Newsletter n.43 / 2007

Per mancata applicazione delle norme nel campo degli autotrasporti, l’UE minaccia con la Corte di Giustizia otto paesi tra cui Italia e Romania
La Commissione Europea ha inviato ad 8 stati membri un parere motivato, ultima fase della procedura d’infrazione prima del deferimento alla Corte di giustizia, per non aver notificato a Bruxelles il recepimento della direttiva sull’attuazione delle nuove norme sui tempi di guida e di riposo, nonché l’introduzione del tachigrafo digitale, per i camionisti e gli altri conducenti professionisti.
Non avendo recepito questa direttiva, indica una nota dell’esecutivo UE, gli Stati membri “non dispongono degli strumenti giuridici necessari per promuovere una equa concorrenza all’interno del settore e migliorare la sicurezza stradale”. La normativa stabilisce regole per controllare il numero delle ore di lavoro dei conducenti professionisti e prevede di triplicare gradualmente i controlli.
Gli altri paesi “minacciati” sono Grecia, Lituania, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Regno Unito.

Altro avvertimento dall’UE: Mancato adempimento da parte della Romania a disposizioni del trattato d’adesione, nel campo della protezione dell’ambiente
La Commissione Europea ha avvertito la Romania sul mancato adempimento ad una serie di disposizioni del Trattato di adesione nel campo della protezione dell’ambiente, e ha fatto scattare la cosiddetta procedura di “infringement”. Se Bucarest non riuscira’ a convincere Bruxelles della sua buona fede, la Romania sara’ multata per mancato rispetto alla legislazione comunitaria nel campo della biodiversita’. Secondo un comunicato stampa dell’esecutivo di Bruxelles, la Romania non e’ riuscita a stabilire delle zone protette speciali per i volatili migratori o in pericolo, a dispetto della direttiva UE sulla protezione delle specie di uccelli selvatici.

Il Presidente Traian Basescu ha assicurato il nuovo ministro dell’Agricoltura del suo appoggio, nonostante sia evidente che non potra’ essere recuperato in 30 giorni quello che non e’ stato fatto in quasi un anno, dopo l’adesione della Romania all’UE
Il Presidente Traian Băsescu ha chiesto al nuovo ministro dell’agricoltura, Dacian Cioloş, di fare in modo che il settore che esso coordina registri progressi, anche se non sara’ possibile recuperare il tempo perso dall’inizio del 2007. “Vorrei che partisse da premesse realistiche, e anch’io parto da tali premesse, che non sara’ possibile recuperare in 30 giorni quello che non e’ stato fatto in un anno”, ha sottolineato il presidente. “Sono conscio che non potra’ far funzionare l’Agenzia dei pagamenti con tutte le sue strutture a parametri normali entro il 9 novembre 2007, la scadenza stabilita dall’UE” ha aggiunto lo stesso. “Quello che le chiedo, in qualita’ di capo dello stato, e’ di registrare progressi, il che sara’ importantissimo per la Commissione Europea” ha concluso il capo dello stato, ricordando che dal 1 gennaio 2007, il governo romeno aveva il compito di far funzionare l’APIA ,”il che non e’ successo”. Basescu ha assicurato pubblicamente il nuovo ministro del suo appoggio politico “perche’ la Romania non deve avere la sfortuna di essere un caso unico nell’UE”, con una clausola di salvaguardia dopo l’adesione, che secondo il presidente “sarebbe una vergogna”.
Il premier Tariceanu ha assicurato che non sara’ necessario un intervento da parte del capo dello stato.

FMI prevede una crescita del 6,3% dell’economia romena nel 2007
Il Fondo Monetario Internazionale prevede che la Romania registrera’ nel 2007 una crescita economica del 6,3%, il deficit di conto corrente arrivera’ al 13,8% del PIL per scendere, poi, al 13,2% del PIL nel 2008, indica una variante preliminare del rapporto “World Economic Outlook”, pubblicato da Reuters.

Il disegno di Legge finanziaria per il 2008, elaborato dal governo Tariceanu, e’ considerato “fantasioso” dagli analisti economici
Redditi pubblici del 39,6% del prodotto interno lordo, crescita economica del 6,5%, inflazione del 3,8%, tasso di cambio euro/leu del 3,18. Queste sono le cifre in base alle quali il governo Tariceanu, ispirato dal ministro di finanze Varujan Vosganian, ha costruito il “fantasioso” disegno di Legge Finanziaria per il 2008, un’anticipazione piu’ che ottimistica della vita e della fiscalita’ in Romania nel prossimo anno.
Il 2007 si conclude con risultati meno “rosei” del previsto: i redditi al bilancio dello stato ammonteranno a circa il 33% del PIL, la crescita economica e’ rallentata (l’ultima stima della Commissione di Previsioni indica un 6,1%) l’inflazione continua a salire (e potrebbe arrivare al 6%). Pero’ il ministro dell’economia e finanze scommette, per il 2008, su un buon anno agricolo, che risolva tutte le difficolta’ circostanziali che rovinano l’immagine della Romania nella visione degli investitori.
Bilancio social-liberale
„Nei dialoghi avuti con i sindacati e patronati, i primi mi hanno rinfacciato che il disegno di legge finanziaria e’ troppo liberale, e gli ultimi che e’ troppo sociale. Tutti hanno ragione“ commenta scherzosamente il ministro Vosganian l’esito delle consultazioni con i partner sociali. Una cosa e’ certa, pero’: il disegno di legge finanziaria per il 2008 e’ uno elettorale. Il 6% del PIL e’ destinato all’educazione, il 4,5% alla sanita’ e non meno dell’11,9% alla protezione sociale. I trasporti beneficiano del 4% del PIL e l’agricoltura del 2,7% del PIL.
Un PIL pro capite di 7.000 euro
Secondo il disegno di Legge Finanziaria per il 2008, il PIL arrivera’ a 440 miliardi di lei (138 miliardi di euro), grazie ad una crescita economica del 6,5%. I redditi al bilancio consolidato ammonteranno a 174,2 miliardi di lei (39,6% del PIL), mentre le spese saranno di 186,2 miliardi di lei (42,3% del PIL). Il deficit del bilancio consolidato sara’ del 2,7% del PIL. „Il prodotto interno lordo, che nel 2004 era di 58 miliardi di euro, salira’ nel 2008 a 138 miliardi di euro. Cio’ significa che il PIL pro capite arrivera’ a quasi 7.000 euro“ calcola il premier Tariceanu. Pero’, poiche’ lo stato si prende “la parte del leone”, circa il 40% del PIL, pro capite di romeno rimarranno soltanto 4.200 euro.
Redditi dai tasti della calcolatrice
Come assicurera’ l’esecutivo romeno redditi al bilancio per il 39,6% del PIL? „Non e’ previsto alcun aumento di tasse o imposte. Non saranno introdotte nuove imposte. E partiamo dalla premessa che la conservazione dell’attuale politica fiscale e’ a favore della crescita economica accelerata che la Romania registra negli ultimi anni. Di conseguenza, questa decisione mantiene la stabilita’ fiscale introdotta dal 1 gennaio 2005“ assicura il premier Tariceanu. Ed il ministro dell’economia e finanze aggiunge che nel 2007 i redditi dal bilancio consolidato rappresenteranno il 33-34% del PIL. Il capo delle finanze romene dovrebbe, forse, essere piu’ cauto con tali percentuali, dal momento che ha gia’ programmato un deficit di bilancio del 2,7% del PIL. Per il 2008, soltanto dai fondi europei verra’ in modo supplementare un 3% del PIL, sostiene Vosganian. L’eliminazione delle misure di semplificazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) per i lavori di costruzioni-montaggio e consegna di edifici, parti di edifici e terreni, ma anche la proroga del periodo di applicazione dell’IVA in dogana porteranno altri 4,3 miliardi di lei al bilancio, circa l’1% del PIL. In piu’ – sostiene il ministro – anche gli incassi al bilancio delle assicurazioni sociali aumenteranno dell’1,5% del PIL.
Diminuiscono i contributi, aumentano gli incassi
L’aumento dei redditi, come percentuale del PIL, al bilancio delle assicurazioni sociali e’ alquanto sorprendente. Dal 2008, il Governo ha deciso la riduzione dei contributi del 6%, in 3 tappe (del 2,2% a gennaio e del 2,3% a dicembre per i datori di lavoro a cui si aggiunge una riduzione dell’1,5% a luglio per i dipendenti). Per i datori di lavoro verra’ applicata una riduzione dell’1,5% ai contributi per le assicurazioni sociali di stato (a dicembre 2008), dell’1% (a gennaio) ed altri 0,5% (a dicembre) per le assicurazioni per la disoccupazione e dello 0,7% (a gennaio) ai contributi per gli incidenti sul lavoro. I datori di lavoro beneficeranno anche di una riduzione in 2 tappe, dello 0,5% (a gennaio) e dello 0,3% (a dicembre) per le assicurazioni di sanita’, conformemente al disegno di legge finanziaria per il 2008, approvato dal Governo. Per i dipendenti verra’ applicata, da luglio 2008, una riduzione dell’1,5%, di cui l’1% per le assicurazioni di salute e lo 0,5% per le assicurazioni di disoccupazione. A tali riduzioni si aggiunge il trasferimento del 2% al pilone II delle pensioni. Nonostante tutto cio’, sostiene il Governo, gli incassi al bilancio delle assicurazioni aumenteranno non solo in termini nominali, ma anche come percentuale del PIL. La spiegazione offerta e’ che aumentera’ la base di tassazione! Attraverso l’eliminazione del plafond dei 5 stipendi medi lordi al pagamento dei contributi per le pensioni, correlato all’eliminazione del plafond della pensione, l’uniformizzazione della base di tassazione per le pensioni e la disoccupazione e l’inclusione di tutti i redditi nella base di calcolo per i contributi sociali.
Tasso di cambio del 3,18 per lo stato e del 3,35 per i privati
Un’altra fonte di redditi per il Governo e’ rappresentata dalla differenza di tassi di cambio presi in calcolo per le spese, da una parte, e per i redditi da un’altra. Se nel caso delle spese governative si prende in calcolo un tasso di cambio euro/leu di 3,18, all’incasso delle accise per l’intero anno si prendera’ in calcolo il tasso del 1 ottobre precedente (2007), cioe’ 3,35 lei/euro. In alte parole, lo stato guadagna 0,17 lei per ogni euro, pagato dai soggetti ad accise ed alla tassa per la prima immatricolazione di un’autovettura.
L’inflazione
Il piu’ discusso indice preso in calcolo per il 2008 rimane l’inflazione: 3,8%. E cio’ mentre l’inflazione del periodo settembre 2006-settembre 2007 ha superato il 6%. Il premier non ha spiegato come riusciranno l’esecutivo e la banca centrale a ridurre tanti drasticamente l’inflazione, nelle condizioni di un bilancio cosi’ generoso. Quali sono le ragioni per tale scatto inflazionistico? Tutti nominano la siccita’ del 2007. Governanti, analisti e produttori. Si dimenticano, pero’ che la Romania ha registrato altri anni di siccita’ senza tale regresso nella deflazione. Un indice potrebbe essere fornito dall’elenco dei prodotti che hanno registrato rincari: i trasporti (+2,53%) a causa dell’aumento dei prezzi dei combustibili a livello internazionale, ma anche le telecomunicazioni (+3,33%) a causa del deprezzamento del leu. Non per ultimo sono rincarati anche i generi alimentari (+1,94%) e cio’ potrebbe essere solo l’inizio. Quando e’ stato deciso l’aumento delle pensioni, dal punto di vista macroeconomico, il governatore della banca centrale, Isarescu, dichiarava che „finche’ il bilancio delle assicurazioni sociali avra’ un surplus oppure un deficit contenuto non ci sono problemi“. Pero’ dal punto di vista microeconomico le cose stanno differentemente. Il prezzo di equilibrio, aggregato, degli econometristi della banca centrale non combacia con quello del mercato perche’ in realta’ questo e’ determinato dall’anticipazione da parte degli imprenditori dell’evoluzione della richiesta ed offerta futura. In condizioni di siccita’ e di deprezzamento del leu, l’offerta nel campo alimentare non puo’ aumentare ne’ dalla produzione nazionale ne’ dall’importazione, in un ritmo considerevole. In cambio, l’aumento delle pensioni (doppiato da quello degli stipendi compresi, pero’, nelle anticipazioni degli imprenditori, che non rappresentano una sorpresa) mettono sotto pressione, direttamente, i prezzi dei generi alimentari, categoria piu’ acquistata dai pensionati insieme all’energia (che rincarera’ anch’essa, d’altronde). Con l’intenzione, logica, di massimizzare il proprio profitto e anticipando un aumento della richiesta in seguito all’aumento delle pensioni da settembre 2007, i commercianti di generi alimentari hanno gia’ aumentato i prezzi. Questi potrebbero essere validati o invalidati dai consumatori, in funzione dell’elasticita’ della richiesta. Pero’, secondo il laureato del premio Nobel per l’economia, George Stigler, la maggior parte delle curve della richiesta ma anche dell’offerta non sono elastiche. In altre parole, molto probabilmente il prezzo sara’ validato. Seguira’ un nuovo aumento delle pensioni a novembre e poi un altro a gennaio 2008, doppiati, molto probabilmente, da nuovi rincari dei generi alimentari. Per non parlare dell’ultima tappa di aumento del punto della pensione dal 1 gennaio 2009. In assenza di un aumento del tasso di interesse di politica monetaria della BNR (con effetti avversi sulla crescita economica), esiste il rischio di entrare in una spirale inflazionistica, in base alle anticipazioni sia degli imprenditori che della popolazione, che vorra’ essere protetta attraverso stipendi piu’ alti. Stipendi piu’ alti significa anche pensioni piu’ alte, e quindi un successivo aumento della richiesta. L’uscita dal vicolo cieco puo’ allontanarsi. Un altra possibile ragione per cui l’inflazione e’ ripresa negli ultimi mesi potrebbe essere l’aumento dei costi operazionali a livello delle compagnie in seguito alla reintroduzione dell’IVA in dogana ma anche, nel caso dei generi alimentari, delle nuove regolamentazioni europee sulla qualita’ dei prodotti, le condizioni della distribuzione, ecc. Perche’, come osservava Stigler, „la panoplia delle regolamentazioni puo’ essere utilizzata a scopi redistributivi, e questa redistribuzione dei redditi non risulta in maniera esplicita nel bilancio. La frequente esclusione dei neo-arrivati sul mercato, per esempio, porta ad una produzione piu’ ridotta a prezzi piu’ alti e profitti piu’ consistenti per gli imprenditori protetti dalla legislazione“.
Il progetto di Legge finanziaria per il 2008 sara’ esaminato dal parlamento dopo le “euroelezioni” del 27 novembre 2007
Il disegno di legge Finanziaria per il 2008 ed il bilancio delle assicurazioni sociali saranno esaminati e votati dal parlamento romeno dopo le elezioni del 27 novembre per il Parlamento Europeo, ha annunciato il segretario della Camera dei Deputati, Ioan Munteanu. Secondo Munteanu, i gruppi parlamentari hanno proposto di posticipare la votazione del bilancio per evitare che la campagna elettorale per le elezioni al PE interferisca con altri argomenti.

Soltanto il deficit estero cresce ancora in ritmo sostento in Romania
Sono bastate alcune ondate provenienti dall’ambiente internazionale – non si trattava di vere turbolenze – e le opinioni sull’economia romena che “sale alle stelle” sono cominciate a cambiare. Sono stati confermati, anche prima di quanto fosse attendibile, gli avvertimenti di alcuni analisti – non molti – che tutto sarebbe andato a gonfie vele soltanto finche’ a livello europeo ed internazionale tutto sarebbe stato perfetto. Ecco che l’inflazione minaccia di nuovo ed il leu perde colpi. Gli analisti – tutti – si sono subito ricordati che la Romania ha gravi deficit esterni, difficilmente sostenibili, che il leu e’ sopravalutato e quindi puo’ subire delle correzioni, che l’inflazione era diminuita grazie all’apprezzamento della moneta nazionale e quindi rischia di riaccendersi nella misura in cui non e’ generata organicamente dalla competitivita’ acquisita nel campo reale dell’economia. Gli stessi analisti – romeni e stranieri – si accorgono, adesso, che il deficit estero e’ cosi’ alto che il paese e’ in pericolo ad ogni crisi di liquidita’ nel sistema, indifferentemente dalle cause (movimenti avversi dei capitali speculativi, riduzione dei trasferimenti da parte dei romeni che lavorano all’estero o addirittura soltanto temporeggiamenti degli investimenti stranieri ecc).
Dal punto di vista macroeconomico, la piu’ importante vulnerabilita’ e’ rappresentata dal deficit enorme nell’interscambio commerciale ed implicitamente del conto corrente estero. Non si puo’ vivere in eterno esportando per 30 miliardi di euro ed importando per 50 miliardi di euro l’anno ad un PIL di 100-120 miliardi di euro. Un’esplosione – alcuni piu’ gentili la chiamano correzione – del tasso di cambio, dell’inflazione o di entrambe sembra inevitabile. E’ un semplice calcolo aritmetico: mancano 20 miliardi di euro l’anno, che altri devono apportare per coprire lo squilibrio. Circa 5 miliardi di euro arrivano dai romeni che lavorano all’estero (per quanto tempo arriveranno ancora?). E gli investimenti stranieri diretti, nuovi, non possono coprire la differenza. L’ultima fonte e’ l’indebitamento estero, che nel ritmo in cui e’ reso necessario, diventera’ “incendiario” in qualche anno. Forse neanche si arrivera’ al boom del debito estero, se nel frattempo veri sismi verranno provocati dalla semplice riduzione delle entrate dai trasferimenti dei romeni attivi all’estero o dagli investimenti diretti stranieri. Per non parlare del fatto che gli investitori stranieri, dopo non molto tempo, specialmente ai tassi di reddititivita’ della Romania, cominciano ad esportare, sotto forma di rimpatrio dei profitti, degli ammontari che difficilmente potranno essere compensati dalle entrate per nuovi piazzamenti. La crescita economica fondata sul consumo di beni importati e’ malsana ed insostenibile. E se si aggiungono anche i capitali speculativi che spingono, artificiosamente, la moneta nazionale verso l’alto, e’ facile intravedere un esito ancora piu’ esplosivo in caso di turbolenze internazionali che determinerebbero il ritiro di questi capitali. E non sarebbe per colpa degli stessi movimenti di capitali speculativi ma a causa del terreno insicuro sul quale si producono e che amplifica i risultati.

Il deficit di conto corrente ha superato 10,2 miliardi di euro
Il deficit di conto corrente ha superato, dopo i primi 8 mesi del 2007, il valore di 10,2 miliardi di euro (+87% rispetto a quello de periodo simile del 2006), prevalentemente a causa del dell’aumento del deficit commerciale (+69% rispetto a quello del periodo simile del 2006), secondo i dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania.
La crescita del deficit e’, pero’, piu temperata, dopo l’aumento del 100% registrato nella prima meta’ dell’anno.
Nei primi 8 mesi del 2007, gli investimenti stranieri diretti hanno coperto il 40% del deficit di conto corrente, poiche’ sono ammontati a 4,05 miliardi di euro, di cui le partecipazioni al capitale ed il profitto reinvestito hanno rappresentato il 48,7%, ed i crediti intra-gruppo il 51,3%.
A fine agosto 2007, il debito estero a medio e lungo termine della Romania ha superato 33,8 miliardi di euro (+19,1% rispetto al valore registrato alla fine del 2006.
Dopo i primi 7 mesi del 2007, il deficit di conto corrente ammontava a 8,96 miliardi di euro (+98% rispetto al periodo simile del 2006).
La crescita del deficit di conto corrente e’ cominciata a rallentare dopo il primo semestre del 2007, quando il conto corrente della bilancia dei pagamenti registrava un deficit di oltre 7,8 miliardi di euro (+108% rispetto al periodo simile del 2006).
Per il 2007, secondo le previsioni autunnali della Commissione Nazionale di Previsioni si stima un deficit di conto corrente di 15,8 miliardi di euro, equivalente al 13,4% del Prodotto Interno Lordo, e per il 2008 di 18,35 miliardi di euro, rispettivamente il 13,3% del PIL. Nel 2006, il deficit di conto corrente ha rappresentato il 10,3% del PIL.

Il Governatore della Banca Nazionale della Romania avverte che la politica fiscale non deve rilassarsi “in alcun modo” nel 2007 e 2008. Pero’ la continuazione degli aumenti salariali e’ considerata inevitabile in un anno elettorale
La politica fiscale deve rimanere “stretta”, poiche’ le altre componenti del mix di politiche sono difficilmente controllabili in un anno elettorale, dichiarava il governatore della Banca Centrale, Mugur Isarescu, in occasione del seminario Mediafax Talks about Corporate Loans: “La politica fiscale non deve rilassarsi in alcuna forma, ne’ entro la fine del 2007 ne’ nel 2008. E sono d’accordo anche il premier ed il ministro delle Finanze”.
Isarescu ha aggiunto che la politica fiscale e’ il mezzo per ottimizzare il mix, poiche’ non si puo’ attendere una limitazione degli aumenti salariali e perche’ la politica monetaria, negli ultimi 2 anni, attraverso il tasso di cambio, ha determinato per la maggior parte la deflazione. Il Governatore BNR ha sottolineato che il mercato non deve attendersi a misure brusche da parte della banca centrale a breve, nonostante la BNR abbia gia’ reagito per controbilanciare la crisi inflazionistica degli ultimi due mesi. I prezzi al consumo sono aumentati nel mese di settembre dell’1,08%, rispetto allo 0,86% del mese precedente, ed il tasso annuo dell’inflazione, negli ultimi 12 mesi, ha superato la soglia del 6%.
Riforme strutturali all’orizzonte
Il tasso annuo dell’inflazione potrebbe ritornare verso il 5% negli ultimi 2 mesi del 2007, con l’eliminazione dell’influenza del mese di novembre 2006 (quando l’indice dei prezzi al consumo era aumentato di oltre l’1%) ha aggiunto Isarescu. Lo stesso ha spiegato che gli “scenari” della banca centrale non mirano obbligatoriamente a raggiungere l’obiettivo a breve termine di rientrare nel target dell’inflazione del 2007, ma a conservare la tendenza di deflazione durevole, a medio e lungo termine. Il Governatore BNR ha aggiunto che in Romania sono ancora necessarie riforme strutturali, pero’ sara’ difficile che le autorita’ riescano ad applicarle e breve termine. “In concomitanza con gli aumenti salariali, dovrebbero essere intraprese anche misure per quanto riguarda le politiche strutturali. Il tasso della disoccupazione e’ arrivato al 4%, cioe’ il livello della disoccupazione naturale. E’ vero che non e’ facile realizzare riforme strutturali in un anno elettorale, pero’ la banca centrale deve farlo presente” ha dichiarato Isarescu.
Per quanto riguarda il tasso di cambio leu/euro, Isarescu ha dichiarato che questo registrera’ aumenti e diminuzioni, movimenti naturali, che saranno registrati, inoltre, dall’intera economia nel suo insieme.

Altri fondi persi per l’agricoltura romena: La Romania ha assorbito zero euro dai fondi europei del PNDR per il 2007
740 milioni di euro perde la Romania nel 2007 per aver inviato in ritardo il Programma Nazionale di Sviluppo Rurale (PNDR) alla Commissione Europea. I fondi erano destinati ai comuni per lo sviluppo dei villaggi, la costruzione di strade nuove, reti di acqua e gas naturale.
L’ex ministro dell’agricoltura, Remes, prometteva a luglio che i progetti sarebbero stati presentati «oggi stesso», ed i contratti di finanziamento firmati subito dopo l’approvazione del programma alla CE. Nel frattempo, pero’, il Ministero dell’Agricoltura ha cambiato idea: i progetti saranno accolti soltanto dopo l’approvazione del programma da parte della Commissione Europea, cioe’ probabilmente all’inizio del 2008.
“Al piu’ presto a marzo potranno essere presentati questi progetti di finanziamenti, perche’ il ministero ha ritardato, in modo inammissibile, l’invio del Piano per approvazione. I fondi saranno riportati per l’anno prossimo, pero’ sara’ difficile assorbire il doppio dei fondi, specialmente perche’ nel 2007 non e’ stato utilizzato nemmeno un euro da tale fondo” crede Ilie Sarbu, ministro dell’agricoltura nel periodo 2000-2004. “Praticamente, in questo momento, la Romania paga la sua quota all’UE – 1,2 milioni di euro l’anno, e non e’ capace di prendere niente” conclude Sarbu.
„Sarebbe rischioso accogliere dei progetti, mentre le misure del PNDR sono ancora negoziate a Bruxelles. Per eliminare il rischio di accettare progetti per misure che teoricamente possono subire modifiche, abbiamo scelto di aspettare l’approvazione” spiega Viviana Vasile, direttore generale per lo sviluppo rurale del ministero. “Possiamo accogliere soltanto proposte di progetti. Ogni potenziale beneficiario puo’ completare un apposito modulo e presentare un riassunto del progetto che intende realizzare“ conclude Vasile.
Il portavoce del commissario europeo per l’agricoltura Mariann Fischer Boel sostiene, invece, che ogni stato membro puo’ autorizzare l’effettuazione dei pagamenti prima dell’approvazione del PNDR dalla Commissione Europea, pero’ su propria responsabilita’, ed ogni spesa non eleggibile sara’ recuperata ulteriormente dai beneficiari. Attraverso il PNDR saranno concessi, entro il 2013, fondi europei di oltre 8 miliardi di euro, fondi provenienti dal Fondo Europeo Agricolo di Sviluppo Rurale.

A piu’ di un anno dall’elaborazione del disegno di legge per gli incentivi ai grandi investitori, romeni e stranieri, il governo ripromette di sottoporlo ad un dibattito parlamentare nel mese di novembre prossimo.
Iniziato dall’ex vice premier George Copos, prelevato da Bogdan Pascu, poi da Iuliu Winkler ed attualmente da Varujan Vosganian ed Ovidiu Silaghi, ministri dell’economia e delle PMI, il disegno di legge non varia di molto rispetto alla forma iniziale. Anche se doveva entrare in vigore dal 1 gennaio 2007 quando – con l’adesione all’UE – scadeva l’effetto della precedente normativa sugli investimenti, la legge sugli investimenti in Romania rimane in fase di intenzione.
Se la nuova legge sugli investimenti verra’ adottata, il governo romeno potra’ concedere facilitazioni di 2 miliardi di euro nel 2008, oltre a facilitare i collegamenti alle infrastrutture di acqua, energia elettrica, gas naturale e comunicazioni o a vendere terreni a prezzi accessibili.
„Le facilitazioni possono essere del 20% del valore degli investimenti, pero’ possono arrivare fino al 50% in condizioni eccezionali” spiega Varujan Vosganian. Anche compagnie come Ford o Renault possono ricevere facilitazioni „se investiranno almeno 50 milioni di euro” aggiunge Ovidiu Silaghi.
Le compagnie possono ricevere tra 250 e 2.000 euro per ogni nuovo posto di lavoro creato, in funzione della zona dove realizza un investimento di almeno 1 milione di euro.
Il ministro per le PMI, Commercio, Turismo e Professioni Liberali, Ovidiu Silaghi, sottolinea che la Legge sugli investimenti deve essere adottata al piu’ presto per conservare il grado di interesse degli investitori stranieri per la Romania.
Secondo il disegno di legge, beneficeranno di aiuti da parte dello stato le societa’ che investono nella ricerca-sviluppo, protezione dell’ambiente, energia rigenerabile, infrastrutture, realizzazione di prodotti alimentari ecologici, produzione di mezzi e componenti auto e le societa’ operanti nell’industria di trasformazione. Avranno diritto a facilitazioni le societa’ che investono oltre 1 milione di euro, in un periodo determinato in funzione del valore dell’investimento.
La legge sara’ indirizzata, in maniera non discriminatoria ai capitali ed investimenti di ogni origine e mirera’ ad eliminare le differenze nello sviluppo tra le regioni della Romania.
Agenzia Romena per gli Investimenti
Il ministro Varujan Vosganian ha ribadito che per il 2008 sono previsti circa 2 miliardi di euro, cioe’ l’1% del PIL, per sostegno agli investimenti – nel rispetto delle norme europee sugli aiuti di stato – e che la concessione delle facilitazioni e’ condizionata dall’esistenza dei rispettivi investimenti per almeno 10 anni.
L’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS) si trasformera’ in Agenzia Romena per gli Investimenti. Secondo i rappresentanti ARIS, con la nuova legge sugli investimenti e dei parchi industriali, la Romania potrebbe attrarre, nei prossimi anni, investimenti stranieri diretti simili a quelli dell’anno record 2006, di 9,1 miliardi di euro. Sorin Vasilescu, direttore ARIS, sottolinea la necessita’ di costituire nuovi parchi industriali poiche’ quelli esistenti sono gia’ occupati.

Ad agosto 2007, i crediti bancari contratti dai romeni avevano superato l’ammontare del disponibile nei depositi e conti correnti bancari
I debiti dei romeni nei confronti delle banche sono aumentati piu’ rapidamente degli ammontari che le persone fisiche depositano in banca. Per la prima volta, alla fine di agosto, i debiti hanno superato il totale dei depositi bancari e delle some dei conti correnti.
Le somme che i romeni si sono impegnati a pagare, in base ai crediti contrattati, sono aumentate del 41% nei primi 8 mesi del 2007, mentre l’ammontare dei depositi e conti correnti e’ cresciuto di soli 21%, rilevano le statistiche della Banca Centrale (BNR). Il totale dei debiti contratti dai romeni e’ aumentato di oltre 17 miliardi di lei nei primi 8 mesi del 2007, mentre le somme che questi possiedono nelle banche sono aumentate di meno di 10 miliardi di lei.
Piu’ indebitati che mai
Ad agosto 2007, i debiti dei romeni nei confronti delle banche hanno superato i loro risparmi. I debiti delle persone fisiche nei confronti delle banche erano arrivati ad agosto a 57,02 miliardi di lei, mentre le somme da esse detenute nelle banche ammontavano a 56,88 miliardi di lei.
Nelle statistiche BNR, le cifre sono pubblicate in moneta nazionale; gli ammontari presi in prestito o depositati in valuta sono trasformati in lei al tasso di cambio comunicato dalla banca centrale per l’ultimo giorno del mese al quale si riferisce il calcolo.
Percio’, l’aumento dei debiti contratti dai romeni nei confronti delle banche puo’ essere dovuto anche al deprezzamento del leu nei confronti dell’euro. Nei mesi precedenti, le somme detenute dai romeni nei conti correnti e depositi superavano i prestiti contratti (a luglio, per esempio, i depositi superavano di 2,7 miliardi i prestiti).
Preferiti i crediti in valuta straniera
I crediti contratti in franchi svizzeri, dollari americani e yen giapponesi sono aumentati quasi 3 volte nei primi 8 mesi del 2007. Al secondo posto per il tasso di crescita si sono piazzati i crediti in euro, aumentati di oltre il 50%. I romeni prediligono i crediti in valuta (perche’ costano meno) ed i risparmi in lei (perche’ hanno rendimenti migliori).

Il credito bancario e’ ancora poco utilizzato dalle societa’ romene
Il credito bancario ha un peso specifico ancora modesto nell’attivita’ delle compagnie operanti in Romania, rispetto alla situazione registrata in altri paesi, specialmente nell’Europa occidentale.
La maggior parte delle aziende romene non ha contratto alcun credito, e l’86% non si finanzia da fonti bancarie, dichiarava in occasione di un recente seminario economico, Jean Andronie, vicepresidente esecutivo Corporate Banking della BCR.
L’agricoltura e’ poco attiva per quanto riguarda la contrattazione di crediti
In Romania, gli operatori commerciali dell’agricoltura che hanno ricorso negli anni precedenti a crediti da fonti bancarie rappresentavano l’8,4% del volume totale di crediti contratti ; mentre in Francia, gli agricoltori che hanno ricorso a prestiti bancari rappresentano il 20,4% del totale dei crediti concessi, in Spagna il 23%, in Italia il 22% ed in Austria il 15,5%.
Le societa’ operanti nel campo industriale che hanno ricorso a prestiti bancari rappresentavano il 7,9% del volume totale di crediti concessi. In Francia la percentuale e’ del 6,6%, in Spagna del 10,8%, in Italia del 18,2%, in Austria del 10,5%, ed in Germania del 10,1%.

I non residenti dispongono di 3 miliardi di euro nelle banche operanti in Romania
I depositi a medio e lungo termine dei non residenti (persone fisiche e societa’ straniere) nelle banche romene, sono aumentati 4 volte in un solo anno e rappresentavano l’equivalente ad oltre 3 miliardi di euro a fine agosto 2007, secondo i dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania (BNR).
L’ammontare, costituito per la maggior parte da risparmi in lei, e’ tre volte superiore a quello registrato alla fine del 2006 e quattro volte superiore a quello del 31 agosto 2006 (884 milioni de euro in depositi). La spiegazione e’ l’apprezzamento “aggressivo” del leu e le differenze ancora consistenti tra i tassi di interesse per i piazzamenti in lei e quelli per altre monete.
I 3,1 miliardi di euro possono essere considerati un’importante fonte di finanziamento per le banche, poiche’ a partire da luglio 2007, i crediti contrattati dalla popolazione hanno superato i depositi. La velocita’ della crescita dei depositi costituiti dai non residenti supera di molto quella dei risparmi in banca delle persone fisiche o giuridiche romene.
A fine agosto 2007, i depositi in lei della popolazione erano aumentati di soli 52,1% rispetto al 2006, e quelli in valuta del 39,9%, mentre le societa’ hanno risparmiato del 23% in piu’ in lei e dell’11% in meno in valuta.

Gli investimenti delle compagnie straniere sul mercato romeno diventano piu’ contenuti
Circa il 60% delle compagnie straniere operanti sul mercato romeno stimano che nell’ultimo trimestre del 2007, registreranno un miglioramento sia della situazione finanziaria che dell’attivita’ economica, pero’ prevedono la diminuzione del volume dei loro investimenti, risulta da un “barometro” realizzato dalla societa’ di consulenza KPMG.
I risultati dello studio confermano i dati rilasciati dalla Banca Nazionale della Romania, che indicano che, nei primi 8 mesi del 2007, il livello degli investimenti stranieri diretti e’ diminuito (-6%) rispetto al periodo simile del 2006.
KPMG intervista trimestralmente 100 compagnie internazionali, operanti in Romania, per la maggior parte clienti KPMG Romania. Il “barometro” segue le opinioni degli investitori sul clima investizionale, sui vantaggi e svantaggi degli affari in Romania ed il livello dell’ottimismo sul futuro dei propri affari in Romania.
Gli investitori lamentano l’aumento rapido degli stipendi ed i prezzi alti dei terreni
La mancanza di manodopera, l’aumento ingiustificato degli stipendi ed il rincaro delle proprieta’ immobiliari sono – secondo gli investitori stranieri – i problemi che portano alla modifica dei loro piani di affari in Romania.
Il problema del personale e’ considerato il piu’ grave, e tende ad accentuarsi poiche’ non si trovano soluzioni alla situazione in cui sul mercato c’e’ un eccedente di capitale ed un deficit di manodopera, specialmente nelle categorie che vanno dagli operai al middle management. Cio’ genera l’aumento degli stipendi oltre la crescita della produttivita’ ed una fluttuazione esagerata del personale.
Si stima che il livello degli investimenti stranieri nel 2007 sara’ di 7 miliardi di euro, in diminuzione di circa 2 miliardi di euro rispetto al 2006 (anno della privatizzazione della BCR).
Attualmente, secondo Monica Bărbuleţiu, vicepresidente dell’Agenzia di Investimenti Stranieri (ARIS), sono in corso di realizzazione 72 progetti, con un valore di 3 miliardi di euro, che creeranno 30.000 nuovi posti di lavoro. L’ufficiale ARIS sottolinea che il futuro appartiene in Romania ai progetti greenfield, poiche’ il tempo delle grandi privatizzazioni e’ finito.
Secondo il Rapporto Mondiale degli investimenti 2007 di UNCTAD, la Romania si e’ piazzata nel 2006 al secondo posto nell’Europa Centrale ed Orientale piu’ CIS per gli investimenti esteri diretti (IDE), dopo la Russia. Si anticipano anche per il futuro IDE significativi in Romania e Bulgaria, grazie all’„interesse in aumento da parte delle compagnie straniere per l’accesso alle risorse naturali, anche in condizioni piu’ severe e di forte crescita economica”.
La Romania si piazza al 7-o posto in una classifica della qualita’ del capitale umano, elaborata dall’istituto di ricerche Consiglio Lisbona, tra i 10 stati che hanno aderito all’Unione Europea nel 2004 e 2007, piu’ i candidati Croazia e Turchia. Per realizzare la graduatoria, il Consiglio Lisbona ha calcolato un indice che prende in considerazione la capacita’ di uno stato di sviluppare e sostenere il capitale umano, in funzione di 4 fattori (qualita’ del fattore umano, utilizzo del capitale umano, produttivita’ del capitale umano e prospettive demografiche).

La Capitale romena, meno attraente per gli imprenditori?
Bucarest si e’ piazzata al 28-o posto tra 33 grandi citta’ europee dove e’ opportuno aprire un’attivita’, secondo uno studio annuale elaborato da European Cities Monitor.
Al primo posto si e’ piazzata Londra, seguita da Parigi, Francoforte e Barcellona. Praga figura al 13-o posto, Varsavia al 19-o, Budapest al 23-o, Vienna al 24-o, Roma al 27-o, Mosca al 31-o ed Atene all’ultimo posto.
La graduatoria e’ realizzata in funzione di determinati criteri, tra cui il costo della manodopera, la facilita’ nel reperire personale qualificato, l’accesso al mercato, il clima economico assicurato dal Governo, la qualita’ del sistema di telecomunicazioni, i collegamenti di trasporti con l’estero, gli spazi per uffici disponibili e gli affitti, la qualita’ della vita, il livello di inquinamento ed i costi operazionali.
Bucarest si e’ piazzata al primo posto per i costi contenuti, ancora, della manodopera.

La popolazione della Romania diminuira’ di oltre il 20% entro il 2050
La popolazione della Romania diminuira’ di oltre il 20% fino nel 2050, ed una diminuzione simile registrera’ l’intera Europa Orientale, risulta da uno studio elaborato dall’Ufficio di Statistica della Popolazione (PRB).
Secondo i dati presentati, la popolazione della Romania diminuira’ da 21,6 milioni di abitanti, attualmente, a 17,1 milioni nel 2050. Il numero di abitanti dell’Europa Orientale diminuira’ dagli attuali 295 milioni a 229 milioni nel 2050.
A livello mondiale, la popolazione aumentera’ da 6.62 miliardi, attualmente, a 9.29 miliardi nel 2050.
Secondo PRB, fino nel 2050, l’India superera’ la Cina per il numero di abitanti. Dagli attuali 1,13 miliardi di abitanti l’India arrivera’ a 1,47 miliardi nel 2050, mentre in Cina la popolazione aumentera’ da 1,38 miliardi a 1,43 miliardi.
PRB e’ un organizzazione non-governativa fondata negli SUA nel 1929 che fornisce informazioni demografiche. Il suo studio annuale “World Population Data Sheet” e’ considerato una delle piu’ importanti fonti di informazioni sulla popolazione mondiale.

Esami per i cittadini UE intenti a lavorare in Romania
I cittadini degli stati membri UE che intendono esercitare in Romania una serie di professioni, tra cui avvocato, professore, psicologo, traduttore, perito contabile o biochimico, saranno esaminati e, secondo i casi, sosterranno esami di differenza, per il riconoscimento dei loro diplomi.
Il governo romeno ha modificato recentemente, con un’Ordinanza di Urgenza, la Legge sul riconoscimento dei diplomi e delle qualifiche professionali per le professioni regolamentate in Romania. La norma comprende nuove disposizioni sul riconoscimento professionale delle qualifiche dei cittadini degli stati membri dell’Unione Europea, dello Spazio Economico Europeo e della Confederazione Svizzera che intendono esercitare professioni di esperto in insolvenze, avvocato, restauratore, traduttore/interprete autorizzato, psicologo, biochimico, biologo e chimico nel sistema sanitario, perito contabile, contabile autorizzato, professore ecc.
Il riconoscimento professionale viene effettuato dal Corpo dei Periti Contabili e Contabili Autorizzati, per la professione di perito contabile, dal Ministero della Giustizia per quella di traduttore/interprete autorizzato, consigliere giuridico, perito criminalista, perito tecnico giudiziario, dall’Ufficio Nazionale dei Monumenti Storici per quella di restauratore e dal Ministero dell’Educazione per i professori.
I cittadini stranieri interessati ad ottenere il riconoscimento professionale devono effettuare uno stage di adeguamento di fino a 3 mesi o sostenere un esame di differenza, se sono specializzati in campi teorici o pratici sostanzialmente differenti rispetto a quanto richiesto in Romania. Tali esigenze possono essere sostituite dall’adozione di piattaforme comuni elaborate per le professioni che non sono regolamentate a livello europeo e che rappresentano un insieme di criteri di qualifiche professionali in grado di compensare le differenze significative costatate tra le esigenze di formazione dei diversi stati membri per una determinata professione.
Inoltre, per l’ottenimento del riconoscimento della qualifica professionale, i cittadini stranieri devono ottenere un certificato linguistico che dimostri la conoscenza della lingua romena.

Statistica della settimana
Se il terreno sottostante la Capitale romena venisse venduto al metro quadrato, Bucarest “costruita” costerebbe oltre 400 miliardi di euro. I 1.700 ettari di verde rimasti, valgono dal punto di vista immobiliare circa 7 miliardi di euro. Il prezzo medio al mq e’ arrivato a 1800 euro
Bucarest vanta una superficie di 228 chilometri quadrati, cioe’ 228 milioni di metri quadrati (quasi 1/100 del territorio della Romania). Secondo i dati forniti dalla Municipalita’ di Bucarest, il 70% della superficie della citta’ e’ costruita. Attualmente, un metro quadrato si vende mediamente a 1.800 euro, il che significa che il valore immobiliare della superficie costruita di Bucarest ammonterebbe a 410,4 miliardi di euro (superiore al prodotto annuo interno lordo del Belgio, per esempio), senza prendere in calcolo gli immobili soprastanti.
Dei 30% di superficie non costruita, meno di un terzo (circa 1.700 ettari) e’ ancora “verde” – occupato da alberi ed altre piante. Altri 350 ettari sono specchi d’acqua ed il resto e’ coperto da infrastrutture (strade, ponti). I terreni ancora edificabili sono pochi e di piccole dimensioni.
Pro capite di abitante risultano meno di 8 mq di spazio verde. Tra il 1989 ed il 2007 gli spazi verdi della capitale sono dimezzati e continuano a diminuire rapidamente nonostante i segnali dei mass-media ed i protesti della societa’ civile. Pero’ i “contro argomenti” finanziari sono enormi. Anche ad un prezzo di 3.000 euro/mq di terreno, rimane un buon margine di profitto per i developer immobiliari, nelle zone piu’ ambite, come il nord della citta’, dove il metro quadrato arriva anche a 3.500-6.000 euro/mq. In altre parole e’ necessario un milione di euro, per comprare un terreno di meno di 300 mq.

Notizia dell’ultima ora
Candidature di nuovi ambasciatori romeni
Il 18 ottobre 2007, le Commissioni riunite di politica estera del Parlamento romeno hanno esaminato i candidati nominati per le funzioni di ambasciatori della Romania negli Stati Uniti d’America (Adrian Cosmin Vierita), Italia (Rasvan Rusu), Bosnia ed Erzegovina (Daniel Banu) e Kazakstan (Emil Rapcea) e hanno fornito un parere favorevole.
Rasvan Rusu e’ originario da Bacau, ha 35 anni ed e’ stato direttore generale della Direzione Europa allargata nel Ministero degli Esteri. Nel periodo 1999-2003 ha lavorato a New York presso la missione permanente della Romania all’ONU.
Le proposte per la nomina degli ambasciatori sono fatte dal Ministero degli Esteri ed il parere dei parlamentari e’ consultativo poiche’ la decisione finale appartiene al presidente Traian Basescu.

I mass media italiani parlano della Romania
www.ilgiornale.it: La «Polizzia» deve buttare le divise fatte in Romania
Sapete come si scrive Polizia in romeno? Se non lo sapete, poco importa chiedete ad un agente della Stradale di girarsi e lo potrete leggere tranquillamente senza l’ausilio di lenti correttive sulla sua schiena: «Polizzia». Il correttore di bozze è cortesemente pregato, per una volta, di non correggere. Sarebbe uno sforzo vano, una battaglia persa in partenza. Perché, per sistemare migliaia di giacconi in Goretex, appena arrivati da Bucarest e destinati alla nostra Polizia (quella vera, quella con una zeta sola) più che un correttore ci vorrebbero ettolitri di «bianchetto» e centinaia di omini volenterosi. Quindi. «Quindi adesso ce li teniamo, anzi li buttiamo così come sono arrivati», ammette, confida e denuncia Filippo Saltamartini segretario del Sap, il Sindacato autonomo di polizia.

www.newgol.com: Norcia nuovamente a Bucarest
L’autunno romeno, quest’anno particolarmente ricco di eventi soprattutto di carattere culturale che vedono accesi i riflettori sulla città di Sibiu, proclamata appunto “capitale europea della cultura 2007”, riserva spazi di grande visibilità anche a molte città italiane, invitate ad animare il clima generale dei festeggiamenti con il meglio delle loro offerte turistiche. Questi giorni anche la città di Norcia è a Bucarest, quale ospite d’onore dell’ambasciata italiana. A rappresentare la città sono lo stesso sindaco Nicola Alemanno e l’assessore al turismo Pietro Luigi Altavilla. Il loro viaggio istituzionale nella capitale della Romania è stato sollecitato dall’ambasciatore italiano a Bucarest Daniele Mancini, giunto a Norcia lo scorso agosto per intavolare con la città di San Benedetto periodici scambi di natura non solo culturale ma anche sportiva, commerciale e gastronomica. “I contatti con la Romania – spiega l’assessore Altavilla – sono divenuti molto proficui per la nostra città. Sono iniziati lo scorso mese di giugno con il viaggio della fiaccola benedettina e si sono fatti via via più frequenti soprattutto in seguito alla visita dell’ambasciatore Mancini a Norcia”.

www.liberta.it: Gemellaggio con la Romania per difendere il territorio – Protezione civile, gruppo Omega di Monticelli e assessore Bruschini in visita nella regione di Brasov
Un protocollo di cooperazione internazionale e’ stato siglato tra la Regione Emilia Romagna, la Regione romena di Brasov e la relativa prefettura. L’accordo, focalizzato sul tema della protezione civile, e’ stato formalizzato al termine del viaggio intrapreso da una delegazione emiliano romagnola guidata dall’assessore alla protezione civile Marioluigi Bruschini e composta, tra gli altri, dal geologo del servizio protezione civile della Provincia di Piacenza, Fabrizio Marchi, e Daniele Migliorati, presidente del gruppo Omega di Monticelli.
Proprio il gruppo monticellese (e con esso i colleghi di Villanova) ha avuto un ruolo importante nell’approfondimento della relazione con la Romania: l’intesa con lo stato estero fonda le sue radici su una relazione intrapresa dalla Regione Emilia-Romagna due anni fa, e consolidata lo scorso settembre durante la seconda edizione di Rotta Omega, il viaggio lungo l’asta del Po ideato dall’associazione omonima, che ha entusiasmato gli osservatori romeni presenti, tanto da spingerli a ricambiare l’ospitalitŕ invitando i colleghi italiani alla loro esercitazione sul rischio sismico. Il protocollo di cooperazione per la difesa e la sicurezza del suolo coinvolge le due Regioni e la prefettura di Brasov, ma si estende anche alla facoltŕ d’ingegneria dell’universita’ di Bologna e all’omologa di Brasov. «Si tratta di una collaborazione a livello tecnico-scientifico, che prevede scambi di dottorandi tra le due universita’ e gruppi di lavoro comuni che coinvolgeranno tecnici italiani e romeni», commenta Bruschini. «I nostri colleghi romeni presenteranno le loro richieste di collaborazione per particolari problemi e noi, che siamo piu’ avanti sotto l’aspetto di sviluppo tecnico-scientifico e di realtŕ di volontariato, cercheremo di aiutarli a risolverli». La relazione non sara’ solo a senso unico: «I nostri partner hanno anche punte di eccellenza – precisa l’assessore – sono esperti nel settore sismico e hanno una facoltŕ d’ingegneria all’avanguardia». A Bruschini, che durante il viaggio ha incontrato anche esponenti del ministero degli esteri romeno, e’ stato infine affidato l’importante ruolo di imbastire una relazione diretta tra la Romania e il dipartimento nazionale di protezione civile. L’esperienza e’ stata positiva per piacentini: «Abbiamo assistito ad una delle esercitazioni meglio organizzate tra quelle viste finora, con simulazioni molto realistiche sul rischio sismico – racconta Marchi – Ci sono molti punti in comune su cui poter lavorare: per esempio il rischio idraulico. La loro struttura e’ simile alla nostra, ma molto piu’ gerarchizzata. Le nostre attrezzature sono piu’ moderne, la nostra pianificazione, dalla cartografia in poi, e’ piu’ dettagliata».

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