Newsletter n.46 / 2006

L’Unione Europea finanzia il trasporto merci ferroviario, marittimo e fluviale
L’Unione Europea finanzia, attraverso il programma Marco Polo, progetti riguardanti il trasferimento dei servizi di trasporto merci dalle strade alle ferrovie o vie marittime e fluviali. Nel periodo 2007- 2013 il programma europeo Marco Polo concede fondi di 400 milioni di euro. I trasportatori possono beneficiare di finanziamenti di fino al 35% del valore dei progetti di trasferimento dal trasporto merci via strada a quello ferroviario, marittimo e fluviale.
La Romania ha partecipato a questo programma anche nel 2005, con una serie di progetti che, pero’ non sono stati selezionati, poiche’ la Commissione Europea non gli ha considerati validi e sostenibili per l’appoggio europeo.

Avvertimenti da Brusselles per la Romania
Il Commissario europeo per la politica regionale, Danuta Hubner, ha avvertito i governi di alcuni stati membri UE o futuri membri UE, tra cui anche Romania e Bulgaria, che non hanno ancora presentato alla Commissione Europea i loro piani di sviluppo regionale, informa il sito Novinite.com. I paesi sono tenuti a presentare alla Commissione il modo in cui intendono utilizzare i fondi comunitari, per incentivare la crescita economica e creare nuovi posti di lavoro. Austria e Lettonia sono gli unici paesi ad aver gia’ presentato tali programmi.
I fondi per lo sviluppo regionale a disposizione degli attuali stati membri UE piu’ Romania e Bulgaria ammontano ad oltre 350 miliardi di euro, per il periodo 2007-2013, il che rappresenta il 35% del bilancio UE per il rispettivo intervallo. Tra i progetti presentati, la Commissione Europea decide quali sono eleggibili e quindi finanziabili.

Le aziende con capitale proveniente dai Paesi UE non pagheranno piu’ l’imposta sui dividendi in Romania a partire dal 2007
Dal 1 gennaio 2007, dopo l’adesione all’UE, le societa’ registrate in Romania con capitale dagli stati UE saranno esonerate dal pagamento dell’imposta sui dividendi. Tale disposizione e’ prevista nel nuovo Codice Fiscale, e traspone la Direttiva 90/435/CEE sul sistema comune di tassazione applicabile alle societa’ madri e alle loro filiali negli altri stati membri UE. Secondo queste disposizioni, i dividendi percepiti da una persona giuridica romena da una sua filiale nell’UE, nonche’ i dividendi pagati da una compagnia romena ad una compagnia di un altro paese UE non sono tassabili localmente se il beneficiario dei dividendi detiene almeno il 15% delle azioni, e a partire dal 2009, almeno il 10% delle azioni dell’entita’ che paga i dividendi. L’esonero dall’imposta si applica soltanto se alla data del pagamento dei dividendi le azioni sono gia’ detenute da almeno 2 anni. Le disposizioni non sono applicabili ai redditi da liquidazioni, poiche’ la legge romena non li considera dividendi.

L’Unione Europea impone restrizioni ai prodotti agro alimentari provenienti dalla Romania e Bulgaria
L’Unione Europea ha deciso di vietare le importazioni di determinati prodotti agro alimentari dalla Romania e Bulgaria dopo il 1 gennaio 2007, quando i due paesi diventeranno membri UE, informa la Commissione Europea.
Gli esperti veterinari dei 25 attuali stati membri UE hanno approvato una raccomandazione della Commissione che prevede misure restrittive transitorie per determinati prodotti di origine animale. La Romania si Bulgaria non potranno piu’ esportare nell’UE prodotti di origine animale fabbricati prima del 1 gennaio 2007, poiche’, secondo gli esperti, questi non rispettano le condizioni sanitarie-veterinarie imposte nell’Unione Europea. Tali prodotti potranno essere commercializzati soltanto sui mercati nazionali e soltanto fino alla fine del 2007, dopo di che saranno ritirati dal commercio.
Ulteriori restrizioni vengono applicate alla sola Romania: 387 unita’ di lavorazione della carne, pesce e latte non potranno esportare verso l’UE fino nel 2009. Oltre la meta’ dei produttori di latte non potranno esportare nell’UE fino a meta’ del 2008 ed i loro prodotti potranno essere commercializzati soltanto sul mercato nazionale e con un’etichetta speciale.
Una risoluzione addizionale prevede la concessione di 11,5 milioni di euro per combattere le malattie animali in Romania e Bulgaria nel 2007.

Dopo il 1 gennaio 2007, soltanto 301 aziende romene potranno esportare generi alimentari di origine animale verso l’Unione Europea
Soltanto 301 aziende, che rispettano le norme europee potranno esportare prodotti alimentari di origine animale verso il mercato comunitario, dopo il 1 gennaio 2007, informa l’Autorita’ Nazionale Sanitaria-Veterinaria e per la Sicurezza degli Alimenti (ANSVSA). Il Comitato Veterinario Permanente della Commissione Europea ha votato in unanimita’ il progetto riguardante le aziende dell’industria alimentare che potranno esportare dopo il 1 gennaio 2007 rispettivamente le aziende beneficiarie di un periodo di transizione per l’ammodernamento.
396 aziende del settore della carne e del latte beneficeranno di un periodo di transizione, fino nel 2009, per l’allineamento alle nuove norme di sicurezza alimentare. I prodotti lavorati nelle aziende autorizzate all’interscambio intra-comunitario avranno un marchio di sanita’ di forma ovale, e quelli realizzati nelle aziende sottoposte al periodo di transizione avranno un marchio di sanita’ di forma circolare.

Nuova Guida per l’accesso ai fondi europei
Il Programma SAPARD, dopo la sua conclusione, viene sostituito, dopo l’adesione della Romania all’UE dai fondi strutturali, riuniti nel Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FADR). L’Agenzia di Pagamenti per lo Sviluppo Rurale e Pesca, ente costituito per l’assorbimento dei fondi strutturali europei concessi all’ambiente rurale, ha pubblicato un manuale quadro di implementazione e controllo dei progetti di investimenti che saranno finanziati attraverso il FADR. Sulla pagina web dell’Agenzia e’ stato aperto anche un forum sulle regole di implementazione dei fondi strutturali

Schemi per gli aiuti a fondo perduto destinati agli imprenditori romeni
Il Ministero delle Finanze ha finalizzato 4 schemi di aiuto di stato, utilizzabili dopo l’adesione della Romania all’UE. Gli schemi sono stati approvati dal Governo, attraverso un memorandum, e sono destinati ad incoraggiare gli investimenti e ridurre sia le differenze tra le varie regioni del paese che quelle tra la Romania e gli altri stati europei. Le autorita’ romene informeranno la Commissione Europea sulla concessione di tali fondi.
• Schema 1 – Si applica agli operatori economici che adempiono ad una delle seguenti condizioni: realizzano investimenti di oltre 1 milione di euro; creano almeno 50 nuovi posti di lavoro, in una zona dove il tasso della disoccupazione e’ superiore alla media nazionale calcolata per gli ultimi 12 mesi. Gli investimenti o i nuovi posti di lavoro possono essere realizzati in ogni campo di attivita’ ad eccezione della pesca, industria carbonifera, siderurgia, trasporti, costruzione di navi marittime. Tale schema di aiuto di stato non si applica agli operatori economici che si trovano in una delle seguenti situazioni: vengono considerati “aziende in difficolta’”; sono aziende contro le quali e’ stata emessa una decisione per il recupero di un aiuto di stato (se la decisione di recupero non e’ gia’ stata eseguita). Inoltre, gli operatori economici non possono beneficiare di aiuti a favore delle attivita’ collegate all’esportazione, di aiuti che facilitano l’utilizzo dei prodotti nazionali a sfavore dei prodotti di importazione ne’ di aiuti per le piccole aziende neo costituite.
• Schema 2 – si applica agli operatori economici che adempiono ad una delle seguenti condizioni: realizzano investimenti di oltre 50 milioni di euro in una delle regioni Nord-Est, Sud-Est, Sud-Muntenia si Sud-Ovest-Oltenia e 100 milioni di euro in una delle regioni Ovest, Centro, Nord-Ovest e Bucarest-Ilfov; l’investimento iniziale crea almeno 100 nuovi posti di lavoro in una zona dove il tasso della disoccupazione ha superato la media nazionale della disoccupazione negli ultimi 12 mesi. Gli aiuti di stato che superano l’equivalente di 30 milioni di euro concessi nella regione Bucarest-Ilfov e 37,5 milioni di euro nelle altre regioni vanno notificate alla Commissione Europea, caso per caso.
• Schema 3 – si applica agli operatori economici di qualsiasi campo di attivita’ ad eccezione del trasporto stradale, pesca ed acquicoltura, produzione primaria dei prodotti agricoli, esportazione di carbone, siderurgia. Gli operatori economici che beneficiano dell’aiuto non devono aver ricevuto, nei precedenti 3 anni fiscali, aiuti superiori a 200.000 euro. Gli aiuti non sono sottoposti alla procedura di notifica alla Commissione Europea.
• Schema 4 – si applica alle piccole e medie imprese, ad eccezione del settore minerario, siderurgia, produzione di fibre sintetiche, trasporti, costruzioni navali e pesca.

La Banca Centrale (BNR) rinuncia alle restrizioni imposte ai crediti in valuta
L’avvicinamento dell’adesione della Romania all’UE ha determinato la Banca Nazionale della Romania ad eliminare una delle piu’ restrittive regolamentazioni imposte ai crediti, quella sul volume dei prestiti concessi in valuta. Quindi, dal 1 gennaio 2007, le banche non saranno piu’ tenute a rispettare il limite del 300% dei fondi propri per il volume dei crediti in valuta concessi. La decisione adottata recentemente dal Consiglio di Amministrazione della BNR, e’ risultato delle critiche espresse dai banchieri, che hanno avvertito sulla pressione concorrenziale che sorgera’ sul mercato romeno dopo il 1 gennaio 2007.
Conseguentemente alla rinuncia a tale limitazione dovrebbe aumentare il volume dei prestiti in valuta, nonche’ la diminuzione dei tassi di interesse e delle tasse attinenti a questi, in modo che le banche romene possano fronteggiare la concorrenza da parte delle banche europee. Tutto cio’ perche’ dal 1 gennaio 2007, queste ultime potranno operare in Romania senza l’autorizzazione della BNR, e la loro attivita’ non sara’ sottoposta alle restrizioni imposte alle banche romene.

Le banche operanti in Romania registrano profitti di miliardi
Le banche fanno i conti sul loro operato nei primi 3 trimestri del 2006. anche se alcune banche hanno problemi nel conto di profitti e perdite, nel suo insieme, il sistema bancario romeno si e’ dimostrato, anche nel 2006, estremamente profittevole.
Se nel caso della BCR si e’ gia’ abituati a profitti di mezzo miliardo, a questa si avvicinano rapidamente altri operatori.
BRD – Groupe Societe Generale ha registrato, nei primi 9 mesi del 2006, una crescita consistente della propria attivita’. Il volume totale dei crediti concessi ha superato 16,3 miliardi di lei (4,6 miliardi di euro), in aumento dell’84% rispetto al periodo simile del 2005. Il reddito netto bancario e’ aumentato del 20%, fino a 1.180 milioni. Tenendo presente l’alto livello delle spese generali collegate agli investimenti e reclutamento del personale, il risultato lordo dell’attivita’ ammontava a 592 milioni di lei (167 milioni di euro), in aumento del 6%.
Alpha Bank, la seconda banca con capitale greco, dichiara un aumento del 31,4% del profitto netto realizzato nei primi 9 mesi del 2006, di 473,4 milioni di euro, grazie all’aumento dei crediti ipotecari e di consumo. Il risultato conseguito da Alpha Bank si piazza al limite superiore dell’intervallo anticipato dagli analisti, che stimavano, mediamente, un guadagno netto di 466 milioni di euro. Il reddito netto dagli interessi e’ aumentato del 18%, a 1,059 miliardi di euro, ed il margine di profitto dagli interessi si e’ piazzato al 3,1%, stesso livello che all’inizio del 2006. I crediti ipotecari sono aumentati del 27,6% in termini annui, nel periodo gennaio-settembre, ed i crediti al consumo sono aumentati del 23%.
Banca Transilvania, una sorpresa piacevole
Gli attivi di bilancio della Banca Transilvania sono aumentati da 4,93 a 6,81 miliardi di lei (+38%). Il profitto lordo e’ aumentato del 15% rispetto al periodo simile del 2005, fino a 92,99 milioni, ed il profitto netto alla fine dei primi 3 trimestri era di 84,39 milioni di lei (+15%). L’aumento del profitto e’ dovuto allo sviluppo accelerato della rete territoriale e ad investimenti consistenti nell’IT e marketing. Nei primi 9 mesi del 2006, BT ha aperto 95 nuovi sportelli.
Banca HVB – Ţiriac ha registrato, nei primi 3 trimestri del 2006, un profitto lordo di 190 milioni di lei (equivalente a 53,6 milioni di euro), mentre gli attivi della banca sono scesi, rispetto alla fine del 2005, del 10%, fino a 8,6 miliardi di lei (2,43 miliardi di euro). Secondo i dati pubblicati da Bank Austria Creditanstalt, il volume del saldo dei crediti non governativi della HVB – Ţiriac ammontavano, a fine settembre 2006, a 4,86 miliardi di lei, equivalenti a 1,37 miliardi di euro. Gli investimenti realizzati dalla banca, nei primi 9 mesi del 2006, sono ammontati a 186 milioni di lei.
La sussidiaria romena dell’austriaca Raiffeisen ha registrato un aumento dei suoi attivi del 17,9%, fino a 3,57 miliardi di euro, nei primi 9 mesi del 2006, secondo il rapporto trimestrale pubblicato da Raiffeisen International. Il profitto lordo ottenuto da Raiffeisen International nell’Europa Sud-Orientale e’ aumentato del 47,2% nei primi 9 mesi del 2006 fino a 205,4 milioni di euro. Gli attivi nella regione hanno registrato un aumento di quasi il 30%, fino a 16,56 miliardi di euro.
Bancpost non si e’ mossa
Bancpost ha registrato nei primi 3 trimestri del 2006 un profitto netto di 2,7 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 3,3 milioni di euro registrati nel primo semestre dell’anno. Gli ufficiali della banca spiegano il basso livello del profitto attraverso gli investimenti consistenti realizzati nel 2005 ma anche nel 2006, che devono essere ammortizzati. Il saldo dei crediti concessi dalla Bancpost e’ arrivato a 1,41 miliardi di euro a fine settembre 2006, in aumento del 74% rispetto al periodo simile del 2005.
ABN Amro ha registrato, nel terzo trimestre, un profitto netto di 1,14 miliardi di euro, (-5,6% rispetto al periodo simile del 2005 pero’ superiore alle stime degli specialisti).
Finansbank ha ottenuto nei primi 9 mesi del 2006 un profitto netto di 10,8 milioni di lei (equivalente a circa 3 milioni di euro), doppio a quello registrato nel periodo simile del 2005. Gli attivi della banca ammontavano, a fine settembre, a 1,92 miliardi di lei (544 milioni di euro), in aumento dell’80% rispetto a settembre 2005.

Ogni banca e’ sottoposta a 22 rischi
In occasione della quarta edizione del forum Risk Management, svoltosi a Bucarest nel periodo 14-17 novembre 2006, e’ stata sottolineata l’esistenza di 4 grandi categorie di rischi bancari: finanziari, operazionali, di “business” e congiunturali, tra cui soltanto quelli finanziari possono essere quantificati e gestiti contabilmente.
Secondo i modelli della Banca Mondiale, risulta l’esistenza di 22 rischi bancari importanti, ai quali si aggiungono altri meno rilevanti.
I rischi di credito hanno il peso specifico piu’ alto
Nella prima categoria, quella dei rischi finanziari, rientrano i rischi che accompagnano gli attivi e gli altri componenti del capitale bancario. Tra questi, il rischio di credito rappresenta il 53%, quello attinente ai piazzamenti interbancari il 35%, quello collegato ai mezzi fissi l’8%. Nella categoria dei rischi finanziari rientrano anche quelli collegati alla struttura del bilancio, alla struttura dei redditi, di credito, di liquidita’, del tasso di interesse, di mercato e quello valutario.
I rischi operazionali non possono essere quantificati
La seconda categoria, i rischi operazionali, comprende i rischi collegati al funzionamento dei sistemi interni delle banche ai quali si aggiungono vari altri rischi come quello tecnologico, quello di management inefficace, di frode o di mancato rispetto alle procedure e norme interne della banca, a livello del personale. I rischi operazionali non possono esere quantificati, pero’ vanno evitati con metodi specifici. I sistemi informatici delle banche, relativamente esposti a tali rischi, sono i piu’ degni di attenzione.
Le altre due categorie di rischi – congiunturali e “di affari” – hanno in comune gli eventuali danni provocati da fenomeni indipendenti dall’organizzazione interna della banca, a differenza di quelli finanziari ed operazionali. Nella categoria rischi “di affari” rientrano quelli collegati al livello di sviluppo macroeconomico, di politica monetaria, di fattori legislativi, di regolamentazione, di infrastrutture e quelli sistemici. Infine, nella categoria dei rischi congiuncturali rientrano il rischio politico, quello “di contaminazione” e quello di crisi bancaria. Pero’ il piu’ importante, secondo gli esperti, e’ il rischio di immagine, rispettivamento il danno alla reputazione di cui gode la banca tra i suoi clienti.
Sorveglianza differenziata per le banche
L’applicazione del regolamento bancario Basel II sara’ un processo unico per ogni banca e necessitera’ da parte della Banca Nazionale della Romania una sorveglianza differenziata. La maggior parte della banche operanti in Romania hanno scelto di conservare anche nel 2007 l’attuale quadro di regolamentazione.

Lo “Sportello virtuale di pagamenti” attende candidati
Le compagnie interessate ad assicurare i servizi di pagamenti on-line con card per il sistema “Sportello virtuale di pagamenti” possono presentare le proprie offerte nel periodo 15 novembre – 1 dicembre 2006, presso il Ministero delle Comunicazioni e Tecnologia dell’Informazione (MCTI). L’aumento del numero di utilizzatori di card impone lo sviluppo di progetti del tipo “Sportello virtuale dei pagamenti” per rendere piu’ semplice il rapporto dei cittadini romeni con gli strumenti di pagamento elettronico.

Guida legislativa elaborata da Musat&Asociatii
Lo studio di avvocati Musat&Asociatii ha pubblicato la guida legislativa “Doing Business in Romania 2006”, destinata a facilitare l’attivita’ degli operatori economici interessati al mercato romeno, nella prospettiva dell’adesione della Romania all’UE.
Il lancio della Guida avviene in occasione dell’anniversario di 15 anni di attivita’ dello studio di avvocati, che vanta uno staff di oltre 70 avvocati specializzati in vari campi della consulenza legale e clienti come General Motors, Citigroup, Electrolux, Unilever

La produzione industriale e’ aumentata del 6,7% nel mese di settembre 2006 e concludera’ l’anno con una crescita di oltre il 6%
L’industria ha ridotto leggermente il suo ritmo di crescita rispetto ai mesi estivi, pero’ si e’ stabilizzata ad un ritmo di crescita che non era riuscita a raggiungere negli ultimi 4-5 anni.
La produzione industriale attraversa, attualmente, un periodo di stabilizzazione del ritmo di crescita, aumentandolo al 6,7% nel mese di settembre e al 7,2% nei e primi 9 mesi del 2006, conformemente ai dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica.
L’aumento della produzione e’ accompagnato da un piu’ di produttivita’, collegato al fatto che nell’industria continuano i licenziamenti nonostante l’alto ritmo di crescita. La produttivita’ del lavoro nell’industria e’ aumentato nel mese di settembre del 10,2% e nei primi 9 mesi dell’anno dell’11%.
La riduzione del personale dell’industria e’ un segno che la ristrutturazione non si e’ ancora conclusa. Nell’ultimo anno (settembre 2005 – settembre 2006), nell’industria sono state licenziate 61.000 persone, cioe’ il 3,6% del personale attivo nel settore.
“E’ evidente che si tratta di una stabilizzazione del ritmo di crescita dell’industria. Dopo le crescite estive, di oltre il 10%, molti sono stati tentati di credere che il ritmo si sarebbe conservato” dichiara Ion Ghizdeanu, presidente della Commissione Nazionale di Previsioni e sottolinea che l’industria conservera’ l’attuale ritmo di crescita fino alla fine del 2006.
La CNP indica, attualmente, una crescita del 6,3% della produzione industriale per il 2006, il che significherebbe un leggero rilento nell’ultimo trimestre. Anche cosi’, il valore stimato attualmente e’ piu’ che doppio rispetto al ritmo del 3% previsto all’inizio dell’anno. Ghizdeanu ha specificato che l’industria conserva un altro ritmo di crescita, con un contributo importante alla crescita economica generale. Le previsioni sull’aumento del PIL sono state recentemente riviste, in aumento, dalla Commissione, dal 6,7% al 7%.
Nel mese di settembre 2006, le piu’ alte crescite produttive sono state realizzate nelle industrie gia’ nel top in 2006. al primo posto si piazza l’industria dei mobili, con un aumento di oltre il 34% della produzione rispetto a settembre 2005, seguita dall’industria automotiva, dove la produzione del modello Dacia Logan e delle fabbriche di componenti auto della parte occidentale del paese e’ aumentata di oltre il 30%. Segue il settore dei materiali di costruzioni con un aumento di quasi il 28%, appoggiata dalla richiesta in aumento.
Al polo opposto si piazza l’estrazione dei minerali metalliferi, con una riduzione di oltre il 27% del livello della produzione nel mese di settembre 2006 rispetto a settembre 2005 e l’industria dei beni di consumo, a causa della riduzione delle operazioni di perfezionamento attivo.
L’industria dei tessili ha ridotto la sua produzione nel mese di settembre del 22%, e quella delle confezioni del 13%. In questo contesto e’ sorprendente la ripresa dell’industria della pelletteria e delle calzature che si e’ confrontata con gli stessi problemi che l’industria dei tessili e delle confezioni. Nonostante il rincaro delle utilita’, l’apprezzamento del leu e la riduzione del perfezionamento attivo, l’industria della pelletteria e’ tornata a crescere, registrando a settembre un aumento del 6%.
Il commercio al dettaglio (retail) si e’ dimostrato, di nuovo, piu’ dinamico della produzione industriale. Il retail e’ aumentato del 22% a settembre 2006 rispetto a settembre 2005 e di quasi il 25% nei rimi 9 mesi del 2006 rispetto al periodo simile del 2005, pronto a concludere il 2006 con la piu’ consistente crescita registrata dal 1990 fino al momento attuale. Il commercio al dettaglio riflette da vicino l’evoluzione del consumo, che rimane consistente. Nonostante le restrizioni imposte ai crediti, gli aumenti salariali hanno permesso nell’ultimo anno la continuazione dell’aumento del consumo. A settembre 2006, lo stipendio medio netto a livello nazionale era di quasi il 17% superiore a quello di settembre 2005.

Nel mese di ottobre 2006, il tasso annuo dell’inflazione e’ diminuito al 4,8%
L’aumento dell’indice dei prezzi al consumo nel mese di ottobre 2006 e’ stato determinato, principalmente, dall’aumento delle tariffe dei servizi, poiche’ i prezzi delle altre due categorie prese in calcolo nel paniere di consumo, i generi alimentari e quelli non alimentari, hanno registrato aumenti modestissimi.
I prezzi al consumo sono aumentati nel mese di ottobre 2006 rispetto al mese precedente dello 0,21% arrivando allo 0,92%, come conseguenza del rincaro dei servizi, mentre i generi non alimentari sono rincarati dello 0,02% ed i prezzi dei generi alimentari sono aumentati dello 0,03%.
Le tariffe dei servizi sono aumentate dello 0,16% e gli aumenti piu’ significativi sono stati registrati dai : biglietti per cinema, teatro, musei, spese per l’educazione e turismo (+2,91%), altri servizi (+2,86%), affitti (+1,98%), ristoranti, caffe’, mense (+1,45%), acqua, canalizzazione, nettezza urbana (+0,99%) e trasporto urbano (+0,79%).
Gli aumenti dei prezzi per uova (+11%), fagioli ed altri legumi (+2,9%), agrumi ed altra frutta meridionale (+2,8%), latte e derivati del latte (+0,9%), carne e conserve di carne (+0,6%) sono stati controbilanciati dalle diminuzioni dei prezzi delle patate (-12,5%), zucchero (-2,1%), frutta fresca (-0.9%) e oli commestibili (-0,6%).
Nel gruppo dei prodotti non alimentari sono aumentati i prezzi delle sigarette e tabacco (+0,7%), calzature (+0,6%), abbigliamento, merceria (+0,4%), e sono diminuiti quelli dei combustibili (-0,8%), lavatrici (-0,2%), frigoriferi e congelatori (-0,2%).
Il tasso annuale dell’inflazione e’ diminuito ad ottobre al 4,80%, rispetto allo 5,48% di settembre.

Dal 1 dicembre 2006, la BNR immette sul mercato la banconota da 200 lei
All’inizio di dicembre 2006, la Banca Nazionale della Romania immette in circolazione la banconota da 200 lei, che avra’ sull’avverso, l’immagine del poeta Lucian Blaga, e sul riverso la statua del “Pensatore di Hamangia”.
Dal 1 gennaio 2007, le vecchie banconote e monete saranno ritirate dal mercato e rimarranno in circolazione soltanto quelle espresse in lei nuovi e loro suddivisioni.

Il mercato romeno del factoring arrivera’ a 600 milioni di euro nel 2006
Il numero delle compagnie che offrono servizi di factoring e’ in continuo aumento. Si stima che il mercato romeno del factoring arrivera’ nel 2006 a circa 600 milioni di euro, quasi lo 0,65% del Prodotto Interno Lordo. Negli altri paesi dell’Europa Centrale il livello e’, pero’, 2-3 volte piu’ alto. In Polonia, il mercato del factoring rappresentava, nel 2005, l’1,5% del PIL, in Ungheria quasi il 2,1% del PIL e nella Rep. Ceca circa il 2,9% del PIL. Negli stati sviluppati, il livello e’ molto piu’ alto (in Italia rappresenta oltre il 10% del PIL).
Un mese fa’ Banca Transilvania lanciava “Compania de factoring IFN SA” ed alcuni giorni fa’ veniva inaugurata “ING Commercial Finance România” specializzata in servizi di factoring.

La Banca Nazionale della Romania ha rivisto il livello degli investimenti stranieri effettuati nel 2005
La Banca Centrale ha rivisto, in aumento, il livello degli investimenti stranieri diretti realizzati nel 2005, a 5,213 miliardi di euro (+16 milioni di euro rispetto al risultato iniziale, annunciato all’inizio del 2006).
I dati rivisti per il 2004 ed il 2005 indicano investimenti annuali stranieri diretti di circa 5,2 miliardi di euro. La BNR ha rivisto le entrate di capitale straniero, insieme all’Istituto Nazionale di Statistica, in base al saldo esistente all’inizio del 2005 e dei flussi nel corso dell’esercizio finanziario 2005, nelle aziende residenti con partecipazione straniera al capitale. La ricerca statistica, realizzata in base ad un campione di 6.576 societa’ con capitale straniero, comprende anche una componente riguardante i redditi realizzati da investimenti stranieri diretti. Nel 2005, i redditi realizzati da investimenti stranieri diretti sotto forma dei dividendi ed interessi percepiti dagli investitori sono ammontati a 2,352 miliardi di euro. Di questi, il peso specifico piu’ consistente, il 96,3%, e’ spettato ai redditi da partecipazioni al capitale, strutturati in dividendi distribuiti e profitti reinvestiti nell’esercizio finanziario 2005.
Alla fine del 2005, il saldo degli investimenti stranieri diretti risultato dall’aggiunta al saldo iniziale del flusso netto degli investimenti stranieri diretti, delle differenze di valori provenienti dalle rivalutazioni determinate dalla modifica del tasso di cambio valutario e dei prezzi, nonche’ dal cambio contabile del valore di alcuni saldi, e’ arrivato a 21,9 miliardi di euro.
Dal punto di vista della struttura degli investimenti per settori economici, alla fine del 2005, l’industria di trasformazione aveva concentrato il 37,3% del totale, seguita dal commercio al dettaglio e all’ingrosso (15%), dall’attivita’ bancaria e di assicurazioni (14,5%) e dalle telecomunicazioni (10,9%).
Gli investimenti greenfield hanno rappresentato il 42,2% del saldo degli investimenti stranieri diretti al 31 dicembre 2005, rispettivamente 9,2 miliardi di euro, e la differenza era rappresentata dai prelievi di societa’ esistenti. Per il 2006, le autorita’ romene prevedono investimenti stranieri diretti di oltre 8 miliardi di euro.
Olanda, Austria e Germania nel top
Gli investitori olandesi, austriaci e tedeschi hanno contribuito con il 42,2% al saldo totale degli investimenti stranieri diretti attratti in Romania fino alla fine del 2005, di 21,9 miliardi di euro. La graduatoria e’ stata realizzata in base ad una ricerca statistica elaborata insieme all’Istituto Nazionale di Statistica, in funzione del paese di residenza degli investitori. Sono stati presi in considerazione soltanto gli investitori che detengono, direttamente, almeno il 10% del capitale sociale di aziende con partecipazione straniera al capitale.
Il saldo degli investimenti delle societa’ con partecipazione olandese al capitale alla fine del 2005 era di 4,3 miliardi di euro, equivalente al 19,5% del totale, mentre gli investimenti austriaci ammontavano a 3,4 miliardi di euro (15,4%). Il valore totale del capitale tedesco investito era di 2,3 miliardi di euro (10,7%). Ai posti successivi sii piazzavano la Grecia, Francia, Svizzera, Italia, Cipro e SUA. Inoltre, fino alla fine del 2005, la BERS aveva investito in Romania 161 milioni di euro, e l’IFC 121 milioni di euro.

Gli investitori stranieri hanno guadagnato, nel 2005, in Romania, 2,3 miliardi di euro
Gli operatori stranieri hanno investito, nel 2005, in Romania 5213 milioni di euro e hanno ricavato redditi di 2.352 milioni di euro, risulta dal recente rapporto sugli Investimenti Stranieri Diretti (IDE) pubblicato dalla BNR. Il 96,3% dei redditi e’ risultato dalle partecipazioni al capitale, di cui profitti reinvestiti di 1164 milioni di euro (49,5% del totale) e dividendi distribuiti di 1101 milioni di euro (46,8% dei redditi totali). Dal punto di vista territoriale si constata l’orientamento preferenziale degli investimenti verso Bucarest-Ilfov (60,6%), e verso la regione Sud-Est (8,4%), regione Centro (7,4%) e regione Ovest (6,8%).
Gli investimenti stranieri diretti in Romania al 31 dicembre 2005 ammontavano a 21,8 miliardi di euro. Olanda era il piu’ importante paese investitore in Romania, con 4.266 milioni di euro, seguita dall’Austria con 3.379 milioni di euro e Germania con 2.339 milioni di euro.
La struttura degli investimenti:
• Le partecipazioni degli investitori stranieri diretti al capitale sociale delle aziende investimento diretto in Romania di 2688 milioni di euro (51,6% del flusso netto di IDE). Da questo ammontare, 13 milioni di euro costituiscono contributo in
natură (0,2% del flusso netto totale);
• Il profitto netto reinvestito di 1164 milioni di euro (22,3% del flusso netti). Nel calcolo e’ stata presa in considerazione anche la perdita netta di 1169 milioni di euro, registrata dalle aziende investimento diretto che hanno concluso l’esercizio finanziario 2005 con perdite, ammontare dedotto dal profitto netto realizzato dalle aziende investimento diretto, redditizie e di conseguenza anche il profitto reinvestito da queste;
• Il credito netto ricevuto dalle aziende investimento diretto dagli investitori
stranieri diretţi compreso quelli facenti parte del gruppo, di 1361 milioni di euro (26,1% del flusso netto di IDE).
Il saldo degli IDE alla fine del 2005, risultato dalla somma tra il saldo iniziale del flusso netto di IDE, le differenze di valori provenienti dalle rivalutazioni dovute alla modifica del tasso di cambio valutario e dei prezzi, nonche’ le modifiche contabili dei valori di alcuni saldi, e’ ammontato a 21.885 milioni di euro.
Le partecipazioni al capitale sociale ed i profitti reinvestiti dalle aziende investimento diretto ammontavano alla fine del 2005 a 17.490 milioni di euro (80% del saldo
finale degli IDE), ed il credito netto totale ricevuto da queste dagli investitori stranieri
diretti, compresi nel quadro del gruppo, ammontavano a 4.395 milioni di euro (20%
del saldo finale degli IDE). Il credito netto comprende sia i creditele e medio e lungo termine che quelli a breve termine concessi dagli investitori stranieri alle loro aziende
in Romania, sia direttamente che attraverso altre aziende non residenti membri del
gruppo.
Dal punto di vista dell’orientamento degli investitori stranieri verso i settori economici
(secondo i codici CAEN Rev.1), gli IDE sono localizzati prevalentemente nell’industria di trasformazione (37,3% del totale), di cui nella metallurgia (8,2%), l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (6,5%) e nell’industria dei mezzi di trasporto (5,1%). Altre attivita’ che hanno attratto consistenti IDE sono il commercio al dettaglio e all’ingrosso (15,0% del totale), le intermediazioni finanziarie e le assicurazioni, inclusa l’attivita’ bancaria (14,5%E e le telecomunicazioni (10,9%). Si constata un peso specifico piu’ basso rispetto al potenziale in settori come l’industria tessile, delle confezioni e della pelletteria (2,6%), nonche’ nel settore alberghiero e della ristorazione (0,2% del totale degli IDE).
Dal punto di vista del tipo di IDE, gli investimenti greenfield hanno rappresentato il 42,2% del saldo degli IDE al 31 dicembre 2005, cioe’ 9.237 milioni di euro.
I redditi risultati dagli IDE
Nel 2005 i rediti ricavati dagli IDE sono ammontati a 2.352 milioni di euro, di cui 2.265 milioni di euro rispettivamente il 96,3% del totale sono stati redditi dal partecipazioni al capitale, strutturati in dividendi ripartiti e profitti reinvestiti nell’esercizio
finanziario 2005.
I profitti reinvestiti, di 1.164 milioni di euro, rappresentano il 49,5% del totale redditi, ed i dividendi distribuiti, di 1.101 milioni di euro rappresentano il 46,8% del totale redditi.
I redditi netti dagli interessi percepiti dagli investitori stranieri diretti per i crediti concessi alle loro aziende in Romania ammontano a soli 87 milioni di euro (3,7% dei redditi totali).
La ricerca statistica e’ stata realizzata su un campione di 6.576 aziende investimento diretto, di cui 3.243 aziende con piu’ di 50 dipendenti e 3.333 aziende con meno di 50 dipendenti) scelte in modo aleatorio tra circa 35.700 aziende investimento straniero diretto. I risultati finali della ricerca statistica sugli IDE hanno un grado di errore del ±3%.

Gli investimenti diretti con impatto significativo nell’economia sono aumentati del 22% nei primi 10 mesi del 2006
Gli investimenti diretti con impatto significativo nell’economia, il cui valore supera 1 milione di dollari, sono ammontati a 1,22 miliardi di dollari (985 milioni di euro) nei primi 10 mesi del 2006, in aumento del 22% rispetto al livello registrato nel periodo simile del 2005, secondo i dati forniti dall’Agenzia Romena per gli Investimenti Stranieri (ARIS).
I settori principali verso i quali si sono orientati gli investimenti diretti nei primi 10 mesi del 2006 sono stati: l’industria dei componenti auto, l’industria dei materiali di costruzioni, l’energia non convenzionale (biodiesel, energia eolica) e l’IT.
Nel mese di ottobre 2006, gli investimenti diretti superiori ad 1 milione di dollari hanno totalizzato 265,7 milioni di dollari (213,3 milioni di euro).
Secondo l’ARIS, nel periodo ottobre 2001 (entrata in vigore della legge sugli investimenti diretti con impatto significativo nell’economia) – ottobre 2006, sono stati registrati 520 progetti di investimenti del genere, il cui valore impegnato ammonta a 6,4 miliardi di dollari. Gli investimenti diretti realizzati da compagnie straniere rappresentano quasi il 74% del totale, cioe’ 4,6 miliardi di dollari.
Fino alla fine di ottobre, sono stati finalizzati 326 progetti di investimenti, per oltre 2,767 miliardi di dollari.
I principali settori di destinazione degli investimenti sono stati: le telecomunicazioni (58 progetti, con un valore impegnato di 1,3 miliardi di dollari, cioe’ il 19,45% del totale investimenti), la meccanica strumentale (41 progetti, con un valore impegnato di 1,161 miliardi di dollari, cioe’ il 16,89% del totale), i servizi (66 progetti, con un valore di 811 milioni di. dollari, cioe’ l’11,8% del totale) ed il commercio (96 progetti, con un valore di 735 milioni di dollari, cioe’ circa il 10,7% del totale), l’industria del legno, cellulosa e carta, l’industria energetica, l’industria delle costruzioni e dei materiali di costruzione.
La regione che ha attratto i piu’ numerosi progetti di investimenti risulta Bucarest-Ilfov, con 288 progetti, il cui valore impegnato ammonta ad oltre 3,7 miliardi di dollari.
Le regioni Alba, Brasov, Covasna, Harghita, Mures, Sibiu, rispettivamente la Regione di Sviluppo Centro ha attratto 81 progetti di investimenti con un valore impegnato di 1,465 miliardi di dollari.
Tra gli investitori stranieri che hanno presentato progetti di investimenti con valore di oltre 1 milione di dollari, gli investitori olandesi si piazzano al primo posto, con investimenti di 1,36 miliardi di dollari (22,20% del totale) seguiti dagli austriaci (722 milioni di dollari), francesi (504 milioni di dollari) e tedeschi (444 milioni di dollari).
L’ARIS registra gli investimenti diretti superiori ad 1 milione di dollari, effettuati in tutti i campi di attivita’ ad eccezione del settore finanziario-bancario, di assicurazioni-riassicurazioni e quelli regolamentati da leggi speciali. Dall’entrata in vigore della normativa su tali investimenti, soltanto 6 progetti del genere hanno superato la soglia dei 100 milioni di dollari, tra cui INA Schaeffler, Renault, Egger, Calsonic e Real International Holding, creando circa 4.500 nuovi posti di lavoro.

Il Top degli investitori stranieri in Romania secondo il Registro del Commercio
Secondo i dati forniti dal Registro del Commercio, i primi 10 investitori stranieri in Romania sono: OMV, Renault, Mittal Steel, Siemens, Rompetrol, Rompetrol Rafinare, A&D Pharma, Zapp, Cosmote, Mobifon, Carrefour.
Dal settore energetico, nel Top 30 risultano anche Lukoil, MOL, Enel.
Il settore bancario e’ rappresentato da Raiffeisen Group, Unicredit, ABN AMRO, CITIBank, Finansbank, Piraeus, AVIVA, Egnatia Bank, Alpha Bank, BRD o Erste.

Top della settimana
I piu’ abbienti 300 romeni concentrano il 18,3% del PIL
La quinta edizione del “Top’ dei 300 romeni piu’ ricchi” elaborato dal settimanale economico Capital sottolinea che il patrimonio dei piu’ ricchi 300 imprenditori romeni ammontava nel 2005 a 22 miliardi di dollari, equivalente al 18,3% del Prodotto Interno Lordo della Romania, in aumento del 37% rispetto ai 16 miliardi nel 2004. Secondo l’agenzia Mediafax, il settore immobiliare rappresenta il principale motore di crescita dei patrimoni (un terzo dei 300 operano anche nel settore immobiliare).
Al primo posto si piazza Iosif Constantin Dragan, con un patrimonio valutato tra 1,3 e 1,6 miliardi di dollari ed attivita’ nella distribuzione di prodotti petroliferi, case editrici, immobiliari e trasporti. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Dragan si e’ stabilito in Italia, costituendo la societa’ Butangas.
Al secondo posto si colloca l’ex tennista Ion Tiriac, attualmente imprenditore, con un patrimonio tra 1,2 e 1,5 miliardi di dollari investiti in assicurazioni, commercio, sport, mercato finanziario.
Al terzo posto, con 950 milioni di dollari (investimenti immobiliari, industria, sport), si ritrova Gigi Becali, proprietario della squadra di calcio Steaua di Bucarest e presidente del piccolissimo partito La Nuova Generazione.
Tra i 300 risultano anche: la famiglia di Dan Voiculescu, presidente del Partito Conservatore, con 500 milioni di dollari, e il magnate del petrolio, Dinu Patriciu con 550-600 milioni di dollari.
Per la classifica sono stati utilizzati i dati del 2005.

Sito della settimana
www.desprefirme.com – il recentissimo sito vanta oltre 8.800 utilizzatori registrati (circa 1.200 nuovi conti al giorno), 1.200 aziende registrate nel sito (numero in aumento continuo), 35.000-45.000 visitatori al giorno (il 40% dei visitatori giornalieri sono nuovi utilizzatori) dalla Romania e dall’estero.

REDAZIONALI DEGLI SPONSOR

Da novembre, i passeggeri Carpatair provenienti dall’Italia diranno “Adio!” ai biglietti cartacei!

Con grande piacere la Carpatair annuncia che a partire dal 25 ottobre, abbia dato lavvio all’emissione dei suoi biglietti elettronici, ben 431 giorni prima della scadenza fissata dalla IATA per l’implementazione di tale servizio. La Carpatair è la prima linea aerea romena ad aver raggiunto con successo tale traguardo. Il sistema dellE-Ticket è stato acquistato nel 2005 insieme a un pacchetto di 3 prodotti IT sviluppati dalla SITA. All’inizio, l’uso dellE-Ticket è stato ristretto alle 10 tratte nazionali (Cluj-Napoca, Sibiu, Oradea, Satu-Mare, Tirgu-Mures, Iasi, Bacau, Suceava, Costanza e Bucarest) collegate a Timisoara, oltre che ai collegamenti internazionali da Timisoara per Chisinau, Leopoli e Parigi. Da novembre l’uso dellE-Ticket è stato gradualmente esteso su tutte le rotte per l’Italia (Roma, Bologna, Milano, Torino, Firenze, Ancona, Venezia, Verona). Entro la fine di dicembre 2006, seguiranno la Germania e l’Ungheria ottemperando in un brevissimo tempo alle raccomandazioni della IATA, descritte nel progetto “Simplifying the Business”.
Un altro traguardo, che sarà raggiunto a breve, è l’emissione dell`E-Ticket da novembre da parte degli agenti BSP romeni.
Per quanto riguarda gli accordi interline relativi all’emissione di biglietteria elettronica, la Carpatair ha già iniziato una piena collaborazione con il suo partner, la Malev.

La “Business Class” Carpatair – una scelta per gli imprenditori italiani
Nella Classe Business di Carpatair il passeggero potrà dormire, rilassarsi nelle poltrone con rivestimenti di pelle, lavorare o anche assaggiare la cucina internazionale preparata con grand’attenzione. Business Class Carpatair offre condizioni speciali nell’organizzare il viaggio del passeggero a partire dal momento dell’imbarco, i servizi durante il volo, l’assistenza in arrivo ecc.
Durante il volo, oltre il servizio d`accoglienza, il passeggero Carpatair troverà sempre un “welcome drink” e avrà a disposizione una grande scelta, sia per quanto riguarda le bibite e le bevande fini, sia per quanto riguarda i menù raffinati – antipasti, primi e secondi piatti, dolci. I passeggeri che salgono sulle aeronavi Carpatair possono apprezzare fin dal primo istante l’atmosfera intima dei suoi voli.

Indipendentemente dal punto di partenza dalla Romania verso lItalia, da Bucarest, Costanza, Bacau, Iasi, Suceava, Cluj, Sibiu, Oradea, Satu Mare, o da Tirgu Mures, Carpatair offre un servizio completo. I passeggeri per l’Italia si fermeranno per uno stop di durata ragionevole a Timisoara da dove proseguiranno con l’imbarco per le destinazioni in Italia: Torino, Milano, Venezia, Verona, Bologna, Firenze, Ancona, Roma. Durante il transito, i passeggeri della Business Class hanno libero accesso nel VIP Lounge di Timisoara dove potranno godere della famosa ospitalità romena. Presente sul mercato romeno fin dal 1999, la Carpatair è la prima compagnia aerea regionale che opera voli regolari verso l’Italia, la Germania (Monaco, Stoccarda, Dusseldorf, Francoforte) verso la Francia (Parigi), lUkraina (Leopoli) e la Repubblica Moldova (Chisinau).
Il suo obiettivo è di rendere ogni volo un vero piacere per i suoi passeggeri.
Contatti Carpatair – Carpatair Call Center Romania
Numero verde: 08 008 300 900 (valido solo in Romania)
Tel.: +40 256 300 900, +40 725 300 900; Fax: +40 256 300 999
Carpatair Italia – Tel: +39 0236 006 676
E-mail: reservations@carpatair.com; www.carpatair.com

Anamaria Cristine Stancu, Consulente di Management Aziendale di Archimedes Group, comunica che nel periodo 2007 – 2013 la Romania beneficierada parte dellUE di fondi strutturali per un valore di circa 28 – 30 miliardi di euro e, a partire dal 1 gennaio 2007 dovraspendere giornalmente, compreso il sabato e la domenica, 8,5 milioni di euro. I fondi strutturali dellUE sono gestionati dalla Commissione Europeea e hanno come destinazione il finanziamento delle misure daiuto strutturale a livello comunitario, atte a promuovere le regioni che hanno subito dei ritardi nello sviluppo, a riconvertire le zone affette da declino industriale, a combattere la disoccupazione a lungo termine, allinserimento professionale dei giovani o alla promozione dello sviluppo rurale.
Il fresco di nomina commissario europeo Leonard Orban ha dichiarato che i primi soldi per la Romania arriveranno il piuprobabilmente nel secondo semestre del 2007 e per quanto riguarda le misure procedurali generali, queste saranno disponibili alla fine di questanno, affinchepossano essere negoziati, nel primo semestre dellanno prossimo, i programmi operativi per ogni settore e tutte le misure e finanziamenti per i rispettivi programmi. I programmi operativi vengono negoziati con la Commissione Europea e alla fine devono essere ammessi dalla stessa.
Purtroppo, a livello dellUnione si e arrivati molto tardi ad una decisione sul pacchetto finanziario per il periodo 2007 – 2013. Soltanto a maggio di questanno e stato firmato laccordo inter istituzionale e, per questo motivo, esistono alcuni ritardi nella negoziazione di questi programmi operativi. I fondi strutturali sono formati da: • Il Fondo Europeo per lOrientamento e per la Garanzia Agricola (FEOGA) – la componente “Orientamento”;
• Il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FEDER);
• Il Fondo Sociale Europeo (FSE);
• Lo strumento finanziario di orientamento per la pesca (IFOP)
Il Budget Totale assegnato alla Romania per il periodo 2007 – 2013 e` di oltre 28 miliardi di euro, come segue:
• Agicoltura e Sviluppo Rurale – oltre 11 miliardi di euro;
• Strumenti Strutturali – oltre 17 miliardi di euro.
Nelle prossime Newsletter saranno forniti i dettagli riguardanti ciascun tipo di fondo e il suo campo di applicazione.