Newsletter n.43 / 2006

Nel 2007 la Romania potrebbe pagare al bilancio comunitario piu’ di quanto ricevera’ dall’Unione Europea
Nel 2007, la Romania paghera’ 1,1 miliardi di euro al bilancio comunitario, e nel contempo, si stima che riuscira’ ad utilizzare soltanto il 55% del „premio“ di adesione di circa 1,9 miliardi di euro.
La Romania potrebbe beneficiare, nei prossimi anni, di fondi europei fino a 3 volte superiori, ogni anno, rispetto alle somme pagate come contributo al bilancio comunitario. Lo stato dell’economia no permettera’, pero’, alla Romania di consumare piu’ del 55% dei fondi concessi dall’Unione Europea, secondo le stime del presidente della Commissione Bilancio-Finanze del Senato (e candidato a commissario europeo da parte della Romania), Varujan Vosganian.
Quale sara’ il contributo della Romania
L’esecutivo romeno stima che, nel 2007, il contributo al bilancio comunitario ed il cofinanziamento dei fondi europei ammontera’ a quasi 6 miliardi di lei (1,69 miliardi di euro). Nella finanziaria approvata dall’esecutivo per il primo anno dopo l’adesione, 2007, sono previsti 1,1 miliardi di euro per il contributo al bilancio dell’Unione Europea ed altri 563 milioni di euro per il cofinanziamento dei fondi di preadesione PHARE, ISPA e SAPARD.
Nei prossimi 4 anni, il contributo della Romania al bilancio UE sara’ di circa l’1% del PIL, cioe’ 1,1-1,3 miliardi di euro. Oltre la meta’ del contributo proverra’ dal Reddito Nazionale Lordo (circa 700 milioni di euro), ed altre somme consistenti saranno assicurate dai dazi doganali (oltre 140 milioni di euro) ed IVA (128 milioni di euro).
Quanto ricevera’ la Romania
Nel periodo 2007-2009, la Romania continuera’ a ricevere fondi di preadesione, ma comincera’ a beneficiare anche dei fondi di post adesione.
Le due categorie di fondi comunitari arriveranno insieme, nel 2007, a 1,9 miliardi di euro, di cui oltre 1,3 miliardi di euro saranno finanziamenti post adesione. Globalmente, fino nel 2013, attraverso i programmi finanziati dai fondi di post adesione, in Romania arriveranno 19,66 miliardi di euro.
I fondi nel periodo di post adesione seguiranno due destinazioni principali: la politica agricola comune e la politica di coesione sociale ed economica. Nel 2007, per la politica agricola comune saranno spesi oltre 884 milioni di euro e per la politica di coesione oltre 1,33 miliardi di euro.
L’obiettivo di „convergenza“ riguarda la competitivita’ economica, l’ambiente, i trasporti, l’eliminazione delle disparita’ tra regioni per quanto riguarda il livello di sviluppo, l’aumento della capacita’ di amministrazione delle istituzioni.
L’altro obiettivo strategico – la „cooperazione territoriale“ – sara’ concentrato sulla cooperazione a livello nazionale, regionale, europeo, specialmente per la prevenzione dei disastri naturali.
I fondi strutturali sono programmati dalla Commissione Europea per un periodo di 7 anni e hanno lo scopo principale di eliminare le differenze di sviluppo tra le regioni dell’Europa, essendo destinati alle zone con un PIL pro capite inferiore al 75% della media UE. La Romania, con le sue 8 regioni di sviluppo, ha un PIL medio pro capite inferiore al 30% del PIL pro capite nell’UE.

560 milioni di euro per il settore energetico
L’Unione Europea potrebbe concedere alla Romania fondi strutturali di 560 milioni di euro per investimenti nel campo energetico, dichiara Ioana Michiu, euro-consigliere presso l’Organismo Intermedio per l’Energia (OIE). L’UE finanziera’ progetti per il miglioramento dell’assistenza energetica con 252 milioni di euro, la valorizzazione delle fonti rigenerabili di energia con 112 milioni di euro e la riduzione dell’impatto del sistema energetico sull’ambiente con 196 milioni di euro.
I progetti saranno cofinanziati dai beneficiari.
I fondi strutturali devono essere utilizzati in 2 anni dalla concessione.

Le aziende con capitale straniero avranno un accesso piu’ facile ai fondi europei
Le procedure per l’accesso ai fondi europei sono burocratiche e le compagnie con capitale ed azionisti esteri, che hanno gia’ beneficiato dell’assistenza PHARE e hanno avuto accesso ad iniziative informative, organizzate dalle autorita’, saranno meglio preparate ad accedere ai finanziamenti concessi dall’UE rispetto agli imprenditori romeni, sottolineano i rappresentanti del Gruppo di Economia Applicata (GEA). “Queste aziende, che hanno gia’ accumulato esperienza nel campo dei fondi strutturali, sono vantaggiate nell’ottenimento dei finanziamenti UE” spiega il direttore esecutivo GEA, Dragos Pislaru.
Lo stesso afferma che GEA prepara 7 progetti per accedere ai fondi destinati alle compagnie dei settori auto, carpenteria metallica e materiali di costruzione, anche se i fondi non saranno disponibili immediatamente dopo il 1 gennaio 2007.
Secondo il Piano Nazionale di Sviluppo, elaborato per il periodo 2007-2013, il finanziamento totale arrivera’ a 58,7 miliardi di euro, principalmente per lo sviluppo rurale e per le infrastrutture.
GEA costituira’ una societa’ di consulenza, GEA Strategy & Consulting, operativa dall’inizio di novembre 2006.

La Banca centrale informa che il deficit di conto corrente e’ aumentato del 51%, fino a 5,92 miliardi di euro
Il conto corrente della bilancia di pagamenti ha registrato, nei primi 8 mesi del 2006, un deficit di 5,924 miliardi di euro, in aumento del 51% rispetto al periodo simile del 2005, principalmente a causa dell’aumento del deficit della bilancia commerciale, informa la Banca Nazionale della Romania (BNR).
Il conto corrente registra dei deficit in aumento nel capitolo redditi, dove tra le uscite sono compresi, gia’ da 2 anni, anche i profitti reinvestiti dai non residenti. Il saldo negativo e’ aumentato nel periodo analizzato del 20,6%, fino a 2,029 miliardi di euro.
Il valore del deficit di conto corrente anticipato per il 2006 e’ stato rivisto in aumento, da 7,95 miliardi di euro a 8,25 miliardi di euro.
Nel contempo, il debito estero a medio e lungo termine della Romania e’ ammontato, dopo i primi 8 mesi del 2006, a 25,837 miliardi di euro, in aumento del 5,1% rispetto al 31 dicembre 2005.
Il debito estero pubblico e pubblicamente garantito ha registrato al 31 agosto un saldo di 10,923 miliardi di euro, che rappresenta il 42,3% del debito estero a medio e lungo termine, rispetto al 45,9% al 31 dicembre 2005.
Il debito estero non garantito pubblicamente, cioe’ il totale dei prestiti contratti dalle compagnie private, ammontava alla fine dei primi 8 mesi del 2006, a 14,07 miliardi di euro, in aumento del 13,9% rispetto al livello del 31 dicembre 2005.
Il grado di copertura era al 31 agosto 2006 di 6 mesi di importazioni, rispetto a 6,4 mesi di importazioni al 31 dicembre 2005. Tale indice (grado di copertura della riserva in mesi di importazioni) viene calcolato come rapporto tra la riserva ufficiale della BNR (valuta e oro) alla fine del periodo e l’importazione media mensile di beni e servizi nel rispettivo periodo.

Le compagnie con capitale estero aumentano le esportazioni romene
Fino nel 2009, il deficit commerciale continuera’ ad aumentare, e nel contempo la maggior parte delle esportazioni romene sara’ generata dalle societa’ con partecipazione, parziale o integrale, del capitale estero – queste sono le stime degli ufficiali romeni sul commercio estero della Romania. Secondo il ministro delegato per il commercio, Iuliu Winkler, circa il 40% delle esportazioni romene, che stanno comunque diminuendo, viene realizzato dalle societa’ con capitale straniero, operanti in Romania. Lo stesso stima, inoltre, che fino nel 2009 il deficit commerciale della Romania continuera’ ad aumentare, ed in seguito il rapporto tra importazioni ed esportazioni si stabilizzera’. „Il deficit commerciale della Romania nel 2006 sara’ di molto superiore a quello del 2005 e nel 2007 questo trend continuera’“ dichiara Winkler, spiegando che le previsioni per il 2009 sono fondate sull’esperienza degli stati che hanno aderito all’UE nel 2004 e sul fatto che, come stato membro, la Romania godera’ di una maggiore fiducia da parte degli altri paesi europei e non solo.
Deficit di 15 miliardi di euro
L’Associazione Nazionale degli Esportatori ed Importatori della Romania (ANEIR) considera che alla fine del 2006, il valore delle importazioni superera’ quello delle esportazioni di circa 15 miliardi di euro, cioe’ di circa il 50% in piu’ rispetto al 2005, mentre nel 2007 il deficit aumentera’ del 20% rispetto al 2006, fino a 18 miliardi di euro. „Se l’inverno sara’ rigido e si dovranno importare quantitativi piu’ alti di combustibili, il deficit potrebbe salire oltre i 15 miliardi di euro“ crede Mihai Ionescu, presidente ANEIR.

Nel 2006 sono state costituite oltre 80.000 nuove societa’, di cui piu’ di un terzo dichiara attivita’ di commercio ed intermediazioni finanziarie
Secondo le statistiche dell’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC), nei primi 8 mesi del 2006, sono state registrate 80.400 nuove societa’ commerciali, per la maggior parte dedicate al commercio ed intermediazioni finanziarie.
All’inizio del 2006, all’ONRC risultavano registrate 1,42 milioni di societa’ ed alla fine di agosto 2006, circa 1,5 milioni. Tra le societa’ neo costituite, 26.330 dichiarano attivita’ di commercio all’ingrosso e al dettaglio e 3.735 intermediazioni finanziarie, cioe’ assicurazioni, leasing, crediti, transazioni immobiliari ecc.
Dal totale delle societa’ iscritte all’ONRC nel periodo dicembre 1990 – agosto 2006, quasi la meta’ (49%) hanno dichiarato come principale attivita’ il commercio all’ingrosso e al dettaglio (741.000 societa’) seguite dall’industria (14,9% del totale), erogazione di servizi (8,45%), trasporti (6,3%) e costruzioni (5,7%).
Dal punto di vista della forma giuridica, le societa’ a responsabilita’ limitata (SRL) sono le piu’ numerose (oltre 1 milione, quasi il 70%), seguite dalle societa’ per azioni (SA) che ammontano a 31.439.
Dal totale delle iscrizioni al Registro del Commercio, 387.000 sono liberi professionisti registrati come persone fisiche (PF) o associazioni famigliari (AF).

Gli investimenti stranieri lasciano il mercato di capitale romeno
La Commissione Nazionale dei Valori Mobiliari (CNVM) ha presentato un rapporto nel quale si specifica che gli investimenti stranieri sul mercato del capitale in Romania hanno registrato, nel mese di settembre 2006, un saldo negativo di 414 milioni di lei, poiche’ le uscite di capitale hanno superato le entrate, per la prima volta nel 2006.
Le somme ritirate dal mercato hanno totalizzato 661,8 milioni di lei, e le entrate di capitale straniero hanno rappresentato 247,8 milioni di lei.
Nei primi 9 del 2006, le uscite sono arrivate a 2,16 miliardi di lei, superando, per la prima volta nel 2006, le entrate che sono ammontate, nel periodo gennaio-settembre, a 1,76 miliardi di lei.
I non residenti hanno acquistato, nel mese di settembre, azioni per un valore totale di 235 milioni di lei. Gli investitori americani e britannici si piazzano nel top degli acquirenti di azioni nel mese di settembre, con 38,6 milioni di lei rispettivamente 37,3 milioni di lei, seguiti dagli investitori austriaci, con 32,3 milioni di lei.
Sul mercato delle obbligazioni, gli acquisti sono ammontati a 122 milioni di lei; la maggior parte (84,53%) sono stati investimenti olandesi, seguiti dagli investimenti dal Cipro (4,57 milioni lei, cioe’ l’11,90%). Gli americani sono stati gli unici venditori di obbligazioni nel mese di settembre, con 526 milioni di lei. Le vendite del mese di settembre, che hanno totalizzato 724 milioni di lei, hanno superato gli acquisti di 367 milioni di lei.

Il Ministero delle Finanze ha elaborato le norme di applicazione del Codice Fiscale
Il Ministero delle Finanze ha finalizzato le norme di applicazione del Codice Fiscale e le ha pubblicate sul proprio sito, per un dibattito pubblico, seguito dall’approvazione da parte del governo e dell’entrata in vigore a partire dal 1 gennaio 2007.

E’ scaduto il termine per l’aumento del capitale sociale delle societa’ per azioni e quelle inadempienti rischiano la radiazione dal Registro del Commercio
Il 27 ottobre 2006 e’ scaduto il termine legale per l’aumento del capitale sociale delle societa’ per azioni ad almeno 25.000 euro equivalente attuale di 87.500 RON (875 milioni di lei vecchi).
Tra dicembre 1990 e fine agosto 2006, presso l’Ufficio Nazionale del Registro del Commercio (ONRC) sono state iscritte 31.439 societa’ per azioni.

Le persone fisiche che svolgono attivita’ indipendenti riceveranno un codice di registrazione fiscale
Le persone fisiche che svolgono attivita’ economiche indipendenti o esercitano professioni liberali devono registrarsi come contribuenti presso l’Agenzia Nazionale di Amministrazione Fiscale (ANAF), e ricevono un codice di registrazione fiscale utilizzabile nei rapporti con i partner d’affari e con l’autorita’ fiscale a partire dal 1 gennaio 2007, secondo l’Ordinanza Governativa N.35/2006 per la modifica e completamento del Codice di procedura fiscale.

Nonostante gli avvertimenti UE sul problema OMG, nessuno controlla gli alimenti modificati geneticamente in Romania
Nessuno e’ in grado di dire quanti sono in Romania gli alimenti a base di soia presenti nei negozi, contenenti organismi modificati geneticamente (OMG). Nemmeno le autorita’, e cio’ e’ uno dei punti sensibili dell’ultimo rapporto di monitoraggio della Commissione Europea.
Nonostante il 2006 sia l’ultimo anno in cui sono state ammesse le coltivazioni di piante modificate geneticamente, sembra che la Romania non abbia nemmeno un laboratorio certificato a livello UE per individuare gli alimenti che contengono OMG, poiche’ le autorita’ forniscono risposte contraddittorie su questo argomento.
L’ultimo rapporto di monitoraggio della Commissione Europea attirava l’attenzione alla Romania sul modo di gestire gli organismi modificati geneticamente (OMG): „L’implementazione del quadro legislativo necessita miglioramenti consistenti. Devono essere intensificati i preparativi per la realizzazione di un sistema definito in maniera chiara, che garantisca che l’intero raccolto di soia modificata geneticamente, del 2006, sara’ registrato, inviato agli stabilimenti di trasformazione, etichettato e monitorato secondo le esigenze del Consiglio Europeo”. Inoltre, nel documento si afferma che „i laboratori per la verifica della qualita’ degli alimenti, foraggi e semi non sono ancora completamente funzionanti”.
In Romania, la legislazione ha permesso la coltivazione della soia modificata geneticamente negli ultimi 8 anni e sono state sperimentate anche coltivazioni di patate modificate geneticamente. Dal 2007 tali coltivazioni sono vietate in Romania.
Un problema rimane la soia modificata geneticamente, coltivata nel 2006 su 130.000 ettari, secondo il Ministero dell’Agricoltura, con un raccolto di circa 300.000 tonnellate, che non si sa’ dove sia finito. Gli alimenti suscettibili di contenere soia oppure olio di soia modificata geneticamente sono la maionese, gli insaccati a base di soia, il pate’ vegetale ecc.

Con un sostegno finanziario consistente, in Romania si potrebbe registrare un boom delle coltivazioni bioenergetiche
Nell’Unione Europea, nel 2010, il 5,75% dei carburanti dovra’ provenire dalle coltivazioni bioenergetiche, settore che e’ regolamentato sin dal 2003. Vengono concesse sovvenzioni specifiche per le coltivazioni bioenergetiche e vengono fissati target per l’utilizzo dei biocarburanti per la propulsione degli autoveicoli. Alla data dell’adesione all’Unione Europea, il 2% dei carburanti utilizzati in Romania devono essere “bio”, e fino nel 2010 la percentuale deve salire, gradualmente, fino al 5,75%.
In Romania, 6 aziende di produzione di biocarburanti entreranno in funzione nel 2007, per la maggior parte nel sud della Romania. Si tratta di reparti speciali di produzione del biodiesel creati presso le aziende di produzione degli oli alimentari e nelle raffinerie petrolifere. La produzione romena di biodiesel ammontera’ nel 2008 a circa 400.000 tonnellate, ottenute prevalentemente dal girasole ma anche dal colza. La capacita’ cumulata di produzione degli impianti nei quali si investe attualmente e’ di 400.000 tonnellate all’anno di biodiesel e 50.000 tonnellate all’anno di bioetanolo (ottenuto dal mais e dalla barbabietola).
Sovvenzioni per le coltivazioni bioenergetiche
La Romania puo’ fornire annualmente 500.000-550.000 tonnellate di olio da girasole, soia e colza, il che significa lo stesso quantitativo di biodiesel all’anno. Dal 2007, sara’ applicato un sistema piu’ ampio di sostegno finanziario delle coltivazioni bioenergetiche – sia attraverso l’aiuto europeo di 50 euro/ettaro, che attraverso la sovvenzione specifica per le coltivazioni di colza e girasole. L’olio di colza e’ il miglior biocarburante.
La sovvenzione per il gasolio, prevista per l’autunno 2006, di 1 ron/litro, si applica anche al biodiesel utilizzato nell’agricoltura. Sono state, inoltre, concesse sovvenzioni di 500 Ron all’ettaro per le coltivazioni di soia tradizionale e di 800 Ron all’ettaro per la soia ed il girasole ecologici.
Se nel 2005 le superfici coltivate con colza erano di 88.000 ha, nel 2006 sono salite a 180.000 ha, e le stime per i prossimi anni sono di 500.000 ha. Dalla produzione stimata per il 2006 piu’ della meta’ sara’ esportata, perche’ non esistono sufficienti capacita’ autoctone di lavorazione. Per i prossimi anni, gli specialisti stimano produzioni romene di fino ad 1 milione di tonnellate. I produttori di oli considerano la produzione di biodiesel una possibilita’ di diversificazione ed un’alternativa per controbilanciare la sovraproduzione di olio.
Dal punto di vista delle compagnie operanti nell’UE, la Romania e’ interessante per la realizzazione di investimenti nel campo dei biocombustibi poiche’:

  • L’adesione all’UE facilitera’ l’accesso dei produttori romeni sul mercato occidentale;
  • esiste un eccedente di materia prima a prezzi vantaggiosi ed un potenziale di produzione consistente (terreni, manodopera a costi contenuti e di qualita’);
  • gli stabilimenti per la produzione di bio-massa possono essere abbinati ai silos per cereali;
  • Il Danubio facilita la connessione alla rete europea, a costi minimi;
  • Le dimensioni del mercato romeno ed il suo potenziale di sviluppo offrono interessanti opportunita’ per gli affari nel campo agro alimentare;
  • Esistono il programma SAPARD ed i fondi comunitari post adesione.

Per gli investitori stranieri che hanno acquistato terreni agricoli ma non li coltivano, le autorita’ romene preparano delle multe
Per tutte le superfici agricole della regione Tulcea acquistate da aziende con partecipazione di capitale straniero, verranno effettuate delle verifiche, informa Rompres. La decisione e’ stata presa dalla Collegio della Prefettura, su raccomandazione del prefetto Chirica Lefter, dopo che il direttore della Direzione Generale per l’Agricoltura e Sviluppo Rurale (DGADR), Vasile Gudu, ha sottolineato che numerose superfici di terreni agricoli, acquistate o affittate da societa’ con azionisti di maggioranza stranieri, non vengono coltivate. La situazione segnalata nella regione Tulcea si ripete anche nel Delta del Danubio sulle superfici concessionate dal Consiglio Regionale.
Secondo la Legge n.18/1991 sul fondo fondiario, con ulteriori modifiche e completamenti, “i detentori di terreni agricoli sono tenuti ad assicurare la loro coltivazione e la protezione del suolo”. I proprietari che non adempiono a questi obblighi saranno informati per iscritto dai rispettivi Comuni e se non si adegueranno nel termine stabilito dallo stesso Comune, saranno penalizzati, annualmente, in funzione dell’area e della categoria di utilizzo del terreno.

Il Ministro dell’Agricoltura Flutur parla delle difficolta’ dell’agricoltura romena alla vigilia dell’adesione all’UE
I piu’ importanti problemi dopo l’integrazione nell’UE saranno la disciplina della sicurezza alimentare, il raggruppamento delle terre e la mancanza di professionisti, ha dichiarato a Oradea, il ministro dell’Agricoltura Gheorghe Flutur, informa Rompres.
“L’entrata nell’Unione Europea significa ricevere 2 miliardi di euro dall’UE, ma anche l’obbligo di rispettare severamente determinate regole di sicurezza alimentare” ha messo in guardia Flutur.
Per quanto riguarda il raggruppamento delle terre, poiche’ le sovvenzioni UE saranno concesse a partire del 2007 solo a chi possiede non meno di 1 ettaro, i proprietari sono incoraggiati a mettere insieme le loro terre per essere redditizi o trovare altre soluzioni. “Esiste ancora resistenza contro l’associazione e dovremo convincere i contadini” riconosce Flutur aggiungendo che “il mercato dimostrera’ che abbiamo ragione e le associazioni saranno l’unica via da seguire. Non c’e’ tempo da perdere”.
Il terzo problema maggiore dell’agricoltura e’ la mancanza di personale preparato: tecnologi, meccanizzatori, macellai, lavoratori nell’industria del latte etc. In tal senso, e’ stato richiesto al Ministero dell’Educazione di creare corsi di specializzazione di breve durata nelle scuole di mestieri, per provvedere a colmare il deficit di manodopera qualificata.

Otto miliardi di euro, investimenti stranieri diretti in Romania nel 2006
Gli investimenti stranieri diretti in Romania ammonteranno nel 2006 al livello record di 8 miliardi di euro e continueranno ad aumentare, dichiara il vice premier Bogdan Pascu.
Nei primi 7 mesi del 2006, il valore degli investimenti stranieri diretti e’ aumentato del 48% rispetto al periodo simile del 2005, fino a 4 miliardi di euro, secondo i dati forniti dalla Banca Nazionale della Romania (BNR).
Anteriormente, l’Agenzia Romena per Investimenti Stranieri (ARIS) aveva previsto per il 2006 un livello di investimenti stranieri diretti di 6,2 miliardi di euro, ammontare che non comprende le privatizzazioni della Banca Commerciale Romena e della Cassa di Risparmio CEC.
I dati provvisori della BNR per il 2005 indicavano investimenti stranieri diretti di 5,2 miliardi di euro. L’ARIS stima che il livello rivisto superera’ 6 miliardi di euro.

Le banche romene si affrettano ad adottare gli standard europei
Il sistema bancario romeno si deve allineare completamente a quello europeo, al piu’ tardi l’1 gennaio 2008. Le modalita’ di calcolo degli attivi, del capitale adeguato, degli indici di prudenzialita’ o di redditivita’ devono garantire la compatibilita’ e comparabilita’ con quelli dell’Unione Europea.
Il processo e’ conosciuto piuttosto come uno di adeguamento ai principi enunciati nel trattato Basel II. L’entrata delle grandi banche europee sul mercato romeno, attraverso l’acquisto di banche locali, facilita molto tale processo. Quindi, non e’ sorprendente che gia’ dal 1 gennaio 2007 ci saranno istituti finanziari romeni allineati al Basel II.
Pero’ gli europei esaminano l’insieme non le sue parti. Nel sistema esistono ancora molti problemi, a partire dal rapporto tra crediti ipotecari e crediti di consumo, dove la Romania ha un indice contrario a quello dell’UE. Con le nuove norme di limitazione dei crediti, la tendenza cambiera’ radicalmente, poiche’ un credito immobiliare verra’ concesso piu’ difficilmente di uno di consumo, nonostante per il primo esistano garanzie certe e per il secondo nella maggior parte dei casi non c’e’ tale garanzia.
Quattro banche della Romania applicheranno i principi Basel II sin dall’inizio del 2007, e 28 dei 39 istituti di credito hanno annunciato che preferiscono la variante standard per il calcolo dell’adeguamento dei capitali, dichiara Florian Neagu, capo Ufficio nella Direzione Stabilita’ Finanziaria della Banca Centrale
Le banche romene possono posticipare di 1 anno, fino al 1 gennaio 2008, l’applicazione delle norme Basel II, ha spiegato Neagu, durante la Conferenza Nazionale dell’Associazione del Leasing Bancario.
“Basel II influira’, a breve termine, di meno sugli istituti finanziari non bancari, poiche’ delle 4 banche che applicheranno il programma dall’inizio del 2007, soltanto 2 possiedono istituti finanziari non bancari (IFN)” ha aggiunto Neagu.
Attualmente, 13 banche controllano degli istituti finanziari non bancari sul mercato romeno.
Le norme Basel II introducono nuovi criteri di identificazione del rischio e di calcolo del capitale minimo necessario per la copertura dei rischi generati dall’attivita’ svolta da una banca. Le regole si applicano alle societa’ di credito e alle societa’ di servizi di investimenti finanziari, pero’ influiscono indirettamente anche sugli IFN. Questi saranno sottoposti alle esigenze supplementari, se la compagnia-madre decide di applicare le norme Basel II.
Il volume dei crediti concessi dagli IFN nel 2005 e’ aumentato del 52,7% rispetto al 2004, a 9,3 miliardi di lei, ed il totale dei loro attivi e’ aumentato del 50,5%, a 12,1 miliardi di lei.
“L’aumento dei crediti concessi dagli IFN e’ stato, addirittura, superiore a quello registrato dal settore dei crediti bancari” ha sottolineato il rappresentante della BNR.
Nel contempo, sono aumentati anche i rischi, poiche’ il livello di capitalizzazione e’ aumentato di soli 10%.
Il finanziamento degli IFN da fonti esterne ha rappresentato 1,15 miliardi di euro nel primo semestre del 2006, rispetto a 573 milioni di euro nel periodo simile del 2005, e quindi il peso specifico nel totale delle fonti di finanziamento e’ aumentato dell’11,2%, fino al 47,9%.

Nel 2007 la Romania si integra nell’UE con la produttivita’ del lavoro del 2002
Nonostante negli ultimi 2 anni, l’Esecutivo Tariceanu abbia ripetuto che l’economia romena va avanti a gonfie vele, un rapporto della Commissione Nazionale di Previsioni rileva che la produttivita’ del lavoro a livello nazionale ha raggiunto il livello del 2002. E cio’ a soli due mesi prima dell’integrazione della Romania nell’Unione Europea.
La produttivita’ del lavoro in Romania e’ tornata ai valori raggiunti nel 2002, indica un documento della Commissione Nazionale di Previsioni (CNP). A livello nazionale, in base al rapporto PIL pro salariato, la produttivita’ del lavoro e’ aumentata del 6,1% nel primo semestre. „Per settori economici, i piu’ consistenti aumenti di produttivita’ si registrano nelle costruzioni e nell’agricoltura, del 18,2% e rispettivamente 16,4%. Pero’, queste attivita’ hanno, insieme, un peso specifico di soli 9% nel Prodotto Interno Lordo. Se viene collegato l’aumento della produttivita’ con il contributo dei settori alla creazione del PIL, si puo’ affermare che i risultati economici del primo semestre sono per la maggior parte risultato della crescita dell’11% della produttivita’ del lavoro nell’industria (che ha un peso specifico del 27% del PIL)“, indica il documento CNP. Secondo la Commissione, i risultati potevano essere migliori se anche nel settore dei servizi (con un peso specifico del 51% del PIL) ci fosse la stessa preoccupazione per aumentare la produttivita’ del lavoro. Nel primo semestre del 2006, praticamente, l’intero aumento di PIL dei servizi e’ stato realizzato nelle stesse condizioni di produttivita’.
„La produttivita’ del lavoro in Romania ha registrato un trend ascendente nel periodo 2002-2004. Poi nel 2005 si e’ registrato un declino“ osserva l’ex ministro delle Finanze, Mihai Tanasescu, “e neanche il 2006 promette di essere alla fine un anno migliore. „Anche il 2007 sara’ un anno difficile, perche’ la Romania sara’ piuttosto contribuente al bilancio dell’Unione Europea. Paghera’ 1,1 miliardi di euro e ricevera’ circa 2 miliardi di euro, pero’ soltanto verso agosto. E non credo che nei 3-4 mesi rimanenti fino alla fine dell’anno, la Romania sara’ in grado di consumare, attraverso progetti validi, tutti questi fondi“ conclude Mihai Tanasescu.
Il documento CNP indica, che „l’industria diventa un ramo sempre piu’ competitivo nel quale, grazie alla crescita della produzione industriale e alla diminuzione del numero medio di salariati si e’ registrato un aumento della produttivita’ del lavoro nel primo semestre del 2006 del 10,7%“. Questa crescita rimane ancora … negativa, se si e’ arrivati soltanto al livello del 2002.
La dinamica della produttivita’ in tutti i settori di attivita’ industriale e’ positiva, specialmente grazie all’infusione di capitale: industria estrattiva (27,9%), industria della trasformazione (10,2%) ed il settore dell’energia elettrica e termica, gas naturale ed acqua (4,1%). Cio’ e’ interessante, se si pensa che fino a 2-3 anni fa’, l’industria era il ramo piu’ criticato dell’economia romena.

Aumentano le esportazioni romene con un alto grado di lavorazione
“La crescita economica sostenuta che la Romania registrata negli ultimi anni e le evoluzioni strutturali positive della produzione destinata all’esportazione avranno un contributo significativo nel bilancio nel 2007” dichiara il ministro delegato per il commercio, Iuliu Winkler. “Per la prima volta, nel mese di giugno 2006, nella struttura delle esportazioni romene, i prodotti con un grado medio ed alto di lavorazione hanno superato il 50% del totale esportato, il che significa un miglioramento delle tecnologie” sottolinea Winkler.

Il tasso della disoccupazione e’ sceso al 5%
Alla fine di settembre 2006, il tasso della disoccupazione a livello nazionale era del 5%, ed il numero totale dei disoccupati registrati era di 440.172, informa l’Agenzia Nazionale per l’Occupazione della Forza Lavoro.
Il piu’ alto tasso di disoccupazione continua ad essere registrato nella regione Vaslui (9,8%), seguita da Gorj (8,8%), Mehedinti (8,7%) e Ialomita (8,6%) ed il tasso piu’ basso nella regione Timis con il 2% ha specificato ANOFM.

Settore farmaceutico: i romeni comprano farmaci per 1,2 miliardi di euro all’anno
In 2 anni, il mercato dei farmaci in Romania e’ aumentato di quasi il 70%.
Tra il 2003 ed il 2005, il mercato dei medicinali in Romania e’ aumentato del 66,3%, da 0,720 miliardi di euro a 1,2 miliardi di euro, man mano che nuovi medicinali penetrano nel paese.
Nel 2005, il 30% del mercato dei medicinali era rappresentato dalle vendite di polveri iniettabili, seguite dalle sostanze attive, con il 24,8% del mercato e dalle capsule, con circa il 17%.
Le spese per la salute (in % del PIL) sono aumentate, dal 6% nel 2004 al 6,5% nel 2006, e le stime indicano la crescita fino al 7,1% nel 2009, secondo uno studio EIU.
In cifre, le spese per la salute sono aumentate, globalmente, da 3,5 miliardi di euro nel 2004 a 5,3 miliardi di euro nel 2006, con prospettive di arrivare a circa 7 miliardi di euro nel 2009.
La spesa pro capite per medicinali era nel 2004 di 162 euro, e sale nel 2006 a 244 euro, con previsioni di arrivare a 323 euro fino nel 2009.

Il lavoro di perfezionamento attivo (lohn) e’ in via di sparizione: la riduzione dei dazi doganali mettera’ in crisi il settore con i piu’ bassi stipendi
E’ noto che l’industria delle confezioni a base di perfezionamento attivo offre i piu’ bassi stipendi in Romania. Nonostante cio’, la Romania e’ il paese europeo con il piu’ alto volume delle esportazioni di capi di abbigliamento in tessili verso l’Unione Europea. In una classifica globale, il paese si piazza al terzo posto, con una quota di mercato del 9%, dopo la Cina e Hong Kong, con quote di mercato del 12%, e Turchia con il 10,5%. Seguono la Tunisia con il 6% e l’India con il 5,5%.
“Il mercato europeo delle confezioni e’ il piu’ grande del mondo, 20 volte piu’ voluminoso di quello degli SUA” considera Dietmar C. Stiel, direttore generale del Avanz, consulente specializzato nelle confezioni e pelletteria. Nel 2005 Cina e Hong Kong hanno esportato nell’UE prodotti per 10,9 miliardi di euro, la Romania insieme alla Bulgaria e Repubblica Moldavia hanno venduto nell’UE confezioni per 3,5 miliardi di euro e la Turchia per 3,1 miliardi di euro.
Il valore dei soli prodotti esportati dalla Romania e’ stato di 2,7 miliardi di euro, il che piazza il paese al quarto posto. Seguono la Tunisia con 1,8 miliardi di euro ed il Marocco con 1,6 miliardi di euro.
Il mercato delle confezioni
Dal punto di vista del livello della produzione e delle esportazioni, l’industria romena delle confezioni e’ al primo posto in Europa. Delle oltre 5.000 compagnie che producono confezioni, 3.500 sono romene, 1.500 bulgare e 300 moldave. La Romania occupa il primo posto anche per quanto riguarda le importazioni di accessori per tessuti e confezioni (il 98% di queste sono d’importazione) .
La riduzione dei dazi doganali dal 18% al 6% dopo l’adesione del paese all’UE cambiera’ la configurazione del mercato romeno delle confezioni ed il perfezionamento attivo diminuira’ continuamente.
Segnali in tal senso esistono gia’: negli ultimi anni, il perfezionamento attivo si e’ ridotto dall’80% al 60%, e nel 2007 il trend rimane discendente. Nonostante uno studio Eurostat indichi che la Romania ha un grande potenziale per gli affari nel campo delle confezioni, dopo l’adesione, le prospettive dei produttori romeni sono poco rosee.
L’aumento dello stipendio minimo a livello nazionale determinera’ anche l’aumento dei costi di produzione. Attualmente, il 75% delle spese sono costi di produzione, compresi gli salari, l’8-10% sono costi di gestione ed ammortamenti, ed il profitto varia tra il 7 ed il 15%.
Prospettive
Il 75% dei produttori romeni di confezioni non sono soddisfatti della qualita’ dei tessuti nazionali e di conseguenza non rinunceranno alle importazioni e conseguentemente anche al perfezionamento attivo. Il 65% dei produttori autoctoni intendono aumentare a breve la produttivita’ delle loro unita’ di produzione di confezioni e ridurre i costi di fabbricazione. Nonostante cio’, soltanto meta’ di loro (34% del totale) sono d’accordo ad investire in attrezzature, macchinari e tecnologie moderne. Da qui risulta la conclusione che il profitto risultato dalla riduzione dei dazi doganali non sara’ riflettuto immediatamente negli aumenti salariale, nonostante questi siano obbligatori, ne’ in nuove attrezzature. Lo conferma anche lo studio Eurostat che afferma che il 31% dei produttori indigeni di confezioni non intende cambiare niente nell’affare che dirige, ed il 44% intende redirezionare le vendite verso il mercato locale. Le opinioni dei confezionisti romeni sono confermate anche dalle statistiche. Dopo l’adesione, un terzo delle 1.200 compagnie impegnate in attivita’ di perfezionamento attivo spariranno dal mercato, attraverso fallimenti, abbandono dell’attivita’ o altri motivi.

I romeni acquistano una tonnellata di gioielli al mese
Tre quarti del mercato romeno dei gioielli/oreficeria opera a livello “sotterraneo”, evitando il pagamento di tasse ed imposte per circa 1 milione di euro.
La produzione autoctona di gioielli rappresenta, mensilmente, circa mezza tonnellata, di cui meta’ in oro e meta’ in argento; le importazioni rappresentano un’altra mezza tonnellata.
„Le quantita’ continuano ad aumentare, pero’ i romeni sono molto indietro rispetto ad altri europei, i tedeschi per esempio, per l’acquisto di gioielli“ afferma Karl Heinz, presidente del Patronato dei Gioiellieri della Romania.
Lo sviluppo spettacolare del mercato nero nel campo della gioielleria e’ determinato dall’alto livello della fiscalita’, crede Heinz. Attualmente, lo stato romeno incassa accise per 30.000 euro al mese, dai 3.500 operatori del campo della gioielleria.
Il 75% e’ mercato nero
Il mercato nero rappresenta circa il 75% dei 1.000 chilogrammi di gioielli venduti mensilmente. La percentuale e’ alimentata dal Codice fiscale del 2004, che ha eliminato le accise al pegno, il che ha permesso l’apertura del mercato sotterraneo.
„Per i quantitativi commercializzati “al nero” una stima modesta o molto modesta indicherebbe accise per piu’ di 1 milione di euro da versare alle casse dello stato, mensilmente“ aggiunge Heinz. „Per sviluppare il mercato normale dovrebbe essere modificata la legislazione fiscale che non permette all’industria uno sviluppo normale“ aggiunge lo stesso. Nel campo dell’argento le accise mancano e di conseguenza il mercato nero si manifesta soltanto per quanto riguarda l’oro.
„Sul mercato dei gioielli dell’Europa Orientale cambiera’ la struttura della distribuzione. Esistono grandi differenze tra i negozi di lusso e quelli tradizionali, ma anche spese piu’ contenute per orologi e gioielli rispetto a quelli dell’Europa Occidentale. Inoltre, questo campo si confronta con una pressione dei prezzi determinata dagli alti dazi doganali“, afferma Stefan Hencke, CEO di Convenis Group, specialista in management dei marchi e dei beni di lusso.

Caffe’ Costa anche in Romania
La catena dei caffe’ Costa sbarchera’ anche sul mercato romeno entro la fine del 2006: le prime unita’ saranno aperte a dicembre, in base a contratti di franchising con partner romeni. Nell’Europa Orientale, oltre alla Romania, Costa aprira’ dei caffe’ anche in Polonia e Bulgaria, fino ad arrivare ad un totale di 300 unita’ nei 3 paesi.
Il marchio Costa e’ stato lanciato in Italia, nel 1971, e fa parte del gruppo britannico Whitbread, una delle piu’ importanti compagnie dell’industria dell’ospitalita’.
Il caffe’ sara’ portato da Londra, e nei negozi saranno disponibili anche altri prodotti alimentari specifici al menu Costa.

Notizia dell’ultima ora:
Pirelli informa: Pirelli Tyre comincia la produzione nel nuovo stabilimento in Romania
Pirelli Tyre ha cominciato ufficialmente la produzione di pneumatici in Romania nel nuovo stabilimento di Slatina. L’impianto è destinato alla produzione di pneumatici alto di gamma per vettura e Suv (Sport Utility Vehicle) e si trova nelle vicinanze dello stabilimento steel-cord (cordicella metallica) inaugurato nel 2005. La nuova fabbrica di Slatina, una delle più moderne al mondo per la produzione di pneumatici, utilizza le migliori tecnologie produttive non robotizzate per la produzione di pneumatici ad alte prestazioni, di cui Pirelli Tyre è leader, comprendendo la gamma Winter, High-Performance, Ultra-High-Performance e Suv. Il complesso industriale, steel-cord compreso, si estende su un’area di 500.000 mq e alla fine del 2006 avra’ circa 770 dipendenti, di cui circa 450 negli pneumatici. Il 2006 si chiuderà con una produzione di 300.000 pneumatici che saliranno a 2.000.000 nel 2007. A pieno regime, la nuova fabbrica produrra’ 4,5 milioni di pneumatici ad alte prestazioni l’anno, con circa 1.000 dipendenti. L’investimento ammonta a circa 170 milioni di euro. Per il Gruppo Pirelli, Slatina, rappresenta un polo industriale fondamentale. La nuova fabbrica per pneumatici vettura e lo stabilimento per la cordicella metallica costituiscono nella strategia industriale di Pirelli un punto di forza di rilevanza mondiale. L’insediamento di Slatina, destinato nel tempo a diventare uno dei più grandi stabilimenti per pneumatici vettura al mondo, consente a Pirelli di aumentare la propria capacita’ produttiva secondo la richiesta del mercato nei segmenti alto di gamma, che crescono a ritmi elevati sia in Europa sia nel resto del mondo.

REDAZIONALE DEGLI SPONSOR

Sotto le Ali del Leone
“Sotto le Ali del Leone”
COMUNICATO STAMPA
(Bucarest, li26.10.2006) „Generali Asigurari” promuove lassicurazione sulla vita di tipo unit – linked

La Compagnia Generali Asigurari sta promovendo in questo mese lassicurazione GENerali Investment Unit Solution, un nuovo tipo dassicurazione sulla vita, basato sugli investimenti. I clienti Generali hanno a disposizione una gamma di strumenti dinvestimento, strutturati in tre fondi, differenziati a secondo il grado di rischio: Confident, Armonie e Activ. I prodotti unit linked si differenziano dalle assicurazioni tradizionali essenzialmente attraverso il modo di gestire il rischio dinvestimento. Questi prodotti si rivolgono alle persone che desiderano assumersi il rischio dellinvestimento e le quali iniziano ad orientarsi verso strumenti di risparmio piu complessi rispetto a quelli tradizionali (ad esempio, deposti bancari o titoli di stato).
GENerali Investment Unit Solution rappresenta un autentico piano dinvestimento personale che garantisce pero anche la protezione del cliente e della sua famiglia, nel caso in cui si verifichino avvenimenti imprevisti.
La polizza di tipo unit – linked – GENerali Investment Unit Solution – offre ai propri clienti lopportunita di una scelta nel variare la strategia dinvestimento o nelleffettuare dei pagamenti aggiuntivi, indipendentemente da quelli scaglionati, previsti nel contratto d’assicurazione.
In funzione dellopzione del cliente la cui eta non deve superare i 75 anni, entro la fine del contratto assicurativo, la durata del contratto varia da 5 a 30 anni.
Nel momento in cui la polizza assicurativa di tipo GENerali Investment Unit Solution giunge a termine, il capitale puoessere ricevuto dal cliente integralmente o sotto forma di pensione, in funzione delle preferenze di questo. Si puo optare per un vitalizio garantito temporaneo o per un vitalizio diviso proporzionalmente fra i coniugi.
Generali Asigurari offre ai propri clienti, attraverso i tre fondi, la possibilitadinvestire i soldi sia a breve che a lungo termine, il guadagno variando in funzione del grado di rischio e del profitto desiderato.
In questo senso, GENerali Investment Union Solution – Confident si rivolge a quelle persone che non amano rischiare e che desiderano un guadagno sicuro. GENerali Investment Unit Solution – Armonie eadatto alle persone che abbinano al rischio il rendimento, mentre GENerali Investment Unit Solution – Activ si rivolge a coloro che desiderano un guadagno elevato e che sono disposti a rischiare per ottenerlo. Nel mese di settembre sono stati lanciati i fondi dinvestimento Confident e Armonie, entrambi in RON. Il primo ha nella composizione il 75% di strumenti del mercato monetario e il 25% di strumenti a reddito fisso e, il secondo ecostituito in proporzione del 75% da strumenti a reddito fisso e dal 25% di azioni. “Entro la fine di questanno, quando stimiamo che concluderemmo circa 1.000 contratti di assicurazione unit linked, aggiungeremmo un altro fondo in RON, con, principalmente investimenti in azioni” ha dichiarato il direttore generale della Compagnia Generali Asigurari, il Sig. Tudor Moldovan. “Inoltre, nella prima metta dellanno 2007, la Compagnia, promuovvera altri tre fondi in moneta europea. “I programmi dinvestimento”, ha ancora aggiunto il direttore generale, “saranno pubblicati sia sul sito della compagnia, www.generali.ro, sia settimanalmente su un quotidiano ad alto tiraggio” Lassicurazione unit – linked GENerali Investment Unit Solution puoessere completata da unassicurazione aggiuntiva, di tipo: per decesso come conseguenza di unincidente, per linvaliditatotale o permanente derivante da unincidente, per lindennità giornaliera destinata alla degenza in seguito ad un incidente, per lindennitagiornaliera in seguito allimobilizazzione temporaria dovuta alla gessatura, per lindennità ottenuta in seguito ad interventi chirurgici dovuti ad incidenti, per lindennità per malattie gravi. In aggiunta, le assicurazioni per incidenti sono valide anche durante il periodo di rilascio del pagamento dei premi.

Coloro che desiderano stipulare una polizza GENerali Investment Unit Solution, lo possono fare rivolgendosi ad un agente assicurativo delle oltre 69 agenzie e punti di lavoro della nostra compagnia.
Generali Asigurari eparte del gruppo internazionale Generali, uno dei piu vecchi gruppi assicurativi del mondo. Con uninterruzzine durante il periodo comunista, la compagnia e presente sul mercato romeno dal 1835. La rete territoriale di Generali Asigurari ecomposta da 69 agenzie e punti di lavoro e il portafoglio della compagnia vanta oggi tutti i tipi di assicurazioni. Nel 2005, Generali Asigurari ha rapportato una cifra daffari di 108.5 milioni RON.

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