Newsletter n.50 / 2006

Il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio si e’ recato a Bucarest per la firma di un protocollo di intesa
Il ministro dell’ Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Alfonso Pecoraro Scanio si e’ recato a Bucarest l’11 dicembre 2006, per firmare un protocollo d’intesa italo-romeno con il suo omologo, Sulfina Barbu. Il protocollo, il primo dopo Nairobi per il rilancio delle iniziative internazionali per il contrasto dei gas nocivi, entrera’ in vigore subito dopo l’adesione della Romania all’Unione Europea e sara’ valido per una collaborazione di sette anni, scaduti i quali, potra’ essere rinnovato.
La Romania, che si accinge all’ingresso nell’Unione Europea, ha scelto l’Italia come partner privilegiato per adeguarsi al protocollo di Kyoto. I Ministeri dell’ Ambiente italiano e romeno, con la firma di un memorandum d’intesa, si impegnano per i prossimi 7 anni a cooperare nella realizzazione di progetti che vedono coinvolte anche aziende italiane. “L’accordo con la Romania e’ un significativo riconoscimento dell’impegno italiano nella politica ambientale – ha dichiarato il ministro Pecoraro Scanio – In particolare su un terreno, quello del contrasto ai cambiamenti climatici, di enorme attualita’ e urgenza per la salvaguardia del pianeta”. L’accordo rafforza la collaborazione gia’ avviata tra i ministeri dell’ Ambiente italiano e romeno. Tra i due Paesi, sono attivi dieci progetti che vanno dalla lotta all’inquinamento del bacino del Danubio alla gestione dei rifiuti solidi urbani.

Conferenza stampa a Roma: “1 Gennaio 2007 – La Romania e la Bulgaria nell’ Unione Europea”
L’11 dicembre 2006, a Roma, presso la sede dell’Associazione Stampa Estera si e’ svolta la Conferenza stampa “1 Gennaio 2007: La Romania e la Bulgaria nell’ Unione Europea”, organizzata dalla Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, dall’Ambasciata di Romania ed Ambasciata di Bulgaria in Italia. Si e’ parlato dell’adesione della Romania e della Bulgaria all’UE, sfide e vantaggi politici, economici e sociali, il ruolo dell’Italia nel processo dell’allargamento dell’Unione Europea, le future direzioni della cooperazione tra la Romania, la Bulgaria e l’Italia in ambito europeo.

La Banca Mondiale mette in guardia: l’economia romena cresce troppo rapidamente e rischia di “surriscaldarsi”
La Romania si annovera tra gli stati europei in pericolo di surriscaldamento economico, indica un recente rapporto della Banca Mondiale sulle prospettive di sviluppo economico mondiale nel 2007. La BM mette in guardia contro il pericolo di surriscaldamento spiegato dalla stima, per il 2006, di una crescita economica del 5,8%, e per i prossimi 2 anni del 6,2% rispettivamente 6,3%.
Gli altri paesi, oltre la Romania, nell’Europa ed Asia Centrale per i quali sussiste il rischio di surriscaldamento economico, sono Azerbaidjan, gli stati baltici, Belarus, Bulgaria, Russia, Slovacchia, Turchia ed Ucraina.
“Il ritmo accelerato di crescita della richiesta in piu’ stati della regione continua a superare l’aumento dell’offerta e, di conseguenza, il deficit di conto corrente nei 13 stati della zona arriva ad oltre il 5% del PIL, e l’inflazione segue un trend ascendente in 12 paesi” indica il rapporto.
Gli analisti internazionali sottolineano che i flussi di capitale, prevalentemente sotto forma di investimenti stranieri diretti, insieme allo sviluppo rapido dei crediti, rappresentano i fattori che determinano l’eccesso di richiesta in piu’ stati, come la Bulgaria, Ungheria, Romania, Serbia, Turchia.
“I paesi con un alto deficit di conto corrente sono i piu’ vulnerabili, specialmente quelli con tassi di cambio tenuti sotto controllo (Ungheria, Lettonia) o quelli che si trovano in consiglio monetario (Bulgaria, Estonia, Lituania), poiche’ la riduzione brusca delle entrate di capitale potrebbe necessitare aggiustamenti importanti” indica il rapporto.
Per la Romania, nel 2006, la Banca Mondiale anticipa un deficit di conto corrente dell’11,4% del prodotto interno lordo, superiore alle stime delle autorita’ romene, e gli analisti internazionali considerano che il deficit continuera’ ad aumentare nei prossimi due anni al 12,9% del PIL, rispettivamente al 13,6% del PIL.
Per l’Europa e l’Asia Centrale si anticipa una crescita economica del 6,4% nel 2006, rispetto al 6% nel 2005. Crescite piu’ consistenti sono previste per l’Azerbaidjan (22,7%), Lettonia (9,8%) ed Armenia (9,5%)
Secondo il rapporto citato, l’economia della Romania si piazzava, nel 2005, al 51-o posto nel mondo, rispetto al 37-o posto occupato nel 1980.

L’economia romena e’ cresciuta del 7,8% nei primi 9 mesi del 2006. Il PIL e’ aumentato di oltre l’8% nel terzo trimestre, grazie all’andamento delle costruzioni e dell’industria
L’Istituto Nazionale di Statistica ha pubblicato i dati sulla crescita economica nei primi 9 mesi del 2006, stimata al 7,8%. L’economia ha “accelerato” di oltre l’8% nel terzo trimestre, l’aumento del Prodotto Interno Lordo nel periodo luglio – settembre e’ stimato all’8,2% – 8,5%, uno dei piu’ alti ritmi di crescita degli ultimi anni.
La crescita economica e’ stata del 6,9% nei primi 3 mesi, del 7,4% nei primi 6 mesi, ed e’ arrivata al 7,8% nei primi 9 mesi del 2006.
Le costruzioni sono state il piu’ dinamico settore dell’economia nell’ultimo anno e mezzo. Il mercato delle costruzioni ha registrato nei primi 9 mesi del 2006 una crescita stimata al 17%, in termini reali. Le costruzioni sono aumentate di oltre il 10% nel terzo trimestre del 2005, quando sono cominciati i lavori di ricostruzione dopo le inondazioni che hanno distrutto infrastrutture (strade, ponti) ed abitazioni.
Nel settore delle costruzioni, la dinamica piu’ sostenuta e’ registrata dalla costruzione di spazi industriali, compresi i lavori di infrastrutture, che hanno registrato nei primi 9 mesi del 2006 una crescita del 22,5% in termini reali. Il 2006 si preannuncia come l’anno migliore dopo il 1989, per le costruzioni, che registreranno una crescita stimata al 15%-16%.
Il PIL ammontava nel 2005 a 79,3 miliardi di euro ed arrivera’ nel 2006 a quasi 95,5 miliardi di euro, nelle condizioni di una crescita economica prevista ufficialmente del 7%.
In altre parole, una crescita economica dell’1% significa nel 2006 circa 2,3 miliardi di euro, e lo 0,1% di crescita porta oltre 230 milioni di euro.
Sempre nei primi 9 mesi del 2006, gli investimenti nell’economia (formazione lorda di capitale fisso) sono aumentati del 14%, il ritmo piu’ sostenuto degli ultimi anni, rispetto al 13% nel 2005 e 10,8% nel 2004. Gli investimenti sono cominciati, negli ultimi 2 anni, a crescere piu’ rapidamente della richiesta di consumo. Nonostante cio’, il consumo rimane uno dei principali motori dell’economia per la parte di richiesta, grazie al suo consistente peso specifico nel PIL, agli aumenti salariali e alla continuazione delle forte crescita del credito non governativo.
Un’altra novita’ del 2006 e’ costituita dal ritorno dell’industria tra i motori dell’economia. La produzione industriale e’ aumentata del 7,2% nei primi 9 mesi, rispetto al 6,7% nel primo semestre e 4,5% nel primo trimestre dell’anno.

Il tasso dell’inflazione a novembre e’ salito all’1,09%
Il tasso dell’inflazione e’ stato, a novembre, dell’1,09% rispetto al mese precedente e del 4,1% rispetto alla fine del 2005, a causa, prevalentemente, del rincaro dei generi alimentari e dell’energia, indicano i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS).
Nel gruppo dei generi alimentati sono stati registrati rincari piu’ consistenti per le uova (+23,5%), legumi e conserve di legumi (+2,8%), frutta fresca (+2,0%), pane e prodotti di panetteria (+1,7%), latte e derivati del latte (+0,9%). Sono, invece, diminuiti i prezzi dello zucchero (-2,1%), agrumi e frutta meridionale (-1,3%).
L’aumento generale dell’1,2% dei prezzi dei generi non alimentari e’ dovuto, principalmente, all’aumento dei prezzi dell’energia termica (+17,5%) e del gas naturale (+5,7%). Nel gruppo dei generi non alimentari si e’ registrata, invece, la diminuzione dei prezzi dei combustibili (-1,3%).
L’evoluzione delle tariffe per i servizi (+0,3%) e’ stata determinata dall’aumento delle tariffe per il trasporto ferroviario (+7,8%), dell’acqua, canalizzazione, nettezza urbana (+2,6%) nonche’ per igiene e cosmesi (+0,5%). Sono, invece, diminuite le tariffe telefoniche (-1,4%) e quelle alberghiere (-0,1%).
La Banca Nazionale della Romania ha stimato per il 2006 un’inflazione di circa il 4,7%.

Le norme Eurostat indicano, invece, un’inflazione di oltre il 7%
Il Presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica, Vergil Voineagu, specifica che, secondo le norme Eurostat armonizzate, l’inflazione in Romania, nei primi 10 mesi del 2006, ammonta al 7,02%. L’ufficiale INS ha spiegato che la differenza e’ determinata dalla metodologia di calcolo: “Esistono elementi che vengono utilizzati nel calcolo degli indici armonizzati, senza pero’ essere presi in considerazione nell’indice calcolato secondo la metodologia attuale”.

Secondo International Herald Tribune, l’evoluzione della moneta nazionale romena nel 2006 e’ stata spettacolare
Il Leu romeno risulta leader delle valute a livello mondiale dopo aver registrato nel 2006 il piu’ alto livello di apprezzamento rispetto al dollaro, indica un’analisi pubblicata da International Herald Tribune.
Anche le previsioni per la moneta romena sono molto buone, poiche’ l’adesione all’UE rinforzera’ la sua posizione, attraverso il flusso di investimenti stranieri prevedibile, nota IHT.
Nel 2006, il leu si e’ apprezzato del 20% nei confronti del dollaro, il piu’ alto livello negli ultimi 6 anni, grazie anche ai pagamenti nelle casse dello stato, da parte di Erste Bank, del prezzo pagato per la privatizzazione della BCR.
La Romania stima che le entrate di capitale straniero nel 2006 arriveranno al livello record di 8 miliardi di euro rispetto ai 5,2 miliardi nel 2005.
Gli investimenti stranieri diretti sono ammontati a 4,9 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2007, rispetto ai 3,7 miliardi nel periodo simile del 2005.
Il Leu ha registrato la piu’ alta quota degli ultimi 6 anni dopo la ratifica da parte della Germania del trattato di adesione della Romania all’UE.
L’articolo pubblicato da IHT sottolinea, inoltre, che la Romania ha rinunciato alla vendita di titoli di stato diventata inutile in seguito all’aumento dei redditi al bilancio dello stato.

Commento del Sole24Ore dell’11 dicembre 2006: “Miracolo” economico a Bucarest. Per la moneta romena è boom”
“Il Leu guida la ripresa economica della Romania: a poco meno di un mese dall’ingresso di Bucarest nell’Unione Europea, il paese balcanico continua a mandare segnali positivi di crescita, tanto che il Leu, la moneta nazionale, è diventata la valuta con la migliore performance mondiale nel 2006. Nell’anno corrente ha guadagnato il 20% sul dollaro, grazie anche a investimenti stranieri sempre più consistenti, arrivati oggi a 8 miliardi di euro contro i 5,2 del 2005. Ma gli economisti si attendono un vero e proprio boom di capitali stranieri nel Paese a partire dal 2007, quando l’adesione all’UE diventerà operativa. Il dato è confermato dalle cifre fornite dal ministero dell’Economia romeno: nel 2007 gli investimenti dall’estero dovrebbero crescere di circa 10 miliardi di euro, mentre il PIL continuerà ad aumentare ai ritmi attuali (+7,8%). L’insieme di questi fattori dovrebbe continuare a favorire l’apprezzamento del Leu, che secondo alcune previsioni, potrebbe guadagnare un altro 4% nel corso del prossimo anno sulla valuta americana. Alcune importanti imprese europee non hanno però atteso l’anno nuovo per investire in Romania: la Erste Bank, la seconda banca austriaca, ha acquistato in ottobre la Banca Comerciala Romana per la cifra record di 3,75 miliardi di euro, e ha dichiarato di aspettarsi una crescita del 50% dei prestiti al minuto nei prossimi tre anni. Anche la francese Renault ha già deciso di aumentare i propri investimenti di 100 milioni di euro, mentre tra le multinazionali più attive nel paese balcanico ci sono l’americana General Electric e la compagnia petrolifera austriaca OMV AG. Anche le imprese italiane si sono però date da fare: pochi giorni fa Alenia Aeronautica, una controllata di Finmeccanica, ha chiuso un accordo dal valore di 220 milioni di euro con il ministero della Difesa di Bucarest per la fornitura di sette velivoli C-27J. Nonostante gli investimenti e i segnali positivi, l’economia romena si trova però ancora a che fare con importanti problemi strutturali: la Romania ha infatti il deficit più consistente tra i Paesi dell’area (10% del PIL nel 2006), fattore che potrebbe scoraggiare alcuni investitori. L’inflazione nel Paese dovrebbe raggiungere quest’anno il 4,5% e molti analisti temono che con l’ingresso nell’UE la situazione sia destinata a peggiorare. Timori non certo infondati dal momento che il ministro del Lavoro, Gheorghe Barbu, ha promesso per l’anno nuovo aumenti del 18% delle pensioni e considerato che le autorità hanno previsto che nello stesso lasso temporale lo stipendio medio a disposizione dei romeni aumenterà del 12 per cento (362 euro circa)”.

Il nuovo ministro dell’economia e commercio e’ Varujan Vosganian
Il Parlamento ha approvato la nomina di Varujan Vosganian nell’incarico di ministro dell’Economia e Commercio con 289 voti a favore e 66 voti contrari.
Si e’ trattato, anche, di un voto di fiducia concesso all’attuale Gabinetto Tariceanu, diventato di minoranza dopo il ritiro dei conservatori dal governo. Si stima che il Premier abbia rischiato, nominando Vosganian, la cui candidatura a commissario europeo ha dovuto essere ritirata alcune settimane fa’.

L’esecutivo trasforma il Ministero dell’Integrazione in Dipartimento per Affari Europei
Il Premier Tariceanu ha annunciato che dopo il 1 gennaio 2007, un nuovo dipartimento prelevera’ le attribuzioni dell’attuale Ministero dell’Integrazione Europea. Sara’ denominato Dipartimento per Affari Europei (DAE) e sara’ subordinato direttamente al premier.
Il ministero dell’Integrazione verra’ ristrutturato e si concentrera’ sullo sviluppo regionale, guidato sempre dall’attuale ministro Anca Boagiu.

Il Governo ha adottato l’Ordinanza Governativa sull’Ufficio delle Partecipazioni statali e Privatizzazione nell’Industria (OPSPI) trasferendo all’AVAS soltanto 41 di societa’ industriali da privatizzare delle 60 inizialmente previste
L’esecutivo ha adottato l’ultima variante dell’Ordinanza Governativa di Urgenza sulla riorganizzazione dell’AVAS con assorbimento dell’OPSPI, che riduce da 60 a 41 il numero di societa’ trasferite all’AVAS. La prima variante di OUG conteneva una lista di 60 compagnie che avrebbero dovuto passare all’AVAS. L’ultima variante lascia le compagnie “energetiche” nel subordine del Ministero dell’Economia e Commercio (MEC). Con l’entrata in vigore dell’OUG, L’AVAS preleva tutte le attivita’ collegate all’esercizio della qualita’ di azionista dello stato nelle societa’ e compagnie nazionali che vengono trasferite dal portafoglio del Ministero dell’Economia e Commercio. Alcune misure di monitoraggio di determinate compagnie privatizzate non saranno applicate ai contratti firmati dall’OPSPI prima del prelievo.
Secondo l’esecutivo, l’adozione urgente di tale norma e’ determinata dalla necessita’ di una legislazione unitaria per le privatizzazioni future, poiche’ la Commissione Europea prelevera’ dal 1 gennaio 2007, il monitoraggio di tutte le attivita’, in Romania, collegate alla concorrenza ed autorizzera’ e controllera’ gli aiuti di stato concessi nel processo di privatizzazione. Con l’entrata in vigore dell’OUG, l’AVAS prelevera’ tutte le attivita’ collegate all’esercizio della qualita’ di azionista dello stato nelle societa’ e compagnie nazionali trasferite dal portafoglio MEC.
Tra le societa’ rimaste nel portafoglio MEC si annoverano Romgaz (lo stato detiene il 100% delle azioni), Transgaz (sistema nazionale di trasporto del gas naturale), Termoelectrica (situazione simile alla Romgaz), Hidroelectrica, Nuclearelectrica e Transelectrica Bucuresti.

Gli operatori economici imparano come accedere ai Fondi Strutturali concessi alla Romania
I ministeri e le agenzie statali (come l’Agenzia Nazionale per le Piccole e Medie imprese) hanno gia’ pubblicato sui propri siti internet, programmi operazionali settoriali o, secondo i casi, programmi operazionali regionali, denominati genericamente “Programma complemento”. Ogni programma comprende i criteri di eleggibilita’ per ogni settore maggiore nel quadro del quale possono essere elaborati progetti finanziabili dai fondi strutturali.
Inoltre, presso ogni ministero funziona un’”Autorita’ di management”, subordinata all’Autorita’ di Management per il Quadro di Appoggio Comunitario (AMCSC), del Ministero delle Finanze, coordinatore nazionale per l’assistenza finanziaria a fondo perduto.
L’AMCSC ha attribuzioni e responsabilita’ nella preparazione del meccanismo di accesso ai Fondi Strutturali dell’UE dopo l’adesione. L”Autorita’ di management” del ministero stabilisce le richieste specifiche nel momento in cui lancia “richieste di progetti” per l’ottenimento dei finanziamenti dai fondi strutturali.
In concomitanza, e’ stata pubblicata anche la “Guida ai richiedenti”, uno strumento per le richieste di offerte di progetti finanziati dai fondi strutturali.
Beneficiario eleggibile
Il potenziale beneficiario dei fondi strutturali diventa eleggibile se adempie ai criteri di eleggibilita’ stabiliti nel “Programma complemento”, se rispetta le esigenze specifiche stabilite dall’”Autorita’ di management” al momento del lancio della “richiesta di progetti”, nonche’ quelle specificate nella “Guida del richiedente”, se e’ registrato in Romania in una forma di organizzazione conforme alla legislazione romena.
Per essere eleggibile, un progetto deve:

  • Essere sviluppato ed implementato sul territorio della Romania.
  • Ritrovarsi nella lista delle operazioni eleggibili presentate nel “Programma complemento” per ogni settore maggiore di intervento.
  • Essere dedicato ad una zona o a un gruppo-target (se e’ il caso), cosi’ come indicato nel “Programma complemento” o nella “Guida del richiedente”.
  • Avere durata e valore del finanziamento richiesto che rientrino nei limiti stabiliti nella “richiesta di progetti”.
  • Rispettare le politiche e norme comunitarie e nazionali per quanto riguarda gli aiuti di stato, gli acquisti pubblici, l’uguaglianza di chances e lo sviluppo durevole.
    Ottenimento del finanziamento
    Esiste un modello unico di richiesta di finanziamento per i 3 strumenti strutturali, con allegati differenziati per ogni fondo di finanziamento separatamente.
    I passi da seguire sono:
    1: il beneficiario eleggibile completa la richiesta di finanziamento e gli allegati richiesti dall’”Autorita’ di management”.
    2: invia la richiesta di finanziamento all’Organo intermediario/”Autorita’ di management”.
    3: verifica della conformita’ amministrativa della richiesta di finanziamento secondo le procedure interne di ogni “Autorita’ di management”.
    4: verifica dell’eleggibilita’ del progetto. I criteri di eleggibilita’ dei progetti sono presentati nel “Programma Complemento” e devono essere approvati dal “Comitato di monitoraggio”.
    5: valutazione tecnica e finanziaria del progetto.
    6: selezione del progetto conformemente ai criteri approvati dal “Comitato di monitoraggio”.
    7: approvazione del progetto e firma del contratto di finanziamento.
    Cofinanziamento
    Dal costo totale del progetto, il beneficiario deve sostenere le spese non eleggibili nonche’ il cofinanziamento.
    Cofinanziamento viene considerato anche il contributo in natura del beneficiario, cosi’ come indicato nel “Manuale sull’eleggibilita’ delle spese” e nella “Guida del richiedente”. Inoltre, le spese eleggibili per ogni progetto, separatamente, verranno stabilite dalle “Autorita’ di management” conformemente alle regole nazionali di eleggibilita’. Quindi, al momento del lancio di una “richiesta di progetti”, l’Autorita’ di management rendera’ pubblica anche la lista delle spese eleggibili per i rispettivi progetti.

Nuove dichiarazioni statistiche per i rapporti commerciali con l’UE
Le aziende romene che realizzano operazioni di commercio estero con i paesi UE, oltre determinati valori, presenteranno dopo il 1 gennaio 2007 dichiarazioni statistiche semplificate, tipo Intrastat, spiega Cristian Stănică, vicepresidente dell’Istituto Nazionale di Statistica.
Presenteranno tale dichiarazione le societa’ che importano beni e servizi per oltre 300.000 lei (circa 85.000 euro), e quelle che esportano per oltre 900.000 lei (250.000 euro).
“Il numero di operatori economici che dovranno dichiarare dati Intrastat a partire da gennaio 2007 e’ di circa 15.000, da un totale di 49.500. Questi coprono il 97,5% del commercio con i paesi UE” ha sottolineato Stănică.
La dichiarazione deve essere inoltrata in non piu’ di 15 giorni dalla fine del mese di riferimento. L’inoltro avviene in forma elettronica via internet, ed e’ esclusa la presentazione in forma di CD o dischetto.

Gli Uffici Doganali delle frontiere con Ungheria e Bulgaria vengono chiusi
14 uffici doganali della frontiera con l’Ungheria (Petea, Urziceni, Carei, Valea lui Mihai, Sacuieni, Episcopia Bihorului, Bors, Salonta, Salonta CFR, Varsand, Curtici, Nadlac, Turnu e Cenad) e 5 della frontiera con la Bulgaria (Oltenita, Calarasi, Ostrov, Negru Voda si Vama Veche) vengono chiusi dal 1 gennaio 2007, per adeguamento alle norme e pratiche comunitarie nel campo doganale, per eliminare il controllo doganale alle frontiere romene con l’Ungheria e Bulgaria.

L’ammontare totale dei depositi bancari romeni ha superato le riserve della banca centrale (BNR)
Attualmente, i romeni, persone fisiche e giuridiche insieme, possiedono depositi bancari di 24 miliardi di euro, valore superiore alla riserva della stessa Banca Nazionale della Romania.
I deposti della popolazione rappresentano quasi la meta’ del totale ed aumentano in maniera accelerata.
I depositi bancari delle aziende, invece, hanno rallentato lentamente il ritmo di crescita.
I depositi bancari delle persone fisiche sono arrivati a 11 miliardi di euro. Un aumento del 26% rispetto al 2005, che ha portato il peso specifico dei depositi delle persone fisiche al 46% del totale.
Le compagnie detengono il 54% dei depositi bancari totali e si e’ registrato un aumento di soli 19% nello stesso periodo. Alla fine di ottobre 2006, i depositi bancari delle compagnie in Romania ammontavano a 13,24 miliardi di euro, di cui quasi il 70% erano depositi costituiti in moneta nazionale.

Il patrimonio medio pro capite, in Romania e’ di 15.000 dollari
I romeni vantano un patrimonio medio pro capite di 14.827 dollari (capitale finanziario, immobili ed altre proprieta’), risulta da uno studio elaborato dall’istituto WIDER (World Institute for Development Economic Research) dell’ONU.
Rispetto agli abitanti di Hong Kong, che risultano i piu’ ricchi al mondo, i romeni hanno un patrimonio 14 volte inferiore.
Lo studio “La distribuzione mondiale dei patrimoni personali” ha incluso la Romania nella categoria inferiore dei paesi, per il patrimonio medio, insieme alla Colombia, Cuba, o Macedonia, dove il patrimonio medio e’ di 4.821 dollari pro capite.
Lo studio e’ la prima ricerca del genere che comprende tutti gli stati e tutte le componenti dei patrimoni individuali, compresi gli attivi personali, i debiti e le proprieta’.
Secondo il documento, gli abitanti di Hong Kong hanno un patrimonio medio che supera 202.000 dollari, seguiti dai cittadini di Lussemburgo con 182.567 dollari, dagli svizzeri con 145.000 dollari e gli americani con 143.727 dollari.

Una radiografie dell’agricoltura romena indica che la Politica Agricola Comunitaria sara’ difficilmente applicabile in Romania
La prima Inchiesta Strutturale nell’Agricoltura realizzata dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS) tenta di scoprire con quale “dote” si avvicina la Romania all’agricoltura europea e quali sono le esigenze alle quali gli agricoltori romeni dovranno adeguarsi su un mercato concorrenziale estremamente dinamico e severo. Non e’ un tentativo di fornire risposte ma una semplice radiografia.
Il numero delle unita’ agricole diminuisce
Nella Romania del 2005, indica l’inchiesta, esistevano 4.256.152 unita’ agricole, in diminuzione del 5,1% rispetto al 2002, quando erano 4.484.893.
Le unita’ agricole individuali, 4.237.889, hanno registrato una diminuzione del 5,0% rispetto al 2002, e le unita’ con statuto di persone giuridiche, con attivita’ agricola, una diminuzione del 19,4%, da 22.672 nel 2002, a 18.263 nel 2005.
La superficie agricola utilizzata mediamente da un’unita’ agricola individuale, e’ aumentata nel 2005 rispetto al 2002, a 2,15 ettari da 1,73 ettari.
Nel contempo, la superficie agricola utilizzata mediamente dalle unita’ aventi personalita’ giuridica e’ diminuita di oltre 10 ettari, da 274,4 ettari a 263,1 ettari. Tale diminuzione e’ spiegata dalla riduzione di attivita’ e addirittura smantellamento delle unita’ agricole con personalita’ giuridica, i terreni agricoli essendo prelevati dalle unita’ agricole individuali.
La superficie agricola utilizzata e’ stata quasi uguale nei due anni agricoli di riferimento: 13.907.000 ettari utilizzati nell’anno agricolo 2004 – 2005, rispetto ai 13.931.000 ettari utilizzati nell’anno agricolo 2001 – 2002.
Da sottolineare che dalla superficie agricola utilizzata nell’anno agricolo 2004-2005, il 65,5% e’ spettato alle unita’ agricole individuali, in aumento di oltre il 10% rispetto all’anno agricolo 2001-2002 (55,3%).
Anche se il numero di unita’ agricole individuali di piccole dimensioni, che hanno utilizzato una superficie agricola di fino a 2 ettari, e’ diminuito rispetto al 2002 di circa 344.000 unita’ (11,2%), queste continuano a rappresentate il maggior peso specifico (circa il 66%). La superficie agricola utilizzata mediamente da un’unita’ agricola di piccole dimensioni e’ aumentata da 0,66 ha a 0,71 ha.
Quasi il 40% degli agricoltori romeni ha oltre 65 anni, mentre meno del 9% e’ in eta’ inferiore ai 35 anni.
Sempre piu’ terreni in affitto
Dal punto di vista della forma di possesso delle superfici agricole utilizzate, nell’anno agricolo 2004 – 2005, il 74,5% erano di proprieta’ delle unita’ agricole utilizzatrici ed il 14,0% era preso in affitto, rispetto all’anno agricolo 2001 – 2002, quando il 63,9% era di proprieta’ delle unita’ agricole utilizzatrici e soltanto il 5,4% era in affitto. Il resto erano superfici utilizzate in concessione, oppure prese a titolo gratuito o in altre forme.
Per categorie di unita’ agricole, nell’anno agricolo 2004 – 2005, le aree di proprieta’ delle unita’ agricole individuali rappresentavano l’86,3% dell’area totale utilizzata da queste, mentre nel caso delle unita’ agricole con personalita’ giuridica il 52,3% delle aree utilizzate era di loro proprieta’.
Nell’anno agricolo 2004 – 2005, le unita’ agricole individuali hanno utilizzato 152.000 trattori, 63.000 seminatrici con trazione meccanica, 21.000 mietitrebbiatrici per la raccolta dei cereali e foraggi, in aumento rispetto all’anno agricolo 2001 – 2002, del 4,0% per i trattori, del 26,0% per le seminatrici e del 30,7% per le mietitrebbiatrici.
Il numero delle unita’ agricole pro trattore e’ diminuito da 31 a 28, pro seminatrice da 90 a 68 e pro mietitrebbiatrice da 281 a 204.
Pero’, tale evoluzione positiva non ha determinato la diminuzione dell’area media pro trattore, poiche’ la superficie di terreno arabile e’ aumentata di 848.000 ettari rispetto al 2002. Quindi, la superficie arabile media pro trattore e’ salita da 37,3 ettari nel 2002 a 41,5 ettari nel 2005.
Punta qualcuno sugli ovini?
Alla fine del 2005, nell’insieme delle unita’ agricole erano registrati 2.766.000 bovini, 4.936.00 suini, 8.385.000 ovini e caprini, 81.701.000 volatili da cortile, 949.000 sciami di api.
Nel 2005, in ogni 100 unita’ agricole esistevano mediamente, 65 bovini, 116 suini, 197 ovini e caprini e 1.920 volatili da cortile, e per ogni 100 ettari di terreno si registravano mediamente, 21 bovini, 63 ovini e caprini (riportati alla superficie di terreno arabile e dei pascoli naturali) e 56 porcine (riportati al solo terreno arabile).
Nel 2005, il volume di lavoro effettuato dai membri della famiglia dell’agricoltore nelle unita’ agricole individuali, espresso in unita’ di lavoro annuale (AWU), e’ stato di 2.353.000, del 5% inferiore a quello registrato in occasione del Censimento Generale Agricolo 2002.
L’Inchiesta Strutturale nell’Agricoltura – 2005 e’ una ricerca statistica selettiva, fondata su un campione rappresentativo, composto da circa 361.000 unita’ agricole, cioe’ l’8% del numero totale di unita’ agricole registrate in occasione del Censimento Generale Agricolo 2002.
Poche unita’ agricole corrispondenti agli standard UE
Delle 4.256.152 unita’ agricole della Romania, soltanto 1.246.159 raggiungono la soglia di unita’economica di dimensioni europee (ESU), che rappresenta l’equivalente di 1.200 euro. Ecco il peso specifico ESU in alcuni paesi UE:
• Romania – 29,3%
• Ungheria – 21,7%
• Repubblica Ceca – 62,4%
• Slovenia – 78,9%
• Polonia – 43,7%
Quindi, in Romania solo un’unita’ agricola su quattro adempie, in grandi linee, sotto aspetto dimensionale, agli standard UE. Se a tale fatto si associa anche quello che, per quanto riguarda i prodotti agro alimentari, le importazioni hanno superato di oltre 1 miliardo di euro le esportazioni, diventa ovvio che l’agricoltura romena e’ stata, e sara’, per un altro periodo prevedibile, uno dei piu’ vulnerabili settori economici e – in un piano piu’ largo – della societa’ romena nel suo insieme.
E’ necessario fare la distinzione tra politica agraria e politica agricola. La politica agraria riguarda, specialmente, la proprieta’ fondiaria, e la politica agricola riguarda la produzione, la commercializzazione, i rapporti sul mercato in ultima istanza, poiche’ la produzione deve essere dimensionata ed orientata secondo la legge della richiesta ed offerta.
La ricostituzione della proprieta’ fondiaria, non ha determinato l’aumento dei rendimenti e neppure quello delle dimensioni delle unita’ agricole. Con un ritmo di diminuzione del numero delle unita’ agricole, tra il 2002 ed il 2005, del …5% (da 4.484.893 a 4.256.151), la Romania rischia di arrivare alle dimensioni compatibili agli standard UE tra 30-40 anni. Che tipo di agricoltura moderna si potrebbe sviluppare su una superficie media per unita’ agricola di 2,15 ettari? Poiche’ solo i risultati contano, si puo’ considerare che ne’ la ricostituzione del diritto di proprieta’ (con le numerosissime illegalita’ che l’hanno accompagnata) ne’ le cosiddette misure di incentivazione del concentramento delle unita’ agricole (compreso i vitalizi per gli agricoltori anziani in cambio della cessione dei loro terreni) hanno dato i risultati sperati. La politica agraria non e’ stata “abbinata” sufficientemente alla politica agricola, e’ non e’ risultato il necessario insieme coerente.

L’UE impone restrizioni alle importazioni di generi alimentari dalla Romania e Bulgaria
I produttori di generi alimentari della Romania e Bulgaria, autorizzati ad esportare nell’Unione Europea, non potranno piu’ lavorare, a partire dal 1 gennaio 2007, prodotti di origine animale non conformi agli standard europei, importati da paesi terzi prima dell’adesione, ha deciso la Commissione Europea.
La proposta formulata dalla CE e’ stata approvata dal Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali
Il Comitato aveva approvato, a fine novembre, un’altra misura di transizione per la Romania e Bulgaria, secondo la quale i prodotti di origine animale non conformi alle norme europee, importati da stati terzi prima della data dell’adesione, possono essere commercializzati soltanto sul mercato nazionale.
Entrambe le misure di transizione saranno applicate fino al 31 dicembre 2007.

Nove aziende romene di costruzioni si riuniscono in un consorzio per poter partecipare piu’ consistentemente alle gare pubbliche
Nove aziende romene di costruzioni hanno concluso i negoziati per la costituzione di un consorzio che partecipera’ alle gare pubbliche per grandi progetti di infrastrutture, ha annunciato il presidente ad interim dell’Associazione romena degli Imprenditori Edili (ARACO), Laurentiu Plosceanu. Le nove compagnie sono: Aedificia Carpati, Baduc, Constructii Hidrotehnice Iasi, INSPET, Metroul SA, SCIT Impex, STIZO, TIAB e Tungal Metrou. “Nel quadro di tale cluster, le aziende riuniranno le loro capacita’ tecniche, umane e finanziarie per poter partecipare, a partire dal 2007, alle gare pubbliche che si svolgeranno in Romania” ha spiegato Plosceanu
Inizialmente, nel consorzio doveva entrare anche Hidroconstructia, la piu’ importante compagnia di costruzioni della Romania, che, pero’ ha deciso in seguito di formare un consorzio proprio, per partecipare a progetti per infrastrutture idriche e per l’ambiente.

L’adesione all’UE lascera’ senza posto di lavoro circa 120.000 operai del settore di perfezionamento attivo (lohn)
L’integrazione nell’UE mettera’ in difficolta’ l’attivita’ di perfezionamento attivo in Romania. Nei prossimi 3 anni, a partire da gennaio 2007, un terzo delle compagnie specializzate in tale tipo di attivita’, prevalentemente nella produzione di capi di abbigliamento, chiuderanno o falliranno, generando circa 120.000 disoccupati.
Gli aumenti salariali, anche minimi, dopo il 2007, avra’ effetti disastrosi per numerosi produttori di capi di abibgliamento in perfezionamento attivo ( con componenti importati e manodopera romena). Secondo le stime della compagnia di consulenza Avanz Management Consulting, nel prossimo futuro almeno un terzo delle 1.200 societa’ impegnate in perfezionamento attivo falliranno. „Quando il costo della manodopera aumenta da 100-150 euro ad oltre 200 euro, come e’ successo in tutti i paesi che hanno aderito all’UE, i costi della compagnia triplicano. Per le compagnie di perfezionamento attiv, circa il 70-75% dei costi e’ collegato alla manodopera“ afferma Dietmar Carl Stiel, direttore generale Avanz. Secondo lo stesso, il profitto di una compagnia di perfezionamento attivo varia mediamente tra il 7% ed il 15%. Con un profitto cosi’ contenuto, l’aumento degli stipendi porta inevitabilmente al fallimento.
120.000 disoccupati
lla fine di ottobre 2006, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, nell’industria tessile e dei prodotti tessili lavoravano 356.700 persone, cioe’ il 24% del numero totale di salariati dell’industria di trasformazione. Sempre secondo i dati statistici, questi percepiscono uno stipendio medio netto di 5,4 milioni di lei, tra i piu’ bassi a livello nazionale. Se un terzo delle aziende dovra’ chiudere o fallire, circa 120.000 operai del settore dovranno cercarsi un altro lavoro o diventeranno disoccupati. Per resistere sul mercato, gli imprenditori hanno gia’ cominciato ad „importare“ operai cinesi. La societa’ Sonoma SA Bacau, ha gia’ ottenuto dallo stato romeno 1.000 permessi di lavoro per altrettanto operaie cinesi.

Top della settimana
I migliori siti bancari
TreeWorks ha analizzato i siti delle piu’ importanti 15 banche secondo il giro di affari dichiarato alla Banca centrale peri primi 3 trimestri del 2006. Lo studio ha analizzato la presenza online degli istituti bancari operanti di Romania, cioe’ le modalita’ di utilizzo dell’Internet per la promozione della banca e per la comunicazione con i potenziali oppure attuali clienti.
L’analisi ha seguito 45 criteri, raggruppati in 4 grandi categorie: contenuto, promozione, facilitazioni, utilizzabilita’ ed accessibilita’. Per il contenuto sono stati analizzati l’offerta di prodotti e servizi disponibili sul sito, documenti/moduli, frequenza degli aggiornamenti, eventuali newsletter. La promozione significa aspetto estetico, studio di copertura nelle pubblicazioni specializzate, risultati nella ricerca organica, promozione incrociata. Le facilitazioni analizzate sono state: i servizi di e-banking, mobile-banking, e-commerce, RSS Feed, tutorials informativi, FAQ. Per utilizzabilita’ ed accessibilita’ sono state analizzate la facilita’ di trovare le informazioni sul sito, l’accessibilita’ per le persone con disabilita’, le facilitazioni di navigazione offerte.
Ecco la graduatoria risultata:

Nr. crt Banca Contenuto Promozione Facilitazioni Utilizzabilita’ Punteggio finale

  1. BRD 28.5 23 20 13
    84.5
  2. BancPost 23.5 15 21 20 79.5
  3. BCR 25 13 20 19.5 77.5
  4. OTP Bank 20.5 14 18 23 75.5
  5. Banca Romaneasca 16 21 14 22 73
  6. Finansbank 21.5 18 15 17 71.5
  7. Raiffeisen 21.5 19 18 9 67.5
  8. HVB- Tiriac 19.5 16 18 13 66.5
  9. Alpha Bank 24.5 15 12 14 65.5
  10. Unicredit 13.5 17 19 16 65.5
  11. Banca Transilvania 21 17 12 15 65
  12. ABN Amro 11 15 14 14 54
  13. CEC 17.5 7 9 16 49.5
  14. Volksbank 8.5 7 7 18 40.5
  15. ING Bank 10.5 11 7 7 35.5

Notizia dell’ultima ora
L’ENAC ha invitato le compagnie aeree attive sulle tratte fino ad oggi servite da Club Air ad agevolare i passeggeri con biglietti per le destinazioni non più servite da tale compagnia.
Myair mette a disposizione dei possessori di biglietti Club Air per i voli ITALIA ROMANIA e viceversa un numero limitato di biglietti ad una tariffa speciale di Euro 75,00/ segmento, tasse e supplementi inclusi.
Contatto per ulteriori informazioni: Tel/fax:(+40 21)315.39.21; (+40 21) 313.38.20, e-mail: office@myair.ro ; Web: www.myair.com

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Anamaria Cristine Stancu, consulente in finanziamenti e contributi a fondo perduto, da parte del Gruppo Archimedes, informa:

Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FEDR) – eil fondo strutturale destinato a sostenere le regioni meno sviluppate, attraverso finanziamenti per gli investimenti nel settore produttivo, per linfrastruttura, per listruzione, per la sanita, per lo sviluppo locale e per le piccole medie imprese, cosi come per la conversione economica e sociale delle zone che hanno riscontrato delle difficoltàstrutturali. Misure eleggibili  Investimenti produttivi che permettino di creare o di mantenere posti di lavoro permanenti;  Investimenti nellinfrastruttura, con diversi scopi, in funzione dellobiettivo dellintervento;
 Sviluppi autoctoni: sviluppo locale e delle PMI.

Fondi strutturali: campi dintervento per categorie e sotto categorie Il settore produttivo 15 A sostegno dei grandi investimenti 151 Investimenti in capitale fisico (macchinari ed equipaggiamenti, cofinanziamenti per le sovvenzioni dello stato) 152 Tecnologie non inquinanti ne aggressive, tecnologie pulite ed economiche in campo energetico
153 Servizi di consulenza per gli affari (compresa linternazionalizzazione, lexport e la gestione dei problemi ambientali, lacquisto di tecnologie) 154 Servizi per i fattori interessati / implicati (nella sanita e nella sicurezza, garanti della cura delle persone non autonome)
155 Ingineria della finanza
16 Sostegno sei settori delle PMI e artigianali
161 Investimenti in capitale fisico (macchinari ed equipaggiamenti, cofinanziamenti per le sovvenzioni dello stato)
162 Tecnologie non inquinanti e non aggressive, tecnologie pulite ed economiche in campo energetico
163 Servizi di consulenza per gli affari (informazioni, pianificazione degli affari, export, gestione dei problemi ambientali, acquisto di tecnologie)
164 Servizi per la partecipazione agli affari (spazi destinati allo svolgimento degli affari, “business incubators”, servizi per la simulazione, promozione e creazione delle reti di comunicazione, conferenze, fiere)
165 Ingineria della finanza
166 Servizi a sostegno delleconomia sociale (garanti della cura delle persone non autonome, servizi per la sanita e sicurezza, attivitaculturali) 167 Formazione professionale 17 Turismo 171 Investimenti fisici (centri dinformazione, per gli alloggi, prestazioni servizi, facilita) 172 Investimenti vari, diversi da quelli fisici (sviluppo e offerta di servizi turistici, attivita sportive, culturali e per il tempo libero, tradizione)
173 Servizi destinati al settore turistico (comprese le attivitapromozionali, preparazione di reti di comunicazione/contatti, conferenze, fiere) 174 Formazione professionale 18 Ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione 181 Progetti di ricerca effettuati nelle università e negli istituti di ricerca
182 Trasferimenti d’innovazioni e tecnologie, creazione di reti di comunicazione/contatti e parteneriato tra compagnie e/o istituti di ricerca
183 Infrastruttura per la ricerca, lo sviluppo tecnologico e linnovazione Linfrastruttura di Base
Linfrastruttura di trasporto 311 Le ferrovie 312 Le strade 313 Le autostrade 314 Gli aeroporti 315 I porti 316 I canali navigabili 317 Il trasporto urbano 318 Il trasporto multimodale 319 Sistemi intelligenti di trasporto Infrastruttura per le telecomunicazioni e la società informazionale
320 LInfrastruttura di base 321 Tecnologia dellInformazione e della Comunicazione (comprese le misure di sicurezza e di trasmissione sicura)
322 Servizi e applicazioni per i cittadini (sanita, amministrazione, educazione) 323 Servizi e applicazioni per le PMI (commercio e transazioni elettroniche, istruzione e formazione, creazione di reti di comunicazione/ contatti) Infrastruttura nel settore energetico (produzione, distribuzione) 331 Elletricita, gas naturali, petrolio, carburante solido
332 Fonti rigenerabili d’energia (energia solare, energia eolica, hido-elettricita, biomassa) 34 Infrastruttura dellambiente (compresa lacqua) 341 Area 342 Rumore 343 Rifiuti urbani ed industriali (compresi i rifiuti urbani sanitari e pericolosi) 344 Acqua potabile (raccolta, stoccaggio, trattamento e distribuzione) 345 Canalizzazione e purificazione 35 Pianificazione e riabilitazione 351 Ammodernamento e riabilitazione dei siti industriali e militari 352 Riabilitazione delle zone urbane 353 Protezione, miglioramento e rigenerazione dell’ambiente 354 Conservazione e restauro del patrimonio culturale 36 Infrastruttura sociale e pubblica sanita

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