Newsletter n.28 / 2004

L’adesione della Romania all’UE sara’ decisa il 6 ottobre 2004
La riforma economica, l’ambiente, la concorrenza, la giustizia e gli affari interni sono settori nei quali la Romania deve ancora fare molto per adempiere alle esigenze dell’Unione Europea, pero’ la conclusione delle negoziazioni per l’adesione entro la fine dell’anno “non e’ impossibile“, considera l’ambasciatore dell’Olanda in Romania, Pieter Jan Wolthers, il cui Paese ha assunto recentemente la presidenza dell’Unione. Wolthers ha aggiunto che la Romania ha registrato progressi notevoli nel processo di riforma, senza nascondere, pero’, che c’e’ molto da fare ancora.
Un elemento importante per la decisione sulla conclusione delle negoziazioni nel 2004 sara’ il Rapporto Paese della Commissione Europea, atteso per il 6 ottobre 2004. Il rapporto valutera’ i progressi registrati dalla Romania, stabilira’ se la Romania ha un’economia di mercato funzionale e decidera’ se il Paese e’ preparato per entrare nell’Unione nel 2007.
“Speriamo che la Romania concluda le negoziazioni di adesione durante il mandato olandese alla presidenza UE” (entro la fine del 2004), ha dichiarato l’ambasciatore dell’Olanda a Bucarest, Pieter Jan Wolthers, durante una recente conferenza stampa sul tema “Le priorita’ della Presidenza Olandese dell’UE”. “Se, per vari motivi, ritardera’ la chiusura di un capitolo fino a gennaio 2005 o fino ad uno dei primi mesi del 2005, non sara’ una catastrofe”, assicura l’ambasciatore, riportando le recenti dichiarazioni sull’argomento, del ministro olandese degli Esteri e del ministro per Affari Europei.
“E’ gia’ cominciata l’elaborazione del Trattato di Adesione e, se riusciremmo a finalizzarlo nel corso del 2005, potra’ essere firmato a gennaio 2007, come previsto dall’attuale calendario per l’adesione”, ha concluso Pieter Jan Wolthers.

Il Governo romeno tra il “martello” di Washington e l’“incudine” di Brusselles
Il Consiglio dei direttori FMI ha approvato i termini di un nuovo accordo stand-by con la Romania. Mentre il FMI intende imporre una “politica salariale restrittiva”, la Commissione Europea raccomanda una crescita sostenuta dei redditi della popolazione.
Il Consiglio dei Direttori del Fondo Monetario Internazionale ha approvato il rapporto sulle prospettive macroeconomiche della Romania, nonche’ la richiesta delle autorita’ di Bucarest per la conclusione di un accordo del tipo precautionary stand-by.
I termini dell’accordo sono, in grandi linee, conosciuti, poiche’ le consultazioni sull’articolo 4 – Prospettive macroeconomiche – si sono svolte a febbraio 2004, in occasione della visita in Romania di due missioni del FMI.
Il nuovo accordo prevede che la Romania puo’ “attrarre” dal FMI fondi per circa 362 milioni di dollari, pero’ soltanto in situazioni di crisi economica imprevista.
I principali obiettivi del programma, con durata biennale, sono la riduzione del deficit di conto corrente, nel 2004, al 5,5% del PIL, rispetto ai 5,8% del PIL nel 2003, nonche’ la diminuzione del tasso dell’inflazione dal 14,1% nel 2003 al 9% nel 2004.
L’inflazione dovrebbe continuare a scendere al 6% nel 2005 ed al 4% nel 2006. Inoltre, il memorandum stabilisce tra gli obiettivi l’ottenimento di una crescita economica del 5% negli anni successivi ed un deficit di bilancio del 2,1% del PIL nel 2004, rispetto ai 2,4% del PIL nel 2003.
La prima revisione dell’accordo si svolgera’ a fine luglio, quando saranno disponibili i primi dati preliminari sull’evoluzione degli indici macroeconomici del primo semestre del 2004. Il rapporto della missione FMI sara’ discusso nel board dell’istituzione nel mese di settembre o all’inizio di ottobre, ha dichiarato Mihai Tanasescu, ministro delle finanze pubbliche.
Lo stesso ha sottolineato che tutte le precondizioni previste per l’approvazione dell’accordo sono state rispettate.
Il futuro accordo impone una politica salariale molto severa e l’aumento dei fondi concessi dal bilancio dello stato per l’educazione, ricerca, ambiente e sanita’.
Politica salariale severa significa aumenti prudenti dei redditi dei dipendenti del settore pubblico, che non dovrebbero superare il 12% all’anno. Tale accordo con il FMI rende praticamente impossibile un nuovo aumento salariale nel 2004, poiche’ lo stipendio minimo a livello nazionale era gia’ aumentato a gennaio 2004 fino a tale limite.
Al Governo risultera’ difficile mantenere una politica di crescita prudente degli stipendi nelle condizioni in cui, da un altro canto la Commissione Europea si piazza al polo diametralmente opposto, facendo pressioni per l’aumento degli stipendi dei romeni. Non per ragioni umanitarie, beninteso, ma perche’ Brusselles intende assicurarsi che al momento dell’adesione, lo stipendio medio sara’ di circa 400 euro. La Commissione Europea deve assicurarsi che, con l’entrata dei romeni sul mercato unico, non si registri una migrazione massiccia della manodopera locale verso l’occidente.

Il deficit commerciale aumenta rapidamente, nonostante la crescita delle esportazioni: nei primi 5 mesi del 2004 e’ arrivato ad oltre 2,3 miliardi di euro
Nei primi 5 mesi del 2004 la Romania ha esportato per 7,37 miliardi di euro. Nel mese di maggio, il ritmo di crescita delle esportazioni ha superato quello delle importazioni.
Nonostante cio’, il deficit commerciale e’ aumentato nel mese di maggio di 672,1 milioni di euro (rispetto ai 499 milioni di euro nel mese di aprile), ed il saldo negativo della bilancia commerciale e’ arrivato, dopo i primi 5 mesi dell’anno, a 2,31 miliardi di euro. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (INS), nel mese di maggio, il ritmo di crescita delle esportazioni e’ stato del 23,8%, rispetto ad un aumento del 23,6%, registrato dalle importazioni. In tale contesto, il valore delle esportazioni e’ salito a maggio a 1,56 miliardi di euro, mentre le importazioni hanno rappresentato 2,23 miliardi di euro. Nell’insieme dei primi 5 mesi del 2004, le importazioni hanno continuato a crescere piu’ rapidamente delle esportazioni. Il valore delle esportazioni ha raggiunto, nel periodo gennaio-maggio, 7,37 miliardi di euro (+18,4% rispetto al periodo simile del 2003). Le importazioni sono aumentate del 20,2% fino a 9,69 miliardi di euro. La piu’ consistente componente delle esportazioni e’ stata quella dei capi di abbigliamento e dei materiali tessili, con un valore di 1,65 miliardi di euro (22,5% delle esportazioni romene totali nei primi 5 mesi). Verso gli Stati dell’Unione Europea si e’ diretto il 73,3% delle esportazioni totali; i principali beneficiari sono stati: Italia, Germania, Francia, Turchia e Gran Bretagna.
Per quanto riguarda la struttura delle importazioni romene, sul primo posto si sono piazzati i macchinari ed i dispositivi meccanici, con il 23% dal totale e con un valore di 2,23 miliardi di euro. I paesi dell’Unione Europea hanno fornito il 64,4% delle importazioni romene. I principali Paesi fornitori sono stati: Italia, Germania, Francia, Federazione Russa e Turchia.

Gli investimenti stranieri registrati nei primi 5 mesi del 2004 ammontano a 753 milioni di dollari oppure 616 milioni di Euro
Gli investimenti stranieri registrati Romania nei primi 5 mesi del 2004 rappresentano 753 milioni di dollari (rispettivamente 616 milioni di euro), il che significa un aumento del 7,2% rispetto ai dati registrati a dicembre 2003.
Secondo i dati forniti dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC), nel mese di maggio 2004, gli investimenti stranieri registrati sono ammontati a 106,2 milioni di dollari (circa 87 milioni di euro), in aumento di circa il 5% in dollari e del 3,5% in euro rispetto al mese precedente.

La Romania si colloca dopo l’Albania dal punto di vista degli investimenti diretti pro capite. Nonostante cio’, le autorita’ romene sperano che nel 2004 in Romania siano investiti oltre 2 miliardi di euro.
Secondo l’Istituto per Studi Economici Internazionali di Vienna, nella graduatoria 2003 degli investimenti diretti esteri (IDE), la Romania figura con 61 euro “pro capite” e si colloca sul 13-o posto tra i 15 Paesi analizzati, dell’Europa Centrale ed Orientale.
“Ginnastica” statistica
In dollari o in euro, tutti sono d’accordo cha la Romania avrebbe dovuto attirare piu’ investimenti esteri, che avrebbero portato utili ai loro proprietari ma avrebbero rinsanito anche i conti nazionali romeni.
Nel 2003, la Romania ha registrato un aumento del 20% degli investimenti diretti, con i 1,4 miliardi di euro registrati. Enache Jiru, segretario di stato nel ministero delle Finanze, afferma che il volume degli IDE che saranno registrati in Romania nel 2004 ammontera’ a circa 2 miliardi di euro. Da un’altra prospettiva, tra il 1990 ed il 2004, il volume degli investimenti esteri in Romania ha raggiunto soltanto 10,433 miliardi di dollari. Mentre in Europa Orientale, soltanto nel 2003 sono stati registrati 23 miliardi di euro di IDE. In altre parole, anche se e’ uno dei piu’ grandi Paesi della regione, in 13 anni la Romania ha attirato soltanto il 45% dei flussi di IDE arrivati in zona in un solo anno. Secondo un rapporto della Bank Austria Creditanstalt, gli investimenti stranieri diretti in zona potrebbero stabilizzarsi nel 2004-2005 a 20 miliardi di euro all’anno. Un calcolo semplice indica che le stime di Jiru piazzano le ambizioni romene a soli 10% dal totale citato.
Le raccomandazioni del CIS
Il Consiglio degli Investitori Stranieri (CIS) riunisce 85 membri, che hanno portato in Romania quasi 6 miliardi di euro. A settembre 2003, Il CIS elaborava delle raccomandazioni per l’aumento degli investimenti stranieri. Per il governo del Paese, il cui Prodotto Interno Lordo annuo e’ soltanto 7 volte piu’ alto del contributo investizionale degli 85 membri CIS.
Le piu’ severe raccomandazioni riguardavano 7 punti del Codice del Lavoro. Brevemente: eliminare il fondo di garanzia degli stipendi, in caso di fallimento; calcolo della settimana di lavoro, di al massimo 48 ore, come media durante l’anno di calendario; procedure di licenziamento, dei dipendenti incompetenti, piu’ ridotte e piu semplici; eliminazione dei bonus per la “lealta’” dei dipendenti, riduzione del ruolo dei sindacati nel calcolo delle norme di lavoro; eliminazione dell’obbligo generico di formazione professionale, ecc. Altre raccomandazioni riguardavano il “risanamento” fiscale e giuridico dell’ambiente di affari.
Dopo 9 mesi di negoziazioni tra il Ministero del lavoro ed i partner sociali, compreso il CIS, gli ammendamenti al Codice del Lavoro (ancora non finalizzati) dovrebbero essere convenuti fino all’inizio di agosto 2004. Per poterlo applicare dal 1 gennaio 2005, il Governo dovrebbe approvare il nuovo Codice entro fine settembre 2004.
Il CIS “apprezza“ la riduzione al 19% dell’imposta sul profitto, pero’ “perche’ la strategia fiscale sia consistente, e’ necessario indicare i settori economici che il Governo intende incoraggiare attraverso la sua politica fiscale“. Per quanto riguarda il pacchetto legislativo sulla giustizia, il CIS considera che questo crea le “premesse perche’ i giudici possano essere piu’ indipendenti“ rispetto alle pressioni politiche.

La Romania ha finalizzato le negoziazioni sul capitolo 14 – “Energia”
Il capitolo di negoziazione 14 – “Energia” e’ stato chiuso provvisoriamente nel quadro della Conferenza di Adesione Romania-UE, svoltasi a Brusselles, informa il Ministero dell’Integrazione Europea.
In tale capitolo la Romania ha ottenuto un periodo di transizione, di 5 anni dalla data dell’adesione, per costituire lo stock minimo di petrolio. Tale stock viene costituito per garantire l’indipendenza degli stati membri in caso di crisi energetica, e copre il consumo nazionale per un periodo di 90 giorni.
Per la Romania lo stock e’ finanziato dal bilancio dello stato (per il 50%) e dalle compagnie del settore (50%). Per quanto riguarda il gas naturale, la capacita’ di magazzinaggio aumentera’ da 3,2 milioni di mc nel 2004, a 5 milioni di mc entro la data dell’adesione.
Un altro elemento risultato dalle negoziazioni sul capitolo energia e’ la liberalizzazione del mercato energetico secondo l’acquis (entro luglio 2007), il che portera’ alla creazione di un mercato competitivo e molto piu’ efficace. E questo influira’ sui consumatori sia domestici che industriali, che potranno scegliere il fornitore di energia in funzione delle condizioni offerte. Un altro punto risultato dalle negoziazioni sul capitolo “Energia” e’ stato il servizio universale, che presuppone che, entro la data dell’adesione all’UE, l’accesso alla rete elettrica sara’ generalizzato, assicurando un alto grado di protezione dei consumatori dal punto di vista della garanzia della fornitura.
Inoltre, la Romania si e’ impegnata a creare tali condizioni di accesso alla rete per permettere l’interscambio transfrontaliero con gli stati membri dell’Unione Europea, poiche’ la Romania fara’ parte del mercato unico europeo.
La Romania ha ottenuto un prestito da Euratom per un valore di 223,5 milioni di dollari per la finalizzazione dell’Unita’ N.2 della CNE Cernavoda. Tale investimento ha, in primo luogo, un’importanza strategica per la Romania nel contesto dell’indipendenza energetica, ma anche della necessita’ di fornire energia poco cara e pulita.
La Romania aveva trasmesso il primo documento di posizione a giugno 2001 ed aveva aperto le negoziazioni per il capitolo “Energia” a marzo 2002. Per questo capitolo, si sono svolti 8 round di negoziazioni e consultazioni tecniche con gli esperti della Commissione Europea e degli stati membri. Inoltre, si sono svolte delle consultazioni nazionali con i patronati, sindacati, partiti politici parlamentari e ONG.
Fino al momento attuale, la Romania ha finalizzato 25 capitoli ed intende finalizzare completamente le negoziazioni entro la fine del 2004.

Dan Ioan Popescu, ministro dell’Economia e Commercio fornisce ulteriori elementi sugli obblighi della Romania dopo la chiusura del capitolo 14 “Energia”
La realizzazione del collegamento delle reti di trasporto nazionali a quelle europee implica investimenti per oltre 1,7 miliardi di euro, pero’ i costi sono piu’ alti degli investimenti quantificabili. “Il processo di collegamento dell’ambiente economico romeno a quello dell’UE presuppone, in primo luogo, un quadro di lavoro avente standard comuni con quelli praticati dal mercato UE“.
La Transelectrica e’ la compagnia che amministra le magistrali elettriche ed e’ membro a pieno diritto dell’Unione per il Coordinamento del Trasporto dell’Energia Elettrica (UCTE), sotto il coordinamento della quale funziona il sistema energetico europeo. Se la Transelectrica non avesse avuto tale statuto il Capitolo 14 – Energia non avrebbe potuto essere chiuso. Gli investimenti necessari per l’accoglimento nell’UCTE sono ammontati ad oltre 150 milioni di euro. Altre centinaia di milioni di euro sono stati spesi o saranno spesi per le linee Arad – Szeged e Oradea – Nadab – Beckescsaba, la “filiera ungherese“ essendo una tra le piu’ importanti connessioni al circuito energetico dell’UE. Il volume di investimenti che la Transelectrica necessita ammonta ad oltre 450 milioni di euro entro il 2007, data alla quale il mercato dell’energia in Romania diventera’ al 100% libero.
La Transgaz e’ l’omologo della Transelectrica nel settore del gas naturale. Oltre la magistrale che collega l’Ucraina alla Bulgaria attraverso la zona Dobrogea, un progetto importante comincera’ appena ultimato lo studio di fattibilita’: il progetto Nabucco sul trasporto di gas naturale dalla Turchia verso l’Europa Centrale.

Il contratto di privatizzazione della Electrica Banat e Dobrogea sara’ firmato il 12 luglio 2004 preannuncia Silviu Lucian Boghiu, direttore generale della Electrica * La privatizzazione della SNP Petrom a giorni
“Il contratto di privatizzazione delle societa’ Electrica Banat ed Electrica Dobrogea sara’ firmato lunedi’ 12 luglio con il gruppo Enel”, dichiara Silviu Lucian Boghiu, direttore generale della Electrica.
In qualita’ di presidente della Confederazione Patronale dell’Industria, Servizi e Commercio, Boghiu ha presentato, nella prima riunione dell’Alleanza delle Confederazioni Patronali della Romania, lo stato delle privatizzazioni nel settore energetico, della SNP Petrom e delle distribuzioni di gas naturale. “Il contratto di privatizzazione della SNP Petrom con l’OMV verra’ firmato a giorni”, ha aggiunto Boghiu. All’inizio del 2005 saranno privatizzate anche le filiali Electrica Moldova e Oltenia, e alla fine del primo semestre del 2005 – Electrica Muntenia Sud. Le societa’ Distrigaz Nord e Distrigaz Sud dovrebbero essere privatizzate entro la fine del 2004.

Gli analisti economici romeni prevedono che la privatizzazione del settore energetico portera’ cambiamenti drammatici nell’economia romena
Cambiamenti drammatici per l’economia romena, cambiamento delle regole, dei comportamenti e delle abitudini, cambiamenti anche per quanto riguarda le conseguenze. Tutto cio’ determinato dall’inizio della privatizzazione nel settore energetico, cioe’ con la privatizzazione delle prime due distribuzioni di energia elettrica delle estremita’ orientale ed occidentale del Paese, e con l’inizio dell’applicazione delle norme europee di aiuti dello stato nella prospettiva dell’adesione all’UE.
Problemi atipici che la Romania dovra’ affrontare tutti insieme. Nella prima fase lo shock sara’ temperato dal fatto che tali problemi atipici sono limitati a sole due zone, Dobrogea e Banat, dove verranno applicate, per primo, le nuove “regole del gioco”.
Tutto perche’ il nuovo proprietario, privato, delle distribuzioni di energia elettrica non fornira’ piu’ elettricita’ senza essere debitamente pagato. Altrimenti, com’e’ logico in un’economia di mercato, i debitori saranno disinnestati. Se lo Stato – come fattore politico o di protezione sociale – interverra’ per la riconnessione – e ha il diritto di farlo, dovra’ pagare al posto del debitore, in contanti. L’eventuale pagamento pero’ – sempre secondo le regole dell’economia di mercato – si chiama aiuto da parte dello Stato, che, secondo le regole dell’Unione Europea, puo’ essere concesso ad un’azienda una sola volta ogni 10 anni e soltanto collegato alla ristrutturazione o al fallimento della rispettiva azienda.
Fino al momento attuale, molte grandi aziende, per la maggior parte ancora statali, consumavano energia elettrica senza pagarla. Le distribuzioni di energia elettrica, anch’esse statali, minacciavano di disinnestarle, pero’ raramente applicavano concretamente tale misura. Ed anche in tali situazioni, interventi “altolocati” – ministeri, governo – determinavano la riconnessione. I debitori allungavano gli elenchi di “riscaglionamenti” dei pagamenti fino a che lo stato, “generoso”, annullava debiti, penalita’ maggiorazioni e quant’altro.
D’ora in poi, il proprietario privato della distribuzione di energia elettrica comincera’ il “grande risanamento” dell’economica con l’eliminazione dei grandi debitori, eliminando praticamente le aziende che producono perdite poiche’ non sono in grado di pagare quello che consumano.
Per un periodo, l’intervento dello stato e’ ancora possibile, pero’ entro determinati limiti. Ci sono dei settori, come la siderurgia o il settore minerario, ai quali, con l’accordo dell’Unione Europea, potranno essere concessi aiuti piu’ sostanziosi. Pero’ nella piu’ completa trasparenza, non attraverso la forma indiretta della tolleranza dei debiti.
Il tal senso, il nuovo proprietario delle distribuzioni di energia elettrica di Dobrogea e Banat ha gia’ stabilito che gli operatori economici attualmente debitori, riceveranno energia elettrica solo se costituiscono delle garanzie finanziarie per un valore uguale alle ultime due bollette mensili.
Il primo impatto non sara’, probabilmente, molto drammatico poiche’ nelle due zone, Banat e Dobrogea, non esistono molte aziende debitrici. Con la privatizzazione di ulteriori distribuzioni di energia elettrica, nelle zone dove sono ubicati i grandi debitori, in una seconda o terza fase, allora l’impatto diventera’ severo.

Nuova societa’ con la partecipazione della Marconi
Marconi Selenia Communications, compagnia del Gruppo Finmeccanica, e Electromecanica Ploiesti, filiale della Compagnia Nazionale Romarm, hanno inaugurato Ploiesti la nuova joint venture Elettra Communications. Funziona a Ploiesti anche la fabbrica di equipaggiamenti per trasmissioni militari nella quale Marconi Selenia Communications ed Electromecanica hanno investito oltre 5,4 milioni di euro. Secondo il direttore generale di Elettra Communications, Sandor Lovasz, gli investimenti continueranno e saranno investiti nella fabbrica di Ploiesti altri 1,6 milioni di euro fino alla fine del 2005. La cooperazione tra le due aziende e’ conseguenza delle ordinazioni del Ministero della Difesa romeno di equipaggiamenti per la rete permanente di trasmissione dell’esercito. Quindi il settore principale di attivita’ della Elettra Communications sara’ la produzione di equipaggiamenti per telecomunicazioni militari, fissi e mobili. La partnership con la Marconi Selenia Communications assicura alla societa’ appena creata il capitale e la tecnologia d’avanguardia necessari per la fabbricazione di prodotti competitivi nel campo delle comunicazioni militari.

A Bucarest due torri da 16 piani ognuna, verranno edificate all’entrata nel recinto fieristico della Romexpo
La ditta greca Pantechniki intende costruire due edifici per uffici, di 16 piani ognuno, all’entrata principale della Romexpo. I costruttori prescelti sono Excon SRL di Buzau e Adcon SRL di Bucarest.
La direzione Romexpo protesta: “Non e’ normale che l’entrata del piu’ grande complesso fieristico del Paese sia otturata da due edifici giganteschi“, afferma George Cojocaru, presidente CCIRB e direttore generale Romexpo.
La storia comincia nel 1999, quando il Consiglio Generale del Municipio Bucarest decide di concessionare, per 49 anni, il terreno (14.467 mq) ubicato davanti all’entrata principale del recinto fieristico di Romexpo. Viene organizzata la gara, vinta dalla Pantechniki.
Il complesso Romexpo era, pero’, stato costruito, appositamente, in un quadro architettonico speciale, sulla strada che porta dagli Aeroporti Otopeni e Baneasa verso il centro di Bucarest. Con i due colossi davanti, il recinto fieristico diventera’ invisibile. Ed in piu’, durante i 3-4 anni necessari per ultimare le costruzioni, gli espositori e visitatori delle Fiere che Romexpo organizza dovranno attraversare un cantiere.
Per la Pantechniki la procedura di autorizzazione e’ gia’ durata troppo. Dal 2000, anno in cui ha vinto la gara, e fino nel 2004, sta pagando la tassa per la concessione del terreno, di mezzo milione di dollari all’anno. La Pantechniki investira’ circa 100 milioni di dollari nei due edifici, il che rappresenta il piu’ consistente investimento nel campo delle costruzioni ad uso ufficio.
Gli agenti immobiliari sono dell’opinione che i terreni della zona Nord della Capitale sono estremamente ricercati dagli investitori. Nel top delle preferenze si colloca Piata Victoriei, Piata Charles de Gaulle, Piata Presei Libere, Scoala Herastrau. Pero’, il concentrarsi di un numero troppo alto di edifici per uffici in tale zona influisce negativamente sui parcheggi, totalmente insufficienti, e sull’accessibilita’ nella zona. Quando tutte le costruzioni iniziate nel 2003-2004 saranno ultimate, mancheranno 1.000 posti auto in zona, indica uno studio di mercato elaborato da una grande compagnia immobiliare. Diventera’ sempre piu’ difficile anche il traffico sulla strada che collega Bucarest con gli Aeroporti Otopeni e Baneasa. Specialmente durante le grandi manifestazioni fieristiche organizzate a Romexpo.

Nel primo semestre 2004, in Romania sono stati venduti 3207,9 ettari di terreni ubicati nelle localita’
Le superfici di terreni ubicati nelle localita’, vendute nei primi 6 mesi del 2004 ammontano a 3207,9 ettari (da un totale di 67.958 ettari a partire dal 1998); il valore medio pro ettaro e’ stato di 320,4 milioni di lei, secondo i dati forniti dal Ministero dell’Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale.
I valori piu bassi pro ettaro, per i terreni ubicati nelle localita’, sono stati registrati nelle regioni Botosani (16,05 milioni di lei), Mehedinti (18,97 milioni di lei) e Satu-Mare (23,08 milioni di lei), mentre i valori massimi sono stati registrati nelle regioni Bistrita Nasaud (1 miliardo di lei), Cluj (1,6 miliardi di lei), Ilfov (1,3 miliardi di lei) e Bucarest (10,9 miliardi di lei).
Per quanto riguarda i terreni ubicati fuori localita’, il totale venduto, cumulato a partire dal 1998, ammonta a 383.433,3 ettari (di cui 42684,4 ettari nel primo semestre 2004). Il valore medio pro ettaro e’ stato di 19,53 milioni di lei.
Nel primo semestre 2004, valori minimi sono stati registrati nelle regioni Dolj (4,23 milioni di lei), Teleorman (4,15 milioni di lei), e Tulcea (3,45 milioni di lei). Nel contempo, i valori massimi sono stati registrati nelle regioni Bistrita Nasaud (70,6 milioni di lei) o Ilfov (194,4 milioni di lei).
Nei primi 6 mesi del 2004, 50 persone fisiche straniere in possesso di cittadinanza romena hanno acquisito terreni ubicati fuori localita’ in Romania.

L’Agenzia SAPARD ha approvato progetti per un valore di 558 milioni di euro
L’Agenzia SAPARD ha approvato, fino al 1 luglio 2003, 859 progetti, che sono gia’ stati contrattati dai beneficiari per il 92%. Il contributo SAPARD ai progetti approvati e’ di circa 558 milioni di euro. “Il maggior numero di progetti (594) rientrano nella misura “Sviluppo e miglioramento delle infrastrutture rurali”, per i quali il contributo SAPARD rappresenta 480,8 milioni di euro, sfruttando completamente i fondi destinati a questa misura fino nel 2006″, dichiarano fonti dell’Agenzia SAPARD.
Nell’ambito dei progetti i cui beneficiari sono i consigli locali, fino al momento attuale, sono stati realizzati 441 km di strade comunali, 1.415 km di condotti per l’alimentazione con acqua e 126 km di condotti per canalizzazione. “I progetti di infrastrutture rurali da finalizzare avranno 543.400 utenti, abitanti delle zone rurali”, indica un comunicato dell’Agenzia SAPARD.
La stessa fonte specifica che per il “Miglioramento della lavorazione e del marketing dei prodotti agricoli” sono gia’ stati firmati contratti di finanziamento per 115 progetti, che rappresentano 59,1 milioni di euro, finanziamenti a fondo perduto. Inoltre, nel quadro degli “Investimenti nelle unita’ agricole”, i produttori agricoli hanno contrattato 35 progetti, per i quali i finanziamenti a fondo perduto rappresentano 4,36 milioni di euro. Soltanto nel mese di giugno, l’Agenzia SAPARD ha approvato 68 progetti, per i quali i fondi europei concessi sono di circa 8 milioni di euro. La meta’ di tali progetti riguarda il turismo rurale, il turismo ittico, l’apicoltura e l’elicicoltura (allevamento delle lumache commestibili). Inoltre, sono stati approvati 29 progetti per l’acquisto di attrezzature agricole (trattori, mietitrici, ecc.), la costituzione di allevamenti (suini, mucche, ovini ecc) o unita’ per coltivazioni vegetali (piante tecniche, frutticoltura, viticoltura ecc.).

I Programmi europei per la Romania: Finanziamenti per oltre 3 miliardi di euro
L’ammontare totale dei finanziamenti europei contrattati o in corso di contrattazione per i programmi riguardanti la Romania e’ di oltre 3 miliardi di euro, indica un bilancio presentato nel Comitato di trasparenza per la valutazione dell’utilizzo dei fondi comunitari. Secondo il bilancio, nel quadro del programma Phare – Componente coesione economica e sociale l’ammontare contrattato dai fondi pubblici e’ di 215,17 milioni di euro per 1.389 progetti. Da questi, 39 sono progetti di infrastrutture (ognuno per un valore di oltre 2 milioni di euro). “Gli altri 1.344 sono contratti di grant, crediti a fondo perduto alle Piccole e Medie Imprese, ad ONG o all’amministrazione pubblica, in cui il beneficiario del progetto copre una parte del valore; la quota minima di partecipazione oscilla tra il 40% per le PMI, il 20% per le ONG ed il 10% per l’amministrazione pubblica”, afferma Alexandru Farcas, ministro per l’Integrazione Europea. I fondi dei programmi Phare nazionale 2001 e Phare 2001 di cooperazione transfrontaliera con la Bulgaria ed Ungheria hanno totalizzato 261,89 milioni di euro, ed il periodo di contrattazione si e’ concluso a novembre 2003. Il grado di contrattazione per il programma Phare nazionale 2001 e stato di quasi il 97%. La contrattazione per il Phare nazionale 2002 si concludera’ a fine novembre 2004 (e la fase dei pagamenti il 30 novembre 2005); l’ammontare globale e’ di 278,5 milioni di euro. I fondi Phare per il programma attinente al 2003 rappresenteranno 276,5 milioni di euro e le contrattazioni dovranno essere concluse entro novembre 2005.
Per i progetti di infrastruttura dei trasporti e delle reti di utilita’ del programma ISPA sono stati conclusi 40 memorandum di finanziamenti per un valore di 2 miliardi di euro. Esistono ancora altre 11 richieste di finanziamenti per 577 milioni di euro; fino al momento attuale i contratti coprono il 27% del valore del programma. I pagamenti nel quadro di questo programma saranno effettuati fino nel 2008. Nel quadro del programma Sapard sono iniziati 594 progetti nel quadro della componente di infrastrutture rurali, e fino alla fine dell’autunno 2004 dovra’ essere realizzato oltre il 50% del volume dei lavori.

50 miliardi di lei per il sostegno ai progetti realizzati in base al Programma di aumento della competitivita’ dei prodotti alimentari
Il Ministero dell’Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale (MAPDR), concede oltre 50 miliardi di lei, nel 2004, per il sostegno (con fino al 50% del valore totale) dei progetti per l’implementazione e certificazione dei sistemi di qualita’ e dei sistemi di management dell’ambiente, comunica il MAPDR.
I contributo MAPDR non puo’ superare i 30.000 euro/progetto, secondo le disposizioni dell’Ordinanza Governativa di Urgenza N.120/2002 e della Decisione Governativa N.1557/2002 sull’appoggio finanziario concesso tramite il Programma di aumento della competitivita’ dei prodotti alimentari.
Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale (MAPDR) il sostegno finanziario sara’ concesso anche ai progetti riguardanti l’accreditamento e la dotazione dei laboratori e per la registrazione e protezione sui mercati esteri dei marchi, disegni e modelli industriali romeni.
In tal senso, la Commissione costituita con l’Ordine ministeriale N.158/03.03.2003, analizza ed approva le documentazioni presentate dagli operatori economici.
Fino all’inizio di luglio 2004 sono stati presentati al MAPDR 26 progetti per un valore totale di 1,119 milioni di euro (45,9 miliardi di lei), di cui 8 progetti di implementazione e certificazione dei sistemi di qualita’ e 18 progetti per la dotazione e certificazione dei laboratori.
Dal totale, sono stati approvati 10 progetti, per un valore di 486.192 euro (20 miliardi di lei), per i quali e’ iniziato il finanziamento. Fino all’inizio di luglio 2004 sono gia’ stati pagati 600 milioni di lei dal bilancio dello stato.
Altri 4 progetti, per un valore di 155.321 euro (6,4 miliardi di lei), sono in fase finale di approvazione; il loro finanziamento comincia a luglio. Ulteriori 3 progetti sono in fase di analisi. Secondo i dati MAPDR, per 2 progetti e’ stato richiesto il completamento della documentazione e 7 progetti sono stati respinti.
“Per una piu’ efficace informazione degli operatori economici, e’ stata elaborata una “Guida” che specifica le tappe che l’operatore deve percorrere per attingere all’appoggio finanziario tramite questo Programma di implementazione dei sistemi di qualita’ che assicurano la loro competitivita’ sui mercati UE” dichiara Petre Daea, segretario di stato nel MAPDR.

Le riserve internazionali della Banca Centrale hanno superato 8 miliardi di euro
A fine giugno 2004, le riserve internazionali della Banca Nazionale (valute piu’ oro) ammontavano a 8,86 miliardi di euro, comunica la BNR.
L’aumento di 491,5 milioni di euro registrato nel mese di giugno 2004 e risultato delle entrate provenienti dal processo di privatizzazione della Banca Commerciale Romena (179,6 milioni di euro), dagli acquisti di valuta sul mercato valutario (429,8 milioni di euro) e dal ricavato dall’amministrazione della riserva internazionale (7 milioni di euro).
I pagamenti sono ammontati a 157,4 milioni di euro, e hanno rappresentato rate ed interessi scadenti al debito pubblico esterno, diretto e garantito dal Ministero delle Finanze.
Altre entrate nette sono risultate dalla modifica delle riserve minime in valuta costituite dalle banche commerciali, cessioni alla riserva valutaria dello stato, commissioni bancarie, quote ed altro, per un valore totale di 32,5 milioni di euro.
La riserva di oro si e’ conservata a 105,1 tonnellate. Secondo l’evoluzione dei prezzi internazionali, il suo valore e’ aumentato a 1,096 miliardi di euro.
Fino alla fine del 2004, i pagamenti scadenti per conto del debito pubblico esterno diretto e garantito dal Ministero delle Finanze Pubbliche ammonta a 682 milioni di euro.

La Romania destinera’ 550 milioni di euro all’implementazione del Programma di raccolta e riciclaggio dei rifiuti
La Romania destinera’ 550 milioni di euro, entro il 2007, per l’implementazione del Programma di raccolta e riciclaggio dei rifiuti a livello nazionale, dichiara Elena Dumitru, direttore nel Ministero dell’Ambiente ed Amministrazione delle Acque (MMGA).
Secondo i dati in possesso del MMGA, in Romania la quantita’ di imballaggi immessi sul mercato e’ stata di 850.000 tonnellate nel 2002, equivalente a 39 kg imballaggi pro capite all’anno. Entro il 2007, la Romania dovra’ raggiungere un tasso di riciclaggio dei rifiuti e degli imballaggi di circa il 25%.
Attualmente, in Romania, il tasso di riciclaggio dei rifiuti e degli imballaggi e’ del 47% per la carta, 12% per il vetro e 5% per i materiali riciclabili in materie plastiche.
I rifiuti da imballaggi provengono per circa il 70% dalla popolazione (spazzatura domestica), e per soli 30% dagli operatori economici. Nella media, piu’ della meta’ dei rifiuti domestici sono di origine organica, e circa il 16,2% sono rifiuti provenienti da imballaggi.
Le legislazione romena prevede gia’ delle penalita’ sia per gli operatori economici/commerciali che per la persone fisiche che non depositano i rifiuti nei posti predisposti. L’allestimento di tali posti e’ compito delle autorita’ locali.
Attualmente, sono in corso di svolgimento programmi-pilota di raccolta e riciclaggio dei rifiuti a Bucarest nei settori 1, 3 e 6, ed in alcune altre citta’. I programmi saranno estesi fino nel 2007, e generalizzati a livello nazionale nell’intervallo 2008-2010.

Inaugurato a Cluj Napoca uno dei 7 Centri di informazioni Italia-Romania, aperti con finanziamento diretto da parte del governo italiano
L’Ambasciatore d’Italia in Romania, Stefano Ronca, ha inaugurato presso la sede della Camera di Commercio di Cluj il Centro informazioni Italia Romania. La costituzione di tali 7 Centri, a Braila, Brasov, Cluj-Napoca, Costanza, Iasi, Ploiesti, Timisoara e’ diventata possibile grazie al progetto “Centro”, finanziato in totalita’ dal governo italiano attraverso le Legge n.84/2001 sulla partecipazione dell’Italia al processo di stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo dei Paesi dei Balcani. Il Budget del progetto e’ di 100.000 euro ed il finanziamento e’ assicurato per un periodo di 18 mesi, dal 15 gennaio 2004 fino al 14 luglio 2005. Il Direttore di progetto D. Bellati, ha assicurato che il progetto non si concludera’ a luglio 2005 e che verra’ assicurata un’ulteriore continuita’.
Lo scopo dei centri di informazioni Italia-Romania e’ quello di offrire un appoggio reale alle persone fisiche e giuridiche interessate all’ambiente economico romeno. I servizi offerti dai centri sono: la promozione delle proposte di collaborazione economica sul territorio italiano e romeno; l’elaborazione di studi di mercato; la fornitura di informazioni sui dazi doganali, sui trasporti tra l’Italia e la Romania, sulle norme romene riguardanti gli investimenti esteri nonche’ servizi di consulenza e promozione economica.
Il Centro informazioni Italia-Romania funziona presso la sede della Camera di Commercio ed industria di Cluj Napoca, stanza 113, da lunedi a venerdi, nell’orario 8,00-16,00.
Nella regione Cluj sono registrate 800 ditte con partecipazione di capitale italiano, il che conferisce all’Italia il primo posto, come numero di societa’, tra i Paesi investitori nella regione Cluj ed il quinto posto per volume di investimenti effettuati
Inoltre, la CCI Cluj e’ la prima camera della Romania nel cui consiglio di amministrazione e’ compreso un rappresentante della comunita’ italiana di affari.

Sviluppo del turismo e dell’agroindustria in Romania e Montenegro nel 2004-2005: la Regione Piemonte ha gia’ presentato il progetto ai partner locali
Accrescere la capacità di sviluppare servizi e di favorire la definizione di politiche per le imprese da parte delle Camere di Commercio, delle Associazioni degli imprenditori e dei governi della Romania e del Montenegro attraverso la creazione di relazioni stabili con partner Europei: è l’obiettivo del Progetto per lo Sviluppo del Turismo e dell’Agroindustria nei due Paesi, finanziato con 450.000 Euro dalla legge 84/2001 “Disposizioni per la partecipazione italiana alla stabilizzazione, alla ricostruzione ed allo sviluppo di paesi dell’area balcanica”.
Una delegazione della Regione Piemonte ha gia’ presentato a Bucarest e Podgorica il programma ai partner locali, ha raccolto dati ed informazioni utili per l’analisi dei fabbisogni e per offrire ai due Paesi l’approfondimento di tematiche quali la rappresentativita’ delle imprese, i patti territoriali ed i distretti industriali, la comunicazione istituzionale, i servizi alle imprese. Le attivita’ del progetto di durata biennale avranno luogo in Romania, Montenegro ed Italia e prevedono la creazione di un partenariato tra Camere di Commercio ed Associazioni Imprenditoriali dei Paesi beneficiari e controparti italiane e momenti di scambio di esperienze, assistenza e consulenze per il trasferimento di know-how.

Il primo aeroporto romeno privato e’ aperto a Tuzla
Il primo aeroporto privato e’ stato aperto dalla compagnia aerea privata Air Adria (Tuzla Aerodrome, Constanta, 8715 Tuzla, tel. 0040 241 694402, fax 0040 241 , 733450 , e-mail airadria@euroweb.ro) nella cittadina di Tuzla (sud-est del Paese). L’aeroporto e’ destinato a voli su distanze brevi, verso le stazioni balneari del Mar Nero e verso il Delta del Danubio. ”Per un volo di 20 minuti verso il litorale a bordo di un Cessna 172 si dovra’ pagare circa 1,5 milioni di lei (circa 40 euro). Un ora di volo sopra il Delta del Danubio costera’ 7,4 milioni di lei (circa 180 euro), informa Dorin Ivascu, direttore della base aerea di Tuzla. Dall’aeroporto di Air Adria si potranno effettuare anche voli in elicottero e prendere lezioni di volo. Air Adria offre anche servizi di concimazione dei campi coltivati, sorveglianza e voli promozionali per campagne pubblicitarie. L’aerodromo di Tuzla occupa 36 ettari, ha 2 piste di volo, un capannone di oltre 1.000 metri quadrati e due edifici amministrativi.

Nuova sede dell’Autorita’ per gli Stranieri
L’Autorita’ per gli Stranieri del Ministero dell’Amministrazione ed Interni ha una nuova sede a Bucarest, in strada Ion Campineanu. Con piu’ sportelli di prima e con condizioni di lavoro a standard UE, la nuova sede rilascia un nuovo tipo di permesso di soggiorno, securizzato, del tipo utilizzato nell’Unione Europea, per i cittadini stranieri che soggiornano in Romania (operatori economici, studenti ed altre categorie).

Opportunita’ della settimana
Sul sito http://www.profiliecarriere.it/visual_annuncio.asp?Rif=vr01-187ml&id=1864 e’ pubblicato il seguente annuncio:
DIR. PRODUZIONE ROMANIA
Noto gruppo settore abbigliamento in provincia di Verona ricerca Direttore di Stabilimento in Romania. Richiedesi pluriennale esperienza in tale ruolo nel settore tessile preferibilmente nell’abbigliamento, capacita gestione e organizzazione del personale. Disponibilita a rimanere per lunghi periodi in tale luogo. Tassativa provenienza Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.
Gli interessati possono candidarsi compilando il modulo CV disponibile sul sito suindicato.

Newsletter nr.56 / 2003

La Romania negozia il nuovo programma PAL con la Banca Mondiale
La Banca Mondiale intende identificare nuovi programmi di aggiustamento strutturale da realizzare dopo la finalizzazione del PSAL I e II. Il Governo romeno ha iniziato le negoziazioni con gli ufficiali della Banca Mondiale per il nuovo programma denominato PAL – Programmatic Adjustement Loan, che comincia nel 2004, dopo la conclusione del PSAL. Secondo gli impegni assunti dallo Stato romeno, il capitolo Privatizzazione della matrice strategica comprende piu’ obiettivi a carico dell’APAPS, collegati alla privatizzzazione delle societa’ rimaste nel proprio portafoglio. La Banca Mondiale ha chiesto per la prima componente del programma, PAL I, una valutazione del portafoglio APAPS e l’elaborazione di un grafico di privatizzazione delle societa’ con capitale maggiormente statale, con oltre 100 dipendenti. La seconda componente, PAL II, riguarda la finalizzazione del processo di privatizzazione o liquidazione delle societa’ con oltre 100 dipendenti, rimaste nel portafoglio APAPS e la conclusione della transazione di privatizzazione della Banca Commerciale Romena, tramite vendita del pacchetto azionario di maggioranza ad un investitore strategico. Secondo le stime APAPS, il programma PAL II dovrebbe concludersi nel 2006.
Il Fondo Monetario Internazionale monitorizzera’, nel 2004, la privatizzazione di 22 grandi aziende
Il Nuovo Accordo di Sorveglianza Preventiva tra la Romania ed il Fondo Monetario Internazionale, che sara’ finalizzato a breve, prevede una serie di condizioni per il 2004 a carico dell’APAPS. Secondo gli impegni assunti dalla Romania, l’APAPS dovra’ privatizzare 22 societa’ con capitale maggiormente statale, con oltre 1.000 dipendenti, sotto il monitoraggio del FMI. Si tratta di societa’ comprese nei programmi convenuti con la Banca Mondiale, PSAL I (CUG Cluj, Electroputere Craiova, UZTEL, Rulmentul Brasov, ROCAR Bucuresti e EXFOR Bucuresti) e PSAL II (Energoreparatii Bucuresti, Agmus Iasi, Metalurgica Aiud, Caromet Caransebes, Grantmetal Bucuresti, UCUP Turnu Magurele, Giurgiunav Giurgiu e Unirea Cluj), alle quali si aggiungono altre 8 societa’ comprese nel programma di privatizzazione attraverso le capacita’ proprie dell’APAPS. Il FMI ha imposto delle misure di politica salariale per le 22 societa’ monitorate (congelamento degli stipendi nel 2004 ed applicazione di programmi di ristrutturazione con licenziamento di 15.000 dipendenti entro fine marzo 2004). Se l’APAPS non riuscisse a privatizzare 15 tra le piu’ grandi societa’ incapaci di pagare le utilita’ consumate, si procedera’ alla loro liquidazione.
Gli americani hanno dichiarato la Romania “Paese dell’anno 2003”
La Romania ha ricevuto il titolo di “Paese dell’anno 2003” da parte dell’Agenzia per il Commercio e Sviluppo degli Stati Uniti (USTDA)
Il direttore dell’Agenzia, Thelma J. Askey, in visita in Romania, ha specificato i criteri in base ai quali viene concesso il titolo. “La Romania ha ricevuto il titolo due anni di seguito – 2002 e 2003 – perche’ e’ stato il piu’ importante beneficiario dei fondi USTDA. Nel 2003 l’agenzia ha finanziato 19 attivita’ collegate alla Romania, per un totale di 3,1 milioni di dollari. La U.S. Trade and Development Agency e’ un’istituzione che offre servizi, informazioni e mezzi finanziari diretti a favorire i contatti tra le compagnie americane e partners dei Paesi in via di sviluppo. L’obiettivo dichiarato in Romania e’ di contribuire a sviluppare alcuni importanti settori dell’economia, tra cui telecomunicazioni, trasporti, petrolio, gas naturale e tecnologia dell’informazione.
Fitch ha migliorato il rating della Romania. E’ la terza grande agenzia specializzata nel campo, che migliora il rating della Romania negli ultimi tempi
L’Agenzia di valutazione finanziaria Fitch Ratings ha migliorato i qualificativi concessi alla Romania per i crediti a lungo termine in valuta ed in moneta nazionale. Il rating per i crediti in valuta e’ aumentato da “BB minus” a “BB”, e per i crediti in moneta nazionale, da “BB” a “BB piu’”. Il rating per i crediti a breve termine in valuta e’ stato confermato a “B”. Secondo un comunicato stampa dell’agenzia, il miglioramento dei qualificativi riflette le politiche macroeconomiche solide che hanno appoggiato la crescita economica sostenuta, la disinflazione, la riduzione del debito pubblico riportato al PIL e l’aumento delle riserve internazionali della banca centrale. Fitch sottolinea che la Romania e’ diventata meno vulnerabile agli shock esterni. Gli esperti Fitch mettono, pero’, in guardia contro eventuali rilassamenti fiscali e rallentamenti nelle riforme strutturali nell’anno elettorale 2004. La Romania ha beneficiato, ultimamente, del miglioramento dei qualificativi Paese concessi dalle agenzie specializzate Standard & Poor’s e Moody’s. Inoltre, la Japan Credit Rating Agency ha rivisto recentemente, da “stabile” a “positiva”, la prospettiva dei qualificativi concessi alla Romania per i debiti a lungo termine in valuta ed in moneta nazionale. Il miglioramento dei qualificativi aiutera’ il Paese nell’ottenimento di condizioni migliori per i prestiti che contrattera’ sui mercati esteri di capitale. Mihai Tanasescu, ministro delle finanze, specificava recentemente che i crediti che verranno contratti sui mercati internazionali nel 2004 ammonteranno a circa 1 miliardo di euro.

Il Ministero dell’Agricoltura, Foreste, Acque ed Ambiente (MAPAM) ha presentato il Rapporto 2003
L’agricoltura romena, secondo il bilancio presentato, sembra riprendersi. Nel 2003, la superficie coltivata e’ stata di 9,1 milioni di ettari, di cui circa 5 milioni di ettari con cereali, 1,3 milioni di ettari con piante oleaginose, 300.000 con legumi, 45.000 con piante tecniche. I raccolti ottenuti sono ammontati a 2,5 milioni di tonnellate di frumento, 231.000 tonnellate di orzo, e 9,33 milioni di tonnellate di mais. I legumi hanno rappresentato 3 milioni di tonnellate (+256.000 tonnellate rispetto al 2002) e la frutta 1,3 milioni di tonnellate (+366.000 tonnellate rispetto al 2002). Nell’agricoltura nazionale sono stati utilizzati, nel 2003, 170.000 trattori (cioe’ circa 55 ettari di terreno coltivato per ogni trattore), di cui 1.400 acquistati nell’arco del 2003, 62.600 seminatrici e 26.100 mietitrebiattrici.
400 milioni di euro del programma Sapard rimangono ancora inutilizzati
Si afferma che la Romania ha utilizzato soltanto l’1% dei fondi europei concessi per l’agricoltura fino al momento attuale.
Gli ufficiali UE temono che il Paese potrebbe perdere i fondi concessi e non sfruttati.
Oltre 400 milioni di euro dei fondi non rimborsabili concessi attraverso il programma SAPARD rimangono ancora non assegnati, anche se numerosi progetti sono stati presentati.
Per la meta’ dei fondi suindicati, la scadenza per l’utilizzo e la fine del 2004. Se entro tale termine i fondi non vengono distribuiti, la Romania li perde, perche la Commissione Europea ritirera’ le somme non spese. “A tutte le riunioni svoltesi, gli ufficiali dell’Unione Europea si mostrano preoccupati per l’incapacita’ della Romania di spendere i fondi offerti” dichiara Elena Secuiesu, direttore generale dell’Agenzia SAPARD.
Per ottenere i finanziamenti SAPARD le procedure sono, in grandi linee, semplici: il beneficiario presenta un progetto di investimenti, che deve essere approvato dall’Agenzia SAPARD la quale quantifica anche l’ammontare del finanziamento. Quello che in genere non si sa’, e’ che il programma SAPARD non concede pagamenti anticipati, ma rimborsa soltanto delle spese gia’ affrontate. La realizzazione del progetto avviene con i fondi del beneficiario e soltanto in seguito le spese vengono “compensate” dai fondi non rimborsabili. Nella maggior parte dei casi, i primi pagamenti dal SAPARD cominciano quando e’ gia’ stato realizzato un terzo dell’investimento.
Circa un anno e mezzo fa’, sono cominciati ad essere elaborati i progetti per le prime due classi del programma SAPARD, denominate misure. Pe la prima misura, “Miglioramento della lavorazione e del marketing dei prodotti agricoli e piscicoli” tra l’1 agosto 2002 ed il 29 novembre 2003 sono stati presentati 131 progetti di cui sono stati contrattati 98. Quando, a settembre, sono cominciati ad essere distribuiti i fondi, soltanto 9 progetti hanno beneficiato dei pagamenti, per 1,85 milioni di dolari. Tale ammontare rappresenta l’1,73% dei fondi europei disponibili per questa misura. “I fondi europei concessi sono 107 milioni di euro, per gli anni 2000 e 2001. Per i fondi del 2000, la scadenza di utilizzo e’ la fine del 2004. Quindi ci rimane un solo anno per spendere questi fondi. E per il resto la scadenza e’ la fine del 2005” specifica Elena Secuiesu.
Dei 98 progetti approvati, quasi la meta’ hanno le “pratiche di acquisto” in preparazione, il che significa che non sono ancora cominciati gli investimenti da fonti proprie, in base ai quali poter beneficiare dei fondi SAPARD
L’altra misura riguarda “Lo sviluppo ed il miglioramento dell’infrastruttura rurale”, e beneficiari possono essere i consigli locali dei comuni. Quindi si tratta di strade comunali ed alimentazione con acqua delle localita’. Sono stati presentati oltre 1.300 progetti pero’ soltanto 438 sono stati contrattati. Oltre la meta’ di questi non ha finalizzato la gara d’appalto per iI lavori e quindi i rispettivi lavori non sono cominciati. E per poter accedere ai fondi SAPARD deve essere realizzato almeno il 30% dell’investimento progettato. Fino al momento attuale sono stati effettuati pagamenti per soli 8 progetti, per un valore di 747.000 euro, cioe’ lo 0,25% dei fondi a disposizione (304 milioni di euro).
Anche in questo caso una gran parte dei fondi sara’ persa se non arrivera’ ai beneficiari entro la fine del 2004
Accesso ai fondi europei per i produttori individuali
Dal 15 dicembre 2003 possono essere presentati progetti per altre due misure del programma SAPARD, recentemente approvate dalla Commissione Europea, e di cui, per la prima volta, beneficieranno i produttori agricoli individuali. I fondi saranno concessi per investimenti nelle attivita’ agricole e per diversificare le attivita’ economiche nell’ambiente rurale (servizi, turismo rurale etc). L’ammontare dei fondi che verrano concessi entro il 2006 ammonta a circa 375 milioni di euro. A tali programmi possono accedere anche gli agricoltorii che non hanno una ditta, cioe’ beneficiari senza personalita’ giuridica. L’unica condizione e’ che gli agricoltori si registrino in comune come persone fisiche autorizzate. Per tale misura i beneficiari devono contribuire con meta’ del valore dell’investimento.
Per l’adeguamento della contabilita’ romena alle norme comunitarie, il Ministero delle Finanze riceve 1 milione di euro dall’UE
L’Unione Europea finanzia con 1 milione di euro il progetto di gemellaggio istituzionale (twinning) „Miglioramento dell’Organizzazione e Performance del Sistema di Contabilita’ Pubblica“, che mettera’ in contatto il Ministero romeno delle Finanze Pubbliche (MFP) con i ministeri simili della Francia ed Italia.
Gheorghe Gherghina, segretario di stato nel MFP, ha dichiarato che l’obiettivo del progetto e’ di aumentare la capacita’ del ministero romeno di armonizzare la legislazione contabile della Romania con quella dell’UE. Nel quadro del progetto, con l’aiuto di 20 esperti italiani e francesi, il ministero aggiornera’ ed ammodernizzera’ il sistema romeno di contabilita’ pubblica, assicurando la corrispondenza con gli Standards Internazionali di Contabilita’.
Il progetto rientra nel Programma PHARE 2002 „Appoggio per il Piano Strategico del Ministero delle Finanze Pubbliche“, che ammonta, in totalita’, a 15,3 milioni di euro.
Camelia Suica, rappresentate della Delegazione della Commissione Europea in Romania, dichiara che il MFP e’ sul primo posto tra i beneficiari romeni di progetti di gemellaggio istituzionale.

Fondi Phare per 1 milione di euro per il settore energetico romeno
L’Unione Europea concede 1 milione di euro per il settore energetico romeno, indica un recente comunicato stampa del Ministero Economia e Commercio (MEC). Nel quadro dell’assistenza finanziaria a fondo perduto concessa dall’Unione Europea attraverso il programma PHARE 2001, il MEC ha cominciato la realizzazione di due progetti di assistenza tecnica per Transgaz e Dispeceratul National de Gaze Naturale e per Termoelectrica. Il progetto destinato a Transgaz S.A. ha un valore di 300.000 euro e mira allo sviluppo di un mercato concorrenziale del gas naturale nel Paese. Il proggetto destinato a Termoelectrica SA, per un valore di 700.000 euro, prevede l’ammodernamento del settore della produzione di energia elettrica e termica secondo le disposizioni dell’aquis comunitario.
Nei primi 9 mesi del 2003, la Romania ha registrato una crescita economica del 4,7%
Il prodotto Interno Lordo nei primi 9 mesi del 2003 e’ ammontato a 1.264.448,2 miliardi di lei (+4,7% rispetto al periodo simile del 2002, aumento sostenuto principalmente dal consumo della popolazione e dagli investimenti nell’edilizia ed in attrezzature nonche’ dalla produzione industriale).
Secondo un comunicato dell’Istituto Nazionale di Statistica, sono stati registrati aumenti del valore aggiunto lordo in tutti i settori economici, Prevalentemente nell’industria (+4,7%) e nell’edilizia (+6,9%). I dati riguardanti i primi 3 trimestri del 2003 sono molto vicini alle previsioni delle autorita’, che avevano peannunciato per il 2003 una crescita economica del 4,8% (in diminuzione rispetto a previsioni precedenti, a causa della siccita’).
Una crescita significativa e’ stata registrata dal consumo finale della popolazione (+6,4%, in termini reali, paragonato a gennaio-settembre 2002), mentre l’amministrazione pubblica ha contribuito con un aumento della richiesta finale di soli 1,3%. Gli investimenti realizzati nell’economia nei primi 3 trimestri del 2003 hanno rappresentato 139.314 miliardi di lei (+7,1% rispetto al periodo simile del 2002). L’infusione di capitale nell’economia e’ stata direzionata in quote uguali, di circa il 45%, verso nuove costruzioni e verso l’acquisto di nuove attrezzature e mezzi di trasporto. La seconda categoria ha registrato una dinamica piu’ sostenuta (+9,9% rispetto al 2002).
L’inflazione a novembre e’ ammontata all’1,4%
Nei primi 11 mesi del 2003 i prezzi al consumo sono aumentati del 12,8%. Per rientrare nel livello annuo previsionato dalla Banca Centrale, l’indice dei prezzi al consumo non dovrebbe superare l’1,2% a dicembre.
A novembre il tasso dell’inflazione e’ stato dell’1,4%; l’aumento dell’indice dei prezzi al consumo e’ stato determinato principalmente dal rincaro di alcuni generi alimentari (uova, pane, latte) e dalla crescita delle tariffe per il gas naturale, telefoni e servizi postali.
Rispetto all’aumento generale del 12,8%, i prezzi dei prodotti non alimentari e dei servizi sono cresciuti del 13,7% ed i prezzi dei generi alimentari sono cresciuti nella media dell’11,7% negli ultimi 11 mesi. Rispetto a novembre 2002, il tasso dell’inflazione e’ sceso al 14,5%, rispetto al 15,8% del periodo ottobre 2002 – ottobre 2003. In tali condizioni, ad un tasso di inflazione dell’1,1-1,2% nel mese di dicembre 2003, l’indice dei prezzi al consumo rientrerebbe nell’aumento previsto dalla Banca Nazionale della Romania e dal Governo, del 14% per il 2003. L’INS specifica che i generi alimentari hanno registrato a novembre il piu’ forte rialzo dei prezzi, del 2,1% rispetto al mese precedente. L’aumento e’ stato del 42,2% per le uova, del 4% per il pane e del 3,4% per il latte di mucca. Sono aumentati anche i prezzi per i leguminosi (+4,9%) e per le patate (+2,6%). Sono rimasti al livello di ottobre o sono leggermente diminuiti i prezzi della frutta, dell’olio e dello zucchero. A parte il gas naturale (+4%), i prezzi degli altri prodoti non alimentari sono rimasti per la maggior parte al livello di ottobre. Le tariffe postali sono aumentate di circa il 20%.
Per il 2004, la Legge Finanziaria prevede un tasso dell’inflazione (dicembre a dicembre) del 9%.
Lo stipendio minimo a livello nazionale passa a 2,8 milioni di lei
Lo stipendio minimo garantito a livello nazionale aumentera’ di 300.000 lei dal 1 gennaio 2004, e rappresentera’ 2,8 milioni di lei. L’ammontare e’ inferiore alla richiesta dei sindacati, di 100 euro. Il Ministro delegato per i rapporti con i sindacati e patronati, Marian Sarbu, dichiara che 37.000 dipendenti beneficieranno dell’aumento dello stipendio minimo, che costera’ al bilancio dello stato, nel 2004, 170 miliardi di lei.
Il gas naturale sara’ piu’ caro del 4% a partire dal 1 gennaio 2004
Dal 1 gennaio 2004, un metro cubo di gas naturale costera’ per il consumo domestico 4.267.728 lei/1000 mc (circa 130 dollari/1000 mc), per i consumatori collegati ai sistemi di distribuzione del gas, altri che quelli residenziali, 3.926.296 lei/1000 mc e per i consumatori collegati direttamente al Sistema Nazionale del trasporto del gas, 3.413.975 lei/1000 mc, indica un comunicato dell’Autorita’ Nazionale di Regolamentazione dell’Ambito del Gas Naturale (ANRGN). I prezzi non contengono l’IVA.
La maggiorazione dei prezzi e’ giustificata dalla necessita’ di un allineamento graduale dei prezzi di vendita del gas naturale di produzione nazionale ai livelli praticati sui mercati internazionali, dalla liberalizzazione del mercato nazionale e dall’integrazione nel mercato unico europeo del gas naturale, nel contesto dell’adesione della Romania all’Unione Europea nel 2007, aggiunge il comunicato.
“Per raggiungere tali obiettivi, nell’arco del 2004, i prezzi del gas naturale aumenterano trimestralmente di circa il 4%”, conclude lo stesso comunicato.
Il precedente aumento delle tariffe per il gas naturale, sempre del 4%, era stato applicato a partire dal 1 novembre scorso, per la quarta volta nel 2003.

604.000 delle 680.000 aziende attive potrebbero essere sciolte
Dalle 680.000 aziende attive, registrate al Registro del Commercio, 604.000 sarebbero in stato di scioglimento, secondo la Legge N.161/2003, ed alcune potrebbero funzionare come ditte-fantasma”, dichiara Alina Balaci, direttore generale dell’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio. Secondo Balaci, da gennaio 2004, il Registro del Commercio chiedera’ a tutte le aziende di regolarizzare il proprio statuto e per gli inadempienti richiederea’ lo scioglimento. Si tratta di ditte il cui contratto di affito per la propria sede legali e‘ scaduto, che non hanno rinovato i mandati dei propri amministratori, che hanno registrato sedi sociali in base a documenti falsi. “Il Registro del Commercio eliminera’ dalla propria Banca Dati tutte le ditte che non avranno regolarizzato la loro situazione e provvedera’ al loro scioglimento”, ha aggiunto Alina Balaci.
Il top delle aziende romene
Le piu’ dinamiche e prospere 1355 aziende operanti in Romania sono state premiate dalla Camera di Commercio ed Industria della Romania e del Municipio Bucarest (CCIRMB), in occasione della decima edizione del “Top nazionale delle ditte” (TNF). Tra 417.000 societa’ iscritte nella Banca Dati del Registro Nazionale del Commercio, sono state selezionate le migliori 1355 societa’ raggruppate in 34 campi di attivita’. I criteri di selezione sono stati fondati sul giro di affari, l’utile lordo realizzato, produttivita’ e sviluppo, reinvestimento degli utili ricavati. Sono state escluse le aziende i cui debiti nei confronti del bilancio dello stato superano il 5% del proprio giro di affari, quelle che hanno generato incidenti commerciali, o che non hanno rispettato i principi etici negli affari. Tra le aziende incluse nel Top si annoverano Lafarge Romcim, Gealan Romania, Distrigaz Sud, ButanGas International, Alro, Ductil, Electrolux Romania, Alcatel Network Systems Romania, Daewoo-Mangalia Heavy Industries, Coca-Cola HBC Romania, Metro Cash&Carry Romania, Nortel Networks Romania, Billa Romania, Ana Hotels, J’Info Tours, Eximtur, IBM Romania, Microsoft Romania, Mobifon, Equant Romania.
La multinazionali arrivano in Romania anche grazie al francising; Zara, celebre nel campo delle confezioni, richiede 1,2 milioni di dollari per la concessione del diritto di utilizzare il suo marchio in Romania
Il mercato del franchising e’ in rapido sviluppo ed il numero dei nuovi marchi che penetrano in Romania e’ valutato a circa 20 ogni anno. Le aziende straniere cominciano ad interessarsi al mercato romeno e le aziende locali sono sempre piu’ atratte ad estendere i propri affari attraverso il francising. Basta pensare che nel 1995 sul mercato romeno c’erano soltanto 4 compagnie straniere che offrivano il sistema franchising, e che nel 2003 il loro numero e’ arrivato a 60, per capire lo sviluppo del fenomeno. Nel 2003 sono “sbarcati” in Romania 15 nuovi marchi e per il 2004 si valuta che ne arriveranno altri circa 20. Il franchising si e’ sviluppato prevalentemente nel campo delle vendite al dettaglio. Circa il 60% delle franchigge concesse in Romania sono collocate nell’attivita’ di retail, il resto e’ rappresentato dal settore dei servizi. Il numero di franchigge per il settore produttivo e’ ridotto, poiche’ richiederebbero investimenti consistenti. Tra le piu’ conosciute franchiggie per la produzione si possono elencare Pepsi-Cola, KFC o Pizza Hut.
Per i circa 60 marchi “affittati”, attualmente, sul mercato romeno operano circa 300 franchisee. “Il maggior numero di reti di franchigge si e’ sviluppato prevalentemente a Bucarest, che offre il piu’ vasto mercato in Romania” dichiara Razvan Blida, consulente presso CHR Consulting. Oltre a settori importanti, numerose aziende cominciano ad interessarsi anche a nicchie di mercato. Per esempio, uno dei nuovi arrivati, la compagnia Ticketcom offre la possibilita’ di inserire pubblicita’ sugli scontrini dei grandi centri commerciali. Un’ideea semplice che ha avuto successo in altri Paesi Occidentali e’ sara’ realizzata anche in Romania. Per i commercianti la soluzione e’ attraente perche’ ricevono gratuitamente la carta per gli scontrini fiscali, che in un supermarket puo’ costare anche 1000 euro al mese, e le aziende che inseriscono le proprie publicita’ arrivono piu’ facilmente al pubblico target. Nei prossimi 2-3 anni saranno apperti nuovi spazi commerciali anche in alte citta’ romene, Brasov, Iasi, Timisoara, Costanza, ed i marchi presenti in Romania si moltiplicheranno. Nel campo dei capi di abbigliamento sono gia’ presenti in regime di franchising Naf-Naf, Nova Terra, Zet, Lacoste. Nel campo dei servizi le piu’ visibili sono le stazioni di servizio Shell e Rompetrol. Un dettaglio interessante e’ che lo sviluppo delle reti di franchising e’ una conseguenza logica dell’aumento del numero dei Mall commerciali e dei hipermarket, con un ingente numero di potenziali clienti. In piu’ i franchisee si impegnano ad aprire un determinato numero di nuovi negozi ogni anno, il che spiega l’alto concentramento dei negozi “di marchio” nei grandi centri commerciali. Recentemente si e’ svolta a Bucarest la Borsa del franchising spagnolo. “Il mercato romeno e’ interessante per i franchisor spagnoli, come quelli della Rep.Ceca e della Polonia ha dichiarato Eduardo Abadia, direttore dell’Associazione degli Franchisors Spagnoli. Tra le aziende spagnole che lavorano in franchising, quasi l’8%, cioe’ 53 compagnie, desiderano espandersi sui mercati esteri, specialmente nei Paesi che aderiscono o sono candidati all’adesione all’UE”.
In Ungheria sono attivi 120 franchisors e probabilmente anche la Romania ne avra’ altrettanti tra 4-5 anni” afferma Razvan Blid. Entrare in tale sistema necessita un investimento iniziale abbastanza consistente da parte del partner che acquista il diritto di utilizzare il marchio di prestigio. Per esempio per una franchiggia Zara, e’ necessario un investimento iniziale di 1,2 milioni di dollari. Poi durante il rapporto di affari saranno pagate anche altre tasse, secondo in contratto concordato tra le parti, per lo sfruttamento di un marchio e per la concessione del know-how necessario.
Un esempio interessante e’ Radisson che fornisce la franchiggia “á la carte”
• Radisson Hotels&Resorts e’ un nome ben conosciuto nel settore turistico ed offre marchio e know-how alle compagnie interessate ad operare sotto tale nome.
• La qualita dei servizi e’ attentamente monitorata per garantire lo stesso livello in tutte le parti del mondo ai clienti degli alberghi Radisson, agli stessi standard.
• Il sistema di franchising permette alle compagniie di ritirarsi in ogni momento, senza alcuna tassa supplementare.
• La tassa iniziale e’ di 75.000 dollari o 500 dollari/stanza
• La tassa di utilizzo e del 5% dal volume di affari o 150.000 USD/anno per i primi 2 anni e del 6% dal giro di affari per gli anni successivi.
• Il contributo di ogni franchisee e’ del 2% dal giro di affari annuale
• La tassa di prenotazione e’ di ulteriori 2% dal giro di affari annuale.
I mobili italiani sempre piu’ presenti negli showroom in Romania
I mobili italiani destinati ai clienti con redditi medio-alti lottano per il mercato romeno a “colpi” di showroom.
“L’apertura di un showroom determina l’aumento consistente delle vendite e l’investimento viene ricuperato facilmente”, dichiarava Alessandro Cecchini, direttore regionale della italiene Berloni, in occasione dell’apertura ufficiale dello showroom Berloni a Bucarest. Lo showroom appartiene alla Omnitech Trading, rappresentante unico della Berloni in Romania sin dal 1996.
Il valore dell’investimento e’ di oltre 1,6 milioni di euro, specificano irappresentanti della Omnitech, che previsiona un aumento significativo delle vendite nel 2004, fino ad oltre 2,5 milioni di euro (rispetto a 1 milione di euro nel 2003).
Su un’area di 650 mq, lo showroom presenta circa 40 soluzioni di allestimento di interni, prevalentemente cucine. Nello stesso showroom sono presentati anche prodotti Marazzi.
Il prezzo di una cucina Berloni completamente attrezzata varia tra 3.000 e 20.000 euro, con possibilita’ di pagamento rateale.
“In Italia, Berloni mira al target dei clienti con redditi medium-low, pero’ in Romania, dove il potere di acquisto e’ piu’ basso, il target e’ composto dai clienti con redditi medio-alti” ha spiegato Cecchini.
I principali competitori della Berloni sul mercato romeno specializzato sembrano essere Rovere ed Innova.
Rovere Mobili ha aperto a febbraio 2003 uno showroom su 1.100 mq a Bucarest. La Innova, che vende le cucine Antares ed il marchio di lusso Minotti, possiede gia’ uno showroom nel centro della citta’.
Un altro showroom per la presentazione dei mobili e’ stato aperto nel 2003 dalla compagnia Orion Design. “La superficie e’ di 500 mq e l’investimento e’ ammontato a oltre 250.000 euro. Per il 2004 prevediamo vendite per 1,5 milioni di euro”, dichiara Gheorghe Doroghi, presidente della ditta. La compagnia Orion, presenta i marchi italiani di mobili di lusso Moroso e Presotto.
Anche Poltrona Frau ha aperto nel 2003 uno showroom presso World Trade Center di Bucarest.
Insieme a nomi conosciuti nel campo dei mobili italiani compete sul mercato anche il gruppo autoctono Mobexpert, con la divisione Class, di mobili di lusso.
Mobexpert ha aperto nel 2003 due negozi di mobili, entrambi vicini a degli hipermarket a Bucarest, con superfici molto piu’ grandi degli altri showroom

Deficit vs. crescita’
Afine anno, gli analisti economici, cominciano a parlare del periodo 2001-2003 nell’economia romena utilizzando termini come “crescita senza beneficio” o “crescita non redditizia”.
I conti sono semplici. Da un lato la crescita del 4% del PIL, cioe’ il “piu’”. Dall’altro lato il deficit di conto corente che potrebbe arrivare a fine 2003 a 6,5-7% del PIL. Al quale si aggiunge il deficit del bilancio quasifiscale dell’1% del PIL. A tutto questo si aggiunge l’aumento del debito a medio e lungo termine nel 2003 (secondo il Bollettino statistico di settembre della Banca Centrale) di circa 1,8 miliardi di euro (sett.2002/sett.2003), cioe’ oltre il 4% del PIL.
Le prospettive sono, anch’esse contradittorie. L’aumento della tassazione delle attivita’ di esportazione non potra’ contribuire alla riduzione del deficit della bilancia commerciale con l’estero; al contrario, tale deficit potrebe superare il 10% del PIL. A questo si aggiunge il fatto che una parte delle attivita’ generatrici di esportazioni verso l’Unione Europea, cioe’ le attivita’ di lavoro per conto terzi (Lohn) registreranno diminuzioni.
La tendenza di esportazione di capitali, corroborata con la riduzione del ritmo di crescita degli investimenti stranieri diminuira’ la capacita’ della componente di conto corrente di attenuare il deficit commerciale.

Newsletter nr.55 / 2003

Le problematiche dell’economia romena a fine anno
Il quadro macroeconomico ottomistico, prefigurato dal Governo all’inizio del 2003 tende a diventare meno luminoso analizzato a fine anno. Il piu’ alto deficit commerciale registrato negli ultimi 14 anni, una crescita economica e degli investimenti stranieri al di sotto delle aspettative, un inflazione quasi superiore al target prefissato e – ultima ma non meno importante – la “sorpresa” delle riserve valutarie. Le riserve valutarie della Banca Nazionale della Romania sono diminuite, a novembre, di 272 milioni di euro, assestandosi su 6,62 miliardi di euro. In piu’, le riserve internazionali (valute piu’ oro) erano a fine novembre di 7,75 miliardi di euro, cioe’ inferiori di 260 milioni di euro rispetto ad ottobre 2003. Il maggior contributo a tale diminuzione l’hanno avuto le vendite nette di valuta che la banca centrale ha effettuato sul mercato valutario – di oltre 135 milioni di euro. La posizione di venditore, adottata dalla Banca Centrale, a novembre, era destinata a temperare il deprezzamento del Leu nei confronti dell’euro, che, con il rafforzamento della moneta europea sui mercati esteri, avrebbe potuto superare i limiti programmati.
Anche se un euro piu’ forte incorraggerebbe gli esportatori romeni ed implicitamente contribuirebbe alla riduzione del deficit commerciale, la banca centrale’ ha scelto di mantenere sotto controllo il cambio leu/euro e l’inflazione.
Nel contempo, il governatore BNR, Mugur Isărescu, ha messo in guardia contro l’aumento troppo rapido delle importazioni rispetto alle esportazioni, negli ultimi mesi. Ad ottobre il deficit commerciale ha raggiunto 900 milioni di dollari – il piu’ alto livello negli ultimi 14 anni – il che apre la via verso un deficit esterno a fine anno superiore alle piu’ pessimistiche stime: il 6,5% del PIB.
“Se supera il 5% del PIL, il deficit di conto corrente diventa rischioso. Non rappresenta un problemma maggiore a breve termine, pero’ se persiste diventa un rischio che richiede correzioni”, asserisce Peter Sanfey, senior economist della BERS.
Lo stesso ha anche sottolineato che la Romania si trova in un momento cruciale dal punto di vista economico, poiche’ i progressi realizzati nel campo delle riforme sono rallentati leggermente nella prima parte del 2003.
Tale opinione condivide anche Eugen Dijmărescu, capo del dipartimento Commercio estero del Ministero Economia e Commercio. “Il deficit commerciale aumenta e continuera’ a registrare tale tendenza. E’ stato un errore aver permesso il deterioramento del rapporto tra le componenti del conto corrente nelle condizioni delle uscite nette di capitale registrate dagli investimenti di portafoglio, dagli investimenti diretti e dal turismo. E’ qui che si deve fare qualcosa perche’ per quanto riguarda il deficit commerciale non abbiamo piu’ strumenti di controllo” afferma Eugen Dijmărescu.
Il Ministro delle finanze, Mihai Tănăsescu, promette di adottare delle misure non-monetarie per ridurre gli sbilanci economici registrati negli ultimi mesi.
Secondo gli accordi con il FMI, le misure che l’Esecutivo deve adottare dovrebbero portare ad una riduzione del deficit di conto corrente di circa l’1% del PIL, mantenendolo nel 2004 al di sotto del 6% del PIB. La Banca Centrale, attraverso la propria politica monetaria, dovrebbe contribuire con una diminuzione del deficit dello 0,1-0,2% del PIB.
Ad ottobre il deficit della bilancia commerciale ha battuto il record degli ultimi 14 anni: quasi 900 milioni di dollari

  • Nei primi 10 mesi del 2003, il valore delle importazioni ha superato quello delle esportazioni di 4,8 miliardi di dollari
    Il deficit della bilancia commerciale ha registrato ad ottobre il record mensile degli ultimi 14 anni, con 869,1 milioni di dollari, e per i primi 10 mesi dell’anno e’ ammontato a 4,2 miliardi di euro (4,8 miliardi di dollari), informa l’Istituto Nazionale di Statistica.Secondo i dati forniti dall’INS, nel mese di ottobre le esportazioni sono ammontate a 1,42 miliardi di euro (+5,6% rispetto ad ottobre 2002 in valori espressi in euro e +25,8% per valori espressi in dollari). Le importazioni sono aumentate ad ottobre 2003 rispetto ad ottobre 2002 del 20,1% in euro e del 43,2% in dollari. Il valore delle importazioni registrate ad ottobre 2003 e’ stato di 2,16 miliardi di euro (2,53 miliardi di dolari), cioe’ +37% rispetto alla media mensile del 2002. E, nel contempo, il valore delle esportazioni e’ aumentato ad ottobre 2003 di soli 5,6% rispetto ad ottobre 2002. I dati statistici attinenti allo stesso mese indicavano un tasso di crescita inferiore alla media dei primi 10 mesi.
    Evoluzione della struttura del commercio estero della Romania nei primi 10 mesi del 2003
    Il valore delle esportazioni FOB realizzate nei primi 10 mesi del 2003 e’ stato di 12,99 miliardi di euro (14,50 miliardi di dollari), in aumento del 7,4% rispetto al periodo simile del 2002, informa l’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
    Nella struttura merceologica delle esportazioni, 5 gruppi merceologici concentrano il 70,1% delle esportazioni. I capi di abbiglimento in tessuti o maglia e le materie tessili hanno rappresentato 3,33 miliardi di euro, cioe’ il 25,6% del totale esportazioni (+7,2% rispetto al periodo simile del 2002).
    Le esportazioni di macchinari e dispositivi meccanici, macchinari, apparecchiature ed equipaggiamenti elettrici, apparecchi per registrare e riprodurre suoni ed immagini hanno rappresentato 2,065 miliardi di euro, cioe’ il 15,9% del totale esportato (+9,4 rispetto ai primi 10 mesi del 2002).
    Per quanto riguarda le destinazioni, rispetto ai primi 10 mesi del 2002, il valore delle esportazioni veso i Paesi sviluppati e’ aumentato del 7,1%; le esportazioni verso i Paesi dell’Unione Europea sono aumentate del 7,7%.
    Dal totale esportato, il 74,7% e’ stato destinato ai Paesi sviluppati (il 68,1% ai Paesi UE) ed il 14,3% ai Paesi in via di sviluppo.
    Nel periodo 1 gennaio -31 ottobre 2003, i primi 10 destinatari delle esportazioni romene sono stati: Italia (24,7%), Germania (15,9%), Francia (7,2%), Gran Bretagna (6,6%), Turchia (5,2%), SUA (3,6%), Olanda (3,4%), Ungheria (3,4%), Austria (3,2%) e Grecia (2,5%).
    Le esportazioni FOB effettuate nel mese di ottobre 2003 sono ammontate a 1,42 miliardi di euro (+5,6% rispetto ad ottobre 2002, +16,3% rispetto alla media mensile del 2002, e +5,6% rispetto a settembre 2003). Il valore delle esportazioni FOB espresso in dollari SUA e’ stato di 1,66 miliardi (+25,8% rispetto ad ottobre 2002).
    Le importazioni CIF nel periodo 1 gennaio -31 ottobre 2003 hanno rappresentato 17,29 miliardi di euro (19,34 miliardi di dollari). In prezzi FOB, le importazioni hanno rappresentato 15,96 miliardi di euro, (17,85 miliardi di dollari). Il valore espresso in euro e’ del 11,7% superiore a quello del periodo simile del 2002, ed espresso in dollari e’ in aumento del 33,8%.
    Nella struttura merceologica delle importazioni il 66,6% del totale sono importazioni di macchine e dispositivi meccanici, macchine, apparecchi ed equipaggiamenti elettrici, apparecchi per registrare e riprodurre suoni ed immagini (4,10 miliardi di euro), di capi di abbigliamento in tessili e maglia e di materie tessili (2,59 miliardi di euro), di prodotti minerali (prodotti petroliferi, cemento, sale) per 2,11 miliardi di euro, di prodotti chimici e connessi (1,38 miliardi di euro) nonche’ di prodotti metallurgici per 1,33 miliardi di euro.
    I primi 10 fornitori della Romania, nei primi 10 mesi del 2003 sono stati: Italia (19,8% al totale delle importazioni), Germania (14,9%), Federazione Russa (8,3%), Francia (7,2%), Turchia (3,8%), Ungheria (3,6%), Austria (3,6%), Gran Bretagna (3,3%), Cina (2,6%) e SUA (2,4%).
    Le importazioni CIF realizzate nel mese di ottobre 2003 hanno rappresentato 2,16 miliardi di euro (1,99 miliardi di euro di importazioni FOB), cioe’ +20,1% rispetto ad ottobre 2002, +37,5% rispetto alla media mensile del 2002 e +16,2% rispetto al mese di settembre 2003.
    Il valore delle importazioni CIF realizzate nel mese di ottobre 2003, espresso in dollari, e’ stato di 2,53 miliardi (2,33 miliardi di dollari SUA importazioni FOB), cioe’ +43,2% rispetto al mese di ottobre 2002.
    Il deficit commerciale FOB/CIF nel periodo 1 gennaio – 31 ottobre 2003 e’ stato di 4,29 miliardi di euro (4,84 miliardi di dollari) e nel mese di ottobre 2003 il deficit e’ stato di 741,6 milioni di euro (869,1 milioni di dolari), rispetto ai 3,37 miliardi di euro (3,15 miliardi di dollari) nel periodo simile del 2002 e di 455,8 milioni di euro (446,6 milioni di dollari) nel mese di ottobre 2002.
    In prezzi FOB/FOB, il deficit e’ ammmontato a 2,96 miliardi di euro (3,35 miliardi di dollari) nei primi 10 mesi del 2003 e a 575,0 milioni di euro (674,2 milioni di dollari) nel mese di ottobre 2003.
    Secondo i dati comunicati dalla Banca Nazionale della Romania, il tasso di cambio del leu a fine ottobre 2003 e’ stato di 39.456 lei per 1 euro (+13,0% rispetto alla fine del mese di dicembre 2002 e +19,3% rispetto alla fine del mese di ottobre 2002) e di 33.901 lei per 1 dollaro (+1,2% rispetto alla fine di dicembre 2002 e +1,1% rispetto alla fine di ottobre 2002).
    Le riserve internazionali della Banca Centrale ammontano a 7,75 miliardi di de euro
    A fine novembre 2003 le riserve valutarie della Banca Nazionale della Romania (BNR) ammontavano a 6.627,3 milioni di euro. In un comunicato della BNR si specifica che la riduzione di 272 milioni di euro registrata nel mese di novembre 2003 e’ risultato di piu’ operazioni, principalmente vendite da parte della banca centrale sul mercato valutario di 137,4 milioni di euro, pagamenti per 117,3 milioni di euro rate ed interessi scadenti al debito pubblico estero, diretto e garantito dal Ministero delle Finanze. I redditi ottenuti dall’amministrazione delle riserve internazionali sono ammontati a 12,3 milioni di euro, e le uscite nette (modifica delle riserve minime in valuta costituite dalle banche commerciali, cessioni alla riserva valutaria dello Stato, provvigioni bancarie, quote ed altro) sono ammontate a 29,6 milioni di euro. La riserva oro si e’ conservata a 105,3 tonnellate e, nelle condizioni dell’evoluzione dei prezzi internazionali, il valore e’ aumentato a circa 1,12 miliardi di euro. Quindi le riserve internazionali della Banca Nazionale della Romania (valute piu’ oro) ammontano ad oltre 7,75 miliardi di euro. EIU: Grazie agli investimenti, la Romania registrera’ una crescita economica del 4,5%
    La Romania registrera’ una crescita economica del 4,5% nel 2003, sostenuta principalmente dall’accelerazione del ritmo degli investimenti stranieri diretti e dal processo di privatizzazione, indica un rapporto dell’Economist Intelligence Unit (EIU), divisione del gruppo The Economist. Gli analisti EIU anticipano una crescita economica simile anche per la Bulgaria, superiore alla media degli Stati dell’Europa Centrale ed Orientale, rispettivamente del 3,1%. In Polonia, la crescita del PIL e’ stata stimata a 3,3% per il 2003 e 4,3% per il 2004, come conseguenza del miglioramento della situazione finanziaria del settore corporatista e della ripresa delle esportazioni. Per quanto riguarda la Comunita’ degli Stati Indipendenti (CSI), la crescita economica e’ stimata al 6,2% nel 2003. Il ritmo di crescita portebbe scendere al 4,7% nel 2004 poiche’ la riduzione dei prezzi del petrolio sui mercati internazionali influira’ sia sulla Russia che sugli altri Paesi produttori.
    EIU considera che i Paesi dell’Europa Centrale, che contano molto sul commercio con la Germania e l’Italia, saranno afflitti dalla recessione economica dell’Unione Europea. In cambio, i Paesi il cui commercio e’ prevalentemente orientato verso i Paesi del Nord dell’Europa percepiscono in maniera inferiore gli effetti della deteriorazione economica nell’UE. Di conseguenza gli Stati dell’Europa Centrale hanno registrato ritmi di crescita inferiori rispetto ai Paesi baltici, che dipendono in misura piu’ ridotta dal commercio internazionale e le cui esportazioni sono destinate prevalentemente ai Paesi scandinavi, con economie piu’ dinamiche rispetto a quelle UE.
    Gli investimenti stranieri, in crescita di soli 11%
    L’Agenzia Romena per Investimenti Stranieri (ARIS) ha pubblicato i dati sul volume degli investimenti stranieri diretti (IDE) registrati nei primi 9 mesi del 2003. Secondo i dati statistici comunicati dalla BNR, la Romania ha attratto nel periodo analizzato 989 milioni di euro (circa 1,137 miliardi di dollari), cioe’ soltanto l’11% in piu’ rispetto al periodo simile del 2002. Secondo l’ARIS, le compagnie straniere hanno investito in Romania, nei primi 9 mesi 2003, 879,1 milioni di dollari in partecipazioni al capitale sociale (la Romania ha superato i 10 miliardi di dollari di IDE attratti).
    Il trend positivo e’ dovuto prevalentemente ai progetti tipo greenfield che valorizzano i vantaggi offerti dai parchi industriali, dal miglioramento dell’accesso alle reti di utilita’ per i nuovi investimenti e dallo sviluppo delle politiche locali per attrarre investimenti.
    In Romania soltanto 13.000 delle 412.000 aziende esistenti dichiarano utili
    “Dalle 412.000 ditte attualmente registrate in Romania, soltanto 13.000 dichiarano di avere utili”, asserisce Nicu Vasile, vicepresidente della Camera di Commercio ed Industria della Romania e del Municipio Bucarest (CCIRMB). Le 13.000 aziende che risultano avere utili, non hanno debiti nei confronti dello Stato superiori al 5% del proprio giro di affari.
    Secondo Nicu Vasile, il numero delle ditte che dichiarano utili si e’ ridotto dramaticamente negli ultimi anni, quando dalle 800.000 societa’ registrate initialmente, sono rimaste in funzione solo la meta’. Praticamente, circa 400.000 ditte sono state chiuse perche’ non funzionavano e non potevano adempiere ai nuovi limiti di capitale sociale minimo
    La Romania e’ superata, per numero di ditte registrate, dall’Ungheria, con 815.000 ditte e dalla Polonia, con 3.170.000.
    Il prezzo dell’energia aumentera’ di almeno il 63% nei prossimi tre anni
    “Nei prossimi tre anni il prezzo dell’energia elettrica salira’ di almeno il 63%, perche’ attualmente le tariffe praticate in Romania sono piu’ basse rispetto a quelle dei Paesi UE”, dichiara Bogdan Buzoianu, presidente della compagnia Energy Holding. Gli aumenti successivi dei prezzi per l’energia saranno imposti dalla necessita’ di allinearsi alle tariffe internazionali nonche’ dalla necessita’ di investimenti massicci per ristrutturare i sistemi obsoleti di trasporto e distribuzione e per costruire nuove capacita’ produttive, inclusivamente per l’energia alternativa. Nei costi attuali dell’energia elettrica romena non sono ancora compresi i costi per l’ambiente come nell’UE. “Nel tempo i costi collegati all’ambiente si rifletteranno anche in Romania, e tutto sara’ piu’ caro”, aggiunge il presidente Energy Holding. Per quanto riguarda gli investimenti, la strategia governativa prevede un necessario di oltre 5 miliardi di dollari per progetti energetici entro il 2010, pero’ non tutti saranno realizzabili. “Negoziamo da piu’ di un anno con Termoelectrica e Hidroelectrica per 21 progetti, pero’ non sembrano vicini alla realizzazione” aggiunge Bogdan Buzoianu. Secondo lo stesso, la Romania dovrebbe rinunciare alle tariffe differenziate per i consumatori industriali e quelli domestici, nelle condizioni della liberalizzazione integrale del mercato dell’energia entro il 2007 e della costituzione di nuovi produttori e fornitori privati di energia, che attraverso la concorrenza possano contenere le tariffe sul mercato nazionale ed esportare a prezzi piu’ alti. “La Romania e’, attualmente, l’unico Paese che puo’ vendere energia all’esportazione, in Turchia e Grecia. Sarebbe importante poter produrre ed esportare energia, anche se a prezzi piu’ alti, verso l’Italia, via Grecia”, ha aggiunto Bogdan Buzoianu.
    L’UE negozia il programma dell’adesione della Romania
    Il Summit dell’Unione Europea che si svolgera’ a Brusselles il 12-13 dicembre p.v., definira’ l’agenda del processo di adesione della Bulgaria e Romania all’UE, programmata per il 2007. Il testo, gia’ analizzato dai ministri degli Affari Esteri dei Paesi membri UE, lancia un appello alle autorita’ di Sofia e Bucarest di continuare “energicamente i preparativi e di realizzare i progressi necessari per la conclusione delle negoziazioni nel 2004 e per la firma del trattato di adesione il piu’ presto possible, nel 2005”. Secondo il progetto di conclusioni, “l’ammissione della Bulgaria e della Romania come membri dell’Unione, a gennaio 2007, se i due Stati saranno preparati, e’ l‘obiettivo commune dell’UE”. I Ministri europei hanno analizzato anche l’opportunita di fissare il mese di gennaio 2007 come termine per l’integrazione effettiva dalla Romania e Bulgaria.
    ”E’ tutto quello che abbiamo sperato. Che il Consiglio europeo annunci il 2004 come l’anno nel quale Romania e Bulgaria finiranno i negoziati, il 2005 per firmare il Trattato di adesione e il 2007 come data per l’adesione all’Unione Europea”, dichiara il ministro degli esteri romeno, Mircea Geoana. ”Si tratta di una conferma delle dichiarazioni del Consiglio europeo a Salonicco, cioe’ che il processo di allargamento non sara’ completo senza Romania e Bulgaria”, aggiunge Geoana.
    Attraverso il programma PHARE 2003, la Romania riceve oltre 275 milioni di euro di fondi europei
    Il Ministro dell’Integrazione, Alexandru Farcas, e Jonathan Scheele, capo della delegazione della Commissione Europea a Bucarest, hanno firmato tre memorandum di finanziamenti, attraverso i quali la Romania riceve oltre 275 milioni di euro come aiuto per la preparazione all’adesione all’Unione Europea. Attraverso il programma nazionale PHARE 2003, la Romania riceve 265,5 milioni di euro per il finanziamento di sei sottoprogrammi. Circa 50 milioni di euro sono destinati alla protezione dei bambini, lotta contro la discriminazione, sviluppo della societa’ civile. Altri 11,4 milioni di euro sono destinati all’adempimento di criteri economici come il catasto ed il diritto di proprieta’, rafforzamento della capacita’ amministrativa della BNR di applicare l’aquis comunitario e per rafforzare la capacita’ di analisi dell’Istituto Nazionale di Statistica. Circa 27,4 milioni di euro sono concessi per la riforma dell’amministrazione pubblica e per lo sviluppo della capacita’ di amministrare e monitorare i fondl UE di preadesione. Per l’agricoltura, i trasporti, l’energia, l’ambiente e la sanita’ sono stati destinati circa 56,4 milioni di euro, e 23,4 milioni di euro saranno dedicati a programmi comunitari per l’appoggio alla Romania nella partecipazione a programmi nel campo della ricerca. La parte piu’ consistente dei fondi PHARE 2003, oltre 112 milioni di euro, sara’ spesa per la preprazione all’utilizzo dei fondi strutturali e degli investimenti, secondo il Piano Nazionale di Sviluppo. I memorandum firmati riguardano un programma di cooperazione transfrontaliera tra la Romania e l’Ungheria, per un valore di 3 milioni di euro, ed un altro, nello stesso campo, tra la Romania e la Bulgaria, per un valore di 8 milioni di euro. Il Ministro dell’Integrazione ha dichiarato che il Ministero dell’Amministrazione e degli Interni ricevera’ una parte dei fondi per il rinforzo dell’Amministrazione Pubblica e della Polizia di Frontiera. Inoltre, a partire da gennaio 2004, comincera’ a funzionare il Comitato di trasparenza sulla gestione dei fondi comunitari. “PHARE 2003 e’ una sfida senza precedenti per quanto riguarda la capacita’ di assorbimento dei fondi europei da parte della Romania. Il precedente programma PHARE 2001 e’ stato un successo. Dai dati in mio possesso, le somme previste nel programma PHARE 2001 hanno avuto un tasso di contrattazione alto, del 96-97%”, ha dichiarato Jonathan Scheele.
    UNCTAD considera che la Romania non e’ preparata nel campo IT&C
    La Romania si colloca agli ultimi posti nel quadro di una classifica globale – 72-o posto tra 82 Paesi – che riflette lo stadio di preparazione di un Paese o di una comunita’ a partecipare e trarre benefici dall’evoluzione nel campo IT&C, presentata recentemente dall’UNCTAD. Secondo il rapporto della Conferenza delle Nazioni Unite per Commercio e Sviluppo (UNCTAD), il livello di preparazione dipende da tre fattori – i cittadini, le aziende ed il governo – rispettivamente dal modo in cui questi approfitano dell’utilizzo della tecnologia dell’informazione e comunicazioni. La classifica, compresa nel rapporto annuale dell’UNCTAD sullo sviluppo del commercio elettronico, e’ presentata paralellamente ad un altra classifica realizzata dall’Economic Intelligence Unit (EIU) – divisione del gruppo The Economist. Tale secondo top colloca la Romania al 43- posto tra 65 Stati analizzati in base a criteri simili, con la differenza che la classifica EIU mette un accento superiore sulle applicazioni economiche del tipo IT&C. “L’indice stabilito dall’EIU misura il grado in cui un’economia approfita delle opportunita’ offerte dall’Internet”, viene specificato nel rapporto UNCTAD. La Romania ha ottenuto, nella prima classifica, 2,66 punti, mentre la Finlandia, al primo posto, ha ottenuto 5,92 punti. Nella seconda classifica, nella quale un altro Stato scandinavo – la Svezia – ha occupato il primo posto con 8,67 punti, la Romania ha ricevuto 4,15 punti. Secondo il livello di preparazione per partecipare e trarre benefici dall’evoluzione del campo IT&C, sette Paesi dell’Europa Centrale ed Orientale hanno ottenuto punteggi superiori alla media – Estonia, Rep.Ceca, Ungheria, Slovenia, Letonia, Polonia e Slovachia – pero’ anche la Lituania, Croazia, Bulgaria e Russia hanno occupato posizioni migliori rispetto alla Romania. In funzione dell’utilizzo dell’Internet nel campo economico, la miglior posizione occupata da un Paese della regione – il 27-o posto – e’ stata occupata dalla Rep.Ceca, seguita dall’Ungheria, Polonia, Slovachia e Bulgaria, tutte piazzate prima della Romania. La classifica EIU comprende meno Paesi rispetto all’altra, pero’ entrambe coincidono come risultati. Per esempio, sei tra i primi 10 classificati sono gli stessi in entrambe: Canada, Danimarca, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna e Stati Uniti.
    Pochi fondi destinati all’alta tecnologia
    Lo studio colloca la Romania tra i Paesi con attivita’ nel campo dei servizi di outsourcing (esternalizzazione), insieme a Bangladesh, Brasile, Cina, Filipine, Russia, Singapore, Thailanda, Venezuela e Vietnam, mentre India rimane il principale fornitore mondiale nel settore. L’ UNCTAD indica, inoltre, che nell’intervallo 1993-2001, la Romania ha destinato annualmente circa l’1,5% del Prodotto Interno Lordo per il campo ITC&C, rispetto al 6,8% in Rep.Ceca, 6,2% in Ungheria, 5,5% in Slovachia, 3,7% in Polonia e 3,1% in Bulgaria.
    Il rapporto contiene anche statistiche sul commercio elettronico, secondo le quali il valore annuale delle transazioni tipo business-to-business (B-2-B) realizzate via Internet ammonterebbe a 4 miliardi di dollari nell’Europa Centrale ed Orientale. “Attualmente circa il 90% delle operazioni di commercio elettronico della regione sono realizzate da tre Paesi – Rep.Ceca, Ungheria e Polonia”, aggiunge UNCTAD. Il commercio elettronico B-2-B potrebbe generare, fino al 2006, circa 17,6 miliardi di dollari nella zona.
    Il mensile Piata Financiara ha nominato Raiffeisen Bank “la Banca dell’Anno in Romania”
    In occasione dell’ottavo anniversario della propria esistenza, il mensile Piata Financiara a concesso i gia’ tradizionali premi per il mercato bancario romeno e per il 2003, e ha nominato Raiffeisen Bank la “Banca dell’Anno”.
    Altri premi concessi:
    Il Banchiere dell’Anno: Dan Corneliu Pascariu, presidente della HVB Bank in Romania. Il migliore prodotto bancario: Alpha Bank e ING Bank per il migliore credito ipotecario classico.
    La miglior performance sul mercato di capitale: Raiffeisen Capital & Investment.
    La Polizza dell’Anno: due premi, per AIG Life Romania (“School Group”) e Allianz Tiriac per la polizza “Partner”.
    Assicuratore dell’Anno: ING Nederlanden Asigurari de Viata.
    Premio per assistenza finanziaria concessa alla Romania “Best Friend”: Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo.
    Premio per eccelenza nella trasparenza : Banc Post
    Premio per eccelenza nella comunicazione : MobiFon.
    L’Amministrazione Nazionale delle Strade ha firmato due contratti per la realizzazione dell’autostrada Bucarest-Costanza
    L’Amministrazione Nazionale delle Strade (AND) ha firmato due contratti per la realizzazione dell’autostrada Bucarest-Costanza, cioe’ per la costruzione del tratto IV Drajna-Fetesti e l’ammodernamento del tratto V, Fetesti-Cernavoda.
    Il vincitore della gara internazionale e’ una joint venture tra le societa’ Max Bogl (Germania), Astaldi (Italia) e CCCF (Romania), ed il valore totale dei lavori ammonta a quasi 81 milioni di euro. La piu’ gran parte dei finanziamenti sono concessi dall’UE, attraverso il programma di preadesione ISPA (circa 60 milioni di euro) ed il resto e’ assicurato dal bilancio dello Stato.
    La scadenza per la finalizzazione dei lavori e’ giugno 2005 per l’effettuazione dei lavori di ammodernamento e dicembre 2006 per quelli di costruzione del tratto Drajna-Fetesti.
    Per il tratto Drajna-Fetesti saranno costruiti 36,6 km di autostrada a tre corsie per ogni senso di marcia, corsie di emmergenza e una zona mediana di 3 metri di larghezza. Sempre sullo stesso tratto verranno realizzati 9 passaggi e 4 ponti.
    Il tratto Fetesti-Cernavoda, lungo 17,58 km, avra’ due corsie per ogni senso di marcia, 4 corsie di inquadramento di 0,5 metri ognuna, due corsie di emmergenza di almeno 2,5 metri ognuna, due accostamenti di 0,5 metri ed una zona mediana di 3 metri di larghezza ; compendera’, inoltre, 8 nuovi passaggi, 2 passaggi ferroviari e 4 viadotti sul Danubio e Borcea.
    “E’ il progetto piu’ importante finanziato attraverso ISPA. E’ importante perche’ realizza il collegamento verso Costanza, il secondo porto per importanza nell’Unione Europea dopo Rotterdam” ha dichiarato Jonathan Scheele, capo della Delegazione della Commissione Europea a Bucarest, presente alla firma dei documenti insieme agli Ambasciatori della Germania ed Italia.
    Il Presidente del Congresso del Consiglio d’Europa in visita in Romania
    Herwig van Staa, Presidente del Congresso del Consiglio d’Europa ha visitato la Romania dal 3 al 5 dicembre u.s.. Nel corso della sua visita ha incontrato il Presidente Ion Iliescu, e il Primo Ministro Adrian Nastase, oltre a rappresentanti delle amministrazioni locali e regionali. Ha partecipato, inoltre, alla conferenza internazionale sul processo di decentramento in Romania, tenutasi a Sinaia il 4 dicembre.
    La visita ha dimostrato il sostegno del Congresso alle riforme dirette a creare una maggiore autonomia locale, specialmente per quanto riguarda il finanziamento e a stabilire in Romania una democrazia regionale genuina.
    Carlo Andreotti, Presidente della Regione Autonoma Trentino Alto Adige/Südtirol, e il Direttore Esecutivo del Congresso Ulrich Bohner hanno accompagnato il Presidente Van Staa.
    Il Presidente della regione Trentino-Alto Adige ha visitato le stazioni sciistiche della regine Prahova
    La Romania si prepara all’adesione all’Unione Europea e ad un’entrata competitiva sui mercati comunitari, anche in settori chiave per l’economia del Trentino-Alto Adige ha dichiarato il presidente della Regione, Carlo Andreotti, in vista ufficiale in Romania in qualita’ di presidente della Commissione istituzionale della Camera delle Regioni presso il Consiglio d’ Europa. Oltre che sul piano della produzione vitivinicola – ha spiegato Andreotti – la Romania sta sviluppando progetti anche nell’offerta turistica invernale. Su iniziativa privata e con un grosso contributo dei fondi strutturali dell’Unione Europea, saranno allestite nei monti Carpazi alcune nuove stazioni sciistiche. Andreotti ha visitato alcuni cantieri insieme alla delegazione del Consiglio d’Europa di cui fa parte anche il capitano del Tirolo, Herwig Van Staa. Alla base dello sviluppo delle nuove stazioni invernali romene c’e’ proprio la tecnologia di aziende del Trentino Alto Adige: Leitner e Prinoth sono due delle ditte impegnate nell’ operazione. Di particolare interesse e’ poi il fatto che per rilanciare l’ economia turistica della zona, gli abitanti di paesi della regione di Prahova saranno esentati nei prossimi anni dal pagamento delle tasse a condizione che ristrutturino le loro abitazioni anche a scopo turistico. Il presidente Andreotti ha sottolineato che l’iniziativa rientra nei programmi di coesione europea. Lo sviluppo turistico locale e’ stato toccato ai margini della conferenza sulla regionalizzazione in Romania, nel corso della quale Andreotti ha ribadito la positiva esperienza della regione Autonoma Trentino-Alto Adige.
    I romeni preferiscono il capitalismo – il 90% della popolazione urbana si dichiara pro UE
    La maggior parte della popolazione urbana (90%) e’ d’accordo con l’adesione della Romania all’Unione Europea (il 6% sono contrari; il 4% non si esprimono) rilevano i dati di un recente sondaggio d’opinione realizzato dall’Istituto per la Libera Iniziativa (ILI). Secondo i respondenti (il 77%), la corruzione rappresenta il principale ostacolo per l’integrazione nellUE; tra gli elementi negativi vengono elencati di seguito il cattivo funzionamento dell’economia romena ed il comportamento dei romeni all’estero.
    La maggior parte degli intervistati sono d’accordo con la libera iniziativa, pero’ non si sentono in grado di affrontare la burocarzia e la corruzione, l’alto livello delle tasse ed imposte.
    Oltre il 70% dei cittadini e’ convinto dei vantaggi del sistema capitalista, rilevano i dati del sondaggio. Circa un terzo dei soggetti apprezza il liberalismo come orientamento politico, che potrebbe portare il Paese piu’ rapidamente verso il capitalismo.
    Il sondaggio ILI e’ stato effettuato nel periodo 14 – 24 novembre 2003, su un campione di 1158, in piu’ citta’ del Paese. Il margine di errore della ricerca e’ del +/- 2,87%.
    Dal 2004, verra’ attivato il catasto on line – La Banca Mondiale finanzia un progetto per la realizzazione della Banca Dati delle proprieta’
    L’evidenza esatta delle proprieta’ immobiliari comincera’ a diventare operativa anche in Romania a partire dal 2004. Sette regioni pilota organizzeranno una Banca Dati per il Catasto. A partire dal mese di marzo 2004, i potenziali acquirenti di terreni o edifici a Bucarest o nelle regioni Prahova, Dambovita, Constanta, Dolj, Buzau e Brasov potranno verificare on line, via Internet, chi e’ il proprietario ed in base a quali documenti (titolo di proprieta’, successione, atto di compravendita). All’inizio saranno disponibili nella Banca Dati del Catasto soltanto le informazioni sugli immobili gia’ iscritti al Catasto dai rispettivi proprietari.
    “Il progetto del Catasto Generale e della Pubblicita’ Immobiliare, finanziato dalla Banca Mondiale, e’ un inizio nel campo dei lavori catastali in Romania. L’attribuzione dei numeri catastali sara’ automatica, i tempi di attesa si ridurranno considerevolmente e le verifiche saranno facilitate”, dichiara Mihai Calinescu, progect manager. Sono state gia’ acquistate le attrezzature e si lavora per implementare il sistema informatico del catasto generale. Le informazioni potranno essere ottenute dietro pagamento di una tariffa che verra’ stabilita dal Ministero della Giustizia. Il progetto e’ finanziato dalla Banca Mondiale, attraverso un prestito di 25,5 milioni di dollari, ai quali si aggiunge un contributo di 11,2 milioni di dollari da parte del Governo romeno.
    Fino al 2007-2008 il sistema verra’ esteso all’intero Paese.
    Gli specialisti italiani nella lotta antimafia insegnano ai colleghi romeni
    Nel quadro di un seminario internazionale organizzato a Iasi dai ministeri degli Affari Esteri italiano e romeno, sette specialisti italiani nella lotta contro la mafia sosterranno una serie di conferenze sul tema della lotta contro l’immigrazione illegale, dei diritti dell’uomo, della sicurezza delle frontiere. Durante due giorni gli operatori della polizia di frontiera di Iasi e delle regioni limitrofe, i doganieri e gli assistenti sociali potranno saranno beneficiari dell’esperienza dei colleghi italiani nonche’ dello stesso vice procuratore generale del Dipartimento Antimafia del Ministero italiano di Grazia e Giustizia, Giusto Schiacchitano, informa il quotidiano Romania Libera. Interverranno sei specialisti, professori di diritto internazionale presso le universita’ di Roma, Palermo, Venezia e Bologna.

Newsletter nr.54 / 2003

Il ministro Frattini ha incontrato il ministro romeno degli Esteri
Il presidente di turno dell’UE e Ministro degli Esteri Franco Frattini, in occasione della conferenza dell’OSCE, ha avuto incontri bilaterali, con i ministri degli esteri della Romania e di Serbia-Montenegro, Mircea Geoana e Goran Svilanovic. Con il ministro romeno Geoana i colloqui si sono focalizzati – hanno riferito fonti della delegazione italiana – sui temi europei, con particolare riferimento al conclave sulla CIG, svoltosi a Napoli. Il ministro romeno ha espresso apprezzamento e dato il proprio sostegno alla linea italiana, volta a chiudere i negoziati con una soluzione efficace su tutti i punti che restano aperti. Geoana – hanno aggiunto le fonti – ha anche espresso apprezzamento per l’appoggio convinto e costante dell’Italia alle aspettative della Romania di un’adesione alla UE.
La Romania, sul 16-o posto nelle preferenze degli investitori europei
In una classifica dell’indice di fiducia per quanto riguarda gli investimenti diretti stranieri (IDE), pubblicata dalla compagnia americana di consulenza A.T. Kearney, a settembre 2003, la Romania occupava il 16-o posto, mentre nell’edizione 2002 della stessa classifica non era ancora compresa nelle prime 20 destinazioni preferite dagli investitori stranieri. Lo studio sottolinea che gli stati dell’Europa Centrale ed Orientale hanno registrato un aumento degli IDE da 25 miliardi di dollari nel 2001 a 28,7 miliardi nel 2002. Inoltre il rapporto specifica che uno tra 10 investitori europei e’ diventato piu’ ottimista riguardo ai mercati della Romania, Croazia e Serbia, che potrebbero essere beneficiari del 10% del totale dei nuovi investimenti, da effettuare nei prossimi tre anni nel mondo.
Nel 2003 la Romania ha ricevuto 660 milioni di euro attraverso i programmi PHARE, ISPA e SAPARD
Il Comitato Comune di Monitoraggio Romania-Unione Europea ha analizzato l’utilizzo dei fondi europei nel 2003. La Romania ha ricevuto fondi di preadesione per un totale di 660 milioni di euro attraverso i programmi PHARE, ISPA e SAPARD. Tali fondi aumenteranno progressivamente fino nel 2006, raggiungendo un valore di circa 1 miliardo di euro. “All’assistenza di preadesione deve essere concessa un’attenzione politica speciale perche’ e’ importantissima per la Romania, tanto quanto il processo di negoziazione ed, in piu’, l’avanzamento di determinati capitoli di negoziazione e’ strattamente collegato alla capacita’ amministrativa delle autorita’ romene di utilizzare i fondi comunitari; i due processi sono strettamente connessi”, dichiara Enrico Grillo Pasquarelli, dirigente dell’Unita’ per la Romania nella Direzione Generale di Allargamento dell’UE. Nel 2004 il Governo deve adottare delle misure concrete per aumentare il numero del personale direttamente coinvolto nella gestione dei fondi comunitari, per assicurare le risorse finanziarie e logistiche per l’adempimento degli obblighi spettanti alla parte romena nella programmazione, contrattazione, monitoraggio e valutazione dei programmi europei. “Dobbiamo rinforzare la capacita’ amministrativa di utilizzo dei fondi comunitari; e’ nel nostro interesse poter gestire nel miglior modo tali fondi, essere preparati per questo e cooperare con l’UE per eliminare qualsiasi inadempimento,” dichiara Vasile Puscas, responsabile per l’Integrazione Europea.
E’ stato, inoltre, analizzato il passaggio al sistema EDIS (Extended Descentralized Implementation System), che conferisce alle autorita’ romene responsabilita’ maggiori nell’amministrarezione dei fondi concessi attraverso il programma PHARE.
La Romania ha utilizzato soltanto 410 milioni di euro dai 1,2 miliardi di euro concessi dall’UE attraverso il programma ISPA
Il Comitato per il Monitoraggio ISPA ha analizzato lo stadio di implementazione di tutti i progetti ISPA in Romania.
Il programma ISPA rappresenta un appoggio finanziario per la riabilitazione ed ammodernamento delle infrastrutture per l’ambiente e trasporti, per l’adempimento ai criteri di adesione all’UE. Nel periodo 2000-2006, la Romania e’ beneficiaria atraverso il Programma ISPA, di un finanziamento a fondo perduto di circa 240 milioni di euro annualmente.
Dopo la Polonia, la Romania e’ sul secondo posto, tra i Paesi candidati, per quanto riguarda I’ammontare dei fondi concessi.
La comunita’ ha approvato altri 7 memorandum di finanziamenti, che verranno firmati fino alla fine del 2003 (valore ISPA 275 milioni di euro).
Il valore totale dei progetti concordati fino al momento attuale dalla Commissione Europea con le autorita’ romene e’ di circa 1,7 miliardi di euro, di cui circa 1,2 miliardi di euro sono il contributo finanziario dell’Unione Europea.
La Romania ha concluso 33 Memorandum di Finanziamenti ISPA, il che rappresenta oltre il 70% dell’assistenza finanziaria concessa dall’Unionea Europea nel periodo 2000-2006. Sono gia’ state finalizzate 58 gare per le quali sono stati firmati i contratti attinenti ai progetti di lavori e progetti di assistenza tecnica. Il loro valore ammonata a 410 milioni di euro’; 46 contratti riguardano il settore ambiente e 12 il settore trasporti.
Altri 4 contratti riguardano le azioni di rinforzo della capacita’ istituzionale delle 3 agenzie di implementazione del Programma ISPA.
La Commissione Europea proporra’, all’inizio del 2004, il pacchetto finanziario della Romania per il periodo 2007-2009
La Commissione Europea proporra’ alla fine di gennaio 2004 il pacchetto finanziario unico delle negoziazioni di adesione per i Fondi strutturali della Romania e Bulgaria, ha dichiarato il capo della Delegazione della Commissione Europea in Romania, Jonathan Scheele, in occasione della presentazione del proggetto per il rafforzamento della capacita’ di amministrazione del Fondo sociale europeo.
Le proposte per il volume finanziario vengono fatte per il periodo 2007-2009, le concessioni per il periodo 2003-2006 essendo gia’ state fissate nel 2002, a Copenhaga. Per la Romania, nel 2003 sono stati previsti finanziamenti UE per circa 700 milioni di euro, aiuto che’ aumentera’ gradualmente nei prossimi anni, in modo che nel 2006 sia concesso oltre 1 miliardo di euro, secondo quanto dichiarato da Jonathan Scheele
Le negoziazioni con il FMI continueranno anche nel 2004 – Neven Mates e’ tornato a Washington senza lettera di intenti. Nel 2004 saranno licenziati 5.000 dipendenti del settore minerario e 2.000 delle ferrovie. Si e’ negoziato fino all’ultimo momento sull’aumento dei prezzi per il gas naturale e l’energia. Il FMI non e’ d’accordo con l’aumento del livello dello stipendio minimo garantito
Il negoziatore capo del FMI per la Romania, Neven Mates, e’ tornato a Washington senza lettera di intenti per la conclusione di un nuovo accordo con il Governo romeno. Anche se le negoziazioni per la definizione del progetto di accordo dovrebbero riprendere all’inizio del 2004, e’ difficile trovare un’intesa sui principi generali di riforma economica nel 2004 e sulla loro applicazione. Prima di lasciare la Romania Neven Mates ha incontrato Mihai Tanasescu, ministro delle Finanze e Mugur Isarescu, governatore della Banca Centrale, per accordarsi sugli indicatori economici per il 2004. “Abbiamo registrato dei progressi considerevoli e continueremo a comunicare per mettere a punto i dettagli. Uno dei punti di intesa e’ la privatizzazione nel 2004 da parte dell’APAPS di determinate societa’, di cui 4 con piu’ di 1.000 dipendenti ognuna”, ha dichiarato Mihai Tanasescu, ministro delle Finanze. Anche se si e’ parlato di ristrutturazione delle societa’ del settore minerario e delle ferrovie, entrambe le parti hanno concluso che nel 2004 – anche se e’ un anno elettorale – dovranno essere effettuati licenziamenti collettivi. Non si e’, pero’, concordato sulle cifre. La parte romena considera necessario licenziare non piu’ di 5.000 dipendenti del settore minerario e circa 2.000 del settore ferroviario, e intende sostenere le persone licenziate attraverso misure sociali, mentre gli esperti del FMI indicano cifre molto superiori. Una misura concordata tra le parti e quella di stretta sorveglianza, da parte dei ministeri coordinatori, dei bilanci delle societa’ di stato, per evitare l’accumulo di nuovi debiti. Inoltre, nel progetto di accordo potrebbero essere incluse anche delle condizioni riguardanti il rispetto delle scadenze per la privatizzazione di SNP Petrom, Electrica Banat ed Electrica Dobrogea, nonche’ per l’inizio del processo di privatizzazione della Electrica Muntenia.
Le negoziazioni si sono ‘’accese’’ sugli aggiustanti (aumenti) dei prezzi per il gas naturale e per l’energia, nonche’ per l’applicazione di misure severe per l’incasso delle fatture, misure per le quali il Fondo “aveva chiuso un occhio” alla finalizzazione del precedente accordo, prima dell’emmissione dell’ultima tranche di prestito.
Inoltre il FMI non e’ d’accordo con l’aumento dello stipendio minimo garantito fino a 100 euro (richiesta dei sindacati), poiche’ tale misura potrebbe compromettere il target dell’inflazione del 9% programmato per il 2004.
Le cifre esatte riguradanti le misure di ristrutturazione e di riduzione dei debiti saranno negoziate all’inizio di gennaio 2004, quando verra’ elaborato il memorandum tecnico che fondamentera’ il prossimo accordo. Gli ufficiali del FMI temono che un deficit del 3% del PIL, previsto nella Finanziaria per il 2004, non potrebbe essere sostenuto, ragione per cui ne hanno chiesto la riduzione al 2,7% (come nel 2003). “Le negoziazioni sul deficit del 3% dipenderanno dell’evoluzione del deficit di conto corrente. Se si giungera’ alla conclusione che tale indice rimane nei limiti stabiliti, allora il deficit di bilancio rimane al 3%. Se, pero’, l’evoluzione sara’ sfavorevole, allora dovra’ essere diminuito il deficit di bilancio per il 2004”, indicano fonti romene, specificando anche che e’ l’intenzione del Ministero romeno delle Finanze contrarre un prestito di 1 miliardo di euro nel 2004, sui mercati internazionali. Gli ufficiali FMI sono scettici sul raggiungimento del target del 5,5% per la crescita economica nel 2004. Pensano che tale target sara’ difficile da raggiungere, poiche’ uno degli argomenti della parte romena – l’aumento considerevole del volume degl investimenti stranieri – non e’ realistico.
ANSA informa: Progetti per salvare la biodiversita’ dei monti Carpazi e del Danubio
Rappresentanti dei Paesi dell’ Europa Centrale ed Orientale, della Banca Mondiale e dell’ organizzazione ambientalista WWF hanno preso in esame oltre 40 proposte di progetti per conservare la biodiversita’ dei Carpazi e del Danubio. La conferenza e’ stata organizzata dal governo romeno in collaborazione con la Banca Mondiale, il Fondo Mondiale per la Natura (WWF) ed il Programma ambientale delle Nazioni Unite (UNEP). ”Sono stati due i punti di interesse della riunione: i dibattiti nell’ambito della Convenzione carpatica e le proposte di progetti sul Corridoio verde del Danubio inferiore”, ha dichiarato al quotidiano “Romania Libera” Luminita Tanasie, rappresentante del WWF in Romania. Sono sette i paesi della Convenzione carpatica – Serbia e Montenegro, Polonia, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria e Ucraina – e la conferenza di Poiana Brasov e’ stata l’occasione ideale per presentare nuovi progetti per la protezione e lo sviluppo sostenibile della catena montuosa dei Carpazi. La Convenzione carpatica, che si ispira all’esperienza della Convenzione alpina e segue i dettami dell’UNEP, intende coniugare la protezione dell’ambiente naturale con la promozione di un turismo sostenibile e il rilancio economico, ha sottolineato Tanasie. La Convenzione sul Corridoio verde del Danubio inferiore e’ stata firmata da Romania, Bulgaria, Ucraina e Rep.Moldova nel giugno 2000 e prevede la protezione delle zone umide lungo il Danubio inferiore. A Poiana Brasov si e’ discusso specialmente di come ridurre l’inquinamento e sviluppare l’ecoturismo in queste zone. Tutti i progetti presentati a Poiana Brasov saranno analizzati dagli esperti della Banca Mondiale, del WWF e UNEP, istituzioni che decideranno quali tra i programmi proposti saranno finanziati.

Dal 5 dicembre entra in circolazione la banconota da un milione di lei
La banconota da 1.000.000 di lei entra in circolazione il 5 dicembre 2003 ed ha impressi su un lato l’immagine dello scrittore I.L. Caragiale, e sull’altro il vecchio Teatro Nazionale. La banconota ha una serie di elementi di sicurezza contro la falsificazione: una finestra trasparente nella quale e’ impressa la cifra 1.000.000; impressione a rilievo; immagine latente, con le iniziali I.L.C. incorporate nell’immagine del teatro; filigrana, elementi di sovraposizione, sovraimpressione color avorio, inchiostro a riflessi, microperforazioni.
Il valore della banconota da 1.000.000 lei e’ di circa 25 euro.
La legge sulla denominazione tagliera’, nel 2005, quattro zeri al leu
Nel 2005 potrebbero entrare in circolazione le nuove banconote romene da 100, 50, 10 e 5 lei, piu’ la moneta da un leu, se il processo di denominazione della moneta nazionale seguira il programma elaborato dalla Banca Centrale. In base al progetto di Legge per la denominazione, che dovra’ essere sostenuto dal Ministero delle Finanze ed approvato dal Parlamento, la banconota da 1.000.000 lei sara’ sostituita con quella di 100 lei, quella da 500.000 con 50 lei, quella da 100.000 lei con 10 lei e la banconota da 50.000 lei con una da 5 lei; infine la banconota da 10.000 lei sara’ sostituita da una moneta da 1 leu. “Il processo tecnologico di elaborazione, stampa e messa in circolazione e’ molto laborioso, e saranno necessari almeno 12 mesi dalla pubblicazione della legge”, ha spiegato il governatore Mugur Isarescu. L’equivalente in euro sara da circa 20 per la nuova banconota da 100 lei, fino a 1 per quella da 5 lei (poiche’ il tasso di cambio per il 2005 e’ approssimato a 1:5).
Il Presidente dell’Agenzia Romena per Investimenti Stranieri (ARIS) Marian Saniuta torna sulle proprie affermazioni: fino alla fine del 2003 gli investimenti diretti esteri (IDE) arriveranno a soli 1,5 miliardi di dollari (la stima precedente del dirigente dell’ARIS indicava 2 miliardi di dollari)
Gli investimenti esteri diretti raggiungeranno fino alla fine del 2003 1,5-1,7 miliardi di dollari, stima Marian Saniuta, presidente dell’Agenzia Romena per Investimenti Stranieri (ARIS). Secondo lo stesso, la cifra di 2 miliardi di dollari, annunciata qualche mese fa’, non e’ piu’ realistica, poiche’ era fondata su determinate privatizzazioni che avrebbero dovuto essere finalizzate entro la fine del 2003 e che non sono state realizzate o sono state effettuate tramite sola vendita di azioni. Fino al momento attuale, secondo i dati forniti dalla Banca Nazionale, gli investimenti diretti esteri (IDE) rappresentano 989 milioni di euro, cioe’ circa 1,13 milioni di dollari (+11% rispetto allo stesso periodo del 2002). Tale ammontare rappresenta soltanto il valore dei progetti green-field iniziati in Romania dal 1 gennaio 2003, il che, secondo il rappresentante ARIS, e’ un buon risultato, paragonato al trend discendente o comunque non ascendente registrato negli altri Stati della zona. “Nel mese di settembre 2003 sono stati registrati due fatti positivi per la Romania per quanto riguarda gli investimenti stranieri: e’ stato superato il livello 2002 degli investimenti stranieri diretti attratti ed e’ stato raggiunto il livello di 10 miliardi di dollari di capitale sociale sottoscritto nelle societa’ con partecipazione straniera al capitale sociale”, ha aggiunto Saniuta. Oltre i 14 progetti gia’ monitorati dall’ARIS, sono ancora in fase di negoziazione altri 12 nuovi progetti appartenenti ad investitori dagli Stati Uniti e Cina, il cui valore totale ammonta ad oltre 500 milioni di dollari, ha concluso il presidente ARIS.
Il deficit della bilancia dei pagamenti della Romania era di 1,64 miliardi di euro, al 30 settembre 2003
Il deficit di conto corrente della bilancia dei pagamenti della Romania era di 1,64 miliardi di euro, al 30 settembre 2003 (+61% rispetto ai primi 9 mesi del 2003), informa la Banca Nazionale.
Il debito estero a medio e lungo termine e’ aumentato del 5,9% rispetto a dicembre 2002, e rappresentava a fine settembre 15,47 miliardi di euro.
Il debito estero pubblico e pubblicamente garantito ha registrato al 30 settembre, un saldo di 9,90 miliardi di euro e rappresenta il 64% del debito a medio e lungo termine (rispetto a 62,8% al 31 dicembre 2002).
Il debito privato estero e’ aumentato, rispetto a dicembre 2002, del 2,4%, ed ha rappresentato 5,56 miliardi di euro al 30 settembre 2003.
Il tasso del servizio del debito estero e’ stato del 17,8% al 30 settembre, rispetto a 23,6% alla fine del 2002.
Il grado di copertura della riserva e’ stato al 30 settembre 2003 di 4,4 mesi di importazioni, rispetto ai 4,2 mesi di importazioni alla fine del 2002.
Il servizio del debito estero e’ stato di 2,05 miliardi di euro, di cui 483 milioni di euro debito pubblico, 718 milioni di euro debito pubblicamente garantito e 854 milioni di euro il servizio del debito privato.

Mentre oltre il 50% della popolazione romena vive in campagna, la Romania intende essere il primo Paese europeo ad emettre carte di identita’ elettroniche
Teoricamente, dall’inizio del 2004, la Romania diventera’ uno dei pochi Paesi del mondo in cui vengono emesse carte di identita’ elettroniche. I nuovi documenti di identita’ saranno dei card “intelligenti” sui quali verranno caricati tutti i dati che fino al momento attuale erano impressi sulla carta di identita’, la patente di guida, la carta elettorale ed il carnet di assicurazioni di salute. L’intera operazione, estremamente complicata, durera’ 3 anni e costera’ alcune decine di milioni di dollari.
Alcuni grandi consorzi bancari vorrebbero convincere l’esecutivo romeno a fare in modo che le nuove carte di identita’ possano servire anche da carte di credito.
Secondo la legge N.285/2003, a partire dal 1 gennaio 2004 comincia l’emissione dei nuovi documenti di identita’. I vecchi documenti rimangono ancora validi fino alla loro sostituzione, non piu’ tardi del 31 dicembre 2007. La legge specifica che le nuove carte di identita’ conterranno obbligatoriamente i datti attualmente specificati nelle carte di identita’, patenti di guida, carte elettorali, assicurazioni mediche, assicurazioni sociali, nonche’ la firma digitale.
La legge specifica, inoltre, che “le autorita’ centrali e locali hanno l’obbligo di munirsi delle attrezature e dei programmi informatici necessari in modo che i cittadini possano utilizzare, senza restrizioni, le carte elettroniche di identita’ : a) nei municipii capoluoghi regione entro il 31 luglio 2005; b) negli altri municipi e citta’, entro il 31 dicembre 2006; c) nei comuni, entro il 31 dicembre 2007”.
C’e’ da osservare che:
• le municipalita’ non possono acquisire tali attrezzature poiche’ non hanno responsabilita’ chiare nell’attivita’ di evidenza della popolazione,
• non esistono norme metodologiche di applicazione (che avrebbero dovuto essere emesse entro 90 giorni dalla pubblicazione della normativa);
• per la lettura delle future carte elettroniche di identita’ saranno necessarie altre attrezzature speciali, il che determinera’ altre spese, ancora non quantificate;
• la rete informatica del Ministero degli Interni, in modo speciale, e delle altre istituzioni centrali non e’ sufficientemente sviluppata per poter accedere, dai posti operativi, alle banche dati;
• in piu’, in Romania esistono ancora molte localita’ dove non arriva l’energia elettrica e quindi manca la possibilita’ di alimentare le apparecchiature necessarie per confezionare ma anche per ‘’leggere’’ i nuovi documenti.
Tali dettagli sembrano non essere stati presi in considerazione. Il sistema delle carte di identita’ “intelligenti” e’ cosi complesso e necessita un sistema informatico cosi’ performante, che neanche’ i Paesi piu’ sviluppati dell’Europa l’hanno ancora adottato. Soltanto la Finlandia ha adottato un sistema simile ed in Italia e Olanda sono in corso dei tests. In altri 10 Paesi membri dell’Unione Europea vengono utilizzate carte di identita’ simili a quelle in circolazione in Romania.
Una nuova professione: interprete per conferenze – entro il 2007 la Romania deve disporre di circa 100 interpreti per conferenze, accreditati dal Direttorato Generale dell’UE
Una nuova professione diventera’ possible, attraverso studi postuniversitari tipo master, in Romania a partire dal 2004-2005. L’Unione Europea richiede ai Paesi in corso di adesione, come anche ai Paesi membri, di disporre di interpreti per conferenze
Attualmente in Romania il lavoro di traduzione per conferenze e’ realizzato, generalmente, da persone laureate in lingue straniere.
Le esigenze dell’UE sono, pero’, diverse. I candidati alla preparazione di interpreti per conferenze non devono essere, obbligatoriamente, laureati in lingue straniere, ma devono essere specializzati in determinati settori.
Una delle varianti per la scuola di Interpreti per Conferenze in Romania e’ quella da costituirla presso l’Universita’ di Bucarest, l’Universita’ Babes-Bolyai di Cluj-Napoca e l’Universita’ Al. I. Cuza di Iasi, pero’; con formatori stranieri.
Il Direttorato Generale di Brusselles inviera’ nell’anno universitario 2004-2005 dei formatori. I primi corsi inizieranno nell’anno accademico 2004-2005, avranno la durata di due anni, totalizzando 120 crediti, e l’esame finale del corso si svolgera nell’estate del 2006. La selezione per tali corsi di studi postuniversitari tipo master avvera’ secondo regole concordate con il Direttorato Generale di Interpretariato per Conferenze.
I candidati devono essere laureati e conoscere bene la lingua materna e due-tre lingue appartenenti ai Paesi membri UE. Non per ultimo, devono possedere conoscenze approfondite nel campo dei rapporti internazionali, essere ben informati sugli aspetti economici, sociali e culturali dei Paesi le cui lingue straniere conoscono. Devono, inoltre dimostrare buone capacita’ di analisi e sintesi, di comunicazione, flessibilita’ e concentrazione durante il lavoro “sotto pressione”.
La Romania dovra’ avere nel 2007, anno della probabile l’adesione all’Unione Europea, circa 100 interpreti per conferenze, qualificati ma anche accreditati dal Direttorato Generale dell’UE.
• L’Associazione Internazionale degli Interpreti per Conferenze, con sede centrale a Ginevra, ha 2.422 membri attivi e 199 membri collaboratori nel mondo intero.
Il grande problema per l’adesione della Romania all’UE – l’agricoltura di sopravivenza
Nel periodo 1990-2000 in Romania si sono costituite 4,1-4,2 milioni di unita’ agricole private, con una superficie media di circa 2,2-2,4 ettari ognuna, di cui oltre il 70% rappresentano attivita’ di sola sopravivenza, su superfici inferiori ai 3 ettari e senza alcuna dotazione tecnica, ha dichiarato Nicolae Stefan presidente della Federazione dei sindacati Agrostar in occasione del Consiglio nazionale.
Soltanto lo 0,3% delle unita’ agricole hanno superfici superiori ai 10 ettari e dispongono di mezzi tecnici adeguati per un agricoltura redditizia.
Circa il 40-45% dei proprietari fondiari non risiedono vicino alle loro proprieta’. La maggior parte sono domiciliati in localita’ urbane ed hanno alter attivita’ permanenti non-agricole.
Ogni anno, dopo il 1990, sono rimaste non coltivate superfici tra 1 e 2,5 milioni di ettari, asserisce Nicolae Stefan.
La superficie agricola attualmente coltivata e’ dedicata per il 66% ai cereali, per il 14% alle piante da foraggio e per il 13% alle piante tecniche – il che dimostra il carattere estensivo e poco diversificato delle coltivazioni agricole nonche’ l’assenza delle coltivazioni che richiedono un piu’ alto grado di tecnicita’. La supeficie coltivata con girasole e’ raddoppiata dopo il 2000, mentre la coltivazione della soia e’ diminuita 5 volte. Le coltivazioni di lino e canapa sono diminuite da 200.000 ettari nel 1990 a circa 3000 ettari nel 2002, le coltivazioni di barbabietola da zucchero si sono ridotte da 260.000 ettari nel 1989 a 65.000 ettari nel 2002, e quelle di tabacco da 35.000 ettari a circa 10.000 ettari nello stesso periodo. Di coltivazione del riso quasi non se ne parla piu’, le superfici attuali non superano 2000 ettari rispetto ai circa 50.000 ettari di risaie prima del 1989.
Le coltivazioni di legumi nei campi e di patate riescono ancora a coprire il consumo nazionale. In cambio si e’ ridotta drasticamente la coltivazione di legumi nelle serre a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia termica ed elettrica. Le serre allestite negli anni ’60 sono superate tecnologicamente ed obsolete. I costi per la loro manutenzione sono diventati troppo alti. Le superfici coltivate con vignetti sono aumentate nello stesso periodo di 40.000 ettari, prevalentemente a favore delle specie ibride coltivate nelle piccole unita’ agricole famigliali. I fruttetti hanno conservato superfici costante nel periodo 1995-1996 ma a partire dal 1997, con la distruzione delle coltivazioni invecchiate, la produzione di frutta e’ diminuita.
Anche il numero del bestiame e’ in diminuzione. Rispetto al 1989, secondo i dati del censimento agricolo del 2002, il numero dei bovini e’ diminuito del 48%, dei volatili da cortile del 44%, dei suini del 35%, degli ovini del 25%. Tra le principali cause c’e’ la mancata privatizzazione dei grandi complessi di allevamenti zootecnici (suini, volatili) e l’assenza delle normative che permettano finanziamenti adeguati per l’agricoltura.
Che porta l’agricoltura romena nell’UE: soltanto lo 0,3% delle unita’ agricole possono produrre piu’ di quanto consumano
Entro il 2007, il Governo romeno deve trovare delle soluzioni per raddoppiare la produttivita’ nell’agricoltura, per ridurre a meta’ il numero delle persone i cui redditi dipendono esclusivamente dall’agricoltura, per produrre generi alimentari che rispettino le norme europee. Attualmente la meta’ della popolazione romena vive nelle zone rurali e la maggior parte delle unita’ agricole producono solo per sopravivere.
La riduzione dell’offerta di materie prime, l’assenza di politiche di promozione dei prodotti romeni e l’apertura dei mercati all’importazione, attraverso la riduzione del 50% dei dazi doganali, ha portato al fallimento di una gran parte dei settori dell’industria alimentare nazionale. Soltanto l’industria della birra e dell’olio hanno registrato un processo significativo di ristrutturazione, ammodernamento tecnologico e crescita economica.
La Zona Franca Arad-Curtici cambia amministrazione
La piu’ attiva Zona Franca romena passa sotto il controllo dell’amministrazione locale. La Zona Franca Curtici-Arad verra’ prelevata dal Consiglio Regionale Arad. In tal modo si mira ad incentivare gli investimenti ed a concedere ulteriori facilitazioni a lungo termine per gli investitori, poiche’ dopo l’adesione della Romania all’UE le amministrazioni locali avranno piu’ possibilita’ di concedere facilitazioni rispetto alle autorita’ centrali.
La Zona Franca Curtici Arad e’ l’unica a beneficiare di collegamenti sia aerei che stradali e ferroviari.
La zona, inaugurata nel 1999, attualmente amministrata dal Ministero dei Trasporti, occupa 75 ettari a Curtici ed altri 15 ettari nella zona dell’Aeroporto Internazionale Arad. Sono in vigore 30 contratti di concessione di terreni ed altri 15 di affitto, e sono stati creati circa 2000 nuovi posti di lavoro.
Lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ aumentato dell’1,5% nel mese di ottobre 2003
Lo stipendo medio netto a livello nazionale e’ aumentato dell’1,5% nel mese di ottobre, rispetto al mese precedente, ed e’ ammontato a 4.957.108 lei, mentre lo stipendio medio lordo e’ aumentato dell’1,6% ed ha rappresentato 6.873.680 lei, informa l’Istituto Nazionale di Statistica.
Una prima motivazione dell’aumento e’ l’applicazione dell’Ordinanza Governativa di Urgenza N.191/2002 sull’aumento degli stipendi dei funzionari pubblici nel 2003, e l’Ordinanza Governativa di Urgenza N.192/2002 sulla regolamentazione dei diritti salariali dei funzionari pubblici nel settore della ricerca-sviluppo ed informatica, amministrazione pubblica, educazione, sanita’. Gli stipendi nel settore dell’educazione sono aumentati del 10,1% (con un livello medio netto di 4,91 milioni di lei), nell’amministrazione pubblica del 9,6% (con una media di 6,95 milioni di lei), e quelli del settore sanita’ ed assistenza sociale dell’8,3% (con una media di 4,32 milioni di lei). Nel settore della ricerca-sviluppo ed informatica l’aumento e’ stato di soli 2,5% (con una media di stipendio netto di 7,88 milioni di lei).
Gli stipendi piu’ alti continuano ad essere quelli del settore delle intermediazioni finanziarie, con 12,14 milioni di lei netti. Segue il settore del tabacco con 11,94 milioni di lei netti, e’ con un aumento dello stipendio medio netto ad ottobe del 33,9%.
I stipendi medi piu’ bassi (2,78 milioni di lei), sono stati registrati nell’industria della lavorazione del legno e del sughero.

Informazioni sui Lavori della Camera dei Deputati del Parlamento italiano
L’associazione A.I.I.R. puo’ fornire, su richiesta, agli operatori interessati, delle note esplicative sulle principali tematiche in dibattito, attualmente, nella Camera dei Deputati:
• Nota sul d.d.l. C. n. 4493-A conversione del decreto legge n. 314/2003 “Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in condizioni di massima sicurezza, dei rifiuti radioattivi”
• Nota sul d.d.l. C.n. 3890 e abb.-A “Modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990, n. 241, concernenti norme generali sull’azione amministrativa”

Newsletter nr.53 / 2003

Visita in Romania dell’onorevole Fiorello Provera Presidente della Commissione per Affari Esteri ed Emigrazione del Senato italiano
L’on.Fiorello Provera, presidente della Commissione per Affari Esteri ed Emigrazione del Senato italiano, in visita in Romania, e’ stato ricevuto dal Premier Adrian Năstase al Palazzo Victoria. Di nuovo ospite in Romania, l’ufficiale italiano – afferma il Comunicato Stampa del Governo romeno – ha sottolineato i cambiamenti accertati nel Paese ed ha espresso la fiducia nella volonta’ politica di riformare la societa’ romena. „Ho grande fiducia nei progressi che la Romania fara’ in Europa” ha dichiarato l’on.Fiorello Provera, argomentando la propria asserzione con la stabilita’ dei valori legati alla tradizione e alla storia, incontrati in Romania, elemento essenziale per il progresso di un Paese.
Durante l’incontro sono stati evidenziati gli eccellenti rapporti bilaterali nel campo politico, economico, culturale, l’ottimo dialogo tra i due governi e parlamenti. Il Premier Adrian Năstase ha ringraziato per l’appoggio costante da parte dell’Italia per l’adesione della Romania all’UE, per il supporto nell’accelerazione delle negoziazioni durante la presidenza italiana dell’UE.
Giovedi 20 novembre u.s., presso la residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Bucarest, il Sen. Fiorello Provera, accompagnato dal vicepresidente del Gruppo Forza Italia al Senato Maria Claudia Jannucci e da alcuni senatori della Commissione per Affari Esteri ed Emigrazione del Senato, ha incontrato un gruppo di imprenditori italiani operanti in Romania
Durante l’incontro, il Presidente dell’Associazione Imprenditori Italiani in Romania, Enrico Pollo si e’ soffermato sulla necessita’ di creare un consorzio fidi per le imprese, e un consorzio agrario oppure una struttura simile per le imprese che hanno investito in agricoltura. Si e’ anche soffermato sul fatto che il “Sistema Italia” sta seminando molto (con le piccole e medie imprese) ma raccogliendo poco dal “Sistema Romania”, riferendosi alle commesse importanti.
Anche gli altri imprenditori italiani presenti all’incontro hanno insistito sulla necessita’ di revisione dell’accordo bilaterale tra l’Italia e la Romania con un riferimento particolare al settore socio-assistenziale degli imprenditori italiani presenti in Romania.
ANSA informa: Cooperazione Reggio Emilia – Romania
Le Fiere di Reggio Emilia lanciano un ponte verso la Romania. La Siper (societa’ di gestione delle Fiere di Reggio) e l’ente fiere Romexpo di Bucarest hanno dato seguito al protocollo d’intesa finalizzato a stabilire rapporti di reciproca informazione e scambio di azioni promozionali. All’edizione 2003 di Indagra, principale fiera agrozootecnica romena, e’ stata ufficialmente presentata la collaborazione tra i due enti fieristici: nel 2004 verra’ realizzata una speciale sezione suinicola nell’ambito della Fiera specializzata Indagra. Siper fornira’ il know how organizzativo e coinvolgera’ le aziende italiane.
Fabrizio Barbaso, direttore della Direzione Generale Allargamento nel quadro della CE sottolinea che la Romania dovra concludere, nella prima parte del 2004, le negoziazioni per il Capitolo Energia
Dan Ioan Popescu, ministro dell’Economia e Commercio ha avuto un incontro con Fabrizio Barbaso, direttore generale della Direzione Generale Allargamento nella Commissione Europea. Sono stati analizzati aspetti riguardanti lo stadio delle negoziazioni di adesione per i capitoli Libera circolazione delle merci, Politica industriale ed Energia. Per la finalizzazione delle negoziazioni, e’ necessaria la ristrutturazione della Termoelectrica, l’accelerazione della privatizzazione nel settore energetico, la ristrutturazione del settore carbonifero, e l’applicazione del programma commune del Ministero Economia e Commercio e Ministero delle Finanze per la riduzione dei debiti nei confronti del bilancio dello stato.
Sara’ elaborato un calendario di consultazioni che contribuisca alla finalizzazione delle negoziazioni riguardanti il Capitolo 14 – Energia nella prima parte del 2004. Per i capitoli 1 – Libera circolazione delle merci e 15 – Politica industriale le negoziazioni sono state chiuse.
Per il Capitolo 1 sono state elaborate delle normative quadro per la valutazione della conformita’ dei prodotti e delle regolamentazioni tecniche e sono stati adottati gli standards europei armonizzati, sviluppando anche degli organismi di certificazione dei prodotti.
Le prospettive economiche per il 2004
Il Governatore della Banca Nazionale della Romania, Mugur Isarescu, ha presentato, recentemente, in occasione della Conferenza Romania Top 100, le prospettive dell’economia romena per il 2004.
“Il messaggio della BNR per il 2004 e’, in genere, positivo. Le tendenze positive manifestate nell’economia dopo il 2000 continueranno, anche se sara’ un anno elettorale”, ha sottolineato Mugur Isarescu. Il Governatore della BNR ha ricordato che, anche se si e’ manifestato un super-ottimismo per quanto riguarda gli investimenti esteri, “non abbiamo incorraggiato sufficientemente gli investitori stranieri”. “Le riserve valutarie hanno un ottimo livello”, ha osservato Isarescu, ma ha aggiunto che sussiste il problema delle importazioni che aumentano del 10% all’anno.
Il Governatore BNR ha fatto presente che si dovra’ intervenire per limitare la crescita del credito non-governativo. Ed ha affermato che, personalmente, apprezza l’esperienza ungherese per quanto riguarda la liberalizzazione del conto di capitale.
Le Politiche per raggiungere gli obiettivi macroeconomici per il 2004 implicano:

  • Politiche di ristrutturazione: continuare la ristrutturazione del settore minerario, del settore energetico e dei trasporti ferroviari.
  • Politiche di privatizzazione: privatizzazione della PETROM, di due reti di distribuzione dell’energia elettrica, di due reti di distribuzione del gas naturale e del rimanente portafoglio amministrato dall’APAPS.
  • Politiche salariali: aumento moderato (in termini reali) degli stipendi, proporzionalmente all’aumento della produttivita’.
  • Politiche dei prezzi: continuare l’allineamento dei prezzi amministrati (per il gas naturale, energia elettrica ecc.) ai livelli internazionali, per raggiungere la convergenza nel 2007.
  • Politiche fiscali: tenere sotto controllo il deficit di bilancio (al 3% del PIL); ridurre il deficit quasi-fiscale (specialmente riducendo i debiti nei confronti del bilancio dello stato).
  • Politiche monetarie: ridurre l’inflazione al 9% (dicembre/dicembre), tenendo sotto controllo l’equilibrio esterno.
    Le Politiche monetarie per il 2004 comprendono:
  • Continuare la re-monetizzazione dell’economia in un ritmo sostenuto con il processo di disinflazione.
  • Continuare la crescita del credito non-governativo in un ritmo che non determini l’aumento del rischio di credito e l’aumento del deficit esterno.
  • Apprezzamento in termini reali del leu (rispetto al paniere implicito euro-dolar), in un ritmo collegato all’aumento della produttivita’ del lavoro e all’aumento degli stipendi reali.
  • Modifica della struttura del paniere valutario, con l’aumento del peso dell’euro.
  • Riduzione lenta del tasso di interesse di riferimento della BNR man mano che si confermeranno le tendenze macroeconomiche positive.
  • Continuare la liberalizzazione del conto di capitale.
  • Accrescere la credibilita’ della BNR e del suo ruolo nella concretizzazione delle aspettative degli operatori economici e del pubblico.
  • Preparazione del quadro legale, teorico ed istituzionale per il passaggio alla riduzione diretta dell’inflazione a partire dal 2005.
    I principali obiettivi per il 2004 risultano essere:
  • Tasso dell’inflazione: 9% (dicembre/dicembre)
  • Deficit fiscael: 3% del PIL
  • Deficit di conto corrente: 5-5,5% del PIL
  • Investimenti Diretti Esteri (IDE): 1,7 miliardi di euro
  • Riserve internazionali ad un livello ottimo
  • Apprezzamento reale sostenibile del cambio del leu rispetto al paniere euro-dollaro.
    Uno studio dell’Organizzazione Internazionale per la Migrazione afferma che 1,7 milioni di romeni lavorano all’estero
    Sono oltre 1,7 milioni i romeni che lavorano all’estero, specialmente in Italia, Spagna e Germania. Lo ha reso noto l’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (OIM), che ha lanciato a Bucarest una campagna per combattere l’immigrazione illegale. Secondo lo studio, soltanto un terzo dei romeni che si trovano all’estero lavorano in base ad un contratto legale, valido in media per due anni. Oltre l’Italia, Spagna e Germania le destinazioni preferite dei romeni per lavorare fuori sono Israele, Ungheria, Grecia, Belgio e Austria. Una famiglia romena su dieci ha almeno un membro che lavora all’estero, affermano gli esperti OIM. Cio’ significa che il 10% della popolazione attiva della Romania ha lasciato il Paese in cerca di un posto di lavoro pagato meglio. Il reddito molto basso (lo stipendio medio mensile in Romania e’ di circa 100 euro) e’ la principale ragione che spinge i romeni verso i paesi dell’Europa Occidentale. La maggior parte degli immigranti romeni sono uomini tra 18 e 44 anni con studi medi e senza qualifica professionale, categoria sociale che in Romania trova difficilmente lavoro. Secondo lo studio, i romeni che hanno lavorato all’estero nei primi otto mesi del 2003 hanno riportato o trasferito in Romania circa 116 milioni di euro.
    Dal 2004 aumenta il livello di garanzia per i depositi bancari delle persone fisiche
    Il Fondo per garantire i depositi nel sistema bancario garantira, a partire dal 2004, i depositi bancari delle persone fisiche, fino a 5.000 de euro, rispetto ai 3.000 euro, attualmente, dichiara Radu Gratian Ghetea, presidente dell’Associazione Romena delle Banche (ARB).
    “La normative in materia e’ stata modificata, e se verra’ approvata, dal 2004 i depositi bancari della popolazione saranno gaantiti fino a 5.000 euro; il livello di garanzia aumentera’ gradualmente fino nel 2007 quando raggiungera’ 20.000 euro, secondo le normative UE”, ha aggiunto Ghetea.
    “Il passaggio del livello di garanzia da 3.000 a 20.000 euro implica anche l’allargamento della sfera di garanzia, dai depositi delle persone fisiche a quelli delle Piccole e Medie Imprese, percio’ sara’ necessario aumentare il fondo di garanzia con il contributo delle banche commerciali”, aggiunge il presidente dell’ARB.
    Le fonti di alimentazione del Fondo di garanzia sono rappresentate dalla partecipazione delle banche commerciali: una tantum con l’1% del capitale al momento dell’iscrizione d in seguito con le quote annue che rappresentano lo 0,8 – 1% dei saldi dei depositi, nonche’ con il ricavato dall’esecuzione degli attivi delle banche fallite.
    Il valore del progetto di aumento del livello di garanzia dei depositi bancari ammonta a 15 milioni di euro; l’UE contribuira’ con 10 milioni di euro alla realizzazione.
    Ghetea ha specificato che la comunita’ bancaria intende creare un Ufficio di Credito, e tale progetto verra’ realizzato a partire dal 2004; oltre 25 banche hanno espresso l’intento di partecipare alla riunione per la costituzione dell’Ufficio.

Il Ministero dell’Economia e Commercio accelera la privatizzazione nel settore energetico
Gennaio 2004, e’ la scadenza per l’offerta finale per le due filiali di distribuzione della Electrica, Banat e Dobrogea.
Anche se non saranno rispettate le scadenze indicate dal Fondo Monetario Internazionale (cioe’ la fine del 2003), la privatizzazione del settore energetico romeno e’ entrato in fase finale. Almeno cosi’ dichiara il ministro dell’economia e commercio, Dan Ioan Popescu. Secondo Popescu, le prime offerte impegnative degli investitori interessati in tale settore perveranno entro il 31 gennaio 2004.
Le negoziazioni con i rappresentanti ENEL sono state sbloccate
Per la privatizzazione delle filiali di distribuzione dell’energia elettrica Banat e Dobrogea, le negoziazioni con i rappresentnti ENEL saranno finalizzate nella seconda meta’ di dicembre 2003 ed in seguito l’ENEL inviera’ l’offerta impegnativa che specifichera’ sia l’ammontare offerto per le due filiali, che l’ammontare dell’aumento di capitale e degli investimenti che seguiranno.
Per la privatizzazione delle filiali di distribuzione Moldova ed Oltenia sono gia’ state contattate delle grandi compagnie europee del settore e la preparazione della privatizzazione iniziera’ nel 2004.
Per quanto riguarda la produzione di energia, Dan Ioan Popescu dichiara di aver ricevuto due lettere di intenti, impegnative, per un contributo di capitale di 1,2 miliardi di dollari per i gruppi energetici di Turceni e Rovinari.
“Seguiranno le negoziazioni per i gruppi energetici CET Govora e Craiova – Isalnita, dove entreranno in partenariato anche le amministrazioni locali. A Turceni, l’investitore riabilitera’ il sistema e prelevera’ anche la ferrovia che realizza l’approvvigionamento della centrale; a Rovinari, con un contributo di capitale di oltre 500 milioni di dollari, verra’ realizzato un proggetto di cogenerazione dell’energia elettrica”, ha spiegato il ministro dell’economia.
Entro il 2007, la Hidroelectrica sara’ quotata in borsa
La compagnia Hidroelectrica intende ammodernare delle capacita’ di produzione che rappresentano 5.600 MW potere installato, il che necessita investimenti di 1,7 miliardi di euro. Inoltre, verranno realizzate nuove capacita’, con un potere installato di 2.000 MW, che richiedono investimenti per circa 5 miliardi di euro.
Per la finalizzazione di progetti in partenariato pubblico-privato, che apporteranno al sistema energetico nazionale un potere supplementare di 460-470 MW di nuove centrali, sono necessari fondi per circa 1,2 miliardi di euro. In tal modo, la produzione di energia delle centrali idroenergetiche, che assicura attualmente il 28% del consumo nazionale di energia elettrica, raddoppiera’ entro il 2025, ed il grado di utilizzo del potenziale della Romania arrivera’ al 70%. Hidroelectrica amministra 347 centrali, con un potere installato di 6.200 MW.
Fino al 2004 i prezzi, nel settore energetico, non aumentano
Dan Ioan Popescu ha specificato che i prezzi dei carburanti, dell’energia elettrica e del gas naturale rimaranno ai livelli attuali almeno fino alla fine del 2003, anche se l’euro ha raggiunto un livello record nei confronti del dollaro e del leu: “Le accise ai carburanti vengono corrette in funzione dell’evoluzione trimestrale del cambio; l’ultima modifica e’ stata apportata il 1 ottobre 2003, e la successiva verra’ apportata dopo il 1 gennaio 2004”.
Il 2004 iniziera’ con l’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia
Dall’inizio del mese di gennaio 2004 i prezzi dei carburanti aumenteranno con certezza come conseguenza dell’aggiustamento delle accise ed in funzione dell’evoluzione del cambio leu-euro. Per quanto riguarda le tariffe per l’energia elettrica, previsioni piu’ precise sull’evoluzione potranno essere fatte solo a meta’ dicembre prossimo. E’ pero’, certo che aumenteranno, anche per il solo fatto che dal 2004 nelle tariffe verranno incluse le spese per la protezione dell’ambiente.
Le vendite di attrezzature agricole sono diminuite consistentemente
Le vendite delle attrezzature agricole di produzione locale sono diminuite drasticamente nei primi 10 mesi del 2003, come conseguenza dell’eliminazione delle sovvenzioni concesse da parte dello Stato ai produttori. Nel periodo indicato, le vendite sono ammontate a 25 milioni di dollari, il che rappresenta soltanto il 21% delle vendite realizzate nel 2002. “I produttori di tecnica agricola sono vicini al fallimento. E’ una situazione difficile. Abbiamo contratto crediti presso le banche e presso i fornitori, abbiamo a chi vendere, pero’ non ci sono possibilita’ di finanziamento dell’acquisto delle attrezzature”, dichiara Ionel Catrinoiu, membro nel Comitato Direttivo dell’Associazione dei Costruttori di Macchine Agricole. La riduzione delle vendite ha determinato la riduzione dell’attivita’ dei produttori, ed il 40% dei dipendenti del settore sono stati licenziati. In Romania, attualmente, esistono 135.000 trattoari, di cui la meta’ hanno superato la durata normale di funzionamento, mentre l’agricoltura romena necessita circa 350.000 trattori per arrivare a meta’ della classifica dei Paesi europei per quanto riguarda la dotazione tecnica nell’agricoltura. Nel periodo 2001-2002, il Ministero dell’Agricoltura ha sovvenzionato il 55% del prezzo di acquisto delle attrezzature agricole attraverso il Fondo per lo Sviluppo dell’Agricoltura costituito dai fondi ottenuti dalla vendita delle ex-imprese agricole di Stato (IAS) e dalla concessione dei terreni. Ad aprile 2003 si e’ rinunciato alla sovvenzione; il Ministero dell’agricoltura ha annunciato di sostituirla con la Misura 3.1 del programma SAPARD che prevede la realizzazione di investimenti nelle unita’ agricole. Per adesso questa misura non e’ stata ancora accreditata, e le vendite di attrezzature agricole sono in sofferenza.
Lo stato romeno decide di compensare il 45% del prezzo dei trattori nuovi
Il Governo ha approvato, attraverso una recente Decisione, il Programma per l’appoggio ai produttori agricoli per l’acquisto di trattori agricoli nuovi, con finanziameto dal bilancio dello Stato. I produttori agricoli riceveranno dal Ministero dell’Agricoltura, Foreste ed Ambiente l’equivalente del 45% dal prezzo dei trattori nuovi (compresa l’IVA) acquistati. Per tale programma sono stati concessi 600 miliardi di lei, che vengono erogati per forniture effettive a favore dei produttori agricoli, realizzate entro la fine del 2003. Beneficiari delle sovvenzioni sono i produttori agricoli, persone fisiche e giuridiche, organizzati in unita’ agricole comerciali. E’ vietata la vendita dei trattori cosi’ acquistati prima dei 3 anni dalla consegna; il mancato rispetto di tale condizione impone la restituzione della sovvenzione ed il pagamento di penalita’ nei confronti del bilancio delIo Stato. E’ vietata anche l’esportazione dei trattori acquistati attraverso tale programma. Gli agricoltori interessati devono presentare richieste di sovvenzione presso le Direzioni agricole regionali. Per l’acquisto dei trattori gli interessati si rivolgeranno ai produttori o alle loro rappresentanze regionali che devono trasmettere alle Direzioni Agricole Regionali copie delle fatture fiscali e dei Verbali di presa in consegna, entro 3 giorni lavorativi dalla data di acquisto/consegna del trattore.
Il consumo di vino, annuo, pro capite, in Romania supera di poco i 20 litri
Secondo uno studio realizzato dal Ministero dell’Agricoltura, Acque, Foreste e Protezione dell’Ambiente, nel settore vinicolo romeno si registra un volume di affari di annuo di circa 250 milioni di euro. Per quanto riguarda il patrimonio viticolo, aprossimato dal MAAP a 2,8% della superficie arabile del Paese, l’89% appartiene al settore privato. Secondo i calcoli del Ministero, la produzione totale di uva e’ diminuita dal 2000 al 2001 di 220.000 tonnellate, fenomeno simile a quello registrato anche nella produzione pro ettaro (nel 2000 sono stati raccolti 5.213 kg/ettaro, e nel 2002 4.409 kg/ettaro). La produzione di uva si riflette, logicamente, anche nel consumo di vino. Se nel 2000, il Ministero dell’Agricoltura quantificava il consumo annuo di vino pro capite a 23,3 litri, nel 2002 esso e’ diminuito a 22,2 litri.
Oltre 1 milione di contadini sopravivono grazie alla coltivazione della vigna
Le esportazioni di vino della Romania sono ammontate nel 2002 a 504.500 ettolitri, superando consistentemente le importazioni che hanno rappresentato quasi 8.000 ettolitri. La produzione totale di vini nobili e’ stata di 3.107.000 ettolitri, di cui 2.351.000 ettolitri di vino bianco e 756.000 ettolitri di vino rosso. L’importanza del settore vinicolo per la Romania e’ dimostrata dal fatto che oltre 1 milione di persone della popolazione rurale ricava redditi dalla viticoltura; le piantagioni viticole rappresentano il 2,8% della superficie agricola ed il 14% del valore della produzione agricola vegetale. Il mercato vitivinicolo e’ stimato, annualmente, a 250 milioni di euro. Anche se occupa una posizione importante in Europa dal punto di vista della viticoltura, con il 5,4% della superficie viticola ed il 3,1% della produzione di uva, dopo il 1989 anche questo settore ha registrato un regresso accentuato, che si e’ prolungato in modo esagerato. Le difficolta’ finanziarie con le quali continua a confrontarsi il settore vitivinicolo, determinate dalla mancanza di facilitazioni in materia di crediti, la fiscalita’ eccessiva, gli alti costi per la cura delle piantagioni, ecc., hanno determinato la perdita di importanti mercati di esportazione e l’esplosione delle coltivazioni di specie ibride. Nel 1995, la superficie coltivata con vignetti rappresentava 248.000 ettari, di cui 146.000 ettari coltivati con specie nobili e 102.000 ettari con specie ibride. Dopo 7 anni, nel 2002, la superficie coltivata con vignetti si e’ ridotta a 242.700 ettari; pero’ sono aumentate le superfici coltivate con specie ibride a 122.500 ettari e si sono ridotte le superfici con specie nobili a 120.002 ettari. Nella prospettiva dell’integrazione della Romania nell’UE, la situazione nel campo vitivinicolo dovra’ cambiare radicalmente. Tutto dipende, pero’, dalle risorse finanziarie, perche’ una delle misure prioritarie, da realizzare entro il 2006, e’ ripiantare, ammodernare e ritecnologizzare le coltivazioni viticole. Inoltre, deve essere realizzato integralmente il Registro delle piantagioni agricole, azione gia’ in corso, creato il Registro viticolo informatizzato nonche’ lo studio ecoclimatico ed ecopedologico delle enoteche romene per farle inserire tra le zone viticole dell’Unione Europea. A lungo termine, cioe’ nel periodo 2007-2014, devono essere eliminate le specie ibride nonche’ le specie nobili la cui durata di vita e’ gia’ stata superata, si deve realizzare il Catasto viticolo nel sistema dell’orto-fotogrammetria e corellare il Registro delle piantagioni con i piani catastali digitali ottenuti tramite orto-fotogrammetria.
I produttori romeni di vini non sanno ancora vendere: esportano troppo vino sfuso a prezzi bassi
Il recente concorso internazionale di Bucarest “Veritas in Vino”, anche se ha confermato le prospettive dei vini romeni, ha anche messo in luce le difficolta’ con le quali si confronta attualmente, il settore vitivinicolo nel Paese. Si costata una continua diminuzione dell’attivita’ e una grave mancanza di fondi. Praticamente, i fondi disponibili per investimenti non coprono nemmeno il 10% del necessario. “Se i vigneti piangono, attraverso le loro piante, ogni primavera, tra qualche anno a pangere, continuamente sara’ la viniviticoltura nazionale”, dichiara il presidente del Patronato Nazionale della Vigna e del Vino (PNVV), Valeriu Cotea, che sottolinea il mancato coinvolgimento del governo nel sostegno al settore vitivinicolo romeno.
Uno dei punti dolenti e’ l’evasione fiscale: “Attualmente non esiste un sistema di controllo coerente ne’ a livello governativo ne’ a livello ministeriale contro i vini sofisticati” reclama Cotea. Inoltre, in Romania, dai circa 6 milioni di ettolitri di vino prodotti annualmente, circa 2 milioni provengono dalla vinificazione “domestica”. Nelle zone rurali si commercializza vino non imbottigliato, non certificato, e non sottoposto all’IVA. Quindi si puo’ parlare di economia al nero, che determina danni massici a livello nazionale
Un altro problema e’ costituito dalla privatizzazione della maggior parte della imprese del settore (circa il 90% dei terreni piantati con vigneti sono attualmente di proprieta’ privata). “I nuovi proprietari hanno preferito sfruttarle al massimo per recuperare rapidemente gli investimenti senza pensare al futuro”, accusa Cotea.
Sfortunatamente la Romania esporta, a prezzi bassi, grandi quantita’ di vino sfuso. Attraverso l’imbottigliamento all’estero, il prezzo del prodotto triplica. “Imbottigliando in Romania, evidentemente l’utile sarebbe molto piu’ consistente e verrebbero creati nuovi posti di lavoro nelle unita’ del settore”, asserisce il presidente PNVV, che spera in un intervento a livello governativo.
Il fatto che il vino romeno e’ apprezzato nelle alte sfere politiche romene – afferma scherzando Cotea – e’ dimostrato dalle “affinita’ di certi uomini politici per certe enoteche e per determinati produttori di vini”. Sempre Cotea assicura che “per la campagna 2004 la politica e’ gia’ fatta. Il vino si trova gia’ nelle botti”.
Gli ufficiali europei sottolineano la necessita’ di preparare degli interpreti nella prospettiva dell’adesione della Romania all’UE
Il Direttore generale della Direzione generale interpretariato della Commissione Europea, Mario Benedetti, ed il direttore della Direzione Interpretariato del Parlamento Europeo, Olga Cosmidou, hanno sostenuto presso il Centro di informazione della Commissione Europea a Bucarest, una conferenza stampa per spiegare l’importanza della preparazione di un numero sufficiente di interpreti (non di traduttori per documenti scritti) di alta classe, ben preparati per il momento in cui la Romania diventera’ Stato membro dell’Unione Europea.
Secondo Mario Benedetti, gli interpreti utilizzati attualmente dall’Unione Europea sono professionisti con alta qualifica’ nel campo, in possesso di lauree universitarie e che hanno un ruolo essenziale nel processso di comunicazione all’interno delle istituzioni UE. La responsabilita’ per la preparazione di tali interpreti spetta alle autorita’ nazionali (secondo il principio della sussidiarita’), in modo che, nel prossimo futuro, la lingua romena possa essere utilizzata, come le altre lingue ufficiali dell’UE.
Inoltre, Mario Benedetti ha asserito che dopo l’adesione della Romania all’Unione Europea saranno necessari, giornalmente, almeno 80 interpreti di lingua romena. Attualmente non sono disponibili tanti buoni interpreti e la loro preparazione durera’ alcuni anni. Le istituzioni UE sono le piu’ idonee per fornire consulenza in materia ed appoggio per la preparazione degli interpreti (non di traduttori).
Olga Cosmidou ha sottlineato che, per iI giovani, la professione di interprete offre molte opportunita’, e che dopo un determinato periodo di attivita’ nel campo, essi possono trasferirsi in altri settori, come l’amministrazione. Ha ricordato, anche, che un funzionario-interprete principiante, con laurea universitaria, guadagna attualmente tra 3.500 e 4.000 euro al mese ed un interprete free-lancer percepisce circa 400 euro al giorno.
I rappresentanti della Commissione Europea e del Parlamento Europeo avvieranno un dialogo ufficiale con il Ministero dell’Educazione ed il Ministero dell’Integrazione Europea nonche’ con l’Universita’ di Bucarest e l’Universita’ Babes-Bolyai di Cluj, che sono partners nel programma di preparazione degli interpreti.

Nel periodo 27-30 novembre, a Romexpo si svolgono le mostre specializzate Cosmetics Beauty Hair, Suveniruri e Modexpo 2003
Il complesso fieristico Romexpo ospita nel periodo 27-30 novembre, tre mostre specializzate complementarie, pero’ indipendenti per quanto riguarda le tematiche: Cosmetics Beauty Hair, Suveniruri e Modexpo.
Inaugurata nel 1994, la mostra internazionale specializzata Cosmetics Beauty Hair si svolge nel Padiglione N.14, su 4.330 mq. La 9-a edizione, nel 2003, riunisce 115 aziende da 14 Paesi: Australia, Austria, Svizzera, Francia, Germania, Israele, Italia, Serbia-Montenegro, Olanda, Polonia, Romania, Spagna, Turchia, Ungheria.
Ditte italiane partecipanti alle 3 mostre specializzate: Globus SAS, Mastergraph SpA, MED Elettronica, Merino Service Linea Natura, Premax, Silex, Sunflower, Unio Production SRL, Vida Elettronica SRL.li Engineering, LOBUS S.A.S.
Mediafax informa: La Guardia di Finanza ha intercettato un trasporto di passeggeri verso l’Italia senza biglietti di viaggio
In occasione di un controllo presso la Dogana di Bors, la Guardia di Finanza Romena, ha accertato un tentativo di evasione fiscale: dieci dei passeggeri che un automezzo della ditta VENETTACCI TOUR – Sezze (LT) trasportava, da Focsani verso diverse destinazioni in Italia, non possidevano documenti giustificativi sull’avvenuto pagamento del costo del viaggio. Poiche’ non adempiente alle condizioni legali per uscire dalla Romania l’automezzo e’ stato fermato. Inoltre, i due autisti sono stati messi sotto accusa per aver “offerto” 300 Euro al’ufficiale del punto di controllo doganale in cambio del silenzio.

Newsletter nr.52 / 2003

L’inflazione per il 2003 potrebbe superare il 14%: Gli analisti economici considerano che il “target” stabilito dal Governo potra’ difficilmente essere rispettato, e che il livello realistico dell’inflazione per l’intero 2003 sarebbe vicino al 15% * L’aumento delle tariffe e la svalutazione del Leu faranno salire i prezzi negli ultimi mesi dell’anno * Nei primi 10 mesi del 2003 l’aumento dei prezzi e’ stato dell’11,2%
Daniel Daianu, ex ministro delle Finanze sottolinea l’influenza negativa che sara’ esercitata dal settore pubblico, sia per quanto riguarda l’inflazione che il deficit di conto corrente, tenedo presente che negli ultimi due mesi dell’anno il deficit di bilancio rappresentera’ quasi il 2% del PIL. “L’esecuzione del bilancio, con un deficit dello 0,7% nei primi dieci mesi, e’ sfavorevole per l’inflazione ed influira’ in modo negativo anche sul deficit di conto corrente, perche’ negli ultimi 2 mesi dell’anno il settore pubblico effettuera’ spese supplementari”, avverte Daianu.
Lo stesso asserisce che le previsioni per fine anno ed il fatto che il tasso di cambio e’ vicino a delle soglie psicologiche (40.000 lei per 1 euro, rispettivamente 35.000 lei per 1 dollaro), aumenteranno i timori delle aziende ed aprirano la strada per nuovi aumenti dei prezzi.
L’analista economico Florian Libocor anticipa per novembre un tasso dell’inflazione dell’1,7% e per dicembre dell’1,1%. In tal caso l’inflazione calcolata per l’intervallo dicembre 2002 – dicembre 2003 supererebbe, di poco, il 14,5%.
Anche se e’ il principale ‘’giocatore’’ contro l’inflazione, la Banca Nazionale e’ percepita dagli analisti come limitata per quanto riguarda i mezzi per combattere le attuali tendenze inflazionistiche. Essi raccomandano politiche monetarie piu’ severe, per evitare il pericolo di ‘’sbandare’’ a livello macroeconomico. Secondo Libocor, la banca centrale potrebbe fermare il deprezzamento della moneta nazionale, ma in tal caso rischia di perdere il controllo sul deficit di conto corrente.
I prezzi sono aumentati dell’1,5% ad ottobre
I prezzi al consumo sono aumentati dell’1,5% ad ottobre, principalmente come consegueza dell’aumento del 3,9% registrato nel settore dei servizi, indica un comunicato del Istituto Nazionale di Statistica (INS). Nel contempo gli aumenti dei prezzi per i generi alimentari dell’1,2%, e per i generi non-alimentari dell’1%, sono stati inferiori alla media generale degli aumenti. Nel mese di ottobre sono stati registrati aumenti dei prezzi, rispetto a settembre, per: la telefonia (+8,1%), i servizi postali (+9,8%), i trasporti ferroviari (+5,2%), i trasporti urbani (+3%), gli affitti (+2,7%), libri, giornali, riviste (+5%), tabacco e sigarette (+2,1%), calzature in pelle (+2,1%), uova (+5,3%), latte (+2,3%) e pane (+2,2%). Dall’inizio del 2003, i prezzi sono aumentati dell’11,2% e rispetto ad ottobre 2002 del 15,8% (rispetto al target governativo del 14% per l’intero 2003).
Il futuro accordo con il FMI sara’ concentrato su quattro direzioni principali – politica fiscale, compagnie di stato, politica monetaria e l’ambiente di affari
Il futuro accordo con il FMI, sul quale negoziano il Governo romeno e la missione FMI in visita a Bucarest, sara’ concentrato su 4 direzioni principali, secondo il Ministro delle Finanze.
I 4 capitoli sono: la politica fiscale, la continuazione delle riforme nel settore delle aziende di stato, la politica monetaria ed il miglioramenteo dell’ambiente di affari.
” Il mio compito piu’ importante nel 2004 e’ combattere il mancato incasso dei debiti nei confronti del bilancio dello stato ed il mio target e’ quello di ridurre dello 0,5% del PIL tali debiti nel 2004”, dichiarava Tanasescu ad una recente riunione degli investitori membri delle Camere di Commercio bilaterali e del Consiglio degli Investitori Stranieri in Romania.
Negli ultimi anni tale dato aveva rappresentato il 4% del PIL e nel 2003 e’ diminuito al 2-3% del PIL.
Il volume totale dei debiti scadenti al bilancio generale consolidato, delle aziende di stato monitorate dal MF, e’ diminuito in prezzi paragonabili al livello luglio 2001, da 60.700 miliardi di lei a luglio 2001 a 54.800 miliardi di lei al 31 agosto 2003.
In 10 anni, dai fondi PHARE disponibili, la Romania ha consumato soltanto l’1%. I fondi europei non vengono utilizzati dalle PMI.
Annualmente, per la Romania vengono concessi fondi europei per un valore di 683 milioni di de euro, di cui 278,5 milioni di euro attraverso il programma PHARE; 162,2 milioni di euro attraverso il programma SAPARD e 255,1 milioni di euro attraverso il programma ISPA. In piu’ la Romania e’ beneficiaria di programmi per il sostegno al miglioramento del processo di governo e del management pubblico, TAIEX e SIGMA, nonche’ del programma di sicurezza nucleare.
Il recente Rapporto Paese pubblicato dalla Commissione Europea specifica che “si e’ registrato un lieve miglioramento del grado di assorbimento dei fondi”, nell’ultimo anno, pero’ la capacita’ generale di assorbimento dei fondi europei da parte della Romania rimane ridotta. “Negli anni 1992-2002, per i programmi specifici per le PMI sono stati concessi circa 77 milioni di euro, di cui, fino al momento attuale sono stati spesi soltanto 21 milioni di euro”, dichiara Ovidiu Nicolescu, presidente del Consiglio Nazionale degli Piccole e Medie Imprese (CNIPMMR).
“Da un totale di fondi PHARE di oltre 2 miliardi di euro, concessi alla Romania nel periodo 1992-2002, i 21 milioni di euro utilizzati nel quadro dei programmi per le PMI rappresentano soltanto l’1%”.
Attraverso i programmi PHARE 9711 e 9809 sono stati concessi aiuti finanziari a 111 PMI (in Romania nel 2001 esistevano circa 400.000 PMI). Da un rapporto del Centro Nazionale Leonardo da Vinci per il 2001 si evince che dai 60 progetti per mobilita’, finanziati, soli 5 sono stati proposti da PMI, e hanno rappresentato l’8% dei fondi. Il Programma PHARE 2002 – Coesione Economica e Sociale – non ha alcuna componente destinata alle PMI e nel programma PHARE 2003 per le PMI sono previsti soltanto 4 milioni di euro.
Gli investitorii stranieri trovano sempre piu’ difficilmente grandi superfici di terreni agricoli
I terreni agricoli in grandi superfici sono sempre piu’ difficili da trovare in Romania, come conseguenza della consistente richiesta da parte degli investitori straneri, dichiara all’agenzia Mediafax, Pasquale Calone, rappresentante della ditta italiana EuroMerger.
“E’ molto difficile trovare superfici compatte, anche se esistono molti investitori interessati ad acquistare superfici tra 10.000 e 15.000 ettari”, aggiunge Calone.
Sembra che tra le ragioni che determinano gli operatori italiani ad investire in Romania c’e’ anche la possibilita’ di accedere ai fondi SAPARD, la qualita’ del suolo, l’esistenza delle fonti d’acqua per irrigazioni, nonche’ la manodopera a costi contenuti, mentre in Italia la concorrenza sul mercato e’ sempre piu’ forte ed i costi di produzione piu’ alti, sipega Calone.
“C’e’ interesse per l’agricoltura ecologica,ma anche per la zootecnia e per la viticoltura. Gli italiani vogliono produrre ma anche lavorare i prodotti risultati, in Romania”, conclude Calone.
La produzione industriale ha registrato un aumento del 3,7% in volume assoluto, nel mese di settembre 2003
La produzione industriale ha registrato a settembre 2003, un aumento del 3,7% in volume assoluto e dello 0,2% in condizioni paragonabili dal punto di vista del numero di giorni lavorativi, rispetto a settembre 2002, informa l’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Nel periodo 1 gennaio – 30 settembre 2003, la produzione industriale realizzata e’ aumentata del 3,3% rispetto al periodo simile del 2002, sia in volume assoluto, che in condizioni paragonabili. Nello stesso periodo si e’ registrato un aumento del 4,0% nell’industria della trasformazione e del 5,3% nella produzione, trasporto e distribuzione dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua calda.
Il volume di affari, totale, delle aziende con attivita’ principale nell’industria e’ stato, nei primi 9 mesi del 2003 piu’ alto, in termini reali, del 5,1% rispetto al periodo simile del 2002.
Il valore degli stock di prodotti finiti dell’industria, al 30 settembre 2003, era di 55.261 miliardi di lei in prezzi correnti, cioe’ il 37,8% delle risorse del mese di settembre, rispetto ai 38,6% registrati nel mese precedente.
Le principali risorse di energia primaria,nel periodo 1 gennaio – 30 settembre 2003, hanno rappresentato 27.994.600 tonnellate in equivalente greggio, di cui 18.080.400 tonnellate in equivalente greggio di produzione nazionale.
La produzione di energia elettrica realizzata nello stesso periodo ha rappresentato 41,7 miliardi kWh, in aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2002. L’energia elettrica ottenuta nelle termocentrali classiche ha rappresentato il 66,2% del totale prodotto (+15,2% rispetto ai primi 8 mesi del 2002).
Un rapporto della Banca Mondiale sottolinea: La mancanza di trasparenza finanziaria allontana gli investitori stranieri
La Banca Mondiale ha pubblicato il rapporto preliminare intitolato “La riforma istituzionale per investimenti e sviluppo nell’Europa sud-orientale”. E’ uno studio sulla situazione economica negli otto Paesi della regione (Romania, Albania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Moldova e Serbia Montenegro), raggrupati sotto la denominazione ESE8. Lo studio e’ risultato della collaborazione tra la Banca Mondiale e la Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo (BERS). I dati sono stati raccolti durante le missioni effettuate negli 8 Paesi della regione.
“L’alto tasso della disoccupazione ed il scarso numero di nuovi posti di lavoro creati nell’intera regione determinano un alto grado di poverta’ e mettono in pericolo la stabilita’ sociale”, indica lo studio. Un altra ragione per il mancato interesse da parte degli investitori stranieri e’ lo scarso livello di fiducia nell’ambiente degli affari e nelle compagnie esistenti nella zona. La mancanza di trasparenza finanziaria, il ritardo nell’adozione delle norme internazionali di contabilita’ e l’elaborazione di rapporti finanziari superficiali sono altri motivi della scarsa attrattiva’ della regione.
I due istituti finanziari raccomandano ristrutturazioni proattive che stimolino la concorrenza e la facilitazione delle procedure di riorganizzazione e fallimento. Inoltre, i governio devono promuovere politiche di mercato, per lo sviluppo delle PMI. Le infrastrutture e le utilita’ sono un’altra componente importante, indica lo studio. La privatizzazione di tali strutture diventa un fattore “esenziale” per “creare incentivi adatti per l’innovazione sia per i fornitori di servizi che per gli utilizzatori”. Lo sviluppo di un quadro di regolamentazione previdibile e trasparente potrebbe assicurare l’accesso a servizi di qualita’ superiore, a prezzi competitivi. Inoltre, potrebbe creare le premesse per la realizzazione di investimenti in tali settori.
Finalmente gli investimenti diretti esteri in Romania hanno superato la soglia dei 10 miliardi di dollari
Gli IDE in Romania hanno finalmente superato la “barriera” dei 10 miliardi di dollari, registrando a settembre un valore di circa 10,1 miliardi di dollari. Inoltre, nel 2003 l’ARIS ha concesso visti per “lunga permanenza” in Romania, per attivita’ commerciali, a 122 cittadini stranieri (83 turchi, 11 cinesi, 6 libanesi, 5 giordani, 4 israeliani e 13 cittadini di altre nazionalita’).
Il volume medio annuo degli IDE in Romania e’ stato di circa 768 milioni di dollari nel periodo 1991-2002. Il valore massimo degli IDE e’ stato registrato nel 2001, con 1,53 miliardi di dollari. La struttura per settori di attivita’, del capitale sottoscritto (IDE) nel periodo 1991 – settembre 2003, piazza sul primo posto, con il 54,3%, l’industria, sul secondo posto i servizi, con il 16%, e sul terzo il commercio all’ingrosso, con il 10,7%, seguito dai trasporti, con il 7,8%, dal commercio al dettaglio, con il 5,7%, e dal turismo con il 2,4%.
45 punti ancora da chiarire nelle negoziazioni per la privatizzazione di Electrica Dobrogea ed Electrica Banat
Le negoziazioni con l’ENEL per la privatizzazione delle filiali di distribuzione dell’energia elettrica Electrica Banat ed Electrica Dobrogea sono in corso , e riguardano circa 45 punti, di cui alcuni abbastanza difficili, dichiara il ministro dell’economia e commercio Dan Ioan Popescu.
Il Ministro dell’economia ha specificato che l’ENEL ha una serie di richieste collegate all’esonero di determinate tasse, per determinati periodi di tempo, e all’applicazione di determinate direttive della Commissione Europea, ecc.
L’Esecutivo ha stabilito principalmente, nella strategia di privatizzazione, di privatizzare il 51% del capitale sociale di Electrica Banat ed Electrica Dobrogea, attraverso negoziazione con un investitore strategico, in base ad una selezione di offerte. L’investitore strategico selezionato dovra’ acquistare il 24,62% del capitale sociale esistente, in concomitanza con l’acquisto di azioni di nuova emissione attraverso un aumento di capitale, in modo che il pacchetto azionario acquisito rappresenti il 51% del capitale sociale, maggiorato, delle due societa’.
Un pacchetto suplementare, di fino al 10% del capitale sociale maggiorato, sara’ privatizzato attraverso negoziazione diretta con le associazioni dei dipendenti.
Electrica Banat rifornisce le regioni Arad, Caras-Severin, Hunedoara e Timis, e ha 831.655 consumatori. Il capitale della societa’ ammontava a 2.971 miliardi di lei, al 16 dicembre 2002.
Electrica Dobrogea rifornisce 589.776 consumatori delle regioni Calarasi, Constanta, Ialomita e Tulcea, ed ha un capitale sociale di 2.091 miliardi di lei.
L’ENEL interessato anche nelle idrocentrali romene
ENEL-Italia, Neptul-Romania, Montizola-Rep.Ceca e Mecamidi-Franta sono interessate nella privatizzazione del settore idroenergetico, dichiara Manuela Horvath, Capo ufficio Cooperzione Internazionale della Hidroelectrica SA. La societa’ privatizza 21 unita’. Sono stati acquistati 17 quaderni di incarichi e hanno espresso l’interesse a negoziare 8 investitori. Le 21 unita’ sono in varie fasi di esecuzione e verranno finalizzate in joint venture con degli investitori. Il volume di investimenti necessari e’ quantificato in 1,6 miliardi di dollari. Hidroelectrica ha cominciato i lavori di ammodernamento e ritecnologizzazione per Portile de Fier I e II (contractor VA Tech Hydro-Svizzera). Inoltre negozia con il consorzio composto da Voith Siemens Hydro Power Generation e Va Tech Escher WYSS-Germania.
Il plafond di garanzia per i depositi bancari potrebbe aumentare fino a 25.000 euro
L’Associazione Romena delle Banche (ARB) intende ”ammodernare” i fondi di garanzia per i depositi bancari, in modo che il plafond di garanzia per i depositi bancari della popolazione e delle piccole imprese aumenti dagli attuali circa 3.000 euro a 25.000 euro, dichiara il presidente ARB, Radu Ghetea.
Lo stesso ha specificato che il progetto ARB propone anche un coinvolgimento diretto dei fondi di garanzia nel processo di liquidazione delle banche entrate in fallimento.
Attualmente il livello massimo di risarcimento, pagato ad ogni deponente, in caso di fallimento della banca e’ di 125,2 milioni di lei.

Mediafax informa: Il vino imbottigliato dal cantante Al Bano e’ stato medagliato in Romania
“Basiliano”, il vino rosso secco imbottigliato a Brindisi dal cantante Al Bano, ha ricevuto una medaglia d’argento al Concorso Internazionale dei Vini Bucarest 2003, al quale hanno partecipato 210 sortimenti di vini da 16 Paesi.
Il vino che il cantante Al Bano imbottiglia tramite la sua societa’ “Carrisi” e’ stato presentato per la prima volta da Al Bano nella primavera del 2003 a Vinitaly.
Nel Concorso Internazionale dei Vini Bucarest 2003, organizzato per la prima volta in Romania negli ultimi 35 anni, sono state concesse 67 medaglie, di cui 18 d’oro e 40 d’argento per vini romeni.
La grande medaglia d’oro e’ stata attribuita ad un Furmint Enoteca di Tohani, raccolto 1974. Il piu’ gran numero di medaglie e’ stato ricevuto da Murfatlar (1 medaglia d’oro, 3 d’argento, 2 di bronzo), Vincon (2 medaglie d’argento, 3 di bronzo), Cramele Recas (1 medaglia d’oro e 3 di bronzo). Tra i partecipanti stranieri, i piu’ premiati sono stati Nederburg Wines – Africa del Sud (3 medaglie d’oro, 2 d’argento ed 1 di bronzo), Cremaschi Furlotti – Cile (1 medaglia d’oro), Montevinia California (1 medaglia d’oro).
Nel concorso per le bevande alcooliche, svoltosi nel contempo, hanno ricevuto medaglie d’oro: Vodca Vox Maris Blue Label (Alcoprod Service SA Urziceni), Brandy Alexandrion Royal imbottigliato da Alexandrion Grup Romania e Vodca Party Lux di Alfincool SA.
In Europa, la Romania occupa il quinto posto per quanto riguarda le superfici coltivate con vignetti ed il sesto posto per la produzione di uva e vino. A livello mondiale si colloca sul settimo posto per la superficie di piantagioni viticole e sul decimo posto per la produzione di vini. L’industria del vino produce per circa 250 milioni di euro all’anno (circa 5-6 milioni di ettolitri all’anno).
Oltre 1.000 trasportatori possiedono il certificato digitale di accesso nel sistema elettronico di attribuzione delle autorizzazioni
Sono oltre 1.000 gli operatori nei trasporti, posessori del certificato digitale di accesso nel sistema elettronico di attribuzione delle autorizzazioni, informa il Ministero delle Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione.
“120 operatori hanno gia’ ottenuto oltre 400 autorizzazioni di trasporto internazionale tramite il sistema elettronico.
Nelle ‘’classi’’ del sistema elettronico si sono gia’ registrati: 709 piccoli operatori, 277 operatori medi e 17 grandi operatori, che hanno dichiarato di possiedere un totale di oltre 7.500 automezzi.
Le tappe da percorrere per ottenere le autorizzazioni di trasporto sono: la registrazione nel sistema elettronico; l’emissione del certificato digitale; la vizualizzazione delle autorizzazioni disponibili; la prenotazione dell’itinerario; la presentazione della richiesta di emissione dell’autorizzazione; l’attribuzione elettronica dell’autorizzazione e l’emissione della stessa.
Gli operatori nel trasporto stradale internazionale di merci possono prenotarsi per le autorizzazioni necessarie per percorrere un itinerario che ‘’costruiscono’’ scegliendo, uno per uno, i Paesi da attraversare. Alla fine di ogni mese le autorizzazioni non prenotate vengono trasferite nel mese successivo. Il periodo di validita’ delle prenotazioni e’ di 7 giorni di calendario ed il periodo di utilizzo delle autorizzazioni e’ di 45 giorni di calendario dall’emissione. Ogni operatore registrato puo’ consultare, on-line, in ogni momento, in base ai propri dati di identificazione, il proprio parco machine autorizzate al trasporto internazionale, i trasporti gia’ effettuati, le autorizzazioni ancora disponibili, le prenotazioni effettuate ed i periodi di validita’ degli stessi, nonche’ tutte le autorizzazioni emesse.
In Romania sara’ emessa la banconota da 1 milione di lei (circa 25 euro)
La Banca Nazionale della Romania emettera’ all’inizio del 2004 la banconota del valore di 1 milione di leu (circa 25 euro) per facilitare l’attivita’ bancaria, ha dichiarato il governatore BNR, Mugur Isarescu, durante un seminario sul sistema bancario romeno. ”In questo momento, la piu’ grande banconota in circolazione vale 500 mila lei (circa 17 euro), e le banche, specialmente le banche commerciali – spendono molto per la gestione ed il trasporto delle banconote”, ha spiegato il governatore Isarescu. La BNR aveva anticipato nel 2002 la necessita’ di una banconota di piu’ grande taglio ma ha poi rimandato l’emissione per non provocare reazioni emotive del mercato e non accrescere la pressione inflazionista. Sempre nel 2002, la BNR ha analizzato la possibilita’ di riportare il leu romeno a valori simili ai primi anni dopo la caduta del regime comunista, ma il governo ha deciso di non effettuare la rivalutazione prima del 2005 e, in un secondo tempo, ha considerato piu’ opportuno emettere una banconota da 1 milione di lei.
E’ per la seconda volta nella storia della Romania moderna che la BNR decide di emmettere una banconota da 1 milione di lei. E’ successo per la prima volta nell’agosto 1947, quando l’inflazione aveva svalutato la moneta nazionale romena fino al valore di 6 milioni di lei per un dollaro americano. Nel 1947 e’ stata emessa addirittura una banconota del valore di 5 milioni di lei.
Subito dopo gli avvenimenti di dicembre 1989 il tasso di cambio era di 21 lei per un dollaro. Oggi un dollaro vale quasi 34.000 lei (paragonato ai 21 di fine 1989 significa un aumento di oltre 1600 volte) mentre l’euro vale quasi 40.000 lei.
Secondo il ministro delle finanze Mihai Tanasescu, a partire dal 2005 la Romania potrebbe rinunciare a tre o quattro zeri della sua moneta nazionale. Tanasescu afferma che gli esperti della Banca Centrale stanno gia’ lavorando ad un progetto di legge in materia. ”Non abbiamo deciso ancora se tagliare tre oppure quattro zeri”, dichiara Tanasescu. In ogni caso, il futuro “leu pesante” sara’ in circolazione insieme al “vecchio” leu per un periodo di tempo ancora da stabilire.
Secondo il 50% dei cittadini romeni, la corruzione e’ in aumento
Meta’ della popolazione romena e’ convinta che la corruzione sia aumentata sotto il governo social-democratico (PSD) o che, comunque, il gabinetto del premier Adrian Nastase non e’ riuscito a prendere le misure necessarie per lottare in modo efficace contro tale fenomeno, conclude un sondaggio realizzato dal Centro di Sociologia Urbana e Regionale (CURS) reso noto dalla “Fondazione per una societa’ aperta”.
Per il 70% dei romeni, il governo, la giustizia e la polizia sono le principali istituzioni preposte a combattere la corruzione, ma la loro attivita’ in questo campo e’ rimasta senza risultati notevoli, mentre parlamentari, ministri, giudici, medici e poliziotti, nell’ordine, sono percepiti dalla maggior parte della popolazione romena come i piu’ corrotti. Anche se scontenti dall’attivita’ del governo nell’azione di contrasto alla corruzione – ha accertato il sondaggio -, per governare il Paese i romeni sceglierebbero anche per i prossimi quattro anni il Partito social-democratico (PSD) al potere dal dicembre 2000. Secondo i risultati CURS, se si votasse a novembre, il PSD otterrebbe il 43% dei voti. Seguirebbe l’Alleanza liberal-democratica PNL-PD (con 30% dei voti) mentre gli ultranazionalisti di Corneliu Vadim Tudor e il suo partito, PRM (Romania Grande) verrebbero votati dal 16% dei romeni.
Adrian Nastase e’ considerato la persona piu’ adatta a diventare presidente dal 30% dei romeni, seguito dal leader liberale Theodor Stolojan con il 20% dei voti.
L’UE sanziona di nuovo la Romania: 300 milioni di euro tornano a Brusselles
La Commissione Europea ha deciso il ritiro del fondo di 300 milioni di euro, destinato a rafforzare la capacita’ funzionale delle istituzioni preposte alla protezione dell’ambiente Anche se era gia’ stata elaborata una Decisione Governativa per la creazione dell’Agenzia Nazionale per l’Ambiente, il caos determinato dalla ristrutturazione governativa, conclusasi con l’”assorbimento” dell’Ambiente nel Ministero dell’Agricoltura, ha influito anche sulla creazione dell’Agenzia, che e’ “deceduta” prima di nascere. Nel Rapporto Paese elaborato recentemente dall’Unione Europea si afferma che: “I cambiamenti istituzionali di quest’anno hanno portato all’aumento dell’instabilita’ ed a confusioni sulle responsabilita’, mentre, nell’insieme, la capacita’ amministrativa rimane insufficiente”. Questo e’ vero, specialmente per quanto riguarda gli Ispettorati di Protezione dell’Ambiente, che dovrebbero avere un ruolo maggiore nell’armonizzazione, monitoraggio, ispezione ed applicazione delle normative sull’ambiente. L’aumento del numero del personale addetto non e’ sufficiente per garantire la dovuta implementazione dell’acquis di ambiente. La mancanza di continuita’ degli addetti, nel quadro del ministero, rappresenta, inoltre, una ragione di preoccupazione. Per implementare completamente la legislazione sulle procedure di valutazione dell’impatto sull’ambiente sara’ necessario rafforzare la capacita’ amministrative, specialmente a livello locale. La “strangolazione” dell’attivita’ di ambiente attraverso lo scioglimento del Ministero romeno dell’Ambiente in un momento di massima importanza nel processo di negoziazione con l’Unione Europea e’ stata penalizzata. Piu’ fonti governative confermano che gli esperti della Commissione Europea hanno cominciato a verificare “severamente” il modo in cui sono utilizzati i fondi concessi per i progetti di ambiente e per i progetti destinati a rafforzare la capacita’ istituzionale, specialmente dopo lo scioglimento del Ministero dell’Ambiente.

Newsletter nr.51 / 2003

IN ROMANIA, POCO ENTUSIASMO PER IL RAPPORTO PAESE DELLA COMMISSIONE EUROPEA, CHE CONTIENE CRITICHE ED IL CONSIGLIO DI CONTINUARE ED ACCELERARE LE RIFORME
Il rapporto annuale della Commissione Europea sullo sviluppo dell’economia romena e’ stato ricevuto a Bucarest con moderato entusiasmo. Il presidente romeno Ion Iliescu, il primo ministro Adrian Nastase e il ministro degli Esteri Mircea Geoana hanno ringraziato per gli incoraggiamenti ricevuti da Brusselles, anche se il presidente considera il rapporto ”positivo”, mentre Geoana sottolinea che la Romania e’ molto vicina ad essere una vera economia di mercato funzionante. ”La Commissione Europea ci ha chiesto di continuare a ritmo sostenuto le riforme nell’economia e nell’amministrazione ed e’ quello che faremo”, ha annunciato il premier Adrian Nastase, alludendo ad uno dei principali punti del rapporto annuale della Commissione, cioe’ che Brusselles considera la Romania non ancora un’economia di mercato funzionale, in grado di far fronte alle pressioni concorrenziali dell’Unione Europea. ”Anche se non avete ottenuto nel 2003 lo status di economia di mercato, questo non vi impedisce di concludere in tempo i negoziati con Brusselles e aderire nei tempi previsti”, ha detto Jonathan Scheele, il rappresentante della Commissione Europea a Bucarest. In una conferenza stampa Scheele ha sottolineato che la Commissione mantiene l’obiettivo di portare la Romania nell’Unione Europea entro il 2007 e fara’ di tutto perche’ il Paese acceleri il ritmo delle riforme.
Non offrendo ancora alla Romania lo statuto di economia di mercato, la Commissione Europea intende spingere il Paese a continuare a ritmo serrato le riforme avviate da due anni, ha dichiarato ai giornalisti il direttore generale per gli affari economici e finanziari della Commissione Europea, Klaus Regling. ”Le riforme devono continuare ad essere la priorita’ numero uno per il Governo romeno, – ha aggiunto Regling in una conferenza stampa a Bucarest – si deve lavorare ancora per la stabilita’ macroeconomica, l’inflazione deve scendere, sono rimaste ancora molte compagnie statali da privatizzare. La riforma fiscale e’ stata appena avviata e il settore energetico ha numerosi problemi”. Secondo il capo negoziatore della Commissione Europea per la Romania, Grillo Pasquarelli, sono soprattutto tre i problemi del Paese che hanno indotto la Commissione Europea a non offrire lo statuto di economia di mercato funzionale. ”L’inflazione e’ ancora molto alta rispetto agli altri paesi candidati. Le compagnie di stato continuano a non pagare i loro debiti e tasse. Le perdite dovute a questo fattore ammontano a un terzo del Prodotto Interno Lordo. Inoltre la Romania deve applicare una politica fiscale prudente negli anni a venire, ha dichiarato Pasquarelli, da Brusselles, in un intervista all’agenzia stampa Mediafax. ”Sono sicuro che la Romania risolvera’ in tempo tutti questi problemi e firmera’ il Trattato di adesione entro la fine del 2005 per diventare membro dell’Unione nel 2007”, ha sottolineato Jonathan Scheele, rappresentante della Commissione Europea a Bucarest.
“Financial Times”: Il Rapporto UE per la Romania e’ una delusione
Il Rapporto sul grado di preparazione della Romania per l’adesione all’UE e’ una grande delusione, che potrebbe portare ad ulteriori dimissioni dal Governo Nastase, dichiarano osservatori politici citati dalla versione elettronica di “Financial Times”.
Il Rapporto sottolinea i progressi realizzati in numerosi campi e riconosce l’esistenza di una volonta’ piu’ forte di fare riforme. Pero’ critica il Governo romeno per il mancato rispetto degli impegi assunti per migliorare l’amministrazione pubblica, per aumentare l’indipendenza della giustizia e per lottare efficacemente contro la corruzione. Fino a qualche giorno prima della pubblicazione del Rapporto, il Governo romeno sembrava fiduciono per quanto riguarda l’ottenimento dello statuto di economia dei mercato, aggiunge “Financial Times”.
Secondo il Registro del Commercio, nei primi 9 mesi del 2003 gli investimenti esteri registrati sono ammontati a circa 880 milioni di dollari
Il valore del capitale sociale sottoscritto nelle societa’ con partecipazione straniera di capitale nei primi 9 mesi del 2003 e’ di 879,4 milioni di dollari, indicano i dati provvisori forniti dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio. Il valore e’ di circa 13% piu’ alto rispetto al 2002, quando nei primi 9 mesi sono stati registrati 777,2 milioni di dollari. Nel solo mese di settembre 2003, il valore del capitale sociale sottoscritto e’ stato di circa 30 milioni di dollari, di poco superiore a settembre 2002. Il terzo trimestre 2003, con 89,3 milioni di dollari, e’ nettamente inferiore a quello del 2002, quando il valore del capitale sociale sottoscritto nelle societa’ con partecipazione straniera di capitale e’ stato di 171,582 milioni di dollari. Il numero totale delle societa’ registrate al 30 settembre 2003, era di 95.645, di cui 1.132 registrate a settembre 2003. Nella classifica per Paesi di origine degli investimenti nelle societa’ con partecipazione straniera, cumulati per il periodo 1991- settembre 2003, sul primo posto si colloca l’Olanda, con il 16,89% degli investimenti stranieri, seguita dalla Francia (10,02%) e Germania (9,17%). Nella struttura per settori di attivita’ delle societa’ con partecipazione estera al capitale, costituite nel periodo 1991 – settembre 2003, sul primo posto rimangono le attivita’ commerciali (54%), seguite dall’industria (18,5%) e dai servizi professionali (12,2%). La struttura per settori di attivita’ e’ molto diversa dal valore del capitale sociale sottoscritto nelle societa’ con partecipazione straniera al capitale sociale. Dal capitale sociale totale sottoscritto, il 54,3% e’ stato investito nell’industria, il 16,4% nel commercio ed il 16% in servizi professionali.
Nel totale degli investimenti realizzati nel mese di settembre 2003, l’Europa ha partecipato con 1,9 milioni di dollari in 511 societa’, seguita dall’Asia, con 51 societa’ e 279.250 dollari. La classifica delle prime 40 societa’, per dimensioni di capitali investiti a settembre 2003 comprende Terapia Holding (investitore olandese) sul primo posto, con 27,98 milioni di dollari, Banc Post (investitore portoghese) sul secondo, con 10,06 milioni di dollari e Armedica (investitore ungherese), con 7,91 milioni di dollari sul terzo.
L’evoluzione degli investimenti stranieri in Romania, anche se registra un trend positivo, rimane al di sotto delle previsioni governative (raggiungere 2 miliardi di dollari entro la fine del 2003).
Gli investitorii stranieri producono una gran parte delle merci esportate dalla Romania
“Le esportazioni romene sono in gran parte rappresentate dai prodotti fabbricati dagli investitori stranieri in Romania, che portano tecnologie di alta qualita’ e realizzano prodotti competitivi”, dichiara Eugen Dijmarescu, ministro delegato al Commercio. Secondo Dijmarescu, ultimamente il Dipartimento di Commercio Estero non ha piu’ ricevuto reclami sulla qualita’ delle merci romene esportate. Le esportazioni romene sono aumentate , nei primi 9 mesi del 2003, del 7,6% in euro, raggiungendo un valore di 11,573 miliardi di euro. “E le diminuzioni nelle esportazioni di determinati gruppi di prodotti non sono per niente collegate alla qualita’ degli stessi” ha aggiunto Eugen Dijmarescu.
Le aziende con capitale straniero possiedono oltre l’80% dei terreni agricoli della parte occidentale della Romaniai
Oltre l’80% dei terreni agricoli della parte occidentale del Paese sono stati acquistati da aziende con capitale estero, registrate in Romania e tali concentramenti si registrano anche per quanto riguarda gli spazi commerciali nelle grandi citta’, dichiara Petrisor Morar, presidente dell’Unione Nazionale degli Agenti Immobiliari (UNAI).
“L’interesse maggiore viene da parte delle aziende che hanno soci o azionisti dai Paesi UE, che dopo l’integrazione della Romania nello spazio dell’Unione Europea, potranno trasferire i terreni in proprieta’ delle rispettive persone fisiche, attualmente soci o azionisti. Alcune aziende acquistano terreni soltanto per rivenderli ad altre societa’ straniere”, ha dichiatato Morar al seminario “Il Mercato del Leasing”, organizzato da FinMedia. Il rappresentante UNAI ha aggiunto che gli investitori stranieri si orientanno anche verso altre zone del Paese, utilizzando fondi comunitari per il sostegno all’agricoltura, e contando sull’aumento continuo dei prezzi dei terreni, informa Mediafax.
Tali concentramenti di superfici agricole si trovano a Satu Mare, Arad, Oradea e Timisoara, dove la aziende straniere detengono gia’ oltre l’80% dei terreni. La legislazione attuale non permette ai cittadini stranieri di acquistare terreni, pero’ tale interdizione non si applica alle societa’ con capitale straniero registrate in Romania, quindi persone giuridiche romene.
Secondo Petrisor Morar, la stessa situazione si registra anche per quanto riguarda gli spazi commerciali nelle grandi citta’ romene, dove gli investitori stranieri pagano prezzi superiori a quelli oferti dagli operatori locali, il che potrebbe portare alla creazione delle strutture di monopolio.

Gli investitorii stranieri protestano contro la protezione eccessiva da parte del Governo, nei confronti delle aziende di stato. Il Consiglio degli Investitori Stranieri CIS propone un set di misure a breve termine per contribuire ad attrarre ulteriori investimenti stranieri diretti
Il Consiglio degli Investitori Stranieri e’ l’associazione dei piu’ grandi investitori stranieri in Romania, e riunisce attualmente 85 membri, i cui investimenti cumulati superano 5,9 miliardi di euro, cioe’ due terzi del valore totale degli investimenti stranieri in Romania.
Il CIS ha lanciato un set di proposte a breve termine per attrarre ulteriori investimenti stranieri diretti in Romania. E’ un supplemento al Libro Bianco pubblicato dal CIS ogni due anni. Le raccomandazioni CIS riguardano specialmente la flessibilita’ del mercato del lavoro, un ambiente di affari equo, l’applicazione della legge e del regime fiscale. “Il nuovo Codice del Lavoro non e’ adeguato alle compagnie che funzionano secondo i principi dell’economia di mercato”, dichiara John Saunders, vicepresidente CIS. E specifica che si tratta dell’obbligo di creare un fondo di garanzia per il pagamento dei debiti salariali in caso di fallimento, della limitazione della settimana di lavoro a 48 ore, dell’assunzione e licenziamento dei dipendenti e della formazione professionale. Il CIS raccomanda l’eliminazione del fondo di garanzia, la settimana di lavoro di 48 ore solo come media annuale, la semplificazione e riduzione delle procedure per il licenziamento dei dipendenti incompetenti, secondo le pratiche europee. Per il miglioramento dell’ambiente di affari il CIS richiede: l’applicazione uniforme della legislazione attuale ed una previa consultazione in caso di nuovi progetti legislativi. “A molte compagnie private e statali viene permesso l’accumulo di debiti consistenti nei confronti del bilancio dello stato ed alcune vengono, arbitrariamente, esonerate dalla penalita’ ed interessi dovuti per tali debiti”, sostengono i rappresentanti CIS. Inoltre, le sovvenzioni concesse dallo Stato per poche societa’ genera distorsioni del mercato.
“L’introduzione del nuovo Codice Fiscale non risolvera tutti i problemi; e’ necessaria una Strategia Fiscale per 3-5 anni che permetta agli operatori di elaborare dei business plans realistici, fondati su livelli stabili dell’IVA e delle imposte”, aggiungono i rappresentanti CIS.
Per aumentare l’attrattiva della Romania per gli investimenti stranieri diretti, per raggiungere lo statuto di economia di mercato funzionale, secondo i rappresentanti CIS sono obbligatori tre tipi di misure:

  1. aumentare la flessibilita’ del mercato del lavoro attraverso la modifica del nuovo Codice del Lavoro;
  2. assicurare un ambiente di affari equo attraverso l’applicazione uniforme della legislazione vigente, la previa consultazione del CIS per eventuali nuovi progetti legislativi, un sistema giuridico equo ed imparziale.
  3. migliorare il regime fiscale: stabilire un Codice di comportamento per le autorita’ fiscali, eliminare i ritardi nei rimborsi IVA ed implementare una strategia fiscale per la Romania.
    L’ENEL INTERESSATO NELLE IMPRESE ROMENE DEL SETTORE DELLA DISTRIBUZIONE DEL GAS NATURALE
    L’ENEL e’, insieme alla Gazprom russa e alle Ruhrgas e Winthershall tedesche, tra le entita’ interessate nella privatizzazione della distribuzione del gas naturale in Romania. ”Il Governo ha approvato la strategia di privatizzazione delle compagnie nazionali per la distribuzione del gas Distrigaz Sud e Distrigaz Nord e l’annuncio ufficiale per la loro messa in vendita verra’ publicato a breve”, dichiara il ministro dell’Economia, Dan Ioan Popescu. La privatizzazione di Distrigaz Nord e Sud rappresenta uno degli impegni che il Governo romeno si e’ assunto nei confronti della Banca Mondiale nell’ambito del programma PSAL II e il processo di vendita sara’ controllato dal Fondo Monetario Internazionale. Il consulente scelto per tale privatizzazione e’ Credit Suisse First Boston International.
    MASCHIO-GASPARDO APRE UNA FABBRICA A CHISINEU-CRIS
    Il gruppo produttore di macchine agricole Maschio-Gaspardo di Villafranca Padovana (PD) ha aperto una fabbrica nella citta’ di Chisineu-Cris (regione di Arad) con un investimento di piu’ di 2 milioni di euro, informa la stessa ditta. ”L’unita’ si estende su 3.000 mq. Il programma di sviluppo prevede nuovi investimenti a cominciare dalla primavera 2004 per arrivare entro il 2006 ad una azienda di 20.000 mq. I macchinari agricoli prodotti da Maschio-Gaspardo in Romania costeranno da 2.000 a 90.000 euro. I prodotti sono destinati sia alle piccole che alle grandi imprese che operano in Romania o in Italia”. ”Abbiamo scelto Chisineu-Cris per la sua posizione strategica vicino al confine con l’Ungheria ma anche per il basso costo del lavoro”, informa il comunicato del gruppo Maschio-Gaspardo.
    Il reddito pro capite in Romania rappresenta il 25% della media UE
    L’aumento dei redditi e della produttivita’ rappresenta un elemento essenziale per la Romania, poiche’ il Prodotto Interno Lordo pro capite, calcolato in base alla capacita’ di acquisto, rappresenta soltanto il 25% della media UE, dichiarano gli esperti della Commissione Europea. Inoltre, le disparita’ per quanto riguarda i redditi registrati in varie regioni della Romania continuano ad aumentare, secondo i piu’ recenti dati disponibili, indica il Rapporto della Commissione Europea sulla Romania. Gli autori del rapporto considerano che tale situazione e’ stata determinata, principalmente, dall’aumento oltre la media nazionale, dei redditi registrati nella zona della Capitale. Essi ricordano che nel 2000, i redditi pro capite a Bucarest superavano 2 volte la media nazionale e quasi 3 volte i redditi delle zone piu’ disagiate.
    Nei primi 9 mesi del 2003 la Romania ha importato prodotti agroalimentari quanto nell’intero 2002
    I dati statistici sull’evoluzione del commercio con prodotti agroalimentari indicano che nei primi 9 mesi del 2003, il valore delle importazioni e’ aumentato del 43% rispetto allo stesso periodo del 2002, raggiungendo 1088,6 milioni di euro. Tale valore e’ molto vicino a quello dell’importazione di agroalimentari nell’intero 2002. Le cifre riflettono la crisi nell’agricoltura, determinata dai fenomeni pedoclimatici sfavorevoli; l’aumento piu’ consistente si registra nelle importazioni di cereali (+11,9%). Aumenti delle importazioni si registrano anche per quanto riguarda le sigarette ed il tabacco, lo zucchero, la carne suina, i preparati alimentari, la carne di volatili, il caffe’, il mais, i prodotti dolciari, i legumi freschi, la farina, il pesce. La differenza tra il ritmo di crescita delle importazioni rispettivamente esportazioni di prodotti agroalimentari, e’ aumentata, raggiungendo il 43% nei primi 9 mesi del 2003 rispetto al 7% nei primi 9 mesi del 2002, il che determina un deficit-record di 795 milioni di euro.

Entro il 2005, passando dalla riabilitazione allo sviluppo, il sistema energetico romeno necessitera’ 4 miliardi di dollari.
• Piu’ della meta’ di tale amontare spettera’ al settore di produzione
La presentazione del Rapporto Paese ha determinato una vera polemica riguardo all’interpretazione del testo della Commissione Europea. Il Ministro dell’economia e commercio, Dan Ioan Popescu, considera che il “rapporto indica chiaramente che la Romania puo’ essere considerata un’economia funzionale, con la necessita’, pero’, di continuare le riforme, ed e’ quello che faremo”. In altre parole, indifferentemente dallo stato in cui si trova l’economia romena secondo la Commissione Europea, le autorita’ di Bucarest sono decise a continuare le riforme sia nel campo industriale che, specialmente, nel campo energetico.
E’ prioritario il Sistema Energetico Nazionale
Attualmente, i principali obiettivi delle autorita’ sono sia la riabilitazione che l’ammodernamento del sistema energetico nazionale, in concomitanza con la continuazione dei progetti di sviluppo del settore. Principalmente la politica MEC e’ quella di ammodernare e ritecnologizzare le capacita’ esistenti, chiudendo quelle che generano perdite. Entro il 2005 il sistema energetico romeno “spendera’” quasi 4 miliardi di dollari, per riabilitazioni ed ammodernamenti.
2,5 miliardi di dollari saranno destinati al settore della produzione dell’energia. 1,5 miliardi di dollari saranno utilizzati per ammodernare le termocentrali, 344 milioni di dollari per riabilitare circa 1.445 MW dell’attuale capacita’ di generazione di energia termica, e per far passare circa 200 MW dell’attuale capacita’ di produzione da lignite a carbone. Nel settore idroenergetico saranno investiti circa 450 milioni di dollari, ed il settore di distribuzione e fornitura dell’energia elettrica ricevera’ 628 milioni di dollari entro il 2005. Oltre fonti nazionali, le autorita’ intendono utilizzare crediti esteri nonche’ attrarre investitori, prevalentemente stranieri.
L’ammodernamento ridurra’ i costi
Le termocentrali di Turceni e Rovinari formeranno, insieme alle miniere della zona, dei complessi energetici. Per l’elettrocentrale di Rovinari hanno espresso interesse due compagnie dalla Turchia e Francia, che hanno presentato lettere di intenti per la privatizzazione dell’unita’. Le due compagnie sono disposte ad investire nel complessso di Rovinari 600 milioni di dollari per costruire due nuove capacita’ di produzione di 660 MW.
Per quanto riguarda la termocentrale di Turceni, si prevede la creazione di un complesso che comprendera’ anche le miniere locali e la ferrovia per l’approvvigionamento della termocentrale. Per Turceni hanno espresso interesse due compagnie, dagli Stati Uniti ed Israele, disposte ad investire 400 milioni di dollari. In piu’, un investitore giapponese sarebbe disposto a concedere un credito di 25 milioni di dollari per l’ammodernamento dell’installazione di l’eliminazione dello zolfo di Turceni.
E’ gia’ iniziato il programma di consulenza per la privatizzazione delle due unita’ con fondi dell’Agenzia Americana di Sviluppo Internazionale (USAID).
Le successive centrali incluse nel programma di privatizzazione sono quelle di Iernut e Isalnita.
E’ previsto anche l’ammodernamento di Electrocentrale Bucuresti. Per aumentare il rendimento dell’unita’, saranno investiti, nei prossimi 48 mesi, circa 140 milioni di dollari.
Entro il 2005, al piu’ tardi 2006, le autorita’ intendono ridurre l’energia elettrica prodotta dalle termocentrali di oltre il 30%, con un prezzo medio di produzione di 35-40 dollari/MW; la produzione di energia termica raggiungera’ 9.000 de MW. Per quanto riguarda le elettrocentrali inefficaci, nel periodo 2003-2005 saranno chiuse capacita’ termoenergetiche per 1.280 MW. Nel periodo 2006-2010, le capacita’ chiuse ammonteranno a 2.180 MW.
ENEL ed Electrica Banat e Dobrogea
Le autorita romene anticipano l’acquisto di Electrica Banat ed Electrica Dobrogea da parte di ENEL. E’ in Romania la missione ENEL che analizza insieme agli specialisti romeni le possibili varianti di privatizzazione delle due societa’. I rappresentati ENEL avevano gia’ posto alla parte romena determinate condizioni. Come per esempio quella di acquistare anche Electrica Muntenia Sud, per ridurre i costi; ma la parte romena non e’ stata favorevole. ENEL aveva espresso l’intento di investire, nei prossimi 5 ani, nell’ammodernamento delle succursali Electrica circa 1,2 miliardi di euro.
18 societa’ presentano nel quadro della Fiera Internazionale IndAgra 2003, prodotti alimentari ecologici
La Fiera internazionale per attrezzature, macchinari e prodotti dei settori agricoltura, zootecnia, orticoltura ed industria alimentare – IndAgra 2003 (8-a edizione, 12-16 novembre nel Complesso Romexpo Bucarest), organizza, per la prima volta un salone di agricoltura ecologica “Eco-Agricultura” al quale partecipano 18 societa’.
In concomitanza si svolgono 2 mostre specializzate, Expo Drink si All Pack
Ad IndAgra 2003 partecipano oltre 450 aziende di cui circa 290 romene e 160 straniere, da 25 Paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Corea del Sud, Danimarca, Svizzera, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Malaesia, Gran Bretagna, Repubblica Moldova, Monaco, Olanda, Polonia, Stati Uniti d’America, Serbia-Muntenegro, Slovachia, Spagna, Turchia e Ungheria, che occupano 24.000 mq, di cui 18.000 mq coperti.
Rispetto all’edizione 2002, e’ aumentato del 30% il numero dei partecipanti, del 25% il numero dei Paesi rappresentati e del 7% la supeficie occupata. Una novita’ dell’edizione 2003 e’ anche l’organizzazione di 2 saloni specializzati per l’avicoltura e per gli allevamenti di suini.
La mostra specializzata EXPO DRINK e’ destinata al vino e bevande (alcooliche e non) e alle attrezzature specializzate per tale settore. Arrivata alla 7-a edizione, Expo Drink ospita, nel 2003, 86 aziende da 8 Paesi, oltre la Romania (Bulgaria, Cipro, Francia, Germania, Italia, Repubblica Moldova, Portogallo e Stati Uniti d’America).
ALL PACK 2003 (alla V-a edizione) presenta imballaggi ed attrezzature per la produzione di imballaggi ed ospita 113 aziende (+44% rispetto all’edizione 2002) di cui 92 dalla Romania, e 21 straniere da 10 Paesi (Austria, Bulgaria, Rep.Ceca, Francia, Grecia, Italia, Polonia, Stati Uniti d’America, Turchia e Ungheria), su 5.000 mp (+42% rispetto all’edizione 2002). Sara’ organizzato il Salone dei Materiali Plastici, in collaborazione con l’Associazione Patronale ASPAPLAST.
L’orario per i visitatori e’ dalle ore 10.00 alle 18.00, e la domenica dale 10.00 alle 16.00.
L’accesso dei vizitatori e’ permesso in base ad invito da parte degli organizzatori ed espositori o con biglietto di entrata al costo di 40.000 lei.
L’UE non conferma le statistiche del Governo romeno. Eurostat calcola che in Romania lavorano 9.768.000 persone, mentre le autorita’ romene indicano che meno di 5 milioni di cittadini hanno un posto di lavoro e pagano contributi allo stato * La differenza significherebbe che l’economia sotterranea e’ il piu importante datore di lavoro in Romania
Secondo uno studio realizzato da Eurostat, ufficio di statistica dell’Unione Europea, alla fine del 2002, dalle 9.768.0000 persone attive in diversi settori dell’economia romena, 2,1 milioni operavano nelle industrie che producono attrezzature ed equipaggiamenti e 3,1 milioni nel settore dei servizi. Pero’ dalle statistiche romene si evince che soltanto 4,8 milioni di romeni hanno un contratto di lavoro e pagano contributi allo stato. La differenza tra le due statistiche, europea e romena, e’ enorme: UE asserisce che in Romania lavorano in quasi 10 milioni e le autorita’ di Bucarest sostengono che si tratta di meno di 5 milioni di salariati. Quindi l’economia sotteranea rappresenta il piu’ importante datore di lavoro nel Paese.
Odile Quintin, direttore generale per politiche sociali ed occupazione della manodopera nella Commissione Europea, dichiarava recentemente che “il lavoro al nero dovrebbe impegnare il 25% della popolazione romena attiva” e che “Per combattere il lavoro al nero e’ necessaria la riduzione della fiscalita’ ed intensificare la prevenzione, aumentare il livello di educazione e formazione professionale dei dipendenti delle aziende in cui avviene la ristrutturazione”.
Secondo Eurostat, in Romania le industrie produttrici di attrezzature di media ed alta tecnologia utilizzavano, alla fine del 2002, 537.000 dipendenti, mentre nel settore dei servizi ad alto livello professionale erano registrati 1,25 milioni di salariati.
Secondo lo studio, la Romania utilizza il piu’ alto numero di salariati nel settore di produzione di tecnologie medie ed alte, rispetto agli altri Stati della regione: 537.000 persone, rispetto alle 425.000 nella Rep.Ceca e 149.000 in Bulgaria. Pero’, il solo settore di alta tecnologia raggruppa 34.000 persone in Romania, rispetto alle 100.000 in Ungheria.
Anche nel settore dei servizi la Romania si distanzia dalla maggior parte dei Paesi dell’Europa centrale ed orientale per il numero di dipendenti impegnati – 1,25 milioni, rispetto ai 1,13 milioni in Rep.Ceca, 1,01 milioni in Ungheria, 621.000 in Bulgaria e 507.000 in Slovachia.
ANSA INFORMA SUL CORRIDOIO 5
Il governatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy esprime un giudizio positivo sulla decisione dell’UE per la tratta Torino-Lione del Corridoio 5, ma ricorda che per il completamento infrastrutturale fino a Budapest bisogna considerare i problemi finanziari sollevati dei Paesi dell’Est. Illy, a margine di un convegno a Venezia sul Corridoio 5, rispondendo ad una domanda su un possibile problema ad est per l’infrastruttura, ha ricordato che la ”situazione e’ che per avere l’autostrada completata dall’Italia fino a Budapest dovremo aspettare il 2010. Non parliamo delle ferrovie che sono in stato veramente disastroso. Pero’ il fatto che la Torino-Lione venga realizzata portera’ un ulteriore afflusso di merci anche verso est che rendera’ economica la realizzazione di una nuova linea ferroviaria fino a Budapest e poi a Leopoli”. Rispondendo a una domanda sull’intervento al convegno di un sottosegretario ungherese che ha parlato del 2015 come data in cui sara’ possibile affrontare nel suo Paese la questione dell’alta velocita’, Illy ha detto che i problemi sono certo di natura finanziaria, ma ”secondo me si aggiunge anche qualche elemento di politica estera”. In sostanza in Ungheria e Slovenia le autostrade verso la Germania e l’Austria sono state fatte e le linee ferroviarie sono state ammodernate mentre verso il sud-est dell’Europa e’ stato fatto poco o nulla. ”Sembrerebbe chiara la volonta’ di collegarsi bene con le zone piu’ ricche dell’Europa – ha detto ancora Illy – piuttosto che collegarsi con potenziali concorrenti come possono essere Croazia e Romania e altri Paesi del Sud-est europeo”. Come uscire da questa situazione? e’ stato chiesto a Illy: ”Occorrono misure piu’ decise per non dire coercitive dell’Unione Europea – ha osservato il Governatore del Friuli Venezia Giulia -; la quale non puo’ limitarsi a definire i Corridoi, ma deve anche stabilire entro quando devono essere realizzate le opere. Perche’ altrimenti ogni Paese le realizza secondo i propri interessi, anche di bottega”. Potrebbero servire penalita’? ”Questo e’ l’orientamento – ha risposto Illy -, aumentare la percentuale a fondo perduto dell’Unione Europea da una parte e dall’altra, fissare quelle date entro le quali o le opere sono realizzate oppure si decade dal diritto di acquisire dei finanziamenti”. Secondo Illy il 30% degli oneri a carico dell’Unione Europea e’ ”un finanziamento cospicuo”, a cui si aggiunge anche il finanziamento della BEI che puo’ arrivare anche al 75% del valore dell’opera: a questo punto la scusa delle risorse finanziarie non regge piu’ nemmeno per Slovenia e Ungheria. Illy, rispondendo ad una domanda su come sbloccare la situazione che vede penalizzata la direttrice verso il sud-est europeo, ha rilevato che bisogna agire ”da un punto di vista diplomatico, non solo del governo centrale ma anche di quelli regionali, e lo stiamo facendo, ma bisogna anche mettere mano al portafoglio. Perche’ austriaci e tedeschi hanno aiutato questi Paesi a costruire le autostrade e ad ammodernare le ferrovie”. E questo non e’ avvenuto ”per un’opera caritatevole ma perche’ era nel loro interesse: per esportare merci, per delocalizzare produzione, per favorire il flusso dei turisti”
ANSA INFORMA: IL ROMENO PIU’ RICCO HA FATTO FORTUNA IN ITALIA
E’ cominciata in Italia la fortuna del romeno piu’ ricco, Iosif Constantin Dragan (86 anni), che guida la classifica dei 300 piu’ ricchi uomini d’affari della Romania, compilata dal settimanale economico “Capital”. I 300 romeni piu’ ricchi “valgono” tutti insieme 12 miliardi di dollari, cioe’ il 26% del PIL della Romania.
Dragan ha una fortuna stimata in oltre 800 milioni di dollari. Ha lasciato la Romania a 26 anni ed ha cominciato a “fare soldi” nel 1948, quando fondo’ a Milano la ButanGas, un azienda per la distribuzione in tutta Italia di gas liquido importato dalle raffinerie d’Europa. L’attivita’ di ButanGas si e’ poi estesa a vari paesi europei, tra i quali anche la Romania dove il gruppo diretto da Dragan ha investito circa 40 milioni di dollari. Secondo “Capital”, nelle loro societa’ i 300 ‘Paperoni’ romeni danno lavoro a mezzo milione di connazionali, cioe’ piu’ dell’11% dell’intera forza di lavoro del Paese. Esaminando il modo in cui hanno avviato le loro fortune, Capital ha scoperto che una gran parte di essi lavorava nel campo del commercio estero e possiedeva dei capitali anche prima della caduta del comunismo nel 1989. Nella Romania democratica e’ stato facile per loro sviluppare i propri affari, usando i collegamenti e il capitale gia’ accumulati.
Una parte di essi si e’ arricchita all’inizio degli anni ’90 sfruttando le prime privatizzazioni, quando il prezzo delle compagnie cedute dallo Stato era sottovalutato.
Ci sono poi quelli che sono riusciti a creare nuovi marchi non solo per il mercato locale, ma anche per quello regionale. E’ il caso di Mobexpert, leader in Romania nel campo dei mobili e in pieno sviluppo sul mercato bulgaro e iugoslavo. E’ la seconda volta che Capital elabora una classifica del “top” dei ricchi romeni, che anche l’anno scorso era guidata da Iosif Constantin Dragan.

LE OPPORTUNITA’ DI AFFARI DELLA SETTIMANA

• L’azienda B.S.E. SNC (Via Bologna 2/B, 35020 Casalserugo-Padova), Tel. 049/8741074, fax. 049/8741074, e-mail bse98@tiscalinet.it, persona da contattare: sig. Biasia Silvano-titolare) desidera contattare aziende operanti in Romania, che costruiscono o commercializzano: Macchine per la lavorazione della lamiera sottile per il settore della lattoneria quali: Piegatrici manuali e meccaniche, Cesoie manuali, meccaniche, a lama o a coltelli circolari, Profilatrici per lamiera, Linee di taglio per lamiera, Utensili manuali ed accessori.
L’azienda B.S.E. SNC intende operare come importatore e distributore in Italia.

• L’azienda BASE SRL (VIA LAGO DI ALBANO 2, 36015 SCHIO (VI), tel.0445/575555, fax 0445/575556 P.IVA 01926200245 e-mail giuseppe.nicoli@labasesrl.com, persona da contattare sig. Giuseppe Nicoli) desidera contattare imprese edili italiane operanti in Romania e più esattamente nelle zone di Tulcea, Isaccea e Macin.

Newsletter nr.50 / 2003

Nei primi 9 mesi del 2003 sono state registrate esportazioni FOB per 11,57 miliardi di euro
Il valore delle esportazioni FOB effettuate nei primi 3 trimestri del 2003 ammontano a 11,57 miliardi di euro (12,83 miliardi di dollari), cioe’ +7,6% rispetto ai primi 9 mesi del 2002, informa l’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Per gruppi merceologici, i capi di abbigliamento in tessuto e maglia ed i materiali tessili hanno rappresentato, con 2,98 miliardi di euro, il 25,8% del totale (+6,9% rispetto allo stesso periodo del 2002).
Le esportazioni di macchinari e dispositivi meccanici, macchine, apparecchiature ed equipaggiamenti elettrici, apparecchi per registrazione e riproduzione dei suoni ed immagini sono ammontate a 1,82 miliardi di euro e hanno rappresentato il 15,8% del totale (+10,6% rispetto al periodo simile del 2002).
Per gruppi di Paesi di destinazione, rispetto ai primi 9 mesi del 2002, il valore delle esportazioni verso i Paesi sviluppati e’ aumentato del 7,1%; le esportazioni verso i Paesi dell’Unione Europea sono aumentate del 7,0%. La quota delle esportazioni verso i Paesi sviluppati ha rappresentato il 74,8% delle esportazioni totali e la quota delle esportazioni verso l’UE il 68%.
Il valore delle esportazioni verso i Paesi in via di sviluppo e’ aumentato dell’1,1% rispetto ai primi 9 mesi del 2002 ed ha rappresentato il 14,4% delle esportazioni totali. Le esportazioni verso i Paesi in via di transizione sono aumentate del 22,6%.
Nel periodo 1 gennaio – 30 settembre 2003, i primi 10 destinatari delle esportazioni romene sono stati : Italia (24,9%), Germania (15,9%), Francia (7,1%), Gran Bretagna (6,5%), Turchia (5,25%), SUA (3,8%), Olanda (3,4%), Ungheria (3,3%), Austria (3,2%) e Grecia (2,65).
Le importazioni CIF nel periodo 1 gennaio – 30 settembre 2003 sono ammontate a 15,12 miliardi di euro (16,8 miliardi di dollari). Calcolate in prezzi FOB, le importazioni sono ammontate a 13,96 miliardi di euro, (15,51 miliardi di dollari). Il valore espresso in euro supera del 10,6% il valore registrato nei primi 3 trimestri del 2002, ed espresso in dollari l’aumento e’ del 32,5%.
Per gruppi merceologici, il 66,6% e’ rappresentato dalle importazioni di macchinari e dispositivi meccanici, macchine, apparecchi ed equipaggimaneti elettrici, apparecchi per registrazione e riproduzione dei suoni ed immagini, capi di abbigliamento e tessili, prodotti minerali, prodotti chimici e connessi, prodotti metallurgici.
Per gruppi di fornitori, rispetto ai primi 9 mesi del 2002, il valore delle importazioni espresse in euro dai Paesi sviluppati e’ aumentato dell’8,6%; le importazioni dai Paesi dell’Unione Europea sono aumentate del 9,5%. Le importazioni provenienti dai Paesi sviluppati hanno rappresentato il 64,3%delle importazioni totali (quelle dai Paesi UE il 58,1%).
Il valore delle importazioni dai Paesi in via di transizione e’ aumentato del 16,1% e ha rappresentato il 22,9% dal totale. Il valore delle importazioni dai Paesi in via di sviluppo e’ aumentato dell’11,2%.
I primi 10 Paesi fornitori, nei primi 9 mesi del 2003, sono stati: Italia (20%), Germania (14,9%), la Federazione Russa (8,2%), Francia (7,2%), Turchia (3,7%), Ungheria (3,6%), Austria (3,5%), Gran Bretagna (3,3%), Cina (2,5%) e SUA (2,5%).
Il deficit commerciale FOB/CIF nel periodo 1 gennaio – 30 settembre 2003 e’ stato di 3,55 miliardi di euro (3,97 miliardi di dollari), rispetto ai 2,92 miliardi di euro (2,7 miliardi di dollari) nei primi 9 mesi del 2002.
In prezzi FOB/FOB il deficit e’ stato di 2,38 miliardi di euro (2,67 miliardi di dollari) nei primi 9 mesi del 2003.
Secondo i dati comunicati dalla Banca Nazionale della Romania, il tasso di cambio della moneta nazionale, a fine settembre 2003, era di 38.466 lei per 1 euro (+10,2% rispetto a fine dicembre 2002 e +18,3% rispetto a fine settembre 2002) e di 32.952 lei per 1 dollaro (-1,6% rispetto a fine dicembre 2002 e -0,3% rispetto a fine settembre 2002).
A fine agosto 2003 la bilancia dei pagamenti registrava un deficit di 1,39 miliardi di euro
A fine agosto 2003, il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un deficit di 1,39 miliardi di euro (+48,1% rispetto a quello registrato nei primi 8 mesi del 2002), informa la Banca Nazionale della Romania.
Il deficit del commercio estero con beni e servizi e’ stato di 1,99 miliardi di euro, rispetto ai 1,58 miliardi di euro tra gennaio ed agosto del 2002. Il commercio estero con beni materiali (export FOB – import FOB) ha registrato un deficit di 2,01 miliardi di euro (in aumento del 23% rispetto all’anno precedente).
La bilancia dei servizi ha registrato un saldo positivo di 20 milioni di euro, di cui 61 milioni di euro saldo positivo dai trasporti, un deficit di 34 milioni di euro dal turismo ed un deficit di 7 milioni di euro da altri servizi.
Il debito estero a medio e lungo termine e’ aumentato del 6,9% rispetto a dicembre 2002, e rappresentava, a fine agosto 2003, 15,61 miliardi di euro.
Il debito estero pubblico e garantito pubblicamente ha registrato al 31 agosto 2003 un saldo di 10,01 miliardi di euro ed ha rappresentato il 64,1% del debito a medio e lungo termine (rispetto ai 62,8% al 31 dicembre 2002). Il debito estero privato e’ aumentato rispetto a dicembre 2002 del 3,1% ed e’ ammontato a 5,6 miliardi di euro.
Il tasso del servizio del debito estero e’ stato al 31 agosto 2003 del 17,4%, rispetto ai 23,6% alla fine del 2002.
Il grado di copertura era al 31 agosto 2003 di 4,5 mesi di importazioni, rispetto ai 4,2 mesi di importazioni alla fine del 2002.
Alla fine del 2004 il PIL raggiungera il livello del 1989
Alla fine del 2004, il PIL arrivera’, per la prima volta negli ultimi 14 anni, al livello registrato nel 1989, dichiara il deputato Florin Georgescu, presidente della Commissione per Bilancio, Finanze-Banche della Camera dei Deputati.
Il progetto della Finanziaria per il 2004 e’ fondato su una crescita economica del 5,5% del Prodotto Interno Lordo (PIL), “il che ci portera’ alla fine del prossimo anno al livello del PIL registrato nel 1989”, ha dichiarato Florin Georgescu, ex-ministro delle finanze.
La struttura del PIL sara’, pero’, diversa da quella del 1989, illustrando i cambiamenti avvenuti nell’economia, specifica Georgescu. Se nel 1989 l’industria contribuiva alla creazione del PIL per il 46%, ed i servizi per il 25%, nel 2004 l’industria contribuira’ per il 29,5% ed i servizi per il 45%.
Il tasso dell’inflazione a dicembre 2004, riportata a dicembre 2003, sara’ del 9%.
Il deficit del bilancio finale consolidato sara’ del 3% del PIL, ed il deficit esterno del 4,8% del PIL.
Il debito pubblico interno ed esterno, totale rappresenta il 27% del PIL, mentre il criterio di Maastricht, per tale indice, permette un grado di indebitamento di fino al 60%. In tal senso, Georgescu ha fornito esempi di Paesi con gradi piu’ alti di indebitamento: Ungheria, Polonia, Rep.Ceca, Italia e Grecia.
L’evoluzione del tasso di cambio rientrera’ nei parametri dell’inflazione. “Il deprezzamento della moneta nazionale sara’ di circa il 7%, tra dicembre 2004 e dicembre 2003”, ha aggiunto Georgescu.
La Romania offre terreni agricoli meno cari rispetto ad altri Paesi europei
Il prezzo medio dei terreni agricoli in Romania e’ di circa 250 euro/ettaro, molto piu’ basso di quello praticato negli altri Paesi europei, ha dichiarato Petre Daea, segretario di stato nel Ministero Agricoltura, Foreste, Acque ed Ambiente (MAPAM) in occasione del seminario “L’agricoltura in Romania, un partenariato italo-romeno verso l’integrazione europea”, svoltosi il 27-28 ottobre a Bucarest.
Petre Daea ha sottolineato che, paradossalmente, i prezzi piu’ bassi si registrano in zone con suolo fertile, e che la spiegazione e’ la mancanza di infrastrutture nelle rispettive regioni.
In Romania i tereni agricoli ammonanto ad un totale di 23,8 milioni di ettari, cioe’ il 62% della superficie del Paese. La superficie arabile’ rappresenta il 63% dei terreni agricoli (di cui il 50% e’ coltivato con cereali).
L’Italia occupa il primo posto nella classifica degli investimenti esteri nell’agricoltura romena, con circa 80 milioni di euro, cioe’ il 53% del totale, seguita dalla Francia e Gran Bretagna.

Progetto di cooperazione Sicilia – Romania
La Camera di Commercio di Palermo – grazie ad un progetto finanziato dall’ assessorato regionale alla Presidenza guidato dall’ assessore David Costa – ha lanciato un ponte verso la Romania, per l’incentivazione di flussi turistici e per il consolidamento di opportunita’ economiche nel settore. E’ un progetto di cooperazione per lo sviluppo, per migliorare l’offerta del turismo romeno e attrarre turisti siciliani nonche’ per far conoscere l’offerta turistica siciliana agli operatori romeni. La firma a Palermo dell’accordo tra il presidente della Camera di Commercio Vincenzo Chiriaco, il presidente della Camera di Commercio ed Industria di Galati Dan Lilion Gogoncea (presidente anche del Consiglio regionale Galati) e il direttore esecutivo della Camera di Commercio ed Industria di Braila, Ioan Chiriacescu ne e’ la concretizzazione. La delegazione romena e’ stata ricevuta dall’ assessore Costa che ha dichiarato: ”Questo progetto ne segue altri analoghi e prosegue nell’itinerario ideale di cooperazione decentrata transregionale, che ci vede impegnati sin dall’insediamento, convinti come siamo che sia questa la strada per l’integrazione europea presente e futura”. ”Puntiamo ad aprire – aggiunge il presidente della Camera di Commercio Vincenzo Chiriaco – un canale di comunicazione tra la Sicilia e la Romania che possa portare ad investimenti nel settore turistico e non solo. Sono convinto che l’internazionalizzazione e gli scambi con l’estero siano davvero il futuro delle nostre imprese e la Romania, da questo punto di vista, e’ terreno fertilissimo”. Il piano complesso di scambi che durera’ sei mesi portera’ alla realizzazione di un catalogo sia cartaceo che multimediale in grado di illustrare le potenzialita’ della Romania e alla costruzione di un sito web, che fornisca itinerari e proposte, rivolto sia agli addetti ai lavori (tour operator e agenzie di viaggio siciliane) ma anche ai singoli turisti. Prodotti che saranno presentati nel corso di un seminario tecnico organizzato a maggio 2004 a Bucarest per gli operatori turistici romeni, per fornire strumenti e tecniche manageriali per una migliore presentazione delle potenzialita’ turistiche ed economiche del Paese. Un analogo seminario si terra’ a Palermo per presentare agli addetti ai lavori siciliani la Romania’ e le opportunita’ di accesso agli itinerari.

Aeroporto internazionale per Galati e Braila
Il quotidiano Romania Libera del 4 novembre informa che le Municipalita’ di Galati e Braila hanno firmato con la Fin.Co.Ge.R.O. S.p.A. di Catania, un accordo di partenariato. Si tratta della costruzione di un aeroporto internazionale ubicato tra Galati si Braila. L’investimento sara’ realizzato dalla Fin.Co.Ge.R.O. S.p.A., e l’investimento ammontera’ ad almeno 50 milioni di euro. Un argomento a favore dell’iniziativa e’ il fatto che Galati e Braila hanno, insieme, circa 600.000 abitanti.
‘L’aeroporto e’ per il momento in fase di progettazione. All’inizio dell’anno prossimo sara’ creata una joint-venture tra le autorita’ locali e la ditta italiana di Catania Fin. Co. Ge. R.O. S.p.A., quest’ultima con una partecipazione alla societa’ mista del 51%”, dichiara il prefetto di Galati, Traian Mindru. “La parte romena e quella italiana hanno firmato un accordo di collaborazione ed il gruppo Fincogero si e’ impegnato di assicurare i fondi necessari per la prima tappa nella costruzione del nuovo aeroporto internazionale. Secondo l’accordo, lo studio di fattibilita’ e tutti i permessi di costruzione saranno ottenuti entro la fine del 2004 per poter avviare i lavori subito dopo”.

Lo stipendio medio netto e’ aumentato dell’1,5% nel mese di settembre 2003
Lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ aumentato dell’1,5%, a settembre, ed ha rappresentato 4.881.658 lei, e lo stipendio medio lordo e’ aumentato dell’1,7%, raggiungendo 6.763.882 lei (prevalentemente grazie ai premi concessi e alla rinegoziazione delle retribuzioni in alcuni settori economici) L’aumento dello stipendio medio a settembre e’ stato inferiore al tasso di inflazione dello stesso mese (2,1%).
Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, il piu’ importante aumento salariale nel mese di settembre e’ stato registrato nel settore dell’estrazione degli idrocarburi, nel settore della lavorazione del greggio, del carbone, dei combustibili nucleari.
I piu’ alti stipendi medi sono stati registrati nelle compagnie di intermediazioni finanziarie (12,39 milioni di lei), nell’estrazione degli idrocarburi (10,76 milioni di lei) e nel trasporto aereo (10,52 milioni di lei).
Al polo opposto si collocano l’industria della lavorazione del legno e derivati del legno (2,74 milioni di lei), l’industria dei capi di abbigliamento (3,08 milioni di lei) e l’agricoltura (3,37 milioni di lei).
La Romania apre integralmente i mercati dell’energia e del gas naturale entro il 2007
Le autorita’ romene intendono liberalizzare completamente i mercati dell’energia elettrica e del gas naturale entro il 2007, anno in cui la Romania spera di aderire alle strutture dell’Unione Europea. Con un mercato dell’energia aperto per il 33% e del gas naturale per il 30%, la Romania e’ attualmente uno dei Paesi candidati con il piu’ alto grado di liberalizzazione.
Nonostante cio’, alcuni analisti asseriscono che la liberalizzazione del mercato rischia di entrare in collisione con la privatizzazione realizzata nei due settori e con determinate anomalie esistenti gia’ sul mercato libero dell’energia.
Il grado di liberalizzazione di un mercato e’ rappresentato dal peso specifico dei consumatori eligibili, sul mercato libero, nel consumo totale nazionale registrato nell’anno anteriore. I consumatori eligibili, a differenza di quelli “fissi”, possono acquistare energia o gas naturale direttamente dal produttore o fornitore attraverso la negoziazione dei prezzi, che scenndono mediamente del 15 – 20% rispetto ai prezzi pagati dai “fissi” delle reti di distribuzione, prezzi stabiliti dall’Autorita’ Nazionale di Regolamentazione nel campo dell’energia elettrica e termica.
Dal 2004, il mercato dell’energia sara’ liberalizzato piu’ rapidamente, fino al 55% verso la fine dell’anno (rispetto al 50% per il gas naturale), rispettivamente al 80% a meta’ del 2005 (rispetto ai 75% per il gas naturale).
Infatti, le direttive UE insistono su tale apertura, per accelerare la creazione del mercato unico europeo liberalizzato. La liberalizzazione dei mercati dell’energia e’ cominciata in Romania nel 2000, sul mercato dell’energia elettrica, con una prima apertura del 10%. Nell’anno successivo, il mercato del gas naturale si e’ aperto del 10%, e quello dell’energia del 15%.

Avete effettuato l’analisi chimica dei rifiuti di questo mese?
Le aziende dovrebbero tenere un’evidenza, per categorie, dei rifiuti generati, in funzione del loro contenuto
Tutti gli operatori economici, comprese le microimprese, devono tenere un’evidenza completa e corretta dei rifiuti generati. Ogni errore puo’ essere penalizzato: la multa minima e’ di 30 milioni di lei. Esistono norme che, anche se non recentissime o di recente entrata in vigore, sono “latenti” per quanto riguarda la loro applicazione. Spesso, le persone (fisiche o giuridiche) alle quali si applicano tale norme, non le conoscono, le ignorano o non intendono applicarle. Ad eccezione di determinate normative con impatto maggiore sulle tasse ed imposte dovute, i contribuenti tendono ad ignorare le normative che introducono regolamentazioni di natura amministrativa e provano a conservare lo status esistente il piu’ a lungo possibile. Tale regolamentazioni legali con conseguenze amministrative sono sempre piu’ numerose. La storia dell’adeguamento alle esigenze dell’UE non convince piu’. La flessibilita’ dell’ambiente di affari occidentale non si puo’ paragonare con la “fiorente” burocrazia romena. Nel caso concreto si tratta della Decisione Governativa N.856/2002 sull’evidenza della gestione dei rifiuti generati, compresi quelli pericolosi. La normative intoduce l’obbligo, per tutti gli operatori economici, di tenere l’evidenza dei rifiuti generati. I dati dovrebbero essere centralizzati e trasmessi, su richiesta, alle autorita’ per la protezione dell’ambiente. Nessuno si immagina che dovra’ inventariare giornalmente il contenuto del tombino e mettere per iscritto quanto constatato. E’ un’esagerazione, evidentemente, ma non tanto. In un modo o nell’altro l’operatore economico deve valutare mensilmente, gli scarti e rifiuti risultati dalla sua attivita’. Forse sarebbe utile rinfrescarsi la memoria anche con l’Ordinanza Governativa di Urgenza N.78/2000 sul regime dei rifiuti, approvata, completata e modificata con la Legge N.426/2001. Queste indicano un serie di principi, di cui due essenziali: l’inquinatore paga ed il produttore e’ responsabile. Per legge, tutti gli operatori sono inquinatori, responsabili e tassabili; sono tutti generatori di rifiuti. La legge indica i tipi di rifiuti che tutti generano: rifiuti domestici ed assimilabili, rifiuti provenienti dall’industria e dalle attivita’ commerciali, dal settore pubblico o amministrativo, rifiuti pericolosi e lor parti costituenti.
Per la gestione dei rifiuti viene utilizzato un codice con 6 cifre e per ogni tipo di rifiuto dovrebbe essere compilata una scheda annuale. Il codice di classifica a 6 cifre e’ lungo 20 pagine (delle 23 che compongono la DG N.856/2002). Quindi non sara’ un lavoro facile.
Per chi pensa che tutto questo sia uno scherzo, si puo’ citare dalla normativa : “Art. 9. – Constituiscono contravenzioni e vengono multati con 30-75 milioni di lei i seguenti fatti a) la mancata evidenza della gestione dei rifiuti; b) registrazione di dati incorretti in tale evidenza; c) mancato utilizzo dei codici dei rifiuti, cosi’ come stabilito nella normativa; d) mancata trasmissione dell’evidenza della gestione dei rifiuti alle autorita’ pubbliche competenti per la protezione dell’ambiente.”
Il sistema elettronico per l’attribuzione delle autorizzazioni di trasporto funzionera’ dal 3 novembre 2003
Il sistema informatico per l’attribuzione elettronica delle autorizzazioni di trasporto stradale internazionale di merci e’ entrato in funzione il 3 novembre, ed e’ accessibile sul sito www.autorizatiiauto.ro, informa il Ministero delle Comunicazioni e Tecnologia delle Informazioni.
I trasportatori devono richiedere l’iscrizione nel sistema ed ottenere un certificato digitale dal Ispezione Generale per Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione (IGCTI) – operatore del sistema. I transportatorii potranno visualizzare il numero di autorizzazioni disponibili e potranno prenotare le autorizzazioni necessarie in funzione del Paese di destinazione.
Sulla pagina “Novita’” del sistema http://www.autorizatiiauto.ro/Noutati.htm sono disponibili: il programma dei corsi di formazione per gli addetti ai lavori ed il modulo di richiesta di emissione del certificato digitale per i trasportatori. L’amministratore del sistema puo’ essere contattato all’e-mail autorizatii@e-licitatie.ro .
La Decisione N.1173/02.10.2003 sull’attribuzione elettronica e la distribuzione delle autorizzazioni di trasporto stradale internazionale di merci e’ disponibile sul sito MCTI, all’indirizzo http://www.mcti.ro/mcti0.html?pagea1624, ed e’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial) N.722, del 16 ottobre 2003.
In preparazione il sistema unico del catasto
Il Ministero della Giustizia insieme all’Ufficio Nazionale del Catasto, Geodesia e Cartografia ed al Ministero dell’Amministrazione Pubblice preparano l’implementazione di un sistema trasparente di monitoraggio dei titoli di proprieta’, in base ad un accordo di prestito con la Banca Mondiale. Il programma sara’ finalizzato in 4-5 anni. Gabriel Oprea, ministro delegato per l’Amministrazione Pubblica, sottolinea il ruolo essenziale del catastro per il consolidamento del diritto di proprieta’ sui beni immobiliari e sulla loro libera circolazione.
Gli agricoltorii romeni riceveranno nel 2007 il 25% degli aiuti percepiti dagli agricoltori dei Paesi UE
Dopo l’adesione della Romania all’Unione Europea, gli agricoltori romeni riceveranno soltanto il 25% della media degli aiuti concessi dalla Commissione Europea agli agricoltori dei Paesi UE, dichiara Laureano Aldecoa, esperto in politiche agrarie delegato dalla rappresentanza CE in Spagna al seminario «Spagna e Romania: Per un’Unione Europea allargata». Aldecoa asserisce che « un Paese che ha aderito non riceve l’aiuto integralmente, ma gradualmente, fino all’adempimento delle condizioni della Politica Agricola Comunitaria (PAC)», modificata a Roma, il 23 giugno 2003. Ed aggiunge che tale processo dura in genere 10 anni. L’esperto ha sottolienato che gli agricoltori romeni riceveranno nell’anno dell’adesione (2007, secondo Tomas Jimenez, porta-parola della Rappresentanza CE in Spagna) il 25% di quanto riceve un agricoltore dell’UE. L’ammontare aumentera’ del 5% all’anno. Per una mucca, un francese riceve annualmente da parte dello Stato circa 1.000 euro. Un agricoltore degli SUA riceve dallo Stato circa 10.000 dollari all’anno, mentre un est-europeo percepisce soli 5 euro, ha dichiarato Aldecoa.
La Romania ha un tasso di inflazione doppio rispetto ai Paesi candidati all’UE. In cambio, il debito estero pro capite e’ il piu’ basso
Le informazioni del CANSTAT, bollettino statistico degli indici economici per i Paesi candidati, indicano che nel primo trimestre del 2003 l’inflazione in Bulgaria e’ stata dello 0,6% ed in Romania dell’1,1%. In Letonia, Lituania e Polonia il tasso dell’inflazione e’ stato inferiore a quello bulgaro, e nella Rep.Ceca si e’ registrata una deflazione dello 0,4%. I dati sono fondamentati sulla classifica delle spese per il consumo individuale (COICOP). Il debito estero della Bulgaria e’ aumentato di 153 milioni di dollari, ed e’ ammontato a 11,09 miliardi di dollari nel mese di marzo 2003 (rispetto ai 10,5 miliardi di dollari a marzo 2002). La Polonia registra il piu’ alto debito estero tra i Paesi candidati, cioe’ quasi 82 miliardi di dollari alla fine del 2002. La Romania ha il piu’ basso debito estero pro capite: 706 dollari a marzo 2003. Il piu’ alto debito estero pro capite e’ registrato dalla Slovenia, con 4.410 dollari.
Le esportazioni romene di capi di abbigliamento, prodotti per conto terzi (lohn), sono in diminuizione. Gli investitori esteri del settore cominciano a trasferire la loro produzione verso l’Ucraina ed i Paesi asiatici
”La Romania e’ il principale esportatore di tessili e capi di abbigliamento dell’Europa Sud-Orientale verso il mercato dell’Unione Europea e si colloca sul 7-o posto tra gli esportatori di tessuti”, dichiara Mioara Tudor, presidente del patronato FEPAIUS. L’industria leggera realizza attualmente il 33,5% delle esportazioni romene, di cui quasi il 90% sono tessili e capi di abbigliamento destinati al mercato UE. Le esportazioni di tessili sono ammontate nel 2002 a 640 milioni di dollari, i capi di abbigliamento hanno superato 2,903 miliardi di dollari, mentre la pelletteria e le calzature hanno rappresentato 1,266 milioni di dollari, secondo i dati forniti dal patronato Romconf. Nei primi 8 mesi del 2003, le esportazioni di tessili sono aumentate del 38,5% rispetto allo stesso periodo del 2002, ed hanno rappresentato 549,3 milioni di dollari. Per quanto riguarda i capi di abbigliamento, le aziende romene hanno esportato nei primi 8 mesi del 2003 prodotti per un valore di oltre 2,4 miliardi di dollari (+26% rispetto ai primi 8 mesi del 2002). Inoltre, le esportazioni di pelletteria e calzature sono aumentate del 24,8%, e hanno superato 1 miliardo di dollari nel periodo gennaio-agosto 2003.
“Le esportazioni di capi di abbigliamento prodotti per conto terzi (lohn), che nel 2002 rappresentavano il 98% del totale delle esportazioni nel settore, sono diminuite nel 2003 a soli 60%; il restante 40% e’ esclusivamente esportazione di prodotti romeni”, aggiunge Mioara Tudor, presidente del patronato FEPAIUS dell’industria leggera. “Attualmente 48 aziende romene produttrici di capi di abbigliamento esportano sotto marchi propri, competitivi sui mercati esteri.
La concorrenza e la pressione dei costi sui mercati della Germania, Italia, Gran Bretagna, SUA e Canada sono in aumento, i prezzi per il perfezionamento passivo sono in diminuzione, i produttori locali non trovano piu’ convenienza, e gli investitori esteri cominciano a trasferire le loro attivita’ dall’Europa Centrale e Sud-Orientale verso lo spazio ex-sovietico e verso l’Asia.
La Romania occupa il 75-o posto per quanto riguarda la competitivita’
La Romania occupa il 75-o posto nella classifica mondiale della competitivita’ economica, secondo un rapporto presentato al recente Forum Economico Mondiale di Ginevra, mentre nel 2002 occupava il 67-o posto.
Il rapporto, che studia 102 Paesi, indica che la piu’ competitiva economia nel mondo e’, attualmente, quella della Finlandia, seguita dagli Stati Uniti, Svezia, Danimarca e Taiwan.
Realizzato con la consultazione dei principali leader del mondo degli affari, il rapporto misura la competitivita’ economica in base ad una combinazione tra la valutazione della tecnologia, della qualita’ delle istituzioni pubbliche e dell’ambiente macroeconomico. Vengono elaborate due categorie di indici: indice di Crescita’ della Competitivita’ (a lungo e medio termine, 5-8 anni) e indice della Competitivita’ a livello Microeconomico (strutture di mercato e politiche economiche che inducono la prosperita’).
In tale classifica l’Ungheria occupa il 33-o posto, la Grecia il 35-o, la Repubblica Ceca il 39-o, la Polonia il 45-o, la Bulgaria il 64-o, la Turchia il 65-o, la Rusia il 70-o.
Rispetto all’anno 2002, la Gran Bretagna e’ scesa di 4 posti, arrivando al 15-o posto, ed il Canada scende dal “top 10”, ed arriva sul 16-o posto, entrambi i Paesi essendo penalizzati per la diminuzione della qualita’ delle istituzioni pubbliche, informa Reuters.
La Finlandia, Paese di origine del gigante della telefonia mobile, Nokia, rimane sul primo posto. Gli Stati Uniti sono ben quotati per la tecnologia, e male per la qualita’ delle istituzioni publiche e l’ambiente di affari, specialmente per le finanze pubbliche, dove si collocano sul 50-o posto. La Germania e’ salita di un posto, arrivando al 13-o, e la Francia di due, arrivando al 26-o.
L’Italia si colloca nel 2003 sul 41-o posto (rispetto al 33-o nel 2002).
Dall’Asia, le migliori performances sono registrate da Taiwan e Singapore. Ognuno e’ salito di un posto, Taiwan sul 5-o, grazie alle performances tecnologiche, e Singapore sul 6-o, grazie alla robustezza dell’economia e alla qualita’ delle istituzioni pubbliche.

Decisione della settimana
Un progetto di legge, approvato dal governo, proroga di 3 anni il termine di utilizzo dei libretti di lavoro, la cui validita’ scadra’ il 1 gennaio 2007. Tale modifica alle disposizioni del Codice del Lavoro e’ determinata dall’impossibilita’ di trasferire – entro i prossimi 2 mesi – in un sistema elettronico, gestito dal Ministero del Lavoro, i dati registrati negli attuali Libretti di Lavoro cartacei
Il progetto di legge approvato dal Governo e’ stato inoltrato al Parlamento in regime di urgenza.

Statistica della settimana
Nel 2002, in Romania sole 1.800 persone hanno dichiarato redditi superiori ad 1 miliardo di lei cioe’ circa 30.000 dollari (mentre il ritmo delle costruzioni di abitazioni private e di acquisti di automezzi nuovi, da parte di persone fisiche, supera considerevolmente tali limiti). Secondo i dati in possesso del Ministero delle Finanze, 1.000 tra questi contribuenti vivono a Bucarest, ed hanno un reddito medio di 1,88 miliardi di lei. Segue la regione di Cluj, con 69 soggetti ed un reddito medio di 1,91 miliardi di lei. I piu’ “ricchi” si trovano, pero’ nella regione Prahova, dove il reddito medio delle persone che hanno un reddito superiore ad 1 miliardo di lei e’ di 2,23 miliardi. In una classifica delle professioni che generano i redditi piu’ alti, sui primi posti si collocano le attivita’ liberali (notai, avvocati, contabili).
Nel 2002 il Ministero delle Finanze ha registrato 2,7 milioni di soggetti all’imposta sul reddito. Il 68% dei contribuenti hanno redditi non superiori ai 23 milioni di lei.
PagiTur
100.000 copie della seconda edizione di PagiTur
Pagini Aurii ha stampato la seconda edizione di PagiTur (2003-2004), la piu’ completa guida turistica della Romania, in 100.000 copie. Le oltre 800 pagine contengono informazioni turistiche ed utilitarie sulle localita’, piante delle regioni e dei capoluoghi delle regioni nonche’ informazioni su albeghi, ristoranti, bar, stazioni di benzina, centri commerciali, bancomat, musei. La guida viene distribuita gratuitamente presso le stazioni di benzina, albeghi, punti di informazione turistica.

Newsletter nr.49 / 2003

Visita di Stato ad alto livello

Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita di Stato in Romania nel periodo 21-23 ottobre 2003, e` stato ricevuto a Palazzo Cotroceni di Bucarest dal Presidente della Repubblica di Romania Ion Iliescu. Ciampi al termine del colloquio con Iliescu, incontrando la stampa ha sottolineato che “l’Italia sostiene l’avvicinamento della Romania all’Unione Europea. La incoraggia a proseguire con coerenza nel cammino delle riforme che ha intrapreso”.

Nel corso della sua visita Ciampi ha avuto dei colloqui anche con il Presidente del Senato Nicolae Vacaroiu e con il Presidente della Camera dei Deputati Valer Dorneanu e con il Primo Ministro di Romania Adrian Nastase.

All’evento sono intervenuti, il Presidente dell’ AIIR (Associazione Imprenditori Italiani in Romania), Enrico Pollo, il Presidente della C.C.I.p.R. (Camera di Commercio Italiana per la Romania), Guglielmo Frinzi, un significativo gruppo di imprenditori italiani (v.foto allegata alla comunicazione).

Nel seminario con i presidenti, il dr. Enrico Maria Pollo e’ intervenuto portando il saluto degli imprenditori italiani in Romania, esprimendo apprezzamenti per i progressi fatti dal Paese nel proprio camino verso l’economia di mercato ma soffermandosi anche sui principali problemi degli investitori italiani in Romania: burocrazia, corruzione, legislazione instabile, nuovo codice del lavoro e scarse infrastrutture, ribadendo poi l’importanza della sinergia tra le associazioni imprenditoriali italiane.

Seminario “Agricoltura in Romania: una partnership italo-romena verso l’integrazione europea” in occasione della visita in Romania del Ministro dell’Agricoltura italiano Giovanni Alemanno
A Bucarest il 27 ottobre 2003, presso il Palazzo del Parlamento, Sala Balcescu, si e’ tenuto il Seminario “L’Agricoltura in Romania: una partnership italo-romena verso l’integrazione europea”. Sono intervenuti il Ministro dell’Agricoltura della Romania, Ilie Sarbu, il Ministro dell’Agricoltura Italiano, Giovanni Alemanno, numerose Autorita’ italiane e romene, rappresentanti delle Associazioni Agricole ed ha partecipato un significativo gruppo di imprenditori italiani.
Il Seminario ha avuto lobbiettivo di presentare le opportunita’ che la Romania puo offrire agli investitori in un contesto socio-politico molto favorevole e con una presenza sempre piu’ significativa del sistema bancario e assicurativo. I lavori hanno previsto una approfondita analisi delle problematiche del Paese, inoltre il presidente A.I.I.R., Dott.Enrico Maria Pollo, ha evidenziato che “servirebbe una Legge per aiutare la ricomposizione della grande proprieta’ contadina come gia avveniva prima del 1990, dove la divisione agricola era con cooperative sullo stile delle “farms americane”.
E’ stato poi presentato il Programma Sapard, cofinanziamento dell’UE atto a migliorare la competivitanel settore agricolo. Il Dott. Sergio Nicola – Archimedes Consulting Group che opera in cooperazione con il gruppo Deloitte – ed il Direttore dellAgenzia Sapard di Bucarest, Dan Gherghelas, hanno presentato le diverse opportunita’ nel settore.
Di fronte alle Autorita’ e’ stata poi presentata la “Commissione Mista Italo-Romena del settore Agricolo” presieduta dal dott. Aldo Centofanti, presidente di Aprolav e dal Segretario di Stato del Ministero dellAgricoltura romeno, Valeriu Steriu . La manifestazione e’ stata organizzata, con il patrocinio dellAmbasciata dItalia ed il supporto dellufficio I.C.E di Bucarest, dalla Camera di Commercio Italiana per la Romania e dallAssociazione Imprenditori Italiani in Romania, le quali hanno ricevuto i ringraziamenti per lattivita` svolta da parte del Ministro Italiano, Giovanni Alemanno.
L’evento e’ stato sostenuto ed organizzato da: Banca di Roma, Fata Assicurazioni, Generali Asigurari, Landini- Laverda, Maschio – Gaspardo, Vinarte, Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura, Co.Export Romania- Compagnia delle Opere, Camera di Commercio di Ascoli Piceno.
WWW.INTERPORTOTIMISOARA.RO – e’ un website dedicato ad una struttura logistica che verra’ costruita nella parte nord del municipio Timişoara, dove recentemente sono iniziati anche i lavori per la tangenziale della citta’ (con finanziamento del governo giapponese), nelle vicinanze dell’aeroporto internazionale e della futura autostrada. Un interporto vicino a Timişoara, che garantira la funzionalita’ dell’investimento ed il collegamento immediato all’Europa ed al resto del mondo.
Ulteriori dettagli sono disponibili sul sito.
Modifiche nella strategia di sviluppo dell’infrastruttura nei trasporti
La Romania ha rinunciato ai progetti di ammodernamento degli aeroporti Satu Mare e Targu Mures, compresi inizialmente in una lista di obiettivi prioritari per lo sviluppo della rete dei trasporti, stabilita con l’Unione Europea, e’ si e’ impegnata, nel contempo, di riabilitare altri cinque porti sul Danubio, informa Mediafax. Secondo un’Ordinanza Governativa di Ugenza, recentemente adottata, gli aeroporti di Arad, Bucarest-Baneasa, Bucarest-Otopeni, Bacau, Cluj, Costanza, Iasi, Oradea, Sibiu, Suceava e Timisoara saranno ammodernati entro il 2015. L’Ordinanza modifica uno degli allegati della Legge sulla relizzazione, sviluppo ed ammodernamento della rete di trasporto di interesse nazionale ed europeo, adottata nel mese di maggio, eliminando dalla lista degli aeroporti i progetti Satu Mare e Targu Mures.
Il sistema aeroportuale della Romania e’ composto da 17 aeroporti, di cui 4 sono aperti al traffico interno ed internazionale di passeggeri e merci e 13 sono prevalentemente di interesse locale. La strategia di sviluppo comprende, invece, altri 5 porti sul Danubio che verranno ammodernati (Medgidia, Zimnicea, Bechet, Rast e Calafat), ai quali si aggiungono altre 10 unita’ portuali indicate nella Legge adottata a maggio.
I progetti per la realizzazione, entro il 2015, di sei autostrade, sono stati conservati. I sei programmi riguardano la costruzione delle autostrade Nadlac-Arad-Sibiu-Pitesti, Bucuresti-Ploiesti-Brasov, Bucuresti-Lehliu-Cernavoda-Constanta, Marasesti-Buzau-Ploiesti, nonche’ delle tangenziali nord e Sud per la Capitale. Per quanto riguarda le ferrovie, esistono 9 programmi, tra cui il progetto di ammodernamento del trasporto ferroviario sul tratto Episcopia Bihor-Oradea, stabilito in primavera, che sara’ continuato fino ad Alba Iulia. Secondo la legge suindicata, la lista dei progetti prioritari puo’ essere completata dal Governo, ed il finanziamento dei progetti prioritari sara’ assicurato dal bilancio dello stato, dai crediti esterni e da fonti esterne a fondo perduto.
I progetti suindicati saranno inclusi nei piani e programmi nazionali, approvati dal Governo su proposta del Ministero dei Trasporti, Abitazioni e Turismo.
Agenzia di pagamenti nell’agricoltura
I fondi concessi dal bilancio dello stato per il sostegno all’agricoltura saranno gestiti, a partire dal 2004, da un’agenzia speciale, finanziata integralmente dal Bilancio dello Stato, che funzionera’ nel subordine del Ministero Agricoltura, Foreste, Acque ed Ambiente (MAPAM), informa Mediafax. Il Governo ha recentemente adottato il progetto di legge sulla creazione, organizzazione e funzionamento dell’Agenzia di Pagamenti ed Intervento per l’Agricoltura, Industria Alimentare e Sviluppo Rurale, che assicurera’ la transparenza nell’amministrazione dei fondi concessi dal Bilancio dello stato, gli aiuti e le sovvenzioni destinate all’agricoltura. L’Agenzia verifichera’ le richieste di aiuti ed autorizzera’ il loro pagamento; a partire dal 2007, sara’ anche responsabile per l’emissione delle licenze di export ed import per prodotti agricoli. Dalla data dell’adesione della Romania all’Unione Europea, l’agenzia, creata su raccomadazione degli esperti UE, gestira’ anche i fondi europei concessi per l’agricoltura.
L’Agenzia di Pagamenti ed Intervento per l’Agricoltura, Industria Alimentare e Sviluppo Rurale inizia la propria attivita’ nel 2004 e diventera’ operazionale, in totalita’, nel 2007.
Secondo le raccomandazioni UE, dal 2004 il vino fara’ parte della categoria “alimenti”
A partire dal 1 gennaio 2004 si rinuncia all’applicazione delle strisce di sicurezza sulle bottiglie di vino di produzione nazionale, dichiara Dan Docan, direttore generale della Zecca di Stato, sottolineando l’aumento del pericolo di falsificazione dei vini.
“Si rinuncia all’applicazione della striscia di sicurezza sulle bottiglie di vino ed il prodotto rientrera’ nella categoria “Alimenti” come succede nei Paesi dell’Unione Europea”, informa Dan Docan. Esiste, pero’ il pericolo che la produzione illegale si allarghi dall’alcool anche ai vini, avverte l’ufficiale della Zecca di Stato. Quindi si dovranno stabilire degli elementi che possano aiutare ad identificare i prodotti contrafatti e creare prodotti di facile identificazione da parte dei consumatori, in qualita’ di prodotti di origine. Un recente studio dell’Organizzazione ONU per l’Alimentazione ed Agricoltura colloca la Romania sul 9-o posto tra i grandi produttori di vini nel mondo, senza, pero’, includerla tra i primi 10 esportatori del mondo. Secondo le raccomandazioni UE, la Romania dovrebbe sostituire, su 10.000 ettari, i vitigni troppo vecchi o degradati. Fino al momento attuale sono stati sostituiti vitigni su soli 1.000 ettari, per mancanza di fondi (per piantare 1 ettaro sono necessari circa 13.000 euro).
Secondo lo stesso studio, circa 3,8 milioni dei 5 milioni di ettolitri di vino prodotti in Romania provengono da vitigni con meno di 10 ettari di terreno, piantati con specie ibride, considerate dall’UE come “illegali”.
Secondo iI Patronato Nazionale della Vite e del Vino (PNVV), il 2003 e’ un anno molto buono per i vini romeni (a causa delle siccita’ il vino e’ piu’ “forte”). Il raccolto 2003 dovrebbe assicurare una produzione di circa 5,3 milioni di ettolitri di vino (paragonabile alla produzione del 2002)
La produzione di uva del 2003 e’ piu’ alta di 25.000 tonnellate rispetto al 2002
La produzione di uva del 2003 rappresenta 1,102 milioni di tonnellate rispetto a 1.067.700 tonnellate raccolte nel 2002, informa la Commissione per l’agricoltura, silvicoltura, industria alimentare e servizi specifici della Camera dei Deputati in base ai dati forniti dal Ministero Agricoltura, Foreste, Acque ed Ambiente.
Secondo la fonte citata, la produzione media per ettaro e’ aumentata rispetto al 2002 di 211 kg, e ha rappresentato 4.644 kg/ettaro rispetto ai 4.433 kg/ettaro nel 2002.
Nell’intero settore viticolo e’ stato raccolto, da 237.406 ettari, un produzione totale di 1,102 milioni di tonnellate.
Sono stati raccolte 87.518 tonnellate di uva da tavolo da 20.636 ettari (con una produzione media di 4.241 kg/ettaro) e 1.014.927 tonnellate di uva per vinificazione da 216.770 ettari (con una produzione media di 4.682 kg/ettaro).
Per l’uva da tavola i migliori risultati sono stati ottenuti nelle regioni Arad, Timis, Dolj, Ilfov, Calarasi, Constanta, Tulcea, Satu Mare, Bihor, Valcea, Hunedoara e Salaj, e nel nord-est della Moldavia.
Per quanto riguarda l’uva per vinificazione i migliori risultati sono stati ottenuti nelle regioni Arad, Timis, Olt, Ilfov, Gorj, Valcea, Dambovita, Buzau, Vrancea, Bacau, Iasi, Neamt, Salaj, Harghita e Botosani.
Secondo i dati statistici ufficiali, nel 2002 sono stati piantati 920 ettari di nuovi vitigni e nel 2003 un totale di 145,48 ettari.
La regione Buzau ridiventa grande esportatrice di animali
Le aziende della regione Buzau hanno esportato nei primi 9 mesi del 2003 28.000 agnelli e pecore, ma anche lepri vive, cavalli, asini, ed addiritura sanguisuge per usi terapeutici. Si tratta di un settore tradizionale nell’economia della regione Buzau, che pero’, negli ultimi anni, aveva registrato risultati in discesa.
Tutte le componenti del programma BIRS di finanziamento rurale sono operanti
“Tutte le componenti del programma di finanziamento rurale, che totalizzano fondi per 80 milioni di dollari concessi dalla Banca Internazionale per Ricostruzione e Sviluppo (BIRS) sono operanti” ha dichiarato Enache Jiru, segretario di stato nel Ministero delle Finanze Pubbliche.
Il programma e’ destinato agli operatori agricoli ed alle societa’ con capitale maggiormente privato, che svolgono attivita’ nell’ambiente rurale e ha tre componenti – la componente dei crediti bancari, del leasing e dei microcrediti attraverso organismi non governativi (48 milioni di dollari), la componente di sviluppo della rete di servizi bancari nell’ambiente rurale (12 milioni di dollari) e la componente di management dei progetti e di assistenza tecnica per i finanziamenti rurali.
L’accordo con il BIRS e’ stato concluso nel 2002 pero’ il programma e’ partito difficilmente; il segretaro di stato Enache Jiru, ha dichiarato che i ritardi sono stati generati dalla complessita’ delle procedure.
I fondi BIRS sono gestiti dal Ministero delle Finanze, e possono essere utilizzati dalle banche, che a loro turno li concedono alle societa di leasing ed alle organizzazioni non governative (per microcrediti).
Fino al momento attuale sono stati conclusi contratti di finanziamenti da sole due banche – RoBank e Banca Romaneasca – ed e’ stata finalizzata la selezione delle ONG con le quali saranno firmati i contratti.
I fondi BIRS rappresentano una fonte di finanziamento a lungo termine con costi contenuti (l’accordo con BIRS e’ per 17 anni con un periodo di grazia di 5 anni per il rimborso ed un tasso di interessi LIBOR piu’ 1,4%).
Gli accordi firmati con le due banche suindicate e con la societa’ di leasing Demir Romlease ammontano a 11,2 milioni di dollari, di cui 2,2 milioni di dollari per il leasing.
Il valore massimo per ogni progetto e’ di 1 milione di dollari. Il microfinanziamento per progetti di fino a 7.500 dollari viene concesso dalle ONG.
Fino al momento attuale sono stati attivati finanziamenti per 9 progetti, per un valore globale di 5 milioni di dollari, di cui un progetto per 500.000 dollari che rappresenta un cofinanziamento per un progetto SAPARD.
Il programma BIRS puo’ rappresentare una fonte complementare di finanziamento per il programma SAPARD, dove i beneficiari devono portare un co-finanziamento.

La dichiarazione della settimana
Quinton Quayle, l’ambasciatore della Gran Bretagna in Romania, pensa che gli investitori stranieri si tengono lontani dalla Romania perche temono il fenomeno della corruzione. Secondo l’ambasciatore, per attrarre piu’ investimenti, la Romania deve cambiare rapidamente la propria imagine esterna. Un recente rapporto dell’organizzazione Transparency International piazzava la Romania nel top dei Paesi europei corrotti. Nonostante gli impegni assunti dal Governo romeno riguardo alla lotta contro la corruzione, l’ambasciatore britanico afferma che gli investitori stranieri che hanno sentito tante promesse, attendono dei risultati concreti prima di prendere decisioni: “Se sei ingrassato non basta affermare che cambierai dieta. Devi semplicemente dimagrire. La bilancia non mente”.

Lo studio della settimana
Le banche romene sono ancora molto restie nel concedere crediti alle neo-costituite piccole imprese, anche se determinate linee di credito speciali sono destinate a tale scopo. Nel volume totale dei crediti concessi dal sistema bancario romeno, quelli per le piccole e medie imprese sono diminuiti dal 43,5% nel 2001 a soli 36,5% nel 2002, indica uno studio della Banca Nazionale.
La frutta e verdura romena sembra essere tra le migliori nel mondo : il settimanale Capital pubblica un sondaggio riguardante i Paesi dai quali provengono i migliori prodotti, secondo i romeni
Nel mese di settembre 2003 la compagnia Daedalus Consulting ha realizzato un sondaggio riguardo alle opinioni dei romeni sulla qualita’ dei prodotti, associata ai Paesi di origine degli stessi.
La ricerca e’ stata effettuata nell’ambiente urbano, su un campione di 881 soggetti, con eta’ tra 18 e 65 anni. Nell’opinione delle persone intervistate, determinati Paesi producono beni – tra quelli compresi nell’inchiesta – di qualita’ superiore. Quindi le migliori sigarette provengono dagli Stati Uniti d’America, le migliori autovetture dalla Germania, i migliori prodotti cosmetici dalla Francia. I migliori prodotti di alta tecnologia provengono – secondo i romeni intervistati – dalla Germania, Giappone e SUA. Nel top della qualita’ dei capi di abbigliamento e calzature si trova l’Italia con il 40% rispettivamente 48% delle opzioni. I capi di abbigliamento dalla Francia, Germania SUA occupano le successive tre posizioni, pero’ a grande distanza da quelli italiani. Le calzature “made in Romania” sono apprezzate dal 14% degli abitanti delle citta’ romene, prevalentemente di eta’ tra 45 e 54 anni. Seguono poi le calzature dagli SUA, Francia e Gran Bretagna. Poco apprezzate sono le calzature provenienti dalla Cina ed India (1,5% ognuna). La Germania (34%), SUA (25%) e Romania (10%) sarebbero iPaesi che producono i migliori medicinali
Per i prodotti elettronici ed elettrodomestici SUA, Japonia e Germania sarebbero leader nella fornitura di beni di alta qualita’.
Per le bevande, oltre che i prodotti romeni, sono preferiti: i vini dalla Francia, la birra dalla Germania, la vodka dalla Russia.
Il Brasile per il 61% e la Colombia per il 25% sono i preferiti nel campo del caffe’, da parte delle persone con redditi medio-bassi. Proporzionalmente al reddito aumenta anche la preferenza per il caffe’ italiano.
Per i derivati dell latte i romeni preferiscono quelli provenienti dall’Olanda (52%), dalla Romania (21%) e dalla Francia e Svizzera
Il 49% degli intervistati pensa che Ia piu’ gustosa frutta e verdura sia quella romena. Viene associata alle nozioni di “naturale”, “ecologico” e “sano”.

I marchi comunitari metteranno in difficolta le contraffazioni. Con l’adesione della Romania all’Unione Europea i marchi utilizzati nei Paesi UE estendono automaticamente la loro validita’ anche in Romania
Un affare redditizio per i romeni senza scrupoli sta per sparire. Da piu’ di dieci anni alcune ditte romene si sono arricchite attraverso la semplice registrazione sul terriorio nazionale di marchi internazionali rinnomati, senza l’assenso dei loro proprietari. Con l’entrata della Romania nel mercato unico, i marchi comunitari estenderanno automaticamente i loro diritti di protezione anche sul territorio romeno.
La registrazione illegale dei marchi originali non e’ stata inventata in Romania, pero’ e’ stata applicata in numerosi casi e a volte, anche perfezionata. Si sceglie un marchio internazionale, per esempio Fruit of the Loom, celebre a livello mondiale nel campo dei capi di abbigliamento. Si registra in Romania identicamente e per la stessa classe di prodotti, o eventualmente con piccole differenze. Si hanno subito tre vantaggi. Il primo: viene bloccato il mercato per il vero proprietario del marchio. Se desiderera’ entrare sul mercato romeno dei capi di abbigliamento, il posto e’ gia’ occupato dal suo marchio, pero’ di proprieta’ di altri. Secondo: se il vero proprietario del marchio vorra’ vendere in Romania, dovra’ concedere un compenso finanziario a chi ha gia registrato per primo il suo marchio. Terzo: chi ha registrato il marchio puo’ avere un reddito consistente perche’ l’acquirente si fidera’ del marchio iscritto sull’etichetta, anche se in realta’ la qualita’ non e’ per niente quella del vero prodotto.
Pero dal 2007 i diritti dei marchi registrati nell’Unione Europea prima dell’adesione, vengono automaticamente estesi sul territorio della Romania. Nel caso di eventuali litigi, le cause saranno vinte dai proprietari di diritto dei rispettivi marchi, se potranno dimostrare che, nel tempo, hanno registrato i loro marchi prima dei romeni.
Per avere la reciprocita’, anche i proprietari dei marchi romeni dovranno registrarli a llivello del mercato unico UE (marchio comunitario) – soluzione piu’ vantaggiosa – o a livello dei singoli Paesi.
Le grandi compagnie Softwin, Miraj, Oltchim, Gerocossen o Global Spirit lo hanno gia’ fatto.
Secondo le statistiche OSIM, le aziende romene che hanno gia’ depositato richieste di protezione dei propri marchi a livello del Mercato Unico Interno sono: Global Spirit Company (per 6 marchi), Vinterra International (per 3 marchi), Acellum (per 2 marchi), Mediapro International, Oltchim, Diana Forest, Softwin 2 Gerocossen (una domanda per ognuno).

I grandi magazzini sono degli affari molto prosperi in Romania. Il piu’ grande centro commerciale incassa mensilmente 1 milione di dollari dagli affitti
Il piacere di fare acquisti in un ambiente occidentale porta utili consistenti agli investitori che hanno aperto dei grandi magazzini. Quanto costano, pero’, gli edifici insieme ai negozi, ristoranti, parcheggi, profumerie, negozi di calzature, di eletrrodomestici ?
“Per gli investitori stranieri, il mercato degli spazi di retail e’ molto attrattivo, pero’ non esiste. I supermarket e ipermarket hanno molto successo in Romania (un esempio lampante e’ il Bucuresti Mall) e quindi investimenti in tali centri commerciali promettono redditi elevati con rischi ragionevoli”, aferma Mircea Cleciu, direttore generale Neocasa. Chi sono gli attuali proprietari dei gandi magazzini? Fondi di investimenti stranieri o operatori locali.
• La catena di negozi WinMarkt, amministrato da WinMarkt e WinMarkt Beta, due aziende controllate da fondi di investimenti del gruppo New Century Holdings (NCH) e’ la piu’ prolifica, composta da 14 supernegozi, prelevati ed in corso di ammodernamento in 12 citta’ della Romania. NCH investe milioni di dollari nell’ammodernamento graduale di questi supernegozi . Oltre l’ammodernamento dei spazi gia’ in possesso, la WinMarkt estendera’ la rete di negozi fino ad arrivare a 20 unita’ in citta’ come Costanza, Timisoara, Oradea, Iasi e Bacau ed a Bucarest costruira’ un edificio nuovo.
• Unirea Shopping Center, il piu’ grande centro commerciale del Paese (oltre 50.000 mq), non e’ in vendita’. Il proprietario, l’imprenditore Dan Adamescu, presente nel Top 300 dei piu’ ricchi romeni, incassa mensilmente 1 milione di dollari dagli affiti degli spazi in Unirea. Giornalmente Unirea Shopping Center registra 35.000 vizitatori, grazie all’ubicazione nel punto piu’ centrale della Capitale.
• Anchor Mall Group, che detiene Bucuresti Mall, il primo centro commerciale tipo MALL in Romania, inizia i lavori per il secondo mall della rete, sempre a Bucarest, Plaza Romania, che avra’ 80.000 mq costruiti, con un investimento di 35 milioni di euro (l’investimento totale della Anchor Mall Group in Romania superera’ 80 milioni di euro). Bucuresti Mall, con una superficie totale di vendita di oltre 25.000 mq, ha registrato oltre 10 milioni di visitatori all’anno e le vendite di Anchor Group (proprietaria anche del supermarket Gima al pianoterra) ammontano a 210 milioni di dollari.
Sette anni per due reattori. Attualmente e’ assicurato il finanziamento del Reattore N.2
Per i prossimi 7 anni e’ prevista la messa in funzione di altri 2 reattori nucleari per la produzione di energia elettrica. Da 7 anni la Romania e’ membro del club dei Paesi produttori di energia elettrica su base di energia nucleare. Nel mondo esistono attualmente 30 Stati che hanno messo in funzione ed operano almeno una centrale nuclearelettrica. L’unita’ N.1 di Cernavoda fornisce il 10% della produzione nazionale di energia elettrica in condizioni di massima sicurezza, con il processo tecnologico piu’ pulito tra quelli utilizzati nelle elettrocentrali romene. L’aspetto piu’ importante e’, pero’, il prezzo dell’energia prodotta a Cernavoda, significativamente piu’ ridotto rispetto a quello delle termocentrali con combustibili fossili.
Si prevede lo sviluppo del sistema in modo che nei prossimi 10 anni il peso specifico dell’energia nucleare nella produzione totale di energia elettrica aumenti a 20 – 40%.
Con l’unita’ N.2 (attualmente in costruzione e che iniziera’ a produrre nel 2006), Cernavoda fornira circa il 18% dell’energia elettrica prodotta in Romania.
Il finanziamento esterno per l’Unita’ N.2 e’ assicurato dai crediti concessi da un consorzio di banche, diretto dalla Société Générale; I fondi necessari sono stimati a 700 milioni di dollari. Lo sforzo finanziario e giustificato dalla necessita’ di assicurare un livello accettabile di dependenza della Romania nei confronti delle importazioni di risorse primarie. Un solo reattore nucleare di 700 MW sostituisce l’importazione di circa 1,4 milioni di tonnellate di greggio, equivalente a circa 80 – 100 milioni di USD. In piu’, viene consolidata una fonte economica e competitiva di produzione di energia elettrica nella prospettiva dell’integrazione nel mercato unico europeo. L’aumento della produzione di energia elettrica nei reattori nucleari sara’ possible solo con ulteriori investimenti a Cernavoda. Il valore stimato per la messa in funzione dell’Unita’ N.3 e’ di 1 miliardo di USD.
Secondo le strategie energetiche nazionali l’Unita’ N.3 entrera’ in funzione nel 2010.
La casa editrice House of Guides offre l’Atlante stradale e turistico Romania 2004 e la Mappa stradale della Romania
La casa editrice House of Guides ha presentato in occasione della Fiera del Turismo 2003 “L’Atlante stradale e turistico Romania 2004 ” e “La mappa stradale della Romania”.
“L’Atlante stradale e turistico Romania 2004” e’ elaborato in francese, inglese e tedesco.
“La mappa stradale della Romania” contiene anche informazioni su albergi e ristoranti, pacheggi a pagamento, stazioni di benzina, ecc.

Lotta contro la corruzione: in 1 anno sono stati indagati 1800 casi
Il primo bilancio dopo un anno di attivita’ della neocostituita Procura Nazionale Anti- corruzione (PNA) ha indicato che sono stati indagati 1.800 casi di presunta corruzione, meta’ dei quali a carico di persone pubbliche. L’ultimo caso in ordine di tempo per il quale il PNA ha chiesto l’arresto preventivo, secondo quanto dichiarato dal procuratore generale del PNA Ioan Amarie, e’ quello di sei ufficiali superiori nel Ministero della Difesa, accusati di aver ricevuto bustarelle. Gli altri, ha affermato Amarie, sono direttori in vari ministeri romeni, esponenti di alcune banche, poliziotti e uomini d’affari. Le attivita’ illecite dei sei ufficiali avrebbero causato danni al Ministero della Difesa per un valore totale di oltre 1 milione di euro. Il procuratore Amarie ha annunciate in una conferenza stampa che l’attivita’ del PNA si sviluppera’ nei prossimi mesi per poter far fronte a casi complessi come quello dei sei militari. Percio’ nell’ambito del PNA e’ stato creato un Dipartimento per inchieste speciali e un Dipartimento per casi di frode. Il PNA ha messo a disposizione dei cittadini una linea telefonica per segnalare possibili casi di corruzione.

Errata corrige:
In riferimento alla Newsletter straordinaria in data 10 ottobre 2003, vorremmo precisare che la nota concernente le “Considerazioni sull’iniziativa realizzata nel periodo 6-8 ottobre a Bucarest da Unimpresa” esprime l’opinione della sola Associazione Imprenditori Italiani in Romania.
La firma del dott. Frinzi come Presidente della Camera di Commercio Italiana per la Romania eriferita esclusivamente allinvito per il Seminario del 27 ottobre 2003 al Palazzo del Parlamento.

Newsletter nr.48 / 2003

RASSEGNA STAMPA ITALIANA E ROMENA
SULLA VISITA IN ROMANIA
DEL PRESIDENTE CARLO AZEGLIO CIAMPI

SITO PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA
Ciampi al Presidente Iliescu: “L’Italia sostiene l’avvicinamento della Romania all’Unione Europea” (Bucarest, 21 ottobre 2003)
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita di Stato nella Repubblica di Romania, è stato ricevuto a Palazzo Cotroceni di Bucarest dal Presidente della Repubblica di Romania Ion Iliescu.
Ciampi al termine del colloquio con Iliescu, incontrando la stampa ha sottolineato che “l’Italia sostiene l’avvicinamento della Romania all’Unione Europea. La incoraggia a proseguire con coerenza nel cammino delle riforme che ha intrapreso”.
“Il nuovo Trattato costituzionale – ha continuato il Presidente Ciampi – darà un solido ancoraggio all’integrazione europea. Se l’Unione Europea vuole davvero essere un fattore d’integrazione, dev’essere chiaro che non tutto è negoziabile; non sono soprattutto negoziabili gli aspetti fondanti – a cominciare dalla condivisione di sovranità – che hanno fatto avanzare l’unità dell’Europa”.
“La stabilità – ha concluso Ciampi – ed il progresso economico e sociale nei Balcani – e ad esso la Romania e l’Italia rivolgono un’attenzione particolare – sollecitano l’azione dell’Europa”. (Dalla dichiarazione alla stampa al termine del colloquio con il Presidente Iliescu)
Ciampi agli imprenditori romeni: “La Romania può fare affidamento sugli investitori italiani” (Bucarest, 22 ottobre 2003)
“La possibilità di investire in Romania ha permesso alle nostre imprese, soprattutto piccole e medie, di acquisire un profilo internazionale ed importanti esperienze organizzative e produttive. La presenza dell’imprenditoria italiana ha dato modo alla Romania di maturare capacità imprenditoriali e tecniche; ha creato decine di migliaia di posti di lavoro”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in visita di Stato in Romania, aprendo a Bucarest i lavori del Forum economico italo-romeno.
“I rapporti italo-romeni – ha aggiunto Ciampi – si collocano però in una realtà europea più ampia: per questo non possiamo accontentarci dei risultati raggiunti. Dobbiamo guardare oltre: mirare a un partenariato duraturo. Esso potrà portare l’Italia ad essere, oltre che il primo partner commerciale della Romania, anche il primo investitore”.
“Il completamento delle grandi opere – ha concluso il Presidente Ciampi – è indispensabile allo sviluppo dei rapporti economici bilaterali e infra-europei che si avvantaggeranno della vitale posizione geografica della Romania affacciata su tutto l’est europeo”.

Italy On Line – Servizio speciale realizzato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri

SUD: CIAMPI, INVESTIRE IN ‘SETTORI AVANZATI’
(AGI) – Bucarest, 22 ott. – L’Italia non deve vivere la ‘delocalizzazione’ della produzione all’estero come un problema per il Sud: il Mezzogiorno ha “altre caratteristiche” che occorre cogliere. E’ con convinzione che il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha espresso questo concetto tornando nuovamente sui temi affrontati nella mattinata al Forum economico italo-rumeno. Partendo da un dato sorprendente che parla di 500 mila posti di lavoro creati dagli imprenditori italiani in terra rumena, a chi gli chiedeva cosa si potesse fare per il sud d’Italia, Ciampi ha negato che la delocalizzazione possa rischiare di indebolire il Mezzogiorno. “Le due cose – ha affermato – non sono alternative, nel sud abbiamo altre caratteristiche”. Fondamentale per Ciampi e’ innanzitutto investire nella ricerca. “Le imprese gia’ fanno abbastanza per la ricerca applicata, occorre fare maggiore ricerca di base che ha ricadute poi sulle applicazioni pratiche. Se non c’e’ ricerca di base e si aspetta che gli altri la facciano prima di noi, poi anche le applciazioni pratiche saranno fatte dagli altri prima. Siccome l’economia e’ in movimento – ha proseguito Ciampi – si tratta di arrivare prima degli altri”. L’importante e’ creare un ‘sistema Italia d’impresa’ “piu’ forte”.
ANSA – CIAMPI: INVESTIRE IN ROMANIA NON CONTRASTA SVILUPPO SUD
SONO DUE COSE DIVERSE, NEL MEZZOGIORNO CI SONO ALTRE OPPORTUNITA’
Investire in Romania, come hanno fatto oltre tredicimila imprese italiane del Nord-Est che hanno delocalizzato intere produzioni creando aziende che danno lavoro a mezzo milione di rumeni, e’ qualcosa che puo’ indebolire lo sviluppo del nostro Mezzogiorno? Niente affatto, ”sono due cose diverse. Nel Mezzogiorno d’Italia le nostre imprese hanno altre opportunita’ da cogliere. Ci sono gia’ numerose esempi positivi”, risponde Carlo Azeglio Ciampi, al secondo giorno di visita di Stato a Bucarest.
”’Io cito sempre il caso Catania – dice il presidente della Repubblica, con evidente riferimento alla ST-Microeletronics, la cui esperienza ha piu’ volte presentato come caso esemplare dei buoni frutti che puo’ produrre l’ ”alleanza delle autonomie”, ovvero la collaborazione fra autonomie locali, imprese e universita’. A Catania grazie a questa alleanza, ricorda Ciampi, ”un’azienda che sembrava sull’orlo del fallimento si e’ trasformata e si e’ ingrandita fino ad avere mille, poi duemila e ora cinquemila dipendenti”. E ci sono anche altri casi, ”tutti nei settori avanzati”, sottolinea.
Le imprese che sono venute in Romania, dove hanno trovato una convenienza, ”un modo di guadagnare e di rafforzarsi”, secondo Ciampi, potranno tornare in Italia e trovare modo di ”fare altre cose, in particolare nel Mezzogiorno”.
Ciampi pensa che anche dalla crisi della FIAT di Termini Imerese possono nascere nuove opportunita’. ”C’e’ stata la crisi, poi – osserva – per fortuna la Fiat non ha lasciato lo stabilimento, ma una parte di quell’area industrializzata gia’ attrezzata sara’ in parte liberata”. E un’area attrezzata come questa, ”dotata di tutti i servizi, dei beni primari primari, pronta a ospitare una impresa, in una zona dove c’e’ gia’ una forza lavoro preparata – chiede – forse non rappresenta una grande opportunita’ da cogliere?”.
In mattinata, insieme al presidente rumeno Ion Iliescu, Ciampi aveva assicurato che le imprese italiane sono venute in Romania per restarci, per creare insediamenti duraturi, e hanno intenzione di aumentare gli investimenti per passare dal sesto al primo posto della classifica degli investitori stranieri. E intendono partecipare al processo di privatizzazione delle grandi aziende di stato, affiancate dalle banche italiane che stanno gia’ mostrando un crescente interesse.
Musica per le orecchie di Iliescu che punta molto sulla cooperazione con l’Italia anche per l’ingresso nell’UE (nel 2007) e nella Nato, l’anno prossimo. Perche’ fra gli imprenditori italiani attivi in Romania si discute anche della possibilita’ di trasferirsi in Ucraina, in Turchia, mentre qualcuno si e’ gia’ lasciato sedurre dalla Cina.
”Sono fenomeni marginali. Riguardano – spiega Carlo Salvatori, presidente di Unicredito – le imprese che chiamiamo del ‘mordi e fuggi’, cioe’ che puntano solo a capitalizzare vantaggi immediati, e quindi vanno sempre in cerca della convenienza del momento. Ma i piu’, e noi fra questi, puntano ai vantaggi del medio-lungo periodo, a consolidarsi per godere poi della presenza di un mercato interno in veloce sviluppo, che si consolidera’ col prossimo ingresso della Romania nell’UE. Noi abbiamo fatto questa scommessa. Certo, l’entrata in Europa fara’ venir meno alcuni vantaggi attuali, come il basso costo della manodopera e delle materie prime, ma quando questo avverra’, nel lungo termine, saranno maturati altri vantaggi”.
La pensa cosi’ anche un altro grande protagonista dello sbarco italiano in Romania, Mario Poletto Polegato, titolare del colosso calzaturiero Geox, console onorario del Nord-Est in Romania. ”Lo ha detto stamani anche il presidente Iliescu: la cosa piu’ importante e’ che, a differenza di altri paesi dell’area dell’Est europeo, i rumeni vedono l’Italia non solo come un partner ma come il Paese modello per il loro sviluppo economico. La Romania offre anche altri vantaggi rispetto ad altri Paesi di quest’area: ad esempio, qui la criminalita’ organizzata e’ stata combattuta e non e’ nata una criminalita’ mafiosa”.
Ma Poletto Polegato e’ comprensivo verso chi sceglie la Cina o fa altre scelte. ”La globalizzazione e’ una realta’ e bisogna farci i conti. Oggi gli imprenditori italiani sono corteggiati da vari paesi che fano a gara a offrire vantaggi. Cosi’ spesso non sono gli imprenditori a scegliere. Ma io ho puntato sulla Romania perche’ credo in questo Paese e credo, con la mia attivita’, di dare un contributo al suo sviluppo e alla sua evoluzione democratica”.
A tutti questi imprenditori Ciampi si e’ rivolto con parole di elogio ma anche con l’invito a non dormire sugli allori, a guardare piu’ avanti, ”a puntare sulla ricerca di base, senza la quale non c’e’ futuro, perche’ se la lasciamo fare agli altri, saranno gli altri ad applicarla per primo e a goderne tutti i vantaggi in termini di competitivita””.
La visita di Stato di Ciampi in Romania si concludera’ domani.

ANSA : FORUM ECONOMICO A BUCAREST SU INVESTIMENTI
Le opportunita’ future per gli imprenditori italiani in Romania sono state affrontate in un seminario ‘Italia-Romania, un partenariato per lo sviluppo’ svoltosi nella capitale Bucarest nell’ambito della visita che il presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, sta facendo in questo paese balcanico. Attualmente l’Italia approfitta in Romania dei bassi costi del lavoro, hanno evidenziato diversi intervenuti al convegno, rilevando che con la prevista adesione di Bucarest all’Unione europea nel 2007, i prezzi aumenteranno ma l’Italia potra’ godere di altri importanti vantaggi sul mercato romeno: l’agricoltura e il turismo stanno appena cominciando a svilupparsi, l’industria alimentare promette un sostanziale profitto. La Romania ha appena avviato il processo di privatizzazione delle reti di distribuzione dell’energia elettrica e del gas naturale e riceve importanti aiuti finanziari da parte di organismi internazionali per progetti di infrastrutture stradali – ha detto Mihai Berinde, sottosegretario romeno dell’Economia e del Commercio – e questi sono i settori ai quali gli imprenditori italiani dovrebbero guardare con interesse nei prossimi anni. Parole che hanno subito trovato eco nelle file dei imprenditori italiani presenti al seminario: ”Infatti, abbiamo in Romania varie possibilita’ di sviluppo dei nostri affari anche perche’ questo paese balcanico offre la sicurezza della quali abbiamo bisogno. In Romania non esiste crimine organizzato ad alto livello e tra l’Italia e Romania non sono mai esistite divergenze a livello politico ed economico. E questo e’ davvero importante”, ha sottolineato Mario Moretti Polegato, presidente della Geox e console generale onorario romeno nel nordest dell’Italia. ”I dati sullo sviluppo dell’economia romena incoraggiano sempre di piu’ le grandi imprese italiane a venire in questo paese”, ha rilevato Marco Tempestini, presidente di Unimpresa Romania, l’associazione delle imprese romene a capitale italiano creata lo scorso luglio per essere l’interfaccia di riferimento sia per i membri che per il governo romeno nel cogliere le esigenze di sviluppo imprenditoriale. Tempestini ha messo in guardia sul fatto che la Romania ha ancora bisogno di una legislazione chiara e trasparente, di un mercato del lavoro piu’ flessibile e di una amministrazione al servizio del cittadino e delle compagnie.

ADN KRONOS
‘Condivisione di sovranita’ e’ un aspetto non negoziabile”
Ue, Ciampi: ”Governabilita’ a rischio senza una riforma delle istituzioni”
Il capo dello Stato in Romania: ”L’Europa ha bisogno del rafforzamento della sua capacita’ decisionale collettiva”

Roma, 21 ott. (Adnkronos) –
Riformare le istituzioni per rafforzare la capacita’ di decidere e di essere protagonista nello scenario politico ed economico internazionale. La ‘cura’ per la nuova Ue che presto viaggera’ a 25 Stati viene ribadita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel corso del suo colloquio a Bucarest con il presidente rumeno Ion Iliescu, nell’ambito della sua visita in Romania. ”L’Europa -avverte Ciampi- non avanza certo con l’egoistica difesa di vantaggi particolaristici. Ha bisogno del rafforzamento della sua capacita’ decisionale collettiva: l’allargamento non puo’ funzionare, senza una riforma duratura delle istituzioni” con la conseguenza che ”la governabilita’ dell’Europa allargata sarebbe a rischio e ne risentirebbe lo stesso sviluppo economico del Continente”.
Il capo dello Stato assicura che ”il nuovo Trattato costituzionale dara’ un solido ancoraggio all’integrazione europea”. Ma subito dopo ammonisce: ”Se l’Unione Europea vuole davvero essere un fattore di integrazione, deve essere chiaro che non tutto e’ negoziabile. Non sono soprattutto negoziabili -sottolinea Ciampi- gli aspetti fondanti, a cominciare dalla condivisione di sovranita’, che hanno fatto avanzare l’unita’ dell’Europa”.
Il presidente della Repubblica osserva poi che ”quando la Ue non raggiunge posizioni unitarie, il mondo si stupisce; perche’ aspetta qualcosa dall’Europa, che puo’ essere assicurato solo attraverso il consolidamento di una politica estera comune”.
Quanto, in particolare, alla situazione dell’area balcanica -alla quale ”Italia e Romania rivolgono un’attenzione particolare”- e’ ora che l’Unione Europea agisca con convinzione e determinazione. ”La stabilita’ e il progresso economico e sociale nei Balcani -dichiara Ciampi- sollecitano l’azione dell’Europa”.
Con Iliescu, il capo dello Stato ha affrontato anche i temi piu’ strettamente legati all’adesione di Bucarest all’Europa. ”L’Italia sostiene l’avvicinamento della Romania alla Ue -ricorda Ciampi- La incoraggia a proseguire con coerenza nel cammino delle riforme che ha intrapreso. Il negoziato di adesione -avverte- richiede un forte impegno nella predisposizione del quadro legislativo, amministrativo, strutturale che consentira’ l’ingresso nell’Unione Europea”.
Enzo Bonaiuto

Dalla Romania il capo dello Stato auspica “collaborazione con i Paesi di provenienza, ma anche all’interno dell’Europa”
Clandestini, per Ciampi “L’Italia e l’Europa devono fare di più”
“Bisogna evitare questo drammatico dispendio di vite umane”

Il presidente Ciampi
a Bucarest

BUCAREST – “L’Italia e l’Europa possono e devono fare di più” per risolvere il fenomeno dell’immigrazione clandestina. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, giunto a Bucarest per una visita ufficiale in Romania, dove si tratterrà fino a giovedì. Rispondendo a una domanda dei cronisti sulla nuova ondata di clandestini nel Mediterraneo, il capo dello Stato ha auspicato, fra l’altro, una “collaborazione maggiore dei Paesi dai quali provengono questi natanti”, ma anche una “collaborazione all’interno dell’Europa”.
“L’esperienza che abbiamo acquisito in Adriatico – ha detto il Presidente della Repubblica – ci conforta nel dire che si possono trovare soluzioni valide”. L’Europa e l’Italia, secondo Ciampi, devono “evitare questo drammatico dispendio di vite umane, di innocenti che attraversano deserti e poi si affacciano sul mare e trovano la morte: una cosa veramente che sconvolge”.
Occorre “fare tutto il possibile – ha insistito Ciampi – naturalmente sempre sulla linea intrapresa da tempo per una immigrazione regolata e regolare, che non dia luogo a questi fenomeni di clandestinità”. Fenomeni, per Ciampi, “comprensibili sul lato umano, perché sono persone spinte dalla disperazione”. Ma allo stesso tempo, secondo il capo dello Stato, è necessario “operare sulla strada molta chiara e molto ben definita che già esiste”.
Per Ciampi occorre seguire appunto la strada della “collaborazione con i Paesi di provenienza” perché questo “è fondamentale come lo è la collaborazione all’interno dell’Europa”. “Non dimentichiamo – ha aggiunto – che c’è il Trattato di Schengen che vincola tutti all’impegno comune”.

Carlo Azeglio Ciampi, presedintele Italiei: Investitorii au nevoie de transparenta si de respectarea contractelor
Investitorii au nevoie de simplitate si transparenta in formalitatile administrative, de punctualitate in respectarea termenelor contractuale, de simplificarea controalelor fiscale si de stabilitate juridica, a afirmat, ieri, presedintele Italiei, Carlo Azeglio Ciampi.
Presedintele Ciampi a declarat, la Forumul economic romano-italian, ca Italia trebuie sa fie mai mult decat principalul partener comercial al Romaniei, respectiv sa devina principalul investitor strain in Romania.
Carlo Azeglio Ciampi a declarat ca Romania se poate bizui pe investitorii italieni, care doresc sa isi sporeasca prezenta in Romania. El a adaugat insa ca acesti investitori au nevoie de simplitate si transparenta in formalitatile administrative, de punctualitate in respectarea termenelor contractuale, de simplificarea controalelor fiscale si de stabilitate juridica.
Seful statului Italian a apreciat ca economia romaneasca se modernizeaza rapid si ca, daca tara noastra va continua cu fermitate pe drumul pe care a pornit, se va bucura de o incredere crescanda a investitorilor si isi va atinge obiectivele.
Presedintele Ion Iliescu a afirmat ca, pentru Romania, Italia este un model din punctul de vedere al dezvoltarii economice, pentru ca, pastrand proportiile, a fost confruntata in timp cu aceleasi tipuri de problemele pe care Romania le are astazi. El a adaugat ca multe dintre solutiile gasite de Italia la problemele disparitatilor de dezvoltare intre regiuni, la problemele legate de infrastructuri, de privatizarea unor servicii publice pot constitui puncte de reper pentru cei care structureaza politici publice in Romania.
„Ceea ce ne intereseaza in mod deosebit este modul in care Italia a creat acel climat legislativ, fiscal si de afaceri, care a permis o afirmare extrem de pregnanta si de dinamica a intreprinderilor mici si mijlocii, care constituie sarea si piperul, coloana vertebrala a economiei italiene“, a mai spus seful statului roman.
Iliescu a apreciat ca sectorul IMM-urilor cunoaste in Romania o evolutie pozitiva, desi lenta. Presedintele a precizat ca acesta se confrunta cu aceleasi probleme cu care au de-a face toti cei care investesc in Romania: o insuficienta dezvoltare a sectorului financiar-bancar, care inseamna costuri mai mari pentru finantarea dezvoltarii, cu o piata inca fragmentata si discontinua, cu inconsecventa mediului legal si fiscal, cu birocratie si chiar cu coruptia unor functionari ai statului. Seful statului a declarat ca unele dintre aceste obstacole sunt inlaturate pe masura ce creste gradul de convergenta intre mediul de afaceri si legislatia Romaniei cu cele din Uniunea Europeana, ca urmare a introducerii aquis-ului comunitar, iar altele vor fi inlaturate prin cresterea capacitatii administrative a statului roman. El a mentionat ca au fost luate masuri de combatere ferma a birocratiei si coruptiei, pentru asigurarea conditiilor unei concurente loiale.
Presedintele Iliescu a precizat, de asemenea, ca acum pentru Romania sunt prioritare investitiile in infrastructuri de transport, energie, alimentari cu apa, telecomunicatii, in modernizarea agriculturii si industriei alimentare, in restructurarea si modernizarea aparatului productiv al tarii. El a adaugat ca va continua privatizarea marilor companii ale statului, cum este cazul, in aceasta perioada, cu Petrom sau BCR, dar si intreprinderi de distributie a energiei electrice si a gazului metan. Ion Iliescu a salutat privatizarea cu succes a societatii Tractorul, exprimandu-si increderea ca experienta tehnologica si de marketing a firmei Landini va permite relansarea industriei romanesti de profil.

Presedintele Italiei, Carlo Azeglio Ciampi, despre ce asteapta oamenii de afaceri italieni de la autoritatile romane.
Investitorii au nevoie de seriozitate
Investitorii au nevoie de simplitate si transparenta in formalitatile administrative, de punctualitate in respectarea termenelor contractuale, de simplificarea controalelor fiscale si de stabilitate juridica, a afirmat, ieri, presedintele Italiei, Carlo Azeglio Ciampi, citat de Mediafax. Presedintele Ciampi a declarat, la Forumul economic romano-italian, ca Italia trebuie sa fie mai mult decat principalul partener comercial al Romaniei, respectiv sa devina principalul investitor strain in Romania. Carlo Azeglio Ciampi a declarat ca Romania se poate bizui pe investitorii italieni, care doresc sa isi sporeasca prezenta in Romania. Seful statului italian a apreciat ca economia romaneasca se modernizeaza rapid si ca, daca tara noastra va continua cu fermitate pe drumul pe care a pornit, se va bucura de o incredere crescanda a investitorilor si isi va atinge obiectivele. La randul sau, presedintele Ion Iliescu a afirmat ca, pentru Romania, Italia este un model din punctul de vedere al dezvoltarii economice, pentru ca, pastrand proportiile, a fost confruntata in timp cu aceleasi tipuri de problemele pe care Romania le are astazi. El a adaugat ca multe dintre solutiile gasite de Italia la problemele disparitatilor de dezvoltare intre regiuni, la problemele legate de infrastructuri, de privatizarea unor servicii publice pot constitui puncte de reper pentru cei care structureaza politici publice in Romania. “Ceea ce ne intereseaza in mod deosebit este modul in care Italia a creat acel climat legislativ, fiscal si de afaceri, care a permis o afirmare extrem de pregnanta si de dinamica a intreprinderilor mici si mijlocii, care constituie sarea si piperul, coloana vertrebrala a economiei italiene”, a mai spus seful statului roman. Iliescu a apreciat ca sectorul IMM-urilor cunoaste in Romania o evolutie pozitiva, desi lenta. Presedintele a precizat ca acesta se confrunta cu aceleasi probleme cu care au de-a face toti cei care investesc in Romania: o insuficienta dezvoltare a sectorului financiar-bancar, care inseamna costuri mai mari pentru finantarea dezvoltarii, cu o piata inca fragmentata si discontinua, cu inconsecventa mediului legal si fiscal, cu birocratie si chiar cu coruptia unor functionari ai statului.
Seful statului a declarat ca unele dintre aceste obstacole sunt inlaturate pe masura ce creste gradul de convergenta intre mediul de afaceri si legislatia Romaniei cu cele din Uniunea Europeana, ca urmare a introducerii aquis-ului comunitar, iar altele vor fi inlaturate prin cresterea capacitatii administrative a statului roman. El a mentionat ca au fost luate masuri de combatere ferma a birocratiei si coruptiei, pentru asigurarea conditiilor unei concurente loiale.

Dupa Iliescu, Ciampi se intalneste cu Teoctist
Presedintele Italiei Carlo Azeglio Ciampi a sosit la Bucuresti, pentru o vizita oficiala de trei zile in Romania, la invitatia presedintelui Ion Iliescu. Dupa intalnirea privata avuta la Cotroceni intre cei doi presedinti, Ion Iliescu, in discursul sau, a preamarit stadiul relatiilor bilaterale, multumind omologului sau pentru ajutorul dat in procesul de negociere a aderarii Romaniei la Uniunea Europeana. Seful statului roman a precizat ca popoarele roman si italian sunt legate prin “mii de fire culturale si spirituale”. El a mentionat ca latinitatea poporului roman reprezinta o particularitate determinanta a identitatii noastre nationale. Presedintele Ciampi a reafirmat ca Italia sustine apropierea Romaniei de Uniunea Europeana si incurajeaza continuarea reformelor pentru a indeplini criteriile de aderare. Cei doi sefi de stat aveau de semnat un acord cultural si un memorandum in domeniul sanatatii si al stiintelor medicale, ne-a informat serviciul de presa al Presedintiei italiene. Presedintele italian a vizitat si Palatul Parlamentului, fiind intampinat de presedintele Senatului, Nicolae Vacaroiu si presedintele Camerei deputatilor, Valer Dorneanu si purtand discutii cu seful diplomatiei romane, Mircea Geoana.
Cei doi presedinti vor deschide azi lucrarile Forumului Economic Italo-Roman ce se va desfasura la Hotel Hilton din Bucuresti. Apoi, Ciampi va avea o intrevedere cu primul-ministru Adrian Nastase. Prima vizita in Romania a sefului de stat italian va fi marcata si de inaugurarea expozitiei de pictura din secolul VIII – tablouri apartinand Muzeelor Capodimonte si San Martino – de la Palatul Regal, sediu al Muzeului National de Arta. In aceeasi seara, la resedinta ambasadorului Italiei la Bucuresti, Azeglio Ciampi va oferi o receptie in onoarea presedintelui Iliescu.
Vor fi vizitate, de asemenea, mormantul eroului necunoscut si cimitirul de razboi al soldatilor italieni cazuti in Romania. Pe agenda de lucru a presedintelui Italiei se va situa si o intrevedere cu patriarhul Bisericii Ortodoxe Romane, Prea Fericitul Teoctist. Vizita in Romania se va incheia cu intalnirea participantilor la lucrarile Congresului de Italienistica, cu ocazia Saptamanii Limbii Italiene, ce se va desfasura la Institutul Italian de Cultura din Bucuresti.

Intrevedere a presedintilor celor doua camere ale Parlamentului cu seful statului italian
Presedintii Senatului si Camerei Deputatilor, Nicolae Vacaroiu si Valer Dorneanu, au avut marti dupa-amiaza o intrevedere cu presedintele Republicii Italiene, Carlo Azeglio Ciampi, aflat intr-o vizita oficiala in Romania, la invitatia presedintelui Ion Iliescu.
Presedintele Senatului, Nicolae Vacaroiu, si-a exprimat, cu acest prilej, deosebita satisfactie pentru faptul ca o personalitate deosebita precum seful statului italian, expert in domeniul economic si bancar, viziteaza Parlamentul Romaniei.
Potrivit presedintelui Senatului, in cursul convorbirilor oficiale de la Palatul Parlamentului a fost evidentiat modul exemplar in care functioneaza parteneriatul strategic dintre cele doua state, atat la nivel economic, cat si la nivel politic. Nicolae Vacaroiu a subliniat relatiile deosebite pe care cele doua state le au in domeniul diplomatic si parlamentar si a precizat ca noua Constitutie a Romaniei este inspirata si din Legea fundamentala a statului italian.
La randul sau, presedintele Camerei Deputatilor, Valer Dorneanu, a afirmat ca Italia este nu numai principalul partener economic al Romaniei, ci si principalul sustinator al tarii noastre in vederea aderarii la institutiile nord-atlantice. Valer Dorneanu s-a declarat placut surprins de cunostintele pe care presedintele italian le-a demonstrat pe tema Legii de revizuire a Constitutiei. ROMPRES
Italia sprijina apropierea Romaniei de Uniunea Europeana, afirma presedintele Carlo Azeglio Ciampi (22 octombrie 2003)
Italia sprijina apropierea Romaniei de Uniunea Europeana si incurajeaza tara noastra sa continue sa avanseze in mod coerent pe drumul reformelor, a declarat marti presedintele Italiei, Carlo Azeglio Ciampi, la finalul intrevederii cu presedintele Ion Iliescu, care a avut loc la Palatul Cotroceni.
“Negocierile pentru aderare impun o angajare deplina in predispunerea cadrului legislativ, administrativ, structural care sa permita intrarea in Uniune. Extinderea nu poate sa functioneze fara o reforma de durata in sanul institutiilor europene. Ar insemna un risc pentru guvernarea stabila a unei Europe largite si chiar si dezvoltarea economica a continentului ar avea de suferit. Europa nu va putea progresa prin apararea egoista a avantajelor sale particulare. Ea are nevoie de consolidarea propriei capacitati de a decide in mod colectiv”, a precizat seful statului italian.
Presedintele Carlo Azeglio Ciampi a aratat, in context, ca noul Tratat constitutional al Europei va constitui un punct de ancorare puternic pentru integrarea europeana si a explicat ca daca UE doreste intr-adevar sa constituie un factor de integrare trebuie sa fie clar faptul ca nu totul se poate negocia. Ceea ce nu se poate negocia este, in opinia sa, scindarea Uniunii, fapt ce a contribuit semnificativ la consolidarea unitatii europene.
“Atunci cand Uniunea Europeana nu se situeaza pe pozitii unitare, devine un fapt surprinzator pentru intreaga lume, pentru ca de la Europa se asteapta acele infaptuiri care pot fi asigurate numai printr-un raspuns unitar”, a spus presedintele Italiei.
Totodata, domnia sa a aratat ca votul pentru noua Constitutie a Romaniei va inlesni negocierile pentru aderarea tarii noastre la structurile europene.
Cei doi sefi de stat au abordat, in cadrul intrevederii, si probleme legate de stabilitatea si progresul economic si social in zona Balcanilor, carora atat Romania, cat si Italia le acorda o deosebita importanta si care solicita actiuni si colaborare din partea Europei.
La randul sau, presedintele Ion Iliescu a multumit sefului statului italian si Guvernului Italiei, care detine actualmente presedintia semestriala a Uniunii Europene, pentru ajutorul acordat Romaniei in procesul de aderare la Uniunea Europeana, exprimandu-si speranta ca pana la finalul mandatului italian tara noastra va incheia mai multe capitole de negociere.
Ion Iliescu a aratat ca vizita presedintelui Italiei in tara noastra – care constituie, de altfel, o premiera – reprezinta o confirmare a relatiilor existente intre cele doua tari, relatii bazate pe o lunga si fructuoasa traditie istorica, pe originea comuna a celor doua popoare, dar si pe latinitatea poporului roman.
“Italia a avut un rol important in faurirea identitatii nationale romanesti. Suntem legati prin mii de fire de cultura si spiritualitatea italiana, ceea ce ma determina sa afirm ca relatiile dintre tarile noastre sunt excelente pe toate planurile politic, economic, militar si sportiv. Romania si Italia sunt tari complementare. Romanii se integreaza perfect in societatea italiana, iar italienii sunt adoptati fara ezitare de romani. S-au format familii mixte, se deschid afaceri, sunt promovate proiecte comune, iar Italia a sprijinit eforturile Romaniei de democratizare si de integrare in structurile europene si euro-atlantice”, a subliniat presedintele Ion Iliescu.
Cei doi sefi de stat au abordat si problematica relatiilor bilaterale si a schimburilor comerciale. In acest context, joi va avea loc deschiderea lucrarilor Forumului economic romano-italian. Italia este unul dintre principalii parteneri comerciali ai Romaniei, cu un volum de investitii estimat in 2003 la 8 miliarde dolari, in conditiile unei balante comerciale echilibrate. Exista peste 13.000 de firme mixte romano-italiene, Italia ocupand locul al saselea in randul marilor investitori in Romania. Dupa cum a aratat presedintele Ion Iliescu, in acest moment se pune problema gasirii de noi obiective de interes pentru investitiile italiene in tara noastra si folosirea cat mai buna a posibilitatilor oferite de viitoarea aderare a tarii noastre in Uniunea Europeana. Tot seful statului roman a mentionat faptul ca in acest moment un numar mare de romani lucreaza in Italia, cele doua tari fiind interesate de asigurarea unui cadru legal cat mai clar pentru acestia in contextul combaterii migratiei ilegale sau de implicare a cetatenilor romani in actiuni ilegale in Italia.
“Pe masura ce vor creste locurile de munca in Romania, inclusiv la firmele cu capital italian, fluxul extern de imigratie romaneasca se va reduce ca si in celelalte tari europene”, a aratat presedintele Ion Iliescu.
Tot in cadrul discutiilor de la Palatul Cotroceni, presedintii Ion Iliescu si Carlo Azeglio Ciampi au evocat agenda viitoarei intalniri a sefilor de stat din Europa Centrala, care va avea loc in cursul anului viitor la Mamaia, precum si conlucrarea romano-italiana in cadrul Conferintei Interguvernamentale pentru finalizarea proiectului viitoarei Constitutii europene.
Presedintele Italiei va inaugura in ultima zi a vizitei sale in Romania lucrarile Congresului de italianistica, care vor avea loc la Institutul Italian de Cultura, aceasta fiind, in opinia sa, o marturie a difuziunii crescande a limbii si culturii italiene in Romania, ca si a intensificarii schimburilor reciproce intre tineretul din cele doua tari.
In prezenta celor doi sefi de stat a fost semnat acordul de colaborare culturala si stiintifica intre Guvernele celor doua tari. Din delegatia oficiala a Romaniei au facut parte ministrul Afacerilor Externe Mircea Geoana, consilierii prezidentiali Simonia Miculescu si Corina Cretu, precum si presedintele Grupului minoritatii italiene din Camera Deputatilor, Ileana Stana Ionescu. (ROMPRES)