Newsletter n.47 / 2006

La Romania rischia di perdere una parte delle quote agro alimentari concesse dall’Unione Europea
Man mano che si avvicina il momento dell’entrata della Romania nell’Unione Europea, i problemi con i quali si confrontano l’agricoltura e l’industria alimentare romena sembrano aumentare. Nonostante sia riuscita ad ottenere, nelle negoziazioni, delle quote di prodotti soddisfacenti, per la maggior parte superiori alle produzioni ottenute negli anni agricoli buoni, la Romania rischia di non raggiungere, nel prossimo futuro, tali quote per piu’ anni di seguito, determinando l’UE a procedere alla ridistribuzione, verso altri stati, dei quantitativi che la Romania non riesce a produrre. Mentre il deficit commerciale nel campo agro alimentare continua ad aumentare anno dopo anno, le eventuali perdite di quote aggraveranno ancora di piu’ la situazione.
Anno dopo anno, la Romania passa dallo statuto di fornitore agricolo dell’Europa a quello di mercato di sbocco dei prodotti agro alimentari della comunita’ europea. L’agricoltura di sussistenza puo’ avere conseguenze molto gravi sull’economia romena, fatto sottolineato dai numerosi “cartellini gialli e rossi” ricevuti dai rapporti europei. Lo sbriciolamento delle proprieta’ impedisce l’accesso ai fondi comunitari. La forza lavoro invecchiata e la dotazione rudimentale ereditata dagli anni ´60-70 sono altri ostacoli nell’ottenimento di produzioni agricole al livello delle quote stipulate nel protocollo di adesione negoziato. Inoltre, le autorita’ romene, ministero dell’agricoltura per primo, non offrono alcuna strategia in grado di risolvere almeno una parte dei problemi.
Con l’adesione all’UE, l’agricoltura romena sara’ tenuta a rispettare nuove norme, sia per i quantitativi prodotti che per la loro qualita’. Nonostante le quote ottenute, la Romania dovra’ importare numerosi prodotti di base, poiche’ la produzione nazionale e’ lontana dal soddisfare la richiesta locale.
La politica agricola comune presuppone una produzione controllata in grado di mantenere gli aiuti concessi dall’Unione ad un livello quanto piu’ basso possibile. Per numerosi settori agricoli, e’ meno caro importare dagli SUA o dagli stati sud americani che sostenere la produzione interna. Gli stati che superano le quote concesse pagano multe consistenti. Recentemente l’UE ha applicato multe di 377,1 milioni di euro, per il superamento delle quote di latte, ad alcuni stati membri.
1,3 milioni di tonnelatte conformi
La quota totale di latte concessa agli stati membri ammonta a 135,5 milioni di tonnellate, di cui alla Romania spettano 3,057 milioni di tonnellate, tra cui: consegne per la trasformazione (1,093 milioni di tonnellate) e vendite dirette (1,964 milioni di tonnellate). Pero’, in Romania vengono, attualmente, lavorati soltanto 1,3 milioni di litri di latte conformemente agli standard europei. Secondo i dati rilasciati dall’Autorita’ Nazionale Sanitaria-Veterinaria, delle 553 unita’ di lavorazione del latte, soltanto 33 corrispondono alle esigenze UE. Inoltre, nonostante gli agricoltori abbiano la possibilita’ di commercializzare il latte e derivati del latte soltanto in base alla quota ottenuta, questi non si sono affrettati ad ottenere le dovute autorizzazioni.
Le aziende di produzione dello zucchero, in via di sparizione
Il prezzo dello zucchero e’ nell’UE tre volte superiore a quello del mercato mondiale. In seguito alle negoziazioni, la Romania ha ricevuto una quota di 109.000 tonnellate di zucchero risultato dalla lavorazione della barbabietola e 329.000 tonnellate dalla lavorazione dello zucchero grezzo. La quota per l’isoglucosio e’ di 9.900 tonnellate. Il Ministero dell’agricoltura non ha ancora distribuito le quote e, di conseguenza, i produttori e processatori non possono accedere ai fondi europei ne’ elaborare piani di sviluppo. In piu’, le aziende di trasformazione devono anch’esse concedere ai coltivatori una parte della quota. La capacita’ di lavorazione delle 9 aziende di lavorazione dello zucchero, operanti attualmente in Romania, supera la produzione di zucchero da barbabietola che la Romania ha diritto di produrre, quindi alcune tra esse rischiano di dover chiudere, ragione per cui e’ stata richiesta la rinegoziazione delle quote. La legislazione in vigore permette ad un’azienda – se produce una quantita’ di zucchero piu’ alta di quella concessa – di acquistare la quota di zucchero di un’altro produttore. Inoltre, e’ stato introdotto un risarcimento per la ristrutturazione, di circa 700 euro per ogni tonnellata di zucchero raffinato fabbricato. Pero’ lo stato membro perde il 90% della quota di zucchero ristrutturata, ed il restante 10% viene ripartito alle altre aziende che funzionano sul territorio nazionale.
Il consumo annuo di zucchero in Romania ammonta a circa 550.000 tonnellate, provenienti dalla produzione nazionale e dall’importazione. Lo zucchero grezzo importato per lavorazione copre l’85% del consumo locale.
Alta quota, basso rendimento
In Romania i raccolti all’ettaro sono inferiori alla media UE. Se nel 2005, in Romania, il rendimento delle coltivazioni di barbabietola e’ ammontato a 33 tonnellate all’ettaro, nell’UE, la media era di 50 tonnellate, grazie alle specie piu’ produttive ma anche alla meccanizzazione. L’aiuto finanziario concesso dall’UE diminuira’ dagli attuali 47 euro a 26,3 euro nel 2009. La differenza, risultata dalla riduzione delle sovvenzioni, verra’ compensata per il 60% attraverso il pagamento diretto per ogni ettaro coltivato. Per non fallire, gli agricoltori dovranno abbassare i costi di produzione.
Comunque, i coltivatori degli altri stati membri riceveranno aiuti superiori: gli ungheresi una sovvenzione di 630 euro all’ettaro, i portoghesi 900 euro all’ettaro ed i romeni soltanto circa 400 euro all’ettaro.
Per quanto riguarda i cereali, la Romania ha ricevuto una quota totale di 7 milioni di tonnellate l’anno. La quantita’ di riferimento negoziata per le coltivazioni di frumento e’ di 2,6 tonnellate all’ettaro mentre la produzione media nella pianura del Bărăgan e’ di 5-7 tonnellate.
La quota richiesta per il tabacco era di 21.700 tonnellate, e quella ricevuta di 12.312 tonnellate. I produttori romeni di tabacco sono sovvenzionati nel 2006 con 250 miliardi di lei vecchi. Se il raccolto del 2007 sara’ al livello della quota concessa, per quantita’ e qualita’, gli aiuti ammonteranno a 30 milioni di euro. Come negli altri settori, la concessione delle sovvenzioni e’ condizionata dalla riduzione dei costi di produzione attraverso l’associazione in gruppi di agricoltori. Dal 2006, i produttori di tabacco beneficiano di un premio di produzione che dipende anche dalle specie di tabacco coltivate.
Un rapporto del Ministero dell’Agricoltura indica che soltanto il 20% dei frutteti romeni produce frutta esportabile verso i mercati europei. Nel 2006 sono state raccolte 15.000 tonnellate di pesche su 2.528 ettari.
Nei primi 8 mesi del 2006, la produzione nazionale non ha potuto coprire la richiesta di suini vivi e carne suina, fiori, legumi e frutta fresca e conservata, zucchero e tabacco. Nonostante cio’, le aree coltivate con numerosi tra i prodotti che hanno un alto peso specifico nella bilancia commerciale verranno ridotte nel 2007, come conseguenza delle quote negoziate con l’UE. Gia’ in molti casi, le superfici coltivate sono diminuite considerevolmente nel 2006 rispetto al 2005, il che ha determinato la riduzione delle produzioni nazionali.

Corsi gratuiti di formazione per l’accesso ai fondi strutturali
I rappresentanti delle entita’ pubbliche, private o non governative interessate ad accedere ai fondi europei nel periodo 2007-2013, nonche’ i funzionari pubblici delle autorita’ locali possono partecipare al Corso di formazione per l’accesso ai fondi europei “Progettazione per lo sviluppo sociale” che iniziera’ il 18 gennaio 2007.
Le 240 ore del corso, finanziato dal Ministero degli Esteri Italiano, sono divise in 112 ore nelle aule (tra il 18 gennaio ed il 16 marzo, a Bucarest) e 128 ore di formazione a distanza.
Il corso sara’ diviso in 3 parti: concetto del progetto, proposta di progetto e formalizzazione del progetto, con accento sulle tecniche di sviluppo di partenariati tra vari enti oppure tra l’amministrazione pubblica e la societa’ civile.
La partecipazione al corso e’ gratuita pero’ i partecipanti si prendono a carico il proprio vitto, alloggio ed eventualmente il trasporto verso Bucarest. I candidati devono presentare una documentazione in base alla quale si svolgera’ un intervista di selezione, a Bucarest, nei giorni 14 e 15 dicembre 2006. Ulteriori informazioni possono essere raccolte presso il Centro Regionale di Formazione Continua per l’Amministrazione Pubblica Locale Bucarest.

209 milioni di euro per lo sviluppo della pesca in Romania e per raggiungere il consumo medio di pesce dei paesi UE
Nel periodo 2007-2013, la Romania ricevera’ dall’Unione Europea 209 milioni di euro per lo sviluppo della pesca. Per ammontare dei fondi concessi, la Romania si piazza al terzo posto in Europa, dopo la Spagna e la Polonia.
Tra gli obiettivi maggiori per i quali saranno utilizzati i fondi concessi si annovera l’aumento del consumo di pesce (che e’ diminuito drasticamente fino a 3-4 chilogrammi pro capite all’anno, mentre la media europea e’ di circa 22 kg, la Spagna raggiunge quasi 40 kg. ed Islanda 90 kg.).
I fondi comunitari saranno gestiti dall’Agenzia Nazionale per la Pesca e l’Acquicoltura (ANPA), in base al piano nazionale strategico per il periodo 2007-2013.
Oltre all’aumento del consumo di pesce, si mira allo sviluppo dell’acquicoltura, al coinvolgimento dei pescatori nelle sfruttamento durevole delle risorse acquatiche, all’armonizzazione della politica di sviluppo del settore con la politica di protezione dell’ambiente e di garanzia di un tenore di vita decente di chi opera nel campo della pesca. Concretamente, i proprietari di navi ed imbarcazioni da pesca riceveranno aiuti per l’ammodernamento di queste ultime. Verranno effettuati investimenti per la costituzione di unita’ di acquicoltura o per l’ammodernamento di quelle esistenti.
Dal 1 gennaio 2006 il Governo romeno ha stabilito una sovvenzione di 1 RON/kg. per la carpa indigena (di almeno 2 kg) ed il luccio (di almeno 1 kg), di 1,2 RON/kg. per il siluro, di 4 RON/kg. per il sterletto e lo storione. Le sovvenzioni vengono pagate esclusivamente ai produttori che consegnano alle unita’ di commercializzazione autorizzate almeno 100 kg. di ogni specie.
Gli esperti europei considerano che la Romania ha troppe organizzazioni di pescatori (oltre 70) mentre nell’intera Unione Europea sono riconosciute soltanto 170 tali organizzazioni. Oltre a ridurre il numero di organizzazioni di pescatori si rende necessaria anche la costituzione di una Borsa del Pesce a Tulcea.

L’agricoltura romena non proprio preparata per entrare nell’UE
L’agricoltura romena entra nell’UE ancora impreparata aumentando il rischio di non poter assorbire i fondi concessi dall’Unione Europea, fatto confermato anche dalle statistiche sul commercio del paese con prodotti agro alimentari.
Il deficit nell’interscambio di prodotti agro alimentari della Romania e’ aumentato del 25,8% nei primi 9 mesi del 2006, fino a 1,15 miliardi di euro, risultato dell’aumento delle importazioni del 22,4% e delle esportazioni di soli 16%.
Nei primi 3 trimestri del 2006, le importazioni di prodotti agro alimentari hanno totalizzato 1,7 miliardi di euro, e le esportazioni sono ammontate a circa 550 milioni di euro.
I dati statistici indicano aumenti delle importazioni da 210,9 milioni di euro a 230,4 milioni di euro per la carne suina e da 180,6 milioni di euro a 190 milioni di euro per il tabacco e le sigarette. I due gruppi merceologici rappresentano circa un quarto delle importazioni totali di agro alimentari. Aumenti delle importazioni, rispetto ai primi 9 mesi del 2005, si sono registrati anche per quanto riguarda lo zucchero, i preparati alimentari, gli agrumi e le banane, il caffe’ (ogni gruppo merceologico rappresenta importazioni comprese tra 50 e 105 milioni di euro).
Nel campo delle esportazioni sono aumentate le consegne di animali vivi da 91,4 milioni di euro a 109,5 milioni di euro (19,9% del totale esportato).
Aumenti consistenti hanno registrato anche le esportazioni di semi di girasole, che sono ammontate a 82,9 milioni di euro (rispetto a 19,4 milioni di euro nel periodo simile del 2005) e le esportazioni di frumento, ammontate a 59,3 milioni di euro (rispetto a 23 milioni di euro nei primi 9 mesi del 2005).
Le esportazioni di frumento rappresentano il 10,8% delle esportazioni totali di prodotti agro alimentari, seguite dalle esportazioni di semi di girasole, con il 9,6% e di colza, con il 5,7%. Le esportazioni di vino sono diminuite da 13,6 milioni di euro a 11,5 milioni di euro.

Le Associazioni del produttori romeni dell’agro alimentare rischiano di rimanere fuori dall’Unione Europea a causa del mancato coinvolgimento del Ministero dell’Agricoltura nel loro accreditamento
Nonostante il Comitato delle Organizzazioni Professionali Europee (COPA) abbia inviato le dovute richieste, sin dal 2005, le associazioni romene del settore agro alimentare non si sono affrettate ad affiliarsi, ne’ il Ministero dell’Agricoltura si e’ fatto coinvolgere nel processo, e quindi le voci dei produttori romeni saranno piu’ difficilmente sentite dalla Commissione Europea.
La Romania e’ l’unico paese dei 12 nuovi stati membri o in corso di adesione che non ha associazioni dei produttori del settore agro alimentare affiliate al COPA o alla Confederazione Generale della Cooperazione Agricola (COGECA). Sin dal 2005, le organizzazioni citate hanno lanciato invitati agli organismi romeni. Nel 2005, in occasione di un incontro a Brusselles, tra il ministro romeno dell’agricoltura Gheorghe Flutur ed il segretario generale del COPA, Franz Josef Feiter, l’ultimo ha richiesto che il ministero romeno intervenga in prima mano per la conclusione di partenariati nel campo, il che non e’ successo.
La mancanza di interesse da parte romena per l’affiliazione alle due organizzazioni determinera’ una scarsa rappresentazione degli interessi dei produttori romeni a livello UE, poiche’ COPA e COGECA sono coinvolte nell’elaborazione dei disegni di norme da parte della Commissione Europea.

I romeni consumeranno generi alimentari “di transizione” fino nel 2009. Dal 2007, soltanto il 20% delle aziende di lavorazione del latte e circa il 50% delle aziende di trasformazione della carne potranno esportare verso l’UE.
Secondo l’Autorita’ Nazionale Sanitaria Veterinaria e per la Sicurezza degli Alimenti, le aziende dell’industria della carne e del latte che non corrispondono agli standard UE beneficeranno di un periodo di transizione (fino al 31 dicembre 2009) per adeguarsi ad essi. La lista comprende 246 aziende di lavorazione della carne e 141 di lavorazione del latte.
Situazione attuale
In Romania funzionano 805 aziende di lavorazione della carne e del latte, di cui:

  • 395 aziende di lavorazione della carne rossa;
  • 53 aziende di lavorazione della carne di pollo;
  • 329 aziende di lavorazione del latte e derivati del latte;
  • 28 aziende di lavorazione del pesce e prodotti della pesca.
    Dopo l’adesione
    Dal 1 gennaio 2007, soltanto 301 aziende di lavorazione della carne e del latte potranno esportare i loro prodotti verso il mercato UE, di cui:
  • 172 aziende di lavorazione della carne rossa;
  • 36 aziende di lavorazione della carne di pollo;
  • 73 aziende di lavorazione del latte e derivati del latte;
  • 20 aziende di lavorazione del pesce e prodotti della pesca.
    I prodotti risultati dalle aziende conformi alle norme UE avranno un marchio di sanita’ (timbro) ovale, e quelli provenienti dalle aziende in fase di transizione un timbro rotondo (gli ultimi potranno essere commercializzati soltanto sul mercato romeno).

Ancora 795 milioni di lei per le aziende che investiranno nelle zone sfavorite in Romania nel 2007
Gli operatori economici che continueranno ad investire, anche dopo il 2007, nelle zone sfavorite beneficeranno di aiuti di stato di circa 795 milioni di lei, informa il Consiglio della Concorrenza.
Nel periodo agosto-ottobre 2006, l’autorita’ di regolamentazione nel campo della concorrenza ha monitorato gli aiuti di stato concessi agli operatori economici in possesso di certificati permanenti di investitori nelle zone sfavorite, ottenuti prima del 1 luglio 2003, verificando 1393 societa’ delle 28 zone sfavorite esistenti attualmente.
Il controllo si e’ concentrato sugli aiuti di stato ricevuti a partire dal 2 gennaio 2003 e sui costi eleggibili attinenti agli investimenti realizzati.
Il valore totale degli investimenti realizzati fino al 15 settembre 2006 nelle zone sfavorite e’ di 1,8 miliardi di lei, per acquisti di terreni, costruzione di edifici, capannoni industriali, equipaggiamenti, attrezzature e macchinari necessari per lo svolgimento dell’attivita’ nelle rispettive zone.
Le compagnie hanno beneficiato, nel periodo 2003 – giugno 2006 di aiuti di stato sotto forma di esonero dall’imposta sul profitto di 208,8 milioni di lei, e di aiuti sotto forma di prestiti a fondo perduto di 4,4 milioni di lei.
Gli aiuti per la creazione di posti di lavoro sono ammontati a 1,9 milioni di lei ed insieme agli aiuti per investimenti hanno determinato la creazione di circa 51.500 nuovi posti di lavoro.
Dai 1393 operatori economici controllati, continueranno a beneficiare di aiuti di stato soltanto 1318, poiche’ gli altri hanno raggiunto il limite massimo ammesso di aiuti di stato oppure non adempiono piu’ le condizioni, sono in fallimento oppure non operano piu’ nelle zone sfavorite.

Nel 2010, in Romania spariranno le ultime zone sfavorite
La Romania avra’, dopo l’adesione all’UE, soltanto 28 zone sfavorite, che spariranno in maniera scaglionata fino nel 2010. Il periodo di transizione, e’ stato negoziato con l’Unione Europea, per ognuna delle 28 zone.
Tre di queste – Brad, Valea Jiului, Balan – spariranno a partire dal 31 dicembre 2008. Altre 22 zone sfavorite, tra cui Comanesti, Baia Mare, Rodna, Anina, Baraolt, Motru Rovinari, spariranno alla fine del 2009.
Le ultime localita’ con statuto di zone sfavorite, Cugir, Zimnicea, Copsa Mica, funzioneranno fino al 31 dicembre 2010.

Il Governo ha approvato la quarta rettifica di bilancio, conservando il deficit di bilancio al 2,5% del PIL
La quarta rettifica di bilancio e’ stata approvata attraverso un’Ordinanza di Urgenza che prevede l’aumento consistente dei fondi destinati ai Trasporti, Costruzioni e Turismo, al Lavoro, all’Amministrazione ed Interni e all’Economia.
La nuova rettifica, che conserva il deficit di bilancio al 2,5% del PIL, e’ stata resa possibile dall’aumento stimato del Prodotto Interno Lordo (+5,6 miliardi di lei rispetto alle stime precedenti).

Chi sono i principali contribuenti regionali al bilancio delle stato in Romania
Bucarest ha contribuito al bilancio dello stato quanto le regioni Arad, Bihor, Cluj, Costanza, Prahova e Timis prese insieme, secondo i dati rilasciati dall’Agenzia Fiscale (ANAF).
La Capitale e’ leader incontestato in materia di pagamento delle tasse al bilancio generale consolidato, con un totale di oltre 14,8 miliardi di RON (4,22 miliardi di euro) pagati nei primi 10 mesi del 2006.
Soltanto al bilancio dello stato (imposte sul profitto, sul reddito, IVA), Bucarest ha pagato nei primi 10 mesi del 2006 circa 10,54 miliardi di Ron (oltre 3 miliardi di euro), cioe’ oltre il 20% di quanto raccolto a livello nazionale, ammontare approssimativamente uguale ai pagamenti effettuati, insieme, dalle regioni Arad, Bihor, Cluj, Costanza, Prahova e Timis (le uniche regioni che hanno superato la soglia di 1 miliardo di Ron, ognuna, pagati al bilancio dello stato, nel periodo citato, ad eccezione della regione Ilfov).
Al secondo posto, per il contributo al bilancio dello stato, si piazza Costanza, con 3,1 miliardi di Ron (885 milioni di euro), seguita da Prahova, con 2,37 miliardi di Ron.
La rilevanza di tali cifre e’ tanto piu’ grande, in quanto le regioni, ma anche la Capitale, sono state „derubate“ dall’apporto dei grandi contribuenti, che sono contabilizzati separatamente dall’ANAF. Grandi contribuenti sono considerate le oltre 1.500 aziende che registrano giri di affari di oltre 50 milioni di Ron, che per la maggior parte sono registrate a Bucarest.
I grandi contribuenti hanno pagato nei primi 10 mesi del 2006, al bilancio dello stato, 16,87 miliardi di Ron, e globalmente al bilancio consolidato, non meno di 25,32 miliardi di Ron (7,23 miliardi di euro).
Le regioni piu’ povere
Le regioni con i minori contributi al bilancio dello stato sono state: Teleorman con 119 milioni di Ron nei primi 10 mesi del 2006, seguita da Caras-Severin, Botosani, Vaslui, Mehedinti, Covasna, Vrancea, Ialomita e Bistrita-Nasaud.
Primi per gli investimenti attratti
La regione che ha attratto i piu’ numerosi progetti di investimenti e’ Bucarest-Ilfov, con 288 progetti, per un valore impegnato di oltre 3,7 miliardi di dollari (quasi il 57,8% del totale nazionale) secondo il rapporto dell’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS) per il periodo 2001 – 2006. Le regioni Alba, Brasov, Covasna, Harghita, Mures, Sibiu, prese insieme, cioe’ la Regione di Sviluppo Centro hanno attratto 81 progetti di investimenti con un valore impegnato di 1,465 miliardi di dollari.

Le banche romene operano anche attraverso Istituti Finanziari Non-bancari (IFN): 13 delle 37 banche operanti in Romania amministrano un IFN e detengono, insieme, quasi il 50% degli attivi del settore IFN. Oltre il 55% dei crediti IFN sono concessi attraverso le sussidiarie delle banche
Le banche della Romania hanno sfruttato l’opportunita’ di costituire dei propri Istituti Finanziari Non-bancari, dichiarava il primo vicegovernatore della Banca centrale (BNR), Florin Georgescu, in occasione del seminario EU-Cofile di Sinaia. Piu’ del 55% dei crediti concessi dagli IFN appartengono alle sussidiarie degli istituti di credito bancari. Per quanto riguarda gli attivi degli IFN, le banche detengono quasi la meta’ del totale. La percentuale media dell’azionariato bancario era, nel 2005, dell’87,7%.
Rispetto al 2004, nel 2005 e’ aumentata l’esposizione delle IFN rispetto alle fonti estere. “Le banche hanno creato i propri Istituti Finanziari Non-bancari con fondi dai gruppi-madre” ha spiegato l’ufficiale BNR. Secondo lo stesso, gli istituti di credito stranieri hanno capito che possono guadagnare di piu’ Romania grazie ai margini piu’ ampi rispetto ai propri paesi d’origine. Delle 37 banche operanti in Romania, 13 hanno gia’ costituito un IFN, in veste di sussidiaria.
30 IFN, iscritti nei registri della banca centrale
Dei 221 Istituti Finanziari Non-bancari notificati, 30 sono stati iscritti nei registri BNR entro meta’ settembre 2006. Secondo le nuove norme, la Banca Centrale registra gli IFN in piu’ tipi di registri. Nel registro speciale vengono iscritte le grandi compagnie, nel registro generale le piccole e medie compagnie e nel registro di evidenza le case di pegno e le case di aiuto reciproco. Le compagnie iscritte nel registro speciale sono sottoposte ad una sorveglianza attenta ed ispezioni dettagliate, mentre gli IFN iscritti nel registro generale sono soltanto monitorati.
Nel registro BNR sono iscritte 3.306 case di pegno e 1.164 case di aiuto reciproco.
Il leasing, in crescita
Dominato dal settore auto, il mercato del leasing in Romania ha registrato nel primo semestre del 2006 un valore totale di 1,37 miliardi di euro.
Secondo le stime, fino alla fine del 2006, il mercato potrebbe arrivare a 2,5 miliardi di euro (+300 milioni di euro rispetto al 2005).
Il settore auto rappresenta il 75,9% dell’intero mercato del leasing, seguito da quello delle attrezzature industriali con il 19,4% e dell’immobiliare con il 4,7%.
Nel campo del leasing auto, le autovetture rappresentano il 56%, i veicoli commerciali pesanti il 30%, i veicoli commerciali leggeri il 12%, e gli altri tipi di veicoli il 2%.

Dal 1 gennaio 2007, le banche romene funzioneranno secondo le norme stabilite dalla Commissione Europea
I primi due anni dopo l’adesione della Romania all’UE, cioe’ 2007-2008, saranno difficili per il paese, compreso per il settore bancario, crede Adrian Vasilescu, consigliere del governatore della Banca Centrale.
La Norma 20 della BNR, si piazza al di fuori del sistema europeo
Riguardo alla Norma 20/2006 sui crediti, Adrian Vasilescu considera che essa potrebbe essere annullata prima di quanto stimava la Banca Centrale. „La BNR, quando ha emesso le prime norme per moderare i crediti, ha sottolineato il loro carattere temporaneo e che la banca centrale rinuncera’ ad esse al piu’ presto, appena possibile. Pero’, finche’ il gap tra richiesta ed offerta rimane maggiore, le norme rimarranno prudenziali“.
Vasilescu sottolinea che nell’UE non esistono norme bancarie. La Banca Centrale Europea non emette norme ma consuetudini che comprendono condizioni espresse in analisi ed indici stabiliti dalla societa’ civile. Praticamente la Banca centrale romena, con la Norma 20, si piazza al di fuori del sistema europeo.
Dal 1 gennaio 2007, l’adesione all’UE impone alle banche romene nuove regole
Dal 1 gennaio 2007, la Commissione Europea impone alle banche commerciali romene nuove regole, che, pero’ non impongono restrizioni ai crediti. Le nuove norme UE non si riferiscono anche agli istituti finanziari non bancari. La Commissione Europea conosce i rischi assunti dalle banche, incluse quelle romene, e attraverso le nuove norme tenta di attenuarli.

La Banca Centrale annullera’ le restrizioni in materia di crediti
La Banca Nazionale della Romania (BNR) intende rinunciare, in maniera scaglionata, alle restrizioni amministrative della politica monetaria, a partire da gennaio 2007, conservando come strumenti di controllo le operazioni di sterilizzazione sul mercato, le riserve minime obbligatorie ed i tassi di interesse di riferimento, dichiara Napoleon Pop, membro nel Consiglio di Amministrazione della BNR.
Secondo l’ufficiale BNR, le restrizioni imposte al sistema bancario hanno determinato l’aumento della competitivita’, senza influire negativamente sulla crescita economica. Pop ha aggiunto che dopo l’integrazione il principale obiettivo della BNR sara’ quello che l’inflazione “non esca dai binari prefissati”.
Per quanto riguarda le restrizioni ai crediti in valuta, il Consiglio di Amministrazione della BNR ha deciso di dare “onda verde” a tali prestiti a partire dalla data dell’adesione all’UE della Romania.

Tanti soldi nel sistema bancario romeno
Le banche romene sono sovra-capitalizzate, crede Florin Georgescu, primo vicegovernatore BNR, ricordando che nel 2005 l’indice di solvibilita’ delle banche era del 18%, del 6% superiore al limite minimo imposto dalla banca centrale. Dopo l’applicazione delle norme europee, la Banca Nazionale abbassera’ il limite fino all’8%. Il grado di solvibilita’ viene calcolato come rapporto tra i crediti concessi ed il capitale proprio dell’istituto di credito. Poiche’ in Romania, la media di tale indice e’ due volte superiore alla media europea, la conclusione e’ che le banche romene sono sovra-capitalizzate.
Circa il 73% del sistema bancario romeno e detenuto da gruppi stranieri, lo stato detiene il 10% e le persone giuridiche private romene circa il 17%.

Sorveglianza speciale sul mercato romeno delle assicurazioni
Asirom, ARDAF e Asiban sono le tre compagnie di assicurazioni con capitale autoctono attualmente sotto sorveglianza speciale. Il prezzo del loro salvataggio ammonterebbe a 50 milioni di euro.
Dopo ARDAF e Asiban, recentemente un’altra compagnia di assicurazioni e’ in difficolta’ in materia di liquidita’. Si tratta di Asirom, entrata in procedura di ripresa finanziaria da parte della Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni (CSA). La decisione CSA e’ stata presa il 6 novembre, pero’ e’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale (Monitorul Oficial) soltanto il 17 novembre 2006.
Asirom e Asiban, invece, lasciano il periodo di “ripresa” finanziaria
Il Consiglio della Commissione di Sorveglianza delle Assicurazioni ha deciso la chiusura delle procedure di “ripresa” finanziaria iniziate presso Asirom e Asiban, come conseguenze dei piani di ripresa proposti dagli azionisti delle due compagnie.

Il mercato romeno del factoring superera’ 700 milioni di euro nel 2006
Il mercato romeno del factoring e’ stimato, per il 2006, a 710 milioni di euro. Mihaela Dimitriu, direttore di factoring della BRD Groupe SG, ha dichiarato che la BRD detiene una quota di mercato di circa il 42%, che intende conservare nei prossimi 5 anni. Attualmente il dipartimento factoring della BRD ha un portafoglio di oltre 385 clienti e 800 debitori, operando circa 87.000 fatture.
Il mercato romeno e’ ancora agli inizi, rispetto al resto dell’Europa. A livello europeo, il mercato del factoring supera 400 miliardi di euro, e rappresenta circa il 70% del volume mondiale. E dei 400 miliardi di euro, soltanto il 10% e’ factoring da operazioni di import-export, principalmente con i paesi dell’Asia. La bassa percentuale e’ determinata dal fatto che gli scambi commerciali tra gli stati membri UE non sono considerate operazioni di commercio estero.
Il factoring in Romania, 400 volte inferiore al livello UE
“Soltanto alcune centinaia di piccole e medie imprese ricorrono a finanziamenti attraverso factoring e percio’ il mercato romeno del factoring e’ 400 inferiore al livello UE” afferma Mihaela Dimitriu.
Concretamente, l’operatore di factoring compra le fatture che una compagnia deve incassare, pagando a quest’ultima l’80% del valore lordo delle fatture. Il restante 20% verra’ pagato al momento del recupero del credito dal debitore.
Nel contratto di factoring, i clienti si prendono a carico due costi: il tasso di interesse (applicato alla parte finanziata della fattura, dell’80%), simile a quello praticato dalle banche commerciali (BUBOR o EURIBOR, piu’ un margine), mentre la commissione di factoring si applica al valore totale della fattura ed e’ negoziabile.
Attualmente, i principali operatori romeni sul mercato del factoring sono: BRD, BCR, Raiffeisen Bank, ING Bank, Compania de Factoring e Unicredit.

Condizioni piu’ severe per gli investitori interessati a beneficiare di facilitazioni in Romania
Il governo romeno intende modificare la legge degli investimenti per adeguarla agli impegni assunti nei confronti degli organismi internazionali (ridurre la burocrazia e combattere la corruzione).
La piu’ spettacolare modifica e’ la strutturazione degli investimenti in 3 categorie (con soglia minima, per un investimento eleggibile, di 1 milione di euro, in un determinato intervallo di tempo, e con possibilita’ di scegliere il tipo di facilitazione.
Il disegno di legge, disponibile sul sito del governo, indica le condizioni necessarie per rientrare nella categoria degli investitori eleggibili.
Durata minima 5 anni
La prima categoria, “investimento categoria 1”, comprende gli investimenti di almeno 75 milioni di euro. Per beneficiare di facilitazioni, l’investimento deve generare un attivita’ funzionante per almeno 15 anni dall’entrata in funzione. Le facilitazioni vengono concesse per un massimo di 60 mesi, se accordate in maniera scaglionata.
Gli “Investimenti categoria 2”, compresi tra 25 e 75 milioni di euro, beneficiano di facilitazioni se l’attivita’ continua per almeno 10 anni dall’entrata in funzione, e le facilitazioni possono essere concesse per un massimo di 48 mesi, se accordate in maniera scaglionata.
Gli “investimenti categoria 3”, compresi tra 1 e 25 milioni di euro, beneficiano di facilitazioni se l’attivita’ continua per almeno 5 anni dall’entrata in funzione, e le facilitazioni possono essere concesse per un massimo di 20 mesi, se accordate in maniera scaglionata.
Connessioni gratuite alle reti di utilita’
Oltre alle facilitazioni previste nella legislazione fiscale valida al momento della loro concessione, la legge indica altre 5 categorie: concessione di prestiti a tassi agevolati, garanzie per fino all’80% del valore dei prestiti a medio e lungo termine, assicurazione dei collegamenti gratuiti alle reti di utilita’, concessione del diritto di utilizzo su determinati immobili del demanio privato dello stato o delle autorita’ locali e concessione di sovvenzioni per l’acquisto di attivi.

L’annuncio sulla privatizzazione della Societa’ Nazionale di Radiocomunicazioni verra’ pubblicato nella prima meta’ del 2007
L’annuncio sulla privatizzazione della Societa’ Nazionale di Radiocomunicazioni (SNR) verra’ pubblicato nella prima meta’ del 2007, dichiara Zsolt Nagy, ministro delle comunicazioni e tecnologia dell’informazione, che ha firmato un contratto di consulenza con il consorzio composto da CA~IB Corporate Finance Beratungs e Musat & Asociatii SCA per la fornitura di servizi di consulenza finanziaria per la privatizzazione della SNR.
Dopo la valutazione della compagnia, il consulente proporra’ la strategia di privatizzazione che verra’ approvata dal Governo.
La SNR e’ l’unico operatore nazionale di interesse pubblico nel campo delle radiocomunicazioni, che assicura, principalmente, la diffusione dei programmi radio e TV pubblici nel paese e all’estero.
Il giro di affari della Societa’ Nazionale di Radiocomunicazioni nel 2005 e’ ammontato a 245 milioni di lei, e nel 2006 si stima un giro di affari di 260 milioni di lei.

Il tasso di disoccupazione della Romania e’ piu’ basso della media UE
Uno studio realizzato da Eurostat, Ufficio di statistica dell’Unione Europea, indica che in Romania il tasso della disoccupazione nel 2005 era del 7,2% mentre nell’UE arrivava al 9%.
Il livello della disoccupazione in Romania continuera’ a diminuire nei prossimi anni, al 5,8% nel 2007, al 5,6 nel 2008 ed al 5,5% nel 2009.
Secondo gli specialisti romeni, si registra gia’ un deficit di manodopera sul mercato locale, prevalentemente nel settore bancario ed in quello delle costruzioni. Cio’ si spiega con l’emigrazione dei romeni, sia laureati che non, in cerca di trattamenti economici migliori.
Per quanto riguarda il tasso della disoccupazione per regioni, il valore piu’ alto (9,2%) si registrava nella zona del sud. Al polo opposto si piazzava la regione nord-est, con il 5,7%. Un livello vicino alla media si registrava a Bucarest, dove il tasso della disoccupazione e’ diminuito dal 7,6% nel 2004, al 6,9% nel 2005. Nelle altre regioni il tasso della disoccupazione e’ stato dell’8,4% nel centro, del 7,9% nel sud-est, del 6,7% nel ovest, del 6,6% nel sud-ovest e del 5,9% nel nord-ovest.

Chi lavora ancora in Romania?
Nel 2050, la Romania avra’ soltanto 16 milioni di abitanti – indicano recenti previsioni ONU. Operai dal Medio ed Estremo Oriente verranno a lavorare in Romania, e sembra che tale futuro sia gia’ cominciato. Gli investitori stranieri intenti ad aprire attivita’ produttive – prevalentemente per il perfezionamento attivo – lamentano difficolta’ nel reperire manodopera romena. In Moldavia, nell’agricoltura lavorano gia’ braccianti venuti da oltre Prut. E la primavera scorsa si e’ registrata una notizia piuttosto “esotica”: un’azienda di Bacau ha “importato” 150 operaie cinesi perche’ nella regione non trovava personale preparato per la produzione dei capi di abbigliamento.
“E’ sorto un problema inedito per l’economia romena: comincia a mancare la manodopera” ammette Victor Paul Dobre, segretario di stato nel Ministero dell’Amministrazione ed Interni. Anche il presidente Traian Basescu asserisce: “La Romania e’ alle soglie di una crisi della manodopera”.
Meno crisi nelle statistiche che nella realta’
A prima vista le statistiche non risultano “preoccupanti”. “Soltanto il 6% delle aziende romene ha avuto nel 2005 posti di lavoro non occupati per piu’ di 3 mesi, specialmente nel campo delle confezioni, saldatura, consulenza finanziaria, immobiliare, carpenteria metallica, muratori, carpenteria in legno. Il 4% delle aziende romene ha avuto posti di lavoro non occupati dal 2005 anche nel 2006” asserisce Ciprian Florescu, consigliere del ministro del Lavoro.
Brevemente, le statistiche indicano:
• 4% delle aziende romene hanno avuto posti di lavoro non occupati nel 2005 e 2006.
• 2887 aziende romene risultavano avere dipendenti stranieri
• 6468 permessi di lavoro sono stati emessi per operai stranieri dall’inizio del 2006 fino alla fine di ottobre (dal contingente di 10.000 fissati dal Governo), di cui 2250 erano permessi di lavoro rinnovati. Oltre meta’ dei permessi sono del tipo A, che da diritto al titolare ad un contratto di lavoro per 12 mesi prorogabili di successivi periodi di 12 mesi. Nel 2005 erano stati rilasciati 2716 permessi e nel 2004 1819 permessi.
• Il 43% dei permessi emessi dall’inizio del 2006 erano destinati ai dipendenti di aziende produttive, il 23% ai dipendenti di aziende operanti nel commercio, il 13% a quelli operanti nei servizi, l’8% a quelli operanti nell’edilizia ed il 4% per dipendenti del settore dei giochi d’azzardo.
• Il 25% dei dipendenti stranieri provenivano dalla Turchia, il 20% dalla Rep.Moldavia, il 20% dalla Cina, il 7% dalla Francia, il 7% dalla Germania, il 4% dall’Italia ed il 2% dall’Ucraina.
• Il 45% dei dipendenti stranieri erano diplomati, il 30% laureati, il 20% con studi elementari o inferiori
• Il 76% dei dipendenti stranieri avevano funzioni esecutive ed il 24% funzioni dirigenziali.

La Romania rimane nel top delle preferenze degli espatriati
La durata di occupazione di una funzione dirigenziale in una compagnia multinazionale in Romania da parte di un espatriato e’ di 1 anno superiore alla media di 1-1,5 anni di lavoro per un espatriato in altri pesi, affermava Panos Manolopoulos, managing partner in StatonChase International in occasione di un convegno sullo sviluppo dei manager romeni nella prospettiva dell’adesione all’Unione Europea.
L’adesione della Romania all’UE facilitera’ uno “scambio di manager”, cioe’ il trasferimento all’estero di sempre piu’ numerosi romeni in funzioni dirigenziali nelle compagnie multinazionali, e l’arrivo di sempre piu’ espatriati in Romania.

Le aziende di costruzioni pagheranno una tassa tra 1000 e 2.000 euro per essere accreditate
Il Ministero dei Trasporti, Costruzioni e Turismo (MTCT) elaborera’ una norma sulla certificazione professionale degli operatori nel campo delle costruzioni, annuncia il dirigente del Patronato delle Societa’ di Costruzioni, Adriana Iftimie. Per l’ottenimento del certificato, valido fino a 5 anni, le aziende pagheranno una tassa tra 1.000 e 2.000 euro e verranno iscritte in un registro speciale, classificate per specializzazioni, volume di affari e dimensioni. Le societa’ verranno monitorate e valutate periodicamente per conservare il certificato. „La nuova legislazione mira ad eliminare le aziende costituite e poi sparite da un giorno all’altro, solo per poter partecipare a determinate gare d’appalto“ considera Iftimie.
Gli ufficiali MTCT hanno annunciato che il disegno di legge sara’ ultimato a breve e verra’ sottoposto ad un dibattito pubblico sul sito del ministero.

La produttivita’ della Romania arrivera’ nel 2015 al 55% di quella dell’UE
Il Governo romeno prevede una crescita media annua del Prodotto Interno Lordo del 5,5% per poter arrivare al 55% della produttivita’ dell’UE nel 2015 e ridurre le differenze rispetto alla produttivita’ media della comunita’ europea. A tale scopo e’ stato elaborato il Programma operazionale settoriale “Aumento della competitivita’ economica (POS CCE)”.
POS CCE e’ uno dei 7 programmi operazionali attraverso i quali, dopo l’adesione, la Romania implementera’ le priorita’ identificate nel Quadro Nazionale Strategico di Referenza (CNSR) e nel Piano Nazionale di Sviluppo (PND) 2007-2013. Questi documenti strategici a livello nazionale hanno lo scopo di consolidare ed applicare in Romania la politica europea di coesione sociale ed economica. POS CCE risponde a due priorita’ CNSR: “Aumento della competitivita’ economica e Sviluppo dell’economia fondata sulla conoscenza” e “Aumento della competitivita’ economica a lungo termine”.
Ogni asse prioritaria di intervento del POS CCE contiene campi maggiori di intervento, che a loro turno sono fondati su tipi di operazioni che permettono l’adempimento degli obiettivi della rispettiva asse prioritaria. Il programma beneficera’ di 2,55 miliardi di euro dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, piu’ il cofinanziamento nazionale, per l’intero periodo di programmazione, 2007-2013.
Tra gli obiettivi specifici del POS CCE si annovera il consolidamento e lo sviluppo del settore produttivo in Romania, la creazione di un ambiente favorevole allo sviluppo delle aziende attraverso l’accesso facilitato ai finanziamenti, la fornitura di strumenti finanziari innovativi, l’accesso a infrastrutture e servizi di affari – per creare nuove aziende e sviluppare quelle esistente.
La realizzazione di questi due obiettivi puo’ essere quantificata attraverso l’aumento del contributo delle PMI al PIL del 20% nel 2015.

L’Autostrada Transilvania ed il Corridoio IV, pronti nel 2013
La costruzione dell’autostrada Transilvania e del Corridoio IV pan-europeo sara’ ultimata nel 2013, dichiara il ministro delegato per i lavori pubblici ed allestimento del territorio, Laszlo Borbely, specificando che tale decisione e’ stata adottata nella recente riunione comune dei governi romeno ed ungherese. Borbely ha aggiunto che lo sforzo finanziario richiesto dai due progetti ammonta a 9 miliardi di euro, provenienti dal bilancio dello stato, da crediti esteri e dai fondi di coesione. „E’ un impegno apprezzato dalla parte ungherese, poiche’ entro il 2011 verra’ realizzata la connessione fino a Bors – Artand, ed entro il 2010, l’autostrada tra Szeged e Nadlac“ ha concluso il ministro.

Seminario Internazionale “Informazione, Consultazione nei processi di ristrutturazione e delocalizzazione del T.A.C. in Italia, Romania, Bulgaria e Turchia” organizzato dall’Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo ISCOS
Nel periodo 16 – 18 novembre 2006 si e’ svolto a Bucarest il Seminario Internazionale “Informazione, Consultazione nei processi di ristrutturazione e delocalizzazione del T.A.C. in Italia, Romania, Bulgaria e Turchia”
I dibattiti si sono concentrati sui seguenti aspetti: “Le azioni per consolidare e rafforzare il ruolo delle organizzazioni sindacali attraverso la cooperazione tra i diversi Paesi” (l’impatto degli investimenti diretti esteri nei diversi settori economici e territori, le Esperienze realizzate sui temi del dialogo sociale e dei Codici di Condotta nei processi di delocalizzazione, la situazione del sindacato Tessile Abbigliamento in Romania, problemi e prospettive, la situazione del sindacato Calzature e Pelli e Cuoio in Romania, problemi e prospettive, la situazione del sindacato TAC in Bulgaria, problemi e prospettive), “Le prospettive produttive e occupazionali del settore Tessile Abbigliamento Calzature nei diversi Paesi” (“L’integrazione economico-produttiva tra Unione Europea e Paesi dell’Europa sud-orientale e mediterranea: principali tendenze e prospettive, “L’evoluzione produttiva e occupazionale nel TAC in Europa, l’azione sindacale transnazionale oggi e domani, Quale futuro per il TAC in Romania e Bulgaria dopo l’adesione all’Unione Europea), “Lo sviluppo delle relazioni tra le Federazioni sindacali dei diversi Paesi” (Le azioni svolte e i nuovi bisogni per consolidare le Organizzazioni Sindacali nel settore).

Angelo Lonati, direttore amministrativo di Riso Scotti parla dell’attivita’ in Romania
Angelo Lonati, direttore amministrativo della Riso Scotti, dichiara che nel 2007 l’attivita’ sul mercato romeno si concentrera’ sull’apertura di nuovi stabilimenti di produzione e sull’acquisto di terreni agricoli.
Nel 2006, Riso Scotti ha finalizzato un investimento di 3 milioni di euro nello stabilimento di lavorazione del riso a Vladeni, regione Ialomita, con una capacita’ annua di produzione di 60.000 tonnellate di riso. E’ programmata l’apertura di un nuovo stabilimento per la lavorazione del riso nella regione Olt dove verranno, anche, coltivati terreni agricoli per ottimizzare i costi.
In Romania, Riso Scotti possiede, attualmente, 7.000 ettari di terreno agricolo ed intende acquistare, nel 2007, ulteriori 3.000 ettari. Ha raggiunto una quota di mercato del 4%, e mira al 7% nel 2007 ed 13% negli ulteriori 3 anni.
Nei primi 9 mesi del 2006, Risso Scotti ha registrato attraverso le sue 4 unita’ in Romania, Riso, Riso Milling, Enal e Riso Scotti Romania, un giro di affari di 2 milioni di euro (+30% rispetto al 2005) e prevede di aumentare di ulteriori 30% il proprio giro di affari in Romania nel 2007.
I concorrenti di Risso Scotti sul mercato romeno sono Atifco, Deroni, Sunshine, Mullers Mulle ed Uncle Ben’s.

300.000 euro, l’investimento nel primo negozio Versace in Romania
Il primo negozio Versace in Romania, Versace Jeans Couture, e’ stato inaugurato a Bucarest, in Calea Victoriei. Insieme a quello aperto in Bulgaria, il primo negozio Versace Jeans Couture in Romania e’ parte della strategia di sviluppo del marchio Versace nell’Europa Sud-Orientale.

Notizia dell’ultima ora
La Romania, senza ministro dell’Agricoltura
Il presidente Traian Basescu ha firmato il Decreto di revoca del ministro liberale dell’Agricoltura, Gheorghe Flutur, su proposta del Premier Calin Popescu Tariceanu. Il capo dello stato si e’ dichiarato insoddisfatto perche’ il premier Tariceanu (attuale presidente del Partito Liberale) non ha presentato, in concomitanza con la richiesta di revoca, anche una proposta di sostituzione ed ha sottolineato che e’ non accettera’ piu’ alcuna revoca di un ministro se non accomapgnatada una proposta concreta di sostituzione, da parte del capo dell’esecutivo.
Il presidente Basescu afferma di aver firmato la revoca dell’attuale ministro liberale dell’agricoltura per evitare il rischio che l’Amministrazione Presidenziale possa essere considerata colpevole per i problemi interni del Partito Liberale.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Anamaria Cristine Stancu, Consulente di Management Aziendale di Archimedes Group fornisce informazioni sul Fondo Europeo per lOrientamento e per la Garanzia in Agricoltura (FEOGA) – sezione “Orientamento” che e il fondo strutturale destinato alla politica agricola dellUE, che sostiene le misure per lammodernamento dellagricoltura e per lo sviluppo rurale. La sezione “Orientamento” contribuisce al sostentamento delle regioni meno sviluppate, attraverso il miglioramento dellefficienza delle strutture per la produzione, per la lavorazione e la gestione dei prodotti agricoli e forestali cosi come lo sviluppo del potenziale locale nelle zone rurali.
La sezione “Garanzie” di questo fondo, che non edi tipo strutturale, contribuisce allo sviluppo rurale nellambito della comune Politica Agricola nelle zone con difficoltà strutturali.
Misure ellegibili
• Investimenti in Consorzi agricoli;
• Sostegno iniziale per i piccoli coltivatori;
• Istruzione professionale;
• Sostegno per le modalità di pensionamento anticipato;
• Sussidi compensatori per le zone sfavorite;
• Misure ambientali per lagricoltura; • La lavorazione e la gestione dei prodotti agricoli; • Sviluppo e promozione ramano forestale; • Misure per ladeguamento e lo sviluppo delle zone rurali.
Campi dintervento dei fondi strutturali Lelenco delle categorie dei campi dintervento dei Fondi Strutturali si basa sullArt. 36 del Regolamento n. 1260/1999 del Consiglio UE ed edestinato a supportare i servizi della Commissione Europea a sostegno dellobbligo di redigere rapportari in riferimento alle attivitafinanziate dai Fondi Strutturali. Allo stesso tempo, la classifica facilita landamento e il monitoraggio delle attivita, offrendo una base solida utile allargomentazione delle valutazioni. Nellelaborare le misure nellambito dei programmi finanziati attraverso i Fondi Strutturali, gli Stati Membri possono usare la piu attinente classifica alla loro situazione nazionale e regionale, classifica che, se desiderato, sì puobasare sulla classifica della Commissione. Fondi Strutturali: i domini dintervento nellAgricoltura, divisi per categorie e sotto categorie 11 Agricoltura 111 Investimenti in loti agricoli 112 Promozione dellattivitadei giovani coltivatori 113 Formazione professionale 114 Miglioramento della lavorazione e della gestione dei prodotti agricoli 12 Silvicoltura 121 Investimento nelle foreste 122 Miglioramento della raccolta/abbattimento e della gestione dei prodotti forestali 123 Sviluppo nuove modalità di utilizzo e di gestione dei prodotti forestali 124 Costituzione di associazioni di proprietari forestali 125 Riassetto del potenziale di produzione forestale perso in seguito a disastri naturali e incendi e lintroduzione di strumenti adatti di prevenzione
126 Rimboschimento dei terreni non agricoli
127 Miglioramento/conservazione della stabilitaecologica delle foreste con ruolo di protezione 128 Formazione professionale 13 Promozione delladeguamento e dello sviluppo delle zone rurali
1301 I miglioramenti fondiari
1302 La rilottizzazione
1303 Listituzione dei servizi di sostenimento e di gestione delle aziende agricole 1304 La gestione dei prodotti agricoli di qualità 1305 I servizi di base per leconomia e per la popolazione rurale
1306 Il rinnovamento e lo sviluppo dei villaggi, la protezione e la conservazione delleredita rurale
1307 La diversificazione dellattivita agricola e di quelle connesse allagricoltura, necessarie ad assicurare attivita multiple o portatrici di redditi alternativi
1308 Lamministrazione delle risorse dacqua per lagricoltura 1309 Sviluppo e miglioramento dellinfrastruttura associata allo sviluppo dellagricoltura 1310 Sviluppo attivita turistiche
1311 Incoraggiamento delle attivitaprofessionali 1312 Conservazione 1313 La ricostituzione del potenziale della produzione agricola persa come conseguenza dei disastri naturali e lintroduzione di alcuni adeguati strumenti preventivi
1314 Ingieneria finanziaria

Nella prossima News Letter verra’ presentato lo Strumento Finanziario per l`Orientamento Piscicolo (IFOP)

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