Newsletter n.44 / 2007

Al penultimo posto per la competitivita’, nell’Unione Europea, la Romania occupa il 74-o posto tra 131 paesi, nella piu’ recente edizione del Top dei piu’ competitivi stati del mondo, secondo il Rapporto della Competitivita’ Globale 2007-2008, pubblicato dal Forum Economico Mondiale (FEM)
Nel 2006, la Romania ha occupato il 73-o posto nel mondo ed il 26-o posto tra i 27 attuali membri dell’Unione Europea, superando soltanto la Bulgaria. Tenendo presente che l’edizione precedente includeva soltanto 122 paesi e che il punteggio ottenuto dalla Romania e’ rimasto immutato (4 punti su una scala da 1 a 7), risulta che la Romania non ha registrato alcun progresso.
I principali svantaggi competitivi della Romania sono considerati la poca trasparenza delle decisioni governative e la qualita’ delle infrastrutture stradali. Secondo il Gruppo di Economia Applicata (GEA), partner FEM in Romania, il paese ha registrato, comunque, leggeri progressi in materia di efficacia del mercato del lavoro (da 4,0 a 4,1) e grado di sofisticazione del mercato finanziario (da 3,9 a 4,0).
I principali svantaggi competitivi della Romania risultano essere :

  1. La poca trasparenza delle decisioni governative (126-o posto);
  2. La bassa qualita’ delle strade (123- posto);
  3. Gli sprechi nelle spese pubbliche (116-o posto);
  4. Gli oneri fiscali (108-o posto);
  5. La protezione dei diritti degli azionisti minoritari (107-o posto);
  6. Il comportamento etico delle aziende (103-o posto);
  7. Il tasso del risparmio (101-o posto);
  8. L’esistenza delle tecnologie di ultima generazione (93-o posto);
  9. Il livello di collaborazione tra l’ambiente universitario e l’ambiente di affari (90-o posto);
  10. Le spese private per la ricerca-sviluppo (89-o posto).
    I piu’ importanti problemi con i quali si confronta l’ambiente di affari della Romania sono il livello della fiscalita’ e la legislazione fiscale. Anche la corruzione, le infrastrutture sottosviluppate e l’instabilita’ politica sono considerati ostacoli importanti, mentre l’inflazione non risulta piu’ tra i problemi prioritari.
    Il rapporto FEM riconferma al primo posto gli SUA seguiti dalla Svizzera e dalla Danimarca.
    Tra i primi 10 paesi figurano 5 paesi europei (Svezia, Germania, Finlandia, Gran Bretagna, Olanda) e 2 paesi asiatici (Giappone e Singapore).

La Commissione europea prendera’ il 27 novembre 2007 la decisione finale sull’attivazione o meno della clausola di salvaguardia nei confronti della Romania, per l’agricoltura
La decisione della Commissione Europea sara’ fondata al 100% sulla realta’ costata sul posto. Le autorita’ romene invieranno il loro rapporto il 9 novembre e la Commissione Europea analizzera’ i dati e deliberera’ fino alla fine di novembre, probabilmente fino al 27 novembre. Comunque, l’effettuazione dei pagamenti diretti comincera’ probabilmente a gennaio 2008 e durera’ qualche mese.
Per quanto riguarda lo stadio dei “preparativi” della Romania per il rapporto del 9 novembre, Dacian Ciolos, il Ministro dell’Agricoltura spiega che il modulo di calcolo del sistema informatico per i pagamenti diretti e’ in fase di finalizzazione, con la messa a posto degli ultimi problemi esistenti.
Per ultimare le conclusioni sui progressi registrati dalla Romania, la Commissione Europea utilizzera’ anche i documenti forniti dalla compagnia de audit che analizza l’attivita’ dell’Agenzia di Pagamenti.

L’Unione Europea esporta in Romania il partenariato pubblico-privato
La Romania necessita una formula di partenariato pubblico-privato (PPP) per sperare nell’assorbimento integrale dei fondi che l’Unione Europea concedera’ nei prossimi anni ai nuovi stati membri, ma anche per assicurare, in una maniera trasparente ed equilibrata, la soddisfazione delle necessita’ pubbliche di grandi dimensioni e l’interesse degli investitori per lo sviluppo di progetti complessi di infrastrutture – questa e’ la conclusione del recente seminario organizzato dalla casa di avvocati Nestor Nestor Diculescu Kingston Petersen (NNDKP) insieme ad AON Romania a Bucarest.
I partecipanti – rappresentanti dell’ambiente di affari ma anche delle istituzioni pubbliche – hanno sottolineato che i PPP riescono, in maniera ottima, a mettere a disposizione delle autorita’ le risorse del settore privato, sotto forma di esperienza manageriale ed operazionale o di risorse finanziarie. Dalla posizione di potenziale finanziatore, Han Claessens, direttore del dipartimento Finanziamenti Strutturati della ING Bank, ha sottolineato che le Romania e’ diventata molto interessante per i developer europei di progetti nel sistema dei partenariati pubblico-privato.
Le autorita’ romene hanno stabilito 6 direzioni che saranno sviluppate in maniera prioritaria: appoggio allo sviluppo delle citta’ – poli di crescita; miglioramento delle infrastrutture dei trasporti regionali e locali; sviluppo ed ammodernamento delle infrastrutture sociali; appoggio e sviluppo dell’ambiente di affari, locale e regionale; sviluppo durevole delle infrastrutture di turismo; promozione del turismo romeno all’estero.

La Romania annuncia la conclusione delle negoziazioni con l’UE per gli ultimi POS
“La Romania ha finalizzato le negoziazioni con l’Unione Europea per gli ultimi due Programmi Operazionali Settoriali (POS)”, ha dichiarato a Mediafax, l’ex segretario di stato nel Ministero dell’Economia e Finanze, Sebastian Vlădescu, il quale spera ancora che la Commissione Europea approvi i progetti, entro fine ottobre. ”Sono state concluse le negoziazioni con gli esperti della Commissione ed esiste un’approvazione di principio in tal senso. Dal nostro punto di vista, non c’e’ piu’ altro che si possa fare” dichiarava Vlădescu. La Romania ha ottenuto all’inizio di luglio scorso l’approvazione della Commissione Europea per 5 dei 7 programmi operazionali: il Programma Operazionale Assistenza Tecnica, il Programma Operazionale Regionale, il Programma Operazionale Settoriale Crescita della Competivita’ Economica, il Programma Operazionale Settoriale Trasporto ed il Programma Operazionale Settoriale Ambiente. I Programmi cumulano concessioni di fondi dall’Unione Europea di quasi 16 miliardi di euro, dei 19,3 miliardi di euro di fondi totali che la Romania potra’ assorbire dai fondi strutturali e di coesione.
La Commissione Europea contraddice Vladescu
I rappresentanti della Commissione Europea hanno dichiarato per “euROfonduri” che i programmi operazionali “Sviluppo delle Risorse Umane” e “Sviluppo della Capacita’ Amministrativa” saranno approvati a novembre e non entro fine ottobre, come asserito da Sebastian Vladescu. Katharina von Schnurbein, portavoce per l’occupazione della forza lavoro e affari sociali della Commissione Europea ha spiegato per “euROfonduri” che non esisteva il tempo materiale per emettere una decisione finale sui due Programmi entro fine ottobre.
Per il Programma Operazionale Settoriale „Sviluppo delle Risorse Umane” sono concessi oltre 4 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, e per quello dedicato allo „Sviluppo della Capacita’ Amministrativa” circa 200 milioni di euro.

600 milioni di euro per le Piccole e Medie Imprese dell’Europa Orientale
Il Fondo Europeo per l’Europa del Sud-Est, che dispone di 600 milioni di euro ed e’ specializzato nella concessione di prestiti agli istituti bancari dei paesi sud-est europei, verra’ lanciato anche sul mercato romeno. Il fondo, amministrato dalla tedesca Kreditanstalt für Wiederaufbau, concede crediti alle microimprese e piccole imprese della Romania, Bosnia Erzegovina, Macedonia, Serbia, Bulgaria, Montenegro ed Albania, attraverso intermediari finanziari qualificati. L’obiettivo del fondo e’ quello di fornire le risorse necessarie di finanziamento per lo sviluppo del sud-est europeo, attraverso il settore finanziario locale, concentrandosi sulle necessita’ delle microimprese e piccole imprese. Tra gli investitori del fondo si annoverano la Banca Europea per Ricostruzione e Sviluppo, International Finance Corporation – divisione di investimenti della Banca Mondiale, European Investment Fund, L’Agenzia Svizzera per lo Sviluppo e Cooperazione, nonche’ investitori privati. Gli strumenti usati per appoggiare le piccole imprese e le microimprese sono i crediti a medio e lungo termine, depositi a termine, emissioni di obbligazioni, partecipazioni al capitale ecc.

La Romania prima nella regione per il deficit di conto corrente e sesta tra i 27 stati membri dell’Unione Europea per il deficit estero, secondo i dati Eurostat.
Il deficit di conto corrente della Romania ha superato 7,8 miliardi di euro nella prima meta’ del 2007, secondo i dati Eurostat, divisione statistica dell’Unione Europea mentre la Polonia registrava un deficit estero di 5,7 miliardi di euro, l’Ungheria 2,9 miliardi di euro, la Bulgaria 2,8 miliardi di euro e la Rep. Ceca 1,1 miliardi di euro.
Praticamente, in questo capitolo la Romania supera tutti gli stati della regione ad eccezione della Grecia. La Romania e’ superata, nella graduatoria, soltanto da Spagna, Gran Bretagna, Italia, Grecia e Francia.
Secondo un’analisi realizzata dalla Central Inteligence Agency (CIA) degli Stati Uniti, nel 2006, la Romania si e’ piazzata al 12-o posto a livello mondiale, tra gli stati con i piu’ alti deficit esteri. Lo squilibrio estero rappresenta il principale problema dell’economia romena, secondo le dichiarazioni ufficiali. Nell’ultimo mese, il governatore della Banca Nazionale, Mugur Isarescu ha avvertito pubblicamente ameno tre volte sull’ingente deficit estero e sul ritmo rapido di crescita dello stesso. Il deficit di conto corrente ha continuato ad aumentare rapidamente, arrivando, dopo i primi 10 mesi del 2007, a quasi 10,3 miliardi di euro, secondo i dati della BNR.
La crescita, nei primi 8 mesi dell’anno, ha rappresentato l’87%, mentre le previsioni ufficiali (corrette piu’ volte, in rialzo) indicano una crescita del 59% per l’intero 2007. Quindi il deficit potrebbe arrivare nel 2007 al 13,4% del Prodotto Interno Lordo, rispetto al 10,3% del PIL nell’anno precedente, registrando un nuovo livello record per il quinto anno consecutivo.
Lo squilibrio estero e’ generato prevalentemente dallo squilibrio degli scambi commerciali (export-import), poiche’ la Romania registra in questo momento un leggero eccedente nella bilancia dei servizi.
Oltre il deficit non piu’ controllato, un altro problema e’ la diminuzione degli investimenti stranieri diretti. Nei primi 8 mesi del 2007, il volume degli investimenti stranieri ha totalizzato 4,06 miliardi di euro, del 13% inferiore (-583 milioni di euro) rispetto ai primi 8 mesi del 2006.
Quindi il grado di finanziamento del deficit attraverso gli investimenti esteri e’ stato nei primi 8 mesi del 2007 inferiore al 40%. A livello dell’intero 2006, il grado di copertura era stato del 91%, mentre nel 2007 il finanziamento del deficit di conto corrente avviene prevalentemente dai prestiti contratti sui mercati esteri. Cio’ rende la moneta nazionale romena vulnerabile alle turbolenze finanziarie internazionali, come segnalava recentemente l’agenzia di rating dei crediti Coface.

Le politiche economiche del governo romeno sono sottoposte a ripetute critiche da parte della Banca Nazionale
L’aumento delle spese dal bilancio e l’orientamento sbagliato degli aiuti sociali sono i principali pericoli per la dinamica dell’economia romena.
Analizzando i fenomeni registrati ultimamente, il governatore della BNR ha identificato una serie di fattori – alcuni gia’ esistenti da piu’ tempo, altri nuovi, che possono frenare la crescita economica. La maggior parte sono collegati alle politiche e misure governative, che hanno gia portato all’aumento dei deficit.
Oltre ai problemi determinati dalle evoluzioni del tasso di cambio valutario (specialmente l’apprezzamento del leu) o i rincari che portano all’aumento dell’inflazione, Mugur Isărescu ha segnalato anche gli errori della politica fiscale e dei redditi del governo.
Isărescu sottolinea la necessita’ di politiche di redditi “molto piu’ severe” ma anche di ristrutturazioni sul mercato della manodopera.
Attenzione all’apprezzamento della moneta nazionale!
“Il messaggio della BNR e’ chiaro. Non si possono registrare progressi solo con il controllo del tasso dell’inflazione” ammonisce il governatore BNR accusando il governo di “non aver fatto sufficienti sforzi nel campo della ristrutturazione del mercato della manodopera”, ed aver distribuito aiuti sociali che “incentivano la popolazione a non lavorare”. Inoltre, “le riforme strutturali devono essere rinforzate per non influire sulla crescita economica e sull’inflazione”.
Nel contempo, il deficit di conto corrente e’ diventato preoccupante, e quindi “la Romania deve guardare con piu’ attenzione alla competitivita’”. Il rinforzo della politica monetaria, con la conseguenza di un nuovo apprezzamento del leu, “potrebbe risultare dannosa per il processo di deflazione” avverte Isarescu, aggiungendo che esiste il rischio di un’eventuale correzione del tasso di cambio.
Aumenta il grado di intermediazione finanziaria
Il grado di intermediazione finanziaria arrivera’ a circa il 37% del PIL nel 2007, stima il governatore BNR. Secondo EIU, alla fine del 2006, in Romania l’intermediazione finanziaria (crediti concessi al settore privato nel totale del Prodotto Interno Lordo) ammontava al 25% del PIL, rispetto alla media di oltre il 40% degli stati che hanno aderito all’UE a maggio 2004.
I generi alimentari d’importazione aumentano il tasso dell’inflazione
“L’impatto della siccita’ del 2007 sull’inflazione ritardera’ per almeno un altro mese” stima Isărescu spiegando che uno dei motivi dell’aumento dell’inflazione e’ il prezzo piu’ alto dei generi alimentari d’importazione. “Constatiamo un aumento dei prezzi dei generi alimentari a livello mondiale ed in Romania, il prezzo dei generi alimentari contribuisce con circa il 40% alla formazione dell’indice dei prezzi al consumo. In altri paesi europei, questo contribuisce con soli 10-15%”.
Ecco gli avvertimenti e le raccomandazioni del Governatore della Banca Centrale:
• Evitare la distribuzione di aiuti sociali che incentivino la popolazione a non lavorare
• Non accelerare il ritmo delle spese dal bilancio dello stato, nonostante il clima elettorale installatosi nel paese
• Essere consci che la crescita del deficit di conto corrente non puo’ continuare allo stesso ritmo
• L’apprezzamento del leu potrebbe determinare l’aumento dell’inflazione
• Analizzare le possibilita’ di temperare gli aumenti salariali
• Le turbolenze estere possono influire negativamente sull’economia romena
• Gli effetti della siccita’, sul tasso dell’inflazione, diventeranno visibili tra circa un mese
• La politica fiscale dovrebbe diventare piu’ severa
• Il mercato della manodopera dovrebbe essere ristrutturato
• La politica della raccolta dei redditi dovrebbe diventare piu’ “stretta”
• Le riforme strutturali dovrebbero essere “rinforzate”
• La Romania dovrebbe essere piu’ preoccupata per la propria competitivita’
• Si dovra’ assicurare “l’alleggerimento” della politica monetaria
Negli ultimi tempi, la posizione economica della Romania e’ peggiorata sensibilmente: il target dell’inflazione del 4% non potra’ essere rispettato (poiche’ nei primi 9 mesi del 2007 ha superato il 6%), il deficit estero e’ aumentato dell’87% dopo i primi 8 mesi (superando gia’ il livello dei 10 miliardi di euro del 2006), gli investimenti stranieri sono in fase di “stagno” rispetto al 2006 e la crescita economica rallenta (dal 7,7% nel 2006 al 5,8% nel primo semestre del 2007). Anche la produttivita’ e la produzione industriale danno segni di rallentamento mentre i salari sono in forte ascesa (e recentemente anche l’ex segretario di stato delle Finanze, Sebastian Vladescu dichiarava che l’aumento delle pensioni nell’anno elettorale 2008 alimentera’ ulteriormente l’inflazione ed il deficit di bilancio).
La politica fiscale deve aumentare il sostegno alla deflazione ma anche alla riduzione del deficit di conto corrente, che superara, secondo le stime ufficiali, il 13,4% del PIL nel 2007, rispetto al 10,3% del PIL nel 2006.
Nel 2007 la crescita economica sara’ del 5,5-6% ed il grado di intermediazione finanziaria al 37% del PIL
Nel 2010-2012 la Romania intende entrare nell’ERM, e nel 2012-2014 adottare l’euro.

Nel periodo 2008-2012 in Romania si svolgera’ un programma nazionale per l’educazione dei consumatori di servizi finanziari
Un progetto finanziato dalla Banca Mondiale provedera’ ad informare gli utilizzatori di servizi bancari sui rischi attinenti i prodotti finanziari ed insegnera’ come utilizzarli in maniera efficace. Il programma si svolgera’ a livello nazionale e coinvolgera’ oltre le banche anche istituzioni pubbliche.
Il grado di penetrazione dei servizi finanziari e’ ancora modesto in Romania rispetto ad altri paesi UE, pero’ il settore bancario si sviluppa rapidamente. In piu’, le prospettive a breve sono piu’ che ottimistiche, tenendo presente la tendenza di riduzione dei tassi di interesse, l’ancora alto ritmo di crescita economica e la forte concorrenza tra le banche, nonche’ gli aumenti salariali che portera’ la convergenza all’UE, indica un rapporto elaborato dal gruppo di lavoro nel quadro del Programma di ammodernamento del settore finanziario (Special Projects Initiative – SPI). Il progetto e’ appoggiato dalla Banca Mondiale, nel quadro di un partenariato pubblico-privato di cui fanno parte BNR, l’Associazione Romena delle Banche (ARB), il Ministero dell’Economia e Finanze e l’Autorita’ Nazionale per la Protezione dei Consumatori (ANPC).
Uno degli obiettivi del gruppo SPI e’ quello di promuovere l’educazione finanziaria della popolazione perche’, con l’espansione del settore bancario, aumenta il rischio che la dinamica rapida dei crediti porti a situazioni di superindebitamento oppure utilizzo irresponsabile dei prestiti. Tale rischio e’ accentuato anche dal fatto che il lungo periodo di transizione ha creato un forte appetito al consumo da parte della clientela, che lascia poco spazio per la pianificazione finanziaria sana del bilancio famigliare.
In piu’, man mano che gli istituti finanziari estendono la propria presenza in Romania, cominciano ad offrire prodotti e servizi con un alto grado di sofisticazione, che il pubblico conosce poco. Per esempio, le banche offrono crediti in valuta a larga scala, addirittura in monete esotiche, nonostante soltanto poche persone conoscano i rischi valutari associati. Un alto caso e’ quello della proliferazione dei crediti immobiliari con tassi di interesse bassi nel primo anno, senza che il meccanismo di aggiustamento dei tassi di interesse sia sufficientemente presentato al pubblico.
Non solo i clienti delle banche sono danneggiati dalla mancanza di conoscenze finanziarie, ma anche le persone che investono nei fondi mutui, e che non sempre conoscono i rischi ai quali sono esposti. Inoltre, con l’apparizione del sistema delle pensioni private obbligatorie, una campagna di educazione dei consumatori diventa sempre piu’ necessaria.
Il piano strategico elaborato dal Gruppo di lavoro del SPI, che verra’ implementato in cooperazione con la BNR, ANPC, ARB e MEF, nel periodo 2008-2012, coinvolgera’ anche delle associazioni non governative di consumatori, associazioni padronali del settore finanziario-bancario, societa’ di assicurazioni e di leasing, ma anche istituzioni come la Commissione Nazionale dei Valori Mobiliari, la Commissione di Sorveglianza del Sistema di Pensioni Private o il Ministero dell’Educazione.
A lungo termine, la strategia mira ad aumentare la capacita’ della popolazione di prendere decisioni finanziarie fondamentate, per ridurre il grado di sovraindebitamento ed aumentare il livello generale di utilizzo dei servizi finanziari in condizioni di rischio ridotto. La maggior parte delle misure riguarda la grande massa dei clienti, esistenti o potenziali, degli istituti finanziari, pero’ esisteranno anche programmi specifici dedicati ai debitori in difficolta’ finanziarie, ai giovani, ai clienti che acquistano la prima casa, agli utilizzatori di card o alle persone con redditi modesti.
La strategia avra’ 3 componenti: di istruzione, di informazione e di consiglio.

La banca spagnola La Caixa ha aperto la prima succursale in Romania
La Caixa, leader nel retail banking in Spagna, ha aperto la prima succursale in Romania ed e’ interessata nell’acquisto di una banca romena, informa NewsIn.
I rappresentanti La Caixa hanno annunciato, in una conferenza stampa che la banca appoggera’, inoltre, gli imprenditori spagnoli interessati e costituire societa’ in Romania.
La Caixa e’ la piu’ grande banca di risparmio in Europa ed il terzo gruppo finanziario della Spagna, vanta attivi di 239 miliardi di euro, 10,4 milioni di clienti, quasi 5.300 succursali e oltre 26.000 dipendenti.
Il portafoglio di clienti di La Caixa comprende gia’ oltre 640.000 clienti romeni che effettuano mensilmente oltre 2.500 trasferimenti in Romania attraverso il servizio CaixaGiros, con la cooperazione di Raiffeisen, BCR e BRD SocGen. La Caixa ha intermediato, nei primi 9 mesi del 2007 circa 31.180 transazioni bilaterali Spagna-Romania, per 175,8 milioni di euro, secondo il presidente della banca, Juan Maria Nin.
Il presidente della banca, Juan Maria Nin, ha, inoltre, confermato l’interesse per l’acquisto di una banca di retail della Romania nonche’ per l’estensione nell’intera Europa Centrale e Sud-Orientale. La rispettiva banca dovrebbe avere una quota di mercato di almeno 3-4% degli attivi del sistema bancario romeno nel campo del retail. La Caixa e’ disponibile anche all’acquisto di una banca piu’ piccola da sviluppare ulteriormente ed e’ disposta ad investire 500-700 milioni di euro, che potrebbero salire a 1 miliardo di euro nel caso di una banca regionale.

Le banche romene aumentano i profitti delle finanziarie europee
Il 2007 si dimostra un anno redditizio per le banche della Romania, ed i profitti risultati nei primi 9 mesi lo confermano.
Nel caso delle banche romene membri di gruppi finanziari europei, i risultati ottenuti sono abbastanza consistenti da influire sui profitti delle banche-madri.
La Banca Commerciale Romena e Bancpost sono due esempi evidenti.
L’azionista di maggioranza della BCR, Erste Bank, ha pubblicato i risultati finanziari del gruppo, nei quali ha indicato per la BCR un profitto lordo di 296 milioni di euro ed un profitto netto dopo il pagamento degli interessi minoritari di 166,4 milioni di euro. Nei primi 9 mesi del 2007, Erste ha registrato un profitto netto del 27,9% superiore rispetto a quello del periodo simile del 2006. Il reddito netto dai tassi di interesse e’ aumentato del 25,8%, a 2,884 miliardi di euro. Anche escludendo il contributo BCR, l’aumento del 7,5% del reddito netto dichiarato dal gruppo austriaco e’ soddisfacente, indica un comunicato della Erste Bank. La crescita e’ dovuta per il 18,3% ai risultati ottenuti dalla BCR. I redditi netti dalle provvigioni sono aumentati, nei primi 9 mesi, del 30,7%, a 1,35 miliardi di euro, la crescita essendo sostenuta dalla BCR in proporzione del 17,4%.
Anche il profitto della Bancpost e’ aumentato. Secondo il rapporto finanziario della EFG Eurobank, che detiene il controllo dell’istituto di credito, il profitto operazionale e’ aumentato, nei primi 9 mesi, del 60%, a 172 milioni di euro, mentre il portafoglio di crediti e’ salito del 101%, a 2,8 miliardi di euro. Viene specificato che i risultati positivi conseguiti in Romania sono dovuti anche all’attivita’ dei fondi mutui e alla divisione di broker.

Gli investimenti stranieri evitano le zone povere della Romania
La colpa dei bassi livelli dei capitali stranieri nelle zone povere della Romania e’ da attribuire allo stato delle infrastrutture e alla mancanza di manodopera. Gli investimenti nuovi continuano a dirigersi, anche nel 2007, verso le zone sviluppate.
Bucarest e le zone adiacenti sono ai primi posti per il volume degli investimenti stranieri attratti nel 2007, come anche le regioni della parte occidentale del paese. I servizi ed il commercio al dettaglio continuano ad essere i principali campi di attivita’ preferiti dagli investitori stranieri assistiti nel 2007 dall’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS).
Continuano ad essere iniziati o continuati investimenti fondati su progetti con un alto valore aggiunto, come quello di Microsoft Emea, che dedica 13,1 milioni di euro ad un centro amministrativo, che genera 750 nuovi posti di lavoro oppure di Infineon Germania, che continua i progetti nella Capitale, con investimenti di 3,1 milioni di euro, che creeranno 200 nuovi posti di lavoro. Anche gli svedesi di Ericsson sono attratti dalle opportunita’ del mercato della capitale, dove – senza rendere pubblico il volume degli investimenti – creeranno 500 nuovi posti di lavoro, secondo l’ARIS. Il commercio al dettaglio costituisce un polo di attrazione non solo nella Capitale, ma anche nelle altre grandi citta’, ed in questo capitolo l’ARIS assiste investimenti di 420 milioni di euro. Bearbull SA (Francia), compagnia che detiene Hiproma (Carrefour), continua a rimanere nel top in questo campo, con investimenti di 50 milioni di euro nel 2007, come anche Anchor Mall Group, con 15 milioni di euro. Selgros continua i progetti di sviluppo per i quali investira’ 250 milioni di euro, seguita da Real International Holding, con investimenti totali di 105 milioni di euro.
Nella zona occidentale e centrale del paese continuano gli investimenti di 300 milioni di dollari nel parco industriale di Prejmer Brasov degli spagnoli di Graells&Llonch, che hanno gia’ annunciato la continuazione degli investimenti in Romania, in altri due parchi industriali, ubicati in zone sfavorite.
Al progetto della finlandese Nokia di 60 milioni di euro si aggiunge quello 15 milioni di euro dei loro connazionali di Karelia Corp, in uno stabilimento per la produzione di parquet.
Nel capitolo investimenti finalizzati, si annoverano la giapponese Calsonic Kansei (120 milioni di euro), con lo stabilimento per la produzione di radiatori, condensatori e sistemi di aria condizionata di Ploiesti e la cinese Sinoroma Industry con lo stabilimento per la produzione di sigarette di Buzau (36 milioni di euro).
La Dobrogea manca sulla piantina dell’ARIS
Costanza e Tulcea, sono regioni dove nel 2007 non sono iniziati progetti consistenti, come anche la maggior parte delle regioni della Moldavia, la zona piu’ povera del paese ed anche dell’UE.
Gli unici investimenti significativi in Moldavia sono l’investimento di 1 milione di euro della cinese Domart in uno stabilimento per costruzioni metalliche a Focsani (150 nuovi posti di lavoro) e quelli di Suceava delle austriache Egger e Holzindustrie Schweighofer nel campo del legno (entro il 2008, investimenti di 210 rispettivamente 170 milioni di euro a Radauti, regione Suceava) nonche’ l’investimento di 100 milioni di euro nei prossimi 5 anni dell’americana Delphi Diesel, per la produzione di componenti per motori diesel, a Iasi.
La poverta’ ha cacciato la manodopera
“Le regioni piu’ ricche attirano piu’ investitori perche’ il potere d’acquisto e’ piu’ consistente, c’e’ piu’ disponibilita’ di manodopera (anche se non molto conveniente come prezzo) e le infrastrutture sono piu’ sviluppate rispetto alle zone povere. Inoltre, nelle zone povere la manodopera e’ – paradossalmente – piu’ cara perche’ una gran parte e’ gia’ migrata all’estero” spiega Liviu Voinea, direttore di ricerca del Gruppo di Economia Applicata (GEA).

L’attivita’ svolta nella Capitale genera il 14% del Prodotto Interno lordo
A Bucarest sono registrate oltre il 60% delle societa’ con capitale straniero operanti in Romania.
Le societa’ con sede nella Capitale realizzano oltre il 40% del volume delle importazioni ed il 35% del volume delle esportazioni nazionali.
Il PIL pro capite ammonta a Bucarest a 11.290,5 euro.
Nel 2008, la crescita reale del PIL sara’ del 6,6%, nel 2009 del 6% e nel 2010 del 5,9%.
Il PIL pro capite nella Capitale sara’ nel 2008 di 13.086,1 euro, nel 2009 di 14.725,2 e nel 2010 di 16.529,7 euro.
A livello nazionale, la Commissione Nazionale di Previsioni stima una crescita economica del 6,1% ed un PIL totale di 389,8 miliardi di lei.

Le richieste per la protezione dei prodotti tradizionali romeni nell’UE, accolte dal 15 novembre 2007
Dal 15 novembre, i produttori romeni possono richiedere, finalmente, la protezione a livello nazionale ed europeo della denominazione di origine e dell’indicazione geografica per i generi alimentari ed i prodotti agricoli.
Nelle evidenze del Ministero dell’Agricoltura (MAPDR) figurano oltre 1.600 prodotti alimentari attestati come tradizionali. Dalle salsicce di Pleşcoi, a vari tipi di pane, formaggi, dolci. Pero’, la semplice attestazione come prodotto tradizionale non conferisce protezione.
Dal 15 novembre, i produttori romeni possono cominciare le pratiche necessarie per l’ottenimento della protezione nazionale ed europea della denominazione di origine o dell’indicazione geografica dei loro prodotti. Tale protezione puo’ essere richiesta soltanto da gruppi di produttori ¬ in ogni forma o struttura di associazione.

I profitti delle Piccole e Medie Imprese romene sono aumentati del 30% nel 2006
Il numero delle piccole e medie imprese romene e’ aumentato in un anno di oltre il 6%, fino a quasi 560.000, secondo i dati rilasciati dal Consiglio Nazionale delle Piccole e Medie Imprese della Romania. I loro profitti cumulati sono aumentati di quasi il 30%, ed il loro giro di affari del 20%.
Ovidiu Silaghi, il ministro per le PMI, commercio, turismo e professioni liberali, considera che la modifica della legislazione e, specialmente, l’introduzione della quota unica di tassazione ha permesso a numerosi ex dipendenti dello stato di iniziare un’attivita’ privata. Questi hanno costituito delle piccole ditte, in alcuni casi continuando a fornire lo stesso tipo di servizi all’impresa che avevano lasciato. La tendenza delle grandi compagnie, private o statali, di esternalizzare i servizi crea delle opportunita’ che colgono queste piccole ditte. Queste si possono sviluppare anche grazie all’„accesso facile alle tecnologie di medio ed alto livello”, sostiene Cristian Parvan, segretario generale dell’Associazione degli Imprenditori della Romania (AOAR).
Nonostante l’aumento del numero delle grandi compagnie, il numero dei loro dipendenti e’ diminuito. Il rappresentante AOAR spiega che le grandi societa’ „utilizzano tecnologie di top che necessitano un personale ridotto”, mentre le piccole e medie imprese sono piu’ flessibili e creano piu’ posti di lavoro.
Attualmente, la Romania vanta 26 PMI per 1.000 abitanti, due volte meno della media degli stati UE. Secondo Silaghi la Romania raggiungera’ la media UE nel 2009-2010.

Soltanto 6 societa’ hanno presentato offerte per i reattori 3 e 4 della centrale nucleare di Cernavoda
Delle 37 societa’ romene e straniere che hanno acquistato il Quaderno di Incarichi per partecipare alla gara per la costruzione dei reattori 3 e 4 di Cernavodă, soltanto 6 hanno presentato offerte entro la scadenza stabilita : RWE Power (Germania), ENEL (Italia), Iberdola (Spagna), CEZ (Rep.Ceca), CEZ (Belgio) e Mittal Steel (Romania).
I lavori di costruzione cominceranno nel 2008, l’entrata in funzione delle Unita’ 3 e 4 e’ prevista per il 2014 rispettivamente 2015. All’inizio di ottobre, il ministro dell’Economia e Finanze, Varujan Vosganian, annunciava, pero’, che l’entrata simultanea in funzione delle due unita’ sarebbe piu’ opportuna perche’ si risparmierebbero 200 – 300 milioni di euro. Dopo la finalizzazione della costruzione dei due reattori che necessitano investimenti di 2,2 miliardi di euro, la centrale di Cernavodă assicurera’ il 25-28% della capacita’ del sistema energetico nazionale.

Un consorzio coordinato da ENEL costruira’ in Romania una centrale termica di 2 miliardi di euro
ENEL insieme a Global International 2000 e Romelectro costruiranno a Galati una centrale termica con una capacita’ di fino a 2.000 MW, con un investimento stimato a 2 miliardi di euro, ha dichiarato a Business Standard Boris Golovin, presidente della Global International 2000.
I rappresentanti delle tre compagnie hanno gia’ firmato i documenti per la costituzione della joint venture che sviluppera’ il progetto, e la partecipazione al finanziamento dell’investimento sara’ proporzionale alle quote societarie.
Secondo i documenti costitutivi firmati, ENEL, il principale distributore privato di energia elettrica in Romania deterra’ l’85%, Global International 2000 il 10%, e Romelectro il 5%. Secondo Golovin, la termocentrale funzionera’ con carbone d’importazione.
A breve, la neo costituita compagnia studiera’ se il terreno recentemente concessionato a Galati permette la costruzione di una capacita’ di produzione dell’energia elettrica di fino a 2.000 MW e se la zona permette l’“evacuazione” in condizioni di sicurezza dell’energia prodotta nella nuova centrale termica.
“L’ottenimento delle autorizzazioni di costruzione della centrale durera’ 1-1,5 anni e la costruzione della futura centrale altri 3-5 anni” ha aggiunto il presidente della Global International 2000.
Se il terreno permettera’ la costruzione della capacita’ di 2.000 MW, l’unita’ di Galati potrebbe diventare la piu’ grande centrale termica a carbone dell’Europa Sud-Orientale.
L’annuncio sulla possibilita’ di costruire a Galati una centrale termica con la partecipazione ENEL e’ stata confermata dal direttore generale dell’Amministrazione della Zona Franca (AZL) Galati, Angela Ivan, che ha annunciato la concessione a Global International 2000 di Bucarest di 36,5 ettari di terreno per la costruzione della centrale termica a carbone.

La Commissione Europea ha fissato la quota di inquinamento della Romania
La Commissione Europea ha approvato per la Romania una quota di 75,9 milioni di tonnellate di biossido di carbonio per il 2007 e per il periodo 2008 – 2012 (-20,7% rispetto alla proposta iniziale) in occasione della definizione dei piani nazionali di distribuzione delle emissioni di biossido di carbonio, informa il sito The European Ombudsman, citato da Rompres.
La proposta iniziale riguardava una quota di 95,7 milioni di tonnellate di biossido di carbonio, e la cifra concessa rappresenta il 79,3% di quella iniziale.
L’Ungheria ha una quota di 26,9 milioni di tonnellate di biossido di carbonio per il 2007 e per il periodo 2008 – 2012 (rispetto ai 30,7 milioni di tonnellate della proposta iniziale la riduzione e’ del 12,4%). La Rep.Ceca ha 86,8 milioni di tonnellate (rispetto ai 101,9 milioni di tonnellate della proposta iniziale la riduzione e’ del 14,8%). La Polonia ha 208,5 milioni di tonnellate (-26,7% rispetto ai 284,6 milioni di tonnellate della proposta iniziale), la Slovacchia 30,9 milioni di tonnellate (-25,2% rispetto alla proposta iniziale, la Slovenia 8,3 milioni di tonnellate (al livello della proposta iniziale).
La piu’ alta quota e’ quella della Germania, con 453,1 milioni di tonnellate (-6% rispetto ai 482 milioni di tonnellate della proposta iniziale).

Nel 2008 verranno concessionate le prime strade ed autostrade romene
Quasi 1.400 km di strade ed autostrade saranno inclusi nei progetti di concessione. Sia la costruzione di future autostrade che la manutenzione delle attuali strade europee saranno realizzate in base a contratti di concessione, annuncia la direzione della CNADNR.
Le gare per la concessione verranno organizzate nel 2008, ed i lavori per i primi due tratti di autostrada che saranno realizzati in questa maniera inizieranno nel secondo semestre del 2008. Si tratta dei lavori per il tratto Comarnic-Brasov e per la grande circonvallazione della Capitale, dichiara Mihai Grecu, direttore generale della Compagnia Nazionale di Autostrade e Strade Nazionali della Romania (CNADNR). “Abbiamo realizzato uno studio di fondamentazione delle concessioni ed abbiamo scelto la variante del dialogo competitivo. Verranno selezionati 3 offerenti, e tra di loro sceglieremo la miglior compagnia o consorzio. La Romania non ha mai concessionato autostrade ancora” ha aggiunto Mihai Grecu.
Pedaggio per la circolazione sulla circonvallazione di Bucarest
Per l’utilizzo delle futura autostrada e della grande circonvallazione di Bucarest, i trasportatori pagheranno un pedaggio.
Le compagnie vincitrici delle gare per la concessione di questi tratti progetteranno, finanzieranno e realizzeranno le due autostrade, e poi saranno rimborsate dai pedaggi raccolti. I contratti di concessione saranno conclusi per almeno 20-25 anni.
I servizi di manutenzione per le due autostrade esistenti (Buca¬rest-Pitesti e Bucarest-Costanza) saranno concessionati, a marzo 2008, per un periodo di 4 anni. Ulteriormente, circa 1.390 km di strade nazionali ed europee verranno incluse nei progetti di concessione, ed i lavori di costruzione dovranno essere finalizzati nel 2013.

Il piu’ grande albergo dell’Europa apre le porte a Bucarest, nella zona Vitan
Rin Grand Hotel, di proprieta’ della compagnia Proconfort, entrera’ a breve sul mercato della capitale, con la piu’ vasta offerta alberghiera, il piu’ capiente centro conferenze ed un eliporto.
Le prime 300 stanze hanno gia’ ospitato visitatori, pero’ l’allestimento completo sara’ ultimato ad aprile 2008. Rin Grand Hotel, quotato a 4 stelle, avra’, nella forma finale, 1.459 camere ed il piu’ ampio centro conferenze della Romania, con 36 sale, di cui una con 1.000 posti.
Per numero di camere, Rin Grand Hotel superera’ Estrel di Berlino (1.162 camere), Concorde La Fayette di Parigi (1.000 camere), Hilton di Londra (1.052 camere), Auditorium Madrid Hotel (894 camere) e Royal National London (800 camere).
Fino a meta’ 2008, l’albergo pratica prezzi promozionali (pernottamento in una camera standard, cu colazione, a 108 euro, rispetto ai 200 euro in alberghi simili)
Ecco i principali dati su Rin Grand Hotel : investimento totale di 60 milioni di euro (di cui il 60% dai fondi propri della compagnia Proconfort), 800 dipendenti dopo l’inaugurazione, 15 piani e 1.459 camere in forma finale (630 camere e 23 appartamenti pronti entro la fine del 2007), 115.000 mq area totale, 1.000 posti auto nel parcheggio sotterraneo, Centro conferenze con 36 sale, ristoranti, bar, eliporto.

I mass media italiani parlano della Romania
http://finanza.repubblica.it: Enel acquista Blue Line e avvia sviluppo progetti energia rinnovabile in Romania
Enel, si legge in una nota, ha finalizzata lo scorso 24 ottobre, tramite la controllata Enel Investment Holding, l’acquisizione del 100% di Blue Line SRL. Blue Line è una società romena che possiede i diritti per lo sviluppo di progetti eolici nella regione di Dobrogea, con una capacità produttiva futura pari a circa 200 MW. I progetti sono in via di sviluppo e si prevede che diventino operativi a partire dal 2010. Con questa operazione, dice la nota, Enel fa un importante passo avanti nel settore dell’energia rinnovabile in Romania, in linea con la strategia aziendale di acquisire un mix bilanciato di combustibili in cui le rinnovabili hanno un ruolo di rilievo. Enel mira a sviluppare ulteriori progetti nel settore dell’energia rinnovabile nei prossimi anni, qualora dovessero presentarsi altre opportunità. Blue Line SRL è una società con sede a Bistrita. I precedenti azionisti continueranno a sviluppare progetti di energia rinnovabile, sia in maniera autonoma che in collaborazione con Enel. Enel è uno dei leader mondiali nell’energia rinnovabile, con più di 19.000 MW di capacità installata (impianti idroelettrici, eolici, geotermici, solari e combustione da biomassa). Enel ha lanciato un programma per l’innovazione e l’ambiente che prevede un investimento totale di 4,1 miliardi di euro entro il 2011, con l’obiettivo di sviluppare la ricerca e l’innovazione nel settore delle fonti di energia rinnovabile e l’applicazione di tecnologie all’avanguardia. Un piano per combattere il cambiamento climatico con ben pochi paragoni al mondo per dimensioni e qualità. Attualmente Enel vanta una importante presenza in Romania, con Enel Energie, fornitore di energia per la Romania, e con Enel Distributie Banat e Enel Distributie Dobrogea che gestiscono la rete di distribuzione nelle regioni di Banat e Dobrogea. In seguito alla finalizzazione dell’acquisizione di Electrica Muntenia Sud, Enel raddoppierà la propria presenza nella distribuzione in Romania, con circa 2,5 milioni di clienti, 124.000 km di rete e 5.700 dipendenti. Enel ha anche allo studio altri progetti riguardanti impianti di generazione termoelettrica e nucleare che potrebbero rendersi disponibili nell’ambito del processo di privatizzazione del governo romeno.

www.panorama.it: Dossier immigrazione
Secondo il dossier Caritas-Migrantes sull’immigrazione gli immigrati con cittadinanza straniera sono circa 28 milioni, ma salgono a 50 se si considerano anche quelli che nel frattempo hanno acquistato la cittadinanza. In Italia i dati sono sorprendenti: con 3,690 milioni di stranieri regolari siamo secondo Paese di immigrazione, nella UE, dopo la Germania e “pari merito” con la Spagna. Gli extracomunitari sono la metà: su 10 immigrati 5 sono europei (in particolare più di mezzo milione proviene dalla Romania e quasi 100.000 dalla Polonia), 4 sono suddivisi tra africani e asiatici e 1 è americano (sudamericano, con più probabilità). Negli ultimi due anni la crescita in Italia è stata davvero corposa, dovuta alla domanda di manodopera delle industrie e delle famiglie (540.000 domande), i ricongiungimenti familiari (quasi 100.000) e le nuove nascite tra gli immigrati (60.000).
Mentre l’Europa è caratterizzata da una concentrazione dell’immigrazione in alcune regioni o città, ad esempio Parigi accoglie il 40% di tutti gli stranieri in Francia, e Londra un terzo di quelli presenti in Gran Bretagna, in Italia gli stranieri si distribuiscono molto di più: un quinto degli immigrati vive tra Roma e Milano, 6 su 10 sono al nord, ma anche il sud tende ad aumentare la sua quota.

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