Newsletter n.44 / 2006

E’ stato nominato Il Commissario romeno per l’UE: Leonard Orban coordinera’ il multilinguismo europeo
Dopo giorni di tensione, Bruxelles e Bucarest hanno trovato un accordo sulla nomina del commissario romeno: Leonard Orban, che diventa responsabile al multilinguismo in un’Unione Europea che vanta piu’ di 200 idiomi. Leonard Orban, 45 anni, laureato in economia ed ingegneria meccanica, capisce l’italiano, parla bene l’inglese e un po’ meno il francese.
La nomina e’ stata annunciata dal presidente della Commissione, Jose’ Manuel Durao Barroso, che ha indicato anche la competenza assegnata a Orban. La nomina di Orban e’ arrivata dopo il ritiro della candidatura del senatore liberale Varujan Vosganian, a causa di accuse, da lui respinte, di essere stato informatore della “securitate” comunista e di aver ricevuto finanziamenti dal controverso uomo d’affari Sorin Ovidiu Vantu.
Barroso ha ottenuto per il commissario romeno la “cessione” del multilinguismo dal commissario slovacco Jan Figel, che rimane responsabile per l’educazione, la formazione e la cultura. Come ricordato dallo stesso Figel, il panorama linguistico dell’Europa e’ molto variegato: ”in Europa ci sono 200 lingue, europee e non” e con l’ingresso della Romania e Bulgaria ”le lingue ufficiali dell’UE diventano 23”.
A differenza di Vosganian, che alla Commissione UE era poco conosciuto, Orban e’ molto noto a Bruxelles, poiche’ per anni si e’ occupato delle trattative tra la Romania e l’UE. Il nuovo commissario dovra’ gestire un portafoglio consistente, composto da tre direzioni generali (traduzione, interpretariato, pubblicazioni). Orban dovra’ affrontare competenze delicate, nell’ambito delle quali lavorano ben 3.400 dipendenti, circa il 15% del personale totale della Commissione UE. Quello delle lingue e’ un settore particolarmente sensibile, che negli ultimi tempi e’ stato al centro di numerose polemiche. Qualche mese fa ha per esempio fatto molto scalpore il caso dell’esclusione dell’italiano e lo spagnolo durante molti incontri con la stampa. E d’altra parte, i documenti di lavoro di Bruxelles sono di fatto limitati solo a due lingue, inglese e francese. Orban dovra’, inoltre, garantire la traduzione della legislazione comunitaria in tutte le 23 lingue ufficiali UE.

Delegazione della Commissione per le politiche dell’UE del senato italiano in visita a Bucarest
Una delegazione della Commissione per le politiche dell’Unione europea del Senato ha visitato Bucarest per un giro di incontri ad alto livello alla vigilia dell’ingresso della Romania nell’UE. La delegazione e’ stata ricevuta dal presidente Traian Basescu, dal vice premier Marco Bela, dal ministro dell’integrazione europea Anca Boagiu e dal presidente del senato Nicolae Vacaroiu.
Il senatore Andrea Manzella, che ha diretto la delegazione, ha dichiarato ad ANSA di essere molto soddisfatto dei colloqui. Il senatore ha sottolineato il ruolo chiave della Romania con la sua lunga frontiera ad est e i problemi della regione del Mar Nero, incrocio di traffici di ogni genere. Bucarest “si aspetta un aiuto europeo e in particolare dell’Italia dato che anche noi abbiamo una lunga frontiera sul Mediterraneo”.
Nei colloqui sono stati inoltre discussi i rapporti commerciali con l’Italia, caratterizzati da una forte presenza delle aziende italiane in Romania e di cittadini romeni in Italia.

Il quotidiano Gandul preannuncia la visita del Presidente Prodi a Bucarest, subito dopo l’adesione della Romania all’UE
Secondo il quotidiano Gandul, che cita ANSA, il presidente del Consiglio di Ministri, Romano Prodi, effettuera’, a gennaio 2007, una visita in Romania. Sara’ il primo leader europeo a recarsi a Bucarest dopo l’adesione ufficiale del paese all’Unione Europea, a conferma del fatto che l’Italia rimane il principale partner commerciale della Romania.

Un italiano sostituisce Jonathan Scheele
E’ arrivato in Romania Donato Chiarini che sostituisce Jonathan Scheele, dal 1 novembre 2006 e la Delegazione della Commissione Europea in Romania si trasformera’, all’inizio del 2007, in rappresentanza.
Chiarini, nato nel 1942, ha lavorato ultimamente nel Direttorato per l’Albania, Bosnia-Herzegovina, Montenegro, Serbia e Kosovo, parte del Direttorato Generale per l’allargamento. E’ stato capo della Delegazione della Commissione Europea in Macedonia, tra settembre 2002 ed ottobre 2005 e precedentemente capo della Delegazione in Cipro ed in Bosnia-Hertegovina.
Chiarini avra’ la funzione di capo della Delegazione fino all’entrata della Romania nell’Unione Europea.
Dopo l’integrazione della Romania nell’Unione Europea, la Delegazione della Commissione Europea a Bucarest si trasformera’ in rappresentanza, come negli altri stati membri UE. Cambiera’ anche la missione della Delegazione: fino adesso aveva lo scopo principale di monitorare le evoluzioni politiche, economiche, sociali e legislative, con impatto sul processo di adesione e l’implementazione dei programmi di preadesione. La rappresentanza avra’, invece, la missione principale di assicurare l’efficacia del flusso di informazioni tra la Commissione e la Romania, attraverso politiche di informazione sulle attivita’ della Commissione e le politiche UE. Inoltre, la rappresentanza continuera’ ad essere un’importante fonte di informazione per la Commissione, sulla realta’ romena.

La Romania ricevera’ 17 miliardi di euro, fondi strutturali
Nel periodo 2007-2013, l’UE concedera’ alla Romania fondi strutturali per un valore di 16,9 miliardi di euro. L’ammontare e’ 3,7 volte superiore ai fondi di 4,5 miliardi di euro, ricevuti nel periodo 2000-2006. Secondo il responsabile per il coordinamento dei fondi strutturali per la Romania, David Sweet, da questo ammontare, 6,755 miliardi di euro saranno fondi Phare e 11,15 miliardi di euro fondi ISPA. Pero’ tali fondi verranno erogati soltanto in base a criteri molto severi. L’ufficiale europeo ha sottolineato che la strategia ed i programmi dovranno essere presentati dal Governo della Romania subito dopo l’adesione.
Le priorita’ dei fondi strutturali saranno: lo sviluppo delle infrastrutture a standard europei, l’aumento a lungo termine della competitivita’ economica, lo sviluppo del capitale umano e l’utilizzo dello stesso in maniera efficace, l’aumento della capacita’ amministrativa. Secondo l’ufficiale europeo “si devono sviluppare le infrastrutture vicine al Danubio, quella portuale e quella marittima. E si devono sviluppare anche le infrastrutture per i trasporti, perche’ un paese non puo’ andare avanti senza una rete stradale”. Deve essere sviluppato anche il capitale umano, la manodopera qualificata, poiche’ “inutile avere tecnologie avanzatissime se si devono importare tecnici ed esperti” ha aggiunto Sweet.
Nel periodo 2007 – 2013, la Romania ricevera’ dall’UE 32 miliardi di euro, di fondi strutturali e di coesione e contribuira’ al bilancio dell’Unione con 1,1 miliardi di euro all’anno.

La Romania deve assorbire almeno il 55% dei fondi UE per il 2007
La Romania deve assorbire, nel 2007, almeno il 55% dei fondi strutturali concessi, per non diventare solo contribuente al bilancio UE, dichiara il senatore Varujan Vosganian. Secondo il senatore PNL, c’e’ il rischio che i fondi diminuiscano se non vengono assorbiti in maniera soddisfacente. Nell’agricoltura questi potrebbero ridursi del 25%, in caso di insufficiente capacita’ istituzionale dell’amministrazione. “Tutti i paesi recentemente diventati membri UE hanno registrato nei primi anni percentuali di assorbimento abbastanza contenute. Se la Romania non assorbe nel 2007, il 55% dei fondi concessi, diventa “sponsor” dell’UE, perche’ dovra’ pagare, comunque, nel 2007 1 miliardo di euro di contributi mentre dovrebbe ricevere 2 miliardi. Se riuscira’ ad assorbirli sara’ un record” conclude Vosganian.
“La Romania e Bulgaria, sono sia dal punto di vista istituzionale che da quello dell’acquis comunitario, meglio preparate all’adesione all’UE di quanto erano i paesi che hanno aderito nel 2004, quelli che hanno aderito negli anni ’90, o quelli che hanno aderito negli anni ‘80 (Spagna, Portogallo e Grecia). Man mano che il tempo passa, le procedure diventano piu’ complicate e le cautele maggiori per quanto riguarda i nuovi aderenti” ha sottolineato Vosganian.

Marketing agricolo, con fondi dall’Unione Europea
Attraverso la Misura 1.1. del Programma SAPARD, l’Unione Europea concede finanziamenti agli imprenditori della Romania intenti a migliorare le proprie strategie di vendita dei prodotti agricoli.
Sono eleggibili i costi collegati al miglioramento del marketing e della trasformazione di determinati prodotti agricoli ed ittici, tra cui: carne e derivati della carne, latte e derivati del latte, cereali, oleaginosi, prodotti della vinificazione, frutta, legumi e patate, pesce e zucchero.
Dal totale dei costi per un progetto, fino al 50% puo’ essere coperto dai grant (finanziamenti a fondo perduto) dal SAPARD, ed i restanti costi devono essere sostenuti da fonti proprie del beneficiario, compreso da crediti bancari (fino al 35% del valore del progetto).
Possono accedere al programma le Piccole e Medie Imprese, organizzate in conformita’ con la legislazione in vigore per tale categoria di aziende (fino a 249 dipendenti ed un giro di affari annuo di fino a 8 milioni di euro; non sono ammesse filiali di aziende con oltre 249 dipendenti).

Fondi BERS per consulenza
La BERS concedera’ alle Piccole e Medie Imprese romene dei finanziamenti a fondo perduto di fino a 10.000 de euro, per assicurare le risorse finanziarie destinate allo svolgimento dei progetti di consulenza. Il Programma denominato Business Advisory Services (BAS) finanziera’ soltanto le PMI private, con capitale maggioritario romeno, attive da almeno 2 anni. Non saranno considerate eleggibili le imprese del settore bancario, militare, dei giochi d’azzardo e del tabacco. Il finanziamento copre vari progetti, dall’implementazione dei sistemi di management della qualita’ o studi e ricerche di marketing fino a consulenze tecniche. I progetti BAS durano, mediamente, 4 mesi.
Il Programma funziona gia’ in 17 stati, tramite 27 uffici locali. Il valore totale del BAS e’ di 2,2 milioni di euro e rappresenta donazioni del Ministero Federale di Finanze dell’Austria.
Dall’ammontare totale, 1,6 milioni di euro e’ il valore dei grant, ed il resto e’ destinato al funzionamento dell’Ufficio BAS in Romania. Nel 2006, l’attivita’ dell’ufficio si svolge soltanto a Bucarest, pero’ dal 2007, si estendera’ anche a Braşov, Costanza, Piteşti, Timiş, Cluj e nelle regioni della Moldavia.

18 miliardi di euro per le infrastrutture di ambiente
La Romania dovra’ investire 18 miliardi di euro nelle infrastrutture di ambiente nel periodo 2007 – 2013. Da questo ammontare, soltanto 4,5 miliardi di euro proverranno dall’Unione Europea sottolinea Sulfina Barbu, ministro dell’Ambiente ed Amministrazione delle Acque.
Il Ministro dell’Ambiente sottolinea, anche, la necessita’ di identificare fonti alternative di finanziamenti, come il bilancio dello stato ed i bilanci locali, ma anche crediti interni ed esterni. Le dichiarazioni sono state rilasciate in occasione della firma della convenzione per il primo progetto con effetti sull’ambiente, finanziato da fonti governative e locali.
“Il valore totale del programma e’ di 323 milioni di euro e comprende, tra l’altro 3 sottoprogrammi importanti:
• programma di riabilitazione delle zone Zlatna e Copsa Mica, che beneficiera’ di circa il 22% dell’ammontare totale,
• l’ammodernamento delle infrastrutture di acqua ed acque usate nel bacino Cris, nella regione Vaslui
• un programma nel municipio Ploiesti.
Oltre a questi progetti che saranno destinatari del 59% dei fondi dedicati a tali programmi, si evidenzia un progetto per la gestione dei rifiuti nel municipio Iasi, una delle grandi citta’ romene”, ha sottolineato Sulfina Barbu.

Meta’ del capitale straniero investito in Romania e’ stato destinato all’industria
Dall’ammontare totale di 14,4 miliardi di euro del capitale sociale investito da entita’ straniere in Romania, oltre la meta’ e’ stata sottoscritta in aziende industriali. La partecipazione del capitale straniero in tali societa’ ammonta a 7,5 miliardi di euro.
Secondo i dati centralizzati dall’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC), nel top dei paesi di provenienza del capitale straniero investito in Romania, il primo posto continua ad essere occupato dall’Olanda, con un quantum totale di oltre 3 miliardi di euro, seguita dall’Austria con 1,9 miliardi di euro, la Francia con 1,5 miliardi di euro, la Germania con 1,3 miliardi di euro e l’Italia con 787 milioni di euro.
I dati pubblicati dall’ONRC riguardano i saldi al 31 agosto 2006, cumulati dal 1990.
Dal punto di vista del numero di societa’ con capitale straniero costituite in Romania, i dati indicano che le compagnie con attivita’ principale nel campo del commercio (al dettaglio e all’ingrosso) rappresentano meta’ del totale di 127.245 societa’, seguite dalle societa’ di servizi professionali (22,9%, cioe’ 29.139 societa’), dalle societa’ industriali (18,1%, cioe’ 33.031 societa’), dalle societa’ di turismo e di costruzioni (7.250 compagnie per ognuno dei due settori).
La differenza tra il saldo al 31 agosto 2006 e quello di dicembre 2005 rileva che nelle societa’ con capitale estero della Romania e’ stato sottoscritto un capitale sociale di 1,6 miliardi di euro. Nello stesso periodo sono state costituite 8.125 societa’ con partecipazione straniera al capitale sociale.

Il deficit estero puo’ diventare un problema a partire dal 2007
Il deficit di conto corrente superera’ il 10% del PIL nel 2006, livello sostenibile per il momento, che pero’ potrebbe diventare un problema a partire dal 2007, dichiara l’economista capo della Banca Nazionale della Romania, Valentin Lazea. L’ufficiale della banca centrale spiega che, nelle condizioni della liberalizzazione del conto di capitale, le leve della politica monetaria sono meno efficaci, e le politiche salariali e fiscali dovrebbero agire piu’ intensamente per limitare le pressioni inflazionistiche. “Se queste politiche non contribuiscono alla deflazione, allora la politica monetaria e’ costretta a ricorrere a costrizioni oltre i limiti normali. Quindi, un forte apprezzamento del leu puo’ contribuire alla deflazione, pero’ crea problemi a livello del conto corrente” conclude Lazea. Il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato, nei primi 8 mesi del 2006, un deficit di quasi 6 miliardi di euro, in aumento del 51% rispetto al periodo simile del 2005.

Il ricavato dalla vendita della Banca Commerciale Romena ha portato la riserva valutaria della Banca Centrale a 21 miliardi di euro
Nel mese di ottobre 2006, la riserva valutaria della Banca Nazionale della Romania (BNR) e’ aumentata di circa 2,416 miliardi di euro, fino a 21,151 miliardi di euro. L’aumento e’ dovuto in primo luogo all’incasso di 2,21 miliardi di euro dalla privatizzazione della Banca Commerciale Romena
Le entrate in valuta nel mese di ottobre sono ammontate a 2,64 miliardi di euro e le uscite a 2,28 miliardi di euro.
La riserva di oro si e’ conservata a 104,7 tonnellate, valutata a circa 1,59 miliardi di euro, in leggera diminuzione rispetto al mese precedente.
Le riserve internazionali della BNR (valute piu’ oro) sono ammontate ad oltre 22,74 miliardi di euro.
Fino alla fine del 2006, i pagamenti scadenti per conto del debito pubblico estero diretto e garantito dal Ministero delle Finanze Pubbliche ammonta a 130 milioni di euro.

La Romania elimina le facilitazioni fiscali in frontiera
Dal 1 gennaio 2007, gli importatori romeni di prodotti software, installazioni ed equipaggiamenti sportivi pagheranno dazi doganali, come nell’UE.
Per allinearsi alle norme dell’Unione Europea, la Romania eliminera’ tutti gli esoneri dal pagamento dei dazi doganali per le attrezzature tecnologiche, installazioni, equipaggiamenti, apparecchi di misura e controllo, automazioni e prodotti software secondo una recente Decisione governativa.

Verra’ creata l’Agenzia per l’ambiente d’affari
La nuova autorita’, dedicata agli investitori in Romania sara’ strutturata in 3 dipartimentI: per le Piccole e Medie Imprese, per investimenti e per la promozione delle opportunita’ di investimenti, dichiara il ministro di stato Bogdan Pascu.
“L’Agenzia inglobera’, in una nuova configurazione, l’Agenzia per le Piccole e Medie imprese, l’Agenzia per gli Investimenti Stranieri e la Direzione dell’Ambiente d’Affari della Segreteria Generale del Governo.
La costituzione dell’Agenzia per l’ambiente d’affari precedera’ l’elaborazione delle norme di applicazione della Legge sugli investimenti” ha spiegato Pascu

Brasov Industrial Park – progetto greenfield a Brasov
Un nuovo progetto di Parco Industriale tipo greenfield sara’ allestito a Brasov.
Il Parco Industriale Brasov (www.parc-industrial.ro) si sviluppera’ su 34 ettari, nell’immediata vicinanza del futuro Aeroporto Internazionale, e dedichera’ alla produzione un’area di 160.000 mq, 12 capannoni e 20.000 mq spazi per uffici in 3 edifici, il tutto da affittare a lungo termine.
I clienti del parco beneficeranno di accesso a servizi centralizzati: vigilanza perimetrale, illuminazione esterna, servizi bancari, negozi non-stop, servizi medici, due alberghi da 2 e 4 stelle, servizi doganali, sale di conferenze, ristoranti e mense.
I lavori inizieranno a marzo 2007 ed i primi clienti potranno traslocare nel parco nell’autunno 2007.

Razvan Orasanu e’ stato sostituito da Teodor Atanasiu nella funzione di presidente dell’AVAS
Teodor Atanasiu e’ stato nominato dal premier Tariceanu nella funzione di presidente dell’Autorita’ Nazionale per la Vendita degli Attivi dello Stato in sostituzione di Razvan Orasanu.
Teodor Atanasiu e’ membro del Partito Nazional Liberale (PNL) ed e’ stato ministro della difesa da dicembre 2004 fino a pochi giorni fa’ quando e’ stato sostituito dal democrata Sorin Frunzaverde.
Atanasiu e’ stato, in precedenza, amministratore della compagnia Palplast Sibiu, parte del gruppo Rompetrol e della B&M Direct Consulting nonche’ vice direttore generale di Uzina Mecanica Cugir e membro del Consiglio di Amministrazione del Fondo Proprieta’ di Stato (attuale AVAS) nel periodo 1997-2000.

In soli 2 anni, il numero di tasse ed imposte pagate dalle aziende operanti in Romania e’ raddoppiato
All’inizio del 2006, il Ministero delle Finanze aveva inventariato 420 tasse ed imposte applicate agli operatori economici in Romania, pero’ il loro numero aumenta mese dopo mese. “Credo che deteniamo il record europeo e forse anche quello mondiale per il numero di tasse pagate dagli operatori economici. Se all’inizio del 2006 il ministero delle Finanze ha contato 420 tasse ed imposte, al momento attuale queste sono molte di piu’. Il guaio e’ che si sono moltiplicate le tasse che definiscono la parafiscalita’ (tasse non contenute nel bilancio dello stato)” dichiara Mihai Ionescu, presidente dell’Associazione Nazionale degli Esportatori ed Importatori della Romania (ANEIR).
Secondo i dati forniti dall’Unione Generale degli Industriali della Romania (UGIR- 1903), nel 2004 un operatore economico pagava circa 200 oneri fiscali. Nel 2005, questi erano saliti a 300, e all’inizio del 2006 erano diventati 420. Le conseguenze sono la diminuzione della competivita’ delle esportazioni romene e la riduzione dell’entusiasmo degli investitori stranieri ad iniziare un’attivita’ in Romania.

Cosa succedera’ con le piccole banche dopo l’integrazione della Romania nell’UE
Gli analisti finanziari asseriscono che l’integrazione nell’UE potrebbe portare ad un’ulteriore ristrutturazione del sistema bancario romeno. Nella variante estrema, l’attuale numero delle banche dimezzerebbe, mentre in quella media la specializzazione settoriale o regionale sarebbe una soluzione di sopravivenza anche per le banche piu’ piccole.
“Le banche con un basso rating dimostrano di avere poca forza finanziaria, e nel futuro dovranno ricorrere a fusioni oppure essere prelevate”, affermava a fine giugno il governatore BNR Mugur Isarescu in occasione del seminario “Grecia, Bulgaria e Romania Business & Investment Summit”. Le 22 banche con quote di mercato inferiori all’1% rappresentavano, insieme, a fine agosto 2006, il 7,7% del mercato bancario. La differenza del 92,3% apparteneva alle altre 27 banche del sistema.
L’acquisto, negli ultimi 9 mesi, dei pacchetti azionari di maggioranza delle banche Eurom, Daewoo, Mindbank e Romexterra dai gruppi Leumi Bank, C.R.Firenze, Banca Agricola della Grecia e MKB sono conferme della necessita di consolidamento delle posizioni.
Attualmente, il sistema bancario della Romania e’ dominato da istituti finanziari con azionisti stranieri, che detengono insieme (compresa la Banca Commerciale Romena) circa l’88% degli attivi bancari totali, che ammontavano nel 2005 a 34,85 miliardi di euro. Gli analisti NBG Bank stimano che, dopo la privatizzazione della Cassa di Risparmio CEC, la percentuale salira’ al 92%.
Praticamente, ad eccezione della Banca Commerciale Carpatica, della Libra Bank, della Banca Transilvania – che non rientra nella categoria delle piccole banche, e della Cassa di Risparmio CEC – per ancora poco tempo – tutte le altre banche sono detenute per la maggior parte da gruppi bancari internazionali importanti. Poiche’ si avvicina la vendita della CEC a OTP Bank o NBG Bank, non e’ difficile anticipare che le tre piccole banche potrebbero diventare target degli ulteriori acquisti.
Nel frattempo altri operatori stranieri si preparano a sbarcare sul mercato bancario romeno: la portoghese Millennium, che prepara un investimento greenfield con l’apertura di 100 succursali, la belga KBC e la cipriota Bank of Cyprus.
Il gruppo belga KBC non esclude l’acquisto di una banca gia’ operante sul mercato romeno.
Anche GE Money intende estendere la propria attivita’ in Romania nel campo del retail banking per consolidare la propria posizione sul mercato dei servizi finanziari, attraverso una crescita organica oppure attraverso acquisti.
Diventa sempre piu’ necessaria la concentrazione dell’attivita’ sui settori di nicchia e sul mercato bancario della Romania opera gia’ una serie di banche con attivita’ di nicchia, come le banche di credito alle PMI – ProCredit Bank, Mindbank -, le banche di credito locativo – HVB Banca pentru Locuinte, Raiffeisen BL –, le banche di credito per determinati professionisti – Libra Bank.

I romeni tornano a risparmiare in valuta
I depositi in lei sono stati spodestati da quelli in valuta nelle preferenze dei romeni. Il valore dei depositi nuovi, in valute straniere costituiti da persone fisiche nell’intervallo settembre 2005 – settembre 2006 ha superato quello dei risparmi in moneta nazionale.
Nell’intervallo citato, i depositi in valuta delle persone fisiche sono aumentati del 35%, e quelli in lei di soli 16,2%, secondo i dati forniti dalla Banca Centrale.
Le compagnie, invece, hanno puntato sui depositi in lei, considerando piu’ attraenti i tassi di interesse offerti per questi ultimi. A differenza della popolazione, le compagnie hanno ridotto i loro piazzamenti in valuta del 2,8% nell’ultimo anno, e aumentato i loro depositi in lei del 23%.

In Romania si paga lo stipendio minimo con il minor potere di acquisto in Europa
Il piu’ basso stipendio in Lussemburgo e’ di 1.500 euro mensili. Nel top degli stipendi minimi nell’UE seguono l’Irlanda, Olanda, Gran Bretagna, Belgio, Francia – con stipendi minimi tra 1.300 e 1.200 de euro, Spagna, Malta, Slovacchia, Portogallo – con stipendi minimi tra 630 e 430 euro. Nei nuovi stati membri UE, lo stipendio minimo parte da 129 euro (Lituania) ed arriva a 261 euro (Rep. Ceca). La Romania si piazza al penultimo posto con 90 euro mensili seguita dalla Bulgaria, con 82 euro mensili.
Nonostante lo stipendio minimo sia piu’ basso in Bulgaria rispetto alla Romania, il piu’ povero operaio bulgaro puo’ acquisire piu’ merci di quello romeno pagato con lo stipendio minimo . In una graduatoria del rapporto tra lo stipendio minimo ed il potere di acquisto dei cittadini dei paesi membri e candidati all’UE, la Romania occupa l’ultimo posto, e la differenza rispetto al primo posto, occupato dal Lussemburgo e di quasi 1:10. In Romania sono registrati circa 1 milione di operai pagati con lo stipendio minimo a livello nazionale.

Stipendio medio lordo di 1270 RON, e stipendio minimo a livello nazionale di 390 RON
Secondo il progetto di Legge Finanziaria per il 2007, il prossimo anno, lo stipendio medio lordo in Romania ammontera’ a 1270 RON e lo stipendio minimo a 390 RON. I sindacati considerano, pero’, il limite minimo troppo basso e di conseguenza, il presidente del Blocco Nazionale Sindacale, Dumitru Costin, ha annunciato che, per la terza volta di seguito, nel 2007 esisteranno due stipendi minimi a livello nazionale – uno stabilito attraverso Decisione Governativa e l’altro attraverso il contratto collettivo di lavoro a livello nazionale.
Piu’ radicale, il vicepresidente del Cartel Alfa, Petru Dandea, ha annunciato la ripresa delle dimostrazioni stradali, se il Parlamento accettera’ la proposta del governo. Cartel Alfa chiede uno stipendio minimo oltre i 390 RON, livello respinto dal ministero delle Finanze.

Le societa’ romene di costruzioni strade rimarranno subappaltatori delle aziende straniere
In Romania non esiste alcuna societa’ autoctona del settore costruzioni autostrade, discariche ecologiche e stazioni di depurazione, sufficientemente grande da poter vincere da sola – in veste di appaltatore generale – un contratto piu’ consistente.
I criteri severi imposti alle aziende per il conferimento dei contratti, come anche il deficit grave di manodopera, “condanna” i costruttori romeni a rimanere, per ancora molto tempo, subappaltatori.
Per poter partecipare alla gara per un progetto di grandi dimensioni, le compagnie autoctone possono scegliere tra due soluzioni: l’associazione di piu’ aziende o il subappalto del lavoro da un appaltatore straniero, per una parte del progetto.
Solo per i progetti del settore dei trasporti e delle infrastrutture e’ previsto il 23,8% (4,68 miliardi di euro) dei fondi strutturali e di coesione concessi alla Romania fino nel 2013, per un valore totale di 19,7 miliardi di euro.

Piata Victoriei, il City di Bucarest
Un decimo degli uffici di alta qualita’ della Capitale sara’ ubicato nella zona Piata Victoriei a partire dal 2007, e ospitera’ piu’ di 11.000 dipendenti dei piu’ importanti operatori economici, con affari di miliardi di euro.
Gli affitti pagati da compagnie come Orange o Rompetrol per gli attuali oltre 100.000 mq di uffici della zona si avvicinano a 30 milioni di euro all’anno. Orange e Rompetrol vantano insieme un giro di affari di oltre 6 miliardi di euro all’anno.

L’AVAS diventa il centro dei piu’ importanti affari immobiliari del momento
Lo stato diventa il piu’ importante agente immobiliare sul mercato. L’Autorita’ per la Vendita degli Attivi dello Stato (AVAS) sta diventando il partner di affari sognato da ogni imprenditore interessato nel campo immobiliare.
Gli imprenditori che sanno come ricavare le dovute informazioni dall’AVAS, possono acquistare vaste aree di terreni ubicati in zone “strategiche”, ad un terzo del prezzo di mercato. E poiche’, stranamente, la pubblicita’ manca, nonostante i prezzi siano modesti, spesso i terreni messi all’asta si vendono al prezzo di partenza, per mancanza di contendenti.
Uno dei clienti fortunati dell’AVAS e’ l’imprenditore Nicolae Ratiu, che ha acquistato (il 24 ottobre 2006, attraverso la sua societa’ Universal Property) dall’AVAS un terreno di circa 30.000 mq, ubicato nella zona dell’Autostrada Bucarest-Pitesti, con 593.000 dollari. L’AVAS ha messo all’asta e venduto al prezzo di partenza della gara (593.000 dollari), un terreno della ditta Alex Vasilescu Trans International, per il recupero parziale di un credito di 1,1 milioni di dollari.
All’attuale prezzo di mercato, il terreno vale circa 1,5 milioni di dollari, stimano gli specialisti del settore immobiliare.
Ratiu ha pagato un prezzo di quasi 20 dollari/mq, senza IVA, per il terreno acquistato nella zona del km 23 dell’Autostrada Bucaresti-Pitesti, dove la terra costa, in funzione delle utilita’ e della posizione rispetto alle vie di accesso, tra 30 e 40 euro/mq, equivalente a 38-50 dollari/mq, secondo le informazioni della compagnia immobiliare Eurisko. Quindi il terreno comprato da Ratiu, di 29.800 mq, avrebbe un valore di mercato tra 1,13 milioni di dollari e 1,5 milioni di dollari.
Nella zona dell’Autostrada Bucarest-Pitesti, Ratiu deteneva 160-170 ettari di terreno e ha venduto, nel 2005, alle compagnie ProLogis si Rynart, alcune decine di ettari per oltre 15 milioni di euro. I terreni della zona Autostrada Bucarest-Pitesti sono richiesti per lo sviluppo degli spazi industriali e di logistica.
L’Autorita’ per la Vendita degli Attivi dello Stato (AVAS) vende terreni in zone di interesse, appartenenti ad aziende debitrici nei confronti dello stato. Le vendite all’asta pubblica, partono da prezzi che non superano, in genere, la meta’ del livello minimo del valore di mercato, informa Mediafax.
Un altro terreno ubicato nella localita’ turistica Breaza (regione Prahova), di 11.000 mq, con via di accesso e ubicato nei pressi della strada statale e stato venduto all’asta pubblica al prezzo di partenza di 75.796 dollari esclusa l’IVA, cioe’ a circa 7 dollari/mq. Per un terreno del genere, gli esperti immobiliari richiedono, di regola, tra 20 e 65 dollari/mq, in funzione delle utilita’ esistenti.
L’AVAS si difende: I prezzi vengono stabiliti in base a dei rapporti di valutazione
I rappresentanti AVAS dichiarano che i prezzi di partenza dei terreni messi all’asta vengono stabiliti in base a rapporti di valutazione, elaborati da esperti autorizzati dall’Associazione Nazionale dei Periti della Romania. Ed i prezzi di partenza diminuiscono se l’asta deve essere posticipata per mancanza di acquirenti.
A breve, l’AVAS vendera’ all’asta pubblica un terreno di 5.320 mq appartenente alla SC Baneasa, ubicato in una zona residenziale del comune Voluntari, ad un prezzo di partenza di 180 dollari/mq. Secondo il direttore generale dell’agenzia immobiliare Intermedias, Ion Radu Zilisteanu, il prezzo minimo di acquisto di un terreno in questa zona e’, attualmente, di 500 dollari/mq.

Il completamento del catasto dei terreni agricoli ha superato la scadenza concordata con l’UE
La Romania ha digitalizzato i terreni agricoli in oltre l’88% dei comuni e villeggi e ha concluso l’identificazione in circa il 50% degli stessi. La Romania si era impegnata nei confronti dell’UE di concludere entro il 31 ottobre 2006 il processo di identificazione dei lotti agricoli in tutte le unita’ amministrative territoriali.
L’identificazione dei lotti e’ obbligatoria, poiche’ in base agli ortofotopiani potranno essere concesse le sovvenzioni comunitarie, a partire dal 2007.

Pirelli costruira’ un nuovo stabilimento di 70 milioni di euro a Sadu
Guglielmo Fiocchi, country manager Pirelli Romania preannuncia un ulteriore investimento di circa 70 milioni di euro, programmato per il 2007, nella costruzione di uno stabilimento per la produzione di filtri per motori diesel, ubicato nel parco industriale Sadu (regione Gorj), che dovrebbe cominciare a produrre nel 2008.
Il gruppo Pirelli ha già investito 170 milioni di euro nella realizzazione di un’unita’ che produce gomme ad alta performance nella zona Slatina (regione Olt) nei pressi della fabbrica di cavi metallici inaugurata nel 2005 insieme al gruppo tedesco Continental.
Oltre alla produzione, a Sadu Pirelli svilupperà una piattaforma di servizi logistici, informatici e commerciali, e collaborera’ con l’Università di Craiova nell’organizzazione di corsi post-universitari in settori di ricerca di interesse bilaterale.

Investitori italiani interessati ad operare nel Parco Industriale Hemeius (regione Bacau)
Un gruppo italiano di Perugia negozia con i dirigenti del Parco Industriale Hemeius (HIT), il primo parco industriale della Romania dedicato esclusivamente all’IT&C, la possibilita’ di affittare circa 300 mq per uso uffici ed un capannone per uso produttivo, di circa 700 mq per la fabbricazione di apparecchiature per comunicazioni.
Attualmente nel Parco Industriale Hemeius operano dieci aziende di cui 7 microimprese del settore IT.

Gli investitori italiani comprano terreni agricoli in Dobrogea
Migliaia di ettari di terreni agricoli nella regione Costanza sono stati acquistati da societa’ con capitale straniero, prevalentemente italiano, informa il quotidiano Evenimentul Zilei. Il fenomeno si e’ sviluppato negli ultimi due anni, da quando si ha la certezza che la Romania diventera’ membro UE.
I contadini romeni, per la maggior parte troppo vecchi e poveri per poter provvedere alla lavorazione della terra, vendono i loro terreni agricoli, mediamente a 15 – 20 milioni di lei vecchi all’ettaro, contenti di ricevere, in piu’, un vitalizio di 100 euro all’anno, e senza sapere che i nuovi proprietari verranno appoggiati dall’Unione Europea e dallo stato romeno a coltivare i terreni ed a vendere i raccolti.
SC Valea Verde Constanta, societa’ costituita nel 2005, e amministrata da Stefano Bargagni ha acquistato a Dunarea, nei pressi di Seimeni, 900 ettari di terreno agricolo, oltre a quelli gia’ acquisiti a Tichilesti, Horia, Stupina, Crucea, e predispone progetti per accedere ai fondi UE
Lucian Blaj, sindaco di Seimeni, dichiara che nel suo comune gli “italiani” hanno gia’ comprato 1.000 ettari di terreni agricoli. A Dobromir gli spagnoli hanno acquistato quasi 5.000 ettari, afferma il capo della Direzione Agricola Costanza, Gheorghe Albu. Anche a Silistea gli investitori stranieri hanno acquistato oltre 1.000 ettari, come pure a Vulturu, Adamclisi, Crucea, 23 August.
Le autorita’ locali considerano che i prezzi di vendita sono troppo bassi e preferirebbero che le vendite venissero posticipate per dopo l’adesione all’UE.

Il Bulevard Magheru, tra le piu’ care vie commerciali del mondo
Bulevard Magheru di Bucarest figura nel top delle piu’ care vie commerciali del mondo per quanto riguarda gli affitti per negozi. La zona Magheru figura al 30-o posto nella classifica elaborata da una grande compagnia immobiliare di New York.
Secondo lo stesso documento, il bulevard Magheru ha registrato una delle piu’ consistenti crescite, salendo di 6 posizioni rispetto alla precedente classifica, grazie all’avvicinamento dell’integrazione della Romania nell’Unione Europea.
L’affitto medio annuo arriva a 1.500 euro al mq, e nonostante l’alto prezzo, le grandi compagnie sono a caccia di spazi commerciali in questa zona.
Un mq in Bulevard Magheru si affitta facilmente a 100 – 130 euro mensili, e in funzione di superficie e dotazioni, chi affitta un negozio di 100 mq paga mediamente 12.000 euro mensili, quasi 150.000 euro all’anno.
In Calea Victoriei, seconda via commerciale della capitale, gli affitti variano tra 65 e 80 euro al mq mensili.
Secondo la ricerca realizzata dalla compagnia Cushman & Wakefield, la piu’ grande societa’ privata di servizi immobiliari, la piu’ cara via commerciale rimane 5th Avenue di New York, dove si paga circa 11.000 euro/mq.

Sito della settimana:
www.e-Firme.ro – nuovo portale delle aziende romene
Lanciato dalla compagnia iStorm, specializzata in applicazioni software e realizzazione di pagine web, il portale e’ uno spazio virtuale di incontro per la aziende della Romania, in base a ricerche per ragione sociale, per prodotti o per servizi offerti.
Le societa’ iscritte possono beneficiare del vantaggio della costruzione di un sito proprio nel quadro del portale, gratuitamente o a costi ridotti.

Studio della settimana
Soltanto 19 citta’ romene offrono condizioni di vita accettabili, indica una recente indagine realizzata dal settimanale economico Capital
Una recente analisi delle condizioni di vita in Romania ha rilevato la constatazione poco piacevole che le citta’ romene nella quali si vive “bene” sono poche.
Il “Top delle 50 citta’ nelle quali abitare”, elaborato dal settimanale Capital, ha preso in considerazione i seguenti criteri di selezione: accesso ad un aeroporto, ad un’autostrada, ad una strada europea riabilitata, ad una ferrovia principale; l’esistenza di centri commerciali moderni (ipermercato, cash&carry, mall), l’accesso ad educazione, teatro, opera, filarmonica, cinema; la situazione economica (stipendio medio, tasso di disoccupazione, investimenti stranieri), i prezzi nel campo immobiliare, grado di inquinamento dell’aria, acqua e suolo; vicinanza al mare o alla montagna, l’accesso a manifestazioni sportive, l’esistenza di un giardino zoologico; il tasso della criminalita’, la distanza fino alla piu’ vicina frontiera con l’UE.
Solo 2 citta’ hanno accumulato un punteggio superiore al 7 su 10 possibili (Timisoara e Costanza), altre 7 hanno ricevuto punteggi tra 6 e 7 (Sibiu, Brasov, Cluj Napoca ecc) e 11 punteggi tra 5 e 6 (Pitesti, Targu Mures, Satu Mare etc). Numerose sono le citta notate con 4 e 5 (Bacau, Ramnicu Valcea, Alba Iulia ecc), e 5 centri urbani hanno ricevuto punteggi tra 3 e 3,95 (Onesti, Vaslui, Barlad ecc).
La media generale delle 50 citta’ analizzate e’ 4,98.
Il vero tenore di vita
Secondo uno studio realizzato dalla compagnia Mercer e citato dal settimanale Capital, la svizzera Zurigo e’ al primo posto nel mondo per la qualita’ della vita in una grande citta’, seguita da Ginevra, Vancouver (Canada), Vienna (Austria) e Auckland (Nuova Zelanda).
Secondo un’altra classifica, realizzata da Economist Intelligence Unit, che prende in calcolo la qualita’ della vita nei paesi del mondo, Irlanda si piazza al primo posto con 8,33 punti, seguita dalla Svizzera (8,06), Norvegia (8,05), Lussemburgo (8,01), Svezia (7,93), Australia, Italia e Spagna. Gli Stati Uniti d’America occupano il 13-o posto, la Francia il 25-o, la Germania il 26-o, la Gran Bretagna il 29-o. In questa classifica la Romania si piazza al 58-o posto, con 6,10 punti, dopo la Bulgaria che ha ottenuto 6,16 punti.
Bucarest, tra piu’ e meno
Anche se non compresa nella classifica – a causa della sua posizione speciale, territoriale, sociale ed economica – Bucarest ha ottenuto 7,60 punti, grazie ai vantaggi (accesso alle infrastrutture di trasporti, commercio, educazione e cultura, situazione economica) e nonostante il grado di inquinamento, la lontananza rispetto alla frontiera occidentale, la lontananza dalla montagna e mare, gli altissimi costi immobiliari.
Ecco i punteggi delle citta’ romene analizzate:

  1. Timisoara – 7,25
  2. Costanza – 7,10
  3. Sibiu – 6,65
  4. Brasov – 6,58
  5. Oradea – 6,50
    6-7. Arad e Cluj Napoca – 6,25
  6. Turda – 6,05
  7. Ploiesti – 6,03
    1. Pitesti – 5,95
    2. Lugoj – 5,87
  8. Targu Mures – 5,80
  9. Satu Mare – 5,59
  10. Bistrita – 5,43
  11. Galati – 5,28
  12. Iasi – 5,25
  13. Craiova – 5,10
  14. Medias – 5,08
  15. Bacau – 5,00
    Le 26 citta’ che hanno ottenuto punteggi tra 4 e 4,95 sono: Medgidia, Zalau, Ramnicu Valcea, Alba Iulia, Resita, Giurgiu, Slatina, Piatra Neamt, Suceava, Petrosani, Alexandria, Pascani, Targoviste, Braila, Baia Mare, Calarasi, Tecuci, Drobeta Turnu Severin, Botosani, Sfantu Gheorghe, Tulcea, Hunedoara, Roman, Buzau, Deva si Targu Jiu.
    Le ultime 5 citta’ sono:
  16. Focsani – 3,90
  17. Slobozia – 3,80
  18. Onesti – 3,75
  19. Vaslui – 3,25
  20. Barlad – 3,15

Statistiche sui romeni in Italia
I romeni sono al primo posto tra gli immigranti in possesso di regolari permessi di soggiorno, e costituiscono il “gruppo extracomunitario piu’ numeroso in cifre assolute”, indica il piu’ recente rapporto Caritas sugli immigranti, reso pubblico a fine ottobre 2006.
I romeni “regolari” in Italia sono 270.845 e costituiscono la comunita’ straniera piu’ numerosa (11,9% del totale stranieri) delle 150 comunita’ straniere presenti in Italia.
La maggior parte dei romeni – oltre il 50 % – sono entrati illegalmente in Italia. Dopo un periodo di clandestinita’ hanno ottenuto uno statuto legale (grazie alle sanatorie).
I romeni si piazzano al primo posto per numero di permessi di lavoro: 191.033, cioe’ il 13,4 % del totale dei permessi di lavoro concessi.
Dei 55.000 bambini stranieri nati in Italia nell’ultimo anno, quasi 6.000 sono romeni.