliardi di euro), mentre gli attivi totali del sistema bancario rappresentavano 17,7 miliardi di euro. In tale contesto, il vicepresidente esecutivo della Alpha Bank Romania considera che fino nel 2007, il valore del credito ipotecario ed immobiliare concesso alla popolazione potrebbe salire a 2,2 miliardi di euro. Uno studio del Business Monitor Intelligence, citato da Oprescu, indica che in Romania esistono 8 milioni di unita’ abitative e si stima che il numero di unita’ abitative transazionate sul mercato aumentera’ del 30% ogni anno.

Dijmarescu prevede un’inflazione inferiore al 5% nel 2007
Il vicegovernatore della Banca Nazionale della Romania (BNR), Eugen Dijmarescu, prevede un’inflazione inferiore al 5%, nel 2007, pero’ considera necessari degli sforzi sostenuti per il raggiungimento di tale target. “Credo sinceramente che nel 2007 si puo’ arrivare ad un’inflazione del 3% – 4%, pero’ soltanto con sforzi considerevoli”, dichiara l’ufficiale BNR ed aggiunge che il livello del deficit di conto corrente e’ relativamente alto, pero’ non genera difficolta’ maggiori di finanziamento perche’ e’ aumentata la proporzione in cui e’ finanziato dagli investimenti diretti. Dijmarescu ha sottolineato che il deficit commerciale e’ la principale fonte dello squilibrio esterno, e la politica di deprezzamento del cambio non costituisce piu’ una modalita’ efficace per il sostegno alle esportazioni. “La competitivita’ esterna puo’ essere promossa attirando degli investimenti stranieri diretti orientati all’esportazione e attraverso l’aumento degli incassi dal turismo e da altri servizi”, ha concluso il vicegovernatore Dijmarescu. Ed ha respinto le asserzioni di alcuni analisti economici, che la Romania registrera’ delle difficolta’ e verra’ superato il livello del deficit di conto corrente programmato. Dijmarescu ha anche confermato per il 2004 un valore del deficit di conto corrente del 5,5% del PIL.

Tra Costanza e Trieste saranno trasportati 60 milioni di tonnellate di greggio all’anno
L’oleodotto Costanza-Trieste avra’ una capacita’ annua di trasporto di circa 60 milioni di tonnellate di greggio, rispetto ai piani iniziali che prevedevano 5-10 milioni di tonnellate, dichiara Andrei Grigorescu, segretario di stato nel Ministero dell’Economia e Commercio (MEC). Ed indica, tra i fattori che hanno determinato la modifica delle scelte strategiche riguardanti l’oleodotto, lo sviluppo della produzione di greggio nella zona del Mar Caspio, la riduzione delle riserve del Mare del Nord, gli aumenti dei prezzi per il greggio a livello internazionale e l’aumento del consumo sul mercato della Cina e degli SUA.
L’oleodotto partira’ dal porto Costanza e attraversera’ la Serbia, il Montenegro, la Croazia, l’Italia (a Trieste), dove si connettera’ al sistema Trans Alpine Pipeline, che approvvigiona l’Austria e la Germania. Un altra biforcazione alimentera’ le raffinerie del nord Italia. Inizialmente, il progetto prevedeva l’intersezione dell’oleodotto con il terminal petrolifero del porto Omisalj (Croazia), variante alla quale si e’ rinunciato per evitare problemi ambientali. La costruzione dell’oleodotto, lungo circa 1360 chilometri, comincera’ nel 2005, e raggiungera’ la capacita’ massima progettata nel 2012-2014. In Romania, l’oleodotto avra’ una lunghezza di 630 chilometri, passera’ vicino a Pitesti, Craiova, Timisoara, e continuera’ fino a Pancevo (Serbia), dove ‘e ubicata la piu’ grande raffineria serba. Secondo Andrei Grigorescu, l’Unione Europea appoggia il progetto ed ha assicurato il finanziamento dello studio di fattibilita’.

Lo spezzettamento dei terreni in Romania riduce l’attrattiva per quanto riguarda gli investimenti esteri
In seguito all’adesione dei 10 nuovi membri all’Unione Europea, la superficie agricola aumenta del 29%, il numero degli agricoltori del 52% ed il Prodotto Interno Lordo agricolo di soli 7%, indica un rapporto citato dalla pubblicazione specializzata Revue Elargissement. Da cio’ risultano tre problemi immediati: il basso livello della produttivita’, i costi finanziari alti per l’Unione Europea ed una “sensibilita’” socio-politica. Nei Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale (ECE), l’allargamento dell’Unione Europea rappresenta l’eliminazione delle barriere tariffarie nei confronti dei 15 vecchi membri UE se l’implementazione della politica agricola comune (PAC).
Piu’ di un terzo dei romeni lavora nell’agricoltura
Dal punto di vista della produzione agricola, in tre dei Paesi della regione ECE (Romania, Bulgaria e Polonia), il settore agricolo detiene, ancora, un peso significativo nel Prodotto Interno Lordo e sul mercato del lavoro.
Nel 2003, il tasso di occupazione della forza lavoro nell’agricoltura, caccia ed industria forestale era del 34,5% in Romania, del 26% in Bulgaria e del 18,5% in Polonia.
Mentre il Slovenia il tasso era del 4,4%, in Rep.Ceca, del 4,5%, in Ungheria del 5,8% ed in Estonia, del 6,1%. Nei vecchi membri UE la media e’ del 4%.
Nei Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale il peso specifico dell’agricoltura nel Prodotto Interno Lordo varia dal 2,6% in Polonia all’11,7% in Romania, mentre la media della “vecchia” Unione Europea e’ dell’1,9%.
Fattori determinanti per gli investimenti
Il livello della produzione all’ettaro varia da un Paese all’altro, ma anche da una regione all’altra nello stesso Paese come da un’unita’ agricola all’altra. Pero’ il rapporto citato dalla Revue Elargissement sottolinea che la dimensione delle unita’ agricole rappresenta un fattore determinante per gli investimenti. Piu’ il terreno e’ spezzetato meno attrattiva per investimenti e’ la zona. Da questo punto di vista, il rapporto identifica tre gruppi di Paesi. Nel primo gruppo sono incluse Estonia ed Ungheria. In Ungheria, soltanto il 6% delle unita’ agricole hanno oltre 10 ettari, ed in Estonia il 20%. La Lettonia rientra nel secondo gruppo: il 70% delle unita’ ha piu’ di 5 ettari. Nel terzo gruppo rientrano Romania, Rep.Ceca, Slovenia, Lituania e Polonia, dove la maggior parte delle unita’ agricole ha 3-5 ettari ognuna.

Il Ministero dell’Integrazione Europea ha presentato il proprio bilancio
Dal 2001 fino al momento attuale sono stati chiusi 27 capitoli di negoziazione, attraverso il Programma PHARE – CES sono stati concessi 520 milioni di euro, sono stati adottati 2.000 atti normativi con rilevanza comunitaria e 80.000 pagine di acquis e 13.000 standard sono stati tradotte e prelevate.
Il Ministero dell’Integrazione Europea ha ottenuto, per il periodo 2004-2006, la concessione di quasi 520 milioni di euro – con un cofinanziamento nazionale di 135,90 milioni di euro – per investimenti e costruzione istituzionale. Nel 2004 sono stati destinati 160,1 milioni di euro attraverso questo programma, ai quali si aggiungono altri 38,41 milioni di euro, cofinanziamento dal bilancio dello stato. Nel periodo 2001-2004 si e registrato il quadruplicare dell’appoggio finanziario da parte dell’Unione Europea per lo sviluppo delle regioni.
Nel 2004, la Romania ha concluso le negoziazioni per il capitolo 21. Molto importante e’ anche la creazione di una base di risorse umane, specialisti nell’integrazione europea.
Nella prima parte del 2004, conformemente all’Ordinanza Governativa di Urgenza N.19, approvata con la Legge N.272, la Romania ha creato il proprio corpo di euroconsiglieri, azione salutata dal Rapporto Paese dell’Unione Europea per il 2004. E’ stato adottato un nuovo Piano di azione per la preparazione dell’adesione, fino a dicembre 2005, contenente oltre 1.800 misure.

Modifica del Codice Fiscale
Recentemente e’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (“Monitorul Oficial”) l’Ordinanza Governativa N.83 per la modifica ed il completamento della Legge N.571/2003 sul Codice Fiscale. L’ordinanza entra in vigore dal 1 gennaio 2005.
Una prima modifica riguarda la qualifica del dividendo. Quindi, se la somma pagata da una persona giuridica per i beni o i servizi forniti ad un azionista o socio della rispettiva persona giuridica e’ per scopi personali dello stesso, la rispettiva somma viene considerata dividendo. Inoltre, si modifica la nozione di persona affiliata, e cioe’ una persona fisica o giuridica e’ considerata affiliata con una persona giuridica se detiene almeno il 25% del valore o del numero di titoli di partecipazione o dei diritti di voto della rispettiva persona giuridica.
Un’altra modifica riguarda la riduzione dell’imposta sul profitto dal 25% al 19%.
Sono state introdotte nuove spese deducibili.
Vengono stabilite nuove soglie annuali per la tassazione nel 2005 del reddito globale. La quota minima di tassazione si riduce dal 18% al 14%, e la quota massima dal 40% al 38%.
I redditi sotto forma dei dividendi vengono tassati del 10%.
La quota di imposta per redditi da altre fonti aumenta dal 10% al 14%.
Altre modifiche riguardano l’ Imposta sul Valore Aggiunto e le accise

Capitale sociale minimo per le societa’ di assicurazioni, cinque volte piu’ alto
Il capitale minimo delle societa’ di assicurazioni operanti in Romania aumentera’, nell’arco di due anni, fino ad un livello di 5-7 volte piu’ alto del livello attuale, secondo un progetto di normativa della Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni.
Soltanto 10 delle 42 compagnie di assicurazioni operanti nel campo industriale hanno attualmente un capitale sociale che possa corrispondere alle esigenze della normativa progettata per il 2006.

Possibile aumento del capitale minimo obbligatorio anche per le societa’ di leasing
Il livello minimo del capitale sociale per le societa’ di leasing potrebbe aumentare da 500 milioni di lei a 4 miliardi di lei, e poi, in tappe successive, a 20 miliardi di lei nel 2007, secondo un recente progetto legislativo. “E’ una misura necessaria per l’allineamento alle direttive europee”, dichiara Cristian Mateescu, segretario generale dell’Associazione delle Societa’ di Leasing in Romania.

Zona industriale a Medias
Il comune di Medias intende sviluppare una zona industriale, sul modello di quella esistente gia’ a Sibiu, su circa 56.300 metri quadrati all’entrata nel municipio Medias da Sibiu, nelle vicinanze della strada nazionale DN 14. I vantaggi della zona sono l’accesso facile ed il fatto che le reti di utilita’ possono essere estese fino alla zona interessata con costi minimi.
La zona e’ stata divisa in 5 lotti con superfici tra 7.000 e 11.000 mq. L’accesso ai lotti sara’ assicurato da una strada asfaltata che disporra’ di un parcheggio con 55 posti. I terreni saranno messi a disposizione degli investitori interessati con tutte le utilita’ gia’ predisposte. Secondo i rappresentanti del Comune, nelle vicinanze sara’ allestita la futura tangenziale di Medias.

Astaldi: crescono ricavi ed utili nei primi nove mesi 2004 anche grazie alle attivita’ svolte in Romania.
Ricavi a 783 milioni di euro (+17,1%), Utile netto a 22 milioni di euro (+15,1%), Risultato operativo 55,7 milioni di euro (+17,3%). Il Consiglio di Amministrazione di Astaldi S.p.A. ha approvato la relazione trimestrale al 30 settembre 2004. Ricavi e utili, sia nel trimestre che nei nove mesi dell’esercizio, risultano in sensibile crescita e consentono di confermare gli obiettivi indicati nel Piano industriale per l’intero anno, a partire dal superamento del miliardo di euro di valore della produzione. Nel terzo trimestre i Ricavi per prestazioni e appalti sono ammontati a circa 244 milioni di euro, con un aumento del +8,6% rispetto al terzo trimestre 2003, una crescita dovuta sia al positivo andamento delle attività di costruzione in Italia che all’estero. In particolare si rileva il contributo derivante dall’avanzamento dei lavori del Nuovo Polo Fieristico di Milano e il notevole aumento dell’attività in Venezuela, Turchia e Romania. Il totale del Valore della produzione nel trimestre è stato superiore a 258 milioni di euro, con un incremento del +6,9% rispetto allo stesso trimestre 2003.
Grazie a questi valori del trimestre, nei primi nove mesi dell’esercizio i Ricavi per prestazioni e appalti salgono a circa 740 milioni di euro, con un incremento del +18,6% rispetto allo stesso periodo del 2003, mentre il totale del Valore della produzione sale a oltre 783 milioni di euro con un incremento del +17,1% rispetto ai primi nove mesi del 2003.
Nei primi nove mesi del 2004 sono state portate a termine acquisizioni di nuovi lavori per un importo di 885 milioni di euro, che portano il valore complessivo del portafoglio di Gruppo a oltre 4,5 miliardi di euro, in aumento rispetto all’inizio dell’anno. La distribuzione geografica del portafoglio risulta per il 73% in Italia, in prevalenza nel settore delle infrastrutture ferroviarie, e per il 27% all’estero, in prevalenza nel continente americano oltre che in Romania e in Turchia.

Per la Parmalat Romania il 2004 e’ stato un buon anno
Il 2004 e’ stato un buon anno per Parmalat Romania, nonostante la crisi della compagnia madre italiana. In un’intervista al quotidiano economico “Ziarul Financiar”, il direttore esecutivo Giampaolo Manzonetto, anticipa per Parmalat Romania un fatturato di oltre 8 milioni di euro per il 2004, in leggero aumento rispetto al 2003. Nel 2004, la strategia di Parmalat Romania si e’ concentrata sul rilancio della sua immagine e sul lancio di nuovi prodotti. Sono stati importati in Romania: latte per bambini Prima Crescita, biscotti Grisby, pasticceria Mister Day. Sono stati rilanciati i succhi Santal in un nuovo imballaggio. ”In Romania i prodotti sui quali contiamo di piu’ sono i succhi, che produciamo nelle nostre fabbriche romene di Baia Mare e Tunari. Abbiamo invece cominciato a importare anche altri prodotti Parmalat per consolidare la nostra presenza sul mercato”, ha dichiarato Manzonetto. I piani di Parmalat Romania per il futuro sono ambiziosi: ”Pensiamo di investire in una fabbrica di latte nei prossimi 2 o 3 anni. Per il momento, raccogliere il latte dalle fattorie dei villaggi romeni e’ difficile poiche’ il mercato e’ ancora molto frammentato. Il problema si risolvera’ in un futuro prossimo”, ha aggiunto Manzonetto. Parmalat e’ sbarcata in Romania nel 1998 con l’aiuto di un finanziamento da 5 milioni di euro da parte della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BERS), che possiede il 21,6% delle azioni della Parmalat Romania.

L’AVAS afferma che la Landini non e’ piu’ interessata ad acquistare Tractorul di Brasov
Le autorita’ romene affermano di avere segnali che la Landini non sarebbe piu’ interessata a concludere il processo di privatizzazione della societa’ Tractorul di Brasov. ”Non abbiamo avuto nessuna comunicazione scritta da parte di Landini, e una loro risposta negativa sembra in procinto di arrivarci da un giorno all’altro”, ha dichiarato il presidente dell’Autorita’ Romena per la Privatizzazione (AVAS), Mircea Ursache.
L’AVAS ha ricevuto cinque nuove offerte di acquisto per Tractorul da parte di compagnie romene e straniere, tra cui l’italiana Same Deutz-Fahr Group e la turca Sanko Holding. Le autorita’ romene cercano nuovi investitori per la fabbrica di Brasov, dopo un ultimatum alla Landini di annullare il contratto di privatizzazione se i rappresentanti italiani non si recano a Bucarest per firmare i documenti necessari al trasferimento di proprieta’. Landini – con sede a Fabbrico, Reggio Emilia – aveva concluso a settembre 2003 un contratto per comprare un pacchetto azionario dell’80,1% del capitale della Tractorul Brasov per oltre 45 milioni di euro.

Il primo quartiere di abitazioni, ecologico, della Romania sara’ costruito a Timisoara
Un quartiere ecologico sara’ costruito a partire dal 2005 a Timisoara in collaborazione con le autorita’ di Faenza.
Saranno utilizzati soltanto materiali naturali e per l’alimentazione con energia saranno utilizzati pannelli solari.
I parcheggi auto saranno ubicati fuori dalla zona abitativa.
Il nuovo quartiere, ispirato da Faenza, citta’ con la quale Timisoara ha rapporti di gemellaggio, sara’ un’anteprima europea. Il microquartiere avra’ una superficie di circa 10 ettari e sara’ dotato di parcheggi a standard europei, allestiti in modo da non impedire l’aerazione del suolo e la libera circolazione dell’acqua.
Le case, disposte in forma circolare, avranno non piu’ di due piani e numerosi spazi verdi.
L’acqua sara’ riciclata, gran parte dell’energia necessaria sara’ ricavata dai pannelli solari, l’intero quartiere sara’ esclusivamente ad uso pedonale.

Finanziamenti SAPARD a fondo perduto di quasi 60 milioni di euro per la lavorazione della carne
Quasi 60 milioni di euro sono disponibili entro il 2006 attraverso il Programma SAPARD, per il deposito e la lavorazione della carne e delle uova, informa un comunicato dell’Agenzia Sapard.
Quindi, nel quadro della Misura 1.1 “Miglioramento della trasformazione e del marketing dei prodotti agricoli ed ittici” – sottomisura Carne, derivati della carne ed uova – possono essere finanziati progetti che riguardano nuovi investimenti per la costruzione o ammodernamento degli edifici, macchinari ed attrezzature e per la ritecnologizzazione di quelli esistenti per mattatoi, per la trasformazione, l’imballo ed il marketing della carne (di bovini, suini, ovini, caprini, pollame), derivati della carne ed uova.
Inoltre, sono eleggibili anche gli investimenti per migliorare le tecnologie di controllo e monitoraggio, ma anche per il miglioramento dell’igiene e della qualita’ secondo gli standard dell’Unione Europea, nonche’ gli investimenti per aumentare il valore aggiunto dei sottoprodotti risultati dal processo di trasformazione/lavorazione della carne (organi, lardo, sangue ecc.).
Sono eleggibili anche gli investimenti collegati al trattamento, riciclaggio ed eliminazione dei prodotti residuali e dei rifiuti dannosi.
Secondo l’Agenzia Sapard, nel quadro della Misura 1.1 possono essere realizzati anche investimenti per migliorare il controllo interno della qualita’ delle materie prime, semifabbricati, prodotti e sottoprodotti ottenuti nelle unita’ di lavorazione e marketing (costruzione ed ammodernamento degli spazi per laboratori di analisi ed acquisto di attrezzature per laboratori).
L’Agenzia SAPARD ha stabilito determinati criteri di eleggibilita’ per le capacita’ di trasformazione e deposito della carne e delle uova.
Quindi, ogni progetto deve avere come dimensioni per i mattatoi misti nuovi (bovini, suini, ovini) una produzione minima di 1.500 de tonnellate/anno.
Nel caso dei mattatoi per pollame, la produzione minima prevista deve essere di 1.250 tonnellate/anno.
Per i mattatoi misti ammodernati la condizione e’ una capacita’ minima di 5.000 tonnellate/anno, e per i mattatoi per pollame un minimo di 3.000 tonnellate/anno.
Per le unita’ di trasformazione della carne, la capacita’ minima sara’ di 250 tonnellate/anno, e per ammodernamenti di almeno 1.250 tonnellate/anno.
Le unita’ per la selezione e deposito delle uova dovranno rispettare la capacita’ minima di stoccaggio di 300.000 uova (6.000.000 uova/anno).
Per poter essere finanziato, un progetto presentato per la Misura 1.1, deve rientrare nei limiti 30.000 euro – 4 milioni di euro.
L’aiuto finanziario a fondo perduto non puo’ superare il 50% del valore totale eleggibile del progetto nella sottomisura Carne, derivati della carne ed uova.
Nel quadro del Programma Sapard, finanziato dall’Unione Europea e cofinanziato dal Governo della Romania (Special Pre-Accession Programme for Agriculture and Rural Development), programma speciale di preadesione destinato al sostegno dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, la Romania riceve 150 milioni di euro all’anno tra 2000 ed il 2006.

I sindacati avvertono: il prezzo del legno potrebbe aumentare del 20-40% nelle prossime settimane
La Federazione dei Sindacati Liberi dell’Industria del Legno annuncia che i prezzi del legno in tronchi e del PAL potrebbero aumentare, nelle prossime settimane, del 20-40%. Di conseguenza, anche i prezzi dei mobili aumenterebbero di circa il 12%.

Energia rigenerabile
I fornitori di energia elettrica saranno obbligati ad utilizzare anche fonti rigenerabili di energie, a livello di una quota che aumentera’ gradualmente, fino al 2011, dichiara il Ministero Economia e Commercio all’agenzia Mediafax. Le fonti rigenerabili considerate sono quelle prodotte attraverso l’utilizzo dell’energia eolica, solare, geotermica, nonche’ l’energia idroelettrica prodotta nelle centrali con una capacita’ installata inferiore o uguale a 10MW. Le quote obbligatorie, secondo le negoziazioni con l’UE sul peso specifico dell’energia elettrica prodotta da fonti rigenerabili di energia nel consumo nazionale lordo di elettricita’, saranno stabilite tramite Decisione Governativa, allo 0,7% della produzione nel 2005, all’1,4% nel 2006, al 2,2% nel 2007, al 2,9% nel 2008, al 3,6% nel 2009 e al 4,3% nel 2010. Tali valori potrebbero essere modificati all’inizio di ogni anno, con Ordine del presidente dell’Autorita’ Nazionale di Regolamentazione nel Campo dell’Energia (ANRE), in funzione dell’evoluzione del consumo nazionale di elettricita’. A fine anno, l’ANRE stabilira’ per ogni fornitore, in base a dei certificati speciali, il grado di adempimento della quota obbligatoria di energia prodotta da fonti rigenerabili.

Immobiliari
I prezzi dei bilocali sono aumentati quasi cinque volte dal 2001 fino al momento attuale
Negli ultimi 3 anni, i prezzi dei bilocali sono aumentati, in alcune zone, anche 4,5 volte, indica uno studio citato dal vicepresidente esecutivo di Alpha Bank, Sergiu Oprescu.
Il prezzo medio al metro quadrato per i bilocali e’ aumentato da 143 euro, a settembre 2001, a 655 euro, a settembre 2004.
A settembre 2002, il prezzo medio praticato nelle transazioni con appartamenti di tale categoria era di 261 euro, ed un anno piu’ tardi di 527 euro. Gli specialisti della banca citata stimano che i prezzi medi per tali transazioni diminuiranno fino a 614 euro al metro quadrato a dicembre 2004.
Per gli appartamenti di 3 camere, il prezzo medio al metro quadrato e’ aumentato “soltanto” de 3,4 volte nel periodo settembre 2001 – settembre 2004, fino a 574 euro, ed arrivera’ a 558 euro alla fine del 2004, secondo le previsioni di Alpha Bank. I prezzi hanno registrato fluttuazioni consistenti nel tempo. Per esempio, da 354 euro al metro quadrato – il prezzo medio delle transazioni con appartamenti di 3 camere nel 2002, questo e’ aumentato a 502 euro a dicembre 2003 ed e’ diminuito a 381 euro a marzo 2004.
Variazioni importanti si sono registrate anche nei prezzi delle transazioni con appartamenti di 4 stanze. Da 360 euro al metro quadrato a settembre 2003, i prezzi medi praticati sono diminuiti a 309 euro alla fine dello stesso anno. Nei successivi tre mesi i prezzi sono raddoppiati, arrivando a 640 euro, ed a giugno 2004 sono di nuovo scesi a 350 euro. Anche se i prezzi al metro quadrato e’ sceso a 318 euro a settembre c.a., gli specialisti stimano che risalira’ a 402 euro alla fine del 2004.
Un terzo dei crediti immobiliari ed ipotecari a Bucarest
Un gran numero di crediti immobiliari ed ipotecari concessi dalle banche commerciali, circa un terzo del totale, sono concessi a Bucarest, secondo l’ufficiale della Alpha Bank. Il volume dei crediti immobiliari concessi sul mercato romeno e’ di circa 920 milioni di euro.
Nel primo semestre del 2004, il finanziamento immobiliare e’ arrivato al 3% del PIL, rispettivamente 1,53 miliardi di euro, mentre gli attivi totali del sistema bancario rappresentavano 17,7 miliardi di euro. Nel 2002, i finanziamenti immobiliari rappresentavano lo 0,22% del PIL.
In Germania, il credito ipotecario equivale al 55% del PIL, in Gran Bretagna ad oltre il 70% del PIL ed in Grecia a quasi il 19%.

Opportunita’ immobiliari e pericoli nella Valea Prahovei. Chi investe in case e terreni e’ minacciato dal tragitto della futura autostrada Bucarest – Brasov
La Valea Prahovei e’ una regione alla moda per la costruzione di case di vacanza e pensioni turistiche. Pero’, a causa dell’agglomerazione, alcune zone sono gia’ protette, e su altre c’e; l’incertezza collegata alla futura autostrada verso Bucarest. Le montagne piu’ vicine alla capitale attraggono i turisti benestanti. Ubicata a circa cento chilometri dalla capitale, con possibilita’ – fra qualche anno – di essere attraversata dall’autostrada, la regione della Valea Prahovei aumenta, anno dopo anno, in attrattiva. Per gli weekend estivi o per sciare d’inverno, la Valea Prahovei rimane la piu’ vicina zona turistica di lusso. Attenzione pero’ alle offerte! Alcuni immobili aumenteranno spettacolarmente il proprio valore, mentre altri scenderanno in maniera consistente. Le localita’ Predeal e Sinaia sono le piu’ ricercate dagli investitori, e le zone migliori sono Cioplea – a Predeal e Furnica (con il Castello Peles) a Sinaia. Ci sono anche zone dove gli specialisti immobiliari locali prevedono dei problemi per i prossimi anni. Per esempio, la zona Paraul Rece e’ gia stata dichiarata chiusa e non vengono piu’ rilasciate autorizzazioni di costruzione per terreni con superfici inferiori ai 1.000 mq. Tale misura e’ destinata a proteggere la zona, impedendo che diventi una “Zamora 2”, dove i giardini delle villette nuove hanno al massimo 250-300 mq. In piu’, a causa del gran numero di utilizzatori raccordati ultimamente, la rete di gas naturale non puo piu’ funzionare a parametri normali. Altre zone, nelle quali esistono incertezze sul potenziale di sviluppo sono Cumpatul, Piatra Arsa e Busteni, vicino alle quali passera’ l’autostrada. Qui il mercato immobiliare potrebbe scendere vertiginosamente per quanto riguarda i prezzi ed il grado di interesse. Sara’ difficile vendere una casa davanti alla quale passano giornalmente migliaia di automezzi, tra autovetture e TIR di merci, fonti di rumore ed inquinamento. Mihaela Matrescu, dell’agenzia immobiliare Intermont, afferma che i terreni nelle zone richieste – come Cioplea di Predeal o Furnica di Sinaia – sono sempre piu’ rari, ed i prezzi salgono da un mese all’altro. Per esempio, nella zona Cioplea di Predeal all’inizio dell’anno venivano ancora offerti terreni a 50-90 euro/mq, mentre a novembre 2004 non se ne provano piu’ a meno di 100 euro/mq. Quindi un lotto di 500 mq per una villetta arriva ad un minimo di 50.000 euro. Molto ricercati sono, pero’, i terreni piu’ estesi, di circa 1.000 mq. In questa zona gli investitori hanno costruito delle ville con appartamenti di lusso, messi in vendita, oppure insiemi di villette con rifiniture di lusso (con seminterrato, pianterreno, primo piano e soffitta abitabile, con terrazzo e balconi, con superfici totali di 300 mq) a prezzi di circa 600 euro/mq (180.000 euro per una villetta chiavi in mano). Le costruzioni sono in mattoni tipo Porotherm e rifiniture di lusso. Sono in vendita nella zona Cioplea anche ville a prezzi di circa 250.000-260.000 euro e superfici superiori ai 400 mq costruiti su terreni di 550-1.000 mq. Sergiu Tofan, direttore dell’agenzia Intermont, dichiara che, negli ultimi anni, i clienti si sono concentrati sul settore terreni, dove si e’ registrato il maggior numero di transazioni.
Le zone piu’ ricercate
Sinaia – Furnica – villette nuove 250.000-260.000 euro – case vecchie 60.000-100.000 euro – appartamenti da 2 camere 45.000 euro piu’ l’IVA. Paesaggio pittoresco, molte possibilita’ di svago, ristoranti, il Castello Peles.
Sinaia – Platou – appartamenti vecchi di 2 camere 30.000 euro – appartamenti vecchi di 3 camere 40.000 euro
Predeal – Cioplea – ville nuove nel complesso residenziale 180.000 euro – appartamenti in villette 55.000-75.000 euro. Zona nuova, molto ricercata ultimamente; paesaggio pittoresco, infrastruttura buona, possibilita’ di svago
Busteni – Zamora – villette nuove 100.000-180.000 euro Zona nuova, con numerose villette, vicinanze decenti, infrastruttura completa, pero’ sta diventando troppo agglomerata ultimamente.
Le zone meno favorevoli
Gli investitori in terreni dovrebbero evitare le zone con rischio di spostamento del suolo (es: la strada verso Trei Brazi, a Predeal, o la zona Prundului a Busteni, che e’ inondabile). Da evitare le zone estremamente agglomerate di Sinaia (centro), i terreni o le costruzioni nelle vicinanze delle zone industriali (Azuga, nella Valea Azuga, fabbrica di birra e Busteni – zona della Fabbrica di carta).
Affitti a lungo termine nelle localita’ turistiche
-Sinaia
appartamenti in palazzi 150 euro/mese
appartamenti in villette 180-200 euro/mese
-Busteni
appartamenti in palazzi 150 euro /mese
appartamenti in villette 150-200 euro /mese
-Azuga
appartamenti in palazzi 100-120 euro/mese
appartamenti in villette 120-150 euro/mese
-Predeal
appartamenti in palazzi 180-200 euro/mese
appartamenti in villette 180-220 euro /mese
Affitti a breve termine:
500.000-600.000 lei/persona, in appartamenti moderni, con demipensione
1.300-1500 euro/mese per ville intere o case (ristrutturate o nuove, di lusso).

COMUNICATI STAMPA

INIZIATIVE AIIR SVOLTESI NELLA PRIMA SETTIMANA DI NOVEMBRE 2004

Assemblea AIIR
Lo scorso giovedi’ 4 novembre si e’ svolta l’Assemblea ordinaria dell’AIIR presso la sede di B-dul Magheru a Bucarest.
All’evento hanno partecipato oltre ai rappresentanti delle societa’ iscritte all’AIIR anche il Direttore dell’Uffico ICE di Bucarest, Ferdinando Pastore, il Presidente della Camera di Commercio Italiana per la Romania, Guglielmo Frinzi, il Responsabile dell’Internazionalizzazione dell’impresa della CIA, Efrem Tassinato.
La seduta si e’ aperta con la presentazione, da parte del Presidente Enrico Pollo, dell’attivita’ svolta durante l’anno 2003-2004.
Tra le principali iniziative e risultati presentati, si annoverano: il Seminario sull’Agricoltura Italia – Romania del 27 ottobre 2003, cui furono presenti, insieme al Ministro Alemanno, il Ministro romeno dell’Agricoltura Ilie Sarbu, e in occasione del quale si e’ costituita la Commissione Mista sull’Agricoltura Romeno-Italiana; la partecipazione dell’AIIR al Forum Invest dello scorso settembre a Roma e alla Conferenza a Brussels sul modello di Business Italiano in Romania dello scorso 25 ottobre; le prese di posizione in merito alla riduzione delle agevolazioni delle zone franche effettuata dal Governo romeno; la negoziazione di convenzioni che prevedono servizi a prezzi agevolati per gli associati AIIR; la conclusione un Accordo di collaborazione con l’Associazione Imprese Italiane di Cluj e la Camera di Commercio Italiana per la Romania. E’ stato inoltre ricordato il notevole successo sia in termini di maggiore diffusione che di apprezzamento, ottenuto dalla presente Newsletter AIIR. Sono stati puntualizzati i progressi conseguiti relativamente ai progetti per la creazione di: un consorzio fidi per assistere sul fronte del credito le aziende italiane in Romania; punti informativi (Desk italia) su tutto il territorio romeno a supporto delle imprese; un Giornale rappresentativo della voce della Comunità Italiana in Romania dell’AIIR.
Da ultimo e’ stato fatto il punto della situazione sul quadro associativo italiano in Romania, in merito al quale si e’ svolto anche un breve dibattito.

Riunione del Gruppo Misto di Lavoro per l’agricoltura Romeno-Italiano
Il Grupppo Misto di Lavoro per l’agricoltura Romeno – Italiano si e’ riunito per la prima volta giovedi 4 novembre 2004 presso il Ministero dell’Agricoltura della Romania, dal quale e’ stato convocato.
All’evento ha preso parte un gruppo di imprenditori italiani, rappresentanti di importanti societa’ investitrici nel settore agricolo in Romania, funzionari del Ministero dell’Agricoltura romeno, nonche’ rappresentanti di Istituzioni dei due Paesi.
La seduta e’ stata aperta da Roxana Zarma, Direttore Generale dell’Integrazione Europea e delle Relazioni Internazionali del Ministero Romeno. A cio’ ha fatto seguito il saluto e l’augurio per un lavoro proficuo da parte di Cristiano Gallo, Primo Segretario dell’Ambascita d’ Italia in Romania. E’ poi intervenuto Enrico Pollo, Presidente dell’AIIR, che ha motivato l’importanza dell’incontro e ha presentato i componenti italiani del gruppo Misto, tra cui Guglielmo Frinzi, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Romania, Elisa Scelsa, rappresentante dell’ICE, e i rappresentanti di Coldiretti, CIA, e FATA Assicurazioni.
Dopo aver dichiarato che lo scopo del Gruppo di lavoro consiste nello scambio di informazioni e l’approfondimento delle tematiche di interesse per gli investitori italiani nel settore agricolo in Romania, il Direttore Generale Roxana Zarma ha presentato i risultati delle negoziazioni concluse tra la Romania e l’Unione Europea, lo scorso giugno, sul capitolo Agricoltura. Sono intervenuti i funzionari ministeriali, ciascuno sugli aspetti di propria competenza: le sovvenzioni previste dal Governo romeno per l’anno in corso e per quello venturo per le varie coltivazioni agricole e in ambito zootecnico; il volume dell’interscambio commerciale tra Italia e Romania; i fondi erogati e disponibili per il futuro nell’ambito del programma SAPARD.
Hanno fatto seguito osservazioni e domande da parte di alcuni imprenditori italiani, verso le cui problematiche i funzionari del Ministero hanno mostrato disponibilita’ ed interesse ad approfondimenti anche in futuro.

Seminario di presentazione del progetto Consorzi Agrari nella regione Timis e del processo di integrazione della Romania alla PAC
Il 5 novembre 2004 si e’ svolto a Timisoara presso il Palazzo Petrom il Seminario dal titolo “L’impatto dell’integrazione alla PAC e della realizzazione di Consorzi Agrari nella Regione Timis sugli investimenti agricoli in Romania”, organizzato dall’AIIR in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana per la Romania e la Camera di Commercio di Ascoli Piceno, e con il patrocinio del Consolato Generale d’Italia.
All’apertura dei lavori da parte del Presidente AIIR, Enrico Pollo, sono seguiti i saluti del Console d’Italia a Timisora, Francesco Catania, del Consigliere Economico del Consolato Generale di Romania a Milano, Patricia Radut, e del Presidente della Camera di Commercio di Timisoara, Emil Mateescu.
E’ stata presentata la situazione attuale dell’agricoltura romena e la riforma della PAC, con accento sull’impatto del processo di integrazione europea sull’agricoltura romena. E’ stato realizzato, anche, un approfondimento sul programma di finanziamento SAPARD. L’intervento centrale del seminario e’ stato la presentazione dello studio tecnico sulla costituzione di un Consorzio agrario S.p.A. nella regione Timis.
E’ seguito un dibattito durante il quale alcuni dei numerosi imprenditori agricoli presenti hanno espresso impressioni in merito al progetto sui consorzi agrari che ha riscosso un notevole interesse.
I lavori si sono conclusi con la proposta di dare seguito a tale iniziativa attraverso l’organizzazione di futuri incontri e conservando i contatti tra le aziende partecipanti al Seminario.

Newsletter n.45 / 2004

In uno scenario ottimistico dell’EIU per i prossimi 5 anni, la crescita economica annuale della Romania e’ del 4%
Le economie degli stati dell’Europa Centrale ed Orientale continueranno a svilupparsi nei successivi 5 anni e la Romania, secondo uno scenario ottimistico, registrera’ uno sviluppo di circa il 4% all’anno, dichiara Stuart Hensel, analista di The Economist Intelligence Unit (EIU). “Nonostante a lungo termine si preveda per la Romania una crescita economica di circa il 4% all’anno, mentre per i Paesi dell’Europa centrale essa non superera’ il 2%, dovranno passare ancora 80 anni finche’ la prima raggiunga il livello dei Paesi dell’Europa centrale”, ha dichiarato Hensel nel quadro della conferenza Invest Romania. Secondo l’analista EIU, la crescita economica degli stati che si preparano a diventare membri dell’Unione Europea o che hanno aderito nella prima ondata puo’ essere limitata dai costi e carichi supplementari determinati dall’integrazione. Hensel considera, inoltre, che la tendenza ascendente degli investimenti stranieri negli stati dell’Europa Centrale ed Orientale si conservera’ a medio termie. “Gli investimenti stranieri sono aumentati, ultimamente, nell’intera regione, e nei Balcani la crescita e’ stata straordinara, con un picco in Romania. A medio termine, gli investimenti stranieri continueranno a crescere oltre la media degli ultimi anni. Nella Romania il consumo dovrebbe svilupparsi e le attivita’ e la produttivita’ economica continuare la tendenza ascendente” considera Hensel.

Secondo uno studio elaborato da Creditanstalt, insieme alla Croazia e Bulgaria, la Romania e’ una delle principali destinazioni per gli investimenti stranieri diretti
Gli investimenti stranieri diretti contribuiscono in maniera essenziale alla crescita economica nell’Europa Sud-Orientale e le principali destinazioni scelte dagli investitori sono Croazia, Romania e Bulgaria, indica uno studio elaborato da Bank Austria Creditanstalt (BA-CA). Secondo tale studio, mentre il valore degli investimenti stranieri negli stati che hanno recentemente aderito all’UE e’ diminuito da 21 miliardi di euro nel 2002 a 9,3 miliardi di euro nel 2003, gli investimenti stranieri diretti nei Paesi dell’Europa Sud-Orientale sono aumentati da 4,4 miliardi di euro a quasi 6,5 miliardi. Gli specialisti della BA-CA considerano che le principali destinazioni dei fondi nel 2003 sono state Croazia, Bulgaria e Romania. La Croazia ha attratto 1,8 miliardi di euro, in Romania sono stati investiti 1,6 miliardi di euro, ed in Bulgaria 1,3 miliardi di euro. Lo studio indica che la privatizzazione e’ stata la principale ragione per la quale gli investimenti stranieri nella regione hanno registrato una tale crescita. Per il 2004, le previsioni degli esperti BA-CA stimano investimenti stranieri nella regione per 7,5 miliardi di euro, e per il 2005, considerano che il valore degli investimenti stranieri nell’Europa Sud-Orientale salira’ a 8,4 miliardi di euro. Il documento indica, anche che, negli anni a venire, l’Europa Sud-Orientale attirera’ piu’ investimenti che negli ultimi anni in base ai progressi realizzati nelle riforme strutturali e nel campo della privatizzazione.

Nei primi 8 mesi del 2004, il capitale sociale sottoscritto dalle compagnie straniere e’ aumentato del 58% rispetto all’anno precedente
Gli investimenti stranieri (capitale sociale sottoscritto nelle societa’ commerciali con partecipazione straniera al capitale) sono aumentati nei primi 8 mesi del 2004 di oltre il 58% rispetto al periodo simile del 2003. Secondo i dati forniti dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio, gli investitori stranieri hanno sottoscritto, tra il 1 gennaio ed il 30 settembre 2004, oltre 1,192 milioni di euro, rispetto a 753,1 milioni di euro nel periodo simile del 2003. In questo periodo gli investitori stranieri hanno costituito oltre 7.100 nuove societa’ commerciale nuove, con un capitale di 785,1 milioni di dollari, rispetto alle 5.050 societa’ commerciali costituite nel periodo simile del 2003, che hanno sottoscritto 434,2 milioni di dollari. L’industria rimane il settore prediletto dai grandi investimenti, con quasi il 55% del capitale sociale totale sottoscritto, seguito dal commercio, con il 17,3% del totale ed i servizi professionali con il 17,2%. Le piu’ numerose societa’ neo costituite sono ubicate a Bucarest (32%), nella regione Timis (7,87%), Bihor (5,84%) e Cluj (5,06%). Nella classifica per Paesi di origine degli investitori in societa’ commerciali con partecipazione straniera al capitale, l’Olanda occupa il primo posto con 1,6 miliardi di euro, seguita dalla Francia con 1,21 miliardi di euro e Germania con 825,02 milioni di euro.

Le riserve internazionali della Romania ammontano a 11,07 miliardi di euro
Le riserve valutarie della Banca Nazionale della Romania (BNR) sono aumentate nel mese di ottobre di 204,3 milioni di euro, principalmente in seguito agli acquisti effettuati sul mercato valutario, e sono arrivate ad un livello di 9,95 miliardi di euro. Secondo un comunicato della banca centrale, all’aumento della riserva hanno contribuito, oltre agli acquisti di 218,1 milioni di euro effettuati dalla BNR sul mercato valutario, anche i redditi per 25,1 milioni di euro ottenuti dalla banca centrale nell’amministrazione delle somme in valuta.
Nel mese di ottobre, la banca centrale ha pagato 19,6 milioni di euro per conto del debito pubblico estero e di quello garantito dal Ministero delle Finanze ed ha registrato altre uscite per 19,3 milioni di euro.
La riserva di oro si e’ conservata a 105,1 tonnellate. Secondo l’evoluzione dei prezzi internazionali, il suo valore e’ diminuito a 1,129 miliardi di euro.
Quindi le riserve internazionali della BNR (valute piu’ oro) ammontano ad oltre 11 miliardi di euro. Fino alla fine del 2004, i pagamenti scadenti per conto del debito estero totalizzano 264 milioni di euro.
Dall’inizio dell’anno, le riserve valutarie della banca centrale sono aumentate di oltre 3,5 miliardi di euro. Tale evoluzione e’ dovuta, secondo la BNR, all’aumento significativo degli investimenti stranieri diretti e di portafoglio, agli incassi dalle privatizzazioni, ai trasferimenti correnti e ad altre entrate di capitale. Nel contempo, il deficit di conto corrente della bilancia dei pagamenti si e’ conservato al di sotto del 6% del PIL.

La Romania potrebbe concludere le negoziazioni con l’UE nelle prossime settimane, afferma il premier Adrian Nastase
La Romania potrebbe concludere in poche settimane, dal punto di vista tecnico, le negoziazioni di adesione all’Unione Europea, dichiarava recentemente a Suceava, il premier Adrian Nastase, sottolineando che il documento di posizione per il capitolo Giustizia – Affari Interni sara’ finalizzato a breve. Il Premier Nastase ha specificato che per questo capitolo, si segue l’idea accettata sia dalla Commissione Europea, che anche dai membri UE, di implementare gli impegni assunti, nel corso del 2005, secondo un calendario prestabilito, con l’applicazione della clausola di salvaguardia in caso di mancato rispetto dei termini previsti.
La Romania, come anche la Bulgaria, ha accettato, oltre le clausole di salvaguardia abituali in tutti i trattati di adesione dei Paesi candidati, anche una clausola che prevede “al limite” la posticipazione di 1 anno dell’integrazione nell’UE.

Lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ aumentato nel mese di settembre 2004 dell’1,5%, salendo a 5,9 milioni di lei
Lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ aumentato a settembre dell’1,5% rispetto ad agosto, arrivando a 5,94 milioni di lei, aumento sostenuto dal pagamento di premi trimestrali e dall’aumento dell’attivita’ in determinati settori, indica un comunicato dell’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Lo stipendio medio lordo e’ arrivato a 8,21 milioni di lei, in aumento dell’1,4% rispetto al mese precedente.
Nel settore industriale, lo stipendio medio netto e’ aumentato del 2,7%, fino a 6,1 milioni di lei. L’aumento piu’ consistente, rispettivamente del 48%, e’ stato registrato nell’industria dei mezzi di trasporto stradale, dove lo stipendio e’ stato di 9,2 milioni di lei. Seguono, dal punto di vista dell’aumento, il settore dell’estrazione degli idrocarburi ed i servizi connessi, con il 20,9%, e quello delle apparecchiature e strumenti medicali, di precisione, ottici e fotografici, orologeria, con il 15%.
Il guadagno medio netto nell’agricoltura e’ aumentato del 4,5%, fino a 4,1 milioni di lei, mentre nell’economia forestale lo stipendio e’ aumentato del 6%, fino a 6,01 milioni di lei.
Gli stipendi piu’ alti rimangono quelli del settore delle intermediazioni finanziarie (ad eccezione delle assicurazioni e delle casse di pensioni), rispettivamente 15,2 milioni di lei, in diminuzione, pero’, rispetto ad agosto, dell’11,6%.
I settori che hanno registrato diminuzioni dello stipendio netto sono quello minerario (-11,6%, fino a 9,03 milioni di lei) e quello della produzione della cellulosa e carta (-4,4%, fino a 5,4 milioni di lei).

Il debito pubblico della Romania aumentera’ nei prossimi anni
Nel periodo 2006-2008, il debito pubblico della Romania aumentera’, pero’ il debito governativo rimarra’ entro limiti sostenibili, indica un documento del Ministero delle Finanze Pubbliche.
Il MF stima che il debito pubblico non superera’ il 32% del PIL nei prossimi 5 anni, con un aumento annuale del debito non superiore a 2,3 miliardi di euro, in concomitanza con una crescita economica annuale del 5% ed un deficit di bilancio inferiore al 3%.
Nei prossimi anni aumenteranno anche i pagamenti scadenti per conto del debito pubblico da 1,8 miliardi di dollari, nel 2006, a 1,87 miliardi di dollari, nel 2007, rispettivamente 2,3 miliardi di dollari nel 2008.
Nel periodo indicato, i crediti esterni che saranno contratti verranno utilizzati per effettuare degli investimenti pubblici nel campo delle infrastrutture – trasporti, settore energetico, infrastrutture municipali, protezione dell’ambiente, difesa e sicurezza nazionale nonche’ nell’educazione.

Il valore delle esportazioni effettuate nel mese di settembre 2004 e’ secondo, per ordine di grandezza, tra i livelli mensili registrati dal 1990 fino al momento attuale
Il valore delle esportazioni nel mese di settembre 2004 e’ secondo per dimensioni (dopo quello del mese di luglio 2004 di 1,83 miliardi di euro) registrato dal 1990 fino al momento attuale, comunica l’Istituto Nazionale di Statistica.
Le esportazioni sono ammontate nel mese di settembre a 1,69 miliardi di euro (+26% rispetto a settembre 2003). Nella struttura merceologica 6 gruppi rappresentano oltre il 75% del totale esportato: capi di abbigliamento, macchinari e dispositivi meccanici, prodotti metallurgici, prodotti minerali, calzature, mezzi di trasporto e materiali connessi.
Rispetto al periodo gennaio-settembre 2003, il valore delle esportazioni verso i Paesi dell’Unione Europea e’ aumentato del 19,7% e ha rappresentato il 73,3% del totale esportato.
I primi 10 Paesi destinatari delle esportazioni romene (che hanno concentrato il 74,1% del totale esportato) sono stati: Italia (21,4% del totale), Germania (15%), Francia (8,6%), Turchia (6,8%), Gran Bretagna (6,7%), Ungheria (3,8%), Austria (3,1%), Olanda (3,1%), SUA (2,8%) e Grecia (2,8%).

Il deficit commerciale dell’interscambio con prodotti agroalimentari della Romania ha registrato nei primi 9 mesi del 2004 un valore di 871,5 milioni di euro
Anche se la Romania ha registrato, nel 2004, produzioni agricole record, il Paese continua ad importare sempre piu’ prodotti agroalimentari.
Il deficit commerciale dell’interscambio con prodotti agroalimentari e’ stato di 871,5 milioni di euro, nei primi 9 mesi del 2004, in aumento del 9,5% (75,7 milioni di euro) rispetto al periodo simile del 2003, informa il Dipartimento di politiche commerciali del Ministero Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale (MAPDR).
Le importazioni sono aumentate da 1,08 miliardi di euro, a fine settembre 2003, a 1,25 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2005 (+15%).
Anche se le esportazioni hanno registrato un aumento del 30% nei primi 9 mesi del 2004 rispetto al periodo simile del 2003, da 292,8 milioni di euro a 380,8 milioni di euro, continuano ad essere piu’ basse delle importazioni.
Secondo i dati MAPDR, i principali prodotti importati sono stati le sigarette ed il tabacco (2.500 tonnellate) per un valore di 150 milioni di euro, il frumento – 760.900 tonnellate, per un valore di 125,7 milioni di euro, la carnea suina – 91.100 tonnellate, per un valore di 112,4 milioni di euro e lo zucchero – 459.000 tonnellate per 74,7 milioni di euro. Il peso specifico di questi prodotti nel totale delle importazioni e’ del 37%.
Inoltre, sono stati importati consistenti quantitativi di preparati alimentari – 23.200 tonnellate (50,2 milioni di euro), carne di pollo – 87.400 tonnellate (49 milioni di euro) e agrumi e banane – 146.700 tonnellate (48,2 milioni di euro).
L’elenco delle importazioni di prodotti agroalimentari contiene anche altri prodotti, come il mais – 299.700 tonnellate per un valore di 46,1 milioni di euro, caffe’ – 32.000 tonnellate (40 milioni di euro) e preparati per il cibo degli animali – 77.500 tonnellate (36,4 milioni di euro).
Per quanto riguarda le esportazioni di animali vivi – bovini, ovini, caprini, equini, somari e muli – esse hanno totalizzato,nei primi 9 mesi del 2004, 101,6 milioni di euro (76.000 tonnellate), cioe’ il 26,7% del totale esportato (di cui gli ovini e caprini hanno portato 61,8 milioni di euro).
Secondo il MAPDR, altre merci esportate nel periodo indicato sono state: oli di girasole e soia – 83.100 tonnellate (42,5 milioni di euro), semi di girasole 148.400 tonnellate (30,3 milioni di euro), vini – 264.900 ettolitri (15,1 milioni di euro), prodotti di panificazione – 8.500 tonnellate (14,5 milioni di euro), legumi freschi o refrigerati – 8.200 tonnellate (14,5 milioni di euro) e mangimi per animali risultati dalla lavorazione del girasole e soia – 132.400 tonnellate, per un valore di 14 milioni di euro.
Sono stati esportati anche: noci – 9.700 tonnellate (12,7 milioni di euro), miele – 5.500 tonnellate (12,2 milioni di euro) e preparati o conserve di carne – 3.200 tonnellate (9,5 milioni di euro).
I quantitativi piu’ consistenti di prodotti agroalimentari romeni sono stati esportati verso i Paesi UE e CEFTA, ma anche verso la Turchia, SUA, Repubblica Moldova, mentre la maggior parte delle importazioni provenivano dall’UE e dagli SUA.

Tre nuove misure SAPARD accreditate dal Comitato di monitoraggio
Il Comitato di monitoraggio del programma Sapard ha approvato recentemente l’accreditamento di altre tre misure, dichiara il segretario di stato nel Ministero Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, Nicolae Istudor.
Si tratta della Misura 1.2 sul miglioramento delle strutture per la realizzazione del controllo di qualita’ veterinaria e fitosanitaria per la qualita’ dei prodotti alimentari e la protezione dei consumatori, la Misura 3.2 sulla costituzione dei gruppi di produttori, e la Misura 3.5 sull’economia forestale.
“Trasmetteremo la nostra decisione a Brusselles entro il 15 novembre, ed il Comitato Star prendera’ una decisione entro il 15 dicembre. Probabilmente che le tre nuove misure entreranno in vigore a partire da gennaio 2005”, ha aggiunto Nicolae Istudor. Ed ha specificato che i fondi per la Misura 1.2 ammontano a 41 milioni di euro, per la Misura 3.2 a 26 milioni di euro, e per la Misura 3.5 a 157 milioni di euro.

Negli ultimi tre anni, le Piccole e Medie Imprese hanno esportato piu’ di quanto hanno importato. Nell’industria delle confezioni e dei tessili nonche’ nella meccanica strumentale predomina ancora il lavoro “per conto terzi” (lohn)
Negli ultimi 3 anni, le PMI hanno esportato piu’ di quanto hanno importato, una tendenza contraria a quella del settore delle grandi aziende la cui bilancia commerciale e deficitaria, indica il Rapporto annuale delle PMI in Romania realizzato dall’Agenzia per le Piccole e Medie Imprese e Cooperazione (ANIMMC). Secondo i calcoli della ANIMMC, per ogni unita’ esportata, le PMI importano 0,96 unita’, mentre nell’insieme dell’economia romena il rapporto e’ di 1 a 1,26, il che significa che lo squilibrio della bilancia commerciale per il 2003 e’ dovuto principalmente all’aumento del volumo di importazioni nelle grandi imprese. In piu’, i dati ANIMMC dimostrano che il peso specifico dei componenti importati nei prodotti esportati dalle PMI e’ diminuito consistentemente e continuamente, da 1,1 nel 2000 a 0,96 nel 2003. Le piu’ attive PMI per quanto riguarda le esportazioni sono state, nel 2003, quelle dell’industria tessile e delle confezioni, dell’industria del legno e dell’industria alimentare. Il volume totale delle esportazioni realizzate dalle PMI del settore industriale e’ ammontato nel 2003 a 3.607 milioni di euro; il peso specifico piu’ importante e’ spettato all’industria tessile e delle confezioni con 2.006 milioni di euro (56% del valore totale delle esportazioni). Inoltre, il settore della meccanica strumentale ha registrato esportazioni consistenti, per 585 milioni di euro, e l’industria del legno per 329 milioni di euro.
Per quanto riguarda il peso specifico delle esportazioni nel giro di affari totale, per settori di attivita’, il documento indica che, nel 2003, l’industria tessile e delle confezioni e’ stata la piu’ attiva: le esportazioni hanno rappresentato il 91,2% del volume totale di affari. Segue la meccanica strumentale con il 39,2%, l’industria del legno con il 27,6% ed altri settori industriali con il 25,6%.
Anche se “campionessa” per quanto riguarda le esportazioni, l’industria tessile e delle confezioni realizza ancora la maggior parte delle esportazioni nel sistema lavoro per conto terzi (lohn), rispettivamente il 93%. Praticamente, tutte le esportazioni di prodotti tessile e di confezioni dipendono in totalita’ dal processo di ridistribuzione da parte dei Paesi europei industrializzati. La meccanica strumentale e’, anch’essa, dipendente dalla ridistribuzione per il 55,3%, mentre nell’industria chimica il peso specifico di tale sistema di produzione supera il 32%.

Sono state privatizzate 10.760 societa’
Secondo un comunicato dell’Autorita’ per la Valorizzazione degli Attivi Statali (AVAS), fino al momento attuale sono state privatizzate 10.760 societa’ commerciali tra quelle esistenti nel portafoglio di questo ente, dall’inizio del processo di privatizzazione (dicembre 1992) e fino a settembre 2004.
Il valore del capitale sociale venduto negli ultimi 3 anni e 9 mesi (37.558,35 miliardi di lei) rappresenta il 63,7% del valore del capitale sociale venduto nell’intero periodo di privatizzazione (58.947,27 miliardi di lei).

Aumento medio annuale di oltre il 5,5% della produzione industriale, nel periodo 2001-2004
La produzione industriale della Romania ha registrato, nel periodo 2001 – 2004, un aumento medio annuale di oltre il 5,5%, con un contributo dell’industria alla formazione del PIL del 28,2% nel 2001, 28,4% nel 2002 e 2003 e, secondo le stime, del 29-30% nel 2004, indica il bilancio dell’attivita’ svolta negli ultimi 4 anni dal Ministero dell’Economia e Commercio presentato nell’ultima riunione di Governo, dal ministro Dan Ioan Popescu.
Il contributo dell’industria all’esportazione romena ha superato costantemente il livello annuale del 97,5%, ed il valore aggiunto lordo nell’industria ha registrato, a partire dal 2002, ritmi superiori al ritmo di crescita della produzione industriale.
La produttivita’ del lavoro nell’industria ha avuto un ritmo di crescita accentuato, con una media annuale di oltre l’11%, di molto superiore al ritmo di crescita della produzione industriale, segno di ristrutturazione profonda di questo settore.
Nel periodo analizzato, anche le esportazioni hanno registrato un ritmo ascendente. La soglia dei 10 miliardi di dollari di esportazioni, considerata un successo nel 2000, e’ stata superata nel 2001 con circa 1 miliardo di dollari, e l’aumento delle esportazioni e’ continuata nei successivi anni – 13,876 miliardi di dollari nel 2002, 17,618 miliardi di dollari nel 2003, e si stimano esportazioni per 23 miliardi di dollari per il 2004, il che significa piu’ che il raddoppio del livello del 2000.

Il tasso dell’inflazione sara’, nel 2004, inferiore al 10%, dichiara il ministro delle finanze
Il tasso dell’inflazione sara’, nel 2004, inferiore al 10% dichiara il ministro delle finanze in risposta alla diffusione, nella stampa locale, dell’informazione che il target iniziale del 9% sara’ superato, l’inflazione prevista per il 2004 rischiando di arrivare a fine anno al 9,6%.
“9,6% e inferiore al 10% e quindi il target preannunciato di un tasso dell’inflazione espresso in una sola cifra sara’ raggiunto”, ha commentato il ministro.
Il Ministro Tanasescu ha spiegato che, nel mese di ottobre, il tasso dell’inflazione sale, di regola, oltre la media mensile ma, nel contempo il tasso medio mensile nel periodo ottobre-dicembre 2004 sara’ dello 0,8 – 0,9%.
Nel mese di settembre, il tasso dell’inflazione e’ stato dello 0,9% e cumulato dall’inizio dell’anno dello 6,6%.

Fondi europei per le infrastrutture e l’ambiente
La Romania ricevera’ dall’Unione Europea 332 milioni di euro per 8 progetti per le infrastrutture stradali e per i sistemi di alimentazione con acqua, canalizzazione e management dei rifiuti. Il finanziamento a fondo perduto sara’ concesso attraverso il programma di preadesione ISPA e copriranno il 72% del costo dei progetti, con, a completamento, un cofinanziamento dal bilancio dello stato. Piu’ di un terzo dell’ammontare totale, rispettivamente 113 milioni di euro, sara’ destinato alla costruzione del tratto stradale Deva – Orastie a standard autostradale. Il costo totale del progetto e’ di 151 milioni di euro. Gli altri investimenti finanziati sono: la riabilitazione di un’unita’ per il trattamento dell’acqua a Bucarest (70 milioni di euro); riabilitazione, ammodernamento ed estensione delle reti d’acqua e canalizzazione a Baia Mare (30 milioni di euro), Drobeta Turnu Severin (31 milioni di euro), Botosani (32 milioni di euro), Ramnicu Valcea (22 milioni di euro) a Bistrita (17 milioni di euro); la realizzazione di un sistema integrato di management dei rifiuti a Galati (17 milioni di euro).

La Romania ha chiuso il capitolo 7 – Agricoltura nel 2004, avendo gia’ chiuso il capitolo 8 – Pesca nel 2001
Le regolamentazioni europee nel campo dell’agricoltura sono state trasferite in 484 norme di cui 25 leggi, 9 ordinanze governative e 25 decisioni governative nonche’ 425 ordini ministeriali.
L’appoggio finanziario che la Romania ricevera’ da parte dell’UE nel periodo 2007-2009 ammonta a 4,721 miliardi di euro di cui 2,308 miliardi di euro per lo sviluppo rurale, 1,613 miliardi di euro per i meccanismo della politica agricola comune e 0,800 miliardi di lei per misure strutturali.
Per quanto riguarda le quote negoziate, la Romania ha ottenuto, per pagamenti diretti, un’area di oltre 7 milioni di ettari. Cio’ rappresenta la superficie che la Romania potra’ coltivare dopo il 2007 con tutte la coltivazioni che possiedono Organizzazioni Comuni di Mercato (cereali, piante oleaginose, piante tecniche). Per lo zucchero e’ stata ottenuta una quota di 329.000 tonnellate di zucchero grezzo insieme alla quota di produzione finita di 109.164 tonnellate e circa 9.981 tonnellate di isoglucosio.
Per la maggior parte dei settori, i periodi di transizione negoziati con i rappresentanti europei sono di 3 anni, fino alla fine del 2009, e soltanto per il settore viti-vinicolo la transizione e’ stata estesa a 8 anni, necessari per ripiantare le superfici con vitigni di specie nobili.
Per quanto riguarda l’assorbimento dei fondi esteri, i 204 milioni di euro attinenti al 2000 nel programma Sapard sono stati assorbiti completamente fino alla fine di ottobre 2004. Inoltre, attraverso il programma di sviluppo rurale dei monti Apuseni – FIDA, finanziato dal Fondo Internazionale di Sviluppo Rurale sono stati concessi 7,9 milioni di dollari per 588 progetti, attraverso FAO – 10 progetti, per un valore totale di 4,243 milioni di dollari, e attraverso progetti Phare, nel periodo 2001-2003, sono stati concessi circa 36,4 milioni di euro per l’armonizzazione legislativa, investimenti, assistenza tecnica, azioni di sviluppo rurale.
Inoltre, l’agricoltura ha beneficiato nel periodo menzionato di programmi finanziati dalla Banca Mondiale per un valore di 161,5 milioni di dollari che sono stati dedicati allo sviluppo forestale, per la riabilitazione del sistema di irrigazioni e per la conservazione della biodiversita’.

I principali risultati ottenuti dal Ministero dell’Ambiente e Gestione delle Acque (MMGA) nel campo dell’integrazione europea, nel periodo 2001-2004
Il MMGA ha chiuso, a settembre 2004, la prima parte delle negoziazioni con la Commissione Europea sul Capitolo 22-Ambiente, con l’accettazione di 5 periodi di transizione.
La CE ha accettato periodi di transizione per lo scarico delle sostanze pericolose nell’ambiente acquatico, l’incenerimento dei rifiuti, i rifiuti da attrezzature elettriche ed elettroniche, imballaggi e rifiuti da imballaggi nonche’ per il controllo delle emissioni di composti organici volatili risultati dal deposito della benzina e sua distribuzione dai terminal delle stazioni di servizio.
Attualmente si negozia la seconda parte del Capitolo 22, piu’ precisamente dei periodi di transizione richiesti per l’applicazione di altre 5 Direttive e di un Regolamento sulla “Qualita’ dell’acqua destinata al consumo umano”, la “Prevenzione e controllo integrato dell’inquinamento”, il “Deposito dei rifiuti”, la “Depurazione delle acque reflue municipali”, la “Limitazione delle emissioni di determinate sostanze inquinanti nell’atmosfera dai grandi inceneritori”, la “Sorveglianza del trasporto dei rifiuti”.
Fino alla fine di novembre, le negoziazioni in questo capitolo dovrebbero concludersi.
Attualmente, la percentuale di trasposizione della legislazione comunitaria di ambiente e’ di circa il 91%, rispetto ai 25% registrati nel 2000. Nel processo di armonizzazione legislativa sono stati adottate 205 norme di cui 28 Leggi, un’Ordinanza Governativa di Urgenza, un’Ordinanza Governativa, 75 Decisioni Governative e 100 Ordini Ministeriali.
Nel campo della qualita’ dell’aria sono stati realizzati i sistemi di monitoraggio comune della qualita’ dell’aria nella zona della frontiera romeno-bulgara nelle localita’ Turnu Magurele – Nicopole, Zimnicea – Svistov, Giurgiu – Ruse, Calarasi – Silistra, nonche’ per il monitoraggio della qualita’ dell’aria a Bucarest. Si aggiunge anche la dotazione di 10 agenzie locali – Bucarest, Ploiesti, Buzau, Costanza, Timisoara, Cluj, Baia Mare, Iasi, Brasov, Craiova – con attrezzature per il controllo delle emissioni nell’aria.
Nel campo del management dei rifiuti, sono stati approvati 5 progetti ISPA per il management integrato nei municipi Piatra Neamt, Ramnicu Valcea e Galati e nelle regioni Teleorman, Dambovita e sono state inoltrate per approvazione altre 4 applicazioni per le regioni Iasi, Cluj, Arges, Bistrita Nasaud. Inoltre, e’ stato finalizzato il progetto di raccolta selettiva dei rifiuti da imballaggi in carta, cartone e PET nella zona nord del municipio Pitesti (regione Arges). Sono stati finalizzati i progetti pilota di Botosani per la raccolta e la valorizzazione dei rifiuti da imballaggi PET e del settore 1 di Bucarest per la raccolta selettiva dei rifiuti.
Dalle 15 discariche municipali conformi alle esigenze UE, inventariate all’inizio del 2004, 13 sono stati realizzate nel periodo 2001-2004. Queste discariche sono state realizzate in Partenariato Pubblico-Privato, ed eccezione della discarica di Piatra Neamt, realizzata con l’appoggio dell’Agenzia Danese di Ambiente. Sono in corso di realizzazione altre 3 discariche zonali di rifiuti – Filipesti – Prahova, Turnu Severin – Mehedinti, Slobozia – Ialomita.
Per quanto riguarda il riciclaggio delle materie plastiche, carta e metalli, si e’ sviluppata una rete per il riciclaggio. Per le materie plastiche sono stati costituiti 13 operatori economici specializzati, per la carta -14, per i materiali ferrosi – 274, e per i materiali non ferrosi – 208.
La qualita’ delle acque di superficie e’ migliorata costantemente nel periodo 2001-2004, rispetto al periodo 1997-2000; la percentuale di acque inquadrate nella prima categoria di qualita’ e’ aumentata dal 60% nel 2000, al 68% nel 2004.
Sono in corso di esecuzione delle stazioni per la depurazione, nel quadro del programma ISPA, a Costanza, Cluj, Valea Jiului, Arad, Craiova, Braila Timisoara, Iasi, Focsani, Oradea, Tg.Mures, Pascani.

UniCredito trasferisce 500 posti di lavoro in Romania
UniCredito intende trasferire in Romania oltre 500 posti di lavoro nel campo dei servizi per i clienti, come parte di un programma di riduzione, nei prossimi 3 anni, di 500 milioni di euro dei costi operazionali, informa Reuters. La prima banca italiana per il valore di mercato a dichiarato di volere rinunciare, nel periodo 2005-2007, a circa 3000 posti di lavoro in Italia creando, invece, 500 novi posti di lavoro in Romania, con l’apertura di un centro destinato ai servizi per i clienti. La Banca italiana ha scelto la Romania come centro per l’Europa Orientale perche’ le origini latine della lingua romena facilitano la comunicazione. La riduzione dei costi operazionali permettera’ alla banca di risparmiare, entro il 2007, 1,4 miliardi di euro.
UniCredito Italiano controlla il 99,87% del capitale sociale della UniCredit Romania.

Le autorita’ romene tentano di conservare le facilitazioni concesse alle Zone Franche
La Romania intende richiedere, nel quadro delle negoziazioni con l’Unione Europea, per il capitolo Concorrenza, due periodi di transizione per le Zone Franche e per le Zone Sfavorite nel senso di conservare determinate facilitazioni per le aziende che operano in tali zone, informa il Ministero dell’Integrazione.
Le autorita’ romene propongono che nel caso delle compagnie operanti nelle Zone Franche, il beneficio, durante il periodo di transizione, di un esenzione dal pagamento della royalty spettante alle amministrazioni delle Zone Franche. Il livello dell’aiuto da parte dello stato non puo’ superare il 50%, rispettivamente il 65% dell’investimento realizzato.

Il made in Italy agricolo e agroalimentare e’ sbarcato in Romania: 50 marchi coordinati dalla Fiera del Levante si presentano al mercato romeno in occasione della Fiera Indagra 2004 (3-7 novembre 2004, Bucarest).
Un comunicato della Fiera del Levante sottolinea che si tratta di una partecipazione collettiva alla piu’ importante rassegna romena di settore, con sezioni tematiche dedicate a tutti i comparti della filiera, dalle tecnologie agricole, all’allevamento, all’industria alimentare. Un’opportunita’ di internazionalizzazione per le aziende italiane presenti a Bucarest, provenienti da tutta la penisola e operanti in diversi comparti dell’agroindustria. La Fiera del Levante ha fornito servizi logistici, disbrigo delle procedure doganali ed incontri mirati con potenziali acquirenti.
L’edizione 2003 di Indagra aveva raccolto 475 espositori e richiamato in visita piu’ di 30.000 operatori specializzati.
L’edizione IndAgra 2004 riunisce 592 espositori (di cui 393 romeni) su un’area di 28.000 mq. I 199 espositori stranieri (+78% rispetto al 2003) rappresentano 23 Paesi.

Immobiliare
Calea Victoriei rimane nel top delle strade piu’ care. Insieme a Bulevard Magheru registra uno dei piu’ alti livelli di affitti nel mondo
I viali della capitale Magheru e Calea Victoriei sono saliti nella classifica delle piu’ care strade commerciali nel mondo dal punto di vista degli affitti, piazzandosi sul 35-o posto. Se nel 2002 si pagava 720 euro all’anno per un metro quadrato di spazio commerciale, nel 2004 gli affitti annui sono saliti a 800 euro al metro quadrato. Cioe’ di piu’ che nel City Centre di Bangkok o sul viale Florida di Buenos Aires, capitale dell’Argentina, indica uno studio elaborato dalla compagnia di consulenza immobiliare Cushman & Wakefield Healey & Baker. “I due viali di Bucarest non sono molto grandi, l’offerta di spazi commerciali e’ ridotta rispetto ad altre vie della grandi citta’ nel mondo, e percio’ i prezzi sono alti” afferma Teodor Tuducan specialista immobiliare. Considerate “trendy” per la posizione ed i nomi presenti nei negozi, i due viali offrono pochi spazi commerciali. E nomi come Valentino, Missoni, Givenchy e Yves Saint Laurent, che hanno espresso l’intenzione di entrare sul mercato romeno, affermano che altre vie di Bucarest, come Bulevard Dorobanti si addicono meglio al loro stile commerciale. Calea Victoriei e Magheru vengono considerate troppo agglomerate, mancanti di stile e svantaggiate dalla mancanza di parcheggi. Pero’ per le ditte operanti nel commercio di lusso a Bucarest, la presenza su uno dei due viali e’ ancora d’obbligo. A volte si tratta solo di rappresentanza ed i titolari dei negozi accettano l’idea del mancato guadagno pur di essere presenti come immagine.
A Praga, sul conosciuto viale Na Prikope, gli affitti sono saliti in un anno del 25%, piazzandolo sul 18-o posto nella classifica mondiale (rispetto al 25° posto nel 2003). Come anche nel caso di Calea Victoriei di Bucarest la ragione e’ l’offerta estremamente ridotta di spazi commerciali, poiche’ quelli piu’ importanti sono gia’ occupati dai retailer locali o internazionali.
Come ogni anno i primi due posti nella classifica sono occupati dalla Fifth Avenue di New York Champs Elysees di Parigi. I negozi ubicati sul famoso viale americano arrivano ad affitti medi annuali di 8.406 euro al metro quadrato, senza prendere in calcolo i costi delle utilita’, le tasse locali ed altri costi occasionali. Gli affitti percepiti per gli oltre 50 negozi di lusso sul Fifth Avenue sono aumentati del 12% nell’ultimo anno. A Parigi, l’affitto al metro quadrato di spazio commerciale su Champs Elysees arriva a 6.287 euro all’anno.

Immobiliare
Nel 2005, il mercato degli spazi per uso ufficio raddoppiera’. Nonostante il fatto che si costruisce sempre di piu’, il tasso di occupazione dei nuovi edifici aumenta
L’offerta di spazi per uffici cresce in ritmo accelerato. Si stima che nel 2005 continuera’ ad aumentare, ed a Bucarest lo stock raddoppiera’ quasi: in un anno verranno ultimati altrettanti edifici quanti sono stati costruiti negli ultimi 14 anni.
A Bucarest il mercato e’ in effervescenza
La maggior parte degli edifici per uso ufficio sono ubicati nella zona nord della Capitale.
Secondo uno studio realizzato dalla compagnia di consulenza immobiliare Eurisko, da uno stock totale di 598.000 mq di spazi per uffici, circa 241.493 mq sono edifici ubicati nella parte settentrionale della citta’ , e gli affitti si mantengono a livelli alti (18-20 euro/mq/mese, per gli spazi di classe A e 13-16 euro/mq/mese per quelli di classe B, rispetto ai 13-14 euro/mq/mese per classe A e 9-11 euro/mq/mese per Classe B nella parte meridionale della capitale).
Gli edifici nuovi di classe A ultimati nel 2004 hanno superfici totale tra 3.000 e 25.000 mq, indica un rapporto di mercato dell’agenzia immobiliare Esop. Tra questi si possono elencare 11 palazzi nuovi: Palazzo Italia (5.900 mq nella zona Universitatii), Barba BC (4.500mq, Piata Victoriei), Cascade BC (4.200 mq, Piata Victoriei), Charles de Gaulle Plazza (25.000 mq, Aviatorilor), Domus (3.000 mq, Stirbei), Litexco (3.000 mq, Stirbei), Daniel Danielopolu BC (3.900 mq, zona nord), Century Building (4.800 mq, Piata Victoriei), Floreasca BC (6.300 mq, Floreasca), Mecano BC (5.000 mq, Piata Romana), Unimed Building (5.300 mq, Universitate). “Per le compagnie che necessitano spazi di oltre 3.000 mq, le soluzioni esistenti sono insufficienti e percio’ dovranno aspettare progetti piu’ ampi che verranno finalizzati nel 2005-2006. E le rispettive compagnie scelgono la soluzione “pre-affitto”. Per assicurarsi lo spazio in edifici ampi, di alta qualita’, e per ottenere sconti di fino al 20% dell’affitto”, afferma Mirela Manea, rappresentante Esop.
Sono numerose anche le compagnie di piccole dimensioni che scelgono di traslocare da appartamenti nei palazzi per abitazioni verso i nuovi edifici per uffici, di classe B (meno cari di quelli della classe A) ad affitti mensili tra 11 e 13 euro/mq.
Anche le compagnie multinazionali scelgono gli spazi per uffici di classe B per le attivita’ che non implicano contatti con i clienti, tipo call-center, dipartimenti tecnici.
Il mercato degli spazi per uffici in altre citta’
Cluj-Napoca
La maggior parte delle richieste si colloca a livelli tra 5 e 7 euro/mq/mese e poche sono le compagnie disposte a spendere in affitti di fino a 10 euro/mq/mese. La maggior parte degli spazi allestiti per essere affittati uso ufficio si trovano in edifici vecchi ammodernati o in edifici nuovi pero’ abbastanza esigui e senza facilita’ moderne.
Craiova
Molte compagnie multinazionali o ditte locali hanno costruito edifici per le proprie sedi o svolgono l’attivita in spazi commerciali al pianterreno dei palazzi per abitazioni o in villette, ubicate nel centro della citta’, ristrutturate ad-hoc in sedi di lavoro con il pubblico. Gli affitti variano da 5 a 10 dollari/mq/mese, in funzione dell’ubicazione e delle dimensioni degli spazi. Nell’unico edificio nuovo vicino alla Piazza Centrale, esistono ancora spazi disponibili e l’affitto e’ di 12 euro/mq/mese.
Ploiesti
Esiste un unico edificio nuovo per uffici, Raytheon Washington, di classe A, appartenente alla SF-BAU Viena, con una superficie totale di 6.000 mq, su sette livelli. Sono disponibili anche numerose villette nuove, con superfici tra 200 e 700 mq, ubicate per la maggior parte in zone semicentrali o centrali. Gli affitti vengono calcolati per “modulo uso ufficio” (non al mq); per uno spazio di 50 – 100 mq l’affitto e’ tra 500 e 1.500 euro/mese. Nelle zone semicentrali o periferiche – zona ovest o zona est – gli spazi disponibili nelle ex imprese statali, con superfici tra 20 e 35 mq, vengono affittati per 150-200 euro/mese.

Zone di sviluppo immobiliare ad Arad
Zona centrale
• Appartamenti con 2-3 stanze: costano tra 35.000 45.000 euro, in funzione delle dotazioni, piano, rifiniture, ubicazione
• gli appartamenti meno cari sono quelli collocati in edifici vecchi, che necessitano riparazioni: i prezzi partono dai 30.000 euro.
• I prezzi delle case piu’ modeste, cu 5 stanze (senza investimenti significativi effettuati di recente), con una buona posizione, partono da 55.000-60.000 euro e possono arrivare a 90.000 euro, in funzione del confort.
• Le villette con oltre 5 stanze costano tra 150.000 e 600.000 euro; i prezzi variano in funzione dell’anno di costruzione e dall’ubicazione.
Tendenze: rispetto al 2003, i prezzi degli immobili della zona centrale sono aumentati del 50%.
Quartiere Micalaca
• Dopo la zona centrale, Micalaca e’ il piu’ caro e dinamico quartiere
• Il prezzo degli immobili e’ aumentato in primo luogo a causa dell’aumento dei prezzi dei terreni, dai 12 euro/mq nel 2003, a 30 euro/mq, attualmente.
• Gli appartamenti con 2-3 stanze costano tra 25.000 e 45.000 euro, in funzione delle dotazioni e dell’ubicazione, etc.
Il prezzo delle case con oltre 5 stanze dipende dall’anno di costruzione , dalle rifiniture e dall’ubicazione. Una casa vecchia si vende per almeno 100.000 euro mentre una nuova parte dai 200.000 euro in su.
Tendenze: rispetto al 2003, gli immobili di Micalaca sono piu’ cari del 80-90%, registrando il piu’ spettacolare aumento dei prezzi. Nell’opinione degli agenti immobiliari, cio’ e’ dovuto sia al deficit di terreni, che allo sviluppo economico registrato ultimamente dal quartiere Micalaca (apertura di due supermarket, una clinica medica, universita’ ecc.).
Quartiere Aradul-Nou
• E’ una zona nella quale predominano le case (su oltre il 90% dell’area).
• Gli appartamenti con 2-3 camere costano 25.000 – 30.000 euro.
• Le case meno care (che necessitano riparazioni significative) si vendono a partire dai 45.000 euro.
• Gli immobili vecchi, composti da piu’ di 5 camere si vendono a 80.000 – 120.000 euro, e le costruzioni nuove a 150.000 – 300.000 euro.
Tendenze: Rispetto al 2003, le case sono piu’ care del 35%, e gli appartamenti del 20%.
Zona Aurel Vlaicu-Bujac
• Qui si trovano gli appartamenti meno cari di Arad; quelli con 2-3 camere costano 16.000 – 20.000 euro.
• Le case con 4-5 camere, che necessitano riparazioni, in zone periferiche costano 35.000 – 40.000 euro, e sono le meno care di Arad.
• Le case piu’ vecchie con oltre 5 camere costano 100.000 euro, mentre le costruzioni nuove partono da 250.000 euro.
Tendenze: rispetto al 2003, i prezzi degli immobili sono aumentati del 35-40%.

Si è svolta il 25 ottobre scorso a Bruxelles, la conferenza organizzata dal Romanian Information Centre in Brussels sul tema “Oltre i clichés: il Banato una storia di successo del business Romeno – Italiano”.
L’argomento è stato considerato di grande importanza dai rappresentanti della Commissione europea, del Ministero dell’Economia e del Commercio Romeno, della Comunità d’affari italiana e dagli organi di stampa presenti.
Nel corso della conferenza si è dimostrato di particolare interesse l’intervento del Presidente dell’Associazione degli Imprenditori Italiani in Romania, Dott. Enrico Pollo, che ha analizzato il fenomeno della delocalizzazione ed internazionalizzazione delle imprese italiane e la competitività che ne deriva anche nell’ottica europea. L’intervento del Dott. Pollo è stato preceduto da quello del Dott. Guglielmo Frinzi, Presidente della Camera di Commercio Italiana per la Romania e Direttore Generale di Generali Assicurazioni Romania.
Durante la conferenza, Maurice Guyader rappresentante della Commisione Europea – DG Allargamento, ha confermato l’entrata della Romania nell’Unione Europea per il 1 gennaio 2007, senza alcuna deroga prevista per l’anno 2008.

Newsletter n.44 / 2004

Nei primi 8 mesi del 2004 sono stati registrati investimenti stranieri diretti per 1,3 miliardi di euro
Il valore degli investimenti esteri diretti (IDE) registrati nel periodo gennaio-agosto 2004 ammonta a 1,3 miliardi di euro (+43% rispetto al periodo simile del 2003), secondo i dati provvisori forniti dalla Banca Centrale (BNR), informa un comunicato dell’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS). Tali dati indicano un aumento accentuato dell’interesse degli investitori stranieri per i settori industriali che possono registrare uno sviluppo accelerato, come l’industria dei componenti per il settore automobilistico , dei mobili, dei componenti elettronici e IT, dei servizi ed il mercato immobiliare. Fino alla fine del 2004, si prevede un volume record di investimenti stranieri, di oltre 2 miliardi di euro, cioe’ un aumento del 25% rispetto al 2003, indica il comunicato ARIS. L’agenzia e’ coinvolta, attualmente, in 45 progetti per un valore di 2,7 miliardi di euro, in diversi stadi di realizzazione – dalla decisione sull’ubicazione dell’investimento fino alla finalizzazione dell’investimento ed inizio della produzione. Fino alla fine del 2004, con la finalizzazione dei progetti in corso di implementazione, si stima che saranno creati 10.800 nuovi posti di lavoro.
Nei mesi di settembre ed ottobre, al portafoglio dei progetti assistiti dall’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri si sono aggiunti i progetti nel settore dei componenti auto della compagnia francese Montupet, con un investimento di 120 milioni di euro, e della Coficab Tunisia, con 25 milioni di euro. Anche la Pirelli ha annunciato, recentemente, l’inizio, a Slatina, del partenariato con la compagnia Continental, per il nuovo stabilimento Cord Romania, con un investimento di 40 milioni di euro. Si aggiunge anche il progetto per la fabbrica di mattoni Wienerberger di Gura Ocnitei (Dambovita), con un investimento di oltre 20 milioni di euro, e l’intenzione del gruppo tedesco Tengelmann di organizzare una catena di 120 supermarket Plus Discount in tutte le grandi citta’ romene, con un investimento di 200 milioni di euro

Due anni complessi per la Romania, prima dell’adesione
L’adesione, nel 2007, della Romania all’Unione Europea presenta aspetti complessi. Mentre da una parte arrivano dei fondi, dall’alta vengono spese somme consistenti. E le spese saranno numerose, tenendo conto di tutti gli aspetti da mettere a punto fino al momento dell’adesione. I successivi due anni sono cruciali da questo punto di vista. E’ un’affermazione recente del ministro delle finanze pubbliche, Mihai Tanasescu, espressa in occasione della presentazione del progetto di Legge Finanziaria per il 2005, sottolineando che 2005 e 2006, anni preparatori per l’integrazione del Paese nell’UE, “saranno anni molto complessi”. Il 2005 sara’ caratterizzato, principalmente, da una diminuzione significativa dei redditi al bilancio dello stato, dalla diminuzione delle imposte, ma anche dall’aumento delle spese. Anche se il deficit del bilancio deve essere severamente controllato, come parte importante delle negoziazioni con il Fondo Monetario Internazionale, la Romania non avra’ nel 2005 un punto vulnerabile. Almeno cosi’ afferma il ministro Tanasescu, affermando che “non esistono rischi maggiori che minaccino l’economia romena”.
Nonostante cio’, nel bilancio a lungo termine, discusso con Brusselles ci sono determinate cifre che preoccupano. Il deficit di bilancio per esempio… Se dal 2002, quando rappresentava il 2,5% del PIL, e’ diminuito fino all’1,6% nel 2003, e nel 2004 e’ continuata la stessa tendenza, e secondo il Progetto di Finanziaria per il 2005, continuera’ fino all’1,5% del PIL, il deficit di bilancio ricomincera’ dal 2006 a registrare una tendenza ascendente. Partira’, fra due anni, dall’1,9% ed arrivera’ nel 2008 al 2,7%. L’aumento percentuale e’ dovuto, principalmente, alle spese che verranno effettuate per la preparazione all’integrazione. Nel 2005, per esempio, le spese rappresenteranno il 32,7% del PIL, mentre i redditi al bilancio dello stato rappresenteranno il 31,2% del PIL. Un anno piu’ tardi, nel 2006, le spese avranno un peso specifico nel PIL ancora piu’ alto, arrivando fino al 33,5%, mentre i redditi rappresenteranno soltanto il 31,6%. La differenza consistente tra i redditi e le spese al bilancio dello stato continuera’ ad aumentare, e si arrivera’ nel 2008 a spese per il 38,3% del PIL, rispetto a soli 35,6% di redditi al bilancio dello stato nello stesso anno.
L’aumento accelerato delle spese e’ giustificato, dagli analisti finanziari, anche con il contributo della Romania al bilancio comunitario. In altre parole, dal 2007, La Romania dovra’ “contribuire” con circa 870 milioni di euro, e la somma aumentera’ a quasi 980 milioni di euro nel 2008. Inoltre, la Romania spendera’, a partire dal 2005, di piu’ anche per il personale, spesa che arrivera’ al 4,9% del PIL, e le spese materiali saliranno fino al 7,3% nel 2007 e, non per ultimo, si spendera’ anche per gli interessi attinenti al debito pubblico, che arriveranno fino ad un massimo di 1,7% del PIL nell’anno dell’integrazione. Si ridurranno, invece, le spese per le sovvenzioni e premi che, cosi’ come e’ stato negoziato con l’UE, dovranno diminuire. Dal 2% del PIL nel 2005, il loro valore dovra’ ridursi a soli 1,5% nel 2006 e 2007. Per quanto riguarda il servizio del debito pubblico estero, il 2005 sara’ piu’ facile per la Romania. Cio’ e’ dovuto alla diminuzione, di 18,5 milioni di dollari, della rata rispetto al 2004. Nell’intervallo 2006 – 2008, pero’, il servizio del debito avra’ livelli piu’ alti. Partira’ da 1,8 miliardi di dollari nel 2006 ed arrivera’ a 2,4 miliardi di dollari nel 2008, quando avverra’ il riscatto dell’emissione di euroobligazioni per un valore di 600 milioni di euro, lanciata dal Ministero delle Finanze a giugno 2001. Le autorita’ affermano che controlleranno la crescita del debito pubblico esterno, in modo che il debito governativo rientri nei limiti sostenibili. In altre parole, se annualmente si registrera’ una crescita economica del 5% ed un deficit di bilancio che non supera il 3%, come si prevede, il debito pubblico non superera’ il 32% del PIL nei successivi 5 anni. I calcoli sono fatti a termine cosi’ lungo che ogni previsione potrebbe essere contraddetta, in qualsiasi momento, sia da un eventuale conflitto internazionale, che da un’evoluzione sfavorevole dei prodotti quotati nelle borse internazionali.

Meta’ delle attuali Piccole e Medie Imprese cessera’ di esistere. L’analista economico Ilie Serbanescu sostiene che, dopo l’integrazione, molte PMI romene non potranno fronteggiare la concorrenza nella comunita’ europea
La Romania ha ricevuto lo statuto di economia di mercato funzionale perche’ il capitale occidentale controlla gia’ i settori economici vitali – sostiene l’analista economico Ilie Serbanescu.
“L’asse principale dell’economia romena non appartiene piu’ al capitale autoctono. Il gas, l’elettricita’, le telecomunicazioni, il petrolio, l’acciaio, il cemento, le banche sono passati nelle mani del capitale occidentale. Questa e’ la ragione della concessione dello statuto di economia funzionale”, ha dichiarato Serbanescu ad un recente seminario a Iasi. E l’analista economico ha presentato alcuni degli effetti che l’integrazione dell’economia romena nell’UE avra’. “Spariranno le grandi opportunita’ per spogliare l’economia romena. Mi riferisco agli aiuti da parte dello stato e alle sovvenzioni fiscali che cesseranno con l’entrata nell’UE. Le societa’ private con copertura politico-clientelare dovranno adeguarsi alle nuove regole, senza attendere piu’ fondi dalla “tasca pubblica” sottolinea l’analista.
E Serbanescu ricorda che, secondo i calcoli del FMI, i debiti delle societa’ private nei confronti del bilancio dello stato rappresentano il 17% del loro giro di affari, mentre nel caso delle aziende statali la percentuale arriva al 92% del giro di affari.
“Il problema principale e’ che gli aiuti da parte dello stato e le sovvenzioni costituiscono la principale fonte di finanziamento delle grandi societa’ romene, indifferentemente se sono statali o private”, aggiunge Serbanescu. Esse diventeranno molto vulnerabili dopo l’integrazione quando gli aiuti e le sovvenzioni cesseranno di essere procedure sistematiche.
Nel contempo anche le PMI soffriranno le conseguenze dell’integrazione. “Meta’ delle PMI spariranno come conseguenza dei costi che l’integrazione presuppone. Gli investimenti per l’ambiente, che in Romania non sono stati ancora effettuati, saranno molto costosi anche se profittevoli a lungo termine. I costi per la qualita’, rispettivamente per l’accreditamento e l’audit, i costi per la protezione del consumatore ai quali si aggiungono quelli amministrativi peseranno sulle PMI dopo il 2007”, aggiunge Serbanescu.
In Polonia, dopo l’integrazione, il 70% delle PMI e’ sparito, ed in Ungheria il 50%; esse sono state sostituite per la maggior parte da aziende con capitale proveniente dall’UE.

Il deficit della bilancia del conto corrente e’ ammontato nei primi 8 mesi del 2004 a 2,098 miliardi di euro
Il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato nel periodo gennaio-agosto 2004, un deficit di 2,098 miliardi di euro (+46,4% rispetto a quello del periodo simile del 2003), secondo i dati resi pubblici dalla Banca Nazionale della Romania (BNR).
Il debito estero a medio e lungo termine era al 31 agosto 2004 di 17,412 miliardi di euro, in aumento dell’11% rispetto al 31 dicembre 2003.
Il debito estero, pubblico e pubblicamente garantito, ha registrato al 31 agosto 2004 un saldo di 10,214 milioni di euro ed ha rappresentato il 58,7% del debito a medio e lungo termine (rispetto ai 61,7% al 31 dicembre 2003). Il debito privato estero ammontava al 31 agosto 2004 a 7,198 miliardi di euro (+19,8% rispetto al livello registrato al 31 dicembre 2003).
Il tasso del servizio del debito estero e’ stato nel periodo gennaio – agosto 2004 del 18%, rispetto ai 20,6% nel 2003.
Il grado di copertura era al 31 agosto 2004 di 4,9 mesi di importazioni, rispetto a 4,1 mesi di importazioni al 31 dicembre 2003.
La Romania si era impegnata, nelle negoziazioni con il Fondo Monetario Internazionale, di rientrare nel 2004 in un deficit di conto corrente di 2,885 miliardi di euro, equivalente al 5,3% del PIL, in diminuzione rispetto al livello registrato nel 2003, del 5,9% del PIL.
Il piu’ importante fattore che ha determinato l’aumento dello squilibrio della bilancia dei pagamenti e’ stato il commercio estero, che ha registrato un saldo negativo di 2,92 miliardi di euro nel periodo gennaio-agosto, in aumento di 926 milioni di euro rispetto ai primi 8 mesi del 2003.
I trasferimenti correnti hanno compensato soltanto parzialmente questa evoluzione, anche se sono aumentati da 1,04 miliardi di euro a 1,35 miliardi di euro.

Le banche operanti in Romania gestiscono un “tesoro” di 19 miliardi di dollari. Le ex banche statali, BCR, BRD e Raiffeisen dominano il mercato bancario in Romania
Secondo un rapporto elaborato da Intercapital Invest, il mercato bancario in Romania e’ attualmente diviso tra 39 banche, e gli attivi bancari ammontano a 19 miliardi di dollari. Il motore della crescita e dello sviluppo del settore bancario e’ costituito dal capitale straniero: 12 delle prime 15 banche, per quanto riguarda le quote di mercato, hanno azionisti stranieri, alle quali si aggiungono due banche in corso di privatizzazione ed una banca con capitale misto. Da un altro punto di vista, il mercato sarebbe ancora dominato dalle banche statali o ex statali. Tre banche hanno una quota di mercato cumulata del 50% (quote di mercato dal totale degli attivi bancari). Prima nel top e’ la Banca Commerciale Romena BCR, con una quota di mercato del 29,42%, seguita dalla Banca Romena di Sviluppo BRD – con il 13,30%, trasferita attraverso la privatizzazione ad un investitore strategico – il gruppo francese Societe Generale. La Raiffeisen Bank, con una quota di mercato del 7,23%, e’ la terza (ex Banca Agricola trasferita attraverso privatizzazione al gruppo austriaco Raiffeisen). Sul 4-o e 5-o posto si collocano una banca statale, la Cassa di Risparmio CEC, con una quota di mercato del 6,51%, e ABN Amro Bank Romania, con il 5,15%. Nella classifica delle banche seguono 12 banche con una quota di mercato cumulata del 30% (quota di mercato media individuale del 2,5%), alle quali si aggiungono altre 22 banche con una quota di mercato inferiore all’1% ognuna (ed una quota cumulata di circa il 9%).
Per quanto riguarda i depositi bancari costituiti in Romania, questi rappresentano un valore equivalente a soli 20% del PIL, rispetto a valori del 40% in Polonia e del 60% nella Rep.Ceca o Slovacchia. La situazione e’ simile anche per quanto riguarda i crediti: il valore dei crediti non governativi in Romania rappresenta circa il 12% del PIL, rispetto a valori tra il 30% ed il 35% in Polonia, Rep.Ceca e Slovacchia e valori vicini al 100% nei Paesi dell’Unione Europea. Gli attivi bancari in Romania rappresentano soltanto il 35% del PIL, pero’ la percentuale e’ in aumento rispetto al 25% registrato nel 2000. Dopo gli shock e l’instabilita’ nel sistema bancario degli anni ‘90, il peso specifico degli attivi bancari nel PIL e’ cresciuto continuamente dal 2000 fino al momento attuale. Tale evoluzione e’ stata possibile a causa dello squilibrio tra la richiesta e l’offerta di servizi bancari. Le prospettive a medio termine rimangono molto buone, indica il rapporto Intercapital Invest. La crescita economica determinera’ sia lo sviluppo dell’attivita’ delle aziende che il consolidamento di una classe media in Romania, tendenze grazie alle quali le banche continueranno a svilupparsi. Le condizioni sono cambiate, il mercato e’ piu’ maturo, la concorrenza e’ aumentata, e la opportunita’ del tipo rendimenti spettacolari dei titoli di stato o prodotti bancari di base sul mercato si sono ridotte considerevolmente. Le banche continueranno ad ottenere buone performances pero’ con piu’ sforzi.

Con la vendita di 5 compagnie energetiche, l’economia romena incamera una somma uguale al 4,42% del PIL
“Con la privatizzazione di cinque compagnie del settore energetico, la Romania incassa 2,6 miliardi di euro, il che rappresenta il 33,2% della riserva valutaria del Paese al 31 dicembre 2003 oppure il 4,42% del prodotto interno lordo”, dichiara Dorin Mucea, capo dell’Ufficio per la Privatizzazione nell’Industria (OPSPI).
Recentemente e’ stato firmato il contratto di privatizzazione per Distrigaz Nord, la quinta compagnia del settore energetico privatizzata nel 2004. La Compagnia Ruhrgas, parte del gruppo tedesco E.ON, paghera’ 125 milioni di euro per il 30% delle azioni Distrigaz Nord e investira’ ulteriori 179 milioni di euro per l’aumento del capitale in seguito al quale la sua partecipazione salira’ al 51%. L’offerta Ruhrgas valuta Distrigaz Nord a 416 milioni di euro per il 100% del capitale proprio, prendendo in considerazione che al 30 aprile 2004, la societa’ aveva debiti finanziari netti per 13 milioni di euro. Le autorita’ considerano che la transazione (pagamento delle azioni acquistate, aumento del capitale sociale e trasferimento delle azioni) sara’ finalizzata nell’ultimo trimestre del 2004. Fino alla finalizzazione, i rappresentanti Ruhrgas partecipano attivamente a tutte le decisioni strategiche maggiori prese da Distrigaz Nord.
Gaz de France ha firmato recentemente l’accordo per il prelievo della Distrigaz Sud, l’altra compagnia di distribuzione del gas naturale in Romania, una transazione per 311 milioni di euro. Anche in questo caso, l’acquirente diventa azionista di maggioranza dopo aver pagato per l’acquisto del 30% delle azioni ed aver sottoscritto un aumento del capitale.
Il gruppo consulente per la privatizzazione di entrambe le distribuzioni e’ diretto da Credit Suisse First Boston International ed e’ composto da Linklaters Miculitii si Asociatii, Fondo di Investimenti Romeno-Americano, EA Technology ed Ernst and Young. I consulenti ricevono un onorario fisso, pagato da un credito a fondo perduto Phare ed un onorario di successo, dell’1,58% del valore totale della transazione (4,8 milioni di euro per Distrigaz Nord e 4,9 milioni di euro per Distrigaz Sud).
Nel mese di luglio, la OMV ha firmato il contratto di privatizzazione della piu’ grande compagnia romena, SNP Petrom. Il gruppo austriaco deve pagare 669 milioni di euro per il 33,34% delle azioni Petrom, nonche’ una somma per l’aumento di capitale fino al 51% delle azioni – da fissare, tra i 723 milioni di euro ed 860 milioni di euro.
Sempre nel mese di luglio, l’Enel ha firmato il contratto per il prelievo diretto del 24,62% delle azioni delle distribuzioni di energia elettrica Electrica Banat ed Electrica Dobrogea (per le quali paga 35,1 milioni di euro), dovendo poi, con un aumento di capitale, assicurarsi il pacchetto di maggioranza del 51% (per il quale investira’ 76,7 milioni di euro).
Quindi, per tutte queste privatizzazioni nell’economia romena arrivano circa 2,25 miliardi di euro di cui lo stato incassa direttamente 958 milioni di euro.
Solo a 14 anni dopo gli avvenimenti del 1989, la Romania raggiunge la “cima” delle privatizzazioni, mentre l’Ungheria o la Rep.Ceca l’hanno toccata negli anni ‘95 – ‘96.
Per gli investitori stranieri arrivati, OMV, Gaz de France, Ruhrgas, Enel, lo scopo principale e’ stato un buon posizionamento su uno dei piu’ grandi mercati dell’Europa Orientale, prima della sua adesione al mercato unico europeo nel 2007.

Previsioni per il 2005: 734 milioni di euro, finanziamenti attraverso i programmi PHARE ed ISPA
Anche nel 2005 gli strumenti finanziari messi a disposizione dall’Unione Europea sono i programmi PHARE, ISPA e SAPARD.
Nel 2005, vengono concessi 293,2 milioni di euro attraverso il PHARE, e le principali destinazioni sono gli investimenti per la coesione economica e sociale (progetti destinati a ridurre i divari tra le regioni) ed investimenti nei programmi di cooperazione transfrontaliera.
Piu’ consistente e’ il bilancio del programma ISPA che concede 440,4 milioni di euro, di cui 191,7 milioni di euro per azioni riguardanti l’ambiente e 248,7 milioni di euro per i trasporti. Il cofinanziamento dal bilancio dello stato, attraverso “Trasferimenti attinenti al Fondo Nazionale di Preadesione”, e’ estimato, per il 2005, a 6,3 milioni di euro per l’ambiente e 84,3 milioni di euro per i trasporti.
Aumenti si registrano anche nel bilancio del programma SAPARD; le principali direzioni di azione sono il miglioramento della lavorazione e del marketing dei prodotti agroalimentari ed ittici nonche’ lo sviluppo dell’economia rurale. Da 115,7 milioni di euro nel 2004, nel 2005 saranno disponibili 156,3 milioni di euro e nel 2006 circa 483,6 milioni di euro.

Finanziamenti a fondo perduto per la lavorazione del latte, attraverso il programma SAPARD
Attraverso il SAPARD sono disponibili, entro il 2006, oltre 64 milioni di euro per la lavorazione del latte, informa il Ministero Agricoltura.
Quindi, nel quadro della Misura 1.1, Miglioramento della trasformazione e del marketing dei prodotti agricoli ed ittici, sottomisura Latte e derivati del latte possono essere finanziati progetti del tipo investimenti in costruzioni nuove, installazioni, macchinari ed equipaggiamenti , ammodernamento e ritecnologizzazione delle aziende esistenti, creazione di centri di raccolta, raffreddamento e stoccaggio del latte come materia prima, acquisto di mezzi di trasporto nuovi, specializzati, isotermi, frigorifici, veicoli per prodotti liquidi o in forma di polvere, identificati in base a degli studi di fattibilita’.
Inoltre, si puo’ accedere ai fondi SAPARD per investimenti nella lavorazione, deposito e marketing del latte e derivati del latte nonche’ per l’ammodernamento e ritecnologizzazione delle capacita’ esistenti. Oppure per il trattamento, riciclaggio ed eliminazione dei prodotti residuali e rifiuti dannosi e per l’aumento del valore aggiunto dei sotto-prodotti risultati dalla lavorazione del latte (siero di latte).
Sono eleggibili anche gli investimenti per il miglioramento del controllo interno della qualita’ della materia prima, semilavorati, prodotti e sottoprodotti risultati dalla lavorazione (costruzione ed ammodernamento degli spazi per laboratori per analisi e per l’acquisto delle attrezzature per laboratori).
L’Agenzia SAPARD ha stabilito i criteri di eleggibilita’ per le capacita’ di trasformazione del latte. Il progetto deve rientrare nelle seguenti dimensioni: per i centri nuovi o ammodernati di raccolta, raffreddamento e stoccaggio del latte la capacita’ di lavorazione e’ di almeno 2.000 ettolitri/anno, lper le capacita di trasformazione nuove di almeno 12.500 de ettolitri/anno, e per l’ammodernamento delle capacita’ di trasformazione esistenti un minimo di 50.000 ettolitri/anno.
Altre condizioni obbligatorie si riferiscono alle materie prime che devono corrispondere alle condizioni di qualita’ previste dagli standard nazionali.
Per accedere al finanziamento, un progetto presentato per la Misura 1.1 deve rientrare nei seguenti limiti: valore minimo eleggibile del progetto 30.000 euro e valore massimo 2.000.000 euro. Un aiuto finanziario a fondo perduto non puo’ superare il 50% del valore totale eleggibile del progetto, in altre parole un beneficiario puo’ ricevere tra 15.000 e 1.000.000 di euro.
In seguito alla modifica della scheda tecnica della Misura 1.1, approvata dalla Commissione Europea, il valore massimo di un investimento e’ aumentato da 2.000.000 euro a 4.000.000 euro. Tale modifica entrera’ in vigore dopo la sua pubblicazione della decisione ufficiale della Commissione.

Sempre nel programma Sapard, finanziamenti a fondo perduto per l’industria dello zucchero per 10 milioni di euro
Il Programma Sapard mette a disposizione, fino nel 2006, finanziamenti a fondo perduto per oltre 10 milioni di euro per progetti nell’industria dello zucchero, informa l’Agenzia Sapard.
Nel quadro della Misura 1.1 “Miglioramento della lavorazione dei prodotti agricoli ed ittici” – sottomisura Zucchero, possono essere finanziati progetti che riguardano nuovi investimenti per la costruzione (nelle aziende per la trasformazione ed il marketing) o l’ammodernamento degli edifici, macchinari ed attrezzature e per la ritecnologizzazione di quelli gia’ esistenti nonche’ progetti per il deposito e lavorazione della barbabietola da zucchero.
Sono eleggibili, anche gli investimenti per il miglioramento delle tecnologie di deposito, marchiatura ed imballo dello zucchero, per il miglioramento dell’igiene e della qualita’ secondo gli standard dell’Unione Europea, nonche’ gli investimenti per l’aumento del valore aggiunto dei sottoprodotti risultati dalla lavorazione (melassa ed altri), per il trattamento, riciclaggio ed eliminazione dei prodotti residuali e dei rifiuti nocivi, per il miglioramento del sistema di monitoraggio e controllo della catena di raccolta, deposito, lavorazione e marketing dei prodotti, per il miglioramento del controllo interno della qualita’ delle materie prime, semifabbricati, prodotti e sotto-prodotti ottenuti dalla lavorazione (costruzione ed ammodernamento degli spazi per laboratori di analisi ed acquisto di attrezzature per laboratori).
Per le capacita’ di deposito e lavorazione della barbabietola da zucchero, ogni progetto deve riguardare una capacita’ di lavorazione primaria, ammodernata, di 2.000 tonnellate al giorno o 150.000 tonnellate per ogni raccolto.
Il valore di ogni progetto presentato, per la sottomisura Zucchero, deve rientrare nei limiti 30.000 – 2 milioni di euro, ed il finanziamento a fondo perduto rappresenta il 30% del valore totale eleggibile. In seguito alla modifica della scheda tecnica della Misura 1.1, approvata dalla Commissione Europea, il valore massimo di ogni investimento aumenta dai 2 ai 4 milioni di euro. La modifica entrera’ in vigore dopo la pubblicazione della decisione ufficiale della Commissione.

Eco-Rom Ambalaje S.A. porta ufficialmente in Romania il sistema europeo di gestione degli imballaggi Punto Verde
Eco-Rom Ambalaje SA rappresenta ufficialmente in Romania, a partire dal 15 ottobre 2004, il sistema europeo di gestione degli imballaggi “Punto Verde”, e quindi la Romania si aggiunge ai 26 stati dell’Europa ed America nei quali funziona questo sistema.
La licenza e’ stata concessa alla Eco-Rom Ambalaje SA, per la Romania, dall’Organizzazione Europea PRO Europe, che detiene i diritti sul marchio “Punto Verde”.
Nel sistema “Punto Verde”, gli operatori economici che hanno obblighi per quanto riguarda la valorizzazione e riciclaggio dei rifiuti da imballaggi possono trasferire, in base a contratto, la responsabilita’ della valorizzazione e riciclaggio dei rifiuti da imballaggi all’organizzazione Eco-Rom Ambalaje SA, che conclude, a suo turno, partenariati con le autorita’ locali, con le societa’ di salubrita’ e trasporto e con le aziende specializzate nel riciclaggio.
Gli operatori economici che aderiscono al sistema “Punto Verde” potranno inserire il simbolo “Punto Verde” sugli imballaggi dei loro prodotti. E l’acquirente sapra’ che il produttore o l’importatore dei rispettivi prodotti e’ una compagnia responsabile dal punto di vista sociale, poiche’ si e’ impegnata a fare in modo che gli imballaggi dei propri prodotti siano raccolti dalla popolazione in contenitori separati, riciclati o valorizzati.
L’ottenimento della licenza per il “Punto Verde” permette l’implementazione, in Romania, di uno schema accettato e verificato nell’Unione Europea per la valorizzazione e riciclaggio dei rifiuti da imballaggi. Produttori, municipalita’, autorita’ e cittadini hanno responsabilita’ comuni, ed i risultati dei loro sforzi porteranno a citta’ piu’ pulite ed una migliore protezione dell’ambiente.
L’esistenza di un tale sistema di gestione dei rifiuti da imballaggi e’ una condizione per l’adesione della Romania all’Unione Europea. Eco-Rom Ambalaje SA gestira’ le proprie risorse per l’implementazione in Romania della Direttiva Europea nr.94/62/EC sugli imballaggi e rifiuti da imballaggi.
Eco-Rom Ambalaje SA e’ stata costituita alla fine del 2003, sul modello di organizzazioni europee simili: Eco – Emballages (Francia), Fost Plus (Belgio), ARA (Austria), Duales System Deutchland (Germania). Eco-Rom Ambalaje SA, similmente a queste organizzazioni, non e’ orientata verso il profitto, ma verso la promozione di soluzioni efficaci e durevoli per il processo di gestione degli imballaggi.

Il capitale detenuto dal cittadino romeno e’ il piu’ basso nell’intera Europa allargata. I romeni cumulano un capitale che rappresenta soltanto il 16% del PIL nazionale, rispetto ad una media del 47% nell’UE * I piazzamenti delle persone fisiche in Romania rappresentano, nel 2004, circa 9,5 miliardi di euro, mentre i debiti accumulati dalla popolazione ammontano a 3,2 miliardi di euro * Secondo ufficiali della Banca Centrale (BNR), una causa e’ anche il divario molto consistente tra la Romania e gli altri stati per quanto riguarda i fondi delle pensioni
La popolazione della Romania si piazza sull’ultimo posto in una classifica degli stati dell’Unione Europea sui risparmi ed investimenti negli strumenti finanziari, sia come valore assoluto che come percentuale nel PIL, indica un’analisi realizzata da UniCredit. La media degli attivi finanziari (contanti, depositi, azioni, partecipazioni di capitale, titoli di valore non quotati, fondi mutui, assicurazioni e fondi di pensioni) detenuti dai romeni rappresentano soltanto il 17,8% del livello esistente nei Paesi dell’Europa Centrale della prima ondata di adesione all’UE. In valori relativi, i romeni accumulano un capitale che rappresenta soltanto il 16% del PIL, rispetto ad una media del 47% nell’UE ed un livello del 170% nei Paesi che erano gia’ membri dell’Unione Europea alla fine del 2003.
I piazzamenti delle persone fisiche in Romania rappresentano, nel 2004, circa 9,5 miliardi di euro, mentre i debiti accumulati dalla popolazione ammontano a 3,2 miliardi di euro.
Un romeno riesce a risparmiare in un anno, soltanto lo 0,9% del capitale accumulato da un cittadino dell’Unione Europea. In Romania, gli attivi finanziari pro capite ammontano a 338 euro all’anno, mentre i passivi (crediti) ammontano a 84 euro all’anno. Cio’ significa che l’accumulazione netta di capitale realizzata da un romeno in un anno e’ di soli 255 euro, rispetto ai 27.000 euro in media nell’Unione Europea.
Una difficolta’ e’ rappresentata dal divario molto consistente tra la Romania e gli altri stati per quanto riguarda i fondi delle pensioni, come conseguenza dei ritardi nell’elaborazione della legislazione sul sistema privato. L’attuale legge, obbligatoria soltanto per i cittadini che non hanno compiuto 35 anni, non aiuta la Romania a recuperare i ritardi nel campo. I fondi delle pensioni, che in Romania mancano assolutamente, nell’UE rappresentano oltre il 13% degli attivi finanziari.
Il 15% dei risparmi dei romeni viene conservato in contanti ed il 63% in depositi bancari. Le due modalita’ per conservare i risparmi – considerate dai bancari come forme “primitive” di risparmio – cumulano oltre il 78% dei risparmi in Romania, mentre gli occidentali conservano in depositi bancari ed in contanti soltanto il 37,5% dei loro risparmi.

I parchi industriali, un investimento immobiliare in attesa dello sbarco di nuovi investitori. Il trasferimento del business al limite della citta’, una tendenza gia’ manifesta nell’occidente, comincia a prendere contorno anche in Romania
In un parco industriale l’investitore non si deve preoccupare per le infrastrutture (acqua, energia elettrica, vie di accesso, comunicazioni). Arriva, sceglie l’ubicazione e paga un affitto mensile. Le locazioni sono costruzioni greenfield oppure ex perimetri industriali adeguati ai piani urbanistici delle grandi citta’.
In Romania, fino all’apparizione dei parchi industriali, gli unici posti nei quali si potevano sviluppare delle attivita’ in spazi gia’ allestiti erano le zone industriali. Pero’ queste strutture non soddisfacevano le esigenze degli investitori e’ si e’ passato alla formula dei parchi industriali.
Attualmente in Romania funzionano 37 parchi industriali. Gli analisti sottolineano che non tutti si svilupperanno allo stesso ritmo, alcuni attireranno numerosi investitori esteri ed altri riusciranno soltanto a risolvere parzialmente i problemi sociali locali; tutto dipende dall’ubicazione di ogni parco.
A Sibiu, nel Parco Industriale Şura Mică, con una superficie di 98 ettari, e’ stata allestita una zona pilota di 14 ettari, di cui sono gia’ stati venduti 5,6 ettari e si negozia per ulteriori 2 ettari. Il valore del terreno e’ di 6,5 euro/mq, di cui 0,7 euro rappresenta il prezzo del terreno “verde” estrapolato dal circuito agricolo e 5,6 euro il prezzo per le utilita’ che saranno portate fino alla “porta” dei lotti venduti.
A Satu-Mare si trova uno dei piu’ grandi parchi industriali del Nord del Paese. Ha quasi 70 ettari e dispone di tutte le facilita’ urbane: strade, energia elettrica, gas, acqua, canalizzazione, telecomunicazioni. La zona industriale ospitera’ 17 nuovi obiettivi industriali con 5.000 posti di lavoro. L’intera superficie e’ divisa in 18 lotti, con aree tra 1,25 e 6,9 ettari. I lavori di allestimento e quelli per l’energia elettrica nel parco industriale di Satu-Mare saranno ultimati a dicembre 2004. Fino al momento attuale e’ stato eseguito circa il 70% del valore totale dei lavori, il che significa un investimento di oltre 4 milioni di euro. Il Progetto Parco Industriale Sud fa parte dello stesso programma Phare 2000 che sostiene anche lo sviluppo delle infrastrutture per l’appoggio agli investimenti locali su un terreno che sara’ venduto o concesso agli investitori in grado di sviluppare un’attivita’ a Satu Mare. Circa il 70% del costo totale del progetto e’ finanziato a fondo perduto. Attraverso il programma Phare 2000, il progetto P.I.S. di Satu-Mare ha beneficiato di 4 milioni di euro.
La vicinanza rispetto a due punti di frontiera, con un intenso traffico commerciale (Petea-Ungheria-Unione Europea e Halmeu-Ucraina-Polonia) e’ il piu’ importante vantaggio del parco di Satu-Mare.
Nel Parco industriale Sud di Satu-Mare verranno prodotti parti e pezzi per l’industria automobilistica, prodotti elettronici, si sviluppera’ la meccanica strumentale, l’industria dei beni di consumo e l’industria dei mobili, ma anche il settore IT, telecomunicazioni ed elettronica.
I tedeschi preferiscono Sibiu. Sei compagnie straniere hanno annunciato l’intenzione di realizzare investimenti per quasi 15 milioni di euro nel parco industriale Şura Mică di Sibiu. La compagnia Rehau intende costruire uno stabilimento per la produzione di materie plastiche, tubature profilati in PVC; l’investimento iniziale ammonta a 6,7 milioni di euro. Un altro investitore e’ la francese SNR Roulements che vanta un piano investizionale di 5 milioni di euro per la realizzazione di un’azienda per la produzione di cuscinetti. Tra gli investitori intenti ad operare nel parco industriale Şura Mică c’e’ anche la compagnia polacca Porta, che intende produrre porte e la tedesca Union che produrra’ accessori per l’industria dei beni di consumo.
“Abbiamo previsto, nella pria tappa, 19 grandi locazioni, ma credo che tra 10 anni, nel parco industriale Şura Mică opereranno piu’ di 30 societa’”, afferma Ştefan Şoiman, direttore esecutivo del Parco Industriale Şura Mică. . Le compagnie Transeuro România, Pan Food SRL, Mainetti România e Matzeast hanno gia’ acquistato dei lotti di terreno nel Parco Industriale Şura Mică di Sibiu. Le aziende operano nel campo del trasporto stradale, dell’industria alimentare, della lavorazione delle materie plastiche e dell’industria tessile. “Siamo nella fase di finalizzazione della documentazione per l’autorizzazione all’inizio della costruzione. L’anno prossimo verra’ costruita la strada di accesso (600 mq) verso i primi lotti acquistati e sara’ completata l’infrastruttura”, afferma Ştefan Şoiman.
A Cluj, nel quadro del parco industriale Tetarom, il prezzo di vendita del terreno oscillera’ tra 10 euro/mq e 50 euro/mq, in funzione dell’ubicazione all’interno del parco. Attualmente il terreno della zona investimento Phare non puo’ essere venduto senza l’accordo del Ministero dell’Integrazione Europea e della Delegazione della Commissione Europea in Romania. “La legislazione romena sugli investimenti nei parchi industriali e’ favorevole. In piu’, la Romania e’ il secondo mercato come dimensioni nell’Europa Centrale ed Orientale”, argomenta Viorel Găvrea, direttore Tetarom. I 27 ettari disponibili vengono offerti in sistema “greenfield”, con tutte le utilita’ pronte per gli investitori.
La tedesca Ruwel AG intende investire 80 milioni di euro per la produzione di circuiti integrati di alta tecnologia a Cluj e costruira’ nel Parco Industriale di Cluj-Napoca uno stabilimento di produzione con un’area di 15.000 mq.
Con un investimento Phare di oltre 5 milioni di euro, il Parco Industriale Tetarom di Cluj-Napoca diventera’ funzionale a novembre 2004. Il progetto e’ iniziato nel 2000 ed ha necessitato un investimento totale di circa 11 milioni di euro 5 milioni di euro dal progetto Phare, 3,5 milioni da fondi europei, 1,5 milioni da fonti governative e 1 milione di euro da fondi regionali.
Sui 27 ettari si svilupperanno attivita’ non inquinanti dei settori IT, elettronica, elettrotecnica, elettrodomestici, audio-video, mecatronica, automatica o industria automobilistica. L’intera superficie del Parco Industriale Tetarom sara’ occupata completamente al piu’ tardi nel 2015. I vantaggi concorrenziali di Cluj nell’ambiente transilvano sono: l’ubicazione geografica, la tradizione universitaria, la buona qualifica della manodopera a prezzo ancora contenuto (come conseguenza della disoccupazione piu’ alta della media nazionale), l’aeroporto internazionale e la prospettiva di essere collegato, tra alcuni anni, all’autostrada. Gli svantaggi sono quelli generici, esistenti a livello nazionale: la burocrazia eccessiva, il quadro legislativo troppo mutevole e l’imprevidibilita’ del mercato romeno.
Il terreno destinato all’investimento “Parco Industriale Timişoara” ha una superficie di 18,37 ettari. Nella zona Timişoara, negli ultimi 10 anni, la richiesta di spazi da adibire ad attivita’ produttive e servizi aumenta continuamente, rispetto all’offerta esistente ed ai parametri di qualita’. Nel futuro parco industriale sono gia’ stati costruiti un padiglione per servizi ed un edificio per service auto, destinato a fornire servizi di base per i trasportatori stradali. Inoltre, 2 ettari saranno messi in vendita per le aziende interessate, ed un area contenente 25 superfici individuali tra 700 mq e 9.000 mq saranno concessionati ad un prezzo minimo di 4 euro al metro quadrato.
Strano ma vero, a Timisoara, il Comune ed il Consiglio Regionale hanno, ognuno un suo Parco Industriale in amministrazione.

Secondo uno studio della compagnia Colliers, gli spazi per uso ufficio a Bucarest hanno prezzi simili a quelli delle grandi capitali europee
A Bucarest ci sono 7-8 volte meno spazi per uso ufficio che a Praga, Budapest o Varsavia, ma i prezzi di vendita degli immobili di classe A sono quasi simili, indica uno studio elaborato dalla compagnia immobiliare Colliers. Secondo lo studio, gli immobili di classe A di Bucarest hanno una superficie totale di 150.000 metri quadrati, mentre a Praga sono costruiti 800.000 metri quadrati, a Budapest circa 1 milione di metri quadrati, ed a Varsavia 2 milioni di metri quadrati. Per gli spazi ad uso ufficio, a Bucarest il prezzo medio di vendita arriva a 2.200 euro al metro quadrato, mentre a Praga un metro quadrato di spazi ad uso ufficio costa 2.300 euro, inferiore di 200 euro/mq rispetto a Budapest e di 300 euro/mq rispetto a Varsavia.
La situazione e’ diversa nel caso dell’affitto di spazi ad uso ufficio: a Bucarest si registrano tariffe di 16 euro/mq mensili, rispetto ai 13 euro a Budapest. Secondo i dati Colliers, Varsavia e Praga sono citta’ piu’ costose da questo punto di vista, con tariffe medie di 17 euro rispettivamente 18 euro.
A differenza degli spazi ad uso ufficio, quelli del settore del retail (destinati alle attivita’ commerciali) hanno tariffe comprese tra un mimo di 10-50 euro ed un massimo di 15-100 euro al metro quadrato al mese, in funzione dell’ubicazione. Il Bulevard Magheru rimane la zona piu’ cara di Bucarest, con tariffe da 50 a 100 euro, seguito da vicino da Calea Victoriei e Calea Dorobanti, dove gli affitti dei negozi oscillano tra i 20 ed i 60 euro/mq.
I dati di Colliers indicano un’evoluzione spettacolare sul mercato dei terreni, dove, in alcune zone, i prezzi sono raddoppiati nel 2004 rispetto al 2003. I prezzi dei terreni variano tra i 12 – 25 euro/mq nella parte occidentale della Capitale fino ai 500-1.200 euro tra Piata Victoriei e Casa Presei. Nella zona nord, i prezzi ammontano a 100-200 euro/mq, rispetto ai 80-150 euro dell’anno scorso, e nella zona Pipera variano tra i 100 ed i 150 euro, quasi il doppio rispetto al 2003. “E’ il miglior momento per realizzare investimenti nel campo immobiliare. Gli affitti per gli spazi ad uso ufficio si sono stabilizzati, il potenziale di crescita dei settori di retail e delle abitazioni sono al piu’ alto livello di fino adesso, ed il piu’, gli investimenti stranieri nella zona immobiliare aumenteranno con l’avvicinarsi dell’adesione della Romania all’UE”, conclude il rapporto Colliers.
Tariffe piu ridotte a Timisoara
A Timisoara, gli affitti si conservano a livelli di 8-12 euro/mq al mese per gli spazi di classe A, rispettivamente 5-10 euro/mq/mese per quelli di classe B.
“La maggior parte degli edifici ad uso ufficio sono di classe B, ad eccezione di Asirom e Schela de Petrol”, dichiara Ramona Belejan, direttore marketing di Casadomi Timisoara.
“La scarsa offerta per quanto riguarda gli edifici ad uso ufficio e la richiesta sempre piu’ alta di spazi di qualita’, dovrebbe incentivare gli investitori a costruire tali edifici.
Tra i piu’ recenti progetti realizzati a Timisoara si annoverano Timcom, Infotim (immobile che sara’ completamente ristrutturato nella primavera 2005), il Centro di Affari Brancoveanu. Nel 2005 i prezzi dovrebbero aumentare del 5%”, aggiunge Ramona Belejan.
Pochi edifici nuovi a Brasov
A Brasov, le aziende in cerca di spazi per uso ufficio prediligono gli immobili costruiti prima del 1989 e ristrutturati, dichiara Cristian Neicu, direttore generale dell’agenzia immobiliare West House.
D’altronde, il centro storico della citta’ (intorno alla Biserica Neagra) non permette la costruzione di immobili nuovi. I palazzi nuovi per uffici sono pochissimi. Alla fine del 2004 sara’ ultimata una tale costruzione con una parete in vetro, ubicata nel centro civico (Calea Bucuresti, dall’Ospedale Regionale fino al Parco Centrale).
Gli affitti variano tra 20 euro/mq/mese nei palazzi nuovi e 10-20 euro/mq/mese in quelli vecchi.
I clienti di Cluj vanno “ad occhio”
Neanche a Cluj-Napoca gli affari immobiliari con spazi ad uso ufficio registrano un’effervescenza speciale. Nel centro storico non si puo’ costruire, poiche’ e’ zona protetta. “Gli edifici ad uso ufficio, per la maggior parte costruiti prima del 1990, non sono classificati. I clienti si orientano “ad occhio”, in funzione del traffico pedonale intenso, della disponibilita’ di posti per parcheggiare, della bella vista. Gli affitti variano tra i 10 ed i 15 euro/mq/mese”, dichiara Tudorel Sovar, direttore generale dell’agenzia Albatros Cluj-Napoca.
I criteri per rientrare nella classe A :
-Costruzione recente
-Ubicazione in una zona con altro concentramento degli affari
-Un minimo di 3.000 mq superficie utile totale
-un minimo di 500 mq per piano
-un design moderno
-un posto parcheggio per ogni 80 mq
Profitto di 7 milioni di dollari in 4 anni
Gli affari immobiliari con spazi per uso ufficio possono generare alti profitti non soltanto dagli affitti ma anche dalla vendita. Ad esempio, la compagnia internazionale GTC ha investito 23 milioni di dollari nella costruzione della “sede Orange” in Piata Victoriei – Europe House. I lavori di costruzione sono stati ultimati nel 1999. La GTC ha venduto il palazzo nel 2003 ad un prezzo di 30 milioni di dollari, con un guadagno di 7 milioni di dollari dopo soli 4 anni. L’Europe House (P+1) ha una superficie utile di 13.800 mq (circa 1.300 mq per piano) e dispone di 200 posti parcheggio, ubicati su due livelli del sottosuolo.

La regione Iasi esporta in Italia oltre 1.000 lepri e 9.000 fagiani vivi
La Direzione Forestale Iasi consegnera’ a breve in Italia 9.000 fagiani e 500 de lepri vivi. Florian Munteanu, direttore della Direzione Forestale dichiara che “In Italia saranno utilizzati per la ripopolazione. Le lepri saranno consegnate in due tape – a dicembre al prezzo di 77 euro all’esemplare ed a gennaio a 87 euro. I fagiani vengono venduti a 5,8 euro cadauno”. Anche i cacciatori di Iasi consegneranno in Italia circa 600 lepri vive, a prezzi che variano tra 65 e 70 euro. Il Direttore dell’Associazione dei Cacciatori e Pescatori di Iasi, Nae Mindru, spiega: “Sin dal 1965 abbiamo contratti per la consegna in Italia di lepri vive, sia per la ripopolazione che per la caccia”.

I piu’ ricchi uomini politici della Romania nel 2004
Dal “Top 300”, realizzato dal settimanale Capital, per il 2004, il quotidiano ZIUA ha estrapolato la classifica dei 12 piu’ prosperi uomini politici romeni:

  1. Dinu Patriciu (PNL), 54 anni, 300-350 milioni di dollari
  2. Dan Voiculescu (PUR), 58 anni, 290-300 milioni di dollari
  3. Iosif Armas (PSD), 39 anni, 200 milioni di dollari
    1. Gigi Becali (PNG), 46 anni, 200 milioni di dollari
    2. Viorel Catarama (PNL), 49 anni, 100-120 milioni di dollari
    3. Iulian Tocu (PSD), 45 anni, 45-50 milioni di dollari
    4. Attila Verestoy (UDMR), 50 anni, 38-40 milioni di dollari
    5. Ion Dumitrache (PSD), 48 anni, 35 milioni di dollari
    6. Octavian Radu (PD), 43 anni, 35 milioni di dollari
    7. Constantin Toma (PSD), 45 anni, 30-35 milioni di dollari
    8. Dumitru Becsenescu (PUR), 37 anni, 30 milioni di dollari
    9. Adriean Videanu (PD), 42 anni, 30 milioni di dollari

1,1 milioni abitanti in meno, negli ultimi 10 anni, in Romania
La popolazione della Romania e in continua diminuzione. Tra il censimento del 1992 e quello del 2002, la Romania ha “perso” 1,1 milioni di abitanti. “E’ il risultato cumulato dell’evoluzione della natalita’, mortalita’ ed emigrazione degli anni ‘90 e dei primi anni del XXI-o secolo “, indica uno studio del prof. Vasile Ghetau. Lo studio intitolato “L’anno 2050: Scendera’ la popolazione della Romania al di sotto dei 16 milioni di abitanti?”, recentemente pubblicato, che il declino demografico installatosi negli ultimi 15 anni non ha alcuna prospettiva di fermarsi nei prossimi anni. Uno degli anni piu’ “neri” e’ stato il 2002, quando si sono registrate soltanto 9,7 nascite per 1.000 abitanti e 12,4 decessi per 1.000 abitanti. Inoltre, tra il 1992 ed il 2002 hanno lasciato il Paese circa 800.000 romeni.

PROSSIME INIZIATIVE 2004 PROMOSSE DALL’AIIR

Convocazione dell’Assemblea AIIR
Si annuncia la convocazione dell’Assemblea ordinaria dei Soci dell’A.I.I.R., che si terra’ presso la sede di Bucarest in B-dul Magheru, 9, scala 1, terzo piano, in data Mercoledi 3 novembre p.v alle ore 20,00 in prima convocazione, e il giorno Giovedi 4 novembre p.v. alle ore 15,00 in seconda convocazione.

Convocazione da parte del Ministero dell’Agricoltura della Romania della Riunione del Gruppo Misto di Lavoro per l’agricoltura Romeno-Italiano
L’AIIR si e’ resa promotrice della costituzione di un Grupppo Misto di Lavoro per l’agricoltura Romeno–Italiano che coinvolge imprenditori italiani, rappresentanti delle Istituzioni dei due Paesi, nonche’ funzionari del Ministero dell’Agricoltura Romeno.
Lo scopo di tale Gruppo di lavoro e’ quello di scambiare infomazioni e approfondire le tematiche di interesse per gli investitori italiani nel settore agricolo in Romania.
La prossima riunione del Gruppo misto, convocata dal Ministero dell’Agricoltura della Romania rappresentato dal Direttore Generale, Roxana Zarma, si svolgera’ a Bucarest presso il Ministero dell’Agricoltura Romeno giovedì 4 novembre p.v. alle ore 17.00.
Tra i temi all’ordine del giorno vi saranno le problematiche degli operatori del settore, le leggi recenti e le forme di sostegno per gli agricoltori adottate dal Governo romeno, l’impatto dell’integrazione alla PAC.

Invito al Seminario L’impatto dell’integrazione alla PAC e della realizzazione di Consorzi Agrari nella Regione di Timis sugli investimenti agricoli in Romania
L’AIIR, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana per la Romania e la Camera di Commercio di Ascoli Piceno, con il patrocinio di Ambasciata d’Italia -Consolato Generale di Timisoara e con gli auspici dell’ICE, organizzera’ un Seminario di approfondimento sui vari aspetti legati agli investimenti agricoli in Romania.
Il Seminario si svolgera’ a Timisoara venerdi’ 5 novembre 2004 alle ore 10,00 presso il palazzo Petrom (str. Popa Sapca 2, Schela de Petrol,etaj 5)
Durante il Seminario verranno affrontate le principali problematiche degli investitori italiani nel settore dell’agricoltura romena, il processo e le strategie di integrazione dell’agricoltura romena con particolare riferimento alla PAC e alle sovvenzioni agli agricoltori, lo stadio di sviluppo del Programma SAPARD e la realizzazione dei consorzi agrari nella regione diTimis.
In tale occasione verra’, infatti, presentato il progetto per la costituzione di un Consorzio Agrario S.p.A. al servizio degli agricoltori della regione diTimis.
Con la presente comunicazione si estende l’invito a partecipare al Seminario a tutti coloro che sono interessati.

Per ulteriori informazioni ed adesioni alle iniziative di cui sopra contattare la dott.ssa Nicoletta Corbelli (aiir@aiir.ro, tel: 0040 0722 753690, fax 0040 021 3310754)

Newsletter n.43 / 2004

Il Governo ha approvato il progetto di Legge Finanziaria per il 2005
Il Governo ha approvato il Progetto di Finanziaria per il 2005, con redditi stimati a 815.829,9 miliardi di lei e spese per 855.851,0 miliardi di lei.
Il Ministro delle Finanze Pubbliche, Mihai Tanasescu, ha presentato i principali indicatori macroeconomici che caratterizzano il bilancio del 2005, insistendo sul deficit di bilancio che rappresentera’ l’1,5% del PIL. In piu’, la crescita economica stimata per il 2005 sara’ del 5,3% (rispetto al 7,6% stimato per il 2004), il target dell’inflazione e’ del 7% ed il conto corrente avra’ un peso specifico del 5,5% del PIL. Il bilancio e’ stato calcolato su un tasso di cambio del dollaro di 35.150 lei, e dell’euro di 42.550 lei.
Il tasso di disoccupazione dovrebbe diminuire fino al 6,7% (600.000 disoccupati rispetto ai 620.000 nel 2004).
L’imposta sugli stipendi scendera’ dal 18% al 14% e le pensioni fino ai 9 milioni di lei non saranno piu’ tassate. Lo stipendio minimo a livello nazionale aumentera’ nel 2005 di quasi l’11%, fino a 3,1 milioni di lei.
I fondi previsti per i vari ministeri ammontano a: Ministero della Difesa 60.000 miliardi (+21% rispetto al 2004), Ministero degli Esteri 3.358 miliardi (+9,5%), Ministero dell’Amministrazione ed Interni 46.216 miliardi (+28%), Ministero del Lavoro 53.000 miliardi (+16%), Ministero Agricoltura 43.800 miliardi (+5%), Ministero Ambiente 8.200 miliardi (+56%), Ministero Educazione e Ricerca 48.000 (+29%), Ministero Sanita’ 18.000 miliardi (+20%), Ministero Pubblico 2.794,6 miliardi (+28%). Autorita’ Nazionale di Controllo oltre 2.500 miliardi (+16%), i Servizi Speciali (SRI, SIE, STS ) 13.230,6 miliardi, la Procura Nazionale Anticorruzione 632,9 miliardi (+13%).

Nel 2005, lo stipendio medio netto salira’ a 8 milioni di lei
Lo stipendio medio netto, nel 2005, ammontera’ ad oltre 8 milioni di lei, afferma il segretario di stato nel Ministero delle Finanze, Maria Manolescu.
Lo stipendio minimo a livello nazionale aumentera’, dal 1 gennaio 2005, del 10,7%, unico aumento nell’arco dell’intero anno, come indicato nel memorandum FMI all’accordo stand-by con la Romania. “Per il 2005, la autorita’ romene hanno accettato una crescita prudente annuale dello stipendio minimo a livello nazionale, del 10,7% a partire dal primo gennaio”, indicano gi ufficiali del FMI.
Il contratto collettivo nazionale, di lavoro, sara’ rivisto all’inizio del 2005 nel contesto della modifica del Codice del lavoro, on applicazione dal 1 luglio 2005.

I servizi hanno avuto il piu’ consistente contributo al PIL nel primo semestre del 2004
Il piu’ consistente contributo alla crescita del Prodotto Interno Lordo e’ stato, nel primo semestre del 2004, quello dei servizi (crescita del valore aggiunto lordo +6,5%), il che significa un contributo alla crescita reale del PIL del 3,1%, dichiara il ministro delle Finanze Pubbliche, Mihai Tanasescu.
Sul secondo posto si e’ collocata l’industria, con una crescita del valore aggiunto lordo del 5,9% ed un contributo dell’1,8%, seguita dalle costruzioni, che hanno registrato un aumento dell’8,6%, il piu’ alto tasso di crescita semestrale degli ultimi anni.
Nei primi 7 mesi del 2004, la produzione industriale ha registrato una crescita del 4% rispetto al periodo simile del 2003. L’evoluzione della produzione industriale e’ avvenuta in concomitanza con un aumento della produttivita’ del lavoro del 10,9% (+12,1% nell’industria di trasformazione) ed e’ stata appoggiata, principalmente, dalla crescita della richiesta per l’esportazione, concretizzata nell’aumento del volume delle esportazioni di beni industriali del 20,6% (+20,8% nell’industria di trasformazione).
Il valore dei lavori di costruzioni e’ aumentato nel primo semestre de 2004 del 7,7%, grazie al contributo esclusivo del settore privato; i lavori di costruzioni realizzati dallo stesso hanno registrato una dinamica del 108,5%. I lavori di costruzioni nuove hanno rappresentato il 57,6% del totale, in aumento dell’8,8% rispetto al primo semestre del 2003.
La produzione agricola ha registrato produzioni spettacolari, specialmente per quanto riguarda i cereali. La produzione di frumento e segale realizzata (7,8 milioni di tonnellate), la piu’ alta degli ultimi 14 anni, la produzione di mais (13,2 milioni di tonnellate), girasole (1,7 milioni di tonnellate), soia (270.000 tonnellate), patate (4,5 milioni di tonnellate) sono tra le piu’ alte della storia dell’agricoltura romena.
E’ aumentato anche il numero dei capi di bestiame – nei primi 8 mesi del 2004, rispetto al periodo simile del 2003: +1,5% per i bovini, +2,8% per gli ovini, +5,7% per il pollame, nonche’ +3,2% per la carne, +3% per il latte e +1,5% per le uova.
Gli investimenti realizzati nel primo semestre del 2004 sono stati del 10% superiori a quelli del periodo simile del 2003; il piu’ consistente aumento e’ stato registrato dagli investimenti per l’acquisto di attrezzature (compresi i mezzi di trasporto): +21,3%.

Il tasso della disoccupazione e’ sceso a settembre 2004 al 6%
Alla fine di settembre 2004 il numero totale di disoccupati registrati presso l’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza di Lavoro era di 547.811 persone (-4.785 persone rispetto al mese precedente). Di cui soltanto 206.135 ricevevano ancora il sussidio alla disoccupazione, e 341.676 non beneficiavano piu’ di tale appoggio finanziario. Quindi il peso specifico degli ultimi e’ arrivato al 62,4%.
Il tasso di disoccupazione, al 30 settembre, a livello nazionale, era del 6% (-0,7% rispetto a settembre 2003 e -0,1% rispetto ad agosto 2004).
Il livello massimo del tasso della disoccupazione e’ stato registrato nella regione Hunedoara (11,7%) e quello minimo, dell’1,5%, nella regione Satu-Mare. La regione Hunedoara e’ per la nona volta consecutivamente la regione con il piu’ altro tasso mensile di disoccupazione, seguita dalle regioni Vaslui e Brasov, il che indica tali regioni registrano il piu’ alto squilibrio sul mercato della manodopera.

Il Rapporto della Banca centrale (BNR) per il 2003 e’ stato presentato al Parlamento
Il Rapporto annuale 2003 della BNR e’ stato presentato al Parlamento.
L’aumento del PIL del 4,9% nel 2003 collocava la Romania, nel 2003, sul terzo posto tra i 12 Paesi allora candidati all’UE.
I risparmi in lei della popolazione (99.584,8 miliardi di lei alla fine di dicembre 2003), sono aumentati del 12% rispetto all’anno precedente, ed i depositi in lei degli operatori economici (76.736 miliardi di lei) hanno registrato il piu’ alto ritmo annuale di crescita tra le componenti del tasso monetario.
I crediti non governativi hanno totalizzato, al 31 dicembre 2003, 302.879,4 miliardi di lei (+69,5% rispetto a dicembre 2002).
I crediti in lei sono aumentati del 102,4% ed i crediti in valuta del 27,3%. L’aumento dei crediti in valuta e’ dovuto anche al deprezzamento nominale del leu rispetto all’euro.
Tra i 40 Paesi che possiedono partecipazioni al capitale degli istituti di credito in Romania, alla fine del 2003, sui primi 3 posti si collocavano l’Austria (con il 21,5% del totale del capitale), la Grecia (11,1%) e la Francia (5,9%).

Secondo le nuove norme della Banca Centrale (BNR), le societa’ nelle quali lo stato possiede almeno il 10% del pacchetto azionario non possono acquistare azioni delle banche
Dopo l’integrazione nell’UE, ogni banca funzionante in uno dei Paesi membri dell’Unione Europea potra’ offrire i propri prodotti e servizi in Romania senza dover chiedere alcuna autorizzazione supplementare da parte della BNR, ma con una semplice notifica alla stessa. La Banca Centrale puo’, pero’, stabilire delle condizioni speciali per l’attivita’ bancaria quando di mezzo ci sono gli interessi generali dei cittadini romeni. Queste sono alcune delle disposizioni contenute nelle nuove norme di autorizzazione delle banche, istituti emittenti di moneta elettronica, casse di risparmio per il settore immobiliare e succursali in Romania degli istituti di credito stranieri, recentemente pubblicate nella Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial).
Secondo le nuove norme della BNR, le ragioni sociali delle banche devono essere espresse in lingua romena, ad eccezione delle filiali di banche straniere, che possono conservare la ragione sociale della banca madre. Non sono autorizzate a costituire o dirigere una banca le persone sospettate di finanziare atti terroristici, o condannate per infrazioni di corruzione, lavaggio di denaro o sottrazione di fondi.
Le nuove norme della BNR limitano la posibilita’ delle societa’, con una partecipazione statale di almeno il 10% al capitale, di partecipare al capitale delle banche. Restrizioni nella partecipazione al capitale delle banche si applicano anche ai fondi di investimenti ed alle associazioni senza personalita’ giuridica.
Per quanto riguarda i dirigenti delle banche o succursali, le norme BNR impongono un’esperienza di almeno 3 anni sul mercato finanziario. Inoltre, i dirigenti bancari non devono essere stati, in precedenza, sanzionati dagli organi di sorveglianza bancaria della Romania o dall’estero.
La Banca Nazionale fissa anche delle condizioni per i locali nei quali le banche svolgono la propria attivita’: non sono permesse ubicazioni nei sottosuoli o ai piani superiori degli edifici per abitazioni; le sedi devono avere dimensioni adeguate, in funzione delle attivita’ svolte.
Le norme della BNR impongo, inoltre, delle condizioni per gli istituti bancari emittenti di card. Quindi, alla conclusione di un contratto tra l’emittente ed il titolare di moneta elettronica, “la capacita’ massima di stoccaggio del dispositivo elettronico non puo’ superare l’equivalente di 2.000 euro”.

L’impatto dell’adesione all’UE sull’ambiente rurale in Romania e’ la principale preoccupazione della Commissione Europea
La Delegazione della Commissione Europea in Romania ha elaborato recentemente uno studio, nell’ambiente rurale, sull’impatto dell’adesione del Paese all’UE. Intitolato suggestivamente “Le elite rurali sull’adesione della Romania all’Unione Europea”, lo studio dimostra che la popolazione rurale e’ preoccupata per le conseguenze dell’adesione della Romania, e le preoccupazioni e speranze sono prevalentemente di ordine economico. La mancanza di competitivita’ dell’agricoltura ed il “terrore” della concorrenza si completano, pero’, con le speranze riguardo ai finanziamenti e tecnologie moderne.
Lo studio ha utilizzato un tagliando con 4 domande sull’adesione della Romania all’UE, distribuito insieme al giornale “Il villaggio Europeo”, a 27.000 destinatari, nei 2.700 comuni del Paese.
Secondo lo studio, le principali ragioni di preoccupazione collegate all’integrazione sono stati i ritardi ed i problemi economici (32,7% degli intervistati), le mentalita’ e le istituzioni romene (17,4%), nonche’ le condizioni imposte dall’UE (13,5 %). “Si, esistono motivi di preoccupazione, pero’ abbiamo soluzioni per ognuno di essi” e’ la principale conclusione risultata dalla ricerca sociologica effettuata nei villaggi romeni.
Tale studio rappresenta il primo tentativo di valutazione qualitativa delle aspettative di chi vive nell’ambiente rurale per quanto riguarda l’adesione della Romania all’Unione Europea.

Anche se la Romania si avvicina all’integrazione, la sicurezza alimentare non raggiunge gli standard UE
Quasi il 94% dei mattatoi e l’85% delle compagnie per la lavorazione del latte della Romania sono state classificate, a meta’ 2004, nella categoria delle aziende che non corrispondono alle norme dell’Unione Europea, e’ stato comunicato in occasione di un recente seminario sul tema della certificazione dei sistemi di management. Inoltre, i mattatoi e le aziende di trasformazione del latte, comprese in tale categoria, non hanno nemmeno elaborato un piano di ristrutturazione, che permetta la concessione di un periodo di transizione. “Partendo da tale realta’, e’ possibile che al momento dell’integrazione si ripeta la situazione registrata in Ungheria, Rep.Ceca e Polonia dopo il 1 maggio 2004 – data dell’adesione di questi Paesi all’UE -, che ha portato alla chiusura di molte compagnie dell’industria alimentare, forse in una proporzione ancora piu’ dinamica in Romania”, afferma il prof.univ. dr.Chira Adrian, consulente HACCP.
La qualita’ igienica dei prodotti alimentari, e quindi la sicurezza degli alimenti, viene frequentemente influenzata negativamente dai numerosi fattori di rischio potenziale per la salute dei consumatori.
Tra i diversi metodi proposti per garantire la produzione igienico-sanitaria degli alimenti, il sistema HACCP sembra essere quello piu’ apprezzato dagli organismi internazionali specializzati. Il sistema HACCP assicura la “tracciabilita’” dei prodotti, cioe’ “la possibilita’ di identificare e seguire, sul percorso di tutte le tappe di produzione, trasformazione e distribuzione di un alimento, del nutrimento degli animali, di un animale destinato alla produzione di alimenti o di una sostanza che sara’ aggiunta ad un alimento o al nutrimento degli animali”.
Secondo il professore Chira, sempre piu’ aziende della Romania stanno implementando e certificando il sistema HACCP, per potersi presentare sul mercato UE con alimenti adatti al consumo umano.

Il Commissario UE per l’Agricoltura avverte che il mercato dell’Unione Europea non accetta prodotti agricoli non conformi
Il Commissario europeo per l’Agricoltura, Franz Fischler, ha avvertito la Romania che non potra’ accedere ai mercati che si apriranno dopo la sua adesione all’Unione Europea se i suoi prodotti non saranno conformi agli standard di qualita’ dei prodotti secondo le esigenze UE. „E’ essenziale per la Romania continuare il processo di miglioramento della produzione e delle capacita’ di trasformazione per ottenere generi alimentari di buona qualita’. Non avra’ un mercato per i suoi prodotti agroalimentari se non saranno all’altezza degli standard europei“, ha sottolineato il commissario europeo. Apprezzando l’alto potenziale romeno di esportazione di vini e frutta, Fischler ha rilevato che le attuali limitazioni sono dovute sempre ai problemi di qualita’.
Un altro aspetto sottolineato dal commissario europeo riguarda il Programma SAPARD, che appoggia l’implementazione dei cambiamenti di preadesione necessari, pero’ non ha raggiunto, ancora il potenziale massimo. „Credo che, nonostante le aspettative, nonostante il lavoro svolto, la capacita’ di assorbimento e’ stata ridotta, ma sono soddisfatto che gli sforzi degli ultimi mesi vi hanno portato in una posizione che vi permette di utilizzare, entro la fine del 2004, i fondi rimasti dal finanziamento per il 2000. Sono convinto che continuerete questi progressi negli anni successivi e che utilizzerete al meglio gli altri fondi SAPARD, per consolidare la via verso l’adesione“, ha concluso il commissario europeo.

Con un settore zootecnico non competitivo, gli agricoltori romeni ricaveranno meno redditi nei primi tempi dopo l’adesione
In uno studio recente, l’Istituto Europeo della Romania elabora, partendo dallo stato attuale dell’agricoltura romena, una serie di previsioni postintegrazione per questo settore. Nonostante le similitudini tra la Romania ed i recenti membri UE, l’agricoltura romena seguira’ una traiettoria propria. I problemi identificati dall’Istituto Europeo non sono pochi ne’ minori.
E’ critica la mancanza di strategie delle autorita’ in tale campo. “Per esempio, si parla della frammentazione eccessiva delle unita’ agricole e si propongono delle soluzioni per la loro aggregazione, pero’ non si specificano i criteri secondo i quali si determina se un’unita’ agricola e’ troppo piccola, o al contrario, troppo grande per l’aggregazione. Il che dovrebbe essere il primo passo per formulare una strategia”, sottolinea lo studio. Gli autori sostengono di aver tenuto conto della pressione che esercitera’ la futura adesione all’UE. E prendono in calcolo anche le conseguenze dell’adozione da parte della Romania della legislazione comunitaria rilevante, cercando una risposta alla domanda: E’ la Politica Agricola Comune (PAC) una soluzione per i problemi strutturali cronici dell’agricoltura romena?
Produzioni all’ettaro 8 volte inferiori a quelle dell’UE
Le studio evidenzia 10 grandi problemi “da risolvere” per assicurare lo sviluppo nelle zone rurali e dell’agricoltura romena; per esempio, la dinamica del PIL agricolo e della popolazione occupata nell’agricoltura, che hanno avuto un trend divergente e discordante rispetto alle tendenze registrate nell’UE. Mentre il PIL agricolo e’ diminuito, la popolazione occupata nell’agricoltura e’ aumentata dal 28% nel 1990, al 40% nel 2001. Nell’UE, nel 2001 si registrava, invece, l’1,7% PIL agricolo e 4,2% della popolazione occupata nell’agricoltura.
I terreni agricoli sono eccessivamente frammentati, il che determina la bassa produttivita’ del settore, alla quale si aggiunge la mancanza di tecnologie specifiche. In Romania esistono 4,75 milioni di unita’ agricole, con una superficie media di 2,9 ettari – dato valido per il 2003 – mentre nell’UE, la media delle superfici agricole utilizzate – per unita’ agricola – era di 18,7 ettari.
Inoltre, lo studio sottolinea l’accesso limitato ad input e servizi, dovuto in gran parte alla mancanza di risorse finanziarie ed alla decapitalizzazione del settore, ma anche alla congiuntura macroeconomica. Si registrano divari non soltanto rispetto all’UE ma anche rispetto agli altri Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale. Le attivita’ agricole sono prevalentemente dedicate alla sussistenza e semisussistenza. Il peso specifico dei lavoratori famigliari nelle piccole unita’ agricole e’ aumentato dal 4,3% al 32,4% nel periodo 1992-2002.
Secondo le stime, il controvalore del consumo di prodotti agricoli da fonti proprie rappresenta il 57,6% del totale delle spese dei nuclei agricoli, mentre soltanto il 12,8% delle spese totali e’ destinato all’acquisto di generi non alimentari.
La produttivita’ bassa e’ un altro punto debole dell’agricoltura romena: nel 2002, il valore della produzione agricola pro ettaro e’ stata di 248 euro, mentre la media UE era di 2.000 euro/ettaro. Il rapporto tra il valore delle coltivazioni arabili e l’appoggio agricolo in Romania registra differenze significative rispetto all’UE, con conseguenze sulla competitivita’ dei prodotti romeni sul mercato nazionale ed internazionale. Quindi, la Romania e’ diventata un mercato di sbocco per i prodotti agroalimentari di importazione. A cio’ si aggiunge anche la mancanza di coerenza delle riforme strutturali e delle misure di politica agricola nel periodo di transizione.
Lo sviluppo insufficiente dell’economia rurale non agricola e l’assenza di alternative di occupazione e reddito per la popolazione agricola si riflette nella migrazione dei giovani dall’ambiente rurale, nel basso livello e tendenza di riduzione del tasso di attivita’ specifica della popolazione rurale, nell’alto livello del tasso di dipendenza economica, nel livello basso del tasso di occupazione della popolazione rurale, nel basso tasso delle persone che hanno un reddito mensile garantito, ecc.
La produzione di carne suina scendera’ a 1 milione di tonnellate
Secondo lo studio, l’adesione portera’ ad una riduzione dei redditi degli agricoltori, se non saranno implementati i pagamenti diretti. La riduzione sara’ dovuta, prevalentemente, al fatto che la Romania ha un settore zootecnico non competitivo.
L’adesione avra’ un impatto relativamente prevedibile anche sui mercati agricoli, le conclusioni essendo valide per quasi tutti i Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale. Quindi, la produzione di carne suina si ridurra’ in seguito al processo di adesione – con fino ad 1 milione di tonnellate. Tale fenomeno avra’ due cause principali: i prezzi per la carne suina di qualita’ sono molto piu’ alti nell’Europa Orientale che nell’UE, e a cio’ si aggiunge la mancanza di efficacia nel nutrire gli animali il che portera’ all’aumento dei prezzi e ad un aggiustamento supplementare che pesera’ nel processo di allargamento. La produzione di carne di pollame potrebbe invece, aumentare in seguito all’aumento dei prezzi nel processo di adesione.
L’introduzione dei pagamenti diretti potrebbe portare uno shock iniziale, che generi una ridistribuzione dei terreni destinati alla coltivazione dei cereali ed oleaginosi, come conseguenza del periodo di transizione.
L’adesione determinera’, in genere, l’aumento dei prezzi dei cereali e, specialmente, l’aumento dei prezzi per il frumento a grano duro, che avra’ un impatto positivo sulla redditivita’ della coltivazione dei cereali.

I fondi SAPARD per il 2000, assorbiti integralmente
Il Direttore generale dell’Agenzia SAPARD, Gheorghita Corbu, dichiara che la Romania ha assorbito in totalita’ i fondi concessi dall’Unione Europea attraverso il programma di sviluppo rurale SAPARD per il 2000, per un valore di 204 milioni di euro.
Ed ha specificato che i fondi sono stati utilizzati per diversi progetti nell’ambiente rurale, attraverso i quali sono stati costruiti 1.109 chilometri di strade, nonche’ condotti per canalizzazione per 253 chilometri.
Attraverso il programma SAPARD, la Romania accede a fondi UE per circa un miliardo di euro. Meta’ delle somme necessarie per l’implementazione vengono assicurate da fonti interne.
L’Agenzia SAPARD intende aumentare, nel 2005, il numero dei propri dipendenti, dopo l’accreditamento di altre tre misure del programma finanziato dall’UE. E gli stipendi dei dipendenti aumentera’ del 25-50%.
L’Agenzia ha gia’ iniziato una campagna di promozione nell’ambiente rurale, intitolata “SAPARD 2004”, per distribuire ai potenziali beneficiari le informazioni collegate al programma e alle modalita’ di accesso ai fondi.

Oltre 27 milioni di euro sono disponibili attraverso il programma Sapard per l’ammodernamento delle serre
Oltre 27 milioni di euro sono disponibili attraverso il programma Sapard per la costruzione o l’ammodernamento delle serre in Romania per l’orticoltura o altre attivita’ che necessitano coltivazioni negli spazi controllati, informa l’Agenzia Sapard.
Con tali fondi potranno essere finanziati oltre 300 ettari di serre.
Nel quadro della Misura 3.1, Investimenti nelle unita’ agricole, le sottomisure Serre e Orticoltura, chi intende allestire o ammodernare delle sere orticole puo’ ottenere finanziamenti a fondo perduto per la costruzione propria e vera, realizzata in strutture metalliche leggere. Inoltre, per la dotazione delle serre vengono sostenute anche le spese collegate alle centrali termiche proprie e alle installazioni per irrigazioni, inclusivamente per assicurare le utilita’ – alimentazione con acqua, energia elettrica, drenaggio delle acque, canalizzazione, depurazione delle acque reflue.
I fondi concessi per la sottomisura Serre e’ di 9 milioni di euro, e quelli per la Orticoltura di 18 milioni di euro. Le due sottomisure rappresentano il 12% del totale dei fondi concessi per la Misura 3.1, di 226,16 milioni di euro.
Il potenziale beneficiario puo’ incorporare nel suo progetto investimenti attinenti ad una sola sottomisura o puo’ accludere piu’ sottomisure in concomitanza. Nel caso delle serre orticole queste comprendono sia la sottomisura riguardante le serre che quella sull’Orticoltura.
I beneficiari, produttori agricoli individuali, associazioni famigliari, societa’ commerciali, societa’ agricole, possono ricevere appoggi finanziari tra un minimo di 5.000 euro ed un massimo di 250.000 euro. Quindi, il valore totale dell’investimento, che include il cofinanziamento del potenziale beneficiario ed il finanziamento Sapard, deve rientrare nei limiti 10.000 – 500.000 euro.
Dal valore totale eleggibile del progetto, il 50% e’ contributo del beneficiario ed il 50% contributo pubblico, dell’Unione Europea e del Governo romeno.
In seguito alla modifica della Scheda tecnica della Misura 3.1, approvata dalla Commissione Europea, il valore minimo di un investimento e’ fissato a 5.000 euro per facilitare l’accesso dei piccoli proprietari agricoli. Tale modifica entrera’ in vigore dopo la pubblicazione della decisione ufficiale della Commissione.
Secondo i dati statistici forniti dal Ministero Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale, per i progetti riguardanti le coltivazioni in serre sono raccomandabili determinate superfici nei limiti delle quali dovrebbero rientrare gli investimenti.
Per i produttori agricoli individuali la superficie raccomandata e’tra 0,2 e 1,5 ettari, per le associazioni famigliari tra 1,5 e 3 ettari e per i progetti promossi dalle societa’ commerciali tra 10 e 20 de ettari.

Investimenti stranieri di 2 miliardi di euro nel 2004.
Secondo il direttore esecutivo del Consiglio degli Investitori Stranieri in Romania, l’ambiente di affari e’ migliorato, pero’ esistono ancora problemi per quanto riguarda il regime fiscale ed il Codice del Lavoro
Il livello degli investimenti stranieri potrebbe arrivare nel 2004 al livello record di 2 miliardi di euro (nei primi 7 mesi dell’anno il valore era di 1,26 miliardi di euro, con il 37% in piu’ rispetto al periodo simile del 2003, cioe’ 922 milioni di euro), dichiarava George Cojocaru, presidente della Camera di Commercio ed Industria della Romania e del Municipio Bucarest (CCIRB), in occasione del Forum Internazionale degli Investimenti.
Sempre nel quadro del Forum, Ruxandra Stan, direttore esecutivo del Consiglio degli Investitori Stranieri (CIS) affermava che gli investitori stranieri si sentono incoraggiati dai miglioramenti apportati all’ambiente di affari romeno, pero’ richiedono ancora la soluzione dei problemi riguardanti la flessibilita’ del mercato della manodopera, l’applicazione delle leggi e la competitivita’ ed il regime fiscale. “Per aumentare gli investimenti nazionali e stranieri diretti, la Romania deve dimostrare ai potenziali investitori che l’applicazione delle leggi proteggera’ i loro investimenti ed i loro rapporti contrattuali”, sottolineava Stan.
In tale contesto, il Direttore esecutivo CIS ha menzionato, che devono essere chiariti i problemi riguardanti il recupero dei crediti, l’adozione dei principi OCSE sui prezzi di trasferimento e raggruppamento delle aziende dello stesso gruppo per la tassazione. Il CIS sostiene, inoltre, la necessita’ dell’emissione delle decisioni fiscali in anticipo per gli investitori, che vengono applicate per la durata di svolgimento dell’investimento (tax rulling), nonche’ di un codice di condotta per gli ispettori fiscali, attraverso il quale si eviti la persecuzione dei contribuenti.
Secondo Stan, anche se il volume totale degli investimenti stranieri diretti ha superato 11 miliardi di dollari, l’ammontare e’ modesto se paragonato a quello dei Paesi vicini. In Romania esistono 100.000 compagnie con capitale straniero, per la maggior parte Piccole e Medie Imprese.
Sokan Han Jung, residente coordinatore ONU e rappresentante PNUD, ha spiegato che i risultati ottenuti dalla Romania per quanto riguarda gli investimenti stranieri (23,4% del PIL nel 2003) sono significativamente inferiori a quelli registrati in altri Paesi dell’Europa Centrale. Gli investimenti stranieri hanno portato nel 2003 in Ungheria il 51,8% del PIL, in Rep.Ceca il 48%, ed in Estonia il 77,6% del PIL.
L’ultimo rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e Sviluppo (UNCTAD) piazza la Romania sul quinto posto in Europa Centrale, per quanto riguarda gli investimenti stranieri diretti nel 2003 e sul primo posto nell’Europa Orientale con 1,56 miliardi di dollari attratti nel 2003.
“Secondo uno studio PWC, il settore bancario, delle assicurazioni, dell’energia, degli automobili, delle costruzioni e la metallurgia rappresentano i settori piu’ attraenti per gli investitori stranieri” considerano i rappresentanti CIS.

Alla Fiera Internazionale Indagra partecipano, con la Fiera del Levante, 50 aziende italiane
Il prossimo novembre, la Fiera del Levante organizza la quarta partecipazione italiana alla manifestazione fieristica INDAGRA. Quest’anno l’area espositiva, caratterizzata da un’immagine coordinata e situata nel padiglione 1, sara’ animata da imprese operanti in diversi comparti dell’agroindustria.
Tra i produttori italiani in mostra, informa Fiera del Levante ”figurano quelli di attrezzature per l’irrigazione e l’agricoltura (come Imperatore & Smaldini, Laserjet della provincia di Vicenza, Air Gama), di biotecnologie per gli allevamenti (come Semenzoo Italy di Reggio Emilia), di tecnologie per il sottovuoto (come Orved della provincia di Venezia), di pasta fresca, condimenti, olio, vino e prodotti da forno (come Labbate e i consorzi Paese del Sole e Omega)”.
”Alcuni di questi imprenditori tornano in Romania per consolidare i propri mercati, altri vi si affacciano per la prima volta grazie all’opportunita’ offerta dalla Fiera del Levante, che propone un pacchetto di servizi a costi estremamente contenuti: tra gli altri, oltre allo stand, la realizzazione di incontri mirati con potenziali compratori e partner e l’assistenza logistica e al disbrigo delle pratiche doganali”.
Coordinati dalla Fiera del Levante, 50 marchi italiani dell’industria agricola ed agroalimentare si presenteranno ai buyers rumeni, nella nona edizione di INDAGRA (Fiera internazionale dell’agroalimentare e dell’agroindustria, che si svolge dal 3 al 7 novembre 2004 nel recinto Romexpo di Bucarest).
Obiettivo della Fiera del Levante e’ quello di sostenere le aziende nazionali del comparto agricolo e agroindustriale nel processo di internazionalizzazione.
All’edizione precedente di INDAGRA hanno partecipato 475 espositori di 25 Paesi, su una superficie di 23.000 metri quadri che sono stati visitati da oltre 30.000 operatori.

I romeni hanno acquistato autoveicoli per 1 miliardo di euro, nei primi 9 mesi del 2004. Per un ammontare uguale alla spesa nazionale annuale per il debito estero o al bilancio dell’agricoltura
Le vendite di autoveicoli nuovi hanno registrato, nei primi 9 mesi del 2004, un salto di quasi il 32% rispetto al periodo simile del 2003, fino a 98.317 unita’, secondo i dati presentati dall’Associazione Produttori ed Importatori di Automobili (APIA).
Tenendo presente che il valore medio di un autoveicolo nuovo e’ di circa 10.000 euro, un semplice calcolo indica che nei primi 3 trimestri del 2004, i romeni hanno speso per autovetture quasi 1 miliardo di euro.
L’APIA stima che alla fine dell’anno il numero di automezzi venduti superera’ 180.000 unita’. Si tratta di 140.000 autovetture e 40.000 utilitarie o camion.
Uguali, come valore, alla cifra che la Romania dovrebbe pagare nel 2005 per il debito estero oppure al bilancio per l’agricoltura.

Missione di imprenditori laziali nella regione Valcea
Una missione di operatori laziali visita Ramnicu Valcea su iniziativa del Consorzio di sviluppo industriale Roma-Latina, Agenzia sviluppo Lazio, Associazione Provinciale degli Industriali di Latina e Unione trasportatori del Lazio.
Gli imprenditori italiani cercano partner romeni nei settori della produzione e distribuzione di automezzi commerciali, del riciclaggio dei rifiuti e della commercializzazione di attrezzature agricole.
Gli operatori italiani sono interessati anche all’acquisto di terreni agricoli, per la costruzione di fabbriche, al trasporto pubblico e all’industria del legno e dell’alluminio. ”La visita della delegazione italiana e’ parte di un programma di collaborazione economica avviato l’anno scorso.
Molti degli italiani venuti a Ramnicu Valcea hanno gia’ affari in corso in Romania e intendono svilupparli in futuro”, ha dichiarato Rodica Avram, direttore del Centro d’affari di Ramnicu Valcea.
La delegazione italiana si ferma in Romania fino al 26 ottobre.

Progetto italiano di 12 milioni di euro nell’agricoltura
Fonti ufficiali romene del settore agricoltura, intervistate da Ziarul Financiar, affermano che l’italiana Santi & C 1898 S.p.A. intende realizzare un progetto nell’agricoltura romena, con un investimento di circa 12 milioni di euro.
In Italia la societa’ vanta un fatturato di oltre 25 milioni di euro, uno stabilimento a Cameri, in provincia di Novara ed un progetto di ampliamento che porterà la superficie lavorativa a 30.000 mq e 115 persone impiegate.

Siti della settimana
www.observatorulfrancizei.ro : il sito permette una selezione delle ditte francisor in funzione del campo di attivita’ che Vi interessa o del capitale di cui disponete; contiene informazioni dettagliate sulle reti di francising, dettagli ed assistenza sui contratti di francisig, informazioni sugli aspetti giuridici del contratto di francising, le ultime novita’ sul settore del francising; una banca dati con gli spazi commerciali disponibili per l’inizio di un affare in regime di francising; la possibilita’ di pubblicare annunci per l’assunzione di personale;
www.ccir.ro/actiuni/franciza/links.htm : presenta i servizi offerti dalla Camera di Commercio ed Industria della Romania (CCIRB) a chi intende operare in regime di francising.

Conferenza a Brusseles sul modello di Business Italiano in Romania
Il 25 ottobre 2004, il Romanian Information Centre in Brussels organizzera’ una conferenza sugli investimenti italiani e sul modello di business italiano in Romania dal titolo “Oltre i clichés: il Banato una storia di successo del business Romeno – Italiano”.
Il Presidente dell’AIIR, Enrico Pollo, e’ stato invitato a partecipare in qualita’ di relatore a tale iniziativa.
All’evento saranno presenti anche rappresentanti della Commissione europea, del Ministero dell’Economia e del Commercio Romeno, della Comunita’ d’affari italiana.

INIZIATIVE PROMOSSE DALL’AIIR

Convocazione dell’Assemblea AIIR
Annunciamo la convocazione dell’Assemblea ordinaria dei Soci dell’A.I.I.R., che si terra’ presso la sede operativa di Bucarest, B-dul Magheru, 9, scala 1, terzo piano, in data mercoledi 3 novembre p.v alle ore 20,00 in prima convocazione, e il giorno giovedi 4 novembre p.v. alle ore 15,00 in seconda convocazione.

Convocazione della Riunione del Gruppo Misto di Lavoro per l’agricoltura Romeno-Italiano
L’AIIR si e’ resa promotrice della costituzione di un Grupppo Misto di Lavoro per l’agricoltura Romeno–Italiano che coinvolge imprenditori italiani, rappresentanti delle Istituzioni dei due Paesi, nonche’ funzionari del Ministero dell’Agricoltura Romeno.
Lo scopo di tale Gruppo di lavoro e’ quello di scambiare infomazioni e approfondire le tematiche di interesse per gli investitori italiani nel settore agricolo in Romania.
La prossima riunione del Gruppo misto, convocata dal Ministero dell’Agricoltura della Romania rappresentato dal Direttore Generale, Roxana Zarma, si svolgera’ presso il Ministero dell’Agricoltura Romeno giovedì 4 novembre p.v. alle ore 17.00.
Tra i temi sull’ordine del giorno si annoverano le problematiche degli operatori del settore, le leggi recenti e le forme di sostegno per gli agricoltori adottate dal Governo romeno, l’impatto dell’integrazione alla PAC.

Seminario di presentazione del progetto Consorzi Agrari nella regione di Timis e del processo di integrazione della Romania alla PAC
L’AIIR, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana per la Romania ed altre Istituzioni italiane, organizzera’ un Seminario di approfondimento sui vari aspetti legati agli investimenti agricoli in Romania. Il Seminario si svolgera’ a Timisoara venerdi’ 5 novembre p.v. alle ore 11,00.
Durante il Seminario verranno affrontate le principali problematiche degli investitori italiani nel settore dell’agricoltura romena, il processo e le strategie di integrazione europea dell’agricoltura romena con particolare riferimento alla PAC e alle sovvenzioni agli agricoltori, lo stadio di sviluppo del Programma SAPARD e la realizzazione dei consorzi agrari nella regione di Timis.
In tale occasione verra’, infatti, presentato il progetto per la costituzione di un Consorzio Agrario S.p.A. al servizio degli agricoltori della regione di Timis.
Informiamo, inoltre, che gli interventi e i relativi relatori sono in corso di definizione e pertanto il programma dettagliato, con l’idicazione del luogo in cui si svolgera’ l’iniziativa, verra’ inserito nella prossima Newsletter.

Il regime delle zone depresse e i sussidi dello Stato

(I PARTE – Autrice: Avvocato Cristina Trelea, Sponsor della settimana).

Il regime delle zone depresse e’ stato istituito tramite l’Ordinanza di Urgenza del Governo no.24 del 30 settembre 1998 (O.U.G.) – regolamentata successivamente tramite l’Ordine no.2182/2001 – riguardante le condizioni nelle quali possono svolgere la loro attivita’ gli agenti economici che eseguono la produzione e prodotti alimentari nelle zone depresse e che beneficiano dell’esenzione dal pagamento delle tasse doganali e tramite la Norma metodologica del 26.07.2001 riguradante l’applicazione dell’O.U.G. no.24/1998. Essa e’ stata in seguito modificata tramite l’O.U.G.no. del 75/1 luglio 2000 e poi tramite la Legge no.621/2001 riguardante l’approvazione dell’O.G. no.75/2000 e la modifica dell’O.U.G. no.24/1998. L’ultima modifica riportata a questa Ordinanza, cosi dibattuta ultimamente, e’ avvenuta tramite la Legge no.239/2004 e l’Ordinanza del Governo no.94/2004.
Tramite la Legge no.239/2004, e’ stato introdotto l’art.14 all’O.U.G. no.24/1998 che prevede che gli agenti economici beneficino delle agevolazioni fiscali previste dalla legislazione vigente, fino ad arrivare al valore massimo ammesso del sussidio di stato, conformemente al Regolamento che riguarda il sussidio di stato regionale, approvato dal Consiglio di Concorrenza. Si precisa che il sussidio di stato per operazione verra’ accordato con il rispetto degli provvedimenti dello stesso Regolamento. L’evidenza delle somme, rappresentando il valore degli aiuti accordati ad ogni agente economico con certificato d’investitore, e’ tenuta dall’Agenzia per sviluppo regionale che informa semestralmente il Ministero dell’Amministrazione e dell’Interno in merito all’evoluzione di questi dati. Nel momento in cui verra costatato il raggiungimento del valore massimo, il Consiglio di Concorrenza informa i fornitori dei sussidi di stato e gli agenti economici sulla cessazione delle agevolazioni. Nel caso del superamento del valore massimo ammesso, il Consiglio di Concorrenza applichera’ i provvedimenti legali nel settore del sussidio di stato.
L’Ordinanza del Governo no.94/24 dell’agosto 2004, impone che nel calcolo dell’intensita’ del sussidio di stato verranno presi in considerazione i costi elegibili afferenti agli investimenti realizzati entro il 15 settembre 2004. Si prevede che entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente ordinanza, verranno abrogati i provvedimenti delle lettere b), d) ed e) del comma (1) dell’art.6 dall’O.U.G. 24/1998.
Il sussidio di stato e’ regolamentato tramite la Legge no.143/1999, modificata e completata tramite la Legge no.603/22.12.2003. In base all’art.28, comma (1) della Legge della concorrenza no.21/1996 e dell’art.14, comma (1) (lett.f) della Legge no.143/1999, il Consiglio di Concorrenza ha adottato il Regolamento riguardante il sussidio di stato regionale, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale no.340/19 aprile 2004. Il sussidio di stato per operazione, si potrebbe accordare, in modo eccezionale, nelle regioni beneficiarie, con l’adempimento cumulativo di due condizioni: i sussidi siano giustificati tramite il loro contributo allo sviluppo regionale ed il livello dei sussidi sia proporzionale alla dimensione degli svantaggi che verrano attenuati. Il regolamento prevede che il sussidio di stato per operazione debba essere limitato come tempo e diminuito progressivamente.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Studio Legale Cristina Trelea

Lo Studio dell’Avvocato Cristina Trelea, ha come titolare Cristina Trelea, avvocato dall’anno 1996 e consigliere giuridico specializzato in tema di proprieta’ industriale per brevetti d’invenzione e marchi. Dal 2003 collabora con l’AIIR e con il Gruppo Archimedes, ed e’ associata alla CCIpR. I servizi legali sono offerti nelle lingue: romena, italiana, inglese e tedesco.

I principali settori nei quali Lo Studio offre assistenza sono: diritto commerciale, diritto degli affari, diritto fiscale, diritto del lavoro e diritto penale.

La consulenza giuridica offerta include la redazione di contratti, il supporto nelle negoziazioni, l’assistenza legale e la rappresentazione di fronte alle istanze giudiziarie, compresa l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia.

Nel settore del diritto penale le principali attivita’ consistono nell’assistenza nelle cause penali di evasione fiscale, gestione fraudolenta, falso intelettuale e frode.

E’ fornita assistenza nella negoziazione ed nella conclusione dei contratti di parteneriato pubblico-privato di tipo DBO.

Esperienze professionali qualificanti:

  • Consulente giuridico, finanziario e logistico per la societa’ “SCHMITD SCHROTT UND METALLHANDEL” , e in particolare per lo sviluppo dei nuovi rapporti di affari in Romania della societa’ menzionata.
  • Partecipazione, nel 1999, all’implementazione del progetto della Banca Mondiale “Mine Closure and Social Mitigation” nell’ambito del Ministero dell’Economia e del Commercio
  • Nel periodo 2000 – marzo 2003 ha collaborato strettamente con il compianto commercialista italiano, Dott. GIANCARLO CRISTIANO e con la sua societa’
    PROFESSIONAL SERVICE INTERNATIONAL. La collaborazione si e’ materializzata anche nello svolgimento di un’attivita’ pubblicistica tramite la stampa dei libri -“Guida per gli investitori italiani- 2001” e “Guida per gli investitori italiani –2002”, edizione riveduta e aggiornata.

Tra i clienti di maggior spicco, meritano di essere citatate le seguenti socita’: Mattel Manufacturing Europe, Fibrex – Gruppo Radici, Gruppo ACS DOBFAR – S.C.Infomed, Keratech Lugoj, Picena Manifatture, Molitoria Cagliese, Calzificio Bellafonte, Compagna Delle Opere, CO-Export Romania, Pontina Accessori, TESA, MASERATI, ELIOS ITALIA.

Rimanda alla prima pagina