Newsletter n.51 / 2006

Vista ufficiale in Romania del ministro Giuliano Amato
Nei giorni 18–19 dicembre 2006, il ministro dell’interno Giuliano Amato ha effettuato una visita ufficiale in Romania, su invito del suo omologo romeno, Vasile Blaga. La visita e’ iniziata con la partecipazione dei due ministri alla conferenza inaugurale dell’Istituto Aspen Romania.
I colloqui tra i due ministri dell’interno sono stati concentrati sulla cooperazione bilaterale nel campo degli affari interni, componente essenziale dell’ampio processo di consolidamento del partenariato strategico tra l’Italia e la Romania.
I due ministri hanno firmato un Protocollo di cooperazione che regolamenta l’allargamento delle misure specifiche per rinforzare la sorveglianza ed il controllo delle frontiere, nella luce dell’adesione della Romania all’UE, dal 1 gennaio 2007.
Inoltre, i dirigenti delle due polizie di frontiera hanno firmato un’Intesa per l’applicazione del Protocollo di Cooperazione, destinata a completare il quadro bilaterale per la realizzazione di azioni comuni, attraverso la costituzione di pattuglie miste delle due Polizie di Frontiera.
Il ministro Amato e’ stato ricevuto dal presidente della Romania Traian Basescu.

La Romania preleva la gestione dei programmi PHARE ed ISPA
La Romania ha ottenuto l’approvazione della Commissione Europea per passare al Sistema Esteso di Implementazione Decentralizzata (EDIS) nell’attivita’ di gestione dei fondi PHARE, informa il Ministero delle Finanze Pubbliche (MFP). Tale decisione completa quella emessa dalla Commissione Europea per il programma ISPA.
Secondo il MFP, la Romania e’ il primo paese candidato che ottiene l’accreditamento EDIS per i programmi ISPA e PHARE, prima dell’adesione alle strutture UE, a dimostrazione della fiducia della Commissione Europea nei sistemi e nelle procedure elaborate dalle autorita’ romene e nella loro capacita’ di gestire in maniera indipendente i finanziamenti a fondo perduto concessi al paese.
L’EDIS rappresenta, essenzialmente, il trasferimento della funzione di controllo, esercitata prima nella selezione dei progetti, nelle gare e nella contrattazione, dalla Commissione Europea agli stati candidati. Con l’applicazione del nuovo sistema, le autorita’ romene potranno registrare un aumento del ritmo di contrattazione dei fondi ISPA e PHARE.

La Legge Finanziaria 2007 e’ stata adottata dal Parlamento
Il 19 dicembre 2006, il Parlamento ha adottato la Legge Finanziaria 2007, con 187 voti a favore e 139 voti contrari. E’ stato adottato, anche il bilancio per le assicurazioni sociali di stato per il 2007. Hanno votato a favore della finanziaria 2007 i parlamentari PNL, PD, PC e UDMR e contro quelli PRM e PSD.
Secondo la prima Finanziaria “europea” del paese, nel 2007 la Romania avra’ una crescita economica del 6,4%, un’inflazione del 4,5% ed un deficit di bilancio del 2,8% del PIL.
Lo stipendio medio lordo aumentera’ del 12,4%, e la pensione media del 21% nonostante i precedenti avvertimenti del Fondo Monetario Internazionale e della Commissione Europea.

I servizi e le costruzioni rimangono i motori della crescita economica
La crescita economica dell’8% nel 2006 e l’avvicinamento all’integrazione nell’UE hanno trasformato la Romania in un polo attrattivo per gli operatori stranieri, che hanno investito in maniera massiccia, specialmente nel campo immobiliare. Alcuni analisti avvertono che si constata, anche, una crescita reale della competitivita’, tanto necessaria per l’aumento delle esportazioni.
Il 2006 si avvicina alla fine in un atmosfera di ottimismo per l’economia romena. Il Prodotto interno lordo (PIL) e’ aumentato nei primi 9 mesi del 7,8%, e si stima che nell’ultimo trimestre dell’anno l’evoluzione sara’ uguale, determinando una crescita annuale di quasi l’8% (rispetto alle previsioni delle autorita’ romene e degli enti internazionali del 6%). Si conclude, cosi’ uno degli anni migliori del periodo “post rivoluzionario” (secondo le stime del Consiglio Europeo, tra il 1992 ed il 2002, la crescita economica media annuale in Romania e’ stata di soli 0,7%).
Il 2006 risulta speciale anche per il fatto che tutti i settori economici hanno avuto un contributo positivo alla crescita del PIL. I servizi, che hanno il maggior peso specifico nell’economia, sono aumentati nei primi 9 mesi di quasi l’8%, e l’espansione nel campo delle costruzioni e’ stata di quasi il 18%. Nel contempo, nell’industria e’ cominciata la ripresa, con una crescita di oltre il 7%, e nell’agricoltura la crescita e’ stata del 3,5% (dopo l’effetto negativo nel PIL dell’anno precedente, causato dalle inondazioni).
Un fattore che ha accelerato sia la crescita dell’economica che l’aumento delle importazioni e stato l’aumento del 12% del consumo domestico, dimostrato dall’aumento del 22,7% del volume delle merci vendute nel commercio al dettaglio.
Nonostante tali risultati significhino, anche, l’aumento rapido del deficit estero, permane l’ottimismo per quanto riguarda il futuro. „La crescita economica in Romania e’ sostenibile, poiche’ e’ risultato della sempre migliore funzionalita’ e competitivita’ dell’economia romena“, afferma Ion Ghizdeanu, presidente della Commissione Nazionale di Previsioni. Ghizdeanu sottolinea che, nel 2006, lo sviluppo economico fondato sull’ammodernamento tecnologico attraverso investimenti ha portato all’aumento del deficit estero, pero’ l’aumento piu’ consistente e’ stato registrato dalle importazioni di beni di capitale (+30,7 % nei primi 9 mesi, rispetto a +19,3% per le importazioni di beni di consumo).
Gli analisti avvertono che, oltre agli aspetti positivi della crescita del PIL esistono anche altri meno favorevoli che dovrebbero essere presi in considerazione. „L’aumento viene dagli investimenti stranieri, collocati prevalentemente nel campo immobiliare ed in quello dei servizi finanziari, settori con alta profittabilita’ e bassa percentuale di occupazione della manodopera“ sottolinea l’analista economico Ilie Şerbănescu. Secondo lo stesso, nella competizione con gli investimenti stranieri, il capitale romeno viene investito solo nelle nicchie ancora disponibili, nei settori meno redditizi.
La ripartizione del PIL
L’aumento del consumo finale individuale domestico si mantiene ad oltre il 10% ed e’ alimentato, prevalentemente, dai crediti e dai trasferimenti effettuati dai romeni che lavorano all’estero. L’alto livello di questo indice puo’ portare al surriscaldamento dell’economia.
L’aumento del consumo finale collettivo delle amministrazioni pubbliche e’ di soli 2,6% e dimostra che le autorita’ non realizzano ancora un programma sostenuto di investimenti nelle infrastrutture. Man mano che l’esecutivo aumentera’ gli investimenti pubblici nei prossimi anni, tale componente di utilizzazione del PIL diventera’ un vero motore di espansione economica.
L’aumento della formazione lorda di capitale fisso si e’ conservato alto nei primi 9 mesi del 2006 rispetto al periodo simile del 2005 (13,7%). Tale indice dimostra che gli investimenti nell’economia seguono un trend ascendente. L’alto livello degli investimenti contribuira’ al sostegno dell’espansione economica anche nei prossimi anni.
L’esportazione netta di beni e servizi e’ l’unico indice che influisce negativamente sul prodotto interno lordo. Nei primi 10 mesi del 2006, il deficit commerciale e’ aumentato di oltre il 45%. La differenza sempre piu’ consistente tra importazioni ed esportazioni diminuisce il potenziale di sviluppo economico del paese.
Il settore delle costruzioni ha registrato la piu’ alta crescita, nei primi 9 mesi del 2006 rispetto al periodo simile del 2005 (+17,7%). Il settore dei servizi e’ aumentato del 7,8% (nel terzo trimestre addirittura +8,5%). L’industria ha registrato una crescita del 7,1%, risultato tanto piu’ lodevole se si pensa che alcuni settori tradizionalmente esportatori (tessili, capi di abbigliamento) hanno registrato un declino. L’agricoltura con una crescita del 3,5% ha contribuito positivamente all’aumento del PIL.

Il mercato romeno delle costruzioni potrebbe arrivare, nel 2010, a 10 miliardi di euro
Il mercato romeno delle costruzioni potrebbe arrivare, nel 2010, a 10 miliardi di euro, ed il numero delle persone attive in questo settore potrebbe salire a 450.000-500.000, indica uno studio sul mercato romeno delle costruzioni, elaborato da Deloitte.
Secondo lo studio, fino nel 2010 verranno realizzati oltre 1.000 km di autostrade e 500.000 mq di spazi commerciali e grandi negozi.
Nel 2005, il mercato romeno delle costruzioni ha registrato un giro di affari di oltre 7,3 miliardi di euro, e si prevede una crescita annuale totale di oltre il 9,8%.
Deloitte sottolinea che lo sviluppo del mercato delle costruzioni e’ stato determinato dall’aumento della richiesta da parte dei consumatori di nuove abitazioni, nel contesto dello sviluppo degli strumenti ipotecari, dalla costruzione di grandi spazi commerciali e dagli investimenti consistenti per le infrastrutture.
Il settore dell’ingegneria civile potrebbe superare i settori residenziale e non-residenziale, contribuendo in maniera significativa all’aumento generale del mercato delle costruzioni, indica lo studio. Lo stesso prevede, anche, che nei prossimi 10 anni, le spese governative per progetti di costruzioni di grandi dimensioni, mirati a migliorare le infrastrutture e le strutture turistiche, potrebbero superare 3 miliardi di euro all’anno.

La Romania adegua la propria politica commerciale alle norme UE
A partire dal 1 gennaio 2007, la Romania si ritira da tutti gli accordi bilaterali in cui e’ parte, ad eccezione degli accordi con l’UE, ed applica il quadro giuridico comunitario dei rapporti commerciali esteri dell’UE. L’aspetto piu’ evidente e’ l’applicazione della tariffa doganale comune. Il livello dei dazi doganali sara’, nell’insieme, piu’ basso dell’attuale livello dei dazi doganali applicati dalla Romania (quasi il 70% delle importazioni ed esportazioni della Romania si realizzano con gli stati membri UE).
L’Unione Europea e’ il piu’ importante operatore commerciale a livello globale, con circa il 20% delle esportazioni ed importazioni mondiali.
Al momento dell’adesione, quindi, la Romania si ritira dall’Accordo Europeo, dall’Accordo Central Europeo di Libero Commercio (CEFTA), dagli accordi di libero commercio firmati con la Repubblica Moldova, Turchia, Israele, Serbia – Montenegro, Albania, Bosnia e Erzegovina, e dall’AELS (Associazione Europea di Libero Scambio). Perdono validita’ anche gli accordi commerciali non preferenziali e gli accordi di cooperazione economica e commerciale. Attualmente l’interscambio commerciale della Romania si realizza in gran parte nel quadro degli Accordi di libero commercio (circa l’83,91% delle esportazioni ed il 70,56% delle importazioni).
Nell’interscambio commerciale della Romania, nell’intervallo gennaio-ottobre 2006, L’UE si e’ piazzata al primo posto come destinatario del 67,8% delle esportazioni romene e fornitore del 74,6% delle importazioni romene.
Tra gli accordi di libero commercio conclusi dall’Unione Europea, che la Romania dovra’ applicare come stato membro, si annoverano gli accordi con i paesi mediterranei, con il Messico, Cile, Africa del Sud, gli Accordi di Stabilizzazione ed Associazione con gli stati della zona dei Balcani Occidentali, gli accordi commerciali non preferenziali con terzi paesi ed altri accordi nel campo della cooperazione economica e commerciale. Dal 2007 la Romania applichera’ la politica commerciale comune dell’UE, cioe’: la tariffa doganale comune, lo schema di preferenze generalizzate (SGP) dell’UE, le misure di difesa commerciale, gli accordi preferenziali commerciali e di cooperazione conclusi con terzi paesi, gli impegni commerciali assunti nel quadro dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC).

Anche le politiche doganali si adeguano alle norme UE
La Romania beneficiera’ in maniera scaglionata di una riduzione progressiva dei dazi doganali in funzione degli accordi con gli stati membri.
Dal punto di vista procedurale, una delle piu’ importanti novita’ e’ che la dogana preleva dal Ministero delle Finanze Pubbliche la sorveglianza fiscale sui prodotti sottoposti ad accise, come primo passo dell’amministrazione delle accise, per una migliore raccolta delle stesse.
Il controllo in frontiera verra’ sostituito, in alcuni casi, dal controllo ulteriore presso la sede dell’importatore.
La comunita’ europea e’, per eccellenza, una comunita’ doganale e percio’ le formalita’ doganali vanno espletate soltanto all’entrata nello spazio comunitario e soltanto in casi speciali anche nel traffico. Le dogane romene potranno ridurre il controllo fisico in frontiera – per fluidificare il traffico – attraverso un’attivita’ piu’ intensa di controllo ulteriore presso le sedi degli operatori economici, dopo la registrazione delle merci nelle evidenze contabili.
Le procedure semplificate, modalita’ di sdoganamento presso le sedi di alcuni operatori economici, verranno applicate soltanto agli operatori con uno statuto fiscale attivo, senza precedenti incidenti doganali, senza debiti nei confronti del bilancio dello stato.
L’IVA non sara’ piu’ pagata in dogana
L’IVA continuera’ ad essere evidenziata nella dichiarazione doganale e gli operatori economici sono tenuti a registrarsi come soggetti al pagamento dell’IVA, pero’ questa imposta non sara’ piu’ pagata in dogana.

Il primo passo nella decentralizzazione
L’Agenzia per lo Sviluppo Regionale Ovest (ADR Vest) ha ricevuto, ufficialmente, indipendenza nello sviluppo regionale, nel rispetto delle norme nazionali ed europee. ADR Vest ha ottenuto la funzione di Organo Intermediario (OI) per il Programma Operazionale Regionale 2007-2013 nella Regione Ovest, essenziale nel processo di gestione dei Fondi Strutturali e di Coesione. In tale veste, ADR Vest ha firmato – a Timisoara – un Accordo Quadro attraverso il quale ha ricevuto attribuzioni nella gestione dei fondi, da parte del Ministero dell’Integrazione Europea (MIE), l’Autorita’ di Management per il Programma Operazionale Regionale. L’accordo e’ stato concluso per un periodo di 10 anni (di cui 7 anni per il periodo di svolgimento del programma ed ulteriori 3 anni fino all’implementazione di tutti i progetti). Il passaggio delle attribuzioni a livello regionale ha un impatto maggiore sull’assorbimento dei Fondi Strutturali nelle regioni di sviluppo in cui e’ diviso il territorio nazionale. Tra le attribuzioni principali si annoverano: l’informazione, la pubblicita’ ed il help-desk; il monitoraggio, l’implementazione ed il controllo dei progetti finanziati attraverso il Programma Operazionale Regionale 2007-2013.

L’anno dell’adesione all’UE potrebbe portare il deprezzamento della moneta nazionale romena. Lo squilibrio tra la richiesta e l’offerta di prodotti romeni potrebbe influire sul tasso di cambio
Per intuire l’evoluzione dell’economia romena, alcuni analisti finanziari hanno stimato per il quotidiano Adevărul, i principali indici macroeconomici e, quasi in unanimita’ hanno indicato come principale rischio per il prossimo anno il deprezzamento del leu.
La crescita economica rapida, del 7,8% nei primi 9 mesi del 2006, insieme all’abbassamento del tasso annuo dell’inflazione al minimo storico del 4,67% registrato nel mese di novembre, in concomitanza con l’aumento del deficit di conto corrente ad oltre il 10% del prodotto interno lordo, possono essere considerati i principali elementi macroeconomici del 2006. Il motore della crescita del PIL continua ad essere il consumo della popolazione, arrivato al livello massimo di crescita registrato dal 1990. Nel contempo, la richiesta ha incentivato ancora di piu’ le importazioni di beni (negli ultimi 10 mesi del 2006 – secondo l’Istituto Nazionale di Statistica – il valore dei beni di consumo importati in Romania si e’ avvicinato a 4 miliardi di euro). Nel contempo, la differenza tra importazioni ed esportazioni e’ salita ad oltre 8,7 miliardi di euro alla fine dei primi 10 mesi del 2006. Rispetto al periodo simile del 2005, il deficit commerciale e’ aumentato di circa 3 miliardi di euro. Piu’ aumenta lo squilibrio estero, piu’ cresce la richiesta di valuta, necessaria per pagare le importazioni. Percio’, l’aumento del deficit commerciale ed, implicitamente, del deficit di conto corrente rappresentano le premesse per il deprezzamento della moneta nazionale. Attualmente, il necessario di valuta e’ stato coperto, da una parte dai trasferimenti effettuati dai romeni che lavorano all’estero, e dall’altra dal ricavato dalle privatizzazioni. Pero’, siccome lo stato si avvicina all’esaurimento delle aziende da privatizzare, nel 2007 si abbassera’ il grado di finanziamento del deficit di conto corrente da tale fonte. Il che significa che aumentera’ il debito estero del paese, generando ulteriori rischi di deprezzamento del leu.

La BERS calcola che la Romania ha attratto investimenti stranieri diretti di 9 miliardi di dollari
Secondo il Rapporto della Transizione per il 2006 della Banca Europea per lo Sviluppo e la Ricostruzione (BERS), l’economia romena avra’ registrato alla fine del 2006 una crescita del 7%, del 3% superiore a quella registrata nel 2005. Secondo il senior economist BERS, Francesca Pissarides, la Romania ha fatto progressi nella privatizzazione dell’infrastruttura energetica e nella liberalizzazione dei mercati di combustibili ed energia elettrica. Pissarides ha constatato anche un miglioramento dell’ambiente di affari. La maggior parte delle riforme si e’ concentrata nel settore finanziario, delle infrastrutture, delle riforme strutturali, del governo corporatista.
Nel 2006 la Romania ha attratto investimenti stranieri diretti, specialmente del tipo greenfield, per circa 9 miliardi di dollari. Ed il processo di privatizzazione si avvicina al completamento, stimano gli specialisti BERS.
Secondo il Rapporto BERS, la Romania ha registrato nel 2006 crescite importanti nel settore delle telecomunicazioni, in quello dei servizi ed in quello bancario. Sono diminuite l’instabilita’ macroeconomica e la frequenza dei cambiamenti nel campo fiscale. Il Rapporto segnala che i settori finanziari sono migliorati ma rimangono ancora insufficientemente sviluppati, e la Romania continua ad avere bisogno di riforme istituzionali. L’arrivo delle banche straniere ha avuto un impatto positivo sul sistema bancario, pero’ l’accesso ai finanziamenti bancari rimane basso. La BERS stima che il settore finanziario non bancario registrera’ crescite consistenti nei prossimi anni. La capitalizzazione del mercato di capitale e’ stata nel 2006 di oltre il 20% del PIL, rispetto ai soli 3% nel 2000.
Gli stati che hanno aderito all’UE nell’ultima ondata hanno registrato negli ultimi 2 anni crescite economiche importanti, specialmente grazie all’aumento della richiesta interna. Sono stati, pero’, registrati anche aumenti del deficit pubblico, specialmente in Ungheria, dove questo e’ salito a circa il 9%. Cinque dei dieci paesi hanno superato il livello dell’inflazione previsto nei criteri del Trattato di Maastricht, ed il piu’ alto tasso di inflazione e’ stato registrato dalla Lituania, con circa il 6%.

La partecipazione straniera al capitale sociale delle societa’ registrate in Romania e’ sceso a 1,8 miliardi di Euro
Il valore degli investimenti stranieri come contributo al capitale sociale delle aziende neo costituite in Romania ammontava, alla fine dei primi 10 mesi del 2006, a 1,8 miliardi di euro, in diminuzione del 7% fata rispetto al livello registrato al 30 ottobre 2005, indicano i dati rilasciati dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC). Alla fine di ottobre 2005, la partecipazione straniera al capitale sociale delle aziende costituite in Romania ammontava a 1,93 miliardi di euro.
Il numero delle societa’ neo costituite con partecipazione straniera al capitale sociale, e’ aumentato, pero’ alla fine dei primi 10 mesi del 2006 a quasi 10.200 rispetto alle quasi 9.700 costituite nel periodo simile del 2005.
10.199 societa’ con partecipazione straniera al capitale sociale sono state costituite in Romania nei primi 10 mesi del 2006, con un valore totale del capitale sottoscritto di 4,338 miliardi di lei (2,293 miliardi di dollari rispettivamente 1,8 miliardi di euro), indicano anche i dati centralizzati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Nel mese di ottobre 2006, sono state costituite 1.167 societa’ con partecipazione straniera al capitale, con un valore totale del capitale sociale sottoscritto di 20,658 milioni di lei (7,1 milioni di dollari o 5,57 milioni di euro).
Le piu’ numerose societa’ con partecipazione straniera al capitale sono state registrate a Bucarest (478 ditte con un capitale totale di 15,636 milioni di lei), nella regione Timis (69 societa’ con un capitale di 1,037 milioni di lei), Brasov (59 societa’ con un capitale di 125.800 lei), Cluj (51 societa’ con un capitale di 368.700 lei), Bihor (46 societa’ con un capitale di 74.300 lei) ed Ilfov (46 societa’ con un capitale sociale di 282.500 lei).
I piu’ numerosi investitori stranieri sono provenuti nel mese di ottobre 2006, dall’Italia (245), Germania (112), Ungheria (83), Cipro (74), Austria (73), Israele (65), Francia (61) e Regno Unito del Gran Bretagna ed Irlanda del Nord (57).

Le societa’ che non hanno presentato bilanci per il 2005 al Registro del Commercio verranno liquidate
Dal 2007, le societa’ che non hanno presentato i bilanci finanziari per il 2005 all’Amministrazione Finanziaria e al Registro del Commercio entreranno in liquidazione, secondo il nuovo Codice Fiscale
Il Codice Fiscale che entra in vigore dall’inizio del 2007 comprende una serie di modifiche importanti che pero’ non sono state sufficientemente mediatizzate.
Si prevede che le societa’ che non hanno presentato i bilanci finanziari per il 2005, anche al Registro del Commercio, devono essere liquidate.
Dal 2009, le societa’ sono autorizzate a funzionare soltanto se si avvalgono della collaborazione di un esperta contabile laureato.
Un’altra modifica e’ che dal 2007 gli appositi moduli per fatture fiscali saranno sostituiti da un software installabile sul computer dell’amministratore della societa’.
Insieme ai bilanci annuali, le societa’ dovranno presentare note esplicative che indicheranno gli impegni e le garanzie che la rispettiva azienda vanta nei confronti di altre societa’ o di persone fisiche, conformemente all’Ordine N.200/22 novembre 2006 del ministro delle finanze pubbliche.
A partire dal 2009, i bilanci finanziari annuali non dovranno piu’ essere presentati all’Amministrazione Finanziaria, ma soltanto al Registro del Commercio.

Alla vigilia dell’adesione all’UE, il sistema finanziario romeno non presenta rischi
Il livello di capitalizzazione del sistema bancario romeno permette la continuazione della crescita, su basi sane, del credito non governativo e del grado di intermediazione finanziaria. Non si anticipano effetti avversi che potrebbero minacciare in maniera significativa il grado di capitalizzazione degli istituti di credito e, conseguentemente, la stabilita’ finanziaria. La qualita’ del portafoglio di crediti e’ buona e non si intravedono, a breve termine, fattori avversi che possano peggiorarla. L’evoluzione del credito e’ attentamente monitorata e, di conseguenza, il rischio di un’esplosione del credito e’ moderato. Esiste, pero’, una tendenza di crescita del rischio di credito, che si conservera’ a causa della continuazione sostenuta della concessione di crediti indica il piu’ recente rapporto sulla stabilita’ finanziaria elaborato dalla banca centrale della Romania.
L’espansione del credito non governativo, negli ultimi 3 anni, specialmente del credito in valuta ed i crediti concessi alla popolazione, ha rappresentato uno dei fenomeni specifici del sistema bancario romeno che ha necessitato un attento monitoraggio da parte della banca centrale. Nel 2005, le misure di politica monetaria e di prudenza bancaria adottate dalla BNR hanno determinato il contenimento della crescita del credito non governativo nel suo insieme, nonche’ della sua componente in valuta.
L’espansione della concessione di crediti nei bilanci delle banche persone giuridiche romene e delle succursali delle banche straniere non ha portato al deterioramento della qualita’ del portafoglio dei crediti, poiche’ le banche hanno applicato pratiche prudenti in materia di crediti.
Il credito interno ha registrato una crescita consistente negli ultimi 6 anni, esclusivamente sulla base del credito non governativo. Il credito governativo, che rappresentava il 33,5% del credito interno nel 2000, ha registrato un trend discendente nel periodo successivo, fino ad una crescita negativa a partire dal 2003.
Negli ultimi 5 anni, il grado di intermediazione finanziaria ha registrato un miglioramento significativo in Romania. Alla fine del 2005, il peso specifico degli attivi bancari nel PIL si avvicinava al 45%, ed il peso specifico del credito non governativo nel PIL e’ raddoppiato nel periodo 2001-marzo 2006, salendo al 21%.
Le restrizioni imposte dalla BNR per limitare il credito in valuta hanno prodotto effetti a breve termine con la diminuzione dello stesso nel totale del credito non governativo di oltre il 6%, rispetto all’anno precedente (alla fine del 2005, il credito in valuta rappresentava il 54% del totale). Tali effetti sono continuati anche nel primo trimestre del 2006, quando il peso specifico dei crediti in valuta e’ diminuito fino al 49,7% del credito non governativo totale, ed il credito in lei e’ diventato maggioritario per la prima volta negli ultimi 10 anni. Si deve aggiungere che tale evoluzione e’ stata incoraggiata anche dalla riduzione significativa delle differenze tra i tassi di interesse dei crediti in moneta nazionale e quelli dei crediti in valuta. L’esperienza internazionale dimostra, pero’, che l’efficacia delle misure di natura prudenziale della banca centrale puo’ diminuire nel tempo, il che rende necessaria l’adozione di altre soluzioni che assicurino la salute e l’efficacia del sistema bancario.
Rischi associati
Una modifica significativa e’ stata registrata dalla struttura per scadenze del credito non governativo, in primo luogo a causa della consistente richiesta di finanziamenti a piu’ lungo termine. Rispetto al 2001, quando oltre il 70% dei crediti erano concessi a breve termine e soltanto l’8% di questi erano contrattati a termini piu’ lunghi di 5 anni, a partire dal 2005, la struttura del credito non governativo e’ arrivata ad un qualche equilibrio. Il peso specifico dei crediti a breve termine e’ diminuito a circa il 37% del totale, mentre i crediti a termini piu’ lunghi di 5 anni sono saliti ad oltre il 25% alla fine del 2005 e a circa il 29% al 31 marzo 2006.
Nonostante la maggior parte del credito non governativo sia ancora rappresentata dai crediti concessi alle compagnie, il credito concesso alla popolazione ha registrato un ritmo di crescita piu’ alto, il che ha modificato significativamente la struttura del credito non governativo negli ultimi 5 anni. Cio’ e’ dovuto non solo alla richiesta consistente di tali crediti ma anche al livello iniziale estremamente ridotto (soltanto 800 milioni di RON nel 2001).

Banche straniere in arrivo in Romania: Gli ex competitori per la privatizzazione della BCR, BNP Paribas, KBC e Fortis entrano sul mercato finanziario-bancario attraverso il prelievo di IFN romeni
Una serie di banche non ancora presenti in Romania si preparano a sfruttare il potenziale, considerato interessante, del mercato romeno subito dopo l’adesione del paese all’UE. L’adesione portera’ fusioni, acquisti strategici di banche piccole con capitale privato, ma anche lo sviluppo degli istituti finanziari non bancari (IFN).
BNP Paribas ha prelevato Credisson
Le reti di distribuzione sviluppate dagli istituti finanziari non bancari vengono prelevate dalle banche straniere interessate ad entrare sul mercato romeno. Gli investitori che hanno sviluppato degli IFN negli anni del boom del retail romeno guadagnano attualmente decine di milioni di euro. Acquirenti sono – per adesso – gruppi finanziari-bancari che hanno partecipato alla gara per la privatizzazione della BCR. BNP Paribas ha fatto il primo passo. Credisson International, societa’ specializzata nell’intermediazione e concessione di crediti al consumo, e’ stata prelevata integralmente da Cetelem, divisione del gruppo finanziario francese BNP Paribas e leader sul mercato dei crediti al consumo in Europa. Il valore della transazione e’ di circa 40 milioni di euro.
Romstal acquistata da KBC
La belga KBC ha pagato 70 milioni di euro alla compagnia Romstal Imex per il pacchetto azionario di maggioranza detenuto nella Romstal Leasing, la piu’ grande compagnia di leasing indipendente della Romania. Alla fine del 2005, Romstal Leasing vantava una quota del 3,25% del mercato romeno di leasing e si piazzava al 13-o posto per il volume dei contratti conclusi.
Fortis ha prelevato Global Finance&Leasing
Il gruppo finanziario belga-olandese Fortis ha acquistato la societa’ romena Global Finance&Leasing, costituita nel 2003 con capitale privato romeno. Il direttore generale di Fortis Lease Group, Philippe Delva, dichiarava in un comunicato che la Romania era da tempo nell’attenzione del gruppo, perche’ il suo mercato del leasing, anche se ancora di dimensioni ridotte, ha un potenziale di crescita molto importante: „L’acquisto della Global ci assicura un avamposto immediato sul mercato del leasing in Romania e rappresenta la piattaforma ideale per lo sviluppo dei nostri piani strategici per la nostra rete europea di leasing e per il modello Vendor Leasing, beneficiando nel contempo anche della crescita attesa per il futuro in Romania. Oltre a cio’, i nostri futuri clienti avranno accesso diretto alla nostra rete europea di 121 centri di affari in Europa ed Asia“. La compagnia offre leasing finanziario, prevalentemente per autoveicoli ed attrezzature.

Il governatore della banca Centrale, Mugur Isarescu, prevede l’adozione della moneta europea non piu’ tardi del 2014
La Banca Nazionale della Romania (BNR) prepara le tappe per l’adozione della moneta unica europea, che verra’ realizzata in Romania non piu’ tardi del 2014, ha annunciato il governatore della banca centrale, Mugur Isarescu, in occasione del seminario di inaugurazione dell’Istituto Aspen in Romania. Il passaggio dal leu all’euro avverra’ in 3 tappe (2007-2010, 2010-1012 si 2012-2014), attraverso le quali si mira al consolidamento dell’inflazione, alla stabilizzazione del mercato autoctono a lungo termine e alla stabilizzazione della moneta nazionale senza coinvolgimento della Banca Centrale sul mercato. “Crediamo che l’inflazione possa ancora diminuire nel prossimo futuro, perche’ esistono settori dell’economia romena in cui si puo’ agire in tal senso” ha sottolineato Mugur Isarescu.

I redditi ed il potere di acquisto dei romeni aumentano, il tasso della disoccupazione diminuisce
Nel 2006 lo stipendio medio lordo in Romania rappresenta oltre il 12% della media europea (UE – 25), mentre nel 2004 rappresentava l’8,1%, indica uno studio della Commissione Nazionale di Previsioni (CNP). Negli ultimi 2 anni la convergenza dell’economia romena ha registrato un miglioramento del 4%, informa il bollettino informativo EU-Ro Newsletter.
Uno degli obiettivi importanti per la Romania, come per tutti gli altri stati che hanno aderito recentemente all’UE, e’ l’avvicinamento al livello medio dell’Unione Europea. Le piu’ recenti stime della Commissione per i 10 paesi che hanno aderito nel 2004 indicano che gli stessi hanno registrato crescite economiche consistenti, che hanno portato alla riduzione delle differenze. Nell’insieme dei 10 nuovi membri UE, il Prodotto Interno Lordo pro capite supera il 50% del livello dell’UE-15.
Tasso di disoccupazione inferiore alla media europea
Lo studio CNP indica che il miglioramento della convergenza dell’economia romena e’ dovuto sia alla crescita del grado di occupazione che alla crescita reale dei redditi salariali. Tra il 2004 ed il momento attuale ha trovato lavoro circa 1 milione di romeni, superando le previsioni del programma di occupazione svolto nel rispettivo periodo. Il 40% delle persone assunte provenivano dall’ambiente rurale.
Nel mese di ottobre 2006, il numero dei salariati era di 205.000 unita’ superiore a quello di dicembre 2004. Il numero medio di salariati e’ aumentato annualmente del 2,1%, il che significa circa 100.000 salariati in piu’ all’anno. Tale evoluzione e’ contraria al trend dei 12 anni precedenti, quando il numero medio di salariati ha registrato una riduzione costante, fino a 4.469.000 unita’ nel 2004 rispetto alle 6.438.000 unita’ nel 1994.
Il numero di disoccupati registrati dell’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza di lavoro si e’ ridotto di 34.900 persone (da 557.900 alla fine del 2004 a 523.000 alla fine del 2005) ed di ulteriori 69.500 persone (da 523.000 alla fine del 2005 a 453.500 alla fine di ottobre 2006).
Di conseguenza, il tasso di disoccupazione registrato e’ diminuito dal 6,3% alla fine del 2004 al 5,9% alla fine del 2005 ed al 5,1% alla fine di ottobre 2006. La Romania ha, quindi, un tasso di disoccupazione inferiore alla media dei 25 stati membri UE, che a giugno 2006 ammontava al 7,8%.
Il potere di acquisto e’ aumentato del 26%
Il miglioramento del grado di occupazione si e’ riflettuto nell’aumento dei redditi salariali. Nei primi 10 mesi del 2006, il guadagno salariale medio lordo e’ aumentato del 17,4% rispetto al 2005, fino a 1111 lei. Nel 2005, il guadagno salariale medio lordo e’ stato di 968 lei (+18,3% rispetto al 2004).
La CNP stima che grazie agli aumenti salariali che saranno determinati nei prossimi mesi dall’aumento del volume di attivita’ nel settore privato o dal 13-o stipendio nell’amministrazione, il guadagno salariale netto superera’ 1000 lei alla fine del 2006.
Come media annuale, il guadagno salariale medio netto e’ nel 2006 del 43,2% superiore a quello del 2004 (858 lei rispetto a 599 lei).
Lo studio elaborato dalla CNP evidenzia l’aumento reale del potere d’acquisto grazie al fatto che i salari sono aumentati e’ l’inflazione si e’ ridotta. Lo stipendio reale e’ aumentato nel 2005 del 14,3% e nel 2006 di circa il 10%, il che significa, per il biennio, un aumento del potere di acquisto di quasi il 26%.
La CNP indica che nel 2005 il peso specifico dei nuclei famigliari che riuscivano a coprire la proprie spese dai propri redditi era di circa il 76% rispetto a circa il 73% nel 2004.
Meno dipendenti pagati con lo stipendio minimo a livello nazionale
Le inchieste statistiche realizzate ad ottobre 2004 ed ottobre 2005 rilevano il fatto che la percentuale degli salariati che ottengono redditi al livello dello stipendio minimo si e’ ridotta del 2,2%, dal 12,6% nel 2004 al 10,4% nel 2005.
Si e’ ridotto anche il peso specifico di quelli che ottenevano redditi compresi tra lo stipendio minimo ed il guadagno salariale medio lordo a livello nazionale dal 54,9% ad ottobre 2004 al 34,0% ad ottobre 2005. Il peso specifico dei salariati con guadagni salariali superiori allo stipendio medio lordo a livello nazionale e’ aumentato, arrivando ad ottobre 2005 al 55,6% rispetto al 32,5% ad ottobre 2004. Se nel 2004 soltanto il 17,1% dei salariati ottenevano redditi tra 10 ei 20 milioni di lei, la percentuale e’ salita al 21,7% ad ottobre 2005, e superera’, probabilmente, il 30% alla fine del 2006.

L’adesione della Romania e Bulgaria aumenta del 50% in numero delle unita’ agricole nell’UE
Il numero di unita’ agricole nell’UE aumentera’ del 50% con l’adesione della Romania e Bulgaria, indica uno studio dell’Istituto Nazionale di Statistica, presentato nell’Eu-Ro Newsletter. Con il precedente allargamento dell’UE a 10 nuovi stati membri, il numero di unita’ agricole era aumentato di circa il 70%.
Nell’UE la tendenza e’ quella di raggiungere i criteri di performance ed efficacia attraverso la diminuzione del numero di unita’ agricole e l’aumento delle superfici detenute da ogni unita’. Secondo l’INS tale tendenza comincia ad essere percepita anche in Romania: alla fine del 2005 il numero di unita’ agricole era diminuito del 5,1% rispetto al 2002 pero’ soltanto il 29% delle unita’ agricole adempiono ai criteri di dimensione europea (potenziale economico di 1200 euro).

26 milioni di euro nel 2007 per 3 centri destinati ad uffici di classe A a Cluj Napoca
26 milioni di euro saranno investiti nel 2007 per la costruzione di 3 nuovi edifici (con complessivi 23.000 mq) per uffici di classe A. Si stima che il mercato romeno degli uffici di prima categoria raddoppiera’ nel 2007.
Un primo edificio e’ Cluj City Center, in Calea Dorobantilor nr. 14-16, con un’area di 13.000 mq su 11 livelli per uffici, spazi commerciali e residenziale. L’investimento e’ stimato a 10,7 milioni di euro.
Un secondo investimento, di circa 8 milioni di euro, appartiene alla compagnia Akros, che realizza in b-dul 21 Decembrie due edifici con un’area totale di 8.000 mq: uno per uso ufficio e spazi commerciali, il secondo con 20 appartamenti.
La compagnia ENG International investe 8 milioni di euro per la ristrutturazione dello stabilimento Napochim, dove allestira’ 12.000 mq, di cui 3.000 mq spazi per uffici e la restante area per abitazioni, negozi, sala fitness e piscina.
14 milioni di euro investiti nel 2006
Il piu’ alto edificio per uffici, inaugurato a marzo 2006, e’ Maestro Business Center, gia’ occupato per oltre il 90%.
Altri due immobili destinati ad uffici classe A, Olimpia Business Center e City Business Center, hanno un grado di occupazione di oltre il 70%.
Gli investimenti, stimati dagli specialisti immobiliari per la costruzione e l’allestimento dei 3 centri aperti nel 2006, superano 14 milioni di euro.

Dichiarazione della settimana
Numerosi investitori italiani non trovano piu’ manodopera i loro stabilimenti in Romania dichiara Mario Moretti Polegato e pensano a delocalizzare
Una parte dei 10.000 operatori italiani che hanno investito nell’industria di trasformazione e nell’industria del legno in Romania potrebbero delocalizzare, nel prossimo futuro, in Ucraina e Repubblica Moldova, a causa della mancanza di manodopera locale in alcune regioni romene, dichiara il console onorifico della Romania per l’Italia del Nord-Est, Mario Moretti Polegato. Il grande numero di romeni emigrati negli ultimi anni ha ridotto la manodopera locale disponibile, e quindi molti investitori italiani non trovano piu’ operai per le loro aziende in Romania. Tale situazione si registra nelle regioni Timis, Arad e Cluj, dove risulta estremamente difficile trovare personale per le attivita’ produttive. In piu’, tale tendenza porta all’aumento dei costi per la manodopera; quindi per molti investitori stranieri non e’ piu’ conveniente venire in Romania ma recarsi in Ucraina o Repubblica Moldova.
I settori nei quali si registra tale fenomeno sono l’industria di trasformazione e l’industria del legno, nei quali opera circa il 50% dei quasi 20.000 investitori italiani in Romania. “Gli operatori hanno problemi con la manodopera e con l’aumento dei costi. Quando non potranno piu’ controllare i costi delocalizzeranno in altri paesi” mette in guardia Polegato. “Gli investitori italiani continueranno a venire in Romania, pero’ non piu’ nel settore della produzione industriale ma nell’agricoltura o nei servizi. Le autorita’ romene dovrebbero concentrarsi sullo sviluppo del campo della tecnologia, dell’agricoltura e del turismo” consiglia Polegato.

REDAZIONALE DELLO SPONSOR

Anamaria Cristine Stancu, consulente in finanziamenti e contributi a fondo perduto, da parte del Gruppo Archimedes, informa:

Fondo Sociale Europeo (FSE) – eil fondo strutturale destinato alla politica sociale dellUnione Europea a sostegno delle misure occupazionali della forza lavoro e di sviluppo delle risorse umane.

Contribuisce a:
 promuovere le opportunitanellimpiego della forza di lavoro – disoccupati e gruppi sfavoriti, attraverso la crescita della loro mobilitae la facilitazione atta a renderli adattabili ai cambiamenti industriali;  implementazione della Strategia Europea per lOccupazione della Forza di Lavoro

Fondi Strutturali: Campi d`intervento per categorie e sottocategorie

    Risorse umane

21 Politica del mercato del lavoro
22 Integrazione sociale
23 Sviluppo della formazione educazionale e professionale (persone e società)
24 Flessibilitadella forza di lavoro, attivita imprenditoriali, tecnologie innovative, informazione e comunicazione (persone e società)
25 Azioni sul mercato del lavoro a vantaggio delle donne

Varie

41 Assistenza tecnica e azioni innovative (FEDR, FSE, FEOGA, IFOP)
411 Preparazione, implementazione, monitoraggio, publicita`
412 Valutazione
413 Studi
414 Azioni innovative
415 Informazione del pubblico

  • continua –

Rimanda alla prima pagina