Newsletter n.48 / 2006

Visita ufficiale in Romania del Ministro della Difesa Parisi
Il Ministro della Difesa, On. Prof. Arturo Parisi ha effettuato, nel periodo 22-23 novembre 2006 una visita ufficiale in Romania. A Bucarest, il Ministro Parisi ha avuto un colloquio con il suo omologo Sorin Frunzăverde, ha incontrato il Presidente ed i membri della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, ha visitato l’Università Nazionale della Difesa e ha reso omaggio ai caduti militari nella prima guerra mondiale .
I colloqui italo-romeni hanno esaminato i principali temi dell’attualità internazionale, con particolare riferimento all’area balcanica, regione di primario interesse strategico per entrambi i Paesi, ed un approfondimento sullo stato della cooperazione bilaterale fra le rispettive forze armate e le prospettive di collaborazione nell’industria della Difesa.
Circa i Balcani, in particolare, Italia e Romania partecipano alla SEDM (Southeastern Europe Defense Ministerial), iniziativa tendente a favorire l’integrazione nel campo della sicurezza e della difesa tra i Paesi aderenti. In tale quadro è stata costituita la MPFSEE (Multinational Peace Force South Eastern Europe), che recentemente è stata impegnata in ISAF in Afghanistan. Sempre in ambito SEDM, sono state realizzate iniziative riguardanti la protezione ambientale, i disastri naturali, la sanità militare, la contro-proliferazione di armi di distruzione di massa, la cooperazione nel settore dell’industria per la difesa. Le Forze Armate di Italia e Romania, collaborano, inoltre, nel quadro di un Accordo di cooperazione siglato nel 1997, nei settori della formazione e dell’addestramento, mentre un contingente romeno e’ impegnato in Kosovo nella task force italiana di KFOR.

Si e’ concluso il processo di ratifica dell’allargamento dell’Unione Europea alla Romania e Bulgaria
Il processo di ratifica dell’adesione all’UE, dal 1 gennaio 2007, della Bulgaria e Romania ha completato il suo iter istituzionale. Con il voto del Bundesrat, la camera alta tedesca, i parlamenti di tutti i 25 stati membri UE e di quelli di Sofia e Bucarest hanno fornito il loro consenso.

In Romania, con i fondi europei possono essere finanziate aziende operanti in 14 campi di attivita’
L’Associazione per Iniziative Civiche ha identificato 14 settori di attivita’ nei quali operano aziende ed organizzazioni in Romania che possono essere eleggibili per accedere ai fondi comunitari. Su iniziativa dell’Associazione e’ stata organizzata, recentemente, a Bucarest, una riunione dei rappresentanti di banche commerciali, organizzazioni di affari e ministeri economici, per analizzare le opportunita’ offerte dai fondi comunitari post adesione, che verranno concessi alla Romania nel periodo 2007-2013. I rappresentanti dei ministeri dell’Integrazione, Economia e Commercio, Finanze hanno preannunciato, per il 2007, delle campagne di informazione “aggressive” sulla possibilita’ di accedere ai fondi europei ed una guida pratica in materia, nel primo semestre del 2007 (anche perche’, materialmente, i fondi saranno disponibili soltanto dopo la prima meta’ del 2007).
Capacita’ di assorbimento ridotta dei nuovi stati membri UE
Dai dati presentati dall’Associazione per Iniziative Civiche risulta che nei paesi che hanno aderito all’UE nel 2004, la capacita’ di assorbimento dei fondi comunitari non ha superato il 30%. La Polonia ha assorbito soltanto il 26% dei fondi concessi, l’Ungheria il 28%, la Rep. Ceca il 23,7% e la Slovacchia il 28,2%.
L’ammontare totale destinato alla Romania dai fondi comunitari post adesione, per il periodo 2007-2013, e’ di 17,2 miliardi di euro.
I settori finanziabili da fonti comunitarie sono:
• Ricerca e sviluppo tecnologico;
• Informatizzazione e sviluppo della societa’;
• Agricoltura;
• Trasporti;
• Energia;
• Turismo;
• Cultura;
• Rigenerazione urbana e rurale;
• Appoggio alle compagnie ed agli imprenditori;
• Accesso a posti di lavoro stabili;
• Inclusione sociale per le persone sfavorite;
• Sviluppo del capitale umano;
• Investimenti nelle infrastrutture sociali;
• Promozione dello sviluppo di partenariati.
Le priorita’ nei programmi di crediti, nel periodo 2007-2013, saranno:
• La convergenza – per incentivare la crescita economica e l’occupazione della forza di lavoro nelle regioni meno sviluppate;
• La competitivita’ – con una componente regionale ed un’altra nazionale. Lo stato puo’ decidere quali tra le 8 euroregioni beneficera’ dei finanziamenti;
• La cooperazione.

L’agricoltura romena dovrebbe assorbire mezzo miliardo di euro nel 2007
Gli agricoltori romeni dovrebbero utilizzare nel 2007 quasi mezzo miliardo di euro, attraverso l’implementazione dei progetti SAPARD, altrimenti i fondi saranno persi. Fino al momento attuale, il programma SAPARD ha assorbito circa 700 milioni di euro, fondi distribuiti attraverso l’Agenzia dei Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e la Pesca (APDRP).
I pagamenti totali effettuati fino al momento attuale dall’APDRP ammontano a 688,83 milioni di euro, utilizzati per progetti di cofinanziamento attraverso il programma SAPARD, dichiara Lazslo Klarik, direttore generale dell’APDRP.
Il programma SAPARD e’ stato lanciato nel 2000, pero’ i primi progetti con richieste di finanziamenti sono stati presentati soltanto 2 anni piu’ tardi, nel 2002. In tali condizioni, dai fondi concessi per l’intervallo 2001-2002, e per il 20% di quelli attinenti al 2003, sono stati effettuati pagamenti per quasi 700 milioni de euro.
Pagamenti dal bilancio dello stato
Laszlo Klarik stima che, fino alla fine del 2006, l’APDRP effettuera’ ulteriori pagamenti che rappresenteranno il 20% dei fondi attinenti al 2003. Il valore dei fondi che verranno assorbiti nel 2007 ammontera’ a 300-350 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno circa 100 milioni di euro, pagamenti per i progetti finanziati attraverso il “SAPARD romeno”, secondo Laszlo Klarick.
Se questi fondi non verranno utilizzati in conformita’ con gli accordi firmati con l’Unione Europea, la Romania perdera’ i fondi destinati ai progetti SAPARD, ed i pagamenti dovranno essere effettuati dal bilancio dello stato. Quindi, nel 2007, l’APDRP dovra’ distribuire le somme rimanenti dal bilancio concesso al programma SAPARD nel 2003, nonche’ la somma integrale concessa per il 2004, cioe’ 211,57 milioni di euro. Inizialmente, l’accordo annuale di finanziamento AFA (Anual Financing Agreement) prevedeva che le somme attinenti al 2003 siano spese integralmente nel corrente anno, pero’ l’Unione Europea ha accettato la proroga della scadenza fino alla fine del prossimo anno. Inoltre, nel 2008, l’APDRP deve utilizzare integralmente la somma di 1,5 miliardi di euro, fondi rimanenti da tutti gli anni nei quali si e’ svolto il programma, di cui 216,31 milioni di euro per il 2005 e 256,5 milioni di euro per il 2006. Altrimenti i fondi sono persi.
L’ultima occasione Sapard
Gli agricoltori che hanno “perso il treno del SAPARD romeno” potranno presentare richieste di cofinanziamento a partire da marzo 2007, per progetti
riguardanti 27 misure, di cui 5 rappresenteranno la continuazione delle misure piu’ richieste dei precedenti programmi. Pero’, le procedure, la negoziazione e la determinazione della metodologia dureranno altri 6 mesi, e quindi soltanto a meta’ 2007 potra’ essere approvato il Piano Nazionale di Sviluppo Rurale, attraverso il quale si realizzera’ il programma di cofinanziamento attraverso il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEADR), che ammonta a 500 milioni di euro.
Decentramento
Per poter gestire in maniera efficace tutti i fondi destinati allo sviluppo dell’agricoltura, il ministero dell’Agricoltura (MAPDR) ha iniziato il decentramento degli enti subordinati, compresa l’APDRP, dichiara il segretario di stato Dinu Apetrei, in modo che le filiali locali possano accogliere, valutare ed addirittura contrattare progetti, fino ad un determinato valore. Il decentramento sara’ ultimato in 6-7 mesi.

Finanziamenti a fondo perduto per i gruppi di produttori agricoli
Nel quadro del Programma SAPARD esiste una componente speciale attraverso la quale vengono sostenute finanziariamente, a fondo perduto, per il 100%, le iniziative di costituzione di gruppi di produttori operanti nell’agricoltura, campo forestale o piscicoltura.
Nella categoria dei beneficiari eleggibili rientrano le seguenti persone giuridiche, costituite in base alla Legge nr.277/2004: gruppi di produttori agricoli, legalmente costituiti e riconosciuti dal Ministero dell’Agricoltura dopo il 1 gennaio 2004; gruppi di produttori forestali e gruppi di produttori ittici – nelle stesse condizioni di legalita’ e di riconoscimento.
Il sostegno offerto a questi gruppi verra’ concesso per spese di costituzione e funzionamento dei gruppi di produttori, proporzionalmente al valore della produzione annua commercializzata.
Le condizioni di finanziamento riguardano, in primo luogo, l’adempimento ai criteri di riconoscimento dei gruppi da parte del Ministero dell’Agricoltura: costituzione in base alla libera iniziativa dei produttori interessati in un’attivita’ commerciale comune; personalita’ giuridica e statuto proprio, adottato in unanimita’ dai membri del gruppo; adeguamento della produzione e del output dei membri del gruppo alle esigenze di quantita’, qualita’, presentazione e prezzo del mercato, in base a delle regole comuni di informazione sulla produzione, livello degli stock ed evoluzione del mercato; rispetto delle regole comuni per la realizzazione della produzione, con riferimento alle pratiche di ottenimento di questa, attraverso le quali assicurare, oltre al dovuto livello di qualita’, anche la protezione dell’ambiente; rispetto delle regole comuni di marketing e di gestione interna della produzione destinata alla commercializzazione da parte del gruppo di produttori.
Il numero di produttori agricoli privati, persone fisiche e/o giuridiche, comprese in un gruppo di produttori deve essere di almeno 30 membri per i prodotti agricoli e forestali e di almeno 7 membri per i prodotti ittici. Inoltre, i gruppi beneficiari devono realizzare un giro di affari annuo di almeno 150.000 euro oppure detenere, in proprieta’ o in amministrazione privata dei membri del gruppo una base di produzione o, secondo i casi, realizzare una produzione merci annuale uguale almeno al livello degli standard SAPARD.
Un gruppo di produttori e’ eleggibile per la concessione dell’aiuto se e’ in grado di presentare un programma di commercializzazione comune dei prodotti per un periodo di 5 anni, fondamentato da un piano di produzione dei membri. Il responsabile del gruppo di produttori deve avere una formazione professionale specializzata, dimostrata da una laurea o un diploma.
L’aiuto finanziario viene concesso in funzione dei costi di costituzione e di funzionamento del gruppo. Il valore totale dell’appoggio verra’ determinato, annualmente, per ogni gruppo di produttori in base alla produzione annua commercializzata.
Le richieste di finanziamento vengono accolte in sessioni mensili, tra il primo e l’ultimo giorno lavorativo del mese.

Finanziamenti a fondo perduto di 17,4 milioni di dollari per la protezione dell’ambiente
Il Fondo Globale di Ambiente (GEF) concedera’ alla Romania nei prossimi 4 anni finanziamenti a fondo perduto di 17,4 milioni di dollari, destinati ai progetti nel campo della conservazione della biodiversita’ e della riduzione degli effetti delle modifiche del clima, ha annunciato Sulfina Barbu, ministro dell’Ambiente e Gestione delle Acque, in occasione della conferenza „Risorse per l’ambiente e le comunita’”.
Secondo il ministro, 3,5 milioni di dollari verranno utilizzati per progetti mirati alla conservazione della biodiversita’ e 13,9 milioni di dollari per ridurre gli effetti dei cambiamenti climatici.
La strategia del Fondo Globale di Ambiente si concentrera’ sulle misure riguardanti l’adozione delle tecnologie fondate sui principi dell’efficacia energetica e sulla riduzione dei costi dell’applicazione di determinate tecnologie non inquinanti.

Fondi UE di 336 milioni di euro per progetti IT&C fino nel 2013
La Romania potra’ accedere, fino alla fine del 2013, a fondi europei di 336 milioni di euro per il finanziamento dei progetti IT&C, dichiara il ministro delle comunicazioni e tecnologia dell’informazione, Zsolt Nagy. “I fondi per il finanziamento dei progetti in questo campo esistono, pero’ riscontriamo difficolta’ per quanto riguarda le mentalita’. La Romania non “ricevera’” fondi, ma dovra’ accederci ed assorbirli, quindi deve elaborare progetti validi per dimostrare l’utilizzo dei fondi” sottolinea Nagy ed aggiunge che il Ministero delle Comunicazioni e della Tecnologia dell’Informazione ha stabilito 3 settori prioritari per la concessione dei fondi. Quasi il 30% dei fondi concessi finanzieranno progetti del settore delle comunicazioni (es. Fornitura di servizi di accesso a Internet nelle zone sfavorite). Per lo sviluppo e l’aumento dell’efficacia dei servizi elettronici, nonche’ per le applicazioni del tipo e-governo, e-learning ed e-health, verra’ concesso circa il 40% dei fondi. Le applicazioni del tipo e-business beneficeranno del 30% del totale concesso dall’Unione Europea.

Il contributo della Romania rappresentera’ lo 0,37% del bilancio UE nel periodo 2007-2013
Il contributo della Romania rappresentera’ lo 0,37% del bilancio dell’Unione Europea di 864 miliardi di euro per il periodo 2007-2013, ha sottolineato il vice capo della Delegazione della Commissione Europea a Bucarest, Onno Simons.
I contributi maggiori al bilancio sono quelli della Germania (20%), Francia (20%), Gran Bretagna (15%), Italia (13%), mentre la Bulgaria contribuira’ con lo 0,14%, Polonia con l’1,3%, l’Ungheria con lo 0,55% e la Rep.Ceca con lo 0,51% ha dichiarato l’ufficiale europeo in occasione di una conferenza sul finanziamento dello sviluppo regionale.
Onno Simons ha sottolineato che tale bilancio di solidarieta’ per lo sviluppo economico e sociale sara’ utilizzato, principalmente, per la politica agricola e lo sviluppo rurale (45%) e per il fondo sociale, il fondo di sviluppo regionale e fondi di coesione (35%).
Secondo Simons, l’UE ha concesso alla Romania, dal 1998 fino al momento attuale oltre 1 miliardo di euro per le infrastrutture locali e regionali, lo sviluppo delle Piccole e Medie Imprese, delle risorse umane, training e sviluppo dei servizi pubblici.

Il Governo modifichera’ di nuovo il Codice fiscale
Quando tutti speravano che l’odissea del Codice fiscale era conclusa, sembra si debba ricominciare. Ogni giorno, con ogni approfondimento dei programmi necessari per l’integrazione, vengono scoperte altre mancanze nella norma che regolamenta la fiscalita’ in Romania. Appena il parlamento e’ riuscito ad eliminare un’anomalia contenuta nel Codice fiscale (le disposizioni sulla tassazione delle microimprese, pubblicate in una forma diversa da quella votata) che i rappresentanti delle autorita’ si sono accorti che, nella forma attuale, il codice mette in difficolta’ i bilanci locali, non garantendo la disponibilita’ dei finanziamenti per i progetti locali che beneficeranno di fondi comunitari. Quindi la “bibbia fiscale” sara’, probabilmente modificata per quanto riguarda gli esoneri dal pagamento delle tasse locali. Verranno eliminati gli esoneri dal pagamento delle tasse locali per determinati operatori economici o per determinati progetti per aumentare le entrate, dichiara Mircea Toader, segretario di stato nel Ministero dell’Amministrazione ed Interni (MAI).

Rilassamento fiscale per le microimprese: l’imposta sul giro di affari diminuisce, nel 2007, dal 3% al 2%.
Il regime fiscale delle microimprese si rilassera’ nel 2007, poiche’ l’imposta sul giro di affari diminuira’ dal 3% al 2%, secondo la Legge di modifica del Codice Fiscale approvata dal parlamento. Del rilassamento approfitteranno oltre 400.000 societa’, registrate come microimprese.
Piu’ della meta’ di queste hanno un unico dipendente, anche perche’ molti professionisti con redditi piuttosto consistenti, per pagare meno imposte si registrano come persone fisiche autorizzate ed incassano un reddito attraverso la microimpresa costituita, esonerati dal pagamento dei contributi per le assicurazioni sociali e dell’imposta sullo stipendio del 16%.
Sono state gia’ eliminate dall’elenco delle microimprese, le societa’ che, anche se corrispondono a tale categoria per le dimensioni del giro di affari, ottengono da consulenza e management oltre il 50% dei loro redditi, e quindi pagheranno, dal 2008, un imposta sul profitto del 16%. Tale disposizione e’ inserita nelle norme metodologiche di applicazione del Codice Fiscale, ancora in fase di dibattito pubblico.

Fiscalita’ – Le norme UE metteranno in difficolta’ le piccole imprese romene
Le aziende dovranno presentare delle note esplicative insieme ai loro bilanci contabili, a partire dal 1 gennaio 2007, conformemente all’Ordine del ministro delle Finanze Pubbliche n.200/22 novembre 2006. “Non si modifica il contenuto dei bilanci, pero’ vengono aggiunte le note esplicative allegate alle situazioni finanziarie, per avere informazioni trasparenti, conforme alle nuove norme introdotte quest’estate dal Parlamento UE”, ha spiegato Georgeta Petre, direttore generale della Direzione di Regolamentazioni Contabili del Ministero delle Finanze, in occasione del Seminario Nazionale di Fiscalita’ 2006, organizzato dal gruppo Rentrop&Straton, aggiungendo che nelle note esplicative devono essere indicati gli impegni e le garanzie che la rispettiva societa’ vanta nei confronti di altre imprese o persone fisiche.
Microimprese
Un’altra modifica imposta dalla legislazione comunitaria e’ che le situazioni finanziarie delle microimprese (societa’ con giri di affari inferiori ai 50.000 euro) devono, obbligatoriamente, essere elaborate e vistate da un esperta contabile o da una societa’ autorizzata. Al momento attuale, le microimprese possono presentare bilanci sulla responsabilita’ del proprio amministratore. In piu’, per tenere la contabilita’ di una societa’ sara’ necessaria una laurea economica. L’amministratore e’ responsabile per la tenuta della contabilita’ ed il direttore contabile o l’esperta contabile per la correttezza dei bilanci.
Un’ulteriore modifica, applicabile a tutte le societa’, e’ che le situazioni finanziarie annuali non saranno piu’ presentate all’Amministrazione Finanziaria ma al Registro del Commercio.
Tali modifiche entreranno in vigore a partire dal 1 gennaio 2009.

Dopo i primi 9 mesi del 2006, il deficit di conto corrente della Romania e’ arrivato a 6,69 miliardi di euro
Il conto corrente della bilancia dei pagamenti della Romania ha registrato nei primi 9 mesi del 2006 un deficit di 6,69 miliardi di euro, del 46,6% superiore al deficit registrato nel periodo simile del 2005, principalmente a causa dell’aumento del deficit della bilancia commerciale, annuncia la Banca Nazionale della Romania.
Il deficit della bilancia commerciale ha rappresentato nei primi 9 mesi del 2006, 7,4 miliardi di euro, del 53,4% superiore a quello registrato nel periodo simile del 2005, a causa dell’aumento delle importazioni piu’ rapido di quello delle esportazioni.
Bilancia positiva soltanto per i servizi
Soltanto il capitolo servizi ha registrato un saldo positivo di 324 milioni di euro, risultato dei saldi positivi del capitolo Altri servizi, di 514 milioni di euro, e del Turismo, di 6 milioni di euro. Sfortunatamente i servizi di trasporti hanno avuto un saldo negativo, di -196 milioni di euro.
Il debito estero a medio e lungo termine ammontava a fine settembre 2006 a 25,99 miliardi di euro, in aumento del 5,9% rispetto alla fine del 2005.
Secondo la BNR, il deficit di conto corrente di 6,69 miliardi di euro e’ stato coperto per il 72,5% dagli investimenti stranieri diretti che, nel periodo gennaio – settembre, sono ammontati a 4,9 miliardi di euro (rispetto ai 3,7 miliardi di euro del periodo simile del 2005) di cui soltanto il 54,3% erano partecipazioni di capitale e profitti reinvestiti; la parte restante era composta da crediti intra-gruppo, cioe’ prestiti concessi dalle compagnie straniere alle societa’ residenti in Romania, controllate da loro, quindi fondi che possono essere ritirati in ogni momento.
I dati forniti dalla BNR indicano, comunque, che il debito pubblico estero, composto dai prestiti contrattati o garantiti dal Ministero delle Finanze Pubbliche, ha registrato una leggera diminuzione alla fine di settembre 2006 rispetto a settembre 2005, fino a 6,884 miliardi di euro, rispetto 6,939 miliardi di euro. Mentre il debito estero non garantito pubblicamente e’ aumentato di 1,889 miliardi di euro, fino a 14,197 miliardi di euro, rispetto a settembre 2005.
Altrimenti detto, il debito estero a medio e lungo termine e’ aumentato del 5,9% soltanto nei primi 9 mesi del 2006, mentre quello pubblico e pubblicamente garantito ha registrato al 30 settembre 2006 un saldo di 10,853 miliardi di euro e rappresentava in quel momento il 41,8% del debito estero a medio e lungo termine, rispetto al 46% al 31 dicembre 2005. Il debito estero non garantito pubblicamente e’ aumentato consistentemente, del 15,3%, in soli 9 mesi.
Grado di copertura di soli 6 mesi
Un indice significativo utilizzato in tale contesto e’ il grado di copertura da parte della riserva in mesi di importazione, calcolato come rapporto tra la riserva ufficiale della BNR (riserva valutaria piu’ oro), alla fine del periodo, e l’importazione media mensile di beni e servizi nel rispettivo periodo. Il grado di copertura della riserva e’ stato, al 30 settembre 2006, di 6 mesi di importazioni, rispetto a 6,3 mesi di importazioni al 31 dicembre 2005. Lo stesso indice era di 6,1 mesi di importazioni al 30 giugno e di 6,6 mesi al 31 marzo. In questo contesto, si deve specificare che al 31 marzo il saldo del debito a medio e lungo termine era di 24,7 miliardi di euro, mentre il saldo del servizio del debito estero era di soli 1,24 miliardi di euro. Alla fine del primo semestre, il debito a medio e lungo termine era salito a 25,226 miliardi di euro, mentre il servizio del debito estero arrivava a 2,559 miliardi di euro, e alla fine del mese di settembre 2006 quest’ultimo indice saliva a 4,1 miliardi di euro. Praticamente, in soli 3 mesi estivi, luglio-settembre, il deficit tra le esportazioni FOB e le importazioni FOB di merci e’ aumentato di 3 miliardi di euro, salendo a 7,4 miliardi di euro (da 4,385 miliardi di euro al 30 giugno 2006).
Secondo le stime della Commissione Nazionale delle Previsioni, il deficit di conto corrente della Romania arrivera’ nel 2006 a 8,25 miliardi di euro, con un peso specifico nel Prodotto Interno Lordo dell’8,7%, simile a quello del 2005. Per il 2007, la commissione stima un peso specifico del deficit di conto corrente nel PIL dell’8,6%.
Il Fondo Monetario Internazionale stima per il 2006 che il peso specifico del deficit di conto corrente non superera’ il 10,5% del PIL, pero’ per il 2007 prevede una percentuale del 13% del PIL.

Investimenti stranieri diretti di circa 5 miliardi di euro, dopo i primi 9 mesi del 2006
Il valore degli investimenti stranieri diretti e’ aumentato nei primi 9 mesi del 2006 di circa il 30% rispetto al periodo simile del 2005, fino a 4,9 miliardi di euro. Secondo i dati pubblicati dalla Banca Centrale (BNR), nel periodo gennaio-settembre del 2005, gli investimenti stranieri diretti sono ammontati a 3,7 miliardi di euro. I prestiti concessi dalle compagnie straniere alle loro sussidiarie in Romania hanno rappresentato nel periodo gennaio-settembre 2006 circa il 45,7% del totale, mentre il 54,3% e’ stato realizzato sotto forma di partecipazioni al capitale e profitto reinvestito.
Gli investimenti stranieri diretti hanno coperto il 72,5% del deficit di conto corrente, nei primi 9 mesi del 2006, ammontato a 6,7 miliardi di euro, secondo la BNR.
Nel mese di settembre, gli investimenti stranieri diretti sono ammontati a circa 900 milioni di euro, rispetto a 826 milioni di euro nel mese di settembre 2005.
Anteriormente, l’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri avevano previsto per il 2006 investimenti stranieri diretti di 6,2 miliardi di euro (ammontare che non comprende le privatizzazioni della Banca Commerciale Romena BCR e della Cassa di Risparmio CEC). Lo stato romeno ha incassato per la per la BCR 2,2 miliardi di euro. I dati rivisti, della BNR, per il 2005 hanno indicato investimenti stranieri diretti di 5,23 miliardi di euro.

I contratti di privatizzazione del settore energetico resi pubblici sul sito del Ministero dell’Economia e Commercio
Dopo lo scandalo generato dalla privatizzazione della SNP Petrom, il Ministero dell’Economia e Commercio (MEC) ha reso pubblici, sul proprio sito, tutti i contratti di privatizzazione del settore energetico, con l’accordo delle aziende che hanno acquistato pacchetti azionari di maggioranza nel processo di privatizzazione delle societa’ del settore energetico.
Le sei compagnie straniere acquirenti che hanno fornito l’assenso alla pubblicazione dei contratti sono OMV (Austria), E.ON Ruhrgas (Germania), E.ON Energie (Germania), CEZ (Rep.Ceca), Enel e Gaz de France.
Lo stato romeno ha privatizzato negli ultimi 3 anni tre quarti delle compagnie operanti nel campo petrolifero, della distribuzione del gas naturale e dell’energia elettrica.
Sono state prelevate: la SNP Petrom dal gruppo austriaco OMV, Electrica Banat, Electrica Dobrogea ed Electrica Muntenia Sud dal gruppo ENEL, Electrica Oltenia dalla ceca CEZ, Electrica Moldova dal gruppo tedesco E.On Ruhrgas, Distrigaz Sud dalla Gaz de France, e Distrigaz Nord dalla societa’ di gas naturale del gruppo tedesco E.On Ruhrgas.
Ad eccezione di Electrica Muntenia Sud, il cui contratto di privatizzazione e’ in corso di approvazione nel parlamento, nelle altre societa’ gli investitori stranieri stanno gia’ operando. Nel portafoglio dello stato romeno sono rimaste ancora le societa’ Electrica Muntenia Nord, Electrica Transilvania Sud e Nord e Romgaz.

La Banca centrale ha presentato all’esecutivo il programma per l’adozione dell’euro. La Banca Nazionale della Romania ha proposto al governo un piano di convergenza che raccomanda la conclusione della ristrutturazione nell’economia e nell’amministrazione nei prossimi 3-4 anni, periodo in cui verra’ consolidato anche il processo di deflazione, dichiara il governatore BNR, Mugur Isarescu.
Il documento presentato all’esecutivo conferma l’entrata nel meccanismo dei tassi di cambio nel periodo 2010-2012 e l’adesione alla zona euro tra il 2012 ed il 2014. L’esecutivo valutera’ la fattibilita’ del programma. “Il Programma di convergenza sara’ anche il programma economico della Romania nei prossimi 7 anni” sottolinea Isarescu, spiegando che la ristrutturazione significa, oltre all’aggiustamento dei prezzi amministrati, anche la riforma dell’amministrazione pubblica, del sistema delle pensioni e di quello dell’assistenza sociale.
Condizioni per l’adozione dell’euro
Nel Trattato di Maastricht sono stabiliti i criteri che devono adempiere i paesi membri UE per poter adottare l’euro: deficit di bilancio non superiore al 3%, debito pubblico inferiore al 60% del PIL, inflazione e interessi a lungo termine non molto superiori alla media registrata nei piu’ sviluppati 3 stati che utilizzano l’euro. I paesi intenti ad adottare l’euro devono rimanere 2 anni nel meccanismo dei tassi di cambio, nei quali la variazione del tasso di cambio rispetto all’euro deve rimanere in un intervallo di +/-15%.
Dei 15 stati vecchi membri UE, soltanto 3 non hanno adottato la moneta unica. Dei 10 nuovi membri UE, soltanto la Slovenia ha adempiuto i criteri per l’adozione dell’euro e rinuncera’ alla propria moneta nazionale all’inizio del 2007.

I banchieri romeni ammettono che i lcrediti da loro erogati sono piu’ cari di quelli praticati nei paesi UE
I banchieri romeni ammettono che i tassi di interesse per i crediti concessi in Romania sono superiori alla media europea, e credono che la colpa e’ della Banca Nazionale della Romania e dei “costi nascosti.”
“I tassi di interesse e le commissioni sono in Romania molto piu’ alti della media europea. A causa dell’inflazione, ma anche dei costi imposti dalla BNR – le riserve minime obbligatorie – e dei costi interni delle banche. E’ incredibile quanto spende una banca per conservare gli archivi dei crediti” afferma Mihai Bogza, presidente Bancpost ed aggiunge che un’ulteriore causa e’, anche l’insufficiente competitivita’ delle aziende romene.

Istituto specializzato per la soluzione dei reclami dei clienti insoddisfatti dai servizi erogati dalle banche
Attualmente, i clienti insoddisfatti dai rapporti con le banche, si possono rivolgere soltanto all’Autorita’ per la Protezione del Consumatore (ANPC).
Fra un anno, gli stessi clienti insoddisfatti dai servizi erogati dalle banche romene potrebbero rivolgersi ad un istituto destinato a risolvere eventuali conflitti senza ricorso alle istanze giudiziarie. Praticamente, tale organismo potra’ mediare le divergenze riguardanti i servizi e le offerte finanziarie delle banche.
L’Associazione Romena delle Banche (ARB) che ha elaborato un progetto in materia, intende realizzarlo entro giugno 2007. “E’ un ente che da dato buoni risultati in numerosi paesi europei (Grecia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Norvegia ed Irlanda). In Grecia, per esempio, tale organismo, che funziona presso l’Associazione delle Banche, risolve circa 7.000-8.000 conflitti all’anno”, dichiara Radu Gheţea, presidente ARB.

Il 73% degli azionisti del sistema bancario romeno sono stranieri
Il primo vicegovernatore BNR, Florin Georgescu, dichiara che attualmente, gli attivi bancari ammontano a 43 miliardi di euro, in possesso di 37 banche, di cui 6 sono succursali di banche straniere.
Per quanto riguarda gli azionisti delle banche della Romania, il 73% sono stranieri, mentre il 27% e’ capitale autoctono, di cui il 17% privato ed il 10% statale. Nel top dei paesi stranieri presenti sul mercato bancario romeno, leader e’ l’Austria, seguita dalla Grecia, Olanda, Italia e Francia.

Nuove banche straniere interessate alla Romania: 5 importanti banche dal Belgio, Cipro ed Italia entreranno sul mercato bancario romeno dopo l’adesione mentre quelle gia’ presenti estenderanno le proprie reti di sportelli
KBC e Fortis dal Belgio, Millenium dal Portogallo, Bank of Cyprus e la Banca Nazionale del Lavoro dall’Italia sbarcheranno in Romania a partire dal 2007, attraverso acquisti o con progetti greenfield, ha dichiarato il presidente esecutivo della Banca Commerciale Romena, Nicolae Danila, in occasione del recente Forum Bancario Romeno. „Praticamente, dal 2007 entreremo in una competizione internazionalizzata, poiche’ con il passaporto bancario europeo ogni banca UE potra’ entrare sul mercato romeno con una semplice notifica, senza l’obbligo di avere un capitale minimo in dotazione“ afferma il presidente esecutivo della BCR. „L’adesione determinera’ anche fusioni ed acquisti strategici di banche piccole con capitale privato, ma anche lo sviluppo degli istituti finanziari non bancari, che entreranno in nuovi settori come il credito ipotecario ma anche il credito al consumo“ prevede Danila.
Il presidente BCR prevede che dopo il 2007 tutti gli istituti finanziari svilupperanno le proprie reti di sportelli sia nell’ambiente rurale che nelle citta’ con oltre 250.000 abitanti. Attualmente le localita’ con meno di 20.000 abitanti possiedono il 27% della rete bancaria totale (di cui il 70% appartiene alla Cassa di Risparmio CEC) mentre Bucarest detiene il 15% del numero totale di sportelli.
Dopo l’adesione all’UE si stima che le Piccole e Medie imprese e le municipalita’ diventeranno i piu’ importati consumatori di fondi. Inoltre, dopo l’adesione si svilupperanno i settori del factoring e dei finanziamenti immobiliari, ed i fondi di investimenti arriveranno a circa 2 miliardi di euro nel 2010.
Intermediazione finanziaria bassa
L’ufficiale BCR ha sottolineato, inoltre, che il 2007 trova il sistema bancario romeno con un basso grado di intermediazione finanziaria rispetto alla media UE, poiche’ soltanto l’8% delle compagnie romene hanno contratto crediti bancari.

La Banca Italo Romena intende raddoppiare il numero di sportelli in Romania
La Banca Italo Romena intende raddoppiare, entro il 2008, il numero di sportelli sul territorio romeno, dai 9 attuali a 20. “Nel periodo giugno 2005- giugno 2006, il numero di clienti della banca Italo Romena e’ aumentato del 47,3%, il prodotto bancario lordo del 38,9% ed i crediti concessi del 50,2%” dichiara Franco Antiga, presidente della Banca Italo Romena.
Il 23 novembre 2006 l’Università di Oradea ha insignito il dottor Franco Antiga, presidente di Banca Italo Romena, della Laurea Honoris Causa in economia.

Il Giornale.it informa: Banca Italease, Faenza guarda alla Romania
Espandere Banca Italease nell’Est Europa, Romania in testa, e sul fronte italiano continuare a proporla come il catalizzatore delle attività di leasing dei propri azionisti: l’amministratore delegato Massimo Faenza detta le linee strategiche del gruppo milanese. «Stiamo guardando con insistenza a una società nell’Est Europa. Abbiamo già superato la prima selezione e speriamo di passare anche l’ultima», ha detto Faenza dicendosi interessato alla romena Romstal Leasing (la quarta realtà di leasing del Paese).

Il numero delle franchigie in Romania e’ aumentato del 50% nell’ultimo anno
Nel 2006, il numero delle franchigie presenti sul mercato romeno e’ aumentato del 50%. Attualmente, circa 300 marchi di retail e servizi sono presenti in Romania sotto forma di franchigia e gli specialisti stimano che il loro numero aumentera’ consistentemente dopo il 1 gennaio 2007.
I costi necessari per l’avviamento di un’attivita’ in franchising variano tra 10.000 euro e oltre 3 milioni di dollari (costo della franchigia per l’albergo Marriott in Romania). Le franchigie meno care si riscontrano nell’industria dei generi alimentari e nell’immobiliare. Al polo opposto di piazzano le catene di farmacie, gli alberghi ed il retail.
Le piu’ numerose franchigie presenti in Romania provengono dal continente americano ma anche dall’Europa. Nike, McDonald’s, Timberland, Mariott, Fornetti e Triumph sono le piu’ diffuse.
Esistono anche franchigie romene: Tina R, Smart Three, Turabo Caffe, Rompetrol, Ziua, La Mama o Bella Italia che si sono dimostrate ricette di successo anche se non sono ancora conosciute all’estero.
Golden Tulip e’ una franchigia alberghiera operante attraverso due marchi, creati per implementare standard internazionali, conservando anche le caratteristiche locali: Golden Tulip – per gli alberghi di 4 stelle del tipo business e resort, e Tulip Inn – per la categoria 3 stelle con servizi di base. Creata nel 1962, detiene 253 alberghi in 37 paesi.
Fornetti Romania commercializza prodotti di pasticceria controllando permanentemente la qualita’ imposta dal sistema. La joint venture romeno-ungherese, con sede a Timisoara, e’ stata costituita nel 2001 come partner del titolare della licenza FORNETTI Kft. con sede in Ungheria. E’ diventata master – franchisor Fornetti per la Romania.
Il Gruppo Elvila, che opera dal 1990, ed e’ attualmente il piu’ grande produttore di mobili in Romania, si sviluppa attraverso il sistema di franchising. Il contratto di franchigia viene firmato per 1 anno senza tassa di entrata o royalty.
La legislazione sul franchising in Romania
Il mercato romeno del franchising e’ regolamentato dall’Ordinanza Governativa N.52/1997 e dalla Legge N.79/1998. Se la Legge sulla Concorrenza prevede che nessun operatore economico puo’ imporre restrizioni di prezzo, cio’ e’ permesso in caso di franchigia. Pero’, il Consiglio della Concorrenza puo’ essere attivato se una franchigia supera il 10% del mercato e, cumulativamente, un plafond di 300.000.000.000 lei.
Organizzazione del mercato del franchising in Romania
• L’Associazione Romena del Franchising e’ un’organizzazione non governativa, apolitica e senza scopo di lucro, costituita all’inizio del 2006, su iniziativa di operatori americani e romeni attivi nel campo del franchising in Romania e SUA, in veste di franchisor, franchisee o consulenti
• L’ARF e’ l’unica associazione professionale con un codice etico per il franchising ed una commissione de mediazione per la soluzione dei conflitti tra franchisor e franchisee.

La Romania importa l’85% dello zucchero che consuma. A causa delle quote UE, dopo l’adesione la situazione peggiorera’ ancora
A partire dal 2007, la Romania dipendera’ dalle importazioni di zucchero dall’Unione Europea. La Commissione per l’Agricoltura di Brusselles ha regolamentato la produzione di zucchero attraverso quote precise. Per la Romania l’UE ha stabilito quote di produzione di 110.000 tonnellate di zucchero da barbabietola e 329.000 tonnellate di zucchero dalla raffinazione dello zucchero grezzo d’importazione, nonostante un consumo nazionale attuale di circa 550.000 tonnellate di zucchero.
Poiche’ si prevede un ulteriore aumento del consumo nazionale di zucchero, nei negozi romeni verra’ smerciato sempre piu’ zucchero prodotto ed imballato all’estero.
Con l’allineamento agli standard europei, la Romania dovra’ rispettare anche le regolamentazioni imposte nel settore della produzione dello zucchero (quote, prezzi della materia prima, prezzo di riferimento)
Il 20 febbraio 2006 venivano firmati i documenti che regolamentano l’intera politica europea dello zucchero, una “piccola rivoluzione” che riduce le quote di produzione ma anche il prezzo della barbabietola da zucchero del 36%, da 46 euro/tonnellata a 26,3 euro/tonnellata. L’UE concedera’, pero’, una sovvenzione di circa 9 -11 euro/tonnellata che compensera’ il 60% della perdita. Quindi, l’agricoltore ricevera’, dall’azienda di lavorazione 26,3 euro/tonnellata, piu’ la sovvenzione europea, arrivando alla fine ad un prezzo della barbabietola di soli 35 -37 euro/tonnellata rispetto ai 46 euro/tonnellata, prezzo valido fino alla fine del 2006.
Soltanto il 15% di zucchero prodotto dalla barbabietola romena
Piu’ di tre quarti dello zucchero venduto sul mercato romeno proviene dalla raffinazione dello zucchero grezzo importato, secondo i dati forniti dal Patronato dello Zucchero. Dalle circa 550.000 tonnellate di zucchero commercializzate annualmente in Romania, l’85% e’, attualmente, zucchero bianco provenuto dalla raffinazione dello zucchero grezzo d’importazione ed il 15% e’ zucchero bianco proveniente dalla lavorazione della barbabietola autoctona.
La produzione di zucchero bianco dalla barbabietola e’ aumentata da 49.000 tonnellate nel 2004 a 110.000 tonnellate nel 2006, esattamente la quota imposta dalle norme comunitarie.
Dal consumo totale di 550.000 tonnellate, il 75-80% e’ consumo nell’industria alimentare e farmaceutica, ed il restante 20-25% e’ consumo domestico.
Il consumo romeno pro capite ammonta a soli 22 kg, rispetto ai 30-35 kg/capite nei paesi UE.
L’attuale Governo romeno in partenariato con il Patronato dello Zucchero e l’Associazione dei Coltivatori di Barbabietola intendono rinegoziare le quote con l’Unione Europea, in modo che la Romania possa produrre piu’ zucchero da barbabietola autoctona, oltre alle attuali 110.000 tonnellate.

La Capitale romena al 68-o posto tra le citta’ piu’ care in materia di spazi per uffici di classe A
Bucarest e’ scesa di 5 posizioni, al 68-o posto, nel top delle citta’ piu’ care in funzione dei costi per l’utilizzo degli spazi per uffici di classe A, realizzato dalla compagnia CB Richard Ellis (CBRE). Gli affitti per gli spazi per uffici di classe A di Bucarest si sono conservati nell’ultimo anno a 18,5 euro/mq mensili, ed il costo totale di occupazione e’ rimasto constante a 293 euro all’anno.
Lo studio riguarda l’evoluzione degli affitti e dei costi di occupazione degli spazi per uffici su 173 mercati a livello mondiale. I primi 10 posti nella classifica CBRE sono occupati da Londra, con 1.801 euro/mq all’anno in West End, Tokyo con 1.238 euro/mq all’anno nella zona Inner Central, London City con 1.230 euro/mq, Tokyo con 1.135 euro/mq in Outer Central, Hong Kong con 988 euro, Mosca con 929 euro, Mumbai con 901 euro, Parigi con 897 euro, Dublino con 786 euro e Dubai con 740 euro.

A Bucarest, 11 nuovi progetti residenziali nei primi 6 mesi del 2006
Il mercato immobiliare della capitale si e’ arricchito, nel primo semestre del 2006, di 11 nuovi progetti immobiliari residenziali con circa 8.800 unita’ abitative, ad un prezzo medio di 950-1.600 euro/mq senza IVA, indica un rapporto elaborato dalla Colliers International.
Se all’inizio dell’anno erano in vendita soli 3 progetti di grandi dimensioni, a fine giugno l’offerta era salita a 11 complessi residenziali:
• Central Park – 454 unita’ abitative,
• Quadra Place – 343,
• Green Dream – 225,
• Greenfield – 1.000,
• Edema – 790,
• Noor Residence – 200,
• Baneasa – 3.000,
• Orhideea Gardens – 400,
• Planorama – 1.104,
• Asmita Gardens – 802,
• West Park – 488 unita’ arbitrative.
La maggior parte dei progetti, ubicati a pochi minuti dal centro della citta’, comprende anche parcheggi auto.

Guida della settimana
Gli acquisti pubblici, quadro legale aggiornato
La casa editrice della Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial R.A.) ha pubblicato, nella Collana di legislazione tematica la Guida “Gli acquisti pubblici, contratti, norme di applicazione e guida di attribuzione”, contenente le 6 normative in materia, aggiornate con ulteriori modifiche e completamenti.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Sotto le Ali del Leone
“Sotto le Ali del Leone”
COMUNICATO STAMPA
(Bucarest, li20.11.2006) A nove mesi dallingresso sul mercato romeno „Generali Asigurari” mantiene il proprio trend ascendente

I risultati finanziari rapportati da Generali Asigurari per il periodo gennaio – settembre 2006 mostrano una crescente evoluzione della Compagnia. Nei primi nove mesi dellanno in corso, la Compagnia Generali Asigurari ha sottoscritto premi lordi per un volume totale di 210.882 migliaia RON (59,8 migliaia EURO), pari ad un aumento del 137,75% rispetto al valore registrato per lo stesso periodo dellanno scorso (88.701 migliaia RON).

Sul segmento delle assicurazioni generali sono stati sottoscritti premi per un valore di 183.947 migliaia RON (52,2 migliaia EURO), pari ad un aumento in RON del 147,2% rispetto al valore registrato per lo stesso periodo del 2005, e, i premi sottoscritti per le assicurazioni sulla vita, dal valore di 26.935 migliaia RON (7,6 migliaia EURO) hanno rappresentato un aumento in RON del 88,2%.

Per quanto riguarda il volume totale dei premi incassati, questi ammontano a 172.684 migliaia RON, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2005, di cui, le assicurazioni generali rappresentano 150.509 migliaia RON e le assicurazioni sulla vita 22.175 migliaia RON.

Nel periodo menzionato, Generali Asigurari ha pagato 63.371 miglaia RON per il ramo danni, che rappresenta un aumento del 30% rispetto al periodo gennaio – settembre 2005.

Nel terzo trimestre del 2006, Generali Asigurari e` entrato sul mercato delle assicurazioni sulla vita di tipo unit – linked, lanciando il prodotto Genius – GENerali Investment Unit Solution, un nuovo tipo d’assicurazione sulla vita, basato sugli investimenti. Con questo prodotto, Generali Asigurari ha completato la sua offerta d’assicurazioni sulla vita.

Generali Asigurari unitamente all’ING Bank ha lanciato nel mese d’ottobre due prodotti assicurativi – ING Assicurazione per la Casa e ING Casco – che si rivolgono ai clienti ING Bank.
In questo modo, i clienti che possiedono un conto corrente di tipo Cont`ROL abbinato alla carta di credito ING, possono assicurarsi i beni con una sola visita alla filiale ING.

Questanno, nellottica della politica d’espansione sul territorio, sono state aperte in tutta la Romania e a Bucarest, 17 unitaterritoriali di cui 10 agenzie e 7 punti di lavoro. Generali Asigurari ha inaugurato alla fine del mese di ottobre un nuovo punto di lavoro a Odorheiu Secuiesc che, essendo la piu industriale zona del distretto di Harghita ha un potenziale notevole dal punto di vista delle assicurazioni.
Con lapertura di questultimo punto di lavoro la rete territoriale di Generali Asigurari ha raggiunto le 70 locazioni in tutto il Paese.

Generali Asigurari ha attualmente un capitale sociale di 30.000.000 RON e conta 310 dipendenti e 2.389 agenti – che rappresentano un aumento del 130% rispetto il mese di dicembre del 2005, l`azionista di maggioranza essendo la Generali Holding Vienna con il 83,44%.

Generali Asigurari eparte del gruppo internazionale Generali, uno dei piu vecchi gruppi assicurativi del mondo. Con uninterruzzine durante il periodo comunista, la compagnia e presente sul mercato romeno dal 1835. La rete territoriale di Generali Asigurari ecomposta da 69 agenzie e punti di lavoro e il portafoglio della compagnia vanta oggi tutti i tipi di assicurazioni. Nel 2005, Generali Asigurari ha rapportato una cifra daffari di 108.5 milioni RON.

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