Newsletter n.47 / 2007

Posticipata la visita del Ministro degli Esteri Massimo d’Alema in Romania programmata per fine novembre 2007
Il ministro degli Esteri, Massimo D’Alema, sara’ i primi giorni della prossima settimana ad Annapolis per l’incontro sul Medio Oriente e quindi, la sua visita a Bucarest, programmata per fine novembre e’ stata rinviata. Lo ha annunciato lo stesso titolare della Farnesina in un breve incontro con la stampa italiana e romena. Insieme al suo omologo romeno, Adrian Cioroianu, D’Alema ha spiegato che, “per evitare malintesi”, e’ stato deciso di spiegare alla stampa che il rinvio della visita a Bucarest e’ dovuto a sopraggiunti impegni di lavoro.
La visita sara’ spostata, probabilmente, per gennaio 2008.

Emma Bonino, Ministro per il Commercio Internazionale e per le politiche Europee, che effettuera’ nel periodo 9-10 dicembre 2007, una visita ufficiale in Romania, annuncia: “Vogliamo restare primo paese partner”
“Con la Romania da oltre 15 anni abbiamo un rapporto economico rilevantissimo e abbiamo tutto l’interesse a che le relazioni economiche bilaterali ritornino sul binario della normalità: per le imprese italiane che operano in Romania come per quelle romene che lavorano nel nostro paese. Siamo d’accordo sul principio che bisogna contrastare l’illegalità, evitando tuttavia che sui temi della sicurezza prevalgano toni demagogici” ha dichiarato Emma Bonino, Ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee dopo l’incontro svolto a Roma con il Ministro romeno per le PMI ed il Commercio, Ovidiu Silaghi. “Ora bisogna abbassare la tensione e continuare a lavorare in modo proficuo per entrambi”, ha aggiunto Bonino annunciando all’omologo romeno l’intenzione di effettuare il 9 e 10 dicembre 2007 una visita ufficiale a Bucarest. “I rapporti socio economici con la Romania si sono intensificati dagli inizi degli anni novanta ed oggi sono oltre 23.500 le imprese italiane attive sul territorio romeno. I nostri imprenditori si sono indirizzati, per motivi di contiguità geografica, storica e culturale soprattutto verso Timisoara e il suo “hinterland”. Il capitale italiano investito ammonta ad oltre 850 milioni di euro, otto banche con capitale italiano operano nel paese. 325 sono i collegamenti aerei settimanali tra i due paesi. Centinaia gli autobus che collegano la Romania con decine e decine di città italiane ogni settimana. Sono circa 17.000 le imprese e le attività commerciali avviate in Italia da cittadini romeni. Siamo il primo partner commerciale della Romania e siamo determinati a restare tali” ha rilevato Bonino. “Nel 2006 l’interscambio ha raggiunto, per la prima volta, la cifra record di 10,6 miliardi di euro. Ci sono ancora spazi per migliorare la nostra presenza nel campo delle infrastrutture, della logistica, nel settore energetico così come in quello dell’agroindustria e del tessile” ha concluso il ministro italiano

Il vice ministro agli Affari Esteri Franco Danieli ed il sottosegretario di Stato degli Affari Esteri romeno, Mihai Gheorghiu dichiarano eccellenti le relazioni politico-diplomatiche tra l’Italia e la Romania
“Il rapporto bilaterale tra Italia e Romania ha raggiunto una lunga consuetudine di approcci positivi e costruttivi. Eccellenti sono le relazioni politico-diplomatiche; basti ricordare che l’Italia e’ stato il primo Paese fondatore dell’Unione Europea a ratificare il Trattato di adesione della Romania e che il Primo Ministro Prodi, sotto la cui guida la Commissione Europea varo’ il programma di allargamento tra Romania e Bulgaria, e’ stato il primo leader europeo a visitare Bucarest all’indomani dell’ingresso nell’UE” e’ la dichiarazione congiunta del vice ministro agli Affari Esteri Franco Danieli e del sottosegretario di Stato degli Affari Esteri romeno, Mihai Gheorghiu, con delega per la comunita’ romena in Italia, rilasciata dopo l’incontro del 19 novembre 2007 alla Farnesina.
“I vincoli economico-commerciali sono unici; quest’anno saranno superati i 12 miliardi di euro di interscambio, oltre 20.000 imprenditori italiani operano in Romania generandovi circa 800.000 posti di lavoro, mentre centinaia di migliaia di romeni costituiscono ormai da anni la più numerosa comunità straniera in Italia – sottolinea la stessa dichiarazione. All’interno di un rapporto tanto ricco e variegato possono nascere delle criticità. Anche in questo momento, le Istituzioni dei nostri due Paesi stanno lavorando insieme per ottenere in breve tempo un loro superamento. In questa direzione si colloca anche il pacchetto di specifiche iniziative adottato dal Governo romeno. Siamo certi che il nostro tradizionale rapporto ne uscira’ rafforzato e, se possibile, ancora piu’ maturo. Siamo impegnati, in entrambi i nostri Paesi, per concordare le linee di fondo delle nostre politiche, sulla base del comune quadro di riferimento rappresentato dall’Unione Europea”.
“Per gestire i problemi bisogna anzitutto riconoscerli – si ribadisce – il bisogno di sicurezza e’ avvertito ed e’ oggi collegato soprattutto al fenomeno dell’immigrazione. I nostri Governi intendono affrontare questa complessa problematica nello spirito di amicizia e fratellanza tra italiani e romeni che e’ andato consolidandosi in tutti questi anni e che portera’ presto alla firma di un nuovo documento di Partenariato Strategico da parte dei due Ministri degli Esteri. Non dobbiamo permettere che un’esigua minoranza pregiudichi l’immagine positiva che i romeni in Italia hanno saputo conquistarsi con il loro lavoro ed il loro prezioso contributo all’economia e alla societa’ italiana. Le Autorita’ italiane hanno condannato con chiarezza gli isolati atti di delinquenza e violazione della legge italiana ed intendono assolutamente evitare che questi generino risposte sconsiderate da parte di alcuni elementi della stessa societa’ italiana”. “Occorre dunque lavorare insieme per favorire integrazione, convivenza, riconoscimento reciproco – si conclude la dichiarazione congiunta – tenendo pero’ chiaro e fermo il rispetto delle leggi e sempre condannando gli atti contrari alla legalita’. Si e’ pertanto concordato di istituire un Gruppo di lavoro congiunto tra i responsabili governativi delle comunita’ italiana e romena presenti nei rispettivi paesi”.

Il deficit di conto corrente e’ arrivato a quasi 12 miliardi di euro
Il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato, nei primi 9 mesi del 2007, un deficit di 11,8 miliardi di euro, in aumento del 76,5% rispetto al periodo simile del 2007, principalmente a causa del deficit della bilancia commerciale, risulta dai dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania (BNR).
Lo squilibrio della bilancia commerciale e’ aumentato del 67% rispetto al periodo gennaio-settembre 2006, fino a 12,26 miliardi di euro.
Sia la bilancia dell’interscambio di beni e servizi che quella dei redditi hanno registrato deficit di 12,07 miliardi di euro rispettivamente 3,66 miliardi di euro, mentre la bilancia dei trasferimenti correnti (il contributo maggiore e’ rappresentato dai trasferimenti effettuati dai romeni che lavorano all’estero) ha registrato un eccedente di oltre 3,93 miliardi di euro.
Secondo i dati BNR, il deficit di conto corrente e’ stato coperto per il 42,5% dagli investimenti stranieri diretti, ammontati a 5,01 miliardi di euro, di cui le partecipazioni al capitale ed il profitto reinvestito hanno rappresentato il 50%.
Alla fine di settembre 2007, il debito estero a medio e lungo termine ammontava a 33,85 miliardi di euro, in aumento del 18,9% rispetto a quello di fine 2006.
L’aumento del deficit si e’ temperato, dopo che nella prima parte del 2007 il suo valore aveva registrato un ritmo di crescita di oltre il 100%.
Dopo i primi 8 mesi del 2007, il deficit di conto corrente ammontava a 10,2 miliardi di euro (+87% rispetto a quello del periodo simile del 2006) mentre a 7 mesi il livello del deficit era stato di 8,96 miliardi di euro (+98%).
Per il 2007, secondo le stime autunnali preliminari, la Commissione Nazionale di Previsioni si attende ad un deficit di conto corrente di 15,8 miliardi di euro, equivalente al 13,4% del Prodotto Interno Lordo (PIB), e per il 2008 di 18,35 miliardi di euro, equivalente al 13,3% del PIL.
Nel 2006, il valore del deficit di conto corrente ha rappresentato il 10,3% del PIL.

Investimenti stranieri diretti di quasi 1 miliardo di euro nel mese di settembre 2007 e di oltre 5 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2007 (+3% rispetto al periodo simile del 2006)
La Romania ha attratto, nei primi 9 mesi del 2007, investimenti stranieri diretti di oltre 5 miliardi di euro, secondo i dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania. Gli investimenti stranieri hanno registrato, per la prima volta una crescita rispetto a quelli del 2006, grazie ad entrate di investimenti di quasi 1 miliardo di euro nel mese di settembre 2007, uno dei piu’ alti livelli mensili tra il 1990 ed il 2007.
Per l’intero 2007, le stime ufficiali indicano investimenti stranieri di 7 miliardi di euro (rispetto a 9,1 miliardi di euro nel 2006 (i quali, pero’, inglobano anche il ricavato dalla privatizzazione della BCR; senza l’ammontare risultato dalla vendita della BCR essi rappresentano soltanto IDE di 6,9 miliardi di euro). Secondo la BNR, meta’ degli IDE di 5 miliardi di euro attratti nei primi 9 mesi del 2007 rappresenta partecipazioni al capitale e profitto reinvestito, e l’altra’ meta’ rappresenta crediti intra-gruppo.
L’aumento del deficit di conto corrente del 77% nei primi 9 mesi, in concomitanza con un aumento degli investimenti stranieri (che finanziano il deficit) di soli 3%, hanno determinato l’abbassamento del grado di copertura del deficit attraverso entrate da investimenti al 42% (nei primi 9 mesi del 2007) rispetto al 91% (nell’intero 2006). Quindi gli investimenti stranieri hanno perso la principale posizione nella “compensazione” del deficit estero, cedendo il posto alla copertura dello stesso attraverso finanziamenti che aumentano l’indebitamento estero, specialmente a breve termine. Conseguentemente, il debito estero a medio e lungo termine e’ salito a 33,85 miliardi di euro dopo i primi 9 mesi del 2007, in aumento di quasi il 20% rispetto alla fine del 2006.
I finanziamenti a breve termine aumentano il proprio peso specifico nel totale del debito estero, e hanno rappresentato circa 14,5 miliardi di euro (30% del totale) a meta’ del 2007.
I crediti a breve termine sono contratti principalmente dalle compagnie (7,6 miliardi di euro) e dalle banche (6,5 miliardi di euro), ed il resto appartiene allo stato ed alla banca centrale.

La Romania registra, con il maggior numero di tasse ed imposte pagate dalle societa’, la piu’ alta fiscalita’ tra i paesi dell’Unione Europea
La Romania si piazza al quarto posto nel mondo ed al primo posto nell’Unione Europea per il numero delle tasse ed imposte che una compagnia deve pagare in un anno, con 96 pagamenti di imposte, il doppio rispetto ad altri stati europei, come la Polonia o la Slovacchia, secondo il rapporto “Paying Taxes 2008”, elaborato dalla societa’ di consulenza ed audit PricewaterhouseCoopers (PwC) e la Banca Mondiale, che analizza 178 paesi.
La Romania e’ salita di una posizione nella graduatoria rispetto all’edizione 2006, quando il numero di tasse identificate dagli autori dello studio era di 89. Quest’anno, ai primi tre posti nel mondo, per il numero di tasse pagate da una compagnia, annualmente, si piazza il Belarus (124 tasse), l’Uzbekistan (118) e l’Ucraina (99), indica il rapporto “Paying Taxes 2008”
Gli autori dello studio sottolineano che, nonostante in Romania ed Ucraina sia stata introdotta l’imposta unica sui redditi, il gran numero delle altre tasse percepite diminuisce i benefici di tale sistema di tassazione. Per stabilire il numero di tasse pagate da una compagnia, in un anno, gli autori dello studio hanno calcolato la periodicita’ con la quale sono pagate le tasse dirette ed indirette (12 volte, 4 volte o una sola volta l’anno). Per esempio, nel caso dei contributi sociali e della tassa sul valore aggiunto, il numero dei pagamenti effettuati in un anno e’ di 12, mentre per tasse come l’imposta sui terreni, sugli edifici e sul profitto la frequenza e di 4 volte l’anno.

Il giro di affari delle Piccole e Medie Imprese romene e’ aumentato del 15% nel primo semestre del 2007
Il volume di affari delle Piccole e Medie Imprese romene e’ aumentato mediamente del 10-15% nel primo semestre del 2006 rispetto al periodo simile del 2006, mentre il profitto ha registrato una crescita di fino al 10%, secondo uno studio realizzato dal Consiglio Nazionale delle Piccole e Medie Imprese della Romania (CNIPMMR).
Il numero delle PMI che hanno ottenuto profitto e’ aumentato del 5% nel primo semestre del 2007, rispetto al periodo simile del 2006, mentre il numero delle PMI che hanno registrato perdite e’ diminuito di circa il 4%.
Inoltre, le PMI hanno realizzato investimenti di circa l’8% superiori rispetto al primo semestre del 2006, mentre il volume totale delle loro esportazioni e’ aumentato del 12-15%.
Il numero delle societa’ costituite e’ aumentato, nel primo semestre del 2007, del 9,15% rispetto al primo semestre del 2006, mentre il numero delle societa’ radiate o liquidate e’ diminuito del 74,18%.
Il numero totale dei salariati ha registrato un aumento di quasi il 5%.

I fondi SAPARD per il 2007, sono stati utilizzati integralmente
L’Agenzia di Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e Pesca (APDRP) ha gia’ effettuato gli ultimi pagamenti dei fondi SAPARD disponibili per il 2007, informa un comunicato APDRP. Nel 2007, sono stati effettuati pagamenti di 302,97 milioni di euro, quindi i fondi attinenti al 2007 sono stati integralmente assorbiti.
L’APDRP continuera’ ad effettuare pagamenti dai fondi concessi per il 2005. Inoltre, entro dicembre 2008, la scadenza per la finalizzazione del programma SAPARD, l’APDRP effettuera’ pagamenti per conto dei fondi attinenti agli anni 2005 e 2006, per 474 milioni di euro.
Attraverso il programma SAPARD sono stati approvati e contrattati 4.713 progetti, per 1,49 miliardi di euro.

Le banche commerciali operanti sul mercato romeno hanno ottenuto, nei primi 9 mesi del 2007, un profitto netto cumulato di 1,88 miliardi di lei (+8,3% rispetto al periodo simile del 2006) ha dichiarato Florin Georgescu, primo vicegovernatore della banca centrale, in occasione del seminario EU-COFILE, organizzato dalla Banca Nazionale della Romania, l’Associazione Romena delle Banche ed Alpha Bank
Alla fine dei primi 9 mesi del 2006, gli istituti di credito operanti in Romania avevano registrato un profitto netto cumulato di 1,74 miliardi di lei, e nell’intero 2006 di 2,20 miliardi di lei.
Georgescu afferma che l’avanzata del profitto delle banche commerciali nel 2007 ha registrato un appiattimento, a causa dell’abbassamento dei tassi di interesse nella prima parte dell’anno. Inoltre, la profittabilita’ delle banche si e’ temperata anche a causa del processo di “estensione” che attraversa la maggior parte delle banche: l’assunzione di ulteriore personale riduce i margini di guadagno. Il numero dei dipendenti del sistema bancario e’ aumentato da 56.799 a fine settembre 2006 a 63.487 alla fine dei primi 9 mesi del 2007.
La redditivita’ dei capitali e degli attivi bancari comincia a ridursi
I dati rilasciati dalla banca centrale indicano che, alla fine del terzo trimestre del 2007, l’aumento dei crediti, ma anche degli attivi bancari ha superato quella dei capitali propri e ha determinato la diminuzione della solvibilita’ dal 17,9% dopo i primi 9 mesi del 2006, al 14% alla fine di settembre 2007. Nonostante l’indice di stabilita’ si sia ridotto di quasi il 4%, Georgescu lo considera “confortevole” e crede che potrebbe diventare allarmante solo se si avvicinasse al limite dell’8% imposto da Basel I e Basel II. Per quanto riguarda la redditivita’ degli attivi del sistema bancario romeno, questo si e’ ridotto nei primi 9 mesi del 2007 all’1,18%, e la redditivita’ dei capitali e’ scesa, anch’essa, dall’11,8% al 10,3%.
Il deterioramento della profittabilita’ delle banche ha determinato la “discesa” di numerose banche nella II-a categoria delle 5 categorie di rating. Il peso specifico degli istituti di credito raggruppati nella II-a categoria e’ salito al 64,5% a settembre 2007 rispetto al 51,6% alla fine di settembre 2006.
L’intermediazione finanziaria salira’ al 37% del PIL nel 2007
Georgescu ha dichiarato che la banca centrale ha rettificato, in aumento, il grado di intermediazione finanziaria previsto per la fine del 2007, grazie alla dinamica registrata dai crediti. Il grado di intermediazione finanziaria per il 2007 e’ stimato al 37% del Prodotto Interno Lordo (+3% rispetto alle stime precedenti della banca centrale), grazie all’aumento del credito non governativo (del 59% ai crediti per la popolazione e del 33% ai finanziamenti per le compagnie). Nel 2000 l’indice rappresentava il 10% del PIL e nel 2006 il 27% del PIL.
A fine settembre 2007, sul mercato romeno erano registrati 41 istituti di credito (+3 rispetto a settembre 2006). In questo intervallo sono state autorizzate Bank of Cyprus (dicembre 2006), Millennium Bank, lanciata nel terzo trimestre del 2007 e le succursale delle banche La Caixa e Fortis Bank. Nel contempo, dai calcoli e’ uscita HVB Ţiriac, grazie alla fusione attraverso assorbimento con UniCredit România. Nell’intervallo settembre 2006 – settembre 2007, la rete territoriale delle banche e’ aumentata di 1.000 unita’, a 5.175 agenzie e succursali.

ABN Romania si trasforma in succursale
Il presidente ABN AMRO România, Peter Weiss, ha dichiarato che dal 2008, ABN AMRO România sara’ registrata come succursale della banca-madre (modificando l’attuale statuto di istituto bancario registrato in Romania).
La ragione sociale e’ gia’ stata cambiata in ABN AMRO Bank NV – Succursale Romania, nel registro delle banche, dal 16 novembre 2007.
Il gruppo olandese ABN AMRO e’ stato prelevato da un consorzio composto da Royal Bank of Scotland (RBS), il gruppo belga-olandese Fortis e la banca spagnola Santander. Le operazioni in Romania entrano nel portafoglio RBS.

Nove mesi difficili per le compagnie romene di assicurazioni che, per la maggior parte, hanno registrato perdite o abbassamenti dei profitti, nei primi 3 trimestri del 2007, a causa dell’aumento dei danni
I primi 9 mesi del 2007 sono stati difficili per le piu’ grandi societa’ di assicurazioni attive sul mercato romeno: la maggior parte ha registrato perdite consistenti o abbassamenti dei profitti rispetto a quelli del periodo simile del 2006. Le perdite sono state determinate, principalmente, dall’aumento del tasso dei danni nel campo delle assicurazioni auto, ma anche da avvenimenti che hanno imposto risarcimenti di milioni di euro.
Asirom ed Astra-Uniqa hanno registrato perdite mentre Allianz-Tiriac ha avuto profitti piu’ bassi dalle assicurazioni generali.
ARDAF, l’assicuratore con le maggiori perdite nel 2006, e’ riuscito a ridurre le perdite che sono rimaste, pero’, consistenti.
Asirom, una delle piu’ grandi compagnie di assicurazioni del mercato romeno, il cui controllo e’ stato prelevato recentemente dal gruppo Vienna Insurance, ha registrato perdite nei primi 9 mesi del 2007 (-1,6 milioni di euro cioe’ 5,3 milioni di lei). Nel primo semestre del 2007 la compagnia ha registrato profitti, pero’ due incidenti importanti nell’assicurata Oltchim (di oltre 8 milioni di euro) hanno determinato una perdita di 2,2 milioni di euro nel terzo trimestre. Asirom ha ceduto in riassicurazione, nei primi 9 mesi del 2007, premi lordi sottoscritti di 37,5 milioni di lei (11,4 milioni di euro). I premi lordi sottoscritti da Asirom nei primi 9 mesi del 2007 sono aumentati di soli 0,33% rispetto al periodo simile del 2006, a 475,6 milioni di lei (144,1 milioni di euro). Circa l’86% degli affari della compagnia provengono dalle assicurazioni generali. Asirom ha continuato il trend del 2006, quando gli affari dei primi 9 mesi erano aumentati di meno dell’1% rispetto al periodo simile dell’anno precedente.
Anche Astra-Uniqa, assicuratore controllato dal gruppo austriaco Uniqa e l’imprenditore Dan Adamescu, ha registrato perdite nei primi 3 trimestri del 2007 di 4,2 milioni di euro (13,6 milioni di lei), mentre nel periodo simile del 2006 registrava un profitto marginale di 0,3 milioni di euro (circa 1 milione di lei). Quasi l’intera perdita proviene dalle assicurazioni generali, attivita’ di base della compagnia. Nel terzo trimestre, Astra-Uniqa ha perso 0,3 milioni di euro, mentre nel periodo simile del 2006 registrava un profitto dello 0,8 milioni di euro. I premi lordi sottoscritti dalla compagnia sono arrivati a 281,8 milioni di lei (85,4 milioni di euro) alla fine di settembre (+13% rispetto ai primi 9 mesi del 2006). L’aumento degli affari e’, pero’, troppo modesto rispetto a quello degli indennizzi pagati, che sono aumentati del 33%, a 114,1 milioni di lei (34,6 milioni di euro).
I rappresentanti delle compagnie di assicurazioni affermano che la principale causa delle perdite registrate dalle grandi compagnie di assicurazioni operanti in Romania sono gli indennizzi pagati per gli incidenti auto.
Il piu’ grande assicuratore del mercato, Allianz-Tiriac, ha dimezzato, nel terzo trimestre, il proprio profitto, da 6 milioni di euro nel 2006 a 3 milioni di euro nel 2007. Nei primi 9 mesi del 2007, il profitto operazionale dalle assicurazioni generali e’ diminuito del 30%, a 7 milioni di euro. Il direttore generale Cristian Constantinescu si e’ dichiarato, ripetutamente, preoccupato dall’evoluzione dei danni negli ultimi anni, e nel 2006 la compagnia ha rivisto la strategia per il Casco, per aumentare la profittabilita’.
Per ridurre le perdite nelle assicurazioni auto, numerosi assicuratori, tra cui Asirom, Generali o Asitrans, hanno introdotto franchigie per le assicurazioni Casco. La franchigia e’ la parte di danno sopportata dall’assicurato e con l’applicazione di questa il premio di assicurazione si riduce, pero’ diminuiscono anche i risarcimenti pagati dall’assicuratore. “Meglio avere un portafoglio di clienti con pochi danni e premi contenuti che clienti con molti danni che pagano un premio alto” crede Tudor Moldovan, direttore generale di Generali Asigurari.
Un assicuratore che ha registrato problemi con le assicurazioni auto e’ Carpatica Asig. La Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni le ha vietato di vendere polizze RCA per 30 giorni, poiche’ si e’ constatato che l’assicuratore non ha pagato i dovuti risarcimenti ad alcuni clienti.
L’unica compagnia di assicurazioni generali, tra quelle che hanno pubblicato i loro risultati nei primi 9 mesi del 2007, che ha registrato una crescita del profitto e’ Omniasig, membro del gruppo austriaco Vienna Insurance. Il profitto Omniasig e’ aumentato del 20% nei primi 9 mesi, a 5,6 milioni di euro, dopo il raddoppio registrato a meta’ anno, con 3,9 milioni di euro. Nel terzo trimestre, Omniasig, compagnia la cui attivita’ e principalmente concentrata sulle assicurazioni auto, ha guadagnato 1,7 milioni di euro.

Il top delle piu’ profittevoli compagnie romene nel 2006
Petrom, Orange e Mobifon sono state le compagnie private con i piu’ alti profitti lordi nel 2006, secondo una graduatoria realizzata dal Consiglio Nazionale per le Piccole e Medie Imprese della Romania (CNIPMMR).
Secondo il “top”, nella categoria grandi compagnie ai primi tre posti si sono piazzate Petrom con un profitto lordo di 2.546.166.973 lei, Orange Romania SA con 1.639.439.792 lei e Mobifon con 1.340.295.418 lei.
Nella categoria Medie Imprese, i primi tre posti sono stati occupati da Anchor Grup (70.788.768 lei), Accor Services (69.458.851 lei) e Sodexho Pass (47.640.551 lei).
Tra le Piccole Imprese, le prime tre piazzate sono state Moldova Universal SA (65.894.550 lei), Premium Lubricants SRL (30.011.024 lei) e Simex SA (29.348.446).
Nella categoria Microimprese, le prime tre sono risultate Winmarkt Alfa (66.955.186 lei), Inter Ro (34.554.103 lei) ed Emmeti Di Fredi (31.601.421 lei).
“Nel 2006, le imprese romene hanno creato circa 160.000 posti di lavoro, di cui 60.000 creati dalle grandi compagnie. Pero’, c’e’ ancora molto da fare per raggiungere la media europea” crede il presidente CNIPMMR, Ovidiu Nicolescu. Secondo lo stesso, in Romania, per ogni 1000 abitanti ci sono 25 PMI mentre la media europea e’ di 64 PMI per 1000 abitanti.

Romania – tra gli ultimi paesi europei nel “Top del benessere”
La Romania e’ scesa di due posizioni, al 32-o posto, in una graduatoria dei 40 stati europei, in funzione della capacita’ di acquisto della popolazione, secondo uno studio realizzato dalla GfK. La capacita’ di acquisto annua pro capite in Romania e’ di 3.036 euro.
Al primo posto nella graduatoria si piazzano Svizzera e Liechtenstein, con 27.521 euro, seguite da Lussemburgo, Norvegia, Irlanda, Danimarca ed Islanda, con una capacita’ di acquisto tra 27.395 e 20.511 euro.
Tra gli stati est europei, la Romania e’ superata dalla Slovenia (20-o posto) con 8.851 euro pro capite e Rep.Ceca (22-o posto) con 5.625 euro. Le posizioni 23-31 sono occupate, in ordine, dall’Estonia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Polonia, Croazia, Serbia e Turchia, dove la capacita’ di acquisto varia tra 5.611 e 3.182 euro.
L’Estonia e’ salita di una posizione rispetto l’anno scorso, la Lettonia di quattro e la Lituania di due.
La capacita’ di acquisto in Ungheria e’ di 5.462 euro (in discesa di una posizione rispetto al 2006) e in Polonia di 4.808 euro (in discesa di due posizioni).
La Romania supera la Bulgaria, la cui capacita’ di acquisto di 2.453 euro, e’ rimasta immutata rispetto al 2006.
Nell’ultima parte della graduatoria si piazzano Belarus, Albania, Ucraina e, all’ultimo posto, Repubblica Moldova, con 685 euro pro capite.

Il 2008 sara’, in Romania, l’anno delle privatizzazioni nel campo energetico. Il Ministro dell’economia e finanze, Varujan Vosganian, dichiara che, senza un programma coerente di investimenti, le centrali termiche rischiano di dover essere chiuse entro il 2010.
L’entrata in funzione del reattore 2 di Cernavodă fara’ uscire dal circuito energetico la Termoelectrica, se tale societa’ non beneficiera’ al piu’ presto di investimenti. In una situazione ugualmente difficile per quanto riguarda gli ammodernamenti si trovano anche le centrali termiche locali ammette il ministro dell’economia e finanze Varujan Vosganian.
La ristrutturazione e l’aumento dell’efficacia nel funzionamento sono possibili soltanto con il contributo di capitali privati, e conseguentemente il 2008 sara’ l’anno delle privatizzazioni nel settore termoenergetico, annuncia lo stesso.
„Se il 2007 e’ stato l’anno dell’energia dal punto di vista dell’elaborazione della strategia, il 2008 deve essere l’anno dell’energia dal punto di vista delle privatizzazioni e dell’ammodernamento, senza i quali saremo costretti a chiudere alcune tra le unita’ entro il 2010-2012. Il 2008 deve essere l’anno della privatizzazione prevalentemente nel campo dell’energia termica” sostiene Varujan Vosganian.
Piu’ energia a basso costo da Cernavodă
I piu’ interessanti produttori per gli investitori stranieri sono, evidentemente, i complessi energetici del bacino della Oltenia. „Dei tre complessi, conserveremo uno per la futura compagnia energetica nazionale, e gli altri due saranno probabilmente inclusi nella lista di privatizzazioni, Craiova ed uno degli altri due, Turceni o Rovinari” dichiara l’ufficiale MEF.
Per quanto riguarda Termoelectrica, l’obiettivo del Ministero delle Finanze e’ la privatizzazione urgente di alcune unita’, rispettivamente Brăila, Doiceşti e Borzeşti. Per queste il metodo scelto e’ la costituzione di joint ventures, nelle quali Termoelectrica contribuisce con gli attivi esistenti e gli investitori stranieri, che deterranno la partecipazione maggioritaria, con capitali.
„Abbiamo realizzato un’analisi, in prospettiva, del sistema energetico, dopo l’entrata in funzione dell’unita’ 2 di Cernavoda. Il flusso di energia meno cara nel sistema, elimina praticamente dal mercato Termoelectrica, la quale dovra’ essere rapidamente ristrutturata. E la ristrutturazione avverra’ in un unico modo, con una componente privata” spiega Vosganian. Secondo lo stesso, finche’ Mintia e Paroşeni rimangono ancora collegate ai giacimenti di carbone di Petroşani, non si procede alla loro privatizzazione, azione imminente invece a Doiceşti e Borzeşti.
Il ministro ha aggiunto che a Brăila le procedure sono avanzate e l’unita’ entrera’ rapidamente in un circuito di ammodernamento. Per quanto riguarda le centrali termiche, il ministro delle finanze ha nominato una commissione che, entro la fine del 2007, deve elaborare e presentare la strategia sulla cogenerazione.

Lo stipendio minimo a livello nazionale sara’ rinegoziato
Il Ministero del Lavoro ricomincia – secondo voci ufficiose – la settimana prossima, nuove negoziazioni con i sindacati e patronati per stabilire lo stipendio minimo a livello nazionale per il 2008.
Il Governo aveva proposto, il 12 novembre, uno stipendio minimo a livello nazionale, per il 2008, di 500 lei. I sindacati non accettano meno di 540 lei e minacciano con scioperi generali.

Con 1,5 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2007, il valore delle transazioni immobiliari concluse in Romania e’ raddoppiato
Le transazioni immobiliari concluse in Romania sono ammontate a 1,5 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2007, quasi il doppio del volume registrato nel periodo simile del 2006, secondo i dati raccolti dalla compagnia di consulenza immobiliare DTZ Echinox.
I piu’ importanti investimenti nella Capitale sono stati quelli negli spazi per uffici, mentre nelle citta’ di provincia si sono concentrati nel settore dei centri commerciali.
Nel campo dei centri commerciali la piu’ consistente transazione e’ stata conclusa dal fondo austriaco di investimenti Immoeast, che ha acquistato il centro commerciale Polus di Cluj Napoca da TriGranit, per 185 milioni di euro.
Nel campo degli spazi per uffici, la transazione del 2007 rimane la vendita dell’edificio America House, dall’israeliana GTC al gruppo francese di investimenti Natixis, per 120,3 milioni di euro seguita dall’acquisto da parte di Immoeast, per 101,5 milioni di euro dell’edificio S-Parc, sempre a Bucarest.
Nel campo industriale, le piu’ importanti transazioni sono state realizzate nel secondo trimestre del 2007 da GE Real Estate, che ha acquistato, per 175 milioni di euro, spazi industriali in 7 citta’.
DTZ e’ una compagnia internazionale di servizi e consulenza immobiliare con una rete di circa 200 uffici in 163 de paesi. Da novembre 2002, DTZ Echinox e’ la rappresentante locale in Romania della DTZ.

Gli investimenti in terreni rendono al massimo in Romania
Gli imprenditori operanti in Romania orientano sempre di piu’ i loro profitti verso l’acquisto di terreni. E’ la nuova forma prediletta dagli investitori, piu’ forte dell’acquisto d’oro e diamanti o delle speculazioni in borsa.
I prezzi dei terreni agricoli in Romania sono ancora di molto inferiori a quello di altri paesi dell’Unione Europea, dove un ettaro arriva fino a 10.000 euro, con valori superiori in Olanda (31.000 euro) o Francia (34.000 de euro).
I terreni nelle localita’ romene, invece, hanno raggiunto prezzi consistenti. A Bucarest, nelle zone centrali sono state concluse transazioni – poche per la verita’ – di addirittura 5.000 euro/ mq.
Con l’abbassamento dell’interesse degli investitori per il mercato residenziale secondario, quasi meta’ delle agenzie immobiliari della capitale si riorientano verso le transazioni con terreni. „Oltre il 46% della societa’ attive sul mercato delle intermediazioni immobiliari si concentreranno sulle transazioni con terreni, mentre soltanto il 17% si concentreranno sui progetti residenziali nuovi, il 9,8% su progetti industriali, il 7,3% su progetti commerciali e soltanto il 4,9% rimarranno fedeli al settore delle abitazioni esistenti“ crede Gabriel Alexandru, vicepresidente Century 21, compagnia che ha realizzato un sondaggio tra le agenzie immobiliari.
La tendenza evidente delle agenzie immobiliari non e’ casuale. Il giro di affari con terreni, ubicati sia nella periferia delle grandi citta’ che nelle vicinanza delle attuali o future autostrade e strade nazionali, e’ aumentato considerevolmente, ed i terreni sono l’unico tipo di proprieta’ creditato unanimemente, da tutti gli operatori ed analisti, come portatore di crescite garantite dei prezzi.
Chi sono gli investitori
La maggior parte degli acquirenti di terreni nella provincia sono persone con eta’ tra 30 e 50 anni, per la piu’ gran parte titolari di ditte o manager di compagnie, sostiene il direttore generale della compagnia Neoland Invest, Costin Lazar.
Circa l’80% dei terreni transazionati intorno alla Capitale sono arabili, e l’unico seguito immediato all’investimento sarebbe lo sfruttamento agricolo. Per poter edificare su un tale terreno, il proprietario ha bisogno di almeno un anno (per le procedure di estrapolazione dal circuito agricolo ed introduzione nella zona cittadina).
Sul mercato occupato dagli investitori non professionisti nel campo immobiliare si pratica frequentemente il “metodo 50%-50%“: si acquista un’area piu’ ampia, da 5 a 10 ettari; su una parte si parte con un investimento immobiliare, l’altra parte viene lottizzata e venduta ad un prezzo superiore a quello di acquisto; la differenza ottenuta e’ utilizzata per finanziare l’investimento.
La maggior parte degli operatori immobiliari prevedono guadagni consistenti, nei prossimi anni, dalle speculazioni con terreni. „Nei prossimi 5 anni, il prezzo della terra nei comuni ubicati nei pressi della Capitale, su un raggio fino a 20 km (Dascalu, Frumusani, Moara Vlasiei, Gradiste), raddoppiera’“ prevede il direttore Neoland.
I pressi lievitano anche in funzione dei progetti in corso di sviluppo nelle rispettive zone. Per esempio il lancio del complesso Cosmopolis in Stefanestii de Jos ha scatenato la corsa ai prezzi alti: se nell’„era pre-Cosmopolis“ un metro quadrato in zona costava 15-20 euro, adesso si vende a 30-50 euro/mq.

Notizia della settimana
La Romania avra’ una Borsa del pesce a partire dal 2008
L’Agenzia Nazionale per la Pesca ed Acquacoltura, subordinata al Ministero dell’Agricoltura, comincia nel 2008 le operazioni di costituzione della piattaforma borsistica di transazioni con prodotti ittici a Tulcea. L’investimento ammontera’ a 5 milioni di euro, e sara’ finanziato da fondi UE e dal bilancio dello stato romeno.
Le transazioni si svolgeranno sotto forma di aste elettroniche, on-line.

I mass media italiani parlano della Romania
Cominciaitalia.net: Parlano gli imprenditori italiani in Romania
All’ inizio della settimana gli “italiani-romeni” della Transilvania, che contribuiscono allo sviluppo economico e sociale insieme con i romeni che fanno la stessa cosa, si sono riuniti per esprimere il loro impegno e le loro soluzioni sulla “crisi romena” . La conclusione è stata questa: “La Romania è un mercato importante. Per noi e per loro. Lasciate fare in pace. Lavoriamo!”. Ed è così. Negli ultimi anni italiani e romeni insieme hanno trasformato il volto dell’economia del nostro paese. Se solo due o tre anni fa gli investitori più numerosi in Romania erano tedeschi, austriaci, ungheresi e olandesi, in questo momento gli investitori più numerosi sono italiani. Come dimostrano i dati sulla presenza delle Aziende Italiane, elaborati da associazioni, secondo cui solo a Cluj il 25,15% delle aziende della regione appartengono ad italiani e ci sono più di 4500 compagnie straniere in questa città che ha circa 500.000 abitanti. Se pensiamo che in Romania, alla fine del 2006 esistevano più di 130.000 aziende con partecipazione straniera, il fatto che più di 21.000 (16,26%) appartengano ad investitori italiani dimostra che questa è una delle regioni più importanti per lo sviluppo italo-romeno. Integrati nella vita sociale romena, gli investitori italiani sono già parte attiva di questa comunità e con il loro impegno contribuiscono a cambiare il destino dell’economia offrendo opportunità agli italiani venuti qui. I romeni come anche gli italiani sono latini e sono intelligenti, questo pensano i manager italiani. “I contatti produttivi qui o in Italia non sono diminuiti in queste ultime settimane”, dichiara Peppino Fischetti, che rappresenta in Romania gli artigiani italiani della sua provincia. “Rappresentiamo interessi importanti come comunità di business e pensiamo che nel futuro le relazioni economiche tra Romania ed Italia saranno anche più strette – dice Camillo Torta, rappresentate della comunità italiana in questa regione – Per questo le tensioni di questi giorni devono fermarsi. La Romania è un mercato troppo importante”, conclude

www.aziende-oggi.it: Italia-Romania, API Torino, al via collaborazione tra PMI
Al via un progetto di collaborazione con la Romania per quanto riguarda le piccole e medie imprese. L’iniziativa e’ della presidente dell’Api torinese Claudia Porchietto che ha incontrato Ovidiu Silaghi, Ministro delle Piccole e Medie Imprese. “Le opportunita’ offerte dalla Romania per le Piccole e Medie Imprese italiane e torinesi in particolare sono serie e consistenti. Per questo, – ha spiegato Claudia Porchietto – API Torino intende avviare una collaborazione organica con il Governo romeno. L’obiettivo e’ consolidare le realta’ imprenditoriali gia’ presenti e aprire nuovi spazi per quelle che vogliono dare vita ad attivita’ produttive nel Paese”. “La Romania – ha spiegato ancora – ha da sempre rappresentato un importante mercato per le nostre aziende. Ma dall’entrata nell’UE di questo Paese le possibilita’ si sono moltiplicate soprattutto per quanto concerne l’uso dei Fondi Strutturali. Abbiamo verificato che la volonta’ dal Governo romeno e’ quella di riportare in Patria il 50% circa della manodopera attualmente fuori dal Paese. Un obiettivo che potrebbe essere raggiunto anche attraverso la presenza di imprese italiane che scelgono di produrre in Romania”. Tra i settori di collaborazione individuati, nel corso dell’incontro, l’alimentare, l’edilizia, i servizi alle imprese e la metalmeccanica gli ambiti piu’ interessanti per la collaborazione reciproca. Il ministro Ioan Ovidiu Silaghi ha, inoltre, partecipato ad un incontro con diverse realta’ torinesi, organizzato dalla Camera di Commercio. A Torino si concentra il 76% degli imprenditori romeni che operano in Piemonte ed il 13% di quelli che lavorano sull’intero territorio nazionale. Gli imprenditori romeni a Torino sono 4.456, con una forte specializzazione nel settore delle costruzioni (oltre il 70%). Con la nazionalita’ marocchina i romeni rappresentano il gruppo di maggior peso nello sviluppo dell’economia locale. Quelle romene sono soprattutto imprese individuali (82%), cui seguono a distanza le societa’ di persone (15%). Il 67,8% di imprenditori romeni ha un’eta’ compresa fra i 30 ed i 50 anni, e piu’ di un quarto ha meno di 30 anni.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Astron: Un sistema per costruire edifici industriali in acciaio
Astron: il settore “Building Systems” del gruppo Lindab
Lindab, con il marchio Astron, è il leader europeo della costruzione di edifici industriali in acciaio, in grado di soddisfare le necessità di società nazionali ed internazionali che progettano nuovi siti di produzione in Europa.
Astron opera in vari settori, dall’industria al commercio fino allo sport, con edifici destinati a fabbriche, depositi, garage, piattaforme logistiche, depositi e supermercati, centri sportivi, edifici polivalenti, hangar per l’aeronautica, ecc….
Astron si basa su un concetto semplice: Semplificare il modo di costruire!
C’è una domanda crescente di metodi costruttivi per costruzioni efficaci, ecologiche, a basso consumo energetico, affidabili, durature e con un buon rapporto qualità/prezzo. Questa domanda è importante sia per gli edifici industriali che per quelli residenziali. La risposta di Astron è : semplificare il modo di costruire proponendo un metodo pre-studiato per edifici industriali in acciaio.
Astron significa un metodo di costruzione semplice, rapido, economico, facile da mettere in opera e proficuo, che si conforma alle norme di costruzione ed alle necessità del cliente finale.
La gamma Astron:
• Edifici industriali su misura con luci libere che vanno fino a 100m.
• Edifici Multipiano.
I principali vantaggi di Astron:
• Certezza di un singolo interlocutore per l’intera commessa dell’edificio.
• Ottimizzazione dello spazio disponibile, con o senza colonne intermedie.
• Realizzazione chiavi in mano.
• Progetti ricercati esteticamente e rapidità d’esecuzione.
• Durabilità nel tempo dei lavori, la cui qualità è certificata ISO 9001:2000
• Isolamento termico efficiente.
• Garanzia di un grande gruppo Europeo che ha già consegnato più di 40.000 edifici.
• Oltre 40 anni d’esperienza.
• Presenza in 36 paesi d’Europa.

Produzione e rappresentanze:
Tre stabilimenti produttivi ed uffici di progettazione e di vendita in Europa:
a Diekirch, Lussemburgo, (28.000 m²), a Prerov, Repubblica Ceca (18.000 m²) e Nyiregyhaza, Ungheria (9.900 m²).
Inoltre, una quarta fabbrica verrà realizzata a breve a Tutaev, località situata a 300 km a Nord-Est di Mosca (Russia) e sarà operativa nella primavera 2008.
Astron è anche presente con uffici tecnici e di vendita in Germania, Francia, Polonia e Regno Unito oltre che con uffici di rappresentanza in Croazia, Spagna, Italia e Romania.
Per informazioni: Sig. Mauro Picco (Vendite Internazionali) +352 80291
E-mail: m.picco@astron.biz
Sito Internet: www.astron.biz

Gli sponsor tecnici che aiutano l’Associazione Imprenditori Italiani in Romania
Speedsoft Company
PLOIESTI,str. Zimbrului, nr. 16A, bl. 141, sc D, ap. 9, cod postal 100453, jud. Prahova
Tel.: 0730.494.699 – 0766.303.202 – Fax.: 0344.814830
E-mail: office@speedsoft.ro – contact@speedsoft.ro – www.speedsoft.ro
Fornisce il software di fatturazione Eurofacturi, visibile sul sito. Software potente ma allo stesso tempo economico, per emettere fatture, proforma e quietanze conformi alla legge.