Newsletter n.45 / 2006

Missione a Bucarest del ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni
Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha effettuato una visita ufficiale a Bucarest, insieme ad una delegazione di aziende italiane, su invito del Ministro romeno delle Comunicazioni, Zsolt Nagy.
Scopo della visita, la prima di un Ministro del Governo Prodi, in Romania – che a gennaio 2007 diverrà il 26-o stato membro UE – è stato quello di rafforzare la collaborazione bilaterale tra Italia e Romania, con particolare riguardo alle prospettive che si aprono per il processo di conversione TV dall’analogico al digitale terrestre, alle possibilità di collaborazione con l’Italia in materia di sviluppo della banda larga, ai progetti di investimenti nell’ambito della privatizzazione di Radiocom – Compagnia Nazionale di Radiocomunicazioni, il cui bando di gara verra’ pubblicato a gennaio 2007.
Oltre ai temi della strategia di broadband e del passaggio dalla TV analogica a quella digitale (di interesse di Rai-Way), la missione del ministro Gentiloni ha approfondito anche le opportunità di cooperazione economica bilaterale nel settore delle comunicazioni, di particolare interesse per Telespazio e Selex Communications (Gruppo Finmeccanica), molto attive in Romania nelle infrastrutture di TLC e satellitari, sia per impieghi civili che militari, con obiettivi di acquisire posizioni strategiche sul mercato romeno. Inoltre sono stati esaminati i possibili contributi italiani nei settori dell’e-Government e della modernizzazione e privatizzazione dei servizi postali della Romania.
L’Italia e’ il primo partner della Romania in Europa, come testimonia anche la visita in Romania del Presidente del Consiglio, Romano Prodi, programmata per gennaio 2007, primo leader europeo a recarsi a Bucarest dopo l’ingresso formale nell’UE, nonche’ una fitta rete di contatti e visite a livello politico, tra cui la recente visita a Bucarest del Vice Presidente del Consiglio, Francesco Rutelli.
“L’incontro – ha dichiarato al termine degli incontri il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni – ha costituito un’occasione per confermare e rafforzare le strettissime relazioni tra Italia e Romania, arricchendole di una componente specifica nel settore delle comunicazioni, con la concretezza che la significativa ed articolata delegazione di operatori testimonia. In tal senso il collega Nagy ed io abbiamo concordato che la realtà dell’ICT costituisca uno degli elementi qualificanti del “Documento di partnership strategica Italia – Romania” che i due paesi stanno mettendo a punto e che sarà firmato nei primi mesi del 2007”. “L’Italia – ha proseguito Gentiloni – manifesta vivo interesse ed auspicio che le opportunita’ che si vanno profilando nel settore della televisione digitale e delle infrastrutture di telecomunicazioni possano rappresentare delle occasioni per consolidare ulteriormente lo stretto sodalizio tra imprese ed operatori Italiani e Rumeni, in settori a crescente valore aggiunto”.
Il Ministro Gentiloni ha altresì assicurato all’omologo romeno il pieno sostegno ed appoggio dell’Italia agli ulteriori passi resi necessari dall’integrazione europea, esprimendo a nome del Governo italiano al Ministro delle Comunicazioni romeno le congratulazioni per i risultati raggiunti dal Paese.

VIII-a riunione del Gruppo di Lavoro intergovernativo italo-romeno
Il 7 novembre 2006, si sono conclusi i lavori della riunione annuale del Gruppo di Lavoro Intergovernativo italo-romeno per l’interscambio commerciale e la cooperazione economica ed industriale.
I presidenti delle due parti, Iuliu Winkler, ministro delegato per il commercio nel Ministero dell’Economia e Commercio e Milos Budin, sottosegretario di stato nel Ministero del Commercio hanno firmato il Documento Finale della VIII-a riunione del Gruppo di Lavoro che prevede, principalmente:
• la volonta’ dei due paesi di continuare ed intensificare l’interscambio commerciale bilaterale (l’Italia e’ dal 1997 il primo partner commerciale della Romania) e la cooperazione economica in vari settori, nella prospettiva dell’adesione della Romania all’Unione Europea al 1 gennaio 2007;
• lo sviluppo degli investimenti italiani in Romania, poiche’ sono sempre piu’ numerosi i gruppi e le compagnie italiane interessati al mercato romeno;
• un’attenzione speciale alla cooperazione nel campo energetico: grandi compagnie italiane hanno espresso l’interesse a partecipare alla realizzazione delle unita’ n.3 e 4 della Centrale Nucleare Elettrica Cernavoda. Inoltre, le parti italiana e romena hanno concordato che la realizzazione dell’Oleodotto Paneuropeo Costanza-Trieste e’ una priorita’ sia per i paesi coinvolti che per l’Unione Europea;
• la cooperazione nel campo della protezione dell’ambiente;
• l’assistenza da parte italiana nel campo della gestione dei fondi strutturali europei;
A partire dal 1 gennaio 2007, il gruppo di lavoro italo-romeno, come strumento di collaborazione a livello istituzionale, sara’ sostituito da consultazioni annuali.

L’UE concedera’ alla Romania 8 miliardi di euro per lo sviluppo rurale
L’agricoltura romena ricevera’ dal 2007 da parte dell’Unione Europea, circa 12,5 miliardi di euro, per un periodo di 7 anni (2007-2013), di cui circa 8 miliardi di euro saranno destinati allo sviluppo rurale. 4,5 miliardi di euro proveranno dal Fondo Europeo di Garanzia Agricola (FEA). I fondi europei per lo sviluppo rurale concessi dall’UE sono aumentati da 7,1 miliardi di euro, annunciati inizialmente, a 8 miliardi di euro per il periodo di 7 anni, citato, di cui circa 500 milioni di euro saranno destinati ai pagamenti complementari diretti (top-up) per un periodo di 3 anni (2007-2009).
I fondi totali per lo sviluppo rurale sono divisi in 4 “assi”: la parte piu’ consistente – oltre 3,3 miliardi di euro (45% del totale) – e’ destinata a migliorare la competitivita’ nel campo agricolo e forestale, il 25% (1,8 miliardi di euro) e’ destinato al management dei terreni agricoli e alla protezione dell’ambiente, il 27,5% – cioe’ oltre 2 miliardi di euro – sara’ destinato alla diversificazione delle attivita’ economiche.

L’acquis comunitario di ambiente costera’ alla Romania 30 miliardi di euro
I costi totali stimati per l’implementazione dell’acquis comunitario di ambiente, nel periodo 2004-2018, e’ di circa 29,3 miliardi di euro, di cui circa 4 – 4,5 miliardi di euro saranno necessari per gli investimenti nel campo del management dei rifiuti.
Secondo le statistiche ufficiali, negli ultimi 2 anni, in Romania sono state generate quasi 364 milioni di tonnellate di rifiuti, di cui il 99,4% rappresenta rifiuti non pericolosi e soltanto lo 0,6% rifiuti pericolosi. La maggior parte dei rifiuti provengono dall’industria estrattiva (94,4%). La quantita’ di rifiuti municipali pro capite, generata in Romania era nel 2004 di circa 380 kg, e secondo il Piano Nazionale di Gestione dei Rifiuti si stima un tasso medio di crescita del quantitativo dei rifiuti municipali di circa lo 0,8% entro il 2013. “Rispetto ai paesi UE, la quantita’ di rifiuti pro capite in Romania e’ abbastanza alta, principalmente a causa del basso grado di valorizzazione dei prodotti. In Romania, si produce ancora una grande quantita’ di rifiuti biodegradabili. Negli stati UE si consumano molto di piu’ i prodotti semipreparati, il che avverra’ anche in Romania fra qualche anno. L’implementazione del sistema di raccolta selettiva risolvera’ una gran parte dei problemi. Dalle statistiche risulta che la media dei rifiuti pro capite nei paesi UE e’ inferiore a 300 kg” dichiara il ministro dell’Ambiente e Gestione delle Acque, Sulfina Barbu.

Il deficit commerciale della Romania nel mese di settembre 2006 e’ aumentato di oltre il 50% rispetto a settembre 2005
Settembre e’ stato il terzo mese consecutivo nel quale il deficit commerciale e’ aumentato di oltre il 50%, superando di nuovo 1 miliardo di euro.
Il deficit commerciale del mese di settembre e’ ammontato a 1,18 miliardi di euro, del 52% superiore a quello registrato nel mese di settembre 2005, indicano i dati rilasciati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS). Nel mese di settembre 2006, le esportazioni sono ammontate a 2,2 miliardi di euro (+6% rispetto a settembre 2005), e le importazioni a 3,38 miliardi di euro (+19%).
Nei primi 9 mesi del 2006, il deficit commerciale ha rappresentato 9,61 miliardi di euro, in aumento del 46% rispetto al periodo simile del 2005. Lo squilibrio commerciale ha accelerato la sua crescita negli ultimi 3 mesi (luglio-settembre).
Il forte aumento del deficit commerciale a settembre e’ stato generato dalle importazioni massicce di tecnologie ed attrezzature che hanno totalizzato 872 milioni di euro (+25% rispetto a settembre 2005) e dalle importazioni energetiche, di 440 milioni di euro.
Come ogni anno, il deficit commerciale accelerera’ la sua crescita nell’ultimo trimestre del 2006. Tradizionalmente, questo periodo registra importazioni energetiche consistenti (petrolio e gas naturale), per le riserve di combustibili necessarie al riscaldamento invernale.
Secondo le stime ufficiali, nel 2006 le importazioni supereranno le esportazioni di 13,27 miliardi di euro, portando ad un nuovo record negativo. In altre parole, il deficit commerciale superera’ 1,1 miliardi di euro in ognuno degli ultimi 3 mesi del 2006.
Nel 2005, il deficit commerciale e’ ammontato a 10,3 miliardi di euro.
L’aumento delle importazioni crea problemi in primo luogo al deficit di conto corrente, che misura le uscite nette di valuta dal paese. Nei mesi di luglio ed agosto, quando il deficit commerciale e’ aumentato di oltre il 60%, il deficit del conto corrente e’ triplicato.
Nei primi 9 mesi del 2006, le piu’ consistenti importazioni sono state quelle tecnologiche (macchinari ed equipaggiamenti per 6,8 miliardi di euro), i prodotti minerali, compresi quelli energetici (4,5 miliardi di euro) ed i mezzi di trasporto (3,1 miliardi di. euro).
All’esportazione, le categorie piu’ importanti sono state i macchinari ed equipaggiamenti (3,8 miliardi di euro), ed i tessili e confezioni (3,1 miliardi di euro).
Oltre il 67% delle importazioni romene provengono da soli 10 paesi, per la maggior parte membri UE.
Al primo posto tra i fornitori si e’ piazzata la Germania (con il 15% del totale, equivalente a 4,3 miliardi di euro), seguita dall’Italia, con 4,25 miliardi di euro e Russia (fornitore della maggior parte delle risorse energetiche)
Secondo il regime doganale, soltanto il 77,8% del totale importato nei primi 9 mesi del 2006, erano importazioni definitive, mentre il 21,1% sono state importazioni temporanee di merci per il perfezionamento attivo e l’1,1% importazioni di merci risultate dal perfezionamento passivo all’estero ed importazioni di beni in leasing.
Il 67,6% delle esportazioni romene e’ stato destinato ai paesi UE
L’Unione Europea e’ rimasta la principale destinazione delle esportazioni romene (il 67,6% del totale (+15,8% rispetto al periodo simile del 2005). Le principali destinazioni dei prodotti romeni sono state: Italia, Germania, Francia, Ungheria e Gran Bretagna.

Secondo gli ufficiali romeni, il PIL aumenta del 7% e l’inflazione non supera il 5,5% nel 2006
Gli ultimi dati rilasciati dalla Commissione Nazionale di Previsioni indicano una crescita economica oltre le attese ed un tasso dell’inflazione nei limiti prefissati dalla banca centrale. La CNP stima per il 2006 una crescita economica del 7%, previsione autunnale dell’1% superiore a quella primaverile, ed un aumento del PIL nel 2007 del 6,5%.
Il tasso dell’inflazione per il 2006 e’ stimato al 5,5% (la BNR ha previsto un target del 5% +/-1%) e per il 2007 al 4%.
I dati della CNP indicano per il 2006 un PIL di 337,9 miliardi di lei (circa 95,18 miliardi di euro), rispetto ai 330 miliardi di lei indicati nelle stime di maggio scorso.
Nel 2005, il PIL e’ ammontato a 287,2 miliardi di lei (79,25 miliardi di euro), e per il 2007 si stima un livello di 384,6 miliardi di lei (108,95 miliardi di euro). Per i settori delle costruzioni e servizi, la CNP prevede crescite del 15,2% e rispettivamente 6,8%, e per la produzione industriale una crescita del 6,4%.
Nel primo semestre del 2006, il prodotto interno lordo e’ aumentato del 7,4% in termini reali, grazie alla crescita dell’attivita’ nell’industria e costruzioni.
Per il futuro, la CNP stima una dinamica piu’ lenta di questo indice: 7,6% nel 2007, 6,9% nel 2008, 6,4% nel 2009 e 6% nel 2010. Espresso in euro, il PIL dovrebbe arrivare a 147,5 miliardi di euro nel 2010, del 55% superiore al valore stimato per il 2006. Gli esperti CNP anticipano che l’inflazione scendera’ nei prossimi 2 anni dell’1% annualmente, al 4,5% nel 2007 e 3,5% nel 2008; nel 2009 e 2010 scendera’ ancora fino al 3% e rispettivamente 2,5%.

La Romania nel 2007, vista dall’UE
Secondo le stime della Commissione Europea, nel 2007 il deficit di conto corrente della Romania arrivera’ al 12%, pero’ il deficit di bilancio scendera’, grazie alla crescita economica.
Il deficit di conto corrente, indice piu’ temuto dalle autorita’ romene, arrivera’ alla fine del 2006 al 10,3% del prodotto interno lordo, e nel 2007 all’11,8%, indicano le previsioni autunnali recentemente pubblicate dalla Commissione Europea (CE).
Il deficit di conto corrente rappresenta la differenza negativa tra le entrate e le uscite di capitale, che nel caso di una ditta si tradurrebbero in spese piu’ alte degli incassi. Il peggioramento dello squilibrio estero continuera’ anche nel 2008, quando salira’ al 13,3%, secondo gli analisti europei.
Secondo la CE, il deficit commerciale aumentera’ al 14% del PIL alla fine del 2008, pero’ i fondi europei ed i trasferimenti dei romeni che lavorano all’estero attenueranno l’impatto sul deficit di conto corrente.
La Commissione Europea ha rivisto, invece, in senso positivo le stime sul deficit di bilancio della Romania nel 2006, dal 2,3 all’1,4% del PIL. Per il 2007, la CE stima un deficit del 2,6% del PIL, e per il 2008 un livello simile. Nelle stime primaverili, gli analisti CE anticipavano per il 2007 un deficit di bilancio del 5,4%, a causa dei risarcimenti attraverso il Fondo Proprietatea e degli incassi fiscali bassi determinati dall’introduzione della quota unica di tassazione. Secondo gli analisti europei, gli investimenti pubblici aumenteranno piu’ rapidamente del prodotto interno lordo grazie all’appoggio europeo, pero’ il programma governativo troppo ambizioso non potra’ essere implementato in totalita’. Il governo romeno si era’ proposto per il 2006 un deficit di bilancio del 2,5% del PIL, pero’ il ministro delle Finanze, Sebastian Vladescu, ha annunciato che in occasione della rettifica di bilancio di novembre il livello verra’ abbassato. Per il 2007, il governo ha calcolato un deficit di bilancio del 2,8% del PIL.
La CE stima che l’economia della Romania crescera’ del 7,2%, grazie al rinvigorimento dei settori delle costruzioni, agricoltura e produzione industriale (rispetto alla stima primaverile del 5,5% nel 2007). Nei successivi 2 anni, la crescita del PIL rimarra’ consistente, del 5,8% e 5,6%, nonostante l’’industria si confrontera’ con trasformazioni strutturali, prezzi alti per l’energia e riorientamento delle risorse verso settori con un piu’ alto valore aggiunto. L’espansione delle costruzioni continuera’ grazie all’alta richiesta di complessi residenziali e spazi per uffici. Secondo la CE, in base alle previsioni meteorologiche, l’agricoltura aumentera’ del 4,5%, e poi manterra’ a lungo termine un tasso di crescita del 3%. La richiesta interna continuera’ ad essere consistente e la formazione lorda di capitale (gli investimenti) aumentera’ del 10%, grazie agli investimenti stranieri diretti, alle riparazioni necessarie dopo le inondazioni e ai progetti di investimenti pubblici.

Alcune decine di migliaia di aziende operanti in Romania non dovranno piu’ compilare dichiarazioni doganali pero’ si confronteranno con l’Intrastat
Alla viglia dell’adesione all’UE, decine di migliaia di aziende dovranno cambiare le procedure per i rapporti statistici per il commercio estero pero’ i ritardi legislativi impediscono loro di prendere conoscenza della struttura del modulo che dovranno compilare mensilmente d’ora in poi. Le aziende che commerciano con partner UE, che non saranno piu’ tenute a redigere dichiarazioni doganali, dovranno, invece compilare moduli statistici secondo gli standard UE.
Con lo smantellamento delle dogane, a partire dal 1 gennaio 2007, tra la Romania e l’UE, le merci circoleranno liberamente, senza dogane e dazi. L’esportazione verso ogni stato UE diventera’ “consegna intra-comunitaria” ed ogni importazione da uno stato UE sara’ “acquisto intra-comunitario”. Inoltre, le aziende, al posto delle dichiarazioni doganali elaboreranno Moduli Intrastat (di commercio intra-comunitario) e conteggi IVA per le operazioni commerciali con l’UE.
Il modulo Intrastat verra’ compilato mensilmente e presentato entro 15 giorni dalla fine del rispettivo mese. La legge sull’applicazione dell’Intrastat e’ stata inviata dal parlamento alla Presidenza pero’ verra’ ritrasmessa al Parlamento per 2 correzioni (modo di presentazione del modulo e ammontare delle multe per ritardi nella presentazione) e quindi la sua adozione potrebbe essere ritardata.
Circa il 65% dell’interscambio commerciale della Romania si svolge con gli stati membri UE.

Lo stipendio medio netto a livello nazionale e’ aumentato, nel mese di settembre 2006, del 2,3%, fino a 860 lei
Lo stipendio medio netto a settembre e’ stato di 860 lei, in aumento rispetto ad agosto di 19 lei (+2,3%), informa l’Istituto Nazionale di Statistica.
Lo stipendio medio piu’ alto e’ stato registrato nel settore delle intermediazioni finanziarie (2297 lei), e quello piu’ basso nel settore della lavorazione del legno e prodotti in legno, ad eccezione dei mobili (523 lei).
Nell’industria mineraria lo stipendio medio netto e’ diminuito, nel mese di settembre, del 2%, e nelle assicurazioni del 15,3%.

Imposta sul ricavato del 2% per tutte le microimprese nel 2007
Dal 2007, indifferentemente del campo di attivita’, le microimprese non pagheranno piu’ l’imposta sul giro di affari, attualmente del 3% secondo il Codice Fiscale, ma un imposta preferenziale del 2% sul reddito.
Il nuovo Codice Fiscale porta’ un ulteriore novita’ nel regime di tassazione delle microimprese. Se nell’arco dell’anno il plafond dei redditi di 100.000 euro viene superato, le imprese non sono piu’ considerate microimprese e dovranno pagare l’imposta sul profitto. Il calcolo ed il pagamento dell’imposta sul profitto saranno effettuati a partire dal trimestre in cui e’ stato superato il limite succitato.
In Romania, l’83% delle aziende sono microimprese. Queste pagheranno, nel 2008, un’imposta sul reddito del 2,5% e nel 2009 del 3%. In occasione del dibattito nel Parlamento, l’estate scorsa, sul nuovo Codice Fiscale Sebastian Vladescu, ministro delle finanze, aveva espresso il suo accordo per la tassazione sul reddito delle microimprese, nel rispetto di 4 principi: limitazione del giro di affari a 100.000 euro, limitazione dei campi di attivita’ ai quali va applicata, un periodo massimo per la tassazione sul reddito ed una quota di tassazione di almeno il 2%.

Gli operatori stranieri investono nelle loro sussidiarie romene
Le aziende straniere hanno concesso alle loro sussidiarie in Romania prestiti per 1,975 miliardi di euro nei primi 8 mesi del 2006, il che rappresenta il 45,6% del volume degli investimenti stranieri diretti attratti nel periodo gennaio-agosto, di 4,33 miliardi di euro.
Il livello degli investimenti stranieri diretti e’ aumentato nei primi 8 mesi del 2006 del 57,74% rispetto al periodo simile del 2005, quando si era registrato un flusso di capitale straniero di 2,745 milioni di euro, secondo i dati rilasciati dall’ARIS.
Il valore del profitto reinvestito dalle compagnie straniere e’ ammontato a 1,304 miliardi di euro (30,1% del volume totale di investimenti stranieri diretti del periodo gennaio-agosto 2006), mentre le partecipazioni al capitale sono ammontate a 1,051 miliardi di euro, rispettivamente il 24,3% del totale.
Per quanto riguarda le partecipazioni al capitale, il numero di aziende neo costituite con partecipazione straniera al capitale e’ aumentato nei primi 8 mesi del 2006 di soli 4,3%, a 8.125, rispetto a 7.791 nel periodo simile del 2005.
Il capitale sociale sottoscritto nelle societa’ nuove con partecipazione straniera e’ aumentato del 270,4% nel periodo gennaio-agosto 2006, rispetto al periodo simile del 2005, fino a 180 milioni di dollari.
La struttura degli investimenti stranieri sotto forma di partecipazione al capitale per settori di attivita’, in funzione del valore del capitale sociale sottoscritto, nel periodo 1991 – agosto 2006, piazza l’industria al primo posto, con il 52,2% del totale, seguita dai servizi professionali con il 20,2%, il commercio con il 14,1%, i trasporti con il 7,2%, il turismo con l’1,7%, le costruzioni con l’1,7% e l’agricoltura con l’1%.
Per il 2006, le autorita’ romene stimano investimenti stranieri diretti di 8 miliardi di euro.

Le multinazionali dominano il “Top 100 Romania 2005”
Nel “Top 100 Romania 2005”, elaborato da Finmedia, dominano le compagnie multinazionali con il 58,28% del giro di affari totale e 49 filiali, a dimostrazione che l’economia romena si e’ globalizzata.
Al primo posto nel “Top 100” si piazza Petrom SA, seguita da Mittal Steel Galati SA, conservando entrambe i primi due posti dell’anno precedente. Al terzo posto si trova Rompetrol Rafinare SA Costanza, seguita da Metro Cash&Cary Romania SRL Otopeni, Automobile Dacia SA Mioveni, Petrotel Lukoil SA Ploiesti, RomTelecom SA Bucarest, Electrica SA Bucarest, Orange Romania SA Bucarest, Lukoil Romania SA Bucarest e Vodafone Romania SA Bucarest.

I settori IT&C ed il commercio hanno attratto i piu’ consistenti investimenti in Romania. Bucarest detiene un terzo del volume nazionale degli attivi immobilizzati
Il Patronato degli Imprenditori di Bucarest-Ilfov ha reso pubblica una statistica dalla quale risulta che nella regione citata si ritrova il 35% del volume degli attivi immobilizzati a livello nazionale.
Nella graduatoria dei settori nei quali sono stati realizzati investimenti nella Zona Metropolitana Bucarest, il commercio e’ al primo posto, seguito dall’edilizia, l’IT e le industrie di trasformazione. La stessa configurazione si ritrova anche nella classifica per numero di aziende neo costituite. Nella categoria degli attivi immobilizzati rientrano gli edifici, i terreni ed i macchinari ma anche i titoli di partecipazione o i crediti detenuti, ad un certo momento, dalle compagnie.
Giro di affari doppio rispetto ad altre regioni
Le statistiche della Federazione Padronale delle PMI della regione Bucarest-Ilfov (FPIMM-B) indica che il giro di affari medio pro microimpresa e’ di oltre 265.000 RON, quasi 2 volte superiore a quello delle regioni Sud-Ovest (121.000 RON/impresa), Sud-Est (139.000 RON/impresa) o Nord-Ovest (143.000 RON/impresa). Con un giro di affari totale di 25,9 milioni di RON, le microimprese della regione Bucarest hanno un peso specifico del 33,16% del totale registrato a livello nazionale.
Nella categoria piccole imprese, le proporzioni sono le stesse, ma il giro di affari medio e’ di 4,2 milioni di RON/impresa, mentre le medie imprese di Bucarest realizzano, mediamente, giri di affari di oltre 20.000 RON/impresa. Il giro di affari totale realizzato dalle PMI di Bucarest e’ di 92,7 miliardi di RON, cioe’ il 35,8% dell’ammontare totale realizzato a livello nazionale, di 258,6 miliardi di RON.
La zona registra, pero’, anche il maggior livello di debiti
Il totale dei debiti a livello nazionale del settore delle Piccole e Medie imprese ammonta secondo la FPIMMB, a 132,2 miliardi di RON. Di questi, il 35,9% si registra nella regione Bucarest-Ilfov, seguita dalla regione Centro (con il 14,2%), Nord-Ovest (10,9%) ed Ovest (9,5%); all’ultimo posto, per i debiti, si piazza la regione Sud-Ovest, con il 5,5% del totale dei debiti delle PMI. Il grado di copertura dei debiti attraverso il proprio capitale e’, nel caso delle imprese di Bucarest, di soli 24% (equivalente alla media nazionale), mentre nella regione Nord-Est e’ di quasi il 29%, e nella regione Nord-Ovest di quasi il 28%.
Ecco le caratteristiche finanziarie delle PMI della regione Bucarest-Ilfov:
Numero di societa’ 106.795
Giro di affari totale 92,7 miliardi di RON
Capitale proprio 11,5 miliardi di RON
Debiti totali 475.200 RON
Numero dipendenti 481.459
Profitto 95.130 RON
Tasso di redditivita’ commerciale 7,07%
Tasso di redditivita’ finanziaria 56,78%
Grado di copertura dei debiti 24,3%
Produttivita’ del lavoro 192.604 RON/salariato
Tasso delle spese per il personale 58,3%
Tasso di rotazione del capitale proprio 802,8%
Fonte: FPIMM-B

Bucarest, nel “top 60” delle crescite economiche europee
Jones Lang LaSalle, una tra le piu’ grandi compagnie de management e consulenza immobiliare a livello mondiale, ha elaborato recentemente uno studio sulle prospettive di crescita economica delle capitali europee nel periodo 2006-2010. Secondo la stessa, Bucarest si piazza al 58-o posto tra le citta’ europee, in funzione dell’ascensione economica, il patrimonio degli abitanti e l’evoluzione dell’ambiente di affari.
Bucarest viene inclusa per la prima volta in tale studio che indica, a medio termine, per la capitale romena, la piu’ importante crescita economica mai registrata nel modello European Regional Growth Index (E-REGI), in base al quale e’ stata realizzata la graduatoria. Lo studio sottolinea che le performances della capitale romena hanno sofferto a causa dei rating ridotti ottenuti per il capitolo ambiente di affari e del basso livello degli indici riguardanti il patrimonio. I rating migliori sono stati registrati dai criteri riguardanti il livello dei rischi, seguiti dalla crescita economica.
Sofia, capitale della Bulgaria si e’ piazzata all’80-o posto nella graduatoria Jones Land LaSalle. Bucarest e Sofia sono state incluse nello studio in previsione dell’adesione dei due paesi all’UE dal 1 gennaio 2007.
Il modello European Regional Growth Index (E-REGI) permette la classifica delle citta’ in funzione della media ponderata di 14 variabili. E-REGI copre 278 regioni europee in 27 paesi, ed il recente studio si e’ concentrato su 91 citta’, capitale e localita’ con oltre 500.000 abitanti.
Nel 2006, Londra occupa il primo posto, superando Parigi, leader nel 2005, seguita dalla capitale irlandese Dublino, Madrid, Stockholma, Barcelona, Monaco di Baviera, Helsinki, Zurigo e Lussemburgo. Il gruppo delle prime 20 citta’ europee non include alcuna localita’ dell’Europa Centrale. Gli ultimi posti nella classifica (90 e 91) sono occupati da Palermo e Genova.

Le prime 3 banche cumulano quasi meta’ degli attivi del sistema bancario romeno
Il rapporto trimestrale sul sistema bancario romeno, pubblicato recentemente, evidenzia il consolidamento delle posizioni delle prime 3 banche, BCR, BRD, Raiffeisen. Secondo i dati BNR, gli attivi del mercato bancario romeno, alla fine di settembre 2006, ammontavano a 42,9 miliardi di euro, in aumento del 23,2% rispetto al 2005. Il valore dei crediti esportati e’ stimato a circa 3 miliardi di euro.
Nonostante la sua quota di mercato sia aumentata di soli 0,3%, la BCR domina chiaramente il settore bancario romeno, con il 25,6% ed attivi di oltre 11 miliardi di euro.
Il principale contendente, BRD-GSG accelera fortemente, e riesce, praticamente, il piu’ alto aumento percentuale (+1,2%): la sua quota di mercato e’ salita al 16,7%, ed i suoi attivi a 7,17 miliardi di euro.
Raiffeisen e’ uscita dal momento delicato attraversato e riesce un spettacolare aumento della sua quota di mercato, dal 7,9% a giugno all’8,3% a fine settembre. I suoi attivi ammontano a 3,56 miliardi di euro.
Previdibilmente, la pressione della neo costituita HVB Ţiriac comincia ad essere percettibile: la sua quota di mercato arriva al 5,7%, ed i suoi attivi a 2,4 miliardi di euro. Le sue prospettive sono ancora migliori, se si tiene conto del fatto che alla banca si aggiungera’ Unicredit, con una quota di mercato attuale (a settembre) dell’1,7% e con attivi di quasi 714 milioni di euro. Cio’ annuncia un confronto acceso per il terzo posto nella graduatoria.
Il quinto posto spetta alla Banca Transilvania, che occupa tale posizione dalla fine del primo semestre 2006. A fine settembre, la sua quota di mercato era arrivata al 4,5% e gli attivi superavano leggermente 1,9 miliardi di euro.
Segue Alpha Bank, con il 4,4% quota di mercato ed attivi di 1,89 miliardi di euro.
A poca distanza si piazza Banc Post, rimasta recentemente senza direttore generale, che ha preferito dedicarsi agli affari propri. La sua quota di mercato alla fine del terzo trimestre era arrivata al 4,3%, e gli attivi a 1,86 miliardi di euro.
Cassa di risparmio CEC e ING in discesa
CEC, l’ultima banca commerciale di proprieta’ dello stato continua il suo declino: la sua quota di mercato e’ scesa al 4% (a marzo era riuscita a salire al 4,5%). Nonostante abbia la piu’ vasta rete di sportelli, CEC ha aumentato i suoi attivi di soli 30 milioni di euro in 3 mesi (+1,7%, mentre il mercato e’ aumentato del 6,2%), e quindi e’ scesa dal sesto all’ottavo posto.
ING Bank, invece, registra il piu’ consistente regresso dell’ultimo trimestre: dal quarto al nono posto, con una diminuzione degli attivi di oltre il 70% rispetto a giugno. ING Bank, ha perso in 6 mesi 2,5% della quota di mercato detenuta a marzo, quando era salita al 6,3%, con attivi di 2,36 miliardi di euro. ING ha dichiarato alla BNR, al 30 settembre 2006, attivi di 1,63 miliardi di euro.
Segue l’altra “olandese”: ABN Amro continua la discesa lenta, perdendo 0,7% della sua quota di mercato nei primi 9 mesi del 2006, fino al 3,1%. Rispetto all’inizio del 2006, gli attivi della banca hanno registrato a settembre una crescita di soli 2,2%, fino a 1,34 miliardi di euro, nonostante le campagne di marketing concentrate prevalentemente sull’ambiente elettronico di informazione, ma anche sulle promozioni attraverso punti volanti di vendita.
Volksbank e’ cresciuta in 3 mesi dello 0,6%, salendo dal 15-o all’11-o posto nella graduatoria degli attivi. Volksbank ha raddoppiato i propri attivi in 9 mesi, salendo a piu’ di 1 miliardo di euro ed una quota di mercato del 2,4%.
Anche OTP ha guadagnato 0,3% di quota di mercato salendo dal 22-o al 16-o posto.
Banca Romanească, controllata dalla National Bank of Greece cresce da un trimestre all’altro, fino ad una quota di mercato del 2,1% ed attivi di 882 milioni di euro (+43% rispetto al livello della fine dello 2005).
Citibank conserva la sua specializzazione sui clienti persone giuridiche, e scende al 13-o posto nella graduatoria degli attivi, con 719 milioni di euro ed una quota di mercato dell’1,7%.
La quota di mercato della Finansbank e’ aumentata dall’1,2% all’1,3% (+0,3% rispetto a quella della fine del 2005).
Piraeus Bank tende a raggiungere la soglia dell’1%, con lo 0,9% registrato a fine settembre. Dall’inizio del 2006, i suoi attivi sono aumentati del 29%.

Le banche europee avranno il diritto di funzionare in Romania
Le banche europee avranno il diritto di stabilirsi ed erogare liberamente servizi sul territorio della Romania dopo l’adesione della stessa all’UE. Tale diritto e’ iscritto nel disegno di Legge sugli istituti di credito e sull’adeguamento del capitale, approvato dal Governo e trasmesso al Parlamento per dibattito ed adozione.
La legge, che introduce nella legislazione romena le piu’ recenti direttive UE nel campo bancario, regolamenta: le condizioni di accesso all’attivita’ bancaria e di svolgimento della stessa sul territorio della Romania, la sorveglianza prudenziale degli istituti di credito e dei servizi di investimenti finanziari e la sorveglianza dei sistemi di pagamenti e delle operazioni con strumenti finanziari. La legge verra’ applicata: agli istituti di credito, persone giuridiche romene (comprese le succursali all’estero di queste), agli istituti di credito degli altri stati membri, rispettivamente stati terzi (per quanto riguarda la loro attivita’ in Romania), alle societa’ di servizi di investimenti finanziari e alle societa’ di amministrazione dei portafogli individuali di investimenti.
“Passaporto unico” per la concessione di crediti
Il disegno di legge evidenzia una differenza di trattamento tra gli istituti di credito dello spazio europeo, che beneficiano del diritto di stabilirsi ed erogare liberamente dei servizi sul territorio romeno e le succursali degli istituti di credito di altri stati, che sono sottoposti alle esigenze di natura prudenziale previste dalla legge e dalle regolamentazioni emesse dalla Banca Nazionale della Romania nelle stesse condizioni che gli istituti di credito autoctoni.
La regolamentazione del regime degli istituti di credito degli stati membri UE riflette il prelievo del principio del “passaporto unico” per lo svolgimento di attivita’ attraverso una succursale o in maniera diretta, nonche’ del principio della sorveglianza prudenziale da parte dell’autorita’ competente dello stato membro di origine. Agli istituti finanziari degli stati membri UE viene applicato il principio del “passaporto unico” per le attivita’ permesse agli istituti di credito, ad eccezione della costituzione di depositi.
Per gli istituti di credito persone giuridiche romene, il disegno di legge prevede, con deroga dalla legge delle societa’ commerciali, il divieto di costituirsi attraverso sottoscrizione pubblica.

La ristrutturazione del Ministero dell’Agricoltura comincia con la costituzione delle Camere Agricole
Il Ministero dell’Agricoltura, con i suoi 11.000 dipendenti, entra in ristrutturazione e dovra’ rinunciare alle attivita’ di consulenza ed implementazione dei programmi, per dedicarsi all’elaborazione delle politiche agricole, all’effettuazione dei pagamenti agli agricoltori e alle ispezioni. Le altre attribuzioni saranno prelevate sia dall’ambiente privato che dalle autorita’ locali.
Il Ministro dell’Agricoltura, Gheorghe Flutur, spiega che la ristrutturazione del suo ministero presuppone la costituzione delle Camere Agricole, che funzioneranno presso le autorita’ locali. Queste preleveranno le attribuzioni di consulenza ed implementazione dei programmi governativi che erano gestiti finora dalle direzioni agricole del Ministero. Queste ultime si concentreranno, invece, delle ispezioni. “I controlli ed ispezioni nei settori del latte, legumi, vino, devono essere effettuati dallo stato” spiega Flutur.
Il finanziamento delle Camere Agricole sara’ a carico dei comuni, pero’ non e’ stato ancora chiarito se – con le nuove responsabilita’ – saranno concessi anche fondi supplementari dal bilancio dello stato. Secondo il ministro Flutur, le Camere Agricole saranno organizzate a livello comunale, ed in ogni regione verra’ costituita anche una Cassa delle Camere Agricole. Piu’ della meta’ dei membri di una Camera sara’ composta dai rappresentanti delle associazioni locali dei produttori, ai quali si aggiungeranno specialisti e rappresentanti del Consiglio Locale.
L’Agenzia Nazionale di Consulenza Agricola (ANCA) sara’ privatizzata gradualmente. “Non possiamo smantellare totalmente l’ANCA, non possiamo abbandonare completamente la consulenza perche’ dobbiamo assicurare l’assorbimento di 2 miliardi di euro” spiega Flutur. Pero’, nel momento in cui saranno costituite e funzioneranno delle strutture di consulenza consolidate, compreso a livello delle Camere Agricole, lo stato rinuncera’ a finanziare questo settore.
L’Agenzia del Demanio dello Stato rimane nel subordine del ministero, pero’ la retrocessione di oltre 250.000 ha dei 500.000 ha che essa gestisce, nonche’ la finalizzazione delle privatizzazioni imporra’ la ridistribuzione del personale verso il programma dei vitalizi agricoli.
Dopo essere stata esaminata dal Governo, la strategia di ristrutturazione del Ministero dell’Agricoltura e’ sottoposta all’analisi da parte di una commissione interministeriale.

Entro il 2010, le coltivazioni di colza arriveranno ad 1 milione di ettari
La produzione di colza in Romania verra’ incentivata dall’aumento dell’interesse delle compagnie per la fabbricazione dei biocombustibili.
“Attualmente, in Romania si coltivano meno di 200.000 ettari di colza, pero’ fino nel 2010 si arrivera’ ad 1 milione di ettari” ha dichiarato, in occasione della conferenza stampa per il lancio dell’INDAGRA 2006, Adrian Tibu, portavoce del Ministero dell’Agricoltura. Secondo lo stesso, nel 2007 sei compagnie cominceranno la produzione di biocombustibili.
Tibu ha specificato, inoltre, che i fondi concessi dall’UE nel periodo 2007-2013 per l’agricoltura romena ammontano a 12 miliardi di euro e rappresentano circa il 40% dei fondi totali destinati alla Romania.
Con l’occasione, il direttore generale dell’Agenzia Nazionale di Consulenza Agricola, Viorel Morarescu, ha ricordato che l’Unione Europea concedera’ alla Romania nel periodo 2007-2013 fondi di 7,5 miliardi di euro per lo sviluppo rurale (circa 1,07 miliardi di euro all’anno) e che nel 2007 vengono, ancora, accolte richieste di finanziamenti attraverso il Programma SAPARD per 17 misure.

Le tariffe per l’energia elettrica potrebbero aumentare, dal 1 dicembre 2006, di fino al 5%
Il prezzo dell’energia elettrica aumentera’, probabilmente dal 1 dicembre 2006, di fino al 5% a causa del rincaro del gas naturale, utilizzato nella maggior parte delle centrali, dichiarano gli ufficiali dell’Autorita’ di Regolamentazione nel campo dell’Energia (ANRE).
A fine giugno 2006, la stessa ANRE annunciava che nel periodo luglio-dicembre 2006 le tariffe per l’energia elettrica non sarebbero piu’ state modificate e che il prossimo aggiustamento dei prezzi era programmato per il 1 gennaio 2007. Il precedente rincaro dell’energia elettrica era avvenuto il 1 gennaio 2006 (+1,85%).

Inaugurata la mostra internazionale IndAgra 2006 nel recinto fieristico di Romexpo
L’undicesima edizione della mostra internazionale di attrezzature e prodotti dell’agricoltura, zootecnia ed alimentazione si svolge nel periodo 8-12 novembre 2006) nel recinto fieristico Romexpo a Bucarest.
IndAgra 2006 e’ strutturata sulle seguenti tematiche:
• Industria alimentare (lavorazione della carne, panificazione, paste, pasticceria, dolciumi, lavorazione del latte, legumi e frutta; conserve; oli e grassi vegetali; condimenti, aromi, essenze, coloranti; additivi per l’industria della carne, installazioni e vetrine frigorifiche, prodotti ecologici, raggruppati nel Salone ECO AGRICULTURA,
• Agricoltura (macchinari, attrezzature ed utensili agricoli, tecnologie, materiali ed attrezzature per irrigazioni, semi e sementi; fertilizzanti e pesticidi),
• Zootecnia (macchinari ed attrezzature per mattatoi, mangimi e foraggi complessi, animali,
• Salone delle tecnologie per l’avicoltura – ROMAVICOLA
• Salone degli allevamenti suinicoli – EXPO SUINICOLA).
Secondo il catalogo provvisorio, hanno preannunciato la partecipazione ad IndAgra 2006 le seguenti aziende italiane: FRAUTECH SRL, TREESSE PROGETTI SRL, ALPI TRADING SRL, AVE INDUSTRIES SPA, CANTINA DI SANTADI, LATTERIA SOCIALE DI SANTADI, OLEA SARDEGNA, IRRITEC SRL, OFFICINE MINUTE SAS, STEFANO DONNA, VIVAI PIANTE CONTARIN SERGIO, PANINI SRL, TMCI PADOVAN S.p.A., BULGARELLI EQUIPMENT SRL, CLEAN SRL, DALMON S.N.C., ITALIA PEGASUS INSTITUTE SPA, MEAT , GONG SPA, LUCA E LUCIA RAGGI SRL , MIGLIORANZA SRL SPEROTTO SPA, MP INOX, ROTA GUIDO SRL, ZOOTECNICA BALLAN, VCR VIVAI COOPERATIVI RAUSCEDO, UNI.MAC SRL, CONSORZIO PROMOEXPORT, MA/AG MACCHINE AGRICOLE, OLEO-MAC, ROTERI ITALIA SRL

Il rapporto Transparency International sottolinea che la Romania sara’, dopo il 1 gennaio 2007 il piu’ corrotto paese membro UE
La Romania si piazza all’84-o posto tra 163 paesi compresi nella graduatoria del 2006 sulla percezione del fenomeno della corruzione nel settore pubblico, realizzata da Transparency International (TI).
La Romania ha ottenuto 3,1 punti, su 10 possibili, allo stesso livello dell’Algeria, Madagascar, Mauritania, Panama e Sri Lanka e si annovera tra i piu’ corrotti paesi dell’Europa Orientale. La supera soltanto l’Albania (111-o posto).
L’Ungheria si piazza al 41-o posto, Bulgaria al 57-o e la Repubblica Moldova al 79-o.

Immobiliare
Decine di milioni di euro di investimenti stranieri nel campo immobiliare in Romania
L’interesse degli investitori stranieri per il settore immobiliare in Romania e’ aumentato consistentemente e rapidamente negli ultimi 3 anni. Quando nel 2003, il gruppo Europolis ha acquistato il palazzo Europe House, nella zona Piaţa Victoriei, per 30 milioni di dollari, tale transazione, unica in quel momento, ha rappresentato un messaggio positivo per altri investitori e ha svegliato l’interesse dei fondi di investimenti orientati verso la Romania.
Il gruppo austriaco Europolis e’ stato, anche, il protagonista della piu’ consistente transazione sul mercato immobiliare romeno, conclusa ad ottobre 2006, quando ha acquistato due edifici allestiti per uffici, di Sema Parc, per 90 milioni di euro.
La corsa agli investimenti nell’immobiliare romeno e’ guidata, attualmente dai fondi austriaci, seguiti dagli investitori britannici. Gli specialisti immobiliari prevedono l’arrivo dei fondi di investimenti orientati verso l’immobiliare romeno, dalla Germania e dagli Stati Uniti.

Le compagnie romene preferiscono affittare spazi per uffici piu’ che acquistare, a causa dei costi sempre piu’ alti delle costruzioni
Sempre piu’ compagnie affittano spazi per i loro uffici e sempre meno scelgono di costruire o acquistare una sede propria.
Sedi in affitto scelgono non solo le compagnie multinazionali ma anche gli operatori economici entrati recentemente sul mercato oppure in procinto di aprire filiali in altre citta’.
Gli spazi per uffici stanno diventando investimenti a lungo termine, nel contesto attuale del mercato. Pero’ sono poche le societa’ in grado di permettersi sedi proprie, come quella della Holcim in zona Primaverii della Capitale, dove il solo terreno supera 2.500 euro al mq. „Le compagnie con un piu’ alto grado di certezza riguardo al numero dei dipendenti e al giro di affari dovrebbero costruire sedi proprie. E gli eventuali spazi eccedenti – in un primo tempo – potrebbero essere affittati a terzi” raccomanda Alexandru Petrescu, manager della compagnia immobiliare Esop di Bucarest. Costruire sedi piu’ ampie delle necessita’ della propria compagnia, per affittare gli spazi eccedenti e’ una pratica frequente a Costanza, osserva Paul Dogaru, della societa’ Coriax.
A Timisoara l’affitto di spazi per uffici e’ molto diffuso, addirittura predominante. Gli spazi medii hanno 80-120 mq. Sarebbe difficile acquistare terreno e costruire sedi cosi’ modeste, nelle zone centrali” osserva Doru Bodea, di Casadomi. I piu’ ambiti spazi per uffici sono gli appartamenti nei palazzi della zona storica ultracentrale, per la maggior parte acquistati e ristrutturati da investitori italiani.
Gli affitti variano tra 16 e 20 euro/mq a Bucarest e tra 7 e 20 euro/mq, nelle altre citta’. I costi di costruzione superano, invece, 500-600 euro/mq per l’area costruita, ai quali si aggiunge il prezzo del terreno.
Argomenti a favore della costruzione di una sede propria:
• Adeguamento dell’edificio alle caratteristiche dell’azienda.
• Possibilita’ di allargamento nel tempo: all’inizio lo spazio eccedente viene affittato a terzi in attesa che l’azienda si sviluppi
• Accesso facilitato a crediti, poiche’ si puo’ garantire con l’immobile esistente, specialmente per le societa’ di servizi (software, per esempio), dove le piu’ importante risorse sono gli specialisti non i mezzi fissi, e quindi sono necessarie tali garanzie per i crediti bancari contratti per sviluppare l’attivita’.
• Scelta della locazione in funzione delle caratteristiche dell’attivita’
• un buon investimento: in 7-10 anni, con la spesa per l’affitto si potrebbe avere una sede propria
Argomenti a favore dell’affitto
• Piu’ flessibilita’: lo spazio puo’ essere facilmente cambiato per uno piu’ ampio o piu’ ridotto, oppure l’attivita’ puo’ essere chiusa rapidamente (le multinazionali fanno tali ragionamenti e hanno movimenti bruschi di personale)
• spostamenti rapidi, da spazi in appartamenti o villette in centri di affari classe B ed ulteriormente in centri di affari classe A, man mano che la compagnia cresce
• cambio di sede in funzione del numero dei clienti; si puo’ scegliere la locazione adatta in funzione delle varie tappe di sviluppo della compagnia
• Lo sforzo finanziario viene scaglionato nel tempo, per ragioni contabili – l’ammortamento di una costruzione avviene in un lungo periodo di tempo, mentre il pagamento dell’affitto e’ deducibile, fiscalmente integralmente (ci sarebbero argomenti a favore della costruzione se cio’ avviene tramite una banca o in leasing immobiliare, pero’ rimane il problema dell’anticipo del 15-25%, che entra pero’ in un periodo di ammortamento piu’ lungo).

Il quotidiano EVZ titola: la citta’ di Ploiesti diventa piu’ cara di Roma. Gli specialisti affermano che il fenomeno e’ dovuto alla sopravalutazione delle offerte immobiliari, favorite da un forte deficit di abitazioni
“Vendo villa, ad un piano, rifiniture di lusso, con piscina e box auto sotterraneo, 1 milione di euro, negoziabile”. Non e’ un annuncio immobiliare di una capitale occidentale ma un inserzione in un quotidiano di Ploiesti, citta’ dove i prezzi delle proprieta’ immobiliari sono letteralmente esplosi.
I terreni nel centro di Ploiesti costano gia’ 700 euro al metro quadro, e gli immobili tra 100.000 euro ed 1 milione di euro, in funzione di dimensioni e rifiniture. Gli esperti spiegano l’ascesa dei prezzi con il deficit di abitazioni sul mercato. “In Romania, i prezzi sono dettati sul mercato immobiliare dal rapporto tra richiesta ed offerta. Attualmente e probabilmente per ulteriori 5-10 anni, tale rapporto registra un forte squilibrio con richieste molto piu’ numerose delle offerte. Il risultato e’ un’evidente sopravalutazione delle offerte da parte dei proprietari, senza giustificazioni materiali. Percio’ si arriva a richiedere di piu’ per una villa a Ploiesti che per una casa in Italia o Spagna” dichiara Cristian Mitris, direttore esecutivo dell’Associazione Romena delle Agenzie Immobiliari (ARAI).
Uno dei piu’ cari immobili di Ploiesti, una casa nazionalizzata che ospita al momento l’Ufficio dello Stato Civile (sotto il nome della “Casa dei Matrimoni”), uno degli edifici simbolici della citta’ e’ in vendita, con diritto di prelazione da parte della Municipalita’, a 900.000 euro. Il Consiglio locale ha considerato eccessivo il prezzo e di conseguenza l’immobile sara’ venduto a terzi, forse ad un prezzo ancora piu’ alto.
Le ville piu’ care sono state costruite nel quartiere Albert, all’uscita di Ploiesti verso Brasov, sulla Strada Nazionale DN 1 ed i prezzi variano tra 200.000 ed 1 milione di euro.
Con meno soldi, un investitore puo’ acquistare una casa con area e rifiniture simili: secondo il sito www.overseasrealestate.co.uk, una casa a Roma, recentemente costruita, con una superficie utile di 250 mq, 6 stanze da letto, 4 bagni, soggiorno, cucina, terrazzo, piscina coperta, rifiniture moderne ed aria condizionata e’ disponibile anche a 550.000 euro. Una casa con una descrizione simile viene offerta nel quartiere Albert di Ploiesti ad oltre 700.000 euro.
Gli analisti immobiliari affermano che l’integrazione della Romania nell’UE determinera’ un nuovo rincaro delle proprieta’. “In funzione del livello delle rifiniture e della zona nella quale e’ ubicata, il prezzo di una casa aumentera’ tra il 10% ed il 50% dopo il 1 gennaio 2007” crede Dragos Stoica, agente immobiliare a Ploiesti.

WTCB costruisce un ulteriore albergo nel nord della Capitale
Nel 2007, World Trade Center Bucuresti (WTCB) investira’ circa 14 milioni di euro per la costruzione di un albergo di 2 stelle, con piscina nella zona nord della Capitale, nei pressi del complesso fieristico Romexpo, annuncia il presidente WTCB, Mircea Ursache.
Il nuovo albergo sara’ destinato, prevalentemente, agli espositori partecipanti alle mostre e fiere organizzate nel recinto fieristico Romexpo, con stanze che costeranno circa 60 euro/notte, di circa 100 euro meno care rispetto ai prezzi praticati dagli altri alberghi ubicati nella stessa zona.