Newsletter n.41 / 2007

La Commissione Europea ha concesso alla Romania un mese per risolvere i problemi nell’agricoltura
Il 10 ottobre 2007, la Commissione Europea ha concesso alla Romania un mese di tempo per risolvere i problemi registrati nel sistema dei pagamenti nell’agricoltura, per evitare l’attivazione della clausola di salvaguardia e la diminuzione delle sovvenzioni concesse dall’UE.
La Commissione Europea ha informato la Romania che rischia la riduzione del 25% dei pagamenti per l’agricoltura se non sara’ in grado di risolvere una serie di gravi inadempienze nel suo sistema d’amministrazione e controllo finanziario.
La Romania aveva appena chiesto il “permesso” per effettuare una nuova valutazione del sistema dei pagamenti diretti nell’agricoltura ed eliminare gli errori
L’Agenzia dei Pagamenti ed Interventi nell’Agricoltura (APIA) investira’ fino a 4,8 milioni di euro per il rifacimento di alcuni piani riguardanti i terreni agricoli, utilizzati nel sistema di concessione delle sovvenzioni agli agricoltori. Le missioni di audit della Commissione Europea avevano costatato errori in questi piani (denominati ortofotopiani), spiegava il direttore generale dell’APIA, Dan Gherghelas. I lavori, che saranno attribuiti attraverso gara pubblica, devono essere finalizzati in 150 giorni dalla firma del contratto. Inoltre, il Ministero dell’Agricoltura aveva annunciato, che la divisione di audit di Deloitte Romania realizzera’ un audit delle due agenzie dei pagamenti nel campo dell’agricoltura e sviluppo rurale, in vista dell’accreditamento finale.
Per evitare di perdere circa 110 milioni di euro a causa dell’Agenzia dei Pagamenti ed Interventi nell’Agricoltura (APIA), il Ministero dell’Agricoltura si impegnava, con un documento inviato alla Commissione Europea, di rendere funzionale il sistema dei pagamenti agli agricoltori entro il 30 novembre 2007
In nuovo direttore dell’APIA, Dan Gherghelas, ha dichiarato a The Money Channel che il Ministero dell’Agricoltura ha presentato a Bruxelles i progetti realizzati fino al momento attuale e ha proposto un nuovo calendario nel quale l’APIA si impegnava di rendere funzionante entro il 30 novembre 2007 il sistema dei pagamenti diretti per ettaro. Secondo quanto dichiarato recentemente dal ministro dell’agricoltura Decebal Traian Remes il piu’ grave problema e’ rappresentato dalle applicazioni software. Il Sistema Integrato di Amministrazione e Controllo (IACS) e’ composto da piu’ moduli che hanno il compito di identificare i lotti agricoli e generare un programma per il controllo dei proprietari agricoli. Alcuni componenti del programma non hanno retto lo svolgimento delle operazioni ed il modulo che genera il grafico di controllo sul posto non ha fornito risultati corretti, impedendo il controllo di 4.500 agricoltori.

Cambio di ministri all’Agricoltura
Il Segretario di stato nel Ministero dell’Agricoltura, Dacian Ciolos, ha accettato la proposta di premier Tariceanu di sostituire il dimissionario Decebal Traian Remes.

Nella graduatoria delle piu’ attrattive citta’ per gli affari, realizzata dalla societa’ di consulenza Cushman & Wakefield, Bucarest si piazza al 28-o posto, dopo Budapest, Praga o Varsavia. Il punto forte della capitale romena e’ rappresentato dai costi ancora contenuti per la manodopera
Svantaggiato dalle infrastrutture e dalla qualita’ della vita, Bucarest riesce, comunque, a salire di una posizione rispetto al 2006.
Praga e’ la meglio piazzata citta’ dell’Europa Centrale ed Orientale (14-o posto nella classifica europea), seguita da Varsavia (18-o posto) nonostante entrambe scendano di una posizione.
Secondo Cushman & Wakefield, Bucarest, insieme ad Istanbul e Mosca, rappresentano le piu’ importanti opportunita’ di sviluppo degli affari nella zona europea emergente. „Bucarest cresce dal punto di vista della capacita’ di ospitare gli affari in stretto collegamento con lo sviluppo economico e regionale. Inoltre, l’entrata della Romania nell’UE rappresenta una garanzia per molti degli aspetti presi in considerazione dalle compagnie nel momento in cui decidono la localizzazione dei loro affari“, dichiara Răzvan Gheorghe, general manager della Cushman & Wakefield Activ Consulting.
La capitale della Romania, insieme a Ginevra (12-o posto, in salita di 8 posizioni), Lione (17-o posto) o Manchester (18), ha registrato una delle piu’ importanti evoluzioni. Germania, la piu’ grande economia europea, ha le piu’ numerose citta’ rappresentate nel top: Francoforte (3-o posto), Berlino (8-o posto), Monaco di Baviera (9-o posto), Düsseldorf (16-o posto) ed Amburgo (20-o posto). Una sorpresa e’ rappresentata dalla Spagna, le cui principali citta’, Madrid e Barcellona, si piazzano al 7-o rispettivamente 4-o posto, confermando, quindi, lo sviluppo del paese negli ultimi tempi.
I fattori decisivi presi in considerazione nell’elaborazione della graduatoria sono stati: il costo e la preparazione della manodopera, il clima politico e fiscale, la facilita’ dell’accesso sul mercato, le infrastrutture e le comunicazioni, la qualita’ della vita ed i piani di sviluppo delle citta’.
Delle 500 compagnie intervistate da Cushman & Wakefield, piu’ di un quinto (22%) hanno relocato le proprie attivita’ negli ultimi 12 mesi, e tra queste, piu’ della meta’ ha scelto paesi dell’Europa Centrale ed Orientale, recentemente entrati nell’UE; soltanto il 35% delle relocazioni sono state dirette verso i paesi occidentali.
Mosca e’ stata indicata come futura locazione da 63 delle 500 societa’ intervistate mentre Bucarest e’ stata scelta da 35 compagnie.
Quali sono stati i criteri che hanno portato Bucarest al 28-o posto?
Secondo Cushman & Wakefield, i costi ancora contenuti per il personale (ad eccezione delle posizioni di top) raccomandano Bucarest come destinazione di affari in Europa , insieme alla quota unica di tassazione dei redditi e profitti (10-o posto per la fiscalita’ in Europa e primo posto nell’Europa Orientale) nonche’ la disponibilita’ di spazi per uffici con affitti relativamente contenuti .
Le infrastrutture e le comunicazioni obsolete e la mancanza di specialisti sono i punti negativi
Per la qualita’ della vita, Bucarest si piazza ad uno degli ultimi posti. Le infrastrutture sia nel campo delle comunicazioni che nei trasporti, creano problemi, ed i progetti maggiori, come l’autostrada Bucarest-Braşov o l’autostrada Bechtel, avanzano lentamente.

Il Governo ha approvato il disegno di Legge Finanziaria per il 2008
Il governo romeno ha approvato il disegno di Legge Finanziaria per il 2008. Secondo il progetto di bilancio per il 2008, i redditi al bilancio generale consolidato ammonteranno a 174,2 miliardi di lei (39,6% del Prodotto Interno Lordo), e le spese a 186,2 miliardi di lei (42,3% del PIL). Conseguentemente, il deficit del bilancio consolidato rappresentera’ il 2,7% del PIL. Il Prodotto Interno Lordo salira’ ad oltre 438,6 miliardi di lei, nel 2008, grazie ad una crescita economica del 6,5%, mentre il tasso annuo dell’inflazione dovrebbe essere del 3,8%, ed il deficit di conto corrente il 13,3%.
Le spese del bilancio dello stato supereranno 80 miliardi di lei, mentre quelle del bilancio delle assicurazioni sociali supereranno 32 miliardi di lei. Le spese del fondo unico della sanita’ ammonteranno a 16,7 miliardi di lei. Conformemente al progetto di bilancio delle assicurazioni sociali, i contributi per la sanita’, pensioni e disoccupazione diminuiranno nel 2008 dell’1,5% per i dipendenti e del 4,3% per i datori di lavoro, in 3 tappe.

La produzione industriale della Romania e’ aumentata, nei primi 8 mesi del 2007, del 6%
La produzione industriale e’ aumentata nei primi 8 mesi del 2007 del 6% rispetto al periodo simile del 2006, pero’ ad agosto, ha registrato una diminuzione del 3% rispetto a luglio, secondo i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Rispetto ad agosto 2006, la produzione industriale di agosto 2007 e’ aumentata del 4,5%.
Nei primi 8 mesi del 2007, l’aumento della produzione industriale e’ stato sostenuto dall’industria di trasformazione aumentata del 7,1% e dall’industria di estrazione aumentata dello 0,9%.
Il settore dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua e’ diminuito dell’1,1%.
Per grandi gruppi industriali sono state registrate crescite nei settori dei beni intermedi (+8,9%), dei beni di uso corrente (+7,8%), dei beni di capitale (+7,4%), e dei beni di utilizzo duraturo (+2,2%). Nel contempo, l’industria energetica e’ diminuita del 2,5%.
Rispetto a luglio 2007, ad agosto la produzione industriale e’ diminuita a causa delle diminuzioni nell’industria di trasformazione (-4,0%) e nell’energia elettrica e termica (-7,9%). Nel contempo, l’industria estrattiva e’ aumentata del 10%.
Nel mese di agosto 2007, sono state registrate diminuzioni nell’industria dei beni di capitale (-20,2%) e nell’industria dei beni intermedi (-5,4%). Nel contempo, sono stati registrati aumenti nell’industria dei beni duraturi (+23,9%), nell’industria energetica (+4,1%) e nell’industria dei beni di uso corrente (+0,3%).
Rispetto ad agosto 2006, la crescita della produzione industriale e’ stata determinata dall’industria estrattiva (+7,7%) e dall’industria di trasformazione (+4,6%). L’industria dell’energia elettrica e termica, del gas naturale ed acqua ha registrato una diminuzione del 2,3%.
Per grandi gruppi industriali sono state registrate crescite nell’industria dei beni di uso corrente (+10,4%), nell’industria dei beni di uso duraturo (+4%), nell’industria energetica (+3,9%) e nell’industria dei beni intermedi (+1,5%). L’industria dei beni di capitale e’ diminuita dello 0,1%.
Nei primi 8 mesi del 2007, il giro di affari totale nell’industria (mercato nazionale e mercato estero) e’ aumentato del 12,8%, pero’, a livello del mese di agosto ha registrato una diminuzione del 6,5% rispetto al periodo simile del 2006. Il giro di affari totale e’ aumentato nel mese di agosto 2007 del 3,7% rispetto ad agosto 2006.
Nei primi 8 mesi del 2007, la crescita e’ stata sostenuta dall’industria di trasformazione (+15,8%) e dall’industria estrattiva (+1%), mentre l’industria dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua ha registrato una diminuzione del 4,2%.
Tra i grandi gruppi industriali, le piu’ importanti crescite sono state registrate nell’industria dei beni di capitale (+25,4%), l’industria dei beni di uso duraturo (+21,6%) e nell’industria dei beni intermedi (+19,1%), mentre l’industria energetica ha registrato una diminuzione del 9,5%.
Rispetto a luglio 2007, nel mese di agosto, il giro di affari e’ diminuito nell’industria estrattiva (-9,4%) e nell’industria di trasformazione (7,1%), mentre nell’industria dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua si e’ registrata una leggera crescita (+0,1%).
Per grandi gruppi industriali, diminuzioni del volume di affari sono state registrate nell’industria dei beni di capitale (-26,4%), nell’industria energetica (-3,9%) e nell’industria dei beni intermedi (-2,8%). L’industria dei beni di uso duraturo e l’industria dei beni di uso corrente hanno registrato crescite del 4,6%, rispettivamente 2,5%.
La crescita di agosto 2007 rispetto ad agosto 2006, e’ stata generata dall’aumento nell’industria di trasformazione (+4,1%) e nell’industria dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua (+7,5%). L’industria estrattiva ha registrato una diminuzione del 14%. La piu’ importante crescita e’ stata registrata nell’industria dei beni di capitale (+9,2%), nell’industria dei beni intermedi (+8,5%) e nell’industria dei beni di uso duraturo (+5,9%), mentre l’industria energetica ha avuto una diminuzione del 9,3%.

Il deficit commerciale della Romania e’ aumentato del 58,33%, a 13,3 miliardi di euro nei primi 8 mesi del 2007 a causa di un aumento delle importazioni del 15,7% superiore all’aumento delle esportazioni
Il deficit commerciale e’ aumentato, nei primi 8 mesi del 2007, a 13,3 miliardi di euro (+4,9 miliardi di euro rispetto al periodo simile del 2006), come conseguenza dell’aumento delle importazioni del 27,5% e delle esportazioni di soli 11,8%, annuncia l’Istituto Nazionale di Statistica.
Le esportazioni romene realizzate nei primi 8 mesi del 2007 sono ammontate a 18,9 miliardi di euro, mentre le importazioni sono salite a 32,3 miliardi di euro.
Nel mese di agosto 2007, secondo le stime preliminari dell’INS, le esportazioni hanno rappresentato 2,21 miliardi di euro e le importazioni quasi 4 miliardi di euro. Rispetto ad agosto 2006, le esportazioni e le importazioni sono aumentate del 7,6%, rispettivamente 18,6%. Rispetto a luglio 2007, nel mese di agosto 2007, le esportazioni della Romania hanno registrato una diminuzione del 15,7% e le importazioni del 10,1%.
Il valore dell’interscambio intracomunitario di beni nel periodo gennaio-agosto 2007 e’ stato di 13,6 miliardi di euro per le consegne e 22,9 miliardi di euro per gli acquisti e hanno rappresentato il 72% del totale esportato ed il 71% del totale importato.
Il tasso di cambio leu-euro ha modificato la dinamica dei valori
Il deficit commerciale nel periodo 1 gennaio – 31 agosto 2007 e’ ammontato a 43,9 miliardi di lei (13,3 miliardi di euro), di 14,2 miliardi di lei (4,9 miliardi di euro) superiore a quello del periodo simile del 2006.
La differenza tra la dinamica determinata in base ai valori espressi in lei e quella determinata dai valori espressi in euro e’ conseguenza dell’apprezzamento della moneta nazionale nel periodo 1 gennaio – 31 agosto 2007, con valori piazzati nell’intervallo 3,9% – 12,3% rispetto al periodo simile del 2006.

Gli stipendi salgono piu’ rapidamente dell’economia romena
Ad eccezione dell’indice salariale, i principali indici congiunturali hanno registrato nei primi 8 mesi del 2007 crescite inferiori rispetto a quelle del periodo simile del 2006.
Tutti gli indici di congiuntura economica hanno registrato crescite significative nei primi 8 mesi del 2007 rispetto al periodo simile del 2006, annuncia con tono trionfale l’Istituto Nazionale di Statistica, senza pero’ aggiungere che le crescite sono inferiori a quelle registrate nel periodo agosto 2005-agosto 2006, il che significa un rallentamento della crescita economica (che si piazzava, comunque, nel primo semestre del 2007, dell’1% al di sotto delle previsioni ufficiali).
Nell’intervallo gennaio-agosto 2007, la produzione industriale e’ aumentata del 6% rispetto al periodo simile del 2006, mentre lo stesso indice era aumentato del 7,2% nei primi 8 mesi del 2006. Rispetto ad agosto 2006, la crescita industriale e’ stata, nel mese di agosto del 2007 del 4,5% (+6,7% ad agosto 2006 rispetto ad agosto 2005).
La produzione di energia elettrica e’ diminuita rispetto al periodo gennaio-agosto 2006, ed il consumo di energia, un indice importante dello sviluppo e’ rimasto quasi alle stesso livello di crescita rispetto al periodo agosto 2005-agosto 2006. In piu’, il consumo di energia per l’illuminazione pubblica e’ aumentato del 4,7% (rispetto al +7,1% nel periodo agosto 2005-agosto 2006), mentre il consumo della popolazione e’ aumentato del 6% (+6,4% nell’intervallo agosto 2005-agosto 2006).
Per quanto riguarda il giro di affari delle aziende impegnate nel commercio al dettaglio (ad eccezione del commercio con autoveicoli e motociclette), l’aumento nei primi 8 mesi del 2007 e’ stato del 15,2%, grazie all’aumento delle vendite di generi alimentari del 20,7% e di generi non alimentari del 9,8% (nel periodo simile 2006-2005 la crescita totale era stata del 22,7%, di cui oltre il 25% per le vendite dei generi alimentari). L’attivita’ dei servizi di mercato erogati alla popolazione ha registrato nel mese di agosto 2007 un aumento del 22,3% rispetto ad agosto 2006. Rispetto ai primi 8 mesi del 2006, nel periodo simile del 2007 il volume di affari in questo settore e’ aumentato del 3,9%.
Soltanto gli stipendi ed il settore dell’edilizia hanno registrato nell’intervallo 2006-2007 ritmi di crescita superiori a quelli del periodo 2005-2006. Nel settore dell’edilizia, gli 8 mesi del 2007 hanno portato una crescita del 33% (rispetto al +20% nei primi 8 mesi del 2006). Gli stipendi sono aumentati ad agosto 2007 del 16,7% rispetto ad agosto 2006 (mentre la crescita ad agosto 2006 rispetto ad agosto 2005 era stata di soli 8,1%)
Il governatore della Banca Nazionale della Romania, Mugur Isarescu, ha avvertito ripetutamente che un aumento degli stipendi superiore all’aumento della produttivita’ crea importanti pressioni inflazionistiche. L’aumento della produttivita’ nel periodo analizzato e’ stato inferiore al 10%.

Sale il tasso dell’inflazione
I prezzi al consumo sono aumentati nel mese di settembre 2007 dell’1,08% (rispetto al +0,86% ad agosto 2007) a causa del rincaro dei generi alimentari, delle tariffe di trasporto e telefonia. Il tasso dell’inflazione cumulato degli ultimi 12 mesi ha superato la soglia del 6%, per la prima volta dopo agosto 2006, secondo i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica, ed ha rappresentato il 6,03%.
I prezzi dei generi alimentari sono aumentati a settembre 2007 rispetto ad agosto 2007 dell’1,94%, quelli dei generi non alimentari dello 0,19% e le tariffe dei servizi dell’1,42%.
Il tasso medio mensile per i primi 9 mesi del 2007 e’ stato dello 0,4%, rispetto alla media mensile dello 0,3% nel periodo simile del 2006.

Aumenta anche la disoccupazione
Il tasso della disoccupazione registrato ad agosto 2007 era del 3,9% della popolazione attiva civile totale, in aumento rispetto a luglio 2007 quando ammontava al 3,8%, secondo i dati rilasciati dall’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza Lavoro.
Alla fine di agosto 2007 erano registrati 350.400 disoccupati (+2,1% rispetto ai 343.200 disoccupati registrati alla fine di luglio 2007).
Rispetto ad agosto 2006, il tasso della disoccupazione era dell’1,1% inferiore ed il numero dei disoccupati registrati di 96.100 unita’ piu’ basso.
Dal numero totale dei disoccupati registrati a fine agosto 2007, le donne rappresentavano il 45,2%.
Il numero totale dei salariati era, nel mese di agosto 2007, di 3.100 unita’ inferiore a quello di luglio 2007.
Tassi di disoccupazione oltre la media si registravano, ad agosto 2007, nelle regioni Vaslui (9,4%), Mehedinti (8,4%), Teleorman (6,6%), Galati, Giurgiu e Gorj (5,7%). I piu’ bassi tassi della disoccupazione si registravano nelle regioni Timis (1,5%), Ilfov (1,7%), Bihor (1,9%) e Costanza (2,0%).

Dichiarazioni fiscali online in 10 regioni
I contribuenti persone giuridiche con domicilio fiscale nelle regioni Bacau, Bihor, Brasov, Braila, Cluj, Iasi, Olt, Sibiu, Timis, Valcea, possono, da ottobre 2007, presentare le proprie dichiarazioni fiscali online.
Per poter utilizzare tale servizio, i contribuenti devono richiedere un certificato digitale, che viene rilasciato gratuitamente dall’ANAF ed e’ valido 2 anni.

L’esecutivo romeno cerca la migliore ubicazione per una nuova centrale nucleare
Il Ministero dell’Economia e Finanze stabilira’, a breve, la migliore ubicazione per la costruzione di una nuova centrale nucleare, per assicurare risorse energetiche buon mercato, ha annunciato, in visita a Cernavoda, il premier Calin Popescu Tariceanu.
“Esistono studi sulla costruzione di una nuova centrale nucleare, studi nei quali sono state valutate alcune locazioni. Dopo l’ultimazione dei reattori 3 e 4 di Cernavoda, dovremo continuare lo sviluppo del settore nucleare per assicurare alla Romania, a lungo termine, risorse energetiche a basso costo” ha dichiarato il primo ministro, citato da NewsIn.
Calin Popescu Tariceanu ha specificato di aver incaricato il Ministero dell’Economia e Finanze a trovare l’ubicazione ottima per la nuova centrale nucleare.
Inoltre, il premier ha annunciato che si prevede anche la costruzione di una nuova idrocentrale sul Danubio, pero’ dovranno essere analizzati attentamente i costi di una tale progetto, collegati agli vantaggi risultanti. L’idrocentrale potrebbe essere realizzata in partenariato con la Bulgaria ed una delle possibili in locazioni sarebbe Turnu Magurele.

La tassazione del 2% dei redditi agricoli sara’ posticipata per il 2009
L’esecutivo romeno ha deciso di posticipare di un anno dell’applicazione dell’imposta del 2% sui redditi risultati dalla vendita dei prodotti agricoli ai centri specializzati, a causa dei fenomeni meteorologici estremi registrati nel 2007, prevalentemente la siccita’, che ha provocato perdite di 388 milioni di euro, equivalente allo 0,4% del Prodotto Interno Lordo.
Conformemente ai dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica, la superficie agricola afflitta dalla siccita’ nel 2007 e’ di 4 milioni di ettari, di cui 1 milione di ettari hanno perso il raccolto al 100%. La produzione vegetale e’ diminuita del 18,5% (prevalentemente le coltivazioni di piselli, patate e frutta), mentre la produzione di carne e’ aumentata a causa di tagli obbligati di bovini ed ovini rimasti senza foraggi.
Recentemente, il ministro delle Finanze, Varujan Vosganian, ha dichiarato che la siccita’ del 2007 non modifichera’ i target macroeconomici stabiliti per quest’anno. Vosganian ha specificato che il livello della crescita economica rimane al 6 – 6,5%, l’inflazione a circa il 4% ed il deficit di bilancio al 2%.

Contributi sociali di oltre il 5% piu’ bassi
I contributi al fondo delle assicurazioni sociali di stato (pensioni) pagati dal datore di lavoro diminuiranno, a partire da dicembre 2008, dal 29% al 27,5% dello stipendio lordo, mentre la quota pagata dal dipendente rimarra’ del 9,5%.
La diminuzione fa’ parte della serie di misure per la riduzione, nell’arco del 2008, del 6%, dei contributi pagati dai dipendenti e dai datori di lavoro ai bilanci delle assicurazioni sociali.
Secondo il disegno di Legge Finanziaria per il 2008, dal 1 gennaio 2008 sono programmate due modifiche, cioe’ la riduzione dello 0,5% del contributo di assicurazioni di sanita’ e dell’1% delle assicurazioni di disoccupazione, entrambe operate per conto degli obblighi spettanti ai datori di lavoro.
La diminuzione totale sara’ del 5,3%, di cui 1,5% per le assicurazioni sociali di stato (pensioni), 2% per le assicurazioni per la disoccupazione e l’1,8% per la assicurazioni sociali di sanita’.

I dieci piu’ grandi datori di lavoro della Romania avevano, nel 2006, circa 196.000 salariati (-24.000 rispetto al 2005)
Il “Top 10” dei piu’ grandi datori di lavoro nell’economia romena e’ ancora dominato dalle compagnie statali, a causa dei ritardi nella loro ristrutturazione.
I primi 10 datori di lavoro avevano nel 2006 oltre il 4,1% del numero totale di salariati attivi nell’economia romena (dei circa 4,67 milioni di salariati registrati nel 2006), risulta da un’analisi effettuata dal quotidiano Ziarul Financiar, in base ai dati rilasciati dal Ministero dell’Economia e Finanze.
Sei dei dieci sono compagnie con partecipazione maggioritaria o totale dello stato, e soltanto quattro sono controllati dal capitale privato.
I piu’ grandi dieci datori di lavoro hanno licenziato nell’arco del 2006 quasi 24.000 dipendenti, nonostante il numero totale dei dipendenti nell’economia romena sia aumentato di quasi 110.000 unita’ nello stesso periodo.
I licenziamenti sono stati, comunque, distribuiti in maniera diversa tra le compagnie private e quelle statali: le 6 compagnie statali del “top10 dei datori di lavoro” hanno licenziato meno di 4.000 persone, mentre le 4 compagnie private del top hanno licenziato 20.000 dipendenti.
Mentre tutte le compagnie private si sono ristrutturate tramite licenziamenti, tra quelle statali due hanno aumentato addirittura il numero dei propri dipendenti.
In altre parole, le societa’ statali rimangono nel top a causa dei ritardi nella propria ristrutturazione. Nel contempo, le compagnie private si ristrutturano in maniera significativa e lasciano il top. Un anno fa’, BCR e Distrigaz Sud rientravano nel “Top 10 dei grandi datori di lavoro” , mentre attualmente non ne fanno piu’ parte, dopo aver cancellato, insieme, oltre 3.000 posti di lavoro.
La piu’ grande compagnia romena, Petrom, e’ prima sia per il numero dei dipendenti, che per il numero dei salariati disponibilizzati nel 2006. Il numero dei dipendenti della Petrom e’ diminuito nel 2006 di quasi 11.000 unita’, fino a 37.600. Negli ultimi due anni, cioe’ dopo l’acquisto da parte dell’austriaca OMV, Petrom ha licenziato 15.000 persone.
Una situazione simile registrano anche altre due compagnie private del top – il complesso siderurgico di Galati (ArcelorMittal, ex Mittal Steel) e Romtelecom. Dopo la privatizzazione, le due hanno ridotto quasi continuamente il numero del personale, tendenza registrata anche nel 2006, quando, insieme, hanno ridotto 4.000 posti di lavoro. Petromservice, l’ultima delle 4 compagnie private del top, ha disponibilizzato nel 2006 oltre 5.000 dipendenti.
Dall’altra parte, le Poste Romene sono il piu’ grande datore di lavoro controllato ancora dallo stato, con oltre 34.000 dipendenti. Le Poste romene hanno aumentato nel 2006 il numero dei propri dipendenti di 361 unita’. Al secondo posto tra i grandi datori di lavoro statali si e’ piazzato l’Ente Nazionale delle Foreste Romsilva, con quasi 24.000 dipendenti, pero’ ha dovuto effettuare dei licenziamenti a causa delle retrocessione delle foreste nazionalizzate. RATB (l’Ente Autonomo dei Trasporti di Bucarest) e la Compagnia Nazionale del Carbone Petrosani sono altre due compagnie statali che hanno effettuato riduzioni di personale, per un totale cumulato, di oltre 3.000 posti di lavoro. Nel contempo, Electrica Serv, filiale di Electrica S.A., ha aumentato leggermente il numero dei propri dipendenti.

Da un recente studio realizzato dal settimanale Capital, KPMG risulta essere il migliore datore di lavoro per i romeni: i benefici materiali perdono terreno davanti allo sviluppo personale
La compagnia di audit e consulenza finanziaria KPMG România e’ la migliore societa’ per la quale i romeni ambiscono lavorare, risulta da un recente studio realizzato dal settimanale Capital. La pubblicazione ha elaborato un “Top dei migliori datori di lavoro sul mercato romeno”, utilizzando 4 criteri: le condizioni di lavoro, la qualita’ della collaborazione nella compagnia, il pacchetto salariale ed i vantaggi salariali, le condizioni di sviluppo professionale.
Oltre KPMG, ai primi posti si sono piazzati : la compagnia di trasporti Dumagas Transport Craiova ed il holding PIC. Nel “Top 10” rientrano anche Transavia, Extenso, Leo Burnett, ING Bank, McDonald’s, La Mama e Popeci Utilaj Greu.
Come anche le precedenti edizioni, lo studio del 2007 ha rilevato che piu’ importanti degli stipendi e benefici materiali si dimostrano – secondo i dipendenti – le condizioni di sviluppo personale che il datore di lavoro offre ai propri salariati.
A differenza delle edizioni precedenti, nel 2007 e’ aumentato il numero delle societa’ con capitale romeno piazzate ai primi posti.
Lo studio e’ stato concentrato sulle compagnie con almeno 100 dipendenti, con almeno 20 dipendenti in posizioni medie di direzione (middle-management) e che sono considerate operatori maggiori nel proprio campo di attivita’.
Da sottolineare, pero’, il basso numero di compagnie partecipanti a questo Top, il che mette in dubbio la rilevanza della graduatoria: nonostante siano state invitate 360 compagnie che corrispondevano ai criteri del settimanale Capital, soltanto 150 hanno accettato di partecipare.

Il prezzo dei terreni agricoli in Romania triplichera’ entro il 2012, sotto la pressione degli investitori stranieri. La crescita del prezzo dei prodotti agricoli a livello mondiale e’ una chance per i produttori romeni.
Un ettaro di terreno agricolo potrebbe valere nei prossimi 5 anni fino a 6.000 euro, valore che si avvicina alla media europea, mentre attualmente i prezzi dei terreni agricoli arrivano a 1.500-2.000 euro all’ettaro.
Secondo gli specialisti, sempre piu’ investitori stranieri, specialmente italiani e tedeschi cominciano a sviluppare attivita’ agricole in Romania. “Le compagnie straniere sono sempre piu’ attratte dalle condizioni offerte dalla Romania. Ci piazziamo al secondo posto in Europa, dopo la Francia, per la superficie agricola, ed il microclima favorevole ci piazza ai primi tre posti per il potenziale agricolo” sottolinea Viorel Matei, presidente della Federazione Nazionale degli Agricoltori della Romania.
La Romania ha 9,7 milioni di ettari di terreni agricoli, di cui, fino al momento attuale, soltanto un terzo e’ stato sfruttato a capacita’ massima. “I contadini non hanno i mezzi per curare i loro terreni, percio’ ampie superfici non sono state coltivate. Vengono lavorati soltanto tre milioni di ettari. Tra 5-6 anni ogni pezzo di terreno agricolo della Romania sara’ sfruttato in condizioni europee” crede Adrian Porumboiu, titolare del gruppo Racova Agro Pan Grup di Vaslui.
A causa della siccita’, nel 2007 e’ stato percepito a livello internazionale un aumento dei prezzi dei generi alimentari, in concomitanza con una crescita delle quotazioni dei prodotti agricoli nelle principali borse. Queste sono alcune tra le ragioni per cui molte societa’ straniere hanno scelto di impiantare in Romania delle attivita’ nel campo agricolo.
Un esempio e’ la compagnia danese FirstFarms, che ha acquistato circa 3.000 ettari in Romania, per cominciare, a partire dal 2008, attivita’ nel campo della produzione agricola e zootecnica. “Qui esistono opportunita’ molto consistenti per lo sviluppo della produzione agricola ad ampia scala, ma’ anche importazioni consistenti di prodotti agricoli, percio’ vogliamo produrre” dichiarava Frank Lorentsen, country manager per la Romania della compagnia FirstFarms. Anche Riso Scotti Danubio, filiale romena del piu’ grande produttore europeo di riso, detiene 7.200 ha di terreni agricoli coltivati a risaie nelle regioni Braila, Ialomita, Dolj ed Olt. Riso Scotti intende acquistare ulteriori terreni agricoli nel 2007, per raggiungere l’obiettivo dei 10.000 ha in Romania. Inoltre, gli investitori stranieri scelgono la Romania perche’ i prezzi sono tre, quattro, addirittura cinque volte inferiori a quelli degli altri paesi europei” afferma Mihai Anghel, direttore generale della compagnia Cerealcom Dolj.

Aumenta l’interesse degli agricoltori romeni per l’associazione in cooperative
Gli agricoltori romeni sono sempre piu’ attratti dalle opportunita’ offerte dall’associazione in cooperative. In Romania funzionano gia’ alcune decine di cooperative agricole, con un campo di attivita’ molto diversificato, dalle coltivazioni di cereali, verdure e legumi e loro commercializzazione, all’apicoltura e fino all’acquisto e commercializzazione della carne suina, lavorazione del pollame o commercializzazione delle uova, piscicoltura e vendita dei prodotti ittici o allevamenti zootecnici.
Nel campo apicolo funzionano, secondo i dati rilasciati dal Ministero dell’Agricoltura e Sviluppo Rurale, 18 associazioni e all’inizio del 2007, alcune cooperative si sono raggruppate nell’Unione delle Cooperative Agricole Apicole.
Nella regione Buzau, 20 membri fondatori hanno costituito una “cooperativa generale” che, secondo loro, e’ una novita’ in Romania. Poco dopo, altri 200 agricoltori hanno confermato l’interesse ad aderire a questa forma di associazione. “Questa e’ la prima cooperativa agricola della Romania che non e’ settoriale. Si iscrivono non soltanto agricoltori che coltivano frutta e verdura o allevano animali, ma anche agricoltori attivi in altri campi, poiche’ si tratta di una cooperativa generale” spiega Joaquim Gonzalez, uno dei membri fondatori, citato da Mediafax. Di origini spagnole, Gonzalez e’ arrivato in Romania nel 2004, interessato a costituire un’associazione per l’allevamento dei caprini e nonostante lo scetticismo delle autorita’ ha creato 12 tali associazioni. Gonzales afferma che i romeni sono molto aperti all’idea di associazionismo e che nella regione circa 200 agricoltori hanno confermato di volersi iscrivere nella “cooperativa generale”. Hanno capito che acquistando in quantitativi piu’ grandi, la cooperativa compra concimi ed altri prodotti necessari a prezzi piu’ contenuti. “Intendiamo sviluppare un sistema integrato, dalla produzione alla vendita sul mercato locale ma anche all’esportazione” afferma Gonzalez. Il primo investimento dell’associazione verra’ effettuato in un’unita’ vinicola della zona Pietroasele, che avra’ una capacita’ di lavorazione di fino a 3 milioni di litri di vino, in funzione del numero finale dei membri della cooperativa e delle aree coltivate con vitigni dagli agricoltori locali.
Un’altra cooperativa, Muntenia, che vanta 320 membri che allevano suini, intende investire in allevamenti e mattatoi. La procedura e’ la seguente: l’agricoltore realizza l’investimento aiutato dalla cooperativa con un progetto standard, servizi di consulenza, appoggio per l’ottenimento del credito bancario e garanzia dell’investimento. Dopo la finalizzazione della fattoria, l’investitore e’ proprietario unico, e la cooperativa offre servizi di assistenza tecnica e veterinaria, di fornitura di materie prime e di vendita dei prodotti in cambio di provvigioni, spiega il presidente della cooperativa Muntenia, Mihai Lungu.

Parco industriale di 20.000 mq in Bragadiru, nei pressi della Capitale
La compagnia di consulenza immobiliare Regatta annuncia il lancio dei lavori di allestimento di un parco industriale di 20.000 mq nel comune Bragadiru, progetto con un valore di mercato stimato a 20 milioni di euro, per la fine del 2008, quando sara’ ultimato il integralmente il complesso.
Il Parco industriale e’ ubicato in un’area totale di 100.000 mq, e gli affitti varieranno tra 4,5 e 5,5 euro/mq/mese, secondo la stessa fonte.
Il progetto e’ composto da 5 moduli di 20.853 mq e l’investimento e’ finanziato da un credito concesso dalla BRD.

La “piccola Vienna” e’ diventata la “piccola Italia” sostiene il quotidiano “Gardianul”
Le statistiche ufficiali indicano che nella regione Timis si concentra la piu’ importante comunita’ degli imprenditori italiani in Romania, con circa 20.000 membri. Anche i piu’ importanti investimenti a Timisoara appartengono agli imprenditori italiani: “Oltre il 30% degli immobili del centro di Timisoara sono stati acquistati dagli italiani” afferma Nicoleta Pop, titolare di un’agenzia immobiliare della citta’.
Secondo i dati dell’Ufficio del Registro del Commercio Timis, sul mercato locale operano quasi 2.000 societa’ con partecipazione italiana, con un capitale investito di oltre 90 milioni di euro. Nel top degli investimenti stranieri nella regione Timis, gli imprenditori italiani competono per il primo posto con quelli tedeschi, che hanno costituito, pero’, meno societa’ (quasi 1500), ma con un capitale sottoscritto superiore (125 milioni di euro).
Investimenti italiani nella regione Timis sin dal 1990
Il Municipio Timisoara ha ufficializzato i suoi rapporti commerciali con gli investitori dal nord dell’Italia (Verona, Trieste, Padova) sin dal 1990. Gli operatori del Veneto sono considerati “campioni” degli investimenti italiani nella regione Timis (300 tra le ditte costituite in questa regione sono dirette da imprenditori veneti).
L’interesse degli investitori italiani per la regione Timis e’ piu’ che visibile sul mercato immobiliare, specialmente nel campo dei terreni agricoli. Secondo le statistiche della Direzione Agricola Timis, dei 500.000 ettari di terreni agricoli della regione, il 20% e’ gia’ stato acquistato da investitori italiani. Tra il 2003 ed il 2007, gli imprenditori italiani hanno acquistato nella regione Timis circa 100.000 ettari di terreni. Esiste anche una categoria speciale di acquirenti di terreni, gli investitori italiani che acquistano terreni soltanto per ulteriore rivendita a prezzi piu’ consistenti, pero’ il loro interesse si concentra soltanto su lotti ubicati fino a 100 km intorno a Timisoara. Il piu’ importante proprietario di terreni in zona e’ la compagnia Emiliana West, appartenente all’imprenditore Stefano Orlandi, che detiene circa 10.000 ettari sui quali sviluppa attivita’ agricole.

Con l’appoggio dell’Italia, la Valle del Jiu si trasformera’ in Geoparco
Una delegazione della Sardegna consiglia l’amministrazione locale di Valea Jiului nella realizzazione di un geoparco minerale nella zona delle miniere, secondo il modello esistente nella zona mineraria della Sardegna.
La delegazione italiana che consigliera’ l’amministrazione pubblica di Petrosani, nel processo di riconversione industriale, ha un’esperienza di circa 40 anni, poiche’ in Italia, la riconversione del settore minerario e’ iniziata nel 1960 e la Sardegna vanta l’unico geoparco minerale incluso nella lista dei monumenti UNESCO. Il processo di trasformazione e’ durato oltre 30 anni, pero’ la Sardegna e’ diventata un vero paradiso turistico europeo.

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I mass media italiani parlano della Romania
www.corriere.com: Nucleare, joint venture Canada Italia – Inaugurata la collaborazione con la costruzione di un reattore in Romania
I manager della ligure Ansaldo Nucleare, società di Finmeccanica controllata da Ansaldo Energia, non nascondono l’orgoglio per la bandiera italiana che sventola sulla centrale di Cernavoda, due reattori nucleari, sulle rive del Danubio, in Romania a 160 chilometri da Bucarest. Con il primo ministro Calin Popescu-Tariceanu ed il ministro dell’Economia Varujan Vosganian si festeggia l’inaugurazione del secondo reattore, altri 700 MW di potenza che raddoppiano la quota di elettronucleare in Romania portandola al 20% della produzione di energia nel Paese. Il progetto è frutto di un accordo tra Italia e Canada. La joint venture tra Ansaldo Nucleare e Atomic Energy of Canada Limited, che aveva già realizzato la prima unità della centrale inaugurata nel 1996, è al suo secondo importante traguardo in Romania, e guarda ora con fiducia alla gara per il raddoppio della centrale con la costruzione delle unità per un terzo ed un quarto reattore. Un progetto che vale oltre 2 miliardi di euro.
Il nuovo obiettivo in Romania, dove gli italiani lavorano nel settore da 30 anni, spiega l’ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi, è acquisire «una quota significativa» della commessa riproponendo l’alleanza con i canadesi: «La nostra vera forza – sottolinea – è quella di poter replicare un progetto già realizzato due volte con successo». La realizzazione dei due nuovi impianti, per aumentare di altri 1.400 MW la produzione elettronucleare, è un progetto del «valore stimato tra 2,2 e 2,5 miliardi di euro». Per il secondo reattore inaugurato ieri, su una commessa del valore di 900 milioni di euro, la joint venture italocanadese, capofila del progetto, si è aggiudicata lavori per 375 milioni.
La società pubblica romena Nuclearelectrica, che gestisce la centrale, in vista della costruzione delle due nuove unità ha per la prima volta offerto a partner privati una partecipazione agli investimenti ed alla futura gestione.
Una manifestazione di interesse è stata presentata anche da Enel, che in Romania è il primo operatore nella distribuzione con 3 reti e 2,5 milioni di clienti.

www.osservatoriosuibalcani.org: Romania: lusso e povertà
In Romania l’industria del lusso è in espansione. In testa auto, design d’interni e gioielli. In un paese dove, nonostante la crescita, lo stipendio medio netto è di 300 euro e il livello di vita al 36% della media UE. In un paese dove lo stipendio medio è nettamente al di sotto della media dell’Unione Europea potrebbe sembrare difficile trovare il lusso e la sua industria. Non tanto perché non sia diffuso il desiderio di possedere prodotti di fascia alta quanto piuttosto per la difficoltà di poterseli permettere. Invece, nella società romena, oltre ad una crescita economica continua (che non riesce però ancora a migliorare significativamente il tenore di vita della maggior parte dei cittadini) si sta sempre più espandendo l’industria del lusso. Stando alle conclusioni di un rapporto redatto dall’agenzia di consulenza per il settore del lusso, CPP Management, la Romania resta uno dei mercati più attraenti dell’Est. Per i brand e per i servizi di tipo “luxury” il paese si posiziona al secondo posto dopo l’Ucraina. Seguono Bulgaria, Serbia e Croazia. Altri studi mostrano invece una continua gara per primeggiare nella classifica tra Romania e Bulgaria, con quest’ultima che ultimamente la supera per numero di franchising e negozi. Le vendite sono comunque colpite in modo rilevante dalla disponibilità di prodotti contraffatti. Il mercato del lusso – stimato ad un valore di 10 milioni di euro (nel 2005) – è trainato dal settore auto, dal design di interni e dai gioielli mentre non registrano grandi passi avanti i settori della moda e degli accessori, per i quali i romeni benestanti preferiscono fare i loro acquisti durante i viaggi all’estero. Continuano a restare scoperti alcuni segmenti di mercato come i beauty centres, i centri di rilassamento (centri benessere) e gli alberghi di lusso. Secondo Oliver Petcu, rappresentante dell’agenzia CPP Management, l’appartenenza all’Unione Europea non è una garanzia sufficiente a rendere la Romania un mercato attraente per i prodotti e servizi di lusso. Il miglior esempio in questo senso sarebbero l’Ungheria e la Repubblica Ceca, tra i primi paesi dell’est Europa ad aderire all’Ue. Petcu spiega che in questi due paesi è diffusa una filosofia diversa per quanto riguarda l’acquisto di prodotti e servizi di lusso, un atteggiamento di tipo anglo-sassone di preferenza per i prodotti non di lusso, con i consumatori che privilegiano come criteri principali di scelta negli acquisti la qualità e il prezzo rispetto al design e al brand. Gli esperti ritengono che, in un certo senso, ormai la Bulgaria e la Romania possano essere paragonate ad i mercati di lusso della Russia e dell’Ucraina. In tutti questi paesi l’attrazione per i prodotti di lusso registra il livello più elevato della regione dell’Est europeo e coinvolge non solo clienti ricchi ma anche molti appartenenti alle classi medio-alte della società. In Romania la maggior parte dei marchi di lusso si concentrano nelle vie centrali delle principali città e soprattutto nella capitale Bucarest dove comunque si registrano ancora un livello di vendite inferiori rispetto ad altri centri europei. Tra le cause che determinano una tale situazione c’è la considerazione che i grandi negozi di Bucarest promuovono una strategia di brand di nicchia oppure perché c’è un’educazione relativamente ridotta nell’ambito dei prodotti di lusso. Da qui anche un indice basso dei profitti condizionato sempre più dal livello degli affitti retail che a Bucarest, sono in continuo aumento. Nella capitale non esiste ancora una strategia di tipo ”luxury street” dove possono essere concentrati più marchi di lusso, precisano i rappresentanti della CPP. Un settore importante del mercato del lusso lo rappresentano i centri commerciali e in questo senso si muove il progetto Cocor – uno degli ex grandi magazzini popolare dall’austera architettura comunista nel centro di Bucarest – che si propone di ristrutturazioni nel 2008 (con un investimento previsto di 18 milioni di euro) per ospitare negozi di grande marchio. Come anche in altri paesi i prodotti contraffatti rappresentano un problema serio per la penetrazione dei brand di lusso sul mercato locale. ”Quasi il 60% della contraffazione riguarda capi di abbigliamento, il 25% profumi e cosmetici mentre il 10% colpisce telefoni cellulari e pezzi di ricambio per automobili”, spiega Laura Pascu dall’associazione per la protezione dei consumatori. Ma la Romania ormai ha i suoi ”creatori” di marchi di lusso come pure i suoi ricchi miliardari e milionari in euro. Ogni anno la rivista economica Capital stila la sua Top 300 in cui inserisce i più ricchi imprenditori del paese. Nel 2005 le fortune dei 300 romeni più ricchi hanno superato la somma di 22 miliardi di dollari, il 18,3% del prodotto interno lordo del paese. Di loro almeno tre hanno superato la soglia di un miliardo di dollari. Secondo la classifica realizzata da Capital la maggior parte dei romeni ricchi abita nella capitale Bucarest e possiede oltre 10 miliardi di dollari. Quest’anno l’uomo più ricco della Romania è Dinu Patriciu che ha incassato due miliardi di euro dalla vendita dell’industria petrolifera Rompetrol. Nella classifica precedente, quella dell’anno scorso, la seconda posizione era stata occupata da Iosif Constantin Dragan – affari nella distribuzione di prodotti petroliferi, case editrici, agenzie immobiliari (1,3 -1,6 miliardi di euro) e da Ion Tiriac – affari nello sport, nel settore finanziario, nelle assicurazioni, (1,2-1,5 miliardi di euro). La Romania è un paese di quasi 22 milioni di abitanti che nella stragrande maggioranza non pensano di certo al lusso. Secondo l’Ufficio europeo di statistica, nel 2006 il ritmo di crescita del PIL è stato di 6,25%, al sesto posto dopo Lettonia, Estonia, Slovacchia, Lituania e Polonia. Lo stipendio medio netto a giugno era di circa 300 euro. La Commissione nazionale di previsioni ha recentemente reso noto che il livello di vita in Romania è al 36% della media Ue, il che fa sperare che nei prossimi sette anni potrebbe raggiungere il 50% della stessa media. Il potere di acquisto è quindi, secondo Eurostat, al di sotto del 40% della media registrata nell’Ue. Mentre più di un quarto della popolazione continua a vivere in povertà.

www.ildenaro.it: Manager napoletani in Romania: Nasce a Brasov il Casinò Vesuvius
Nasce Casinò Vesuvius il primo grande casinò creato per i campani, da un’idea imprenditoriale di uno staff tutto campano, anzi napoletano. La presentazione ieri a Palazzo Alabardieri curata da Ermanno Corsi con la presenza di Mario Maglione, testimonial della nostra tradizione musicale con concerto, che si terrà al Casinò Vesuvius per il week-end di Ognissanti. Il casinò è rappresentato in Italia tre professionisti napoletani: Ugo Sebastiano, avvocato, Alessandro Ferrari, consulente del lavoro ed AndreaFanuzzi, commercialista che hanno come unico obiettivo quello di promuovere il nostro territorio e la nostra immagine all’estero a Brasov in Romania, territorio in crescente sviluppo economico. La Romania – spiega Fanuzzi da quando è entrata nell’unione europea è diventata un area “obiettivo” a cui sono destinati i fondi europei – quindi non possiamo parlare di aree depresse ma possiamo e dobbiamo considerarli come paesi in via di alliniamento. Nasceranno a breve – prosegue Andrea Fanuzzi- molte infrastrutture importanti quali un aeroporto, un’autostrada, proprio grazie ai finanziamenti che l’Unione europea ha destinato ai nuovi paesi che sono entrati nel 2007. “Cercheremo di promuovere – spiega Alessandro Ferrari una serie di eventi, che vedranno di volta coinvolti artisti locali, ma organizzeremo anche serate di gala con prodotti tipici del territorio e molte altre manifestazioni dove coinvolgeremo imprenditori locali, proprio per poter dar vita anche ad uno scambio di culture”.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Astron: Un sistema per costruire edifici industriali in acciaio
Astron: il settore “Building Systems” del gruppo Lindab
Lindab, con il marchio Astron, è il leader europeo della costruzione di edifici industriali in acciaio, in grado di soddisfare le necessità di società nazionali ed internazionali che progettano nuovi siti di produzione in Europa.
Astron opera in vari settori, dall’industria al commercio fino allo sport, con edifici destinati a fabbriche, depositi, garage, piattaforme logistiche, depositi e supermercati, centri sportivi, edifici polivalenti, hangar per l’aeronautica, ecc….
Astron si basa su un concetto semplice: Semplificare il modo di costruire!
C’è una domanda crescente di metodi costruttivi per costruzioni efficaci, ecologiche, a basso consumo energetico, affidabili, durature e con un buon rapporto qualità/prezzo. Questa domanda è importante sia per gli edifici industriali che per quelli residenziali. La risposta di Astron è : semplificare il modo di costruire proponendo un metodo pre-studiato per edifici industriali in acciaio.
Astron significa un metodo di costruzione semplice, rapido, economico, facile da mettere in opera e proficuo, che si conforma alle norme di costruzione ed alle necessità del cliente finale.
La gamma Astron:
• Edifici industriali su misura con luci libere che vanno fino a 100m.
• Edifici Multipiano.
I principali vantaggi di Astron:
• Certezza di un singolo interlocutore per l’intera commessa dell’edificio.
• Ottimizzazione dello spazio disponibile, con o senza colonne intermedie.
• Realizzazione chiavi in mano.
• Progetti ricercati esteticamente e rapidità d’esecuzione.
• Durabilità nel tempo dei lavori, la cui qualità è certificata ISO 9001:2000
• Isolamento termico efficiente.
• Garanzia di un grande gruppo Europeo che ha già consegnato più di 40.000 edifici.
• Oltre 40 anni d’esperienza.
• Presenza in 36 paesi d’Europa.

Produzione e rappresentanze:
Tre stabilimenti produttivi ed uffici di progettazione e di vendita in Europa:
a Diekirch, Lussemburgo, (28.000 m²), a Prerov, Repubblica Ceca (18.000 m²) e Nyiregyhaza, Ungheria (9.900 m²).
Inoltre, una quarta fabbrica verrà realizzata a breve a Tutaev, località situata a 300 km a Nord-Est di Mosca (Russia) e sarà operativa nella primavera 2008.
Astron è anche presente con uffici tecnici e di vendita in Germania, Francia, Polonia e Regno Unito oltre che con uffici di rappresentanza in Croazia, Spagna, Italia e Romania.
Per informazioni: Sig. Mauro Picco (Vendite Internazionali) +352 80291
E-mail: m.picco@astron.biz
Sito Internet: www.astron.biz

Gli sponsor tecnici che aiutano l’Associazione Imprenditori Italiani in Romania AIIR:
Speedsoft Company
PLOIESTI,str. Zimbrului, nr. 16A, bl. 141, sc D, ap. 9, cod postal 100453, jud. Prahova
Tel.: 0730.494.699 – 0766.303.202 – Fax.: 0344.814830
E-mail: office@speedsoft.ro – contact@speedsoft.ro – www.speedsoft.ro
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