Newsletter n.48 / 2007

Niente quorum al referendum, promosso dal Presidente Traian Basescu, sull’introduzione del voto uninominale maggioritario in Romania
Quorum non raggiunto al referendum sull’introduzione del voto uninominale maggioritario poiche’ ha votato solo poco piu’ del 26,51% degli elettori romeni (circa 4.851.470 persone).
Per la convalida del referendum era necessaria la presenza alle urne del 50% piu’ uno dei circa 18 milioni di romeni aventi diritto di voto.
L’81,36% dei romeni che si sono recati alle urne il 25 novembre 2007 ha votato a favore del voto uninominale ed il 16,17% contro.
Il voto uninominale avrebbe sostituito le attuali liste di partito a partire dalle prossime elezioni nel 2008.
Il parlamento ha, comunque, votato recentemente, la legge sul voto uninominale proposta dal governo Tariceanu, ma non ancora promulgata dal presidente Basescu.
Il modello proposto dal presidente era il sistema maggioritario a doppio turno in collegi uninominali. Il premier, invece, ha proposto al Parlamento un modello misto che combina il sistema uninominale con le liste dei partiti.

Si sono concluse le prime elezioni europee in Romania
Le prime elezioni europee in Romania svolte il 25 novembre 2007 – le prime dopo l’adesione del paese all’UE all’inizio dell’anno – confermano l’esistenza di un conflitto istituzionale tra presidente e premier: le urne hanno indicato una “vittoria” del Partito Democratico, attualmente all’opposizione, vicino al presidente Traian Basescu, e quindi una “sconfitta” del partito liberale del premier Calin Popescu Tariceanu, rendendo ancora più debole l’attuale governo di minoranza fra il PNL e l’Unione Democratica dei Magiari (UDMR).
L’affluenza alle urne e’ stata, comunque, scarsa (29,46%).
Dopo lo spoglio delle schede, il PD ha ottenuto il 28,82% dei voti, il PSD 23,11%, il PNL il 13,44%, il PLD il 7,78% e l’UDMR il 5,52%.
Sotto la soglia elettorale del 5% si sono piazzati il PNG con il 4,85%, il PRM con il 4,15%, il PC con il 2,93% ed il PIN con il 2,43%

Chi sono gli europarlamentari romeni, risultati dalle elezioni del 25 novembre 2007
35 europarlamentari romeni andranno nel Parlamento Europeo, di cui 13 PD, 10 PSD, 6 PNL, 3 PLD, 2 UDMR ed un indipendente (Laszlo Tokes).
Le caratteristiche dell’europarlamentare romeno: maschio, ingegnere, 42 anni
Ingegnere, economista, giurista o professore sono le professioni principali dei 35 europarlamentari romeni risultati dalle elezioni del 25 novembre 2007.
23 dei 35 sono uomini.
Il Partito Democratico manda 13 rappresentanti nel Parlamento Europeo, di cui 10 uomini. Il primo della lista, Sorin Frunzaverde, vicepresidente PD, ingegnere, ha negoziato l’entrata del PD nel Partito Popolare Europeo. Nel governo CDR, e’ stato ministro dell’Ambiente e ministro del Turismo e nel Gabinetto Tariceanu ministro della Difesa fino ad aprile 2007 dopo le dimissioni del liberale Teodor Atanasiu. Parla inglese e tedesco. Osservatore e deputato nel PE, Roberta Anastase, seconda sulla lista PD, ha 31 anni e dieci anni di esperienza politica. Seguono l’attuale sindaco di Oradea, Petru Filip, vicepresidente PD, Monica Iacob Ridzi, membro nel gruppo di lavoro dei popolari europei nel PE, l’ex prefetto di Dolj Jean Marin Marinescu, che rimane nel PE, dove e’ anche vicepresidente del PPE, Maria Petre, in politica sin da dicembre 1989, Rares Niculescu, ex consigliere del ministro degli interni Vasile Blaga, Marian Zlotea, consigliere del sindaco di Bucarest Adriean Videanu, Dragos David, segretario esecutivo della filiale PD Brasov, Mihaela Popa professoresa, Constantin Dumitriu, Nicodim Bulzesc, Sebastian Bodu e Calin Rus.
Il Partito Social Democratico apre la lista con Titus Corlatean, segretario generale del partito e rappresentante della nuova generazione, con 7 anni di attivita’ diplomatica e 2 anni nel PE. Il secondo, Adrian Severin, laureato in legge ha un background diplomatico accumulato nel periodo in cui e’ stato ministro degli Esteri ed e’ stato molto attivo nel PE, ragione per cui e’ stato proposto nel 2007 dalla pubblicazione „European Voice” per il Premio Parlamentare Europeo dell’Anno. Seguono Rovana Plumb, presidente dell’organizzazione delle donne PSD, ex dirigente dall’Autorita’ Nazionale per la Protezione dei Consumatori, Daciana Sarbu, attuale europarlamentare e rappresentante della gioventu’ PSD, Adriana Ticau, attuale europarlamentare, Catalin Nechifor, leader della gioventu’ del PSD Suceava, l’ex ministro della Difesa Ioan Mircea Pascu, Corina Cretu e Gabriela Cretu.
Il Partito Nazionale Liberale avra’ 6 rappresentanti nel PE. I primi due sulla lista, Renate Weber e Daniel Daianu, si sono iscritti nel PNL solo due mesi prima delle elezioni. Weber, laureata in legge e’ stata consigliere del presidente Basescu. Seguono Adina Valean, Cristian Busoi, Ramona Manescu, Mogor Csibi.
Il Partito Liberale Democratico manda il proprio presidente, Theodor Stolojan, Dumitru Oprea rettore dell’Universita’ “Al. I. Cuza” di Iasi e Nicolae Vlad Popa.
Nel frattempo, il PLD, con l’appoggio del PD, raccoglie firme per la presentazione di una mozione di censura in parlamento contro l’attuale governo.
Anche l’Unione Democratica dei Magiari (UDMR) manda due rappresentanti nel PE : Frunda Gyorgy, il senatore che ha indicato nel proprio CV la lingua romena come lingua straniera e Sogor Csaba, il cui obiettivo principale nel PE e’ fare in modo che l’ungherese diventi la seconda lingua ufficiale della Romania.
L’unico candidato indipendente che va a Bruxelles e’ Laszlo Tökes, presidente del Consiglio Nazionale dei Magiari della Transilvania, in disputa con l’UDMR.
Chi ha guadagnato e chi ha perso
La grande sorpresa delle elezioni e’ stata la sconfitta dei partiti considerati estremisti, PRM e PNG, che nono hanno raggiunto la soglia elettorale.
Il PSD ha ottenuto il 50% voti in meno rispetto alle precedenti elezioni.
I risultati del PNL, piazzato al terzo posto, trasformerebbero l’attuale partito al governo in un futuro partito di opposizione.
I risultati delle elezioni europarlamentari potrebbero essere la premessa per un rimpasto governativo.

La Commissione Europea da via libera a progetti romeni di 4,2 miliardi di euro per le risorse umane
La Commissione Europea ha approvato, il 22 novembre 2007, il Programma Operazionale Settoriale Sviluppo delle Risorse Umane (POS DRU) 2007 – 2013, indica un comunicato del Ministero del Lavoro (MMFES). Attraverso il programma, i futuri beneficiari potranno accedere a 4,25 miliardi di euro per progetti che riguardano, tra l’altro, l’ammodernamento dei sistemi di educazione e formazione professionale, l’adattabilita’ dei lavoratori e delle imprese, l’ammodernamento del servizio pubblico di occupazione, la promozione delle misure attive di occupazione ed inclusione sociale per i gruppi vulnerabili.
Secondo il POS DRU, dei circa 4,25 miliardi di euro disponibili, 3,47 miliardi di euro sono il contributo del Fondo Sociale Europeo, 613 milioni di euro sono il contributo nazionale dal bilancio dello stato e 164 milioni di euro contributi da fonti private.
La versione integrale del documento in romeno ed inglese, nella forma approvata dalla Commissione Europea, e’ disponibile sul sito dell’Autorita’ di management (http://www.fseromania.ro).

Per il 2008, il ministro dell’Economia e Finanze attende 3 miliardi di euro dall’Unione Europea
Il Ministro dell’Economia e Finanze, Varujan Vosganian, stima che la Romania assorbira’ nel 2008 tra 2,5 e 3 miliardi di euro dai fondi UE, rispetto agli 1,5 miliardi di euro nel 2007. “Ho incluso nel bilancio per il 2008 tra 2,5 e 3 miliardi di euro di fondi comunitari da assorbire. Istituzionalmente, abbiano preparato tutto” ha dichiarato Vosganian in una recente conferenza stampa a Cluj Napoca.
Il ministro ha gia’ firmato le prime richieste di programmi pubblici dal Ministero dell’Ambiente e dal Ministero dei Lavori Pubblici, con un valore totale di oltre 1 miliardo di euro.
Inoltre, Vosganian ha specificato che, nonostante le accuse che la Romania non abbia utilizzato fondi europei, in realta’ la somma “entrata” e’ di circa 1,5 miliardi di euro.
“Nel 2007, la Romania beneficia di oltre 1,5 miliardi di euro. Contribuisce con 1,1 miliardi di euro e riceve almeno 1,5 miliardi, di cui quasi 500 milioni di euro dai fondi strutturali, circa 800-900 milioni dai fondi di pre adesione e la differenza dalla facilita’ Schengen” ha spiegato il ministro dell’Economia e Finanze.

Bucarest, al 57-o posto nel Top delle citta’ piu’ care in Europa per i dipendenti delle multinazionali
Bucarest occupa il 57-o posto nella graduatoria delle piu’ care citta’ dell’Europa per i rappresentanti delle compagnie multinazionali che lavorano in Romania, secondo uno studio elaborato dalla compagnia britannica di risorse umane ECA International.
Bucarest ha registrato, inoltre, la piu’ spettacolare ascesa negli ultimi 12 mesi, salendo di 43 posizioni nella classifica.
Luanda, capitale dell’Angola, risulta la citta’ piu’ cara del mondo per i dipendenti stranieri, mentre Maseru, capitale dello stato africano Lesotho, continua ad essere la locazione meno cara.
Oslo e’ la citta’ piu’ cara dell’Europa per i rappresentanti delle compagnie multinazionali. La capitale norvegese e’ seguita da Mosca, Stavanger (Norvegia), Copenhaga, Ginevra, Londra, St Petersburg, Zurigo, Helsinki e Basilea. La capitale della Rep.Moldova, Chişinău, rimane la citta’ europea meno cara per i dipendenti stranieri.
ECA International realizza la graduatoria in base ai prezzi di 128 beni e servizi acquistati usualmente dai dipendenti stranieri in oltre 300 citta’ nel mondo, tra cui generi alimentari, bevande, tabacco, capi di abbigliamento, elettrodomestici, servizi vari, ecc.

Meta’ del capitale delle banche registrate in Romania proviene dall’Austria e Grecia
Il capitale austriaco rappresentava, a fine settembre 2007, il 29,3% del totale degli investimenti stranieri nel sistema bancario romeno, rispettivamente il 22,3% dell’intero capitale delle banche operanti sul mercato romeno, seguito dal capitale greco con pesi specifici del 22,3%, rispettivamente il 22,1%.
Secondo i dati rilasciati dalla banca centrale, gli investitori austriaci e greci controllano quasi il 45% del capitale investito nelle banche della Romania.
Gli investitori austriaci sono azionisti di maggioranza in 4 banche del “top 10”: BCR, Raiffeisen, UniCredit Tiriac e Volksbank.
Gli investitori greci occupano posti piu’ modesti nella graduatoria degli attivi pero’ controllano piu’ banche: Alpha, Bancpost, Banca Romaneasca, Piraeus, Egnatia, ATE, Emporiki (le ultime 3 con quote di mercato inferiori all’1%).

La banca Centrale avverte che le compagnie e la popolazione diventano sempre piu’ indebitate nei confronti delle banche
Nel mese di ottobre 2007, il crediti concessi alle societa’ e alla popolazione erano del 51% superiori a quelli dell’anno scorso, ed ammontavano a circa 113,3 miliardi di lei. I dati forniti recentemente dalla Banca Nazionale indicano che la massa monetaria e’ aumentata rispetto al mese precedente, tendenza registrata anche dai depositi della popolazione in lei o valuta.
I dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania (BNR) indicano che la massa monetaria in senso lato era, alla fine di ottobre, di 128,87 miliardi di lei. Rispetto a settembre era dell’1,7% (0,8% in termini reali) superiore, e rispetto ad ottobre 2006 era del 28,8% (20,6% in termini reali) piu’ alta.
Anche i crediti concessi alle societa’ ed alla popolazione sono aumentati nel mese di ottobre, del 51,4% rispetto al periodo simile del 2006, fino a 133,31 miliardi di lei.
In termini reali, l’aumento del credito non governativo e’ stato del 41,7%.
Secondo i dati BNR, sia il credito in lei che quello valuta, espresso in lei, ha registrato una crescita del 3,3% in ottobre rispetto a settembre. Espresso in euro, l’aumento dei crediti in valuta e’ stato del 4%.
Il credito governativo (dell’amministrazione centrale, delle amministrazioni locali, delle amministrazioni dei sistemi di assicurazioni sociali) e’ aumentato nel mese di ottobre del 2,7%, a 8,87 miliardi di lei. Rispetto ad ottobre 2006, il credito governativo e’ aumentato del 227,1% (206,2% in termini reali).
I depositi dei residenti, clienti non governativi, e’ aumentato nel mese di ottobre del 2,5% rispetto al mese di settembre, a 112,38 miliardi di lei. I depositi in lei della popolazione sono aumentati dell’1,9%, a 38,45 miliardi di lei.
Rispetto ad ottobre 2006, i depositi in lei della popolazione sono aumentati del 52,7% (42,9% in termini reali). I depositi in lei delle persone giuridiche (societa’ non finanziarie ed istituti finanziari non monetari) sono aumentati dell’1,1%, a 37,9 miliardi di lei. Ad ottobre 2007, rispetto al periodo simile del 2006, i depositi in lei delle persone giuridiche sono aumentati del 20,2% (12,5% in termini reali).
I depositi in valuta della popolazione e delle persone giuridiche (societa’ non finanziarie ed istituti finanziari non monetari), espressi in lei, sono aumentati del 4,6%, a 36,03 miliardi di lei. Espressi in euro, i depositi in valuta sono aumentati del 5,2%, a 10,8 miliardi di euro. Rispetto al periodo simile del 2006, i depositi in valuta dei residenti espressi in euro hanno registrato una crescita del 27,6%, i depositi in valuta della popolazione sono aumentati del 50,9%, ed i depositi in valuta delle persone giuridiche sono aumentati del 4,5%.

Il debito pro capite, nei confronti delle banche, del salariato romeno medio, e’ di 4.200 euro
La somma e’ risultata dal rapporto tra il valore dei crediti contratti dai romeni ed il numero totale dei salariati ed e’ equivalente allo stipendio medio netto incassato per 14 mesi, cioe’ a 4.200 euro (+80% rispetto ad un anno prima) alla fine di ottobre 2007.
Secondo i dati della Banca Nazionale della Romania, il valore totale dei crediti contratti dalla popolazione rappresentava quasi il 47% dei redditi netti disponibili delle persone fisiche a meta’ 2007. Un anno prima, a giugno 2006, rappresentava circa il 33% dei redditi netti disponibili della popolazione.
Crediti di 900 di euro pro capite
Alla fine di ottobre 2007, ogni romeno era, mediamente, in debito con le banche di circa 900 euro, rispetto a circa 500 euro, un anno prima, secondo calcoli effettuati dal quotidiano EVZ. L’ammontare risulta dalla somma dei crediti contratti dalla popolazione presso le banche, al momento indicato, divisa al numero di abitanti della Romania.
I calcoli non comprendono i prestiti concessi dagli istituti finanziari non bancari.
Secondo UniCredit Group, alla fine del 2006, l’indebitamento finanziario dei romeni era di 567 euro pro capite. UniCredit Group ha preso in calcolo sia i crediti contratti dai romeni che anche i contratti di leasing conclusi dalle persone fisiche. Negli anni passati, i finanziamenti in leasing rappresentavano la maggior parte dei prestiti concessi dagli istituti finanziari non bancari.
Alla fine del 2005, l’indebitamento finanziario pro capite era di 277 euro, sempre secondo studi UniCredit. Questi stimavano un livello di indebitamento finanziario dei romeni di 546 euro pro capite nel 2008.

L’ambiente rurale, l’”ultima frontiera” per il sistema bancario romeno: negli ultimi 12 mesi le banche operanti in Romania hanno aperto soltanto 28 sportelli nell’ambiente rurale
L’ambiente rurale rappresenta un potenziale importante di crescita per il sistema bancario romeno, pero’ le banche continuano a sviluppare le proprie reti di sportelli soltanto nelle grandi citta’, dichiara il primo vicegovernatore della Banca centrale Florin Georgescu.
L’ufficiale BNR sottolinea che negli ultimi 12 mesi le banche hanno aperto nell’ambiente rurale soltanto 28 sportelli (il 3% delle succursali ed agenzie aperte in questo intervallo) e 954 nell’ambiente urbano.
La Cassa di risparmio CEC rimane la banca “numero uno” nell’ambiente rurale romeno
Georgescu dichiara che 14 istituti di credito hanno sportelli bancari nell’ambiente rurale pero’ soltanto la Cassa di Risparmio CEC ha una larga rappresentativita’ in questa zona.
Per la dinamica d’espansione delle proprie unita’ bancarie nello spazio rurale, l’ufficiale BNR ha elogiato BRD-Groupe Societe Generale. BRD-Groupe Societe Generale ha deciso alla fine del 2006 di entrare sul mercato bancario dell’ambiente rurale con un tipo di sportelli di dimensioni ridotte, che possono essere spostati facilmente.
La Cassa di risparmio CEC ha adottato per il periodo 2007-2011 una strategia rivolta alle piccole e medie imprese delle citta’ con meno di 50.000 abitanti ed intende lanciare un nuovo prodotto denominato « Rural” poiche’ nell’UE le citta’ con meno di 50.000 abitanti sono considerate rientranti nella zona rurale. CEC dispone di circa 1.400 sportelli a livello nazionale, di cui 878 nell’ambiente rurale (coprendo un terzo del numero totale dei comuni romeni).
La necessita’ di poter accedere ai fondi europei aumentera’ la richiesta
Il primo vicegovernatore BNR prevede l’aumento delle richieste in questo settore di mercato, specialmente dal 2008, quando saranno numerose le entita’ dell’ambiente rurale che accederanno ai fondi europei.
Attualmente, i crediti all’agricoltura e all’ambiente rurale sono destinati principalmente all’acquisto di attrezzature.
I risparmi dell’ambiente rurale potrebbero coprire il necessario di risorse a medio termine
L’economista capo della BNR, Valentin Lazea, afferma che le banche commerciali dovrebbero coprire meglio la zona rurale, tenendo presente il suo potenziale di risparmio, necessario a breve e medio termine per assicurare le risorse, specialmente se le linee di credito delle banche-madri dovessero ridursi.
A livello macroeconomico, Lazea ha usato come spiegazione per la sotto-bancarizzazione dell’ambiente rurale il basso tasso di risparmio, di soli 14% del prodotto interno lordo della Romania, rispetto alla media di oltre il 20% negli stati della regione. “Non si potra’ fare banking in Romania soltanto con risorse esterne. Dovra’ essere incentivato anche il risparmio, che al momento e’ molto basso” ha sottolineato Lazea.
Lo stesso ha affermato, anche, che oltre un terzo dei romeni che lavorano all’estero provengono dall’ambiente rurale, ed i trasferimenti in patria effettuati da questi rappresentano miliardi di euro. “Dei 6 miliardi di euro di rimesse annuali, circa 3 miliardi di euro si dirigono verso l’ambiente rurale” crede Lazea.

I romeni spendono di piu’ per il cibo che per i servizi
Il peso specifico delle spese per i generi alimentari nel totale dei redditi dei romeni rimane alto. Nonostante sia sceso dal 60% nel 200 al 38% nel 2005, rimane lontano dalla media UE.
Nel contempo, i romeni spendono per i servizi soltanto il 17% dei loro redditi.
“Il livello delle spese per i generi alimentari e’ molto alto, ed una definizione americana della poverta’ indica che una famiglia e’ povera se spende piu’ di un terzo dei propri redditi per l’alimentazione” commenta il consigliere del governatore della Banca Centrale, Adrian Vasilescu.

Lo stipendio medio a livello nazionale aumentera’ dell’8,3% nel 2008
Nel 2008, lo stipendio medio in Romania aumentera’ dell’8,3% (3,3% in termini reali) secondo uno studio realizzato dalla societa’ britannica di consulenza Mercer. Gli autori hanno preso in calcolo, per il 2008 un tasso annuo dell’inflazione del 5% in Romania.
La Commissione Nazionale di Previsioni (CNP) stima che lo stipendio medio netto aumentera’ del 13%, nel 2008, a 1.160 lei, ed il tasso annuo dell’inflazione e’ anticipato al 4,5%. Il tasso dell’inflazione stimato dalla BNR per il 2008 e’ del 4,3%.
Secondo Mercer nell’Europa Orientale, il tasso di aumento degli stipendi sara’ tra i piu’ alti nel mondo, con una media del 6,9%, pero’ anche l’inflazione rimarra’ alta, con una media annua del 4,6%.

I banchieri romeni avvertono sulle difficolta’ delle Piccole e Medie Imprese nell’adeguarsi alle norme UE
I criteri UE potrebbero dimostrarsi troppo severi per alcune centinaia di migliaia di piccole imprese che non dispongono delle risorse finanziarie necessarie all’allineamento alle regole UE. Nonostante le statistiche indichino un rinvigorimento del settore delle PMI nei primi sei mesi dopo l’adesione della Romania all’UE, i banchieri romeni prevedono una “selezione naturale” tra le piccole aziende.
Queste andranno incontro a difficolta’ finanziarie perche’ dovranno allinearsi a delle esigenze riguardanti la qualita’, l’ambiente e la sicurezza sanitaria dei prodotti.
Il presidente dell’Associazione Romena delle Banche (ARB), Radu Gratian Ghetea afferma che “dopo l’adesione all’UE, assistiamo gia’ ad una selezione naturale delle PMI e dalle attuali 700.000 imprese rimarra’ in attivita’, probabilmente, la meta’”.
Le difficolta’ incontrate dalle PMI possono, pero’, rappresentare altrettanto opportunita’ per i finanziatori: “Con l’entrata della Romania nell’Unione Europea, le banche dirigeranno la loro attenzione verso il settore delle PMI per il cofinanziamento dei progetti con fondi strutturali” sottolinea Ghetea.
Dopo il retail seguono le Piccole e Medie Imprese
“Quando il mercato del retail per le persone fisiche sara’ saturo, seguira’ il momento delle PMI” aggiunge il presidente ARB, parlando delle opportunita’ di allargamento dell’attivita’ bancaria. Gli istituti di credito concentreranno la loro attivita’ sempre di piu’ sul finanziamento delle piccole e medie imprese, poiche’ “la richiesta equivale l’offerta e le banche cercano nuove nicchie” ha spiegato Ghetea, in occasione della conferenza “Comunicazione-Soldi-Sviluppo, organizzata dall’Associazione Romena dei Professionisti in Relazioni Pubbliche.
Il leader ARB crede che, dopo i crediti per il retail e per le PMI, le banche si orienteranno verso l’agricoltura.

Romania all’ultimo posto in Europa per il numero di ATM nel 2005
La Romania, insieme alla Polonia, si piazzava nel 2005 all’ultimo posto in Europa per il numero di ATM (Automatic Teller Machines), secondo i dati rilasciati dall’ufficio europeo de statistica, Eurostat. In Romania e Polonia esistevano soltanto 20 ATM per ogni 100.000 abitanti, mentre in Spagna il numero era di 125.
Dopo la Spagna, nel top dei paesi con il piu’ alto numero di ATM per ogni cento mila abitanti, seguono il Portogallo (107) e la Slovenia (74), mentre la Rep.Ceca (23) completa il gruppo dei paesi con il piu’ basso numero di tali apparecchi.
Secondo Eurostat, nell’UE-25 circa meta’ dei cittadini pagavano in contanti per gli acquisti superiori ai 100 euro, mentre il 36% preferiva pagare con carta da credito. Pochi (meno del 10%) usanvao l’assegno bancario o il trasferimento bancario.
I greci (95%), i polacchi (75%) ed i ciprioti (70%) preferivano i pagamenti in contanti, mentre il pagamento con carta da credito era usata in grande misura dagli svedesi (62%), olandesi (61%) e lussemburghesi (59%).
Soltanto Francia (35%), Malta (13%), Gran Bretagna (13%) ed Irlanda (11%) oltre il 10% della popolazione preferiva pagare con assegno. Percentuali relativamente alte di persone che usavano il trasferimento bancario si registravano in Austria (29%) ed Olanda (23%).

L’investimento immobiliare e’ considerato dai romeni la forma piu’ sicura per l’utilizzo dei risparmi
La piu’ sicura forma di risparmio e’ l’investimento immobiliare, dichiara un terzo dei rispondenti ad un sondaggio ordinato dal Fondo di Garanzia dei Depositi nel Sistema Bancario, e al polo opposto si piazza il prestito con interessi, preferito dal 3% dei partecipanti allo studio. Dopo gli investimenti nell’immobiliare, sono preferiti, in proporzioni uguali, del 22%, i depositi nelle banche e gli investimenti in oro ed altri metalli preziosi, ha dichiarato in una recente conferenza stampa, il direttore del Fondo di Garanzia dei Depositi, Alexandru Matei, citando i risultati dello studio di mercato sul comportamento, fattori d’influenza, l’evoluzione e le prospettive del risparmio. Lo studio e’ stato realizzato a luglio 2007 da Metro Media Transilvania, su un campione di 2.023 persone in eta’ superiore ai 18 anni, dall’ambiente rurale ed urbano, con un margine di errore del +/- 2,2%.

Per il periodo delle Feste Natalizie e del Capodanno la Banca Nazionale della Romania prevede un afflusso straordinario di rimesse di circa 1,2 miliardi di euro provenienti dai romeni che lavorano negli altri paesi membri dell’Unione Europea.
I flussi, provenienti specialmente dall’Italia e dalla Spagna, insieme agli altri trasferimenti effettuati durante il 2007, porteranno l’ammontare totale delle entrate, nel 2007, da tale fonte, a circa 6,3 miliardi di euro.
Il consigliere del governatore della Banca centrale, Adrian Vasilescu, spiega che le rimesse sono effettuate prevalentemente in tre periodi: prima di Pasqua, prima delle ferie estive e prima di Natale e Capodanno, soprattutto dall’Italia e dalla Spagna, paesi dove attualmente vivono e lavorano le maggiori comunita’ romene all’estero.

31 dicembre 2007 potrebbe diventare giorno “chiuso” per le operazioni bancarie in Romania
Con un memorandum firmato dal Governatore della Banca Nazionale Mugur Isarescu e dal presidente dell’Associazione Romena delle Banche Radu Ghetea, sara’ proposto al Governo che il giorno lunedi’ 31 dicembre 2007, sia dichiarato giorno “non bancario”.
Anche il mercato di capitale avra’ una pausa di fine anno. La Borsa Valori Bucarest ha annunciato che le transazioni saranno sospese nell’intervallo 22 dicembre 2007- 2 gennaio 2008.

Il primo tratto dell’autostrada Cernavoda- Costanza avra’ 2 passaggi sospesi e 12 viadotti ed il secondo tratto 4 passaggi, un nodo stradale 2 viadotti e 2 ponti
Il Ministero dei Trasporti ha invitato le compagnie interessate a partecipare alla progettazione e costruzione del tratto autostradale Cernavoda – Costanza a presentare i documenti di prequalifica entro il 4 gennaio 2008. Il tratto avra’ circa 52 km e sara’ diviso in due settori, Cernavoda – Mangalia (19 km) e Medgidia – Costanza (32 km), ed il valore del progetto e’ stimato a 400 milioni di euro.
Secondo un recente annuncio comune del Ministero e della Compagnia Nazionale di Autostrade e Strade Nazionali della Romania (CNADNR), il primo tratto avra’ due passaggi sopra l’autostrada e 12 viadotti, ed il secondo 4 passaggi, un nodo stradale, 2 viadotti e 2 ponti.
Il contratto di progettazione ed esecuzione dovrebbe essere firmato entro la fine di febbraio 2008, ed il periodo di esecuzione, di 24 mesi, comincera’ a marzo 2008.
Finanziatori sono BEI, BERS ed il bilancio dello stato romeno
L’ammontare necessario per la finalizzazione del progetto sara’ assicurato dal bilancio dello stato romeno e da un prestito della Banca Europea di Investimenti (BEI). Nell’annuncio di prequalifica, la CNADNR non ha imposto alcuna condizione tecnica alle societa’ interessate dal progetto specificando soltanto che le procedure si svolgeranno in conformita’ con la Guida di acquisti della BEI.
Il Programma nazionale di costruzione di autostrade, approvato a febbraio 2007 dal Governo, per il periodo 2007-2013, prevede la realizzazione di 1.800 km di autostrade ed un necessario finanziario di 13 miliardi di euro. I progetti saranno sostenuti dai fondi strutturali, da fondi ISPA, da prestiti dalla BEI e BERS e dal bilancio dello stato romeno.
Dalla rete totale di strade della Romania di circa 80.000 km, l’1,4% sono autostrade e circa il 20% strade nazionali; le altre sono strade regionali e locali. Rispetto alla superficie nazionale, la Romania ha la piu’ bassa densita’ stradale tra tutti gli stati membri UE, cioe’ 33,5 km per ogni 100 km quadrati.
Il 25 ottobre 2007, il ministro dei Trasporti, Ludovic Orban, annunciava che la circonvallazione di Costanza ed il tratto Cernavoda – Costanza dell’Autostrada del Sole saranno ultimate entro la fine del 2010.
Ludovic Orban stimava che per l’allestimento dell’autostrada Cernavoda – Costanza e’ necessario un investimento di 397 milioni di euro.
Il bilancio per il finanziamento dei progetti di costruzione delle autostrade per il 2008 ammonta a 364 milioni di lei, cioe’ il 14% della somma richiesta dalla Compagnia di Autostrade, rispettivamente 2,5 miliardi di lei.

Parco eolico nella regione Cluj
Il piu’ “alto” parco eolico in Europa, ubicato ad un’altitudine di 1.230 metri su un area di 100 ettari, dovrebbe essere realizzato nel comune Marisel, nella regione Cluj, con un investimento di 64 milioni di euro. Il Consiglio Locale Marisel ha gia’ firmato il contratto di associazione per 49 anni con la societa’ Ramina Eol di Cluj Napoca, che prevede la costruzione, su un ex pascolo, di 18 torri eoliche che dovrebbero entrare in funzione nel 2010. La capacita’ totale delle torri eoliche sara’ di 45 MW. Secondo l’amministratore Ramina Eol, Toader Gherman, la societa’ si impegna per contratto a pagare al Consiglio Locale Marisel una quota di associazione dell’11%, ma non meno di 200.000 di euro l’anno.
Attualmente, il piu’ “alto” parco eolico in Europa funziona in Francia, ad un’altitudine di circa 1.000 metri.

Statistica della settimana
Il settimanale economico Capital ha elaborato il „Top 2007 dei 300 romeni piu’ ricchi”
Nell’edizione 2007, Dinu Patriciu e’ salito al primo posto nel „Top 300 Capital dei romeni piu’ ricchi”, con un patrimonio stimato a 3,1 – 3,3 miliardi di dollari, spodestando Iosif Constantin Dragan, che ha detenuto per 2 anni di seguito il titolo del romeno piu’ ricco.
Gigi Becali e Ion Tiriac occupano il secondo e terzo posto, mentre Dragan e’ sceso al settimo posto.
Dall’ottavo posto nel 2006 (con un patrimonio stimato a 500-600 milioni di dollari), Patriciu e’ salito al primo posto grazie alla transazione dell’anno: la vendita del pacchetto azionario di maggioranza detenuto nella societa’ Rompetrol.
Ion Tiriac (secondo posto nel 2006) e’ stato spodestato, nel Top 300, da Gigi Becali, che vanta un patrimonio stimato a 2,8-3 miliardi di dollari.
Tiriac occupa il tezo posto con circa 2,2-2,4 miliardi di dollari.
Ha conservato il quarto posto del 2006, anche nel 2007, Sorin Ovidiu Vantu, con un patrimonio stimato a 2,1-2,3 miliardi di dollari.
Al quinto posto si piazzano i fratelli Micula (1,9-2,1 miliardi di dollari) e al sesto (in discesa di una posizione) la famiglia Paunescu (1,6-1,8 miliardi di dollari).
Iosif Constantin Dragan, e’ sceso dal primo al settimo posto con 1,5-1,6 miliardi di dollari.

Notizia dell’ultima ora
Nel sud-est della Romania 15 volatili sono stati abbattuti per possibile contagio con il virus aviario HN5
Le autorita romene confermano l’individuazione di un caso di influenza aviaria, il cui virus ha contagiato galline ed anatre nella localita’ Murighiol, nel delta del Danubio, dopo che 15 volatili sono deceduti in un piccolo allevamento.
Novanta volatili sono stati abbattuti dopo la conferma del contagio con un virus del ceppo H5N (non letale per l’uomo), hanno annunciato le autorità.
Saranno introdotte delle restrizioni per la caccia nelle vicinanze del focolaio a causa del rischio di contagio, pero’ la delimitazione delle zone dove la caccia sara’ vietata verra’ decisa dopo il completamento di un’analisi di rischio, ha annunciato Nicolae Lazar, direttore nell’Autorita’ Sanitaria Veterinaria e della Sicurezza degli Alimenti.

I mass media italiani parlano della Romania
www.sviluppo.lazio.it: Lazio, cooperazione con la Romania
La Regione Lazio affianchera’ in qualita’ di tutor la Romania nell’ambito del progetto dell’UE “Twinning” che punta a favorire lo sviluppo e l’assistenza nella gestione dei fondi strutturali europei. Lo ha annunciato il 23 novembre l’assessore regionale a PMI, commercio e artigianato Francesco De Angelis in occasione della visita di una delegazione romena nella sede della Provincia di Frosinone. All’incontro erano presenti anche il presidente della Provincia di Frosinone Francesco Scalia, il direttore generale di Sviluppo Lazio Gianluca Lo Presti e il capo della delegazione romena Ica Voina.
Nell’occasione e’ stato anche presentato un progetto di gemellaggio del Lazio con l’Oltenia, regione del Sud Est della Romania. Secondo De Angelis, “e’ stata aperta la strada a un importante rapporto di collaborazione che auspichiamo sia lungo e fruttuoso per i nostri popoli e per l’economia dei nostri sistemi produttivi”.

www.formiche.net: Piemonte – Una delegazione regionale in Romania per verificare le opportunità di collaborazione
Al via la missione economico-istituzionale di una delegazione della Regione Piemonte in Romania. Un’occasione per verificare “sul posto” e nelle regioni piú interessanti sotto il profilo dello sviluppo economico i settori e le opportunità di collaborazione e di investimento per le imprese piemontesi. L’obiettivo è dare un segnale di interesse e di apertura in vista del rafforzamento dei rapporti bilaterali, attraverso la valorizzazione delle opportunità di cooperazione e collaborazione economica tra le diverse realtà territoriali e regionali. Alla guida della delegazione, composta da un gruppo di operatori economici e rappresentanti di enti e associazioni imprenditoriali, l’assessore all’Internazionalizzazione della Regione Piemonte, Andrea Bairati.
Nel corso della missione, in raccordo con le rappresentanze diplomatiche italiane in Romania, sono previsti incontri a Bucarest e a Timisoara, con esponenti del mondo economico e istituzionale locale, con rappresentanti della comunità d’affari italiana e in particolare con i numerosi imprenditori piemontesi che operano in loco.”Il nostro sistema produttivo – ha dichiarato l’assessore regionale all’Internazionalizzazione, Andrea Bairati – ha
rapporti commerciali intensi da molti anni con i Paesi dell’Est, in particolare con la Romania. La Regione Piemonte ha finanziato in passato e potrà finanziare in futuro specifici progetti provenienti da enti, associazioni, consorzi export che promuovano gli scambi con questo Paese considerato strategicamente prioritario e in crescita. L’approccio si è articolato nel tempo in interventi che spaziano dalla solidarietà sociale all’emergenza, a quelli piú sistematici di parternariato economico-commerciale e di assistenza tecnica nei settori agricolo e della formazione.”In Romania hanno già sede tre Desk attivati grazie all’intervento della Regione Piemonte: quello della Camera di Commercio di Torino, presso la Camera di Commercio di Bucarest, quello di API Novara VCO a Deva, e infine quello di API Cuneo, a Brasov-Timisoara. “Una rete che copre l’intero territorio romeno – ha concluso Bairati – offrendo ai nostri imprenditori la possibilità di contattare tutto il sistema produttivo del Paese, favorendo gli scambi imprenditoriali sotto l’egida di una regia regionale piú ampia”.

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